Giuliano Melotti
Impiego dei fili di acciaio inossidabile
in viticoltura
edagricole ^
Estratto da « VIGNEVINI »
Anno XIII - n. 6 - giugno 1986
TECNICA VITICOLA ED ENOLOGICA
Impiego dei fili
di acciaio inossidabile
in viticoltura
GIULIANO MELOTTI
Soc. Deltasider - Divisione Cogne (Aosta)
Da anni a questa parte, i tradizionali sistemi di allevamento della vite hanno cominciato a trasformarsi nella struttura degli impianti, per meglio controllarne la resa qualitativa
e quantitativa e per adeguarli all'impiego di macchine, in
particolare le vendemmiatrici e le potatrici.
Nelle nuove prospettive che tanto incidono sull'aspetto
del vigneto moderno, così come già esiste in molte zone a
spiccata vocazione viticola e come dovrà vieppiù svilupparsi
nel futuro, non va trascurato l'aspetto economico, con la
necessità di comprimere i costi di produzione e, di conseguenza, di manutenzione.
Sono queste le basi e la doverosa premessa a una «professionalità» capace di progettare vigneti razionali dove la
meccanizzazione integrale non risulti l'occasione ma diventi
un aspetto consueto della nostra viticoltura. Ne consegue che
la tendenza attuale è verso forme di allevamento che, pur
dovendo tener conto sia della qualità dei vitigni adoperati, sia
delle condizioni climatiche e del terreno (pianura, collina,
terrazzamenti), sia delle condizioni di lavoro dei singoli
vigneti, consentano di razionalizzare le colture e facilitarne le
operazioni connesse.
I vigneti in cui le vendemmiatrici e le potatrici-cimatrici
possono operare con la necessaria affidabilità sono quelli a
controspalliera e quelli a doppia cortina; entrambi, per l'Italia, coprono poco più di mezzo milione di ettari; teoricamente, quindi poco meno della metà della nostra viticoltura,
quindi, è impostata su forme di allevamento fin da adesso
meccanizzabili. Tale potenzialità, in effetti, si riduce in rapporto alla disposizione dei vigneti e alla loro estensione, perché terreni anche fortemente declivi e a limitata estensione
contraddistinguono i nostri poderi.
II sistema a doppia cortina (con spalliere binate), chiamato usualmente G.D.C. (Geneva doublé courtain), dalle esperienze statunitensi là condotte e recepite largamente in Italia
con opportuni adattamenti e miglioramenti, è caratterizzato
dalla presenza sul palo di due bracci mobili contrapposti, alla
cui estremità libera sono fìssati due fili orizzontali e paralleli
ai quali vengono assicurati Ì capi a frutto rinnovabili o i
cordoni permanenti, secondo il sistema di allevamento e la
relativa potatura adottata.
VIGNEVINI- N. 6 - 1986
In totale, con il G.D.C., si impiegano pochi fili, di solito
due, al massimo tre, ma di grosso diametro ( # 4mm), dato
l'alto carico alle estremità dei bracci (gr 100 kg).
L'allevamento delle viti a doppia cortina ha dimostrato
ampiamente alcuni vantaggi agronomici, quali la riduzione
della vigoria e la possibilità di aumentare la densità di
impianto, con effetti positivi sulla produttività e sulla qualità
del vendemmiato.
Questo sistema consente una riduzione dei tempi e dei
costi di lavoro anche quando la raccolta e la potatura sono
eseguite manualmente.
Così, anche la scelta di nuovi materiali da usare nei fili per
vigne, acquista un rilievo speciale e trova una più che soddisfacente risposta negli acciai inossidabili, per i quali da anni è
cresciuto l'interesse, onde ovviare ad alcuni inconvenienti
dei fili di ferro, come l'arrugginirsi progressivo, anche a causa
dei trattamenti chimici cui sono sottoposti i vigneti e la tensione variabile nel tempo.
Questi difetti, che spesso costringono a sostituire i fili di
ferro rotti o a intervenire su quelli allentati, rappresentano un
pesante onere per il viticoltore.
Il filo di acciaio più usato finora è stato il tipo AISI 304,
noto come 18/8 ( 18% cromo-8% nichel), ma per contenere il
divario di prezzo con i fili di ferro zincati, sia pure della
migliore qualità, sono disponibili altri fili d'acciaio, fra i
numerosi che sono correntemente prodotti.
Alcuni di essi, dei quali si dirà più avanti, meritano speciale attenzione per la loro resistenza meccanica e il basso
allungamento a trazione, caratteristiche essenziali per i fili da
impiegare nelle forme di allevamento delle vigne, specie di
quelle a forte tensione come il GDC; il vigneto moderno,
infatti, è una struttura che richiede elevata portata, perfetto
allineamento e resistenza alle sollecitazioni, grazie alla robustezza dei suoi sostegni e alla costante tenditura dei fili.
Altri due aspetti giocano a favore dei fili d'acciaio: economie di peso e, di conseguenza, di costo, perché si possono
usare diametri inferiori a quelli necessari col filo di ferro (1,5
mm, ad esempio, invece di 2,5 mm) e una ottima resistenza
alla corrosione atmosferica, da anticrittogamici e da erbicidi.
35
Su questo importantissimo punto, va segnalato il contributo della soc. Deltasider di Milano, tra i maggiori produttori
europei di filo di acciai speciali e inossidabili.
Nei suoi laboratori della Divisione Cogne, ad Aosta, ha
svolto una serie di prove per controllare la resistenza alla
corrosione di fili di acciaio inossidabile dei tipi AISI 304
(austenitico), AISI 430 e AISI 434 (ferritici), in confronto con
filo zincato e in presenza di prodotti antiparassitari, comunemente impiegati in viticoltura.
Composizione del filo d'acciaio
L'acciaio inossidabile è una lega, costituita essenzialmente da Ferro e Cromo, caratterizzata da una particolare resistenza all'ossidazione. Tale proprietà deriva dalla formazio-
Foto 2 - Impiego di Fili di acciaio AISI 304 in un vigneto di S. Maria della
Versa (Azienda Prago).
ne di uno strato stabile di ossido di cromo (passivazione) che
protegge dall'ulteriore ossidazione l'acciaio sottostante.
Lo stesso risultato si può ottenere con un materiale composito, cioè con l'unione di due materiali, come nel caso del
filo zincato (filo di ferro ricoperto da uno strato di zinco) o del
filo rivestito con plastica o vernici.
Il grosso vantaggio dell'acciaio inox nei confronti dei
compositi è rappresentato dalla sua capacità di «cicatrizzare».
Infatti l'eventuale rottura dello strato passivato, dovuta a
graffiature o lacerazioni della superficie, non provoca l'innesco di ossidazione distruttiva (arrugginimento) perché lo strato passivo si riforma spontaneamente con l'esposizione
all'aria.
Ciò non avviene per il filo di ferro, che, una volta messo a
nudo forma ossidi instabili (scarsamente aderenti) che si
staccano dalla superficie provocando una progressiva ossidazione degli strati sottostanti sino alla degradazione totale del
metallo.
Alcuni buoni motivi che rendono
interessante l'uso del filo inox nei vigneti
Foto 1 - Vigne a spalliera bassa sostenute da fili di acciaio inossidabile
AISI 304, con diametro 2,5 mm, installati nella primavera del 1983.
— La durata del filo inox è superiore alla vita produttiva
del vigneto e non richiede alcun intervento manutentivo o
sostitutivo.
Tab. 1 - Comparazione tra filo di ferro e filo inox.
Filo dì
Diametro
mm
36
Filo inox
ferro
Lunghezza
di 1 kg
Peso di
I.OOOm
Carico di
rottura
m
kg
N/mm'
16
Diametro
mm
1,1
Lunghezza
di 1 kg
Peso di
1.000 m
Carico di
rottura
m
kg
N/mm 2
125
8
1,6
62,5
2
'°
3,0
41 5
'
18,5
24
54
2,0
41,5
24
4,5
8,5
124
3,1
16
59
400+596
1>4
77
13
900+1.200
VIGNEVINI-N. 6 - 1986
— A parità di resistenza meccanica totale richiesta, è sufficiente un filo inox di diametro inferiore a quello del normale
filo di ferro. Questo può compensare in larga misura il maggior costo del filo inox.
La tabella 1 fornisce alcuni esempi di comparazione a
parità di resistenza.
— Il filo inox è meno soggetto a cedimenti e rilassamenti
derivanti dalle sollecitazioni esterne.
— Le piegature per annodare non danneggiano la superficie del filo inox, che mantiene intatta la sua resistenza alla
corrosione in questi punti critici, a differenza di quanto
avviene nel normale filo zincato.
Crìteri di scelta dei tipi di acciaio inox
In prima approssimazione sono stati individuati tre tipi di
acciaio inossidabile che presentano caratteristiche adeguate
all'impiego.
Tipo AISI 430 - è l'acciaio comunemente utilizzato in
Italia per la fabbricazione delle monete (Coni del valore di 50,
lOO.e 500 lire).
È magnetico, presenta buone caratteristiche di resistenza
a corrosione in presenza di liquidi organici e sostanze alimentari.
Tipo AISI 434 - è la versione a maggior resistenza a corrosione rispetto al tipo precedente 430. II miglioramento della capacità di autopassivazione è ottenuto con l'aggiunta di
molibdeno.
È particolarmente indicato per regioni influenzate
dall'ambiente marino (zone rivierasche).
Tipo AISI 304 - si tratta di un acciaio largamente utilizzato per la costruzione di pentole e lavelli (per fare degli
esempi di impiego comune).
Il tipo 304, amagnetico presenta buona resistenza alla
corrosione, in numerose applicazioni che vanno dall'industria chimica a quella alimentare.
Al fine di fecalizzare la scelta del tipo di acciaio inossidabile di qualità e caratteristiche adatte all'impiego in viticoltura, tenendo presente anche l'aspetto economico, sono
state condotte una prima serie di prove di corrosione.
Qui di seguito si espongono alcuni risultati ottenuti in
laboratorio.
Foto 3 - Nell'azienda Prago, i vigneti sono allevati col sistema «Casarsa»,
vicini ad altri col sistema «GDC». Entrambi hanno in comune l'uso di filo
d'acciaio inossidabile AISI 304, per ben sostenere i cordoni permanenti e
per consentire una buona potatura meccanica, sia a secco che a verde e,
domani, anche la vendemmia, poiché tutto è stato predisposto per migliorare il lavoro e la resa.
Prove di corrosione di acciai inox
Scopo delle prove; verificare il comportamento di diversi
tipi di filo inox in confronto con filo zincato nelle soluzioni di
comuni prodotti antiparassitari.
Materiale utilizzato: fili di acciaio inossidabile nei tipi
AISI 430 434 304 dei quali sì riportano le composizioni
nominali:
Tipo
C
Cr
Ni
Mo
430
434
304
0.05
0.05
0.05
17
17
18
—
—
10
—
-
Dimensioni dei fili inox: 0 3,0 - 2,0 - 1,40 mm.
Dimensioni del filo di ferro zincato: 0 2,20 mm di qualità
comunemente reperibile in commercio.
Modalità della prova
1 prodotti antiparassitari utilizzati nelle concentrazioni
consigliate dal produttore, riportate sulla confezione sono i
VIGNEVINI- N. 6 - 1986
Foto 4 - A Santo Stefano Belfou, in provincia di Cuneo, rAzienda Aj>rie»la
Fratelli Boido ha installato più di dieci anni fa filari a spalliera, che
impiegano, come sostegno, delle viti, fili di acciaio inossidabile AISI 304.1
diametri variano da 1,5 a 2 mm, secondo la lunghezza dei filari, per il filo
portante superiore; 1,2 mm per gli altri. Antiparassitari e agenti atmosferici non hanno corroso questi fili che resistono benissimo anche agli scuotimenti esercitati dalle macchine vendemmiatrici.
37
1° CICLO
ULTIMO CICLO
15°CICLO
A
B
C
D
E
F
A
B
C
D
E
F
M
A
430
430
434
434
434
304
304
304
ZIN.
ZIN.
Dopo 24 ore di immersione si nota un leggero attacco del
filo di 430 nella soluzione di Rame Callaie e un inizio di
deposito di rame su tutti i fili sotloposti a pfova.
nessuna variazione
X
B
e
D
E
F
. . .
X
430
•
ZIN.
Dopo il 15° ciclo nessuna variazione di rilievo su tutti i (ili di
acciaio inox se si esclude un'accentuazione del deposito
di rame. L'unica variazione importante è la comparsa di
alcune vaiolature sul filo zincato.
deposito di rame
leggero attacco (perdita lucentezza)
••
La corrosione de! ti!o zincato nella soluzione D è iniziala
con la comparsa di alcune vaiolature nella zona di piega;
nella soluzione C è proseguita sino a ridurre la sezione del
filo stesso del 15^-20% in zone localizzate. La testante
superficie presenta una generalizzazione del fenomeno di
vaiolatura. N (ilo di 430 ha raggiunto una colorazione grigiastra mentre il 434 è pervenuto a un grigio perla conservando una certa lucentezza originale. Nulla da osservare per il 304 che presenta la specularità originale anche
sotto il deposito di rame. La superficie dello zincato appare con un leggero deposito di sale ai termine della prova
nella soluzione F. Un leggero deposito è stato osservato
anche nello zincato immerso nella soluzione B.
Fig. 1 ' Prove comparative di corrosione in soluzioni di prodotti antiparassitari di acciai inox e fili di ferro zincati.
seguenti:
Riferimento
A
B
C
D
E
F
Nome commerciale
Pomarsol ZF
KT22
Rame Caffaro
R6M50
Kumulus S
Soluzione di Na CI 3% (*).
(*) Per simulare l'atmosfera marina i campioni di filo sono stali immersi
anche in una soluzione al 3% di cloruro di sodio.
I fili inox utilizzati per le prove provengono dalla normale
produzione industriale, sono allo stato incrudito per valori di
resistenza a rottura compresi nell'intervallo
950+1150 N/mm2
il loro aspetto è lucido, speculare.
I fili delle varie marche citate sono stati tagliati a lunghezza di 30 cm circa e ritorti per un tratto di 15 cm per simulare la
legatura di estremità. I campioni così ottenuti sono stati
immersi nelle soluzioni di prova, sopra descritte, a temperature comprese tra 18° e 35 °C (durante il giorno, i contenitori
erano posti vicino a piastre riscaldanti).
Dopo ogni immersione della durata <li 22-24 ore i campioni di filo sono stati tolti, lavati in acqua corrente e lasciati
asciugare prima di immergerli nuovamente nella stessa soluzione.
Le immersioni e le asciugature hanno avuto cadenza regolare nei giorni lavorativi e protratte, alternativamente nei fine
38
settimana. La durata totale delle prove è stata di 140 giorni
con l'alternarsi di 100 cicli di immersione.
Descrizione dei risultali
I risultati sono descritti in Fig. 1.
Conclusioni
Gli acciai inossidabili sottoposti alle prove di immersione
con le modalità descritte non presentano problemi di corrosione; si conferma la scala di «inossidabilità» già nota che
vede nel tipo 304 il più resistente a tutte le soluzioni; infatti
tale acciaio non modifica l'aspetto brillante che aveva prima
della prova. Il tipo 434 modifica leggermente il suo aspetto
solo nella soluzione più aggressiva (ossicloruro di rame) mentre il 430 perde completamente la lucentezza, pur non presentando fenomeni corrosivi.
Se ne deduce che tutti gli acciai inossidabili sperimentati
sono utilizzabili per la costruzione di vigneti e piantagioni da
frutto e dimostrano una netta superiorità rispetto al filo di
ferro zincato. Le modalità di prova adottate ed i risultati
ottenuti rappresentano evidentemente una parziale risposta
al problema della scelta dell'acciaio inox da utilizzare in
alternativa e in sostituzione dello zincato. Infatti solo una
sperimentazione nelle reali condizioni di impiego può fornire
elementi sicuri, nelle nostre prove ad esempio manca la condizione tensionale cui sono soggetti i fili. Per tali motivi è
stato istituito un campo sperimentale nel piacentino sotto la
direzione scientifica del prof. Mario Fregoni della Cattedra di
viticoltura dell'Università Cattolica.
VIGNEVINI - N. 6 - 1986
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