Momenti
di storia dell’istruzione in Italia
2013-2014
Capitolo primo
L’affermarsi
della
scuola statale
La scoperta dell’importanza
dell’istruzione






Seconda metà del ‘700: scuola come
funzione statale;
Principe illuminato;
Fedeli sudditi e buoni cristiani;
Nascita sistema scolastico;
Utilità e felicità;
Soppressione Gesuiti 1773.
’Rivoluzione scolastica’






1 – Massiccio intervento dello stato;
2 – Scuola distinta da quella del latino;
3 – Nascita di una classe insegnante;
4 – Attenzione alla didattica;
5 – Persone per la scuola: ispettori, ecc.
6 – Primo passo verso l’obbligo
scolastico.
Prima della riforma
settecentesca



Rete istruttiva diffusa: ordini religiosi,
scuole variegate;
Alfabetizzazione e scolarizzazione
distinte;
Riforma cattolica: antropologia e finalità
religiosa; visione pessimistica della
natura.


Giustificazione: uomo libero ma
vulnerabile;
Timore di Dio, fonte di sapienza.
Le “Scuole di dottrina
cristiana”



Castellino da Castello: 1536, Milano.
Catechismo come base
“Un popolo ben istruito nella dottrina
cristiana è pacifico, obbediente, giusto,
costante e fedele difensore della patria”.
La scuola dei Gesuiti




Ignazio di Lojola: 1540
Padova 1542; Bologna 1546; Messina
1648; Roma 1551; Brescia 1567; verona
1578.
Cultura disinteressata, liberale, elitaria.
Ratio studiorum: ripetizione, ripasso
continuo, memorizzazione, disputa,
composizione, competizione.
Curriculum






Tre classi di grammatica: inferiore,
media, superiore.
Una classe di umanità;
Una di retorica.
+ tre di filosofia e quattro di teologia.
Unicità contenuto, unicità maestro
Edifici sontuosi: scherma, equitazione,
danza, lingue.
La “Scuole pie” di Giuseppe
Calasanzio





1597: a Roma scuola gratuita in
volgare;
Scuole pie o piariste o degli Scolopi;
Preparazione professionale, abaco.
Cinque classi comuni poi
differenziazione;
Maestri solo per la scuola.
Altri ordini


Barnabiti: A. Maria Zaccaria, Milano
1530;
Somaschi: Girolamo Miani,
Somasca,1534



Fratelli dell Scuola cristiane, De La
Salle, 1684; 1685 scuola per maestri;
Angela Merici (1470/75-1540), Orsoline
Rosa Venerini, Viterbo, 1685.
Perché la preferenza?





Ottima reputazione pedagogica;
‘Pubblicità’;
Meno oneri finanziari;
Meno impegno nella ricerca di maestri,
aule ecc.
Ma nel 1773, Clemente XIV: sopprime la
Compagnia di Gesù; concausa, propizia
occasione per lo stato.
Origini lontane: una cultura
favorevole
1 - Il principe illuminato, per la
felicità dei sudditi:


Istruzione : instrumentum regni:
uniformità, felicità del popolo, armonia
fra le varie classi.
Principe: padre, pastore; provvede ai
suoi sudditi.

2 - L’Utilitarismo:

Per rafforzamento della monarchia,
conquista dell’opinione pubblica,
preparazione di funzionari capaci, vittoria
contro la chiesa, cognizioni necessarie al
mestiere.
Per laicità: ridurre coloro che non
rendono;
Leggere e scrivere per tutti;






Importanza della meccanica, della
agricoltura (accademie, scuole);
Contro scuola tradizionale: pedante,
parolaia, inutile;
Metodo chiaro, spedito, uniforme.
“Minimo possibile di oziosi”.

3 - Una chiesa utile allo stato:

Distinzione fra compiti del sovrano e del papa;
Importanza dei preti nelle campagne;
Riforma ordini religiosi: riduzione numero,
contro lusso, tolleranza;
Un clero amico di corte;
Pilati: religione: adesione interiore, tolleranza.




Capitolo secondo
Una
scuola “utile”
alle diverse classi
sociali
Società come organismo e
utilitarismo nell’istruzione



Per far meglio il proprio mestiere, non
per cambiare classe;
Necessità di scuole di agricoltura;
“Ad ogni uomo spetta la sua particolare
istruzione”.
La mirabile disuguaglianza




Studi relativi alle condizioni sociali
(Torri);
“Le scienze sono atte a rendere felice un
popolo” (Muratori);
La città “come un corpo composto di
varie membra” (Antoniano);
“Il bene della società richiede che le
conoscenze non si estendano oltre le
sue occupazioni” (La Chalotais);




“La scienza resa volgare al popolo lo
renderebbe infelice”; resti nella “felice
oscurità” (Contin);
“L’istruzione del popolo non mira al
cambiamento sociale” (Soresi);
Due popoli;
Si educhino con l’imitazione giocando
(D’Arco);



“Si tratta di formare un popolo
morigerato ed ubbidiente alle leggi, un
popolo numeroso, robusto e sano, un
popolo industrioso e laborioso, in somma
un popolo utile” (Soresi);
“Non si tende a togliere braccia
all’aratro” (Bianchi);
“Abolite le truppe perpetue ed educate il
popolo” (Filangieri);






Mirabile disuguaglianza, discordia concorde,
provvida varietà (Torri);
L’uomo di Rousseau è fantasia (Carli);
I poveri si contentino della loro situazione
(Antoniano);
E’ la stagione dei Menenio Agrippa.
Campanella: migliori cittadini, lavorare meglio;
Genovesi: legge dell’equilibrio.

Un metodo per formare buone
teste:

Falso metodo passato; barbarie;
Oggi: materie scientifiche, disegno,
lingue, matematica, abaco; lingua
volgare, viaggiare, scuole gratis per il
popolo.
“Rendiamoci utili al genere umano”
(Genovesi);


I primi regolamenti




1586: Regolamento di Ferdinando II
(Austria);
1765: Regolamento di Federico II di
Prussia;
1774: Regolamento di Maria Teresa
D’Austria;
1777: Il libro del metodo di I. Felbiger
I primi regolamenti



Lutero e la scuola del popolo (1524);
1586: Ferdinando II: Regolamento
scolastico: primo ufficiale per le scuole
del Tirolo:
Obbligo scolastico, riconoscimento
pubblico del maestro, vita virtuosa del
maestro, uso lingua materna, a tutti nello
stesso tempo,
1765: Regolamento di Federico
II


Ignazio Felbiger:
Approvazione del maestro, tirocinio, uso
tavole e tabelle, clero nell’istruzione,
scuola per utilità, ambienti appositi,
stanza per maestro, altri lavori,
cataloghi, frequenza obbligatoria 6-13
anni, scuola di ripetizione domenicale.
1774: Regolamento di Maria Teresa


Magna carta della scuola italiana;
Uniformità metodo, censura libri,
commissione provinciali, ispettori,
sovraintendenti, scuole normali,
principali e comuni o triviali; stanze
separate, lume conveniente, tutti insieme
ad un medesimo oggetto, tener conto dei
lavori dei campi, ripetizione domenicale,
registri.
Capitolo terzo
L’insegnamento
didattica tra
autoritarismo e
attivismo
e la
Didattica tradizionale


Inculcare nozioni, per percorsi prefissati,
ortodossia, atteggiamento autoritario,
intollerante delle diversità, diretto alla
memoria: scuole dell’ozio.
METODO INDIVIDUALE: per scarsità di
fanciulli, frequenza altalenante,
mancanza di libri, insufficiente
preparazione dei maestri.
METODO MUTUO O
VICENDEVOLE





Bell e Lancaster.
Esatta divisione della scuola in classi,
scelta di monitori, lavoro simultaneo.
Confalonieri, abate Girard, Bagutti
Classificazione, simultaneità: caserma?
31 agosto 1813: divieto: indipendenza,
fratellanza, patriottismo, religione
protestante.
Il metodo normale



METODO NORMALE: normale?
I. Felbiger: Il libro del metodo
Caratteristiche:
• insegnamento e lettura in comune;
• Metodo delle lettere
• Tavole
• Metodo catechistico
L’interrogazione

Modo di interrogare:
• La qualità della risposta;
• Frazionare le parti lunghe;
• Brevi, precise, complete, senza pronomi
•
•
relativi, parole conosciute e con
significato proprio;
Chi, cosa, di chi, quando, perché;
Uso lavagna;
Il maestro
- Come pastore;
• Utili alla società;
• Illuminare l’intelligenza;
• Qualità: pietà, amore, laboriosità,
•
•
pazienza, sobrietà, diligenza;
Lodare; castigare con moderazione;
Trattare diversamente gli scolari: età,
sesso, capacità;
Comportamenti del maestro






Non dare subito la risposta ai problemi;
Incoraggiare; portarli ad imparare da
soli;
Dinamico, attento, preoccupato;
A casa: riflettere sul perché;
Insegnamento piacevole;
Uso della ragione, non riempimento della
memoria.
Fra nomenclatura, lezione
oggettiva e museo didattico






Il museo di classe
Le parole sono i segni delle cose
(Comenio)
Niente è nell’intelletto se prima non sia
stato nel senso (Itard).
Nomenclatura (1867)
Insegnamento oggettivo
Lezione di cose
Verso il novecento





Dal positivismo
All’idealismo
Rosa Agazzi a Torino: cosa intendo per
museo didattico
Lombardo Radice: comunione di spiriti
Mario Mazza: scuola: carattere
leonardesco d’una instancabile ricerca di
una magica continua esperienza di vita.
“Dalla parte del bambino”: le
scuole nuove

Fioritura nuove esperienze educative sul
finire dell’Ottocento.
Scuole nuove e attivismo

Scuola come istituzione-chiave della società
democratica, alimentata da un forte ideale
libertario, con sperimentazioni scolastiche e
didattiche sul piano del ‘fare’ e teorizzazioni
pedagogiche rivolte a fondare/interpretare
queste pratiche innovative partendo da filosofie
o da approcci scientifici nuovi rispetto al
passato.
1880-1950


New School (Scuole nuove): 1889 Gran
Bretagna
Bureau International del Ecoles nouvelles,
Ginevra (1899), organizzato nel 1912: ufficio
internazionale delle scuole nuove, con lo
scopo di stabilire “rapporti di reciproco aiuto fra
le varie scuole nuove, di centralizzare i
documenti che le concernono e di valorizzare
le esperienze fatti da questi laboratori della
pedagogia dell’avvenire”.
I trenta punti



Trenta punti: 1919 del Bureau
international
(Bien)
Scuole attive (Bovet, 1917), scuola
funzionale, scuola progressiva, scuola
del lavoro --- Attivismo.
Caratteristiche

1 – Rilevanza assegnata alla psicologia
del fanciullo, senza partire da concezioni
prestabilite. Autoeducazione,
puerocentrismo. L’infanzia non serve per
preparare l’età adulta.
Scuola su misura


2 – Sviluppo personalizzato: scuola su
misura, individualizzazione
dell’insegnamento. Motivazioni mosse
da interessi.
Ogni apprendimento deve essere
collegato ad un interesse da parte del
fanciullo e quindi mosso da una
sollecitazione dei suoi bisogni emotivi,
pratici e cognitivi.
Scuola vita

3 – Stretto rapporto scuola e vita.
Socializzazione del bambino.
Piano operativo-pratico

4 – Sviluppo dell’intelligenza sul piano
operativo-pratico. Cultura scientifica.
Valorizzazione del fare, ponendo al
centro le attività manuali, il gioco, il
lavoro. Apprendere dall’esperienza.
Contatto con la natura

5 – Contatto con la natura. Centralità
dello studio dell’ambiente, poiché è dalla
realtà che circonda che il fanciullo riceve
stimoli per l’apprendimento.
Nuovo ruolo maestro

6 – Nuovo ruolo del maestro.
Antiatoritarismo, antintellettualismo. Più
entrainer che ensegner. Svalorizzazione
di programmi formativi esclusivamente
culturali e oggettivamente determinati.
Roger Cousinet


“Io non la (educazione nuova) credo
superiore all’altra (tradizionale); la credo
la sola reale […]
“L’inventore ne è stato Rousseau. Essa
non esisteva prima del 1763, non esiste
che dopo il 1763, e l’Emilio ne contiene
l’essenziale”.
Psicologia tradizionale


Sempre vi è stata una psicologia
infantile, più empirica che scientifica.
Caratteri: docilità, malleabilità del
ragazzo; era cera molle; un individuo
senza consistenza, ancora non definito,
adatto a qualsiasi stampo, a volte ribelle.



Memoria la massima delle facoltà.
Non un essere ragionevole (7 anni).
Sensi semplici, aperto agli stimoli.

Psicologia tradizionale: risultato di
osservazioni ripetute, verificate,
controllate ecc. da una generazione
all’altra:


Non una osservazione indipendente: si
osserva per utilizzare
contemporaneamente.
Ci vogliono osservatori, non educatori.
Nuovo atteggiamento





Di comprensione, di amore, di rispetto.
Di accettazione dell’infanzia come valore
Di un’età di primordiale innocenza
Di convinzione che il fanciullo è attività
Diverso atteggiamento dell’educatore
Il secolo del bambino (Ellen
Key)



Claparède (1873-1940) in Psicologia
dell’infanzia e pedagogia sperimentale:
innovazioni scientifiche:
-Eugenetica (Inghilterra 1883, 1904)
-Studio e calcolo delle correlazioni ( USA
1901, Inghilterra 1904)




Psicanalisi (Austria 1900)
-Test Binet-Simon (Francia 1905)
-Scuole laboratorio (USA 1896)
-Scuole di Scienze dell’educazione
(Svizzera, Belgio 1912).


-educazione speciale per bambini
ritardati (Germania 1867, Svizzera
1888).
-educazione speciale per bambini con
problemi fisici o psichici (USA 1905).




-scuole del lavoro (USA 1896, Germania
1907).
-casa dei bambini, Montessori, 1907.
-scouts
-tribunali dei bambini (USA 1899)





Nascita della pedologia
Pediatria, puericultura
Medici scolastici (USA 1891)
Cura dell’igiene nella scuola
Tribunali per minori (USA 1899)




1912: Istituto di Scienze dell’educazione
J.J. Rousseau di Ginevra.
1924: Società delle Nazioni di Ginevra:
dichiarazione sui bambini
1959: Dichiarazione sui diritti del
bambino (ONU)
1989: Convenzione sui diritti dell’infanzia
(ONU)
Eterogeneità delle origini
Da tre correnti secondo R. Cousinet:
1 – Mistica
2 – Filosofica
3 - Scientifica
1 - Mistica

Rousseau:

Infanzia come valore;
L’uomo è buono;
Educazione naturalistica;
Autoeducazione;
Nuovo ruolo dell’educatore.
Influenza su Pestalozzi, Froebel, Kant ecc.
Tolstoj …









Tolstoj:
Sentimento ottimistico del bambino: “L’uomo
nasce perfetto”.
“Il diritto di dare un’educazione non esiste”.
Scuola di Jasnaia Poliana, 1858. L’educatore
deve lasciare al fanciullo “completa libertà di
accettare lo studio che è conforme alle sue
esigenze”.
Conseguenze da Rousseau e da
Tolstoi

1 – L’elemento primordiale
dell’educazione intellettuale del ragazzo
è costituito dalla sua attività personale.
Bisogna che non apprenda la scienza,
ma che l’inventi. Imparare facendo.

2 – Libertà da accordare anche in campo
artistico: poemi, musica, canto.
2 – Scienza come filosofia:
Stanley Halle e Dewey

Libertà, dignità personale

Lo sviluppo dell’infanzia ricapitola la
storia dell’umanità. I ragazzi vivano in
campagna e soddisfano i desideri di
caccia, pesca, avventura (St. Hall).
Dewey

Learning by doing

Scuola non preparazione alla vita, ma vita.

Seguire gli interessi del ragazzo

Scuola di Chicago: 1896-1903
3 – Scienza come pedagogia
sperimentale e psicologia






Esigenze di razionalizzazione
Pedagogia sperimentale e psicologia infantile
Binet: pedagogia sull’osservazione e
sull’esperienza. Scala metrica.
Piaget:
Buyse
Il ragazzo non è un homunculus, ma un essere
sui generis, distinto dall’adulto.
Definizione di educazione nuova


Non comporta un sistema,
un’organizzazione, un insieme di regole,
di procedimenti, di metodi, non le
passeggiate, i lavori di gruppo,
l’insegnamento individualizzato, non è
un elenco di metodi, ma
Uno spirito per l’educatore, un modo di
vita per i ragazzi.
Partire dai bisogni dei ragazzi

“Il tradizionalista costruisce
artificialmente l’ambiente (il programma),
e si sforza di adattarvi il ragazzo.
L’educazione nuova prende i bisogni del
ragazzo come dati, ed organizza
l’ambiente in maniera che questi bisogni
possano esserne soddisfatti. Adatta
l’ambiente al ragazzo”.
Bisogni del ragazzo




1 – Di svilupparsi, di crescere = di agire, di
fare.
2 – Di sicurezza
3 – Di essere istruito, informato
“Noi educatori dobbiamo considerare che il
nostro compito è vegliare a che i bisogni del
ragazzo siano soddisfatti, e non che egli
divenga quell’individuo particolare che noi
abbiamo in testa”.
Divisione delle scuole nuove per
lingua

Prime esperienze

Inglese
Spagnola
Statunitense
Francese
Tedesca
Italiana





Prime esperienze




Cecil Reddie (1858-1932): Abbotsholme 1889
fino al 1927.
Haden Badley: Bedales 1892.
Edmond Demolins: Ecole del Roches 1899.
Herman Lietz (1868-1919): Ilsenburg 1898 e
Landerziehungsheim (Collegio di campagna).
Programma di studio: Demolins

“La scuola deve sviluppare nel fanciullo nello
stesso tempo la larghezza dell’intelligenza e la
larghezza del torace”.

“Il fanciullo non impara in proporzione del
tempo che sta davanti ad un banco, ma in
proporzione del tempo che lavora realmente”.
Movimenti giovanili e attivismo

Karl Fischer: 1897 Wanderwogel: uccelli
migratori.

Gustav Wyneken (1875-1964): 1906 “libere
comunità scolastiche”.

Paolo Geheeb: 1910 Scuole dell’Odenwald.

Robert Baden-Powell (1857-1941): Scoutismo:
1907
Centri di elaborazione e
riflessione





1 – Ambienti americani: Dewey
Helen Parkhurst: Piano Dalton
Ch. Washburne: Winetka
W. Kilpatrick: Metodo dei progetti
2 – Ginevra: Institut J. J. Rousseau:
Claparède, Bovet, Piaget, Ferrière ecc. “Discat
a puero magister”. (Dal 1975 Fac. Di psicologia e
scienze dell’educazione)
Adolphe Ferrière (1879-1960)

1912: Ginevra: Istituto J.J. Rousseau

1919: Carta per l’educazione nuova:

I 30 punti
1921: fonda a Calais: Ligue
Internationale pour l’éducation nouvelle
(7 punti).

1921: Calais: Ligue internationale
pour l’education nouvelle







1 – Supremazia dello spirito
2 – Rispetto individualità
3 – Interessi
4 – Ogni età speciale
5 – Cooperazione
6 – Coeducazione
7 – Cittadino, essere umano
A. Ferrière

“L’interesse senza sforzo conduce al
dilettantismo e produce dei giovani disgustati
di tutto; lo sforzo senza interesse produce
spiriti ottusi, formalisti, non intelligenti, cioè
incapaci di adattarsi e sfruttare i fatti nuovi”.

“Io non credo che la libertà consista nella
possibilità di fare ciò che si vuole, bensì nella
possibilità di non fare ciò che non si vuole
fare”.
Il maestro per Ferrère




Anche un ottimo metodo può diventare
inutile ed inefficace nelle mani di un
maestro inesperto.
Non è il metodo a fare il maestro, ma è il
maestro che crea il metodo
Intuizione, concretezza, sensibilità.
Sa far uso di tests, sa organizzare il
lavoro colllettivo.
Elise e Célestin Freinet (18961966)




Nascita di una pedagogia popolare:
Expérience tatonnée
Tecniche, non metodo: testo libero,
tipografia, giornalino, corrispondenza
scolastico
“Noi lavoriamo cooperativamente”

“Fornire ai bambini delle idee e delle
espressioni bell’è fatte, significa
rintuzzare i loro pensieri personali, di cui
noi dobbiamo invece il dovere di favorire
il manifestarsi: vuol dire sterilizzare il loro
spirito che abbiamo il dovere di
fecondare”.
Diffusione



-Lega internazionale per l’Educazione
nuova, 1921;
-CEMEA: centro di sperimentazione dei
metodi educativi attivi;
-MCE, 1951: movimento di cooperazione
educativa.



-Lega internazionale per l’Educazione
nuova, 1921;
-CEMEA: centro di sperimentazione dei
metodi educativi attivi;
-MCE, 1951: movimento di cooperazione
educativa.







Scuola e società – 1899
Il mio credo pedagogico – 1897
Le scuole di domani – 1915
Democrazia ed educazione – 1916
Esperienza e natura – 1929
Fonti di una scienza dell’educazione – 1929
Esperienza ed educazione - 1938


Scuola elementare di Chicago:
laboratorio di pedagogia
Lavoro manuale: officina, tessile, cucina.





L’esperienza: attività e conoscenza
Pensiero e ricerca: previsione e
modificazione
Passi del pensiero
Strumentalismo
Qualità: principio della continuità e
dell’interazione


Educazione come ricostruzione
dell’esperienza
La scuola come comunità di vita
Un bilancio sulle scuole nuove




Il nuovo ruolo del maestro: dall’idea
che ci si fa dell’educazione:
Demolins:
Alexander Neill: libertarismo
Edmond Dévaud: rispetto ai valori
Fra libertà e autorità


Libertà= spontaneismo?
Disciplina=autoritarismo?
Fra confessionalismi e
totalitarismi


Attivismo cattolico
Attivismo e totalitarismi (fascismi,
nazismo, comunismo)
Il valore dell’esperienza:

Tecniche, metodi e contenuti
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