Habitat
salute e sviluppo della comunità
San Giacomo e Ponziana

Integrazione tra servizi

Miglioramento della qualità della vita
Partecipazione attiva dei cittadini e avvio dei
processi di empowerment

Gruppo Habitat San Giacomo e Ponziana
I SOGGETTI ATTIVI NEL PROGETTO…
…Prove di integrazione: lasciare qualcosa di
proprio per acquisire qualcosa di tutti
Gruppo Habitat San Giacomo e Ponziana
2000
Ater, Azienda per i Servizi Sanitari, Comune di
Trieste (Area Servizi Sociali e Sanitari), V Circoscrizione, Acli Fanin,
Auser,
Spi Cgil, Gau, Suore Elisabettine
La Quercia coop soc, Consultorio dell’Anziano (sommatoria di
2001
associazioni)
2002
Associazione Mondo 2000, Consorzio Interland (Coop Querciambiente,
Coop Coala),
Associazione Volontariato Insieme (Acli, Auser, Spi Cgil, Gau,
S.Vincenzo de
Paoli)
Il gruppo si incontra in assemblea 2 volte al mese
Dal lavoro di co
progettazione
pubblico/privato si arriva
alle gare d’appalto
(gestione aree esterne,
Portierato Sociale) da
parte dell’Ater, riservate
cooperative
sociali
Dalla sommatoria di soggetti
dell’associazionismo al Consultorio per
l’Anziano all’
Avi
Evoluzione degli spazi:
dal quartiere dal
Vaticano al Consultorio
di via Orlandini, alla
sede Ponziana
alle
in via Lorenzetti 60
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19-64
OVER 65
0-18
9.5%
55%
35,5%
1834
315
over 65a.
1169
427
under 64a.
persone sole
352
1498
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SUDDIVISIONE PER REDDITO DEI RESIDENTI “ATER” IN
PONZIANA
5.000.000
8,4%
39,8%
infer. a 5.000.000
18,4%
33,4%
sup. a 10.000.000
fino a 10.000.000
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Dall’analisi della situazione a …
Lavoro integrato su:

“Campione dei 100” per cominciare…
Lavoro sui bisogni primari per migliorare la qualità della
vita


Lavoro di comunità
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LAVORO INTEGRATO
SUL “CAMPIONE DEI 100”
 Individuazione di 100 persone residenti negli alloggi ATER di
Ponziana, conosciute e sconosciute dai servizi, ad altissimo
carico, che vivono da sole:
 90 ultra 65 anni
 10 sotto i 65 anni
 Visite domiciliari integrate per rilevare la situazione sanitaria,
sociale e abitativa (attori di tutti gli enti)
 Programmi integrati di intervento per soddisfare i bisogni al fine
di ridurre l’istituzionalizzazione – servizi di supporto e sostegno
forniti dall’Avi
 Monitoraggio costante del servizio infermieristico del Distretto 2
sui casi in carico, con attivazione tempestiva del medico di
medicina generale
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100 CASI, DEI QUALI:
75 POSSONO RICEVERE UNA VISITA A DOMICILIO
DI QUESTI:
40 DONNE - 35 UOMINI
50 SONO INVALIDI CIVILI
33 AUTOSUFFICIENTI
35 PARZIALMENTE AUTOSUFFICIENTI
7 NON-AUTOSUFFICIENTI
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100 CASI, DEI QUALI:
75 POSSONO RICEVERE UNA VISITA A DOMICILIO
DI QUESTI:
6 HANNO UN REDDITO INFERIORE A 250 EURO
24 HANNO UN REDDITO TRA 250 E 500 EURO
44 HANNO UN REDDITO SUPERIORE A 500 EURO
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LAVORO SUI BISOGNI PRIMARI PER IL
MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA
VITA






Attività dell’AVI
Servizio infermieristico nella sede Habitat
Assistente sociale del Distretto 2 nella sede Habitat
Assistente sociale del Comune
Portierato sociale
Progetto sperimentale socio sanitario integrato di
assistenza domiciliare
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A.V.I.
Iscritti 195 tutti residenti
15 sono i volontari che lavorano
continuativamente tra cui 5 autisti
Attività


Ascolto telefonico
Assistenza individualizzata








Progetto P.I.D.: partecipazione al progetto integrato
Fornitura di pasti caldi o distribuzione di borse alimentari
Attività di socializzazione







disbrigo di pratiche amministrative
acquisto e consegna della spesa
ritiro e consegna di medicinali
pagamento di bollette
Trasporti con pulmino
“Pomeriggi Insieme”
Corsi di ginnastica dolce e ballo
Pranzi di Natale in ristorante
Feste per varie ricorrenza in sede
Escursioni e gite
Animazione presso la R.S.A “San Giusto”
Avvio della Gestione del “Marenzi”
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A.V.I.

Sono seguiti più di



300 utenti
50% over 75
36% età compresa fra i 65 e i 75 anni
14% under 65.
il maggior numero di utenti sono persone che vivono da sole (per lo più donne) e
che escono poco.


Utenti assistiti in maniera continuativa: da 30 a 40
Arrivano da soli o sono segnalati dagli Enti partner
(ASL-UOT).
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Attività del Servizio Sociale del Comune di
Trieste – UOT n° 2



Presenza del coordinatore e dell’assistente sociale agli incontri
periodici del gruppo Habitat
Attivazione dei portieri sociali nel progetto, tramite affidamento
incarico alla cooperazione sociale
Prevenzione con le persone segnalate in Habitat al fine di evitare
l’isolamento con






Attività di sostegno e socializzazione (tramite
portierato)
Visite domiciliari (assistente sociale e portieri
sociali)
Accompagnamenti e trasporti
Disbrigo pratiche (tramite portierato)
Collaborazione e lavoro di rete tra i vari attori del territorio
Passaggio (responsabilità) dal lavoro con il singolo al lavoro con la
comunità
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Il Portierato sociale: da sportello a servizio sul territorio



L’essere: persone (residenti e non) per/con le persone,
disponibili/capaci di accogliere, ascoltare, promuovere,
consapevoli di portare un “pezzettino”, tra tanti
“pezzettini”, facendo strada insieme
Il pensare: progettazione e stesura documentazione,
confronto ed elaborazione nel lavoro integrato con gli
altri attori del territorio
Il fare: supporto alla persona, azioni di ricerca-intervento,
supporto all’associazione di volontariato, attivazione
delle risorse locali (rete), sviluppo di momenti
aggregativi, interventi con la comunità locale (eventi di
quartiere), accoglienza ed ascolto delle persone,
mediazione/ponte tra cittadini ed istituzioni
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Portierato: alcuni numeri…




Da giugno 2002…. 406 contatti per
301persone per dare 516 prestazioni
Gli operatori visitano costantemente, a
domicilio, circa 60 persone anziane
La ricerca intervento ci ha permesso di
conoscere 407 nuclei familiari
Habitat ad In…Contrada: una media di 40
persone attive in un incontro la settimana
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Progetto sperimentale di assistenza socio
sanitaria integrata
Da gennaio 2003 a gennaio 2004

Selezionate 11 persone anziane multiproblematiche con ricoveri ripetuti
Regia forte ed unica favorisce:

 Attivazione ed erogazione di risposte tempestive
 Sinergia strutturata tra intervento sanitario, sociale e del Terzo
Settore, grazie a contributo dedicato
 Conoscenza delle persone selezionate ed individuazione dei motivi
che portano ai ricoveri ripetuti
 Miglioramento della comunicazione tra i vari attori
 Accrescimento delle capacità professionali e della creatività dei
soggetti coinvolti
 Recupero psicofisico e mantenimento/miglioramento dell’autonomia
di tutte le persone coinvolte
 Attivazione delle risorse personali dei soggetti presi in carico.
 Riduzione tasso istituzionalizzazione
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Progetto sperimentale di assistenza socio
sanitaria integrata

Si diminuiscono le giornate di degenza del 77% e il
punteggio BINA si mantiene costante o si riduce
6 mesi 2002
6 mesi 2003
6 mesi 2002
6 mesi 2003
Giorni
di
ricovero
Giorni
di
ricovero
B.I.N.A.
B.I.N.A.
1
54
8
360
360
2
54
0
360
360
3
55
10
400
420
4
11
0
350
350
5
178
54
470
360
6
46
18
620
550
 Si rimane sotto il budget assegnato.
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LAVORO DI COMUNITA’


Entriamo nelle case di 500 persone con un questionario
Coinvolgiamo le persone “Festa di Primavera”, altri eventi
di quartiere, assemblea pubblica per la riqualificazione delle aree
verdi…

Stimoliamo

Andiamo verso l’autonomia I Capi Casa: da portavoce del
partecipazione ed espressione dei cittadini:
laboratorio di scrittura “Avevo un Paesaggio” per ricordare ed
essere protagonisti
condominio ad attori del cambiamento
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Ricordi privati e storie collettive


Ogni cittadino può e deve poter tornare protagonista di uno suo spazio
esistenziale, espressivo e storico. Deve poter parlare di sé e delle sue
esperienze e soprattutto deve potersi confrontare sulle trasformazioni
del suo habitat, dalla casa al quartiere ai giardini ai luoghi di ritrovo e
sui cambiamenti sociopolitici che hanno determinato modifiche nelle
sue relazioni umane ed affettive, ma anche economiche, culturali,
sanitarie.
Per questo proponiamo il percorso Avevo un paesaggio; percorso che
preveda una ricostruzione condivisa narrativa e fotografica di recupero
della memoria, dove si possa pensare di ricostruire la storia di un intero
quartiere attraverso le memorie dei singoli, in modo non nostalgico e
conservativo ma piuttosto partecipato e vitale, per riuscire a cogliere
negli eventi e nelle mutazioni di ciascuna esistenza lo svolgersi dei
grandi accadimenti, e grazie a riflessioni comuni, provare a riprogettare
insieme il sogno e il desiderio di ciascuno.
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Come… con quali strategie

Capacity Building: Costruzione di capacità con il sostegno ai
volontari, con lo svolgimento di percorsi formativi - “Sviluppo sociale
della Comunità” organizzato dal Distretto 2, “Progettazione
Partecipata” organizzato dalla cooperazione sociale, con la Facoltà di
Architettura di Trieste

Lavoro di Gruppo

Attivazione di: Sinergie/Reciprocità/Protagonismo
Responsabilità
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Costruzione di capacità attraverso la
formazione…
Supporto ai volontari per il passaggio da singoli soggetti a
coalizione di cittadini attivi
Habitat: lavori di comunità in corso – formazione/confronto sui
temi dello sviluppo locale, principi guida l.328/00, i processi di
empowerment nelle comunità territoriali
La progettazione partecipata dal punto di vista urbanistico –
formazione sulle principali scuole di pensiero
architettonico/urbanistico della progettazione partecipata, i
contratti di quartiere come formula di sviluppo locale, l’intreccio tra
aspetti architettonici e sociali
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Il lavoro di gruppo: verso la coalizione (gruppo di gruppi)
Partecipazione agli incontri, in media, di 15/20 persone
Confronto dai temi generali (intero rione)- una volta al
mese… (Responsabile progetto per il Comune, coordinatore Uot 2 e assistente sociale,
Responsabile Distretto e operatori di tutte le UO Distrettuali, csm”Maddalena”, UO
2DDD,responsabile uff. progetti Ater e operatore,
respons, coop. La Quercia, portieri sociali, Avi.
… Alle modalità operative sulle singole situazioni in carico
ai servizi – ogni settimana/due settimane
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Ma non è tutto risolto…
Se Habitat significa sviluppo locale… dal punto di vista
strutturale nulla si è verificato…
 Sinergia e integrazione=presenza, esserci fisicamente,
essere un unico soggetto: è proprio così?
 Essere soggetto unico può anche voler dire attivare le
risorse di tutti da parte di ciascuno?
 Se Habitat è un laboratorio sperimentale… quali sono le
azioni, procedure, priorità, risorse, autonomie istituzionali
decentrate reali e sperimentali… che sono state attivate?
In generale, Habitat
 Ha realmente attivato uno sviluppo locale fatto anche di
responsabilizzazione dei cittadini, non solo in riferimento
ai servizi, ma anche alla vita della collettività?

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Siamo ottimisti perché…
A S. Giacomo Ponziana esistono i
presupposti per la co-costruzione del
Piano di Zona…
…con l’intesa tra le istituzioni Locali e
tra queste ed il Terzo Settore

PARTIAMO?
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