PRO OGRAM MMA DI INTTERVEENTO DEL “D DISTREETTO URBA ANO D DEL CO OMMEERCIO DI O MAGNAG GO” CASSSANO Indice Premessa 1 – IL RUOLO DEI DISTRETTI DIFFUSI DEL COMMERCIO DI RILEVANZA INTERCOMUNALE ............................... 5 2 – PERCHÉ UN DISTRETTO DEL COMMERCIO .................................................................................................. 9 2.1 Il contesto socio‐economico dell’area e il ruolo del comune di Cassano Magnago nell’ambito territoriale di riferimento allargato ............................................................................................................... 9 2.2 La situazione congiunturale ................................................................................................................... 14 2.3 La domanda di servizi commerciali ....................................................................................................... 18 2.4 L’offerta commerciale del Distretto: struttura e tendenze evolutive ................................................... 29 2.5 Visione e linee guida di sviluppo della città e ruolo del commercio ..................................................... 40 2.6. Il posizionamento competitivo del Distretto del Commercio di Cassano Magnago ............................. 43 2.7. La strategia di sviluppo del Distretto del Commercio di Cassano Magnago ......................................... 44 3 – OBIETTIVI STRATEGICI DEL DISTRETTO DEL COMMERCIO DI CASSANO MAGNAGO ................................ 47 4 – PIANO DELLE ATTIVITÀ .............................................................................................................................. 51 5 – PIANO FINANZIARIO COMPLESSIVO .......................................................................................................... 85 6 – CRONOPROGRAMMA ................................................................................................................................ 96 7 – MONITORAGGIO E VALUTAZIONE ........................................................................................................... 101 8 – PROGRAMMA DI COMUNICAZIONE DEI RISULTATI AI SOGGETTI A DIVERSO TITOLO INTERESSATI E LORO COINVOLGIMENTO ........................................................................................................................................ 105 9 – IL PARTENARIATO E LA SOSTENIBILITÀ DEL DISTRETTO .......................................................................... 106 10 – SINTESI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO .......................................................................................... 108 2 Premessa Il Distretto Urbano del Commercio di Cassano Magnago si colloca in un’area in cui gli indirizzi di politica settoriale e di sviluppo commerciale dati da Regione Lombardia, in particolare proprio con riferimento ai Distretti Urbani e Diffusi del Commercio, sono stati pienamente condivisi e colti dal territorio. In questo senso è stata significativa l’azione della Camera di Commercio di Varese e delle Associazioni di categoria: Ascom Gallarate e Confesercenti. A tale proposito si ricorda che in provincia di Varese sono già stati attivati in occasione del primo bando regionale tre DUC, uno dei quali proprio a Gallarate (e due Distretti Diffusi di Rilevanza Intercomunale con il secondo bando regionale). Proprio la positiva esperienza ha spinto Ascom Gallarate (coinvolgendo gli altri partner) a promuovere la creazione di altri quattro Distretti del Commercio sul territorio: • • • • Distretto Urbano del Commercio di Cassano Magnago (comune singolo); “Castelli Viscontei” (che vede per l’appunto Jerago con Orago come capofila e Arsago Seprio, Besnate, Cavaria con Premezzo e Solbiate Arno come partner); “Malpensa Nord – Ticino” (Somma Lombardo capofila, con i comuni di Golasecca, Sesto Calende, Varano Borghi e Vergiate come partner); “Malpensa Sud” (Samarate capofila, con Cardano al Campo, Ferno, Lonate Pozzolo e Vizzola Ticino partner). I quattro progetti, pur essendo definiti con riferimento alle specifiche realtà comunali e micro territoriali, non solo sotto l’aspetto dell’offerta commerciale, ma anche con riferimento alla dimensione turistica e allo sviluppo sociale ed economico più in generale, presentano necessariamente alcune evidenti similarità e omogeneità dovute a ragioni di coerenza. La prima inevitabile omogeneità riguarda l’analisi del contesto territoriale dal punto di vista socio‐ economico. I quattro Distretti sono tutti tra loro confinanti e occupano un’area vasta che si è sviluppata nel passato e continua a svilupparsi tutt’oggi in modo sostanzialmente simile. La stessa struttura urbanistica evidenza molto più la continuità che non la separazione dei territori. È logico quindi che in una situazione così osmotica molti risultino essere gli elementi condivisi dell’analisi. Si pensi per esempio al fatto inoppugnabile che, pur con possibili gradazioni differenti, due fattori come l’aeroporto internazionale di Malpensa e il nuovo polo fieristico di Milano producano un forte impatto per lo sviluppo economico e territoriale di tutti e quattro i Distretti. Anche sotto il profilo più squisitamente commerciale è evidente che tutti e quattro i Distretti si trovino a confrontarsi (oltre che fra loro) con le stesse polarità esterne costituite da città di rango superiore, con centri storici affermati e DUC già avviati (Gallarate e Busto Arsizio) e le stesse grandi strutture di vendita extraurbane localizzate nel territorio provinciale o anche in provincia di Milano e Novara. Inoltre, deve essere considerato un fatto squisitamente tecnico: in un’area così racchiusa geograficamente, le fonti statistiche e più in generale le fonti informative sono necessariamente e inevitabilmente comuni e condivise (si fa riferimento, per esempio, agli studi congiunturali realizzati a livello provinciale dalla Camera di Commercio). Un terzo fattore di omogeneità riguarda le linee di indirizzo strategico; pur rispettando e anzi cercando di valorizzare le rispettive vocazioni, è fondamentale sviluppare strategie e azioni coerenti con gli indirizzi forniti dagli strumenti di pianificazione territorialmente sovraordinati. 3 Un quarto fattore di omogeneità riguarda i contenuti “macro” del programma. Essa deriva non solo da condizioni di contesto simili, ma anche dalla stessa piena condivisione delle aree tematiche di intervento proposte da Regione Lombardia all’interno del bando, come percorsi di sviluppo forieri di benefici sul piano della competitività del commercio diffuso sul territorio. Infine, un ulteriore fattore, positivo, di omogeneità riguarda la comune metodologia e cultura di progetto. L’esperienza comune maturata da Ascom, TradeLab e dagli altri partner che hanno operato congiuntamente in questi progetti sul territorio Gallaratese, così come in quelli precedenti, produce inevitabilmente un’uniformità di processo logico che si evidenzia nella struttura dei documenti e negli aspetti formali (o stilistici). Si tratta a ben vedere del risultato di un processo di valorizzazione delle competenze sviluppate sul territorio (un embrione di “knowledge management” non formalizzato), pienamente coerente con gli stessi intenti dei “Laboratori sui Distretti Commerciali” promossi da Regione Lombardia e che in essi potrà in futuro essere riversati. In prospettiva si può immaginare che grazie a tale omogeneità (delle condizioni di contesto, degli obiettivi generali, dei percorsi di sviluppo delle competenze e di sensibilizzazione degli stake holders) e alla presenza nel partenariato di tutti e quattro i distretti delle associazioni di categoria del Gallaratese, nel futuro potranno essere attivate anche forme di coordinamento inter‐distrettuale al fine di ricercare soluzioni di supporto ancora più efficaci e soprattutto efficienti (per esempio in termini di coordinamento e condivisione di servizi tra più distretti con un abbassamento dei costi medi per distretto). Tutto ciò premesso, ognuno dei progetti di Distretto presenta naturalmente elementi di peculiarità e di distinzione, dovuti: • • • • alla diversa composizione delle imprese aderenti all’iniziativa e potenzialmente beneficiarie; alle diverse priorità assegnate nell’ambito dei progetti; alle diverse dimensioni dei Distretti e delle risorse presenti e attivabili sul territorio; alle diverse opportunità di interpretazione delle linee strategiche comuni che i diversi contesti territoriali consentono. Sotto questo profilo, il Distretto di Cassano Magnago si distingue, oltre al fatto strutturale di essere l’unico tra i quattro ad essere concentrato in un singolo comune, per la maggiore potenziale competizione diretta con entrambi i DUC della zona: Busto Arsizio e Gallarate. Tale competizione diretta deriva, in parte dalla collocazione geografica e dallo sviluppo urbanistico (che ormai non consente di individuare i confini tra i tre comuni andando così a creare un unico aggregato), in parte dal fatto che le dimensioni di Cassano sono tali da essere confrontabili con quelle degli altri due centri e quindi non può neppure contare sull’attrazione “del piccolo e caratteristico”. Inoltre, a differenza degli altri tre distretti, nel caso di Cassano non è ragionevolmente possibile sfruttare le risorse locali per attrarre una componente turistica (e neppure escursionistica) di domanda. Il peso quindi del rafforzamento delle funzioni centrali urbane è in questo caso tutto sull’offerta commerciale. Più correttamente si può dire che tale offerta dovrà riuscire a fare affidamento sulle sue sole proprie forze non potendo coprire i costi di sviluppo e innovazione con una componente esterna di domanda. Di conseguenza il ruolo del Distretto sarà fondamentale per riuscire a fare massa critica e mettere a sistema le qualità e le risorse eccellenti del commercio cassanese. 4 1 – IL RUOLO DEI DISTRETTI DIFFUSI DEL COMMERCIO DI RILEVANZA INTERCOMUNALE I Distretti Diffusi del Commercio di Rilevanza Intercomunale (DID) costituiscono una rilevante innovazione rispetto alla tradizione del governo delle aggregazioni spontanee di attività commerciali nei centri storici o nelle principali via cittadine. Queste ultime si possono avvalere di un ormai consolidato insieme di esperienze e i Distretti Urbani del Commercio (DUC) lombardi ne sono una significativa testimonianza. Il loro ambito di riferimento ha una forte caratterizzazione in rapporto sia alle attività economiche coinvolte, in larga prevalenza commercio e pubblici esercizi, sia alle aree di insediamento, aree delimitate e omogenee. Lo sviluppo dei DUC ha certamente rilevanti effetti sul complessivo sviluppo urbano e sul suo disegno, e coinvolge anche attività diverse dal commercio e dei pubblici esercizi, in particolare tutte quelle che rappresentano attrattori o elementi di servizio per la collettività e per il turismo. Resta il fatto che i DUC possono disporre di un riferimento certo e ben delimitato. Lo stesso non avviene per i DID, dove le attività commerciali e di servizio fanno riferimento ad ambiti assai più vasti, che coinvolgono amministrazioni pubbliche diverse e che, nel momento in cui vengono delineati, finiscono per avere implicazioni anche sulle scelte di pianificazione territoriale di area vasta e, per rafforzarne il ruolo, su altri settori, in particolare quello turistico. In questo primo paragrafo sono dunque discussi, a prescindere dal caso in esame, alcune delle possibili missioni che possono essere assegnate ai DID e le loro implicazioni. Nel caso di Cassano Magnago ci si trova in una situazione che per diversi aspetti può essere definita “intermedia”. Cassano Magnago, infatti, rientra per dimensione tra i comuni che possono partecipare come “comune singolo” alla misura prevista dal terzo bando regionale sui distretti diffusi di rilevanza intercomunale; al di là degli aspetti definitori, sostanzialmente si è in presenza di una situazione territoriale e commerciale che presenta contemporaneamente i caratteri di identità unitarietà dispersione localizzativa. Inoltre bisogna considerare proprio il “rango intermedio” del comune; rango che da un lato non è sufficiente a garantire una massa critica d’offerta tale da generare (attrazione soprattutto in considerazione della contiguità con altri due DUC), dall’altro non è comunque paragonabile ad altri comuni della provincia di Varese che costituiscono le naturali componenti di distretti diffusi. Fatta tale premessa, si ritiene cha i ragionamenti di impostazione sulla natura e sugli obiettivi dei distretti diffusi del commercio e su quelli di rilevanza intercomunale in particolare possano essere applicati integralmente anche ai “piccoli distretti urbani” e più specificamente al Distretto Commerciale Urbano di Cassano Magnago. La missione dei DID Nel caso dei DID e in alcuni DUC di piccoli centri, i Distretti Commerciali non possono essere definiti solo con riferimento al rilancio e al consolidamento del commercio esistente. È necessario rapportare le iniziative sul commercio al più generale sviluppo territoriale dell’area e la loro missione può essere definita in rapporto a obiettivi che, a seconda dei casi, “pesano” almeno i seguenti elementi. 1. “Incubatori” commerciali: ricostituzione di un minimo di attività commerciali a servizio della popolazione residente, come premessa per ridare un “centro” e un’identità alle comunità coinvolte; 2. Sostegno a una vocazione turistica debole: spesso il turismo può essere una risorsa limitata, capace di attrarre solo escursionisti e solo in certe stagioni o occasioni; il commercio è anche a servizio di queste iniziative che da sole non possono però diventare un reale moltiplicatore di attività commerciali; 5 3. Sostegno a una vocazione turistica forte: in questi casi, contrariamente al precedente, il turismo può diventare un moltiplicatore delle attività commerciali. Per decidere come pesare questi diversi obiettivi dei DID, il punto di partenza è una presa d’atto delle risorse locali esistenti. Due, in particolare, sono i fattori che condizionano la missione che può essere assegnata a un DID: gli attrattori presenti nell’area e le iniziative di area vasta in essere. • Attrattori. Va fatto l’inventario delle risorse che possono essere usate come elemento di attrazione verso l’area del DID e dei singoli abitanti che lo compongono. Attrezzature turistiche estive e invernali, monumenti, ambienti urbani, canali, ville ecc. Partendo dagli attrattori si arriva a definire come realisticamente pesare i tre elementi di cui sopra; • Raccordo con iniziative di area vasta. In molti casi i comuni inclusi in un DID sono parte, e solo parte, di ambiti territoriali più vasti sui quali già esistono progettualità legate allo sviluppo di attrattive turistiche (in particolare quelle legate all’EXPO). Bisogna inventariarli e stabilire quali legami si possono pensare con il DID, anche in una prospettiva di raccordo più strutturata e coerente di medio periodo. Ad esempio, si potrebbe iniziare con un DID costruito sulle partnership esistenti, ma predefinendo un possibile futuro raccordo con altri comuni per arrivare a portare il DID a coincidere con un progetto di sviluppo territoriale di area più vasta. Oppure, se l’area vasta di riferimento è molto grande, si può immaginare di sviluppare più DID coordinati in modo strutturato. Definita, sulle premesse appena esposte, la missione da assegnare al DID, si entra in merito alle iniziative da predisporre sui tre fronti di cui sopra. Quelle riferite ai primi due saranno sempre presenti, in modo più o meno prioritario, quelle che coinvolgono il terzo solo dove esiste una vocazione turistica forte. Il DID come incubatore commerciale Nella gran parte dei piccoli comuni il problema che si pone è come ricreare le condizioni per un rilancio di iniziative commerciali di vicinato, o comunque coerenti con il contesto, messe in crisi dai grandi poli pianificati di offerta che si sono consolidati in questi anni. Presupposto per iniziare a muoversi in questa direzione è l’individuazione di uno o più contenitori/aree: il centro del paese; una via che già presenti qualche insediamento commerciale rilevante; un’area che possa essere sviluppata a nuovo, vicina a un qualche attrattore locale. È un tema di medio periodo, che coinvolge le scelte urbanistiche, ma va necessariamente affrontato. Per capire cosa sia realisticamente possibile fare e in che tempi, è necessario disporre di una stima dei consumi evasi che possono essere recuperati. Ciò in particolare per la componente alimentare che, per la frequenza d’acquisto che genera, può costituire un primo nucleo su cui centrare un’ipotesi di rilancio dell’offerta commerciale di vicinato. In taluni casi, potrebbe essere favorita una nuova localizzazione/rilocalizzazione usando spazi pubblici e coinvolgendo sia negozi specializzati sia anche piccole superfici moderne. Le condizioni necessarie per costruire un incubatore si possono riassumere come segue: • Ambientali: l’area incubatore deve avere qualche motivo di attrattiva; se esistono più potenziali attrattori dispersi, si può immaginare un sistema che li integri (pedonalizzazione e arredo urbano); • Servizi pubblici: va sfruttata per quanto possibile l’esistenza di una qualche presenza di persone legata a servizi di base, tipicamente la chiesa, la sede del comune, la biblioteca, la posta, un parco o una banca che magari si presti a qualche iniziativa; • Pubblici esercizi: hanno un ruolo fondamentale se si vuole fare sì che nel luogo prescelto i frequentatori si fermino; vanno quindi aiutati, offrendo aree, anche all’aperto, protette dalle auto; • Commercio: la presenza di una superficie moderna di vicinato (supermercato, superette) consente di sfruttare un’elevata frequenza di visita e può favorire nel tempo anche l’aggregazione di altri negozi che via via diano vita ad un piccolo contenitore di attività commerciali; 6 È importante prendere atto che se non si concentrano le attività di cui sopra, la speranza di ridare un centro ai diversi nuclei abitati che coesistono nell’area di un DID, centro che diventi il simbolo dell’identità dei residenti, diventano remote. In molti casi, si ha a che fare con piccoli comuni che sono cresciuti molto senza che si mantenesse un rapporto fra il vecchio abitato e i nuovi insediamenti residenziali. I nuovi residenti non si sono quindi integrati: vivono in quel luogo, ma lavorano, acquistano e si divertono altrove. I DID possono servire per cercare di ricostruire questo rapporto. In merito vale, anche se in piccolo, il confronto con i grandi contenitori commerciali: l’area incubatore deve essere progettata; resa il più possibile accogliente; servita con un sistema di parcheggi (nei piccoli paesi le zone a traffico limitato è spesso assente, mentre sono essenziali per ricostruire e identificare un centro). In definitiva, va progettato e quindi facilitato e accelerato il processo che porta naturalmente allo sviluppo di un’area centrale dove si raccolgono le attività commerciali, di servizio e di intrattenimento anche di piccola scala. Se per i DUC il confronto è tra centro commerciale pianificato e centro storico, nel caso dei DID si può paragonare la funzione di incubatore con gli agglomerati commerciali di quartiere. Al riguardo si possono aggiungere alcuno altre considerazioni sui temi che seguono. • Residenza e sviluppo urbano. I vari comuni coinvolti in un DID hanno sviluppato strumenti di pianificazione e hanno fatto previsioni residenziali: sono indicazioni utili per valutare le potenzialità degli “incubatori”. In alcuni casi, per esempio nei comuni più dipendenti da Milano, la residenza è recente e poco legata alla tradizione del luogo. È un legame che si può immaginare di ricostruire anche attraverso un DID. In merito si veda ai due punti che seguono. In questi casi, un’analisi dei comportamenti d’acquisto può essere utile per capire se e quanto è forte l’identificazione fra residenti e luoghi. • Pubblici esercizi. In alcuni casi ci possono essere delle eccellenze utilizzabili per valorizzare l’area. Il tema va affrontato anche in chiave di servizio a chi visita l’area (accordi locali per garantire un minimo di aperture). I pubblici esercizi possono anche sviluppare iniziative coordinate per attrarre verso il poli scelti come incubatori potenziali utilizzatori di commercio locale. All’interno di un percorso necessariamente di medio‐lungo periodo, iniziative di questo tipo possono essere un modo per ricominciare a portare la popolazione di un piccolo comune verso il suo centro, riabituando i residenti a usarlo e pensarlo come un punto di riferimento collettivo. • Commercio e presidio sociale. Un tema che può essere elemento chiave/visione/ragion d'essere di un DID è quello legato al ruolo sociale (di servizio, ma anche di animazione) e di presidio del territorio (anche dal punto di vista della sicurezza) svolto dal commercio e dai pubblici esercizi. In certe piccole realtà, soprattutto quelle lontane dai capoluoghi e da grandi vie di traffico, la presenza e sopravvivenza di queste strutture è fondamentale per arginare lo spopolamento, per impedire i trasferimenti verso altre zone urbane, per fare vivere (anche in termini sociali e di sicurezza), certe piccole realtà. • Commercio e recupero dell’identità locale. Un altro tema importante è quello identitario: la presenza di negozi e somministrazione è uno strumento per rafforzare dell’esistenza di un dato luogo. È un tema che potrebbe portare a sviluppare di community card per tutti i residenti di un DID. • Servizi pubblici. Associazioni, centri sociali, biblioteche comunali ecc. possono essere strutture rilevanti per portare persone nei luoghi dove sopravvive un po’ di commercio. In contesti di piccola dimensione è necessario fare leva contemporaneamente su tutti questi elementi di servizio, collegandoli con commercio e ristorazione, sottolineandone, anche in termini di comunicazione, la contiguità fisica per rendere palese e visibile la loro presenza. • Piano degli orari. È un documento che alcuni comuni hanno approvato e che è importante legare ai DID. Gli obiettivi di questi piani (conciliazione dei tempi di vita e degli orari di lavoro; accessibilità ai servizi sul territorio e in rete, riqualificazione dello spazio pubblico; mobilità sostenibile) possono essere complementari al progetto di distretto commerciale, favorendo la dimensione di vicinato. Il 7 comune è un elemento rilevante nei piccoli paesi e i suoi orari possono servire anche per ancorare quelli degli esercizi pubblici e dei negozi. DID e turismo È la connessione più ovvia e di valenza più trasversale, anche se in rapporto all’offerta commerciale, solo in pochi casi può essere un elemento di sostanziale rivitalizzazione della domanda. Nella gran parte dei casi si può solo immaginare una calendarizzazione di iniziative specifiche in cui il commercio, più che beneficiario, ha un ruolo di servizio. Nel definire un piano di sviluppo di medio periodo per un DID è quindi inevitabile un esplicito riferimento al turismo e al suo ruolo. Va esplicitato in che misura si può pensarlo come reale generatore di domanda commerciale, in grado di sostenere l’offerta che esiste, oppure, come spesso avviene in realtà dove gli attrattori sono pochi e non sufficientemente forti, se è il commercio che deve essere pensato anche come elemento di servizio per sostenere, eventualmente in momenti particolari, le iniziative e gli attrattori turistici presenti nell’area. Per definire quale sia il raccordo fra turismo e attività commerciali e di ristorazione i dati da raccogliere e le iniziative da sviluppare possono essere pensate su tre fronti. • Iniziative turistiche. È necessario definire un menù di alternative per le iniziative turistiche, a partire da un inventario di quelle che già ci sono. o Iniziative per i locali con cadenze anche frequenti: se c’è un mercato, “il giorno del mercato” può diventare un momento privilegiato per concentrare altre attività e ricostruire quel ruolo di centro di aggregazione delle comunità di cui si è detto più sopra; oppure le iniziative legate a feste religiose (sono tante) e del paese possono essere utilizzate per rafforzare i legami interni al DID, (il paese che ha la festa invita gli altri e viceversa). o Iniziative rivolte all’esterno: legate a specifici attrattori (la festa delle ville, la festa del fiume/canale/parco; legate alle specialità enogastronomiche; legate a specifici settori; farmers’market periodici nei periodi di produzione di particolari prodotti agricoli; legate a eventi commerciali (artigianato, antiquariato, yard sales); legate a target specifici (“gli amanti del …”). o Iniziative di lancio del DID: si possono definire iniziative di lancio che favoriscano una visita dei comuni che fanno parte di un DID; gli abitanti del DID invitano a una sorta di “città aperta”, offrendo non solo iniziative commerciali, ma anche visite guidate a proprietà private, assaggi di produzioni locali e simili. • Attrattori. L’inventario può servire per tematizzare le iniziative di cui sopra. In assenza di attrattori aperti al pubblico, un modello utilizzabile è quello, di successo, del FAI: aperture per un giorno di beni privati (ville, parchi, palazzi, …). • Informazione. Di norma, per i visitatori, se c’è, è poca e può essere poca anche per gli abitanti che non hanno forti legami con il comune di residenza. In entrambi i casi è necessario coordinare una serie di elementi simbolici (segnaletica, elementi di arredo urbano e architettonici) per far capire in modo immediato che una data area ha un ruolo di centro di riferimento di quell’abitato e può meritare una sosta o una maggiore frequentazione. Quando non si dispone di attrattori forti, l’unica alternativa è saper vendere le cose, anche piccole, che si hanno, raccontando delle “storie”. La questione non si risolve con qualche cartello con il nome del palazzo e l’anno di costruzione. Qualche storia curiosa c’è ovunque e può diventare anche un modo per caratterizzare un paese polo di un DID. 8 2 – PERCHÉ UN DISTRETTO DEL COMMERCIO (COME DISTRETTO DIFFUSO DI RILEVANZA INTERCOMUNALE) 2.1 Il contesto socio‐economico dell’area e il ruolo del comune di Cassano Magnago nell’ambito territoriale di riferimento allargato Il comune di Cassano Magnago si trova nella parte sud della provincia di Varese, a confine con i comuni di Gallarate e Busto Arsizio, in una “Grande Area Urbana” sovra provinciale che si trova in posizione di “cerniera”, tra il cuore della provincia di Varese e la provincia di Milano, non solo per la pura collocazione geografica, ma anche e soprattutto per la presenza di infrastrutture viarie di rango regionale e per l’offerta di servizi. Tra le infrastrutture, per la loro concentrazione di relazioni economiche di varia natura, spiccano soprattutto l’aeroporto internazionale di Malpensa e la nuova fiera internazionale di Milano. Lo sviluppo di entrambi le strutture sarà incrementato nei prossimi anni, in vista dell’EXPO 2015, che si svolgerà dal 1° Maggio al 31 Ottobre 2015: ci saranno ripercussioni importanti a livello economico, grazie agli investimenti che saranno attuati sul territorio (oltre 20 miliardi di euro in infrastrutture) e ai numerosi visitatori (nei 6 mesi dell'Expo sono stimati 29 milioni di turisti, per una media giornaliera di 160.000 visitatori al giorno). La grande area urbana è crocevia tra tre poli di concentrazione di relazioni economiche di varia natura: • Milano, polo di attrazione, di relazioni, di scambio multifunzionale di livello nazionale e internazionale (commercio, servizi commerciali, d’intrattenimento e culturali, occupazione, istruzione, funzioni residenziali e abitative); • L’aeroporto di Malpensa, piattaforma di scambio intercontinentale; • La nuova Fiera internazionale di Rho‐Pero. Se dal punto di vista competitivo la partecipazione alla grande area urbana può comportare più vantaggi che svantaggi alle imprese di produzione (per esempio quelli legati alla costruzione e trasmissione di competenze e culture produttive tipiche dei distretti industriali che hanno generato nel passato il fiorire di attività di produzione industriali e artigianali), per quelle commerciali è indubbio che esista una concorrenza tra poli di offerta. Competizione che oggi è ulteriormente incrementata dalla concorrenza portata da altre e più lontane aggregazioni naturali di offerta commerciale e dai nuovi poli d’offerta extraurbana. Cassano si trova infatti non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista della competizione commerciale, “schiacciata” o quanto meno in diretta concorrenza con Gallarate e Busto Arsizio, due poli di attrazione commerciali forti a livello provinciale. Lo sviluppo della rete viaria, che trova alcuni snodi importanti proprio in prossimità di Cassano Magnago, ha ridotto inoltre i tempi di percorrenza da, ma soprattutto verso, aree di forte polarizzazione dell’offerta commerciale come Milano e Varese. Per quanto riguarda i poli di offerta pianificati extraurbani (ipermercati, centri commerciali e factory outlet center), oltre a considerarne la diffusione a livello regionale vanno considerate anche le aree limitrofe in territorio piemontese e la stessa area commerciale connessa all’aeroporto di Malpensa. Tale concorrenza è naturalmente crescente al crescere della mobilità della domanda derivante dai fenomeni di motorizzazione della popolazione. Se dunque lo sviluppo economico, trainato dalle attività produttive, ha favorito l’occupazione e la crescita dei redditi spendibili per consumi nell’area, ciò non si traduce oggi necessariamente in un incremento di domanda per l’offerta commerciale di Cassano Magnago che deve contendersi tale domanda con altri poli d’offerta sul piano della risposta alle esigenze non solo di prossimità, ma anche a quelle di varietà e qualità e, in considerazione del perdurare della congiuntura negativa, di convenienza economica. 9 Figura 2.1.1 – Cartina Distretto Urbano del Commercio di Cassano Magnago Collegamenti stradali Il Distretto Commerciale di Cassano Magnago, che come già detto è localizzato in prossimità del nodo viario importante costituito dalla diramazione Varese‐Gravellona dell’autostrada dei laghi e dall’uscita della superstrada per Malpensa, si troverà in un’area caratterizzata da una ancora più forte valenza strategica dal punto di vista logistico, all’incrocio di direttrici stradali e ferroviarie di assoluto rilievo: il “Corridoio 5” (arteria a rete multimodale, appartenente ad uno dei grandi assi ferroviari ed autostradali per il trasporto di persone e merci, che l'Unione Europea si è impegnata a realizzare per connettere adeguatamente Lisbona a Kiev). Asse di primaria importanza per il Distretto è costituito dalla ex SS 341 Gallaratese, che si estende ad est del comune di Cassano Magnago, collegandolo con tutti i centri limitrofi più importanti, in particolare con Varese in direzione nord. La ex SS 341 Gallaratese costituisce una valida alternativa al percorso autostradale in quanto si sviluppa parallelamente ad esso, pur trovandosi ad attraversare la stretta, ma continua, fascia urbanizzata che si dirama da Gallarate e dalla pianura in direzione del capoluogo provinciale: è il bacino di raccolta della maglia stradale extraurbana secondaria. Da questa asta si diramano diversi tracciati secondari come la SP 20, che consentono gli spostamenti locali tra i diversi centri della zona. Nel centro edificato di Gallarate la ex SS 341 interseca anche la più rilevante SS 33 del Sempione, che collega il centro abitato con Somma Lombardo ed il lago Maggiore in direzione nord e con Legnano e poi Milano in direzione sud. Non meno importante è il tracciato autostradale della A8 Milano‐Varese, con la diramazione verso la A26. L’A8 attraversa il territorio del comune di Cassano Magnago e pur non avendo alcuna uscita, vi sono 3 caselli che si possono considerare vicini (da nord a sud): Cavaria con Premezzo, Gallarate e Olgiate Olona. 10 L’accesso al ramo per Varese dell’autostrada A8, oltre che un veloce collegamento in direzione di Milano e della Malpensa, consente la connessione con il vicino ramo dell’A8 che prosegue in direzione del Lago Maggiore, dell’asta del Sempione e di Genova. La mancanza di uscite dell’autostrada, così come l’assenza di una stazione ferroviaria nel comune, mette Cassano Magnago potenzialmente in una posizione di debolezza rispetto ai comuni limitrofi, in particolare Gallarate e Busto Arsizio, che riescono ad intercettare per primi i flussi di domanda, senza garantire l’assenza di rischi di evasione dei consumi. Il documento di PTCP della Provincia di Varese prevede alcuni adeguamenti ed integrazioni per la viabilità interessanti per l’area di Cassano Magnago. Il Piano Provinciale prevede, infatti, la realizzazione di un percorso di collegamento tra Albizzate e Gallarate alternativo all’attuale tracciato della ex SS 341. La realizzazione di questo tracciato, che corre nella valle dell’Arno in direzione nord‐sud costeggiando ad est il ramo della A8 per Varese, prevede la riqualificazione di un tratto esistente tra Albizzate e Cassano Magnago e la realizzazione di un nuovo tratto tra Cassano e Gallarate. Il Distretto si trova, quindi, in una localizzazione strategica dal un punto di vista logistico, in prossimità di direttrici stradali e ferroviarie di assoluto rilievo a cui è collegato con una fitta rete di strade statali e provinciali, che ne attraversano il territorio: • L’autostrada A8, o dei laghi, che congiunge Milano con Varese e A26 (Voltri – Gravellona Toce); • la SS 33 del Sempione, che unisce Milano con la Svizzera; • la SS 336 dell'Aeroporto della Malpensa (che attraversa il territorio del Distretto), di cui una parte è una superstrada nota come Superstrada Malpensa 2000 (La SS 336 collega, dal comune di Busto Arsizio, l'autostrada Milano‐Varese ‐uscita Busto Arsizio‐ ai due terminal dell'Aeroporto Intercontinentale di Milano‐Malpensa con un percorso a quattro corsie complessive su due carreggiate separate). Le attuali vie di comunicazioni saranno incrementate grazie alla realizzazione di nuovi collegamenti: • il “corridoio 5” (arteria a rete multimodale, appartenente ad uno dei grandi assi ferroviari ed autostradali per il trasporto di persone e merci, che l'Unione Europea si è impegnata a realizzare per connettere adeguatamente Lisbona a Kiev); • l’Autostrada Pedemontana Lombarda: una grande infrastruttura viaria, al termine dei lavori collegherà 5 province (Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Como, Varese), in un territorio abitato da circa 4 milioni di persone, dove operano oltre 300.000 imprese, che esprimono il 10% del PIL nazionale. La Pedemontana Lombarda è composta da 67 km di autostrada, che costituiscono l’asse principale da Cassano Magnago a Osio Sotto, 20 km di tangenziali (articolati nei sistemi tangenziali di Varese e Como, lunghi rispettivamente 11 e 9 km ) e 70 km di opere stradali connesse, che contribuiranno a risolvere la congestione della viabilità locale. Dopo l’approvazione definitiva, inizieranno le procedure di esproprio e le attività di cantierizzazione del primo lotto delle tangenziali di Como e Varese e della tratta A da Cassano Magnago a Lomazzo. Su queste tratte l’avvio dei cantieri è previsto entro marzo 2010 e l’apertura al traffico nel 2013. L’apertura al traffico dell’intero Sistema Viabilistico Pedemontano è fissata per il 2015, in concomitanza con l’Expo. 11 Inquadramento commerciale del Distretto Come già evidenziato, Cassano Magnago è situato in un’unica grande area urbanizzata, senza soluzione di continuità tra i diversi comuni e tra le aree commerciali e residenziali, di cui fanno parte comuni di rilievo come Gallarate e Busto Arsizio. Ciò ha comportato, come ricordato, notevoli vantaggi sul piano dello sviluppo industriale e quindi dell’occupazione, ma la partecipazione alla grande area urbana può comportare per le imprese commerciali di Cassano Magnago fenomeni di concorrenza forte da parte di poli di offerta alternativi e in particolare: • altri Distretti Urbani del Commercio (DUC) come Gallarate e Busto Arsizio già attivi e DID), o in fase di realizzazione, in particolare Gallarate e Busto Arsizio; • altre e più lontane aggregazioni naturali di offerta commerciale, in primo luogo i poli storici di attrazione commerciale rappresentati dai centri storici di Milano, in primo luogo, ma anche Varese; • i poli d’offerta extraurbana (ipermercati, centri commerciali e factory outlet center. Come già sottolineato, tale concorrenza è naturalmente crescente al crescere della mobilità della domanda derivante dai fenomeni di motorizzazione della popolazione, in particolare di quella femminile, di sviluppo dei trasporti e delle infrastrutture viarie, che sono un elemento caratterizzante la zona dell’alto milanese e della zona tra Milano e Varese. La mobilità della domanda è generata da diverse motivazioni, prima tra tutte il pendolarismo per motivi di lavoro. A tale proposito sono interessanti i dati che emergono da uno studio sui flussi di pendolarismo all’interno del territorio di Varese analizzati nell’ambito di SMAIL, il Sistema di Monitoraggio Annuale delle Imprese e del Lavoro promosso dalla Camera di Commercio. Oltre un terzo dei dipendenti varesini, fra quelli che lavorano nella provincia, svolge la propria attività in un’area diversa da quella di residenza: le cifre pubblicate si riferiscono ai circa 209.000 lavoratori dipendenti del settore privato attivi nel 2008 in imprese localizzate in provincia di Varese. Fra questi, 160.000 risiedono nella stessa provincia di Varese, mentre quasi 50.000 persone ‐ senza contare i lavoratori autonomi e i dipendenti pubblici ‐ provengono da aree esterne. In particolare, 22.000 risiedono in provincia di Milano, quasi 6.500 nel Comasco, circa 4.500 nel Novarese, 5.000 in altre province lombarde e 1.500 in aree piemontesi. Circa 10.000 sono poi i lavoratori impiegati nell’area varesina che risultano residenti in altre province d’Italia, una parte dei quali senza dubbio dimora almeno temporaneamente nel Varesotto. Un centinaio infine i lavoratori con residenza estera. Quanto all’analisi dei movimenti dei 160.000 residenti che lavorano in imprese collocate sul territorio provinciale, una notevole “forza di attrazione” è espressa dalla città di Varese e dal suo hinterland, verso cui si dirigono 16.200 residenti in altre aree a fronte di 11.200 persone in uscita (quindi con un saldo positivo di 5.000 unità). Altre aree con saldo positivo sono Gallarate (+3.100), Tradate (+1.100) e Saronno (+300). I saldi negativi più rilevanti si riferiscono invece a Laveno Mombello (‐2.800) e Sesto Calende (‐3.400), i cui residenti gravitano soprattutto su Varese. Va inoltre sottolineato che la nascita di nuove realtà nelle aree interne, può diminuire la motivazione di spostamenti di una parte della popolazione verso i centri che offrono i servizi di pubblica utilità, per privilegiare esclusivamente le zone a vocazione commerciale. Un esempio sono i Negozi Polifunzionali1 (sette esercizi commerciali, distribuiti sul territorio: Brinzio, Besano, Veddasca, Castelveccana, Sacro Monte 1 I Negozi Polifunzionali sono esercizi commerciali di piccola-media dimensione (circa 150, 200 metri quadrati) aperti al pubblico spesso con orari prolungati e vendono non solo beni ma anche servizi. I beni sono ovviamente quelli di prima necessità cui si possono aggiungere i giornali e i tabacchi oltre ai prodotti locali, soprattutto quelli alimentari e l’oggettistica artigianale. I servizi invece possono essere molteplici: da quelli informativi, legati all’attività turistica, a quelli di interfaccia con la pubblica amministrazione. In particolare, tra i servizi della Pubblica Amministrazione avviati ci sono quelli anagrafici della Camera di Commercio, per esempio il rilascio di visure, e quelli informativi della Provincia. Inoltre, i negozi polifunzionale sono anche punti d’accesso per l’utilizzo della Carta Regionale dei Servizi. Grazie ai Negozi Polifunzionali, Camera di Commercio e Regione Lombardia - in collaborazione con Provincia, Uniascom e Confesercenti - si propongono di fornire un supporto concreto alla rinascita delle zone marginali del nostro territorio, soprattutto le aree montane e alcune località lacustri. 12 e Osmate), che costituiscono la prima rete in Lombardia di negozi di prossimità, nata sotto la spinta della Camera di Commercio. Se dunque lo sviluppo economico, trainato dalle attività produttive, ha favorito l’occupazione e la crescita dei redditi spendibili per consumi nell’area, ciò non si traduce oggi necessariamente in un incremento di domanda per l’offerta commerciale, che deve contendersi tale domanda con altri poli d’offerta sul piano della risposta alle esigenze di prossimità, ma anche a quelle di varietà, qualità e convenienza economica. Inoltre il costituirsi di questa area urbanizzata allargata ha comportato per i singoli comuni un rischio di perdita d’identità. Tale rischio riguarda in maggior misura il centro storico della città e, quindi, le attività sociali e imprenditoriali che in esso risiedono. In particolare le attività di distribuzione al dettaglio e i pubblici esercizi dei centri storici, che contano, e sono essi stessi parte qualificante del contesto urbano della città, sono maggiormente soggetti a rischio di perdita di competitività per il venire meno di tali valori identitari verso nuovi poli di offerta esterni e che hanno identità proprie create ex novo artificialmente. Emerge, quindi, in modo evidente la necessità di creare un Distretto Urbano del Commercio per stabilire delle linee di sviluppo e di promozione comuni per rafforzare l’identità e la vitalità del centro storico del comune. La qualità della vita nella Provincia di Varese Per concludere l’inquadramento generale dell’area in cui si colloca il Distretto, è interessante riportare il posizionamento ottenuto dalla Provincia di Varese nelle classifiche che valutano la qualità della vita nel territorio. Nella graduatoria dell'indice della qualità della vita la provincia di Varese occupa la 27‐esima posizione (salita di 13 posizioni rispetto all’anno precedente), secondo lo studio effettuato da Il Sole 24 Ore2, mentre poco più indietro nella graduatoria (43‐esima) se il riferimento è quello di Italia Oggi3 (crescendo, però, di 14 posizioni dal 57° posto dell’anno precedente); relativamente all’indice 2009 di qualità ambientale di Legambiente4 si trova alla 32‐esima posizione (stabile rispetto al 2008). 2 La Classifica 2008 stilata da Il Sole 24 Ore prende in considerazione le seguenti voci: Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi e ambiente, ordine pubblico, Popolazione e Tempo libero. La Classifica 2008 stilata da Italia Oggi tiene conto dei principali indicatori di qualità della vita: lavoro, criminalità, tempo libero, servizi, disagio sociale e altro, poi definisce la media. 4 La Classifica 2009 di Legambiente “Ecosistema Urbano” impiega 27 indici tematici, basati su una settantina di indicatori primari. L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria copre tutte le principali componenti ambientali presenti in una città: aria, acque, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio e verde urbano, energia, politiche ambientali pubbliche e private. Sono considerati tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale. Inoltre, come già nelle passate edizioni, la capacità di risposta della pubblica amministrazione al questionario inviato da Legambiente (sia in termini di schede consegnate, sia in termini di effettive risposte assegnate) rimane un criterio premiante, che vale fino ad un massimo di due punti percentuali del punteggio totale finale. 3 13 2.2 La situazione congiunturale Evoluzione dell’industria nell’area del Distretto Tutta l’area in cui è inserito il Distretto è stata caratterizzata, nel corso del tempo, da un processo di trasformazione sul piano della vocazione industriale. Ai tradizionali settori legati alla produzione e lavorazione dei metalli e alla confezione di tessuti, si sono, affiancate in una logica di distretto industriale, da un lato, alcune attività contigue a quelle originarie (si pensi alle attività di: preparazione e filatura di fibre tessili; di tessitura di materie tessili; di finissaggio dei tessuti; confezionamento di articoli in tessuto e in pelle; fabbricazione di macchine tessili e per pelletteria, gioielli, bottoni, articoli da viaggio, calzature), dall’altro, attività relativamente nuove di produzione manifatturiera che hanno portato alla costituzione di filiere produttive integrate (quali: armature per occhiali, lenti, elementi ottici e fibre ottiche; produzione di materiali preziosi; lavorazione di alluminio, zinco, piombo, rame e altri metalli non metalliferi, macchine per la metallurgia; fabbricazione di lastre, fogli e tubi in plastica, macchine per materie plastiche; fabbricazione di imballaggi in plastica, articoli in plastica per l’edilizia e prodotti ceramici per uso industriale). Tale modello di struttura del settore secondario ha trovato in passato sicuramente un punto di forza nella logica del distretto industriale e quindi delle sinergie sia sul piano della prossimità logistica e produttiva di imprese che operano in stadi contigui delle filiere, sia su quello dello sviluppo delle competenze produttive diffuse sul territorio. In tale contesto lo sviluppo delle attività terziarie (servizi commerciali e finanziari in primo luogo) hanno svolto un ruolo di supporto alle funzioni guida dell’economia. Congiuntura economica L’economia dell’area del Distretto ha subito, in modo e misura analoghi a quanto avvenuto in Lombardia (e più in particolare nei comuni dell’area compresa tra l’alto milanese e il basso varesotto), gli effetti della crisi strutturale e di quella finanziaria esplose a livello nazionale e prima ancora globale. Gli analisti internazionali affermano che è stata ormai superata la fase di caduta dell’attività economica dei trimestri precedenti, il terzo trimestre 2009 registra dati più confortanti riguardanti l’andamento economico generale a livello internazionale, ma non è ancora possibile parlare di una nuova fase di espansione, quanto, piuttosto, di un recupero che per le economie dei paesi avanzati si prospetta lento e con diverse incognite. A un anno di distanza dalla crisi del sistema finanziario internazionale scoppiata a settembre del 2008 l’andamento del PIL mondiale 2008, pur contraendosi, è rimasto positivo mentre le previsioni per il 2009, anche se in miglioramento rispetto al trimestre scorso, attribuiscono al 2009 un segno negativo (il Fondo Monetario Internazionale stima ‐1,1%); solo nel 2010 il ritorno a un valore positivo (+3,1% sempre secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale). Correlata anche l’evoluzione del commercio mondiale il cui volume passerebbe da +3% del 2008 a ‐11,9% nel 2009 (nel trimestre precedente le stime indicavano ‐16,2% nel 2009). In Italia, sebbene sempre negative, migliorano le variazioni del PIL nel III trimestre 2009 rispetto al trimestre precedente: ‐0,5% il dato congiunturale (era ‐2,7%), ‐6,2% il tendenziale (era ‐6,4%). La tendenza trova conferma anche a livello di produzione industriale dove, secondo i primi dati del III trimestre 2009, diventa positivo il dato congiunturale +5,2% (era ‐3,7%) e migliora il dato tendenziale ‐13,2% (era ‐22,7%). Resta comunque critica la situazione nell’ambito del mercato del lavoro dove dopo la riduzione degli occupati di fine 2008 e di inizio 2009 il tasso di disoccupazione permane su livelli superiori al 7% (7,3% nel II trimestre dell’anno). La prosecuzione del trend di recupero anche nell’ultimo trimestre dell’anno non potrà comunque evitare valori del PIL negativi per l’anno 2009. Le stime di consenso prevedono per l’Italia una variazione annuale del PIL pari a –4,9%. Solo per il 2010 è previsto il ritorno a valori annui positivi con un tasso di crescita peraltro abbastanza ridotto. 14 Tavola 2.2.1 ‐ Previsioni del tasso di crescita del PIL in Italia 2009 – 2010 Istituto 2009 2010 Ref.Irs ottobre 2009 ‐4,9 0,5 Prometeia ottobre 2009 ‐4,9 0,5 ISAE ottobre 2009 ‐4,7 0,6 OCSE giugno 2009 ‐5,5 0,4 Commissione Europea maggio 09 ‐4,4 0,1 FMI ottobre 2009 ‐5,1 0,2 CER Centro Europeo Ricerche luglio 09 ‐5,1 0,4 Fonte: Osservatorio Economico CCIAA di Varese – Indagine congiunturale III trimestre 2009 Anche per quanto riguarda la provincia di Varese, secondo quanto presentato dall’Osservatorio Economico della CCIAA di Varese5, i dati congiunturali sono negativi. Industria Complessivamente per Varese il 2009, dal punto di vista della produzione industriale, è stato un anno caratterizzato da una notevole contrazione che secondo le previsioni sarà mitigata solo in parte dall’ultimo trimestre dell’anno. Questa dinamica peraltro è diffusa e condivisa anche a livello regionale e nazionale. Si spostano sempre di più sul 2010 le attese di un ritorno ai livelli economici pre‐crisi. Scendendo nel dettaglio dei dati pubblicati nell’indagine congiunturale sulle imprese industriali manifatturiere varesine, emerge che prosegue la fase di assestamento dell’andamento congiunturale nel terzo trimestre 2009, con valori negativi della produzione industriale sia rispetto allo stesso periodo del 2008 (‐9,2%), sia rispetto al trimestre precedente (‐9,1%). Analogamente il fatturato resta negativo: è pari a ‐14,1% il dato tendenziale e ‐7,1% il dato congiunturale. Un dato positivo proviene invece dalla risalita del tasso di utilizzo degli impianti che dal 63% della capacità produttiva potenziale del I e del II trimestre passa al 65% nel III trimestre dell’anno. In generale, si resta ancora distanti dai livelli antecedenti la crisi con oscillazioni che non lasciano intravvedere un netto miglioramento quanto piuttosto la tendenza a un lento recupero. Non tutte le imprese risentono del difficile momento congiunturale: a fronte del 64% che denuncia riduzioni medie della produzione che oltrepassano il 5% vi è un 14% di imprese che registra invece aumenti produttivi superiori al 5%; il resto delle imprese (22%) oscilla tra +/‐ 5% di produzione. L’andamento congiunturale negativo del trimestre interessa in modo trasversale tutti i settori, con la sola eccezione del comparto alimentare che, in controtendenza, registra incrementi positivi della produzione, sia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, sia rispetto al trimestre precedente (rispettivamente +5,1% e +22,9%). 5 Osservatorio Economico CCIAA di Varese – Indagine congiunturale III trimestre 2009 15 Le aspettative degli imprenditori sull’andamento dell’ultimo trimestre dell’anno restano nel complesso ancora negative ma sono in via di miglioramento rispetto a prima. La graduatoria delle province lombarde per variazione della produzione vede Varese in quart’ultima posizione con ‐9,2%, collocata in prossimità del valore regionale (‐9,9%) al pari delle altre province lombarde maggiormente industrializzate e aperte all’interscambio con l’estero e quindi più esposte alla crisi internazionale. Commercio Dalla periodica indagine congiunturale sul commercio al dettaglio condotta da Unioncamere Lombardia e Regione Lombardia emerge che in provincia di Varese il volume d’affari nel terzo trimestre 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, segna complessivamente un calo pari a ‐4,7%, rispetto al trimestre precedente la riduzione è invece –4,6%. Questi valori, seppure negativi, risultano migliori se confrontati con i dati a livello regionale: ‐6,1% il valore tendenziale e –4,6% il dato congiunturale della Lombardia. Come si era già verificato nel secondo trimestre, tutti i settori registrano una riduzione del giro d’affari su base annua: alimentare (‐7,1%), non alimentare (‐ 5,3%), meno estesa invece la contrazione per il non specializzato (‐3,7%). Nel terzo trimestre 2009 a Varese sono soprattutto gli esercizi commerciali di piccole dimensioni (classe dimensionale da 3 a 9 addetti) i più toccati dal calo dei consumi con ‐6,9%, meno segnata invece la media (da 10 a 49 addetti) e la grande distribuzione (da 50 a 199 addetti) rispettivamente con –3,7% e –0,6%. Pressoché analogo l’andamento a livello di regione Lombardia: –7% i piccoli esercizi –5,6% e –4,2%, rispettivamente, per la media e grande distribuzione. In lieve diminuzione il numero degli addetti nel trimestre (‐0,2%). In merito, infine, alle prospettive sulle vendite degli esercenti commerciali per l’ultimo trimestre 2009, prevalgono coloro che si aspettano una diminuzione (42%) su quelli che prevedono un aumento (18%), il restante 40% si attende un andamento stabile. Servizi L’indagine congiunturale dei servizi nel terzo trimestre 2009 ha coinvolto imprese in provincia di Varese nei settori: costruzioni‐edilizia, commercio all’ingrosso, alberghi e ristoranti, trasporti e attività postali, informatica e telecomunicazioni, servizi avanzati alle imprese, altri servizi alle imprese, servizi alle persone. Anche nel trimestre in esame (è dal 3° trimestre 2008 che accade) in provincia di Varese il settore dei servizi registra una variazione negativa del volume d’affari sia nel dato tendenziale (‐7%) sia in quello congiunturale (‐4,9%) a riprova della pervasività degli effetti della crisi; non dissimili sono i dati che si registrano anche a livello regionale (‐6,4% il tendenziale, ‐3,7% il congiunturale). Sono ben il 58% le imprese che dichiarano una diminuzione su base annua di oltre il 5% del volume d’affari, a fronte di queste solo il 10% segnala invece un andamento positivo superiore al 5%; tra questi due opposti è stazionaria la situazione per il restante 32% di imprese. Nessun settore sfugge alle riduzioni. Il giro d’affari di tutti i comparti d’attività, paragonato con lo stesso periodo del 2008, evidenzia sostanziali decrementi con variazioni che vanno da –2,5% per i servizi alle persone e ‐4,4% per alberghi e ristoranti a ‐8,5% di Commercio ingrosso e ‐9% per le costruzioni. Analogo l’andamento negativo dei valori nel confronto con il trimestre precedente con variazioni che vanno da ‐ 16 2,4% per alberghi e ristoranti e ‐2,5% per servizi alle persone a ‐7,2% informatica e telecomunicazioni e ‐ 8,1% per il commercio ingrosso. La stessa dinamica si registra a livello regionale. In lieve diminuzione l’indice medio dei prezzi del terzo trimestre 2009 (‐0,4%); tutti i settori dei servizi presentano variazioni negative o pari a zero. Risultano invece in miglioramento le aspettative per il quarto trimestre 2009: il 54% degli operatori prevede un andamento stazionario del volume d’affari mentre prevalgono quelli che si aspettano un aumento del volume d’affari (il 29%) rispetto a chi prevede una contrazione (il 17%). Altro dato interessante da valutare, per comprendere l’inquadramento generale dell’economia dell’area, soprattutto in un momento di crisi generale, è il numero di imprese attive. In base ai risultati forniti da Movimprese il numero di imprese attive in provincia di Varese nel terzo trimestre 2009 è pari a 65.348, con un decremento pari a ‐0,76% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; il valore è molto simile a quello medio lombardo (‐0,64%). Risulta invece in crescita il numero d’imprese a livello nazionale (+0,81%). Nella graduatoria regionale, in termini di crescita delle imprese attive Varese è in quart’ultima posizione prima di Milano, Como e Sondrio. Analizzando sul lungo periodo (anni 2000‐2009) l’andamento trimestrale in provincia di Varese del numero di imprese registrate‐iscritte si nota che dall’ultimo trimestre 2008 (inizio della crisi) si interrompe il trend di crescita costante, che ha caratterizzato il periodo precedente, ed inizia una fasi di stasi. Il saldo tra le imprese iscritte e cessate inizia a presentare valori negati: 1°‐2°‐3° trimestre 2009 rispettivamente ‐308, ‐59, ‐143 imprese. Riguardo al settore artigiano, sempre in base ai dati forniti da Movimprese, anche il terzo trimestre 2009 evidenzia una contrazione del numero di imprese attive rispetto allo stesso periodo 2008 con un decremento, in termini percentuali, pari a ‐2,1%. Le imprese artigiane da 24.403 dello scorso trimestre si assestano a quota 24.155. 17 2.3 La domaanda di servvizi commercciali 2.3.1 Strutttura e tendenze evolutivve della popo olazione resiidente nel Distretto Cassano Maagnago, con i suoi 21.34 40 è la quintta città per n numero di aabitanti dellaa provincia d di Varese. Laa anticipano V Varese (82.0 037), Busto A Arsizio (80.63 33), Gallarate e (50.797) e SSaronno (38.460) (Figuraa 2.3.1). Figura 2..3.1 – Popolaazione dei co omuni più popolosi e de el Distretto d di Cassano M Magnago, pro ovincia di Varese Varrese Busto Arsizio Gallaarate Saro onno Casssano Maggnago Tradate Som mma Lomaabrdo Se esto Cale ende La capacità di attrazion ne di nuovi residenti r è confermata c dal d trend ch he è positivo o, per quanto o riguarda ill numero com mplessivo. Laa popolazion ne totale, al primo gennaaio 2009 era di 21.340 un nità, in cresccita del 2,8% % rispetto al 2 2004 (Tavola 2.3.1), in cu ui si contavan no 20.767 residenti. La popolazione del Distretto Diffuso o di Rilevanza Intercomunale di Cassaano Magnaggo ha evidenzziato quindi,, nell’ultimo quinquennio o, una crescitta costante. L’incrementto registrato o è pari a poco più di un terzo rispettto al tasso d di crescita ch he la provinccia di Varesee ha registratto nello stessso periodo (5 5,04%). Per quanto riguarda il vvalore assolu uto relativo alla variazio one del quinquennio, sono 573 i nuo ovi residentii presenti nel Distretto dii Rilevanza In ntercomunalle. Tavola 2 2.3.1 – Popolazione dei ccomuni del D Distretto e vaariazione asssoluta e perccentuale (20 004‐2009) Comuni Cassano Maagnago Popolazione 2004 20.767 7 Popolazione 2009 21.340 0 Variazzione Assolutta 573 Variazzione percen ntuale 2,8 F Fonte: Elabora azioni TradeLa ab su dati Ista at 18 8 La crescita d della popolazione del Disstretto non èè un fenome eno solo degli ultimi cinq que anni: dal 1985 a oggii vi è stata una u crescita della popolazione resid dente, anche e se non in modo costante ma con fluttuazionii positive e negative n nell periodo co ompreso tra il 1985 e il 2005, per poi manteneere un trend d positivo e e crescente fiino ad oggi. ((Figura 2.3.2 2). Fiigura 2.3.2 –– Popolazione del Distrettto Diffuso d del Commerccio 21.500 0 21.000 0 20.500 0 20.000 0 1985 5 199 90 1995 2000 2005 Fonte: Istat 2009 Nel quinquennio 2004‐‐2009 si è assistito, a all’interno del Distretto, a a un aumentto nella num merica deglii stranieri residenti, che incidono seempre di più sulla composizione to otale della p popolazione dei comunii considerati.. L’evoluzione della popo olazione straaniera è rapp presentata n nella Tavola 2 2.3.2: in tuttti i comuni cconsiderati èè ppresentano o il 5,9% del ttotale della popolazionee aumentato il numero di stranieri reesidenti, che nel 2009 rap cassanese ((Figura 2.3.3). Tale incremento si maantiene inferriore al 7,2% % relativo al dato medio provinciale,, ma supera d di gran lungaa la percentu uale registratta nel 2004, che era pari al 2,8%. In valori asssoluti si trattta di un incremento di 6 668 nuovi ressidenti di oriigine stranieera, registrati dal 2004 all 2009. Tavola 2.3.2 2 – Popolazio one residentte straniera nel Distretto o Com muni Straanieri 2004 Straanieri 2009 Varriazione Stranieri % SStranieri su TTotale Popolaazione 2004 % SStranieri su TTotale Popolaazione 2009 Cassano Magnago o 588 1.256 668 2,8 5,9 F Fonte: Elabora azioni TradeLa ab su dati Ista at 19 9 Figura 2.3.3 – Popolazione residente 2009, distinta tra italiana e straniera 5,9% Stranieri Italiani 94,1% L’aumento della popolazione registrato negli ultimi cinque anni si deve unicamente ad un maggiore tasso d’immigrazione (Tavole 2.3.3 e 2.3.4): solo gli stranieri, infatti, vi hanno contribuito, a fronte di una diminuzione parallela del numero di italiani presenti nel comune, pari a 95 persone. Tavola 2.3.3 – Popolazione residente e variazione italiani e stranieri 2004‐2009 Comuni Popolazione 2004 Popolazione 2009 Variazione stranieri Variazione Italiani Variazione Totale Cassano Magnago 20.767 21.340 668 ‐95 573 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Istat Tavola 2.3.4 – Saldo naturale e saldo migratorio 2004‐2009 Saldo naturale Saldo iscritti/cancellati dall'estero Saldo interno Altri Saldo totale 77 393 98 5 573 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Istat Ciò significa innanzitutto un fenomeno positivo di integrazione da parte della città che riesce ad essere attrattiva non solo in termini di occupazione, ma anche dal punto di vista delle funzioni abitative. Inoltre si tratta di un dato da tenere in considerazione in relazione alle prospettive di sviluppo di tutte le funzioni della città e di quella commerciale in particolare. Un’ulteriore caratteristica della struttura demografica riguarda la distribuzione della popolazione per classi d’età. Sotto questo profilo, Cassano Magnago, risulta sostanzialmente in linea con il dato medio provinciale (Figura 2.3.4). 20 L’indice di vecchiaia della d popolazione6 risultta progressivamente seempre più aallineato al dato medio o provinciale (Figura 2.3.5 5) e maggiore di 100, vaalore sopra il quale si haa una maggiior presenzaa di individuii oltre i 65 an nni rispetto aagli individui al di sotto d dei 15 anni. Figura 2 2.3.4 – Popollazione Distrretto Diffuso o del Comme ercio per classsi di età 2 23,6 23,0 19,8 20,3 16,5 17,0 14,2 14,1 13,1 13,0 Distreetto 12,8 12,5 5 Provin ncia di Varese 0‐24 25‐34 35‐44 45‐54 55‐64 > 65 F Fonte: Elabora azioni TradeLa ab su dati Ista at Figura 2 2.3.5 – Indice e di vecchiaiia della popo olazione 141,,5 146,2 1 147,7 128 8,5 Distretto Proviincia di Varese 2003 2009 F Fonte: Elabora azioni TradeLa ab su dati Ista at Negli ultimii cinque ann ni il numero di famiglie p presenti all’in nterno del D Distretto è passato da 7..914 a 8.488 8 unità, con un tasso di crescita superiore a quello medio o del numero di abitantti. Il numero o medio deii quest’ultimo dato è di poco superiore a quello rrelativo alla provincia dii componentti è sceso daa 2,6 a 2,5; q Varese (2,4) (Tavola 2.3.5). 6 L’indice di veecchiaia della po opolazione è un indice statistico utilizzato per descrivere il peso o della popolazio one anziana in una u determinataa popolazione. Esso si definisce co ome il rapporto trra la popolazionee anziana (65 ann ni e oltre) e la popolazione più gio ovane (0‐14 anni)) moltiplicato perr 100. 21 1 Tavola 2.3.5 – Numero di famiglie e numero medio dei componenti Comuni Numero di famiglie 2004 Numero medio di componenti per famiglia 2004 Numero di famiglie 2009 Numero medio di componenti per famiglia 2009 Cassano Magnago 7.914 2,6 8.488 2,5 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Istat L’analisi della popolazione presente nel potenziale bacino di attrazione del Distretto è indicata nella Tavola 2.3.6. Esso è stato calcolato prendendo in considerazione una distanza di 20 minuti percorsa su automobile su strade statali (escludendo le autostrade), a partire da una posizione centrale all’interno del comune di Cassano Magnago. La tavola mostra i 43 comuni del bacino identificato, un’area che comprende 458.983 residenti, dai quali è possibile raggiungere in breve tempo il Distretto. Tavola 2.3.6 – Comuni compresi nel bacino di attrazione Nome comune Popolazione 1 ALBIZZATE 4.919 23 2 ARSAGO SEPRIO 4.509 24 3 BESNATE 4.822 4 BUSTO ARSIZIO 5 6 7 8 9 10 11 12 13 25 53.797 75.916 26 LOCATE VARESINO 3.960 CAIRATE 7.301 27 LONATE CEPPINO 4.068 CARBONATE (CO) CARDANO AL CAMPO CARNAGO CARONNO VARESINO CASORATE SEMPIONE CASSANO MAGNAGO CASTELLANZA 2.575 28 MARNATE 5.967 12.084 29 MORAZZONE 4.187 5.639 30 MORNAGO 4.163 4.602 31 MOZZATE (CO) 6.874 5.070 32 OGGIONA CON SANTO STEFANO 4.276 20.668 33 OLGIATE OLONA 10.801 14.569 34 RESCALDINA (MI) 13.025 1.237 35 SAMARATE 15.350 7.696 36 SOLBIATE ARNO 4.027 4.842 37 5.594 4.788 38 8.683 39 SOLBIATE OLONA SOMMA LOMBARDO SUMIRAGO 10.418 40 6.364 41 46.361 42 17 18 FAGNANO OLONA 19 FERNO 20 GALLARATE 21 GORLA MAGGIORE 4.836 43 22 GORLA MINORE 7.446 15 16 Popolazione GORNATE OLONA JERAGO CON ORAGO LEGNANO (MI) CASTELSEPRIO CASTIGLIONE OLONA CASTRONNO CAVARIA CON PREMEZZO CISLAGO 14 Nome comune 1.901 4.688 16.247 5.849 TRADATE VENEGONO INFERIORE VENEGONO SUPERIORE VIZZOLA TICINO 15.960 5.746 6.730 428 22 2.3.2 Le preferenze dei consumatori in termini di orari Evoluzione degli orari di apertura degli esercizi commerciali Le esigenze dei consumatori sono cambiate nel corso del tempo. Il consumatore moderno è più attento alla qualità del bene e al rapporto qualità‐prezzo; differenzia i suoi acquisti e quindi predilige un’ampia offerta di prodotti e servizi; dà molta importanza alla comodità e rapidità negli acquisti. Anche la composizione della spesa è andata modificandosi in seguito ad un aumento del reddito pro capite: i prodotti alimentari rappresentano una quota inferiore degli acquisti, mentre le spese per l’alloggio, le comunicazioni e altre attività sono aumentate nel tempo. Inoltre le nuove dinamiche nel mercato del lavoro, che hanno visto aumentare la partecipazione femminile e l’introduzione di orari di lavoro più flessibili, hanno fortemente modificato le abitudini e le necessità di spesa dei consumatori (serale, domenica e festivi). La distribuzione risponde in molti e diversi modi a queste nuove esigenze espresse dai consumatori: ampliando la gamma di prodotti offerti, introducendo nuovi prodotti con il proprio marchio (i cosiddetti “privat labels goods”), che ben rispondono alle esigenze qualità‐prezzo, attivando campagne promozionali (es. sconti, raccolte punti); offrendo ai consumatori nuovi servizi (es. consegna a domicilio, shopping online, ma anche polizze assicurative e prestiti); e ampliando l’orario di apertura dei negozi. La tendenza verso la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali è comune a tutti i paesi europei e la diffusione della grande distribuzione organizzata ha rafforzato tale pratica organizzativa anche in Italia. L’allungamento degli orari di apertura ha importanti effetti non solo sulla struttura del settore e sulla piccola e media distribuzione, ma anche sulle abitudini di consumo della popolazione, sulle condizioni di lavoro degli addetti e sulle loro esigenze di conciliazione tra orari di lavoro e vita personale, sull’organizzazione degli spazi e dei tempi urbani. Contemporaneamente i “nuovi orari” dei punti di vendita diventano un’importante leva di marketing e di vantaggio competitivo. Gli operatori del settore della distribuzione utilizzano la leva dell’orario principalmente per rispondere alla domanda dei consumatori (cioè per soddisfare dei bisogni espressi e latenti di accesso ai servizi) e per assecondare i nuovi stili di vita della popolazione in questa fase di sviluppo post‐industriale caratterizzata da una destandardizzazione dei tempi di lavoro e di vita. Nel commercio al dettaglio gli orari di apertura del punto di vendita sono un importante strumento per agire sulla qualità percepita del servizio (riguardano il fattore accessibilità), sono una leva di marketing nel senso che certi regimi di orario più di altri, secondo i contesti e le specifiche merceologie trattate, consentono di attrarre più clienti; sono anche un elemento della progettazione organizzativa, in quanto predeterminano la quantità di tempo di lavoro necessario nel punto di vendita. L'estensione degli orari è quindi un fenomeno colto, regolato e in un certo senso favorito dalla normativa, sia a livello europeo, sia a livello nazionale e regionale. La normativa cerca poi di garantire un certo equilibrio fra le imprese del sistema distributivo, in quanto una buona combinazione di formule di vendita e sistemi di orario diventa anche un fattore chiave per ampliare l’offerta di servizi e per un efficace marketing territoriale. Dal punto di vista del suo sviluppo economico, ogni territorio cerca di essere “orientato ai bisogni del consumatore/cliente/visitatore/turista” e di essere in grado, quindi, di accoglierne le esigenze e di soddisfarle. L'allungamento degli orari di apertura dei punti di vendita può essere visto invece come fenomeno meno “naturale”, più problematico, ed in certi casi anche più sofferto, per alcuni attori che si collocano all'interno del sistema commerciale. Siano le imprese della distribuzione tradizionale ‐ di tutte le dimensioni‐ o siano gli addetti stessi della GDO o di chi pratica l'allungamento degli orari. La distribuzione tradizionale e la grande distribuzione organizzata presentano un quadro degli orari di apertura differenziato, si direbbe specifico. Quello della distribuzione tradizionale si presenta variegato nei regimi di orario, indipendentemente delle dimensioni del punto di vendita, quello della GDO risulta più omogeneo nelle grandi superfici di vendita e più articolato nelle piccole dimensioni, soprattutto per formule distributive di vicinato. 23 Nella distribuzione tradizionale, se da un lato permangono e sembrano rafforzarsi scelte tradizionali (orario spezzato) o trasformazioni parziali del regime di orario tradizionale (orario spezzato infrasettimanale e continuato nel fine settimana), a queste si affiancano in alcuni casi nuovi regimi di orario introdotti dalle opportunità offerte dalla liberalizzazione degli orari, sia nel senso dell’allungamento degli orari di apertura (passaggio da orario spezzato a orario continuato e aperture domenicali), sia nel senso della riduzione (riduzione dei giorni di apertura settimanali). Il tempo totale di apertura settimanale in alcuni punti di vendita, in controtendenza, risulta ridotto rispetto al passato (rimanendo anche basso ed invariato il numero di domeniche di apertura/anno). Altri punti di vendita presentano invece sistemi di orario duplici rispetto alle merceologie trattate (soprattutto se anche gli spazi del negozio sono nettamente divisi per merceologia) o rispetto a specifici canali di vendita utilizzati (fisici e on‐line). Altri ancora fra i negozianti sono passati all’orario continuato per l'intera settimana lavorativa o quasi (nel caso di un regime misto in cui nei giorni infrasettimanali ‐incluso il sabato‐ si adotti un orario continuato e la domenica si ritorni all'orario spezzato). Ne risulta che i regimi degli orari di apertura presenti della distribuzione tradizionale sono qualitativamente più numerosi, differenziandosi per numero dei giorni lavorati la settimana, per opzioni riferite alla chiusura settimanale (mantenuta o eliminata), per scelte riferite agli orari di apertura mattutina e di chiusura pomeridiana o serale secondo le merceologie trattate; nel caso di orario giornaliero spezzato, per durata della apertura del mattino e del pomeriggio, diversa o uguale; ecc. Nella GDO, soprattutto nelle formule distributive di maggiori dimensioni, lo standard è il regime ad orario continuato, diversamente esteso e modulato nel corso della settimana; altre variazioni eventuali riguardano l’orario della domenica. I punti di vendita di minori superfici generalmente utilizzano l’orario spezzato o misto. Che cosa pensano i consumatori dell’estensione dell’orario di apertura degli esercizi commerciali: Italia7 Secondo una ricerca elaborata dal Cermes per Federdistribuzione, nel corso del triennio 2006‐2008 è aumentata la percentuale di chi compra il fine settimana, perché non ha tempo negli altri giorni: nel 2006 era il 54,8% della popolazione, mentre nel 2008 raggiunge il 57,2%. In particolare il 76,2% degli intervistati ritiene che sia un servizio utile l’apertura dei negozi la domenica, “perché capita sempre di dover comprare qualcosa” (38,3% molto d’accordo, 37,9% abbastanza d’accordo). Il 51,2% è abbastanza soddisfatto della situazione delle aperture domenicali nella propria città, ma farebbe dei miglioramenti; alla domanda “quante domeniche vorreste di apertura” il 41,8% ne vorrebbe circa 2, il 26,7% tutte le domeniche. Un dato interessante è che il 40,2% (nel 2006 era il 37,8%) degli intervistati ha affermato di aver effettuato acquisti nei negozi sotto casa nelle domeniche e nei giorni di apertura nel 2008, dato ancora più importante è che il 14,2% aumenta le visite al centro città di domenica se in negozi sono aperti (21,9% molto spesso, 6,1% in più rispetto a quando sono chiusi; 32,6% qualche volta, 8,1% in più rispetto a quando sono chiusi). Ciò evidenzia che l’estensione dell’orario ha effetto anche per i negozi di vicinato e non soltanto per la GDO, anche se in maniera ridotta, ma ciò è dovuto anche da come viene vissuta l’esperienza di acquisto. Uno studio del Censis (2004), basato su 1000 interviste telefoniche alla popolazione italiana di almeno 16 anni, sottolinea come la frequentazione dei nuovi “luoghi” di consumo non è dovuta esclusivamente alla necessità degli acquisti, ma anche ad una trasformazione di questa attività in un momento di incontro e relazione. In questo senso, l’azione “obbligata” del fare la spesa assume anche una dimensione relazionale visto che, secondo questo studio, il 52,9% la pratica con un proprio familiare o con altre persone (19,7%). Il 38,5% degli intervistati è favorevole all’apertura dei negozi la domenica perché durante la settimana non ha 7 “Le aperture Domenicali e Festive della distribuzione moderna: quali benefici per i consumatori e per il sistema economico?” Rapporto di ricerca elaborato per Federdistribuzioni dal Cermes (2008). 24 il tempo di fare i propri acquisti, mentre il 29,9% lo considera un modo divertente per trascorrere la domenica. Soprattutto per gli adolescenti, gli acquisti sono un’attività da svolgere con gli amici (57,9%), e quindi un modo per condividere il proprio tempo libero. Secondo questo studio è la relazionalità il fulcro della domenica degli italiani, dagli adolescenti agli anziani e nei diversi contesti geografici e sociali di vita. La famiglia, la casa, la televisione, i luoghi di acquisto e di consumo sono rivisitati a partire da questa dominante domanda di relazioni, che condiziona le scelte e i comportamenti degli individui. Lo studio evidenzia inoltre come i nuovi stili di vita tra gli italiani abbia portato a superare la tradizionale scissione tra tempo di lavoro, concentrato nei giorni feriali, e tempo di riposo proprio della domenica e dei festivi. Nelle attività commerciali e nei servizi, un numero sempre più alto di persone lavora nei giorni festivi. Il lavoro professionale domenicale concerne il 31,3% degli italiani (il 5,4% tutte le domeniche, il 13,8% qualche domenica al mese e il 12,1% qualche domenica l'anno), con una relazione diretta con il livello del titolo di studio: è infatti il 47,5% dei laureati a praticarlo, a testimonianza di nuovi modelli lavorativi e di gestione del tempo, probabilmente legati anche alla nuove tecnologie che rompono l'obbligo della vicinanza fisica. Va messo in risalto che ben il 64,8% degli intervistati dal Cermes ritiene che le aperture domenicali andrebbero meglio pubblicizzate (38,3% molto d’accordo, 26,5% abbastanza d’accordo), elemento importante per programmare le attività di promozione del Distretto. La ricerca evidenzia quindi un aumento della richiesta di servizi commerciali e le aperture domenicali rispondono a questo bisogno; gli intervistati vogliono sempre più che il commercio si adegui velocemente ai loro nuovi stili di vita, che offra loro un servizio, vogliono avere l’opportunità di gestire con la massima libertà il proprio tempo. Secondo il Cermes, inoltre, l’effetto economico di una maggiore libertà di apertura nel fine settimana contribuirebbe al rilancio dell’economia. Si è stimato che un raddoppio delle aperture domenicali e festive dei negozi rispetto alla situazione attuale (16 in media all'anno) porterebbe a una crescita dei consumi, alimentari e non, di 3,96 miliardi di euro (+1,79% rispetto ai 220,9 miliardi del 2008), corrispondente allo 0,25% del Pil. In merito alle aperture Domenicali e Festive dall’analisi svolta sul campo è emerso che rivestivano, già nel 2006, un ruolo tutt’altro che marginale per le Famiglie e le Persone e continuano ad averlo. Il Fattore Tempo è un elemento che condiziona in maniera significativa i comportamenti degli individui e anche le dinamiche di mercato, sia dal lato dei consumi che degli acquisti: liberare tempo e facilitare gli spostamenti rappresentano due interventi‐chiave di policy regionale versus locale per semplificare la vita quotidiana dei consumatori e delle loro famiglie. Le Aperture Domenicali e Festive rappresentano un’efficace modalità per consentire una più razionale gestione del tempo degli individui (tra lavoro, attività di supporto casa‐persona, tempo libero, ...) offrendo anche nuove opportunità di acquisto alle famiglie. In particolare le aperture domenicali, trovano un favorevole riscontro presso i consumatori perché consentono di: coordinare meglio le attività di consumo con altre attività, evitare il traffico e le code tipiche degli orari di punta infrasettimanali, aumentare le possibilità di scelta nell’uso e nella gestione del tempo. Che cosa pensano i consumatori dell’estensione dell’orario di apertura degli esercizi commerciali: Varese8 Dall’analisi effettuata in provincia di Varese emerge che il settore del commercio sta vivendo un periodo di profondo rinnovamento e presenta caratteristiche e tendenze molto simili a quelle rilevate sia a livello nazionale sia a livello europeo. Come nel caso nazionale ed europeo, una parte rilevante del commercio in provincia di Varese è costituita dal commercio al dettaglio che si compone di due aree principali che hanno mostrato processi evolutivi diversi: l’area dei prodotti alimentari e quella dei prodotti non alimentari. La ristrutturazione del settore riguarda principalmente due aspetti. Il primo aspetto è legato alla progressiva 8 “Orari di lavoro e tempi di vita nel sistema commerciale della provincia di Varese: aspetti economici e sociali connessi al cambiamento”, ricerca realizzata dall’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano e l’Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza per la Camera di Commercio di Varese, settembre 2009. 25 sostituzione delle unità alimentari specializzate di piccole dimensioni (esercizi di vicinato) con punti vendita di media/grande superficie in grado di rispondere ad una domanda più articolata e complessa. Come a livello europeo, questo fenomeno ha comportato una riduzione del numero di punti vendita del piccolo dettaglio e di conseguenza anche una riduzione del numero di occupati indipendenti. Il secondo aspetto rilevante è costituito dalla progressiva liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali che è iniziata con la “Riforma Bersani” ed è continuata con successivi interventi normativi sia a livello nazionale sia a livello regionale. L’analisi sugli orari di apertura degli esercizi commerciali in provincia di Varese mostra una situazione caratterizzata da un elevato livello di liberalizzazione rispetto ad altre province italiane, ma dal punto di vista del confronto europeo si colloca ad un livello intermedio. La tendenza verso la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali viene ormai data per acquisita dai consumatori in un contesto di crescente de‐standardizzazione e diversificazione dei tempi di lavoro e di vita. La distribuzione tradizionale e la GDO si differenziano in modo netto per quanto riguarda l’orario di apertura giornaliero dei punti di vendita. Nella prima è ancora molto praticato l’orario spezzato tradizionale non protratto in orario serale (aperture serali sono eccezioni stagionali o derivano da eventi speciali); nella seconda è prevalente l’orario continuato protratto in orario serale (nelle formule distributive a maggior superficie di vendita). Con riferimento invece alle domeniche lavorate, le due realtà del commercio si differenziano in modo meno netto che nelle aspettative/previsioni. Diverso è anche il quadro riferito agli approcci attivi o passivi con cui si opera nella conduzione delle attività commerciali. Gli approcci predeterminano anche gli esiti delle scelte temporali. La GDO non evidenzia atteggiamenti passivi con riferimento alle scelte temporali, mentre alcune realtà della distribuzione tradizionale sono più passive a questo riguardo. L’esito complessivo delle scelte, che nascono da approcci attivi, è la definizione di manovre temporali variegate. Le manovre temporali consistono in allungamenti e riduzioni (e loro combinazioni) degli orari di apertura dei punti di vendita e sono praticabili secondo due possibili direttrici: su base giornaliera e su base settimanale. I regimi base di orario tipici risultano meno uniformi nella distribuzione tradizionale e relativamente più uniformi nella GDO. Gli aspetti fin qui evidenziati, i nuovi atteggiamenti e comportamenti dei consumatori verso le politiche di orario allungato e la frequenza dei luoghi di acquisti in fasce orarie non tradizionali (serali o domenicali/festive) trovano conferma anche dall’indagine condotta presso i consumatori della provincia di Varese. A conferma che andare a fare la spesa può trasformarsi in una attività anche relazionale, oltre il 60% gli intervistati è accompagnato da un familiare, circa il 25% è da solo (questa percentuale sale al 47% tra gli intervistati nelle fasce serali), e circa il 12% è con degli amici (39% se si considerano solo i giovani). Non emergono, al contrario, significative differenze di genere. Dai risultati della ricerca è possibile individuare 3 diverse tipologie di consumatori: i tradizionalisti, gli atipici e i flessibili. I tradizionalisti sono soprattutto gli over 60, spesso pensionati che, avendo molto tempo a disposizione, non hanno necessità di utilizzare le sere e le domeniche per fare i loro acquisti. Questo gruppo di persone utilizza il proprio tempo libero prevalentemente in maniera relazionale, ovvero con i propri familiari o vedendo altri amici/conoscenti. Gli atipici, al contrario, sono soprattutto uomini, studenti e occupati, con livelli di istruzione elevati, e che vivono con la famiglia di origine. Tra gli atipici troviamo coloro che effettuano gli acquisti sempre e solo di sera (principalmente gli adulti occupati), liberando così del tempo per il fine settimana. 26 I flessibili hanno necessità di conciliare tempi di vita e di lavoro, per questo prediligono gli orari degli esercizi commerciali più ampi: sono soprattutto le donne, occupate, con figli di età inferiore ai 15 anni a sfruttare ogni opzione di orario. Entrando nel merito della flessibilità oraria, risulta che, per quanto riguarda la fascia serale, oltre il 70% degli intervistati nel complesso si dichiara favorevole, senza particolari distinzioni di genere. Il 30% si dichiara indifferente, soprattutto tra i più anziani (più tradizionalisti). Il gradimento è dovuto soprattutto alla “Comodità per i lavoratori” (71%), anche se oltre il 26% degli intervistati si dichiara favorevole “per avere più scelte a disposizione, al fine di garantirsi una migliore gestione del tempo”. Oltre il 75% degli intervistati si dichiara favorevole all’apertura domenicale (soprattutto le donne e gli adulti, più flessibili), il 19,3% è indifferente (soprattutto tra gli over 60) e solo il 5,1% è contrario. Anche in questo caso le motivazioni sono prevalentemente legate alla compatibilità con gli orari di lavoro (66%), seppur in maniera meno marcata rispetto a quanto dichiarato per gli orari serali (71%). È maggiore la percentuale (30% della domenica rispetto al 26% serale) di chi si dichiara favorevole per poter avere una “alternativa in più” alle modalità di impiego del proprio tempo (sia in termini di utilizzo strumentale che di svago/relazionale). In caso di chiusura serale del punto vendita in cui si è abituati ad effettuare gli acquisti, è più avvertita la necessità di rivolgersi ad un altro punto di vendita aperto, piuttosto che riorganizzarsi per la spesa in un altro momento, ed in particolare tra coloro che frequentano solo in orari atipici: sono gli adulti che lavorano che si recano a fare la spesa di sera per trovare meno gente, perché sono “di strada” nel rientro a casa, di modo da avere più tempo a disposizione per altre attività nel fine settimana. Tra i flessibili invece è la domenica a generare la maggior esigenza di ricerca di esercizi commerciali aperti dove fare la spesa, anche se emerge una certa disponibilità a riorganizzarsi in altri momenti, sia in caso di chiusura serale che domenicale. Rispetto agli atipici, i flessibili si riorganizzerebbero anche per incontrare amici/conoscenti in altri luoghi, soprattutto di domenica, a conferma del fatto che una parte di questi, più degli atipici e dei tradizionalisti, vivono l’acquisto come un’esperienza relazionale. L’indagine presso i consumatori ha dunque evidenziato come l’estensione degli orari di apertura sia ormai considerata necessaria da una quota significativa di consumatori, in un contesto di crescente destandardizzazione e diversificazione degli orari di lavoro e dei tempi di vita. La lettura congiunta dei dati sopra esposti, alla luce anche di alcuni recenti studi sul tema, porta a concludere che l’allungamento degli orari in fascia serale e domenicale da un lato risponde ai cambiamenti degli stili di vita di alcuni consumatori intervistati e dall’altro incentiva nuovi comportamenti. Il poter collegare l’attività di consumo a quella più strettamente “relazionale” rende lo “shopping” un’attività rilevante nella vita degli individui in un’ottica di ottimizzazione/razionalizzazione del proprio tempo. La destandardizzazione degli orari di lavoro e il cambiamento nell’organizzazione dei tempi delle famiglie, anche per l’ingresso crescente delle donne nel mercato del lavoro, ha portato ad una “diversificazione” degli stili di vita, in un’ottica sempre più volta all’ottimizzazione e razionalizzazione dei propri tempi e all’ampliarsi delle possibilità di scelta a disposizione. In particolare le politiche di orario praticate dalla GDO rispondono alle esigenze dei diversi target di consumatori che apprezzano “la possibilità di scelta in più” (in senso sia ludico/relazionale che strumentale) per organizzare meglio i propri tempi vita‐lavoro (soprattutto tra le donne e gli adulti con carichi familiari), per avere un luogo sicuro e “poco oneroso economicamente” dove trascorrere del tempo libero con gli 27 amici (soprattutto i giovani), offrendo ad un numero ampio di individui l’accesso a risorse altrimenti indisponibili. È importante sottolineare che il ruolo della GDO non si sostituisce a quello della distribuzione tradizionale e in questo senso l’Italia, e la provincia di Varese, sono un osservatorio privilegiato per la compresenza di formule distributive tradizionali e moderne, più o meno diffuse sul territorio. La compresenza di varie formule distributive aumenta le possibilità di scelta del consumatore che di volta in volta ottimizza le sue disponibilità di reddito e di tempo e le sue istanze ludiche nell’uno o nell’altro luogo di acquisto a seconda dei suoi obiettivi contingenti. Per esempio, la GDO, caratterizzata da una più concentrata (e accessibile) gamma di prodotti e di servizi, viene incontro all’obiettivo di una maggiore razionalizzazione dei tempi, “creandoli” per chi non ne ha (“vengo qui a fare la spesa perché faccio più in fretta e così ne approfitto per mangiare qualcosa con la mia amica”) o “liberandoli” a favore di altre attività (“faccio la spesa la sera perché c’è meno gente e sono libero il sabato e la domenica per fare altre cose”). Mentre ai piccoli negozi di vicinato è richiesta l’elaborazione di diversi e più personalizzati percorsi di acquisto. È indicativo, a questo proposito, che solo una parte delle persone intervistate nell’indagine vorrebbe “i negozi del quartiere sempre aperti”. Sono soprattutto le persone che vivono sole e che generalmente hanno più difficoltà negli spostamenti, a preferire le aperture estese anche dei negozi nel quartiere. Ma è importante sottolineare che oltre il 30% degli intervistati, soprattutto i giovani e gli over 60, denuncia una mancanza di alternative e “vorrebbe nel proprio quartiere più strutture/modalità per trascorrere il tempo libero”. Tra gli item che trovano il maggior grado di accordo vi sono quelli legati alla “difficoltà ad organizzarsi in caso di chiusura nelle fasce serali o la domenica” già evidenziata in precedenza. A dichiarare un accordo maggiore rispetto a queste affermazioni sono soprattutto gli adulti con titoli di studio elevati. Dalle ricerche citate emergono delle informazioni che vale la pena puntualizzare perché rappresentano degli spunti interessanti per pianificare le azioni di rivitalizzazione del commercio del Distretto e la loro promozione: • le esigenze dei consumatori sono in continua evoluzione ed aumentano la ricerca di prodotti con un giusto rapporto qualità/prezzo e di servizi, spesso anche personalizzati; • il fattore tempo è un elemento chiave nella società moderna, la possibilità di poter gestire gli acquisti in base alle proprie necessità, grazie ad orari più ampi di apertura degli esercizi commerciali, aumenta la soddisfazione e la conseguente fedeltà dei clienti; • i centri commerciali vengono preferiti per effettuare gli acquisti per i seguenti motivi: ‐ aperture con orari più estesi; ‐ facilità di parcheggio; ‐ presenza di vasta scelta di negozi e relativi servizi, in uno spazio ridotto, che permette di evitare spostamenti in macchina e il traffico; ‐ viene vissuto come “un’area pedonale artificiale” in cui poter passeggiare tranquillamente, senza il disturbo delle autovetture, soprattutto per le famiglie con i bambini; ‐ presenza di aree giochi per bambini in cui poter giocare con i genitori, o dove i genitori possono lasciarli in custodia al personale di animazione, potendo così effettuare gli acquisti più liberamente; ‐ presenza di attività di animazione; ‐ frequenza di sconti e vendite promozionali; Sono interessanti soprattutto le caratteristiche che portano a preferire i centri commerciali, gli intervistati hanno detto in modo esplicito che vorrebbero una maggiore pubblicità delle aperture domenicali e che nei centri urbani sarebbero necessarie più strutture/modalità per trascorrere il tempo libero. 28 2.4 L’offerta commerciale del Distretto: struttura e tendenze evolutive La fotografia dell’offerta commerciale del 2009 del Distretto Urbano del commercio di Cassano Magnago mostra complessivamente 351 punti vendita: la netta maggioranza (253 punti vendita), ovvero il 72,1%, con specializzazione non alimentare (Tavola 2.4.1). Analizzando il numero delle strutture, prevalgono nettamente gli esercizi di vicinato sia rispetto al totale (331 punti di vendita su un totale di 351, ovvero il 94,3%) che per i singoli comparti. Dal punto di vista della superficie degli esercizi (Tavola 2.4.2) tra le strutture moderne e quelle tradizionali prevalgono le seconde; infatti le prime, che solitamente rappresentano la netta maggioranza della superficie di vendita totale, data la grandezza dei singoli punti vendita, si fermano al 27,2% (11.087 mq su un totale di 40.759 mq). Ciò è dovuto dal numero ridotto di medie superfici (20) e all’assenza delle grandi strutture sul territorio del Distretto. Tavola 2.4.1 – La rete commerciale al dettaglio in sede fissa del Distretto (2003 e 2009) – numero di strutture 2003 Comune 2009 Vicinato Medie sup. Grandi sup. Totale Vicinato Medie sup. Grandi sup. Totale Cassano Magnago, di cui: 262 8 ‐ 270 331 20 ‐ 351 Alimentari 34 ‐ ‐ 34 75 ‐ ‐ 75 Misti 15 3 ‐ 18 19 4 ‐ 23 Non alimentari 213 5 ‐ 218 237 16 ‐ 253 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Osservatorio del Commercio Tavola 2.4.2 – La rete commerciale al dettaglio in sede fissa del Distretto (2003 e 2009) – superfici 2003 Comune 2009 Vicinato Medie sup. Grandi sup. Totale Vicinato Medie sup. Grandi sup. Totale Cassano Magnago, di cui: 14.514 5.063 ‐ 19.577 29.681 11.078 ‐ 40.759 Alimentari 1.318 ‐ ‐ 1.318 4.544 ‐ ‐ 4.544 Misti 1.223 1.922 ‐ 3.145 3.828 3.906 ‐ 7.734 Non alimentari 11.973 3.141 ‐ 15.114 21.309 7.172 ‐ 28.481 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Osservatorio del Commercio In termini evolutivi, tra il 2003 e il 2009 (Tavola 2.4.3 e Tavola 2.4.4 ) il numero di strutture di vendita presenti nel Distretto è incrementato di 81 unità, ovvero sono aumentate di 69 unità gli esercizi di vicinato, mentre sono aumentate le medie superfici di 12 unità. Ciò ha determinato un aumento di 21.182 mq della superficie totale di vendita complessiva del Distretto nel periodo considerato. Scendendo nel dettaglio della tipologia di vendita, per quanto riguarda il vicinato, nel quinquennio si è registrato un incremento di 41 esercizi alimentari, 4 misti e 24 punti esercizi di tipologia non alimentare. L’incremento registrato con riferimento alla superficie di vendita degli esercizi di vicinato è stato pari a 15.167 mq, pari al 104,5%. 29 Per quanto riguarda le medie superfici, è stata aperta una nuova superficie mista e 11 esercizi di generi non alimentari. Non sono presenti, invece, dentro i confini del Distretto, superfici di vendita di grandi dimensioni e nel quinquennio non si sono verificate alterazioni nella numerica relativa ad esse. Analizzando l’evoluzione delle superfici moderne, si è registrato un incremento pari 6.015 mq. Esso fa riferimento unicamente agli esercizi di medie dimensioni non essendo presenti quelli di grandi dimensioni. Tavola 2.4.3 – Evoluzione della rete commerciale al dettaglio in sede fissa del Distretto (2003‐2009): variazioni assolute e variazioni percentuali del numero di strutture Variazione assoluta Comune Variazione % Vicinato Medie sup. Grandi sup. Totale Vicinato Medie sup. Grandi sup. Totale Cassano Magnago, di cui: 69 12 ‐ 81 26,3 150,0 ‐ 30,0 Alimentari 41 ‐ ‐ 41 120,6 ‐ ‐ 120,6 Misti 4 1 ‐ 5 26,7 33,3 ‐ 27,8 Non alimentari 24 11 ‐ 35 11,3 220,0 ‐ 16,1 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Osservatorio del Commercio Tavola 2.4.4 – Evoluzione della rete commerciale al dettaglio in sede fissa del Distretto (2003‐2009): variazioni assolute e variazioni percentuali delle superfici disponibili Variazione assoluta Comune Variazione % Vicinato Medie sup. Grandi sup. Totale Vicinato Medie sup. Grandi sup. Totale Cassano Magnago, di cui: 15.167 6.015 ‐ 21.182 104,5 118,8 ‐ 108,2 Alimentari 3.226 ‐ ‐ 3.226 244,8 ‐ ‐ 244,8 Misti 2.605 1.984 ‐ 4.589 213,0 103,2 ‐ 145,9 Non alimentari 9.336 4.031 ‐ 13.367 78,0 128,3 ‐ 88,4 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Osservatorio del Commercio Il dato della densità commerciale (Tavola 2.4.5) del comune di Cassano Magnago è aumentato dal 2003 al 2009, passando da 12,7 a 15,5 esercizi ogni 1.000 abitanti, in linea con l’aumento degli esercizi di vicinato sottolineata in precedenza. Esso risulta superiore sia al dato provinciale, che vede la presenza di 11,3 esercizi di vicinato ogni 1.000 abitanti, sia al dato regionale che ne registra 11,7. Con riferimento specifico ai singoli comparti, gli indici riferiti sia all’alimentare, che al misto, che al non alimentare hanno registrato, in linea con l’indice di densità totale del Distretto, un incremento nel quinquennio, soprattutto per quanto riguarda gli esercizi alimentari che hanno registrato un ingente incremento passando da una densità, nel 2008, di 1,6 a 3,5 esercizi ogni 1.000 persone. Tale dato di densità si distanzia anche da quello provinciale e regionale che si fermano rispettivamente a 1,9 e a 2,0 esercizi ogni 1.000 abitanti. 30 Tavola 2.4.5 5 – Evoluzzione degli indici di denssità e dotazione comme erciale della rete al dettaaglio in sede e fissa n nei comuni d del Distretto (2003 e 200 09)9 Densiità Dotazione Comune 2003 2009 2003 3 2009 2 Cassano Magnago,, di cui: 12,7 15,5 245,6 6 51 19,1 Alimentari 1,6 3,5 60,0 0 11 14,2 Misti 0,7 0,9 ‐ ‐ Non aliimentari 10,3 11,1 185,5 5 40 04,9 Provinccia di Varese e 11,2 11,3 719,4 4 84 48,2 Alimentari 1,9 1,9 189,4 4 21 17,3 Misti 0,7 0,7 ‐ ‐ Non aliimentari 8,6 8,7 530,0 0 63 30,9 Regione Lombardiaa 11,7 11,7 792,6 6 87 73,9 Alimentari 2,0 2,0 183,1 1 20 08,1 Misti 0,9 0,9 ‐ ‐ Non aliimentari 8,8 8,9 609,5 5 66 65,8 Fonte: Elabora azioni TradeLab b su dati Osservvatorio del Com mmercio Figura 2.4.1 1 – Densittà commercciale Distrettto, Provinccia di Varesse e Region ne Lombard dia (2009) ‐ ‐ Esercizi di vicinato o per 1.000 aabitanti 11,1 8,7 8 8,9 3,5 2,0 1,9 0,9 Alimentaari 0,7 0,9 Misti Cassano Maagnago P Provincia di Vaarese No on alimentarii Reegione Lombardia Fonte: Elaborazioni TradeeLab su dati Ossservatorio del C Commercio 9 I dati medi prrovinciali e regio onali riportati in tabella sono ag ggiornati al 2008 8 31 1 Figura 2.4.2 2 – Densitàà commerciaale dei com muni del Disstretto (2009 9) ‐ Esercizii di vicinato o per 1.000 0 abitantii 11,1 3,5 0,9 Alimentari Misti N Non alimentar ri F Fonte: Elaborazi ioni TradeLab ssu dati Osservattorio del Comm mercio e Comuna ali Relativamen nte alla preesenza di meedie e grandi superfici in rapporto o agli abitan nti dell’area, il Distretto o presenta un n indice di do otazione com mmerciale in nferiore del 3 38,7% rispetto al dato prrovinciale e del 40,6% dii quello regio onale (Figuraa 2.4.3). L’au umento di 6.014 mq di ssuperficie moderna (com mplessivame ente si trattaa solo di sup perfici di ven ndita di med die dimensio oni) ha prod dotto un inn nalzamento dell’indice di d dotazionee commercialle dal 2003 (245,6 mq oggni 1.000 abittanti) al 2009 (519,1 mq ogni 1.000 aabitanti). 3 – Dotazio one commerrciale Distrettto, Provinciia di Varese e e Regione Lombardia (2009) ‐ mq q Figura 2.4.3 superficcie modernaa per 1.000 aabitanti (com mprende centri commercciali) 873,9 848,2 2 630,9 665,8 6 5 519,1 404,9 9 217,3 208,1 114 4,2 Alimenttari Misti Cassano Magnago Provincia di V Varese N Non alimentar ri Reegione Lombaardia F Fonte: Elaborazi ioni TradeLab ssu dati Osservattorio del Comm mercio e Comuna ali 32 2 Figura 2.4.4 4 – Dotazio one commerrciale dei co omuni del Distretto D (20 009) ‐ mq ssuperficie moderna m perr 1.000 abitanti (com mprende centtri commercciali) 519,1 404,9 114,2 Cassano Maggnago N Non alimentar ri Alimentari F Fonte: Elaborazi ioni TradeLab ssu dati Osservattorio del Comm mercio e Comuna ali ondimento in nteressante riguarda il mix m merceolo ogico nell’am mbito del co omparto non n alimentaree Un approfo (Figura 2.4.5). Nel Disstretto si rilleva una bu uona coperttura di tutte le catego orie merceologiche non n alimentari. La prevalenzza dell’abbigliamento e ccalzature (con una percentuale pari aal 23,2), giusttificata dallaa maggior varrietà commeerciale intrinsseca, è ben b bilanciata dalle altre cateegorie. Il settore deell’arredameento è presen nte nel comu une con una percentuale rilevante, pari al 16,1%. Ma anche ill settore relaativo alle con ncessionarie di auto e acccessori raggiiunge una peercentuale pari all’11,6% % di presenzaa sul totale deelle merceologie presentti nell’area. Inoltre, nel Distretto, il commercio urbano offre magggiore variettà merceolo ogica rispettto ai centrii no per contrro una magggiore profondità nella caategoria prin ncipale (abbigliamento e e commercialli, che offron calzature). Figura 2.4.5 5 – Il mix m merceologico o nel comparrto non alimentare (valo ori %) A Abbigliamento o e calzature 23,2 2 A Arredamento 16,1 Concesssionarie e acccessori auto 11,6 Elettronica/eletttrodomestici 8,0 Cartole eria e libreria 7,1 7 Bricolaage e edilizia 5,4 Profumeriee, erboristeriee, bigiotterie 5,4 Edicola 5,4 Foto‐ottica 3,6 Fiori e piante F 3,6 Articoli da regalo o e giocattoli 1,8 Gioielleria e orologeria 0,9 Artticoli sportivi 0,9 Altro 7,1 7 33 3 L’offerta di tabelle speciali del Distretto Per quanto concerne le tabelle speciali, nel Distretto risultano presenti, al 2008, 5 distributori di carburanti, 5 rivenditori di generi di monopolio e 5 farmacie (Tavola 2.4.6). L’offerta, dal 2003 al 2008 ha registrato un incremento di 4 esercizi appartenenti a queste categorie: 2 di carburanti, 1 di generi di monopolio e 1 farmacia. Tavola 2.4.6 – Tabelle speciali nei comuni del Distretto (2003‐2008) Comune Cassano Magnago Carbur. 2003 Tabacchi Farmacie 3 4 4 Total e 11 Carbur. 5 2008 Tabacchi Farmacie 5 Totale 5 15 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Camera di Commercio e comunali Il commercio su aree pubbliche del Distretto Il commercio ambulante (Tavola 2.4.7) si tiene il venerdì (mercato ambulante settimanale con 150 posteggi); la densità dei banchi del commercio ambulante del comune (Figura 2.4.6) è pari a 7,0 banchi ogni 1.000 abitanti e la densità relativa ai singoli comparti (alimentare e non alimentare) è pari a 1,9 banchi alimentari ogni 1.000 abitanti e a 5,2 banchi non alimentari ogni 1.000 abitanti. La superficie relativa al commercio su aree pubbliche è pari a 5.214 mq così suddivisa: 1.286 mq dedicati ai banchi alimentari e 3.928 mq dedicati ai banchi non alimentari. Tavola 2.4.7 – Il commercio ambulante nei comuni del Distretto (2009) Comune Cassano Magnago Giorno di mercato Venerdì Numero Superficie Banchi alimentari Banchi non alim. Totale Banchi alimentari Banchi non alim. Totale 38 112 150 1.286 3.928 5.214 Fonte: Elaborazioni TradeLab su dati Osservatorio del Commercio e Comunali 34 Figura 2.4.6 6 – Densitàà commerciaale Distretto o al 2009 – – Banchi dell commercio o ambulante e per 1.000 0 abitantii 7,0 5,2 1,8 Banchi alim mentari Ban nchi non alimentari Totale F Fonte: Elaborazi ioni TradeLab ssu dati Osservattorio del Comm mercio e Comuna ali L’offerta di pubblici eserrcizi del Distrretto Nel Distrettto risultano aattivi, al 2009 9, 62 esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. La densità ccommercialee complessivaa del Distretto, pari a 2,9 9 pubblici esercizi ogni 1.000 abitanti, è inferioree a quella Regionale che è 3,9. Più n nello specifico, la densitàà dei bar di Cassano Maagnago (2,2 e esercizi ognii 1.000 abitaanti) è allineeata al dato della region ne (2,2 esercizi ogni 1.0 000 abitanti)), mentre la densità deii ristoranti (0 0,7 esercizi ogni 1.000 ab bitanti) è infeeriore di un p punto rispettto al dato reggionale (1,7 esercizi ognii 1.000 abitanti). 8 – I pubblici esercizi neii comuni dell Distretto all 2009 Tavola 2.4.8 Nume ero Com mune Cassano Magnago Regione LLombardia Densità Bar Ristoraanti To otale Bar Ristoranti Totale 48 ‐ 14 ‐ 62 6 ‐ 2,2 2,2 0,7 1,7 2,9 3,9 Fonte: Elab borazioni TradeeLab su dati com munali – NOTA: dati medi provinciali e region nali al 2008 Le polarità ccommerciali del Distretto o Nella Figuraa 2.4.9 è rap ppresentata lla distribuzio one spaziale delle attivitàà commerciaali operanti n nel Distretto o del Commeercio di Casssano Magnago, distintee tra pubblici esercizi, esercizi chee trattano merceologiee contenute n nelle tabelle speciali e pu unti di venditta. Come già in n parte emeerso nell’anaalisi sopra descritta, con n riferimento o all’area deel Distretto, ossia l’areaa compresa nei n confini del d comune di Cassano o Magnago, non sono presenti p poli commerciaali di grandii dimensioni,, anche se olltre i suoi confini, nell’area compresaa nel bacino del comune, non si posssa affermaree la stessa cosa. 35 5 La maggioree concentrazzione di eserrcizi è localizzzata lungo l’’asse princip pale che si sn noda in via 4 4 Novembre,, via De Gasp peri e via Corno. Anche lle vie di perccorrenza nelle quali sono o presenti an nche i principali punti dii riferimento del comunee cittadino (municipio e chiese) paraallele all’asse principale,, come per esempio e Viaa San Giulio, rraccolgono aalcuni esercizzi (Figura 2.4 4.9). Figura 2 2.4.9 – Distribuzione spaziale delle attività comm merciali neI D Distretto Come già segnalato, s C Cassano Maggnago preseenta una densità comm merciale elevvata e superriore ai datii provinciali ee regionali (1 15,5 esercizi di vicinato p per 1.000 abiitanti) e, perr contro, unaa dotazione ccommercialee meno rilevaante (519 mq m ogni 1.00 00 abitanti), allineata aii dati provin nciali e regio onali, conferrmando unaa vocazione di d polo di atttrazione con particolaree focalizzazione sul com mmercio di vvicinato rispetto ad unaa presenza dii medio‐gran ndi strutturee, quindi rivo olta più alla popolazionee residente nel comune che a flussii provenientii dagli altri co omuni del baacino potenzziale di domaanda costituiito dall’area vasta. Come espo osto nel corrso del paraagrafo, dal 2003 2 al 200 09, le struttture tradizio onali del Disstretto sono o aumentate sia dal pun nto di vista del d numero (+69) che della d superfiicie (+15.167 7 mq); sono o aumentatee anche le strrutture modeerne, ma unicamente le medie superfici, anch’essse sia dal pu unto di vista del numero o 36 6 (+12), che della superficie (6.015). Non risultano presenti, all’interno dei confini del comune grandi superfici. Il comportamento delle strutture di vicinato del Distretto è quindi allineato rispetto all’area di riferimento che presenta una crescita del numero di esercizi, infatti nel bacino sono aumentati del 7,8%, nella provincia di Varese del 7,0% e nella regione Lombardia del 6,0%. Ciò non toglie che, al fine di supportare, accrescere e creare sistema tra le forme di commercio tradizionale sia importante progettare un programma coordinato di Distretto del Commercio. Dalla Figura 2.4.8 emergono chiaramente i diretti concorrenti del Distretto: • • • i comuni di Gallarate e Busto Arsizio, che presentano diversi centri commerciali e nei cui centri urbani sono già attivi i DUC che, sia per la vicinanza che per la rilevanza, generano la concorrenza più forte; i nuovi poli d’offerta extraurbana, (tra cui la stessa area commerciale connessa all’aeroporto di Malpensa, il CC Auchan di Rescaldina, Iper e Gran Casa a Legnano e i nuovi insediamenti di Somma Lombardo) sviluppati lungo i grandi assi viari nelle zone e nei comuni vicini (vedi al capitolo 2.4) o per quanto riguarda l’offerta non alimentare i factory outlet anche più lontani ma comunque comodamente raggiungibili come quello di Vicolungo in provincia di Novara (130 punti di vendita, Gla10 di 25.000 mq) che esercita una discreta attrazione sul bacino; altre e più lontane aggregazioni naturali di offerta commerciale, in primo luogo i centri storici di Milano e di Varese. Inoltre, essendo un’area con un’elevata industrializzazione, sono presenti numerosi spacci aziendali e Factory Outlet che completano l’offerta rappresentando al tempo stesso una fonte di attrazione per i residenti di altre zone (tipicamente per i Milanesi) ma anche un fattore di concorrenza per la distribuzione al dettaglio non alimentare. 10 GLA (Gross Leasable Area) è la superficie complessiva ceduta (in affitto o in vendita) agli operatori commerciali a loro uso esclusivo. Essa comprende anche gli interrati, i soppalchi, i piani superiori ed è espressa in metri quadrati. La differenza fra la G.L.A. e la superficie totale è rappresentata dalla superficie comune che non viene ceduta (toilettes, corridoi, scale, montacarichi, locali per macchinari). Essa rappresenta generalmente il 70 / 90% della superficie totale. 37 Figura 2.4.8 – Il bacino di riferimento del Distretto di Cassano Magnago (con indicazione delle grandi strutture commerciali) 38 Tavola 2.4.9 – Le grandi strutture commerciali operanti nel bacino di Cassano Magnago N. Prov. Comune Centro Comm.le 1 MI LEGNANO NO 2 MI LEGNANO NO Titolare BRICO BUSINESS COOPERATION SRL GRAN CASA SPA Sup. Alimentari Sup. non alimentari Sup. Totale ‐ 5.700 5.700 ‐ 9.250 9.250 3 MI LEGNANO NO GRAN CASA SPA ‐ 6.750 6.750 4 MI LEGNANO NO IPER MONTEBELLO SPA 5.800 8.500 14.300 5 MI RESCALDINA SI AUCHAN SPA 6.785 16.415 23.200 6 VA BUSTO ARSIZIO NO CITY GARMENTS ‐ 8.000 8.000 7 VA BUSTO ARSIZIO SI LA ROTONDA nd nd 6.000 8 VA BUSTO ARSIZIO SI TICINO CENTER nd nd 5.200 9 VA CASTELLANZA NO BILLA A.G. 6.707 ‐ 6.707 10 VA GALLARATE NO SSC.SRL 4.981 3.098 8.079 11 VA GALLARATE SI 3.090 2.431 5.521 12 VA GALLARATE SI 1.285 5.010 6.295 13 VA GALLARATE SI EXTRAMARKET SPA IMMOBILIARE NUOVA VENEGONI SRL S.S.C. SRL 4.981 3.321 8.302 14 VA GALLARATE SI nd nd 6.000 15 VA GALLARATE SI nd nd 15.358 16 VA SOLBIATE ARNO NO ‐ 9.840 9.840 17 VA SOLBIATE OLONA SI I LAGHI IL FARE ‐ GALLERIA BORGOMANERI LEROY MERLIN ITALIA SRL IPER MONTEBELLO SPA 5.000 6.682 11.682 18 VA NO IL GIGANTE SPA 1.745 6.255 8.000 19 VA SOMMA LOMBARDO VENEGONO INFERIORE NO TONAZZO LUIGI ‐ 10.658 10.658 Nella tabella sono riportati i dati principali relativi alle strutture indicate nella cartina del bacino di riferimento con indicazione delle aree commerciali moderne superiori a 5.000 mq di superificie (Figura 2.4.8), il numero corrisponde al numero indicato nella cartina. 39 2.5 Visione e linee guida di sviluppo della città e ruolo del commercio La città di Cassano Magnago sta attraversando un momento di trasformazione e crescita, dove la prima deve essere governata e strumentale alla seconda. Analogamente e in modo dialettico a quanto sta accadendo nell’area gallaratese e provinciale Cassano Magnago si trova a gestire il processo di terziarizzazione dell’economia dopo la caduta del settore manifatturiero che dall’800 in poi era stato il fattore trainante di sviluppo di tutta l’area. In questa situazione si rende necessario definire un obiettivo d’identità in modo da evitare il rischio di marginalizzazione, non tanto nelle dimensioni quantitative e strutturali (popolazione), quanto con riferimento alle funzioni e alle relazioni che rendono viva e vitale una comunità urbana. Tale necessità è resa più urgente dalla vicinanza di Gallarate e Busto Arsizio. In assenza di un disegno chiaro e delle capacità progettuali e di azione per realizzarlo, Cassano Magnago corre il rischio di vedersi confinata a un ruolo puramente residenziale che senza un’opportuna integrazione delle altre funzioni urbane, in primo luogo quelle commerciali, comporta la minaccia di vedere trasformata la città di fatto in un “dormitorio” ancellare agli altri due centri. La vision di Cassano può essere riassunta nello slogan “Abitare come esperienza”. Un’esperienza di qualità che si sviluppa in termini di: • conoscenza della propria città; • consapevolezza della sua identità; • immedesimazione nella cultura dei luoghi e dei suoi abitanti • personalizzazione dei luoghi e delle relazioni Tale visone è da realizzarsi attraverso tre linee guida di programmazione territoriale che non riguardano unicamente la dimensione più squisitamente urbanistica ma tutta la città: • sviluppo, intendendo con ciò sapere cogliere occasioni di valorizzazione di opportunità territoriali per la crescita sociale dell’intero territorio; • miglioramento, vale a dire valorizzazione dell’esistente costruito e particolare attenzione alle aree libere intercluse nel tessuto urbano come occasione di riqualificazione complessiva della città; • conservazione, ovvero valorizzazione delle risorse culturali e ambientali della storia, del territorio e del suo paesaggio. L’obiettivo finale è dunque quello di elevare lo standard di qualità della vita al fine di migliorare la soddisfazione di chi (persone e attività) già risiede a Cassano Magnago o vi si voglia trasferire. In sintesi Cassano Magnago, similarmente e in una prospettiva di competizione e co‐evoluzione con Gallarate che già si sta avviando su questo percorso, vuole essere oggi e ancora più nel prossimo futuro: • una città con elevati standard di qualità della vita per i cittadini sotto diversi punti di vista (qualità ambientale, delle relazioni tra le persone e tra queste e le istituzioni, offerta di servizi e di cultura); • una città che cresce grazie all’attrattiva che tali standard garantiscono a residenti e attività economiche; • un punto di riferimento in termini di servizi commerciali e non per i residenti ed eventualmente per il territorio circostante; • un “insieme di luoghi che costituiscono un’opportunità per la generazione e il mantenimento di un sistema di relazioni urbane e sociali”. 40 La visione proposta deve realizzarsi tenendo conto di una serie di elementi di contesto di diversa natura che rappresentano potenziali opportunità o minacce in grado di incidere in modo significativo sull’esito positivo di tale processo, soprattutto con riferimento agli obiettivi sul piano commerciale (Tavola 2.5.1). Il commercio infatti può e deve giocare un ruolo centrale nella strategia di sviluppo urbano ma allo stesso tempo può esser influenzato dai fenomeni esterni. Tavola 2.5.1 – Opportunità e minacce per l’offerta commerciale di Cassano Magnago ECONOMIA • • DEMOGRAFIA • EVOLUZIONE DELLA DOMANDA/NUOVI TREND SOCIO CULTURALI MALPENSA CENTRI COMMERCIALI PIANIFICATI EXTRA URBANI OPPORTUNITA’ MINACCE Processo di terziarizzazione Congiuntura: calo dei consumi Crescita della popolazione: aumento / mantenimento della domanda interna Crescita del segmento dei senior e riduzione della dimensione media della famiglia favoriscono il commercio di prossimità (domanda di comodità/vicinato) • Aree centrali come “piazze‐salotti” per la dimensione relazionale ed esperienziale dello shopping • Risoluzione della “questione Malpensa” e rivitalizzazione dell’indotto economico • Immigrazione: se senza controllo e programmi di integrazione può aumentare il senso di insicurezza • Mobilità della domanda e ricerca di esperienzialità, convenienza e comodità aumentano la propensione verso format esterni (centri commerciali e factory outlet center) • Involuzione dello sviluppo aeroportuale • Evasione di frequentatori e spesa dalle arre urbane di Cassano In primo luogo, è necessario citare la situazione di crisi economica che si protrae da alcuni anni e che si è aggravata a causa dei ben noti accadimenti nel settore finanziario e del credito. Tale situazione può determinare un forte limite al potere di spesa della popolazione e quindi un calo dei consumi. Ad oggi i consumi di beni non durevoli hanno tenuto a fronte viceversa dei beni durevoli che hanno visto riduzioni considerevoli. Nel complesso bisognerà fare i conti con l’effetto paracadute esercitato dagli strumenti di welfare (cassa integrazione guadagni) a cui le imprese italiane e dell’area hanno significativamente fatto ricorso. Il rischio di un impatto forte sui consumi e sul commercio locale è perciò legato alla capacità di ripresa economica entro l’anno 2010, orizzonte nel quale potrebbero iniziare a vacillare i sostegni economici. Un secondo aspetto di contesto da considerare è costituito dalle trasformazioni relative alla popolazione, sia sul fronte demografico, sia su quello socio‐culturale. L’aumento dell’età media e della quota di popolazione appartenente alle fasce dei “senior”, cos’ come la riduzione della dimensione media della famiglia (conseguente all’aumento del numero di single e coppie) produce effetti significativi sulle abitudini e sugli stili di acquisto. Si tratta infatti di segmenti di mercato che esprimono in genere nei confronti della 41 rete commerciale una forte domanda di servizi di “comodità” a partire da quello di prossimità (rispetto ai quali gli esercizi di vicinato e centrali sono in posizione di forza). Le grandi spedizioni d’acquisto vengono sostituite da acquisti più frequenti per quantità più ridotte. Allo stesso tempo tuttavia, l’incremento della mobilità favorisce lo spostamento verso destinazioni commerciali più lontane in particolare per quanto riguarda gli “shopping goods”. L’offerta commerciale della città, e in particolare quella delle aree centrali, è così maggiormente esposta a rischi di evasione in quanto entra in diretta competizione con centri commerciali pianificati esterni, altri centri storici e punti vendita isolati esterni, soprattutto se l’offerta urbana non è in grado di essere competitiva non solo sul piano funzionale, ma anche su quello della dimensione emozionale o d’intrattenimento dello shopping. Alla passeggiata in centro si sostituisce o può sostituirsi la gita fuori porta per visitare factory outlet center o spacci aziendali e factory outlet isolati. Si tratta di una concorrenza, e quindi di una minaccia, particolarmente rilevante per il commercio di Cassano e dell’area gallaratese in considerazione della ricca presenza di attività produttive del settore manifatturiero, e tessile in special modo, nel territorio provinciale e nelle province limitrofe facilmente raggiungibili. A fronte di tali rischi di evasione, tali trend possono essere considerati delle opportunità in quanto la dimensione di “piazza relazionale” è connaturata alle aree urbane, in particolare a quelle centrali. È però necessario che l’offerta centrale sia in grado di essere competitiva su diversi piani: accoglienza e gradevolezza ambientale, esperienzialità anche negli spazi non squisitamente commerciali, varietà e convenienza dell’offerta. Un altro fattore dalla doppia valenza è rappresentato dall’aeroporto di Malpensa. L’auspicabile ripresa del settore del trasporto aereo e più in particolare la definizione di un ruolo rilevante dello scalo nel panorama del traffico nazionale e internazionale rappresenta ovviamente un’opportunità per tutta l’area gallaratese e in modo indiretto anche per Cassano Magnago. Lo sviluppo del traffico aeroportuale è infatti una fonte di occupazione e di economie indotte a sostegno dell’economia locale e quindi dei consumi potenziali generati dagli attuali residenti, da nuovi residenti, da lavoratori provenienti da altre aree. 42 2.6. Il posizionamento competitivo del Distretto del Commercio di Cassano Magnago Di seguito viene analizzata la posizione competitiva del commercio cassanese attraverso l’individuazione dei punti di forze a di debolezza dell’offerta del Distretto relativamente alle seguenti componenti: ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Commercio Pubblici esercizi Cultura e intrattenimento Arredo urbano Accessibilità Sicurezza Ambiente L’offerta commerciale di Cassano, intendendo con ciò l’insieme degli esercizi commerciali al dettaglio e dei pubblici esercizi di somministrazione (bar e ristoranti) non presenta polarità singole o aggregate di attrazione forti. Si tratta di un’offerta che per le caratteristiche dimensionali si presenta poco modernizzata ma piuttosto densa. Ciò comporta una discreta diffusione della rete rispetto alle esigenze locali ma non necessariamente adeguata sul piano della varietà e della qualità dell’offerta. Sicuramente esistono le premesse per la valorizzazione del tessuto delle relazioni sociali di cui il commercio può essere interprete. Tali premesse devono essere tradotte in capacità di attrazione al di là del solo servizio di prossimità, pena un abbandono verso piazze considerate più gradevoli dagli stessi cassanesi (Gallarate e Busto Arsizio). Un punto di forza del Distretto di Cassano può essere considerato la sua vivibilità, non tanto oggi sul piano della gradevolezza urbanistica e architettonica quanto sulla identità storica. Su tale identità è stato avviato un percorso di riqualificazione degli abitati al fine di rafforzare i legami identitari tra le persone e tra le persone e i luoghi. Tra i punti deboli o quanto meno passibili di miglioramento dell’area del Distretto va citato il tema della sicurezza. La scarsa illuminazione di diverse zone insieme alla presenza di immigrati stranieri, aumentano il senso di disagio della popolazione. Se in relazione agli immigrati sono opportuni interventi (di controllo e prevenzione nei confronti della componente clandestina e di integrazione della parte di popolazione legale) che superano il raggio di azione e di responsabilità di un organo di coordinamento di un Distretto del commercio, per il resto, un miglioramento dell’illuminazione, sistemi di sorveglianza e una serie di attività di intrattenimento e marketing serali, sarebbero efficaci ed opportune. La Tavola 2.6.1 presenta una sintesi dei principali punti di forza e di debolezza del Distretto di Cassano Magnago. Tavola 2.6.1 – Punti di forza e di debolezza del Distretto di Cassano Magnago PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA COMMERCIO Identitarietà dell’offerta Contrazione offerta Carenza di attrattori forti PUBBLICI ESERCIZI Densità dell’offerta ARREDO URBANO Progetti di riqualificazione urbana Illuminazione SICUREZZA Percezione di insicurezza 43 2.7. La strategia di sviluppo del Distretto del Commercio di Cassano Magnago Riprendendo alcune considerazioni generali presentate al capitolo 1 sulla natura dei Distretti Diffusi e dei distretti urbani del commercio ad essi paragonabili ed associati da Regione Lombardia, è possibile sviluppare un modello di posizionamento strategico che prenda in considerazione le risorse dei diversi territori sul piano delle attrattive turistiche e commerciali. La presenza delle prime (insieme con un’effettiva frequentazione) determina la “vocazione turistica” di un’area comunale o intercomunale, mentre la presenza di polarità commerciali forti, siano esse costituite da grandi strutture o da centri storici particolarmente sviluppati e competitivi, ne determina la “vocazione commerciale” (Figura 2.7.1). Laddove entrambe siano deboli (posizione “A”) esiste il consistente rischio di impoverimento di tutta l’offerta territoriale e in particolare il rischio di desertificazione commerciale con i bene noti conseguenti effetti sul piano sociale. In tali situazioni, non esistendo risorse interne al sistema territoriale, le funzioni commerciali non possono che essere tenute in vita in modo assistito cercando di bilanciare costi e benefici sociali di tale operazione. È la situazione tipica, per esempio, delle commercio in aree montane non turistiche o di alcune frazioni non integrate nei territori comunali. In casi simili il ruolo del Distretto è quello di “ultima spiaggia” con finalità prevalentemente sociali di mantenimento (sostegno delle funzioni commerciali a favore di piccole comunità isolate). Quando si riscontrano vocazioni non particolarmente forti, ma neppure deboli (posizione “B”), il Distretto del Commercio può assumere il ruolo di “incubatore” di uno sviluppo dell’offerta in modo sinergico e finalizzato al recupero di economie e capacità competitive in grado di rendere i territori in questione autosufficienti e quindi in grado di garantire servizi adeguati in termini di quantità e soprattutto di qualità. Il distretto diventa quindi il luogo concettuale e fisico in grado di far germinare e sviluppare l’offerta commerciale con finalità di sostegno di un progetto di marketing territoriale avente come target la domanda residenziale, quella turistica o entrambe, per esempio progettando e realizzando azioni di sostegno a flussi escursionistici e flussi turistici stagionali (o short break). Vi sono poi realtà in cui una vocazione prevale nettamente sull’altra (o sono entrambe forti). Nel caso delle piccole e medie (per dimensione) località turistiche, individuate nella mappa con la posizione “C1”, la domanda di tale natura prevale e l’offerta commerciale diventa un elemento integrativo del cosiddetto prodotto turistico allargato il cui cuore centrale è costituito dalle strutture ricettive e di intrattenimento. In tal caso all’interno del progetto di marketing territoriale l’offerta turistica assume un ruolo di guida ma ciò nondimeno sono necessarie azioni e strategie congiunte. Viceversa vi sono situazioni in cui (posizione “C2”) la vocazione turistica è debole ma vi sono forti polarità commerciali (per esempio per la presenza di centri commerciali, factory outlet o grandi strutture di vendita all’interno del territorio urbano) che determinano una prevalente vocazione commerciale. In questi casi è fondamentale sviluppare azioni integrate tra grande media e piccola distribuzione finalizzate ad attrarre domanda e offrire varietà di offerta commerciale. Si tratta di situazioni in cui la tradizionale contrapposizione tra grande e piccola distribuzione può e deve essere superata in una logica dei sistema in cui ogni componente contribuisce al benessere dell’altra parte, del sistema stessa e quindi di se stesso 44 Figura 2.7.1 1 – Modello di posizionamento dei d distretti diffu usi del comm mercio Fonte: TradeLab 2010 La situazion ne estrema (posizione “C C3”) si configgura quando sono comprresenti entraambe le vocaazioni graziee a una dotazzione di attrrazioni forti sia sul piano o commerciaale sia su qu uello turistico o. È il caso p per esempio o delle grandi città e capoluoghi che sono contemporaneamente città dii interesse aartistico e cu ulturale oltree che centro ccommercialee naturale. All’interno d di questo mo odello Cassano Magnago o, non presentando partiicolari attrazzioni sul pian no turistico ee neppure po olarità forti sul quello commerciale c e, si trova in posizione centrale‐baassa. Ciò significa che ill porsi l’obiettivo strategico di eevitare una perdita dii Distretto del d Commerrcio deve innanzitutto i competitivittà dell’offertta commerciiale tale da ffare scivolare e la città nell’area di riscchio. In più, la creazionee del Distrettto come uniità organizzaativa in grad do di svilupp pare forme di coordinamento non occasionalee (quindi sviluppando un na soluzionee strutturataa di “meta‐m managemen nt”), deve co onsentire dii valorizzaree nte l’offerta ccommercialee di Cassano Magnago asssicurando p professionalittà e continuiità all’azionee ulteriormen strategica e e di marketing del Distretto finalizzaata a spostaarlo verso un na posizionee di maggiorre vocazionee commercialle. 45 5 Figura 2.7.1 1 – Il posizion namento atttuale del Disstretto di Casssano Magnago e il perccorso da segu uire no non può e non deve ragionevolm mente porsi ll’obiettivo di diventare u una “grandee Ciò significaa che Cassan piazza” (tipica delle graandi capitali o anche solo dei capoluoghi) capacce di generaare forte atttrazione non n solo sul pian no comemciale, ma anch he su quello turistico. Ciò ò, oltre a esssere un obietttivo velleitario (Cassano o non disponee di sufficien nti risorse turiristiche), sstravolgerebb be la visone della città e il senso proffondamentee identitario sul quale deve d poggiarre la strateggia di svilup ppo territoriale. Il Distreetto Comme erciale devee contribuire quindi in modo m significativo a fare di Cassano Magnago un “luogo di relazione co ommerciale”” dove le relaazioni interpeersonali coin nvolgono molte persone in modo cald do e personaalizzato. A tal fine è opportuno o che i parttner pubblicci e privati del Distretto o si adoperrino, da un lato, per laa realizzazion ne di interveenti strutturrali sull’offerrta commerrciale e sul contesto am mbientale in n cui essa è è inserita, dalll’altro, per laa realizzazione di attivitàà coordinate di animazion ne e di prom mozione del D Distretto. 46 6 3 – OBIETTIVI STRATEGICI DEL DISTRETTO DEL COMMERCIO DI CASSANO MAGNAGO Obiettivi strategici Gli scopi individuati nella vision saranno raggiunti attraverso il perseguimento di sette obiettivi strategici chiave: Obiettivo 1 ‐ Sviluppare una politica di comunicazione integrata del Distretto Obiettivo 2 ‐ Sviluppare attività promozionali ed eventi Obiettivo 3 ‐ Migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità Obiettivo 4 ‐ Migliorare l’accessibilità e la mobilità delle persone e delle merci nel Distretto Obiettivo 5 ‐ Aumentare il livello di sicurezza Obiettivo 6 ‐ Costruire un sistema di governance, di competenze e di conoscenze per lo sviluppo del Distretto Obiettivo 7 – Sviluppare un orientamento ecosostenibile del Distretto Questi obiettivi sono frutto di un’attenta analisi e valutazione dei punti di forza e di debolezza svolta da un Tavolo di lavoro che è stato costituito per la predisposizione del presente progetto. In particolare, il Tavolo di lavoro – coordinato da TradeLab a cui è stata affidato il compito di coadiuvare le parti nella stesura del progetto ‐ ha visto la partecipazione attiva di numerosi soggetti pubblici e privati che hanno contribuito alla definizione del progetto nelle sue diverse fasi. Oltre all’Amministrazione Comunale di Cassano Magnago e alle principali Associazioni imprenditoriali del commercio locale (Ascom di Gallarate, Uniascom Varese, Confesercenti provinciale di Varese), il Tavolo ha visto fin dall’inizio la partecipazione diretta e attiva della Camera di Commercio di Varese (Allegato 1) e il coinvolgimento della Provincia di Varese, Federalberghi, Confartigianato, Coldiretti e CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), che si sono impegnate con un contributo di idee e di risorse a sostenere la nascita e lo sviluppo di questa nuova modalità di organizzazione del commercio urbano. In particolare la Camera di Commercio di Varese, da sempre sensibile al tema della valorizzazione commerciale, in un ottica di rete comune tra tutti i Distretti della provincia, contribuirà ai progetti presentati dai capofila nell’ambito delle seguenti aree tematiche: • sviluppo di azioni di supporto alla progettazione e presentazione del progetto (es. analisi del posizionamento del Distretto e monitoraggio della concorrenza); • sviluppo di azioni di marketing funzionali alla valorizzazione del Distretto (profilazione di consumatori, commercianti e residenti e analisi delle loro aspettative); • sviluppo di azioni di comunicazione istituzionale a supporto delle attività di promozione e animazione volte a sostenere l’attrattività commerciale dell’area; • attività di monitoraggio delle performance di Distretto per individuare le variabili controllabili (leve decisionali) di marketing sulle quali è possibile intervenire per ottimizzare il raggiungimento degli obiettivi (attività assenti/carenti). Federalberghi contribuirà allo sviluppo del Distretto dei Castelli Viscontei fornendo dati relativi alle attività alberghiere per quanto riguarda l’analisi dello sviluppo e della consistenza delle strutture e delle presenze, e supportando l’analisi di Customer Satisfaction sui turisti. 47 Dal canto loro, Confartigianato, CNA e Coldiretti parteciperanno alle attività di promozione e di comunicazione del Distretto, sensibilizzando e coinvolgendo le imprese di cui sono rappresentanti. La Provincia, invece, supporterà le azioni di coordinamento e gli indirizzi del Distretto con la partecipazione al Comitato di Indirizzo, avendo, tra gli altri, anche il ruolo di comunicare le opportunità di sviluppo che sono parte delle attribuzioni specifiche della Amministrazione provinciale sul tema del marketing territoriale. I partecipanti al Tavolo di lavoro hanno svolto anche un’intensa attività di sensibilizzazione degli operatori e della comunità locale sull’importanza di creare un Distretto del Commercio e di realizzare un’azione comune finalizzata ad accrescere la capacità di attrazione e la vivibilità dell’area oggetto del progetto. Tale azione è stata realizzata tra l’altro attraverso: • riunioni pubbliche alle quali sono stati invitati tutti i potenziali interessati (commercianti al dettaglio e pubblici esercenti, ma anche altri stake holders come le principali imprese operanti sul territorio e gli istituti di credito con sportelli nei comuni del Distretto) finalizzate non solo a dare comunicazione delle opportunità del Bando di Regione Lombardia, ma anche a sensibilizzare sul tema dei Distretti del Commercio al fine di iniziare a creare su tale strumento un cultura comune e condivisa; • riunioni ristrette con una selezione di operatori commerciali (fiduciari Ascom) con il duplice scopo, da un lato, di favorire il processo di diffusione delle informazioni e la raccolta di interessi sul territorio, dall’altro, di gestire dei focus group aventi per oggetto l’analisi della situazione competitiva sul territorio e delle problematiche degli operatori; • Contatti individuali attraverso la disponibilità del personale e dei dirigenti di Ascom oltre che dei rappresentanti della pubblica amministrazione e degli stessi consulenti di TradeLab a fornire informazioni in merito all’iniziativa. Grazie a tale attività, gli operatori commerciali hanno partecipato in modo consistente, apportando interventi, in modo coerente con l’obiettivo del progetto, per un valore complessivo di oltre 575.000,00 euro. Anche in virtù di tale consistente partecipazione, l’Amministrazioni comunale di Cassano Magnago ha convenuto di ridurre la propria quota di co‐finanziamento regionale dal 50% al 45%, lasciando quindi una quota superiore (pari al 55%) agli operatori privati. Si consideri, inoltre, che IVNG (Istituto Vigilanza Notturna di Gallarate) ha compreso il valore della costituzione del Distretto del Commercio di Cassano Magnago, sottolineandone il forte significato economico e sociale per lo sviluppo locale e la valorizzazione del commercio e già stanziando risorse finanziarie definite (ciascuna per 600,00 euro l’anno per tre anni) da investire in questa iniziativa (totale triennio: 1.800) (Allegato2). Per ciascun obiettivo sono stati individuati specifici interventi ed azioni che contribuiscono in modo fattivo al raggiungimento degli obiettivi definiti. Si tratta di azioni che vanno a completamento dei programmi già oggi esistenti e che risultano coerenti con i più generali piani di sviluppo delle città, attuali e previsti. L’insieme degli interventi elencati rappresenta il Piano delle Attività che il Distretto intende realizzare per perseguire gli obiettivi indicati. 48 Al fine di consentire una lettura coerente con le logiche adottate nel Bando dalla Regione Lombardia, basate sull’individuazione di sette macro‐aree di intervento ammesse a finanziamento (Comunicazione e marketing di Distretto, Promozione e animazione, Interventi strutturali di qualificazione urbana, Accessibilità e mobilità, Sicurezza e Gestione di servizi in comune, Sostenibilità energetica e ambientale), il Piano delle Attività sarà articolato sulla base di tali macro‐aree. Di seguito, viene riportata una tavola di raccordo tra le macro‐aree di intervento previste dal Bando della Regione Lombardia, gli obiettivi strategici perseguiti dal Distretto del Commercio e i singoli interventi previsti. 49 TAVOLA DI RACCORDO MACRO‐AREE DI INTERVENTO (TITOLO) OBIETTIVO STRATEGICO Obiettivo 1 ‐ Sviluppare una politica di comunicazione integrata del Distretto 1. COMUNICAZIONE E MARKETING DI DISTRETTO 2. PROMOZIONE E ANIMAZIONE 3. INTERVENTI STRUTTURALI DI QUALIFICAZIONE URBANA 4. ACCESSIBILITÀ E MOBILITÀ 5. SICUREZZA Obiettivo 6 – Costruire un sistema di governance, di competenze e di conoscenze per lo sviluppo del Distretto Obiettivo 2 ‐ Sviluppare attività promozionali ed eventi INTERVENTO Sviluppo di un Logo di Distretto Realizzazione e gestione di un Portale del Distretto Campagna di comunicazione Realizzazione di una rete wireless Supportare la creazione e la gestione di un sistema informativo di marketing Potenziamento del calendario eventi Riqualificazione delle vie e delle piazze del Distretto Obiettivo 3 ‐ Migliorare la qualità degli Riqualificazione estetica degli immobili a spazi pubblici e la loro fruibilità uso commerciale Realizzazione di Dehors e arredamento esterno Governo dei flussi di collegamento e di accesso al Distretto del Commercio Obiettivo 4 ‐ Migliorare l’accessibilità e Realizzazione di nuovi parcheggi la mobilità delle persone e delle merci Abbattimento delle barriere nel Distretto architettoniche per persone diversamente abili (operatori privati) Installazione di un sistema di sorveglianza e videosorveglianza privata Obiettivo 5 ‐ Aumentare il livello di Realizzazione di un sistema di sicurezza sorveglianza e videosorveglianza pubblica 6. GESTIONE DI SERVIZI IN COMUNE Obiettivo 6 – Costruire un sistema di governance, di competenze e di conoscenze per lo sviluppo del Distretto Creazione di una Cabina di regia per la gestione e il coordinamento dell’iniziativa Realizzazione di interventi di formazione e di sensibilizzazione degli operatori del Distretto 7. SOSTENIBILITÀ ENERGETICA E AMBIENTALE Obiettivo 7 – Sviluppare un orientamento ecosostenibile del Distretto Acquisto di mezzi per la mobilità dolce 50 4 – PIANO DELLE ATTIVITÀ 1. COMUNICAZIONE E MARKETING DI DISTRETTO Nell’ambito della macro‐area di intervento “Comunicazione e marketing” rientrano una serie di interventi volti a conseguire due differenti obiettivi: a. sviluppare una politica di comunicazione integrata del Distretto (Obiettivo 1), che permetta di far conoscere, valorizzare e sostenere il Distretto e la sua strategia di sviluppo. Si tratta quindi di realizzare un insieme di iniziative di comunicazione continuative, progettate in modo integrato e realizzate anche sulla base delle nuove tecnologie multimediali. In particolare, si prevedono le seguenti azioni: Intervento 1.1 ‐ Sviluppo di un Logo di Distretto Intervento 1.2 ‐ Realizzazione e gestione di un Portale del Distretto Intervento 1.3 ‐ Campagna di comunicazione Intervento 1.4 ‐ Realizzazione di una rete wireless b. costruire un sistema di conoscenze per lo sviluppo del Distretto (Obiettivo 6), ovvero progettare e realizzare un sistema informativo di marketing, al fine di disporre di una serie di informazioni utili a meglio indirizzare le politiche di offerta del Distretto e dei singoli operatori in esso presenti. Tale obiettivo si articola nel seguente intervento: Intervento 1.5 – Supportare la costruzione e la gestione di un sistema informativo di marketing Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in attività di comunicazione e marketing di 157.000,00 euro. BUDGET PER TIPOLOGIA DI INVESTITORE E NATURA DELLA SPESA Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale INVESTIMENTI PRIVATI ‐ 29.000,00 24.000,00 24.000,00 77.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ 23.000,00 24.000,00 24.000,00 71.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ 6.000,00 ‐ ‐ 6.000,00 INVESTIMENTI PUBBLICI ‐ 80.000,00 ‐ ‐ 80.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ 30.000,00 ‐ ‐ 30.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ 50.000,00 ‐ ‐ 50.000,00 COSTO TOTALE ‐ 109.000,00 24.000,00 24.000,00 157.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ 53.000,00 24.000,00 24.000,00 101.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ 56.000,00 ‐ ‐ 56.000,00 Nelle pagine seguenti sono riportate le schede descrittive di ciascun intervento. 51 Intervento o 1.1 – Svilu uppo di un LLogo di Disttretto ntervento è q quello di creaare un eleme ento grafico comune chee identifichi iil Distretto ee Obiettivo: SScopo dell’in che consenta di declinaare, sia in geenerale che ssu tutti gli sttrumenti di ccomunicazio one utilizzati,, l’immaginee unitaria e co oordinata deel Distretto. Rientra nell’obiettivo strategico: Sviiluppare una a politica di comunicazion ne integrata del Distretto o. e: Il logo saràà realizzato iin diversi forrmati coeren nti (per form me, dimensioni e colori) ttra loro, cosìì Descrizione da poter esssere utilizzaato in modo o coordinato o in tutte le e iniziative di d comunicazzione e prom mozione dell Distretto (aad esempio Portale, eveenti e manifeestazioni, locandine e manifesti, m eccc.). Il logo del d Distretto o dovrà esserre al contem mpo gradevole dal punto di vista graffico e in grad do di rappressentare il Distretto nellee sue specificcità e tipicitàà (caratteristtiche storichee, artistiche e culturali). Si tratta di un fondame entale “assett intangibile”” del Distrettto al quale sii intende farre assumere valore cresccente nel tem mpo, non solo dal punto o di vista dell’’immagine, m ma anche in termini econ nomici. Beneficiario o del co‐finaanziamento:: Non sono richiesti con ntributi a Reegione Lomb bardia. L’inte ervento saràà finanziato d dal Comitato di Indirizzo. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comiitato di Indirizzo (Cfr. Parr.9). Cronoprogrramma (Tem mpistica di attuazione):: Si tratta di d uno dei primi p interveenti che il Distretto D haa intenzione di attuare, aanche perchéé propedeuttico a tutta u una serie di iniziative di azioni di com municazionee previste. Peertanto, l’inttervento saràà realizzato nel secondo o quadrimesttre del 2010 0, una volta approvato ill programmaa da parte di Regione Lom mbardia. BUDGET DEELL’INTERVENTO 1.1 – Svviluppo di un n Logo di Disstretto An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 2.000,00 ‐ ‐ 2.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ 2.000,00 ‐ ‐ 2.000,00 Importi IVA eesclusa 52 2 Intervento o 1.2 – Realizzazione e gestione di un Portale e del Distre etto Obiettivo: Scopo dell’in ntervento è di realizzare uno strum mento di com municazionee e di promo ozione dellaa varietà dei servizi offertti (commercciali e non) a tutti i Distriict Users (residenti, freq quentatori no on residenti,, turisti) e agli a stessi operatori o (atttuali e pottenziali). Ciò ò significa aumentare a ll’attrattività dell’offertaa complessivaa e, al contempo, aumen ntare la noto orietà e prom muovere i sin ngoli esercizi operanti all’interno dell Distretto. Allo A stesso tempo t il Po ortale sarà uno u strumen nto per sviluppare la ccultura sistemica tra glii operatori e gestire in modo efficientte e rapido lee comunicazzioni operativve. a politica di comunicazion ne integrata del Distretto o. Rientra nell’obiettivo strategico: Sviiluppare una Descrizione e: Il Portale del Distretto si comporrrà di due sezioni: una sezione istittuzionale e una sezionee dinamica. La L sezione istituzionale conterrà c le informazioni basilari chee riguardano il Distretto: descrizionee del Distretto, delle sue finalità e dei suoi elementi costitutivvi, contatti isstituzionali, eecc. La sezione dinamicaa utte le iniziattive e i servizi rivolti ai District Userrs. Sarà com municata la rricchezza delll’offerta dell illustrerà tu Distretto no on solo sul p piano strettamente comm merciale, maa anche su q quello delle aaltre funzion ni integrabili,, come per esempio quelle relative aalle attività d di servizi pub bblici e privatti (parcheggii, servizi finaanziari e cosìì via), alle atttività di intrrattenimento o, alle attivittà turistiche e culturali (musei, espo osizioni e co osì via). Saràà inoltre pressente un mo odulo per la raccolta dei dati degli utenti che vo olessero registrarsi, in prrima battutaa per ricevere la newsleetter periodica online del Distretto.. Tutte le seezioni del P Portale saran nno gestibilii direttamentte dal Distretto in tempo o reale in mo odo semplice e e intuitivo. Beneficiario o del co‐finaanziamento:: Non sono richiesti con ntributi a Reegione Lomb bardia. L’inte ervento saràà finanziato d dal Comitato di Indirizzo. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comiitato di Indirizzo. Cronoprogrramma (Tem mpistica di attuazione): Il Portale sarà realizzato o nel secondo semestre del 2010, in n modo da po oter essere aattivo già a partire dal 2011. Realizzazione Gestione BUDGET DEELL’INTERVENTO 1.2 – Re ealizzazione e gestione d di un Portale e del Distrettto PORTALE D DEL DISTRETTO O An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 4.000,00 2,000,00 2,000,00 8.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ 2.000,00 2.000,00 4.000,00 ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ 4.000,00 ‐ ‐ 4.000,00 Importi IVA eesclusa 53 3 Intervento 1.3 – Campagna di comunicazione Obiettivo: Il piano di comunicazione del Distretto di pone diversi obiettivi, in relazione ai diversi target destinatari della comunicazione (District Users, operatori economici, ecc.). In particolare, l’attività di comunicazione è finalizzata a: ‐ ‐ ‐ ‐ far conoscere il Distretto e promuovere la varietà dei servizi offerti (commerciali e non) a tutti i District Users (residenti, frequentatori non residenti, turisti); costruire e sviluppare la notorietà del progetto di gestione coordinata del Distretto agli operatori attuali e ai potenziali investitori; comunicare e promuovere le singole iniziative ai District Users (e anche agli stessi operatori); comunicare i risultati del Distretto (principalmente agli operatori). Rientra nell’obiettivo strategico: Sviluppare una politica di comunicazione integrata del Distretto. Descrizione: Il piano di comunicazione del progetto si sviluppa attraverso l’adozione di una serie composita di strumenti. Di seguito sono riportare alcune azioni di comunicazione programmate, declinate in funzione del target destinatario della comunicazione, degli obiettivi che si intendono perseguire e della periodicità. AZIONE DESTINATARIO DELLA COMUNICAZIONE OBIETTIVO PERIODICITÀ Brochure/Volantini District Users • Far conoscere il Distretto e promuovere la varietà dei servizi offerti Vetrofanie/Targa del Distretto Operatori economici Comunità locale • Far conoscere il Distretto Infra‐annuale Operatori economici Comunità locale • • • • Sensibilizzazione sugli obiettivi Fund raising Attrarre nuovi operatori Comunicare i risultati Annuale Operatori economici Comunità locale • Comunicare i risultati del Distretto e delle singole iniziative • Sensibilizzazione sugli obiettivi • Fund Raising Annuale District Users Operatori economici • Comunicare i calendari degli eventi e delle iniziative • Comunicare lo stato di avanzamento delle iniziative in corso • Comunicare i risultati del Distretto e delle iniziative concluse Infra‐annuale Report sull’attività svolta Evento Newsletter periodica online Infra‐annuale Le azioni di comunicazione saranno realizzate nell’arco del triennio, con particolare attenzione alla fase di lancio dell’iniziativa e a quella di rendicontazione dell’attività svolta e dei risultati conseguiti. Beneficiario del co‐finanziamento: Non sono richiesti contributi a Regione Lombardia. Le iniziative saranno finanziate dal Comitato di Indirizzo e da IVNG. 54 Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comiitato di Indirizzo. mpistica di attuazione): a d comunicazzione sarann no attuate a a partire dall Cronoprogrramma (Tem Le azioni di secondo trimestre 2010 0. BUDGET DEELL’INTERVENTO 1.3 – Caampagna di comunicazio one Gli interventi di comu unicazione saranno s in parte realizzati in eco onomia dal Comitato di d Indirizzo.. L’investimento della neewsletter rieentra nell’intervento 1.2 2 – Gestione e realizzazione di un portale dell Distretto. BROCHUREE/VOLANTINI An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 2.000,00 2.000,00 2.000,00 6.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ 2.000,00 2.000,00 2.000,00 6.000,00 ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Importi IVA eesclusa VETROFANIE An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 1.000,00 ‐ ‐ 1.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ 1.000,00 ‐ ‐ 1.000,00 ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Importi IVA eesclusa 55 5 Intervento o 1.4 – Realizzazione di una rete w wireless mpliare l’offferta informativa e gli strumenti s dii Obiettivo: Scopo princcipale dell’intervento è quello di am comunicazio one pubblicaa verso i diveersi District U Users (cittadinanza, turissti, ecc.), ancche mediante e l’utilizzo dii tecnologie multimediali e innovative, in modo o da raggiun ngere il più alto numero o possibile di d potenzialii utilizzo di qu uesto strumeento consenttirà di forniree informazio oni di caratte ere turistico‐‐ utenti. In paarticolare, l’u commercialle e di acco oglienza ai District Users, di prom muovere le attività a (com mmerciali, cu ulturali e dii intrattenimento) presen nti, di vivacizzzare l’offertta del Distrettto e renderla moderna e divertente e anche per ii residenti. Rientra nell’obiettivo strategico: Sviiluppare una a politica di comunicazion ne integrata del Distretto o. Descrizione e: Il progetto o concerne laa realizzazione di una re ete wireless eestesa (WLA AN) in Via San Giulio chee permetterà sia la trasmissione video o in streamin ng, sia l’accesso alla rete da parte dei commerciaanti nell’areaa del centro sstorico del paese. In partticolare, la trasmissione video sarà rrealizzata meediante una cabina regiaa sulla quale verranno co onvogliate le riprese videeo degli even nti. Il server memorizzerrà, comprime erà e invieràà o i commerccianti ove saaranno posizzionati riproduttori colleegati tramite e wireless. Ill questi conttenuti presso protocollo u utilizzato sarrà il nuovo 80 02.11g che p permette velo ocità fino a 4 433 Mbps. Il progetto ssarà realizzatto entro il 20 010. o del co‐finanziamento: Non sono ricchiesti contributi alla reggione Lombardia. Beneficiario une di Cassano Magnago o. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comu mpistica di atttuazione): LL’intervento ssarà realizzatto nel corso del 2010. Cronoprogrramma (Tem BUDGET DEELL’INTERVENTO 1.4 – Re ealizzazione di una rete wireless An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 50.000,00 5 ‐ ‐ 50.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ 50.000,00 5 ‐ ‐ 50.000,00 Importi IVA iinclusa 56 6 Intervento o 1.5 – Supp portare la co ostruzione e la gestion ne di un sisttema inform mativo di m marketing ntervento è q quello di reaalizzare un sistema inform mativo di maarketing che consenta all Obiettivo: SScopo dell’in Distretto neel suo complesso e ai singoli operattori di ottene ere una serie di informaazioni di caraattere quali‐‐ quantitativo o utili ad ind dirizzare e a ssupportare, sulla base dii riscontri ogggettivi, non solo decisioni di politicaa commercialle, ma anch he la definizzione delle iniziative di promozione e di valo orizzazione commerciale c e dell’area. ostruire un siistema di go overnance, dii competenzze e di conosscenze per lo o Rientra nelll’obiettivo sttrategico: Co sviluppo dell Distretto. Descrizione e: Si prevedee di realizzarre due analissi finalizzate a conosceree le caratteriistiche dei D District Userss del Distretto o e a valutarre l’efficacia delle iniziativve attuate: ‐ ‐ Analisi di Customeer Satisfactio on: l’analisi consente di valutare il livello di so oddisfazione dei Districtt Users e ità e della vivibilità e degli operatori comm merciali su aspetti a rapprresentativi dell’attrattiv d v dell Distretto. d attrattività: l’analisi permette p di avere una serie s di indicazioni (sicu urezza reale,, Analisi del livello di andamento delle veendite, ecc.) sul livello dii attrattività del Distretto o. Non esiston no attualmente indaginii di tale natu ura sul Distrretto. La loro realizzazio one consentiirà quindi dii costruire e alimentare un sistemaa informativvo di marketing attraveerso la costrruzione di una u serie dii indicatori di d performan nce (KPI – Key K Performance Indicator. Cfr. Parr.7) di particcolare rilevaanza, utile a a indirizzare le scelte di politica comm merciale del D Distretto. e sulle caraatteristiche d del Distretto o e sul suo o Nel corso del 2009 è inoltre statta condotta un’indagine posizionamento compeetitivo, prelim minare alla realizzazione r e del Distretto stesso. Taale analisi, realizzata r daa TradeLab, èè stata finanzziata dal Com mune di Cassano Magnaggo e dalla Cam mera di Com mmercio di Vaarese. Beneficiario o del co‐finaanziamento:: Non sono richiesti con ntributi a Reegione Lomb bardia. L’inte ervento saràà finanziato d dal Comitato di Indirizzo. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comiitato di Indirizzo. Cronoprogrramma (Tem mpistica di attuazione)): Le analissi di Custom mer satisfacction sarann no condottee annualmentte; l’analisi d del livello di attrattività rrichiede inve ece una raccolta continuativa delle in nformazioni,, e sarà iniziaata nel secon ndo semestree 2010. Customer satissfaction Attrattivitàà Possizionamento 57 7 BUDGET DELL’INTERVENTO 1.5 – Progettazione e realizzazione di un sistema informativo di marketing ANALISI DI CUSTOMER SATISFACTION Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ ‐ 15.000,00 15.000,00 30.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ 15.000,00 15.000,00 30.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Importi IVA esclusa ANALISI DI ATTRATTIVITÀ Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 10.000,00 5.000,00 5.000,00 20.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ 10.000,00 5.000,00 5.000,00 20.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Importi IVA esclusa ANALISI DI POSIZIONAMENTO DEL DISTRETTO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 40.000,00 ‐ ‐ 40.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ 40.000,00 ‐ ‐ 40.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Importi IVA esclusa 58 2. PROMOZIONE E ANIMAZIONE Nell’ambito della macro‐area di intervento “Promozione e animazione” rientrano una serie di interventi volti a sviluppare attività promozionali ed eventi (Obiettivo 2), al fine di vivacizzare l’area del Distretto e aumentare la sua capacità attrattiva nei confronti di diversi District Users. Gli eventi costituiscono infatti uno dei principali elementi che favoriscono l’attrattività del Distretto verso visitatori aggiuntivi rispetto a quelli abituali (nuovi clienti o maggiore frequenza e intensità di utilizzo dei clienti che già hanno sperimentato l’offerta del Distretto), a beneficio degli operatori che operano nell’area. L’obiettivo è pertanto quello di sviluppare attività di animazione e di promozione del Distretto, da un lato, attraverso il potenziamento delle manifestazioni “storiche” attuate e, dall’altro, attraverso la creazione di nuovi eventi. Tale obiettivo si articola nel seguente intervento: Intervento 2.1 – Potenziamento del calendario eventi Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in attività di promozione e animazione di 289.862,80 euro. BUDGET PER TIPOLOGIA DI INVESTITORE E NATURA DELLA SPESA Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale INVESTIMENTI PRIVATI ‐ ‐ 5.000,00 5.000,00 10.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ 5.000,00 5.000,00 10.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ INVESTIMENTI PUBBLICI 69.965,70 69.965,70 69.965,70 69.965,70 279.862,80 ‐ Spesa corrente 69.965,70 69.965,70 69.965,70 69.965,70 279.862,80 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ COSTO TOTALE 69.965,70 69.965,70 74.965,70 74.965,70 289.862,80 ‐ Spesa corrente 69.965,70 69.965,70 74.965,70 74.965,70 289.862,80 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ Spesa in conto capitale Nelle pagine seguenti sono riportate le schede descrittive di ciascun intervento. 59 Intervento o 2.1 – Pote enziamento del calendario eventi ntervento è q quello di migliorare e ampliare il calendario di eveenti già prevvisti nell’arco o Obiettivo: SScopo dell’in dell’anno alll’interno del Distretto. In n tal modo ssarà possibile e creare nuove occasionii di incontro con i diversii District Users, aumentando la vivaciità e l’attratttività del Disttretto. Rientra nell’obiettivo strategico: Sviiluppare attivvità promoziionali ed eveenti. Descrizione e: L’interventto consiste, da un lato, nel potenziaamento di m manifestazion ni “storiche” già previstee nella progrrammazione dell’Ammin nistrazione comunale c e delle Associazioni dei ccommercianti, dall’altro o nell’introdu uzione di nuo ove manifesttazioni (nuove in termin ni di tipologia di eventi ee/o in termini temporalii e/o in term mini localizzaativi). In tal modo sarà possibile crreare nuove occasioni d di incontro con c i diversii District Useers, aumentaando la vivaccità e l’attratttività del Distretto. Si trratta di progetti che saraanno definitii di concerto dai membri del Comitato di Indirizzo o, sentito il aanche il parere degli stesssi commerciaanti. o del co‐finaanziamento:: Non sono richiesti con ntributi a Reegione Lomb bardia. L’inte ervento saràà Beneficiario finanziato d dal Comitato di Indirizzo. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comiitato di Indirizzo. mpistica di atttuazione): I nuovi eventi saranno reaalizzati a parrtire dal 2010 0. Cronoprogrramma (Tem BUDGET DEELL’INTERVENTO 2.1 – Po otenziamentto calendario o eventi NUOVI EVEENTI An nno 2009 COSTO TOTTALE ‐ ‐ 5.000,00 5.000,00 10.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ 5.000,00 5.000,00 10.000,00 ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale Importi IVA eesclusa 60 0 EVENTI STORICI Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 COSTO TOTALE 69.965,70 69.965,70 69.965,70 69.965,70 279.862,80 ‐ Spesa corrente 69.965,70 69.965,70 69.965,70 69.965,70 279.862,80 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale Totale Importi IVA inclusa 61 3. INTERVENTI STRUTTURALI DI QUALIFICAZIONE URBANA Nell’ambito della macro‐area di intervento “Interventi strutturali di qualificazione urbana” rientrano una serie di interventi volti a migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità (Obiettivo 3). Obiettivo è quello di riqualificare, dal punto di vista strutturale, l’area del Distretto, al fine di renderla un luogo piacevole da visitare e da frequentare. Gli interventi previsti consentono infatti di migliorare, da un lato, il contesto urbanistico e architettonico del Distretto, anche attraverso un miglioramento dell’estetica degli immobili e degli spazi destinati al commercio in sede fissa (facciate degli edifici, vetrine dei negozi, insegne, ecc.), dall’altro, la fruibilità degli spazi stessi. Tale obiettivo si articola nei seguenti tre interventi: Intervento 3.1 – Riqualificazione delle vie e delle piazze del Distretto Intervento 3.2 – Riqualificazione estetica degli immobili a uso commerciale Intervento 3.3 – Realizzazione di Dehors e arredamento esterno Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in interventi di qualificazione urbana di 1.101.884,00 euro. BUDGET PER TIPOLOGIA DI INVESTITORE E NATURA DELLA SPESA Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale 8.908,00 256.776,00 176.200,00 441.884,00 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 8.908,00 256.776,00 176.200,00 ‐ 441.884,00 INVESTIMENTI PUBBLICI ‐ 660.000,00 ‐ 660.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 660.000,00 ‐ ‐ 660.000,00 8.908,00 916.776,00 176.200,00 ‐ 1.101.884,00 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 8.908,00 916.776,00 176.200,00 ‐ 1.101.884,00 INVESTIMENTI PRIVATI ‐ Spesa corrente ‐ Spesa in conto capitale COSTO TOTALE ‐ Spesa corrente ‐ Spesa in conto capitale Nelle pagine seguenti sono riportate le schede descrittive di ciascun intervento. 62 Intervento o 3.1 – Riqualificazione e delle vie e e delle piazzze del Distretto m laa qualità e l’attrattività degli spazi pubblici dell Obiettivo: Scopo dell’intervento è quello di migliorare Distretto, anche a attravverso la riqu ualificazione delle piazze e, delle strad de, dell’arreedo urbano e del verdee pubblico, vaalorizzando in tal modo il contesto urbanistico e architettonico del Disttretto. Ciò cconsentirà dii promuoverne l’utilizzo d da parte dei frequentato ori dell’area. uibilità. Rientra nell’obiettivo strategico: Miigliorare la qualità degli sspazi pubblicci e la loro fru e: Il progetto prevede un piano di inteervento così strutturato:: Descrizione 1. Riqualificazione di Piazza P e Via San Giulio:: il progetto o è finalizzatto a riqualifficare la Piaazza e l’assee commerrciale Via San n Giulio, in m modo tale da creare uno o spazio pro otetto per il passaggio pe edonale chee agevoli nel n contemp po l’accessib bilità agli eseercizi comme erciali. In particolare, si prevede la creazione dii due fascce protette da d dissuasorri per il passaggio dei pe edoni su ambi i lati dellaa strada e laa fornitura e e posa di arredo urbaano compostta da panch hine e fiorierre (da posizionare nella Piazza San Giulio) e dii cestini, da disporre lungo l’assee stradale, in i particolarre nelle vicin nanze dei p pubblici eserrcizi. I lavorii saranno realizzati neel corso del 2 2010. 2. Sistemazzione dell’area esterna d di Villa Oliva ‐ Parco dellaa Magana: l’Amministrazzione comun nale prevedee di completare le opeere di restaurro di Villa Oliva. In particcolare, l’interrvento consisste nella sisttemazione dii una porrzione del Paarco della Magana, M a sud della Villa, strettamente pertineenziale alla Villa stessa,, attraversso la creazio one di una zo ona esterna adatta ad accogliere e aad ospitare eeventi legatii alle attivitàà della Villa. Ciò conseentirà di miggliorare l’attrattività com mmerciale deella zona no ord del centrro storico. Sii tratta di un progetto o allo stadio eesecutivo che sarà realizzato tra marrzo e giugno 2010. 3. Riqualificazione di Via A. Colomb bo: l’interven nto prevede la realizzazio one della rette di raccoltaa acque neree e bianch he in Via A. C Colombo, al m mine di migliiorare i problemi di regim mazione idraulica ed igienico‐sanitarii nel cuorre del centro o storico. Il p progetto è a uno stadio e esecutivo e ssarà realizzato tra febbraaio e giugno o 2010. une di Cassano Magnago o. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comu o del co‐finanziamento: Comune di C Cassano Maggnago, con riiferimento all’intervento o di cui al Beneficiario punto 1. e): I proge etti saranno o realizzati secondo il seguentee Cronoprogrramma (Tempistica dii attuazione cronoprogramma. Arredo urbano Villa Oliiva Viaa Colombo 63 3 BUDGET DELL’INTERVENTO 3.1 – Riqualificazione delle vie e delle piazze del Distretto Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 60.000,00 ‐ ‐ 60.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 60.000,00 ‐ ‐ 60.000,00 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 190.000,00 ‐ ‐ 190.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 190.000,00 ‐ ‐ 190.000,00 ARREDO URBANO Importi IVA inclusa VILLA OLIVA – PARCO DELLA MAGANA Importi IVA inclusa VIA COLOMBO Anno 2009 COSTO TOTALE ‐ 410.000,00 ‐ ‐ 410.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 410.000,00 ‐ ‐ 410.000,00 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale Importi IVA inclusa 64 Intervento 3.2 – Riqualificazione estetica degli immobili a uso commerciale Obiettivo: Scopo dell’intervento è migliorare l’estetica degli immobili ad uso commerciale e, quindi, l’impatto visivo al fine di creare una ambiente maggiormente curato e piacevole da frequentare. Rientra nell’obiettivo strategico: Migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità. Descrizione: L’intervento prevede lavori e opere edili per la sistemazione di facciate e fronti strada pertinenti ad attività commerciali. In particolare, gli investimenti riguardano: ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Sistemazione delle facciate Rifacimento di vetrine ed infissi Rifacimento delle aree esterne fronte‐vetrina Rifacimento di insegne Illuminazione esterna Gli interventi saranno realizzati nel rispetto delle indirizzi progettuali prescritti dagli uffici comunali competenti. Tali linee guida consentono di rendere omogenei dal punto di vista estetico gli interventi tra di loro e tra gli stessi e le opere di riqualificazione urbana promosse dall’Amministrazione Comunale. Beneficiario del co‐finanziamento: Imprese operanti nel Distretto. Gli operatori commerciali che aderiscono al progetto sono elencati nella tavola seguente. Ragione Sociale Codice Ateco "Il girasole" di play now cafè Bar Paolo di Mazzucchelli 563000 563000 Cassano Magnago Servizi S.p.a. 477310 Circolo Coop Cassanese Crosta Fratelli & C. 563000 471140 F.lli Mottura di Cosimo e Rosario Mottura S.n.c. 472500 Ferramenta Saporiti S.r.l. Fiaschetteria Non solo vino Galli Macchine per cucire di Galli Geromina Il petalo di Chiodin Cinzia La Cantina del Borgo S.n.c. di Sartori Luciano & C. Ladrini Anna edicola 475210 472500 52451 477610 472500 476210 L'indice verde S.r.l. di Quadrelli Francesco S.r.l. 475240 Locatelli Luigia di Giani Maurizio & Michela s.n.c. Martinelli Caffè di Martinelli Stefano 477610 563000 Mazzucchelli Silvana 475110 Monsurrò Carla Nowir Gallery Olivieri Giuseppe 477110 475312 472101 Peach Pit di Picerno Anna 563000 Pisan s.a.s di Pisan Carlo, Dario & C. Sa.Gi. S.n.c. 475210 563000 Tabaccheria Luoni di Di Girolamo Sergio 47260 Vasconi Elena 477510 65 Zeus S.a.s. dii Mattara Faussto & C. 5630 0 erciali. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Operratori comme mpistica di atttuazione): G Gli interventti in parte so ono stati realizzati nel 20 009, in partee Cronoprogrramma (Tem troveranno attuazione d del corso dell 2010 e del 2 2011. degli immob bili ad uso co ommerciale BUDGET DEELL’INTERVENTO 3.2 – Riiqualificazione estetica d COSTO TOTTALE ‐ Spesa co orrente ‐ Spesa in n conto capitaale Anno o 2009 Ann no 2010 A Anno 2011 Anno 2012 Totale 7.54 42,00 198 8.476,00 9 98.700,00 ‐ 304.718,00 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 7.54 42,00 198 8.476,00 9 98.700,00 ‐ 304.718,00 Importi IVA eesclusa 66 6 Intervento 3.3 – Realizzazione di Dehors e arredamento esterno Obiettivo: Scopo dell’intervento è migliorare, da un lato, la fruibilità degli spazi pubblici, aumentando così la vivibilità e la vivacità dell’area, dall’altro, di incrementare il servizio offerto in particolare dai pubblici esercizi. Rientra nell’obiettivo strategico: Migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità. Descrizione: L’intervento prevede l’acquisto e la posa in area esterna all’esercizio commerciale di attrezzature (Dehors, pedane, ecc.) ed elementi di arredo (tavoli e sedie, vasi e fioriere, ecc.). Gli interventi saranno realizzati nel rispetto delle indirizzi progettuali prescritti dagli uffici comunali competenti. Tali linee guida consentono di rendere omogenei dal punto di vista estetico gli interventi tra di loro e tra gli stessi e le opere di riqualificazione urbana promosse dall’Amministrazione Comunale. Beneficiario del co‐finanziamento: Imprese operanti nel Distretto. Gli operatori commerciali che aderiscono al progetto sono elencati nella tavola seguente. Ragione Sociale "Il girasole" di play now cafè Arcobaleno Abbigliamento S.r.l. Art Cafè di Profico Vincenzo Bar Franco di Luoni Carmelina Carpin Maria Angela Cassano Magnago Servizi S.p.a. Il parco s.a.s. Il petalo di Chiodin Cinzia La Cantina del Borgo S.n.c. di Sartori Luciano & C. Nowir Gallery Peach Pit di Picerno Anna Pisan s.a.s di Pisan Carlo, Dario & C. Sa.Gi. S.n.c. Zeus S.a.s. di Mattara Fausto & C. Codice Ateco 563000 477110 563000 554001 563000 477310 563000 477610 472500 475312 563000 475210 563000 5630 Attuatore (Responsabile dell’intervento): Operatori commerciali. 67 Cronoprogrramma (Tem mpistica di atttuazione): G Gli interventti in parte so ono stati realizzati nel 20 009, in partee troveranno attuazione d del corso dell 2010 e del 2 2011. BUDGET DEELL’INTERVENTO 3.3 – Re ealizzazione di Dehors e e arredamento esterno COSTO TOTTALE ‐ Spesa co orrente ‐ Spesa in n conto capitaale Ann no 2009 An nno 2010 A Anno 2011 Anno 2012 Totale 1.3 366,00 58 8.300,00 7 77.500,00 ‐ 137.166,00 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 1.3 366,00 58 8.300,00 7 77.500,00 ‐ 137.166,00 Importi IVA eesclusa 68 8 4. ACCESSIBILITÀ E MOBILITÀ Nell’ambito della macro‐area di intervento “Accessibilità e mobilità” rientrano una serie di interventi volti migliorare l’accessibilità e la mobilità delle persone e delle merci nel Distretto (Obiettivo 4). Obiettivo è quello di consentire ai frequentatori del Distretto una migliore facilità di accesso all’area e una migliore fruizione dei servizi da essa offerti. Tale obiettivo si articola nei seguenti tre interventi: Intervento 4.1 – Governo dei flussi di collegamento e di accesso al Distretto del Commercio Intervento 4.2 – Realizzazione di nuovi parcheggi Intervento 4.3 – Abbattimento delle barriere architettoniche per persone diversamente abili (operatori privati) Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in interventi legati all’accessibilità e alla mobilità di 5.184.900,00 euro. BUDGET PER TIPOLOGIA DI INVESTITORE E NATURA DELLA SPESA Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale INVESTIMENTI PRIVATI ‐ 13.300,00 ‐ ‐ 13.300,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 13.300,00 ‐ ‐ 13.300,00 INVESTIMENTI PUBBLICI ‐ ‐ 5.171.600,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 2.927.600,00 2.244.000,00 ‐ 5.171.600,00 COSTO TOTALE ‐ 2.940.900,00 2.244.000,00 ‐ 5.184.900,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ 5.184.900,00 2.927.600,00 2.244.000,00 ‐ ‐ ‐ ‐ 2.940.900,00 2.244.000,00 Nelle pagine seguenti sono riportate le schede descrittive di ciascun intervento. 69 Intervento o 4.1 – Gove erno dei flu ussi di colleggamento e di accesso aal Distretto o del Comm mercio Obiettivo: Il progetto si propone di migliorarre la fruibilità e la funzzionalità dellla viabilità comunale e e intercomun nale, ottimizzzando i flussi viabilistiici sia di co ollegamento con altri ccomuni, sia,, in ambito o comunale, ccon le zone aa maggior vo ocazione com mmerciale. Rientra nell’obiettivo strategico: s M Migliorare l’a accessibilità e la mobiliità delle perrsone e dellle merci nell Distretto. Descrizione e: Il progetto o prevede la realizzazione di una rotaatoria in Via IV Novembre (angolo V Via Moro‐Dell Bo), che rap ppresenta un n’importantee direttrice ccomunale che attraversa il centro. L’iintervento si inserisce in n una serie di d progetti di moderazione del traffiico ubicati nel n territorio comunale cche hanno l’’obiettivo dii migliorare sensibilmentte l’attuale situazione viabilistica e e aumentaree il livello d di sicurezza veicolare e e pedonale. La L rotatoria sostituisce una u regolam mentazione se emaforica trra due provinciali nel ce entro città. Ill progetto prevede anch he la sistem mazione della pavimenttazione stradale a mon nte di tutte le vie chee concorrono nonché la sistemazione o nella rotattoria, al finee di regolaree meglio l’andamento altimetrico, a s e trasversale e planimettrica delle stesse vie in prossimità delle rampe di acccesso alla rotatoria; r laa realizzazion ne della seggnaletica (orizzontale e e verticale), le opere di d regimazio one idraulica idonee a a convogliaree le acque meteoriche neella fognaturra, l’installazzione di paraapetti di prottezione per i pedoni perr garantire una u maggiorre sicurezza;; l’illuminazione della rotatoria e delle d vie affferenti allo svincolo; laa sistemazion ne a verde di isole divisio onali e di un’iisola centrale e. Il progetto èè a uno stadio esecutivo. I lavori iniziieranno a lugglio 2010 e teermineranno o a gennaio 2 2011 Beneficiario o del co‐finanziamento: Comune di C Cassano Maggnago. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comu une di Cassano Magnago o. Cronoprogrramma (Te empistica di d attuazion ne): I lavo ori saranno realizzati secondo il i seguentee cronoprogramma. esso al Distre etto Diffuso del Commerrcio BUDGET DEELL’INTERVENTO 4.1 – Governo dei fflussi di acce ARSAGO SEEPRIO ‐ INCRO OCIO Ann no 2009 COSTO TOTTALE ‐ ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ Anno 2010 An nno 2011 Anno 2012 350 0.000,00 15 50.000,00 ‐ ‐ 350 0.000,00 15 50.000,00 Totale ‐ 500.000,00 ‐ ‐ ‐ 500.000,00 Importi IVA iinclusa 70 0 Intervento 4.2 – Realizzazione di nuovi parcheggi Obiettivo: Scopo dell’intervento è quello di migliorare l’offerta di parcheggi oggi presenti nel Distretto, aumentando la capacità in termini di numero di posti auto. Ciò consentirà una migliore accessibilità da parte dei diversi District Users. Rientra nell’obiettivo strategico Migliorare l’accessibilità al Distretto. Descrizione: Il Comune di Cassano Magnago prevede la realizzazione di 7 parcheggi: ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Via A. Colombo: saranno realizzati 27 parcheggi. L’opera rappresenta il naturale completamento delle opere di realizzazione della rete fognaria ormai di inizio imminente. Il progetto è a uno stadio definitivo e sarà realizzato nell’ultimo quadrimestre del 2010 (settembre‐dicembre 2010); Via Ottone Visconti: il progetto prevede la realizzazione di un parcheggio in continuità con le opere già realizzate (I lotto) in area adiacente al centro cittadino, in prossimità del Parco della Magana, Villa Oliva e la sede del Municipio. In particolare, l’intervento prevede la realizzazione di 26 parcheggi in linea con fascia alberata tra gli stalli di sosta e il marciapiede pedonale e nuova illuminazione. Il progetto è esecutivo e le opere inizieranno a luglio 2010 per concludersi a dicembre 2010 Via Piave in fregio ai campi da calcio: gli obiettivi prefissati dall’Amministrazione comunale sono: realizzare alcuni parcheggi ad uso prevalente della vicina area mercato (soprattutto in relazione alla grande affluenza), eseguire due tratti di marciapiedi nel rispetto della normativa sulle barriere architettoniche, realizzare un sistema di raccolta delle acque meteoriche per evitare gli allagamenti dei succitati parcheggi. L’intervento concerne la realizzazione di 26 posti auto disposti a spina di pesce in fregio a Via Piave, adiacenti ai campi di calcio, con pavimentazione in masselli autobloccanti; la realizzazione di 4 spazi di sosta motocicli con pavimentazione in masselli autobloccanti; la realizzazione di uno spazio da adibire a ricovero biciclette, nella quale verranno posate 5 rastrelliere portabiciclette; la posa in opera di nuove caditoe stradali, per lo smaltimento delle acque meteoriche; l’esecuzione di aiuole a verde; la realizzazione di adeguata segnaletica. Il progetto è esecutivo. Inizieranno i lavori a marzo 2010, con data prevista di fine lavori a luglio 2010. Via Piave in fregio al civico cimitero: gli obiettivi prefissati dall’Amministrazione comunale sono: realizzare, lungo l’arretramento di Via Piave, alcuni parcheggi ad uso prevalente della vicina area mercato (soprattutto in relazione alla grande affluenza), eseguire dei tratti di marciapiedi nel rispetto della normativa sulle barriere architettoniche, realizzare un sistema di raccolta delle acque meteoriche per evitare gli allagamenti dei succitati parcheggi. L’intervento concerne la realizzazione di 41 spazi di sosta a spina di pesce disposti su due file opposte, separate dal corsello di manovra interno costituente accesso e scarico agli spazi di sosta medesimi (tra questi parcheggi sono previsti 2 appositi spazi di sosta per persone portatori di handicap); la realizzazione di due tratti di marciapiede; l’esecuzione di un idoneo sistema di smaltimento delle acque meteoriche; l’esecuzione di aiuole a verde. Il progetto è esecutivo. Inizieranno i lavori a maggio 2010, con data prevista di fine lavori a settembre 2010. Via Ungaretti: con una superficie lorda par a circa 350 mq, il parcheggio sarà dotato di 19 posti auto e da uno spazio di parcheggio riservato alle persone diversamente abili. Il parcheggio è a raso, con disposizione dei posti auto a pettine. Lungo l’intera dimensione longitudinale, la zona di posteggio sarà delimitata da un percorso pedonale a guisa di marciapiede ribassato che, oltre a delimitare lo spazio assegnato al p archeggio, costituisce una ben riconoscibile zona pedonale percorribile in tutta sicurezza e fruibile anche da parte di persone disabili. Verranno inoltre realizzati 2 stalli destinati alle motociclette. In corrispondenza del centro del parcheggio verrà realizzato uno spazio organizzato a forma di “Piazzetta” con la definizione di due diverse aree: una per la sosta momentanea di pedoni mediante la futura posa di panchine; l’altra per la sosta delle biciclette mediante la futura posa di struttura metallica in tubolare di acciaio. La posa di cestini porta rifiuti e fioriere in cemento completeranno l’arredo urbano di tale spazio. La riqualificazione di Via Ungaretti, effettuata anche 71 ‐ ‐ attraveerso una diveersa ridistrib buzione deglii spazi, perm metterà la realizzazione d di una pista ciclabile chee si svilu upperà parallelamente all’asse a strad dale. Il proggetto è eseccutivo. I lavvori si realizzzeranno traa febbraiio 2010 e giu ugno 2010. Villa Oliva: il progeetto prevedee di realizzare nell’attuaale piazzale sterrato anttistante a Villa Oliva, un n parcheggio a raso organizzato. Il progetto o potrà anch he essere sviiluppato con n un’ipotesi su più pianii interrati, realizzand do l’interven nto come finaanza di proggetto. Tale in ntervento di migliorare l’’accessibilitàà alle aree commerciali e alle strutture municipali. m Il progetto è a uno stad dio definitivo e troveràà attuazione nel corsso del 2010. Via IV Novembre: il progetto o prevede di realizzare sotto l’attu uale Parco FFalcone e Bo orsellino un n parcheggio multipiano distinto in due zonee: una per la sosta ad oree e una come spazi box. Sovrastantee al parcheggio sarà ricreato il paarco verde co on piante anche di alto fu usto, manten nendo invariiata l’attualee destinaazione. Ciò cconsentirà dii creare nel centro cittadino un’adeguata area p parcheggi/bo ox a servizio o del perrsonale deglli esercizi co ommerciali, dei residentti, ai fini di riorganizzare la sosta in n fregio allee pubblicche vie, migliorando l’acccessibilità alle aree comm merciali e la fluidità viab bilistica. Il pro ogetto è allo o studio di fattibilità e sarà realizzato nel prosssimo bienniio. o del co‐finanziamento: Non si richieedono contributi di co‐fin nanziamento o a Regione LLombardia. Beneficiario une di Cassano Magnago o. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comu empistica di d attuazione): I lavvori si reaalizzeranno secondo il seguentee Cronoprogrramma (Te cronoprogramma. Via A A. Colombo V Via Ottone Visc conti Via Piave Cimitero o Via U Ungaretti V Villa Oliva Via IV Novembre BUDGET DEELL’INTERVENTO 4.2 – Re ealizzazione di nuovi parcheggi Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 200.000,00 2 94.000,00 ‐ 294.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ 200.000,00 2 94.000,00 ‐ 294.000,00 VIA A. COLO OMBO Importi IVA iinclusa 72 2 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 230.000,00 ‐ ‐ 230.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 230.000,00 ‐ ‐ 230.000,00 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 115.000,00 ‐ ‐ 115.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 115.000,00 ‐ ‐ 115.000,00 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 117.600,00 ‐ ‐ 117.600,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 117.600,00 ‐ ‐ 117.600,00 VIA UNGARETTI Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 285.000,00 ‐ ‐ 285.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 285.000,00 ‐ ‐ 285.000,00 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTALE ‐ 230.000,00 ‐ ‐ 230.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 230.000,00 ‐ ‐ 230.000,00 VIA OTTONE VISCONTI Importi IVA inclusa VIA PIAVE Importi IVA inclusa CIMITERO Importi IVA inclusa Importi IVA inclusa VILLA OLIVA Importi IVA inclusa 73 Anno 2009 VIA IV NOVEMBRE COSTO TOTALE ‐ ‐ Spesa corrente ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ Anno 2010 Anno 2011 1.400.000,00 2.000.000,00 ‐ ‐ 1.400.000,00 2.000.000,00 Anno 2012 Totale ‐ 3.400.000,00 ‐ ‐ ‐ 3.400.000,00 Importi IVA inclusa 74 Intervento o 4.3 – Abb battimento o delle barrriere archittettoniche per person ne diversam mente abilii (operatori privati) del commercio e dei punti vendita in n Obiettivo: IIl progetto si propone dii migliorare l’accessibilitàà ai luoghi d particolare, anche e sop prattutto perr le persone diversamentte abili. Rientra nell’obiettivo strategico: s M Migliorare l’a accessibilità e la mobiliità delle perrsone e dellle merci nell Distretto. Descrizione e: L’intervento consiste nella realizzzazione di opere o che riducano gli o ostacoli arch hitettonici e e consentano o alle persone diversam mente abili un più facile accesso ai a negozi, co ome la realizzazione dii piattaformee o di rampe di accesso p per disabili. Beneficiario o del co‐fin nanziamento o: Imprese operanti nel n Distretto o. Gli operratori comm merciali chee aderiscono al progetto ssono elencatti nella tavola seguente. Ragio one Sociale Codice Ate eco F.lli Motturaa di Cosimo e Rosario Mo ottura S.n.c. Marzari S.r.l 472500 0 477510 0 erciali. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Operratori comme Cronoprogrramma (Tem mpistica di atttuazione): G Gli interventi saranno reaalizzati nel 20 010. BUDGET DEELL’INTERVENTO 4.3 – Abbattimento o delle barrie ere architetttoniche per p ersamente persone dive abili (operaatori privati) An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 13.300,00 1 ‐ ‐ 13.300,00 ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ 13.300,00 1 ‐ ‐ 13.300,00 Importi IVA eesclusa 75 5 5. SICUREZZA Nell’ambito della macro‐area di intervento “Sicurezza” rientrano due interventi volti ad aumentare il livello di controllo delle aree del Distretto e, quindi, il livello di sicurezza effettivo e percepito da parte dei residenti, dei frequentatori e degli operatori economici dell’area (Obiettivo 5). Intervento 5.1 – Installazione di un sistema di sorveglianza e videosorveglianza privata Intervento 5.2 – Realizzazione di un sistema di sorveglianza e videosorveglianza pubblica Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in interventi legati alla sicurezza di 127.596,00 euro. BUDGET PER TIPOLOGIA DI INVESTITORE E NATURA DELLA SPESA Anno 2008 INVESTIMENTI PRIVATI Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Totale 3.436,00 86.160,00 13.000,00 ‐ 102.596,00 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 3.436,00 86.160,00 13.000,00 ‐ 102.596,00 INVESTIMENTI PUBBLICI ‐ 25.000,00 ‐ ‐ 25.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ 25.000,00 ‐ ‐ 25.000,00 3.436,00 111.160,00 13.000,00 127.596,00 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 3.436,00 111.160,00 13.000,00 ‐ 127.596,00 ‐ Spesa corrente ‐ Spesa in conto capitale COSTO TOTALE ‐ Spesa corrente ‐ Spesa in conto capitale Nelle pagine seguenti sono riportate le schede descrittive di ciascun intervento. 76 Intervento 5.1 – Installazione di un sistema di sorveglianza e videosorveglianza privata Obiettivo: il progetto si propone di integrare l’attuale videosorveglianza pubblica, adottando soluzioni tecnologiche private (impianti di videosorveglianza) volte ad aumentare la sicurezza urbana (reale e percepita). La principale funzione attribuita all’impianto di videosorveglianza consiste nell’esercitare un’azione deterrente idonea a scoraggiare la messa in atto di comportamenti illeciti, riducendo conseguentemente il rischio di danni ai beni e alle persone. Gli obiettivi perseguiti dal progetto sono volti a garantire la sicurezza del patrimonio artistico e ambientale, la tutela del cittadino e la riduzione dei fenomeni criminali in alcune aree a maggiore criticità. Descrizione: L’intervento consiste nell’installazione di telecamere all’esterno di alcuni punti vendita. Si tratta di interventi che in prospettiva potranno essere integrati e gestiti in modo condiviso tra i privati e l’Amministrazione Pubblica. Beneficiario del co‐finanziamento: Imprese operanti nel Distretto. Gli operatori commerciali che aderiscono al progetto sono elencati nella tavola seguente. Ragione Sociale Codice Ateco "Il girasole" di play now cafè Arcobaleno Abbigliamento S.r.l. Bar Paolo di Mazzucchelli 563000 477110 563000 Carpin Maria Angela 563000 Circolo Coop Cassanese Clips S.n.c. di Lualdi Paolo & C. 563000 553001 F.lli Mottura di Cosimo e Rosario Mottura S.n.c. 472500 Il parco s.a.s. La tartaruga di Anselmi Ing. Danilo L'indice verde S.r.l. di Quadrelli Francesco S.r.l. Marzari S.r.l Nowir Gallery Olivieri Giuseppe 563000 475910 475240 477510 475312 472101 Oro Italia di Leo Giuseppe 477930 Ortomercato di Mariani Alberto & C. S.a.s R.62 di Piatto Romano 472101 563000 Tabaccheria Trasatti 472600 VasconI Elena 477510 Attuatore (Responsabile dell’intervento): Operatori commerciali. 77 Cronoprogrramma (Tem mpistica di atttuazione): G Gli interventi, in parte efffettuati nel 2009, saranno realizzatii nel 2010 e n nel 2011. BUDGET DEELL’INTERVENTO 5.1 – Re ealizzazione di un sistem ma di sorveglianza e videeosorveglian nza privata An nno 2009 COSTO TOTTALE ‐ Spesa co orrente ‐ Spesa in n conto capitaale Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale 3 3.436,00 86.160,00 8 13.000,00 ‐ 102.596,00 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 3 3.436,00 86.160,00 8 13.000,00 ‐ 102.596,00 Importi IVA eesclusa 78 8 Intervento o 5.2 – Realizzazione di un sistema di sorveglianza e vid deosorvegliaanza pubblica I progetto si s prefigge di potenziare l’attuale sisstema di videosorveglian nza pubblicaa, adottando o Obiettivo: Il soluzioni teecnologiche volte v ad aum mentare la sicurezza s urb bana (reale e percepita)). La principaale funzionee attribuita all’impianto a di videoso orveglianza consiste ne ell’esercitaree un’azionee deterrente e idonea a a scoraggiaree la messa in n atto di com mportamenti illeciti, ridu ucendo consseguentemen nte il rischio o di danni aii beni e alle persone. Glii obiettivi peerseguiti dal progetto so ono volti a ggarantire la ssicurezza dell patrimonio o artistico e aambientale, la tutela del cittadino e laa riduzione d dei fenomeni criminali in n alcune aree e a maggioree criticità. umentare il livello di sicurrezza. Rientra nell’obiettivo strategico: Au Descrizione e: L’interventto consiste nell’installazzione di 9 te elecamere in n Via San Giu ulio, ambito di rilevantee peculiarità per lo svolgimento dellee funzioni co ommerciali e e per la pressenza di trafffico. Il proge etto è a uno o stadio defin nitivo e troveerà attuazion ne nel c orso del 2010. Beneficiario o del co‐finanziamento: Comune di C Cassano Maggnago. une di Cassano Magnago o. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comu mpistica di atttuazione): G Gli interventi saranno reaalizzati con laa seguente te empistica. Cronoprogrramma (Tem BUDGET DEELL’INTERVENTO 5.2 – Re ealizzazione di un sistem ma di sorveglianza e videeosorveglian nza pubblica An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 25.000,00 2 ‐ ‐ 25.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ 25.000,00 2 ‐ ‐ 25.000,00 Importi IVA iinclusa 79 9 6. GESTIONE DEI SERVIZI IN COMUNE Nell’ambito della macro‐area “Gestione dei servizi in comune” rientrano una serie di interventi volti a costruire un sistema di governance e di competenze per lo sviluppo del Distretto (Obiettivo 6). Tale obiettivo si articola nei seguenti due interventi: Intervento 6.1 – Creazione di una Cabina di regia per la gestione e il coordinamento dell’iniziativa Intervento 6.2 – Realizzazione di interventi di formazione e di sensibilizzazione degli operatori del Distretto Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in interventi di gestione dei servizi in comune di 60.000,00 euro. BUDGET PER TIPOLOGIA DI INVESTITORE E NATURA DELLA SPESA Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale INVESTIMENTI PRIVATI ‐ 20.000,00 20.000,00 20.000,00 60.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ 20.000,00 20.000,00 20.000,00 60.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ INVESTIMENTI PUBBLICI ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ COSTO TOTALE ‐ 20.000,00 20.000,00 20.000,00 60.000,00 ‐ Spesa corrente ‐ 20.000,00 20.000,00 20.000,00 60.000,00 ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Nelle pagine seguenti sono riportate le schede descrittive di ciascun intervento. 80 Intervento o 6.1 – Crreazione di d una Cab bina di reggia per laa gestione e il coordinamento o dell’iniziattiva Obiettivo: Scopo dell’intervento è è quello di definire un n sistema di d governancce capace non n solo dii coordinare la realizzazio one delle atttività previstte nell’Accordo di Distrettto, ma anch he di indirizzare le azionii del Distretto cogliendo ulteriori opp portunità di sviluppo atttraverso unaa nuova proggettualità e u una capacitàà di attrazione di risorse aaggiuntive. Rientra nelll’obiettivo sttrategico: Co ostruire un siistema di go overnance, dii competenzze e di conosscenze per lo o sviluppo dell Distretto. Descrizione e: A tale finee, attraverso un insieme di incontri preliminari ttra i diversi membri del Comitato dii Indirizzo, si mira a defin nire uno stab bile e condiviiso assetto o organizzativo o e gestionalee che possa consentire ill funzionameento del Distretto nel tem mpo individu uando ‐ fin da subito e in n modo chiarro ‐ gli organ ni di governo o dell’iniziativva di parten nariato pubb blico‐privato o, le singole responsabilità, nonchéé le modalittà di delegaa operativa che c si ritien ne necessario affidare a a figure pro ofessionali per p la realizzazione delll’attività dell Distretto. N Ne deriverà l’’individuazio one di una figura professsionale che ssi occuperà d di coordinare e e gestire ill funzionameento del Distretto e la do otazione di su upporti nece essari allo svo olgimento deell’attività. Beneficiario o del co‐fin nanziamento o: Non sono o richiesti contributi c a Regione Lo ombardia. Gli interventii saranno finaanziati dal Co omitato di In ndirizzo. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comiitato di Indirizzo. Cronoprogrramma (Tem mpistica di atttuazione): TTale interven nto sarà realizzato nel prrimo semesttre del 2010,, non appenaa approvato o il progetto di co‐finanziamento daa parte di Regione R Lom mbardia, di modo m che laa Cabina di Reegia possa diventare opeerativa fin daa subito. Gestione e e coordinam mento Definizione assetto o organizzativo ee gestionale BUDGET DEELL’INTERVEENTO 6.1 – Creazione di d una Cabin na di regia per p la gestio one e il coo ordinamento o dell’iniziativva An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 20.000,00 2 20.000,00 20.000,00 60.000,00 ‐ Spesa co orrente ‐ 20.000,00 2 20.000,00 20.000,00 60.000,00 ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Importi IVA eesclusa 81 1 Intervento o 6.2 – Realizzazione di d interventi di formaazione e di sensibilizzaazione deglli operatorii del Distrettto S dell’in ntervento è quello di co ostruire e svviluppare la notorietà d del progetto di gestionee Obiettivo: Scopo coordinata del Distretto o agli operatori attuali e ai potenziali investitori. In particolarre si tratta dii: costruire ee fare crescerre nel tempo o il numero d di aderenti aal progetto e e l’intensità d della parteciipazione; di rafforzare laa consapevolezza tra gli o operatori dellla necessità di agire com me “sistema integrato di offerta” perr consolidaree la capacità ccompetitiva dei singoli im mprenditori dell’area risp petto ai poli commercialii concorrenti. Rientra nelll’obiettivo sttrategico: Co ostruire un siistema di go overnance, dii competenzze e di conosscenze per lo o sviluppo dell Distretto. e: A tale fin ne, saranno realizzate attività a di comunicazion ne e inform mazione rivolte a tutti i i Descrizione portatori di d interesse del Distrettto (e agli operatori commerciali c in particollare), finalizzzate a: farr comprendeere le logichee di funzionaamento di un n Distretto del Commerccio e ad accrescere la lorro sensibilitàà sul valore ee sull’importaanza degli ob biettivi del p progetto; cosstruire conseenso intorno o al progetto o di Distretto o e ai suoi obiettivi; svilup ppare senso di apparteneenza tra gli o operatori del Distretto. Beneficiario o del co‐finanziamento: Non sono ricchiesti contributi a Regio one Lombard dia. mmercianti. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Comiitato di Indirizzo, Associaazioni dei com mpistica di atttuazione): LL’intervento sarà realizzaato a partiree dalla seconda metà dell Cronoprogrramma (Tem 2010. BUDGET DEELL’INTERVEENTO 6.2 – Realizzazion ne di interve enti di form mazione e dii sensibilizzaazione deglii operatori del Distretto An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Importi IVA eesclusa 82 2 7. SOSTENIBILITÀ ENERGETICA E AMBIENTALE Nell’ambito della macro‐area “Sostenibilità energetica e ambientale” rientrano una serie di interventi volti a Sviluppare un orientamento ecosostenibile del Distretto (Obiettivo 7). Tale obiettivo si articola nei seguenti intervento: Intervento 7.1 ‐ Acquisto di mezzi per la mobilità dolce Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in interventi di sostenibilità energetico e ambientale di 17.500,00 euro. BUDGET PER TIPOLOGIA DI INVESTITORE E NATURA DELLA SPESA Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale INVESTIMENTI PRIVATI ‐ ‐ 17.500,00 ‐ 17.500,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ 17.500,00 ‐ 17.500,00 INVESTIMENTI PUBBLICI ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ COSTO TOTALE ‐ ‐ 17.500,00 ‐ 17.500,00 ‐ Spesa corrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in conto capitale ‐ ‐ 17.500,00 ‐ 17.500,00 Nelle pagine seguenti sono riportate le schede descrittive di ciascun intervento. 83 Intervento o 7.1 – Acqu uisto di mezzzi per la mobilità dolcce Obiettivo: L’intervento L si propone di ridurre l’emissione di d sostanze in nquinanti e i consumi, riducendo r all contempo i costi di gesttione (spese carburante) delle attivitàà. orientamento o ecososteniibile del Distrretto. Rientra nell’obiettivo strategico: Sviiluppare un o Descrizione e: Si tratta dell’acquisto di veicoli ibrridi, a bassa emissione, acquistati da alcuni ope eratori a uso o commercialle, in sostituzzione dei meezzi di traspo orto attualme ente posseduti. Beneficiario o del co‐fin nanziamento o: Imprese operanti nel n Distretto o. Gli operratori comm merciali chee aderiscono al progetto ssono elencatti nella tavola seguente. Ragione Sociale Codice Ate eco Cunico Giampaolo 475240 erciali. Attuatore (Responsabille dell’intervvento): Operratori comme Cronoprogrramma (Tem mpistica di atttuazione): TTale intervento sarà realizzzato nel corrso del 2011. BUDGET DEELL’INTERVENTO 7.1 – Accquisto di m mezzi per la m mobilità dolcce An nno 2009 Anno 2010 A A Anno 2011 Anno 2012 Totale COSTO TOTTALE ‐ 17.500,00 1 ‐ ‐ 17.500,00 ‐ Spesa co orrente ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Spesa in n conto capitaale ‐ 17.500,00 1 ‐ ‐ 17.500,00 Importi IVA iinclusa 84 4 5 – PIANO FINANZIARIO COMPLESSIVO Nelle pagine seguenti vengono riportati, per ciascuna delle sei macro‐aree di intervento definite da Regione Lombardia e per il Piano delle Attività complessivo: • un budget relativo agli investimenti previsti dal Piano delle Attività (cfr. Par 4), declinati per anno e per tipologia di intervento; • un budget che evidenzia solo gli interventi oggetto di richiesta di co‐finanziamento, con indicazione (in euro) del contributo richiesto a Regione Lombardia. Sono state considerate solo le spese ammissibili sulla base dei requisiti previsti dal Bando sui Distretti Diffusi di Rilevanza Intercomunale (D.d.g. 25 novembre 2009, n.12555, pag.26‐27); • la richiesta di finanziamento da parte del soggetto Capofila per costi di coordinamento e gestione funzionali alla realizzazione del Distretto del Commercio di Cassano Magnago, così come previsto dal Bando sui Distretti Diffusi di Rilevanza Intercomunale (D.d.g. 25 novembre 2009, n.12555, pag.27). 85 MACRO‐AREA DI INTERVENTO “COMUNICAZIONE E MARKETING DI DISTRETTO” Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in attività di Comunicazione e marketing di 157.000,00 euro. A fronte di tale investimento, non si presenta alcuna richiesta di co‐finanziamento a Regione Lombardia. BUDGET (IN EURO) PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO E PER ANNO INTERVENTO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale 1.1 ‐ Sviluppo di un Logo di Distretto ‐ 2.000,00 ‐ ‐ 2.000,00 1.2 ‐ Realizzazione e gestione di un Portale del Distretto ‐ 4.000,00 2.000,00 2.000,00 8.000,00 1.3 ‐ Campagna di comunicazione ‐ 3.000,00 2.000,00 2.000,00 7.000,00 1.4 ‐ Realizzazione di una rete wireless ‐ 50.000,00 ‐ ‐ 50.000,00 1.5 ‐ Supportare la costruzione e la gestione di un sistema informativo di marketing ‐ 50.000,00 20.000,00 20.000,00 90.000,00 TOTALE COMUNICAZIONE E MARKETING ‐ 109.000,00 24.000,00 24.000,00 157.000,00 CONTRIBUTO RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO (IN EURO) Intervento in contribuzione (euro) Contributo a carico del partenariato (euro) Contributo richiesto a Regione Lombardia (euro) 1.1 ‐ Sviluppo di un Logo di Distretto ‐ ‐ ‐ 1.2 ‐ Realizzazione e gestione di un Portale del Distretto ‐ ‐ ‐ 1.3 ‐ Campagna di comunicazione ‐ ‐ ‐ 1.4 ‐ Realizzazione di una rete wireless ‐ ‐ ‐ 1.5 ‐ Supportare la costruzione e la gestione di un sistema informativo di marketing ‐ ‐ ‐ TOTALE COMUNICAZIONE E MARKETING ‐ ‐ ‐ TIPOLOGIA DI INTERVENTO 86 MACRO‐AREA DI INTERVENTO “PROMOZIONE E ANIMAZIONE” Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in attività di promozione e animazione di 289.862,80 euro. A fronte di tale investimento, non si presenta alcuna richiesta di co‐finanziamento a Regione Lombardia. BUDGET (IN EURO) PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO E PER ANNO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale 2.1 ‐ Potenziamento del calendario eventi 69.965,70 69.965,70 74.965,70 74.965,70 289.862,80 TOTALE PROMOZIONE E ANIMAZIONE 69.965,70 69.965,70 74.965,70 74.965,70 289.862,80 CONTRIBUTO RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO (IN EURO) Intervento in contribuzione (euro) Contributo a carico del partenariato (euro) Contributo richiesto a Regione Lombardia (euro) 2.1 ‐ Potenziamento del calendario eventi ‐ ‐ ‐ TOTALE PROMOZIONE E ANIMAZIONE ‐ ‐ ‐ TIPOLOGIA DI INTERVENTO 87 MACRO‐AREA DI INTERVENTO “INTERVENTI STRUTTURALI DI QUALIFICAZIONE URBANA” Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in Interventi strutturali di qualificazione urbana di 1.101.884,00 euro. A fronte di tale investimento, si presentano a richiesta di co‐finanziamento a Regione Lombardia interventi per un valore di 468.884,00 euro. Il contributo richiesto è di 143.411,48 euro. BUDGET (IN EURO) PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO E PER ANNO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale ‐ 660.000,00 ‐ ‐ 660.000,00 7.542,00 198.476,00 98.700,00 ‐ 304.718,00 1.366,00 58.300,00 77.500,00 ‐ 137.166,00 8.908,00 916.776,00 176.200,00 ‐ 1.101.884,00 3.1 ‐ Riqualificazione delle vie e delle piazze del Distretto 3.2 ‐ Riqualificazione estetica degli immobili a uso commerciale 3.3 ‐ Realizzazione di dehors e arredamento esterno TOTALE INTERVENTI STRUTTURALI DI QUALIFICAZIONE URBANA CONTRIBUTO RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO (IN EURO) TIPOLOGIA DI INTERVENTO 3.1 ‐ Riqualificazione delle vie e delle piazze del Distretto 3.2 ‐ Riqualificazione estetica degli immobili a uso commerciale 3.3 ‐ Realizzazione di dehors e arredamento esterno TOTALE INTERVENTI STRUTTURALI DI QUALIFICAZIONE URBANA Intervento in contribuzione (euro) Contributo a carico del partenariato (euro) Contributo richiesto a Regione Lombardia (euro) 60.000,00 41.000,00 19.000,00 271.718,00 189.042,13 82.675,87 137.166,00 95.430,38 41.735,62 468.884,00 325.472,52 143.411,48 88 MACRO‐AREA DI INTERVENTO “ACCESSIBILITÀ E MOBILITÀ” Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in Accessibilità e mobilità di 5.184.900,00 euro. A fronte di tale investimento, si presentano a richiesta di co‐finanziamento a Regione Lombardia interventi per un valore di 363.300,00 euro. Il contributo richiesto è di 114.046,80 euro. BUDGET (IN EURO) PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO E PER ANNO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale 4.1 – Governo dei flussi di collegamento e di accesso al Distretto del Commercio ‐ 350.000,00 150.000,00 ‐ 500.000,00 4.2 – Realizzazione di nuovi parcheggi ‐ ‐ 4.671.600,00 4.3 – Abbattimento barriere architettoniche (privati) ‐ ‐ 13.300,00 TOTALE ACCESSIBILITÀ E MOBILITÀ ‐ ‐ 5.184.900,00 2.577.600,00 2.094.000,00 13.300,00 ‐ 2.940.900,00 2.244.000,00 CONTRIBUTO RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO (IN EURO) Intervento in contribuzione (euro) Contributo a carico del partenariato (euro) Contributo richiesto a Regione Lombardia (euro) 350.000,00 240.000,00 110.000,00 ‐ ‐ ‐ 4.3 – Abbattimento barriere architettoniche (privati) 13.300,00 9.253,20 4.046,80 TOTALE ACCESSIBILITÀ E MOBILITÀ 363.300,00 249.253,20 114.046,80 TIPOLOGIA DI INTERVENTO 4.1 – Governo dei flussi di collegamento e di accesso al Distretto del Commercio 4.2 – Realizzazione di nuovi parcheggi 89 MACRO‐AREA DI INTERVENTO “SICUREZZA” Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in Sicurezza di 127.596,00 euro. A fronte di tale investimento, si presentano a richiesta di co‐finanziamento a Regione Lombardia interventi per un valore di 127.596,00 euro. Il contributo richiesto è di 37.216,97 euro. BUDGET (IN EURO) PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO E PER ANNO Anno 2009 5.1 ‐ Installazione di un sistema di sorveglianza e videosorveglianza privata 5.2 ‐ Installazione di un sistema di sorveglianza e videosorveglianza pubblica TOTALE SICUREZZA Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale 3.436,00 86.160,00 13.000,00 ‐ 102.596,00 ‐ 25.000,00 ‐ ‐ 25.000,00 3.436,00 111.160,00 13.000,00 ‐ 127.596,00 CONTRIBUTO RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO (IN EURO) TIPOLOGIA DI INTERVENTO 5.1 ‐ Installazione di un sistema di sorveglianza e videosorveglianza privata 5.2 ‐ Installazione di un sistema di sorveglianza e videosorveglianza pubblica TOTALE SICUREZZA Intervento in contribuzione (euro) Contributo a carico del partenariato (euro) Contributo richiesto a Regione Lombardia (euro) 102.596,00 71.379,03 31.216,97 25.000,00 19.000,00 6.000,00 127.596,00 90.379,03 37.216,97 90 MACRO‐AREA DI INTERVENTO “GESTIONE DEI SERVIZI IN COMUNE” Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in Gestione dei servizi in comune di 60.000,00 euro. A fronte di tale investimento, non si presenta alcuna richiesta di co‐finanziamento a Regione Lombardia. BUDGET (IN EURO) PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO E PER ANNO Anno 2009 6.1 ‐ Creazione di una Cabina di regia per la gestione e il coordinamento dell’iniziativa 6.2 – Realizzazione di interventi di formazione e di sensibilizzazione degli operatori del Distretto TOTALE GESTIONE DEI SERVIZI IN COMUNE Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale ‐ 20.000,00 20.000,00 20.000,00 60.000,00 ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 20.000,00 20.000,00 20.000,00 60.000,00 ‐ CONTRIBUTO RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO (IN EURO) TIPOLOGIA DI INTERVENTO 6.1 ‐ Creazione di una Cabina di regia per la gestione e il coordinamento dell’iniziativa 6.2 – Realizzazione di interventi di formazione e di sensibilizzazione degli operatori del Distretto TOTALE GESTIONE DEI SERVIZI IN COMUNE Intervento in contribuzione (euro) Contributo a carico del partenariato (euro) Contributo richiesto a Regione Lombardia (euro) ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 91 MACRO‐AREA DI INTERVENTO “SOSTENIBILITÀ ENERGETICA E AMBIENTALE” Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento in interventi legati alla Sostenibilità energetica e ambientale di 17.500,00 euro. A fronte di tale investimento, si presentano a richiesta di co‐ finanziamento a Regione Lombardia interventi per un valore di 17.500,00 euro. Il contributo richiesto è di 5.324,74 euro. BUDGET (IN EURO) PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO E PER ANNO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale 7.1 ‐ Acquisto di mezzi per la mobilità dolce ‐ 17.500,00 ‐ ‐ 17.500,00 TOTALE GESTIONE DEI SERVIZI IN COMUNE ‐ 17.500,00 ‐ ‐ 17.500,00 CONTRIBUTO RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER SINGOLO INTERVENTO PREVISTO (IN EURO) TIPOLOGIA DI INTERVENTO Intervento in contribuzione (euro) Contributo a carico del partenariato (euro) Contributo richiesto a Regione Lombardia (euro) 7.1 ‐ Acquisto di mezzi per la mobilità dolce 17.500,00 12.175,26 5.324,74 TOTALE GESTIONE DEI SERVIZI IN COMUNE 17.500,00 12.175,26 5.324,74 92 PIANO COMPLESSIVO DELLE ATTIVITÀ Complessivamente, tra il 2009 e il 2012 è previsto un investimento complessivo di 6.938.742,80 euro. A fronte di tale investimento, si presentano a richiesta di co‐finanziamento a Regione Lombardia interventi per un valore di 977.280,00 euro. Il contributo richiesto, come previsto dal Bando, è di 300.000,00 euro. BUDGET (IN EURO) DEL PIANO DELLE ATTIVITÀ PER MACRO‐AREA DI INTERVENTO E PER ANNO MACRO‐AREA Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale 1. COMUNICAZIONE E MARKETING DI DISTRETTO ‐ 109.000,00 24.000,00 24.000,00 157.000,00 2. PROMOZIONE E ANIMAZIONE 69.965,70 69.965,70 74.965,70 74.965,70 289.862,80 3. INTERVENTI STRUTTURALI DI QUALIFICAZIONE URBANA 8.908,00 916.776,00 176.200,00 ‐ 1.101.884,00 ‐ 5.184.900,00 4. ACCESSIBILITÀ E MOBILITÀ 5. SICUREZZA ‐ 2.940.900,00 2.244.000,00 3.436,00 111.160,00 13.000,00 ‐ 127.596,00 6. GESTIONE DI SERVIZI IN COMUNE ‐ 20.000,00 20.000,00 20.000,00 60.000,00 7. SOSTENIBILITÀ ENERGETICA ED AMBIENTALE ‐ ‐ 17.500,00 ‐ 17.500,00 TOTALE 82.309,70 4.167.801,70 2.569.665,70 118.965,70 6.938.742,80 CONTRIBUTO RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER MACRO‐AREA DI INTERVENTO (IN EURO) Intervento in contribuzione (euro) Contributo a carico del partenariato (euro) Contributo richiesto a Regione Lombardia (euro) 1. COMUNICAZIONE E MARKETING DI DISTRETTO ‐ ‐ ‐ 2. PROMOZIONE E ANIMAZIONE ‐ ‐ ‐ 3. INTERVENTI STRUTTURALI DI QUALIFICAZIONE URBANA 468.884,00 325.472,52 143.411,48 4. ACCESSIBILITÀ E MOBILITÀ 363.300,00 249.253,20 114.046,80 5. SICUREZZA 127.596,00 90.379,03 37.216,97 ‐ ‐ ‐ 7. SOSTENIBILITÀ ENERGETICA ED AMBIENTALE 17.500,00 12.175,26 5.324,74 TOTALE 977.280,00 677.280,00 300.000,00 MACRO‐AREA 6. GESTIONE DI SERVIZI IN COMUNE Il progetto ha consentito di mettere a sistema sul territorio risorse di natura pubblica e privata per la valorizzazione del Distretto del Commercio di Cassano Magnago per un ammontare superiore a quanto richiesto dal Bando. In particolare il valore complessivo delle risorse risulta pari a oltre 23 volte l’ammontare di co‐finanziamento previsto da Regione Lombardia: ciò significa che per ogni euro di co‐ 93 finanziamento regionale il partenariato pubblico‐privato ha investito, per i diversi interventi nelle sette macro‐aree di attività previste dal Bando, oltre 23 euro. Di seguito viene riportato il budget complessivo per il 2009‐2012 suddiviso per le diverse tipologie di soggetti finanziatori, sia pubblici che privati. BUDGET TOTALE DEL PROGRAMMA (IN EURO) PER SOGGETTO FINANZIATORE Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale PRIVATI 12.344,00 405.236,00 255.700,00 49.000,00 722.280,00 OPERATORI COMMERCIALI 12.344,00 356.236,00 206.700,00 ‐ 575.280,00 COMITATO DI INDIRIZZO ‐ 38.400,00 48.400,00 48.400,00 135.200,00 IVNG ‐ 600,00 600,00 600,00 1.800,00 CAMERA DI COMMERCIO ‐ 10.000,00 ‐ ‐ 10.000,00 AMMINISTRAZIONI COMUNALI 69.965,70 3.762.565,70 2.313.965,70 69.965,70 6.216.462,80 TOTALE 82.309,70 4.167.801,70 2.569.665,70 118.965,70 6.938.742,80 Di seguito viene riportato il valore delle attività distinto per natura della spesa. Si evidenzia come non siano richiesti contributi di co‐finanziamento sulle spese correnti. BUDGET DEL PIANO DELLE ATTIVITÀ (IN EURO) PER NATURA DELLA SPESA Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Totale INVESTIMENTO TOTALE 82.309,70 4.167.801,70 2.569.665,70 118.965,70 6.938.742,80 ‐ Spesa corrente 69.965,70 142.965,70 118.965,70 118.965,70 450.862,80 ‐ Spesa in conto capitale 12.344,00 4.024.836,00 2.450.700,00 ‐ 6.487.880,00 CONTRIBUTO (IN EURO) RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER NATURA DELLA SPESA INVESTIMENTO TOTALE ‐ Spesa corrente ‐ Spesa in conto capitale Intervento in contribuzione (euro) Contributo Contributo Contributo a carico richiesto a Regione richiesto a Regione del partenariato Lombardia Lombardia (euro (euro) (%) 977.280,00 677.280,00 300.000,00 100,0% ‐ ‐ ‐ ‐ 977.280,00 677.280,00 300.000,00 100,0% 94 CONTRIBUTO (IN EURO) RICHIESTO A REGIONE LOMBARDIA PER COSTI DI COORDINAMENTO E GESTIONE FUNZIONALI ALLA REALIZZAZIONE DEL DISTRETTO In aggiunta ai massimali previsti a favore del Distretto del Commercio di Cassano Magnago, il soggetto Capofila (Amministrazione comunale di Cassano Magnago) richiede un contributo di finanziamento pari a 20.000,00 euro (ventimila euro) a copertura delle attività di coordinamento e gestione funzionali alla realizzazione del Distretto previsti dal Bando sui Distretti Diffusi di Rilevanza Intercomunale (D.d.g. 25 novembre 2009, n.12555, pag.27). 95 6 – CRONOPROGRAMMA Di seguito viene fornita una rappresentazione (cronoprogramma) riassuntiva dei tempi in cui si prevede di realizzare gli interventi delle singole macro‐aree, che consentono di raggiungere i diversi obiettivi strategici e, conseguentemente, il programma nel suo complesso. Il diagramma riporta sull’asse delle ordinate i singoli interventi e su quello delle ascisse i relativi tempi di esecuzione. La finestra temporale considerata è quella prevista nel Piano delle Attività: dal 1° agosto 2009 (data a partire dalla quale gli interventi quietanzati ‐ anche se già realizzati ‐ sono ammessi al finanziamento) al 31 dicembre 2012. Il diagramma di Gantt è uno strumento di supporto alla gestione dei progetti che consente di monitorare lo stato di avanzamento dei lavori. Saranno utilizzati, quali indicatori di realizzazione: • percentuale di completamento degli interventi; • corretta realizzazione degli interventi (rispetto alle specifiche definite nel Programma di Intervento) • percentuale di interventi realizzati nei tempi previsti. 96 dic‐12 ott‐12 ago‐12 12 giu‐12 apr‐12 f b 12 feb‐12 dic‐11 ott‐11 ago‐11 11 giu‐11 apr‐11 f b 11 feb‐11 dic‐10 ott‐10 ago‐10 10 giu‐10 apr‐10 f b 10 feb‐10 dic‐09 ott‐09 ago‐09 09 dic‐12 ott‐12 ago‐12 12 giu‐12 apr‐12 f b 12 feb‐12 dic‐11 ott‐11 ago‐11 11 giu‐11 apr‐11 f b 11 feb‐11 dic‐10 ott‐10 ago‐10 10 giu‐10 apr‐10 f b 10 feb‐10 dic‐09 ott‐09 ago‐09 09 MACRO‐AR REA 1 – COMUNICAZIO ONE E MAR RKETING DI DISTRETTO O Logo Porttale Cam mpagna di com municazione Retee wireless Sisteema info ormativo di marrketing MACRO‐AR REA 2 – PRO OMOZIONEE E ANIMAZZIONE Poteenziamento calendario nti even 97 7 MACRO‐AR REA 3 – INTTERVENTI STTRUTTURA ALI DI QUALIFICAZIONEE URBANA Riqualificazione dellee vie e delle piazzze del Distrretto Riqualificazione estettica immobili dic‐12 ott‐12 ago‐12 12 giu‐12 apr‐12 f b 12 feb‐12 dic‐11 ott‐11 11 ago‐11 giu‐11 apr‐11 f b 11 feb‐11 dic‐10 ott‐10 ago‐10 10 giu‐10 apr‐10 f b 10 feb‐10 dic‐09 ott‐09 a o 09 ago‐09 Deho ors e arred damento esterrno MACRO‐AR REA 4 – ACC CESSIBILITÀ À E MOBILITTÀ Goveerno dei flusssi di colleegmanto e acceesso Nuovi parcheggi dic‐12 ott‐12 ago‐12 12 giu‐12 apr‐12 f b 12 feb‐12 dic‐11 ott‐11 ago‐11 11 giu‐11 apr‐11 f b 11 feb‐11 dic‐10 ott‐10 ago‐10 10 giu‐10 apr‐10 f b 10 feb‐10 dic‐09 ott‐09 ago‐09 09 Abatttimento barriere hitettoniche arch 98 8 dic‐12 ott‐12 ago‐12 12 giu‐12 apr‐12 f b feb‐12 dic‐11 ott‐11 ago‐11 giu‐11 apr‐11 feb‐11 dic‐10 ott‐10 ago‐10 giu‐10 apr‐10 feb‐10 dic‐09 ott‐09 ago‐09 dic‐12 ott‐12 ago‐12 12 giu‐12 apr‐12 f b feb‐12 dic‐11 ott‐11 ago‐11 giu‐11 apr‐11 feb‐11 dic‐10 ott‐10 ago‐10 giu‐10 apr‐10 feb‐10 dic‐09 ott‐09 ago‐09 MACRO‐AR REA 5 – SIC CUREZZA Realizzazione di un sisttema di videossorveglianza privata Realizzazione di un sisttema di videossorveglianza pubblica MACRO‐AR REA 6 – GESSTIONE DEII SERVIZI IN N COMUNE Cabina di regia Form mazione 99 9 dic‐12 ott‐12 ago‐12 12 giu‐12 apr‐12 f b 12 feb‐12 dic‐11 ott‐11 ago‐11 11 giu‐11 apr‐11 f b 11 feb‐11 dic‐10 ott‐10 ago‐10 10 giu‐10 apr‐10 f b 10 feb‐10 dic‐09 ott‐09 ago‐09 09 MACRO‐AR REA 7 – SOSSTENIBILITA A’ ENERGETTICA E AMB BIENTALE Meezzi per la mo obilità dolce 100 0 7 – MONITORAGGIO E VALUTAZIONE La misurazione dei risultati raggiunti rappresenta un elemento conoscitivo fondamentale per valutare l’efficacia delle azioni realizzate e per guidare lo sviluppo del Distretto sulla base di riscontri oggettivi. A tal fine si è deciso di effettuare un’attività di monitoraggio e di valutazione così strutturato: 1. È stato individuato un set di Key Performance Indicator (KPI) che permettono di monitorare il raggiungimento degli obiettivi strategico‐competitivo prefissati. 2. L’attività di monitoraggio sarà sviluppata nelle seguenti fasi: ‐ Misurazione iniziale degli indicatori di performance. Tale misurazione, effettuata in coincidenza con la fase di avvio del Programma di Intervento, fornirà un quadro puntuale della situazione iniziale del Distretto relativamente ad alcuni aspetti chiave e rappresenterà il benchmark di riferimento per la valutazione delle performance delle iniziative realizzate. ‐ Misurazione periodica degli indicatori di performance. Tali misurazioni consentiranno di misurare nel tempo le modificazioni delle performance del Distretto e il grado di successo delle iniziative intraprese. La cadenza delle rilevazioni sarà normalmente annuale, ma potrà anche riguardare periodi più brevi o più lunghi in funzione della natura del fenomeno che si intende misurare e delle risorse economiche destinate a tali misurazioni. 3. Le performance del Distretto saranno valutate, a seconda dei casi, in base ad uno dei seguenti livelli di analisi: ‐ Programma di Intervento nel suo complesso; ‐ singoli Obiettivi strategici individuati. KPI relativi al Programma di Intervento nel suo complesso • Consistenza e composizione dell’offerta di servizi commerciali INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di Tenant Mix: variazione percentuale rispetto all’anno precedente del numero e della composizione (merceologica e per formula distributiva) degli esercizi commerciali presenti nell’area del Distretto. Tale indice è frutto di un apposito censimento condotto tramite periodici street check. Annuale. Valutare la capacità dell’area di attrarre e mantenere imprese del terziario commerciale. INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di Localizzazione: livello di concentrazione spaziale dell’offerta commerciale nelle diverse aree del Distretto e variazione rispetto all’anno precedente. Tale indice è frutto di un apposito censimento condotto tramite periodici street check. Annuale. Valutare la presenza e la composizione di agglomerazioni del terziario commerciale nel Distretto (assi commerciali, ecc.) e l’esistenza eventuale di vuoti di offerta. 101 • Occupazione delle unità edilizie con destinazione commerciale PERIODICITÀ Indice di Retail Vacancy: variazione percentuale rispetto all’anno precedente del numero di locali posizionati al piano terra con destinazione commerciale non affittati sul totale dei locali posizionati a piano terra con destinazione commerciale presenti nell’area. Tale indice è frutto di un apposito censimento condotto tramite periodici street check. Annuale. FINALITÀ Valutare la capacità dell’area di attrarre imprese del terziario commerciale. INDICATORE • Andamento delle vendite effettuate dagli esercizi del terziario commerciale INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di Retail Sales: variazione percentuale delle vendite trimestrali effettuate dagli esercizi commerciali dell’area rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Trimestrale, con riepilogo annuale. Valutare la capacità attrattiva dell’area sulla base dell’andamento delle vendite del settore commerciale (misurato su un panel di imprese). • Grado di soddisfazione dell’area INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di Customer Satisfaction: giudizio espresso da commercianti, residenti e frequentatori su aspetti identificativi della vitalità e vivibilità del Distretto risultante da una specifica indagine di Customer Satisfaction. Annuale. Valutare la soddisfazione di frequentatori, residenti e operatori economici relativamente all’area del Distretto. • Presenze turistiche nel Distretto INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Presenze di turisti in attività ricettive e secondo case (stima) espresse in termini di numero di turisti e durata media della permanenza. Trimestrale. Valutare la capacità attrattiva del Distretto in termini di flussi turistici. • Grado di soddisfazione del turista del Distretto INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di Customer Satisfaction del turista: giudizio espresso dai turisti su aspetti identificativi della vitalità del Distretto, risultante da una specifica indagine di Customer Satisfaction condotta tramite questionario da somministrare nelle strutture ricettive. Trimestrale, con riepilogo annuale. Valutare la soddisfazione dei turisti relativamente all’area del Distretto. 102 KPI relativi ai singoli Obiettivi strategici Obiettivo 1 ‐ Sviluppare una politica di comunicazione integrata del Distretto • Frequentazione del Sito Web INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Numero di accessi al Portale del Distretto (e alle diverse sezioni e pagine). Bimestrale. Conoscere il numero di utilizzatori del Portale. • Notorietà del Distretto INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di Brand Awareness del Distretto: numero di utenti che conoscono il Distretto e le sue iniziative, risultante da una sezione di analisi nell’ambito della prevista indagine di Customer Satisfaction. Annuale. Misurare il livello di notorietà del Distretto e delle sue azioni. Obiettivo 2 ‐ Sviluppare attività promozionali ed eventi • Conoscenza e soddisfazione per le attività di promozione e animazione realizzate INDICATORE Indice di conoscenza e indice di soddisfazione dei cittadini relativi alle attività di promozione e di animazione/eventi realizzate, risultante da una sezione di analisi nell’ambito della prevista indagine di Customer Satisfaction. PERIODICITÀ Annuale. FINALITÀ Misurare la conoscenza e apprezzamento delle attività di promozione e animazione. • Adesione degli operatori economici alle attività di promozione e animazione realizzate e loro soddisfazione INDICATORE Indice di adesione (numero di esercizi commerciali aderenti alle attività di promozione sul totale degli esercizi presenti/da coinvolgere) e di soddisfazione degli operatori commerciali relativamente alle attività di promozione e di animazione/eventi realizzate, risultante da una sezione di analisi nell’ambito della prevista indagine di Customer Satisfaction. PERIODICITÀ Trimestrale, con repilogo annuale. FINALITÀ Misurare il livello di partecipazione degli operatori alle attività di promozione e animazione e il loro gradimento. Obiettivo 3 ‐ Migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità • Manutenzione degli spazi pubblici INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di manutenzione percepita: variazione percentuale della manutenzione percepita degli spazi pubblici dell’area commerciale, risultante da una sezione di analisi nell’ambito della prevista indagine di Customer Satisfaction. Annuale. Valutare la percezione dei frequentatori circa la qualità della manutenzione degli spazi pubblici. 103 • Pulizia percepita degli spazi pubblici PERIODICITÀ Indice di pulizia percepita: variazione percentuale della pulizia percepita degli spazi pubblici dell’area commerciale, risultante da una sezione di analisi nell’ambito della prevista indagine di Customer Satisfaction. Annuale. FINALITÀ Valutare la percezione dei frequentatori circa la qualità della pulizia degli spazi pubblici. INDICATORE Obiettivo 5 ‐ Aumentare il livello di sicurezza INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di sicurezza reale: variazione percentuale rispetto all’anno precedente del numero di crimini comuni (ad es. furti, scippi, atti di vandalismo) compiuti nell’area commerciale. Annuale. Valutare il livello di criminalità dell’area commerciale e la percezione di sicurezza/insicurezza dei frequentatori. INDICATORE PERIODICITÀ FINALITÀ Indice di sicurezza percepito: variazione percentuale della sicurezza percepita durante la frequentazione dell’area commerciale rispetto all’anno precedente, risultante da una sezione di analisi nell’ambito della prevista indagine di Customer Satisfaction. Annuale. Valutare il livello di criminalità dell’area commerciale e la percezione di sicurezza dei frequentatori. 104 8 – PROGRAMMA DI COMUNICAZIONE DEI RISULTATI AI SOGGETTI A DIVERSO TITOLO INTERESSATI E LORO COINVOLGIMENTO Oltre che alla realizzazione degli interventi descritti nel Piano delle Attività, il Distretto del Commercio di Cassano Magnago si impegna a comunicare, ai diversi portatori di interesse (gli operatori economici in primis), lo stato di avanzamento del progetto e i risultati conseguiti. È infatti fondamentale, ai fini della trasparenza delle iniziative e delle modalità di gestione delle risorse investite a livello individuale e collettivo, che tutti i partecipanti abbiano piena conoscenza dei risultati intermedi (in progress) e finali delle attività realizzate. Ciò oltre a garantire un controllo diffuso sulle azioni svolte, diventa un fattore di incentivazione per la raccolta di fondi da parte degli operatori in modo che il progetto e il Distretto si avviino rapidamente verso una situazione di autonomia, sia dal punto di vista finanziario, sia da quello della progettualità. Di seguito sono riportare le azioni di comunicazione programmate a tal fine dal Distretto (così come risultanti dall’intervento 1.3 – Campagna di comunicazione), declinate in funzione degli obiettivi che si intende perseguire e della periodicità. AZIONE DESCRIZIONE Evento Organizzazione e realizzazione di una giornata di incontro sulle attività del Distretto Report sull’attività svolta Predisposizione di un Report dell’attività svolta dal Distretto, contenente un resoconto delle attività effettuate e una serie di evidenze e di analisi sui risultati raggiunti comparando, laddove esistano informazioni al riguardo, le performance del Distretto con i trend rilevabili a livello regionale e nazionale. Il Report sarà sia pubblicato sul Portale del Distretto, sia redatto e distribuito in formato cartaceo OBIETTIVI PERIODICITÀ • Comunicare i risultati del Distretto e delle singole iniziative • Sensibilizzazione sugli obiettivi • Fund Raising Annuale • • • • • • • • Notorietà del progetto Sensibilizzazione sugli obiettivi Costruzione del consenso Acquisizione di partecipazione ai progetti Aumento della disponibilità a investire nella propria attività Fund raising Attrarre nuovi operatori Comunicare i risultati del Distretto e delle singole iniziative Annuale Inoltre, al fine di coinvolgere maggiormente i diversi soggetti, a vario titolo portatori di interesse nel Distretto, di sensibilizzarli e di far crescere nel tempo il numero di aderenti al progetto e l’intensità della loro partecipazione (Fund Raising), si prevede di organizzare e realizzare, nel corso del triennio 2010‐2012, una serie di interventi formativi e informativi (seminari) sulle tematiche del Distretto del Commercio, sul valore e sull’importanza dell’Iniziativa di Gestione Coordinata, nonché sulle sue logiche di funzionamento (come previsto nell’Intervento 6.2 – Realizzazione di interventi di formazione e di sensibilizzazione degli operatori del Distretto). 105 9 – IL PARTENARIATO E LA SOSTENIBILITÀ DEL DISTRETTO Al fine di realizzare il programma pluriennale di interventi del Distretto del Commercio di Cassano Magnago, i soggetti firmatari dell’Accordo condividono fin da ora l’idea di dare vita a un Comitato di Indirizzo che sarà composto da: • un rappresentante dell’Amministrazione comunale • un rappresentante dell’Ascom di Gallarate • un rappresentante di Uniascom Varese • un rappresentante della Confesercenti provinciale di Varese • un rappresentante della Camera di Commercio di Varese • un rappresentante della Provincia di Varese • un rappresentante di Federalberghi • un rappresentante di Confartigianato • un rappresentante di Coldiretti • un rappresentante di CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa). Il Comitato di Indirizzo ‐ che sarà costituto entro 30 giorni dell’approvazione del progetto per il cofinanziamento regionale – avrà, innanzitutto, il compito di: • supervisionare sull’attuazione degli interventi di iniziativa pubblica e privata previsti nel Piano delle Attività • programmare le attività di valorizzazione del Distretto identificando nuovi progetti e ulteriori opportunità di sviluppo • garantire risorse economiche e strumenti capaci di sostenere e sviluppare il Distretto in modo stabile nel tempo Il Comitato di Indirizzo avrà, inoltre, anche il compito di definire ‐ entro i primi 12 mesi dalla sua costituzione ‐ uno strumento di governance e una struttura organizzativa per la gestione del Distretto in modo da individuare la soluzione più idonea per fare evolvere l’Accordo di Distretto in una forma di collaborazione tra pubblico e privato stabile che sia stabile nel tempo. A tale riguardo, i soggetti firmatari condividono la scelta di delegare i compiti operativi per la gestione e il coordinamento delle attività del Distretto a una figura professionale remunerata, che assumerà il ruolo di District Manager. Tale decisione deriva dalla consapevolezza che lo sviluppo futuro del Distretto sarà strettamente connesso, oltre alla capacità della leadership del Comitato di Indirizzo, anche e ‐ forse ancor di più ‐ alla presenza di una figura professionale capace di associare alle competenze “tecniche” necessarie per implementare il piano di interventi condiviso quelle di natura più squisitamente relazionali. In particolare, i compiti del District Manager possono essere così sintetizzati: • creare un collegamento tra gli interessi delle imprese e quelli della comunità e dell’Amministrazione comunale • incoraggiare un approccio cooperativo dei diversi soggetti pubblici e privati • identificare e definire obiettivi operativi in modo puntuale • sviluppare e implementare un piano di azione • coordinare l’attività operativa anche mediante l’attivazione di tavoli di lavoro tecnici • comunicare internamente ed esternamente l’attività svolta e i risultati raggiunti Tale figura professionale affiancherà inoltre il Comitato di Indirizzo nell’individuare nuove opportunità finanziarie pubbliche e private. A quest’ultimo proposito, occorre sottolineare il fatto che, per dare sostenibilità all’azione futura del Distretto, i firmatari dell’Accordo condividono fin da ora l’idea di fondo 106 che tutti i diversi beneficiari dell’azione collettiva del Distretto debbano contribuire in linea di principio a sostenere i costi di tale azione. Il fatto stesso che gli imprenditori commerciali che saranno beneficiari diretti del cofinanziamento regionale si siano impegnati a finanziare alcune azioni di promozione e di marketing del Distretto testimonia già una prima reale presa di coscienza da parte degli operatori dell’importanza di questo principio di fondo per il futuro del Distretto. Proprio la consapevolezza che la sostenibilità nel tempo del Distretto è strettamente connessa ‐ sia dal punto di vista “culturale” che da quello finanziario – a trovare risposte operative all’interno di questa dimensione, il Comitato di Indirizzo e il District Manager si impegnano a elaborare e condividere entro 12 mesi uno schema di finanziamento delle attività del Distretto ricercando soluzioni stabili e durature che bilancino l’impegno finanziario dei diversi soggetti pubblici con quello dei diversi soggetti privati beneficiari dell’azione comune. 107 10 – SINTESI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO Premessa Il Programma di Intervento del Distretto Urbano del Commercio di Cassano Magnago vede un unico comune coinvolto. Camera di Commercio di Varese e le Associazioni di categoria (Ascom Gallarate e Confesercenti), vista la positiva esperienza maturata nell’area sui Distretti del Commercio (Gallarate e Busto Arsizio), hanno promosso la creazione di altri quattro Distretti del Commercio sul territorio: • • • • Distretto Urbano del Commercio di Cassano Magnago (comune singolo); “Castelli Viscontei” (Jerago con Orago come capofila e Arsago Seprio, Besnate, Cavaria con Premezzo e Solbiate Arno come partner); “Malpensa Nord – Ticino” (che vede per l’appunto Somma Lombardo capofila, con i comuni di Golasecca, Sesto Calende, Varano Borghi e Vergiate come partner); “Malpensa Sud” (Samarate capofila, con Cardano al Campo, Ferno, Lonate Pozzolo e Vizzola Ticino partner). I quattro progetti, pur essendo definiti con riferimento alle specifiche realtà micro territoriali, presentano necessariamente alcune evidenti similarità e omogeneità: • analisi di contesto (i quattro Distretti fanno parte di un’area vasta omogenea sotto il profilo socio‐ economico e urbanistico); • analisi competitiva (i quattro Distretti si confrontano con gli stessi competitors – Gallarate e Busto Arsizio, oltre alle stesse grandi strutture di vendita localizzate nel territorio provinciale o anche in provincia di Milano e Novara); • fonti statistiche e, più in generale, fonti informative (sono necessariamente e inevitabilmente comuni e condivise); • linee di indirizzo strategico (pur rispettando e valorizzando le rispettive vocazioni, è fondamentale tenere conto degli indirizzi di pianificazione territorialmente sovraordinati che sono comuni); • contenuti “macro” del Programma (dovuti non solo alle simili condizioni di contesto, ma anche alla condivisione delle aree di intervento proposte da Regione Lombardia); • forma e struttura dei documenti (sono il frutto di un know how, metodologia e cultura di progetto condivisi e maturati da Ascom, TradeLab e dagli altri partner). Tutto ciò premesso, ognuno dei progetti di Distretto presenta naturalmente elementi di peculiarità e di distinzione, dovuti: • • • • alla diverse imprese aderenti all’iniziativa e potenzialmente beneficiarie; alle diverse priorità assegnate nell’ambito dei progetti; alle diverse dimensioni dei Distretti e delle risorse presenti e attivabili sul territorio; alle diverse opportunità di interpretazione delle linee strategiche comuni. 108 Questa sintesi riporta alcune delle principali informazioni contenute nel Programma di Distretto e ne rappresenta quindi una mera guida per una successiva approfondita lettura del documento stesso nelle varie parti in cui esso si compone. 10.1 Composizione e coinvolgimento del partenariato Numero di firmatari l’Accordo di Distretto: 9 Soggetti firmatari l’Accordo di Distretto: ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ ‐ Comune di Cassano Magnago ENTRAMBE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA Ascom di Gallarate Uniascom Varese RAPPRESENTATIVE Confesercenti provinciale di Varese Provincia di Varese LARGA E QUALIFICATA PARTECIPAZIONE ISTITUZIONALE Federalberghi E DI NUMEROSE ASSOCIAZIONI DI SETTORI DIVERSI Confartigianato Coldiretti CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) Processo di partenariato e Strumenti di governance (Cfr Cap. 9, pagg. 106‐107) Coinvolgimento nel processo di definizione del Programma di Intervento dei sindaci e delle associazioni di categoria in tutte le principali fasi di natura strategica e operativa. Costituzione, entro 30 giorni dall’approvazione del Progetto, di un Comitato di Indirizzo composto indicativamente da: • un rappresentante dell’Amministrazione comunale partecipante • un rappresentante dell’Ascom di Gallarate • un rappresentante di Uniascom Varese • un rappresentante della Confesercenti provinciale di Varese • un rappresentante della Camera di Commercio di Varese • un rappresentante della Provincia di Varese • un rappresentante di Federalberghi • un rappresentante di Confartigianato • un rappresentante di Coldiretti • un rappresentante di CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa). Delega dei compiti operativi per la gestione e il coordinamento delle attività del Distretto a una figura professionale remunerata, che assumerà il ruolo di District Manager. Iniziative di raccordo trasparenza e informazione verso gli stakeholder (Cfr. Cap.8, pag.105) Comunicazione, ai diversi portatori di interesse (gli operatori economici in primis), dello stato di avanzamento del progetto e dei risultati conseguiti attraverso un Evento del Distretto e un Report Annuale. 109 10.2 Analisi del contesto Analisi di prefattibilità e di posizionamento del Distretto Attingendo sia a ricerche condotte in precedenza, sia ad analisi realizzate appositamente per la creazione del Distretto, sono state condotte con specifico riferimento al territorio del Distretto (cfr. Cap.2, da pagg. 9‐ 46): ‐ Analisi del contesto territoriale con riferimento in particolare alle caratteristiche strutturali, delle infrastrutture di comunicazione e del sistema socio‐economico del Distretto; ‐ Analisi della domanda di servizi commerciali da parte dei residenti in funzione delle caratteristiche strutturali e delle tendenze evolutive della popolazione residente nel Distretto e degli atteggiamenti e preferenze con particolare riferimento ai formati distributivi e agli orari di apertura (utilizzando come proxy i valori rilevati nella provincia di Varese); ‐ Analisi delle caratteristiche strutturali e tendenze evolutive del sistema di offerta commerciale (commercio in sede fissa, commercio ambulante, tabelle speciali, pubblici esercizi); ‐ Analisi del bacino commerciale in cui il Distretto è inserito e valutazione delle principali minacce competitive. I risultati di tali valutazioni sono sintetizzati nella matrice di SWOT Analysis, che esprime il posizionamento strategico del Distretto (Tavola 10.3.1). Il Distretto di Cassano Magnago essendo concentrato in unico comune, presenta una forte omogeneità che sul piano commerciale rappresenta un punto di forza in quanto è possibile realizzare un circolo virtuoso tra domanda e offerta basato sulla condivisione di una forte identità comune. Tale identità deve essere fortemente sfruttata e valorizzata in quanto Cassano Magnago si trova logisticamente “schiacciato” tra due centri storici in diretta competizione (Gallarate e Busto Arsizio) Inoltre a differenza di altri comuni della provincia di Varese, Cassano Magnago non ha una vocazione turistica e dovrà riuscire a fare affidamento quindi su una componente esterna di domanda anche perché mancano anche sul piano commerciale polarità forti (grandi strutture di vendita) in grado di generare attrazione. 10.3 Strategia e obiettivi (qualità del programma) Vision del Distretto (cfr. Pag. 40) Cassano Magnago si trova a gestire il processo di terziarizzazione dell’economia dopo la caduta del settore manifatturiero che dall’800 in poi era stato il fattore trainante di sviluppo di tutta l’area. In questa situazione si rende necessario definire un obiettivo d’identità in modo da evitare il rischio di marginalizzazione, non tanto nelle dimensioni quantitative e strutturali (popolazione), quanto con riferimento alle funzioni e alle relazioni che rendono viva e vitale una comunità urbana per evitare che la città si trasformi in un “dormitorio” ancellare a Gallarate e Busto Arsizio. 110 Tavola 10.3.1 – Matrice si analisi SWOT FATTORI INTERNI AL DISTRETTO COMMERCIO PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA Identitarietà dell’offerta Contrazione offerta Carenza di attrattori forti PUBBLICI ESERCIZI Densità dell’offerta ARREDO URBANO Progetti di riqualificazione urbana Illuminazione SICUREZZA Percezione di insicurezza FATTORI ESTERNI AL DISTRETTO ECONOMIA DEMOGRAFIA OPPORTUNITA’ MINACCE Processo di terziarizzazione Congiuntura: calo dei consumi Crescita della popolazione (=> aumento / mantenimento della domanda interna) Immigrazione: se senza controllo e programmi di integrazione può aumentare il senso di insicurezza Crescita del segmento dei senior e riduzione della dimensione media della famiglia Ö domanda di comodità/vicinato Ö commercio di prossimità) EVOLUZIONE DELLA DOMANDA/NUOVI TREND SOCIO CULTURALI Aree centrali come “piazze‐salotti” per la dimensione relazionale ed esperienziale dello shopping Mobilità della domanda e ricerca di esperienzialità, convenienza e comodità MALPENSA Risoluzione della “questione Malpensa” e rivitalizzazione dell’indotto economico Involuzione dello sviluppo aeroportuale CONCORRENZA Evasione di frequentatori e spesa dalle aree urbane di Cassano Ö propensione verso format esterni (centri commerciali e factory outlet center) Ö Grandi Strutture di Vendita Ö DUC Gallarate e Busto Arsizio 111 La vision di Cassano Magnago può essere riassunta nello slogan “Abitare come esperienza”. Un’esperienza di qualità che si sviluppa in termini di: conoscenza della propria città; consapevolezza della sua identità; immedesimazione nella cultura dei luoghi e dei suoi abitanti; personalizzazione dei luoghi e delle relazioni. L’obiettivo finale è dunque quello di elevare lo standard di qualità della vita al fine di migliorare la soddisfazione di chi (persone e attività) già risiede a Cassano Magnago o vi si voglia trasferire: • una città con elevati standard di qualità della vita per i cittadini sotto diversi punti di vista (qualità ambientale, delle relazioni tra le persone e tra queste e le istituzioni, offerta di servizi e di cultura); • una città che cresce; • un punto di riferimento in termini di servizi commerciali e non per i residenti; • un “insieme di luoghi che costituiscono un’opportunità per la generazione e il mantenimento di un sistema di relazioni urbane e sociali”. Il commercio, infatti, può e deve giocare un ruolo centrale nella strategia di sviluppo urbano, ma allo stesso tempo può esser influenzato dai fenomeni esterni. Poiché Cassano Magnago non è dotata di particolari attrazioni sul piano turistico e neppure polarità forti su quello commerciale, si trova in una posizione particolare della mappa di posizionamento competitivo (Figura 10.3.1). Ciò significa che il Distretto del Commercio deve innanzitutto porsi l’obiettivo strategico di evitare una perdita di competitività dell’offerta commerciale tale da fare scivolare la città nell’area di “rischio desertificazione commerciale”. Il Distretto, come unità organizzativa in grado di sviluppare forme di coordinamento non occasionale (quindi sviluppando una soluzione strutturata di “meta‐management”), deve svolgere un ruolo di “incubatore commerciale puro”, capace di ri‐creare e valorizzare ulteriormente l’offerta commerciale di Cassano Magnago assicurando professionalità e continuità all’azione strategica e di marketing dei singoli esercizi commerciali e del Distretto nel suo complesso. Il percorso strategico si configura quindi in uno spostamento verso una posizione di maggiore vocazione commerciale, tale da difendere i consumi locali (dei residenti) e attrarre quei consumatori alla ricerca di luoghi commerciali non standardizzati ma portatori dei valori di un commercio efficiente, ma a misura d’uomo. Figura 10.3.1 – Il posizionamento competitivo di Cassano Magnago e il percorso strategico del Distretto del Commercio Elevata Vocazione turistica Media Bassa Commercio trainato e a supporto dell’offerta turistica Polo d’attrazione interfunzionale Incubatore commerciale Misto Incubatore commerciale Strumentale Area di Rischio Desertificazione Commercio “assistito” come funzione sociale Bassa DiD Incubatore commerciale puro Media Vocazione commerciale Polo d’attrazione commerciale Integrare la varietà dell’offerta commerciale Elevata 112 Obiettivi individuati La vision del Distretto sarà implementata attraverso il perseguimento di sette obiettivi strategici chiave: Obiettivo 1 ‐ Sviluppare una politica di comunicazione integrata del Distretto Obiettivo 2 ‐ Sviluppare attività promozionali ed eventi Obiettivo 3 ‐ Migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità Obiettivo 4 ‐ Migliorare l’accessibilità e la mobilità delle persone e delle merci nel Distretto Obiettivo 5 ‐ Aumentare il livello di sicurezza Obiettivo 6 ‐ Costruire un sistema di governance, di competenze e di conoscenze per lo sviluppo del Distretto Obiettivo 7 – Sviluppare un orientamento ecosostenibile del Distretto Trasversalità del programma Il programma di intervento ha come obiettivo principale e diretto quello di realizzare un incubatore commerciale in grado di ri‐generare un’offerta commerciale forte e competitiva innanzitutto nei confronti dei “contenitori commerciali” concorrenti (Gallarate e Busto Arsizio). Allo stesso tempo la natura territoriale del commercio e lo stesso programma degli interventi proposti, che spaziano su tutte le aree tematiche individuate da Regione Lombardia, possono fare assumere al Distretto il ruolo di condensatore di obiettivi e attività di marketing territoriale. Il Distretto si candida quindi a diventare un riferimento per le politiche del territorio e a rivolgersi ai suoi principali stake holders (residenti, visitatori, imprese, proprietari immobiliari e così via). Capacità di previsione dei criteri di definizione dei confini del Distretto Il Distretto di Cassano Magnago comprende tutto il territorio comunale. Date le dimensioni urbane non è infatti opportuno ritagliare un’area centrale, benché questa esista e addensi una parte rilevante (in termini quantitativi qualitativi dell’offerta), infatti, può non essere sufficiente a sostenere le sfide competitive con i poli di offerta circostanti. Al momento non si vedono prospettive di un’espansione del Distretto anche in relazione alla contiguità con quelli già esistenti o in via di costituzione. Può esser invece auspicabile nel medio periodo sviluppare azioni di coordinamento interdistrettuale con le realtà similari e omogenee del territorio. 113 Monitoraggio e valutazione: i Key Performance Indicator (KPI) (Cfr. Cap.7, da Pagg.101‐104) Sono stati selezionati 15 indicatori di performance realisticamente implementabili nella realtà del Distretto: TIPOLOGIA KPI INDICATORE KPI relativi al Piano delle Attività nel suo complesso Consistenza e composizione dell’offerta di servizi commerciali Occupazione delle unità edilizie con destinazione commerciale Andamento delle vendite effettuate dagli esercizi del terziario commerciale Grado di soddisfazione dell’area Presenze turistiche nel Distretto Grado di soddisfazione del turista del Distretto Indice di Tenant Mix Indice di Localizzazione Indice di Retail Vacancy Indice di Retail Sales Indice di Customer Satisfaction Numero di turisti e durata media della permanenza Indice di Customer Satisfaction del turista KPI relativi ai singoli Obiettivi strategici Obiettivo 1 – Sviluppare una politica di comunicazione integrata del Distretto Obiettivo 2 ‐ Sviluppare attività promozionali ed eventi Obiettivo 3 ‐ Migliorare la qualità degli spazi pubblici e la loro fruibilità Obiettivo 5 ‐ Aumentare il livello di sicurezza Frequentazione del sito web Numero di accessi al Portale del Distretto (e alle diverse sezioni e pagine). Notorietà del Distretto Indice di Brand Awareness del Distretto Indice di conoscenza e indice di Conoscenza e soddisfazione per soddisfazione dei cittadini relativi alle le attività di promozione e attività di promozione e di animazione realizzate animazione/eventi Adesione degli operatori Indice di adesione e di soddisfazione degli economici alle attività di operatori commerciali relativamente alle promozione e animazione attività di promozione e di realizzate e loro soddisfazione animazione/eventi realizzate Manutenzione degli spazi Indice di manutenzione percepita pubblici Pulizia percepita degli spazi Indice di pulizia percepita pubblici Livello di sicurezza reale Indice di sicurezza reale Livello di sicurezza percepito Indice di sicurezza percepito 114 10.4 Gli inte erventi Coerenza trra Interventii e obiettivi iindividuati Per ciascun no degli obieettivi strateggici sopraelencati sono stati s individu uati specificii interventi e e azioni chee contribuisco ono in modo fattivo al raggiungimento degli obiettivi o stesssi. Si trattaa di azioni che c vanno a a completamento dei pro ogrammi già oggi esistentti e che risultano coerenti con i più ggenerali pian ni di sviluppo o c attu uali e previstti. L’insiemee degli intervventi elencatti rappresenta il Piano delle d Attivitàà dei singoli comuni, che il Distreetto intende realizzare peer perseguiree gli obiettivi indicati. Obiettivo 1 ‐ Sviluppare una politica dii comunicazio one integrata del Distretto •Sviiluppo di un Logo di Distrettto •Reealizzazione e gestione di un n Portale del D Distretto •Campagna di co omunicazione •Reealizzazione di una rete wireeless Obiettivo 2 ‐ Svilupparre ed attività prromozionali e eventi •Potenziamento del calendario o eventi Obiettivo 3 ‐ Migliorare e la qualità de egli spazi pubblici e la loro fru uibilità •Riq qualificazione delle vie e deelle piazze del Distretto •Riq qualificazione estetica degli immobili a u uso commerciaale •Reealizzazione di dehors e arreedamento estterno Obiettivo 4 ‐ Migliorare e l’accessibilità e la mobilità delle perssone e delle m merci nel Distre etto •Go overno dei flusssi di collegam mento e di acccesso al Distreetto del Comm mercio •Reealizzazione di nuovi parcheeggi •Ab bbattimento delle barriere aarchitettonich he per persone diversamen nte abili (operatori p privati) Obiettivo 5 ‐ Aumentarre il livello di ssicurezza •Insstallazione di u un sistema di sorveglianza e videosorvegglianza privataa •Realizzazione di un sistema di sorveglianzaa e videosorveeglianza pubbllica •Supportare la crreazione e la ggestione di un n sistema informativo di ma arketing Obiettivo 6 ‐ Costruiire un sistemaa di governance, di •Creeazione di unaa Cabina di reegia per la gestione e il coorrdinamento compete enze e di cono oscenze dell’iniziativa per lo svviluppo del Disstretto •Reealizzazione di interventi di formazione e di sensibilizzaazione degli operatori del Disstretto Obiettivvo 7 ‐ Sviluppaare un orientam mento ecososttenibile •Accquisto di mezzzi per la mobilità dolce d del Distretto 115 5 Trasversalittà degli interrventi rispettto alle 7 tipo ologie previsste Macroarea 1. Com municazione e e marketing 2. Promozione e an nimazione 3. Inte erventi struttu urali di qualifiicazione urbaana 4. Accessibilità e mobilità 5. Sicu urezza 6. Gesstione di serviizi in comune 7. Sosttenibilità ene ergetica e amb bientale Totalee Nu umero v.a. v 5 1 5 9 2 2 1 25 % 20 0,0 4 4,0 20 0,0 36 6,0 8 8,0 8 8,0 4 4,0 10 00,0 Vaalore vv.a. 157..000,00 289..862,80 1.101 1.884,00 5.184 4.900,00 127..596,00 60.0 000,00 17.5 500,00 6.938 8.742,80 % 2,3 4,2 15,9 74,7 1,8 0,9 0,3 100,0 1 Innovazionee rispetto al l contesto di riferimento Di seguito vvengono ripo ortati gli inteerventi previssti nel Programma in fun nzione del lo oro livello di innovazionee rispetto al ccontesto di riferimento. • • Novvità: si trattaa di interventi che non sono mai statti realizzati p prima (Innovvazione alta) oppure chee han nno già trovaato realizzazione in passaato ma secon ndo modalitàà e strumentti differenti (Innovazionee med dia); Con ntinuità: si tratta di inteerventi realizzzati in conttinuità rispettto al passatto, che presentano solo o limiitati elementti di innovaziione; NOVITÀ N •Sviluppo del Logo del D Distretto •Realizzazione e gestion ne di una cam mpagna comun ne di comun nicazione •Realizzazione e gestion ne del Portale e del Distretto o •Realizzazione di una re ete wireless •Costruzio one e gestionee di un sistema informativo o di marketting •Potenziam mento del caleendario eventti (nuovo evento) •Realizzazione di un sisttema di videosorveglianza pubblica e privata ‐‐> G Gestione inte egrata •Creazionee di una Cabin na di regia perr la gestione ee il coordinam mento dell’iniiziativa CONTIN NUITÀ •Potenziamen • nto del calend dario eventi (eeventi storici) • Riqualificazione delle vie e piazze del D Distretto • Riqualificazione estetica d degli immobili a uso commercialee • Realizzazion ne di Dehors ee arredamento o esterno • Governo dei flussi di colleegamento e di accesso al Distretto • Realizzazion ne di nuovi parcheggi • Abbattimento delle barrieere architetto oniche •Installazione • e di un sistemaa di sorveglian nza e videosorveglianza privata • Realizzazion ne di un sistem ma di sorvegliaanza e videosorveglianza pubblica • Realizzazion ne di interventti di formazion ne e di sensibilizzaziione degli opeeratori del Distretto •Acquisto di m • mezzi per la m mobilità dolce 116 6 In particolare, il Programma di Intervento si caratterizza per la presenza di alcune iniziative decisamente innovative per lo specifico contesto territoriale, frutto di un lavoro di scambio di idee e confronto di tutti i partner: oltre a interventi che trovano nella definizione, nell’organizzazione e nella gestione in comune di alcune attività (di marketing e promozione in primis, ma anche nell’organizzazione e gestione del Distretto), è da evidenziare la possibilità di integrazione dei sistemi di videosorveglianza pubblica e privata (Cfr. Intervento 5.1, pag.77) e la realizzazione, da parte dell’Amministrazione comunale, di una rete wireless che potrà supportare forme innovative di comunicazione (come ad esempio il Broadcasting e Digital Signage) verso i District User e gli operatori commerciali (Cfr. Intervento 1.4, pag.56). Cantierabilità degli interventi e capacità gestionale (Cfr. Cap.6, da pag. 96 a pag.100) Utilizzo del diagramma di Gantt quale strumento di supporto alla gestione dei progetti che consente di monitorare lo stato di avanzamento dei lavori. Indicatori di realizzazione: • percentuale di completamento degli interventi; • corretta realizzazione degli interventi (rispetto alle specifiche definite nel Programma di Intervento) • percentuale di interventi realizzati nei tempi previsti. 10.5 Il piano finanziario Il piano finanziario del Distretto Urbano del Commercio di Cassano Magnago è un piano quadriennale, che si sviluppa da gennaio 2009 a dicembre 2012. L’arco PIANO temporale considerato si estende oltre il periodo di co‐finanziamento previsto QUADRIENNALE dalla Regione Lombardia (18 mesi dalla data di pubblicazione sul B.U.R.L. del decreto che approva la graduatoria e il relativo contributo assegnato), testimoniando la volontà del partenariato di predisporre un progetto medio‐lungo periodo. Tra il 2009 e il 2012, è previsto un investimento complessivo di 6.938.742,80 euro. Gli investimenti per i quali si presenta una richiesta di co‐finanziamento a Regione Lombardia sono pari a 977.280,00 euro: il contributo richiesto è pari a 300.000,00 euro (4,3% dell’investimento complessivo; Cfr. Tavola 10.5.1 e Tavola 10.5.2). Il progetto ha consentito di mettere a sistema sul territorio risorse di natura CONSISTENTE pubblica e privata per la valorizzazione del Distretto Urbano del Commercio di Cassano Magnago per un ammontare consistentemente superiore a quanto EFFETTO LEVA: richiesto dal Bando. In particolare il valore complessivo delle risorse risulta pari a 1 A 23,1 oltre 23,1 volte e mezza l’ammontare di co‐finanziamento previsto da Regione Lombardia: ciò significa che, per ogni euro di co‐finanziamento regionale, il partenariato pubblico‐privato ha investito, per i diversi interventi nelle sette macro‐aree di attività previste dal Bando, oltre 22,1 euro. TAVOLA 10.5.1 ‐ BUDGET (IN EURO) DEL PIANO DELLE ATTIVITÀ PER ANNO TOTALE Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 82.309,70 4.167.801,70 2.569.665,70 Anno 2012 Totale 118.965,70 6.938.742,80 117 TAVOLA 10.5.2 ‐ CONTR RIBUTO RICH HIESTO A REG GIONE LOMBARDIA (IN EURO) 8.000.000 0,00 6.938.742,8 80 7.000.000 0,00 INVEST TIMENTI 6,6 VOLTE SUPERIO ORI AL CONTTRIBUTO 6.000.000 0,00 5.000.000 0,00 4.000.000 0,00 3.000.000 0,00 2.000.000 0,00 977..280,00 1.000.000 0,00 300.000,00 0 0,00 Invesstimento com mplessivo Interventi in n contribuzion ne C Contributo di RL Consideran ndo unicam mente le persone che vvivono nel Distretto, p pari a 21.34 40 abitanti ((Cfr. Tavolaa 2.3.1, Pag.. 18), e quindi non anche le pressenze legate ai flussi turistici, t l’in nvestimento o procapitee complessivvo, sommando sia gli investimen nti pubblicii sia quelli privati, è d di circa 325 5 euro perr abitante. Gli operato ori commerciali hanno partecipato o in modo consistente, apportand do interventti, in modo o coerente co on l’obiettivo o del progettto, per un vvalore compllessivo di olttre 575.000,,00 euro. Ne ello specifico o hanno partecipato 38 o operatori com mmerciali, p pari al 9,3% d del totale op peratori pressenti nel Disttretto. v di tale e consistentte partecipaazione, le Amministrazioni comunaali del Distrretto hanno o Anche in virtù convenuto di ridurre laa propria quo ota di co‐finaanziamento regionale daal 50% al 45%, lasciando o quindi unaa quota superiore (pari al 55%) agli o operatori privvati. PARTECIIPAZIONE DI SOGGETTI NON BENEFFICIARI Al progeetto hanno contribuito c anche soggetti non beeneficiari del contributo o regionalee. In parrticolare, il partenarriato, attraaverso un’’attività dii sensibilizzzazione, è riuscita r a coinvolgere la Camera di Commercio di Varese e e IVNG (Cfrr. Tavola 10.5.3). 118 8 TAVOLA 10.5.3 ‐ BUDGET TOTALE DEL PROGRAMMA (IN EURO) PER SOGGETTO FINANZIATORE 2010 2011 2012 Totale 600,00 600,00 600,00 1.800,00 ‐ Camera di Commercio di Varese 10.000,00 ‐ ‐ 10.000,00 Totale 11.100,00 1.100,00 1.100,00 11.800,00 ‐ IVNG Ciò sottolinea la forza e il valore del progetto stesso che è stato capace di mettere insieme imprese appartenenti a settori diversi (industria e servizi), con l’obiettivo comune di rafforzare la capacità di attrazione complessiva del Distretto. Tali imprese hanno aderito all’iniziativa progettuale riconoscendone il forte grado di innovazione nella visione di una valorizzazione dell’offerta urbana come azione collettiva di sistema in risposta alla crescente affermazione competitiva dei poli commerciali extraurbani. 119