01-04 -ambiente 22-04-2004 15:23 Pagina 58 AMBIENTE Utilities e comunicazione ambientale dini, altri soggetti imprenditoriali, istituzioni e movimenti di opinione. Non solo raccolta differenziata. Ruoli e responsabilità delle aziende nella cultura della sostenibilità. Il cambiamento di ruolo DI SIMONE MAZZATA a comunicazione ambientale ha conosciuto negli ultimi anni un progressivo avvicinamento alle logiche strategiche delle imprese, “complice” l’evoluzione del concetto di sviluppo sostenibile sancito dai documenti internazionali, le normative più rigorose di settore e, in generale, una maggior attenzione e sensibilità dell’opinione pubblica, singolarmente o in forma associata, su tutto ciò che attiene al complesso rapporto uomo-ambiente come uno degli aspetti più significativi della qualità della vita. Da semplice e appena abbozza- L 58 LOCAL UTILITY NUMERO 1 2004 ta branca della comunicazione d’impresa – che prende a prestito e ne “fotocopia” semplicemente strumenti, canali e target - la comunicazione ambientale ha affinato nel tempo la propria identità e il proprio ruolo, mettendo a punto tecniche e azioni precipue, finalizzate a un dialogo dell’impresa con l’esterno: il mondo produttivo si rende conto che, in quanto “sistema aperto” e inserito nel territorio, deve fare i conti, nella sua attività, nelle sue relazioni e per la sua stessa sopravvivenza, con il contesto in cui vive, dove operano specifici portatori di interesse, citta- La comunicazione ambientale, quindi, rappresenta il “ponte” tra l’impresa e l’esterno, per lo più identificata (a torto, probabilmente), più come un prezioso strumento di raccolta del consenso, piuttosto che di dialogo costruttivo reciproco. In pratica, i comunicatori sono perlopiù consultati quando è necessario informare pubblico e istituzioni sulla realizzazione di un’infrastruttura, sia essa una linea ferroviaria, un’acciaieria o un inceneritore giacché il consenso è una variabile sempre più decisiva per permettere il business. Oppure per gestire il rischio ambientale, a seguito di un incidente, ovvero di una polemica a livello mediatico o istituzionale. Sul versante delle imprese di prodotti, invece, il ruolo della comunicazione, strettamente connessa alle logiche di marketing, acquista un’importanza crescente, grazie alla diffusione di un nuovo target, più attento a un concetto di salute e di benessere legato alla “naturalità”: i cosiddetti consumatori “verdi”. 01-04 -ambiente 22-04-2004 15:23 Pagina 59 AMBIENTE Il green marketing, infatti, nasce proprio per studiare, seguire e proporre a questo target soluzioni, per così dire, “environmentally correct”, all’insegna del biologico, del certificato, del “genuino” e del benessere integrale. A causa della rilevante concentrazione della popolazione nelle città, dove si trova la maggior parte della popolazione – è di questi giorni l’annuncio della proposta della Commissione europea di un Piano per migliorare le condizioni atmosferiche delle grandi città, dove vive ormai l’80% dei cittadini Ue (scaricabile dal sito www.europa.eu.int/comm/enviroment/o rban/thematic_strategy.htm) la comunicazione ambientale sta acquisendo un connotato sempre più “urbano” e affianca progettisti e decisori istituzionali come supporto per fornire e diffondere risposte alle città inquinate, cresciute in modo disordinato e al limite del collasso, anche psichico. Agenda 21 è stata, probabilmente, l’opportunità decisiva per favorire l’inserimento della comunicazione ambientale nei processi di partecipazione democratica dei cittadini alla vita delle comunità in cui vivono, grazie a un concetto di informazione che, da puro dovere unidirezionale delle imprese, è diventato (almeno sulla carta) una parte integrante nelle fasi di progettazione, negoziazione e realizzazione di opere e servizi per il territorio. Infine, grazie anche a una maggiore e migliore presa di coscienza collettiva sull’importanza di vivere e abitare la terra, consumando in modo più equilibrato le risorse naturali e garantendo la salute dei cittadini, anche l’impresa sta considerando le proprie attività e la propria vision in termini di re- sponsabilità sociale e ambientale. L’esito di questa evoluzione, riconosciuto ormai da più parti, è che la comunicazione ambientale sta trasformando il concetto stesso di comunicazione corporate dell’impresa con la quale coincide, almeno in certi settori - in quanto è potenzialmente in grado di veicolarne all’esterno la sua visione strategica, l’immagine e la reputazione, nonché di evidenziare la complessa e fitta rete di relazioni tra azienda, risorse umane, ambiente e soggetti sul territorio. I servizi pubblici e la comunicazione ambientale Le imprese di servizi pubblici locali vantano un’attenzione non recente su questi temi. La proprietà in mano a enti locali ha certamente contribuito a una quasi fisiologica predisposizione a tener conto di interessi diffusi, abbinata a una generalmente maggiore responsabilità d’impresa, più intenta – pur con i limiti dell’eccesso opposto – a soddisfare bisogni, prima che a far quadrare i conti. Il fatto stesso di appartenere a un comparto, quello dei servizi di pubblica utilità, ha giocato non poco nel rendere coscienti le utilities - prima che molte altre imprese - dell’impatto delle proprie attività sul territorio, favorendo da parte delle stesse un ”orientamento al contesto socio-ambientale” in cui l’impresa si trova, come snodo di interessi, opportunità e responsabilità di tipo economico, ecologico e sociale. Le politiche di comunicazione d’impresa delle utilities seguono in qualche modo questa “scia”, investendo significative risorse in termini di comunicazione ambientale, soprattutto di tipo “sociale”, grazie anche al fatto che, almeno fino a poco tempo fa, non vi era il confronto con il mercato, e i risultati di bilancio seguivano, generalmente, gli impegni con le comunità locali in termini di soddisfazione dei cittadini. Le centinaia di campagne di informazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti, sul consumo virtuoso dell’acqua o dell’energia, sono senza dubbio un patrimonio oggettivo nella comunicazione ambientale in Italia, così come l’attenzione notevole prestata all’educazione ambientale, chiave privilegiata per sensibilizzare i cittadini di domani a comportamenti più ecodiretti. Con la liberalizzazione dei servizi di pubblica utilità, le utilities stanno sempre più adeguandosi a una logica di mercato e - come accade spesso nel RICICLAGGIO La comunicazione ambientale si è concentrata sulla necessità di fare raccolta differenziata. NUMERO 1 2004 LOCAL UTILITY 59 01-04 -ambiente 22-04-2004 15:23 Pagina 60 sistemare firma AMBIENTE di Massimiliano Padula VENEZIA CHIAMA, RISPONDE UN NETWORK Alla Biennale della Comunicazione Ambientale di Federambiente, la nascita di una rete internazionale di comunicatori. I vincitori di Premio Galli, Educare dai Muri e Guardiani dell’ambiente L a terza edizione di Bica, la Biennale inter- porto di collaborazione tra le nostre aziende e il nazionale della comunicazione ambientale, Coordinamento stesso». promossa da Federambiente a Venezia, ha chiu- In una Biennale della Comunicazione, non potevano so con un battesimo. Nell’ultima giornata infatti poi mancare le premiazioni delle best practices nazio- è stato presentato il network internazionale di nali nei vari settori. comunicazione ambientale, che si propone di Tra le 20 proposte che hanno animato il Premio Galli mettere in rete le città impegnate nello sviluppo (attribuito ai migliori progetti di comunicazione dei processi di Agenda 21 locale, i loro coordina- ambientale) il riconoscimento è andato: all’Amiat di menti nazionali, le multiutilities e le aziende che Torino per la comunicazione integrata; alla Publiservizi erogano servizi locali (in particolare le loro fede- di Empoli per le nuove tecnologie; al Cidiu di Collegno razioni nazionali), gli esperti di comunicazione per la scuola (oltre a una menzione speciale per la ambientale quali società di comunicazione, sezione comunicazione integrata). network televisivi, agenzie grafiche e multime- Il Premio Educare dai muri (dedicato ai migliori mani- diali specializzate nel settore ambientale. festi prodotti da enti locali e aziende d’igiene ambien- «Un network di questo tipo – ha detto il direttore tale) ha selezionato tra 30 manifesti, quello di Amiu di di Federambiente, Antonio Stifanelli – oltre che Genova. Nello stesso premio, per la sezione “educa- rinsaldare i rapporti tra i soggetti responsabili zione civica”, ha vinto il Comune di Prato, per la sezio- dell’ambiente nelle città, contribuirà a diffondere ne “eventi” la giuria ha premiato la Provincia di Pesaro e a far conoscere le diverse culture ambientali in e Urbino, per la sezione “igiene ambientale” la vista di una ‘possibile’ idea di ambiente». Che vi sia una domanda interna- Publiservizi di Empoli e per la sezione “raccolta differenziata” il manifesto zionale di Comunicazione ambientale lo dimostra la straordinaria parteci- realizzato dalla Provincia di Torino. Per coinvolgere le nuove generazioni, pazione all’Assemblea nazionale coordinamento Agende 21 locali italiane Federambiente e BICA hanno puntato sul premio Guardiani dell’Ambiente. che, in vista della Conferenza di Aalborg sulle città sostenibili, ha ospitato Circa cinquanta studenti hanno seguito i seminari di “tecnica televisiva” tra gli interventi Pedro Ivo Batista (Ministero dell’ambiente brasiliano) e condotti dal giornalista di SuperQuark, Giangi Poli. Il premio per la miglio- Anne-marie Sacquet (direttrice generale di Comité 21, il coordinamento re “inchiesta” è stato assegnato all’Itis Pacinotti di Mestre; menzioni spe- francese degli enti locali su questi temi). ciali per questa sezione sono state andate ai licei scientifici Fermi di Aversa Il coordinamento ha approvato 11 punti chiave da inserire nei programmi e Cocito di Alba. Il premio per la “migliore idea nelle inchieste” è toccato al dei partiti e dei candidati alle prossime elezioni in materia di ambiente: pro- liceo Rosmini di Palma Campania; quello per il “migliore spot propositivo cessi di agenda 21 Locale; partnership pubblico privato; strumenti di gover- sull’ambiente” all’Itis Galilei di Lovere, con menzione speciale per l’Itc nance; acquisti verdi; protezione del clima; cooperazione internazionale tra Capitini di Agliana; il premio per la “migliore idea per gli spot propositivi” città; mobilità sostenibile; corretta gestione dell’acqua; raccolta differenzia- è stato vinto dal liceo scientifico Fermi di Aversa. Il premio per la “migliore ta; pianificazione del territorio; qualità sociale. inchiesta sui siti abitativi e lavorativi del passato” è stato assegnato al fil- Tra i sostenitori del coordinamento Agenda 21, il presidente di mato presentato dall’Istituto superiore artistico Passaglia di Lucca, con Federambiente, Guido Berro, che ha commentato: «siamo lieti che il menzioni speciali per l’Itis liceo scientifico Del Prete di Sava e per il liceo Coordinamento Agende 21 locali italiane abbia scelto Bica 2004 come sede scientifico statale Garofano di Capua. Un premio speciale della giuria, infi- per la sua assemblea nazionale. È un evento che segna l’inizio di un rap- ne, è andato al liceo classico europeo M. Adelaide di Palermo. nostro Paese quando si cambia pelle – il voler dimostrare agli altri di essere capaci di gestire nuovi processi, rischia di trasformare i monopolisti di un tempo, nei più radicali seguaci delle logiche di mercato. Con effetti anche sul piano della comunicazione ambientale. Non che la comunicazione ambientale, da parte del mondo imprenditoriale “privato”, non abbia registrato dei progressi in questi anni: le best practices ambientali di grandi gruppi, 60 LOCAL UTILITY NUMERO 1 2004 come di piccole aziende, abbondano nella letteratura d’impresa. Per contro, le utilities non hanno sempre dimostrato di recepire in modo tempestivo e corretto tutte le opportunità aperte da Agenda 21 in poi, grazie, in particolare, ai temi dello sviluppo sostenibile. Anzi, sono vistose le lacune che hanno caratterizzato in questi anni la comunicazione ambientale. Un esempio per tutti: la comunicazione ambientale sulla raccolta differenziata. Raccolta differenziata, si volta pagina? La gran parte degli sforzi delle utilities in termini di comunicazione ambientale in questi anni si è concentrata sulla necessità da parte dei cittadini di fare la raccolta differenziata. Questi sforzi, se da un lato hanno oggettivamente contribuito a una più diffusa sensibilità ambientale su questo tema, allo stesso tempo hanno trasmesso ai cittadini l’idea che la “questione-ambiente” si risol- 01-04 -ambiente 22-04-2004 15:23 Pagina 61 AMBIENTE va essenzialmente nella differenziazione dei rifiuti e non anche nell’impatto ambientale di tutte le attività che compiamo quotidianamente. Anziché partire dalla raccolta differenziata per favorire un dibattito sui modelli di consumo e gli stili di vita ecocompatibili – ancora ai minimi livelli nel nostro Paese – si è coltivata in pratica l’equazione: “faccio la raccolta differenziata, perciò sono a posto con l’ambiente”. Non sembra pertanto recepito il principio-cardine alla base della sostenibilità: l’interrelazione e interdipendenza tra i fenomeni. La concentrazione quasi esclusiva della comunicazione sul ruolo dei cittadini potrebbe trasmettere il concetto che la responsabilità (cioè la colpa) della proliferazione dei rifiuti sia dei cittadini, quando sappiamo benissimo che è il mondo dell’industria, per un meccanismo perverso di alimentazione della domanda, a produr- che abbiamo di fronte: un complesso intreccio tra comportamenti individuali e sociali, sistema delle imprese, leggi di mercato e impatti ambientali che vanno conosciuti e sui quali far leva per proporre comportamenti eco-virtuosi. Personaggi, interpreti o protagonisti? Le imprese di servizi locali non debbono rischiare di sprecare in nome di un’affrettata conversione al mercato di cui subiscono il fascino - il rilevante e positivo patrimonio che hanno espresso in questi anni in termini di comunicazione ambientale, inscritto in larga misura nel loro Dna di imprese di pubblica utilità. Si tratta di prendere il meglio di queste iniziative e di riversarlo nel nuovo assetto liberalizzato, come valore aggiunto che solo esse sono in grado di offrire. La maggior parte delle imprese, almeno in Italia – a eccezione di quelle guidate dai cosiddetti sapore dell’ennesima trovata di qualche guru americano del marketing, anziché un salto di qualità delle imprese nella consapevolezza delle relazioni con l’ambiente e la società). La “via ambientale” delle utilities è una prerogativa della loro stessa mission, perché è legata al miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini, attraverso l’erogazione dei servizi. Una qualità della vita che passa per un ambiente sano, vivibile, in cui sono garantiti i diritti di partecipazione democratica alle scelte del territorio in cui vivono i cittadini. Il patrimonio di iniziative messo in campo dalle utilities ci dice che l’ambiente, prima ancora che un’arena di interessi da comporre, è il luogo in cui i cittadini devono vivere al meglio, nel tempo e nello spazio, in una logica di interrelazione e interdipendenza tra di loro e con l’ambiente umano e naturale, finalizzata al benessere integrale. Il compito delle utilities in te- BICA 2004 Per coinvolgere le nuove generazioni, Federambiente e Bica hanno puntato sul premio “Guardiani dell’ambiente” La “via ambientale” delle utilities è legata al miglioramento della qualità della vita dei proprio cittadini re la gran parte dei rifiuti. Questa impostazione rischia di essere un’incapacità di leggere il contesto e di illustrare le connessioni tra fenomeni ecologici, sociali ed economici. Fermarsi alla raccolta differenziata dei cittadini, non solo non spiega il ruolo delle aziende, ma neppure come è composta e articolata la filiera dei rifiuti e i meccanismi economici che rendono più o meno vano il gesto virtuoso di mettere la carta in una campana piuttosto che nel cassonetto. C’è il rischio che vada sprecata l’opportunità di allargare, partendo dai rifiuti, i temi della comunicazione alla vera sfida imprenditori “visionari” - è stata spinta a scegliere la comunicazione ambientale a seguito di costrizioni normative e di forti pressioni da parte degli stakeholders. Spesso, la scelta ecologica è una “piega da fare” e non una strategia da perseguire. Un buon numero di imprese di servizi pubblici locali, invece, grazie alla peculiarità dell’assetto proprietario e del radicamento nel territorio, può vantare un’attenzione al tema della responsabilità ambientale e sociale d’impresa che precorre la corporate social responsability (espressione smaccatamente modaiola che, quando viene pronunciata, rilascia in bocca il ma di comunicazione ambientale potrebbe quindi essere: riflettere (insieme agli enti e al mondo dell’associazionismo) sul significato di qualità della vita oggi, alla luce della propria mission e di una revisione dei modelli di sviluppo e consumo, e impegnarsi a diffondere una cultura della sostenibilità ambientale come concreto e specifico valore aggiunto. La Biennale internazionale di comunicazione ambientale (Bica) di Venezia, è stata probabilmente una prima occasione per fermarsi a riflettere, senza fretta e con la mente libera. ◆ SIMONE MAZZATA NUMERO 1 2004 LOCAL UTILITY 61