LO SCANDALO DELLA
CARNE DI CAVALLO
Corso:
SVILUPPO LOCALE –
Cooperazione Int.le –
Scienze per la Pace
Prof. Gianluca Brunori
Anno accademico
2012/2013
Umberto Mugnaini
1
Introduzione
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Horsegate, lo scandalo della carne di cavallo trovata nei prodotti surgelati,
sta dilagando in tutta Europa. Una vicenda inquietante con aspetti da spy
story, che riporta in primo piano un problema decisivo per la sicurezza
alimentare: le regole e i controlli sulle etichette alimentari.
Tutto è partito in Irlanda, quando a seguito di una serie di controlli si è
scoperto che alcuni hamburger di bovino distribuiti dai supermercati
britannici Tesco contenevano in realtà della carne di cavallo. Nel giro di
pochi giorni lo scandalo si è allargato a macchia d'olio, e con l'aumento dei
controlli si è accertato che praticamente in tutta la Gdo britannica (nella
catena Tesco, ma anche nelle catene Iceland, Lidl, Aldi) erano in vendita
diversi prodotti surgelati (in particolare lasagne, spaghetti alla bolognese e
hamburger) etichettati come prodotti a base di carne bovina, ma in realtà
realizzati con percentuali di carne di cavallo tra il 60 e il 100%.
La scoperta di carne equina in prodotti che, stando all'etichetta, dovevano
contenere carne bovina, ha svelato che questo requisito fondamentale non
è sempre rispettato. Nell'UE è ammessa la vendita di carne equina, che
però deve essere indicata sulla confezione, come qualsiasi altro
ingrediente.
Gli Stati membri hanno ordinato il ritiro dal mercato dei prodotti etichettati
abusivamente.
Umberto Mugnaini
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Introduzione
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La prima segnalazione è giunta alla Commissione dalle autorità del Regno Unito l'8
febbraio 2013. Tutti i paesi membri sono quindi stati allertati mediante la rete di
informazione per la sicurezza alimentare. Al momento delle verifiche, le autorità
nazionali hanno constatato che molti prodotti diversi a base di carne erano stati
adulterati con carne equina.
Cosa sta facendo l'UE? La Commissione ha elaborato un piano per coordinare un
programma di controlli nel corso di un mese. L'obiettivo è verificare la presenza di carne
di cavallo non dichiarata sull'etichetta o contenente l'antinfiammatorio fenilbutazone,
che è vietato somministrare agli animali destinati alla filiera alimentare.
Il 15 febbraio i governi nazionali hanno approvato il piano, riservandosi la possibilità di
estenderne la durata di un altro mese.
Cosa farà l'UE in futuro? Dal 13 dicembre 2014 le nuove regole dell'UE imporranno
che le etichette indichino se le proteine aggiunge ai prodotti a base di carne
provengono dallo stesso tipo di animale. La Commissione presenterà a breve una serie
di proposte per:
– armonizzare meglio le sanzioni in caso di frodi nella catena di approvvigionamento
– applicare le norme UE sull'origine dei prodotti alimentari a una gamma più ampia di
prodotti (per es. non solo uova, miele e carne bovina extra-UE) e a tutti i tipi di
carne.
Migliorare l'etichettatura non serve tanto a garantire la sicurezza dei prodotti reperibili
sul mercato. Per legge, infatti, produttori e rivenditori sono tenuti a vendere solo prodotti
sicuri.
L'obiettivo è piuttosto consentire ai consumatori di fare una scelta informata sui prodotti
che acquistano e su come consumarli in modo sicuro.
Umberto Mugnaini
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I fatti
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Lo scandalo della carne di cavallo ha provocato ritiri di prodotti a base di carne
bovina anche in Italia.
Il primo richiamo è avvenuto il 10 febbraio 2013, su base volontaria a scopo
precauzionale, da parte della Nestlé, che durante analisi di routine ha trovato
la presenza di carne equina nei Ravioli di brasato e nei Tortellini di carne in
una concentrazione massima del 3-4%. I prodotti (lotti:12193853/854/872/874,
12194028, 12203205/207) con scadenza fino all'8 aprile 2013 dovrebbero
essere scomparsi dagli scaffali.
Le lasagne alla Bolognese
Il secondo ha coinvolto le "Lasagne alla Bolognese” vendute con il marchio
Primia, privat label del consorzio Agorà market proprietaria del circuito dei
discount BaskoDoro Centry, Gran dì, Granmercato, Iperal, Poli, Sermark e
Tigros.
L'azienda che confeziona il prodotto surgelato, "La cucina di Bologna di San
Giovanni Persiceto, in provincia di Bologna, si riforniva da una ditta bresciana.
Ma oltre al ritiro del prodotto contaminato, lotto 12326, scadenza 23 maggio
2014 è stato disposto il sequestro di 6 tonnellate di macinato e di 2.400
confezioni di "Lasagne alla bolognese".
Umberto Mugnaini
4
Il Cavallo in Italia
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Non esiste in Italia una normativa che disciplini e stabilisca delle regole sull'utilizzo e
detenzione dei cavalli.
I cavalli sono equiparati agli altri animali "da reddito", valgono pertanto i riferimenti
normativi reperibili nelle sezioni legislative riferite ad ALLEVAMENTI E TRASPORTI
Documenti di identificazione Decisione della Commissione Europea 93/623/CEE
del 20 ottobre modificata dalla Decisione del 22 dicembre 1999.
Anagrafe Equina E'stata introdotta il 1 gennaio 2007 a seguito dell'entrata in vigore
della Legge 1 agosto 2003, Nr. 200 del Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali e sulla base delle indicazioni del Decreto Interministeriale 5 maggio
2006. Essa definisce e regolamenta le modalità di identificazione di tutti gli equidi
presenti sul territorio nazionale, affidando all'UNIRE il compito di gestire la raccolta e
l'elaborazione delle INFORMAZIONI attraverso l'ANA, l'AIA e le sue strutture
provinciali APA. In base a quanto stabilito dalla legge, nella Banca Dati Equina
devono essere registrati tutti gli equidi (cavalli, asini, muli e bardotti) allevati in Italia
qualsiasi sia lo scopo, eccezion fatta per i puledri fino ai 7 mesi di età destinati alla
macellazione
Umberto Mugnaini
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DPA - NON DPA
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distinzione fra Dpa (destinati al consumo umano) e Non Dpa (non destinati
al consumo umano).
La differenza? Notevole, perché i Non Dpa possono essere curati con
farmaci pericolosi per la salute umana, mentre per i Dpa sono permessi
solo alcuni tipi di prodotti. I Non Dpa dopo la morte dovrebbero venir
inceneriti, ma il costo (per un Norico la spesa è sui 700 euro) spaventa molti
proprietari ed è motivo per registrare il proprio amico a 4 zampe come Dpa
e avviarlo, alla fine della carriera sportiva o lavorativa, al macello. «Nelle
carni di animali inserite illegalmente all'interno della catena alimentare
teoricamente è possibile trovare di tutto. Nel caso dei cavalli si va dai
farmaci antinfiammatori agli antibiotici, dai cortisonici agli anabolizzanti».
Per il ministro Balduzzi c'è la necessità di un'ordinanza in materia di
anagrafe sanitaria degli equidi, perché «a causa della crisi del settore
ippico, si sta verificando una diminuzione e in alcuni casi la cessazione
dell'attività di numerosi impianti sportivi con la conseguenza che i cavalli
non più impiegati in attività sportive potrebbero essere introdotti
illecitamente nella catena alimentare umana».
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La carne di cavallo
• La legge europea è severa e il cavallo sportivo non-DPA
quando va in pensione a fine carriera (all’età di 8-9 anni)
oltre a non poter essere macellato non può essere
abbattuto.
• E’ vietato dal codice penale e dal 2006 le pene sono
state inasprite.
• Per legge la carne non può essere utilizzata nemmeno
come mangime per cani o gatti. L’unica soluzione per il
proprietario è mantenere l’animale fino alla morte
(almeno 8-10 anni) con costi molto elevati sia per il vitto
e l’alloggio. Il cavalli “in pensione” sono tanti, quelli
riciclati in maneggi e altre strutture sportive sono
pochissimi.
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7
La carne di cavallo
•
In questa situazione i proprietari degli animali hanno due
possibilità: mantenere un cavallo che non fa niente fino alla morte e
sobbarcarsi poi anche le spese di “incenerimento“ quando muore,
oppure trovare soluzioni più facili anche se illegali.
• La strada più conveniente è cedere l’animale ad un macello
clandestino, oppure riuscire a trasformare il cavallo non dpa in
animale da reddito con documenti falsi, e avviarlo nei macelli per
venderlo e inserire carne probabilmente contaminata da farmaci
vietati nel circuito alimentare. In Europa i controlli non sono così
ricorrenti, le pene non sono così severe e il guadagno è
interessante. Diventa quindi probabile la commercializzazione di
questa carne in modo fraudolento, mischiandola a carne di bovini.
Umberto Mugnaini
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La carne di cavallo
•
Comprare un cavallo in Romania conviene, infatti costa solo 30 euro,
questo è considerato il valore di una creatura sfruttata fino all’estremo
nei campi, ma non basta, infatti può ancora essere usata per il ripieno
delle lasagne, oppure per ottimi hamburger e chissà cos’altro. Non
trascuriamo il fatto che in uno solo dei macelli rumeni vengono
macellati 7.000 cavalli all’anno destinati all’Italia.
•
Ogni anno in Italia vengono macellati circa 170mila cavalli, la maggior
parte dei quali viene importata da Paesi dell’est Europa e dalla Spagna.
Mentre l’importazione di cavalli vivi dall’est Europa sta diminuendo,
l’importazione dalla Spagna sta crescendo costantemente e ogni anno
giungono dalle regioni spagnole oltre 10mila cavalli, con un trend di
crescita costante negli ultimi anni. L’Italia importa l’84% dei cavalli
movimentati nella UE e questo la rende il Paese con il più alto consumo
di carni equine. Un dato importante riguarda una tendenza decennale
alla flessione delle macellazioni di cavalli: nel 1995 in Italia sono stati
macellati 260mila cavalli, passati a poco più di 167mila nel 2006.
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La carne equina in Italia
• L'Italia è il maggiore esportatore di cavalli vivi destinati
alla macellazione dalla Romania, da dove attualmente
vengono esportati in Italia, per tale scopo, 37.000 cavalli
e
10.000
somari
ogni
anno.
Il valore economico di questo mercato è, in media, di
US$
1
per
chilogrammo
di
peso
morto..
Se si suppone un peso medio della carcassa di Kg. 175
per il cavallo e di Kg. 50 per il somaro, il valore
all'ingrosso di questo mercato è di US$ 6.475.000
(cavalli)
+
US$
500.000.
(somari).
Totale: US$ 6.975.000
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Le statistiche
ITALIA: importazioni di equini vivi (n° animali)
Importazioni
2005
2006
90.010
79.831
ITALIA: importazioni di carni equine (tonnellate)
Importazioni
22.839
23.955
ITALIA: macellazioni equine (n° animali)
macellazioni
2005
2006
137.644
167.139
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Il consumo in Italia
•
Nel nostro Paese il consumo medio procapite di carne di cavallo è di poco
inferiore ad 1 kg, certamente non confrontabile in termini assoluti con quello
di altre carni rosse. Il consumo delle carni di questi animali, sempre di più
animali “da compagnia”, è concentrato in alcune regioni:
•
•
•
•
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•
- la Puglia consuma il 32% del totale nazionale
- la Lombardia il 14, 3%
- il Piemonte il 10, 8%
- l’Emilia Romagna il 9,2%
- il Veneto il 7,6%
- il Lazio il 5,5%
(Fonte: Istat 2000)
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La Filiera della carne equina
.
I CAVALLI
MACELLI
LAVORA
ZIONE
CONFEZIO
NATURA
TRADER
MARCHIO E
COMMITTENTE
VENDITORE
SUPERMERCATO
GROSSISTA
TRADER
CONSUMATORE
RISTORANTE
MENSE
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Le Nazioni coinvolte nello scandalo
.
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Il Trasporto
•
. Il trasporto più vergognoso riguarda forse i cavalli. Le leggi ci sono, le normative anche, ma
in Italia vengono da tutto il mondo a imparare la sottile arte di aggirarle. Per viaggi lunghi più di
otto ore, si prevede il trasporto in “stalli individuali”. E allora si mette un pannello di gomma tra un
cavallo e l’altro (quando va bene). Viaggiano così i cavalli che provengono dai paesi dell’Est e
dalla Spagna, ammassati l’uno contro l’altro con gli stinchi scorticati, i garretti sanguinanti subito
preda di avidi tafani o con le zampe spaccate e la febbre che li divora nel caldo umido dell’estate
spagnola, dove la temperatura dentro il carro bestiame supera i 40° C, dove manca una pausa,
dove non c’è l’acqua né il cibo e l’unica liberazione dall’agonia di un viaggio che non finisce mai è
l’odore della polvere da sparo, il rumore secco della pistola, la morte trovata talvolta in un sudicio
garage che qualcuno vuole sia un mattatoio clandestino.
•
Alcune fotografie di come fanno viaggiare gli animali
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Trasporto animali: in vigore il
Regolamento ( CE ) 1/2005
•
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Il 5 gennaio 2007 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 1/2005 del 22 dic
2004 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni
correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/(CE) ed il
Regolamento (CE) 1255/97
Il nuovo regolamento, coerentemente al principio fondamentale per cui gli
animali non devono essere trasportati in condizioni tali da esporli a lesioni o
sofferenze inutili e che si applica ai trasporti effettuati in relazione con un’
attività economica degli animali vertebrati vivi, sia che si tratti di trasporti
effettuati per conto proprio sia che si tratti di trasporti eseguiti per conto terzi
si è reso necessario al fine di limitare il più possibile i lunghi viaggi che
rappresentano la causa principale di strapazzo degli animali trasportati.
Il regolamento coinvolge, non solo i trasportatori propriamente detti, per i
quali sono previste apposite autorizzazioni, certificazioni di idoneità e
sistemi di “tracciabilità” delle loro attività, ma anche gli allevatori, i
commercianti, gli operatori dei centri di raccolta, dei posti di controllo e dei
macelli in quanto le operazioni di carico e scarico degli animali
rappresentano altri importanti momenti di stress legati ai trasporti.
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I macelli
• Sulla carta, tutto fila liscio: nei 27 Paesi europei i macelli
rispettano il regolamento Ce 853/2004 sulle norme comuni
di igiene e sicurezza delle bestie e di (eventuali) alimenti
ricavati. Anche i piccoli mattatoi, pena la chiusura, dal
2010 si sono dovuti adeguare ai requisiti del “pacchetto
igiene” Ue, per ricevere il bollo obbligatorio Ce.
Nella pratica, come sempre, la situazione è molto più
critica. Le falle nel sistema abbondano, soprattutto da
quando, con lo smantellamento dei macelli pubblici, il
settore è finito per il 90% in mano alla galassia dei privati e
la carne ha iniziato a sfuggire alla supervisione dei
Comuni.
Umberto Mugnaini
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LE NORME PER LA MACELLAZIONE
•
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•
•
•
•
Regolamento (CEE) n. 4136/87 della Commissione del 9 dicembre 1987 che
determina le condizioni per l' ammissione dei cavalli destinati alla macellazione nella
sottovoce 0101 19 10 della nomenclatura combinata Gazzetta ufficiale n. L 387 del
31/12/1987 pag. 0060 – 0062 la macellazione dei cavalli importati, occorre prevedere
in particolare:
1. che l'importatore sia obbligato ad assicurarsi che i cavalli sono macellati come
pure a garantire e, occorrendo, a versare la differenza fra gli ammontari che risultano
dall'applicazione dei dazi afferenti rispettivamente alle sottovoci 0101 19 90 e 0101
19 10 della nomenclatura combinata;
2. che i cavalli siano identificati in modo da poter essere seguiti senza interruzione
dal momento della loro immissione in libera pratica fino alla loro macellazione;
3. che il trasporto dei cavalli fra la dogana e il mattatoio si effettui mediante mezzi di
trasporto debitamente sigillati;
4. che sia fornita la prova che i cavalli sono stati macellati alle condizioni previste dal
presente regolamento;
considerando che, nell'attesa di un'armonizzazione al livello comunitario delle
disposizioni sanitarie in materia di cavalli destinati alla macellazione, questi ultimi
praticamente non sono trasferiti da uno Stato membro all'altro; che, in queste
condizioni, non appare necessario prevedere delle disposizioni speciali concernenti la
spedizione di tali cavalli da uno Stato all'altro;
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I cavalli – La provenienza
•
Il cavallo in Romania
La Romania ha una delle popolazioni più numerose di cavalli da lavoro
dell'Europa orientale. Con un numero di 839.000 capi equini
(FAO/OIE/WHO Questionnaire) la Romania ha una varietà di razze
qualitativamente valide sia per il lavoro che per lo sport. La maggior parte
dei cavalli della Romania è costituita da cavalli da lavoro. Si tratta per lo più
di incroci, in maggioranza con sangue Semigreu, che presentano una
tipologia comune caratterizzata da reni corte, malleabilità e considerevole
resistenza.
Il cavallo da lavoro trova grande impiego nell'agricoltura come forza da tiro,
come fonte di energia rinnovabile, come risparmio sui carburanti fossili e
come carne da esportazione. Questi animali vengono spremuti come dei
limoni e fatti lavorare in condizioni spesso atroci sulle strade, soprattutto
nelle province ma anche nelle città".
A quanto viene venduto un cavallo da macellare in Romania?
"Parliamo di 20-30-40 euro per capo! E' vero che sono denutriti ma è un
affare molto ghiotto per chi poi macella e trasforma e per chi è alla ricerca di
carne a basso costo. I bovini costano molto di più! Si fa in fretta a capire
perché qualcuno ha interesse a spacciare per carne bovina la carne di
questi animali su cui si specula fino all'ultimo.
Umberto Mugnaini
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Romania paese dei cavalli
•
Comprare un cavallo in Romania conviene, infatti costa solo 30 euro, questo è
considerato il valore di una creatura sfruttata fino all’estremo nei campi, ma non
basta, infatti può ancora essere usata per il ripieno delle lasagne, oppure per ottimi
hamburger e chissà cos’altro. Non trascuriamo il fatto che in uno solo dei macelli
rumeni vengono macellati 7.000 cavalli all’anno destinati all’Italia.
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I macelli in Romania
Un dato: dei 2.400 macelli operanti oggi in Romania, solo 46
incontrano gli standard sanitari europei.
I più importanti sono:
Demipat Global Srl; SC Optimeat srl; SC Decoprod srl; Gotlib Cattle Trade
srl; S.C. Doly-com, Srl; SC. Carmolimp Srl
(questi ultimi due direttamente coinvolti negli scandali della Findus,
Nestle, quali fornitori della soc. francese Spandero)
461 centri d'abbattimento "trattano" carni rosse, 432 semilavorati,
dieci pollame. Nessuno incontra gli standard sanitari europei. Se ne
propone la chiusura, secondo Liviu Harbuz, ministro rumeno
dell'agricoltura. Altri 300 stabilimenti dovrebbero essere chiusi. Un
lato "sporco" dell'integrazione europea...
Umberto Mugnaini
21
.
.
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22
Flussi
• Flusso degli ordini di acquisto di Findus:
Findus
Comigel
Spanghero
Trader
Cipro
Trader
Olandese
Mattatoio
rumeno
• Flusso dei movimenti dei cavalli:
Lavorazione
carni
Fattorie
rumene
Privati
rumeni
trader
Trasportatori
Rumeni e
Intern.li
Mattatoi
rumeni
confezionatori
Commercianti
stranieri
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la lunga strada
• Il grafico pubblicato da Le Monde mostra la ragnatela dietro questo
scandalo alimentare che a tutt'oggi non coincide con rischi per la
salute dei consumatori ma con la non veridicità delle etichette
(cavallo a posto di manzo).
• Carne che con l'intermediazione dei due trader - uno a Cipro, l'altro
nei Paesi Bassi - costa molto meno del manzo e - si teme - venga
comprata non solo dall'azienda francese per conto del marchio di
surgelati svedese.
• Il grafico di Le Monde che riproduciamo prende spunto dall'inchiesta
anti-frode francese i cui primi risultati hanno stabilito che la francese
Comigel che confeziona ha come fornitrice la lussemburghese
Spanghero di proprietà della cooperativa basca Lur Berri.
Spanghero acquista la carne già surgelata dal trader cipriota che a
sua volta sub-appalta a un trader nei Paesi Bassi, il quale prende la
carne dal mattatoio rumeno. Sette passaggi che lanciano un'ombra
sinistra sulla rete internazionale dell' agroalimentare.
Umberto Mugnaini
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Spanghero leader europeo
. C’est avec 30 années d’expériences acquises dans les métiers de la viande et des
plats cuisinés que j’ai décidé en 2003 de quitter l’univers de l’industrie pour créer Guy
SPANGHERO INTERNATIONAL (GSI) Société de négoce spécialisée dans
l’approvisionnement pour l’industrie alimentaire en produits carnés frais et congelés.
Notre légitimité ne repose pas simplement sur le fait de savoir acheter ou vendre, mais
essentiellement sur notre capacité à répondre dans les meilleurs délais aux demandes
les plus exigeantes de nos clients.
En effet quelle que soit la nature de la viande ou de la volaille recherchée quelle qu’en
soit sa découpe ou sa transformation, aussi inhabituelle soit elle, notre équipe met
tous les moyens en œuvre pour trouver en France ou à l’international le produit
recherché.
Notre expérience et notre savoir-faire nous permettent d’établir de véritables
partenariats avec nos fournisseurs et nos clients afin de garantir la qualité constante
de nos produits et de nos services.
Cet engagement quotidien et notre amour du « métier » font aujourd’hui la force de
GSI.
Guy SPANGHERO
Umberto Mugnaini
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Il gruppo LUR BERRI
Profondément ancré en Pays Basque, le Groupe LUR BERRI cherche, autour d’un
projet coopératif centré sur les valeurs humaines, à valoriser les atouts de son terroir et
le savoir faire reconnu des 5 000 agriculteurs qui adhérent à ces valeurs. Cette
démarche collective et solidaire a constitué le socle de nombreux partenariats fondés
sur le partage de ces mêmes valeurs dans le but :
• de servir de trait d’union entre consommateurs et agriculteurs,
• de consolider notre offre régionale en la partageant avec d’autres acteurs.
Toute l’énergie des adhérents de la coopérative et des collaborateurs est centrée sur
cette ambition.
Le società del gruppo Berri tra cui spicca Spanghero
Umberto Mugnaini
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Impatto dello scandalo
• François Hollande inaugura a Parigi il cinquantesimo salone
dell’agricoltura, quest’anno all’ombra dello scandalo legato alla carne
di cavallo. Mentre alcune grandi aziende alimentari in Francia hanno
deciso di utilizzare solo manzo francese nei loro prodotti, il presidente
francese ha ribadito la necessità di una maggiore tracciabilità della
carne: “Voglio un’etichettatura obbligatoria sulla carne utilizzata nei
piatti già cucinati – ha detto”.
• L’obbligo di menzionare il tipo di carne che entra nei cibi pronti, ma
non l’origine è previsto dalla legislazione europa, la sola a poter
costringere una modifica delle etichette. Per ora si fanno bilanci su
uno scandalo che ha travolto l’Europa. “Per il momento, questa crisi
non ha avuto un forte impatto sul settore della carne – dice Yves
Berger, direttore dell’associazione dei produttori di carne Interbev -.
Potrebbe addirittura avere avuto un impatto positivo. Voglio dire che i
clienti ritornano a cucinare a casa. Dunque, paradossalmente,
abbiamo visto un aumento nelle vendite di carne, inclusa quella di
cavallo”.
Umberto Mugnaini
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Effetti sui Consumatori
• La Commissione europea ha chiesto all’Autorità europea per la
sicurezza alimentare (Efsa) e all’Agenzia europea per i medicinali
(Ema) di eseguire una valutazione congiunta dei rischi per la salute
umana derivanti dalla presenza di residui del farmaco
antinfiammatorio fenilbutazone nella carne di cavallo.
• Le agenzie forniranno alla Commissione un parere entro il 15
aprile 2013 sulla base dei dati e dei risultati delle analisi in corso in
tutti gli Stati. L’Autorità ha redatto una sorta di decalogo per spiegare
che cos’è il fenilbutazone indicando anche i livelli di rischio per i
consumatori.
• Il fenilbutazone, chiamato anche “Bute”, è un farmaco
antinfiammatorio non steroideo (Fans) impiegato abitualmente come
analgesico in medicina umana In medicina veterinaria è utilizzato in
alcuni Stati per animali non destinati alla produzione di alimenti (cani
e cavalli sportivi), mentre è vietato per il trattamento di animali
destinati alla filiera alimentare.
Umberto Mugnaini
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Effetti sui Consumatori
• Qual è la probabilità che i consumatori siano esposti tramite il
consumo di carne equina? La relazione annuale dell’UE sui residui
di farmaci veterinari negli alimenti, evidenzia che il fenilbutazone
viene rinvenuto di rado nella carne di cavallo e pertanto la
probabilità che gli Europei siano esposti al fenilbutazone attraverso
il consumo di carne è ritenuta bassa.
• Quali sono i timori che il fenilbutazone comporta per la salute? È
una sostanza tossica per il midollo osseo e l’esposizione a questo
medicinale è stata associata ad anemia plastica, una malattia del
sangue rara purtuttavia grave. Si stima che l’anemia abbia
un’incidenza minima (1 caso ogni 30.000 persone). C’è anche
incertezza sulla potenziale genotossicità (la capacità di danneggiare
il DNA delle cellule) e cancerogenicità della sostanza. L’Efsa e l’Ema
riesamineranno i dati disponibili su tali aspetti per condurre una
valutazione del rischio.
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La posizione dei diversi attori
• Francia. La carne di cavallo è finita anche dentro ai
ravioli al manzo della società Panzani, appartenente al
gruppo spagnolo Ebro.
• La frode che viene individuata a macchia d’olio in mezza
Europa, colpisce ancora una volta la Francia: a
fabbricare i prodotti incriminati è infatti la marca William
Saurin che ha predisposto il ritiro della pasta ripiena
dagli scaffali e il rimborso dei clienti. Saurin stessa
denuncia di essere vittima della politica attuata dai suoi
fornitori.
• Intanto continuano le indagini per determinare se altre
filiere oltre a quella dell’azienda Spanghero sono
interessate dalla frode ai danni dei consumatori.
Umberto Mugnaini
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La posizione dei diversi attori
• Allo stesso tempo le ricerche avanzano anche a livello europeo e da
parte di almeno 15 governi per moltiplicare test e controlli. Panzani è
solo l’ultima azienda implicata nello scandalo, dopo Findus, Picard,
Nestlé ed Ikea.
• Secondo il direttore dei servizi veterinari del Lussemburgo, Felix
Wildschutz, «si tratta chiaramente di una frode» , anche perché
«dall'etichettatura non è stato possibile stabilire il paese di origine
esatto della carne, un dato che invece è obbligatorio». In realtà la
macinata proveniva dalla Romania, dove esistono numerosi
allevamenti
di
cavalli
da
macello.
La Findus ha ritirato dal commercio le lasagne al centro dello
scandalo e altre due linee di prodotti, lo «Shepherd's Pie» (una
specie di timballo di carne) e la «Moussaka».
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La posizione dei diversi attori
PAESE
ORIGINE
DEI
CAVALLI
PAESE E
DENOMINAZIONE DEI
MACELLI
PAESE E NOME
DEI TRADER
PAESE E AZIENDE CHE
LAVORANO LA CARNE
PAESE E AZIENDE CHE
SURGELANO O
CONFEZIONANO
PAESI E
MARCHI
SURGELATI
GRANDE
DISTRIBUZIONE
ROMANIA
Soc.DOLY COM srl (RO)
Draap Trading (NL)
Soc.DOLY COM srl (RO)
Dale Pak Hambleton (UK)
NESTLE (SV)
(UK)
POLONIA
Soc.Carmolimp srl (RO)
Janf Trading (NL)
Soc.Carmolimp srl (RO)
Liffey Meats (IR)
IKEA (SV)
TESCO
Spanghero (FR)
Spanghero (FR)
Silverlrest Foods (IR)
FINDUS *)
ALDI
J.Schypke (D)
J.Schypke (D)
ICELAND
Comigel (FR)
(D)
Hilcona (FL)
LIDL
Buitoni (I)
(P)
J.Bstoledon (D)
DAVIGEL
Coquette (FR)
(FR)
Primia (I)
CARREFOUR
DIA (I)
INTERMARCHE'
Cons.Surg.It CSI (I)
AUCHAN
ITALIA
UNGHERIA
SERBIA
PICARD
Umberto Mugnaini
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Etichettatura tracciabilità
•
•
•
L’indicazione dell’origine (da esprimersi precisando il Paese/i di nascita,
allevamento e macellazione) è stata introdotta solo per la carne bovina con i
regolamenti (CE) n. 1760 e 1825/00. Questa misura risultò particolarmente onerosa
per gli operatori della filiera essendo abbinata a un rigoroso sistema di tracciabilità “a
passaporto”, che parte dal marchio auricolare dell’animale e termina allo scaffale.
Dopo il clamore legato alla vicenda della mucca pazza, che causò meno vittime di
una banale salmonellosi, ma provocò una terribile ricaduta negativa sui consumi di
carni bovine, l’inserimento dell’origine servì a restituire fiducia ai consumatori. Sulle
etichette delle carni di maiale, di cavallo e di altre specie (eccetto eventuali DOP
o IGP) non è obbligatorio indicare l’origine sino all’entrata in vigore del nuovo
regolamento UE n. 1169/2011 sull’informazione al consumatore relativa ai prodotti
alimentari
Il nuovo regolamento ha esteso l’obbligo dell’origine alle carni fresche, refrigerate e
congelate – delle specie suina, ovina, caprina e avicola. Con le sole dimenticanze di
quelle equine, di quaglie e conigli. Le modalità di indicazione verranno definite dalla
Commissione europea nei due anni successivi all’entrata in vigore del nuovo testo,
avvenuta il 13 dicembre 2011.
Va altresì detto che a titolo volontario i produttori possono sempre indicare l’origine
della carne.
Umberto Mugnaini
33
Etichettatura
• Ma in attesa di capire come si concluderà la vicenda, vale la pena di
riflettere sulla posizione del governo svedese in materia di
tracciabilità ed etichetta d'origine. Stoccolma è allineata col blocco di
Paesi guidati dalla Germania che si oppongono con ogni mezzo
all'introduzione della trasparenza. Una lobby tanto potente da
influenzare le scelte della Commissione europea che di recente ha
addirittura detto no all'etichetta obbligatoria perfino per le merci
importate dai Paesi extra Ue.
• Ecco perché tedeschi, svedesi, olandesi e inglesi non vogliono
l'etichetta trasparente. Contrariamente a quanto sostengono le
autorità lussemburghesi, infatti, per le preparazioni alimentari
confezionate non è obbligatorio indicare la provenienza dei singoli
ingredienti. Altrimenti sulle lasagne di cavallo ci sarebbe stato scritto
che la carne era equina e proveniva dalla Romania. Evviva le
etichette reticenti!
Umberto Mugnaini
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Conclusione
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•
L'eutanasia di un cavallo per ragioni di comodo del proprietario da noi è
fuorilegge, costoso poi lo smaltimento della carcassa. Un accanimento
fiscale che indica questi animali perlopiù come beni di extralusso, oggi più
che mai induce vendite sconsiderate. I cavalli vengono ceduti a pochi
spiccioli, abbandonati, regalati, pur di sbarazzarsene. Da sempre tuttavia
esistono mercanti che raccolgono i soggetti di minor valore e sottobanco li
conducono al mattatoio.
In Canada per esempio non esiste nemmeno la distinzione fra Dpa e non
Dpa: il proprietario firma la dichiarazione 'no drug' e può far macellare un
cavallo che ha corso la settimana prima, con tutto quel che comporta spiega Antonio Nardi-Dei da Filicaja, presidente di IHP-Italian horse
protection association - ciò nonostante la carne equina canadese gira il
pianeta. In Italia, notiamo inquietanti discrepanze. Un cavallo vive 20-30
anni; se confrontiamo il numero degli animali legalmente macellati con la
marea di soggetti anziani o scartati dello sport che nessuno vuole più
mantenere, avanzano i dubbi
Umberto Mugnaini
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Conclusioni
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In Inghilterra, a seguito dei numerosi scandali dovuti alla presenza di tracce
di carne di cavallo all'interno di alimenti in cui non veniva menzionato
l'alimento, sembrava essersi creato una sorta di tabù sull'argomento.
Quale modo migliore, però, per creare una nuova moda se non proporre ai
propri clienti hamburger a base di carne di cavallo al 100%? La nuova
tendenza sta spopolando nei pub di Londra, che sembrano aver colto la
palla al balzo dopo l'ultimo scandalo alimentare per aumentare le proprie
vendite. E i clienti sembrano pure gradire.
All'interno di un pub situato nella capitale inglese stanno vendendo oltre
cento horseburger la settimana, al punto da diventare una specialità del
locale, che attualmente attira clienti provenienti da ogni dove curiosi di
assaggiare questa particolarità.
La carne di cavallo è considerata da sempre un alimento di altissima qualità
e dalle innumerevoli proprietà nutritive e lo scandalo che l'ha accompagnata
negli ultimi mesi non le rende assolutamente giustizia.
Umberto Mugnaini
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Conclusioni
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•
•
Quella che sembra prefigurarsi perciò è una vera e propria frode alimentare
ai danni dei consumatori che leggendo l’etichetta non vengono
adeguatamente informati sul prodotto che stanno acquistando. In realtà
quello che poi va a delinearsi con il proseguire delle indagini è un quadro che
coinvolge non più solo le etichettature. A partire dal primo allarme infatti sono
state avviate in tutti i Paesi Comunitari una serie di indagini volte a indicare,
tramite test del DNA, in che percentuale fosse presente la carne equina in
questi prodotti.
Finora il Paese con la percentuale più bassa di carne di cavallo sembra
essere l’Italia (con il 3-4%), ma in altri Paese come Inghilterra e Francia si
sono toccate percentuali tra il 40 e 60%. La paura che nasce dietro a queste
percentuali è che la presenza di queste carni non sia solo in tracce e magari
di natura accidentale, ma probabilmente la loro presenza sia di natura
intenzionale. In questa ipotesi sia apre tutto uno scenario di portata
internazionale che riguarda il “mercato” equino.
Nei giorni a seguire avremo sicuramente ulteriori dati degli esami richiesti per
capire di che entità si tratta questa ennesima “truffa” al consumatore. Per
quanto riguarda l’Italia, i prodotti ritirati alla multinazionale Nestlè (due tipi di
tortellini con ripieno sospetto) sembrano essere stati riconsegnati nelle ultime
ore senza aver trovato tracce di equino nei prodotti. Non è solo la Nestlè ad
essere stata controllata ma anche aziende famose come la Findus e prodotti
da catene di supermercati di prestigio come Auchan e Carrefour (lasagne
surgelate, tortellini, cannelloni surgelati, ecc.).
Umberto Mugnaini
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Gli Enti Interessati
• Autorità Europea Sicurezza Alimentare (Efsa) Food Standards
Agency (Fsa) (UE)
• NAS (I)
• Istituto zooprofilattico di Torino (I)
• Agenzia Europea Medicinali (Ema) (UE)
• Ministeri della sanità dei vari paesi interessati
Umberto Mugnaini
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Le aziende coinvolte
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Tesco
(GB)
Nestle
(CH)
Findus
(S)
Buitoni
(I)
Star
(I)
Ikea
(S)
Carrefour
(FR)
Intermarchè
(FR)
Panzani
(FR)
del gruppo Ebro
(SP)
William Saurin
(FR)
Gel Alpes
(FR)
CSI Comp.Surg.It -Latina(I)
Draap Trading
(NL)
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H.J Schypke
JBS Toledo NV
Josepf Freitag
DIA – Calcinato –BS
Primia S.G.Persiceto (BO)
Safim di None –(TO)
Spanghero gruppo Berri
Gruppo Lur Berri
Tavola Sa Lussemburgo
Comigel
Picard
DraapTrading
S.C. Doly-com, Srl
SC. Carmolimp Srl
Umberto Mugnaini
(D)
(D)
(A)
(I)
(I)
(I)
(FR)
(SP)
(L)
(FR)
(FR)
(NL)
(RO)
(RO)
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I prodotti
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Lasagne Findus
Ragù Buitoni Nestle
Polpette e
salsicce Ikea
Ragu STAR
Hamburger
Spaghetti alla bolognese
surgelati
• Ravioli e
• tortellini Nestlè
• Shepherd's Pie (una specie di
timballo di carne) Findus
• Moussaka Findus
Umberto Mugnaini
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Normative
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La normativa sanitaria in materia di macellazione degli animali è dettata
nell‘U.E. dal regolamento n. 853/2004 e succ. modifiche e per quanto
riguarda il controllo sanitario dal regolamento CE n. 854/2004 e succ.
modifiche.
Riguardo al benessere animale durante la macellazione si applica il
d.Lgs.vo n.333 del 1º settembre 1998 "Attuazione della direttiva 93/119/CE
relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o
l'abbattimento".
Il Regolamento (CE) 1099/2009 (G.U. dell'Unione Europea n. 303 del
18/11/2009) del 24 settembre 2009 "relativo alla protezione degli animali
durante l’abbattimento" ha abrogato la direttiva 93/119/CE ed è applicabile
dal 1º gennaio 2013.
Regolamento (Ce) N. 1/2005 del Consiglio del 22 dicembre 2004
sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate
che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n.
1255/97
Umberto Mugnaini
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Principali riferimenti legislativi italiani
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Legge 02/08/1978 n. 439 (GU n. 227 del 16 agosto 1978) (abrogata)
Norme di attuazione della direttiva (CEE) n. 74/577, relativa allo stordimento
degli animali prima della macellazione. Introduce l’obbligo di stordimento
degli animali prima della macellazione. Stabilisce la necessità di disporre di
personale qualificato e capace per effettuare lo stordimento. Prevede
deroghe all’obbligo di stordimento per le macellazioni d’urgenza, e per le
macellazioni effettuate in osservanza di riti religiosi.
DM 16/02/1980 (GU n. 56 del 27/07/1980) (superato) Norme di attuazione
della Legge 02/08/1978 n. 439 Elenca i sistemi di stordimento consentiti.
Ribadisce l’obbligo di un adeguato grado di qualificazione per il personale
che esegue le operazioni di stordimento. Sancisce che le violazioni in
materia di stordimento sono da sanzionare ai sensi dell’articolo 727 cp.
• DM 11/06/1980 (G.U. n. 168 del 20/06/1980) (vigente)
• Autorizzazione alla macellazione degli animali secondo i riti religiosi
ebraico ed islamico
Umberto Mugnaini
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Principali riferimenti legislativi
• DLgs 01/09/1998 n. 333 (G.U. n. 226 del 28/09/1998) (vigente)
• Attuazione della direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli
animali durante la macellazione o l’abbattimento. Conferma la
possibilità di praticare le macellazioni rituali. Identifica il veterinario
ufficiale competente sullo stabilimento come una delle autorità
competenti in materia di protezione degli animali durante la
macellazione.
• Prevede che in caso di macellazioni rituali l’autorità competente a
controllare la “conformità” del rito sia l’autorità religiosa per conto
della quale sono effettuate tali macellazioni, rimandando però al
veterinario ufficiale per le altre disposizioni contenute nel decreto.
• Stabilisce alcuni requisiti strutturali minimi per poter affettare le
macellazioni rituali (immobilizzazione dei bovini con metodo
meccanico).
Umberto Mugnaini
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Bibliografia
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Carne di cavallo, le cinque tappe della truffa – Lettera 43 – febb/013 –www.lettera43.it
Scandalo della carne:cinque consigli – Lettera 43 – febb/013
Viande de Cheval: le scandale europeen – 19/02/2013 – www.leparisien.fr
Italie- le scandale de la Viande de cheval -20/02/2013 Le Monde – Courrier Intern.le
Boullettes de viande d’Ikea – 26/02/2013 – www.leparisien.fr
Viande de Cheval: le scandale s’ètend a l’Italie – 23/02/2013 – LesEchos.fr
Escandalo de la carne de caballo – 09/02/2013 – Prensa libre.com
I Ravioli contaminati – 19/02/2013 – POST – www.ilpost.it
Le lasagne contaminate in Francia – 11/02/2013 – POST – www.ilpost.it
Un trader a Cipro e uno in Olanda dietro lo scandalo delle lasagne – 12/02/2013 ilsole24.com
Carne di cavallo: Spangheo racconta la sua versione – 20/02/2013 – lettera43.it
Romania, 30 euro per un cavallo da lasagna – 12/02/2013 – piazzolanotizia.it
Dalla Romania un cavallo per lasagna – 14/02/2013 – animalvibe.org
Il mercato dell’esportazione di cavalli vivi dalla Romania – Erika Cuonzo – Editori Riuniti
Scandalo carne equina, importati trenta milioni di KG senza etichetta – 13/02/2013 – Corriere.it
Scandalo Horsegate – febb/2013 – hcmagazine.it
Carne di cavallo:tracciabilità anti-sofisticazione - lettera43.it
Carne di maiale e di cavallo: perché manca l’etichetta? – 07/06/2012 – ilfattoalimentare.it
Carne di cavallo: l’ENFSA ipotizza un basso rischio per il consumatore -07/03/2013 –ilfattoalimentare.it
Findus, scandalo carne di cavallo – 11/02/2013 – www.rai.it
Scandalo carne di cavallo, in Europa si pensa a etichette più severe –12/02/2013 - ilsole24ore.com
Carne di cavallo, amplioati i controlli – 20/02/2013 – ilsole24ore.com
Horsegate: i punti del sistema HACCP che non sono stati rispettati- 24/02/2013 - aicia.eu
Il Ministero della salutye: Dna equino nei ragù Star – 06/03/2013 – ilgiornale.it
Carne di cavallo, negativi i primi test – 23/02/2013 – ilsole24ore.com
Findus, le lasagne di cavllo e il no! Della Svezia all’etichetta trasparente – 09/02/2013
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Dalla carne di cavallo al montone:scandalo alimentare in Francia -19/03/2013 Larepubblica.it
Abbattimento degli animali per la macellazione – la nuova normativa – Reg. CE n.1099/2009 a cura di G. Felicetti
Guida all’attuazione di alcune disp reg CE n.853/2004 in materia d’igiene alimenti d’origine animale
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HACCP - Vikipedia
Umberto Mugnaini
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LO SCANDALO DELLA CARNE DI CAVALLO