barlettadppnuovo
Comune di Barletta
Piano Urbanistico Generale
(lei gè regionale n.20/2001)
DOCUMENTO PROGRAMMATICO
PRELIMINARE
18 maggio 2005
prof. ing. Renato Cervini -prof. ing. Giovanni Fuzio
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Indice
Premessa
Parte prima
I riferimenti normativi
L'ordinamento regionale
Parte seconda
L'attualità
1- Assetto amministrativo
1.1-II quadro conoscitivo
1.2-I1PRG/2000
2- Assetto strutturale
2.1- II territorio
2.2- La realtà socio-economica
a- Popolazione
a.l- La dinamica insediativa nell'ultimo periodo
a.2- La popolazione residente per classe di età
a.3- Indicatori statistici della popolazione
a.4- Popolazione residente per stato civile
a. 5- Popolazione residente in convivenza
a.6- Residente in famiglia per numero di componenti
a.7- Numero di famiglie per numero di componenti
a.8- Nuclei familiari per tipo di nucleo familiare
a. 9- Popolazione residente >6 anni per grado di istruzione
a. 10- Residenti stranieri per area geografica di cittadinanza
b- Edificato residenziale
b.l- Edifici ad uso abitativo per epoca di costruzione
b.2- Edifici ad uso abitativo per numero di piani fuori terra
b.3- Abitazioni per tipo di materiale usato
b.4- Abitazioni occupate da residenti per numero di stanze
b.5- Abitazioni occupate per titolo di godimento
c- Servizi alla popolazione
c. 1 - Standard per la residenza
c. 1.1- Dotazioni esistenti
c. 1.1 .a-per l'istruzione
c.1.1 ,b- per le attrezzature
c1.1.e-per i parcheggi
c.l.l.d- per il verde e lo sport
c.2- Servizi urbani: dotazioni
d- Attrezzature di interesse generale
d.1- La zona omogenea "F"
d.2- Dotazioni esistenti per:
d.2.1- l'istruzione superiore
d.2.2- la sanità
d.2.3- il parco urbano
e- Attività produttive
e.l- Imprese, istituzioni, unità locali e addetti
e.2- Imprese per numero di addetti
e. 3- Addetti delle imprese e delle istituzioni
e.4- Imprese e istituzioni per numero di addetto
e.5- Numero di imprese per settore di attività economica
e.6- Numero di addetti per settore di attività economica
e.7- Numero di istituzioni pubbliche
e. 8- Numero degli addetti delle istituzioni pubbliche
e.9- Aziende agricole (5° Censimento Agricoltura)
e. 10- Stima del valore aggiunto ai prezzi base
e.l 1- Spesa prevista per i servizi all'istruzione scolastica
e. 12- Strutture ricettive alberghiere al 31.12.2002
e. 13- Sportelli bancali ed ammontare depositi e impieghi
e.14- Energia elettrica venduta dall'ENEL nel 2002
e. 15-La "ricchezza del territorio"
2.3 — Identità strutturale dell'ambiente
a- Assetto strutturale del territorio comunale
a. 1- II sistema morfologico, geologico, idrogeologico
a.2- II sistema naturalistico
a.3- II sistema dell'insediamento antropico
a. 3.1 - Le infrastrutture sovracomunali a rete e puntuali
a.3.2-II territorio urbanizzato
2.4-Le tutele
2.4.1-Le tutele comunitarie
2.4.2- Le tutele regionali
2.4.3-Le tutele comunali
2.4.4- Gli usi civici
2.5- Identità storica e culturale
a-La stratificazione dell'insediamento tra leggenda e storia
Parte terza
Il futuro
3-Previsioni programmatiche
3.1-II settore residenziale
3.1.1- Proiezione della popolazione al 31.12.2020
3.1.2- Proiezione del fabbisogno di stanze al 31.12.2020
3.1.3- Fabbisogno di "nuova zona C"
3.2-II settore produttivo
3.2.1- Proiezione al 2020 della popolazione attiva
3.2.2- Fabbisogno di superfici per le attività produttive al 31.12.2020
3.3- II settore infrastrutturale
3.3.1- Fabbisogni pregressi ed emergenti dei servizi alla popolazione
3.3.2- Fabbisogni pregressi ed emergenti di attrezzature di interesse generale (zona F)
3.3.3- Fabbisogni di servizi per la città (a rete e puntuali)
4-Localizzazione e disciplina dei PUE
5-Disciplina delle zone non sottoposte a PUE
Parte quarta
Le linee guida
6- Gli indirizzi di programmazione urbanistica dell'Amministrazione
PREMESSA
II DPP- Documento Programmatico Preliminare del
PUG- Piano Urbanistico Generale del Comune, redatto
in coerenza con l'ordinamento urbanistico regionale
vigente, contiene :
- nella prima parte, la sintesi della normativa regionale
che disciplina la formazione ed i contenuti del DPP e
del PUG;
- nella seconda- parte, in sintesi, i dati comunali
rappresentativi degli aspetti "strutturali", così come
prescritto dalla legge regionale n.20/2001, della realtà
socioeconomica, delle specificità del territorio, delle
tutele sovraordinate, delle più significative connessioni
infrastnitturali con i sistemi urbani contermini;
- nella terza parte, il testo estratto dal "Programma
politico amministrativo" dell'Amministrazione.
Il contenuto del DPP, integrato con quello delle
Osservazioni sullo stesso che saranno accolte dal
Consiglio Comunale, costituirà la parte strutturale del
PUG.
Ai Cittadini, singoli o comunque associati, è data la
possibilità di partecipare alla formazione del Piano
Urbanistico Generale trasmettendo per posta, oppure
presentando direttamente all'Ufficio protocollo del
Comune, "osservazioni" collaborative sul presente
Documento Programmatico Preliminare, entro 20
giorni dalla sua pubblicazione e deposito presso la
Segreteria del Comune.
Parte prima
Riferimenti normativi
L'ordinamento regionale
1- legge n.20/2001 '"Norme generali di governo e uso del territorio"
2- legge n.24/2004 "Principi, indirizzi e disposizioni per la formazio
ne del Documento regionale di assetto generale, Drag"
3- legge n.03/2005 "Disposizioni regionali in materia di espropriazio
ni per pubblica utilità"
1- Nel titolo V della nuova legge urbanistica della Regione Puglia, la
n.20 del 27.07.2001 (BURP n.128 del 24.08.2001), è contenuta la;
disciplina del Piano Urbanistico Generale (PUG) che rappresenta lo
strumento attraverso il quale "si effettua la pianificazione urbanistica
comunale".
1.1-In modo più specifico ed in sintesi: ex
LR 20/2001
Art. 8 (Strumenti della pianificazione urbanistica comunale)
1. La pianificazione urbanistica comunale si effettua mediante il Piano
urbanistico generale (PUG) e i PUE. Art. 9 (Contenuti del PUG)
1. Il PUG si articola in previsioni strutturali e previsioni programmatiche.
2. Le previsioni strutturali:
a) identificano le linee fondamentali dell'assetto dell'intero territorio
comunale, derivanti dalla ricognizione della realtà socio-economica,
dell'identità ambientale, storica e culturale dell'insediamento, anche con
riguardo alle aree da valorizzare e da tutelare per i loro particolari aspetti
ecologici, paesaggistici e produttivi;
b) determinano le direttrici di sviluppo dell'insediamento nel territorio
comunale, del sistema delle reti infrastrutturali e delle connessioni con i
sistemi urbani contermini.
3. Le previsioni programmatiche:
a) definiscono, in coerenza con il dimensionamento dei fabbisogni nei settori
residenziale, produttivo e infrastrutturale, le localizzazioni delle aree da
ricomprendere in PUE, stabilendo quali siano le trasformazioni fisiche e
funzionali ammissibili;
b) disciplinano le trasformazioni fisiche e funzionali consentite nelle aree non
sottoposte alla previa redazione di PUE.
4. La redazione di PUE è obbligatoria per le aree di nuova urbanizzazione,:
ovvero per le aree da sottoporre a recupero.
.... omissis .....
■
'
Art. 11 (Formazione del PUG)
1. Il Consiglio comunale adotta, su proposta della Giunta, un Documento
programmatico preliminare (DPP) contenente gli obiettivi e i criteri di
impostazione del PUG.
Nei Comuni ricadenti all'interno del comprensorio di una Comunità montana, il
DPP deve prendere in considerazione le previsioni contenute nel piano
pluriennale di sviluppo socio-economico in relazione al singolo Comune.
2. Il DPP è depositato presso la segreteria del Comune e dell'avvenuto
deposito è data notizia mediante pubblicazione di avviso su almeno tre
quotidiani a diffusione provinciale.
3. Chiunque può presentare proprie osservazioni al DPP, anche ai sensi
dell'articolo 9 della I. 241/1990, entro venti giorni dalla data del deposito.
4. La Giunta comunale, sulla base del DPP di cui al comma 1 e delle
eventuali osservazioni, propone al Consiglio comunale l'adozione del PUG. Il
Consiglio comunale adotta il PUG e lo stesso è depositato presso la
segreteria comunale; dell'avvenuto deposito è data notizia mediante
pubblicazione di avviso su tre quotidiani a diffusione provinciale nonché
mediante manifesti affissi nei luoghi pubblici.
5. Chiunque abbia interesse può presentare proprie osservazioni al PUG,
anche ai sensi dell'articolo 9 della 1. 241/1990, entro sessanta giorni dalla
data del deposito.
6. Il Consiglio comunale, entro i successivi sessanta giorni, esamina le
osservazioni proposte nei termini di cui al comma 5 e si determina in ordine
alle stesse, adeguando il PUG alle osservazioni accolte.
7. Il PUG così adottato viene inviato alla Giunta regionale e alla Giunta
provinciale ai fini del controllo di compatibiiità rispettivamente con il DRAG e
con il PTCP, ove approvati. Qualora il DRAG e/o il PTCP non siano stati
ancora approvati, la Regione effettua il controllo di compatibiiità rispetto ad
altro strumento regionale di pianificazione territoriale ove esistente, ivi inclusi
i piani già approvati ai sensi degli articoli da 4 a 8 della legge regionale 31
maggio 1980, n. 56, ovvero agli indirizzi regionali della programmazione
socio-economica e territoriale di cui all'articolo 5 del D.lgs. 267/2000.
8. La Giunta regionale e la Giunta provinciale si pronunciano entro il termine
perentorio di centocinquanta giorni dalla ricezione del PUG, decorso
inutilmente il quale il PUG si intende controllato con esito positivo.
9. Qualora la Giunta regionale o la Giunta provinciale deliberino la non
compatibiiità del PUG rispettivamente con il DRAG o con il PTCP, il Comune
promuove, a pena di decadenza delle misure di salvaguardia di cui
all'articolo 13, entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla data di
invio del PUG, una Conferenza di servizi alla quale partecipano il Presidente
della Giunta regionale o suo Assessore delegato, il Presidente della
Provincia o suo Assessore delegato e il Sindaco del Comune interessato o
suo Assessore delegato. In sede di Conferenza di servizi le Amministrazioni
partecipanti, nel rispetto del principio di copianificazione, devono indicare
specificamente le modifiche necessarie ai fini del controllo positivo.
10. La Conferenza di servizi assume la determinazione di adeguamento del
PUG alle modifiche di cui al comma 9 entro il termine perentorio di trenta
giorni dalla data della sua prima convocazione, l'inutile decorso del quale
comporta la definitività delle delibere regionale e/o provinciale di cui al
comma 9, con contestuale decadenza delle misure di salvaguardia.
11. La determinazione di adeguamento della Conferenza di servizi deve
essere recepita dalla Giunta regionale e/o dalla Giunta provinciale entro
trenta giorni dalla data di comunicazione della determinazione medesima.
L'inutile decorso del termine comporta il controllo positivo da parte della
Giunta regionale e/o della Giunta provinciale.
12. Il Consiglio comunale approva il PUG in via definitiva in conformità delle
deliberazioni della Giunta regionale e/o della Giunta provinciale di
compatibiiità o di adeguamento di cui al comma 11, ovvero all'esito
dell'inutile decorso del termine di cui ai commi 8 e 11.
13. Il PUG, formato ai sensi dei comma precedenti, acquista efficacia dal
giorno successivo a quello di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della
Regione Puglia della deliberazione del Consiglio comunale di cui al e. 12.
14. Il Comune da avviso dell'avvenuta formazione del PUG mediante
manifesti affissi nei luoghi pubblici e mediante la pubblicazione su almeno
due quotidiani a diffusione provinciale.
Art. 12 (Variazione del PUG)
1. Il Comune procede alla variazione delle previsioni strutturali del PUG
mediante lo stesso procedimento previsto dall'articolo 11.
2. La deliberazione motivata del Consiglio comunale che apporta variazioni
alle previsioni programmatiche del PUG non è soggetta a verifica di
compatibiiità regionale e provinciale.
3. La deliberazione motivata del Consiglio comunale che apporta variazioni
alle previsioni strutturali del PUG non è soggetta a verifica di compatibilita
regionale e provinciale quando la variazione deriva da:
a) verifica di perimetrazioni conseguenti alla diversa scala di
rappresentazione grafica del piano;
b) precisazione dei tracciati viari derivanti dalla loro esecuzione;
e) modifiche di perimetrazioni motivate da documentate sopravvenute
esigenze quali imposizioni di nuovi vincoli;
d) adeguamento e/o rettifica di limitata entità delle perimetrazioni dei PUE di
cui all'articolo 15, derivanti dalle verifiche, precisazioni e modifiche di cui alle
lettere a), b) e e);
e) modifiche alle modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente di cui
all'articolo 31, comma 1, lettere a), b), e) e d), della legge 5.8.1978, n. 457.
Art. 13 (Misure di salvaguardia)
1. Per il periodo di due anni a decorrere dalla data di adozione del PUG, il
Comune sospende ogni determinazione sulle domande di concessione
edilizia in contrasto con il PUG stesso.
Art. 14 (Perequazione urbanistica)
1. Al fine di distribuire equamente, tra i proprietari interessati dagli interventi,
i diritti edificatori attribuiti dalla pianificazione urbanistica e gli oneri
conseguenti alla realizzazione degli interventi di urbanizzazione del territorio,
il PUG può riconoscere la stessa suscettività edificatoria alle aree comprese
in un PUE.
Art. 15 (Piani urbanistici esecutivi)
1. Al PUG viene data esecuzione mediante PUE di iniziativa pubblica o di
iniziativa privata o di iniziativa mista.
2. In relazione agli interventi in esso previsti, il PUE può assumere le finalità
e gli effetti di uno o più piani o programmi, anche settoriali o tematici,
attuativi dello strumento urbanistico generale, oppure previsti dalla vigente
normativa statale o regionale, ivi compresi i programmi integrati di cui
all'articolo 16 della legge 17.2.1992, n.179, i programmi di recupero urbano,
di cui all'articolo 11 del decreto legge 5.10.1993, n.398, convertito dalla
legge 4.12.1993, n.493 e i programmi di riqualificazione urbana ex articolo 2
del decreto del Ministro dei lavori pubblici del 21.12.1994, che per la loro
realizzazione necessitano di piano esecutivo.
3. Nella formazione dei programmi integrati di intervento di cui all'articolo 16
della legge 179/1992 i Comuni perseguono obiettivi di riqualificazione, con
particolare riferimento ai centri storici, alle zone periferiche, alle aree e
costruzioni produttive obsolete, dismesse o da sottoporre a processi di
dismissione. Tali programmi definiscono la distribuzione delle funzioni, dei
servizi e le loro interrelazioni, le caratteristiche planivolumetriche degli
interventi, gli standard e l'arredo urbano. Il programma integrato si attua su
aree, anche non contigue tra loro, in tutto o in parte edificate. I programmi
possono essere presentati da soggetti pubblici e/o privati, singoli e associati
e sono corredati di uno schema di convenzione e di una relazione che
definisce l'inquadramento dell'intervento nell'ambito della riqualificazione
urbana, di un programma finanziario e della indicazione dei tempi di
realizzazione delle opere.
4. I programmi integrati, i programmi di recupero urbano e i programmi di
riqualificazione urbana sono approvati dal Consiglio comunale con le
modalità previste per i PUE ai sensi degli articoli 21 e seguenti della ir.
56/1980. Qualora tali programmi non siano conformi agli strumenti
urbanistici generali vigenti e/o adottati, il Sindaco promuove la conclusione
di un accordo di programma, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 34 del
D.lgs. 267/2000, al quale partecipa il soggetto proponente. L'accordo
sostituisce lo strumento urbanistico attuativo, ove prescritto dallo strumento
urbanistico generale.
5. Fino alla formazione del DRAG la realizzazione di interventi riservati dalla
pianificazione comunale all'iniziativa pubblica può essere affidata ai
proprietari legittimati previo convenzionamento finalizzato a disciplinare e
garantire il perseguimento del pubblico interesse.
Art. 16 (Formazione dei PUE)
1. IPUE possono essere redatti e proposti:
a) dal Comune;
b) dai proprietarì che rappresentino, in base alla superficie catastale, almeno
il 51 per cento degli immobili compresi entro il perimetro dell'area
interessata. Il loro concorso è sufficiente a costituire il consorzio ai fini della
presentazione al Comune della proposta di piano esecutivo e del relativo
schema di convenzione;
e) dalle società di trasformazione urbana previste dalla normativa vigente. 2.
Decorso il termine eventualmente previsto dal PUG per la redazione del
PUE su iniziativa del Comune, il PUE può essere rispettivamente proposto
dai soggetti di cui alle lettere b) e e) del comma 1.
3. Qualora sia proposto dai soggetti di cui al comma 1, lettere b) e e), il PUE
è adottato dal Consiglio comunale entro novanta giorni dalla data di
ricezione della proposta.
4. Entro trenta giorni dalla data di adozione, il PUE e i relativi elaborati sono
depositati, per quindici giorni consecutivi, presso la segreteria del Comune,
in libera visione al pubblico. Del deposito è dato avviso sull'albo comunale e
su almeno due quotidiani a diffusione nella provincia.
5. Qualora il PUE riguardi aree sulle quali insistono vincoli specifici,
contestualmente al deposito di cui al comma 4 il Sindaco, o l'Assessore da
lui delegato, indice una Conferenza di servizi alla quale partecipano
rappresentanti delle Amministrazioni competenti per l'emanazione dei
necessari atti di consenso, comunque denominati.
6. Entro il termine di quindici giorni dalla data di scadenza del periodo di
deposito di cui al comma 4, chiunque abbia interesse può presentare proprie
osservazioni, anche ai sensi dell'articolo 9 della I. 241/1990.
7. Entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di acquisizione degli
atti di consenso di cui al comma 5, il Consiglio comunale approva in via
definitiva il PUE, pronunciandosi altresì sulle osservazioni presentate nei
termini.
8. La deliberazione di approvazione è pubblicata, anche per estratto, sul
Bollettino ufficiale della Regione Puglia.
9. Il PUE acquista efficacia dal giorno successivo a quello di pubblicazione
di cui al comma 8.
10. La variante al PUE segue lo stesso procedimento di formazione di cui ai
commi precedenti. Qualora le variazioni non incidano sul dimensionamento
globale del PUE e non comportino modifiche al perimetro, agli indici di
fabbricabilità e alle dotazioni di spazi pubblici o di uso pubblico, la variante al
PUE è approvata con deliberazione del Consiglio comunale, previa
■ acquisizione di eventuali atti di consenso ove necessari.
11. In caso di inerzia e/o inadempienza nelle procedure di cui ai commi
precedenti, si applicano le disposizioni dell'artìcolo 21.
Art. 17 (Efficacia del PUE)
1. La deliberazione di approvazione del PUE ha efficacia di dichiarazione di
pubblica utilità, indifferibilità e urgenza degli interventi ivi previsti, ai fini della
acquisizione pubblica degli immobili mediante espropriazione.
2. I PUE sono attuati in un tempo non maggiore di dieci anni, salvo
specifiche disposizioni di leggi statali. Decorsi i termini stabiliti per
l'attuazione rimane efficace, per la parte di PUE non attuata, l'obbligo di
osservarne le previsioni mentre, ai fini espropriativi, decadono gli effetti della
pubblica utilità delle opere previste.
Art. 18 (Rapporti fra PUG e PUE)
1. Il PUE può apportare variazioni al PUG qualora non incida nelle previsioni
strutturali del PUG, ferma l'applicazione del procedimento di cui all'articolo
16.
2. Ai fini della formazione del PUE, non costituiscono in ogni caso variazione
del PUG:
a) la modificazione delle perimetrazioni contenute nel PUG conseguente alla
trasposizione del PUE sul terreno;
b) la modificazione delle localizzazioni degli insediamenti e dei relativi servizi
che non comporti aumento delle quantità e del carico urbanistico superiore
al 5 per cento.
ex LR 24/2004
2- La "perequazione"
Nell'art.7 della legge della Regione Puglia n.24/2004 "Principi,
indirizzi e disposizioni per la formazione del Documento regionale di
assetto generale DRAG" è disciplinato il "principio della
perequazione". L'articolo, infatti, recita:
"Art.7 - Perequazione sul territorio nell'attuazione degli strumenti
urbanistici esecutivi e attuativi"- "1. La perequazione consiste nel
riconoscere a tutte le proprietà immobiliari ricomprese in tutto il
territorio comunale un diritto edificatorio la cui entità sia indifferente
rispetto alla destinazione d'uso ma derivi invece dallo stato di fatto e di
diritto in cui si trovano le proprietà stesse al momento della
formazione del Piano urbanistico. I diritti edificatori sono attribuiti in
percentuale dell'entità catastale di ciascuna proprietà e sono
liberamente commerciabili negli e, ove non possibile, tra gli ambiti
individuati con la pianificazione comunale. "
ex LR 3/2005
3- Espropriazione per pubblica utilità
Legge regionale 22 febbraio 2005 n.3
... omissis .......
Arto- Vincoli derivanti da piani urbanistici
1- Un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa
efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero di una
sua variante, con il quale il bene stesso è destinato alla realizzazione di
opere pubbliche o di pubblica utilità.
2- II vincolo preordinato all'esproprio ha la durata di cinque anni. Entro il-'
medesimo termine può essere emanato il provvedimento che comporta la sua
dichiarazione della pubblica utilità dell 'opera.
... omissis .....
4- II vincolo preordinato ali 'esproprio, dopo la sua decadenza, può essere ;
motivatamente reiterato,.....
... omissis .....
Artl2 - Disposizioni sull'approvazione del progetto preliminare e definitivo per
opere non conformi allo strumento urbanistico.
... omissis .......
... l'approvazione del progetto preliminare o definitivo, deliberata da ;
competente Consiglio comunale previa valutazione delle eventuali
osservazioni prodotte da terzi interessati, costituisce variante allo strumento
urbanistico, senza necessità di approvazione regionale.
... omissis ......
.
Art21 — Permuta di terreni in esproprio con diritti volumetrici.
.... I Comuni, all'interno di piani attuativi, sia di iniziativa pubblica che “
privata, esecutivi dello strumento urbanistico vigente, possono riservarsi
una quota dei diritti volumetrici di edificazione, per la perequazione 4 _
volumetrica territoriale con aree da espropriare individuate fuori dal
perimetro del piano. Tali diritti volumetrici possono essere attribuiti, con
accordo di cessione volontaria stipulato ai sensi dell'art.45 del Dpr
327/2001 e s.m., ai proprietari di terreni da espropriare per pubblica utilità,
in
luogo
dell'indennità
spettante
per
l'espropriazione.
.... omissis .......
Parte seconda
L'attualità
1-Assetturbanistico
1.1- II quadro conoscitivo
II quadro conoscitivo complessivo della realtà urbanistica del Comune
di Barletta è quello formato dal complesso degli atti tecnici e
amministrativi costituitosi in occasione della formazione della
"Variante alPRGper l'adeguamento alla legge regionale n.56/1980"
(in avanti denominata sinteticamente "PRG/2000"), che si concluse
con le deliberazioni di Consiglio Comunale del marzo 2000 e con la
deliberazione di Giunta Regionale n.564 del 17.04.2003. Significativa
integrazione "sovraordinata" al PRG/2000 è stato il Piano urbanistico
territoriale tematico per il Paesaggio (Putt/P) della Regione Puglia,
vigente dal gennaio 2001 (11.01.2001) all'esterno del perimetro del
"territorio costruito" che, comunque, essendo già noto (era stato,
infatti, approvato dalla Giunta Regionale con la deliberazione
n.1748 del 15 dicembre 2000), era stato il riferimento per l'analisi
territoriale e per la definizione della disciplina del territorio
extraurbano nella formazione del PRG/2000. Ultimo contributo è
costituito dalla pubblicazione nel gennaio 2005 del "Piano strategico
territoriale di Barletta" dell'ottobre 2004 che, con la specificazione
delle 8 Linee strategiche e dei 29 Obiettivi, ha dettagliato le azioni da
attivare per perseguire, in uno scenario di concretezza, lo sviluppo
"integrato" della Città con conseguenti ricadute sul territorio.
1.2-PRG/2000
II PRG/2000, che sostituì il PRG/1971 "non conforme alla legge
regionale n.56/1980" (era stato adottato dal Consiglio Comunale con
deliberazione n.222 del 09.02.1967), è costituito dalla Relazione e
relativi allegati, dalle Norme Tecniche di Attuazione, dal
Regolamento Edilizio, dalle tavole grafiche rappresentative delle
"destinazioni d'uso del territorio" e della sua "attuazione".
La Relazione evidenziò le principali vicende che avevano
caratterizzato lo sviluppo del Comune, la situazione dei servizi
pubblici e delle infrastnitture alla data del 1986, i più significativi
aspetti fisico-geografici del territorio comunale e, inoltre, sintetizzò
l'assetto socio-economico e urbanistico con riferimenti sia al territorio
extraurbano sia al centro abitato.
La proiezione demografica fu spinta al 2013 e previde per quella data
una popolazione residente di 99.265 abitanti (al 2001, dati Istat, gli
abitanti sono risultati essere 90.602).
10
Da tale proiezione, stabilite le tipologie edilizie specifiche per ogni
zona omogenea ed i relativi carichi insediativi, furono dedotti i
dimensionamenti delle superfici da destinare alle residenze, alle
attività produttive, ai servizi.
Con riferimento alle residenze, le previsioni insediative, calcolate con
due procedure, furono valutate in 22.814 nuove stanze da insediare
prevalentemente nelle maglie della zona omogenea "C" che, comprese
le aree impegnate dai Piani di ERP, furono tipizzate per la superficie
complessiva di circa 155,6 ettari.
Per gli insediamenti destinati al lavoro organizzato il PRG/2000, preso
atto del sovradimensionamento presente nel PRG/1971, confermò le
tipizzazioni di circa 16,45 ettari sul versante di ponente e di 56,23
ettari sul versante di levante.
Per il settore dei servizi alla popolazione (standard) e delle
attrezzature collettive (zone F), furono individuati i fabbisogni non
soddisfatti, secondo i minimi del DIM 1444/1968, individuando la
seguente situazione (superfici in ettari) :
esistente
standard
per istruzione
per attrezzature
per verde attr.
perparcheggi
totali
zona F
per istr.super.
per sanità
perparco
totali
fabbisogno
1997
deficit/
esubero
fabbisogno
2013
31,09
22,49
79,55
23,81
156,94
41,00
18,22
82,01
22,78
164,01
+
+
-
9,91
4,27
2,46
1,03
7,07
44,66
19,84
89,34
24,81
178,65
7,96
14,86
0,00
22,82
13,68
9,12
136,85
159,66
- 5,72
+ 5,74
-136,85
-136,83
14,89
9,93
148,90
173,72
Le Norme Tecniche di Attuazione furono rese conformi alla LR
56/1980 e articolate in: disposizioni generali con la definizione degli
indici, disciplina della zonizzazione con la articolazione in aree di uso
pubblico, aree destinate alle attività produttive, aree destinate alla
residenza.
Il Regolamento Edilizio fu elaborato seguendo lo schema, allora
presente nella letteratura tecnica, ritenuto più idoneo per la realtà del
Comune.
Il PRG/2000, in quanto Variante di adeguamento alla legge regionale
dello strumento vigente, fu caratterizzato dal sostanziale recepimento
sia delle tipizzazioni e del norme del PRG/1971, sia di tutta la
pianificazione esecutiva di iniziativa pubblica e di iniziativa privata
posta in essere di cui riportò il dettagliato censimento.
In sintesi, la zonizzazione e le previsioni insediative del PRG/2000
furono:
- zone di uso pubblico (o ad esse assimilate):
aree per urbanizzazioni primarie
(viabilità, verde di decoro, parcheggi di UP, aree ferroviarie), con una superficie
complessiva di circa 26,54 ettari aree per urbanizzazione secondaria nelle zone
omogenee A, B, C o ad esse pertinenti, e con specifica destinazione (scuole
dell'obbligo, attrezzature civili e religiose, verde di quartiere, verde attrezzato e
sport, parcheggi di US), con una superficie complessiva di circa 81,75 ettari (cui
sono da sommare quelle ricadenti nelle zone A, B, C)
11
aree per attrezzature di interesse generale, zona omogenea F
(istruzione superiore, ospedale, parco urbano) con una superficie
complessiva di circa 28,28 ettari
aree per attrezzature urbane (cimitero, attrezzature tecnologiche ed
annonarie, attività circensi e fiere temporanee) con una superficie
complessiva pari a circa 19,17 ettari
costa litoranea, articolata in due perimetrazioni per complessivi
38,36 ettari, più tre perimetrazioni di "area annessa" per complessivi
122,75 ettari
aree militari, per circa 15,06 ettari
- zone per insediamenti prevalentemente produttivi
aree per attività prevalentemente agricole, zona omogenea E aree per
attività prevalentemente industriali, artigianali,
commerciali, di deposito e attività assimilate, zona omogenea D:
sottozona DI pari a circa 240,21 ettari, sottozona D2 di circa 73,31
ettari
- zone per insediamenti prevalentemente residenziali
zona omogenea A: sottozona centro antico A di circa 29,02 ettari;
sottozona di interesse storico Al con due sottozone di complessivi
circa 3,74 ettari
zona omogenea B, articolata in nove sottozone per complessivi circa
214,23 ettari
zona omogenea C, articolata in 35 sottozone (CI e C2) per
complessivi 155,60 ha
verde privato, articolato in 5 perimetrazioni per complessivi 13,40
ettari
zone omogenee A, B, C: aree per US; aree a verde privato e gli
edifici tutelati sono compresi nelle maglie zonizzate
Nel settore residenziale, la conferma nel PRG/2000 delle previsioni
insediative del PRG/1971 e dei successivi Piani di Edilizia
Residenziale Pubblica determinarono una potenzialità insediativa
residenziale di circa 26.842 stanze di cui circa 7.884 stanze nei piani
di "edilizia privata" e circa 18.958 stanze nel piano di "edilizia
pubblica".
Nel settore produttivo, la conferma interessò la destinazione a zona
omogenea D, di circa 16,45 ettari sul versante a ponente e di circa
39,78 ettari su quello a levante.
Nel settore infrastnitturale, calcolato in circa 7,07 ettari il deficit
complessivo di aree per urbanizzazioni secondarie, localizzò due
maglie per attrezzature, una di circa 8,00 ettari a Ovest dell'abitato ed
una di circa 1,92 ettari a Est. Localizzò, inoltre, nelle due maglie di
"area costiera" il fabbisogno di aree a parco urbano.
12
2- Assetto strutturale
2.1- II territorio
i
Con oltre 14.691 ettari e circa 13,5 km di.jcosta, il territorio comunale di
Barletta, definito come "zona altimejtrica di pianura", degrada
lentamente verso il mare passando da 158 ^ 5 metri di altitudine con il
centro abitato sulla quota media di 15 msm|.
Confina, da Nord in senso antiorario, coni i Comuni di Margherita di
Savoia (il centro abitato dista circa 13,6 kjn), Trinitapoli (a circa 17,4
km), S.Ferdinando di Puglia (a circa 19,6 km), Canosa di Puglia (a
circa 22,2 km), Andria (a circa 11,3 km), Trani (a circa 13 km).
Considerato sismico di "livello medio" secondo i decreti anteriori al
1984, di "livello basso" secondo la classificazione proposta dal
Servizio Sismico Nazionale, attualmente, in conformità alla
classificazione adottata nel marzo 2003, è stato definito "zona media".
E' "territorio di interesse turistico rilevante" ai sensi della legge
regionale 23 ottobre 1993 n.23, ed appartiene alla regione agraria della
"Pianura di Barletta".
Nell'ultimo quinquennio, senza significative differenze rispetto al
quinquennio precedente, sul territorio comunale le temperature, medie
delle massime e delle minime, sono state rispettivamente pari a 21,05 e
10,45 gradi centigradi, mentre le temperature estreme sono state pari a
41,4 e 3,51 gradi.
Nello stesso periodo la media annua delle precipitazioni è stata di
497,40 millimetri per anno, con una frequenza di 73 giorni ed un
soleggiamento di circa 2.560 ore.
La quasi totalità della popolazione risiede nel centro abitato (89.077
abitanti su 89.527), con 13 residenti nell'insediamento della Fiumara,
33 in quello di Montaltìno e 404 nelle case sparse sul territorio.
2.2- La realtà socio-economica
a- Popolazione
a.l- Popolazione: la dinamica insediativa nell'ultimo periodo
Nell'ultimo trentennio i dati censuari, per la popolazione residente,
hanno riportato:
- Censimento 1971 = 76.611 abitanti
- Censimento 1981 = 83.453 abitanti, con l'incremento di 6.842 unità
- Censimento 1991 = 89.527 abitanti, con l'incremento di 6.074 unità
- Censimento 2001 = 90.602 abitanti, con l'incremento di 1.075 unità
- 31 Dicembre 2004 = 93.104 abitanti, dati comunali.
Dal 1971 al 1981 l'incremento nella popolazione residente fu del 8,93 %,
dal 1981 al 1991 del 7,28 %, dal 1991 al 2001 è stato del 1,20 %.
Le forti differenze tra tali tassi di variazioni della popolazione
residente, comunque tutti in aumento anche se nell'ultimo periodo in
rapida diminuzione, ed i corrispondenti tassi della Provincia e della
Regione, evidenziano la "diversa" dinamica anagrafica della
popolazione residente nel Comune, e la sostanziale indipendenza della
sua realtà dai fattori esogeni, sia provinciali sia regionali come, in
misura ancora più evidente, risulta dai dati settoriali relativi alle
residenze, alla produzione ed ai servizi.
Popolazione residente: tassi di variazione nei periodi intercensuari
Barletta Provincia di Bari Regione Puglia
1971-1981
% 8,93
7,76
7,44
1981-1991
% 7,28
5,08
4,61
1991-2001
% 1,20
0,73
-1,08
a.2- La popolazione residente per classe di età
(Cens. 2001)
meno di 5
da 5 a 9
da 10 a 14
da 15 a 19
da 20 a 24
da 25 a 29
da 30 a 34
da 35 a 39
da 40 a 44
da 45 a 49
da 50 a 54
da 55 a 59
da 60 a 64
da 65 a 69
da 70 a 74
da 75 a 79
da 80 a 84
da 85 e più
totale
Di cui minorenni
di cui minorenni
Barletta
Provincia
di Bari
83.580
88.379
94.992
100.721
113.834
125.233
124.991
124.742
109.551
99.331
100.096
82.956
78.312
70.369
62.827
48.236
26.621
24.891
1.559.662
325.411
325.411
5.778
5.731
6.068
6.161
7.199
7.787
7.835
7.406
6.208
5.552
5.495
4.744
4.370
3.734
3.236
2.440
1.284
1.036
92.094
21.070
21.070
Italia
2.618.794
2.679.104
2.805.287
2.963.629
3.424.350
4.246.776
4.543.782
4.623.588
4.065.579
3.739.570
3.849.691
3.324.773
3.464.947
3.079.948
2.803.512
2.286.776
1.235.317
1.240.321
56.995.744
9.833.168
9.833.168
a.3- Indicatori relativi alla popolazione
Provincia
Italia
di Bari
95,76
93,81
rapporto di mascolinità
100,56
87,26
131,38
indice di vecchiaia
66,91
2,31
3,39
anziani per un bambino
1,69
47,17
49,02
indice di dipendenza
46,75
5,36
4,59
% popolazione < 5 anni
6,27
6,40
8,36
% popolazione >75 anni
5,17
1,60
2,18
% popolazione >8 5 anni
1,12
(II rapporto di mascolinità è il rapporto tra l'ammontare della componente maschile e quello
della componente femminile della popolazione residente.
L'indice di vecchiaia è il rapporto tra individui di età da 65 anni in poi ed individui di età da 0
a 15 anni.
L'indice di dipendenza (strutturale o carico sociale) è il rapporto tra individui di età da 0 a 15
anni e da 65 anni in poi ed individui di età da 15 a 65 anni.)
Barletta
14
a.4 - Popolazione residente per stato civile
Barletta
Celibi/nubili
Coniugati/e: totale
di cui separati di fatto
Separati legalmente
Divorziati/e
Vedovi/e
Totale
di cui: maschi
donne
Provincia
di Bari
661.084
786.578
5.223
12.865
8.765
90.370
1.559.662
762.930
796.732
40.203
46.420
251
581
308
4.582
92.094
46.176
45.918
a5 - Popolazione residente in convivenza
Barletta
Istituti assistenziali
totale
di cui ospizi,
case di riposo
per adulti inabili
e anziani
Convivenze ecclesiastiche
Altre convivenze
Totale
55
Italia
22.662.052
28.299.663
263.860
831.481
699.062
4.503.486
56.995.744
27.586.982
29.408.762
Provincia
di Bari
Italia
3.557
202.621
163.392
107.897
91.205
401.723
1.883
1.612
2.238
7.407
43
39
44
138
a6 - Popolazione residente in famiglia per numero di componenti
Barletta
(Cens. 2001)
Numero dei componenti
Delle famiglie composte da
1 persona
4.092
2 persone
12.612
3 persone
18.078
4 persone
32.316
5 persone
18.790
6 e più persone
6.068
Totale
91.956
Provincia
di Bari
90.300
248.726
329.499
554.260
254.270
75.200
1.552.255
Italia
5.427.621
11.810.822
14.118.618
16.544.824
6.329.130
2.363.006
56.594.021
a7 - Numero delle famiglie per numero di componenti
■
.
Famiglie composte da
1 persona
2 persone
3 persone,
4 persone
5 persone
6 o più persone
Totale
Barletta
Provincia
di Bari
4.092
6.306
6.026
8.079
3.758
858
29.219
90.300
124.363
109.833
138.565
50.854
11.873
525.788
15
Italia
5.427.621
5.905.411
4.706.206
4.136.206
1.265.826
369.406
21.810.676
a8 – Nuclei familiari per tipo di nucleo familiare
Provincia
Italia
di Bari
4.755.427
Coppie senza figli 5.410
17.446 102.909
9.273.942
Coppie con figli 377
285.630]
1.823
362.582
Padre con figli
7.024
25.056
1.738.414
Madre con figli
36.189
Totale
16.130.368
(Per "nucleo familiare" si 431.752
intende quell'insieme di
persane che sono legate dal vincolo di coppia (coniugate o non coniugate) e/o vincolo
genitori s-figlio. Il figlio continua ad essere considerato facente parte del nucleo familiare dei
genitori (o del genitore) solo fino a quando
non forma un altro nucleo familiare. Nell'ambito della famiglia possono esistere uno o più o
più nuclei familiari oppure nessuno come per le familiari Impersonali.)
Barletta
a9 — Popolazione residente > 6 anni per g rado di istruzione
Barletta
Laurea
Diploma di scuola secondaria
superiore
Licenza di scuola media inferiore
o di avviamento professionale
Licenza di scuola elementare
Alfabeti privi di studio: totale
di cui > 65 anni
Analfabeti:
totale
di cui > 65 anni
Totale
4.300
Provincia
di Bari
99.222
Italia
16.479
339.474
13.923.366
27.338
22.943
11.940
3.532
2.155
1.478
85.155
435.961
371.173
181.761
60.338
31.194
20.021
1.458.785
16.221.737
13.686.021
5.199.237
1.879.356
782.342
525.220
53.854.962
4.042.259
alO - Popolazione straniera residente per- area geografica di
cittadinanza
Barletta
Europa
Africa
Asia
America
Oceania
Apolidi
Totale
317
340
29
33
1
0
720
Provincia
Di Bari
8.226
3.111
742
1.106
61
4
13.250
Italia
586.379
386.494
214.728
143.018
3.668
602
1.334.889
b- Edificato residenziale
b.l - Edifici ad uso abitativo per epoca di costruzione
Provincia
di Bari
44.646
29.228
26.439
34.131
38.507
27.684
13 064
Barletta
1.901
594
1.500
1.318
794
469
188
Prima del 1919
Dal 1919 al 1945
Dal 1946 al 1961
Dal 1962 al 1971
Dal 1972 al 1981
Dal 1982 al 1991
Dopo il
1991
Totale
6.764
Italia
2.150.259
1.383.815
1.659.829
1.967.957
1.983.206
1.290.502
791 027
213.699
=
b.2 - Edifici ad uso abitativo per numero dei piani fuori terra
Barletta
1 piano
2 piani
3 piani
4 piani e più
Totale
1.590
2.814
1.275
1.085
6.764
Provincia
di Bari
76.431
85.103
30.196
21.969
213.699
Italia
2.534.186
5.944.043
1.939.962
808.404
11.226.595
b.3 — Edifìci ad uso abitativo per tipo di materiale usato per la
struttura portante
Barletta
Muratura portante
Calcestruzzo armato
Altro
Totale
Provincia
di Bari
107.244
78.411
28.044
213.699
3.180
3.308
276
6.764
Italia
6.903.982
2.768.205
1.554.408
11.226.595
b.4 - Abitazioni occupate da residenti per numero di stanze
Barletta
Abitazioni con stanze 1
2
3
4
5
6 e più
Totale
833
3.496
8.102
10.349
4.871
1.560
29.211
Provincia
di Bari
9.290
44.882
110.387
195.489
119.544
45.058
524.650
Italia
340.718
1.909.328
4.397.100
7.062.331
4.906.883
3.036.928
21.653.288
b5 - Abitazioni occupate da residenti per titolo di godimento
Barletta
Proprietà
19.040
Affitto
8.170
Altro titolo
2.001
Totale
29.211
di cui
con almeno un gabinetto 29.185
Provincia
di Bari
365.539
121.292
37.819
524.650
Italia
15.453.656
4.327.618
1.872.014
21.653.288
523.870
B6 - Abitazioni non occupate
Barletta
Totale
Provincia
di Bari
101.240
2.495
17
Puglia
461.041
e- Servizi alla popolazione
ci- Servizi alla popolazione (standard per la residenza)
Con riferimento al DEVI 1444/1968 che stabilisce le superfici da
destinarsi alle urbanizzazioni secondarie, nella misura di:
a-aree per l'istruzione
b- aree per attrezzature
e- aree per verde attrezzato
d- aree per parcheggio
aree nel complesso
= 4,5 mq/abitante
= 2,0 mq/abitante
= 9,0 mq/abitante
= 2,5 mq/abitante
=18,0 mq/abitante,
sono state censite le aree destinate a servizi per la popolazione.
c.2- Dotazioni esistenti dei servizi alla popolazione (dati UTC, 2004):
c.2.1- destinate all'istruzione (superfici in mq)
a. 1- Asili nido
An. 1-Via D'Annunzio
An.2 - Via Manzoni
An.3 - Via Buonarroti
An.4 - Via M.Aranco
sommano
3.459
1.445
2.964
2.681
10.639
a.2 - Scuole materne
SmOl - Circolo D'Azeglio, p.zza Plebiscito 837
SmO2 — Circolo Musti, via Boggiano
228
Sm03 - Circolo Fraggianni, via Chieffi
210
SmO4 - D. Savio, via Madonna della Croce 284
SmO5 - D. Savio, via Barberini
552
SmO6 - Circolo Modugno, via Manfredi
337
SmO7 - Circolo Modugno, via Maranco
3.476
Sm08 - Circolo Modugno, via Scommegna 358
SmO9 - Circolo Girondi, via Botticelli
1.000
SmlO - Circolo Girondi, via Pirandello
2.867
Sml 1 - Circolo Girondi, via Sansovino
88
Sin 12 - Circolo Girondi, via Leopardi
72
Sml3 - Spirito Santo, via Di Vagno
1.596
Sml4 - San Benedetto, via Canne
552
Sml5 - Cuore Immacolata, via Milano
608
Sml 6 - Santa Chiara, via Cavour
200
Sml7 - Santa Teresa, via Canosa
875
Sml8 - Sacro Cuore, via Marone
1.586
Sml9 - San Ruggiero - via Cialdini
350
Sm20 - Monte di Pietà - via Cialdini
612
Sm21 - Princ.di Napoli - P.zza Plebiscito
1.025
sommano
17.713
a. 3 - Scuole elementari
SeOl - Circolo D'Azeglio, V.XXIV Maggio
SeO2 - Circolo Musti, via Palestra
SeO3 - Circolo Fraggiani, via Vitrani
SeO4 - San D.Savio, via Canosa
SeO5 - Circolo Modugno, via Manfredi
SeO6 - Circolo Girondi, via Botticelli
SeO7 - Santa Teresa, via Canosa
SeO8 - Sacro Cuore, via Marone
SeO9 - San Ruggiero, via Cialdini
SelO - Scuola via Prascina
Sei 1-Scuola via Donizzetti
Sel2 - Scuola Contrada Cavaliere
Sel3 - Scuola via Zanardelli
sommano
18
2.819
6.642
3.164
5.080
600
5.420
1.000
4.000
475
13.511
13.633
8.979
12.010
77.333
a. 4 — Scuole medie
SmO 1 - Gruppo De Nittis, via Libertà
Sm02 - Gruppo Manzoni, viale Marconi
Sm03 - Gruppo Baldacchini, via A. Bruni
SmO4 - Gruppo Moro, via Dimiccoli
SmO5 - Gruppo Fieramosca, via D.Alighieri
SmO6 - Gruppo Giovanni 23°, via Cialdini
SmO7 - Gruppo Dimiccoli, via Baldacchini
sommano
sommano i servizi per l'istruzione
1.700
2.530
2.990
7.560
9.200
729
1.120
25.829
131.514
c.2.2- destinate alle attrezzature (superfìci in mq)
b.l- attrezzature culturali (at.cu) .
at.cu.01- Castello:
biblioteca, centro congressi, mostre
9.800
atcu.02- Centro Culturale
c/o S.Domenico, via Cavour
1.173
at.cu.03 Palazzo Della Marra, via Cialdini 1.936
at.cu.04 Teatro Curci, c.so Cirr.Emanuele 1.945
sommano
14.854
b.2- attrezzature religiose (atre)
at.re.01- 32 Chiese e Santuari
per complessivi
38.780
b.3- attrezzature civiche (atei)
at.ci.01- Municipio, C.so VittEmanuele
476
at.ci.02- Uff. Com. Anagrafe, via Cialdini 2.228
at.ci.03- Pretura
8.264
at.ci.04- Com.Vigili Urbani, ex Pretura
726
at.ciO5- ENEL
600
at.ciO6- Palazzo Poste, p.zza Caduti
616
at.ciO7- Staz. ferroviaria, p.za Conteduca 1.140
at.ciO8- Nuova Posta, via L. da Vinci
4.333
at.ciO9- Uffici Com. ex INA, p.za Roma
753
atxilO- Ex convento S. Lucia
1.054
atcill- Ex carcere S. Andrea
1.756
at.cil2- Macello comunale, via Andria 45.733
at.cil3- Commiss. P.S., via A. Manzoni 2.350
at.cil4- Sede Guardia Finanzia, p.Marina 3.760
at.cil5- Sede Vigili Fuoco, via Trani
3.500
at.cil6- Staz. Carabinieri, v.Pappalettere 1.940
at.cil7- Uff.Com.Pal.Reichlin,v. Marconi 2.700
sommano
81.929
sommano le superfìci per le attrezzature
135.563
c- aree destinate al verde ed allo sport
ci- aree a verde attrezzato (ve.at.)
ve.at.01- Giardini piazza Plebiscito
2.730
ve.at.02- Giardini viale Giannone
10.500
ve.at.03- Giardini piazza Federico Svevia 3.528
ve.at.04- Giardini SE piazza Castello 22.512
ve.at.05- Giardini W piazza Castello
5.550
ve.at.06- Villa Bonelli
22.550
ve.at.07- Fossati e giardini N Castello 64.432
ve.at.08- Campetto Oratorio S.Lucia
730
ve.at.09- Verde via Vespucci-viaElena
1.368
ve.at. 10- Verde Palazzine Feltrinelli
1.000
ve.at.ll- Verde Mura S.Cataldo/S.Andrea 3.095
ve.at. 12- Nuovi giaredini via L.da Vinci 9.778
sommano
147.773
c.2- aree per lo sport (ar.sp) ar.sp.01- Stadio
comunale L.Simeone
15.262
19
ar.sp.02- Stadio comunale buovo
ar.sp.03- Palazzerro Sportjvia Leonardo
ar.sp.04- Area N, Mura Cajrmine
sommano
i
sommano le aree a ,verde e per lo s
Ì
46 .036
38 .024
65 .169
po T
r
164.491
312.264
c2.3- destinate al parcheggio (superfici in mq)
ci- Area Nord Mura del Cannine
c.2- Area Cafiero Re. Elena
c.3- Area via Leonardo/via leopardi
c.4- Parcheggio piazza Cervi
c.5- Parcheggio piazza Plebiscito
e. 6- Parcheggio Nuovo Ospedale
c.7- Parcheggio Ipercoop
sommano
10
9
4
1
1
18
11
574
800
588
086
900
000
000
56.948
Sommano le aree esistenti per i servizi alla popolazione
636.289
A tale dotazione va aggiunta la superficie di tutti i servizi realizzati
nelle zone di espansione.
20
d- Attrezzature di interesse generale (zona F)
d.l- Le aree da destinare alle attrezzature di interesse generale
Con riferimento alle prescrizioni del DIM 1444/1968 che, per le
superfici da destinarsi alle attrezzature di interesse generale ,la "zona
omogenea F", individua i fabbisogni minimi di aree nella misura di
- per l'istruzione superiore all'obbligo
- per le attrezzature sanitarie/ospedaliere
- per il/i parchi urbani
nel complesso
= l,50mq/abitante
= 1,00 mq/abitante
= 15.00 mq/abitante
= 17,50 mq/abitante
d.2- Le dotazioni esistenti
Le aree delle dotazioni esistenti, sono pari a (in mq):
d.2.1- Aree per l'istruzione superiore
d.1.1- IPSAM, via Marina (851+846)
d.1.2- Istituto Magistrale Salesiano
d.1.3- Liceo Classico A.Casardi
d.l.4-IPCSGarrone
d. 1.5- IPSIA Archimede, via Mad.d. Croce
d.1.6- ITCS, ITIS, via Madonna della Croce
d.1.7- ITGC, via Cassandra
d. 1.8- Liceo Scientifico, via Dante
d.1.9- ISAS, via D'Aragona
Sommano
1.697
550
3.411
100
10.423
45.387
8.450
9.548
84
79.650
d.2.2- Aree per la sanità
d.2.1- Centro Sociale Lazzaretto
d.2.2- Ospedaletto, via Cavour
d.2.3- Ospedale, piazza. Umberto
d.2.4- Casa di riposo, via Fermi
d.2.5- Saub, piazza federico Svevia
d.2.6- Ospedale Nuovo
Sommano
9.778
787
4.228
1.435
435
131.957
148.620
d.2.3- Aree per il parco urbano
d.3.1- Area a parco
0
sommano le aree della "zona F"
21
228.270
e- Attività produttive
e.l- Prodotto interno lordo (2003. prezzi correnti)
Barletta
Provincia
di Bari
Prodotto interno lordo totale
1.291,21
23.343,41
per abitante 13.916,00
14.852,00
Puglia
56.331,84
13.940,00
(II "prodotto interno lordo ai prezzi correnti" è l'aggregato economico costituito dal valore,
aggiunto ai prezzi base più l'imposta sul valore aggiunto (IVA), le imposte indirette nette sui ■■
prodotti e le imposte sulle importazioni.)
e.2- Imprese, istituzioni, unità locali e addetti (2001)
Barletta
Imprese: totale
di cui artigiane
Istituzioni
Unità locali:
imprese
addetti
di cui artigiane
addetti
istituzioni
addetti
totale
addetti
Addetti ogni
abitanti
6.054
2.148
161
6.341
19.430
2.188
5.880
241
3.873
6.592
23.303
25,3
Provincia
di Bari
95.894
28.405
4.138
102.415
327.093
29.456
74.032
6.238
92.017
108.653
419.110
26,9
(esclusa agricoltura)
Nel 2002 le unità locali attive sono state complessivamente pari a 10.002 con 15.916.
addetti.
i
(Impresa: è l'attività economica svolta in maniera professionale ed organizzata, finalizzata
alla produzione e/o allo scambio di beni e servizi, da un soggetto individuale 0 collettivo.
Unità locale: è l'impianto (o corpo di impianti) situato in un dato luogo e variamente
denominato (agenzia, filiale, rappresentanza, magazzino, negozio, deposito, ecc.
Addetto: è una persona che possiede una occupazione in proprio o alle dipendenze da cui trae ;
una retribuzione o un profitto.)
e.3- Imprese per numero di addetti
Barletta
numero addetti: 1
2
3-5
6-9
(esclusa agricoltura)
10-15
16-19
20-49
50-99
100-249
250epiù
totale
3.705
892
785
353
184
51
90
18
4
2
6.054
Provincia
di Bari
59.114
14.747
12.777
4.623
2.336
647
1.244
252
103
51
95.894
e.4- Imprese per settore di attività economica
Barletta
Agricoltura e pesca (*)
Industria estrattiva
26
1
22
Provincia
di Bari
500
78
Industria manifatturiera
Energia, gas, acqua
Costruzioni
Commercio e riparazioni
Alberghi e pubblici esercizi
Trasporti e comunicazioni
Credito e assicurazioni
Altri servizi
Totale
1.52
1
524
2.00
236
277
82
1.372
6.054
13.598
59
10.769
36.086
4.152
3.727
1.678
25.247
95.894
(♦) comprende le attività non comprese nel Censimento per l'agricoltura e pesca
e.5- Addetti alle unità locali delle imprese e delle istituzioni
Barletta
Indipendenti
Dipendenti:
Addetti
mf
m
Imprese mf
m
Istituzioni mf
m
mf
m
m/mfxlOO
7.338
5.669
12.092
8.845
3.873
1.793
23.303
16.307
70,0
Provincia
di Bari
119.491
93.283
207.602
145.045
92.017
43.930
419.110
282.258
67,3
e.6- Imprese e istituzioni per numero di addetti
Barletta
Numero addetti: 1
2
3-5
6-9
10-15
16-19
20-49
50-99
100-249
250 e più
Unità senza addetti
Totale
3.950
916
828
366
177
57
105
40
11
4
138
6.592
Provmcia
di Bari
64.268
15.421
13.692
5.292
2.824
841
1.761
648
247
103
3.556
108.653
e.7- Numero imprese per settore di attività economica
Barletta
Agricoltura e pesca (*)
Industria estrattiva
Industria manifatturiera
Energia, acqua, gas
Costruzioni
Commercio e riparazioni
Alberghi e pubblici esercizi
Trasporti e comunicazioni
Credito e assicurazioni
Altri servizi
Totale
27
2
1.582
4 .
53“
2.146
243
288
112 .
1.401
6.341
Provincia
di Bari
507
101
14.584
160
11.061
38.764
4.385
4.188 •
2.353
26.312
102.415
(♦) comprende le attività non comprese nel Censimento per l'agricoltura e pesca
(II settore di attività economica è il campo in cui viene esercitata la professione)
23
e.8- Numero addetti per settore di attività economica
Barletta
Agricoltura e pesca
9.640 (33,3)
Provincia
di Bari
120.433
(conduttori, impiegati e operai a tempo indeterminato)
Industria estrattiva
Industria manifatturiera
Energia, acqua, gas
Costruzioni
Commercio e riparazioni
Alberghi e pubblici esercizi
Trasporti e comunicazioni
Credito e assicurazioni
Altri servizi
Totale
7 ( 0,0)
8.584 (29,7)
102 ( 0,3)
1.917 ( 6,6)
3.964 (13,8)
554 ( 1,9)
870 ( 3,0)
496 ( 1,7)
2.798 ( 9,7)
28.932 (100)
622
91.059
3.417
39.673
75.691
12.588
24.557
9.912
66.811
444.763
e.9- Numero istituzioni pubbliche
Barletta
Ente statale
Ente locale
Ente sanitario pubblico
Ente di previdenza
Altra istituzione pubblica
Totale
Provincia
di Bari
1.031
408
156
43
20
7
1
11
82
24
180
1.799
e.10- Numero addetti delle istituzioni pubbliche
Barletta
Ente statale
Ente locale
Ente sanitario pubblico
Ente di previdenza
Altra istituzione pubblica
Totale
2.036
366
1.193
38
54
3.687
Provincia
di Bari
42.929
11.321
17.092
984
7.981
80.307
e. 11- Aziende agricole
Barletta
Numero aziende
Superficie aziendale (ha)
seminativo
coltivazioni legnose
pascoli e prati perm.
arboricoltura da legno
boschi
Superficie media
Superficie non utilizzata
di cui destinata
per attività ricreative
Altra superficie
Superficie complessiva
Incidenza % della SAU
sulla superficie totale
5.066
7.934,08
719,26
7.208,06
6,76
2,78
6,63
1,60
257,02
Provincia
di Bari
118.720
344.108,82
145.921,43
175.447,95
22.739,44
90,74
18,545,12
2,90
6.764,51
4,29
169,55
8.388,06
139,30
4.649,70
374.158,89
94,6
24
92,0
e.12- Stima del valore aggiunto ai prezzi base dei fattori produttivi
Barletta
Provincia
di Bari
Puglia
1.245.251
13.518
21.435.300
13.742
52 .072.40
12.955
Valore aggiunto (2002):
totale (euro x 1.000)
per abitante (euro)
e.13- Spesa prevista per i servizi relativi all'istruzione scolastica
Per l'esercizio 2003
Spesa prevista
Contributi richiesti
Contributi assegnati
Barletta
Provincia
di Bari
2.336.180
1.500.940
134.441
48.411.619
23.930.219
3.204.769
Puglia
130 .283.60
69 .608.27
8 .400.00
e.14- Strutture ricettive alberghiere al 31.12.2002 (Ipres)
Barletta
Esercizi alberghieri: numero
camere
posti letto
bagni
Residenze turistiche-alberghiere
esercizi
=
camere
posti letto
bagni
Alloggi agrituristici
esercizi
=
camere
posti letto
bagni
Strutture ricettive: case/appart.
esercizi
=
camere
posti letto
bagni
Posti letto con prima colazione
esercizi
=
camere
posti letto
bagni
Affittacamere
esercizi
=
camere
posti letto
bagni
Case per ferie
esercizi
=
camere
posti letto
bagni
Ostelli della gioventù
esercizi
=
camere
posti letto
bagni
8
257
480
268
=
61
43
Puglia
712
26.679
52.996
26.157
325
793
326
2.172
7.248
2.085
13
202
665
2.445
675
1.349
3.802
1.345
6
164
105
178
41
5.914
15.859
3.838
16
135
57
113
43
392
18
152
81
157
74
703
1.459
627
5
16
69
148
69
508
875
487'
ss
ss
=
=
=
=
ss
Provincia
di, Bari
138
5.526
10.206
5.486
=
=
=
=
=
=
=
=
477
848
1
a”
=
“a
25
8
69
10
Villaggi turistici e campeggi
esercizi
=
9
ricettività
=
Arrivi e presenze negli esercizi ricettivi
arrivi italiani
33.831
stranieri
3.183
totale
37.014
presenze
italiani
57.963
stranieri
5.872
totale
63.835
Movimento clienti italiani e stranieri
% italiani sul totale
arrivi
presenze
giorni permanenza: italiani
stranieri
totale
206
3.372
105.741
426.120
1.943.219
89.556
515.676
1.071.414
206.176
1.277.590
314.295
2.257.514
8.773.439
1.502.131
10.275.570
91,4
=
■ 9,0,8
=
1,7
1,8
=
1,7
86,1
85,4
4,5
4,8
4,6
e.15- Sportelli bancari ed ammontare dei depositi e degli impieghi
al 31.12.1002
Barletta
Sportelli (numero) Depositi
(migliaia euro) Impieghi
(migliaia euro) Incidenza %
Imp./Dep Num. abitanti per
sportello Depositi per
abitante (euro) Impieghi per
abitante (euro) Volume
medio di sportello (migliaia
di euro)
depositi
impieghi
28
648.513
593.517
91,5
3.290
7.040
6.443
Provincia
di Bari
555
11.093.579
12.374.506
111,5
2.807
7.121
7.943
Puglia
1.311
24.160.665
22.642.146
93,7
3.028
, 6.085
5.703
23.161
19.988
18.429
21.197
22.296
17.271
e. 16- Energia elettrica venduta dall'ENEL nel 2002
Barletta
(energia attiva in kilowattore x 1000)
Per usi domestici
84.2783121
Per usi produttivi:
agricoltura
5.066.245
industria
206.346.232
terziario
59.305.550
totale
354.996.148
in percentuale
Per usi domestici
23,7
Per usi produttivi:
agricoltura
1.4
industria
58,1
terziario
16,7
totale
100,0
per numero di clienti
Impiego domestico
35.455
Agricolo
: 672
industriale
1.857
terziario
5.032
totale
43.016
26
Provincia
di Bari
Puglia
1.417.066
3.847.698
167.953
1.456.353
1.217.490
4.258.863
497.764
4.171.188
3.088.252
11.604.902
33,3
33,2
3,9
34,2
28,6
100,0
4,3
35,9
26,6
100,0
644.950
15.121
18.289
89.833
768.193
1.828.107
61.598
46.590
240.050
2.176.345
e.17- La "ricchezza del territorio"
inteso come
"valore
La individuazione del valore"nel, territorio”
inteso
comeservizi
“valore aggiunto
comunale a prezzi di base al lordo dei servizi finanziari e monetari “ ,
consente .la stima del prodotto interno lordo disaggregato per Comune
(Analisi Censis- Rur)
Barletta
Popolazione residente 2001
Totale addetti 2001
PIL 2001 (x milioni di euro)
PIL procapite (x 1.000 euro)
PIL per addetto (x 1.000 euro)
92.094
37.867
1.083,2
11,8
28,6
Provincia
di Bari
1.559.662
721.546
22.754
14,6
31,5
Puglia
4.020.707
1.847.142
54.773
13,6
29,07
2.3- Identità strutturale dell'ambiente
a- Assetto strutturale del territorio comunale
a.l- II sistema morfologico-geologico-idrogeologico e pedologico
Soltanto per richiamo dei più significativi aspetti del sistema
morfologico, geologico, idrogeologico e pedologico, che saranno
oggetto di specifiche trattazioni, si annotano i seguenti aspetti.
Dal punto di vista geologico, il territorio comunale di Barletta è parte
integrante della zona di transizione tra il dominio paleografico della
Piattaforma Carbonatica Apula e dell'Avanfossa Sudappenninica.
Le aree di affioramento delle rocce carbonatiche risultano fortemente
condizionate, tanto in superfìcie quanto \n profondità, dal fenomeno
carsico che riveste una fondamentale importanza in termini sia di
alimentazione dell'acquifero (falda carsica) sia di idrodinamica dello
stesso, con conseguenze sui sedimi degli interventi edilizi e, in genere,
di tutte le opere di trasformazione del territorio.
Dal punto di vista morfologico il territorio comunale non presenta
specificità; ha un andamento pianeggiante leggermente degradante
verso Nord e presenta in superficie; forme carsiche che ne
movimentano con lievi ondulazioni l'assetto morfologico e che
attestano l'esistenza di una antica idrografia superficiale.
Dal punto di vista pedologico i tipi di tejrreno dominanti sono quelli
delle "terre rosse" su roccia calcarea e de^le "terre calcareo-arenacee"
su tufi. Terreni, pertanto, dalle caratteristiche fisiche e chimiche che
consentono lo sviluppo di un elevato nunjiero di colture, specialmente
se irrigati. Il suolo agricolo è utilizzato ajd oliveto e vigneto per oltre
P80%, a frumento e foraggi per circa il 9%, ed è incolto per meno del
3%.
I
a.2- II sistema naturalistico
II sistema naturalistico caratterizzante il territorio comunale di Barletta è
rappresentato dai due "Proposti Siti di Importanza Comunitaria-pSIC",
localizzati uno a ridosso dell'asta e della foce fluviale dell'Ofanto e
l'altro nell'area marittima a Sud dell'abitato prospiciente la Riviera di
Levante, denominati rispettivamente "pSic IT9120011 "Valle Ofanto Lago Capaciotti" e "pSic IT912009 "Posidonieto San Vito-Barletta".
Il sito "Valle Ofanto- Lago Capaciotti", dell'estensione di circa 7.572
ettari, appartiene alla regione biogenetica "mediterranea", ed è "un
sito di elevato valore paesaggistico ed archeologico; si tratta del più
importante ambiente fluviale della Puglia; a tratti la vegetazione
ripariale a Populus alba presenta esemplari di notevole dimensioni
che risultano fra i più maestosi dell'Italia Meridionale; è l'unico sito di
presenza della Lutra Intra della regione."
Il sito "Posidonieto San Vito-Barletta", dell'estensione di 103
ettari,-appartiene alla regione biogenetica "mediterranea", ed è "un
sito marittimo ove "la non spiccata rigogliosità della prateria lascia
spazio sufficiente all'insediamento di varie biocenosi tipiche del
piano
28
infralitorale. Particolarmente diffuse nell'ambito della biocenosi ad
Alghe Fotofile le specie Cystoseira sp. e Dictyota sp, presenti sia su
substrati rocciosi sia ampi tratti di fondali a matte morta. Significativa
rilevanza, inoltre hanno i sistemi litoranei sabbiosi con ampia
profondità a Levante ed a Ponente dell'abitato.
>
_a.3- II sistema dell'insediamento antropico
a.3.1- Infrastrutture puntuali ed a rete
II territorio comunale di Barletta è dotato di tutte le infrastrutture,
esclusa solo quella, relativa alla movimentazione di persone e merci,
del trasporto aereo.
Le varie reti e punti di trasformazione e/o accumulo di acqua, energia
elettrica, gas, rifiuti liquidi, rifiuti solidi, e servizi connessi alla
logistica dei trasporti, già presenti sul territorio, saranno oggetto di
specifiche trattazioni.
a.3.2- II territorio urbanizzato
In forma radiale rispetto al nucleo antico, l'abitato si è sviluppato
inizialmente lungo gli assi stradali verso i centri abitati dei Comuni
confinanti, privilegiando, in senso antiorario:
- le aree tra la sede ferroviaria ed il mare con i limiti costituiti a Ovest
dal cimitero e dalla zona industriale e, a Est, dalla Cementeria e dagli
insediamenti industriali;
- le aree tra la sede ferroviaria e la strada statale 16 bis (che, peraltro,
funziona da circonvallazione) per le superfici tipizzate dagli strumenti
urbanistici, limitata a Est dalle Casermette ed a Ovest con le aree
agricole parzialmente impegnate dal nuovo Ospedale.
Le espansioni residenziali recenti hanno sostanzialmente saturato le
aree sopra descritte con possibilità insediative residuali nella zona
inizialmente destinata all'edilizia residenziale pubblica.
2.4-Le tutele
2.4.1- Le tutele comunitarie
II territorio comunale è interessato da tutele di livello comunitario sui
"siti" oggetto del D.P.R. 357/08.09.97 (suppl. n.219/L. G.U.
n.248/23.10.1997), integrato dal D.P.R. 120/12.03.03, in attuazione
della Direttiva 92/43/CEE relativa alla "conservazione degli habitat
naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche". Essi
sono quelli denominati rispettivamente "pSic IT9120011 "Valle Ofanto
- Lago Capaciotti" e "pSic IT912009 "Posidonieto San Vito-Barletta".
Il primo perché, presentando "Foreste a galleria di "Salix alba" e
"Populus alba", ha aspetti di vulnerabilità poiché "negli ultimi decenni
diversi tratti del fiume sono stati bonificati e messi a coltura con
distruzione della vegetazione ripariale. Purtroppo tale tendenza non
accenna a diminuire. L'inquinamento delle acque per scarichi abusivi e
l'impoverimento della portata idrica per prelievo irriguo sono le
principali cause di degrado. Lo sono anche il taglio lembi residui di
29
vegetazione da parte dei proprietari frontisti; e la cementazione delle
sponde in dissesto."
Il secondo perché, presentando "Erbari di posidonie", che sono
"Habitat definiti prioritari ai sensi della Dir.92/43/CEE in pericolo di
estinzione sul territorio degli Stati membri, per cui l'Unione Europea si
è assunta particolare responsabilità", ha aspetti di vulnerabilità
poiché "Tra le cause di degrado della prateria sono da citare
indubbiamente le modificazioni della linea di costa, intervenute in
prossimità di tutti i grossi comuni costieri, con la costruzione dei vari
moli portuali. Tali costruzioni potrebbero aver provocato variazioni
nel ritmo di sedimentazione alterando il regime idrodinamico della
zona. Non meno importanti sono da considerarsi tutti gli scarichi
fognari, che per molti anni hanno riversato in mare reflui non trattati
nonché l'azione deleteria di alcune attività di pesca sottocosta
(strascico, vongolare), da tempo insistenti sull'area marina."
2.4.2- Tutele di livello nazionale
Nel territorio comunale, compreso ovviamente il centro abitato, sono
interessati da tutele di livello nazionale, derivanti dalle leggi
1497/1939 e 1084/1939, oggi Titolo II del Decreto Legislativo
n.42/22.01.2004 "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio",
numerosi edifici che sono stati censiti.
Il territorio è classificato come sismico ai sensi della legge n.64/1974 e,
con la Ordinanza del PCM n.3274/20.03.2003 (GU n.72/8.5.2003) ed
il conseguente provvedimento regionale (Nota Assessorato
regionale ai LLPP del 31.07.2003), è stato classificato come "zona 3".
2.4.3- Tutele di livello regionale
a- Gli Usi civici
Nel territorio di Barletta insistono vaste estensioni di "terreni
demaniali di uso civico" costituite con assegnazioni "sovrane" del
1190.1294,1470.
Con deliberazione della G.M. n.203 del 04.09.2003 il Comune di
Barletta ha deliberato di attivare le procedure per la
"sdemanializzazione" di parte dei terreni demaniali di uso civico e di
procedere alla loro reintegra, stabilendo che i proventi rinvenienti
siano utilizzati in opere di interesse generale.
b- II Putt/P della Regione Puglia
1- Con Deliberazione della Giunta Regionale 1748/15.12.2000 (BurP
n.6/11.01.2001), la Regione Puglia si è dotata del Piano urbanistico
tematico territoriale del Paesaggio, in adempimento di quanto disposto
dall'art.149 dell'art. 149 del D.vo n.490/29.10.99 (oggi art.143 del già
citato D.vo n.42/22.01.04 "Codice dei Beni Culturali e del
Paesaggio") e dalla LR n.56/1980, con l'obiettivo di "disciplinare i
processi di trasformazione fisica e l'uso del territorio allo scopo di:
tutelarne l'identità storica e culturale, rendere compatibili la qualità
del paesaggio, delle sue componenti strutturanti, e il suo uso sociale,
promuovere la salvaguardia e valorizzazione delle risorse territoriali".
Più in particolare, il Putt/P ha individuato: gli "obiettivi generali e
specifici di salvaguardia e valorizzazione paesaggistica"; gli "indirizzi
di orientamento e di definizione degli obiettivi"; le "direttive di
30
regolamentazione per le modalità di intervento"; le "prescrizioni di
base direttamente vincolanti"; i "criteri per la modificazione e/o
sostituzione delle prescrizioni di base ".
Il Putt/P inoltre ha definito e perimetrato gli Ate, ambiti territoriali
estesi, e gli Atd- ambiti territoriali distinti. Gli Ate sono le parti del
territorio considerate di: "valore eccezionale A" (quando è presente
almeno un bene paesaggistico di riconosciuta unicità), di "valore
rilevante B" (quando sono presenti più beni paesaggistici), di "valore
distinguibile C" (quando è presente un bene paesaggistico), di "valore
relativo D" (quando in assenza di beni paesaggistici sono presenti
vincoli diffusi), di "valore normale £" (quando non è direttamente
dichiarabile un significativo valore paesaggistico). Gli Atd sono parti
definite del territorio, costituenti sia il sedime sia l'area annessa di
beni di natura geologica-geomorfologica-idrogeologica; di beni di
natura botanico-vegetazionale, colturale e faunistica; di beni della
stratificazione storica dell*organizzazione insediativa. Essi sono
singolarmente individuati dal Putt/P e sottoposti a verifica ed
aggiornamento in sede di pianificazione comunale sia generale sia
esecutiva.
2- Già nel PRG/2000 il territorio del Comune è stato analizzato con
procedure coerenti con il Putt/P, e la sua trasformabilità è stata
disciplinata con piena aderenza alee sue Norme tecniche di attuazione.
2.4.4-Tutele di livello locale
Nel PRG/2000 sono stati censiti come immobili da considerare "beni
culturali architettonici" e, quindi, da sottoporre a tutela con la
disciplina delle Norme Tecniche di Attuazione.
31
2.5- Identità storica e culturale
a- La stratificazione storica dell'insediamento
Tra leggenda e storia
La più antica rappresentazione "grafica" di Barletta è quella di Carlo
Gambacorta del 1598; quella più nota è quella del Pastore della fine
del XVIII secolo.
“ “ a t i n“r 11 ,(•“!* ”“l :i*ilj.
i, punc 1 iamuiliii %. pwtb <W Cb“ljkn l. Umidi l'ama iti Citcx 4. iu*l“ >.!“i“i“i “tagli .“aitifii J. “)”!* iM
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h*”j(“Aii ij. liiijs J. tonte! i'/, pvta Dodit u. urne” |”“* ”~fci vi. P“tis” dui Marni 1.”, !“”” ìì. &*““; in. “i“l. Ma C MWK “^ ” , “ * i ,
k & , “ : . u . & * ” J ” u , V J M u r t . ” a , . k “ * M i m e A f t e * H - ( “ “ & M t o m t i , h f t a a t o i . u t , t i m U t . % i ^ m m n . * ” * * . S . Aulwa: M. “““..li
a. enu%“ ”JJ, lum “ miti MMnnt j* putì Itelm. H ManaM “• ”BIMS*I “UBI”*' “oMìm * ^*” “fammi- ■ , t r
C “”(“ & Annoio ;
(Riproduzione da "Archivio di Stato di Bari, Sezione di Archivio di Stato di Barletta - Barletta tra il grano
e la sabbia-1 progetti per il porto, Dedalo litostampa 1983)
Di Barletta hanno scritto in modo più o meno documentato molti studiosi.
Per le finalità di questa citazione sono da ricordare i "classici":
Amati A., Dizionario corografico dell'Italia, Milano 1868
Colella G., Toponomastica Pugliese, Trani 1941
Ceci R. Mascolo R., Barletta, leggere la città, Liverini, Barletta 1986
Garruba M., Serie critica de ' Sacri Pastori Baresi, Bari 1844
Giustiniani L., Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Napoli
1791
Grisotti M., Barletta- il castello, la storia, il restauro, ed. Adda, Bari 1995
Pacichelli G.B., Del Regno di Napoli in prospettiva, Napoli 1703
Russo R., Dal nuovo Prg ai programmi di recupero urbano, ed. Rotas,
Barletta 1995
ed il monumentale lavoro bibliografico
R. Mascolo, "Barletta nei libri", Ricerca della Biblioteca", Barletta 2001.
32
Parte terza
II futuro
3- Previsioni programmatiche
Le previsioni programmatiche si concretano nel dimensionamento dei
fabbisogni nei settori residenziale, produttivo, infrastnitturale, e nella
localizzazione dei loro soddisfacimenti.
Il dimensionamento è elaborato applicando i "Criteri per la
formazione degli strumenti urbanistici e per il calcolo del fabbisogno
residenziale e produttivo" prescritti dalla vigente Delibera di Giunta
Regionale n.6320 del 13.11.1989.
3.1- II settore residenziale
3.1.1- La dinamica della popolazione
La proiezione della popolazione residente allo scadere del
quindicennio futuro, che si assume al 31 dicembre 2020, calcolate la
media del decennio intercensuario, la media del quindicennio
pregresso, e quella dalla data del Censimento 2001 al 31.12.2004, che
sono
risultate
essere
pari
a:
-media annua intercensuario 1991-2001 =
0,0012
- media annua ultimo quindicennio 1988-2004 =
0,0041
- media annua dall'ultimo censimento 2001 al 2004 =
0,0092
con la conseguente media delle medie pari a circa
0,0048,
la proiezione della popolazione residente al 2020 risulta essere:
P2020 = P2004 * 1,0048 17 = 93.104 * 1,0848 - 100.999 abitanti.
Proiettando la tendenza intercensuaria del numero medio dei
componenti la famiglia dal 1981 al 2001 pari a 3,12, il numero delle
famiglie al 2020 risulta di 32.371 unità.
3.1.2- Proiezione del fabbisogno di stanze al 31 dicembre 2020
II fabbisogno di edilizia abitativa al 31 dicembre 2020, avendo
adottato al 2020 il rapporto tendenziale 1991(0,88)/2001(0,84) di
0,834 abitante/stanza, è stimabile essere pari a:
1-Abitanti residenti al dicembre 2020
=n.
100.999
(a)
2- Indice di affollamento medio comunale al 2020 = Occ./St. 0,760
(b)
3- Dotazione necessaria al 2020 di stanze
= St
132.893 (e)
4- Dotazione esistente al Cens.2001 : stanze censite al 2001= 107.242
(d)
6- Totale stanze costruite dal 2001 al 12.2004 =
4.999
(e)
numero stanze
112.241 (f)
7- Stanze inidonee (oppure perse negli interventi di recupero
per esigenze strutturali, tipologiche, tecnologiche) valutate
in funzione dell'età delle costruzioni, da detrarre:
. ..................
.............
.
33
il 30 % di quelle costruite prima del 1919 (in massima
parte localizzate nel centro storico): 0,30*10.070= 3.021
(g)
- il 30 % di quelle costruite tra il 1920 ed il 1945 (in
massima parte costituiscono la prima espansione
fuori del centro storico) : 0,30 * 6.757 =
2.027
(h)
- il 30 % di quelle costruite tra il 1946 ed il 1960 :
0,30*26.571=
7.971
(0
- il 10 % di quelle costruite tra il 1961 ed il 1971 :
0,10*18.918=
1.892
(1)
8- Stanze "fisiologicamente" non occupate nelle fasi
di recupero delle stanze inidonee: 0,10 * 20.135 =
2.013
(m)
numero stanze a detrarre
-16.924 (n)
9-Stanze idonee al dicembre 2004 (=f-n)
95.317 (o)
10- Fabbisogno di edilizia residenziale al 2020 (=c-n), stanze
37.576 (p)
11- Fabbisogno per terziarizzazione e secondarizzazione di edilizia
residenziale, si conferma la % del 2% di quelle occupate =
stanze
0,02*112.241
2.245 (q)
12-Fabbisogno complessivo di stanze al 2020, stanze
39.821 (r)
(a) dal punto 2.1.1/5
(b) dato Istat, provvisorio
(e) rapporto abitanti/stanze
(d) valore stimato sui dati Censimento 2001, e dati comunali
(g, h, i, 1) percentuali derivate da indagini a campione sulle tipologie esistenti
(m) sulla base dei dati Censimento
(q) fabbisogno stimato confermando la % (2) del 1991, che è il più recente dato disponibile
3.1.3- Proiezione del fabbisogno di "nuova zona C" al 31.12.2020
1- Le aree edificabili necessarie per soddisfare il fabbisogno
residenziale emergente, considerando (statisticamente) esaurita ogni
capacità insediativa per nuove residenze nelle zone omogenee A, B
del PRG/2000, sono localizzate nelle residuali possibilità delle maglie
di zona omogenea "C" (comprensiva di quella del Piano di Zona 167)
del PRG/2000 (poiché il PUG ne mantiene il regime giuridico ed i
conseguenti "diritti acquisiti") e nelle "nuove" maglie della zona
omogenea "C".
Le "nuove" maglie di zona omogenea "C", in coerenza con le
tipologie insediative "desiderate", potranno avere un indice di
fabbricabilità fondiario medio vicino a 3,0 mc/mq che, con lo standard
di 18 mq/100 me, equivale ad un indice di fabbricabilità territoriale
medio di 1,93 mc/q (Ir n.6/12.2.79).
2- Alle aree calcolate per soddisfare il fabbisogno emergente di
residenze sono sommate le aree necessarie per gli insediamenti
derivanti da:
a) operazioni di riqualificazione finalizzate alla riduzione della
"congestione" presente;
b) operazioni di "riqualificazione architettonica premiale" per la
realizzazione di autosilo e di servizi di uso pubblico e/o per la
riqualificazione spaziale ed architettonica degli assi viari
particolarmente congestionati e/o non risolvibili per allocazione
(alcune situazioni limitrofe alla sede ferroviaria),
stimabili, in questa sede, in non meno di 50-60 ettari.
34
3.2- II settore produttivo
3.2.1- Proiezione al 31.12.2020 della popolazione attiva
Utilizzando la articolazione percentuale della popolazione attiva in
condizione professionale per ramo di attività dell'ultimo Censimento
di cui si dispongono i dati disaggregati (1991), applicata ai dati della
popolazione censita nel 2001 con la tendenza 1981-1991, si possono
considerare a tale data i seguenti dati:
a- rapporto popolazione attiva/popolazione residente 28.932
/ 92.094 = 0,3141 pari, in cifra tonda, al 31 %.
b- articolazione della popolazione attiva per attività
In assenza di dati recenti si assume per la articolazione percentuale al
2001 della popolazione attiva, quella del Censimento 1991, che è
stata pari a:
Agricoltura
(conduttori, impiegati e operai a tempo indeterminato)
Industria estrattiva
Industria manifatturiera
Energia, acqua, gas
Costruzioni
Commercio e riparazioni
Alberghi e pubblici esercizi
Trasporti e comunicazioni
Credito e assicurazioni
Altri servizi
Totale
33,3
0,0
29,7
0,3
6,6
13,8
1,9
3,0
1,7
9,7
100,0
ne segue che:
e- la distribuzione dell'incremento della "popolazione attiva",
articolato per attività, proiettato al 2020 è pari a:
Agricoltura
Industria estrattiva
Industria manifatturiera
Energia, acqua, gas
Costruzioni
Commercio e riparazioni
Alberghi e pubblici esercizi
Trasporti e comunicazioni
Credito e assicurazioni
Altri servizi
Totale
(33,3)* 7.378 * 0,31
( 0,1)
*
(29,7)
( 0,3)
( 6,6)
(13,8)
( 1,9)
( 3,0)
( 1,7)
( 9,7)
( 100)
35
=
762
2
679
7
151
316
43
68
39
224
2.291
3.2.2- Fabbisogno emergente di superficie per attività produttive
Applicando al numero dei "nuovi" addetti, con riferimento alle
specificità locali, le "densità di addetti per ettaro di lotto " indicate
dalla DGR 6320/1989, le aree fondiarie necessarie per insediare la
popolazione attiva "emergente", nel complesso, sono pari a circa:
Agricoltura
Industria estrattiva
Industria manifatturiera
Energia, acqua, gas
Costruzioni
Commercio
Alberghi e pubblici esercizi
Trasporti e comunicazioni
Credito e assicurazioni
Altri servizi
Totale
=
=
=
=
=
=
=
=
=
=
762 :....
2 :....
679 : 57
7: 100
151 : 100
316 : 57
43 : 57
68 : 57
39 : 100
224: 100
SAU
=
11,90 ettari
0,07 "
1,51 "
5,54 "
0,75 "
1,19 "
0,39 "
2,24 "
23,59 ettari
Alla superficie fondiaria di 23,59 ettari va sommata la superficie per le
urbanizzazioni primarie, stimabile nel 15% della Sf, e quella per le
urbanizzazioni secondarie pari ad almeno il 10 % della Sf con un
conseguente fabbisogno complessivo, in cifra tonda, di circa 30 ettari.
3.2.3- Fabbisogno emergente complessivo di superficie per attività
produttive; destinazioni d'uso "miste"
La superficie sopra calcolata con il criterio "statistico" in applicazione
della "6320" è del tutto incongruente con la realtà
economico-produttiva della Città così come, peraltro, attesta il
PIP/2000- Piano per Insediamenti Produttivi comunale che, con la
proiezione al 2013 ha impegnato circa 192 ettari.
La individuazione di nuove localizzazioni per attività produttive,
comprese quelle commerciali, da operare evitando/limitando gli
insediamenti ad unica destinazione e privilegiando quelle che
prevedono un oculato "mix" tra attività e, anche, tra attività e
residenze (il successo delle "casa-studio-laboratorio" ne è
dimostrazione), specialmente nell'ottica del recupero dell'esistente, è
obiettivo del redigendo PUG.
36
3.3- II settore infrastrutturale
3.3.1-1 servizi alla popolazione (standard)
Con riferimento ai valori minimi stabiliti dal DIM 1444/1968 per le
aree da destinare alle urbanizzazioni secondarie, i "fabbisogni
minimi" per la popolazione residente di 100.482 abitanti (2020)
risultano essere pari a:
aree per l'istruzione
=100.482 x
aree per attrezzature
aree per verde attrezzato
aree per parcheggio
aree nel complesso
4,5 mq/abitante =
2,0 mq/abitante =
9,0 mq/abitante =
2,5 mq/abitante =
18,0 mq/abitante =
45,22 ettari
20,10 "
90,43 "
25,12 "
180,87 "
Considerate le dotazioni esistenti, pertanto, i fabbisogni da soddisfare
risultano essere di aree:
- destinate all'istruzione
- destinate alle attrezzature collettive
- destinate al verde ed allo sport
- destinate ai parcheggi
- nel complesso
13,15 - 45,22 = - 32,07 ettari
13,55 - 20,10 = - 6,55 ettari
31,23- 90,43 = - 90,43 ettari
5,69- 25,12 = - 19,43 ettari
63,62- 180,87 =- 117,25ettari
3.3.2-Attrezzature di interesse generale (zona F)
Con riferimento ai valori minimi stabiliti dal DIM 1444/1968 per le
aree da destinare alle attrezzature di interesse generale, i "fabbisogni
minimi" per la popolazione residente di 13.213 abitanti (2020)
risultano essere pari a:
aree per l'istruzione superiore
aree per attrezzature sanitarie/ospedaliere
aree per parchi urbani
aree di zona F nel complesso
=100.482 x 1,5 mq/ab = 15,07 ettari
=
1,0 mq/ab = 10,05 "
=
15,0 mq/ab = 150,72 "
*“
17,5 mq/ab = 175,84 "
Considerate le dotazioni esistenti, pertanto, i fabbisogni "minimi" di aree
sono:
- destinate all'istruzione superiore
7,96- 15,07=- 7,11 ettari in difetto
- destinate alle attrezzature sanitarie 14,86 - 10,05 = + 4,81 ettari in esubero
- destinate ai parchi urbani
0,00-150,72 = - 150,72 ettari in difetto
- nel complesso
22,82-175,84 = -153,02 ettari in difetto.
37
3.4- Previsioni insediative di attività e servizi di livello
sovracomunale
Sono concretamente prevedibili insediamenti di attività e di servizi di
livello sovracomuale derivanti da:
1-Istituzione della Provincia
1.1- La istituzione della sesta Provincia pugliese richiederà non
trascurabili riorganizzazioni territoriali, individuazione di nuove
strutture edilizie, nuovi servizi di livello sovracomunale.
2- PIT - Progetti Integrati Territoriali
2.1- Nel Nord Barese, ed in modo preminente nel Comune di Barletta, è
in atto una programmazione integrata (PIT) al fine di legare più
efficacemente i processi di sviluppo con gli indirizzi di
programmazione regionale, nazionale e comunitario e, più in
particolare, di legare la programmazione degli interventi:
- ad uno scenario complessivo di sviluppo del territorio nel medio-lungo periodo;
- alla precedente programmazione integrata in atto sul territorio (patto territoriale,
programma Urban e Leader, Prusst);
- alla programmazione degli interventi complessivamente prevista dal POR,
valorizzando le iniziative che si possono legare a quelle aventi ricadute sul territorio
PIT, ma non programmate nel PIT;
- alla programmazione regionale confluita nell'Intesa Istituzionale di Programma e
relativi Accordi di programma Quadro (Trasporti, Sviluppo locale, Acqua, Beni
Culturali, Sicurezza);
- alla programmazione di interventi finanziati o finanziabili con altri programmi
nazionali e comunitari (es. piano nazionale e-government, ecc.)
- agli orientamenti della strategia del governo e delle regioni di favorire la massima
integrazione fra gli strumenti della programmazione territoriale, finalizzati ad
estendere il "metodo comunitario";
- alla potenzialità finanziaria degli enti locali, anche al fine di attivare appropriate
procedure di project financing, in grado di attivare risorse private, in linea con le
regole dei Fondi Strutturali.
con rilevanti ricadute sul territorio, quali:
- "Aiuti al sistema industriale (PMI, Artigianato)" (Misura 4.14,4.16)
- "Interventi di completamento e miglioramento delle infrastrutture di
supporto e qualificazione dei bacini logistici dei sistemi produttivi
locali" (Misura 4.2);
- "Capitalizzazione e consolidamento delle imprese" (Misura 4.19);
- "Società dell'informazione - Sistema digitale del territorio nord
barese (Misura 6.2).
3- PIS - Progetti Integrati Settoriali
3.1- Tra i progetti integrati settoriali hanno dirette ricadute, sul
territorio gli interventi previsti a supporto della realizzazione di
infrastrutture turisti che e ricettive (Misura 4.14 e 4.16), e quelli
relativi a:
- Parco naturalistico della zona umida di Ariscianne
- Progetto pilota recupero cave
- Progetto recupero acque reflue
38
- Attivazione Distretto balneare litoranea di ponente
- Attivazione dello SLOT - Sistema locale di offerta turistica.
4- Risorse di particolare interesse
La presenza di importanti fattori attrattivi, quali
- la fruibilità balneare della costa (attualmente sottoutilizzata),
- le emergenze culturali (castello, cattedrale, chiese, centro storico e
palazzi monumentali, cantina della Disfida, Parco Letterario, bibliote
ca comunale),
- le emergenze naturalistiche (Fofce Ofanto, Zona umida di Ariscianne),
- gli spazi per "affari e bussiness" (sale per congressi),
':„
- i locali per intrattenimento (teatro, pub),
- Peno-gastronomia (la strada del vino, la strada dell'olio, ristoranti
tipici),
- il folklore, tradizioni e sagre (Estate barlettana, Disfida, Sagra del
vino novello).
39
4- Disciplina nelle aree non sottoposte a PUE
4.1- Territorio agricolo (zona "E")
1- Nel rispetto del DIM 1444/1968, nella zona omogenea "E",
territorio agricolo, lo standard prescritto di 6 mq (istruzione e servizi)
per ogni abitante insediato nella stessa è localizzato nel centro abitato
in modo funzionale con il sistema dei servizi alla popolazione ed alle
attività.
2- La densità massima fondiaria per le residenze è quella prescritta di
0,03 mc/mq.
3- Gli interventi produttivi connessi con le attività agricole, e quelli
infrastratturali localizzabili nel territorio agricolo, sono definiti e
disciplinati, con i relativi parametri edilizi, dal PUG.
4- La località e le preesistenze di Montaltino sono comprese in un
PUE, attivato con la procedura perequativa del comparto, per
insediamenti residenziali (per la popolazione residente) e turisticoresidenziali (per la popolazione presente nel periodo estivo) con
specifica dotazione di servizi definiti e disciplinati in sede di PUG.
5- Gli interventi di trasformazione che insistono su Ambiti Territoriali
sottoposti a tutela dal Piano Urbanistico Tematico Territoriale per il
Paesaggio della Regione Puglia sono conformi alle prescrizioni dello
stesso e ne osservano le procedure autorizzative.
4.2- Centro abitato (zone omogenee "A" e "B")
1- In coerenza ed a specificazione di quanto nel Testo Unico per
l'Edilizia, DPR n.380/2001 e nelle leggi regionali, il Regolamento
edilizio e di igiene, disciplina gli interventi edilizi manutentivi, di
completamento, di ristrutturazione, di nuova edificazione e di
infrastrutturazione, nella "città costruita".
5-Localizzazione e disciplina dei PUE
1- Le espansioni dell'insediamento residenziale, produttivo e
infrastnitturale nelle aree già urbanizzate (o, comunque, tipizzate dal
PRG/1987), conseguenti all'attuazione delle previsioni programmatiche, in coerenza sia con l'assetto strutturale del territorio comunale,
sia con la sua realtà socio-economica, sia con la definizione dei
relativi fabbisogni, si concretano nel Piano Urbanistico Generale con:
- la perimetrazione e la disciplina delle "nuove" maglie delle zone
omogenee "C" e "D" da sottoporre ai Piani Urbanistici Esecutivi, e
della relativa specificazione dei servizi alla popolazione ed alle
attività;
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- la perimetrazione e la disciplina delle aree "F" per le attrezzature di
interesse generale da sottoporre a PUE.
2- Gli insediamenti si attuano nel rispetto del principio della
perequazione con la procedura del comparto, così come stabilito
dall'ordinamento regionale e statale.
3- La disciplina per la formazione dei PUE specifica le destinazioni;
funzionali e definisce i parametri da osservare negli interventi previsti.
4- Le direttrici principali per la localizzazione delle espansioni nel
settore residenziale, nel settore produttivo ed in quello infrastrutturale
si attesteranno nel territorio compreso tra l'attuale abitato e la sede
della strada statale 16 bis, in quello ad occidente, inglobando le aree
del nuovo ospedale, in quello a Sud, verso il comune di Andria.
Parte quarta
Indirizzi di programmazione urbanistica
della
Amministrazione Comunale
Nel inerito delle procedure, la "nuova" urbanistica si caratterizza,
rispetto al passato ed all'attualità, per due fondamentali aspetti:
- maggiore autonomia e maggiore responsabilità, ad ogni livello, nella
formazione degli "strumenti";
- maggiore autonomia e totale responsabilità sia dei professionisti sia
dei costruttori nella realizzazione degli interventi.
Nel merito del costruire e/o ricostruire, la "nuova" urbanistica si
caratterizza, rispetto al passato ed all'attualità:
- per la richiesta da parte dei cittadini di "pari dignità"; la dignità che è
propria
- del vivere nella città compiuta senza recinti,
~ dell'essere parte attiva e consapevole della compresenza
sociale senza emarginazioni, ~ dell'interagire nelle "diversità" tra i
cittadini e delle loro attività,
- della libertà di stabilire o di non stabilire
- nello spazio promiscuo della città nuovi rapporti,
- potendo comunque mantenere al livello voluto la "intimità" o 1' "anonimato";
- per la richiesta da parte dei cittadini (finalmente partecipi e non
più passivi "abitanti") di qualità "alta "; qualità non soltanto riferita
agli aspetti generali della "vita" ma, in modo specifico, riferita agli
"spazi urbani", agli spazi cioè ove la società civile si concretizza,
appunto, come la "comunità" che si riconosce appartenente ad un
luogo ed ai simboli che lo connotano, e che riconosce il ruolo del
"bello", il ruolo della presenza dell' "arte".
Tale è stata nel passato, nei suoi esempi migliori, il luogo definibile
come "la città mediterranea"; la città cioè della gente che cammina a
piedi, ma che è anche la città della gente che arriva e parte in
automobile; che è la città "ombreggiata", non più per la ridotta
larghezza delle sue strade, ma per la diversa organizzazione e
"attrezzatura" dei suoi spazi pubblici.
Tale è la città che non ha "periferie"; che non ha cioè i "non luoghi"
ove con la perdita di paesaggio e di attività agricole, con costi "di
insediamento" non sostenibili per il consumo di suolo e la diffusione
dei servizi a rete, si concretizzano costi "di uso" fuori da ogni standard
per la gestione dei servizi e degli spostamenti (e conseguenti tasse
locali).
Tale è la città, nella quale non si persegue un modello insediativo
"diffuso" che risulta essere economicamente "non sostenibile" e che,
comunque, non consente di realizzare gli spazi "sociali" della "città
mediterranea".
42
Tale è la città ove gli spazi pubblici sono essenzialmente al livello
della strada, i luoghi della "vita urbana"; i luoghi di cui va
massimizzato l'uso sociale con le possibilità di incontro, con le
possibilità dello "stare insieme" confortevolmente, il facile rapporto
privato-privato e privato-pubblico anche nella sempre più
"artificializzazione" dei processi relazionali.
In ogni automobile c'è almeno un pedone; pertanto, non va mai
separato nettamente il traffico veicolare da quello esclusivamente
pedonale: la strada migliore è quella (che non essendo, ovviamente,
interessata da traffico prevalentemente di transito) consente di arrivare
con l'automobile (minimizzando i percorsi e, quindi, l'inquinamento)
ai margini e nelle aree pedonalizzate (che sono il "sistema" costituito
dalle piazze e dagli ampi marciapiedi porticati -protezione dal sole e
dalla pioggia- con accessi diretti ai servizi commerciali, ai servizi
pubblici, agli uffici, alle residenze); ciò anche per costituire una reale
alternativa (la città che accetta la sfida) ai grandi centri commerciali
extra urbani che devono gran parte del loro successo al parcheggio ed
al comfort dell'aria condizionata.
j
i
"
I "nuovi" strumenti urbanistici sono costruiti con la partecipazione:
"le regole che devono valere per rutti devono essere discusse da tutti";
discusse da tutti si, ma poi decise da coloro che sono stati "da tutti"
deputati a tale magistero.
i
Gli obiettivi
|
1. Ogni comunità ha la "sua" tradizione", ed una "sua" tendenza, ad
abitare, a lavorare, a produrre, a commercializzare, ad utilizzare il
tempo libero.
~Ciò nell'attualità e nel prevedibile futuro.
Ogni analisi di "fabbisogni", pregressi o emergenti che siano,
pertanto, non può essere compiuta utilizzando "standard" definiti
astrattamente su un campione sociale inesistente nel tempo e nei
luoghi: anche il recente riconoscimento costituzionale del ruolo
primario che ha la comunità (che si riconosce nel proprio "comune"),
attesta "l'autonomia" e la "responsabilità", della stessa
nell'assunzione di decisioni che la riguardino.
Per Barletta, pertanto, con la collaborazione dei Cittadini su questo
Documento Preliminare saranno stati costruiti "specifici" modelli
sugli aspetti
-1.1- demografici, con riferimento sia al saldo naturale, sia al saldo
sociale ove il ruolo della "immigrazione" (sia stanziale, sia stagionale, sia
di pendolarità quotidiana) richiede particolare attenzione; - 1.2- abitativi ,
non soltanto per "misurarsi" con gli standard propri dell'ordinamento
vigente, ma, fondamentalmente, per definire i parametri propri della
realtà barlettana e le più appropriate proiezioni; -1.3- del lavoro
organizzato con specifici riferimenti : 1.3.1-alle produzioni primarie,
agricoltura e pesca;
1.3.2alle produzioni
secondarie,
manifatturiere
e
commercializzazione;
1.3.3- alle produzioni terziarie, servizi alla popolazione ed alle
imprese;
3. Ogni città ha la sua "stratificazione insediatìva", ha la sua storia e,
ovviamente, ha "il futuro" che i suoi abitanti determinano.
Per la storia, il conoscere ed il riconoscersi nelle proprie radici da
senso e spessore ai sentimenti di appartenenza della comunità che vive in
un luogo. La tutela delle costruzioni del passato, intesa non come
vincolistica passiva tesa alla sola "conservazione" (che peraltro di per
sé non ha le risorse per concretarsi) ma come "attivazione nella
conoscenza" (attenzione nel leggere ogni "reperto" che si manifesti
durante ogni intervento nel costruito; laddove ogni reperto significa
ulteriore "ricchezza territoriale"), e "attività di valorizzazione"
(attenzione nei piani e negli interventi di recupero, laddove la
individuazione di una presenza, per esempio medioevale o
rinascimentale, ancorché di limitata dimensione, non significa
limitazione nella disponibilità della proprietà immobiliare, ma
rappresenta al contrario un consistente valore aggiunto alla stessa e,
quindi, all'intero territorio).
Al contrario di quella del "passato", la conoscenza del "presente" e del
"divenire", della città, per i non addetti ai lavori, è acquisizione
difficile. La comunicazione in termini non tecnici delle progettazioni a
scala urbana e di quelle significative a scala architettonica, pertanto, è
diventato uno dei "servizi ai cittadini" di rilevanza sociale.
Per Barletta, pertanto, dovranno essere
- 2.1- incentivate ulteriormente (borse di studio, premi di laurea, ecc.)
le ricerche storielle sulla città, la individuazione e lo studio delle
documentazioni presenti negli archivi locali e, specialmente in quelli
esterni, sia nazionali sia esteri;
- 2.2- colte tutte le opportunità (lavori nella rete urbane, di
ripavimentazioni stradali, ecc.) per eseguire indagini di archeologia
urbana nel tessuto della città, e negli edifici storici con scavi negli
interventi di recupero.
- 2.3- documentati e pubblicizzati gli esiti scientifici delle ricerche
documentarie e degli interventi di recupero edilizio-urbanistici
progettati e in fase di realizzazione, specialmente per quelli con grandi
contenuti innovativi, per la città costruita, di cui si dirà in seguito.
3. Per il rapporto della città con il mare e con il fiume sono già in atto
valutazioni, analisi di proposte progettuali, riflessioni.
Per Barletta, pertanto:
3.1- II "fronte a mare" dell'abitato dovrà essere riqualificato
adeguando la disciplina di zona del PRG/1971 al PUTT/P, con idonee
previsioni e incentivazioni edilizio-urbanistiche finalizzate:
- sia a migliorare la qualità del costruito (anche con interventi pubbli
ci e con promozione di interventi privati, introducendo destinazioni
d'uso specifiche),
- sia a "stringere" il rapporto dei cittadini con il mare,
44
sia a ottimizzarne le potenzialità turistiche attraverso una attenta
pianificazione dell'uso delle spiagge.
3.2-1 litorali, sia di levante sia di ponente, con diverse finalità, ma per
entrambi con grande attenzione per la salvaguardia degli ambiti di
"naturalità" ancora presenti, già esistono proposte su cui si sta
discutendo e programmando per un sviluppo sostenibile di tipo
produttivo-turistico.
4. Il rapporto con il mondo agricolo, che per Barletta mantiene
rilevanza non soltanto economica, sarà oggetto, come già detto, di
specifico approfondimento specialmente per la individuazione e la
allocazione delle strutture fisiche dei "servizi ali'agricoltura, al ciclo
della produzione agroalimentare e della commercializzazione" al fine
di mantenere a Barletta tutto il valore aggiunto possibile di tale settore
produttivo.
5. La conversione di attività industriali e le conseguenti dismissioni, la
possibilità di delocalizzare attività industriali da siti non più idonei sia
per il rapporto con l'abitato sia per la stessa produzione, richiede
fondamentali scelte sulla destinazioni di aree importanti per
localizzazione e per dimensioni in una prospettiva di medio-lungo
periodo, nella prospettiva cioè di come si ritiene dovrà essere la
Barletta tra trenta-quarant'anni.
6.1 principali obiettivi "tecnici" del PUG sono innegabili e stanno:
- nella applicazione del principio della perequazione che, con il
definitivo abbandono della parassitaria rendita fondiaria, rende "tutti"
i proprietari che hanno i loro beni interessati da trasformazioni
urbanistiche realmente "uguali";
- nella applicazione della permuta di terreni in esproprio con diritti
volumetrici (art. 21 della LR n.3/05), riservandosi il Comune il20%
dei diritti volumetrici dei nuovi comparti residenziali;
- nel ravvicinare di molto i tempi della "burocrazia urbanistica", sia
locale sia regionale, e quindi nel realizzare credibili programmazioni
temporali e nel diminuire i costi finanziari delle attività urbanisticoedilizie;
- nella possibilità di proporre e incentivare i "trasferimenti" di volumi
esistenti dalla città congestionata e/o degradata nelle zone dei nuovi
insediamenti (che si qualificheranno come parti vive della "città
mediterranea", e non come periferie), al fine
-- di realizzare i "vuoti urbani" che diventeranno piazze (con
parcheggi interrati), verde, attrezzature,
- di "allontanare" taluni edifici dalla ferrovia per realizzare
sottopassi o sovrapassi, senza diminuire ulteriormente la qualità
dell'abitare attuale.
Nel piano
a) Le aree esterne al centro edificato
45
Lo sviluppo residenziale dovrà tenere conto della proiezione
demografica e delle potenzialità di sviluppo della città nell'ambito dei
settori del terziario, del commercio e del turismo
Le principali direttrici per la localizzazione delle espansioni nel
settore residenziale, nel settore produttivo ed in quello infrastnitturale
si attesteranno nel territorio compreso tra l'attuale abitato e la sede
della strada statale 16 bis, in quello ad occidente, inglobando le aree
del nuovo Ospedale, in quello a sud, verso il comune di Andria.
Adeguate previsioni urbanistiche dovranno assecondare lo sviluppo
urbanistico della città con le frazioni di Montaltino e della Fiumara
(quest'ultima compatibilmente con le esigenze del P.A.I. e della tutela
paessagistica della zona), per favorire le richieste di seconda casa
ovvero per soddisfare l'istanza di tipologie edilizie mono o bifamiliari.
Per le case sparse esistenti va prevista la possibilità dei miglioramenti
tecnico/funzionali mediante ristrutturazioni che potranno comportare
maggiori volumi, sempreché siano inferiori al 30% di quelli
preesistenti.
b) Lo sviluppo delle aree produttive
b.l- Aree per beni e serviziLo sviluppo delle aree produttive esistenti sarà impostato sulla
interazione urbanistica delle destinazioni d'uso nel campo della
produzione di beni e servizi.
In sostanza nell'ambito di tali aree potranno insediarsi attività
industriali, artigianali, commerciali, direzionali e terziarie.
La necessità di riassorbire la forza lavoro, attualmente espulsa dai
processi produttivi, depone per la scelta di nuove aree dando atto della
congruenza dell'articolazione della popolazione attiva con il PIP/2000
"Piano di Insediamenti Produttivi di tipo industriale, artigianale e
depositi commerciali ex art.27 L.865/71 in variante al Piano
Regolatore Generale" datato 2000, elaborato dall'UTC che, pertanto,
si assume come parte integrante del presente Documento.
La superficie complessivamente tipizzata dal PIP/2000, con
proiezione del fabbisogno al 2013, è di 192,47 ettari, in grado di
coprire l'intero fabbisogno della popolazione attiva al 2020 e quello
derivante dalla delocalizzazione delle attività presenti nel centro
abitato non compatibili con le residenze.
b.2- Aree agricolePer tali aree valgono le norme urbanistiche vigenti relative alle
possibilità di edificazione per le aziende agricole di cui al PRG/2003, la
cui disciplina è da riconfermare, escludendo le concessioni onerose per
uso abitativo salvo PPA.
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b.3- Attrezzature ed infrastnitture
Particolare attenzione andrà rivolta nel conciliare le esigenze locali
con le prospettive di sviluppo delle infrastrutture e reti presenti e/o da
insediare sul territorio e relative attività connesse di carattere
sovracomunali quali:
Porto e traffici marittimi;
- Stazione e traffici ferroviari;
- Viabilità e traffici stradali;
Logistica e centri specializzati per il trasporto e la distribuzione;
Strutture ospedaliere;
- Fonti di energia alternativa e reti energetiche.
Infine con il P.U.G. va perseguita la valorizzazione:
- Ai fini turistici, delle risorse culturali, storielle, archeologiche,
monumentali, paesaggistiche ed ambientali dell'intero territorio
comunale;
- Ai fini produttivi, dell'assetto industriale e artigianale con strutture
direzionali e commerciali.
Il Recupero e la valorizzazione di Canne della Battaglia può rientrare
nell'obiettivo primario di dotare la città di un Parco Urbano Tematico
che abbracci e connetta i siti archeologici della zona con le emergenze
ambientale e paesaggistiche, denominata "pSic IT9120011 "Valle
Ofanto - Lago Capaciotti", prossime alFOfanto in quella zona che fu lo
scenario naturale della battaglia tra cartaginesi e romani. Ciò consentirà,
in particolare, di:
* differenziare ed integrare l'offerta culturale del sito di Canne
della Battaglia;
* migliorare l'equilibrio ecologico della città per la quantità e
qualità di aree di uso pubblico disponibili nella medesima
zona;
* avere un mezzo per risvegliare l'interesse di nativi e turisti, di
scolaresche e di privati cittadini, verso le testimonianze di un
luogo, ove queste sono numerose, significative, varie e
coprano un ampio arco di tempo;
* di valorizzare la realizzanda tratta della metropolitana leggera
da Barletta alla stazione di Canne;
Va riconfermata l'attuale dotazione prevista delle aree pubbliche
ospedaliere, da servire con una nuova fermata ferroviariametropolitana da realizzare nella zona a cavallo con il PIP verso via
Foggia, e da valorizzare con strutture sanitarie private (ambulatori,
centri medici fisioterapici, analisi cliniche, cliniche private, case di
cura, case di riposo età).
'
.'
Nelle aree in fregio alla strada statale 16 bis, nella fascia di pertinenza
acustica vanno previsti impianti e/o insediamenti produttivi (strutture
commerciali, attrezzature stradali, laboratori artigianali con esclusione
della residenza).
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Comune di Barletta Piano Urbanistico Generale