Ridurre i rifiuti: vantaggi, rischi e opportunità Prevenzione dei rifiuti: affiancamento aggiornato di un quadro operativo alla programmazione regionale fino al 2020 Paolo degli Espinosa Milano, 25 settembre 2014 Si ringraziano: Saverio Zetera , Irene Ivoi ,Paola Amadei, Marcello Pelizzari Impegno complessivo contributo operativo alla massima realizzazione possibile degli obiettivi del Piano Regionale. Riferimento principale PIANO REGIONALE •2 Prevenzione e disaccoppiamento dell’economia dalla produzione di rifiuti “Prima ancora di affrontare l’importante tema di una corretta ed efficiente raccolta differenziata attraverso la quale massimizzare il recupero di materia dai rifiuti, occorrerà prendere in esame possibili azioni atte ad evitare di produrre rifiuti, qualora sia possibile anche con azioni semplici e incisive sui comportamenti di tutti i cittadini”. (PRGR, pag 1) La prevenzione, attraverso il disaccoppiamento tra l’aumento dell’economia e la produzione di rifiuti, conduce alla soluzione definitiva del problema complessivo dei rifiuti, attraverso la stabilizzazione e successiva riduzione della produzione dei rifiuti e la conseguente stabilizzazione della necessità di impianti di smaltimento e trattamento. •3 Riferimento 1. Il disaccoppiamento dell’economi dalla produzione dei rifiuti •4 Si osserva che in Germania nel 2009, rispetto al 1998, l’economia è aumentata di 11%, cioè di circa 1% all’anno rispetto al 1998. I rifiuti, invece, sono diminuiti di circa 9%, realizzando un rilevante disaccoppiamento di 11 + 9 = 20% circa. Si tratta quindi di un vero e proprio disaccoppiamento. In Lombardia la situazione è molto diversa, perché l’economia è in leggera discesa, circa -5% in 12 anni, circa 0,5% all’anno, mentre i rifiuti sono in aumento, circa + 11% in 12 anni. Non c’è disaccoppiamento, in quanto ogni anno l’economia diminuisce di 0,5%, mentre i rifiuti aumentano di 0,5%, per cui in 12 anni, c’è un fattore di super accoppiamento di 16%. Sintesi: Germania, 12 anni, disaccoppiamento 20%, Lombardia, super accoppiamento, in 12 anni + 16%. La Lombardia potrebbe proporsi di avvicinarsi gradualmente al risultato della Germania, come confermato sul piano economico come confermato nella slide 33 Riferimento 2 L’impegno di prevenzione n. 1 nelle indicazioni europee, ma nella pratica realizzabile solo dopo o insieme alla RD, è alla base del disaccoppiamento della produzione dei rifiuti dagli aumenti dell’economia, quindi di uno sviluppo virtuoso, rispettoso dell’ambiente e del territorio basato sul disaccoppiamento tra l’economia e la produzione di rifiuti, come dimostra il paragone con la Germania (vedi figura 4.1.6). L’impostazione qui di seguito proposta, ove realizzata di qui al 2020, avvierebbe il percorso di disaccoppiamento in Lombardia, portando avanti lo stimolante confronto tra una grande regione italiana e un grande paese-esempio, come la Germania. •5 Riferimenti al Piano Regionale e ai suoi tre scenari: base, intermedio e spinto Impostazione della proposta di affiancamento di un quadro operativo Il Piano Regionale prevede tre scenari: • Base 30% inerziale • Intermedio 50% • Spinto, al 70% Dato che si dispone di tempi limitati, 6 anni da qui al 2020, in questo intervento si prende in considerazione lo scenario intermedio, con impegno al 50% di adesione. Si propone l’affiancamento di un nuovo e aggiornato quadro operativo, in cui le incertezze sui risultati attuabili vengono pienamente considerate sin da oggi e danno luogo a possibili soluzioni, sulla base di tre aspetti: • Probabilistici, “confidence level” • Strumentazione a sostegno del Comune • Esperienza passata, sia pure in un settore diverso ma contiguo alla prevenzione, che è la raccolta differenziata dei rifiuti organici, paragonabile per livello di difficoltà e di primaria importanza sia nella RD che nella prevenzione. È evidente che con l’irrobustimento degli strumenti di sostegno, di cui punto B, a favore dei comuni, cresce la probabilità di conseguire risultati rilevanti. (di seguito la tabella 4.2.1 del PRGR) •6 •7 Riferimento 3 La prevenzione è un impegno che va ben oltre quello della RD La differenza è infatti che, nel campo della raccolta e smaltimento, il soggetto deve comunque, come sua privata esigenza, disfarsi dei suoi rifiuti per cui occorre e basta offrirgli una via comoda e sostenibile per smaltirli. Nel caso della prevenzione, la situazione è diversa, perché siamo in presenza di una esigenza della società nel suo insieme che richiede all’individuo, consapevolezza, cultura, responsabilità, e richiede all’istituzione un adeguato quadro realizzativo, come al punto B precedente, in quanto condizioni indispensabili per produrre i necessari cambiamenti dei comportamenti. I cittadini, trattandosi di comportamenti volontari, quindi protagonisti del cambiamento, devono essere ben informati e pienamente partecipanti. Tale quadro, orientato alla realizzazione, presenta tre aspetti principali • Tecnico organizzativo contrattuale (anche innovativo, PC performance contract) • Comunicativo, inteso in senso ampio e molto mirato • Economico e finanziario bancario Una previsione con buona probabilità di realizzazione si può ottenere in base ai tre punti indicati (comprensivi dei sostegni pubblici) •8 •9 Frazione Organica FORSU Ai fini di valutare gli scenari futuri relativi alla prevenzione, non disponendo, a causa della novità dell’impegno, di dati relativi a esperienza passata, può essere utile confrontare l’impegno di prevenzione con quello di RD, e in particolare al settore della frazione organica, già richiamata, che rispetto alle altre frazioni è quella più importante, come anche quella che presenta specifiche difficoltà in relazione soprattutto al suo carattere deteriorabile e alle difficoltà conseguenti di maneggio. Conviene quindi fare attenzione, in accordo con il punto C prima introdotto, ai fini della prevenzione, alla gradualità attiva sperimentata negli ultimi 10 anni nei progressi della raccolta del rifiuto organico, perché questa esperienza può considerarsi significativa anche per la gradualità attiva e strumentata dei progressi della prevenzione da realizzare nei prossimi anni. •10 •11 Ecco i principali protagonisti, nella esperienza FORSU (significativa anche per la prevenzione): • I cittadini, che nella raccolta della frazione organica sono passati, come partecipazione, dal 25% al 56% • I comuni, che dal 14% sono passati al 46% • Il quadro istituzionale nazionale e regionale, che deve creare le condizioni per chi opera sul territorio, cittadini, comuni, aziende (in accordo con punto B, prima introdotto). • Unità principale di intervento nella prevenzione: il comune, anche collegato con altri comuni. • Nuove capacità aziendali . La capacità d’intervento del comune si colloca quindi al centro della operatività necessaria per il nuovo impegno di prevenzione ai fini dei risultati conseguibili nei prossimi 6 anni, da qui al 2020. •12 Riferimento 4 Un’area di particolare attenzione: la frazione organica. Le linee guida europee indicano i flussi di rifiuti prioritari su cui porre l’attenzione. Tra di essi, il flusso principale di rifiuti urbani su cui focalizzarsi è quello dei rifiuti organici di cucina: un recente studio, svolto a livello europeo, indica che circa il 50% del cibo preparato viene sprecato e trasformato in rifiuto (come citato nel PRGR). Lo spreco alimentare rappresenta un tema di particolare attenzione a livello comunitario europeo, come dimostra l riconoscimento del 2014 quale “anno europeo contro lo spreco alimentare” (PRGR pag. 499). Questa indicazione trova pienamente riscontro nell’esperienza di Brescia e della Lombardia, in cui è stata attribuita una importanza principale alla raccolta differenziata FORSU, anche perché costituisce insieme al verde il 36% del rifiuto urbano avviato al recupero. (vedi tabella 11.6.8) Per gli stessi motivi, va attribuita una priorità all’intervento sulla parte organica sia in sede di RD che di prevenzione confermando il carattere significativo della esperienza di RD FORSE ai fini della prevenzione. •13 La frazione organica nella RD e nella prevenzione La prima esperienza di prevenzione è stata realizzata a Brescia attraverso l’uso di compostiere domestiche, che si sono rivelate in grado di sottrarre al flusso dei rifiuti urbani circa 300 kg/anno per ciascuna compostiera (una famiglia di tre persone, a Brescia, produce circa 1800 kg/a di rsu, di cui circa 600 kg sono frazione organica, per cui la compostiere intercetta la metà dell’organico). Le attuali e future azioni di prevenzione dovranno essere prioritariamente rivolte a prevenire lo spreco alimentare, riducendo la produzione di scarti di cucina attraverso una maggiore consapevolezza dei cittadini e delle attività economiche, riguardo agli acquisti ed alla conservazione degli alimenti lungo tutta la filiera alimentare. •14 •15 •16 •17 Proposta di affiancamento alla programmazione regionale di un nuovo e aggiornato quadro di risultati realizzabili, basata su tre scenari di adesione Per avviare un ragionamento “operativo” sul futuro, nel breve spazio dei prossimi 6 anni, conviene, in primo luogo, fare riferimento allo Scenario Intermedio 75.714 + 135.304 = 211.019 Tralasciando, per il momento lo scenario spinto con adesione al 70%, a fronte del tempo disponibile limitato a 6 anni, occorre – anche con riferimento allo scenario medio con adesione al 50% - affiancare un nuovo e aggiornato ragionamento/quadro, operativo basato sugli aspetti probabilistici e di incertezza (introdotti in precedenza al punto A) e sulla massima adesione conseguibile, adeguatamente attrezzata con strumenti proporzionati, degli abitanti dei comuni. Il paragone con la FORSU, significativo per i motivi accennati, è utile in questa sede. Ci richiede di approfondire quali risultati si possano operativamente realizzare, nei prossimi anni, tenendo conto della scarsa esperienza attuale. Vanno quindi esplicitati e resi disponibili i fattori di successo. Al centro dell’attenzione lo scenario 50% con risultato di 75.714 tonnellate evitate. •18 Incertezza rispetto ai risultati che saranno effettivamente conseguiti e atteggiamento probabilistico, associato alla efficacia della strumentazione resa disponibile, in particolare per quanto riguarda la comunicazione, l’incentivazione e il sostegno bancario Dal punto di vista della probabilità di realizzazione, è fonte di particolare incertezza il procedimento di somma dei nuovi contributi “altre azioni 135.304” in aggiunta rispetto alle 11 azioni sperimentali PARR per 75.714 ton. Tale sommabilità, comprensibile sul piano teorico, crea però una rilevante incertezza ai fini della realizzabilità sul campo, che dipende dalla capacità di intervento, operativa e monitorabile, di ogni comune. Tale capacità, a sua volta, non aumenta automaticamente con l’aumento del numero delle azioni, perché il comune avrà - salvo eccezioni - la capacità di realizzare efficacemente un limitato numero di azioni, ad es. nel campo di 4 - 6 azioni. •19 Al centro la capacità di intervento del singolo comune La capacità di intervento sarà diversa da comune a comune, in relazione all’impegno, all’attrezzatura organizzativa e istituzionale (collaborazione tra i diversi assessori), al numero di abitanti, all’esperienza precedente e al fattore comunicativo. (andranno anche considerate le capacità delle organizzazioni sovra comunali, in via di costituzione), In generale, si può ritenere che aumentando da 11 a (11 + 7 = 18) azioni la possibilità di scelta comunale delle azioni da compiere, il comune fruirà certamente di un utile ampliamento del campo di scelta, restando comunque al di qua della sommabilità aritmetica. Il motivo è che sul campo, ogni comune sceglierà un numero limitato di azioni ad esempio, tipicamente nel campo accennato 4 – 6 azioni. La sommabilità aritmetica sul campo si realizzerebbe solo nel caso di un ipotetico comune modello che sia in grado di effettuare tutte le 11 azioni PARR e in più anche le altre 7 per un totale di 18 azioni. Il criterio della realizzazione monitorabile, valutabile in precedenza tenendo conto dell’incertezza della effettiva realizzazione rende necessario un approccio probabilistico. Nello stesso tempo si rende necessario un impegno di riduzione dell’incertezza stessa, tale da conseguire buoni livelli di performance associati a del conseguimento buoni livelli di probabilità (confidence level). In questa prospettiva - di buona operatività con buon livello di probabilità – si possono qui distinguere, riguardo alla citata incertezza realizzativa, i seguenti tre livelli di confidence level • Livello 1: caso di obiettivi valutati solo su base teorica-professionale: confidence limitata • Livello 2: obiettivi previsionali, come i precedenti, ma associati ad un impegno dell’istituzione non limitato alla definizione degli obiettivi, ma tale da provvedere ad una strumentazione di sostegno proporzionata agli obiettivi, quindi efficace: confidence media • Livello 3: obiettivo come i precedenti, ma basato su precedenti esperienze effettuate e monitorate, da realizzare sulla base di nuovi rapporti di collaborazione e di contrattualità tra il pubblico e il privato; va introdotto, in particolare il contratto di performance, finalizzato a ridurre l’incertezza realizzativa; in questo caso si può assegnare un livello di confidence buono. •20 Opportunità dell’attenzione per le performance fondatamente prevedibili, associate ai più elevati confidence level. Necessità di nuovi rapporti tra il comune e l’azienda, come anche di nuovi profili aziendali, specifici per il caso della prevenzione Considerato il breve tempo a disposizione, 6 anni, considerata l’ampia incertezza sui livelli di adesione, 30%, 50%, 70%, si conferma l’opportunità di affiancare un impegno di sostegno istituzionale e incentivante, insieme con gli abitanti e con l’operatore che come risultato complessivo, massimizzi la probabilità di conseguimento di risultati, i più rilevanti possibili, in quanto effetto dell’intero sistema dei partecipanti. L’incertezza realizzativa dipende dal particolare carattere volontario, ad opera dei cittadini, dei risultati ottenibili. I risultati dipenderanno quindi dal quadro di sostegno e in gran parte dall’impegno comunicativo, di informazione dei cittadini e di confronto efficace, anche attraverso strumenti interattivi tipo blog con i cittadini stessi e con le loro organizzazioni. Il ciclo attuativo, di conseguenza, è molto diverso dallo schema tradizionale in cui la parte pubblica chiede all’azienda solo di realizzazione di un servizio ben definito, o un impianto o un struttura edilizia, in tutti i casi senza particolare incertezza, in cui il comune provvede individuando un’azienda realizzatrice attraverso l’applicazione della legislazione pertinente. •21 La novità, nel caso attuale, è che si fa assegnamento sulla disponibilità degli abitanti a cambiare i loro comportamenti a favore della prevenzione dei rifiuti, cioè su un fattore non predefinito. La sua stessa contrattualizzazione non è di immediata soluzione per cui può capitare che un’azienda si impegni a compiere determinati atti e li compia anche regolarmente, ma come potrebbe un‘azienda garantire i risultati desiderati, se dipendono da comportamenti volontari e non contrattualizzati? Dal momento che i risultati effettivi della prevenzione dipendono da un attore, la cittadinanza, con cui non si stabiliscono rapporti contrattuali, ma comunicativi, culturali, informativi e di fiducia reciproca, anche tramite le associazioni. Di conseguenza, l’incertezza non può mai essere abolita ma va presa in considerazione allo scopo di ridurla al minimo. Al confronto con la RD, l’incertezza di conseguimento dei risultati di prevenzione resta ben maggiore anche nei confronti dell’accennato intervento di raccolta selezionata dell’organico, perché, si tratta di un “rifiuto” che ingombra l’abitazione e di cui comunque il nucleo familiare si deve sbarazzare. •22 Si profila così la opportunità di un operatore, attrezzato per questa specifica situazione, tanto da assumersene il rischio realizzativo che può essere - come accennava - ridotto ma non abolito. L’operatore, ai fini di un “contratto di prestazione” porrà a sua volta la condizione di un efficace quadro collaborativo con l’istituzione pubblica, tale da assicurare l’efficacia complessiva dei fattori da mettere in campo. Va sottolineata, in particolare, l’importanza di un progetto efficace e “su misura della specifica situazione, per quanto riguarda il quadro della comunicazione e sensibilizzazione. Avrà quindi la capacità di impegnarsi in un contratto di performance, un operatore che sia non solo tecnicamente capace, ma anche dotato di esperienza e capacità relativa appunto alla sensibilizzazione dei cittadini, tale da conseguire effettivamente, in qualità e quantità, i nuovi comportamenti previsti. •23 Sensibilizzazione Proseguendo il ragionamento già avviato, va ancora osservato che la buona probabilità di realizzazione non dipende solo dagli aspetti di finanziamento e non dipende solo dalle spese per la sensibilizzazione, per cui le condizioni finanziarie sono indispensabili, ma non sufficienti. Conta molto la riscontrabilità, da parte dei cittadini, di una piena coerenza da parte dell’istituzione tra quanto si comunica e quanto si mette in campo operativamente e si verifica con i monitoraggi. Si ottiene così una comunicazione puntuale monitorata sul campo. •24 Green Economy La prevenzione dei rifiuti è un caso particolare di Green Economy, che richiede in generale nuovi rapporti tra istituzioni, operatori privati e cittadini; richiede non solo una innovazione nei settori della cultura, scienza, tecnologia, ma anche i nuovi rapporti citati tra cui ad esempio, la sensibilizzazione efficace collegata con contratto di performance garantita. Per mettere in pratica la soluzione qui indicata, in quanto ottiene il massimo livello di probabilità di realizzazione, si richiede, come si accennava, un quadro di collaborazione ben definito in cui viene specificato anche l’impegno della parte istituzionale e al suo interno l’integrazione degli interventi tra i diversi assessorati coinvolti. Occorre in definitiva un accordo efficace, a sistema, tra i tre attori partecipanti, istituzione, operatore, cittadini, tale da creare un rapporto coerente tra i nuovi comportamenti dei cittadini, la loro efficacia riscontrabile e gli aspetti di monitoraggio. Bisogna anche tener conto che viviamo tuttora in epoca di crisi economica di scarsa disponibilità di mezzi finanziari da parte dei cittadini. Di conseguenza, nei progetti relativi ai nuovi comportamenti, non può essere certo dimenticato il fattore economico. •25 Disponibilità di informazioni e di fattori attivi a favore della prevedibilità realizzabilità dei risultati attesi Fattori di aumento del confidence level – Disponibilità di dati da esperienze dirette – Tipologia di accordo collaborativo tra Comune e Operatore – Strumenti di comunicazione anche interattiva (Blog o Sito) – Strumenti e incentivi nazionali e regionali • Problemi Frequenti • Strumenti • Interventi Nazionali o Regionali • Previsioni Condizionate dalla presenza dei fattori di successo • Esperienza sul campo di azioni che sono andate bene e azioni che sono andate male •26 Frazione organica: raccordo tra l’impegno della RD e la prevenzione Si conferma che la frazione organica è un aspetto prioritario della transizione dall’impegno di raccolta di RD a quello di RD più prevenzione. Per questo motivo, si propone l’impegno sia sulla RD dell’organico che sulla sua prevenzione mediante composter, considerandolo come un aspetto che dovrebbe essere presente e potenziato in ogni comune. Va considerato che mentre la RD si può compiere in ogni nucleo familiare, l’impegno del composter richiede un giardino o uno spazio analogo. Si tratta di fatto di una attività già in corso e che va potenziata anche predisponendo opportuni ricevitori sul territorio anche da parte di nuclei familiari che non dispongono di un giardino. •27 Affiancamento al quadro programmatico del Piano Regionale di un quadro operativo nuovo e aggiornato di buon livello sia tecnico che probabilistico basato sulla capacità di intervento del comune medio da 10.000 abitanti Il quadro probabilistico della performance viene qui valutato per un “comune medio”, definito con un numero di abitanti derivante da una frazione che ha al numeratore tutti gli abitanti della Lombardia, ad eccezione degli abitanti di Milano (caso a parte con possibile impegno su molte azioni) e comuni che hanno meno di 2000 abitanti (che in generale potranno impegnarsi solo su un limitato numero di azioni). Al denominatore sarà il numero dei comuni lombardi diminuito del capoluogo e dei comuni con meno di 2000 abitanti. L’applicazione di tale procedimento ha dato come risultato un valor medio di 9.300 abitanti che viene qui arrotondato a 10.000, comodo per opportuni multipli (un comune da 20.000 abitanti, confrontabile con il doppio del caso medio). Nel quadro ricordato svolgono un influenza notevole sia le leggi, i regolamenti e gli incentivi sia nazionali che regionali. •28 Vanno considerate le condizioni economiche dei comuni – oltre che quelle citate dei cittadini – come anche gli aspetti bancari (mutui, anticipazioni, garanzie , ecc) che dipendono dalla una scelta generale qui proposta, per cui ogni comune dovrebbe almeno impegnarsi per una combinazione di azioni di prevenzione tali da evitare l’aumento dei rifiuti da smaltire con la relativa spesa. Ciò significa che se si vuole fare riferimento ad un aumento del PIL nazionale e locale, dell’ 1%, e se si suppone che anche i consumi aumentino tendenzialmente dell’ 1%, la combinazione delle azioni prescelte, dal singolo comune, dovrebbe assicurare un insieme di riduzioni volontarie di rifiuti pari almeno ad una diminuzione dell’1% . Capacità economico-finanziaria dei comuni: in un dato anno, ad esempio il 2015, dovranno affrontare le spese per gli interventi di prevenzione, in anticipo di 1 anno rispetto al vantaggio economico fruibile, l’anno successivo, come diminuzione di 1% dei costi di smaltimento complessivi dei rifiuti prodotti. Gli aspetti economico-finanziari-bancari sono un tema principale e gli aspetti di sensibilizzazione associata puntualmente all’operatività sono un altro tema fondamentale. •29 COMUNE DA 10.000 ABITANTI Azioni Obiettivo Pannolini adesione 17% dei nati da 7 a 12.8 t/anno Compostaggio Domestico incremento di compostiere negli anni, con andamento non lineare fino a saturazione. da 34,9 a 67,6 t/anno Farm Delivery 10 – 20 adesioni all’anno da 0,24 a 0,43 t/anno Recupero Prodotti Invenduti da 9 a 9,7 t/anno Variabili Da Considerare scelta del kit prezzo di acquisto incentivo alle famiglie modalità di comunicazione registro comunale compostatori sconto tariffa controlli periodici - monitoraggio comunicazione/corso di formazione presenza di operatore economico attivo sul territorio rete o consorzio di comuni incentivo startup >1000 mq/anno gdo aderente sconto tariffa Vendita Prodotti Sfusi implementazione aggiuntiva 0,5 t/anno >1000 mq/anno gdo aderente Giornate Del Riuso coinvolgimento dell’11% delle famiglie 0,3 t/anno n. 1 eventi all’anno rapporto con le associazioni di volontariato forte impegno di comunicazione Pubblicità Commerciale Nelle Cassette Postali coinvolgimento del 14% delle famiglie da 5 a 9 t/anno regolamento comunale da adeguare verifiche da parte dei VVUU comunicazione capillare Riduzione Carta Uffici riduzione da 0,3 a 1,4 t/anno Acqua Alla Spina (Mix Di Azioni) Non riparametrabile sul numero di abitanti, ma sul numero di utenti e utenze Prodotti Meno Imballati riduzione 0,1 t/anno Riduzione Rifiuti Filiera Corta (Cassette Riutilizzabili) Non disponibili idati della sperimentazione livello di informatizzazione degli uffici condizioni di partenza referente comunale del progetto coinvolgimento scuole comunicazione coinvolgimento con gdo per prodotti a marchio proprio situazione iniziale (eventuale riutilizzo parziale già presente) monitoraggio Si ipotizza che il comune-tipo (10.000 abitanti), di fronte ad un’offerta tecnologica di servizi per una scelta tra 11 interventi, aumentabili a 17, effettui una propria scelta su 4-6 azioni, con lo scopo, per l’aspetto economico, di evitare le spese di conferimento in impianti di termo-combustione. COMUNE TIPO : TRE SCELTE RITENUTE D’INTERESSE PER TUTTI I COMUNI 1. compostiere + 40 all’ anno 56,4 2. recupero ciclo alimentare invenduti da 5 a 10 t 8,1 3. Pannolini - adesioni 15% - 25% 10,7 TOTALE PER IL TRIO A LARGA DIFFUSIONE 75,2 ESEMPI DI SCELTE A VARIABILITA’ MAGGIORE 4. acqua alla spina 5. carta uffici 6. cassette riutilizzabili •31 t t t t Si vuole proporre un certo grado di coerenza culturale, quindi di comunicabilità, tra la RD della frazione umida e la più ampia diffusione possibile della compostiera, per quanto riguarda la prevenzione. In effetti, anche sul piano quantitativo, proponiamo qui scelte di prevenzione con la compostiera come contributo principale, seguito dai prodotti invenduti (sempre organico alimentare, di grande valore anche sociale? e dall’uso dei pannolini lavabili). Questo trio di interventi viene raccomandato a tutti i comuni. Come è noto, le compostiere sono già relativamente diffuse, ma qui viene proposto un impegno specifico, qualitativo e quantitativo. Ciò considerato, si possono supporre i contributi seguenti: • dal trio compostiere, invenduto, pannolini 56,4 + 8,1 + 10,7 = 75,2 t • da +5 t a causa degli altri contributi 80,2 • dall’aumento delle possibilità di scelta, nuove azioni, + 10% = 88,2t arrot 88 t • contributo pro capite, rispetto 10000 abitanti 9kg 850 comuni 50% di penetrazione 425 comuni x 88 t = 37.400 t 700 piccoli comuni 20% di 88 t = circa 18 t 700 piccoli comuni 50% di penetrazione 350 comuni x 18 t = 6.300 t Milano: 2 milioni di abitanti maggiore10 kg procapite 2.000.000 Penetrazione 50% 1 milione x 10 kg = 10.000 t TOTALE: 37400 + 6.300 + 10.000 = 53.700 arrot 54.000t • 32 Confrontiamo con “scenario intermedio”, partecipazione 50% della programmazione regionale 75714 t e con scenario base, 30%, 45429 t. Attenzione progettuale: 1. scenario realmente operativo, nel senso che aziende in grado di operare in modo probabilistico, anche con contratti di performance e con un adeguato e mirato supporto comunicativo potrebbero assumere questi impegni contrattuali 2. tempi limitati disponibili, 6 anni, velocità di diffusione realistiche (basate sull’esperienza della RD della frazione organica) 3. si evita ogni sopravvalutazione degli effetti dell’allargamento del campo di scelte disponibile, perché il comune medio, in molti casi, limiterà il numero degli interveneti a 4-6, semmai meno, per difficoltà organizzative 4. la realizzazione dell’obiettivo di 54.000 t/anno sarebbe comunque di spiccato interesse, sia per la Regione Lombardia che come laboratorio di interesse nazionale, disaccoppiamento modello Germania. •33 Calcolo Costi 56,4 + 8,1 + 10,7 = 75,2 t Da + 5t a causa degli altri contributi 80,2 t PROPORZIONI TOT EURO/TON EURO COMPOSTIERE 70% 37.800 50 1.890.000 INVENDUTI 10% 5.400 60 324.000 PANNOLINI 13% 7.000 200 1.400.000 7 3.800 400 1.520.000 54.000 95 5.134.000 ALTRI Totale •34 Confronto tra soluzione tradizionale e soluzione prevenzione a partire da un valore stimato per la produzione dei rifiuti in Lombardia pari a 4.600.000 t Nel caso di un aumento economico dell’1% associato ad un aumento dei rifiuti pure dell’1%, la quantità di rifiuti in aumento risulta di 1% x 4.600.000 = 46.000 t Con il trattamento tradizionale la spesa regionale di conferimento al termovalorizzatore risulterebbe di 46.000 x €100 = 4.600.000 € Ricorrendo invece alla prevenzione, qui nematicamente estesa all’intera quota in aumento, la spesa regionale per la prevenzione risulterebbe pari a 46.000 t x 95 = 4.370.000 € La differenza, pari a € 4.600.000 – € 4.370.000 è pari ad un risparmio finanziario di 230.000 €. Per una considerazione completa andrebbero considerati anche i costi, sia pure assai limitati, dovuti all’anticipazione di un anno, nel caso della prevenzione, degli importi in questione. Ma andrebbero anche valutati i risparmi nei costi di raccolta . Risulta così nematicamente confermato che la Regione Lombardia ha tutte le condizioni per avviare un disaccoppiamento sul modello della Germania. •35 Grazie per l’attenzione