Sommario Pagina 1 Educare con Don Bosco Pagina 2 Oratorio: Bimbi in festa 2014 Pagina 3-4-5 Un mese di calcio a 5: Educare con Don Bosco Attuale ancora oggi il sistema educativo di Don Bosco: “Trattiamo ì giovani con amore ed essi ci ameranno, trattiamoli con rispetto ed essi ci rispetteranno. Bisogna che essi stessi ci riconoscano come Superiori. Se vogliamo umiliarli con parole per la ragione che siam Superiori , ci renderemmo ridicoli” C Siamo Ricordando Cesca.. Pagina 6 BasketTiamo: “Se sto sognando, non svegliatemi!” Pagina 7 Social Network: I giovani e i social Media Pagina 8 Tradizioni in città: Ad ogni città le sue tradizioni…U Cannistru! “Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati” Pagina 9-10 Legalità: L’inchino e la vergogna Pagina 11-12-13 Extra News: Il coraggio di una donna Il mondo contaminato Pagina 14-15 Noi Animatori: Sulle orme di Don Bosco..con i giovani,per i giovani Pagina 16 Chi siamo. Vivi Don Bosco Magazine Numero 1 del 08/10/2014 Bimbi in Festa 2014 Nonostante l’allerta meteo colorasse di rosso la Sicilia nella maggior parte dei siti metereologici d’Italia, la festa per l’inizio dell’anno oratoriale non poteva andare meglio, infatti nell’evento organizzato dalla Saltimbanco Animazione con l’ausilio degli animatori dell’Oratorio F.M.A. ed intitolato “BIMBI IN FESTA” più di 100 bambini hanno dispensato sorrisi ed allegria nei nostri cortili. Il grigio di una domenica cupa di Ottobre è stato colorato da quattro gonfiabili, due per i bambini più cresciuti e due per i più piccoli, il trucca bimbi, le sculture di palloncini ed i popcorn hanno chiuso la prima parte di questa giornata. Nella seconda parte la Saltimbanco Animazione ha presentato un piccolo spettacolo, facendo saggiare ai bambini alcuni spettacoli di animazione che è solita portare nelle feste di compleanno. Sketch di cabaret, teatrino delle ombre, teatrino delle marionette, il mago pagliaccio, balli, giochi e tante risate… A chiudere la serata la visita del personaggio più in voga di questo momento fra i più piccini, la bella PEPPA PIG. Con questa festa si aprono ufficialmente le attività dell’oratorio. Art-attack, danza, chitarra, teatro, calcio a 5, Volley, Scout, recupero scolastico, inglese e spagnolo. Sul sito www.vividonbosco.it la scheda d’iscrizione. OTTAVIO MIANO Tante altre manifestazioni nel corso dell’anno oratoriale sono in programma: - la castagnata il 25 Ottobre - La festa dell’immacolata - il presepe vivente - la festa di carnevale - la scatola magica per la festa bimbi parte seconda - e per finire il grest 2015 che ci porterà alla chiusura dell’anno oratoriale. Vivi Don Bosco Magazine 2 Numero 1 del 08/10/2014 C SIAMO Pronti ..partenza …via !!! Già iniziata da qualche settimana la stagione sportiva di calcio a5 per i barcellonesi con l’ unica squadra del Longano ,la Libertas Zaccagnini impegnata nel torneo regionale di serie C2 .La squadra biancorossa del presidente Molino Roberto allenata dal riconfermato Molino Massimo e orfana di Bellinvia e degli infortunati Barbaro e Kumanako , ha subito una battuta d’arresto contro i vicini di casa dell ‘ ASD Merì di Venuto ,che guidati dal Barcellonese Domenico Imbesi può contare su un gruppo ben rodato composto da otto Barcellonesi su dodici . Trascinati da Pietrini, Sacco(3 gol) e Gitto (5 gol) un giocatore di categoria superiore, la partita è finita con il risultato di 9 a 5 dopo una gara combattuta lealmente da ambo le parti con la Zaccagnini che è stata sempre ad inseguire ma che comunque è rimasta in partita per buona parte della gara dando filo da torcere agli avversari prima di crollare definitivamente . Tanto Barcellona in questo torneo anche nell’ altra squadra biancorossa del girone , il Castroreale del presidente Rugolo che ha nel roster ben 7 giocatori Barcellonesi . Anche per la squadra del presidente Monaco l’esordio è stato negativo con la sconfitta tra le mura amiche per 6 a 2 contro la rinforzata neo promossa Sicily Gim. Sconfitto in casa il Lipari dalla compagine biancorossa di Montalbano con il risultato di 2 a 6 ,mentre trova la vittoria esterna l’altra isolana Salina che batte 3 a 5 il Savio Messina. Altre squadre del torneo la Virtus Milazzo sconfitta dal Real Aci per 6 a 2 in terra acese , lo Sport Club di Messina vittorioso tra le mura amiche per 4 a 1 sul Nicolosi . L’unico pareggio della prima giornata Trinacria – Atene terminata 1 -1. Seconda giornata ricca di sorprese con il pareggio Montalbano – Trinacria 4 a 4 e la sconfitta del Merì per 5 a 2 contro gli Isolani del Salina . Meno fortunato invece il Lipari sconfitto dal quotato Sicily Gym con il risultato di 6-4 . Ancora a secco di punti le due compagini Biancorosse , Libertas Zaccagnini e Castroreale rispettivamente battute da Sport Club Peloritana con il risultato di 2 a 7 e dal Nicolosi con il risultato di 2 a 5 .Secondo pareggio consecutivo per Atene con il risultato 2-2 contro il Real Aci. Vivi Don Bosco Magazine 3 Numero 1 del 08/10/2014 Nella terza giornata da segnalare il big match tra due neopromosse , Libertas Zaccagnini e Castroreale in un match giocato davanti ad una discreta cornice di pubblico le due compagini biancorosse si sono affrontate a viso aperto con una Libertas Zaccagnini che faceva da padrone il primo tempo tenendo il pallino del gioco e chiudendo in vantaggio 1 a 0 .Secondo tempo tutto da rivedere per i ragazzi di Molino che subiscono la rimonta prima con Presti e poi con Bellantone che chiudono la partita con il risultato di 3 a 1 . Con i 3 punti che vanno ai biancorossi di mister Presti che sostituiva alla guida tecnica i due mister uscenti Russo e Rao , la formazione Barcellonese della Libertas resta la sola squadra senza aver fatto punti. Altri risultati del girone , la vittoria della capolista a punteggio pieno Sport Club Peloritana sul Salina 4 – 1 , sconfitta per il Merì contro il Savio Messina 3 a 9 e pareggi tra Trinacria – Sicily Gym 5 -5 e Atene – Virtus Milazzo , vittorie infine per le squadre di casa con identico punteggio di 8- 4 negli incontri Real Aci – Montalbano e Lipari – Nicolosi . ALESSANDRO MOLINO CLASSIFICA AGGIORNATA ALLA TERZA GIORNATA Pos Squadra G. W T L Goals Diff Pti 1 • Sport C.Peloritana 3 3 0 0 15 - 4 11 9 2 • Real ACI 3 2 1 0 16 - 8 8 7 3 • Sicily Gym 3 2 1 0 17 - 11 6 7 4 ↑ Salina 3 2 0 1 13 - 11 2 6 5 ↑ Montalbano 3 1 1 1 19 - 16 3 4 6 ↑ Virtus Milazzo 3 1 1 1 8 - 11 -3 4 7 ↑ Savio Messina PGS 3 1 0 2 13 - 10 3 3 8 ↑ Trinacria 3 0 3 0 10 - 10 0 3 9 ↑ Atene 3 0 3 0 7-7 0 3 10 ↑ Merì 3 1 0 2 16 - 20 -4 3 11 ↑ Castroreale 3 1 0 2 10 - 14 -4 3 12 ↑ Ludica Lipari 3 1 0 2 16 - 21 -5 3 13 ↓ Nicolosi 3 1 0 2 12 - 17 -5 3 14 ↓ Lib. Zaccagnini 3 0 0 3 7 - 19 -12 0 Vivi Don Bosco Magazine 4 Numero 1 del 08/10/2014 Ricordando Cesca… Si è svolto per il secondo anno consecutivo nel segno dell’amicizia e della sportività il torneo dedicato a “Cesca” Scilipoti . Come potete notare non parliamo né di memorial né di ricordo perché, così come diceva Suor Marilena nella preghiera iniziale, non c’è bisogno di ricordare colei che è “presenza VIVA” specie nei nostri cuori. Dopo la preghiera iniziale “Mimma Naselli” ha ringraziato i presenti ed ha ricevuto una targa con su scritto “non un ricordo ma presenza viva” offerta dalla società organizzatrice ed un mazzo di fiori dalla formazione del presidente Molino, la Zaccagnini. Un saluto l’ha portato anche la FIGC con il suo Presidente Buglisi e con il responsabile del Calcio a 5 Perdichizzi. Le gare sono state arbitrate con il doppio arbitro, Pantè Pietro e Melissa Saija della sezione AIA di Barcellona P.G., sezione che ha gentilmente autorizzato la presenza a titolo gratuito dei due giovani ed ha presenziato all’evento con il designatore arbitrale di calcio a 5 Marcello Farfaglio. Sul campo le tre compagini Barcellonesi, la Vivi Don Bosco, l’Or.Sa. e la Libertas Zaccagnini hanno regalato attimi di spettacolo pur trovandosi in piena preparazione pre-campionato. Il torneo ha visto prevalere l’ Orsa che ha battuto per 2 - 1 la Vivi Don Bosco e la Zaccagnini per 4- 0 . Il Secondo posto è andato alla Libertas Zaccagnini che ha battuto ai rigori la Vivi Don Bosco dopo un pareggio 3 - 3 sul campo. Il torneo si è svolto in un clima di lealtà, divertimento e rispetto, principi che hanno accompagnato da sempre la nostra amica Cesca . Alessandro Molino Vivi Don Bosco Magazine 5 Numero 1 del 08/10/2014 Se sto sognando, non svegliatemi ! Potrebbe essere questo il titolo di apertura di quello che è andato in scena nella prima giornata di campionato al Palazzetto di Patti, che, per le prime giornate, sarà la casa del Barcellona Basket. Già, un sogno che per tutti gli appassionati di basket continua nonostante le vicissitudini estive facevano pensare a tutt’altro che ad un altro campionato di legadue. Un sogno che grazie al supporto di tutta la città non ha cessato di esistere e che, ancora più di ieri, avrà bisogno dell’intera città per continuare a gettare le basi solide per un futuro roseo. E’ infatti notizia di qualche giorno addietro che la campagna abbonamenti è stata prolungata, considerato il fatto che la convenienza ad abbonarsi di fatto non viene meno neanche dopo la prima partita disputata; anzi, a voler essere precisi, le partite “omaggio” grazie all’abbonamento sarebbero addirittura quasi la metà delle quindici totali. Tornando a ieri, una partita che, il solo fatto di essere disputata, rappresentava già per il tifoso giallorosso una vittoria. Di fronte, c’era quella che sembra presentarsi come una corazzata. Nonostante i dubbi alla vigilia infatti, riguardanti la solidità economica dei forlivesi, al fischio d’inizio gli ospiti si presentavano con un organico di categoria superiore, ma nonostante ciò cuore e grinta di Da Ros e soci giocano la partita perfetta, regalando ai propri tifosi una serata da sogno. Nella speranza che questo sia soltanto l’inizio di quello che per molti viene definito l’anno zero. Maurizio Molino Foto di Antonio Caracciolo Vivi Don Bosco Magazine 6 Numero 1 del 08/10/2014 I Giovani e i Social Media Si sente spesso la gente commentare che la nuova generazione non ha più valori e che ormai ci troviamo nell'era dove il face to face è stato sorpassato. La generazione 2.0 si trova ormai "assuefatta" dalle nuove tecnologie, che sono integrate dai social network che corniciano ogni momento della giornata. Una delle prime azioni che si compie la mattina è accendere il cellulare e controllare le notifiche su Facebook. Durante la giornata ci si scatta foto da postare su Instagram, ma tutto questo possiamo considerarlo dannoso? O possiamo parlare di un'evoluzione che apporta migliorie alla società? Trovandoci in continua evoluzione non si potrà facilmente ottenere delle risposte esaustive, in questa rubrica si tenterà di analizzare alcune fasi o comportamenti che sono compiute dalle nuove generazioni ormai quotidianamente, sperando di poter capire come si può sfruttare la rete a nostro vantaggio. Nel prossimo numero il primo studio sui social. Roberta Andaloro Vivi Don Bosco Magazine 7 Numero 1 del 08/10/2014 A ogni città le sue tradizioni… U cannistru! Piacevoli e lontani ricordi di bambina, mi riportano, a quando la mattina del 2 Novembre, ‘A festa de’ Motti, appena sveglia, il mio primo pensiero, era alzarmi dal letto, correre su per le scale e andare fuori in terrazza a vedere cosa i miei morticini (i mutticeddi) mi avessero portato. Sebbene fosse una festa per commemorare i defunti, pi ni autri carusi era na festa! ‘A festa de’ Motti è una festa popolare antichissima, che risale addirittura al X secolo, ancora molto sentita ai giorni nostri. Si racconta, mi raccontavano e ancora oggi mi piace farlo con i miei figli, che i parenti morti, siano essi nonni, zii, parenti lontani, durante la notte tra l’1 e il 2 Novembre, lasciata la loro dimora eterna, venissero a visitare i propri cari ancora vivi, portando ai bambini giocattoli e dolciumi. Come vuole la tradizione, i genitori fanno credere ai loro bimbi che, se sono stati bravi e hanno recitato le preghiere, riceveranno dei doni dai loro defunti. Sul tardi i genitori preparano le ceste, U Cannistru, ceste in vimini e variopinte, con dolcetti tipici, l’Ossu di mottu e la Frutta martorana, c’è pure chi aggiunge caramelle e cioccolatini, e poi li nascondono in un posto segreto della casa. Addirittura mi raccontavano che era imbandita, anche una tavola con frutta secca, fichi, formaggio e vino per i parenti defunti che venivano a far visita le nostre case. Un cesto che non era regalato solo ai bambini, i fidanzati lo regalavano anche alla propria fidanzata come augurio di continuità. Essa non vuole essere solo una festa goliardica, ma anche un modo per commemorare i defunti non demonizzando la morte agli occhi dei bambini. In questi ultimi anni è comparata la nostra ‘A festa de’ Motti a una ricorrenza celtica , la Festa di Halloween., ormai festeggiata dappertutto, perfino qui da noi. Festa criticata da tanti, amata da molti giovani! Discoteche e tanti altri locali organizzano per il 31 Ottobre serate e nottate all’insegna dell’horror con maschere spaventose, vampiri, fantasmi, teschi e…zucche intagliate. Insomma una vera e propria carnevalata, per esorcizzare la paura della morte e dell’aldilà, ed è in questa veste che bisognerebbe guardarla. Personalmente non sono contraria a questa festa, anzi mi piace travestirmi da streghetta giocherellona, intagliare la zucca e far divertire i miei bambini con i loro compagnetti. Allo stesso tempo, non mi piace perder di vista quelle che sono le mie tradizioni, che porto avanti, in famiglia, con amore e fedeltà! Loredana Irato Vivi Don Bosco Magazine 8 Numero 1 del 08/10/2014 L’Inchino e la vergogna Erano passati appena undici giorni. Non uno di più. Undici giorni dopo la scomunica ai mafiosi espressa dal Papa durante spianata di la Sibari Messa a nella Cassano all’Ionio, una processione con una statua della Madonna si è fermata davanti alla casa di un boss della ’ndrangheta per omaggiarlo: trenta secondi di sosta per simboleggiare l’«inchino» a Giuseppe Mazzagatti, 82enne già condannato all’ergastolo, adesso ai domiciliari per ragioni di salute. È accaduto il 2 luglio a Oppido Mamertina (RC), come riferisce il Quotidiano della Calabria. La gente dice no, non è vero non era un gesto di rispetto……., ma solo una sosta. Ad Oppido M. prima, poi Palermo ed altri. Il caso è scoppiato. La gente che con il fercolo al seguito della processione è pure obbligata a fermarsi innanzi alla casa del sedicente BOSS. Ma di cosa stiamo parlando, e di chi stiamo parlando di sedicenti “uomini d’onore che hanno umiliato soverchiato, questa terra. Che hanno sporcato con il sangue anche innocente le strade delle proprie città, che occultano rifiuti tossici, che vendono morte nel grande mercato dello spaccio a ragazzi che potrebbero essere loro figli, che sfruttano le giovani immigrate attraverso la prostituzione, che costruiscono scuole e ospedale o ponti, gallerie con materiale pericoloso o con cemento depotenziato, la favola di Cetto la Qualunque in questa terra ancora è viva e vera. Si proprio così la favola di Cetto, poiché in uno stato di diritto, tra gente culturalmente emancipata, la mafia non può e non deve trovare spazio. Il Futuro dei nostri giovani dipende da questo. Vivi Don Bosco Magazine 9 Numero 1 del 08/10/2014 Plauso all’arma dei Carabinieri che quando, il comandante della stazione dei carabinieri si è accorto di quanto stava accadendo è uscito dalla processione ed ha avviato le procedure per l’identificazione di tutte le persone che stavano partecipando al rito religioso. I militari hanno anche realizzato un video di quanto stava accadendo in modo da poter avere uno strumento per identificare in modo inequivocabile tutti i partecipanti. La Madonna non s’inchina se non davanti al Figlio Suo il Redentore idem i Cristiani. Essere Cristiani ci impone ad avere una statura alta della fede e certamente un mafioso non ha. Dove c’è Dio c’è amore e dove l’operato non si connota con la parole amore e libertà allora non c’è Dio. Esiste un Dio dei mafiosi? Qual è il rapporto tra gli uomini d’onore e la religione? Fin dalle origini, la mafia ha attinto alla simbologia cattolica per rinsaldare i legami tra i suoi associati e attribuire dignità alle proprie azioni, creando una ‘religione capovolta’ a propria misura, cercando compiacenza e complicità tra i ministri del culto. L’assassinio per mano mafiosa di padre Pino Puglisi giunge al termine di un lento e difficile processo di maturazione che ha portato le gerarchie ecclesiastiche a una più critica sensibilità verso le ragioni della legalità. Resiste ancora oggi, tuttavia, una Chiesa dalle molte anime, in cui l’opera dei sacerdoti impegnati a diffondere sul territorio una pastorale antimafiosa si scontra spesso con l’atteggiamento di condiscendenza che altri religiosi mostrano per le ragioni del popolo di Cosa Nostra. Il santo Padre una volte per tutto ha chiarito il concetto la mafia e i mafiosi non appartengono a Dio nel loro cuore non c’è spazio. Nel cuore di Dio si, la misericordia e il pentimento saranno la possibilità per tutti per ricominciare ad essere uomini e Donne nuove. ma ci auguriamo che nessuno sia disposto più a fermare Madonne e santi presso porta di mafiosi o massoni. Marilena Mercurio Vivi Don Bosco Magazine 10 Numero 1 del 08/10/2014 Il coraggio di una donna Oggi si parla tanto di emergenza educativa, di crisi del mondo degli adulti, anzi di profonda crisi delle istituzioni e degli uomini e donne che le rappresentano. Il mondo dei valori è irrinunciabili ha ceduto il passo al senso dell’edonismo, dell’urgenza del possesso, come se vivessimo fuori dai contesti di vita e civiltà. Eppure la crisi profonda che sconvolge il mondo della famiglia, della chiesa, della scuola, della politica è così devastante che fa emergere un quadro tordo e inquietante. Da una profonda crisi solitamente si emerge o totalmente distrutti oppure straordinariamente rinnovati. Allora la scelta, ripartire e farlo dall’educazione e dall’educabilità, Per far fronte alla “emergenza educativa”, è necessario riproporre una educazione integrale, offerta da testimoni credibili da adulti significativi, onesti costruttori di nuove frontiere di convivenza che disdegnino l’uso dell’altro per banali scopi, che mira a restituire punti di riferimento ai giovani di oggi. Oggi “educare non ha più nulla di scontato e non può riprodurre le esperienze educative del passato. Questo cambiamento richiede che tutti coloro che hanno responsabilità. Giorno 14 maggio abbiamo celebrato la festa di Madre Mazzarello, ritengo che sia stata un Genio di Donna significativa e di educatrice straordinaria. Madre Mazzarello rievoca un incontro nella vita che cambia, che lascia qualcosa di nuovo, la sua vita è sull’impronte della scommessa e dell’innovazione. Una sapiente donna che ha imparato l’azzardo del contadino che semina a piene mani scommettendo sulla qualità e quantità del raccolto. Così è stata la sua vita di educatrice, scommettere sul potenziale che ogni giovane potesse offrire a se stessa. Aspettare e porsi a fianco con rispetto, con amore, con accoglienza, più come maestra come madre, come donna, come educatrice. Non ponendo mai limiti e tempo ma lasciando intravedere le possibilità che la vita può riservare alla positività. Per Maria Mazzarello la capacità di educarsi e di educare a questo coraggio, anzitutto testimoniandolo e, quindi, attraverso una vera e propria pedagogia dell'incoraggiamento. È un'opzione educativa interessante, necessaria in un mondo precario, per chi ci propina una società liquida dove non è possibile porre radici Ma quella dell'incoraggiamento è un'arte pedagogica di prima necessità, ieri come oggi, forse oggi ancor più necessaria per superare le tentazioni di disimpegno e di fuga, di rinuncia e di lassismo di fronte ai problemi dell'educazione. Sull'Epistolario, alcune indicazioni attuali della ricerca psicopedagogica su: L'incoraggiamento come approccio elettivo per la promozione delle persone in divenire. È appena qualche accenno per dimostrare come la “pedagogia Vivi Don Bosco Magazine 11 Numero 1 del 08/10/2014 dell'incoraggiamento” di Maria Mazzarello sia davvero un'intuizione forte, un modello, un messaggio da raccogliere e da tradurre in azione, oggi più che mai. Nella ricerca di un'arte educativa dell'incoraggiamento, scientificamente fondata, alcune “categorie” si impongono all'attenzione, e di esse non è difficile trovare tracce, a volte vistose, nelle lettere della madre. Dette categorie sono: - l'attivare - il comprendere - il sottolineare il positivo - il ridimensionare - il responsabilizzare Era l’atteggiamento consueto che questa grande donna viveva e trasmetteva a chi gli viveva attorno, eppure in quel momento era quasi impossibile di parlare di ottimismo, quando, vi era: la fine di travaglio per la nascente che scopriva di essere nazione, una terra lacerata dalla divisione, dalle difficoltà economiche, di una politica distratta. L’invito a tutte di rileggere le lettere di Madre Mazzarello così semplici apparentemente, ma così straordinariamente preziose all’occhio attento. Rileggere le lettere - alcune in particolare - secondo queste “categorie” ritradotte nella ricchezza di una spiritualità intensa significa scoprire la pedagogia della Mazzarello nell'originalità del suo modo di essere madre e maestra di vita . Alle Figlie, coinvolte fino in fondo nel suo progetto, la madre chiede il coraggio dell'impegno e della perseveranza e raccomanda: “Non tante paure per i vostri difetti!”. Non esita a riconoscere che “la vita è una continua guerra di battaglia”, ma si può vincere, specie se le virtù sono praticate col cuore, un cuore “aperto, generoso e grande”, come lei dice dandone per prima l'esempio. Bisogna, infatti, “insegnare con l'esempio”, non stancarsi di “animare”, saper “correggere con carità”: questa è la strada per comprendere e per comprendersi reciprocamente, studiando "i naturali" di ciascuna "per saperli prendere". Si trova così il coraggio di farsi sante, sdrammatizzando le difficoltà, ridimensionando le pene, visto che "dopo pochi giorni di combattimento c'è il Paradiso, per sempre! "La responsabilità, allora, è quella di portare la croce con coraggio, sapendo che è vero che non siamo capaci a nulla, “ma con l'umiltà e la preghiera terremo il Signore vicino a noi”. E lei ha fiducia nelle sue Figlie, vuole che siano "umili", "allegre", "piene di carità", che “non si scoraggino mai, qualunque disturbo possano incontrare”. Si sente, in questa pedagogia dell'incoraggiamento, la bella “salesianità” di don Bosco reinterpretata dal “genio femminile” di Maria Mazzarello, anch'essa partecipe, in pienezza, di “tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del Popolo di Dio”. E vi si coglie l'invito di Cristo a “non avere paura”, per “varcare la soglia della speranza” in un contesto socio culturale che vuole soffocare la speranza. Marilena Mercurio Vivi Don Bosco Magazine 12 Numero 1 del 08/10/2014 Il mondo contaminato In questi mesi, in questi anni, si è incominciato a parlare, spesso con toni sempre più allarmati, della questione dell’immigrazione “illegale”. L’arrivo dei clandestini è un fatto che viene spesso pubblicamente denunciato, mentre privatamente viene assorbito per incontrare le esigenze crescenti della forza lavoro. Sulla scia del cambiamento radicale della morfologia della cultura urbana nell’occidente, si incomincia anche a parlare, di solito in toni meno aspri, dello sviluppo di una società multietnica, delle culture ibride e delle realtà meticciate.Il secondo fenomeno però, anche quando non viene visto attraverso gli occhi della xenofobia, è di solito trattato come fenomeno recente e, in ogni modo, di poco conto nella realtà storica e complessa della nazione. Si sa che, al contrario degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia, l’Italia non ha partecipato direttamente al saccheggio del mondo, pur giustificando a suo tempo la schiavitù razzistica, il colonialismo rapace e l’autoritarismo imperiale. Questi spettri della storia, che ogni tanto ritornano a disturbare gli scenari urbani di Los Angeles, Londra o Parigi, non fanno parte della storia italiana. Ma siamo sicuri? L’Italia è anch’essa parte della modernità occidentale; il suo caffè, i suoi pomodori, come la ricchezza della sua architettura barocca, sono tra i frutti del suo inquadramento nel mondo coloniale. Ci sono stati inoltre degli eventi imperiali nell’Africa orientale, perseguiti sia dallo stato liberale sia dallo stato fascista. Le palme dell’Italia meridionale non sono “native”, simboleggiavano i percorsi d’oltremare, un sogno imperiale andato poi in frantumi. Notava Hannah Arendt che l’interno moderno e metropolitano è stato costituito dallo sfruttamento imperiale esterno. Lo sfruttamento dell’immigrazione è un fenomeno commerciale, mai etico, fuori da ogni immorale che attraverso le connivenza Marilena Mercurio Vivi Don Bosco Magazine 13 Numero 1 del 08/10/2014 SULLE ORME DI DON BOSCO.. CON I GIOVANI, PER I GIOVANI "Vivere è Meraviglioso!" Potrebbe sembrare una di quelle banali "frasi fatte", tipiche dei film, una di quelle frasi che nel nostro quotidiano, presi dallo stress e dai problemi che paralizzano le nostre menti, non avremmo mai il coraggio di pronunciare. Invece no! Questo non accade a chi, ogni istante della propria esistenza, professa con Gioia e Allegria la meraviglia del Credere in "Qualcosa" che allieta l'Animo in una maniera inequiparabile. Questo non accade agli ANIMATORI SALESIANI! Seppur umani come gli altri, e soggetti dunque alle problematiche che il Vivere riserva, essi hanno, e DEVONO AVERE, un motivo in più per vedere il Mondo con Occhi "puliti", privi dei fumi che offuscano la Verità, facendo credere che "va sempre tutto male!" Non è vero che va tutto male..e L'animatore Salesiano questo l'ha capito! Proprio come, ai tempi, ad intuirlo fu Don Bosco che comprese che per vivere il bello che ci è stato dato in Dono, non c'è metodo più efficace della "Presa di Coscienza".. del "mettersi in gioco".. del "sacrificio".. del "lavoro".. dello "studio".. solo partendo da buone basi si può costruire una casa solida e forte, e solo così facendo si può arrivare a dire "Che Giornata Meravigliosa!" E il nostro Santo Ispiratore, comprendendo l'importanza di tutto ciò, faceva si che soprattutto i Giovani apprendessero i sani valori sui quali crescere e migliorarsi per affrontare al Meglio il proprio futuro.. Ed il segreto infatti risiede proprio in questo.. sia se si tratti di Giovani, genitori, insegnanti, tecnici, dirigenti, bisogna convincersi del fatto che ognuno di noi appartiene alla comunità fino ad essere sua espressione e che ciascuno può essere in grado di incarnare la missione educativa. Èd è proprio questa una delle missioni più importanti per un Animatore Salesiano: Riuscire a trasmettere questi principi ai ragazzi in modo da renderli "Buoni Cristiani e Onesti Cittadini", indirizzandoli dunque su un sentiero che in maniera fluida coinvolga l'aspetto sociale e religioso, che (più di quanto possiamo immaginare) camminano all'unisono. Tutto ciò deve però venir fatto non "inculcando" nozioni o sottoforma di "lezioni magistrali", ma traducendo l'Amore per i giovani in una prassi pedagogica "spontanea" (il sistema preventivo) capace di svegliare le risorse interiori che il giovane possiede, di quello che porta con sé e, soprattutto incitandolo a fare sempre di più.. Bisogna che instauri un' amicizia profonda e autorevole, capace di capire, accompagnare, proporre, arricchendo ciascuno con la propria esperienza e testimonianza e lasciandosi arricchire dalle manifestazioni dello Spirito presente nella vita dei Giovani. Per definirsi inoltre un animatore "salesiano" è necessario che egli incarni lo spirito e tutti quei tratti caratteristici dell'esperienza evangelica di Don Bosco e Madre Mazzarello, e porli nel quotidiano come vero e proprio stile di vita.. Lo spirito salesiano costituisce il punto di riferimento decisivo del modo di pensare e agire dell'educatore. Per vocazione, l'animatore salesiano "si Dona" ai giovani: lavora a tempo pieno e a piena vita, crede che valga la pena spendere la vita per educare i giovani e per questo è disposto a condividere con loro esperienze, valori, speranze, problemi, con la consapevolezza che ad addolcire il tutto vi è la Straordinaria presenza di Dio. "I giovani sono il continente della sua missione!" Sente di non essere semplicemente un educatore che per "professione" spende il suo tempo di lavoro tra i giovani, e questo Vivi Don Bosco Magazine 14 Numero 1 del 08/10/2014 perché più che il suo impiego essi sono la sua passione e li Ama più di ogni altra cosa! Inoltre, come Don Bosco, l'animatore Salesiano, con la sua creatività, si spinge là dove i fanciulli si trovano, anche, ai margini di una società che schiaccia impietosamente i più poveri ed indifesi, perché L'animatore salesiano non domanda a nessuno la carta d'identità: «Basta che sia giovane!». E quindi, concludendo.. Quando pensiamo di non essere nella condizione di poter dire: "che splendida giornata ho da vivere oggi!", riflettiamo su quanto NOI non facciamo per renderla tale.. su quanto NOI abbiamo deciso di ingrigirla.. su quanto NOI POTREMMO FARE PER RENDERLA DEGNA DI ESSERE VISSUTA.. E per fare questo basta veramente poco: "Ogni notte andiamo a letto con la consapevolezza di aver affidato le nostre azioni, opere ed intenzioni a Dio, e ancor più, il nostro Cuore sara' colmo di Gioia se andra' a riposo sapendo di aver concesso ad un altro di Battere grazie al suo Aiuto!" Allora si.. che, non solo quel giorno, ma tutta la Nostra Esistenza acquisirà valore e sarà Splendido aprire gli occhi al mattino, levarli al cielo e dire: "Signore..Grazie!" Dorella Marzullo Vivi Don Bosco Magazine 15 Numero 1 del 08/10/2014 Testata informativa cittadina con ampia finestra sulle tradizioni, sullo sport e sulle attività aggregative delle varie associazioni barcellonesi. Inoltre ampio spazio a tutte le attività svolte nell’Istituto F.M.A. di cui ne siamo parte integrante.. La testata è pubblicata in formato online sul sito www.youpublisher.com. Sito internet www.vividonbosco.it Ass. Vivi Don Bosco Via Regina Margherita 22 98051 Barcellona Pozzo di Gotto Messina Tel.: 338 1469135 Fax: 090 9410080 E-mail: [email protected] Mi basta che siate giovani perché io vi ami assai Don Bosco Vivi Don Bosco Magazine 16