ANNO LVII - N. 11 NOVEMBRE Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DRCB - Roma ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALLEVATORI DEL CAVALLO TROTTATORE 2009 CONCORDIA RES PARVAE CRESCUNT DISCORDIA MAXIMAE DILABUNTUR Pubblicazione mensile dell’A.N.A.C.T. (Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore) Iscrizione n. 218/204 nel Registro del Tribunale di Roma in data 27/05/2004 SOMMARIO ANNO LVII - N° 11 - NOVEMBRE 2009 SPECIALE N ASTRO A ZZURRO MACHO... MACHO GAMS Direttore Responsabile: Alessandro Viani IL D’ARTAGNAN D’ITALIA... VINCENZO PISCUOGLIO DELL’ANNUNZIATA DA 3 A 80.000, TUTTI I NUMERI DI UN DERBY ENTUSIASMANTE Capo Redattore: Antonio Terraneo Comitato di redazione: Alberto Caravita Ernesto Cazzaniga Antonio Diana Marco Zafferoni Redazione: Lucio Celletti MACHO GAMS, ROMAGNA MIA... STA IN FRONTE A TE I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO L’ASTA DI OTTOBRE Fotografie di: Archivio Anact, Fabio Abete, Claudio Caldani, Mauro Castelluccio, Enzo De Nardin, Gerard Forni, Stefano Grasso CASERTA, LA VERSAILLES ITALIANA ALLA SCOPERTA DI UN MARCO SMORGON CHE NON TI ASPETTI NANCY’S TREB E NOAK LB, LE DUE PERLE DELL’ALLEVAMENTO ITALIANO IRINA DA GRAN SIGNORA, DOMINA IL FRECCIA D’EUROPA Spedizione in abbonamento postale 70% Filiale di Roma FANGO ESPRESSO SULL'IPPICA: ADESSO BASTA! 39 C’ERA U NA V OLTA... L’INVERNO D’ORO DI SAN SIRO GRAZIE CONTRATTO 41 44 48 LO S APEVATE C HE... IL CAVALLO IN LIBRERIA E AL CINEMA IL PARERE DEL LEGALE Stampa: Grafica Rinascimento Srl Via Giuseppe Vaccari, 9 00194 Roma Tel. 06 55590255 18 22 26 32 34 POLITICANDO MEMORIE DE “IL TROTTATORE”: LA RADIO DI RINO Progetto Grafico e impaginazione: Franco Bottoni Studio [email protected] 11 SPAZIO A LLEVAMENTO ALLEVAMENTO BOSS, UN BOSS... IN PISTA Redazione Amministrazione: Viale del Policlinico, 131 00161 Roma Tel. 06 4416421 Fax 06 44164237 http://www.anact.it E-mail: [email protected] 2 5 6 7 L’EPOPEA DI CAPRILLI IN UN LIBRO DI LAMI FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI NOVEMBRE 2009 52 54 56 S PECIALE N ASTRO A ZZURRO di Rolando Luzi 82o DERBY DEL TROTTO MACHO... MACHO GAMS D omenica 11 Ottobre, all’ippodromo Tor di Valle abbiamo vissuto la fantastica giornata del Derby, con in programma tre corse di gruppo 1 e corse di contorno di elevato spessore tecnico, imperniata sulla corsa più ricca e importante del trotto nazionale: l’82° Derby Italiano del Trotto (euro 770.000,00 - gr. 1 - 2 mt. 2100 - per maschi interi e femmine indigene di 3 anni). Purtroppo, anche quest’anno, l’evento non è nato sotto una buona stella (nel 2008 il Derby fu rimandato a Novembre a causa dello sciopero dell’ippica nazionale), considerate le vicissitudini della vigilia: dalla graduatoria errata e poi corretta dall’Unire con conseguente sorteggio tra Mario Tommaseo e Merisi Font, al sorteggio favorevole al primo con conseguente esclusione del secondo, per finire con il ricorso di quest’ultimo al Tribunale Civile nel tentativo di non far disputare la corsa. Il buon senso del Giudice ha evitato la sospensione, ma lo stesso giudice ha dato appuntamento alle parti (Unire e scuderia Ucci-Riccitelli) dopo il Derby in tribunale. Da sottolineare la concomitanza con la giornata di gran lusso a San Siro galoppo, che presentava due gruppi 1 (Gran Criterium e Vittorio di Capua) e due gruppi 3.Viene da chiedersi come sia possibile mettere in calendario due avvenimenti ippici importantissimi del panorama nazionale, nella stessa giornata. Domanda girata d’obbligo all’Ente che gestisce la programmazione annuale ippica, ma che non troverà mai una risposta adeguata perchè nessuno si prenderà la responsabilità di dire “l’ho fatto io!”! Allora perché domenica fantastica dopo quanto abbiamo premesso? Perché un convegno così ricco di trottatori indigeni e stranieri di altissimo spessore tecnico è difficile trovarlo in giro per l’Europa. Il pomeriggio romano partiva con il primo gruppo 1 del convegno, le Oaks del Trotto (euro 200.200 - gr. 1 - mt. 1.600 - per femmine indigene di 3 anni) che ha offerto subito belle emozioni. Diciannove cavalle indigene di tre anni si allineavano su tre file e davano vita ad una esemplare edizione del “Nastro Rosa”, arrivato al suo decimo appuntamento. Giuseppe Lombardo jr. volava letteralmente al comando con la sua Madras, forse un po’ a sorpresa per le valutazioni della vigilia, e con un primo giro al fulmicotone in 1.12 rendeva ardua la rincorsa delle coetanee per poi concludere in completa scioltezza: vittoria suggellata da ottima prestazione cronometrica di 1.12.3. La figlia di Zinzan Brooke Tur e Lady Abb (Pay me Quick) non dava modo alle avversarie di avvicinarla e solo chi è riuscito ad andare in corda ha raggiunto il traguardo conquistando le piazze. Martina Gual e My Dream Gar, prendevano nell’ordine la scia della battistrada e così finivano. Deludenti la favorita Melania Sf, vincitrice del Marangoni Filly, partita piano e mai in corsa e l’attesa Musa del Ronco, la scelta di Bellei per questo Filly, in seconda pariglia esterna ma mai in grado di essere incisiva. Dunque grande festa della “storica” scuderia Bellosguardo del presidentissimo della Federnat, Cesare Meli, emozionato come fosse la prima volta, insieme all’appassionatissima moglie Laura in premiazione. L’82° Derby Italiano del Trotto ha avuto in Macho Gams, figlio di Lemon Dra e Clava Black Jet (Supergill), l’inaspettato e scioccante vincitore (62 contro 1 quota al tot, la più alta di sempre nella storia del Nastro Azzurro) . Il bravissimo driver napoletano Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata ha lanciato a centro pista il prodotto dell’allevamento della famiglia emiliana Sapignoli, targato Gams della napoletana scuderia Futura Horses, e con uno spettacolare lancio di frusta ha lasciato basiti gli avversari capeggiati da Merckx Ok e dal battistrada iniziale Mondiale Ok. Quest’ultimo, anch’esso figlio del “sire” Lemon Dra (all’ultima annata di produzione) rapito e mai ritrovato, prendeva il comando delle operazioni attendendo il favoritissimo (quota bassissima al tot. internazionale di 1.18!) Main Wise As, che riusciva però a portarsi al comando soltanto dopo 1200 metri di gara. Sembrava tutto finito dopo che l’olandese Hugo Langeweng 3 Jr. era passato in testa, ma il “dramma” per l’attesissimo Main Wise As (bellissimo nelle sgambature pomeridiane) era dietro l’angolo e si consumava sull’ultima curva, quando iniziava l’imboccatura al suo interprete e cedeva il passo agli attaccanti, per poi sbottare definitivamente di galoppo a 100 metri dal palo. La dirittura d’arrivo era decisamente emozionante con ben 4 cavalli a contendersi la vittoria. Pippo Gubellini passava per primo a condurre in sulky a Merckx Ok, ma doveva subire il veemente finish in mezzo alla pista del nuovo Derbywinner Macho Gams. Erano diversi anni che non si assisteva a questo tripudio (Fairbank Gi nel Derby del 2006), del numeroso pubblico napoletano che festeggiava con una pacifica invasione di pista, insieme al loro idolo nato a Napoli, V.P. Dell’Annunziata, la netta e inaspettata vittoria dell’82° Derby Italiano del Trotto. Quarto arrivato un altro cavallo napoletano Mind Wise As, con la guida di Peppino Maisto e i colori della scuderia Bivans di Antonio Somma. Si archiviava così l’82° Derby che confermava la mancanza di un leader della generazione 2006 e dava una dimensione definitiva di basso rilievo dei nostri 3 anni. Il top driver napoletano con le lacrime agli occhi dichiarava al termine del vittorioso Nastro Azzur- 4 ro: “E’ un anno straordinario, anche se non sono riuscito a battere Bellei nella classifica della stagionale di vittorie in Italia, sono riuscito a vincere il mio primo Derby. Ringrazio tutti: dai proprietari alla mia famiglia al pubblico napoletano per la fantastica festa, ma in modo particolare un ringraziamento va a mio cugino Giorgio D’Alessandro jr. che, oltre ad essere l’allenatore di Macho Gams, è colui che mi ha fatto vincere i Gran Premi fino adesso.” Il Gran Premio Gaetano Turilli (euro 300.300,00 - gr.1 - metri 2100 -per cavalli di 4 anni e oltre indigeni e esteri) confermava in- vece quanto sia una campionessa la 4 anni Lana del Rio, la derbywinner 2008, che capitolava solo al cospetto di un campione “vero” come Russel November. L’allieva di Santo Mollo andava subito al comando e imponeva ritmo costante alla corsa completando il primo giro in un normale 1.15.5, ma a quel punto entrava in azione l’olandese Hugo Langeweg Jr. con il suo Russel November e la mossa di spostare il suo allievo all’esterno di Lana del Rio risultava determinante: con gli ultimi 600 metri in 41.5 Russel November debellava la resistenza di Lana del Rio, per passare in retta d’arrivo col piglio del dominatore. La figlia di Varenne vendeva cara la pelle e cedeva solamente a 50 metri dal traguardo. Terza moneta per il positivo Irving Rivarco che seguiva i due contendenti e difendeva la piazza dalla femmina Irina. Ultima annotazione della grande giornata del “Derby Day”: la vittoria di Gino Pizz nella categoria A-B grazie ad un’altra magistrale interpretazione di Vincenzo Piscuoglio dell’Annunziata, che con un fantastico varco interno beffava il favorito Iper Roc. Il destino, Domenica 11 Ottobre, era solo dalla parte del top driver napoletano che non si tirava indietro nel siglare anche la corsa dei Pony Driver sull’acerrimo nemico-amico Enrico Bellei. di Giacomo Belli Il D’Artagnan d’Italia... Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata U na delle guide più sfavillanti d’Italia, Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata, è nato a Napoli il 23 maggio 1974; soprannominato D’Artagnan dallo speaker di Agnano, Salvo Cervone, per il pizzetto ed il suo modo di muovere la frusta come uno spadaccino. V.P. non ha certo bisogno di presentazioni, la vincita al Derby 2009 con Macho Gams rappresenta sicuramente l’apice della sua carriera lunga ben 16 anni; ma le soddisfazioni per lui sono pane quotidiano, quando scende in pista vuole vincere e ci riesce benissimo, collezionando una media di 3-4 vittorie per convegno. Una guida perfezionata con ben 13.000 corse in carriera gli consente rarissimi sbagli. Tanta umiltà, i piedi ben piantati a terra, consapevole che i successi ottenuti negli ultimi anni non sono un punto Primo piano di V.P. in sulky. di arrivo ma una base di partenza su cui lavorare ancora molto. Davanti ad un buon caffè, con lo sfondo di Napoli che fa ancora pensare all’estate, nonostante l’autunno inoltrato, parliamo con questo figlio d’arte: Dopo il successo al Derby, che sogni hai? “Prendo quello che viene, non mi pongo mai obiettivi, lavoro sodo ogni giorno e le soddisfazioni servono per trovare la forza di andare avanti, nonostante stanchezza e problemi dell’ippica. La provvidenza non ha limiti, Lotteria, Amerique...”. Durante la corsa del Derby, quando hai capito di poter vincere? “Partivo in seconda fila con il numero 11 e questo non aiutava. Negli ultimi 300 metri sentivo il cavallo carico, davanti si erano un po’ fermati e lì ho capito che era arrivato il mio momento. Non ho avuto il tempo di pensare molto, ho girato la frusta e siamo andati, solo dopo il palo mi sono reso conto di quello che era accaduto: avevamo vinto il Derby!”. Questo forse è stato il tuo anno più gratificante... 5 Torniamo indietro nel tempo fino al tuo debutto. Cosa è cambiato rispetto a quel ragazzino che scendeva in pista con un po’ di paura? “Ricordo con tenerezza la mia prima corsa, era il 9 ottobre 1993 sulla pista di Aversa, guidavo Paymaster (da Ghenderò e Iboda) ed arrivai 5°. In quel periodo facevo il militare e tornavo a casa una volta al mese, mio padre cercava per la data del mio ritorno di darmi partente, non avevo il tempo per conoscere il cavallo o per farmi dare qualche consiglio da papà Salvatore, tornavo e correvo. Anche se ero cresciuto a pane e ca“Ogni anno è diverso, sto maturando come uomo e come driver. Con l’aiuto di buoni cavalli sono cresciuto professionalmente, quest’anno sono stato in testa alla classifica fino ad agosto, superando Enrico Bellei, poi c’è stata la sorpresa di Macho Gams e l’anno non è ancora finito... Anche il 2006 per me è stato un anno importante, ho vinto il Gran Premio Dante a Montecatini con For Kelly Park, un cavallo di mio cugino Giorgio D’Alessandro sn. Subito dopo, a Montegiorgio, ho vinto per la seconda volta il Campionato (la prima era stata nel 2000 ndr). Un agosto strabiliante”. Sopra: D'Artagnan nel Gran Premio Firenze 2009 con Love Story Nor La premiazione effettuata dal Consigliere Unire Matafù 6 valli, scendere in pista è un’altra cosa, forse non ero del tutto pronto a quel mix di adrenalina e paura. La prima vittoria arrivò poco dopo, il 26 febbraio 1994 ad Aversa con Mandante (da Neil Hanover e Discussione), avevo il numero 11 e l’adrenalina superò la paura. Ricordo benissimo quel giorno, la sera stessa se ne andò mio nonno Vincenzo Piscuoglio, padre di Salvatore; la grande soddisfazione venne sopraffatta dal dolore per la perdita di quel nonno che mi portava nei vicoli di Napoli con la sua indimenticabile carrozza di legno”. Di cavalli ne hai conosciuti molti, con qualcuno hai un rapporto speciale? “Mio padre da piccolo mi ha insegnato a non affezionarmi ai cavalli. Ricordo che avevo 12 o 13 anni e mio padre aveva in scuderia un cavallo, Inclito Jet (1985, da Top Hanover e Corsella), non andava, ma io ero pazzo di lui, ci parlavo e per me era l’unico cavallo al mondo. Mio padre si impaurì, vedendo il legame forte che si era formato con questo cavallo e decise di mandarlo al mare, dove io non potevo vederlo e mi spiegò che i cavalli in scuderia vanno e vengono, che servono per lavorare e non per parlare...”. Ci sono alcuni gesti scaramantici che ripeti prima di scendere in pista? “Non mischio il sacro al profano”. Hai avuto come maestro papà Salvatore, un veterano dell’ippica... “Non ho mai sentito il confronto o la competizione. Ho cercato di cogliere dalla sua lunga esperienza tutto quello che potevo, dall’allenamento alla guida, cercando di migliorare sempre e soprattutto ho imparato che ci vuole tanta umiltà ed una famiglia vicino. Ed io sono fortunato, perché ho il sostegno di una famiglia straordinaria”. V.P... un successo made in Napoli. 7 di Andrea Sangiorgio DA 3 A 80.000 TUTTI I NUMERI DI UN DERBY ENTUSIASMANTE I FIGLI DI LEMON DRA VINCITORI DEL DERBY. Macho Gams, laureato del Nastro Azzurro 2009, segue Uronometro (1997) e Fairbank Gi (2005) 3 EURO IL COSTO DEL FRUSTINO USATO NEL DERBY DA V.P. "Ho una famiglia, pochi fronzoli e niente scaramanzia. Il frustino del Derby costa 5 euro", le prime dichiarazioni a caldo di D'Artagnan dopo il trionfo romano. 5 GLI ANNI DI CARRIERA DEL DRIVER DI MACHO GAMS. E questo 2009 è proprio l'anno di V.P. Dell'Annunziata. Quel doppio nome siglato sta per Vincenzo Piscuoglio. Il 35enne driver napoletano quest'anno ha tenuto testa nella classifica per vittorie a sua maestà Bellei, volando oltre il muro dei 300 successi. Macho Gams gli ha regalato il primo Derby. 15 IL SUCCESSO NEL DERBY PER MACHO GAMS. Arrivato alla venticinquesima corsa in una carriera che conta su 5 vittorie e 9 piazzamenti. L'allievo di Giorgio D'Alessandro aveva già corso bene in batteria, finendo terzo e mettendo in mostra un gran parziale nel tratto conclusivo dopo un autentico slalom. Si è ripetuto in questo finale importante anche nel giorno più atteso. Il romagnolo Sacripanti alleva cavalli sotto l'autostrada, vicino a San Marino, in un uliveto. E fin da puledro Macho si è abituato a scorrazzare in paddock schivando proprio gli ulivi. A Tor di Valle in retta non ha avuto paura di slalomeggiare tra gli avversari e imporre la legge del 'Derby degli umili'. 25 IL PARZIALE PAZZESCO DEL TURILLI DAI 1300 AI 1700 METRI. I cronometri hanno tremato con un 13”1 al quale è seguito in 12"9, volando sul piede dell'1.05 al km!. Lana del Rio in versione Araba Fenice a difendersi in avanti dalle bordate di Russel November. Che spettacolo! L'emozione pura di una grande corsa. Chapeau! 26 8 GLI SPETTATORI A TOR DI VALLE PER IL CONVEGNO PIU' IMPORTANTE DELLA STAGIONE. Non solo corse di altissimo livello con i campioni in pista. In una domenica senza calcio la gente è andata ai cavalli anche per il richiamo di un ippodromo meravigliosamente ambientato con stand, i pony, le esibizioni equestri della Relived Horses, il fascino della fanfara dei Carabinieri che ha fatto da apripista agli attori del Nastro Azzurro. Belle cose in un pomeriggio esemplare. 8000 IL CRONO DI MADRAS, REGINA DELLE OAKS. Veramente alla grande questa Zinzan Broke Tur di casa Meli che voleva correre in testa, non si è risparmiata al comando e si è resa intangibile in retta, allungando facile. Bravo Giuseppe Lombardo jr in sediolo, anche per l’accurata preparazione. Con un lavoro importante sulla pista del Sesana aveva rifinito la condizione della bionda in giallorosso. 1.12.3 LA TRIS CABALISTICA DEL DERBY. Era la domenica della grande ippica ed è stata giusta la scelta di abbinare il Derby alla tris internazionale. Quota ricca con 1.906 euro che hanno remunerato gli avveduti scommettitori, che non avevano creduto alla favola di un Main Waise As imbattibile, ma soprattutto non si erano fidati del suo driver, quel Langeweg jr che al momento della partenza si è fatto cogliere impreparato. D'Artagnan ce l'abbiamo noi. Ha proprio ragione Salvio Cervone. "Quando Canta Napoli è proprio un'altra musica!" 11.10.1 EURO SPESI PER L'ACQUISTO DI MACHO GAMS. Da puledro il derbywinner fu acquistato fuori asta per 80.000 euro. Venditore la romagnola Azienda Agricola Gams (i Sapignoli, tre generazioni di allevatori, sono di Cesenatico). I proprietari sono Carmine Ascione (napoletano, imprenditore edile e titolare della Futura Horses) e Ciro Borriello (di Torre del Greco, socio per il 25%). 80.000 di Paola Rivolta 82o DERBY DEL TROTTO MACHO GAMS Romagna mia... sta in fronte a te Il miracolo dell’incrocio Sapignoli-Dell’Annunziata L a ricetta è davvero semplice. Prendi la lussureggiante terra della Romagna dalla cui anima, grazie all’amore della famiglia Sapignoli, è sbocciato un cavallino, figlio del grande Lemon Dra, tutto testa e cuore. Impastalo con il sole, leggi passione, tipica degli “Uomini di Napoli”, Vincenzino Piscuoglio Dell’Annunziata e Giorgio D’Alessandro, che lo plasmano e lo preparano con cura per la corsa della vita. Et voilà, il gioco è fatto ed il pranzo luculliano è servito. Il Nastro Azzurro, come ha scritto su Libero Antonio Terraneo, è un premio che il dio delle corse consegna di anno in anno a chi davvero se lo merita ed una “connection” di questo tenore lo ha ricevuto in dono Domenica 11 Ottobre a Tordivalle, come Oscar alla Passione. Nel giorno giusto, di quelli che sono lì a testimoniare che l’ippica è viva, nonostante tutto. Il sole, dopo le secchiate d’acqua della vigilia, non si vuole per- dere l’evento, rilanciato miracolosamente via etere dalla Rai e narrato dal figlio prediletto del trotto: Claudio Icardi. La gente riversa fiumi di denaro sul netto favorito Main Wise As, nato sui nostri prati ed emigrato in Olanda ancora in fasce. E per l’olandese volante sono in tanti a ritenere il “viaggio del Nastro Azzurro” poco più di una scampagnata. Ma dopo uno schema tutt’altro che agevole fatto di partenza lenta e spesa per prendere la te- 9 sta, sull’ultima curva Main Wise As entra in crisi. A quel punto SuperPippo Gubellini e Dartagnan dell’Annunziata, lanciano Mercks Ok e Macho Gams all’inseguimento del leader che, nel frattempo, aveva smesso di trottare passandolo in tromba. Sul palo Macho svetta chiaro e limpido vincitore, mandando in estasi le migliaia di napoletani presenti a Tordivalle. In breve la pista invasa dalla folla, si trasforma in un’appendice dello stadio San Paolo. Ma stavolta il santo, portato in trionfo, come spesso capita da quelle parti a Gennaro, ha il volto felice ed emozionato di Vincenzo, lo scugnizzo del trotto, uomo umile e straordinario. Ha ragione lo zio Salvio, quel fenomeno delle mitiche cronache di Agnano, le cui illuminate parole meritano il finale: “quando Canta Napoli è davvero tutta un’altra musica”. IL “MACHO” DI CASA SAPIGNOLI, ALLEVATORE GAMS Dal canto suo, il trentaduenne Matteo Sapignoli, allevatore (con l’aiuto del padre, Glauco il grande) di Macho Gams, così come della potente Memory Gams (reduce di successi che ci fanno ben sperare per il prossimo Allevatory Filly) 10 Glauco e Matteo Sapignoli con il Presidente Anact Viani commenta così il giorno più luminoso della sua vita equina: “Il successo è arrivato assolutamente inaspettato, per questo la mia emozione è stata, a dir poco, paralizzante. Con un allevamento di pochi cavalli, essere tra i partecipanti del Derby, fino ad oggi vinto sempre da grandi scuderie, era già una ricompensa al nostro lavoro, per noi che la “malattia” per i cavalli ce l’abbiamo nei geni. Speravamo solo che Macho Gams corresse bene, ma non credevamo nemmeno che si piazzasse, visti i favoriti e visto che il numero della sua partenza era l’11. Nonostante tutto, ero amareggiato, prima della partenza, dal fatto che Macho non fosse ben considerato, perché io soffro “per e con i miei cavalli”. La mia vita si è sviluppata, negli anni, di pari passo con la loro, perchè mio padre ha sempre campato di pane e cavalli. Ed anche oggi li considero come membri della mia famiglia. Quando poi, durante il Derby, ho visto V. P. Dell’Annunziata avvicinarsi al gruppo in testa, mi sono sentito sollevato, ma credevo arrivasse quinto o quarto. Gli ultimi 800 metri, volati in 40 secondi, fino al palo d’arrivo, sono stati gli attimi più belli della mia vita. 1.13.5 il tempo. Penso che la bravura di D’Artagnan si commenti da sé. Spesso riguardo il filmato della corsa e rivivo quelle straordinarie emozioni, provate dal vivo a Tordivalle. Gli amici giunti ad abbracciarci in quel giorno ed il sostegno dell’Anact, non mi hanno permesso comunque di montarmi la testa. Ora, sia io che mio padre, pensiamo a questo successo non come ad un punto di arrivo, ma come ad un inizio. Continueremo, perciò, a puntare sulla qualità dei nostri capi, ed a lavorare sodo. Certo, Macho, ora iscritto all’Orsi Mangelli, è sicuramente fra i cavalli del cuore, ma abbiamo dei puledri, sconosciuti al mondo delle corse, che amiamo particolarmente per la loro intelligenza e per il loro cuore”. I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO S i dice che i numeri dicono la verità, ma non è sempre vero; non lo è quasi mai se questi non vengono interpretati insieme alle sensazioni e al contesto in cui vengono espressi. Ad esempio la seconda tranche delle Aste Anact, svoltasi ad Ottobre presso il Centro Unire di Settimo Milanese, va inquadrata in un momento generale in cui l’ippica è alle prese con una crisi perdurante e alle trasformazioni che si profilano all’orizzonte. Un cambiamento che purtroppo ha dei tempi lunghi e lascia il settore trotto nell’incer- tezza e nel distacco pur nelle attuali condizioni, nettamente favorevoli per comprare cavalli. Favorevoli perché il montepremi corse è ai livelli del 2007 e così resterà anche nel 2010, e perché i cavalli costano circa il 40% in meno, a parità di genealogia e morfologia. Il tutto in un periodo dove i prodotti italiani stanno vincendo in tutto il mondo. Ma è l’entusiasmo che manca; vuoi per la crisi economica che limita le spese per gli hobby, come il cavallo da corsa, vuoi per questa fase di stallo che si respirava anche a Settimo. Tutti aspettano e i più coraggiosi fanno affari, che si sono concretizzati alle recenti aste che, tra Lunedì 27 e Martedì 28 Ottobre, hanno aggiudicato circa 100 cavalli, sui 160 circa che sono passati sotto il martello dei banditori. Una positiva percentuale, proprio come l’Asta di Settembre, visto anche che molti dei ricomprati hanno raggiunto un prezzo discreto, mentre sono pochissimi quelli che non hanno avuto neppure un’offerta. La media per prodotto, che è difficile da scomporre tra la selezionata, la cosiddetta super selezionata di Matteo Muccichini L’ASTA DI OTTOBRE 11 I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO S i dice che i numeri dicono la verità, ma non è sempre vero; non lo è quasi mai se questi non vengono interpretati insieme alle sensazioni e al contesto in cui vengono espressi. Ad esempio la seconda tranche delle Aste Anact, svoltasi ad Ottobre presso il Centro Unire di Settimo Milanese, va inquadrata in un momento generale in cui l’ippica è alle prese con una crisi perdurante e alle trasformazioni che si profilano all’orizzonte. Un cambiamento che purtroppo ha dei tempi lunghi e lascia il settore trotto nell’incer- tezza e nel distacco pur nelle attuali condizioni, nettamente favorevoli per comprare cavalli. Favorevoli perché il montepremi corse è ai livelli del 2007 e così resterà anche nel 2010, e perché i cavalli costano circa il 40% in meno, a parità di genealogia e morfologia. Il tutto in un periodo dove i prodotti italiani stanno vincendo in tutto il mondo. Ma è l’entusiasmo che manca; vuoi per la crisi economica che limita le spese per gli hobby, come il cavallo da corsa, vuoi per questa fase di stallo che si respirava anche a Settimo. Tutti aspettano e i più coraggiosi fanno affari, che si sono concretizzati alle recenti aste che, tra Lunedì 27 e Martedì 28 Ottobre, hanno aggiudicato circa 100 cavalli, sui 160 circa che sono passati sotto il martello dei banditori. Una positiva percentuale, proprio come l’Asta di Settembre, visto anche che molti dei ricomprati hanno raggiunto un prezzo discreto, mentre sono pochissimi quelli che non hanno avuto neppure un’offerta. La media per prodotto, che è difficile da scomporre tra la selezionata, la cosiddetta super selezionata di Matteo Muccichini L’ASTA DI OTTOBRE 11 Giuseppe Moscuzza, Salvio Cervone, Matteo Muccichini e la qualificata è stata superiore ai 10.000 euro. I PEZZI BUONI FANNO PREZZO Clima buono e discreta affluenza di pubblico nel ring, durante la due giorni riservata ai cavalli nati dopo il 16 Aprile, un esperimento che, dal punto di vista statistico, rende l’asta nel suo complesso impossibi- le da confrontare con il passato. Quello che però è stato confermato anche in questa occasione è l’interesse per i prodotti di livello medio-alto. In pratica reggono solo gli stalloni più in voga e le genealogie migliori. Si è visto nei due top Price Ohle’ Hall Sm e Okavango Bi. Il primo è un bel maschio da Conway Hall, figlio della potente Fohle Sm, la Sugarcane Hanover al suo primo prodotto; 30.000 euro spesi dalla Scuderia J&J che ha strappato all’allevamento del Baronetto del vicepresidente Sandro Moscati uno splendido puledro. Altrettanto interessante alla vista e alla genealogia il biasuzziano Okavango Bi, il figlio di Toss Out e Luisa Bi, fratello del Derbywinner e fuoriclasse Zambesi Bi. Okavango andrà a rinfoltire la scuderia del neovincitore 12 del Derby Giorgio D’Alessandro Jr, molto attivo anche in questa Asta. Ogni volta che nel ring entravano i cavalli di fascia alta, la tribuna si popolava e le lcitazioni aumentavano con numerose offerte. E’ successo per Olmer Breed, che si è fermato a 24.000 euro, per l’altro Sm Onway Byn Sm venduto a 28.000, per Our Destny Font e per due interessanti prodotti del Grifone, per la bella Ovy Rob, e per One Way Gasti, tutti oltre i 20.000 Euro. LA QUALIFICATA SCHIACCIATA E IL CAMBIAMENTO CHE ARRIVA A soffrire dei prezzi d’occasione della selezionata è stata soprattutto la sessione qualificata; purtroppo con un mercato ristretto a causa della collocazione a fine martedì. Tra questi è spiccata Orchestra Bigi, acquistata dai Gubellini per 11.000 euro. E’ chiaro che dalla revisione e l’innalzamento dei parametri per le fattrici selezionate per il 2010, già deliberata, l’Asta qualificata tornerà ad avere una dimensione tutta propria e a suscitare più interesse. Come è chiaro che il 2010 sarà l’anno decisivo per il settore, di conseguenza anche per le aste che dovranno adeguarsi al nuovo corso che investirà il trotto. Intanto l’associazione ha ancora una volta dimostrato di essere impeccabile e rodata nell’organizzazione, e pure il fatto di orari compressi, con le licitazioni cominciate all’ora di pranzo e finite già a metà pomeriggio, è stato apprezzato dagli addetti ai lavori e dagli acquirenti, che in anni passati erano costretti a maratone di aste dalla mattina a tarda notte. Dicevamo che è mancato solo l’entusiasmo, ma il mondo degli allevatori ha già dimostrato in passato d’esser capace di guardare oltre. A quel futuro che ci auguriamo e pensiamo possa essere certamente più roseo. 13 TUTTI I VENDUTI 26/27 OTTOBRE N.CAT. NOME SESSO PADRE MADRE 4 OTELMASS f.b. SUPERGILL ORMELLE DRA 13 ODINO GOLD m.b. PINE CHIP ROMANTICA PARK 15 ONEIDA BI f.b. TOSS OUT RUBINA AS PREZZO 8.500 13.000 4.500 ACQUIRENTE BALDI ALESSANDRO PRESENTATORE AZ. AGR. ESSE DOPPIA VILLANI ORLANDO ANTONIETTA FLASHY SAS DI ADRIANA CATTANEO MORRA LUCIANO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 18 OLIVARI FONT m.b. TOSS OUT SAVANE 7.000 ESPOSITO PASQUALE ALLEV. LE FONTANETTE SRL 25 OLIVER VIP m.b. ABANO AS THATCHER PARK 3.000 MORRA VERLICCHI PAOLO 26 OSMAN FERM m.b. FALIERO AS THERRY FERM 3.000 BASANO VALTER AZ. AGR. ALLEV. FERM 28 OSCAR BI m.b. TOSS OUT TSA TSA BI 7.000 DE VIVO MARCO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 29 OIMARI’ FONT f.b. YANKEE SLIDE TUTU TANGO 7.000 D’ALESSANDRO GIORGIO ALLEV. LE FONTANETTE SRL 34 OASI EFFE f.b. MR VIC UNWISE EFFE 3.000 CARDUCCI ALESSANDRO SCUD. GARDESANA SRL 39 ORAZIO PETRAL m.b. S J’S PHOTO VERA CRUZ BI 5.000 MARTELLINI WARNER AZ. AGR. ARDUINI PETROBELLI SS 44 OWEN BI m.b. TOSS OUT VOSCINELLA BI 4.500 DELVIVO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 46 OPPOSITE BI m.b. TOSS OUT ZABETTA BI 12.000 DEVIVO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 49 ORCIVAL JBAY m.b. GIGANT NEO ZOLLA MAX 3.000 PIGNATELLI MASSIMO FRANSKRAAL SRL 50 OSCAR COF m.bo. MR VIC ABBY 4.500 MAIELLO DOMENICO COMACCHIO FRANCESCO 57 ODETTE BY PASS f.b. CREDIT WINNER ARIEL BY PASS 7.500 DUPONT SCUD. LA PASSERA 58 ORGANT SF m.b. GIGANT NEO AS A DIAMOND LF 4.500 FERRARA MARIO AZ. AGR. ALLEV. SAN FEDELE 65 OFF LIMITS GAR m.b. TOSS OUT COM LUNA 9.000 SCUD. FAN ALLEV. GARIGLIANO SRL 66 OLMER BREED m.b. CONWAY HALL BELLE BON CHANCE SCUD. FUTURA HORSES AZ. AGR. PURLARI SRL 24.000 67 OBERDAN TAB m.b. LINDY LANE TULIP FC ZUCCHETTI DUCCIO ALLEV. TABINA SAS 72 OVY ROB f.b. TOSS OUT ETOILE ROB 20.000 9.000 RICCIARDI GIAMPIERO NORBIATO SILVIA 73 ORLANDO RIVARCO m.b. VARENNE VINCA DEL RONCO 18.000 FUCARINO ANGELO AZ. AGR. RIVARCO S.S. 75 OHLE’ HALL SM m.b. CONWAY HALL FOHLE BSM 30.000 AZ. AGR. J & J SCUD. DEL BARONETTO 77 ORLEANS FONT m.b. GANYMEDE SAINT GHIL SM 13.000 D’ALESSANDRO GIORGIO ALLEV. LE FONTANETTE SRL 81 ORIENTE m.s. URONOMETRO ATHALIAN WISE 12.000 MAISTO ENRICO GOVONI GIOVANNI 82 OKAPI GRIF m.b. VARENNE NAVY BROLINE 23.000 D’ALESSANDRO GIORGIO ALLEV. IL GRIFONE SRL 85 OPHELIA VAN KEER f.b. CANTAB HALL ECSTASY EFFE 11.000 SCUD. BLUE MOON SNC TENUTA GRAN GALA 86 ONWAY BYN SM f.b. CONWAY HALL BYNGIL SM 28.000 J E J. MOSCATI SANDRO 10.000 URSO ROBERTO TENUTA GENZIANELLA 8.000 SAVERIO CARLO FRANSKRAAL SRL 87 O’ CIPOLLINO m.b. PINE CHIP LONG TERM GOAL 88 OMUKANDI JBAY m.b. SUPERGILL BORUSSIA HBD 93 OASI ORS f.b. GANYMEDE DELLERA ORS 6.500 BARELLI SCUD. ALLEV. EFFEDUE SAS 94 ONDA BY PASS f.b. ANGUS HALL BABY CINDY 11.000 CRISMIRA SCUD. LA PASSERA 96 ONDA ORS f.b. S J’S PHOTO VALDENA 98 OSIRIDE D’ETE f.b. PINE CHIP CRAZY FOR YOU ETE 99 ORLEANS DI CELO f.b. LINDY LANE m.b. BON VIVANT 100 ONTARIUSS SCUD. MARY E ROBY SCUD. SAN GIULIANO SAS DI TARGIONI R. & C. 15.000 CARTA PAOLO AZ. AGR. FONTE DELL’ETE ZELINDA SLM 7.500 SUPERBOWL 72 TOTI CELESTINO REZIA LB 8.000 CRISMIRA AZ. AGR. ESSE DOPPIA 9.000 PRODOTTI ACQUISTATI: 80 PREZZO MEDIO: PRODOTTI RITIRATI: 55 TOP PRICE: PRODOTTI PRESENTATI: VOLUME VENDITE: 14 135 698.000 NOME PRODOTTO: N. PRESENTAZIONE: 8.725 30.000 OHLÈ HALL SM 75 Giampiero Moscati con Giuseppe Ruocco Il top price Ohle Hall Sm 104 OHIO BI m.b. 12.000 LUONGO MARIO TOSS OUT BAHIA BI ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 106 OTTAVIA D’ALFA f.b. MALABAR CIRCLE AS BIANCACAPPELLOCLA 113 ORAYA BI f.b. KEN WARKENTIN BOSTON GIRL 3.000 PORZIO ANTONINO AZ. AGR. IL POGGETTONE 16.000 SCUD. G. BIASUZZI ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 116 ON TOP BI m.b. TOSS OUT CARVED HEAD 7.000 SCUD. D’ALTEMPS ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 119 OLYMPIQUE OM f.b. ALLISON HOLLOW CONTINENTAL STAR 5.000 MINIERI PIETRO SCUD. O.M. SRL 121 OKAPI JET m.b. PINE CHIP CREOLA JET 6.500 MORRA LUCIANO PARADISO JET DI TONIATTI GIACOMETTI D. SAS 124 OZIO AC m.bo. MR VIC DAYTONA AS 5.000 CASILLO GIUSEPPE ALLEV. CENTAURO SRL 125 OFF SHORE GRIF m.b. VARENNE DERTONERI 20.000 URSO - MIRKO DE MURO ALLEV. IL GRIFONE SRL 126 OSIRE’ URO SM m.b. URONOMETRO DESIRE’ TRUE SM 14.000 MALLOZZI FABRIZIO SCUD. DEL BARONETTO 128 ODETTE RIVARCO f.s. GANYMEDE DILETTA RIVARCO 5.000 SCUD. PALLADIO AZ. AGR. RIVARCO S.S. 131 OUR DESTINY FONT m.s. VARENNE DORA PARK 22.000 NO.MA. FARM ALLEV. LE FONTANETTE SRL 137 ORIANA D’ASOLO f.bo. PINE CHIP ELLIE LOBELL 11.000 DE ROSA ANGELA AZ. AGR. LA ROCCA 140 OLAF BI m.b. TOSS OUT EMANUELA PARK 5.000 SCUD. SUPER GALATTICA ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 141 OLYMPIA SLID SM f.b. YANKEE SLIDE EMBRO OLIMPIA SM 9.000 MALLOZZI MOSCATI GIAMPIERO 145 OLBIA DI CASEI f.bo. S J’S PHOTO ESTHER DEL RONCO 3.000 AMMATURO PASQUALE ALLEV. DI CASEI DI GIGLIO I. E M. 157 ODETTE D’ASOLO f.bo. NAGLO FOSCA D’ASOLO 3.000 SCUD. FASCIANA AZ. AGR. LA ROCCA 161 ONE WAY GASTI m.b. PINE CHIP GAFFE BI 167 OSTENDA BI f.b. TOSS OUT GLENDA BI 20.000 3.500 MORRA LUCIANO AZ. AGR. BIASUZZI SRL 171 OMERO BY PASS m.b. LINDY LANE HEAVENLY WAY 8.000 SC. CMC SCUD. LA PASSERA VILLANI ORLANDO VINCENZO AZ. AGR. GONZAGA ANGELO 176 OMNIA BI f.b. SUPERGILL INSONNIA BI 5.000 SCUD. NO LIMITS AZ. AGR. BIASUZZI SRL 181 OPENTOVICTORYFONT f.b. URONOMETRO JUST PASSING BY 4.000 SCUD. CIEFFE ALLEV. LE FONTANETTE SRL 182 OKAY BI f.b. TOSS OUT LAFORET PARK 15.000 FUCARINO ANGELO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 185 OKAVANGO BI m.b. TOSS OUT LUISA BI 30.000 D’ALESSANDRO GIORGIO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 192 OMBRA D’ETE f.s. ZINZAN BROOKE TUR PENELOPEPEGASO SCUD. GARGIULO AZ. AGR. FONTE DELL’ETE On Way Bin venduto a 28.000 euro 3.500 Gruppo attorno ad un box vendite 15 Genealogia Top Price GARLAND LOBELL CONWAY HALL AMOUR ANGUS OHLÈ HALL SM SUGARCANE HANOVER FOHLE BSM OHLE 198 ORCHESTRA BIGI f.b. SELF POSSESSED TENERALADY 11.000 GUBELLINI AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS 199 OPEC BI m.b. TOSS OUT VALANGA DEI 204 ORPHEUS BI m.b. TOSS OUT ZAGREB BI 6.500 BETTINI LUCIA ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 8.000 TIZIANA DE CHIRICO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 205 OCCHIO AI BIGI m.b. EVEREST AS ZAIRA GIFAR 6.000 SCUD. SUPER GALAXY AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS 207 ONLY YOU FANS m.b. MR VIC ZANICA 2.000 MORRA LUCIANO VICTORY FANS SRL 210 OLMO BIEFFE m.b. LETS GO ZONIA DI CASEI 1.500 CRISMIRA BENINI NICOLA 211 ORO CIGNO BON m.b. BON VIVANT ZURA BON 2.500 STORTI A. BONATI ALBERTO 219 OCEANICO POLARE m.b. ALLISON HOLLOW BIJOUX PAM 3.500 PIGNATELLI MASSIMO TACCHIO ANTONIO 223 OLIVIA D’ETE f.b. ZINZAN BROOKE TUR CICCIOLINA OM 5.000 SCUD. GARGIULO ANTONINO MALLARDO KARINA 227 OSANNA GIF f.b. GIGANT NEO CONQUISTA GIF 3.500 SC. VAMAS SCUD. PUGLIESE SNC DI FIORINO 230 OMERO DI CELLE m.bo. YANKEE SLIDE DEBBY DI CELLE 3.000 MARTONE CATELLO AZ. AGR. DI CELLE 232 ORLEANS REAL m.b. S J’S PHOTO DEGAN REAL 7.500 SCUD. VERNER RE.AL.TROTTER S.S. 235 ODALISK BI f.b. TOSS OUT DIKATRIN BI 4.000 DE VIVO MARCO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 236 ONDA RIVARCO f.b. EVEREST AS DINASTIA RIVARCO 4.000 SC. GRAND ROYAL AZ. AGR. RIVARCO S.S. 239 OSSIGENO BIGI m.b. EVEREST AS EDEA 5.500 D’ALESSANDRO VINCENZO AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS 249 ORIENT EXPRESS AC f.bo. CREDIT WINNER EVVIVA AC 9.500 CRISMIRA ALLEV. CENTAURO SRL 252 OCLA f.b. EVEREST AS FOLIE DM 4.500 FULICI GASTONE MAFFEZZINI SPERO 255 ODO DI SGREI m.b. YANKEE SLIDE GATTINA JET 6.000 SCUD. MONI TEAM AGRICOLA SGREI DI CANEVE B. 16 STALLONI STALLONE MASCHI TOTALE MEDIA FEMMINE TOTALE MEDIA VENDUTI TOTALE MEDIA TOSS OUT 11 108.000 9.818 8 67.000 8.375 19 175.000 9.211 PINE CHIP 6 98.500 16.417 5 51.000 10.200 11 149.500 13.591 VARENNE 4 83.000 20.750 CONWAY HALL 2 54.000 27.000 2 47.000 23.500 4 101.000 25.250 URONOMETRO 4 41.500 10.375 3 17.000 5.667 7 58.500 8.357 LINDY LANE 5 34.000 6.800 1 7.500 7.500 6 41.500 6.917 GANYMEDE 2 24.000 12.000 5 40.500 8.100 7 64.500 9.214 MR VIC 4 14.500 3.625 3 8.500 2.833 7 23.000 3.286 ANGUS HALL 1 14.000 14.000 1 11.000 11.000 2 25.000 12.500 DAGUET RAPIDE 1 13.000 13.000 S J’S PHOTO 2 12.500 6.250 3 19.500 6.500 5 32.000 6.400 EVEREST AS 2 11.500 5.750 2 8.500 4.250 4 20.000 5.000 GIGANT NEO 3 11.000 3.667 1 3.500 3.500 4 14.500 3.625 BON VIVANT 2 10.500 5.250 1 3.000 3.000 3 13.500 4.500 LOVE YOU 1 10.000 10.000 CANTAB HALL 1 10.000 10.000 2 19.500 9.750 3 29.500 9.833 YANKEE SLIDE 2 9.000 4.500 2 16.000 8.000 4 25.000 6.250 BRANDY DEI FIORI 4 8.500 2.125 1 2.000 2.000 5 10.500 2.100 SUPERGILL 1 8.000 8.000 2 13.500 6.750 3 21.500 7.167 ZINZAN BROOKE TUR 2 6.500 3.250 2 8.500 4.250 4 15.000 3.750 ALLISON HOLLOW 1 3.500 3.500 1 5.000 5.000 2 8.500 4.250 ABANO AS 1 3.000 3.000 1 8.000 8.000 2 11.000 5.500 FALIERO AS 1 3.000 3.000 LETS GO 2 3.000 1.500 SELF POSSESSED 5 40.500 8.100 CREDIT WINNER 3 23.500 7.833 KEN WARKENTIN 1 16.000 16.000 NAGLO 2 8.000 4.000 MALABAR CIRCLE AS 3 7.000 2.333 ARMBRO GOAL 1 6.000 6.000 AMERICAN WINNER 1 3.500 3.500 INDRO PARK 1 3.500 3.500 WAIKIKI BEACH 1 3.500 3.500 BERNDT HANOVER 1 2.500 2.500 17 S PAZIO A LLEVAMENTO di Francesca Asti Caserta La Versailles italiana P er la tradizionale festa dell’Anact, quest’anno è stata scelta la meravigliosa cornice della Reggia di Caserta. Dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, fu voluta da Carlo III, il quale ordinò che venisse costruita una reggia tale da poter reggere il confronto con quella di Versailles e che, per la sua immensità, bellezza e per il grande valore storico, è stata oggi dichiarata dall'UNESCO, Patrimonio dell'umanità. L’iter organizzativo prevede che a turno, ogni delegato regionale si impegni per scegliere la location dove svolgere le premiazioni agli allevatori meritevoli (e sono tanti). Quest’anno è toccata ad Antonio Diana, delegato Anact della Campania, che è riuscito non solo ad organizzare la cerimonia delle premiazioni nel Teatro Regio all’interno della Reggia, ma anche a prenotare una delle sale interne (che non vengono date proprio a tutti…) per la cena che riunisce, da sempre, i vertici dell’Anact ed il panorama degli allevatori di trotto italiani. Per onorare la grande possibilità offerta ai partecipanti, che hanno potuto ammirare le bellezze della Reggia e dell’immenso giardino (ben 4 km di lunghezza) a bordo di autobus riservati, l’Ente è venuto meno ad una più comoda soluzione che avrebbe previsto la capitale come degna sede, in vista dell’appuntamento con il Derby che si è svolto il giorno successivo. Ad aprire la cerimonia l’immancabile discorso del nostro Presidente Alessandro Viani, il quale ha ricordato l’importanza dello stringersi attorno ad un’importante causa comune, quale è il futuro, ma soprattutto il presente, dell’ippica, per superare le difficoltà che da tempo stanno assediando il comparto. Un ringraziamento è stato dedicato al Ministro del Mipaf Luca Zaia per il sostanziale aiuto prestato all’ippica. Dopodiché la parola è andata a Lucio Celletti che ha chiamato sul palco i premiati, cui è stata consegnata una o più medaglie, a 18 Il Presidente Viani saluta gli intervenuti seconda dei meriti dei propri cavalli. A consegnare i premi Alberto Caravita, Vicepresidente Anact. Subito dopo, la suggestiva escursione notturna nel Parco della Reggia, che vede congiungersi il primo, attorno all’edificio, giardino all’italiana con il successivo all’inglese, intervallati dalle magnifiche quattro fontane, fino alla cascata finale, dove l’acqua dall’alto scende in lago adornato dalle bellissime statue illuminate. Lì si è svolto un aperitivo, prima del rientro in pullman. Quindi la cena di gala, durante la quale Antonio Terraneo ed Alessandra Baldi hanno intervistato i presenti. Sopra: Un riconoscimento anche per il Commissario UNIRE Goffredo Sottile, presente alla serata Sotto: Uno scorcio della platea del Teatro della Reggia, ove si è svolta la premiazione 19 Il Vice-Presidente Moscati premia Sergio Luise Marco Zafferoni premia Giacomo Bruno 20 Sandro Viani con Giovanni Govoni Alessandro Viani premia Loretta Fabbri Siamo alla vigilia del trionfo di Macho Gams al Derby. Alberto Caravita premia Matteo Sapignoli Giovanni Govoni premia Ciro Cesarano e Ciro Cesarano jr. Sandro Moscati con Tiziano Gonzaga Antonio Diana ed Alessandro Viani con Riccardo Targioni 21 di Martina Nerli ALLEVAMENTO BOSS Un Boss... in pista T orniamo indietro nel tempo, fino al 2005 e ammiriamo Dart Boss (da Cirkus Kall e Vistosa Wise) “sfrecciare” in tutto il suo splendore nel Gran Premio Lotteria, nelle mani del fedele driver Franco Tranchina. Nello stesso anno vince anche il Ponte Vecchio a Firenze, il Due Mari a Taranto, terzo nel Gran Premio Regione Sicilia e altri piazzamenti Classici; un’infinita soddisfazione per Angelo Fucarino, in doppia veste di allevatore e proprietario, una squadra vincente tutta siciliana. Il “Signor Boss”, Angelo, ci invita dove tutto ha inizio, nel suo allevamento, a tre km dal centro di Palermo, all’interno di un antico podere. Un paradiso terrestre di quasi 17 ettari, ampi paddock dove i cavalli possono liberamente pascolare ed erbe mediche appositamente coltivate per il benessere dei futuri trottatori, circa 40 box, una stazione di monta e due piste per l’allenamento, una tonda da 800 mt e una diritta da 600 mt, tutto quello che occorre per fare Sopra: La pista tonda dell’allevamento A sinistra: Fattrici nei verdi prati dell'allevamento 22 I 10 BOSS PIÙ RICCHI • THE DEVIL BOSS (1993) da Cirkus Kall e Ethel 1.14.2/1.14.6 - Euro 594.320 • DART BOSS (2000) da Cirkus Kall e Vistosa Wise 1.12.2/1.14.1-Euro 422.110 • TOC BOSS (1993) da Cirkus Kall e Getsemani 1.14.9 —- - Euro 249.692 • ASSOLUTO BOSS (1997) da Cirkus Kall e Ethel 1.14.6/1.16.2 - Euro 138.343 • DAFFY BOSS (2000) da Lindys Crown e Pachita Sacar 1.14.0/1.15.0 - Euro 132.927 • DEMON BOSS (2000) da Spotlite Lobell e Giad de Chiari 1.14.3/1.15.9 - Euro 118.683 • TAPPO BOSS (1993) da Cirkus Kall e Giad de Chiari 1.14.6/—- - Euro 100.682 • GRONLIO BOSS (2003) da Spotlite Lobell e Ask me Nicely 1.13.4/1.15.5 - Euro 95.025 • FORCE BOSS (2002) da Spotlite Lobell e Scarlet Silver 1.13.5/1.15.3 - Euro 82.198 • SELENOIDE BOSS (1992) da Cirkus Kall e Testarossa 1.17.4/—- - Euro 80.351 FATTRICI • ASK ME BOSS da Baltic Speed e Ask me Nicely• AZALEA DALFA da Supergill e Odessa Om • CONNY da Baltic Speed e Deborah • COUNTESS BOSS da Lindys Crown e Ethel • DIAMOND BOSS da Lindys Crown e Mont Mirel • DIRCE BARB da Toss Out e Desdemonas Pride • EMOTION DE GLORIA da Lindy Lane e Misbehavin Momma • FOPPA PARK da Alf Palema e Cidy Newton • • • • FORTEZZA GB da Armbro Goal e Queen of Gansaway IMAGINE da Lindy Lane e Guarda Fo INCREDIBLE BOSS da Armbro Goal e Pachita Sacar KNOWHOW HOSS da Zoot Suit e La Prima • MONT MIREL da Triplemint e Rahatzait • PACHITA SACAR da Sharif di Jesolo e Arbor Cheescake • SCARLET SILVER da Count’s Pride e Blubell Ann • SECONDA BOSS da Cirkuss Kall e Getsemani • TEODORA SV da Quick Pay e Lass Zizi • UN ALTRA BOSS da Cirkus Kall e Luna de Gloria • ZEA GV da Esotico Prad e Genny Zi • ZIRA N da Zoot Suit e Rebecca Rr 23 bene il proprio lavoro, un lavoro che è passione da ben 40 anni. Una vita tra sogni e speranze. “Tutto è iniziato per caso - ci racconta il signor Angelo - a fine anni ’60, alcuni amici mi portarono all’ippodromo di Agnano e poco dopo decisi di fare il mio primo investimento nel settore, comprai Murex, diventai proprietario mentre la mia passione per questo sport cresceva a dismisura.” Angelo, un uomo dai modi gentili, classe 1932, imprenditore nel settore degli impianti da bowling, è nato qui, in questa terra che fino alla metà degli anni ’80 era un agrumeto. Trasformato e adattato per diventare un allevamento (La Sopra: Lo Splendido podere tra i paddock A destra: Cavalli liberi nei prati dell'allevamento Sotto: Un cavallo allenato sulla pista “di casa” favorita Bowling) dove nel 1988 “vengono alla luce” i primi targati Boss, portando in giro per l’Italia quella voglia di fare bene e di riuscire con intraprendenza e determinazione. “Da qualche anno ad aiutarmi in questa avventura si è unito anche mio genero Giuseppe, che aiuta a seguire quotidianamente le fattrici, i due stalloni Rapid Effe (da Speedy Somolli e Insolia) e Ati Om (da Donerail e Tea Room), a gestire il seme congelato di ben 18 stalloni e i puledri, sei nati con la lettera O e undici nati questa primavera con la lettera P”. Ben 17 speranze per un siciliano supestizioso... Continua Angelo: “I puledri sono impe- 24 Fattrice con puledro negli ampi spazi dell'allevamento gnativi, vanno capiti per cercare di correggere subito eventuali problemi, solo così possono diventare buoni trottatori, ci vuole soprattutto attenzione, anche ai minimi dettagli. Non posso negare che Dart Boss è sicuramente il “figlio prediletto” tra tutti quelli che ho visto nascere, mi è dispiaciuto molto quando è morto per una colica a marzo 2007 Vista dell'allevamento ma sono affezionato anche agli altri come Gronlio Boss (da Spotlite Lobell e Ask me Nicely, record di 13.4 sul miglio e 15.5 sul doppio km), Demon Boss (da Spotlite Lobell e Giad Dechiari, 14.3 e 15.9 sui 2000 come record personali), Febo Boss (da Spotlite Lobell e Pachita Sacar, record di 15.1 e 16.7 sul doppio km), Geremia Boss (da Cirkus Kall eAsk me Boss, 16.2 e 17.5 di record)... solo per citarne alcuni che in pista riescono sempre a farsi valere.” Tanti sacrifici, qualche volta ricompensati da zoccoli sulla sabbia, altre volte “buttati al vento” per un destino che non sempre riconosce quello che ci spetta, Angelo parla con pessimismo di quest’ippica, diversa da quella che si ricorda lui tanti anni fa quando l’entusiasmo lo spingeva a “rubare” idee dalla Svezia e dall’America, pur restando sempre affascinato da questo mondo incredibilmente accattivante. Oltre all’allevamento la famiglia Fucarino continua a mantenere la passione come proprietaria, con la scuderia Oltremare, di cavalli tra cui anche i non targati Boss come Lampo Mp (da Toss Out e Kalamari), Morgan Effe (da Lemon Dra e Unwise Effe), Image Gams (da Lemon Dra e Rosa del Ronco)... Un posto da sogno alle porte di Palermo, dove tutti sono consapevoli che oggi niente è facile, ma con una passione vera e genuina per i cavallo; questa è la Sicilia dalle mille risorse, quella del trotto che vola oltre lo stretto. 25 di Elisabetta Busso Alla scoperta di un MARCO SMORGON che non ti aspetti F orse pochi sanno delle molteplici vesti di Marco Smorgon nel mondo ippico: guidatore, allenatore, proprietario, allevatore e stalloniere. Non è poca cosa ma, conoscendolo, non ci stupisce. Un ragazzo che si è messo in luce da subito: è stato il più giovane guidatore italiano a vincere un Derby, nella sua carriera sono passati fior fiore di cavalli, da Nevaio,Eclisse Domar, Zinzan Brooke Tur, Giulia Grif , Umbro Di Grana, Impeto Grif, Libeccio Grif, Imbimba e la francesina d’Italia La Dany Bar. Una carriera suggellata da tanti successi in pista nella veste di interprete e di preparatore, il miglio- Una figlia di Axel e Varenne re per puledri che primeggiano sempre sugli altri. Marco è uno che si odia o si ama, un p.r. mancato; una serata a cena con lui diventa un vero spasso, la sua testardaggi- Con la vittoria di Madras nelle Oaks del trotto si pone in evidenza anche come allevatore ne con i cavalli è cosa risaputa. “Ai cavalli do tutto, ma loro devono fare lo stesso con me”, sono le sue parole, un uomo che non si arrende mai. Marco, nella domenica del Derby stranamente non era presente a Roma. O meglio non era presente fisicamente, ma c’era il suo gioiello: la vincitrice del Nastro Rosa delle femmine, Madras, la bella “bionda” della scuderia Bellosguardo del presidentissimo Cesare Meli. La gioia di Marco, nella sala guidatori torinese dove assisteva in video alla corsa della sua beniamina, era enorme. “Visto che cavalla? Visto Zinzan che papà? - continuava a ripetere Sono contentissimo, questa è una grande soddisfazione per me, il mio primo gruppo 1, sono anche molto felice per Meli, che è uno dei pochi che ancora investe nell’ippica.” Marco come mai hai venduto la cavalla alla Bellosguardo? “In realtà non l’ho venduta, ma abbiamo fatto un contatto di locazione, a fine carriera la cavalla tornerà da me per fare la mamma, come faccio con tutte le mie cavalle buone. Meli si era innamorato di Madras quando l’aveva vista correre a Modena alla sua seconda uscita, era stata una corsa maledetta, avevamo girato tutta strada di fuori facendo 13 il chilometro, portando 26 comunque a casa un bel secondo posto. Venne subito da me dopo la corsa per complimentarsi per il “numero” fatto da questa cavallina, e mi chiese di vendergliela. Rifiutai perché sapevo che Madras aveva qualcosa di speciale, quindi volevo tenerla per me. Aveva vinto al debutto, girando anche in quell’occasione di fuori scoperta ai lati del battistrada, facendo poi la classica passerella in arrivo, perdendosi i compagni per la pista. Una cavalla molto, molto nevrile, un carattere preso soprattutto dalla mamma, una svedesina tutto pepe, ma con un gran motore, e anche dal papà: il cavallo più coraggioso e grintoso che io abbia mai avuto, Zinzan Brooke Tur. Reincontrai Meli tempo dopo a Milano, il giorno dell’ Allevatori Filly, dove la cavalla sbagliò, venne di nuovo a chiedermi di vendergliela. Vista la sua determinazione e risaputo il fatto che lui, in particolare con le femmine, ha sempre fatto del bene, ci ripensai ma lo avvisai subito che si trattava certo di una cavalla con grandi mezzi, ma anche con un bel carattere; lui disse che non era un problema, loro tengono i cavalli in un centro di allenamento molto tranquillo, dove i cavalli normalmente si rilassano e perdono lo stress della corsa. Così alla fine, conoscendo con quale cura Cesare e Laura Meli tengono i loro pupilli, accettai, con la clausola della restituzione alla fine della carriera agonistica.” Cosa ha spinto un professionista come te, che si trova quotidianamente a combattere contro il tempo avendo all’ attivo una scuderia di 70 cavalli, a diventare anche allevatore? “Anzitutto la curiosità e la sfida. Ho voluto vedere cosa sarei riuscito a tirar fuori da cavalle che conosco come me stesso, perché le mie fattrici prima sono state mie cavalle da corsa, di cui conosco tutti i pregi e i difetti. In questo modo diventa forse più semplice gestire i loro figli, anche perché il padre è quasi sempre lui, il mio cavallo del MIGLIORI PRODOTTI DI ZINZAN BROOKE TUR IBERICO 12.9 IMBIMBA 10,9 LIBELLULA BAR 13,1 MADRAS 12,5 MOBY DICK 14,2 MORIONDO 13,6 FATTRICI VOGUE DONLISA vuota DONLISA gravida di Umbro di Grana GUANTANAMERA gravida di Love You GLACE’GRIF gravida di Love You INTESA FONT gravida di Zinzan Brooke Tur LONICERA gravida di Prince Gedè INIZIALE gravida di Goetmals Wood Puledri Anno 2008 Oreade Guantanamera e Zinzan Brooke Tur Obiciamte Axel e Zinzan Brooke Tur Onfale Bar Glacè Grif e Varenne Ovazione Vogue Donlisa e Zinzan Brooke Tur Puledri Anno 2009 M. da Donlisa e Zinzan Brooke Tur F. da Axel e Varenne M da Glacè Grif e Zinzan Brooke Tur M da Intesa Font e Zinzan Brooke Tur M da Guantanamera e Zinzan Brooke Tur F da Donlisa e Zinzan Brooke Tur 27 cuore, il cavallo che più mi ha dato in assoluto, Zinzan Brooke Tur.” Marco ha iniziato la sua “vita” ippica con la Louisiana, quando ancora era un ragazzino sveglio con la stessa voglia di fare che ha oggi. Enguerrillero, in un certo senso papà di Zinzan, è passato anche dalle sue mani, così come Anglicana, la mamma di Enguerrillero. All’epoca Marco era un quindicenne che spiava tutte le mosse dei grandi per poi poterle sfruttare al meglio, ma se andate a vedere le genealogie delle sue cavalle è una storia che si ripete. “Fare l’allevatore era uno dei miei sogni, quando scendi in pista con un prodotto creato completamente da te, perché entrambi i genitori erano tuoi, è il massimo; Madras, ad esempio, mi ha dato un’immensa gioia. Zinzan era uno stallone che stentava un po’ a decollare, in parte per sbagli miei non ho puntato subito alla grande, sprecando i primi anni a guardare solo nei miei “giardini”. Poi, grazie anche alla vendita del 50% del cavallo alla Varenne Forever di Roberto Bri- schetto e Valter Ferrero, ha fatto finalmente il salto di qualità che merita, ed i risultati si stanno vedendo. Se penso che nei primi anni, con fattrici tutto sommato mediocri, ha dato tanto, immagina cosa potrà fare dal prossimo anno che vanterà in pista moltissimi prodotti. Sono contento perché è un cavallo che mi ha dato tanto, un cavallo coraggiosissimo che, se non avesse avuto i suoi problemi, non so cosa avrebbe potuto fare. Con lui siamo andati a Vincennes da sconosciuti e ne siamo usciti vincenti, un cavallo che ha saputo guardare in faccia Varenne, l’unico italiano che ha osato provarci.” Chi era la prima fattrice ? “Lady Abb, una buona cavalla svedese che ho comprato quando aveva cinque anni, si è piazzata in diversi gran premi ed ha vinto tanti centrali e con la sua genealogia (è una figlia di Pay Me Quick), non poteva non essere anche una buona mamma, e in seguito ha dato cavalli come Donlisa 14,4, Elettrone 15,6, Guantanamera 12,5, Ibe- rico 12,9, Lampione 12,9 e Madras che, secondo me, sarà veramente una buona cavalla, di quelle che non hanno paura dei maschi. Poi dopo Lady Abb sono entrate in razza anche Villa Torlonia, da Enguerrillero e Inchiesta, da Song Dance Man, cavalla classica piazzata in più gran premi, che è stata la miglior femmina della sua generazione. Vogue Donlisa da Drummer Hanover e Opera Donlisa da Super Crown. Ora, avendo io le figlie, Lady Abb e Villa Torlonia le ho vendute a Silvio Ferrari. Non voglio tenermi tante cavalle e, in questo modo, faccio anche girare l’allevamento: da poco sono arrivate Lonicera ed Iniziale, poche ma buone.” E’ nota la tua passione per la Francia… “In Francia l’ippica è al top, hanno un’altra mentalità e, quando sentono raccontare dei problemi che abbiamo noi, si mettono a ridere. In quel paese le cose funzionano perché ci sono tante persone che hanno interesse a farla funzionare; Davanti è una figlia di Vogue Donlisa e Zinzan Brooke Tur sorella di Marias (1.12.8 ) dietro Guantanamera (sorella di Madras) e Zinzan Brooke Tur 30 Puledri ed in primo piano una figlia di Donlisa e Zinzan Brooke Tur l’ippica è seguita e sentita da tutti, non solo da pochi eletti bistrattati. Non parliamo poi del montepremi, una corsa normale sono 30.000 euro al primo come da noi certi gran premi. Infine io ho una passione per le linee francesi, quest’anno ad esempio alle mie fattrici ho dato molto Love You, un cavallo che monta a 35.000 euro, che ha la linea franco-americana più perfetta che ci sia; la mamma è un And Arifant, figlio di Sharif e di Infante D’ Aunou, la mamma Amour D’Aunou è una Speedy Somolli. Poi ad Iniziale ho dato Goetmals Wood, nuovo per noi in Italia ma in Francia è il secondo dietro a Love You.” Oltre a Madras su chi punti? “Moriondo è un cavallo che, anche se sulla carta sembra poca roba, presto farà vedere chi è, mi spiace che abbia dato qualche problemino perché diversamente avrei ambito a qualche classica. Oltretutto in lui cè tanto di me: il padre è Zinzan, la mamma è Axel, figlia di Nevaio e Papaia, la cavalla più forte che io abbia mai domato, con un caratterino non indifferente che trasmette ai figli, peccato che per un infortunio non sia mai scesa in pista. In compenso ha dato solo cavalli buoni, da Vasilissa a Axel, Gibartur ed ora Nikita Bartur. Papaia inoltre discende dalla famiglia di Gregorio Magno ed Etimologia, tutti cavalli della Louisiana, una storia che ritorna sempre.” Dove tieni le fattrici ? “Prima erano al Grifone, ora da qualche tempo sono da Luigi Truccone, quello dei targati Bar per intenderci, un mio caro amico con cui ho in comproprietà Glacè Grif, oltre ad un ottimo rapporto di amicizia e di lavoro: vedi Guendalina Bar, La Dany Bar, Lunetta Bar e Gibartur, cavallo allevato da lui e da Michele Geninatti.” Uno delle migliori guide italiane, se continui così diventerai anche uno dei migliori allevatori, sei proprio incontenibile. “Sono già contento così, Zinzan sta andando bene, i miei prodotti con la lettera M sono tutti in pista e tutti con ottimi risultati, di quelli con la N ce ne sono che mi fanno ben sperare come, ad esempio, la sorella di Madras, New England; una cavalla che vale la pena di aspettare. Recentemente ho fatto la qualifica con Nuevo da Varenne e Villa Torlonia, poi un giorno ci sarà anche Imbimba, una cavalla che ha saputo fare 10.9 a San Siro: io credo che, con tanto lavoro e tanta voglia, si possa far del bene e spero di non sbagliarmi.” Tanto da fare per l’instancabile Marco, perché anche quando arriva a casa la porta non si chiude: ci sono Flaviana e Evita che devono montare Tac Tac ed il nuovo pony, poi alla sera bisogna già pensare al domani perché, come dice Marco, “l’ippica è un mondo che si alza la mattina presto, corre anche di notte, vive di sogni e li realizza.” 31 di Max Abili Allevamento Trebisonda e La Bambolaccia a segno nei Criterium torinesi Nancy’s Treb e Noak Lb Le due perle dell’allevamento Italiano N ancy’s Treb e Noak Lb si aggiudicano il Criterium Torinese 2009 dopo che l’edizione del 2008 non era andata in scena, per i “soliti” problemi del montepremi che avevano indotto tutto il settore ad lungo sciopero, e visti i risultati di oggi ci chiediamo a cosa sia servito, visto che i problemi non sono stati risolti, ed i soldi continuano a scarseggiare sempre più. Nancy’s Treb era la vincitrice annunciata ed ha mantenuto in pieno le aspettative di tutto il team. Prima della corsa si immaginava un ipotetico duello tra lei e Neve Di Bianca, confermato dalla sensazio- 32 ne che le due sembravano fare un’altra corsa rispetto alle avversarie. Nancy’s, veloce come sempre dietro le ali dell’autostart, assumeva il comando in un bel 28,5 sulla rivale, poi una breve ripresa di fiato per sparare in seguito un 28,9. In retta si accendeva la miccia per le due femmine verso uno spettacolo veramente entusiasmante per tutta la tribuna, ma sul palo era la figlia di Gigant Neo ad aggiudicarsi la vittoria, la quarta su cinque uscite. Una cavallina che già dalla qualifica, anche quella vinta in tutta scioltezza, aveva dato buon sentore di sé; una cavalla che, anche se giovane, ha la classe e la determi- nazione della cavalla già fatta. Aveva debuttato sulla pista vincendo in 17,2 battendo Numinoso Dei, cavallo di ottima caratura, che nell’occasione si è aggiudicato il quarto posto nella sezione maschile. All’uscita successiva Marino Lovera portava la sua pupilla in quel di Modena, dove dimostrava la sua superiorità sugli avversari. L’intoppo avviene a Montecatini quando, con Edoardo Baldi in sulky, Nancy’s allo stacco si gettava di galoppo venendo squalificata. Da lì in poi si comincia a fare sul serio. Si ritorna sulla pista di casa, premio Noviziato Ferruccio Pedrazzani, una corsa molto sentita per i torinesi che hanno sempre nel cuore il “maresciallo” così era soprannominato Pedrazzani. Da dominatrice assoluta Nancy’s assume il comando ed a quel punto corsa chiusa: 1.15.8. il tempo ufficiale. Ma la meta per la puledrina di Enrico Tuci sono i Criterium, ed il primo è quello torinese, vi arriva con la carta della cavalla ormai tastata come buona, unica incognita, dopo il ritiro di Nikita Bartur, era Neve Di Bianca, l’allieva di Santino Mollo, ma come abbiamo già detto, Nancy’s non solo si aggiudica la corsa ma ne stabilisce anche il nuovo record di 1.14.7. Ora l’unica incognita che deve ancora affrontare è la duttilità anche sulla distanza, per adesso mai affrontata, ma la fiducia da parte di tutti nei suoi confronti è decisamente tanta. La sezione dei maschi vedeva la vittoria dello svedese d’Italia Noak Lb con Simone Seganti in sulky, che non poteva trovar miglior modo per suggellare il ritorno in patria dopo un’assenza di due anni, anche se solo per pochi giorni. In cabina di regia Lufti Kolgini in veste di trainer, lo Svedese che ha fatto ritrovare la “voglia” sia a Seganti che a Giorgio Mele i quali, amareggiati della situazione italiana, erano ben contenti di ritornare in Svezia, dove è vero i premi sono più bassi ma l’ippica è senza dubbio vissuta in un’altra maniera. Noak insieme al compagno di scuderia Nadir Kronos erano un po’ gli oggetti misteriosi di questo Criterium, si sapeva che erano ottimi soggetti, ma sulle nostre piste come si sarebbero comportati ? E se non avessero avuto prime chance avrebbero affrontato un viaggio simile? Noak aveva al suo attivo un record di 1.13.8., ottenuto però in America, valutabile sulla nostra pista in una misura attorno ai 2 minuti, almeno così si diceva nel precorsa, di conseguenza era impossibile trascurarlo, così come Nadir che dopo i ritiri di due cavalli al suo interno scalava al sei dietro la macchina. Molto chiacchierato era anche Ne Me Quitte Pas per il quale l’unico dubbio di Michael Smid era che potesse sbagliargli, come in effetti è accaduto; ma non solo a lui, visto che dopo la prima frazione gli squalificati erano già parecchi. In realtà in questa edizione il cavallo che ha sorpreso più di tutti è stato forse Naviglio, l’allievo di Giovanni Fulici, allevato dal signor Riccardo Galli, che ha inserito una vera fuga sin dallo stacco cercando la vittoria con tutte le sue forze, ma in retta ha dovuto alzare bandiera bianca accontentandosi del buon terzo posto, perché Noak passava facile contendendo senza problemi anche l’arrivo deciso dell’allievo di Gocciadoro Nicetomeetyou. Naturalmente più che soddisfatto in premiazione l’allevatore di Noak Lb, il dottor Ferraris, che riassapora con un suo pupillo il profumo di gran premi, un cavallo che ha già fatto parlare di sé, pur con sole tre corse al suo attivo. Quello della Bambolaccia è uno degli allevamenti che anche all’estero più ci invidiano: Electa Lb è al suo secondo prodotto, mentre come primo ha dato Moxy Lb che ad oggi ha il suo record personale di 1.13.1, una lunga strada davanti a sé. Riteniamo di affermare che forse tra loro potrebbe anche esserci una seconda Gilly Lb, che proprio dal papà di Noak, Cantab Hall, ha avuto un bel puledro: Onestar Lb. La premiazione di Nancy's Treb con tutto il team Lovera e Trebisonda 33 di Paolo Allegri GRANDE TROTTO D’AUTUNNO Irina da gran Signora domina il Freccia d’Europa N APOLI - Irina irrompe sulla scena di Agnano con lo charme di una principessa. E’ padrona della pista e della corsa, il Freccia d’Europa, sfida di gruppo 1 da oltre 200 mila euro di dotazione. La figlia di Ganymede non dà mai per un attimo l’impressione di poter perdere. E quando sulla retta di fronte Minnucci la chiama, Irina con la sua criniera al vento vola a prendersi il secondo gruppo 1 di una stagione che ave- 34 va cambiato faccia nel cuore dell’estate a Montecatini. Nell’ultima domenica d’ottobre, sotto un cielo tornato azzurro dopo la pioggia del sabato, Agnano aveva allestito un super convegno con Freccia, le due prove del Criterium Partenopeo divise per sesso e un contorno eccellente con un bellissimo invito per i 4 anni e un’incerta volata di categoria A-B. Il gruppo 1 sul miglio, in edizione autarchica senza presenze estere, ha visto la conferma di Irina che ha scavalcato il battistra- da Filipp Roc, ottenendo via libera dopo un quarto di gara e imponendo parziali significativi, primo giro in 1.12.5 per poi chiudere gli ultimi 600 in un eccellente 42.1. E riscontro cronometrico di 1.55 (1.11.9) sul miglio che ha aggiornato il record della corsa. Una fior di cavalla la pupilla di Sergio Carfagna, che nel big event autunnale dell’ippica partenopea sottoscrive il concetto di una disponibilità esemplare: ad ogni corsa Irina convince sempre un po’ di VOTI DA FRECCIA IRINA E MINNUCCI COPPIA DA LODE IL MIGLIORE IRINA 9,5 - Bellissima in sgambatura, va davanti e costruisce un coast to coast esemplare al primato del Freccia. IRRESISTIBILE! LINDA DI CASEI 8 - Trova la corda in partenza poi prepara un finale ad effetto chiudendo in piena spinta. VOLANTE! LISA AMERICA 7 - Non azzarda dopo i flop alle ultime uscite. Va in pista con i quattro ferri, non osa sul percorso ma finisce bene ed è questa la nota lieta. PRUDENTE. FILIPP ROC 6,5 - Come al solito spinge la macchina ma dopo il lancio manda via Irina. Rimane in lotta per le piazze, subisce Linda e Lisa. DA RIVEDERE. LESTER 6 - Il migliore della coppia di Ucci-Riccitelli che perde subito la Lolly. Lester insegue da posizione arretrata e si lascia dietro Island, Illinois e gli altri. DIGNITOSO. ISLAND EFFE 5,5 - Agnano ha sguardi ammirati per lei che torna da Regina del Lotteria. Attesa delusa subito allo stacco dove appare mentalmente inadeguata. L’inseguimento, discreto in rapporto alle marce elevate della testa, vale in prospettiva. SVAGATA. Gli altri: ILLINOIS 6-; GONDOR JET 5,5; GHIACCIO DEL NORD 5,5; FELIX DEL NORD 5; LOLLY KRONOS non giudicabile, ECLISSE DOMAR ng. L’UOMO IN PIU’: GIAMPAOLO MINNUCCI 10 - “Jean-Paul” come lo chiama lo speaker è un driver ma con rotolo da media record scandito al comando sembra il miglior Camici, il fantino che aveva in testa il cronometro. Aggiungete due mani d’oro per trattare con guanti di velluto la Principessa Irina. Che Coppia! più. L’allieva di Holger Ehlert nella bella domenica napoletana era quella dei tempi migliori e ha strappato gli applausi della tribuna a capo di una corsa magistralmente pilotata da Giampaolo Minnucci che ha guidato la cavalla più in forma dello schieramento in modo spettacolare. La vittoria è stata meritata e mai messa in discussione. “Scappa via Jean Paul!”, lo slogan gridato appena in retta da “Zio Salvio” Cervone. TRIS ROSA E’ stato un Freccia d’Europa al femminile con il podio che si è colorato completamente di rosa per le presenze, accanto alla vincitrice, di una tonica Linda di Casei e di una Lisa America vista in ripresa pur prudente nell’assetto e sul percorso. Sull’allieva di Jerry Riordan si erano riversati al gioco molti euro scommessi in Francia dato che si trattava di una tris internazionale. La delusione della corsa si chiama Island Effe, la Lemon Dra che faceva ritorno a Napoli ammantata del fascino e della gloria di una laureata del Lotteria. La baia guidata da Gubellini si gettava di galoppo – imitata da Lolly Kronos e da Eclisse Domar – appena l’autostart chiudeva le ali. L’Island inseguiva con caparbietà ma su quei ritmi a marce elevate era impossibile recuperare. 35 La regina del Lotteria 2009 era molto attesa dagli appassionati napoletani. Era stata annunciata esplosiva in lavoro ma la presa di contatto con la realtà necessita di un diverso profilo mentale e agonistico. Il Nazioni dovrà misurare quanto l’attuale Island Kronos è parente di quella capace di sorprendere tutti nel dorato pomeriggio di maggio sull’ovale della conca flegrea. 36 Promossa, invece, a pieni voti Linda di Casei, quella che nel borsino di questa squadra femminile che gioca il campionato dei gran premi italiani vede le sue azioni in costante rialzo. Cesena non è stato il ballo di una sola estate. Già nel Continentale la Uronometro dei Gocciadoro aveva confermato il suo eccellente standard. Ad Agnano ha dato prova di ulteriore consapevolezza della propria forza. Linda è finita con ancora del buono e la distanza dalla leader della stagione 2009, la cronometrica Irina capace anche di arrivare allo zenit, potrebbe accorciarsi in un futuro prossimo. Questa nazionale dei cavalli tutta al femminile ha trovato nella targata di Casei un’altra punta di diamante. Con Lisa come abbiamo detto, che ha corso in controtendenza rispetto alle opache prove di I VOTI AI MASCHI DI 2 ANNI: SUPREMAZIA NICKEL NICKEL ORS 9 - I video delle corse precedenti parlavano di un puledro che si presentava in avanti solo ai 400. Qui invece parte forte. Al passaggio si inventa un arresto, poi torna all’attacco di Newton Baby e fa vedere che il motore è di prima. SCHIACCIASASSI. NICETOMEETYOU 8,5 - Il Goccia lo rimanda sulla scena, avendo sul contagiri una recita vicina. Si sistema quarto tranquillo, al dunque nel serbatoio c’è benzina per sparare una chiusa importante. CONCRETO. NEWTON BABY 7.5 - Alfiere locale, fa onore alle attese con un percorso tutta grinta. Muove al passaggio e sorprende quello di Bellei. Accusa un po’ in retta, ma dimostrando talento e doti morali è ancora lì che combatte. CORRIDORE. NUMBER ONE ITALIA 7 - Gioca il jolly allo stacco con una super partenza. Dal nove si ritrova terzo in corda. Quando la testa apre il compasso per lottare la corsa, non cede, meritandosi un piazzamento inatteso quanto meritato. AFFIDABILE. NAPOLEON 6 - Si ripropone dopo un errore iniziale, capeggiando i battuti. Potenzialmente vale i migliori, deve limare qualche ombrosità. CORREGGIBILE. Gli altri NUNZIO CHIP RUM 5,5; NINTH AVENUE 5; NIKY DAF 6-; NABABBO JET 6-. VOTI ALLA GIOVENTU’ ROSA: CHE BELLA LA NOLITA! NOLITA UR 9 - L’elegante figlia di Varenne si dimostra puledra semplice. Sa partire, così che va a nozze in uno schema lineare. Promenade con stacco d’autore, 58.6 a chiudere che è un bel biglietto da visita. DISINVOLTA! NEVERA 8 - Una baby per la galleria di femmine della Bellosguardo. Rimedia ad una pessima partenza, si migliora gradatamente e finisce alla grande in retta. FUTURIBILE. NOVITA’ AC 7 - La bella Indro Park perde l’imbattibilità ma segna il gol della bandiera, veleggiando lungo lo steccato per vincere lo sprint del terzo posto. AFFIDABILE. NAAMA BAY 7 - La Madama subalpina parte il giusto, così si deve industriare al largo. Non va a meta ma dopo un percorso dispendioso resta in quota caparbiamente. TOSTA! NESTELLA GUAL 6,5 - Parte piano e il recupero in una corsa a strappi diventa improbo. Nonostante ciò, quando si ingamba, finisce al collo delle piazzate. MIGLIORABILE. NIKITA SM ng - Sbaglia prima dello stacco della macchina. DA RIVEDERE NO MERCI BI 4,5 - Era l’attesa battistrada, invece si disunisce già sulla prima curva finendo a tabellone. ETEREA 37 Bologna e Roma, Riordan da buon stratega ha mirato al sodo. Ogni tanto anche un pareggio fa morale, ci sembra di sentir dire il simpatico bostoniano. Non così incisivo Filipp Roc che non se l’è sentita di tenere una esplosiva Irina, ha trovato un percorso difficile – subito scoperto – il Ghiaccio del Nor che stenta a ritrovare i motivi migliori. L’infortunio è stato serio ed il recupero non così semplice ma riteniamo che appena schema e compagnia lo consentiranno l’allievo di Hollmann potrà ritrovare l’antico smalto. IMPRENDIBILE Nel pomeriggio spazio anche alla meglio gioventù con i due criteria che ricordavano Silvano e Salvatore Spinelli, ippici che sono tra i fondatori dell’ippodromo di Agnano. In premiazione il nipote Mauro, per l’Unire il dottor Matafù, membro del Cda dell’Ente, e per l’Anact il delegato della Campania Antonio Diana. Tra le femmine si è rivelata imprendibile NOLITA UR, elegante figlia di Varenne. Con Pistone in regia, è andata davanti e ha graduato a piacimento in stop and go prolungato chiuso da un pregevole 58.6. Discreta anche NEVERA, la Goetmals Wood della Bellosguardo capace di rimediare ad una pessima partenza costruendo al largo e 38 piazzando buon finish. Al terzo posto NOVITA’ AC, la bella Indro Park che pur perdendo l’imbattibilità ha viaggiato lungo lo steccato vincendo lo sprint per il podio. La torinese NAAMA BAY, Gigant Neo di un Lovera che ha feeling con i puledri, ha pagato la scarsa propensione al lancio trovando un percorso ostico. SCHIACCIASASSI NICKEL Bel numero tra i maschi di NICKEL ORS, lo Yankee Slide della San Giuliano che stavolta, a differenza dei precedenti ingaggi, ha fatto partenza ed è andato davanti. Da puledro estroso, con qualche divagazione, al passaggio si è lasciato sorprendere dall’alfiere locale NEWTON BABY. Il Nickel prepara- to da Ehlert (gran giornata per il trainer di Gelsenkirchen) ha ribadito la superiorità tecnica nel contesto e quando Enrico Bellei lo ha di nuovo chiamato all’impegno sulla curva finale è passato con il piglio del cavallo di classe. Cronometro significativo, con 1.59.7 (1.14.8) sul display. Molto bene anche NICETOMEETYOU, il Crowning Classic del “Goccia” che quarto in partenza sa attendere e preparare una robusta progressione con apoteosi un arrivo very good. Ancora terzo un generoso Newton Baby, il Mr Vic di Giorgio D’Alessandro sr che ha pagato forse quell’attacco a traguardo lontano ma si è difeso con grinta nel finale. Bene nella categoria impegnativa, in relazione alle frequentazioni, anche un NUMBER ONE ITALIA partito alla grande. Con il nove si è ritrovato terzo dopo 200 metri e anche quando davanti hanno cambiato marcia è restato in quota. Puledri coraggiosi che hanno fantasia e che ci faranno sognare questi visti in azione nei due eventi giovanili partenopei. In un convegno spettacolare da segnalare il cammeo di Luper Cosm Sm nell’invito per i 4 anni. Una corsa dalla bellezza rapinosa con Le Roi Gar capace di fare un chilometro in 12.5 cedendo solo nel finale alla pennellata di Minnucci con il Supergill e ad un gagliardo Langdon Grif che se l’è sudata per corsie difficili e ha combattuto con generosità. Primo Luper Cosm Sm, secondo il Langdon terzo Le Roi per un 1.57.6 da chapeau! P OLITICANDO FANGO ESPRESSO SULL'IPPICA: ADESSO BASTA! D a anni è diventato un delitto impunito, quello praticato da tv e giornali, di sputtanare il mondo degli uomini e cavalli, ormai bersaglio privilegiato delle torte maleodoranti di chiunque sia o si autodefinisca, giornalista. L’ultima montagna di letame al mondo delle corse è stata consegnata a domicilio dal settimanale l’Espresso, quella rivista che, per intenderci, vivacchia nelle edicole come avamposto della “sacra guerra al Berlusca”. Terminate le frecce contro il nemico dell’editore, al secolo Carlo De Benedetti ritornato sulle prime pagine grazie al pacco di quattrini che un giudice monocratico gli ha riconosciuto al termine dell’udienza farsa del Lodo Mondadori, il patinato houseorgan sinistroide, ha sparato a zero sulle corse dei cavalli con un pistolotto dal titolo “Anche il boss si è dato all’ippica”, a firma Giorgio D’Imporzano. Una serie di farneticanti deliri provenienti, a dire dell’esimio ma sconosciuto collega, da una fonte del settore che ha deciso di aprire il libro nero e vuotare il sacco, si intersecano con marchiani errori, che chiunque mastica un po’ di pane e cavalli, riesce subito a tanare. Il più grave e lampante di questo è il ricorrente uso del termine “allevatore” quando si fantastica sul malaffare equino italiano: “una cupola criminale composta da allevatori, fantini ed allenatori, in grado d’imporre grazie alla loro influenza l’andamento delle corse del trotto”. Ora al di là di tutto l’opinabile e fantasioso resto, che cavolo c’entrano gli allevatori nell’eventuali combine negli ippodromi? Lo sa il “simpatico giornalista” che ruolo hanno gli allevatori nella filiera equina? Quella di produrre e vendere i cavalli. Stop. Citare questa categoria equivale ad accusare la Fiat della sanguinosa catena di omicidi compiuta dalla banda della Uno Bianca. Ma il nostro eroe, con la lampada della verità (ma senza il lume della conoscenza) non pago prosegue: “A San Siro la sera prima delle gare i giudici s’incontrano a cena con gli allevatori ed i contatti proseguono fino a pochi minuti prima della partenza... gli esperti a pochi metri scommettono sperando nel colpaccio, ma raccattano solo le briciole di una torta che gli altri si spartiscono”. Insomma a leggere queste righe, sembra che allevatori e giudici decidono gli ordini d’arrivo e si gonfiano le tasche di scommesse vincenti. Giuro che in 30 anni di onorate fre- 39 CARI IPPICI AIUTIAMO FRA DANILO Una disavventura è capitata a Fra Danilo Reverberi, il nostro fratello francescano innamorato di Gesù e dei cavalli da corsa, che scrive anche spendidi articoli su questa pagina. La sua autovettura, prestata ad un “collega” è andata distrutta in un incidente, fortunatamente senza conseguenze gravi per le persone. Ora è a piedi e tra gli ippici sta scattando una corsa di solidarietà per aiutarlo a comprare un’altra macchina. Chi lo vuole aiutare può scriverci all’indirizzo mail [email protected]. Pubblicheremo tutti i nomi dei benefattori quentazioni equine non ho mai udito idiozie di tale portata. Per dare un tocco di noir al pezzo, leggi le parole del pentito-fantasma che, “in cambio dell’anonimato ha deciso di parlare” ecco che, il nostro coraggioso giornalista, cita gli immancabili agganci con la camorra e preannuncia gravi conseguenze per chi mangia le bisteccone di cavallo. “C’è il sospetto che i cavalli dopati vengano macellati e venduti, con le sostanze nocive per l’uomo”. Ma lo sa che il che il 90% dei cavalli che corrono non sono destinati ad uso alimentare per gli uomini? Lo sa che sia gli allevatori che gli allenatori devono avere un registro di carico e scarico dei medicinali somministrati agli equini 40 verificato con grande rigidità dall’Usl con vergate, giorno per giorno, le sostanze somministrate agli equini, pena la galera? Ma ormai disinformazione e teorie campate per aria si mescolano nell’articolessa fatta passare sotto la voce “Inchiesta: Le mani sugli ippodromi”. Si vaneggia infatti sui controlli antidoping definiti “scarsi” (nella realtà sono circa 26mila!!) effettuati da “pochi” giudici (in verità all’ippodromo ci sono più giudici che spettatori!!), tira in ballo Enrico Bellei chiamandolo “il Cannibale delle corse” e storpia le dichiarazioni di Acciai, Segretario Generale dell’Unire, che ci confida: “Mesi orsono fui contattato da un giornalista dell’Espresso che si presentò come Giorgio Tosi (!) e mi fece alcune domande alle quali risposi cortesemente. Quello che oggi ho letto sull’Espresso non corrisponde minimamente alle mie dichiarazioni e sto valutando le mosse da compiere per ristabilire la verità”. Molto più critico (e incazzato) ci risponde Alessandro Viani, padre umano di Varenne ed illuminato Presidente dell’Anact che per tutelare l’immagine degli allevatori italiani preannuncia querele per diffamazione e battaglie legali per ristabilire la verità. Insomma l’ippica stavolta non subirà passivamente l’ennesima coltellata alla schiena. Bene. Del resto di soldi ora De Benedetti e soci ne hanno da buttare via. C’ERA U NA V OLTA... MEMORIE DE ________a cura di LUCIO CELLETTI - [email protected]________ C ari amici, Buon Natale e Buon Anno; come sapete la nostra rivista il prossimo mese sarà dedicata agli stalloni, per questo le memorie “riposeranno” un mese per tornare, il prossimo gennaio, con nuove rivisitazioni del trotto che fu. A proposito di grandi giornalisti oggi parliamo di colui che è da considerarsi uno dei migliori collaboratori della storia della nostra rivista, Rino Icardi. Proprio per chiudere degnamente il 2009, crediamo non possa esservi articolo più attuale da poter riproporre, attraverso la penna, anzi il pennello, di Rino Icardi, stimato radiocronista della Rai più romantica, giornalista che ha saputo colorare come non pochi, con voce roca ma comunque gradevole, gli avvenimenti sportivi di almeno tre decenni. Non solo ippica ovviamente nella sua attività radiofonica e televisiva; in un liceo classico di Alessandria, sua città natale, fonda un fo- glio studentesco dal nome “IL RAGLIO”. Nel 1959 a ventidue anni, l’assunzione in Rai, come corrispondente proprio da Alessandria; le Universiadi di Torino dello stesso anno, quelle che ci fecero capire la grandezza internazionale di Livio Berruti, sono state il suo primo impegno di un certo spessore. Gli ascoltatori della radio lo ricorderanno senz’altro, quando seguiva per “Tutto il calcio minuto per minuto” la squadra della sua città, LA RADIO DI RINO L’articolo ci dà lo spunto per inserire alcune foto del 1970. Top Hanover nel Criterium a San Siro. 41 l’Alessandria, non nascondendo la simpatia per i grigi, ma rimanendo comunque equilibrato nei commenti. Appartiene alla storia del cavallo sportivo il successo di Graziano Mancinelli alle Olimpiadi di Monaco 1972, appena due giorni prima dai momenti tristi della strage. In quel pomeriggio della domenica Rino Icardi ha descritto come solo Il fotofinish del Lotteria ‘70: Une De Mai su Eileen Eden e Snow Speed lui sapeva fare l’impresa vittoriosa del “cavaliere” in sella spetto di una prova che descrivere svolti da romanzo, nella vicenda ad un grigio irlandese di nome come massacrante sarebbe, oggi classica della serie “il gregario Ambassador. Ogni salto un urlo e come allora, riduttivo. che supera il capitano”, rispettipoi un sospiro lungo fino al succes- Adesso gli eventi vengono seguiti vamente Fausto Bertoglio e Giosivo salto, un urlo e un sospiro, un tutti dalla Tv in presa diretta. Allo- vanni Battaglin. Ed ancora citiaurlo e un sospiro... fino alla chiu- ra la radio aveva un’importanza mo un suo cimento nel basket, sura del suo percorso di barrage fondamentale, Rino Icardi com- pronto a seguire la squadra di Vache a conti fatti consegnò alla mentò in diretta la conquista delle rese impegnata per conquistare squadra italiana il secondo di cin- due medaglie azzurre, la Tv invece la Coppa dei Campioni di Basket que ori azzurri totali a quell’edizio- “si accontentava” di una sintesi Una radiocronaca vissuta con la ne bavarese. Ed appena alcuni notturna e di un annuncio di Paolo genuinità del “tifoso”. giorni prima aveva commentato il Rosi nel corso della diretta di atle- Ovviamente Rino Icardi ha seguito secondo posto di Alessandro Ar- tica. il trotto in radio con competenza, genton nel concorso completo indi- Da ricordare anche il suo Giro alternandosi con Beppe Berti fino viduale. Proprio nei collegamenti d’Italia del 1975, la sua prima al 1976; allorché quest’ultimo è del completo, più segnatamente esperienza con la corsa rosa, in passato, con la riforma della Rai, nella gara del cross-country, Rino cui, lasciando a Ferretti e Santini al Tg2, Rino Icardi è stato pratiha saputo dare il meglio, descri- il compito di commentare le fasi camente l’unico radiocronista per vendo nel modo più appropriato e della corsa, si occupava dell’in- molto tempo. Poi nel 1991 il paspoetico al tempo stesso il grande tensità della lotta di alto vertice, saggio in Televisione nei quadri affetto fra cavalli e cavalieri, al co- che proprio in quell’anno offrì ri- della Tgs, ancora recentemente lo ricordiamo nel suo “Profilo greco”, rubrica che accompagnava le notti ateniesi alle Olimpiadi del 2004. Rino Icardi ha contribuito, in epoca giovanile, alle fortune della nostra rivista. Riproponiamo la sua “Arca di Natale” dal n. 11/1970. Un esercizio letterario di alta classe degno dello stile, se l’autore ce le consente, di Aldo Palazzeschi. Noterete come ogni parola, ogni descrizione, è ancora straordinariamente attuale. Solo un nome va cambiato, Varenne al posto di Tornese, quel Tornese che era nella lista dei grandi degli anni Sessanta, allorché Rino Icardi descrisse con Guglielmo Moretti, in un “Domenica sport” di fine 1969, tutto il decennio che anda1970: Gladio su Barbablù ed Agaunar nel Premio Jegher. va a chiudersi. 42 43 di Nico D’Achille L’Inverno d’oro di San Siro N el 1925 nasceva l’ippodromo del trotto di San Siro. L’impianto, grazie alla premurosa e diretta cura del cavalier Locatelli, segretario della S.I.R.E., che aveva consentito di portare a termine un’imponente opera in pochi mesi, alla sua inaugurazione si presentava impeccabile. Era stato creato sotto la direzione tecnica degli ingegneri Valerio e Somaini, per la pista con avanzatissimi criteri costruttivi, validi ancora oggi; dall’architetto Paolo Vietti Violi, per le tribune e le scuderie. Tornese 44 Grazie alla premurosa, diretta cura del segretario della S.I.R.E., cavalier Locatelli, che aveva consentito di portare a termine un’imponente opera in pochi mesi, alla sua inaugurazione si presentava impeccabile. Per la gara di apertura, con premio di 30 mila lire, giunsero cavalli da tutta Europa. Vinse, dopo una gara appassionante, l’americano Billy Bunker del milanese Fabris Favero, guidato da Alessandro Finn, esule della rivoluzione russa, giunto da poco in Italia. E Finn, l’uomo che già a quell’epoca correva con il cronometro, di- venne cittadino milanese creando una scuola di guidatori che allargò la schiera dei drivers ormai stabiliti a Milano, o i Barbetta e i Branchini, quali gli Ossani di Faenza, i Pieropan veneti, i toscani Fabbrucci e via via, gli emiliani Antonellini, Rosi, per finire con Brighenti, Casoli, i Baroncini, i Guzzinati e i Gubellini. Oltre ai guidatori comparvero proprietari eccezionali (Borasio, Riva, Palazzoli, Camurati, Gonella, Orsi Mangelli) che importarono grandi cavalli americani. Quel periodo vedeva alla plancia di comando dell’ippica milanese il commendator Loca- telli, Segretario Generale della S.I.R.E, e uno stile di conduzione prettamente lombardo che univa alla concretezza un tocco d’umanità. Il programma delle corse si concretizzava, con lo scandire graduale dei grandi premi: Encat, Nazioni, Saint Leger (diventato poi Nazionale), Inverno, Europa, Orsi Mangelli, Gran Criterium, alla costante presenza di tutti i campioni nazionali ed internazionali. Se si diceva di San Siro che era la “Scala del Trotto” gran parte del merito spettava alla sua pista, curata con grande attenzione. In certi inverni rigidi con Milano sotto una nevicata, la città imbalsamata di bianco e le strade quasi impraticabili, trovavi a San Siro, prodigiosamente, la pista sgombra e le corse che avevano regolarmente inizio. E Dio solo sa quale esercito di uomini, al lavoro da ore antelucane, fosse stato necessario per raggiungere lo scopo. Di quegli inverni un ricordo che resta stampato nella memoria è quello dei bracieri di San Siro. C’era la neve ammassata ai bordi della pista, c’era un freddo polare, ma quei bracieri, intono ai quali si formavano capannelli di gente intirizzita, ti davano morale e conforto. Gli inverni di San Siro coincidevano con la stagione d’oro, un termine che Ugo Berti, direttore di quello che oggi si chiama Lo Sportsman, aveva coniato e lanciato sul giornale. E uno dei capisaldi della “stagione d’oro” era il Gran Premio d’Inverno, quello che segnò, come un battesimo, il debutto vittorioso di Muscletone. Il tre anni americano, acquistato dal grand’ufficiale Arturo Riva, la cui giubba a righe figurava tra le più famose dell’epoca, era giunto nelle Sergio Brighenti William Casoli con Crevalcore scuderie di Finn da appena quaranta giorni. Si dice che il suo allenatore, che si chiamava Parshall, lo avesse accompagnato con una lettera in cui spiegava come il cavallo andasse vestito ed attaccato, ma mister Finn, che di suggerimenti non aveva certo bisogno, fece della lettera una pallottola di carta e la buttò nel cestino. Il cavallo era piccolo, ed anche per questo fisico ridotto, nonché per una facilità alla rottura, gli americani lo avevano ceduto ad un prezzo d’occasione. Ma Finn, sin dai primi attacchi, si accorse di avere nelle mani un trottatore eccezionale, dotato di una punta di velocità irresistibile. Bastò una modifica di ferratura e le rotture d’incanto scomparvero. Muscletone volava e Finn lo presentò nell’“Inverno” che il suo nuovo allievo dominò, da 1.20.5 davanti a Topsy Hanover. A gennaio dell’anno nuovo Muscletone andò a Parigi a vincere l’Amérique lasciando sbalorditi i francesi. E il “doppio” Inverno-Amérique restò storico nella sua pur fantastica carriera. Muscletone fu il più grande successo di Alessandro Finn che, a chi lo interrogava sul segreto di tanto successo, rispondeva: “molto semplice, in America ferrato male, qui ferrato giusto”. Walter Baroncini, che con Finn ebbe un sodalizio professionale negli anni ’60, quando il mago russo stava terminando la carrie- ra, sulla capacità del maestro dell’est di indovinare sempre la ferratura è convinto che “fosse un dono di natura. Casoli ed io lo abbiamo osservato per anni dai bordi della pista, e quando ci accorgevamo che aveva trasformato un cavallo, correvamo dal maniscalco e gli chiedevamo quali modifiche e quali correzioni Finn gli avesse fatto effettuare. Così, qualche volta, gli abbiamo rubato qualcosa. Ma a lui bastava salire in sulky ad un cavallo o addirittura vederlo trottare per capire al volo come andava ferrato”. Certo Finn ha fatto scuola, ma i grandi dell’epoca, protagonisti a San Siro, furono tanti, Romolo Ossani, Nello Branchini, Dino Fabbrucci, Giulio Fabbrucci, Ugo Bottoni, Vincenzo Antonellini. E’ del 1952 l’istituzione della più illustre corsa di San Siro: il Gran Premio delle Nazioni. La formula, abbattendo ogni steccato di protezionismo, recitava “per cavalli di 3 anni ed oltre di ogni Paese, distanza metri 2100”. Alla prima edizione si verificò un episodio storico, che resta unico nei gran premi di San Siro. La Scuderia Orsi Mangelli presentava Hit Song, tre anni americano di alto rango, che era stato secondo nell’Hambletonian, ma la favorita era Cancanniere, sontuosa francese che aveva vinto due volte l’Amérique e che passava da dominatrice sulle piste europee. 45 William Casoli in sediolo a Navazzo E Cancanniere ed Hit Song risposero all’attesa balzando in primo piano in retta d’arrivo: la transalpina in testa sembrò aver partita vinta ma, aggredita negli ultimi metri con violenza da Hit Song, perse il passo e ruppe sul palo. Pochi istanti dopo però anche Hit Song si confuse e sbottò di galoppo. Casoli sostiene ancora oggi: “Avevo vinto io. Cancanniere ruppe prima del mio. Poi Hit Song, che non sapeva sbagliare, fu contagiato dalle luci e si mise di galoppo. Ma aveva già passato il traguardo”. In linea teorica, Casoli può anche avere ragione. Ma onestamente come poteva in una circostanza come quella il giudice d’arrivo, che era il colonnello Antonini, soprannominato “occhio di lince” perché a suo dire sapeva distinguere anche la parità, dare la vittoria al nostro portacolori? Così ci fu la squalifica per entrambi e il successo andò allo svedese Frances Bulwark, che aveva in sulky il vecchio maestro Soren Nordin, il papà di quel Jan che a lungo è stato il supervisor della cavalleria dei Biasuzzi. Casoli si rifece nel 1957 vincendo il Nazioni con il mangelliano Crevalcore, che a 4 anni colse il più alto traguardo della sua pur luminosa carriera, tramite una magistrale condotta di gara del popolare William, mai come in quella occasione degno 46 dell’appellativo “il professore” che la gente di San Siro gli aveva affibbiato. Crevalcore, cavallo di mole possente, con i nastri partiva piano per via di una faticosa giravolta, ma con la macchina invece scattava benissimo. “Qui – sentenziò Casoli alla vigilia – ci giochiamo la partenza con Tornese e se vado in testa dovranno batterci”. La mossa riuscì, Tornese vista la decisa opposizione si adeguò secondo e Casoli in testa si mise a giocare sull’andatura, ammassandosi il gruppo alle spalle con la francese Gelinotte che navigava al largo. Rievoca Casoli: “Sul finire dell’ultima curva Brighenti mi dava dei grandi colpi sulla schiena con Tornese e urlava come un pazzo: Vai via se no ti vengo addosso. Ma io tergiversavo ancora e solo quando vidi profilarsi al largo la sagoma di Gelinotte, diedi il via a Crevalcore liberando Tornese. Il quale uscì come una furia ma non fece più a tempo a battermi concludendo secondo davanti a Gelinotte”. Tra Tornese e Crevalcore fu duello infinito, ma il culmine della rivalità fu toccato a San Siro nel Gran Premio delle Nazioni 1960. Crevalcore in testa e immediatamente Tornese che lo assale e lo impegna a tutto gas senza lasciargli un attimo di respiro, con Vivaldo Baldi in sediolo a Crevalcore che grida a Brighenti, “non passi, non passi, non ti lascio andare” e Sergio imperterrito che insiste nell’offensiva. Un duello senza tregua, spietato. Crevalcore ai cinquecento finali, stremato, letteralmente si ferma e, solo dopo una sosta, trova la forza per rientrare nelle scuderie. Tornese, pur dopo aver profuso ogni energia e ormai a corto di risorse, conclude terzo dietro Nievo e Erro. Brighenti e Tornese, che storie! La vittoria più umana, più toccante del “Pilota” a San Siro fu quella con Tornese nel Gran Premio delle Nazioni 1959. Pioveva ininterrottamente da quarantotto ore su Milano, ma l’ippodromo era zeppo. C’era Jamin, fuoriclasse di Francia, c’erano Hairos II, Icare IV, Crevalcore e c’erano anche il sauro volante e il Pilota ritornati insieme dopo che il commendator Sebastiano Manzoni un anno prima aveva tolto il cavallo a Brighenti passandolo alle cure di Romolo e Gioacchino Ossani. Quel giorno di novembre del 1959 era tardo pomeriggio, faceva quasi buio e furono accesi i riflettori. La pista, chiazzata d’acqua, nel gioco delle luci riflesse sembrava rivestita di strass. Fu la corsa più bella e più difficile di Tornese e Brighenti: perché, dopo la dispendiosa partenza volante per trovar posizione, avevano dovuto uscire a metà percorso per opporsi a Jamin e girare all’esterno su quella pista che la pioggia aveva reso pesante e faticosa. All’ultima curva Jamin ripartì all’offensiva, ma quando i tifosi di Tornese e del “Pilota” temevano che tutto fosse perduto, immaginando Tornese piegato dalla fatica, videro il sauro volante schizzare in avanti con uno scatto perentorio. Il “Pilota” gli aveva detto “Vai “ con la sua voce inconfondibile e Tornese gli aveva risposto con tutto sé stesso, quasi galvanizzato da un’identica sete di rivincita dopo lo sfortunato episodio di dodici mesi prima, sempre nel Nazioni, quando il sauro volante e il pilota avevano perso sul palo da Icare IV. Storie meravigliose dell’inverno d’oro di San Siro. di Ilaria Rossi Grazie CONTRATTO C i sono cavalli che ti entrano nel cuore già dal giorno in cui nascono, cavalli che ti guardano negli occhi e ti fanno capire che ti daranno belle soddisfazioni, cavalli che magari non vincono i Gran Premi, ma comunque speciali, con un diamante al posto del cuore e un cervello che li rende capaci di leggere, scrivere e fare anche i conti. Contratto è, senza ombra di dubbio, uno di questi. Raggiungiamo Carlo Rossi, il suo allenatore da sempre, a Casale sul Sile, un piccolo paese a metà strada tra Treviso e Jesolo, dove attualmente risiedono i suoi allievi: “E’ un posto molto bello questo attacca Carlo - un’oasi di serenità, creato e voluto da Paolo Borin; 30 box, 30 paddock, una pista tonda da 1200 metri, una pista dritta che sembra non finire mai ed un tracciato tra gli alberi per poter attaccare i cavalli da treno rendendo il momento del lavoro un momento di relax.” Ed è qui che Contratto trascorre le sue giornate: “Contratto... che cavallo! Pensa che domarlo fu tutt’altro che semplice: non ne voleva sapere di briglie, finimenti, ghighette, usava i suoi posteriori come infallibili armi, se solo osavi avvicinarti con qualcosa a due ruote partiva con delle doppiette da far paura! - Carlo ride ancora al solo pensiero - Ma la pazienza fu, come sempre, l’arma vincente; aveva un potenziale da paura, figlio di Ipavec, una cavalla che avevo domato io e di cui ero innamorato, e già dai primi attacchi intuii che questo non era un cavallo qualsiasi! Una volta capito fu tutto molto più semplice: qualifica ad agosto dei 2 anni 48 49 e debutto a vincere a Milano verso la fine di settembre, ma quando tutto sembrava andare per il verso giusto...” Cosa accadde? Contratto, dopo aver cominciato a far parlare di sé, sparì fino a marzo dell’anno successivo, come mai? “Non me lo ricordare, era il 21 ottobre, era partente a Bologna con Andrea Farolfi, dietro la macchina gli sbottò di galoppo e nel box tornò con un sesamoide fratturato; furono mesi molto difficili, lui che aveva una gran voglia d’andare, ma per guarire completamente era necessario assoluto riposo. Rientrò a marzo dell’anno successivo e il 25 aprile a Milano fece il record della generazione; ma da record fu anche il tempo durante il quale rimase detentore del record: dalle 15.30 alle 16.30. Giusto il tempo di goderci il primato, che ci pensò Cherokee Chief ad abbassarlo due corse dopo!” Ma a distanza di otto anni non credo tu ti possa lamentare...118 corse in carriera, 52 vittorie e 41 piazzamenti. “Metterei la firma per averne un altro di Contratto! E’ un cavallo fantastico, parte a 2000 all’ora, ha 50 vinto corse in testa dalla partenza all’arrivo, ma ne ha vinte molte anche di spunto e altre a girare di fuori. Non ha un grande numero di corse in carriera, abbiamo cercato sempre di fare le corse giuste e di vincerle! Le 50 vittorie erano già un bel traguardo, ma non si è accontentato di fermarsi, è un cavallo completo, uno che, ancora adesso a 10 anni, quando ci salgo sopra riesce ancora a farmi sognare.” Questo campione, oltre al suo trainer, continua a far sognare un bel manipolo di persone, che per festeggiare le sue 52 vittorie gli hanno dedicato una serata con tanto di dolce a base di mele e carote; una serata speciale alla quale Contratto non è potuto mancare. Ad accompagnarlo c’era Maria Giovanna, la sua inseparabile lad, che non è riuscita a trattenere le lacrime, come ogni volta che taglia il traguardo da vincitore, un legame straordinario li unisce, lei non smette di sussurrargli all’orecchio parole dolci e lui la guarda con due occhi innamorati da pesce lesso; non poteva mancare Alessandro Ansaloni, il suo proprietario, un ragazzo bolognese con la passione dei cavalli ere- ditata da papà Lele e infine Alberto e Valeria Pierbon, i suoi allevatori, che nutrono un vero amore per Contratto. Ad Alberto chiediamo che ne sarà di Contratto, ora che è arrivato alla veneranda età dei 10 anni: “Speriamo decidano che i cavalli migliori possono continuare a correre almeno un altro anno, Contratto è in super forma e ha la voglia di andare di quando era puledro, non mi pare produttivo tagliare le corse dei cavalli buoni, che riescono ancora a dare spettacolo. E se così non fosse trascorrerà il resto dei suoi anni in un paddock, libero e felice di trottare e giocare come ha sempre fatto.” A cena, quella sera, mancava però la persona più speciale, quella che per prima ha incontrato gli occhi di Contratto, quella che ha deciso chi sarebbe stato il suo trainer, quella che credeva in lui più di ogni altro cavallo, quella che ogni volta che Contratto scende in pista è lì che tiene le guide in mano, quella che le vittorie se le gode dalla tribuna d’onore: Fabio Pierbon, il suo angelo custode, che dopo ogni vittoria gli sussurra “Grazie Contratto.” LO S APEVATE C HE... Il cavallo in libreria e al cinema di Barbara Sarri Un libro: IL COMPORTAMENTO DEL CAVALLO “I l comportamento del cavallo” di Andrew F. Fraser, edito da Il Sole 24 ore Edagricole, esce in Italia nel 2001. Il cavallo, come viene descritto nel libro, rappresenta “un ottimo mezzo per recuperare in parte quel rapporto con la natura, spesso idealizzato, di cui il progresso sembra aver privato l’uomo.” (Elisabetta Canali e Simona Normando, Presentazione dell’edizione Italiana). La pubblicazione, un volume ben curato che appassiona tutti gli amanti del cavallo, tratta dell’etologia applicata e dello studio del comportamento del cavallo. Andrew F.Fraser ci insegna attraverso sette capitoli come arrivare al benessere del cavallo studiando il suo comportamento sia come “sin- golo” che come “gruppo”; approfondisce il momento della riproduzione, della nascita del puledro e lo sviluppo del comportamento sociale. Interessantissimo il sesto capitolo, dedicato ai comportamenti anomali degli equini, dove si affrontano i vari tipi di anomalie: il ballo dell’orso, l’incensare, fino al ticchio d’appoggio e l’aerofagia. Diventa importante documentarsi su tutti questi comportamenti perché: “l’applicazione delle conoscenze comportamentali nell’allevamento del cavallo è oggi un dovere morale per proprietari… veterinari… etc..” (Fraser, pag. VII). Questo volume, quando fu pubblicato, aveva uno scopo ancora attuale: quello di guidare non solo i proprietari ma anche i professionisti, “gli studenti di medicina veterinaria e quanti si occupano di allevamento equino attraverso tutti gli aspetti della conoscenza e comprensione del comportamento del cavallo dal livello di base a quello pratico.” Andrew F. Fraser è attualmente ordinario di Chirurgia Veterinaria presso la Memorial University di Terranova in Canada. Pioniere nello studio dell’etologia applicata ha curato per 17 anni la rivista scientifica “Applied Animal Behavior Science”. Il comportamento del cavallo Fraser Andrew F. Edagricole - 1998/ 2001 ristampa Pag. XXII+232 – 45 illustrazioni € 25,82 52 Un film: NESTORE L’ULTIMA CORSA N el 1994 esce un film davvero speciale “Nestore L’ultima corsa”, sceneggiato da Alberto Sordi e Rodolfo Sonego, con la regia del grande Sordi, la fotografia di Armando Nannuzzi, le musiche di Piero Piccioni. Il protagonista di questa pellicola, oltre ad Alberto Sordi (il film è considerato da gran parte della critica cinematografica come il suo addio al cinema) che interpreta il vecchio Gaetano, un uomo che per tutta la vita ha fatto il vetturino a Roma, è Nestore, il suo cavallo. Il vetturino, con Nestore, ha portato in giro tanti turisti con la carrozza e questo cavallo speciale gli ha tenuto compagnia in tutti i momenti della vita. Nestore per Gaetano è un amico, un confidente che lo capisce anche più della sua famiglia, più di sua figlia. Un film commovente che parla di un mondo del quale non si può non avere nostalgia. L’universo dei sentimenti, dei valori, è quello che impedisce a Gaeta- no di obbedire agli ordini di Otello, padrone di Nestore, che lo voleva far finire al mattatoio (molto crude le immagini dei macelli). Ma il mondo è cambiato e Gaetano se ne accorge, quello che ormai conta è altro: conta chi va veloce, chi fa le salite in fretta, chi corre invece di camminare. Un mondo che considera un peso inutile i vecchi e gli animali anziani ed è per questo che proprio loro sono i protagonisti della storia. Insieme al vecchio e a Nestore non può non esserci anche un bambino, il nipotino di Gaetano, il vivace Ferruccio, che adora Nestore e al momento giusto aiuterà il vecchio a nasconderlo nel garage sotto casa. Un film che ti lascia l’amaro in bocca quando Sordi alla fine con la valigia si avvia verso la casa di riposo, ma che ti fa riflettere sull’attualità del tema affrontato già allora. Questa pellicola, con la sua bella fotografia, è un omaggio a Roma e alle sue piazze, descritte con l’amore profuso da Alberto Sordi. La storia inizia nel momento in cui Nestore ormai un po’ su con l’età non riesce a portare in salita la carrozza con due importanti ospiti a bordo e blocca il traffico di Roma. Poi i vari episodi ci guidano dentro la b o rg at a r o ma n a , piena di sentimenti forti e sacrifici. Nestore, l’ultima corsa Regia: Alberto Sordi Interpreti: Alberto Sordi, Eros Pagni, Matteo Ripaldi, Vanessa Gravina, Cinzia Cannarozzo € 9,90 in DVD Rubrica a cura di Barbara Sarri www.barbarasarri.com 53 Il parere del legale a cura dello Studio legale Palombarini – Casini Ropa per inviare le vostre domande e richieste di pareri scrivete a: [email protected] L’E.T.: un recente viaggio fatto di svolte e cambi di percorso L’ embryo transfert (E.T.) è una tecnica riproduttiva consistente nel trasferire un embrione da una femmina, detta donatrice o madre genetica, ad un’altra, detta ricevente o madre uterina. Tale sistema, introdotto in Italia a partire dagli anni novanta, è dotato di notevoli potenzialità che permettono di aumentare le capacità riproduttive di una fattrice: fisiologicamente una cavalla può produrre non più di un puledro per anno, ma con questa tecnica è teoricamente possibile avere un puledro per ovulazione. Ciò aumenta notevolmente la capacità di trasmissione genetica della fattrice, obiettivo ragguardevole laddove la tecnica di fertilizzazione viene applicata per riprodurre cavalle che hanno ottenuto grandi successi sportivi. Nonostante la palese utilità, il nostro ordinamento ha previsto limiti ad un indiscriminato ricorso alla pratica in questione con l’intento di evitare rischi di consanguineità e gravi danni alla variabilità genetica della popolazione equina. Tali limitazioni, concernenti prettamente l’applicazione di questa tecnica al cavallo trottatore ed elaborate per fornire i capisaldi nella materia disciplinata, nella realtà, al momento della loro applicazione pratica, sono state oggetto di interpretazioni diametralmente opposte, lasciando nell’incertezza sia gli allevatori, diretti destinatari della normativa, che le Corti chiamate a dirimerne le seguenti e annesse controversie. Una delle questioni su cui le diatribe si sono succedute, plurime e copiose, è da rinvenire nella possibilità o meno di iscrivere, nel Libro Genealogico del Cavallo Trottatore Italiano, entrambi i puledri gemelli nati con la tecnica dell’embryo transfert, aventi la stessa madre 54 genetica e due diverse madri uterine/riceventi. Il problema scaturisce dal non ben chiaro indirizzo fornito dall’art. 8 delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del Cavallo Trottatore Italiano, approvato con D.M. n. 23688 del 26 settembre 2003 dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, nella parte in cui esso non prevede la possibilità di iscrivere, al Libro Genealogico, due puledri generati dalla stessa madre genetica e nati da due madri riceventi attraverso la pratica dell’embryo-transfert. La norma richiamata, per ciò che in questa sede interessa sottolineare, dispone quanto segue: • “per ciascuna donatrice è ammessa la registrazione di un puledro all’ anno ottenuto con la tecnica dell’E.T. L’allevatore che sarà autorizzato all’E.T. dovrà impegnarsi con autocertificazione a non produrre nello stesso anno solare altri embrioni che possano dar luogo alla nascita di puledri iscrivibili nel Libro Genealogico di un altro Paese nello stesso anno solare”; • “una fattrice che abbia ottenuto un puledro attraverso l’E.T. non potrà produrne un altro nello stesso anno solare partorendolo direttamente”; • “ogni violazione del presente regolamento comporta la mancata iscrizione del prodotto”. Apparentemente sembra collidere col dettato normativo la possibilità accordata di iscrivere regolarmente due puledri nati naturalmente da parto gemellare da madre genetica. Pertanto gli allevatori pensando di poter legittimamente considerare equiparabili le due circostanze, parto gemellare da madre naturale e da due madri riceventi a fronte di embrioni forniti dalla stessa madre genetica, e in forza del presunto difetto di un espresso divieto normativo, hanno avanzato richiesta di iscrivere i due prodotti gemelli ancorché eterozigoti ed ancorché nati entrambi con la tecnica dell’E.T. L’Area Trotto Ufficio Libro genealogico dell’UNIRE ha rigettato le medesime domande, sempre e in maniera costante giustificando i medesimi dinieghi riportandosi alla ratio della normativa tesa ad “evitare che l’indiscriminato ricorso alla pratica di cui è questione aumenti il rischio di consanguineità tra i soggetti iscritti al Libro Genealogico, nonché di conseguenti gravi danni alla variabilità genetica della popolazione”. Sicché a parer dell’UNIRE, pur non contemplando espressamente l’ipotesi di concepimento gemellare, l’art. 8 delle Norme Tecniche vieterebbe espressamente l’iscrizione di più di un prodotto ottenuto da E.T. nell’anno di riferimento, restando ininfluente ai fini dell’applicazione della norma che il secondo prodotto sia risultato da concepimento gemellare o da due concepimenti e parti in successione. All’evidente contrasto e incertezza in materia hanno fatto seguito gli interventi all’autorità giudiziaria, nella specie dei Tribunali Amministrativi Regionali. La giurisprudenza che si è formata in merito riproduce pedissequamente la difficoltà di approdare ad un unico indirizzo ed ad un’interpretazione univoca della fattispecie. E’ sufficiente analizzare due sentenze del TAR Lazio per rendercene conto. La prima decisione risalente al 2006 ha concluso sostenendo le ragioni degli allevatori, la seconda, molto recente, gennaio 2009, ha statuito in favore dell’UNIRE. Di seguito sono snocciolati gli argomenti addotti dalla Corte per giustificare il cambio di direzione, ma è bene sottolineare come essi siano esattamente gli stessi trattati però, a distanza di tre anni, in maniera esattamente contrapposta. Nella sentenza n.13905/2006, la Corte sostiene “che l’art. 8. delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del cavallo Trottatore Italiano si riferisce esclusivamente al concepimento singolo; ne è prova proprio l’impegno richiesto all’allevatore di non produrre “altri embrioni” (quindi successivamente ed autonomamente ad una prima produzione) che possano dar luogo alla nascita di puledri iscrivibili in altri Paesi ed il divieto di ottenere un puledro direttamente dalla fattrice nello stesso anno solare (che non significa non si possano ottenere due embrioni da un unico concepimento).” A parere del TAR opinare diversamente significherebbe, sulla scorta della pretesa ratio di evitare il rischio di consanguineità tra i soggetti iscritti al libro genealogico, negare in radice anche la possibilità di iscrivere due puledri nati con parto gemellare; e tanto non si evince affatto dalle Norme tecniche del libro genealogico del cavallo trottatore italiano. Pertanto, continua la Corte “in mancanza di una specifica e puntuale prescrizione, deve ritenersi che le stesse norme non vietino l’iscrizione di due prodotti gemelli, nati entrambi con la tecnica dell’E.T. Ne deriva, pertanto, l’impossibilità giuridica di sanzionare, mediante la mancata iscrizione, un comportamento dell’allevatore (il trasfert di entrambi gli embrioni) che ha condotto ad un evento non disciplinato”. L’orientamento muta radicalmente qualche anno dopo quando, sempre il TAR Lazio chiamato a decidere un’analoga controversia, emette una decisone antitetica rispetto alla precedente. Nella sentenza n. 0469/2009 la Corte interpreta il disposto normativo nel senso di un chiaro veto di registrare “più di un puledro all’anno ottenuto con la tecnica dell’E.T. per ciascuna donatrice… essendo ininfluente ed irrilevante che il secondo puledro sia nato a seguito di concepimento gemellare o piuttosto da due concepimenti in successione.” Per quanto concerne la possibilità di iscrivere regolarmente due puledri gemelli nati da madre naturale, la Corte sottolinea come la diversa disciplina delle due fattispecie sia dovuta solo ad una loro apparente equiparabilità. In realtà, sostiene la Corte, “la nascita di gemelli ed il loro successivo sviluppo tra la popolazione equina è un evento altamente eccezionale in natura, rappresentando, tra l’altro, un rischio per la vita della fattrice, mentre, nella specie dell’E.T., le nascite non sono dovute al caso, ma indotte da tecniche artificiali, accompagnate da una precisa e preordinata volontà dell’allevatore coadiuvata da una necessaria attività da parte del medico veterinario.” In conclusione, questo sembra per ora l’orientamento della giurisprudenza, il quale indurrebbe pertanto gli allevatori a desistere dal proporre domande di iscrizione di due puledri gemelli nati attraverso la tecnica dell’E.T., ma come dimostrato ampiamente le strade percorse possono essere varie e mutevoli, il percorso permette cambi di direzioni, svolte, retromarcie, l’importante è essere vigili, attenti ai segnali, a volte ingannevoli altre rassicuranti, ma alla fine sono i soli a fornire le istruzioni. A cura della Dott.ssa Chiara Mezzelani dello Studio Legale Palombarini-Casini Ropa 55 di Alberto Cagnato L’EPOPEA DI CAPRILLI in un libro di Lami “L e passioni del Dragone” è il titolo dell’ultimo libro di Lucio Lami, scrittore, giornalista e grande appassionato degli sport equestri che, dopo aver prestato servizio militare nel Savoia Cavalleria, ha fondato e diretto la rivista di equitazione “Lo Sperone”. Ho avuto la fortuna di averlo, per una ventina d’anni, come collega al Giornale, dalla fondazione avvenuta nel 1974; di lui ho sempre ammirato, oltre al talento naturale, lo smisurato coraggio che non di rado rasentava l’incoscienza. Ricordo ancora l’espressione fra lo sbigottito e il preoccupato di Montanelli nel commentare che Lucio, inviato di guerra e clandestino in Afghanistan, non dava più notizie di sè ormai da parecchi giorni. Il filo conduttore dell’ultimo libro di Lucio Lami (una ventina le sue opere tradotte in varie lingue) è nel sottotitolo: “Cavalli e donne: Caprilli campione della Belle Epoque”. Questo affascinante periodo della storia italiana ha avuto un grande protagonista nel capitano Federico Caprilli. Un personaggio che ha messo il suo marchio indelebile sulla storia dell’equitazione, rivoluzionando radicalmente il modo di stare in sella. Un metodo talmente geniale e innovativo da essere adottato nel giro di pochi anni dalle cavallerie di tutto il mondo, Stati Uniti compresi dove ancor oggi è una celebrità. Ma Caprilli non è stato soltanto un precursore dell’equitazione naturale, ma anche un ufficiale anticonformista e, soprattutto, un irresistibile tombeur de femmes. La vita di Federico Caprilli per la prima volta viene raccontata non trascurando mai una fedele ricostruzione stori- 56 ca e con testimoinianze fotografiche inedite. Del resto Lami può avvalersi di una delle biblioteche più rare ed esaurienti in circolazione. Il libro scorre via tutto d’un fiato con lo stile del grande cronista che gli fa assumere le connotazioni del giallo nel descrivere la misteriosa e drammatica fine del protagonista. Tragica fatalità od omicidio? Federico Caprilli, simbolo di un’epoca magica e decadente, si è portato il segreto per sempre nella tomba. Anzi in un’urna cineraria. Le passioni del Dragone LUCIO LAMI Editore Mursia 182 pagine 24 euro ANNO LVII - N. 11 NOVEMBRE Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DRCB - Roma ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALLEVATORI DEL CAVALLO TROTTATORE 2009 CONCORDIA RES PARVAE CRESCUNT DISCORDIA MAXIMAE DILABUNTUR Pubblicazione mensile dell’A.N.A.C.T. (Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore) Iscrizione n. 218/204 nel Registro del Tribunale di Roma in data 27/05/2004 SOMMARIO ANNO LVII - N° 11 - NOVEMBRE 2009 SPECIALE N ASTRO A ZZURRO MACHO... MACHO GAMS Direttore Responsabile: Alessandro Viani IL D’ARTAGNAN D’ITALIA... VINCENZO PISCUOGLIO DELL’ANNUNZIATA DA 3 A 80.000, TUTTI I NUMERI DI UN DERBY ENTUSIASMANTE Capo Redattore: Antonio Terraneo Comitato di redazione: Alberto Caravita Ernesto Cazzaniga Antonio Diana Marco Zafferoni Redazione: Lucio Celletti MACHO GAMS, ROMAGNA MIA... STA IN FRONTE A TE I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO L’ASTA DI OTTOBRE Fotografie di: Archivio Anact, Fabio Abete, Claudio Caldani, Mauro Castelluccio, Enzo De Nardin, Gerard Forni, Stefano Grasso CASERTA, LA VERSAILLES ITALIANA ALLA SCOPERTA DI UN MARCO SMORGON CHE NON TI ASPETTI NANCY’S TREB E NOAK LB, LE DUE PERLE DELL’ALLEVAMENTO ITALIANO IRINA DA GRAN SIGNORA, DOMINA IL FRECCIA D’EUROPA Spedizione in abbonamento postale 70% Filiale di Roma FANGO ESPRESSO SULL'IPPICA: ADESSO BASTA! 39 C’ERA U NA V OLTA... L’INVERNO D’ORO DI SAN SIRO GRAZIE CONTRATTO 41 44 48 LO S APEVATE C HE... IL CAVALLO IN LIBRERIA E AL CINEMA IL PARERE DEL LEGALE Stampa: Grafica Rinascimento Srl Via Giuseppe Vaccari, 9 00194 Roma Tel. 06 55590255 18 22 26 32 34 POLITICANDO MEMORIE DE “IL TROTTATORE”: LA RADIO DI RINO Progetto Grafico e impaginazione: Franco Bottoni Studio [email protected] 11 SPAZIO A LLEVAMENTO ALLEVAMENTO BOSS, UN BOSS... IN PISTA Redazione Amministrazione: Viale del Policlinico, 131 00161 Roma Tel. 06 4416421 Fax 06 44164237 http://www.anact.it E-mail: [email protected] 2 5 6 7 L’EPOPEA DI CAPRILLI IN UN LIBRO DI LAMI FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI NOVEMBRE 2009 52 54 56 S PECIALE N ASTRO A ZZURRO di Rolando Luzi 82o DERBY DEL TROTTO MACHO... MACHO GAMS D omenica 11 Ottobre, all’ippodromo Tor di Valle abbiamo vissuto la fantastica giornata del Derby, con in programma tre corse di gruppo 1 e corse di contorno di elevato spessore tecnico, imperniata sulla corsa più ricca e importante del trotto nazionale: l’82° Derby Italiano del Trotto (euro 770.000,00 - gr. 1 - 2 mt. 2100 - per maschi interi e femmine indigene di 3 anni). Purtroppo, anche quest’anno, l’evento non è nato sotto una buona stella (nel 2008 il Derby fu rimandato a Novembre a causa dello sciopero dell’ippica nazionale), considerate le vicissitudini della vigilia: dalla graduatoria errata e poi corretta dall’Unire con conseguente sorteggio tra Mario Tommaseo e Merisi Font, al sorteggio favorevole al primo con conseguente esclusione del secondo, per finire con il ricorso di quest’ultimo al Tribunale Civile nel tentativo di non far disputare la corsa. Il buon senso del Giudice ha evitato la sospensione, ma lo stesso giudice ha dato appuntamento alle parti (Unire e scuderia Ucci-Riccitelli) dopo il Derby in tribunale. Da sottolineare la concomitanza con la giornata di gran lusso a San Siro galoppo, che presentava due gruppi 1 (Gran Criterium e Vittorio di Capua) e due gruppi 3.Viene da chiedersi come sia possibile mettere in calendario due avvenimenti ippici importantissimi del panorama nazionale, nella stessa giornata. Domanda girata d’obbligo all’Ente che gestisce la programmazione annuale ippica, ma che non troverà mai una risposta adeguata perchè nessuno si prenderà la responsabilità di dire “l’ho fatto io!”! Allora perché domenica fantastica dopo quanto abbiamo premesso? Perché un convegno così ricco di trottatori indigeni e stranieri di altissimo spessore tecnico è difficile trovarlo in giro per l’Europa. Il pomeriggio romano partiva con il primo gruppo 1 del convegno, le Oaks del Trotto (euro 200.200 - gr. 1 - mt. 1.600 - per femmine indigene di 3 anni) che ha offerto subito belle emozioni. Diciannove cavalle indigene di tre anni si allineavano su tre file e davano vita ad una esemplare edizione del “Nastro Rosa”, arrivato al suo decimo appuntamento. Giuseppe Lombardo jr. volava letteralmente al comando con la sua Madras, forse un po’ a sorpresa per le valutazioni della vigilia, e con un primo giro al fulmicotone in 1.12 rendeva ardua la rincorsa delle coetanee per poi concludere in completa scioltezza: vittoria suggellata da ottima prestazione cronometrica di 1.12.3. La figlia di Zinzan Brooke Tur e Lady Abb (Pay me Quick) non dava modo alle avversarie di avvicinarla e solo chi è riuscito ad andare in corda ha raggiunto il traguardo conquistando le piazze. Martina Gual e My Dream Gar, prendevano nell’ordine la scia della battistrada e così finivano. Deludenti la favorita Melania Sf, vincitrice del Marangoni Filly, partita piano e mai in corsa e l’attesa Musa del Ronco, la scelta di Bellei per questo Filly, in seconda pariglia esterna ma mai in grado di essere incisiva. Dunque grande festa della “storica” scuderia Bellosguardo del presidentissimo della Federnat, Cesare Meli, emozionato come fosse la prima volta, insieme all’appassionatissima moglie Laura in premiazione. L’82° Derby Italiano del Trotto ha avuto in Macho Gams, figlio di Lemon Dra e Clava Black Jet (Supergill), l’inaspettato e scioccante vincitore (62 contro 1 quota al tot, la più alta di sempre nella storia del Nastro Azzurro) . Il bravissimo driver napoletano Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata ha lanciato a centro pista il prodotto dell’allevamento della famiglia emiliana Sapignoli, targato Gams della napoletana scuderia Futura Horses, e con uno spettacolare lancio di frusta ha lasciato basiti gli avversari capeggiati da Merckx Ok e dal battistrada iniziale Mondiale Ok. Quest’ultimo, anch’esso figlio del “sire” Lemon Dra (all’ultima annata di produzione) rapito e mai ritrovato, prendeva il comando delle operazioni attendendo il favoritissimo (quota bassissima al tot. internazionale di 1.18!) Main Wise As, che riusciva però a portarsi al comando soltanto dopo 1200 metri di gara. Sembrava tutto finito dopo che l’olandese Hugo Langeweng 3 Jr. era passato in testa, ma il “dramma” per l’attesissimo Main Wise As (bellissimo nelle sgambature pomeridiane) era dietro l’angolo e si consumava sull’ultima curva, quando iniziava l’imboccatura al suo interprete e cedeva il passo agli attaccanti, per poi sbottare definitivamente di galoppo a 100 metri dal palo. La dirittura d’arrivo era decisamente emozionante con ben 4 cavalli a contendersi la vittoria. Pippo Gubellini passava per primo a condurre in sulky a Merckx Ok, ma doveva subire il veemente finish in mezzo alla pista del nuovo Derbywinner Macho Gams. Erano diversi anni che non si assisteva a questo tripudio (Fairbank Gi nel Derby del 2006), del numeroso pubblico napoletano che festeggiava con una pacifica invasione di pista, insieme al loro idolo nato a Napoli, V.P. Dell’Annunziata, la netta e inaspettata vittoria dell’82° Derby Italiano del Trotto. Quarto arrivato un altro cavallo napoletano Mind Wise As, con la guida di Peppino Maisto e i colori della scuderia Bivans di Antonio Somma. Si archiviava così l’82° Derby che confermava la mancanza di un leader della generazione 2006 e dava una dimensione definitiva di basso rilievo dei nostri 3 anni. Il top driver napoletano con le lacrime agli occhi dichiarava al termine del vittorioso Nastro Azzur- 4 ro: “E’ un anno straordinario, anche se non sono riuscito a battere Bellei nella classifica della stagionale di vittorie in Italia, sono riuscito a vincere il mio primo Derby. Ringrazio tutti: dai proprietari alla mia famiglia al pubblico napoletano per la fantastica festa, ma in modo particolare un ringraziamento va a mio cugino Giorgio D’Alessandro jr. che, oltre ad essere l’allenatore di Macho Gams, è colui che mi ha fatto vincere i Gran Premi fino adesso.” Il Gran Premio Gaetano Turilli (euro 300.300,00 - gr.1 - metri 2100 -per cavalli di 4 anni e oltre indigeni e esteri) confermava in- vece quanto sia una campionessa la 4 anni Lana del Rio, la derbywinner 2008, che capitolava solo al cospetto di un campione “vero” come Russel November. L’allieva di Santo Mollo andava subito al comando e imponeva ritmo costante alla corsa completando il primo giro in un normale 1.15.5, ma a quel punto entrava in azione l’olandese Hugo Langeweg Jr. con il suo Russel November e la mossa di spostare il suo allievo all’esterno di Lana del Rio risultava determinante: con gli ultimi 600 metri in 41.5 Russel November debellava la resistenza di Lana del Rio, per passare in retta d’arrivo col piglio del dominatore. La figlia di Varenne vendeva cara la pelle e cedeva solamente a 50 metri dal traguardo. Terza moneta per il positivo Irving Rivarco che seguiva i due contendenti e difendeva la piazza dalla femmina Irina. Ultima annotazione della grande giornata del “Derby Day”: la vittoria di Gino Pizz nella categoria A-B grazie ad un’altra magistrale interpretazione di Vincenzo Piscuoglio dell’Annunziata, che con un fantastico varco interno beffava il favorito Iper Roc. Il destino, Domenica 11 Ottobre, era solo dalla parte del top driver napoletano che non si tirava indietro nel siglare anche la corsa dei Pony Driver sull’acerrimo nemico-amico Enrico Bellei. di Giacomo Belli Il D’Artagnan d’Italia... Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata U na delle guide più sfavillanti d’Italia, Vincenzo Piscuoglio Dell’Annunziata, è nato a Napoli il 23 maggio 1974; soprannominato D’Artagnan dallo speaker di Agnano, Salvo Cervone, per il pizzetto ed il suo modo di muovere la frusta come uno spadaccino. V.P. non ha certo bisogno di presentazioni, la vincita al Derby 2009 con Macho Gams rappresenta sicuramente l’apice della sua carriera lunga ben 16 anni; ma le soddisfazioni per lui sono pane quotidiano, quando scende in pista vuole vincere e ci riesce benissimo, collezionando una media di 3-4 vittorie per convegno. Una guida perfezionata con ben 13.000 corse in carriera gli consente rarissimi sbagli. Tanta umiltà, i piedi ben piantati a terra, consapevole che i successi ottenuti negli ultimi anni non sono un punto Primo piano di V.P. in sulky. di arrivo ma una base di partenza su cui lavorare ancora molto. Davanti ad un buon caffè, con lo sfondo di Napoli che fa ancora pensare all’estate, nonostante l’autunno inoltrato, parliamo con questo figlio d’arte: Dopo il successo al Derby, che sogni hai? “Prendo quello che viene, non mi pongo mai obiettivi, lavoro sodo ogni giorno e le soddisfazioni servono per trovare la forza di andare avanti, nonostante stanchezza e problemi dell’ippica. La provvidenza non ha limiti, Lotteria, Amerique...”. Durante la corsa del Derby, quando hai capito di poter vincere? “Partivo in seconda fila con il numero 11 e questo non aiutava. Negli ultimi 300 metri sentivo il cavallo carico, davanti si erano un po’ fermati e lì ho capito che era arrivato il mio momento. Non ho avuto il tempo di pensare molto, ho girato la frusta e siamo andati, solo dopo il palo mi sono reso conto di quello che era accaduto: avevamo vinto il Derby!”. Questo forse è stato il tuo anno più gratificante... 5 Torniamo indietro nel tempo fino al tuo debutto. Cosa è cambiato rispetto a quel ragazzino che scendeva in pista con un po’ di paura? “Ricordo con tenerezza la mia prima corsa, era il 9 ottobre 1993 sulla pista di Aversa, guidavo Paymaster (da Ghenderò e Iboda) ed arrivai 5°. In quel periodo facevo il militare e tornavo a casa una volta al mese, mio padre cercava per la data del mio ritorno di darmi partente, non avevo il tempo per conoscere il cavallo o per farmi dare qualche consiglio da papà Salvatore, tornavo e correvo. Anche se ero cresciuto a pane e ca“Ogni anno è diverso, sto maturando come uomo e come driver. Con l’aiuto di buoni cavalli sono cresciuto professionalmente, quest’anno sono stato in testa alla classifica fino ad agosto, superando Enrico Bellei, poi c’è stata la sorpresa di Macho Gams e l’anno non è ancora finito... Anche il 2006 per me è stato un anno importante, ho vinto il Gran Premio Dante a Montecatini con For Kelly Park, un cavallo di mio cugino Giorgio D’Alessandro sn. Subito dopo, a Montegiorgio, ho vinto per la seconda volta il Campionato (la prima era stata nel 2000 ndr). Un agosto strabiliante”. Sopra: D'Artagnan nel Gran Premio Firenze 2009 con Love Story Nor La premiazione effettuata dal Consigliere Unire Matafù 6 valli, scendere in pista è un’altra cosa, forse non ero del tutto pronto a quel mix di adrenalina e paura. La prima vittoria arrivò poco dopo, il 26 febbraio 1994 ad Aversa con Mandante (da Neil Hanover e Discussione), avevo il numero 11 e l’adrenalina superò la paura. Ricordo benissimo quel giorno, la sera stessa se ne andò mio nonno Vincenzo Piscuoglio, padre di Salvatore; la grande soddisfazione venne sopraffatta dal dolore per la perdita di quel nonno che mi portava nei vicoli di Napoli con la sua indimenticabile carrozza di legno”. Di cavalli ne hai conosciuti molti, con qualcuno hai un rapporto speciale? “Mio padre da piccolo mi ha insegnato a non affezionarmi ai cavalli. Ricordo che avevo 12 o 13 anni e mio padre aveva in scuderia un cavallo, Inclito Jet (1985, da Top Hanover e Corsella), non andava, ma io ero pazzo di lui, ci parlavo e per me era l’unico cavallo al mondo. Mio padre si impaurì, vedendo il legame forte che si era formato con questo cavallo e decise di mandarlo al mare, dove io non potevo vederlo e mi spiegò che i cavalli in scuderia vanno e vengono, che servono per lavorare e non per parlare...”. Ci sono alcuni gesti scaramantici che ripeti prima di scendere in pista? “Non mischio il sacro al profano”. Hai avuto come maestro papà Salvatore, un veterano dell’ippica... “Non ho mai sentito il confronto o la competizione. Ho cercato di cogliere dalla sua lunga esperienza tutto quello che potevo, dall’allenamento alla guida, cercando di migliorare sempre e soprattutto ho imparato che ci vuole tanta umiltà ed una famiglia vicino. Ed io sono fortunato, perché ho il sostegno di una famiglia straordinaria”. V.P... un successo made in Napoli. 7 di Andrea Sangiorgio DA 3 A 80.000 TUTTI I NUMERI DI UN DERBY ENTUSIASMANTE I FIGLI DI LEMON DRA VINCITORI DEL DERBY. Macho Gams, laureato del Nastro Azzurro 2009, segue Uronometro (1997) e Fairbank Gi (2005) 3 EURO IL COSTO DEL FRUSTINO USATO NEL DERBY DA V.P. "Ho una famiglia, pochi fronzoli e niente scaramanzia. Il frustino del Derby costa 5 euro", le prime dichiarazioni a caldo di D'Artagnan dopo il trionfo romano. 5 GLI ANNI DI CARRIERA DEL DRIVER DI MACHO GAMS. E questo 2009 è proprio l'anno di V.P. Dell'Annunziata. Quel doppio nome siglato sta per Vincenzo Piscuoglio. Il 35enne driver napoletano quest'anno ha tenuto testa nella classifica per vittorie a sua maestà Bellei, volando oltre il muro dei 300 successi. Macho Gams gli ha regalato il primo Derby. 15 IL SUCCESSO NEL DERBY PER MACHO GAMS. Arrivato alla venticinquesima corsa in una carriera che conta su 5 vittorie e 9 piazzamenti. L'allievo di Giorgio D'Alessandro aveva già corso bene in batteria, finendo terzo e mettendo in mostra un gran parziale nel tratto conclusivo dopo un autentico slalom. Si è ripetuto in questo finale importante anche nel giorno più atteso. Il romagnolo Sacripanti alleva cavalli sotto l'autostrada, vicino a San Marino, in un uliveto. E fin da puledro Macho si è abituato a scorrazzare in paddock schivando proprio gli ulivi. A Tor di Valle in retta non ha avuto paura di slalomeggiare tra gli avversari e imporre la legge del 'Derby degli umili'. 25 IL PARZIALE PAZZESCO DEL TURILLI DAI 1300 AI 1700 METRI. I cronometri hanno tremato con un 13”1 al quale è seguito in 12"9, volando sul piede dell'1.05 al km!. Lana del Rio in versione Araba Fenice a difendersi in avanti dalle bordate di Russel November. Che spettacolo! L'emozione pura di una grande corsa. Chapeau! 26 8 GLI SPETTATORI A TOR DI VALLE PER IL CONVEGNO PIU' IMPORTANTE DELLA STAGIONE. Non solo corse di altissimo livello con i campioni in pista. In una domenica senza calcio la gente è andata ai cavalli anche per il richiamo di un ippodromo meravigliosamente ambientato con stand, i pony, le esibizioni equestri della Relived Horses, il fascino della fanfara dei Carabinieri che ha fatto da apripista agli attori del Nastro Azzurro. Belle cose in un pomeriggio esemplare. 8000 IL CRONO DI MADRAS, REGINA DELLE OAKS. Veramente alla grande questa Zinzan Broke Tur di casa Meli che voleva correre in testa, non si è risparmiata al comando e si è resa intangibile in retta, allungando facile. Bravo Giuseppe Lombardo jr in sediolo, anche per l’accurata preparazione. Con un lavoro importante sulla pista del Sesana aveva rifinito la condizione della bionda in giallorosso. 1.12.3 LA TRIS CABALISTICA DEL DERBY. Era la domenica della grande ippica ed è stata giusta la scelta di abbinare il Derby alla tris internazionale. Quota ricca con 1.906 euro che hanno remunerato gli avveduti scommettitori, che non avevano creduto alla favola di un Main Waise As imbattibile, ma soprattutto non si erano fidati del suo driver, quel Langeweg jr che al momento della partenza si è fatto cogliere impreparato. D'Artagnan ce l'abbiamo noi. Ha proprio ragione Salvio Cervone. "Quando Canta Napoli è proprio un'altra musica!" 11.10.1 EURO SPESI PER L'ACQUISTO DI MACHO GAMS. Da puledro il derbywinner fu acquistato fuori asta per 80.000 euro. Venditore la romagnola Azienda Agricola Gams (i Sapignoli, tre generazioni di allevatori, sono di Cesenatico). I proprietari sono Carmine Ascione (napoletano, imprenditore edile e titolare della Futura Horses) e Ciro Borriello (di Torre del Greco, socio per il 25%). 80.000 di Paola Rivolta 82o DERBY DEL TROTTO MACHO GAMS Romagna mia... sta in fronte a te Il miracolo dell’incrocio Sapignoli-Dell’Annunziata L a ricetta è davvero semplice. Prendi la lussureggiante terra della Romagna dalla cui anima, grazie all’amore della famiglia Sapignoli, è sbocciato un cavallino, figlio del grande Lemon Dra, tutto testa e cuore. Impastalo con il sole, leggi passione, tipica degli “Uomini di Napoli”, Vincenzino Piscuoglio Dell’Annunziata e Giorgio D’Alessandro, che lo plasmano e lo preparano con cura per la corsa della vita. Et voilà, il gioco è fatto ed il pranzo luculliano è servito. Il Nastro Azzurro, come ha scritto su Libero Antonio Terraneo, è un premio che il dio delle corse consegna di anno in anno a chi davvero se lo merita ed una “connection” di questo tenore lo ha ricevuto in dono Domenica 11 Ottobre a Tordivalle, come Oscar alla Passione. Nel giorno giusto, di quelli che sono lì a testimoniare che l’ippica è viva, nonostante tutto. Il sole, dopo le secchiate d’acqua della vigilia, non si vuole per- dere l’evento, rilanciato miracolosamente via etere dalla Rai e narrato dal figlio prediletto del trotto: Claudio Icardi. La gente riversa fiumi di denaro sul netto favorito Main Wise As, nato sui nostri prati ed emigrato in Olanda ancora in fasce. E per l’olandese volante sono in tanti a ritenere il “viaggio del Nastro Azzurro” poco più di una scampagnata. Ma dopo uno schema tutt’altro che agevole fatto di partenza lenta e spesa per prendere la te- 9 sta, sull’ultima curva Main Wise As entra in crisi. A quel punto SuperPippo Gubellini e Dartagnan dell’Annunziata, lanciano Mercks Ok e Macho Gams all’inseguimento del leader che, nel frattempo, aveva smesso di trottare passandolo in tromba. Sul palo Macho svetta chiaro e limpido vincitore, mandando in estasi le migliaia di napoletani presenti a Tordivalle. In breve la pista invasa dalla folla, si trasforma in un’appendice dello stadio San Paolo. Ma stavolta il santo, portato in trionfo, come spesso capita da quelle parti a Gennaro, ha il volto felice ed emozionato di Vincenzo, lo scugnizzo del trotto, uomo umile e straordinario. Ha ragione lo zio Salvio, quel fenomeno delle mitiche cronache di Agnano, le cui illuminate parole meritano il finale: “quando Canta Napoli è davvero tutta un’altra musica”. IL “MACHO” DI CASA SAPIGNOLI, ALLEVATORE GAMS Dal canto suo, il trentaduenne Matteo Sapignoli, allevatore (con l’aiuto del padre, Glauco il grande) di Macho Gams, così come della potente Memory Gams (reduce di successi che ci fanno ben sperare per il prossimo Allevatory Filly) 10 Glauco e Matteo Sapignoli con il Presidente Anact Viani commenta così il giorno più luminoso della sua vita equina: “Il successo è arrivato assolutamente inaspettato, per questo la mia emozione è stata, a dir poco, paralizzante. Con un allevamento di pochi cavalli, essere tra i partecipanti del Derby, fino ad oggi vinto sempre da grandi scuderie, era già una ricompensa al nostro lavoro, per noi che la “malattia” per i cavalli ce l’abbiamo nei geni. Speravamo solo che Macho Gams corresse bene, ma non credevamo nemmeno che si piazzasse, visti i favoriti e visto che il numero della sua partenza era l’11. Nonostante tutto, ero amareggiato, prima della partenza, dal fatto che Macho non fosse ben considerato, perché io soffro “per e con i miei cavalli”. La mia vita si è sviluppata, negli anni, di pari passo con la loro, perchè mio padre ha sempre campato di pane e cavalli. Ed anche oggi li considero come membri della mia famiglia. Quando poi, durante il Derby, ho visto V. P. Dell’Annunziata avvicinarsi al gruppo in testa, mi sono sentito sollevato, ma credevo arrivasse quinto o quarto. Gli ultimi 800 metri, volati in 40 secondi, fino al palo d’arrivo, sono stati gli attimi più belli della mia vita. 1.13.5 il tempo. Penso che la bravura di D’Artagnan si commenti da sé. Spesso riguardo il filmato della corsa e rivivo quelle straordinarie emozioni, provate dal vivo a Tordivalle. Gli amici giunti ad abbracciarci in quel giorno ed il sostegno dell’Anact, non mi hanno permesso comunque di montarmi la testa. Ora, sia io che mio padre, pensiamo a questo successo non come ad un punto di arrivo, ma come ad un inizio. Continueremo, perciò, a puntare sulla qualità dei nostri capi, ed a lavorare sodo. Certo, Macho, ora iscritto all’Orsi Mangelli, è sicuramente fra i cavalli del cuore, ma abbiamo dei puledri, sconosciuti al mondo delle corse, che amiamo particolarmente per la loro intelligenza e per il loro cuore”. I G IORNI D ELLE A STE D I S ETTIMO S i dice che i numeri dicono la verità, ma non è sempre vero; non lo è quasi mai se questi non vengono interpretati insieme alle sensazioni e al contesto in cui vengono espressi. Ad esempio la seconda tranche delle Aste Anact, svoltasi ad Ottobre presso il Centro Unire di Settimo Milanese, va inquadrata in un momento generale in cui l’ippica è alle prese con una crisi perdurante e alle trasformazioni che si profilano all’orizzonte. Un cambiamento che purtroppo ha dei tempi lunghi e lascia il settore trotto nell’incer- tezza e nel distacco pur nelle attuali condizioni, nettamente favorevoli per comprare cavalli. Favorevoli perché il montepremi corse è ai livelli del 2007 e così resterà anche nel 2010, e perché i cavalli costano circa il 40% in meno, a parità di genealogia e morfologia. Il tutto in un periodo dove i prodotti italiani stanno vincendo in tutto il mondo. Ma è l’entusiasmo che manca; vuoi per la crisi economica che limita le spese per gli hobby, come il cavallo da corsa, vuoi per questa fase di stallo che si respirava anche a Settimo. Tutti aspettano e i più coraggiosi fanno affari, che si sono concretizzati alle recenti aste che, tra Lunedì 27 e Martedì 28 Ottobre, hanno aggiudicato circa 100 cavalli, sui 160 circa che sono passati sotto il martello dei banditori. Una positiva percentuale, proprio come l’Asta di Settembre, visto anche che molti dei ricomprati hanno raggiunto un prezzo discreto, mentre sono pochissimi quelli che non hanno avuto neppure un’offerta. La media per prodotto, che è difficile da scomporre tra la selezionata, la cosiddetta super selezionata di Matteo Muccichini L’ASTA DI OTTOBRE 11 Giuseppe Moscuzza, Salvio Cervone, Matteo Muccichini e la qualificata è stata superiore ai 10.000 euro. I PEZZI BUONI FANNO PREZZO Clima buono e discreta affluenza di pubblico nel ring, durante la due giorni riservata ai cavalli nati dopo il 16 Aprile, un esperimento che, dal punto di vista statistico, rende l’asta nel suo complesso impossibi- le da confrontare con il passato. Quello che però è stato confermato anche in questa occasione è l’interesse per i prodotti di livello medio-alto. In pratica reggono solo gli stalloni più in voga e le genealogie migliori. Si è visto nei due top Price Ohle’ Hall Sm e Okavango Bi. Il primo è un bel maschio da Conway Hall, figlio della potente Fohle Sm, la Sugarcane Hanover al suo primo prodotto; 30.000 euro spesi dalla Scuderia J&J che ha strappato all’allevamento del Baronetto del vicepresidente Sandro Moscati uno splendido puledro. Altrettanto interessante alla vista e alla genealogia il biasuzziano Okavango Bi, il figlio di Toss Out e Luisa Bi, fratello del Derbywinner e fuoriclasse Zambesi Bi. Okavango andrà a rinfoltire la scuderia del neovincitore 12 del Derby Giorgio D’Alessandro Jr, molto attivo anche in questa Asta. Ogni volta che nel ring entravano i cavalli di fascia alta, la tribuna si popolava e le lcitazioni aumentavano con numerose offerte. E’ successo per Olmer Breed, che si è fermato a 24.000 euro, per l’altro Sm Onway Byn Sm venduto a 28.000, per Our Destny Font e per due interessanti prodotti del Grifone, per la bella Ovy Rob, e per One Way Gasti, tutti oltre i 20.000 Euro. LA QUALIFICATA SCHIACCIATA E IL CAMBIAMENTO CHE ARRIVA A soffrire dei prezzi d’occasione della selezionata è stata soprattutto la sessione qualificata; purtroppo con un mercato ristretto a causa della collocazione a fine martedì. Tra questi è spiccata Orchestra Bigi, acquistata dai Gubellini per 11.000 euro. E’ chiaro che dalla revisione e l’innalzamento dei parametri per le fattrici selezionate per il 2010, già deliberata, l’Asta qualificata tornerà ad avere una dimensione tutta propria e a suscitare più interesse. Come è chiaro che il 2010 sarà l’anno decisivo per il settore, di conseguenza anche per le aste che dovranno adeguarsi al nuovo corso che investirà il trotto. Intanto l’associazione ha ancora una volta dimostrato di essere impeccabile e rodata nell’organizzazione, e pure il fatto di orari compressi, con le licitazioni cominciate all’ora di pranzo e finite già a metà pomeriggio, è stato apprezzato dagli addetti ai lavori e dagli acquirenti, che in anni passati erano costretti a maratone di aste dalla mattina a tarda notte. Dicevamo che è mancato solo l’entusiasmo, ma il mondo degli allevatori ha già dimostrato in passato d’esser capace di guardare oltre. A quel futuro che ci auguriamo e pensiamo possa essere certamente più roseo. 13 TUTTI I VENDUTI 26/27 OTTOBRE N.CAT. NOME SESSO PADRE MADRE 4 OTELMASS f.b. SUPERGILL ORMELLE DRA 13 ODINO GOLD m.b. PINE CHIP ROMANTICA PARK 15 ONEIDA BI f.b. TOSS OUT RUBINA AS PREZZO 8.500 13.000 4.500 ACQUIRENTE BALDI ALESSANDRO PRESENTATORE AZ. AGR. ESSE DOPPIA VILLANI ORLANDO ANTONIETTA FLASHY SAS DI ADRIANA CATTANEO MORRA LUCIANO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 18 OLIVARI FONT m.b. TOSS OUT SAVANE 7.000 ESPOSITO PASQUALE ALLEV. LE FONTANETTE SRL 25 OLIVER VIP m.b. ABANO AS THATCHER PARK 3.000 MORRA VERLICCHI PAOLO 26 OSMAN FERM m.b. FALIERO AS THERRY FERM 3.000 BASANO VALTER AZ. AGR. ALLEV. FERM 28 OSCAR BI m.b. TOSS OUT TSA TSA BI 7.000 DE VIVO MARCO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 29 OIMARI’ FONT f.b. YANKEE SLIDE TUTU TANGO 7.000 D’ALESSANDRO GIORGIO ALLEV. LE FONTANETTE SRL 34 OASI EFFE f.b. MR VIC UNWISE EFFE 3.000 CARDUCCI ALESSANDRO SCUD. GARDESANA SRL 39 ORAZIO PETRAL m.b. S J’S PHOTO VERA CRUZ BI 5.000 MARTELLINI WARNER AZ. AGR. ARDUINI PETROBELLI SS 44 OWEN BI m.b. TOSS OUT VOSCINELLA BI 4.500 DELVIVO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 46 OPPOSITE BI m.b. TOSS OUT ZABETTA BI 12.000 DEVIVO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 49 ORCIVAL JBAY m.b. GIGANT NEO ZOLLA MAX 3.000 PIGNATELLI MASSIMO FRANSKRAAL SRL 50 OSCAR COF m.bo. MR VIC ABBY 4.500 MAIELLO DOMENICO COMACCHIO FRANCESCO 57 ODETTE BY PASS f.b. CREDIT WINNER ARIEL BY PASS 7.500 DUPONT SCUD. LA PASSERA 58 ORGANT SF m.b. GIGANT NEO AS A DIAMOND LF 4.500 FERRARA MARIO AZ. AGR. ALLEV. SAN FEDELE 65 OFF LIMITS GAR m.b. TOSS OUT COM LUNA 9.000 SCUD. FAN ALLEV. GARIGLIANO SRL 66 OLMER BREED m.b. CONWAY HALL BELLE BON CHANCE SCUD. FUTURA HORSES AZ. AGR. PURLARI SRL 24.000 67 OBERDAN TAB m.b. LINDY LANE TULIP FC ZUCCHETTI DUCCIO ALLEV. TABINA SAS 72 OVY ROB f.b. TOSS OUT ETOILE ROB 20.000 9.000 RICCIARDI GIAMPIERO NORBIATO SILVIA 73 ORLANDO RIVARCO m.b. VARENNE VINCA DEL RONCO 18.000 FUCARINO ANGELO AZ. AGR. RIVARCO S.S. 75 OHLE’ HALL SM m.b. CONWAY HALL FOHLE BSM 30.000 AZ. AGR. J & J SCUD. DEL BARONETTO 77 ORLEANS FONT m.b. GANYMEDE SAINT GHIL SM 13.000 D’ALESSANDRO GIORGIO ALLEV. LE FONTANETTE SRL 81 ORIENTE m.s. URONOMETRO ATHALIAN WISE 12.000 MAISTO ENRICO GOVONI GIOVANNI 82 OKAPI GRIF m.b. VARENNE NAVY BROLINE 23.000 D’ALESSANDRO GIORGIO ALLEV. IL GRIFONE SRL 85 OPHELIA VAN KEER f.b. CANTAB HALL ECSTASY EFFE 11.000 SCUD. BLUE MOON SNC TENUTA GRAN GALA 86 ONWAY BYN SM f.b. CONWAY HALL BYNGIL SM 28.000 J E J. MOSCATI SANDRO 10.000 URSO ROBERTO TENUTA GENZIANELLA 8.000 SAVERIO CARLO FRANSKRAAL SRL 87 O’ CIPOLLINO m.b. PINE CHIP LONG TERM GOAL 88 OMUKANDI JBAY m.b. SUPERGILL BORUSSIA HBD 93 OASI ORS f.b. GANYMEDE DELLERA ORS 6.500 BARELLI SCUD. ALLEV. EFFEDUE SAS 94 ONDA BY PASS f.b. ANGUS HALL BABY CINDY 11.000 CRISMIRA SCUD. LA PASSERA 96 ONDA ORS f.b. S J’S PHOTO VALDENA 98 OSIRIDE D’ETE f.b. PINE CHIP CRAZY FOR YOU ETE 99 ORLEANS DI CELO f.b. LINDY LANE m.b. BON VIVANT 100 ONTARIUSS SCUD. MARY E ROBY SCUD. SAN GIULIANO SAS DI TARGIONI R. & C. 15.000 CARTA PAOLO AZ. AGR. FONTE DELL’ETE ZELINDA SLM 7.500 SUPERBOWL 72 TOTI CELESTINO REZIA LB 8.000 CRISMIRA AZ. AGR. ESSE DOPPIA 9.000 PRODOTTI ACQUISTATI: 80 PREZZO MEDIO: PRODOTTI RITIRATI: 55 TOP PRICE: PRODOTTI PRESENTATI: VOLUME VENDITE: 14 135 698.000 NOME PRODOTTO: N. PRESENTAZIONE: 8.725 30.000 OHLÈ HALL SM 75 Giampiero Moscati con Giuseppe Ruocco Il top price Ohle Hall Sm 104 OHIO BI m.b. 12.000 LUONGO MARIO TOSS OUT BAHIA BI ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 106 OTTAVIA D’ALFA f.b. MALABAR CIRCLE AS BIANCACAPPELLOCLA 113 ORAYA BI f.b. KEN WARKENTIN BOSTON GIRL 3.000 PORZIO ANTONINO AZ. AGR. IL POGGETTONE 16.000 SCUD. G. BIASUZZI ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 116 ON TOP BI m.b. TOSS OUT CARVED HEAD 7.000 SCUD. D’ALTEMPS ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 119 OLYMPIQUE OM f.b. ALLISON HOLLOW CONTINENTAL STAR 5.000 MINIERI PIETRO SCUD. O.M. SRL 121 OKAPI JET m.b. PINE CHIP CREOLA JET 6.500 MORRA LUCIANO PARADISO JET DI TONIATTI GIACOMETTI D. SAS 124 OZIO AC m.bo. MR VIC DAYTONA AS 5.000 CASILLO GIUSEPPE ALLEV. CENTAURO SRL 125 OFF SHORE GRIF m.b. VARENNE DERTONERI 20.000 URSO - MIRKO DE MURO ALLEV. IL GRIFONE SRL 126 OSIRE’ URO SM m.b. URONOMETRO DESIRE’ TRUE SM 14.000 MALLOZZI FABRIZIO SCUD. DEL BARONETTO 128 ODETTE RIVARCO f.s. GANYMEDE DILETTA RIVARCO 5.000 SCUD. PALLADIO AZ. AGR. RIVARCO S.S. 131 OUR DESTINY FONT m.s. VARENNE DORA PARK 22.000 NO.MA. FARM ALLEV. LE FONTANETTE SRL 137 ORIANA D’ASOLO f.bo. PINE CHIP ELLIE LOBELL 11.000 DE ROSA ANGELA AZ. AGR. LA ROCCA 140 OLAF BI m.b. TOSS OUT EMANUELA PARK 5.000 SCUD. SUPER GALATTICA ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 141 OLYMPIA SLID SM f.b. YANKEE SLIDE EMBRO OLIMPIA SM 9.000 MALLOZZI MOSCATI GIAMPIERO 145 OLBIA DI CASEI f.bo. S J’S PHOTO ESTHER DEL RONCO 3.000 AMMATURO PASQUALE ALLEV. DI CASEI DI GIGLIO I. E M. 157 ODETTE D’ASOLO f.bo. NAGLO FOSCA D’ASOLO 3.000 SCUD. FASCIANA AZ. AGR. LA ROCCA 161 ONE WAY GASTI m.b. PINE CHIP GAFFE BI 167 OSTENDA BI f.b. TOSS OUT GLENDA BI 20.000 3.500 MORRA LUCIANO AZ. AGR. BIASUZZI SRL 171 OMERO BY PASS m.b. LINDY LANE HEAVENLY WAY 8.000 SC. CMC SCUD. LA PASSERA VILLANI ORLANDO VINCENZO AZ. AGR. GONZAGA ANGELO 176 OMNIA BI f.b. SUPERGILL INSONNIA BI 5.000 SCUD. NO LIMITS AZ. AGR. BIASUZZI SRL 181 OPENTOVICTORYFONT f.b. URONOMETRO JUST PASSING BY 4.000 SCUD. CIEFFE ALLEV. LE FONTANETTE SRL 182 OKAY BI f.b. TOSS OUT LAFORET PARK 15.000 FUCARINO ANGELO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 185 OKAVANGO BI m.b. TOSS OUT LUISA BI 30.000 D’ALESSANDRO GIORGIO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 192 OMBRA D’ETE f.s. ZINZAN BROOKE TUR PENELOPEPEGASO SCUD. GARGIULO AZ. AGR. FONTE DELL’ETE On Way Bin venduto a 28.000 euro 3.500 Gruppo attorno ad un box vendite 15 Genealogia Top Price GARLAND LOBELL CONWAY HALL AMOUR ANGUS OHLÈ HALL SM SUGARCANE HANOVER FOHLE BSM OHLE 198 ORCHESTRA BIGI f.b. SELF POSSESSED TENERALADY 11.000 GUBELLINI AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS 199 OPEC BI m.b. TOSS OUT VALANGA DEI 204 ORPHEUS BI m.b. TOSS OUT ZAGREB BI 6.500 BETTINI LUCIA ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 8.000 TIZIANA DE CHIRICO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 205 OCCHIO AI BIGI m.b. EVEREST AS ZAIRA GIFAR 6.000 SCUD. SUPER GALAXY AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS 207 ONLY YOU FANS m.b. MR VIC ZANICA 2.000 MORRA LUCIANO VICTORY FANS SRL 210 OLMO BIEFFE m.b. LETS GO ZONIA DI CASEI 1.500 CRISMIRA BENINI NICOLA 211 ORO CIGNO BON m.b. BON VIVANT ZURA BON 2.500 STORTI A. BONATI ALBERTO 219 OCEANICO POLARE m.b. ALLISON HOLLOW BIJOUX PAM 3.500 PIGNATELLI MASSIMO TACCHIO ANTONIO 223 OLIVIA D’ETE f.b. ZINZAN BROOKE TUR CICCIOLINA OM 5.000 SCUD. GARGIULO ANTONINO MALLARDO KARINA 227 OSANNA GIF f.b. GIGANT NEO CONQUISTA GIF 3.500 SC. VAMAS SCUD. PUGLIESE SNC DI FIORINO 230 OMERO DI CELLE m.bo. YANKEE SLIDE DEBBY DI CELLE 3.000 MARTONE CATELLO AZ. AGR. DI CELLE 232 ORLEANS REAL m.b. S J’S PHOTO DEGAN REAL 7.500 SCUD. VERNER RE.AL.TROTTER S.S. 235 ODALISK BI f.b. TOSS OUT DIKATRIN BI 4.000 DE VIVO MARCO ALLEV. G. BIASUZZI SRL SOC. AGR. 236 ONDA RIVARCO f.b. EVEREST AS DINASTIA RIVARCO 4.000 SC. GRAND ROYAL AZ. AGR. RIVARCO S.S. 239 OSSIGENO BIGI m.b. EVEREST AS EDEA 5.500 D’ALESSANDRO VINCENZO AZ. AGR. ALLEV. BI.GI. SAS 249 ORIENT EXPRESS AC f.bo. CREDIT WINNER EVVIVA AC 9.500 CRISMIRA ALLEV. CENTAURO SRL 252 OCLA f.b. EVEREST AS FOLIE DM 4.500 FULICI GASTONE MAFFEZZINI SPERO 255 ODO DI SGREI m.b. YANKEE SLIDE GATTINA JET 6.000 SCUD. MONI TEAM AGRICOLA SGREI DI CANEVE B. 16 STALLONI STALLONE MASCHI TOTALE MEDIA FEMMINE TOTALE MEDIA VENDUTI TOTALE MEDIA TOSS OUT 11 108.000 9.818 8 67.000 8.375 19 175.000 9.211 PINE CHIP 6 98.500 16.417 5 51.000 10.200 11 149.500 13.591 VARENNE 4 83.000 20.750 CONWAY HALL 2 54.000 27.000 2 47.000 23.500 4 101.000 25.250 URONOMETRO 4 41.500 10.375 3 17.000 5.667 7 58.500 8.357 LINDY LANE 5 34.000 6.800 1 7.500 7.500 6 41.500 6.917 GANYMEDE 2 24.000 12.000 5 40.500 8.100 7 64.500 9.214 MR VIC 4 14.500 3.625 3 8.500 2.833 7 23.000 3.286 ANGUS HALL 1 14.000 14.000 1 11.000 11.000 2 25.000 12.500 DAGUET RAPIDE 1 13.000 13.000 S J’S PHOTO 2 12.500 6.250 3 19.500 6.500 5 32.000 6.400 EVEREST AS 2 11.500 5.750 2 8.500 4.250 4 20.000 5.000 GIGANT NEO 3 11.000 3.667 1 3.500 3.500 4 14.500 3.625 BON VIVANT 2 10.500 5.250 1 3.000 3.000 3 13.500 4.500 LOVE YOU 1 10.000 10.000 CANTAB HALL 1 10.000 10.000 2 19.500 9.750 3 29.500 9.833 YANKEE SLIDE 2 9.000 4.500 2 16.000 8.000 4 25.000 6.250 BRANDY DEI FIORI 4 8.500 2.125 1 2.000 2.000 5 10.500 2.100 SUPERGILL 1 8.000 8.000 2 13.500 6.750 3 21.500 7.167 ZINZAN BROOKE TUR 2 6.500 3.250 2 8.500 4.250 4 15.000 3.750 ALLISON HOLLOW 1 3.500 3.500 1 5.000 5.000 2 8.500 4.250 ABANO AS 1 3.000 3.000 1 8.000 8.000 2 11.000 5.500 FALIERO AS 1 3.000 3.000 LETS GO 2 3.000 1.500 SELF POSSESSED 5 40.500 8.100 CREDIT WINNER 3 23.500 7.833 KEN WARKENTIN 1 16.000 16.000 NAGLO 2 8.000 4.000 MALABAR CIRCLE AS 3 7.000 2.333 ARMBRO GOAL 1 6.000 6.000 AMERICAN WINNER 1 3.500 3.500 INDRO PARK 1 3.500 3.500 WAIKIKI BEACH 1 3.500 3.500 BERNDT HANOVER 1 2.500 2.500 17 S PAZIO A LLEVAMENTO di Francesca Asti Caserta La Versailles italiana P er la tradizionale festa dell’Anact, quest’anno è stata scelta la meravigliosa cornice della Reggia di Caserta. Dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, fu voluta da Carlo III, il quale ordinò che venisse costruita una reggia tale da poter reggere il confronto con quella di Versailles e che, per la sua immensità, bellezza e per il grande valore storico, è stata oggi dichiarata dall'UNESCO, Patrimonio dell'umanità. L’iter organizzativo prevede che a turno, ogni delegato regionale si impegni per scegliere la location dove svolgere le premiazioni agli allevatori meritevoli (e sono tanti). Quest’anno è toccata ad Antonio Diana, delegato Anact della Campania, che è riuscito non solo ad organizzare la cerimonia delle premiazioni nel Teatro Regio all’interno della Reggia, ma anche a prenotare una delle sale interne (che non vengono date proprio a tutti…) per la cena che riunisce, da sempre, i vertici dell’Anact ed il panorama degli allevatori di trotto italiani. Per onorare la grande possibilità offerta ai partecipanti, che hanno potuto ammirare le bellezze della Reggia e dell’immenso giardino (ben 4 km di lunghezza) a bordo di autobus riservati, l’Ente è venuto meno ad una più comoda soluzione che avrebbe previsto la capitale come degna sede, in vista dell’appuntamento con il Derby che si è svolto il giorno successivo. Ad aprire la cerimonia l’immancabile discorso del nostro Presidente Alessandro Viani, il quale ha ricordato l’importanza dello stringersi attorno ad un’importante causa comune, quale è il futuro, ma soprattutto il presente, dell’ippica, per superare le difficoltà che da tempo stanno assediando il comparto. Un ringraziamento è stato dedicato al Ministro del Mipaf Luca Zaia per il sostanziale aiuto prestato all’ippica. Dopodiché la parola è andata a Lucio Celletti che ha chiamato sul palco i premiati, cui è stata consegnata una o più medaglie, a 18 Il Presidente Viani saluta gli intervenuti seconda dei meriti dei propri cavalli. A consegnare i premi Alberto Caravita, Vicepresidente Anact. Subito dopo, la suggestiva escursione notturna nel Parco della Reggia, che vede congiungersi il primo, attorno all’edificio, giardino all’italiana con il successivo all’inglese, intervallati dalle magnifiche quattro fontane, fino alla cascata finale, dove l’acqua dall’alto scende in lago adornato dalle bellissime statue illuminate. Lì si è svolto un aperitivo, prima del rientro in pullman. Quindi la cena di gala, durante la quale Antonio Terraneo ed Alessandra Baldi hanno intervistato i presenti. Sopra: Un riconoscimento anche per il Commissario UNIRE Goffredo Sottile, presente alla serata Sotto: Uno scorcio della platea del Teatro della Reggia, ove si è svolta la premiazione 19 Il Vice-Presidente Moscati premia Sergio Luise Marco Zafferoni premia Giacomo Bruno 20 Sandro Viani con Giovanni Govoni Alessandro Viani premia Loretta Fabbri Siamo alla vigilia del trionfo di Macho Gams al Derby. Alberto Caravita premia Matteo Sapignoli Giovanni Govoni premia Ciro Cesarano e Ciro Cesarano jr. Sandro Moscati con Tiziano Gonzaga Antonio Diana ed Alessandro Viani con Riccardo Targioni 21 di Martina Nerli ALLEVAMENTO BOSS Un Boss... in pista T orniamo indietro nel tempo, fino al 2005 e ammiriamo Dart Boss (da Cirkus Kall e Vistosa Wise) “sfrecciare” in tutto il suo splendore nel Gran Premio Lotteria, nelle mani del fedele driver Franco Tranchina. Nello stesso anno vince anche il Ponte Vecchio a Firenze, il Due Mari a Taranto, terzo nel Gran Premio Regione Sicilia e altri piazzamenti Classici; un’infinita soddisfazione per Angelo Fucarino, in doppia veste di allevatore e proprietario, una squadra vincente tutta siciliana. Il “Signor Boss”, Angelo, ci invita dove tutto ha inizio, nel suo allevamento, a tre km dal centro di Palermo, all’interno di un antico podere. Un paradiso terrestre di quasi 17 ettari, ampi paddock dove i cavalli possono liberamente pascolare ed erbe mediche appositamente coltivate per il benessere dei futuri trottatori, circa 40 box, una stazione di monta e due piste per l’allenamento, una tonda da 800 mt e una diritta da 600 mt, tutto quello che occorre per fare Sopra: La pista tonda dell’allevamento A sinistra: Fattrici nei verdi prati dell'allevamento 22 I 10 BOSS PIÙ RICCHI • THE DEVIL BOSS (1993) da Cirkus Kall e Ethel 1.14.2/1.14.6 - Euro 594.320 • DART BOSS (2000) da Cirkus Kall e Vistosa Wise 1.12.2/1.14.1-Euro 422.110 • TOC BOSS (1993) da Cirkus Kall e Getsemani 1.14.9 —- - Euro 249.692 • ASSOLUTO BOSS (1997) da Cirkus Kall e Ethel 1.14.6/1.16.2 - Euro 138.343 • DAFFY BOSS (2000) da Lindys Crown e Pachita Sacar 1.14.0/1.15.0 - Euro 132.927 • DEMON BOSS (2000) da Spotlite Lobell e Giad de Chiari 1.14.3/1.15.9 - Euro 118.683 • TAPPO BOSS (1993) da Cirkus Kall e Giad de Chiari 1.14.6/—- - Euro 100.682 • GRONLIO BOSS (2003) da Spotlite Lobell e Ask me Nicely 1.13.4/1.15.5 - Euro 95.025 • FORCE BOSS (2002) da Spotlite Lobell e Scarlet Silver 1.13.5/1.15.3 - Euro 82.198 • SELENOIDE BOSS (1992) da Cirkus Kall e Testarossa 1.17.4/—- - Euro 80.351 FATTRICI • ASK ME BOSS da Baltic Speed e Ask me Nicely• AZALEA DALFA da Supergill e Odessa Om • CONNY da Baltic Speed e Deborah • COUNTESS BOSS da Lindys Crown e Ethel • DIAMOND BOSS da Lindys Crown e Mont Mirel • DIRCE BARB da Toss Out e Desdemonas Pride • EMOTION DE GLORIA da Lindy Lane e Misbehavin Momma • FOPPA PARK da Alf Palema e Cidy Newton • • • • FORTEZZA GB da Armbro Goal e Queen of Gansaway IMAGINE da Lindy Lane e Guarda Fo INCREDIBLE BOSS da Armbro Goal e Pachita Sacar KNOWHOW HOSS da Zoot Suit e La Prima • MONT MIREL da Triplemint e Rahatzait • PACHITA SACAR da Sharif di Jesolo e Arbor Cheescake • SCARLET SILVER da Count’s Pride e Blubell Ann • SECONDA BOSS da Cirkuss Kall e Getsemani • TEODORA SV da Quick Pay e Lass Zizi • UN ALTRA BOSS da Cirkus Kall e Luna de Gloria • ZEA GV da Esotico Prad e Genny Zi • ZIRA N da Zoot Suit e Rebecca Rr 23 bene il proprio lavoro, un lavoro che è passione da ben 40 anni. Una vita tra sogni e speranze. “Tutto è iniziato per caso - ci racconta il signor Angelo - a fine anni ’60, alcuni amici mi portarono all’ippodromo di Agnano e poco dopo decisi di fare il mio primo investimento nel settore, comprai Murex, diventai proprietario mentre la mia passione per questo sport cresceva a dismisura.” Angelo, un uomo dai modi gentili, classe 1932, imprenditore nel settore degli impianti da bowling, è nato qui, in questa terra che fino alla metà degli anni ’80 era un agrumeto. Trasformato e adattato per diventare un allevamento (La Sopra: Lo Splendido podere tra i paddock A destra: Cavalli liberi nei prati dell'allevamento Sotto: Un cavallo allenato sulla pista “di casa” favorita Bowling) dove nel 1988 “vengono alla luce” i primi targati Boss, portando in giro per l’Italia quella voglia di fare bene e di riuscire con intraprendenza e determinazione. “Da qualche anno ad aiutarmi in questa avventura si è unito anche mio genero Giuseppe, che aiuta a seguire quotidianamente le fattrici, i due stalloni Rapid Effe (da Speedy Somolli e Insolia) e Ati Om (da Donerail e Tea Room), a gestire il seme congelato di ben 18 stalloni e i puledri, sei nati con la lettera O e undici nati questa primavera con la lettera P”. Ben 17 speranze per un siciliano supestizioso... Continua Angelo: “I puledri sono impe- 24 Fattrice con puledro negli ampi spazi dell'allevamento gnativi, vanno capiti per cercare di correggere subito eventuali problemi, solo così possono diventare buoni trottatori, ci vuole soprattutto attenzione, anche ai minimi dettagli. Non posso negare che Dart Boss è sicuramente il “figlio prediletto” tra tutti quelli che ho visto nascere, mi è dispiaciuto molto quando è morto per una colica a marzo 2007 Vista dell'allevamento ma sono affezionato anche agli altri come Gronlio Boss (da Spotlite Lobell e Ask me Nicely, record di 13.4 sul miglio e 15.5 sul doppio km), Demon Boss (da Spotlite Lobell e Giad Dechiari, 14.3 e 15.9 sui 2000 come record personali), Febo Boss (da Spotlite Lobell e Pachita Sacar, record di 15.1 e 16.7 sul doppio km), Geremia Boss (da Cirkus Kall eAsk me Boss, 16.2 e 17.5 di record)... solo per citarne alcuni che in pista riescono sempre a farsi valere.” Tanti sacrifici, qualche volta ricompensati da zoccoli sulla sabbia, altre volte “buttati al vento” per un destino che non sempre riconosce quello che ci spetta, Angelo parla con pessimismo di quest’ippica, diversa da quella che si ricorda lui tanti anni fa quando l’entusiasmo lo spingeva a “rubare” idee dalla Svezia e dall’America, pur restando sempre affascinato da questo mondo incredibilmente accattivante. Oltre all’allevamento la famiglia Fucarino continua a mantenere la passione come proprietaria, con la scuderia Oltremare, di cavalli tra cui anche i non targati Boss come Lampo Mp (da Toss Out e Kalamari), Morgan Effe (da Lemon Dra e Unwise Effe), Image Gams (da Lemon Dra e Rosa del Ronco)... Un posto da sogno alle porte di Palermo, dove tutti sono consapevoli che oggi niente è facile, ma con una passione vera e genuina per i cavallo; questa è la Sicilia dalle mille risorse, quella del trotto che vola oltre lo stretto. 25 di Elisabetta Busso Alla scoperta di un MARCO SMORGON che non ti aspetti F orse pochi sanno delle molteplici vesti di Marco Smorgon nel mondo ippico: guidatore, allenatore, proprietario, allevatore e stalloniere. Non è poca cosa ma, conoscendolo, non ci stupisce. Un ragazzo che si è messo in luce da subito: è stato il più giovane guidatore italiano a vincere un Derby, nella sua carriera sono passati fior fiore di cavalli, da Nevaio,Eclisse Domar, Zinzan Brooke Tur, Giulia Grif , Umbro Di Grana, Impeto Grif, Libeccio Grif, Imbimba e la francesina d’Italia La Dany Bar. Una carriera suggellata da tanti successi in pista nella veste di interprete e di preparatore, il miglio- Una figlia di Axel e Varenne re per puledri che primeggiano sempre sugli altri. Marco è uno che si odia o si ama, un p.r. mancato; una serata a cena con lui diventa un vero spasso, la sua testardaggi- Con la vittoria di Madras nelle Oaks del trotto si pone in evidenza anche come allevatore ne con i cavalli è cosa risaputa. “Ai cavalli do tutto, ma loro devono fare lo stesso con me”, sono le sue parole, un uomo che non si arrende mai. Marco, nella domenica del Derby stranamente non era presente a Roma. O meglio non era presente fisicamente, ma c’era il suo gioiello: la vincitrice del Nastro Rosa delle femmine, Madras, la bella “bionda” della scuderia Bellosguardo del presidentissimo Cesare Meli. La gioia di Marco, nella sala guidatori torinese dove assisteva in video alla corsa della sua beniamina, era enorme. “Visto che cavalla? Visto Zinzan che papà? - continuava a ripetere Sono contentissimo, questa è una grande soddisfazione per me, il mio primo gruppo 1, sono anche molto felice per Meli, che è uno dei pochi che ancora investe nell’ippica.” Marco come mai hai venduto la cavalla alla Bellosguardo? “In realtà non l’ho venduta, ma abbiamo fatto un contatto di locazione, a fine carriera la cavalla tornerà da me per fare la mamma, come faccio con tutte le mie cavalle buone. Meli si era innamorato di Madras quando l’aveva vista correre a Modena alla sua seconda uscita, era stata una corsa maledetta, avevamo girato tutta strada di fuori facendo 13 il chilometro, portando 26 comunque a casa un bel secondo posto. Venne subito da me dopo la corsa per complimentarsi per il “numero” fatto da questa cavallina, e mi chiese di vendergliela. Rifiutai perché sapevo che Madras aveva qualcosa di speciale, quindi volevo tenerla per me. Aveva vinto al debutto, girando anche in quell’occasione di fuori scoperta ai lati del battistrada, facendo poi la classica passerella in arrivo, perdendosi i compagni per la pista. Una cavalla molto, molto nevrile, un carattere preso soprattutto dalla mamma, una svedesina tutto pepe, ma con un gran motore, e anche dal papà: il cavallo più coraggioso e grintoso che io abbia mai avuto, Zinzan Brooke Tur. Reincontrai Meli tempo dopo a Milano, il giorno dell’ Allevatori Filly, dove la cavalla sbagliò, venne di nuovo a chiedermi di vendergliela. Vista la sua determinazione e risaputo il fatto che lui, in particolare con le femmine, ha sempre fatto del bene, ci ripensai ma lo avvisai subito che si trattava certo di una cavalla con grandi mezzi, ma anche con un bel carattere; lui disse che non era un problema, loro tengono i cavalli in un centro di allenamento molto tranquillo, dove i cavalli normalmente si rilassano e perdono lo stress della corsa. Così alla fine, conoscendo con quale cura Cesare e Laura Meli tengono i loro pupilli, accettai, con la clausola della restituzione alla fine della carriera agonistica.” Cosa ha spinto un professionista come te, che si trova quotidianamente a combattere contro il tempo avendo all’ attivo una scuderia di 70 cavalli, a diventare anche allevatore? “Anzitutto la curiosità e la sfida. Ho voluto vedere cosa sarei riuscito a tirar fuori da cavalle che conosco come me stesso, perché le mie fattrici prima sono state mie cavalle da corsa, di cui conosco tutti i pregi e i difetti. In questo modo diventa forse più semplice gestire i loro figli, anche perché il padre è quasi sempre lui, il mio cavallo del MIGLIORI PRODOTTI DI ZINZAN BROOKE TUR IBERICO 12.9 IMBIMBA 10,9 LIBELLULA BAR 13,1 MADRAS 12,5 MOBY DICK 14,2 MORIONDO 13,6 FATTRICI VOGUE DONLISA vuota DONLISA gravida di Umbro di Grana GUANTANAMERA gravida di Love You GLACE’GRIF gravida di Love You INTESA FONT gravida di Zinzan Brooke Tur LONICERA gravida di Prince Gedè INIZIALE gravida di Goetmals Wood Puledri Anno 2008 Oreade Guantanamera e Zinzan Brooke Tur Obiciamte Axel e Zinzan Brooke Tur Onfale Bar Glacè Grif e Varenne Ovazione Vogue Donlisa e Zinzan Brooke Tur Puledri Anno 2009 M. da Donlisa e Zinzan Brooke Tur F. da Axel e Varenne M da Glacè Grif e Zinzan Brooke Tur M da Intesa Font e Zinzan Brooke Tur M da Guantanamera e Zinzan Brooke Tur F da Donlisa e Zinzan Brooke Tur 27 cuore, il cavallo che più mi ha dato in assoluto, Zinzan Brooke Tur.” Marco ha iniziato la sua “vita” ippica con la Louisiana, quando ancora era un ragazzino sveglio con la stessa voglia di fare che ha oggi. Enguerrillero, in un certo senso papà di Zinzan, è passato anche dalle sue mani, così come Anglicana, la mamma di Enguerrillero. All’epoca Marco era un quindicenne che spiava tutte le mosse dei grandi per poi poterle sfruttare al meglio, ma se andate a vedere le genealogie delle sue cavalle è una storia che si ripete. “Fare l’allevatore era uno dei miei sogni, quando scendi in pista con un prodotto creato completamente da te, perché entrambi i genitori erano tuoi, è il massimo; Madras, ad esempio, mi ha dato un’immensa gioia. Zinzan era uno stallone che stentava un po’ a decollare, in parte per sbagli miei non ho puntato subito alla grande, sprecando i primi anni a guardare solo nei miei “giardini”. Poi, grazie anche alla vendita del 50% del cavallo alla Varenne Forever di Roberto Bri- schetto e Valter Ferrero, ha fatto finalmente il salto di qualità che merita, ed i risultati si stanno vedendo. Se penso che nei primi anni, con fattrici tutto sommato mediocri, ha dato tanto, immagina cosa potrà fare dal prossimo anno che vanterà in pista moltissimi prodotti. Sono contento perché è un cavallo che mi ha dato tanto, un cavallo coraggiosissimo che, se non avesse avuto i suoi problemi, non so cosa avrebbe potuto fare. Con lui siamo andati a Vincennes da sconosciuti e ne siamo usciti vincenti, un cavallo che ha saputo guardare in faccia Varenne, l’unico italiano che ha osato provarci.” Chi era la prima fattrice ? “Lady Abb, una buona cavalla svedese che ho comprato quando aveva cinque anni, si è piazzata in diversi gran premi ed ha vinto tanti centrali e con la sua genealogia (è una figlia di Pay Me Quick), non poteva non essere anche una buona mamma, e in seguito ha dato cavalli come Donlisa 14,4, Elettrone 15,6, Guantanamera 12,5, Ibe- rico 12,9, Lampione 12,9 e Madras che, secondo me, sarà veramente una buona cavalla, di quelle che non hanno paura dei maschi. Poi dopo Lady Abb sono entrate in razza anche Villa Torlonia, da Enguerrillero e Inchiesta, da Song Dance Man, cavalla classica piazzata in più gran premi, che è stata la miglior femmina della sua generazione. Vogue Donlisa da Drummer Hanover e Opera Donlisa da Super Crown. Ora, avendo io le figlie, Lady Abb e Villa Torlonia le ho vendute a Silvio Ferrari. Non voglio tenermi tante cavalle e, in questo modo, faccio anche girare l’allevamento: da poco sono arrivate Lonicera ed Iniziale, poche ma buone.” E’ nota la tua passione per la Francia… “In Francia l’ippica è al top, hanno un’altra mentalità e, quando sentono raccontare dei problemi che abbiamo noi, si mettono a ridere. In quel paese le cose funzionano perché ci sono tante persone che hanno interesse a farla funzionare; Davanti è una figlia di Vogue Donlisa e Zinzan Brooke Tur sorella di Marias (1.12.8 ) dietro Guantanamera (sorella di Madras) e Zinzan Brooke Tur 30 Puledri ed in primo piano una figlia di Donlisa e Zinzan Brooke Tur l’ippica è seguita e sentita da tutti, non solo da pochi eletti bistrattati. Non parliamo poi del montepremi, una corsa normale sono 30.000 euro al primo come da noi certi gran premi. Infine io ho una passione per le linee francesi, quest’anno ad esempio alle mie fattrici ho dato molto Love You, un cavallo che monta a 35.000 euro, che ha la linea franco-americana più perfetta che ci sia; la mamma è un And Arifant, figlio di Sharif e di Infante D’ Aunou, la mamma Amour D’Aunou è una Speedy Somolli. Poi ad Iniziale ho dato Goetmals Wood, nuovo per noi in Italia ma in Francia è il secondo dietro a Love You.” Oltre a Madras su chi punti? “Moriondo è un cavallo che, anche se sulla carta sembra poca roba, presto farà vedere chi è, mi spiace che abbia dato qualche problemino perché diversamente avrei ambito a qualche classica. Oltretutto in lui cè tanto di me: il padre è Zinzan, la mamma è Axel, figlia di Nevaio e Papaia, la cavalla più forte che io abbia mai domato, con un caratterino non indifferente che trasmette ai figli, peccato che per un infortunio non sia mai scesa in pista. In compenso ha dato solo cavalli buoni, da Vasilissa a Axel, Gibartur ed ora Nikita Bartur. Papaia inoltre discende dalla famiglia di Gregorio Magno ed Etimologia, tutti cavalli della Louisiana, una storia che ritorna sempre.” Dove tieni le fattrici ? “Prima erano al Grifone, ora da qualche tempo sono da Luigi Truccone, quello dei targati Bar per intenderci, un mio caro amico con cui ho in comproprietà Glacè Grif, oltre ad un ottimo rapporto di amicizia e di lavoro: vedi Guendalina Bar, La Dany Bar, Lunetta Bar e Gibartur, cavallo allevato da lui e da Michele Geninatti.” Uno delle migliori guide italiane, se continui così diventerai anche uno dei migliori allevatori, sei proprio incontenibile. “Sono già contento così, Zinzan sta andando bene, i miei prodotti con la lettera M sono tutti in pista e tutti con ottimi risultati, di quelli con la N ce ne sono che mi fanno ben sperare come, ad esempio, la sorella di Madras, New England; una cavalla che vale la pena di aspettare. Recentemente ho fatto la qualifica con Nuevo da Varenne e Villa Torlonia, poi un giorno ci sarà anche Imbimba, una cavalla che ha saputo fare 10.9 a San Siro: io credo che, con tanto lavoro e tanta voglia, si possa far del bene e spero di non sbagliarmi.” Tanto da fare per l’instancabile Marco, perché anche quando arriva a casa la porta non si chiude: ci sono Flaviana e Evita che devono montare Tac Tac ed il nuovo pony, poi alla sera bisogna già pensare al domani perché, come dice Marco, “l’ippica è un mondo che si alza la mattina presto, corre anche di notte, vive di sogni e li realizza.” 31 di Max Abili Allevamento Trebisonda e La Bambolaccia a segno nei Criterium torinesi Nancy’s Treb e Noak Lb Le due perle dell’allevamento Italiano N ancy’s Treb e Noak Lb si aggiudicano il Criterium Torinese 2009 dopo che l’edizione del 2008 non era andata in scena, per i “soliti” problemi del montepremi che avevano indotto tutto il settore ad lungo sciopero, e visti i risultati di oggi ci chiediamo a cosa sia servito, visto che i problemi non sono stati risolti, ed i soldi continuano a scarseggiare sempre più. Nancy’s Treb era la vincitrice annunciata ed ha mantenuto in pieno le aspettative di tutto il team. Prima della corsa si immaginava un ipotetico duello tra lei e Neve Di Bianca, confermato dalla sensazio- 32 ne che le due sembravano fare un’altra corsa rispetto alle avversarie. Nancy’s, veloce come sempre dietro le ali dell’autostart, assumeva il comando in un bel 28,5 sulla rivale, poi una breve ripresa di fiato per sparare in seguito un 28,9. In retta si accendeva la miccia per le due femmine verso uno spettacolo veramente entusiasmante per tutta la tribuna, ma sul palo era la figlia di Gigant Neo ad aggiudicarsi la vittoria, la quarta su cinque uscite. Una cavallina che già dalla qualifica, anche quella vinta in tutta scioltezza, aveva dato buon sentore di sé; una cavalla che, anche se giovane, ha la classe e la determi- nazione della cavalla già fatta. Aveva debuttato sulla pista vincendo in 17,2 battendo Numinoso Dei, cavallo di ottima caratura, che nell’occasione si è aggiudicato il quarto posto nella sezione maschile. All’uscita successiva Marino Lovera portava la sua pupilla in quel di Modena, dove dimostrava la sua superiorità sugli avversari. L’intoppo avviene a Montecatini quando, con Edoardo Baldi in sulky, Nancy’s allo stacco si gettava di galoppo venendo squalificata. Da lì in poi si comincia a fare sul serio. Si ritorna sulla pista di casa, premio Noviziato Ferruccio Pedrazzani, una corsa molto sentita per i torinesi che hanno sempre nel cuore il “maresciallo” così era soprannominato Pedrazzani. Da dominatrice assoluta Nancy’s assume il comando ed a quel punto corsa chiusa: 1.15.8. il tempo ufficiale. Ma la meta per la puledrina di Enrico Tuci sono i Criterium, ed il primo è quello torinese, vi arriva con la carta della cavalla ormai tastata come buona, unica incognita, dopo il ritiro di Nikita Bartur, era Neve Di Bianca, l’allieva di Santino Mollo, ma come abbiamo già detto, Nancy’s non solo si aggiudica la corsa ma ne stabilisce anche il nuovo record di 1.14.7. Ora l’unica incognita che deve ancora affrontare è la duttilità anche sulla distanza, per adesso mai affrontata, ma la fiducia da parte di tutti nei suoi confronti è decisamente tanta. La sezione dei maschi vedeva la vittoria dello svedese d’Italia Noak Lb con Simone Seganti in sulky, che non poteva trovar miglior modo per suggellare il ritorno in patria dopo un’assenza di due anni, anche se solo per pochi giorni. In cabina di regia Lufti Kolgini in veste di trainer, lo Svedese che ha fatto ritrovare la “voglia” sia a Seganti che a Giorgio Mele i quali, amareggiati della situazione italiana, erano ben contenti di ritornare in Svezia, dove è vero i premi sono più bassi ma l’ippica è senza dubbio vissuta in un’altra maniera. Noak insieme al compagno di scuderia Nadir Kronos erano un po’ gli oggetti misteriosi di questo Criterium, si sapeva che erano ottimi soggetti, ma sulle nostre piste come si sarebbero comportati ? E se non avessero avuto prime chance avrebbero affrontato un viaggio simile? Noak aveva al suo attivo un record di 1.13.8., ottenuto però in America, valutabile sulla nostra pista in una misura attorno ai 2 minuti, almeno così si diceva nel precorsa, di conseguenza era impossibile trascurarlo, così come Nadir che dopo i ritiri di due cavalli al suo interno scalava al sei dietro la macchina. Molto chiacchierato era anche Ne Me Quitte Pas per il quale l’unico dubbio di Michael Smid era che potesse sbagliargli, come in effetti è accaduto; ma non solo a lui, visto che dopo la prima frazione gli squalificati erano già parecchi. In realtà in questa edizione il cavallo che ha sorpreso più di tutti è stato forse Naviglio, l’allievo di Giovanni Fulici, allevato dal signor Riccardo Galli, che ha inserito una vera fuga sin dallo stacco cercando la vittoria con tutte le sue forze, ma in retta ha dovuto alzare bandiera bianca accontentandosi del buon terzo posto, perché Noak passava facile contendendo senza problemi anche l’arrivo deciso dell’allievo di Gocciadoro Nicetomeetyou. Naturalmente più che soddisfatto in premiazione l’allevatore di Noak Lb, il dottor Ferraris, che riassapora con un suo pupillo il profumo di gran premi, un cavallo che ha già fatto parlare di sé, pur con sole tre corse al suo attivo. Quello della Bambolaccia è uno degli allevamenti che anche all’estero più ci invidiano: Electa Lb è al suo secondo prodotto, mentre come primo ha dato Moxy Lb che ad oggi ha il suo record personale di 1.13.1, una lunga strada davanti a sé. Riteniamo di affermare che forse tra loro potrebbe anche esserci una seconda Gilly Lb, che proprio dal papà di Noak, Cantab Hall, ha avuto un bel puledro: Onestar Lb. La premiazione di Nancy's Treb con tutto il team Lovera e Trebisonda 33 di Paolo Allegri GRANDE TROTTO D’AUTUNNO Irina da gran Signora domina il Freccia d’Europa N APOLI - Irina irrompe sulla scena di Agnano con lo charme di una principessa. E’ padrona della pista e della corsa, il Freccia d’Europa, sfida di gruppo 1 da oltre 200 mila euro di dotazione. La figlia di Ganymede non dà mai per un attimo l’impressione di poter perdere. E quando sulla retta di fronte Minnucci la chiama, Irina con la sua criniera al vento vola a prendersi il secondo gruppo 1 di una stagione che ave- 34 va cambiato faccia nel cuore dell’estate a Montecatini. Nell’ultima domenica d’ottobre, sotto un cielo tornato azzurro dopo la pioggia del sabato, Agnano aveva allestito un super convegno con Freccia, le due prove del Criterium Partenopeo divise per sesso e un contorno eccellente con un bellissimo invito per i 4 anni e un’incerta volata di categoria A-B. Il gruppo 1 sul miglio, in edizione autarchica senza presenze estere, ha visto la conferma di Irina che ha scavalcato il battistra- da Filipp Roc, ottenendo via libera dopo un quarto di gara e imponendo parziali significativi, primo giro in 1.12.5 per poi chiudere gli ultimi 600 in un eccellente 42.1. E riscontro cronometrico di 1.55 (1.11.9) sul miglio che ha aggiornato il record della corsa. Una fior di cavalla la pupilla di Sergio Carfagna, che nel big event autunnale dell’ippica partenopea sottoscrive il concetto di una disponibilità esemplare: ad ogni corsa Irina convince sempre un po’ di VOTI DA FRECCIA IRINA E MINNUCCI COPPIA DA LODE IL MIGLIORE IRINA 9,5 - Bellissima in sgambatura, va davanti e costruisce un coast to coast esemplare al primato del Freccia. IRRESISTIBILE! LINDA DI CASEI 8 - Trova la corda in partenza poi prepara un finale ad effetto chiudendo in piena spinta. VOLANTE! LISA AMERICA 7 - Non azzarda dopo i flop alle ultime uscite. Va in pista con i quattro ferri, non osa sul percorso ma finisce bene ed è questa la nota lieta. PRUDENTE. FILIPP ROC 6,5 - Come al solito spinge la macchina ma dopo il lancio manda via Irina. Rimane in lotta per le piazze, subisce Linda e Lisa. DA RIVEDERE. LESTER 6 - Il migliore della coppia di Ucci-Riccitelli che perde subito la Lolly. Lester insegue da posizione arretrata e si lascia dietro Island, Illinois e gli altri. DIGNITOSO. ISLAND EFFE 5,5 - Agnano ha sguardi ammirati per lei che torna da Regina del Lotteria. Attesa delusa subito allo stacco dove appare mentalmente inadeguata. L’inseguimento, discreto in rapporto alle marce elevate della testa, vale in prospettiva. SVAGATA. Gli altri: ILLINOIS 6-; GONDOR JET 5,5; GHIACCIO DEL NORD 5,5; FELIX DEL NORD 5; LOLLY KRONOS non giudicabile, ECLISSE DOMAR ng. L’UOMO IN PIU’: GIAMPAOLO MINNUCCI 10 - “Jean-Paul” come lo chiama lo speaker è un driver ma con rotolo da media record scandito al comando sembra il miglior Camici, il fantino che aveva in testa il cronometro. Aggiungete due mani d’oro per trattare con guanti di velluto la Principessa Irina. Che Coppia! più. L’allieva di Holger Ehlert nella bella domenica napoletana era quella dei tempi migliori e ha strappato gli applausi della tribuna a capo di una corsa magistralmente pilotata da Giampaolo Minnucci che ha guidato la cavalla più in forma dello schieramento in modo spettacolare. La vittoria è stata meritata e mai messa in discussione. “Scappa via Jean Paul!”, lo slogan gridato appena in retta da “Zio Salvio” Cervone. TRIS ROSA E’ stato un Freccia d’Europa al femminile con il podio che si è colorato completamente di rosa per le presenze, accanto alla vincitrice, di una tonica Linda di Casei e di una Lisa America vista in ripresa pur prudente nell’assetto e sul percorso. Sull’allieva di Jerry Riordan si erano riversati al gioco molti euro scommessi in Francia dato che si trattava di una tris internazionale. La delusione della corsa si chiama Island Effe, la Lemon Dra che faceva ritorno a Napoli ammantata del fascino e della gloria di una laureata del Lotteria. La baia guidata da Gubellini si gettava di galoppo – imitata da Lolly Kronos e da Eclisse Domar – appena l’autostart chiudeva le ali. L’Island inseguiva con caparbietà ma su quei ritmi a marce elevate era impossibile recuperare. 35 La regina del Lotteria 2009 era molto attesa dagli appassionati napoletani. Era stata annunciata esplosiva in lavoro ma la presa di contatto con la realtà necessita di un diverso profilo mentale e agonistico. Il Nazioni dovrà misurare quanto l’attuale Island Kronos è parente di quella capace di sorprendere tutti nel dorato pomeriggio di maggio sull’ovale della conca flegrea. 36 Promossa, invece, a pieni voti Linda di Casei, quella che nel borsino di questa squadra femminile che gioca il campionato dei gran premi italiani vede le sue azioni in costante rialzo. Cesena non è stato il ballo di una sola estate. Già nel Continentale la Uronometro dei Gocciadoro aveva confermato il suo eccellente standard. Ad Agnano ha dato prova di ulteriore consapevolezza della propria forza. Linda è finita con ancora del buono e la distanza dalla leader della stagione 2009, la cronometrica Irina capace anche di arrivare allo zenit, potrebbe accorciarsi in un futuro prossimo. Questa nazionale dei cavalli tutta al femminile ha trovato nella targata di Casei un’altra punta di diamante. Con Lisa come abbiamo detto, che ha corso in controtendenza rispetto alle opache prove di I VOTI AI MASCHI DI 2 ANNI: SUPREMAZIA NICKEL NICKEL ORS 9 - I video delle corse precedenti parlavano di un puledro che si presentava in avanti solo ai 400. Qui invece parte forte. Al passaggio si inventa un arresto, poi torna all’attacco di Newton Baby e fa vedere che il motore è di prima. SCHIACCIASASSI. NICETOMEETYOU 8,5 - Il Goccia lo rimanda sulla scena, avendo sul contagiri una recita vicina. Si sistema quarto tranquillo, al dunque nel serbatoio c’è benzina per sparare una chiusa importante. CONCRETO. NEWTON BABY 7.5 - Alfiere locale, fa onore alle attese con un percorso tutta grinta. Muove al passaggio e sorprende quello di Bellei. Accusa un po’ in retta, ma dimostrando talento e doti morali è ancora lì che combatte. CORRIDORE. NUMBER ONE ITALIA 7 - Gioca il jolly allo stacco con una super partenza. Dal nove si ritrova terzo in corda. Quando la testa apre il compasso per lottare la corsa, non cede, meritandosi un piazzamento inatteso quanto meritato. AFFIDABILE. NAPOLEON 6 - Si ripropone dopo un errore iniziale, capeggiando i battuti. Potenzialmente vale i migliori, deve limare qualche ombrosità. CORREGGIBILE. Gli altri NUNZIO CHIP RUM 5,5; NINTH AVENUE 5; NIKY DAF 6-; NABABBO JET 6-. VOTI ALLA GIOVENTU’ ROSA: CHE BELLA LA NOLITA! NOLITA UR 9 - L’elegante figlia di Varenne si dimostra puledra semplice. Sa partire, così che va a nozze in uno schema lineare. Promenade con stacco d’autore, 58.6 a chiudere che è un bel biglietto da visita. DISINVOLTA! NEVERA 8 - Una baby per la galleria di femmine della Bellosguardo. Rimedia ad una pessima partenza, si migliora gradatamente e finisce alla grande in retta. FUTURIBILE. NOVITA’ AC 7 - La bella Indro Park perde l’imbattibilità ma segna il gol della bandiera, veleggiando lungo lo steccato per vincere lo sprint del terzo posto. AFFIDABILE. NAAMA BAY 7 - La Madama subalpina parte il giusto, così si deve industriare al largo. Non va a meta ma dopo un percorso dispendioso resta in quota caparbiamente. TOSTA! NESTELLA GUAL 6,5 - Parte piano e il recupero in una corsa a strappi diventa improbo. Nonostante ciò, quando si ingamba, finisce al collo delle piazzate. MIGLIORABILE. NIKITA SM ng - Sbaglia prima dello stacco della macchina. DA RIVEDERE NO MERCI BI 4,5 - Era l’attesa battistrada, invece si disunisce già sulla prima curva finendo a tabellone. ETEREA 37 Bologna e Roma, Riordan da buon stratega ha mirato al sodo. Ogni tanto anche un pareggio fa morale, ci sembra di sentir dire il simpatico bostoniano. Non così incisivo Filipp Roc che non se l’è sentita di tenere una esplosiva Irina, ha trovato un percorso difficile – subito scoperto – il Ghiaccio del Nor che stenta a ritrovare i motivi migliori. L’infortunio è stato serio ed il recupero non così semplice ma riteniamo che appena schema e compagnia lo consentiranno l’allievo di Hollmann potrà ritrovare l’antico smalto. IMPRENDIBILE Nel pomeriggio spazio anche alla meglio gioventù con i due criteria che ricordavano Silvano e Salvatore Spinelli, ippici che sono tra i fondatori dell’ippodromo di Agnano. In premiazione il nipote Mauro, per l’Unire il dottor Matafù, membro del Cda dell’Ente, e per l’Anact il delegato della Campania Antonio Diana. Tra le femmine si è rivelata imprendibile NOLITA UR, elegante figlia di Varenne. Con Pistone in regia, è andata davanti e ha graduato a piacimento in stop and go prolungato chiuso da un pregevole 58.6. Discreta anche NEVERA, la Goetmals Wood della Bellosguardo capace di rimediare ad una pessima partenza costruendo al largo e 38 piazzando buon finish. Al terzo posto NOVITA’ AC, la bella Indro Park che pur perdendo l’imbattibilità ha viaggiato lungo lo steccato vincendo lo sprint per il podio. La torinese NAAMA BAY, Gigant Neo di un Lovera che ha feeling con i puledri, ha pagato la scarsa propensione al lancio trovando un percorso ostico. SCHIACCIASASSI NICKEL Bel numero tra i maschi di NICKEL ORS, lo Yankee Slide della San Giuliano che stavolta, a differenza dei precedenti ingaggi, ha fatto partenza ed è andato davanti. Da puledro estroso, con qualche divagazione, al passaggio si è lasciato sorprendere dall’alfiere locale NEWTON BABY. Il Nickel prepara- to da Ehlert (gran giornata per il trainer di Gelsenkirchen) ha ribadito la superiorità tecnica nel contesto e quando Enrico Bellei lo ha di nuovo chiamato all’impegno sulla curva finale è passato con il piglio del cavallo di classe. Cronometro significativo, con 1.59.7 (1.14.8) sul display. Molto bene anche NICETOMEETYOU, il Crowning Classic del “Goccia” che quarto in partenza sa attendere e preparare una robusta progressione con apoteosi un arrivo very good. Ancora terzo un generoso Newton Baby, il Mr Vic di Giorgio D’Alessandro sr che ha pagato forse quell’attacco a traguardo lontano ma si è difeso con grinta nel finale. Bene nella categoria impegnativa, in relazione alle frequentazioni, anche un NUMBER ONE ITALIA partito alla grande. Con il nove si è ritrovato terzo dopo 200 metri e anche quando davanti hanno cambiato marcia è restato in quota. Puledri coraggiosi che hanno fantasia e che ci faranno sognare questi visti in azione nei due eventi giovanili partenopei. In un convegno spettacolare da segnalare il cammeo di Luper Cosm Sm nell’invito per i 4 anni. Una corsa dalla bellezza rapinosa con Le Roi Gar capace di fare un chilometro in 12.5 cedendo solo nel finale alla pennellata di Minnucci con il Supergill e ad un gagliardo Langdon Grif che se l’è sudata per corsie difficili e ha combattuto con generosità. Primo Luper Cosm Sm, secondo il Langdon terzo Le Roi per un 1.57.6 da chapeau! P OLITICANDO FANGO ESPRESSO SULL'IPPICA: ADESSO BASTA! D a anni è diventato un delitto impunito, quello praticato da tv e giornali, di sputtanare il mondo degli uomini e cavalli, ormai bersaglio privilegiato delle torte maleodoranti di chiunque sia o si autodefinisca, giornalista. L’ultima montagna di letame al mondo delle corse è stata consegnata a domicilio dal settimanale l’Espresso, quella rivista che, per intenderci, vivacchia nelle edicole come avamposto della “sacra guerra al Berlusca”. Terminate le frecce contro il nemico dell’editore, al secolo Carlo De Benedetti ritornato sulle prime pagine grazie al pacco di quattrini che un giudice monocratico gli ha riconosciuto al termine dell’udienza farsa del Lodo Mondadori, il patinato houseorgan sinistroide, ha sparato a zero sulle corse dei cavalli con un pistolotto dal titolo “Anche il boss si è dato all’ippica”, a firma Giorgio D’Imporzano. Una serie di farneticanti deliri provenienti, a dire dell’esimio ma sconosciuto collega, da una fonte del settore che ha deciso di aprire il libro nero e vuotare il sacco, si intersecano con marchiani errori, che chiunque mastica un po’ di pane e cavalli, riesce subito a tanare. Il più grave e lampante di questo è il ricorrente uso del termine “allevatore” quando si fantastica sul malaffare equino italiano: “una cupola criminale composta da allevatori, fantini ed allenatori, in grado d’imporre grazie alla loro influenza l’andamento delle corse del trotto”. Ora al di là di tutto l’opinabile e fantasioso resto, che cavolo c’entrano gli allevatori nell’eventuali combine negli ippodromi? Lo sa il “simpatico giornalista” che ruolo hanno gli allevatori nella filiera equina? Quella di produrre e vendere i cavalli. Stop. Citare questa categoria equivale ad accusare la Fiat della sanguinosa catena di omicidi compiuta dalla banda della Uno Bianca. Ma il nostro eroe, con la lampada della verità (ma senza il lume della conoscenza) non pago prosegue: “A San Siro la sera prima delle gare i giudici s’incontrano a cena con gli allevatori ed i contatti proseguono fino a pochi minuti prima della partenza... gli esperti a pochi metri scommettono sperando nel colpaccio, ma raccattano solo le briciole di una torta che gli altri si spartiscono”. Insomma a leggere queste righe, sembra che allevatori e giudici decidono gli ordini d’arrivo e si gonfiano le tasche di scommesse vincenti. Giuro che in 30 anni di onorate fre- 39 CARI IPPICI AIUTIAMO FRA DANILO Una disavventura è capitata a Fra Danilo Reverberi, il nostro fratello francescano innamorato di Gesù e dei cavalli da corsa, che scrive anche spendidi articoli su questa pagina. La sua autovettura, prestata ad un “collega” è andata distrutta in un incidente, fortunatamente senza conseguenze gravi per le persone. Ora è a piedi e tra gli ippici sta scattando una corsa di solidarietà per aiutarlo a comprare un’altra macchina. Chi lo vuole aiutare può scriverci all’indirizzo mail [email protected]. Pubblicheremo tutti i nomi dei benefattori quentazioni equine non ho mai udito idiozie di tale portata. Per dare un tocco di noir al pezzo, leggi le parole del pentito-fantasma che, “in cambio dell’anonimato ha deciso di parlare” ecco che, il nostro coraggioso giornalista, cita gli immancabili agganci con la camorra e preannuncia gravi conseguenze per chi mangia le bisteccone di cavallo. “C’è il sospetto che i cavalli dopati vengano macellati e venduti, con le sostanze nocive per l’uomo”. Ma lo sa che il che il 90% dei cavalli che corrono non sono destinati ad uso alimentare per gli uomini? Lo sa che sia gli allevatori che gli allenatori devono avere un registro di carico e scarico dei medicinali somministrati agli equini 40 verificato con grande rigidità dall’Usl con vergate, giorno per giorno, le sostanze somministrate agli equini, pena la galera? Ma ormai disinformazione e teorie campate per aria si mescolano nell’articolessa fatta passare sotto la voce “Inchiesta: Le mani sugli ippodromi”. Si vaneggia infatti sui controlli antidoping definiti “scarsi” (nella realtà sono circa 26mila!!) effettuati da “pochi” giudici (in verità all’ippodromo ci sono più giudici che spettatori!!), tira in ballo Enrico Bellei chiamandolo “il Cannibale delle corse” e storpia le dichiarazioni di Acciai, Segretario Generale dell’Unire, che ci confida: “Mesi orsono fui contattato da un giornalista dell’Espresso che si presentò come Giorgio Tosi (!) e mi fece alcune domande alle quali risposi cortesemente. Quello che oggi ho letto sull’Espresso non corrisponde minimamente alle mie dichiarazioni e sto valutando le mosse da compiere per ristabilire la verità”. Molto più critico (e incazzato) ci risponde Alessandro Viani, padre umano di Varenne ed illuminato Presidente dell’Anact che per tutelare l’immagine degli allevatori italiani preannuncia querele per diffamazione e battaglie legali per ristabilire la verità. Insomma l’ippica stavolta non subirà passivamente l’ennesima coltellata alla schiena. Bene. Del resto di soldi ora De Benedetti e soci ne hanno da buttare via. C’ERA U NA V OLTA... MEMORIE DE ________a cura di LUCIO CELLETTI - [email protected]________ C ari amici, Buon Natale e Buon Anno; come sapete la nostra rivista il prossimo mese sarà dedicata agli stalloni, per questo le memorie “riposeranno” un mese per tornare, il prossimo gennaio, con nuove rivisitazioni del trotto che fu. A proposito di grandi giornalisti oggi parliamo di colui che è da considerarsi uno dei migliori collaboratori della storia della nostra rivista, Rino Icardi. Proprio per chiudere degnamente il 2009, crediamo non possa esservi articolo più attuale da poter riproporre, attraverso la penna, anzi il pennello, di Rino Icardi, stimato radiocronista della Rai più romantica, giornalista che ha saputo colorare come non pochi, con voce roca ma comunque gradevole, gli avvenimenti sportivi di almeno tre decenni. Non solo ippica ovviamente nella sua attività radiofonica e televisiva; in un liceo classico di Alessandria, sua città natale, fonda un fo- glio studentesco dal nome “IL RAGLIO”. Nel 1959 a ventidue anni, l’assunzione in Rai, come corrispondente proprio da Alessandria; le Universiadi di Torino dello stesso anno, quelle che ci fecero capire la grandezza internazionale di Livio Berruti, sono state il suo primo impegno di un certo spessore. Gli ascoltatori della radio lo ricorderanno senz’altro, quando seguiva per “Tutto il calcio minuto per minuto” la squadra della sua città, LA RADIO DI RINO L’articolo ci dà lo spunto per inserire alcune foto del 1970. Top Hanover nel Criterium a San Siro. 41 l’Alessandria, non nascondendo la simpatia per i grigi, ma rimanendo comunque equilibrato nei commenti. Appartiene alla storia del cavallo sportivo il successo di Graziano Mancinelli alle Olimpiadi di Monaco 1972, appena due giorni prima dai momenti tristi della strage. In quel pomeriggio della domenica Rino Icardi ha descritto come solo Il fotofinish del Lotteria ‘70: Une De Mai su Eileen Eden e Snow Speed lui sapeva fare l’impresa vittoriosa del “cavaliere” in sella spetto di una prova che descrivere svolti da romanzo, nella vicenda ad un grigio irlandese di nome come massacrante sarebbe, oggi classica della serie “il gregario Ambassador. Ogni salto un urlo e come allora, riduttivo. che supera il capitano”, rispettipoi un sospiro lungo fino al succes- Adesso gli eventi vengono seguiti vamente Fausto Bertoglio e Giosivo salto, un urlo e un sospiro, un tutti dalla Tv in presa diretta. Allo- vanni Battaglin. Ed ancora citiaurlo e un sospiro... fino alla chiu- ra la radio aveva un’importanza mo un suo cimento nel basket, sura del suo percorso di barrage fondamentale, Rino Icardi com- pronto a seguire la squadra di Vache a conti fatti consegnò alla mentò in diretta la conquista delle rese impegnata per conquistare squadra italiana il secondo di cin- due medaglie azzurre, la Tv invece la Coppa dei Campioni di Basket que ori azzurri totali a quell’edizio- “si accontentava” di una sintesi Una radiocronaca vissuta con la ne bavarese. Ed appena alcuni notturna e di un annuncio di Paolo genuinità del “tifoso”. giorni prima aveva commentato il Rosi nel corso della diretta di atle- Ovviamente Rino Icardi ha seguito secondo posto di Alessandro Ar- tica. il trotto in radio con competenza, genton nel concorso completo indi- Da ricordare anche il suo Giro alternandosi con Beppe Berti fino viduale. Proprio nei collegamenti d’Italia del 1975, la sua prima al 1976; allorché quest’ultimo è del completo, più segnatamente esperienza con la corsa rosa, in passato, con la riforma della Rai, nella gara del cross-country, Rino cui, lasciando a Ferretti e Santini al Tg2, Rino Icardi è stato pratiha saputo dare il meglio, descri- il compito di commentare le fasi camente l’unico radiocronista per vendo nel modo più appropriato e della corsa, si occupava dell’in- molto tempo. Poi nel 1991 il paspoetico al tempo stesso il grande tensità della lotta di alto vertice, saggio in Televisione nei quadri affetto fra cavalli e cavalieri, al co- che proprio in quell’anno offrì ri- della Tgs, ancora recentemente lo ricordiamo nel suo “Profilo greco”, rubrica che accompagnava le notti ateniesi alle Olimpiadi del 2004. Rino Icardi ha contribuito, in epoca giovanile, alle fortune della nostra rivista. Riproponiamo la sua “Arca di Natale” dal n. 11/1970. Un esercizio letterario di alta classe degno dello stile, se l’autore ce le consente, di Aldo Palazzeschi. Noterete come ogni parola, ogni descrizione, è ancora straordinariamente attuale. Solo un nome va cambiato, Varenne al posto di Tornese, quel Tornese che era nella lista dei grandi degli anni Sessanta, allorché Rino Icardi descrisse con Guglielmo Moretti, in un “Domenica sport” di fine 1969, tutto il decennio che anda1970: Gladio su Barbablù ed Agaunar nel Premio Jegher. va a chiudersi. 42 43 di Nico D’Achille L’Inverno d’oro di San Siro N el 1925 nasceva l’ippodromo del trotto di San Siro. L’impianto, grazie alla premurosa e diretta cura del cavalier Locatelli, segretario della S.I.R.E., che aveva consentito di portare a termine un’imponente opera in pochi mesi, alla sua inaugurazione si presentava impeccabile. Era stato creato sotto la direzione tecnica degli ingegneri Valerio e Somaini, per la pista con avanzatissimi criteri costruttivi, validi ancora oggi; dall’architetto Paolo Vietti Violi, per le tribune e le scuderie. Tornese 44 Grazie alla premurosa, diretta cura del segretario della S.I.R.E., cavalier Locatelli, che aveva consentito di portare a termine un’imponente opera in pochi mesi, alla sua inaugurazione si presentava impeccabile. Per la gara di apertura, con premio di 30 mila lire, giunsero cavalli da tutta Europa. Vinse, dopo una gara appassionante, l’americano Billy Bunker del milanese Fabris Favero, guidato da Alessandro Finn, esule della rivoluzione russa, giunto da poco in Italia. E Finn, l’uomo che già a quell’epoca correva con il cronometro, di- venne cittadino milanese creando una scuola di guidatori che allargò la schiera dei drivers ormai stabiliti a Milano, o i Barbetta e i Branchini, quali gli Ossani di Faenza, i Pieropan veneti, i toscani Fabbrucci e via via, gli emiliani Antonellini, Rosi, per finire con Brighenti, Casoli, i Baroncini, i Guzzinati e i Gubellini. Oltre ai guidatori comparvero proprietari eccezionali (Borasio, Riva, Palazzoli, Camurati, Gonella, Orsi Mangelli) che importarono grandi cavalli americani. Quel periodo vedeva alla plancia di comando dell’ippica milanese il commendator Loca- telli, Segretario Generale della S.I.R.E, e uno stile di conduzione prettamente lombardo che univa alla concretezza un tocco d’umanità. Il programma delle corse si concretizzava, con lo scandire graduale dei grandi premi: Encat, Nazioni, Saint Leger (diventato poi Nazionale), Inverno, Europa, Orsi Mangelli, Gran Criterium, alla costante presenza di tutti i campioni nazionali ed internazionali. Se si diceva di San Siro che era la “Scala del Trotto” gran parte del merito spettava alla sua pista, curata con grande attenzione. In certi inverni rigidi con Milano sotto una nevicata, la città imbalsamata di bianco e le strade quasi impraticabili, trovavi a San Siro, prodigiosamente, la pista sgombra e le corse che avevano regolarmente inizio. E Dio solo sa quale esercito di uomini, al lavoro da ore antelucane, fosse stato necessario per raggiungere lo scopo. Di quegli inverni un ricordo che resta stampato nella memoria è quello dei bracieri di San Siro. C’era la neve ammassata ai bordi della pista, c’era un freddo polare, ma quei bracieri, intono ai quali si formavano capannelli di gente intirizzita, ti davano morale e conforto. Gli inverni di San Siro coincidevano con la stagione d’oro, un termine che Ugo Berti, direttore di quello che oggi si chiama Lo Sportsman, aveva coniato e lanciato sul giornale. E uno dei capisaldi della “stagione d’oro” era il Gran Premio d’Inverno, quello che segnò, come un battesimo, il debutto vittorioso di Muscletone. Il tre anni americano, acquistato dal grand’ufficiale Arturo Riva, la cui giubba a righe figurava tra le più famose dell’epoca, era giunto nelle Sergio Brighenti William Casoli con Crevalcore scuderie di Finn da appena quaranta giorni. Si dice che il suo allenatore, che si chiamava Parshall, lo avesse accompagnato con una lettera in cui spiegava come il cavallo andasse vestito ed attaccato, ma mister Finn, che di suggerimenti non aveva certo bisogno, fece della lettera una pallottola di carta e la buttò nel cestino. Il cavallo era piccolo, ed anche per questo fisico ridotto, nonché per una facilità alla rottura, gli americani lo avevano ceduto ad un prezzo d’occasione. Ma Finn, sin dai primi attacchi, si accorse di avere nelle mani un trottatore eccezionale, dotato di una punta di velocità irresistibile. Bastò una modifica di ferratura e le rotture d’incanto scomparvero. Muscletone volava e Finn lo presentò nell’“Inverno” che il suo nuovo allievo dominò, da 1.20.5 davanti a Topsy Hanover. A gennaio dell’anno nuovo Muscletone andò a Parigi a vincere l’Amérique lasciando sbalorditi i francesi. E il “doppio” Inverno-Amérique restò storico nella sua pur fantastica carriera. Muscletone fu il più grande successo di Alessandro Finn che, a chi lo interrogava sul segreto di tanto successo, rispondeva: “molto semplice, in America ferrato male, qui ferrato giusto”. Walter Baroncini, che con Finn ebbe un sodalizio professionale negli anni ’60, quando il mago russo stava terminando la carrie- ra, sulla capacità del maestro dell’est di indovinare sempre la ferratura è convinto che “fosse un dono di natura. Casoli ed io lo abbiamo osservato per anni dai bordi della pista, e quando ci accorgevamo che aveva trasformato un cavallo, correvamo dal maniscalco e gli chiedevamo quali modifiche e quali correzioni Finn gli avesse fatto effettuare. Così, qualche volta, gli abbiamo rubato qualcosa. Ma a lui bastava salire in sulky ad un cavallo o addirittura vederlo trottare per capire al volo come andava ferrato”. Certo Finn ha fatto scuola, ma i grandi dell’epoca, protagonisti a San Siro, furono tanti, Romolo Ossani, Nello Branchini, Dino Fabbrucci, Giulio Fabbrucci, Ugo Bottoni, Vincenzo Antonellini. E’ del 1952 l’istituzione della più illustre corsa di San Siro: il Gran Premio delle Nazioni. La formula, abbattendo ogni steccato di protezionismo, recitava “per cavalli di 3 anni ed oltre di ogni Paese, distanza metri 2100”. Alla prima edizione si verificò un episodio storico, che resta unico nei gran premi di San Siro. La Scuderia Orsi Mangelli presentava Hit Song, tre anni americano di alto rango, che era stato secondo nell’Hambletonian, ma la favorita era Cancanniere, sontuosa francese che aveva vinto due volte l’Amérique e che passava da dominatrice sulle piste europee. 45 William Casoli in sediolo a Navazzo E Cancanniere ed Hit Song risposero all’attesa balzando in primo piano in retta d’arrivo: la transalpina in testa sembrò aver partita vinta ma, aggredita negli ultimi metri con violenza da Hit Song, perse il passo e ruppe sul palo. Pochi istanti dopo però anche Hit Song si confuse e sbottò di galoppo. Casoli sostiene ancora oggi: “Avevo vinto io. Cancanniere ruppe prima del mio. Poi Hit Song, che non sapeva sbagliare, fu contagiato dalle luci e si mise di galoppo. Ma aveva già passato il traguardo”. In linea teorica, Casoli può anche avere ragione. Ma onestamente come poteva in una circostanza come quella il giudice d’arrivo, che era il colonnello Antonini, soprannominato “occhio di lince” perché a suo dire sapeva distinguere anche la parità, dare la vittoria al nostro portacolori? Così ci fu la squalifica per entrambi e il successo andò allo svedese Frances Bulwark, che aveva in sulky il vecchio maestro Soren Nordin, il papà di quel Jan che a lungo è stato il supervisor della cavalleria dei Biasuzzi. Casoli si rifece nel 1957 vincendo il Nazioni con il mangelliano Crevalcore, che a 4 anni colse il più alto traguardo della sua pur luminosa carriera, tramite una magistrale condotta di gara del popolare William, mai come in quella occasione degno 46 dell’appellativo “il professore” che la gente di San Siro gli aveva affibbiato. Crevalcore, cavallo di mole possente, con i nastri partiva piano per via di una faticosa giravolta, ma con la macchina invece scattava benissimo. “Qui – sentenziò Casoli alla vigilia – ci giochiamo la partenza con Tornese e se vado in testa dovranno batterci”. La mossa riuscì, Tornese vista la decisa opposizione si adeguò secondo e Casoli in testa si mise a giocare sull’andatura, ammassandosi il gruppo alle spalle con la francese Gelinotte che navigava al largo. Rievoca Casoli: “Sul finire dell’ultima curva Brighenti mi dava dei grandi colpi sulla schiena con Tornese e urlava come un pazzo: Vai via se no ti vengo addosso. Ma io tergiversavo ancora e solo quando vidi profilarsi al largo la sagoma di Gelinotte, diedi il via a Crevalcore liberando Tornese. Il quale uscì come una furia ma non fece più a tempo a battermi concludendo secondo davanti a Gelinotte”. Tra Tornese e Crevalcore fu duello infinito, ma il culmine della rivalità fu toccato a San Siro nel Gran Premio delle Nazioni 1960. Crevalcore in testa e immediatamente Tornese che lo assale e lo impegna a tutto gas senza lasciargli un attimo di respiro, con Vivaldo Baldi in sediolo a Crevalcore che grida a Brighenti, “non passi, non passi, non ti lascio andare” e Sergio imperterrito che insiste nell’offensiva. Un duello senza tregua, spietato. Crevalcore ai cinquecento finali, stremato, letteralmente si ferma e, solo dopo una sosta, trova la forza per rientrare nelle scuderie. Tornese, pur dopo aver profuso ogni energia e ormai a corto di risorse, conclude terzo dietro Nievo e Erro. Brighenti e Tornese, che storie! La vittoria più umana, più toccante del “Pilota” a San Siro fu quella con Tornese nel Gran Premio delle Nazioni 1959. Pioveva ininterrottamente da quarantotto ore su Milano, ma l’ippodromo era zeppo. C’era Jamin, fuoriclasse di Francia, c’erano Hairos II, Icare IV, Crevalcore e c’erano anche il sauro volante e il Pilota ritornati insieme dopo che il commendator Sebastiano Manzoni un anno prima aveva tolto il cavallo a Brighenti passandolo alle cure di Romolo e Gioacchino Ossani. Quel giorno di novembre del 1959 era tardo pomeriggio, faceva quasi buio e furono accesi i riflettori. La pista, chiazzata d’acqua, nel gioco delle luci riflesse sembrava rivestita di strass. Fu la corsa più bella e più difficile di Tornese e Brighenti: perché, dopo la dispendiosa partenza volante per trovar posizione, avevano dovuto uscire a metà percorso per opporsi a Jamin e girare all’esterno su quella pista che la pioggia aveva reso pesante e faticosa. All’ultima curva Jamin ripartì all’offensiva, ma quando i tifosi di Tornese e del “Pilota” temevano che tutto fosse perduto, immaginando Tornese piegato dalla fatica, videro il sauro volante schizzare in avanti con uno scatto perentorio. Il “Pilota” gli aveva detto “Vai “ con la sua voce inconfondibile e Tornese gli aveva risposto con tutto sé stesso, quasi galvanizzato da un’identica sete di rivincita dopo lo sfortunato episodio di dodici mesi prima, sempre nel Nazioni, quando il sauro volante e il pilota avevano perso sul palo da Icare IV. Storie meravigliose dell’inverno d’oro di San Siro. di Ilaria Rossi Grazie CONTRATTO C i sono cavalli che ti entrano nel cuore già dal giorno in cui nascono, cavalli che ti guardano negli occhi e ti fanno capire che ti daranno belle soddisfazioni, cavalli che magari non vincono i Gran Premi, ma comunque speciali, con un diamante al posto del cuore e un cervello che li rende capaci di leggere, scrivere e fare anche i conti. Contratto è, senza ombra di dubbio, uno di questi. Raggiungiamo Carlo Rossi, il suo allenatore da sempre, a Casale sul Sile, un piccolo paese a metà strada tra Treviso e Jesolo, dove attualmente risiedono i suoi allievi: “E’ un posto molto bello questo attacca Carlo - un’oasi di serenità, creato e voluto da Paolo Borin; 30 box, 30 paddock, una pista tonda da 1200 metri, una pista dritta che sembra non finire mai ed un tracciato tra gli alberi per poter attaccare i cavalli da treno rendendo il momento del lavoro un momento di relax.” Ed è qui che Contratto trascorre le sue giornate: “Contratto... che cavallo! Pensa che domarlo fu tutt’altro che semplice: non ne voleva sapere di briglie, finimenti, ghighette, usava i suoi posteriori come infallibili armi, se solo osavi avvicinarti con qualcosa a due ruote partiva con delle doppiette da far paura! - Carlo ride ancora al solo pensiero - Ma la pazienza fu, come sempre, l’arma vincente; aveva un potenziale da paura, figlio di Ipavec, una cavalla che avevo domato io e di cui ero innamorato, e già dai primi attacchi intuii che questo non era un cavallo qualsiasi! Una volta capito fu tutto molto più semplice: qualifica ad agosto dei 2 anni 48 49 e debutto a vincere a Milano verso la fine di settembre, ma quando tutto sembrava andare per il verso giusto...” Cosa accadde? Contratto, dopo aver cominciato a far parlare di sé, sparì fino a marzo dell’anno successivo, come mai? “Non me lo ricordare, era il 21 ottobre, era partente a Bologna con Andrea Farolfi, dietro la macchina gli sbottò di galoppo e nel box tornò con un sesamoide fratturato; furono mesi molto difficili, lui che aveva una gran voglia d’andare, ma per guarire completamente era necessario assoluto riposo. Rientrò a marzo dell’anno successivo e il 25 aprile a Milano fece il record della generazione; ma da record fu anche il tempo durante il quale rimase detentore del record: dalle 15.30 alle 16.30. Giusto il tempo di goderci il primato, che ci pensò Cherokee Chief ad abbassarlo due corse dopo!” Ma a distanza di otto anni non credo tu ti possa lamentare...118 corse in carriera, 52 vittorie e 41 piazzamenti. “Metterei la firma per averne un altro di Contratto! E’ un cavallo fantastico, parte a 2000 all’ora, ha 50 vinto corse in testa dalla partenza all’arrivo, ma ne ha vinte molte anche di spunto e altre a girare di fuori. Non ha un grande numero di corse in carriera, abbiamo cercato sempre di fare le corse giuste e di vincerle! Le 50 vittorie erano già un bel traguardo, ma non si è accontentato di fermarsi, è un cavallo completo, uno che, ancora adesso a 10 anni, quando ci salgo sopra riesce ancora a farmi sognare.” Questo campione, oltre al suo trainer, continua a far sognare un bel manipolo di persone, che per festeggiare le sue 52 vittorie gli hanno dedicato una serata con tanto di dolce a base di mele e carote; una serata speciale alla quale Contratto non è potuto mancare. Ad accompagnarlo c’era Maria Giovanna, la sua inseparabile lad, che non è riuscita a trattenere le lacrime, come ogni volta che taglia il traguardo da vincitore, un legame straordinario li unisce, lei non smette di sussurrargli all’orecchio parole dolci e lui la guarda con due occhi innamorati da pesce lesso; non poteva mancare Alessandro Ansaloni, il suo proprietario, un ragazzo bolognese con la passione dei cavalli ere- ditata da papà Lele e infine Alberto e Valeria Pierbon, i suoi allevatori, che nutrono un vero amore per Contratto. Ad Alberto chiediamo che ne sarà di Contratto, ora che è arrivato alla veneranda età dei 10 anni: “Speriamo decidano che i cavalli migliori possono continuare a correre almeno un altro anno, Contratto è in super forma e ha la voglia di andare di quando era puledro, non mi pare produttivo tagliare le corse dei cavalli buoni, che riescono ancora a dare spettacolo. E se così non fosse trascorrerà il resto dei suoi anni in un paddock, libero e felice di trottare e giocare come ha sempre fatto.” A cena, quella sera, mancava però la persona più speciale, quella che per prima ha incontrato gli occhi di Contratto, quella che ha deciso chi sarebbe stato il suo trainer, quella che credeva in lui più di ogni altro cavallo, quella che ogni volta che Contratto scende in pista è lì che tiene le guide in mano, quella che le vittorie se le gode dalla tribuna d’onore: Fabio Pierbon, il suo angelo custode, che dopo ogni vittoria gli sussurra “Grazie Contratto.” LO S APEVATE C HE... Il cavallo in libreria e al cinema di Barbara Sarri Un libro: IL COMPORTAMENTO DEL CAVALLO “I l comportamento del cavallo” di Andrew F. Fraser, edito da Il Sole 24 ore Edagricole, esce in Italia nel 2001. Il cavallo, come viene descritto nel libro, rappresenta “un ottimo mezzo per recuperare in parte quel rapporto con la natura, spesso idealizzato, di cui il progresso sembra aver privato l’uomo.” (Elisabetta Canali e Simona Normando, Presentazione dell’edizione Italiana). La pubblicazione, un volume ben curato che appassiona tutti gli amanti del cavallo, tratta dell’etologia applicata e dello studio del comportamento del cavallo. Andrew F.Fraser ci insegna attraverso sette capitoli come arrivare al benessere del cavallo studiando il suo comportamento sia come “sin- golo” che come “gruppo”; approfondisce il momento della riproduzione, della nascita del puledro e lo sviluppo del comportamento sociale. Interessantissimo il sesto capitolo, dedicato ai comportamenti anomali degli equini, dove si affrontano i vari tipi di anomalie: il ballo dell’orso, l’incensare, fino al ticchio d’appoggio e l’aerofagia. Diventa importante documentarsi su tutti questi comportamenti perché: “l’applicazione delle conoscenze comportamentali nell’allevamento del cavallo è oggi un dovere morale per proprietari… veterinari… etc..” (Fraser, pag. VII). Questo volume, quando fu pubblicato, aveva uno scopo ancora attuale: quello di guidare non solo i proprietari ma anche i professionisti, “gli studenti di medicina veterinaria e quanti si occupano di allevamento equino attraverso tutti gli aspetti della conoscenza e comprensione del comportamento del cavallo dal livello di base a quello pratico.” Andrew F. Fraser è attualmente ordinario di Chirurgia Veterinaria presso la Memorial University di Terranova in Canada. Pioniere nello studio dell’etologia applicata ha curato per 17 anni la rivista scientifica “Applied Animal Behavior Science”. Il comportamento del cavallo Fraser Andrew F. Edagricole - 1998/ 2001 ristampa Pag. XXII+232 – 45 illustrazioni € 25,82 52 Un film: NESTORE L’ULTIMA CORSA N el 1994 esce un film davvero speciale “Nestore L’ultima corsa”, sceneggiato da Alberto Sordi e Rodolfo Sonego, con la regia del grande Sordi, la fotografia di Armando Nannuzzi, le musiche di Piero Piccioni. Il protagonista di questa pellicola, oltre ad Alberto Sordi (il film è considerato da gran parte della critica cinematografica come il suo addio al cinema) che interpreta il vecchio Gaetano, un uomo che per tutta la vita ha fatto il vetturino a Roma, è Nestore, il suo cavallo. Il vetturino, con Nestore, ha portato in giro tanti turisti con la carrozza e questo cavallo speciale gli ha tenuto compagnia in tutti i momenti della vita. Nestore per Gaetano è un amico, un confidente che lo capisce anche più della sua famiglia, più di sua figlia. Un film commovente che parla di un mondo del quale non si può non avere nostalgia. L’universo dei sentimenti, dei valori, è quello che impedisce a Gaeta- no di obbedire agli ordini di Otello, padrone di Nestore, che lo voleva far finire al mattatoio (molto crude le immagini dei macelli). Ma il mondo è cambiato e Gaetano se ne accorge, quello che ormai conta è altro: conta chi va veloce, chi fa le salite in fretta, chi corre invece di camminare. Un mondo che considera un peso inutile i vecchi e gli animali anziani ed è per questo che proprio loro sono i protagonisti della storia. Insieme al vecchio e a Nestore non può non esserci anche un bambino, il nipotino di Gaetano, il vivace Ferruccio, che adora Nestore e al momento giusto aiuterà il vecchio a nasconderlo nel garage sotto casa. Un film che ti lascia l’amaro in bocca quando Sordi alla fine con la valigia si avvia verso la casa di riposo, ma che ti fa riflettere sull’attualità del tema affrontato già allora. Questa pellicola, con la sua bella fotografia, è un omaggio a Roma e alle sue piazze, descritte con l’amore profuso da Alberto Sordi. La storia inizia nel momento in cui Nestore ormai un po’ su con l’età non riesce a portare in salita la carrozza con due importanti ospiti a bordo e blocca il traffico di Roma. Poi i vari episodi ci guidano dentro la b o rg at a r o ma n a , piena di sentimenti forti e sacrifici. Nestore, l’ultima corsa Regia: Alberto Sordi Interpreti: Alberto Sordi, Eros Pagni, Matteo Ripaldi, Vanessa Gravina, Cinzia Cannarozzo € 9,90 in DVD Rubrica a cura di Barbara Sarri www.barbarasarri.com 53 Il parere del legale a cura dello Studio legale Palombarini – Casini Ropa per inviare le vostre domande e richieste di pareri scrivete a: [email protected] L’E.T.: un recente viaggio fatto di svolte e cambi di percorso L’ embryo transfert (E.T.) è una tecnica riproduttiva consistente nel trasferire un embrione da una femmina, detta donatrice o madre genetica, ad un’altra, detta ricevente o madre uterina. Tale sistema, introdotto in Italia a partire dagli anni novanta, è dotato di notevoli potenzialità che permettono di aumentare le capacità riproduttive di una fattrice: fisiologicamente una cavalla può produrre non più di un puledro per anno, ma con questa tecnica è teoricamente possibile avere un puledro per ovulazione. Ciò aumenta notevolmente la capacità di trasmissione genetica della fattrice, obiettivo ragguardevole laddove la tecnica di fertilizzazione viene applicata per riprodurre cavalle che hanno ottenuto grandi successi sportivi. Nonostante la palese utilità, il nostro ordinamento ha previsto limiti ad un indiscriminato ricorso alla pratica in questione con l’intento di evitare rischi di consanguineità e gravi danni alla variabilità genetica della popolazione equina. Tali limitazioni, concernenti prettamente l’applicazione di questa tecnica al cavallo trottatore ed elaborate per fornire i capisaldi nella materia disciplinata, nella realtà, al momento della loro applicazione pratica, sono state oggetto di interpretazioni diametralmente opposte, lasciando nell’incertezza sia gli allevatori, diretti destinatari della normativa, che le Corti chiamate a dirimerne le seguenti e annesse controversie. Una delle questioni su cui le diatribe si sono succedute, plurime e copiose, è da rinvenire nella possibilità o meno di iscrivere, nel Libro Genealogico del Cavallo Trottatore Italiano, entrambi i puledri gemelli nati con la tecnica dell’embryo transfert, aventi la stessa madre 54 genetica e due diverse madri uterine/riceventi. Il problema scaturisce dal non ben chiaro indirizzo fornito dall’art. 8 delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del Cavallo Trottatore Italiano, approvato con D.M. n. 23688 del 26 settembre 2003 dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, nella parte in cui esso non prevede la possibilità di iscrivere, al Libro Genealogico, due puledri generati dalla stessa madre genetica e nati da due madri riceventi attraverso la pratica dell’embryo-transfert. La norma richiamata, per ciò che in questa sede interessa sottolineare, dispone quanto segue: • “per ciascuna donatrice è ammessa la registrazione di un puledro all’ anno ottenuto con la tecnica dell’E.T. L’allevatore che sarà autorizzato all’E.T. dovrà impegnarsi con autocertificazione a non produrre nello stesso anno solare altri embrioni che possano dar luogo alla nascita di puledri iscrivibili nel Libro Genealogico di un altro Paese nello stesso anno solare”; • “una fattrice che abbia ottenuto un puledro attraverso l’E.T. non potrà produrne un altro nello stesso anno solare partorendolo direttamente”; • “ogni violazione del presente regolamento comporta la mancata iscrizione del prodotto”. Apparentemente sembra collidere col dettato normativo la possibilità accordata di iscrivere regolarmente due puledri nati naturalmente da parto gemellare da madre genetica. Pertanto gli allevatori pensando di poter legittimamente considerare equiparabili le due circostanze, parto gemellare da madre naturale e da due madri riceventi a fronte di embrioni forniti dalla stessa madre genetica, e in forza del presunto difetto di un espresso divieto normativo, hanno avanzato richiesta di iscrivere i due prodotti gemelli ancorché eterozigoti ed ancorché nati entrambi con la tecnica dell’E.T. L’Area Trotto Ufficio Libro genealogico dell’UNIRE ha rigettato le medesime domande, sempre e in maniera costante giustificando i medesimi dinieghi riportandosi alla ratio della normativa tesa ad “evitare che l’indiscriminato ricorso alla pratica di cui è questione aumenti il rischio di consanguineità tra i soggetti iscritti al Libro Genealogico, nonché di conseguenti gravi danni alla variabilità genetica della popolazione”. Sicché a parer dell’UNIRE, pur non contemplando espressamente l’ipotesi di concepimento gemellare, l’art. 8 delle Norme Tecniche vieterebbe espressamente l’iscrizione di più di un prodotto ottenuto da E.T. nell’anno di riferimento, restando ininfluente ai fini dell’applicazione della norma che il secondo prodotto sia risultato da concepimento gemellare o da due concepimenti e parti in successione. All’evidente contrasto e incertezza in materia hanno fatto seguito gli interventi all’autorità giudiziaria, nella specie dei Tribunali Amministrativi Regionali. La giurisprudenza che si è formata in merito riproduce pedissequamente la difficoltà di approdare ad un unico indirizzo ed ad un’interpretazione univoca della fattispecie. E’ sufficiente analizzare due sentenze del TAR Lazio per rendercene conto. La prima decisione risalente al 2006 ha concluso sostenendo le ragioni degli allevatori, la seconda, molto recente, gennaio 2009, ha statuito in favore dell’UNIRE. Di seguito sono snocciolati gli argomenti addotti dalla Corte per giustificare il cambio di direzione, ma è bene sottolineare come essi siano esattamente gli stessi trattati però, a distanza di tre anni, in maniera esattamente contrapposta. Nella sentenza n.13905/2006, la Corte sostiene “che l’art. 8. delle Norme Tecniche del Disciplinare del Libro Genealogico del cavallo Trottatore Italiano si riferisce esclusivamente al concepimento singolo; ne è prova proprio l’impegno richiesto all’allevatore di non produrre “altri embrioni” (quindi successivamente ed autonomamente ad una prima produzione) che possano dar luogo alla nascita di puledri iscrivibili in altri Paesi ed il divieto di ottenere un puledro direttamente dalla fattrice nello stesso anno solare (che non significa non si possano ottenere due embrioni da un unico concepimento).” A parere del TAR opinare diversamente significherebbe, sulla scorta della pretesa ratio di evitare il rischio di consanguineità tra i soggetti iscritti al libro genealogico, negare in radice anche la possibilità di iscrivere due puledri nati con parto gemellare; e tanto non si evince affatto dalle Norme tecniche del libro genealogico del cavallo trottatore italiano. Pertanto, continua la Corte “in mancanza di una specifica e puntuale prescrizione, deve ritenersi che le stesse norme non vietino l’iscrizione di due prodotti gemelli, nati entrambi con la tecnica dell’E.T. Ne deriva, pertanto, l’impossibilità giuridica di sanzionare, mediante la mancata iscrizione, un comportamento dell’allevatore (il trasfert di entrambi gli embrioni) che ha condotto ad un evento non disciplinato”. L’orientamento muta radicalmente qualche anno dopo quando, sempre il TAR Lazio chiamato a decidere un’analoga controversia, emette una decisone antitetica rispetto alla precedente. Nella sentenza n. 0469/2009 la Corte interpreta il disposto normativo nel senso di un chiaro veto di registrare “più di un puledro all’anno ottenuto con la tecnica dell’E.T. per ciascuna donatrice… essendo ininfluente ed irrilevante che il secondo puledro sia nato a seguito di concepimento gemellare o piuttosto da due concepimenti in successione.” Per quanto concerne la possibilità di iscrivere regolarmente due puledri gemelli nati da madre naturale, la Corte sottolinea come la diversa disciplina delle due fattispecie sia dovuta solo ad una loro apparente equiparabilità. In realtà, sostiene la Corte, “la nascita di gemelli ed il loro successivo sviluppo tra la popolazione equina è un evento altamente eccezionale in natura, rappresentando, tra l’altro, un rischio per la vita della fattrice, mentre, nella specie dell’E.T., le nascite non sono dovute al caso, ma indotte da tecniche artificiali, accompagnate da una precisa e preordinata volontà dell’allevatore coadiuvata da una necessaria attività da parte del medico veterinario.” In conclusione, questo sembra per ora l’orientamento della giurisprudenza, il quale indurrebbe pertanto gli allevatori a desistere dal proporre domande di iscrizione di due puledri gemelli nati attraverso la tecnica dell’E.T., ma come dimostrato ampiamente le strade percorse possono essere varie e mutevoli, il percorso permette cambi di direzioni, svolte, retromarcie, l’importante è essere vigili, attenti ai segnali, a volte ingannevoli altre rassicuranti, ma alla fine sono i soli a fornire le istruzioni. A cura della Dott.ssa Chiara Mezzelani dello Studio Legale Palombarini-Casini Ropa 55 di Alberto Cagnato L’EPOPEA DI CAPRILLI in un libro di Lami “L e passioni del Dragone” è il titolo dell’ultimo libro di Lucio Lami, scrittore, giornalista e grande appassionato degli sport equestri che, dopo aver prestato servizio militare nel Savoia Cavalleria, ha fondato e diretto la rivista di equitazione “Lo Sperone”. Ho avuto la fortuna di averlo, per una ventina d’anni, come collega al Giornale, dalla fondazione avvenuta nel 1974; di lui ho sempre ammirato, oltre al talento naturale, lo smisurato coraggio che non di rado rasentava l’incoscienza. Ricordo ancora l’espressione fra lo sbigottito e il preoccupato di Montanelli nel commentare che Lucio, inviato di guerra e clandestino in Afghanistan, non dava più notizie di sè ormai da parecchi giorni. Il filo conduttore dell’ultimo libro di Lucio Lami (una ventina le sue opere tradotte in varie lingue) è nel sottotitolo: “Cavalli e donne: Caprilli campione della Belle Epoque”. Questo affascinante periodo della storia italiana ha avuto un grande protagonista nel capitano Federico Caprilli. Un personaggio che ha messo il suo marchio indelebile sulla storia dell’equitazione, rivoluzionando radicalmente il modo di stare in sella. Un metodo talmente geniale e innovativo da essere adottato nel giro di pochi anni dalle cavallerie di tutto il mondo, Stati Uniti compresi dove ancor oggi è una celebrità. Ma Caprilli non è stato soltanto un precursore dell’equitazione naturale, ma anche un ufficiale anticonformista e, soprattutto, un irresistibile tombeur de femmes. La vita di Federico Caprilli per la prima volta viene raccontata non trascurando mai una fedele ricostruzione stori- 56 ca e con testimoinianze fotografiche inedite. Del resto Lami può avvalersi di una delle biblioteche più rare ed esaurienti in circolazione. Il libro scorre via tutto d’un fiato con lo stile del grande cronista che gli fa assumere le connotazioni del giallo nel descrivere la misteriosa e drammatica fine del protagonista. Tragica fatalità od omicidio? Federico Caprilli, simbolo di un’epoca magica e decadente, si è portato il segreto per sempre nella tomba. Anzi in un’urna cineraria. Le passioni del Dragone LUCIO LAMI Editore Mursia 182 pagine 24 euro