Sommario
Pagina 1
 Educare con Don
Bosco
Pagina 2 Oratorio:

Bimbi in festa 2014
Pagina 3-4-5 Un mese di
calcio a 5:


Educare con Don Bosco
Attuale ancora oggi il sistema educativo di Don Bosco:
“Trattiamo ì giovani con amore ed essi ci ameranno, trattiamoli con rispetto ed
essi ci rispetteranno. Bisogna che essi stessi ci riconoscano come Superiori.
Se vogliamo umiliarli con parole per la ragione che siam Superiori , ci
renderemmo ridicoli”
C Siamo
Ricordando Cesca..
Pagina 6 BasketTiamo:

“Se sto sognando,
non svegliatemi!”
Pagina 7 Social Network:

I giovani e i social
Media
Pagina 8 Tradizioni in città:

Ad ogni città le sue
tradizioni…U
Cannistru!
“Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di
essere amati”
Pagina 9-10 Legalità:

L’inchino e la
vergogna
Pagina 11-12-13 Extra News:


Il coraggio di una
donna
Il mondo
contaminato
Pagina 14-15 Noi Animatori:

Sulle orme di Don
Bosco..con i
giovani,per i giovani
Pagina 16 Chi siamo.
Vivi Don Bosco Magazine
Numero 1 del 08/10/2014
Bimbi in Festa 2014
Nonostante l’allerta meteo colorasse di rosso la
Sicilia nella maggior parte dei siti metereologici
d’Italia, la festa per l’inizio dell’anno oratoriale non
poteva andare meglio, infatti nell’evento
organizzato dalla Saltimbanco Animazione con
l’ausilio degli animatori dell’Oratorio F.M.A. ed
intitolato “BIMBI IN FESTA” più di 100 bambini
hanno dispensato sorrisi ed allegria nei nostri
cortili. Il grigio di una domenica cupa di Ottobre è
stato colorato da quattro gonfiabili, due per i
bambini più cresciuti e due per i più piccoli, il
trucca bimbi, le sculture di palloncini ed i popcorn
hanno chiuso la prima parte di questa giornata.
Nella seconda parte la Saltimbanco Animazione
ha presentato un piccolo spettacolo, facendo
saggiare ai bambini alcuni spettacoli di
animazione che è solita portare nelle feste di
compleanno.
Sketch di cabaret, teatrino delle ombre, teatrino
delle marionette, il mago pagliaccio, balli, giochi e
tante risate…
A chiudere la serata la visita del personaggio più
in voga di questo momento fra i più piccini, la
bella PEPPA PIG.
Con questa festa si aprono ufficialmente le attività dell’oratorio. Art-attack, danza, chitarra, teatro, calcio a
5, Volley, Scout, recupero scolastico, inglese e spagnolo. Sul sito www.vividonbosco.it la scheda d’iscrizione.
OTTAVIO MIANO
Tante altre manifestazioni nel corso dell’anno oratoriale sono in programma:
- la castagnata il 25 Ottobre
- La festa dell’immacolata
- il presepe vivente
- la festa di carnevale
- la scatola magica per la festa bimbi parte
seconda
- e per finire il grest 2015 che ci porterà alla
chiusura dell’anno oratoriale.
Vivi Don Bosco Magazine
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Numero 1 del 08/10/2014
C SIAMO
Pronti ..partenza …via !!! Già iniziata da qualche settimana la
stagione sportiva di calcio a5 per i barcellonesi con l’ unica squadra
del Longano ,la Libertas Zaccagnini impegnata nel torneo regionale
di serie C2 .La squadra biancorossa del presidente Molino Roberto
allenata dal riconfermato Molino Massimo e orfana di Bellinvia e
degli infortunati Barbaro e Kumanako , ha subito una battuta d’arresto contro i vicini di casa
dell ‘ ASD Merì di Venuto ,che guidati dal Barcellonese Domenico Imbesi può contare su
un gruppo ben rodato composto da otto Barcellonesi su dodici . Trascinati da Pietrini,
Sacco(3 gol) e Gitto (5 gol) un giocatore di categoria superiore, la partita è finita con il
risultato di 9 a 5 dopo una gara combattuta lealmente da ambo le parti con la Zaccagnini che
è stata sempre ad inseguire ma che comunque è rimasta in partita per buona parte della gara
dando filo da torcere agli avversari prima di crollare definitivamente .
Tanto Barcellona in questo torneo anche
nell’ altra squadra biancorossa del girone ,
il Castroreale del presidente Rugolo che ha
nel roster ben 7 giocatori Barcellonesi .
Anche per la squadra del presidente
Monaco l’esordio è stato negativo con la
sconfitta tra le mura amiche per 6 a 2
contro la rinforzata neo promossa Sicily
Gim. Sconfitto in casa il Lipari dalla
compagine biancorossa di Montalbano con
il risultato di 2 a 6 ,mentre trova la vittoria
esterna l’altra isolana Salina che batte 3 a 5 il Savio Messina. Altre squadre del torneo la
Virtus Milazzo sconfitta dal Real Aci per 6 a 2 in terra acese , lo Sport Club di Messina
vittorioso tra le mura amiche per 4 a 1 sul Nicolosi . L’unico pareggio della prima giornata
Trinacria – Atene terminata 1 -1.
Seconda giornata ricca di sorprese con il pareggio Montalbano – Trinacria 4 a 4 e la
sconfitta del Merì per 5 a 2 contro gli Isolani del Salina . Meno fortunato invece il Lipari
sconfitto dal quotato Sicily Gym con il risultato di 6-4 . Ancora a secco di punti le due
compagini Biancorosse , Libertas Zaccagnini e Castroreale rispettivamente battute da Sport
Club Peloritana con il risultato di 2 a 7 e dal Nicolosi con il risultato di 2 a 5 .Secondo
pareggio consecutivo per Atene con il risultato 2-2 contro il Real Aci.
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Numero 1 del 08/10/2014
Nella terza giornata da segnalare il big match
tra due neopromosse , Libertas Zaccagnini e
Castroreale in un match giocato davanti ad una
discreta cornice di pubblico le due compagini
biancorosse si sono affrontate a viso aperto con
una Libertas Zaccagnini che faceva da padrone
il primo tempo tenendo il pallino del gioco e
chiudendo in vantaggio 1 a 0 .Secondo tempo
tutto da rivedere per i ragazzi di Molino che
subiscono la rimonta prima con Presti e poi con
Bellantone che chiudono la partita con il
risultato di 3 a 1 . Con i 3 punti che vanno ai
biancorossi di mister Presti che sostituiva alla guida tecnica i due mister uscenti Russo e
Rao , la formazione Barcellonese della Libertas resta la sola squadra senza aver fatto punti.
Altri risultati del girone , la vittoria della capolista a punteggio pieno Sport Club Peloritana
sul Salina 4 – 1 , sconfitta per il Merì contro il Savio Messina 3 a 9 e pareggi tra Trinacria
– Sicily Gym 5 -5 e Atene – Virtus Milazzo , vittorie infine per le squadre di casa con
identico punteggio di 8- 4 negli incontri Real Aci – Montalbano e Lipari – Nicolosi .
ALESSANDRO MOLINO
CLASSIFICA AGGIORNATA ALLA TERZA GIORNATA
Pos
Squadra
G.
W
T L
Goals
Diff
Pti
1
•
Sport C.Peloritana
3
3
0
0
15 - 4
11
9
2
•
Real ACI
3
2
1
0
16 - 8
8
7
3
•
Sicily Gym
3
2
1
0
17 - 11
6
7
4
↑
Salina
3
2
0
1
13 - 11
2
6
5
↑
Montalbano
3
1
1
1
19 - 16
3
4
6
↑
Virtus Milazzo
3
1
1
1
8 - 11
-3
4
7
↑
Savio Messina PGS
3
1
0
2
13 - 10
3
3
8
↑
Trinacria
3
0
3
0
10 - 10
0
3
9
↑
Atene
3
0
3
0
7-7
0
3
10
↑
Merì
3
1
0
2
16 - 20
-4
3
11
↑
Castroreale
3
1
0
2
10 - 14
-4
3
12
↑
Ludica Lipari
3
1
0
2
16 - 21
-5
3
13
↓
Nicolosi
3
1
0
2
12 - 17
-5
3
14
↓
Lib. Zaccagnini
3
0
0
3
7 - 19
-12
0
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Numero 1 del 08/10/2014
Ricordando Cesca…
Si è svolto per il secondo anno consecutivo nel segno
dell’amicizia e della sportività il torneo dedicato a
“Cesca” Scilipoti .
Come potete notare non parliamo né di memorial né di
ricordo perché, così come diceva Suor Marilena nella
preghiera iniziale, non c’è bisogno di ricordare colei che
è “presenza VIVA” specie nei nostri cuori.
Dopo la preghiera iniziale “Mimma Naselli” ha
ringraziato i presenti ed ha ricevuto una targa con su
scritto “non un ricordo ma presenza viva” offerta dalla
società organizzatrice ed un mazzo di fiori dalla
formazione del presidente Molino, la Zaccagnini.
Un saluto l’ha portato anche la FIGC con il suo
Presidente Buglisi e con il responsabile del Calcio a 5
Perdichizzi.
Le gare sono state arbitrate con il doppio arbitro, Pantè Pietro e Melissa Saija della sezione
AIA di Barcellona P.G., sezione che ha gentilmente autorizzato la presenza a titolo gratuito
dei due giovani ed ha presenziato all’evento con il designatore arbitrale di calcio a 5
Marcello Farfaglio.
Sul campo le tre compagini Barcellonesi, la Vivi Don Bosco, l’Or.Sa. e la Libertas Zaccagnini
hanno regalato attimi di spettacolo pur trovandosi in piena preparazione pre-campionato.
Il torneo ha visto prevalere l’ Orsa che ha battuto per 2 - 1 la Vivi Don Bosco e la Zaccagnini
per 4- 0 .
Il Secondo posto è andato alla Libertas Zaccagnini che ha battuto ai rigori la Vivi Don Bosco
dopo un pareggio 3 - 3 sul campo.
Il torneo si è svolto in un clima di lealtà, divertimento e rispetto, principi che hanno
accompagnato da sempre la nostra amica Cesca .
Alessandro Molino
Vivi Don Bosco Magazine
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Numero 1 del 08/10/2014
Se sto sognando, non svegliatemi !
Potrebbe essere questo il titolo di apertura di
quello che è andato in scena nella prima giornata
di campionato al Palazzetto di Patti, che, per le
prime giornate, sarà la casa del Barcellona
Basket.
Già, un sogno che per tutti gli appassionati di
basket continua nonostante le vicissitudini estive
facevano pensare a tutt’altro che ad un altro
campionato di legadue.
Un sogno che grazie al supporto di tutta la città
non ha cessato di esistere e che, ancora più di ieri, avrà bisogno dell’intera città per
continuare a gettare le basi solide per un futuro roseo.
E’ infatti notizia di qualche giorno addietro che la campagna abbonamenti è stata
prolungata, considerato il fatto che la convenienza ad abbonarsi di fatto non viene meno
neanche dopo la prima partita disputata; anzi, a voler essere precisi, le partite “omaggio”
grazie all’abbonamento sarebbero addirittura quasi la metà delle quindici totali.
Tornando a ieri, una partita che, il solo fatto di essere disputata, rappresentava già per il
tifoso giallorosso una vittoria.
Di fronte, c’era quella che sembra presentarsi come una corazzata. Nonostante i dubbi alla
vigilia infatti, riguardanti la solidità economica dei forlivesi, al fischio d’inizio gli ospiti si
presentavano con un organico di categoria superiore, ma nonostante ciò cuore e grinta di Da
Ros e soci giocano la partita perfetta, regalando ai propri tifosi una serata da sogno.
Nella speranza che questo sia soltanto l’inizio di quello che per molti viene definito l’anno
zero.
Maurizio Molino
Foto di Antonio Caracciolo
Vivi Don Bosco Magazine
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Numero 1 del 08/10/2014
I Giovani e i Social Media
Si sente spesso la gente commentare che la nuova generazione non ha più valori e che
ormai ci troviamo nell'era dove il face to face è stato sorpassato. La generazione 2.0
si trova ormai "assuefatta" dalle nuove tecnologie, che sono integrate dai social
network che corniciano ogni momento della giornata.
Una delle prime azioni che si compie la mattina è accendere il cellulare e controllare
le notifiche su Facebook. Durante la giornata ci si scatta foto da postare su Instagram,
ma tutto questo possiamo considerarlo dannoso? O possiamo parlare di un'evoluzione
che apporta migliorie alla società?
Trovandoci in continua evoluzione non si potrà
facilmente ottenere delle risposte esaustive, in
questa rubrica si tenterà di analizzare alcune fasi
o comportamenti che sono compiute dalle nuove
generazioni ormai quotidianamente, sperando di
poter capire come si può sfruttare la rete a nostro
vantaggio.
Nel prossimo numero il primo studio sui social.
Roberta Andaloro
Vivi Don Bosco Magazine
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Numero 1 del 08/10/2014
A ogni città le sue tradizioni…
U cannistru!
Piacevoli e lontani ricordi di bambina, mi
riportano, a quando la mattina del 2 Novembre, ‘A
festa de’ Motti, appena sveglia, il mio primo
pensiero, era alzarmi dal letto, correre su per le
scale e andare fuori in terrazza a vedere cosa i miei
morticini (i mutticeddi) mi avessero portato.
Sebbene fosse una festa per commemorare i
defunti, pi ni autri carusi era na festa!
‘A festa de’ Motti è una festa popolare
antichissima, che risale addirittura al X secolo,
ancora molto sentita ai giorni nostri.
Si racconta, mi raccontavano e ancora oggi mi piace farlo con i miei figli, che i parenti
morti, siano essi nonni, zii, parenti lontani, durante la notte tra l’1 e il 2 Novembre, lasciata
la loro dimora eterna, venissero a visitare i propri cari ancora vivi, portando ai bambini
giocattoli e dolciumi.
Come vuole la tradizione, i genitori fanno credere ai loro bimbi che, se sono stati bravi e
hanno recitato le preghiere, riceveranno dei doni dai loro defunti.
Sul tardi i genitori preparano le ceste, U Cannistru, ceste in vimini e variopinte, con
dolcetti tipici, l’Ossu di mottu e la Frutta martorana, c’è pure chi aggiunge caramelle e
cioccolatini, e poi li nascondono in un posto segreto della casa. Addirittura mi raccontavano
che era imbandita, anche una tavola con frutta secca, fichi, formaggio e vino per i parenti
defunti che venivano a far visita le nostre case.
Un cesto che non era regalato solo ai bambini, i fidanzati lo regalavano anche alla propria
fidanzata come augurio di continuità.
Essa non vuole essere solo una festa goliardica, ma anche un modo per commemorare i
defunti non demonizzando la morte agli occhi dei bambini.
In questi ultimi anni è comparata la nostra ‘A festa de’ Motti a una ricorrenza celtica , la
Festa di Halloween., ormai festeggiata dappertutto, perfino qui da noi.
Festa criticata da tanti, amata da molti giovani!
Discoteche e tanti altri locali organizzano per il 31 Ottobre serate e nottate all’insegna
dell’horror con maschere spaventose, vampiri, fantasmi, teschi e…zucche intagliate.
Insomma una vera e propria carnevalata, per esorcizzare la paura della morte e dell’aldilà,
ed è in questa veste che bisognerebbe guardarla.
Personalmente non sono contraria a questa festa, anzi mi piace travestirmi da streghetta
giocherellona, intagliare la zucca e far divertire i miei bambini con i loro compagnetti.
Allo stesso tempo, non mi piace perder di vista quelle che sono le mie tradizioni, che porto
avanti, in famiglia, con amore e fedeltà!
Loredana Irato
Vivi Don Bosco Magazine
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Numero 1 del 08/10/2014
L’Inchino e la vergogna
Erano passati appena undici giorni.
Non uno di più. Undici giorni dopo la
scomunica ai mafiosi espressa dal
Papa
durante
spianata
di
la
Sibari
Messa
a
nella
Cassano
all’Ionio, una processione con una
statua della Madonna si è fermata
davanti alla casa di un boss della
’ndrangheta per omaggiarlo: trenta
secondi di sosta per simboleggiare l’«inchino» a Giuseppe Mazzagatti, 82enne già
condannato all’ergastolo, adesso ai domiciliari per ragioni di salute. È accaduto il 2
luglio a Oppido Mamertina (RC), come riferisce il Quotidiano della Calabria. La
gente dice no, non è vero non era un gesto di rispetto……., ma solo una sosta.
Ad Oppido M. prima, poi Palermo ed altri. Il caso è scoppiato. La gente che con il
fercolo al seguito della processione è pure obbligata a fermarsi innanzi alla casa del
sedicente BOSS. Ma di cosa stiamo parlando, e di chi stiamo parlando di sedicenti
“uomini d’onore che hanno umiliato soverchiato, questa terra. Che hanno sporcato
con il sangue anche innocente le strade delle proprie città, che occultano rifiuti
tossici, che vendono morte nel grande mercato dello spaccio a ragazzi che potrebbero
essere loro figli, che sfruttano le giovani immigrate attraverso la prostituzione, che
costruiscono scuole e ospedale o ponti, gallerie con materiale pericoloso o con
cemento depotenziato, la favola di Cetto la Qualunque in questa terra ancora è viva e
vera.
Si proprio così la favola di Cetto, poiché in uno stato di diritto, tra gente
culturalmente emancipata, la mafia non può e non deve trovare spazio. Il
Futuro dei nostri giovani dipende da questo.
Vivi Don Bosco Magazine
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Numero 1 del 08/10/2014
Plauso all’arma dei Carabinieri che quando,
il comandante della stazione dei
carabinieri si è accorto di quanto stava accadendo è uscito dalla processione ed ha
avviato le procedure per l’identificazione di tutte le persone che stavano partecipando
al rito religioso. I militari hanno anche realizzato un video di quanto stava accadendo
in modo da poter avere uno strumento per identificare in modo inequivocabile tutti i
partecipanti.
La Madonna non s’inchina se non davanti al Figlio Suo il Redentore idem i Cristiani.
Essere Cristiani ci impone ad avere una statura alta della fede e certamente un
mafioso non ha. Dove c’è Dio c’è amore e dove l’operato non si connota con la
parole amore e libertà allora non c’è Dio.
Esiste un Dio dei mafiosi? Qual è il rapporto tra gli uomini d’onore e la religione?
Fin dalle origini, la mafia ha attinto alla simbologia cattolica per rinsaldare i legami
tra i suoi associati e attribuire dignità alle proprie azioni, creando una ‘religione
capovolta’ a propria misura, cercando compiacenza e complicità tra i ministri del
culto. L’assassinio per mano mafiosa di padre Pino Puglisi giunge al termine di un
lento e difficile processo di maturazione che ha portato le gerarchie ecclesiastiche a
una più critica sensibilità verso le ragioni della legalità. Resiste ancora oggi, tuttavia,
una Chiesa dalle molte anime, in cui l’opera dei sacerdoti impegnati a diffondere sul
territorio una pastorale antimafiosa si scontra spesso con l’atteggiamento di
condiscendenza che altri religiosi mostrano per le ragioni del popolo di Cosa Nostra.
Il santo Padre una volte per tutto ha chiarito il concetto la mafia e i mafiosi non
appartengono a Dio nel loro cuore non c’è spazio. Nel cuore di Dio si, la misericordia
e il pentimento saranno la possibilità per tutti per ricominciare ad essere uomini e
Donne nuove. ma ci auguriamo che nessuno sia disposto più a fermare Madonne e
santi presso porta di mafiosi o massoni.
Marilena Mercurio
Vivi Don Bosco Magazine
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Numero 1 del 08/10/2014
Il coraggio di una donna
Oggi si parla tanto di emergenza
educativa, di crisi del mondo degli
adulti, anzi di profonda crisi delle
istituzioni e degli uomini e donne che
le rappresentano. Il mondo dei valori è
irrinunciabili ha ceduto il passo al
senso dell’edonismo, dell’urgenza del
possesso, come se vivessimo fuori dai
contesti di vita e civiltà. Eppure la crisi
profonda che sconvolge il mondo della
famiglia, della chiesa, della scuola,
della politica è così devastante che fa
emergere un quadro tordo e
inquietante. Da una profonda crisi
solitamente si emerge o totalmente distrutti oppure straordinariamente rinnovati. Allora la
scelta, ripartire e farlo dall’educazione e dall’educabilità, Per far fronte alla “emergenza
educativa”, è necessario riproporre una educazione integrale, offerta da testimoni credibili
da adulti significativi, onesti costruttori di nuove frontiere di convivenza che disdegnino
l’uso dell’altro per banali scopi, che mira a restituire punti di riferimento ai giovani di oggi.
Oggi “educare non ha più nulla di scontato e non può riprodurre le esperienze educative del
passato. Questo cambiamento richiede che tutti coloro che hanno responsabilità. Giorno 14
maggio abbiamo celebrato la festa di Madre Mazzarello, ritengo che sia stata un Genio di
Donna significativa e di educatrice straordinaria.
Madre Mazzarello rievoca un incontro nella vita che cambia, che lascia qualcosa di nuovo,
la sua vita è sull’impronte della scommessa e dell’innovazione. Una sapiente donna che ha
imparato l’azzardo del contadino che semina a piene mani scommettendo sulla qualità e
quantità del raccolto. Così è stata la sua vita di educatrice, scommettere sul potenziale che
ogni giovane potesse offrire a se stessa.
Aspettare e porsi a fianco con rispetto, con amore, con accoglienza, più come maestra come
madre, come donna, come educatrice. Non ponendo mai limiti e tempo ma lasciando
intravedere le possibilità che la vita può riservare alla positività.
Per Maria Mazzarello
la capacità di educarsi e di educare a questo coraggio, anzitutto testimoniandolo e, quindi,
attraverso una vera e propria pedagogia dell'incoraggiamento. È un'opzione educativa
interessante, necessaria in un mondo precario, per chi ci propina una società liquida dove
non è possibile porre radici Ma quella dell'incoraggiamento è un'arte pedagogica di prima
necessità, ieri come oggi, forse oggi ancor più necessaria per superare le tentazioni di
disimpegno e di fuga, di rinuncia e di lassismo di fronte ai problemi dell'educazione.
Sull'Epistolario,
alcune
indicazioni
attuali
della
ricerca
psicopedagogica
su: L'incoraggiamento come approccio elettivo per la promozione delle persone in
divenire. È appena qualche accenno per dimostrare come la “pedagogia
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Numero 1 del 08/10/2014
dell'incoraggiamento” di Maria Mazzarello sia davvero un'intuizione forte, un modello, un
messaggio da raccogliere e da tradurre in azione, oggi più che mai.
Nella ricerca di un'arte educativa dell'incoraggiamento, scientificamente fondata, alcune
“categorie” si impongono all'attenzione, e di esse non è difficile trovare tracce, a volte
vistose, nelle lettere della madre.
Dette categorie sono:
- l'attivare
- il comprendere
- il sottolineare il positivo
- il ridimensionare
- il responsabilizzare
Era l’atteggiamento consueto che questa grande donna viveva e trasmetteva a chi gli
viveva attorno, eppure in quel momento era quasi impossibile di parlare di ottimismo,
quando, vi era: la fine di travaglio per la nascente che scopriva di essere nazione, una terra
lacerata dalla divisione, dalle difficoltà economiche, di una politica distratta. L’invito a
tutte di rileggere le lettere di Madre Mazzarello così semplici apparentemente, ma così
straordinariamente preziose all’occhio attento.
Rileggere le lettere - alcune in particolare - secondo queste “categorie” ritradotte nella
ricchezza di una spiritualità intensa significa scoprire la pedagogia della Mazzarello
nell'originalità del suo modo di essere madre e maestra di vita . Alle Figlie, coinvolte fino
in fondo nel suo progetto, la madre chiede il coraggio dell'impegno e della perseveranza e
raccomanda: “Non tante paure per i vostri difetti!”. Non esita a riconoscere che “la vita è
una continua guerra di battaglia”, ma si può vincere, specie se le virtù sono praticate col
cuore, un cuore “aperto, generoso e grande”, come lei dice dandone per prima l'esempio.
Bisogna, infatti, “insegnare con l'esempio”, non stancarsi di “animare”, saper “correggere
con carità”: questa è la strada per comprendere e per comprendersi reciprocamente,
studiando "i naturali" di ciascuna "per saperli prendere". Si trova così il coraggio di farsi
sante, sdrammatizzando le difficoltà, ridimensionando le pene, visto che "dopo pochi giorni
di combattimento c'è il Paradiso, per sempre! "La responsabilità, allora, è quella di portare
la croce con coraggio, sapendo che è vero che non siamo capaci a nulla, “ma con l'umiltà e
la preghiera terremo il Signore vicino a noi”. E lei ha fiducia nelle sue Figlie, vuole che
siano "umili", "allegre", "piene di carità", che “non si scoraggino mai, qualunque disturbo
possano incontrare”. Si sente, in questa pedagogia dell'incoraggiamento, la bella
“salesianità” di don Bosco reinterpretata dal “genio femminile” di Maria Mazzarello,
anch'essa partecipe, in pienezza, di “tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne
nella storia del Popolo di Dio”. E vi si coglie l'invito di Cristo a “non avere paura”, per
“varcare la soglia della speranza” in un contesto socio culturale che vuole soffocare la
speranza.
Marilena Mercurio
Vivi Don Bosco Magazine
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Numero 1 del 08/10/2014
Il mondo contaminato
In questi mesi, in questi anni, si è incominciato a parlare, spesso con toni sempre più
allarmati, della questione dell’immigrazione “illegale”. L’arrivo dei clandestini è un fatto
che viene spesso pubblicamente denunciato, mentre privatamente viene assorbito per
incontrare le esigenze crescenti della forza lavoro. Sulla scia del cambiamento radicale della
morfologia della cultura urbana nell’occidente, si incomincia anche a parlare, di solito in
toni meno aspri, dello sviluppo di una società
multietnica, delle culture ibride e delle realtà meticciate.Il secondo fenomeno però, anche
quando non viene visto attraverso gli occhi della xenofobia, è di solito trattato come
fenomeno recente e, in
ogni modo, di poco conto nella realtà storica e complessa della nazione. Si sa che, al
contrario degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia, l’Italia non ha partecipato
direttamente al saccheggio del mondo, pur giustificando a suo tempo la schiavitù razzistica,
il colonialismo rapace e l’autoritarismo imperiale. Questi spettri della storia, che ogni tanto
ritornano a disturbare gli scenari urbani di Los Angeles, Londra o Parigi, non fanno parte
della storia italiana.
Ma siamo sicuri? L’Italia è anch’essa parte della modernità occidentale; il suo caffè, i suoi
pomodori, come la ricchezza della sua architettura barocca, sono tra i frutti del suo
inquadramento nel mondo
coloniale. Ci sono stati inoltre degli eventi imperiali nell’Africa orientale, perseguiti sia
dallo stato liberale sia dallo stato fascista. Le palme dell’Italia meridionale non sono
“native”, simboleggiavano i percorsi d’oltremare, un sogno imperiale andato poi in
frantumi. Notava Hannah Arendt che l’interno moderno e metropolitano è stato costituito
dallo sfruttamento imperiale esterno.
Lo sfruttamento dell’immigrazione è un fenomeno commerciale, mai etico, fuori da ogni
immorale che attraverso le connivenza
Marilena Mercurio
Vivi Don Bosco Magazine
13
Numero 1 del 08/10/2014
SULLE ORME DI DON BOSCO.. CON I GIOVANI, PER I GIOVANI
"Vivere è Meraviglioso!" Potrebbe sembrare una di quelle banali "frasi fatte", tipiche dei
film, una di quelle frasi che nel nostro quotidiano, presi dallo stress e dai problemi che
paralizzano le nostre menti, non avremmo mai il coraggio di pronunciare. Invece no! Questo
non accade a chi, ogni istante della propria esistenza, professa con Gioia e Allegria la
meraviglia del Credere in "Qualcosa" che allieta l'Animo in una maniera inequiparabile.
Questo non accade agli ANIMATORI SALESIANI! Seppur umani come gli altri, e soggetti
dunque alle problematiche che il Vivere riserva, essi hanno, e DEVONO AVERE, un
motivo in più per vedere il Mondo con Occhi "puliti", privi dei fumi che offuscano la
Verità, facendo credere che "va sempre tutto male!" Non è vero che va tutto male..e
L'animatore Salesiano questo l'ha capito! Proprio come, ai tempi, ad intuirlo fu Don Bosco
che comprese che per vivere il bello che ci è stato dato in Dono, non c'è metodo più efficace
della "Presa di Coscienza".. del "mettersi in gioco".. del "sacrificio".. del "lavoro".. dello
"studio".. solo partendo da buone basi si può costruire una casa solida e forte, e solo così
facendo si può arrivare a dire "Che Giornata Meravigliosa!" E il nostro Santo Ispiratore,
comprendendo l'importanza di tutto ciò, faceva si che soprattutto i Giovani apprendessero i
sani valori sui quali crescere e migliorarsi per affrontare al Meglio il proprio futuro.. Ed il
segreto infatti risiede proprio in questo.. sia se si tratti di Giovani, genitori, insegnanti,
tecnici, dirigenti, bisogna convincersi del fatto che ognuno di noi appartiene alla comunità
fino ad essere sua espressione e che ciascuno può essere in grado di incarnare la missione
educativa. Èd è proprio questa una delle missioni più importanti per un Animatore
Salesiano: Riuscire a trasmettere questi principi ai ragazzi in modo da renderli "Buoni
Cristiani e Onesti Cittadini", indirizzandoli dunque su un sentiero che in maniera fluida
coinvolga l'aspetto sociale e religioso, che (più di quanto possiamo immaginare) camminano
all'unisono. Tutto ciò deve però venir fatto non "inculcando" nozioni o sottoforma di
"lezioni magistrali", ma traducendo l'Amore per i giovani in una prassi pedagogica
"spontanea" (il sistema preventivo) capace di svegliare le risorse interiori che il giovane
possiede, di quello che porta con sé e, soprattutto incitandolo a fare sempre di più.. Bisogna
che instauri un' amicizia profonda e autorevole, capace di capire, accompagnare, proporre,
arricchendo ciascuno con la propria esperienza e testimonianza e lasciandosi arricchire dalle
manifestazioni dello Spirito presente nella vita dei Giovani. Per definirsi inoltre un
animatore "salesiano" è necessario che egli incarni lo spirito e tutti quei tratti caratteristici
dell'esperienza evangelica di Don Bosco e Madre Mazzarello, e porli nel quotidiano come
vero e proprio stile di vita.. Lo spirito salesiano costituisce il punto di riferimento decisivo
del modo di pensare e agire dell'educatore. Per vocazione, l'animatore salesiano "si Dona" ai
giovani: lavora a tempo pieno e a piena vita, crede che valga la pena spendere la vita per
educare i giovani e per questo è disposto a condividere con loro esperienze, valori, speranze,
problemi, con la consapevolezza che ad addolcire il tutto vi è la Straordinaria presenza di
Dio. "I giovani sono il continente della sua missione!" Sente di non essere semplicemente
un educatore che per "professione" spende il suo tempo di lavoro tra i giovani, e questo
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perché più che il suo impiego essi sono la sua passione e li Ama più di ogni altra cosa!
Inoltre, come Don Bosco, l'animatore Salesiano, con la sua creatività, si spinge là dove i
fanciulli si trovano, anche, ai margini di una società che schiaccia impietosamente i più
poveri ed indifesi, perché L'animatore salesiano non domanda a nessuno la carta d'identità:
«Basta che sia giovane!». E quindi, concludendo.. Quando pensiamo di non essere nella
condizione di poter dire: "che splendida giornata ho da vivere oggi!", riflettiamo su quanto
NOI non facciamo per renderla tale.. su quanto NOI abbiamo deciso di ingrigirla.. su quanto
NOI POTREMMO FARE PER RENDERLA DEGNA DI ESSERE VISSUTA.. E per fare
questo basta veramente poco: "Ogni notte andiamo a letto con la consapevolezza di aver
affidato le nostre azioni, opere ed intenzioni a Dio, e ancor più, il nostro Cuore sara' colmo
di Gioia se andra' a riposo sapendo di aver concesso ad un altro di Battere grazie al suo
Aiuto!" Allora si.. che, non solo quel giorno, ma tutta la Nostra Esistenza acquisirà valore e
sarà Splendido aprire gli occhi al mattino, levarli al cielo e dire: "Signore..Grazie!"
Dorella Marzullo
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Testata informativa cittadina con ampia finestra sulle tradizioni, sullo sport e sulle attività aggregative
delle varie associazioni barcellonesi. Inoltre ampio spazio a tutte le attività svolte nell’Istituto F.M.A. di
cui ne siamo parte integrante.. La testata è pubblicata in formato online sul sito www.youpublisher.com.
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Mi basta che siate giovani perché io vi ami assai
Don Bosco
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