Dott.ssa Maria Grazia Spalluto
1
RIDUZIONE DEL DANNO
DERIVANTE DALL’USO DEI
RIMEDI NATURALI
• L’utilità dei rimedi fitoterapici nel trattamento dei
disturbi dell’umore trova il suo primum movens
sicuramente nella tossicità degli psicofarmaci di
sintesi.
• I rimedi naturali sono più sicuri e fisiologici
• Assunti ai dosaggi raccomandati non danno problemi
di astinenza ed assuefazione
2
VANTAGGI DEI RIMEDI
FITOTERAPICI
• I rimedi naturali hanno intervalli terapeutici più ampi e
sicuri, godono indiscutibilmente di una minore tossicità
rispetto ai farmaci di sintesi, rispettano maggiormente la
delicata e alquanto sconosciuta fisiologia del nostro
cervello, ci permettono di arrivare in buone condizioni
fisiche ad un percorso di psicoterapia, qualora ce ne sia
bisogno, o di affiancarlo dolcemente senza alterare la
psiche in modo spesso irreversibile come fanno gli
psicofarmaci.
3
INTERVALLO
TERAPEUTICO
4
Ragioni della fitoterapia
• L’unica vera grande differenza tra un farmaco di sintesi ed un rimedio fitoterapico
sta nel fitocomplesso.
Questo è senza dubbio il concetto più importante che chi si avvicina alla fitoterapia
deve conoscere.
Ogni pianta medicinale ha una sua propria composizione chimica, definita con
precisione in questi ultimi anni grazie ad apparecchiature sofisticate.
Essa comprende un numero più o meno grande di sostanze chimiche, la maggior
parte delle quali dotate di una loro propria attività medicamentosa, mentre alcune
sono considerate inerti, ad esempio cellulosa e lignine. Prese tutte assieme formano
appunto quello che si definisce fitocomplesso.
Esso nella sua globalità è il responsabile delle proprietà salutari di una pianta
medicinale, che possono essere diverse da quelle di uno o più dei suoi componenti
presi isolatamente.
Proprio questo concetto ci spiega perchè ogni pianta possieda un'azione
medicamentosa considerata predominante e delle altre azioni dette secondarie,
talvolta anche assai diverse da quella principale.
Il fitocomplesso inoltre è il principale responsabile della tollerabilità di questi rimedi,
che in genere è ottima.
Questo concetto è assai diverso da quello che regola il settore dei farmaci
tradizionali, nel quale si mette l'accento sul principio attivo singolo e sulle sue
potenzialità terapeutiche, cosicchè il farmaco di sintesi deve in genere la sua azione
ad una sola molecola, essendo gli altri suoi componenti rappresentati da eccipienti
inerti.
5
Vantaggi del fitocomplesso sono:
• -Migliore biodisponibilità (es.i flavonoidi presenti nella foglia di
Atropa belladonna migliorano l’assorbimento dell’atropina mentre
quelli presenti nella sommità fiorita del Biancospino aumentano la
biodisponibilità della Digitale e quindi anche la cardiotossicità)
• -Ridotta tossicità (mucillagini e tannini presenti nell’Ipecacuana
riducono gli effetti irritanti e tossici dell’emetina modificandone
l’assorbimento)
• -Azioni molteplici (Echinacea è sia antiinfiammatoria che
immunostimolante)
• -Attività sinergica (l’attività antidepressiva dell’Iperico è dimostrata
importante solo in presenza di iperforina e flavonoidi piuttosto che dei
singoli costituenti ipericina, iperforina, quercitina,ecc.)
6
Olismo e fitoterapia
I rimedi fitoterapici, in quanto meno tossici ma anche
meno “potenti” di quelli di sintesi riescono ad essere di
grande efficacia solo quando accompagnano il paziente in
un percorso di guarigione individuale ed olistico.
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I DISTURBI A CARICO DEL SISTEMA NERVOSO
CENTRALE TRATTATI PIU’ DI FREQUENTE
CON I RIMEDI FITOTERAPICI SONO:
DEPRESSIONI MINORI O MEDIE
ANSIA
ATTACCHI DI PANICO
INSONNIA
VARIE MANIFESTAZIONI PSICOSOMATICHE
SINDROMI DA SIDADATTAMENTO A SITUAZIONI
DI STRESS
8
LA DEPRESSIONE
Sintomi della depressione
emozionali:
sensazione generale di disagio
bassa autostima
indecisione, perdita di motivazioni
biologici:
ritardo del pensiero e dell’azione
perdita della libido
disturbi del sonno e perdita dell’appetito
9
Ruolo dei neurotrasmettitori
da Medscape
Ansietà
Irritabilità
SEROTONINA
NORADRENALINA
impulsi
energia
Funzioni cognitive
Emozioni
Sesso
Umore
Appetito
Motivazione
Aggressività
grinta
DOPAMINA
10
NA e 5-HT nella depressione (I)
Le ipotesi classiche sulla patogenesi dei disturbi
dell’umore riconoscono una alterazione funzionale dei
sistemi 5-HT e NA nel cervello
Il trattamento efficace per i disturbi dell’umore è
basato sulla inibizione della ricaptazione di 5-HT e NA
Le strategie di deplezione aminoacidica indicano che
entrambe le amine sono importanti per ottenere un
effetto clinicamente rilevante
11
NA e 5-HT nella depressione (II)
L’aumento dell’attività serotonergica e
noradrenergica centrale ha effetto
antidepressivo
Entrambi i neurotrasmettitori modulano l’attività del
circuito limbico coinvolta nella regolazione dell’umore. Gli
antidepressivi riducono i sintomi depressivi ed ansiosi in
parallelo
5-HT e NA hanno un ruolo trofico
nell’ippocampo: gli SSRI, gli SNRI ed altri
antidepressivi possono migliorare la funzione
dei circuiti limbici incrementando la
neurogenesi e migliorando il trofismo e la
funzionalità cellulare
12
MECCANISMO D’AZIONE DEI
PRINCIPALI FARMACI
ANTIDEPRESSIVI
• Le cause che sono alla base della depressione non sono
ancora chiare.
• La maggioranza del mondo accademico ritiene che sia
coinvolto uno squilibrio neurochimico che interessa le tre
amine biologiche presenti nell’encefalo: dopamina,
serotonina, noradrenalina.
• Gli antidepressivi maggiormente in uso agiscono o
bloccando la ricaptazione presinaptica delle amine o
inibendo le MAO (monoaminoossidasi),enzimi che
metabolizzano il neurotrasmettitore.
13
Meccanismi d’azione degli
antidepressivi
Inibizione della ricaptazione
Blocco degli autorecettori
Blocco dei recettori postsinaptici
Inibizione delle mono ammino
ossidasi
14
1. Inibizione della ricaptazione
Neurone presinaptico
Spazio
sinaptico
Neurone postsinaptico
Autorecettore
Diffusione
Impulso
elettrico
in arrivo
Impulso
elettrico in
partenza
Recettori
postsinaptici
Inibizione
del reuptake
15
1. Inibizione della ricaptazione
Neurone presinaptico
Spazio
sinaptico
Neurone postsinaptico
Autorecettore
Diffusione
Impulso
elettrico
in arrivo
Impulso
elettrico in
partenza
Recettori
postsinaptici
Blocco dei
recettori
postsinaptici
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2. Blocco recettoriale
Neurone presinaptico
Spazio
sinaptico
Neurone postsinaptico
Autorecettore
Impulso
elettrico
in arrivo
Diffusione
Impulso
elettrico in
partenza
Recettori
postsinaptici
Inibizione
del reuptake
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3. Inibizione enzimatica
Spazio
sinaptico
Neurone presinaptico
MAO
Impulso
elettrico
in arrivo
Neurone postsinaptico
Diffusione
Impulso
elettrico in
partenza
Recettori
postsinaptici
IMAO
18
19
ESTRATTI ERBALI
20
Griffonia simplicifolia
21
5-HTP
• E’ il precursore immediato nella biosintesi
del neurotrasmettitore 5-idrossitriptamina
(serotonina)
• La principale fonte commerciale è una
pianta africana: Griffonia simplicifolia
• In piccole quantità si ritrova anche nelle
banane, pomodori, prugne, avocado
melanzane, noci ed ananas
22
ATTIVITA’
•
•
•
•
•
AZIONE ANTIDEPRESSIVA
Attività calmante (insonnia)
Attività sul peso corporeo (obesita’)
Fibromialgia
Cefalea muscolo tensiva
23
MECCANISMO D’AZIONE
• 5-HTP
SEROTONINA
• Si lega ai recettori 5-HT
• Eleva i livelli plasmatici delle betaendorfine e i livelli
piastrinici di met-encefaline le quali conribuiscono per via
endogena all’effetto analgesico
• La serotonina regola il comportamento alimentare
diminuendo il consumo di cibo e tale effetto sembra essere
mediato dalla leptina (proteina adipocitaria associata allo
sviluppo dell’obesità nell’uomo).
24
METABOLISMO
PERIFERICO
5-HTP
carbidopa
-
decarbossilazione
+
Vitamina B6
5-HT
SEROTONINA
Intestino tenue
25
METABOLISMO
• Il 5-HTP e la serotonina vengono assorbiti per circa il 70%
con un meccanismo di trasporto attivo
• Attraverso la circolazione portale il 5-HTP viene portato al
fegato dove circa il 25% della dose somministrata viene
decarbossilato a serotonina
• Il 5-HTP rimanente viene trasportato nel circolo ematico e
raggiunge vari tessuti tra cui il cervello
• Attraversa facilmente la barriera emato-encefalica e viene
convertito in serotonina dai neuroni
26
…da serotonina a
melatonina
• La serotonina può essere trasformata in
melatonina, nella ghiandola pineale,
attraverso 2 reazioni enzimatiche:
– 5-HT N-acetil-transferasi
– 5-idrossindol-O-metiltrasferasi
• La melatonina è un ormone che interviene
sul ritmo sonno-veglia.
• La melatonina viene prodotta di notte o al
buio e tende a diminuire dopo la quarta
decade di vita.
27
SOMMARIO DELLE
RICERCHE
• Studio multicentrico in doppio cieco: 5-HTP mostra effetti
antidepressivi lievemente superiori a quelli della
fluvoxamina (SSRI)
• Due studi con placebo su soggetti femminili obesi per 5
settimane e per 2 periodi di 6 sett rispettivamente:
significativa perdita di peso (Ceci t al., 1998; Cangiano et
al., 1992).
• Doppio cieco su soggetti con diabete di tipo II per 2
settimane (750 mg/die): significativa riduzione del peso
corporeo (Cangiano et al., 1998).
• Doppio cieco con 300mg/die: riduzione significativa
nell’uso di analgesici per cefalea cronica muscolo tensiva
e diminuzione del n° di giorni con cefalea alla fine dello
studio (Ribeiro, 2000)
28
SOMMARIO DELLE
RICERCHE
• Studio controllato con placebo: 200 mg di 5HTP in
soggetti sani e successiva assunzione di una droga
inducente ansia. Ne risulta una minore intensità dei
sintomi con maggior effetto nelle donne rispetto agli
uomini (Maron et al.,2004)
• Altro studio simile ma in riferimento al panico (Schruers
et al., 2002)
• Efficace trattamento per gli incubi notturni nei bambini,
(usando 2mg/Kg peso corporeo di 5-HTP). Dopo 1 mese il
94% mostrò risposta positiva e dopo 6 mesi l’84% dei
soggetti era libero da incubi (Bruni et al., 2004).
• Studio clinico doppio cieco in soggetti con fibromialgia
che hanno riportato un miglioramento dei sintomi (1990)
29
RHODIOLA ROSEA
• DESCRIZIONE
– Pianta perenne
– H media di 40 cm
• DISTRIBUZIONE
GEOGRAFICA
– Aree inospitali e fredde
– Tibet, Siberia, Cina e
Scandinavia
• PARTI DELLA PIANTA
USATE
– radici
30
MECCANISMI D’AZIONE
PROPOSTI
• influenza delle concentrazioni e attività delle monoammine e dei
peptidi oppioidi come le β-endorfine
• Inibizione dell’attività degli enzimi responsabili della degradazione
delle monoammine, la monoammino-ossidasi e la catecol-Ometiltransferasi.
• trasporto di neurotrasmettitori nel cervello (13)
• prevenzione del rilascio di catecolamine e del successivo aumento
di cAMP nel miocardio, e diminuzione di catecolamine
adrenergiche indotte da stress acuto (14)
31
Applicazioni
• Stress “programmato” o recente: La rodiola
risulta di beneficio se assunta prima di uno stress acuto.
• Adattogeno di scelta in caso di rischio cardiovascolare.
• Astenia (diminuzione della performance al lavoro, disturbi del sonno, poco
appetito, irritabilità, ipertensione, mal di testa e affaticamento) indotta
da
sovraccarico di lavoro o studio.
• Depressione lieve
• Fame nervosa
32
L’IMPORTANZA
DELL’EMPIRIA
• Come scriveva Rudolf Weiss, padre della moderna fitoterapia :
• “l’empiria, l’insegnamento dell’esperienza derivante
dall’osservazione sui pazienti, attualmente ha scarso corso
scientifico;eppure è senza dubbio una parte importante della ricerca
scientifica. Sono entrambi i poli, da un lato l’esperimento e dall’altro
l’empiria correttamente intesa, che insieme costituiscono la
fitoterapia scientifica.”
• E’ questo il caso dalla Maca
• Grazie alla sua totale assenza di tossicità, si è potuto verificare il suo
successo clinico come tonico, adattogeno ed antidepressivo su un
vastissimo numero di pazienti, pur essendo quasi completamente
sconosciuto il meccanismo d’azione grazie che le regala tale attività
farmacologia.
33
MACA
34
LA MACA
• Diverso è invece il meccanismo d’azione della maca (lepidum
meyeni), che si discosta dai tradizionali antidepressivi e che
forse è attribuibile all’azione di alcuni alcaloidi in sinergia con
i più noti steroidi naturali di cui è ricca la pianta .
• Questo tubero andino, è stato sempre utilizzato dagli Indios
come alimento prezioso per affrontare le fatiche , in seguito è
stato utilizzato come pianta “adattogena”, utilissima anche
nella cura dell’impotenza e dell’infertilità e solo
successivamente se ne è scoperta, quasi per caso, la sua potente
azione antidepressiva.
35
Proprietà Maca
Nell'uso dei popoli andini il Maca è usato per curare
l'anemia, la tubercolosi, i problemi legati alle mestruazioni, il
cancro dello stomaco, la sterilità, l'impotenza nell'uomo e la
libido in generale e per aumentare la memoria.
Gli effetti benefici del Maca possano essere spiegati in
quanto ha una concentrazione di proteine ed amminoacidi
liberi (fenilalanina, tirosina, l'istidina ed arginina)
essenziali, minerali, carboidrati, fibre e vitamine (B1, B2, C)
molto alta, insomma, è una straordinaria fonte di sostanze
nutritive essenziali per l'organismo e non si conoscono
effetti collaterali anche se può sempre sussitere una
intolleranza individuale per cui è sempre opportuno
consigliarsi con il proprio medico di famiglia.
36
Composizione chimica della Maca
(da Universidad Nacional Agraria La Molina - Perù
Umidità 15
Proteine 11,9
Ceneri 4,8
Grassi 1,7
Fibra
8,3
Vitamine mg %
Tiamina "B1"
0,20
Riboflavina "B2" 0,35
Vitamina "C"
2,50
Minerali mg/100 gr
Calcio 220
Fosforo 180
Ferro
15,5
Manganese
0,8
Cobalto 5,9
Zinco
3,8
Sodio 18,7
Potassio 2050
Iodio
520
Amminoacidi
mg/g
Proteina
Acido Aspartico 91,7
Acido Glutammico
156,5
Serina 50,4
Istidina 21,9
Glicina 68,3
Treonina33,1
Alanina 63,1
Arginina 99,4
Tirosina 30,6
Fenilalanina
55,3
Valina 79,3
Metionina
28
Isoleucina
47,4
Leucina 91
HO-Prolina
26
Prolina 0,5
Sarcosina
0,7
37
Depressione ed ansia
Spesso i disturbi dell’umore si manifestano come
depressione accompagnata da ansia.
In questi casi è utile associare rimedi fitoterapici ad azione
ansiolitica ad un trattamento i base con rimedi ad azione
antidepressiva o adattogena.
38
ANSIA
• E’ un’emozione molto simile alla paura, ma priva di un fattore
scatenante : il respiro si fa affannoso, la mente perde di
lucidità, il cuore comincia a battere come un martello.
• L’ansia è una sensazione rivolta al futuro, è una condizione di
attesa di un pericolo non ben definito; si vive in uno stato di
tensione continua che può sfociare in un vero e proprio stato
d’angoscia .Tristezza, disagio, insonnia, modificazioni del
carattere, disturbi a carico del sistema sessuale, sono questi, in
genere, i sintomi che ci allarmano e che ci fanno ricorrere agli
ansiolitici pur di scacciare via il disagio appena si manifesta.
39
Effetti collaterali degli
ansiolitici di sintesi
Come nel caso degli antidepressivi,anche per gli
ansiolitici di sintesi bisogna sempre considerare
gli effetti collaterali di tali farmaci : la
dipendenza che si instaura anche dopo breve
tempo di assunzione, l’assuefazione che porta
ad aumentare le dosi e quindi la tossicità con i
problemi relativi al sovradosaggio.
40
Piante ad azione
ansiolitica
• Proprio per evitare tali meccanismi pericolosi di
dipendenza, assuefazione e tossicità, è preferibile
ricorrere a rimedi naturali quali la Valeriana,
Biancospino, l’Escolzia , la Passiflora e la Withania
Somnifera. Le piante ci aiutano a rilassarci senza
bastonare il nostro cervello, sono “il compendio di una
Tradizione, di una Saggezza antica,che ci insegna ad avere
pazienza, ad aspettare che il nostro seme fruttifichi.
L’ansia ci viene perché il nostro cervello non condivide i
nostri ritmi, il nostro modo di vivere la vita “.
41
Farmacologia della
valeriana
42
AMMINOACIDI E SNC
Molte piante attive sul Sistema Nervoso Centrale
presentano un fitocomplesso particolarmente ricco di
aminoacidi.
È il caso della Griffonia, della Maca e del Tè
Il tè ( Camelia Sinensis ) presenta nel suo fitocomplesso,
oltre alle più conosciute basi xantiniche (Caffeina,
teofillina, teobromina ) e agli EGCG (sostanze
antiossidanti) un raro aminoacido: la Teanina
43
Partiamo con una
Il contenuto in caffeinadomanda…
nel caffè è circa del 1.5% mentre nel te verde ne
raggiunge un massimo del 5% [Yamamoto, T. (ed.) Chemistry and
Applications of Green Tea. Boca Raton: CRC Press, 1997].
Perché allora si è convinti che il tè abbia una concentrazione di caffeina
inferiore, avendo un minor effetto eccitante sul sistema nervoso centrale?
Perché si ritiene addirittura il tè una bevanda rilassante.
O
?
44
LA TEANINA
La teanina che si trova in
cospicua quantità nelle foglie di
Camelia sinensis meglio
conosciuta come pianta del tè, è
un composto non consueto ed
estremamente raro in natura.
Si ritrova, infatti, soltanto in altre
2 specie del genere Camelia (C.
japonica, C. sasanqua) e nel
fungo Xerocomus badius.
45
Descrizione chimica
•La L-teanina è una molecola
caratterizzata da una struttura
aminoacidica.
•Il carbonio che reca i gruppi aminico e
carbossilico è un centro chirale in
configurazione levogira (L).
•La catena laterale è quella dell’acido Lglutamico con un gruppo etilaminico
legato al carbonio carbonilico.
•Nonostante l’estrema somiglianza con
il più noto aminoacido la teanina non
rientra nella composizione di alcuna
proteina.
46
Descrizione chimica
•La L-teanina è una molecola
caratterizzata da una struttura
aminoacidica.
•Il carbonio che reca i gruppi aminico e
carbossilico è un centro chirale in
configurazione levogira (L).
•La catena laterale è quella dell’acido Lglutamico con un gruppo etilaminico
legato al carbonio carbonilico.
•Nonostante l’estrema somiglianza con
il più noto aminoacido la teanina non
rientra nella composizione di alcuna
proteina.
47
Ritmo alfa o ritmo di Berger
(Veglia in stato di relax)
• L’aspetto dell’EEG in questo stato di coscienza è
caratterizzato da una successione di oscillazioni lente (onde α)
con frequenza di 8-13 Hz (cicli al secondo) e intensità media
di 50 microvolts. Le onde nascono principalmente nelle
regioni del cervello in cui si trova la corteccia visiva. E’ questo
il ritmo basale dell’adulto sveglio, in uno stato di coscienza
vigile, ma rilassata e priva di pensieri. Soggetti che all’EEG
manifestano ritmo alfa riferiscono, di solito, di sentirsi rilassati
e sereni. Una predominanza di ritmo alfa caratterizza, inoltre,
gli stati di meditazione. Il ritmo alfa viene annullato quando
l'individuo riceve stimoli visivi o dopo sforzi mentali.
48
Onde cerebrali
Frequenza
Stato mentale
Onde
Delta
Sonno
profondo
Onde Theta
Sonno leggero
Onde
Alpha
Veglia, relax
Onde Beta
Veglia,
eccitazione
Fonte: Adattamento da Juneja L.R., Chu D.C., Okubo T., Nagato Y., Yokogoshi H. (1999) “L-theanine: a unique amino
acid of green tea and its relaxation effect in humans”. Trends in Food Science & Technology 10, pagg. 199-204.
49
INDICAZIONI CLINICHE
• STRESS/ANSIETA’
• IPERTENSIONE
• TUMORI
50
Uno studio clinico è stato intrapreso per valutare la
relazione tra attività cerebrale e assunzione di
teanina.
L’esperimento consisteva nel somministrare teanina a
soggetti volontari con problemi di ansia di diverso grado
allo scopo di valutarne gli effetti tramite l’analisi dei
tracciati EEG.
50 volontari di sesso femminile, con età compresa tra 18 e
22 anni sono stati suddivisi in due gruppi sulla base della
gravità della componente ansiosa, misurata tramite la
MAS di Taylor (Manifest Anxiety Scale).
Una volta alla settimana ai soggetti prescelti veniva
somministrata una soluzione contenente 50 mg di
teanina oppure una soluzione contenente 200 mg di
teanina secondo il raggruppamento.
Al gruppo di controllo veniva somministrata acqua.
Le onde cerebrali sono state studiate tramite tracciati EEG
nei 60 minuti seguenti l’assunzione della sostanza in
esame.
Tutti i test sono stati ripetuti due volte durante il periodo
di studio che ha avuto una durata di 2 mesi.
I risultati degli EEG hanno mostrato come le onde
cerebrali alfa abbiano fatto registrare un incremento
sensibile a circa 40 minuti dall’assunzione della
soluzione a base di teanina.
Una dose orale di teanina pari a 200 mg dissolta in 100 ml
di acqua generava onde alfa nelle regioni occipitale e
parietale del cervello, mentre si registrava un’esigua
quota di onde alfa sulla superficie cerebrale dei soggetti
cui era stata somministrata solo acqua
Ito K., Nagato Y., Aoi N., Juneja L.R., Kim M., Yamamoto T.,
51
In partecipanti giovani e sani è stato
effettuato un EEG (elettroencefalogramma)
all’inizio dello studio e 45, 60, 75, 90 e 105
minuti dopo aver assunto 50 mg di Lteanina (16 persone) o il placebo (19
persone). Durante l’EEG i partecipanti
sono rimasti con gli occhi chiusi.
Col passare del tempo si è registrato un
aumento considerevole dell’attività delle
onde cerebrali alfa nel gruppo che aveva
assunto la L-teanina rispetto al gruppo
placebo (p<0.05).
Un secondo studio ha dato gli stessi effetti
su soggetti arruolati in una condizione di
inattività (passive activity).
Questi risultati indicano che l’assunzione di
L-teanina a dosaggi adeguati, esercita un
effetto significativo sulla condizione
generale di attenzione o risveglio
mentale. Inoltre, è risaputo che l’attivtà
delle onde alfa svolge un ruolo importante
per quanto riguarda l’attenzione e
comunque studi futuri sono orientati a
comprendere l’effetto della L-teanina sui
processi di attenzione.
Asia Pac J Clin Nutr 2008;17 (S1):167-168 167
“L-theanine, a natural constituent in tea, and
its effect on mental state” Anna C Nobre,
Anling Rao and Gail N Owen.
52
Altri studi
•
•
In uno studio il gruppo di partecipanti (13 persone) è stato sottoposto a un difficile test visualespaziale dopo aver somministarato 250 milligrams di L-theanine o un placebo.
La L-teanina ha migliorato il processo responsabile dell’attenzione con effetti sulle onde alfa.
•
John J. Foxe-Journal Brain Topography, Nathan Kline Institute for Psychiatric Research in New York
Unilever, Lipton tea.
•
60 SOGGETTI CON SCHIZOFRENIA. QUELLI CHE HANNO ASSUNTO LA TEANINA
INSIEME AI FARMACI ANTIPSICOTICI MOSTRARONO MENO SINTOMI EMOZIONALI E
COGNITIVI RISPETTO AL GRUPPO PLACEBO+FARMACI.
•
Dr. Michael S. Ritsner of Technion-Israel Institute of Technology, is undergoing review for publication.
•
9 studi che correlano il consumo di te e l’incidenza di infarto hanno mostrato che più te viene
consumato maggiore è la riduzione del rischio di infarto.
•
Si ritiene che poichè la teanina ha struttura simile al glutammato (una sostanza rilasciata durante
l’infarto che ha azione dannosa per le cellule) la sua presenza potrebbe bloccare I recettori del
glutammato limitando I danni cerebrali. UCLA's Arab, February , Stroke: Journal of the American
Heart Assn.
53
Il caso iperico
• L’iperico ,la pianta più utilizzata in tutto il mondo, tranne
che in Italia, per trattare la depressione e i disturbi
somatici che spesso l’accompagnano, sembra avere un
meccanismo d’azione simile a quello descritto in
precedenza, agendo cioè a livello del metabolismo delle
monoamine.
• Numerosi studi farmacologi ce ne avvallano tale modalità
d’azione, come diversi studi clinici condotti su volontari
in doppio cieco ne convalidano l’uso terapeutico come
antidepressivo.
54
Iperico
L’iperico è anche chiamata
erba di san Giovanni, o
scaccia diavoli, è
conosciuta già
dall’antichità per le sue
proprietà antidepressive e
antivirali, il suo nome
botanico è Hypericum
perforatum.
55
Meccanismo d’azione
dell’Iperico
• L’ipotesi più accreditata è che alcuni componenti della
pianta, tra cui L’IPERICINA ED I FLAVONOIDI, siano
in grado di inibire le monoaminoossidasi (MAO), enzimi
presenti nel sistema nervoso centrale,il cui compito il cui
compito è quello di disattivare alcuni neurotrasmettitori,
quali la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, una
volta che essi hanno esplicato la loro funzione.
• Nel caso della depressione, sembra che la serotonina sia
strettamente coinvolta nei meccanismi di regolazione
dell’umore.
56
Iperico e Serotonina
Riducendo la quantità di MAO,l’ipericina provocherebbe
un aumento dei livelli cerebrali di serotonina e quindi un
miglioramento del tono dell’umore.
Studi condotti successivamente, suggeriscono che
l’iperico potrebbe agire con un meccanismo di inibizione
della ricaptazione della serotonina.
57
Il suo impiego in fitoterapia è ampio e anche abbastanza riconosciuto, è usata quasi al
pari di psicofarmaci sintetici, per curare lievi forme di depressione, o in associazione ad
altri rimedi naturali per curare l’ansia. Il principio che viene sfruttato di questa pianta è
l’ipericina, alla quale poi, grazie ai numerosi studi condotti, si sono aggiunti anche altre
sostanze con azione sinergica.
Il Ministero della Salute ha fissato in Italia il limite a 21
microgrammi al giorno d’ipericina.
(quantità nettamente inferiore al range terapeutico di 0,1 – 3 mg di ipericina al
giorno, cui fanno riferimento gli studi scientifici)
Vista la possibile interazione con altri farmaci, è sempre consigliabile il suo uso sotto
controllo medico e mai in maniera autonoma, perché potrebbe in taluni casi avere delle
controindicazioni. E' sconsigliato per esempio il suo uso in caso di allattamento al seno,
o nei casi in cui ci si sottoponga a solarium o UV, bisogna inoltre riporre attenzione
anche in caso si faccia uso di contraccettivi orali, perché potrebbe ridurne l’effetto.
58
Gli effetti collaterali sono realmente molto scarsi.
Tra questi anche la fotosensibilizzazione (ma per dosaggi di molto superiori a quelli
terapeutici). L'Iperico invece potenzia gli effetti farmacologici dei farmaci antidepressivi
di sintesi e determina la comparsa della sindrome serotoninergica (agitazione,
confusione mentale, ipomania, turbe della pressione arteriosa, tachicardia, brividi,
ipertermia, tremori, rigidità, diarrea). Inoltre agisce come induttore enzimatico sul
sistema microsomiale epatico (Citocromo P450) interferendo sulla farmacocinetica di
numerosi farmaci: in particolare riduce l'efficacia di: teofillina, digossina, anticoagulanti
orali, ciclosporina, indinavir, estroprogestinici.
Con lo stesso meccanismo d'azione l'Iperico potrebbe interferire sul metabolismo di altri
farmaci, in particolare: carbamazepina, chinidina, diltiazem, eritromicina, flutamide,
losartan, nifedipina, steroidi, tamoxifene, tassolo, warfarin, fenitoina, tolbutamide e
torasemide. La cessazione improvvisa della terapia con Iperico può portare a un rapido
incremento dei farmaci suddetti se somministrati insieme all'Iperico stesso.
Oltre ai farmaci già citati, l'iperico può interagire con i contraccettivi orali, gli
anticolesterolo e gli immunosoppressori usati nei pazienti trapiantati, riducendone
l'efficacia. In determinate situazioni è sufficiente un'unica somministrazione a causare
problemi. Per questo l'uso dell'iperico deve essere sempre valutato rispetto ad altre
terapie in corso e comunicato al medico.
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Livelli di tossicità: considerata relativamente pericolosa, soprattutto per i
bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono
quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo.
Gravidanza ed allattamento: usare con prudenza. Non si riscontrano
effetti collaterali nella gravidanza per assunzioni di piccole dosi. Per il
momento non sono stati riscontrati neanche effetti nei bambini nutriti con
latte materno qualora la madre abbia fatto uso di questa pianta
medicinale in quantità moderate. In entrambi i casi, esiste tuttavia il
rischio che sorgano problemi. E' consigliabile l'uso sotto prescrizione
medica.
Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base
di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età
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Altri meccanismi d’azione
dell’Iperico
• Tra gli altri meccanismi d’azione prospettati per spiegare
l’efficacia antidepressiva dell’iperico, c’è anche quello
che coinvolge molecole biologiche di recente
individuazione: le citochine.
• Sembra che l’iperico riesca a inibire il rilascio di una
particolare citochina, l’interleukina-6, che tra le sue
funzioni ha anche quella di agire come “messaggero” tra i
centri cerebrali coinvolti nella regolazione dell’umore e
l’ipotalamo, l’ipofisi e le ghiandole surrenali.
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Sistema immunitario e
iperico
• Si suppone che l’interleukina-6 causi un’iperstimolazione
delle strutture suddette con conseguente modificazione dei
livelli ormonali che riducono la tolleranza allo stress e
favorisce lo sviluppo della depressione.
• Stando a questo meccanismo d’azione quindi, la riduzione
dei livelli dell’interleukina potrebbe quindi avere effetti
positivi sull’umore.
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STUDI DI METANALISI
SULL’ IPERICO
• La documentazione scientifica attualmente disponibile non
lascia spazio ai dubbi: nelle forme depressive di intensità lieve
–moderata, l’iperico ha un’efficacia del tutto sovrapponibile a
quella degli antidepressivi di sintesi, con il vantaggio di
comportare un minor numero di effetti indesiderati.
• Alcuni medici sono tuttora restii a prescriverlo, ma nei paesi in
cui la fitoterapia è una pratica terapeutica consolidata, l’iperico
viene prescritto senza alcuna remora.
• E’questo il caso della Germania, dove nel 1994 i medici hanno
stilato 66 milioni di ricette a base di iperico, e tutte finalizzate
ad alleviare i sintomi della depressione.
•
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POSOLOGIA E MODALITA’
D’ ASSUNZIONE
• Nella cura dei sintomi della depressione è bene utilizzare
estratti titolati e standardizzati in ipericina (0,3 %) . La
qualità del prodotto dovrebbe essere garantito anche dalla
titolazione dei flavonoidi (50 %) e dell’ iperforina (5 %).
• Lo schema terapeutico normalmente utilizzato prevede
l’assunzione di capsule da 300 mg ognuna da una a tre
volte al giorno.
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I NUMERI NON MENTONO
• Nel 1996 l’autorevole rivista British Medical Journal, ha
pubblicato i risultati di un’analisi che ha coinvolto1757
pazienti depressi, divisi in 23 gruppi di studi clinici, cui veniva
somministrato iperico contro placebo o contro antidepressivi di
sintesi.
• In tutti i casi , l’efficacia della terapia è stata valutata attraverso
uno strumento diagnostico chiamato “scala di Hamilton,
normalmente impiegata per stabilire la gravità di una sindrome
depressiva : a ogni sintomo (es. tristezza, insonnia,
demotivazione, etc.) viene assegnato un valore numerico.
• La somma dei valori determina infine il”punteggio” della
depressione.
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Risultati di studi di osservazione
clinica
• Ebbene, nel gruppo -iperico si è registrata una riduzione media di 4,4
punti rispetto al gruppo-placebo, cioè una differenza che in linguaggio
scientifico viene definita “statisticamente significativa”.
• In altre parole, l’iperico funziona!
• Interessanti sono stati anche gli esiti degli studi condotti mettendo in
confronto l’efficacia dell’iperico rispetto ai farmaci comunemente
prescritti a soggetti depressi (es.imipramina, maprotilina, fluoxetina).
• L’estratto dell’erba di iperico, somministrato alla dose di 500-900 mg al
giorno si è dimostrato solo leggermente più efficace (63,9 % di risposte
favorevoli)dei comuni antidepressivi (58,5 di risposte favorevoli), ma il
dato più importante è che solo il 19,8% dei pazienti trattati con il rimedio
fitoterapico ha accusato effetti collaterali, mentre nel gruppoantidepressivi convenzionali, le reazioni indesiderate hanno interessato il
52,9 % dei pazienti.
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Dott.ssa Maria Grazia Spalluto