Sintesi dei risultati preliminari
del progetto di ricerca
“Validazione della versione italiana di REM-71”.
Analisi statistica dei dati relativi agli Studenti del
Liceo Scientifico “A.Tosi” di Busto Arsizio (VA)
Dott. Antonio Prunas
Psicologo
Dottorato di Ricerca in Psicologia Clinica,
Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Membri del gruppo di ricerca
Prof. Fabio Madeddu, Psichiatra, Psicoterapeuta, Cattedra di Psicologia
Clinica, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Dott. Antonio Prunas, Psicologo, Dottorando di Ricerca in Psicologia
Clinica, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Dott.ssa Angela Baio, Dottoressa in Psicologia.
Dott.ssa Anna Barzaghi, Dottoressa in Psicologia.
Dott.ssa Maddalena Mantelli, Dottoressa in Psicologia.
Introduzione
Per molto tempo l’adolescenza è stata considerata un periodo della
vita particolarmente critico in quanto caratterizzato da
comportamenti ed emozioni conflittuali, superati i quali era
possibile l’ingresso nell’età adulta, percepita come l’età della
maturità. Questa prospettiva è stata ampiamente superata grazie ai
risultati di numerose ricerche (Paris, 1997) che considerano il
processo evolutivo come presente lungo tutto il corso dell’esistenza
individuale, la quale è caratterizzata da continui mutamenti psichici
e fisici che possono risultare più o meno problematici e conflittuali
(Oliverio, 2003). Secondo questa prospettiva dunque l’adolescenza
non può più essere definita come il periodo d’instabilità emotiva,
affettiva e fisica che conclude il ciclo evolutivo bensì come parte di
un processo maturativo su cui incidono la qualità delle esperienze
fatte e la capacità individuale di interpretarle e rielaborarle in
relazione alla situazione presente (Schaffer, 2000).
Questa prospettiva implica uno sviluppo fortemente condizionato
da una molteplicità di variabili di ordine psichico, fisico,
ambientale e culturale (Bonino, 2001), il cui andamento non lineare
ricalca il modello dei percorsi probabilistici di sviluppo proposto da
van Geert (1994): per esempio, percorsi inizialmente simili
possono produrre nel tempo esiti estremamente diversi o viceversa,
percorsi di sviluppo differenti possono condurre a risultati
analoghi. Per potere comprendere i diversi percorsi evolutivi è
necessario considerare le variabili che sono all’origine di uno
sviluppo psichico non adeguato; queste possono essere comprese in
tre ampie aree, l’area biologica (per esempio la presenza di un
temperamento difficile caratterizzato da ansia e impulsività), l’area
psicologica (per esempio la presenza di meccanismi di difesa
immaturi) e l’area sociale (per esempio l’appartenenza a un gruppo
di pari deviante).
In ogni caso, solo l’interazione di più fattori di rischio potrà
portare all’affermazione di un comportamento patologico, tenendo
conto in ogni caso che le ripercussioni, che questi avranno
sull’individuo, dipenderanno non solo dalla fase di sviluppo in cui
egli si trova, ma anche dalla presenza o meno di fattori protettivi,
cioè di quelle variabili bio-psico-sociali in grado di ridurre o
addirittura annullare le conseguenze di esperienze traumatiche; tra
queste, possiamo annoverare per esempio tratti di personalità
adattivi, un attaccamento sicuro e un ambiente sociale
caratterizzato da regole chiare.
Un filone di ricerca promettente, all’interno del quale si colloca la
presente ricerca, è quello che riguarda la valutazione dell’assetto
difensivo come possibile correlato di disagio psichico in
adolescenza e predittore di franchi esiti psicopatologici in età
adulta.
La ricerca empirica ha affrontato negli ultimi decenni l’area delle
difese psichiche, cercando di fornire approfondimenti e riscontri alle
molteplici osservazioni cliniche e teoriche prodotte nei periodi
precedenti. Tale interesse è riconducibile al fatto che i meccanismi di
difesa rappresentano un concetto ormai centrale in diversi settori della
psicologia e di altre discipline che studiano il funzionamento mentale
e da tempo sono usciti dall'alveo freudiano per divenire uno dei dati
“incontrovertibili” dell'osservazione clinica (Lingiardi e Madeddu,
2002). Nonostante le molte difficoltà metodologiche legate
all’operazionalizzazione e alla misura di questi costrutti (Lingiardi e
Madeddu, 2002), la ricerca empirica ha ampiamente dimostrato che i
meccanismi di difesa sono correlati a particolari dimensioni del
funzionamento psicosociale dell’individuo (Erikson, Feldman,
Steiner, 1996; Tuulio-Herinksen et al., 1997), come il temperamento
(Shaw, Ryst, Steiner, 1996), le caratteristiche familiari del soggetto
(Thienemann, Shaw, Steiner, 1998) e la presenza nella sua vita di
particolari eventi stressanti (Araujo, Ryst, Steiner, 1999), nonché ad
eventuali suoi aspetti psicopatologici (Bond, 2004); si è osservato
inoltre che essi possiedono un forte potere predittivo sulla salute sia
fisica che mentale della persona (Perry, Cooper, 1992; Vaillant, 1992;
Tuulio-Herinksen et al., 1997).
Materiali e metodi
Nei giorni 3 e 4 dicembre, 774 alunni del Liceo Scientifico “A.
Tosi” hanno preso parte ad un progetto di ricerca per la validazione
e la standardizzazione di un nuovo strumento psicometrico
finalizzato all’assessment dei meccanismi di difesa di adulti e
adolescenti (REM-71).
A tutti i soggetti coinvolti nella ricerca è stato richiesto di
compilare REM-71.
La Response Evaluation Measure-71 (REM-71) è un questionario
per la valutazione dell’assetto difensivo di adolescenti e adulti. Gli
autori definiscono le difese come “una reazione inconscia, non una
risposta pianificata, che forma un’interfaccia tra tratti
temperamentali innati e strategie di coping apprese” (Steiner et al.,
2001, pag. 468).
REM-71 (Steiner, Araujo, Koopman, 2001) deriva dalla revisione e
dall’adattamento dello strumento autosomministrato più utilizzato
nella letteratura internazionale per la valutazione delle difese: il
Defense Style Questionnaire-88 (DSQ-88; Bond et al., 1983); REM
nasce dal tentativo di superare alcuni limiti psicometrici di DSQ e
di adattarlo alle caratteristiche della popolazione adolescenziale
(Steiner, 1990; Feldman, Araujo, Steiner, 1996).
Alcune difese, non unanimemente accettate dagli specialisti del
settore, sono state eliminate, così come le difese che si
sovrapponevano alle definizioni di sindromi psichiatriche; altri
meccanismi difensivi sono stati accorpati in quanto simili e gran
parte degli item del questionario è stata ri-formulata evitando
accuratamente avverbi estremi, forme sintattiche eccessivamente
complesse e formulazioni esplicitamente riferibili a quadri clinici.
Il questionario si compone di 71 item a ciascuno dei quali il
soggetto viene invitato a rispondere indicando, su una scala Likert
a 9 punti, il grado in cui l’affermazione riportata riflette il suo
modo abituale di comportarsi. Lo strumento ha dimostrato di
possedere buone proprietà psicometriche nello studio di
validazione dell’originale in lingua inglese (Steiner, Araujo,
Koopman, 2001).
REM-71 permette di ottenere una valutazione di 21 meccanismi difensivi
(Tab. 1) che hanno mostrato di aggregarsi in due fattori identificati come
“maturo” e “immaturo”: il Fattore 1 (che include 14 difese: dissociazione,
spostamento, acting out, proiezione, scissione, fantasia, aggressione
passiva, annullamento retroattivo, rimozione, somatizzazione, ritiro
autistico, sublimazione, conversione, onnipotenza) e il Fattore 2 (che
include 7 difese: diniego, repressione, intellettualizzazione, humour,
formazione reattiva, altruismo, idealizzazione).
Le difese immature (Fattore 1) comportano una drastica distorsione della
realtà e si riflettono in un funzionamento disadattivo dell’individuo; quelle
mature (Fattore 2), al contrario, hanno la funzione di “attenuare” l’impatto
di realtà spiacevoli permettendo quindi un livello di funzionamento più
adeguato.
L’uso delle difese si è dimostrato variare con l’età attraverso il passaggio
progressivo a modalità difensive più mature e adattive e le difese sono
risultate correlate ad indicatori della salute psicosociale e al livello di
soddisfazione dell’individuo in varie importanti aree della vita.
Una versione italiana preliminare di REM-71 è già stata oggetto di
un precedente studio empirico, nel contesto del quale ha mostrato
proprietà psicometriche soddisfacenti (Madeddu et al., 2004;
Prunas et al., 2005). Tale versione è stata ottenuta attraverso il
metodo delle back-version indipendenti; essa è stata quindi
somministrata ad un campione di 18 soggetti bilingui italianoinglese insieme alla versione originale dello strumento, allo scopo
di valutare le correlazioni esistenti tra i punteggi ottenuti nelle due
versioni del test.
Inoltre, la versione italiana è stata sottoposta preliminarmente a
circa 400 adolescenti e giovani adulti allo scopo di valutare la
consistenza interna dello strumento. I risultati ottenuti, seppur
incoraggianti, hanno evidenziato la necessità di apportare
modifiche nell’adattamento italiano di alcuni item allo scopo di
aumentare la consistenza interna dello strumento; inoltre è apparso
necessario incrementare la massa campionaria per sottoporre a
verifica la struttura fattoriale della versione italiana dello strumento
e confrontarla con quella inglese.
Tabella 1. Rem 71: descrizione delle sottoscale
Difesa
item
Esempio
Acting out
3
“Faccio spesso le cose senza prima riflettere”
Scissione
3
“Certe persone sembrano molto simpatiche, ma poi si rivelano davvero delle nullità”
Spostamento
3
“Ai superiori non faccio mai capire che sono arrabbiato con loro, ma tutti gli altri è meglio che stiano
attenti!”
Dissociazione
3
“Spesso ho la sensazione che quello che mi succede non stia accadendo davvero a me”
Fantasia
3
“Mi piace immaginare di avere una vita molto diversa”
Onnipotenza
3
“Un sacco di gente non riconosce che sono una persona dotata e piena di qualità”
Aggressione pass.
3
“Spesso accetto degli incarichi ma poi, per un motivo o per l’altro, finisco per non trovare il tempo di portarli
a termine”
Proiezione
3
“Mi sento come se qualcuno mi stesse dando la caccia”
Rimozione
3
“A volte gli altri pensano che io sia arrabbiato anche quando non lo sono”
Annull. retroatt.
3
“Mi ripeto continuamente certe parole o pensieri particolari, quando sono molto nervoso o spaventato”
Sublimazione
3
“Mi piace scrivere racconti o poesie quando sono appena uscito da una situazione veramente difficile”
Conversione
3
“Ho perso la voce, la vista o l’udito per un lungo periodo di tempo e i medici non hanno capito perché”
Somatizzazione
3
“Quando devo fare qualcosa che non mi piace mi viene il mal di testa”
Ritiro
3
“Quando sono turbato cerco di restare da solo e di non parlare con nessuno”
Altruismo
4
“Mi faccio in quattro per aiutare qualcuno”
Diniego
3
“Quando sono turbato mi dico che in realtà tutto va bene”
Humour
4
“Alcune delle cose peggiori che mi sono capitate, più tardi, a ripensarci, diventano storie buffe”
Idealizzazione
3
“Conosco una persona fantastica che mi capisce perfettamente e non mi farà mai del male”
Intellettualizzaz.
4
“In genere uso la testa e non mi lascio trasportare dall’istinto”
Form. reattiva
3
“Quando una persona non mi piace, mi sforzo di non arrabbiarmi con lei”
Repressione
3
“In caso di necessità posso ignorare i miei problemi finché non trovo il tempo di pensarci”
Ogni soggetto coinvolto nella ricerca ha inoltre compilato un secondo
questionario: SCL-90 o COPE. L’assegnazione è avvenuta in maniera
del tutto casuale facendo in modo che tutte le classi di età fossero
equamente rappresentate.
425 (205 maschi e 220 femmine) studenti hanno completato SCL-90-R
(Symptom-Check list 90 revised; Derogatis, 1977; Derogatis & Savitz,
1999; Franke, 1995), un questionario composto da 90 item in cui al
soggetto viene chiesto di indicare, servendosi di una scala Likert a 5
punti (0=per niente, 4= moltissimo), il grado in cui è stato disturbato
nell’ultima settimana da una serie di sintomi fisici e psichici.
A partire dal punteggio ottenuto ai 90 item, è possibile ottenere tre
indicatori generali della presenza di sintomi psicopatologici e del
benessere psicofisico: il GSI (Global Severity Index), il PST (Positive
Symptom Total) e il PSDI (Positive Symptom Distress Index); è inoltre
possibile ottenere 10 indici che riguardano altrettante aree
sintomatologiche specifiche (somatizzazione, ossessività-compulsività,
sensibilità interpersonale, depressione, ansia, ansia fobica, ostilità e
rabbia, ideazione paranoide, psicoticismo, altri disturbi). Per maggiori
dettagli, consultare slide seguente.
Sottoscale SCL
Item
Contenuti
Somatizzazione
12
Include disturbi e disagi fisici riguardanti il sistema gastrointestinale (ad es. nausea e vomito),
cardiovascolare, osteo-arto-muscolare, respiratorio e altri. Questi sintomi, benché possano essere espressione
di effettive patologie organiche, rappresentano la spia di uno stato di disagio e sofferenza del paziente.
Ossessivitàcompulsività
10
Include i sintomi che sono largamente identificati con la sindrome clinica che porta lo stesso nome. Questa
dimensione mette a fuoco pensieri, impulsi e azioni che sono vissuti dal paziente come incessanti e
irresistibili e nello stesso tempo di natura egodistonica o indesiderata.
Sensibilità ai
rapporti interp.
9
Include comportamenti interpersonali che riflettono la presenza, nel paziente, di sentimenti di inferiorità,
inadeguatezza o incapacità. Sono manifestazioni caratteristiche di questa sindrome: auto-disapprovazione,
sentimenti di difficoltà e senso di sconforto durante le interazioni interpersonali.
Depressione
9
Questi sintomi riflettono un’ampia serie di manifestazioni della depressione clinica. Compaiono perdita di
interesse ed energia, crisi di pianto ma anche sentimenti di disperazione e idee di suicidio.
Ansia
10
Include segni generali come nervosismo, tremori e tensione, come anche attacchi di panico e sentimenti di
terrore. Sono compresi in questa dimensione componenti cognitive che implicano sentimenti di apprensione,
timore e manifestazioni somatiche legate all’ansia.
Ostilità
6
Riflette pensieri, sentimenti o azioni caratteristici del sentimento di “rabbia”. Sono inclusi in questa
dimensione sentimenti come aggressività, irritabilità, odio e risentimento.
Ansia Fobica
7
L’ansia fobica è definita come possibile risposta ad una persistente paura per una specifica persona, luogo,
oggetto o situazione che è caratterizzata dall’essere irrazionale e sproporzionata allo stimolo e conduce a
comportamenti di evitamento o di fuga.
Ideazione
paranoide
6
La dimensione rappresenta fondamentalmente il comportamento paranoide e le caratteristiche principali di
pensiero proiettivo: ostilità, sospettosità, grandiosità, centralità, paura di perdita dell’autonomia e deliri.
Psicoticismo
10
Include ritiro, isolamento, stile di vita schizoide e sintomi tipici della schizofrenia come ad esempio
allucinazioni. La dimensione fornisce un continuum graduato della manifestazione da un senso di alienazione
interpersonale a quadri francamente psicotici.
Altri sintomi
11
Include sintomi diversi quali disturbi del sonno, dell’alimentazione ecc.
339 (190 maschi e 149 femmine) studenti hanno compilato COPE
(Coping Orientation to Problems Experienced; Carver et al., 1989)
è un questionario composto da 60 item finalizzato a valutare gli
stili di coping cioè le strategie che il soggetto comunemente mette
in atto per la risoluzione dei problemi della vita quotidiana. In
particolare, la versione italiana di COPE è già stata sottoposta a
validazione anche nella popolazione adolescenziale mostrando
buone proprietà psicometriche (Steca et al., 2001) e una struttura ad
otto fattori. Per maggiori dettagli, consultare slide seguente.
Sottoscale COPE
Item
Contenuti
Ricerca di sostegno
sociale
8
Valuta la tendenza generale a ricercare l’aiuto e il sostegno altrui.
Focus sul problema
17
Riflette la propensione a focalizzarsi direttamente sul problema che genera lo stress e a
cercare attivamente di risolverlo.
Meccanismi evasivi
9
Riflette la tendenza a fare uso di meccanismi evasivi
Ricorso alla religione
4
Humour
4
Uso di sostanze
4
Riflette pensieri, sentimenti o azioni caratteristici del sentimento di “rabbia”. Sono inclusi
in questa dimensione sentimenti come aggressività, irritabilità, odio e risentimento.
Sfogo delle emozioni e
ricerca di distrazioni
7
Riflette la tendenza a dare sfogo alle emozioni negative legate alla situazione stressante,
ma anche la tendenza alla ricerca di attività distraenti.
Accettazione
4
.
Infine, ciascuno studente ha completato un breve foglio
anagrafico contenente alcune informazioni di base utili nel
processo di validazione:
• età;
• sesso;
• titolo di studio e professione dei genitori quali indicatori
dello status socio-economico;
• indicatori di benessere psicofisico (presenza di malattie
organiche gravi o croniche, anamnesi positiva per interventi
psicologici o psichiatrici);
• livello di benessere e soddisfazione in vari ambiti del
funzionamento (scuola, tempo libero, famiglia, amicizie e
soddisfazione generale di sé);
• brevi informazioni sulla carriera scolastica pregressa.
Il campione
Il campione è risultato composto da 774 soggetti di cui 395 maschi (51%)
e 369 femmine (49%).
L’età media è risultata pari a 16.07 anni (DS=1.35; nessuna differenza
nell’età media tra maschi e femmine). Anche la distribuzione per classe di
età non ha portato a rilevare differenze significative tra i due sessi (Tab. 2)
Oltre il 93% dei soggetti vive con genitori sposati, il 4% è figlio di
divorziati, lo 0.8% di genitori conviventi. Anche in questo caso, nessuna
differenza tra maschi e femmine è stata rilevata rispetta distribuzione dello
stato civile dei genitori.
Circa l’80% dei ragazzi ha una madre con almeno un diploma di scuola
media superiore (Grafico 1); la percentuale è del tutto analoga per i padri
(Grafico 2).
Circa il 23% dei soggetti provengono da famiglie monoreddito.
42 soggetti, corrispondenti a circa il 5% del totale (18 maschi e 24
femmine; non significativo), riferiscono di avere problemi di salute
gravi o cronici.
78 ragazzi (10% del totale, 26 maschi e 52 femmine; significativo)
riferiscono di essere ricorsi ad uno specialista della salute mentale
(psicologo, psicoterapeuta, psichiatra), almeno una volta nella loro
vita. Di questi, 17 (22%, 7 maschi e 10 femmine) sono ancora in
trattamento al momento dell’assessment. In quasi l’80% dei casi si
tratta per lo più di interventi brevi, della durata inferiore ai tre mesi.
53 studenti (7%) riferiscono di essere stati respinti almeno una
volta nella loro carriera scolastica pregressa (32 maschi e 21
femmine).
Tab. 2
Tavola di contingenza età * sesso
età
13
14
15
16
17
18
19
Totale
Conteggio
% del total e
Conteggio
% del total e
Conteggio
% del total e
Conteggio
% del total e
Conteggio
% del total e
Conteggio
% del total e
Conteggio
% del total e
Conteggio
% del total e
s es so
m as chio
fem m ina
5
2
,7%
,3%
48
42
6,4%
5,6%
95
91
12,6%
12,1%
97
86
12,8%
11,4%
84
78
11,1%
10,3%
51
57
6,8%
7,5%
10
9
1,3%
1,2%
390
365
51,7%
48,3%
Totale
7
,9%
90
11,9%
186
24,6%
183
24,2%
162
21,5%
108
14,3%
19
2,5%
755
100,0%
Grafico 1.
Titolo di studio madre
Licenza
elementare
Licenza media
inferiore
Licenza media
superiore
Laurea/diploma
universitario
formazione post
universitaria
Mancante
Grafico 2
Titolo di studio padre
Licenza
elementare
Licenza media
inferiore
Licenza media
superiore
Laurea/diploma
universitario
formazione post
universitaria
Mancante
Risultati
1. Indicatori di disagio psichico rilevati nel campione.
Il Graf. 4 illustra i punteggi medi rilevati tra gli studenti,
suddivisi per sesso, per ciascuna delle sottoscale di SCL-90R.
Il Graf. 5 illustra invece i punteggi medi generali (GSI, PST,
PSDI) in funzione del sesso.
Graf. 4 - Punteggi medi SCL-90-R:
confronto tra maschi e femmine Liceo Tosi
16
Maschi (N=204)
Femmine (N=219)
14
12
10
8
6
4
2
0
Soma.*
Oss.*
Sens.*
Depr.*
Ansia*
Ostilità
Ans.fob.*
Para.*
Psico.*
Altri*
Graf. 5 - Punteggi medi totali SCL-90-R:
confronto tra maschi e femmine Liceo Tosi
2
1,8
50
Maschi (N=204)
Femmine (N=219)
45
1,6
40
1,4
35
1,2
30
1
25
0,8
20
0,6
15
0,4
10
0,2
5
0
0
GSI*
PSDI*
PST*
N.B. Alcune indicazioni per la lettura del grafico 4 e 5.
Sull’asse orizzontale viene riportata l’indicazione della sottoscale di SCL cui
i punteggi della colonna sovrastante si riferiscono. Se il nome della sottoscala
è seguito da un asterisco, le differenze rilevate nei due gruppi sono
statisticamente significative cioè non imputabili a fattori casuali. Tanto
maggiori sono i punteggi, tanto maggiore sarà il livello di disagio psichico
lamentato in quell’area sintomatologica.
Per quanto riguarda il grafico 5, le sigle vanno così interpretate:
GSI: somma del punteggio totale ottenuto/90-risposte mancanti (questo
indice fornisce cioè un indice di disagio generale più attendibile che non la
semplice somma delle 90 risposte).
PST: numero dei sintomi con un punteggio maggiore di 0 cioè numero medio
di sintomi che i soggetti si attribuiscono a prescindere dal livello di gravità.
PSDI: somma totale del punteggio ottenuto alle 90 domande/PST.
Come è possibile osservare, le femmine mostrano, per tutte le
sottoscale con la sola eccezione di Ostilità/Rabbia, punteggi
più alti dei maschi indicativi di una maggiore gravità
sintomatologica in quell’area.
Anche il punteggio totale, indicativo del livello globale di
malessere psichico, è significativamente maggiore nelle
femmine (GSI). Inoltre, le studentesse tendono a riconoscersi
in un numero maggiore di sintomi (PST) e ad attribuire a
questi un livello di gravità maggiore (PSDI).
Questo dato non è discorde da quanto rilevato in altri studi
(Miotto et al., 2004). Per avere un’idea più precisa del
benessere psichico degli studenti è quindi necessario
suddividere il campione in funzione del sesso e confrontare i
punteggi medi con quelli rilevati in altri campioni italiani di
studenti di scuola media superiore (si vedano graf. 6 e 7).
Graf. 6 - Punteggi medi SCL-90-R: confronto tra maschi Tosi
e altri campioni di riferimento
1,4
Maschi Tosi (N=204)
Controlli I (N=286)
Controlli II (N=250)
1,2
1
0,8
0,6
0,4
0,2
0
Soma.*
Oss.
Sens.
Depr.
Ansia
Ostilità
Ans.fob.*
Para.*
Psico.*
Altri*
GSI*
Nel grafico 6, vengono presentati i confronti dei punteggi degli
studenti maschi del Liceo Tosi con 2 campioni di riferimento; in
particolare, i punteggi relativi a “Controlli I” sono stati tratti
dalla letteratura (Miotto et al., 2004) mentre il campione indicato
come “Controlli II” si riferisce a studenti maschi di due istituti
superiori della provincia di Milano.
Si osserva un indice globale di disagio psichico inferiore negli
studenti del Liceo, quando confrontati con il gruppo di controllo
delle scuole di Milano (come dimostrato dal valore di GSI) e un
punteggio significativamente minore in quattro delle 10
sottoscale.
Stupisce tuttavia l’elevato indice rilevato nella sottoscala
“Ideazione paranoide” che, a nostro avviso, più che a rimandare
a sottostanti psicopatologie, potrebbe essere ricondotto ad un
elevato livello di stress (in tal senso, interessante è anche il
punteggio relativamente elevato sulla scala ostilità) o ad alcune
procedure inadeguate messe in atto al momento dell’assessment.
Graf. 7 - Punteggi medi SCL-90-R: confronto tra femmine
Tosi e altri campioni di riferimento
1,8
Femmine Tosi (N=219)
Controlli I (N=630)
1,6
Controlli II (N=59)
1,4
1,2
1
0,8
0,6
0,4
0,2
0
Soma.*
Oss.*
Sens.
Depr.*
Ansia*
Ostilità*
Ans.fob.*
Para.
Psico.*
Altri*
GSI*
Nel grafico 7, vengono presentati i confronti dei punteggi delle
studentesse del Liceo Tosi con campioni di riferimento; ancora una
volta, i punteggi relativi a “Controlli I” sono stati tratti dalla
letteratura (Miotto et al., 2004) mentre il campione indicato come
“Controlli II” si riferisce a studentesse di due istituti superiori della
provincia di Milano.
Anche in questo caso, si osserva, negli studenti del Liceo, un indice
globale di disagio psichico inferiore (GSI) e un punteggio inferiore
in otto delle 10 sottoscale, quando confrontati con il gruppo di
controllo delle scuole di Milano.
I punteggi medi ottenuti dalle ragazze del Liceo sono inoltre del
tutto comparabile a quello di altri studi italiani condotti su ampi
campioni.
Inoltre, sembra esserci un effetto significativo dell’età sui punteggi
medi SCL-90 per i maschi e, in misura inferiore, per le femmine.
Le classi di età superiori sono cioè caratterizzate da livelli di
disagio psichico maggiori (Graf. 8 e 9).
Graf. 8 - Disagio psichico in funzione delle classi di età nei
soggetti maschi del Liceo Tosi.
Media Global severity index
1,00
0,80
0,60
0,40
0,20
0,00
14 (N=28)
15 (N=36)
16 (N=54)
17 (N=47)
18 (N=28)
N.B. Sono state escluse dall’analisi le due fasce di età estreme (13 e 19 anni) a causa della limitata ampiezza
del campione (rispettivamente 2 e 5 soggetti).
Graf. 9 - Disagio psichico in funzione delle classi di età nelle
studentesse del Liceo Tosi.
Media Global severity index
1,20
1,00
0,80
0,60
0,40
0,20
0,00
14 (N=20)
15 (N=47)
16 (N=68)
17 (N=42)
18 (N=34)
N.B. Sono state escluse dall’analisi le due fasce di età estreme (13 e 19 anni) a causa della limitata ampiezza
del campione (rispettivamente 1 e 3 soggetti).
Conclusioni
Globalmente, il dato che emerge relativamente al
disagio psichico è che le femmine sembrano essere
in generale più vulnerabili dei maschi e che, un
eventuale intervento di supporto sul disagio psichico
dovrebbe preferibilmente focalizzare l’attenzione sui
soggetti a partire dai 16 anni di età (corrispondenti al
terzo anno di corso).
Risultati
2. Assetto difensivo rilevato nel campione.
Nei grafici che seguono, vengono presentati i
punteggi medi rilevati tra gli studenti, suddivisi per
sesso, per ciascuna delle sottoscale di REM-71.
Graf. 10 - Punteggi medi REM-71: difese immature
confronto tra maschi e femmine Liceo Tosi
7
Maschi (N=393)
Femmine (N=369)
6
5
4
3
2
1
0
Acting
Scissione*
Spost.
Dissoc.*
Fantasia
Onnipo*
Agg.pas.
Proiez.
Rimoz.*
Ann.retr*
Subli.*
Convers.
Somatiz.*
Ritiro*
Graf. 11 - Punteggi medi REM-71: difese mature
confronto tra maschi e femmine Liceo Tosi
8
Maschi (N=390)
Femmine (N=369)
7
6
5
4
3
2
1
0
Altruismo*
Diniego*
Humour*
Idealizz.*
Intellett.*
For.reat.
Repress.*
Fattore1*
Fattore2
N.B. Alcune indicazioni per la lettura dei grafici 10 e 11.
Sull’asse orizzontale viene riportata l’indicazione della sottoscale di REM cui
i punteggi si riferiscono. Se il nome della sottoscala è seguito da un asterisco,
le differenze rilevate nei due gruppi sono significative cioè non imputabili a
fattori casuali. Tanto maggiori sono i punteggi, tanto maggiore sarà il grado
in cui ciascuna difesa è utilizzata. Tuttavia, se per le difese immature alti
punteggi sono indicativi di un peggiore funzionamento, per le difese mature
il dato va letto in senso opposto (cioè un alto punteggio è indicativo di un
maggiore adattamento all’ambiente).
Per 14 meccanismi di difesa è stato possibile rilevare un
significativo effetto della variabile sesso sui punteggi medi. Per
quanto concerne le difese incluse nel Fattore 1, i soggetti di sesso
femminile hanno mostrato un uso più massiccio della Scissione,
Dissociazione, Rimozione, Annullamento retroattivo, Sublimazione
e Somatizzazione, mentre i maschi hanno ottenuto punteggi più alti
nella scala Onnipotenza. Rispetto alle difese incluse nel Fattore 2, i
maschi hanno ottenuto punteggi più alti nelle scale del Diniego,
Humour, Intellettualizzazione, e Repressione, mentre le femmine
sulle scale Altruismo e Idealizzazione. Questi risultati sono
globalmente in linea con quelli ottenuti nella versione originale
dello strumento (Steiner et al., 2001) e con studi preliminari
condotti su adolescenti italiani (Prunas et al., 2005) e confermano
le attese teoriche che soggetti maschi tendano a fare uso di difese di
“azione” e “dominance-driven” mentre le femmine ottengono
punteggi più alti in difese nell’area dell’internalizzazione e
dell’affiliazione.
Inoltre, questo dato è perfettamente in linea con le attese teoriche (e
con quanto visto in precedenza) secondo cui ad un assetto difensivo
più disadattivo si associano maggiori livelli di disagio psichico e
trova conferma in un elevato indice di correlazione tra i punteggi
ottenuti al Fattore 1 e 2 e il GSI.
Anche in questo caso si è reso necessario il confronto tra i dati
rilevati tra gli studenti del Liceo e quelli raccolti in altri istituti
superiori della provincia di Milano.
I confronti su queste variabili sono presentati nei grafici che
seguono (Graf. 12,13,14,15).
Graf. 12 - Punteggi medi REM-71: difese immature
confronto tra maschi “Tosi” e controlli maschi
6
Maschi (N=393)
Controlli (N=233)
5
4
3
2
1
0
Acting*
Scissione
Spost.*
Dissoc.*
Fantasia*
Onnipo
Agg.pas.
Proiez.*
Rimoz.*
Ann.retr*
Subli.*
Convers.* Somatiz.*
Ritiro
Graf. 13 - Punteggi medi REM-71: difese mature
confronto tra maschi Liceo Tosi e controlli
7
Maschi (N=390)
Controlli (N=228)
6
5
4
3
2
1
0
Altruismo*
Diniego
Humour*
Idealizz.
Intellett.
For.reat.*
Repress.*
Fattore1*
Fattore2
Come è possibile osservare, i soggetti maschi ottengono, rispetto al
gruppo di controllo, punteggi inferiori (indicativi di funzionamento
più adattivo) in 10 delle 14 difese immature (graf. 12) e maggiori in
4 delle 7 difese mature (graf.13). Il più elevato livello di
funzionamento psichico rilevato negli studenti maschi del Liceo
trova conferma anche nel punteggio significativamente inferiore
ottenuto sul Fattore 1.
Graf. 14 - Punteggi medi REM-71: difese immature
confronto tra femmine Liceo Tosi e controlli
7
Femmine (N=369)
Controlli (N=57)
6
5
4
3
2
1
0
Acting
Scissione
Spost.
Dissoc.*
Fantasia
Onnipo
Agg.pas.
Proiez.
Rimoz.*
Ann.retr
Subli.
Convers.* Somatiz.*
Ritiro
Graf. 15 - Punteggi medi REM-71: difese mature
confronto tra femmine Liceo Tosi e controlli
8
Femmine (N=369)
Controlli (N=59)
7
6
5
4
3
2
1
0
Altruismo*
Diniego
Humour*
Idealizz.*
Intellett.
For.reat.
Repress.
Fattore1*
Fattore2
Analogamente a quanto osservato per i maschi, le ragazze
ottengono, rispetto al gruppo di controllo, punteggi inferiori
(indicativi di funzionamento più adattivo) in 4 delle 14 difese
immature (graf. 12) e maggiori in 3 delle 7 difese mature (graf.13).
Il più elevato livello di funzionamento psichico rilevato nelle
studentesse del Liceo trova conferma anche nel punteggio
significativamente inferiore ottenuto sul Fattore 1.
Globalmente, dai confronti eseguiti tra i punteggi dei ragazzi del
Liceo e i controlli reclutati in altri istituti di istruzione superiore
relativamente al funzionamento difensivo, emerge nei primi uno
stile difensivo più funzionale, maturo e adattivo.
Infine, a differenza di quanto osservato per il disagio psichico,
nessun effetto dell’età sembra emergere sullo stile difensivo, né per
i maschi, né per le femmine (Graf. 16,17,18,19).
Del tutto in linea con i risultati degli studi in quest’area, l’assetto
difensivo negli adolescenti dimostra di essere altamente stabile
andando incontro a maturazione solo oltre il ventesimo anno di età.
Graf.16 Punteggi medi fattore 1 nei maschi suddivisi
per classi di età
Media punteggio totale fattore 1
5,00
4,00
3,00
2,00
1,00
0,00
13
14
15
16
17
18
19
Graf.17 Punteggi medi fattore 2 nei maschi suddivisi
per classi di età
Media punteggio totale fattore 2
6,00
5,00
4,00
3,00
2,00
1,00
0,00
13
14
15
16
età
17
18
19
Graf.18 Punteggi medi fattore 1 nelle femmine
suddivise per classi di età
Media punteggio totale fattore 1
5,00
4,00
3,00
2,00
1,00
0,00
14
15
16
17
18
età
Le due classi estreme di età (13 e 19 anni) sono state eliminate in quanto costituite da un numero troppo ridotto di soggetti
Graf.19 Punteggi medi fattore 2 nelle femmine
suddivise per classi di età
Media punteggio totale fattore 2
6,00
5,00
4,00
3,00
2,00
1,00
0,00
14
15
16
17
18
età
Le due classi estreme di età (13 e 19 anni) sono state eliminate in quanto costituite da un numero troppo ridotto di soggetti
Risultati
3. Strategie di coping rilevate nel campione.
Nei grafici che seguono, vengono presentati i
punteggi medi rilevati tra gli studenti, suddivisi per
sesso, per ciascuna delle sottoscale di COPE
(16,17,18).
Graf. 20 - Punteggi medi COPE:
confronto tra maschi e femmine Liceo Tosi
50
Maschi (N=188)
Femmine (N=148)
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
Ric.sost.*
Focus
Evasivi
Religione
Humour*
Sostanze
Sfogo*
Accettazione
Graf. 21 - Punteggi medi COPE:
confronto tra maschi Liceo Tosi e controlli
50
Maschi (N=188)
Controlli (N=247)
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
Ric.sost.*
Focus*
Evasivi*
Religione*
Humour
Sostanze
Sfogo*
Accettazione*
Graf. 22 - Punteggi medi COPE:
confronto tra femmine Liceo Tosi e controlli
50
Femmine (N=148)
Controlli (N=58)
45
40
35
30
25
20
15
10
5
0
Ric.sost.*
Focus*
Evasivi*
Religione
Humour*
Sostanze
Sfogo
Accettazione*
Dal confronto tra studenti maschi e femmine del Liceo sembra
emergere che le seconde sarebbero caratterizzate da un uso più
massiccio del ricorso al sostegno sociale e allo sfogo delle
emozioni e un uso minore dello humour rispetto ai maschi.
Questi dati replicano appieno i risultati di precedenti ricerche
(Steca et al., 2001; Carver et al., 1989) e trovano conferma nelle
credenze e negli stereotipi di genere tradizionali che ascrivono alla
donna una maggiore inclinazione a “cedere” allo sfogo del disagio
emotivo. D’altro canto, le ragazze mostrano anche una maggiore
tendenza alla ricerca del sostegno degli altri che testimonia anche
delle maggiore capacità di trovare in essi la fonte di informazioni
utili per affrontare le difficoltà dell’esistenza.
Lo sfogo delle emozioni rappresenta una strategia di coping
caratterizzata da una connotazione fortemente ambivalente: se da
un lato può assumere un carattere adattivo nei termini in cui
permette, attraverso lo spostamento, di gestire lo stato ansiogeno,
dall’altro può rivelarsi estremamente disadattiva nel momento in
cui diventa un modo per non farvi fronte.
Analogamente, altrettanto ambivalente sembra essere il ricorso allo
humour da parte dei maschi; se in alcuni casi scherzare su un
evento difficile può aiutare ad affrontarlo in maniera meno ansiosa
e più efficace, in altri casi questo atteggiamento può celare una
mancanza di reale consapevolezza o un tentativo di evasione dal
problema.
Nel momento in cui gli studenti maschi e femmine vengono
sottoposti a confronto con i corrispondenti gruppi di controllo
(graf. 21 e 22), si osserva nei primi un uso più massiccio dei
meccanismi di coping tradizionalmente considerati più funzionali:
Ricerca di sostegno sociale, focus sul problema e accettazione per i
maschi e le femmine e ricorso alla religione per i maschi.
Alcune considerazioni sul benessere degli studenti.
All’interno del campione, i maschi esprimono, rispetto alle
femmine, livelli di maggiore soddisfazione rispetto a sé, alla qualità
delle relazioni nell’ambiente familiari e al tempo libero.
Relativamente alla scuola e agli amici non si registrano differenze
significative tra i due sessi (Graf. 23).
Graf. 23 – Livello di soddisfazione in varie aree della vita:
confronto tra maschi e femmine Liceo Tosi
Maschi (N=395)
9
p<0.05
Femmine (N=367)
p<0.05
8
p<0.05
7
6
5
4
3
2
1
0
Scuola
Famiglia
Amici
Tempo libero
Sé
Per quanto concerne la scuola, si osserva un effetto
significativo dell’età sui punteggi di soddisfazione media che
annulla le differenze di sesso tra i soggetti.
La soddisfazione tende cioè a diminuire progressivamente
con l’aumento dell’età (graf. 24).
Media quanto sei soddisfatto della scuola
Graf. 24 - Soddisfazione generale nella scuola in funzione
della classe di età
8
6
4
2
0
13
14
15
16
età
17
18
19
Una tendenza analoga è osservabile anche per la
soddisfazione generale di sé (Graf. 25).
Tuttavia, per quanto riguarda gli altri ambiti del
funzionamento indagati (amici, famiglia, tempo libero),
l’effetto dell’età sembra non giocare un ruolo rilevante.
Media in generale quanto sei soddisfatto di te
Graf. 25 - Soddisfazione generale di sè in funzione della
classe di età
8
6
4
2
0
13
14
15
16
età
17
18
19
Infine, ci è parso interessante accertare quali, tra le variabili
psicologiche in nostro possesso, potessero considerarsi predittive
del benessere del soggetto in vari ambiti del funzionamento
generale per capire cioè quali elementi portano i ragazzi a sentirsi
felici e gratificati in varie aree della loro esistenza.
A tale scopo, sono state eseguiti alcuni disegni di regressione
lineare.
Soddisfazione generale di sé
Per quanto concerne il grado di soddisfazione generale che il
soggetto ha per sè stesso, le variabili selezionate dal modello sono
state un basso punteggio sulla scala “sfogo delle emozioni”, un alto
punteggio sulla scala delle difese mature, un basso punteggio sulla
scala delle difese immature e un alto punteggio sulla scala “ricorso
alla religione”.
Sembrerebbe emergere quindi che lo studente più soddisfatto è
globalmente ben adattato e dotato di un repertorio difensivo
maturo, coltiva un interesse per il trascendente e, rispetto ai
contraccolpi emotivi della vita è in grado di trovare la giusta via di
mezzo tra il lasciarsi andare alle emozioni e il “non pensarci”.
Per le femmine, tuttavia, accanto ad un funzionamento difensivo
più maturo, si associano un uso più ridotto dei “meccanismi
evasivi” e del “ricorso alle sostanze”.
Soddisfazione nella scuola
Per quanto concerne invece il grado di soddisfazione rispetto al
proprio andamento scolastico, i maggiori livelli di soddisfazione si
associano ad un funzionamento difensivo maturo (alto Fattore2,
basso Fattore 1), ad un ridotto uso di sostanze e di humour e un uso
massiccio dell’accettazione come strategie di coping.
Questo dato non risente di differenze significative legate al sesso e i
risultati di maschi e femmine sono del tutto comparabili tra loro.
Dalla descrizione dei ragazzi, sembrerebbe quindi emergere che lo
studente soddisfatto è caratterizzato da un buon adattamento
generale e da un assetto difensivo maturo, non ricorre alle sostanze
per gestire situazioni complesse e problematiche, prende la realtà
un po’ troppo sul serio ed è dotato di una buona dose di
rassegnazione di fronte agli imprevisti della vita.
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2005-06 - Liceo Scientifico Statale "A. Tosi"