PG2 – Biomedica
Corso Istruttori FSN / DSA
secondo livello
Scuola Regionale dello Sport
CONI Liguria
METABOLISMO
ENERGETICO E
ALIMENTAZIONE DELLO
SPORTIVO
Energia
Il motore biologico, rispetto a quello meccanico, ha una
prerogativa: può funzionare variando il combustibile
che è rappresentato da grassi, zuccheri, proteine.

la scelta del combustibile è effettuata autonomamente
dalle cellule muscolari in base a:

tipo di lavoro

disponibilità del substrato (grassi, zuccheri, proteine)
Fisiologia dell’esercizio
Produzione di energia per il lavoro
ATP – fonte di energia immediata
ATP
L'Adenosintrifosfato o ATP è un
ribonucleotide fosfato formato
da una base azotata, cioè
l‘adenina, dal ribosio, che è uno
zucchero pentoso, e da tre
gruppi fosfato
6 mmol/Kg muscolo
ATP
I legami ad alta energia
dell'ATP sono quelli che legano
fra loro i tre gruppi fosfato.
Dopo la loro rottura, dovuta a
un processo di idrolisi, essi
liberano una grande quantità di
energia, pari a circa 7,5 Kcal/mole
L'idrolisi dell'ATP avviene a opera
dell'enzima denominato ATPasi
IMPORTANZA DELL'ATP
reazioni cellulari e i processi
dell'organismo alimentati dalla
conversione di ATP in ADP:




trasmissione degli impulsi
nervosi
contrazione muscolare
trasporti attivi attraverso le
membrane plasmatiche
sintesi delle proteine e la
divisione cellulare
ATP e produzione energia
ATP
Nei vertebrati il gruppo fosfato necessario a questa reazione viene
conservato in un composto, chiamato creatinfosfato, che si trova
soprattutto nel tessuto muscolare.
All’interno di una cellula muscolare, in condizioni di riposo, sono
immagazzinate modeste quantità di ATP, per evitare la
diminuzione del rifornimento di ATP, la cellula muscolare deve
incrementarne il tasso di produzione per poter tenere il passo con
l’aumento della velocità di utilizzazione
Meccanismi energetici e ATP
nella prova massimale
Creatinfosfato
Riserva di fosfati ad alta energia
ed immediatamente disponibile,
il creatinfosfato (CP) cede il
suo gruppo fosfato all’ADP per
formare ATP.
La cellula a riposo contiene
una quantità di creatinfosfato
sufficiente a fornire una quantità
di ATP pari a 4-5 volte quella
utile per il metabolismo basale.
Quando in una cellula aumenta
il consumo energetico, si ha
una riduzione della
concentrazione di ATP e un
aumento di quella dell’ADP.
Queste variazioni inducono un
aumento dell’attività degli
enzimi responsabili della
formazione dell’ATP, con la
conseguenza che l’ATP viene
prodotta a un tasso più elevato.
Metabolismo aerobico









Scissione di glicogeno in
presenza di O2
Scarto: H2O e CO2
380 – 480 g
Muscolo: circa 300 g
1 mole glicogeno = 39 moli ATP
A riposo: 10 – 15 minuti
Esercizio massimale: 1 minuto
Massima potenza in 2’ 30’’
Max utilizzo dopo 20’
Glicolisi anaerobica





Scissione del glicogeno in assenza di O2
Scissione parziale con produzione di acido
lattico
1 mole glicogeno = 3 moli ATP
Utilizzo massimo nei primi 90 sec
Tempi di utilizzo: 15’’ – 2’ 30’’
La fisiologia ha chiarito con precisione quali sono i
consumi energetici legati alle varie attività sportive
Kcal x 120 minuti :
 Calcio 1154
 Pallanuoto 1612
 Rugby 1642
 Basket 1246
 Tennis 1217
 Ciclismo 1420
 Volley 1220
 Windsurf 589
 Golf 711
?



Glicidi
Lipidi
Proteine
Alimentazione e sport






Impegno metabolico dell’allenamento e della gara
Idratazione
Apporto proteico
Pasto prima della gara
Alimentazione durante la fatica
Alimentazione di recupero, dopo la fatica
Nutrizione
Alimentazione: Assunzione di alimenti al fine di nutrire
l’organismo e garantire l’apporto di tutte le sostanze
necessarie allo sviluppo delle funzioni vitali
Nutrienti:
 Funzione energetica = energia calorica
 Funzione plastica = crescita e riparazione dei tessuti
 Funzione regolatrice = svolgimento reazioni metaboliche
Nutrienti
Macronutrienti:
 Glucidi
 Lipidi
 Proteine
 Acqua
Micronutrienti:
 Vitamine

Sali minerali
Energetici:
 Glucidi
 Lipidi
 Proteine
Non energetici:
 Vitamine
 Sali minerali
 Acqua
Nutrienti e relative funzioni
Principale
Secondaria
Glicidi
energetica
plastica
Lipidi
energetica
regolatrice
Proteine
plastica
energetica
Vitamine
regolatrice
protettiva
Sali minerali
regolatrice
regolatrice
Acqua
plastica
regolatrice
Composizione della dieta

Glicidi 55-65 %
 Proteine 20 %
 Grassi 30 %
 Fibre vegetali
Sistema energetico
Glicidi = 3,75 Kcal
Lipidi = 9 Kcal
Protidi = 4 Kcal
Glicidi
monosaccaridi
glicidi semplici
Glucosio, fruttosio, galattosio
disaccaridi
glicidi semplici
2 molecole di monosaccaridi
Saccarosio, lattosio, maltosio
polisaccaridi
glicidi complessi
Più di10 molecole di monosaccaridi
Glicogeno, amido
Glicidi
Principale fonte energetica dell’organismo
 Nei muscoli e nel fegato vengono immagazzinati
sotto forma di glicogeno (350 g)-(13-15g/kg massa)
Funzione plastica secondaria
 costituzione delle strutture cellulari (DNA, RNA)

costituzione delle membrane cellulari
Glicidi
Nella dieta quotidiana la quantità di glucidi deve rappresentare il
55-65% della quota energetica totale
80% zuccheri complessi
20% zuccheri semplici
Glicidi semplici
 assorbimento =  glicemia =  insulina

 Aumentata sintesi acidi grassi e glicerolo
 Aumento deposito nel tessuto adiposo
Glicidi
Tipo
Fonti
Digeribilità
Glucosio
Frutta, miele
Ottima
Fruttosio
Frutta, miele
Ottima
Saccarosio
Canna e barbabietole
Ottima
Lattosio
Latte
Incompleta
Amido e Destrine
Cereali, tuberi, legumi
Ottima
Glicogeno
Carne, pesce
Ottima
Indice glicemico
Misura della velocità con la quale un
alimento provoca l'aumento della
glicemia, quindi l'entità della risposta
insulinica
Si valuta mettendo in relazione la
curva di assorbimento con quella del
glucosio
Indice glicemico





Si esprime in percentuali prendendo il glucosio come punto di
riferimento (100%)
Un indice glicemico pari a 50 indica che l'alimento preso in
esame innalza la glicemia con una velocità che è la metà di
quella del glucosio
ALTO : glucosio, miele, pane bianco, patate cereali, cracker,
cereali per la prima colazione. uva banane, carote, riso.
MODERATO : pane integrale, pasta*, mais, arance, cereali
integrali per prima colazione, riso brillato.
BASSO : fruttosio, yogurt, piselli, mele, pesche, fagioli, noci,
latte.
Indice glicemico
Indice glicemico



L'indice glicemico dipende da diversi fattori: da
eventuali manipolazioni tecnologiche nei cibi, dalla
cottura, dalla presenza di fibre e dalla quantità di
zucchero presente (un frutto maturo ha un IG
maggiore di un frutto acerbo).
Inoltre l'indice glicemico è influenzato dalle interazioni
con grassi e proteine: la presenza di questi due
macronutrienti rallenta la velocità di assorbimento
intestinale.
Ecco perché è più salutare associare ad un pasto
ricco di carboidrati come la pasta alimenti proteici
come la carne o il pesce e/o alimenti ricchi di fibre
come la verdura
Indice glicemico - interazioni
Fibre idrosolubili.
 Rallentano l'assorbimento di glucosio a livello
intestinale.
 Sono pertanto in grado di mantenere la glicemia
costante per lunghi periodi
Proteine.
 L'indice glicemico diminuisce se si aggiungono
proteine ad un alimento.
 Le proteine hanno effetti molto simili a quelli di grassi
e fibre
Indice glicemico - interazioni
Grassi.

La digestione di un alimento contenente grassi è
rallentata; di conseguenza i carboidrati che contiene
vengono assorbiti più lentamente.

A prova di ciò basta confrontare l'indice glicemico
dello yogurth scremato (IG=20) e di quello intero
(IG=53).
Lipidi (grassi)
Grande varietà di molecole
Caratteristica comune: insolubili in acqua
Apporto calorico assunto rispetto al totale deve essere:
 30 % nell’infanzia e adolescenza
 25 % nell’età adulta
Funzione energetica e strutturale



Energetica ( 1 g = 9 cal)
Plastica (membrane cellulari)
Favoriscono assorbimento intestinale delle vitamine
Lipidi

Grassi neutri, costituiti da glicerolo e acidi grassi, detti
lipidi di deposito (trigliceridi)
 Fosfolipidi, costituenti delle membrane cellulari
 Steroidi: colesterolo, acidi biliari, ormoni, vitamine.
Trigliceridi : funzione energetica
Colesterolo :



Componente membrane cellulari
Sintesi ormoni
Precursore vitamine
Trigliceridi
Nella dieta rappresentano il 90-95% dei grassi alimentari
Nell’organismo rappresentano i principali componenti
del tessuto adiposo (funzione energetica di riserva)
Accumulati all’interno di cellule, dette adipociti (circa l’87%
dell’adipe è costituito da grasso vero).
Importantissima riserva energetica (1 kg di grasso = 8700 kcal)
Isolanti termici contro le basse temperature.
Trigliceridi - utilizzo energertico
Fonte primaria di energia nella nei lavori condotti al 60% della
massima capacità di prestazione
La cellula muscolare ossida:
 TG presenti al suo interno
 TG circolanti
 Acidi grassi liberi (FFA)
Trigliceridi - utilizzo energertico
TG = glicerolo + acidi grassi
Glicerolo:
Metabolizzato nel fegato

Formazione di glucosio

Deposito di glicogeno e/o glicolisi
1 singola molecola di glicerolo
sintetizza un totale di 19
molecole di ATP
TG = glicerolo + acidi grassi
Acidi grassi saturi

Più stabili alla digestione e al calore.
Acidi grassi insaturi



Più instabili
Più facilmente digeribili
Più facilmente assorbibili a livello intestinale
Fonti alimentari di acidi grassi
Saturi
Insaturi
Butirrico
Burro
Palmitoleico
Pesci, oliva
Caprico
Olio cocco
Oleico
Oliva e grassi
animali e
vegetali
Palmitico
Grassi animali
e vegetali
Linoleico
Oli vegetali,
carne, fegato,
cervello
Stearico
Grassi animali
e vegetali
Arachidonico
Lardo, carne,
fegato, cervello
Arachico
Lardo, olio di
arachidi
Elicoesanoico
Pesce
acidi grassi essenziali
Conosciuti anche come vitamina F o AGE, gli acidi grassi
essenziali sono due:
 acido linoleico (capostipite degli ω6)= olio vegetali (mais,..)
 acido α-linolenico (capostipite degli ω3) = pesce
Rapporto ideale ω3/ω6 = 1:2 – 1:4
 Italia 1:13
 Nord Europa 1:14
 USA 1:16
 Giappone 1:4
 Antichità 1:1
acidi grassi essenziali
ω3




ω6



abbassano i livelli plasmatici di TG interferendo con la loro
incorporazione nelle VLDL a livello epatico;
possiedono una bassa efficacia nel ridurre i livelli di colesterolo
totale nel sangue;
aumentano leggermente la concentrazione di colestrolo HDL;
sono precursori di eicosanoidi "buoni"
riducono la concentrazione di colesterolo nel sangue, abbassando
sia la frazione "cattiva" (LDL) che quella buona (HDL);
possiedono una bassa efficacia nel ridurre i livelli plasmatici di TG
Se presenti in eccesso rispetto agli omega-3 sono tuttavia
responsabili di una serie di effetti negativi in quanto precursori di
eicosanoidi buoni ma anche di cattivi.
TG e salute
La quota di trigliceridi presente nel sangue è normalmente
compresa tra valori di 50 e 150/200 mg/dl.
Valori superiori aumentano considerevolmente il rischio di malattie
cardiovascolari come angina, infarto ed aterosclerosi.







sovrappeso/obesità
sedentarietà/ridotta attività fisica
abitudini dietetiche scorrette (alcol)
diabete mellito
abuso di alcol
sindrome nefrosica (patologia renale)
cause Iatrogene
Colesterolo - Lipide strutturale





precursore degli ormoni steroidei, sia maschili che femminili
(testosterone, progesterone, estradiolo, cortisolo), della vitamina
D, dei sali biliari.
componente essenziale delle membrane cellulari.
deriva sia dall'alimentazione che dalla sintesi endogena.
gli alimenti ad alto contenuto di colesterolo sono quelli di origine
animale, generalmente ricchi di grassi saturi come uova, burro,
carni, salumi, formaggi ed alcuni crostacei.
circa l'80-90% del colesterolo totale viene prodotto
autonomamente dal nostro organismo.
Colesterolo e aterosclerosi
per essere trasportato nel torrente circolatorio necessita si legarsi
a specifiche lipoproteine. circa il 60-80% del colesterolo totale è
legato alle LDL.

VLDL (very low density lipoproteins): alto contenuto in TG

LDL (low density lipoproteins): trasportano il 60-80% del
colesterolo e lo cedono all’endotelio = placche

HDL: high density lipoproteins: ripuliscono le arterie catturando il
colesterolo in eccesso e trasferendolo al fegato.
Prevenzione Aterosclerosi







Dieta equilibrata
Zuccheri complessi>semplici
Verdure
Oli vegetali>grassi solidi
Ridurre alcol
Consumare pesce (2-3 pasti/sett)
Attività fisica
Rischio cardiovascolare
Rischio
LDL
HDL
Trigliceridi
Alto
 130
35 M
45 F
 400
Medio
100 - 129
35 - 45
200 - 399
Basso
100
> 35 M
> 45 F
< 200
Lipidi = Substrato energetico lento
bruciano al fuoco dei glicidi
Proteine


Composte da unità di Aminoacidi
Costituiscono circa il 14-18 % del peso corporeo totale
Funzioni:
 Formazione e rigenerazione dei tessuti
 Sintesi nuovi aminoacidi
 Energia
 Regolazione enzimatica
 Funzione ormonale
 Funzione immunitaria
 Genetica
Proteine
Proteine fibrose: funzioni biomeccaniche
 Costituzione ossa, muscoli, tendini, etc.
Proteine globulari: funzioni biologiche
 Enzimi
 Ormoni
 Anticorpi
 …
Aminoacidi
Unità semplice

Più aminoacidi = Polipetide

Più polipeptidi = Proteina
500 aminoacidi
20 ordinari
..?.. polipetidi
Aminoacidi ordinari
20: necessari per la sintesi delle proteine corporee
Essenziali
Non essenziali
Semi essenziali
Fenilalanina,
isoleucina, leucina,
lisina, metionina,
treonina, triptofano,
valina.
Istidina e Arginina
Alanina, arginina,
Tirosina (fenilalanina)
asparagina, glicina,
Cisteina (metionina)
glutammina, istidina,
prolina, serina, acido
glutammico e
aspartico.
Nutrizione proteica
Non possibilità accumulo di riserva
Costante apporto: 15-25% calorie ingerite
Funzione plastica prevalente
Funzione energetica solo per necessità (digiuno=gliconeogenesi)
La gluconeogenesi è fondamentale per garantire un adeguato
apporto di glucosio ai tessuti vitali (cervello, globuli rossi, muscoli)
La gluconeogenesi è il processo di sintesi del glucosio a partire da
precursori non glucidici:

acido lattico: prodotto dalla glicolisi anaerobica

aminoacidi: derivanti dall’alimentazione o dalla degradazione delle proteine
strutturali

glicerolo: ottenuto dall’idrolisi dei trigliceridi
Aminoacidi ramificati
valina, leucina, isoleucina
Funzione plastica
 Sintesi muscolare
 Anabolismo muscolare



Funzione energetica
 Tampone acidosi
metabolica
 Limite al catabolismo
 Antagonismo triptofano !!!


Inutili per lavori < 50 minuti
Abbondantemente contenuti
nella alimentazione
L’anabolismo ha limiti
fisiologici
L’assunzione di BCAA non
aumenta tassi ormonali né la
potenza aerobica
Una errata integrazione
proteica comporta un
sovraccarico di scorie azotate
nocive per il rene
Acqua – nutriente non energetico
Elemento essenziale per la vita perché nessun processo
metabolico può svolgersi in assenza di acqua
70-80 % del peso corporeo del bambino
50-60 % del peso corporeo dell’adulto
45-50% del peso corporeo nell’anziano
65-70% intracellulare
Turnover quotidiano: 1,5-2,5 litri
Nuova piramide
Acqua - funzioni


Fa parte della composizione di varie sostanze
Agisce da solvente per i nutrienti (zuccheri, proteine,
vitamine)
 Partecipa ai fenomeni digestivi facilitando
l’assorbimento e trasporto dei nutrienti
 E’ il mezzo tramite il quale vengono eliminate le scorie
 E’ il mezzo in cui hanno luogo le reazioni metaboliche
 Consente il passaggio di sostanze dalle cellule agli
spazi intracellulari e ai vasi e viceversa
 Aiuta a regolare la temperatura corporea mediante la
sudorazione
Acqua
Con il sudore si perdono sali minerali, soprattutto sodio
L’aldosterone regola l’equilibrio del sodio (riassorbimento renale)
ma può negativizzare potassio e magnesio
Perdita di acqua del 2% (gara di 60 minuti) influisce negativamente
sulla prestazione
Con una perdita del 5% la prestazione cala del 30%
American College of Sport Medicine
“Position stand on exercise and fluid replacement”






Bere spesso nelle 24 ore
Bere 500 ml di acqua 2 ore prima della gara
Bere durante l’attività
Aggiungere modeste quantità di zuccheri e sali solo se
la gara dura più di 60 minuti
Durante la fatica preferire bibite ipotoniche
Inutile e sbagliato assumere alte dosi di integratori
prima e durante la gara
Acqua – non è vero che…







Bisogna bere solo fuori dei pasti
Fa ingrassare
Aumenta ritenzione idrica
Bisogna preferire le oligominerali
Il calcio nell’acqua non viene assorbito
Il calcio contenuto nell’acqua fa venire i calcoli renali
L’acqua gasata fa male
Minerali
composti inorganici (privi di carbonio) che hanno un ruolo
fondamentale nel funzionamento degli organismi viventi





produzione di determinate molecole (emoglobina)
alla sintesi delle proteine
crescita e sviluppo di vari organi e tessuti (denti, ossa, ..)
regolazione dell'equilibrio idrosalino delle cellule
attivazione di numerosi cicli metabolici
Nessun organismo e' in grado di sintetizzare alcun minerale
Minerali – nutrienti non energetici
Fondamentali per:
 Equilibrio metabolico ed enzimatico
 Contrazione muscolare
 Funzione sistema nervoso
Carenza per:
 Alterato assorbimento intestinale
 Alimentazione scorretta
 Eccessiva eliminazione
 Malattia
Minerali - fabbisogno
macroelementi: > 100 mg/giorno






Sodio: regolazione dell'equilibrio acido-base e del bilancio idrosalino
ed è fondamentale per il funzionamento del sistema nervoso
Potassio: trasmissione nervosa e nella regolazione dell'equilibrio
acido-base
Calcio: stimola muscoli e nervi e realizza la coagulazione del
sangue; inoltre svolge attività di tipo enzimatico, ed è un elemento
strutturale di ossa, denti e cellule
Fosforo: elemento strutturale di ossa, denti e cellule
Cloro: Regola il bilancio idrico e produce acido cloridrico nello
stomaco
Magnesio: attivatore enzimatico e modulatore dell'attività elettrica
della muscolatura.
Minerali - carenza
Sodio: anoressia, nausea, vomito
Potassio: aumento eccitabilità neuromuscolare, crampi
Calcio: osteoporosi, rachitismo, tetano
Fosforo: anoressia, debolezza
Cloro:anoressia, apatia
Magnesio: anoressia, nausea, aumento eccitabilità neuromuscolare
Minerali
Sodio, cloro, potassio



Mantenimento pressione osmotica tra i comparti corporei
Conducibilità sistema nervoso
Contrazione muscolare
Magnesio

Fa parte dei sistemi metabolici
Calcio


Trasmissione nervosa
Contrazione muscolare
Fosfato

Fa parte dei sistemi metabolici
Minerali - fabbisogno
microelementi: da meno di 1
mg
sino a 100 mg








ferro (Fe)
rame (Cu)
zinco (Zn)
fluoro (F)
iodio (I)
selenio (Se)
cromo (Cr)
….
oligoelementi: tracce







arsenico (As)
stagno (Sn)
nichel (Ni)
germanio (Ge)
vanadio (V)
tungsteno (W)
piombo (Pb)
Vitamine
composti organici essenziali per l'uomo.
devono essere assunte con la dieta quotidianamente poiché non
vengono sintetizzate dall'organismo umano.
regolano e facilitano milioni di reazioni chimiche che avvengono nel
corpo.
non forniscono energia al corpo di per se, ma aiutano la
scomposizione dei macronutrienti per produrre energia
Vitamine liposolubili
A,D,E, K
Immagazzinate da fegato e tessuti adiposi.
Per essere veicolate ed assorbite richiedono la presenza di grassi
Quando assunte in eccesso, possono raggiungere livelli tossici
Vitamine liposolubili
fonti alimentari
A
retinolo
D
Ergo – colecalciferolo
E
Fegato, latte, uova, pesce
Piante rosse e gialle
Olio fegato di merluzzo
Pesci grassi, uova, latte
Cereali, frutta, ortaggi
tocoferolo
K
naftokinone
Vegetali a foglie verdi
Uova, fegato, latte, carne
Vitamine liposolubili
effetti
tossicità
A
Funzione visiva
Maturazione cellulare
Antiossidante
Disturbi visivi
Distrofia cute e ossa
D
Maturazione ossea
Antiossidante
Ipercalcemia
Distrofia ossea
Calcificazioni tessuti
E
Riparazione tessuti
Coagulazione
Antiossidante
Disturbi intestinali
K
Sintesi protrombina
Non chiari
Vitamine idrosolubili
Il nostro organismo assorbe con facilità questi microcomposti, ma
con altrettanta facilità vengono escreti rapidamente con le urine.
Non si riesce ad immagazzinarli in quantità sufficienti ed è per
questo motivo che è importante assumerne dosi adeguate
quotidianamente.
svolgono principalmente la funzione di coenzimi
Vitamine idrosolubili
fonti alimentari
B1 - tiamina
Alimenti di origine animale e vegetale
B2 - riboflavina
Ubiquitaria
B3 - ac. nicotinico
Alimenti di origine animale e vegetale
B5 - ac.pantotenico
Ubiquitaria
B6 - piridossina
Alimenti di origine animale e vegetale
B8 - biotina
Alimenti di origine animale e vegetale
B9 – ac. folico
Verdure a foglia, legumi, uova, frattaglie
B12 - cobalamina
Alimenti di origine animale
C – ac.ascorbico
Agrumi, vegetali a foglia verde
Vitamine idrosolubili
B1
Beri-beri (polineurite, stipsi, aritmia)
B2
Pellagra (desquamazione cute ed epiteli, diarrea,disturbi
psichici
B3
Pellagra
B5
Non nota
B6
Lesioni cute e mucose, neuropatie
B8
Lesioni cute
B9
Anemia
B12
Anemia, neuropatie
C
Scorbuto
Vitamine





Devono essere introdotte con l’alimentazione
L’organismo non è in grado di sintetizzarle
Un alimentazione corretta ed equilibrata garantisce il
fabbisogno
Un eccesso di apporto alimentare può causare
intossicazione
Le vitamine liposolubili si accumulano nei tessuti
(muscoli, fegato, grasso) e possono dare
intossicazioni anche gravi
Giovani sportivi a tavola
10 regole fondamentali
A cura della F.M.S.I.
Federazione Medico Sportiva Italiana
10 regole
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
Non si fa esercizio «a pancia piena», regola delle 3 ore
Importanza della prima colazione
La miscela che funziona e non inquina
La benzina pulita: i carboidrati
I grassi: un additivo da usare con moderazione
Le proteine: i pezzi di ricambio
Acqua e bevande: il motore va raffreddato
Vitamine e integrali: integratori naturali
Le 7 linee guida da non dimenticare
Per vincere non servono cibi speciali: bastano allenamento e
buona alimentazione
1.Non si FA ESERCIZIO FISICO a pancia piena,
regola delle 3 ore
durante la digestione è necessario che un notevole
quantitativo di sangue affluisca all'intestino per
assorbire quel che abbiamo mangiato
se una buona parte del sangue deve dedicarsi a questa
funzione, ne resterà troppo poco per rifornire i muscoli
ed il cuore
Regola delle 3 ore
Tempi di digestione degli alimenti
Minuti
Alimenti
Fino a 30'
Glucosio, fruttosio, miele, alcool, bibite elettrolitiche
isotoniche
30' - 60'
Tè, caffé, latte magro, limonate
60' - 120'
Latte, formaggio magro, pane bianco, pesce cotto,
purè di patate
120' - 180'
Carne magra, pasta cotta, omelette
180' - 240'
Formaggio, insalata verde, prosciutto, filetto ai ferri
240' - 300'
Bistecca ai ferri, torte, arrosti, lenticchie
Esempi
Pasto pre gara
pasta asciutta con sugo di pomodoro e olio di oliva; pollo o
tacchino senza condimenti grassi; insalata mista; frutta fresca di
stagione.
Pasto post gara
minestrone con verdure, legumi, patate, olio di oliva; carni magre;
insalata mista, ortaggi, legumi; frutta fresca di stagione, acqua
minerale a buon contenuto salino
Esempi
a - Un fast food "pesante" e squilibrato
Cheese Burger, Patatine fritte,Coca-cola media = Kcal 798
b - Un mini-pasto con molte proteine ma troppo povero di zuccheri
Lombata, Pomodori in insalata, Olio = Kcal 308
c - Un mini-pasto troppo ricco di zuccheri da riequilibrare a cena con
proteine
Riso o pasta al pomodoro, con olio e parmigiano, Spremuta
d'arancia = Kcal 379
Ricordare
Se nel primo pomeriggio è previsto un allenamento
impegnativo bisogna rinforzare lo spuntino di mezza
mattina, fare un mini-pasto ricco di carboidrati, almeno
un'ora prima di cominciare l'attività fisica, e recuperare
dopo l'allenamento o la gara, a merenda e poi a cena,
con un buon "secondo" e porzioni più abbondanti del
solito. La precedenza, nel recupero, spetta sempre
all'acqua e ai carboidrati!
2.L'IMPORTANZA DELLA PRIMA COLAZIONE
al risveglio siamo digiuni ormai da almeno 10 ore !!
a. un digiuno troppo prolungato farà perdere attenzione e
rendimento a scuola o nell'attività fisica
b. mangiando a casa propria si possono scegliere dei cibi più
sani e più adatti alla nostra salute
c. se si è fatta una buona prima colazione e magari anche uno
spuntino nel corso della mattinata, il pranzo potrà essere
più leggero e quindi sarà possibile fare qualsiasi sport
senza contravvenire alla "regola delle tre ore"
Schema alimentare per l'allenamento
pomeridiano
Prima
Colazione
Latte o yogurt parzialmente scremato (200 ml) + cereali o
biscotti (40 g) + spremuta (250 ml) + pane (50 g) + 1 uovo
Spuntino
Tortino (60 g) o panino con prosciutto crudo o bresaola (40 g) +
succo (200 ml) + frutta (1 pugno)
Pranzo
Insalatona (1 piatto colmo) + carni magre o pesce (100-120 g)
ALLENAMENTO
Merenda
Cena
Crackers (1 pacchetto) o 4 biscotti o latte o yogurt
parzialmente scremato (150 ml) + frutta (1 pugno)
Pasta o riso (80-100 g) + carni o pesce (100-120 g) o formaggi
stagionati (50g) o freschi (100 g) + pane (60 g) + verdura/frutta
(2 pugni)
4 cucchiaini di olio extravergine + 2 cucchiaini di olio di mais
La miscela che funziona e non inquina
50-60% delle calorie che
occorrono a ciascuno di
noi deve provenire dal
gruppo dei carboidrati,
non più del 30% dal
gruppo dei grassi
il restante 10-20% dal
gruppo delle proteine
La benzina pulita: i carboidrati
"Zuccheri semplici" e "zuccheri complessi"
Sono complessi, e perciò più lenti nella digestione, i carboidrati dei
legumi, della pasta, del pane e del riso (tutti ricchi di amido, una
molecola molto lunga e complessa che i nostri enzimi debbono
accorciare nella digestione).
Sono considerati carboidrati semplici e di rapido assorbimento
quelli del miele o dello zucchero (saccarosio) con cui dolcifichiamo
il caffè, quelli della frutta o delle spremute.
I grassi: un additivo da usare con moderazione
La dieta ricca in grassi saturi (origine animale) tende a
stimolare la produzione di colesterolo e trigliceridi nel
fegato.
Alti livelli di Trigliceridi e Colesterolo aumentano il
rischio di malattie coronariche e aterosclerosi
Gli zuccheri semplici aumentano la risposta insulinica,
che induce sintesi di trigliceridi !!
Le proteine: i pezzi di ricambio

Il fabbisogno di proteine è particolarmente elevato
proprio nel periodo dello sviluppo, tanto più nei giovani
impegnati nell'attività sportiva.
 Perciò gli alimenti fornitori di aminoacidi pregiati (il
latte e tutti i suoi derivati, le carni, il pesce, le uova, i
legumi associati ai cereali) non debbono mancare.
 non bisogna neppure esagerare con le porzioni di
carne, uova, formaggi perché l'eccesso di alimenti
proteici non migliorerebbe la potenza dei muscoli ma
costringerebbe i reni ad un faticoso lavoro
straordinario per allontanare i residui tossici dell'azoto
Acqua e bevande: il motore va raffreddato




Gli sportivi devono imparare a bere prima ancora di
aver sete e quando è possibile devono bere anche
nel corso di un'attività fisica prolungata
Tutti i giovani sportivi debbono preoccuparsi del
fabbisogno di acqua prima di pensare alle calorie,
alle proteine o agli ntegratori vitaminico-minerali
L'integrazione con zuccheri, vitamine e minerali è
secondaria, rispetto al bisogno primario di acqua
Se in eccesso può rallentare il tempo necessario per
il passaggio dell'acqua dallo stomaco all'intestino e
quindi al sangue
Le 7 linee guida da non dimenticare
1
2
3
4
5
6
7
Controlla il peso e mantieniti attivo
Quanti grassi, quali grassi
Più cereali, legumi, ortaggi e frutta
Zuccheri e dolci: come e quanti
Il sale: meglio non eccedere
Bevande alcoliche: se sì, con moderazione
Come e perché variare
Per vincere non servono cibi speciali
non esistono alimenti "magici", capaci di migliorare le
prestazioni fisiche
Tra i giovani e più assidui praticanti dello sport la reintegrazione
vitaminico-minerale o il sostegno energetico sono consigliabili :



negli sport di lunga durata
in condizioni climatiche sfavorevoli
talvolta si giustifica il loro uso anche tra chi affronta occasionalmente
e senza il dovuto allenamento degli sforzi fisici prolungati
Ricorda
La gara della domenica la si gioca con le
forze accumulate con il lavoro della
settimana e non con le bustine magiche
somministrate prima della partita.
Modificazioni e adattamenti fisiologici
indotti dall’allenamento sportivo:
cuore, circolo, polmoni e muscoli
Luca Ferraris, Attilio Traverso
Scuola dello Sport CONI Liguria
settore biomedico
Apparato cardiovascolare
Anatomia dell’ apparato
cardiovascolare 1
La funzione dell’ACV è duplice:
 Rifornire i tessuti di O2 e sostanze indispensabili al
metabolismo
 Rimuovere dai tessuti i prodotti del metabolismo
Anatomia dell’ apparato
cardiovascolare 2





Cuore
Piccola circolazione / grande circolazione
Arterie
Capillari
vene
Anatomia dell’ apparato
cardiovascolare 3
CUORE
 4 cavità: 2 atrii, 2 ventricoli
 VALVOLE in entrata ( mitrale VS, tricuspide VD )
 VALVOLE in uscita ( aortica VS, polmonare VD
 Contrazione ( sistole) / rilasciamento ( diastole )
Anatomia dell’ apparato
cardiovascolare 4
ARTERIE
 Sistema di distribuzione del sangue ( alta pressione )
 Arterie  arteriole ( regolazione del flusso mediante
variazioni di calibro ( cellule muscolari lisce sotto
controllo SNA )
 Onda di pressione a ogni sistole ( PAS ), resistenza
al flusso ( PAD ): nella norma 120/ 80 mmHg
Anatomia dell’ apparato
cardiovascolare 5
CAPILLARI
 Fitta rete di sottili vasi ( muscolo scheletrico 3000
capillari/ mm² )
 Scambio di sostanze sangue / tessuti
Anatomia dell’ apparato
cardiovascolare 6
VENE
 Sistema di ritorno del sangue ( bassa pressione )
 Vene sempre più grandi dotate di valvole
 Bassa pressione: la progressione del sangue avviene
per vis a fronte, vis a tergo ( massaggio muscolare )
valvole.
Effetti fisiologici dell’allenamento

Modificazioni

Adattamenti
Aspetti fisiologici
Contrazioni
Al minuto :
In un'ora:
In un giorno:
In un anno:
72
4300
100.000
3.600.000
Sangue pompato
In un minuto:
In un'ora:
In 24 ore:
in un anno:
5 litri
300 litri
7200 litri
2.600.000 litri
Gittata cardiaca
Quantità di sangue pompata
in un minuto dal cuore
( F > M)
 Aumento gittata sistolica

Aumento frequenza
Gittata sistolica
Aumenta durante la
progressione dal riposo al
lavoro moderato, ma non
necessariamente dal
lavoro moderato a quello
massimale.
(F<M)

Aumento contrattilità
Frequenza cardiaca
Aumenta linearmente con
l’aumentare del carico di
lavoro
F>M
Massima Frequenza Cardiaca
MFC = FC massima ( teorica ) ( la FC massima reale
si può stimare solo con test ergospirometrico )
Karvonen: Fc max = 220 – età
es. 40 aa : 220 – 40 = 180 bpm
 Tanaka: Fc max = 208 – (0,7 x età)
es. 40 aa : 208 – ( 0,7*40 ) = 180 bpm
Frequenza cardiaca di riserva = Fc max – Fc a riposo

Esercizio sub massimale di breve durata

Aumento rapido

Steady state

Declino rapido
Esercizio sub massimale protratto



Gittata cardiaca
costante
Aumento frequenza
Calo gittata sistolica
Deriva cardiovascolare
Modificazioni indotte
1.
2.
3.
4.
5.
Dimensioni del cuore
Diminuzioni frequenza
Aumento volume gittata sistolica
Aumento volume sangue ed emoglobina
Modificazione muscoli scheletrici
Cardiomegalia






Henschen – 1899
Ingrandimento armonico
Interessa tutte le cavità
Normalità degli indici di
funzione ventricolare sn
Attività contrattile
normale o aumentata
Aumento gittata sistolica
Cardiomegalia fisiologica



Aumento dimensioni
interne
Aumento omogeneo e
parallelo dello spessore
delle pareti
Rapporto
massa/volume invariato
Ipertofia cardiaca
Sport di durata
 Eccentrica
 Grande cavità
 Spessore parete
normale
 Sforzi prolungati con
gittata elevata
Stress di volume
Ipertofia cardiaca
Sport di potenza
 Concentrica
 Cavità normale
 Parete ispessita
 Sforzi isometrici
 Gittata normale
Stress di pressione
Ipertofia cardiaca
1. Sport di resistenza
2
1
2. Sport di potenza
1 2
1R
Bradicardia





Reperto più frequente
40 – 60 bpm
Atleti di élite: < 40 bpm
Si osserva in diversi tipi
di allenamento ma in
genere più evidente negli
sport di resistenza
Non influenzata dalle
diverse forme di ipertrofia
Bradicardia
Modificazione del sistema nervoso autonomo
1. Simpatico : adrenalina, noradrenalina
2. Parasimpatico: acetilcolina
Diminuzione del tono simpatico
2. Aumento del tono vagale
3. Effetto combinato di entrambi
1.
Bradicardia
Ridotto tono simpatico

Allenamento: parallela
riduzione di catecolamine a
riposo e durante sforzo in
atleti di resistenza e
sedentari.
Ipertono vagale relativo


Marcata riduzione del tono
simpatico
Scarsa variazione del tono
vagale
Aumento volume gittata sistolica
A riposo



Allenato: 120 – 130 ml/b
Non allenato: 70 – 80 ml/b
sport di resistenza
Legge di Starling




Aumento ritorno venoso
Aumento riempimento ventricolo
Allungamento fibre
Stimolo contrattile
Distribuzione flusso ematico
Flusso ematico muscolare





Riposo: 20 % totale
Esercizio max: 85 – 90 %
Vasocostrizione aree inattive
Vasodilatazione arteriole
muscolari
Vasodilatazione muscolare da
aumento temperatura, CO2,
acido lattico
Apparato respiratorio
Apparato respiratorio
La VENTILAZIONE POLMONARE ha la funzione di rinnovare
continuamente l’aria negli alveoli polmonari.
L’aria inspirata viene umidificata e riscaldata dalle cavità nasali,
dalla trachea e dai bronchi, che si diramano in condotti sempre
più piccoli e numerosi ( bronchioli ) fino ad arrivare ai dotti
alveolari e agli alveoli polmonari, le unità terminali dei polmoni.
Negli alveoli polmonari avviene lo scambio dei gas ( O2 e CO2 ) :
l’ossigeno diffonde dall’aria alveolare al sangue, l’anidride
carbonica segue la strada inversa.
I polmoni di un individuo adulto sano contengono circa 4 l di aria
La superficie degli alveoli polmonari è enorme: 50 - 100 m²
I polmoni sono un ammasso di alveoli ( 300 milioni ) vicini uno
all’altro, con pochissimo tessuto interposto; la parete degli
alveoli è percorsa da una fitta rete di capillari, dove vi sono i
globuli rossi ( tempo di transito polmonare di un g.r. circa 0,5 – 1
sec )
Sangue contenuto nei polmoni, circa 500 ml ( 1/10 del volume
totale )
LEGGE DI FICK
La diffusione di gas attraverso la membrana alveolare è:

Direttamente proporzionale alla differenza di pressione dei gas
tra i due compartimenti ( aria alveolare/sangue )

Direttamente proporzionale alla superficie alveolare

Inversamente proporzionale allo spessore della membrana
alveolare

Dipende dal coefficiente di diffusione del gas
MECCANICA RESPIRATORIA




INSPIRAZIONE ( attiva ) : diaframma, intercostali esterni,
scaleni. Nel torace si crea una pressione negativa rispetto a
quella esterna da – 80 a -140 mmHg
ESPIRAZIONE ( parzialmente passiva ): intercostali interni,
addominali, facilitata dal ritorno elastico del polmone che tende
a riportarlo allo stato di “riposo “: i muscoli espiratori di fatto
intervengono solo in situazioni di necessità ( sforzo intenso, alta
quota, ipossia )
SPAZIO MORTO ANATOMICO ( aria contenuta in strutture che
non prendono parte alla ventilazione )
SPAZIO MORTO FUNZIONALE ( aria contenuta nei polmoni al
termine della espirazione ( volume residuo )
Muscoli inpiratori ed espiratori
Gradiente di pressione Ossigeno e
Anidride Carbonica
O2
CO2
Pressione Parziale aria
alveolare 100 mmHg
Pressione Parziale aria
alveolare 40 mmHg
Pressione Parziale
sangue 40 mmHg
Pressione Parziale
sangue 46 mmHg
TRASPORTO O2 nei tessuti

1 globulo rosso: 280.000.000 molecole Hb
 Sangue: 25.000.000.000.000 g.rossi
Hb4 + 4O2  Hb4O8
TRASPORTO: 20 mL O2 / 100 mL sangue
CURVA DI DISSOCIAZIONE Hb
Quando una molecola di O2 si lega a un gruppo EME della Hb,
l’affinità degli altri 3 gruppi aumenta. A pressioni parziali elevate
di O2 ( alveoli ) l’Hb ha forte affinità per l’O2 ( lega ossigeno ) , a
basse pressioni parziali ( tessuti ) l’affinità diminuisce ( cede
ossigeno )
Mioglobina
Rappresenta una scorta di O2 per le cellule muscolari in attività,
ha funzione analoga all’Hb, ma è in grado di liberare O2 solo
quando la pressione parziale di O2 è molto bassa
TRASPORTO CO2 dai tessuti
Disciolta nel sangue come ione
bicarbonato : CO2 +H20  H2CO3 ( 6080% )
 Come carbaminocomposti ( Hb,
proteine plasmatiche ) ( 20% )

Modificazioni indotte dall’allenamento
sportivo



Non variazioni dei volumi respiratori ( nel soggetto allenato
rispetto al sedentario ) , ma aumento dell’efficienza dei mm
respiratori
Utilizzo dei mm respiratori accessori ( l’impegno mm respiratori
può raggiungere il 15% dell’impegno muscolare totale sotto
sforzo )
Nei soggetti che si allenano in età evolutiva ( resistenza ) la
trazione sercitata dalla gabbia toracica può determinare una
espansione del parenchima polmonare , con rilievo di quadri di
pseudo - ostruzione in soggetti non asmatici e con diametro
delle vie aeree perfettamente normale
Muscoli scheletrici
Modificazione muscoli scheletrici
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Aumento del numero e delle dimensioni delle miofibrille
Aumento della quantità delle proteine contrattili
Aumento della densità dei capillari
Aumento della quantità dei tessuti connettivi
Aumento del numero delle fibre
Aumento del numero e volume dei mitocondri
Ipertrofia
La caratteristica striatura
delle fibre muscolari è
dovuta all’ordinata
disposizione di proteine
fibrillari che permettono,
interagendo tra loro, la
contrazione muscolare (
accorciamento del muscolo )
Creatinfosfato
Riserva di fosfati ad alta energia
ed immediatamente disponibile,
il creatinfosfato (CP) cede il
suo gruppo fosfato all’ADP per
formare ATP.
La cellula a riposo contiene
una quantità di creatinfosfato
sufficiente a fornire una quantità
di ATP pari a 4-5 volte quella
utile per il metabolismo basale.
Quando in una cellula aumenta
il consumo energetico, si ha
una riduzione della
concentrazione di ATP e un
aumento di quella dell’ADP.
Queste variazioni inducono un
aumento dell’attività degli
enzimi responsabili della
formazione dell’ATP, con la
conseguenza che l’ATP viene
prodotta a un tasso più elevato.
Metabolismo aerobico









Scissione di glicogeno in
presenza di O2
Scarto: H2O e CO2
380 – 480 g
Muscolo: circa 300 g
1 mole glicogeno = 39 moli ATP
A riposo: 10 – 15 minuti
Esercizio massimale: 1 minuto
Massima potenza in 2’ 30’’
Max utilizzo dopo 20’
Glicolisi anaerobica





Scissione del glicogeno in assenza di O2
Scissione parziale con produzione di acido
lattico
1 mole glicogeno = 3 moli ATP
Utilizzo massimo nei primi 90 sec
Tempi di utilizzo: 15’’ – 2’ 30’’
Modificazioni biochimiche
Aerobiche ( glicolisi aerobica, ciclo di Krebs )



Aumento del contenuto di mioglobina
Aumentata ossidazione di carboidrati
Aumentata ossidazione di grassi
Anaerobiche ( sistema CP, glicolisi anaerobica )


Aumentata capacità del sistema del creatin – fostato (ATP-PC)
Aumentata capacità glicolitica
Aumento del contenuto di mioglobina
Cromoproteina simile all’emoglobina.
1.
2.
3.
4.
Legame di ossigeno
Deposito di ossigeno
Cessione di ossigeno ai mitocondri
Attivazione metabolica
Nell’animale da esperimento aumenta anche del 90 %
Aumentata ossidazione di carboidrati
Aumentata capacità di demolire il glicogeno = aumento
della VO2 max
grazie a due adattamenti sub cellulari
1.
2.
Aumento del numero e della dimensione dei mitocondri
Aumento dell’attività e della concentrazione degli enzimi del
ciclo di Krebs e nel sistema di trasporto degli elettroni
VO2 max
Soglia aerobica (2mmoli/litro)
 Massimo consumo di Ossigeno/unità di tempo
 ad aumento della richiesta energetica non
corrisponde aumento del consumo di ossigeno
VO2 max = FC x GS X D a-v O2
Soglia anaerobica (4mmoli/litro)
 intervallo di lavoro in cui il lattato rimane costante
 massima intensità di esercizio con lattato costante
Mitocondri - 28 settimane di allenamento
Aumento del numero del 120 %
Aumento delle dimensioni dal
15 al 40 %
Aumento attività enzimatica
8 settimane di allenamento
Aumento del 40 %
Aumento dei depositi muscolari
di glicogeno
13-15 g  30-35 g
Aumentata ossidazione di grassi



Aumento dei depositi
muscolari di trigliceridi
Aumento del rilascio di
acidi grassi liberi dal
tessuto adiposo
Aumento attività enzimi
implicati nell’attivazione,
trasporto e scissione degli
acidi grassi
Maggior ossidazione grassi =
Minore utilizzo di glicogeno =
Minore accumulo di acido lattico
Modificazioni anaerobiche
Aumentata capacità del sistema del creatin - fosfato
1.
2.
3.
Aumento riserve muscolari di ATP – 25 %
Aumento riserve muscolari di PC – 40 %
Aumento attività enzimi
PC = fonte di energia più rapidamente utilizzabile = miglioramento
della prestazione breve
Aumento attività enzimatica
Scissione ATP

ATPasi
Risintesi ATP


Miochinasi (MK)
Creatinfosfochinasi (CPK)
Modificazioni delle fibre
ST: lente, alta capacità ossidativa
FTA: rapide, ossidative glicolitiche
FTB: rapide, glicolitiche
Ipertrofia selettiva
Trasformazione da FTB a FTA
Non interconversione FT - ST
Modificazioni densità dei capillari
Allenati
 5,9 capillari/fibra
Sedentari
 4,4 capillari/fibra
Ipertrofia muscolo scheletrico
allenati vs non allenati

Fibre muscolari più grosse del
30 %

Aumento numero mitocondri
Il sistema nervoso
Funzioni
Rete di comunicazione dell'organismo
Processa le informazioni provenienti dall'esterno
Coordina e organizza le funzioni di tutti gli
organi ed apparati dell'organismo
Sistema nervoso
Sistema Nervoso Centrale
Sistema Nervoso Periferico
Sistema Nervoso Autonomo
SISTEMA NERVOSO
CENTRALE
SNC
CERVELLO ( ENCEFALO )
Corteccia cerebrale
Tronco encefalico
Cervelletto
Sistema limbico
Sistema reticolare di attivazione SRA
MIDOLLO SPINALE
CORTECCIA CEREBRALE
È la parte più grande del cervello, contiene i
centri nervosi che controllano le funzioni motorie
e sensitive/sensoriali, il linguaggio, l'intelligenza.
Contenuta nel cranio e avvolta dalle meningi ( tre
membrane ), divisa in due emisferi uniti tra loro
da una serie di fibre nervose di connessione
chiamate corpo calloso. Ogni emisfero è diviso in
quattro lobi, frontale, parietale, temporale e
occipitale.
LOBO FRONTALE
Personalità
Giudizio, ragionamento astratto
Comportamento sociale
Espressione del linguaggio
Movimento ( CORTECCIA MOTORIA )

LOBO TEMPORALE
Udito ( interpretazione dei suoni )
Comprensione del linguaggio
Conservazione e richiamo della memoria

LOBO PARIETALE
Integrazione delle sensazioni termiche , tattili,
dolorifiche ( CORTECCIA SENSITIVA )
Interpretazione della forma , delle dimensioni,
della struttura degli oggetti

Il lobo parietale dell'emisfero non dominante ( in
genere il destro ) è importante per la
consapevolezza dello schema corporeo.
LOBO OCCIPITALE
Interpretazione degli stimoli visivi

DIENCEFALO
TALAMO
Stazione di integrazione e smistamento degli
stimoli ascendenti alla corteccia cerebrale (
consapevolezza del dolore, concentrazione
dell'attenzione, screening degli stimoli in arrivo )
IPOTALAMO
Funzioni di regolazione ( termica, idrica )
TRONCO ENCEFALCO
Formato da
MESENCEFALO
PONTE
MIDOLLO ALLUNGATO
In connessione con la corteccia cranialmente e
con il midollo spinale caudalmente
TRONCO ENCEFALICO
Tre funzioni principali:
 Funzioni
autonome necessarie per la
sopravvivenza ( centri respiratori, controllo della
frequenza
cardiaca,
stimolazione
della
produzione di adrenalina )
 Passaggio di fibre tra i centri superiori e la
periferia
 Origine di 10 dei 12 nervi cranici
CERVELLETTO
Contiene fasci motori e sensitivi, permette il
movimento fluido e coordinato dei muscoli e il
mantenimento dell'equilibrio
SISTEMA LIMBICO
L'area più primitiva del cervello ( situata in
profondità sotto il lobo temporale e dalle funzioni
in parte ancora non conosciute ), avvia gli
impulsi “ di base” ( fame, aggressività, paura,
desiderio sessuale, emozioni ) e interpreta gli
stimoli afferenti alla corteccia
SISTEMA RETICOLARE DI
ATTIVAZIONE SRA
Privo di una vera collocazione anatomica, è
formato da una rete diffusa di neuroni, diffusi dal
trnco encefalico alla corteccia cerebrale. La sua
funzione è quella di smistare le informazioni
afferenti ai centri appropriati per l'interpretazione.
La sua corretta funzione è fondamentale per il
mantenimento dello stato di coscienza
MIDOLLO SPINALE
La principale via di comunicazione per i
messaggi che viaggiano tra la periferia e il
cervello, contenuto nel canale rachidiano
all'interno della colonna vertebrale che lo
protegge. Dal midollo nascono i nervi spinali (
all'estremità inferiore si uniscono a formare la
cauda equina )
MIDOLLO SPINALE ( 2 )
Una sezione del midollo mostra una massa di
materia grigia a forma di H ( farfalla spinale )
divis a in corno posteriore ( dorsale ) e corno
anteriore ( ventrale ), costituita da corpi cellulari
di neuroni ( motori nel corno anteriore , sensitivi
nel corno posteriore ); e da una parte circolstante
di materia bianca formata dalle fibre nervose
motorie e sensitive ascendenti e discendenti .
VIE AFFERENTI ( ASCENDENTI )
Veicolano stimoli sensitivi dalla periferia al centro.
Le vie dolorifiche e termiche entrano nel midollo attraverso le corna
posteriori, si incrociano con quelle del lato opposto e salgono al talamo
attraverso il fascio spinotalamico.
Le vie tattili entrano attraverso i gangli dorsali delle radici dorsali dei
nervi spinali e viaggiano nel midollo fino al midollo allungato dove si
incrociano con quelle del alto opposto ed entrano nel talamo.
Il talamo ritrasmette tutti gli impulsi sensitivi alla corteccia sensitiva del
lobo parietale
VIE EFFERENTI ( DISCENDENTI
)
Veicolano stimoli motori dal centro alla periferia.
Gli stimoli motori nascono nella corteccia motoria del lobo frontale ,
prendono contatto ( sinapsi ) con i neuroni motori superiori e
raggiungono i neuroni motori inferiori del SNC ( nel midollo spinale ) .
Le vie efferenti sono distinte in due sistemi, PIRAMIDALE ed
EXTRAPIRAMIDALE
SISTEMA PIRAMIDALE
FASCIO CORTICOSPINALE  movimenti volontari fini della
muscolatura scheletrica
Le fibre nervose originano da neuroni della corteccia motoria, scendono
attraverso la capsula interna fino al midollo allungato, dove si
incrociano con quelle del lato opposto, per continuare in basso fino al
midollo spinale ( motoneuroni spinali, situati nel corno anteriore )
SISTEMA EXTRAPIRAMIDALE
FASCIO EXTRACORTICOSPINALE
grossolani della muscolatura scheletrica

movimenti
volontari
Le fibre nervose originano da neuroni dell’area premotoria dei lobi
frontali, , scendono fino al ponte, dove si incrociano con quelle del lato
opposto, per continuare in basso fino al midollo spinale ( motoneuroni
spinali, situati nel corno anteriore )
ARCO RIFLESSO
Il midollo spinale media la via di trasmissione sensitivo / motoria
chiamata arco riflesso. Questo arco entra e esce nel/dal midollo allo
stesso livello, e pertanto non necessita di viaggiare verso l’alto o il
basso. I riflessi sono automatici e hanno la funzione di proteggere il
nostro organismo. I nervi spinali, che comprendono fibre sensitive e
motorie, mediano i riflessi tendinei profondi ( contrazioni involontarie
dei muscoli dopo un brusco stiramento del suo tendine )i riflessi
superficiali di allontanamento ( stimolazione dannosa di cute, cornee e
mucose ). La ripetuta stimolazione di un riflesso tende ad attenuarne la
risposta.
SISTEMA NERVOSO
PERIFERICO

NERVI PERIFERICI
 NERVI CRANICI
La loro funzione è analoga: raccogliere informazioni dai recettori
situati nei muscoli, tendini, cute, organi, ecc., veicolarli al SNC, e
trasmettere la risposta motoria del SNC agli organi effettori.
I nervi periferici originano dal midollo spinale, i nervi cranici ( 12 paia
) originano :
- N. olfattivo e n. ottico ( I e II n.c. ) dalla corteccia
- Tutti gli altri dal mesencefalo, dal ponte e dal tronco encefalico

Il SNA innerva tutti gli organi interni.
I nervi efferenti viscerali trasportano messaggi agli organi dal
tronco encefalico e dal sistema neuroendocrino.
Si distinguono due sistemi, con funzioni antagoniste tra loro:
SNA ORTOSIMPATICO ( SIMPATICO )
SNA PARASIMPATICO

ORTOSIMPATICO o SIMPATICO pd
ha funzioni di vasocostrizione, aumento della PA, aumento della FC
e della contrattilità del cuore, aumento del flusso di sangue ai
muscoli scheletrici, rilaasciamento della muscolatura liscia
intestinale, midriasi, contrazione degli sfinteri,broncodilatazione,
sudorazione: esercizio fisico, reazione di attacco o fuga ( AZIONE
ECCITATORIA anche di tipo diffuso e generalizzato )
 PARASIMPATICO
vasodilatazione, abbassamento PA,diminuzione della FC,
broncocostrizione, ipertono intestinale e vescicale con rilasciamento
degli sfinteri, vasodilatazione dei genitali esterni ( erezione ), miosi (
AZIONE INIBITORIA )
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Biomedica - Parte seconda