Amministrare l’Urbanistica
Prof. Pier Benedetto Mezzapelle
Urbano
Suburbano
Rurbano
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“Si stima che nel 2050 il 67% della
popolazione mondiale sarà urbana.
Le zone urbane aumenteranno di 2,6 miliardi
il loro numero di abitanti, mentre le zone
rurali perderanno 300 milioni di abitanti. Ciò
soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
Tale fenomeno di urbanizzazione, se da un
lato presenta grandi potenzialità di creare
ricchezza e benessere per ampi strati della
popolazione, dall'altro rischia anche di
creare ghetti e sacche di estrema povertà e
modelli di sviluppo territoriale, ambientale e
sociale insostenibili.
È fondamentale che esso sia improntato
quanto più possibile alla sostenibilità,
poiché tali sviluppi avranno un impatto
globale sull'economia, sul clima e sulla
stabilità sociale con ripercussioni anche in
Europa.”
Espon, Trends demografici 1990-2010
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End of Line: An Archaeology of Silence, Héctor Peinador
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Aerial view of Los Angeles
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Aerial view of suburb Thames Gateway, East London
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“Oggi il 25% della popolazione europea vive in città di piccola o di media grandezza. Al fine di
scongiurare diseconomie di scala, le piccole e le medie città dovrebbero connettersi in territori
policentrici.”
ESPON Synthesis Report
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End of Line: An Archaeology of Silence, Héctor Peinador
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EEA
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EEA
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Gli strumenti di pianificazione che vincolano ad una città compatta
inducono, nel lungo periodo, ad una perdita netta di benessere sociale
(Brueckner) in quanto troppo restrittivi della libertà di scelta: una visione
della città contemporanea tratteggiata ne Il Condominio di Ballard.
Un'alternativa al grattacielo c'è.
La dispersione insediativa è una parte significativa della città
contemporanea, la più ampia, estesa, complicata, di difficile controllo.
Lo Sprawl definisce l’evoluzione dei modi e degli stili di vita, del
consumare, delle nuove forme del lavoro e del continuo riposizionamento
nella città-territorio che esso determina.
Il risultato è una urbanizzazione che si espande, integrando più sistemi
territoriali ed urbani in un paesaggio nuovo che necessita di essere
interpretato.
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Tassonomie Urbane
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Walking City
Herron
Exopolis
Hyperville
The city in the city
Soja
Sprawltown
Ingersoll
Corboz
Ungers
Endless City
Burdett, Sudjic
¥€$ Regime
Cosmopolis
Koolhaas
Città Biotica
Soja
Gateway City
ECO/273
Landscape Urbanism
Corner, Allen
Großstadt
Edgeless City
Hilberseimer
Asher
Città Diramata
Città Frattale
No Town
Città Diffusa
Città Regione
Edge City
Indovina
Garreau
Meta City
Lacework
MVRDV
Lynch
Plug-in-City
Cook
Simcity
Città Generica
Soja
Koolhaas
Arcipelago Urbano
Ecocity
EU Project
Lang
Metapolis
Comunità senza vicinato
Località Centrali
Christaller, Lösch
Webber
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Ungers
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Queste nuove tassonomie urbane - creature strane dai nomi curiosi fanno capo alla nuova dimensione fluida dei campi di relazione delle
città di oggi.
“… non è tanto il modello insediativo scelto (la città diffusa piuttosto
che la città compatta) che determina modalità di sviluppo
ambientalmente non sostenibili, quanto la perdita di coscienza, nella
città contemporanea, della circostanza che lo sviluppo insediativo deve
necessariamente confrontarsi con le regole del sistema ambientale e
del paesaggio.
L'intensità e la ripetitività del modello insediativo della città diffusa
segue, infatti, proprie logiche economiche e sociali, trascurando
spesso il rapporto con l'ambiente e il paesaggio; tale rapporto era il
punto di forza degli insediamenti sparsi storici esterni alla città
compatta. “
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Metropolizzazione
Conurbazione
Policentrismo
Controurbanizzazione
Regionalizzazione
Deurbanizzazione
Rurbanizzazione
Suburbanizzazione
Suburbanismo
Compattazione
Neoruralizzazione
Deverticalizzazione
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Prima la metafora era semplice: la città era
un corpo, ma con lo sprawl il corpo è
stato smembrato: si è passati dalla città
difesa alla città diffusa…
Sprawl non è una forma, per quanto possa
avere conseguenze formali, ma è un modo
di vivere: tecniche di comunicazione che
usiamo ogni giorno rendono tutto più
virtuale e meno radicato nello spazio.
To sprawl è un verbo – sdraiarsi - e town
un sostantivo che significa centro urbano,
densità: io voglio mantenere insieme
questi due concetti, non voglio cedere al
rischio della perdita d’identità, o del
nomadismo, o della perdita dei valori
civici.
Ingersoll
Parlando di periferie dobbiamo tener
presente
questo:
che
la
suburbanizzazione porta a nuovi modi di
vivere e parlo volontariamente di
suburbanismi.
La visione dominante sullo stile di vita
suburbano tende a nascondere il fatto che
esistono posti attorno alla regione urbana
dove l’innovazione sta accadendo in
forme molto diverse. Si tratta di prestare
attenzione, analizzare e comprendere
questi punti caldi dell’innovazione.
Tutte le città intelligenti si somigliano;
ogni periferia è invece creativa a modo
suo. Non esiste un unico stile di vita
suburbano…
Keil
In questa visione di città, la dispersione è l'espressione della volontà e della capacità di
auto-costruzione della forma fisica dei territori da parte di coloro che li abitano.
Le periferie, genuinamente originali, avanzano e rubano la scena alla smart city.
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“Suburban way(s) of life è dunque tanto uno slogan quanto un appello, che intende
suggerire uno sguardo attraverso il quale interpretare l’intricata coesistenza di
fenomeni contrapposti, come la convergenza di densità insediative vs. la
differenziazione di concentrazioni urbane e suburbane; la decentralizzazione di
funzioni vs. la ri-centralizzazione di eventi e dinamiche di vita; l’omogeneizzazione vs.
l’eterogeneità dei paesaggi suburbani; l’erosione dei bordi spaziali e concettuali tra
urbano, suburbano (e altro ancora) vs. la riconferma dei confini come dispositivo di
salvaguardia delle risorse; l’estensione planetaria dei fenomeni urbani come orizzonte
vs. l’interpretazione del suburbano come stile di vita.
Suburbanism è il dominio entro il quale riconoscere innovazione sociale, sperimentare
innovazione istituzionale, riscoprire la terra e le sue risorse, praticare politiche
pubbliche di ri-equlibrio tra energie sociali insorgenti e opportunità istituzionali, e
riscoprire il diritto alla città (e alla terra) oltre le categorie di centro e periferia.
Ripensare l’urbano come rivoluzione suburbana suggerisce quindi un riorientamento
dello sguardo e dell’azione nelle sfere della governance, della gestione della territorio
(inteso come suolo, come risorsa, come organizzazione spaziale delle relazioni
umane), del sistema delle infrastrutture, dell’accessibilità, della mobilità, degli stili di
vita e più in generale, delle trasformazioni socio-spaziali.”
Camilla Perrone
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Il Medium è il messaggio.
La tecnologia, estensione del nostro
corpo, i sistemi a rete dell’informatica e
della microelettronica hanno consentito
un processo di deverticalizzazione della
città e di decentramento delle attività
produttive all’esterno delle conurbazioni.
Occorre prendere atto della formazione di
una forma organizzativa radicalmente
diversa dalla città moderna.
Le comunità senza vicinato di Webber, il
progressivo
sostituirsi
della
comunicazione allo spostamento.
“… il diffuso evolve verso la città diffusa,
ma essa, che della tradizione urbana
perde la densità, ma non la funzionalità e
l’intensità relazionale, evolve ormai verso
quello che viene definito arcipelago
metropolitano, innescando, appunto, la
metropolizzazione dell’intero territorio.”
(Guida, Indovina)
Per Francesco Indovina la città diffusa si
basa su gerarchie territoriali.
Qui a prevalere è la struttura a rete, Il
mercato territoriale delle Località Centrali
di Christaller e Lösch.
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Il Consumo del Suolo
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Il suolo è una risorsa naturale limitata, di fatto non rinnovabile, necessaria non solo
per la produzione alimentare e il supporto alle attività umane, ma anche per la
chiusura dei cicli degli elementi nutritivi e per l’equilibrio della biosfera.
(APAT, 2008; ISPRA, 2013a)
Un suolo in condizioni naturali, insieme all’intera biosfera, fornisce al genere umano i
servizi ecosistemici necessari al proprio sostentamento (ed in relazione alla qualità
della vita), quali:
- servizi di approvvigionamento (prodotti alimentari e biomassa, materie prime, etc.);
- servizi di regolazione (regolazione del clima, cattura e stoccaggio del carbonio,
controllo dell’erosione e dei nutrienti, regolazione della qualità dell’acqua, protezione
e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, etc.);
- servizi di supporto (supporto fisico, decomposizione e mineralizzazione di materia
organica, habitat delle specie, riserva genetica, conservazione della biodiversità,
etc.);
- servizi culturali (servizi ricreativi, paesaggio, patrimonio naturale, etc.).
(Rapporto sul consumo del suolo; ISPRA, 2014)
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Il suolo subisce una serie di processi di degrado ed è sottoposto a diverse tipologie
di minacce (Commissione Europea, 2006; 2012a):
- l’erosione … ad opera di agenti atmosferici (vento, acqua, ghiaccio) o per effetto di
movimenti gravitativi o di organismi viventi (bioerosione) che, in seguito ad alcune
pratiche antropiche, può portare alla perdita del suolo fertile, all’aumento dell’apporto
di sedimenti nelle acque e dell’eutrofizzazione;
- la diminuzione di materia organica;
- la contaminazione locale o diffusa;
- l’impermeabilizzazione, ovvero la copertura permanente di parte del terreno e del
relativo suolo con materiale artificiale non permeabile;
- la compattazione, causata da eccessive pressioni meccaniche, conseguenti
all'utilizzo di macchinari pesanti o al sovrapascolamento;
- la perdita della biodiversità;
- la salinizzazione, ovvero l’accumulo nel suolo di sali solubili in seguito ad eventi
naturali o all'azione dell'uomo;
- le frane e le alluvioni;
- la desertificazione, ultima fase del degrado del suolo.
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Il concetto di consumo di suolo è definito come una variazione da una copertura non
artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo
consumato).
La copertura del suolo è un concetto collegato ma distinto dall’uso del suolo.
Per copertura del suolo si intende, dalla direttiva 2007/2/CE3, la copertura fisica e
biologica della superficie terrestre comprese le superfici artificiali, le zone agricole, i
boschi e le foreste, le aree seminaturali, le zone umide, i corpi idrici.
L’impermeabilizzazione del suolo costituisce la forma più evidente di copertura
artificiale.
Le altre forme di copertura artificiale del suolo vanno dalla perdita totale della
“risorsa suolo”, alla perdita parziale, più o meno rimediabile, della funzionalità della
risorsa a causa di fenomeni dovuti alla presenza di impianti industriali, infrastrutture,
manufatti, depositi permanenti di materiale...
L’uso del suolo è, invece, un riflesso delle interazioni tra l’uomo e la copertura del
suolo e costituisce quindi una descrizione di come il suolo venga impiegato in attività
antropiche.
La direttiva 2007/2/CE lo definisce come una classificazione del territorio in base alla
dimensione funzionale o alla destinazione socioeconomica presenti e programmate
per il futuro (ad esempio ad uso residenziale, industriale, commerciale, agricolo,
silvicolo, ricreativo).
Fonte: ISPRA
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…. Il consumo di suolo si estende a tutte le aree impermeabilizzate, non
necessariamente urbane pertanto, anche in ambiti rurali e naturali ed esclude, invece,
le aree aperte naturali e seminaturali in ambito urbano (ISPRA, 2013b).
Il consumo di suolo netto è valutato attraverso il bilancio tra il consumo di suolo e
l’aumento di superfici agricole, naturali e seminaturali dovuti a interventi di recupero,
demolizione, de-impermeabilizzazione, rinaturalizzazione o altro (Commissione
Europea, 2012b).
L’impermeabilizzazione rappresenta la principale causa di degrado del suolo in
Europa, in quanto comporta un rischio accresciuto di inondazioni, contribuisce al
riscaldamento globale, minaccia la biodiversità, suscita particolare preoccupazione
allorché vengono ad essere ricoperti terreni agricoli fertili e aree naturali e
seminaturali, contribuisce insieme alla diffusione urbana alla progressiva e
sistematica distruzione del paesaggio, soprattutto rurale (Antrop, 2004; Pileri e
Granata, 2012).
È probabilmente l’uso più impattante che si può fare della risorsa suolo poiché ne
determina la perdita totale o una compromissione della sua funzionalità tale da
limitare/inibire anche il suo insostituibile ruolo nel ciclo degli elementi nutritivi (APAT,
2008; Gardi et al., 2013).
Fonte: ISPRA
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La riduzione
dell’evapotraspirazione
nelle aree urbane - a
causa della perdita di
vegetazione per
l’impermeabilizzazione
del suolo e il maggior
assorbimento di
energia dal sole
dovuto alle superfici
scure asfaltate, ai tetti contribuiscono in
misura significativa a
produrre l’effetto noto
come “isola di calore
urbano”.
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L’impermeabilizzazione di un
ettaro di suolo di alta qualità
con
buona
capacità
di
ritenzione idrica causa una
perdita significativa a livello di
evapotraspirazione.
L’energia necessaria per far
evaporare quella quantità di
acqua equivale al consumo
energetico annuo di circa 9000
congelatori, vale a dire circa
2,5 milioni di kWh.
Supponendo che l’energia
elettrica costi 0,2 EUR/kWh, un
ettaro
di
suolo
impermeabilizzato fa perdere
circa 500 000 EUR a causa del
maggior
fabbisogno
energetico.
Si stima che un albero catturi
in media 100 grammi netti di
polveri sottili all’anno.
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“Si evidenzia
un’intensificazione del
consumo del suolo in NL,
BE, ES, PT & HR.
Si nota inoltre una mancanza
di servizi di interesse
generale in molte aree
periurbane e rurali.
Occorre fornire maggiore
accessibilità ai servizi nelle
regioni rurali oggetto di
pressione antropica.”
ESPON Synthesis Report
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I processi di rigenerazione dei suoli richiedono notevoli apporti di energia e tempi lunghi per
ripristinare le condizioni intrinseche del suolo prima della sua impermeabilizzazione.
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Tabella da ‘‘I carichi insediativi e le trasformazioni urbane’’ di Gualtiero Tamburini
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Una delle cause
principali del
fenomeno è
indubbiamente
l'elevato numero
dei Comuni italiani
(oltre 8.000 con
superficie media di
37 km2), di fatto
promotori della
trasformazione dei
suoli.
Trasformazioni che
sono state condotte
con poche forme di
coordinamento a
scale
sovracomunale e
limitate visioni
strategiche.
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Le aree protette considerate nella “Rete Natura 2000” coprono più del 20% della
superficie nazionale, con una concentrazione nel Mezzogiorno che sfiora un quarto della
superficie totale.
Nella graduatoria europea l’Italia si colloca al di sopra della media, pari al 17,5%.
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La trasformazione delle coste italiane, Lega Ambiente
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PLUREL
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Scenario PLUREL
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Scenario PLUREL
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Scenario PLUREL
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La tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse
(COM(2011) 571) ha proposto che entro il 2020 le strategie dell’UE tengano conto
delle ripercussioni dirette e indirette sull’uso del suolo nell’UE e a livello mondiale
e che l’incremento della quota netta di occupazione di terreno tenda ad arrivare a
zero entro il 2050.
Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare,
mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo
Unione europea, 2012
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Governo e Qualità dell’Uso del Suolo
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Governance ed approccio integrato
Soglie e Strategie di Sviluppo
Con questo termine Malisz intende quei livelli di sviluppo urbano per i quali alla crescita della città ne
consegue per necessità la creazione di nuove importanti infrastrutture o di nuove aree di espansione
o l’istituzione di nuovi servizi. I costi urbani non aumentano in modo eguale con l’espandersi della
dimensione, ma tendono a subire sbalzi al superamento di queste soglie. Le soglie variano a
secondo della città; una volta determinate le soglie però, la strategia appropriate sta nel mantenersi
al disotto di una di esse oppure superarla di gran lunga in un breve periodo in modo da raccogliere i
benefici legati ai costi aggiuntivi.
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Cities oftomorrow
Challenges, visions, ways forward
UN, october 2011
Il fenomeno di consumo di nuovo suolo è evidente nel perturbano: territorio di
transizione tra l'urbano e il rurale in cui si manifestano domande ed offerte reciproche
di globalizzazione, urbanizzazione e ruralizzazione.
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The Center for Applied Transect Studies (CATS), the Smart Code
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The challenge is how to combine the need for a compact city with people’s need for
green space close to where they live – The Compact Garden City
 Consumo del suolo
 Perdità di suolo con eccellente
capacità agricola
 Frammentazione del paesaggio e degli
ecosistemi
 Dipendenza dall’auto
 Declino
del
centro
urbano,
segregazione sociale
 Accumulazione e/o distribuzione della
ricchezza (larger gaps between rich
and poor areas)
 Costi di gestione crescenti
 Diminuzione della biodiversità
 Richiesta di nuove infrastrutture e di
trasporto pubblico
 Richiesta di nuovi servizi di interesse
generale
 Perdita/trasformazione di identità/uso
sociale/cultura
 Miglioramento/peggioramento
degli
stili di vita (eco-friendly/suburb)
 Miglioramento/peggioramento
della
qualità della vita (appagamento vs
costrizione)
 Nuove interazioni tra usi urbani e usi
rurali
 Programmi integrati tra rurale e
urbano
 Sviluppi urbani attrattivi e competitivi
 Prossimità di consumo di beni locali
 Potenziamento e sviluppo delle
comunità rurali
 Ricerca e costituzione di spazi
innovativi
 Multifunzionalità (fattorie didattiche,
diversificazione agricolturale, turismo
rurale, programmi di filiera corta…)
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PLUREL
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Rurbano
Con il termine “rurbanizzazione” si intende “l’insediamento in comunità rurali di
gente venuta dalla città, dove spesso continua a lavorare e che diventa, quindi, di
fatto, pendolare… La zona rurbana risulta pertanto caratterizzata da uno spazio
prevalente di natura non urbanizzata, a differenza della banlieu contigua alla cittàmadre compatta.”
Una diversa saldatura (meno fisica) tra campagna e città che non avviene più
tramite l’edificazione via via sempre più fitta delle fasce di frangia della città diffusa
ma direttamente attraverso insediamenti disseminati nel territorio rurale.
La rurbanizzazione, come movimento culturale e sociale, può vantare quindi ”una
nuova alleanza tra le città e agricolture periurbane”.
A differenza della periferia urbana e dei suburbs (che nascono in ragione della
contiguità con il tessuto urbano e sono abitate da persone che dalla vicinanza al
centro cittadino traggono i loro benefici), alla base di questo nuovo processo c’è la
volontà di vivere in spazi più naturali allontanandosi dalla vita della città.
“Una sorta di contro-esodo che produce una nuova categoria di abitanti che sul
pendolarismo strutturano la loro giornata. Nasce un nuovo modo di abitare il
territorio e una nuova società che sceglie di vivere il paesaggio agricolo, senza
rinunciare ai servizi offerti dalla città, associando esigenze di naturalità a quelle di
tipo economico.“
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La Politica Agricola Comunitaria valorizza le politiche di ruralizzazione dei territori
europei e di sviluppo di distretti rurali nell’ottica di un miglioramento fondiario, il
recupero/risanamento del patrimonio edilizio (le cascine), la riqualificazione
paesaggistico/ambientale, la commercializzazione dei prodotti aziendali, la
ricettività, attività di comunicazione e di educazione…
Ulteriori temi di azione nei processi di rurbanizzazione possono essere:
•
•
•
•
•
•
•
•
la strutturazione di un nuovo paesaggio;
lo sviluppo dell’agricoltura di prossimità;
la creazioni di Distretti Rurali Ecologicamente Attrezzati;
la trasformazione di business park e/o distretti
Ecologicamente Attrezzate;
la riscoperta delle funzioni ricreative diffuse;
l’implementazione delle infrastrutture verdi;
l’organizzazione di filiere agroalimentari sostenibili
Il turismo rurale.
tecnologici
in
aree
Le politiche e i piani sono chiamati a dare più risposte e vincoli meno rigidi.
L’azione pubblica deve svolgere un ruolo cruciale nel controllo dei processi di
trasformazione non solo con processi di densificazione ma di governo e
qualificazione dei processi di sviluppo .
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Casi Studio
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“Il nuovo distretto deve funzionare come controparte al
vecchio centro città di Copenaghen, e contenere un
ambiente urbano di qualità artistiche e ambientale elevate
che possa funzionare come laboratorio per nuove idee”.
L’area sottesa dall’intervento, lungo il territorio delle aree
umide dei “polder” (100 ha di protezione ambientale) è di
oltre 3 milioni di mq e si estende per una lunghezza di 6
chilometri ed una larghezza di 600 metri attraversata da un
canale navigabile di 30 m lungo tutta la lunghezza dell’area
e da una metropolitana sopraelevata è di 3,1 milioni di mq.
L’area è situata al di sotto del livello del mare ed è una delle
terre strappate all’acqua attraverso un complesso sistema
di drenaggio e di sbarramenti artificiali.
Ørestad
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Negli
anni
90
l’Ørestadsselskabet
(Ørestad
Development Corporation), società formata dal
comune di Copenaghen, dalle autorità portuali, dallo
Stato danese, individua un programma di sviluppo
dell’area che prevede l’insediamento di una
popolazione di 20000 abitanti, 20000 studenti e 60000
lavoratori, su un orizzonte temporale tra i 20 e i 30
anni.
Il progetto originario di Daniel Libeskind (Ørestad
Downtown, 2006), viene rivisto tramite una proposta
meno audace (COBE architects): se il primo piano
rappresenta le ambizioni ed il sogno di Ørestad, il
secondo rimane più saldo alla realtà.
Il nuovo masterplan identifica quattro distretti:
Ørestad Nord, Amager Fælled, Ørestad Syd, Ørestad
City. Ognuno con una propria identità.
Ørestad Nord ad esempio si caratterizza per le sue
strutture universitarie, Ørestad City per la sua ricerca
di una città duale, Ørestad Syd come territorio di
connessione al paesaggio dei poulder.
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Rispetto alle previsione
di 20000 abitanti al
momento ve ne sono
solo 7500.
L’insediamento risulta
privo di relaioni sociali:
pochi negozi, pochi
ristoranti, nessuna vita
notturna.
Molti edifici residenziali
sono stati costruiti
prima della crisi, il loro
valore di mercato
adesso è diminuito del
20%. I servizi di piano
sono stati realizzati
solo in parte.
Al momento Ørestad
riveste il ruolo di
un’altra perifieria: una
nuova periferia
caratterizzata da
affascinanti
architetture.
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Ørestad Nord
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Tietgen, Ørestad Nord
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Ørestad City
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Ørestad Syd
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West 8, Plantage Zuid, Rotterdam, 2007,
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West 8, Plantage Zuid, Rotterdam, 2007,
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The Center for Applied Transect Studies (CATS)
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The Center for Applied Transect Studies (CATS)
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The Center for Applied Transect Studies (CATS)
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Los Angeles è il tipico esempio di realtà diffusa, un insieme di centoventi
sobborghi, una divercity con 7,5 milioni di popolazione straniera distribuita a volte
in enclave etniche, a volte in unità sociali relativamente separate, a volte in sezioni
apprezzate per la diversità e l’esotismo.
Soja ci introduce a sei visioni della città di Los Angeles, visioni che possono
essere declinate per la città postmoderna, la Postmetropolis.
I. Flexcity: la città post-Fordista deindustrializzata da reindustrializzare secondo
principi di specilizzazione e di flessibilità spaziale e temporale
II. Cosmopolis: la città della globalizzazione della cultura, del lavoro, del capitale;
la città cosmopolita, nella rete mondiale di Città Globali.
III. Expolis: riferito alle edge cities (aree di concetrazione ad uffici e/o shopping
mall e/o luoghi di intrattenimento esterni al centro urbano situate in zone che
inizialmente erano residenziali o rurali - Joel Garreau), alle frange suburbane.
“A kaleidoscopic social-spatial structure of geometric fragmentation, increasingly
discontinuous, orbiting beyond the old agglomerative nodes.”
Una nuova urbanità che non converge più sul senso tradizionale di città.
IV. Metropolarities: la visione sociologica della città delle differenze delle
diseguaglianze sociali e di razza, delle nuove polarità sociali, del nuovo mosaico
etnico.
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V. Carcereal Archipielagos: la città fortezza, la città fortificata delle zone di
contenimento, la città della sorveglianza urbana, dalla polis alla polizia.
Il riferimento è alle “cities of quartz” di Mike Davis.
VI. Simcity: Città costituita da “simulacri” creati nel cyberspazio e nell’iperrealtà.
Elementi che attivano l’immaginario collettivo e che si infiltrano nella vita di tutti i
giorni, i simulacri conformano una “città senza senso, le cui forme sono
sottoposte ad una radicale e continua decostruzione e ricostruzione, esplodendo e
coagulandosi in una moltitudine di comunità sperimentali per il futuro, in una serie
di città improbabili dove il concetto di centralità è virtualmente ubiquitario e la
solida familiarità con lo spazio urbano si dissolve nell’aria… la scomparsa del
reale non viene più tenuta nascosta … la copia esatta di una città mai esistita”.
Una variante dei grandi parchi a tema nati sulla scia del successo di Disneyland.
Città o parti di città sbocciate ad imitazione di città storiche o come trasposizione
dell’universo iconografico.
Spesso pubblicizzate come luoghi dove sono assenti i pericoli della città reale, in
cui si simula l’urbanità come “a way of life” ed in cui un “intero immaginario
urbano, estratto da queste finzioni, assume la corporeità fisica della realtà”.
Disneyland ed altri non luoghi …
Universal City Walk … Las Vegas … I nostri Outlet
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Population, Economy and Conflict of Los Angeles
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Toronto
Cronologia Residenza
Fonte: Atlas of suburbanism
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Toronto
Lavoro
Fonte: Atlas of suburbanism
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Toronto
Nuclei familiari
Fonte: Atlas of suburbanism
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Toronto
Redditi
Fonte: Atlas of suburbanism
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Toronto
Mobilità
Fonte: Atlas of suburbanism
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Toronto
Proprietà
Fonte: Atlas of suburbanism
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Toronto
Tipo residenziale
Fonte: Atlas of suburbanism
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Nucleo Familiare
Reddito
Tempo libero
Mobilità
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Sky Farm, Gordon Graff, Toronto
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Bosco Verticale, Stefano Boeri, Milano
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One Central Park, Jean Nouvel, Sydney
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“Se si smette di guardare il paesaggio come l’oggetto di un’attività umana
subito si scopre una quantità di spazi indecisi, privi di funzione sui quali è
difficile posare un nome.
Quest’insieme non appartiene né al territorio dell’ombra né a quello della luce.
Si situa ai margini. Dove i boschi si sfrangiano, lungo le strade e i fiumi, nei
recessi dimenticati dalle coltivazioni, là dove le macchine non passano…
Tra questi frammenti di paesaggio nessuna somiglianza di forma. Un solo
punto in comune: tutti costituiscono un territorio di rifugio per la diversità.
Ovunque, altrove, questa è scacciata.
Questo rende giustificabile raccoglierli sotto un unico termine. Propongo Terzo
paesaggio, terzo termine di un’analisi che ha raggruppato i principali dati
osservabili sotto l’ombra da un lato, la luce dall’altro.
Terzo paesaggio rinvia a Terzo stato (e non a Terzo mondo). Uno spazio che
non esprime né il potere né la sottomissione al potere. ”
Gilles Clément
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I vuoti, le aree intercluse e residuali, le aree dismesse e abbandonate
riconquistate dalla natura, i terrains vagues della città diffusa ma anche le aree
interstiziali tra gli svincoli autostradali, i segmenti non costruiti lungo le strade,
le fasce di rispetto lungo i grandi assi infrastrutturali, gli spartitraffico
rappresentano il terzo paesaggio di cui parla Clément: rifugi per la diversità.
“Se osservate attentamente le periferie cittadine, dove spesso avviene l'incontro
tra i due mondi, noterete che ci sono molti spazi vuoti, abbandonati, lasciati a se
stessi. Ecco, solo se si recupera il valore intrinseco di questi elementi si arriverà
a un paesaggio compiuto, bello nella sua interezza.
Qualche volta vedo un'interazione sbagliata tra la città e la campagna perché è
come se volessero sfruttarsi a vicenda. In un'ottica non di fusione ma di
conquista…”
Questo non significa che bisogna favorire la crescita della città per provocare un
aumento dei residui.
La proposta fornita da Clément è quella di lasciare dei vacuoli nei tessuti urbani
di nuova edificazione, di evitare processi di saldatura nelle frange della città, in
modo da assicurare occasioni di continuità biologica e percorsi d’infiltrazione
alla biodiversità.
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Un progetto emblematico che si riconduce al concetto di
Terzo paesaggio è costituito dal
parco Henri-Matisse a Lille. Il luogo del progetto era un
residuo di otto ettari dalla forma
complessa, prodotto dall’urbanizzazione del quartiere
Euralille, tra la stazione TGV e una
porta storica di accesso alla città, situato in prossimità di
quella che un tempo era la cinta
muraria della città antica.
Il cuore del progetto è costituito da un’isola inaccessibile
denominata Île Derborence, uno
spazio di diversità, un frammento del terzo paesaggio,
situato a sette metri dal livello del
suolo e lontano da ogni tipo di intervento umano.Il nome
Derborence si riferisce ad un residuo
delle foreste primarie d’europa situato in Svizzera
Parco Henri-Matisse, Lille
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Il progetto sorge su un’area di otto ettari dalla forma complessa, prodotta
dall’urbanizzazione del quartiere Euralille.
Il cuore del progetto è costituito da un’isola inaccessibile denominata Île Derborence,
uno spazio di diversità, un frammento del terzo paesaggio, situato a sette metri dal
livello del suolo e lontano da ogni tipo di intervento umano.
Il nome Derborence si riferisce ad un residuo delle foreste primarie d’Europa situato
in Svizzera. La Derborence simboleggia una foresta incontaminata e inespugnabile,
realizzata su una zolla con pareti rocciose verticali. E’ un’isola sospesa, non fruibile
dall’uomo, dove la natura fa il suo corso senza acqua e manutenzione.
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Il giardino per Clément non può e non deve essere il mero risultato di un progetto
disegnato e concepito sulla carta, poiché le piante non sono oggetti ma esseri viventi,
con una propria evoluzione naturale, inseriti in un situazione biologica e storica; il
giardino si modifica con il trascorrere del tempo, è una realtà dinamica, in movimento.
Da una parte Clément, dall’altra la moderna Urban Forestry delle pareti verticali e delle
vertical farm, Peter Walker.
Île Derborence, Parco Henri-Matisse, Lille
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Jardin en Mouvement: parco André-Citroën.
Al centro il grande parterre rettangolare, a sinistra i Giardini seriali e a destra il Grande
canale. In basso, tra la ferrovia e la Senna, è collocato il Giardino in Movimento, in alto
le due grandi serre, che seguono la direzionalità del parterre.
Il movimento non è inteso come una sequenza di vedute lungo un percorso, ma è un
legame con la vita stessa dei vegetali, con il loro spontaneo diffondersi.
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Jardin de la Bibliotheque Nationale de France, Parigi
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Un tassello di natura nel centro di Parigi, una riproduzione dello scenario delle tipiche
foreste dell'Île de France, un recinto popolato da numerosi esemplari adulti di pino
silvestre, prelevati dalla Normandia, disposti casualmente o distesi sul terreno.
Il giardino è inaccessibile agli utenti della biblioteca ed ai visitatori, può essere solo
guardato dall'esterno.
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Il Boscoincittà
L’idea centrale alla base di questo progetto è il superamento del giardino pubblico ...
È l’idea della “forestazione urbana”… che include, infatti, l’insieme degli interventi
volti a realizzare e a mantenere i sistemi verdi nei quali, il bosco, le acque, le radure
erbose, le praterie, i sentieri e i percorsi costituiscono la struttura base dello spazio
pubblico nel quale si inseriscono poi, infrastrutture e attrezzature per il godimento
dei cittadini. Non parliamo perciò di boschi produttivi, ma di parchi in cui la
sistemazione estensiva del verde e il bosco, che ne è l’elemento rilevante e
caratterizzante, hanno come fine principale la fruizione pubblica diretta ed il
riequilibrio ecologico.
Il Boscoincittà nasce a Milano nel 1974: nessun appalto ma una gestione diretta dei
lavori da parte di una struttura costituita ad hoc e insediata nell’area, la costruzione
in progress del parco, la priorità alle sistemazioni elementari e generali, alle
piantagioni, al governo delle acque, alla cura di lunghi percorsi…
Oggi il Boscoincittà è un parco di 135 ettari … è un tassello della cintura verde
dell’ovest della città assieme al parco delle Cave, al parco di Trenno e alle ultime aree
agricole. Tutto il sistema è compreso nel Comparto 1 del Parco Agricolo Sud Milano
– “Il parco ovest: il bosco in città ”.
Fonte: Urban Forest EMoNFUr Project
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Il Parco Nord Milano
Pressoché simultaneamente all’inizio della piantagione del Boscoincittà, il
Parco Nord Milano avvia la realizzazione di un sistema verde estensivo in cui la
forestazione e la “naturalità” assumono un ruolo centrale.
Il Parco Nord Milano è istituito con legge Regionale “istituzione del parco di
interesse regionale Parco Nord Milano, n° 78 del 11 giugno 1975”.
Il primo piano del Parco prescrive che il 50% delle aree siano trasformate a
bosco.
… siamo in presenza di un consorzio di comuni, un ente pubblico nel quale i
processi di elaborazione e decisionali sono inevitabilmente più difficili e
complessi di quanto possa avvenire in iniziative più contenute quali il
Boscoincittà.
L’esperienza del Parco Nord ha un significato rilevante, non solo per la
superficie consistente dell’intervento (600 ettari) … in una delle aree più dense
del Paese.
Oggi il Parco Nord è un grande parco urbano che ha nella forestazione uno
degli elementi cardine.
Queste due esperienze, Boscoincittà e Parco Nord Milano, … dimostrano con i
fatti che la formazione di parchi estensivi è un percorso praticabile.
Fonte: Urban Forest EMoNFUr Project
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Guerrilla Gardening
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Jardin DeMain, COLOCO, Montpellier
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… in Francia questa strategia di regolare la pianificazione urbana a partire da un piano
paesistico, il cosiddetto ‘preverdissement’, o ‘prepaysagement’, viene applicata
sempre più di frequente negli ultimi decenni … (Pierluigi Nicolin)
Il “préverdissement” prevede di anteporre la realizzazione di interventi ambientali a
quella delle opere di insediamento.
Lo scopo è quello di disporre di una dotazione che svolga da subito alcune funzioni
ecologiche di utilità in tempi rapidi, facendo sì che aree di insediamento o di
trasformazione divengano derelitte, abbandonate.
Allo stesso tempo il “préverdissement” permette di ridurre le pressioni dovute alle
fasi di costruzione.
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Nel singolo comparto il
préverdissement può essere
organizzato in maniera
temporanea o in maniera
definitiva.
Nel caso di préverdissement
temporaneo, il verde troverà
sede su tutta l’area di
intervento, compresa quella
dove poi ci sarà il costruito.
Nel caso di préverdissement
definitivo, il verde verrà
realizzato nella porzione di
comparto che non viene
interessata dalla
trasformazione futura,
tenendo quindi conto del
progetto e delle interferenze
generate, in anticipo rispetto
all’avvio dei lavori.
Plateau Nord-Ouest, Chartres
Area di trasformazione, Segrate
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Per il Computo dei Consumi di Valore Ecologico Perso e l’adozione delle
Compensazioni relative la Regione Lombardia ha adottato il METODO STRAIN (ddg
Ambiente 7.5.2007 n. 4517 “Criteri ed indirizzi tecnico-progettuali per il miglioramento
del rapporto fra infrastrutture stradali ed ambiente naturale”).
Il modello si pone come obiettivo quello di una quantificazione delle aree da
rinaturalizzare come compensazione a consumi di ambiente da parte di infrastrutture
e/o di insediamenti di nuova realizzazione.
L’obiettivo prioritario è costituito dalla ricostruzione delle tipologie di Unità ambientali e
dei loro complessi danneggiati.
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Oneri di Urbanizzazione
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Gli oneri di urbanizzazione si configurano spesso, secondo prassi consolidata,
come una sorta di tassa sullo sviluppo urbano.
Purtroppo però la configurazione degli attuali oneri, ossia i costi che servirebbero
per la città pubblica, fa sì che questi risultino molto diversi dai costi reali imposti
alla collettività dallo sviluppo delle aree periferiche.
Questa distorsione ha comportato, negli anni prima della crisi, un incentivo
implicito a costruire su nuovi suoli: tra il 1995 ed il 2006 sono stati rilasciati
permessi di costruire per un ammontare pari a 3.139,8 milioni di metri cubi
sull'intero territorio nazionale (fonte Marco Percoco, Alberto Zanardi).
La legge finanziaria 2008 (art. 2 comma 8 Legge 244/2007) dava inoltre la possibilità
ai comuni, per gli anni dal 2008 al 2014, di destinare il 50% dei proventi dei
contributi di costruzione (e delle sanzioni) per il finanziamento delle spese correnti
ed il 25% alle spese di manutenzione ordinaria delle aree verdi, delle strade e del
patrimonio pubblico, innescando così un’ulteriore distorsione sulla fiscalità del
consumo di nuovo suolo.
Tra il 2008 ed il 2014, 7,4 miliardi non sono stati destinati agli investimenti per
finanziare spese correnti comunali (fonte ANCE), non più coperte in passato dai
trasferimenti nazionali e regionali.
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Tabella da ‘‘Fiscalità urbanistica e consumo di suolo’’ di Marco Percoco, Alberto Zanardi
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Tabella da ‘‘Fiscalità urbanistica e consumo di suolo’’ di Marco Percoco, Alberto Zanardi
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Tabella da ‘‘Fiscalità urbanistica e consumo di suolo’’ di Marco Percoco, Alberto Zanardi
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Istat 2015
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Istat 2015
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Istat 2015
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La superficie della nuova edilizia non residenziale (Figura 2) presenta, rispetto
all’ultimo trimestre 2014, un lieve aumento sia nel primo che nel secondo trimestre del
2014 registrando, rispettivamente, un valore pari a 1.756.440 mq e 1.810.716 mq.
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Il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali continua ad attestarsi anche nel
primo semestre del 2014 sotto la soglia delle 14.000 unità per trimestre. Con 10.968
abitazioni nel primo trimestre 2014 si registra il nuovo livello minimo della serie storica
(Figura 1a); tale livello aumenta nel secondo trimestre fino a raggiungere il valore di
13.668 abitazioni. Analoghe considerazioni valgono per la superficie utile abitabile
(Figura 1b) che registra, nel primo trimestre 2014, un nuovo minimo della serie con
942.605 mq e un aumento, nel secondo trimestre 2014, fino al livello di 1.143.657 mq.
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Normativa Lombarda
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Legge Regionale 28 novembre 2014, n. 31
Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanisticoedilizia
Art. 1. (Finalità generali)
1. La presente legge detta disposizioni affinché gli strumenti di governo del territorio, nel rispetto dei
criteri di sostenibilità e di minimizzazione del consumo di suolo, orientino gli interventi edilizi
prioritariamente verso le aree già urbanizzate, degradate o dismesse … sottoutilizzate da riqualificare o
rigenerare, anche al fine di promuovere e non compromettere l'ambiente, il paesaggio, nonché l'attività
agricola …
2. Il suolo, risorsa non rinnovabile, è bene comune di fondamentale importanza per l'equilibrio
ambientale, la salvaguardia della salute, la produzione agricola finalizzata alla alimentazione umana e/o
animale, la tutela degli ecosistemi naturali e la difesa dal dissesto idrogeologico.
…
4. In particolare, scopo della presente legge è di concretizzare sul territorio della Lombardia il
traguardo previsto dalla Commissione europea di giungere entro il 2050 a una occupazione netta di
terreno pari a zero.
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Legge Regionale 28 novembre 2014, n. 31
Art. 2. (Definizioni di consumo di suolo e rigenerazione urbana)
… i comuni definiscono:
a) superficie agricola: i terreni qualificati dagli strumenti di governo del territorio come agro-silvopastorali;
b) superficie urbanizzata e urbanizzabile: i terreni urbanizzati o in via di urbanizzazione calcolati
sommando le parti del territorio su cui è già avvenuta la trasformazione edilizia, urbanistica o
territoriale per funzioni antropiche e le parti interessate da previsioni pubbliche o private della stessa
natura non ancora attuate;
c) consumo di suolo: la trasformazione, per la prima volta, di una superficie agricola da parte di uno
strumento di governo del territorio, non connessa con l'attività agro-silvo-pastorale, esclusa la
realizzazione di parchi urbani territoriali e inclusa la realizzazione di infrastrutture sovra comunali; il
consumo di suolo è calcolato come rapporto percentuale tra le superfici dei nuovi ambiti di
trasformazione che determinano riduzione delle superfici agricole del vigente strumento urbanistico e
la superficie urbanizzata e urbanizzabile;
d) bilancio ecologico del suolo: la differenza tra la superficie agricola che viene trasformata per la
prima volta dagli strumenti di governo del territorio e la superficie urbanizzata e urbanizzabile che viene
contestualmente ridestinata nel medesimo strumento urbanistico a superficie agricola. Se il bilancio
ecologico del suolo è pari a zero, il consumo di suolo è pari a zero;
e) rigenerazione urbana: l'insieme coordinato di interventi urbanistico-edilizi e di iniziative sociali che
includono, anche avvalendosi di misure di ristrutturazione urbanistica… , la riqualificazione
dell'ambiente costruito, la riorganizzazione dell'assetto urbano attraverso la realizzazione di
attrezzature e infrastrutture, spazi verdi e servizi, il recupero o il potenziamento di quelli esistenti, il
risanamento del costruito mediante la previsione di infrastrutture ecologiche finalizzate all'incremento
della biodiversità nell'ambiente urbano.
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Legge Regionale 28 novembre 2014, n. 31
Art. 2. (Definizioni di consumo di suolo e rigenerazione urbana)
… gli strumenti comunali di governo del territorio prevedono consumo di suolo esclusivamente nei casi
in cui il documento di piano abbia dimostrato l'insostenibilità tecnica ed economica di riqualificare e
rigenerare aree già edificate, prioritariamente mediante l'utilizzo di edilizia esistente inutilizzata o il
recupero di aree dismesse nell'ambito del tessuto urbano consolidato o su aree libere interstiziali. Sono
comunque garantite le misure compensative di riqualificazione urbana previste dal piano dei servizi. In
ogni caso, gli strumenti comunali di governo del territorio non possono disporre nuove previsioni
comportanti ulteriore consumo del suolo sino a che non siano state del tutto attuate le previsioni di
espansione e trasformazione vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 3. (Modifiche alla l.r. 12/2005)
"La Regione promuove il perseguimento, negli strumenti di governo del territorio, dell'obiettivo
prioritario della riduzione di consumo di suolo e della rigenerazione urbana, da attuarsi in
collaborazione con i comuni, la città metropolitana e le province.
Il governo del territorio si caratterizza per:
a) la pubblicità e la trasparenza delle attività che conducono alla formazione degli strumenti;
b) la partecipazione diffusa dei cittadini e delle loro associazioni;
c) la possibile integrazione dei contenuti della pianificazione da parte dei privati;
c-bis) la riduzione del consumo di suolo”
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Legge Regionale 28 novembre 2014, n. 31
Art. 3. (Modifiche alla l.r. 12/2005)
… (Il Documento di Piano):
"- nella definizione degli obiettivi quantitativi tiene conto prioritariamente dell'eventuale presenza di
patrimonio edilizio dismesso o sottoutilizzato, da riutilizzare prioritariamente garantendone il
miglioramento delle prestazioni ambientali, ecologiche, energetiche e funzionali;
- quantifica il grado di intervenuto consumo di suolo sulla base dei criteri e dei parametri stabiliti dal
PTR e definisce la soglia comunale di consumo del suolo, quale somma delle previsioni contenute
negli atti del PGT. La relazione del documento di piano illustra le soluzioni prospettate, nonché la loro
idoneità a conseguire la massima compatibilità tra i processi di urbanizzazione in atto e l'esigenza di
ridurre il consumo di suolo e salvaguardare lo sviluppo delle attività agricole;
- individua … gli ambiti nei quali avviare processi di rigenerazione urbana e territoriale prevedendo
specifiche modalità di intervento e adeguate misure di incentivazione anche allo scopo di garantire la
reintegrazione funzionale entro il sistema urbano e incrementarne le prestazioni ambientali,
ecologiche, paesaggistiche ed energetiche."
… (Il Piano delle Regole):
"- individua e quantifica, a mezzo di specifico elaborato denominato Carta del consumo di suolo, la
superficie agricola, ivi compreso il grado di utilizzo agricolo dei suoli e le loro peculiarità pedologiche,
naturalistiche e paesaggistiche, le aree dismesse, da bonificare, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate,
i lotti liberi, le superfici oggetto di progetti di recupero o di rigenerazione urbana... L'approvazione della
Carta del consumo di suolo costituisce presupposto necessario e vincolante per la realizzazione di
interventi edificatori, sia pubblici sia privati, sia residenziali, sia di servizi sia di attività produttive,
comportanti, anche solo parzialmente, consumo di nuovo suolo."
…
- prevede, per gli ambiti di rigenerazione urbana in cui vengano previsti interventi di ristrutturazione
urbanistica, la riduzione del contributo di costruzione …."
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Legge Regionale 28 novembre 2014, n. 31
Art. 4. (Misure di incentivazione – Ulteriori modifiche alla l.r. 12/2005)
…
"Negli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e di sostituzione edilizia … a fronte
di un miglioramento dell'efficienza energetica del manufatto, o di quella parte di esso oggetto
dell'intervento, superiore al trenta per cento rispetto all'esistente, la superficie lorda di pavimento
(s.l.p.) sarà calcolata al netto dei muri perimetrali portanti e di tamponamento, nonché dei solai che
costituiscono involucro esterno di ristrutturazioni. Negli edifici di nuova costruzione, tale scomputo
sarà concesso al raggiungimento della classe energetica A."
…
"E' data facoltà ai comuni, per periodi di tempo predeterminati, di modulare gli oneri di urbanizzazione
primaria e secondaria ai fini del contenimento energetico degli edifici e della sostenibilità ambientale
degli interventi."
…
"Per gli interventi di ristrutturazione gli oneri di urbanizzazione, se dovuti, sono quelli riguardanti gli
interventi di nuova costruzione, ridotti del sessanta per cento." (prima erano della metà)"
…
"I comuni nell'ambito dei rispettivi piani di governo del territorio possono identificare … le opere
edilizie incongrue presenti nel territorio agricolo e negli ambiti di valore paesaggistico per le quali
prevedere volontari interventi di demolizione e contestuale permeabilizzazione dei suoli.
La rimozione delle opere incongrue, nonché il ripristino ambientale dei suoli, comporta il
riconoscimento ai soggetti interessati di diritti edificatori dimensionati secondo criteri stabiliti dal
piano di governo del territorio.
I diritti edificatori così riconosciuti sono utilizzabili in opportuni ambiti individuati dal piano di governo
del territorio entro il tessuto urbano consolidato…"
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Legge Regionale 28 novembre 2014, n. 31
Art. 5. (Norma transitoria)
…
"Fino all'adeguamento … e, comunque, fino alla definizione nel PGT della soglia comunale del
consumo di suolo … i comuni possono approvare unicamente varianti del PGT e piani attuativi in
variante al PGT, che non comportino nuovo consumo di suolo…"
…
"La presentazione dell'istanza … dei piani attuativi conformi o in variante connessi alle previsioni di
PGT vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge deve intervenire entro trenta mesi da tale
ultima data. Per detti piani e per quelli la cui istanza di approvazione sia già pendente alla data di
entrata in vigore della presente legge, i comuni provvedono alla istruttoria tecnica, nonché alla
adozione e approvazione definitiva ... La relativa convenzione … è tassativamente stipulata entro dodici
mesi dall'intervenuta esecutività della delibera comunale di approvazione definitiva."
…
"Fino all'adeguamento … viene prevista una maggiorazione percentuale del contributo relativo al costo
di costruzione … così determinata:
a) entro un minimo del venti ed un massimo del trenta per cento, determinata dai comuni, per gli
interventi che consumano suolo agricolo nello stato di fatto non ricompresi nel tessuto urbano
consolidato;
b) pari alla aliquota del cinque per cento, per gli interventi che consumano suolo agricolo nello stato
di fatto all'interno del tessuto urbano consolidato;
c) gli importi di cui alle lettere a) e b) sono da destinare obbligatoriamente alla realizzazione di
misure compensative di riqualificazione urbana e compensazione ambientale; tali interventi possono
essere realizzati anche dall'operatore, in accordo con il comune."
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Prof. Pier Benedetto Mezzapelle
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