Numero 4 - Como - Anno XXXVII - Ottobre-Dicembre 2011
N. 24 - Anno XXXVII - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n¡46), art.1, comma 2, DCB Como
associazione nazionale alpini - sezione di como
Eventi
Penna Alpina
Chicco Gaffuri
2
Messa Sezionale
3
Carlo Gobbi
4-5
Padre Felice
6
Palazzolo: Raduno
2° raggruppamento
Aldo Maero
7
Il nostro Vescovo tra noi
Carlo Gobbi
8
Li Romani in Russia
Chicco Gaffuri
In occasione del raduno 2¡ Raggruppamento a Palazzolo gli alpini comaschi
in visita da Nelson Cenci alla ÒBoscaiolaÓ (pag. 6)
8
Punti di vista...
Cesare Di Dato
20
Ricordo di Walter Bonatti
NEWS 2011
Fatti...col
Cappello Alpino
Vita dei Gruppi
9-18
Molina - Lurago d Erba
Olgiate Comasco - Monte
Olimpino - Bulgarograsso
Vighizzolo - Argegno
Vendrogno - Erba -
Visita del Vescovo di Como Monsignore Diego Coletti alla sede sezionale (pag.7)
INSERTO
SPECIALE
NATALE
ICARO
Questione dÕonore
ICARO
o meglio...
Grazie,
3
3
une signor
querelle
dÕhonneur...
Sindaco
di Achille Gregori
Ciao, Padre Felice (pagg.4-5)
2
La penna Alpina
EDITORIALE
Ritorno
Piccole cassette in legno e un Tricolore
NEWS
 sicuramente una consolazione per i familiari.
Nella mia testa, mi ero immaginato che, dopo
alcuni decenni, la perdita di un fratello, di un
padre e comunque di una persona cara fosse
una tragedia ormai assimilata, quasi digerita.
E invece mi sono dovuto ricredere. Forse il
fatto di perdere una persona cara in guerra,
o in un campo di deportazione rende la morte
ancor pi inaccettabile. E comunque ho proprio
visto che certi dolori non guariscono mai. Si
pu˜ imparare a dominarli, a tenerli sotto
controllo, ma rimangono pur sempre l“, in un
angolo dellÕanima, pronti a riesplodere e a
mordere. LÕho visto con i miei occhi e lÕho
sentito col mio cuore. Ho visto con i miei occhi
sorelle, fratelli, nipoti chinarsi piangendo ad
abbracciare forte quelle cassette e mi  sembrato che qualcuno mi pigliasse in mano il
cuore e lo stringesse forte. Era ora che quei
ragazzi tornassero a casa, ma sicuramente
avrebbero meritato di trovare unÕItalia diversa
ad accoglierli. Avrebbero meritato quantomeno
di trovare lÕItalia che avevano lasciato; unÕItalia
indubbiamente pi modesta, pi povera e
molto meno evoluta, ma pi pulita e moralmente pi sana di quanto sia oggi. E, proprio
per quei ragazzi dalla vita troppo breve, noi
alpini dobbiamo dare il massimo impegno,
per contribuire a rimettere in carreggiata la
nostra Italia, costruita con le fatiche e con i
sacrifici dei nostri vecchi. Quei ragazzi lo
meritano.
Chicco Gaffuri
gli appuntamenti del 2012
Il 2012 sarˆ un altro anno di celebrazioni. Ancora una volta ci troveremo per ricordare
un anniversario importante. Ricorrono i 140 anni di fondazione delle Truppe Alpine,
nate nel 1872. Molte manifestazioni saranno dedicate alla ricorrenza, a partire
dallÕAdunata nazionale. Avremo motivi in pi per ritrovarci e celebrare la memoria
dei nostri vecchi.
EVENTI SEZIONALI
Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
21 Cagno Ð commemorazione di Nikolajewka
29 Lenno Ð commemorazione di Nikolajewka
6 Chiesa Valmalenco Ð gare sci fondo/slalom
19 S. Fedele Intelvi Ð ciaspolada
4 COMO - ASSEMBLEA DEI DELEGATI
22 Maslianico inaugurazione del gruppo
1 S. Maria Rezzonico Ð 30¡ cappelletta di Treccione
11-13 BOLZANO ADUNATA NAZIONALE
SPORT E MANIFESTAZIONI NAZIONALI
Gennaio,
Febbraio,
28 Brescia Ð commemorazione di Nikolajewka
11-12 Isola del Gran Sasso Ð commemorazione di Nikolajewka
Marzo,
8-11 Falcade Alpiniadi
Numero 4 - Como - Anno XXXVII - Ottobre-Dicembre 2011
associazione nazionale alpini - sezione di como
N. 24 - Anno XXXVII - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n¡46), art.1, comma 2, DCB Como
Verso la fine di ottobre sono tornati in Patria
i resti di tanti soldati italiani morti in campo
di prigionia. Rimasti sepolti per quasi
settantÕanni in un cimitero in Germania, sono
stati trasportati in Italia e consegnati alle
famiglie, per la sepoltura nei luoghi dÕorigine.
Ne sono tornati parecchi nei nostri paesi,
diversi sono alpini, e, come ci si poteva immaginare, i nostri Gruppi hanno dato un
importante supporto allÕorganizzazione delle
cerimonie, contribuendo a renderle ben pi
di semplici funerali.
é angosciante vedere quelle semplicissime
cassette in legno, col coperchio rivestito di
Tricolore. Si fa davvero fatica a pensare che
in quel minuscolo spazio ci possa stare tutto
ci˜ che rimane di ragazzi di ventÕanni, della
loro energia, della voglia di vivere e dei progetti
per una vita intera. In quel poco spazio sono
condensati i patimenti, il freddo, la fame, le
fatiche e chissˆ quante speranze. La speranza
che quella tragedia potesse avere fine, la
speranza di riuscire a tornare a casa, di poter
tornare ad esser uomini.
Dove mi  stata data la possibilitˆ di esprimere
un pensiero, ho detto che il rientro dei Caduti
Eventi
Penna Alpina
2
Chicco Gaffuri
3
Messa Sezionale
Carlo Gobbi
4-5
Padre Felice
6
Palazzolo: Raduno
2° raggruppamento
Aldo Maero
7
Il nostro Vescovo tra noi
Carlo Gobbi
In occasione del raduno 2¡ Raggruppamento a Palazzolo gli alpini comaschi
in visita da Nelson Cenci alla ÒBoscaiolaÓ (pag. 6)
Li Romani in Russia
Chicco Gaffuri
8
8
Punti di vista...
Cesare Di Dato
20
Ricordo di Walter Bonatti
NEWS 2011
Fatti...col
Cappello Alpino
Vita dei Gruppi
9-18
Molina - Luino - Lurago d Erba
Olgiate Comasco - Monte
Olimpino - Bulgarograsso
Vighizzolo - Argegno
Vendrogno - Erba -
Visita del Vescovo di Como Monsignore Diego Coletti alla sede sezionale (pag.7)
INSERTO
SPECIALE
NATALE
ICARO
Questione dÕonore
ICARO
o meglio...
Grazie,
3
3
une signor
querelle
dÕhonneur...
Sindaco
di Achille Gregori
Ciao, Padre Felice (pagg.4-5)
Trimestrale della
Associazione Nazionale
ALPINI di COMO
Spedizione in abbonamento
postale - Como
Direzione, redazione e amministrazione
via Zezio, 53
22100 Como
[email protected]
[email protected]
www.alpinicomo.it
Direttore responsabile:
Achille Gregori
Comitato di redazione:
Enrico Bianchi
Arcangelo Capriotti
Enrico Gaffuri
Carlo Gobbi
Aldo Maero
Tiziano Tavecchio
Aut. Trib. Como n.21 del 7/10/1976
Grafica: Matteo Rizzi Design
Stampa: Lito Offset S.r.l.
via Stanga, 7/A - Erba - Co
3
ICARO
Questione dÕonore
o meglio...
une querelle dÕhonneur...
di Achille Gregori
A fine ottobre, in uno degli incontri fra capi
di stato dovuti alla situazione in cui versa
il mondo intero e in particolare lÕEuropa, i
presidenti di Francia e Germania hanno
avuto un comportamento irriguardoso (eufemismo) nei confronti del nostro Presidente
del Consiglio, pertanto verso lÕItalia. I tedeschi hanno ridimensionato lÕepisodio scusandosi. Non cos“ i francesi che giˆ avevano un
precedente spiacevole verso di noi, per
lÕintervento in Libia. La notizia  stata una
delle tante, pur se ha lasciato lÕamaro in
bocca a molti, visto che lÕItalia non  solo
chiacchiere, dispute, superficialitˆ e che
alcuni italiani conservano ancora onore e
dignitˆ. Fra questi cՏ il generale Leonardo
Tricarico -giˆ capo di stato maggiore
dellÕAeronautica, oggi esponente del thinktank studi strategici ICSA- indispettito
dallÕatteggiamento tenuto dal presidente
francese Sarkozy. Sentimento che lo ha
portato ad una forte presa di posizione. Il
generale nel 2001 aveva ricevuto dallÕallora
presidente Chirac la Legion dÕOnore, massimo riconoscimento francese istituito da
Napoleone nel 1802. Tricarico lo ricevette
per la collaborazione con lÕaviazione francese
nella campagna del Kosovo (1999). Ebbene
lÕonore del generale  di gran lunga superiore
alla ÒLegion dÕHonneurÓ ricevuta, perchŽ
con gesto deciso, ha provveduto a restituirla,
scrivendo ÒÉsono costretto a privarmene
con rammarico e dispiacere di fronte al
comportamento irriguardoso dellÕattuale
presidente nei confronti dellÕItaliaÉÓ In un
mondo dove si cercano lustrini da mostrare,
il generale ha dimostrato quanto pu˜ valere
lÕamore per il proprio paese e la dignitˆ di
un popolo di fronte ad atteggiamenti di
presunta superioritˆ. Il gesto ci inorgoglisce,
ricordandoci che il valore della Patria deve
avere un posto in prima fila. Non dimenticando che nel mondo ci sono segni della
capacitˆ italica. Comprese le opere esposte
al parigino museo del Louvre, a partire dalla
Gioconda di Leonardo. Dunque atteggiamento degno di un uomo che ha giurato per il
suo paese e per curarne il bene sotto ogni
profilo. Noi che amiamo la Patria, la Bandiera,
la nostra storia e civiltˆ, non possiamo che
essergli grati. Crediamo che quanto riportato
in chiusura della lettera ai francesi rappresenti il sentimento di noi tutti. ÒÉil 25
novembre 1916 Francesco Baracca abbattŽ
il ricognitore del tenente Kalman Sarkozy
Éincerto il legame di parentela con lÕattuale
presidenteÉlÕepisodio indica che gli italianiÉsanno vincere le loro battaglieÓ.
E questo dovrebbe essere ricordato da
ciascuno. In particolare da chi sta in alto!
Messa sezionale
Chicco Gaffuri, come Achille Gregori. Perch?
Entrambi, con Giove Pluvio, hanno un conto
aperto. La giornata del 5 novembre, imperniata sulla Messa sezionale in Duomo, 
stata rovinata dal maltempo. Non un diluvio
universale, come in Liguria e a Genova.
Grazie, Chicco. Ma, esattamente come un
anno e mezzo prima, il 20 giugno, per la
celebrazione dei 90 anni dalla fondazione
della sezione di Como. Ricordate tutti, vero,
quella giornata da tregenda? Pioggia battente
dall'alba, vento, freddo. Sfilata per le strade
del centro sferzati dall'acqua, tanta. Poi di
fronte al Monumento ai Caduti, in faccia al
lago, bagnati fino alle ossa, con i gagliardetti
scossi da raffiche di vento. Niente ferma gli
Alpini,  vero. Per˜, un poÕ di sole sarebbe
stato gradito. Allora il presidente era Achille
cos“ miseri, non ci fossero gli Alpini, che
sanno ricordare e onorare...! Incuranti delle
intemperie, dei disagi, del bagnato. Non vi
forniamo l'elenco dei coraggiosi, ovviamente
guidati dal presidente Gaffuri. Loro c'erano,
in rappresentanza di tutti i 6.997 alpini iscritti
alla sezione di Como. Cos“  stata la Messa
sezionale a richiamare il maggior numero
di Alpini, per una tradizione che va onorata
e rispettata nel tempo. Non c' stata la ressa
dello scorso novembre 2010 per don Carlo.
Ma ugualmente la partecipazione  stata
molto nutrita. Sui 123 gruppi della sezione,
ben 69 erano rappresentati dai gagliardetti.
La continuitˆ della pioggia aveva sconsigliato
i gruppi pi lontani dal mettersi in viaggio.
E' comprensibile. Non  stato il vescovo
Diego Coletti a officiare la Messa. Trattenuto
Gregori. Festa con acqua. Oggi il presidente
 Chicco Gaffuri. Celebrazione con acqua.
Uno pari. Alla prossima. Giove Pluvio li ha
accomunati, equamente.
In veritˆ, Achille ha un punto di vantaggio.
Esattamente un anno prima, tra il 5 e l'8
novembre, la salma di don Carlo Gnocchi 
stata presente in Duomo. Una Messa solenne,
superba, profonda, indimenticabile, officiata
dal vescovo, Diego Coletti, in una basilica,
stipata davvero in ogni ordine di posti.
Pioggia? Niente. Il merito, indirettamente,
 dell'amico Achille. Ma  don Carlo, che ha
steso la sua mano pietosa proteggendo i
fedeli comaschi da una nuova bella infradiciata. Memori di quel bagno, nel senso
letterale, del giugno 2010, Chicco Gaffuri
ha saggiamente tagliato il fitto programma
previsto nel carnet. Niente commemorazione,
abrogata la sfilata per le vie di Como. Soltanto un piccolo gruppo di ardimentosi, una
ventina, si  recato al Monumento ai Caduti,
sfidando l'inclemenza del tempo, per un
doveroso composto omaggio a chi la vita,
ha dato per la Patria. Anche di questi tempi
a Roma da impegni ecclesiastici, ha girato
l'incarico a don Giuliano Zanotti, vicario
generale della Curia. Di fianco all'altare,
schierato il glorioso vessillo della sezione,
scortato da un alpino, a turno. La guardia
d'onore si  alternata ogni 8'-10' con tempismo perfetto. Ha chiuso il capitano Gesilao
del 5¡ Alpini, capo della Protezione Civile
comasca. La preghiera dell'Alpino  stata
recitata da Achille Gregori, direttore del
Baradll. Ha letto con voce ferma, staccando
bene le frasi. Perfetto. Il coro di Fino Mornasco, splendido nelle sue esecuzioni, ha concluso la giornata intonando <Signore delle
Cime> e poi <Stelutis Alpinis>. Sublime.
Ospiti d'Onore, Elsa e Nelson Cenci. Il reduce
di Russia, personaggio popolare e molto
vicino agli alpini comaschi,  stato accolto
cos“ dal presidente Gaffuri: <Nelson, ti
accogliamo sempre qui a Como quando
lavano le strade>. Cenci era presente, con
Carlo Vicentini, anche il 20 giugno 2010 al
nostro 90¡. La storia, bagnata, si ripete.
Carlo Gobbi
4
Padre Felice,
il nostro amico
Cappellano
Ciao,
Padre Felice
ÉÓviva il cappellanoÓ ÉÓbravo frate alpinoÓÉ Quante volte abbiamo
sentito queste affermazioni durante una sfilata, in particolare nei
percorsi dellÕadunata nazionale, dove era abitudine sentirlo affermare
dalla gente plaudente. Il suo sorriso contornato dalla folta e lunga
barba incitava alla simpatia e al saluto. Inorgogliva tutta la sezione,
era un piacere per chiunque. S“, il nostro cappellano era davvero
uno di noi che sapeva essere al tempo stesso padre Felice, guida
spirituale dei suoi alpini, e amico fraterno col quale trascorrere
alcune ore in serena amicizia. In qualsiasi frangente sapeva essere
tenace, simpatico, sincero. AllÕadunata nazionale, al raduno di un
piccolo gruppo, in una messa celebrata presso una sede alpina o
al magazzino di protezione civile.
Pronto, disponibile a stare fra i suoi
alpini. Quando lo chiamavo per
chiedere di celebrare una messa mi
sono sempre sentito rispondere: Òagli
ordini comandante. Mi sento col mio
attendente (Gianluigi Romano) e se
lui mi accompagna, ci sonoÓ Era un
piacere comprendersi con immediatezza per assolvere alle necessitˆ
della sezione! Padre Felice, dopo
alcune nostre richieste, era diventato
il Cappellano della sezione poco pi
di ventÕanni fa. Grazie allÕintervento
di mons. Pigionatti, cappellano alpino,
reduce di guerra e responsabile
territoriale dei cappellani militari,
Felice venne nominato cappellano
onorario, entrando con pieno merito
e diritto nellÕesercizio di guida spirituale della sezione. La sua capacitˆ
dÕessere essenziale nelle celebrazioni,
come conviene ai cappellani abituati
allo stretto necessario per sostenere
e confortare i soldati, lo ha fatto
apprezzare ovunque, tanto che
spesso le altre sezioni lo chiamavano.
Ricordo un raduno a San Pellegrino,
nel bergamasco, dove tutti furono
estasiati dalla praticitˆ di Padre Felice.
Non amava lÕeccesso di ritualitˆ, i
fronzoli e le pompositˆ. Amava la
semplicitˆ. Da qualche tempo la
malattia ce lo aveva tolto. Ci mancava
da un poÕ il ÒPadre nostroÓ recitato come forse solo lui sapeva fare,
trasmettendo amore ad ogni presente. La sua spiritualitˆ  arrivata
ovunque, con la simpatia che ha sempre saputo trasmettere,
cogliendo il meglio anche dallÕalpino pi rude. I tanti cappelli alpini
e i gagliardetti presenti allÕultimo saluto hanno dimostrato di quanto
affetto ha goduto Felice, il nostro cappellano. Quale grado di
considerazione i suoi alpini hanno avuto e continueranno ad avere
per questÕuomo speciale che ha dato molto con umiltˆ. Sono certo
che i canti alpini dentro la chiesa, i moltissimi alpini presenti, tutti
col cappello in testa come amava lui, gli sono piaciuti e da lass
avrˆ sorriso dicendo Òbravi alpini, si stˆa propri bravi, sn contŽnt!Ó
Accanto alla tua bara ho ripercorso i bei momenti vissuti in molte
occasioni. Mi si  stretta la gola, anche se mi ha confortato la
certezza che sarai sempre al nostro fianco, in ogni occasione.
Ciao, carissimo Padre Felice, ricordati dei tuoi alpini. Continua a
guidarci, e insieme agli altri nostri grandi vecchi sorvegliaci dallÕalto,
accompagnaci e assistici. Ne abbiamo bisogno.
Achille Gregori
Oggi eravamo in molti a salutarti, la chiesa di San Giuseppe era
particolarmente affollata, cÕera tutta la tua gente e cÕerano gli alpini,
i tuoi Alpini, che per espresso desiderio del loro Cappellano, tenevano
fieramente sul capo il cappello. Lo tenevano calato sugli occhi lucidi
come se volessero trattenere per sŽ il dolore che li attanagliava.
Quello stesso dolore che il nostro presidente Chicco Gaffuri ha invece
palesato senza vergogna, rendendo evidente e sincero, da uomo
leale, quello che tutti noi avevamo nel cuore.
Durante la santa Messa, malgrado la commozione, ad un certo
punto mi  venuto da sorridere, caro Padre Felice: ti ho visto
nitidamente, eri vicino a me, mi fissavi con quella tua particolare
espressione scanzonata, gli occhi vivaci, complici: Òhai visto che
pezzo grosso sono? Guarda quanta gente e che bella cerimonia,
sono proprio una persona importante.Ó Cos“ mi dicevi tu che i Òpezzi
grossiÓ hai sempre ÒridimensionatoÓÉma poi, quando hai visto i tuoi
alpini con gli occhi bassi e il volto dei tuoi parrocchiani, ti sei lisciato
la barba in quel certo modo e ho capito che anche tu eri commosso.
Gli alpini a cui hai voluto subito bene perchŽ mi hai detto una volta:
Òsai voglio bene agli alpini perchŽ in un mondo dove tutti prendono
loro pensano a dareÓ. Alpini dalle mani dure e dal cuore tenero.
Appoggiandomi una mano sulla spalla, mi hai poi spiegato che dove
sei stai benissimo, hai trovato tanti alpini che ti aspettavano e anche
molti parrocchiani, che non dobbiamo essere tristi perchŽ non ci
hai abbandonato, ogni volta che assisteremo ad una Messa tu sarai
l“, magari a mostrare indice e medio al Sacerdote a sforbiciare una
predica troppo lunga, sarai l“ a ricordarci che la fede non  nelle
parole ma nei fatti e noi i fatti continueremo a compiere, lo faremo
anche nel tuo ricordo.
Ciao Frˆ Felice, una tirata di barba dai tuoi alpini che oggi sullÕattenti
hanno salutato il loro Cappellano, alla prossima Messa, ciao pais!
Aldo Maero
5
Ricordo
di Padre
Felice
Zanotti
Il dito indice ed il medio che
si aprono e si chiudono ripetutamente, ad imitare un paio
di forbici al lavoro, per far capire allÕoratore di turno che 
ora di dare un taglio alle
chiacchiere. Oppure, quella
volutamente goffa parodia di
un attenti e di un saluto militare, un poÕ per salutare con
deferenza, un poÕ per prendere
in giro. E poi, quella lingua
tanto tagliente con chi se lo
meritava, ma sempre pronta
a raccontare quelle cose
splendide che davano ai suoi
ascoltatori il vero orgoglio di
sentirsi alpini. Un personaggio
anche molto spiritoso: ÒInsieme
a voi sono a mio agioÓ diceva
spesso ÒperchŽ sono abituato
a stare con gli ospiti del
manicomioÓ. Un uomo semplice, umile, proprio come il
San Francesco di cui seguiva le orme. Semplice e umile, ma tuttÕaltro che banale. Un
uomo che non aveva nessun timore di dire
a ciascuno ci˜ che gli competeva. Il suo era
il coraggio del ÔgiustoÕ. Quante volte lÕabbiamo
sentito denunciare la disonestˆ e lÕarroganza
di chi ci amministra e governa! E aggiungeva
che era proprio per quello che stava bene
tra gli alpini ÒperchŽ voi alpiniÓ diceva Òavete
le mani pesanti, dalla pelle dura e callosa,
ma, anche intanto che state lavorando, le
vostre continuano ad essere mani puliteÓ.
Arrivava ovunque; le sue domeniche erano
tutte alpine e, a volte, non solo quelle.
Arrivava con Gianluigi, che definiva il suo
ÔattendenteÕ, ed era assediato da tutti, perchŽ
tutti in assoluto avevano il piacere di stringergli la mano e di sentire le sue battute di
spirito, sempre molto sottili. Padre Felice
aveva uno dei sorrisi pi dolci che si potessero
incrociare e la sua ÒerreÓ metteva di buon
umore. Quasi sempre, sopra il saio indossava
una giacca impermeabile con un grande
distintivo della nostra Associazione e, immancabilmente, portava su una spalla una
borsa di foggia militare, con tutto ci˜ che gli
serviva per celebrare, Òla mia borsa dei ferriÓ,
come la chiamava lui. In testa aveva sempre
il cappello alpino e lo indossava con fierezza.
Si sentiva alpino a tutti gli effetti e spesso
diceva Ònoi alpiniÉÓ.
Forse abituato alle S. Messe celebrate alla
bellÕe meglio nella foresta amazzonica, era
essenziale anche nella celebrazione delle
nostre. Anzi, era forse il solo a interpretare
nel modo giusto il concetto di ÔMessa al
La notizia della morte di Padre Felice mi ha
raggiunto alle prime luci dellÕalba, quando
la cittˆ era ancora immersa nel sonno, Felix,
come mi piaceva chiamarlo, ci aveva lasciati
per entrare nella luce piena, la luce che non
conosce tramonto. Nonostante si conoscesse
la situazione critica della sua salute, questa
notizia mi ha sorpreso e turbato come credo
abbia stupito e addolorato tutti coloro che
lo conoscevano e lo amavano . Padre Felice
era diventato negli anni trascorsi in parrocchia
a Como, dopo il ritorno dalla missione in
Brasile, un punto di riferimento per tante
persone, un padre spirituale, un apprezzato
confessore ma soprattutto un amico sempre
disposto ad accoglierti e ad ascoltarti, con
il suo modo di fare semplice e genuino. Per
questo ci sembrava impossibile che ci avesse
lasciati. Eppure in qualche modo ci aveva
campoÕ, celebrata in modo spartano, perchŽ
le circostanze lo richiedono. Non gli piacevano
tutti i fronzoli e gli orpelli che non fossero
la vera essenza del rito. Sopportava male i
troppi canti e le lunghe chiacchiere. Anche
le sue omelie erano brevissime, ma incantavano per la purezza dei loro contenuti. Padre
Felice ci piaceva anche perchŽ era stringato,
ma, paradossalmente, lo avremmo ascoltato
molto pi a lungo con vero piacere.
Di tanto in tanto raccontava qualche episodio
della sua vita di missione in Brasile, dove
aveva trascorso pi di venticinque anni. Mi
colpivano molto le descrizioni dei suoi trasferimenti nella foresta, a dorso dÕasino, o
a piedi. Quel Brasile che non aveva mai
smesso di sognare e la sua missione, che
continuava a sostenere con le offerte raccolte
tra gli alpini nelle diverse occasioni dÕincontro.
Ci mancherˆ molto quel santÕuomo del nostro
cappellano, che abbiamo considerato tutti
veramente un padre per tanti e tanti anni.
Chissˆ se nel Paradiso di Cantore avrˆ giˆ
incontrato i veci alpini comaschi? Una cosa
per˜  certa: continuerˆ a impartirci le sue
benedizioni, perchŽ sa per certo che andranno
a buon fine.
LÕho visto lÕultima volta poco pi di un mese
fa. Ha raccontato i suoi disagi e le sue
sofferenze, ma lÕaspetto esteriore sembrava
quello di sempre ed il sorriso era limpido
come al solito. Lo ricorder˜ sempre cos“,
perchŽ  una bella immagine.
Ciao, caro Padre Felice, sei stato un dono
del cielo.
Chicco
preparati a questo momento, infatti negli
ultimi mesi, spesso diceva che sentiva di
essere ormai arrivato al traguardo, ma lo
diceva sempre con francescana serenitˆ.
Quando  buio tutti noi cerchiamo un poÕ di
luce, Padre Felice ha fatto questo, ha acceso
una candela nella vita di tanti, aprendo uno
spiraglio di luce e di speranza per i poveri
che ha incontrato, per i dubbiosi in cerca di
Dio, per gli assetati di conforto che hanno
bussato alla sua porta e sono sempre stati
accolti. Ogni mattina quando passavo davanti
alla sua stanza leggevo la targa appesa alla
porta Ò Bonus miles Christi Ò e cosi  stato,
un buon soldato di Cristo, lo ha testimoniato
con amore servendolo nei suoi
fratelli.
Caro Felix, come  consuetudine dire tra gli
alpini, anche tu sei andato avanti, ma siamo
certi che ogni tanto ti volterai per incoraggiarci
e ripeterci quello che ci dicevi in confessionale,
non aver paura e vai avanti. Si andiamo
avanti, anche grazie alla tua testimonianza
e alla tua straordinaria lezione di vita. Siamo
certi che continuerai a pregare per noi, ora
dopo tante fatiche riposa nella pace .
Ciao Felix
Frate Attilio Defendenti
6
Palazzolo: raduno 2° Raggruppamento
Una grande festa alpina
Bravi, Bresciani! E bravo il capogruppo Mario
Simoni con i suoi alpini di Palazzolo che
nellÕoccasione festeggiavano anche lÕ85¡
compleanno del gruppo. Simoni, che da
innumerevoli anni guida il gruppo pi numeroso della sezione di Brescia, ha dimostrato
con i fatti come una valida sinergia tra istituzioni Ð doveroso citare il contributo fornito
dal comune con il sindaco Alessandro Sala
in testa Ð e alpini dia eccellenti risultati. Lo
ha detto molto bene anche il presidente
Corrado Perona quando ha spiegato
lÕimportanza che i sindaci partecipino alle
nostre Adunate Nazionali a significare lo
stretto legame tra alpini e amministratori
locali. Palazzolo ha vissuto tre intense giornate
alpine e ad esse la nostra sezione ha dato
un importante contributo Ð terza come numero di partecipanti dopo Brescia e Bergamo
con pi di 80 gagliardetti e le fanfare di Asso
e Olgiate. Molto apprezzato come sempre il
pannello floreale degli alpini di Griante.
Oltre ai consueti incontri istituzionali con i
presidenti sezionali, tante sono state le
iniziative collaterali, come il lancio di precisione effettuato dai paracadutisti in piazza
Giovanni XXIII la mattina di sabato, la sfilata
per le vie cittadine nel pomeriggio, la visita
alle distillerie della Franciacorta e, in serata,
il concerto dei cori ANA, Palazzolese, Alte
Cime, Vallecamonica e Valle S. Martino,
presentati da Francesco Brighenti, nella
chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta.
Cori che hanno concluso con un Ògran finaleÓ
cantando insieme sia il TrentatrŽ, sia lÕInno
di Mameli.
Domenica, oltre 15.000 alpini provenienti
da Lombardia ed Emilia-Romagna hanno
sfilato lungo lo storico quartiere delle Calci
scendendo fino alla Torre del Popolo detta
anche Torre di San Fedele, la cui struttura
si appoggia su uno dei torrioni a pianta
circolare del castello, la Torre Mirabella, alta
cento metri, torre circolare pi alta dÕItalia.
sulla cui vetta si erge la statua del patrono
- San Fedele - che noi comaschi conosciamo
bene visto che oper˜ proprio sul nostro lago
e le sue spoglie furono custodite per molti
anni nella nostra Basilica prima di essere
traslate a Milano nel 1572 per ordine del
Cardinale San Carlo Borromeo. Dalla Torre
i Vigili del Fuoco hanno calato un grande
Tricolore accompagnato da 85 salve dÕonore.
La sfilata si  conclusa in Piazza Giovanni
XXIII dove cՏ stato il passaggio di consegne
con la Sezione di Sondrio che ospiterˆ il
Raduno nel 2012.
La giornata per i ÒcomaschiÓ  terminata con
la visita organizzata da Franco Arrigo alle
cantine della Boscaiola di Nelson Cenci il
quale, oltre ad essere lÕAlpino che tutti noi
conosciamo, , insieme con la figlia Giuliana,
produttore di un eccellente Franciacorta come
i presenti hanno potuto entusiasticamente
constatare di persona. Ad attenderli oltre a
noi cÕerano Enrico Gaffuri, Enrico Bianchi,
Mos Frighi, pi Achille Gregori e Carlo Gobbi
(che mai si lascia scappare una visitina alla
Boscaiola). Indescrivibili le espressioni sui
volti dei visitatori nel girare tra le stanze
della bella casa di Nelson fino ad arrivare
nella taverna dove sono custoditi i ÒcimeliÓ
del Grande Vei. A giudicare dai commenti di
tutti credo sia stata la ciliegina sulla torta di
una gran bella giornata per gli alpini comaschi.
Grazie da tutti noi, caro Nelson, di questo
bel regalo. Penso proprio che torneremo a
ÒdissetarciÓÉ in quel di Cologne.
Aldo Maero
Un assalto. Alla baionetta? Macch, alla
cantina. Alpini in prima fila. E ti pareva.
Alpini e vino, facile connubio. Come dire
rugbisti e fango. E' dura far cambiare idea
alla gente. Che associa le penne nere al
fiasco de vin. Ma non solo. E' cos“ che un
caldo pomeriggio di fine ottobre, ha salutato
una gagliarda schiera di alpini comaschi doc
occupare la Boscaiola. Sede di un'azienda
doc di prelibato (gustare per credere) Franciacorta. Quella di Nelson Cenci, popolare
personaggio, molto conosciuto, amato e
stimato anche a Como. Ma lui, che ci fa con
il Franciacorta? Perbacco, ma lo produce. In
pensione dalla medicina,  professore di
otorinolaringoiatria, cio orecchio-naso-gola,
si  ritirato in Franciacorta, splendida terra
che sfiora le onde del lago d'Iseo. E lui coltiva
viti. Sistemate alle spalle della sua hacienda,
sulle falde del monte Nelson. Il nome 
diverso, ma quando arrivi dall'autostrada
Milano-Brescia e lo vedi da lontano, capisci
che il Nelson alpino, lui  l“. Patriarca sereno,
signore distinto, anfitrione gioviale, padrone
di casa perfetto. Ha resistito impavido
all'assalto di 40 e passa alpini, affamati e
assetati, aprendo le porte della sua splendida
dimora con un buffet degno dell'occasione.
Donna Elsa e Giuliana, la figlia che dirige
l'azienda, hanno allestito una merendina
volante a base di pane, salame, formaggio, innaffiato dal nettare di Bacco.
Cio di Nelson. In avanscoperta, bravi comandanti, davanti alla truppa agguerrita, i
boss. Chicco Gaffuri, presidente di sezione,
Achille Gregori, direttore del Baradll, Mos
Frighi, vicepresidente tuttofare.
Per Gaffuri e Frighi, una prima volta. Il nostro
presidente  rimasto incantato dalla calda
accoglienza, dal calore della magione,
dall'austeritˆ della ricca biblioteca. E soprattutto, lui come gli altri, e poi gli alpini al
seguito, dal museo di Nelson. Quadri, gagliardetti, armi, ricordi di una vita da alpino.
E fuori, la preghiera dell'Alpino in marmo,
a una parete sotto al portico. Nell'ultima
riga, reca l'antica dizione: ÒbatterieÓ e non
gruppi. Nelson Cenci, uno di noi. Alpino
comasco ad honorem.
Prosit.
Carlo Gobbi
7
Il nostro Vescovo tra noi
mento spirituale lasciato da don Carlo agli
italiani, non solo agli Alpini, in ricordo di chi
ha sofferto in guerra. Platea affascinata,
dimentica di respirare, attenta a cogliere
ogni sfumatura. Di fronte, questo vescovo,
pastore di 338 sezioni nella sua diocesi, che
ha proseguito con naturalezza, distribuendo
umanitˆ e sacralitˆ. ÒContinuiamo a volerci
beneÓ ha concluso, distribuendo una preghiera stampata su una card modello bancomat.
La sua ÒTrinity CardÓ. Preghiera recitata
dall'intera assemblea, prima della benedizione. Nando Monti, pasticcere di corte, cio
di sezione, ha distribuito una sua creazione
eseguita apposta per questo incontro: la
coppa del Vescovo. Fantastica. Subito, sparita. Molto apprezzata. Come la serata.
Indimenticabile per la sezione di Como. Cittˆ
che ha un vescovo dal cuore alpino. Presidente Gaffuri, ma se non lo merita lui, Diego
Coletti, il nostro cappello....!
n Vescovo dentro una sede di Alpini.
Chi non ci conosce, pensa: il diavolo
in convento. Titolo di un famoso film francese
anni cinquanta. Lui benedice, gli altri bevono
e cantano. Invece, no. A Como, la visita
pastorale di Diego Coletti, vescovo della
cittˆ,  un vero happening. Di sacralitˆ,
anche, ma di allegria, simpatia, fraternizzazione, considerazione. Le parti, rovesciate.
Di qua un vescovo spumeggiante, frizzante,
esuberante per allegria e cameratismo. Di
lˆ gli Alpini, numerosissimi, attenti, rispettosi,
silenti, concentrati, affascinati, rapiti. Miracolo. Ma no. é che gli Alpini, c' chi non lo
sa, quando si presentano davanti a un religioso, al Cappellano del Battaglione come
al Vescovo della cittˆ, si trasformano. Niente
cori, canti, schiamazzi, bevute. Truppa composta, gente seria, che ascolta. In silenzio.
Ieri, come oggi, e cos“ domani. Finch ci
saranno Alpini.
Diego Coletti ha conquistato la platea. Scarsa,
rispetto all'entitˆ di Como (cento e passa
mila abitanti) e al numero degli iscritti della
sezione (6.997). Ma enorme per lo spazio,
gremito in ogni ordine di posti, avrebbe
annunciato Bruno Pizzul, microfono alla
mano. Forse cento, anche pi, i presenti.
E meno male che l'annuncio della Provincia
Òun appuntamento da non perdere, secondo
i vertici del gruppo comasco, che invitano a
partecipare tutta la popolazioneÓ, non  stato
ascoltato. Altrimenti, dove li avremmo messi?
Il padrone di casa, Chicco Gaffuri, nostro
presidente, ha reso gli onori. Ma in realtˆ,
il padrone di casa, quello vero,  subito
apparso lui, il vescovo. Diego Coletti
l'avevamo visto sull'altare del Duomo, un
anno fa, alla celebrazione di don Carlo Gnocchi. Lui, non alpino, ci era sembrato molto
pi alpino di tutta la folta platea che gremiva
la stupenda chiesa. Si  confermato
all'incontro in sezione. Affabile, gentile,
simpatico, pronto alla battuta scherzosa,
U
divertente e divertito. A suo agio, completamente. Niente formalismo, poca sacralitˆ,
ma tanta umanitˆ vera. E questo, agli Alpini,
piace. Lo hanno sentito dei loro. Un amico
in mezzo a tanti amici. Chicco Gaffuri  stato
al gioco, quando ha definito l'incontro
ÒEcclesialeÓ. Aggiungendo poi: ÒSono il presidente, perci˜ qui sono il vescovoÓ. E Coletti
coglie l'assist: ÒAllora questa  la diocesiÓ.
Precisando: ÒAnche io sono alpino. Iscritto
a forza al gruppo di Val Furva. Perci˜ sono
un coscrittoÓ.
Un'ora e un quarto, il tempo  volato, fra
battute e motti di spirito. E' venuto fuori
quel vescovo che ci aveva affascinati in
Duomo, un anno prima. Colto (<vasi a Samo,
carbone a Newcastle> impensabile, vero,
da un vescovo), preparato, appassionante.
Ci ha incantati. Con il ricordo del suo attaccamento a don Gnocchi, il suo affetto per
gli Alpini. Ha citato, leggendoli, brani tratti
dal famoso ÒCristo fra gli AlpiniÓ, un testa-
BREVE INTERVISTA
ÒGli Alpini, gente splendida. Che parla poco,
ma fa, agisce, sempre pronta quando c' il
bisognoÓ. Coletti ricorda con simpatia
l'incontro di Roma. ÒSono stato rettore del
Collegio Lombardo dal 1989 al 2000. Per il
Giubileo, la cittˆ invasa da migliaia e migliaia
di alpini. Una festa, con tanta allegria, suoni,
canti, anche bevute, Roma era impazzita
per questa bellissima pacifica invasione.
Confrontata con i black block. Ecco la
differenzaÓ. Ha aggiunto: ÒQuando ci sono
gli Alpini, Cristo  con loro. Perch sono
abituati alla sofferenza, alla fatica, al silenzio,
al rispetto, alla devozione. Hanno qualitˆ
umane non facili da trovare. Sono uomini
speciali, con un grande cuoreÓ. Ha concluso:
ÒPer me  un piacere mescolarmi agli Alpini,
sentire la loro vicinanza, la loro religiositˆ,
la loro umanitˆÓ. Grazie, Eccellenza, per
queste belle parole. La sezione di Como ha
davvero un amico in pi. Un grande vero
Amico!
Carlo Gobbi
8
Li Romani in Russia
Quando le emozioni si possono toccare
Quando le emozioni si possono toccare
Uno scrittore  tanto pi bravo, quanto pi riesce a confezionare
una storia che ognuno possa adattare alla propria fantasia. LÕaspetto
pi affascinante della lettura  proprio la possibilitˆ di costruirsi le
immagini di ci˜ che si legge, ognuno secondo la propria immaginazione. Se si riesce a farlo, vuol dire che lÕautore  stato davvero in
gamba, tanto da fornire una buona base su cui dar forma al racconto,
ognuno con le proprie sfumature.
Un bravo attore invece ha un altro compito, quello di far immedesimare
il pubblico nel personaggio che interpreta, con i suoi tratti del volto,
con la sua voce, col suo modo di muoversi. E, se  veramente bravo,
riesce addirittura a far provare i suoi sentimenti, a far sentire sulla
pelle le sue sensazioni, come se quel personaggio fosse davvero
entrato in noi. é esattamente quello che ha fatto provare Simone
Cristicchi, con lÕintensitˆ della sua recitazione, con quel suo modo
cos“ realistico di esprimere gli stati dÕanimo, dalla gioia, alla paura,
fino allÕangoscia, nello spettacolo portato in scena a Tremezzo.
EÕ la storia di un fante romano, che partecipa alla Campagna di
Russia e, giunto allÕetˆ di sessantÕanni, decide di raccontarla. Un
monologo in versi, accompagnato di tanto in tanto dal Coro Alpino
Orobica, delle cui capacitˆ sappiamo giˆ tutto. Avevo giˆ assistito
a Milano allo spettacolo ÒLi Romani in RussiaÓ, quindi ero, per cos“
dire, preparato. Sapevo bene che racconto avrei ascoltato e conoscevo
anche il modo in cui mi sarebbe stato proposto. Eppure, quantunque
per me si trattasse di una replica, le emozioni provate sono state
intense come la prima volta. Mi  sembrato di sentire la fatica di
quel fante romano, in marcia sotto il peso dello zaino. Ho capito
bene cosa fossero i morsi della fame e, nonostante il caldo del
teatro, mi  sembrato di sentire sulla pelle i brividi del gelo russo.
Mi hanno fatto inumidire gli occhi le sofferenze di quei giovani e lo
struggente desiderio di pace, di casa. Proprio bravo quel Simone
Cristicchi, che molti pensavano fosse solo un cantante e si  rivelato
un attore formidabile. LÕaltra grande sorpresa  stata quella di
scoprire la sua semplicitˆ, che non ci si aspetterebbe da un personaggio noto del mondo dello spettacolo, che ha addirittura vinto un
Festival di Sanremo. Invece  un ragazzo modesto,  uno come noi,
che, proprio grazie alla sua sensibilitˆ, riesce a scuotere lÕanima di
chi lo ascolta. Scuoterla, nel senso pieno del termine. Sorprendente
anche il fatto di ascoltare un racconto della Campagna di Russia
senza accenni agli alpini, ma con fanti, bersaglieri e artiglieri. Abituati
come siamo ai racconti di Russia nel nostro dialetto, o in veneto,
in piemontese,  una sorpresa ascoltare un narratore che parla
romanesco. Parla in romanesco, ma racconta le stesse cose sentite
dai nostri veci dellÕarco alpino. Mi  sembrato un modo in pi per
celebrare i 150 anni di Unitˆ dÕItalia, perchŽ si  ricordato a tutti
che a soffrire e morire al servizio della Patria cÕerano proprio tutti;
cÕerano i ragazzi del nord, del centro e del sud dellÕItalia e morivano
nello stesso tragico modo, invocando la mamma. Bravo Simone, ci
hai regalato una serata stupenda, una serata di sana commozione.
Peccato che il tempaccio non abbia consentito di gustare lo spettacolo
nel Parco Teresio Olivelli e abbia costretto a rintanarsi nel teatro
parrocchiale, con un numero di posti ridotti. Tanti sono dovuti
rimanere fuori. Chissˆ che non si riesca a replicare lo spettacolo
lÕanno prossimo, magari proprio in Como cittˆ? Sarebbe un trionfo.
Chicco Gaffuri
Punti di vista...
Il vescovo di Rimini ha pronunciato unÕispirata
omelia in occasione dei funerali di Simoncelli,
lo sfortunato motociclista morto in Malesia.
Per˜ non posso dimenticare quelle che il
suo collega di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, pronunci˜ al funerale del cap. magg.
Miotto Caduto in Afghanistan il 31 dicembre
2010: ÒÉ quelle non sono missioni di pace
É i nostri soldati vanno l“ con le armi É Non
sono dÕaccordo con una certa esaltazione
retorica; non facciamone degli eroi!Ó. Cosa
che provoc˜ lÕimmediata reazione del nostro
presidente, Corrado Perona, che gli indirizz˜
una decisa, ancorchŽ garbata, lettera di
protesta riportata su LÕALPINO del marzo
2011. Punti di vista alquanto diversi direi.
Davanti alla morte noi tutti dobbiamo chiuderci in un rispettoso silenzio; i ministri di
Dio si devono astenere dal tranciare giudizi;
la folla deve smetterla di applaudire rompendo quella concentrazione che il momento
solenne esige.
Ora, mentre Miotto ci ha lasciato un testamento spirituale che vorrei fosse letto nelle
scuole,  Caduto per lÕUmanitˆ (oggi non si
muore pi per la Patria, ma per lÕUomo che
soffre), Simoncelli  morto in un momento
ludico, in uno sport dove il gesto atletico 
sostituito dal coraggio spericolato e
dallÕamore per il rischio ben lontano dalla
sofferenza e dalla fatica che altri sport
pretendono. Lo dico anchÕio: non facciamone
un eroe e, al tempo stesso, non dimentichiamo Matteo Miotto, alpino - credente e
timorato di Dio.
Cesare DiDato
9
Fatti...col
NEWS 2011
Cappello Alpino
ci scrivono.....
Sono un alpino classe 1929
del gruppo di Mozzate. Ho
appreso dallÕarticolo apparso sul precedente numero di posizioni offensive
verso i nostri Òcomandanti nazionaliÓ
perci˜ contro lÕANA. Inoltre sՏ scritto
di scarsa frequenza ad alcune importanti
manifestazioni. Ne sono sgomento e
amareggiato. Mi pare che necessiti impegnarsi per non dimenticare la nostra
storia e il significato di Patria. Un veicolo
informativo valido ed economico pu˜
essere la bacheca nei gruppi e in sezione,
metˆ destinata alla storia e metˆ finalizzata alle attivitˆ associative. Sarebbe
maggiore lÕinformazione per tutti.
Luigi Pedrazzini - Mozzate
Caro Pedrazzini, la tua lettera, della
quale riportiamo una sintesi, esprime
un alto sentimento di alpinitˆ e di attaccamento allÕassociazione, oltre alla volontˆ di contribuire a risolvere alcuni
problemi che sono propri della societˆ
nella quale ci dibattiamo e, soprattutto,
della quale siamo parte, che ha portato
alla mancanza di rispetto e alla convinzione assoluta delle idee personali, senza
considerare e valutare le posizioni della
maggioranza. Mi riferisco a quanto sostenuto nellÕarticolo riguardante
lÕassemblea nazionale e i comportamenti
descritti. La frequenza alle manifestazioni
, generalmente, ancora di buon livello.
Alcune volte non si coglie lÕimportanza
di quanto si propone, in particolare nei
casi pi innovativi e diversi. Circa la tua
proposta, la ÒbachecaÓ  giˆ esistente
e presto sarˆ rafforzata. Non  di tipo
tradizionale coi fogli appesi, ma elettronica. é il sito associativo
www.alpinicomo sul quale si trovano
notizie di manifestazioni, informazioni
e fatti legati alla vita sezionale. Presto
ci saranno novitˆ e altre utilitˆ associative. Chiunque ne pu˜ beneficiare in
qualsiasi momento e con tanta comoditˆ,
da casa, cercandosi le informazioni
desiderate.
Alcuni alpini del gruppo di Ponte Lambro Ð da sempre particolarmente vicini a Luca Barisonzi
Ð in rappresentanza della sezione con alpini di altri gruppi alla cerimonia di posa della prima
pietra della "Casa di LucaÓ avvenuta a Gravellona Lomellina venerd“ 11 novembre
Nel prossimo numero servizio con resoconto della raccolta effettuata in sezione a questo fine.
7 agosto. Abituale incontro
di alpini al cimitero militare
del passo Stelvio, sopra Bormio, in ricordo dei Caduti
della grande guerra.
Al raduno  sempre presente il nostro Vessillo.
Quest'anno, 150¡ dell'unitˆ
d'Italia, la scorta all'insegna
della nostra sezione  stata
particolare: il Reduce Arturo
Bignucolo Ð giˆ consigliere
sezionale Ð si  posto al
fianco del Vessillo in onore
alle Medaglie d'Oro alpine
comasche, restando sull'attenti per l'intera cerimonia.
Un gruppo di alpini con Luca Barisonzi (al centro) il 9 ottobre a
Gravellona Lomellina (PV), prima
della sua partenza per il periodo
di cura in Svizzera. A festeggiare
Luca, alcuni amici dellÕ8¡ Alpini,
dei gruppi della zona e Marco Bravi
(a ds. accosciato) del gruppo di
Ponte Lambro. Grazie a Facebook
in molti sono accorsi a salutare
Luca e dimostrare il grande affetto
degli alpini. Con lÕinizio dei lavori
per la sua casa Luca vedrˆ concretizzato lo sforzo di tutti gli alpini.
10
Fatti...col
Cappello Alpino
48° Pellegrinaggio in Adamello
Salire sulle cime e sui ghiacciai dell'Adamello
in occasione del Pellegrinaggio  divenuto per
alcuni soci della Sezione un appuntamento
fisso. Si sale, talvolta faticosamente, per onorare e ricordare i nostri Veci che su questo
gruppo montuoso combatterono e morirono
scrivendo pagine della nostra storia.
Il Pellegrinaggio  commemorazione, occasione
di fraternitˆ tra Veci e Bocia e tra discendenti
degli avversari di un tempo.
Quest'anno il 48¡ Pellegrinaggio, dedicato al
Gen. Romolo Ragnoli ,ha avuto la sua cerimonia
al Passo di Lagoscuro, posizione che il 2 maggio
1916 venne isolata dagli altri capisaldi con un
attacco austriaco, ma nello stesso anno venne
riconquistata. Il numero dei Veci partecipanti
al Pellegrinaggio si assottiglia ogni anno, per
legge naturale.
é incoraggiante, per˜, constatare che la tradizione alpina della memoria  radicata nelle
nuove generazioni di Alpini. Anche quest'anno
 stata numerosa la loro presenza. Mantengono
fede al motto della Colonna Mozza sull'Ortigara:
ÒPer non dimenticareÓ. Con l'abolizione della
leva ci˜  importante per conservare la memoria
alpina. All'anno prossimo, a Cogolo di Pejo per
il 49¡ Pellegrinaggio.
Gianmario Porro
Altri morti
dall Afghanistan
ÒUn mero incidente stradaleÓ dice il comunicato del comando militare riportando
la notizia della morte di tre soldati avvenuta in Afghanistan nello scorso settembre. Un evento che pu˜ succedere ovunque
la viabilitˆ sia in condizioni disastrate
come in quel territorio. Fatto  che altri
tre nomi si sono aggiunti alla giˆ lunga
lista di militari che hanno perso la vita
nella missione afghana. Il numero non si
ferma, anche se noi continuiamo a sperare
che non abbia ulteriori inserimenti. Ci
pare doveroso elencare le nuove vittime,
anche se decedute non per unÕazione
propriamente militare, ritenendoli meritevoli di pari rispetto per aver perso la vita
in servizio. Sono il tenente Riccardo Bucci,
il caporalmaggiore Mario Frasca e il parigrado Massimo Di Legge. Una traccia di
strada se li  portati via durante lÕattivitˆ
prestata per aiutare un popolo poco fortunato.
P.S. Gianmario organizza da oltre 25 anni la
spedizione in Adamello, quest'anno davvero
numerosa. Una ventina fra giovani e meno
giovani. Chi ama la montagna, alpini, non
alpini, uomini, donne, non pu˜ perdere questa
occasione.
Consigli Sezionali
Riunione del 15 settembre
Seduta esterna effettuata nella sala consigliare del comune di Ponte Lambro (80¡
gruppo) con presenza di gruppi della zona e
saluto del sindaco Andrea Cattaneo.
Apertura del Consigliere nazionale Crugnola:
situazione Casa per Luca, riferimento spot
reti Mediaset gratuito su iniziativa giornalista
Toni Capuozzo, grosso seguito e contributi.
Utilitˆ mininaia per entusiasmo partecipanti.
Apprezzamento SN per iniziativa Villa Carlotta.
ODG Ð Convenzione Villa Carlotta: consigliere
Gatti riferisce contatti tenuti. Presidente
descrive superficie (oltre 2 ha) lavori da
effettuare. Sopraluogo il 1 ottobre con gruppi
zona.
ODG Ð spettacolo Li romani in Russia: cantante/attore Simone Cristicchi effettuerˆ a
Tremezzo. Spese coperte da amministrazione
comunale. Manifestazione per 150¡ unitˆ
Italia in collaborazione con Famiglia Comasca.
Serve come raccolta fondi Casa per Luca.
ODG Ð Convenzioni: rinnovo con comune
Como manutenzione aree Parco Rimembranze
(Baradello) e salita Padre Pigato. Valutazioni
proseguimento con Lurate Caccivio.
Varie: seguito accordo con Unicef per attivitˆ
proiettata al 2015. Approvazione proposta
di partecipazione Vessillo ad esequie Reduci.
Nascita 123¡ gruppo a Maslianico con 35 soci
di cui 23 nuovi. Descrizione attivitˆ svolte
e programmazione prossime.
Riunione del 20 ottobre
Il presidente ricorda il cappellano Padre Felice,
scomparso di recente. Riporta informazioni
riunione presidenti collegata al raduno di
raggruppamento: Adunata nazionale 2013
a Piacenza; Alpiniadi 2012 dal 8 al 11 marzo;
i campionati ANA aperti in modo sperimentale
agli aggregati; prossimi raduni di raggruppamento: 2012 Sondrio, 2013 Bolognese Romagnola, 2014 Monza, 2015 Varese, 2016
Sal˜.
ODG raduno raggruppamento a Palazzolo buona nostra presenza, terza sezione dopo
Bergamo e Brescia. Il raduno sta crescendo
molto. CÕerano quasi 15000 presenti.
Spettacolo Cristicchi - ottimo esito nonostante
la pioggia che ha costretto gente a non
assistere allo spettacolo. Sarˆ replicato nel
2012 al raduno sezionale ad Albese.
Gruppi - Vendrogno lascia la sezione e passa
con Lecco per ragioni geografiche, dopo
accordo e delibera due sezioni. Valutate
problematiche di Civenna, Ossuccio, Laino
Intelvi. I gruppi saranno seguiti da consiglieri
Invernizzi, Vasile, Peduzzi.
Varie - per Brienno  in allestimento intervento diretto della sezione. Villa Carlotta,
eseguita prima pulizia. Continua manutenzione sentieri Spina Verde con gruppi locali.
La PC ha effettuato interventi concordati con
amministrazione provinciale salvaguardia
territorio. Incontro fine anno e messa della
PC si svolgeranno in caserma.
La sezione  stata scelta con Biella e Valdagno,
per sperimentare contatti con le scuole.
Deliberato che durante la lettura della Preghiera dellÕalpino, non si devono effettuare
sottofondi musicali o canori.
Dal 2012 i soci aiutanti avranno tessera e
bollino differenziato.
Elenco incontri svolti e da effettuare. 28
ottobre in sede visita del Vescovo di Como,
mons. Diego Coletti.
11
Fatti...col
Cappello Alpino
Luino: inaugurata una croce
al Passo della Forcora
di Cesare Di Dato
uesta volta usciamo dai limiti della
sezione per parlare di una manifestazione ormai decennale della sezione di Luino:
la salita al Passo della Forcora dalla sede del
gruppo di Maccagno lungo una salita di tutto
rispetto; 950 metri secchi dalla riva del Lago
Maggiore al piazzale della Chiesetta della
Madonna della Neve che, sul muro laterale,
reca la targa di Camminaitalia 99 (tappa
119). QuestÕanno alla camminata si  unita
lÕinaugurazione della Croce ai Caduti senza
Croce, al culmine del Monte Cadrigna, pi
alto del piazzale di circa 150 metri. Croce
voluta dagli alpini luinesi, in primo luogo
dallÕartigliere alpino Gianmario Piazza e
realizzata dalla ditta di Costantino Fasana
giˆ capogruppo di Cernobbio; una presenza,
ci piace sottolinearlo, della nostra sezione
che ci rende orgogliosi per avere, noi laghŽe
dellÕaltro lago, dato una mano ai confratelli
alpini del Verbano.
Q
 cappellano nŽ alpino, ma  animato da
uno spirito patriottico e alpino che lo rende
simpatico allÕistante. I discorsi sono stati
intelligentemente brevi e hanno preceduto
la posa nel basamento di unÕurna contenente
documenti a futura memoria affinchŽ i posteri
sappiano di quali sentimenti sono animati
gli alpini e di come in loro sia costante il
ricordo dei Caduti da Adua allÕAfghanistan.
Ha concluso la giornata lo scoprimento di
una targa con parole di elevato significato
che riportiamo: Ò Un Segno per ricordare e
per onorare tutti i Caduti, in particolare i
Dispersi, gli Infoibati e chi  sepolto senza
il segno della sua fede cristianaÓ.
Tra gli intervenuti il consigliere provinciale
Piero Rossi, cerimoniere, che abbiamo giˆ
apprezzato in precedenti occasioni, lÕalpino
Marco Magrini, presidente della Comunitˆ
Valli del Verbano, numerosi sindaci, il comandante della stazione dei Carabinieri e
vatici, presidente dellÕOpera Caduti Senza
Croce, con Bandiera, che ha chiuso il suo
intervento gridando, letteralmente: ÒDispersi,
ovunque voi siate, RIPOSO!Ó. Come non
pensare che in quel momento i nostri soldati
inabissati in mare, arsi in cielo, spariti in
Russia, bruciati nel deserto, precipitati nelle
foibe, annientati dei campi di concentramento
russi e tedeschi non fossero con noi?
Brevi dai Gruppi
Ancora Contrin
Il gruppo di Nesso, partecipe al raduno sul
Contrin, ci ha fornito notizie del ritrovo dello
scorso giugno. Il nostro Vessillo insieme ad
alcuni gagliardetti incolonnati hanno risalito il
sentiero, godendo del magnifico paesaggio
sovrastato dalla Marmolada, celebrando cos“ i
veci Òper non dimenticareÓ
Albese con Cassano
Domenica 11 settembre, dopo aver partecipato
allÕanniversario di Lurago dÕErba, gli alpini del
gruppo di Albese hanno ricordato Caduti e
defunti alpini con una messa al campo. La
cerimonia sՏ svolta nel bel bosco che circonda
la Òbaita alpinaÓ. Naturalmente se nՏ incaricato
don Antonio Larmi il nostro don sergente con
la collaborazione di don Antonio Ostinelli. Presenti due autoritˆ dal nome comune: Gaffuri.
Uno sindaco di Albese, lÕaltro presidente di
sezione.
La vista che si gode di lass  eccezionale:
lo sguardo abbraccia il lago fino al suo
termine meridionale, i monti aspri anche se
di media altezza, i fitti boschi, i paeselli
disseminati sulla sponda piemontese, i sottostanti tetti di Maccagno che paiono a
portata di mano. Un inno a Dio, un sito che
valorizza lÕomaggio degli alpini a chi ha dato
la vita per la Patria; un luogo che merita
una visita per una preghiera sotto la Croce,
coinvolgente nella sua semplicitˆ.
In questa domenica di fine settembre, sotto
la guida del presidente Cordiglia, aveva inizio
la cerimonia, preceduta dallÕarrivo in perfetta
fila indiana della squadra dei ÒsalitistiÓ guidata
dai vice presidenti sezionali Gino Busti e
Sergio Banfi; chiudeva Sergio Bottinelli, ben
noto per aver ricoperto incarichi di prestigio
in ambito ANA, il quale nellÕoccasione stabiliva
il primato di dieci salite consecutive oltre
alla tappa di Camminaitalia. I numerosi
presenti si disponevano a quadrato intorno
alla Croce per ascoltare la Messa celebrata
da don Andrea Caelli, sacerdote valtellinese
della Diocesi di Como e ora in ritiro spirituale
nel vicino Monastero della SS. Trinitˆ: non
quello della Forestale. Preziosa la presenza
di quattro reduci tra i quali ÒTogninÓ della
sezione di Varese a tre mesi dal suo centesimo compleanno, Gianmario Coretta, presidente della sezione di Intra e Armando
Cadario, vice della sezione di Varese. Per
Como il nostro consigliere sezionale Silvano
Miglioretto. NŽ poteva mancare il consigliere
nazionale Adriano Crugnola, comasco
anchÕegli, del quale abbiamo apprezzato,
come sempre, la concretezza del discorso.
Oltre ai Vessilli di Luino, Como, Varese e
Intra, 54 gagliardetti Ð 22 ospiti tra i quali,
logicamente, quello di Cernobbio Ð lo Stendardo dellÕIFMS (Federazione Internazionale
dei Soldati della Montagna) di cui il giˆ citato
Bottinelli fu Segretario generale e quelli
dellÕAeronautica, dei Carabinieri, del CAI di
Luino e del CAI di Germignaga. Presenze
quasi sacrali quelle di Luigi DÕAgostini con
i gagliardetti di Pola e di Zara e con il drappo
dellÕIstria; egli ha recitato la Preghiera di
Basovizza del Martire infoibato, che noi non
dobbiamo mai dimenticare come hanno fatto
per decenni, colpevolmente, tanti uomini
politici. Trascinante il discorso di Silvio Sel-
Como centro e altri
Partecipazione alla manifestazione Interarma.
Seguendo lÕultraventennale programma, alcuni
alpini in supporto al Vessillo scortato dal vicepresidente Bianchi hanno raggiunto il Monumento ai Caduti per la celebrazione e la S.
Messa. é emersa la mancanza di bande, impostazione, capacitˆ di trascinamento e il tipico
spirito che ci accompagna nelle manifestazione
dÕimpostazione alpina.
Capiago Intimiano
Dopo particolari preparativi, il gruppo ha impostato un intrattenimento rivolto ai cittadini
finalizzato alla raccolta di fondi per attivitˆ
benefiche. Sia pure dopo la chiusura del sostegno impostato ed effettuato tempo addietro,
i soci hanno destinato, per tramite della sezione,
500 Û alla Fondazione don Carlo Gnocchi. LÕaltra
parte della cifra, insieme alle prossime raccolte
e alle attivitˆ tuttÕora in corso, sarˆ destinata
al fondo della ÒCasa per LucaÓ cui non mancherˆ
il sostegno della gente e degli alpini.
Visita in Canada. Sergio Tuia di Cavallasca
ha ritrovato un vecchio amico emigrato in
Canada da Bassano del Grappa nel 1961.
LÕamico ÒcanadeseÓ  Ferdinando Bisinella,
capogruppo di Montreal. Durante la visita lÕalpino
di Cavallasca ha potuto valutare quale attaccamento hanno gli alpini della seconda naia che
vivono allÕestero con lÕItalia nel cuore. I due si
sono dati appuntamento per il prossimo mese
di maggio a Bolzano.
12
Fatti...col
Cappello Alpino
Alla baita degli alpini di Lurago, fra le tante
persone presenti, spiccava la mimetica di un
alpino in servizio: Marco Brioschi, luraghese
appartenente al Btg. Saluzzo del 2¡ Alpini, in
ferma dal 2007, con alle spalle una missione
in Afghanistan e altre attivitˆ allÕestero. Segno
di continuitˆ storica con i fondatori e i tanti
alpini passati negli anni nelle file del gruppo,
nato nel 1931 e del quale sono state in precedenza riportate notizie inerenti lÕattivitˆ effettuata per gli 80 anni di fondazione. Lurago 
una tipica localitˆ della laboriosa Brianza, il cui
nome  dÕincerta origine, probabilmente celtica
per il suffisso ÒagoÓ o, forse pi, latina da
ÒLaurius Ð acusÓ. La zona risulta abitata fin
dallÕepoca del bronzo e del ferro. Sviluppi
successivi ne danno la certezza attraverso
documenti del 879 D.C. La definizione attuale
col terminale ÒdÕErbaÓ stabilisce lÕappartenenza
alla pieve dÕIncino (Erba) al tempo Visconteo.
Nella localitˆ lo scorso 11 settembre gli alpini
hanno celebrato solennemente lÕ80¡ anniversario
Olgiate Comasco, 75° compleanno
Ricordo della fondazione, 50 anni della fanfara e del patrono San Maurizio
Lo scorso settembre, il gruppo alpini di Olgiate
Comasco ha celebrato il 75¡anniversario di
Fondazione ed in contemporanea il 50¡ di
nascita della Fanfara Sezionale e il ricordo
del patrono degli alpini. La manifestazione
celebrativa sՏ tenuta il 17 e 18 settembre.
La sera di sabato 17, presso lÕauditorium del
centro Congressi del Medioevo per lÕapertura
delle celebrazioni, sՏ tenuto il concerto,
aperto dallÕInno Nazionale cantato dal Coro
della Lunigiana accompagnato dalle note
della Fanfara Alpina del gruppo. I canti,
magistralmente eseguiti dagli amici toscani,
sono stati accompagnati dallo scorrere di
foto inerenti la storia del gruppo inframmezzate a immagini di cime montuose. La seconda parte del concerto ha visto protagonista
la locale fanfara alpina, entrata al ritmo dei
tamburi imperiali ad introdurre lÕesecuzione
di inni tradizionali. Ospiti dÕonore il consigliere
Nazionale Adriano Crugnola e il Vicepresidente
vicario Mos Frighi. Domenica 18 settembre
ha avuto luogo la celebrazione alla presenza
dei Vessilli delle sezioni di Como e Abruzzi,
del Gonfalone di Olgiate Comasco, 43 gagliardetti, una decina di insegne di associazioni
combattentistiche, dÕarma e volontariato, i
sindaci della zona. Alzabandiera, quindi
sfilata lungo le vie del paese per raggiungere
il parco delle rimembranze per ÒlÕonore ai
CadutiÓ e i discorsi ufficiali, iniziati con
lÕintervento del sindaco Rita Livio che ha
ricordato anche il 150¡ dellÕUnitˆ dÕItalia.
Ha fatto seguito il capogruppo Adriano Quercini che ha ufficialmente consegnato il monumento ai Caduti, dopo la pulizia e il ripristino eseguito dagli alpini. Quindi Silvano
Miglioretto, consigliere responsabile per la
di fondazione con un raduno adeguato alle
numerose attivitˆ svolte nellÕanno, fra le quali
spicca lÕalzabandiera di ogni fine settimana. La
Festa (preceduta il sabato dal concerto del coro
Colmenacco)  iniziata presso la baita del
gruppo, sorta nel 1971 dalla trasformazione Ð
effettuata dagli alpini Ð di un casottino di
campagna concesso dai conti Sormani. La
celebrazione ha visto lÕintervento del capogruppo
Pietro Negri che, accanto alla contessa Sormani,
ha ripercorso la storia del gruppo. A seguire il
sindaco Carlo Cova che ha ricordato don Gnocchi
e recitato una poesia in dialetto, particolarmente
seguita dai presenti, con la quale ha ripercorso
il tempo dÕattivitˆ alpina dalla nascita della
sede. In chiusura il presidente Gaffuri ha elogiato
il gruppo -che ha saputo anche superare un
periodo difficile- ricordando la particolaritˆ del
giorno 11settembre, importante per la cristianitˆ
europea e per la vita contemporanea del dopo
torri gemelle di New York, cui  seguita la
missione in Afghanistan. La sfilata, lÕOnore ai
Caduti, la S. Messa, hanno chiuso la celebrazione
ma non lÕattivitˆ per lÕanniversario, proseguita
giˆ nella stessa sera con lÕottimo carosello della
Fanfara sezionale del gruppo di Asso, nellÕattesa
delle altre manifestazioni che seguiranno nei
mesi di fine anno.
A. G.
zona che ha introdotto il presidente sezionale
Enrico Gaffuri che, elogiando il gruppo e la
fanfara, ha ricordato lÕimportanza
dellÕiniziativa denominata Òuna Casa per
LucaÓ.
La celebrazione della S. Messa in onore del
Patrono S. Maurizio presso la Chiesa Parrocchiale, ha chiuso la cerimonia.
Pietro Dassi
Due Vessilli con una stessa medaglia
Lo scorso 16 ottobre in rappresentanza della
sezione alcuni soci del gruppo di Monte
Olimpino hanno partecipato al raduno della
sezione di Genova presso il gruppo di Masone.
Le due sezioni sono accomunate dalla Medaglia dÕOro tenente
Franco Sampietro, di
famiglia menaggina,
cresciuto e sepolto in
riva al lago, ma nato
a Rapallo. In passato
le sezioni si contesero
la paternitˆ della
medaglia. Da qualche
tempo al contrario,
la vecchia contesa si
 trasformata in
stretta amicizia nel
ricordo di Sampietro.
Il raduno di Genova
ha
rimarcato
lÕamicizia che ci
unisce in quanto le
sezioni condividono
lÕanno di nascita, il 1920 e il canturino Renzo
Radice cofondatore delle due sezioni. Gli
alpini di Monte Olimpino, da alcuni anni, sono
il punto di scambio con i genovesi.
13
Fatti...col
Cappello Alpino
La baita di Bulgarograsso
Il 25 settembre, in una bella mattina di fine
estate, camminando in direzione
dellÕammassamento verso la chiesa di Bulgarograsso, le note della Fanfara di Olgiate
fungevano da richiamo per i partecipanti
diretti al ritrovo. Sulla piazza, tanti gagliardetti e un bel numero di alpini
nellÕatteggiamento dÕattesa della cerimonia.
A lato del monumento ai Caduti, schierati,
i soci del gruppo. In prima fila tre gradevoli
presenze: la madrina Emilia Negretti e, con
cappello alpino, Erica Simonetto orgogliosa
dei suoi due anni di servizio ad Aosta, accanto
a Chiara Duvia, fresca di mini-naia svolta a
Belluno. La ritualitˆ della cerimonia ha regalato ai cittadini presenti la solennitˆ
dellÕalzabandiera e Onore ai Caduti. La lunga
sfilata per le strade della localitˆ, ha permesso di conoscere un particolare di stile
rurale: tipiche targhe con scritte dialettali
ad indicare i cortili. Bel modo per ricordare
lÕorigine del centro dal nome di probabile
derivazione tedesca ÒBurg
grasaÓ o Òborgo pratoÓ da
cui Bulgarograsso. Al parco,
tutto era pronto per la festa
dÕinaugurazione. A lato, fra
gli abeti, la ÒBaitaÓ. Il termine
 riduttivo per questa casa,
molto simile ad una villa.
Curioso osservare che un
gruppo nato nel 2006 come
121¡ della sezione, in soli
cinque anni di vita sia riuscito
ad arrivare a tanto, grazie
alla tenacia dei soci,
anchÕessi cresciuti di anno
in anno per arrivare oltre la
settantina al taglio del nastro
della loro baita. Il gruppo  in contatto con
gli alpini di Bassano del Grappa, venuti nel
comasco con i muli per fare festa ad una
nuova sede alpina. La benedizione  stata
preceduta dagli interventi del capogruppo
Augusto Valsecchi che ha ripercorso la storia
della baita, dal sindaco alpino Giampaolo
Cusini, dal vicepresidente Mos Frighi che
ha disegnato un futuro associativo luminoso,
visto come gli alpini sanno lavorare. Il taglio
del nastro ha permesso la visita. La scopertura del cippo ricavato da un masso della
Val Masino e di una nicchia contenente una
statuetta lignea proveniente dalla Val Gardena raffigurante la Madonna, hanno chiuso
la cerimonia. Gli alpini di Bulgarograsso
hanno dato un forte segnale di compattezza,
capacitˆ, tenacia, indispensabili per arrivare
ad unÕopera importante e difficile da realizzare. Coronamento di quanto idealizzato fin
dal giorno di fondazione.
ac greg
Fanfara di Olgiate Comasco
A fine agosto la Fanfara alpina di Olgiate 
stata in trasferta ad Atri, in Abruzzo, per
uno scambio fra alpini abruzzesi e comaschi.
Insieme con la fanfara cÕerano, naturalmente,
i responsabili del gruppo ed anche il sindaco
Maria Rita Livio, a testimoniare lÕunione fra
comunitˆ e alpini olgiatesi.
La fanfara ha preso parte alla cerimonia
dÕinaugurazione della sede del gruppo e della
protezione civile, oltre che allÕincontro civico,
dove la delegazione olgiatese ha avuto posto
dÕonore.
Due giorni di amicizia con i cittadini di Atri
a testimoniare, ancora una volta, come la
penna sia dovunque simbolo di unione,
collaborazione, scambio. Gli abruzzesi hanno
restituito la visita a settembre, per i 75 anni
del gruppo di Olgiate.
Gruppo Molina
Una casa per Luca
In un angolo del paese reso ancor pi spettacolare dalla favolosa giornata di sole É alcuni
tavoli di legno con le panche, tipici delle feste
alpineÉun sottofondo musicale di canti alpiniÉun centinaio di persone riunite in allegriaÉ
unÕatmosfera speciale perchŽ finalizzata alla
realizzazione del progetto: ÒUna casa per
LucaÓ.
Ricordando sempre che si prova pi gioia nel
dare che nel ricevere, i presenti tornando a
casa, hanno portato nel cuore la felicitˆ di
una domenica trascorsa serenamente in compagnia e la certezza di avere fatto, anche se
piccolo, un gesto di generositˆ verso una
persona, un Alpino che non si  di certo mai
risparmiato per il bene degli altri.
Cinzia Invernizzi
Ragazzi Comaschi alla mini naia
SUL PROSSIMO NUMERO
NOTIZIE E IMMAGINI
Presenze Vessillo
Imperia - raduno 1¡ raggruppamento
Vittorio Veneto - campionato nazionale tiro a
segno
Bergamo - raduno sezionale
Piacenza - Festa granda
Luino - raduno di monte
Pederobba (Treviso) - campionato nazionale di
corsa in montagna
Masone (Genova) - raduno sezionale
Palazzolo S.O. (Brescia) - raduno 2¡ raggruppamento
Bormio (Sondrio) Commemorazione cimitero
militare 3¡ cantoniera
Valfurva (Tirano) Cerimonia al Sacrario del San
Matteo
Dobbiaco cerimonia cambio Comandante 6 Alpini
Breno (Vallecamonica) 90esimo della sezione
Como - raduno interarma
Monza - serata commemorativa
Milano - messa in ricordo Beato Carlo Gnocchi
Territorio sezionale
esequie dei Reduci: Luigi Pellegrini; Enrico Nava;
Aldo Corti
14
Fatti...col
Cappello Alpino
Camminare sul sentiero dei fiori e ricordare
Amo percorrere i sentieri dei monti nel territorio del Tonale con amici anchÕessi frequentatori della zona. QuestÕanno non poteva
mancarci il sentiero ripristinato della grande
guerra. Il 20 agosto perci˜, appuntamento
fissato alle 8 con Alberto e Giulio per il ritrovo
alla partenza della cabinovia che dal Tonale
porta al passo Paradiso. Smaniosi di affrontare
il sentiero dei fiori e confortati dalla stupenda
giornata agostana, siamo presto arrivati al
monumento della Fratellanza e dopo una
breve sosta riflessiva abbiamo imboccato il
ripido tracciato. UnÕora di cammino ci ha
permesso dÕarrivare al passo del Castellaccio
che divide lÕarea del ghiacciaio Presena e la
conca dellÕalta Val Sozzine. DallÕalto dei 2963
metri vediamo lÕabitato di Ponte di Legno,
frontiera durante il conflitto. Il sentiero, in
parte attrezzato, ricalca il percorso arroccato
che gli alpini utilizzarono durante la prima
guerra mondiale per collegare la cresta che
porta dal Castellaccio a Cima Pajer. La breve
sosta prima di ripartire per la nostra bellissima
escursione, ci ha portato a profonde e comuni
riflessioni sulla dura vita l“ trascorsa dagli
alpini. Verso il Gendarme abbiamo raggiunto
la prima delle due passerelle di 54 e 76 metri,
ricostruite con materiale metallico, differente
da quello usato dagli alpini, mantenendone
per˜ le caratteristiche, secondo le foto
dellÕepoca. Ci ha incuriosito anche il sentiero
alternativo alle passerelle che corre nella
galleria che i nostri vecchi alpini scavarono
perforando la roccia a picconate! Prima del
bivacco amici della montagna Faustinelli, ci
sono altre gallerie allora usate quali depositi,
postazioni dÕartiglieria, posti guardia. Anche
qui la mente viaggia. Ci immedesimiamo in
quei ragazzi costretti a resistere a temperature inumane senza lÕattrezzatura attuale,
dovendo spostarsi su percorsi rischiosissimi
e vivere in condizioni oggi impensabili. Pensavamo ai mille alpini rimasti ad oltre tremila
metri di quota ininterrottamente per tre
lunghi anni! La visione dello stupendo paesaggio composto da vette, vedrette, cascate
che si gode dal bivacco, ci ha ricondotto la
mente agli alpini della grande guerra. Stesso
pensiero nel vedere la chiesetta del villaggio
militare di Lagoscuro, destinata a diventare
museo in quota dal 2012. Prima di attraversare il ghiacciaio e il tratto morenico per il
ritorno, abbiamo ammirato rare specie di
bellissimi fiori. La montagna sa offrire visioni
stupende e noi abbiamo ritenuto che questo
possa essere il tributo alle tante giovani vite
perse tra quelle incantevoli vette. Vite che
non devono e non possono essere dimenticate.
G.P.
Un nuovo cippo  venuto ad arricchire il
nostro territorio, voluto e realizzato dagli
alpini del gruppo di Vighizzolo, utilizzando
un masso ritrovato in un cantiere e collocato
nellÕ aiuola di piazza Piave. Il cippo, inaugurato domenica 9 ottobre, ha lÕ aspetto di
una montagna in miniatura con la sua vetta
su cui  posata unÕ aquila in bronzo e reca
una targa con lÕ iscrizione. ÒUNITAÕ DÕ ITALIA
1861 Ð 2011 A RICORDO DEI CADUTI PER
LA LIBERTAÕ. VIVA LÕ ITALIA. ASS. NAZ.
ALPINI GRUPPO DI VIGHIZZOLO Ò, scritta,
che pur nella sua semplicitˆ,  molto espressiva, come rimarcato dal presidente Enrico
Gaffuri nel suo intervento, dove ÒViva lÕ
ItaliaÓ  un segno di amor di Patria ed  il
sentimento con cui crescevano un tempo i
ragazzi e di cui gli alpini danno esempio,
comportandosi da buoni cittadini. Il sindaco
Tiziana Sala si  detta felice di essere presente e ha invitato ad applaudire alla realizzazione del cippo, segno anche di amore per
il proprio territorio, chiedendo lÕ aiuto degli
alpini e di tutto il mondo del lavoro per
superare questo periodo di difficoltˆ, con lÕ
apprezzamento per lÕ attivitˆ creativa, ma
impegnativa delle imprese artigiane della
zona.
La cerimonia di inaugurazione si  articolata
in vari momenti con la partecipazione del
gonfalone comunale, delle autoritˆ e rappresentanze locali, del corpo musicale ÒGiuseppe
VerdiÓ, di gagliardetti ed alpini. Si sono
succeduti, introdotti dal cerimoniere Tiziano
Tavecchio, lÕalzabandiera, lo scoprimento del
cippo, la benedizione impartita da don Marco,
la deposizione di una corona, gli interventi
del segretario Marco Colombo per
lÕemozionato capogruppo Francesco Di Ronco,
del sindaco Tiziana Sala, del presidente
Enrico Gaffuri e la messa nella vicina chiesa
parrocchiale, officiata da don Aldo Ceriani
che nella omelia ha spiegato che un monumento, e quindi anche il cippo degli alpini,
ha il significato di ricordare persone che
hanno svolto il loro dovere fino al sacrificio
della vita e che la vita prende valore se la
si dona per gli altri. La cerimonia si 
conclusa con il saluto e lÕapprezzamento del
parroco don Carlo Carutelli.
A.Capriotti
Un nostro socio, che ha svolto
la naja a Vipiteno negli anni 80, abituale
frequentatore della zona TonaleAdamello, ci ha inviato il suo pensiero
dopo aver percorso il sentiero dei fiori
e le passerelle inaugurate lo scorso 17
luglio. Le sue riflessioni verso i veci del
15-18 meritano dÕessere riportate.
15
Fatti...col
Cappello Alpino
Argegno: un cippo sulla sponda del lago
Vecchia promessa realizzata per ricordare gli 85 anni
manifestazioni alpine, grazie alla sempre pi
stretta collaborazione fra associazione e
pubblici amministratori. Le parole del capogruppo, sindaco, presidente sezionale e del
parroco hanno rimarcato lÕindispensabilitˆ
di questo rapporto e dellÕattivitˆ degli alpini.
A conclusione della cerimonia, la musica
della fanfara alpina Alto Lario ha accompagnato i partecipanti agli scambi e ai saluti
finali.
Adler
Percorrere la strada regina in direzione nord
in un mattino dÕintensa luminositˆ, apre
lÕanimo e fa scattare lÕammirazione anche
alla persona pi distratta. LÕinsieme di luci,
contrasti, riflessi, sfumature che colorano la
visione fino ai monti della Valtellina, rimuove
ogni eventuale malumore, ricorda quanto 
preziosa la natura e lÕambiente dei quali
siamo parte. Questo spettacolo ci ha accompagnati la mattina del 2 ottobre scorso ad
Argegno, naturale sbocco della Val dÕIntelvi,
borgo di antica origine romana che deve il
suo nome al console Publio Cesio Archigene.
Gli alpini locali festeggiavano i loro 85 anni
di attivitˆ associativa. Un anniversario di
significato perchŽ collegato alla realizzazione
di un vecchio impegno preso anni addietro
con la popolazione, per ricordare i Caduti.
In preparazione al giorno di commemorazione
gli alpini, infatti, hanno posato un masso
sulla riva del lago, di fronte alla parrocchiale,
compiendo cos“ il sogno dei ÒveciÓ del gruppo.
Ipotesi nata con lÕallora capogruppo Carletto
Dotti, padre del sindaco Francesco che,
commosso, ha tagliato il nastro e scoperto
il cippo insieme al presidente Chicco Gaffuri,
al capogruppo Guerino Valli e la madrina
Signora Giovanna Geninazza. La cerimonia
sՏ svolta sulla piazza antistante la parrocchiale, dopo la breve sfilata che ha portato
gli alpini dalla spiazzo a lago sottostante il
borgo. Giornata importante non solo per il
cippo e lÕanniversario, ma anche per la
contemporanea benedizione del nuovo gagliardetto che va a sostituire il glorioso
predecessore, destinato alla bacheca storica
del gruppo.
Calore ed allegria in questa bella giornata
alpina dove molti cittadini hanno preso parte
alla celebrazione in segno di vicinanza al
gruppo, cos“ come i sindaci del territorio,
divenuti ormai una costante presenza alle
Un caro saluto agli Alpini di Vendrogno
Uno fra i primi gruppi della sezione di Como
nacque a Vendrogno. Piccolo centro sulla
montagna della sponda lecchese del Lario,
posto sopra Bellano. In quel tempo la provincia di Como, di conseguenza la sezione
degli alpini, comprendeva il lecchese e parte
del varesotto, costituendo un unico grande
territorio. I gruppi alpini si inserirono nella
sezione di pertinenza. In fase successiva fu
fondata la sezione di Lecco e quindi Varese
e i gruppi si trasferirono alla nuove sezioni
di pertinenza. Alla nascita della sezione di
Lecco, Bellano, Sueglio e Vendrogno, vollero
restare attaccati alla loro origine e ci˜ 
continuato per decenni. A metˆ degli anni
Õ80 la sezione invit˜ i gruppi del lecchese a
trasferirsi. Bellano e Sueglio approdarono
a Lecco, in conformitˆ allÕaccordo intercorso
fra le due entitˆ sezionali. Gli alpini di
Vendrogno, decisero di rimanere attaccati
alle lontane origini comasche. Ora, dopo
valutazioni, incontri fra sezioni e conseguenti
accordi, il gruppo di Vendrogno diventa a
tutti gli effetti lecchese, con una azione
effettuata in armonia e stretta amicizia fra
le due sezioni. Gli alpini di Vendrogno vantano una lunga storia, molteplici attivitˆ
svolte in territorio, profondo legame con la
Valsassina di cui sono parte e, sia pure con
rammarico, si integrano nella sezione di
Lecco. Un numero di alpini, un Gagliardetto,
un pezzetto di storia sezionale si stacca ma
rimane nella grande famiglia degli alpini,
per continuare lÕattivitˆ con forza. Una azione
condotta con lÕamicizia che lega le sezioni
dei due rami del lago, non potrˆ che portare
bene alla famiglia alpina e ai gruppi che la
compongono. La nostra sezione appena
salita alla soglia di 123 gruppi, ridiscende
a 122, ma visti alcuni germogli che si stanno
rinforzando, presto tornerˆ a salire. Buon
lavoro associativo dunque agli alpini di
Vendrogno che sapranno continuare nel loro
cammino, inserirsi nella nuova casa lecchese,
conservando, ne siamo certi, lÕaffetto e il
legame con gli alpini di Como, sentimento
che conta quasi novantÕanni.
Un caro saluto agli alpini di Vendrogno. Un
forte caloroso abbraccio con la certezza di
rivederci presto, fianco a fianco nellÕattivitˆ
alpina.
16
Fatti...col
Cappello Alpino
Lavori nel Parco Regionale Spina Verde
l avo r o p e r u n
tratto di 138 Km
(con pi interventi
sui percorsi).
LÕattivitˆ svolta
non  solo la
manutenzione,
ma anche sorveglianza e monitoraggio, un
aspetto altrettanto importante,
visti i danni al
territorio causati
da eventi meteoRecupero carcasse di vetture nella zona di Brunate da parte
rologici. Non 
della Protezione Civile
stato facile organizzare il lavoro anche perchŽ i gruppi sono
Dal marzo 2011  stata attivata una convengiˆ impegnati in numerose attivitˆ. Dopo
zione fra la sezione e il Parco Regionale
uno studio delle condizioni del territorio, gli
Spina Verde che prevede due anni di manuinterventi sui sentieri sono stati affidati
tenzione ordinaria della sentieristica . Non
dapprima a gruppi della zona ed in seguito
 una novitˆ per gli alpini che da anni, in
anche ad altri gruppi disponibili . Gli attuali
forma autonoma, si prodigano per mantenere
interessati sono: Albate, Breccia, Casnate,
puliti e percorribili i sentieri del loro territorio,
Monteolimpino, Cant, Olgiate Comasco,
anche fuori dal Parco. Attivitˆ che ci viene
Rongago, Drezzo, Par, Fino Mornasco, Caspesso richiesta. Vedasi anche lÕaccordo con
vallasca e naturalmente, la Protezione Civile
Villa Carlotta, i lavori di recupero ambientale,
per interventi particolari e uso di attrezzature.
la Linea Cadorna, le numerose convenzioni
Quale incaricato del Presidente e a nome
fra amministrazioni comunali e singoli gruppi
della sezione, ringrazio i gruppi e gli alpini
alpini. Merito della nostra esperienza e cache hanno svolto uno splendido lavoro fatto
pacitˆ di Òessere presentiÓ sul territorio da
di fatica, passione e competenza.
molti anni. La convenzione col Parco, nata
Ci auguriamo che la convenzione possa
dalla fiducia fra Istituzione e Associazione,
essere rinnovata per continuare a mantenere
ci ha permesso di monitorare il territorio,
il nostro territorio sempre accogliente, visto
gli itinerari, le zone di interesse storico,
che per la bellezza ci ha pensato la natura.
naturalistico, paesaggistico. Queste le cifre
Sono certo che grazie al Presidente Giorgio
riguardanti il lavoro affidatoci: durata conCasati e al Direttore Franco Binaghi, coi quali
venzione 2 anni; ore previste di manutencollaboriamo da anni, si potrˆ continuare
zione 3170; lunghezza dei sentieri interessati
lÕattivitˆ anche in futuro, con pari esiti positivi.
circa 39 Km.
Flavio Pedretti
Per ora sono state effettuate 1460 ore di
Al lavoro sulla Lomazzo-Bizzarone
A conclusione dellÕimpegno preso dalla nostra
Sezione con lÕAmministrazione Provinciale
di Como relativo a diversi interventi di P.C.,
sabato 29 ottobre un gruppo di volonterosi
Alpini (tra cui tre consiglieri sezionali ed uno
nazionale) ha provveduto alla pulizia di un
tratto della strada Lomazzo- Bizzarone lungo
circa 8,5 chilometri. Si  trattato di raccogliere
una notevole quantitˆ di immondizia disse-
minata da automobilisti maleducati ai bordi
della strada e di conferirli in discarica. Non
 stato certo un lavoro qualificante, ma
utile e necessario ed in grado comunque di
darci notevole visibilitˆ presso il pubblico
dato che un buon numero di cappelli alpini
ha fatto bella mostra lungo la Lomazzo
ÐBizzarone dalle 8 alle 12.
Enrico Bianchi
ERBA Ð Inaugurato il largo 5¡Alpini in localitˆ
Bindella, ove si trova la sede del gruppo.
Cerimonia il pomeriggio del 4 settembre alla
presenza delle autoritˆ cittadine. Nei pressi 
stata restaurata una lapide dedicata ai Caduti
dallÕallora comune di Cassina Mariaga (oggi
incorporato in Erba). LÕoperazione rientra nei
festeggiamenti per i 90 anni del gruppo che, in
chiusura dellÕevento, ha proposto alla cittadinanza
una serata col Coro Alpino Orobica, abbinando
lo spettacolo ad una raccolta a favore della
sottoscrizione ÒUna casa per LucaÓ. Ottima scelta
per concludere un anno di attivitˆ, beneficenza
e ricordo della storia territoriale.
al lavoro
Vighizzolo: aprile - agosto. I soci del gruppo,
sotto la direzione delle Belle Arti, hanno restaurato la chiesetta del Lazzaretto, sulla quale
svolsero un recupero oltre trenta anni addietro.
é stato sistemato il tetto, rimosso lÕintonaco
interno rifatto con materiale speciale, sistemato
portico e porta dÕingresso. Ci sono volute 180
ore di lavoro. Iniziata la sistemazione del verde
esterno. Il 18 settembre  stata celebrata la
prima S. Messa.
Gruppi zona Como: 10 settembre. Una
quindicina di alpini hanno effettuato il servizio
dÕordine per la processione dalla chiesa del
beato don Guanella (ora santo) al Tempio
nautico di Garzola. Effettuata scorta allÕicona
della Madonna per buona parte del percorso.
Proceduto al controllo viabilistico con i vigili
urbani. UnÕulteriore volta gli alpini sono stati
al fianco delle istituzioni, svolgendo un utile
e silenzioso lavoro per la gente.
Albese con Cassano: luglio-settembre.
Poco pi di 30 alpini hanno partecipato a lavori
di pulizia di un parco comunale con 60 ore di
impiego. Altre 160 ore per servizi di supporto
ad attivitˆ locali fra cui il memorial Casartelli
in ricordo del ciclista giˆ vincitore della medaglia
dÕoro olimpica e il sostegno alla giornata per
la lotta alla sclerosi multipla.
Lezzeno: estate Durante lÕestate  stata
effettuata: pulizia del muro lungo la strada per
la parrocchiale. 3 giorni di lavoro, 5 alpini per
60 ore. Manutenzione nel piazzale della Madonna dei ceppetti: 35 ore, 2 giorni di lavoro
con 5 soci. Supporto a manifestazioni sportive:
3 giorni con 48 ore di lavoro. Altri lavori a
favore dellÕasilo e iniziative benefiche locali per
un totale di 65 ore attraverso numerosi soci.
Fenegr˜: giornata dedicata alla cittadinanza
attraverso intrattenimenti, sagra culinaria, cura
del territorio cimiteriale e sistemazione zone
circostanti per permettere alla popolazione un
migliore accesso nelle giornate del ricordo dei
defunti.
Ponte Lambro: proseguendo i lavori dedicati
al 80¡, il gruppo con 60 ore di lavoro ha predisposto lo spettacolo Ars Cantum che ha interessato 600 persone e 200 musicisti. Ha sistemato il sagrato della chiesa e il recupero della
scalinata: 16 ore. Sistemazione, restauro e
imbiancatura scuola materna con 174 ore di
lavoro. Altre 30 ore per servizi dÕassistenza e
8 ore per la sistemazione del Monumento
allÕAlpino.
Protezione civile: della grossa attivitˆ svolta
nellÕultima parte dellÕanno, compresa la spedizione nellÕalluvionata Liguria, daremo ampio
spazio sul prossimo numero .
Nella rubrica sono indicate le attivitˆ segnalate
alla redazione. Altri lavori che sappiamo essere
eseguiti non sono riportati solo perchŽ non ne
abbiamo notizie
17
Fatti...col
Cappello Alpino
La Val Cavargna
, stra d
i
l
l
e
va
s e ntie ri
La valle possiede importanti testimonianze
dÕarte sviluppatasi nei secoli, prevalentemente nei luoghi di culto. La dr.sa Mariuccia
Belloni Zecchinelli, in una lunga e ricca
esposizione, ne elenca con dovizia di particolari le migliori espressioni, descrivendo
opere, luoghi e costruzioni di cui tracciamo
una estrema sintesi. Partiamo dallÕormai
crollato ponte del saltone (romanico accesso
(2a parte)
viveva come mandriano non stagionale. Ci˜
porrebbe a favore dei mutamenti climatici
avvenuti nei tempi. Il vallo era collegato
attraverso i crinali erbosi con lÕaltro di San
Jorio e costituiva un passaggio per gente
locale o di solo transito. Ci˜  testificato
dallÕossuario romano in marmo delle cave
di Musso, posto nellÕOratorio di san Lucio.
Risulta altres“ che nella zona vi fu presenza
e passaggio di mercenari definiti ÒCavargnoniÓ
al comando del Medeghino (Gian Giacomo
deÕ Medici) che tenne, combattendo, la zona
dal 1522 al 1532 quale comandante della
rocca di Musso. Di San Lucio non si conosce
lÕesatta epoca dÕesistenza, presunta intorno
al 1100-1200. Si narra fosse un pastore di
armenti e distribuisse ai poveri il formaggio
che riceveva dal padrone come paga. Il
formaggio regalato si moltiplicava per sfamare i poveri, tanto da indisporre il padrone
che non ne vendeva, incattivendolo al punto
di uccidere Lucio presso uno stagno. Tradizione vuole che le acque dello stagno si
San Lucio (foto: Felice De Paoli)
stradale) fra Corrido e Carlazzo a inizio valle,
proseguendo con lÕoratorio di SantÕAmbrogio
dei Morti sopra Cusino, ricostruito nel XVI
secolo sulle rovine dellÕedificio romanico.
Quindi la parrocchiale di S. Bartolomeo e il
suo campanile, unica parte rimasta
dellÕoriginaria costruzione duecentesca. Gli
affreschi nellÕOratorio di San Rocco
(1520/22), meritano dÕessere osservati.
Della quattrocentesca chiesa di San Lorenzo
in comune di Cavargna rimane il solo campanile incorporato alla nuova costruzione
(1969), dove sono conservati una statua
lignea settecentesca ed un dipinto ad olio
su tavola di rame del XVII secolo. LÕeremo
di San Lucio, posto allÕomonimo valico a
1542 metri di quota, merita un commento
maggiormente descrittivo. Da alcuni reperti
emerge che il ÒculmenÓ (colle - in celtico)
fosse un passaggio giˆ in epoca preromana.
Successivamente luogo di culto dove i viandanti offrivano lÕobolo Òpro itu et redituÓ per
propiziarsi il viaggio intrapreso. Una grossa
macina per granaglie, blocchi lapidei, attrezzi
da lavoro, fanno propendere a favore di una
zona destinata a insediamento umano stanziale autosufficiente, ove lo stesso San Lucio
imporporino il giorno della sua festa e siano
raccolte dai fedeli per curare le malattie degli
occhi. Da patrono dei mandriani, Lucio divenne il santo dei formaggiai, attivitˆ verso
la quale tende la sua iconografia. Di norma
 raffigurato con un formaggio nella mano
ed un coltello nellÕaltra. Spesso  protetto
da un ramo di palma, simbolo del martirio.
Gli affreschi che lo ritraggono partono dal
1280 (collegiata di Lugano). Il ciclo pittorico
del santo ha ulteriore sviluppo dal 1315 con
opere nel santuario a lui dedicato in S. Maria
del Tiglio in Gravedona, dove la gente di
cavargna scendeva per le fiere di bestiame.
Sempre del 1315  la decorazione a graffito
in S. Maria di Abbiategrasso nel milanese.
Del quattrocento, invece,  la statua lignea
dellÕaltare maggiore del santuario (oggi vi
 una copia). La festa di S. Lucio si celebra
il 12 luglio, mentre la sagra  il 16 agosto.
Il suo culto  diffuso in sette-otto diocesi
del nord Italia e del Canton Ticino. Il Santuario collocato nella sella dellÕomonimo
passo,  nominato per la prima volta nel
1186 dallÕarcivescovo di Milano Umberto
Crivelli (poi Papa Urbano III) per ricordare
il frate eremita Viola, che vi risiedeva. Da
qui si desume la precedente esistenza del
santo e altrettanta datazione della costruzione dellÕedificio. Il santuario ha ingresso
rivolto verso la Svizzera, lÕabside ad est a
una sola navata, basso campanile rivolto a
sud. Il tetto  in pietra grigia e lÕingresso 
protetto da un portico nella cui pavimentazione  inserita una macina da mulino che
testimonia attivitˆ agricola in loco. Geograficamente la cavargna  omogenea allÕattigua
valle Albano (descritta in precedenza) e ne
condivide la tipologia di costruzioni (il Masun)
e le cime montuose del nord: Cima Verta,
Pizzo Gino, monte Tab˜r. Mentre a est si
trova il Costone di Bregagno, a ovest il
Garzirola e le cime di Fiorina. Le vicende
storiche nazionali lasciano tracce nella valle.
Durante la Grande Guerra un battaglione di
milizia territoriale, la famosa ÒTerribileÓ, fu
posto a presidiare i confini svizzeri, senza
svolgere attivitˆ bellica. Nella seconda guerra
mondiale i valligiani furono inquadrati in
prevalenza nelle Truppe Alpine. Il 23 agosto
Õ43 cadde un aereo militare tedesco sul
monte Grumia (Pizzo Gino), lasciando un
segno ancora visibile. Oggi la vita in valle 
molto trasformata. I centri abitati si raggiungono con una comoda strada che salendo
da Carlazzo, in localitˆ San Pietro Sovera,
conduce a Cusino, S. Bartolomeo, S. Nazzaro,
per arrivare a Cavargna. Scendendo sullÕaltro
lato, si incontra Val Rezzo, quindi Porlezza.
In ciascuno dei centri, escluso Val Rezzo, si
trova un gruppo alpini. Motivo in pi per una
piacevole visita a questa valle lariana con
natura ancora intatta, presenza di fauna e
flora particolari, salvaguardate da leggi e
abitanti.
A. Gregori
in cammino... Itinerari e percorsi
da ÒValli
occidentali del Lario e Triangolo LarianoÓ Touring
Club Italiano e Club Alpino Italiano
in cammino...
Passo San Lucio - Monte Garzirola
Comodo sentiero in cresta. Tempo: ore 2. Dislivello 574 m. Vista sulla pianura lombarda,
sul medio, alto e basso Ticino, sulle Alpi Pennine e Bernesi. Dal S. Lucio (m. 1542 vie
n. 51/52) dopo il pianoro, salendo a destra della rete di confine, lungo il costone si
raggiunge la Buca della Neve (m. 1928). Si costeggiano i ruderi della ex caserma della
Guardia di Finanza (usata nel primo conflitto mondiale) raggiungendo il Garzirola a
quota 2116 m.
Altro itinerario (impegnativo ore 4,30) da Cavargna (m. 1071) allÕalpe Stabiello con
arrivo al Pizzo di Gino a quota 2245 m. con un dislivello di 1174 m.
18
Fatti...col
Cappello Alpino
LÕesercitazione denominata Prealpi Lariane
- Rescue H 24 sՏ svolta a cura del gruppo
cinofili X-Plorer inserito nellÕunita di protezione
civile sezionale. Ha interessato i giorni 3 e
4 settembre, coinvolgendo, oltre ai nostri
cinofili e alla squadra di supporto dei volontari
di PC, le unitˆ di soccorso (UCS) sezionali
di Verona, Bergamo, Alessandria, Vicenza,
con lÕaggiunta della Croce Bianca di Bergamo
e la CRI Milano. Como ha messo in azione
23 unitˆ cinofile e 40 volontari, per
lÕesecuzione dellÕoperazione.
LÕacronimo Rescue H 24 sta a significare che
le UCS (unitˆ cani soccorso) e le squadre di
supporto, sono impegnate nelle 24 ore per
ricerche di persone coinvolte in crolli e
sommerse da macerie, in numero e tempistiche imprecisate, simulando interventi
dÕurgenza simili ad eventi reali. La finalitˆ
esercitativa serve alle squadre per prepararsi
ad interventi urgenti necessari dopo una
catastrofe. Nelle localitˆ segnalate, le squadre
hanno operato su macerie e in situazioni del
tutto simili alla realtˆ conseguente un crollo
Gara di tiro a segno
Sabato 17 e domenica 18 settembre 2011,
si  svolto al Poligono di via Forlanini in
Vittorio Veneto, il 42¡ Campionato Nazionale
ANA di tiro a segno a carabina libera e il 28¡
di pistola standard.
Tra gli alpini premiati con lÕonorata presenza
del nostro presidente Corrado Perona, anche
la sezione di Como, ha conquistato un gradino
sul podio, con lÕalpino Canavesi Natale,
piazzatosi al terzo posto nella classifica
tiratori Cabina libera terra - master 1 con
286 punti. Altri tiratori della sezione di Como
si sono ben piazzati come segue: Classifica
Carabina libera a terra - Master 1 - 3¡
Canavesi Natale con 286 punti e 13¡ Campi
Carlo con 260 punti. - Classifica Carabina
libera a terra - Open - 7¡ Vigan˜ Fabio con
287 punti e 12¡ Prizzon Luca con 283 punti.
- Classifica Pistola standard - Open - 10¡
Oldoni Alessandro con 264 punti, 20¡ Trenti
Alfredo con 253 punti e 22¡ Valsecchi Angelo
con 245 punti. Questi atleti hanno contribuito
a portare le loro squadre a questa classifica:5¡ posto per Carabina libera a terra e
10¡ posto per pistola standard.
Non possiamo far altro che congratularci
con questi atleti ed incoraggiarli a dare
sempre il meglio, anche se, Òessendo alpiniÓ,
la voglia di fare sempre meglio  nella loro
indole
Como nelle prime venti
Alpini!!! Un anno ricco di sport che ha portato
la nostra sezione ad arrivare nelle prime
venti sezioni, su 54 partecipanti, nei campionati nazionali sportivi. Il risultato fa ben
sperare per il futuro. Gli atleti hanno partecipato a ben 7 campionati nazionali con un
numero importante di atleti nelle discipline
invernali. Da segnalare gli ottimi piazzamenti
nelle gare di marcia e di corsa in montagna
ed il miglior risultato in assoluto, nel tiro
dove la nostra sezione ha raggiunto il 5¡
posto. Un bravi a tutti che, con impegno e
tenacia hanno tenuto alto il nome di Como.
Questo fa ben sperare per gli impegni futuri.
In primis le Alpiniadi Invernali a Falcade dallÕ
8 allÕ 11 marzo 2012.
Un grande manifestazione sportiva ma soprattutto una grande festa nella migliore
tradizione alpina. La sezione conta di portare
un nutrito numero di atleti di tutti i livelli e
di tutte le etˆ! Forza Capigruppo, consiglieri,
responsabili sportivi, ALPINI fatevi avanti
per non mancare a questo importantissimo
appuntamento.
Giovedi 15 Settembre 2011
Consiglio Sezionale a Ponte Lambro
Inferiore alle aspettative il risultato della
riproposta di un consiglio sezionale
ÒesternoÓ; anzi dir˜ che la delusione dei
fautori del ripristino dellÕidea di portare
ogni tanto questa importante attivitˆ della
Sezione a pi diretto contatto con gli
Alpini  stata tanta. Ci si attendeva la
presenza nellÕaula consigliare di Ponte
Lambro di almeno un rappresentante per
ognuno dei Gruppi della zona circostante
(circa una ventina), ma ce ne erano solo
quattro o cinque. Sono comunque ferma-
mente convinto che sia necessario ripetere
lÕincontro del consiglio con i rappresentanti
dei gruppi, per essere il pi possibile vicino
agli alpini. EÕ necessario far vedere loro
almeno una parte del lavoro della Sezione,
la quale non  un ente astratto alloggiato
in un ufficio in quel di Como , destinata
a fare bella presenza ai vari raduni o a
cui fare riferimento per qualche necessitˆ
burocratica, ma  una rappresentanza
vera ed operativa di tutti i nostri soci.
EB
di qualsiasi origine. La centrale operativa
sita nel magazzino della nostra protezione
civile, ha allertato i partecipanti senza che
questi sapessero nulla di chiamata e destinazione. Ci˜  finalizzato a: riprodurre scenari
reali anche in paesi stranieri; lavorare in
collaborazione con altri gruppi e squadre di
supporto logistico; seguire linee guida e
metodologie internazionali; creare uno stato
di stress del tutto simile alla realtˆ. Le localitˆ
interessate, con utilizzo di macerie esistenti,
sono state: Erba, Beregazzo, Porlezza e
Rivera in Svizzera. LÕallertamento ha occupato
le due giornate e la notte, durante la quale
sono stati chiamati alcuni interventi.
LÕesercitazione ha seguito la precedente di
un anno fa. Visti gli esiti positivi, si preannuncia una discesa in campo, pi allargata,
per il prossimo anno.
Grac
OBLAZIONI
Protezione Civile
Bizzanelli Mauro
Canminetto
Gr. Fino Mornasco
Volontari P.C.
Gr. Beregazzo
Gr. Menaggio
Gr. Rovenna
€
50,00
127,00
150,00
220,00
250,00
250,00
350,00
Baradell
Gr. Molina
Gr. Capiago I.
Gr. Villa Guardia
Gr. Carlazzo
Caminetto
Gr. Caglio Rezzago
Gr. Menaggio
50,00
50,00
100,00
100,00
125,00
200,00
250,00
Casa di Luca
Famiglia Brera in memoria di Enrico
Serata in sede
Icaro
Serata incontro col Vescovo
Gr. Villa Guardia
Gr. Laglio
Gr. Orsenigo
Gr. Gironico
Gr. Lenno
Gr. Casnate con Bernate
Gr. Nesso
Gr. Erba devoluto rimborso sezionale
Gr. Palanzo
Gr. Lanzo Intelvi
Gr. Par
Gr. Lurate Caccivio
Gr. Moltrasio
Gr. Arosio
Gr. Olgiate comasco
Gr. Albavilla
Gr. S. Maria Rezzonico
Spettacolo Cristicchi ÐTremezzo
Gr. Menaggio
Gr. Miolina
Gr. Cabiate
Gr. Lurago dÕErba
Gr. Caglio Rezzago
30,00
40,00
50,00
170,25
200,00
200,00
250,00
300,00
300,00
300,00
300,00
350,00
400,00
400,00
500,00
500,00
500,00
500,00
500,00
500,00
500,00
561,44
1000,00
1000,00
1000,00
1500,00
2000,00
19
Anagrafe Alpina
Defunti
Nascite
LÕalpino Natale Pedrazzoli  tornato
a casa. Dopo 67 anni ha rivisto le sue
montagne e il suo lago, ora riposa finalmente nella sua terra insieme ai suoi
genitori.Ciao Natalino, gli alpini della
Valle con i loro gagliardetti insieme ai
Matrimoni
Anniversari
Lutti
sono... andati avanti!
Ricordo di Paolo Casartelli
Classe 1923, reduce della seconda guerra
mondiale,  stato salutato dai suoi alpini lo
scorso 18 settembre, dopo una vita trascorsa
con grande impegno per lÕassociazione.
tuoi fratelli: Margherita e Flaminio ti
hanno accompagnato nel tuo ultimo
viaggio. Ben tornato a baita! Sono anche
rientrate le spoglie dei caduti: Carlo
Broggi (Camnago); Carlo Valli (Rodero) - Antonio Colombo (Fenegr˜)
Capogruppo di Albese dal 1982 al 2007, sՏ
prodigato in molte attivitˆ.
Fra queste la baita degli alpini, dopo aver
contribuito col suo predecessore al monumento allÕalpino nel 1979.
A favore della comunitˆ sono stati i lavori
di sistemazione dellÕoratorio e della romanica
chiesa di San Pietro, conosciuta come la
gesa dal campanen stort. Il gruppo e la
sezione partecipano al lutto della famiglia,
promettendo che Paolo resterˆ nel cuore e
nella mente.
Alpini e redazione salutano reverenti ALBERTO BOTTA, prematuramente scomparso,
ricordando i 10 anni di fattiva collaborazione quale sindaco di Como.
I prigionieri di guerra
italiani in URSS
tra propaganda
e rieducazione politica
di Luca Vaglica
Si tratta di un libro che il dottor
Vaglica, ha scritto dopo due anni
di ricerche presso lÕUfficio Storico
dello SME, Il volume non  in
antitesi a quello di Carlo Vicentini,
autorevole reduce da quei campi,
dal titolo ÒRapporto sui prigionieri
di guerra italiani in RussiaÓ edito
nel 2005, ma ne rappresenta una
continuazione che tende a rinnovare il ricordo
dei disumani sacrifici che dovettero subire i
nostri soldati. Grande rilievo viene dato allÕopera
di propaganda e di rieducazione politica
allÕinterno dei campi analizzando il ruolo dei
Informiamo i lettori che  stata rinnovata la convenzione con la ski area
Valchiavenna, comprensorio sciistico
di Madesimo. Tale convenzione prevede sconti molto interessanti sullo
ski pass giornaliero a tutti gli alpini
e amici che presentino la tessera
associativa.
Gli skipass saranno validi per il com-
prensorio sciistico ÒSkiarea ValchiavennaÓ, e riservati esclusivamente ai
possessori di tessera ANA in regola
con il bollino annuale:
1. AGEVOLAZIONI ACQUISTO SKIPASS PREFESTIVO E FESTIVO
Skipass Giornaliero Adulto da Û 35,00
a Û 28,00
Skipass Giornaliero Senior da Û 30,00
fuoriusciti comunisti nellÕopera di
Òconversione democraticaÓ dei
prigionieri che, nelle intenzioni
del PCUS, dovevano, al rientro
in Patria, diventare altrettanti
centri di diffusione degli ideali
della Rivoluzione russa. Un intero
capitolo si occupa di un altro
canale di diffusione: il giornale
LÕAlba, ove scrivevano alcuni
Ufficiali che, tradendo il giuramento, avevano abbracciato
quellÕideologia. LÕautore prende
in esame anche il crollo del mito
sovietico culminato nel ben noto
processo al deputato comunista
DÕOnofrio, uno dei sopra ricordati
fuoriusciti, clamorosamente sconfitto al processo da lui intentato nel 1948, in Patria, contro
alcuni reduci che, carte alla mano, lo aveva
denunciato per le atrocitˆ morali commesse
nei campi di Oranki e di Skit.
a Û 24,00
2. AGEVOLAZIONI ACQUISTO SKIPASS FERIALE
Skipass Giornaliero Adulto
da Û 31,00 a Û 25,00
G 7 Skipass Giornaliero Senior
da Û 26,50 a Û 21,50
Note:
Ð Senior: nati nel 1947 e precedenti
Ricordi e...
RICORDO DI WALTER BONATTI
memorie
la pagina
VERDE
episodi della vita del grande alpinista
Carlo Mauri - Walter Bonatti - Angelo Cristina
Dopo la recente scomparsa dellÕalpinista e alpino Walter Bonatti,
ci sembra doveroso rivolgere un saluto allÕuomo, al temerario
alpinista, allÕalpino legato alla nostra associazione, che ha portato
sulle vette di montagne dÕogni angolo di mondo il tricolore
italiano, lÕimmagine delle capacitˆ del popolo italico. La vita di
Bonatti  stata unÕavventura in tutti i modi. Imprese ritenute
impossibili, impegni estremi, contrasti, onestˆ umana, per lui
erano il quotidiano. Lo ricordiamo con piacere e ammirazione,
dedicandogli il bel ricordo di un nostro socio che trascorse con
lui la naia alpina.
Sono lieto di portare il mio contributo alla biografia di Walter
Bonatti, riferendo i seguenti episodi di cui sono stato testimone
che hanno la prerogativa di essere, fino ad oggi, inediti.
Sembra ieri, ma sono passati 60 anni da quellÕ autunno 1951
che mi vide approdare a Merano, al CAR del 6¡ Reggimento
della ÒTridentinaÓ. Tra i compagni dÕ armi, molti appassionati di
montagna, di cui 2 destinati a diventare famosi: Walter Bonatti
e Carlo Mauri. A quel tempo Bonatti era giˆ un alpinista di fama
nazionale. Di poche parole, incline ad arrivare subito al nocciolo
del problema, non parlava mai delle sue imprese; a lui si poteva
applicare il famoso detto: ÒLÕ orgoglio dei piccoli consiste nel
parlare sempre di sŽ, quello dei grandi di non parlarne maiÓ.
Conservava un quaderno, che pochi per˜ avevano visto, nel
quale era annotato il diario della sua ascensione ai 3383 metri
del ÒGrand CapucinÓ, gruppo del ÒBiancoÓ, nel luglio del 1951,
che ebbe esito favorevole dopo ripetuti tentativi infruttuosi
dovuti al maltempo. Nonostante la sua indole schiva, riuscivo
a farmi raccontare delle sue escursioni. Racconti che ascoltavo
molto volentieri, perchŽ mi rendevo conto che chi parlava,
nonostante la giovane etˆ, era un maestro dal quale cÕ era molto
da imparare. La destinazione ai vari reparti ci disperse per tutto
il territorio altoatesino. Bonatti a Vipiteno, nel battaglione
Bolzano. Mauri a Brunico, nel battaglione ÒEdoloÓ. Io e Pietro
Gaiaschi, detto ÒPedarÓ, (che compare primo a sinistra nella foto
inedita), a Merano nel battaglione Trento. Rividi Bonatti, che
per le sue benemerenze alpinistiche era stato nominato istruttore
in materia di roccia e ghiaccio, nel giugno 1952 al rifugio Milano,
nel gruppo Ortles-Cevedale. Come lui, ero stato distaccato in
questa localitˆ per partecipare ad una esercitazione di aerocooperazione alla quale dovevano prendere parte forze congiunte
NATO.
LÕ esercitazione prevedeva un lancio di paracadutisti sul ghiacciaio,
che dovevano essere da noi avvistati, radunati e scortati al
rifugio. LÕ annullamento del lancio a causa del maltempo, diede
il tempo a me e a Bonatti, di aggiornarci sulle rispettive avventure
vissute fino a quel momento.
Lo incontrai una terza volta nellÕ autunno 1952 a Prato Piazza
(Val Pusteria), alla fine del campo estivo, in occasione dello
svolgimento delle ultime manovre. Il campo estivo era durato
oltre 2 mesi ed era stato molto impegnativo. Ne ricordo ancora
il percorso: Merano, Passo Amendola, Laives, Cavalese, Passo
Rolle, Agordo, Passo Falzarego, Carbonin, e, infine, Prato Piazza.
In questa ultima localitˆ erano confluiti i battaglioni Bolzano,
Edolo, Trento e Bassano; in pratica, tutto il 6¡ reggimento
Alpini. Per lÕ occasione, i membri della squadra erano stati
equipaggiati con indumenti che lasciavano libertˆ di movimento
e proteggevano efficacemente dal freddo; infatti, era giˆ caduta
la prima neve. Il capo cordata era Walter Bonatti. Durante lÕ
ascensione ebbi modo di apprezzare le sue grandi doti di
scalatore. Procedeva scegliendo il percorso con grande sicurezza;
si
notava chiaramente lÕ utilizzo di una tecnica alpinistica
originale, non mutuata da altri. Per noi facenti parte della
cordata, fu gratificante essere guidati da lui. LÕ esercitazione si
concluse felicemente e fu scattata una foto ricordo ritraente la
squadra sulle pendici della Croda Rossa. Tale foto  giˆ stata
pubblicata su ÒLÕ AlpinoÓ del giugno 1996. Dopo il periodo del
servizio militare, i contatti con Bonatti si interruppero, anche
se ne seguivo le imprese attraverso i mezzi di comunicazione.
Nel frattempo, lui diventava uno dei grandi dellÕ alpinismo
mondiale. Passarono cinquantÕ anni prima di ritrovarlo a Como
nel 2003, in occasione di una serata organizzata dal CAO (Club
Alpino Operaio), sodalizio comasco di antica data di cui fanno
parte numerosi appassionati di montagna. Furono diapositive
di grande interesse concernenti sue imprese, che egli illustrava
e commentava. Dopo la proiezione mi avvicinai a lui, fendendo
la calca che lo circondava.
ÒCiao, Walter, ti ricordi dellÕ ascensione alla Croda Rossa nel 52,
sotto la naia?Ó Un sorriso gli illumin˜ il volto; mi aveva riconosciuto.
Non potemmo parlare molto perchŽ i presenti se lo contendevano.
Ci congedammo scambiandoci una stretta di mano forte,
spontanea, che valeva di pi di molte parole, cos“, allÕ alpina.
Angelo Cristina
Scarica

Versione PDF scaricabile – Baradèll 2011 n. 4