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Pechino 2008
THE VILLAGE PEOPLE
L
e misure di sicurezza per raggiungerlo sono imponenti e l’entrata
è quasi sconosciuta ai tassisti. Le
difficoltà per arrivare all’ingresso nord,
l’unico possibile per i visitatori di giornata, sono grandi quanto il perimetro
di filo spinato che circonda l’area. Purtroppo dopo i tragici eventi di Monaco ’72, gli attentati di Città del Messico ’68 e le tensioni del nuovo millennio questa è la faccia triste dei Giochi
Olimpici moderni. Alla fine, quando si
tirano le somme, di visitare il Villaggio
di Pechino vale assolutamente la pena.
Al primo controllo ti chiedono i documenti, verificano che il permesso giornaliero sia stato richiesto entro le 14.00
del giorno precedente e ti fanno entrare. Ce l’abbiamo fatta, pensiamo. Macché. Altro check-in, borsa inserita nel
metal-detector, perquisizione individuale altrettanto accurata e poi ti indirizzano verso l’ultimo bureau. Finalmente, dalle mani della solita cortesissima
volontaria con gli occhi a mandorla, arriva il pass, ma in cambio, come pegno,
vogliono il passaporto. Ecco fatto, ci
mancherebbe altro. Le porte del Village si schiudono, ma la condizione è che
si venga accompagnati da un residente. Il nostro “Virgilio” è Enrico Casella,
preciso nella spiegazione dei posti.
«Questa è l’entrata per la mensa - ci mostra il DTN della Femminile - questa la
piazza degli spettacoli, qui si fa l’alza bandiera, da quest’altra parte si va verso la
lavanderia, la chiesa e là ci sono i negozi». Grigie palazzine di otto piani, stanze con mobili stile Ikea, più che un villaggio sembra una cittadina. In effetti
il luogo dove atleti e tecnici alloggiano
durante la XXIX Olimpiade ha tutte le
caratteristiche di un quartiere residenziale, l’unica differenza è che le automobili non vi possono circolare e, con lo
smog nel resto della Capitale, è davve-
ro un bel vantaggio. L’Italia occupa due
edifici a Nord. Nel primo, il D3, confinante con i Francesi, di fronte a Venezuelani, Cinesi e Giapponesi, alloggiano gli atleti della Ginnastica. Gli appartamenti sono da sei: tre stanze doppie
nelle quali si dividono le coppie Ferrari-Parolari, Benolli-Macrì, Bergamelli-Giovannini per l’Artistica femminile. Sopra,
al secondo piano, i maschi: Morandi con
Pozzo, Cassina e Coppolino, Busnari e
Angioletti. Dal 12 agosto la squadra di
Ritmica occupa il terzo piano (D’Ottavio-Masseroni, Falca-Santoni, Savrayuk-Blanchi), mentre Cannone e Canali dividevano una stanza al quarto livello. Al settimo, nella camera 702, è alloggiato Andrea Cassarà, ma sullo stesso pianerottolo c’è anche Montano, la
Cagnotto, Di Biasi e Cammarelle. In una
saletta al pianterreno dell’altra palazzina, su di un grande multi-schermo, è
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In questa foto le ragazze della ritmica
all’ingresso del villaggio.
Sotto, a destra: Angioletti, Morandi,
Pozzo e Coppolino con Usain Bolt.
Nella pagina accanto i ginnasti azzurri
con, in senso orario: Ronaldinho e
Brembilla, Montano, Rosolino e
Michael Phelps.
possibile seguire tutte le gare dei Giochi, grazie ad un collegamento a circuito chiuso. Sulla lavagna le comunicazioni di servizio - «Pullman Casa Italia, tutte le sere alle 20:00 dalla porta Est» –
si mischiano con frasi scherzose - «È arrivato l’arrotino» scritto probabilmente da qualche schermidore buontempone – e i complimenti di rito – «Con
un grande Jonny (Peliello, ndi) splende
un argento lucente» e ancora «grande
Zorro» riferito a Matteo Tagliariol, oro
nella spada. Nei vialetti all’orientale, con
i ciottoli e le passerelle in legno, si incontrano campioni come Ronaldinho o
Rafael Nadal. L’atmosfera è magica, da
Villaggio Globale. No nell’accezione
spersonalizzata di Mc Luhan, bensì in
quella cosmopolita del cittadino del
mondo. Democrito scriveva: “Ogni
paese della terra è aperto all’uomo saggio: perché la patria dell’uomo virtuoso è l’intero universo“. I percorsi pedo-
nali sono invasi da tute colorate e i grandi interpreti degli sport più ricchi si mischiano ai colleghi meno celebri. C’è
Magnini su una minibicicletta a motore affittata per € 1.000, Rosolino e la Filippi che rientrano dal Water Cube, i pallanotisti di ritorno dalla loro vittoriosa
esibizione con la Cina. Dalle verande,
tra biancheria appesa e bandiere, spuntano fisici statuari alla ricerca di un debole segnale wireless. Per connessioni
più sicure basta conquistare una delle
100 postazioni all’Internet Point, che,
insieme alla sala giochi (biliardo, calcio
balilla e console Wii/Nintendo i passatempo più gettonati), quella DVD (con
quadrifogli di monitor LCD, cuffie e co-
modi divanetti in pelle), la mega palestra targata Technogym, la piscina, i
campi da tennis e da basket, componeva l’offerta del BOCOG per il tempo libero. Frequentatissima l’area shopping dove potevi imbatterti, ad esempio, in Almudena Cid che girava tra i
banchi alla ricerca delle immancabili
pins. A disposizione anche un parrucchiere e l’estetista. La mensa, invece, somiglia ad un aeroporto. Ci sono tutte
le cucine: dalla locale a quella muslin,
western, mediterranea. Per la serie
“De gustibus non est disputandum”
ecco pure l’immancabile Mc Donalds,
poco dietetico ma sponsor olimpico,
aperto 24h su 24. Proprio mentre ci avviciniamo all’uscita per ritirare il preziosissimo passaporto, sommerso da un
nugolo di atleti e volontari si staglia la
figura di Kobe Bryant. La fotografia non
riusciamo a scattarla, ma un «cinque
alto» all’italiana la stella dell’Nba non ce
lo rifiuta. Una volta in strada ci voltiamo a guardare la sera che cala su quella piccola grande comunità, immaginando chi si gioca a carte una medaglia, chi insegue un flirt o una foto ricordo, in un clima da gita scolastica che
restituisce una dimensione più umana
a quanto avviene fuori di lì.
(D.C.)
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03a04 sommario editoriale:- - Federazione Ginnastica d`Italia