UN MITO DEGLI ANNI CINQUANTA
La storia, le leggende, le immagini, le musiche
Sono passati pochi anni e tutto sembra finito, quando, alla fine degli anni ’50, le star escono di
scena una dopo l’altra, e lo strepitoso successo del R&R sembra dissolversi con la stessa rapidità
con cui era nato. Elvis Presley, che nel ‘54 gli aveva dato anima e corpo con That’s All Right Mama
e Good Rocking Tonight, nel ‘58 parte militare per la Germania, lasciando la gioventù americana in
lacrime. Little Richard, vulcanico interprete di Tutti Frutti e Long Tall Sally, in crisi mistica, si
rinchiude in un convento dell’Alabama a studiare teologia. Declina il successo di Bill Haley,
esploso con Rock Around The Clock, costretto ad esibirsi in Messico per pochi dollari. Fats
Domino (The Fat Man, Blueberry Hill), si ritira durante un tour in Inghilterra, mentre Chuck Berry
(Johnny Be Good, Maybelline), arrestato per corruzione di minorenne, nel ’62 verrà condannato a
18 mesi di prigione. Un artista del calibro di Jerry Lee Lewis (Great Balls of Fire e Lotta Shakin’
On Over), perde il favore del pubblico per aver sposato una cugina tredicenne, costretto a ritirarsi
prima di un concerto a Londra. Nel ’59, in un incidente aereo muoiono Ritchie Valens (La Bamba),
Big Bopper (Chantilly Lace) e il giovane Buddy Holly (Peggy Sue), considerato il futuro del R&R,
colui che sapeva unire l’intuizione compositiva di Chuck Berry, l’originalità ritmica di Bo Diddley
e la sensibilità interpretativa di Elvis Presley. Per il cantautore Don McLean, nella sua American
Pie, la scomparsa di Holly segna “il giorno in cui la musica morì”.
Agli inizi del ’60, Eddie Cochran (Com’On Everybody), muore in un incidente d’auto in
Inghilterra, in cui rimane gravemente ferito Gene Vincent, ricordato per la mitica Be Bop A Lula,
che per un certo tempo scompare dalle scene. Nel 1960 si scioglie il gruppo dei Champs (Tequila)
due anni dopo essersi formato. Nel ’61 Carl Perkins (Blue Swede Shoes), si ritira nella sua fattoria
di Jackson in Tennessee. Johnny Cash (I Walk the Line e Folsom Prison Blues); tra droghe,
problemi familiari e guai giudiziari, annulla i suoi concerti, e verà arrestato nel 1965 per detenzione
di anfetamine, salvato due anni dopo da un’overdose. Roy Orbison (Pretty Woman) è colpito da
tragedie durissime, quando la moglie Claudette perde la vita in un incidente in Texas, e nel ‘68 due
dei suoi tre figli muoiono nell’incendio della casa di Nashville. Per Ricky Nelson, esploso a sedici
anni con (Poor Little Fool e Travellin’ Man), dopo una serie di film western, è il declino, mentre
Robin Luke (Susie Darlin’, diventa professore di Economia all’Università del Missouri. Nel ‘62
finisce la prima fase della carriera degli Everly Brothers (Bird Dog e Wake Up Little Suzie), quando
Don Everly viene salvato da un’overdose. Il bambino prodigio Frankie Lymon, giunto il successo a
soli 14 anni, muore a causa dell’eroina. L’industria musicale del r’n’r, colpita dal cosiddetto
“scandalo della payola”, vede i manager Dick Clarke e Alan Freed condannati per corruzione dalla
Corte Federale. Nel frattempo le signore del R&R (Charline Arthur, Wanda Jackson, Lorrie
Collins, Brenda Lee, Janis Martin), ritornano al country.
Nel tentativo di riempire l’enorme vuoto creatosi, i discografici lanciano giovanissimi cantanti,
con canzoni accattivanti, destinate ai giovani della middle-class, ma ai grandi lanci pubblicitari non
fanno seguito nuove star. Queste pretty faces (facce carine), al top delle classifiche con l’abile
confezione del primo disco, dopo un effimero successo scompaiono rapidamente di scena, tanto
che, se si escludono campioni come Paul Anka, Neil Sedaka e Bobby Darin, si fatica a ricordare i
nomi di cantanti come Frankie Avalon (Venus), Fabian (Tiger), Joe Damiano (Forever), The Kalin
Twins (When), The Browns (The Three Bells), Ricky Valance (Tell Laura I Love Her), Paul &
Paula (Hey, Paula!), Bobby Vinton (Blue Velvet), Bobby Ridell (Wild One), e tanti altri.
Nel frattempo al di là dell’oceano sta nascendo una nuova musica, cui nessuno è in grado di
opporre resistenza, a partire dal ‘63, con gruppi formidabili come Beatles e Rolling Stones, nati con
il R&R nel sangue, che mandono in delirio le platee di tutto il mondo e in soffitta i mitici “be bop a
lula”, gli “ua ba ba lu ma ba la ben bum”, gli “hey-hey-hey-hey”, gli “oh oh oh” delle scatenate hit
degli anni ’50, così come i teneri “doo wop” di gruppi che, come i Platters, si esibivano in robuste
melodie terzinate. In un paese dove non si spenge l’eco di profonda commozione per la scomparsa
di J.F.Kennedy, assassinato a Dallas il 22 novembre del ’63, un presidente giovane, che, come il
R&R, aveva dato una nuova immagine alla scena culturale americana. Sarà Muddy Waters, il padre
del blues di Chicago, a scrivere nel 1977 un inno al R&R (The Blues Had a Baby (and They Called
It Rock N' Roll): “Sapete tutti che il blues aveva un’anima. Questa è una storia che non è stata mai
raccontata - Bene, sapete che il blues rimase incinto - E chiamarono il figlio rock ‘n roll... Anche la
Regina Vittoria ha detto che il blues aveva un’anima - Bene, il blues ebbe un bambino e lo
chiamarono rock ‘n roll.”
Cosa significavano quelle due buffe parole, “dondola e rotola”, antico modo di dire con cui i
marinai indicavano il rollio e il beccheggio della nave? Entrato nell’800 negli spiritual, con
invocazioni del tipo: "Rock my soul in the bosom of Abraham”, "Rock me Jesus", "Rock me in the
cradle of Thy love", "Rock me Lord", "Rock Daniel", "I Call Jesus My Rock", e “We've been rockin'
an' rolling in your arms, In the arms of Moses”, Roll on, con l’aggiunta enfatizzante di Rock, era
diventato un modo di dire delle donne di colore, ridacchiando sul sesso, per cui “Rock and roll”
divenne metafora dell’atto sessuale, consacrato in musica nel 1920, quando Trixie Smith dice senza
peli sulla lingua “il mio uomo mi ripassa duro col suo su e giù” (My Man Rocks Me with One
Steady Roll), scandalizzando i puritani, che rifiutavano il gergo volgare del blues, impastato di
alcool, violenza, omicidi, accoppiamenti e prostituzione. Nel 1929 un’altra lady del blues, Lil
Johnson, offrirà un’altra bella canzoncina oscena, “Rock that thing” (Fai dondolare quella cosa),
seguito dal banjsta Ikey Robinson con “Rock me, mama”.
Una valanga di artisti neri cominciò ad usare il termine rock e/o roll per indicare il ballo e il
sesso, come "Rock, Aunt Dinah, Rock" di Coot Grant (1925), "Rockin' In Rhythm" di Duke
Ellington (1928), "Detroit Rocks" di Montana Taylor (1929), "Rocking & Rolling" di Robinson's
Knights Of Rest (1930), "Rockin' And Swingin'" di Don Albert (1936), "Rock Me Daddy" di
Georgia White (1937), "Rock It In Rhythm" di Tampa Red (1938), "Rock It For Me" di Chick Webb
con Ella Fitzgerald (1938). Anche in un brano proto-rockabilly di un artista bianco, "Rockin, Rollin
Mama" di Buddy Jones (1939), dice: “Rockin' rollin' mama, I love the way you rock and roll". La
moda prosegue negli anni ’40, con "Rock Me In The Groove" di Sweet Georgia Brown (1941),
"Rock Me Mama" di Big Joe Turner (1941), "I Want To Rock" di Cab Calloway (1942), "The
Boogie Rocks" di Albert Ammons (1944).
Può sembrare stravagante, ma il R&R, nato e cresciuto accompagnando la ribellione giovanile,
scandalizzando bigotti e benpensanti, accusato di infrangere ogni regola morale e religiosa e
definita “musica del diavolo” dalla Chiesa americana, messa alla gogna con la distruzione pubblica
dei dischi, vede tra le sue radici il canto di una cantante gospel di colore, Sister Rosetta Tharpe,
nata e vissuta per cantare le lodi di Gesù, la quale nel 1938, con This Train e Rock Me produce un
sound del tutto innovativo, con tracce del futuro R&R, che prenderà forma tra la fine degli anni ’40
e l'inizio dei ‘50, compendiando e modificando il panorama della musica bianca e nera. Come gran
parte della musica pop, il R&R affonda le sue radici nel blues tradizionale (Bessie Smith, Ma’
Rainey, Mamie Smith), nel folk (Charley Patton, Blind Lemon Jefferson, Robert Johnson), nel jazz
(da Jelly Roll Morton a King Oliver), nel gospel (Golden Gate Quartet, Thomas Dorsey, Blind
Willie Johnson), nel bluegrass (Merle Travis, Bill Monroe), nel rithm and blues (Winonic Harris) e
hillbilly (Bill Monroe), e nel country (Jimmy Rodgers,Charlie Poole, Emmet Miller) e nei primi
gruppi vocali (Mills Brothers, The Cats & The Fiddles, Delta Rithm Boys).
Erano stati i pianisti neri del Texas, all'inizio del Novecento, a sviluppare una forma veloce e
ritmata del blues, per intrattenere la gente nei juke-joints, locali dove ci si divertiva e si ballava,
realizzando un nuovo tipo di musica (fast blues, rolling blues, the dozen, shuffle, ecc). Il brano
Pinetop’s Boogie Woogie (1927) giunse a spiegare il nuovo ballo e grazie al suo autore, Clarence
Pinetop Smith (che non saprà mai niente, perché ucciso a 25 anni da una proiettile vagante in una
sparatoria), questa musica prese il nome di Boogie Woogie. Ma se per il rag-time circolavano
spartiti su larga scala, consentendo di essere eseguito da qualsiasi strumento, ci volle tempo per gli
spartiti di boogie, una musica largamente improvvisata. Divenuto popolare a partire dagli anno
‘30/’40 (Jimmy Yancey, Romeo Nelson, Pete Jophnson. Albert Ammons, ecc. ), il boogie venne
successivamente esteso a formazioni di tre pianoforti, alla chitarra, alle big band, alle formazioni di
musica country e gospel.
Nel frattempo, dal 1919, nella comunità nera di Harlem, dal jazz si sviluppa il Breakaway un
ballo a due, che parte da una posizione “chiusa”, per poi passare (swing) ad una “aperta” (rompi e
via!), improvvsando movimenti buffi, assimilato alla fine degli anni Venti nell Lindy hop (ballo in
8 tempi che includeva acrobazie derivate dal charleston, dal tip tap, dallo shag e dal cakewalk), una
prima versione del r’n’r, insieme al Jive, nato nel 1927 ad Harlem, ripreso dai bianchi dopo la
seconda guerra mondiale e sottoposto ad una serie di perfezionamenti stilistici, che lo rendono
ancora oggi uno dei balli più prestigiosi. Negli anni ’40 Benny Goodman crea lo Swing, derivato dal
foxtrot (sportando gli accenti dal primo al secondo e dal terzo al quarto battito), uno ballo che si
diffonde in Europa al seguito dei soldati americani (be-bop, blues boogie), mentre nel jump blues,
la voce solista in combinazione con l'accompagnamento di un'orchestra di fiati, crea uno stile
contraddistinto da un ritmo-guida, vocalizzi e sassofono-tenore in assolo (Jackie Brenston, Roy
Brown, Wynonie Harris, Louis Jordan, Big Joe Turner, ecc.).
Ormai il R&R è maturo. Nei grandi centri urbani come Memphis, New York, Detroit, Chicago,
bianchi e neri mescolano le rispettive tradizioni musicali, impastando race music (nera) e hillbilly
(bianco), gospel (nero) e rag-time (bianco), boogie woogie (nero) swing (bianco). Dal country
(bianco) e jump blues (nero) nasce il rockabilly, uno stile che, con i suoi riff di chitarra e i testi
urlati, precorre il R&R. Il piano e il sassofono vengono a poco a poco sostituiti da chitarra elettrica,
basso e batteria, mentre il ritmo del boogie-woogie è accompagnato da un accentuato backbeat di un
rullante, e la voce è spesso assisitita da armonizzazioni vocali e cori.
Diversi fattori favoriscono la nascita del R&R nei primi anni ’50, tra cui la nascente protesta
sociale che vide nei ritmi “arrabbiati” della nuova musica, detestata da genitori e istituzioni, un
supporto alla sete di rivolta dei giovani. Mentre le “big band”, imbottite di trombe e di sassofoni, si
riducevano a poche unità, nascevano piccoli gruppi, che potevano meglio gestire spostamenti e
performance, che avevano come srumento simbolo la chitarra elettrica, lanciata nel 1950 da Leo
Fender e George Fullerton (Esquire e Telecaster), la cui costruzione separata di manico e corpo e la
loro unione per mezzo di viti (bolt-on) con un più basso costo di produzione, rese più accessibile
l’acquisto di uno strumento di qualità, la cui sezione a V del manico permetteva di premere con il
pollice le corde basse, e il corpo in frassino massiccio (solid body) eliminava i problemi di
feedback. Nel 1951 il Precison Bass, che grazie alla presenza dei tasti (frets) eliminava i problemi
legati all'intonazione, rimpiazza l'ingombrante contrabbasso, uno strumento innovativo, insieme alla
mitica “Stratocoaster” del’54, la cui grande versatilità supererà ogni altra chitarra elettrica.
L’uscita dei dischi di vinile (il 45 giri con due brani, di cui uno destinato a maggior notorietà),
molto più maneggevoli e resistenti rispetto ai vecchi 78 giri, consente il diffondersi dei juke-box,
selezionatori automatici di brani musicali, all’interno o all’esterno di spazi ricreativi. Grande
impulso venne dalle etichette indipendenti (Atlantic, Sun e Chess), che si specializzarono nel R&R,
determinandone il successo e dalle radio locali che lo diffusero. Manager intraprendenti riuscivano
a mobilitare ed elettrizzare folle di giovani, con i grandi raduni di massa (jamboree), al posto dei
vecchi concerti country dei Grand Ole Opry. Infine i cantanti, in grado di sintetizzare esperienze di
musica bianca e nera, allargando a dismisura il ripetitivo rockabilly, producendo sonorità nuove e
inaspettate. Sarà il cinema a completare l’opera, assoldando le star del R&R, popolarissimo a metà
degli anni ’50, e consacrandone l’immagine.
Nell’intonare "Hail, hail, rock and roll, deliver me from the days of old", Chuck Berry
sintetizza il R&R: una forma globale di evasione psichica delle giovani generazioni, che li spingeva
a modificare stili di vita, atteggiamenti e linguaggio. Il modo di vestire, con l’irruzione del bluejeans, che avrebbe rivoluzionato l’intera moda maschile, le auto e le moto, che diventano simbolo
di libertà, l’uso del corpo, più evidente nel fenomeno delle pin-up “(signorine) da appendere”,
ragazze procaci ed ammiccanti, fotografate in maniera succinta e provocatoria, le cui immagini si
diffondono su cartoline e riviste, con un grande successo fra i militari, che le appendevano nei loro
armadietti. Schiere di ragazze sensuali che uscivano dall'alone di mistero delle "dive" degli anni
‘30, proponendo la tipica bellezza “americana”, fatta di lunghe gambe, seno prorompente e nasino
all'insù, in atteggiamento malizioso ed ammiccante.
(G. Pennacchia)
Venerdì, 12 dicembre 2014 ore 21,00
GRANDE CONCERTO DI “ROCK AND ROLL”
Presso MUSICAL ACADEMY (Via G. Benucci, 19 - TERNI)
Il ricavato sarà devoluto interamente a favore della Struttura Complessa di Epatologia e
Gastroenterologia dell’Ospedale S. Maria di Terni
Al termine brindisi dell’Amicizia
Si ringraziano
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