COBAS TERNI Search Keywords Confederazione dei Comitati di Base Searc h HOME PAGE Coltello alla mano dopo la manifestazione sulle foibe. CONVENZIONE COBASPATRONATO INAC Blogger news martedì 17 febbraio 2015 La Confederazione Cobas ha About pubblichiamo comunicato della Rete Antifascista Ternana Nel pomeriggio di domenica 15 febbraio, un militante di Casapound Terni ha tirato fuori un coltello durante un alterco con un cittadino, antifascista, reo di essere stato riconosciuto come tale. Il militante di Casapound, prima presente in testa al corteo sulle Foibe, a spasso con moglie e figlio nel passeggino, non ha esitato davanti a decine di persone ad estrarre un coltello. Ci rendiamo conto della gravità del livello di esaltazione che circola dentro questi ambienti politici? E’ normale secondo qualcuno che un individuo qualunque giri di domenica, dopo una manifestazione dell’estrema destra, con un coltello in tasca? Ora la riflessione è: da anni e da più parti viene lanciato l’allarme sul fatto che il vero volto di questa organizzazione politica, Casapound, è sostanzialmente questa, malgrado a Terni si siano fino ad oggi accreditati come democratici cittadini, schermati dietro associazioni La Foresta che avanza, Grimes, La Muvra e via discorrendo. Di contro però più volte sono saliti all’onore della cronaca nazionale, ultimamente per i legami con Mafia Capitale, oltre che per gravissimi fatti anche di sangue negli ultimi anni, al netto poi delle continue minacce di ritorsione scritte sui propri profili facebook dagli esponenti ternani. Ritorsioni, come quella contro alcuni studenti della biblioteca, che in occasione del loro comizio elettorale, erano stati accusati di “averli fotografati”. In quell’occasione ci si rese conto poi del fatto che il gruppo di picchiatori venisse da Viterbo, gli stessi dell'aggressione al giornalista Sandro Ruotolo a Civita Castellana, gli stessi presenti ieri alla manifestazione e ad altre iniziative. In quell’occasione, forse certi della copertura politica di cui godono, hanno deciso di compiere il gesto per loro naturale dell’aggressione, dell’assalto, compimento di un percorso fatto di mimetizzazione populista in città; quel gesto è stato per loro il vero salto di qualità per arrivare a rappresentare la loro vera natura. Quella di ieri è dunque solo una puntata successiva. Anche in quell’occasione ci chiediamo e chiediamo: è normale che un gruppo di persone si stacchi dal palco del comizio, circondato da forze dell’ordine, per correre ai piani superiori della biblioteca e picchiare persone? A tutti quei consiglieri comunali soprattutto del centrodestra, ma non solo, di cui ancora qualcuno presente in consiglio comunale, che negli ultimi anni hanno urlato alla negazione di democrazia, con la pretesa di garantire agibilità politica a questa organizzazione di estrema destra; che hanno financo garantito, certamente non senza l’appoggio tacito di un assessore della precedente consigliatura, l’occupazione silenziosa di un vecchio edificio scolastico peraltro presente dentro la lista degli immobili pubblici in via di alienazione, poi abbandonato, pare, a seguito di una visita dei vigili urbani. Perché tanto urlare, quando poi questa organizzazione, malgrado i gravi fatti, è libera di presentarsi alle elezioni? E’ questa la democrazia che secondo gli esponenti politici va tutelata, quella che consente a individui di girare impuni con coltello alla mano? Sappiano, quei consiglieri ed esponenti di partiti, che hanno difeso, garantito e tutelato esattamente gli stessi che ieri hanno sfoderato un coltello in una piazza del centro città. A loro chiediamo di rispondere. Noi riteniamo che sia giunto il momento di mettere fine alla presenza di questa organizzazione con l’immediata chiusura della sede di Via Federico Cesi, e che siano non solo le associazioni, ma il consiglio comunale a farsene carico, dopo averli erroneamente legittimati. La nostra città non ha bisogno di queste “armi di distrazione di massa”, ma di riscattare il senso di comunità e partecipazione che fa parte della sua storia. Abbiamo cose più importanti di stipulato una convenzione col patronato INAC(istituto nazionale assistenza cittadini)e con il CAF della CIA(confederazione italiana agricoltori)per i propri iscritti Followers (4) IRC: NESSUN CREDITO SCOLASTICO L'INSEGNAMENTO della RELIGIONE CATTOLICA NON DA DIRITTO AI CREDITI SCOLA STICI sentenza del TAR n. 7076/09 sentenza del consiglio di Stato 7.05.10 Follow this blog Archives ▼ 2015 (12) I PERMESSI PERSONALI SONO UN DIRITTO: ▼ febbraio (4) Coltello alla mano dopo la manifestazione sulle fo... scaricate le 6 sentenze contro l'autoritarismo dei presidi a Terni 299/11, Monza 288/11, Lagonegro 309/12, Terni , Terni 159/13 e Potenza 544/13 PER UNA SCUOLA PUBBLICA LAICA SENZA SIM BOLI RELIGI... VADEMECUM COBAS PRESTITO SOCIALE, I RENDIM ENTI DELLE COOP NEL 2015... DIFESA PER DOCENTI ED ATA. cliccate e scaricate Contributi scolastici volontari:difendersi dalla t... ► gennaio (8) ► 2014 (174) L' ATTIVITA' ALTERNATIVA alla religione cattolica è un diritto spesso negato. Ecco come attivarla nelle scuole NO INVALSI NEI COLLEGI DOCENTI NON DELIBERATE L'ADESIONE AI QUIZ INVALSI E L’INSERIMENTO NEI POF "Se viviamo è per marciare sulla testa dei re” W.Shakespeare Chi siamo Scrivi alla confederazione COBAS: [email protected] comitati di base della scuola: 3286536553 3485635443 COBAS AST ► 2013 (293) ► 2012 (332) ► 2011 (159) ► 2010 (10) ► 2009 (2) cui occuparci. 3395486357 COBAS Coop Centro Italia 3332250055 COBAS lavoro pubblico 3495639684 Rete Antifascista Ternana No Comments » Consiglialo su Google PER UNA SCUOLA PUBBLICA LAICA SENZA SIMBOLI RELIGIOSI NELLE AULE SOLIDARIETA' A FRANCO COPPOLI mercoledì 4 febbraio 2015 · Posted in crocefissi, franco coppoli, laicità scuola pubblica, procedimento disciplinare, scuola 13 febbraio presidio per la laicità della scuola pubblica I Cobas della scuola e l’UAAR organizzano un presidio sotto il provveditorato di Terni dalle ore 10 del 13 febbraio per esprimere solidarietà in occasione del contraddittorio per il procedimento disciplinare aperto dall’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria contro il prof. Franco Coppoli, a cui si contesta la rimozione del crocefisso dalle aule dell’istituto per geometri dove insegna. Sembra un paradosso che ancora nel 2015 si rischi il posto di lavoro per lottare contro gli inaccettabili privilegi della chiesa cattolica e contro l’ostentazione di un simbolo di una specifica religione nelle aule della scuola pubblica di uno Stato che dovrebbe essere laico. Non esiste alcuna tradizione riguardo alla presenza di questi simboli di una religione particolare nelle aule delle scuole pubbliche, perché la presenza dei crocefissi nelle scuole fu imposta dal fascismo, dopo la marcia su Roma, con una circolare del 1922 e due regolamenti del ‘24 e del ’28, per trovare un’alleanza con la chiesa cattolica attraverso i patti Lateranensi del febbraio 1929 che diedero vita a quel sistema chiamato dagli storici clericofascismo. Ricordiamo che nel nostra paese non esiste alcuna norma che impone il crocefisso nelle aule delle scuole superiori. La Corte di cassazione ha ritenuto la presenza dei crocifissi nelle scuole, da un lato, incompatibile con il principio di laicità dello Stato (Cassazione penale, sentenza Montagnana) e, dall'altro, lesiva dei diritti di coscienza del pubblico impiegato, al punto da ritenere giustificata l'autodifesa del lavoratore (Cassazione civile, sezioni unite, sentenza Tosti). Le aule della scuola pubblica sono piene di colori e di mondo, di ragazze, ragazzi e docenti credenti, atei o agnostici e di tante religioni diverse, ed è semplicemente inaccettabile che un solo un simbolo abbia il privilegio di essere esposto sulla testa degli insegnanti in una posizione di massima rilevanza simbolica. L’imposizione del crocefisso ha un carattere discriminatorio ed escludente, serve a marcare un territorio e imporre una visione e una simbologia religiosa di parte, in uno spazio pubblico che deve invece essere libero, includente, laico e aperto a tutti. I diritti non sono una sorta di dittatura della maggioranza (tutta da dimostrare tra l’altro) ma la tutela delle minoranze e delle diversità. Per questo è inaccettabile che ancora oggi chi lavora per lo Stato debba subire, senza alcuna norma che lo prescrive -o attraverso bizantinismi giuridici che arrivano ad affermare la non religiosità dei simboli religiosi- sanzioni disciplinari, anche molto pesanti, per aver contrastato il privilegio, l’arroganza e l’invadenza simbolica di quello che a molti appare un simbolo “naturale” o “neutrale” proprio perché l’obiettivo di questa inaccettabile ingerenza ha ottenuto i suoi risultati. Alcune settimane fa milioni di persone sono scese nelle piazze di tutta Europa a dimostrare solidarietà della rivista Charlie Hebdo, il 13 febbraio nel solco laico e libertario della rivista francese -ed in ricordo dell’uccisione sul rogo da parte della Santa Inquisizione del filosofo Giordano Bruno- organizziamo un presidio contro ogni integralismo religioso, in solidarietà con a battaglia civile dei docenti Davide Zotti e Franco Coppoli e del giudice Luigi Tosti, contro la presenza del crocefisso nelle scuole e nei pubblici uffici, affinché si realizzi pienamente quella distinzione tra Stato e chiesa che è alla base della modernità e perché infine gli ambienti formativi siano liberi da qualsiasi simbolo religioso. I COBAS DELLA SCUOLA - Terni sede provinciale: via del Lanificio 21, Terni, 1° piano (entrata cancello verde c/o il parcheggio sterrato, lato campo calcetto ) aperta Lunedì dalle 17,30 alle 20,00 modulo iscrizione ai cobas scuola modulo iscrizione cobas lavoro privato modulo revoca iscrizione sindacale per vertenze e consulenze gratuite non bisogna essere iscritti, meglio telefonare per concordare appuntamenti i cobas sono composti da lavoratori e lavoratrici che si autorganizzano e lottano nei posti di lavoro e non accettano né deleghe, né distacchi, né il sindacalismo di mestiere che esce dai posti di lavoro per portare la linea dell'apparato e concerta con governi, padroni e dirigenti Blog amici Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ALTRI DUE LAVORATORI MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO, IN PROVINCIA DI FERRARA E DI RAGUSA 22 ore fa Cobas Orvietano LISTE RSU 2015. PER I COBAS SCUOLA +15% rispetto al 2012. ANDIAMO A VOTARE !!! 2 giorni fa COMITATO NO INCENERITORI Terni [email protected] COMUNICATO STAMPA 11/02/2015 5 giorni fa CSA Germinal Cimarelli BREVE DOSSIER SULLE AGGRESSIONI FASCISTE 8 mesi fa Le De'Genere SIAMO DONNE, NON VITTIME DI VIOLENZA SULLE NOSTRE MENTI PRIMA CHE SUI NOSTRI CORPI. 8 mesi fa COMITATO PER L'ACQUA BENE COMUNE TERNI L’acqua fa gola, torna l’assedio 9 mesi fa Blog dei Cobas unipg Storia recente dell'Università di Perugia 1 anno fa nonukeacquabenecomune Il nucleare è una truffa: respingiamola votando sì al referendum 3 anni fa Blogroll No Comments » Consiglialo su Google Contributi scolastici volontari:difendersi dalla truffa · Posted in 312/2012 M IUR, boikot contributi scolastici, contributi volontari scuola non pagare Come difendersi dalle richieste indebite delle scuole e far valere i proprio diritti scaricate il vademecum dei COBAS 153 I contributi scolastici sono volontari, eppure in molte scuole come per magia diventano obbligatori. I cobas della scuola da tempo denunciano questo abuso e offrono consulenza a docenti, studenti e famiglie alle prese con le richieste indebite delle scuole. Abbiamo preparato per voi una guida per capire come stanno esattamente le cose e per aiutarvi a decidere se pagare o no. Si può segnalare una scuola che chiede i contributi in forma obbligatoria? Il MIUR, con le nota nota 1007/11 e la nota 312/12 (che vi consigliamo di leggere) ha ribadito che i contributi scolastici sono volontari. Se ci sono scuole che lo richiedono in forma obbligatoria, basta segnalarle all'Ufficio Scolastico Regionale dell'Umbria. Se non sapete come si fa, potete scrivere a [email protected] Cosa sono i contributi scolastici? I contributi scolastici sono deliberati dai Consigli di Istituto. Il comma 622 della legge 296/2006 (finanziaria 2007), intervenendo nuovamente sul tema dell’obbligo di istruzione, della durata di dieci anni e del suo innalzamento, ha tra l’altro stabilito che “resta fermo il regime di gratuità ai sensi degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226”. Come si riconosce un contributo scolastico? Si distingue dalle tasse erariali perchè viene pagato direttamente all'Istituto dove siete iscritti. Pertanto il bollettino postale è intestato all'Istituto stesso e non all'Agenzia delle Entrate, come avviene per le tasse erariali che sono facilmente riconoscibili perchè hanno il CCP n. 1016. Vengono presentati con diversi nomi: contributo scolastico, contributo interno, contributo e via dicendo. I contributi scolastici obbligatori o volontari? In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità , non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’ assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro) fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, ecc.). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria. Quali sono le leggi e/o i documenti che affermano la volontarietà del contributo scolastico?Sono molti i documenti ufficiali che permettono di accertare la volontarietà del contributo scolastico. Ecco i principali: - Circolare Lucrezia Stellacci - Capo Dipartimento Miur - 7 Marzo 2013 - Circolare Lucrezia Stellacci - Capo Dipartimento Miur - 20 Marzo 2012 - Lettera di Giovanni Biondi - Capo Dipartimento Miur -28 Aprile 2011 -Intervento ufficiale del 22 Gennaio 2011 del Ministero della Pubblica Istruzione - Pagina domande frequenti dell'Ufficio Relazioni con il pubblico del Ministero della Pubblica Istruzione; - Testo Unico (DLgs 297/1994) art. 200 - Tasse scolastiche e casi di dispensa - Parere dell'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna - Intervista a Giorgio Rembado, capo del sindacato dei presidi In particolare nel parere dell'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna si legge che il Testo Unico deve essere considerato l'unico riferimento per la disciplina delle tasse scolastiche. Pertanto il pagamento delle tasse scolastiche erariali rappresenta la sola condizione indispensabile per la regolarità dell’iscrizione e della frequenza degli alunni appartenenti al segmento di istruzione non obbligatoria. Possono rifiutare la domanda di iscrizione se non pago il contributo volontario? No, come affermato precedentemente le scuole non risultano titolari di autonomo potere impositivo di tasse e contributi, facoltà questa riservata esclusivamente allo Stato. Quindi non possono obbligare il cittadino a pagare alcun tipo di somma e non possono rifiutare una domanda di iscrizione a causa del mancato pagamento. Il mio Dirigente Scolastico afferma che il contributo si deve pagare perché lo ha stabilito il Consiglio di Istituto. E' vero? Falso. Il Consiglio di Istituto non risulta titolare del potere di cambiare la natura del contributo scolastico, che è volontaria. Al più può deciderne l'entità e stabilire le attività per le quali è destinato. Lo afferma in questo articolo anche Giorgio Rembado, capo del sindacato che rappresenta in presidi. Cosa si è obbligati a pagare? Gli studenti che abbiamo adempiuto all'obbligo scolastico sono obbligati a versare le cosiddette tasse scolastiche. L’impianto normativo tuttora in vigore in tema di tasse scolastiche (art. 200 d.lgs 297/1994) prevede quattro distinti tipi di tributo: di iscrizione, di frequenza, di esame e di rilascio di diploma. Tassa di iscrizione: E’ esigibile all’atto dell’iscrizione ad un dato corso di studi secondari, non è rateizzabile ed è devoluta integralmente all’Erario. L’importo è di 6,04 euro. Tassa di frequenza: deve essere corrisposta ogni anno. La tassa deve essere pagata per intero sia nel caso che l’alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. Il pagamento è riconosciuto valido, in caso di trasferimento di uno studente da istituto statale al altro statale, dalla nuova scuola. Costo 15,13 euro. Tassa di esame: Deve essere corrisposta esclusivamente nella scuola secondaria superiore in unica soluzione al momento della presentazione della domanda per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di Stato (ex maturità). L'importo è di 12,09 euro. Tassa di diploma: La tassa deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. Costo 15,13 euro. Se non voglio pagare come posso fare? Come ampiamente spiegato nei punti precedenti, ogni studente ha diritto ad usufruire dei servizi didattici essenziali senza dover pagare, proprio perché il contributo scolastico volontario dovrebbe essere destinato ad ampliare l'offerta formativa. Pertanto l'unico contributo che uno studente è tenuto a pagare alla propria scuola è rappresentato dal rimborso delle spese sostenute dalla stessa per conto delle famiglie: libretto delle giustificazioni, carta per le pagelle (che stanno sparendo in favore del digitale) e polizza assicurativa, sempre che la la scuola ne abbia sottoscritta una. Queste voci di spesa non possono superare i 20-25 euro. Fate quindi presente al Dirigente Scolastico che avete intenzione di pagare alla scuola solo il rimborso di queste spese mediante una email o una lettera da presentare al protocollo o inviata con raccomandata A/R. Nella lettera comunicate le vostre intenzioni di pagare solo la parte del contributo scolastico strettamente obbligatoria, citando documenti e leggi elencati precedentemente, allegandone preferibilmente una copia. Ecco un modello. Modello famiglie Nome e Cognome Via Nome, numero Città Provincia SHOW ME MORE LIKE MODELLO FAMIGLIE SIMILAR TO MODELLO FAMIGLIE BACK TO DOC More from Skuola.net Previous | Next 36 Domande Per Innamorarsi Skuola.net materie-commissari-2015 Skuola.net materie seconda prova professionali Skuola.net materie seconda prova licei Skuola.net seconda prova tecnici Skuola.net Tappe Una Vita da Social 2015 Skuola.net Iscrizioni online 2015/2016 guida utente Skuola.net Iscrizioni online 2015/2016 guida utente Skuola.net Vita Da Social - Le tappe Chi è esentato dal pagamento delle tasse scolastiche? Ai sensi dell’art. 200 d.lgs 297/94, l’esonero del pagamento delle tasse scolastiche può essere ammesso per merito, per motivi economici, e per appartenenza a speciali categorie di beneficiari. Questi tipi di esonero valgono per tutte le tasse scolastiche ad eccezione della sola tassa di diploma. A cosa sono destinati i contributi scolastici? I contributi scolastici dovrebbero essere finalizzati all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa (DL. 40/2007 Legge Bersani). Nella realtà le scuole li utilizzano spesso per coprire le spese ordinarie: pulizie, manutenzione, fotocopie, supplenze brevi, ecc. I contributi scolastici sono detraibili dalle tasse dei genitori? Tutti contributi volontari versati alle scuole durante l'arco dell'anno scolastico, possono essere detratti dalle persone fisiche nella misura del 19%, purché venga conservata ricevuta del versamento e nella causale sia stata specificata la seguente dicitura: erogazione liberale per (almeno una delle seguenti motivazioni) innovazione tecnologica; ampliamento dell'offerta formativa; edilizia scolastica.Spesso le scuole, per evitare di far scoprire alle famiglie che il contributo è volontario, non forniscono questa indicazione. Così il contributo pagato non può essere nemmeno detratto dalle tasse. Perché bisogna pagare l'assicurazione se c'è l'INAIL? Le scuole sono obbligate a sottoscrivere una polizza assicurativa con l'INAIL per ogni alunno, che in questo caso viene considerato come un lavoratore a tutti gli effetti (Circolare INAIL n. 19 del 4 aprile 2006). Quest'ultima garantisce solo per gli infortuni che si svolgono nel corso delle attività di laboratorio e di educazione fisica. Per questo motivo spesso le scuole sottoscrivono un'ulteriore polizza assicurativa che offra maggiori tutele e che viene fatta pagare attraverso il contributo volontario, trattandosi di un rimborso spese. Perché i Dirigenti scolastico? Scolastici ricorrono al contributo Il Ministero da anni sta tagliando i fondi destinati agli Istituti Scolastici, pertanto per riuscire ad assicurare il funzionamento delle scuole sono costretti a chiedere soldi alle famiglie. Se una volta il contributo era meno oneroso e destinato ad ampliare l'offerta formativa, oggi serve soprattutto a garantire il funzionamento base delle scuole: manutenzione, pulizia, materiale di consumo da ufficio come carta e toner, ecc. Inoltre serve ad anticipare il denaro per pagare le supplenze brevi, che in teoria sono a carico dello Stato ma in pratica da anni ricadono sulle scuole pur non essendo previsti dei fondi appositi. Cosa mi consigliate di fare?Sono 20 anni, dal nefasto ministro Luigi Berlinguer che lo stato sta devastando le scuola pubblica, attraverso tagli al personale, al tempo scuole, ai bilanci mentre aumentano i finanziamenti alle scuole private con lo stratagemma dei contribuiti alle famighlie per violare l'art. 33 della Costituzione che li vieta (senza oneri per lo Stato). Se le famiglie continuano a pagare i tagli dei governi la spirale del peggioramento delle scuole pubbliche non si arresterà, trasformandole di fatto in strutture a pagamento. Non pagate per opporvi alle politiche neoliberiste di distruzione della scuola pubblica contro la scuola miseria ma anche perchè quei fondi spesso servono a progetti inutili che attaccano la didattica frontale e finanziano la scuola vetrina e progetti inutili spesso finalizzati a premiare i ruffiani dei presidi manager. Per saperne di più: Non paghi il contributo, ti mando l'esattore Non paghi il contributo, ti boccio - Non paghi il contributo, niente libretto giustificazioni - Maturità a pagamento - Presidi: i contributi sono volontari - La battaglia del Verga di Adrano - No contributi, no pagella - Chi prende il debito paga i corsi - Scuole in bolletta - Contributi perchè pagare ingiustamente? - Hai ancora delle domande o dei dubbi? Vuoi inviarci la tua segnalazione? Scrivi a [email protected] Contenuti correlati Contributi scolastici truffa (Puntata 2) Basta con la truffa dei contributi scolastici! Contributi truffa: segnalateci le irregolarità Contributi scolastici, si va in Parlamento Contributi scolastici (Puntata 1) Rassegna stampa sui contributi scolastici Contributi Scolastici irregolari: lottiamo per voi! No Comments » Consiglialo su Google PRESTITO SOCIALE, I RENDIMENTI DELLE COOP NEL 2015 · Posted in cobas coop centro italia, coop centro italia, prestito sociale, rendimenti coop 2015 I recenti casi dei crac di alcune Coop ripropongono il problem a delle tutele e della sicurezza dei risparm i dei soci prestatori Possiam o com unque notare che per quanto riguarda le rem unerazioni dei soci, le nov e coop della grande distribuzione si m uov ono in ordine sparso. Segue un quadro aggiornato Si parla ancora troppo poco del prestito sociale delle cooperativ e e dei v ari aspetti, soprattutto quelli legati alla sicurezza e alla trasparenza. I recenti casi di cronaca che hanno coinv olto due coop friulane, la storica Coop Operaie di Trieste e la CoopCa, dov rebbero inv ece far maggiormente riflettere. Se poi usciamo dall'ambito della distribuzione e passiamo all'edilizia, i casi che v edono trav olti i soci prestatori si moltiplicano, partendo da quello dellaCoopcostruttori di Argenta al recente crac della Orion. Milioni di euro di piccoli risparmiatori immolati sull'altare di una cooperazione che non li tutela adeguatamente, ma beffati forse anche dalla loro ingenuità. Ci sono infatti dei miti duri da sfatare, come quello che le coop non possono fallire perché ben amministrate o per antichi retaggi ideologici. Da questo punto di v ista lo slogan La Coop sei tu si è riv elato efficacissimo, ma non proprio v eritiero. Quel milione e duecentomila soci prestatori che riv ersano sui libretti delle nov e maggiori Coop della grande distribuzione circa 1 1 miliardi, dov rebbe essere più informato, più attento e più partecipe, v ista la carenza di controlli e trasparenza che periodicamente emerge con i disastri a cui abbiamo accennato. In buona sostanza inv ece il socio coop tipico si rim ette alla fiducia incondizionata che ripone nella Coop. Sarà bene ricordare inv ece che il prestito sociale coop non è presidiato da Bankitalia, né assistito dai fondi di garanzia che v icev ersa proteggono la clientela bancaria fino a 1 00mila euro per depositante e che le regole che lo disciplinano sono lasciate all'autodeterminazione delle singole Coop e le v erifiche affidate al controllo interno. Per essere ancora più chiari, stiamo parlando d'un mondo autoreferenziale che rifugge a qualsiasi controllo esterno. Fatta questa dov erosa premessa mostriamo come le nov e maggiori coop remunerino i soci prestatori con modalità ed interessi div ersi che di seguito mettiamo a confronto. I rendimenti sono al netto della ritenuta fiscale del 26%. I dati si riferiscono ai bilanci del 201 3. Le Coop Em iliane (Distretto Adriatico) Coop Adriatica Patrimonio netto 942,9 milioni Utile di esercizio 32,8 milioni Soci 1 .258.000 Soci prestatori 248.7 7 1 Prestito sociale 2.07 9 milioni Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° febbraio 201 5 Fino a 1 5.000 euro - 0,59% Da 1 5.001 a 25.000 - 1 ,04% Da 25.001 a 36.000 - 1 ,55% Coop Consum atori Nordest Patrimonio netto 7 96,4 milioni Utile di esercizio 8,3 milioni Soci 628.906 Soci prestatori 1 20.039 Prestito sociale 1 .381 milioni Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° gennaio 201 5 Fino a 3.000 euro - 0,30% Da 3.001 a 1 6.000 - 0,44% Da 1 6.001 a 27 .000 - 1 ,1 1 % Da 27 .001 a 36.000 - 1 ,85% La cooperativ a ricorre inoltre ad un complesso sistema di incentiv i per il quale rimandiamo a questa pagina Coop Estense Patrimonio netto 67 8,7 milioni Utile di esercizio 7 ,3 milioni Soci 693.1 7 1 Soci prestatori 88.990 Prestito sociale 809 milioni Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° gennaio 201 5 Fino a 9.000 euro - 0,555% Da 9.001 a 1 8.000 - 0,7 4% Da 1 8.001 a 27 .000 - 1 ,1 1 % Da 27 .001 a 36.000 - 1 ,85% Le Coop del distretto Nordov est Coop Lom bardia Patrimonio netto 489,6 milioni Utile di esercizio 3,2 milioni Soci 1 .055.852 Soci prestatori 1 07 .1 92 Prestito sociale 1 .095 milioni Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° dicembre 201 4 Fino a 4.000 euro - 0,52% Da 4.001 a 1 7 .000 - 0,7 4% Da 1 7 .001 a 36.000 - 1 ,26% Nov acoop Patrimonio netto 7 20,5 milioni Utile di esercizio 1 0,2 milioni Soci 7 1 8.043 Soci prestatori 7 8.433 Prestito sociale 7 36 milioni Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° dicembre 201 4 Fino a 4.000 euro - 0,52% Da 4.001 a 1 7 .000 - 0,7 4% Da 1 7 .001 a 36.000 - 1 ,26% Coop Liguria Patrimonio netto 660,3 milioni Utile di esercizio 25 milioni Soci 540.628 Soci prestatori 88.486 Prestito sociale 67 2 milioni Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° gennaio 201 5 Fino a 4.000 euro - 0,59% Da 4.001 a 1 7 .000 - 0,67 % Da 1 7 .001 a 27 .000 - 0,96% Da 27 .001 a 36.093 - 1 ,55% Le Coop del centro Italia (Distretto Tirrenico) Unicoop Firenze Patrimonio netto 1 .442 milioni Utile di esercizio 26,8 milioni Soci 1 .225.000 Soci prestatori 247 .7 7 9 Prestito sociale milioni 2.230 Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° febbraio 201 5 Per qualsiasi importo fino a 35.500 euro - 0,7 4% Rendimenti del prestito sociale v incolato dal 1 ° marzo 201 5 Prestito v incolato a 1 8 mesi - 1 ,48% Unicoop T irreno Patrimonio netto 258,6 milioni Utile (perdita) di esercizio -24,3 milioni Soci 942.466 Soci prestatori 1 21 .200 Prestito sociale milioni 1 .1 64 Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° dicembre 201 4 Fino a 5.000 euro - 0,44% Da 5.001 a 25.000 - 0,63% Da 1 5.001 a 25.000 - 1 ,1 1 % Da 25.001 a 35.000 - 1 ,48% Coop Centro Italia Patrimonio netto milioni* Utile (perdita) di esercizio* Soci 525.000 Soci prestatori 88.000 Prestito sociale milioni 630.000 *Dati non reperibili in rete Rendimenti del prestito sociale dal 1 ° gennaio 201 5 Per qualsiasi importo fino a 36.093 euro - 0,52% Rendimenti del prestito sociale v incolato dal 1 ° gennaio 201 5 Prestito v incolato a 1 2 mesi - 0,92% Prestito v incolato a 24 mesi - 1 ,48% Prestito v incolato a 36 mesi - 1 ,85% No Comments » Consiglialo su Google le LE FAMIGLIE NON DEVONO PAGARE I TAGLI DEI GOVERNI ALLA SCUOLA PUBBLICA mercoledì 28 gennaio 2015 · Posted in NO CONTRIBUTI VOLONTARI, non pagate i contributi volontari nelle scuole Da oltre 20 anni i governi stanno attaccando la scuola pubblica cercando di trasformarla nella scuola miseria. La pseudoriforma della Gelmini, è ormai chiaro, aveva l'unico scopo di tagliare tempo scuola e cattedre agli istituti professionali e tecnici, così come tutti i provvedimenti presi dai governi di centrodestra o centrosinistra, che hanno portato l'Italia ad essere il paese che investe di meno nella scuola, rispetto al PIL, di tutta la UE. In questo scenario di bassa macelleria sociale si tentano di finanziare i tagli dei governi attraverso il contributo delle famiglie che però è assolutamente volontario, ad esclusione delle tasse di iscrizione, di frequenza, di esame e di diploma, cioè delle tasse erariali (facilmente riconoscibili perchè si pagano sul CCP n. 1016). Tutte le spese che non rientrano in questa voce possono essere richieste dalle scuole, ma i genitori non sono obbligati a pagarle. E' inaccettabile - anche considerando il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione ma vanificato dal ceto politico- che i tagli alla scuola pubblica siano coperti dalle famiglie, già pesantemente attaccate dalla crisi causata dalle politiche neoliberiste della troika UE. I COBAS della scuola invitano quindi le famiglie a non pagare i contributi volontari, a rivendicare il diritto all'istruzione gratuita, sancito chiaramente anche dalla nota del MIUR n. 312 del 20 marzo 2012 e soprattutto la nota del MIUR n.593 del 7 marzo 2013 Se durante l'iscrizione o la reiscrizione i dirigenti scolastici pretendessero il pagamento di generici contributi (che sono solo volontari) contattate i COBAS o inviate segnalazioni agli Uffici scolastici regionali responsabili della vigilanza sulle scuole. Vi invitiamo a leggere e diffondere il vademecum sui contributi volontari fatto dai Cobas che trovate e potete scaricare qui No Comments » +1 Consiglialo su Google Solidarietà a Franco Coppoli, per una scuola laica e senza simboli religiosi · Posted in cobas, crocefisso, franco coppoli, ITT Allievi Sangallo, uaar L’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria ha convocato, per il 5 Febbraio prossimo, per il contraddittorio in sua difesa, il professor Franco Coppoli, reo di aver rimosso i crocifissi dalle aule in cui insegna presso l’Istituto Tecnico Industriale e Geometri “Allievi-Da Sangallo” di Terni. L’Ufficio per i procedimenti disciplinari contesta al professor Coppoli, cui l’Uaar presterà assistenza legale, «il fatto che abbia divelto dalle pareti di quattro aule in cui fa lezione i crocefissi fissati con una vite a pressione e con la colla provocando dei danni alle pareti durante le ore di lezione e che successivamente sempre durante le attività didattiche abbia proceduto personalmente a chiudere i fori». Contestualmente, «evidenzia contestano, che la l’Ufficio i fatti che rimozione si del crocefisso dalle aule, sono stati oggetto di precedente procedimento disciplinare a suo carico e che pertanto rappresentano una recidiva». Una notizia, comunicatagli il 9 Gennaio, cui fa il paio la sentenza della Corte d’Appello di Perugia che, il 15 Ottobre scorso, ha respinto il ricorso presentato dal docente contro la sentenza con la quale il Tribunale di Terni, nel Marzo del 2013, ha ritenuto insussistente la discriminazione denunciata da Coppoli e legittima la sospensione di trenta giorni inflittagli, per aver rimosso il crocifisso dalle aule dell’Istituto professionale “Alessandro Casagrande” di Terni, dove all’epoca prestava servizio. I fatti risalgono al 2008, quando Coppoli si rifiutò di ripristinare i crocifissi nell’aula della classe III A — come invece deciso da un’assemblea di classe e intimatogli dal dirigente dell’Istituto — e fu per questo sospeso per un mese dall’insegnamento. Per la Corte d’Appello di Perugia, contro la cui sentenza Coppoli ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione, non «sembra configurabile una discriminazione» perché le «disposizione del dirigente scolastico, concernenti l’esposizione del crocifisso, erano dirette non al solo professor Coppoli, bensì a tutti i docenti che operavano nella classe III A» e dunque «non comportavano una disparità di trattamento del Coppoli rispetto a quello riservato agli altri insegnanti». La Corte d’Appello ritieni altresì che Coppoli non abbia alcun titolo per dolersi della «supposta violazione» dei principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione e di laicità dello Stato poiché questi «danno origine non a diritti soggettivi dei singoli, bensì a interessi diffusi, ossia della collettività nel suo complesso». Richiamandosi, quindi, alla ormai famigerata sentenza del 2011 della Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo, la Corte sostiene che l’esposizione del crocifisso nei luoghi di lavoro «non possa costituire un fattore tale da condizionare e comprimere la libertà di soggetti adulti, dotati, come nel caso dell’appellante, di un livello di istruzione elevato e dunque, presumibilmente, di uno spirito critico più spiccato rispetto a quello dell’uomo medio, intellettualmente e culturalmente meno attrezzato». «Ancora oggi — è il commento dell’Uaar — cercare di insegnare o esercitare la propria attività lavorativa in luoghi pubblici non connotati da alcun simbolo religioso è difficile e pesante. Basti pensare alla vicenda del giudice Luigi Tosti, a quella del prof. Davide Zotti e a quella che vede coinvolto il prof. Franco Coppoli: il cammino per i diritti civili e la laicità dello Stato, nel nostro Paese, è ancora in salita, ma l’Uaar è e sarà uno strumento di tutela e solidarietà concreta in queste importanti battaglie civili». Comunicato stampa Uaar Fonte: http://www.uaar.it/news/2015/01/28/procedimento-disciplinare-per-professor- coppoli-reo-aver-rimosso-crocifissi. No Comments » Consiglialo su Google Il preside dice no: "I cani antidroga non entrano a scuola" · Posted in cani antidroga a scuola, cani antidroga; scuola, Firenze Ludovico Arte è da tre anni preside dell’istituto tecnico per il turismo Marco Polo di Firenze. Negli ultimi tempi si è opposto a interventi con i cani antidroga nel suo istituto, lanciando l’allarme sulle possibili ripercussioni psicologiche degli studenti sottoposti al controllo. Insieme a un ristretto numero di colleghi, sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione per valutare un approccio meno repressivo per combattere l’uso di droghe leggere degli adolescenti. I controlli nelle scuole si concludono spesso con sequestri di hashish e marijuana. Ci sono poi inchieste da cui emerge il consumo di sostante stupefacenti tra i giovanissimi. Allora perché opporsi ai cani antidroga nelle classi? «Perché i cani a scuola sono un fatto innaturale, è un modo sbagliato di affrontare la questione. È chiaro che il consumo di droghe e lo spaccio sono intollerabili, ma non si può usare solo la repressione e in particolare non nelle classi, luoghi di formazione ed educazione. In certi casi i controlli finiscono per mettere a disagio e umiliare lo studente, che subisce il controllo davanti a tutti gli altri compagni. Può essere un trauma devastante» La maggior parte dei dirigenti delle altre scuole fiorentine la pensa diversamente. Sono loro a chiedere di intervenire. «Esistono due fronti, è inutile negarlo. Da una parte chi come me chiede un uso limitato della forza e punta sulla prevenzione, dall’altra i presidi che preferiscono usare il pugno di ferro. Credo che uno dei problemi maggiori sia proprio la mancanza di comunicazione tra questi due blocchi, quando invece servirebbe un punto di equilibrio per cercare un percorso condiviso in nome del benessere degli studenti. Senza una vera discussione finiscono per crearsi incomprensioni, tra colleghi ma anche con le stesse forze dell’ordine. È accaduto alcuni mesi fa, quando mi hanno chiesto di far entrare i cani antidroga. C’è stato un confronto per alcuni aspetti anche duro». Ha alzato le barricate. «Ho solo fatto presente che se avessero deciso di fare comunque il controllo avrei chiamato i giornali, per dire che si trattava di un intervento contro la mia volontà. Ma nessuno alla fine ha voluto forzare la mano. Apprezzo la sensibilità della gran parte dei poliziotti e carabinieri che si occupano di droga tra i giovani, so quale impegno e professionalità richieda un lavoro simile. Ma è chiaro che un intervento diretto nella scuola, sotto gli occhi degli altri studenti, è un’altra cosa. Si perde di vista l’obiettivo principale, la prevenzione. Noi abbiamo ottocento studenti, e ben cinque psicologi che ascoltano le loro preoccupazioni e anche quelle dei genitori. Forse conviene investire di più proprio su questo versante». Ma, in passato, anche il Marco Polo è finito al centro di controlli. «In realtà è proprio l’esperienza diretta che mi spinge a chiedere azioni meno invasive. Un anno fa gli investigatori si nascosero fuori dalla scuola all’ora di ricreazione per verificare l’esistenza di un giro di spaccio. Appena visto il passaggio di droga, fermarono due studenti e li misero a terra, davanti a centinaia di compagni. Sono situazioni che non aiutano il recupero di un giovane, e che rischiano di alimentare quella diffidenza che purtroppo molti ragazzi hanno per le forze dell’ordine. In questo caso, i due hanno entrambi lasciato la scuola a fine anno, non so quanto questo abbia influito ma l’esperienza non ha di certo aiutato». Cosa suggerisce? «Mi rifaccio a un altro episodio accaduto di recente. Una studentessa che era stata sospettata sempre di spaccio. Quando gli investigatori mi hanno avvisato, ho chiesto di evitare di fermarla a scuola e di aspettare che la chiamassi in presidenza. Nel mio ufficio hanno potuto controllare la sua borsa, senza provocarle alcun trauma e senza trovare niente di niente. Così però si è potuto combinare le esigenze investigative alla tutela del percorso di crescita. Perché, ripeto, un ragazzo che usa stupefacenti non deve essere solo punito ma al tempo stesso ricevere aiuto. E in ogni caso va rispettato». No Comments » Consiglialo su Google Post più vecchi Powered by Blogger. Visualizzazioni totali 76107 MALATTIA: FASCE ORARIE Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato NO INCENERITORI ODIO DI CLASSE “Quelli che portano via la carne dalle tavole/insegnano ad accontentarsi./Coloro ai quali il dono è destinato/esigono spirito di sacrificio./I ben pasciuti parlano agli affamati /dei grandi tempi che verranno./Quelli che portano all’abisso la nazione/affermano che governare è troppo difficile/per l’uomo qualsiasi.” Bertolt Brecht AUTORGANIZZIAMOCI ladri di merendine STADIO SOLIDALE COI LICENZIATI COOP Archivio ▼ 2015 (12) ▼ febbraio (4) Coltello alla mano dopo la manifestazione sulle fo... PER UNA SCUOLA PUBBLICA LAICA SENZA SIMBOLI RELIGI... Contributi scolastici volontari:difendersi dalla t... PRESTITO SOCIALE, I RENDIMENTI DELLE COOP NEL 2015... ► gennaio (8) ► 2014 (174) ► 2013 (293) ► 2012 (332) ► 2011 (159) ► 2010 (10) ► 2009 (2) «Quando io uso una parola» disse Humpty Dumpty con un certo sdegno, «quella significa ciò che io voglio che significhi - né più né meno». «La questione è» disse Alice, « se lei può costringere le parole a significare così tante cose diverse». «La questione è» replicò Humpty Dumpty, « chi è che comanda – ecco tutto» L.Carroll, ATTRAVERSO LO SPECCHIO 28.01 Corteo regionale autorganizzati sindacalismo di base ed antagonisti, da piazza Tacito alla Thyssenkrupp VADEMECUM cobas scuola manifestazione 14.06 al MIUR 3.12.12 MANIFESTAZIONE NO INCENERITORI le foto della biciclettata Pages Home page Blogger news Blogger templates Blogger templates Poteri forti pow ered by NO AL FONDO COMETA pow ered by Home page SOLIDARIETA' CON I LAVORATORI LICENZIATI DA COOP CENTRO ITALIA Potete contribuire alle spese legali con un bonifico sul cc dei COBAS di TERNI IBAN: IT14 X076 0114 4000 0003 9956 966 con la causale “spese legali licenziati Coop” Popular Posts FRAZIONABILITA’ DEI PERMESSI AD ORE COMMA 3 LEGGE 104/92 Mentre in molti contratti del pubblico impiego è espressamente prevista la riconduzione ad ore dei permessi giornalieri nella scuola er... 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