LuganoInScena
c/o LAC Lugano Arte e Cultura
Piazza Bernardino Luini 6
CP 5129
6901 Lugano
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LuganoInScena 2015/2016
Danza
LES BALLETS DE MONTE-CARLO
LAC (DA “IL LAGO DEI CIGNI”)
coreografia Jean-Christophe Maillot
BALLETTO DI ROMA
OTELLO
coreografia di Fabrizio Monteverde
CONSTANZA MACRAS | DORKYPARK
THE PAST
direzione e coreografia Costanza Macras
A.M.R. COMPANY
STUDIO NUMERO 0
DIS-PERSI prima TANZ
Progetto di Alessio Maria Romano
BALLETTO CIVILE
L’AMORE SEGRETO DI OFELIA
di Steven Berkoff
CHOREOGRAPHIC COLLISION – WHAT IS CLASSIC?
Percorso di ricerca coreografica
a cura di DanzaVenezia
direzione artistica Manola Bettio, Viviana Palucci e Stefano Tomassini
COMPAGNIA VIRGILIO SIENI
LA MER
LA SAGRA DELLA PRIMAVERA
regia e coreografia di Virgilio Sieni
SYDNEY DANCE COMPANY
INTERPLAY (Programma in tre parti)
coreografia di Rafael Bonachela, Jacopo Godani e Gideon Obarzanek
direttore artistico Rafael Bonachela
CANDOCO DANCE COMPANY
NOTTURNINO
SET AND RESET/RESET
coreografie di Thomas Hauert e Trisha Brown
direzione artistica Pedro Machado e Stine Nilsen
In collaborazione con
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LES BALLETS DE MONTE-CARLO
LAC (DA “IL LAGO DEI CIGNI”)
Sous la Présidence de S.A.R. la Princesse de Hanovre
Les Ballets de Monte-Carlo
Jean-Christophe Maillot
coreografia Jean-Christophe Maillot
musiche Piotr Ilich Ciajkovskij
scenografia Ernest Pignon-Ernest
costumi Philippe Guillotel
luci Jean-Christophe Maillot e Samuel Thery
drammaturgia Jean Rouaud (Premio Goncourt 1990)
composizione Bertrand Maillot
Sa 21.11.2015 ore 20.30
Sala Teatro LAC
“Lac” è un’interessante e applauditissima reinterpretazione de “Il Lago dei Cigni” – celebre
balletto tardo romantico musicato da Ciajkovskij – messa in scena dal Balletto di Monte Carlo,
sotto la guida di Jean-Christophe Maillot.
L’eterna contrapposizione del bene e del male, insita nella fiaba, e la complessa partitura
musicale di Ciajkovskij sono state oggetto di innumerevoli metamorfosi: la versione di JeanChristophe Maillot è stata presentata nel 2011 durante le feste di fine anno al Forum Grimaldi
di Monaco, riscuotendo un immenso successo. Intatta la partizione del balletto in tre atti, è stata
cambiata la trama, anche se i due cigni, bianco e nero, si contendono sempre l’amore del
Principe.
In un’atmosfera cupa e angosciante, il Principe è trascinato dagli intrighi della Regina della
Notte a dover scegliere tra il Cigno Nero e la sua amica d’infanzia, il Cigno Bianco.
Le danze della splendida Compagnia di cinquanta ballerini colgono i momenti più significativi
della storia, creando attesa e grandi emozioni.
"[…] Le ballet est formidable – une de ces réécritures dont la danse a besoin, qui innove, distrait
sans renier l’histoire […] Jean-Christophe Maillot a réussi le difficile pari de retailler ce diamant
sans rien lui ôter de son éclat ni de son essence.” (François Deletraz, Le Figaro Magazine)
Con il sostegno di
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BALLETTO DI ROMA
OTELLO
coreografia di Fabrizio Monteverde
musiche Antonín Dvořák
scene Fabrizio Monteverde
assistente alle coreografie Sarah Taylor
costumi Santi Rinciari
luci Emanuele De Maria
Sa 19.12.2015 ore 20.30
Sala Teatro LAC
Una delle produzioni più di successo del Balletto di Roma a firma di uno dei migliori autori
italiani di danza contemporanea torna in scena nella versione originale della compagnia romana.
Fabrizio Monteverde rivisita il testo shakespeariano lavorando sugli snodi psicologici che
determinano la dinamica dell’ambiguo e complesso intreccio tra i protagonisti Otello,
Desdemona e Cassio. In questo triangolo (mai equilatero) di rapporti, i tre vertici risultano
costantemente intercambiabili, grazie sì agli intrighi di Iago, ma ancor più alle varie maschere
del “non detto” con cui la Ragione combatte – spesso a sua stessa insaputa, ancor più spesso
con consapevoli menzogne – il Sentimento. L’ambientazione costante in un moderno porto di
mare (un dichiarato omaggio agli sgargianti fotogrammi fassbinderiani di “Querelle de Brest”)
chiarisce e amplia l’intuizione di base: se Otello è – come è sempre stato – un “diverso”, un
outsider, non tanto per il colore della pelle quanto per il suo essere “straniero”, abituato ad “altre
regole del gioco”, è anche vero che la banchina di un porto è una sorta di “zona franca”, un
limbo in cui si arriva o si attende di partire, un coacervo di diversità in cui tutte le pulsioni
vengono pacificamente accettate come naturali e necessarie proprio per il semplice fatto che lì,
nel continuo brulicare del ricambio umano, lo straniero, il diverso o il barbaro smettono di
esistere. La stessa forte presenza del mare suggerisce i segreti, gli ininterrotti moti delle
passioni con la loro tempestosa ingovernabilità, gli slittamenti progressivi e inevitabili nei territori
proibiti del Piacere, della Gelosia e del Delitto. Precoce dramma romantico (e di ciò ne danno
testimonianza l’entusiastico giudizio di Victor Hugo e il melodramma di Giuseppe Verdi), “Otello”
ben si presta alla lettura provocatoria ed eccessiva elaborata da Monteverde, in cui anche certe
forzature enfatiche di Dvořák trovano una loro pertinente e salutare collocazione fungendo
spesso da sottile contrappunto ironico all’azione dei personaggi.
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CONSTANZA MACRAS | DORKYPARK
THE PAST
direzione e coreografia Constanza Macras
di e con Louis Becker, Emil Bordás, Fernanda Farah, Luc Guiol, Miako Klein, Nile Koetting,
Johanna Lemke, Ana Mondini, Felix Saalmann, Miki Shoji e Michael Weilacher
drammaturgia Carmen Mehnert
musiche Oscar Bianchi
musicisti Miako Klein e Michael Weilacher
luci Sergio Pessanha
suono Stephan Wöhrmann
produzione Constanza Macras | DorkyPark e Hellerau – European Center for the Arts, Dresda
in coproduzione con Schaubühne Berlin
Ve 29.01.2016 ore 20.30
Sala Teatro LAC
Prima nazionale
“The past” è un’esplorazione dell’arte della memoria, o ars memoriae, in cui i ricordi sono
associati a luoghi fisici e spazi architettonici. Il punto di partenza è la città come luogo
geografico concreto, come àncora della memoria, come contesto mentale e modo di pensare.
Cosa succede ai nostri ricordi, cosa succede a chi rammenta luoghi fisici ormai distrutti?
Constanza Macras ha raccolto le testimonianze di coloro che ricordano le città come erano un
tempo, diverse dall’aspetto attuale. Le azioni dello spettacolo si riferiscono alle antiche tecniche
dell’ars memoriae, secondo cui per richiamare i ricordi alla memoria dobbiamo innanzitutto
trovare e organizzare le nostre impressioni. Al centro di questa tecnica mnemonica vi è
l’orientamento spaziale: come usiamo i luoghi da ricordare?
Lo spettacolo, per la prima volta in Svizzera, esplora gli spazi architettonici come strumenti
narrativi della nostra storia; per la sua riscrittura, per superare le ferite del passato e per capire
gli eventi contemporanei (personali e globali) all’interno di un ciclo continuo di cui facciamo
parte.
“Constanza Macras è capace di rendere omogeneo un gruppo vario, senza nascondere i diversi
profili artistici […]. Il risultato è un ibrido tra concerto, teatro, danza e lezione di storia, un
interessante esempio dell’interesse interdisciplinare della danza contemporanea.” (Berliner
Morgenpost)
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A.M.R. COMPANY
STUDIO NUMERO 0
DIS-PERSI prima TANZ
progetto di Alessio Maria Romano
Sa 06.02.2016 ore 20.30
Teatrostudio LAC
Come ti senti?
Perso, anzi disperso.
Cerco e non trovo.
Non vedo ma desidero.
Corro, cado ma continuo.
Stanco, sogno e forse danzo.
Tu, mi vedi?
“Dis-persi” è l’inizio di un progetto di ricerca. Un incontro fra persone, corpi e pensieri differenti.
“Studio numero 0” è l’inizio di questo incontro. Un gruppo di uomini muove “pensiero e corpo” in
un’azione continua al confine fra un mondo reale ed uno onirico. I movimenti sono frammentati
e i pensieri finiscono in pezzi, senza più un ordine né un senso, tesi alla ricerca di un contatto e
di una qualche possibilità comunicativa.
Il corpo e il suo movimento sono la fonte primaria di ricerca, nonché il principale linguaggio
poetico della A.M.R. company; le favole dimenticate sono invece il suo modo di ricordare.
“In una società dove l’individuo è ossessionato dalla prestazione, dalla competizione, dal
risultato e dall’iperattività, abbiamo cercato una nostra “prima TANZ”: un linguaggio forse simile
ad una favola dimenticata al confine con una fragilità e un “non lo so””. (Alessio Maria Romano)
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BALLETTO CIVILE
L’AMORE SEGRETO DI OFELIA
di Steven Berkoff
ideazione scrittura fisica e messa in scena di Michela Lucenti e Maurizio Camilli
con Michela Lucenti e Maurizio Camilli
disegno luci Pasquale Mari
scene Alberto Favretto
produzione Balletto Civile/ Fondazione Teatro Due/ Pierfrancesco Pisani
Ma 23.02.2016 ore 20.30
Me 24.02.2016 ore 20.30
Teatrostudio LAC
La vicenda del Principe di Danimarca e della sua amata Ofelia è nota. Steven Berkoff parte da
questa e, con un esperimento teatrale, ricostruisce un loro segreto e ipotetico rapporto
epistolare. Un pretesto per scandagliare i silenzi e le domande senza risposta di questo grande
testo.
39 lettere, brevi monologhi che, come in un inesorabile conto alla rovescia, esplorano i meandri
della relazione fra i due personaggi che Shakespeare suggerisce solamente.
Un linguaggio carnale temperato con la tenerezza e l’ironia che si svolge fra immagini di amore
cortese, desiderio sessuale e premonizioni della futura tragedia.
La sfida di Michela Lucenti e Maurizio Camilli è di rendere tali parole corporee, parole che
esprimono passioni del tutto contemporanee, costruire una drammaturgia fisica sfruttando la
complicità e l'alternanza del rapporto epistolare, parole e gesti che si infilano, si sovrappongono,
costruiscono immagini ed emozioni.
Una recitazione sottratta, con la parola che diventa un “vomito”, un pretesto per creare una
partitura fisica, figlia dello stato interiore che stanno vivendo i due protagonisti, senza perdersi
in motivazioni psicologiche da addurre alla follia; solo l'uso furioso di corpi incastrati in un
sistema, che vorrebbero liberarsi dalle trame delle tumultuose vicende ambientate ad Elsinore.
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CHOREOGRAPHIC COLLISION – WHAT IS CLASSIC?
Percorso di ricerca coreografica
a cura di DanzaVenezia
direzione artistica Manola Bettio, Viviana Palucci e Stefano Tomassini
Me 02.03.2016 ore 20.30
Teatrostudio LAC
Il Progetto si propone di offrire a giovani coreografi italiani, con un proprio nucleo di danzatori,
una straordinaria opportunità di sperimentazione, di ricerca, di scambio, di confronto e di
supporto alla produzione per realizzare e presentare al pubblico un lavoro a tema specifico,
condotto a termine e perfezionato avvalendosi della collaborazione dell’équipe dei professionisti
di “Choreographic Collision”.
Il Progetto ha la durata di circa sei mesi e si svolge a Venezia a partire da settembre 2015 fino
a febbraio 2016.
“La tematica di questa edizione – What is classic? – intende indagare, in termini performativi,
alcuni classici del repertorio di danza, sia per ripensare la validità culturale della nozione di
passato, e sia per ritrovare ragioni e problemi contemporanei in un patrimonio coreico troppo
spesso immobilizzato nella ripetizione mercantile o silenziato attraverso una acquisizione
neutrale, mai problematica; con una forte convinzione di fondo: è classico ciò che è capace di
opporsi alla barbarie.” (Stefano Tomassini)
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COMPAGNIA VIRGILIO SIENI
LA MER
regia e coreografia di Virgilio Sieni
musica Claude Debussy
interpreti Compagnia Virgilio Sieni
una produzione in esclusiva LuganoInScena
Sa 05.03.2016 ore 20.30
Sala Teatro LAC
Prima internazionale
COMPAGNIA VIRGILIO SIENI
LA SAGRA DELLA PRIMAVERA
regia e coreografia di Virgilio Sieni
musica Igor Stravinskij
interpreti Jari Boldrini, Ramona Caia, Claudia Caldarano, Nicola Cisternino, Patscharaporn
Distakul, Maurizio Giunti, Giulia Mureddu, Giulio Petrucci, Rafal Pierzynski, Vittoria Sapetto De
Ferrari, Sara Sguotti e Davide Valrosso
luci Fabio Sajiz e Virgilio Sieni
costumi Giulia Bonaldi e Virgilio Sieni
produzione Teatro Comunale di Bologna e Compagnia Virgilio Sieni con Emilia Romagna
Teatro
Sa 05.03.2016 ore 20.30
Sala Teatro LAC
Musiche eseguite dal vivo dall’OSI – Orchestra della Svizzera italiana, diretta da Yannis
Pouspourikas, per la prima volta nella buca d’orchestra della nuova Sala Teatro.
Danza contemporanea e grande Musica insieme in un’unica serata: l’Orchestra della
Svizzera italiana, diretta da Yannis Pouspourikas, accompagnerà dal vivo i danzatori della
Compagnia Virgilio Sieni in due magnifiche coreografie.
Il coreografo e danzatore Virgilio Sieni, dal 2013 direttore della Biennale di Venezia
Settore Danza, creerà appositamente per LuganoInScena una nuova produzione sulla
musica de “La mer” di Claude Debussy: una prima assoluta da non perdere.
La seconda coreografia è stata creata sulla musica di Igor Stravinskij con l’intento di
iniziare un cammino nella frammentazione e nella composizione del corpo coreografico,
per intravedere il luogo che si presenta al rito nell’oggi del corpo. Danzare “La sagra della
primavera” rappresenta per Sieni un’opportunità per rovesciare alcuni modelli colonialisti
della coreografia occidentale, dove il rito appare esclusivamente come forma barbara; ai
dodici interpreti viene chiesto di originare i movimenti da un continuum di risonanze e di
stratificazioni ritmiche. La proposta di una danza che ricerca le risonanze ritmiche,
dislocandole in infiniti punti del corpo e dello spazio, sarà il vero luogo che ogni danzatore
si troverà a frequentare, reinterpretando il sacrificio come forma epifanica e morale del
bene comune, la consapevolezza di un corpo altro, di un corpo che si dà per margini e
soglie, per gesti di liberazione.
LuganoInScena
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SYDNEY DANCE COMPANY
INTERPLAY (programma in tre parti)
coreografia di Rafael Bonachela, Jacopo Godani e Gideon Obarzanek
direttore artistico Rafael Bonachela
produzione Dominic Chang
Ve 08.04.2016 ore 20.30
Sala Teatro LAC
Prima nazionale
Attraverso tre sfaccettature molto differenti, la Sydney Dance Company, per la prima volta in
Svizzera, mescola, con eleganza, perfezione tecnica e creatività. L’ensemble, vero powerhouse
della danza contemporanea australiana, conta sedici danzatrici e danzatori, e si descrive come
un “ponte mobile” tra l’Australia e il resto del mondo, propagando le opere australiane all’estero
e assimilando influenze diverse dai suoi viaggi.
La Sydney Dance Company presenterà a Lugano un programma vario (tre parti) che attesta la
grande diversità artistica della stessa Compagnia. Il direttore artistico Rafael Bonachela rende
omaggio a Johann Sebastian Bach con “2 in D Minor”, integrando, con grande musicalità, una
violinista alla sua coreografia. Di tutt’altro genere è “Raw Models” di Jacopo Godani, coreografia
che si ispira alla freschezza di Forsythe: i suoi movimenti, a volte morbidi e a volte bruschi,
trasformano le scene di gruppo in un’esperienza vertiginosa. Il tocco finale è apportato da
“L’Chaim!” (inno alla vita in ebraico e in yiddish), coreografia di Gideon Obarzanek interpretata
da tutto l’ensemble e da un attore. Il coreografo qui si interroga su se stesso e su ciò che
accade in scena; da questo dialogo risulteranno incredibili capovolgimenti, prima di sfociare in
un’abbagliante perdita di controllo.
Nell’ambito di
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CANDOCO DANCE COMPANY
NOTTURNINO
SET AND RESET/RESET
coreografie di Thomas Hauert e Trisha Brown
direzione artistica Pedro Machado e Stine Nilsen
Do 01.05.2016 ore 16.30
Sala Teatro LAC
La Compagnia britannica Candoco Dance Company è da 25 anni una delle principali formazioni
di danza contemporanea europea. Le sue coreografie, molto differenti fra loro, esplorano nuovi
orizzonti con il più grande successo: mettono in scena dei danzatori in situazione di handicap e
dei danzatori validi, e i coreografi attingono allegramente dalle molteplici possibilità offerte da
questa costellazione particolare. Anche se gli approcci divergono, le opere combinate di questo
programma si basano entrambe fortemente sull’improvvisazione. Trisha Brown riprende, in “Set
and reset/reset”, un capolavoro della danza postmoderna americana e prosegue,
modernizzandola, la sua ricerca sul movimento iniziata nel XX secolo. È un vero piacere
osservare la formazione evolvere al ritmo dei movimenti fluidi e costanti. In “Notturnino”, Thomas
Hauert – fedele a se stesso – lascia improvvisare i suoi interpreti all’interno di un quadro
definito precedentemente; l’insieme del programma è ritmato dalla colonna sonora del
commovente documentario “Il bacio di Tosca” (1984), realizzato da Daniel Schmid sui residenti
della casa di riposo per musicisti creata da Giuseppe Verdi.
Da queste diverse ispirazioni emerge, ogni volta con sfumature differenti, un dialogo
emozionante e sempre leggero sulla vulnerabilità, la vecchiaia e la vanità.
In collaborazione con
Nell’ambito di
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