Numero 4 - Como - Anno XXXVII - Ottobre-Dicembre 2011 N. 24 - Anno XXXVII - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n¡46), art.1, comma 2, DCB Como associazione nazionale alpini - sezione di como Eventi Penna Alpina Chicco Gaffuri 2 Messa Sezionale 3 Carlo Gobbi 4-5 Padre Felice 6 Palazzolo: Raduno 2° raggruppamento Aldo Maero 7 Il nostro Vescovo tra noi Carlo Gobbi 8 Li Romani in Russia Chicco Gaffuri In occasione del raduno 2¡ Raggruppamento a Palazzolo gli alpini comaschi in visita da Nelson Cenci alla ÒBoscaiolaÓ (pag. 6) 8 Punti di vista... Cesare Di Dato 20 Ricordo di Walter Bonatti NEWS 2011 Fatti...col Cappello Alpino Vita dei Gruppi 9-18 Molina - Lurago d Erba Olgiate Comasco - Monte Olimpino - Bulgarograsso Vighizzolo - Argegno Vendrogno - Erba - Visita del Vescovo di Como Monsignore Diego Coletti alla sede sezionale (pag.7) INSERTO SPECIALE NATALE ICARO Questione dÕonore ICARO o meglio... Grazie, 3 3 une signor querelle dÕhonneur... Sindaco di Achille Gregori Ciao, Padre Felice (pagg.4-5) 2 La penna Alpina EDITORIALE Ritorno Piccole cassette in legno e un Tricolore NEWS sicuramente una consolazione per i familiari. Nella mia testa, mi ero immaginato che, dopo alcuni decenni, la perdita di un fratello, di un padre e comunque di una persona cara fosse una tragedia ormai assimilata, quasi digerita. E invece mi sono dovuto ricredere. Forse il fatto di perdere una persona cara in guerra, o in un campo di deportazione rende la morte ancor pi inaccettabile. E comunque ho proprio visto che certi dolori non guariscono mai. Si pu imparare a dominarli, a tenerli sotto controllo, ma rimangono pur sempre l, in un angolo dellÕanima, pronti a riesplodere e a mordere. LÕho visto con i miei occhi e lÕho sentito col mio cuore. Ho visto con i miei occhi sorelle, fratelli, nipoti chinarsi piangendo ad abbracciare forte quelle cassette e mi sembrato che qualcuno mi pigliasse in mano il cuore e lo stringesse forte. Era ora che quei ragazzi tornassero a casa, ma sicuramente avrebbero meritato di trovare unÕItalia diversa ad accoglierli. Avrebbero meritato quantomeno di trovare lÕItalia che avevano lasciato; unÕItalia indubbiamente pi modesta, pi povera e molto meno evoluta, ma pi pulita e moralmente pi sana di quanto sia oggi. E, proprio per quei ragazzi dalla vita troppo breve, noi alpini dobbiamo dare il massimo impegno, per contribuire a rimettere in carreggiata la nostra Italia, costruita con le fatiche e con i sacrifici dei nostri vecchi. Quei ragazzi lo meritano. Chicco Gaffuri gli appuntamenti del 2012 Il 2012 sar un altro anno di celebrazioni. Ancora una volta ci troveremo per ricordare un anniversario importante. Ricorrono i 140 anni di fondazione delle Truppe Alpine, nate nel 1872. Molte manifestazioni saranno dedicate alla ricorrenza, a partire dallÕAdunata nazionale. Avremo motivi in pi per ritrovarci e celebrare la memoria dei nostri vecchi. EVENTI SEZIONALI Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio 21 Cagno Ð commemorazione di Nikolajewka 29 Lenno Ð commemorazione di Nikolajewka 6 Chiesa Valmalenco Ð gare sci fondo/slalom 19 S. Fedele Intelvi Ð ciaspolada 4 COMO - ASSEMBLEA DEI DELEGATI 22 Maslianico inaugurazione del gruppo 1 S. Maria Rezzonico Ð 30¡ cappelletta di Treccione 11-13 BOLZANO ADUNATA NAZIONALE SPORT E MANIFESTAZIONI NAZIONALI Gennaio, Febbraio, 28 Brescia Ð commemorazione di Nikolajewka 11-12 Isola del Gran Sasso Ð commemorazione di Nikolajewka Marzo, 8-11 Falcade Alpiniadi Numero 4 - Como - Anno XXXVII - Ottobre-Dicembre 2011 associazione nazionale alpini - sezione di como N. 24 - Anno XXXVII - Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n¡46), art.1, comma 2, DCB Como Verso la fine di ottobre sono tornati in Patria i resti di tanti soldati italiani morti in campo di prigionia. Rimasti sepolti per quasi settantÕanni in un cimitero in Germania, sono stati trasportati in Italia e consegnati alle famiglie, per la sepoltura nei luoghi dÕorigine. Ne sono tornati parecchi nei nostri paesi, diversi sono alpini, e, come ci si poteva immaginare, i nostri Gruppi hanno dato un importante supporto allÕorganizzazione delle cerimonie, contribuendo a renderle ben pi di semplici funerali. é angosciante vedere quelle semplicissime cassette in legno, col coperchio rivestito di Tricolore. Si fa davvero fatica a pensare che in quel minuscolo spazio ci possa stare tutto ci che rimane di ragazzi di ventÕanni, della loro energia, della voglia di vivere e dei progetti per una vita intera. In quel poco spazio sono condensati i patimenti, il freddo, la fame, le fatiche e chiss quante speranze. La speranza che quella tragedia potesse avere fine, la speranza di riuscire a tornare a casa, di poter tornare ad esser uomini. Dove mi stata data la possibilit di esprimere un pensiero, ho detto che il rientro dei Caduti Eventi Penna Alpina 2 Chicco Gaffuri 3 Messa Sezionale Carlo Gobbi 4-5 Padre Felice 6 Palazzolo: Raduno 2° raggruppamento Aldo Maero 7 Il nostro Vescovo tra noi Carlo Gobbi In occasione del raduno 2¡ Raggruppamento a Palazzolo gli alpini comaschi in visita da Nelson Cenci alla ÒBoscaiolaÓ (pag. 6) Li Romani in Russia Chicco Gaffuri 8 8 Punti di vista... Cesare Di Dato 20 Ricordo di Walter Bonatti NEWS 2011 Fatti...col Cappello Alpino Vita dei Gruppi 9-18 Molina - Luino - Lurago d Erba Olgiate Comasco - Monte Olimpino - Bulgarograsso Vighizzolo - Argegno Vendrogno - Erba - Visita del Vescovo di Como Monsignore Diego Coletti alla sede sezionale (pag.7) INSERTO SPECIALE NATALE ICARO Questione dÕonore ICARO o meglio... Grazie, 3 3 une signor querelle dÕhonneur... Sindaco di Achille Gregori Ciao, Padre Felice (pagg.4-5) Trimestrale della Associazione Nazionale ALPINI di COMO Spedizione in abbonamento postale - Como Direzione, redazione e amministrazione via Zezio, 53 22100 Como [email protected] [email protected] www.alpinicomo.it Direttore responsabile: Achille Gregori Comitato di redazione: Enrico Bianchi Arcangelo Capriotti Enrico Gaffuri Carlo Gobbi Aldo Maero Tiziano Tavecchio Aut. Trib. Como n.21 del 7/10/1976 Grafica: Matteo Rizzi Design Stampa: Lito Offset S.r.l. via Stanga, 7/A - Erba - Co 3 ICARO Questione dÕonore o meglio... une querelle dÕhonneur... di Achille Gregori A fine ottobre, in uno degli incontri fra capi di stato dovuti alla situazione in cui versa il mondo intero e in particolare lÕEuropa, i presidenti di Francia e Germania hanno avuto un comportamento irriguardoso (eufemismo) nei confronti del nostro Presidente del Consiglio, pertanto verso lÕItalia. I tedeschi hanno ridimensionato lÕepisodio scusandosi. Non cos i francesi che gi avevano un precedente spiacevole verso di noi, per lÕintervento in Libia. La notizia stata una delle tante, pur se ha lasciato lÕamaro in bocca a molti, visto che lÕItalia non solo chiacchiere, dispute, superficialit e che alcuni italiani conservano ancora onore e dignit. Fra questi cÕ il generale Leonardo Tricarico -gi capo di stato maggiore dellÕAeronautica, oggi esponente del thinktank studi strategici ICSA- indispettito dallÕatteggiamento tenuto dal presidente francese Sarkozy. Sentimento che lo ha portato ad una forte presa di posizione. Il generale nel 2001 aveva ricevuto dallÕallora presidente Chirac la Legion dÕOnore, massimo riconoscimento francese istituito da Napoleone nel 1802. Tricarico lo ricevette per la collaborazione con lÕaviazione francese nella campagna del Kosovo (1999). Ebbene lÕonore del generale di gran lunga superiore alla ÒLegion dÕHonneurÓ ricevuta, perch con gesto deciso, ha provveduto a restituirla, scrivendo ÒÉsono costretto a privarmene con rammarico e dispiacere di fronte al comportamento irriguardoso dellÕattuale presidente nei confronti dellÕItaliaÉÓ In un mondo dove si cercano lustrini da mostrare, il generale ha dimostrato quanto pu valere lÕamore per il proprio paese e la dignit di un popolo di fronte ad atteggiamenti di presunta superiorit. Il gesto ci inorgoglisce, ricordandoci che il valore della Patria deve avere un posto in prima fila. Non dimenticando che nel mondo ci sono segni della capacit italica. Comprese le opere esposte al parigino museo del Louvre, a partire dalla Gioconda di Leonardo. Dunque atteggiamento degno di un uomo che ha giurato per il suo paese e per curarne il bene sotto ogni profilo. Noi che amiamo la Patria, la Bandiera, la nostra storia e civilt, non possiamo che essergli grati. Crediamo che quanto riportato in chiusura della lettera ai francesi rappresenti il sentimento di noi tutti. ÒÉil 25 novembre 1916 Francesco Baracca abbatt il ricognitore del tenente Kalman Sarkozy Éincerto il legame di parentela con lÕattuale presidenteÉlÕepisodio indica che gli italianiÉsanno vincere le loro battaglieÓ. E questo dovrebbe essere ricordato da ciascuno. In particolare da chi sta in alto! Messa sezionale Chicco Gaffuri, come Achille Gregori. Perch? Entrambi, con Giove Pluvio, hanno un conto aperto. La giornata del 5 novembre, imperniata sulla Messa sezionale in Duomo, stata rovinata dal maltempo. Non un diluvio universale, come in Liguria e a Genova. Grazie, Chicco. Ma, esattamente come un anno e mezzo prima, il 20 giugno, per la celebrazione dei 90 anni dalla fondazione della sezione di Como. Ricordate tutti, vero, quella giornata da tregenda? Pioggia battente dall'alba, vento, freddo. Sfilata per le strade del centro sferzati dall'acqua, tanta. Poi di fronte al Monumento ai Caduti, in faccia al lago, bagnati fino alle ossa, con i gagliardetti scossi da raffiche di vento. Niente ferma gli Alpini, vero. Per, un poÕ di sole sarebbe stato gradito. Allora il presidente era Achille cos miseri, non ci fossero gli Alpini, che sanno ricordare e onorare...! Incuranti delle intemperie, dei disagi, del bagnato. Non vi forniamo l'elenco dei coraggiosi, ovviamente guidati dal presidente Gaffuri. Loro c'erano, in rappresentanza di tutti i 6.997 alpini iscritti alla sezione di Como. Cos stata la Messa sezionale a richiamare il maggior numero di Alpini, per una tradizione che va onorata e rispettata nel tempo. Non c' stata la ressa dello scorso novembre 2010 per don Carlo. Ma ugualmente la partecipazione stata molto nutrita. Sui 123 gruppi della sezione, ben 69 erano rappresentati dai gagliardetti. La continuit della pioggia aveva sconsigliato i gruppi pi lontani dal mettersi in viaggio. E' comprensibile. Non stato il vescovo Diego Coletti a officiare la Messa. Trattenuto Gregori. Festa con acqua. Oggi il presidente Chicco Gaffuri. Celebrazione con acqua. Uno pari. Alla prossima. Giove Pluvio li ha accomunati, equamente. In verit, Achille ha un punto di vantaggio. Esattamente un anno prima, tra il 5 e l'8 novembre, la salma di don Carlo Gnocchi stata presente in Duomo. Una Messa solenne, superba, profonda, indimenticabile, officiata dal vescovo, Diego Coletti, in una basilica, stipata davvero in ogni ordine di posti. Pioggia? Niente. Il merito, indirettamente, dell'amico Achille. Ma don Carlo, che ha steso la sua mano pietosa proteggendo i fedeli comaschi da una nuova bella infradiciata. Memori di quel bagno, nel senso letterale, del giugno 2010, Chicco Gaffuri ha saggiamente tagliato il fitto programma previsto nel carnet. Niente commemorazione, abrogata la sfilata per le vie di Como. Soltanto un piccolo gruppo di ardimentosi, una ventina, si recato al Monumento ai Caduti, sfidando l'inclemenza del tempo, per un doveroso composto omaggio a chi la vita, ha dato per la Patria. Anche di questi tempi a Roma da impegni ecclesiastici, ha girato l'incarico a don Giuliano Zanotti, vicario generale della Curia. Di fianco all'altare, schierato il glorioso vessillo della sezione, scortato da un alpino, a turno. La guardia d'onore si alternata ogni 8'-10' con tempismo perfetto. Ha chiuso il capitano Gesilao del 5¡ Alpini, capo della Protezione Civile comasca. La preghiera dell'Alpino stata recitata da Achille Gregori, direttore del Baradll. Ha letto con voce ferma, staccando bene le frasi. Perfetto. Il coro di Fino Mornasco, splendido nelle sue esecuzioni, ha concluso la giornata intonando <Signore delle Cime> e poi <Stelutis Alpinis>. Sublime. Ospiti d'Onore, Elsa e Nelson Cenci. Il reduce di Russia, personaggio popolare e molto vicino agli alpini comaschi, stato accolto cos dal presidente Gaffuri: <Nelson, ti accogliamo sempre qui a Como quando lavano le strade>. Cenci era presente, con Carlo Vicentini, anche il 20 giugno 2010 al nostro 90¡. La storia, bagnata, si ripete. Carlo Gobbi 4 Padre Felice, il nostro amico Cappellano Ciao, Padre Felice ÉÓviva il cappellanoÓ ÉÓbravo frate alpinoÓÉ Quante volte abbiamo sentito queste affermazioni durante una sfilata, in particolare nei percorsi dellÕadunata nazionale, dove era abitudine sentirlo affermare dalla gente plaudente. Il suo sorriso contornato dalla folta e lunga barba incitava alla simpatia e al saluto. Inorgogliva tutta la sezione, era un piacere per chiunque. S, il nostro cappellano era davvero uno di noi che sapeva essere al tempo stesso padre Felice, guida spirituale dei suoi alpini, e amico fraterno col quale trascorrere alcune ore in serena amicizia. In qualsiasi frangente sapeva essere tenace, simpatico, sincero. AllÕadunata nazionale, al raduno di un piccolo gruppo, in una messa celebrata presso una sede alpina o al magazzino di protezione civile. Pronto, disponibile a stare fra i suoi alpini. Quando lo chiamavo per chiedere di celebrare una messa mi sono sempre sentito rispondere: Òagli ordini comandante. Mi sento col mio attendente (Gianluigi Romano) e se lui mi accompagna, ci sonoÓ Era un piacere comprendersi con immediatezza per assolvere alle necessit della sezione! Padre Felice, dopo alcune nostre richieste, era diventato il Cappellano della sezione poco pi di ventÕanni fa. Grazie allÕintervento di mons. Pigionatti, cappellano alpino, reduce di guerra e responsabile territoriale dei cappellani militari, Felice venne nominato cappellano onorario, entrando con pieno merito e diritto nellÕesercizio di guida spirituale della sezione. La sua capacit dÕessere essenziale nelle celebrazioni, come conviene ai cappellani abituati allo stretto necessario per sostenere e confortare i soldati, lo ha fatto apprezzare ovunque, tanto che spesso le altre sezioni lo chiamavano. Ricordo un raduno a San Pellegrino, nel bergamasco, dove tutti furono estasiati dalla praticit di Padre Felice. Non amava lÕeccesso di ritualit, i fronzoli e le pomposit. Amava la semplicit. Da qualche tempo la malattia ce lo aveva tolto. Ci mancava da un poÕ il ÒPadre nostroÓ recitato come forse solo lui sapeva fare, trasmettendo amore ad ogni presente. La sua spiritualit arrivata ovunque, con la simpatia che ha sempre saputo trasmettere, cogliendo il meglio anche dallÕalpino pi rude. I tanti cappelli alpini e i gagliardetti presenti allÕultimo saluto hanno dimostrato di quanto affetto ha goduto Felice, il nostro cappellano. Quale grado di considerazione i suoi alpini hanno avuto e continueranno ad avere per questÕuomo speciale che ha dato molto con umilt. Sono certo che i canti alpini dentro la chiesa, i moltissimi alpini presenti, tutti col cappello in testa come amava lui, gli sono piaciuti e da lass avr sorriso dicendo Òbravi alpini, si sta propri bravi, sn contnt!Ó Accanto alla tua bara ho ripercorso i bei momenti vissuti in molte occasioni. Mi si stretta la gola, anche se mi ha confortato la certezza che sarai sempre al nostro fianco, in ogni occasione. Ciao, carissimo Padre Felice, ricordati dei tuoi alpini. Continua a guidarci, e insieme agli altri nostri grandi vecchi sorvegliaci dallÕalto, accompagnaci e assistici. Ne abbiamo bisogno. Achille Gregori Oggi eravamo in molti a salutarti, la chiesa di San Giuseppe era particolarmente affollata, cÕera tutta la tua gente e cÕerano gli alpini, i tuoi Alpini, che per espresso desiderio del loro Cappellano, tenevano fieramente sul capo il cappello. Lo tenevano calato sugli occhi lucidi come se volessero trattenere per s il dolore che li attanagliava. Quello stesso dolore che il nostro presidente Chicco Gaffuri ha invece palesato senza vergogna, rendendo evidente e sincero, da uomo leale, quello che tutti noi avevamo nel cuore. Durante la santa Messa, malgrado la commozione, ad un certo punto mi venuto da sorridere, caro Padre Felice: ti ho visto nitidamente, eri vicino a me, mi fissavi con quella tua particolare espressione scanzonata, gli occhi vivaci, complici: Òhai visto che pezzo grosso sono? Guarda quanta gente e che bella cerimonia, sono proprio una persona importante.Ó Cos mi dicevi tu che i Òpezzi grossiÓ hai sempre ÒridimensionatoÓÉma poi, quando hai visto i tuoi alpini con gli occhi bassi e il volto dei tuoi parrocchiani, ti sei lisciato la barba in quel certo modo e ho capito che anche tu eri commosso. Gli alpini a cui hai voluto subito bene perch mi hai detto una volta: Òsai voglio bene agli alpini perch in un mondo dove tutti prendono loro pensano a dareÓ. Alpini dalle mani dure e dal cuore tenero. Appoggiandomi una mano sulla spalla, mi hai poi spiegato che dove sei stai benissimo, hai trovato tanti alpini che ti aspettavano e anche molti parrocchiani, che non dobbiamo essere tristi perch non ci hai abbandonato, ogni volta che assisteremo ad una Messa tu sarai l, magari a mostrare indice e medio al Sacerdote a sforbiciare una predica troppo lunga, sarai l a ricordarci che la fede non nelle parole ma nei fatti e noi i fatti continueremo a compiere, lo faremo anche nel tuo ricordo. Ciao Fr Felice, una tirata di barba dai tuoi alpini che oggi sullÕattenti hanno salutato il loro Cappellano, alla prossima Messa, ciao pais! Aldo Maero 5 Ricordo di Padre Felice Zanotti Il dito indice ed il medio che si aprono e si chiudono ripetutamente, ad imitare un paio di forbici al lavoro, per far capire allÕoratore di turno che ora di dare un taglio alle chiacchiere. Oppure, quella volutamente goffa parodia di un attenti e di un saluto militare, un poÕ per salutare con deferenza, un poÕ per prendere in giro. E poi, quella lingua tanto tagliente con chi se lo meritava, ma sempre pronta a raccontare quelle cose splendide che davano ai suoi ascoltatori il vero orgoglio di sentirsi alpini. Un personaggio anche molto spiritoso: ÒInsieme a voi sono a mio agioÓ diceva spesso Òperch sono abituato a stare con gli ospiti del manicomioÓ. Un uomo semplice, umile, proprio come il San Francesco di cui seguiva le orme. Semplice e umile, ma tuttÕaltro che banale. Un uomo che non aveva nessun timore di dire a ciascuno ci che gli competeva. Il suo era il coraggio del ÔgiustoÕ. Quante volte lÕabbiamo sentito denunciare la disonest e lÕarroganza di chi ci amministra e governa! E aggiungeva che era proprio per quello che stava bene tra gli alpini Òperch voi alpiniÓ diceva Òavete le mani pesanti, dalla pelle dura e callosa, ma, anche intanto che state lavorando, le vostre continuano ad essere mani puliteÓ. Arrivava ovunque; le sue domeniche erano tutte alpine e, a volte, non solo quelle. Arrivava con Gianluigi, che definiva il suo ÔattendenteÕ, ed era assediato da tutti, perch tutti in assoluto avevano il piacere di stringergli la mano e di sentire le sue battute di spirito, sempre molto sottili. Padre Felice aveva uno dei sorrisi pi dolci che si potessero incrociare e la sua ÒerreÓ metteva di buon umore. Quasi sempre, sopra il saio indossava una giacca impermeabile con un grande distintivo della nostra Associazione e, immancabilmente, portava su una spalla una borsa di foggia militare, con tutto ci che gli serviva per celebrare, Òla mia borsa dei ferriÓ, come la chiamava lui. In testa aveva sempre il cappello alpino e lo indossava con fierezza. Si sentiva alpino a tutti gli effetti e spesso diceva Ònoi alpiniÉÓ. Forse abituato alle S. Messe celebrate alla bellÕe meglio nella foresta amazzonica, era essenziale anche nella celebrazione delle nostre. Anzi, era forse il solo a interpretare nel modo giusto il concetto di ÔMessa al La notizia della morte di Padre Felice mi ha raggiunto alle prime luci dellÕalba, quando la citt era ancora immersa nel sonno, Felix, come mi piaceva chiamarlo, ci aveva lasciati per entrare nella luce piena, la luce che non conosce tramonto. Nonostante si conoscesse la situazione critica della sua salute, questa notizia mi ha sorpreso e turbato come credo abbia stupito e addolorato tutti coloro che lo conoscevano e lo amavano . Padre Felice era diventato negli anni trascorsi in parrocchia a Como, dopo il ritorno dalla missione in Brasile, un punto di riferimento per tante persone, un padre spirituale, un apprezzato confessore ma soprattutto un amico sempre disposto ad accoglierti e ad ascoltarti, con il suo modo di fare semplice e genuino. Per questo ci sembrava impossibile che ci avesse lasciati. Eppure in qualche modo ci aveva campoÕ, celebrata in modo spartano, perch le circostanze lo richiedono. Non gli piacevano tutti i fronzoli e gli orpelli che non fossero la vera essenza del rito. Sopportava male i troppi canti e le lunghe chiacchiere. Anche le sue omelie erano brevissime, ma incantavano per la purezza dei loro contenuti. Padre Felice ci piaceva anche perch era stringato, ma, paradossalmente, lo avremmo ascoltato molto pi a lungo con vero piacere. Di tanto in tanto raccontava qualche episodio della sua vita di missione in Brasile, dove aveva trascorso pi di venticinque anni. Mi colpivano molto le descrizioni dei suoi trasferimenti nella foresta, a dorso dÕasino, o a piedi. Quel Brasile che non aveva mai smesso di sognare e la sua missione, che continuava a sostenere con le offerte raccolte tra gli alpini nelle diverse occasioni dÕincontro. Ci mancher molto quel santÕuomo del nostro cappellano, che abbiamo considerato tutti veramente un padre per tanti e tanti anni. Chiss se nel Paradiso di Cantore avr gi incontrato i veci alpini comaschi? Una cosa per certa: continuer a impartirci le sue benedizioni, perch sa per certo che andranno a buon fine. LÕho visto lÕultima volta poco pi di un mese fa. Ha raccontato i suoi disagi e le sue sofferenze, ma lÕaspetto esteriore sembrava quello di sempre ed il sorriso era limpido come al solito. Lo ricorder sempre cos, perch una bella immagine. Ciao, caro Padre Felice, sei stato un dono del cielo. Chicco preparati a questo momento, infatti negli ultimi mesi, spesso diceva che sentiva di essere ormai arrivato al traguardo, ma lo diceva sempre con francescana serenit. Quando buio tutti noi cerchiamo un poÕ di luce, Padre Felice ha fatto questo, ha acceso una candela nella vita di tanti, aprendo uno spiraglio di luce e di speranza per i poveri che ha incontrato, per i dubbiosi in cerca di Dio, per gli assetati di conforto che hanno bussato alla sua porta e sono sempre stati accolti. Ogni mattina quando passavo davanti alla sua stanza leggevo la targa appesa alla porta Ò Bonus miles Christi Ò e cosi stato, un buon soldato di Cristo, lo ha testimoniato con amore servendolo nei suoi fratelli. Caro Felix, come consuetudine dire tra gli alpini, anche tu sei andato avanti, ma siamo certi che ogni tanto ti volterai per incoraggiarci e ripeterci quello che ci dicevi in confessionale, non aver paura e vai avanti. Si andiamo avanti, anche grazie alla tua testimonianza e alla tua straordinaria lezione di vita. Siamo certi che continuerai a pregare per noi, ora dopo tante fatiche riposa nella pace . Ciao Felix Frate Attilio Defendenti 6 Palazzolo: raduno 2° Raggruppamento Una grande festa alpina Bravi, Bresciani! E bravo il capogruppo Mario Simoni con i suoi alpini di Palazzolo che nellÕoccasione festeggiavano anche lÕ85¡ compleanno del gruppo. Simoni, che da innumerevoli anni guida il gruppo pi numeroso della sezione di Brescia, ha dimostrato con i fatti come una valida sinergia tra istituzioni Ð doveroso citare il contributo fornito dal comune con il sindaco Alessandro Sala in testa Ð e alpini dia eccellenti risultati. Lo ha detto molto bene anche il presidente Corrado Perona quando ha spiegato lÕimportanza che i sindaci partecipino alle nostre Adunate Nazionali a significare lo stretto legame tra alpini e amministratori locali. Palazzolo ha vissuto tre intense giornate alpine e ad esse la nostra sezione ha dato un importante contributo Ð terza come numero di partecipanti dopo Brescia e Bergamo con pi di 80 gagliardetti e le fanfare di Asso e Olgiate. Molto apprezzato come sempre il pannello floreale degli alpini di Griante. Oltre ai consueti incontri istituzionali con i presidenti sezionali, tante sono state le iniziative collaterali, come il lancio di precisione effettuato dai paracadutisti in piazza Giovanni XXIII la mattina di sabato, la sfilata per le vie cittadine nel pomeriggio, la visita alle distillerie della Franciacorta e, in serata, il concerto dei cori ANA, Palazzolese, Alte Cime, Vallecamonica e Valle S. Martino, presentati da Francesco Brighenti, nella chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta. Cori che hanno concluso con un Ògran finaleÓ cantando insieme sia il Trentatr, sia lÕInno di Mameli. Domenica, oltre 15.000 alpini provenienti da Lombardia ed Emilia-Romagna hanno sfilato lungo lo storico quartiere delle Calci scendendo fino alla Torre del Popolo detta anche Torre di San Fedele, la cui struttura si appoggia su uno dei torrioni a pianta circolare del castello, la Torre Mirabella, alta cento metri, torre circolare pi alta dÕItalia. sulla cui vetta si erge la statua del patrono - San Fedele - che noi comaschi conosciamo bene visto che oper proprio sul nostro lago e le sue spoglie furono custodite per molti anni nella nostra Basilica prima di essere traslate a Milano nel 1572 per ordine del Cardinale San Carlo Borromeo. Dalla Torre i Vigili del Fuoco hanno calato un grande Tricolore accompagnato da 85 salve dÕonore. La sfilata si conclusa in Piazza Giovanni XXIII dove cÕ stato il passaggio di consegne con la Sezione di Sondrio che ospiter il Raduno nel 2012. La giornata per i ÒcomaschiÓ terminata con la visita organizzata da Franco Arrigo alle cantine della Boscaiola di Nelson Cenci il quale, oltre ad essere lÕAlpino che tutti noi conosciamo, , insieme con la figlia Giuliana, produttore di un eccellente Franciacorta come i presenti hanno potuto entusiasticamente constatare di persona. Ad attenderli oltre a noi cÕerano Enrico Gaffuri, Enrico Bianchi, Mos Frighi, pi Achille Gregori e Carlo Gobbi (che mai si lascia scappare una visitina alla Boscaiola). Indescrivibili le espressioni sui volti dei visitatori nel girare tra le stanze della bella casa di Nelson fino ad arrivare nella taverna dove sono custoditi i ÒcimeliÓ del Grande Vei. A giudicare dai commenti di tutti credo sia stata la ciliegina sulla torta di una gran bella giornata per gli alpini comaschi. Grazie da tutti noi, caro Nelson, di questo bel regalo. Penso proprio che torneremo a ÒdissetarciÓÉ in quel di Cologne. Aldo Maero Un assalto. Alla baionetta? Macch, alla cantina. Alpini in prima fila. E ti pareva. Alpini e vino, facile connubio. Come dire rugbisti e fango. E' dura far cambiare idea alla gente. Che associa le penne nere al fiasco de vin. Ma non solo. E' cos che un caldo pomeriggio di fine ottobre, ha salutato una gagliarda schiera di alpini comaschi doc occupare la Boscaiola. Sede di un'azienda doc di prelibato (gustare per credere) Franciacorta. Quella di Nelson Cenci, popolare personaggio, molto conosciuto, amato e stimato anche a Como. Ma lui, che ci fa con il Franciacorta? Perbacco, ma lo produce. In pensione dalla medicina, professore di otorinolaringoiatria, cio orecchio-naso-gola, si ritirato in Franciacorta, splendida terra che sfiora le onde del lago d'Iseo. E lui coltiva viti. Sistemate alle spalle della sua hacienda, sulle falde del monte Nelson. Il nome diverso, ma quando arrivi dall'autostrada Milano-Brescia e lo vedi da lontano, capisci che il Nelson alpino, lui l. Patriarca sereno, signore distinto, anfitrione gioviale, padrone di casa perfetto. Ha resistito impavido all'assalto di 40 e passa alpini, affamati e assetati, aprendo le porte della sua splendida dimora con un buffet degno dell'occasione. Donna Elsa e Giuliana, la figlia che dirige l'azienda, hanno allestito una merendina volante a base di pane, salame, formaggio, innaffiato dal nettare di Bacco. Cio di Nelson. In avanscoperta, bravi comandanti, davanti alla truppa agguerrita, i boss. Chicco Gaffuri, presidente di sezione, Achille Gregori, direttore del Baradll, Mos Frighi, vicepresidente tuttofare. Per Gaffuri e Frighi, una prima volta. Il nostro presidente rimasto incantato dalla calda accoglienza, dal calore della magione, dall'austerit della ricca biblioteca. E soprattutto, lui come gli altri, e poi gli alpini al seguito, dal museo di Nelson. Quadri, gagliardetti, armi, ricordi di una vita da alpino. E fuori, la preghiera dell'Alpino in marmo, a una parete sotto al portico. Nell'ultima riga, reca l'antica dizione: ÒbatterieÓ e non gruppi. Nelson Cenci, uno di noi. Alpino comasco ad honorem. Prosit. Carlo Gobbi 7 Il nostro Vescovo tra noi mento spirituale lasciato da don Carlo agli italiani, non solo agli Alpini, in ricordo di chi ha sofferto in guerra. Platea affascinata, dimentica di respirare, attenta a cogliere ogni sfumatura. Di fronte, questo vescovo, pastore di 338 sezioni nella sua diocesi, che ha proseguito con naturalezza, distribuendo umanit e sacralit. ÒContinuiamo a volerci beneÓ ha concluso, distribuendo una preghiera stampata su una card modello bancomat. La sua ÒTrinity CardÓ. Preghiera recitata dall'intera assemblea, prima della benedizione. Nando Monti, pasticcere di corte, cio di sezione, ha distribuito una sua creazione eseguita apposta per questo incontro: la coppa del Vescovo. Fantastica. Subito, sparita. Molto apprezzata. Come la serata. Indimenticabile per la sezione di Como. Citt che ha un vescovo dal cuore alpino. Presidente Gaffuri, ma se non lo merita lui, Diego Coletti, il nostro cappello....! n Vescovo dentro una sede di Alpini. Chi non ci conosce, pensa: il diavolo in convento. Titolo di un famoso film francese anni cinquanta. Lui benedice, gli altri bevono e cantano. Invece, no. A Como, la visita pastorale di Diego Coletti, vescovo della citt, un vero happening. Di sacralit, anche, ma di allegria, simpatia, fraternizzazione, considerazione. Le parti, rovesciate. Di qua un vescovo spumeggiante, frizzante, esuberante per allegria e cameratismo. Di l gli Alpini, numerosissimi, attenti, rispettosi, silenti, concentrati, affascinati, rapiti. Miracolo. Ma no. é che gli Alpini, c' chi non lo sa, quando si presentano davanti a un religioso, al Cappellano del Battaglione come al Vescovo della citt, si trasformano. Niente cori, canti, schiamazzi, bevute. Truppa composta, gente seria, che ascolta. In silenzio. Ieri, come oggi, e cos domani. Finch ci saranno Alpini. Diego Coletti ha conquistato la platea. Scarsa, rispetto all'entit di Como (cento e passa mila abitanti) e al numero degli iscritti della sezione (6.997). Ma enorme per lo spazio, gremito in ogni ordine di posti, avrebbe annunciato Bruno Pizzul, microfono alla mano. Forse cento, anche pi, i presenti. E meno male che l'annuncio della Provincia Òun appuntamento da non perdere, secondo i vertici del gruppo comasco, che invitano a partecipare tutta la popolazioneÓ, non stato ascoltato. Altrimenti, dove li avremmo messi? Il padrone di casa, Chicco Gaffuri, nostro presidente, ha reso gli onori. Ma in realt, il padrone di casa, quello vero, subito apparso lui, il vescovo. Diego Coletti l'avevamo visto sull'altare del Duomo, un anno fa, alla celebrazione di don Carlo Gnocchi. Lui, non alpino, ci era sembrato molto pi alpino di tutta la folta platea che gremiva la stupenda chiesa. Si confermato all'incontro in sezione. Affabile, gentile, simpatico, pronto alla battuta scherzosa, U divertente e divertito. A suo agio, completamente. Niente formalismo, poca sacralit, ma tanta umanit vera. E questo, agli Alpini, piace. Lo hanno sentito dei loro. Un amico in mezzo a tanti amici. Chicco Gaffuri stato al gioco, quando ha definito l'incontro ÒEcclesialeÓ. Aggiungendo poi: ÒSono il presidente, perci qui sono il vescovoÓ. E Coletti coglie l'assist: ÒAllora questa la diocesiÓ. Precisando: ÒAnche io sono alpino. Iscritto a forza al gruppo di Val Furva. Perci sono un coscrittoÓ. Un'ora e un quarto, il tempo volato, fra battute e motti di spirito. E' venuto fuori quel vescovo che ci aveva affascinati in Duomo, un anno prima. Colto (<vasi a Samo, carbone a Newcastle> impensabile, vero, da un vescovo), preparato, appassionante. Ci ha incantati. Con il ricordo del suo attaccamento a don Gnocchi, il suo affetto per gli Alpini. Ha citato, leggendoli, brani tratti dal famoso ÒCristo fra gli AlpiniÓ, un testa- BREVE INTERVISTA ÒGli Alpini, gente splendida. Che parla poco, ma fa, agisce, sempre pronta quando c' il bisognoÓ. Coletti ricorda con simpatia l'incontro di Roma. ÒSono stato rettore del Collegio Lombardo dal 1989 al 2000. Per il Giubileo, la citt invasa da migliaia e migliaia di alpini. Una festa, con tanta allegria, suoni, canti, anche bevute, Roma era impazzita per questa bellissima pacifica invasione. Confrontata con i black block. Ecco la differenzaÓ. Ha aggiunto: ÒQuando ci sono gli Alpini, Cristo con loro. Perch sono abituati alla sofferenza, alla fatica, al silenzio, al rispetto, alla devozione. Hanno qualit umane non facili da trovare. Sono uomini speciali, con un grande cuoreÓ. Ha concluso: ÒPer me un piacere mescolarmi agli Alpini, sentire la loro vicinanza, la loro religiosit, la loro umanitÓ. Grazie, Eccellenza, per queste belle parole. La sezione di Como ha davvero un amico in pi. Un grande vero Amico! Carlo Gobbi 8 Li Romani in Russia Quando le emozioni si possono toccare Quando le emozioni si possono toccare Uno scrittore tanto pi bravo, quanto pi riesce a confezionare una storia che ognuno possa adattare alla propria fantasia. LÕaspetto pi affascinante della lettura proprio la possibilit di costruirsi le immagini di ci che si legge, ognuno secondo la propria immaginazione. Se si riesce a farlo, vuol dire che lÕautore stato davvero in gamba, tanto da fornire una buona base su cui dar forma al racconto, ognuno con le proprie sfumature. Un bravo attore invece ha un altro compito, quello di far immedesimare il pubblico nel personaggio che interpreta, con i suoi tratti del volto, con la sua voce, col suo modo di muoversi. E, se veramente bravo, riesce addirittura a far provare i suoi sentimenti, a far sentire sulla pelle le sue sensazioni, come se quel personaggio fosse davvero entrato in noi. é esattamente quello che ha fatto provare Simone Cristicchi, con lÕintensit della sua recitazione, con quel suo modo cos realistico di esprimere gli stati dÕanimo, dalla gioia, alla paura, fino allÕangoscia, nello spettacolo portato in scena a Tremezzo. EÕ la storia di un fante romano, che partecipa alla Campagna di Russia e, giunto allÕet di sessantÕanni, decide di raccontarla. Un monologo in versi, accompagnato di tanto in tanto dal Coro Alpino Orobica, delle cui capacit sappiamo gi tutto. Avevo gi assistito a Milano allo spettacolo ÒLi Romani in RussiaÓ, quindi ero, per cos dire, preparato. Sapevo bene che racconto avrei ascoltato e conoscevo anche il modo in cui mi sarebbe stato proposto. Eppure, quantunque per me si trattasse di una replica, le emozioni provate sono state intense come la prima volta. Mi sembrato di sentire la fatica di quel fante romano, in marcia sotto il peso dello zaino. Ho capito bene cosa fossero i morsi della fame e, nonostante il caldo del teatro, mi sembrato di sentire sulla pelle i brividi del gelo russo. Mi hanno fatto inumidire gli occhi le sofferenze di quei giovani e lo struggente desiderio di pace, di casa. Proprio bravo quel Simone Cristicchi, che molti pensavano fosse solo un cantante e si rivelato un attore formidabile. LÕaltra grande sorpresa stata quella di scoprire la sua semplicit, che non ci si aspetterebbe da un personaggio noto del mondo dello spettacolo, che ha addirittura vinto un Festival di Sanremo. Invece un ragazzo modesto, uno come noi, che, proprio grazie alla sua sensibilit, riesce a scuotere lÕanima di chi lo ascolta. Scuoterla, nel senso pieno del termine. Sorprendente anche il fatto di ascoltare un racconto della Campagna di Russia senza accenni agli alpini, ma con fanti, bersaglieri e artiglieri. Abituati come siamo ai racconti di Russia nel nostro dialetto, o in veneto, in piemontese, una sorpresa ascoltare un narratore che parla romanesco. Parla in romanesco, ma racconta le stesse cose sentite dai nostri veci dellÕarco alpino. Mi sembrato un modo in pi per celebrare i 150 anni di Unit dÕItalia, perch si ricordato a tutti che a soffrire e morire al servizio della Patria cÕerano proprio tutti; cÕerano i ragazzi del nord, del centro e del sud dellÕItalia e morivano nello stesso tragico modo, invocando la mamma. Bravo Simone, ci hai regalato una serata stupenda, una serata di sana commozione. Peccato che il tempaccio non abbia consentito di gustare lo spettacolo nel Parco Teresio Olivelli e abbia costretto a rintanarsi nel teatro parrocchiale, con un numero di posti ridotti. Tanti sono dovuti rimanere fuori. Chiss che non si riesca a replicare lo spettacolo lÕanno prossimo, magari proprio in Como citt? Sarebbe un trionfo. Chicco Gaffuri Punti di vista... Il vescovo di Rimini ha pronunciato unÕispirata omelia in occasione dei funerali di Simoncelli, lo sfortunato motociclista morto in Malesia. Per non posso dimenticare quelle che il suo collega di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, pronunci al funerale del cap. magg. Miotto Caduto in Afghanistan il 31 dicembre 2010: ÒÉ quelle non sono missioni di pace É i nostri soldati vanno l con le armi É Non sono dÕaccordo con una certa esaltazione retorica; non facciamone degli eroi!Ó. Cosa che provoc lÕimmediata reazione del nostro presidente, Corrado Perona, che gli indirizz una decisa, ancorch garbata, lettera di protesta riportata su LÕALPINO del marzo 2011. Punti di vista alquanto diversi direi. Davanti alla morte noi tutti dobbiamo chiuderci in un rispettoso silenzio; i ministri di Dio si devono astenere dal tranciare giudizi; la folla deve smetterla di applaudire rompendo quella concentrazione che il momento solenne esige. Ora, mentre Miotto ci ha lasciato un testamento spirituale che vorrei fosse letto nelle scuole, Caduto per lÕUmanit (oggi non si muore pi per la Patria, ma per lÕUomo che soffre), Simoncelli morto in un momento ludico, in uno sport dove il gesto atletico sostituito dal coraggio spericolato e dallÕamore per il rischio ben lontano dalla sofferenza e dalla fatica che altri sport pretendono. Lo dico anchÕio: non facciamone un eroe e, al tempo stesso, non dimentichiamo Matteo Miotto, alpino - credente e timorato di Dio. Cesare DiDato 9 Fatti...col NEWS 2011 Cappello Alpino ci scrivono..... Sono un alpino classe 1929 del gruppo di Mozzate. Ho appreso dallÕarticolo apparso sul precedente numero di posizioni offensive verso i nostri Òcomandanti nazionaliÓ perci contro lÕANA. Inoltre sÕ scritto di scarsa frequenza ad alcune importanti manifestazioni. Ne sono sgomento e amareggiato. Mi pare che necessiti impegnarsi per non dimenticare la nostra storia e il significato di Patria. Un veicolo informativo valido ed economico pu essere la bacheca nei gruppi e in sezione, met destinata alla storia e met finalizzata alle attivit associative. Sarebbe maggiore lÕinformazione per tutti. Luigi Pedrazzini - Mozzate Caro Pedrazzini, la tua lettera, della quale riportiamo una sintesi, esprime un alto sentimento di alpinit e di attaccamento allÕassociazione, oltre alla volont di contribuire a risolvere alcuni problemi che sono propri della societ nella quale ci dibattiamo e, soprattutto, della quale siamo parte, che ha portato alla mancanza di rispetto e alla convinzione assoluta delle idee personali, senza considerare e valutare le posizioni della maggioranza. Mi riferisco a quanto sostenuto nellÕarticolo riguardante lÕassemblea nazionale e i comportamenti descritti. La frequenza alle manifestazioni , generalmente, ancora di buon livello. Alcune volte non si coglie lÕimportanza di quanto si propone, in particolare nei casi pi innovativi e diversi. Circa la tua proposta, la ÒbachecaÓ gi esistente e presto sar rafforzata. Non di tipo tradizionale coi fogli appesi, ma elettronica. é il sito associativo www.alpinicomo sul quale si trovano notizie di manifestazioni, informazioni e fatti legati alla vita sezionale. Presto ci saranno novit e altre utilit associative. Chiunque ne pu beneficiare in qualsiasi momento e con tanta comodit, da casa, cercandosi le informazioni desiderate. Alcuni alpini del gruppo di Ponte Lambro Ð da sempre particolarmente vicini a Luca Barisonzi Ð in rappresentanza della sezione con alpini di altri gruppi alla cerimonia di posa della prima pietra della "Casa di LucaÓ avvenuta a Gravellona Lomellina venerd 11 novembre Nel prossimo numero servizio con resoconto della raccolta effettuata in sezione a questo fine. 7 agosto. Abituale incontro di alpini al cimitero militare del passo Stelvio, sopra Bormio, in ricordo dei Caduti della grande guerra. Al raduno sempre presente il nostro Vessillo. Quest'anno, 150¡ dell'unit d'Italia, la scorta all'insegna della nostra sezione stata particolare: il Reduce Arturo Bignucolo Ð gi consigliere sezionale Ð si posto al fianco del Vessillo in onore alle Medaglie d'Oro alpine comasche, restando sull'attenti per l'intera cerimonia. Un gruppo di alpini con Luca Barisonzi (al centro) il 9 ottobre a Gravellona Lomellina (PV), prima della sua partenza per il periodo di cura in Svizzera. A festeggiare Luca, alcuni amici dellÕ8¡ Alpini, dei gruppi della zona e Marco Bravi (a ds. accosciato) del gruppo di Ponte Lambro. Grazie a Facebook in molti sono accorsi a salutare Luca e dimostrare il grande affetto degli alpini. Con lÕinizio dei lavori per la sua casa Luca vedr concretizzato lo sforzo di tutti gli alpini. 10 Fatti...col Cappello Alpino 48° Pellegrinaggio in Adamello Salire sulle cime e sui ghiacciai dell'Adamello in occasione del Pellegrinaggio divenuto per alcuni soci della Sezione un appuntamento fisso. Si sale, talvolta faticosamente, per onorare e ricordare i nostri Veci che su questo gruppo montuoso combatterono e morirono scrivendo pagine della nostra storia. Il Pellegrinaggio commemorazione, occasione di fraternit tra Veci e Bocia e tra discendenti degli avversari di un tempo. Quest'anno il 48¡ Pellegrinaggio, dedicato al Gen. Romolo Ragnoli ,ha avuto la sua cerimonia al Passo di Lagoscuro, posizione che il 2 maggio 1916 venne isolata dagli altri capisaldi con un attacco austriaco, ma nello stesso anno venne riconquistata. Il numero dei Veci partecipanti al Pellegrinaggio si assottiglia ogni anno, per legge naturale. é incoraggiante, per, constatare che la tradizione alpina della memoria radicata nelle nuove generazioni di Alpini. Anche quest'anno stata numerosa la loro presenza. Mantengono fede al motto della Colonna Mozza sull'Ortigara: ÒPer non dimenticareÓ. Con l'abolizione della leva ci importante per conservare la memoria alpina. All'anno prossimo, a Cogolo di Pejo per il 49¡ Pellegrinaggio. Gianmario Porro Altri morti dall Afghanistan ÒUn mero incidente stradaleÓ dice il comunicato del comando militare riportando la notizia della morte di tre soldati avvenuta in Afghanistan nello scorso settembre. Un evento che pu succedere ovunque la viabilit sia in condizioni disastrate come in quel territorio. Fatto che altri tre nomi si sono aggiunti alla gi lunga lista di militari che hanno perso la vita nella missione afghana. Il numero non si ferma, anche se noi continuiamo a sperare che non abbia ulteriori inserimenti. Ci pare doveroso elencare le nuove vittime, anche se decedute non per unÕazione propriamente militare, ritenendoli meritevoli di pari rispetto per aver perso la vita in servizio. Sono il tenente Riccardo Bucci, il caporalmaggiore Mario Frasca e il parigrado Massimo Di Legge. Una traccia di strada se li portati via durante lÕattivit prestata per aiutare un popolo poco fortunato. P.S. Gianmario organizza da oltre 25 anni la spedizione in Adamello, quest'anno davvero numerosa. Una ventina fra giovani e meno giovani. Chi ama la montagna, alpini, non alpini, uomini, donne, non pu perdere questa occasione. Consigli Sezionali Riunione del 15 settembre Seduta esterna effettuata nella sala consigliare del comune di Ponte Lambro (80¡ gruppo) con presenza di gruppi della zona e saluto del sindaco Andrea Cattaneo. Apertura del Consigliere nazionale Crugnola: situazione Casa per Luca, riferimento spot reti Mediaset gratuito su iniziativa giornalista Toni Capuozzo, grosso seguito e contributi. Utilit mininaia per entusiasmo partecipanti. Apprezzamento SN per iniziativa Villa Carlotta. ODG Ð Convenzione Villa Carlotta: consigliere Gatti riferisce contatti tenuti. Presidente descrive superficie (oltre 2 ha) lavori da effettuare. Sopraluogo il 1 ottobre con gruppi zona. ODG Ð spettacolo Li romani in Russia: cantante/attore Simone Cristicchi effettuer a Tremezzo. Spese coperte da amministrazione comunale. Manifestazione per 150¡ unit Italia in collaborazione con Famiglia Comasca. Serve come raccolta fondi Casa per Luca. ODG Ð Convenzioni: rinnovo con comune Como manutenzione aree Parco Rimembranze (Baradello) e salita Padre Pigato. Valutazioni proseguimento con Lurate Caccivio. Varie: seguito accordo con Unicef per attivit proiettata al 2015. Approvazione proposta di partecipazione Vessillo ad esequie Reduci. Nascita 123¡ gruppo a Maslianico con 35 soci di cui 23 nuovi. Descrizione attivit svolte e programmazione prossime. Riunione del 20 ottobre Il presidente ricorda il cappellano Padre Felice, scomparso di recente. Riporta informazioni riunione presidenti collegata al raduno di raggruppamento: Adunata nazionale 2013 a Piacenza; Alpiniadi 2012 dal 8 al 11 marzo; i campionati ANA aperti in modo sperimentale agli aggregati; prossimi raduni di raggruppamento: 2012 Sondrio, 2013 Bolognese Romagnola, 2014 Monza, 2015 Varese, 2016 Sal. ODG raduno raggruppamento a Palazzolo buona nostra presenza, terza sezione dopo Bergamo e Brescia. Il raduno sta crescendo molto. CÕerano quasi 15000 presenti. Spettacolo Cristicchi - ottimo esito nonostante la pioggia che ha costretto gente a non assistere allo spettacolo. Sar replicato nel 2012 al raduno sezionale ad Albese. Gruppi - Vendrogno lascia la sezione e passa con Lecco per ragioni geografiche, dopo accordo e delibera due sezioni. Valutate problematiche di Civenna, Ossuccio, Laino Intelvi. I gruppi saranno seguiti da consiglieri Invernizzi, Vasile, Peduzzi. Varie - per Brienno in allestimento intervento diretto della sezione. Villa Carlotta, eseguita prima pulizia. Continua manutenzione sentieri Spina Verde con gruppi locali. La PC ha effettuato interventi concordati con amministrazione provinciale salvaguardia territorio. Incontro fine anno e messa della PC si svolgeranno in caserma. La sezione stata scelta con Biella e Valdagno, per sperimentare contatti con le scuole. Deliberato che durante la lettura della Preghiera dellÕalpino, non si devono effettuare sottofondi musicali o canori. Dal 2012 i soci aiutanti avranno tessera e bollino differenziato. Elenco incontri svolti e da effettuare. 28 ottobre in sede visita del Vescovo di Como, mons. Diego Coletti. 11 Fatti...col Cappello Alpino Luino: inaugurata una croce al Passo della Forcora di Cesare Di Dato uesta volta usciamo dai limiti della sezione per parlare di una manifestazione ormai decennale della sezione di Luino: la salita al Passo della Forcora dalla sede del gruppo di Maccagno lungo una salita di tutto rispetto; 950 metri secchi dalla riva del Lago Maggiore al piazzale della Chiesetta della Madonna della Neve che, sul muro laterale, reca la targa di Camminaitalia 99 (tappa 119). QuestÕanno alla camminata si unita lÕinaugurazione della Croce ai Caduti senza Croce, al culmine del Monte Cadrigna, pi alto del piazzale di circa 150 metri. Croce voluta dagli alpini luinesi, in primo luogo dallÕartigliere alpino Gianmario Piazza e realizzata dalla ditta di Costantino Fasana gi capogruppo di Cernobbio; una presenza, ci piace sottolinearlo, della nostra sezione che ci rende orgogliosi per avere, noi laghe dellÕaltro lago, dato una mano ai confratelli alpini del Verbano. Q cappellano n alpino, ma animato da uno spirito patriottico e alpino che lo rende simpatico allÕistante. I discorsi sono stati intelligentemente brevi e hanno preceduto la posa nel basamento di unÕurna contenente documenti a futura memoria affinch i posteri sappiano di quali sentimenti sono animati gli alpini e di come in loro sia costante il ricordo dei Caduti da Adua allÕAfghanistan. Ha concluso la giornata lo scoprimento di una targa con parole di elevato significato che riportiamo: Ò Un Segno per ricordare e per onorare tutti i Caduti, in particolare i Dispersi, gli Infoibati e chi sepolto senza il segno della sua fede cristianaÓ. Tra gli intervenuti il consigliere provinciale Piero Rossi, cerimoniere, che abbiamo gi apprezzato in precedenti occasioni, lÕalpino Marco Magrini, presidente della Comunit Valli del Verbano, numerosi sindaci, il comandante della stazione dei Carabinieri e vatici, presidente dellÕOpera Caduti Senza Croce, con Bandiera, che ha chiuso il suo intervento gridando, letteralmente: ÒDispersi, ovunque voi siate, RIPOSO!Ó. Come non pensare che in quel momento i nostri soldati inabissati in mare, arsi in cielo, spariti in Russia, bruciati nel deserto, precipitati nelle foibe, annientati dei campi di concentramento russi e tedeschi non fossero con noi? Brevi dai Gruppi Ancora Contrin Il gruppo di Nesso, partecipe al raduno sul Contrin, ci ha fornito notizie del ritrovo dello scorso giugno. Il nostro Vessillo insieme ad alcuni gagliardetti incolonnati hanno risalito il sentiero, godendo del magnifico paesaggio sovrastato dalla Marmolada, celebrando cos i veci Òper non dimenticareÓ Albese con Cassano Domenica 11 settembre, dopo aver partecipato allÕanniversario di Lurago dÕErba, gli alpini del gruppo di Albese hanno ricordato Caduti e defunti alpini con una messa al campo. La cerimonia sÕ svolta nel bel bosco che circonda la Òbaita alpinaÓ. Naturalmente se nÕ incaricato don Antonio Larmi il nostro don sergente con la collaborazione di don Antonio Ostinelli. Presenti due autorit dal nome comune: Gaffuri. Uno sindaco di Albese, lÕaltro presidente di sezione. La vista che si gode di lass eccezionale: lo sguardo abbraccia il lago fino al suo termine meridionale, i monti aspri anche se di media altezza, i fitti boschi, i paeselli disseminati sulla sponda piemontese, i sottostanti tetti di Maccagno che paiono a portata di mano. Un inno a Dio, un sito che valorizza lÕomaggio degli alpini a chi ha dato la vita per la Patria; un luogo che merita una visita per una preghiera sotto la Croce, coinvolgente nella sua semplicit. In questa domenica di fine settembre, sotto la guida del presidente Cordiglia, aveva inizio la cerimonia, preceduta dallÕarrivo in perfetta fila indiana della squadra dei ÒsalitistiÓ guidata dai vice presidenti sezionali Gino Busti e Sergio Banfi; chiudeva Sergio Bottinelli, ben noto per aver ricoperto incarichi di prestigio in ambito ANA, il quale nellÕoccasione stabiliva il primato di dieci salite consecutive oltre alla tappa di Camminaitalia. I numerosi presenti si disponevano a quadrato intorno alla Croce per ascoltare la Messa celebrata da don Andrea Caelli, sacerdote valtellinese della Diocesi di Como e ora in ritiro spirituale nel vicino Monastero della SS. Trinit: non quello della Forestale. Preziosa la presenza di quattro reduci tra i quali ÒTogninÓ della sezione di Varese a tre mesi dal suo centesimo compleanno, Gianmario Coretta, presidente della sezione di Intra e Armando Cadario, vice della sezione di Varese. Per Como il nostro consigliere sezionale Silvano Miglioretto. N poteva mancare il consigliere nazionale Adriano Crugnola, comasco anchÕegli, del quale abbiamo apprezzato, come sempre, la concretezza del discorso. Oltre ai Vessilli di Luino, Como, Varese e Intra, 54 gagliardetti Ð 22 ospiti tra i quali, logicamente, quello di Cernobbio Ð lo Stendardo dellÕIFMS (Federazione Internazionale dei Soldati della Montagna) di cui il gi citato Bottinelli fu Segretario generale e quelli dellÕAeronautica, dei Carabinieri, del CAI di Luino e del CAI di Germignaga. Presenze quasi sacrali quelle di Luigi DÕAgostini con i gagliardetti di Pola e di Zara e con il drappo dellÕIstria; egli ha recitato la Preghiera di Basovizza del Martire infoibato, che noi non dobbiamo mai dimenticare come hanno fatto per decenni, colpevolmente, tanti uomini politici. Trascinante il discorso di Silvio Sel- Como centro e altri Partecipazione alla manifestazione Interarma. Seguendo lÕultraventennale programma, alcuni alpini in supporto al Vessillo scortato dal vicepresidente Bianchi hanno raggiunto il Monumento ai Caduti per la celebrazione e la S. Messa. é emersa la mancanza di bande, impostazione, capacit di trascinamento e il tipico spirito che ci accompagna nelle manifestazione dÕimpostazione alpina. Capiago Intimiano Dopo particolari preparativi, il gruppo ha impostato un intrattenimento rivolto ai cittadini finalizzato alla raccolta di fondi per attivit benefiche. Sia pure dopo la chiusura del sostegno impostato ed effettuato tempo addietro, i soci hanno destinato, per tramite della sezione, 500 Û alla Fondazione don Carlo Gnocchi. LÕaltra parte della cifra, insieme alle prossime raccolte e alle attivit tuttÕora in corso, sar destinata al fondo della ÒCasa per LucaÓ cui non mancher il sostegno della gente e degli alpini. Visita in Canada. Sergio Tuia di Cavallasca ha ritrovato un vecchio amico emigrato in Canada da Bassano del Grappa nel 1961. LÕamico ÒcanadeseÓ Ferdinando Bisinella, capogruppo di Montreal. Durante la visita lÕalpino di Cavallasca ha potuto valutare quale attaccamento hanno gli alpini della seconda naia che vivono allÕestero con lÕItalia nel cuore. I due si sono dati appuntamento per il prossimo mese di maggio a Bolzano. 12 Fatti...col Cappello Alpino Alla baita degli alpini di Lurago, fra le tante persone presenti, spiccava la mimetica di un alpino in servizio: Marco Brioschi, luraghese appartenente al Btg. Saluzzo del 2¡ Alpini, in ferma dal 2007, con alle spalle una missione in Afghanistan e altre attivit allÕestero. Segno di continuit storica con i fondatori e i tanti alpini passati negli anni nelle file del gruppo, nato nel 1931 e del quale sono state in precedenza riportate notizie inerenti lÕattivit effettuata per gli 80 anni di fondazione. Lurago una tipica localit della laboriosa Brianza, il cui nome dÕincerta origine, probabilmente celtica per il suffisso ÒagoÓ o, forse pi, latina da ÒLaurius Ð acusÓ. La zona risulta abitata fin dallÕepoca del bronzo e del ferro. Sviluppi successivi ne danno la certezza attraverso documenti del 879 D.C. La definizione attuale col terminale ÒdÕErbaÓ stabilisce lÕappartenenza alla pieve dÕIncino (Erba) al tempo Visconteo. Nella localit lo scorso 11 settembre gli alpini hanno celebrato solennemente lÕ80¡ anniversario Olgiate Comasco, 75° compleanno Ricordo della fondazione, 50 anni della fanfara e del patrono San Maurizio Lo scorso settembre, il gruppo alpini di Olgiate Comasco ha celebrato il 75¡anniversario di Fondazione ed in contemporanea il 50¡ di nascita della Fanfara Sezionale e il ricordo del patrono degli alpini. La manifestazione celebrativa sÕ tenuta il 17 e 18 settembre. La sera di sabato 17, presso lÕauditorium del centro Congressi del Medioevo per lÕapertura delle celebrazioni, sÕ tenuto il concerto, aperto dallÕInno Nazionale cantato dal Coro della Lunigiana accompagnato dalle note della Fanfara Alpina del gruppo. I canti, magistralmente eseguiti dagli amici toscani, sono stati accompagnati dallo scorrere di foto inerenti la storia del gruppo inframmezzate a immagini di cime montuose. La seconda parte del concerto ha visto protagonista la locale fanfara alpina, entrata al ritmo dei tamburi imperiali ad introdurre lÕesecuzione di inni tradizionali. Ospiti dÕonore il consigliere Nazionale Adriano Crugnola e il Vicepresidente vicario Mos Frighi. Domenica 18 settembre ha avuto luogo la celebrazione alla presenza dei Vessilli delle sezioni di Como e Abruzzi, del Gonfalone di Olgiate Comasco, 43 gagliardetti, una decina di insegne di associazioni combattentistiche, dÕarma e volontariato, i sindaci della zona. Alzabandiera, quindi sfilata lungo le vie del paese per raggiungere il parco delle rimembranze per ÒlÕonore ai CadutiÓ e i discorsi ufficiali, iniziati con lÕintervento del sindaco Rita Livio che ha ricordato anche il 150¡ dellÕUnit dÕItalia. Ha fatto seguito il capogruppo Adriano Quercini che ha ufficialmente consegnato il monumento ai Caduti, dopo la pulizia e il ripristino eseguito dagli alpini. Quindi Silvano Miglioretto, consigliere responsabile per la di fondazione con un raduno adeguato alle numerose attivit svolte nellÕanno, fra le quali spicca lÕalzabandiera di ogni fine settimana. La Festa (preceduta il sabato dal concerto del coro Colmenacco) iniziata presso la baita del gruppo, sorta nel 1971 dalla trasformazione Ð effettuata dagli alpini Ð di un casottino di campagna concesso dai conti Sormani. La celebrazione ha visto lÕintervento del capogruppo Pietro Negri che, accanto alla contessa Sormani, ha ripercorso la storia del gruppo. A seguire il sindaco Carlo Cova che ha ricordato don Gnocchi e recitato una poesia in dialetto, particolarmente seguita dai presenti, con la quale ha ripercorso il tempo dÕattivit alpina dalla nascita della sede. In chiusura il presidente Gaffuri ha elogiato il gruppo -che ha saputo anche superare un periodo difficile- ricordando la particolarit del giorno 11settembre, importante per la cristianit europea e per la vita contemporanea del dopo torri gemelle di New York, cui seguita la missione in Afghanistan. La sfilata, lÕOnore ai Caduti, la S. Messa, hanno chiuso la celebrazione ma non lÕattivit per lÕanniversario, proseguita gi nella stessa sera con lÕottimo carosello della Fanfara sezionale del gruppo di Asso, nellÕattesa delle altre manifestazioni che seguiranno nei mesi di fine anno. A. G. zona che ha introdotto il presidente sezionale Enrico Gaffuri che, elogiando il gruppo e la fanfara, ha ricordato lÕimportanza dellÕiniziativa denominata Òuna Casa per LucaÓ. La celebrazione della S. Messa in onore del Patrono S. Maurizio presso la Chiesa Parrocchiale, ha chiuso la cerimonia. Pietro Dassi Due Vessilli con una stessa medaglia Lo scorso 16 ottobre in rappresentanza della sezione alcuni soci del gruppo di Monte Olimpino hanno partecipato al raduno della sezione di Genova presso il gruppo di Masone. Le due sezioni sono accomunate dalla Medaglia dÕOro tenente Franco Sampietro, di famiglia menaggina, cresciuto e sepolto in riva al lago, ma nato a Rapallo. In passato le sezioni si contesero la paternit della medaglia. Da qualche tempo al contrario, la vecchia contesa si trasformata in stretta amicizia nel ricordo di Sampietro. Il raduno di Genova ha rimarcato lÕamicizia che ci unisce in quanto le sezioni condividono lÕanno di nascita, il 1920 e il canturino Renzo Radice cofondatore delle due sezioni. Gli alpini di Monte Olimpino, da alcuni anni, sono il punto di scambio con i genovesi. 13 Fatti...col Cappello Alpino La baita di Bulgarograsso Il 25 settembre, in una bella mattina di fine estate, camminando in direzione dellÕammassamento verso la chiesa di Bulgarograsso, le note della Fanfara di Olgiate fungevano da richiamo per i partecipanti diretti al ritrovo. Sulla piazza, tanti gagliardetti e un bel numero di alpini nellÕatteggiamento dÕattesa della cerimonia. A lato del monumento ai Caduti, schierati, i soci del gruppo. In prima fila tre gradevoli presenze: la madrina Emilia Negretti e, con cappello alpino, Erica Simonetto orgogliosa dei suoi due anni di servizio ad Aosta, accanto a Chiara Duvia, fresca di mini-naia svolta a Belluno. La ritualit della cerimonia ha regalato ai cittadini presenti la solennit dellÕalzabandiera e Onore ai Caduti. La lunga sfilata per le strade della localit, ha permesso di conoscere un particolare di stile rurale: tipiche targhe con scritte dialettali ad indicare i cortili. Bel modo per ricordare lÕorigine del centro dal nome di probabile derivazione tedesca ÒBurg grasaÓ o Òborgo pratoÓ da cui Bulgarograsso. Al parco, tutto era pronto per la festa dÕinaugurazione. A lato, fra gli abeti, la ÒBaitaÓ. Il termine riduttivo per questa casa, molto simile ad una villa. Curioso osservare che un gruppo nato nel 2006 come 121¡ della sezione, in soli cinque anni di vita sia riuscito ad arrivare a tanto, grazie alla tenacia dei soci, anchÕessi cresciuti di anno in anno per arrivare oltre la settantina al taglio del nastro della loro baita. Il gruppo in contatto con gli alpini di Bassano del Grappa, venuti nel comasco con i muli per fare festa ad una nuova sede alpina. La benedizione stata preceduta dagli interventi del capogruppo Augusto Valsecchi che ha ripercorso la storia della baita, dal sindaco alpino Giampaolo Cusini, dal vicepresidente Mos Frighi che ha disegnato un futuro associativo luminoso, visto come gli alpini sanno lavorare. Il taglio del nastro ha permesso la visita. La scopertura del cippo ricavato da un masso della Val Masino e di una nicchia contenente una statuetta lignea proveniente dalla Val Gardena raffigurante la Madonna, hanno chiuso la cerimonia. Gli alpini di Bulgarograsso hanno dato un forte segnale di compattezza, capacit, tenacia, indispensabili per arrivare ad unÕopera importante e difficile da realizzare. Coronamento di quanto idealizzato fin dal giorno di fondazione. ac greg Fanfara di Olgiate Comasco A fine agosto la Fanfara alpina di Olgiate stata in trasferta ad Atri, in Abruzzo, per uno scambio fra alpini abruzzesi e comaschi. Insieme con la fanfara cÕerano, naturalmente, i responsabili del gruppo ed anche il sindaco Maria Rita Livio, a testimoniare lÕunione fra comunit e alpini olgiatesi. La fanfara ha preso parte alla cerimonia dÕinaugurazione della sede del gruppo e della protezione civile, oltre che allÕincontro civico, dove la delegazione olgiatese ha avuto posto dÕonore. Due giorni di amicizia con i cittadini di Atri a testimoniare, ancora una volta, come la penna sia dovunque simbolo di unione, collaborazione, scambio. Gli abruzzesi hanno restituito la visita a settembre, per i 75 anni del gruppo di Olgiate. Gruppo Molina Una casa per Luca In un angolo del paese reso ancor pi spettacolare dalla favolosa giornata di sole É alcuni tavoli di legno con le panche, tipici delle feste alpineÉun sottofondo musicale di canti alpiniÉun centinaio di persone riunite in allegriaÉ unÕatmosfera speciale perch finalizzata alla realizzazione del progetto: ÒUna casa per LucaÓ. Ricordando sempre che si prova pi gioia nel dare che nel ricevere, i presenti tornando a casa, hanno portato nel cuore la felicit di una domenica trascorsa serenamente in compagnia e la certezza di avere fatto, anche se piccolo, un gesto di generosit verso una persona, un Alpino che non si di certo mai risparmiato per il bene degli altri. Cinzia Invernizzi Ragazzi Comaschi alla mini naia SUL PROSSIMO NUMERO NOTIZIE E IMMAGINI Presenze Vessillo Imperia - raduno 1¡ raggruppamento Vittorio Veneto - campionato nazionale tiro a segno Bergamo - raduno sezionale Piacenza - Festa granda Luino - raduno di monte Pederobba (Treviso) - campionato nazionale di corsa in montagna Masone (Genova) - raduno sezionale Palazzolo S.O. (Brescia) - raduno 2¡ raggruppamento Bormio (Sondrio) Commemorazione cimitero militare 3¡ cantoniera Valfurva (Tirano) Cerimonia al Sacrario del San Matteo Dobbiaco cerimonia cambio Comandante 6 Alpini Breno (Vallecamonica) 90esimo della sezione Como - raduno interarma Monza - serata commemorativa Milano - messa in ricordo Beato Carlo Gnocchi Territorio sezionale esequie dei Reduci: Luigi Pellegrini; Enrico Nava; Aldo Corti 14 Fatti...col Cappello Alpino Camminare sul sentiero dei fiori e ricordare Amo percorrere i sentieri dei monti nel territorio del Tonale con amici anchÕessi frequentatori della zona. QuestÕanno non poteva mancarci il sentiero ripristinato della grande guerra. Il 20 agosto perci, appuntamento fissato alle 8 con Alberto e Giulio per il ritrovo alla partenza della cabinovia che dal Tonale porta al passo Paradiso. Smaniosi di affrontare il sentiero dei fiori e confortati dalla stupenda giornata agostana, siamo presto arrivati al monumento della Fratellanza e dopo una breve sosta riflessiva abbiamo imboccato il ripido tracciato. UnÕora di cammino ci ha permesso dÕarrivare al passo del Castellaccio che divide lÕarea del ghiacciaio Presena e la conca dellÕalta Val Sozzine. DallÕalto dei 2963 metri vediamo lÕabitato di Ponte di Legno, frontiera durante il conflitto. Il sentiero, in parte attrezzato, ricalca il percorso arroccato che gli alpini utilizzarono durante la prima guerra mondiale per collegare la cresta che porta dal Castellaccio a Cima Pajer. La breve sosta prima di ripartire per la nostra bellissima escursione, ci ha portato a profonde e comuni riflessioni sulla dura vita l trascorsa dagli alpini. Verso il Gendarme abbiamo raggiunto la prima delle due passerelle di 54 e 76 metri, ricostruite con materiale metallico, differente da quello usato dagli alpini, mantenendone per le caratteristiche, secondo le foto dellÕepoca. Ci ha incuriosito anche il sentiero alternativo alle passerelle che corre nella galleria che i nostri vecchi alpini scavarono perforando la roccia a picconate! Prima del bivacco amici della montagna Faustinelli, ci sono altre gallerie allora usate quali depositi, postazioni dÕartiglieria, posti guardia. Anche qui la mente viaggia. Ci immedesimiamo in quei ragazzi costretti a resistere a temperature inumane senza lÕattrezzatura attuale, dovendo spostarsi su percorsi rischiosissimi e vivere in condizioni oggi impensabili. Pensavamo ai mille alpini rimasti ad oltre tremila metri di quota ininterrottamente per tre lunghi anni! La visione dello stupendo paesaggio composto da vette, vedrette, cascate che si gode dal bivacco, ci ha ricondotto la mente agli alpini della grande guerra. Stesso pensiero nel vedere la chiesetta del villaggio militare di Lagoscuro, destinata a diventare museo in quota dal 2012. Prima di attraversare il ghiacciaio e il tratto morenico per il ritorno, abbiamo ammirato rare specie di bellissimi fiori. La montagna sa offrire visioni stupende e noi abbiamo ritenuto che questo possa essere il tributo alle tante giovani vite perse tra quelle incantevoli vette. Vite che non devono e non possono essere dimenticate. G.P. Un nuovo cippo venuto ad arricchire il nostro territorio, voluto e realizzato dagli alpini del gruppo di Vighizzolo, utilizzando un masso ritrovato in un cantiere e collocato nellÕ aiuola di piazza Piave. Il cippo, inaugurato domenica 9 ottobre, ha lÕ aspetto di una montagna in miniatura con la sua vetta su cui posata unÕ aquila in bronzo e reca una targa con lÕ iscrizione. ÒUNITAÕ DÕ ITALIA 1861 Ð 2011 A RICORDO DEI CADUTI PER LA LIBERTAÕ. VIVA LÕ ITALIA. ASS. NAZ. ALPINI GRUPPO DI VIGHIZZOLO Ò, scritta, che pur nella sua semplicit, molto espressiva, come rimarcato dal presidente Enrico Gaffuri nel suo intervento, dove ÒViva lÕ ItaliaÓ un segno di amor di Patria ed il sentimento con cui crescevano un tempo i ragazzi e di cui gli alpini danno esempio, comportandosi da buoni cittadini. Il sindaco Tiziana Sala si detta felice di essere presente e ha invitato ad applaudire alla realizzazione del cippo, segno anche di amore per il proprio territorio, chiedendo lÕ aiuto degli alpini e di tutto il mondo del lavoro per superare questo periodo di difficolt, con lÕ apprezzamento per lÕ attivit creativa, ma impegnativa delle imprese artigiane della zona. La cerimonia di inaugurazione si articolata in vari momenti con la partecipazione del gonfalone comunale, delle autorit e rappresentanze locali, del corpo musicale ÒGiuseppe VerdiÓ, di gagliardetti ed alpini. Si sono succeduti, introdotti dal cerimoniere Tiziano Tavecchio, lÕalzabandiera, lo scoprimento del cippo, la benedizione impartita da don Marco, la deposizione di una corona, gli interventi del segretario Marco Colombo per lÕemozionato capogruppo Francesco Di Ronco, del sindaco Tiziana Sala, del presidente Enrico Gaffuri e la messa nella vicina chiesa parrocchiale, officiata da don Aldo Ceriani che nella omelia ha spiegato che un monumento, e quindi anche il cippo degli alpini, ha il significato di ricordare persone che hanno svolto il loro dovere fino al sacrificio della vita e che la vita prende valore se la si dona per gli altri. La cerimonia si conclusa con il saluto e lÕapprezzamento del parroco don Carlo Carutelli. A.Capriotti Un nostro socio, che ha svolto la naja a Vipiteno negli anni 80, abituale frequentatore della zona TonaleAdamello, ci ha inviato il suo pensiero dopo aver percorso il sentiero dei fiori e le passerelle inaugurate lo scorso 17 luglio. Le sue riflessioni verso i veci del 15-18 meritano dÕessere riportate. 15 Fatti...col Cappello Alpino Argegno: un cippo sulla sponda del lago Vecchia promessa realizzata per ricordare gli 85 anni manifestazioni alpine, grazie alla sempre pi stretta collaborazione fra associazione e pubblici amministratori. Le parole del capogruppo, sindaco, presidente sezionale e del parroco hanno rimarcato lÕindispensabilit di questo rapporto e dellÕattivit degli alpini. A conclusione della cerimonia, la musica della fanfara alpina Alto Lario ha accompagnato i partecipanti agli scambi e ai saluti finali. Adler Percorrere la strada regina in direzione nord in un mattino dÕintensa luminosit, apre lÕanimo e fa scattare lÕammirazione anche alla persona pi distratta. LÕinsieme di luci, contrasti, riflessi, sfumature che colorano la visione fino ai monti della Valtellina, rimuove ogni eventuale malumore, ricorda quanto preziosa la natura e lÕambiente dei quali siamo parte. Questo spettacolo ci ha accompagnati la mattina del 2 ottobre scorso ad Argegno, naturale sbocco della Val dÕIntelvi, borgo di antica origine romana che deve il suo nome al console Publio Cesio Archigene. Gli alpini locali festeggiavano i loro 85 anni di attivit associativa. Un anniversario di significato perch collegato alla realizzazione di un vecchio impegno preso anni addietro con la popolazione, per ricordare i Caduti. In preparazione al giorno di commemorazione gli alpini, infatti, hanno posato un masso sulla riva del lago, di fronte alla parrocchiale, compiendo cos il sogno dei ÒveciÓ del gruppo. Ipotesi nata con lÕallora capogruppo Carletto Dotti, padre del sindaco Francesco che, commosso, ha tagliato il nastro e scoperto il cippo insieme al presidente Chicco Gaffuri, al capogruppo Guerino Valli e la madrina Signora Giovanna Geninazza. La cerimonia sÕ svolta sulla piazza antistante la parrocchiale, dopo la breve sfilata che ha portato gli alpini dalla spiazzo a lago sottostante il borgo. Giornata importante non solo per il cippo e lÕanniversario, ma anche per la contemporanea benedizione del nuovo gagliardetto che va a sostituire il glorioso predecessore, destinato alla bacheca storica del gruppo. Calore ed allegria in questa bella giornata alpina dove molti cittadini hanno preso parte alla celebrazione in segno di vicinanza al gruppo, cos come i sindaci del territorio, divenuti ormai una costante presenza alle Un caro saluto agli Alpini di Vendrogno Uno fra i primi gruppi della sezione di Como nacque a Vendrogno. Piccolo centro sulla montagna della sponda lecchese del Lario, posto sopra Bellano. In quel tempo la provincia di Como, di conseguenza la sezione degli alpini, comprendeva il lecchese e parte del varesotto, costituendo un unico grande territorio. I gruppi alpini si inserirono nella sezione di pertinenza. In fase successiva fu fondata la sezione di Lecco e quindi Varese e i gruppi si trasferirono alla nuove sezioni di pertinenza. Alla nascita della sezione di Lecco, Bellano, Sueglio e Vendrogno, vollero restare attaccati alla loro origine e ci continuato per decenni. A met degli anni Õ80 la sezione invit i gruppi del lecchese a trasferirsi. Bellano e Sueglio approdarono a Lecco, in conformit allÕaccordo intercorso fra le due entit sezionali. Gli alpini di Vendrogno, decisero di rimanere attaccati alle lontane origini comasche. Ora, dopo valutazioni, incontri fra sezioni e conseguenti accordi, il gruppo di Vendrogno diventa a tutti gli effetti lecchese, con una azione effettuata in armonia e stretta amicizia fra le due sezioni. Gli alpini di Vendrogno vantano una lunga storia, molteplici attivit svolte in territorio, profondo legame con la Valsassina di cui sono parte e, sia pure con rammarico, si integrano nella sezione di Lecco. Un numero di alpini, un Gagliardetto, un pezzetto di storia sezionale si stacca ma rimane nella grande famiglia degli alpini, per continuare lÕattivit con forza. Una azione condotta con lÕamicizia che lega le sezioni dei due rami del lago, non potr che portare bene alla famiglia alpina e ai gruppi che la compongono. La nostra sezione appena salita alla soglia di 123 gruppi, ridiscende a 122, ma visti alcuni germogli che si stanno rinforzando, presto torner a salire. Buon lavoro associativo dunque agli alpini di Vendrogno che sapranno continuare nel loro cammino, inserirsi nella nuova casa lecchese, conservando, ne siamo certi, lÕaffetto e il legame con gli alpini di Como, sentimento che conta quasi novantÕanni. Un caro saluto agli alpini di Vendrogno. Un forte caloroso abbraccio con la certezza di rivederci presto, fianco a fianco nellÕattivit alpina. 16 Fatti...col Cappello Alpino Lavori nel Parco Regionale Spina Verde l avo r o p e r u n tratto di 138 Km (con pi interventi sui percorsi). LÕattivit svolta non solo la manutenzione, ma anche sorveglianza e monitoraggio, un aspetto altrettanto importante, visti i danni al territorio causati da eventi meteoRecupero carcasse di vetture nella zona di Brunate da parte rologici. Non della Protezione Civile stato facile organizzare il lavoro anche perch i gruppi sono Dal marzo 2011 stata attivata una convengi impegnati in numerose attivit. Dopo zione fra la sezione e il Parco Regionale uno studio delle condizioni del territorio, gli Spina Verde che prevede due anni di manuinterventi sui sentieri sono stati affidati tenzione ordinaria della sentieristica . Non dapprima a gruppi della zona ed in seguito una novit per gli alpini che da anni, in anche ad altri gruppi disponibili . Gli attuali forma autonoma, si prodigano per mantenere interessati sono: Albate, Breccia, Casnate, puliti e percorribili i sentieri del loro territorio, Monteolimpino, Cant, Olgiate Comasco, anche fuori dal Parco. Attivit che ci viene Rongago, Drezzo, Par, Fino Mornasco, Caspesso richiesta. Vedasi anche lÕaccordo con vallasca e naturalmente, la Protezione Civile Villa Carlotta, i lavori di recupero ambientale, per interventi particolari e uso di attrezzature. la Linea Cadorna, le numerose convenzioni Quale incaricato del Presidente e a nome fra amministrazioni comunali e singoli gruppi della sezione, ringrazio i gruppi e gli alpini alpini. Merito della nostra esperienza e cache hanno svolto uno splendido lavoro fatto pacit di Òessere presentiÓ sul territorio da di fatica, passione e competenza. molti anni. La convenzione col Parco, nata Ci auguriamo che la convenzione possa dalla fiducia fra Istituzione e Associazione, essere rinnovata per continuare a mantenere ci ha permesso di monitorare il territorio, il nostro territorio sempre accogliente, visto gli itinerari, le zone di interesse storico, che per la bellezza ci ha pensato la natura. naturalistico, paesaggistico. Queste le cifre Sono certo che grazie al Presidente Giorgio riguardanti il lavoro affidatoci: durata conCasati e al Direttore Franco Binaghi, coi quali venzione 2 anni; ore previste di manutencollaboriamo da anni, si potr continuare zione 3170; lunghezza dei sentieri interessati lÕattivit anche in futuro, con pari esiti positivi. circa 39 Km. Flavio Pedretti Per ora sono state effettuate 1460 ore di Al lavoro sulla Lomazzo-Bizzarone A conclusione dellÕimpegno preso dalla nostra Sezione con lÕAmministrazione Provinciale di Como relativo a diversi interventi di P.C., sabato 29 ottobre un gruppo di volonterosi Alpini (tra cui tre consiglieri sezionali ed uno nazionale) ha provveduto alla pulizia di un tratto della strada Lomazzo- Bizzarone lungo circa 8,5 chilometri. Si trattato di raccogliere una notevole quantit di immondizia disse- minata da automobilisti maleducati ai bordi della strada e di conferirli in discarica. Non stato certo un lavoro qualificante, ma utile e necessario ed in grado comunque di darci notevole visibilit presso il pubblico dato che un buon numero di cappelli alpini ha fatto bella mostra lungo la Lomazzo ÐBizzarone dalle 8 alle 12. Enrico Bianchi ERBA Ð Inaugurato il largo 5¡Alpini in localit Bindella, ove si trova la sede del gruppo. Cerimonia il pomeriggio del 4 settembre alla presenza delle autorit cittadine. Nei pressi stata restaurata una lapide dedicata ai Caduti dallÕallora comune di Cassina Mariaga (oggi incorporato in Erba). LÕoperazione rientra nei festeggiamenti per i 90 anni del gruppo che, in chiusura dellÕevento, ha proposto alla cittadinanza una serata col Coro Alpino Orobica, abbinando lo spettacolo ad una raccolta a favore della sottoscrizione ÒUna casa per LucaÓ. Ottima scelta per concludere un anno di attivit, beneficenza e ricordo della storia territoriale. al lavoro Vighizzolo: aprile - agosto. I soci del gruppo, sotto la direzione delle Belle Arti, hanno restaurato la chiesetta del Lazzaretto, sulla quale svolsero un recupero oltre trenta anni addietro. é stato sistemato il tetto, rimosso lÕintonaco interno rifatto con materiale speciale, sistemato portico e porta dÕingresso. Ci sono volute 180 ore di lavoro. Iniziata la sistemazione del verde esterno. Il 18 settembre stata celebrata la prima S. Messa. Gruppi zona Como: 10 settembre. Una quindicina di alpini hanno effettuato il servizio dÕordine per la processione dalla chiesa del beato don Guanella (ora santo) al Tempio nautico di Garzola. Effettuata scorta allÕicona della Madonna per buona parte del percorso. Proceduto al controllo viabilistico con i vigili urbani. UnÕulteriore volta gli alpini sono stati al fianco delle istituzioni, svolgendo un utile e silenzioso lavoro per la gente. Albese con Cassano: luglio-settembre. Poco pi di 30 alpini hanno partecipato a lavori di pulizia di un parco comunale con 60 ore di impiego. Altre 160 ore per servizi di supporto ad attivit locali fra cui il memorial Casartelli in ricordo del ciclista gi vincitore della medaglia dÕoro olimpica e il sostegno alla giornata per la lotta alla sclerosi multipla. Lezzeno: estate Durante lÕestate stata effettuata: pulizia del muro lungo la strada per la parrocchiale. 3 giorni di lavoro, 5 alpini per 60 ore. Manutenzione nel piazzale della Madonna dei ceppetti: 35 ore, 2 giorni di lavoro con 5 soci. Supporto a manifestazioni sportive: 3 giorni con 48 ore di lavoro. Altri lavori a favore dellÕasilo e iniziative benefiche locali per un totale di 65 ore attraverso numerosi soci. Fenegr: giornata dedicata alla cittadinanza attraverso intrattenimenti, sagra culinaria, cura del territorio cimiteriale e sistemazione zone circostanti per permettere alla popolazione un migliore accesso nelle giornate del ricordo dei defunti. Ponte Lambro: proseguendo i lavori dedicati al 80¡, il gruppo con 60 ore di lavoro ha predisposto lo spettacolo Ars Cantum che ha interessato 600 persone e 200 musicisti. Ha sistemato il sagrato della chiesa e il recupero della scalinata: 16 ore. Sistemazione, restauro e imbiancatura scuola materna con 174 ore di lavoro. Altre 30 ore per servizi dÕassistenza e 8 ore per la sistemazione del Monumento allÕAlpino. Protezione civile: della grossa attivit svolta nellÕultima parte dellÕanno, compresa la spedizione nellÕalluvionata Liguria, daremo ampio spazio sul prossimo numero . Nella rubrica sono indicate le attivit segnalate alla redazione. Altri lavori che sappiamo essere eseguiti non sono riportati solo perch non ne abbiamo notizie 17 Fatti...col Cappello Alpino La Val Cavargna , stra d i l l e va s e ntie ri La valle possiede importanti testimonianze dÕarte sviluppatasi nei secoli, prevalentemente nei luoghi di culto. La dr.sa Mariuccia Belloni Zecchinelli, in una lunga e ricca esposizione, ne elenca con dovizia di particolari le migliori espressioni, descrivendo opere, luoghi e costruzioni di cui tracciamo una estrema sintesi. Partiamo dallÕormai crollato ponte del saltone (romanico accesso (2a parte) viveva come mandriano non stagionale. Ci porrebbe a favore dei mutamenti climatici avvenuti nei tempi. Il vallo era collegato attraverso i crinali erbosi con lÕaltro di San Jorio e costituiva un passaggio per gente locale o di solo transito. Ci testificato dallÕossuario romano in marmo delle cave di Musso, posto nellÕOratorio di san Lucio. Risulta altres che nella zona vi fu presenza e passaggio di mercenari definiti ÒCavargnoniÓ al comando del Medeghino (Gian Giacomo deÕ Medici) che tenne, combattendo, la zona dal 1522 al 1532 quale comandante della rocca di Musso. Di San Lucio non si conosce lÕesatta epoca dÕesistenza, presunta intorno al 1100-1200. Si narra fosse un pastore di armenti e distribuisse ai poveri il formaggio che riceveva dal padrone come paga. Il formaggio regalato si moltiplicava per sfamare i poveri, tanto da indisporre il padrone che non ne vendeva, incattivendolo al punto di uccidere Lucio presso uno stagno. Tradizione vuole che le acque dello stagno si San Lucio (foto: Felice De Paoli) stradale) fra Corrido e Carlazzo a inizio valle, proseguendo con lÕoratorio di SantÕAmbrogio dei Morti sopra Cusino, ricostruito nel XVI secolo sulle rovine dellÕedificio romanico. Quindi la parrocchiale di S. Bartolomeo e il suo campanile, unica parte rimasta dellÕoriginaria costruzione duecentesca. Gli affreschi nellÕOratorio di San Rocco (1520/22), meritano dÕessere osservati. Della quattrocentesca chiesa di San Lorenzo in comune di Cavargna rimane il solo campanile incorporato alla nuova costruzione (1969), dove sono conservati una statua lignea settecentesca ed un dipinto ad olio su tavola di rame del XVII secolo. LÕeremo di San Lucio, posto allÕomonimo valico a 1542 metri di quota, merita un commento maggiormente descrittivo. Da alcuni reperti emerge che il ÒculmenÓ (colle - in celtico) fosse un passaggio gi in epoca preromana. Successivamente luogo di culto dove i viandanti offrivano lÕobolo Òpro itu et redituÓ per propiziarsi il viaggio intrapreso. Una grossa macina per granaglie, blocchi lapidei, attrezzi da lavoro, fanno propendere a favore di una zona destinata a insediamento umano stanziale autosufficiente, ove lo stesso San Lucio imporporino il giorno della sua festa e siano raccolte dai fedeli per curare le malattie degli occhi. Da patrono dei mandriani, Lucio divenne il santo dei formaggiai, attivit verso la quale tende la sua iconografia. Di norma raffigurato con un formaggio nella mano ed un coltello nellÕaltra. Spesso protetto da un ramo di palma, simbolo del martirio. Gli affreschi che lo ritraggono partono dal 1280 (collegiata di Lugano). Il ciclo pittorico del santo ha ulteriore sviluppo dal 1315 con opere nel santuario a lui dedicato in S. Maria del Tiglio in Gravedona, dove la gente di cavargna scendeva per le fiere di bestiame. Sempre del 1315 la decorazione a graffito in S. Maria di Abbiategrasso nel milanese. Del quattrocento, invece, la statua lignea dellÕaltare maggiore del santuario (oggi vi una copia). La festa di S. Lucio si celebra il 12 luglio, mentre la sagra il 16 agosto. Il suo culto diffuso in sette-otto diocesi del nord Italia e del Canton Ticino. Il Santuario collocato nella sella dellÕomonimo passo, nominato per la prima volta nel 1186 dallÕarcivescovo di Milano Umberto Crivelli (poi Papa Urbano III) per ricordare il frate eremita Viola, che vi risiedeva. Da qui si desume la precedente esistenza del santo e altrettanta datazione della costruzione dellÕedificio. Il santuario ha ingresso rivolto verso la Svizzera, lÕabside ad est a una sola navata, basso campanile rivolto a sud. Il tetto in pietra grigia e lÕingresso protetto da un portico nella cui pavimentazione inserita una macina da mulino che testimonia attivit agricola in loco. Geograficamente la cavargna omogenea allÕattigua valle Albano (descritta in precedenza) e ne condivide la tipologia di costruzioni (il Masun) e le cime montuose del nord: Cima Verta, Pizzo Gino, monte Tabr. Mentre a est si trova il Costone di Bregagno, a ovest il Garzirola e le cime di Fiorina. Le vicende storiche nazionali lasciano tracce nella valle. Durante la Grande Guerra un battaglione di milizia territoriale, la famosa ÒTerribileÓ, fu posto a presidiare i confini svizzeri, senza svolgere attivit bellica. Nella seconda guerra mondiale i valligiani furono inquadrati in prevalenza nelle Truppe Alpine. Il 23 agosto Õ43 cadde un aereo militare tedesco sul monte Grumia (Pizzo Gino), lasciando un segno ancora visibile. Oggi la vita in valle molto trasformata. I centri abitati si raggiungono con una comoda strada che salendo da Carlazzo, in localit San Pietro Sovera, conduce a Cusino, S. Bartolomeo, S. Nazzaro, per arrivare a Cavargna. Scendendo sullÕaltro lato, si incontra Val Rezzo, quindi Porlezza. In ciascuno dei centri, escluso Val Rezzo, si trova un gruppo alpini. Motivo in pi per una piacevole visita a questa valle lariana con natura ancora intatta, presenza di fauna e flora particolari, salvaguardate da leggi e abitanti. A. Gregori in cammino... Itinerari e percorsi da ÒValli occidentali del Lario e Triangolo LarianoÓ Touring Club Italiano e Club Alpino Italiano in cammino... Passo San Lucio - Monte Garzirola Comodo sentiero in cresta. Tempo: ore 2. Dislivello 574 m. Vista sulla pianura lombarda, sul medio, alto e basso Ticino, sulle Alpi Pennine e Bernesi. Dal S. Lucio (m. 1542 vie n. 51/52) dopo il pianoro, salendo a destra della rete di confine, lungo il costone si raggiunge la Buca della Neve (m. 1928). Si costeggiano i ruderi della ex caserma della Guardia di Finanza (usata nel primo conflitto mondiale) raggiungendo il Garzirola a quota 2116 m. Altro itinerario (impegnativo ore 4,30) da Cavargna (m. 1071) allÕalpe Stabiello con arrivo al Pizzo di Gino a quota 2245 m. con un dislivello di 1174 m. 18 Fatti...col Cappello Alpino LÕesercitazione denominata Prealpi Lariane - Rescue H 24 sÕ svolta a cura del gruppo cinofili X-Plorer inserito nellÕunita di protezione civile sezionale. Ha interessato i giorni 3 e 4 settembre, coinvolgendo, oltre ai nostri cinofili e alla squadra di supporto dei volontari di PC, le unit di soccorso (UCS) sezionali di Verona, Bergamo, Alessandria, Vicenza, con lÕaggiunta della Croce Bianca di Bergamo e la CRI Milano. Como ha messo in azione 23 unit cinofile e 40 volontari, per lÕesecuzione dellÕoperazione. LÕacronimo Rescue H 24 sta a significare che le UCS (unit cani soccorso) e le squadre di supporto, sono impegnate nelle 24 ore per ricerche di persone coinvolte in crolli e sommerse da macerie, in numero e tempistiche imprecisate, simulando interventi dÕurgenza simili ad eventi reali. La finalit esercitativa serve alle squadre per prepararsi ad interventi urgenti necessari dopo una catastrofe. Nelle localit segnalate, le squadre hanno operato su macerie e in situazioni del tutto simili alla realt conseguente un crollo Gara di tiro a segno Sabato 17 e domenica 18 settembre 2011, si svolto al Poligono di via Forlanini in Vittorio Veneto, il 42¡ Campionato Nazionale ANA di tiro a segno a carabina libera e il 28¡ di pistola standard. Tra gli alpini premiati con lÕonorata presenza del nostro presidente Corrado Perona, anche la sezione di Como, ha conquistato un gradino sul podio, con lÕalpino Canavesi Natale, piazzatosi al terzo posto nella classifica tiratori Cabina libera terra - master 1 con 286 punti. Altri tiratori della sezione di Como si sono ben piazzati come segue: Classifica Carabina libera a terra - Master 1 - 3¡ Canavesi Natale con 286 punti e 13¡ Campi Carlo con 260 punti. - Classifica Carabina libera a terra - Open - 7¡ Vigan Fabio con 287 punti e 12¡ Prizzon Luca con 283 punti. - Classifica Pistola standard - Open - 10¡ Oldoni Alessandro con 264 punti, 20¡ Trenti Alfredo con 253 punti e 22¡ Valsecchi Angelo con 245 punti. Questi atleti hanno contribuito a portare le loro squadre a questa classifica:5¡ posto per Carabina libera a terra e 10¡ posto per pistola standard. Non possiamo far altro che congratularci con questi atleti ed incoraggiarli a dare sempre il meglio, anche se, Òessendo alpiniÓ, la voglia di fare sempre meglio nella loro indole Como nelle prime venti Alpini!!! Un anno ricco di sport che ha portato la nostra sezione ad arrivare nelle prime venti sezioni, su 54 partecipanti, nei campionati nazionali sportivi. Il risultato fa ben sperare per il futuro. Gli atleti hanno partecipato a ben 7 campionati nazionali con un numero importante di atleti nelle discipline invernali. Da segnalare gli ottimi piazzamenti nelle gare di marcia e di corsa in montagna ed il miglior risultato in assoluto, nel tiro dove la nostra sezione ha raggiunto il 5¡ posto. Un bravi a tutti che, con impegno e tenacia hanno tenuto alto il nome di Como. Questo fa ben sperare per gli impegni futuri. In primis le Alpiniadi Invernali a Falcade dallÕ 8 allÕ 11 marzo 2012. Un grande manifestazione sportiva ma soprattutto una grande festa nella migliore tradizione alpina. La sezione conta di portare un nutrito numero di atleti di tutti i livelli e di tutte le et! Forza Capigruppo, consiglieri, responsabili sportivi, ALPINI fatevi avanti per non mancare a questo importantissimo appuntamento. Giovedi 15 Settembre 2011 Consiglio Sezionale a Ponte Lambro Inferiore alle aspettative il risultato della riproposta di un consiglio sezionale ÒesternoÓ; anzi dir che la delusione dei fautori del ripristino dellÕidea di portare ogni tanto questa importante attivit della Sezione a pi diretto contatto con gli Alpini stata tanta. Ci si attendeva la presenza nellÕaula consigliare di Ponte Lambro di almeno un rappresentante per ognuno dei Gruppi della zona circostante (circa una ventina), ma ce ne erano solo quattro o cinque. Sono comunque ferma- mente convinto che sia necessario ripetere lÕincontro del consiglio con i rappresentanti dei gruppi, per essere il pi possibile vicino agli alpini. EÕ necessario far vedere loro almeno una parte del lavoro della Sezione, la quale non un ente astratto alloggiato in un ufficio in quel di Como , destinata a fare bella presenza ai vari raduni o a cui fare riferimento per qualche necessit burocratica, ma una rappresentanza vera ed operativa di tutti i nostri soci. EB di qualsiasi origine. La centrale operativa sita nel magazzino della nostra protezione civile, ha allertato i partecipanti senza che questi sapessero nulla di chiamata e destinazione. Ci finalizzato a: riprodurre scenari reali anche in paesi stranieri; lavorare in collaborazione con altri gruppi e squadre di supporto logistico; seguire linee guida e metodologie internazionali; creare uno stato di stress del tutto simile alla realt. Le localit interessate, con utilizzo di macerie esistenti, sono state: Erba, Beregazzo, Porlezza e Rivera in Svizzera. LÕallertamento ha occupato le due giornate e la notte, durante la quale sono stati chiamati alcuni interventi. LÕesercitazione ha seguito la precedente di un anno fa. Visti gli esiti positivi, si preannuncia una discesa in campo, pi allargata, per il prossimo anno. Grac OBLAZIONI Protezione Civile Bizzanelli Mauro Canminetto Gr. Fino Mornasco Volontari P.C. Gr. Beregazzo Gr. Menaggio Gr. Rovenna € 50,00 127,00 150,00 220,00 250,00 250,00 350,00 Baradell Gr. Molina Gr. Capiago I. Gr. Villa Guardia Gr. Carlazzo Caminetto Gr. Caglio Rezzago Gr. Menaggio 50,00 50,00 100,00 100,00 125,00 200,00 250,00 Casa di Luca Famiglia Brera in memoria di Enrico Serata in sede Icaro Serata incontro col Vescovo Gr. Villa Guardia Gr. Laglio Gr. Orsenigo Gr. Gironico Gr. Lenno Gr. Casnate con Bernate Gr. Nesso Gr. Erba devoluto rimborso sezionale Gr. Palanzo Gr. Lanzo Intelvi Gr. Par Gr. Lurate Caccivio Gr. Moltrasio Gr. Arosio Gr. Olgiate comasco Gr. Albavilla Gr. S. Maria Rezzonico Spettacolo Cristicchi ÐTremezzo Gr. Menaggio Gr. Miolina Gr. Cabiate Gr. Lurago dÕErba Gr. Caglio Rezzago 30,00 40,00 50,00 170,25 200,00 200,00 250,00 300,00 300,00 300,00 300,00 350,00 400,00 400,00 500,00 500,00 500,00 500,00 500,00 500,00 500,00 561,44 1000,00 1000,00 1000,00 1500,00 2000,00 19 Anagrafe Alpina Defunti Nascite LÕalpino Natale Pedrazzoli tornato a casa. Dopo 67 anni ha rivisto le sue montagne e il suo lago, ora riposa finalmente nella sua terra insieme ai suoi genitori.Ciao Natalino, gli alpini della Valle con i loro gagliardetti insieme ai Matrimoni Anniversari Lutti sono... andati avanti! Ricordo di Paolo Casartelli Classe 1923, reduce della seconda guerra mondiale, stato salutato dai suoi alpini lo scorso 18 settembre, dopo una vita trascorsa con grande impegno per lÕassociazione. tuoi fratelli: Margherita e Flaminio ti hanno accompagnato nel tuo ultimo viaggio. Ben tornato a baita! Sono anche rientrate le spoglie dei caduti: Carlo Broggi (Camnago); Carlo Valli (Rodero) - Antonio Colombo (Fenegr) Capogruppo di Albese dal 1982 al 2007, sÕ prodigato in molte attivit. Fra queste la baita degli alpini, dopo aver contribuito col suo predecessore al monumento allÕalpino nel 1979. A favore della comunit sono stati i lavori di sistemazione dellÕoratorio e della romanica chiesa di San Pietro, conosciuta come la gesa dal campanen stort. Il gruppo e la sezione partecipano al lutto della famiglia, promettendo che Paolo rester nel cuore e nella mente. Alpini e redazione salutano reverenti ALBERTO BOTTA, prematuramente scomparso, ricordando i 10 anni di fattiva collaborazione quale sindaco di Como. I prigionieri di guerra italiani in URSS tra propaganda e rieducazione politica di Luca Vaglica Si tratta di un libro che il dottor Vaglica, ha scritto dopo due anni di ricerche presso lÕUfficio Storico dello SME, Il volume non in antitesi a quello di Carlo Vicentini, autorevole reduce da quei campi, dal titolo ÒRapporto sui prigionieri di guerra italiani in RussiaÓ edito nel 2005, ma ne rappresenta una continuazione che tende a rinnovare il ricordo dei disumani sacrifici che dovettero subire i nostri soldati. Grande rilievo viene dato allÕopera di propaganda e di rieducazione politica allÕinterno dei campi analizzando il ruolo dei Informiamo i lettori che stata rinnovata la convenzione con la ski area Valchiavenna, comprensorio sciistico di Madesimo. Tale convenzione prevede sconti molto interessanti sullo ski pass giornaliero a tutti gli alpini e amici che presentino la tessera associativa. Gli skipass saranno validi per il com- prensorio sciistico ÒSkiarea ValchiavennaÓ, e riservati esclusivamente ai possessori di tessera ANA in regola con il bollino annuale: 1. AGEVOLAZIONI ACQUISTO SKIPASS PREFESTIVO E FESTIVO Skipass Giornaliero Adulto da Û 35,00 a Û 28,00 Skipass Giornaliero Senior da Û 30,00 fuoriusciti comunisti nellÕopera di Òconversione democraticaÓ dei prigionieri che, nelle intenzioni del PCUS, dovevano, al rientro in Patria, diventare altrettanti centri di diffusione degli ideali della Rivoluzione russa. Un intero capitolo si occupa di un altro canale di diffusione: il giornale LÕAlba, ove scrivevano alcuni Ufficiali che, tradendo il giuramento, avevano abbracciato quellÕideologia. LÕautore prende in esame anche il crollo del mito sovietico culminato nel ben noto processo al deputato comunista DÕOnofrio, uno dei sopra ricordati fuoriusciti, clamorosamente sconfitto al processo da lui intentato nel 1948, in Patria, contro alcuni reduci che, carte alla mano, lo aveva denunciato per le atrocit morali commesse nei campi di Oranki e di Skit. a Û 24,00 2. AGEVOLAZIONI ACQUISTO SKIPASS FERIALE Skipass Giornaliero Adulto da Û 31,00 a Û 25,00 G 7 Skipass Giornaliero Senior da Û 26,50 a Û 21,50 Note: Ð Senior: nati nel 1947 e precedenti Ricordi e... RICORDO DI WALTER BONATTI memorie la pagina VERDE episodi della vita del grande alpinista Carlo Mauri - Walter Bonatti - Angelo Cristina Dopo la recente scomparsa dellÕalpinista e alpino Walter Bonatti, ci sembra doveroso rivolgere un saluto allÕuomo, al temerario alpinista, allÕalpino legato alla nostra associazione, che ha portato sulle vette di montagne dÕogni angolo di mondo il tricolore italiano, lÕimmagine delle capacit del popolo italico. La vita di Bonatti stata unÕavventura in tutti i modi. Imprese ritenute impossibili, impegni estremi, contrasti, onest umana, per lui erano il quotidiano. Lo ricordiamo con piacere e ammirazione, dedicandogli il bel ricordo di un nostro socio che trascorse con lui la naia alpina. Sono lieto di portare il mio contributo alla biografia di Walter Bonatti, riferendo i seguenti episodi di cui sono stato testimone che hanno la prerogativa di essere, fino ad oggi, inediti. Sembra ieri, ma sono passati 60 anni da quellÕ autunno 1951 che mi vide approdare a Merano, al CAR del 6¡ Reggimento della ÒTridentinaÓ. Tra i compagni dÕ armi, molti appassionati di montagna, di cui 2 destinati a diventare famosi: Walter Bonatti e Carlo Mauri. A quel tempo Bonatti era gi un alpinista di fama nazionale. Di poche parole, incline ad arrivare subito al nocciolo del problema, non parlava mai delle sue imprese; a lui si poteva applicare il famoso detto: ÒLÕ orgoglio dei piccoli consiste nel parlare sempre di s, quello dei grandi di non parlarne maiÓ. Conservava un quaderno, che pochi per avevano visto, nel quale era annotato il diario della sua ascensione ai 3383 metri del ÒGrand CapucinÓ, gruppo del ÒBiancoÓ, nel luglio del 1951, che ebbe esito favorevole dopo ripetuti tentativi infruttuosi dovuti al maltempo. Nonostante la sua indole schiva, riuscivo a farmi raccontare delle sue escursioni. Racconti che ascoltavo molto volentieri, perch mi rendevo conto che chi parlava, nonostante la giovane et, era un maestro dal quale cÕ era molto da imparare. La destinazione ai vari reparti ci disperse per tutto il territorio altoatesino. Bonatti a Vipiteno, nel battaglione Bolzano. Mauri a Brunico, nel battaglione ÒEdoloÓ. Io e Pietro Gaiaschi, detto ÒPedarÓ, (che compare primo a sinistra nella foto inedita), a Merano nel battaglione Trento. Rividi Bonatti, che per le sue benemerenze alpinistiche era stato nominato istruttore in materia di roccia e ghiaccio, nel giugno 1952 al rifugio Milano, nel gruppo Ortles-Cevedale. Come lui, ero stato distaccato in questa localit per partecipare ad una esercitazione di aerocooperazione alla quale dovevano prendere parte forze congiunte NATO. LÕ esercitazione prevedeva un lancio di paracadutisti sul ghiacciaio, che dovevano essere da noi avvistati, radunati e scortati al rifugio. LÕ annullamento del lancio a causa del maltempo, diede il tempo a me e a Bonatti, di aggiornarci sulle rispettive avventure vissute fino a quel momento. Lo incontrai una terza volta nellÕ autunno 1952 a Prato Piazza (Val Pusteria), alla fine del campo estivo, in occasione dello svolgimento delle ultime manovre. Il campo estivo era durato oltre 2 mesi ed era stato molto impegnativo. Ne ricordo ancora il percorso: Merano, Passo Amendola, Laives, Cavalese, Passo Rolle, Agordo, Passo Falzarego, Carbonin, e, infine, Prato Piazza. In questa ultima localit erano confluiti i battaglioni Bolzano, Edolo, Trento e Bassano; in pratica, tutto il 6¡ reggimento Alpini. Per lÕ occasione, i membri della squadra erano stati equipaggiati con indumenti che lasciavano libert di movimento e proteggevano efficacemente dal freddo; infatti, era gi caduta la prima neve. Il capo cordata era Walter Bonatti. Durante lÕ ascensione ebbi modo di apprezzare le sue grandi doti di scalatore. Procedeva scegliendo il percorso con grande sicurezza; si notava chiaramente lÕ utilizzo di una tecnica alpinistica originale, non mutuata da altri. Per noi facenti parte della cordata, fu gratificante essere guidati da lui. LÕ esercitazione si concluse felicemente e fu scattata una foto ricordo ritraente la squadra sulle pendici della Croda Rossa. Tale foto gi stata pubblicata su ÒLÕ AlpinoÓ del giugno 1996. Dopo il periodo del servizio militare, i contatti con Bonatti si interruppero, anche se ne seguivo le imprese attraverso i mezzi di comunicazione. Nel frattempo, lui diventava uno dei grandi dellÕ alpinismo mondiale. Passarono cinquantÕ anni prima di ritrovarlo a Como nel 2003, in occasione di una serata organizzata dal CAO (Club Alpino Operaio), sodalizio comasco di antica data di cui fanno parte numerosi appassionati di montagna. Furono diapositive di grande interesse concernenti sue imprese, che egli illustrava e commentava. Dopo la proiezione mi avvicinai a lui, fendendo la calca che lo circondava. ÒCiao, Walter, ti ricordi dellÕ ascensione alla Croda Rossa nel 52, sotto la naia?Ó Un sorriso gli illumin il volto; mi aveva riconosciuto. Non potemmo parlare molto perch i presenti se lo contendevano. Ci congedammo scambiandoci una stretta di mano forte, spontanea, che valeva di pi di molte parole, cos, allÕ alpina. Angelo Cristina