Araberara - 10 Giugno 2011
OSSERVATORIO SULLE IMPRESE
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Araberara - 10 Giugno 2011
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OSSERVATORIO SULLE IMPRESE
Eppur si muove
L’economia bergamasca torna al segno +
Crescono le imprese (+431 nel marzo 2011)
Calano manifattura, trasporti e agricoltura
Ar.Ca. - Eppur si muove. Dai, che
si muove. L’economia bergamasca
prova a riemergere dal buio, non ci
sono ancora i botti ma il segno ‘+’ è
già qualcosa.
I dati arrivano dritti dalla Camera
di Commercio di Bergamo e dicono
che a fine aprile 2011 in provincia di
Bergamo sono in aumento su base
mensile sia le imprese registrate
(95.539 rispetto alle 95.107 di marzo, con una variazione del +0,5 %)
sia quelle attive (86.655, in confronto
alle 86.314 di marzo, pari al +0,4 %).
Nel confronto con lo stesso mese
dell’anno precedente la variazione è
di +1,4 % per le imprese registrate e
di +0,7 % per le imprese attive.
Nel mese si sono iscritte 724 nuove imprese e ne sono state cancellate 293.
Nel confronto con lo stesso mese
dell’anno precedente si osserva un
aumento delle iscrizioni: +20,3 %
rispetto alle 602 nel mese di aprile
2010.
E risultano in calo (-6,7 %) le cessazioni (314 nell’aprile 2010).
Il saldo della nati-mortalità (+431
imprese) è positivo in tutte le forme
giuridiche, ma è in grandissima parte determinato dalle società di capitale (+110) e dalle imprese individuali (+289) in forte crescita sia a marzo
che ad aprile.
Nel confronto su base annua lo
stock di imprese attive è aumentato
in modo più marcato per le società di
capitale (+2,2%) e per le altre forme
giuridiche (+1,7%), rappresentate in
larga misura dalle società cooperative. Le imprese individuali operative sono cresciute del +0,7%, mentre
continua la diminuzione (-1,4%) delle
società di persona.
Per quanto riguarda i settori economici, il segno negativo rimane
nelle attività manifatturiere (-0,7%,
in risalita negli ultimi due mesi),
nei trasporti (-0,8%, in continuo calo
negli ultimi 3 mesi) e nell’agricoltura (-0,3%, in miglioramento da due
mesi). Nell’edilizia si registra un
lieve incremento (+0,3%, con buona
progressione degli ultimi due mesi).
In tutti e quattro i settori citati, lo
stock delle imprese attive è inferiore
rispetto ai livelli dell’aprile 2009.
Aumentano in modo marcato le imprese nel settore delle utilities (energia, gas, acqua, gestione rifiuti), nella
sanità e nell’istruzione (pur con una
discontinuità di origine amministrativa) e nelle attività ricreative.
Nei restanti settori si respira nei
servizi alle imprese (+3,9%), nelle
attività professionali, scientifiche e
tecniche (+2,5%) e negli altri servizi
(+2,7%), in prevalenza servizi alle
persone. Variazioni positive si registrano nei servizi finanziari, di informazione e comunicazione, nelle attività immobiliari e nei servizi turistici
e di ristorazione. In aumento anche
le imprese del commercio (+0,7%).
Per il resto, se terranno o meno col
passare degli anni, è ancora tutto da
vedere, ma intanto la notizia è che i
bergamaschi provano a rimboccarsi
le maniche ancora una volta.
IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA
I giovani provano il gran salto
Ma spesso aprono e chiudono
“Rispetto a qualche anno fa adesso sono i giovani che tentano il salto nel buio”, a raccontare le nuove
imprese bergamasche è un esperto
di finanza che lavora a diretto contatto con chi chiede mutui e finanziamenti per mettersi in proprio
e tentare l’avventura nel mondo
dell’imprenditoria: “I ragazzi hanno coraggio, a volte anche troppo
– racconta – si sono adattati alla
flessibilità e non hanno paura a
provarci, dopo due o tre anni di lavoro come dipendente magari nelle
vesti di idraulico o elettricista abbandonano tutto e mettono in piedi
una piccola impresa. Non hanno
voglia di stare alle regole, non cercano più il posto fisso e tentano, d’altronde è questo mondo flessibile che
corre a cento all’ora che li spinge ad essere così”. Secondo il nostro interlocutore a volte però corrono troppo: “Hanno l’illusione di diventare imprenditori in quattro e quattr’otto e ce li ritroviamo a chiedere finanziamenti
partendo completamente da zero, ma per stare sul mercato poi non è così
facile e infatti purtroppo moltissimi di loro dopo un paio d’anni chiudono.
Le logiche del mercato non ammettono errori e non concedono spazi o tempo
per rifarsi. Partono con zero soldi e osano troppo. E’ positivo provarci, ma a
volte siamo al limite dell’essere completamente sprovveduti. Va meglio a chi
ha alle spalle almeno una decina d’anni di lavoro come dipendente e una
laurea in tasca, qui invece ci ritroviamo ragazzi di 20-22 anni che vogliono
improvvisarsi imprenditori dall’oggi al domani. Infatti se guardate le statistiche l’apertura di negozi è in aumento ma se andate a vedere la chiusura,
lo sono ancora di più, durano un paio d’anni e poi sono costretti a mollare”.
E voi li finanziate? “Ci vogliono garanzie, ma in quasi tutti i casi i genitori
o chi per essi firmano e garantiscono i figli, certo, a volte li accompagnano
in un salto nel vuoto senza rendersene conto”.
Indicatori su imprese registrate e attive a fine mese; imprese nuove iscritte e cessate (e relativo saldo)
Indicatori su imprese registrate e attive a fine mese; imprese nuove iscritte e cessate (e relativo saldo)
ANALISI DELLA SITUAZIONE ECONOMICA IN PROVINCIA DI BERGAMO
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