ANNO LVII - N. 11
NOVEMBRE
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DRCB - Roma
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALLEVATORI
DEL CAVALLO TROTTATORE
2009
CONCORDIA RES PARVAE
CRESCUNT DISCORDIA
MAXIMAE DILABUNTUR
Pubblicazione mensile
dell’A.N.A.C.T.
(Associazione Nazionale
Allevatori del Cavallo Trottatore)
Iscrizione n. 218/204 nel
Registro del Tribunale di Roma
in data 27/05/2004
SOMMARIO
ANNO LVII - N° 11 - NOVEMBRE 2009
SPECIALE N ASTRO A ZZURRO
MACHO... MACHO GAMS
Direttore Responsabile:
Alessandro Viani
IL D’ARTAGNAN D’ITALIA... VINCENZO PISCUOGLIO DELL’ANNUNZIATA
DA 3 A 80.000, TUTTI I NUMERI DI UN DERBY ENTUSIASMANTE
Capo Redattore:
Antonio Terraneo
Comitato di redazione:
Alberto Caravita
Ernesto Cazzaniga
Antonio Diana
Marco Zafferoni
Redazione:
Lucio Celletti
MACHO GAMS, ROMAGNA MIA... STA IN FRONTE A TE
I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO
L’ASTA DI OTTOBRE
Fotografie di:
Archivio Anact, Fabio Abete,
Claudio Caldani, Mauro
Castelluccio, Enzo De Nardin,
Gerard Forni, Stefano Grasso
CASERTA, LA VERSAILLES ITALIANA
ALLA SCOPERTA DI UN MARCO SMORGON CHE NON TI ASPETTI
NANCY’S TREB E NOAK LB, LE DUE PERLE DELL’ALLEVAMENTO ITALIANO
IRINA DA GRAN SIGNORA, DOMINA IL FRECCIA D’EUROPA
Spedizione in abbonamento
postale 70%
Filiale di Roma
FANGO ESPRESSO SULL'IPPICA: ADESSO BASTA!
39
C’ERA U NA V OLTA...
L’INVERNO D’ORO DI SAN SIRO
GRAZIE CONTRATTO
41
44
48
LO S APEVATE C HE...
IL CAVALLO IN LIBRERIA E AL CINEMA
IL PARERE DEL LEGALE
Stampa:
Grafica Rinascimento Srl
Via Giuseppe Vaccari, 9
00194 Roma
Tel. 06 55590255
18
22
26
32
34
POLITICANDO
MEMORIE DE “IL TROTTATORE”: LA RADIO DI RINO
Progetto Grafico
e impaginazione:
Franco Bottoni Studio
[email protected]
11
SPAZIO A LLEVAMENTO
ALLEVAMENTO BOSS, UN BOSS... IN PISTA
Redazione Amministrazione:
Viale del Policlinico, 131
00161 Roma
Tel. 06 4416421
Fax 06 44164237
http://www.anact.it
E-mail: [email protected]
2
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L’EPOPEA DI CAPRILLI IN UN LIBRO DI LAMI
FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI NOVEMBRE 2009
52
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56
S PECIALE N ASTRO A ZZURRO
di Rolando Luzi
82o DERBY DEL TROTTO
MACHO...
MACHO GAMS
D
omenica 11 Ottobre,
all’ippodromo Tor di
Valle abbiamo vissuto
la fantastica giornata
del Derby, con in programma tre corse di gruppo 1 e
corse di contorno di elevato spessore tecnico, imperniata sulla corsa più ricca e importante del trotto
nazionale: l’82° Derby Italiano del
Trotto (euro 770.000,00 - gr. 1 -
2
mt. 2100 - per maschi interi e femmine indigene di 3 anni).
Purtroppo, anche quest’anno,
l’evento non è nato sotto una buona stella (nel 2008 il Derby fu rimandato a Novembre a causa dello
sciopero dell’ippica nazionale),
considerate le vicissitudini della vigilia: dalla graduatoria errata e poi
corretta dall’Unire con conseguente sorteggio tra Mario Tommaseo e
Merisi Font, al sorteggio favorevole al primo con conseguente esclusione del secondo, per finire con il
ricorso di quest’ultimo al Tribunale Civile nel tentativo di non far disputare la corsa. Il buon senso del
Giudice ha evitato la sospensione,
ma lo stesso giudice ha dato appuntamento alle parti (Unire e scuderia Ucci-Riccitelli) dopo il Derby
in tribunale.
Da sottolineare la concomitanza
con la giornata di gran lusso a San
Siro galoppo, che presentava due
gruppi 1 (Gran Criterium e Vittorio
di Capua) e due gruppi 3.Viene da
chiedersi come sia possibile mettere in calendario due avvenimenti
ippici importantissimi del panorama nazionale, nella stessa giornata. Domanda girata d’obbligo all’Ente che gestisce la programmazione annuale ippica, ma che non
troverà mai una risposta adeguata
perchè nessuno si prenderà la responsabilità di dire “l’ho fatto io!”!
Allora perché domenica fantastica
dopo quanto abbiamo premesso?
Perché un convegno così ricco di
trottatori indigeni e stranieri di altissimo spessore tecnico è difficile
trovarlo in giro per l’Europa.
Il pomeriggio romano partiva con
il primo gruppo 1 del convegno, le
Oaks del Trotto (euro 200.200 - gr.
1 - mt. 1.600 - per femmine indigene di 3 anni) che ha offerto subito
belle emozioni. Diciannove cavalle
indigene di tre anni si allineavano
su tre file e davano vita ad una
esemplare edizione del “Nastro
Rosa”, arrivato al suo decimo appuntamento. Giuseppe Lombardo
jr. volava letteralmente al comando con la sua Madras, forse un po’
a sorpresa per le valutazioni della
vigilia, e con un primo giro al fulmicotone in 1.12 rendeva ardua la
rincorsa delle coetanee per poi
concludere in completa scioltezza:
vittoria suggellata da ottima prestazione cronometrica di 1.12.3.
La figlia di Zinzan Brooke Tur e
Lady Abb (Pay me Quick) non dava
modo alle avversarie di avvicinarla
e solo chi è riuscito ad andare in
corda ha raggiunto il traguardo
conquistando le piazze. Martina
Gual e My Dream Gar, prendevano
nell’ordine la scia della battistrada
e così finivano. Deludenti la favorita Melania Sf, vincitrice del Marangoni Filly, partita piano e mai in
corsa e l’attesa Musa del Ronco, la
scelta di Bellei per questo Filly, in
seconda pariglia esterna ma mai
in grado di essere incisiva. Dunque
grande festa della “storica” scuderia Bellosguardo del presidentissimo della Federnat, Cesare Meli,
emozionato come fosse la prima
volta, insieme all’appassionatissima moglie Laura in premiazione.
L’82° Derby Italiano del Trotto ha
avuto in Macho Gams, figlio di Lemon Dra e Clava Black Jet (Supergill), l’inaspettato e scioccante vincitore (62 contro 1 quota al tot, la
più alta di sempre nella storia del
Nastro Azzurro) . Il bravissimo driver napoletano Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata ha lanciato a
centro pista il prodotto dell’allevamento della famiglia emiliana Sapignoli, targato Gams della napoletana scuderia Futura Horses, e con
uno spettacolare lancio di frusta
ha lasciato basiti gli avversari capeggiati da Merckx Ok e dal battistrada iniziale Mondiale Ok. Quest’ultimo, anch’esso figlio del “sire” Lemon Dra (all’ultima annata
di produzione) rapito e mai ritrovato, prendeva il comando delle
operazioni attendendo il favoritissimo (quota bassissima al tot. internazionale di 1.18!) Main Wise
As, che riusciva però a portarsi al
comando soltanto dopo 1200 metri
di gara. Sembrava tutto finito dopo
che l’olandese Hugo Langeweng
3
Jr. era passato in testa, ma il
“dramma” per l’attesissimo Main
Wise As (bellissimo nelle sgambature pomeridiane) era dietro l’angolo e si consumava sull’ultima
curva, quando iniziava l’imboccatura al suo interprete e cedeva il
passo agli attaccanti, per poi sbottare definitivamente di galoppo a
100 metri dal palo. La dirittura
d’arrivo era decisamente emozionante con ben 4 cavalli a contendersi la vittoria. Pippo Gubellini
passava per primo a condurre in
sulky a Merckx Ok, ma doveva subire il veemente finish in mezzo alla pista del nuovo Derbywinner
Macho Gams. Erano diversi anni
che non si assisteva a questo tripudio (Fairbank Gi nel Derby del
2006), del numeroso pubblico napoletano che festeggiava con una
pacifica invasione di pista, insieme
al loro idolo nato a Napoli, V.P.
Dell’Annunziata, la netta e inaspettata vittoria dell’82° Derby Italiano del Trotto. Quarto arrivato
un altro cavallo napoletano Mind
Wise As, con la guida di Peppino
Maisto e i colori della scuderia Bivans di Antonio Somma. Si archiviava così l’82° Derby che confermava la mancanza di un leader
della generazione 2006 e dava una
dimensione definitiva di basso rilievo dei nostri 3 anni.
Il top driver napoletano con le lacrime agli occhi dichiarava al termine del vittorioso Nastro Azzur-
4
ro: “E’ un anno straordinario, anche se non sono riuscito a battere
Bellei nella classifica della stagionale di vittorie in Italia, sono riuscito a vincere il mio primo Derby.
Ringrazio tutti: dai proprietari alla
mia famiglia al pubblico napoletano per la fantastica festa, ma in
modo particolare un ringraziamento va a mio cugino Giorgio
D’Alessandro jr. che, oltre ad essere l’allenatore di Macho Gams, è
colui che mi ha fatto vincere i Gran
Premi fino adesso.”
Il Gran Premio Gaetano Turilli
(euro 300.300,00 - gr.1 - metri
2100 -per cavalli di 4 anni e oltre
indigeni e esteri) confermava in-
vece quanto sia una campionessa
la 4 anni Lana del Rio, la derbywinner 2008, che capitolava solo
al cospetto di un campione “vero”
come Russel November. L’allieva
di Santo Mollo andava subito al
comando e imponeva ritmo costante alla corsa completando il
primo giro in un normale 1.15.5,
ma a quel punto entrava in azione l’olandese Hugo Langeweg Jr.
con il suo Russel November e la
mossa di spostare il suo allievo
all’esterno di Lana del Rio risultava determinante: con gli ultimi
600 metri in 41.5 Russel November debellava la resistenza di Lana del Rio, per passare in retta
d’arrivo col piglio del dominatore. La figlia di Varenne vendeva
cara la pelle e cedeva solamente a
50 metri dal traguardo. Terza
moneta per il positivo Irving Rivarco che seguiva i due contendenti e difendeva la piazza dalla
femmina Irina.
Ultima annotazione della grande
giornata del “Derby Day”: la vittoria di Gino Pizz nella categoria A-B
grazie ad un’altra magistrale interpretazione di Vincenzo Piscuoglio
dell’Annunziata, che con un fantastico varco interno beffava il favorito Iper Roc. Il destino, Domenica
11 Ottobre, era solo dalla parte del
top driver napoletano che non si tirava indietro nel siglare anche la
corsa dei Pony Driver sull’acerrimo nemico-amico Enrico Bellei.
di Giacomo Belli
Il D’Artagnan d’Italia...
Vincenzo Piscuoglio
Dell’Annunziata
U
na delle guide più sfavillanti d’Italia, Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata, è nato a
Napoli il 23 maggio
1974; soprannominato D’Artagnan dallo speaker di Agnano, Salvo Cervone, per il pizzetto ed il suo
modo di muovere la frusta come
uno spadaccino.
V.P. non ha certo bisogno di presentazioni, la vincita al Derby
2009 con Macho Gams rappresenta sicuramente l’apice della sua
carriera lunga ben 16 anni; ma le
soddisfazioni per lui sono pane
quotidiano, quando scende in pista
vuole vincere e ci riesce benissimo,
collezionando una media di 3-4
vittorie per convegno.
Una guida perfezionata con ben
13.000 corse in carriera gli consente rarissimi sbagli. Tanta umiltà, i piedi ben piantati a terra, consapevole che i successi ottenuti negli ultimi anni non sono un punto
Primo piano di V.P. in sulky.
di arrivo ma una base di partenza
su cui lavorare ancora molto.
Davanti ad un buon caffè, con lo
sfondo di Napoli che fa ancora
pensare all’estate, nonostante l’autunno inoltrato, parliamo con questo figlio d’arte:
Dopo il successo al Derby,
che sogni hai?
“Prendo quello che viene, non mi
pongo mai obiettivi, lavoro sodo
ogni giorno e le soddisfazioni servono per trovare la forza di andare
avanti, nonostante stanchezza e
problemi dell’ippica. La provvidenza non ha limiti, Lotteria, Amerique...”.
Durante la corsa del Derby, quando hai capito di
poter vincere?
“Partivo in seconda fila con il numero 11 e questo non aiutava. Negli ultimi 300 metri sentivo il cavallo carico, davanti si erano un
po’ fermati e lì ho capito che era
arrivato il mio momento. Non ho
avuto il tempo di pensare molto,
ho girato la frusta e siamo andati,
solo dopo il palo mi sono reso conto di quello che era accaduto: avevamo vinto il Derby!”.
Questo forse è stato il tuo
anno più gratificante...
5
Torniamo indietro nel
tempo fino al tuo debutto.
Cosa è cambiato rispetto a
quel ragazzino che scendeva in pista con un po’ di
paura?
“Ricordo con tenerezza la mia prima corsa, era il 9 ottobre 1993 sulla pista di Aversa, guidavo Paymaster (da Ghenderò e Iboda) ed arrivai 5°. In quel periodo facevo il militare e tornavo a casa una volta al
mese, mio padre cercava per la data del mio ritorno di darmi partente, non avevo il tempo per conoscere il cavallo o per farmi dare
qualche consiglio da papà Salvatore, tornavo e correvo.
Anche se ero cresciuto a pane e ca“Ogni anno è diverso, sto maturando come uomo e come driver. Con
l’aiuto di buoni cavalli sono cresciuto professionalmente, quest’anno sono stato in testa alla
classifica fino ad agosto, superando Enrico Bellei, poi c’è stata la
sorpresa di Macho Gams e l’anno
non è ancora finito...
Anche il 2006 per me è stato un
anno importante, ho vinto il Gran
Premio Dante a Montecatini con
For Kelly Park, un cavallo di mio
cugino Giorgio D’Alessandro sn.
Subito dopo, a Montegiorgio, ho
vinto per la seconda volta il Campionato (la prima era stata nel
2000 ndr). Un agosto strabiliante”.
Sopra: D'Artagnan nel Gran Premio Firenze
2009 con Love Story Nor
La premiazione effettuata dal Consigliere Unire Matafù
6
valli, scendere in pista è un’altra
cosa, forse non ero del tutto pronto
a quel mix di adrenalina e paura.
La prima vittoria arrivò poco dopo,
il 26 febbraio 1994 ad Aversa con
Mandante (da Neil Hanover e Discussione), avevo il numero 11 e
l’adrenalina superò la paura. Ricordo benissimo quel giorno, la sera stessa se ne andò mio nonno
Vincenzo Piscuoglio, padre di Salvatore; la grande soddisfazione
venne sopraffatta dal dolore per la
perdita di quel nonno che mi portava nei vicoli di Napoli con la sua
indimenticabile carrozza di legno”.
Di cavalli ne hai conosciuti molti, con qualcuno hai
un rapporto speciale?
“Mio padre da piccolo mi ha insegnato a non affezionarmi ai cavalli.
Ricordo che avevo 12 o 13 anni e
mio padre aveva in scuderia un cavallo, Inclito Jet (1985, da Top Hanover e Corsella), non andava, ma
io ero pazzo di lui, ci parlavo e per
me era l’unico cavallo al mondo.
Mio padre si impaurì, vedendo il
legame forte che si era formato
con questo cavallo e decise di mandarlo al mare, dove io non potevo
vederlo e mi spiegò che i cavalli in
scuderia vanno e vengono, che
servono per lavorare e non per
parlare...”.
Ci sono alcuni gesti scaramantici che ripeti prima
di scendere in pista?
“Non mischio il sacro al profano”.
Hai avuto come maestro
papà Salvatore, un veterano dell’ippica...
“Non ho mai sentito il confronto o
la competizione. Ho cercato di cogliere dalla sua lunga esperienza
tutto quello che potevo, dall’allenamento alla guida, cercando di migliorare sempre e soprattutto ho
imparato che ci vuole tanta umiltà
ed una famiglia vicino. Ed io sono
fortunato, perché ho il sostegno di
una famiglia straordinaria”.
V.P... un successo made in Napoli.
7
di Andrea Sangiorgio
DA 3 A 80.000
TUTTI I NUMERI DI UN
DERBY ENTUSIASMANTE
I FIGLI DI LEMON DRA VINCITORI DEL DERBY. Macho Gams, laureato del Nastro Azzurro 2009, segue Uronometro (1997) e Fairbank Gi (2005)
3
EURO IL COSTO DEL FRUSTINO USATO NEL DERBY
DA V.P. "Ho una famiglia, pochi fronzoli e niente scaramanzia. Il frustino del Derby costa 5 euro", le prime dichiarazioni
a caldo di D'Artagnan dopo il trionfo romano.
5
GLI ANNI DI CARRIERA DEL DRIVER DI MACHO GAMS. E questo 2009 è proprio l'anno di
V.P. Dell'Annunziata. Quel doppio nome siglato sta per Vincenzo Piscuoglio. Il 35enne driver napoletano quest'anno ha
tenuto testa nella classifica per vittorie a sua maestà Bellei,
volando oltre il muro dei 300 successi. Macho Gams gli ha regalato il primo Derby.
15
IL SUCCESSO NEL DERBY PER MACHO GAMS.
Arrivato alla venticinquesima corsa in una carriera
che conta su 5 vittorie e 9 piazzamenti. L'allievo di Giorgio
D'Alessandro aveva già corso bene in batteria, finendo terzo e
mettendo in mostra un gran parziale nel tratto conclusivo dopo
un autentico slalom. Si è ripetuto in questo finale importante
anche nel giorno più atteso. Il romagnolo Sacripanti alleva cavalli sotto l'autostrada, vicino a San Marino, in un uliveto. E fin
da puledro Macho si è abituato a scorrazzare in paddock schivando proprio gli ulivi. A Tor di Valle in retta non ha avuto paura di slalomeggiare tra gli avversari e imporre la legge del 'Derby degli umili'.
25
IL PARZIALE PAZZESCO DEL TURILLI DAI 1300
AI 1700 METRI. I cronometri hanno tremato con un
13”1 al quale è seguito in 12"9, volando sul piede dell'1.05 al
km!. Lana del Rio in versione Araba Fenice a difendersi in avanti
dalle bordate di Russel November. Che spettacolo! L'emozione
pura di una grande corsa. Chapeau!
26
8
GLI SPETTATORI A TOR DI VALLE PER
IL CONVEGNO PIU' IMPORTANTE DELLA STAGIONE. Non solo corse di altissimo livello con i campioni in pista. In una domenica senza calcio la gente è andata ai cavalli anche per il richiamo di un ippodromo meravigliosamente
ambientato con stand, i pony, le esibizioni equestri della Relived
Horses, il fascino della fanfara dei Carabinieri che ha fatto da
apripista agli attori del Nastro Azzurro. Belle cose in un pomeriggio esemplare.
8000
IL CRONO DI MADRAS, REGINA
DELLE OAKS. Veramente alla grande
questa Zinzan Broke Tur di casa Meli che voleva correre in testa,
non si è risparmiata al comando e si è resa intangibile in retta,
allungando facile. Bravo Giuseppe Lombardo jr in sediolo, anche per l’accurata preparazione. Con un lavoro importante sulla
pista del Sesana aveva rifinito la condizione della bionda in giallorosso.
1.12.3
LA TRIS CABALISTICA DEL
DERBY. Era la domenica della
grande ippica ed è stata giusta la scelta di abbinare il Derby alla
tris internazionale. Quota ricca con 1.906 euro che hanno remunerato gli avveduti scommettitori, che non avevano creduto alla
favola di un Main Waise As imbattibile, ma soprattutto non si
erano fidati del suo driver, quel Langeweg jr che al momento
della partenza si è fatto cogliere impreparato. D'Artagnan ce
l'abbiamo noi. Ha proprio ragione Salvio Cervone. "Quando Canta Napoli è proprio un'altra musica!"
11.10.1
EURO SPESI PER L'ACQUISTO
DI MACHO GAMS. Da puledro il
derbywinner fu acquistato fuori asta per 80.000 euro. Venditore
la romagnola Azienda Agricola Gams (i Sapignoli, tre generazioni
di allevatori, sono di Cesenatico). I proprietari sono Carmine
Ascione (napoletano, imprenditore edile e titolare della Futura
Horses) e Ciro Borriello (di Torre del Greco, socio per il 25%).
80.000
di Paola Rivolta
82o DERBY DEL TROTTO
MACHO GAMS
Romagna mia... sta in fronte a te
Il miracolo dell’incrocio Sapignoli-Dell’Annunziata
L
a ricetta è davvero semplice. Prendi la lussureggiante terra della Romagna dalla cui anima, grazie all’amore della famiglia Sapignoli, è sbocciato un cavallino, figlio del grande Lemon
Dra, tutto testa e cuore. Impastalo
con il sole, leggi passione, tipica
degli “Uomini di Napoli”, Vincenzino Piscuoglio Dell’Annunziata e
Giorgio D’Alessandro, che lo plasmano e lo preparano con cura per
la corsa della vita. Et voilà, il gioco
è fatto ed il pranzo luculliano è servito. Il Nastro Azzurro, come ha
scritto su Libero Antonio Terraneo, è un premio che il dio delle
corse consegna di anno in anno a
chi davvero se lo merita ed una
“connection” di questo tenore lo ha
ricevuto in dono Domenica 11 Ottobre a Tordivalle, come Oscar alla
Passione. Nel giorno giusto, di
quelli che sono lì a testimoniare
che l’ippica è viva, nonostante tutto. Il sole, dopo le secchiate d’acqua della vigilia, non si vuole per-
dere l’evento, rilanciato miracolosamente via etere dalla Rai e narrato dal figlio prediletto del trotto:
Claudio Icardi.
La gente riversa fiumi di denaro
sul netto favorito Main Wise As,
nato sui nostri prati ed emigrato in
Olanda ancora in fasce. E per
l’olandese volante sono in tanti a
ritenere il “viaggio del Nastro Azzurro” poco più di una scampagnata. Ma dopo uno schema tutt’altro che agevole fatto di partenza lenta e spesa per prendere la te-
9
sta, sull’ultima curva Main Wise As
entra in crisi. A quel punto SuperPippo Gubellini e Dartagnan dell’Annunziata, lanciano Mercks Ok
e Macho Gams all’inseguimento
del leader che, nel frattempo, aveva smesso di trottare passandolo
in tromba. Sul palo Macho svetta
chiaro e limpido vincitore, mandando in estasi le migliaia di napoletani presenti a Tordivalle. In breve la pista invasa dalla folla, si trasforma in un’appendice dello stadio San Paolo. Ma stavolta il santo,
portato in trionfo, come spesso capita da quelle parti a Gennaro, ha
il volto felice ed emozionato di Vincenzo, lo scugnizzo del trotto, uomo umile e straordinario. Ha ragione lo zio Salvio, quel fenomeno
delle mitiche cronache di Agnano,
le cui illuminate parole meritano il
finale: “quando Canta Napoli è
davvero tutta un’altra musica”.
IL “MACHO” DI CASA
SAPIGNOLI,
ALLEVATORE GAMS
Dal canto suo, il trentaduenne
Matteo Sapignoli, allevatore (con
l’aiuto del padre, Glauco il grande)
di Macho Gams, così come della
potente Memory Gams (reduce di
successi che ci fanno ben sperare
per il prossimo Allevatory Filly)
10
Glauco e Matteo Sapignoli con il Presidente Anact Viani
commenta così il giorno più luminoso della sua vita equina:
“Il successo è arrivato assolutamente inaspettato, per questo la
mia emozione è stata, a dir poco,
paralizzante. Con un allevamento
di pochi cavalli, essere tra i partecipanti del Derby, fino ad oggi vinto sempre da grandi scuderie, era
già una ricompensa al nostro lavoro, per noi che la “malattia” per i
cavalli ce l’abbiamo nei geni. Speravamo solo che Macho Gams corresse bene, ma non credevamo
nemmeno che si piazzasse, visti i
favoriti e visto che il numero della
sua partenza era l’11. Nonostante
tutto, ero amareggiato, prima della
partenza, dal fatto che Macho non
fosse ben considerato, perché io
soffro “per e con i miei cavalli”.
La mia vita si è sviluppata, negli
anni, di pari passo con la loro, perchè mio padre ha sempre campato
di pane e cavalli. Ed anche oggi li
considero come membri della mia
famiglia. Quando poi, durante il
Derby, ho visto V. P. Dell’Annunziata avvicinarsi al gruppo in testa,
mi sono sentito sollevato, ma credevo arrivasse quinto o quarto. Gli
ultimi 800 metri, volati in 40 secondi, fino al palo d’arrivo, sono
stati gli attimi più belli della mia
vita. 1.13.5 il tempo. Penso che la
bravura di D’Artagnan si commenti da sé. Spesso riguardo il filmato
della corsa e rivivo quelle straordinarie emozioni, provate dal vivo a
Tordivalle. Gli amici giunti ad abbracciarci in quel giorno ed il sostegno dell’Anact, non mi hanno
permesso comunque di montarmi
la testa. Ora, sia io che mio padre,
pensiamo a questo successo non
come ad un punto di arrivo, ma come ad un inizio. Continueremo,
perciò, a puntare sulla qualità dei
nostri capi, ed a lavorare sodo.
Certo, Macho, ora iscritto all’Orsi
Mangelli, è sicuramente fra i cavalli del cuore, ma abbiamo dei puledri, sconosciuti al mondo delle corse, che amiamo particolarmente
per la loro intelligenza e per il loro
cuore”.
I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO
S
i dice che i numeri dicono
la verità, ma non è sempre vero; non lo è quasi
mai se questi non vengono interpretati insieme
alle sensazioni e al contesto in cui
vengono espressi.
Ad esempio la seconda tranche
delle Aste Anact, svoltasi ad Ottobre presso il Centro Unire di Settimo Milanese, va inquadrata in un
momento generale in cui l’ippica è
alle prese con una crisi perdurante
e alle trasformazioni che si profilano all’orizzonte. Un cambiamento
che purtroppo ha dei tempi lunghi
e lascia il settore trotto nell’incer-
tezza e nel distacco pur nelle attuali condizioni, nettamente favorevoli per comprare cavalli.
Favorevoli perché il montepremi
corse è ai livelli del 2007 e così resterà anche nel 2010, e perché i
cavalli costano circa il 40% in meno, a parità di genealogia e morfologia. Il tutto in un periodo dove i
prodotti italiani stanno vincendo in
tutto il mondo.
Ma è l’entusiasmo che manca; vuoi
per la crisi economica che limita le
spese per gli hobby, come il cavallo
da corsa, vuoi per questa fase di
stallo che si respirava anche a Settimo.
Tutti aspettano e i più coraggiosi
fanno affari, che si sono concretizzati alle recenti aste che, tra Lunedì 27 e Martedì 28 Ottobre, hanno
aggiudicato circa 100 cavalli, sui
160 circa che sono passati sotto il
martello dei banditori.
Una positiva percentuale, proprio
come l’Asta di Settembre, visto anche che molti dei ricomprati hanno
raggiunto un prezzo discreto,
mentre sono pochissimi quelli che
non hanno avuto neppure un’offerta.
La media per prodotto, che è difficile da scomporre tra la selezionata, la cosiddetta super selezionata
di Matteo Muccichini
L’ASTA DI OTTOBRE
11
I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO
S
i dice che i numeri dicono
la verità, ma non è sempre vero; non lo è quasi
mai se questi non vengono interpretati insieme
alle sensazioni e al contesto in cui
vengono espressi.
Ad esempio la seconda tranche
delle Aste Anact, svoltasi ad Ottobre presso il Centro Unire di Settimo Milanese, va inquadrata in un
momento generale in cui l’ippica è
alle prese con una crisi perdurante
e alle trasformazioni che si profilano all’orizzonte. Un cambiamento
che purtroppo ha dei tempi lunghi
e lascia il settore trotto nell’incer-
tezza e nel distacco pur nelle attuali condizioni, nettamente favorevoli per comprare cavalli.
Favorevoli perché il montepremi
corse è ai livelli del 2007 e così resterà anche nel 2010, e perché i
cavalli costano circa il 40% in meno, a parità di genealogia e morfologia. Il tutto in un periodo dove i
prodotti italiani stanno vincendo in
tutto il mondo.
Ma è l’entusiasmo che manca; vuoi
per la crisi economica che limita le
spese per gli hobby, come il cavallo
da corsa, vuoi per questa fase di
stallo che si respirava anche a Settimo.
Tutti aspettano e i più coraggiosi
fanno affari, che si sono concretizzati alle recenti aste che, tra Lunedì 27 e Martedì 28 Ottobre, hanno
aggiudicato circa 100 cavalli, sui
160 circa che sono passati sotto il
martello dei banditori.
Una positiva percentuale, proprio
come l’Asta di Settembre, visto anche che molti dei ricomprati hanno
raggiunto un prezzo discreto,
mentre sono pochissimi quelli che
non hanno avuto neppure un’offerta.
La media per prodotto, che è difficile da scomporre tra la selezionata, la cosiddetta super selezionata
di Matteo Muccichini
L’ASTA DI OTTOBRE
11
Giuseppe Moscuzza, Salvio Cervone, Matteo Muccichini
e la qualificata è stata superiore ai
10.000 euro.
I PEZZI BUONI FANNO PREZZO
Clima buono e discreta affluenza
di pubblico nel ring, durante la due
giorni riservata ai cavalli nati dopo
il 16 Aprile, un esperimento che,
dal punto di vista statistico, rende
l’asta nel suo complesso impossibi-
le da confrontare con il passato.
Quello che però è stato confermato
anche in questa occasione è l’interesse per i prodotti di livello medio-alto. In pratica reggono solo gli
stalloni più in voga e le genealogie
migliori. Si è visto nei due top Price Ohle’ Hall Sm e Okavango Bi.
Il primo è un bel maschio da Conway Hall, figlio della potente Fohle
Sm, la Sugarcane Hanover al suo
primo prodotto; 30.000 euro spesi
dalla Scuderia J&J che ha strappato all’allevamento del Baronetto
del vicepresidente Sandro Moscati
uno splendido puledro. Altrettanto
interessante alla vista e alla genealogia il biasuzziano Okavango Bi, il
figlio di Toss Out e Luisa Bi, fratello del Derbywinner e fuoriclasse
Zambesi Bi. Okavango andrà a rinfoltire la scuderia del neovincitore
12
del Derby Giorgio D’Alessandro Jr,
molto attivo anche in questa Asta.
Ogni volta che nel ring entravano i
cavalli di fascia alta, la tribuna si
popolava e le lcitazioni aumentavano con numerose offerte. E’ successo per Olmer Breed, che si è
fermato a 24.000 euro, per l’altro
Sm Onway Byn Sm venduto a
28.000, per Our Destny Font e per
due interessanti prodotti del Grifone, per la bella Ovy Rob, e per One
Way Gasti, tutti oltre i 20.000 Euro.
LA QUALIFICATA SCHIACCIATA
E IL CAMBIAMENTO CHE
ARRIVA
A soffrire dei prezzi d’occasione
della selezionata è stata soprattutto la sessione qualificata; purtroppo con un mercato ristretto a causa della collocazione a fine martedì. Tra questi è spiccata Orchestra
Bigi, acquistata dai Gubellini per
11.000 euro.
E’ chiaro che dalla revisione e l’innalzamento dei parametri per le
fattrici selezionate per il 2010, già
deliberata, l’Asta qualificata tornerà ad avere una dimensione tutta
propria e a suscitare più interesse.
Come è chiaro che il 2010 sarà
l’anno decisivo per il settore, di
conseguenza anche per le aste che
dovranno adeguarsi al nuovo corso che investirà il trotto.
Intanto l’associazione ha ancora
una volta dimostrato di essere impeccabile e rodata nell’organizzazione, e pure il fatto di orari compressi, con le licitazioni cominciate
all’ora di pranzo e finite già a metà
pomeriggio, è stato apprezzato dagli addetti ai lavori e dagli acquirenti, che in anni passati erano costretti a maratone di aste dalla
mattina a tarda notte.
Dicevamo che è mancato solo l’entusiasmo, ma il mondo degli allevatori ha già dimostrato in passato
d’esser capace di guardare oltre. A
quel futuro che ci auguriamo e
pensiamo possa essere certamente
più roseo.
13
TUTTI I VENDUTI
26/27 OTTOBRE
N.CAT.
NOME
SESSO
PADRE
MADRE
4 OTELMASS
f.b.
SUPERGILL
ORMELLE DRA
13 ODINO GOLD
m.b.
PINE CHIP
ROMANTICA PARK
15 ONEIDA BI
f.b.
TOSS OUT
RUBINA AS
PREZZO
8.500
13.000
4.500
ACQUIRENTE
BALDI ALESSANDRO
PRESENTATORE
AZ. AGR. ESSE DOPPIA
VILLANI ORLANDO ANTONIETTA FLASHY SAS DI ADRIANA CATTANEO
MORRA LUCIANO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
18 OLIVARI FONT
m.b.
TOSS OUT
SAVANE
7.000
ESPOSITO PASQUALE
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
25 OLIVER VIP
m.b.
ABANO AS
THATCHER PARK
3.000
MORRA
VERLICCHI PAOLO
26 OSMAN FERM
m.b.
FALIERO AS
THERRY FERM
3.000
BASANO VALTER
AZ. AGR. ALLEV. FERM
28 OSCAR BI
m.b.
TOSS OUT
TSA TSA BI
7.000
DE VIVO MARCO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
29 OIMARI’ FONT
f.b.
YANKEE SLIDE
TUTU TANGO
7.000
D’ALESSANDRO GIORGIO
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
34 OASI EFFE
f.b.
MR VIC
UNWISE EFFE
3.000
CARDUCCI ALESSANDRO
SCUD. GARDESANA SRL
39 ORAZIO PETRAL
m.b.
S J’S PHOTO
VERA CRUZ BI
5.000
MARTELLINI WARNER
AZ. AGR. ARDUINI PETROBELLI SS
44 OWEN BI
m.b.
TOSS OUT
VOSCINELLA BI
4.500
DELVIVO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
46 OPPOSITE BI
m.b.
TOSS OUT
ZABETTA BI
12.000
DEVIVO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
49 ORCIVAL JBAY
m.b.
GIGANT NEO
ZOLLA MAX
3.000
PIGNATELLI MASSIMO
FRANSKRAAL SRL
50 OSCAR COF
m.bo.
MR VIC
ABBY
4.500
MAIELLO DOMENICO
COMACCHIO FRANCESCO
57 ODETTE BY PASS
f.b.
CREDIT WINNER
ARIEL BY PASS
7.500
DUPONT
SCUD. LA PASSERA
58 ORGANT SF
m.b.
GIGANT NEO
AS A DIAMOND LF
4.500
FERRARA MARIO
AZ. AGR. ALLEV. SAN FEDELE
65 OFF LIMITS GAR
m.b.
TOSS OUT
COM LUNA
9.000
SCUD. FAN
ALLEV. GARIGLIANO SRL
66 OLMER BREED
m.b.
CONWAY HALL
BELLE BON CHANCE
SCUD. FUTURA HORSES
AZ. AGR. PURLARI SRL
24.000
67 OBERDAN TAB
m.b.
LINDY LANE
TULIP FC
ZUCCHETTI DUCCIO
ALLEV. TABINA SAS
72 OVY ROB
f.b.
TOSS OUT
ETOILE ROB
20.000
9.000
RICCIARDI GIAMPIERO
NORBIATO SILVIA
73 ORLANDO RIVARCO
m.b.
VARENNE
VINCA DEL RONCO
18.000
FUCARINO ANGELO
AZ. AGR. RIVARCO S.S.
75 OHLE’ HALL SM
m.b.
CONWAY HALL
FOHLE BSM
30.000
AZ. AGR. J & J
SCUD. DEL BARONETTO
77 ORLEANS FONT
m.b.
GANYMEDE
SAINT GHIL SM
13.000
D’ALESSANDRO GIORGIO
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
81 ORIENTE
m.s.
URONOMETRO
ATHALIAN WISE
12.000
MAISTO ENRICO
GOVONI GIOVANNI
82 OKAPI GRIF
m.b.
VARENNE
NAVY BROLINE
23.000
D’ALESSANDRO GIORGIO
ALLEV. IL GRIFONE SRL
85 OPHELIA VAN KEER
f.b.
CANTAB HALL
ECSTASY EFFE
11.000
SCUD. BLUE MOON SNC
TENUTA GRAN GALA
86 ONWAY BYN SM
f.b.
CONWAY HALL
BYNGIL SM
28.000
J E J.
MOSCATI SANDRO
10.000
URSO ROBERTO
TENUTA GENZIANELLA
8.000
SAVERIO CARLO
FRANSKRAAL SRL
87 O’ CIPOLLINO
m.b.
PINE CHIP
LONG TERM GOAL
88 OMUKANDI JBAY
m.b.
SUPERGILL
BORUSSIA HBD
93 OASI ORS
f.b.
GANYMEDE
DELLERA ORS
6.500
BARELLI
SCUD. ALLEV. EFFEDUE SAS
94 ONDA BY PASS
f.b.
ANGUS HALL
BABY CINDY
11.000
CRISMIRA
SCUD. LA PASSERA
96 ONDA ORS
f.b.
S J’S PHOTO
VALDENA
98 OSIRIDE D’ETE
f.b.
PINE CHIP
CRAZY FOR YOU ETE
99 ORLEANS DI CELO
f.b.
LINDY LANE
m.b.
BON VIVANT
100 ONTARIUSS
SCUD. MARY E ROBY
SCUD. SAN GIULIANO SAS DI TARGIONI R. & C.
15.000
CARTA PAOLO
AZ. AGR. FONTE DELL’ETE
ZELINDA SLM
7.500
SUPERBOWL 72
TOTI CELESTINO
REZIA LB
8.000
CRISMIRA
AZ. AGR. ESSE DOPPIA
9.000
PRODOTTI ACQUISTATI:
80
PREZZO MEDIO:
PRODOTTI RITIRATI:
55
TOP PRICE:
PRODOTTI PRESENTATI:
VOLUME VENDITE:
14
135
698.000
NOME PRODOTTO:
N. PRESENTAZIONE:
8.725
30.000
OHLÈ HALL SM
75
Giampiero Moscati con Giuseppe Ruocco
Il top price Ohle Hall Sm
104 OHIO BI
m.b.
12.000
LUONGO MARIO
TOSS OUT
BAHIA BI
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
106 OTTAVIA D’ALFA
f.b.
MALABAR CIRCLE AS
BIANCACAPPELLOCLA
113 ORAYA BI
f.b.
KEN WARKENTIN
BOSTON GIRL
3.000
PORZIO ANTONINO
AZ. AGR. IL POGGETTONE
16.000
SCUD. G. BIASUZZI
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
116 ON TOP BI
m.b.
TOSS OUT
CARVED HEAD
7.000
SCUD. D’ALTEMPS
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
119 OLYMPIQUE OM
f.b.
ALLISON HOLLOW
CONTINENTAL STAR
5.000
MINIERI PIETRO
SCUD. O.M. SRL
121 OKAPI JET
m.b.
PINE CHIP
CREOLA JET
6.500
MORRA LUCIANO
PARADISO JET DI TONIATTI GIACOMETTI D. SAS
124 OZIO AC
m.bo.
MR VIC
DAYTONA AS
5.000
CASILLO GIUSEPPE
ALLEV. CENTAURO SRL
125 OFF SHORE GRIF
m.b.
VARENNE
DERTONERI
20.000
URSO - MIRKO DE MURO
ALLEV. IL GRIFONE SRL
126 OSIRE’ URO SM
m.b.
URONOMETRO
DESIRE’ TRUE SM
14.000
MALLOZZI FABRIZIO
SCUD. DEL BARONETTO
128 ODETTE RIVARCO
f.s.
GANYMEDE
DILETTA RIVARCO
5.000
SCUD. PALLADIO
AZ. AGR. RIVARCO S.S.
131 OUR DESTINY FONT
m.s.
VARENNE
DORA PARK
22.000
NO.MA. FARM
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
137 ORIANA D’ASOLO
f.bo.
PINE CHIP
ELLIE LOBELL
11.000
DE ROSA ANGELA
AZ. AGR. LA ROCCA
140 OLAF BI
m.b.
TOSS OUT
EMANUELA PARK
5.000
SCUD. SUPER GALATTICA
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
141 OLYMPIA SLID SM
f.b.
YANKEE SLIDE
EMBRO OLIMPIA SM
9.000
MALLOZZI
MOSCATI GIAMPIERO
145 OLBIA DI CASEI
f.bo.
S J’S PHOTO
ESTHER DEL RONCO
3.000
AMMATURO PASQUALE
ALLEV. DI CASEI DI GIGLIO I. E M.
157 ODETTE D’ASOLO
f.bo.
NAGLO
FOSCA D’ASOLO
3.000
SCUD. FASCIANA
AZ. AGR. LA ROCCA
161 ONE WAY GASTI
m.b.
PINE CHIP
GAFFE BI
167 OSTENDA BI
f.b.
TOSS OUT
GLENDA BI
20.000
3.500
MORRA LUCIANO
AZ. AGR. BIASUZZI SRL
171 OMERO BY PASS
m.b.
LINDY LANE
HEAVENLY WAY
8.000
SC. CMC
SCUD. LA PASSERA
VILLANI ORLANDO VINCENZO AZ. AGR. GONZAGA ANGELO
176 OMNIA BI
f.b.
SUPERGILL
INSONNIA BI
5.000
SCUD. NO LIMITS
AZ. AGR. BIASUZZI SRL
181 OPENTOVICTORYFONT
f.b.
URONOMETRO
JUST PASSING BY
4.000
SCUD. CIEFFE
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
182 OKAY BI
f.b.
TOSS OUT
LAFORET PARK
15.000
FUCARINO ANGELO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
185 OKAVANGO BI
m.b.
TOSS OUT
LUISA BI
30.000
D’ALESSANDRO GIORGIO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
192 OMBRA D’ETE
f.s.
ZINZAN BROOKE TUR
PENELOPEPEGASO
SCUD. GARGIULO
AZ. AGR. FONTE DELL’ETE
On Way Bin venduto a 28.000 euro
3.500
Gruppo attorno ad un box vendite
15
Genealogia Top Price
GARLAND LOBELL
CONWAY HALL
AMOUR ANGUS
OHLÈ HALL SM
SUGARCANE HANOVER
FOHLE BSM
OHLE
198 ORCHESTRA BIGI
f.b.
SELF POSSESSED
TENERALADY
11.000
GUBELLINI
AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS
199 OPEC BI
m.b.
TOSS OUT
VALANGA DEI
204 ORPHEUS BI
m.b.
TOSS OUT
ZAGREB BI
6.500
BETTINI LUCIA
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
8.000
TIZIANA DE CHIRICO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
205 OCCHIO AI BIGI
m.b.
EVEREST AS
ZAIRA GIFAR
6.000
SCUD. SUPER GALAXY
AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS
207 ONLY YOU FANS
m.b.
MR VIC
ZANICA
2.000
MORRA LUCIANO
VICTORY FANS SRL
210 OLMO BIEFFE
m.b.
LETS GO
ZONIA DI CASEI
1.500
CRISMIRA
BENINI NICOLA
211 ORO CIGNO BON
m.b.
BON VIVANT
ZURA BON
2.500
STORTI A.
BONATI ALBERTO
219 OCEANICO POLARE
m.b.
ALLISON HOLLOW
BIJOUX PAM
3.500
PIGNATELLI MASSIMO
TACCHIO ANTONIO
223 OLIVIA D’ETE
f.b.
ZINZAN BROOKE TUR
CICCIOLINA OM
5.000
SCUD. GARGIULO ANTONINO MALLARDO KARINA
227 OSANNA GIF
f.b.
GIGANT NEO
CONQUISTA GIF
3.500
SC. VAMAS
SCUD. PUGLIESE SNC DI FIORINO
230 OMERO DI CELLE
m.bo.
YANKEE SLIDE
DEBBY DI CELLE
3.000
MARTONE CATELLO
AZ. AGR. DI CELLE
232 ORLEANS REAL
m.b.
S J’S PHOTO
DEGAN REAL
7.500
SCUD. VERNER
RE.AL.TROTTER S.S.
235 ODALISK BI
f.b.
TOSS OUT
DIKATRIN BI
4.000
DE VIVO MARCO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
236 ONDA RIVARCO
f.b.
EVEREST AS
DINASTIA RIVARCO
4.000
SC. GRAND ROYAL
AZ. AGR. RIVARCO S.S.
239 OSSIGENO BIGI
m.b.
EVEREST AS
EDEA
5.500
D’ALESSANDRO VINCENZO
AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS
249 ORIENT EXPRESS AC
f.bo.
CREDIT WINNER
EVVIVA AC
9.500
CRISMIRA
ALLEV. CENTAURO SRL
252 OCLA
f.b.
EVEREST AS
FOLIE DM
4.500
FULICI GASTONE
MAFFEZZINI SPERO
255 ODO DI SGREI
m.b.
YANKEE SLIDE
GATTINA JET
6.000
SCUD. MONI TEAM
AGRICOLA SGREI DI CANEVE B.
16
STALLONI
STALLONE
MASCHI
TOTALE
MEDIA
FEMMINE
TOTALE
MEDIA
VENDUTI
TOTALE
MEDIA
TOSS OUT
11
108.000
9.818
8
67.000
8.375
19
175.000
9.211
PINE CHIP
6
98.500
16.417
5
51.000
10.200
11
149.500
13.591
VARENNE
4
83.000
20.750
CONWAY HALL
2
54.000
27.000
2
47.000
23.500
4
101.000
25.250
URONOMETRO
4
41.500
10.375
3
17.000
5.667
7
58.500
8.357
LINDY LANE
5
34.000
6.800
1
7.500
7.500
6
41.500
6.917
GANYMEDE
2
24.000
12.000
5
40.500
8.100
7
64.500
9.214
MR VIC
4
14.500
3.625
3
8.500
2.833
7
23.000
3.286
ANGUS HALL
1
14.000
14.000
1
11.000
11.000
2
25.000
12.500
DAGUET RAPIDE
1
13.000
13.000
S J’S PHOTO
2
12.500
6.250
3
19.500
6.500
5
32.000
6.400
EVEREST AS
2
11.500
5.750
2
8.500
4.250
4
20.000
5.000
GIGANT NEO
3
11.000
3.667
1
3.500
3.500
4
14.500
3.625
BON VIVANT
2
10.500
5.250
1
3.000
3.000
3
13.500
4.500
LOVE YOU
1
10.000
10.000
CANTAB HALL
1
10.000
10.000
2
19.500
9.750
3
29.500
9.833
YANKEE SLIDE
2
9.000
4.500
2
16.000
8.000
4
25.000
6.250
BRANDY DEI FIORI
4
8.500
2.125
1
2.000
2.000
5
10.500
2.100
SUPERGILL
1
8.000
8.000
2
13.500
6.750
3
21.500
7.167
ZINZAN BROOKE TUR
2
6.500
3.250
2
8.500
4.250
4
15.000
3.750
ALLISON HOLLOW
1
3.500
3.500
1
5.000
5.000
2
8.500
4.250
ABANO AS
1
3.000
3.000
1
8.000
8.000
2
11.000
5.500
FALIERO AS
1
3.000
3.000
LETS GO
2
3.000
1.500
SELF POSSESSED
5
40.500
8.100
CREDIT WINNER
3
23.500
7.833
KEN WARKENTIN
1
16.000
16.000
NAGLO
2
8.000
4.000
MALABAR CIRCLE AS
3
7.000
2.333
ARMBRO GOAL
1
6.000
6.000
AMERICAN WINNER
1
3.500
3.500
INDRO PARK
1
3.500
3.500
WAIKIKI BEACH
1
3.500
3.500
BERNDT HANOVER
1
2.500
2.500
17
S PAZIO A LLEVAMENTO
di Francesca Asti
Caserta
La Versailles italiana
P
er la tradizionale festa dell’Anact,
quest’anno è stata scelta la meravigliosa cornice della Reggia di Caserta. Dimora storica appartenuta alla
famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, fu voluta da Carlo III, il quale ordinò che venisse costruita una reggia tale da
poter reggere il confronto con quella di Versailles e che, per la sua immensità, bellezza e per il
grande valore storico, è stata oggi dichiarata
dall'UNESCO, Patrimonio dell'umanità.
L’iter organizzativo prevede che a turno, ogni
delegato regionale si impegni per scegliere la
location dove svolgere le premiazioni agli allevatori meritevoli (e sono tanti).
Quest’anno è toccata ad Antonio Diana, delegato Anact della Campania, che è riuscito non
solo ad organizzare la cerimonia delle premiazioni nel Teatro Regio all’interno della Reggia,
ma anche a prenotare una delle sale interne
(che non vengono date proprio a tutti…) per la
cena che riunisce, da sempre, i vertici dell’Anact ed il panorama degli allevatori di trotto italiani.
Per onorare la grande possibilità offerta ai
partecipanti, che hanno potuto ammirare le
bellezze della Reggia e dell’immenso giardino
(ben 4 km di lunghezza) a bordo di autobus riservati, l’Ente è venuto meno ad una più comoda soluzione che avrebbe previsto la capitale
come degna sede, in vista dell’appuntamento
con il Derby che si è svolto il giorno successivo.
Ad aprire la cerimonia l’immancabile discorso
del nostro Presidente Alessandro Viani, il quale ha ricordato l’importanza dello stringersi
attorno ad un’importante causa comune, quale
è il futuro, ma soprattutto il presente, dell’ippica, per superare le difficoltà che da tempo
stanno assediando il comparto. Un ringraziamento è stato dedicato al Ministro del Mipaf
Luca Zaia per il sostanziale aiuto prestato all’ippica. Dopodiché la parola è andata a Lucio
Celletti che ha chiamato sul palco i premiati,
cui è stata consegnata una o più medaglie, a
18
Il Presidente Viani saluta gli intervenuti
seconda dei meriti dei propri cavalli. A consegnare i premi Alberto Caravita, Vicepresidente
Anact.
Subito dopo, la suggestiva escursione notturna
nel Parco della Reggia, che vede congiungersi
il primo, attorno all’edificio, giardino all’italiana con il successivo all’inglese, intervallati
dalle magnifiche quattro fontane, fino alla cascata finale, dove l’acqua dall’alto scende in
lago adornato dalle bellissime statue illuminate. Lì si è svolto un aperitivo, prima del rientro
in pullman. Quindi la cena di gala, durante la
quale Antonio Terraneo ed Alessandra Baldi
hanno intervistato i presenti.
Sopra: Un riconoscimento anche per il Commissario UNIRE Goffredo Sottile, presente alla serata
Sotto: Uno scorcio della platea del Teatro della Reggia, ove si è svolta la premiazione
19
Il Vice-Presidente Moscati premia Sergio Luise
Marco Zafferoni premia Giacomo Bruno
20
Sandro Viani con Giovanni Govoni
Alessandro Viani premia Loretta Fabbri
Siamo alla vigilia del trionfo
di Macho Gams al Derby.
Alberto Caravita premia Matteo Sapignoli
Giovanni Govoni premia
Ciro Cesarano e Ciro Cesarano jr.
Sandro Moscati con Tiziano Gonzaga
Antonio Diana ed
Alessandro Viani con
Riccardo Targioni
21
di Martina Nerli
ALLEVAMENTO BOSS
Un Boss...
in pista
T
orniamo indietro nel
tempo, fino al 2005 e
ammiriamo Dart Boss
(da Cirkus Kall e Vistosa Wise) “sfrecciare” in
tutto il suo splendore nel Gran Premio Lotteria, nelle mani del fedele
driver Franco Tranchina.
Nello stesso anno vince anche il
Ponte Vecchio a Firenze, il Due
Mari a Taranto, terzo nel Gran
Premio Regione Sicilia e altri piazzamenti Classici; un’infinita soddisfazione per Angelo Fucarino, in
doppia veste di allevatore e proprietario, una squadra vincente
tutta siciliana.
Il “Signor Boss”, Angelo, ci invita
dove tutto ha inizio, nel suo allevamento, a tre km dal centro di Palermo, all’interno di un antico podere. Un paradiso terrestre di quasi 17 ettari, ampi paddock dove i
cavalli possono liberamente pascolare ed erbe mediche appositamente coltivate per il benessere
dei futuri trottatori, circa 40 box,
una stazione di monta e due piste
per l’allenamento, una tonda da
800 mt e una diritta da 600 mt,
tutto quello che occorre per fare
Sopra: La pista tonda dell’allevamento
A sinistra: Fattrici nei verdi prati
dell'allevamento
22
I 10 BOSS PIÙ RICCHI
• THE DEVIL BOSS (1993) da Cirkus Kall e Ethel 1.14.2/1.14.6 - Euro 594.320
• DART BOSS (2000) da Cirkus Kall e Vistosa Wise 1.12.2/1.14.1-Euro 422.110
• TOC BOSS (1993) da Cirkus Kall e Getsemani 1.14.9 —- - Euro 249.692
• ASSOLUTO BOSS (1997) da Cirkus Kall e Ethel 1.14.6/1.16.2 - Euro 138.343
• DAFFY BOSS (2000) da Lindys Crown e Pachita Sacar 1.14.0/1.15.0 - Euro 132.927
• DEMON BOSS (2000) da Spotlite Lobell e Giad de Chiari 1.14.3/1.15.9 - Euro 118.683
• TAPPO BOSS (1993) da Cirkus Kall e Giad de Chiari 1.14.6/—- - Euro 100.682
• GRONLIO BOSS (2003) da Spotlite Lobell e Ask me Nicely 1.13.4/1.15.5 - Euro 95.025
• FORCE BOSS (2002) da Spotlite Lobell e Scarlet Silver 1.13.5/1.15.3 - Euro 82.198
• SELENOIDE BOSS (1992) da Cirkus Kall e Testarossa 1.17.4/—- - Euro 80.351
FATTRICI
• ASK ME BOSS da Baltic Speed e Ask me Nicely• AZALEA DALFA da Supergill e Odessa Om
• CONNY da Baltic Speed e Deborah
• COUNTESS BOSS da Lindys Crown e Ethel
• DIAMOND BOSS da Lindys Crown e Mont Mirel
• DIRCE BARB da Toss Out e Desdemonas Pride
• EMOTION DE GLORIA da Lindy Lane e Misbehavin Momma
• FOPPA PARK da Alf Palema e Cidy Newton
•
•
•
•
FORTEZZA GB da Armbro Goal e Queen of Gansaway
IMAGINE da Lindy Lane e Guarda Fo
INCREDIBLE BOSS da Armbro Goal e Pachita Sacar
KNOWHOW HOSS da Zoot Suit e La Prima
• MONT MIREL da Triplemint e Rahatzait
• PACHITA SACAR da Sharif di Jesolo e Arbor Cheescake
• SCARLET SILVER da Count’s Pride e Blubell Ann
• SECONDA BOSS da Cirkuss Kall e Getsemani
• TEODORA SV da Quick Pay e Lass Zizi
• UN ALTRA BOSS da Cirkus Kall e Luna de Gloria
• ZEA GV da Esotico Prad e Genny Zi
• ZIRA N da Zoot Suit e Rebecca Rr
23
bene il proprio lavoro, un lavoro
che è passione da ben 40 anni.
Una vita tra sogni e speranze.
“Tutto è iniziato per caso - ci racconta il signor Angelo - a fine anni
’60, alcuni amici mi portarono all’ippodromo di Agnano e poco dopo decisi di fare il mio primo investimento nel settore, comprai Murex, diventai proprietario mentre
la mia passione per questo sport
cresceva a dismisura.”
Angelo, un uomo dai modi gentili,
classe 1932, imprenditore nel settore degli impianti da bowling, è
nato qui, in questa terra che fino
alla metà degli anni ’80 era un
agrumeto. Trasformato e adattato
per diventare un allevamento (La
Sopra: Lo Splendido podere tra i paddock
A destra: Cavalli liberi nei prati
dell'allevamento
Sotto: Un cavallo allenato sulla pista
“di casa”
favorita Bowling) dove nel 1988
“vengono alla luce” i primi targati
Boss, portando in giro per l’Italia
quella voglia di fare bene e di riuscire con intraprendenza e determinazione.
“Da qualche anno ad aiutarmi in
questa avventura si è unito anche
mio genero Giuseppe, che aiuta a
seguire quotidianamente le fattrici,
i due stalloni Rapid Effe (da Speedy Somolli e Insolia) e Ati Om (da
Donerail e Tea Room), a gestire il
seme congelato di ben 18 stalloni e
i puledri, sei nati con la lettera O e
undici nati questa primavera con
la lettera P”. Ben 17 speranze per
un siciliano supestizioso... Continua Angelo: “I puledri sono impe-
24
Fattrice con puledro negli ampi spazi dell'allevamento
gnativi, vanno capiti per cercare di
correggere subito eventuali problemi, solo così possono diventare
buoni trottatori, ci vuole soprattutto attenzione, anche ai minimi dettagli.
Non posso negare che Dart Boss è
sicuramente il “figlio prediletto”
tra tutti quelli che ho visto nascere,
mi è dispiaciuto molto quando è
morto per una colica a marzo 2007
Vista dell'allevamento
ma sono affezionato anche agli altri come Gronlio Boss (da Spotlite
Lobell e Ask me Nicely, record di
13.4 sul miglio e 15.5 sul doppio
km), Demon Boss (da Spotlite Lobell e Giad Dechiari, 14.3 e 15.9
sui 2000 come record personali),
Febo Boss (da Spotlite Lobell e Pachita Sacar, record di 15.1 e 16.7
sul doppio km), Geremia Boss (da
Cirkus Kall eAsk me Boss, 16.2 e
17.5 di record)... solo per citarne
alcuni che in pista riescono sempre a farsi valere.”
Tanti sacrifici, qualche volta ricompensati da zoccoli sulla sabbia, altre
volte “buttati al vento” per un destino che non sempre riconosce quello
che ci spetta, Angelo parla con pessimismo di quest’ippica, diversa da
quella che si ricorda lui tanti anni fa
quando l’entusiasmo lo spingeva a
“rubare” idee dalla Svezia e dall’America, pur restando sempre affascinato da questo mondo incredibilmente accattivante.
Oltre all’allevamento la famiglia
Fucarino continua a mantenere la
passione come proprietaria, con la
scuderia Oltremare, di cavalli tra
cui anche i non targati Boss come
Lampo Mp (da Toss Out e Kalamari), Morgan Effe (da Lemon Dra e
Unwise Effe), Image Gams (da Lemon Dra e Rosa del Ronco)...
Un posto da sogno alle porte di Palermo, dove tutti sono consapevoli
che oggi niente è facile, ma con
una passione vera e genuina per i
cavallo; questa è la Sicilia dalle
mille risorse, quella del trotto che
vola oltre lo stretto.
25
di Elisabetta Busso
Alla scoperta di un
MARCO SMORGON
che non ti aspetti
F
orse pochi sanno delle
molteplici vesti di Marco
Smorgon nel mondo ippico: guidatore, allenatore, proprietario, allevatore e stalloniere. Non è poca cosa
ma, conoscendolo, non ci stupisce.
Un ragazzo che si è messo in luce
da subito: è stato il più giovane
guidatore italiano a vincere un
Derby, nella sua carriera sono passati fior fiore di cavalli, da Nevaio,Eclisse Domar, Zinzan Brooke
Tur, Giulia Grif , Umbro Di Grana,
Impeto Grif, Libeccio Grif, Imbimba e la francesina d’Italia La Dany
Bar.
Una carriera suggellata da tanti
successi in pista nella veste di interprete e di preparatore, il miglio-
Una figlia di Axel e Varenne
re per puledri che primeggiano
sempre sugli altri. Marco è uno che
si odia o si ama, un p.r. mancato;
una serata a cena con lui diventa
un vero spasso, la sua testardaggi-
Con la vittoria di
Madras nelle
Oaks del trotto si
pone in evidenza
anche come
allevatore
ne con i cavalli è cosa risaputa.
“Ai cavalli do tutto, ma loro devono fare lo stesso con me”, sono le
sue parole, un uomo che non si arrende mai.
Marco, nella domenica del Derby
stranamente non era presente a
Roma. O meglio non era presente
fisicamente, ma c’era il suo gioiello: la vincitrice del Nastro Rosa
delle femmine, Madras, la bella
“bionda” della scuderia Bellosguardo del presidentissimo Cesare Meli.
La gioia di Marco, nella sala guidatori torinese dove assisteva in video alla corsa della sua beniamina, era enorme.
“Visto che cavalla? Visto Zinzan
che papà? - continuava a ripetere Sono contentissimo, questa è una
grande soddisfazione per me, il
mio primo gruppo 1, sono anche
molto felice per Meli, che è uno dei
pochi che ancora investe nell’ippica.”
Marco come mai hai venduto la cavalla alla Bellosguardo?
“In realtà non l’ho venduta, ma abbiamo fatto un contatto di locazione, a fine carriera la cavalla tornerà da me per fare la mamma, come
faccio con tutte le mie cavalle buone. Meli si era innamorato di Madras quando l’aveva vista correre
a Modena alla sua seconda uscita,
era stata una corsa maledetta, avevamo girato tutta strada di fuori
facendo 13 il chilometro, portando
26
comunque a casa un bel secondo
posto. Venne subito da me dopo la
corsa per complimentarsi per il
“numero” fatto da questa cavallina, e mi chiese di vendergliela. Rifiutai perché sapevo che Madras
aveva qualcosa di speciale, quindi
volevo tenerla per me. Aveva vinto
al debutto, girando anche in quell’occasione di fuori scoperta ai lati
del battistrada, facendo poi la classica passerella in arrivo, perdendosi i compagni per la pista. Una
cavalla molto, molto nevrile, un carattere preso soprattutto dalla
mamma, una svedesina tutto pepe,
ma con un gran motore, e anche
dal papà: il cavallo più coraggioso
e grintoso che io abbia mai avuto,
Zinzan Brooke Tur. Reincontrai
Meli tempo dopo a Milano, il giorno dell’ Allevatori Filly, dove la cavalla sbagliò, venne di nuovo a
chiedermi di vendergliela. Vista la
sua determinazione e risaputo il
fatto che lui, in particolare con le
femmine, ha sempre fatto del bene, ci ripensai ma lo avvisai subito
che si trattava certo di una cavalla
con grandi mezzi, ma anche con
un bel carattere; lui disse che non
era un problema, loro tengono i
cavalli in un centro di allenamento
molto tranquillo, dove i cavalli normalmente si rilassano e perdono lo
stress della corsa. Così alla fine,
conoscendo con quale cura Cesare
e Laura Meli tengono i loro pupilli,
accettai, con la clausola della restituzione alla fine della carriera agonistica.”
Cosa ha spinto un professionista come te, che si
trova quotidianamente a
combattere contro il tempo avendo all’ attivo una
scuderia di 70 cavalli, a
diventare anche allevatore?
“Anzitutto la curiosità e la sfida.
Ho voluto vedere cosa sarei riuscito a tirar fuori da cavalle che conosco come me stesso, perché le mie
fattrici prima sono state mie cavalle da corsa, di cui conosco tutti i
pregi e i difetti. In questo modo diventa forse più semplice gestire i
loro figli, anche perché il padre è
quasi sempre lui, il mio cavallo del
MIGLIORI PRODOTTI
DI ZINZAN BROOKE TUR
IBERICO 12.9
IMBIMBA 10,9
LIBELLULA BAR 13,1
MADRAS 12,5
MOBY DICK 14,2
MORIONDO 13,6
FATTRICI
VOGUE DONLISA vuota
DONLISA gravida di Umbro di Grana
GUANTANAMERA gravida di Love You
GLACE’GRIF gravida di Love You
INTESA FONT gravida di Zinzan Brooke Tur
LONICERA gravida di Prince Gedè
INIZIALE gravida di Goetmals Wood
Puledri Anno 2008
Oreade Guantanamera e Zinzan Brooke Tur
Obiciamte Axel e Zinzan Brooke Tur
Onfale Bar Glacè Grif e Varenne
Ovazione Vogue Donlisa e Zinzan Brooke Tur
Puledri Anno 2009
M. da Donlisa e Zinzan Brooke Tur
F. da Axel e Varenne
M da Glacè Grif e Zinzan Brooke Tur
M da Intesa Font e Zinzan Brooke Tur
M da Guantanamera e Zinzan Brooke Tur
F da Donlisa e Zinzan Brooke Tur
27
cuore, il cavallo che più mi ha dato
in assoluto, Zinzan Brooke Tur.”
Marco ha iniziato la sua “vita” ippica con la Louisiana, quando ancora era un ragazzino sveglio con
la stessa voglia di fare che ha oggi.
Enguerrillero, in un certo senso
papà di Zinzan, è passato anche
dalle sue mani, così come Anglicana, la mamma di Enguerrillero. All’epoca Marco era un quindicenne
che spiava tutte le mosse dei grandi per poi poterle sfruttare al meglio, ma se andate a vedere le genealogie delle sue cavalle è una
storia che si ripete.
“Fare l’allevatore era uno dei miei
sogni, quando scendi in pista con
un prodotto creato completamente
da te, perché entrambi i genitori
erano tuoi, è il massimo; Madras,
ad esempio, mi ha dato un’immensa gioia. Zinzan era uno stallone
che stentava un po’ a decollare, in
parte per sbagli miei non ho puntato subito alla grande, sprecando
i primi anni a guardare solo nei
miei “giardini”. Poi, grazie anche
alla vendita del 50% del cavallo alla Varenne Forever di Roberto Bri-
schetto e Valter Ferrero, ha fatto
finalmente il salto di qualità che
merita, ed i risultati si stanno vedendo. Se penso che nei primi anni, con fattrici tutto sommato mediocri, ha dato tanto, immagina
cosa potrà fare dal prossimo anno
che vanterà in pista moltissimi
prodotti. Sono contento perché è
un cavallo che mi ha dato tanto, un
cavallo coraggiosissimo che, se
non avesse avuto i suoi problemi,
non so cosa avrebbe potuto fare.
Con lui siamo andati a Vincennes
da sconosciuti e ne siamo usciti
vincenti, un cavallo che ha saputo
guardare in faccia Varenne, l’unico italiano che ha osato provarci.”
Chi era la prima fattrice ?
“Lady Abb, una buona cavalla svedese che ho comprato quando aveva cinque anni, si è piazzata in diversi gran premi ed ha vinto tanti
centrali e con la sua genealogia (è
una figlia di Pay Me Quick), non
poteva non essere anche una buona mamma, e in seguito ha dato
cavalli come Donlisa 14,4, Elettrone 15,6, Guantanamera 12,5, Ibe-
rico 12,9, Lampione 12,9 e Madras
che, secondo me, sarà veramente
una buona cavalla, di quelle che
non hanno paura dei maschi. Poi
dopo Lady Abb sono entrate in
razza anche Villa Torlonia, da Enguerrillero e Inchiesta, da Song
Dance Man, cavalla classica piazzata in più gran premi, che è stata
la miglior femmina della sua generazione. Vogue Donlisa da Drummer Hanover e Opera Donlisa da
Super Crown. Ora, avendo io le figlie, Lady Abb e Villa Torlonia le
ho vendute a Silvio Ferrari. Non
voglio tenermi tante cavalle e, in
questo modo, faccio anche girare
l’allevamento: da poco sono arrivate Lonicera ed Iniziale, poche
ma buone.”
E’ nota la tua passione
per la Francia…
“In Francia l’ippica è al top, hanno
un’altra mentalità e, quando sentono raccontare dei problemi che
abbiamo noi, si mettono a ridere.
In quel paese le cose funzionano
perché ci sono tante persone che
hanno interesse a farla funzionare;
Davanti è una figlia di Vogue Donlisa e Zinzan Brooke Tur sorella di Marias (1.12.8 ) dietro Guantanamera (sorella di Madras) e Zinzan
Brooke Tur
30
Puledri ed in primo piano una figlia di Donlisa e Zinzan Brooke Tur
l’ippica è seguita e sentita da tutti,
non solo da pochi eletti bistrattati.
Non parliamo poi del montepremi,
una corsa normale sono 30.000
euro al primo come da noi certi
gran premi. Infine io ho una passione per le linee francesi, quest’anno ad esempio alle mie fattrici
ho dato molto Love You, un cavallo
che monta a 35.000 euro, che ha
la linea franco-americana più perfetta che ci sia; la mamma è un
And Arifant, figlio di Sharif e di Infante D’ Aunou, la mamma Amour
D’Aunou è una Speedy Somolli. Poi
ad Iniziale ho dato Goetmals Wood, nuovo per noi in Italia ma in
Francia è il secondo dietro a Love
You.”
Oltre a Madras su chi
punti?
“Moriondo è un cavallo che, anche se sulla carta sembra poca
roba, presto farà vedere chi è, mi
spiace che abbia dato qualche
problemino perché diversamente
avrei ambito a qualche classica.
Oltretutto in lui cè tanto di me: il
padre è Zinzan, la mamma è
Axel, figlia di Nevaio e Papaia, la
cavalla più forte che io abbia mai
domato, con un caratterino non
indifferente che trasmette ai figli,
peccato che per un infortunio non
sia mai scesa in pista. In compenso ha dato solo cavalli buoni, da
Vasilissa a Axel, Gibartur ed ora
Nikita Bartur. Papaia inoltre discende dalla famiglia di Gregorio
Magno ed Etimologia, tutti cavalli
della Louisiana, una storia che ritorna sempre.”
Dove tieni le fattrici ?
“Prima erano al Grifone, ora da
qualche tempo sono da Luigi Truccone, quello dei targati Bar per intenderci, un mio caro amico con
cui ho in comproprietà Glacè Grif,
oltre ad un ottimo rapporto di amicizia e di lavoro: vedi Guendalina
Bar, La Dany Bar, Lunetta Bar e
Gibartur, cavallo allevato da lui e
da Michele Geninatti.”
Uno delle migliori guide
italiane, se continui così
diventerai anche uno dei
migliori allevatori, sei
proprio incontenibile.
“Sono già contento così, Zinzan sta
andando bene, i miei prodotti con
la lettera M sono tutti in pista e tutti con ottimi risultati, di quelli con
la N ce ne sono che mi fanno ben
sperare come, ad esempio, la sorella di Madras, New England; una
cavalla che vale la pena di aspettare. Recentemente ho fatto la qualifica con Nuevo da Varenne e Villa
Torlonia, poi un giorno ci sarà anche Imbimba, una cavalla che ha
saputo fare 10.9 a San Siro: io credo che, con tanto lavoro e tanta voglia, si possa far del bene e spero
di non sbagliarmi.”
Tanto da fare per l’instancabile
Marco, perché anche quando arriva a casa la porta non si chiude: ci
sono Flaviana e Evita che devono
montare Tac Tac ed il nuovo pony,
poi alla sera bisogna già pensare al
domani perché, come dice Marco,
“l’ippica è un mondo che si alza la
mattina presto, corre anche di notte, vive di sogni e li realizza.”
31
di Max Abili
Allevamento Trebisonda e La Bambolaccia a segno nei Criterium torinesi
Nancy’s Treb e Noak Lb
Le due perle dell’allevamento Italiano
N
ancy’s Treb e Noak Lb
si aggiudicano il Criterium Torinese 2009
dopo che l’edizione del
2008 non era andata
in scena, per i “soliti” problemi del
montepremi che avevano indotto
tutto il settore ad lungo sciopero, e
visti i risultati di oggi ci chiediamo
a cosa sia servito, visto che i problemi non sono stati risolti, ed i
soldi continuano a scarseggiare
sempre più.
Nancy’s Treb era la vincitrice annunciata ed ha mantenuto in pieno
le aspettative di tutto il team. Prima della corsa si immaginava un
ipotetico duello tra lei e Neve Di
Bianca, confermato dalla sensazio-
32
ne che le due sembravano fare
un’altra corsa rispetto alle avversarie.
Nancy’s, veloce come sempre dietro le ali dell’autostart, assumeva
il comando in un bel 28,5 sulla rivale, poi una breve ripresa di fiato
per sparare in seguito un 28,9. In
retta si accendeva la miccia per le
due femmine verso uno spettacolo
veramente entusiasmante per tutta
la tribuna, ma sul palo era la figlia
di Gigant Neo ad aggiudicarsi la
vittoria, la quarta su cinque uscite.
Una cavallina che già dalla qualifica, anche quella vinta in tutta
scioltezza, aveva dato buon sentore di sé; una cavalla che, anche se
giovane, ha la classe e la determi-
nazione della cavalla già fatta.
Aveva debuttato sulla pista vincendo in 17,2 battendo Numinoso Dei,
cavallo di ottima caratura, che nell’occasione si è aggiudicato il quarto posto nella sezione maschile. All’uscita successiva Marino Lovera
portava la sua pupilla in quel di
Modena, dove dimostrava la sua
superiorità sugli avversari. L’intoppo avviene a Montecatini quando, con Edoardo Baldi in sulky,
Nancy’s allo stacco si gettava di
galoppo venendo squalificata. Da lì
in poi si comincia a fare sul serio.
Si ritorna sulla pista di casa, premio Noviziato Ferruccio Pedrazzani, una corsa molto sentita per i torinesi che hanno sempre nel cuore
il “maresciallo” così era soprannominato Pedrazzani. Da dominatrice assoluta Nancy’s assume il comando ed a quel punto corsa chiusa: 1.15.8. il tempo ufficiale. Ma la
meta per la puledrina di Enrico
Tuci sono i Criterium, ed il primo è
quello torinese, vi arriva con la
carta della cavalla ormai tastata
come buona, unica incognita, dopo
il ritiro di Nikita Bartur, era Neve
Di Bianca, l’allieva di Santino Mollo, ma come abbiamo già detto,
Nancy’s non solo si aggiudica la
corsa ma ne stabilisce anche il
nuovo record di 1.14.7. Ora l’unica
incognita che deve ancora affrontare è la duttilità anche sulla distanza, per adesso mai affrontata,
ma la fiducia da parte di tutti nei
suoi confronti è decisamente tanta.
La sezione dei maschi vedeva la
vittoria dello svedese d’Italia Noak
Lb con Simone Seganti in sulky,
che non poteva trovar miglior modo per suggellare il ritorno in patria dopo un’assenza di due anni,
anche se solo per pochi giorni. In
cabina di regia Lufti Kolgini in veste di trainer, lo Svedese che ha
fatto ritrovare la “voglia” sia a Seganti che a Giorgio Mele i quali,
amareggiati della situazione italiana, erano ben contenti di ritornare
in Svezia, dove è vero i premi sono
più bassi ma l’ippica è senza dubbio vissuta in un’altra maniera.
Noak insieme al compagno di scuderia Nadir Kronos erano un po’
gli oggetti misteriosi di questo Criterium, si sapeva che erano ottimi
soggetti, ma sulle nostre piste come si sarebbero comportati ? E se
non avessero avuto prime chance
avrebbero affrontato un viaggio simile? Noak aveva al suo attivo un
record di 1.13.8., ottenuto però in
America, valutabile sulla nostra pista in una misura attorno ai 2 minuti, almeno così si diceva nel precorsa, di conseguenza era impossibile trascurarlo, così come Nadir
che dopo i ritiri di due cavalli al
suo interno scalava al sei dietro la
macchina. Molto chiacchierato era
anche Ne Me Quitte Pas per il quale l’unico dubbio di Michael Smid
era che potesse sbagliargli, come
in effetti è accaduto; ma non solo a
lui, visto che dopo la prima frazione gli squalificati erano già parecchi. In realtà in questa edizione il
cavallo che ha sorpreso più di tutti
è stato forse Naviglio, l’allievo di
Giovanni Fulici, allevato dal signor
Riccardo Galli, che ha inserito una
vera fuga sin dallo stacco cercando
la vittoria con tutte le sue forze, ma
in retta ha dovuto alzare bandiera
bianca accontentandosi del buon
terzo posto, perché Noak passava
facile contendendo senza problemi
anche l’arrivo deciso dell’allievo di
Gocciadoro Nicetomeetyou.
Naturalmente più che soddisfatto
in premiazione l’allevatore di Noak
Lb, il dottor Ferraris, che riassapora con un suo pupillo il profumo di
gran premi, un cavallo che ha già
fatto parlare di sé, pur con sole tre
corse al suo attivo. Quello della
Bambolaccia è uno degli allevamenti che anche all’estero più ci
invidiano: Electa Lb è al suo secondo prodotto, mentre come primo
ha dato Moxy Lb che ad oggi ha il
suo record personale di 1.13.1,
una lunga strada davanti a sé.
Riteniamo di affermare che forse
tra loro potrebbe anche esserci
una seconda Gilly Lb, che proprio
dal papà di Noak, Cantab Hall, ha
avuto un bel puledro: Onestar Lb.
La premiazione di Nancy's Treb con tutto il
team Lovera e Trebisonda
33
di Paolo Allegri
GRANDE TROTTO D’AUTUNNO
Irina da gran Signora
domina il Freccia d’Europa
N
APOLI - Irina irrompe
sulla scena di Agnano
con lo charme di una
principessa. E’ padrona della pista e della
corsa, il Freccia d’Europa, sfida di
gruppo 1 da oltre 200 mila euro di
dotazione. La figlia di Ganymede
non dà mai per un attimo l’impressione di poter perdere. E quando
sulla retta di fronte Minnucci la
chiama, Irina con la sua criniera al
vento vola a prendersi il secondo
gruppo 1 di una stagione che ave-
34
va cambiato faccia nel cuore dell’estate a Montecatini. Nell’ultima
domenica d’ottobre, sotto un cielo
tornato azzurro dopo la pioggia del
sabato, Agnano aveva allestito un
super convegno con Freccia, le due
prove del Criterium Partenopeo divise per sesso e un contorno eccellente con un bellissimo invito per i
4 anni e un’incerta volata di categoria A-B. Il gruppo 1 sul miglio, in
edizione autarchica senza presenze estere, ha visto la conferma di
Irina che ha scavalcato il battistra-
da Filipp Roc, ottenendo via libera
dopo un quarto di gara e imponendo parziali significativi, primo giro
in 1.12.5 per poi chiudere gli ultimi 600 in un eccellente 42.1. E riscontro cronometrico di 1.55
(1.11.9) sul miglio che ha aggiornato il record della corsa.
Una fior di cavalla la pupilla di
Sergio Carfagna, che nel big event
autunnale dell’ippica partenopea
sottoscrive il concetto di una disponibilità esemplare: ad ogni corsa Irina convince sempre un po’ di
VOTI DA FRECCIA
IRINA E MINNUCCI COPPIA DA LODE
IL MIGLIORE
IRINA 9,5 - Bellissima in sgambatura, va davanti e costruisce un coast to coast esemplare al
primato del Freccia. IRRESISTIBILE!
LINDA DI CASEI 8 - Trova la corda in partenza poi prepara un finale ad effetto chiudendo
in piena spinta. VOLANTE!
LISA AMERICA 7 - Non azzarda dopo i flop alle ultime uscite. Va in pista con i quattro ferri,
non osa sul percorso ma finisce bene ed è questa la nota lieta. PRUDENTE.
FILIPP ROC 6,5 - Come al solito spinge la macchina ma dopo il lancio manda via Irina.
Rimane in lotta per le piazze, subisce Linda e Lisa. DA RIVEDERE.
LESTER 6 - Il migliore della coppia di Ucci-Riccitelli che perde subito la Lolly. Lester insegue da posizione arretrata e si lascia dietro Island, Illinois e gli altri. DIGNITOSO.
ISLAND EFFE 5,5 - Agnano ha sguardi ammirati per lei che torna da Regina del Lotteria.
Attesa delusa subito allo stacco dove appare mentalmente inadeguata. L’inseguimento,
discreto in rapporto alle marce elevate della testa, vale in prospettiva. SVAGATA.
Gli altri:
ILLINOIS 6-; GONDOR JET 5,5; GHIACCIO DEL NORD 5,5; FELIX DEL NORD 5; LOLLY KRONOS non giudicabile, ECLISSE DOMAR ng.
L’UOMO IN PIU’:
GIAMPAOLO MINNUCCI 10 - “Jean-Paul” come lo chiama lo speaker è un driver ma con
rotolo da media record scandito al comando sembra il miglior Camici, il fantino che
aveva in testa il cronometro. Aggiungete due mani d’oro per trattare con guanti di velluto la Principessa Irina. Che Coppia!
più. L’allieva di Holger Ehlert nella
bella domenica napoletana era
quella dei tempi migliori e ha
strappato gli applausi della tribuna
a capo di una corsa magistralmente pilotata da Giampaolo Minnucci
che ha guidato la cavalla più in forma dello schieramento in modo
spettacolare. La vittoria è stata
meritata e mai messa in discussione. “Scappa via Jean Paul!”, lo slogan gridato appena in retta da “Zio
Salvio” Cervone.
TRIS ROSA
E’ stato un Freccia d’Europa al
femminile con il podio che si è colorato completamente di rosa per
le presenze, accanto alla vincitrice,
di una tonica Linda di Casei e di
una Lisa America vista in ripresa
pur prudente nell’assetto e sul percorso. Sull’allieva di Jerry Riordan
si erano riversati al gioco molti euro scommessi in Francia dato che
si trattava di una tris internazionale. La delusione della corsa si chiama Island Effe, la Lemon Dra che
faceva ritorno a Napoli ammantata
del fascino e della gloria di una
laureata del Lotteria. La baia guidata da Gubellini si gettava di galoppo – imitata da Lolly Kronos e
da Eclisse Domar – appena l’autostart chiudeva le ali. L’Island inseguiva con caparbietà ma su quei
ritmi a marce elevate era impossibile recuperare.
35
La regina del Lotteria 2009 era
molto attesa dagli appassionati napoletani. Era stata annunciata
esplosiva in lavoro ma la presa di
contatto con la realtà necessita di
un diverso profilo mentale e agonistico. Il Nazioni dovrà misurare
quanto l’attuale Island Kronos è
parente di quella capace di sorprendere tutti nel dorato pomeriggio di maggio sull’ovale della conca flegrea.
36
Promossa, invece, a pieni voti Linda di Casei, quella che nel borsino
di questa squadra femminile che
gioca il campionato dei gran premi
italiani vede le sue azioni in costante rialzo. Cesena non è stato il
ballo di una sola estate. Già nel
Continentale la Uronometro dei
Gocciadoro aveva confermato il
suo eccellente standard. Ad Agnano ha dato prova di ulteriore consapevolezza della propria forza.
Linda è finita con ancora del buono e la distanza dalla leader della
stagione 2009, la cronometrica Irina capace anche di arrivare allo
zenit, potrebbe accorciarsi in un
futuro prossimo.
Questa nazionale dei cavalli tutta
al femminile ha trovato nella targata di Casei un’altra punta di diamante. Con Lisa come abbiamo
detto, che ha corso in controtendenza rispetto alle opache prove di
I VOTI AI MASCHI DI 2 ANNI: SUPREMAZIA NICKEL
NICKEL ORS 9 - I video delle corse precedenti parlavano di un puledro che si presentava in
avanti solo ai 400. Qui invece parte forte. Al passaggio si inventa un arresto, poi torna
all’attacco di Newton Baby e fa vedere che il motore è di prima. SCHIACCIASASSI.
NICETOMEETYOU 8,5 - Il Goccia lo rimanda sulla scena, avendo sul contagiri una recita vicina. Si sistema quarto tranquillo, al dunque nel serbatoio c’è benzina per sparare una
chiusa importante. CONCRETO.
NEWTON BABY 7.5 - Alfiere locale, fa onore alle attese con un percorso tutta grinta. Muove
al passaggio e sorprende quello di Bellei. Accusa un po’ in retta, ma dimostrando talento e doti morali è ancora lì che combatte. CORRIDORE.
NUMBER ONE ITALIA 7 - Gioca il jolly allo stacco con una super partenza. Dal nove si ritrova terzo in corda. Quando la testa apre il compasso per lottare la corsa, non cede,
meritandosi un piazzamento inatteso quanto meritato. AFFIDABILE.
NAPOLEON 6 - Si ripropone dopo un errore iniziale, capeggiando i battuti. Potenzialmente
vale i migliori, deve limare qualche ombrosità. CORREGGIBILE.
Gli altri
NUNZIO CHIP RUM 5,5; NINTH AVENUE 5; NIKY DAF 6-; NABABBO JET 6-.
VOTI ALLA GIOVENTU’ ROSA: CHE BELLA LA NOLITA!
NOLITA UR 9 - L’elegante figlia di Varenne si dimostra puledra semplice. Sa partire, così che
va a nozze in uno schema lineare. Promenade con stacco d’autore, 58.6 a chiudere che
è un bel biglietto da visita. DISINVOLTA!
NEVERA 8 - Una baby per la galleria di femmine della Bellosguardo. Rimedia ad una pessima partenza, si migliora gradatamente e finisce alla grande in retta. FUTURIBILE.
NOVITA’ AC 7 - La bella Indro Park perde l’imbattibilità ma segna il gol della bandiera, veleggiando lungo lo steccato per vincere lo sprint del terzo posto. AFFIDABILE.
NAAMA BAY 7 - La Madama subalpina parte il giusto, così si deve industriare al largo. Non
va a meta ma dopo un percorso dispendioso resta in quota caparbiamente. TOSTA!
NESTELLA GUAL 6,5 - Parte piano e il recupero in una corsa a strappi diventa improbo.
Nonostante ciò, quando si ingamba, finisce al collo delle piazzate. MIGLIORABILE.
NIKITA SM ng - Sbaglia prima dello stacco della macchina. DA RIVEDERE
NO MERCI BI 4,5 - Era l’attesa battistrada, invece si disunisce già sulla prima curva finendo
a tabellone. ETEREA
37
Bologna e Roma, Riordan da buon
stratega ha mirato al sodo. Ogni
tanto anche un pareggio fa morale,
ci sembra di sentir dire il simpatico bostoniano. Non così incisivo
Filipp Roc che non se l’è sentita di
tenere una esplosiva Irina, ha trovato un percorso difficile – subito
scoperto – il Ghiaccio del Nor che
stenta a ritrovare i motivi migliori.
L’infortunio è stato serio ed il recupero non così semplice ma riteniamo che appena schema e compagnia lo consentiranno l’allievo di
Hollmann potrà ritrovare l’antico
smalto.
IMPRENDIBILE
Nel pomeriggio spazio anche alla
meglio gioventù con i due criteria
che ricordavano Silvano e Salvatore Spinelli, ippici che sono tra i
fondatori dell’ippodromo di Agnano. In premiazione il nipote Mauro, per l’Unire il dottor Matafù,
membro del Cda dell’Ente, e per
l’Anact il delegato della Campania
Antonio Diana. Tra le femmine si è
rivelata imprendibile NOLITA UR,
elegante figlia di Varenne. Con Pistone in regia, è andata davanti e
ha graduato a piacimento in stop
and go prolungato chiuso da un
pregevole 58.6.
Discreta anche NEVERA, la Goetmals Wood della Bellosguardo capace di rimediare ad una pessima
partenza costruendo al largo e
38
piazzando buon finish. Al terzo posto NOVITA’ AC, la bella Indro
Park che pur perdendo l’imbattibilità ha viaggiato lungo lo steccato
vincendo lo sprint per il podio. La
torinese NAAMA BAY, Gigant Neo
di un Lovera che ha feeling con i
puledri, ha pagato la scarsa propensione al lancio trovando un
percorso ostico.
SCHIACCIASASSI
NICKEL
Bel numero tra i maschi di NICKEL
ORS, lo Yankee Slide della San
Giuliano che stavolta, a differenza
dei precedenti ingaggi, ha fatto
partenza ed è andato davanti. Da
puledro estroso, con qualche divagazione, al passaggio si è lasciato
sorprendere dall’alfiere locale
NEWTON BABY. Il Nickel prepara-
to da Ehlert (gran giornata per il
trainer di Gelsenkirchen) ha ribadito la superiorità tecnica nel contesto e quando Enrico Bellei lo ha
di nuovo chiamato all’impegno sulla curva finale è passato con il piglio del cavallo di classe. Cronometro significativo, con 1.59.7
(1.14.8) sul display.
Molto bene anche NICETOMEETYOU, il Crowning Classic del
“Goccia” che quarto in partenza sa
attendere e preparare una robusta
progressione con apoteosi un arrivo very good. Ancora terzo un generoso Newton Baby, il Mr Vic di
Giorgio D’Alessandro sr che ha pagato forse quell’attacco a traguardo lontano ma si è difeso con grinta nel finale. Bene nella categoria
impegnativa, in relazione alle frequentazioni, anche un NUMBER
ONE ITALIA partito alla grande.
Con il nove si è ritrovato terzo dopo 200 metri e anche quando davanti hanno cambiato marcia è restato in quota.
Puledri coraggiosi che hanno fantasia e che ci faranno sognare questi visti in azione nei due eventi
giovanili partenopei. In un convegno spettacolare da segnalare il
cammeo di Luper Cosm Sm nell’invito per i 4 anni. Una corsa dalla
bellezza rapinosa con Le Roi Gar
capace di fare un chilometro in
12.5 cedendo solo nel finale alla
pennellata di Minnucci con il Supergill e ad un gagliardo Langdon
Grif che se l’è sudata per corsie
difficili e ha combattuto con generosità. Primo Luper Cosm Sm, secondo il Langdon terzo Le Roi per
un 1.57.6 da chapeau!
P OLITICANDO
FANGO ESPRESSO SULL'IPPICA:
ADESSO
BASTA!
D
a anni è diventato un
delitto impunito, quello praticato da tv e
giornali, di sputtanare
il mondo degli uomini
e cavalli, ormai bersaglio privilegiato delle torte maleodoranti di
chiunque sia o si autodefinisca,
giornalista.
L’ultima montagna di letame al
mondo delle corse è stata consegnata a domicilio dal settimanale
l’Espresso, quella rivista che, per
intenderci, vivacchia nelle edicole
come avamposto della “sacra guerra al Berlusca”.
Terminate le frecce contro il nemico dell’editore, al secolo Carlo De
Benedetti ritornato sulle prime pagine grazie al pacco di quattrini
che un giudice monocratico gli ha
riconosciuto al termine dell’udienza farsa del Lodo Mondadori, il
patinato houseorgan sinistroide,
ha sparato a zero sulle corse dei
cavalli con un pistolotto dal titolo
“Anche il boss si è dato all’ippica”,
a firma Giorgio D’Imporzano. Una
serie di farneticanti deliri provenienti, a dire dell’esimio ma sconosciuto collega, da una fonte del settore che ha deciso di aprire il libro
nero e vuotare il sacco, si intersecano con marchiani errori, che
chiunque mastica un po’ di pane e
cavalli, riesce subito a tanare. Il
più grave e lampante di questo è il
ricorrente uso del termine “allevatore” quando si fantastica sul malaffare equino italiano: “una cupola criminale composta da allevatori, fantini ed allenatori, in grado
d’imporre grazie alla loro
influenza l’andamento
delle corse del trotto”.
Ora al di là di tutto l’opinabile e fantasioso resto,
che cavolo c’entrano gli
allevatori nell’eventuali
combine negli ippodromi?
Lo sa il “simpatico giornalista” che ruolo hanno
gli allevatori nella filiera
equina? Quella di produrre e vendere i cavalli.
Stop. Citare questa categoria equivale ad accusare la Fiat della sanguinosa catena di omicidi compiuta dalla banda della
Uno Bianca. Ma il nostro
eroe, con la lampada della verità (ma senza il lume della conoscenza) non
pago
prosegue: “A San Siro la
sera prima delle gare i
giudici s’incontrano a cena con gli allevatori ed i
contatti proseguono fino a
pochi minuti prima della
partenza... gli esperti a
pochi metri scommettono
sperando nel colpaccio,
ma raccattano solo le briciole di una torta che gli
altri si spartiscono”.
Insomma a leggere queste
righe, sembra che allevatori e giudici decidono gli
ordini d’arrivo e si gonfiano le tasche di scommesse vincenti. Giuro che in
30 anni di onorate fre-
39
CARI IPPICI
AIUTIAMO FRA DANILO
Una disavventura è capitata a Fra Danilo Reverberi, il nostro fratello francescano
innamorato di Gesù e dei cavalli da corsa, che scrive anche spendidi articoli su questa pagina. La sua autovettura, prestata ad un “collega” è andata distrutta in un incidente, fortunatamente senza conseguenze gravi per le persone. Ora è a piedi e tra gli
ippici sta scattando una corsa di solidarietà per aiutarlo a comprare un’altra macchina. Chi lo vuole aiutare può scriverci all’indirizzo mail [email protected].
Pubblicheremo tutti i nomi dei benefattori
quentazioni equine non ho mai
udito idiozie di tale portata. Per
dare un tocco di noir al pezzo, leggi le parole del pentito-fantasma
che, “in cambio dell’anonimato ha
deciso di parlare” ecco che, il nostro coraggioso giornalista, cita gli
immancabili agganci con la camorra e preannuncia gravi conseguenze per chi mangia le bisteccone di
cavallo. “C’è il sospetto che i cavalli dopati vengano macellati e venduti, con le sostanze nocive per
l’uomo”. Ma lo sa che il che il 90%
dei cavalli che corrono non sono
destinati ad uso alimentare per gli
uomini? Lo sa che sia gli allevatori
che gli allenatori devono avere un
registro di carico e scarico dei medicinali somministrati agli equini
40
verificato con grande rigidità dall’Usl con vergate, giorno per giorno, le sostanze somministrate agli
equini, pena la galera? Ma ormai
disinformazione e teorie campate
per aria si mescolano nell’articolessa fatta passare sotto la voce
“Inchiesta: Le mani sugli ippodromi”. Si vaneggia infatti sui controlli antidoping definiti “scarsi”
(nella realtà sono circa 26mila!!)
effettuati da “pochi” giudici (in verità all’ippodromo ci sono più giudici che spettatori!!), tira in ballo
Enrico Bellei chiamandolo “il Cannibale delle corse” e storpia le dichiarazioni di Acciai, Segretario
Generale dell’Unire, che ci confida:
“Mesi orsono fui contattato da un
giornalista dell’Espresso che si
presentò come Giorgio Tosi (!) e mi
fece alcune domande alle quali risposi cortesemente. Quello che oggi ho letto sull’Espresso non corrisponde minimamente alle mie dichiarazioni e sto valutando le mosse da compiere per ristabilire la
verità”. Molto più critico (e incazzato) ci risponde Alessandro Viani,
padre umano di Varenne ed illuminato Presidente dell’Anact che per
tutelare l’immagine degli allevatori
italiani preannuncia querele per
diffamazione e battaglie legali per
ristabilire la verità. Insomma l’ippica stavolta non subirà passivamente l’ennesima coltellata alla
schiena. Bene. Del resto di soldi
ora De Benedetti e soci ne hanno
da buttare via.
C’ERA U NA V OLTA...
MEMORIE DE
________a cura di LUCIO CELLETTI - [email protected]________
C
ari amici, Buon Natale e
Buon Anno; come sapete
la nostra rivista il prossimo mese sarà dedicata
agli stalloni, per questo
le memorie “riposeranno” un mese
per tornare, il prossimo gennaio,
con nuove rivisitazioni del trotto
che fu. A proposito di grandi giornalisti oggi parliamo di colui che è
da considerarsi uno dei migliori
collaboratori della storia della nostra rivista, Rino Icardi.
Proprio per chiudere degnamente
il 2009, crediamo non possa esservi articolo più attuale da poter
riproporre, attraverso la penna,
anzi il pennello, di Rino Icardi, stimato radiocronista della Rai più
romantica, giornalista che ha saputo colorare come non pochi, con
voce roca ma comunque gradevole, gli avvenimenti sportivi di almeno tre decenni.
Non solo ippica ovviamente nella
sua attività radiofonica e televisiva; in un liceo classico di Alessandria, sua città natale, fonda un fo-
glio studentesco dal nome “IL RAGLIO”.
Nel 1959 a ventidue anni, l’assunzione in Rai, come corrispondente
proprio da Alessandria; le Universiadi di Torino dello stesso anno,
quelle che ci fecero capire la grandezza internazionale di Livio Berruti, sono state il suo primo impegno di un certo spessore.
Gli ascoltatori della radio lo ricorderanno senz’altro, quando seguiva per “Tutto il calcio minuto per
minuto” la squadra della sua città,
LA RADIO DI RINO
L’articolo ci dà lo
spunto per inserire
alcune foto del
1970.
Top Hanover nel
Criterium a
San Siro.
41
l’Alessandria, non nascondendo la simpatia
per i grigi, ma rimanendo comunque equilibrato nei commenti. Appartiene alla storia del cavallo sportivo il successo di Graziano Mancinelli alle Olimpiadi di
Monaco 1972, appena
due giorni prima dai
momenti tristi della
strage.
In quel pomeriggio della
domenica Rino Icardi
ha descritto come solo Il fotofinish del Lotteria ‘70: Une De Mai su Eileen Eden e Snow Speed
lui sapeva fare l’impresa vittoriosa del “cavaliere” in sella spetto di una prova che descrivere svolti da romanzo, nella vicenda
ad un grigio irlandese di nome come massacrante sarebbe, oggi classica della serie “il gregario
Ambassador. Ogni salto un urlo e come allora, riduttivo.
che supera il capitano”, rispettipoi un sospiro lungo fino al succes- Adesso gli eventi vengono seguiti vamente Fausto Bertoglio e Giosivo salto, un urlo e un sospiro, un tutti dalla Tv in presa diretta. Allo- vanni Battaglin. Ed ancora citiaurlo e un sospiro... fino alla chiu- ra la radio aveva un’importanza mo un suo cimento nel basket,
sura del suo percorso di barrage fondamentale, Rino Icardi com- pronto a seguire la squadra di Vache a conti fatti consegnò alla mentò in diretta la conquista delle rese impegnata per conquistare
squadra italiana il secondo di cin- due medaglie azzurre, la Tv invece la Coppa dei Campioni di Basket
que ori azzurri totali a quell’edizio- “si accontentava” di una sintesi Una radiocronaca vissuta con la
ne bavarese. Ed appena alcuni notturna e di un annuncio di Paolo genuinità del “tifoso”.
giorni prima aveva commentato il Rosi nel corso della diretta di atle- Ovviamente Rino Icardi ha seguito
secondo posto di Alessandro Ar- tica.
il trotto in radio con competenza,
genton nel concorso completo indi- Da ricordare anche il suo Giro alternandosi con Beppe Berti fino
viduale. Proprio nei collegamenti d’Italia del 1975, la sua prima al 1976; allorché quest’ultimo è
del completo, più segnatamente esperienza con la corsa rosa, in passato, con la riforma della Rai,
nella gara del cross-country, Rino cui, lasciando a Ferretti e Santini al Tg2, Rino Icardi è stato pratiha saputo dare il meglio, descri- il compito di commentare le fasi camente l’unico radiocronista per
vendo nel modo più appropriato e della corsa, si occupava dell’in- molto tempo. Poi nel 1991 il paspoetico al tempo stesso il grande tensità della lotta di alto vertice, saggio in Televisione nei quadri
affetto fra cavalli e cavalieri, al co- che proprio in quell’anno offrì ri- della Tgs, ancora recentemente lo
ricordiamo nel suo “Profilo greco”, rubrica che accompagnava le
notti ateniesi alle Olimpiadi del
2004.
Rino Icardi ha contribuito, in epoca giovanile, alle fortune della nostra rivista. Riproponiamo la sua
“Arca di Natale” dal n. 11/1970.
Un esercizio letterario di alta classe degno dello stile, se l’autore ce
le consente, di Aldo Palazzeschi.
Noterete come ogni parola, ogni
descrizione, è ancora straordinariamente attuale. Solo un nome va
cambiato, Varenne al posto di
Tornese, quel Tornese che era
nella lista dei grandi degli anni
Sessanta, allorché Rino Icardi descrisse con Guglielmo Moretti, in
un “Domenica sport” di fine
1969, tutto il decennio che anda1970: Gladio su Barbablù ed Agaunar nel Premio Jegher.
va a chiudersi.
42
43
di Nico D’Achille
L’Inverno
d’oro
di San Siro
N
el 1925 nasceva l’ippodromo del trotto di San
Siro. L’impianto, grazie
alla premurosa e diretta cura del cavalier Locatelli, segretario della S.I.R.E., che
aveva consentito di portare a termine un’imponente opera in pochi
mesi, alla sua inaugurazione si presentava impeccabile.
Era stato creato sotto la direzione
tecnica degli ingegneri Valerio e
Somaini, per la pista con avanzatissimi criteri costruttivi, validi ancora oggi; dall’architetto Paolo
Vietti Violi, per le tribune e le scuderie.
Tornese
44
Grazie alla premurosa, diretta cura del segretario della S.I.R.E., cavalier Locatelli, che aveva consentito di portare a termine un’imponente opera in pochi mesi, alla
sua inaugurazione si presentava
impeccabile. Per la gara di apertura, con premio di 30 mila lire,
giunsero cavalli da tutta Europa.
Vinse, dopo una gara appassionante, l’americano Billy Bunker
del milanese Fabris Favero, guidato da Alessandro Finn, esule
della rivoluzione russa, giunto da
poco in Italia.
E Finn, l’uomo che già a quell’epoca correva con il cronometro, di-
venne cittadino milanese creando
una scuola di guidatori che allargò
la schiera dei drivers ormai stabiliti a Milano, o i Barbetta e i Branchini, quali gli Ossani di Faenza, i
Pieropan veneti, i toscani Fabbrucci e via via, gli emiliani Antonellini, Rosi, per finire con Brighenti, Casoli, i Baroncini, i Guzzinati e i Gubellini. Oltre ai guidatori comparvero proprietari eccezionali (Borasio, Riva, Palazzoli, Camurati, Gonella, Orsi Mangelli)
che importarono grandi cavalli
americani. Quel periodo vedeva
alla plancia di comando dell’ippica milanese il commendator Loca-
telli, Segretario Generale della
S.I.R.E, e uno stile di conduzione
prettamente lombardo che univa
alla concretezza un tocco d’umanità. Il programma delle corse si
concretizzava, con lo scandire
graduale dei grandi premi: Encat,
Nazioni, Saint Leger (diventato poi
Nazionale), Inverno, Europa, Orsi
Mangelli, Gran Criterium, alla costante presenza di tutti i campioni
nazionali ed internazionali.
Se si diceva di San Siro che era la
“Scala del Trotto” gran parte del
merito spettava alla sua pista, curata con grande attenzione. In certi inverni rigidi con Milano sotto
una nevicata, la città imbalsamata
di bianco e le strade quasi impraticabili, trovavi a San Siro, prodigiosamente, la pista sgombra e le
corse che avevano regolarmente
inizio. E Dio solo sa quale esercito
di uomini, al lavoro da ore antelucane, fosse stato necessario per
raggiungere lo scopo.
Di quegli inverni un ricordo che
resta stampato nella memoria è
quello dei bracieri di San Siro.
C’era la neve ammassata ai bordi
della pista, c’era un freddo polare,
ma quei bracieri, intono ai quali si
formavano capannelli di gente intirizzita, ti davano morale e conforto. Gli inverni di San Siro coincidevano con la stagione d’oro, un
termine che Ugo Berti, direttore di
quello che oggi si chiama Lo Sportsman, aveva coniato e lanciato
sul giornale. E uno dei capisaldi
della “stagione d’oro” era il Gran
Premio d’Inverno, quello che segnò, come un battesimo, il debutto
vittorioso di Muscletone. Il tre anni americano, acquistato dal grand’ufficiale Arturo Riva, la cui giubba a righe figurava tra le più famose dell’epoca, era giunto nelle
Sergio Brighenti
William Casoli con Crevalcore
scuderie di Finn da appena quaranta giorni.
Si dice che il suo allenatore, che si
chiamava Parshall, lo avesse accompagnato con una lettera in cui
spiegava come il cavallo andasse
vestito ed attaccato, ma mister
Finn, che di suggerimenti non
aveva certo bisogno, fece della lettera una pallottola di carta e la
buttò nel cestino. Il cavallo era
piccolo, ed anche per questo fisico
ridotto, nonché per una facilità alla rottura, gli americani lo avevano ceduto ad un prezzo d’occasione. Ma Finn, sin dai primi attacchi, si accorse di avere nelle mani
un trottatore eccezionale, dotato
di una punta di velocità irresistibile. Bastò una modifica di ferratura
e le rotture d’incanto scomparvero. Muscletone volava e Finn lo
presentò nell’“Inverno” che il suo
nuovo allievo dominò, da 1.20.5
davanti a Topsy Hanover. A gennaio dell’anno nuovo Muscletone
andò a Parigi a vincere l’Amérique
lasciando sbalorditi i francesi. E il
“doppio” Inverno-Amérique restò
storico nella sua pur fantastica
carriera. Muscletone fu il più
grande successo di Alessandro
Finn che, a chi lo interrogava sul
segreto di tanto successo, rispondeva: “molto semplice, in America
ferrato male, qui ferrato giusto”.
Walter Baroncini, che con Finn
ebbe un sodalizio professionale
negli anni ’60, quando il mago
russo stava terminando la carrie-
ra, sulla capacità del maestro dell’est di indovinare sempre la ferratura è convinto che “fosse un
dono di natura. Casoli ed io lo abbiamo osservato per anni dai bordi della pista, e quando ci accorgevamo che aveva trasformato un
cavallo, correvamo dal maniscalco
e gli chiedevamo quali modifiche e
quali correzioni Finn gli avesse
fatto effettuare. Così, qualche volta, gli abbiamo rubato qualcosa.
Ma a lui bastava salire in sulky ad
un cavallo o addirittura vederlo
trottare per capire al volo come
andava ferrato”. Certo Finn ha fatto scuola, ma i grandi dell’epoca,
protagonisti a San Siro, furono
tanti, Romolo Ossani, Nello Branchini, Dino Fabbrucci, Giulio Fabbrucci, Ugo Bottoni, Vincenzo Antonellini.
E’ del 1952 l’istituzione della più
illustre corsa di San Siro: il Gran
Premio delle Nazioni. La formula,
abbattendo ogni steccato di protezionismo, recitava “per cavalli di
3 anni ed oltre di ogni Paese, distanza metri 2100”. Alla prima
edizione si verificò un episodio
storico, che resta unico nei gran
premi di San Siro. La Scuderia Orsi Mangelli presentava Hit Song,
tre anni americano di alto rango,
che era stato secondo nell’Hambletonian, ma la favorita era Cancanniere, sontuosa francese che
aveva vinto due volte l’Amérique e
che passava da dominatrice sulle
piste europee.
45
William Casoli in sediolo a Navazzo
E Cancanniere ed Hit Song risposero all’attesa balzando in primo
piano in retta d’arrivo: la transalpina in testa sembrò aver partita
vinta ma, aggredita negli ultimi
metri con violenza da Hit Song,
perse il passo e ruppe sul palo. Pochi istanti dopo però anche Hit
Song si confuse e sbottò di galoppo. Casoli sostiene ancora oggi:
“Avevo vinto io. Cancanniere ruppe prima del mio. Poi Hit Song,
che non sapeva sbagliare, fu contagiato dalle luci e si mise di galoppo. Ma aveva già passato il traguardo”.
In linea teorica, Casoli può anche
avere ragione. Ma onestamente
come poteva in una circostanza
come quella il giudice d’arrivo,
che era il colonnello Antonini, soprannominato “occhio di lince”
perché a suo dire sapeva distinguere anche la parità, dare la vittoria al nostro portacolori? Così ci
fu la squalifica per entrambi e il
successo andò allo svedese Frances Bulwark, che aveva in sulky il
vecchio maestro Soren Nordin, il
papà di quel Jan che a lungo è
stato il supervisor della cavalleria
dei Biasuzzi. Casoli si rifece nel
1957 vincendo il Nazioni con il
mangelliano Crevalcore, che a 4
anni colse il più alto traguardo
della sua pur luminosa carriera,
tramite una magistrale condotta
di gara del popolare William, mai
come in quella occasione degno
46
dell’appellativo “il professore”
che la gente di San Siro gli aveva
affibbiato. Crevalcore, cavallo di
mole possente, con i nastri partiva piano per via di una faticosa
giravolta, ma con la macchina invece scattava benissimo. “Qui –
sentenziò Casoli alla vigilia – ci
giochiamo la partenza con Tornese e se vado in testa dovranno
batterci”. La mossa riuscì, Tornese vista la decisa opposizione si
adeguò secondo e Casoli in testa
si mise a giocare sull’andatura,
ammassandosi il gruppo alle spalle con la francese Gelinotte che
navigava al largo. Rievoca Casoli:
“Sul finire dell’ultima curva Brighenti mi dava dei grandi colpi
sulla schiena con Tornese e urlava come un pazzo: Vai via se no ti
vengo addosso. Ma io tergiversavo ancora e solo quando vidi profilarsi al largo la sagoma di Gelinotte, diedi il via a Crevalcore liberando Tornese.
Il quale uscì come una furia ma
non fece più a tempo a battermi
concludendo secondo davanti a
Gelinotte”. Tra Tornese e Crevalcore fu duello infinito, ma il culmine della rivalità fu toccato a San
Siro nel Gran Premio delle Nazioni
1960. Crevalcore in testa e immediatamente Tornese che lo assale
e lo impegna a tutto gas senza lasciargli un attimo di respiro, con
Vivaldo Baldi in sediolo a Crevalcore che grida a Brighenti, “non
passi, non passi, non ti lascio andare” e Sergio imperterrito che insiste nell’offensiva. Un duello senza tregua, spietato. Crevalcore ai
cinquecento finali, stremato, letteralmente si ferma e, solo dopo una
sosta, trova la forza per rientrare
nelle scuderie. Tornese, pur dopo
aver profuso ogni energia e ormai
a corto di risorse, conclude terzo
dietro Nievo e Erro. Brighenti e
Tornese, che storie! La vittoria più
umana, più toccante del “Pilota” a
San Siro fu quella con Tornese nel
Gran Premio delle Nazioni 1959.
Pioveva ininterrottamente da quarantotto ore su Milano, ma l’ippodromo era zeppo.
C’era Jamin, fuoriclasse di Francia, c’erano Hairos II, Icare IV,
Crevalcore e c’erano anche il sauro volante e il Pilota ritornati insieme dopo che il commendator
Sebastiano Manzoni un anno prima aveva tolto il cavallo a Brighenti passandolo alle cure di Romolo e Gioacchino Ossani. Quel
giorno di novembre del 1959 era
tardo pomeriggio, faceva quasi
buio e furono accesi i riflettori. La
pista, chiazzata d’acqua, nel gioco
delle luci riflesse sembrava rivestita di strass.
Fu la corsa più bella e più difficile
di Tornese e Brighenti: perché,
dopo la dispendiosa partenza volante per trovar posizione, avevano dovuto uscire a metà percorso
per opporsi a Jamin e girare all’esterno su quella pista che la
pioggia aveva reso pesante e faticosa. All’ultima curva Jamin ripartì all’offensiva, ma quando i tifosi di Tornese e del “Pilota” temevano che tutto fosse perduto,
immaginando Tornese piegato
dalla fatica, videro il sauro volante schizzare in avanti con uno
scatto perentorio. Il “Pilota” gli
aveva detto “Vai “ con la sua voce
inconfondibile e Tornese gli aveva
risposto con tutto sé stesso, quasi
galvanizzato da un’identica sete
di rivincita dopo lo sfortunato episodio di dodici mesi prima, sempre nel Nazioni, quando il sauro
volante e il pilota avevano perso
sul palo da Icare IV. Storie meravigliose dell’inverno d’oro di San
Siro.
di Ilaria Rossi
Grazie
CONTRATTO
C
i sono cavalli che ti entrano nel cuore già dal
giorno in cui nascono,
cavalli che ti guardano
negli occhi e ti fanno capire che ti daranno belle soddisfazioni, cavalli che magari non vincono i Gran Premi, ma comunque
speciali, con un diamante al posto
del cuore e un cervello che li rende
capaci di leggere, scrivere e fare
anche i conti.
Contratto è, senza ombra di dubbio, uno di questi.
Raggiungiamo Carlo Rossi, il suo
allenatore da sempre, a Casale sul
Sile, un piccolo paese a metà strada tra Treviso e Jesolo, dove attualmente risiedono i suoi allievi:
“E’ un posto molto bello questo attacca Carlo - un’oasi di serenità,
creato e voluto da Paolo Borin; 30
box, 30 paddock, una pista tonda
da 1200 metri, una pista dritta che
sembra non finire mai ed un tracciato tra gli alberi per poter attaccare i cavalli da treno rendendo il
momento del lavoro un momento
di relax.”
Ed è qui che Contratto trascorre le
sue giornate: “Contratto... che cavallo! Pensa che domarlo fu tutt’altro che semplice: non ne voleva sapere di briglie, finimenti, ghighette, usava i suoi posteriori come infallibili armi, se solo osavi avvicinarti con qualcosa a due ruote partiva con delle doppiette da far paura! - Carlo ride ancora al solo pensiero - Ma la pazienza fu, come
sempre, l’arma vincente; aveva un
potenziale da paura, figlio di Ipavec, una cavalla che avevo domato
io e di cui ero innamorato, e già
dai primi attacchi intuii che questo
non era un cavallo qualsiasi! Una
volta capito fu tutto molto più semplice: qualifica ad agosto dei 2 anni
48
49
e debutto a vincere a Milano verso
la fine di settembre, ma quando
tutto sembrava andare per il verso
giusto...”
Cosa accadde? Contratto, dopo
aver cominciato a far parlare di sé,
sparì fino a marzo dell’anno successivo, come mai?
“Non me lo ricordare, era il 21 ottobre, era partente a Bologna con
Andrea Farolfi, dietro la macchina
gli sbottò di galoppo e nel box tornò con un sesamoide fratturato;
furono mesi molto difficili, lui che
aveva una gran voglia d’andare,
ma per guarire completamente era
necessario assoluto riposo. Rientrò
a marzo dell’anno successivo e il
25 aprile a Milano fece il record
della generazione; ma da record fu
anche il tempo durante il quale rimase detentore del record: dalle
15.30 alle 16.30. Giusto il tempo di
goderci il primato, che ci pensò
Cherokee Chief ad abbassarlo due
corse dopo!”
Ma a distanza di otto anni non credo tu ti possa lamentare...118 corse in carriera, 52 vittorie e 41
piazzamenti.
“Metterei la firma per averne un
altro di Contratto! E’ un cavallo
fantastico, parte a 2000 all’ora, ha
50
vinto corse in testa dalla partenza
all’arrivo, ma ne ha vinte molte
anche di spunto e altre a girare di
fuori. Non ha un grande numero di
corse in carriera, abbiamo cercato
sempre di fare le corse giuste e di
vincerle! Le 50 vittorie erano già
un bel traguardo, ma non si è accontentato di fermarsi, è un cavallo completo, uno che, ancora adesso a 10 anni, quando ci salgo sopra
riesce ancora a farmi sognare.”
Questo campione, oltre al suo trainer, continua a far sognare un bel
manipolo di persone, che per festeggiare le sue 52 vittorie gli hanno dedicato una serata con tanto di
dolce a base di mele e carote; una
serata speciale alla quale Contratto
non è potuto mancare.
Ad accompagnarlo c’era Maria
Giovanna, la sua inseparabile lad,
che non è riuscita a trattenere le
lacrime, come ogni volta che taglia il traguardo da vincitore, un
legame straordinario li unisce, lei
non smette di sussurrargli all’orecchio parole dolci e lui la
guarda con due occhi innamorati
da pesce lesso; non poteva mancare Alessandro Ansaloni, il suo
proprietario, un ragazzo bolognese con la passione dei cavalli ere-
ditata da papà Lele e infine Alberto e Valeria Pierbon, i suoi allevatori, che nutrono un vero amore
per Contratto. Ad Alberto chiediamo che ne sarà di Contratto, ora
che è arrivato alla veneranda età
dei 10 anni: “Speriamo decidano
che i cavalli migliori possono continuare a correre almeno un altro
anno, Contratto è in super forma
e ha la voglia di andare di quando
era puledro, non mi pare produttivo tagliare le corse dei cavalli
buoni, che riescono ancora a dare
spettacolo. E se così non fosse trascorrerà il resto dei suoi anni in
un paddock, libero e felice di trottare e giocare come ha sempre
fatto.”
A cena, quella sera, mancava però
la persona più speciale, quella che
per prima ha incontrato gli occhi
di Contratto, quella che ha deciso
chi sarebbe stato il suo trainer,
quella che credeva in lui più di
ogni altro cavallo, quella che ogni
volta che Contratto scende in pista
è lì che tiene le guide in mano,
quella che le vittorie se le gode dalla tribuna d’onore: Fabio Pierbon,
il suo angelo custode, che dopo
ogni vittoria gli sussurra “Grazie
Contratto.”
LO S APEVATE C HE...
Il cavallo in libreria e al cinema
di Barbara Sarri
Un libro:
IL COMPORTAMENTO
DEL CAVALLO
“I
l comportamento del cavallo” di Andrew F. Fraser, edito da Il Sole 24 ore Edagricole, esce in Italia nel 2001. Il cavallo, come viene descritto nel libro, rappresenta “un ottimo mezzo
per recuperare in parte quel rapporto con la natura, spesso idealizzato,
di cui il progresso sembra aver privato l’uomo.” (Elisabetta Canali e
Simona Normando, Presentazione
dell’edizione Italiana).
La pubblicazione, un volume ben
curato che appassiona tutti gli
amanti del cavallo, tratta dell’etologia applicata e dello studio del
comportamento del cavallo.
Andrew F.Fraser ci insegna attraverso sette capitoli come arrivare al
benessere del cavallo studiando il
suo comportamento sia come “sin-
golo” che come “gruppo”; approfondisce il momento della riproduzione, della nascita del
puledro e lo sviluppo del comportamento sociale.
Interessantissimo il sesto capitolo, dedicato ai comportamenti
anomali degli equini, dove si affrontano i vari tipi di anomalie:
il ballo dell’orso, l’incensare, fino al ticchio d’appoggio e l’aerofagia.
Diventa importante documentarsi su tutti questi comportamenti perché: “l’applicazione
delle conoscenze comportamentali nell’allevamento del cavallo
è oggi un dovere morale per proprietari… veterinari… etc..”
(Fraser, pag. VII).
Questo volume, quando fu pubblicato, aveva uno scopo ancora attuale: quello di guidare non solo i
proprietari ma anche i professionisti, “gli studenti di medicina veterinaria e quanti si occupano di allevamento equino attraverso tutti gli
aspetti della conoscenza e comprensione del comportamento del cavallo
dal livello di base a quello pratico.”
Andrew F. Fraser è attualmente ordinario di Chirurgia Veterinaria
presso la Memorial University di
Terranova in Canada. Pioniere nello
studio dell’etologia applicata ha curato per 17 anni la rivista scientifica
“Applied Animal Behavior Science”.
Il comportamento del cavallo
Fraser Andrew F.
Edagricole - 1998/ 2001 ristampa
Pag. XXII+232 – 45 illustrazioni
€ 25,82
52
Un film:
NESTORE
L’ULTIMA CORSA
N
el 1994 esce un film davvero
speciale “Nestore L’ultima
corsa”, sceneggiato da Alberto Sordi e Rodolfo Sonego, con
la regia del grande Sordi, la fotografia di Armando Nannuzzi, le
musiche di Piero Piccioni.
Il protagonista di questa pellicola,
oltre ad Alberto Sordi (il film è
considerato da gran parte della critica cinematografica come il suo
addio al cinema) che interpreta il
vecchio Gaetano, un uomo che per
tutta la vita ha fatto il vetturino a
Roma, è Nestore, il suo cavallo.
Il vetturino, con Nestore, ha portato in giro tanti turisti con la carrozza e questo cavallo speciale gli
ha tenuto compagnia in tutti i momenti della vita. Nestore per Gaetano è un amico, un confidente che
lo capisce anche più della sua famiglia, più di sua figlia.
Un film commovente che parla di
un mondo del quale non si può non
avere nostalgia.
L’universo dei sentimenti, dei valori, è quello che impedisce a Gaeta-
no di obbedire agli ordini di Otello,
padrone di Nestore, che lo voleva
far finire al mattatoio (molto crude
le immagini dei macelli).
Ma il mondo è cambiato e Gaetano
se ne accorge, quello che ormai
conta è altro: conta chi va veloce,
chi fa le salite in fretta, chi corre
invece di camminare.
Un mondo che considera un peso
inutile i vecchi e gli animali anziani ed è per questo che proprio loro
sono i protagonisti della storia.
Insieme al vecchio e a Nestore non
può non esserci anche un bambino,
il nipotino di Gaetano, il vivace Ferruccio, che adora Nestore e al momento giusto aiuterà il vecchio a
nasconderlo nel garage sotto casa.
Un film che ti lascia l’amaro in bocca quando Sordi alla fine con la valigia si avvia verso la casa di riposo,
ma che ti fa riflettere sull’attualità
del tema affrontato già allora.
Questa pellicola, con la sua bella
fotografia, è un omaggio a Roma e
alle sue piazze, descritte con l’amore profuso da Alberto Sordi.
La storia inizia nel momento in cui
Nestore ormai un po’ su con l’età
non riesce a portare in salita la carrozza con due importanti ospiti a
bordo e blocca il traffico di Roma.
Poi i vari episodi ci
guidano dentro la
b o rg at a r o ma n a ,
piena di sentimenti
forti e sacrifici.
Nestore, l’ultima
corsa
Regia: Alberto Sordi
Interpreti: Alberto
Sordi, Eros Pagni,
Matteo Ripaldi,
Vanessa Gravina,
Cinzia Cannarozzo
€ 9,90 in DVD
Rubrica a cura di
Barbara Sarri
www.barbarasarri.com
53
Il parere del legale
a cura dello Studio legale Palombarini – Casini Ropa
per inviare le vostre domande e richieste di pareri scrivete a: [email protected]
L’E.T.: un recente viaggio
fatto di svolte
e cambi di percorso
L’
embryo transfert (E.T.) è una tecnica riproduttiva
consistente nel trasferire un embrione da una
femmina, detta donatrice o madre genetica, ad un’altra, detta ricevente o madre uterina.
Tale sistema, introdotto in Italia a partire dagli anni
novanta, è dotato di notevoli potenzialità che permettono di aumentare le capacità riproduttive di una fattrice: fisiologicamente una cavalla può produrre non
più di un puledro per anno, ma con questa tecnica è
teoricamente possibile avere un puledro per ovulazione.
Ciò aumenta notevolmente la capacità di trasmissione genetica della fattrice, obiettivo ragguardevole laddove la tecnica di fertilizzazione viene applicata per
riprodurre cavalle che hanno ottenuto grandi successi
sportivi.
Nonostante la palese utilità, il nostro ordinamento ha
previsto limiti ad un indiscriminato ricorso alla pratica
in questione con l’intento di evitare rischi di consanguineità e gravi danni alla variabilità genetica della
popolazione equina.
Tali limitazioni, concernenti prettamente l’applicazione di questa tecnica al cavallo trottatore ed elaborate per fornire i capisaldi nella materia disciplinata,
nella realtà, al momento della loro applicazione pratica, sono state oggetto di interpretazioni diametralmente opposte, lasciando nell’incertezza sia gli allevatori, diretti destinatari della normativa, che le Corti chiamate a dirimerne le seguenti e annesse controversie.
Una delle questioni su cui le diatribe si sono succedute, plurime e copiose, è da rinvenire nella possibilità o
meno di iscrivere, nel Libro Genealogico del Cavallo
Trottatore Italiano, entrambi i puledri gemelli nati con
la tecnica dell’embryo transfert, aventi la stessa madre
54
genetica e due diverse madri uterine/riceventi.
Il problema scaturisce dal non ben chiaro indirizzo
fornito dall’art. 8 delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del Cavallo Trottatore Italiano, approvato con D.M. n. 23688 del 26 settembre
2003 dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali,
nella parte in cui esso non prevede la possibilità di
iscrivere, al Libro Genealogico, due puledri generati
dalla stessa madre genetica e nati da due madri riceventi attraverso la pratica dell’embryo-transfert.
La norma richiamata, per ciò che in questa sede interessa sottolineare, dispone quanto segue:
• “per ciascuna donatrice è ammessa la registrazione
di un puledro all’ anno ottenuto con la tecnica dell’E.T. L’allevatore che sarà autorizzato all’E.T. dovrà impegnarsi con autocertificazione a non produrre nello stesso anno solare altri embrioni che
possano dar luogo alla nascita di puledri iscrivibili
nel Libro Genealogico di un altro Paese nello stesso anno solare”;
• “una fattrice che abbia ottenuto un puledro attraverso l’E.T. non potrà produrne un altro nello stesso anno solare partorendolo direttamente”;
• “ogni violazione del presente regolamento comporta la mancata iscrizione del prodotto”.
Apparentemente sembra collidere col dettato normativo la possibilità accordata di iscrivere regolarmente
due puledri nati naturalmente da parto gemellare da
madre genetica.
Pertanto gli allevatori pensando di poter legittimamente considerare equiparabili le due circostanze,
parto gemellare da madre naturale e da due madri riceventi a fronte di embrioni forniti dalla stessa madre
genetica, e in forza del presunto difetto di un espresso divieto normativo, hanno avanzato richiesta di
iscrivere i due prodotti gemelli ancorché eterozigoti
ed ancorché nati entrambi con la tecnica dell’E.T.
L’Area Trotto Ufficio Libro genealogico dell’UNIRE
ha rigettato le medesime domande, sempre e in maniera costante giustificando i medesimi dinieghi riportandosi alla ratio della normativa tesa ad “evitare
che l’indiscriminato ricorso alla pratica di cui è questione aumenti il rischio di consanguineità tra i soggetti iscritti al Libro Genealogico, nonché di conseguenti gravi danni alla variabilità genetica della popolazione”.
Sicché a parer dell’UNIRE, pur non contemplando
espressamente l’ipotesi di concepimento gemellare,
l’art. 8 delle Norme Tecniche vieterebbe espressamente l’iscrizione di più di un prodotto ottenuto da
E.T. nell’anno di riferimento, restando ininfluente ai
fini dell’applicazione della norma che il secondo prodotto sia risultato da concepimento gemellare o da
due concepimenti e parti in successione.
All’evidente contrasto e incertezza in materia hanno
fatto seguito gli interventi all’autorità giudiziaria, nella specie dei Tribunali Amministrativi Regionali.
La giurisprudenza che si è formata in merito riproduce pedissequamente la difficoltà di approdare ad un
unico indirizzo ed ad un’interpretazione univoca della fattispecie.
E’ sufficiente analizzare due sentenze del TAR Lazio
per rendercene conto.
La prima decisione risalente al 2006 ha concluso sostenendo le ragioni degli allevatori, la seconda, molto
recente, gennaio 2009, ha statuito in favore dell’UNIRE.
Di seguito sono snocciolati gli argomenti addotti dalla Corte per giustificare il cambio di direzione, ma è
bene sottolineare come essi siano esattamente gli
stessi trattati però, a distanza di tre anni, in maniera
esattamente contrapposta.
Nella sentenza n.13905/2006, la Corte sostiene “che
l’art. 8. delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del cavallo Trottatore Italiano si riferisce esclusivamente al concepimento singolo; ne è prova proprio l’impegno richiesto all’allevatore di non
produrre “altri embrioni” (quindi successivamente ed
autonomamente ad una prima produzione) che possano dar luogo alla nascita di puledri iscrivibili in altri Paesi ed il divieto di ottenere un puledro direttamente dalla fattrice nello stesso
anno solare (che non significa non
si possano ottenere due embrioni
da un unico concepimento).”
A parere del TAR opinare diversamente significherebbe, sulla scorta
della pretesa ratio di evitare il rischio di consanguineità tra i soggetti iscritti al libro genealogico,
negare in radice anche la possibilità di iscrivere due
puledri nati con parto gemellare; e tanto non si evince
affatto dalle Norme tecniche del libro genealogico del
cavallo trottatore italiano.
Pertanto, continua la Corte “in mancanza di una
specifica e puntuale prescrizione, deve ritenersi
che le stesse norme non vietino l’iscrizione di due
prodotti gemelli, nati entrambi con la tecnica dell’E.T.
Ne deriva, pertanto, l’impossibilità giuridica di sanzionare, mediante la mancata iscrizione, un comportamento dell’allevatore (il trasfert di entrambi gli embrioni) che ha condotto ad un evento non disciplinato”.
L’orientamento muta radicalmente qualche anno dopo quando, sempre il TAR Lazio chiamato a decidere
un’analoga controversia, emette una decisone antitetica rispetto alla precedente.
Nella sentenza n. 0469/2009 la Corte interpreta il disposto normativo nel senso di un chiaro veto di registrare “più di un puledro all’anno ottenuto con la
tecnica dell’E.T. per ciascuna donatrice… essendo
ininfluente ed irrilevante che il secondo puledro sia
nato a seguito di concepimento gemellare o piuttosto
da due concepimenti in successione.”
Per quanto concerne la possibilità di iscrivere regolarmente due puledri gemelli nati da madre naturale, la
Corte sottolinea come la diversa disciplina delle due
fattispecie sia dovuta solo ad una loro apparente
equiparabilità.
In realtà, sostiene la Corte, “la nascita di gemelli ed il
loro successivo sviluppo tra la popolazione equina è
un evento altamente eccezionale in natura, rappresentando, tra l’altro, un rischio per la vita della fattrice, mentre, nella specie dell’E.T., le nascite non sono
dovute al caso, ma indotte da tecniche artificiali, accompagnate da una precisa e preordinata volontà
dell’allevatore coadiuvata da una necessaria attività
da parte del medico veterinario.”
In conclusione, questo sembra per ora l’orientamento della giurisprudenza, il quale indurrebbe pertanto
gli allevatori a desistere dal proporre domande di
iscrizione di due puledri gemelli nati attraverso la
tecnica dell’E.T., ma come dimostrato ampiamente le
strade percorse possono essere
varie e mutevoli, il percorso permette cambi di direzioni, svolte,
retromarcie, l’importante è essere
vigili, attenti ai segnali, a volte ingannevoli altre rassicuranti, ma
alla fine sono i soli a fornire le
istruzioni.
A cura della
Dott.ssa Chiara Mezzelani
dello Studio Legale
Palombarini-Casini Ropa
55
di Alberto Cagnato
L’EPOPEA DI CAPRILLI
in un libro di Lami
“L
e passioni del
Dragone” è il titolo dell’ultimo
libro di Lucio
Lami, scrittore,
giornalista e grande appassionato
degli sport equestri che, dopo aver
prestato servizio militare nel Savoia Cavalleria, ha fondato e diretto la rivista di equitazione “Lo
Sperone”.
Ho avuto la fortuna di averlo, per
una ventina d’anni, come collega
al Giornale, dalla fondazione avvenuta nel 1974; di lui ho sempre
ammirato, oltre al talento naturale, lo smisurato coraggio che non
di rado rasentava l’incoscienza.
Ricordo ancora l’espressione fra lo
sbigottito e il preoccupato di Montanelli nel commentare che Lucio,
inviato di guerra e clandestino in
Afghanistan, non dava più notizie
di sè ormai da parecchi giorni. Il
filo conduttore dell’ultimo libro di
Lucio Lami (una ventina le sue
opere tradotte in varie lingue) è nel
sottotitolo: “Cavalli e donne: Caprilli campione della Belle Epoque”. Questo affascinante periodo
della storia italiana ha avuto un
grande protagonista nel capitano
Federico Caprilli. Un personaggio
che ha messo il suo marchio indelebile sulla storia dell’equitazione,
rivoluzionando radicalmente il
modo di stare in sella. Un metodo
talmente geniale e innovativo da
essere adottato nel giro di pochi
anni dalle cavallerie di tutto il
mondo, Stati Uniti compresi dove
ancor oggi è una celebrità. Ma Caprilli non è stato soltanto un precursore dell’equitazione naturale,
ma anche un ufficiale anticonformista e, soprattutto, un irresistibile tombeur de femmes. La vita di
Federico Caprilli per la prima volta
viene raccontata non trascurando
mai una fedele ricostruzione stori-
56
ca e con testimoinianze fotografiche inedite. Del resto Lami può avvalersi di una delle biblioteche più
rare ed esaurienti in circolazione.
Il libro scorre via tutto d’un fiato
con lo stile del grande cronista che
gli fa assumere le connotazioni del
giallo nel descrivere la misteriosa e
drammatica fine del protagonista.
Tragica fatalità od omicidio? Federico Caprilli, simbolo di un’epoca
magica e decadente, si è portato il
segreto per sempre nella tomba.
Anzi in un’urna cineraria.
Le passioni del Dragone
LUCIO LAMI
Editore Mursia
182 pagine
24 euro
ANNO LVII - N. 11
NOVEMBRE
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DRCB - Roma
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALLEVATORI
DEL CAVALLO TROTTATORE
2009
CONCORDIA RES PARVAE
CRESCUNT DISCORDIA
MAXIMAE DILABUNTUR
Pubblicazione mensile
dell’A.N.A.C.T.
(Associazione Nazionale
Allevatori del Cavallo Trottatore)
Iscrizione n. 218/204 nel
Registro del Tribunale di Roma
in data 27/05/2004
SOMMARIO
ANNO LVII - N° 11 - NOVEMBRE 2009
SPECIALE N ASTRO A ZZURRO
MACHO... MACHO GAMS
Direttore Responsabile:
Alessandro Viani
IL D’ARTAGNAN D’ITALIA... VINCENZO PISCUOGLIO DELL’ANNUNZIATA
DA 3 A 80.000, TUTTI I NUMERI DI UN DERBY ENTUSIASMANTE
Capo Redattore:
Antonio Terraneo
Comitato di redazione:
Alberto Caravita
Ernesto Cazzaniga
Antonio Diana
Marco Zafferoni
Redazione:
Lucio Celletti
MACHO GAMS, ROMAGNA MIA... STA IN FRONTE A TE
I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO
L’ASTA DI OTTOBRE
Fotografie di:
Archivio Anact, Fabio Abete,
Claudio Caldani, Mauro
Castelluccio, Enzo De Nardin,
Gerard Forni, Stefano Grasso
CASERTA, LA VERSAILLES ITALIANA
ALLA SCOPERTA DI UN MARCO SMORGON CHE NON TI ASPETTI
NANCY’S TREB E NOAK LB, LE DUE PERLE DELL’ALLEVAMENTO ITALIANO
IRINA DA GRAN SIGNORA, DOMINA IL FRECCIA D’EUROPA
Spedizione in abbonamento
postale 70%
Filiale di Roma
FANGO ESPRESSO SULL'IPPICA: ADESSO BASTA!
39
C’ERA U NA V OLTA...
L’INVERNO D’ORO DI SAN SIRO
GRAZIE CONTRATTO
41
44
48
LO S APEVATE C HE...
IL CAVALLO IN LIBRERIA E AL CINEMA
IL PARERE DEL LEGALE
Stampa:
Grafica Rinascimento Srl
Via Giuseppe Vaccari, 9
00194 Roma
Tel. 06 55590255
18
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26
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POLITICANDO
MEMORIE DE “IL TROTTATORE”: LA RADIO DI RINO
Progetto Grafico
e impaginazione:
Franco Bottoni Studio
[email protected]
11
SPAZIO A LLEVAMENTO
ALLEVAMENTO BOSS, UN BOSS... IN PISTA
Redazione Amministrazione:
Viale del Policlinico, 131
00161 Roma
Tel. 06 4416421
Fax 06 44164237
http://www.anact.it
E-mail: [email protected]
2
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L’EPOPEA DI CAPRILLI IN UN LIBRO DI LAMI
FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI NOVEMBRE 2009
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56
S PECIALE N ASTRO A ZZURRO
di Rolando Luzi
82o DERBY DEL TROTTO
MACHO...
MACHO GAMS
D
omenica 11 Ottobre,
all’ippodromo Tor di
Valle abbiamo vissuto
la fantastica giornata
del Derby, con in programma tre corse di gruppo 1 e
corse di contorno di elevato spessore tecnico, imperniata sulla corsa più ricca e importante del trotto
nazionale: l’82° Derby Italiano del
Trotto (euro 770.000,00 - gr. 1 -
2
mt. 2100 - per maschi interi e femmine indigene di 3 anni).
Purtroppo, anche quest’anno,
l’evento non è nato sotto una buona stella (nel 2008 il Derby fu rimandato a Novembre a causa dello
sciopero dell’ippica nazionale),
considerate le vicissitudini della vigilia: dalla graduatoria errata e poi
corretta dall’Unire con conseguente sorteggio tra Mario Tommaseo e
Merisi Font, al sorteggio favorevole al primo con conseguente esclusione del secondo, per finire con il
ricorso di quest’ultimo al Tribunale Civile nel tentativo di non far disputare la corsa. Il buon senso del
Giudice ha evitato la sospensione,
ma lo stesso giudice ha dato appuntamento alle parti (Unire e scuderia Ucci-Riccitelli) dopo il Derby
in tribunale.
Da sottolineare la concomitanza
con la giornata di gran lusso a San
Siro galoppo, che presentava due
gruppi 1 (Gran Criterium e Vittorio
di Capua) e due gruppi 3.Viene da
chiedersi come sia possibile mettere in calendario due avvenimenti
ippici importantissimi del panorama nazionale, nella stessa giornata. Domanda girata d’obbligo all’Ente che gestisce la programmazione annuale ippica, ma che non
troverà mai una risposta adeguata
perchè nessuno si prenderà la responsabilità di dire “l’ho fatto io!”!
Allora perché domenica fantastica
dopo quanto abbiamo premesso?
Perché un convegno così ricco di
trottatori indigeni e stranieri di altissimo spessore tecnico è difficile
trovarlo in giro per l’Europa.
Il pomeriggio romano partiva con
il primo gruppo 1 del convegno, le
Oaks del Trotto (euro 200.200 - gr.
1 - mt. 1.600 - per femmine indigene di 3 anni) che ha offerto subito
belle emozioni. Diciannove cavalle
indigene di tre anni si allineavano
su tre file e davano vita ad una
esemplare edizione del “Nastro
Rosa”, arrivato al suo decimo appuntamento. Giuseppe Lombardo
jr. volava letteralmente al comando con la sua Madras, forse un po’
a sorpresa per le valutazioni della
vigilia, e con un primo giro al fulmicotone in 1.12 rendeva ardua la
rincorsa delle coetanee per poi
concludere in completa scioltezza:
vittoria suggellata da ottima prestazione cronometrica di 1.12.3.
La figlia di Zinzan Brooke Tur e
Lady Abb (Pay me Quick) non dava
modo alle avversarie di avvicinarla
e solo chi è riuscito ad andare in
corda ha raggiunto il traguardo
conquistando le piazze. Martina
Gual e My Dream Gar, prendevano
nell’ordine la scia della battistrada
e così finivano. Deludenti la favorita Melania Sf, vincitrice del Marangoni Filly, partita piano e mai in
corsa e l’attesa Musa del Ronco, la
scelta di Bellei per questo Filly, in
seconda pariglia esterna ma mai
in grado di essere incisiva. Dunque
grande festa della “storica” scuderia Bellosguardo del presidentissimo della Federnat, Cesare Meli,
emozionato come fosse la prima
volta, insieme all’appassionatissima moglie Laura in premiazione.
L’82° Derby Italiano del Trotto ha
avuto in Macho Gams, figlio di Lemon Dra e Clava Black Jet (Supergill), l’inaspettato e scioccante vincitore (62 contro 1 quota al tot, la
più alta di sempre nella storia del
Nastro Azzurro) . Il bravissimo driver napoletano Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata ha lanciato a
centro pista il prodotto dell’allevamento della famiglia emiliana Sapignoli, targato Gams della napoletana scuderia Futura Horses, e con
uno spettacolare lancio di frusta
ha lasciato basiti gli avversari capeggiati da Merckx Ok e dal battistrada iniziale Mondiale Ok. Quest’ultimo, anch’esso figlio del “sire” Lemon Dra (all’ultima annata
di produzione) rapito e mai ritrovato, prendeva il comando delle
operazioni attendendo il favoritissimo (quota bassissima al tot. internazionale di 1.18!) Main Wise
As, che riusciva però a portarsi al
comando soltanto dopo 1200 metri
di gara. Sembrava tutto finito dopo
che l’olandese Hugo Langeweng
3
Jr. era passato in testa, ma il
“dramma” per l’attesissimo Main
Wise As (bellissimo nelle sgambature pomeridiane) era dietro l’angolo e si consumava sull’ultima
curva, quando iniziava l’imboccatura al suo interprete e cedeva il
passo agli attaccanti, per poi sbottare definitivamente di galoppo a
100 metri dal palo. La dirittura
d’arrivo era decisamente emozionante con ben 4 cavalli a contendersi la vittoria. Pippo Gubellini
passava per primo a condurre in
sulky a Merckx Ok, ma doveva subire il veemente finish in mezzo alla pista del nuovo Derbywinner
Macho Gams. Erano diversi anni
che non si assisteva a questo tripudio (Fairbank Gi nel Derby del
2006), del numeroso pubblico napoletano che festeggiava con una
pacifica invasione di pista, insieme
al loro idolo nato a Napoli, V.P.
Dell’Annunziata, la netta e inaspettata vittoria dell’82° Derby Italiano del Trotto. Quarto arrivato
un altro cavallo napoletano Mind
Wise As, con la guida di Peppino
Maisto e i colori della scuderia Bivans di Antonio Somma. Si archiviava così l’82° Derby che confermava la mancanza di un leader
della generazione 2006 e dava una
dimensione definitiva di basso rilievo dei nostri 3 anni.
Il top driver napoletano con le lacrime agli occhi dichiarava al termine del vittorioso Nastro Azzur-
4
ro: “E’ un anno straordinario, anche se non sono riuscito a battere
Bellei nella classifica della stagionale di vittorie in Italia, sono riuscito a vincere il mio primo Derby.
Ringrazio tutti: dai proprietari alla
mia famiglia al pubblico napoletano per la fantastica festa, ma in
modo particolare un ringraziamento va a mio cugino Giorgio
D’Alessandro jr. che, oltre ad essere l’allenatore di Macho Gams, è
colui che mi ha fatto vincere i Gran
Premi fino adesso.”
Il Gran Premio Gaetano Turilli
(euro 300.300,00 - gr.1 - metri
2100 -per cavalli di 4 anni e oltre
indigeni e esteri) confermava in-
vece quanto sia una campionessa
la 4 anni Lana del Rio, la derbywinner 2008, che capitolava solo
al cospetto di un campione “vero”
come Russel November. L’allieva
di Santo Mollo andava subito al
comando e imponeva ritmo costante alla corsa completando il
primo giro in un normale 1.15.5,
ma a quel punto entrava in azione l’olandese Hugo Langeweg Jr.
con il suo Russel November e la
mossa di spostare il suo allievo
all’esterno di Lana del Rio risultava determinante: con gli ultimi
600 metri in 41.5 Russel November debellava la resistenza di Lana del Rio, per passare in retta
d’arrivo col piglio del dominatore. La figlia di Varenne vendeva
cara la pelle e cedeva solamente a
50 metri dal traguardo. Terza
moneta per il positivo Irving Rivarco che seguiva i due contendenti e difendeva la piazza dalla
femmina Irina.
Ultima annotazione della grande
giornata del “Derby Day”: la vittoria di Gino Pizz nella categoria A-B
grazie ad un’altra magistrale interpretazione di Vincenzo Piscuoglio
dell’Annunziata, che con un fantastico varco interno beffava il favorito Iper Roc. Il destino, Domenica
11 Ottobre, era solo dalla parte del
top driver napoletano che non si tirava indietro nel siglare anche la
corsa dei Pony Driver sull’acerrimo nemico-amico Enrico Bellei.
di Giacomo Belli
Il D’Artagnan d’Italia...
Vincenzo Piscuoglio
Dell’Annunziata
U
na delle guide più sfavillanti d’Italia, Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata, è nato a
Napoli il 23 maggio
1974; soprannominato D’Artagnan dallo speaker di Agnano, Salvo Cervone, per il pizzetto ed il suo
modo di muovere la frusta come
uno spadaccino.
V.P. non ha certo bisogno di presentazioni, la vincita al Derby
2009 con Macho Gams rappresenta sicuramente l’apice della sua
carriera lunga ben 16 anni; ma le
soddisfazioni per lui sono pane
quotidiano, quando scende in pista
vuole vincere e ci riesce benissimo,
collezionando una media di 3-4
vittorie per convegno.
Una guida perfezionata con ben
13.000 corse in carriera gli consente rarissimi sbagli. Tanta umiltà, i piedi ben piantati a terra, consapevole che i successi ottenuti negli ultimi anni non sono un punto
Primo piano di V.P. in sulky.
di arrivo ma una base di partenza
su cui lavorare ancora molto.
Davanti ad un buon caffè, con lo
sfondo di Napoli che fa ancora
pensare all’estate, nonostante l’autunno inoltrato, parliamo con questo figlio d’arte:
Dopo il successo al Derby,
che sogni hai?
“Prendo quello che viene, non mi
pongo mai obiettivi, lavoro sodo
ogni giorno e le soddisfazioni servono per trovare la forza di andare
avanti, nonostante stanchezza e
problemi dell’ippica. La provvidenza non ha limiti, Lotteria, Amerique...”.
Durante la corsa del Derby, quando hai capito di
poter vincere?
“Partivo in seconda fila con il numero 11 e questo non aiutava. Negli ultimi 300 metri sentivo il cavallo carico, davanti si erano un
po’ fermati e lì ho capito che era
arrivato il mio momento. Non ho
avuto il tempo di pensare molto,
ho girato la frusta e siamo andati,
solo dopo il palo mi sono reso conto di quello che era accaduto: avevamo vinto il Derby!”.
Questo forse è stato il tuo
anno più gratificante...
5
Torniamo indietro nel
tempo fino al tuo debutto.
Cosa è cambiato rispetto a
quel ragazzino che scendeva in pista con un po’ di
paura?
“Ricordo con tenerezza la mia prima corsa, era il 9 ottobre 1993 sulla pista di Aversa, guidavo Paymaster (da Ghenderò e Iboda) ed arrivai 5°. In quel periodo facevo il militare e tornavo a casa una volta al
mese, mio padre cercava per la data del mio ritorno di darmi partente, non avevo il tempo per conoscere il cavallo o per farmi dare
qualche consiglio da papà Salvatore, tornavo e correvo.
Anche se ero cresciuto a pane e ca“Ogni anno è diverso, sto maturando come uomo e come driver. Con
l’aiuto di buoni cavalli sono cresciuto professionalmente, quest’anno sono stato in testa alla
classifica fino ad agosto, superando Enrico Bellei, poi c’è stata la
sorpresa di Macho Gams e l’anno
non è ancora finito...
Anche il 2006 per me è stato un
anno importante, ho vinto il Gran
Premio Dante a Montecatini con
For Kelly Park, un cavallo di mio
cugino Giorgio D’Alessandro sn.
Subito dopo, a Montegiorgio, ho
vinto per la seconda volta il Campionato (la prima era stata nel
2000 ndr). Un agosto strabiliante”.
Sopra: D'Artagnan nel Gran Premio Firenze
2009 con Love Story Nor
La premiazione effettuata dal Consigliere Unire Matafù
6
valli, scendere in pista è un’altra
cosa, forse non ero del tutto pronto
a quel mix di adrenalina e paura.
La prima vittoria arrivò poco dopo,
il 26 febbraio 1994 ad Aversa con
Mandante (da Neil Hanover e Discussione), avevo il numero 11 e
l’adrenalina superò la paura. Ricordo benissimo quel giorno, la sera stessa se ne andò mio nonno
Vincenzo Piscuoglio, padre di Salvatore; la grande soddisfazione
venne sopraffatta dal dolore per la
perdita di quel nonno che mi portava nei vicoli di Napoli con la sua
indimenticabile carrozza di legno”.
Di cavalli ne hai conosciuti molti, con qualcuno hai
un rapporto speciale?
“Mio padre da piccolo mi ha insegnato a non affezionarmi ai cavalli.
Ricordo che avevo 12 o 13 anni e
mio padre aveva in scuderia un cavallo, Inclito Jet (1985, da Top Hanover e Corsella), non andava, ma
io ero pazzo di lui, ci parlavo e per
me era l’unico cavallo al mondo.
Mio padre si impaurì, vedendo il
legame forte che si era formato
con questo cavallo e decise di mandarlo al mare, dove io non potevo
vederlo e mi spiegò che i cavalli in
scuderia vanno e vengono, che
servono per lavorare e non per
parlare...”.
Ci sono alcuni gesti scaramantici che ripeti prima
di scendere in pista?
“Non mischio il sacro al profano”.
Hai avuto come maestro
papà Salvatore, un veterano dell’ippica...
“Non ho mai sentito il confronto o
la competizione. Ho cercato di cogliere dalla sua lunga esperienza
tutto quello che potevo, dall’allenamento alla guida, cercando di migliorare sempre e soprattutto ho
imparato che ci vuole tanta umiltà
ed una famiglia vicino. Ed io sono
fortunato, perché ho il sostegno di
una famiglia straordinaria”.
V.P... un successo made in Napoli.
7
di Andrea Sangiorgio
DA 3 A 80.000
TUTTI I NUMERI DI UN
DERBY ENTUSIASMANTE
I FIGLI DI LEMON DRA VINCITORI DEL DERBY. Macho Gams, laureato del Nastro Azzurro 2009, segue Uronometro (1997) e Fairbank Gi (2005)
3
EURO IL COSTO DEL FRUSTINO USATO NEL DERBY
DA V.P. "Ho una famiglia, pochi fronzoli e niente scaramanzia. Il frustino del Derby costa 5 euro", le prime dichiarazioni
a caldo di D'Artagnan dopo il trionfo romano.
5
GLI ANNI DI CARRIERA DEL DRIVER DI MACHO GAMS. E questo 2009 è proprio l'anno di
V.P. Dell'Annunziata. Quel doppio nome siglato sta per Vincenzo Piscuoglio. Il 35enne driver napoletano quest'anno ha
tenuto testa nella classifica per vittorie a sua maestà Bellei,
volando oltre il muro dei 300 successi. Macho Gams gli ha regalato il primo Derby.
15
IL SUCCESSO NEL DERBY PER MACHO GAMS.
Arrivato alla venticinquesima corsa in una carriera
che conta su 5 vittorie e 9 piazzamenti. L'allievo di Giorgio
D'Alessandro aveva già corso bene in batteria, finendo terzo e
mettendo in mostra un gran parziale nel tratto conclusivo dopo
un autentico slalom. Si è ripetuto in questo finale importante
anche nel giorno più atteso. Il romagnolo Sacripanti alleva cavalli sotto l'autostrada, vicino a San Marino, in un uliveto. E fin
da puledro Macho si è abituato a scorrazzare in paddock schivando proprio gli ulivi. A Tor di Valle in retta non ha avuto paura di slalomeggiare tra gli avversari e imporre la legge del 'Derby degli umili'.
25
IL PARZIALE PAZZESCO DEL TURILLI DAI 1300
AI 1700 METRI. I cronometri hanno tremato con un
13”1 al quale è seguito in 12"9, volando sul piede dell'1.05 al
km!. Lana del Rio in versione Araba Fenice a difendersi in avanti
dalle bordate di Russel November. Che spettacolo! L'emozione
pura di una grande corsa. Chapeau!
26
8
GLI SPETTATORI A TOR DI VALLE PER
IL CONVEGNO PIU' IMPORTANTE DELLA STAGIONE. Non solo corse di altissimo livello con i campioni in pista. In una domenica senza calcio la gente è andata ai cavalli anche per il richiamo di un ippodromo meravigliosamente
ambientato con stand, i pony, le esibizioni equestri della Relived
Horses, il fascino della fanfara dei Carabinieri che ha fatto da
apripista agli attori del Nastro Azzurro. Belle cose in un pomeriggio esemplare.
8000
IL CRONO DI MADRAS, REGINA
DELLE OAKS. Veramente alla grande
questa Zinzan Broke Tur di casa Meli che voleva correre in testa,
non si è risparmiata al comando e si è resa intangibile in retta,
allungando facile. Bravo Giuseppe Lombardo jr in sediolo, anche per l’accurata preparazione. Con un lavoro importante sulla
pista del Sesana aveva rifinito la condizione della bionda in giallorosso.
1.12.3
LA TRIS CABALISTICA DEL
DERBY. Era la domenica della
grande ippica ed è stata giusta la scelta di abbinare il Derby alla
tris internazionale. Quota ricca con 1.906 euro che hanno remunerato gli avveduti scommettitori, che non avevano creduto alla
favola di un Main Waise As imbattibile, ma soprattutto non si
erano fidati del suo driver, quel Langeweg jr che al momento
della partenza si è fatto cogliere impreparato. D'Artagnan ce
l'abbiamo noi. Ha proprio ragione Salvio Cervone. "Quando Canta Napoli è proprio un'altra musica!"
11.10.1
EURO SPESI PER L'ACQUISTO
DI MACHO GAMS. Da puledro il
derbywinner fu acquistato fuori asta per 80.000 euro. Venditore
la romagnola Azienda Agricola Gams (i Sapignoli, tre generazioni
di allevatori, sono di Cesenatico). I proprietari sono Carmine
Ascione (napoletano, imprenditore edile e titolare della Futura
Horses) e Ciro Borriello (di Torre del Greco, socio per il 25%).
80.000
di Paola Rivolta
82o DERBY DEL TROTTO
MACHO GAMS
Romagna mia... sta in fronte a te
Il miracolo dell’incrocio Sapignoli-Dell’Annunziata
L
a ricetta è davvero semplice. Prendi la lussureggiante terra della Romagna dalla cui anima, grazie all’amore della famiglia Sapignoli, è sbocciato un cavallino, figlio del grande Lemon
Dra, tutto testa e cuore. Impastalo
con il sole, leggi passione, tipica
degli “Uomini di Napoli”, Vincenzino Piscuoglio Dell’Annunziata e
Giorgio D’Alessandro, che lo plasmano e lo preparano con cura per
la corsa della vita. Et voilà, il gioco
è fatto ed il pranzo luculliano è servito. Il Nastro Azzurro, come ha
scritto su Libero Antonio Terraneo, è un premio che il dio delle
corse consegna di anno in anno a
chi davvero se lo merita ed una
“connection” di questo tenore lo ha
ricevuto in dono Domenica 11 Ottobre a Tordivalle, come Oscar alla
Passione. Nel giorno giusto, di
quelli che sono lì a testimoniare
che l’ippica è viva, nonostante tutto. Il sole, dopo le secchiate d’acqua della vigilia, non si vuole per-
dere l’evento, rilanciato miracolosamente via etere dalla Rai e narrato dal figlio prediletto del trotto:
Claudio Icardi.
La gente riversa fiumi di denaro
sul netto favorito Main Wise As,
nato sui nostri prati ed emigrato in
Olanda ancora in fasce. E per
l’olandese volante sono in tanti a
ritenere il “viaggio del Nastro Azzurro” poco più di una scampagnata. Ma dopo uno schema tutt’altro che agevole fatto di partenza lenta e spesa per prendere la te-
9
sta, sull’ultima curva Main Wise As
entra in crisi. A quel punto SuperPippo Gubellini e Dartagnan dell’Annunziata, lanciano Mercks Ok
e Macho Gams all’inseguimento
del leader che, nel frattempo, aveva smesso di trottare passandolo
in tromba. Sul palo Macho svetta
chiaro e limpido vincitore, mandando in estasi le migliaia di napoletani presenti a Tordivalle. In breve la pista invasa dalla folla, si trasforma in un’appendice dello stadio San Paolo. Ma stavolta il santo,
portato in trionfo, come spesso capita da quelle parti a Gennaro, ha
il volto felice ed emozionato di Vincenzo, lo scugnizzo del trotto, uomo umile e straordinario. Ha ragione lo zio Salvio, quel fenomeno
delle mitiche cronache di Agnano,
le cui illuminate parole meritano il
finale: “quando Canta Napoli è
davvero tutta un’altra musica”.
IL “MACHO” DI CASA
SAPIGNOLI,
ALLEVATORE GAMS
Dal canto suo, il trentaduenne
Matteo Sapignoli, allevatore (con
l’aiuto del padre, Glauco il grande)
di Macho Gams, così come della
potente Memory Gams (reduce di
successi che ci fanno ben sperare
per il prossimo Allevatory Filly)
10
Glauco e Matteo Sapignoli con il Presidente Anact Viani
commenta così il giorno più luminoso della sua vita equina:
“Il successo è arrivato assolutamente inaspettato, per questo la
mia emozione è stata, a dir poco,
paralizzante. Con un allevamento
di pochi cavalli, essere tra i partecipanti del Derby, fino ad oggi vinto sempre da grandi scuderie, era
già una ricompensa al nostro lavoro, per noi che la “malattia” per i
cavalli ce l’abbiamo nei geni. Speravamo solo che Macho Gams corresse bene, ma non credevamo
nemmeno che si piazzasse, visti i
favoriti e visto che il numero della
sua partenza era l’11. Nonostante
tutto, ero amareggiato, prima della
partenza, dal fatto che Macho non
fosse ben considerato, perché io
soffro “per e con i miei cavalli”.
La mia vita si è sviluppata, negli
anni, di pari passo con la loro, perchè mio padre ha sempre campato
di pane e cavalli. Ed anche oggi li
considero come membri della mia
famiglia. Quando poi, durante il
Derby, ho visto V. P. Dell’Annunziata avvicinarsi al gruppo in testa,
mi sono sentito sollevato, ma credevo arrivasse quinto o quarto. Gli
ultimi 800 metri, volati in 40 secondi, fino al palo d’arrivo, sono
stati gli attimi più belli della mia
vita. 1.13.5 il tempo. Penso che la
bravura di D’Artagnan si commenti da sé. Spesso riguardo il filmato
della corsa e rivivo quelle straordinarie emozioni, provate dal vivo a
Tordivalle. Gli amici giunti ad abbracciarci in quel giorno ed il sostegno dell’Anact, non mi hanno
permesso comunque di montarmi
la testa. Ora, sia io che mio padre,
pensiamo a questo successo non
come ad un punto di arrivo, ma come ad un inizio. Continueremo,
perciò, a puntare sulla qualità dei
nostri capi, ed a lavorare sodo.
Certo, Macho, ora iscritto all’Orsi
Mangelli, è sicuramente fra i cavalli del cuore, ma abbiamo dei puledri, sconosciuti al mondo delle corse, che amiamo particolarmente
per la loro intelligenza e per il loro
cuore”.
I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO
S
i dice che i numeri dicono
la verità, ma non è sempre vero; non lo è quasi
mai se questi non vengono interpretati insieme
alle sensazioni e al contesto in cui
vengono espressi.
Ad esempio la seconda tranche
delle Aste Anact, svoltasi ad Ottobre presso il Centro Unire di Settimo Milanese, va inquadrata in un
momento generale in cui l’ippica è
alle prese con una crisi perdurante
e alle trasformazioni che si profilano all’orizzonte. Un cambiamento
che purtroppo ha dei tempi lunghi
e lascia il settore trotto nell’incer-
tezza e nel distacco pur nelle attuali condizioni, nettamente favorevoli per comprare cavalli.
Favorevoli perché il montepremi
corse è ai livelli del 2007 e così resterà anche nel 2010, e perché i
cavalli costano circa il 40% in meno, a parità di genealogia e morfologia. Il tutto in un periodo dove i
prodotti italiani stanno vincendo in
tutto il mondo.
Ma è l’entusiasmo che manca; vuoi
per la crisi economica che limita le
spese per gli hobby, come il cavallo
da corsa, vuoi per questa fase di
stallo che si respirava anche a Settimo.
Tutti aspettano e i più coraggiosi
fanno affari, che si sono concretizzati alle recenti aste che, tra Lunedì 27 e Martedì 28 Ottobre, hanno
aggiudicato circa 100 cavalli, sui
160 circa che sono passati sotto il
martello dei banditori.
Una positiva percentuale, proprio
come l’Asta di Settembre, visto anche che molti dei ricomprati hanno
raggiunto un prezzo discreto,
mentre sono pochissimi quelli che
non hanno avuto neppure un’offerta.
La media per prodotto, che è difficile da scomporre tra la selezionata, la cosiddetta super selezionata
di Matteo Muccichini
L’ASTA DI OTTOBRE
11
Giuseppe Moscuzza, Salvio Cervone, Matteo Muccichini
e la qualificata è stata superiore ai
10.000 euro.
I PEZZI BUONI FANNO PREZZO
Clima buono e discreta affluenza
di pubblico nel ring, durante la due
giorni riservata ai cavalli nati dopo
il 16 Aprile, un esperimento che,
dal punto di vista statistico, rende
l’asta nel suo complesso impossibi-
le da confrontare con il passato.
Quello che però è stato confermato
anche in questa occasione è l’interesse per i prodotti di livello medio-alto. In pratica reggono solo gli
stalloni più in voga e le genealogie
migliori. Si è visto nei due top Price Ohle’ Hall Sm e Okavango Bi.
Il primo è un bel maschio da Conway Hall, figlio della potente Fohle
Sm, la Sugarcane Hanover al suo
primo prodotto; 30.000 euro spesi
dalla Scuderia J&J che ha strappato all’allevamento del Baronetto
del vicepresidente Sandro Moscati
uno splendido puledro. Altrettanto
interessante alla vista e alla genealogia il biasuzziano Okavango Bi, il
figlio di Toss Out e Luisa Bi, fratello del Derbywinner e fuoriclasse
Zambesi Bi. Okavango andrà a rinfoltire la scuderia del neovincitore
12
del Derby Giorgio D’Alessandro Jr,
molto attivo anche in questa Asta.
Ogni volta che nel ring entravano i
cavalli di fascia alta, la tribuna si
popolava e le lcitazioni aumentavano con numerose offerte. E’ successo per Olmer Breed, che si è
fermato a 24.000 euro, per l’altro
Sm Onway Byn Sm venduto a
28.000, per Our Destny Font e per
due interessanti prodotti del Grifone, per la bella Ovy Rob, e per One
Way Gasti, tutti oltre i 20.000 Euro.
LA QUALIFICATA SCHIACCIATA
E IL CAMBIAMENTO CHE
ARRIVA
A soffrire dei prezzi d’occasione
della selezionata è stata soprattutto la sessione qualificata; purtroppo con un mercato ristretto a causa della collocazione a fine martedì. Tra questi è spiccata Orchestra
Bigi, acquistata dai Gubellini per
11.000 euro.
E’ chiaro che dalla revisione e l’innalzamento dei parametri per le
fattrici selezionate per il 2010, già
deliberata, l’Asta qualificata tornerà ad avere una dimensione tutta
propria e a suscitare più interesse.
Come è chiaro che il 2010 sarà
l’anno decisivo per il settore, di
conseguenza anche per le aste che
dovranno adeguarsi al nuovo corso che investirà il trotto.
Intanto l’associazione ha ancora
una volta dimostrato di essere impeccabile e rodata nell’organizzazione, e pure il fatto di orari compressi, con le licitazioni cominciate
all’ora di pranzo e finite già a metà
pomeriggio, è stato apprezzato dagli addetti ai lavori e dagli acquirenti, che in anni passati erano costretti a maratone di aste dalla
mattina a tarda notte.
Dicevamo che è mancato solo l’entusiasmo, ma il mondo degli allevatori ha già dimostrato in passato
d’esser capace di guardare oltre. A
quel futuro che ci auguriamo e
pensiamo possa essere certamente
più roseo.
13
TUTTI I VENDUTI
26/27 OTTOBRE
N.CAT.
NOME
SESSO
PADRE
MADRE
4 OTELMASS
f.b.
SUPERGILL
ORMELLE DRA
13 ODINO GOLD
m.b.
PINE CHIP
ROMANTICA PARK
15 ONEIDA BI
f.b.
TOSS OUT
RUBINA AS
PREZZO
8.500
13.000
4.500
ACQUIRENTE
BALDI ALESSANDRO
PRESENTATORE
AZ. AGR. ESSE DOPPIA
VILLANI ORLANDO ANTONIETTA FLASHY SAS DI ADRIANA CATTANEO
MORRA LUCIANO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
18 OLIVARI FONT
m.b.
TOSS OUT
SAVANE
7.000
ESPOSITO PASQUALE
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
25 OLIVER VIP
m.b.
ABANO AS
THATCHER PARK
3.000
MORRA
VERLICCHI PAOLO
26 OSMAN FERM
m.b.
FALIERO AS
THERRY FERM
3.000
BASANO VALTER
AZ. AGR. ALLEV. FERM
28 OSCAR BI
m.b.
TOSS OUT
TSA TSA BI
7.000
DE VIVO MARCO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
29 OIMARI’ FONT
f.b.
YANKEE SLIDE
TUTU TANGO
7.000
D’ALESSANDRO GIORGIO
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
34 OASI EFFE
f.b.
MR VIC
UNWISE EFFE
3.000
CARDUCCI ALESSANDRO
SCUD. GARDESANA SRL
39 ORAZIO PETRAL
m.b.
S J’S PHOTO
VERA CRUZ BI
5.000
MARTELLINI WARNER
AZ. AGR. ARDUINI PETROBELLI SS
44 OWEN BI
m.b.
TOSS OUT
VOSCINELLA BI
4.500
DELVIVO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
46 OPPOSITE BI
m.b.
TOSS OUT
ZABETTA BI
12.000
DEVIVO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
49 ORCIVAL JBAY
m.b.
GIGANT NEO
ZOLLA MAX
3.000
PIGNATELLI MASSIMO
FRANSKRAAL SRL
50 OSCAR COF
m.bo.
MR VIC
ABBY
4.500
MAIELLO DOMENICO
COMACCHIO FRANCESCO
57 ODETTE BY PASS
f.b.
CREDIT WINNER
ARIEL BY PASS
7.500
DUPONT
SCUD. LA PASSERA
58 ORGANT SF
m.b.
GIGANT NEO
AS A DIAMOND LF
4.500
FERRARA MARIO
AZ. AGR. ALLEV. SAN FEDELE
65 OFF LIMITS GAR
m.b.
TOSS OUT
COM LUNA
9.000
SCUD. FAN
ALLEV. GARIGLIANO SRL
66 OLMER BREED
m.b.
CONWAY HALL
BELLE BON CHANCE
SCUD. FUTURA HORSES
AZ. AGR. PURLARI SRL
24.000
67 OBERDAN TAB
m.b.
LINDY LANE
TULIP FC
ZUCCHETTI DUCCIO
ALLEV. TABINA SAS
72 OVY ROB
f.b.
TOSS OUT
ETOILE ROB
20.000
9.000
RICCIARDI GIAMPIERO
NORBIATO SILVIA
73 ORLANDO RIVARCO
m.b.
VARENNE
VINCA DEL RONCO
18.000
FUCARINO ANGELO
AZ. AGR. RIVARCO S.S.
75 OHLE’ HALL SM
m.b.
CONWAY HALL
FOHLE BSM
30.000
AZ. AGR. J & J
SCUD. DEL BARONETTO
77 ORLEANS FONT
m.b.
GANYMEDE
SAINT GHIL SM
13.000
D’ALESSANDRO GIORGIO
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
81 ORIENTE
m.s.
URONOMETRO
ATHALIAN WISE
12.000
MAISTO ENRICO
GOVONI GIOVANNI
82 OKAPI GRIF
m.b.
VARENNE
NAVY BROLINE
23.000
D’ALESSANDRO GIORGIO
ALLEV. IL GRIFONE SRL
85 OPHELIA VAN KEER
f.b.
CANTAB HALL
ECSTASY EFFE
11.000
SCUD. BLUE MOON SNC
TENUTA GRAN GALA
86 ONWAY BYN SM
f.b.
CONWAY HALL
BYNGIL SM
28.000
J E J.
MOSCATI SANDRO
10.000
URSO ROBERTO
TENUTA GENZIANELLA
8.000
SAVERIO CARLO
FRANSKRAAL SRL
87 O’ CIPOLLINO
m.b.
PINE CHIP
LONG TERM GOAL
88 OMUKANDI JBAY
m.b.
SUPERGILL
BORUSSIA HBD
93 OASI ORS
f.b.
GANYMEDE
DELLERA ORS
6.500
BARELLI
SCUD. ALLEV. EFFEDUE SAS
94 ONDA BY PASS
f.b.
ANGUS HALL
BABY CINDY
11.000
CRISMIRA
SCUD. LA PASSERA
96 ONDA ORS
f.b.
S J’S PHOTO
VALDENA
98 OSIRIDE D’ETE
f.b.
PINE CHIP
CRAZY FOR YOU ETE
99 ORLEANS DI CELO
f.b.
LINDY LANE
m.b.
BON VIVANT
100 ONTARIUSS
SCUD. MARY E ROBY
SCUD. SAN GIULIANO SAS DI TARGIONI R. & C.
15.000
CARTA PAOLO
AZ. AGR. FONTE DELL’ETE
ZELINDA SLM
7.500
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TOTI CELESTINO
REZIA LB
8.000
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9.000
PRODOTTI ACQUISTATI:
80
PREZZO MEDIO:
PRODOTTI RITIRATI:
55
TOP PRICE:
PRODOTTI PRESENTATI:
VOLUME VENDITE:
14
135
698.000
NOME PRODOTTO:
N. PRESENTAZIONE:
8.725
30.000
OHLÈ HALL SM
75
Giampiero Moscati con Giuseppe Ruocco
Il top price Ohle Hall Sm
104 OHIO BI
m.b.
12.000
LUONGO MARIO
TOSS OUT
BAHIA BI
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
106 OTTAVIA D’ALFA
f.b.
MALABAR CIRCLE AS
BIANCACAPPELLOCLA
113 ORAYA BI
f.b.
KEN WARKENTIN
BOSTON GIRL
3.000
PORZIO ANTONINO
AZ. AGR. IL POGGETTONE
16.000
SCUD. G. BIASUZZI
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
116 ON TOP BI
m.b.
TOSS OUT
CARVED HEAD
7.000
SCUD. D’ALTEMPS
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
119 OLYMPIQUE OM
f.b.
ALLISON HOLLOW
CONTINENTAL STAR
5.000
MINIERI PIETRO
SCUD. O.M. SRL
121 OKAPI JET
m.b.
PINE CHIP
CREOLA JET
6.500
MORRA LUCIANO
PARADISO JET DI TONIATTI GIACOMETTI D. SAS
124 OZIO AC
m.bo.
MR VIC
DAYTONA AS
5.000
CASILLO GIUSEPPE
ALLEV. CENTAURO SRL
125 OFF SHORE GRIF
m.b.
VARENNE
DERTONERI
20.000
URSO - MIRKO DE MURO
ALLEV. IL GRIFONE SRL
126 OSIRE’ URO SM
m.b.
URONOMETRO
DESIRE’ TRUE SM
14.000
MALLOZZI FABRIZIO
SCUD. DEL BARONETTO
128 ODETTE RIVARCO
f.s.
GANYMEDE
DILETTA RIVARCO
5.000
SCUD. PALLADIO
AZ. AGR. RIVARCO S.S.
131 OUR DESTINY FONT
m.s.
VARENNE
DORA PARK
22.000
NO.MA. FARM
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
137 ORIANA D’ASOLO
f.bo.
PINE CHIP
ELLIE LOBELL
11.000
DE ROSA ANGELA
AZ. AGR. LA ROCCA
140 OLAF BI
m.b.
TOSS OUT
EMANUELA PARK
5.000
SCUD. SUPER GALATTICA
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
141 OLYMPIA SLID SM
f.b.
YANKEE SLIDE
EMBRO OLIMPIA SM
9.000
MALLOZZI
MOSCATI GIAMPIERO
145 OLBIA DI CASEI
f.bo.
S J’S PHOTO
ESTHER DEL RONCO
3.000
AMMATURO PASQUALE
ALLEV. DI CASEI DI GIGLIO I. E M.
157 ODETTE D’ASOLO
f.bo.
NAGLO
FOSCA D’ASOLO
3.000
SCUD. FASCIANA
AZ. AGR. LA ROCCA
161 ONE WAY GASTI
m.b.
PINE CHIP
GAFFE BI
167 OSTENDA BI
f.b.
TOSS OUT
GLENDA BI
20.000
3.500
MORRA LUCIANO
AZ. AGR. BIASUZZI SRL
171 OMERO BY PASS
m.b.
LINDY LANE
HEAVENLY WAY
8.000
SC. CMC
SCUD. LA PASSERA
VILLANI ORLANDO VINCENZO AZ. AGR. GONZAGA ANGELO
176 OMNIA BI
f.b.
SUPERGILL
INSONNIA BI
5.000
SCUD. NO LIMITS
AZ. AGR. BIASUZZI SRL
181 OPENTOVICTORYFONT
f.b.
URONOMETRO
JUST PASSING BY
4.000
SCUD. CIEFFE
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
182 OKAY BI
f.b.
TOSS OUT
LAFORET PARK
15.000
FUCARINO ANGELO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
185 OKAVANGO BI
m.b.
TOSS OUT
LUISA BI
30.000
D’ALESSANDRO GIORGIO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
192 OMBRA D’ETE
f.s.
ZINZAN BROOKE TUR
PENELOPEPEGASO
SCUD. GARGIULO
AZ. AGR. FONTE DELL’ETE
On Way Bin venduto a 28.000 euro
3.500
Gruppo attorno ad un box vendite
15
Genealogia Top Price
GARLAND LOBELL
CONWAY HALL
AMOUR ANGUS
OHLÈ HALL SM
SUGARCANE HANOVER
FOHLE BSM
OHLE
198 ORCHESTRA BIGI
f.b.
SELF POSSESSED
TENERALADY
11.000
GUBELLINI
AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS
199 OPEC BI
m.b.
TOSS OUT
VALANGA DEI
204 ORPHEUS BI
m.b.
TOSS OUT
ZAGREB BI
6.500
BETTINI LUCIA
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
8.000
TIZIANA DE CHIRICO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
205 OCCHIO AI BIGI
m.b.
EVEREST AS
ZAIRA GIFAR
6.000
SCUD. SUPER GALAXY
AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS
207 ONLY YOU FANS
m.b.
MR VIC
ZANICA
2.000
MORRA LUCIANO
VICTORY FANS SRL
210 OLMO BIEFFE
m.b.
LETS GO
ZONIA DI CASEI
1.500
CRISMIRA
BENINI NICOLA
211 ORO CIGNO BON
m.b.
BON VIVANT
ZURA BON
2.500
STORTI A.
BONATI ALBERTO
219 OCEANICO POLARE
m.b.
ALLISON HOLLOW
BIJOUX PAM
3.500
PIGNATELLI MASSIMO
TACCHIO ANTONIO
223 OLIVIA D’ETE
f.b.
ZINZAN BROOKE TUR
CICCIOLINA OM
5.000
SCUD. GARGIULO ANTONINO MALLARDO KARINA
227 OSANNA GIF
f.b.
GIGANT NEO
CONQUISTA GIF
3.500
SC. VAMAS
SCUD. PUGLIESE SNC DI FIORINO
230 OMERO DI CELLE
m.bo.
YANKEE SLIDE
DEBBY DI CELLE
3.000
MARTONE CATELLO
AZ. AGR. DI CELLE
232 ORLEANS REAL
m.b.
S J’S PHOTO
DEGAN REAL
7.500
SCUD. VERNER
RE.AL.TROTTER S.S.
235 ODALISK BI
f.b.
TOSS OUT
DIKATRIN BI
4.000
DE VIVO MARCO
ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR.
236 ONDA RIVARCO
f.b.
EVEREST AS
DINASTIA RIVARCO
4.000
SC. GRAND ROYAL
AZ. AGR. RIVARCO S.S.
239 OSSIGENO BIGI
m.b.
EVEREST AS
EDEA
5.500
D’ALESSANDRO VINCENZO
AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS
249 ORIENT EXPRESS AC
f.bo.
CREDIT WINNER
EVVIVA AC
9.500
CRISMIRA
ALLEV. CENTAURO SRL
252 OCLA
f.b.
EVEREST AS
FOLIE DM
4.500
FULICI GASTONE
MAFFEZZINI SPERO
255 ODO DI SGREI
m.b.
YANKEE SLIDE
GATTINA JET
6.000
SCUD. MONI TEAM
AGRICOLA SGREI DI CANEVE B.
16
STALLONI
STALLONE
MASCHI
TOTALE
MEDIA
FEMMINE
TOTALE
MEDIA
VENDUTI
TOTALE
MEDIA
TOSS OUT
11
108.000
9.818
8
67.000
8.375
19
175.000
9.211
PINE CHIP
6
98.500
16.417
5
51.000
10.200
11
149.500
13.591
VARENNE
4
83.000
20.750
CONWAY HALL
2
54.000
27.000
2
47.000
23.500
4
101.000
25.250
URONOMETRO
4
41.500
10.375
3
17.000
5.667
7
58.500
8.357
LINDY LANE
5
34.000
6.800
1
7.500
7.500
6
41.500
6.917
GANYMEDE
2
24.000
12.000
5
40.500
8.100
7
64.500
9.214
MR VIC
4
14.500
3.625
3
8.500
2.833
7
23.000
3.286
ANGUS HALL
1
14.000
14.000
1
11.000
11.000
2
25.000
12.500
DAGUET RAPIDE
1
13.000
13.000
S J’S PHOTO
2
12.500
6.250
3
19.500
6.500
5
32.000
6.400
EVEREST AS
2
11.500
5.750
2
8.500
4.250
4
20.000
5.000
GIGANT NEO
3
11.000
3.667
1
3.500
3.500
4
14.500
3.625
BON VIVANT
2
10.500
5.250
1
3.000
3.000
3
13.500
4.500
LOVE YOU
1
10.000
10.000
CANTAB HALL
1
10.000
10.000
2
19.500
9.750
3
29.500
9.833
YANKEE SLIDE
2
9.000
4.500
2
16.000
8.000
4
25.000
6.250
BRANDY DEI FIORI
4
8.500
2.125
1
2.000
2.000
5
10.500
2.100
SUPERGILL
1
8.000
8.000
2
13.500
6.750
3
21.500
7.167
ZINZAN BROOKE TUR
2
6.500
3.250
2
8.500
4.250
4
15.000
3.750
ALLISON HOLLOW
1
3.500
3.500
1
5.000
5.000
2
8.500
4.250
ABANO AS
1
3.000
3.000
1
8.000
8.000
2
11.000
5.500
FALIERO AS
1
3.000
3.000
LETS GO
2
3.000
1.500
SELF POSSESSED
5
40.500
8.100
CREDIT WINNER
3
23.500
7.833
KEN WARKENTIN
1
16.000
16.000
NAGLO
2
8.000
4.000
MALABAR CIRCLE AS
3
7.000
2.333
ARMBRO GOAL
1
6.000
6.000
AMERICAN WINNER
1
3.500
3.500
INDRO PARK
1
3.500
3.500
WAIKIKI BEACH
1
3.500
3.500
BERNDT HANOVER
1
2.500
2.500
17
S PAZIO A LLEVAMENTO
di Francesca Asti
Caserta
La Versailles italiana
P
er la tradizionale festa dell’Anact,
quest’anno è stata scelta la meravigliosa cornice della Reggia di Caserta. Dimora storica appartenuta alla
famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, fu voluta da Carlo III, il quale ordinò che venisse costruita una reggia tale da
poter reggere il confronto con quella di Versailles e che, per la sua immensità, bellezza e per il
grande valore storico, è stata oggi dichiarata
dall'UNESCO, Patrimonio dell'umanità.
L’iter organizzativo prevede che a turno, ogni
delegato regionale si impegni per scegliere la
location dove svolgere le premiazioni agli allevatori meritevoli (e sono tanti).
Quest’anno è toccata ad Antonio Diana, delegato Anact della Campania, che è riuscito non
solo ad organizzare la cerimonia delle premiazioni nel Teatro Regio all’interno della Reggia,
ma anche a prenotare una delle sale interne
(che non vengono date proprio a tutti…) per la
cena che riunisce, da sempre, i vertici dell’Anact ed il panorama degli allevatori di trotto italiani.
Per onorare la grande possibilità offerta ai
partecipanti, che hanno potuto ammirare le
bellezze della Reggia e dell’immenso giardino
(ben 4 km di lunghezza) a bordo di autobus riservati, l’Ente è venuto meno ad una più comoda soluzione che avrebbe previsto la capitale
come degna sede, in vista dell’appuntamento
con il Derby che si è svolto il giorno successivo.
Ad aprire la cerimonia l’immancabile discorso
del nostro Presidente Alessandro Viani, il quale ha ricordato l’importanza dello stringersi
attorno ad un’importante causa comune, quale
è il futuro, ma soprattutto il presente, dell’ippica, per superare le difficoltà che da tempo
stanno assediando il comparto. Un ringraziamento è stato dedicato al Ministro del Mipaf
Luca Zaia per il sostanziale aiuto prestato all’ippica. Dopodiché la parola è andata a Lucio
Celletti che ha chiamato sul palco i premiati,
cui è stata consegnata una o più medaglie, a
18
Il Presidente Viani saluta gli intervenuti
seconda dei meriti dei propri cavalli. A consegnare i premi Alberto Caravita, Vicepresidente
Anact.
Subito dopo, la suggestiva escursione notturna
nel Parco della Reggia, che vede congiungersi
il primo, attorno all’edificio, giardino all’italiana con il successivo all’inglese, intervallati
dalle magnifiche quattro fontane, fino alla cascata finale, dove l’acqua dall’alto scende in
lago adornato dalle bellissime statue illuminate. Lì si è svolto un aperitivo, prima del rientro
in pullman. Quindi la cena di gala, durante la
quale Antonio Terraneo ed Alessandra Baldi
hanno intervistato i presenti.
Sopra: Un riconoscimento anche per il Commissario UNIRE Goffredo Sottile, presente alla serata
Sotto: Uno scorcio della platea del Teatro della Reggia, ove si è svolta la premiazione
19
Il Vice-Presidente Moscati premia Sergio Luise
Marco Zafferoni premia Giacomo Bruno
20
Sandro Viani con Giovanni Govoni
Alessandro Viani premia Loretta Fabbri
Siamo alla vigilia del trionfo
di Macho Gams al Derby.
Alberto Caravita premia Matteo Sapignoli
Giovanni Govoni premia
Ciro Cesarano e Ciro Cesarano jr.
Sandro Moscati con Tiziano Gonzaga
Antonio Diana ed
Alessandro Viani con
Riccardo Targioni
21
di Martina Nerli
ALLEVAMENTO BOSS
Un Boss...
in pista
T
orniamo indietro nel
tempo, fino al 2005 e
ammiriamo Dart Boss
(da Cirkus Kall e Vistosa Wise) “sfrecciare” in
tutto il suo splendore nel Gran Premio Lotteria, nelle mani del fedele
driver Franco Tranchina.
Nello stesso anno vince anche il
Ponte Vecchio a Firenze, il Due
Mari a Taranto, terzo nel Gran
Premio Regione Sicilia e altri piazzamenti Classici; un’infinita soddisfazione per Angelo Fucarino, in
doppia veste di allevatore e proprietario, una squadra vincente
tutta siciliana.
Il “Signor Boss”, Angelo, ci invita
dove tutto ha inizio, nel suo allevamento, a tre km dal centro di Palermo, all’interno di un antico podere. Un paradiso terrestre di quasi 17 ettari, ampi paddock dove i
cavalli possono liberamente pascolare ed erbe mediche appositamente coltivate per il benessere
dei futuri trottatori, circa 40 box,
una stazione di monta e due piste
per l’allenamento, una tonda da
800 mt e una diritta da 600 mt,
tutto quello che occorre per fare
Sopra: La pista tonda dell’allevamento
A sinistra: Fattrici nei verdi prati
dell'allevamento
22
I 10 BOSS PIÙ RICCHI
• THE DEVIL BOSS (1993) da Cirkus Kall e Ethel 1.14.2/1.14.6 - Euro 594.320
• DART BOSS (2000) da Cirkus Kall e Vistosa Wise 1.12.2/1.14.1-Euro 422.110
• TOC BOSS (1993) da Cirkus Kall e Getsemani 1.14.9 —- - Euro 249.692
• ASSOLUTO BOSS (1997) da Cirkus Kall e Ethel 1.14.6/1.16.2 - Euro 138.343
• DAFFY BOSS (2000) da Lindys Crown e Pachita Sacar 1.14.0/1.15.0 - Euro 132.927
• DEMON BOSS (2000) da Spotlite Lobell e Giad de Chiari 1.14.3/1.15.9 - Euro 118.683
• TAPPO BOSS (1993) da Cirkus Kall e Giad de Chiari 1.14.6/—- - Euro 100.682
• GRONLIO BOSS (2003) da Spotlite Lobell e Ask me Nicely 1.13.4/1.15.5 - Euro 95.025
• FORCE BOSS (2002) da Spotlite Lobell e Scarlet Silver 1.13.5/1.15.3 - Euro 82.198
• SELENOIDE BOSS (1992) da Cirkus Kall e Testarossa 1.17.4/—- - Euro 80.351
FATTRICI
• ASK ME BOSS da Baltic Speed e Ask me Nicely• AZALEA DALFA da Supergill e Odessa Om
• CONNY da Baltic Speed e Deborah
• COUNTESS BOSS da Lindys Crown e Ethel
• DIAMOND BOSS da Lindys Crown e Mont Mirel
• DIRCE BARB da Toss Out e Desdemonas Pride
• EMOTION DE GLORIA da Lindy Lane e Misbehavin Momma
• FOPPA PARK da Alf Palema e Cidy Newton
•
•
•
•
FORTEZZA GB da Armbro Goal e Queen of Gansaway
IMAGINE da Lindy Lane e Guarda Fo
INCREDIBLE BOSS da Armbro Goal e Pachita Sacar
KNOWHOW HOSS da Zoot Suit e La Prima
• MONT MIREL da Triplemint e Rahatzait
• PACHITA SACAR da Sharif di Jesolo e Arbor Cheescake
• SCARLET SILVER da Count’s Pride e Blubell Ann
• SECONDA BOSS da Cirkuss Kall e Getsemani
• TEODORA SV da Quick Pay e Lass Zizi
• UN ALTRA BOSS da Cirkus Kall e Luna de Gloria
• ZEA GV da Esotico Prad e Genny Zi
• ZIRA N da Zoot Suit e Rebecca Rr
23
bene il proprio lavoro, un lavoro
che è passione da ben 40 anni.
Una vita tra sogni e speranze.
“Tutto è iniziato per caso - ci racconta il signor Angelo - a fine anni
’60, alcuni amici mi portarono all’ippodromo di Agnano e poco dopo decisi di fare il mio primo investimento nel settore, comprai Murex, diventai proprietario mentre
la mia passione per questo sport
cresceva a dismisura.”
Angelo, un uomo dai modi gentili,
classe 1932, imprenditore nel settore degli impianti da bowling, è
nato qui, in questa terra che fino
alla metà degli anni ’80 era un
agrumeto. Trasformato e adattato
per diventare un allevamento (La
Sopra: Lo Splendido podere tra i paddock
A destra: Cavalli liberi nei prati
dell'allevamento
Sotto: Un cavallo allenato sulla pista
“di casa”
favorita Bowling) dove nel 1988
“vengono alla luce” i primi targati
Boss, portando in giro per l’Italia
quella voglia di fare bene e di riuscire con intraprendenza e determinazione.
“Da qualche anno ad aiutarmi in
questa avventura si è unito anche
mio genero Giuseppe, che aiuta a
seguire quotidianamente le fattrici,
i due stalloni Rapid Effe (da Speedy Somolli e Insolia) e Ati Om (da
Donerail e Tea Room), a gestire il
seme congelato di ben 18 stalloni e
i puledri, sei nati con la lettera O e
undici nati questa primavera con
la lettera P”. Ben 17 speranze per
un siciliano supestizioso... Continua Angelo: “I puledri sono impe-
24
Fattrice con puledro negli ampi spazi dell'allevamento
gnativi, vanno capiti per cercare di
correggere subito eventuali problemi, solo così possono diventare
buoni trottatori, ci vuole soprattutto attenzione, anche ai minimi dettagli.
Non posso negare che Dart Boss è
sicuramente il “figlio prediletto”
tra tutti quelli che ho visto nascere,
mi è dispiaciuto molto quando è
morto per una colica a marzo 2007
Vista dell'allevamento
ma sono affezionato anche agli altri come Gronlio Boss (da Spotlite
Lobell e Ask me Nicely, record di
13.4 sul miglio e 15.5 sul doppio
km), Demon Boss (da Spotlite Lobell e Giad Dechiari, 14.3 e 15.9
sui 2000 come record personali),
Febo Boss (da Spotlite Lobell e Pachita Sacar, record di 15.1 e 16.7
sul doppio km), Geremia Boss (da
Cirkus Kall eAsk me Boss, 16.2 e
17.5 di record)... solo per citarne
alcuni che in pista riescono sempre a farsi valere.”
Tanti sacrifici, qualche volta ricompensati da zoccoli sulla sabbia, altre
volte “buttati al vento” per un destino che non sempre riconosce quello
che ci spetta, Angelo parla con pessimismo di quest’ippica, diversa da
quella che si ricorda lui tanti anni fa
quando l’entusiasmo lo spingeva a
“rubare” idee dalla Svezia e dall’America, pur restando sempre affascinato da questo mondo incredibilmente accattivante.
Oltre all’allevamento la famiglia
Fucarino continua a mantenere la
passione come proprietaria, con la
scuderia Oltremare, di cavalli tra
cui anche i non targati Boss come
Lampo Mp (da Toss Out e Kalamari), Morgan Effe (da Lemon Dra e
Unwise Effe), Image Gams (da Lemon Dra e Rosa del Ronco)...
Un posto da sogno alle porte di Palermo, dove tutti sono consapevoli
che oggi niente è facile, ma con
una passione vera e genuina per i
cavallo; questa è la Sicilia dalle
mille risorse, quella del trotto che
vola oltre lo stretto.
25
di Elisabetta Busso
Alla scoperta di un
MARCO SMORGON
che non ti aspetti
F
orse pochi sanno delle
molteplici vesti di Marco
Smorgon nel mondo ippico: guidatore, allenatore, proprietario, allevatore e stalloniere. Non è poca cosa
ma, conoscendolo, non ci stupisce.
Un ragazzo che si è messo in luce
da subito: è stato il più giovane
guidatore italiano a vincere un
Derby, nella sua carriera sono passati fior fiore di cavalli, da Nevaio,Eclisse Domar, Zinzan Brooke
Tur, Giulia Grif , Umbro Di Grana,
Impeto Grif, Libeccio Grif, Imbimba e la francesina d’Italia La Dany
Bar.
Una carriera suggellata da tanti
successi in pista nella veste di interprete e di preparatore, il miglio-
Una figlia di Axel e Varenne
re per puledri che primeggiano
sempre sugli altri. Marco è uno che
si odia o si ama, un p.r. mancato;
una serata a cena con lui diventa
un vero spasso, la sua testardaggi-
Con la vittoria di
Madras nelle
Oaks del trotto si
pone in evidenza
anche come
allevatore
ne con i cavalli è cosa risaputa.
“Ai cavalli do tutto, ma loro devono fare lo stesso con me”, sono le
sue parole, un uomo che non si arrende mai.
Marco, nella domenica del Derby
stranamente non era presente a
Roma. O meglio non era presente
fisicamente, ma c’era il suo gioiello: la vincitrice del Nastro Rosa
delle femmine, Madras, la bella
“bionda” della scuderia Bellosguardo del presidentissimo Cesare Meli.
La gioia di Marco, nella sala guidatori torinese dove assisteva in video alla corsa della sua beniamina, era enorme.
“Visto che cavalla? Visto Zinzan
che papà? - continuava a ripetere Sono contentissimo, questa è una
grande soddisfazione per me, il
mio primo gruppo 1, sono anche
molto felice per Meli, che è uno dei
pochi che ancora investe nell’ippica.”
Marco come mai hai venduto la cavalla alla Bellosguardo?
“In realtà non l’ho venduta, ma abbiamo fatto un contatto di locazione, a fine carriera la cavalla tornerà da me per fare la mamma, come
faccio con tutte le mie cavalle buone. Meli si era innamorato di Madras quando l’aveva vista correre
a Modena alla sua seconda uscita,
era stata una corsa maledetta, avevamo girato tutta strada di fuori
facendo 13 il chilometro, portando
26
comunque a casa un bel secondo
posto. Venne subito da me dopo la
corsa per complimentarsi per il
“numero” fatto da questa cavallina, e mi chiese di vendergliela. Rifiutai perché sapevo che Madras
aveva qualcosa di speciale, quindi
volevo tenerla per me. Aveva vinto
al debutto, girando anche in quell’occasione di fuori scoperta ai lati
del battistrada, facendo poi la classica passerella in arrivo, perdendosi i compagni per la pista. Una
cavalla molto, molto nevrile, un carattere preso soprattutto dalla
mamma, una svedesina tutto pepe,
ma con un gran motore, e anche
dal papà: il cavallo più coraggioso
e grintoso che io abbia mai avuto,
Zinzan Brooke Tur. Reincontrai
Meli tempo dopo a Milano, il giorno dell’ Allevatori Filly, dove la cavalla sbagliò, venne di nuovo a
chiedermi di vendergliela. Vista la
sua determinazione e risaputo il
fatto che lui, in particolare con le
femmine, ha sempre fatto del bene, ci ripensai ma lo avvisai subito
che si trattava certo di una cavalla
con grandi mezzi, ma anche con
un bel carattere; lui disse che non
era un problema, loro tengono i
cavalli in un centro di allenamento
molto tranquillo, dove i cavalli normalmente si rilassano e perdono lo
stress della corsa. Così alla fine,
conoscendo con quale cura Cesare
e Laura Meli tengono i loro pupilli,
accettai, con la clausola della restituzione alla fine della carriera agonistica.”
Cosa ha spinto un professionista come te, che si
trova quotidianamente a
combattere contro il tempo avendo all’ attivo una
scuderia di 70 cavalli, a
diventare anche allevatore?
“Anzitutto la curiosità e la sfida.
Ho voluto vedere cosa sarei riuscito a tirar fuori da cavalle che conosco come me stesso, perché le mie
fattrici prima sono state mie cavalle da corsa, di cui conosco tutti i
pregi e i difetti. In questo modo diventa forse più semplice gestire i
loro figli, anche perché il padre è
quasi sempre lui, il mio cavallo del
MIGLIORI PRODOTTI
DI ZINZAN BROOKE TUR
IBERICO 12.9
IMBIMBA 10,9
LIBELLULA BAR 13,1
MADRAS 12,5
MOBY DICK 14,2
MORIONDO 13,6
FATTRICI
VOGUE DONLISA vuota
DONLISA gravida di Umbro di Grana
GUANTANAMERA gravida di Love You
GLACE’GRIF gravida di Love You
INTESA FONT gravida di Zinzan Brooke Tur
LONICERA gravida di Prince Gedè
INIZIALE gravida di Goetmals Wood
Puledri Anno 2008
Oreade Guantanamera e Zinzan Brooke Tur
Obiciamte Axel e Zinzan Brooke Tur
Onfale Bar Glacè Grif e Varenne
Ovazione Vogue Donlisa e Zinzan Brooke Tur
Puledri Anno 2009
M. da Donlisa e Zinzan Brooke Tur
F. da Axel e Varenne
M da Glacè Grif e Zinzan Brooke Tur
M da Intesa Font e Zinzan Brooke Tur
M da Guantanamera e Zinzan Brooke Tur
F da Donlisa e Zinzan Brooke Tur
27
cuore, il cavallo che più mi ha dato
in assoluto, Zinzan Brooke Tur.”
Marco ha iniziato la sua “vita” ippica con la Louisiana, quando ancora era un ragazzino sveglio con
la stessa voglia di fare che ha oggi.
Enguerrillero, in un certo senso
papà di Zinzan, è passato anche
dalle sue mani, così come Anglicana, la mamma di Enguerrillero. All’epoca Marco era un quindicenne
che spiava tutte le mosse dei grandi per poi poterle sfruttare al meglio, ma se andate a vedere le genealogie delle sue cavalle è una
storia che si ripete.
“Fare l’allevatore era uno dei miei
sogni, quando scendi in pista con
un prodotto creato completamente
da te, perché entrambi i genitori
erano tuoi, è il massimo; Madras,
ad esempio, mi ha dato un’immensa gioia. Zinzan era uno stallone
che stentava un po’ a decollare, in
parte per sbagli miei non ho puntato subito alla grande, sprecando
i primi anni a guardare solo nei
miei “giardini”. Poi, grazie anche
alla vendita del 50% del cavallo alla Varenne Forever di Roberto Bri-
schetto e Valter Ferrero, ha fatto
finalmente il salto di qualità che
merita, ed i risultati si stanno vedendo. Se penso che nei primi anni, con fattrici tutto sommato mediocri, ha dato tanto, immagina
cosa potrà fare dal prossimo anno
che vanterà in pista moltissimi
prodotti. Sono contento perché è
un cavallo che mi ha dato tanto, un
cavallo coraggiosissimo che, se
non avesse avuto i suoi problemi,
non so cosa avrebbe potuto fare.
Con lui siamo andati a Vincennes
da sconosciuti e ne siamo usciti
vincenti, un cavallo che ha saputo
guardare in faccia Varenne, l’unico italiano che ha osato provarci.”
Chi era la prima fattrice ?
“Lady Abb, una buona cavalla svedese che ho comprato quando aveva cinque anni, si è piazzata in diversi gran premi ed ha vinto tanti
centrali e con la sua genealogia (è
una figlia di Pay Me Quick), non
poteva non essere anche una buona mamma, e in seguito ha dato
cavalli come Donlisa 14,4, Elettrone 15,6, Guantanamera 12,5, Ibe-
rico 12,9, Lampione 12,9 e Madras
che, secondo me, sarà veramente
una buona cavalla, di quelle che
non hanno paura dei maschi. Poi
dopo Lady Abb sono entrate in
razza anche Villa Torlonia, da Enguerrillero e Inchiesta, da Song
Dance Man, cavalla classica piazzata in più gran premi, che è stata
la miglior femmina della sua generazione. Vogue Donlisa da Drummer Hanover e Opera Donlisa da
Super Crown. Ora, avendo io le figlie, Lady Abb e Villa Torlonia le
ho vendute a Silvio Ferrari. Non
voglio tenermi tante cavalle e, in
questo modo, faccio anche girare
l’allevamento: da poco sono arrivate Lonicera ed Iniziale, poche
ma buone.”
E’ nota la tua passione
per la Francia…
“In Francia l’ippica è al top, hanno
un’altra mentalità e, quando sentono raccontare dei problemi che
abbiamo noi, si mettono a ridere.
In quel paese le cose funzionano
perché ci sono tante persone che
hanno interesse a farla funzionare;
Davanti è una figlia di Vogue Donlisa e Zinzan Brooke Tur sorella di Marias (1.12.8 ) dietro Guantanamera (sorella di Madras) e Zinzan
Brooke Tur
30
Puledri ed in primo piano una figlia di Donlisa e Zinzan Brooke Tur
l’ippica è seguita e sentita da tutti,
non solo da pochi eletti bistrattati.
Non parliamo poi del montepremi,
una corsa normale sono 30.000
euro al primo come da noi certi
gran premi. Infine io ho una passione per le linee francesi, quest’anno ad esempio alle mie fattrici
ho dato molto Love You, un cavallo
che monta a 35.000 euro, che ha
la linea franco-americana più perfetta che ci sia; la mamma è un
And Arifant, figlio di Sharif e di Infante D’ Aunou, la mamma Amour
D’Aunou è una Speedy Somolli. Poi
ad Iniziale ho dato Goetmals Wood, nuovo per noi in Italia ma in
Francia è il secondo dietro a Love
You.”
Oltre a Madras su chi
punti?
“Moriondo è un cavallo che, anche se sulla carta sembra poca
roba, presto farà vedere chi è, mi
spiace che abbia dato qualche
problemino perché diversamente
avrei ambito a qualche classica.
Oltretutto in lui cè tanto di me: il
padre è Zinzan, la mamma è
Axel, figlia di Nevaio e Papaia, la
cavalla più forte che io abbia mai
domato, con un caratterino non
indifferente che trasmette ai figli,
peccato che per un infortunio non
sia mai scesa in pista. In compenso ha dato solo cavalli buoni, da
Vasilissa a Axel, Gibartur ed ora
Nikita Bartur. Papaia inoltre discende dalla famiglia di Gregorio
Magno ed Etimologia, tutti cavalli
della Louisiana, una storia che ritorna sempre.”
Dove tieni le fattrici ?
“Prima erano al Grifone, ora da
qualche tempo sono da Luigi Truccone, quello dei targati Bar per intenderci, un mio caro amico con
cui ho in comproprietà Glacè Grif,
oltre ad un ottimo rapporto di amicizia e di lavoro: vedi Guendalina
Bar, La Dany Bar, Lunetta Bar e
Gibartur, cavallo allevato da lui e
da Michele Geninatti.”
Uno delle migliori guide
italiane, se continui così
diventerai anche uno dei
migliori allevatori, sei
proprio incontenibile.
“Sono già contento così, Zinzan sta
andando bene, i miei prodotti con
la lettera M sono tutti in pista e tutti con ottimi risultati, di quelli con
la N ce ne sono che mi fanno ben
sperare come, ad esempio, la sorella di Madras, New England; una
cavalla che vale la pena di aspettare. Recentemente ho fatto la qualifica con Nuevo da Varenne e Villa
Torlonia, poi un giorno ci sarà anche Imbimba, una cavalla che ha
saputo fare 10.9 a San Siro: io credo che, con tanto lavoro e tanta voglia, si possa far del bene e spero
di non sbagliarmi.”
Tanto da fare per l’instancabile
Marco, perché anche quando arriva a casa la porta non si chiude: ci
sono Flaviana e Evita che devono
montare Tac Tac ed il nuovo pony,
poi alla sera bisogna già pensare al
domani perché, come dice Marco,
“l’ippica è un mondo che si alza la
mattina presto, corre anche di notte, vive di sogni e li realizza.”
31
di Max Abili
Allevamento Trebisonda e La Bambolaccia a segno nei Criterium torinesi
Nancy’s Treb e Noak Lb
Le due perle dell’allevamento Italiano
N
ancy’s Treb e Noak Lb
si aggiudicano il Criterium Torinese 2009
dopo che l’edizione del
2008 non era andata
in scena, per i “soliti” problemi del
montepremi che avevano indotto
tutto il settore ad lungo sciopero, e
visti i risultati di oggi ci chiediamo
a cosa sia servito, visto che i problemi non sono stati risolti, ed i
soldi continuano a scarseggiare
sempre più.
Nancy’s Treb era la vincitrice annunciata ed ha mantenuto in pieno
le aspettative di tutto il team. Prima della corsa si immaginava un
ipotetico duello tra lei e Neve Di
Bianca, confermato dalla sensazio-
32
ne che le due sembravano fare
un’altra corsa rispetto alle avversarie.
Nancy’s, veloce come sempre dietro le ali dell’autostart, assumeva
il comando in un bel 28,5 sulla rivale, poi una breve ripresa di fiato
per sparare in seguito un 28,9. In
retta si accendeva la miccia per le
due femmine verso uno spettacolo
veramente entusiasmante per tutta
la tribuna, ma sul palo era la figlia
di Gigant Neo ad aggiudicarsi la
vittoria, la quarta su cinque uscite.
Una cavallina che già dalla qualifica, anche quella vinta in tutta
scioltezza, aveva dato buon sentore di sé; una cavalla che, anche se
giovane, ha la classe e la determi-
nazione della cavalla già fatta.
Aveva debuttato sulla pista vincendo in 17,2 battendo Numinoso Dei,
cavallo di ottima caratura, che nell’occasione si è aggiudicato il quarto posto nella sezione maschile. All’uscita successiva Marino Lovera
portava la sua pupilla in quel di
Modena, dove dimostrava la sua
superiorità sugli avversari. L’intoppo avviene a Montecatini quando, con Edoardo Baldi in sulky,
Nancy’s allo stacco si gettava di
galoppo venendo squalificata. Da lì
in poi si comincia a fare sul serio.
Si ritorna sulla pista di casa, premio Noviziato Ferruccio Pedrazzani, una corsa molto sentita per i torinesi che hanno sempre nel cuore
il “maresciallo” così era soprannominato Pedrazzani. Da dominatrice assoluta Nancy’s assume il comando ed a quel punto corsa chiusa: 1.15.8. il tempo ufficiale. Ma la
meta per la puledrina di Enrico
Tuci sono i Criterium, ed il primo è
quello torinese, vi arriva con la
carta della cavalla ormai tastata
come buona, unica incognita, dopo
il ritiro di Nikita Bartur, era Neve
Di Bianca, l’allieva di Santino Mollo, ma come abbiamo già detto,
Nancy’s non solo si aggiudica la
corsa ma ne stabilisce anche il
nuovo record di 1.14.7. Ora l’unica
incognita che deve ancora affrontare è la duttilità anche sulla distanza, per adesso mai affrontata,
ma la fiducia da parte di tutti nei
suoi confronti è decisamente tanta.
La sezione dei maschi vedeva la
vittoria dello svedese d’Italia Noak
Lb con Simone Seganti in sulky,
che non poteva trovar miglior modo per suggellare il ritorno in patria dopo un’assenza di due anni,
anche se solo per pochi giorni. In
cabina di regia Lufti Kolgini in veste di trainer, lo Svedese che ha
fatto ritrovare la “voglia” sia a Seganti che a Giorgio Mele i quali,
amareggiati della situazione italiana, erano ben contenti di ritornare
in Svezia, dove è vero i premi sono
più bassi ma l’ippica è senza dubbio vissuta in un’altra maniera.
Noak insieme al compagno di scuderia Nadir Kronos erano un po’
gli oggetti misteriosi di questo Criterium, si sapeva che erano ottimi
soggetti, ma sulle nostre piste come si sarebbero comportati ? E se
non avessero avuto prime chance
avrebbero affrontato un viaggio simile? Noak aveva al suo attivo un
record di 1.13.8., ottenuto però in
America, valutabile sulla nostra pista in una misura attorno ai 2 minuti, almeno così si diceva nel precorsa, di conseguenza era impossibile trascurarlo, così come Nadir
che dopo i ritiri di due cavalli al
suo interno scalava al sei dietro la
macchina. Molto chiacchierato era
anche Ne Me Quitte Pas per il quale l’unico dubbio di Michael Smid
era che potesse sbagliargli, come
in effetti è accaduto; ma non solo a
lui, visto che dopo la prima frazione gli squalificati erano già parecchi. In realtà in questa edizione il
cavallo che ha sorpreso più di tutti
è stato forse Naviglio, l’allievo di
Giovanni Fulici, allevato dal signor
Riccardo Galli, che ha inserito una
vera fuga sin dallo stacco cercando
la vittoria con tutte le sue forze, ma
in retta ha dovuto alzare bandiera
bianca accontentandosi del buon
terzo posto, perché Noak passava
facile contendendo senza problemi
anche l’arrivo deciso dell’allievo di
Gocciadoro Nicetomeetyou.
Naturalmente più che soddisfatto
in premiazione l’allevatore di Noak
Lb, il dottor Ferraris, che riassapora con un suo pupillo il profumo di
gran premi, un cavallo che ha già
fatto parlare di sé, pur con sole tre
corse al suo attivo. Quello della
Bambolaccia è uno degli allevamenti che anche all’estero più ci
invidiano: Electa Lb è al suo secondo prodotto, mentre come primo
ha dato Moxy Lb che ad oggi ha il
suo record personale di 1.13.1,
una lunga strada davanti a sé.
Riteniamo di affermare che forse
tra loro potrebbe anche esserci
una seconda Gilly Lb, che proprio
dal papà di Noak, Cantab Hall, ha
avuto un bel puledro: Onestar Lb.
La premiazione di Nancy's Treb con tutto il
team Lovera e Trebisonda
33
di Paolo Allegri
GRANDE TROTTO D’AUTUNNO
Irina da gran Signora
domina il Freccia d’Europa
N
APOLI - Irina irrompe
sulla scena di Agnano
con lo charme di una
principessa. E’ padrona della pista e della
corsa, il Freccia d’Europa, sfida di
gruppo 1 da oltre 200 mila euro di
dotazione. La figlia di Ganymede
non dà mai per un attimo l’impressione di poter perdere. E quando
sulla retta di fronte Minnucci la
chiama, Irina con la sua criniera al
vento vola a prendersi il secondo
gruppo 1 di una stagione che ave-
34
va cambiato faccia nel cuore dell’estate a Montecatini. Nell’ultima
domenica d’ottobre, sotto un cielo
tornato azzurro dopo la pioggia del
sabato, Agnano aveva allestito un
super convegno con Freccia, le due
prove del Criterium Partenopeo divise per sesso e un contorno eccellente con un bellissimo invito per i
4 anni e un’incerta volata di categoria A-B. Il gruppo 1 sul miglio, in
edizione autarchica senza presenze estere, ha visto la conferma di
Irina che ha scavalcato il battistra-
da Filipp Roc, ottenendo via libera
dopo un quarto di gara e imponendo parziali significativi, primo giro
in 1.12.5 per poi chiudere gli ultimi 600 in un eccellente 42.1. E riscontro cronometrico di 1.55
(1.11.9) sul miglio che ha aggiornato il record della corsa.
Una fior di cavalla la pupilla di
Sergio Carfagna, che nel big event
autunnale dell’ippica partenopea
sottoscrive il concetto di una disponibilità esemplare: ad ogni corsa Irina convince sempre un po’ di
VOTI DA FRECCIA
IRINA E MINNUCCI COPPIA DA LODE
IL MIGLIORE
IRINA 9,5 - Bellissima in sgambatura, va davanti e costruisce un coast to coast esemplare al
primato del Freccia. IRRESISTIBILE!
LINDA DI CASEI 8 - Trova la corda in partenza poi prepara un finale ad effetto chiudendo
in piena spinta. VOLANTE!
LISA AMERICA 7 - Non azzarda dopo i flop alle ultime uscite. Va in pista con i quattro ferri,
non osa sul percorso ma finisce bene ed è questa la nota lieta. PRUDENTE.
FILIPP ROC 6,5 - Come al solito spinge la macchina ma dopo il lancio manda via Irina.
Rimane in lotta per le piazze, subisce Linda e Lisa. DA RIVEDERE.
LESTER 6 - Il migliore della coppia di Ucci-Riccitelli che perde subito la Lolly. Lester insegue da posizione arretrata e si lascia dietro Island, Illinois e gli altri. DIGNITOSO.
ISLAND EFFE 5,5 - Agnano ha sguardi ammirati per lei che torna da Regina del Lotteria.
Attesa delusa subito allo stacco dove appare mentalmente inadeguata. L’inseguimento,
discreto in rapporto alle marce elevate della testa, vale in prospettiva. SVAGATA.
Gli altri:
ILLINOIS 6-; GONDOR JET 5,5; GHIACCIO DEL NORD 5,5; FELIX DEL NORD 5; LOLLY KRONOS non giudicabile, ECLISSE DOMAR ng.
L’UOMO IN PIU’:
GIAMPAOLO MINNUCCI 10 - “Jean-Paul” come lo chiama lo speaker è un driver ma con
rotolo da media record scandito al comando sembra il miglior Camici, il fantino che
aveva in testa il cronometro. Aggiungete due mani d’oro per trattare con guanti di velluto la Principessa Irina. Che Coppia!
più. L’allieva di Holger Ehlert nella
bella domenica napoletana era
quella dei tempi migliori e ha
strappato gli applausi della tribuna
a capo di una corsa magistralmente pilotata da Giampaolo Minnucci
che ha guidato la cavalla più in forma dello schieramento in modo
spettacolare. La vittoria è stata
meritata e mai messa in discussione. “Scappa via Jean Paul!”, lo slogan gridato appena in retta da “Zio
Salvio” Cervone.
TRIS ROSA
E’ stato un Freccia d’Europa al
femminile con il podio che si è colorato completamente di rosa per
le presenze, accanto alla vincitrice,
di una tonica Linda di Casei e di
una Lisa America vista in ripresa
pur prudente nell’assetto e sul percorso. Sull’allieva di Jerry Riordan
si erano riversati al gioco molti euro scommessi in Francia dato che
si trattava di una tris internazionale. La delusione della corsa si chiama Island Effe, la Lemon Dra che
faceva ritorno a Napoli ammantata
del fascino e della gloria di una
laureata del Lotteria. La baia guidata da Gubellini si gettava di galoppo – imitata da Lolly Kronos e
da Eclisse Domar – appena l’autostart chiudeva le ali. L’Island inseguiva con caparbietà ma su quei
ritmi a marce elevate era impossibile recuperare.
35
La regina del Lotteria 2009 era
molto attesa dagli appassionati napoletani. Era stata annunciata
esplosiva in lavoro ma la presa di
contatto con la realtà necessita di
un diverso profilo mentale e agonistico. Il Nazioni dovrà misurare
quanto l’attuale Island Kronos è
parente di quella capace di sorprendere tutti nel dorato pomeriggio di maggio sull’ovale della conca flegrea.
36
Promossa, invece, a pieni voti Linda di Casei, quella che nel borsino
di questa squadra femminile che
gioca il campionato dei gran premi
italiani vede le sue azioni in costante rialzo. Cesena non è stato il
ballo di una sola estate. Già nel
Continentale la Uronometro dei
Gocciadoro aveva confermato il
suo eccellente standard. Ad Agnano ha dato prova di ulteriore consapevolezza della propria forza.
Linda è finita con ancora del buono e la distanza dalla leader della
stagione 2009, la cronometrica Irina capace anche di arrivare allo
zenit, potrebbe accorciarsi in un
futuro prossimo.
Questa nazionale dei cavalli tutta
al femminile ha trovato nella targata di Casei un’altra punta di diamante. Con Lisa come abbiamo
detto, che ha corso in controtendenza rispetto alle opache prove di
I VOTI AI MASCHI DI 2 ANNI: SUPREMAZIA NICKEL
NICKEL ORS 9 - I video delle corse precedenti parlavano di un puledro che si presentava in
avanti solo ai 400. Qui invece parte forte. Al passaggio si inventa un arresto, poi torna
all’attacco di Newton Baby e fa vedere che il motore è di prima. SCHIACCIASASSI.
NICETOMEETYOU 8,5 - Il Goccia lo rimanda sulla scena, avendo sul contagiri una recita vicina. Si sistema quarto tranquillo, al dunque nel serbatoio c’è benzina per sparare una
chiusa importante. CONCRETO.
NEWTON BABY 7.5 - Alfiere locale, fa onore alle attese con un percorso tutta grinta. Muove
al passaggio e sorprende quello di Bellei. Accusa un po’ in retta, ma dimostrando talento e doti morali è ancora lì che combatte. CORRIDORE.
NUMBER ONE ITALIA 7 - Gioca il jolly allo stacco con una super partenza. Dal nove si ritrova terzo in corda. Quando la testa apre il compasso per lottare la corsa, non cede,
meritandosi un piazzamento inatteso quanto meritato. AFFIDABILE.
NAPOLEON 6 - Si ripropone dopo un errore iniziale, capeggiando i battuti. Potenzialmente
vale i migliori, deve limare qualche ombrosità. CORREGGIBILE.
Gli altri
NUNZIO CHIP RUM 5,5; NINTH AVENUE 5; NIKY DAF 6-; NABABBO JET 6-.
VOTI ALLA GIOVENTU’ ROSA: CHE BELLA LA NOLITA!
NOLITA UR 9 - L’elegante figlia di Varenne si dimostra puledra semplice. Sa partire, così che
va a nozze in uno schema lineare. Promenade con stacco d’autore, 58.6 a chiudere che
è un bel biglietto da visita. DISINVOLTA!
NEVERA 8 - Una baby per la galleria di femmine della Bellosguardo. Rimedia ad una pessima partenza, si migliora gradatamente e finisce alla grande in retta. FUTURIBILE.
NOVITA’ AC 7 - La bella Indro Park perde l’imbattibilità ma segna il gol della bandiera, veleggiando lungo lo steccato per vincere lo sprint del terzo posto. AFFIDABILE.
NAAMA BAY 7 - La Madama subalpina parte il giusto, così si deve industriare al largo. Non
va a meta ma dopo un percorso dispendioso resta in quota caparbiamente. TOSTA!
NESTELLA GUAL 6,5 - Parte piano e il recupero in una corsa a strappi diventa improbo.
Nonostante ciò, quando si ingamba, finisce al collo delle piazzate. MIGLIORABILE.
NIKITA SM ng - Sbaglia prima dello stacco della macchina. DA RIVEDERE
NO MERCI BI 4,5 - Era l’attesa battistrada, invece si disunisce già sulla prima curva finendo
a tabellone. ETEREA
37
Bologna e Roma, Riordan da buon
stratega ha mirato al sodo. Ogni
tanto anche un pareggio fa morale,
ci sembra di sentir dire il simpatico bostoniano. Non così incisivo
Filipp Roc che non se l’è sentita di
tenere una esplosiva Irina, ha trovato un percorso difficile – subito
scoperto – il Ghiaccio del Nor che
stenta a ritrovare i motivi migliori.
L’infortunio è stato serio ed il recupero non così semplice ma riteniamo che appena schema e compagnia lo consentiranno l’allievo di
Hollmann potrà ritrovare l’antico
smalto.
IMPRENDIBILE
Nel pomeriggio spazio anche alla
meglio gioventù con i due criteria
che ricordavano Silvano e Salvatore Spinelli, ippici che sono tra i
fondatori dell’ippodromo di Agnano. In premiazione il nipote Mauro, per l’Unire il dottor Matafù,
membro del Cda dell’Ente, e per
l’Anact il delegato della Campania
Antonio Diana. Tra le femmine si è
rivelata imprendibile NOLITA UR,
elegante figlia di Varenne. Con Pistone in regia, è andata davanti e
ha graduato a piacimento in stop
and go prolungato chiuso da un
pregevole 58.6.
Discreta anche NEVERA, la Goetmals Wood della Bellosguardo capace di rimediare ad una pessima
partenza costruendo al largo e
38
piazzando buon finish. Al terzo posto NOVITA’ AC, la bella Indro
Park che pur perdendo l’imbattibilità ha viaggiato lungo lo steccato
vincendo lo sprint per il podio. La
torinese NAAMA BAY, Gigant Neo
di un Lovera che ha feeling con i
puledri, ha pagato la scarsa propensione al lancio trovando un
percorso ostico.
SCHIACCIASASSI
NICKEL
Bel numero tra i maschi di NICKEL
ORS, lo Yankee Slide della San
Giuliano che stavolta, a differenza
dei precedenti ingaggi, ha fatto
partenza ed è andato davanti. Da
puledro estroso, con qualche divagazione, al passaggio si è lasciato
sorprendere dall’alfiere locale
NEWTON BABY. Il Nickel prepara-
to da Ehlert (gran giornata per il
trainer di Gelsenkirchen) ha ribadito la superiorità tecnica nel contesto e quando Enrico Bellei lo ha
di nuovo chiamato all’impegno sulla curva finale è passato con il piglio del cavallo di classe. Cronometro significativo, con 1.59.7
(1.14.8) sul display.
Molto bene anche NICETOMEETYOU, il Crowning Classic del
“Goccia” che quarto in partenza sa
attendere e preparare una robusta
progressione con apoteosi un arrivo very good. Ancora terzo un generoso Newton Baby, il Mr Vic di
Giorgio D’Alessandro sr che ha pagato forse quell’attacco a traguardo lontano ma si è difeso con grinta nel finale. Bene nella categoria
impegnativa, in relazione alle frequentazioni, anche un NUMBER
ONE ITALIA partito alla grande.
Con il nove si è ritrovato terzo dopo 200 metri e anche quando davanti hanno cambiato marcia è restato in quota.
Puledri coraggiosi che hanno fantasia e che ci faranno sognare questi visti in azione nei due eventi
giovanili partenopei. In un convegno spettacolare da segnalare il
cammeo di Luper Cosm Sm nell’invito per i 4 anni. Una corsa dalla
bellezza rapinosa con Le Roi Gar
capace di fare un chilometro in
12.5 cedendo solo nel finale alla
pennellata di Minnucci con il Supergill e ad un gagliardo Langdon
Grif che se l’è sudata per corsie
difficili e ha combattuto con generosità. Primo Luper Cosm Sm, secondo il Langdon terzo Le Roi per
un 1.57.6 da chapeau!
P OLITICANDO
FANGO ESPRESSO SULL'IPPICA:
ADESSO
BASTA!
D
a anni è diventato un
delitto impunito, quello praticato da tv e
giornali, di sputtanare
il mondo degli uomini
e cavalli, ormai bersaglio privilegiato delle torte maleodoranti di
chiunque sia o si autodefinisca,
giornalista.
L’ultima montagna di letame al
mondo delle corse è stata consegnata a domicilio dal settimanale
l’Espresso, quella rivista che, per
intenderci, vivacchia nelle edicole
come avamposto della “sacra guerra al Berlusca”.
Terminate le frecce contro il nemico dell’editore, al secolo Carlo De
Benedetti ritornato sulle prime pagine grazie al pacco di quattrini
che un giudice monocratico gli ha
riconosciuto al termine dell’udienza farsa del Lodo Mondadori, il
patinato houseorgan sinistroide,
ha sparato a zero sulle corse dei
cavalli con un pistolotto dal titolo
“Anche il boss si è dato all’ippica”,
a firma Giorgio D’Imporzano. Una
serie di farneticanti deliri provenienti, a dire dell’esimio ma sconosciuto collega, da una fonte del settore che ha deciso di aprire il libro
nero e vuotare il sacco, si intersecano con marchiani errori, che
chiunque mastica un po’ di pane e
cavalli, riesce subito a tanare. Il
più grave e lampante di questo è il
ricorrente uso del termine “allevatore” quando si fantastica sul malaffare equino italiano: “una cupola criminale composta da allevatori, fantini ed allenatori, in grado
d’imporre grazie alla loro
influenza l’andamento
delle corse del trotto”.
Ora al di là di tutto l’opinabile e fantasioso resto,
che cavolo c’entrano gli
allevatori nell’eventuali
combine negli ippodromi?
Lo sa il “simpatico giornalista” che ruolo hanno
gli allevatori nella filiera
equina? Quella di produrre e vendere i cavalli.
Stop. Citare questa categoria equivale ad accusare la Fiat della sanguinosa catena di omicidi compiuta dalla banda della
Uno Bianca. Ma il nostro
eroe, con la lampada della verità (ma senza il lume della conoscenza) non
pago
prosegue: “A San Siro la
sera prima delle gare i
giudici s’incontrano a cena con gli allevatori ed i
contatti proseguono fino a
pochi minuti prima della
partenza... gli esperti a
pochi metri scommettono
sperando nel colpaccio,
ma raccattano solo le briciole di una torta che gli
altri si spartiscono”.
Insomma a leggere queste
righe, sembra che allevatori e giudici decidono gli
ordini d’arrivo e si gonfiano le tasche di scommesse vincenti. Giuro che in
30 anni di onorate fre-
39
CARI IPPICI
AIUTIAMO FRA DANILO
Una disavventura è capitata a Fra Danilo Reverberi, il nostro fratello francescano
innamorato di Gesù e dei cavalli da corsa, che scrive anche spendidi articoli su questa pagina. La sua autovettura, prestata ad un “collega” è andata distrutta in un incidente, fortunatamente senza conseguenze gravi per le persone. Ora è a piedi e tra gli
ippici sta scattando una corsa di solidarietà per aiutarlo a comprare un’altra macchina. Chi lo vuole aiutare può scriverci all’indirizzo mail [email protected].
Pubblicheremo tutti i nomi dei benefattori
quentazioni equine non ho mai
udito idiozie di tale portata. Per
dare un tocco di noir al pezzo, leggi le parole del pentito-fantasma
che, “in cambio dell’anonimato ha
deciso di parlare” ecco che, il nostro coraggioso giornalista, cita gli
immancabili agganci con la camorra e preannuncia gravi conseguenze per chi mangia le bisteccone di
cavallo. “C’è il sospetto che i cavalli dopati vengano macellati e venduti, con le sostanze nocive per
l’uomo”. Ma lo sa che il che il 90%
dei cavalli che corrono non sono
destinati ad uso alimentare per gli
uomini? Lo sa che sia gli allevatori
che gli allenatori devono avere un
registro di carico e scarico dei medicinali somministrati agli equini
40
verificato con grande rigidità dall’Usl con vergate, giorno per giorno, le sostanze somministrate agli
equini, pena la galera? Ma ormai
disinformazione e teorie campate
per aria si mescolano nell’articolessa fatta passare sotto la voce
“Inchiesta: Le mani sugli ippodromi”. Si vaneggia infatti sui controlli antidoping definiti “scarsi”
(nella realtà sono circa 26mila!!)
effettuati da “pochi” giudici (in verità all’ippodromo ci sono più giudici che spettatori!!), tira in ballo
Enrico Bellei chiamandolo “il Cannibale delle corse” e storpia le dichiarazioni di Acciai, Segretario
Generale dell’Unire, che ci confida:
“Mesi orsono fui contattato da un
giornalista dell’Espresso che si
presentò come Giorgio Tosi (!) e mi
fece alcune domande alle quali risposi cortesemente. Quello che oggi ho letto sull’Espresso non corrisponde minimamente alle mie dichiarazioni e sto valutando le mosse da compiere per ristabilire la
verità”. Molto più critico (e incazzato) ci risponde Alessandro Viani,
padre umano di Varenne ed illuminato Presidente dell’Anact che per
tutelare l’immagine degli allevatori
italiani preannuncia querele per
diffamazione e battaglie legali per
ristabilire la verità. Insomma l’ippica stavolta non subirà passivamente l’ennesima coltellata alla
schiena. Bene. Del resto di soldi
ora De Benedetti e soci ne hanno
da buttare via.
C’ERA U NA V OLTA...
MEMORIE DE
________a cura di LUCIO CELLETTI - [email protected]________
C
ari amici, Buon Natale e
Buon Anno; come sapete
la nostra rivista il prossimo mese sarà dedicata
agli stalloni, per questo
le memorie “riposeranno” un mese
per tornare, il prossimo gennaio,
con nuove rivisitazioni del trotto
che fu. A proposito di grandi giornalisti oggi parliamo di colui che è
da considerarsi uno dei migliori
collaboratori della storia della nostra rivista, Rino Icardi.
Proprio per chiudere degnamente
il 2009, crediamo non possa esservi articolo più attuale da poter
riproporre, attraverso la penna,
anzi il pennello, di Rino Icardi, stimato radiocronista della Rai più
romantica, giornalista che ha saputo colorare come non pochi, con
voce roca ma comunque gradevole, gli avvenimenti sportivi di almeno tre decenni.
Non solo ippica ovviamente nella
sua attività radiofonica e televisiva; in un liceo classico di Alessandria, sua città natale, fonda un fo-
glio studentesco dal nome “IL RAGLIO”.
Nel 1959 a ventidue anni, l’assunzione in Rai, come corrispondente
proprio da Alessandria; le Universiadi di Torino dello stesso anno,
quelle che ci fecero capire la grandezza internazionale di Livio Berruti, sono state il suo primo impegno di un certo spessore.
Gli ascoltatori della radio lo ricorderanno senz’altro, quando seguiva per “Tutto il calcio minuto per
minuto” la squadra della sua città,
LA RADIO DI RINO
L’articolo ci dà lo
spunto per inserire
alcune foto del
1970.
Top Hanover nel
Criterium a
San Siro.
41
l’Alessandria, non nascondendo la simpatia
per i grigi, ma rimanendo comunque equilibrato nei commenti. Appartiene alla storia del cavallo sportivo il successo di Graziano Mancinelli alle Olimpiadi di
Monaco 1972, appena
due giorni prima dai
momenti tristi della
strage.
In quel pomeriggio della
domenica Rino Icardi
ha descritto come solo Il fotofinish del Lotteria ‘70: Une De Mai su Eileen Eden e Snow Speed
lui sapeva fare l’impresa vittoriosa del “cavaliere” in sella spetto di una prova che descrivere svolti da romanzo, nella vicenda
ad un grigio irlandese di nome come massacrante sarebbe, oggi classica della serie “il gregario
Ambassador. Ogni salto un urlo e come allora, riduttivo.
che supera il capitano”, rispettipoi un sospiro lungo fino al succes- Adesso gli eventi vengono seguiti vamente Fausto Bertoglio e Giosivo salto, un urlo e un sospiro, un tutti dalla Tv in presa diretta. Allo- vanni Battaglin. Ed ancora citiaurlo e un sospiro... fino alla chiu- ra la radio aveva un’importanza mo un suo cimento nel basket,
sura del suo percorso di barrage fondamentale, Rino Icardi com- pronto a seguire la squadra di Vache a conti fatti consegnò alla mentò in diretta la conquista delle rese impegnata per conquistare
squadra italiana il secondo di cin- due medaglie azzurre, la Tv invece la Coppa dei Campioni di Basket
que ori azzurri totali a quell’edizio- “si accontentava” di una sintesi Una radiocronaca vissuta con la
ne bavarese. Ed appena alcuni notturna e di un annuncio di Paolo genuinità del “tifoso”.
giorni prima aveva commentato il Rosi nel corso della diretta di atle- Ovviamente Rino Icardi ha seguito
secondo posto di Alessandro Ar- tica.
il trotto in radio con competenza,
genton nel concorso completo indi- Da ricordare anche il suo Giro alternandosi con Beppe Berti fino
viduale. Proprio nei collegamenti d’Italia del 1975, la sua prima al 1976; allorché quest’ultimo è
del completo, più segnatamente esperienza con la corsa rosa, in passato, con la riforma della Rai,
nella gara del cross-country, Rino cui, lasciando a Ferretti e Santini al Tg2, Rino Icardi è stato pratiha saputo dare il meglio, descri- il compito di commentare le fasi camente l’unico radiocronista per
vendo nel modo più appropriato e della corsa, si occupava dell’in- molto tempo. Poi nel 1991 il paspoetico al tempo stesso il grande tensità della lotta di alto vertice, saggio in Televisione nei quadri
affetto fra cavalli e cavalieri, al co- che proprio in quell’anno offrì ri- della Tgs, ancora recentemente lo
ricordiamo nel suo “Profilo greco”, rubrica che accompagnava le
notti ateniesi alle Olimpiadi del
2004.
Rino Icardi ha contribuito, in epoca giovanile, alle fortune della nostra rivista. Riproponiamo la sua
“Arca di Natale” dal n. 11/1970.
Un esercizio letterario di alta classe degno dello stile, se l’autore ce
le consente, di Aldo Palazzeschi.
Noterete come ogni parola, ogni
descrizione, è ancora straordinariamente attuale. Solo un nome va
cambiato, Varenne al posto di
Tornese, quel Tornese che era
nella lista dei grandi degli anni
Sessanta, allorché Rino Icardi descrisse con Guglielmo Moretti, in
un “Domenica sport” di fine
1969, tutto il decennio che anda1970: Gladio su Barbablù ed Agaunar nel Premio Jegher.
va a chiudersi.
42
43
di Nico D’Achille
L’Inverno
d’oro
di San Siro
N
el 1925 nasceva l’ippodromo del trotto di San
Siro. L’impianto, grazie
alla premurosa e diretta cura del cavalier Locatelli, segretario della S.I.R.E., che
aveva consentito di portare a termine un’imponente opera in pochi
mesi, alla sua inaugurazione si presentava impeccabile.
Era stato creato sotto la direzione
tecnica degli ingegneri Valerio e
Somaini, per la pista con avanzatissimi criteri costruttivi, validi ancora oggi; dall’architetto Paolo
Vietti Violi, per le tribune e le scuderie.
Tornese
44
Grazie alla premurosa, diretta cura del segretario della S.I.R.E., cavalier Locatelli, che aveva consentito di portare a termine un’imponente opera in pochi mesi, alla
sua inaugurazione si presentava
impeccabile. Per la gara di apertura, con premio di 30 mila lire,
giunsero cavalli da tutta Europa.
Vinse, dopo una gara appassionante, l’americano Billy Bunker
del milanese Fabris Favero, guidato da Alessandro Finn, esule
della rivoluzione russa, giunto da
poco in Italia.
E Finn, l’uomo che già a quell’epoca correva con il cronometro, di-
venne cittadino milanese creando
una scuola di guidatori che allargò
la schiera dei drivers ormai stabiliti a Milano, o i Barbetta e i Branchini, quali gli Ossani di Faenza, i
Pieropan veneti, i toscani Fabbrucci e via via, gli emiliani Antonellini, Rosi, per finire con Brighenti, Casoli, i Baroncini, i Guzzinati e i Gubellini. Oltre ai guidatori comparvero proprietari eccezionali (Borasio, Riva, Palazzoli, Camurati, Gonella, Orsi Mangelli)
che importarono grandi cavalli
americani. Quel periodo vedeva
alla plancia di comando dell’ippica milanese il commendator Loca-
telli, Segretario Generale della
S.I.R.E, e uno stile di conduzione
prettamente lombardo che univa
alla concretezza un tocco d’umanità. Il programma delle corse si
concretizzava, con lo scandire
graduale dei grandi premi: Encat,
Nazioni, Saint Leger (diventato poi
Nazionale), Inverno, Europa, Orsi
Mangelli, Gran Criterium, alla costante presenza di tutti i campioni
nazionali ed internazionali.
Se si diceva di San Siro che era la
“Scala del Trotto” gran parte del
merito spettava alla sua pista, curata con grande attenzione. In certi inverni rigidi con Milano sotto
una nevicata, la città imbalsamata
di bianco e le strade quasi impraticabili, trovavi a San Siro, prodigiosamente, la pista sgombra e le
corse che avevano regolarmente
inizio. E Dio solo sa quale esercito
di uomini, al lavoro da ore antelucane, fosse stato necessario per
raggiungere lo scopo.
Di quegli inverni un ricordo che
resta stampato nella memoria è
quello dei bracieri di San Siro.
C’era la neve ammassata ai bordi
della pista, c’era un freddo polare,
ma quei bracieri, intono ai quali si
formavano capannelli di gente intirizzita, ti davano morale e conforto. Gli inverni di San Siro coincidevano con la stagione d’oro, un
termine che Ugo Berti, direttore di
quello che oggi si chiama Lo Sportsman, aveva coniato e lanciato
sul giornale. E uno dei capisaldi
della “stagione d’oro” era il Gran
Premio d’Inverno, quello che segnò, come un battesimo, il debutto
vittorioso di Muscletone. Il tre anni americano, acquistato dal grand’ufficiale Arturo Riva, la cui giubba a righe figurava tra le più famose dell’epoca, era giunto nelle
Sergio Brighenti
William Casoli con Crevalcore
scuderie di Finn da appena quaranta giorni.
Si dice che il suo allenatore, che si
chiamava Parshall, lo avesse accompagnato con una lettera in cui
spiegava come il cavallo andasse
vestito ed attaccato, ma mister
Finn, che di suggerimenti non
aveva certo bisogno, fece della lettera una pallottola di carta e la
buttò nel cestino. Il cavallo era
piccolo, ed anche per questo fisico
ridotto, nonché per una facilità alla rottura, gli americani lo avevano ceduto ad un prezzo d’occasione. Ma Finn, sin dai primi attacchi, si accorse di avere nelle mani
un trottatore eccezionale, dotato
di una punta di velocità irresistibile. Bastò una modifica di ferratura
e le rotture d’incanto scomparvero. Muscletone volava e Finn lo
presentò nell’“Inverno” che il suo
nuovo allievo dominò, da 1.20.5
davanti a Topsy Hanover. A gennaio dell’anno nuovo Muscletone
andò a Parigi a vincere l’Amérique
lasciando sbalorditi i francesi. E il
“doppio” Inverno-Amérique restò
storico nella sua pur fantastica
carriera. Muscletone fu il più
grande successo di Alessandro
Finn che, a chi lo interrogava sul
segreto di tanto successo, rispondeva: “molto semplice, in America
ferrato male, qui ferrato giusto”.
Walter Baroncini, che con Finn
ebbe un sodalizio professionale
negli anni ’60, quando il mago
russo stava terminando la carrie-
ra, sulla capacità del maestro dell’est di indovinare sempre la ferratura è convinto che “fosse un
dono di natura. Casoli ed io lo abbiamo osservato per anni dai bordi della pista, e quando ci accorgevamo che aveva trasformato un
cavallo, correvamo dal maniscalco
e gli chiedevamo quali modifiche e
quali correzioni Finn gli avesse
fatto effettuare. Così, qualche volta, gli abbiamo rubato qualcosa.
Ma a lui bastava salire in sulky ad
un cavallo o addirittura vederlo
trottare per capire al volo come
andava ferrato”. Certo Finn ha fatto scuola, ma i grandi dell’epoca,
protagonisti a San Siro, furono
tanti, Romolo Ossani, Nello Branchini, Dino Fabbrucci, Giulio Fabbrucci, Ugo Bottoni, Vincenzo Antonellini.
E’ del 1952 l’istituzione della più
illustre corsa di San Siro: il Gran
Premio delle Nazioni. La formula,
abbattendo ogni steccato di protezionismo, recitava “per cavalli di
3 anni ed oltre di ogni Paese, distanza metri 2100”. Alla prima
edizione si verificò un episodio
storico, che resta unico nei gran
premi di San Siro. La Scuderia Orsi Mangelli presentava Hit Song,
tre anni americano di alto rango,
che era stato secondo nell’Hambletonian, ma la favorita era Cancanniere, sontuosa francese che
aveva vinto due volte l’Amérique e
che passava da dominatrice sulle
piste europee.
45
William Casoli in sediolo a Navazzo
E Cancanniere ed Hit Song risposero all’attesa balzando in primo
piano in retta d’arrivo: la transalpina in testa sembrò aver partita
vinta ma, aggredita negli ultimi
metri con violenza da Hit Song,
perse il passo e ruppe sul palo. Pochi istanti dopo però anche Hit
Song si confuse e sbottò di galoppo. Casoli sostiene ancora oggi:
“Avevo vinto io. Cancanniere ruppe prima del mio. Poi Hit Song,
che non sapeva sbagliare, fu contagiato dalle luci e si mise di galoppo. Ma aveva già passato il traguardo”.
In linea teorica, Casoli può anche
avere ragione. Ma onestamente
come poteva in una circostanza
come quella il giudice d’arrivo,
che era il colonnello Antonini, soprannominato “occhio di lince”
perché a suo dire sapeva distinguere anche la parità, dare la vittoria al nostro portacolori? Così ci
fu la squalifica per entrambi e il
successo andò allo svedese Frances Bulwark, che aveva in sulky il
vecchio maestro Soren Nordin, il
papà di quel Jan che a lungo è
stato il supervisor della cavalleria
dei Biasuzzi. Casoli si rifece nel
1957 vincendo il Nazioni con il
mangelliano Crevalcore, che a 4
anni colse il più alto traguardo
della sua pur luminosa carriera,
tramite una magistrale condotta
di gara del popolare William, mai
come in quella occasione degno
46
dell’appellativo “il professore”
che la gente di San Siro gli aveva
affibbiato. Crevalcore, cavallo di
mole possente, con i nastri partiva piano per via di una faticosa
giravolta, ma con la macchina invece scattava benissimo. “Qui –
sentenziò Casoli alla vigilia – ci
giochiamo la partenza con Tornese e se vado in testa dovranno
batterci”. La mossa riuscì, Tornese vista la decisa opposizione si
adeguò secondo e Casoli in testa
si mise a giocare sull’andatura,
ammassandosi il gruppo alle spalle con la francese Gelinotte che
navigava al largo. Rievoca Casoli:
“Sul finire dell’ultima curva Brighenti mi dava dei grandi colpi
sulla schiena con Tornese e urlava come un pazzo: Vai via se no ti
vengo addosso. Ma io tergiversavo ancora e solo quando vidi profilarsi al largo la sagoma di Gelinotte, diedi il via a Crevalcore liberando Tornese.
Il quale uscì come una furia ma
non fece più a tempo a battermi
concludendo secondo davanti a
Gelinotte”. Tra Tornese e Crevalcore fu duello infinito, ma il culmine della rivalità fu toccato a San
Siro nel Gran Premio delle Nazioni
1960. Crevalcore in testa e immediatamente Tornese che lo assale
e lo impegna a tutto gas senza lasciargli un attimo di respiro, con
Vivaldo Baldi in sediolo a Crevalcore che grida a Brighenti, “non
passi, non passi, non ti lascio andare” e Sergio imperterrito che insiste nell’offensiva. Un duello senza tregua, spietato. Crevalcore ai
cinquecento finali, stremato, letteralmente si ferma e, solo dopo una
sosta, trova la forza per rientrare
nelle scuderie. Tornese, pur dopo
aver profuso ogni energia e ormai
a corto di risorse, conclude terzo
dietro Nievo e Erro. Brighenti e
Tornese, che storie! La vittoria più
umana, più toccante del “Pilota” a
San Siro fu quella con Tornese nel
Gran Premio delle Nazioni 1959.
Pioveva ininterrottamente da quarantotto ore su Milano, ma l’ippodromo era zeppo.
C’era Jamin, fuoriclasse di Francia, c’erano Hairos II, Icare IV,
Crevalcore e c’erano anche il sauro volante e il Pilota ritornati insieme dopo che il commendator
Sebastiano Manzoni un anno prima aveva tolto il cavallo a Brighenti passandolo alle cure di Romolo e Gioacchino Ossani. Quel
giorno di novembre del 1959 era
tardo pomeriggio, faceva quasi
buio e furono accesi i riflettori. La
pista, chiazzata d’acqua, nel gioco
delle luci riflesse sembrava rivestita di strass.
Fu la corsa più bella e più difficile
di Tornese e Brighenti: perché,
dopo la dispendiosa partenza volante per trovar posizione, avevano dovuto uscire a metà percorso
per opporsi a Jamin e girare all’esterno su quella pista che la
pioggia aveva reso pesante e faticosa. All’ultima curva Jamin ripartì all’offensiva, ma quando i tifosi di Tornese e del “Pilota” temevano che tutto fosse perduto,
immaginando Tornese piegato
dalla fatica, videro il sauro volante schizzare in avanti con uno
scatto perentorio. Il “Pilota” gli
aveva detto “Vai “ con la sua voce
inconfondibile e Tornese gli aveva
risposto con tutto sé stesso, quasi
galvanizzato da un’identica sete
di rivincita dopo lo sfortunato episodio di dodici mesi prima, sempre nel Nazioni, quando il sauro
volante e il pilota avevano perso
sul palo da Icare IV. Storie meravigliose dell’inverno d’oro di San
Siro.
di Ilaria Rossi
Grazie
CONTRATTO
C
i sono cavalli che ti entrano nel cuore già dal
giorno in cui nascono,
cavalli che ti guardano
negli occhi e ti fanno capire che ti daranno belle soddisfazioni, cavalli che magari non vincono i Gran Premi, ma comunque
speciali, con un diamante al posto
del cuore e un cervello che li rende
capaci di leggere, scrivere e fare
anche i conti.
Contratto è, senza ombra di dubbio, uno di questi.
Raggiungiamo Carlo Rossi, il suo
allenatore da sempre, a Casale sul
Sile, un piccolo paese a metà strada tra Treviso e Jesolo, dove attualmente risiedono i suoi allievi:
“E’ un posto molto bello questo attacca Carlo - un’oasi di serenità,
creato e voluto da Paolo Borin; 30
box, 30 paddock, una pista tonda
da 1200 metri, una pista dritta che
sembra non finire mai ed un tracciato tra gli alberi per poter attaccare i cavalli da treno rendendo il
momento del lavoro un momento
di relax.”
Ed è qui che Contratto trascorre le
sue giornate: “Contratto... che cavallo! Pensa che domarlo fu tutt’altro che semplice: non ne voleva sapere di briglie, finimenti, ghighette, usava i suoi posteriori come infallibili armi, se solo osavi avvicinarti con qualcosa a due ruote partiva con delle doppiette da far paura! - Carlo ride ancora al solo pensiero - Ma la pazienza fu, come
sempre, l’arma vincente; aveva un
potenziale da paura, figlio di Ipavec, una cavalla che avevo domato
io e di cui ero innamorato, e già
dai primi attacchi intuii che questo
non era un cavallo qualsiasi! Una
volta capito fu tutto molto più semplice: qualifica ad agosto dei 2 anni
48
49
e debutto a vincere a Milano verso
la fine di settembre, ma quando
tutto sembrava andare per il verso
giusto...”
Cosa accadde? Contratto, dopo
aver cominciato a far parlare di sé,
sparì fino a marzo dell’anno successivo, come mai?
“Non me lo ricordare, era il 21 ottobre, era partente a Bologna con
Andrea Farolfi, dietro la macchina
gli sbottò di galoppo e nel box tornò con un sesamoide fratturato;
furono mesi molto difficili, lui che
aveva una gran voglia d’andare,
ma per guarire completamente era
necessario assoluto riposo. Rientrò
a marzo dell’anno successivo e il
25 aprile a Milano fece il record
della generazione; ma da record fu
anche il tempo durante il quale rimase detentore del record: dalle
15.30 alle 16.30. Giusto il tempo di
goderci il primato, che ci pensò
Cherokee Chief ad abbassarlo due
corse dopo!”
Ma a distanza di otto anni non credo tu ti possa lamentare...118 corse in carriera, 52 vittorie e 41
piazzamenti.
“Metterei la firma per averne un
altro di Contratto! E’ un cavallo
fantastico, parte a 2000 all’ora, ha
50
vinto corse in testa dalla partenza
all’arrivo, ma ne ha vinte molte
anche di spunto e altre a girare di
fuori. Non ha un grande numero di
corse in carriera, abbiamo cercato
sempre di fare le corse giuste e di
vincerle! Le 50 vittorie erano già
un bel traguardo, ma non si è accontentato di fermarsi, è un cavallo completo, uno che, ancora adesso a 10 anni, quando ci salgo sopra
riesce ancora a farmi sognare.”
Questo campione, oltre al suo trainer, continua a far sognare un bel
manipolo di persone, che per festeggiare le sue 52 vittorie gli hanno dedicato una serata con tanto di
dolce a base di mele e carote; una
serata speciale alla quale Contratto
non è potuto mancare.
Ad accompagnarlo c’era Maria
Giovanna, la sua inseparabile lad,
che non è riuscita a trattenere le
lacrime, come ogni volta che taglia il traguardo da vincitore, un
legame straordinario li unisce, lei
non smette di sussurrargli all’orecchio parole dolci e lui la
guarda con due occhi innamorati
da pesce lesso; non poteva mancare Alessandro Ansaloni, il suo
proprietario, un ragazzo bolognese con la passione dei cavalli ere-
ditata da papà Lele e infine Alberto e Valeria Pierbon, i suoi allevatori, che nutrono un vero amore
per Contratto. Ad Alberto chiediamo che ne sarà di Contratto, ora
che è arrivato alla veneranda età
dei 10 anni: “Speriamo decidano
che i cavalli migliori possono continuare a correre almeno un altro
anno, Contratto è in super forma
e ha la voglia di andare di quando
era puledro, non mi pare produttivo tagliare le corse dei cavalli
buoni, che riescono ancora a dare
spettacolo. E se così non fosse trascorrerà il resto dei suoi anni in
un paddock, libero e felice di trottare e giocare come ha sempre
fatto.”
A cena, quella sera, mancava però
la persona più speciale, quella che
per prima ha incontrato gli occhi
di Contratto, quella che ha deciso
chi sarebbe stato il suo trainer,
quella che credeva in lui più di
ogni altro cavallo, quella che ogni
volta che Contratto scende in pista
è lì che tiene le guide in mano,
quella che le vittorie se le gode dalla tribuna d’onore: Fabio Pierbon,
il suo angelo custode, che dopo
ogni vittoria gli sussurra “Grazie
Contratto.”
LO S APEVATE C HE...
Il cavallo in libreria e al cinema
di Barbara Sarri
Un libro:
IL COMPORTAMENTO
DEL CAVALLO
“I
l comportamento del cavallo” di Andrew F. Fraser, edito da Il Sole 24 ore Edagricole, esce in Italia nel 2001. Il cavallo, come viene descritto nel libro, rappresenta “un ottimo mezzo
per recuperare in parte quel rapporto con la natura, spesso idealizzato,
di cui il progresso sembra aver privato l’uomo.” (Elisabetta Canali e
Simona Normando, Presentazione
dell’edizione Italiana).
La pubblicazione, un volume ben
curato che appassiona tutti gli
amanti del cavallo, tratta dell’etologia applicata e dello studio del
comportamento del cavallo.
Andrew F.Fraser ci insegna attraverso sette capitoli come arrivare al
benessere del cavallo studiando il
suo comportamento sia come “sin-
golo” che come “gruppo”; approfondisce il momento della riproduzione, della nascita del
puledro e lo sviluppo del comportamento sociale.
Interessantissimo il sesto capitolo, dedicato ai comportamenti
anomali degli equini, dove si affrontano i vari tipi di anomalie:
il ballo dell’orso, l’incensare, fino al ticchio d’appoggio e l’aerofagia.
Diventa importante documentarsi su tutti questi comportamenti perché: “l’applicazione
delle conoscenze comportamentali nell’allevamento del cavallo
è oggi un dovere morale per proprietari… veterinari… etc..”
(Fraser, pag. VII).
Questo volume, quando fu pubblicato, aveva uno scopo ancora attuale: quello di guidare non solo i
proprietari ma anche i professionisti, “gli studenti di medicina veterinaria e quanti si occupano di allevamento equino attraverso tutti gli
aspetti della conoscenza e comprensione del comportamento del cavallo
dal livello di base a quello pratico.”
Andrew F. Fraser è attualmente ordinario di Chirurgia Veterinaria
presso la Memorial University di
Terranova in Canada. Pioniere nello
studio dell’etologia applicata ha curato per 17 anni la rivista scientifica
“Applied Animal Behavior Science”.
Il comportamento del cavallo
Fraser Andrew F.
Edagricole - 1998/ 2001 ristampa
Pag. XXII+232 – 45 illustrazioni
€ 25,82
52
Un film:
NESTORE
L’ULTIMA CORSA
N
el 1994 esce un film davvero
speciale “Nestore L’ultima
corsa”, sceneggiato da Alberto Sordi e Rodolfo Sonego, con
la regia del grande Sordi, la fotografia di Armando Nannuzzi, le
musiche di Piero Piccioni.
Il protagonista di questa pellicola,
oltre ad Alberto Sordi (il film è
considerato da gran parte della critica cinematografica come il suo
addio al cinema) che interpreta il
vecchio Gaetano, un uomo che per
tutta la vita ha fatto il vetturino a
Roma, è Nestore, il suo cavallo.
Il vetturino, con Nestore, ha portato in giro tanti turisti con la carrozza e questo cavallo speciale gli
ha tenuto compagnia in tutti i momenti della vita. Nestore per Gaetano è un amico, un confidente che
lo capisce anche più della sua famiglia, più di sua figlia.
Un film commovente che parla di
un mondo del quale non si può non
avere nostalgia.
L’universo dei sentimenti, dei valori, è quello che impedisce a Gaeta-
no di obbedire agli ordini di Otello,
padrone di Nestore, che lo voleva
far finire al mattatoio (molto crude
le immagini dei macelli).
Ma il mondo è cambiato e Gaetano
se ne accorge, quello che ormai
conta è altro: conta chi va veloce,
chi fa le salite in fretta, chi corre
invece di camminare.
Un mondo che considera un peso
inutile i vecchi e gli animali anziani ed è per questo che proprio loro
sono i protagonisti della storia.
Insieme al vecchio e a Nestore non
può non esserci anche un bambino,
il nipotino di Gaetano, il vivace Ferruccio, che adora Nestore e al momento giusto aiuterà il vecchio a
nasconderlo nel garage sotto casa.
Un film che ti lascia l’amaro in bocca quando Sordi alla fine con la valigia si avvia verso la casa di riposo,
ma che ti fa riflettere sull’attualità
del tema affrontato già allora.
Questa pellicola, con la sua bella
fotografia, è un omaggio a Roma e
alle sue piazze, descritte con l’amore profuso da Alberto Sordi.
La storia inizia nel momento in cui
Nestore ormai un po’ su con l’età
non riesce a portare in salita la carrozza con due importanti ospiti a
bordo e blocca il traffico di Roma.
Poi i vari episodi ci
guidano dentro la
b o rg at a r o ma n a ,
piena di sentimenti
forti e sacrifici.
Nestore, l’ultima
corsa
Regia: Alberto Sordi
Interpreti: Alberto
Sordi, Eros Pagni,
Matteo Ripaldi,
Vanessa Gravina,
Cinzia Cannarozzo
€ 9,90 in DVD
Rubrica a cura di
Barbara Sarri
www.barbarasarri.com
53
Il parere del legale
a cura dello Studio legale Palombarini – Casini Ropa
per inviare le vostre domande e richieste di pareri scrivete a: [email protected]
L’E.T.: un recente viaggio
fatto di svolte
e cambi di percorso
L’
embryo transfert (E.T.) è una tecnica riproduttiva
consistente nel trasferire un embrione da una
femmina, detta donatrice o madre genetica, ad un’altra, detta ricevente o madre uterina.
Tale sistema, introdotto in Italia a partire dagli anni
novanta, è dotato di notevoli potenzialità che permettono di aumentare le capacità riproduttive di una fattrice: fisiologicamente una cavalla può produrre non
più di un puledro per anno, ma con questa tecnica è
teoricamente possibile avere un puledro per ovulazione.
Ciò aumenta notevolmente la capacità di trasmissione genetica della fattrice, obiettivo ragguardevole laddove la tecnica di fertilizzazione viene applicata per
riprodurre cavalle che hanno ottenuto grandi successi
sportivi.
Nonostante la palese utilità, il nostro ordinamento ha
previsto limiti ad un indiscriminato ricorso alla pratica
in questione con l’intento di evitare rischi di consanguineità e gravi danni alla variabilità genetica della
popolazione equina.
Tali limitazioni, concernenti prettamente l’applicazione di questa tecnica al cavallo trottatore ed elaborate per fornire i capisaldi nella materia disciplinata,
nella realtà, al momento della loro applicazione pratica, sono state oggetto di interpretazioni diametralmente opposte, lasciando nell’incertezza sia gli allevatori, diretti destinatari della normativa, che le Corti chiamate a dirimerne le seguenti e annesse controversie.
Una delle questioni su cui le diatribe si sono succedute, plurime e copiose, è da rinvenire nella possibilità o
meno di iscrivere, nel Libro Genealogico del Cavallo
Trottatore Italiano, entrambi i puledri gemelli nati con
la tecnica dell’embryo transfert, aventi la stessa madre
54
genetica e due diverse madri uterine/riceventi.
Il problema scaturisce dal non ben chiaro indirizzo
fornito dall’art. 8 delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del Cavallo Trottatore Italiano, approvato con D.M. n. 23688 del 26 settembre
2003 dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali,
nella parte in cui esso non prevede la possibilità di
iscrivere, al Libro Genealogico, due puledri generati
dalla stessa madre genetica e nati da due madri riceventi attraverso la pratica dell’embryo-transfert.
La norma richiamata, per ciò che in questa sede interessa sottolineare, dispone quanto segue:
• “per ciascuna donatrice è ammessa la registrazione
di un puledro all’ anno ottenuto con la tecnica dell’E.T. L’allevatore che sarà autorizzato all’E.T. dovrà impegnarsi con autocertificazione a non produrre nello stesso anno solare altri embrioni che
possano dar luogo alla nascita di puledri iscrivibili
nel Libro Genealogico di un altro Paese nello stesso anno solare”;
• “una fattrice che abbia ottenuto un puledro attraverso l’E.T. non potrà produrne un altro nello stesso anno solare partorendolo direttamente”;
• “ogni violazione del presente regolamento comporta la mancata iscrizione del prodotto”.
Apparentemente sembra collidere col dettato normativo la possibilità accordata di iscrivere regolarmente
due puledri nati naturalmente da parto gemellare da
madre genetica.
Pertanto gli allevatori pensando di poter legittimamente considerare equiparabili le due circostanze,
parto gemellare da madre naturale e da due madri riceventi a fronte di embrioni forniti dalla stessa madre
genetica, e in forza del presunto difetto di un espresso divieto normativo, hanno avanzato richiesta di
iscrivere i due prodotti gemelli ancorché eterozigoti
ed ancorché nati entrambi con la tecnica dell’E.T.
L’Area Trotto Ufficio Libro genealogico dell’UNIRE
ha rigettato le medesime domande, sempre e in maniera costante giustificando i medesimi dinieghi riportandosi alla ratio della normativa tesa ad “evitare
che l’indiscriminato ricorso alla pratica di cui è questione aumenti il rischio di consanguineità tra i soggetti iscritti al Libro Genealogico, nonché di conseguenti gravi danni alla variabilità genetica della popolazione”.
Sicché a parer dell’UNIRE, pur non contemplando
espressamente l’ipotesi di concepimento gemellare,
l’art. 8 delle Norme Tecniche vieterebbe espressamente l’iscrizione di più di un prodotto ottenuto da
E.T. nell’anno di riferimento, restando ininfluente ai
fini dell’applicazione della norma che il secondo prodotto sia risultato da concepimento gemellare o da
due concepimenti e parti in successione.
All’evidente contrasto e incertezza in materia hanno
fatto seguito gli interventi all’autorità giudiziaria, nella specie dei Tribunali Amministrativi Regionali.
La giurisprudenza che si è formata in merito riproduce pedissequamente la difficoltà di approdare ad un
unico indirizzo ed ad un’interpretazione univoca della fattispecie.
E’ sufficiente analizzare due sentenze del TAR Lazio
per rendercene conto.
La prima decisione risalente al 2006 ha concluso sostenendo le ragioni degli allevatori, la seconda, molto
recente, gennaio 2009, ha statuito in favore dell’UNIRE.
Di seguito sono snocciolati gli argomenti addotti dalla Corte per giustificare il cambio di direzione, ma è
bene sottolineare come essi siano esattamente gli
stessi trattati però, a distanza di tre anni, in maniera
esattamente contrapposta.
Nella sentenza n.13905/2006, la Corte sostiene “che
l’art. 8. delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del cavallo Trottatore Italiano si riferisce esclusivamente al concepimento singolo; ne è prova proprio l’impegno richiesto all’allevatore di non
produrre “altri embrioni” (quindi successivamente ed
autonomamente ad una prima produzione) che possano dar luogo alla nascita di puledri iscrivibili in altri Paesi ed il divieto di ottenere un puledro direttamente dalla fattrice nello stesso
anno solare (che non significa non
si possano ottenere due embrioni
da un unico concepimento).”
A parere del TAR opinare diversamente significherebbe, sulla scorta
della pretesa ratio di evitare il rischio di consanguineità tra i soggetti iscritti al libro genealogico,
negare in radice anche la possibilità di iscrivere due
puledri nati con parto gemellare; e tanto non si evince
affatto dalle Norme tecniche del libro genealogico del
cavallo trottatore italiano.
Pertanto, continua la Corte “in mancanza di una
specifica e puntuale prescrizione, deve ritenersi
che le stesse norme non vietino l’iscrizione di due
prodotti gemelli, nati entrambi con la tecnica dell’E.T.
Ne deriva, pertanto, l’impossibilità giuridica di sanzionare, mediante la mancata iscrizione, un comportamento dell’allevatore (il trasfert di entrambi gli embrioni) che ha condotto ad un evento non disciplinato”.
L’orientamento muta radicalmente qualche anno dopo quando, sempre il TAR Lazio chiamato a decidere
un’analoga controversia, emette una decisone antitetica rispetto alla precedente.
Nella sentenza n. 0469/2009 la Corte interpreta il disposto normativo nel senso di un chiaro veto di registrare “più di un puledro all’anno ottenuto con la
tecnica dell’E.T. per ciascuna donatrice… essendo
ininfluente ed irrilevante che il secondo puledro sia
nato a seguito di concepimento gemellare o piuttosto
da due concepimenti in successione.”
Per quanto concerne la possibilità di iscrivere regolarmente due puledri gemelli nati da madre naturale, la
Corte sottolinea come la diversa disciplina delle due
fattispecie sia dovuta solo ad una loro apparente
equiparabilità.
In realtà, sostiene la Corte, “la nascita di gemelli ed il
loro successivo sviluppo tra la popolazione equina è
un evento altamente eccezionale in natura, rappresentando, tra l’altro, un rischio per la vita della fattrice, mentre, nella specie dell’E.T., le nascite non sono
dovute al caso, ma indotte da tecniche artificiali, accompagnate da una precisa e preordinata volontà
dell’allevatore coadiuvata da una necessaria attività
da parte del medico veterinario.”
In conclusione, questo sembra per ora l’orientamento della giurisprudenza, il quale indurrebbe pertanto
gli allevatori a desistere dal proporre domande di
iscrizione di due puledri gemelli nati attraverso la
tecnica dell’E.T., ma come dimostrato ampiamente le
strade percorse possono essere
varie e mutevoli, il percorso permette cambi di direzioni, svolte,
retromarcie, l’importante è essere
vigili, attenti ai segnali, a volte ingannevoli altre rassicuranti, ma
alla fine sono i soli a fornire le
istruzioni.
A cura della
Dott.ssa Chiara Mezzelani
dello Studio Legale
Palombarini-Casini Ropa
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di Alberto Cagnato
L’EPOPEA DI CAPRILLI
in un libro di Lami
“L
e passioni del
Dragone” è il titolo dell’ultimo
libro di Lucio
Lami, scrittore,
giornalista e grande appassionato
degli sport equestri che, dopo aver
prestato servizio militare nel Savoia Cavalleria, ha fondato e diretto la rivista di equitazione “Lo
Sperone”.
Ho avuto la fortuna di averlo, per
una ventina d’anni, come collega
al Giornale, dalla fondazione avvenuta nel 1974; di lui ho sempre
ammirato, oltre al talento naturale, lo smisurato coraggio che non
di rado rasentava l’incoscienza.
Ricordo ancora l’espressione fra lo
sbigottito e il preoccupato di Montanelli nel commentare che Lucio,
inviato di guerra e clandestino in
Afghanistan, non dava più notizie
di sè ormai da parecchi giorni. Il
filo conduttore dell’ultimo libro di
Lucio Lami (una ventina le sue
opere tradotte in varie lingue) è nel
sottotitolo: “Cavalli e donne: Caprilli campione della Belle Epoque”. Questo affascinante periodo
della storia italiana ha avuto un
grande protagonista nel capitano
Federico Caprilli. Un personaggio
che ha messo il suo marchio indelebile sulla storia dell’equitazione,
rivoluzionando radicalmente il
modo di stare in sella. Un metodo
talmente geniale e innovativo da
essere adottato nel giro di pochi
anni dalle cavallerie di tutto il
mondo, Stati Uniti compresi dove
ancor oggi è una celebrità. Ma Caprilli non è stato soltanto un precursore dell’equitazione naturale,
ma anche un ufficiale anticonformista e, soprattutto, un irresistibile tombeur de femmes. La vita di
Federico Caprilli per la prima volta
viene raccontata non trascurando
mai una fedele ricostruzione stori-
56
ca e con testimoinianze fotografiche inedite. Del resto Lami può avvalersi di una delle biblioteche più
rare ed esaurienti in circolazione.
Il libro scorre via tutto d’un fiato
con lo stile del grande cronista che
gli fa assumere le connotazioni del
giallo nel descrivere la misteriosa e
drammatica fine del protagonista.
Tragica fatalità od omicidio? Federico Caprilli, simbolo di un’epoca
magica e decadente, si è portato il
segreto per sempre nella tomba.
Anzi in un’urna cineraria.
Le passioni del Dragone
LUCIO LAMI
Editore Mursia
182 pagine
24 euro
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il Trottatore - novembre 2009 - Associazione Nazionale Allevatori