Come nasce e si trasforma un dizionario:
l’esperienza del dizionario Herder italiano-spagnolo
CESÁREO CALVO RIGUAL
Universitat de València
Alcuni mesi fa, una mia allieva che frequentava l’Università di Torino, mi riferì un curioso aneddoto. In un corso di traduzione dallo spagnolo all’italiano aveva osservato che il professore e gli studenti usavano il dizionario di cui vi vorrei parlare. Con un certo orgoglio – non lo
nego – la mia allieva commentò che uno degli autori di quel dizionario
era il suo professore di italiano dell’Università di Valencia. Sentendo ciò
i suoi compagni rimasero alquanto sorpresi, giacché loro – a quanto le
spiegarono – immaginavano gli autori di dizionari come persone più che
vecchie, quasi con un piede nella tomba. Per fortuna per me, come si
può constatare, non è così.
La storiella con la quale ho voluto iniziare il mio intervento ci dovrebbe far riflettere su certi luoghi comuni intorno ai dizionari, come ad
esempio quell’idea tanto diffusa secondo la quale questo tipo di opere
non ha autori, e se ci sono si tratterebbe di venerandi anziani che a malapena escono dalle loro tane. Lasciando da parte gli scherzi, non c’è
dubbio che simili idee celano almeno un fondo di verità: il lessicografo,
e in modo particolare il lessicografo bilingue – che compone appunto
opere destinate alla traduzione e all’insegnamento di lingue straniere –,
si è troppo spesso tenuto lontano dai bisogni degli utenti finali di questo
tipo di opere, cioè i traduttori e i professori ed alunni dei corsi di lingue.
È pure da lamentare come il lessicografo sia rimasto molte volte estraneo ai progressi di due discipline complementari, la Linguistica e la Lessicografia teorica (o Metalessicografia), che hanno contribuito assai all’aggiornamento metodologico dei dizionari, bilingui o meno. Nonostante tutto, non dobbiamo dare tutta la colpa al paziente lessicografo, perché anche dall’altra parte non è infrequente percepire il disprezzo che
certi linguisti e letterati manifestano nei confronti dell’attività lessicografica, da questi spesso ritenuta un’occupazione minore e in ogni caso
troppo utilitaristica: comunque, come di recente ha detto il romanista
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Germà Colón (nella prefazione a Guerra Medina 2002), peggio per loro.
In questa breve comunicazione desidererei condividere con voi alcune considerazioni relative alla genesi del dizionario bilingue italianospagnolo e spagnolo-italiano pubblicato dalla casa editrice Herder di
Barcellona nonché all’ampia rielaborazione a cui è stato sottoposto in
questo periodo1.
Il Diccionario Italiano Herder (DIH) comparve nelle librerie verso
la fine del 1995 (Calvo Giordano 1995). Chi ora vi parla è uno dei suoi
autori, responsabile in modo particolare della parte italiano-spagnolo;
della parte spagnolo-italiano si è occupata una collega della mia stessa
Università, Anna Giordano. Il DIH fa parte della collana di dizionari bilingui della casa editrice Herder diretta dal prestigioso linguista e lessicografo tedesco Günther Haensch2. Il ruolo svolto dal Dr. Haensch nell’elaborazione del dizionario è stato fondamentale: l’infaticabile lettura
del lavoro degli autori e il costante, fluido e fruttuoso scambio di pareri
tra il Dr. Haensch e gli stessi autori hanno modellato il DIH nel modo in
cui ora lo si vede, come un frutto maturo, prodotto di un intenso lavoro e
di una attenta riflessione lessicografica.
Perché un nuovo dizionario bilingue italiano-spagnolo? Per rispondere a questa domanda è necessario esaminare il panorama della lessicografia italo-spagnola della fine degli anni ’80. Si tratta di un panorama
non troppo incoraggiante, come constatava la studiosa Carla Marello –
in modo addirittura sin troppo benevolo - nel suo fondamentale libro del
1989 sulla lessicografia bilingue italiana (Marello 1989: 194 ss.). Infatti,
vi si delineava una situazione poco favorevole che l’autrice definiva con
gli aggettivi “datata” e “tascabile”, per notare che si avevano a disposizione solo due tipi di opere: da una parte pochi dizionari piccoli o medi
(comprendenti un lessico di circa 30.000-60.000 entrate), chiaramente
inadatti sia per quel che riguarda l’aggiornamento del lessico sia per il
minimo sviluppo della loro microstruttura; dall’altra, due dizionari
grandi in due volumi (i ben noti Ambruzzi e Carbonell, con più di
1
Il tempo intercorso tra la presentazione di questo lavoro nel gennaio del 2005 e
la sua effettiva pubblicazione mi permette di essere più preciso riguardo alle caratteristiche e le date di pubblicazione della nuova edizione completamente riveduta, che
dovrebbe vedere la luce entro la prima metà del 2006.
2
Di cui basterà citare l’ottimo manuale di lessicografia di cui è coautore e che è
tuttora uno dei migliori (Haensch & al. 1982). Un elenco completo delle sue pubblicazioni si trova in Haensch (2004).
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Il dizionario Herder italiano-spagnolo
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100.000 entrate ciascuno), ancor più antiquati degli altri. Fortunatamente oggi la situazione è alquanto migliorata. Anche a rischio di sembrare
un po’ presuntuoso, ritengo che la pubblicazione del DIH (quanto ai dizionari medi) e di quello di Laura Tam (per quelli grandi; cfr. Tam
1997) provocò, verso la metà degli anni ’90, una svolta decisiva rispetto
alla situazione descritta dalla Marello. Per tutto ciò - per quel bisogno
tanto sentito di poter contare su un dizionario veramente utile - decidemmo di accettare l’incarico della casa editrice Herder per elaborare un
dizionario completamente nuovo; perché di un nuovo dizionario si tratta
e non della rielaborazione di uno precedente. Non si deve nascondere
che la stessa casa editrice Herder aveva stampato più volte tra il 1971 e
gli anni 90 un piccolo dizionario bilingue italiano-spagnolo di 358 pagine, ma non ne abbiamo tenuto conto, essendo di una grandezza assai inferiore rispetto a quella propostaci, nonché troppo datato (Herder 1971).
Il progetto iniziale prevedeva un volume notevolmente ridotto rispetto a
quello che sarebbe stato poi il risultato finale: le circa 600 pagine previste si espansero fino alle 851 del volume pubblicato. Questo scarto fu
probabilmente la conseguenza inevitabile dell’affanno degli autori per
colmare le enormi lacune dei dizionari precedenti.
Sin da un primo momento, quindi, gli autori furono spronati da un
desiderio di superare una situazione chiaramente insoddisfacente. Si affiancò ad esso un’esigenza di tipo didattico, una voglia di offrire uno
strumento valido agli studenti di italiano o di spagnolo come L2: è un
desiderio questo che si esprime soprattutto nelle prefazioni dei due autori nel dizionario3. A questa volontà didattica rispondono direttamente
alcuni dei principi ispiratori del dizionario, sia nella prima edizione che
nella nuova che stiamo allestendo:
→ Il dizionario doveva tener conto dei principi della Lessicografia attuale.
→ Il dizionario doveva servire tanto ad ispanofoni quanto ad italofoni,
anche se apparentemente sembra risultare privilegiato il primo grup3 “Este diccionario es fruto básicamente de mi experiencia como profesor de Lengua
Italiana. A través de los años he podido ir constatando los problemas especialmente de
tipo léxico con los que irremediablemente se enfrentan nuestros alumnos. Por ello, mi
intención a la hora de redactar este diccionario ha sido la de ayudarles en su aprendizaje,
intentando allanar el máximo posible las mencionadas dificultades.” (Calvo-Giordano
1995: 7). “Este diccionario es fruto de una experiencia docente de largos años durante los
cuales he tenido que solucionar con mis estudiantes innumerables problemas de traducción. A ellos va dirigida la parte español-italiano de este diccionario con el deseo de que
les sea de utilidad tanto en la tarea diaria e inmediata de la traducción general como en la
más detenida de la traducción filológica.” (Calvo-Giordano 1995: 453)
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po, dato che la metalingua del dizionario è lo spagnolo.
→ Il dizionario doveva servire sia per la codificazione che per la decodificazione, per cui era necessario non dimenticare che gli equivalenti
non erano semplici spiegazioni del lemma, bensì dovevano servire
come veri e propri traducenti.
→ Si doveva prestare una particolare attenzione al lessico attuale e al
lessico colloquiale, senza esclusioni di settori finora trascurati, come
il lessico volgare e malsonante, così come gli americanismi.
→ Un’attenzione prioritaria andava riservata all’inclusione di elementi
fraseologici, senza dimenticare il campo tanto trascurato delle collocazioni.
→ Gli autori del dizionario dovevano porre il massimo delle loro cure
nel distinguere le accezioni delle parole polisemiche, così come
nell’offrire equivalenti dello stesso livello linguistico, oppure nel segnalarne la differenza se questo non fosse stato possibile.
→ Uno sforzo particolare andava compiuto per includere, entro i limiti
di un dizionario medio, degli esempi d’uso delle parole.
→ Il dizionario doveva offrire, infine, in modo sistematico, certe informazioni utili per lo studente di spagnolo e d’italiano come L2 e per il
traduttore, come ad esempio le reggenze dei verbi e di altre categorie
grammaticali, le forme irregolari e i modelli di coniugazione nonché
il posto dell’accento tonico nelle parole italiane, una difficoltà particolarmente sentita dagli studenti ispanofoni.
Potrei passare a descrivere minuziosamente le caratteristiche del dizionario, sia nella macrostruttura sia nella microstruttura, ma credo sia
facile constatare che non c’è lo spazio per poterlo fare, e d’altra parte,
potrebbe risultare un po’ prolisso. Per questo motivo, limiterò la mia esposizione al commento di alcuni aspetti che sono il frutto dei principi
appena esposti, e che al momento della pubblicazione del dizionario potevano considerarsi novità più o meno salienti nel campo dei dizionari
spagnolo-italiano. Per farsi un’idea più precisa di come sia fatto il dizionario si troverà in allegato la riproduzione di una pagina del dizionario
attuale e la stessa pagina con la veste approssimativa che assumerà nella
nuova edizione (Calvo-Giordano 2006 in corso di stampa).
Si vedano in primo luogo i dati numerici riguardanti il dizionario
DIH:
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Il dizionario Herder italiano-spagnolo
Pagine totali
Istruzioni per l’uso
Compendi grammaticali
Abbreviazioni
Parte italiano-spagnolo
Parte spagnolo–italiano
Scarto tra le due parti
851
22 (11+11)
77 (37+39)
6 (3+3)
382 (entrate: 33.581)
338 (entrate: 30.591)
11%
Si noti lo scarto tra le due parti, dovuto alla differenza nella scelta dei
rispettivi lemmari e al mancato controllo incrociato tra le due parti (per
l’insufficienza dei mezzi elettronici a disposizione in quel momento)4.
Passeremo ora – come annunciato – ad una sintetica esposizione delle novità che nell’opinione degli autori introdusse al suo tempo il DIH:
a) Selezione del lessico: gli autori si sono sforzati al massimo – nel rispetto di un lemmario più o meno comune agli altri dizionari della casa
editrice – affinché nel dizionario comparissero in modo ampio certi tipi
di unità lessicali sistematicamente emarginati nei dizionari italianospagnolo precedenti:
– i neologismi più recenti
– il lessico specifico dei diversi campi del sapere
– il lessico colloquiale, e in particolar modo quello volgare.
Es.: fam: chiappa, chiedere, chiodo, cicchetto; pop: cicca; vulg: chiavare, chiavata.
Nel primo caso ci furono molto utili i numerosi repertori (particolarmente frequenti sono quelli italiani) pubblicati negli anni ’80 e ’90,
soprattutto l’originale e ottimo dizionario bilingue di S. Monti e M.V.
Calvi (Monti-Calvi 1990). Fra tutte le mancanze segnalate ci sembrava
particolarmente grave l’assenza nei dizionari precedenti del lessico colloquiale e anche di quello volgare e malsonante, la cui conoscenza da
parte del parlante – e quindi la loro inclusione nel dizionario –, lasciando da parte falsi moralismi e atteggiamenti puritani, consideravamo ingiustificabile.
4
L’uso di un sussidio elettronico ha permesso di risolvere questo problema, per
cui la nuova edizione avrà un rapporto più equilibrato tra le due parti, con un piccolo
scarto per lo spagnolo, giustificato dalla presenza di americanismi, parole logicamente assenti nel lemmario italiano. La parte italiano-spagnolo avrà circa 36.000
entrate (esclusi i rimandi), mentre quella spagnolo-italiano ne avrà 37.000 circa (con
uno scarto, quindi, inferiore al 2,7%).
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b) Nomi propri: sono stati inclusi molti nomi propri, per due diversi motivi:
– Nella maggior parte dei casi si tratta di nomi propri le cui forme differiscono in spagnolo e italiano: toponimi (Milano-Milán, MonacoMunich, Tamigi-Támesis, Tevere-Tíber...), antroponimi di vari tipi (Achille-Aquiles, Cappuccetto Rosso-Caperucita Roja, Gesù-Jesús, Topolino-Micky Mouse, Traiano-Trajano...), altri (Corano-Corán, Matusalemme-Matusalén...), ecc. L’informazione su queste parole è vitale
per chi studia l’altra lingua.
– In alcune occasioni si trattava di nomi che danno luogo a unità fraseologiche che in altro modo non troverebbero posto sul dizionario: Babia (estar en Babia), Adone (essere un Adone), Pilato (fare come Pilato), Parigi (Parigi ben val una messa), Berta (nel tempo che Berta filava), Dio, Cristo, Madonna...
c) Accento e pronuncia: abbiamo rinunciato ad offrire la trascrizione fonetica di tutti i lemmi, per il troppo spazio che avrebbe rubato ad altre
informazioni che ritenevamo più utili. D’altra parte, la corrispondenza
tra grafia e pronuncia, specialmente nello spagnolo, è quasi totale. Per
l’italiano abbiamo deciso di offrire l’informazione sulla posizione dell’accento delle parole sdrucciole e in generale su tutte quelle divergenti
dallo spagnolo, dato che questa è la principale carenza della grafia dell’italiano. Es.: chiavica, chiedere... D’altra parte, abbiamo deciso di usare le sigle ingl e fr per segnalare quelle parole straniere che vanno pronunciate in modo più o meno approssimativo come nelle lingue di origine. Es.: chiffon (fr), chip (ingl)... Questa procedura - come vedremo più
avanti - cambierà nella nuova edizione.
d) Verbi pronominali: si è rinunciato a offrire una classificazione di questi
verbi con etichette quali riflessivo, reciproco, transitivo pronominale, ecc.
La motivazione è chiara: il parlante (e perfino il linguista) non è spesso
capace di determinare con precisione il valore della particella pronominale; si tratta frequentemente di un dato privo d’interesse. Per questo abbiamo optato per l’unificazione di tutti i valori mediante un’unica etichetta:
~rsi per l’italiano, ~se per lo spagnolo. Es.: chiamare-(2)~rsi.
e) Informazioni grammaticali: anche se può sembrare strano, pochi dizionari offrivano (e nessuno in modo sistematico) un insieme di informazioni così importanti per un utente ispanofono come le seguenti, che
invece compaiono sistematicamente nel DIH:
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– Verbi sdruccioli della 1ª coniugazione (ábito di fronte a lavóro): chiarificare <esd> (anche in Alvisi 1982).
– Verbi della 3ª coniugazione con incremento incoativo: Es.: chiarire
<isc> (anche in Alvisi 1982).
– Ausiliare dei verbi intransitivi: chiedere (intr.: avere), ciancicare
(intr.: avere) (anche in Schepisi-Sañé 1988).
f) Abbondanza di informazioni sulla costruzione e la combinazione delle
parole, delle volte in modo implicito (con esempi d’uso), altre volte in
modo esplicito. Si veda s.v. chiedere, ci, cibare
g) Presenza abbondante di elementi fraseologici (locuzioni, modi di dire,
proverbi). Oltre all’assenza del lessico attuale e del vocabolario colloquiale e volgare, questa è una delle grandi mancanze dei dizionari precedenti, in particolare di quelli piccoli e medi. Si veda s.v. chiamare,
chiaro, chiave..
L’elaborazione di questa prima edizione del DIH fu eseguita con
mezzi informatici che non esiterei a qualificare di rudimentari, poiché si
limitò all’uso di un word processor per scrivere il dizionario. Con lo
scopo di superare le enormi limitazioni di questo formato, mi accinsi a
costruire una banca dati nella quale introdurre il dizionario per la seconda edizione, dato che è questo il formato elettronico che ritenevo più adatto. Il programma utilizzato è stato FileMaker Pro, che presenta due
vantaggi: è multipiattaforma (cioè, ammette diversi sistemi operativi) e
permette il lavoro contemporaneo in rete di più utenti. Il risultato è stato
un complesso database relazione che offre innumerevoli e indubbi vantaggi, tra cui i seguenti:
– Permette un controllo maggiore nell’introduzione dei dati: essendo
costretti a introdurre ognuno di essi in un campo diverso è possibile
determinarne i parametri. Per esempio, in un campo che preveda
l’immissione di marche geografiche verranno ammessi solo quegli elementi previsti in una lista predeterminata e non altri.
– Permette un controllo diretto sul risultato, cioè, sul formato in uscita
dei dati. Dalla banca dati viene fuori il dizionario già pronto per la
pubblicazione.
– Permette di capovolgere ognuna delle due parti del dizionario: prendendo come base la parte spagnolo-italiano si può creare una nuova lista nella quale ciò che erano equivalenti italiani ora compaiono come
lemmi, mentre quelli che erano i lemmi spagnoli sono diventati ora
equivalenti, corredati di tutte le informazioni, marche ed esempi relativi. Così possiamo controllare che tutto ciò che compare in una parte
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come equivalente comparirà pure nell’altra come lemma.
– Ed evidentemente permette di eseguire qualsiasi tipo di ricerca, semplice o molto complessa, impossibile nel formato precedente.
Passiamo ora ad occuparci dell’altra questione annunciata nel titolo
della mia comunicazione, una questione che considero interessante: la
trasformazione che è in corso del DIH, che sfocerà nella pubblicazione,
agli inizi del 2006, del dizionario rinnovato che farà parte della collana
dei cosiddetti Diccionarios Compactos Herder, e che avrà un formato ed
un’estensione un po’ superiori all’attuale. Non è, però, la veste esterna il
cambiamento più significativo che subirà il dizionario, bensì alcuni aspetti sostanziali riguardanti la macrostruttura e la microstruttura ai quali
vorrei fare riferimento nel tempo che rimane:
a) Numero delle voci: ovviamente una delle innovazioni riguarda la crescita nel numero delle voci, che risponde a cause diverse:
– Logica inclusione di neologismi e di altre parole, locuzioni e accezioni
non presenti nell’edizione del 1995.
– Inclusione nel lemmario delle sigle e delle abbreviazioni, che prima si
trovavano in un’appendice.
– Inclusione come lemmi di numerose forme verbali irregolari con relativo rinvio all’infinito.
– Inclusione di voci prima presenti solo in una delle parti.
b) Miglioramento della tipografia: è facile verificare che la prima edizione del dizionario ha come punto debole la leggibilità. È stata questa,
giustamente, la critica maggiore rivolta al DIH. Nella nuova edizione si
avranno delle modifiche in questo campo, in corrispondenza con determinati cambiamenti nella microstruttura; per esempio, un formato di pagina più grande, l’uso nell’area semantica dell’entrata del grassetto e del
grassetto corsivo, oltre a un segno speciale (un rombo) che introdurrà la
fraseologia. Es. chiamare, chiaro...
c) Si introduce la trascrizione fonetica (con l’uso dell’Alfabeto Fonetico
Internazionale) di tutte quelle parole la cui pronuncia non sia direttamente deducibile dalla grafia dello spagnolo o dell’italiano. La trascrizione non corrisponde alla pronuncia della parola nella lingua di partenza, ma alla pronuncia più abituale in spagnolo e in italiano (anche con
oscillazioni opportunamente riportate). Es: chic, chicane, chip...
d) Esempi e fraseologia: si potrà convenire con il sottoscritto che è questo un aspetto essenziale; nella nuova edizione abbiamo deciso di distinQuaderni del CIRSIL – 4 (2005) – www.lingue.unibo.it /cirsil
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guere, sia per quanto riguarda l’ordinazione sia per la tipografia, fra due
tipi di elementi sintagmatici che sono molto diversi per natura e per gli
scopi, la fraseologia e gli esempi d’uso e collocazioni, che prima comparivano mischiate:
– Gli esempi d’uso e le collocazioni appaiono ora in corsivo all’interno
dell’accezione che devono illustrare.
– Le unità fraseologiche passano ad una sezione finale dell’articolo, separata dal resto con un segno speciale ed ordinate alfabeticamente.
– Questa presentazione agevola senza ombra di dubbio la consultazione
del dizionario e permette di sfruttare al meglio ogni tipo d’informazione. D’altra parte serve ad evitare una difficoltà con la quale ogni
tanto ci incontravamo, ovvero quando una certa unità fraseologica doveva essere assegnata a una certa accezione e non se ne trovava nessuna adatta.
e) Si offre ora la forma femminile di tutti gli aggettivi, sia nella lingua di
partenza, sia in quella di arrivo.
f) Cambiamenti nell’uso e nella selezione delle marche: sono state introdotte alcune modifiche frutto delle riflessioni degli autori e di quelle della Lessicografia contemporanea. Mi limiterò a commentare tre casi:
– Le sigle pop y fam sono state sostituite da un’unica marca nuova: coloq. In uno studio recente del sottoscritto (Calvo 2003) si è potuto verificare – come già d’altra parte si poteva supporre – che l’uso di quelle marche non rispondeva assolutamente ad un criterio chiaro, né nel
DIH né in altri dizionari monolingui e bilingui analizzati. Per questo si
è preferito adottare una marca molto più facile da adoperare per contrapposizione ad un registro medio o neutro.
– La marca lit è stata sostituita da una nuova (elev = elevado), dopo aver
constatato che non tutto ciò che è al di sopra del succitato registro medio o neutro è letterario, ma solo ‘elevato’. D’altra parte, la marca lit
ha assunto un nuovo valore come marca diatecnica o di specialità: ora
accompagna i termini propri della critica letteraria, la retorica e la metrica.
– È scemato in modo drastico l’uso della sigla fig, di cui la maggior parte dei dizionari tende ad abusare. Si mantiene in quei casi in cui serva
veramente a distinguere un’accezione figurata da un’altra che non lo
è; al posto suo abbiamo preferito in molti casi indicare esplicitamente
– con specificazioni semantiche tra parentesi – in che cosa consista
quell’accezione figurata. Es.: chiarificare, chicca...
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g) Falsi amici e cambiamenti di categoria grammaticale: si sono segnalati con un segno particolare (!) quei sostantivi di forma identica nella
L2 ma con un genere diverso (es.: sangue-sangre). Lo stesso accorgimento è stato adoperato per attirare l’attenzione dell’utente del dizionario sui cosiddetti falsi amici.
Conclusione
Come hanno segnalato tutti quelli che si occupano - o se ne sono occupati in passato - di lessicografia bilingue italo-spagnola, c’è ancora
molto da fare per portarla allo stesso livello di qualità di altre lessicografie che, in questo ambito, hanno alle spalle una tradizione più assodata.
Tuttavia crediamo che i passi compiuti nell’ultimo decennio siano stati
più che incoraggianti. L’interesse crescente per lo spagnolo in Italia e
nel mondo e per l’italiano nei paesi ispanofoni deve costituire uno stimolo affinché le case editrici si decidano a migliorare i propri dizionari
e a lanciare prodotti nuovi sempre più richiesti da questo mercato in crescita. Gli utenti, da parte loro, dovrebbero – con le armi a loro disposizione, principalmente la capacità di scelta – far valere i propri diritti per
poter disporre di opere utili, aggiornate e ben impostate dal punto di vista metodologico; purtroppo, la mancanza di una cultura dizionaristica
nei nostri paesi non ha dato spazio a una necessaria pressione da parte
degli utenti. Gli autori del DIH hanno cercato – e continuano a cercare –
di offrire il loro modesto contributo per il raggiungimento di questo obiettivo. Gli studenti, i docenti, i traduttori e i critici hanno l’ultima parola: saranno loro a dire se sono usciti vittoriosi nella loro impresa.5
5
Vorrei ringraziare innanzitutto la collega della mia Università e co-autrice del
dizionario, Anna Giordano, per l’aiuto costante che da lei ho avuto e per essere una
persona con la quale è sempre un piacere lavorare. Un altro ringraziamento va al
collega della mia Università Riccardo Cinotti, che ha rivisto il testo e ha apportato
diverse correzioni che senza dubbio lo hanno migliorato.
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chiacchier|ino, -a adj parlanchín, -ina, cotilla, hablador, a; ~io (-rii) m cotorreo, chismorreo; ~one, -a adj
parlanchín, -ina, cotilla, hablador, -a
chiama f adm llamada, llamado m ◊ fare la ~ pasar lista;
~re 1. vt llamar; adm nombrar; ~ qc a una cattedra
nombrar a alg catedrático, darle a alg una plaza de
catedrático; 2. ~rsi (nombre, apellidos) llamarse;
(apellidos) apellidarse ◊ ~ al telefono llamar al teléfono;
~ alle armi llamar a filas; ~ in causa qc jur ordenar
comparecer a alg; fig llamar a alg a capítulo; ~ la palla
sport pedir la pelota, pedir bola; ~ le cose per il loro
(vero) nome llamar a las cosas por su nombre, (llamar) al
pan pan y al vino vino; ~ q per nome llamar a alg por su
nombre; il Signore l’ha chiamato a sé el Señor lo ha
llamado a su casa/se lo ha llevado; ~ta f llamada, llamado
m (Am)
chiappa (usado sobre todo en pl) f coloq nalga (estánd) ◊
le ~e el culo (m), el trasero (m)
chiar|a f (huevo) clara; montare, battere le ~e montar las
claras; ~etto 1. m ="vino lombardo rosado y espumoso";
2. adj (vino) clarete, rosado; ~ezza f claridad, nitidez
chiarifica|re vt 1. (líquidos) aclarar, clarificar; 2. (idea...)
aclarar, clarificar, esclarecer; ~tore, -trice adj
clarificador, -a, esclarecedor, -a; ~zione f (líquidos, tamb.
fig) aclarado m, clarificación
chiarimento m aclaración f; chiedere un ~ pedir una
aclaración ◊ avere un ~ con qc aclarar las cosas con alg,
poner las cosas en claro con alg
chiarina (var. chiarino m) f mús/mil clarín m
chiarire vt 1. (líquidos) aclarar, clarificar; 2. (explicar)
aclarar, esclarecer, averiguar
chiarissimo, -a adj ="tratamiento dado a los profesores
universitarios"
Chiar.mo, -a abr ="tratamiento dado a los profesores
universitarios"; ~ Prof. Distinguido Prof.; ~a Prof.ssa
Distinguida Prof.
chiaro, -a adj/m/adv claro, -a ◊ ~ come la luce del sole
claro como la luz del día; ~ e tondo rotundo, tajante;
cantarle ~e hablar claro, hablar sin tapujos, cantar las
cuarenta; con questi ~i di luna adv con los tiempos que
corren; è ~ che está claro que; è ~? ¿está claro?; in ~ adv
TV en claro; mettere in ~ qc aclarar u/c, dejar claro u/c;
non vederci ~ no acabarlo de ver claro; parlare ~ (e
DICCIONARIO COMPACTO ITALIANO HERDER
(in corso di stampa)
(corrisponde alle pagine 132-133 di Calvo-Giordano 1995)
tondo) hablar sin rodeos, hablar en plata; più ~ di così si
muore más claro agua; un no ~ e tondo un no rotundo;
~re m claridad f; ~scuro (pl chiaroscuri) m arte
claroscuro; ~veggente adj/s clarividente; ~veggenza f
clarividencia
chiasm|a m med quiasma; ~o m lit quiasmo
chiass|ata f jaleo m, follón m, alboroto m; escándalo m,
número m; fare una ~ armar un escándalo, montar un
número; ~o m 1. jaleo, bulla f, jarana f; estruendo,
escándalo, bullicio, bochinche; 2. callejón ◊ fare ~ armar
jaleo; fig levantar ampollas; ~one, -a adj/s follonero, -a,
jaranero, -a, juerguista; ~oso, -a adj 1. ruidoso, -a,
bullicioso, -a; 2. (vestido, color) llamativo, -a, vistoso, -a
chiatta f barcaza, gabarra
chiava|io (pl -ai) m cerrajero; ~rda f perno m; arq perno
de anclaje m; ~re vt vulg joder, follar, chingar; ~ta f 1.
vulg polvo m, follada; 2. vulg timo m (coloq), clavada
(coloq)
chiave 1. f 1. llave; 2. arq/mús/tecn tamb. fig clave; 3. sport
llave; 2. adj inv (pospuesto) clave; parola ~ palabra clave
◊ ~ d’accensione auto llave de arranque; ~ di volta arq
clave del arco; ~ inglese, fissa, a stella tecn llave inglesa,
fija/plana, de estrella; ~i in mano adj llaves en mano; buco
della ~ f ojo/hueco della cerradura; chiudere a ~ cerrar con
llave; chiudere sotto ~ encerrar bajo llave; chiuso a sette
~i adj cerrado a cal y canto; ~tta f (reloj, juguete) llave,
llavín m; (gas, agua) llave de paso; mec chaveta
chiavica f alcantarilla, cloaca
chiavistello m cerrojo, pestillo, pasador
chiazza f mancha, manchurrón m; ~re vt manchar
chic [Sik] 1. adj inv chic, elegante adj; 2. m elegancia f
chicane [Si'kan] f inv auto chicane f
chicca f 1. infant (golosina) chuchería, chuche; 2. (cosa
preciosa y rara) joya
chicchera f jícara, pocillo m, tacita
chicchessia pron quienquiera (que sea)
chicchirichì onom/m quiquiriquí
chicco (pl -chi) m (café, arroz, trigo...) grano
chiedere <chiesi; chiesto> V. 9 1. vt 1. pedir; ~ perdono/scusa pedir perdón; ~ in prestito pedir prestado; 2.
preguntar; ~ il prezzo di qc preguntar (por) el precio de
algo; 2. vi preguntar (di por); mi chiede di te continuamente me pregunta por ti continuamente; chiedono di te
al telefono preguntan por ti al teléfono
chierica f tonsura
chiericato m clerecía f
chierichetto m monaguillo
chierico (pl -ci) m clérigo
chies|a f iglesia
chiesi..., chiesto V. chiedere
chiesuola f 1. nav bitácora; 2. desp/fig camarilla
chiffon [Si'fÁn] m inv chiffon; ~ier m inv chiffonier, cajonera f
chiglia f nav quilla
chignon [Si'ɲÁn] m inv moño m
chihuahua [tSi'wawa] m zool chihuahua
chilificazione f med quilificación
chilo m 1. med quilo; 2. kilo(gramo), quilo(gramo) ◊ fare il
~ reposar/bajar la comida; ~caloria f kilocaloría; ~ciclo m
kilociclo; ~grammo m kilogramo, quilogramo
chilometr|aggio (pl -gi) m quilometraje; ~ico, -a (m pl -ci)
adj kilométrico, -a, quilométrico, -a; ~o m kilómetro,
quilómetro
chiloton m inv fís kilotón
chilowatt ['kilovat] m inv kilovatio m, quilovatio; ~ora
[kilovat'tora] m inv kilovatio hora m
chimer|a f quimera; ~ico, -a (m pl -ci) adj quimérico, -a
chimic|a f química; ~o, -a (m pl -ci) adj/s químico, -a
chimo m med quimo; ~no m quimono
china f 1. bot quino m; med quina; 2. tinta china; 3. geogr
pendiente ◊ mettersi su una brutta ~ ir por mal camino;
~re vt inclinar, agachar ◊ ~ la testa tamb. fig agachar la
cabeza; ~to, -a adj 1. inclinado, -a, agachado, -a; 2. med
quinado, -a
chincaglier|e m quincallero; ~ia f quincallería, quincalla;
com quincallería
chinesiologia V. cinesiologia
chinin|a f quinina; ~o m quím quinina f
chino, -a adj agachado, -a, gacho, -a ◊ stare a/col capo ~
estar cabizbajo, estar con la cabeza gacha
chioccia (pl -ce) f (gallina) clueca; ~re vi <avere> cacarear; ~ta f zool pollada
chioccio, -a (m pl -ci, f pl -ce) adj (voz) rauco, -a, bronco, -a
chiocciola f 1. zool caracol m; 2. informát/impr (@) arroba
◊ a ~ adj en espiral; scala a ~ f escalera de caracol
chiod|ato, -a adj clavado, -a; (calzado, neumático)
claveteado, -a; ~atura f 1. (unión con clavos) clavado m;
2. (conjunto de clavos) clavazón; ~o m 1. clavo; piantare,
togliere un ~ clavar/poner, quitar un clavo; 2.
(preocupación) cruz f; il ~ di quel debito lo perseguita la
cruz de aquella deuda le persigue; 3. jerga (cazadora)
chupa f ◊ ~ ad uncino alcayata (f), escarpia (f); ~ da
ghiaccio, da roccia sport (alpinismo) pitón de hielo, de
roca; ~ di garofano bot clavo; ~ fisso idea fija (f), fijación
(f); ~ scaccia ~ un clavo saca otro clavo; attaccare i
guantoni, la bicicletta al ~ sport colgar los guantes, colgar
la bicicleta; magro come un ~ adj delgado como un
palillo; ribadire il ~ dar la tabarra; roba da ~i f bobadas,
estupideces
chioma f melena, cabellera; zool (caballo) crines mpl; bot
copa; astron cabellera
chiosa f glosa, apostilla; ~re vt apostillar, anotar; elev
glosar; ~tore, -trice m/f anotador, -a; glosador, -a
chiosco (pl -schi) m quiosco, kiosko; chiringuito
chiostro m arq claustro
chip [tSip] m inv chip m
chiragra f med quiragra
chiroman|te m/f quiromántico, -a; ~zia f quiromancia
chirottero m zool quiróptero
chirurg|ia (pl -gie) f cirugía; ~ dentaria, plastica cirugía
dental, plástica/estética; ~ico, -a (m pl -ci) adj quirúrgico, -a ◊ intervento ~ m intervención quirúrgica (f); ~o (f
raro -a, m pl -ghi/-gi) m cirujano, -a
chisciott|esco, -a (m pl -chi) adj quijotesco, -a; ~ismo m
quijotismo
chissà adv 1. (aparece entre pausas) quién sabe, (vete tú) a
saber; è possibile, ~, che venga ancora es posible, quién
sabe, que venga todavía; 2. (seguido de una frase) quizás,
a lo mejor, a saber; ~ se viene quizás venga; ~ quando
arriverà a saber cuando llegará
chitarr|a f mús guitarra; ~ista m/f guitarrista
chitina f quím quitina
chiudere <chiusi; chiuso> V. 10 1. vt cerrar; (calle,
carretera; luz, agua...) cortar; (agujero, fallo) tapar, cubrir;
econ saldar; adm clausurar, levantar; (encarcelar) encerrar;
2. vi cerrar; 3. ~rsi cerrarse; encerrarse; meteo encapotarse;
◊ ~ la bocca (a q) taparle la boca (a alg); ~ la seduta
levantar la sesión; ~ le scuole acabarse el curso, acabarse
las clases; ~ un occhio hacer la vista gorda, mirar hacia
otra parte; non ~ occhio no pegar ojo
chiunque pron inv 1. (indefinido) cualquiera, cualesquiera
pl; 2. (relativo) quien quiera que, quienes quiera que pl,
cualquiera que, cualesquiera que pl; ~ sia quien quiera que
sea, quienes quiera que sean
chiurlo m zool zarapito
chius|a f 1. mec compuerta, esclusa; 2. geogr hoz, foz,
barranco m; 3. (carta, poesía...) conclusión, fin m, cierre
m; ~i... V. chiudere; ~o, -a 1. adj cerrado, -a; tapado, -a;
ling tamb. fig cerrado, -a; 2. m cercado; cerrado; puzza di ~
olor a cerrado; 3. pp V. chiudere ◊ ~ a sette chiavi
cerrado a cal y canto; ~ura f 1. cierre m; ~ di borsa cierre
de la bolsa; ~ del giornale cierre de la edición; (acto)
clausura; 2. cerradura, cierre m; 3. (mente) cerrazón ◊ ~
delle tube med ligadura de trompas; ~ lampo cremallera,
cierre relámpago (m Am)
choc [SÁk] m inv med tamb. fig shock m, choque m
ci (ante otro pr (1) ce, ante los verbos essere y entrare c’)
pron 1. nos; 2. (sustituye un complemento de lugar) (allí);
conosci Roma? Io ~ sono stato due volte ¿conoces Roma?
Yo he estado (allí) dos veces; non mi piace il mare, ma ~
dovrò andare quest’estate no me gusta el mar, pero tendré
que ir (allí) este verano; 3. (sustituye un complemento
introducido por diferentes preposiciones) (prep + nombre);
tuo padre è simpatico, ma non ci vado troppo d’accordo
tu padre es simpático, pero no me llevo bien con él; 4.
(variante del pr si impersonal, ante el pr reflexivo si) uno;
ci si sente bene in questa città uno se encuentra bien en
esta ciudad; 5. (con el verbo essere: esserci) hay, había...;
qui c’è troppa gente, qui ~ sono troppe persone aquí hay
demasiada gente, aquí hay demasiadas personas; (con el
verbo stare: starci) caber; la tua macchina non ~ sta tu
coche no cabe; estar de acuerdo; a queste condizioni io
non ~ sto con esas condiciones yo no estoy de acuerdo;
(con el verbo tenere: tenerci) estar interesado (a en); ~
tengo molto a conoscere il direttore estoy muy interesado
en conocer al director; (con el verbo entrare: entrarci)
tener que ver; che c’entra tua madre? ¿qué tiene que ver
tu madre?; (con el verbo volere: volerci) hacer falta; ~
vogliono molti soldi hace falta mucho dinero;
C.ia (Compagnia) abr (compañía) cía.
ciabatt|a f zapatilla, pantufla, chancla, chancleta ◊ sembrare
una vecchia ~ ir hecho/a un/a pordiosero/a, ir hecho/a
unos zorros; trattare q come una ~ tratar a alg como a un
trapo; ~are vi <avere> chancletear; ~ino m zapatero
remendón; ~one, -a m/f ="persona que chancletea" f; desp
chapucero, -a, manazas inv
ciac (var. ciak) 1. m inv cine claqueta f; 2. excl ¡acción! ◊ ~,
si gira! ¡cámara: acción!
Ciad: il ~ m geogr el Chad; *~iano, -a adj/s chadiano, -a
ciald|a f gastr barquillo m; ~onaio (pl -ai) m barquillero;
~one m gastr ="barquillo relleno de nata"
cialtron|ata f granujada, canallada, mala pasada; ~e, -a m/f
1. granuja, canalla, bribón, -ona; 2. vago, -a, gandul, -a,
haragán, -ana; ~eria f (cualidad) granujería,
sinvergüencería; (acción) granujada, canallada
ciambella f gastr rosco m, rosca, rosquilla ◊ ~ (di salvataggio) salvavidas (inv); non tutte le ~e riescono con il buco
el hombre propone y Dios dispone; ~no m chambelán
ciancia (pl -ce) f paparrucha, embuste m, cuento chino m;
chisme m, cotilleo m; ~re vi <avere> charlar, parlotear,
cotorrear
ciancicare vi <avere> farfullar, balbucear
cianfrusaglia f trasto m, cacharro m
ciani|drico, -a (m pl -ci) adj quím cianhídrico, -a; ~te f min
cianita
ciannamide f quím cianamida
ciano|si f inv cianosis; ~tico, -a adj med cianótico, -a
cianur|azione f cianuración; ~o m cianuro
ciao! excl 1. coloq ¡hola!; 2. coloq ¡adiós!, ¡hasta luego!,
¡chao!
ciarla f charla, cháchara; bulo m, chisme m; ~re vi <avere>
charlar, parlotear; cotillear, chismorrear
ciarlatan|eria f charlatanería; ~o, -a m/f charlatán, -ana
ciarliero, -a (var. ciarlone, -a) m/f parlanchín, -ina, bocazas
ciarpa f desp trasto m, cacharro m; ~me m desp cachivaches
mpl, trastos mpl
ciascuno, -a 1. adj sing (los terminaciones como las del
artículo un, una) cada inv; 2. pron sing cada uno, -a ◊ a ~
il suo adv a cada uno/a cada cual lo suyo, a cada uno/a
cada cual lo que le corresponde
cibare 1. vt zool cebar; 2. ~rsi cebarse; fig vivir vi; ~rsi solo
di scienza vivir sólo para la ciencia
Cibele f mitol Cibeles
ciber|nauta m/f informát cibernauta; ~netica f cibernética;
~spazio (pl -zi) m informát ciberespacio
cibo m comida f, alimento; ~rio (pl -ri) m arq ciborio
cical|a f zool cigarra, chicharra ◊ ~ di mare zool cigala; ~are
vi <avere> chismorrear, parlotear; ~eccio (pl -ci) m
chismorreo, parloteo; elev garrulería f
cicatri|ce f cicatriz; ~ziale adj cicatricial; ~zzante adj/m
cicatrizante; ~zzare vt/i cicatrizar; ~zzazione f
cicatrización
cicca f 1. (cigarrillo) colilla; 2. coloq chicle m, goma de
mascar ◊ non valere una ~ no valer un pimiento, no valer
un pucho (Am); ~re vi <avere> mascar
cicchetto m copita f, copichuela f (coloq); farsi un ~ tomarse una copita/copichuela; regañina f, rapapolvo, reprimenda f
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