Valutazione dell’impatto ambientale della gestione dei rifiuti urbani in Provincia di Varese mediante LCA: il ruolo dei trasporti Giovanni Dotelli [email protected] , Emanuele Brambilla Pisoni, Donatella Botta, Paco Melià - Politecnico di Milano Roberto Raccanelli - Environmental Resources Management ERM Italia, Milano Riassunto La metodologia LCA è applicata al Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti Urbani (PPGR) della Provincia di Varese. L’impatto del PPGR è valutato mediante l’indicatore Eco-Indicator 99. L’analisi evidenzia come la fase di trasporto dei rifiuti, considerata trascurabile in studi analoghi condotti in altre località italiane ed europee, sia responsabile di impatti quantitativamente comparabili con quelli relativi alle fasi di riciclo e smaltimento dei rifiuti stessi. Il confronto dei dati ottenuti con quelli derivati dall’utilizzo di altri ecoindicatori (CML2, EPS 2000), ha confermato la robustezza delle valutazioni. L’impiego di dati primari (rilevamenti diretti sul territorio) nella fase di inventario non ha effetti significativi sulla valutazione dell’impatto complessivo del piano, ma risulta cruciale per valutare i singoli sottoprocessi e, quindi, per utilizzare l’LCA come strumento di supporto alle decisioni in ambito pianificatorio. Summary The LCA methodology is applied to the Varese Provincial Plan for Urban Waste Managemen (PPGR)t. The environmental impact is evaluated using Eco-Indicator 99, often adopted for assessing waste management plans. The analysis results point out that the transport step, usually overlooked in other Italian and European similar studies, is responsible for impacts comparable to those of the recycling and final disposal steps. The results are compared to those obtained by using other ecoindicators (CML2, EPS 2000), confirming the robustness of our estimates with respect to the choice of the ecoindicator. The use of primary data (i.e., deriving from direct measurement surveys) for compiling the inventory does not imply significant changes on the estimate of the total impact, but is shown to be critical to assess specific sub-processes and therefore to make LCA an effective decision supporting tool for planning and managing. 1. Introduzione La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti da tempo costituiscono un problema prioritario nei paesi industrializzati.L’analisi del ciclo di vita (LCA), applicata non solo ai prodotti, ma anche ai piani e ai programmi di gestione dei rifiuti costituisce uno strumento per quantificare gli impatti generati e proporre delle alternative ambientalmente vantaggiose. Una delle funzioni chiave della pianificazione del ciclo dei rifiuti è la protezione dell’ambiente, inteso nell’accezione più ampia del termine [1]; per modellizzare tale processo, si divide solitamente l’intero ciclo in due fasi principali: (a) raccolta e trasporto dei rifiuti, (b) riciclo dei materiali e smaltimento finale. Da un’analisi approfondita della letteratura tecnica ad oggi prodotta, è emerso come gli studi si siano concentrati principalmente sulla fase di riciclo e smaltimento, andando a valutare minuziosamente gli impatti potenziali generati dai singoli processi [2]. Solamente in alcuni lavori si è analizzata nel dettaglio la fase di raccolta e trasporto dei rifiuti: Eriksson [3] ne ha ricavato impatti marginali rispetto al totale dato dal sistema di gestione visto nel suo insieme. Beigl e Salhofer [4] hanno studiato vari sistemi di raccolta concludendo che, nel caso di conferimento a carico dell’utente, si generano impatti nettamente maggiori rispetto ai sistemi municipalizzati; anche in questo caso è da notare la mancanza di un confronto tra la fase di raccolta e quella di smaltimento. Anche i principali studi italiani sull’argomento [1,5] assegnano un ruolo marginale agli impatti potenziali che si generano durante la fase di raccolta e trasporto. Emerge quindi come non si sia mai affrontato in modo organico il confronto tra le due fasi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, per ottenere le importanze relative in termini di impatti potenziali generati; a conferma di ciò, la rassegna di Bjorklund e Finnveden [6] non evidenzia mai la fase di raccolta e trasporto dei rifiuti come fonte di impatti considerevoli. Il presente lavoro si propone di valutare il peso relativo dell’impatto della fase di movimentazione dei rifiuti all’interno del sistema di gestione provinciale; come caso studio è stata scelta la Provincia di Varese (Fig. 1). Tale realtà conta una popolazione di circa 800.000 abitanti, distribuiti su una superficie di 1.200 km2, con una produzione annua di rifiuti che si attesta intorno alle 412.000 t e una raccolta differenziata che ammonta al 48% [7]. La dotazione impiantistica principale è costituita da un termovalorizzatore a Busto Arsizio e da una discarica a Gorla Maggiore, a sud del territorio; per le operazioni di riciclaggio si utilizzano impianti siti sia all’interno che all’esterno del contesto provinciale. La Provincia di Varese si è recentemente dotata del Programma Provinciale di Gestione dei Rifiuti [8], il quale utilizza un Fig. 0 - La Provincia di Varese arco temporale decennale. Dall’analisi del documento, si constata che la parte relativa ai trasporti non è stata affrontata. 2. Relazione 2.1 Metodologia Attenendosi alle linee guida tracciate nella normativa ISO 14040, una LCA deve valutare gli impatti potenziali di un oggetto o servizio dalla culla alla tomba. Applicando la metodologia al sistema di gestione dei rifiuti, occorre tuttavia ricalibrare i confini del sistema: il flusso dei rifiuti, infatti, è visto come ingresso senza impatti a monte, escludendo quindi le fasi di creazione e di utilizzo dei manufatti divenuti propriamente rifiuti. Come unità funzionale, è stata scelta una tonnellata di rifiuto tal quale, raccolta e smaltita dal servizio di gestione rifiuti della Provincia di Varese; questo per poter operare confronti al variare della composizione merceologica del rifiuto, della quantità totale di rifiuti prodotta e delle scelte tecnologiche e logistiche di gestione. I dati primari riguardanti la produzione di rifiuti e la composizione merceologica si riferiscono all’anno 2003 [7]. I limiti geografici del sistema considerato non si estendono alla sola Provincia di Varese, ma sono stati ampliati al territorio della Lombardia e del Piemonte, per poter comprendere tutti gli impianti di trattamento e riciclaggio utilizzati. L’analisi è stata condotta con l’ausilio del software SimaPro 6.0, sviluppato dalla Prè Consultant, che permette di creare un modello per analizzare il ciclo di vita di un oggetto o servizio e valutarne gli impatti potenziali generati. Tra le possibili scelte di ecoindicatori, si è optato per EcoIndicator 99 [9], che risulta essere particolarmente utilizzato in ambito sia europeo che italiano [1]. Gli impatti delle 11 categorie e delle 3 macrocategorie sono espressi in MegaEcopunti (MPt). 2.2 Costruzione del modello (LCI) Per modellizzare al meglio la fase di raccolta e trasporto dei rifiuti, dopo aver valutato i differenti sistemi di gestione della raccolta e trasporto in Provincia di Varese, si sono scelti tre automezzi reperibili nella banca dati BUWAL 250; i dettagli di tali mezzi sono presentati in Tab. 1. Le emissioni dei camion sono proporzionali al valore ottenuto dal chilometraggio percorso dal mezzo moltiplicato per il carico trasportato (t*km), eccetto che per l’autocompattatore, dove le emissioni sono correlate principalmente al tempo di funzionamento della pressa e sono quindi proporzionali alle sue ore di impiego. La fase successiva è consistita nel calcolo delle distanze percorse dai vari automezzi; tale valore è fortemente dipendente dal metodo di raccolta, dalle tipologie di raccolta differenziata adottata nei Comuni e dalla densità abitativa. I metodi di raccolta utilizzati a livello provinciale sono principalmente due: la raccolta porta a porta o la raccolta con cassonetti. Di conseguenza, ad ogni Comune della Provincia e ad ogni frazione merceologica raccolta è stato assegnato uno di questi due metodi. I comuni sono poi stati suddivisi in due classi in base alla densità abitativa. I dati secondari utilizzati nella prima analisi sono stati ottenuti dal principale studio ANPA sulla raccolta differenziata [10]; i trasporti sino agli impianti sono stati invece calcolati a partire dalla localizzazione degli impianti stessi, sempre suddividendo i rifiuti in base ai Comuni di produzione. Il totale dei rifiuti prodotti e raccolti nell’anno 2003 è riportato in Tab. 2. Il passo successivo è consistito nel calcolo dei chilometri percorsi dai mezzi ogni anno per ogni frazione merceologica: per fare ciò si sono incrociati i dati di produzione dei rifiuti con i chilometri di percorrenza per ogni tonnellata raccolta, suddivisi in base alla densità. Tab. 1 - Automezzi utilizzati nel modello dei trasporti Veicolo Autocompattatore Furgone da trasporto Camion da 16 t Carico max (t) 3.5 Unità 16 t*km h t*km Funzione Raccolta e compattazione dei rifiuti a bassa densità Raccolta porta a porta dei rifiuti urbani Trasporto rifiuti agli impianti di trattamento su lunghe distanze Tab. 2 - Rifiuti raccolti annualmente in Provincia di Varese; AD: Alta Densità - BD: Bassa Densità Frazione merceologica Plastica Carta Vetro Organico Indifferenziato AD porta a porta (t) 7482.27 29607.48 19120.59 136265.63 23968.14 AD cassonetti (t) 1070.05 1305.42 8384.93 0 0 BD porta a porta (t) 1851.29 4782.81 4696.86 32807.03 2485.51 BD cassonetti (t) 349.82 1572.67 2599.73 0 0 Totale (t) 10753.43 37268.39 34802.11 169072.66 26453.66 La fase di riciclaggio e smaltimento finale è formata da molti sottoprocessi, necessari per trattare ogni singola frazione merceologica raccolta: (a) riciclaggio della plastica, della carta, del vetro, dei materiali ferrosi, degli ingombranti e compostaggio della frazione organica; (b) termovalorizzazione; (c) conferimento in discarica. Per la valutazione delle emissioni concernenti tali fasi, si è optato per l’utilizzo della banca dati BUWAL250, disponibile in SimaPro 6.0, in quanto tali valori possono essere scelti in base alla tipologia degli impianti, alla tecnologia installata e all’area geografica in esame. Le uniche integrazioni ai valori provenienti dalla banca dati riguardano la produzione di energia elettrica da biogas captato dalla discarica (4.621 MWh/anno) e la produzione di energia elettrica da termovalorizzatore (38.000 MWh/anno), considerati come sconto sulle emissioni in quanto tale energia non è prodotta dal sistema energetico nazionale. 2.3 Risultati (Life Cycle Impact Assessment, LCIA) La metodologia di EcoIndicator 99 suddivide gli effetti sull’ambiente in 11 categorie, che vengono in seguito raggruppate in tre macrocategorie principali (Salute umana, Qualità dell’ecosistema e Consumo di risorse). Come si nota dalla Fig. 2, dove sono presentati gli impatti generati dai vari sistemi di raccolta dei rifiuti e suddivisi per macrocategorie, l’ambito maggiormente interessato risulta essere il consumo di risorse, dovuto principalmente all’utilizzo degli idrocarburi per la produzione dei carburanti necessari a movimentare gli automezzi. Un impatto non trascurabile riguarda la macrocategoria Salute umana. Dalla stessa immagine si possono ricavare anche i contributi relativi dovuti alle varie classi merceologiche di rifiuto: Fig. 0 - Risultati LCIA della fase di trasporto con dati secondari - Macrocategorie la frazione che genera impatti maggiori connessi alla raccolta e al trasporto risulta essere la plastica, seguita dall’indifferenziato. Ciò è dovuto anche alla minore densità di tali tipologie di rifiuto rispetto alle altre frazioni, che obbliga ad un numero maggiore di viaggi per il trasporto della stessa quantità in peso. La fase di riciclaggio e smaltimento conduce sia ad impatti positivi che Raccolta e trasporto negativi: i primi sono connessi al Riciclo e smaltimento consumo di energia per i processi e alle emissioni del termovalorizzatore e della discarica, mentre i secondi sono possibili grazie al riciclaggio, che evita il consumo di risorse primarie, e alla produzione di energia elettrica. Unificando le due analisi, si ricavano i risultati finali con la prestazione ambientale del sistema in Fig. 0 - Risultati dell'LCIA complessivo - Categorie analisi: in Fig. 3 sono riportati gli impatti, suddivisi nelle 11 categorie di classificazione, sia positivi che negativi. Emerge come la categoria combustibili fossili sia quella che ottiene il maggiore sconto dalla fase di riciclaggio e smaltimento bilanciando gli impatti connessi alla fase di raccolta e trasporto. L’impatto maggiore rimane quindi quello sull’apparato respiratorio derivante dalle sostanze inorganiche, in cui gli sconti della fase di riciclo e smaltimento non riescono a sopperire agli impatti della fase di raccolta e trasporto dei rifiuti. È interessante notare come entrambe le fasi considerate generino impatti positivi rispetto ai cambiamenti climatici. Si è quindi valutata la bontà dei dati da letteratura relativamente agli impatti generati dal sistema di gestione dei rifiuti, operando un confronto tra quanto ottenuto con i dati ANPA e i risultati ottenuti con i dati primari raccolti direttamente nella Provincia di Varese. I punteggi finali dell’analisi mostrano variazioni limitate, con un aumento massimo del 15% rispetto alla qualità dell’ecosistema passando da dati secondari a primari (Tab. 3). Andando però ad analizzare i contributi parziali dei vari sottoprocessi che concorrono alla fase di raccolta e trasporto, emerge chiaramente una grande variazione nei contributi relativi; i dati sono riportati nella Tab. 4 Tab. 3 - Confronto tra punteggi totali ottenuti con dati secondari e primari Macrocategorie d'impatto Salute umana Qualità dell'ecosistema Utilizzo delle risorse: impatto generato impatto evitato Totale impatti generati Totale impatti evitati LCI dati secondari [MPt] LCI dati primari [MPt] Variazione % 2,20 2,40 9,10 0,45 0,52 15,60 2,30 -2.70 4,95 -2,70 2,35 -2.80 5,27 -2,80 2,20 3.70 6,50 3,70 Tab. 4 - Confronto dei contributi agli impatti della fase di raccolta all'impatto della raccolta con dati secondari e primari Materiale raccolto Ferro Organico Plastica Vetro Carta Altri rifiuti Verde Frazione indifferenziata LCIA dati secondari [MPt] 0,03 0,40 2,28 0,12 0,49 0,17 0,05 0,84 LCIA dati primari [MPt] Variazione % 0,03 0 0,34 -15,00 1,58 -30,70 0,11 -8,30 1,06 +116,30 0,17 0 0,15 +200,00 1,80 +114,30 3. Conclusioni I risultati mostrano chiaramente che la fase di raccolta e trasporto produce la maggior parte degli impatti, connessi principalmente con il consumo di risorse non rinnovabili: una parte di questi impatti viene recuperata grazie ai successivi ricicli e ai recuperi energetici. Una pianificazione del ciclo di gestione dei rifiuti che persegua l’obiettivo di diminuire gli impatti sull’ambiente deve, quindi, necessariamente includere uno studio approfondito di tale fase e prevedere opzioni per ottenere una diminuzione delle emissioni totali agendo sui trasporti. L’analisi di alternative che migliorino le prestazioni ambientali del sistema dovrà essere condotta utilizzando esclusivamente dati primari sui trasporti: infatti, dal confronto tra quanto ottenuto con dati primari e dati secondari, emerge come questi ultimi non siano adeguati a descrivere i sottoprocessi connessi alle singole frazioni merceologiche. Le conclusioni di questo lavoro assumono particolare importanza all’interno del sistema di gestione dei rifiuti, in quanto l’opinione pubblica spinge per ottenere miglioramenti ambientali nella fase di riciclaggio e smaltimento, ma si disinteressa dei trasporti che, come si è invece dimostrato, contribuiscono in maniera determinante all’impatto totale. Il risultato ottenuto può essere esteso, oltre che ad ampie zone italiane, anche a molti contesti europei, che presentano caratteristiche simili a quelle della Provincia di Varese sia per quanto riguarda la gestione della raccolta e dello smaltimento che per le caratteristiche ambientali e di popolazione. In tutti questi casi si sottolinea l’importanza dello studio e della pianificazione della fase di raccolta e trasporto dei rifiuti. Bibliografia [1] Di Maria, F., Fantozzi F. (2004) – Life Cycle Assessment of waste to energy micro-pyrolysis system: case study for an italian town – International Journal of Energy Research, vol. 28, pp. 449-461. [2] Thomas, B., McDougall, F. (2005) – Note from the field “International Expert Group on Life Cycle Assessment for integrated waste management” – Journal of Cleaner Production, vol. 13, pp. 321-326. [3] Eriksson, O., Carlsson Reich, M., Frostell, B., Björklund, A., Assefa, G., Sundqvist, J.O., Granath, J., Baky, A., Thyselius, L. (2005) – Municipal solid waste management from a system perspective - Journal of Cleaner Production, vol. 13, pp. 241/252. [4] Beigl, P., Salhofer, S. (2004) – Comparison of ecological effects and costs of communal waste management system – Resource, Conservation and recycling, vol. 41, pp. 83-102. [5] Bruno, C., Castiglioni, F., Girando, C., Ferrero, R., Ragazzoni, C. (2002) – LCA di scenari alternativi per la gestione integrata di RSU nel bacino 10 della Provincia di Cuneo – Università degli Studi di Milano Bicocca, Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio. [6] Björklund, A., Finnveden, G. (2005) – Recycling revisited – life cycle comparisons of global warming impact and total energy use of waste management strategies – Resource, conservation and recycling, vol. 44, pp. 309-317 [7] Osservatorio Provinciale Rifiuti (2004) – Rapporto sulla gestione dei rifiuti in provincia di Varese – Provincia di Varese, Assessorato alla Tutela Ambientale. [8] Provincia di Varese (2004) – Piano Provinciale per la gestione integrata dei rifiuti urbani ed assimilati; sezione 1 - Università dell’Insubria, Scuola Agraria del Parco di Monza, Provincia di Varese (settore Ecologia ed Energia), http://www.provincia.va.it/ambiente.htm [9] Goedkoop, M., Spriensma, R. (2001) – The Eco-Indicator 99 – A damage oriented method for Life Cycle Impact Assessment – Methodology report – Product Ecology Consultants, http://www.pre.nl [10] ANPA (1999) – La raccolta differenziata: aspetti progettuali e gestionali – ANPA, Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Servizi_per_l’Ambiente