I985 - 2OO5 DUE DATE GHE SI RICHIAMANO...
E DICONO:SONOVENT'ANNI!
Non sembra vero... Sono vent'anni dall'iniziodell'ASSOCIAZIONEZONALE
STRANIERI(A.Z.A.S.)E noi ricordiamoi "vent'anni"anche in queste
ACCOGLIENZA
pagine, non per altro che per: FAR MEMORIA, RINGRAZIAREe RIFLETTERE
guardandoavanti!
*FAR MEMORIA. anzitutto
perché ciè abitualeilrichiamo alle sagge paroledel
più
MEMORIA NON CIE' FUTURO "
ripetute:
"
SENZA
volte
Papa,
qualche
modo il camminodi questi anni. Da quando,
Ricordareè come riviverein
per fare attenzioneai "segni dei tempi" intornoa noi, abbiamoaperto gli occhi e
unito le forze nell'impegnodi risponderecon I'accoglienzaall'immigrazioneche
bussavaalle porte.
abbiamopotutofar nascere
Confaticae con fiducia,grazieai primico-flaboratori,
(Giugno1985,legalmentecostituita,con proprioStatuto)grazieal
l'Associazione
I'attuale
amico, il Notaiodr Beppe$avio. Gonluiricqdiamoriconoscenti
carissimo
il
d,r
Alberta.,Prègno.
Notaio
e
Socio,
nostro
è anchein queste
documentazÍohe
Almenoun'essenziale
pagine,per ricordare
come da ogni parte l
del mondo in questi,..
anni,a migliaiasono:
passatigli immigratial
nostro
Centro
Accoglienza. Per
ciascunodi loro, dagli
operatori,I'impegnodi
un' accoglienzache sia:
riceverecon amicizia,
ascoltare,farsi carico dei
problemi, sosteneree
c e r c a r ei n s i e m eu n a
rispostaa realiproblemi
ed esigenze.
Sempre, nel rispetto di
ogni persona,della sua
culturae dellasua religione,ma con l'impegnofraternodi valorizzareil buono che
c'è in ognuno e di promuovereuna vera crescitaa tutti i livelli.Fa da regolala parola
di Gesu che ripete ogni volta : " Ero stranieroe mi avete accolto" ( Mt 25,95)
E' il "VangelodellaCarità"che ci aiutaad accoglieree a camminareinsieme,come
fratelli,sorelle,figlidi un unico Padre.
Così. I'accoglienza. che prosegue tuttora, è passata attraverso momenti
successivi: Accoglierepersonee famiglie immigrate,ma anche cercaredi "far
posto" cioè ospitareper quanto possibile.
Anzitutto ospitalità notturna a singole persone, nei pochilocalidisponibili. Poi,
d'accordo con Caritase ServiziSocialidelGomune diTorino, siamo passati ad
ospitare famiglie di immigrati, soprattutto con bambini piccoli.
In seguito ci è sembrato più giusto, anche se difficile, favorire I'inserimento di
queste famiglie nel contesto cittadino per superare i limiti dell'ospitalità a tempo
e dare una casa a chi , regolare, ne aveva veramente bisogno,
In questo modo, d'accordo con famiglie che ci hanno dato e ci danno fiducia,
è stato possibile promuovere l'affitto di locali, a prezzo equo, con regolare
contratto tra proprietari e famiglie immigrate, La nostra Associazione si è
sempre fatta garante per far fronte agli imprevisti. A tutt'oggi questa esperienza
è risultata positiva.
Tutti sappiamoche, col passaredel tempo, è sempre più difficilerisponderealle
legittimeesigenzedì chi cerca casa e lavoro:sono i due bisogni primari,a cui si
cercadi rispondere,nel rispettodellegiusteesigenze,ma anchedellenormedi legge
vigenti.Così non abbiamofavoritoné favoriamoun "lavoroin nero" propriocercando
il bene di chi chiede e di chi offre (e non ciò che fa comodo, magaria rischio...)
Durantequesti anni abbiamocollaborato - e sempredi più lo facciamo- con la
caritas diocesana, con il comune e con altriGentri di Accoglienza , lavorando
" in rete" per un serviziopiù agile e mirato,
A tutti diciamo il nostro sincero:Grazie!
"RINGRAZIAREè proprio quanto civiene dal cuore, ripensandoal camminodi
questivent'anni.
Certo: ringraziare(e non basta mai) la Provvidenzadi Dio che fin dall'inizioci ha
sostenuti.Altrimenti,come avremmofatto?
Ma ripensiamo,insieme,a tutte le persone,famiglie,Entie comunitàche, in questi
anni, si sono fatti Prowidenza per sostenere,in tanti modi, il nostro servizioa chi
ha più bisogno.
Non bastadire "GRAZIE!"a tutti ed a ciascuno. Lo diciamodi cuore,ma soprattutto
vogliamoassicurareche non è andato e non va perso il bene che riceviamo.Come
altrevolte abbiamo ricordato " con una mano riceviamo, con I'altra condividiamo".
E' la regoladi ogni giorno.
Nonfacciamonomi per ringraziare:I'elencosarebbelungo!Ma in un solo grande
'GRAZIE"uniamo tutti, amici di ieri e di oggi, obiettori ( presentifin dall'inízio)
consiglieri,operatorivolontarie tutti i soci della nostraAssociazione.
Fin dall'iniziodel nostro servizio,ci sono care alcune espressioni-guida per il
cammino,come:
,,
"Anche una goccia diventa mare"
"Fa più rumore un albero che cade che una fore*a che cresce"
Ed è ancoracon questo spirito che guardiamoavanti,anche se gli anni passano,
le fatíchepesanoe si fa sentireil bisognodi " passarela mano" a chi voglia e possa
far proseguireil cammino dell'Associazione( Centro Accoglienzae Casa Amica)
La nostrapreghieradice la riconoscenzaal Signore,a Maria, Mamma ditutti, al
nostroPatronobeato Pier Giorgio Frassati, a quanti hanno camminatocon noi e a
quantivorranno continuarea "Camminare insieme" per un domani di fraternitàe
di pace per tutti!
d. Beppe Cerino, presidente.
da una coppia di (ex giovani I Soci A.Z.A,S. e Gasa Amica
L'A.Z.A'S.
compieventianni!Desideriamo
esprimerc
al riguardola nostraesperienza
di vita,parallelaallastoriadell'Associazione,
cominciandoda qualcheannoprima
dellasuanascita.
Tramontava
ormaiI'anno'l'976- pochimesidopo la nascitadellaParrocchia
di S.
Monica- quandounaserabussammotimidamente
allaportadi un angustolocale
attiguoallachiesa( o meglio,delnegozioadibitoa chiesaper... per... nonsappiamo
per qualeprecisomotivo,se nonperdirecheeravamounacoppiadi giovanisposi,
trasferitisi
da poco in zona,che potevanodedicareun po' del lorotempoaglialtri,
allaComunita.
Come?non ne avevamola minimaidea.
Fummoaccoltida sr Palminacon un sorrisoche valevapiù di tanteparole:aveva
nellostessotempoílsensodi un abbraccio
e ilsignificato
di un ,,benvenutin'.
oltre al modestoserviziochepotevamooffrire,iniziammoperòun camminodi gruppo
insieme
ad altrefamiglie,
seguiteda d. Beppee, comein ognicammino
dicrescita,
fondamentale
risultòil confrontoe lo scambiodi ideeed esperienze.
Fu,infatti,proprio
sul
confrontandoci
nostro essere
gruppo,inserito
dapprimain una
comunità
p a r r o c c h i a l ee
poi in una più
ampiacomunità
sociale, che
nacqueI'ideae
I'intenio, forse
poco originali,
ma - credeteci
-, non semplici
da mettere in
pratica,didare
un aiuto concreto
a chi è più... solo, sofferente,tribolato, e a chi è
meno..difeso, sopporlato, fortunato.
L'A.Z.A.S.( Accoglienza agli immigrati) e poi Casa Amica ( ospitalità a bambini
malati e genitori), che seguiràa breve distanzadi tempo, volevanoessere per noi
nel contempo una presa di coscienzae una timida rispostaa questi bisogni.
L'impegno non era certo indifferente,soprattutto per le persone più direttamente
personedi una foza, di una tenaciae di una perseveranza
coinvoltequotidianamente,
straordinariache voglionofare e non apparire,e che perciò evitiamodi citare anche
se quasitutti le conoscono.
Quando poi l'opera dell'uomo non era sufficientee lo sconforto poteva farsi
prepotentementelargo tra di noi,non eravamomai soli: abbiamo sempre avuto - e
abbiamotuttora - un AMICO che rafforzavalo spirito che tentennavae rivitalizzava
I'entusiasmoche scemava.
Vent'anninon facili:ma quale giorno della nostravita scivolavia senza problemi?
Quantiimmigratisoli e bisognosidi tutto sono passatidal nostroCentroAccoglienza?
Migliaiae migliaia!
Quantibimbi,adolescenti,giovanie adulti malati,ricoveratinegliospedalitorinesi,
sono stati accolti da Casa Amica? Centinaiae centinaia.
Come Associazionefacciamo ogni giorno memoria del passato per cercare di
costruireun futuro migliore.
Più di una volta ci siamo chiesti noi due, come coppia, cosa ci rimanedi questa
esperienzache ha segnato un capitolo della nostra vita.
Non abbiamodubbí nel rispondere:abbiamo ricevutodal nostro prossimomolto di
più di quanto abbiamo saputo e potuto dare e ciò ci ha resi ricchi, ricchi di una
ricchezzadi cui nessuno ci può privare e che ci porteremo appresso nel nostro
zainettodi pellegrini.
Enza e Gian Mario
Una testimonianza dagli anni 80
Quando sono venuto in ltalia dal Nord Africa a meîà anni 80 non avevo nessuno.
Erano itempi della legge Martelliquando c'è stata una possibilitàdi sanatoria,ma
io sono arrivatotardi.
Speravodi trovare una realtàdiversa da quella che ho trovato, diversada quella di
cuisi parlavadall'altraparte del Mediterraneo.
Nonho maipensatodiritomare
in patria, ho cominciatoad
imparareI'italianoe a fare un
po'di lavorisaltuari(anchein
nero).
Dopo un po', avuto il permesso
di soggiorno,è arrivataanche
la mia famiglia ma era
peggiorata la situazione,non
avendo una casa e un lavoro
per riuscirea mantenerla.
Grazie a Dio, ho trovato
ospitalità al Centro di
accoglienzaimmigrati di via
Spotornoche mi ha accolto.
Con la mia famigliasiamo
stati il primo nucleodel Nord
Africa
ospitata dalI'Associazioneimmigrati,
dove ho conosciutosuor Palminache coordinavaI'accoglienzae ci ha aiutatoanche
a trovare lavoro.
Dopo qualchetempo sono riuscito ad essereautonomo.
Non mi dimenticomai che sono stato accoltocome un fratelloe mi hannoinsegnato
ad aiutareil prossimo.
Ringraziodi nuovo il Centro e i suoi volontari che fanno tutto gratuitamente.Oggi
dopo venti anni, mi sono inseritobene nellacomunitàitalianae sono più italianoche
africano
Graziea suor Palminae alla sua squadradi volontariato.
Sahid
Un rrmancato Operatorett
al Gentro Accoglienza....
Correva l'anno 1988. Si era a metà del mese di ottobre. Correvo anch'io per
raggiungereuna vetturadel tram nr 18 alla pensilinadi via MadamaCristina.
Dovevoraggiungerela Sede del CentroAccoglienzache alloraera ancora in Via
Spotorno45.
Vi ero stato indirizzatodall'amicoAlfredoFè d'Ostiani:era al correnteche da qualche
mese avevo lasciato,dopo 37 anni, il mio lavoro di bancario."Perché,Sebastiano,
non prestiun po' deltuo tempo nel campo delvolontaríato?"
suor
Avevo contattatotelefonicamenteuna delle responsabilidell'Associazione,
Palmina,che mi attendevaquel pomeriggio.
Pesavasu suor Palmina(piccola,volitiva,occhi penetranti)il fadello dell'accoglienza
distranieriche si presentavanoper un aiuto;lo dividevain partiugualicon il presidente
don Beppe Cerino,la sorelladi questi,suor Francescae i primi
dell'Associazione
volontari:Anania,Gabriella,I'obiettoreRoberto.
Fare I'operatorein un Centro diAccoglienza non è così semplice per una persona
timidae credulona.
"TocToc" "Avanti"" "Aiuto, ho smarrito il portafogli"
"TocToc" " Avanti" " Mi aiuti, in treno mi hanno rubato tutto"
E ancora:"Ho spedito i soldi per il viaggiodi ricongiungimento
alla mia famigliain
Marocco,ma mi hanno truffato"
Mi lasciavocommuovereper queste situazioni(per la maggiorpartefalse);aprivo
le taschee qualchebigliettolo si trovavasempre.Ora non capita più.
La conseguenzaè stata che dopo 12 mesi ho smessodifare I'operatoreattivo.Su
proposta del Presidente ho accettato volentieri di diventare Consigliere
dell'Associazione.
LAssociazione,
pur continuandonell'accoglienzaagli
immigrati(ricercadi occupazione,
di abitazione,ecc.)ha da anni ampliatola propriaattività:ha messoa disposizione
delle famigliemeno abbientie che hanno al proprio internomembri (soprattutto
bambini)colpiti da gravi problemitumorali,la propria capacità ricettiva- QASA
AMICA - al momento16 alloggi- per la permanenzain Torinoduranteil oeriododi
cure necessarieper tali ammalati.
L'aiutogenerosodi tanta gente e di Enti ha permessoall'AZASdi decuplicarei
proprispaziricettivi:un grazieper tanta attenzioneai più deboli!
Sebastiano Valfrè
frBussate... e vi sarà apertoltt
Dal Ghana a Torino
...per 15 anni ho bussatoalle porte dell'MAS e per 15 anni le sue porte sono sempre
state aperteper me e la mia famiglia,fin da quandosono anivataaTorinodal Ghana.
A dire il vero dovrei dire che mio marito ha iniziatoa bussareanche prima di me.
Grazieall'AZASè stato in grado di avere una casa, per consentirglidi richiedereil
permessodisoggiornoin ltalia.
Per graziadiDio , tramiteATAS ,la mia famigliaed io abbiamoricevutoognitipo di
benedizione,dalla casa al lavoro,sostegnofinanziario,consiglie suggerimenti.
All'AZASho sempretrovato una spalla sulla quale piangere,un orecchio pronto ad
ascoltaree anchequalcunocon cui condividerei momentidi gioia.
Dopo 12 anni,mio maritoed io abbiamodeciso di rientrarein Ghana,ma laggiùla
situazionenon era buona, e abbiamo dovuto ritornarein ltalia.
Ancora una volta abbiamobussatoalla porta dell'AZASe ancorauna volta le sue
porte si sono aperte Per noi.
Tramiteuno dei suoi benefattori,ci hanno potuto trovare casa in Moncalieri,e mi
hanno anche aiutataa trovare un lavoro.
Sono grata all'AZAS perché esiste, grazieper tutto quello che avete fatto e state
ancorafacendoper la mia famigliae per me, per I'amiciziae per tutto quello che
state facendo per gli immigratiche vengono a bussarealla vostra porta.
Sappiamoche la situazionenon è rosea,ma voi state facendotutti gli sforzi per noi.
Grazieun milionedivolte
Efua, Amadi e figli. Moncalieri2005
Ancora una testimonianza
Questaletterache sto per scrivere,I'ho scrittacon tutto il mio cuore,ringraziola
suoraPalmina.
Loroci hannoaiutatoa trovarela easae poi hannoaiutatomio maritoper andare
a scuolaper lavorare
Ognitantochiedola pastae altq e loroce lo danno;hannoaiutatoanchemiofiglio.
quandoavevobisognovoi mi
Questaletteraho scrittoper la vostraassociazione:
davatetutto e di questosonograta
GRAZIE
DIOBENEDICATUTTI
DORA(Ghana)
Breve sintesi
del nostro cammilîo...
L'A.Z.A.S. ( Associazione Zonale
AccoglienzaStranieri)nasce' come
Associazionelegalmentecostituita,il 1B
Giugno1985.Ma Per Più di un anno i
Consiglierie i pochi volontarifanno
formazionecon d. Beppe presidentee
con i responsabilidell'UfficioMigranti
e con la Caritas Diocesana'
'86 ha inizlo
Solo nell'autunno
in alcune ore della
lit"*gli"ntu
settitana, in un locale gentilmente
concesso dalla vicina Parrocchiadel
Patrociniodi S. GiusePPe.
Febbraio'87 : con I'aiutodi Soci e amici
- po"sono acquistare due Piccole
camere in Via SPotorno 45
per I'accoglienza.
Nei primi anni erano
pochi i passaggi nei
giornidi accoglienza,
ma la fatica era già
grande, perché
eravamo pochi
volontari e le risorse
erano
ancora
meno...
Quando
era
possibile
si
procuravanogeneri
alimentariper chi ne
avevamaggiorbisogno,manonbastavano
Nei primi anni, al Centro Accoglienzapassavanoquasi solo singolistudenti che, al
loro paese,o per motivi economicio perchénellescuole c'era il numerochiuso.non
potevanoproseguiregli studi. Ma appenafiniti gli studi qui in ltalia,tanti sono tornati
in patria,per esseredi aiuto alla loro gente, Ricordiamotra gli altri Sohbancon la
mogliee il figlio( lran), oliviertornato in Costa d'Avorio,Giorgioe Mariacon i due
bimbi,in Perù.E tanti altriancora...
come è già stato ricordato(nelloscritto di d. Beppe a pagina 3) I'accoglienzaè
passataattraversomomenti e passi successivi.
Novembre'92: con sacrificie con I'aiutoditante buone persone,possiamotrasferire
I'accoglienzaal Centro di Via Spotorno SgF,dove proseguetuttora.
I passaggi al centro Accoglienzasono aumentati progressivamentefino ad oggi.
Basti dire che ogni giorno di accoglienzai passaggidi immigrativariano da una
trentina fino a settanta/settantacinque.
Per fortuna sono aumentatii volontari,uomini e donne, capaci e generosi!
E' provvidenzaanche il serviziodel Banco alimentare:insiemecerchiamodi fare
quantoè possibileper chi ha più bisogno.
2001: L'associazioneha dovuto assumereun dipendentea tempo pieno per far
fronte a tanti impegnianche perchéle nostreforze diminuisconomentre le esigenze
del CentroAccoglienzae Casa Amica, vanno sempre in crescendo.
fn ultimo ma non in ordine di importanza, rtngraziamo don Giorgio parroco e
e la serenità
tutta la comunità di santa Monica, per I'amicizia, la collaborazione
con cui si lavorainsieme
Tuttoe tutti affidiamoal Signoreper l'oggi e il domani,Lui sa e puo'
suor Palmina
UN GIORNOAL CENTROACCOGLIENZA..'
ALICIA ( Ecuador)
Aliciavieneal Centroda 4 anni, 33 anni, spigliata,simpatica,conuna grande massa
dicapelli neri ricci, sposata con un ragazzonecubano'
per trovare un
Quandoè venutaal centro la prima volta aveva bisogno di aiuto sia
nuovolavoroche una casa dove andare a vivere.
All'epocail marito era ancora in Ecuador.
Lei lavoravaa serviziodi una persona anzi1na,era "fissa", ( CioègiOrnoe notte) '
proprio
ljanzianoera mancatoda pochi giorni,lasciandolasenzalavoroe senzacasa
mentresuo marito stava per raggiungerlain ltalia.
Le mancavatutto ma aveva un bel sorriso che non la lasciavamai.
SonOpaSsati4 anni, lei ha SuperatOquel periodo "nero", ha continuatoa venire
regolarmenteal Centro; ora ha una figlia di 2 anni'
gli
E'solo un po' preoccupataper il marito che lavora per una agenziainterinale,e
rinnovanoil contrattodi mese in mese, ma è contentaperchéla piccolaverràinserita
al nido; lei vuole riprenderea lavorareal più presto.
leri abbiamoricevutoda un amministratoredi condominio,una richiestaper una
portineria,lei sarebbeinteressata,prende nota del numerodi telefono,dice che
i
I
I
t
chiameràoggi stesso...
MIHAI (Romania)
Mihaioggi è molto giù di morale,ma possiamofare poco per aiutarlo.
55 anni,rumeno,senzapermessodi soggiorno,è in ltaliada 10 mesi, con moglie
e 2 figli piccoli.
ln patria era autista, ce I'ha con il governo rumeno che I'ha lasciato senza lavoro'
Sono partiti per l'ltalia pieni di speranza,un amico li ha accolti temporaneamente,
poi il
speravaditrovare lavoro,altri ce I' hanno fatta, hannOlavoratoun po' in nero
governo italianoavevafatto la sanatoria.'.'
ci dice, con le poche paroledi italianoche conosce, che adesso vivono tutti in una
,,casaabbandonata".No, non può cucinare, non hanno il gas. No, non c'è
riscaldamento.Diamo carne in scatola e altro.
Avete una coperta?
Sì, ma è piccola.
Va bene lo stesso!.
Ringrazia,se ne va, non sorride.
Non gli diamo torto, pero sarà la decima volta che gli diciamo che piuttosto di
farebbe megliOa tOrnarea CaSain ROmania,lui "nO",diCeChe"là non
"Vivere"COSì,
ci torna".,..
1
,I
FATIMA( Marocco )
Arrivacon i due figli, il più piccolo sul passegginoe l,altra che frequentala quinta
elementare.
Non parla benissimoI'italiano,si aiuta con un po' di francese;ogni tanto la
rimproveriamo
perchési attardaa chiacchierarecon le sue amiche úarocchine,
mentrei bambinilasciatisenzaguida ne fanno ditutti i colori.
ci vuole pazienza,perché tutte le volte è convinta che chiedendo ,,perfavore" si
riescaad ottenerequalcosa di più degli altri.
"No,non ce ne sono ditende, e poi nò hai già presoun paio I'altravolta",
Terminatodi parlarecon I'operatore,presa É borsa con i generíalimentari,prende
un gíochinoper i bimbi, poi prova ancora a chiederead un altro operatorese ci
sonodelletende...
KOFI(Ghana)
cisono dei "professionisti"
deltenderela mano,quelliche chiedono,supplicano,
invocano...senzaavereun realebisogno;ma ci sono anche delle personeche, per
dígnità'non sono capaci a chiedereaiuto...(saperdístingueree saper intervenire
doveserve, dice don Beppe, non è semplice)
Kofinon era solo sfrattato,era letteralmentein mezzoad una strada con moglie e
figlia,un amicoghaneseli ha presituttia casasua , poiè venutoa parlarnJcon
suorPalminaun giornodi settembre2001.
Serveuna casa, serve subito, ma dove trovarla,che fare?
Proviamoa rivolgerciagli enti pubblici,forse qualcosasi puo fare, ma son tempi
lunghi...
Dopomeno di una settimana...(vogliamochiamarlaProwidenza?)sifa liberoun
aJloggjg
in Via Galluppi,c'è da tinteggiareed è subito abitabite.Siamo sbalorditi,
sicoglieI'occasioneal volo, e si risolveun grossoproblema.
VIBGINIA (Perù)
Virginiaè una bellasignoraquarantenne.
Venuta al centro nel20O2, appenagiunta dal Perù,si è subito resaconto dell'errore
che avevafatto. L' avevanoincoraggiataa tentare "la suerte" in ltalia,e lei è partita
subito. Nessunole aveva parlato delle difficoltà a trovare lavoro e casa; per venire
qui aveva rinunciatoal suo piccolo negoziodi frutta e verdura.
Un giorno, piangendo,ci aveva confessatoche avevafatto dei debiti per potersi
pagareil bigliettoaereo... era veramentedisperata,ma non aveva modo di rientrare
in patria. ln suo aiuto dopo tre mesi è arrivatauna sanatoriache le ha concesso di
avereil permessodisoggiorno, ha regolarizzatolasua posizione,trovato un lavoro
da badante,dopo qualchetempo è venuto anche il marito in ltalia.
Lei fa la badante ad un anzianodurante il giorno, lui si occupa di puliziein una
cooperativa,lavoraquando lo chiamano.
Stanno per coronareil loro sogno: hanno appena presentatoin questurala richiesta
per ricongiungere
a sé i loro tre figli che hannolasciatoin patriae che non vedono
da due anni. Oggi chiede indirizzidove iscriverei figli a scuola quando saranno
arrivati;si preparaun elenco di indirizzi a cui la signorasi può rivolgere.
Hai bisognodi qualcosada mangiare?No, dice; adesso lavoro,mi avete aiutato
tante volte con la borsa della spesa quando stavo peggio...
Alicia, Mihai, Fatima,Virginia, Kofi sono 5 personetra le 71 passateoggi ( e le 4841
passatenel 2004), i nomi non sono quellireali,ma le loro storiesono vere,verissime!
Lo possonotestimoniaregli operatorivolontariche si alternano:Gloria, Mirella,
Palrizia, Angela, Carmela, Rosa, Antonella, Andrea, Domenico, Mauro, Renato,
Severino,Gianni...
I nomideivolontarisonotuttiveri,come è vero I'impegnoche mettonosettimanalmente
durantel'accoglienza,nell'ascoltare,suggerire,informare,indirizzare,con I'aiuto
instancabiledi suor Palmina,semprepronta a farsi in quattro durante I'accoglienza.
Ha appena salutato una ragazzaalbanese...è già sparita nel retro e riapparecon
due shampoo..."Chine ha bisogno?"Sialzanocinquemani....
Pier Carlo, operatoreal Centro
Totale generale 1986 - 2OO4
passaggi di immigrati provenienti da
21316
AFRTCA
7(),49 A,MERICA
L^ATINA
40,48 EST EUROPEO
21OO
ALTRI
PAESI
Gome cambiano negli anni le nazionalità
di chi passa al Gentro Accoglienza !!!
r 986
ALBANIA
ALGERIA
1990
4
13
10
3
1995
18
ANGOI.A
AHGENTINA
BOLIVIA
BRASILE
CAMERUN
CONGO
COSTAD'AVORIO
4
l
4
GIORDANIA
2
IRAQ
5
IRAN
1
ISRAELE
ITALIA
MAROCCO
NIGERIA
PALESTINA
12
10
I
219
11
i
111
50
3
16
5
44
193
53
213
5
4
23
31
519
118
109
6
3
25
583
6
44
672
97
40
302
109
7
289
33
957
90
7
PERU'
4
2
6
10
345
1
67
TOGO
TUNISIA
YEMEN
ZAIRE
,62
I
35
I
iir'
82
21
1
13
3
1
4
REP.MOLDAVA
ROMANIA
RUSSIA
ALTRIPAESI
SNEGAL
SOMALIA
6
li
EX JUGOSLAVIA
GHANA
174
10
3
ECUADOR
EGITTO
ETIOPIA
2oo,4
107
6
19
2
i:i,
I
8
2000
36
5
1
I
11
928
17
17
5
40
41
17
266
1
44
1
15
1154
128
1021
7
't02
3
89
7
1
Donare
Mi chiamo Americo Rossi.
Da anni sono il Presidente
dell'A.V.f,S. (Associazione
volontariltalianidel Sangue)
di Alatri e negli anni
novanta sono stato
componentedel Direttivo
Provinciale
dell'A.1.
D.O.
(Associazíoneltaliana
Donatoridi Organi).
Tuttoquestopreambolo
per significare (o
evidenziare??)
alcune
coincidenze. ll mio
nome è abbastanza
"anonimo"così come
"anonimo"è il gesto di
colui che compie la
donazionedi sangue e
come è "anonimo" il
gesto ancor più nobile
di coluiche,nellasofferenza,
offreaglialtrii propriorgani.
Questamia attivitànel volontariatomi ha permessodi conoscerela meravigliosa
macchinadellasolidarietà
che sta continuamente
in motoed offrei propriservigia
coloroche ne necessitano
La donazioneè l'anellodi unacatenainterminabile
dove
chi donaè legatoa qualcuno
chericevee cosìall,infinito.
"Donatore"
è coluiche compieil nobilegestodi offrireunapartedei propriocorpo;
ma "donatore"
è anchecoluicheoffreil propriotempo,il propriocontributoin risorse
e capacità,il proprioimpegnonelsensibilizzare
glialtria diventare"donatori".
(Ognunodi noi pensadi non averemai bisognodeglialtri.Nientedi più errato!)
Anch'ioho sperimentato
la grandemacchinadellasolidarietà.
Ho avutola necessità
di esseresottoposto ad un trapianto di fegato, ed ho usufruito della generositàdi
un donatoredi organo, di decine e decine di
donatorídi sangue,dì decine di "volontari"da
suor Palmina,don Beppe, suor Francesca,a
"papà"Salizzonied a tutto il suo staff. E' stata
unacosa meravigliosa.
La solidarietànon è solo una parola con cui
moltevolte siamo soliti riempircila bocca,
ma unarealtàcon la qualeci confrontiamoe che
sperimentiamoogni g iorni; dobbiamo ringraziarla
anche per i valori che ogni giorno riesce a
comunicarci.Tutti noi ci sentiamo miglioried
arricchitiinternamente.quando possiamo
lavoraree dedicare un po' del nostro tempo agli
altri. Potrei continuare a scrivere ancora più a
lungo,ma ho paura di tediare il lettoreche sicuramenteè già sensibilea queste
problematiche,se ha avuto la puienza di continuarela letturafino a questo punto:
vorreichiudere con una frase di Madre Teresa di Calcutta che mi ha colpito
particofarmente"Noi sfessi ci rendiamo conto che ciò che
facciamo è so/o una goccia nell'oceano, ma I'oceano sarebbe piÌt piccolo, senza
quellagoccia
GRAZIE!
Americo Rossi
LA NOSTRA ASSOGIAZIONE
COMPIE VENT'ANNI!
Sembraquasi uno slogan,si fa in fretta a dire.
Vent'anni,sono un pezzodella storia dei nostri
giorni che intrecciano le strade del Lingotto
visitateper necessitàda tante persone..'ln questi
annitanti uominie donne provatedallafatica e
dallaricercadi una vita più dignitosa,tanti uomini
e donnevisitatidalla malattiahannobussatoalla
porta di questa Associazioneche come stile ha
scelto l'accoglienza, non l'assistenza'
Non ricordopiù con precisionein quale anno, ma anch'io mi sono aggiuntacome
volontarianel serviziodi accoglienzaa chi arrivava- e arrivaanche oggi da tanto
lontano.
Anch'io ho incontratotanti volti, tante necessitàed ho visto un po' allavolta clescere
e svilupparsila capacità di fare di più e di fare meglio,tra i responsabili,i volontari,
glioperatori.
Ho assistito aivari mutarnenti della nostra società che è diventata via via sempre
più multietnica, ma forse più indifferente,ed ho incontratonegliocchi delle persone
i l v o l t o d i u n ' i m m i g r a z i o n em o l t o d i v e r s a d a q u e l l a d i q u a l c h e t e m p o f a '
Di una cosa molto importante,però, sono stata testimone.In questi anni nellanostra
Associazionenon è mai mancatala presenzadelvolto paternoe maternodi Dio che
si è manifestatoe si concretizzaancoraoggi in quellache noi cristianichiamiamo
provvidenzadi Dio. Unendomia tanti collaboratoriche insiemecon me lavorano
nelleretrovie,posso testimoniareche la Provvidenzanon ci ha mai abbandonati'
Prowidenzache si è resavisibilein tanti modi:
attraverso I'aiuto fraterno di don Beppe che ci guida a motivareil nostro servizio,
a fare prevalereil buon senso sulla nostraemotività,a darci la spintaa continuare
semprepiu e meglioattraversoI'annunciodellaParola...
attraversosuor Palminae suor Francescache lavoranoin prima lineaquotidianamente
in un servizioinstancabile,efficace,silenzioso,sempreattento soltantoalle persone
e al loro bene...
altraverso tanti collaboratori,volontari,amici che danno la loro disponibilitàed
arrivanoquandoce n' è bisogno...
attraversoquanti intervengonocon la loro condivisione,semprenecessarianella
gestionedi sedicialloggidi CasaAmica e nell'accoglienza
settimanalea tanti amici...
Nonsi concludequi I'elencoche è infinitocome il cuore del Padre...Pensoche se
ilSignoreha ispiratoai Fondatoriquestaoperagrande,sicuramentenon farà mancare
anchein futuro la sua divina prowidenza.A noi che celebriamoquesto evento,il
Signoreispirila vogliadi continuareuna collaborazionesemprepiù convintae attenta
allenecessitàdi quantibussanoe busserannoalla nostraportae ci insegnisempre
più quellostile del "buon samaritano"che è prendersicura dell'altrocon amore.
Patrizia Catullo
ses& &&s$ffi&
Gasa Amica continua,ormai sedicenne,il suo cammino,affiancandoe facendosi
"prossimo"delletante personeche passano,ospitiper mesi,con angosciae speranza
nel cuore.
CasaAmica incontraogni tipo di fatica:
dal bimbo che nasce pesandosolo 5 hg, alla bimba di 2anni che pesa 7 kg;
al bimbo di 2 anni con tumore al fegato, che vive con i genitoria Casa Amica, in
attesa di trapianto,ai tanti bambini con tumore al cervello,e agli altrettanticon
osteosarcoma.
E' vicinaai genitoricon bimbi nati pre-termineche lottanoogni giornoper vivere,e
a i m o l t i a d u l t i c h e n e c e s s i t a n od i t r a p i a n t o a l f e g a t o , c u o r e o p o l m o n i .
Vivendoaccantoa questifratellisi ha l'ideadelmondo immenso della sofferenza,
al quale,tante volte, passiamoaccanto senza renderciconto, se non ci tocca da
vicino.
Nell'anno 2fi)4 ci sono state a Casa Amica 784 presenze,tra ammalatie parenti,
provenientida:
SARDEGNA Cagliari,Sassari
SlClLlA: Ragusa,Palermo,
Partinico
CALABRIA:ReggioCalabria
CAMPANIA: Napoli, Nola,
Salerno, lschia, Afragola,
Pomigliano D'Arco, Torre
Annunziata
BASILICATA: Potenza
PUGLIABari,Andria,Foggia,
Lucera,Candela,Spinazzola,
Ruvo di Puglia, Poggio
lmperiale
LAZIO: Roma. Alatri
MARCHE: Macerata.Ascoli
Piceno
EMILIA ROMAGNA:Parma.
Modena
TRENTINO:Trento
TOSCANA:Firenze,Fiesole;Massa, Porcari
LIGURIA:Genova,Sanremo
LOMBARDIA:Milano, Brescia
PIEMONTE:Vercelli,Novara,Borgosesia,Biella,Borgomanero,Arona, Miasino,
Stresa,Pallanza,VerbaniaAcquiTerme Casale Monferrato,Carignano,Collegno.
VALLE D'AOSTA: Aosta
VENEZUELA:per un trapianto di cuore
Pertutti vogliamoesseresorellee fratelliche comprendonoil lungocalvarioe cercano
di alleviarlocon gentilezzee piccoli gesti, come far trovare i vasi di fiori sui balconi,
un pacco di caffè, una sorpresa per i bambini, ecc. e mantenendorapportifraterni
anchequando tornano a casa, e anche a distanzadi anni, semprevicini,sempre
sorellee fratelli.
Le suorediGasa Amica
M i c h i a m c A n n a M a r i a ,s o n o l a
un bambinoche
mammadi Giordano,
e s t a t o c u r a t o P r e s s oI ' O s P e d a l e
di Torino"
InfantileBeginaMargherita
V e n i a m od a u n p a e s i n oi n P r o v i n c i a
di Macerata.
Appena arrivatia Torinoi dottori ct
ì
l ' i a n n oc o m u n i c a t ol a d l a g n o s ie c i
.j1
r.i
detto che dovevamorimanere
l-ranno
p e r l e c u r ed e l b a m b i n o .m i n i m ou n
anno. In un primo istanteuna forte
s o l i t u d i n em i h a p r e s o d ' a s s a l t o ,
"1ÈPrf
i;tlíin'r
,ilÌ'1lr'rl'1,.i,.
'
Éìrì{:;dJl'rr'r
pensavo" Sì che sono mammae Per
mio figliosareiprontaa fare qualsiasi
s a c r i f i c i o ,a d d i r i t t u r aa m e t t e r e a
la mia vita" E' purevero,
repentaglio
però, che in certe situazìoniti senti
crollareil mondoaddosso,pensando
che sei lontanada tutti,in pafticolare
da mio maritoche,per motividi lavoro,
n o n p o t e v as t a r e s e m P r ec o n n o l .
In una cittàcosìgrandedovevedevo
tantagenteche correva,passeggiava.
rideva,parlava,mi sentivocome una piantinadi insalatache, mentrestavacrescendo
kanquillasotto il sole, di nascostouno sconosciutomi avevasradicatae portatavia.
Hingrazioogni giorno Gesù che per fortuna, grazie al carattereestroversomio e di
mio figlio, abbiamo conosciuto tanta gente che incontrandociper strada aveva
sempreuna parola,un sorrisoda donarci,alimentandoin noi giornodopo giornoil
coraggioper guardareavanti.
Concludendoposso dire veramentecon il cuoreche in questialloggidi "CasaAmica"
le giornatesono tranquille,nel rispettoe nellariservatezza,con la presenzacostante
e fraternadi sr Palminae sr Francesca,che sono le colonne portantiper tutte le
famiglieche arrivanoda ogni parted'ltalia.
Anna Maria
Preghie r2r...
Voglioringraziarti
con pochee semplici
parole,o mio Gesù.Ci hai concesso,
attraversoil dono di RaffaellaSteni,di
goderedi un piccoloraggiodellaTua
immensaluce. Mio fratello
Angelo è nato a nuovavita,
ilTuosoffio preziosogli ha
concesso di abbracciare
una nuova esistenza!
Donaconfortoallamadreche piange...come fece Dio quandogli uominitistrapparono
alla Tua Madre,Maria...ricompensalaal solo sguardodei pazientiguaritigrazieal
dono di Raffaella;la sua morte non è stata vana. Soggiorna nei nostri cuori, nutrici
del Tuo amore,fa sì che queste guarigioninon siano solo fisichema anche spirituali,
guidaci fra le Tue braccia. Benedici il piccolo Leandroche come Angelo porta con
sé il dono del trapiandoche gli concede di vivere,cullalo ancora fra le Tue braccia,
riscaldalocon il Tuo amore, sorreggi la sua innocenza..concedi a tutti coloro che
porlano il dono di Raffaella,la Tua grazia.Benedicila Casa Amica che ci ha accolti
e ci ha concesso di vivere il momento del trapianto insieme al nostro fratello,
confortandolonei momenti più bui... era come se la nostracasa e terra d'origine
non ci avesse mai lasciati, siamo stati Stretti in un unico abbraccio.
Grazie
Marilena
Uarte del rrprendersi cura"
diRoberta Russo
,<C'èstato un momento, durante il disastro dello tsunami, in cui tutto il mondo
è parsocome trafitto da un'unicafreccia,un'unicaansietà;in cui ci si è sentitiesseri
transitorisu questa terra, insetti dalla breve vita che non hanno tetto, e in questo
sentimentodi transitorietàtutto è parso mescolarsi:le nostree le altrui sventure,gli
asiatici,gli europeie gli americani.Quel momentoè durato poco, si sa ed è nella
naturadell'anima,ma è stato un momentodecisivo,che vale la pena meditarese
si vuol apprenderequalcosasu quel che siamo e su chi è I'altrocui rivolgiamoil
nostrointeresseo la nostra curaD.Così scriveva Barbara Spinelli sulle colonnedel
quotidianoLa Stampa,il 16 gennaioscorso,a sole due settimanedal maremotodel
sudestasiatico.Dopo aver amaramenteconstatato,ancora una volta, il rapido
superamentodell'acmedella compassioneda parte dell'opinionepubblica,la
giornalistainvitavaa una riflessionesacrosantasul senso degli eventiaccaduti nella
lorooiù nuda e cruda verità.
Noi oggi - a distanza di mesi da quella tragedia - vogliamo riflettere sul contrasto
stridente fra quella "pietà globale", episodicae fugace, scatenatasidi fronte allo
spettacoloapocalitticotrasmessocon ossessivaripetitivitàdagli schermitelevisivi
ditutto ilmondo, e I'esercizio quotidiano della compassione (patire con) di coloro
che,nellaprofessioneo nel volontariato,si dedicanoogni gíornoalla difficilearte
del "prendersicura"del prossimonel bisogno.
Oggi la pratica del "prendersicura" è fortementein crisi, perché sono visti con
sfavorei necessaritempi lunghi che questo compito comporta. La cura richiede
pazienza,elapazienzarichiedetempo. La logicaimperanteè quelladell'iper-velocità,
ll malatodeve guarirein fretta,ilvecchio deve "disturbare"
dellasuper-contemporaneità.
possibile,
il meno
I'immigratodeve integrarsirapidamenteoppure essereespulso,
se non accetta di omolooarsiin breve temoo alla civiltà del consumo bulimicoe
frettoloso.
Sopravvivonotuttavia,nellenostrecittà, piccole "oasi" espressamentededicatealla
curadi personein difficoltà:una di queste "isole" è nel nostro quartiere, si chiama
AZAS (AssociazioneZonale Accoglienza Stranieri), e da ormai vent'annisi fa
carico,attraversoun precisoprogetto,dell'accoglienza
di uomini,donnee bambini
non italiani,che da vari Paesidel mondo emigranoin ltaliain cercadi un futuro;un
futuro che nei luoghi di provenienzaè negato dalla mancanzadi pane, pace, casa,
lavoro,medicinali.
Non c'è bisogno di altreparoleper rifletteresull'abissovasto e profondoche separa
solidarietàepisodica,non cedo deprecabilema effimera,e arte del "prendersicura".
Basta osservarecon occhi attentipiccole realtàcome quelladell'AZASe diCasa
Amica che compie 16 anni, per comprendere che frutti duraturi di integrazione,
mediazione culturale e valorizzazione delle identità e delle differenze sono
generati da progetti fondati sulla continuità, la serietà e la fatica dei tempi
lunghi. Yalorizzare, custodire e impegnarsi in queste realtà può voler dire, allora,
apprendere qualcosa su chi siamo, sul senso della nostra vita, deldolore e sul
valore delnostro agire quotidiano nel mondo.
UNITI IIELLO STITE
Nellaselvadegli acronimiche costellanola quotidianitàdellavita moderna,alcuni
si lascianoricordaremegliodi altri,perchépiù semplicio perchéveicolidi valoripiù
intensi,vicinial cuore delle persone.Tra questi pare si possa contareda vent'anni
anche quellodi un centro di testimonianza di carità affacciatosu una delle strade
del Lingotto.All'apparenzanullapiù di un negoziodove, però, la mercevendutaè
ben più preziosadi quellaesposta nellevetrinedella Ottogallery. Associazione
Zonale Accoglienza Stranieri, AZAS. Riflettendosu questo primo tratto di strada
diventano
compiutoinsieme,pur nelladiversitàdei compiti e delle responsabilità,
evidentialcunitratti distintiviche ben situanoquestaintuizionenel cuoredellosfl/e
Caritas.Anzitutto la cura per la vocazione ecclesiale che AZAS,già nel suo nome,
esprime.Un valoreche non ha perso mordente.Essereespressionedi Chiesa,nata
è testimonianza
dallatensionedi comunionetra diversecomunitàparrocchiali,
concretadi quellache GiovanniPaololl ha definitola casa e la scuola dicomunione.
L orìzzontedelleUnitàPastoraliche sta affacciandosiallanostraChiesanon fa che
chiederedi intensificareuno stile così. In seconda battuta vale la pena rifletteresulla
missione del centro di via Spotorno: essereinsiemeluogo di servizioper chi fa
più fatica e luogo di educazioneper chi tale fatica non conosce appieno.Un seruizio
chevivela pedagogia deifatti, che educa gli ospiti ed è occasionedi educazione
dellecomunità. Proprio nella logica dei due polmoni detta caritàche la Diocesi sta
patrocinando
in questi mesi come strada per rivitalizzarela respirazionepiena e
consapevoledi carita nelle comunità cristiane.Educare e agire: due verbi che
indicanoun modo di viverela carità secondo il cuore del ConcilioVatícanoll, modo
contemporaneo
e accattivantese reso nella sua massimaintensità.Modalitàda
incrementare
ulteriormente,in qualchemodo andandoaldi la dell'assedioimpietoso
delleemergenzequotidiane,proiettativersoun progettogrande e completo.llterzo
elemento che si può sottolineare è I'attenzionead un metodo di azione che,
ponendoal centro dell'interessela personanella sua dignità, sa crearerete intorno
ad essa.Come non ricordareI'apportodecisivodiAZAS agli inizidegli anni novanta
guandoil progetto Olio e Vino porlò nella Chiesasubalpinaun fremito di attenzione
aifratelliquestuantie alla loro dignità?Come non ricordareil deciso assensoalle
propostedi coordinamento,di lavoroin rete, di contatto anche con i più moderni
mezzitelematici?
Una stradache non si puo abbandonareperchéesigitanon solo
daitempi,ma anchedalle personein cercadi aiuto e dallaconcretezzadell'Evangelo.
Dopovent'anniTorino
è cambiata.È mutatoilvolto deifratelliimmigratichevengono
a bussarealleportedellecomunitàcristiane.Oggi non è più in gioco principalmente
I'elementodi aiuto ai bisogni primari quanto quello alla integrazione, alla
normalizzazione,alla presa di responsabilità. oggi, piu che ieri, i nostriservizi
hannoil compito dieducare le comunità alla positività della condivisione, aila
forza delf'accoglienza, alla straordinaria grandezza del dono disinteressato.
Oggiin particolareè utile coltivare cammini di unità, anche all'interno deltessuto
ecclesiale,perchéquesticonsentonola qualitàdellatestimonianzasoprattuttoverso
coloroche non condividonola sequeladel Cristo.
Quindiserve a questa Chiesa la presenzadell'AZAS. Ma serve in quanto alla
prima,molto prima,che in quantoalservizio.Serueperchéci rappresenti
testimonianza
in ognimomento,quandotransitiamodavantia quellaporta,quando rileggiamole
storiedegfi ospiti e dei ragazziaccolti a Casa Amica,la parola dell,Evangelo:ogni
volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratetti piÌt piccoti,
I'avetefatto a me. Per tutto questo, graziedi cuore.
PierluigiDovis
DirettoreCaritas DiocesanaTorino