Il “modello mediterraneo di immigrazione” nel contesto italiano
Aspetti sociali, economici e normativi
(seconda parte)
Anna Elia
Sociologia del territorio
a.a. 2011/12
Politiche di sanatoria sempre più restrittive
e limitazioni nell’accesso alle politiche sociali
(Caratteristica modello mediterraneo di immigrazione)
• L. 30 dicembre 1986, n. 943 - Norme in materia di
collocamento e di trattamento dei lavoratori extracomunitari
immigrati e contro le immigrazioni clandestine
• Legge 39 del 1990 (Legge Martelli) - Norme urgenti in materia
di asilo politico, d’ingresso e soggiorno dei cittadini
extracomunitari e di regolarizzazione dei cittadini
extracomunitari ed apolidi già presenti nel territorio dello
Stato
• La legge 40 del 1998 (Testo unico sull’immigrazione)
• Legge n. 189 del 30 luglio 2002 (Bossi-Fini) Modifica alla
normativa in materia di immigrazione e di asilo
Legge 943 del 1986
Misura di regolarizzazione per i lavoratori stranieri in
quanto lavoratori “dipendenti” e per gli “immigrati
attivamente alla ricerca di un lavoro”
La legge riservava i benefici del sistema di welfare
nazionale al lavoratore immigrato in quanto
lavoratore dipendente.
Legge 39 del 1990 – Legge Martelli
Misure di regolarizzazione per tutti i lavoratori stranieri;
Godimento delle politiche sociali per tutti i lavoratori stranieri
ivi compresi i lavoratori autonomi. Il provvedimento di sanatoria
si rivolge ai venditori ambulanti di provenienti dall’Africa Subsahariana e dal nord Africa (Marocco, Tunisia).
Superamento del principio della riserva geografica
(Convenzione di Ginevra del 1951 alla quale l’Italia ha aderito
nel 1954) che limitava la domanda di asilo politico a coloro che
provenivano dal blocco socialista. L’art. 1 della legge estende ai
ai cittadini dei paesi non europei il diritto di ottenere lo status di
rifugiati politici, ratificata in Italia con la legge 24 luglio 1954
n.722.
Dalla trasmissione televisiva Nonsolonero del Tg2 del 1989
(punto 2 precedente slide):
• « [...] Pensavo di trovare in Italia uno spazio di vita, una
ventata di civiltà, un'accoglienza che mi permettesse di vivere
in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né
pregiudizi. Invece sono deluso. Avere la pelle nera in questo
paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche
qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane
con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. Noi del
terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro
paese, ma sembra che ciò non abbia alcun peso. Prima o poi
qualcuno di noi verrà ammazzato ed allora ci si accorgerà che
esistiamo » (Jerry Essan Masslo)
Incitamento alla violenza contro i migranti da
parte della delinquenza locale, volantino
ritrovato dai carabinieri di Villa Literno prima
dell’omicidio di Jerry Masslo:
« È aperta la caccia permanente al nero. Data la
ferocia di tali bestie […] e poiché scorazzano
per il territorio in branchi, si consiglia di
operare battute di caccia in gruppi di almeno
tre uomini ».
I controlli sull’immigrazione irregolare
introdotti dalla Legge Martelli
• La legge Martelli affida ai Prefetti il compito di
firmare le espulsioni. In compenso, la nuova
procedura
non
prevede
l’immediato
accompagnamento alla frontiera: la prima espulsione
viene eseguita con una «intimazione» – cioè con un
ordine scritto, simile al vecchio “foglio di via” -, e solo
se il migrante viene trovato una seconda volta in
territorio
nazionale
si
può
procedere
all’accompagnamento.
La razionalità delle leggi di regolarizzazione:
I migranti sono portatori di diritti solo in qualità di forza lavoro, mentre la loro presenza
sociale viene completamente annullata (le politiche di sanatorie non vengono
accompagnate da politica di inserimento sociale/orientamento dei migranti regolarizzati).
Nel 1991, dopo le prime leggi di regolarizzazione (1967-1990), la popolazione straniera
regolarmente residente in Italia era di 860 mila individui, mentre la stima dei migranti nella
situazione di “clandestino” è più di un milione. Le analisi sui permessi di soggiorno rivelano
una presenza di migranti provenienti dal Nord Africa e dell’Africa occidentale. Un terzo dei
migranti è di religione musulmana.
Effetti delle politiche di sanatoria emesse negli anni ‘80 e ‘90
1. Soddisfare il bisogno di manodopera dei distretti industriali nel centronord Italia e delle piccole industrie manifatturiere del nord-est;
2. Risposte a situazioni di urgenza sociale: rassicurare gli italiani di fronte ad
una presenza sempre maggiore sul territorio di cittadini stranieri in
situazioni di irregolarità; sedare momenti di conflittualità sociale nelle
zone agricole del sud Italia;
3. Processi di etnicizzazione del mercato del lavoro: alto livello di
specializzazione dei lavori effettuati dai migranti in relazione al loro paese
di origine, del loro sesso e della religione di appartenenza (senegalese:
venditore ambulante; tunisino: pescatore; filippine-donne dell’est: colf e
badanti).
La Legge n. 40 del 1998 fu la prima mettere in causa l’accesso ai diritti sociali da parte
del cittadino straniero in quanto pari al cittadino italiano.
Migrante « clandestino »
Immigrato in regola con il permesso di
soggiorno
Garanzie di integrità della persona Garanzie di integrità sociale
fisica
 Cure ospedaliere o
ambulatoriali urgenti o
essenziali;
 diritto all’istruzione per tutti i
minori stranieri
indipendentemente dallo status
di “irregolare” dei genitori.
 Accesso ai diritti sociali e civili,
esclusione dai diritti politici.
La Legge n. 40 del 1998
Migrante nella situazione di
« clandestino »
Immigrati in regola con il permesso di
soggiorno
Garantire le espulsioni;
ridurre le presenze irregolari
attraverso maggiori controlli.
 Istituzione dei Centri di
Permanenza Temporanea;
 quote di ingresso stabilite
annualmente dietro accordi di
cooperazione stabiliti con i paesi
di provenienza.
 La figura dello sponsor (datore di
lavoro italiano).
Garantire percorsi di integrazione e di
stabilizzazione.
 accesso alle misure di edilizia
sociale;
 iscrizione alle liste di collocamento;
 diritto a mantenere o a riacquistare
l’unità familiare;
 Accesso al sistema sanitario
nazionale
 accesso al sistema pensionistico.
L’istituzione dei Cpt nella legge 40 del ‘98
• «Quando non e’ possibile eseguire con immediatezza
l’espulsione», si legge al comma 1 dell’art. 12,
«perchè occorre procedere [...] ad accertamenti
supplementari in ordine all’identità o nazionalità
[dello straniero], [...] il questore dispone che lo
straniero sia trattenuto per il tempo strettamente
necessario presso il centro di permanenza
temporanea e assistenza più vicino».
Le condizioni di vita inumane nei Cpt
all’attenzione dei media e del Ministero
• Il 30 Agosto 2000 il Ministero dell’Interno vara
una Direttiva generale in materia di Centri di
Permanenza Temporanea ed assistenza, nella
quale si stabiliscono con precisione i diritti
degli “ospiti”, in modo da evitare abusi e
violenze delle forze dell’ordine.
Articolo 13 della Cost. Italiana
• La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma
alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale,
né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non
per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2]
e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].
• In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati
tassativamente dalla legge l'autorità di pubblica sicurezza può
adottare provvedimenti provvisori, che devono essere
comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se
questa non li convalid.a nelle successive quarantotto ore, si
intendono revocati e restano privi di ogni effetto. E` punita
ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque
sottoposte a restrizioni di libertà [cfr. art. 27 c. 3];.
Legge 40 del 98 Testo unico sull’immigrazione Un
modello di integrazione ragionevole (Zincone 2000)
• I diritti dei migranti anche quelli fondamentali come
quello del ricongiungimento familiare non sono
assoluti
ma
assumono
un
caratterere
« discrezionale », in quanto dipendono da norme e
regole stabilite localmente (localismo dei diritti).
• Obiettivi: evitare fenomeni di aperta conflittualità tra
italiani e migranti
La legge 40 del 1998 (Testo unico sull’immigrazione) è la sola
disposizione normativa in materia di immigrazione che si riferisce
in maniera specifica ai processi di integrazione dei migranti sul
territorio italiano.
Principi:
• Uguaglianza tra italiani e immigrati in quanto cittadini e non solo
in quanto lavoratori;
• promozione di processi integrazione sul piano del dialogo
interculturale con il diretto coinvolgimento di comuni, province,
regioni, soggetti no-profit, il mondo della scuola, il mondo delle
associazioni tra migranti;
• possibilità di accedere alla Carta di Soggiorno (permesso di
soggiorno illimitato) alla fine di un percorso di stabilizzazione sul
territorio italiano.
La legge 189/2002 - Bossi-Fini (1)
• La legge sostituisce il contratto di lavoro al permesso di
soggiorno;
• Allo scadere del contratto il migrante ha solo sei mesi per
trovare un altro lavoro altrimenti ricade nella condizione di
“clandestino”;
• Il datore di lavoro è titolare del contratto di soggiorno del
migrante e ne garantisce la permanenza sul territorio italiano;
• Abolizione della figura dello sponsor;
• La legge pone inoltre ulteriori restrizioni al ricongiungimento
familiare.
Effetti e obiettivi della sanatoria del 2002:
• annulla completamente ogni possibile prospettiva di integrazione del
cittadino straniero rendendo provvisoria la sua presenza sul territorio
italiano;
• colma le carenze delle politiche socio-sanitarie nazionali nella cura agli
anziani legittimando processi di segregazione sociale ed economica delle
donne migranti nel ruolo di “badante”;
• rende le donne migranti vulnerabili sul piano dell’accettazione di
condizioni di lavoro gravose pur di non perdere il lavoro ed il contratto di
soggiorno;
• le restrizioni al rinnovo del contratto di lavoro determinano
un’immigrazione circolare, non integrata da mettere a disposizione del
mercato del lavoro informale come una continua riserva di lavoratori a
basso costo.
La legge 189/2002 - Bossi-Fini
Il controllo delle frontiere
• Con la Bossi-Fini tutte le espulsioni (fatti salvi
casi eccezionali) debbono essere eseguite con
l’accompagnamento coattivo alla frontiera da
parte della forza pubblica. La Bossi-Fini
rafforza inoltre lo strumento del
trattenimento, prevedendo l’aumento del
tempo massimo di permanenza in un CPT da
trenta a sessanta giorni.
Composizione demografica della popolazione straniera dopo la
sanatoria del 2002:
La legge n. 189 del 2002, fino al primo gennaio 2006, ha concesso 647 mila
regolarizzazioni, di cui più della metà riguardano donne migranti impegnate nel
lavoro di assistenza e di cura.
Al primo gennaio 2006 gli stranieri regolarmente residenti in Italia erano circa
2.7 milioni, mentre nel 2002 erano 1,5 milioni; il 56 per cento delle donne
migranti arriva dall’Est-Europa.
L’incremento, dal primo gennaio 2002 al primo 2006, ha riguardato in modo
particolare i flussi dall’Ucraina (+ 800 per cento); dalla Romania (+ 300 per
cento); Albania (+100 per cento); Moldavia (+450 per cento).
Andamento della presenza Straniera in Italia (2003/2007)
4.000.000
3.000.000
2.000.000
1.000.000
0
2003
2004
2005
2006
2007
• Click Day – (fonte Melting pot Europa aprile
2011)
• 293mila domande su una richiesta di ingresso
di 52.080 lavoratori di nazionalità ’privilegiate’,
cioè di quei Paesi che hanno sottoscritto
accordi di cooperazione in materia migratoria
con l’Italia.
• In prevalenza, i datori di lavoro hanno inviato
richieste per colf e badanti (208mila); quelle
per lavoratori subordinati sono state 85mila.
Le regolamentazioni al diritto di asilo introdotte dalla
legge 30 luglio del 2002 - Bossi-Fini
• Vengono istituite le Commissioni territoriali (prima c’era solo una
commissione nazionale).
• Sono previsti 20 giorni di tempo dalla presentazione della domanda alla
decisione di prima istanza.
• Inoltre, viene introdotta la possibilità di un riesame dell'eventuale
decisione negativa in prima istanza dalla stessa Commissione, integrata da
un membro della Commissione nazionale per l'asilo.
• L'introduzione della protezione umanitaria per coloro i quali, pur non
rientrando nella definizione di rifugiato ai sensi della Convenzione di
Ginevra del 1951, necessitano di una forma di protezione sussidiaria
poiché in fuga da guerre o da violenze generalizzate; e l'istituzione del
Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo
I CARA
(Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo)
• Con il decreto legislativo 28 gennaio 2008, n.25 (Attuazione
della direttiva 2005/85/CE recante norme minime ai fini del
riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato,
introduce i CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo).
Dai CARA il richiedente asilo ha la facoltà di uscire dal centro
nelle ore diurne.
• Dal 1998, la gestione dei CARA è affidata alla gestione di
centri e associazioni con finalità prettamente umanitarie e
sociali. Il fine era quello di coniugare l’aspetto socioassistenziale dell’accoglienza, a quello della sicurezza.
• Nei centri devono essere presenti esponenti dell’ACNUR. Un
membro dell’ONU è presente nella commissione territoriale.
• Sedi commissioni territoriali: Gorizia;
Milano;Foggia;Siracusa; Crotone con competenza a
conoscere delle domande presentate nelle Regioni
Calabria, Basilicata;Trapani.
• La legge prevede che la Commissione territoriale
provveda all’audizione del richiedente asilo entro 30
giorni dalla trasmissione dell’istanza fatta dalla
Questura e che la decisione venga poi adottata entro
i successivi 3 giorni.
Fine anni ’90 – 2010: costruzione ideologica del razzismo nella
società italiana (1)
(Wieworka 1998; Dal Lago 1999)
• 1995 – 2011 - costruzione sociale del clandestino/immigrato come
criminale da parte dei media e dalle strategie di marketing politico;
• 1995 – primi sbarchi dei profughi albanesi sulle coste della Puglia: diffuso
atteggiamento xenofobo verso l’orda Albanese; (i rifugiati albanesi
divennero i “clandestini albanesi);
• 1995 - 2011 – crescita esponenziale dei fenomeni di sfruttamento del
lavoro migrante; fenomeni di crescente competitività tra lavoratori
stranieri collegata alla diversa appartenenza etnica;
• 2008 – la “scia del razzismo”: dibattito pubblico sulla questione del
razzismo in Italia.
• 2009 -2010 - classi di inserimento separato nelle scuole per i figli degli
immigrati; la misura del tetto del 30%
L’azione dei media nei processi di costruzione
ideologica del razzismo
• 2004-2008 – l’immigrazione dalla Romania, in rapida crescita,
diventa il nuovo bersaglio di una ostilità materiale e simbolica;
• 2009 - reato di clandestinità: processo di identificazione tra la
presenza di “clandestini” e fenomeni di illegalità diffusa sul
territorio italiano;
• 2008-2010 “emergenza sbarchi”: istituzione dei CIE, accordi
con il Governo libico, respingimenti in mare;
• 2011 – lo “tsunami umano” dal nord Africa
DECRETO-LEGGE 23 maggio 2008 , n. 92 (Pacchetto sicurezza)
Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica. (GU n. 122 del 26-5-2008 )
Legge 94 del 2009
• reato di clandestinità: per l’immigrato clandestino fermato dalle forze
dell’ordine è previsto il carcere (abolito dalla Corte di Giustizia Europea) e
l’espulsione;
• si sopprime la norma del ddl che avrebbe abrogato il divieto di
segnalazione degli stranieri irregolari che accedono alle cure urgenti ed
essenziali;
• Il «centro di permanenza temporanea» viene denominato «centro di
identificazione ed espulsione»;
• reato di locazione di un immobile a straniero privo di titolo di soggiorno al
momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione" ;
• introduce un contributo sulla domanda di rilascio o rinnovo dei permessi
di soggiorno (un minimo di 80 a un massimo di 200 euro) che ogni
straniero ha l`obbligo di versare per tutte le pratiche di rilascio e rinnovo
del permesso di soggiorno, esclusi i permessi per asilo, per richiesta di
asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari
2008-2009 - Le strategie politiche di controllo delle frontiere – La
negazione del diritto di asilo
• Gli accordi con il governo libico (la stipula
dell’accordo di Bengasi del 2008)
• Le azioni di rimpatrio immediato da
Lampedusa (2008)
• Le operazioni di respingimento in mare (2009)
L’andamento degli “sbarchi” dopo gli accordi tra il governo italiano ed
il governo libico
sulle coste italiane (Puglia, Calabria, Sicilia, Lazio):
• dal 1° agosto 2008 al 31 luglio 2009: 29.076 migranti
• dal 1° agosto 2009 al 31 luglio 2010: 3.499 migranti
• diminuzione dell’88%
su Lampedusa e le altre isole limitrofe (Linosa, Lampione):
• dal 1° agosto 2008 al 31 luglio 2009: 20.655 migranti
• dal 1° agosto 2009 al 31 luglio 2010: 403 migranti
• diminuzione del 98%.
•
• Fonte: Dati Ministero dell’Interno
I dati sugli “sbarchi” sulle coste italiane nel periodo delle
rivolte dal nord Africa
• Da un’informativa del Ministero dell’Interno
diffusa il 28 settembre risulta che dall’inizio
del 2011 51.596 immigrati extracomunitari
sono sbarcati sulle isole Pelagie (quasi tutti a
Lampedusa) su un totale di 60.656 sbarchi
totali sulle coste italiana nel 2011.
• In tutto il 2010 erano sbarcati 4 406 migranti.
Qualche cifra (al 31 luglio 2011):
• Dal 26 marzo 2011 sono giunte dalla Libia
circa 23.000 persone;
• Si tratta prevalentemente di persone
provenienti dall’Africa sub-sahariana (maggiori
provenienze: Mali, Niger, Nigeria, Congo,
Costa d’Avorio, Senegal) e dal Corno d’Africa
(Eritrea, Etiopia, Somalia)
• Dall'1 gennaio al 31 luglio, sono giunti 24.769
migrati dalla Tunisia e 23.267 dalla Libia. I picchi
ci sono stati a marzo, quando dalle coste tunisine
sono sbarcati a Lampedusa in più di 14 mila ed a
maggio quando dalla Libia sono arrivati in 9.300.
I rimpatri sono stati invece 13.667 e ''vogliamo
arrivare a 30 mila a fine anno'‘, (Dichiarazione
Ministro dell’Interno Maroni 17 agosto 2011)
Il decreto sui rimpatri assistiti
• Collaborazioni con il Governo tunisino per
controllare le partenze e i rimpatri
• Tutti quelli che arrivano dalla Libia chiedono asilo e
stimiamo che il 35-40% di questi riceverà lo status di
rifugiato. Per chi non lo otterrà mettiamo a
disposizione i programmi di rimpatrio assistito,
altrimenti saranno comunque rimandati indietro'.
(dichiarazione Ministro Maroni 17 agosto 2011)
Trend nelle domande di asilo nei paesi industrializzati
(1° semestre 2011)
(Fonte ‘Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries,
First Half 2011)
• Incremento del 17% nei paesi industrializzati. 198.300 rispetto
alle 169.300 domande relative al 2010
• Stati Uniti (36.400),
• Francia (26.100),
• Germania (20.100),
• Svezia (12.600)
• Regno Unito (12.200).
• Italia 10.860 domande di asilo con un incremento del 102%
rispetto allo stesso periodo di riferimento dell’anno
precedente.
• 55mila rifugiati in Italia, (meno di una
persona rifugiata per mille abitanti);
• 600mila in Germania;
• 270 mila in Gran Bretagna ;
• 200 mila in Francia;
• 80 mila in Belgio.
(Dati UNHCR del 2010)
• Coloro che sono sbarcati sulle coste del meridione
d’Italia rappresentano meno del 2% del totale delle
persone fuggite dalla Libia (oltre un milione e
300mila) che si sono riversati nei paesi confinanti,
principalmente Egitto e Tunisia. Paesi che hanno
lasciato aperte le loro frontiere, ottemperando agli
obblighi internazionali di tutela dei diritti umani.
(ACNUR 31 luglio 2011)
L’arrivo dei migranti dal nord Africa:
le strategie di “contenimento” dei flussi migratori – gennaio-aprile 2011
"Dobbiamo chiudere i rubinetti e cominciare a svuotare la
vasca“ (Dichiarazione Bossi 5 aprile 2011.)
• I trasferimenti forzati da Lampedusa verso le tendopoli dopo 60
giorni di permanenza sull’isola (la produzione dell’emergenza)
• I rimpatri arbitrari dei cittadini tunisini via mare, le proposte di
sostegno finanziario ai rientri
• 5 aprile - Gli accordi di natura economica con il governo tunisino per
i rimpatri (100milioni per frenare lo tsunami umano)
• Le tendopoli: CIE o centri di accoglienza? Il divieto di ingresso alle
organizzazioni umanitarie e agli organismi di volontariato
• Le “disattenzioni” verso i minori non accompagnati
I migranti dal nord Africa. Clandestini o profughi?
• I permessi di soggiorno per protezione umanitaria temporanea per i
cittadini giunti in Italia prima del 5 aprile prima degli accordi con il governo
tunisino per il controllo delle coste
• Dal 6 aprile di profughi provenienti dalla Tunisia diventano i profughi da
rimpatriare
• Attualmente stanno per scadere i permessi di soggiorno per motivi
umanitari rilasciati sulla base del Decreto del 5/4/2011 ai cittadini tunisini
arrivati a Lampedusa agli inizi dello scorso aprile.
• Dei circa 24 mila tunisini arrivati entro inizio aprile, solo a 11 mila è stato
possibile ottenere un permesso
• Esclusione dai servizi di accoglienza: solo 700 di loro sono in accoglienza in
strutture della Protezione Civile
Una “parvenza” di accoglienza per i richiedenti asilo originari dal
Corno d’Africa e dall’area Subsahariana:
le dinamiche
• I nuovi CARA gestiti dalla protezione civile in
collaborazione con organismi del terzo settore
« selezionati » nella totale disinformazione degli enti
locali (l’umanizzazione delel pratiche detentive
(Bauman 1998))
• La detrazione di risorse e di autonomia alle
amministrazioni comunali e ai soggetti sociali
impegnati nel sistema SPRAR
• I rimpatri assistiti
Dati protezione civile sulla presenza dei migranti dal nord-Africa nei CARA e
nei progetti SPRAR di accoglienza integrata (10/10/2011)
Piemonte
Valle
d’Aosta
Liguria
Lombardia
1.748 Marche
43 Lazio
583 Abruzzo
3.060 Molise
565
2.337
0
126
PA Trento
210 Campania
2.278
PA Bolzano
182 Puglia
1.376
Veneto
Friuli V. G.
1.711 Basilicata
517 Calabria
Emilia
Rom.
1.710 Sicilia
Toscana
1.253 Sardegna
Umbria
390 TOTALE
252
1.025
2.270
581
22.217
• DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI
MINISTRI del 7 aprile 2011 Dichiarazione dello stato
di emergenza umanitaria “nel territorio del Nord
Africa” per consentire un “efficace contrasto”
all’eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari
nel territorio nazionale. (11A04894) (GU n. 83 del 114-2011)
Il piano per contrastare l’”emergenza umanitaria”
• I migranti presenti nelle strutture commissariali affidate alla
Protezione civile sono 22 mila
• 4.590 nei Centri di accoglienza di Campochiaro (Cb), Manduria
(Ta), Mineo (Ct) e Lampedusa;
• altri 18 mila sono distribuiti in tutte le regioni (tranne
l'Abruzzo), sulla base del Piano nazionale che prevede un
tetto massimo di accoglienza per 50 mila persone. (Franco
Gabrielli Protezioni civile 17 agosto 2011)
I provvedimenti legati allo “stato di emergenza”
• I CIE – Centri di Identificazione ed Espulsione (trattenimento
fino a 180 giorni – legge 2 agosto 2011, n. 129)
• La repressione delle rivolte a Lampedusa di settembre: le
prigioni galleggianti (il trattenimento dei migranti sui CIE
adibiti sulle navi a Porto Empedocle); i trasferimenti forzati
dall’isola verso le destinazioni sconosciute
• I rimpatri forzati dai diversi CIE e le espulsioni immediate dalle
coste del meridione d’Italia: dall’inizio dell’anno al 1
novembre 2011 sono 3.592 i rimpatri coatti verso la Tunisia e
965 quelli verso l’Egitto.
Chi sono le persone che sbarcano sull’isola di
Lampedusa?
Categorie:
• Rifugiati, richiedenti asilo, minori,
clandestini/profughi, migranti
Chi è un migrante illegale?
Migrante illegale: persona che entra e vive in un paese
di cui non è cittadino non disponendo di un
permesso di soggiorno (Europa – cittadini non
comunitari – “extracomunitari”).
• I migranti hanno diritto a non essere detenuti
arbitrariamente, a non essere sottoposti a torture e a
trattamenti umani degradanti. 1 luglio 2003 Convenzione Internazionale sulla Protezione dei
Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle loro
Famiglie.
Chi è un rifugiato ?
• Chi è costretto a fuggire dal proprio paese e non può o non
vuole farvi ritorno avendo subìto o temendo di subire
persecuzioni “per motivi di razza, religione, nazionalità,
appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue
opinioni politiche” Convenzione del 1951 (art. 1, lettera A/2), I
rifugiati ai sensi della Convenzione sono titolari di una serie di
diritti, primo fra tutti il diritto al non-refoulement; il divieto di
“refoulement” vale ovviamente anche per i rifugiati sotto
Mandato.
Chi è un richiedente asilo?
• Chi ha lasciato il proprio paese ma non ha
ancora trovato protezione come rifugiato.
Il richiedente asilo ha diritto:
• all’ingresso in un paese per chiedere asilo;
non essere detenuto illegalmente; incontrare
gli avvocati, gli interpreti e le organizzazioni
umanitarie come l’UNHCR; accesso al diritto al
lavoro, cure mediche e all’educazione
scolastica.
Chi sono i minori non accompagnati?
• Sono definiti minori non accompagnati dal DPCM 535/99,
(regolamento riguardante le funzioni del Comitato per i
Minori Stranieri) i "minori di nazionalità non italiana o di altro
Stato dell'Unione europea che non hanno chiesto asilo
politico e che, per qualsiasi motivo,si trovano nel territorio
dello Stato senza assistenza o la rappresentanza dei genitori o
di altri adulti che sono legalmente responsabili in base alle
leggi in vigore nel sistema italiano (parenti entro il quarto
grado).
"CSPA" - Centro di Soccorso e di Prima Assistenza di
Lampedusa
• Il Centro di Lampedusa non è un Centro di Identificazione ed
espulsione (CIE, ex CPTA) né un Centro di Accoglienza per
Richiedenti Asilo (CARA). La normativa in vigore non permette
di valutare richieste d'asilo di persone trattenute nei CSPA, né
di disporne l'espulsione dal CSPA stesso. La legge prevede
invece l'obbligo di trasferire i richiedenti asilo in centri ove
venga garantito l'accesso all'orientamento e all'assistenza
legale. Il trattenimento nel CSPA implica una privazione della
libertà personale e non può superare le 48 ore.
Le buone pratiche territoriali nei processi di accoglienza di
richiedenti asilo, rifugiati e beneficiari di protezione umanitaria
•
1999-2000 esperienze di accoglienza al livello locale di richiedenti asilo e
di rifugiati, condotte su iniziativa di organizzazioni del terzo settore e di
enti locali.
•
2001 - il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e
l’immigrazione, con l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e
l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) hanno
siglato un protocollo di intesa per la realizzazione del “Programma
Nazionale Asilo” (PNA).
•
2002 – (L. 189/02) istituzionalizzazione del sistema con la costituzione del
“Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” (SPRAR) e del
Servizio centrale di informazione, promozione, consulenza, monitoraggio e
supporto tecnico agli enti locali la cui gestione è affidata dal Ministero
dell’Interno all’ANCI.
Gli attori territoriali della rete SPRAR sono:
•
gli enti locali, in qualità di enti responsabili di progetto;
• le organizzazioni del terzo settore, in qualità di enti attuatori;
• gli attori locali che partecipano attivamente e con ruoli
differenti (partenariato attivo, collaborazioni, ecc.) alla vita dei
progetti territoriali, come le scuole, gli uffici del lavoro, le ASL,
le associazioni di volontariato.
• il progetto SPRAR è il frutto dell’azione coordinata di questa
pluralità di soggetti, coinvolti sia in modo formale (ad
esempio, attraverso protocolli di intesa) che in via informale.
L’inapplicabilità di un modello territoriale di
“accoglienza” imposto dall’alto
• Le resistenze delle regioni, delle province e dei
comuni all’istituzione delle tendopoli nei loro
territori
• Le richieste di finanziamento e di supporto
degli enti locali ai servizi di accoglienza
riguardano piccoli progetti di accoglienza per i
minori non accompagnati esclusi al momento
dalla pianificazione degli interventi del
governo italiano
Le manifestazioni di resistenza di italiani e migranti alle
politiche di controllo dei flussi migratori sul territorio
italiano
• Le manifestazioni di protesta delle popolazioni
locali alla elevata concentrazione della
popolazione migrante sul territorio
• Le rivolte dei migranti e degli abitanti di
Lampedusa
• le fughe e le rivolte dei migranti presenti nelle
tendopoli
L’alternativa alle pratiche detentive
• Le offerte spontanee del proprio territorio a processi di
stabilizzazione dei migranti da parte dei comuni della locride
(Comuni di Gerace, Antonimina, Caulonia, Riace,
Acquaformosa)
• L’organizzazione dell’accoglienza diffusa dei migranti tunisini
nella regione Toscana – 11 siti offerti dalla regione (organismi
di volontariato e comuni)
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modello med immigr. 8 novembre 2011