Dott.ssa Maria Grazia Spalluto 1 RIDUZIONE DEL DANNO DERIVANTE DALL’USO DEI RIMEDI NATURALI • L’utilità dei rimedi fitoterapici nel trattamento dei disturbi dell’umore trova il suo primum movens sicuramente nella tossicità degli psicofarmaci di sintesi. • I rimedi naturali sono più sicuri e fisiologici • Assunti ai dosaggi raccomandati non danno problemi di astinenza ed assuefazione 2 VANTAGGI DEI RIMEDI FITOTERAPICI • I rimedi naturali hanno intervalli terapeutici più ampi e sicuri, godono indiscutibilmente di una minore tossicità rispetto ai farmaci di sintesi, rispettano maggiormente la delicata e alquanto sconosciuta fisiologia del nostro cervello, ci permettono di arrivare in buone condizioni fisiche ad un percorso di psicoterapia, qualora ce ne sia bisogno, o di affiancarlo dolcemente senza alterare la psiche in modo spesso irreversibile come fanno gli psicofarmaci. 3 INTERVALLO TERAPEUTICO 4 Ragioni della fitoterapia • L’unica vera grande differenza tra un farmaco di sintesi ed un rimedio fitoterapico sta nel fitocomplesso. Questo è senza dubbio il concetto più importante che chi si avvicina alla fitoterapia deve conoscere. Ogni pianta medicinale ha una sua propria composizione chimica, definita con precisione in questi ultimi anni grazie ad apparecchiature sofisticate. Essa comprende un numero più o meno grande di sostanze chimiche, la maggior parte delle quali dotate di una loro propria attività medicamentosa, mentre alcune sono considerate inerti, ad esempio cellulosa e lignine. Prese tutte assieme formano appunto quello che si definisce fitocomplesso. Esso nella sua globalità è il responsabile delle proprietà salutari di una pianta medicinale, che possono essere diverse da quelle di uno o più dei suoi componenti presi isolatamente. Proprio questo concetto ci spiega perchè ogni pianta possieda un'azione medicamentosa considerata predominante e delle altre azioni dette secondarie, talvolta anche assai diverse da quella principale. Il fitocomplesso inoltre è il principale responsabile della tollerabilità di questi rimedi, che in genere è ottima. Questo concetto è assai diverso da quello che regola il settore dei farmaci tradizionali, nel quale si mette l'accento sul principio attivo singolo e sulle sue potenzialità terapeutiche, cosicchè il farmaco di sintesi deve in genere la sua azione ad una sola molecola, essendo gli altri suoi componenti rappresentati da eccipienti inerti. 5 Vantaggi del fitocomplesso sono: • -Migliore biodisponibilità (es.i flavonoidi presenti nella foglia di Atropa belladonna migliorano l’assorbimento dell’atropina mentre quelli presenti nella sommità fiorita del Biancospino aumentano la biodisponibilità della Digitale e quindi anche la cardiotossicità) • -Ridotta tossicità (mucillagini e tannini presenti nell’Ipecacuana riducono gli effetti irritanti e tossici dell’emetina modificandone l’assorbimento) • -Azioni molteplici (Echinacea è sia antiinfiammatoria che immunostimolante) • -Attività sinergica (l’attività antidepressiva dell’Iperico è dimostrata importante solo in presenza di iperforina e flavonoidi piuttosto che dei singoli costituenti ipericina, iperforina, quercitina,ecc.) 6 Olismo e fitoterapia I rimedi fitoterapici, in quanto meno tossici ma anche meno “potenti” di quelli di sintesi riescono ad essere di grande efficacia solo quando accompagnano il paziente in un percorso di guarigione individuale ed olistico. 7 I DISTURBI A CARICO DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE TRATTATI PIU’ DI FREQUENTE CON I RIMEDI FITOTERAPICI SONO: DEPRESSIONI MINORI O MEDIE ANSIA ATTACCHI DI PANICO INSONNIA VARIE MANIFESTAZIONI PSICOSOMATICHE SINDROMI DA SIDADATTAMENTO A SITUAZIONI DI STRESS 8 LA DEPRESSIONE Sintomi della depressione emozionali: sensazione generale di disagio bassa autostima indecisione, perdita di motivazioni biologici: ritardo del pensiero e dell’azione perdita della libido disturbi del sonno e perdita dell’appetito 9 Ruolo dei neurotrasmettitori da Medscape Ansietà Irritabilità SEROTONINA NORADRENALINA impulsi energia Funzioni cognitive Emozioni Sesso Umore Appetito Motivazione Aggressività grinta DOPAMINA 10 NA e 5-HT nella depressione (I) Le ipotesi classiche sulla patogenesi dei disturbi dell’umore riconoscono una alterazione funzionale dei sistemi 5-HT e NA nel cervello Il trattamento efficace per i disturbi dell’umore è basato sulla inibizione della ricaptazione di 5-HT e NA Le strategie di deplezione aminoacidica indicano che entrambe le amine sono importanti per ottenere un effetto clinicamente rilevante 11 NA e 5-HT nella depressione (II) L’aumento dell’attività serotonergica e noradrenergica centrale ha effetto antidepressivo Entrambi i neurotrasmettitori modulano l’attività del circuito limbico coinvolta nella regolazione dell’umore. Gli antidepressivi riducono i sintomi depressivi ed ansiosi in parallelo 5-HT e NA hanno un ruolo trofico nell’ippocampo: gli SSRI, gli SNRI ed altri antidepressivi possono migliorare la funzione dei circuiti limbici incrementando la neurogenesi e migliorando il trofismo e la funzionalità cellulare 12 MECCANISMO D’AZIONE DEI PRINCIPALI FARMACI ANTIDEPRESSIVI • Le cause che sono alla base della depressione non sono ancora chiare. • La maggioranza del mondo accademico ritiene che sia coinvolto uno squilibrio neurochimico che interessa le tre amine biologiche presenti nell’encefalo: dopamina, serotonina, noradrenalina. • Gli antidepressivi maggiormente in uso agiscono o bloccando la ricaptazione presinaptica delle amine o inibendo le MAO (monoaminoossidasi),enzimi che metabolizzano il neurotrasmettitore. 13 Meccanismi d’azione degli antidepressivi Inibizione della ricaptazione Blocco degli autorecettori Blocco dei recettori postsinaptici Inibizione delle mono ammino ossidasi 14 1. Inibizione della ricaptazione Neurone presinaptico Spazio sinaptico Neurone postsinaptico Autorecettore Diffusione Impulso elettrico in arrivo Impulso elettrico in partenza Recettori postsinaptici Inibizione del reuptake 15 1. Inibizione della ricaptazione Neurone presinaptico Spazio sinaptico Neurone postsinaptico Autorecettore Diffusione Impulso elettrico in arrivo Impulso elettrico in partenza Recettori postsinaptici Blocco dei recettori postsinaptici 16 2. Blocco recettoriale Neurone presinaptico Spazio sinaptico Neurone postsinaptico Autorecettore Impulso elettrico in arrivo Diffusione Impulso elettrico in partenza Recettori postsinaptici Inibizione del reuptake 17 3. Inibizione enzimatica Spazio sinaptico Neurone presinaptico MAO Impulso elettrico in arrivo Neurone postsinaptico Diffusione Impulso elettrico in partenza Recettori postsinaptici IMAO 18 19 ESTRATTI ERBALI 20 Griffonia simplicifolia 21 5-HTP • E’ il precursore immediato nella biosintesi del neurotrasmettitore 5-idrossitriptamina (serotonina) • La principale fonte commerciale è una pianta africana: Griffonia simplicifolia • In piccole quantità si ritrova anche nelle banane, pomodori, prugne, avocado melanzane, noci ed ananas 22 ATTIVITA’ • • • • • AZIONE ANTIDEPRESSIVA Attività calmante (insonnia) Attività sul peso corporeo (obesita’) Fibromialgia Cefalea muscolo tensiva 23 MECCANISMO D’AZIONE • 5-HTP SEROTONINA • Si lega ai recettori 5-HT • Eleva i livelli plasmatici delle betaendorfine e i livelli piastrinici di met-encefaline le quali conribuiscono per via endogena all’effetto analgesico • La serotonina regola il comportamento alimentare diminuendo il consumo di cibo e tale effetto sembra essere mediato dalla leptina (proteina adipocitaria associata allo sviluppo dell’obesità nell’uomo). 24 METABOLISMO PERIFERICO 5-HTP carbidopa - decarbossilazione + Vitamina B6 5-HT SEROTONINA Intestino tenue 25 METABOLISMO • Il 5-HTP e la serotonina vengono assorbiti per circa il 70% con un meccanismo di trasporto attivo • Attraverso la circolazione portale il 5-HTP viene portato al fegato dove circa il 25% della dose somministrata viene decarbossilato a serotonina • Il 5-HTP rimanente viene trasportato nel circolo ematico e raggiunge vari tessuti tra cui il cervello • Attraversa facilmente la barriera emato-encefalica e viene convertito in serotonina dai neuroni 26 …da serotonina a melatonina • La serotonina può essere trasformata in melatonina, nella ghiandola pineale, attraverso 2 reazioni enzimatiche: – 5-HT N-acetil-transferasi – 5-idrossindol-O-metiltrasferasi • La melatonina è un ormone che interviene sul ritmo sonno-veglia. • La melatonina viene prodotta di notte o al buio e tende a diminuire dopo la quarta decade di vita. 27 SOMMARIO DELLE RICERCHE • Studio multicentrico in doppio cieco: 5-HTP mostra effetti antidepressivi lievemente superiori a quelli della fluvoxamina (SSRI) • Due studi con placebo su soggetti femminili obesi per 5 settimane e per 2 periodi di 6 sett rispettivamente: significativa perdita di peso (Ceci t al., 1998; Cangiano et al., 1992). • Doppio cieco su soggetti con diabete di tipo II per 2 settimane (750 mg/die): significativa riduzione del peso corporeo (Cangiano et al., 1998). • Doppio cieco con 300mg/die: riduzione significativa nell’uso di analgesici per cefalea cronica muscolo tensiva e diminuzione del n° di giorni con cefalea alla fine dello studio (Ribeiro, 2000) 28 SOMMARIO DELLE RICERCHE • Studio controllato con placebo: 200 mg di 5HTP in soggetti sani e successiva assunzione di una droga inducente ansia. Ne risulta una minore intensità dei sintomi con maggior effetto nelle donne rispetto agli uomini (Maron et al.,2004) • Altro studio simile ma in riferimento al panico (Schruers et al., 2002) • Efficace trattamento per gli incubi notturni nei bambini, (usando 2mg/Kg peso corporeo di 5-HTP). Dopo 1 mese il 94% mostrò risposta positiva e dopo 6 mesi l’84% dei soggetti era libero da incubi (Bruni et al., 2004). • Studio clinico doppio cieco in soggetti con fibromialgia che hanno riportato un miglioramento dei sintomi (1990) 29 RHODIOLA ROSEA • DESCRIZIONE – Pianta perenne – H media di 40 cm • DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA – Aree inospitali e fredde – Tibet, Siberia, Cina e Scandinavia • PARTI DELLA PIANTA USATE – radici 30 MECCANISMI D’AZIONE PROPOSTI • influenza delle concentrazioni e attività delle monoammine e dei peptidi oppioidi come le β-endorfine • Inibizione dell’attività degli enzimi responsabili della degradazione delle monoammine, la monoammino-ossidasi e la catecol-Ometiltransferasi. • trasporto di neurotrasmettitori nel cervello (13) • prevenzione del rilascio di catecolamine e del successivo aumento di cAMP nel miocardio, e diminuzione di catecolamine adrenergiche indotte da stress acuto (14) 31 Applicazioni • Stress “programmato” o recente: La rodiola risulta di beneficio se assunta prima di uno stress acuto. • Adattogeno di scelta in caso di rischio cardiovascolare. • Astenia (diminuzione della performance al lavoro, disturbi del sonno, poco appetito, irritabilità, ipertensione, mal di testa e affaticamento) indotta da sovraccarico di lavoro o studio. • Depressione lieve • Fame nervosa 32 L’IMPORTANZA DELL’EMPIRIA • Come scriveva Rudolf Weiss, padre della moderna fitoterapia : • “l’empiria, l’insegnamento dell’esperienza derivante dall’osservazione sui pazienti, attualmente ha scarso corso scientifico;eppure è senza dubbio una parte importante della ricerca scientifica. Sono entrambi i poli, da un lato l’esperimento e dall’altro l’empiria correttamente intesa, che insieme costituiscono la fitoterapia scientifica.” • E’ questo il caso dalla Maca • Grazie alla sua totale assenza di tossicità, si è potuto verificare il suo successo clinico come tonico, adattogeno ed antidepressivo su un vastissimo numero di pazienti, pur essendo quasi completamente sconosciuto il meccanismo d’azione grazie che le regala tale attività farmacologia. 33 MACA 34 LA MACA • Diverso è invece il meccanismo d’azione della maca (lepidum meyeni), che si discosta dai tradizionali antidepressivi e che forse è attribuibile all’azione di alcuni alcaloidi in sinergia con i più noti steroidi naturali di cui è ricca la pianta . • Questo tubero andino, è stato sempre utilizzato dagli Indios come alimento prezioso per affrontare le fatiche , in seguito è stato utilizzato come pianta “adattogena”, utilissima anche nella cura dell’impotenza e dell’infertilità e solo successivamente se ne è scoperta, quasi per caso, la sua potente azione antidepressiva. 35 Proprietà Maca Nell'uso dei popoli andini il Maca è usato per curare l'anemia, la tubercolosi, i problemi legati alle mestruazioni, il cancro dello stomaco, la sterilità, l'impotenza nell'uomo e la libido in generale e per aumentare la memoria. Gli effetti benefici del Maca possano essere spiegati in quanto ha una concentrazione di proteine ed amminoacidi liberi (fenilalanina, tirosina, l'istidina ed arginina) essenziali, minerali, carboidrati, fibre e vitamine (B1, B2, C) molto alta, insomma, è una straordinaria fonte di sostanze nutritive essenziali per l'organismo e non si conoscono effetti collaterali anche se può sempre sussitere una intolleranza individuale per cui è sempre opportuno consigliarsi con il proprio medico di famiglia. 36 Composizione chimica della Maca (da Universidad Nacional Agraria La Molina - Perù Umidità 15 Proteine 11,9 Ceneri 4,8 Grassi 1,7 Fibra 8,3 Vitamine mg % Tiamina "B1" 0,20 Riboflavina "B2" 0,35 Vitamina "C" 2,50 Minerali mg/100 gr Calcio 220 Fosforo 180 Ferro 15,5 Manganese 0,8 Cobalto 5,9 Zinco 3,8 Sodio 18,7 Potassio 2050 Iodio 520 Amminoacidi mg/g Proteina Acido Aspartico 91,7 Acido Glutammico 156,5 Serina 50,4 Istidina 21,9 Glicina 68,3 Treonina33,1 Alanina 63,1 Arginina 99,4 Tirosina 30,6 Fenilalanina 55,3 Valina 79,3 Metionina 28 Isoleucina 47,4 Leucina 91 HO-Prolina 26 Prolina 0,5 Sarcosina 0,7 37 Depressione ed ansia Spesso i disturbi dell’umore si manifestano come depressione accompagnata da ansia. In questi casi è utile associare rimedi fitoterapici ad azione ansiolitica ad un trattamento i base con rimedi ad azione antidepressiva o adattogena. 38 ANSIA • E’ un’emozione molto simile alla paura, ma priva di un fattore scatenante : il respiro si fa affannoso, la mente perde di lucidità, il cuore comincia a battere come un martello. • L’ansia è una sensazione rivolta al futuro, è una condizione di attesa di un pericolo non ben definito; si vive in uno stato di tensione continua che può sfociare in un vero e proprio stato d’angoscia .Tristezza, disagio, insonnia, modificazioni del carattere, disturbi a carico del sistema sessuale, sono questi, in genere, i sintomi che ci allarmano e che ci fanno ricorrere agli ansiolitici pur di scacciare via il disagio appena si manifesta. 39 Effetti collaterali degli ansiolitici di sintesi Come nel caso degli antidepressivi,anche per gli ansiolitici di sintesi bisogna sempre considerare gli effetti collaterali di tali farmaci : la dipendenza che si instaura anche dopo breve tempo di assunzione, l’assuefazione che porta ad aumentare le dosi e quindi la tossicità con i problemi relativi al sovradosaggio. 40 Piante ad azione ansiolitica • Proprio per evitare tali meccanismi pericolosi di dipendenza, assuefazione e tossicità, è preferibile ricorrere a rimedi naturali quali la Valeriana, Biancospino, l’Escolzia , la Passiflora e la Withania Somnifera. Le piante ci aiutano a rilassarci senza bastonare il nostro cervello, sono “il compendio di una Tradizione, di una Saggezza antica,che ci insegna ad avere pazienza, ad aspettare che il nostro seme fruttifichi. L’ansia ci viene perché il nostro cervello non condivide i nostri ritmi, il nostro modo di vivere la vita “. 41 Farmacologia della valeriana 42 AMMINOACIDI E SNC Molte piante attive sul Sistema Nervoso Centrale presentano un fitocomplesso particolarmente ricco di aminoacidi. È il caso della Griffonia, della Maca e del Tè Il tè ( Camelia Sinensis ) presenta nel suo fitocomplesso, oltre alle più conosciute basi xantiniche (Caffeina, teofillina, teobromina ) e agli EGCG (sostanze antiossidanti) un raro aminoacido: la Teanina 43 Partiamo con una Il contenuto in caffeinadomanda… nel caffè è circa del 1.5% mentre nel te verde ne raggiunge un massimo del 5% [Yamamoto, T. (ed.) Chemistry and Applications of Green Tea. Boca Raton: CRC Press, 1997]. Perché allora si è convinti che il tè abbia una concentrazione di caffeina inferiore, avendo un minor effetto eccitante sul sistema nervoso centrale? Perché si ritiene addirittura il tè una bevanda rilassante. O ? 44 LA TEANINA La teanina che si trova in cospicua quantità nelle foglie di Camelia sinensis meglio conosciuta come pianta del tè, è un composto non consueto ed estremamente raro in natura. Si ritrova, infatti, soltanto in altre 2 specie del genere Camelia (C. japonica, C. sasanqua) e nel fungo Xerocomus badius. 45 Descrizione chimica •La L-teanina è una molecola caratterizzata da una struttura aminoacidica. •Il carbonio che reca i gruppi aminico e carbossilico è un centro chirale in configurazione levogira (L). •La catena laterale è quella dell’acido Lglutamico con un gruppo etilaminico legato al carbonio carbonilico. •Nonostante l’estrema somiglianza con il più noto aminoacido la teanina non rientra nella composizione di alcuna proteina. 46 Descrizione chimica •La L-teanina è una molecola caratterizzata da una struttura aminoacidica. •Il carbonio che reca i gruppi aminico e carbossilico è un centro chirale in configurazione levogira (L). •La catena laterale è quella dell’acido Lglutamico con un gruppo etilaminico legato al carbonio carbonilico. •Nonostante l’estrema somiglianza con il più noto aminoacido la teanina non rientra nella composizione di alcuna proteina. 47 Ritmo alfa o ritmo di Berger (Veglia in stato di relax) • L’aspetto dell’EEG in questo stato di coscienza è caratterizzato da una successione di oscillazioni lente (onde α) con frequenza di 8-13 Hz (cicli al secondo) e intensità media di 50 microvolts. Le onde nascono principalmente nelle regioni del cervello in cui si trova la corteccia visiva. E’ questo il ritmo basale dell’adulto sveglio, in uno stato di coscienza vigile, ma rilassata e priva di pensieri. Soggetti che all’EEG manifestano ritmo alfa riferiscono, di solito, di sentirsi rilassati e sereni. Una predominanza di ritmo alfa caratterizza, inoltre, gli stati di meditazione. Il ritmo alfa viene annullato quando l'individuo riceve stimoli visivi o dopo sforzi mentali. 48 Onde cerebrali Frequenza Stato mentale Onde Delta Sonno profondo Onde Theta Sonno leggero Onde Alpha Veglia, relax Onde Beta Veglia, eccitazione Fonte: Adattamento da Juneja L.R., Chu D.C., Okubo T., Nagato Y., Yokogoshi H. (1999) “L-theanine: a unique amino acid of green tea and its relaxation effect in humans”. Trends in Food Science & Technology 10, pagg. 199-204. 49 INDICAZIONI CLINICHE • STRESS/ANSIETA’ • IPERTENSIONE • TUMORI 50 Uno studio clinico è stato intrapreso per valutare la relazione tra attività cerebrale e assunzione di teanina. L’esperimento consisteva nel somministrare teanina a soggetti volontari con problemi di ansia di diverso grado allo scopo di valutarne gli effetti tramite l’analisi dei tracciati EEG. 50 volontari di sesso femminile, con età compresa tra 18 e 22 anni sono stati suddivisi in due gruppi sulla base della gravità della componente ansiosa, misurata tramite la MAS di Taylor (Manifest Anxiety Scale). Una volta alla settimana ai soggetti prescelti veniva somministrata una soluzione contenente 50 mg di teanina oppure una soluzione contenente 200 mg di teanina secondo il raggruppamento. Al gruppo di controllo veniva somministrata acqua. Le onde cerebrali sono state studiate tramite tracciati EEG nei 60 minuti seguenti l’assunzione della sostanza in esame. Tutti i test sono stati ripetuti due volte durante il periodo di studio che ha avuto una durata di 2 mesi. I risultati degli EEG hanno mostrato come le onde cerebrali alfa abbiano fatto registrare un incremento sensibile a circa 40 minuti dall’assunzione della soluzione a base di teanina. Una dose orale di teanina pari a 200 mg dissolta in 100 ml di acqua generava onde alfa nelle regioni occipitale e parietale del cervello, mentre si registrava un’esigua quota di onde alfa sulla superficie cerebrale dei soggetti cui era stata somministrata solo acqua Ito K., Nagato Y., Aoi N., Juneja L.R., Kim M., Yamamoto T., 51 In partecipanti giovani e sani è stato effettuato un EEG (elettroencefalogramma) all’inizio dello studio e 45, 60, 75, 90 e 105 minuti dopo aver assunto 50 mg di Lteanina (16 persone) o il placebo (19 persone). Durante l’EEG i partecipanti sono rimasti con gli occhi chiusi. Col passare del tempo si è registrato un aumento considerevole dell’attività delle onde cerebrali alfa nel gruppo che aveva assunto la L-teanina rispetto al gruppo placebo (p<0.05). Un secondo studio ha dato gli stessi effetti su soggetti arruolati in una condizione di inattività (passive activity). Questi risultati indicano che l’assunzione di L-teanina a dosaggi adeguati, esercita un effetto significativo sulla condizione generale di attenzione o risveglio mentale. Inoltre, è risaputo che l’attivtà delle onde alfa svolge un ruolo importante per quanto riguarda l’attenzione e comunque studi futuri sono orientati a comprendere l’effetto della L-teanina sui processi di attenzione. Asia Pac J Clin Nutr 2008;17 (S1):167-168 167 “L-theanine, a natural constituent in tea, and its effect on mental state” Anna C Nobre, Anling Rao and Gail N Owen. 52 Altri studi • • In uno studio il gruppo di partecipanti (13 persone) è stato sottoposto a un difficile test visualespaziale dopo aver somministarato 250 milligrams di L-theanine o un placebo. La L-teanina ha migliorato il processo responsabile dell’attenzione con effetti sulle onde alfa. • John J. Foxe-Journal Brain Topography, Nathan Kline Institute for Psychiatric Research in New York Unilever, Lipton tea. • 60 SOGGETTI CON SCHIZOFRENIA. QUELLI CHE HANNO ASSUNTO LA TEANINA INSIEME AI FARMACI ANTIPSICOTICI MOSTRARONO MENO SINTOMI EMOZIONALI E COGNITIVI RISPETTO AL GRUPPO PLACEBO+FARMACI. • Dr. Michael S. Ritsner of Technion-Israel Institute of Technology, is undergoing review for publication. • 9 studi che correlano il consumo di te e l’incidenza di infarto hanno mostrato che più te viene consumato maggiore è la riduzione del rischio di infarto. • Si ritiene che poichè la teanina ha struttura simile al glutammato (una sostanza rilasciata durante l’infarto che ha azione dannosa per le cellule) la sua presenza potrebbe bloccare I recettori del glutammato limitando I danni cerebrali. UCLA's Arab, February , Stroke: Journal of the American Heart Assn. 53 Il caso iperico • L’iperico ,la pianta più utilizzata in tutto il mondo, tranne che in Italia, per trattare la depressione e i disturbi somatici che spesso l’accompagnano, sembra avere un meccanismo d’azione simile a quello descritto in precedenza, agendo cioè a livello del metabolismo delle monoamine. • Numerosi studi farmacologi ce ne avvallano tale modalità d’azione, come diversi studi clinici condotti su volontari in doppio cieco ne convalidano l’uso terapeutico come antidepressivo. 54 Iperico L’iperico è anche chiamata erba di san Giovanni, o scaccia diavoli, è conosciuta già dall’antichità per le sue proprietà antidepressive e antivirali, il suo nome botanico è Hypericum perforatum. 55 Meccanismo d’azione dell’Iperico • L’ipotesi più accreditata è che alcuni componenti della pianta, tra cui L’IPERICINA ED I FLAVONOIDI, siano in grado di inibire le monoaminoossidasi (MAO), enzimi presenti nel sistema nervoso centrale,il cui compito il cui compito è quello di disattivare alcuni neurotrasmettitori, quali la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, una volta che essi hanno esplicato la loro funzione. • Nel caso della depressione, sembra che la serotonina sia strettamente coinvolta nei meccanismi di regolazione dell’umore. 56 Iperico e Serotonina Riducendo la quantità di MAO,l’ipericina provocherebbe un aumento dei livelli cerebrali di serotonina e quindi un miglioramento del tono dell’umore. Studi condotti successivamente, suggeriscono che l’iperico potrebbe agire con un meccanismo di inibizione della ricaptazione della serotonina. 57 Il suo impiego in fitoterapia è ampio e anche abbastanza riconosciuto, è usata quasi al pari di psicofarmaci sintetici, per curare lievi forme di depressione, o in associazione ad altri rimedi naturali per curare l’ansia. Il principio che viene sfruttato di questa pianta è l’ipericina, alla quale poi, grazie ai numerosi studi condotti, si sono aggiunti anche altre sostanze con azione sinergica. Il Ministero della Salute ha fissato in Italia il limite a 21 microgrammi al giorno d’ipericina. (quantità nettamente inferiore al range terapeutico di 0,1 – 3 mg di ipericina al giorno, cui fanno riferimento gli studi scientifici) Vista la possibile interazione con altri farmaci, è sempre consigliabile il suo uso sotto controllo medico e mai in maniera autonoma, perché potrebbe in taluni casi avere delle controindicazioni. E' sconsigliato per esempio il suo uso in caso di allattamento al seno, o nei casi in cui ci si sottoponga a solarium o UV, bisogna inoltre riporre attenzione anche in caso si faccia uso di contraccettivi orali, perché potrebbe ridurne l’effetto. 58 Gli effetti collaterali sono realmente molto scarsi. Tra questi anche la fotosensibilizzazione (ma per dosaggi di molto superiori a quelli terapeutici). L'Iperico invece potenzia gli effetti farmacologici dei farmaci antidepressivi di sintesi e determina la comparsa della sindrome serotoninergica (agitazione, confusione mentale, ipomania, turbe della pressione arteriosa, tachicardia, brividi, ipertermia, tremori, rigidità, diarrea). Inoltre agisce come induttore enzimatico sul sistema microsomiale epatico (Citocromo P450) interferendo sulla farmacocinetica di numerosi farmaci: in particolare riduce l'efficacia di: teofillina, digossina, anticoagulanti orali, ciclosporina, indinavir, estroprogestinici. Con lo stesso meccanismo d'azione l'Iperico potrebbe interferire sul metabolismo di altri farmaci, in particolare: carbamazepina, chinidina, diltiazem, eritromicina, flutamide, losartan, nifedipina, steroidi, tamoxifene, tassolo, warfarin, fenitoina, tolbutamide e torasemide. La cessazione improvvisa della terapia con Iperico può portare a un rapido incremento dei farmaci suddetti se somministrati insieme all'Iperico stesso. Oltre ai farmaci già citati, l'iperico può interagire con i contraccettivi orali, gli anticolesterolo e gli immunosoppressori usati nei pazienti trapiantati, riducendone l'efficacia. In determinate situazioni è sufficiente un'unica somministrazione a causare problemi. Per questo l'uso dell'iperico deve essere sempre valutato rispetto ad altre terapie in corso e comunicato al medico. 59 Livelli di tossicità: considerata relativamente pericolosa, soprattutto per i bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo. Gravidanza ed allattamento: usare con prudenza. Non si riscontrano effetti collaterali nella gravidanza per assunzioni di piccole dosi. Per il momento non sono stati riscontrati neanche effetti nei bambini nutriti con latte materno qualora la madre abbia fatto uso di questa pianta medicinale in quantità moderate. In entrambi i casi, esiste tuttavia il rischio che sorgano problemi. E' consigliabile l'uso sotto prescrizione medica. Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età 60 Altri meccanismi d’azione dell’Iperico • Tra gli altri meccanismi d’azione prospettati per spiegare l’efficacia antidepressiva dell’iperico, c’è anche quello che coinvolge molecole biologiche di recente individuazione: le citochine. • Sembra che l’iperico riesca a inibire il rilascio di una particolare citochina, l’interleukina-6, che tra le sue funzioni ha anche quella di agire come “messaggero” tra i centri cerebrali coinvolti nella regolazione dell’umore e l’ipotalamo, l’ipofisi e le ghiandole surrenali. 61 Sistema immunitario e iperico • Si suppone che l’interleukina-6 causi un’iperstimolazione delle strutture suddette con conseguente modificazione dei livelli ormonali che riducono la tolleranza allo stress e favorisce lo sviluppo della depressione. • Stando a questo meccanismo d’azione quindi, la riduzione dei livelli dell’interleukina potrebbe quindi avere effetti positivi sull’umore. 62 STUDI DI METANALISI SULL’ IPERICO • La documentazione scientifica attualmente disponibile non lascia spazio ai dubbi: nelle forme depressive di intensità lieve –moderata, l’iperico ha un’efficacia del tutto sovrapponibile a quella degli antidepressivi di sintesi, con il vantaggio di comportare un minor numero di effetti indesiderati. • Alcuni medici sono tuttora restii a prescriverlo, ma nei paesi in cui la fitoterapia è una pratica terapeutica consolidata, l’iperico viene prescritto senza alcuna remora. • E’questo il caso della Germania, dove nel 1994 i medici hanno stilato 66 milioni di ricette a base di iperico, e tutte finalizzate ad alleviare i sintomi della depressione. • 63 POSOLOGIA E MODALITA’ D’ ASSUNZIONE • Nella cura dei sintomi della depressione è bene utilizzare estratti titolati e standardizzati in ipericina (0,3 %) . La qualità del prodotto dovrebbe essere garantito anche dalla titolazione dei flavonoidi (50 %) e dell’ iperforina (5 %). • Lo schema terapeutico normalmente utilizzato prevede l’assunzione di capsule da 300 mg ognuna da una a tre volte al giorno. 64 I NUMERI NON MENTONO • Nel 1996 l’autorevole rivista British Medical Journal, ha pubblicato i risultati di un’analisi che ha coinvolto1757 pazienti depressi, divisi in 23 gruppi di studi clinici, cui veniva somministrato iperico contro placebo o contro antidepressivi di sintesi. • In tutti i casi , l’efficacia della terapia è stata valutata attraverso uno strumento diagnostico chiamato “scala di Hamilton, normalmente impiegata per stabilire la gravità di una sindrome depressiva : a ogni sintomo (es. tristezza, insonnia, demotivazione, etc.) viene assegnato un valore numerico. • La somma dei valori determina infine il”punteggio” della depressione. 65 Risultati di studi di osservazione clinica • Ebbene, nel gruppo -iperico si è registrata una riduzione media di 4,4 punti rispetto al gruppo-placebo, cioè una differenza che in linguaggio scientifico viene definita “statisticamente significativa”. • In altre parole, l’iperico funziona! • Interessanti sono stati anche gli esiti degli studi condotti mettendo in confronto l’efficacia dell’iperico rispetto ai farmaci comunemente prescritti a soggetti depressi (es.imipramina, maprotilina, fluoxetina). • L’estratto dell’erba di iperico, somministrato alla dose di 500-900 mg al giorno si è dimostrato solo leggermente più efficace (63,9 % di risposte favorevoli)dei comuni antidepressivi (58,5 di risposte favorevoli), ma il dato più importante è che solo il 19,8% dei pazienti trattati con il rimedio fitoterapico ha accusato effetti collaterali, mentre nel gruppoantidepressivi convenzionali, le reazioni indesiderate hanno interessato il 52,9 % dei pazienti. 66