Psicologia - Esame di Stato
Alcune informazioni tutoriali di base per l’Esame di Stato
Servizio Tutorato di Psicologia
Università degli Studi di Padova
@ 2012
Tutti i diritti riservati, riproduzione vietata
Premessa importante
• Quelli che seguono sono informazioni di ordine generale, a
puro scopo orientativo, diretti a chi si accinge a prepararsi
per il sostenimento dell’Esame di Stato (EdS) per l’abilitazione
alla professione di Psicologo (in particolare, presso la sede di
Padova).
• Le indicazioni fornite NON sono da intendersi in nessun
modo come “indicazioni ufficiali” dell’Ateneo, ma solo
come informazioni orientative di ordine generale.
• Allo stesso modo, NON esistono “bibliografie ufficiali o
consigliate” per l’Esame di Stato. I testi che verranno citati
sono tali solo per la loro diffusione tra gli “esaminandi”, ma –
ASSOLUTAMENTE - non perché rappresentino i “testi da
avere per passare l’esame”.
• A livello di testi, sono infatti assolutamente sufficienti i testi
di studio ed i manuali che avete già studiato durante gli anni
di studio all’Università !
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Disclaimer
• N.B.: le informazioni seguenti sono quindi da intendersi
esclusivamente come “informazioni generiche non
vincolanti”; il Servizio Tutorato, la Scuola di Psicologia e
l’Università degli Studi di Padova non forniscono rispetto
ad esse alcuna garanzia esplicita o implicita, e non si
assumono alcuna responsabilità rispetto alle loro
conseguenze, dirette o indirette.
• Per informazioni ufficiali di tipo normativo ed
amministrativo, si rimanda espressamente alla
normativa di riferimento, ai regolamenti relativi,
all’Ufficio Esami di Stato (Servizio Post-Lauream di
Ateneo) ed alle determinazioni delle Commissioni
d’Esame.
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Cosa è l’Esame di Stato (EdS) ?
• L’Esame di Stato (EdS) è l’Esame pubblico, previsto
dalla Costituzione della Repubblica, per cui lo Stato
valuta l’idoneità all’abilitazione professionale di un
laureato. Molte professioni (tutte quelle Ordinistiche,
ovvero con un Ordine che organizza i professionisti)
prevedono un EdS. Per sostenere un EdS è
normalmente necessario avere un titolo di laurea VO/NO
ed aver completato un tirocinio pratico-applicativo.
• Il superamento dell’EdS permette di iscriversi nell’Albo,
che riporta l’elenco di tutti i cittadini abilitati formalmente
ad esercitare una specifica professione.
• Gli iscritti all’Albo costituiscono l’Ordine professionale,
ovvero l’organo di autogoverno dei professionisti
esercenti una data professione. L’organizzazione degli
Ordini è stabilita e normata dalla Legge.
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EdS, Albo ed Ordine
• Il superamento dell’EdS permette di richiedere
l’iscrizione all’Albo degli Psicologi (Sezione A: laureati
VO + laureati specialistici/magistrali NO; Sezione B:
laureati triennali NO).
• La richiesta di iscrizione all’Albo deve essere diretta
all’Ordine degli Psicologi della propria regione di
residenza (o di abituale attività).
• L’iscrizione all’Albo è necessaria per poter esercitare la
professione di Psicologo. La piena qualificazione ed
autonomia professionale si consegue solo con
l’iscrizione alla Sezione A.
• Maggiori informazioni presso il sito del CNOP
www.psy.it, o presso i siti dei propri Ordini regionali di
riferimento (www.ordinepsicologiveneto.it Veneto,
www.opl.it Lombardia, etc.).
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Alcuni Miti sull’EdS
• NON è vero che all’EdS avvengano indiscriminate
“bocciature di massa”: la percentuale degli abilitati è
normalmente alta (solitamente superiore ai due terzi dei
candidati).
• L’EdS NON è un doppione della laurea o di qualche
esame: l’EdS è strutturato in modo da richiedere l’uso di
competenze trasversali ed integrate provenienti dai
diversi esami sostenuti nel corso di laurea, dalle
esperienze di tirocinio, etc.
• E’ possibile sostenere l’EdS anche in sedi geografiche di
Atenei diversi da quello in cui ci si è laureati, ma bisogna
avviare con un certo anticipo le procedure di
riconoscimento del tirocinio svolto. Inoltre, in media non
vi sono grandi differenze tra i numeri di abilitati/nonabilitati nelle diverse sedi universitarie.
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• Evitate il “nomadismo da EdS” provando ad iscrivervi in
sedi “esotiche”; evitate di credere alle innumerevoli voci
INFONDATE che circolano sull’EdS (“a Fantasilandia è
più facile che Topolinia; la sessione estiva è più dura di
quella autunnale; etc.”)
• Più in generale, se proprio vogliamo dargli una lettura
“psicologica” o “antropologica”, l’EdS è effettivamente
l’ultimo “rito di passaggio” per l’avvio alla Professione;
come tale, e come avviene per ogni tipo di “rito di
passaggio”, è inevitabile e fisiologico che intorno ad esso
fioriscano leggende, voci di corridoio, passaparola
spesso errati….
• Ed attenzione a tutto quello che proviene da fonti
indirette come “l’amico di una mia amica ha detto che…”;
riferitevi sempre alla normativa in vigore ed agli appositi
uffici (Segreterie Amministrative, Post-Lauream, etc.) per
avere informazioni “ufficiali” ed attendibili.
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Commissioni
• A Padova si viene normalmente smistati
su base alfabetica a due Commissioni.
• Ogni Commissione è presieduta da un
Professore Ordinario, ed è composta così:
• A) 3 Professori Universitari
• B) 2 Professionisti iscritti all’Ordine,
con almeno dieci anni di anzianità
professionale
• C) (Membri Supplenti)
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In generale…
• Le prove vengono sostenute di seguito l’una
all’altra, normalmente con un intervallo di un giorno
tra le prove scritte (a volte la seconda e la terza
sono tenute lo stesso giorno), e di circa due
settimane/un mese prima dell’orale.
• Ogni prova riceve una valutazione in cinquantesimi
(o decimi equivalenti).
• E’ necessario superarle tutte (con una valutazione
di almeno 30/50 per ciascuna).
• Se si viene bocciati ad una prova, è necessario
ripeterle TUTTE (se si viene bocciati all’Orale, ad
esempio, alla prossima sessione bisognerà ripetere
TUTTO l’esame, comprese le prove scritte che
erano state superate la prima volta).
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Le Prove
(tempi orientativi, da verificare con la propria
Commissione)
• SCRITTE:
1. Prima Prova (“Teorica”) – 2/3 ore circa
2. Seconda Prova (“Progettuale”) – 2 ore circa
3. Terza Prova (“Applicativa”) - 2 ore circa
(A volte le prove scritte si svolgono spesso
nello stesso giorno, una il mattino e l’altra il
pomeriggio, o in giorni immediatamente
successivi).
• ORALE:
4. Quarta Prova (“Orale”) - 15 minuti circa, circa
un paio di settimane/un mese dopo gli scritti.
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Regole generali per tutte le prove
• PRIMA si ragiona approfonditamente su quello che
viene richiesto, POI si parte a scrivere.
• “Tutto quello che scrivete deve essere
argomentabile e dimostrabile”: non scrivete una
SOLA RIGA per cui non siate in grado di dimostrare la
coerenza concettuale, la logica sottostante o i
riferimenti teorici precisi.
• Ogni concetto, ipotesi o (soprattutto) conclusione
messa nero su bianco deve essere basata su
“fondamenta concettuali” ben solide, e dovete essere
in grado di sostenere argomentativamente il perché
avete scritto proprio quello che avete scritto, con un
adeguato punto di vista scientifico e professionale.
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Consigli vari
• Non strafate: non dovete dimostrare di essere
“bravissimi e geniali”, dovete dimostrare di poter essere
“un professionista serio”, che si muove con
competenza, serietà e rigore.
• Spesso, “lanciarsi” in risposte troppo “creative” rischia di
far compiere pericolosi ed inutili “scivoloni” in prove che
sono in realtà congegnate non per evidenziare la
“genialità” di qualcuno, ma la serietà professionale e la
competenza di base di tutti.
• P.S.: sembra ovvio, ma… non – nel senso di NON –
arrivate con bigliettini, trucchetti, schemini nascosti o
furbizie del genere. E’ il modo migliore per farsi espellere
– e con ragione.
• Siete Dottori che si presentano all’Esame di Stato per
diventare Psicologi professionisti, non siamo alla verifica
di geometria delle medie.
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Prima Prova (“Generale”)
• E’ una prova scritta, di argomento teorico-generale o
metodologico. Viene preparata una terna di temi, da cui
poi è estratta la prova d’esame.
• Normalmente si tratta di un tema abbastanza ampio,
relativo all’articolazione di un argomento di psicologia
generale, metodologia della ricerca, psicologia dello
sviluppo e/o sociale.
• A Padova, il tema spesso è relativo alle “grandi aree
della psicologia generale”, ma occasionalmente sono
stati proposti temi più specifici ed interdisciplinari.
Vediamo qualche esempio.
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•
Prima prova scritta (lauree v.o. e specialistica) – Prima Sessione 2006
• 1. Perché è difficile l’apprendimento di nuove conoscenze?
Il/la candidato/a indichi i fattori che possono facilitare od
ostacolare l’apprendimento, facendo possibile riferimento ad uno
dei settori psicologici, ossia quello generale o evolutivo o sociale
o clinico.
• 2. I processi di categorizzazione sono alla base di tante
operazioni linguistiche, valutative,concettuali, mnestiche che
riguardano oggetti, persone e situazioni con cui gli individui
entrano in contatto nel corso della loro vita di relazione. Il
candidato/la candidata è pregato di affrontare l’analisi di tale
processo, individuando i suoi più generali aspetti teorici e
successivamente scegliendo una particolare angolatura
disciplinare (generale, sociale, evolutiva, dinamica, clinica) per la
presentazione di riflessioni specifiche.
• 3. L’intelligenza: teorie, strumenti di rilevazione e riscontri
empirici. Il candidato/la candidata è pregato di affrontare l’analisi
di tale costrutto, scegliendo una particolare angolatura
disciplinare (generale, sociale, evolutiva, dinamica, clinica) per la
presentazione di riflessioni specifiche.
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• 1. CALMA E GESSO
• 2. Analizzare con grande attenzione il testo, e prendersi
un po’ di tempo per studiarselo per bene, farsi passare
un po’ d’ansia, etc.
• 3. COSA MI STANNO CHIEDENDO ? Cosa
ESATTAMENTE mi stanno chiedendo ? Attenzione a
non rispondere a qualcosa di diverso da quello che è
stato chiesto (è un errore grave).
• 4. Iniziare a buttare giù la scaletta di riferimento… e
gestite bene il tempo che avete, facendo “check
periodici” di cosa state scrivendo.
• 5. Evitate eccessi “ideologici” di tipo teorico, in un senso
o nell’altro: anche se siete “molto vicini” ad un certo
orientamento, ricordate di essere il più possibile “LAICI”:
non siete all’EdS per esprimere giudizi o valutazioni
apodittiche, o per fare partigianeria teorica, ma per
esporre argomentazioni ben strutturate e teoricamente
equilibrate.
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Prima Prova
•
1.
2.
3.
4.
Valutate l’uso di tecniche espositive scientificoprofessionali; tra le altre potrebbe ad esempio essere
utile quella della “clessidra”:
Introduzione “larga”: stato dell’arte, contesto
epistemologico, etc.
Specificazione (si restringe): caratteri e criteri
dell’argomento, aspetti dei modelli teorici,
metodologie…
Massima focalizzazione (collo della clessidra):
esempi rilevanti, importanti case-studies, analisi di un
esperimento significativo, etc..
Riallargamento finale: ricongiunzione dei discorsi
modellistici e metodologici con gli aspetti più generali,
con il contesto teorico di partenza, con le conseguenze
e gli sviluppi, con le prospettive di ricerca, etc.
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In generale…
1.
Stile professionale, argomentativo, da “tesi di laurea”.
2.
Trattazione di “mesolivello”: non disperdetevi
ansiosamente (le domande sono molto ampie, è un
rischio frequente), ma al contempo non diventate
ossessivi…
3.
Il diavolo sta nei dettagli… non inserite dati e nozioni di
cui non siete sicuri, o che non sapete giustificare.
4.
Ricordatevi l’assoluta centralità di fare sempre un
“discorso organico e ben strutturato”, non fate un
“patchwork” di teorie, modelli, esperimenti e idee in
libertà, scarsamente connessi tra loro: l’organizzazione
del discorso vale più del discorso stesso !!!
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Testi di consultazione
• E’ necessario prepararsi –molto bene - su un buon manuale
di psicologia generale, aggiornato ed abbastanza ampio
nella trattazione.
• La preparazione dovrebbe poi essere integrata con lo studio
di un manuale istituzionale di metodologia della ricerca, un
manuale istituzionale di psicologia dello sviluppo e
possibilmente un testo di psicologia sociale. Alcuni manuali di
psicologia generale forniscono anche trattazioni di base di
temi di sviluppo, metodologia e sociale, ma potrebbe essere
opportuno integrarli un po’ con materiali aggiuntivi.
• Consigliamo anche di provare a svolgere alcuni vecchi temi
(sono reperibili sul sito di Ateneo), per esercitarsi.
• I testi al momento più diffusi tra gli studenti (ma il che non
significa necessariamente i “migliori”) sono il Gray, il Darley
(edizione integrale, due volumi), l’Atkinson ed il ModeratoRovetto.
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Terza Prova (“Applicativa”)
• E’ una prova scritta, di tipo applicativo.
• Al candidato viene proposta una problematica applicativooperativa, o un caso clinico, da inquadrare e sviluppare
correttamente.
• Vengono solitamente proposte 4 tracce, una per “indirizzo”
(generale e sperimentale; sviluppo ed educazione; sociale e
lavoro; clinico).
• Attenzione: il candidato può scegliere liberamente la prova
che preferisce, anche se è diversa da quella del proprio
indirizzo di studi pregressi.
• Valutate con estrema attenzione quale vi conviene fare, a
volte quella di un altro indirizzo può risultare più fattibile (in
base alla propria preparazione, esperienza, etc.) di quella
“canonica” del proprio indirizzo.
• Vediamo qualche esempio, e provate a pensare a come
organizzereste i materiali relativi:
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• Prova per 1PS (1 Sessione 2006)
• Il/la candidato/a illustri un progetto di ricerca sul tema della
memoria. Indichi:
• - scopi e obiettivi della ricerca
• - metodo
• - procedura
• - risultati attesi
• - analisi statistiche opportunamente scelte sulla base dei dati
raccolti.
• Prova per 3PS:
• Una azienda meccanica di medie dimensioni (100 dipendenti), ha
recentemente introdotto una nuova linea di produzione di piccoli
componenti, assistita da un sofisticato software. Risulta pertanto
necessario assumere 3 nuovi dipendenti, da occupare sulle
consolle di controllo dei processi produttivi in atto. Loro compito
sarà quello di vigilare sulla regolarità del funzionamento del
sistema ed eventualmente di intervenire in predefinite condizioni
di criticità. Viene affidato allo psicologo il compito di predisporre e
attuare le procedure di selezione.
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•
•
•
Prova per 4PS:
Y. ha 25 anni. Si rivolge ad uno psicologo privato su indicazione di una amica
(psicologa e collega del professionista). Nella prima telefonata accenna a gravi
problemi di ansia di cui soffre e chiede un appuntamento per una visita. Il giorno
precedente al colloquio si reca urgentemente al Pronto Soccorso. Per l'assenza di
riscontri patologici sul piani fisico viene rinviato a casa con l'invito a rivolgersi al proprio
medico che valuterà di prescrivergli psicofarmaci. Al primo colloquio con lo psicologo
Y. riferisce che da qualche settimana il problema è aumentato di intensità tanto da
costringerlo ad assentarsi dal lavoro da 10 giorni. Y. continua descrivendo la sua forte
paura, che non sembra avere, almeno apparentemente una causa esterna. Aggiunge
che è soggetto a momenti di crisi, durante i quali avverte vari sintomi psicofisici che lo
costringono a condotte di esitamento; esse si realizzano in diversi contesti, quello degli
amici, del lavoro e della famiglia. Rimane in casa per lunghi periodi proprio perché
vuole evitare il peggio. Riporta di avvertire improvvise palpitazioni, difficoltà
respiratorie, di sudare molto e di avere paura di impazzire, fino a morire. I suoi familiari
sono preoccupati per lui. La madre e il fratello maggiore lo hanno accompagnato al
colloquio. Nel corso della seduta Y. ricorda che il padre 8 anni fa ("proprio quando ne
avevo più bisogno!") si è suicidato. Le sue crisi sono incominciate 2 mesi fa: la prima
volta era in pizzeria a festeggiare il compleanno di un amico. Era presente anche la
fidanzata. Con lei stanno progettando di mettere su casa, visto che il loro buon
rapporto dura da 4 anni. E' soddisfatto del suo lavoro (Y. è capomagazziniere) ma ha
avuto difficoltà e conflitti con la direzione di una ditta in cui era precedentemente, per
cui ha cambiato azienda da 6 mesi. A Y. piace disegnare e vorrebbe diventare
tatuatore (mostra raramente i suoi tatuaggi con l'effigie del padre e di Gesù Cristo).
Al/la candidato/a si richiede di formulare una prima ipotesi diagnostica con la
specificazione dei costrutti psicologici e la descrizione degli strumenti psicodiagnostici
da utilizzare, in riferimento alle aree problematiche da approfondire, utili al fine di
prevedere una presa in carico psicologica e/o terapeutica.
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• Prova per 2PS
• Gli insegnanti di una classe prima media chiedono una consulenza
allo psicologo per alcuni problemi di comportamento recentemente
avvenuti tra compagni nella classe.
• Durante il primo colloquio, l’insegnante di italiano riferisce di un
ragazzino che, la settimana scorsa, ha picchiato un compagno di
classe durante l’intervallo, apparentemente senza una ragione. Altri
insegnanti confermano l’accaduto e riferiscono di essere a
conoscenza di altri casi analoghi che hanno avuto come protagonisti
anche altri ragazzi della medesima classe.
• Infine, l’insegnante di religione riferisce di aver avuto un colloquio
con una madre molto preoccupata perché sua figlia, una ragazzina
con qualche difficoltà di apprendimento, dice di non avere amici
nella classe e di non voler più andare a scuola perché nessuno
parla con lei.
• Il/la candidato/a delinei le possibili dinamiche relazionali della classe
in oggetto, descrivendo quali metodi e strumenti utilizzerebbe per
approfondire la conoscenza del caso, come momento preliminare
per successive strategie di intervento.
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Terza prova: svolgimento
• Calma e gesso…
• Rileggi la prova che hai scelto di fare, facendo bene attenzione a
tutto quanto ti viene chiesto. Sei sicuro di volerla/poterla fare ? Sei
veramente sicuro ? Hai poco tempo, se ti infili nella prova sbagliata
non ne esci più fuori.
• Schemino e scaletta… come organizzi il caso ? Perché scegli di
organizzarlo in un certo modo ? Ne sei consapevole ? Quali
alternative hai ?
• Coerenza concettuale tra approccio – metodi – fasi.
• Chiediti continuamente: sono troppo “partigiano” ? Sto assumendo
dei presupposti teorici specifici e non me ne rendo conto ? Sto
dando per scontate delle cose che non dovrei dare per scontate ?
• NON ESSERE APODITTICO ! Mantieni sempre uno stile prudente
ma assertivo e ben argomentativo: ad esempio, non scrivere “la
situazione E’ così e cosà”; ma piuttosto “dai dati esposti, la
situazione si presenta probabilmente così più che cosà perché: A –
B – C – D”.
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Tra i testi di consultazione…
•
I testi dipendono ovviamente “dall’indirizzo” del tema che si intende
svolgere. In linea di massima, è consigliato lo studio attento dei
principali manuali istituzionali delle materie fondamentali che
caratterizzano applicativamente il proprio indirizzo/corso di laurea.
•
Indirizzo “generale e sperimentale”/1PS:
1.
Un buon testo di Psicologia Cognitiva / Scienza Cognitiva (Atkinson, Gray,
Eysenck-Keane…)
Un manuale di metodologia della ricerca (es., McBurney, Pedon-Gnisci…)
Un volume di Neuroscienze/Neuropsicologia (es., Bear-Connors, Umiltà,
Ladavas-Berti…)
Altri testi di consultazione: ergonomia, un testo di base di psicologia
clinica cognitiva, un testo di psicometria, etc.
2.
3.
4.
•
Indirizzo “sviluppo”/2PS:
1.
2.
DSM-IV-TR (in particolare la sezione sui Disturbi dell’Infanzia)
Un paio di manuali di NPI / Psicopatologia dello Sviluppo – infanzia e
adolescenza (es., Fava Vizziello; Marcelli-Braconnier, Disnan-Fava…)
Un buon testo di Psicologia dello Sviluppo (es., Berti-Bombi, Vianello…)
Consultazione di testi di psicodiagnostica e psicologia clinica, clinica dei
disturbi dell’apprendimento, psicologia scolastica.
3.
4.
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• Indirizzo “sociale e del lavoro”/3PS:
1. Un manuale di Psicologia Sociale (es., Contarello-Mazzara,
Mantovani, Zamperini-Testoni…)
2. Un manuale di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni (es. De
Carlo, Pedon-Maeran, Sarchielli…)
3. Un testo di metodologia della ricerca psicosociale (es., Zammuner,
Corbetta…).
4. Testi di approfondimento relativi alle principali aree applicative:
formazione, selezione, gruppi, etc.
• Indirizzo “clinico”/4PS:
1. DSM-IV-TR (tutto)
2. Un buon manuale di Psicopatologia (es., Gabbard, Colombo,
Sims…)
3. Uno o due manuali di Psicologia clinica (es., Lis, Sanavio-Cornoldi,
Galeazzi-Meazzini, Disnan-Fava…), possibilmente con differente
orientamento teorico.
4. Uno o più volumi di testistica/psicodiagnostica (es., Sanavio-Sica;
Lis…), possibilmente con differente orientamento teorico.
5. Eventuale ripasso sintetico di un manuale/trattato di psichiatria (es.,
Lalli, Ey, Kaplan-Saddock…).
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Seconda Prova (Progettuale)
• Si tratta di sviluppare un “progetto” di analisi ed
intervento, relativo ad un contesto applicativo
della psicologia.
• La prova tende a valutare soprattutto la capacità
del candidato di “ragionare in logica
progettuale”, ovvero di saper organizzare
logicamente la situazione proposta e gli “step”
necessari per valutare, progettare, verificare e
modificare un intervento operativo in un
contesto realistico e complesso.
• Una buona guida per prendere la mano può
essere uno dei vari volumi usciti di recente su
questo tema.
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A livello generale…
• Anche qui, si inizia con “calma e gesso”, ed una lettura –molto
attenta- di quanto ci viene effettivamente richiesto.
• Buttate giù un primo schema di base, per avere un’idea
(anche “visuale”) delle varie fasi del progetto; dell’interazione
dei vari processi e delle varie variabili; dell’articolazione e
correlazione delle diverse procedure necessarie per
conseguire i diversi obbiettivi che vi sono richiesti.
• Provate ad esercitarvi in anticipo, con dei casi di esempio, e
magari prendendo a modello certe attività di progettazione in
cui siete stati coinvolti o avete osservato durante il vostro
tirocinio.
• Mentalità “progettuale”: problem-framing prima che
problem-solving !
• Mentre la terza prova è più un “problem-solving”, qui si tratta
di operare un buon “problem-framing”.
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Alcuni aspetti da valutare…
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Analisi della domanda: cosa mi è stato “davvero” chiesto ?
Quali variabili ed attori emergono come significativi ?
Come operazionalizzo le variabili ?
Come valuto, concretamente, la situazione / i bisogni / le
risorse ? Che strumenti posso usare?
Che altre figure devo coinvolgere ? Come mi interfaccio ?
Come programmo i tempi e le attività ? Su che criteri ?
Come organizzo ed integro le diverse attività proposte ?
Come le implemento, in pratica ? Con che metodologie, e
perché proprio quelle e non altre ?
Come verifico i processi in atto ? Ho inserito adeguate
procedure di feedback ?
Come valuto il raggiungimento degli obbiettivi ? Con che
strumenti ? A chi riporto ?
Ho previsto valide procedure di verifica/rimodulazione delle
attività ? Che faccio se succedono problemi o imprevisti ?
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• Seconda Prova (Laurea Specialistica 2006)
• Il/la candidato/a è invitato/a a scegliere una delle possibili
situazioni in cui è richiesta una attività progettuale e a
svolgere la prova seguendo le indicazioni esplicitamente
fornite.
• 1. la candidato/a formuli un progetto in ambito riabilitativo per
un gruppo di pazienti alcolisti. l/la candidato/a è invitato/a a
simulare uno scenario possibile, scegliendo in maniera
coerente una tipologia di pazienti (ad esempio, alcolisti che
frequentano il club, oppure quelli che frequentano un centro
diurno), i servizi in cui si realizza l’intervento, gli obiettivi (ad
esempio reinserimento lavorativo, oppure uso del tempo
libero) e le metodologie di intervento adottate.
• Il/la candidato/a potrà strutturare la simulazione indicando gli
obiettivi generali e quelli specifici del progetto, i destinatari, gli
operatori e le istituzioni coinvolte, le modalità di realizzazione
e gli strumenti e i tempi necessari. Può inoltre specificare le
informazioni da raccogliere preliminarmente.
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• A) Il candidato definisca gli obiettivi, le metodologie, le
modalità di funzionamento ed i tempi di attuazione di un
progetto di sostegno rivolto ad un gruppo di pazienti
anoressici, dopo aver delineato un opportuno scenario, che
indica la tipologia dei soggetti, gli operatori da coinvolgere e il
contesto in cui si deve realizzare l’intervento .
• B) Il candidato definisca gli obiettivi, le metodologie, gli
operatori da coinvolgere ed i tempi di attuazione di un
progetto di trattamento rivolto ad un gruppo di pazienti con
deficit cognitivi conseguenti ad una definita patologia, dopo
aver delineato il contesto in cui si deve realizzare l’intervento .
• C) Il candidato definisca gli obiettivi, le metodologie da
adottare , gli operatori da coinvolgere e le modalità di
funzionamento in un Servizio di Psicologia da istituire in
ambito ospedaliero, per le problematiche della formazione del
personale, lo studio del clima aziendale e il miglioramento
delle comunicazioni.
• D) Il candidato definisca gli obiettivi, le metodologie da
adottare , gli operatori da coinvolgere e le modalità di
funzionamento di uno Sportello Scolastico, da istituire in una
scuola media della periferia di una grande città, per la
prevenzione del disagio
scolastico e del bullismo.
Servizio Tutorato di Psicologia 30
Università di Padova @ 2013
Testi di consultazione
• Esistono ancora pochi testi specifici.
• Si suggerisce lo studio di manuali sulla
progettazione e la verifica degli interventi nei
diversi ambiti applicativi.
• Tra i testi più diffusi, al momento a livello
generale vi sono il Leone-Prezza ed il ModeratoRovetto, ma sono anche diffusi alcuni volumi
sulla progettazione di intervento in ambito più
specifico (“di indirizzo”: l’intervento clinico, il
progetto in psicologia del lavoro, la
progettazione di interventi nelle scuole, etc.).
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Prova Orale
• Prova conclusiva, considerata come la “più
semplice” (ma non sempre è così !).
• Ricordatevi che è possibile essere “bocciati”
anche all’Orale: anche se per certi aspetti è una
prova meno impegnativa di altre, non
sottovalutatela assolutamente.
• Di solito dura 10-15 minuti, e prevede un
colloquio individuale con l’intera Commissione,
con domande che possono essere abbastanza
variabili all’interno di un “set” tradizionale.
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Temi della Prova Orale
• I temi di discussione possono essere
molto variabili, ma in linea di massima
vengono toccati i temi seguenti:
• 1. Revisione delle Prove Scritte
• 2. Discussione del Tirocinio
• 3. Codice Deontologico
• 4. “Cosa vuoi fare da grande ?”
• 5. Varie ed Eventuali…
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Orale – Revisione Prova Scritta
• Dopo le prove scritte, andate a controllare sui manuali
tutto quello che avete scritto; segnatevi qualche appunto,
che vi sarà utile un mese dopo, quando all’Orale
potrebbe esservi chiesto di giustificare o argomentare
alcuni passaggi logici dei vostri elaborati scritti.
• Controllate le teorie di riferimento, provate a pensare
quali aspetti di ciò che avete scritto sono meno solidi, e
come si potrebbero migliorare.
• Nella discussione, in generale, mantenete uno stile
assertivo ma non “rigido”: se siete in disaccordo con
un’osservazione che vi viene fatta, argomentate in
maniera rilassata ma rigorosa il motivo per cui avete
un’altra opionione (ma ricordatevi che non siete lì a fare
un dibattito, ma un esame).
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Orale - Tirocinio
• Dovrete parlare, da un punto di vista teorico ed
esperienziale, del vostro percorso di tirocinio.
• Quello che dovete veicolare è non solo “cosa avete
fatto”, ma anche “come lo avete fatto”, e come potete
ricondurre ad una dimensione teorica ciò che è stato
fatto a livello pratico.
• Evitate i più comuni errori espositivi… ad esempio, l’EdS
non è la sede per lamentarsi del fatto di “essersi trovati
male”, o simili. Non è quello che interessa alla
Commissione, e da un quasi-Psicologo ci si aspetta
ovviamente un atteggiamento di riflessione ed
argomentazione, non di deresponsabilizzazione o
lamentela fine a sé stessa.
• Quindi, preparatevi su “cosa ho fatto”, “come l’ho fatto”,
“perché teoricamente si fa così e non cosà”.
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Orale – Codice Deontologico
• Se non l’avete ancora fatto, questo è il momento per
procurarsi e studiarsi bene il Codice Deontologico (lo trovate
anche su http://www.psy.it).
• Il Codice fornisce il fondamento deontologico del nostro agire
professionale, e deve essere ben conosciuto da tutti gli
esaminandi…non solo a livello “letterale”, ma anche di
riflessione su quello che significa “operare
deontologicamente” in ambito psicologico.
• NON SOTTOVALUTATENE l’importanza: non sempre viene
chiesto, ma è professionalmente gravissimo “cadere”
all’Orale su domande del Codice Deontologico.
• Eventualmente utile, soprattutto per chi vuole approfondire, lo
studio di testi commentati: tra i più usati, quello di CalviGulotta (Giuffrè) e quello, più recente e sintetico, di CorradiniCrema-Lupo-Kaneklin (Carocci).
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Orale - Varie…
• Tra le “varie”, si possono citare eventuali
richieste di approfondimento su aspetti teorici o
esperienziali particolari del tirocinio o delle prove
scritte (se avete incuriosito la Commissione).
• Spesso vengono chieste informazioni sulla Tesi
di Laurea svolta, e sulle eventuali metodologie
usate per la ricerca eseguita allora.
• Vengono infine chieste, come “rito di congedo”,
un paio di informazioni su “cosa si intende fare
dopo” (specializzazioni, master, etc.).
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... in bocca al lupo…

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