DISTRETTO 2060
ROTARY CLUB DI PADOVA E PROVINCIA
ROTARY CLUB DI VERONA E PROVINCIA
Progetto “Che piacere…®”
Educazione alla salute
e prevenzione selettiva del consumo
precoce di alcolici
negli adolescenti e nei pre-adolescenti
METODOLOGIA
Settembre 2009
1
PROGETTO “CHE PIACERE…”
Segreteria Rotary – via Carlo Cattaneo , 6 – 37121 Verona
telefono e fax: 045 596094 - 045 597005 - 045 8004475
[email protected]
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PREMESSA
La situazione del consumo alcolico negli adolescenti è di estrema gravità, ed i suoi effetti negativi
sono già noti e destinati ad accentuarsi nel tempo a causa dei disturbi neurobiologici ed organici che
l’alcol provoca in un organismo in crescita.
Il lavoro finora svolto nell’ambito del progetto “Che piacere…®” evidenzia come esistano dei margini
di miglioramento attraverso interventi metodologicamente efficaci ben individuati per la fascia delle
scuole medie (informazione) e per l’ultimo triennio delle scuole superiori (lavoro sulle pubblicità).
Emerge un “buco” nelle tipologia di interventi proposti che riguarda invece la fascia del primo
biennio delle scuole superiori, in cui assistiamo peraltro al maggiore incremento del consumo
alcolico stesso. In questo senso si rende necessario elaborare interventi ulteriori espressamente
calibrati per questa fascia di età.
Il modello di lavoro proposto diviene quindi più complesso, assumendo caratteristiche differenziate
da applicare sequenzialmente nelle diverse fasce di età (ISAAC; Interventi Sequenziali per
Adolescenti Alcol-Consumatori).
L’efficacia delle azioni, anche applicando questo modello, richiede però sia una continuatività della
loro proposizione nel tempo e la coerenza del contesto in cui esse sono applicate. Facciamo specifico
riferimento ai contesti micro e macro-sociali in cui interagiscono gli adolescenti, ma soprattutto ai
loro genitori, che vanno opportunamente sollecitati e responsabilizzati su aspetti elementari ma
rilevanti quali: denaro in tasca, ora di rientro e locali frequentati dai loro figli.
Bere alcol ad 11 anni…
(almeno una volta la settimana)
Primi fra tutti i paesi industrializzati!
Maschi: 18.7%
Femmine: 8.5%
Dati WHO, HBSC study, 2001/2 report
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DESCRIZIONE E FINALITA’ PROGETTO
Per affrontare il problema del crescente consumo di alcolici nei ragazzi del nostro territorio, il Rotary
Club Padova e la Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus con la collaborazione della Regione
Veneto, della Provincia e Comune di Padova, dell’Ulss 16 e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di
Padova, hanno promosso sin dal 2006 il Progetto “Che piacere…®” rivolto agli studenti delle scuole
medie e superiori di Padova e Provincia;
Grazie ai Rotary Club locali Il progetto è stato realizzato anche a Napoli e Bologna e dal 2009 anche a
Cesena e Verona.
Il progetto ha già interessato più di 5.000 studenti nella sola Padova confrontando un’ informazione
sugli effetti dell’intossicazione alcolica con un lavoro sulle pubblicità degli alcolici mediante il
coinvolgimento nell’effettuazione di uno spot alternativo che invitasse a ricercare piaceri alternativi
all’alcol, spot che è stato oggetto di un concorso con la realizzazione e la messa in onda nel circuito
televisivo nazionale Italia 7 come messaggio di promozione sociale.
Il progetto, che per l’anno accademico 2009–2010 riguarderà circa 4.000 studenti di Padova e
provincia e Verona e provincia, si articola in tre momenti :
1) una prima fase, attuata nelle scuole medie inferiori e superiori con un coinvolgimento attivo dei
ragazzi;
2) un premio per il miglior progetto selezionato da una apposita e competente giuria;
3) un convegno sul problema dell’abuso alcolico in età giovanile.
Obiettivi
Gli obiettivi consistono nell’individuare una strategia preventiva in grado di modificare opinioni e
consumi di alcolici degli adolescenti (gruppi a rischio), facendo loro assumere il ruolo di promotori e
sensibilizzare genitori ed insegnanti e l’intera collettività sui pericoli dell’uso dell’alcol in età preadolescenziale ed adolescenziale. In forza di ciò il progetto ha voluto confrontare diversi tipi di azioni
per valutarne l’efficacia nelle diverse fasce di età interessate.
OBIETTIVI
prevenzione selettiva del consumo precoce di alcolici negli adolescenti e nei pre-adolescenti
cercando:
• negli adolescenti e preadolescenti:
- riduzione del consumo di alcolici
- aumento della percezione del rischio del consumo di bevande alcoliche
- riduzione degli incidenti di prossimità dell’alcol
• negli adulti (genitori ed altre figure educative):
- sollecitare maggiore attenzione sul consumo di alcolici degli adolescenti e dei preadolescenti
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Metodi
Coinvolgimento attivo degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado all’interno delle
attività curriculari; analisi di pubblicità di alcolici, sia televisive sia su carta stampata.
Uno fra i più attuali filoni di prevenzione dell’alcol negli adolescenti punta sul dare ai ragazzi le
risorse per potere “smontare” i messaggi pubblicitari che si propongono di spingerli all’uso di alcol; il
presupposto di fondo è che i ragazzi e le ragazze ci tengono a non sentirsi manipolati, ad essere
considerati indipendenti e sempre più responsabili della propria vita.
L’analisi delle pubblicità sull’alcol offre l’occasione di veicolare informazioni in un contesto
emotivamente coinvolgente, ben integrabile nelle attività curriculari dei diversi indirizzi delle scuole
superiori, attivando nei ragazzi e nelle ragazze le risorse per costruire propri contro-messaggi
informativi ed altrettanto emotivamente coinvolgenti. Sono inoltri valutati gli aspetti psicopatologici
nel campione considerato.
In particolare, viene verificato se e quali disturbi psicocomportamentali eventuali si associano
all’assunzione di alcol, se al cambiamento nell’assunzione di alcolici corrisponde una modificazione
dell’eventuale disagio psicocomportamentale. E’ inoltre attivata una procedura finalizzata a
coinvolgere adolescenti, preadolescenti e insegnanti nella produzione – scrittura – di uno spot
pubblicitario.
Perfezionamento con un gruppo pilota di genitori delle scuole secondarie di primo e secondo grado
di un opuscolo informativo ed educativo da diffondere ad altri genitori. Il modello di tale opuscolo è
tratto da una pubblicazione dell’Istituto per l’alcol e l’abuso alcolico (USA), rivisto ed adattato alla
situazione italiana.
In sintesi i contenuti su cui punta sono: i rischi dell’uso di alcolici negli adolescenti; il mondo degli
adolescenti; la relazione fra genitori e figli; parlare con i propri figli dell’alcol; le strategie di
prevenzione per i genitori; come comportarsi se il proprio figlio ha problemi con l’alcol.
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RISULTATI OTTENUTI NELLE ANNATE PRECEDENTI
E MODELLO DI LAVORO PROPOSTO
a) scuole media inferiori
Il modello informativo è di per sé efficace almeno sui ragazzi delle II medie. E’ inoltre vantaggioso in
termini di tempo, per cui se ne consiglia l’utilizzo e la regolare implementazione come intervento.
Dai dati emersi, in questa fascia di età è presente una componente di possibile ricerca di disinibizione
correlata ad esperienze affettive e sessuali. Si suggerisce quindi di inserire nell’azione informativa
una componente anche dedicata a tale aspetto.
Analizzando i tempi di intervento dell’azione informativa, che spesso potevano superare i limiti
dell’ora scolastica prevista e comportavano quindi un troncare prematuro delle discussioni che
emergevano fra i ragazzi, si può infine proporre di dedicare a tale azione due ore scolastiche
consecutive.
Abbiamo inoltre rilevato una forte correlazione fra l’assunzione di alcol, la frequenza di locali come
bar e discoteche assieme al ritorno a casa dopo mezzanotte e la maggiore disponibilità economica.
Questo ci convince ulteriormente della necessità di affiancare alle azioni rivolte agli studenti di
questa fascia di età anche un lavoro finalizzato alla responsabilizzazione dei loro genitori sul loro
ruolo. In questa fascia di età, in cui la frequenza di locali, il ritorno a casa dopo mezzanotte e
l’effettivo consumo di alcolici è più contenuto, questa azione potrebbe rivelarsi efficacemente
preventiva anche estendendosi nel tempo. Si propone quindi di contattare i genitori delle II medie fin
dall’inizio dell’anno scolastico (momento di maggiore presenza e disponibilità), con modalità di
coinvolgimento che possono variare, a seconda delle disponibilità degli istituti, da un incontro di 1-2
ore per ogni classe coinvolta sino alla costituzione di un più stabile comitato di genitori (o loro
rappresentanti).
In sintesi, per le scuole medie inferiori:
- proposta di azione informativa agli studenti con un incontro di complessive due ore scolastiche
- proposta di intervento rivolto ai genitori (una-due ore); costituzione di un comitato genitori
b) scuole superiori
Il modello di lavoro sulle pubblicità è di maggiore efficacia per indurre dubbi sul bere in bevitori più
consolidati, in particolare nella fascia delle III superiori (e, sulla base di risultati del 2006-7, anche
delle IV superiori).
In questa fascia di età prevale un consumo regolare, poco influenzabile da informazioni sulla
pericolosità (poco correlata all’effettivo consumo) e spesso poco mediato da programmazione di
bere od intenzioni coscientemente esplicitate. E’ ben evidente la correlazione del bere con il passare
la serata con gli amici, ma il bere è maggiormente correlato con i contesti frequentati e l’ora di
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rientro a casa: in definitiva è quindi più probabile che gli stessi amici frequentati siano selezionati
sulla base del bere in un locale, abbandonando eventualmente le compagnie precedenti che non
aderiscono a tale comportamento.
Tale dato è più evidente nelle III superiori, mentre in I superiore si crea una situazione ibrida, ad alto
incremento del consumo di alcolici, senza effetti di contenimento né con azioni informative né con
lavoro sulle pubblicità.
Il lavoro di gruppo sullo smontaggio degli spot e la costruzione di messaggi di gruppo alternativi,
senza eccessive informazioni ed interventi sul piano razionale, risulta quindi più efficace. Si può
quindi proporre di articolare l’intervento in due incontri di due ore: il primo dedicato allo smontaggio
di spot che dovrebbero coinvolgere situazioni gruppali, eventualmente anche facendo emergere in
seconda battuta altre pubblicità che hanno colpito i ragazzi; il secondo dedicato a brainstorming e
costruzione dello storyboard. Non risulta invece altrettanto utile mantenere nell’ambito
dell’intervento la successiva fase, troppo razionale, di costruzione del controspot ai fini del concorso.
Questa fase “tecnica” potrebbe essere resa facoltativa ed affidata direttamente al gruppo di scienze
dell’educazione.
In sintesi, per le scuole superiori:
- proposta di intervento con le III superiori di smontaggio dei messaggi pubblicitari e successiva
elaborazione di un controspot, per complessivi due interventi di due ore ciascuno.
Scuole MEDIE:
media dei bicchieri di alcolico consumati
prima e dopo l’intervento di prevenzione
Scuole SUPERIORI:
media dei bicchieri di alcolico consumati
prima e dopo l’intervento di prevenzione
0,7
1,8
0,6
1,6
1,4
0,5
1,2
0,4
1
0,3
0,8
0,2
0,6
0,4
0,1
0,2
0
0
pre
post
Controllo
Intervento
pre
post
Controllo
Intervento
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SCHEMA GENERALE DEL PROGETTO ANNO 2009-10
SCHEMA GENERALE INTERVENTI DI TOSSICOLOGIA
Classi III superiori


Genitori

Un incontro per la presentazione del progetto
(1-2 ore)

Alunni

Smontaggio della pubblicità sugli alcolici (2 ore)
Un incontro con i rappresentanti per illustrare un
opuscolo su alcol e giovani rivolto ai genitori
Brainstorming ed elaborazione di uno spot
alternativo (2 ore)

Classi di I e II media inferiore

Genitori

Un incontro per la presentazione del progetto (12 ore)

Un incontro con i rappresentanti per illustrare un
opuscolo su alcol e giovani rivolto ai genitori

Alunni

Un incontro di carattere informativo sull’alcol (2
ore)
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SCHEMA GENERALE INTERVENTI DI NPIA E NEUROPSICOLOGIA
Classi I, II III superiori


Genitori (I sup)

3 incontri, di 2 ore ciascuno, così strutturati:
Alunni (I – II sup)
intervento di focus group (4 incontri di 2 ore
ciascuno).

1 - relazione e dibattito sull’adolescenza con
particolare riferimento al rapporto genitori-figli);
2 - presentazione dati relativi al consumo di
alcolici, all’associazione di comportamenti
patologici e ai fattori di rischio connessi;
Alunni (III sup)

Test e retest sul consumo di alcolici e sulla
presenza di comportamenti patologici,
associati a valutazione della propensione ad
assumere comportanti rischiosi in funzione
dello stato di maturazione delle funzioni
esecutive (test computerizzato)
3- discussione/confronto e raccolta dati familiari
Classi di I e III media


Genitori (I media)
Alunni (III media)

Incontri strutturati in: relazione e dibattito
sull’adolescenza,
risultati
del
progetto;
discussione/confronto e raccolta dati familiari

Test e retest sul consumo di alcolici e sulla
presenza di comportamenti patologici, associati a
valutazione della propensione ad assumere
comportanti rischiosi in funzione dello stato di
maturazione delle funzioni esecutive (test
computerizzato)
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1 Intervento informativo Scuole Medie
L’intervento richiede circa due ore scolastiche, metà del tempo è dedicata all’informazione
scientifica degli effetti dell’alcol e il tempo restante ad una discussione e chiarimenti alle domande
poste dai ragazzi.
Parte informativa
L’esposizione si concentra sugli effetti fisici e comportamentali che l’assunzione di alcol comporta in
modo immediato più un accenno al fenomeno dell’alcolismo, tralasciando il resto delle conseguenze
a lungo termine.
In particolare i punti toccati sono:
- perché l’alcol può essere considerato una droga: potere psicoattivo, assuefazione, dipendenza
psicofisica
- farmacocinetica dell’alcol: assorbimento, metabolismo e distribuzione nell’organismo
- farmacodinamica: concetto di recettore-ligando
- effetti fisici: riflessi, vista, muscoli, equilibrio, vomito
- effetti comportamentali: l'andamento bifasico degli effetti alcolici (euforia, disinibizione, perdita
del controllo seguiti poi da sonnolenza, incapacità motoria, coma etilico)
- alcolismo: definizione, l'origine subdola del problema, le caratteristiche della dipendenza e della
crisi di astinenza
- legislazione: le leggi che vietano il consumo prima dei 16 anni e il limite imposto per la guida dei
veicoli
Il lavoro ha il compito di comunicare in modo veloce e diretto il messaggio in modo da essere
coinvolgente, per questo motivo si è scelto un linguaggio semplice mantenendo comunque una
impostazione scientifica e una presentazione che parli per immagini tramite proiezioni power point
(in allegato, assieme alla stesura di una lezione tipo).
Discussione
La seconda parte dell' intervento serve a chiarire e discutere i punti richiesti dai ragazzi.
Nella nostra esperienza in generale è emersa una più chiara conoscenza degli effetti dell'alcol negli
adolescenti delle superiori, anche per una maggiore esperienza diretta. Meno informati invece i
ragazzi delle medie inferiori, specialmente sugli effetti della pesante ubriachezza, che hanno reagito
con maggiore curiosità. In quasi tutte le classi invece è sorta una discussione riguardo alla legge che
vieta la vendita e la mescita di alcolici ai minori di 16 anni, ed in particolare sul perché questa legge
non viene in molti casi rispettata e sui comportamenti che andrebbero adottati per renderla efficace.
Ne è emerso un certo disorientamento per la mancanza di coerenza e di presa di posizione degli
adulti di fronte a questo divieto e anche una certa convinzione che ci vorrebbero imposizioni esterne
(da parte di genitori e istituzioni) più severe, nonché la scarsa fiducia di poter iniziare a rispettare la
legge partendo dal comportamento personale.
Al centro dell'attenzione anche le disposizioni di legge negli altri Paesi. Altro tema di discussione è
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stato anche l'atteggiamento da adottare nei confronti di un amico sulla via dell' ubriachezza o del
continuato comportamento alcolico. Anche in questo caso emerge una certa sensibilità al problema
ma anche la tendenza a proiettare l'eventualità sempre al di fuori di sè. Sono stati inoltre richiesti
chiarimenti riguardo alle "indicazioni mediche" che suggeriscono il consumo moderato di vino rosso
per aiutare il cuore, all' utilità degli alcolici per scaldarsi e i correlati rischi di assideramento, alla
veridicità delle leggende metropolitane che consigliano come smaltire la sbornia. Infine in alcuni casi
i ragazzi hanno messo a confronto la capacità di indurre dipendenza dell'alcol e del caffè.
2 Intervento attivatore per il secondo triennio degli Istituti Superiori
1° incontro:
Durata dell’intervento 2 ore
o Breve introduzione sullo svolgimento delle varie fasi da sviluppare nel corso degli incontri:
1. Visione dello spot pubblicitario
2. Smontaggio
3. Discussione sull’alcol
4. Brainstorming
5. Ideazione di spot alternativo
o Visione dello spot pubblicitario “peel away”.
visioni dello spot per intero  raccolta delle prime impressioni sulla pubblicità senza alcun
suggerimento da parte nostra. Una sola visione non è mai stata sufficiente, le prime
impressioni sono state quasi le stesse per tutte e sette le classi (la pubblicità funziona nella
misura esatta in cui riesce a far filtrare lo stesso messaggio a persone differenti, appartenenti
alla stessa fascia d’età in contesti diversi).
Visione dello spot a sequenza e (smontaggio)  analisi dei personaggi in ordine di comparsa:
protagonista, capo, vigilessa, …; analisi di luci, colori, musica, inquadrature.
Riflessione guidata su quelli che sono gli stereotipi utilizzati in questo messaggio: il
protagonista è stato riconosciuto dai più come “sfigato” e segue una sua evoluzione
arrivando ad uno status di accettazione da parte del gruppo che lo accoglie (nella penultima
immagine) offrendogli la bibita; figure autoritarie legate al non rispetto delle regole;
Parallelismi tra gli stati dell’ebbrezza e immagini dello spot (ad esempio l’ignorare le
conseguenze dei propri atti).
1. osservare
2. valutare l’estetica del messaggio pubblicitario
3. determinare gli scopi del messaggio pubblicitario
4. determinare gli assunti di base del messaggio pubblicitario.
o Discussione:
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L’attenzione è stata rivolta soprattutto a concetti chiave che avessero una valenza emotiva
chiedendo ai ragazzi di portarci delle loro esperienze dirette, raccontarci aneddoti. Attivando
così una discussione tra compagni di classe, i ragazzi si sono messi in discussione
confrontandosi sulle differenti posizioni sull’uso dell’alcol (Peer education). Introdotti dai
ragazzi stessi abbiamo affrontato argomenti la perdita di controllo e l’incapacità di valutare
correttamente un rischio puntando sul sentimento della vergogna tutto ciò che li facesse
sentire a disagio del bere. Abbiamo, inoltre chiesto loro se si beve sempre perché se ne ha
voglia. È voglia? E’ abitudine? E’ conformismo? Molti di loro non si sono mai posti la
questione.
Insieme a questi aspetti emotivi si è potuti accedere ad informazioni di tipo più fisiologico.
o Con domande dirette: “Cosa vi succede quando bevete?” è stato possibile discutere, anche
dal punto di vista più formale su quali siano gli effetti fisici (riflessi, vista, muscoli, equilibrio,
vomito) e su quelli che sono gli effetti comportamentali: (euforia, disinibizione, perdita del
controllo seguiti poi da sonnolenza, incapacità motoria, coma etilico)
2° incontro
Durata dell’intervento 2 ore
o Riassunto del lavoro di analisi effettuato nell’incontro precedente.
o “brainstorming” 1
Spunti utilizzati:
1 Dose e quantità, tutto ciò che è bello ed emozionante perché in piccola dose e
quantità (lavoro di classe).
2 Amore (costituzione di gruppi spontanei all’interno del gruppo classe).
3 Riconoscere, se negli altri luoghi, abbigliamento, linguaggio (costituzione di gruppi
misti).
o Ideazione dello spot alternativo Dal primo e dal terzo brainstorming i ragazzi hanno estratto
le parole, i concetti che più preferivano dalle quali sono arrivati a scrivere sceneggiature e
storyboard.
1
è una tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema. Il risultato principale di una sessione
di brainstorming può essere una completa soluzione del problema, una lista di idee per un approccio a una soluzione successiva, o una
lista di idee che si trasformano nella stesura di un programma di lavoro per trovare in seguito una soluzione, nel nostro caso per avere
elementi per costruire un messaggio pubblicitario alternativo al divertimento scollegato all’uso d’alcol.
Il metodo del brainstorming iniziò a diffondersi nel 1957, grazie al libro "Applied Imagination" di Alex Faickney Osborn, un dirigente
pubblicitario.
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3 Indagine epidemiologica sull’associazione tra consumo di alcolici e
comportamenti psicopatologici (scuole medie inferiori e superiori),
intervento di Focus group su classi selezionate a maggior rischio (scuole superiori),
intervento informativo/educativo sui genitori (scuole medie inferiori e superiori)
Il gruppo di Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva, dopo una fase iniziale di rilevazione di problemi
psico-comportamenali associati al consumo di alcolici ha verificato che nel biennio iniziale delle
scuole superiori non si sono rivelati efficaci né gli interventi di tipo informativo né quelli basati sulla
attivazione emotiva ed il lavoro sugli spot, ha proposto un intervento diverso per tale fascia di età,
basato sulla tecnica di “focus group”. Inoltre, considerata l’influenza da parte del contesto
ambientale dell’adolescente sul comportamento legato all’assunzione di alcolici e dato il picco di
aumento del consumo di alcolici e di comportamenti psicopatologici associati nel corso del primo
anno delle superiori, ha progettato un intervento sui genitore di ragazzi del primo anno delle scuole
superiori.
PRIMA FASE. Indagine epidemiologica sull’associazione tra consumo di alcolici e comportamenti
psicopatologici (scuole medie e superiori)
Premessa
Recenti studi su popolazione giovanile hanno rilevato come gli adolescenti che fanno uso di alcolici
presentano un’elevata prevalenza di comorbilità psichiatrica (disturbi di personalità, disturbi d’ansia
e dell’umore, comportamenti autolesivi) (Bott et al. 2005; Carballo et al. 2007).
Studi paralleli hanno evidenziato che in giovani ed adulti depressi con comportamento suicidario,
quelli con comorbilità relativa ad uso patologico di alcol sono maggiormente compromessi per
quanto riguarda le dimensioni di aggressività ed impulsività (Sher et al. 2003).
Obiettivi
Nell’ambito del progetto di Educazione alla salute e prevenzione selettiva del consumo precoce di
alcolici nei preadolescenti e adolescenti, l’apporto della Neuropsichiatria Infantile consiste
nell’evidenziare eventuali aspetti psicopatologici nel campione considerato. L’ipotesi da verificare è
se e quali problemi psicocomportamentali si associano al consumo di alcol.
Materiali e metodi
La valutazione delle competenze e dei problemi degli adolescenti avverrà tramite somministrazione
di Youth Self Report di T.Achenbach, versione 2001 [YSR 11-18]. Trattasi di una delle scale di
valutazione del comportamento giovanile più diffuse e utilizzate a livello internazionale in ambito sia
clinico sia di ricerca. Il test consente di indagare le competenze sociali e i problemi
psicocomportamentali di soggetti di età compresa fra gli 11 e i 18 anni. È strutturata sotto forma di
questionario di autovalutazione standardizzato anche per la popolazione italiana (Frigerio et al,
2001; Frigerio e Montirosso, 2002; Frigerio et al, 2006; Masha Y Ivanova et al, 2007), il cui tempo di
compilazione è in media di 20’. La prima parte contiene item che indagano la qualità della
partecipazione del soggetto ad attività varie (sportive, domestiche e scolastiche) e la qualità delle
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sue relazioni con familiari e coetanei; la seconda parte contiene 118 item valutati su una scala di
risposta a tre livelli. Tali item sono stati raggruppati in 8 scale sindromiche relative a diversi quadri
psicopatologici: ritiro/chiusura, lamentele somatiche, ansia/depressione, problemi sociali, problemi
del pensiero, problemi attentivi, comportamento delinquenziale, comportamento aggressivo. La
valutazione di tipo dimensionale fornita dallo YSR viene messa in relazione con valutazioni di tipo
categoriale proprie del manuale diagnostico delle malattie mentali (DSM IV), utilizzando scale di
comparazione ‘DSM IV oriented’.
I questionari, somministrati a ragazzi di II media e di I e III superiore, vanno somministrati in
concomitanza a quelli riguardanti specificatamente l’assunzione di alcolici, garantendo ai soggetti l’
anonimato dei dati rilevati.
SECONDA FASE. Intervento di Focus group su classi selezionate a maggior rischio ed intervento
informativo/educativo sui genitori (scuole medie e superiori).
Premessa ed obiettivi
La letteratura attuale riguardante l’influenza da parte del contesto ambientale dell’adolescente sul
comportamento legato all’assunzione di alcolici (età di inizio, entità dell’assunzione ed evoluzione
in dipendenza), sottolinea l’importanza rivestita dal gruppo dei pari e dalla famiglia Scholte RH et al.
2008; Henry K, Slater M, Oetting E 2005; Hawkins JD et al. 1997; Dick DM et al. 2007; Hayes L, Smart
D, Toumbourou JW, Sanson A 2004; Beck KH, Boyle JR, Boekeloo BO 2003). Il ruolo della famiglia, in
particolare in termini di controllo e monitoraggio da parte dei genitori nei confronti delle azioni e
delle attività sociali dei figli, è risultata anche dall’analisi dei dati raccolti nell’ambito della prima
fase del progetto ‘…che piacere’ (orario di rientro, disponibilità di soldi,luoghi frequentati).
Il gruppo di Neuropsichiatria dell’età evolutiva si propone di agire sui giovani e sulle famiglie con
interventi così strutturati:
- in relazione alla rilevanza del gruppo dei pari  attuazione di focus group centrati sul consumo di
alcolici con gruppi classe a maggior rischio (maggiore prevalenza di assunzione di alcolici
associata a comportamenti psicopatologici);
- in relazione all’importanza del contesto familiare  coinvolgimento dei genitori (nell’ottica di
valutare la presenza di fattori di rischio a livello familiare e di promuovere forme di
educazione/informazione sul bere in adolescenza);
- in relazione allo studio di decorso ed evoluzione dei comportamenti relativi ad assunzione di
alcolici in età adolescenziale  follow up a distanza dei soggetti testati e trattati.
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Segreteria Rotary – via Carlo Cattaneo , 6 – 37121 Verona
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Materiali e metodi
Scuole Medie (Classi Prime - Seconde)
Coinvolgimento di genitori al fine di
o raccolta dati clinico-epidemiologici,
o intervento informativo/educativo, la cui valutazione d’efficacia preventiva sul consumo di
alcolici nei figli avverrà con rivalutazione di questi ultimi l’anno successivo (II media)
STRUMENTI:
o per i ragazzi: questionari relativi al consumo di alcolici e questionari relativi a problemi psicocomportamentali (vedi utilizzati nella prima fase).
o per i genitori: schede di raccolta dati (da valutare l’utilizzo di questionari e/o interviste
semistrutturate).
PROCEDURA:
o incontro genitori c/o consiglio classe per presentazione progetto e raccolta del consenso;
o pretestaggio di N classi prime;
o intervento con genitori di ½ N classi prime (rivalutazione delle N classi, ½ N sperimentali e ½
N di controllo, prevista per l’anno successivo).
INTERVENTO CON I GENITORI
3 incontri, di 2 ore ciascuno, così strutturati:
1. relazione e dibattito su adolescenza (aspetti psicofisiologici e compiti evolutivi, con
particolare riferimento al rapporto genitori-figli);
2. presentazione dati relativi al consumo di alcolici e all’associazione di comportamenti
patologici e ai fattori di rischio connessi;
3. discussione/confronto e raccolta dati familiari.
Scuole Superiori (Classi Prime)
Coinvolgimento di genitori al fine di:
- raccolta dati clinico - epidemiologici
- intervento informativo/educativo, la cui valutazione d’efficacia preventiva sul consumo di alcolici
nei figli avverrà con rivalutazione di questi ultimi alla fine dell’anno scolastico.
Per gli strumenti e la procedura si rimanda a quanto sopra menzionato circa l’intervento sui genitori
delle classi prime medie.
Scuole Superiori (Classi del I biennio)
Coinvolgimento di ragazzi del primo biennio delle scuole superiori al fine di una prevenzione primaria
e secondaria del consumo di alcolici associato a problemi esternalizzanti.
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STRUMENTI
- questionari relativi al consumo di alcolici e a problemi psico-comportamentali (vedi quelli
utilizzati nella prima fase).
- tecnica del focus group (strutturando l’intervento in 4 incontri di 2 ore ciascuno).
Focus Group: trattasi di una tecnica che si avvale delle dinamiche gruppali per approfondire
tematiche specifiche; il focus group è in grado di utilizzare il lavoro con il gruppo di adolescenti come
risorsa in un'ottica preventivo-educativa: gli stimoli proposti e la valorizzazione della comunicazione
all'interno del gruppo-classe favoriscono l'emergere della cultura del gruppo (alle prese con la
rappresentazione dei compiti di crescita), dei conflitti affettivo/relazionali sottostanti e dei
conseguenti rischi psico-comportamentali, in questo caso quelli relativi all’assunzione di alcolici.
Personale coinvolto
Gli incontri sono condotti da 2 psicologi esperti in dinamiche di gruppo e problematiche
dell’adolescenza e osservati da un terzo psicologo, con il compito di redigere il verbale dei contenuti
emersi durante le sedute. Per garantire stabilità e continuità, le équipe resteranno stabili per i tre
incontri previsti per ogni classe. Per garantire il setting e una maggior libertà di espressione dei
ragazzi, non è prevista la presenza degli insegnanti durante gli incontri.
Metodologia
Ogni incontro, della durata di 2 ore, viene sviluppato seguendo una metodologia mista:
- Momenti di discussione di gruppo a partire da uno stimolo (domande precedentemente
concordate, lettura di brani di giornali, proposta di stimoli visivi e multimediali…) in cui i
conduttori fungeranno da facilitatori della comunicazione, cercando di stimolare il confronto tra i
pari ed evitando interventi di tipo prescrittivo e giudicante.
- Momenti di attivazione tramite diverse metodologie (spunto da eventuali attività laboratoriali,
brain storming, cartelloni…), tra le quali l’ideazione di uno slogan che concorrerà al premio finale.
Ognuno dei quattro incontri stimola ed indaga un’area/tematica specifica:
- Primo incontro: presentazione dei ragazzi, loro abitudini rispetto alla socializzazione e al
consumo di alcolici, aspettative rispetto al percorso proposto.
- Secondo incontro: vantaggi e svantaggi del consumo di alcolici. Alcol e percezione del rischio.
- Terzo incontro: alcol e identità, alcol e media.
- Quarto incontro: sintesi delle tematiche emerse e circolate, elaborazione e valutazione del
percorso da parte dei ragazzi. Definizione dello slogan
PROCEDURA
- pretestaggio di N classi;
- selezione di ½ N (*) e intervento di focus group;
- retestaggio delle N classi.
* problematicità: associazione tra consumo di alcolici e problemi psico-comportamentali
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4 Valutazione dell’associazione tra processi decisionali e consumo d’alcolici
Una parte particolarmente rilevante dal punto di vista scientifico in seno al progetto riguarda la
misurazione dell’efficienza e dello sviluppo delle funzioni esecutive di controllo in associazione al
consumo di alcolici e alle variabili psicopatologiche.
Premesse
L’analisi di situazioni sociali sempre più complesse e la continua ricerca di approvazione da parte del
proprio gruppo d’appartenenza nei contesti adolescenziali può portare i giovani ad una errata
valutazione dei comportamenti messi in atto nelle situazioni sociali potenzialmente rischiose.
La valutazione critica dei propri e degli altrui comportamenti richiede abilità cognitive ed affettive
che negli adolescenti sono ancora in fase di sviluppo e spesso non sono ancora formate nei ragazzi
quando entrano in contatto per la prima volta col consumo d’alcolici.Infatti, lo sviluppo delle abilità
di valutazione delle situazioni sociali e dei rischi situazionali richiedono capacità associate al
funzionamento e allo sviluppo del lobo frontale, e della corteccia prefrontale, sede delle così dette
funzioni esecutive di controllo, in particolare.
La corteccia prefrontale è la parte del cervello più recente dal punto di vista dello sviluppo
filogenetico e la cui dimensione nell’uomo e proporzionalmente più grande rispetto a qualsiasi altro
primate. Le abilità di pianificazione, programmazione, monitoraggio, controllo, organizzazione
comportamentale e l’analisi delle situazioni sociali, in relazioni alle regole morali introiettate e la
comprensione delle conseguenze dei propri ed altrui comportamenti sono necessarie per poter
evitare situazioni rischiose e potenzialmente lesive a sè ed agli altri.
Assieme a quelli che possiamo considerare processi decisionali basati su informazioni di tipo
quantitativo ed oggettive (o fredde), vi sono processi decisionali che si basano su informazioni
emotive (o calde) che si associano alle emozioni esperite come conseguenze di decisioni prese in
situazioni di scelta passate.
Questi meccanismi sono guidati dal circuito limbico e dall’amigdala in particolare che al contrario
della corteccia prefrontale sono ben sviluppate già nell’ adolescenza. Ne consegue che il controllo
delle pulsioni, la gestione delle ricompense e i processi d’apprendimento adattativo dipendono dallo
sviluppo delle aree prefrontali e dal delicato equilibrio tra le attività di queste aree e quelle del
sistema limbico.
Quindi negli adolescenti l’incompleta maturazione delle aree prefrontali comporta un utilizzo più
importante di processi decisionali basati su informazioni emozionali dove le valenze cognitive sono
meno rilevanti.
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Ovviamente, per un corretto sviluppo di queste capacità critiche un contributo essenziale è dato
dalla famiglia e dall’ambiente sociale d’appartenenza, vista la stretta relazione tra comportamenti
sociali e l’educazione. Quindi sono molteplici gli elementi coinvolti nello sviluppo della corteccia
prefrontale e per tale motivo è molto importante che tutti i fattori ambientali siano tenuti in giusta
considerazione: variabili sociali e psicopatologiche.
È da notare, inoltre, che l’azione dell’alcol sul cervello va ad incidere sui circuiti corticali GABAergici e
DOPAminergici associati al funzionamento della corteccia prefrontale e può influire in modo
deleterio proprio su quelle abilità che sono necessarie per evitare tali comportamenti rischiosi.
Quindi, l’uso degli alcolici in questa fascia d’età ha un effetto potenzialmente dannoso che può
incidere sulla maturazione dell’individuo e può protrarre i suoi effetti anche in età adulta incidendo
anche sulla sensibilità soggettiva verso la dipendenza da sostanze.
SCOPO
Lo scopo di questa parte del progetto denominata “Controlliamo il controllore” è quello di valutare
la propensione ad assumere comportanti rischiosi in funzione dello stato di maturazione delle
funzioni esecutive di controllo prefrontale nei ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni, ed in
relazione all’ utilizzo di alcolici. Questo studio darà informazioni sulle determinanti neuro-cognitive
associate alla propensione ad assumere comportamenti rischiosi in relazione alle situazioni sociali e
all’assunzione di alcolici.
METODICA
La valutazione delle funzioni esecutive di controllo verrà effettuata mediante una batteria di test e
questionari computerizzati che verranno sottoposti ai ragazzi di quelle scuole che dispongono di aule
multimediali. Il tempo totale della valutazione sarà di circa 90 minuti e verrà effettuata
simultaneamente a più studenti sulla base della disponibilità di postazioni delle aule multimediali a
disposizione nelle singole scuole partecipanti al progetto.
La valutazione verrà effettuata principalmente nelle classi di 2° media e di 4° superiore, in
concomitanza del conseguimento del patentino per il motorino i primi e della patente dell’auto i
secondi. Questa valutazione prevede la somministrazione di:
a. Un questionario di distinzione sociale morale/convenzionale
- Vengono descritti alcuni comportamenti che possono essere messi in atto a
scuola in certe situazioni. Non ci sono risposte giuste o sbagliate, quello che
conta è l’opinione.
b. Un questionario delle situazioni sociali
- Vengono descritti delle situazioni ove i ragazzi devono decidere se il
comportamento adottato dai protagonisti sono ritenuti normali o strani (scala
alfabetica a quattro valori tra A e D).
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c. L’Iowa Gambling task computerizzato per la valutazione dei processi decisionali e della
propensione ad assumere comportamenti rischiosi in condizioni di apprendimento
libero.
d. Il Test di Sternberg computerizzato per la valutazione della memoria di lavoro.
e. Ed dell’Inhibitory Control task computerizzato per lo studio della capacità di controllo
inibitorio.
La raccolta dei medesimi dati in anni successivi (follow-up) permetterà di valutare la capacità
predittiva dell’ Iowa Gambling task di identificare precocemente individui che negli anni avranno una
maggiore probabilità di andare incontro a problematiche psicopatologiche associate al consumo di
alcolici.
I dati raccolti in forma anonima verranno inseriti in un database elettronico ed appaiati ai dati
epidemiologici e psicopatologici grazie all’utilizzo di un codice anonimo comune identificativo del
singolo partecipante. Quindi verranno effettuate le analisi statistiche in relazione alle abitudini del
consumo alcolico. I risultati dello studio potranno essere presentati in convegni e pubblicati su riviste
scientifiche internazionali.
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