Il farmacista nell’Azienda Ospedaliera:
una professione in evoluzione.
L’esperienza del “Farmacista di Dipartimento”
Alessandra Morselli, Daniela Ghermandi, Marilena Amato de Serpis, Isabella Bonacini, Iole Bosi,
Mara Cavana, Lisa Daya, Mauro Mancini, Benedetta Petocchi, Saverio Santachiara
Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Modena, Modena
Riassunto: In seguito all’applicazione della Legge 405/2001 inerente la prescrizione e la distribuzione dei farmaci ai pazienti in
dimissione, presso il Servizio di Farmacia è maturata l’idea di definire un progetto che rispecchiasse l’evoluzione in atto del ruolo
del farmacista ospedaliero.
Considerata la crescente necessità di integrazione tra le professioni sanitarie e la complessità delle problematiche inerenti i farmaci in un ospedale pubblico con regole e norme da rispettare, la
funzione del farmacista diventa centrale per coniugare l’appropriatezza ad una corretta gestione “amministrativa” nell’utilizzo
dei farmaci.
Nel corso del 2003, con la collaborazione fattiva tra il Servizio di Farmacia e la Direzione Sanitaria, si è individuato un farmacista quale referente di ciascun Dipartimento per un’interazione diretta con i medici e con le caposala: il ruolo più attivo
giocato dal farmacista all’interno delle Unità Operative del proprio Dipartimento ha comportato tangibili ripercussioni sui
comportamenti e le abitudini nei singoli Dipartimenti: si segnalano come risultati ascrivibili alla realizzazione di questo progetto l’incremento delle segnalazioni di farmacovigilanza (raddoppiate rispetto all’anno precedente), il successo della diffusione della distribuzione diretta farmaci in dimissione (arrivata
all’80%), la maggior appropriatezza nell’utilizzo di chemioantibiotici sistemici (riduzione spesa del 7,2%, incremento delle
DDD del 5,15%) e della nutrizione parenterale totale (riduzione
spesa dell’8%).
Abstract: The pharmacist in the operating units of the department:
a new way to mean the profession.
Later on the entrance of the law 405/2001 regarding prescription and supply of the drugs to the patients on discharging, the
Hospital Pharmacy planned the idea to run a project that can follow the growing of the role of Pharmacist already existing.
According to the increasing needs of integration between the
health job and the complexity of the drugs management inside of
public hospital with rules and laws to rispect, the function of the
pharmacist becomes very important and central in order to joint
the appropriateness drug prescription to the business management
of the drugs.
During of year 2003 thanks to the cooperation between Hospital Pharmacy and Health Direction, each department has an own
pharmacist that can keep in contact doctors and head-nurse: the
intensive presence of pharmacist inside the operating units of departments has caused effective signals on the behaviours and attitudes in the single department.
We report as results of this project the increasing feed backs of
Pharmacovigilance (double than previous year) optimal results of
the direct distribution of drugs to the discharing patients (up to
80%), the well use of antibiotics (the expenses were decreased until 7.2% and DDD increased up to 5.15%) then the Total Parenteral Nutrition expenses reduced to 8%.
Parole chiave: farmacista, dipartimento, comunicazione, informazione, farmacia clinica.
Key words: pharmacist, department, communication, information, clinical pharmacy.
Introduzione
scrizione e la distribuzione dei farmaci in dimissione,
con le relative problematiche, hanno costituito una solida base di partenza per sviluppare un’idea di più ampio respiro.
Si è così concretizzato nell’anno 2003, presso l’Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena, il progetto:
“Farmacista di Dipartimento”.
Il ruolo del farmacista in un’azienda sanitaria si sta
evolvendo alla luce delle nuove e pressanti richieste in
merito alla razionalizzazione dell’utilizzo dei beni di
consumo sanitari come farmaci, dispositivi medici, diagnostici.
In particolare, il farmacista si trova a doversi integrare con il personale medico ed infermieristico per offrire la sua competenza sia in merito all’appropriatezza
prescrittiva sia in merito alla gestione organizzativa dei
farmaci, dei dispositivi medici e dei diagnostici, con
particolare attenzione ai meccanismi di controllo della
spesa.
Gli spunti innovativi che si sono potuti trarre dall’applicazione della Legge 405/2001, inerente la pre-
Obiettivi
– Identificare obiettivi di appropriatezza prescrittivi e
di miglioramento organizzativo e contribuire con
azioni di supporto al loro raggiungimento;
– consolidare e strutturare lo scambio informativo tra
medici clinici, infermieri e farmacisti ospedalieri.
A. Morselli, et al.: Il farmacista nell’Azienda Ospedaliera: una professione in evoluzione
Metodologia
Il progetto ha previsto una sequenza di azioni volte a
creare i presupposti per la condivisione e l’omogenea
realizzazione del progetto:
Fase 1 - coinvolgimento – informazione;
Fase 2 - preparazione del programma di lavoro;
Fase 3 - realizzazione.
Fase 1
Si è partiti da un breve questionario sottoposto ad un
campione di medici per raccogliere opinioni e suggerimenti rispetto alla proposta. Il progetto è stato presentato ai Direttori e ai Coordinatori infermieristici di dipartimento tramite una lettera del Direttore Sanitario e del
Responsabile della Farmacia che indicavano il nome
del farmacista referente per quel Dipartimento e annunciavano un successivo contatto telefonico.
In seguito ogni farmacista ha programmato incontri
personalizzati nei singoli Dipartimenti illustrando in
quella sede motivazioni e finalità da porre in essere. Il
progetto è stato inoltre presentato alla Commissione Terapeutica Provinciale di Modena e al Servizio Politica
del Farmaco dell’Assessorato alla Sanità della Regione
Emilia-Romagna.
Fase 2
In primo luogo si è cercata la “formula comunicativa”
idonea alla platea e in tal senso si è proceduto secondo
criteri molto semplificativi nella forma e chiari nel merito, tenendo ben presenti i principi generali della comunicazione efficace e soprattutto il target dei nostri interlocutori. In parole semplici si è cercato di utilizzare il
meno possibile strumenti di comunicazione formale
quali lettere, circolari, documenti, privilegiando strumenti più diretti quali contatti telefonici, posta elettronica, visite in reparto.
In secondo luogo è stato individuato, nelle riunioni che
periodicamente vengono tenute dalle Unità Operative, il
luogo di elezione per l’esposizione verbale delle tematiche prescelte: i supporti utilizzati sono stati lucidi, brevi
relazioni, slides, ovvero brevi “pillole informative”.
Dovendo definire il programma di lavoro e la realizzazione del progetto uniforme in ogni Dipartimento, i
farmacisti hanno deciso di proporre a tutti i Dipartimenti un “menù” di tematiche da affrontare. Per la prima
riunione si è deciso però di utilizzare un “antipasto”
uguale per tutti: l’analisi della reportistica mensile fornita dal Controllo di Gestione (CdG) a tutti i reparti: tale report è articolato in modo specifico su diverse voci
di spesa imputabili all’UO (farmaci, emoderivati, dispositivi, presidi ecc.) ed è ancora poco utilizzato come
strumento di autovalutazione sulle abitudini prescrittive
nei vari Dipartimenti. Il farmacista si è presentato come
“consulente” ai medici per supportarli nella comprensione delle informazioni contenute nei report.
Si è infine deciso di utilizzare come modalità valutativa dell’efficacia del progetto l’analisi dei risultati ottenuti sulle singole tematiche affrontate nei vari incontri.
211
Fase 3
Le tematiche e le relative motivazioni, scelte di concerto con la Direzione Sanitaria e Dipartimentale, sono
di seguito riportate:
Farmacovigilanza
Il Decreto legislativo n° 95 del 8/04/03, come noto,
ha portato delle modifiche sostanziali alla precedente
normativa in materia di farmacovigilanza fornendo un
importante spunto di riflessione sia per i medici che per
i farmacisti.
Allestito il pacchetto di informazioni riguardante la
farmacovigilanza, si è puntato l’indice anche verso argomenti che, forse per latenza di informazioni, non
erano ancora stati affrontati (vedi la farmacovigilanza
nei dispositivi medici come da Decreto legislativo n°46
del febbraio ’97).
Il tutto ha fatto sì che l’attività “passiva” del farmacista, intesa tradizionalmente come semplice terminale
delle segnalazioni spontanee dei medici, si modificasse
in un atteggiamento “attivo” con un impegno diretto di
informazione e sensibilizzazione dei medici verso tutti
gli aspetti che possano porre a rischio la salute del paziente.
Distribuzione farmaci in dimissione
In ottemperanza alla Legge 405/2001, l’Azienda
Ospedaliera Policlinico di Modena ha allestito presso la
Farmacia Interna e gestito attraverso farmacisti dedicati l’ambulatorio per la distribuzione dei farmaci ai pazienti in dimissione.
La modesta adesione riscontrata nel primo mese di
attività dell’ambulatorio, ipoteticamente imputabile
ad una completa ma inefficace divulgazione di informazioni secondo i canoni tradizionali, è stata fonte
di un’altra serie di interventi presso i singoli Dipartimenti.
Anche in questo caso il ruolo del farmacista, posto
come interlocutore attivo, ha confermato la validità dell’approccio verbale diretto, giungendo poi ai risultati
che di seguito verranno analizzati.
Per verificare l’adesione all’iniziativa è stata approntata una reportistica mensile in modo da comunicare ai diversi Dipartimenti i risultati dell’attività,
espressi in valore percentuale calcolato come rapporto
tra usufruitori dell’ambulatorio e dimessi dai Dipartimenti (Tabella 1).
Tecnicamente, però, è sorto il problema relativo alla
veridicità del dato, in quanto non tutte le lettere di dimissione ordinarie dei pazienti contenevano farmaci
classificati in fascia A-H e quindi dispensabili dall’ambulatorio. Pertanto i Dipartimenti che dimettevano pazienti con tipologie di farmaci diverse da queste (fascia
C), o senza prescrizioni di farmaci, risultavano penalizzate dalla percentuale del report mensile.
Si è pensato allora ad una costante di correzione calcolata come segue: sono state controllate tutte le cartelle cliniche di ogni singola UO per un periodo stimato di
tre mesi.
212
Bollettino SIFO 50, 4, 2004
Tabella 1. Report distribuzione farmaci in dimissione.
Dipartimento X
N° Accessi
(a)
N° pazienti
dimessi
(b)
% lett.
Dimissioni
(c)
Costo osped.
(d)
Costo pubblico
(e)
Risparmio
Reparti (*)
Totale dipartimento
Totale generale
Legenda: (a) numero di pazienti che hanno ricevuto i farmaci in dimissione; (b) totale dei pazienti dimessi; (c) N°accessi/N°pazienti dimessi x100; (d) costo dei farmaci erogati al prezzo ospedaliero; (e) costo dei farmaci erogati al prezzo pubblico; (*) sono esplicitati tutti i reparti afferenti al Dipartimento.
È stato poi verificato il numero di lettere di dimissione contenenti prescrizioni di farmaci appartenenti alle
fasce A-H (lettere “pazienti eleggibili”).
Acquisito dal Controllo di Gestione il numero dei dimessi dall’UO nel periodo di riferimento, sono state
rapportate tra loro la percentuale di accessi medi/“pazienti eleggibili” e la percentuale di accessi medi/totale
dimessi, ove per accesso si intende il passaggio del paziente presso l’ambulatorio con il relativo ritiro di farmaci.
Il rapporto così ottenuto indica un valore assoluto che
rappresenta la “costante di reparto”, che viene moltiplicata per il dato percentuale delle dimissioni nella nostra
reportistica, ottenendo una percentuale di accessi in dimissione “corretta” alla luce della tipologia di farmaci
prescritta (Tabella 2).
Nutrizione parenterale totale
Uno dei temi analizzati è stato la spesa per sacche per
nutrizione parenterale totale.
La scelta è ricaduta su questo tipo di medicinali per
diversi motivi.
Primo fra tutti perché è un argomento facilmente individuabile per spesa ingente in un numero basso di tipologia di prodotti, secondariamente perché esistono linee guida di società scientifiche accreditate che si occupano di nutrizione in Italia e all’estero che consentono
di fare alcune immediate considerazioni.
Sono stati perciò analizzati i consumi e si è provveduto a divulgare l’informazione negli incontri di reparto,
ponendo l’accento in particolare ove si è registrato un utilizzo più elevato rispetto al confronto dell’anno precedente, specialmente in quei reparti che, per tipologia di
patologie affrontate, avrebbero dovuto ricorrere a questo
tipo di terapia in termini prevedibilmente più contenuti.
Analisi report farmaci alto costo
La Farmacia Interna ha approntato, da diverso tempo,
con il CdG un report specifico sul consumo di farmaci
ad “alto costo” (Tabella 3).
Molto facilmente se ne deduce che è stato un importante e significativo momento di confronto e di analisi
con i singoli Dipartimenti
A corollario, per quel che riguarda il consumo degli
antibatterici, si è posto come oggetto di ulteriore intervento una tabella contenente le singole specialità con il
costo unitario e con DDD per la nostra Azienda Ospedaliera (Tabella 4).
Una volta definita da parte del clinico la tipologia di
antibiotico da utilizzare, si è cercato di indirizzarne la
scelta verso quello della stessa classe, a costo, in quel
momento, minore per l’Azienda.
Parallelamente sono state riesaminate, singolarmente, le Richieste Motivate Personalizzate di alcune UO
per i farmaci sottoposti a monitoraggio interno e sono
stati allestiti degli audit di verifica di tali prescrizioni.
Questo non ha potuto dare un risultato immediato,
tangibile, in termini di riduzione della spesa, ma comunque è stato un momento di crescita, interazione e
scambio professionale molto significativo.
Risultati
I risultati sono ovviamente il frutto di una serie di azioni concomitanti logistico-organizzative che il progetto “Il
farmacista di Dipartimento” ha contribuito a supportare
in modo innovativo fornendo un contributo sostanziale.
Il primo risultato, purtroppo non quantificato, è stato la
significativa scoperta di anomalie e imperfezioni del sistema informativo riguardante le voci di spesa imputabili
ai diversi Dipartimenti (farmaci, emoderivati, dispositivi,
Tabella 2. Report distribuzione farmaci in dimissione con fattore di correzione.
Dipartimento X
N° Accessi
(a)
N° pazienti
dimessi
(b)
% lett.
Dimissioni
(c)
% reale
(d)
Costo osped.
(e)
Costo pubblico
(f)
Risparmio
Reparti (*)
Totale dipartimento
Totale generale
Legenda: (a) numero di pazienti che hanno ricevuto i farmaci in dimissione; (b) totale dei pazienti dimessi; (c) N°accessi/N°pazienti dimessi x100; (d) fattore moltiplicativo
di correzione; (e) costo dei farmaci erogati al prezzo ospedaliero; (f) costo dei farmaci erogati al prezzo pubblico; (*) sono esplicitati tutti i reparti afferenti al Dipartimento.
213
A. Morselli, et al.: Il farmacista nell’Azienda Ospedaliera: una professione in evoluzione
Tabella 3. Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena. Report di consumo dei farmaci in Ospedale.
SPESA (in Euro)
Mese in corso
DDD
Situazione da
inizio anno
Incid.
% sulla
spesa
assoluta ∆% vs assoluta ∆% vs
X 100 ∆% vs X 100 ∆% vs X 100 ∆% vs
periodo
periodo totale gg deg. periodo gg deg. periodo gg deg. periodo
prec.
prec.
prec.
prec.
prec.
Penicilline ad ampio spettro
Penicilline antipseudomonas
Cefalosporine resistenti
Cefalosporine antipseudomonas
Monobattami
Carbapenemi
Aminiglicosidi
Chinoloni sistemici
Antistafilococcici (glicopeptidi)
Totale antibiotici ad alto costo
Totale altri antibiotici
Amfotericina B compl. lip.
Altri antimicotici
Tot. chemioantib. sistemici
Ormoni ipotalamici
Antivirali ad azione diretta
Eritropoietine
Interferoni
Tot. citochine immunomodul.
Infliximab+Etanercept
Totale immunosoppressori
Eparine a basso peso mol.
Tot. eparinici+antag. vit. K
Abciximab
Tot. antiaggreg. piastrinici
Trombolitici
Tot. antitrombotici
Inibitori di pompa
Tot. farmaci antiulcera
Gas anestetici
Tot. farmaci uso anestesiolog.
Antineoplastici
Antiemetici antag. serotonina
Tot. farmaci monitorati
Altri farmaci
(stupefacenti, sieri, vaccini, sol. infusionali)
Totale Farmaci
Situazione da
inizio anno
Situazione da
inizio anno
(tassata)
Mese in corso
214
Bollettino SIFO 50, 4, 2004
Tabella 4. Antibatterici. Costo unitario in confezione ospedaliera, DDD, costo per DDD.
Costo di una unità
posologica in euro DDD
(IVA esclusa)
Antimicrobici generali per uso sistemico
Antibatterici per uso sistemico
Costo per
DDD
Classe/nota
Tetracicline
doxiciclina iclato (FU)
BASSADO 10 CPS 100 MG
A
100 MG
€
cloramfenicolo (FU)
CLORAMFENICOLO 1 G FL
Tiamfenicolo glicinato cloridrato (FU)
GLITISOL INIETT. FL 500MG+2F
A
3G
€
C
1500 MG
€
€
Amfenicoli
Antibatterici beta-lattamici, penicilline
€
€
€
Penicilline ad ampio spettro
ampicillina sodica (FU)
AMPLITAL INIETT.1FL 1G+F 4ML
A
€
2G
€
amoxicillina triidrato (FU)
ZIMOX 12 CPR 1 G
A
€
1G
€
amoxicillina triidrato (FU)
ZIMOX SOSP.EST. 100 ML 5%
A
€
1G
€
Mezlocillina (sale sodico monoidrato)
BAYPEN INIETT. 1FL 1G +F 4ML
A55
€
6G
€
piperacillina (sale sodico)
PIPERITAL IM IV FL 2 G+F 4ML
A55
€
14 G
€
piperacillina (sale sodico)
PIPERITAL IV FL 4 G
H
€
14 G
€
benzilpenicillina potassica
PENICILLINA G POT. 1000000U
A
€
3,6 G
€
benzilpenicillina sodica
PENICILLINA SO.PHM. 1000000U
A
€
3,6 G
€
benzilpenicillina benzatinica
DIAMINOCILLINA IM 1200000+F
A
€
/
€
benzilpenicillina benzatinica
WYCILLINA A.P. IMFL 600000U
C
€
/
€
PENSTAPHO 1000 IM 1F 1G+1F
A
€
2G
€
Penicilline sensibili alle beta-lattamasi
Penicilline resistenti alla beta-lattamasi
oxacillina (sale sodico)
Associazioni di penicilline, inclusi gli inibitoridelle beta-lattamasi
ampicillina + sulbactam
UNASYN IM 1FL 1,5 G+1F 3,2ML
A
€
2G
€
ampicillina + sulbactam
UNASYN 3G IV 1 FL 1 G + 2 G
H
€
2G
€
amoxicillina + acido clavulanico
AUGMENTIN 12 CPR RIV. 1 G
A
€
1G
€
amoxicillina + acido clavulanico
AUGMENTIN BB OS SOSP. 70 ML
A
€
1G
€
amoxicillina + acido clavulanico
AUGMENTIN OS 12 BUST. 1 G
A
€
1G
€
amoxicillina + acido clavulanico
AUGMENTIN AD IV 1 FL 1,2 G+F
H
€
1G
€
amoxicillina + acido clavulanico
AUGMENTIN AD IV 1 FL 2,2 G
H
€
1G
€
ticarcillina + acido clavulanico
TIMENTIN IV 1 FL 3,2 G
H
€
15 G
€
piperacillina + tazobactam
TAZOCIN 2,250 IM IV 1 FL+1 F
A55
€
14 G
€
piperacillina + tazobactam
TAZOCIN IV 1 FL 4,5 G
H
€
14 G
€
cefazolina sodica (FU)
CEFAZOLINA K 24 IM 1 FL 1G
A
€
3G
€
cefoxitina sodica (FU)
CEFOCICLIN IM 1FL 1G+F 2 ML
H
€
6G
€
cefuroxima sodica (FU)
CUROXIM VENA 1 FL 1 G+F 10ML
C
€
3G
€
cefuroxima axetil
ZOREF OS SOSP 50 ML 250MG/5ML A
€
0,5 G
€
cefacloro (monoidrato)
CEFACLOR EG OS SOSP. 100 ML 5% A
€
1G
€
cefotaxima sodica (FU)
ZARIVIZ IV 1FL 2G
H
€
4G
€
cefotaxima sodica (FU)
ZARIVIZ IM IV 1 FL 1G+1F 4ML
A55
€
4G
€
ceftazidima (pentaidrato)
GLAZIDIM IM FL 1 G + F 3 ML
A55
€
4G
€
ceftazidima (pentaidrato)
GLAZIDIM MONOVIAL 2 G
H
€
4G
€
ceftriaxone sodico (FU)
ROCEFIN IM 1 FL 1 G+1F 3,5ML
A55
€
2G
€
ceftriaxone sodico (FU)
ROCEFIN 1 FL PERFUS. 2 G
H
€
2G
€
ceftizoxima (sale sodico)
EPOSERIN IM 1 FL 1G +F 4ML
A55
€
4G
€
cefixima
SUPRAX 5 CPR RIV 400 MG
A
€
400 MG
€
cefepime (dicloridrato monoidrato)
MAXIPIME 1 IM IV 1 FL 1G+F
A55
€
2G
€
Cefalosporine e sostanze correlate
215
A. Morselli, et al.: Il farmacista nell’Azienda Ospedaliera: una professione in evoluzione
presidi ecc.). L’analisi e la valutazione dei report mensili
condotta dai farmacisti insieme ai medici e ai caposala ha
comportato una maggior attenzione ad essi, evidenziando
quindi delle imperfette attribuzioni che potevano gravare
anche in modo significativo sul budget del Dipartimento.
Per tutti gli argomenti affrontati, si sono evidenziati
dei riscontri quantificabili.
Nella Tabella 5 è indicato il numero di segnalazioni
avverse da farmaci e dispositivi medici riportate nel
2003, rispetto a quelle del 2002.
L’intervento del farmacista sull’analisi dei report (Tabella 3), supportato dai dati presenti nella Tabella 4 e su
argomenti mirati, dimostra (Tabella 6) che la riduzione
della spesa con l’aumento delle DDD possa essere letta in
chiave di una maggiore appropriatezza prescrittiva, costituendo il raggiungimento di uno degli obiettivi iniziali.
Altresì nell’ambito della legge 405/2001 per la distribuzione dei farmaci ai pazienti in dimissione, la Tabella 7
riepiloga l’andamento degli accessi nell’anno, evidenziando un trend in crescita.
Le informazioni sui dati di consumo di sacche per
Nutrizione Parenterale Totale, e le discussioni nei reparti sull’utilizzo secondo linee-guida hanno mantenuto la
spesa per questi prodotti sensibilmente più contenuta,
rispetto all’anno precedente (Tabella 8).
Tabella 7. Distribuzione farmaci ai pazienti in dimissione: andamento
percentuale senza il fattore di correzione.
Tabella 8. Spesa per nutrizione parenterale.
Tabella 5. Farmacovigilanza segnalazioni di reazioni avverse.
Anno 2002
Anno 2003
14
1
30
3
Farmaci
Dispositivi medici
Tabella 6. Report di consumo dei farmaci in Ospedale. Anno 2003 - Dicembre.
SPESA (in Euro)
Dicembre
assoluta
12 mesi
∆% vs
periodo
prec.
assoluta
DDD
12 mesi (tassata)
∆% vs
periodo
prec.
12 mesi
Incid.%
sulla X 100 ∆% vs X 100 ∆% vs X 100 ∆% vs
spesa gg deg. periodo gg deg. periodo gg deg. period
totale
prec.
prec.
o prec.
1 Penicilline ad ampio spettro
20.360,0
25,68%
217.674,5
4,11%
1,69%
2 Penicilline antipseudomonas
973,5
-48,57%
15.117,2
-14,34%
0,12%
3 Cefalosporine resistenti
20.585,5
-20,16%
257.672,7
-11,92%
2,00%
81,57
4 Cefalosporine antipseudomonas
19.979,3
13,20%
205.789,4
-25,03%
1,60%
5 Monobattami
511,2
-68,63%
8.834,5
-19,54%
0,07%
6 Carbapenemi
21.216,6
1,28%
256.795,0
-11,66%
1,99%
7 Aminiglicosidi
68,91
7,27%
Dicembre
0,18%
32,63
8,31
0,67 -38,97%
0,79
10,36
-9,24%
6,27
-2,88%
6,28
8,14
65,15 -22,75%
1,73
26,88%
1,51
-2,40
4,79 -11,73%
2,80 -17,09%
81,29
-8,98%
0,05 -69,42%
0,07 -20,38
2,44
17,50%
2,25
1,59
805,9
-28,30%
12.518,1
-36,46%
0,10%
1,98 -24,10%
2,38
-8,07
8 Chinoloni sistemici
18.605,4
-18,45%
264.207,5
-2,32%
2,05%
83,64
0,65%
8,96
13,71%
8,07
5,54
9 Antistafilococcici (glicopeptidi)
16.245,2
9,48%
196.069,8
-3,50%
1,52%
62,07
-0,56%
2,04
16,23%
2,12
-1,43
10 Totale antibiotici ad alto costo
(da 1 a 9)
119.282,5
-9,70% 11,12% 454,18
-6,96%
58,20
1,39%
56,11
6,08
17,62
-6,27%
18,48
4,02
0,53 -40,11%
1,14
-0,87
-2,93% 1.434.678,8
3,96 -34,52%
34,05
11 Totale altri antibiotici
9.724,2
-11,69%
122.599,5
-14,21%
0,95%
38,81 -11,60%
12 Amfotericina B
complesso lipidico
8.096,3
-56,47%
266.040,1
-25,98%
2,06%
84,22 -23,73%
26.335,3
22,24%
333.631,9
43,54%
13 Altri antimicotici
14 Tot. chemioantib. sistemici
(10+11+12+13)
163.438,3
-6,09% 2.156.950,2
2,59% 105,62
47,91%
22,05
15,56%
19,62
3,99
-7,17% 16,72% 682,84
-4,35%
98,39
2,32%
95,34
5,15
216
Bollettino SIFO 50, 4, 2004
A margine dei risultati ottenuti e prima delle considerazioni conclusive vorremmo sottolineare l’esperienza
del farmacista del Dipartimento Onco-ematologico che,
in conseguenza all’apertura di una unità di manipolazione centralizzata di farmaci antiblastici presso il
COM (Centro Oncologico Modenese), oltre ad essere il
referente per il Dipartimento Onco-ematologico, risulta
essere presente nello stesso per assolvere le sue quotidiane funzioni lavorative.
Tutto ciò ha fatto sì che le opportunità di scambi professionali migliorassero sensibilmente, non soltanto
con il personale medico ma anche con il personale infermieristico in quanto si possono fornire, in tempo reale, informazioni e dati riguardanti i farmaci, i dispositivi medici, il materiale di medicazione e tutto ciò di cui
si occupa il Servizio di Farmacia.
Si crea pertanto un rapporto di stretta collaborazione
e fiducia reciproca che porta il farmacista a divenire
parte integrante dell’attività del Dipartimento stesso.
Inoltre si apre una nuova opportunità professionale
importantissima per il farmacista ospedaliero: il contatto con il paziente.
Medici e infermieri invece sono spesso perplessi, se non
addirittura confusi, perché non sempre le informazioni
che ricevono hanno l’immediatezza necessaria da consentire una corretta applicazione delle normative vigenti
anche nei percorsi scelti a livello aziendale.
Ormai è ampiamente diffusa la convinzione che il
ruolo del farmacista debba contemplare oltre alle tradizionali competenze rivolte alle attività farmaceutiche di
“supporto” anche competenze di Farmacia Clinica e
Pharmaceutical Care. Integrare il mondo della clinica a
quello della farmacia deve andare oltre le intenzioni e
necessita di esperienze concrete: la figura del farmacista di dipartimento nasce per questo. Inoltre, nella prospettiva dell’introduzione della dose unitaria e di una
gestione dei farmaci e dispositivi sempre più automatizzata, il farmacista ospedaliero sarà sempre più chiamato ad un ruolo attivo di intervento verso gli altri operatori sanitari e verso i pazienti.
Per ultimo, ma non per importanza, preme sottolineare
la collaborazione fattiva riscontrata nei reparti, interpretabile come un’importante e stimolante segnale verso la
crescita del lavoro di équipes multiprofessionali: si ritiene infatti che l’evoluzione naturale di questo progetto potrà essere denominata “il farmacista NEL dipartimento”.
Discussioni e considerazioni conclusive
Una prima riflessione a margine di quanto fin qui illustrato risulta essere obbligatoria: un siffatto percorso
si è potuto sviluppare solo con il conforto di una strategia aziendale interna attenta e sensibile verso questo tipo di problematica e volta ad avere un ruolo, oltre che
autorevole, anche propositivo.
Per impostazione professionale, i farmacisti sono
molto attenti alla legislazione farmaceutica, notoriamente molto complessa (in particolare quella legata alla prescrizione nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale).
Indirizzo dell’Autore:
Dott. Mauro Mancini
Policlinico di Modena
Via del Pozzo, 71
41100 Modena
e-mail: [email protected]
Bibliografia
1.
2.
3.
4.
Legge 405/2001.
D.Lgs. n°95 del 8/04/2003.
D.Lgs. n° 46 del febbraio ’97.
Puggioli C. Dipartimento: un problema di cultura prima ancora che di organizzazione. Giornale italiano di Farmacia
clinica 1996; 10, 4: 195-7.
5. Bonal J. La farmacia clinica in Europa. In: Atti del XV
Congresso SIFO Giardini Naxos (Taormina): SIFO Milano
1985: 27-8.
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Farmacista di Dipartimento