Quindicinale di attualità, politica e cultura fondato nel 1948 da Giulio Dolchi
«Fra 30 anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la TV». Ennio Flaiano (1970)
GIOVANNA ZANCHI
Un paese in svendita
Il nostro Presidente del Consiglio che, nel marasma più totale, sostiene che in Parlamento
tutto è sotto controllo, è altrettanto rassicurante e credibile
di Ahmadinejad quando comunica al mondo che Sakineh
Astjani non è mai stata condannata alla lapidazione. Se anche
quest’ultima notizia fosse vera,
ciò non potrebbe ribaltare la
nostra opinione sul regine iraniano. Se anche Berlusconi
riuscisse a trovare “i numeri”
per non rimettere il mandato,
ciò non cambierà il fatto che il
paese è ingovernabile. O forse
il nostro intendeva dire che il
Parlamento è sotto controllo? In
questo caso, la barzelletta che
va raccontando sul ritorno al
potere di Hitler, oltre che stupidamente odiosa potrebbe suonare addirittura sinistra...
Il quadro politico si sta polverizzando in una centrifuga
impazzita; l’economia è pericolosamente in stallo, mentre i
libici diventano i maggiori azionisti della più grande banca
italiana; la democrazia langue,
mentre l’arroganza impunita
di una vasta parte della nostra
classe dirigente ha sfondato il
muro del suono. Il Presidente
della Repubblica si trova a dover ribadire il ruolo di Roma
capitale, mentre il sindaco di
un paesotto del bresciano non
riconosce l’autorità di un Ministro (del ruolo, magari, se non
proprio della persona che lo ri-
segue a pag. 3
«Il PD vuole avanzare al Paese l’idea di un grande risveglio
italiano. Due i pilastri di questo progetto: più lavoro e una
riscossa civica per tornare a crescere e per vivere meglio»
Pierluigi Bersani – Segretario del Partito Democratico
Eppur si muove
L’immagine distorta di un centrosinistra inerme di
fronte allo strapotere berlusconiano comincia ad annoiare. Primo perché questo strapotere, in un’Italia
stanca delle troppe illusioni e delle bugie del capo, è
sempre più virtuale e sempre meno reale. Secondo,
perché il progetto dell’alternativa di governo portato avanti da Pierluigi Bersani in quest’ultimo anno
comincia a prendere forma e contenuti. La prova
sta, per esempio, nell’appello per un nuovo Ulivo e
per una grande alleanza democratica; ma sta soprattutto nel discorso “Per un nuovo risveglio italiano”
pronunciato dal segretario nazionale del Partito Democratico il 12 settembre scorso a Torino. Lì dentro
c’è il nucleo di un progetto per un’Italia diversa, che
vuole mettersi alle spalle 15 anni di berlusconismo
e cambiare rotta, all’insegna di due punti cardinali:
il lavoro e un nuovo civismo. Abbiamo deciso di
pubblicare, in questo numero del ‘Travail’, il discorso di Bersani in versione (quasi) integrale; quattro
pagine piene, per una lettura che richiede tempo e
fatica. Ma è importante. Soffermatevi, ad esempio,
sull’analisi del fenomeno ‘berlusconismo’, e sulla
ricetta per far uscire il Paese da questo tunnel. Oppure sulle proposte concrete di Bersani per i lavoro,
l’istruzione e la creazione di un nuovo senso di cittadinanza. E’ da queste righe che prenderà forma il
programma – e l’Italia - di domani.
1,50 € - seconda quindicina SETTEMBRE 2010 - www.partitodemocratico-vda.it
Poste Italiane S.p.A Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma DCB Aosta - anno 62 n° 15
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POLITICA
Parliamo dei problemi della gente
Raimondo Donzel
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Parliamo innanzitutto del problemi della gente: il lavoro, la crisi,
la scuola, la manovra economica
del governo. “Parliamo dei problemi della gente” ce lo ripeteva
come un ritornello in Direzione
regionale un militante della Bassa
Valle, per farcelo entrare bene in
testa: peccato che la sua voce non
sia arrivata fino in Parlamento.
I posti di lavoro diminuiscono
in termini assoluti. Altro che un
milione di posti di lavoro in più
(prima delle grandi bugie di Berlusconi). Ma in Valle il problema
non c’è a detta del Governo regionale: qui tutto va bene o – correzione degli ultimi giorni – nel
migliore dei modi possibili viste
le difficoltà: tradotto, va male anche qui. Mesi fa, quando era necessario arginare la manovra di
Tremonti e attaccare il Governo
che tagliava le risorse alle Regioni e agli Enti locali, il Governo
regionale e le forze autonomiste
invece strinsero l’accordo ad Aosta (e a livello regionale in forma
non pubblica) col Pdl per avere
finanziamenti per le grandi opere, che si sono rivelati una vera e
propria “bufala”. Il PD valdostano
che allora aveva prontamente denunciato che erano a rischio oltre
300 posti per i precari e gli stagionali valdostani fu isolato, perché
in Valle d’Aosta bisogna sempre
dire che splende il sole anche
quando grandina.
Riguardo alla crisi non può esserci sviluppo in Valle, mentre tutto
il sistema Italia annaspa. Le non
ricette di Berlusconi e Tremonti
sono un disastro anche per noi.
Le nostre capacità produttive
sono sempre state strettamente
connesse al sistema produttivo
nazionale. Ci fa piacere che la Cogne si difenda anche con le esportazioni: ma senza la ripresa interna sarà sempre più difficile tenere
il passo dei concorrenti.
Solo uno sviluppo vero dell’Università, non come opera edilizia
tipo la Muraglia cinese, ma come
centro di sapere che sviluppa ricerca e crea laboratori con ricadute produttive, può risollevare le
nostre sorti. Altrimenti si tratta di
gestire un lento declino. Compensare il deficit produttivo solo col
turismo appare inverosimile, anche perché le difficoltà del settore
non possono essere superate solo
con le visite del ministro Brambilla. Occorre anche in questo
settore vitale per la nostra Regione un salto di qualità: non solo a
base di numero di stelle degli hotel (ancora politica del cemento)
,a di qualità delle gestione di ogni
singola componente, a partire anche da quella burocratico amministrativa.
La scuola: sebbene in Valle la situazione sia profondamente migliore nel confronto con le regioni
più in difficoltà, vista l’impostazione centralista della manovra
economica, il rischio che i tagli
al sistema nazionale si applichino anche da noi, “pian pianino”,
diluendo nel tempo l’amara medicina, è tutt’altro che infondato.
Se diminuiscono le ore di insegnamento nella scuola secondaria
di secondo grado in Italia, diminuiscono anche in Valle e quindi
(pur avendo alcune classi con numeri di alunni più bassi) si perdono posti di lavoro. E la qualità
dell’offerta scolastica finisce per
risentirne, se non c’è un progetto
che creda nel ruolo della scuola
pubblica. Un progetto che rilanci
con forza il sistema di istruzione
e formazione professionale regionale pubblico. Le scuole private
paritarie, grazie al finanziamento
pubblico, diventano più attrattive
e a rimetterci sono le fasce deboli
della società in primis e in generale le potenzialità delle nuove
generazioni, impoverite nel confronto con altre realtà da tassi di
istruzione lontani dagli obiettivi
di Lisbona. Non siamo contrari ad
integrare il sistema pubblico con
quello privato, anzi lo riteniamo
indispensabile; ma i cittadini de-
vono sapere che il costo procapite
per alunno in alcune scuole paritarie è notevolmente più alto.
Manovra economica: per il centrosinistra è sbagliata perché colpisce i più deboli, i lavoratori, il
ceto medio e non toglie un euro
alle grandi rendite e ai più abbienti. Tutti devono concorrere
“proporzionalmente” al risanamento dei conti. Quindi non è
sufficiente battersi perché i soldi non vengano ridotti alla Valle
d’Aosta; bisogna impegnarsi per
una società complessivamente
più equa e solidale. Poi è vero la
manovra colpisce duramente anche la nostra Regione a Statuto
speciale: mai dal dopoguerra ad
oggi abbiamo avuto nel complesso da singoli ministri e dal Governo tutto un simile trattamento.
Non ci danno dei “cretini” come
nell’ottocento, ma poco ci manca.
Dobbiamo difendere le nostre
prerogative con determinazione
e non attraverso patti extraistituzionali e accordi segreti con un
Berlusconi in declino che fatica
a tenere in piedi il suo governicchio. Questo modo di procedere
serve solo a far titoli sui giornali
ma non può dare risultati, visto
che Tremonti e la Lega, che hanno
le chiavi della cassaforte, nutrono
un’aperta ostilità nei confronti di
tutte le regioni a Statuto speciale
e le vogliono parificare alle altre.
Infine i problemi interni del Partito (scrivo prima della direzione
del 23 settembre). Dopo la polemica di Veltroni col documento
firmato da 75 parlamentari (che
arrivano al 20% della Direzione
nazionale), Bersani è stato chiarissimo: “E’ normale che si discu-
ta. E’ meno normale pensare di
fare un congresso tutti i giorni.”
E Franceschini ha precisato: “Bisogna aiutare Bersani non indebolirlo. A Montecitorio Walter è seduto a pochi passi da me. Eppure
io quel documento l’ho visto solo
sui giornali, con 75 firme sotto.
Per me questa vicenda è segnata
da una grande amarezza personale e politica. E vorrei fermarmi
qui. In un partito come il Pd ci
deve essere spazio per un dibattito costruttivo, non autolesionista.
Ma da noi è sempre così: eletto un
leader, dal giorno dopo sono calci
nelle caviglie”.
Personalmente ritengo che la discussione in un partito, il confronto acceso sia sempre utile, ma
ci sono tempi e luoghi deputati
a farlo. Il singolo cittadino può
recriminare di non essere al corrente delle regole interne di un
partito e delle conseguenze che
hanno dichiarazioni pubbliche
che attaccano il segretario, l’organizzazione e la linea politica;
i dirigenti di lunga data sanno
bene quali guasti possono provocare e quindi è molto grave che
lo facciano.
Torni l’interesse dei cittadini e
il bene pubblico ad essere il faro
dell’azione politica e si metta fine
a questa inutile e dannosa lotta
fratricida, che ha in D’AlemaVeltroni l’esempio più negativo
nel PD.
Parliamo dei problemi delle persone, del lavoro, dei precari, dei
disoccupati, degli anziani soli e
rimbocchiamoci le maniche!
No ai dibattiti
a senso unico!
D
avide Nuvoli commentando la calorosa
accoglienza di Bersani a Milano: il problema è che non tutti hanno voglia di ascoltare, questa sera ero di turno al ristorante i
castelli alla festa di Bologna e sono andato
a vedere un attimo il dibattito tra Errani e
Calderoli, ero fuori dal tendone e c’era anche il popolo viola, soltanto urla fischi e
insulti, non volevano che invitassimo Calderoli e quando gli abbiamo spiegato che
non si può invitare solo chi ti sta simpatico
non hanno voluto sentire ragioni, il peggio
poi è arrivato quando Errani ha ringraziato
Calderoli di avere partecipato al dibattito
(come di solito si fa per cortesia), hanno
urlato a Errani del buffone, del leccaculo e
gli hanno detto illegittmo dimettiti, questi
pensano che il pd debba obbedire alle loro
esigenze, volevano proporre le primarie per
invitare gli ospiti alla festa.... bisognerebbe
mandare dei pacchi di camomilla in tutte le
buchette d’Italia...
3
POLITICA
Commissione d’indagine su sanità e agricoltura
Donzel: «mettere mano alle procedure amministrative e alla macchina della
regione per dare nuova trasparenza ed efficienza»
Giovedì 16 settembre, aprendo
la festa di Aosta democratica alla
Croix Noire, il Partito Democratico ha convocato una conferenza stampa sulle recenti indagini
giudiziarie riguardanti il mondo
della sanità e il mondo dell’agricoltura valdostana. Il Presidente
dell’Assemblea Regionale del
partito Fabio Protasoni insieme ai
consiglieri Gianni Rigo e Carmela
Fontana e al Segretario Raimondo Donzel hanno illustrato tutta
la preoccupazione per gli avvenimenti di questi mesi e chiesto
a tutta la politica una assunzione
di responsabilità. «Al di là dei
fatti strettamente giudiziari di
cui si occupa la magistratura – ha
introdotto Protasoni – preoccupano i numeri e i reati contestati
che sembrano delineare un vero
e proprio sistema di corruzione
e di malversazione di parti della macchina amministrativa. La
politica deve farsi carico imme-
diatamente di questo aprendo
una verifica e una riflessione seria sulla efficacia e sulla trasparenza dei comparti coinvolti e
sulla congruità dei controlli.» «I
numeri delle persone coinvolte
sono molto alti” – ha continuato
Protasoni – “Se facessimo una
proporzione con regioni come
Piemonte o Lombardia avremmo
numeri spaventosi e ci sarebbe
un terremoto politico. In Valle
però sembra che tutto questi passi sotto silenzio, se ne parla poco,
tra il serio e il faceto: qualcuno
ha tentato di minimizzare, di dire
che non era successo nulla. Noi
non vogliamo ingigantire nulla,
ma un problema c’è».
«Noi conosciamo solo le notizie
riportate dai giornali – dice Rigo
– e la presunzione di innocenza
resta un cardine sancito dalla Costituzione. Tuttavia questi avveni-
menti fanno emergere un’area grigia e paludosa all’interno dell’amministrazione pubblica, al di là
delle responsabilità individuali».
Il Pd ha fatto numerose proposte
in questi anni per migliorare e
rendere più efficaci i controlli ma
senza trovare nella maggioranza
in regione la considerazione che
ci sarebbe voluta. Ora non si può
più fare finta di niente. «Se le responsabilità verranno accertate –
ha concluso il Segretario Donzel
- sarà opportuno che il Consiglio
regionale attivi una Commissione
d’indagine che metta mano alle
procedure amministrative e alla
macchina della regione per dare
nuova trasparenza ed efficienza»
«Il Berlusconismo sta finendo e
quella cultura politica incentrata
sul compromesso morale e sul dispregio dell’etica che ha portato
con sé ha fatto danni enormi. Occorre aprire una nuova fase”.
F.P.
Anche il Pd della Valle d’Aosta alla Festa Nazionale
Grande successo per lo stand valdostano alla manifestazione di Torino
Daniela Stammena
Come tutti saprete, a Torino, dal
28 Agosto al 12 Settembre, si è
tenuta la 3° Festa Nazionale Democratica, un grande evento popolare, che quest’anno il Partito
Democratico ha voluto organizzare nella città di Torino, una delle città più strettamente legate al
processo di unificazione
italiana. Mai slogan è stato
più azzeccato: “L’Italia si
riunisce a Torino-150 anni
in 15 giorni”. Due settimane di festa, che sono state
l’occasione per rendere
omaggio alle migliaia di
Uomini e Donne che, talvolta sacrificando la loro
stessa vita, hanno reso
possibile che il nostro Paese diventasse una Nazione
Libera e Democratica. Da Piazza
Castello ai Giardini Reali un susseguirsi di decine di stands: ristoranti, osterie, pizzerie, gelaterie e
bar di ogni genere, punti di ristoro e di riposo, ma non solo, anche
luoghi di condivisione di ideali
e scambio di idee, indipendentemente dal colore della pelle,
dalla classe sociale o dalla fede
religiosa. Temi trattati sempre gli
stessi, quelli che ci stanno più a
cuore: riduzione delle tasse sui
redditi da lavoro e imprese, promozione del lavoro femminile e
dei giovani, taglio dei costi della
politica, stabilizzazione dei tanti
precari della scuola, restituzione della dignità al Mezzogiorno
d’Italia. Bella anche la mostra
allestita in Piazza Castello, per
riscoprire l’Italia Unitaria, di
decennio in decennio, dal 18611870 (decennio dell’Unità), al
2001-2010 (decennio del potere
mediatico), passando attraverso il
decennio delle prime lotte sindacali (1901-1910), del regime fasci-
sta (1931-1940), della Resistenza
(1941-1950), della contestazione
(1961-1970). Interessanti i films
proiettati al Cinema Romano, nella Galleria Subalpina: “Cristo si è
fermato ad Eboli”, “Il Gattopardo”, “Viva l’Italia”, “Paisà”, “Il
partigiano Johnny” e tanti altri.
Inoltre, uno spazio apposito dedicato ai più piccoli, allestito con
materiale ludico e sportivo, animato da persone
di grande professionalità
e sensibilità, intitolato ad
uno dei più grandi scrittori
per bambini, Gianni Rodari, e non a caso, visto che
proprio quest’anno ricorre il trentennale dalla sua
morte. Presso la Sala Norberto Bobbio, poi, possibile
seguire numerosi dibattiti
e interviste. Ad una manifestazione di tale importanza,
non poteva certo mancare la Valle d’Aosta: nei pressi dell’Osteria
Romagnola, è stato montato un
bellissimo stand, non solo per
consentire ai visitatori di degustare alcuni dei prodotti tipici (lardo, mocetta, pane nero, grappa,
génepy), ma anche per prendere
contatti e, perché no, stringere
amicizia con persone provenienti dalle altre Regioni. Apertura e
confronto sono alla base del nostro modo di intendere la politica. Grazie ai tanti volontari che
hanno fatto sì che, dopo 20 anni,
anche la Valle d’Aosta ci fosse.
segue da pag. 1
veste) e aspetta ordini da Bossi.
L’informazione è malata di
protagonismo ed ha raggiunto
livelli di sovraeccitazione e ossessione mai visti: pur che sia
sensazionale, si spara e, data
la confusione del momento,
anche la notizia più bislacca
rischia di essere considerata
verosimile. Raramente in passato si è assistito ad un gioco di
illusionismo tale per cui tutto
è vero esattamente come il suo
contrario – ma la chiamano
dialettica politica. Intanto, in
nome della libertà, i tribunali
sono intasati dalle querele, e, in
nome del pluralismo, si lottizzano persino gli incarichi nelle
bocciofile. E nel frattempo i dirigenti del PD… ?
4
AOSTA DEMOCRATICA
Violante: «un fronte per le riforme»
L’ex Presidente della Camera ospite del dibattito finale con il sen. Fosson e l’on. Nicco
Fabio Protasoni
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Si è chiusa Domenica 19, con la
presenza di Luciano Violante, la
festa di Aosta Democratica. Con
il sen. Antonio Fosson e l’on. Roberto Nicco l’ex Presidente della
Camera ha discusso di riforma
del Parlamento e della legge elettorale. Tutti hanno denunciato il
bisogno di riforme. “Le riforme
che sarebbero necessarie” – ha
spiegato Violante – “non si fanno
per molti motivi: quello più tecnico attiene al fatto che la procedura prevista dalla costituzione
per fare le riforme e’, giustamente, lunga e complessa. L’instabilità politica che ha contraddistinto
questo ultimo periodo politico
impedisce di arrivare ad un disegno complessivo e condiviso. La
debolezza della politica che contraddistingue questo prima fase
del bipolarismo italiano lascia il
campo ad altri poteri e ad altre
forze che agiscono contro le riforme. Non è vero che se la politica
è debole non si prendono decisioni. Altri le prendono al posto
della politica”. “D’altra parte non
è esatto dire che non si sono fatte
riforme – ha continuato Violante
–. Il centrosinistra ha approvato
la riforma del titolo V, approvata dalla gente con il referendum
confermativo, in base al quale noi
oggi abbiamo le Regioni che conosciamo. Senza di essa noi oggi
avremmo ancora istituzioni locali
senza vere competenze e poteri.
E’ il centrodestra che ha fallito”.
Nicco e Fosson si sono detti d’accordo insistendo in particolare
sulla necessità della riforma della
sistema istituzionale bicamerale
e della legge elettorale. Fosson
ha insistito sulla frustrazione che
si prova nel vedere all’opera il
Senato e la Camera. “Anche per
leggi prive di oggetti di conflitto
politico, tra istruzione in commissione, audizioni, emendamenti, aula e rinvio alla Camera
con successivo ritorno al Senato
per l’approvazione passano anni
e se la legislatura si interrompe si
deve ricominciare da capo. Occorre al più presto superare questo schema con una camera dei
deputati che si occupa di fiducia
e leggi ordinarie e con una Camera delle Regioni i cui concentrare
gli spetti federali dell’ordinamen-
to”. Nicco rimarca: «è imbarazzante parlare ancora della riforma
del Parlamento dato che è da 30
anni che se ne discute. Il federalismo è un punto politico che
si potrebbe risolvere solo con la
scrittura di una nuova Costituzione federale. Oggi non ci sono le
condizioni, la situazione politica
è ridicola, con una maggioranza
con numeri schiaccianti che non
riesce a governare». Tutti hanno rimarcato come la priorità, in
questa fase, rimane comunque
quella di cambiare questa legge
elettorale che è un obbrobrio democratico. Anche con un referendum se è necessario. Qualsiasi sistema sarebbe comunque meglio
di questo. Violante ha concluso il
dibattito lanciando una proposta:
“E’ urgente aprire una fase nuova.
Separando le riforme dalla contingenza della lotta per il governo
occorre costruire un vero ‘fronte
riformatore’. Un set di forze largo
unite su un disegno di massima
che si impegnino al di là di chi
sta al governo e di chi sta all’opposizione, ha avviare una riforma
vera delle nostre istituzioni. E’
possibile e alcuni contatti sono
avviati. Bisogna crederci”.
Amministrare in tempo di crisi
Proposte e preoccupazioni per gli enti locali costretti a tirare la cinghia
‘Amministrare in tempo di crisi’
è il titolo del dibattito organizzato dal gruppo comunale di Aosta del PD-PSI all’interno della
festa ‘Aosta Democratica’, con la
presenza di numerosi consiglieri
comunali dei gruppi di opposizione e, per l’attuale maggioranza, dell’assessore alle Politiche
sociali. Proprio Marco Sorbara
(Uv) ha ammesso che il comune
di Aosta «dovrà far fronte, nei
prossimi anni, al problema di
mantenere un eccellente livello
di servizi erogati ai cittadini non
potendo però più contare sulle
stesse risorse. Come assessore, ribadisco che non è nelle politiche
sociali che occorrerà effettuare i
tagli. Per quanto mi riguarda, ho
iniziato in questi mesi un giro
di incontri con i gestori dei vari
servizi erogati dal Comune per
mettere in piedi un percorso ver-
so una razionalizzazione della
spesa». La crisi c’è, quindi, e si
farà sentire anche nelle casse del
comune di Aosta, «tanto più – ha
sottolineato il capogruppo comunale di Alpe, Carlo Curtaz – che
occorrerà fare i conti con la disastrosa manovra Tremonti, che
è calata come una mannaia sugli
enti locali. Il fatto di essere una
regione autonoma non ci metterà
al riparo dalla diminuzione delle risorse pubbliche; per questo,
se risparmiare si dovrà, meglio
una rotonda in meno e un servizio sociale in più». Sulla stessa
lunghezza d’onda si è espresso
anche il capogruppo del PD-PSI,
Michele Monteleone: «vigileremo, come ampiamente detto in
campagna elettorale, perché settori per noi fondamentali come
i servizi alla persona, la casa e i
piccoli lavori pubblici, che cre-
ano posti di lavoro e ricchezza,
non siano penalizzati dai tagli.
Siamo preoccupati dal ruolo marginale di Aosta nella ripartizione
dei finanziamenti regionali agli
enti locali: altro che ‘Aosta capitale’, ci basterebbe che la città
fosse trattata da capoluogo di regione». Anche Paolo Momigliano
Levi, capogruppo di Sinistra per
la Città, ha espresso «preoccu-
pazione per i tagli» e comunque
«sollievo per l’accantonamento
delle ‘Grandi opere’», mentre per
il vice Presidente del Consiglio,
Fabio Platania (Pd), «la diminuzione delle risorse comporterà
una diversa gestione delle stesse.
Siamo preoccupati per i tagli in
arrivo, anche perché per la destra
i servizi alla persona sono un costo, e non un investimento».
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aosta democratica
“La colata” e “L’agenda nera”:
il giornalismo d’inchiesta alla Festa
Giuseppe Rollandin
Presidente Fondazione Giulio Dolchi
La Fondazione Giulio Dolchi è
operativa solo da dicembre 2009
ma, in occasione della festa ‘Aosta Democratica’, ha organizzato
altri due eventi. Uno nasce dalla necessità di puntualizzare un
nuovo, preoccupante aspetto dello stato dell’Italia di fronte al partito del cemento che avanza come
sostengono gli autori e lo spunto
viene dal loro libro “La colata - Il
partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro”
(Ed. Chiarelettere - pag 544 - €
16,60). Dalla prefazione del libro
segnalo: “l’Italia è uno dei paesi
più belli al mondo. Ha la maggiore
concentrazione di beni culturali e
centri storici, le più famose città
d’arte. Tutto questo è la nostra
ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre. Il partito del ce-
mento avanza e non lo ferma più
nessuno. Pensate che tra il 1990
e il 2005 sono stati divorati 3,5
milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo
messi insieme. Intanto 5.500 comuni su 8.000 sono a rischio di
dissesto idrogeologico. I soldi per
il ponte di Messina ci sono, per
le frane no. Gli autori di questo
libro sono andati a vedere l’Italia
com’è e la raccontano con nomi
e cognomi di affaristi, banchieri,
cardinali, sindaci e deputati. Ma
cosa gliene viene agli italiani di
tutto questo? Meno male che non
tutti abbassano la testa. Comitati
di cittadini si stanno formando
in Veneto, Toscana, a Milano,
in tanti centri grandi e piccoli.
La legge del 1986 che stabilisce
le norme per danno ambientale
è dalla loro. Per questo adesso
molti la vogliono cambiare”. Tra
gli autori del libro, alla presentazione alla festa democratica di
Aosta era con noi Giuseppe Salvaggiulo, 33 anni, pugliese. Nel
1998 ha vinto il concorso de «Il
Foglio» per aspiranti giornalisti.
Primo articolo sul «Corriere del
Mezzogiorno»: un’inchiesta sulla
speculazione edilizia attorno alla
valle dei dinosauri di Altamura.
Dal 2008 si è trasferito a Torino e
lavora a «La Stampa», dove si occupa di cronaca, politica e società
e ha seguito, tra l’altro, gli scontri
etnici di Rosarno. Con un’inchiesta sull’inquinamento in Abruzzo
provocato dalla discarica abusiva
più grande d’Europa ha vinto nel
2008 il premio Paone per il giornalismo ambientale.
L’evento che si è svolto il 18 set-
tembre nasce dalla necessità di
conoscere meglio una parte della
storia recente di questa nostra Ita-
lia con i suoi inquietanti e preoccupanti avvenimenti che hanno
sconvolto la Seconda repubblica
dal 1992 al 2010 e quindi ascoltare uno dei due autori, Giuseppe Lo Bianco e lo spunto viene
dal suo libro “L’AGENDA NERA
della Seconda repubblica - Via
d’amelio 1992-2010 – Un depistaggio di stato” – Ed. Chiarelettere - Pagine 450 - 15,00 €. Voglio
ricordare perché si inizia dal
1992. La strage di via d’Amelio
fu un attentato di stampo mafioso messo in atto il pomeriggio
del 19 luglio 1992 a Palermo in
cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua
scorta. L’attentato segue di due
mesi la strage di Capaci, in cui
fu ucciso il giudice Giovanni
Falcone. L’esplosione, avvenuta
in via Mariano d’Amelio dove
viveva la madre di Borsellino e
dalla quale il giudice quella domenica si era recato in visita,
avvenne per mezzo di una Fiat
126 contenente circa 100 chilogrammi di tritolo. Secondo gli
agenti di scorta, via d’Amelio
Alcuni dei volontari che hanno lavorato alla festa “Aosta Democratica”: grazie a tutti!
era una strada pericolosa, tanto
che era stato chiesto di procedere preventivamente ad una
rimozione dei veicoli parcheggiati davanti alla casa, richiesta
però non accolta dal comune di
Palermo. Oltre a Paolo Borsellino morirono gli agenti di scorta.
La bomba venne radiocomandata a distanza ma non è mai stata
definita l’organizzazione della
strage, nonostante il giudice fosse a conoscenza di un carico di
esplosivi arrivato a Palermo appositamente per essere utilizzati
contro di lui. Dopo l’attentato,
l’”agenda rossa” di Borsellino,
agenda che il giudice portava
sempre con se’ e dove annotava
i dati delle indagini, non venne
ritrovata. Per introdurre il libro e
per entrate nel merito vi espongo
una sua presentazione. “L’instabilità e la mancanza di credibilità
istituzionale oggi è tale che potrebbe produrre tentazioni stragiste” dice Nico Gozzo, procuratore
aggiunto a Caltanissetta. La verità
su via D’Amelio è ancora lontana
perché è stata insabbiata. “L’agenda nera” si apre sul teatro della
strage, ne ricostruisce i retroscena
raccontandone, per la prima volta, le indagini, i processi, la fiera
di dichiarazioni, ritrattazioni, arresti e minacce. E il ribaltone politico che ha portato alla nascita
di Forza Italia. Fino alla nuova inchiesta di Caltanissetta che vede
indagati alti ufficiali di polizia.
In attesa degli esiti dell’indagine,
una domanda che nasconde verità scomode si impone: agirono da
soli? La verità la chiedono i familiari e i cittadini che in Borsellino hanno visto il simbolo più
alto delle istituzioni.
6
regione
Consiglio Regionale
Il balcone di mio cugino Ugo
Giorgio Bruscia
Si è parlato di...
Occupazione in Valle. Il PD ha chiesto al Governo regionale risposte chiare e dati certi sull’andamento dell’occupazione in Valle
d’Aosta. Ad oggi si registrano solo “informazioni frammentarie
sull’andamento dell’occupazione e sulla prospettiva di una ripresa economica incerta che rischia di non tradursi in nuovi posti di
lavoro”. Per questo, il Gruppo regionale democratico ha sollecitato la Giunta a fornire dati freschi sul tasso di occupazione, sullo
stato degli ammortizzatori sociali, sulle ricadute negative della
stangata Tremonti e sul futuro delle politiche di occupazione in
Valle d’Aosta.
Gestione della casa di riposo ‘J.B. Festaz’. Il gruppo del PD ha
chiesto chiarimenti sulla possibilità che una parte dell’attività
della Casa di riposo J.B. Festaz possa essere data in concessione
a partire dal gennaio 2011 ad una cooperativa sociale. “I lavoratori della struttura assistenziale di Aosta e i sindacati hanno
perplessità su tale scelta – ha sottolineato la capogruppo Carmela
Fontana -. L’istituto J.B. Festaz opera in un settore particolarmente
delicato dell’assistenza sanitaria e sociale con notevole impegno
finanziario della Regione e quindi occorre la massima vigilanza
sugli standard qualitativi in essa vigenti”.
Messa in sicurezza della Statale 26. Il tratto di statale compreso tra
il Quartiere Dora, il limitrofo centro commerciale e la regione Borgnalle è pericoloso. Occorre riqualificare tutta la strada, a partire
dal casello autostradale fino all’entrata nella città di Aosta, per
rispondere meglio ai problemi della viabilità e della qualità ambientale. Il Pd ritorna con un’interpellanza sulla necessità di far
partire gli interventi di riqualificazione della statale 26 nel tratto
tra lo svincolo autostradale in Comune di Quart e il confine est
del capoluogo regionale, facendo seguito all’incarico relativo allo
studio di fattibilità affidato a novembre 2009.
Borse di plastica al bando. “A che punto è il programma operativo per la messa al bando dei sacchetti di plastica?». A chiederlo
alla Giunta è in un’interrogazione il Gruppo regionale del Partito
Democratico, che ha ricordato come il Governo non abbia ancora
fissato l’avvio del programma sperimentale per la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica, il cui
bando (salvo proroghe) è fissato al 2011. Secondo il Pd, la Valle
deve operare sin da subito per la messa al bando dei sacchetti di
plastica: «elemento portante di questa campagna deve essere il
convincimento che un primo atto ecologico intrapreso con convinzione sia determinante per aprire la strada a successivi atti virtuosi di rispetto verso l’ambiente”.
Per la prima volta dopo tanti anni
la scuola è iniziata senza mio cugino Ugo. Dopo avere fatto per lustri
il tappabuchi per consentire all’istituzione scolastica di partire col calendario delle lezioni, la medesima
istituzione lo ha lasciato senza lavoro. Il fatto è che non frega una beata
mazza di niente a nessuno. Basta
ascoltare in giro mentre si captano
le chiacchiere delle belle signore che
portano i pargoli a scuola a bordo
del proprio potente e scintillante
Suv, mentre all’amica parlano con l’iphone. Ed eccomi qua a commentare la grave situazione di molti amici
insegnanti che non meriterebbero
avere, malgrado l’immagine sempre
più sbiadita e svalutata che si cerca
di imporre, con i media attuali, da
parte di un ministro dell’istruzione
incompetente ed etero diretto. Mio
cugino Ugo è stato messo agli “arresti domiciliari” dal suo Liceo, arresti
nel senso che lo hanno costretto a
starsene a casa, perché sembra che
la sua scuola non possa mantenere
tutti e tutto. Mio cugino Ugo, ha 51
anni, due figli in spalla che studiano,
e una moglie che grazie a Dio ha una
sua piccola attività altrimenti, frustrazione professionale a parte, come
mangerebbe? Lo Stato italiano, sul
quale abbiamo spesso dibattuto
con gli amici, e parlo di questo stato, da dopo che il Cavaliere Nero è
entrato in politica, foraggia abbondantemente le scuole cattoliche
oppure trova ottocentomila euro per
dare alla Bosina, la scuola della moglie di Bossi, ma poi lascia a casa
per mancanza di mezzi mio cugino
Ugo: non basterebbe questo schifo
per scendere in piazza e andare sulle barricate? Oddio, anche dal balcone di casa si potrebbe combinare
qualcosa, ma allora ci vorrebbe “un
arnese di precisione”, ma poi questi
stupidi incapaci passeranno davanti
a casa? Sarebbe troppo facile, per
me, inquadrare nel mirino questa impreparata e incredibile signora che
riveste il ruolo di ministro dell’Istruzione (ministro con la m minuscola, Istruzione con la maiuscola) ma
che vorrebbe dire? Sarebbe come
sparare sulla croce rossa. Allora su
quel balcone forse sarebbe meglio
prendere il sole e farsi una birra. Poi,
possiamo tirare le uova marce & varie, a questa classe politica cialtrona
ed incompetente. Si dovrebbe andare all’origine dei guai dello Stato
italiano, e quindi si dovrebbe fare un
discorso lungo sulle effettive capacità di Tremonti di governare la nostra
economia, sull’incredibile disinteresse del cavaliere per tutte le questione
che coinvolgono il pubblico in Italia,
ma a che servirebbe? Tanto, come
giustamente mi ha confermato mio
cugino Ugo, il popolo italiano ha un
sogno, o meglio “una visione fatta di
calcio, sesso, apparenza, egocentrismo e sensazione di benessere
nell’appartenenza” che accidempoli
vuoi che gli freghi dei professori a
spasso, dei musei che non possono
aprire per mancanza di personale,
dei precari che scorrazzano per il
Paese? L’importante è mandare via
gli zingari dai loro campi, che disturbano, cribbio… sporchi e ladruncoli
come sono.
PD: salvaguardare
il pluralismo editoriale
Preoccupazione per il futuro delle reti E21, Rete
Saint-Vincent, Studio Nord e Aujourd’hui Vallée
Non è stata accolta per un difetto di forma l’interrogazione
a risposta immediata presentata ieri, lunedì 20 settembre,
dal gruppo consiliare regionale
del PD Valle d’Aosta sul caso
del futuro editoriale delle reti
E21, Rete Saint-Vincent, Studio
Nord e Aujourd’hui Vallée. “Al
di là delle formalità – sottolinea
il segretario regionale del Pd,
Raimondo Donzel – resta la preoccupazione del PD per la decisione dell’editore Pagliero di
abbandonare la sua attività editoriale nella nostra regione dopo
l’ennesimo furto di apparecchia-
ture a suo danno”. La preoccupazione del Pd è doppia: “da un
lato – aggiunge Donzel – si tratta
di un grave episodio che lede lo
sviluppo dell’imprenditorialità
nella nostra regione. Dall’altro,
l’annunciato abbandono e la
chiusura di quattro reti televisive regionali comprometterebbero gravemente il già limitato
pluralismo editoriale in Valle”.
Per questi motivi, il Partito Democratico chiederà al governo
regionale di farsi carico della
necessità di salvaguardare il
pluralismo editoriale nel settore
dell’informazione valdostana.
7
POLITICA
Bersani: il discorso di Torino
Q
uesta nostra splendida festa è vissuta nel cuore stesso della città di
Torino, città del Risorgimento e del lavoro. Anch’io, assieme a tutti
voi, mi rivolgo ai volontari della festa e li abbraccio tutti e a uno a uno:
veri protagonisti di questo straordinario avvenimento. E saluto, attraverso loro, le decine di migliaia di volontari che hanno fatto vivere in Italia
oltre 2.000 feste. Il nostro record. Fra di loro tutte le generazioni; quelle più anziane ma anche
tanti giovani, sempre di
più, e tanti nuovi italiani,
sempre di più. Nessuno
meglio di loro ci restituisce quello che è nostro.
Il volto cioè di un grande Partito popolare che
vive la politica nel suo
territorio, che mette la
politica nella vita comune dei cittadini, che
crede ad una politica che
guardi la gente da vicino Sintesi dell’intervento del
e all’altezza degli occhi. Segretario del PD alla chiusura
Nessuno pensi di venirci
a spiegare il radicamen- della Festa Democratica
to! Abbassi la cresta chi nazionale di Torino
vuole darci lezioni di territorio o farci la caricatura come fossimo un Partito in pantofole. Abbiamo scarpette e scarponi e
se ne accorgeranno. Ma, e qui siamo già fuori dai ringraziamenti e siamo
già nella politica, in quell’impegno dei volontari dobbiamo riconoscere
qualcosa di più e di più profondo di quello che può stare in un ringraziamento.
da noi, per la politica, la dimensione nazionale non è una cosa ovvia,
come in altri Paesi, ma è una sfida,
una sfida attuale e difficile. Qui, a
Torino, il Partito Democratico raccoglie questa sfida. Vogliamo essere un
grande Partito nazionale, che dice le
Il berlusconismo impedisce
la riscossa del Paese.
E’ sempre più difficile dire una parola che valga per tutti, è sempre
più arduo unificare le intenzioni e
gli interessi di uno sforzo comune.
E’ questo, fondamentalmente, che
Il PD per
un grande
risveglio
italiano
Solidarietà e civismo idee sorelle.
Dobbiamo riconoscere ciò che
muove milioni di volontari in Italia,
non solo nella politica, ma nell’impegno sociale, culturale, ambientale
e in ognuno dei mille e mille luoghi
del Paese. Dobbiamo riconoscere la
generosità, la gratuità di un impulso civico, di un lavoro fatto perbene,
fatto per te e per gli altri, per la tua
comunità. E’ ben difficile che un volontario così non sia poi nella vita di
ogni giorno un buon cittadino, una
persona perbene, che si comporta bene. L’idea di fraternità si dà la
mano con l’idea di onestà. Sono due
idee sorelle. Solidarietà e civismo
sono idee sorelle. Se vogliamo ritrovare la strada dobbiamo tutti sapere
che non si può stare bene da soli.
Dobbiamo saperlo proprio nel momento in cui, è la crisi stessa che ce
lo dice, l’unico motore della crescita
può essere solo l’equità.
Serve un grande risveglio italiano.
Sulla base di questi principi voglio
oggi avanzare a voi e al Paese l’idea
di un grande risveglio italiano. Di
questo vi parlerò, di un risveglio
italiano, non tacendo ovviamente
della più stretta attualità politica,
ma cercando di alzare la testa verso
il futuro di un Paese che non potrà
tornare a crescere senza un sogno,
senza un progetto e senza rimboccarsi le maniche per conquistarli. In
un Paese come il nostro, le migliori espressioni di solidarietà e di civismo hanno sempre la loro radice
in un luogo, in un territorio. I mille
luoghi italiani. Una Nazione magica, la nostra, capace di esserci prima ancora di esistere. La Nazione
più facile da riconoscere per chi ci
guarda dal mondo, eppure una Nazione per cui è sempre stato difficile
e ancora oggi è difficile farsi davvero
comunità nazionale, farsi Stato, organizzare e garantire un progetto e
un cammino comuni. Ancora oggi
stesse fondamentali parole a Napoli
e a Varese; vogliamo dare sostanza
vera ad un orgoglio nazionale, ad
una dignità italiana. I 150 anni per
noi non sono una commemorazione.
Sono l’impegno a costruire le ragioni
nuove di una nuova unità del Paese.
La situazione del Paese
e le proposte del PD
Il nostro Paese scivola. E’ inutile
ed è infantile nascondere la realtà.
Ci allontaniamo rapidamente dai
Paesi più forti d’Europa con cui
abbiamo abitato per molti anni e ci
avviciniamo rapidamente ai Paesi
più deboli. La crisi sta accelerando
questa discesa e questo distacco.
Tutto questo lo si tocca con mano
nella vita reale. Redditi e consumi
si indeboliscono, il debito pubblico
aumenta drasticamente, il risparmio delle famiglie si assottiglia, c’è
meno lavoro, si allarga un’ombra
sulla tenuta dei fondamentali servizi, c’è un’inquietudine profonda
per le prospettive della nuova generazione mentre cresce uno strato
di cinquantenni che non riescono a
trovare lavoro e reddito sufficiente.
Tutto questo avviene mentre aumentano le differenze e gli squilibri. La
disuguaglianza aumenta, il ceto medio si indebolisce, cresce la fascia
di povertà, la ricchezza si concentra
in fasce sempre più strette e sempre
più distanti dalla condizione di vita
normale dei cittadini. Fra nord e sud
il divario aumenta sotto ogni parametro, a cominciare dall’occupazione dei giovani, e aumenta la sfiducia
di poterlo colmare.
sarebbe toccato alla politica: un
progetto comune. E qui sta il cuore della nostra critica. Quello che
chiamiamo berlusconismo e che si
aggira per l’Italia da quindici anni e
che in un patto di ferro con la Lega
ha governato per sette anni degli ultimi nove, ha accompagnato questo
scivolamento dell’Italia, ha favorito
la disarticolazione del Paese, il suo
ripiegamento corporativo e oggi ne
impedisce la riscossa innanzitutto deformando i codici e essenziali
che reggono il senso di sé di una
comunità nazionale. Per descrivere questa deriva non servono molte
parole, che ci siamo perfino stancati
di ripetere. Facciamo il riassunto.
Quell’idea deformata di democrazia,
il ‘ghe pensi mì” non ha portato nulla
di concreto nella vita degli italiani,
nulla di nulla. All’ombra del Capo
autostrade aperte alla corruzione,
cordate degli amici degli amici con
leggi fatte apposta per loro e case pagate dalla Fata turchina e un ribaltamento di valori. Valori a rovescio, in
questi anni, e doppia morale: bella
vita e comportamenti a piacimento
per il Capo e la sua cerchia e la riscoperta di un’etica rigorista sulla
pelle degli altri. Valori a rovescio,
e disprezzo per la vita comune. La
condizione femminile ridotta ad
oggettistica del berlusconismo; lavoratori che devono andare sui tetti
per farsi sentire; imprenditori onesti
che fanno le cose perbene che si vedono sorpassati dalle fortune di chi
ha portato i soldi all’estero o da chi
non paga le multe del latte. Gliele
paghiamo noi, le multe, mentre i
genitori che hanno i figli alle scuole
dell’obbligo fanno collette per la car-
8
politica
Bersani: il discorso di Torino
ta igienica o per l’ora di inglese. Un
ribaltamento di valori. E sotto a tutto
questo c’è forse stato, negli anni di
Berlusconi e della Lega qualcosa di
concreto e di positivo che possiamo
misurare? Ci sono forse meno tasse,
per chi le paga? No, ce n’è di più, c’è
il record storico delle tasse! C’è più
lavoro? No, ce ne è meno. C’è meno
burocrazia, c’è qualche nuova politica sociale? I Comuni stanno meglio?
L’ambiente sta meglio? In che cosa è
migliorato il Paese con questa lunga
cura di Berlusconi e della Lega? In
niente è migliorato! E l’Aquila non è
forse la drammatica metafora di questo modo di governare? Vendersi sotto i riflettori il miracolo di un giorno
per poi lasciare il problema al buio,
senza una prospettiva? E non è stato
così per tutto, in questi anni? Non
è stato così per la crisi? Ecco allora
alla fine del riassunto di che cosa
io accuso Berlusconi e la Lega. Di
aver lasciato il Paese senza un’idea
di futuro, di avergli rubato l’orizzonte, di aver trasformato il sogno in
una favola, in una bolla di sapone.
Qui vedo il nostro compito; aiutare
l’Italia a riprendere il suo sogno. Far
vivere un progetto nuovo che solleciti uno sforzo comune, in cui chi ha
di più deve dare di più. Il progetto,
dunque.
Il progetto del PD: lavoro
e riscossa civica
Propongo oggi due pilastri di questo progetto il primo: più lavoro e
nuovo lavoro per tornare a crescere
e per vivere meglio; il secondo: una
riscossa civica per tornare a crescere
e per vivere meglio.
1 Lavoro è dignità
e libertà della persona.
Il Lavoro. Si dice che il lavoro non
è tutto, si dice che è una parola antica. Certo che non è tutto, certo che
è una parola antica, ma questo può
dirlo chi il lavoro ce l’ha, e ce l’ha in
modo dignitoso e amichevole verso
la sua vita e le sue vocazioni. Il la-
voro con dignità, il lavoro non per
morire e non solo per sopravvivere
ma per vivere da persona. La nostra
proposta di crescita in campo economico e sociale si organizza attorno al lavoro: più lavoro per avere
più crescita. Attorno a questo concetto noi mettiamo a convergenza e
a sintesi le proposte che stiamo già
concretamente elaborando. Vogliamo prima di tutto un fisco che aiuti
il lavoro e la crescita. Siamo pronti
ad avanzare una proposta che mette al dettaglio una profonda rifor-
ma fiscale. I paletti essenziali sono
questi: spostare il carico fiscale dal
lavoro, dall’impresa e dalla famiglia con redditi medio-bassi verso
l’evasione fiscale e verso i redditi
da finanza e da patrimonio. Non è
possibile che l’aliquota del primo
scaglione di un lavoratore sia più
alta dei redditi da finanza e da patrimonio. Con un fisco così si può
fare equità, si può fare giustizia e
si fa occupazione. Sappiamo bene
che per il lavoro e la crescita ci vogliono riforme e risorse. Ci sono risorse che si possono aggiungere al
recupero fiscale. Sappiamo dove e
come reperirle. Meglio 500 cantieri
locali che il Ponte sullo Stretto. Per
il lavoro sappiamo dunque dove
prendere i soldi e sappiamo dove
metterli. Prima di tutto li mettiamo
nel sapere, nella conoscenza. Senza
il sapere il lavoro di domani non
c’è. Il sapere è tradito in Italia. E’
colpito dal più grande licenziamento di massa della nostra storia e da
una riorganizzazione caotica capace
solo non di qualificare ma di ridurre l’offerta formativa, di ricerca e di
cultura. Noi rifiutiamo la riduzione
dell’offerta formativa e della ricerca, rifiutiamo la riduzione dell’obbligo, rifiutiamo l’abbandono scolastico e il nuovo analfabetismo,
rifiutiamo l’idea che un professore
che insegna da 15 anni sotto il titolo
di precario venga trattato come un
mangiapane a tradimento e lasciato
per strada senza neanche un tavolo di crisi, rifiutiamo il rischio di
collasso gestionale dell’Università,
rifiutiamo il massacro dell’offerta
culturale fatta passare in toto come
culturame parassitario. La nostra
proposta per il lavoro si compone
di alcuni fondamentali Progettipaese che siamo pronti a discutere
nel dettaglio. Progetti di politica industriale e cioè un piano per nuovi
brevetti e la loro industrializzazione e per la qualificazione dell’offerta turistica alberghiera e dei servizi.
Basta trasferimenti generici alle imprese. Per le imprese due sole cose:
una fiscalità migliore e un sostegno
all’innovazione. Un progetto-paese
per le ristrutturazioni edilizie incentivate, per far emergere il nero,
promuovere il risparmio energetico
e antisismica. Un Progetto-paese
per il risparmio energetico nei trasporti, nelle imprese e nelle abitazioni. Un Progetto-paese per la casa
in affitto fatto sul serio, e fuori dalle
favole miracolistiche di Berlusconi
o di Brunetta.
E gli Enti locali infine. Gli Enti locali non sono la malattia ma possono
essere la medicina. Dobbiamo utilizzare gli Enti locali per far fronte
al problema sociale consentendo
l’occupazione nei servizi. Dobbiamo
usare gli Enti locali per investimenti
che portino subito occupazione buona migliorando le città e garantendo
sicurezza alle scuole. E facciamo in
nome del lavoro, riforme che disturbano sì ma non costano. Apriamo e
9
POLITICA
regoliamo i mercati. Consentiamo ai
giovani un accesso più facile ai mestieri e alle professioni e aiutiamo i
consumi e quindi l’occupazione alleggerendo il peso dei consumi obbligati: assicurazioni, benzina, costi
bancari, farmaci. E voglio inserire
qui, mentre parlo di lavoro, il tema
del Mezzogiorno. Chi pensa di non
parlarne più, chi pensa di lavarsene
le mani, chi pensa di salvarsi da solo
non ha capito nulla. Le possibilità
di sviluppo dell’Italia sono inestricabilmente collegate alla capacità
di mettere in moto le risorse potenziali del Mezzogiorno. Ma bisogna
cambiare registro. C’è una sfida di
cambiamento che deve rendersi visibile nel sud. Voglio dirvi qui che
noi abbiamo tanta nostra gente sul
fronte. Non possiamo lasciarla sola.
Se non diamo una mano agli onesti
rimarranno solo i disonesti. E per
dare una mano agli onesti la cosa più
importante che possiamo fare è sostenere tutti assieme e ovunque, una
nostra proposta nazionale sul Mezzogiorno fatta di due cose: Legalità
e Lavoro. Parlare di lavoro vuol dire
parlare anche di regole e di nuovo
patto sociale. Nell’ultima Assemblea
abbiamo detto parole chiare sull’unificazione de diritti al lavoro a partire
dal dato di fondo che sta in poche
parole: un’ora di lavoro precario non
può costare meno di un’ora di lavoro
stabile. Questa è una riforma su cui
ci impegniamo secondo una strada
in grado comunque di garantire una
riduzione del costo medio del lavoro
per l’azienda. Avanziamo proposte
anche per l’indennità di disoccupazione e per la riforma degli ammortizzatori che si è persa totalmente
nella nebbia. Solo un nuovo equilibrio fra legislazione e negoziazione
può permetterci di reggere gli effetti
della globalizzazione sulle condizioni di lavoro. E teniamo ferme in particolare le normative sulla sicurezza.
Diritti, partecipazione e sussidiarietà si devono dare la mano. Solo così
si tiene assieme un paese.
2
Riscossa civica per
il risveglio italiano.
Il risveglio italiano come ho detto
è fatto di lavoro ed è fatto di riscossa civica. Legalità, onestà, regole,
fedeltà ai grandi principi costituzionali. Legalità vuol dire prima di tutto lotta alle mafie. I nostri eroi sono
Falcone e Borsellino, sono Vassallo.
Gli eroi degli altri non ci piacciono. Pretendiamo verità e giustizia
in tutte le zone d’ombra che pesano
da anni sulla coscienza del Paese.
Vogliamo salutare e incoraggiare i risultati delle forze dell’ordine, della
magistratura che spesso il Ministro
dimentica di ricordare e rafforzare
i loro strumenti e non ridurli come
si è cercato di fare con la legge sulle
intercettazioni che l’opposizione ha
stoppato. Vogliamo diffondere una
cultura della legalità sostenendo le
organizzazioni civiche. Legalità significa lotta alla corruzione. Ci impegniamo a cancellare tutte le leggi
che hanno favorito la corruzione e le
cricche. Ci impegniamo per una riforma della giustizia fatta per i cittadini e non per uno solo. Le proposte
avanzate nella nostra ultima Assemblea sul processo civile, i tempi e la
garanzia del processo penale, l’organizzazione della giustizia vanno nel
senso di migliorare un servizio che
oggi funziona male per tutti i cittadini. Ci impegniamo per una legge
contro le posizioni dominanti sulla
comunicazione. Faremo vivere la
proposta già avanzata per fare della
RAI un’azienda libera, fuori dalla
vergognosa sudditanza di oggi. Ci
impegniamo a sostenere le norme
che abbiamo già presentato sul conflitto d’interessi. Ci impegniamo a
parametrare i costi della politica a
quelli dei Paesi europei. Ci impegniamo per una legge elettorale che
dia lo scettro ai cittadini per scegliere i Parlamentari e che sostenga un
bipolarismo civile ed europeo non
esposto a rischi plebiscitari che ci
potrebbero portare in altri continenti. Ci impegniamo a sostenere il nostro progetto di riforme istituzionali
e di rafforzamento e semplificazione
del sistema parlamentare. Ci impegniamo per un federalismo non delle chiacchiere; un federalismo delle
responsabilità che consenta a chi ce
la fa di fare un passo in più e che
garantisca uguaglianza nei servizi
essenziali per ogni cittadino italiano
così che resti chiaro che per noi davanti ad una malattia seria non c’è
né emiliano, né calabrese, né marocchino. Ci impegniamo per la libertà
della rete e per l’accesso alla rete
come grande servizio dei tempi nuovi. Ci impegniamo ad una politica
per i consumatori già iniziata e totalmente abbandonata oggi. E vogliamo
impegnarci sul grande tema dei di-
ritti civili rilanciando in particolare,
e lo faremo con la Conferenza delle
Donne del PD, la questione femminile. La condizione femminile resta
paradigma di tutte le differenze, di
tutte le disuguaglianze, di tutte le
diversità, un traino culturale fondamentale di tutti i percorsi di uguaglianza dei diritti. A partire dalla
Conferenza delle Donne sosterremo
una nuova legislazione sulla parità
secondo un principio molto semplice: lo stato deve garantirsi che ci sia
una presenza femminile nei luoghi
cruciali delle decisioni politiche
ed economiche. Sosterremo la legge contro l’omofobia. Denunceremo
con ancora più forza chi invece di
risolvere il problema dell’immigrazione, come toccherebbe ad un Governo, lo coltiva e lo usa per un tornaconto politico. Sull’immigrazione
noi non siamo ingenui né buonisti.
Sappiamo che per il futuro del Paese
è necessario dare una buona regolazione a questo grande fenomeno.
Non è giusto che l’inevitabile disagio che accompagna grandi migrazioni si scarichi socialmente sulla
parte più debole della popolazione
nella sua vita comune, nella struttura delle città, nell’offerta dei servizi.
Si cominci finalmente una politica
per l’integrazione, sola chiave per
tirare una riga davvero sulle irregolarità e i comportamenti deviati. E
si cominci dai figli degli immigrati.
Cinquantamila bambini che nascono ogni anno e che non sono né immigrati né italiani. Vogliamo dire a
questi bambini chi sono? Noi glielo
diciamo: sono italiani. E infine e più
di ogni altra cosa noi ci impegniamo a difendere la nostra Costituzione contro l’offensiva populista e
plebiscitaria. Non accetteremo che
venga messa nel ripostiglio delle
cose vecchie. Pensiamo dunque ad
una grande piattaforma di leggi che
sostengono una riscossa civica del
nostro Paese. Le leggi non sono tutto
10
politica
Bersani: il discorso di Torino
ma possono aprire la strada a nuovi
comportamenti. E cominciamo da
noi Democratici. Noi vogliamo essere gente perbene perché vogliamo
che l’Italia sia un Paese perbene.
Il Nuovo Ulivo per
un’alleanza affidabile.
Queste nostre idee ci guideranno
oggi per l’opposizione e domani per
il governo del Paese. Vogliamo discuterle non solo dentro la politica
ma con ogni forza viva della società.
E vogliamo discutere queste idee con
le forze di centrosinistra disposte a
stringere con noi un patto che abbiamo voluto chiamare Nuovo Ulivo.
Nuovo Ulivo per dire che meccanismi di alleanza non affidabili come
l’Unione non li vogliamo più. Non
voglio più Governi che disfano al
mattino quello che hanno fatto la
sera prima. Chi ci sta si vincola ad
un progetto comune e ad un accordo
politico e offre la disponibilità ad un
percorso che aiuti la riorganizzazione di un centrosinistra di governo.
Noi vogliamo che a partire dal Nuovo Ulivo si cerchino le condizioni,
se esistono, per un patto di governo
con le altre forze dell’opposizione
parlamentare. Vogliamo che a partire dal Nuovo Ulivo si cerchino le
condizioni per discutere con tutti,
con tutti quelli disponibili, fuori e
dentro il Parlamento, di regole del
gioco, di riforma delle istituzioni
di difesa della Costituzione. La democrazia non è solo affare nostro.
Bisogna che tutti se ne preoccupino.
Questo intendiamo parlando di alleanza per la democrazia. Con questa
chiara impostazione e quindi sapendo bene quello che vogliamo e qual
è la nostra ricetta noi affrontiamo i
problemi e le opportunità di questa
fase convulsa. Noi siamo di fronte
ad una crisi politica conclamata del
centrodestra che non è in condizione di garantire al Paese qualcosa
che assomigli ad un governo vero.
Vengano in Parlamento e riconoscano la crisi politica e si rimettano al
Presidente della Repubblica e alle
Camere. Così indica la nostra Costituzione e fin che non avremo la Costituzione di Arcore devono rispettare questa sulla quale hanno giurato.
Se tutto ciò avvenisse, noi abbiamo
già chiarito quale sarebbe la nostra
disponibilità. Un breve Governo di
transizione con al primo punto una
legge elettorale nuova che metta in
condizione di sicurezza democratica le prospettive del Paese. Dunque
un breve Governo di transizione e
poi andare a votare confrontando
nuovi e più chiari progetti politici.
Noi siamo pronti, sono loro ad aver
paura delle elezioni. Sia chiaro: se
nei prossimi mesi avanzerà l’irresponsabile traccheggiamento di un
governicchio si aspettino da noi una
opposizione durissima per ogni ora
di ogni giorno a venire. Quando ci
saranno le elezioni anticipate, noi
comunque saremo pronti perché
quelle elezioni avranno un padre e
una madre: Berlusconi e la sua crisi,
Berlusconi che fallisce nonostante la
sua maggioranza galattica, i suoi miracoli, i trombettieri al seguito e i fedeli scudieri. Argomenti ne abbiamo
a bizzeffe per combattere. Noi dobbiamo solo raccogliere tutte le nostre
forze e metterle in campo. Le forze
del centrosinistra, innanzitutto, alle
quali avanziamo l’idea del Nuovo
Ulivo. Adesso ognuno è di fronte
alle sue responsabilità. Noi siamo
rispettosi di tutti, noi vogliamo una
coalizione univoca e coesa e siamo
pronti a discutere con la coalizione
tutti i percorsi comprese ovviamente, in caso di elezioni, le primarie. Le
abbiamo inventate noi e quindi nessuno può tirarci per la giacca. Prima
il comune progetto fondamentale,
poi le persone: questo è il nostro metodo, perché il problema dell’Italia
(dovremmo averlo già visto!) non
lo risolve una persona sola. Dobbiamo comunque sapere cari amici
e compagni, che grande parte della
prospettiva dell’alternativa sta sulle nostre spalle. Noi, prima di ogni
altro, abbiamo un dovere verso il
futuro del Paese. C’è tanta gente che
ha bisogno di noi. C’è l’Italia che ha
bisogno di noi.
Il Pd, motore dell’alternativa
di governo.
Non possiamo più guardarci la
punta delle scarpe. Abbiamo scelto
di non essere un partito personale
perché non crediamo ad una democrazia personale. Noi siamo un collettivo e ognuno di noi in ogni luogo
deve caricarsi della sua responsabilità, sapere che maneggia una proprietà indivisa. Non accetterò che ci
si tiri la palla in casa, se la palla è di
là nel loro campo. In questo futuro
prossimo, nel futuro che abbiamo
qui davanti la gente avrà bisogno
di percepire la solidità, l’unità e la
forza di chi governerà il Paese. Noi
siamo un bel Partito, di donne e uomini liberi che discutono e partecipano; abbiamo con noi tanta gente
generosa e onesta che condivide gli
ideali e che ha nella testa e nel cuore
la voglia di una Italia migliore, più
civile, più giusta. Noi siamo ben più
forti delle nostre debolezze. Voglio
per l’autunno una grande mobilitazione che coinvolga oltre ai nostri
militanti e ai nostri circoli tanti e
tanti dei tre milioni di cittadini che
hanno partecipato un anno fa alle
primarie. Chiedo a tutti un aiuto per
trasformare la rabbia, l’insofferenza
e l’impazienza che sentiamo intorno
a noi in energia positiva. Chiedo a
tutti un aiuto per metterci a faccia
a faccia con gli italiani bussando e
ascoltando. Dobbiamo suonare le
nostre campane, tenere il passo di
un lavoro non semplice, forse non
breve ma appassionante e decisivo.
Tutti assieme, compagni e amici,
con intelligenza, con convinzione,
con entusiasmo, con passione rimbocchiamoci le maniche e prepariamo giorni migliori per l’Italia.
11
REGIONE
La scuola di Rhêmes intitolata a don Blanchet
Uomo fino in fondo, coraggioso e sempre al servizio dell’umanità
Fulvio Centoz
Sindaco di Rhêmes-Notre-Dame
Pubblichiamo un’ampia sintesi
del discorso tenuto dal sindaco
di Rhêmes-Notre-Dame, Fulvio
Centoz, in occasione dell’intitolazione della scuola del paese a
don Aristide Blanchet, parroco
di Rhêmes fino al 1981 e scomparso nel 1990.
Permettetemi innanzitutto di ringraziare la Regione Autonoma
della Valle d’Aosta, qui rappresentata dall’Assessore all’Istruzione, per gli enormi sforzi volti
a mantenere in vita queste scuole
di montagna, anche e soprattutto in un periodo in cui, invece,
il governo taglia ingenti risorse
economiche agli enti locali. Desidero inoltre ringraziare i sindaci che mi hanno preceduto per la
volontà e la tenacia nel voler costruire questa scuola, nonostante
le difficoltà che in questi anni
hanno dovuto affrontare. E’ grazie soprattutto a loro se noi, oggi,
possiamo testimoniare la nostra
profonda convinzione nell’istruzione pubblica, quale portatrice
di valori universali che vogliamo
garantire e trasmettere ai nostri
figli. Per questo motivo riteniamo indispensabile intitolare la
nuova scuola di Rhêmes-NotreDame ad una figura di straordinaria levatura morale e di indiscussa cultura.
La mia generazione non ha avuto la fortuna di incontrare don
Aristide Blanchet; forse ha appena potuto scorgerne il profilo
scarno e allungato – come la sua
scrittura - e il passo lento dei
suoi ultimi anni, prima ch’egli
si ritirasse nel suo paese natale,
Perloz, nell’ottobre del 1981. E
tuttavia, dal passato la sua figura
ritorna a noi non solo oggi, che
vogliamo rendergli omaggio, ma
anche in tante altre occasioni: i
più anziani - “les viou” - ci hanno ricordato spesso con gli occhi
lucidi e con nostalgia la sua presenza cara e discreta in questo
paese, soprattutto nei difficili
anni della guerra e del dopoguerra; così come gli uomini di
Chiesa ce ne hanno mostrato il
profilo spirituale attraverso scritti
e parole. Leggendo i documenti
dell’archivio parrocchiale è possibile ricostruire la figura di un
prete che viveva con la madre e le
sorelle, che si occupava del catechismo e della predicazione, che
metteva al centro del suo operato
la preghiera, tanto che favorì la
nascita di diverse confraternite
(dal ’46 ve ne furono ben tre, la
Confraternita del Santo Rosario,
di Maria Immacolata, del Carmine). Egli era però soprattutto un
lavoratore: aveva le mucche e
coltivava personalmente la campagna, come un qualsiasi altro
contadino: “l’è un de nos”, amavano ripetere i Rhêmeins. Non
era infatti persona da mettersi in
mostra, anzi! Aveva una certa ritrosia a parlare davanti ai turisti,
che pure ne ammiravano l’eloquio e la fine teologia, per cui gli
capitò di essere chiamato a pre-
dicare anche in Svizzera. Ma, da
uomo schivo e riservato qual era,
agli onori ed ai successi preferì
sempre la pace appartata di Rhêmes, le montagne silenziose e imponenti che lo innalzavano a Dio,
e l’angolo della sua stalla, dove lo
sorprendeva spesso chi andava
a rendergli visita, al suo tavolo
intento a studiare, a scrivere o a
pregare con il suo breviario. […]
Chi sapeva avvicinarlo discretamente e accoglierlo così com’era,
scopriva un uomo desideroso
di offrire ai suoi parrocchiani
quell’aiuto che, in quei tempi, forse solo il prete poteva dare: non
solo per la spiritualità, il catechismo e la cultura, ma anche per i
bisogni concreti di ogni giorno:
“Faceva le punture meglio di un
infermiere.... non si sentiva nulla...”, ricordano i più anziani. Soprattutto, non possiamo dimenticare l’episodio in cui, in piena
guerra, riuscì a salvare un partigiano dalla fucilazione, convincendo i nazisti a desistere dal loro
intento, soffermandosi a parlare
lungamente con loro in tedesco.
Ecco forse l’episodio che meglio
dice chi è don Blanchet: l’uomo
silenzioso che, davanti al pericolo, non esita ad usare il proprio
sapere per salvare un suo simile
a cui era già stata scavata la fossa
nel cimitero di Rhêmes: in questo, come tutti gli uomini di Dio,
uomo fino in fondo, coraggioso e
sempre al servizio dell’umanità.
Aeroporto: valutare il rapporto costi-benefici
Iniziativa del PD: “la Giunta riferisca entro tre mesi in Consiglio”
Tre mesi di tempo alla Giunta
per predisporre una relazione
tecnico-finanziaria sui costi e sugli (eventuali) benefici del nuovo
aeroporto ‘Corrado Gex’, da presentare in Consiglio regionale.
E’ questa la richiesta del gruppo
regionale del PD, illustrata in
un’interpellanza a firma della capogruppo Carmela Fontana e del
segretario regionale Raimondo
Donzel. Sottolinea la Fontana:
“l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile, in un suo recente rapporto, ha evidenziato la scarsa
utilità dell’aeroporto valdostano “Corrado Gex” nel sistema
nazionale dei trasporti. Attualmente, nel nostro scalo regionale, non vi è alcuna attività commerciale: né di voli di linea, né
di voli charter, né di voli cargo.
In compenso, la gestione di tale
struttura, recentemente potenziata con forti investimenti, rappresenta un pesante deficit per il
bilancio dell’Amministrazione
regionale”. A questi problemi,
sottolinea il Pd, “si aggiunge un
contenzioso di quasi 6 milioni
di euro con la società di gestione, di proprietà del gruppo Air
Vallée, attualmente sotto arbitrato. Una società di gestione che,
sul proprio sito Internet si definisce ‘la proiezione della Valle
d’Aosta nel mondo del trasporto
aereo’, mentre da tempo ha base
operativa a Rimini”. A partire da
queste considerazioni, il gruppo
regionale del PD ha sollecitato la
Giunta a verificare con l’ENAC le
potenzialità dell’aeroporto regionale di Saint-Christophe, ad illustrare alla Commissione competente il contenuto del contenzioso con la società di gestione e
le possibili ripercussioni sul bilancio regionale e a predisporre
una relazione tecnico finanziaria
da presentare entro tre mesi al
Consiglio regionale che illustri
i costi finanziari e gli eventuali
benefici economici di tale infrastruttura aeronautica.
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AOSTA
Maggioranza al banco di prova
Per il centrosinistra un ruolo di vigilanza e di proposta
Michele Monteleone
Capogruppo PD-PSI Aosta
Dopo la pausa estiva il 21 e il 22
settembre sono ripresi i lavori del
Consiglio comunale di Aosta. E’
ancora troppo presto per espri-
mere una valutazione sull’operato di questa maggioranza ma
sicuramente presto sarà possibile
capire se le strade che verranno
intraprese sono quelle dichiarate
in campagna elettorale. La svolta
a destra nella città è stata da una
parte sventolata come la sferzata
necessaria a ridare slancio alla
città dall’altra nascosta, quasi
con vergogna rispetto alle proprie
origini e alla storia della città e
dei governi che l’hanno guidata
a lungo, governi, salvo qualche
piccola parentesi, quasi tutti di
centro sinistra. Il centrosinistra
ha dato prova si saper governare
Aosta vedremo se saprà fare altrettanto questa maggioranza.
Primo banco di prova sarà il Bilancio regionale dove vedremo
se quanto detto nei proclami dei
programmi e dei comizi sarà effettivo. Il ruolo che Aosta deve
avere, come definito da questa
maggioranza “Capitale dell’Autonomia”, trasparirà dalle scelte
della finanziaria regionale, vedremo se Aosta sarà trattata come
meriterebbe oppure sarà uno dei
74 comuni della Valle. A noi basterebbe che fosse trattata per
quello che è: il Capoluogo di regione. Subito dopo vedremo il Bilancio di previsione che la Giunta
proporrà da lì si potrà verificare
se saranno fatti tagli alle politiche
portate avanti dal centro sinistra
o se saranno confermati i servizi
che hanno permesso ad Aosta di
essere in testa a tante classifiche
per qualità ed innovatività negli
scorsi anni.
Infine oltre al ruolo che l’elettorato ci ha dato di opposizione e
di vigilanza sull’operato di questa
maggioranza sapremo essere propositivi come abbiamo sempre
fatto.
Sapremo raccogliere le esigenze
della gente e trasformarle in proposte, avendo dalla nostra parte
la forza delle idee che ci ha sempre contraddistinto e la consapevolezza della responsabilità che
abbiamo nel ruolo che siamo stati
chiamati a ricoprire.
Viabilità, grandi opere e servizi: dove va Aosta?
Fabio Platania
Vice Presidente Consiglio comunale di Aosta
Dopo la pausa estiva ricominciano i lavori del consiglio Comunale di Aosta. Personalmente prevedo un autunno ed un inverno
“caldi” dal punto di vista dell’attività politica e del ruolo di opposizione del nostro Partito. Gli
argomenti clou saranno senz’altro la discussione sul bilancio, la
viabilità, le grandi opere (per il
momento fuori dall’agenda politica…per fortuna!) e il controllo
sul mantenimento dei servizi
sociali cosi come sono stati impostati nella passata consigliatura. Il ruolo del nostro gruppo
sarà di controllo e vigilanza nei
confronti dell’operato della maggioranza, senza dimenticare la
possibilità di fare proposte su
singoli aspetti della vita cittadina o perché no su questioni politiche più generali. I temi specifici sui quali aprire un dibattito
non mancano. Alla cittadinanza,
ormai sfiduciata dalla politica,
vogliamo dimostrare con i fatti
che c’è un gruppo politico, che
siede tra i banchi del Consiglio
comunale, che a questa città ci
tiene e che farà delle proposte
concrete per cercare di affrontare e risolvere i problemi che
quotidianamente emergono dal
confronto con i cittadini.
Come consigliere comunale alla
prima esperienza sto notando
che se si ascoltano i cittadini,
questi non solo forniscono idee
e spunti da portare in Consiglio,
ma si riesce ad ottenere un feedback positivo anche come livello
di attenzione su ogni iniziativa
del Partito. Dobbiamo quindi fare
della capacità di ascolto il nostro
tesoro. Non sarà facile mettere in
luce il nostro lavoro, anche perché in Valle d’Aosta (ma ora anche in Italia) l’opinione pubblica
stenta a prendere posizione su
qualunque cosa accada. Anche i
Partiti sono sovente assenti e il
loro ruolo di cassa di risonanza
sta venendo meno, cosi come è
evidente l’incapacità di fornire
risposte concrete quando ci si
trova di fronte ad un problema
che interessa tutta la società o la
democrazia in generale. Prova ne
è che sulle recenti dichiarazioni
del nostro Segretario Regionale sulla proprietà dei mezzi di
informazione in Valle d’Aosta
nessun partito dell’opposizione
ha ritenuto meritevole spendere
una sola parola di sostegno o di
biasimo…erano tutti in vacanza?
L’argomento non interessa? Ma
vi rendete conto che stiamo parlando di uno dei capisaldi della
democrazia o no? Oltretutto il
controllo ed il pluralismo dei
mezzi di informazione è un problema anche a livello nazionale.
Vogliamo cercare di risolverlo o
ci va bene cosi com’è? Per il momento abbiamo lanciato il sasso
nello stagno senza sortire effetti
di sorta. Lo so, non si cambiano
le cose dall’oggi al domani, sappiano però i valdostani amanti
di una democrazia che tale vuol
esser definita, che almeno noi
ci stiamo provando…al giorno
d’oggi non è poco.
Il gruppo ANA Ponte di Pietra compie 10 anni
Una giornata di festa, domenica
scorsa 19 settembre, ha sancito il
decennale di fondazione del gruppo ‘Ponte di Pietra’ della sezione
valdostana dell’ANA (Associazione
Nazionale Alpini). Il gruppo aostano veniva costituito la sera del 21
marzo 2000 da 18 soci fondatori,
che eleggevano come capo gruppo
Aldo Abena, ancora in sella oggi,
dieci anni dopo. In questi anni il
gruppo è cresciuto: ha trovato e
rimesso a posto una bella sede in
via Ponte Romano (inaugurata nel
2003, poco prima dell’adunata nazionale di Aosta), ha moltiplicato gli
iscritti dagli originari 18 agli attuali
132 soci alpini (a cui si aggiungono 43 amici degli alpini), ha partecipato a tutte le Adunate nazionali
e sezionali, ha stretto gemellaggio
con i gruppi di Costigliole d’Asti e
di Vanzone-Isolella, e ha sempre
dato il suo contributo alle diverse
iniziative di solidarietà: Banco Alimentare, Operazione Stella Alpina,
Abruzzo, associazione Ana Moise e
molte altre ancora. Scrive Aldo Abena nel suo saluto in occasione della
festa: «il nostro primo decennio ci
ha dato delle grandi soddisfazioni,
considerando la mole di lavoro svolto e il grande consenso ottenuto da
tutti quelli che ci circondano; i momenti salienti della vita associativa
ne sono la dimostrazione più vera.
Ma non è il momento di fermarsi!
Quindi… zaino in spalla e corriamo al
prossimo traguardo».
Avviso
ai lettori
Questo numero è
stato chiuso
in tipografia il
23 settembre 2010
Le Travail / Il Lavoro
Quindicinale di attualità, politica e cultura fondato
nel 1948 da Giulio Dolchi
Organo di informazione del Partito Democratico Valle d’Aosta
Direttore responsabile: Giovanna Zanchi
[email protected]
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Coordinatore della redazione: Davide Avati - [email protected]
Redazione: Quintino Botrugno ([email protected]);
Orfeo Cout ([email protected]);
Claudio Latino ([email protected]);
Maurizio Pitti ([email protected]);
Fabio Protasoni ([email protected]);
Redazione e amministrazione:
Corso Battaglione Aosta 13/a
11100 Aosta Tel. 0165 262514 - Fax. 0165 234245
e-mail: [email protected]
[email protected]
TERRITORIO
Scoprire la storia di Montjovet
Il nuovo libro di Orfeo Cout: “la storia di un paese e della sua gente”
Orfeo ci aveva promesso, quando lo intervistammo nel mese di
giugno, che in autunno ci avrebbe
regalato una bella sorpresa, e puntuale è arrivata, è da pochi giorni
che è uscito fresco di stampa il suo
terzo lavoro. Dopo “Le rù Chevrère et Montjovet - Storia e attualità
di un corso d’acqua” (1998) e “Il
Coro Alpino di Saint- Vincent 40
anni di emozioni…” (2006) nasce,
“Montjovet. Storia di un paese e
della sua gente”. Da parte mia è
doveroso scrivere due parole riguardo all’autore; i nostri lettori lo
conoscono perché collabora con il
nostro giornale dal 1992, giornalista pubblicista, Vice Sindaco di
Montjovet dal 2000 al 2010, ora
consigliere comunale, continua a
occuparsi di Politiche sociali.
Orfeo perché hai pensato di scrivere un libro su Montjovet?
«Il libro nasce dall’amore che ho
per il mio paese adottivo e per offrire hai lettori, in particolare ai residenti di Montjovet, l’occasione
per approfondire la conoscenza
della storia, cultura e tradizioni
della località in cui vivono e promuoverne le attrattive. Circa ven-
ORFEO COUT
MONTJOVET
La storia di un paese e della sua gente
LeChâteau
titré anni fa ho lasciato Issogne,
il paese dove ho trascorso la mia
gioventù, e che ancor oggi occupa
uno spazio importante nel mio
cuore per trasferirmi a Montjovet;
rammento con gioia i miei primi
incontri con la gente del posto, la
cordialità e l’amicizia che subito
ho colto nei miei confronti, sono
stato subito accettato e integrato.
Credo siano stati proprio i valori
umani espressi da ogni persona a
farmi amare questo paese, ancor
prima di scoprirne le ricchezze
storico-naturalistiche».
Anticipaci cosa scopriremo sfogliando il tuo libro…
«Montjovet è un antico paese da
scoprire e visitare, dove è ancora
vivo e radicato nella gente l’attaccamento alla terra e alle proprie
tradizioni. Sfogliando il libro, il
lettore scoprirà la storia del paese
scritta sulla base di ricerche storiche che ho fatto in questi anni, ma
anche grazie alle testimonianze di
alcuni abitanti i quali mi hanno
descritto la vita nei tempi passati,
creando un liaison culturale tra
generazioni. La località è descritta
in ogni suo aspetto; dalle tradizioni religiose, a testimonianza della
fede che nei secoli ha scandito la
vita quotidiana di tutte le comunità valdostane, alle istituzioni
pubbliche, all’economia, alle tradizioni. Scoprendone inoltre le
bellezze naturalistiche, la geologia
e la morfologia. Credo inoltre, che
conoscere il proprio passato sia
determinante per tutte le comunità: lo scavare a ritroso nel tempo
ci dà la possibilità di tramandare
momenti di vita, tradizioni di un
passato che ci appartiene e al quale dobbiamo sentirci legati, perché
rappresenta le radici di ognuno di
noi».
Chi vorresti leggesse il tuo libro?
«Il mio auspicio è che il libro sia
sfogliato anche dai più piccoli,
per un momento di lettura che li
guidi alla scoperta del loro paese,
oggi e nel tempo che fu, affinché
imparino ad amarlo, apprezzarlo e rispettarlo. Ed è appunto per
questo motivo che l’Amministrazione Comunale ha deciso di farne omaggio di una copia a tutti gli
alunni delle Elementari e agli studenti delle Scuole Medie».
Domanda trabocchetto, alla quale
però, conoscendoti, so già cosa mi
risponderai…. Orfeo, ti senti uno
storico?
«Assolutamente no, definirmi
uno storico sarebbe un’offesa ai
veri storici, infatti, come ho scritto
nella nota dell’autore, ero e sono
consapevole dei miei limiti culturali, che mi permettono di vivere
questa mia passione solo ed esclusivamente come hobbista della ricerca “d’antan”».
D.A.
Pont-Saint-Martin, è rottura in Consiglio
La minoranza lascia l’aula per protesta sulla nomina della Commissione Biblioteca
Maurizio Pitti
È rottura in Consiglio Comunale
a Pont-Saint-Martin sulla nomina
della Commissione Biblioteca con
i sei Consiglieri di minoranza che
in segno di protesta lasciano l’aula
dopo l’ennesimo affronto da parte
di un Sindaco che sembra proprio
non essere in grado di ascoltare e
di recepire nessuna proposta politica avanzate da una minoranza
che sino a questo punto è stata
propositiva e propensa al dialogo.
Entrando nel merito la Commissione biblioteca, come previsto
da Regolamento Comunale, deve
essere così composta: il Sindaco
o un suo delegato, due rappresentanti eletti dal Consiglio di cui uno
della minoranza, un bibliotecario
come membro esperto, una rappresentanza di utenti e una delle
associazioni culturali per un massimo di 6 persone. Sin qui tutto
regolare. È però sulla Proposta di
Delibera del Consiglio Comunale
(n°78 del 03/09/2010) che sorgono i primi dubbi di legittimità sui
quali la minoranza ha sollevato
il problema. La Proposta di Delibera in questione al momento
di nominare i rappresentanti di
utenti e delle associazioni riporta
testualmente: “sentito il parere del
Sindaco…, sentito il parere della
minoranza…, si procede alla votazione sulla proposta del Sindaco”.
Detto in altri termini: si senta pure
la minoranza, ma si voti cosa ha
proposto il Sindaco. Bè…! A parte la questione se ciò sia legittimo
o meno, decidete voi se questa è
democrazia, partecipazione, trasparenza o qualcos’altro. Ma non
finisce qui! Le associazioni che
hanno avanzato la loro candidatura sono state gli Amici del Teatro
e Amnesty oltre le 2 Istituzioni
scolastiche, la Mont Rose A e la
Mont Rose B. Nella scelta la maggioranza propone 2 nominativi
delle scuole e 4 degli utenti (infischiandosene sia del Regolamento
Comunale sia del fatto che le associazioni del territorio non vengono
così rappresentate). La minoranza
da parte sua propone i 2 nominativi proposti dalle associazioni, 1
delle Istituzioni scolastiche e 3 per
gli utenti (un giusto compromesso
onesto e razionale) A questo punto
dopo una discussione pressoché
a senso unico, avviene la nomina sulla proposta del Sindaco: 2
delegati delle Istituzioni e 4 degli
utenti. La minoranza a questo punto chiede e rimarca: “dove sono i
rappresentanti delle associazioni
come previsto dal Regolamento?
Perché vengono esclusi?” …e ancora “le due Istituzioni scolastiche
non sono delle associazioni, così
non si rispetta il Regolamento”. Il
Sindaco non vuole sentire e a questo punto in segno di disapprovazione i Consiglieri di minoranza si
alzano e lasciano l’aula. Il risultato finale è che nella Commissione
Biblioteca di Pont-Saint-Martin
non vi sarà alcuna rappresentanza delle associazioni attivamente
presenti sul territorio, con l’inevitabile declino e impoverimento
culturale che vedrà suo malgrado
protagonista una delle biblioteche
fino ad oggi più attive della valle.
Augusto Beuchod, consigliere di
minoranza del PD si dice “deluso
e rammaricato per questa nomina,
frutto di una assoluta mancanza di
sensibilità da parte del Sindaco e
di arroganza del potere. Nomina
che oltre ad essere illegittima in
quanto non rispetta il Regolamento Comunale, denota anche una
incapacità politica nell’affrontare
questioni importanti per il paese”.
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LA TESTATA FRUISCE DEI CONTRIBUTI STATALI
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FORUM
IL SENSO DELLE PAROLE
PDL: BONGIORNO, IMPEGNO
BERLUSCONI
SOLUZIONE
PROBLEMI VDA
(ANSA) - AOSTA, 15 Settembre
Il ‘’personale impegno e quello del Governo oltre a una particolare attenzione ai problemi
della Valle e un’accelerazione
dei processi di approvazione
dei vari progetti aperti’’ e’ stato
espresso da Silvio Berlusconi
nel corso dell’incontro avuto ieri
sera a Palazzo Grazioli con una
delegazione della Valle d’Aosta.
A Palazzo Grazioli il Presidente del Consiglio ha incontrato il
Presidente della Giunta Regionale, Augusto Rollandin, il Senatore della Valle d’Aosta, Antonio
Fosson. All’incontro erano inoltre presenti Maurizio Gasparri e
Gaetano Quagliariello, Giorgio
Bongiorno, Alberto Zucchi e
Massimo Lattanzi. ‘’Nell’ora di
colloquio - ha detto Bongiorno e’ stata compiuta una esauriente
panoramica delle questioni riguardanti le norme di attuazione
ed i progetti approvati o in corso
di approvazione, vitali per il futuro della Valle’’. Per Bongiorno
si e’ trattato di un ‘’importante
momento di confronto che si inserisce come autorevole fase nel
processo in atto da tempo a livello regionale per rafforzare contemporaneamente la strategia di
collaborazione del Pdl nazionale
e locale con il Governo regionale’’. (ANSA).
PERRIN: «L’AUTONOMIA È
UN DIRITTO, NON È MERCE
DI SCAMBIO»
AOSTA, 15 settembre 2010 - «Si
tratta di un episodio molto grave. Di un incontro privato che
per la sua stessa natura va a segnare uno strappo inaudito con
la corretta procedura istituzionale». Carlo Perrin, coordinatore di ALPE, boccia senz’appello
il vertice che ha riunito ieri sera
a Palazzo Grazioli il presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi,
quello della Regione Valle d’Ao-
sta, Augusto Rollandin, il senatore Antonio Fosson e i rappresentanti valdostani del Pdl. «Per
tradizione e per rispetto nei confronti della nostra Regione – prosegue Perrin – agli incontri con
le più alte cariche istituzionali
dello Stato partecipano entrambi i parlamentari eletti in Valle
d’Aosta. La scelta di privilegiarne uno e di convocare assieme
a lui il presidente della Giunta
regionale è la conferma dell’assonanza più che mai evidente
tra il berlusconismo e un certo
modo di fare politica diffuso
ormai anche in Valle d’Aosta.
L’Autonomia della Valle d’Aosta è un diritto: non deve mai diventare merce di scambio, tanto
meno da esibire e barattare sui
divani di Palazzo Grazioli».
DONZEL: «A ROMA SANCITA
L’ALLEANZA UV-PDL»
(La Stampa, 16 settembre)
«Rollandin si presenti in Consiglio regionale, dica che la sua
maggioranza autonomista ha
fallito e che il PdL d’ora in poi
ne fa parte. Parlare dei problemi della Valle d’Aosta al Presidente del Consiglio con i leader
dell’opposizione regionale mi
pare quanto meno anomalo. E’
un momento inopportuno, nel
quale Berlusconi sta facendo la
sua campagna acquisti. Avevamo messo in piedi un percorso
istituzionale in Consiglio e prima ancora di cominciarlo c’è
questo incontro. Così l’Union
svende l’autonomia. Sui capisaldi statutari non c’è trattativa
che tenga. Noi siamo per tutelarli, non si possono vendere
per soldi in più. Questa storia
dei finanziamenti è ormai una
barzelletta. Per le comunali su
Aosta avevano annunciato l’arrivo di 800 milioni, rinnegati
subito dopo il voto, come se mai
fossero stati promessi. E mi domando come il senatore Fosson,
che mette al centro l’etica, possa
prestarsi al mercato del voto».
Due posti di servizio civile all’Aspert Servizio civile, due posti per il CSV
L’Associazione Sport per
Tutti - Aspert mette a disposizione 2 posti di servizio civile all’interno
del progetto ‘Sport, ma
non solo! Un anno nelle
diverse attività proposte
dall’aspert’. Il progetto è
innanzitutto un’occasione per sperimentarsi, far
emergere o confermare
le proprie inclinazioni
rispetto al mondo del sociale, attraverso il coinvolgimento nelle diverse attività
dell’associazione: dall’animazione per i bambini, alle proposte
ludico-sportive per persone con
disabilità fisica e mentale, fino
alle iniziative di socializzazione
per anziani, realizzate da Aosta
a Courmayeur, sede dell’associazione. Il progetto offre allo stesso
tempo un modo intenso, diverso
e arricchente di vivere un’esperienza indicata per chi ama lo
sport e il contatto con la natura;
non sono tuttavia richieste delle doti sportive particolari, ma
solamente la volontà di mettersi
in gioco nella relazione, nell’animazione e nei giochi sportivi. Tra
le finalità del progetto quella di
valorizzare gli aspetti formativi
ed educativi della pratica sportiva e del contatto con la natura a
favore di persone svantaggiate in
ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari. Possono partecipare alla
selezione i ragazzi e le ragazze
dai 18 ai 28 anni (non compiuti)
che siano cittadini italiani e siano in possesso di idoneità fisica.
Il servizio civile avrà inizio presumibilmente all’inizio del 2011
e avrà una durata complessiva di
12 mesi. L’orario stabilito è orientativamente dal lunedì al venerdì.
Il rimborso forfettario è di 433,80
euro mensili netti. Le domande
vanno presentate entro e non oltre il 4 ottobre 2010 all’Associazione Sport per Tutti – Via delle
Volpi, 3 - Courmayeur (AO).
Tra le diverse opportunità di svolgere un anno di
servizio civile in
Valle d’Aosta, ci
sono anche i posti
messi a disposizione dal CSV, il
Coordinamento
Solidarietà Valle
d’Aosta. In particolare nell’ambito del progetto
“Alla
scoperta
delle relazioni Un anno di sostegno alle associazioni Ascolto e al
Caffè Alzheimer”, il CSV cerca
due volontari in servizio civile
per attività di compagnia, animazione e sostegno agli anziani, ai malati di Alzheimer e ai
loro familiari. Uno dei giovani
selezionati dovrà affiancare
i volontari dell’Associazione
Ascolto che si occupano di
compagnia telefonica e domiciliare e dell’animazione di alcuni anziani della città di Aosta.
Il volontario dell’Associazione
Alzheimer invece accompagnerà gli ospiti del centro Alzheimer durante i trasferimenti
da e per la portineria, parteciperà all’accoglienza di nuovi
ospiti e famigliari, affiancherà
le attività di animazione, di
idratazione, alimentazione e
vestizione.
Possono partecipare alla selezione i ragazzi e le ragazze dai
18 ai 28 anni (non compiuti)
che siano cittadini italiani e
siano in possesso di idoneità
fisica. Il servizio civile avrà
inizio presumibilmente all’inizio del 2011 e avrà una durata
complessiva di 12 mesi. L’orario stabilito è orientativamente
dal lunedì al venerdì. Il rimborso forfettario è di 433,80 euro
mensili netti. Le domande vanno presentate entro e non oltre
il 4 ottobre 2010 e indirizzate
al
Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta (Via Xavier de
Maistre 19 - 11100 Aosta - Tel
0165/230685 www.csv.vda.it).
16
OTTOBRE 2010
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NOVEMBRE 2010
martedì 2
Venerdì 5
domenica 7
martedì 9
Venerdì 12
domenica 14
martedì 16
Venerdì 19
domenica 21
martedì 23
Venerdì 26
domenica 28
martedì 30
Charvensod
Bar Girasole
PoLLein
Bar trattoria Gasoline
ChâtiLLon
Bar Les amis
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Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17
Fenis
Bar des alpes
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Locanda Castagneti
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Charvensod
Bar Fuorigioco
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Bar Golf Les iles
ayMaviLLes
hôtel du Midi
PoLLein
Bar trattoria Gasoline
ChâtiLLon
Bar Les amis
Fenis
Bar des alpes
366 3394402
346 3957183
0166 61384
0165 262489
0165 764255
0166 30145
0166 46184
0165 262942
0165 762932
0165 923024
346 3957183
0166 61384
0165 764255
DICEMBRE 2010
Venerdì 3
domenica 5
martedì 7
Venerdì 10
domenica 12
martedì 14
aosta
Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17
Pontey
Locanda Castagneti
Charvensod
Bar Fuorigioco
PoLLein
Bar trattoria Gasoline
BrissoGne
Bar Golf Les iles
Charvensod
Bar Girasole
0165 262489
0166 30145
0165 262942
346 3957183
0165 762932
366 3394402
Fenis
Bar des alpes
PoLLein
Bar trattoria Gasoline
aosta
Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17
BrissoGne
Bar Golf Les iles
Charvensod
Bar Girasole
0165 764255
346 3957183
0165 262489
0165 762932
366 3394402
GENNAIO 2011
eS
aY
rr
Ve
a
m
aY
0166 30145
346 3957183
0165 44181
346 3957183
0165 762932
366 3394402
0125 809816
0166 61384
0165 262489
0165 764255
0165 263778
0165 262942
346 3957183
0165 762932
a
St
S
ao ViLLe
Pontey
Locanda Castagneti
PoLLein
Bar trattoria Gasoline
Charvensod
Bar Limonet
PoLLein
Bar trattoria Gasoline
BrissoGne
Bar Golf Les iles
Charvensod
Bar Girasole
hône
Bar Mulino
ChâtiLLon
Bar Les amis
aosta
Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17
Fenis
Bar des alpes
saint-ChristoPhe
Bar Luana
Charvensod
Bar Fuorigioco
PoLLein
Bar trattoria Gasoline
BrissoGne
Bar Golf Les iles
e
PH
to
iS
Hr
.c
St
Venerdì 1
domenica 3
martedì 5
Venerdì 8
domenica 10
martedì 12
Venerdì 15
domenica 17
martedì 19
Venerdì 22
domenica 24
martedì 26
Venerdì 29
domenica 31
Venerdì 17
domenica 19
martedì 21
domenica 26
martedì 28
MAPPA DELLE GARE
domenica 2
martedì 4
Venerdì 7
domenica 9
martedì 11
Venerdì 14
domenica 16
martedì 18
Venerdì 21
domenica 23
martedì 25
Venerdì 28
domenica 30
ChâtiLLon
Bar Les amis
Fenis
Bar des alpes
Charvensod
Bar Fuorigioco
Fenis
Bar des alpes
ChaMBave
La Crotta des vignerons
aosta
Bar de la vallée
ChâtiLLon
Bar Les amis
Charvensod
Bar Girasole
aosta
Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17
Pontey
Locanda Castagneti
Charvensod
Bar Fuorigioco
nus
Bar Carla
Pontey
Locanda Castagneti
0166 61384
0165 764255
0165 262942
0165 764255
0166 46671
0165 41414
0166 61384
366 3394402
0165 262489
0166 30145
0165 262942
0165 767973
0166 30145
FINALISSIMA
Domenica 6 marzo 2011 ore 8.30
montjovet
ristorante napoléon
0166 579111
GARE DI SELEZIONE
BUoni acQUiSto
1a COPPIA 120 € A TESTA • 2a coPPia 70 € a teSta
terZa e QUarta coPPia 40 € a teSta
QUota d’iScriZione Per oGni Gara: 18 € a concorrente
Il martedì e il venerdì le gare inizieranno alle ore 21 • La domenica le gare avranno inizio alle ore 15
FEBBRAIO 2011
martedì 1
Venerdì 4
domenica 6
martedì 8
Venerdì 11
domenica 13
martedì 15
Venerdì 18
domenica 20
martedì 22
Venerdì 25
domenica 27
Charvensod
Bar Girasole
Pontey
Locanda Castagneti
ChâtiLLon
Bar Les amis
Charvensod
Bar Fuorigioco
aosta
Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17
BrissoGne
Bar Golf Les iles
Fenis
Bar des alpes
ChâtiLLon
Bar Les amis
Pontey
Locanda Castagneti
aosta
Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17
Charvensod
Bar Girasole
BrissoGne
Bar Golf Les iles
366 3394402
0166 30145
0166 61384
0165 262942
0165 262489
0165 762932
0165 764255
0166 61384
0166 30145
0165 262489
366 3394402
0165 762932
MARZO 2011
martedì 1
Charvensod
Bar Fuorigioco
0165 262942
montepremi: oltre 62.000 euro
1° PREMIO FINALISSIMA
2° PREMIO FINALISSIMA
Due Fiat panDa
Due tv lcD 42”
ALTRI PREMI
Premi ad eStraZione
sorteggiati tra i 128 finalisti,
il cui valore sarà determinato
dall’andamento del Grand-Prix.
Premi ad eStraZione
in gare eliminatorie a sorpresa,
offerti dalle ditte todescato, edilCuc,
Pellegrinelli, Lo Pan nër e Gal sport
Prima coppia
Seconda coppia
terza e quarta coppia
120 euro a testa
70 euro a testa
40 euro a testa
in buoni acquisto
novità
C.so Battaglione aosta, 103 - 11100 aosta
Tel. 0165 40146/7/8 • [email protected] - www.grupposicav2000.com
Gli esercenti dei locali dove si svolgeranno 7 gare eliminatorie metteranno in palio un premio del valore di circa 200
euro per il giocatore che farà più punti in quelle 7 partite
1°
2°
3°
4°
5°
6°
7°
8°
9°/16°
abbuono iscrizione 128 gare
abbuono iscrizione 64 gare
abbuono iscrizione 48 gare
abbuono iscrizione 36 gare
abbuono iscrizione 24 gare
abbuono iscrizione 20 gare
abbuono iscrizione 16 gare
abbuono iscrizione 12 gare
abbuono iscrizione
8 gare
Premi SPeciaLi Per Le donne QUaLiFicate aLLa FinaLiSSima
PranZo oFFerto aLLa FinaLiSSima ai Primi 20 Giocatori cLaSSiFicati
iL comitato orGaniZZatore Si imPeGna a Garantire La maSSima corretteZZa e Serenità deL Gioco in tUtte Le Gare
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Eppur si muove - PD Valle d`Aosta