#44 – 28.06.2012
Parigi val bene un boardgame
Enrico IV
Si … però … be …
Ma faceva veramente cosi schifo l’ultimo numero di DDG ?
Perlomeno è quello che ha detto Marco …
Va bene , va bene, cambiamo tutto, priorità totale ad articoli, recensioni
e new dal mondo di mappa e pedine, e poi serietà, professionalità, sobrietà,
però poi non ve la prendete con me se il numero è più noioso di radio Maria.
Comunque sia, parleremo di guerre aeree nel medio-oriente, della guerra
delle Falkland (1982) di cui tra parentesi sono sempre stato un attento
osservatore sia degli avvenimenti accaduti all’epoca che e in seguito ,
e non mancherà il classico report battle by OCS
Buona lettura
Fabio
A Falkland Showdown 1982
Strategy & Tactics magazine # 269
Grafica superlativa e spettacolare ma con un sistema di gioco che sinceramente non mi ha convinto
nei cinque turni che ho fatto, il gioco si trova come allegato della rivista Strategy & Tactics n. 269.
Il gioco, ho scoperto, usa un adattamento del sistema originariamente creato per Red Dragon Rising,
una simulazione di aereonavale moderno tra Cina / Usa / Giappone , e che resti tra noi a occhio e
croce a l’aria di essere una boiata persino peggiore di questa …
L’argomento trattato e della guerra del 1982, tra inglesi e argentini, ma non mi ci soffermo troppo
visto che nei prossimi numeri vorrei scrivere un articolo su tutto quello che so su questo argomento.
Ritornando alla simulazione siamo a un livello di complessità intermedia, si noti che abbiamo sulla
stessa mappa , un’area operativa(le isole Falkland) e un’area strategica.
Ogni turno rappresenta da uno a tre giorni, a seconda del turno operativo. ogni centimetro sulla
mappa tattica (non abbiamo esagoni) equivale a cinque miglia, mentre ogni centimetro sulla
mappa strategica è uguale a 100 miglia. Le pedine aeree rappresentano quattro aerei, le unità ground
rappresentano battaglioni di fanteria , battaglioni di artiglieria, squadroni blindati di ricognizione e
forze speciali, infine ogni nave e sottomarino è rappresentato con la sua pedina specifica.
Qui i dati duri e crudi, ma sebbene devo confessare che l’autore a dimostrato di ben conoscere
l’argomento e gli eventi storici, non sono mai stato catturato da quello che io chiamo la tensione
della partita, dello scontro aereonavale e del tempo che passa – e se qualcuno ha presente
Victory in the Pacific dove i punti vengono assegnati turno per turno – capirà chiaramente di cosa
sto parlando.
Tutte le pedine seguono la stessa
logica per i valori riportati,
nel nostro esempio del battaglione
di fanteria :
in alto a sinistra – anti ground 3
in alto destra anti-aircraft 1
in basso a sinistra anti-sub 0
in basso a destra anti ship 0
Ecco il gran finale del quinto turno, della serie vediamo come va a finire, visto che mi ero
(pesantemente) stufato - un assalto di tutta l’aviazione argentina … e poi si passa ad altro …
C3i magazine nr. 24
Ci sono due validi motivi per procurarsi questa rivista
(datata del 2010), la prima e legata a The Battle for
Normandy , questa simulazione ha purtroppo oltre 40
pedine, con micro errori, principalmente date di ingresso
errate, qui trovate un set di pedine che va a sistemare il
tutto, poi qualche card & display e non mancano qualche
variante , che detto tra noi sono superflui in un gioco
campagna di oltre 180 turni.
Il secondo motivo e legato a Elusive Victory , troviamo
tre scenari , il primo e relativo a una ampia
incursione di commando trasportati dagli elicotteri
egiziani il 6 ottobre 1973 – guerra del Kippur
con relativo contorno missioni di scorta dei Mig e di
intercettazione da parte degli israeliani.
Il secondo scenario vede un Mig25 in missione di
ricognizione sul Sinai, e l’idraeliano ha il suo da fare
per cercare di beccarlo, dato che l’aereo viaggia quasi a
mach 3 e ad alta quota. Infine un ipotetico scenario con
dei Tu16 bombardieri & night mission.
Non posso darvi le pedine però i pdf dei due
articoli li trovate nell’area allegati
Area allegati
Fighter Combat è un libro che ha una particolarità,
particolarità, è un classico di tutto quello che ruota sul
combattimento aereo sia inerente alla seconda guerra mondiale, sia ai jet moderni.
Sottolineo che questo libro è sempre citato su qualsiasi simulazione aereo navale tipicamente :
Harpoon (Clash of Arms),, ha inoltre la particolarità di essere il primo libro che piazzo
nell’area allegata; perr chi è appassionato dell’argomento aerei e missili, troverà dei capitoli
semplicemente favolosi.
OCS versione 4.0 un promemoria in word, cosi chi vuole personalizzarlo può farlo senza
problemi ...
Web
http://theboardgaminglife.com
sito che merita la vostra attenzione articoli / scenari e varie …
nella mia area allegati mi sono salvato uno scenario per Nato (Victory Games)
Appunti di storia : Falkland – l’invasione
Argentina
4 tra cacciatorpediniere e corvette
1 sottomarino
1 nave da trasporto
1 nave per lo sbarco di carri armati
84 commando anfibi e fanti di marina
1º e 2º Battaglione di fanteria di marina blindato
Gran Bretagna
1 Pattugliatore costiero civile
57 fanti di marina (22 erano stati distaccati sulla HMS Endurance per intervenire nella Georgia del Sud).
11 membri della Royal Navy
40 membri volontari della Falkland Island Defence Force
Alle ore 21 del 1º aprile 1982, 84 membri di un commando della Armada Argentina guidati dal capitano di corvetta
Guillermo Sánchez-Sabarots lasciarono il cacciatorpediniere ARA Santísima Trinidad (D-2) sbarcando a Mullet
Creek verso le 23:00. A quella stessa ora il sottomarino ARA Santa Fe (S-21) andò in superficie e sbarcò altri dieci
incursori per disporre radiofari di navigazione e occupare il faro San Felipe (Pembroke).
All'emergere del Santa Fe, i radar del battello costiero britannico Forrest diedero l'allarme, iniziando così le ostilità.
All'1:30 del 2 aprile, gli uomini di Sánchez-Sabarots si divisero in due gruppi. Il primo, comandato dallo stesso
Sánchez, si diresse verso la caserma della fanteria di marina britannica a Moody Brook. Il secondo sotto il capitano
di corvetta Pedro Giachino, avanzò verso Puerto Argentino/Port Stanley con l'obiettivo di occupare la residenza
del governatore e catturarlo.
I britannici, avvisati per tempo, avevano già evacuato le caserme ed il governatorato disponendosi in posizioni più
difendibili. Alle 05:45 il gruppo comandato da Sánchez-Sabarots aprì il fuoco sui capannoni dove pensavano vi
fossero i militari britannici, scoprendo però che questi erano vuoti; gli argentini si resero conto di essere vulnerabili
a un possibile attacco nemico e decisero quindi di andare direttamente verso la residenza del governatore con
l'intenzione di attaccarla dalla porta posteriore.
La cosa che non sapevano è che tre Marines vi si erano trincerati. Durante il blitz caddero feriti tre militari argentini
tra cui lo stesso Pedro Giachino che morì poco dopo e a cui venne conferita successivamente la Croce all'eroico valore
in combattimento. Il resto della squadra ripiegò, mantenendo però una forte pressione attraverso l'uso di granate flashbang e continui cambi di posizione che fecero credere ai britannici di essere di fronte a forze di molto superiori
rispetto a quelle reali.
Ciò risultò decisivo per la loro resa. Alle 6:20, dall'ARA Cabo San Antonio (Q-42) sbarcò la compagnia E con veicoli
anfibi LVTP-7 e LARC-5 del 2º battaglione fanteria di Marina; orientandosi con i radiofari che erano stati collocati
dagli incursori sbarcati dall'ARA Santa Fe (S-21), raggiunsero l'aeroporto, sotto il comando del comandante
Santillans.
Poco dopo sbarcò anche la compagnia D che occupò il faro senza trovare resistenza.
Durante l'avanzata, la compagnia E venne per la prima volta attaccata dalla fanteria inglese, che riuscì a danneggiare
un blindato LVTP-7 senza però ferire l'equipaggio. Informato degli scontri, il responsabile dello sbarco, il
contrammiraglio Busser, decise di aviotrasportare sulla costa il primo battaglione di fanteria di marina armato di
lanciarazzi da 105 mm.
Alle ore 8:30, il governatore Hunt ed il maggiore Norman discussero sulla possibilità di disperdersi all'interno
dell'isola per iniziare una guerriglia, ma credendosi circondati, decisero di arrendersi e fecero portare il vice
commodoro Héctor Gilobert, un infiltrato argentino residente nelle isole, in realtà facente parte dei servizi di
informazione della FAA, per fare da intermediario
Un'ora dopo, il governatore Hunt offrì la resa al contrammiraglio Busser.
Fonte : Indecentemente copiato da Wikipedia …
A Baltic Storm ( MMP)
Sei scenari disponibili formato pdf nell’area allegati …
Polotsk - 4 turn
A mini-Polotsk scenario was cut from the published game because it seemed too small. I’ve since
heard from players who want short scenarios, so this one was a natural to bring back.
It brings the action to the 8 July starting point used for the next round of scenarios, and is
excellent practice for the full campaign.
Truncated Deep Battle - 7 turn
Truncated Attrition - 7 turn
Truncated Baltic Gap - 7 turn
Truncated August – 12 turn
This scenario covers Dopplekopf as well as 3rd Baltic’s push toward Tartu, so you get The Big
Picture that is cropped out of the short Dopplekopf scenario. Both sides have some interesting
decisions to make, with Army Group North having no rail connection to Germany at the start of
the scenario (it is drawing trace supply from the port of Riga when the game begins).
Truncated September - 7 turn
This scenario covers the Narva Event and a period of fairly intense Soviet attacks directed
toward Riga.
.
Air Force Battles
Quello che vedete in questa immagine è quello che resta del mio tentativo di creare nel 2011
un sito totalmente indipendente da DDG, tutto ruotante su Air Force & Dauntless della
Avalon Hill, vi domanderete : ma aveva senso dedicare un sito a una simulazione creata
30 anni fa e andata fuori produzione da oltre 25 anni e dove a occhio e croce devo
essere l’unico in Italia attualmente a giocarlo?
Be … a essere precisi Air Force e Dauntless sono più vivi che mai e stanno vivendo
una seconda giovinezza grazie a Vassal, l’anno scorso sono stato impegnato in furibondi
doghfighter, soprattutto non scarseggiano i piloti, ho incrociato giocatori americani ,
spagnoli, svedesi , insomma Air Force ne ha di estimatori in giro nel mondo …
Parte del materiale creato ritorna quindi in questo sito, troverete negli allegati:
12point movement.doc
una variante per il movimento (stile Air Superiority)
Recordsheet A4
in format A4 il log della scheda aerea
1940 Battle of Britain
un mega scenario a livello strategico, e dato che volevo proporlo di giocarlo con uno
spagnolo l’avevo pure tradotto in inglese …
Sicily : Triumph & Folly (The Games)
Scenario : The battle for the Primasole Bridge
Se cercate uno scenario OCS degno di stare alla pari con le partite di Napoleon Last Battle,
incredibilmente intrigante, di tensione, e con scelte avvincenti, lo scenario 5.2 di Primasole Bridge
può sicuramente fare per voi.
Durata quattro turni, con l’inglese che deve prendere Augusta al primo turno e Catania nei seguenti
per vincere, altrimenti ha la sconfitta automatica; la difesa e tosta , l’Asse ha circa 20 battaglioni, un
buon supporto aereo e una buona disponibilità di SP iniziali …
Nello scenario sono inseriti inoltre (da ambo le forze) unità di paracadutisti, e per l’inglese e
disponibile anche il supporto navale, in pratica un micro-cosmo di tutto quello che è fattibile
fare con il sistema OCS; forse la cosa più intrigante e che l’inglese deve aver una forte abilità tattica
e ben conoscere le sfumature del regolamento per spuntarla …
posizioni iniziali
1 turno
Il problema di Augusta
La città va presa entro il primo turno, altrimenti l’inglese perde automaticamente, non è il caso
di rischiare, al primo movimento, ho inviato in move status tre brigate (due carri e una fanteria),
la città è difesa da una brigata di artiglieria (rating uno) e una unità di avieri (rating zero), nulla di
eccezionale, ma al primo combattimento ho perso una brigata per fare fuori l’artiglieria, e solo al
secondo ovverun ho preso la città – primo obbiettivo completato –
Turno inglese
Tutti gli inglesi muovono in massa e accerchiano i tre gruppi tedeschi schierati sul fiume Lentini,
seguono attacchi aerei sugli aereoporti per annientare i caccia dell’asse , le navi si concentrano
nel bombardare un gruppo tedesco accerchiato che viene disorganizzato.
Degno di nota è il lancio dei para per rinforzare l’isolamento delle unità tedesche, la sacca è ora
isolata con una fascia/margine di due esagoni presidiati
fine primo turno inglese – presa in overrun Augusta e accerchiato tre gruppi tedeschi
Turno tedesco
Il piano tedesco prevede di liberare gli assedianti, sulla sacca vengono inviati mediante lancio
3token che permettono alle unità assedianti di sopravvivere, bombardieri e artiglieria cercano
di supportare le unità attaccanti che cercano di rompere lo schieramento inglese.
Altri eventi : La 213 divisione costiera italiana si arrende in massa (4unità), il tedesco sguarnisce
Catania per questo contrattacco, nei due i combattimenti eseguiti, nel primo un gruppo italo-tedesco
non riesce a passare, pesanti le perdite da ambedue gli schieramenti, una unità di arditi italiani
(rating 5) e una unità inglese para (rating 5) vengono distrutti, nel secondo combattimento una
unità tedesca della sacca travolge una unità di paracadutisti inglese.
2 turno
Iniziativa
Tiro d’iniziativa : inglese 11 – tedesco 12!! Tiro che ha dell’incredibile !
Turno tedesco
Il tedesco prende l’iniziativa, libera con un overrun l’ultimo esagono che blocca la sacca, e
finalmente le unità riescono a uscire, da rimarcare le forte perdite dei contendenti
un battaglione carri e un battaglione di fanteria per il tedesco, mentre l’inglese perde due
battaglioni di paracadutisti.
Anche il tedesco dispone di unità paracadutiste, e vengono lanciati per rinforzare il suo
schieramento, purtroppo nel lancio ben due battaglioni vengono distrutti
fine secondo turno tedesco – i tedeschi rompono la sacca e si sganciano …
Turno inglese
Perde corpo una operazione market-garden ridotta, lanciare i para, colpire pesantemente lo
schieramento iniziale tedesco, e poi procedere nella fase di rilascio riserve sulla strada principale
per arrivare fino a Catania.
Il lancio dei para riesce perfettamente, violenti bombardamenti aerei e navali si abbattono
sulla prima linea tedesca – una unità delle due presenti viene eliminata da questi bombardamenti,
in seguito un attacco con un rapporto folle a 11:1 ha ragione dell’ultima tedesca che tiene la
linea del fronte
E’ fatta! Con le unità rilasciate in reserve mode, si assalta una unita tedesca di artiglieria e
si arriva adiacente alla città di Catania
secondo turno inglese – i para inglesi hanno preso posizione, iniziano i combattimenti …
no , non è stata una scampagnata …
secondo turno inglese – siamo alla fine della fase di exploitation e siamo alle porte di Catania
3 turno
L’iniziativa questa volta la vince l’inglese, e questo basta a chiudere la partita, tutte le unità
passano da move a combat move (e questo non darà molte possibilità al tedesco) , infine
assalto finale a Catania, con una difesa ormai fortemente sguarnita …
terzo turno inglese – presa di Catania, l’obbiettivo finale dello scenario …
Debrifing
Qui finisce lo scenario, perché non davo possibilità all’Asse di riprendere la città, col senno di
poi posso dire (per i tedeschi) che la sacca è stata si liberata, ma le unità si dovevano portare
più in prossimità di Catania, sicuramente c’e anche da rimpiangere la perdita di due battaglioni
di para tedeschi (power 3 rating 5) nel secondo turno, che dovevano proprio andare a rinforzare
la seconda linea tedesca.
Ha .. per la cronaca i lanci vanno pianificati all’inizio scenario, oppure con due turni di
pianificazione quindi il lancio degli inglesi (idem per il tedesco) non potevano essere eseguiti
nel secondo turno , va be … lo terrò presente per la prossima, intanto però vi siete fatta una
buona idea delle potenzialità dello scenario.
Display tunisia / malta / roma - box airport vari, per far stare il tutto in una mappa,
magari vi torna utile ... lo trovate nell’area allegati
Titanic vs Concordia
Pochi hanno sottolineato a sufficienza un aspetto in realtà molto significativo. La nave in questione,
benché navigasse di sicuro a velocità piuttosto bassa e ben inferiore ai 19 nodi di crociera,
si è comportata assai peggio del celebre Titanic.
Le differenze sono numerose, obiettive e schiaccianti.
La falla del Concordia è lunga 70 metri, meno del 24% della lunghezza fuori tutto della nave.
La falla del Titanic era forse oltre 100 metri, ossia più del 36% della lunghezza del transatlantico,
che aveva -sì - la linea di prua quasi dritta, ma anche la poppa a canoa, che allungava lo scafo
all'indietro ben oltre il limite di galleggiamento. In entrambi i casi la falla si è aperta a centro nave.
Mentre il Titanic colò a picco lentamente, inabissandosi di prua, con poca o nessuna inclinazione
laterale, così che le lance furono calate a mare senza problemi, eccezion fatta per il freddo e l'oscurità,
il Concordia, se l'equipaggio non fosse riuscito a spiaggiarla, si sarebbe ribaltato sul fianco speronato
dallo scoglio e si sarebbe inabissato in tal maniera, o addirittura all'ingiù, come una fetta imburrata.
In tal maniera, non soltanto sarebbe risultato impossibile l'utilizzo delle scialuppe collocate sulla fiancata
dello squarcio, ma sarebbero stati vani anche gli sforzi della gente a bordo di percorrere una via di scampo
all'esterno.
L'inabissamento in mare aperto sarebbe inoltre avvenuto in tempi rapidissimi e, in quelle condizioni,
davvero in pochi si sarebbero salvati. Altro aspetto da sottolineare fu che il fasciame del Titanic,
fatto di lastre inchiodate a suon di martellate dai tremila operai della Harland & Wolf di Belfast,
ancorché preformate prima della posa, erano fatte d'una lega suscettibile di perdere resistenza alla
fatica quando esposta a basse temperature. Era un inganno dell'acciaio che la metallurgia del tempo
ancora non aveva svelato.
E' da imputare a questo fatto l'aprirsi a dismisura della falla. Sul Titanic era inoltre presente Thomas
Andrews, progettista della nave, che riuscì a prevedere con strabiliante precisione come e in quanto tempo
la nave sarebbe scomparsa sotto il pelo dell'acqua. Mi pare che il Concordia si sia rivelato un transatlantico
assai pericoloso, progettato all'insegna dello sfarzo e dell'immagine, pronto a trasformarsi in una trappola
collettiva al primo serio inconveniente. Il tutto condito di pressappochismo, incompetenza e mentalità
affaristica della peggior risma. In questa vicenda troppi personaggi hanno fatto una brutta figura.
Il comandante per primo, la Compagnia di navigazione per seconda, ma anche chi ha progettato
la nave. E forse, dei tre, il progettista è colui che dovrebbe esser il più lesto a cambiar mestiere.
Tratto da un articolo online
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Numero 44 - Diario di Guerra