Quindicinale di attualità, politica e cultura fondato nel 1948 da Giulio Dolchi «Fra 30 anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la TV». Ennio Flaiano (1970) GIOVANNA ZANCHI Un paese in svendita Il nostro Presidente del Consiglio che, nel marasma più totale, sostiene che in Parlamento tutto è sotto controllo, è altrettanto rassicurante e credibile di Ahmadinejad quando comunica al mondo che Sakineh Astjani non è mai stata condannata alla lapidazione. Se anche quest’ultima notizia fosse vera, ciò non potrebbe ribaltare la nostra opinione sul regine iraniano. Se anche Berlusconi riuscisse a trovare “i numeri” per non rimettere il mandato, ciò non cambierà il fatto che il paese è ingovernabile. O forse il nostro intendeva dire che il Parlamento è sotto controllo? In questo caso, la barzelletta che va raccontando sul ritorno al potere di Hitler, oltre che stupidamente odiosa potrebbe suonare addirittura sinistra... Il quadro politico si sta polverizzando in una centrifuga impazzita; l’economia è pericolosamente in stallo, mentre i libici diventano i maggiori azionisti della più grande banca italiana; la democrazia langue, mentre l’arroganza impunita di una vasta parte della nostra classe dirigente ha sfondato il muro del suono. Il Presidente della Repubblica si trova a dover ribadire il ruolo di Roma capitale, mentre il sindaco di un paesotto del bresciano non riconosce l’autorità di un Ministro (del ruolo, magari, se non proprio della persona che lo ri- segue a pag. 3 «Il PD vuole avanzare al Paese l’idea di un grande risveglio italiano. Due i pilastri di questo progetto: più lavoro e una riscossa civica per tornare a crescere e per vivere meglio» Pierluigi Bersani – Segretario del Partito Democratico Eppur si muove L’immagine distorta di un centrosinistra inerme di fronte allo strapotere berlusconiano comincia ad annoiare. Primo perché questo strapotere, in un’Italia stanca delle troppe illusioni e delle bugie del capo, è sempre più virtuale e sempre meno reale. Secondo, perché il progetto dell’alternativa di governo portato avanti da Pierluigi Bersani in quest’ultimo anno comincia a prendere forma e contenuti. La prova sta, per esempio, nell’appello per un nuovo Ulivo e per una grande alleanza democratica; ma sta soprattutto nel discorso “Per un nuovo risveglio italiano” pronunciato dal segretario nazionale del Partito Democratico il 12 settembre scorso a Torino. Lì dentro c’è il nucleo di un progetto per un’Italia diversa, che vuole mettersi alle spalle 15 anni di berlusconismo e cambiare rotta, all’insegna di due punti cardinali: il lavoro e un nuovo civismo. Abbiamo deciso di pubblicare, in questo numero del ‘Travail’, il discorso di Bersani in versione (quasi) integrale; quattro pagine piene, per una lettura che richiede tempo e fatica. Ma è importante. Soffermatevi, ad esempio, sull’analisi del fenomeno ‘berlusconismo’, e sulla ricetta per far uscire il Paese da questo tunnel. Oppure sulle proposte concrete di Bersani per i lavoro, l’istruzione e la creazione di un nuovo senso di cittadinanza. E’ da queste righe che prenderà forma il programma – e l’Italia - di domani. 1,50 € - seconda quindicina SETTEMBRE 2010 - www.partitodemocratico-vda.it Poste Italiane S.p.A Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1 comma DCB Aosta - anno 62 n° 15 [email protected] 2 POLITICA Parliamo dei problemi della gente Raimondo Donzel [email protected] Parliamo innanzitutto del problemi della gente: il lavoro, la crisi, la scuola, la manovra economica del governo. “Parliamo dei problemi della gente” ce lo ripeteva come un ritornello in Direzione regionale un militante della Bassa Valle, per farcelo entrare bene in testa: peccato che la sua voce non sia arrivata fino in Parlamento. I posti di lavoro diminuiscono in termini assoluti. Altro che un milione di posti di lavoro in più (prima delle grandi bugie di Berlusconi). Ma in Valle il problema non c’è a detta del Governo regionale: qui tutto va bene o – correzione degli ultimi giorni – nel migliore dei modi possibili viste le difficoltà: tradotto, va male anche qui. Mesi fa, quando era necessario arginare la manovra di Tremonti e attaccare il Governo che tagliava le risorse alle Regioni e agli Enti locali, il Governo regionale e le forze autonomiste invece strinsero l’accordo ad Aosta (e a livello regionale in forma non pubblica) col Pdl per avere finanziamenti per le grandi opere, che si sono rivelati una vera e propria “bufala”. Il PD valdostano che allora aveva prontamente denunciato che erano a rischio oltre 300 posti per i precari e gli stagionali valdostani fu isolato, perché in Valle d’Aosta bisogna sempre dire che splende il sole anche quando grandina. Riguardo alla crisi non può esserci sviluppo in Valle, mentre tutto il sistema Italia annaspa. Le non ricette di Berlusconi e Tremonti sono un disastro anche per noi. Le nostre capacità produttive sono sempre state strettamente connesse al sistema produttivo nazionale. Ci fa piacere che la Cogne si difenda anche con le esportazioni: ma senza la ripresa interna sarà sempre più difficile tenere il passo dei concorrenti. Solo uno sviluppo vero dell’Università, non come opera edilizia tipo la Muraglia cinese, ma come centro di sapere che sviluppa ricerca e crea laboratori con ricadute produttive, può risollevare le nostre sorti. Altrimenti si tratta di gestire un lento declino. Compensare il deficit produttivo solo col turismo appare inverosimile, anche perché le difficoltà del settore non possono essere superate solo con le visite del ministro Brambilla. Occorre anche in questo settore vitale per la nostra Regione un salto di qualità: non solo a base di numero di stelle degli hotel (ancora politica del cemento) ,a di qualità delle gestione di ogni singola componente, a partire anche da quella burocratico amministrativa. La scuola: sebbene in Valle la situazione sia profondamente migliore nel confronto con le regioni più in difficoltà, vista l’impostazione centralista della manovra economica, il rischio che i tagli al sistema nazionale si applichino anche da noi, “pian pianino”, diluendo nel tempo l’amara medicina, è tutt’altro che infondato. Se diminuiscono le ore di insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado in Italia, diminuiscono anche in Valle e quindi (pur avendo alcune classi con numeri di alunni più bassi) si perdono posti di lavoro. E la qualità dell’offerta scolastica finisce per risentirne, se non c’è un progetto che creda nel ruolo della scuola pubblica. Un progetto che rilanci con forza il sistema di istruzione e formazione professionale regionale pubblico. Le scuole private paritarie, grazie al finanziamento pubblico, diventano più attrattive e a rimetterci sono le fasce deboli della società in primis e in generale le potenzialità delle nuove generazioni, impoverite nel confronto con altre realtà da tassi di istruzione lontani dagli obiettivi di Lisbona. Non siamo contrari ad integrare il sistema pubblico con quello privato, anzi lo riteniamo indispensabile; ma i cittadini de- vono sapere che il costo procapite per alunno in alcune scuole paritarie è notevolmente più alto. Manovra economica: per il centrosinistra è sbagliata perché colpisce i più deboli, i lavoratori, il ceto medio e non toglie un euro alle grandi rendite e ai più abbienti. Tutti devono concorrere “proporzionalmente” al risanamento dei conti. Quindi non è sufficiente battersi perché i soldi non vengano ridotti alla Valle d’Aosta; bisogna impegnarsi per una società complessivamente più equa e solidale. Poi è vero la manovra colpisce duramente anche la nostra Regione a Statuto speciale: mai dal dopoguerra ad oggi abbiamo avuto nel complesso da singoli ministri e dal Governo tutto un simile trattamento. Non ci danno dei “cretini” come nell’ottocento, ma poco ci manca. Dobbiamo difendere le nostre prerogative con determinazione e non attraverso patti extraistituzionali e accordi segreti con un Berlusconi in declino che fatica a tenere in piedi il suo governicchio. Questo modo di procedere serve solo a far titoli sui giornali ma non può dare risultati, visto che Tremonti e la Lega, che hanno le chiavi della cassaforte, nutrono un’aperta ostilità nei confronti di tutte le regioni a Statuto speciale e le vogliono parificare alle altre. Infine i problemi interni del Partito (scrivo prima della direzione del 23 settembre). Dopo la polemica di Veltroni col documento firmato da 75 parlamentari (che arrivano al 20% della Direzione nazionale), Bersani è stato chiarissimo: “E’ normale che si discu- ta. E’ meno normale pensare di fare un congresso tutti i giorni.” E Franceschini ha precisato: “Bisogna aiutare Bersani non indebolirlo. A Montecitorio Walter è seduto a pochi passi da me. Eppure io quel documento l’ho visto solo sui giornali, con 75 firme sotto. Per me questa vicenda è segnata da una grande amarezza personale e politica. E vorrei fermarmi qui. In un partito come il Pd ci deve essere spazio per un dibattito costruttivo, non autolesionista. Ma da noi è sempre così: eletto un leader, dal giorno dopo sono calci nelle caviglie”. Personalmente ritengo che la discussione in un partito, il confronto acceso sia sempre utile, ma ci sono tempi e luoghi deputati a farlo. Il singolo cittadino può recriminare di non essere al corrente delle regole interne di un partito e delle conseguenze che hanno dichiarazioni pubbliche che attaccano il segretario, l’organizzazione e la linea politica; i dirigenti di lunga data sanno bene quali guasti possono provocare e quindi è molto grave che lo facciano. Torni l’interesse dei cittadini e il bene pubblico ad essere il faro dell’azione politica e si metta fine a questa inutile e dannosa lotta fratricida, che ha in D’AlemaVeltroni l’esempio più negativo nel PD. Parliamo dei problemi delle persone, del lavoro, dei precari, dei disoccupati, degli anziani soli e rimbocchiamoci le maniche! No ai dibattiti a senso unico! D avide Nuvoli commentando la calorosa accoglienza di Bersani a Milano: il problema è che non tutti hanno voglia di ascoltare, questa sera ero di turno al ristorante i castelli alla festa di Bologna e sono andato a vedere un attimo il dibattito tra Errani e Calderoli, ero fuori dal tendone e c’era anche il popolo viola, soltanto urla fischi e insulti, non volevano che invitassimo Calderoli e quando gli abbiamo spiegato che non si può invitare solo chi ti sta simpatico non hanno voluto sentire ragioni, il peggio poi è arrivato quando Errani ha ringraziato Calderoli di avere partecipato al dibattito (come di solito si fa per cortesia), hanno urlato a Errani del buffone, del leccaculo e gli hanno detto illegittmo dimettiti, questi pensano che il pd debba obbedire alle loro esigenze, volevano proporre le primarie per invitare gli ospiti alla festa.... bisognerebbe mandare dei pacchi di camomilla in tutte le buchette d’Italia... 3 POLITICA Commissione d’indagine su sanità e agricoltura Donzel: «mettere mano alle procedure amministrative e alla macchina della regione per dare nuova trasparenza ed efficienza» Giovedì 16 settembre, aprendo la festa di Aosta democratica alla Croix Noire, il Partito Democratico ha convocato una conferenza stampa sulle recenti indagini giudiziarie riguardanti il mondo della sanità e il mondo dell’agricoltura valdostana. Il Presidente dell’Assemblea Regionale del partito Fabio Protasoni insieme ai consiglieri Gianni Rigo e Carmela Fontana e al Segretario Raimondo Donzel hanno illustrato tutta la preoccupazione per gli avvenimenti di questi mesi e chiesto a tutta la politica una assunzione di responsabilità. «Al di là dei fatti strettamente giudiziari di cui si occupa la magistratura – ha introdotto Protasoni – preoccupano i numeri e i reati contestati che sembrano delineare un vero e proprio sistema di corruzione e di malversazione di parti della macchina amministrativa. La politica deve farsi carico imme- diatamente di questo aprendo una verifica e una riflessione seria sulla efficacia e sulla trasparenza dei comparti coinvolti e sulla congruità dei controlli.» «I numeri delle persone coinvolte sono molto alti” – ha continuato Protasoni – “Se facessimo una proporzione con regioni come Piemonte o Lombardia avremmo numeri spaventosi e ci sarebbe un terremoto politico. In Valle però sembra che tutto questi passi sotto silenzio, se ne parla poco, tra il serio e il faceto: qualcuno ha tentato di minimizzare, di dire che non era successo nulla. Noi non vogliamo ingigantire nulla, ma un problema c’è». «Noi conosciamo solo le notizie riportate dai giornali – dice Rigo – e la presunzione di innocenza resta un cardine sancito dalla Costituzione. Tuttavia questi avveni- menti fanno emergere un’area grigia e paludosa all’interno dell’amministrazione pubblica, al di là delle responsabilità individuali». Il Pd ha fatto numerose proposte in questi anni per migliorare e rendere più efficaci i controlli ma senza trovare nella maggioranza in regione la considerazione che ci sarebbe voluta. Ora non si può più fare finta di niente. «Se le responsabilità verranno accertate – ha concluso il Segretario Donzel - sarà opportuno che il Consiglio regionale attivi una Commissione d’indagine che metta mano alle procedure amministrative e alla macchina della regione per dare nuova trasparenza ed efficienza» «Il Berlusconismo sta finendo e quella cultura politica incentrata sul compromesso morale e sul dispregio dell’etica che ha portato con sé ha fatto danni enormi. Occorre aprire una nuova fase”. F.P. Anche il Pd della Valle d’Aosta alla Festa Nazionale Grande successo per lo stand valdostano alla manifestazione di Torino Daniela Stammena Come tutti saprete, a Torino, dal 28 Agosto al 12 Settembre, si è tenuta la 3° Festa Nazionale Democratica, un grande evento popolare, che quest’anno il Partito Democratico ha voluto organizzare nella città di Torino, una delle città più strettamente legate al processo di unificazione italiana. Mai slogan è stato più azzeccato: “L’Italia si riunisce a Torino-150 anni in 15 giorni”. Due settimane di festa, che sono state l’occasione per rendere omaggio alle migliaia di Uomini e Donne che, talvolta sacrificando la loro stessa vita, hanno reso possibile che il nostro Paese diventasse una Nazione Libera e Democratica. Da Piazza Castello ai Giardini Reali un susseguirsi di decine di stands: ristoranti, osterie, pizzerie, gelaterie e bar di ogni genere, punti di ristoro e di riposo, ma non solo, anche luoghi di condivisione di ideali e scambio di idee, indipendentemente dal colore della pelle, dalla classe sociale o dalla fede religiosa. Temi trattati sempre gli stessi, quelli che ci stanno più a cuore: riduzione delle tasse sui redditi da lavoro e imprese, promozione del lavoro femminile e dei giovani, taglio dei costi della politica, stabilizzazione dei tanti precari della scuola, restituzione della dignità al Mezzogiorno d’Italia. Bella anche la mostra allestita in Piazza Castello, per riscoprire l’Italia Unitaria, di decennio in decennio, dal 18611870 (decennio dell’Unità), al 2001-2010 (decennio del potere mediatico), passando attraverso il decennio delle prime lotte sindacali (1901-1910), del regime fasci- sta (1931-1940), della Resistenza (1941-1950), della contestazione (1961-1970). Interessanti i films proiettati al Cinema Romano, nella Galleria Subalpina: “Cristo si è fermato ad Eboli”, “Il Gattopardo”, “Viva l’Italia”, “Paisà”, “Il partigiano Johnny” e tanti altri. Inoltre, uno spazio apposito dedicato ai più piccoli, allestito con materiale ludico e sportivo, animato da persone di grande professionalità e sensibilità, intitolato ad uno dei più grandi scrittori per bambini, Gianni Rodari, e non a caso, visto che proprio quest’anno ricorre il trentennale dalla sua morte. Presso la Sala Norberto Bobbio, poi, possibile seguire numerosi dibattiti e interviste. Ad una manifestazione di tale importanza, non poteva certo mancare la Valle d’Aosta: nei pressi dell’Osteria Romagnola, è stato montato un bellissimo stand, non solo per consentire ai visitatori di degustare alcuni dei prodotti tipici (lardo, mocetta, pane nero, grappa, génepy), ma anche per prendere contatti e, perché no, stringere amicizia con persone provenienti dalle altre Regioni. Apertura e confronto sono alla base del nostro modo di intendere la politica. Grazie ai tanti volontari che hanno fatto sì che, dopo 20 anni, anche la Valle d’Aosta ci fosse. segue da pag. 1 veste) e aspetta ordini da Bossi. L’informazione è malata di protagonismo ed ha raggiunto livelli di sovraeccitazione e ossessione mai visti: pur che sia sensazionale, si spara e, data la confusione del momento, anche la notizia più bislacca rischia di essere considerata verosimile. Raramente in passato si è assistito ad un gioco di illusionismo tale per cui tutto è vero esattamente come il suo contrario – ma la chiamano dialettica politica. Intanto, in nome della libertà, i tribunali sono intasati dalle querele, e, in nome del pluralismo, si lottizzano persino gli incarichi nelle bocciofile. E nel frattempo i dirigenti del PD… ? 4 AOSTA DEMOCRATICA Violante: «un fronte per le riforme» L’ex Presidente della Camera ospite del dibattito finale con il sen. Fosson e l’on. Nicco Fabio Protasoni [email protected] Si è chiusa Domenica 19, con la presenza di Luciano Violante, la festa di Aosta Democratica. Con il sen. Antonio Fosson e l’on. Roberto Nicco l’ex Presidente della Camera ha discusso di riforma del Parlamento e della legge elettorale. Tutti hanno denunciato il bisogno di riforme. “Le riforme che sarebbero necessarie” – ha spiegato Violante – “non si fanno per molti motivi: quello più tecnico attiene al fatto che la procedura prevista dalla costituzione per fare le riforme e’, giustamente, lunga e complessa. L’instabilità politica che ha contraddistinto questo ultimo periodo politico impedisce di arrivare ad un disegno complessivo e condiviso. La debolezza della politica che contraddistingue questo prima fase del bipolarismo italiano lascia il campo ad altri poteri e ad altre forze che agiscono contro le riforme. Non è vero che se la politica è debole non si prendono decisioni. Altri le prendono al posto della politica”. “D’altra parte non è esatto dire che non si sono fatte riforme – ha continuato Violante –. Il centrosinistra ha approvato la riforma del titolo V, approvata dalla gente con il referendum confermativo, in base al quale noi oggi abbiamo le Regioni che conosciamo. Senza di essa noi oggi avremmo ancora istituzioni locali senza vere competenze e poteri. E’ il centrodestra che ha fallito”. Nicco e Fosson si sono detti d’accordo insistendo in particolare sulla necessità della riforma della sistema istituzionale bicamerale e della legge elettorale. Fosson ha insistito sulla frustrazione che si prova nel vedere all’opera il Senato e la Camera. “Anche per leggi prive di oggetti di conflitto politico, tra istruzione in commissione, audizioni, emendamenti, aula e rinvio alla Camera con successivo ritorno al Senato per l’approvazione passano anni e se la legislatura si interrompe si deve ricominciare da capo. Occorre al più presto superare questo schema con una camera dei deputati che si occupa di fiducia e leggi ordinarie e con una Camera delle Regioni i cui concentrare gli spetti federali dell’ordinamen- to”. Nicco rimarca: «è imbarazzante parlare ancora della riforma del Parlamento dato che è da 30 anni che se ne discute. Il federalismo è un punto politico che si potrebbe risolvere solo con la scrittura di una nuova Costituzione federale. Oggi non ci sono le condizioni, la situazione politica è ridicola, con una maggioranza con numeri schiaccianti che non riesce a governare». Tutti hanno rimarcato come la priorità, in questa fase, rimane comunque quella di cambiare questa legge elettorale che è un obbrobrio democratico. Anche con un referendum se è necessario. Qualsiasi sistema sarebbe comunque meglio di questo. Violante ha concluso il dibattito lanciando una proposta: “E’ urgente aprire una fase nuova. Separando le riforme dalla contingenza della lotta per il governo occorre costruire un vero ‘fronte riformatore’. Un set di forze largo unite su un disegno di massima che si impegnino al di là di chi sta al governo e di chi sta all’opposizione, ha avviare una riforma vera delle nostre istituzioni. E’ possibile e alcuni contatti sono avviati. Bisogna crederci”. Amministrare in tempo di crisi Proposte e preoccupazioni per gli enti locali costretti a tirare la cinghia ‘Amministrare in tempo di crisi’ è il titolo del dibattito organizzato dal gruppo comunale di Aosta del PD-PSI all’interno della festa ‘Aosta Democratica’, con la presenza di numerosi consiglieri comunali dei gruppi di opposizione e, per l’attuale maggioranza, dell’assessore alle Politiche sociali. Proprio Marco Sorbara (Uv) ha ammesso che il comune di Aosta «dovrà far fronte, nei prossimi anni, al problema di mantenere un eccellente livello di servizi erogati ai cittadini non potendo però più contare sulle stesse risorse. Come assessore, ribadisco che non è nelle politiche sociali che occorrerà effettuare i tagli. Per quanto mi riguarda, ho iniziato in questi mesi un giro di incontri con i gestori dei vari servizi erogati dal Comune per mettere in piedi un percorso ver- so una razionalizzazione della spesa». La crisi c’è, quindi, e si farà sentire anche nelle casse del comune di Aosta, «tanto più – ha sottolineato il capogruppo comunale di Alpe, Carlo Curtaz – che occorrerà fare i conti con la disastrosa manovra Tremonti, che è calata come una mannaia sugli enti locali. Il fatto di essere una regione autonoma non ci metterà al riparo dalla diminuzione delle risorse pubbliche; per questo, se risparmiare si dovrà, meglio una rotonda in meno e un servizio sociale in più». Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche il capogruppo del PD-PSI, Michele Monteleone: «vigileremo, come ampiamente detto in campagna elettorale, perché settori per noi fondamentali come i servizi alla persona, la casa e i piccoli lavori pubblici, che cre- ano posti di lavoro e ricchezza, non siano penalizzati dai tagli. Siamo preoccupati dal ruolo marginale di Aosta nella ripartizione dei finanziamenti regionali agli enti locali: altro che ‘Aosta capitale’, ci basterebbe che la città fosse trattata da capoluogo di regione». Anche Paolo Momigliano Levi, capogruppo di Sinistra per la Città, ha espresso «preoccu- pazione per i tagli» e comunque «sollievo per l’accantonamento delle ‘Grandi opere’», mentre per il vice Presidente del Consiglio, Fabio Platania (Pd), «la diminuzione delle risorse comporterà una diversa gestione delle stesse. Siamo preoccupati per i tagli in arrivo, anche perché per la destra i servizi alla persona sono un costo, e non un investimento». 5 aosta democratica “La colata” e “L’agenda nera”: il giornalismo d’inchiesta alla Festa Giuseppe Rollandin Presidente Fondazione Giulio Dolchi La Fondazione Giulio Dolchi è operativa solo da dicembre 2009 ma, in occasione della festa ‘Aosta Democratica’, ha organizzato altri due eventi. Uno nasce dalla necessità di puntualizzare un nuovo, preoccupante aspetto dello stato dell’Italia di fronte al partito del cemento che avanza come sostengono gli autori e lo spunto viene dal loro libro “La colata - Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro” (Ed. Chiarelettere - pag 544 - € 16,60). Dalla prefazione del libro segnalo: “l’Italia è uno dei paesi più belli al mondo. Ha la maggiore concentrazione di beni culturali e centri storici, le più famose città d’arte. Tutto questo è la nostra ricchezza. Rischiamo di perderla, per sempre. Il partito del ce- mento avanza e non lo ferma più nessuno. Pensate che tra il 1990 e il 2005 sono stati divorati 3,5 milioni di ettari, cioè una regione più grande di Lazio e Abruzzo messi insieme. Intanto 5.500 comuni su 8.000 sono a rischio di dissesto idrogeologico. I soldi per il ponte di Messina ci sono, per le frane no. Gli autori di questo libro sono andati a vedere l’Italia com’è e la raccontano con nomi e cognomi di affaristi, banchieri, cardinali, sindaci e deputati. Ma cosa gliene viene agli italiani di tutto questo? Meno male che non tutti abbassano la testa. Comitati di cittadini si stanno formando in Veneto, Toscana, a Milano, in tanti centri grandi e piccoli. La legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale è dalla loro. Per questo adesso molti la vogliono cambiare”. Tra gli autori del libro, alla presentazione alla festa democratica di Aosta era con noi Giuseppe Salvaggiulo, 33 anni, pugliese. Nel 1998 ha vinto il concorso de «Il Foglio» per aspiranti giornalisti. Primo articolo sul «Corriere del Mezzogiorno»: un’inchiesta sulla speculazione edilizia attorno alla valle dei dinosauri di Altamura. Dal 2008 si è trasferito a Torino e lavora a «La Stampa», dove si occupa di cronaca, politica e società e ha seguito, tra l’altro, gli scontri etnici di Rosarno. Con un’inchiesta sull’inquinamento in Abruzzo provocato dalla discarica abusiva più grande d’Europa ha vinto nel 2008 il premio Paone per il giornalismo ambientale. L’evento che si è svolto il 18 set- tembre nasce dalla necessità di conoscere meglio una parte della storia recente di questa nostra Ita- lia con i suoi inquietanti e preoccupanti avvenimenti che hanno sconvolto la Seconda repubblica dal 1992 al 2010 e quindi ascoltare uno dei due autori, Giuseppe Lo Bianco e lo spunto viene dal suo libro “L’AGENDA NERA della Seconda repubblica - Via d’amelio 1992-2010 – Un depistaggio di stato” – Ed. Chiarelettere - Pagine 450 - 15,00 €. Voglio ricordare perché si inizia dal 1992. La strage di via d’Amelio fu un attentato di stampo mafioso messo in atto il pomeriggio del 19 luglio 1992 a Palermo in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta. L’attentato segue di due mesi la strage di Capaci, in cui fu ucciso il giudice Giovanni Falcone. L’esplosione, avvenuta in via Mariano d’Amelio dove viveva la madre di Borsellino e dalla quale il giudice quella domenica si era recato in visita, avvenne per mezzo di una Fiat 126 contenente circa 100 chilogrammi di tritolo. Secondo gli agenti di scorta, via d’Amelio Alcuni dei volontari che hanno lavorato alla festa “Aosta Democratica”: grazie a tutti! era una strada pericolosa, tanto che era stato chiesto di procedere preventivamente ad una rimozione dei veicoli parcheggiati davanti alla casa, richiesta però non accolta dal comune di Palermo. Oltre a Paolo Borsellino morirono gli agenti di scorta. La bomba venne radiocomandata a distanza ma non è mai stata definita l’organizzazione della strage, nonostante il giudice fosse a conoscenza di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per essere utilizzati contro di lui. Dopo l’attentato, l’”agenda rossa” di Borsellino, agenda che il giudice portava sempre con se’ e dove annotava i dati delle indagini, non venne ritrovata. Per introdurre il libro e per entrate nel merito vi espongo una sua presentazione. “L’instabilità e la mancanza di credibilità istituzionale oggi è tale che potrebbe produrre tentazioni stragiste” dice Nico Gozzo, procuratore aggiunto a Caltanissetta. La verità su via D’Amelio è ancora lontana perché è stata insabbiata. “L’agenda nera” si apre sul teatro della strage, ne ricostruisce i retroscena raccontandone, per la prima volta, le indagini, i processi, la fiera di dichiarazioni, ritrattazioni, arresti e minacce. E il ribaltone politico che ha portato alla nascita di Forza Italia. Fino alla nuova inchiesta di Caltanissetta che vede indagati alti ufficiali di polizia. In attesa degli esiti dell’indagine, una domanda che nasconde verità scomode si impone: agirono da soli? La verità la chiedono i familiari e i cittadini che in Borsellino hanno visto il simbolo più alto delle istituzioni. 6 regione Consiglio Regionale Il balcone di mio cugino Ugo Giorgio Bruscia Si è parlato di... Occupazione in Valle. Il PD ha chiesto al Governo regionale risposte chiare e dati certi sull’andamento dell’occupazione in Valle d’Aosta. Ad oggi si registrano solo “informazioni frammentarie sull’andamento dell’occupazione e sulla prospettiva di una ripresa economica incerta che rischia di non tradursi in nuovi posti di lavoro”. Per questo, il Gruppo regionale democratico ha sollecitato la Giunta a fornire dati freschi sul tasso di occupazione, sullo stato degli ammortizzatori sociali, sulle ricadute negative della stangata Tremonti e sul futuro delle politiche di occupazione in Valle d’Aosta. Gestione della casa di riposo ‘J.B. Festaz’. Il gruppo del PD ha chiesto chiarimenti sulla possibilità che una parte dell’attività della Casa di riposo J.B. Festaz possa essere data in concessione a partire dal gennaio 2011 ad una cooperativa sociale. “I lavoratori della struttura assistenziale di Aosta e i sindacati hanno perplessità su tale scelta – ha sottolineato la capogruppo Carmela Fontana -. L’istituto J.B. Festaz opera in un settore particolarmente delicato dell’assistenza sanitaria e sociale con notevole impegno finanziario della Regione e quindi occorre la massima vigilanza sugli standard qualitativi in essa vigenti”. Messa in sicurezza della Statale 26. Il tratto di statale compreso tra il Quartiere Dora, il limitrofo centro commerciale e la regione Borgnalle è pericoloso. Occorre riqualificare tutta la strada, a partire dal casello autostradale fino all’entrata nella città di Aosta, per rispondere meglio ai problemi della viabilità e della qualità ambientale. Il Pd ritorna con un’interpellanza sulla necessità di far partire gli interventi di riqualificazione della statale 26 nel tratto tra lo svincolo autostradale in Comune di Quart e il confine est del capoluogo regionale, facendo seguito all’incarico relativo allo studio di fattibilità affidato a novembre 2009. Borse di plastica al bando. “A che punto è il programma operativo per la messa al bando dei sacchetti di plastica?». A chiederlo alla Giunta è in un’interrogazione il Gruppo regionale del Partito Democratico, che ha ricordato come il Governo non abbia ancora fissato l’avvio del programma sperimentale per la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica, il cui bando (salvo proroghe) è fissato al 2011. Secondo il Pd, la Valle deve operare sin da subito per la messa al bando dei sacchetti di plastica: «elemento portante di questa campagna deve essere il convincimento che un primo atto ecologico intrapreso con convinzione sia determinante per aprire la strada a successivi atti virtuosi di rispetto verso l’ambiente”. Per la prima volta dopo tanti anni la scuola è iniziata senza mio cugino Ugo. Dopo avere fatto per lustri il tappabuchi per consentire all’istituzione scolastica di partire col calendario delle lezioni, la medesima istituzione lo ha lasciato senza lavoro. Il fatto è che non frega una beata mazza di niente a nessuno. Basta ascoltare in giro mentre si captano le chiacchiere delle belle signore che portano i pargoli a scuola a bordo del proprio potente e scintillante Suv, mentre all’amica parlano con l’iphone. Ed eccomi qua a commentare la grave situazione di molti amici insegnanti che non meriterebbero avere, malgrado l’immagine sempre più sbiadita e svalutata che si cerca di imporre, con i media attuali, da parte di un ministro dell’istruzione incompetente ed etero diretto. Mio cugino Ugo è stato messo agli “arresti domiciliari” dal suo Liceo, arresti nel senso che lo hanno costretto a starsene a casa, perché sembra che la sua scuola non possa mantenere tutti e tutto. Mio cugino Ugo, ha 51 anni, due figli in spalla che studiano, e una moglie che grazie a Dio ha una sua piccola attività altrimenti, frustrazione professionale a parte, come mangerebbe? Lo Stato italiano, sul quale abbiamo spesso dibattuto con gli amici, e parlo di questo stato, da dopo che il Cavaliere Nero è entrato in politica, foraggia abbondantemente le scuole cattoliche oppure trova ottocentomila euro per dare alla Bosina, la scuola della moglie di Bossi, ma poi lascia a casa per mancanza di mezzi mio cugino Ugo: non basterebbe questo schifo per scendere in piazza e andare sulle barricate? Oddio, anche dal balcone di casa si potrebbe combinare qualcosa, ma allora ci vorrebbe “un arnese di precisione”, ma poi questi stupidi incapaci passeranno davanti a casa? Sarebbe troppo facile, per me, inquadrare nel mirino questa impreparata e incredibile signora che riveste il ruolo di ministro dell’Istruzione (ministro con la m minuscola, Istruzione con la maiuscola) ma che vorrebbe dire? Sarebbe come sparare sulla croce rossa. Allora su quel balcone forse sarebbe meglio prendere il sole e farsi una birra. Poi, possiamo tirare le uova marce & varie, a questa classe politica cialtrona ed incompetente. Si dovrebbe andare all’origine dei guai dello Stato italiano, e quindi si dovrebbe fare un discorso lungo sulle effettive capacità di Tremonti di governare la nostra economia, sull’incredibile disinteresse del cavaliere per tutte le questione che coinvolgono il pubblico in Italia, ma a che servirebbe? Tanto, come giustamente mi ha confermato mio cugino Ugo, il popolo italiano ha un sogno, o meglio “una visione fatta di calcio, sesso, apparenza, egocentrismo e sensazione di benessere nell’appartenenza” che accidempoli vuoi che gli freghi dei professori a spasso, dei musei che non possono aprire per mancanza di personale, dei precari che scorrazzano per il Paese? L’importante è mandare via gli zingari dai loro campi, che disturbano, cribbio… sporchi e ladruncoli come sono. PD: salvaguardare il pluralismo editoriale Preoccupazione per il futuro delle reti E21, Rete Saint-Vincent, Studio Nord e Aujourd’hui Vallée Non è stata accolta per un difetto di forma l’interrogazione a risposta immediata presentata ieri, lunedì 20 settembre, dal gruppo consiliare regionale del PD Valle d’Aosta sul caso del futuro editoriale delle reti E21, Rete Saint-Vincent, Studio Nord e Aujourd’hui Vallée. “Al di là delle formalità – sottolinea il segretario regionale del Pd, Raimondo Donzel – resta la preoccupazione del PD per la decisione dell’editore Pagliero di abbandonare la sua attività editoriale nella nostra regione dopo l’ennesimo furto di apparecchia- ture a suo danno”. La preoccupazione del Pd è doppia: “da un lato – aggiunge Donzel – si tratta di un grave episodio che lede lo sviluppo dell’imprenditorialità nella nostra regione. Dall’altro, l’annunciato abbandono e la chiusura di quattro reti televisive regionali comprometterebbero gravemente il già limitato pluralismo editoriale in Valle”. Per questi motivi, il Partito Democratico chiederà al governo regionale di farsi carico della necessità di salvaguardare il pluralismo editoriale nel settore dell’informazione valdostana. 7 POLITICA Bersani: il discorso di Torino Q uesta nostra splendida festa è vissuta nel cuore stesso della città di Torino, città del Risorgimento e del lavoro. Anch’io, assieme a tutti voi, mi rivolgo ai volontari della festa e li abbraccio tutti e a uno a uno: veri protagonisti di questo straordinario avvenimento. E saluto, attraverso loro, le decine di migliaia di volontari che hanno fatto vivere in Italia oltre 2.000 feste. Il nostro record. Fra di loro tutte le generazioni; quelle più anziane ma anche tanti giovani, sempre di più, e tanti nuovi italiani, sempre di più. Nessuno meglio di loro ci restituisce quello che è nostro. Il volto cioè di un grande Partito popolare che vive la politica nel suo territorio, che mette la politica nella vita comune dei cittadini, che crede ad una politica che guardi la gente da vicino Sintesi dell’intervento del e all’altezza degli occhi. Segretario del PD alla chiusura Nessuno pensi di venirci a spiegare il radicamen- della Festa Democratica to! Abbassi la cresta chi nazionale di Torino vuole darci lezioni di territorio o farci la caricatura come fossimo un Partito in pantofole. Abbiamo scarpette e scarponi e se ne accorgeranno. Ma, e qui siamo già fuori dai ringraziamenti e siamo già nella politica, in quell’impegno dei volontari dobbiamo riconoscere qualcosa di più e di più profondo di quello che può stare in un ringraziamento. da noi, per la politica, la dimensione nazionale non è una cosa ovvia, come in altri Paesi, ma è una sfida, una sfida attuale e difficile. Qui, a Torino, il Partito Democratico raccoglie questa sfida. Vogliamo essere un grande Partito nazionale, che dice le Il berlusconismo impedisce la riscossa del Paese. E’ sempre più difficile dire una parola che valga per tutti, è sempre più arduo unificare le intenzioni e gli interessi di uno sforzo comune. E’ questo, fondamentalmente, che Il PD per un grande risveglio italiano Solidarietà e civismo idee sorelle. Dobbiamo riconoscere ciò che muove milioni di volontari in Italia, non solo nella politica, ma nell’impegno sociale, culturale, ambientale e in ognuno dei mille e mille luoghi del Paese. Dobbiamo riconoscere la generosità, la gratuità di un impulso civico, di un lavoro fatto perbene, fatto per te e per gli altri, per la tua comunità. E’ ben difficile che un volontario così non sia poi nella vita di ogni giorno un buon cittadino, una persona perbene, che si comporta bene. L’idea di fraternità si dà la mano con l’idea di onestà. Sono due idee sorelle. Solidarietà e civismo sono idee sorelle. Se vogliamo ritrovare la strada dobbiamo tutti sapere che non si può stare bene da soli. Dobbiamo saperlo proprio nel momento in cui, è la crisi stessa che ce lo dice, l’unico motore della crescita può essere solo l’equità. Serve un grande risveglio italiano. Sulla base di questi principi voglio oggi avanzare a voi e al Paese l’idea di un grande risveglio italiano. Di questo vi parlerò, di un risveglio italiano, non tacendo ovviamente della più stretta attualità politica, ma cercando di alzare la testa verso il futuro di un Paese che non potrà tornare a crescere senza un sogno, senza un progetto e senza rimboccarsi le maniche per conquistarli. In un Paese come il nostro, le migliori espressioni di solidarietà e di civismo hanno sempre la loro radice in un luogo, in un territorio. I mille luoghi italiani. Una Nazione magica, la nostra, capace di esserci prima ancora di esistere. La Nazione più facile da riconoscere per chi ci guarda dal mondo, eppure una Nazione per cui è sempre stato difficile e ancora oggi è difficile farsi davvero comunità nazionale, farsi Stato, organizzare e garantire un progetto e un cammino comuni. Ancora oggi stesse fondamentali parole a Napoli e a Varese; vogliamo dare sostanza vera ad un orgoglio nazionale, ad una dignità italiana. I 150 anni per noi non sono una commemorazione. Sono l’impegno a costruire le ragioni nuove di una nuova unità del Paese. La situazione del Paese e le proposte del PD Il nostro Paese scivola. E’ inutile ed è infantile nascondere la realtà. Ci allontaniamo rapidamente dai Paesi più forti d’Europa con cui abbiamo abitato per molti anni e ci avviciniamo rapidamente ai Paesi più deboli. La crisi sta accelerando questa discesa e questo distacco. Tutto questo lo si tocca con mano nella vita reale. Redditi e consumi si indeboliscono, il debito pubblico aumenta drasticamente, il risparmio delle famiglie si assottiglia, c’è meno lavoro, si allarga un’ombra sulla tenuta dei fondamentali servizi, c’è un’inquietudine profonda per le prospettive della nuova generazione mentre cresce uno strato di cinquantenni che non riescono a trovare lavoro e reddito sufficiente. Tutto questo avviene mentre aumentano le differenze e gli squilibri. La disuguaglianza aumenta, il ceto medio si indebolisce, cresce la fascia di povertà, la ricchezza si concentra in fasce sempre più strette e sempre più distanti dalla condizione di vita normale dei cittadini. Fra nord e sud il divario aumenta sotto ogni parametro, a cominciare dall’occupazione dei giovani, e aumenta la sfiducia di poterlo colmare. sarebbe toccato alla politica: un progetto comune. E qui sta il cuore della nostra critica. Quello che chiamiamo berlusconismo e che si aggira per l’Italia da quindici anni e che in un patto di ferro con la Lega ha governato per sette anni degli ultimi nove, ha accompagnato questo scivolamento dell’Italia, ha favorito la disarticolazione del Paese, il suo ripiegamento corporativo e oggi ne impedisce la riscossa innanzitutto deformando i codici e essenziali che reggono il senso di sé di una comunità nazionale. Per descrivere questa deriva non servono molte parole, che ci siamo perfino stancati di ripetere. Facciamo il riassunto. Quell’idea deformata di democrazia, il ‘ghe pensi mì non ha portato nulla di concreto nella vita degli italiani, nulla di nulla. All’ombra del Capo autostrade aperte alla corruzione, cordate degli amici degli amici con leggi fatte apposta per loro e case pagate dalla Fata turchina e un ribaltamento di valori. Valori a rovescio, in questi anni, e doppia morale: bella vita e comportamenti a piacimento per il Capo e la sua cerchia e la riscoperta di un’etica rigorista sulla pelle degli altri. Valori a rovescio, e disprezzo per la vita comune. La condizione femminile ridotta ad oggettistica del berlusconismo; lavoratori che devono andare sui tetti per farsi sentire; imprenditori onesti che fanno le cose perbene che si vedono sorpassati dalle fortune di chi ha portato i soldi all’estero o da chi non paga le multe del latte. Gliele paghiamo noi, le multe, mentre i genitori che hanno i figli alle scuole dell’obbligo fanno collette per la car- 8 politica Bersani: il discorso di Torino ta igienica o per l’ora di inglese. Un ribaltamento di valori. E sotto a tutto questo c’è forse stato, negli anni di Berlusconi e della Lega qualcosa di concreto e di positivo che possiamo misurare? Ci sono forse meno tasse, per chi le paga? No, ce n’è di più, c’è il record storico delle tasse! C’è più lavoro? No, ce ne è meno. C’è meno burocrazia, c’è qualche nuova politica sociale? I Comuni stanno meglio? L’ambiente sta meglio? In che cosa è migliorato il Paese con questa lunga cura di Berlusconi e della Lega? In niente è migliorato! E l’Aquila non è forse la drammatica metafora di questo modo di governare? Vendersi sotto i riflettori il miracolo di un giorno per poi lasciare il problema al buio, senza una prospettiva? E non è stato così per tutto, in questi anni? Non è stato così per la crisi? Ecco allora alla fine del riassunto di che cosa io accuso Berlusconi e la Lega. Di aver lasciato il Paese senza un’idea di futuro, di avergli rubato l’orizzonte, di aver trasformato il sogno in una favola, in una bolla di sapone. Qui vedo il nostro compito; aiutare l’Italia a riprendere il suo sogno. Far vivere un progetto nuovo che solleciti uno sforzo comune, in cui chi ha di più deve dare di più. Il progetto, dunque. Il progetto del PD: lavoro e riscossa civica Propongo oggi due pilastri di questo progetto il primo: più lavoro e nuovo lavoro per tornare a crescere e per vivere meglio; il secondo: una riscossa civica per tornare a crescere e per vivere meglio. 1 Lavoro è dignità e libertà della persona. Il Lavoro. Si dice che il lavoro non è tutto, si dice che è una parola antica. Certo che non è tutto, certo che è una parola antica, ma questo può dirlo chi il lavoro ce l’ha, e ce l’ha in modo dignitoso e amichevole verso la sua vita e le sue vocazioni. Il la- voro con dignità, il lavoro non per morire e non solo per sopravvivere ma per vivere da persona. La nostra proposta di crescita in campo economico e sociale si organizza attorno al lavoro: più lavoro per avere più crescita. Attorno a questo concetto noi mettiamo a convergenza e a sintesi le proposte che stiamo già concretamente elaborando. Vogliamo prima di tutto un fisco che aiuti il lavoro e la crescita. Siamo pronti ad avanzare una proposta che mette al dettaglio una profonda rifor- ma fiscale. I paletti essenziali sono questi: spostare il carico fiscale dal lavoro, dall’impresa e dalla famiglia con redditi medio-bassi verso l’evasione fiscale e verso i redditi da finanza e da patrimonio. Non è possibile che l’aliquota del primo scaglione di un lavoratore sia più alta dei redditi da finanza e da patrimonio. Con un fisco così si può fare equità, si può fare giustizia e si fa occupazione. Sappiamo bene che per il lavoro e la crescita ci vogliono riforme e risorse. Ci sono risorse che si possono aggiungere al recupero fiscale. Sappiamo dove e come reperirle. Meglio 500 cantieri locali che il Ponte sullo Stretto. Per il lavoro sappiamo dunque dove prendere i soldi e sappiamo dove metterli. Prima di tutto li mettiamo nel sapere, nella conoscenza. Senza il sapere il lavoro di domani non c’è. Il sapere è tradito in Italia. E’ colpito dal più grande licenziamento di massa della nostra storia e da una riorganizzazione caotica capace solo non di qualificare ma di ridurre l’offerta formativa, di ricerca e di cultura. Noi rifiutiamo la riduzione dell’offerta formativa e della ricerca, rifiutiamo la riduzione dell’obbligo, rifiutiamo l’abbandono scolastico e il nuovo analfabetismo, rifiutiamo l’idea che un professore che insegna da 15 anni sotto il titolo di precario venga trattato come un mangiapane a tradimento e lasciato per strada senza neanche un tavolo di crisi, rifiutiamo il rischio di collasso gestionale dell’Università, rifiutiamo il massacro dell’offerta culturale fatta passare in toto come culturame parassitario. La nostra proposta per il lavoro si compone di alcuni fondamentali Progettipaese che siamo pronti a discutere nel dettaglio. Progetti di politica industriale e cioè un piano per nuovi brevetti e la loro industrializzazione e per la qualificazione dell’offerta turistica alberghiera e dei servizi. Basta trasferimenti generici alle imprese. Per le imprese due sole cose: una fiscalità migliore e un sostegno all’innovazione. Un progetto-paese per le ristrutturazioni edilizie incentivate, per far emergere il nero, promuovere il risparmio energetico e antisismica. Un Progetto-paese per il risparmio energetico nei trasporti, nelle imprese e nelle abitazioni. Un Progetto-paese per la casa in affitto fatto sul serio, e fuori dalle favole miracolistiche di Berlusconi o di Brunetta. E gli Enti locali infine. Gli Enti locali non sono la malattia ma possono essere la medicina. Dobbiamo utilizzare gli Enti locali per far fronte al problema sociale consentendo l’occupazione nei servizi. Dobbiamo usare gli Enti locali per investimenti che portino subito occupazione buona migliorando le città e garantendo sicurezza alle scuole. E facciamo in nome del lavoro, riforme che disturbano sì ma non costano. Apriamo e 9 POLITICA regoliamo i mercati. Consentiamo ai giovani un accesso più facile ai mestieri e alle professioni e aiutiamo i consumi e quindi l’occupazione alleggerendo il peso dei consumi obbligati: assicurazioni, benzina, costi bancari, farmaci. E voglio inserire qui, mentre parlo di lavoro, il tema del Mezzogiorno. Chi pensa di non parlarne più, chi pensa di lavarsene le mani, chi pensa di salvarsi da solo non ha capito nulla. Le possibilità di sviluppo dell’Italia sono inestricabilmente collegate alla capacità di mettere in moto le risorse potenziali del Mezzogiorno. Ma bisogna cambiare registro. C’è una sfida di cambiamento che deve rendersi visibile nel sud. Voglio dirvi qui che noi abbiamo tanta nostra gente sul fronte. Non possiamo lasciarla sola. Se non diamo una mano agli onesti rimarranno solo i disonesti. E per dare una mano agli onesti la cosa più importante che possiamo fare è sostenere tutti assieme e ovunque, una nostra proposta nazionale sul Mezzogiorno fatta di due cose: Legalità e Lavoro. Parlare di lavoro vuol dire parlare anche di regole e di nuovo patto sociale. Nell’ultima Assemblea abbiamo detto parole chiare sull’unificazione de diritti al lavoro a partire dal dato di fondo che sta in poche parole: un’ora di lavoro precario non può costare meno di un’ora di lavoro stabile. Questa è una riforma su cui ci impegniamo secondo una strada in grado comunque di garantire una riduzione del costo medio del lavoro per l’azienda. Avanziamo proposte anche per l’indennità di disoccupazione e per la riforma degli ammortizzatori che si è persa totalmente nella nebbia. Solo un nuovo equilibrio fra legislazione e negoziazione può permetterci di reggere gli effetti della globalizzazione sulle condizioni di lavoro. E teniamo ferme in particolare le normative sulla sicurezza. Diritti, partecipazione e sussidiarietà si devono dare la mano. Solo così si tiene assieme un paese. 2 Riscossa civica per il risveglio italiano. Il risveglio italiano come ho detto è fatto di lavoro ed è fatto di riscossa civica. Legalità, onestà, regole, fedeltà ai grandi principi costituzionali. Legalità vuol dire prima di tutto lotta alle mafie. I nostri eroi sono Falcone e Borsellino, sono Vassallo. Gli eroi degli altri non ci piacciono. Pretendiamo verità e giustizia in tutte le zone d’ombra che pesano da anni sulla coscienza del Paese. Vogliamo salutare e incoraggiare i risultati delle forze dell’ordine, della magistratura che spesso il Ministro dimentica di ricordare e rafforzare i loro strumenti e non ridurli come si è cercato di fare con la legge sulle intercettazioni che l’opposizione ha stoppato. Vogliamo diffondere una cultura della legalità sostenendo le organizzazioni civiche. Legalità significa lotta alla corruzione. Ci impegniamo a cancellare tutte le leggi che hanno favorito la corruzione e le cricche. Ci impegniamo per una riforma della giustizia fatta per i cittadini e non per uno solo. Le proposte avanzate nella nostra ultima Assemblea sul processo civile, i tempi e la garanzia del processo penale, l’organizzazione della giustizia vanno nel senso di migliorare un servizio che oggi funziona male per tutti i cittadini. Ci impegniamo per una legge contro le posizioni dominanti sulla comunicazione. Faremo vivere la proposta già avanzata per fare della RAI un’azienda libera, fuori dalla vergognosa sudditanza di oggi. Ci impegniamo a sostenere le norme che abbiamo già presentato sul conflitto d’interessi. Ci impegniamo a parametrare i costi della politica a quelli dei Paesi europei. Ci impegniamo per una legge elettorale che dia lo scettro ai cittadini per scegliere i Parlamentari e che sostenga un bipolarismo civile ed europeo non esposto a rischi plebiscitari che ci potrebbero portare in altri continenti. Ci impegniamo a sostenere il nostro progetto di riforme istituzionali e di rafforzamento e semplificazione del sistema parlamentare. Ci impegniamo per un federalismo non delle chiacchiere; un federalismo delle responsabilità che consenta a chi ce la fa di fare un passo in più e che garantisca uguaglianza nei servizi essenziali per ogni cittadino italiano così che resti chiaro che per noi davanti ad una malattia seria non c’è né emiliano, né calabrese, né marocchino. Ci impegniamo per la libertà della rete e per l’accesso alla rete come grande servizio dei tempi nuovi. Ci impegniamo ad una politica per i consumatori già iniziata e totalmente abbandonata oggi. E vogliamo impegnarci sul grande tema dei di- ritti civili rilanciando in particolare, e lo faremo con la Conferenza delle Donne del PD, la questione femminile. La condizione femminile resta paradigma di tutte le differenze, di tutte le disuguaglianze, di tutte le diversità, un traino culturale fondamentale di tutti i percorsi di uguaglianza dei diritti. A partire dalla Conferenza delle Donne sosterremo una nuova legislazione sulla parità secondo un principio molto semplice: lo stato deve garantirsi che ci sia una presenza femminile nei luoghi cruciali delle decisioni politiche ed economiche. Sosterremo la legge contro l’omofobia. Denunceremo con ancora più forza chi invece di risolvere il problema dell’immigrazione, come toccherebbe ad un Governo, lo coltiva e lo usa per un tornaconto politico. Sull’immigrazione noi non siamo ingenui né buonisti. Sappiamo che per il futuro del Paese è necessario dare una buona regolazione a questo grande fenomeno. Non è giusto che l’inevitabile disagio che accompagna grandi migrazioni si scarichi socialmente sulla parte più debole della popolazione nella sua vita comune, nella struttura delle città, nell’offerta dei servizi. Si cominci finalmente una politica per l’integrazione, sola chiave per tirare una riga davvero sulle irregolarità e i comportamenti deviati. E si cominci dai figli degli immigrati. Cinquantamila bambini che nascono ogni anno e che non sono né immigrati né italiani. Vogliamo dire a questi bambini chi sono? Noi glielo diciamo: sono italiani. E infine e più di ogni altra cosa noi ci impegniamo a difendere la nostra Costituzione contro l’offensiva populista e plebiscitaria. Non accetteremo che venga messa nel ripostiglio delle cose vecchie. Pensiamo dunque ad una grande piattaforma di leggi che sostengono una riscossa civica del nostro Paese. Le leggi non sono tutto 10 politica Bersani: il discorso di Torino ma possono aprire la strada a nuovi comportamenti. E cominciamo da noi Democratici. Noi vogliamo essere gente perbene perché vogliamo che l’Italia sia un Paese perbene. Il Nuovo Ulivo per un’alleanza affidabile. Queste nostre idee ci guideranno oggi per l’opposizione e domani per il governo del Paese. Vogliamo discuterle non solo dentro la politica ma con ogni forza viva della società. E vogliamo discutere queste idee con le forze di centrosinistra disposte a stringere con noi un patto che abbiamo voluto chiamare Nuovo Ulivo. Nuovo Ulivo per dire che meccanismi di alleanza non affidabili come l’Unione non li vogliamo più. Non voglio più Governi che disfano al mattino quello che hanno fatto la sera prima. Chi ci sta si vincola ad un progetto comune e ad un accordo politico e offre la disponibilità ad un percorso che aiuti la riorganizzazione di un centrosinistra di governo. Noi vogliamo che a partire dal Nuovo Ulivo si cerchino le condizioni, se esistono, per un patto di governo con le altre forze dell’opposizione parlamentare. Vogliamo che a partire dal Nuovo Ulivo si cerchino le condizioni per discutere con tutti, con tutti quelli disponibili, fuori e dentro il Parlamento, di regole del gioco, di riforma delle istituzioni di difesa della Costituzione. La democrazia non è solo affare nostro. Bisogna che tutti se ne preoccupino. Questo intendiamo parlando di alleanza per la democrazia. Con questa chiara impostazione e quindi sapendo bene quello che vogliamo e qual è la nostra ricetta noi affrontiamo i problemi e le opportunità di questa fase convulsa. Noi siamo di fronte ad una crisi politica conclamata del centrodestra che non è in condizione di garantire al Paese qualcosa che assomigli ad un governo vero. Vengano in Parlamento e riconoscano la crisi politica e si rimettano al Presidente della Repubblica e alle Camere. Così indica la nostra Costituzione e fin che non avremo la Costituzione di Arcore devono rispettare questa sulla quale hanno giurato. Se tutto ciò avvenisse, noi abbiamo già chiarito quale sarebbe la nostra disponibilità. Un breve Governo di transizione con al primo punto una legge elettorale nuova che metta in condizione di sicurezza democratica le prospettive del Paese. Dunque un breve Governo di transizione e poi andare a votare confrontando nuovi e più chiari progetti politici. Noi siamo pronti, sono loro ad aver paura delle elezioni. Sia chiaro: se nei prossimi mesi avanzerà l’irresponsabile traccheggiamento di un governicchio si aspettino da noi una opposizione durissima per ogni ora di ogni giorno a venire. Quando ci saranno le elezioni anticipate, noi comunque saremo pronti perché quelle elezioni avranno un padre e una madre: Berlusconi e la sua crisi, Berlusconi che fallisce nonostante la sua maggioranza galattica, i suoi miracoli, i trombettieri al seguito e i fedeli scudieri. Argomenti ne abbiamo a bizzeffe per combattere. Noi dobbiamo solo raccogliere tutte le nostre forze e metterle in campo. Le forze del centrosinistra, innanzitutto, alle quali avanziamo l’idea del Nuovo Ulivo. Adesso ognuno è di fronte alle sue responsabilità. Noi siamo rispettosi di tutti, noi vogliamo una coalizione univoca e coesa e siamo pronti a discutere con la coalizione tutti i percorsi comprese ovviamente, in caso di elezioni, le primarie. Le abbiamo inventate noi e quindi nessuno può tirarci per la giacca. Prima il comune progetto fondamentale, poi le persone: questo è il nostro metodo, perché il problema dell’Italia (dovremmo averlo già visto!) non lo risolve una persona sola. Dobbiamo comunque sapere cari amici e compagni, che grande parte della prospettiva dell’alternativa sta sulle nostre spalle. Noi, prima di ogni altro, abbiamo un dovere verso il futuro del Paese. C’è tanta gente che ha bisogno di noi. C’è l’Italia che ha bisogno di noi. Il Pd, motore dell’alternativa di governo. Non possiamo più guardarci la punta delle scarpe. Abbiamo scelto di non essere un partito personale perché non crediamo ad una democrazia personale. Noi siamo un collettivo e ognuno di noi in ogni luogo deve caricarsi della sua responsabilità, sapere che maneggia una proprietà indivisa. Non accetterò che ci si tiri la palla in casa, se la palla è di là nel loro campo. In questo futuro prossimo, nel futuro che abbiamo qui davanti la gente avrà bisogno di percepire la solidità, l’unità e la forza di chi governerà il Paese. Noi siamo un bel Partito, di donne e uomini liberi che discutono e partecipano; abbiamo con noi tanta gente generosa e onesta che condivide gli ideali e che ha nella testa e nel cuore la voglia di una Italia migliore, più civile, più giusta. Noi siamo ben più forti delle nostre debolezze. Voglio per l’autunno una grande mobilitazione che coinvolga oltre ai nostri militanti e ai nostri circoli tanti e tanti dei tre milioni di cittadini che hanno partecipato un anno fa alle primarie. Chiedo a tutti un aiuto per trasformare la rabbia, l’insofferenza e l’impazienza che sentiamo intorno a noi in energia positiva. Chiedo a tutti un aiuto per metterci a faccia a faccia con gli italiani bussando e ascoltando. Dobbiamo suonare le nostre campane, tenere il passo di un lavoro non semplice, forse non breve ma appassionante e decisivo. Tutti assieme, compagni e amici, con intelligenza, con convinzione, con entusiasmo, con passione rimbocchiamoci le maniche e prepariamo giorni migliori per l’Italia. 11 REGIONE La scuola di Rhêmes intitolata a don Blanchet Uomo fino in fondo, coraggioso e sempre al servizio dell’umanità Fulvio Centoz Sindaco di Rhêmes-Notre-Dame Pubblichiamo un’ampia sintesi del discorso tenuto dal sindaco di Rhêmes-Notre-Dame, Fulvio Centoz, in occasione dell’intitolazione della scuola del paese a don Aristide Blanchet, parroco di Rhêmes fino al 1981 e scomparso nel 1990. Permettetemi innanzitutto di ringraziare la Regione Autonoma della Valle d’Aosta, qui rappresentata dall’Assessore all’Istruzione, per gli enormi sforzi volti a mantenere in vita queste scuole di montagna, anche e soprattutto in un periodo in cui, invece, il governo taglia ingenti risorse economiche agli enti locali. Desidero inoltre ringraziare i sindaci che mi hanno preceduto per la volontà e la tenacia nel voler costruire questa scuola, nonostante le difficoltà che in questi anni hanno dovuto affrontare. E’ grazie soprattutto a loro se noi, oggi, possiamo testimoniare la nostra profonda convinzione nell’istruzione pubblica, quale portatrice di valori universali che vogliamo garantire e trasmettere ai nostri figli. Per questo motivo riteniamo indispensabile intitolare la nuova scuola di Rhêmes-NotreDame ad una figura di straordinaria levatura morale e di indiscussa cultura. La mia generazione non ha avuto la fortuna di incontrare don Aristide Blanchet; forse ha appena potuto scorgerne il profilo scarno e allungato – come la sua scrittura - e il passo lento dei suoi ultimi anni, prima ch’egli si ritirasse nel suo paese natale, Perloz, nell’ottobre del 1981. E tuttavia, dal passato la sua figura ritorna a noi non solo oggi, che vogliamo rendergli omaggio, ma anche in tante altre occasioni: i più anziani - “les viou” - ci hanno ricordato spesso con gli occhi lucidi e con nostalgia la sua presenza cara e discreta in questo paese, soprattutto nei difficili anni della guerra e del dopoguerra; così come gli uomini di Chiesa ce ne hanno mostrato il profilo spirituale attraverso scritti e parole. Leggendo i documenti dell’archivio parrocchiale è possibile ricostruire la figura di un prete che viveva con la madre e le sorelle, che si occupava del catechismo e della predicazione, che metteva al centro del suo operato la preghiera, tanto che favorì la nascita di diverse confraternite (dal ’46 ve ne furono ben tre, la Confraternita del Santo Rosario, di Maria Immacolata, del Carmine). Egli era però soprattutto un lavoratore: aveva le mucche e coltivava personalmente la campagna, come un qualsiasi altro contadino: “l’è un de nos”, amavano ripetere i Rhêmeins. Non era infatti persona da mettersi in mostra, anzi! Aveva una certa ritrosia a parlare davanti ai turisti, che pure ne ammiravano l’eloquio e la fine teologia, per cui gli capitò di essere chiamato a pre- dicare anche in Svizzera. Ma, da uomo schivo e riservato qual era, agli onori ed ai successi preferì sempre la pace appartata di Rhêmes, le montagne silenziose e imponenti che lo innalzavano a Dio, e l’angolo della sua stalla, dove lo sorprendeva spesso chi andava a rendergli visita, al suo tavolo intento a studiare, a scrivere o a pregare con il suo breviario. […] Chi sapeva avvicinarlo discretamente e accoglierlo così com’era, scopriva un uomo desideroso di offrire ai suoi parrocchiani quell’aiuto che, in quei tempi, forse solo il prete poteva dare: non solo per la spiritualità, il catechismo e la cultura, ma anche per i bisogni concreti di ogni giorno: “Faceva le punture meglio di un infermiere.... non si sentiva nulla...”, ricordano i più anziani. Soprattutto, non possiamo dimenticare l’episodio in cui, in piena guerra, riuscì a salvare un partigiano dalla fucilazione, convincendo i nazisti a desistere dal loro intento, soffermandosi a parlare lungamente con loro in tedesco. Ecco forse l’episodio che meglio dice chi è don Blanchet: l’uomo silenzioso che, davanti al pericolo, non esita ad usare il proprio sapere per salvare un suo simile a cui era già stata scavata la fossa nel cimitero di Rhêmes: in questo, come tutti gli uomini di Dio, uomo fino in fondo, coraggioso e sempre al servizio dell’umanità. Aeroporto: valutare il rapporto costi-benefici Iniziativa del PD: “la Giunta riferisca entro tre mesi in Consiglio” Tre mesi di tempo alla Giunta per predisporre una relazione tecnico-finanziaria sui costi e sugli (eventuali) benefici del nuovo aeroporto ‘Corrado Gex’, da presentare in Consiglio regionale. E’ questa la richiesta del gruppo regionale del PD, illustrata in un’interpellanza a firma della capogruppo Carmela Fontana e del segretario regionale Raimondo Donzel. Sottolinea la Fontana: “l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile, in un suo recente rapporto, ha evidenziato la scarsa utilità dell’aeroporto valdostano “Corrado Gex” nel sistema nazionale dei trasporti. Attualmente, nel nostro scalo regionale, non vi è alcuna attività commerciale: né di voli di linea, né di voli charter, né di voli cargo. In compenso, la gestione di tale struttura, recentemente potenziata con forti investimenti, rappresenta un pesante deficit per il bilancio dell’Amministrazione regionale”. A questi problemi, sottolinea il Pd, “si aggiunge un contenzioso di quasi 6 milioni di euro con la società di gestione, di proprietà del gruppo Air Vallée, attualmente sotto arbitrato. Una società di gestione che, sul proprio sito Internet si definisce ‘la proiezione della Valle d’Aosta nel mondo del trasporto aereo’, mentre da tempo ha base operativa a Rimini”. A partire da queste considerazioni, il gruppo regionale del PD ha sollecitato la Giunta a verificare con l’ENAC le potenzialità dell’aeroporto regionale di Saint-Christophe, ad illustrare alla Commissione competente il contenuto del contenzioso con la società di gestione e le possibili ripercussioni sul bilancio regionale e a predisporre una relazione tecnico finanziaria da presentare entro tre mesi al Consiglio regionale che illustri i costi finanziari e gli eventuali benefici economici di tale infrastruttura aeronautica. 12 13 AOSTA Maggioranza al banco di prova Per il centrosinistra un ruolo di vigilanza e di proposta Michele Monteleone Capogruppo PD-PSI Aosta Dopo la pausa estiva il 21 e il 22 settembre sono ripresi i lavori del Consiglio comunale di Aosta. E’ ancora troppo presto per espri- mere una valutazione sull’operato di questa maggioranza ma sicuramente presto sarà possibile capire se le strade che verranno intraprese sono quelle dichiarate in campagna elettorale. La svolta a destra nella città è stata da una parte sventolata come la sferzata necessaria a ridare slancio alla città dall’altra nascosta, quasi con vergogna rispetto alle proprie origini e alla storia della città e dei governi che l’hanno guidata a lungo, governi, salvo qualche piccola parentesi, quasi tutti di centro sinistra. Il centrosinistra ha dato prova si saper governare Aosta vedremo se saprà fare altrettanto questa maggioranza. Primo banco di prova sarà il Bilancio regionale dove vedremo se quanto detto nei proclami dei programmi e dei comizi sarà effettivo. Il ruolo che Aosta deve avere, come definito da questa maggioranza “Capitale dell’Autonomia”, trasparirà dalle scelte della finanziaria regionale, vedremo se Aosta sarà trattata come meriterebbe oppure sarà uno dei 74 comuni della Valle. A noi basterebbe che fosse trattata per quello che è: il Capoluogo di regione. Subito dopo vedremo il Bilancio di previsione che la Giunta proporrà da lì si potrà verificare se saranno fatti tagli alle politiche portate avanti dal centro sinistra o se saranno confermati i servizi che hanno permesso ad Aosta di essere in testa a tante classifiche per qualità ed innovatività negli scorsi anni. Infine oltre al ruolo che l’elettorato ci ha dato di opposizione e di vigilanza sull’operato di questa maggioranza sapremo essere propositivi come abbiamo sempre fatto. Sapremo raccogliere le esigenze della gente e trasformarle in proposte, avendo dalla nostra parte la forza delle idee che ci ha sempre contraddistinto e la consapevolezza della responsabilità che abbiamo nel ruolo che siamo stati chiamati a ricoprire. Viabilità, grandi opere e servizi: dove va Aosta? Fabio Platania Vice Presidente Consiglio comunale di Aosta Dopo la pausa estiva ricominciano i lavori del consiglio Comunale di Aosta. Personalmente prevedo un autunno ed un inverno “caldi” dal punto di vista dell’attività politica e del ruolo di opposizione del nostro Partito. Gli argomenti clou saranno senz’altro la discussione sul bilancio, la viabilità, le grandi opere (per il momento fuori dall’agenda politica…per fortuna!) e il controllo sul mantenimento dei servizi sociali cosi come sono stati impostati nella passata consigliatura. Il ruolo del nostro gruppo sarà di controllo e vigilanza nei confronti dell’operato della maggioranza, senza dimenticare la possibilità di fare proposte su singoli aspetti della vita cittadina o perché no su questioni politiche più generali. I temi specifici sui quali aprire un dibattito non mancano. Alla cittadinanza, ormai sfiduciata dalla politica, vogliamo dimostrare con i fatti che c’è un gruppo politico, che siede tra i banchi del Consiglio comunale, che a questa città ci tiene e che farà delle proposte concrete per cercare di affrontare e risolvere i problemi che quotidianamente emergono dal confronto con i cittadini. Come consigliere comunale alla prima esperienza sto notando che se si ascoltano i cittadini, questi non solo forniscono idee e spunti da portare in Consiglio, ma si riesce ad ottenere un feedback positivo anche come livello di attenzione su ogni iniziativa del Partito. Dobbiamo quindi fare della capacità di ascolto il nostro tesoro. Non sarà facile mettere in luce il nostro lavoro, anche perché in Valle d’Aosta (ma ora anche in Italia) l’opinione pubblica stenta a prendere posizione su qualunque cosa accada. Anche i Partiti sono sovente assenti e il loro ruolo di cassa di risonanza sta venendo meno, cosi come è evidente l’incapacità di fornire risposte concrete quando ci si trova di fronte ad un problema che interessa tutta la società o la democrazia in generale. Prova ne è che sulle recenti dichiarazioni del nostro Segretario Regionale sulla proprietà dei mezzi di informazione in Valle d’Aosta nessun partito dell’opposizione ha ritenuto meritevole spendere una sola parola di sostegno o di biasimo…erano tutti in vacanza? L’argomento non interessa? Ma vi rendete conto che stiamo parlando di uno dei capisaldi della democrazia o no? Oltretutto il controllo ed il pluralismo dei mezzi di informazione è un problema anche a livello nazionale. Vogliamo cercare di risolverlo o ci va bene cosi com’è? Per il momento abbiamo lanciato il sasso nello stagno senza sortire effetti di sorta. Lo so, non si cambiano le cose dall’oggi al domani, sappiano però i valdostani amanti di una democrazia che tale vuol esser definita, che almeno noi ci stiamo provando…al giorno d’oggi non è poco. Il gruppo ANA Ponte di Pietra compie 10 anni Una giornata di festa, domenica scorsa 19 settembre, ha sancito il decennale di fondazione del gruppo ‘Ponte di Pietra’ della sezione valdostana dell’ANA (Associazione Nazionale Alpini). Il gruppo aostano veniva costituito la sera del 21 marzo 2000 da 18 soci fondatori, che eleggevano come capo gruppo Aldo Abena, ancora in sella oggi, dieci anni dopo. In questi anni il gruppo è cresciuto: ha trovato e rimesso a posto una bella sede in via Ponte Romano (inaugurata nel 2003, poco prima dell’adunata nazionale di Aosta), ha moltiplicato gli iscritti dagli originari 18 agli attuali 132 soci alpini (a cui si aggiungono 43 amici degli alpini), ha partecipato a tutte le Adunate nazionali e sezionali, ha stretto gemellaggio con i gruppi di Costigliole d’Asti e di Vanzone-Isolella, e ha sempre dato il suo contributo alle diverse iniziative di solidarietà: Banco Alimentare, Operazione Stella Alpina, Abruzzo, associazione Ana Moise e molte altre ancora. Scrive Aldo Abena nel suo saluto in occasione della festa: «il nostro primo decennio ci ha dato delle grandi soddisfazioni, considerando la mole di lavoro svolto e il grande consenso ottenuto da tutti quelli che ci circondano; i momenti salienti della vita associativa ne sono la dimostrazione più vera. Ma non è il momento di fermarsi! Quindi zaino in spalla e corriamo al prossimo traguardo». Avviso ai lettori Questo numero è stato chiuso in tipografia il 23 settembre 2010 Le Travail / Il Lavoro Quindicinale di attualità, politica e cultura fondato nel 1948 da Giulio Dolchi Organo di informazione del Partito Democratico Valle d’Aosta Direttore responsabile: Giovanna Zanchi [email protected] 14 Coordinatore della redazione: Davide Avati - [email protected] Redazione: Quintino Botrugno ([email protected]); Orfeo Cout ([email protected]); Claudio Latino ([email protected]); Maurizio Pitti ([email protected]); Fabio Protasoni ([email protected]); Redazione e amministrazione: Corso Battaglione Aosta 13/a 11100 Aosta Tel. 0165 262514 - Fax. 0165 234245 e-mail: [email protected] [email protected] TERRITORIO Scoprire la storia di Montjovet Il nuovo libro di Orfeo Cout: “la storia di un paese e della sua gente” Orfeo ci aveva promesso, quando lo intervistammo nel mese di giugno, che in autunno ci avrebbe regalato una bella sorpresa, e puntuale è arrivata, è da pochi giorni che è uscito fresco di stampa il suo terzo lavoro. Dopo “Le rù Chevrère et Montjovet - Storia e attualità di un corso d’acqua” (1998) e “Il Coro Alpino di Saint- Vincent 40 anni di emozioni…” (2006) nasce, “Montjovet. Storia di un paese e della sua gente”. Da parte mia è doveroso scrivere due parole riguardo all’autore; i nostri lettori lo conoscono perché collabora con il nostro giornale dal 1992, giornalista pubblicista, Vice Sindaco di Montjovet dal 2000 al 2010, ora consigliere comunale, continua a occuparsi di Politiche sociali. Orfeo perché hai pensato di scrivere un libro su Montjovet? «Il libro nasce dall’amore che ho per il mio paese adottivo e per offrire hai lettori, in particolare ai residenti di Montjovet, l’occasione per approfondire la conoscenza della storia, cultura e tradizioni della località in cui vivono e promuoverne le attrattive. Circa ven- ORFEO COUT MONTJOVET La storia di un paese e della sua gente LeChâteau titré anni fa ho lasciato Issogne, il paese dove ho trascorso la mia gioventù, e che ancor oggi occupa uno spazio importante nel mio cuore per trasferirmi a Montjovet; rammento con gioia i miei primi incontri con la gente del posto, la cordialità e l’amicizia che subito ho colto nei miei confronti, sono stato subito accettato e integrato. Credo siano stati proprio i valori umani espressi da ogni persona a farmi amare questo paese, ancor prima di scoprirne le ricchezze storico-naturalistiche». Anticipaci cosa scopriremo sfogliando il tuo libro… «Montjovet è un antico paese da scoprire e visitare, dove è ancora vivo e radicato nella gente l’attaccamento alla terra e alle proprie tradizioni. Sfogliando il libro, il lettore scoprirà la storia del paese scritta sulla base di ricerche storiche che ho fatto in questi anni, ma anche grazie alle testimonianze di alcuni abitanti i quali mi hanno descritto la vita nei tempi passati, creando un liaison culturale tra generazioni. La località è descritta in ogni suo aspetto; dalle tradizioni religiose, a testimonianza della fede che nei secoli ha scandito la vita quotidiana di tutte le comunità valdostane, alle istituzioni pubbliche, all’economia, alle tradizioni. Scoprendone inoltre le bellezze naturalistiche, la geologia e la morfologia. Credo inoltre, che conoscere il proprio passato sia determinante per tutte le comunità: lo scavare a ritroso nel tempo ci dà la possibilità di tramandare momenti di vita, tradizioni di un passato che ci appartiene e al quale dobbiamo sentirci legati, perché rappresenta le radici di ognuno di noi». Chi vorresti leggesse il tuo libro? «Il mio auspicio è che il libro sia sfogliato anche dai più piccoli, per un momento di lettura che li guidi alla scoperta del loro paese, oggi e nel tempo che fu, affinché imparino ad amarlo, apprezzarlo e rispettarlo. Ed è appunto per questo motivo che l’Amministrazione Comunale ha deciso di farne omaggio di una copia a tutti gli alunni delle Elementari e agli studenti delle Scuole Medie». Domanda trabocchetto, alla quale però, conoscendoti, so già cosa mi risponderai…. Orfeo, ti senti uno storico? «Assolutamente no, definirmi uno storico sarebbe un’offesa ai veri storici, infatti, come ho scritto nella nota dell’autore, ero e sono consapevole dei miei limiti culturali, che mi permettono di vivere questa mia passione solo ed esclusivamente come hobbista della ricerca “d’antan”». D.A. Pont-Saint-Martin, è rottura in Consiglio La minoranza lascia l’aula per protesta sulla nomina della Commissione Biblioteca Maurizio Pitti È rottura in Consiglio Comunale a Pont-Saint-Martin sulla nomina della Commissione Biblioteca con i sei Consiglieri di minoranza che in segno di protesta lasciano l’aula dopo l’ennesimo affronto da parte di un Sindaco che sembra proprio non essere in grado di ascoltare e di recepire nessuna proposta politica avanzate da una minoranza che sino a questo punto è stata propositiva e propensa al dialogo. Entrando nel merito la Commissione biblioteca, come previsto da Regolamento Comunale, deve essere così composta: il Sindaco o un suo delegato, due rappresentanti eletti dal Consiglio di cui uno della minoranza, un bibliotecario come membro esperto, una rappresentanza di utenti e una delle associazioni culturali per un massimo di 6 persone. Sin qui tutto regolare. È però sulla Proposta di Delibera del Consiglio Comunale (n°78 del 03/09/2010) che sorgono i primi dubbi di legittimità sui quali la minoranza ha sollevato il problema. La Proposta di Delibera in questione al momento di nominare i rappresentanti di utenti e delle associazioni riporta testualmente: “sentito il parere del Sindaco…, sentito il parere della minoranza…, si procede alla votazione sulla proposta del Sindaco”. Detto in altri termini: si senta pure la minoranza, ma si voti cosa ha proposto il Sindaco. Bè…! A parte la questione se ciò sia legittimo o meno, decidete voi se questa è democrazia, partecipazione, trasparenza o qualcos’altro. Ma non finisce qui! Le associazioni che hanno avanzato la loro candidatura sono state gli Amici del Teatro e Amnesty oltre le 2 Istituzioni scolastiche, la Mont Rose A e la Mont Rose B. Nella scelta la maggioranza propone 2 nominativi delle scuole e 4 degli utenti (infischiandosene sia del Regolamento Comunale sia del fatto che le associazioni del territorio non vengono così rappresentate). La minoranza da parte sua propone i 2 nominativi proposti dalle associazioni, 1 delle Istituzioni scolastiche e 3 per gli utenti (un giusto compromesso onesto e razionale) A questo punto dopo una discussione pressoché a senso unico, avviene la nomina sulla proposta del Sindaco: 2 delegati delle Istituzioni e 4 degli utenti. La minoranza a questo punto chiede e rimarca: “dove sono i rappresentanti delle associazioni come previsto dal Regolamento? Perché vengono esclusi?” …e ancora “le due Istituzioni scolastiche non sono delle associazioni, così non si rispetta il Regolamento”. Il Sindaco non vuole sentire e a questo punto in segno di disapprovazione i Consiglieri di minoranza si alzano e lasciano l’aula. Il risultato finale è che nella Commissione Biblioteca di Pont-Saint-Martin non vi sarà alcuna rappresentanza delle associazioni attivamente presenti sul territorio, con l’inevitabile declino e impoverimento culturale che vedrà suo malgrado protagonista una delle biblioteche fino ad oggi più attive della valle. Augusto Beuchod, consigliere di minoranza del PD si dice “deluso e rammaricato per questa nomina, frutto di una assoluta mancanza di sensibilità da parte del Sindaco e di arroganza del potere. Nomina che oltre ad essere illegittima in quanto non rispetta il Regolamento Comunale, denota anche una incapacità politica nell’affrontare questioni importanti per il paese”. Iscrizione 1/48 del 9/4/1948 del Registro di Stampa del Tribunale di Aosta Abbonamenti: Italia annuo: 25 euro - Sostenitore: 50 euro Versamento su CCP n. 11664117 Editore: Il Lavoro/Le Travail coop. a.r.l. Stampa: Tipografia Duc s.r.l. a socio unico Loc. Grand Chemin 16 11020 Saint-Christophe (Ao) Tel. 0165 236888 Concessionaria esclusiva per la pubblicità PUBBLIS VdA s.n.c. - Fraz. Bovet 12 11020 Gressan (AO) Tel. 0165 251510 LA TESTATA FRUISCE DEI CONTRIBUTI STATALI DIRETTI DI CUI ALLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, N. 250 15 FORUM IL SENSO DELLE PAROLE PDL: BONGIORNO, IMPEGNO BERLUSCONI SOLUZIONE PROBLEMI VDA (ANSA) - AOSTA, 15 Settembre Il ‘’personale impegno e quello del Governo oltre a una particolare attenzione ai problemi della Valle e un’accelerazione dei processi di approvazione dei vari progetti aperti’’ e’ stato espresso da Silvio Berlusconi nel corso dell’incontro avuto ieri sera a Palazzo Grazioli con una delegazione della Valle d’Aosta. A Palazzo Grazioli il Presidente del Consiglio ha incontrato il Presidente della Giunta Regionale, Augusto Rollandin, il Senatore della Valle d’Aosta, Antonio Fosson. All’incontro erano inoltre presenti Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, Giorgio Bongiorno, Alberto Zucchi e Massimo Lattanzi. ‘’Nell’ora di colloquio - ha detto Bongiorno e’ stata compiuta una esauriente panoramica delle questioni riguardanti le norme di attuazione ed i progetti approvati o in corso di approvazione, vitali per il futuro della Valle’’. Per Bongiorno si e’ trattato di un ‘’importante momento di confronto che si inserisce come autorevole fase nel processo in atto da tempo a livello regionale per rafforzare contemporaneamente la strategia di collaborazione del Pdl nazionale e locale con il Governo regionale’’. (ANSA). PERRIN: «L’AUTONOMIA È UN DIRITTO, NON È MERCE DI SCAMBIO» AOSTA, 15 settembre 2010 - «Si tratta di un episodio molto grave. Di un incontro privato che per la sua stessa natura va a segnare uno strappo inaudito con la corretta procedura istituzionale». Carlo Perrin, coordinatore di ALPE, boccia senz’appello il vertice che ha riunito ieri sera a Palazzo Grazioli il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quello della Regione Valle d’Ao- sta, Augusto Rollandin, il senatore Antonio Fosson e i rappresentanti valdostani del Pdl. «Per tradizione e per rispetto nei confronti della nostra Regione – prosegue Perrin – agli incontri con le più alte cariche istituzionali dello Stato partecipano entrambi i parlamentari eletti in Valle d’Aosta. La scelta di privilegiarne uno e di convocare assieme a lui il presidente della Giunta regionale è la conferma dell’assonanza più che mai evidente tra il berlusconismo e un certo modo di fare politica diffuso ormai anche in Valle d’Aosta. L’Autonomia della Valle d’Aosta è un diritto: non deve mai diventare merce di scambio, tanto meno da esibire e barattare sui divani di Palazzo Grazioli». DONZEL: «A ROMA SANCITA L’ALLEANZA UV-PDL» (La Stampa, 16 settembre) «Rollandin si presenti in Consiglio regionale, dica che la sua maggioranza autonomista ha fallito e che il PdL d’ora in poi ne fa parte. Parlare dei problemi della Valle d’Aosta al Presidente del Consiglio con i leader dell’opposizione regionale mi pare quanto meno anomalo. E’ un momento inopportuno, nel quale Berlusconi sta facendo la sua campagna acquisti. Avevamo messo in piedi un percorso istituzionale in Consiglio e prima ancora di cominciarlo c’è questo incontro. Così l’Union svende l’autonomia. Sui capisaldi statutari non c’è trattativa che tenga. Noi siamo per tutelarli, non si possono vendere per soldi in più. Questa storia dei finanziamenti è ormai una barzelletta. Per le comunali su Aosta avevano annunciato l’arrivo di 800 milioni, rinnegati subito dopo il voto, come se mai fossero stati promessi. E mi domando come il senatore Fosson, che mette al centro l’etica, possa prestarsi al mercato del voto». Due posti di servizio civile all’Aspert Servizio civile, due posti per il CSV L’Associazione Sport per Tutti - Aspert mette a disposizione 2 posti di servizio civile all’interno del progetto ‘Sport, ma non solo! Un anno nelle diverse attività proposte dall’aspert’. Il progetto è innanzitutto un’occasione per sperimentarsi, far emergere o confermare le proprie inclinazioni rispetto al mondo del sociale, attraverso il coinvolgimento nelle diverse attività dell’associazione: dall’animazione per i bambini, alle proposte ludico-sportive per persone con disabilità fisica e mentale, fino alle iniziative di socializzazione per anziani, realizzate da Aosta a Courmayeur, sede dell’associazione. Il progetto offre allo stesso tempo un modo intenso, diverso e arricchente di vivere un’esperienza indicata per chi ama lo sport e il contatto con la natura; non sono tuttavia richieste delle doti sportive particolari, ma solamente la volontà di mettersi in gioco nella relazione, nell’animazione e nei giochi sportivi. Tra le finalità del progetto quella di valorizzare gli aspetti formativi ed educativi della pratica sportiva e del contatto con la natura a favore di persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari. Possono partecipare alla selezione i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 28 anni (non compiuti) che siano cittadini italiani e siano in possesso di idoneità fisica. Il servizio civile avrà inizio presumibilmente all’inizio del 2011 e avrà una durata complessiva di 12 mesi. L’orario stabilito è orientativamente dal lunedì al venerdì. Il rimborso forfettario è di 433,80 euro mensili netti. Le domande vanno presentate entro e non oltre il 4 ottobre 2010 all’Associazione Sport per Tutti – Via delle Volpi, 3 - Courmayeur (AO). Tra le diverse opportunità di svolgere un anno di servizio civile in Valle d’Aosta, ci sono anche i posti messi a disposizione dal CSV, il Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta. In particolare nell’ambito del progetto “Alla scoperta delle relazioni Un anno di sostegno alle associazioni Ascolto e al Caffè Alzheimer”, il CSV cerca due volontari in servizio civile per attività di compagnia, animazione e sostegno agli anziani, ai malati di Alzheimer e ai loro familiari. Uno dei giovani selezionati dovrà affiancare i volontari dell’Associazione Ascolto che si occupano di compagnia telefonica e domiciliare e dell’animazione di alcuni anziani della città di Aosta. Il volontario dell’Associazione Alzheimer invece accompagnerà gli ospiti del centro Alzheimer durante i trasferimenti da e per la portineria, parteciperà all’accoglienza di nuovi ospiti e famigliari, affiancherà le attività di animazione, di idratazione, alimentazione e vestizione. Possono partecipare alla selezione i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 28 anni (non compiuti) che siano cittadini italiani e siano in possesso di idoneità fisica. Il servizio civile avrà inizio presumibilmente all’inizio del 2011 e avrà una durata complessiva di 12 mesi. L’orario stabilito è orientativamente dal lunedì al venerdì. Il rimborso forfettario è di 433,80 euro mensili netti. Le domande vanno presentate entro e non oltre il 4 ottobre 2010 e indirizzate al Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta (Via Xavier de Maistre 19 - 11100 Aosta - Tel 0165/230685 www.csv.vda.it). 16 OTTOBRE 2010 Ve Ba am cH Po nt eY Ho ne m on Jo Ve t n Lo iL at cH S nU S ne ni G Fe So iS Br ein d LL o nS Ve ar cH Po NOVEMBRE 2010 martedì 2 Venerdì 5 domenica 7 martedì 9 Venerdì 12 domenica 14 martedì 16 Venerdì 19 domenica 21 martedì 23 Venerdì 26 domenica 28 martedì 30 Charvensod Bar Girasole PoLLein Bar trattoria Gasoline ChâtiLLon Bar Les amis aosta Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17 Fenis Bar des alpes Pontey Locanda Castagneti verrayes hôtel Cristina Charvensod Bar Fuorigioco BrissoGne Bar Golf Les iles ayMaviLLes hôtel du Midi PoLLein Bar trattoria Gasoline ChâtiLLon Bar Les amis Fenis Bar des alpes 366 3394402 346 3957183 0166 61384 0165 262489 0165 764255 0166 30145 0166 46184 0165 262942 0165 762932 0165 923024 346 3957183 0166 61384 0165 764255 DICEMBRE 2010 Venerdì 3 domenica 5 martedì 7 Venerdì 10 domenica 12 martedì 14 aosta Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17 Pontey Locanda Castagneti Charvensod Bar Fuorigioco PoLLein Bar trattoria Gasoline BrissoGne Bar Golf Les iles Charvensod Bar Girasole 0165 262489 0166 30145 0165 262942 346 3957183 0165 762932 366 3394402 Fenis Bar des alpes PoLLein Bar trattoria Gasoline aosta Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17 BrissoGne Bar Golf Les iles Charvensod Bar Girasole 0165 764255 346 3957183 0165 262489 0165 762932 366 3394402 GENNAIO 2011 eS aY rr Ve a m aY 0166 30145 346 3957183 0165 44181 346 3957183 0165 762932 366 3394402 0125 809816 0166 61384 0165 262489 0165 764255 0165 263778 0165 262942 346 3957183 0165 762932 a St S ao ViLLe Pontey Locanda Castagneti PoLLein Bar trattoria Gasoline Charvensod Bar Limonet PoLLein Bar trattoria Gasoline BrissoGne Bar Golf Les iles Charvensod Bar Girasole hône Bar Mulino ChâtiLLon Bar Les amis aosta Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17 Fenis Bar des alpes saint-ChristoPhe Bar Luana Charvensod Bar Fuorigioco PoLLein Bar trattoria Gasoline BrissoGne Bar Golf Les iles e PH to iS Hr .c St Venerdì 1 domenica 3 martedì 5 Venerdì 8 domenica 10 martedì 12 Venerdì 15 domenica 17 martedì 19 Venerdì 22 domenica 24 martedì 26 Venerdì 29 domenica 31 Venerdì 17 domenica 19 martedì 21 domenica 26 martedì 28 MAPPA DELLE GARE domenica 2 martedì 4 Venerdì 7 domenica 9 martedì 11 Venerdì 14 domenica 16 martedì 18 Venerdì 21 domenica 23 martedì 25 Venerdì 28 domenica 30 ChâtiLLon Bar Les amis Fenis Bar des alpes Charvensod Bar Fuorigioco Fenis Bar des alpes ChaMBave La Crotta des vignerons aosta Bar de la vallée ChâtiLLon Bar Les amis Charvensod Bar Girasole aosta Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17 Pontey Locanda Castagneti Charvensod Bar Fuorigioco nus Bar Carla Pontey Locanda Castagneti 0166 61384 0165 764255 0165 262942 0165 764255 0166 46671 0165 41414 0166 61384 366 3394402 0165 262489 0166 30145 0165 262942 0165 767973 0166 30145 FINALISSIMA Domenica 6 marzo 2011 ore 8.30 montjovet ristorante napoléon 0166 579111 GARE DI SELEZIONE BUoni acQUiSto 1a COPPIA 120 € A TESTA • 2a coPPia 70 € a teSta terZa e QUarta coPPia 40 € a teSta QUota d’iScriZione Per oGni Gara: 18 € a concorrente Il martedì e il venerdì le gare inizieranno alle ore 21 • La domenica le gare avranno inizio alle ore 15 FEBBRAIO 2011 martedì 1 Venerdì 4 domenica 6 martedì 8 Venerdì 11 domenica 13 martedì 15 Venerdì 18 domenica 20 martedì 22 Venerdì 25 domenica 27 Charvensod Bar Girasole Pontey Locanda Castagneti ChâtiLLon Bar Les amis Charvensod Bar Fuorigioco aosta Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17 BrissoGne Bar Golf Les iles Fenis Bar des alpes ChâtiLLon Bar Les amis Pontey Locanda Castagneti aosta Bocciofila CCs Cogne via G. elter 17 Charvensod Bar Girasole BrissoGne Bar Golf Les iles 366 3394402 0166 30145 0166 61384 0165 262942 0165 262489 0165 762932 0165 764255 0166 61384 0166 30145 0165 262489 366 3394402 0165 762932 MARZO 2011 martedì 1 Charvensod Bar Fuorigioco 0165 262942 montepremi: oltre 62.000 euro 1° PREMIO FINALISSIMA 2° PREMIO FINALISSIMA Due Fiat panDa Due tv lcD 42” ALTRI PREMI Premi ad eStraZione sorteggiati tra i 128 finalisti, il cui valore sarà determinato dall’andamento del Grand-Prix. Premi ad eStraZione in gare eliminatorie a sorpresa, offerti dalle ditte todescato, edilCuc, Pellegrinelli, Lo Pan nër e Gal sport Prima coppia Seconda coppia terza e quarta coppia 120 euro a testa 70 euro a testa 40 euro a testa in buoni acquisto novità C.so Battaglione aosta, 103 - 11100 aosta Tel. 0165 40146/7/8 • [email protected] - www.grupposicav2000.com Gli esercenti dei locali dove si svolgeranno 7 gare eliminatorie metteranno in palio un premio del valore di circa 200 euro per il giocatore che farà più punti in quelle 7 partite 1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9°/16° abbuono iscrizione 128 gare abbuono iscrizione 64 gare abbuono iscrizione 48 gare abbuono iscrizione 36 gare abbuono iscrizione 24 gare abbuono iscrizione 20 gare abbuono iscrizione 16 gare abbuono iscrizione 12 gare abbuono iscrizione 8 gare Premi SPeciaLi Per Le donne QUaLiFicate aLLa FinaLiSSima PranZo oFFerto aLLa FinaLiSSima ai Primi 20 Giocatori cLaSSiFicati iL comitato orGaniZZatore Si imPeGna a Garantire La maSSima corretteZZa e Serenità deL Gioco in tUtte Le Gare