fials-NOV07-P1-12OK.qxd 13-11-2007 11:36 Pagina 1 Rinnovamento Sanitario Mensile della FIALS ANNO XVII, numero 7-9, settembre-novembre 2007 SI VOTA, SI VOTA FIALS G Indice Editoriale 1 Parliamo della RSU 3 Perché votare FIALS 4 Proposta contattatale FIALS 5 Attacco al Pubblico Impiego 13 INPDAP: i servizi per i pensionati 14 L’angolo del sorriso 15 Quando andiamo a votare ricordiamoci …. 16 La FIALS, il sindacato dell’alternativa, della concertazione partecipata, dell’innovazione, informazione e formazione, si presenta a questo nuovo appuntamento, forte dei consensi conseguiti nell’anno 2004 ma, ancor di più, con la volontà piena di perseguire con determinazione, senza alcun compromesso, la propria azione tesa alla tutela degli interessi professionali ed economici di tutti gli operatori tramite: rinnovi contrattuali sempre più premianti e con aumenti contrattuali che tutelino il reale potere di acquisto delle retribuzioni; riconoscimento dell’autonomia professionale nell’ambito delle attività di gruppo con una significativa indennità di esclusività; sviluppo di carriera con le selezioni interne e progressione economica nelle fasce; riconoscimento della dirigenza di tutte le professioni sanitarie e assegnazione di responsabilità di coordinamenti e posizioni organizzative per tutti i profili compresi il ruolo amministrativo; migliore distribuzione della produttività collettiva; efficiente organizzazione del lavoro per rispondere alle attese dei cittadini utenti nella erogazione dei servizi; tutela delle condizioni di vita e di lavoro. Sono certo che, anche in questa competizione, tutti gli operatori sapranno apprezzare la qualità e la serietà delle proposte della FIALS e dei can- segue a pag. 2.⬎ L’EDITORIALE a cura di Giuseppe Carbone entili lettori di trentasette e mezzo ed elettori alle prossime elezioni di RSU, è con grande stimolo ed impegno che la FIALS affronta le prossime elezioni per il rinnovo delle R. S.U. che si svolgeranno nei giorni dal 19 al 22 novembre p. v. È un momento esaltante, suggestivo e altamente democratico che trova nell’attiva partecipazione degli operatori del comparto sanità e nella loro libera espressione di voto, la scelta dei candidati, cui affidare il compito, nella contrattazione integrativa aziendale, di interpretare le esigenze e le domande della categoria e di dare risposte concrete alle loro istanze. Il risultato elettorale conseguito dalla FIALS, grazie a voi tutti, nella consultazione elettorale RSU del 2004, é stato esaltante e inaspettato. Io credo sia stato, anche, una concreta testimonianza sulla validità degli obiettivi che erano stati fissati e sulle scelte conseguenti per raggiungerli. fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 2 2 settembre-novembre 2007 ...L’EDITORIALE Mensile della FIALS CONF. SAL Anno XVII n. 7–9 – settembre/novembre 2007 Aut. Trib. di Brindisi n. 11/91 del 24/6/91 DIRETTORE Giuseppe Carbone DIRETTORE RESPONSABILE Antonio Grimandi L’EDITORIALE VICE DIRETTORI Michele Losacco Vincenzo Munafò Giovanni Romano Salvatore Stabile REDAZIONE Daniele Bedetti Lucio De Vincentis Antonio Esposito Massimo Ferrucci Angelo Greco Sandro Idonea Bruna Melchior Mario Morea Giovanni Ronchi Franco Serra Massimo Trucco Elio Varone EDITO DALLA FIALS Largo Angioli, 10 – Brindisi REDAZIONE SINDACALE Via Cecilio Stazio, 1 – ROMA Telefono 06-35341726 INTERNET E.mail: [email protected] Web: www.fials.it e www.fials.eu STAMPA Galeati Industrie Grafiche S.p.A. – Imola (BO) Chiuso in redazione il 05.11.2007 didati che presenta nelle sue liste, ai quali sapranno esprimere un convinto consenso elettorale. La nostra storica e consolidata presenza nelle trattative aziendali in ogni posto di lavoro, con il prezioso ed insostituibile contributo dei rappresentanti R.S.U. già eletti nelle nostre liste tre anni fa, rappresentano la più valida garanzia che la FIALS offre a tutti gli operatori nel rappresentarli, nel sostenere le loro necessità, nel difendere i loro interessi e le loro aspettative. A tutti gli operatori chiedo di rinnovare la fiducia nella FIALS alle prossime elezioni R.S.U. anche per raffor- zare la nostra azione contro la sempre più massiccia e dilagante esternalizzazione e privatizzazione di interi servizi pubblici, anche di natura essenziale, a cui si aggiunge il fenomeno, ancora dilagante, del precariato nella sanità, specie del personale del ruolo sanitario. Chiedo a tutti Voi, colleghe e colleghi, il voto per questa Organizzazione Sindacale che è da sempre al Vostro fianco a tutela e difesa dei Vostri diritti e delle Vostre famiglie. Vi ringrazio per l’attenzione e Vi saluto con affetto. Giuseppe Carbone Segretario Generale FIALS fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 3 3 settembre-novembre 2007 Parliamo della RSU Dal 19 al 22 novembre andremo di nuovo a votare per le RSU. Si tratta certamente di un appuntamento di grande importanza: misurare la rappresentatività significa infatti determinare il “peso” dei sindacati (e quindi delle idee sulla sanità che essi sostengono) al tavolo delle trattative nazionali. Il meccanismo attuale prevede che la rappresentatività sia calcolata sulla media tra la percentuale delle iscrizioni ai vari sindacati e quella dei voti conseguiti alle elezioni RSU. Le elezioni RSU nella Sanità sono un po’ come quelle politiche per il Parlamento; il consenso che avremo nelle Aziende Sanitarie si tramuterà infatti in maggiori possibilità di far passare le nostre idee in sede di Contratto Nazionale e quindi anche in quella di migliorare le condizioni professionali ed economiche degli operatori. Le battaglie e le richieste che intendiamo portare avanti sono indicate nella nostra Piattaforma che vedrete nelle pagine a seguire ma, prima di illustrarvela, ci teniamo a darvi quale informazione “in pillole” sulle RSU. COS’È La RSU – Rappresentanza Sindacale Unitaria–, è un organismo i cui membri sono eletti direttamente dai lavoratori (iscritti e non al Sindacato) con il compito di rappresentarne gli interessi e le aspettative nei confronti delle rispettive Aziende Sanitarie. La normativa fondamentale di riferimento è rappresentata dall’Accordo Nazionale Quadro del 7 agosto 1998. COME SI FORMA La RSU si forma con le elezioni che vengono indette ogni 3 anni. Le procedure sono regolate dall’Accordo Nazionale Quadro e prevedono la partecipazione di almeno il 50% + 1 degli elettori. In caso non si raggiun- gesse questo quorum l’elezione è nulla e occorrerebbe indire nuove elezioni. I componenti della RSU sono eletti su liste presentate dalle rispettive Organizzazioni Sindacali ma possono essere anche non iscritti a quel sindacato, in ogni caso gli elettori rappresentano e devono rappresentare tutti i lavoratori e non il sindacato nella cui lista sono eletti. potere assegnato dal contratto e dalle leggi ma anche dalla capacità di creare consenso intorno alle sue proposte e azioni e una ampia condivisione degli obiettivi. La RSU funziona come unico organismo che decide a maggioranza la linea di condotta e se firmare un accordo. QUALE RUOLO SVOLGE La RSU rimane in carica tre anni, alla scadenza dei quali decade automaticamente e si devono fare nuove elezioni. Sono inoltre previsti i casi di dimissioni degli eletti, la loro sostituzione e l’eventuale decadenza prima del termine, nel caso si dimettano oltre il 50% dei suoi membri eletti. Gli eletti di RSU esercitano i poteri e le competenze contrattuali nei luoghi di lavoro, insieme ai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali di Categoria firmatari del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (ad oggi sono: CGIL CISL UIL FIALS FSI). Chi è eletto nella RSU, tuttavia non è un funzionario del sindacato, ma un lavoratore o lavoratrice che svolge un preciso ruolo: rappresenta le esigenze dei lavoratori senza con ciò diventare un sindacalista di professione. La RSU, infatti, deve tutelare i lavoratori collettivamente, controllando l’applicazione del contratto o trasformando in una richiesta una particolare esigenza o problematica dei lavoratori. Tra le competenze necessarie per svolgere il ruolo di RSU vi sono, poi, quelle relazionali. La forza della RSU, infatti, non deriva solamente dal QUANTO DURA IN CARICA LA TUTELA DEL DELEGATO RSU E L’ESERCIZIO DEI DIRITTI SINDACALI Svolgendo un ruolo esposto, il delegato RSU ha una tutela rafforzata rispetto a quella data ad ogni lavoratore (artt. 1-15 dello Statuto dei Lavoratori). I componenti della RSU sono, inoltre, titolari di diritti sindacali previsti da leggi, accordi quadro e contratti. I diritti, quali l’uso della bacheca, la convocazione di una assemblea e l’uso di permessi retribuiti, spettano alla RSU nel suo insieme e non ai singoli componenti. fials-NOV07-P1-12OK.qxd 13-11-2007 11:36 Pagina 4 4 settembre-novembre 2007 PERCHE’ VOTARE FIALS: Occhio alle liste dei candidati e... alla banda Bassotti Riteniamo che il Rappresentate di RSU non deve essere portatore di un interesse “privato” (a partire dalla sua posizione lavorativa) bensì di un interesse comune/collettivo altrimenti utilizzerebbe impropriamente una prerogativa e una fiducia “pubblica” (quella conferitagli dagli elettori tramite il voto) per un sua finalità “privata”. Bello ed utile, allora, leggere quanto scriveva Platone… “E’ bene innanzitutto sapere che è necessario per un’autentica arte politica prendersi cura non dell’interesse privato, ma di quello pubblico – infatti l’interesse comune lega insieme le città, quello privato le dilania -, e capire che l’interesse comune, se è ben stabilito, è utile tanto all’interesse comune quanto a quello privato, ad ambedue in sostanza, molto di più di quello privato” Platone, Leggi (IX, 875a) Combattere una battaglia è bello. Che si perda o che si vinca rimane il gusto di averci provato. Stare a guardare le porcherie della vita che ci scorrono accanto e non fare nulla, è avvilente. Toglie linfa al nostro organismo: diventiamo un po’ più verdi, un po’ più grigi, un po’ più neri, assumiamo i colori di una televisione disturbata….. e qualche volta “saltiamo”: spariamo al vicino di casa, facciamo a pezzi la famiglia, buttiamo massi da un ponte autostradale. E’ l’autorepressione che ci lavora dentro, giorno dopo giorno, telegiornale dopo telegiornale. Le battaglie è meglio vincerle, certo, ma per farlo bisogna impegnarsi un secondo in più dell’avversario. Vivere per quel secondo in più è l’obiettivo del cittadino combattente. In questi tre anni ho combattuto più battaglie del generale Patton nella seconda guerra mondiale. Per Patton era più facile, lui doveva solo affrontare i nazisti e avanzare verso est. In Italia è più complicato, i nemici sono inestricabili, così integrati con la realtà da confondersi con essa. Queste poche righe non sono state scritte da noi, bensì da Beppe Grillo (e tratte dal suo blog www.beppegrillo.it ogni tanto vi consigliamo di andarlo a visitare, ci si trovano informazioni interessanti). Sicuramente Grillo non le “azzecca tutte e non è perfetto” (d’altronde chi lo è?) ma, lasciatecelo dire, almeno lui dice le cose che pensa e ci mette la faccia e non ci pare poco. Ritengo che quanto da lui scritto sia molto attuale anche per la situazione che troviamo all’interno delle nostre aziende sanitarie, non vi pare? Daniele Bedetti [email protected] fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 5 5 settembre-novembre 2007 Proposta di Piattaforma Contrattuale del Comparto della Sanità: CCNL 2006-2009 G La Segreteria Generale della FIALS, dopo un ampio ed approfondito confronto, ha deciso di presentare ai lavoratori del comparto, all’ARAN ed a tutte le Istituzioni interessate, la seguente proposta di Piattaforma contrattuale. Le proposte avanzate riguardano il quadriennio normativo ed economico 2006-2009. La nostra è e resterà una proposta contrattuale aperta al contributo di tutti gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale. In questi mesi abbiamo raccolto le proposte pervenuteci dalle segreterie provinciali della FIALS, da associazioni professionali, singoli lavoratori e lavoratrici. Questo rinnovo contrattuale avviene in una situazione molto difficile e critica per il Paese, per il Servizio Sanitario Nazionale e per le condizioni economiche e di vita dei lavoratori italiani. Con il Contratto non si fanno le Riforme ma è possibile determinare cambiamenti sostanziali per il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini e la tutela dei diritti degli operatori. La Sanità Pubblica vive una crisi sempre più profonda. Il diritto alla salute, gratuito ed universale, è sempre meno garantito a tutti i cittadini ed in particolare alle fasce più deboli della Società. Ancora più inaccettabile è che si faccia ricadere sugli operatori della Sanità la responsabilità di servizi sempre più inefficienti, improduttivi e spesso disumani. La FIALS ritiene che debba essere fortemente migliorata la qualità dell’assistenza da fornire al cittadino/utente, ribadendo comunque la centralità del S.S.N. e dei servizi di sua competenza, senza nulla togliere all’assistenza fornita dalla Sanità Privata che deve essere integrativa alle eventuali carenze della Sanità Pubblica. Ma per far ciò è necessario rivedere innanzitutto il rapporto numerico degli addetti ai lavori nei confronti della domanda degli utenti, che per fortuna vede sempre più innalzarsi la durata della vita media. Quindi c’è bisogno di rivedere l’attuale normativa relativa al Ministero della Università per far allargare le maglie dei posti disponibili per gli studenti che vorrebbero accedere ai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie (Infermieri, Fisioterapisti, Tecnici di Laboratorio, Tecnici di Radiologia, ecc.ecc.) che attualmente sono a “numero programmato”. Così facendo si potranno immettere sul mercato del lavoro ulteriori professionalità che attualmente sono molto carenti. Il Governo, le Regioni e di conseguenza le Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie (A.S.L., Az. Ospedaliere, Enti ed IRCCS di diritto Pubblico e Privato), non devono continuare a gestire la Sanità come un’industria metalmeccanica per far quadrare i bilanci aziendali solo sotto l’aspetto ragionieristico, riducendo di anno in anno la spesa del personale dipendente. Lo sguardo invece deve andare ben oltre: vanno prodotte ingenti economie sugli sprechi, sulle costosissime consulenze (spesso inutili), sulla razionalizzazione e utilizzo delle risorse, per canalizzarle sulla revisione delle dotazioni organiche sotto l’aspetto quanti/quantitativo e investire sulla formazione del personale dipendente di ogni ordine e grado. In questo quadro avanziamo le seguenti proposte. ■ CAMPO DI APPLICAZIONE DEL CCNL; MODIFICA DEI LIVELLI DI CONTRATTAZIONE E DELLE ATTUALI AREE CONTRATTUALI L’accordo sul costo del lavoro del 93 è obsoleto e da superare, non solo per gli aspetti economici ma anche su tutti quelli che riguardano le aree contrattuali, i livelli di contrattazione ed il campo di applicazione del Contratto della Sanità. In particolare la FIALS propone: 1. CAMPO DI APPLICAZIONE DEL CCNL. Il CCNL della Sanità Pubblica, a seguito di quanto ha previsto l’art. 15-undecies del D.Lgs. 229/99, in particolar modo per gli Enti Ecclesiastici di cui all’art. 4 comma 12 già classificati ai sensi degli artt. 40, 41 e 43 della L. 833/78 e gli IRCCS di diritto privato che abbiano adeguato i propri ordinamenti del personale alle disposizioni del citato D.Lgs 229/99, deve essere applicato a quei dipendenti in quanto hanno acquisito l’equiparazione dei servizi e dei titoli. Lo stesso D.Lgs ha previsto tra l’atro che a seguito di tali adeguamenti, a quel personale, si applicano le disposizioni di cui all’art. 25 del D.P.R. 761/79 anche per quanto attiene ai trasferimenti da e verso le strutture pubbliche. Tale proposta ha una ratio, se si considera che a quel personale che si continuasse ad applicare il CCNL della Sanità Privata, mobilitato dagli Enti e/o Istituti verso Aziende Sanitarie Pubbliche, incontrerebbe difficoltà insormontabili per il reinquadramento. Identica cosa (ma al contrario) avverrebbe fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 6 6 settembre-novembre 2007 per i dipendenti che dovessero mobilitarsi da Strutture Sanitarie Pubbliche verso Enti e/o Istituti. Analogamente è indispensabile che i contratti della Sanità Privata, sottoscritti dall’ARIS, AIOP, Don Gnocchi, ecc., si realizzino contestualmente, sia nella fase di discussione che di sottoscrizione, a quello della Sanità Pubblica. A tale proposito è opportuno ribadire che si rende necessario istituire uno specifico “servizio ispettivo” in tutte le aziende affinché si verifichi lo stato di attuazione dei “requisiti di accreditamento” delle aziende private poiché spesso siamo di fronte a fenomeni di “concorrenza sleale” tenuto conto che a fronte di un pagamento per “DRG” uniforme tra pubblico e privato, le dotazioni organiche, strutturali e tecnologiche sono quasi sempre sottostimate ed inferiori agli standards del servizio pubblico. Fermo restando la natura privatistica del rapporto di lavoro del personale che opera nelle strutture in appalto, per effetto di processi spesso inutili ed incontrollati di “esternalizzazione dei servizi”, anche a questi lavoratori vanno garantiti i diritti economici, professionali e normativi in godimento per il personale della Sanità Pubblica. Per quanto possa apparire suggestivo, il Contratto della Sanità Pubblica deve trasformarsi in una sorta di “Contratto di Settore” che omogeneizzi i trattamenti economici e normativi in un “Mondo” dove si è realizzata una sfrenata ed ingiustificata deregolamentazione dei diritti e del salario dei dipendenti privati che spesso sono considerati di “serie B” pur garantendo servizi essenziali per l’utenza. 2. MODIFICA DEI LIVELLI DI CONTRATTAZIONE. b. c. c. La modifica del Titolo V della Costituzione ha avviato un processo di Autonomia Gestionale delle Regioni che hanno realizzato processi di riorganizzazione dei servizi in modo molto differenziato su tutto il Territorio Nazionale. Con decisioni unilaterali si sono avviati crescenti processi di esternalizzazione dei servizi, riorganizzazioni della Rete Ospedaliera, ecc.. Il livello Regionale deve diventare un livello di contrattazione effettivo con specifiche norme. In questo quadro la contrattazione deve così svilupparsi: a. Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro come strumento che garantisce su tutto il territorio Nazionale i diritti economici, professionali e normativi in maniera omogenea e senza discriminazioni a tutti gli operatori della Sanità Pubblica, Privata e/o esternalizzata. A tale scopo si conferma la necessità della firma contestuale dei vari specifici CCNL (Sanità Pubblica, Privata, ecc.). È altrettanto necessario ribadire che il CCNL deve restare quadriennale dal punto di vista normativo e biennale, dal punto di vista economico. La FIALS non condivide assolutamente la ventilata “sperimentazione triennale” sottoscritta dalle confederazioni. Le decorrenze contrattuali devono essere sempre e comunque rispettate superando l’attuale ridicola situazione laddove da anni (ed avverrà anche questa volta) si sottoscrivono i contratti quando la loro decorrenza è scaduta da mesi. Pertanto bisogna sancire e sottolineare ancora una volta la necessità di prevedere ed attua- c. re la cosiddetta “indennità di Vacanza Contrattuale” con meccanismi automatici e specifiche scadenze da inserire nei CCNL all’atto della sottoscrizione, in modo da difendere il potere di acquisto dei salari in caso di mancato rinnovo del CCNL alle scadenze previste. Una contrattazione integrativa Regionale con analoghi poteri di informazione, di consultazione, concertazione e contrattazione previsti per il livello Aziendale nei CCNL in vigore allo scopo di sconfiggere la gestione autoritaria di molti “Governatori” che hanno confuso “l’elezione diretta da parte del popolo sovrano” con le vecchie logiche di “decisionismo monarchico”. Una contrattazione integrativa aziendale che abbia certezza, di inizio e fine, subito dopo la sottoscrizione Nazionale e che preveda scadenze annuali per la verifica dei fondi contrattuali e dei risultati raggiunti.Va rafforzato e meglio specificato il diritto di informazione su tutti i processi di riorganizzazione dei servizi, di modifica delle dotazioni organiche e di tutti gli atti che puntano a modificare l’efficienza e la produttività dell’Azienda. Analogamente devono rientrare nei poteri di contrattazione tutte le materie che a vario titolo riguardano il salario dei lavoratori, l’organizzazione del lavoro e dei servizi, compresi i turni, gli orari di lavoro ed il fabbisogno di personale nelle Strutture Complesse, nei Dipartimenti, nei Distretti, ecc. Come già detto nel precedente punto B analoghi strumenti e poteri vanno inseriti nella contrattazione regionale. Urge prevedere un “Sistema Sanzionatario” che contenga specifiche e precise sanzioni per i Direttori Generali ed i Dirigenti a tutti i livelli, per la mancata e/o ritardata applicazione del CCNL e dei Contratti Integrativi Aziendali. A scopo esemplificativo si propone che l’Azienda sia tenuta al ristoro del pagamento degli “interessi e della rivalutazione monetaria” automatica su tutti gli istituti contrattuali di contenuto economico. Inoltre, vanno introdotte norme che penalizzino i Direttori Generali ed i Dirigenti all’atto della loro valutazione per il reincarico. Come già avviene in alcune Regioni, il contratto individuale sottoscritto dai Direttori Generali deve contenere, tra gli obiettivi prioritari da raggiungere, la corretta applicazione del CCNL ed il rispetto delle decorrenze dei vari istituti contrattuali, a pena di decadenza dall’incarico o del non pagamento dei premi di risultato. Si propone di inserire nel CCNL e/o in uno specifico CCNQ, l’elezione contestuale delle R.S.U. e dei RLS (i rappresentanti dei lavoratori della sicurezza) poiché questi ultimi, pur avendo un’importanza notevole per la tutela dei diritti dei lavoratori, spesso non sono eletti e/o sopravvivono in un illegittimo stato di illimitato “prorogatio”. 3. CONTRATTO UNICO DELLA SANITA’. La FIALS propone il superamento dell’attuale divisione in tre aree contrattuali del personale del Servizio Sanitario Nazionale. Il ruolo di autonomia acquisito dalle Professioni Sanitarie del comparto, sia sul campo che grazie ad alcune leggi (L.42/99 – L.251/00 – L.43/06 e svariate leggi e Regolamenti fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 7 7 settembre-novembre 2007 Regionali), l’introduzione di nuove tecnologie e modelli organizzativi che hanno modificato profondamente il lavoro del Personale Amministrativo e Tecnico (basti pensare che per essere assunti nella “categoria D” è necessaria la laurea) pongono all’ordine del giorno la necessità, non più rinviabile, di istituire il “Contratto Unico” di tutto il personale del Servizio Sanitario Nazionale. Questa è l’unica strada per attuare compiutamente la L. 43/06 e valorizzare la Dirigenza Infermieristica, Tecnica e Sociale. Spesso si discute “dell’area contrattuale separata degli infermieri”, seminando illusioni che non portano da nessuna parte. L’attivazione del Servizio Infermieristico, Tecnico, della Prevenzione, della Riabilitazione e quello Sociale va realizzato su tutto il Territorio Nazionale. Questi servizi possono essere organizzati in “Dipartimenti delle professioni Sanitarie e Sociali” prevedendo per i loro Dirigenti l’applicazione degli incarichi di struttura semplice e complessa e del relativo “Salario di Posizione”, in un “NUOVO CONTRATTO UNICO DELLA SANITA’” che superi le attuali divisioni, valorizzi tutte le specificità e professionalità allo scopo di garantire un “Servizio Unico”, efficiente, produttivo ed umano ai “cittadini-utenti”. Il CCNL dovrà definire specifiche norme per rendere obbligatorio tale percorso. Anche nell’Area Amministrativa e Tecnica è necessario “sfondare il Muro” della separatezza esistente tra il personale di comparto e la Dirigenza SPTA. Un lavoratore inquadrato in DS, con la laurea ed una comprovata esperienza pluriennale nella Direzione dei Servizi Amministrativi e Tecnici può (sulla base di specifici requisiti e percorsi interni) arrivare all’apice della Dirigenza. ■ SISTEMA CLASSIFICATORIO DEL PERSONALE Il Sistema Classificatorio del Personale, con l’introduzione delle Categorie e delle Fasce Economiche, era stato presentato come un “nuovo sistema” capace di valorizzare la professionalità e la responsabilità, superando i vecchi appiattimenti contrattuali. Ormai, alla luce dell’esperienza concreta, bisogna prendere atto che l’attuale “sistema classificatorio” ha esaurito la sua funzione, disatteso le aspettative e soprattutto non ha raggiunto gli obiettivi che si prefiggeva. Sul Territorio Nazionale, salvo qualche rara eccezione, i passaggi di fascia avvengono in maniera generalizzata per tutto il personale. Di fatto le economie aziendali vengono utilizzate per consentire un recupero economico che il Contratto Nazionale, a causa delle scarse risorse economiche, non riesce più a fare. Ogni biennio si è costretti ad aumentare le fasce perché la quasi totalità del personale è collocato già ai vertici. Analogamente le stesse “categorie” non corrispondono più alla reale “gerarchia e valore del lavoro” poiché alcune sono completamente vuote per effetto delle progressioni verticali ed orizzontali. L’attuale sistema classificatorio va superato tenuto conto della necessità, ormai urgente e non più rinviabile, di realizzare il Contratto Unico della Sanità. In quel contesto sarà necessario rivedere complessivamente l’intero assetto contrattuale alla luce del superamento delle attuali aree contrattuali. Oggi, nelle more del Contratto Unico, sono urgenti alcuni cambiamenti ed in particolare si propone: 1. Istituzione della “Categoria E” (Elevata Professionalità). In questa categoria vanno inquadrati coloro che svolgono funzioni di “Pre-Dirigenza” e le modalità di accesso saranno definite nell’ambito della Contrattazione Nazionale. Per gli operatori di questa categoria dovrà essere prevista la Retribuzione di Posizione e di Risultato. La dotazione di personale da inserire nella “Categoria E” è un’autonoma determinazione delle Aziende, previo confronto con le OO.SS. in sede di contrattazione Aziendale. 2. Anziché aumentare il numero delle fasce ad ogni tornata contrattuale, al personale già titolare dell’inquadramento nell’ultima fascia, il relativo trattamento economico conseguito in tutte le fasce, va conglobato in un’unica nuova voce denominata: Retribuzione Individuale di Fascia (R.I.F.) al fine di consentire allo stesso di avere ulteriore accesso alle fasce ripartendo dalla prima. Tale salario resta vincolato nel Fondo delle Fasce ed utilizzato con le vigenti modalità contrattuali. In futuro, nell’ambito del “Contratto Unico della Sanità”, si dovrà valutare se le fasce, come del resto le stesse categorie, vadano superate con nuovi strumenti contrattuali che valorizzino la professionalità, la responsabilità e difendano il potere di acquisto dei salari. 3. Tenuto conto che le Fasce hanno esaurito la loro funzione di valorizzazione della professionalità e della responsabilità e che gli stessi operatori devono essere incentivati e motivati nei processi di riorganizzazione dei servizi, si propone l’Istituzione di talune “Indennità Professionali”, collegate al servizio espletato, così come si è positivamente sperimentato con l’indennità di SERT ed A.D.I.. Le citate indennità dovranno essere regolamentate sul piano Nazionale ed alla Contrattazione Integrativa Aziendale, spetterà il compito di disciplinarne l’attivazione e/o l’attribuzione di una quota aggiuntiva sulla base della disponibilità dei Fondi Contrattuali e di eventuali ulteriori economie aziendali. ● ● L’indennità di Coordinamento va rivalutata nella misura non inferiore al 30% rispetto a quella in vigore. Tutti i Coordinatori attualmente inquadrati in categoria D dovranno essere reinquadrati in categoria DS con le modalità di cui all’art. 19 del CCNL del 19/4/2004. A spese dell’Azienda tutti i coordinatori, utilizzando i fondi della Formazione, dovranno acquisire il Master di primo livello in Management o per le funzioni di Coordinamento in coerenza con quanto previsto nella L. 43/06. Si ritiene utile che di norma, il Responsabile di Dipartimento non possa svolgere attività di Coordinamento nelle UU.OO. afferrenti. Di riflesso il riconoscimento del ruolo di Responsabile di un Dipartimento deve avvenire con l’attribuzione della Posizione Organizzativa. Ovunque esistano funzioni ed attività specialistiche per le quali è necessario il possesso del Master di primo livello di cui alla lettera C dell’art. 6 della L. fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 8 8 settembre-novembre 2007 ● 43/06 (Area Critica, Preparazione e Somministrazione dei farmaci antiblastici, ecc.), dovrà essere prevista una specifica e congrua indennità per tutto il personale che vi presta servizio. Tale indennità va riconosciuta in via proporzionale, per il solo periodo di attività prestata nel servizio, al restante personale. In caso di mobilità e/o assegnazione dei professionisti sanitari e sociali, nei citati servizi, il possesso del Master Specialistico è titolo preferenziale. Utilizzando i Fondi della Formazione, le Aziende devono avviare percorsi formativi che consentano di far acquisire il Master di primo livello per le funzioni specialistiche a tutti i professionisti che ne fanno richiesta. In analogia ai punti precedenti per il personale del ruolo Amministrativo e Tecnico vanno istituite specifiche indennità per il Maneggio Valori, l’attività di sportello e relazioni con il pubblico, prestazioni ai videoterminali, ecc. La contrattazione integrativa aziendale individuerà ulteriori servizi regolamentando l’attribuzione delle indennità. ■ PARTE ECONOMICA L’EURO e le politiche economiche dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno prodotto un effetto devastante sui livelli di vita dei lavoratori in generale e degli operatori sanitari in particolare. I salari degli operatori sanitari sono più bassi di quelli in vigore nei paesi fondatori dell’UNIONE EUROPEA. Il divario è di oltre il 30% con l’aggiunta che in quei paesi esiste uno “stato sociale” che garantisce ai cittadini condizioni di vita migliori attraverso la fruizione di servizi pubblici da noi quasi inesistenti (Asili nido gratuiti, contributi per il fitto e/o l’acquisto della prima casa, servizi pubblici efficienti e spesso gratuiti, servizi alle persone che vivono condizioni di disagio per malattie gravi, ecc.). La FIALS contesta le modalità con le quali si “concertano”, sul piano Nazionale, le risorse economiche necessarie ai rinnovi contrattuali. L’accordo del ‘93 che ancorava gli aumenti contrattuali al “tasso programmato di inflazione”, non è più condivisibile e va azzerato. Per rilanciare il mercato interno e l’intera economia nazionale, per valorizzare alcuni servizi essenziali quale è certamente il “Servizio Sanitario Nazionale”, servono più risorse economiche. La FIALS propone un aumento economico che nel quadriennio economico 2006-2009 riallinei i nostri salari a quelli dei colleghi europei. Nel successivo quadriennio economico 2010-2013 è indispensabile un ulteriore valorizzazione economica allo scopo di eliminare “l’effetto EURO” che ha praticamente ridotto “della metà” il potere di acquisto degli attuali salari e stipendi. L’accordo per il I biennio economico 2006-2007 nel Pubblico Impiego, sottoscritto il 29 maggio 2007, è del tutto insufficiente. Un aumento medio di 101 euro per il biennio 2006-2007, comprensivo di tutte le voci salariali (categorie, fasce, indennità, incentivazioni, ecc.) è inaccettabile per tutti ed offensivo per le categorie più basse che si ritroveranno in busta paga poche decine di EURO al mese… ovviamente “lorde”. Con cifre così basse non solo non si difende il salario dall’inflazione “reale” ma si rende impossibile ogni ipotesi concreta di valorizzazione professionale degli operatori. Per incentivare “il Merito”, il “senso di responsabilità” del Pubblico dipendente, per realizzare una “cultura del risultato” che premi chi produce risultati verificabili nel miglioramento dei Servizi, sono necessarie risorse economiche consistenti. Poche risorse economiche costringono tutti a proseguire in una politica di appiattimento salariale che tutti combattono a parole ma nessuno sconfigge con “Azioni concrete e visibili”. Il “Memorandum d’intesa su lavoro pubblico e riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, sottoscritto dal Governo e le parti sociali il 18 Gennaio 2007 è una “scatola vuota” se sul tavolo non si mettono adeguate risorse economiche. Il Fondo Sanitario Nazionale è costantemente sottostimato ed in percentuale al PIL (Prodotto Interno Lordo) è il più basso d’Europa. Esso va rifinanziato e riallineato ai valori Europei. Per questa ragione fondamentale diviene necessario prevedere nella prossima Legge Finanziaria un congruo aumento delle risorse destinate alla Sanità ed impedire, pur nel rispetto delle disposizioni del Titolo V della Costituzione, squilibri nelle assegnazioni economiche dirette a creare livelli assistenziali e di cura differenziati tra i cittadini. In questo quadro si propone: – un incremento nei tabellari delle componenti fisse e continuative della retribuzione (categorie e/o fasce) pari ad una media pro-capite di almeno 200 euro; – un riallineamento del differenziale economico esistente tra le tre aree contrattuali della Sanità (Dirigenza Medica, Dirigenza SPTA e Personale del comparto) in particolare per tutte le indennità collegate al disagio ed alle condizioni di lavoro (Reperibilità, Turni, ecc.); – una profonda revisione delle attuali indennità collegate al disagio ed alle condizioni di lavoro prevedendo il loro raddoppio in questo primo biennio economico (lavoro straordinario, Pronta Disponibilità, Indennità di Turno, Sub. Intensiva, Indennità ADI e di Sert, Indennità di Polizia Giudiziaria, ecc.). Queste indennità sono ferme al valore di 17 anni fa, allorquando c’era ancora la lira ed ovviamente hanno subito l’effetto devastante dell’EURO che ha dimezzato tutto. In allegato pubblichiamo uno specchietto che compara i valori delle indennità in rapporto ai salari in godimento al personale nel 1990 quando era applicato il DPR 384 rispetto al 2002. Dai dati si evince chiaramente che da allora c’è stata e c’è una perdita media mensile di circa 400 Euro. Analogamente va aumentata l’indennità ai coordinatori degli operatori tecnici. – Inoltre si propone l’istituzione di svariate nuove indennità professionali già specificate nella parte riguardante la modifica del sistema classificatorio, la valorizzazione della professionalità e della responsabilità, l’applicazione della L. 43/06. fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 9 9 settembre-novembre 2007 ■ FONDI ED ALTRI ISTITUTI CONTRATTUALI Nell’attuale assetto contrattuale la FIALS conferma la positività dei fondi contrattuali e la necessità di renderli sempre più permeabili e flessibili nell’ambito della contrattazione integrativa Regionale ed Aziendale. Nel CCNL va ribadito con forza che le Aziende e le Regioni non possono in alcun modo manomettere, con atti unilaterali, i fondi contrattuali che hanno la loro fonte nella Contrattazione Nazionale ed Aziendale. Purtroppo avviene spesso che in molte Aziende la determinazione dei Fondi, l’utilizzo del lavoro straordinario, i criteri per gestire le incentivazioni alla produttività, i coordinamenti e le Posizioni Organizzative, siano fatti con scelte unilaterali della controparte. Analogamente è avvenuto che le Regioni soggette al “Patto di affiancamento”, in attuazione delle disposizioni previste nella Legge Finanziaria, abbiano tagliato i Fondi Contrattuali ed assunto importanti decisioni sulle dotazioni organiche senza nessun confronto preventivo con le OO.SS. Tali comportamenti devono essere sanzionati con specifiche norme contrattuali. Inoltre, sarà necessario precisare il corretto utilizzo delle risorse dei fondi contrattuali con particolare riferimento a quanto disposto dall’Art. 12 CCNL biennio 2000/2001; in tale contesto deve essere stabilito che le risorse utilizzate per la progressione economica del personale in senso verticale debbono essere ricondotte, dopo la fase di avvio, nel fondo ex Art. 39. Pertanto negli anni successivi gli oneri delle differenze relative al passaggio di categoria devono rimanere a carico del bilancio delle Aziende e ciò vale anche per coloro che sono passati in categoria DS in applicazione dell’ Art. 19 del CCNL del 19/4/2004. ■ FONDO DEL DISAGIO È necessario, nell’ambito di questo Fondo, che vengano individuate le somme in disponibilità per ogni singola voce di indennità. Il lavoro straordinario va rivalutato alla luce delle reali dotazioni organiche. Le Aziende sono tenute a garantire la gestione dei servizi mantenendosi all’interno dei Tetti Contrattuali. L’utilizzo di lavoro straordinario, oltre i limiti contrattuali previsti, deve essere concordato con le OO.SS. e comunque deve essere Finanziato con Risorse del Bilancio dell’Azienda senza utilizzare impropriamente i fondi del disagio e dell’art. 31. In presenza di uno sfondamento persistente dei Tetti del lavoro straordinario della parte del fondo del disagio, causato dall’apertura di nuovi servizi e/o dalla carenza di personale dovuta alle riduzioni delle dotazioni organiche, si deve prevedere il riutilizzo di queste risorse in sede di Contrattazione Integrativa Aziendale e l’inserimento di una loro parte nel Fondo del disagio fino al venir meno delle condizioni che hanno determinato lo splafonamento del Fondo. ■ POSIZIONI ORGANIZZATIVE Le posizioni organizzative devono trasformarsi in un atto Regolamentare della Pubblica Amministrazione e pertanto il loro costo deve essere a carico del Bilancio dell’Azienda. Le Regioni devono emanare, d’intesa con le OO.SS., indirizzi precisi e vincolanti per la determinazione in sede Aziendale delle posizioni organizzative e le Funzioni di Coordinamento. In questo quadro i Direttori Generali non possono più assumere, in proprio, la scelta di coloro che devono ricevere le posizioni organizzative. La Contrattazione Integrativa deve decidere, in sede di contrattazione, la graduazione degli incarichi, il regolamento per la scelta degli aventi titolo ed una specifica prova selettiva. L’incarico di posizione organizzativa è comunque triennale, revocabile e non rinnovabile tacitamente e/o solo previa verifica del risultato. Sei (6) mesi prima della scadenza dell’incarico, le parti sono tenute ad incontrarsi per valutare eventuali modifiche degli accordi precedenti. L’azienda, a pena di nullità degli atti, non può procedere con proroghe o decisioni unilaterali, trattandosi di materie di contrattazione. La Contrattazione Integrativa Aziendale può valutare l’incompatibilità tra l’attribuzione della posizione organizzativa e l’indennità di coordinamento. ■ INCENTIVAZIONI ALLA PRODUTTIVITÀ Il modello delle incentivazioni alla produttività va confermato lasciando alla contrattazione integrativa la scelta di avere un modello “Collettivo” e/o “Individuale”. Va ribadito con forza, approfondendo le specifiche norme, che le Aziende non possono assumere decisioni unilaterali sulla materia. Va incrementato l’utilizzo di risorse aggiuntive in applicazione della L. 449/97, così come vanno sperimentate nuove forme di incentivazioni che premino i risultati e gli obiettivi che l’Azienda e le OO.SS. concordano in sede di Contrattazione Integrativa. Le Regioni devono garantire risorse aggiuntive in quantità consistenti allo scopo di coinvolgere il personale nei processi di riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale. Tali risorse sono reperibili eliminando le consulenze inutili, con programmi concreti di riduzione degli sprechi, delle spese inutili, delle esternalizzazioni facili e la costituzione di società miste e/o SPA improduttive. L’utilizzo delle Prestazioni aggiuntive, di cui alla Legge 1 del 2002, è diventato un fenomeno rilevante sul Piano Nazionale. Il CCNL e successivamente la contrattazione integrativa, devono ricercare nuovi strumenti di contrattazione per la gestione delle “Prestazioni Aggiuntive” che devono rientrare a tutti gli effetti nei Fondi Contrattuali. ■ CARENZE PROVVISORIE DELLA DOTAZIONE ORGANICA Nell’ambito della dotazione organica degli Enti, allorquando un dipendente cessi dal servizio a qualsiasi titolo, il suo posto deve essere messo a concorso entro 60 giorni. Trascorso tale periodo si propone di utilizzare l’ammontare complessivo del suo salario costituendo un “Fondo vincolato transitorio”. Nelle more della riassunzione di nuovo personale, tale fondo è utilizzato, per l’80% del suo ammontare, nella stessa Unità fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 10 10 settembre-novembre 2007 Operativa con modalità analoghe alle “Prestazioni Aggiuntive” e nelle forme che la contrattazione integrativa deciderà. Tale proposta consente di evitare che le lungaggini burocratiche per i concorsi ricadano sul personale in servizio che si ritroverebbe mortificato e sfruttato ulteriormente. Inoltre tale norme incentiverebbero le amministrazioni ad accelerare le procedure di selezione non essendoci vantaggi economici per la ritardata assunzione. ■ FORMAZIONE E RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO La funzione sociale del S.S.N., l’introduzione costante di nuove tecnologie e metodi di lavoro, la necessità di rendere flessibile la forza lavoro in rapporto agli obiettivi di riorganizzazione dei servizi da realizzare, pongono la Formazione quale strumento indispensabile al raggiungimento degli obiettivi aziendali. In molte Regioni ed Aziende la formazione stenta a partire e non riesce a rappresentare il volano del cambiamento e della partecipazione. Come è avvenuto per il Mobbing, il CCNL deve prevedere la costituzione obbligatoria di una Commissione Paritetica sulla Formazione. Le Regioni e le Aziende devono garantire, attraverso l’istituzione di un Fondo vincolato e non riconvertibile in altre spese di gestione corrente e/o finalizzate, l’1% del Monte Salari per la Formazione di tutto il personale. Fatti salvi i poteri di informazione, consultazione e concertazione previsti per la contrattazione integrativa, la Commissione Paritetica sulla Formazione deve avere poteri di intervento e di programmazione su tutta la materia e le Aziende non possono decidere unilateralmente sugli stessi argomenti. Le Quote del Fondo vincolato per la Formazione che non sono state spese nell’anno di riferimento, sono portate in aggiunta allo stesso Fondo per l’anno successivo. Le aziende che per due anni consecutivi non utilizzano integralmente l’intero ammontare del fondo dedicato alla formazione, incorrono nel “sistema sanzionatorio” proposto nei capitoli precedenti. Al personale che partecipa in qualità di relatore e/o organizzatore a corsi ECM in altre Aziende, va garantito il congedo straordinario e le spese saranno a carico dell’Azienda richiedente. L’attività didattica svolta dagli operatori di tutti i ruoli, fuori orario di lavoro, deve essere remunerata in via forfettaria con un compenso orario di almeno 100 €; quando la stessa attività è svolta durante l’orario di lavoro il compenso deve essere del 20%. Qualora l’Azienda non abbia nel proprio seno le competenze e l’organizzazione operativa per organizzare la Formazione, si possono sperimentare forme di gestione con enti bilaterali. Tale possibilità deve essere oggetto di confronto con le OO.SS. Allo scopo di rendere permanente la formazione di tutti gli operatori del comparto è indispensabile procedere alla Riduzione dell’orario di lavoro prevedendo la riduzione di un’ora settimanale (cumulabile nell’anno) dedicata alla for- mazione con le modalità che verranno fissate in contrattazione integrativa. ■ ESTERNALIZZAZIONI E PRECARIATO Negli ultimi anni la sanità è stata investita da ampi processi di esternalizzazione dei servizi. Spesso la privatizzazione dei servizi è stata scelta per aggirare le norme sul blocco delle assunzioni ed in alcuni casi si è arrivati a superare il confine dell’intermediazione della manodopera. L’assenza di una verifica dell’economicità dei servizi esternalizzati ha prodotto doppioni di servizi spesso inutili. Di riflesso è nato e si è ingigantito un “mondo del lavoro” parallelo alla sanità pubblica ed accreditata, dove regna la precarietà, lo sfruttamento e l’instabilità gestionale ed organizzativa. Il Contratto deve prevedere un tavolo negoziale permanente e/o una “Commissione Bilaterale Permanente” che intervenga in questo settore allo scopo di reinternalizzare tutte quelle attività per le quali è possibile gestire i servizi all’interno delle Aziende. Sono anni oramai che assistiamo al drammatico fenomeno del precariato, determinato dalle leggi dello Stato e Regionali riguardanti il blocco delle assunzioni a qualsiasi livello, sottoscrivendo, di contro contratti di somministrazione di lavoro e contratti con ditte appaltatrici per l’esecuzione di lavori anche istituzionali. Ciò continua a verificarsi anche nonostante la legge finanziaria dello Stato e le leggi di alcune Regioni prevedano la stabilizzazione dei precari. Quindi durante l’arco dell’attuale vigenza contrattuale, tutto il personale precario, a qualsiasi titolo assunto alle dipendenze delle Aziende Sanitarie, deve essere stabilizzato, così come é doveroso internalizzare tutti i servizi affidati a ditte esterne di qualsiasi tipologia. ■ LIBERA PROFESSIONE La parte normativa di questo contratto nazionale deve disciplinare in maniera chiara la possibilità di svolgere la libera professione da parte di tutti i professionisti sanitari e sociali. Senza incorrere nelle degenerazioni determinatesi nell’area della Dirigenza ed in armonia con le leggi vigenti (L. 42/99, L. 251/00 e L. 43/06) riguardanti le professioni sanitarie, bisogna prevedere lo svolgimento della libera professione in forma di titolarità individuale e/o in equipe con altri professionisti, anche di profili diversi in svariati campi, da quello delle prestazioni infermieristiche, curative e riabilitative domiciliari, a quelle di tipo educativo e/o in ambulatori infermieristici e riabilitativi. La contrattazione integrativa avrà il compito di disciplinarne l’attuazione con specifici regolamenti aziendali. ■ MENSA-ASILI NIDO E PARCHEGGI Il diritto alla mensa e le modalità sostitutive vanno garantite a tutti gli operatori durante ogni turno di servizio evitando inutili discussioni interpretative che hanno determinato un lungo contenzioso in moltissime Aziende. fials novembre 2007_1-12.qxd 12-11-2007 9:08 Pagina 11 11 settembre-novembre 2007 Il contributo dell’Azienda deve arrivare almeno a 10€. Allo scopo di fruire concretamente del diritto alla mensa è opportuno prevedere, laddove c’è una presenza frastagliata ed articolata dei servizi sul territorio, il ricorso ai buoni ticket. Tutte le Aziende devono garantire ai propri dipendenti l’istituzione di un Asilo Nido realizzandolo con proprie strutture e personale interno. In assenza, le Aziende sono tenute a pagare agli aventi diritto una “Indennità socio-assistenziale” e/o un ticket sostitutivo fino al raggiungimento dei 3 anni di vita del bambino. Analogamente le Aziende devono garantire il parcheggio gratuito e custodito al proprio personale durante l’orario di servizio. Soprattutto nelle grandi metropoli le lavoratrici ed i lavoratori sono costretti ad utilizzare i parcheggi pubblici con grande aggravio di spesa. Le Aziende sono tenute a stipulare convenzioni con i comuni interessati e/o in alternativa pagare un ticket al personale avente titolo, per ogni giornata di effettivo servizio. ■ ALTRI ISTITUTI CONTRATTUALI 1. OPERATORI SOCIO SANITARI Proponiamo una piena valorizzazione del profilo O.S.S. attraverso un pieno inserimento nelle equipe assistenziali ospedaliere e nelle attività territoriali; occorre promuovere una piena integrazione di questa figura con tutti gli altri profili professionali in tutti gli ambiti di assistenza sanitaria e sociale. Occorre prevedere un percorso verso la categoria C e nel ruolo sanitario ed un’immediata risposta per tutti gli operatori che abbiano acquisito ulteriori specializzazioni. È del tutto evidente che agli O.S.S. vanno applicate le indennità di cui all’Art.44 del CCNL 94/97 e tutte le altre da noi proposte nella presente piattaforma contrattuale. 2. PERSONALE AMMINISTRATIVO E TECNICO Con la “Categoria E” ed il Contratto Unico prevediamo un salto di qualità per il personale Tecnico ed Amministrativo che è sempre stato bistrattato e sottovalutato. Anche per loro deve aprirsi pienamente la strada della “PRE-DIRIGENZA” e della DIRIGENZA. Le nuove tecnologie e metodologie del lavoro hanno cambiato profondamente ed in positivo, la qualità ed il ruolo del “lavoro amministrativo e tecnico”. In tale contesto ribadiamo la necessità che si sanino vecchie ferite e come abbiamo già sottolineato nelle dichiarazioni a verbale del CCNL del 19/4/2004, si rende urgente e necessario che: – l’ausiliario Socio Sanitario ed il Commesso con tre anni di anzianità al 31/12/2002 deve essere ricollocato nella categoria B; – Il Coadiutore amministrativo con tre anni di anzianità al 31/12/2002 deve essere ricollocato nella categoria C; – l’Assistente amministrativo con tre anni di anzianità al 31/12/2002 deve essere ricollocato nella categoria D; – l’Indennità di coordinamento si è estesa ai profili professionali di Collaboratore amministrativo professionale e Collaboratore amministrativo professionale Esperto. 3. BANCA DELLE ORE Nel confermare la validità del principio della Banca delle Ore già previsto dal CCNL 2000/2001, la Fials ritiene che tale istituto contrattuale debba essere emendato nel seguente modo: “l’orario di lavoro non deve eccedere comunque le 12 ore settimanali, facendo espresso divieto di superare tale limite. Prevedendo per altro il recupero entro il trimestre nel caso che il lavoratore non aderisca alla Banca delle Ore. Laddove è previsto il riposo compensativo, al lavoratore saranno attribuite le indennità di turno contrattualmente previste.” 4. ASSICURAZIONI Le Aziende sanitarie devono farsi carico di stipulare adeguati contratti di assicurazione per tutelare i lavoratori del comparto da eventuali rischi. È del tutto evidente che le polizze assicurative serviranno a tutelare sia sotto l’aspetto penale che civile, le mancanze dei dipendenti concretizzatesi per servizio, escluse le mancanze per dolo o per colpa grave. 5. APPLICAZIONI NEL CCNL DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 66 In applicazione del Comma 5 dell’Art. 5 del citato Decreto, si propone che il CCNL preveda che i lavoratori usufruiscano di riposi compensativi in aggiunta al pagamento del lavoro straordinario, con le relative maggiorazioni. È opportuno che il CCNL deleghi alla contrattazione integrativa aziendale le “deroghe” previste all’Art. 17 del Decreto 66 in materia di “riposo, pause, lavoro notturno e durata massima settimanale”. 6. PRONTA DISPONIBILITÀ Tenuto conto che la giurisprudenza nazionale tende a non includere la pronta disponibilità nei turni di riposo, sul presupposto che per aversi effettivo riposo - e dunque piena reintegrazione psichica e fisica del lavoratore – lo stesso non deve avere altri obblighi nei confronti del datore di lavoro che quello di tenersi pronto per la ripresa nel normale servizio, si propone di modificare il Comma 6 dell’Art. 7 del CCNL del 20/9/2001 precisando che il riposo compensativo deve realizzarsi con la riduzione del debito orario. Resta valido quanto già scritto nei capitoli precedenti relativamente al raddoppio del valore economico di questa indennità. 7. ARPA Va realizzata la piena valorizzazione del personale delle Agenzie Regionali risolvendo, tra l’altro, tutti i problemi connessi al trasferimento degli operatori provenienti da altri Enti. 8. LAVORI USURANTI Allo scopo di accelerare la soluzione della complessa materia dei “Lavori Usuranti” si propone che il Contratto Nazionale individui il personale che svolge tale attività. In particolare si propone che vengano considerati “Lavori Usuranti” quelli riconducibili alle attività dell’Area di Emergenza e delle aree critiche. Analogamente devono rientrare nei lavori usuranti tutti gli operatori che effettuano turni notturni garantendo la continuità dei servizi nelle 24 ore. fials-NOV07-P1-12OK.qxd 13-11-2007 11:36 Pagina 12 12 settembre-novembre 2007 9. RISCHIO RADIOLOGICO Il Contratto Nazionale deve ulteriormente chiarire l’art.5 del CCNL 20-09-2001. In molte aziende esiste un contenzioso riguardante la corretta applicazione dell’indennità e dei 15 giorni di ferie aggiuntive. Tali diritti vanno garantiti in modo inequivocabile a tutti gli operatori che espletano la loro attività nelle zone controllate. ■ CONCLUSIONI lizzare una grande alleanza per sconfiggere le pratiche deteriori del clientelismo, degli sprechi e dello sperpero delle risorse, che spesso si nascondono dietro false scelte di “aziendalismo”, per crestitire dignità al lavoro degli operatori e dei professionisti della sanità per tendere all’elevazione della qualità delle prestazioni8 erogate. Con questo spirito la fials è impegnata affinchè si sottoscriva subito il contratto nazionale di lavoro del comparto della sanità. I lavoratori della sanità pubblica ed i cittadini devono rea- ■ La Segreteria Generale FIALS ALLEGATO COMPARATIVO SULLE INDENNITÀ Indennità accessorie per il personale del Comparto, già in godimento con il CCNL DPR 384/90, comparate con gli stipendi tabellari dell’epoca: DPR 384 del 1990 Stipendio Tabellare in godimento pari a Euro 6.006,91 per un Infermiere Professionale ex VI livello, Categoria C Indennità di turno (3 X 8) pari a Euro 4,39 Indennità di turno a 12 ore (2 turni) pari a Euro 2,33 Indennità festiva o domenicale intera pari a Euro 15,30 Indennità malattie infettive ed intensive pari a Euro 4,13 Indennità reperibilità pari a Euro 20,66 Indennità notturna pari a Euro 2,72 CCNL Stipendio tabellare in godimento al 1/1/2002 pari a Euro 10.525,26 per un Infermiere Professionale inquadrato in Categoria C. Comparando il valore dello stipendio e delle indennità del DPR 384/90 a quello del 2002, il valore delle indennità risulta il seguente: CCNL 1/1/2002 Indennità di turno (3 X 8) pari a Euro 7,69 Indennità di turno a 12 ore (2 turni) pari a Euro 4,08 Indennità festiva o domenicale intera pari a Euro 26,80 Indennità malattie infettive ed intensive pari a Euro 7,23 Indennità reperibilità pari a Euro 36,20 Indennità notturna pari a Euro 4,76 Considerato che un turnista lavora nelle 24h ed ogni mese effettua mediamente 20 presenze giornaliere, 2 festivi, 6 reperibilità, 20 indennità intensive, 40 ore di indennità notturna, allo stesso spetterebbero, con i nuovi valori delle indennità ricalcolate comparandole al CCNL del 2001, i seguenti valori economici: Euro 66,00 per 20 presenze Euro 23,00 per due festività Euro 93,24 per 6 reperibilità Euro 62,00 per 20 intensive Euro 80,16 per 40 ore notturne Il danno economico medio mensile del mancato incremento economico è di 324,40 Euro Con lo stesso metodo comparativo andrebbe ricalcolata l’indennità di qualificazione professionale che viene corrisposta a tutto il personale, compreso quello amministrativo dal 1 gennaio 1996. 1 gennaio 1996 Assistente amministrativo VI livello (stipendio tabellare dell’epoca 6.071,14 Euro) Indennità di qualificazione professionale Euro 74,88 (valore economico al 1 gennaio 1996) Nuovo calcolo della stessa indennità riparametrata ai valori attuali Euro 117,45. Differenza: Euro 42,57. 1 gennaio 1996 Infermiere Professionale VI livello (stipendio tabellare dell’epoca 6.071,14 Euro) Indennità di qualificazione professionale Euro 111,03 (valore economico al 1 gennaio 1996) Nuovo calcolo della stessa indennità riparametrata ai valori attuali Euro 198,48 Differenza: Euro 81,45 fials novembre 2007_13-16.qxd 12-11-2007 10:23 Pagina 13 13 settembre-novembre 2007 Attacco al pubblico impiego: chi spara sugli impiegati pubblici? Quello che si è detto e quello che non si è detto, e perché I voti degli utenti da soli non bastano a dare efficienza, la vera soluzione è fare investimenti sulla Pubblica Amministrazione e avere Dirigenti veramente indipendenti dalla Politica In questi ultimi mesi abbiamo assistito all’ennesimo attacco nei confronti del Pubblici Impiego dipinto spesso come il ricettacolo di “fannulloni”. Come in tutti i settori produttivi non vi è dubbio che anche nel Pubblico Impiego si annidano anche i “cosiddetti fannulloni” ma già i vari contratti collettivi nazionali di lavoro contengono gli strumenti per sanzionare questi comportamenti così come ci sono gli strumenti (molto meno le risorse che servirebbero) per incentivare chi, con professionalità ed impegno, svolge le proprie mansioni con efficienza, efficacia e professionalità. Seppur ancora sia forte il condizionamento della politica nella gestione della “cosa pubblica”, sanità compresa (i Direttori Generali sono nominati dalle rispettive giunte regionali e va sempre più di moda contornarsi di propri collaboratori magari “paracadutati” dall’esterno in aggiunta ai Dirigenti già presenti in Azienda….) abbiamo assistito amareggiati come “nessuno” si sia “scomodato” per dire che la nostra Sanità è stata classificata come la 2° più efficiente al mondo (dati dell’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità) e come in termini di investimenti essa assorba meno risorse rispetto agli altri Paesi che, non solo investono di più, ma paradossalmente erogano prestazioni “inferiori” alle nostre (vedasi tabella). Nessuno ha “spezzato una lancia” per gli operatori della sanità pubblica i quali concorrono giornalmente a questo risultato che, se gli altri paesi (e non solo europei) ci invidiano, nel nostro paese viene considerato come “normale”. Ecco allora che la “sanità” riempie le prime pagine solamente nei casi di “mala sanità” di errori tragici che, seppur gravi e da perseguirne le varie responsabi- Costi dei Sistemi Sanitari Nazionali (in % PIL) Paese Spesa Sanitaria in % del PIL Stati Uniti 15,3 Svizzera 11,6 Francia 11,1 Germania 10,7 Belgio 10,3 Austria 10,2 Portogallo 10,2 Grecia 10,1 Svezia 9,1 Danimarca 9,1 Italia 8,9 Inghilterra 8,3 Spagna 8,2 Giappone 8,0 Media OCSE 9,0 Fonte OCSE: Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico lità, certamente non rappresentano la “regola” bensì la infinitesimale eccezione tra le milioni di prestazioni erogate ogni anno. Oramai abbiamo compreso come, anche per la sanità, vi siano convenienze (anche politiche) per connotarla negativamente e non, invece, valorizzarne a pieno le eccellenze ed il livello qualitativo/quantitativo che paradossalmente invece all’estero ci invidiano. Per contro, soprattutto da parte dell’imprenditoria privata, capitanata da Confindustria ma non solo, ogni rinnovo contrattuale e ogni richiesta contrattuale per il pubblico impiego viene bollato come eccessivo, fuori da ogni parametro, e ben superiore a quello erogato nel settore privato. È evidente che a Confindustria (e non solo) convenga attaccare i “rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti” per sviare l’attenzione e l’opinione pubblica sul fatto che anche gli stipendi del settore privato dovrebbe garantire una vita dignitosa ad impiegati ed operai anche di quel settore. Notiamo invece come Confindustria elemosini sempre aiuti ai vari governi che si succedono (taglio del cuneo fiscale, taglio dell’IRAP dal 4,25 al 3,9, taglio dell’IRES da 33 al 27,5, richieste di prepensionamenti con costi a carico della collettività), che glieli concedono, con una sfacciataggine che rasenta l’inimmaginabile. È di questi giorni la pubblicazione di uno studio statistico elaborato da IPSOS-ACRI il quale mette in evidenza come le “famiglie che non riescono a metter da parte risparmi” sia passata dal 26% al 43% nel corso degli ultimi 6 anni e, viceversa, come siano sempre meno le famiglie in condizione di mettere da parte qualche risparmio (che sono passati dal 32% al 38% nel giro di un solo anno). L’attacco al Pubblico Impiego è inoltre continuato e sta continuando anche, ma in modo più strisciante, non concedendo il finanziamento di tutti gli arretrati del biennio economico 20062007 (come ricorderete i famosi 101 € medi decorreranno da febbraio 2007 e non da gennaio 2006) e, anche con questo Governo, con il mancato stanziamento delle risorse necessarie nella prossima Legge Finanziaria 2008 con la fials novembre 2007_13-16.qxd 12-11-2007 9:09 Pagina 14 14 settembre-novembre 2007 neanche tanto velata volontà governativa di “ricattare” il Sindacato allungando, dicono loro sperimentalmente, la durata da 2 a 3 anni la validità contrattuale. Dalla serie….. non vi mettiamo le risorse in Finanziaria se non accettate di allungare “il brodo” da 2 a 3 anni. Come spesso succede in Italia, e anche la Pubblica Amministrazione ne è testimonianza, le “grandi riforme” si fanno (quando si fanno), subito dopo il voto. Come sapete dal 19 al 22 novembre si voterà per il rinnovo della RSU – Rappresentanze Sindacali Unitarie. CGIL CISL UIL si sono dichiarate disponibili a discuterne. Come al solito CGIL CISL UIL si presenteranno chiedendo il voto ai lavoratori della sanità, non dicendo che (già entro fine anno) probabilmente il nostro contratto verrà “svenduto” il nostro biennio contrattuale facendolo passare a triennale. Se consideriamo che i bienni precedenti sono stati rinnovati con aumenti percentuali del 4,85% (a regime) per il biennio 2006-2007 e del 5,56% (biennio 2002-2003) e del 5,01 (biennio 2004-2005) e si sta chiedendo solamente il 6% per iniziare a discutere di allungamento della nostra durata contrattuale, che passerebbe da 2 anni a 3 anni, il quadro non è dei più rosei. Più facile allora (per loro) chiedere subito il voto ai lavoratori che, distratti, magari impareranno solo dopo a cosa e a chi si è data la propria fiducia. Rinnovi contrattuali bienni precedenti Periodo di riferimento Biennio 2002-2003 % aumenti a regime 5,56% Biennio 2004-2005 5,01% Biennio 2006-2007 4,85% (con perdita di 14 mesi di arretrati) Ipotesi Triennio 2008-2010 6% Stima risorse per finanziare il “triennio contrattuale” 2008-2010 Inflazione programmata 4,7% Recupero di produttività 1,3% TOTALE 6,0% Infine, che dire dei continui TESORETTI di vari miliardi di €uro che spuntano sempre più spesso e mai una lancia è stata spezzata per ricordare che “noi dipendenti” pubblici abbiamo il diritto di vederci riconoscere tutti gli arretrati dal primo mese così come per avere il rinnovo contrattuale in tempi ragionevoli e non con un ritardo medio di almeno 2 anni. alleggerimento della tasse in busta paga, siete d’accordo con noi? Ma si sa, è provato da numerosi studi politologici che dare “addosso al pubblico impiego e ai pubblici dipendenti” fa aumentare il consenso politico del “governo di turno”, nell’opinione pubblica. C’è bisogno di autonomia dalla politica, anche in sanità, più autonomia Essendo i lavoratori dipendenti gli vuol dire più FIALS. unici che non “possono” evadere le tasse non sarebbe giusto che una Un caro saluto parte di queste maggiori “entrate” Daniele Bedetti fossero restituite a chi le tasse le ha sempre pagate, magari tramite un [email protected] INPDAP: servizi per i pensionati Tutti i pensionati in carico alla gestione INPDAP (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’Amministrazione pubblica) hanno ricevuto o riceveranno in questi giorni un opuscolo intitolato “I servizi INPDAP non hanno età – Guida per chi è in pensione”. L’opuscolo in questione da notizie riguardanti: a) istituzione di un fondo per la gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (piccoli prestiti, prestiti pluriennali diretti, prestiti in convenzione, mutui ipotecari); b) attività sociali consistenti in organizzazione di soggiorni senior, case albergo, assistenza e cura dell’Alzheimer, convitti, borse di studio, vacanze di studio, master e dottorati; c) sostegno alla famiglia tramite l’attribuzione dell’assegno per il nucleo familiare; d) assistenza fiscale Per ogni ulteriore informazione è sufficiente consultare il sito dell’Inpdap: www.inpdap.gov.it oppure chiamare il numero verde 800105000 fials novembre 2007_13-16.qxd 12-11-2007 9:09 Pagina 15 15 settembre-novembre 2007 Dall’estero FINLANDIA POLONIA: : Infermiere pronte a dimettersi in massa C irca 13.000 infermiere finlandesi minacciano di lasciare il lavoro il 19 novembre 2007 se non saranno accolte le loro rivendicazioni salariali. Il Sindacato finlandese chiede aumenti del 24% contro il 12% offerto dalla controparte. Lo stipendio medio di una infermiere finlandese è di 1.900? circa contro il 2.300? della media dei salari nel Paese. (fonte: Il Sole 24 Ore 17.10.2007). dimissioni in massa per i medici polacchi Commento: per pura casualità la scadenza dell’ultimatum dato dalle infermiere finlandesi (19 novembre) corrisponde con il primo giorno delle elezioni di RSU: che cosa succederebbe se tutto, o quasi, il personale votasse per la FIALS? Sicuramente non avremmo rinnovi contrattuali tirati per la lunga e, soprattutto, non avremmo perso 14 mesi di arretrati. D Da maggio 2004, da quando la Polonia è entrata nella UE, circa 5.200 medici hanno lasciato il Paese per andare a lavorare in altri paesi in cui venivano pagati meglio. Ora la sanità polacca è in ginocchio, malgrado lo scorso anno i medici abbiano ottenuto un aumento del 30%. I medici chiedono che i loro stipendi salgano a 5.100 zloty, circa 1.500 euro, il doppio della media nazionale. L’angolo del sorriso: la circolare... Credo che si dovrebbero pagare le tasse con un sorriso. Io ci ho provato, ma loro volevano i soldi. Ho fatto l’amore con Control, domani provo con Alt Canc. La mia maestra comincio’ la carriera insegnando in un nido. Dovette smettere per le vertigini. Mia moglie ed io siamo stati felici per vent’anni. Poi ci siamo incontrati. Le vie del Signore sono infinite. E’ la segnaletica che lascia a desiderare. La rovina del mondo sarà l’indifferenza. Ma chi se ne frega! Errare è umano. Dare la colpa a un altro ancora di più. Dopo anni di fidanzamento lei dice a lui: e se ci sposassimo? Lui: ma chi vuole che ci prenda, a noi due! Il tuo capo: l’unico a essere sul lavoro presto se tu sei in ritardo, e in ritardo se tu ci sei presto. Arrivederci al prossimo numero di : se volete scriverci o richiederci argomenti da approfondire, o semplice curiosità, potete scriverci al seguenti indirizzo: [email protected] fials-NOV07-P13-16OK.qxd 13-11-2007 11:36 Pagina 16 QUANDO ANDREMO A VOTARE RICORDIAMOCI DELLO SCIPPO SUI NOSTRI ARRETRATI….. Come ricorderete con la sottoscrizione dell’Intesa dello scorso 29 maggio tra il Governo e le principali Confederazioni Sindacali l’Esecutivo si è impegnato a stanziare nella Finanziaria 2008 “le risorse aggiuntive” a regime occorrenti per assicurare, a decorrere dal 1° Febbraio 2007, i benefici economici medi pari a 101? medi (calcolati in riferimento ai dipendenti dei Ministeri). Tali benefici riassorbono quelli previsti nell’Intesa del 06.04.2007 in cui vennero previsti 93 ? di aumento medio a partire dal gennaio 2007, un mese prima. Per la FIALS è INACCETTABILE assistere, a distanza di ben 22 mesi dal mancato rinnovo del CCNL Comparto Sanità, alla sottoscrizione di “impegni a perdere” in cui vengono letteralmente regalati alla controparte ben 14 mesi di arretrati. Ai dipendenti non è sfuggito, infatti, come tale “accordo” comporterà la PERDITA, DI FATTO, DI BEN 14 MESI DI ARRETRATI, essendo per questi mesi riconosciuta solamente la cosiddetta “indennità di vacanza contrattuale” (18? circa/mese). Non era mai successo nella storia contrattuale della Sanità che fosse salutato come un “gran risultato” regalare alla controparte ben 14 mesi di arretrati. Inoltre, sempre lo stesso 29.05.2007 le Singole OO.SS. di Categoria hanno sottoscritto l’impegno a rivedere entro il prossimo 31.12.2007 la durata dei contratti, dall’attuale validità biennale a quella triennale, in via sperimentale sia per quanto concerne la parte economica che quella normativa, limitatamente al triennio 2008-2010. Se ad oggi i nostri contratti di lavoro (che hanno validità economica biennale) vengono rinnovati mediamente con 24 mesi di ritardo cosa succederà quando, sperimentalmente, anche il nostro CCNL avrà validità triennale? I futuri rinnovo contrattuali slitteranno ulteriormente? La risposta potrebbe essere sì! Non è forse che qualcuno sta pensando, con l’avvallo delle principali Organizzazioni Sindacali, alla formula del 3x2? Leggasi…….rinnovo del contratto con 3 anni di ritardo con il pagamento di soli 2 anni di arretrati. Per questo motivo abbiamo detto e scritto “ANCORA UNO SCIPPO!”, come potrai leggere nel nostro volantino che riproduciamo nella pagina qui a fianco. Se non vuoi farti scippare ma anzi vuoi dare forza a quanti vogliono una vera valorizzazione della professionalità ti chiediamo di metterti in contatto con la nostra Organizzazione Sindacale, candidarti nelle nostre liste alle prossime elezioni di RSU di novembre 2007 e contribuire anche tu a difendere il tuo lavoro ed il tuo stipendio. ELEZIONI RSU 19-22 novembre 2007