Materiali dell’età del bronzo provenienti da Visco (Palmanova):
un possibile castelliere di pianura?
Vinci G.
Università di Udine - Dipartimenti di Storia e Tutela dei Beni
L'attuale centro abitato di Visco, situato nei pressi di Palmanova nella media pianura friulana orientale (Fig. 1), è stato
oggetto, a partire dalla seconda metà degli anni '80, di diversi !
(
recuperi occasionali di materiali protostorici. Lo studio di
questo complesso eterogeneo consente ora di proporre un
inquadramento crono-tipologico del sito e avanzarne una
preliminare ipotesi ricostruttiva.
°
+
$
+
$
Variano
Gradisca di
Sedegliano
+
$
+
$
Corno
L'attuale centro di Visco è collocato su un modesto alto
morfologico (Fig. 2) di cui rimane traccia anche nella toponomastica (dallo slavo víšek 'altura', Frau 1978) al margine tra
l'alta e la bassa pianura, nella fascia interessata dalla presenza
di acque di risorgiva. In passato, questa fitta rete di piccoli
fiumi dava vita a un paesaggio caratterizzato dalla presenza di
acquitrini e aree palustri, oggi in gran parte bonificate, documentate anche da forme toponomastiche riferibili ad
ambienti umidi (Tassin 1998).
In relazione agli abitati protostorici fortificati al momento
noti, Visco è posto a circa 12 km. ad est dell'importante centro
dell'età del Bronzo e del Ferro di Castions di Strada e circa 4
km. a nord del castelliere di Novacco, frequentato tra il BR e le
fasi iniziali del Secondo Ferro.
Udine
Savalòns
Tagliamento
Gradiscje
di Codroipo
+
$
Galleriano
Pozzuolo
+
$
+
$
Cormor
Torre
Rividischia
+
$
Castions
di Strada
+
$
Visco
^
Porpetto
!
(
m. s.l.m.
150
0
Novacco
+
Cervignano
10 Km
!
(
Fig. 1. Localizzazione del centro !
abitato di Visco (stella!
(rossa); abitati attestati tra alta e
(
bassa pianura friulana tra BM e BR (castellieri: poligoni verdi; siti non fortificati: cerchi
(
!
( !
verdi); margine superiore delle risorgive (linea tratteggiata).
!
(
Come ipotizzato in passato (Bosio 1987; Vitri 1994), è probabile che in quest'area, lungo il margine superiore della fascia delle
risorgive e in corrispondenza del percorso che successivamente sarebbe diventato quello della Via Postumia romana (Cividini,
Maggi 1999, pp. 13-25) ricalcato grosso modo dall'attuale Stradalta (SS252), passasse un’importante pista protostorica che
collegava i castellieri del Medio Friuli ai centri del pordenonese, da una parte, e ai castellieri del Carso goriziano, dall'altra.
I RINVENIMENTI
Dopo il ritrovamento, a ca. 55 cm dal piano di campagna
attuale, di una fossa contenente frammenti ceramici, avvenuto nel maggio 1986 in occasione di lavori edili all’interno della
proprietà Zecchini, in prossimità del piazzale antistante la
chiesa di S.ta Maria Maggiore (Fig. 2A), altri recuperi sono stati
effettuati tra novembre 1989 e gennaio del 1990 in una
trincea di scavo per la messa in opera di impianti fognari,
effettuata a pochi metri a ovest dall'area del pozzetto (Fig. 2B).
Un campione più consistente di materiali ceramici (3 casse)
proviene da un recupero compiuto nel maggio 2003, nel
corso di lavori di edilizia privata al di sotto della farmacia del
paese (Fig. 2C).
Infine, pochi frammenti di ceramica di impasto sono stati
individuati in superficie a marzo 2013 nel corso di ricognizioni
compiute dallo scrivente con il dott. Ferruccio Tassin nel
piazzale retrostante la chiesa, pavimentato con il terreno di
risulta di scavi compiuti nell'area (Fig. 2D).
°
C
(
!
B D
(
!!
(
(
!
Roggia
Milleacque
m. s.l.m.
25
19
100 m
Fig. 2. Localizzazione dei rinvenimenti protostorici sulla CTR 1:5000 e modello
digitale del terreno (DEM) in falsi colori.
I MATERIALI
I materiali provenienti dalla fossa individuata nel 1986, gli unici completamente editi (Vitri 1991, Fig. 45; Urban 1993, p. 400, taf.
6/5-14; 7, 8) sembrano riferibili a un momento avanzato del BA o al passaggio al BM, con elementi riconducibili tanto alla tradizione nord-est alpina quanto a quella dei primi castellieri dell’Istria (Vitri 1991; Tasca 2011).
L'ansa a gomito è presente anche nel complesso del 1989-1990, accanto a elementi certamente posteriori come le pareti decorate con file di cordoni orizzontali digitati in uso tra l'avanzato BM e il BR e ad alcuni materiali riferibili al BF avanzato-Primo Ferro
(Tasca 2011).
Questi stessi orizzonti cronologici sono documentati anche nel complesso ceramico del 2003, di cui si presenta di seguito una
selezione dei frammenti ceramici più significativi (fig. 3).
All'avanzato BA o al passaggio al BM sembrano riferibili il frammento di orlo esoverso forse appartenente a un'olla a collo distinto (7) e la tazzina con attacco di ansa presumibilmente a 'x' (9), accostabili a esemplari provenienti dai livelli più profondi dei
castellieri carsico-istriani, come, ad esempio, Elleri US 23, per il primo (Maselli Scotti 1997, Tav. 17, 3) e Monkodonja, per il secondo (Hänsel et al. 1997, Sl. 39, 12). Sempre al BA è riconducibile un frammento di parete forse riferibile a una scodella decorata a
cerchielli excisi a formare un triangolo (10), assimilabile ad un motivo decorativo comune in ambito balcanico nella cultura di
Cetina (Govedarica 1989, Sl 19, 3; Marović, Čović 1983, Sl. 15, 6).
A un periodo compreso tra l'avanzato BM e il BR pieno è da riferire un secondo gruppo di materiali, complessivamente poco
diagnostici, comprendente la tazza carenata con alta parete concava e carena marcata (8), il frammento di piede riferibile a un
piatto tripode (13), i due frammenti di scodelloni decorati da cordoni orizzontali, uno dei quali digitato (2 e 4), i frammenti di
pareti cordonate con prese a linguetta digitate (11) o con impressione centrale profonda (12) e la presa a pseudoansa a sagoma
rettangolare (14) con confronti sia dai siti della pianura friulana che dai castellieri carsico-istriani.
In base a rilevanti confronti con materiali provenienti da depositi stratificati, un altro piccolo gruppo di frammenti sembra ascrivibile al BR2 avanzato o al passaggio al BF: tra questi, lo scodellone con orlo a breve tesa inclinata (1), paragonabile con un esemplare da Caorle S. Gaetano (Bianchin Citton 1996, fig. 7/8); l'olletta globulare decorata sulla spalla da un motivo decorativo a
solcature orizzontali e a zig-zag (5-6), ben attestata sia nei siti della pianura friulana quali, ad esempio, Rividischia US 5 e 2
(Lambertini, Tasca 2007, Fig. 15, 62; Fig. 26, 213.1/2), sia in ambito carsico-istriano, ad esempio, nei siti di Canale di Leme
(Cardarelli 1984, Tav. 30A, 1 e 5) e Monte Grisa Superiore (Cardarelli 1983, Tav. 31B, 13).
Va infine segnalata la presenza di un orlo esoverso con ispessimento e appiattimento appartenente a un’olla (3), tipo diffuso nei
siti friulani quali Gradisca di Spilimbergo, Pozzuolo Cjastiei e documentato nell'area istriana ad esempio da Nesakcij e riferibile
al passaggio BF-Fe I (bibl. cit. in Càssola Guida, Balista 2007, p. 257-258, gruppo 'b').
3
1
4
2
5 cm
7
6
5
11
12
9
8
10
5 cm
13
14
Fig. 3. Materiali ceramici rinvenuti nel corso dei lavori del 2003 (scala 1:4)
CONCLUSIONI
I materiali ceramici rinvenuti a Visco in diversi punti del centro abitato testimoniano una lunga frequentazione dell'area, compresa tra il BA avanzato e BF-Primo Ferro. L’ampiezza di un simile arco cronologico, oltre alla consistenza numerica di alcuni complessi, primo fra tutti quello del 2003, lasciano ipotizzare che il centro abbia costituito un abitato di lunga durata, affine a quelli
noti nello stesso periodo nell'alta pianura friulana. Questa ipotesi pare trovare riscontro anche nella localizzazione del sito, collocato sul margine superiore delle risorgive in una posizione riparata da possibili esondazioni, strategica per i collegamenti
est-ovest e a distanza regolare dai castellieri di Castions di Strada e Gradiscje di Codroipo ma anche in allineamento nord-sud
con i siti di Novacco e Cervignano Via Lazzaro a ca. 4 km. di distanza l’uno dall'altro. Se il sito fosse o meno cinto da un terrapieno
difensivo, come i vicini abitati di Gradiscje di Codroipo, Castions di Strada e Novacco, potrà essere chiarito solo da indagini
future.
Bianchin Citton E. 1996, Caorle, in Protostoria tra Sile e Tagliamento, Catalogo della mostra, Padova, pp. 174-182.
Bosio L. 1987, Sentieri e piste protostoriche nell'area dell'attuale Friuli, Archeologia Veneta, 10, pp. 7-20.
Cardarelli A. 1983, Castellieri del Carso e dell’Istria: cronologia degli insediamenti tra media età del bronzo e prima età del ferro, in Preistoria del Caput Adriae, Catalogo della Mostra, Trieste 1983, pp. 87-102.
Càssola Guida P., Balista C. 2007 (a cura di), Gradisca di Spilimbergo (Pordenone). Indagini di scavo in un castelliere protostorico - 1987-1992 (Studi e ricerche di protostoria mediterranea 7), Roma 2007.
Cividini T., Maggi P. 1999, Presenze romane nel Territorio del Medio Friuli. 6. Mortegliano-Talmassons, Udine.
Frau G. 1978, Dizionario toponomastico del friuli Venezia Giulia, Udine.
Lambertini I., Tasca G. 2007, Castelliere di Rividischia, scavi 1998-2000: la ceramica, “QFA” XVI, pp. 113-184.
Maselli Scotti 1997 (a cura di), Il Civico Museo Archeologico di Muggia, Trieste 1997.
Marović C., Čović B. 1983, Cetinska cultura, in Praistorija Jugoslavenskih Zemalja IV, Bronzano Doba, Sarajevo, pp. 191-230.
Tassin F. 1998, Sul Confine dell'Impero, Tavagnacco.
Urban T. 1993, Studien zur Mittleren Bronzezeit in Norditalien, Universitätsforschungen zur Prähistorischen Archäologie 14, Bonn.
Vitri S. 1991, Visco, piazza S. Maria Maggiore, in La tutela dei beni culturali e ambientali nel Friuli-Venezia Giulia (1986-1987), Relazioni della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Archeologici, Artistici e Storici del Friuli-Venezia Giulia, vol. 8, Trieste 1991., pp. 159-160.
Scarica

giacomo vinci - Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria