SEMINARIO PIO XII - FAENZA
agli amici del seminario
12 febbraio 2012 Giornata DIOCESANA del Seminario
La Giornata del Seminario
“Seminario non significa solo muri”
“Un’ altra giornata?!”
seminaristi bisogna pregare e bisogna
“Mò basta!”
chiedere incessantemente il dono di
Di “Giornate” ce ne sono tante: per
vocazioni sacerdotali.
la Pace, per l’Università Cattolica,
dove si formano i nostri pastori dei
per i Lebbrosi, per le Comunicazioni
quali c’è bisogno e lo sappiamo tutti.
sociali… servono a ricordarci tematiche,
La giornata scelta è la domenica dopo
situazioni e priorità che altrimenti
l’11 febbraio, per la chiesa Universale è
dimenticheremmo
velocemente.
la B.V. di Lourdes ma per il Seminario è
Nella nostra Diocesi mancava proprio
la festa della “Bianca” che i nostri preti
questa: la “Giornata del Seminario”.
conoscono bene, la Madonna patrona
A dire il vero esisteva. La prima fu
del nostro Seminario sin dal 1871-72.
indetta il 25 Dicembre del 1956 poi è
Il fascicoletto che avete tra le mani,
andata scomparendo quando i nostri
curato dai seminaristi si chiama “La
seminaristi
più
Rete”: un foglio di collegamento ideato
il loro iter formativo a Faenza ma a
e avviato nel Settembre del 1954 per far
Bologna al Seminario Regionale. Ma
conoscere il Seminario e per tenere i
il Seminario non è solamente muri.
contatti con gli amici ed ex allievi. Buona
Il Seminario è: ”giovani disponibili ad
lettura e…venite a trovarci con i vostri
accogliere la chiamata del Signore a
giovani, con i vostri gruppi.
non
frequentavano
E’ la comunità
dare tutta la loro vita come pastori
nella Chiesa”. Nonostante tempi di
“magra” non siamo mai arrivati a zero,
il Seminario di Faenza ha sempre avuto
qualcuno. Il Seminario va ricordato,
del Seminario bisogna parlare, per i
2
La comunità del Seminario
Vocazione
SEMINARIO: GLI EDUCATORI
Sono nato dall’amore di un uomo e di una
condiviso, ho riso tanto, e anche un po’
donna ed è stato splendido, crescendo,
pianto, sono caduto e mi ha rialzato, ho
scoprire le meraviglie del mondo, la neve il
peccato e mi ha perdonato, mi sono fatto
mare e la nebbia… e l’affetto di cui sono
tante domande e mi ha risposto con la Sua
capaci gli esseri umani. Sono andato a scuola
presenza. L’ho cercato, il Signore, da tante
e ho capito con il tempo che era decisivo
parti e ho imparato a trovarlo dov’era…
conoscere per aprire la mente e il cuore ad
me l’aveva già detto, ma mi sembrava poco
accogliere quel che c’era scritto nel grande
serio che potesse trovarsi “solo” nella
libro della vita. Poi ho avuto paura della
Parola, “solo” nei Sacramenti, “solo” nella
morte quando è entrata in casa la prima
Chiesa. Finalmente ho iniziato ad amare il
volta e anche della cattiveria umana e ho
Dio fatto uomo e finalmente è fiorito tutto!
iniziato a sperare. Sono andato al catechismo
Mi è piaciuto anche decidere di dire di sì alla
in parrocchia e mi hanno presentato Gesù,
Chiesa che mi diceva: “Guarda che il Signore
non avevo capito e apprezzato molto, ma
ti vuole!”… E tutto è avvenuto in un istante
era stato messo un seme. Ho conosciuto
quando le prime due mani mi hanno sfiorato
una comunità e mi sono appassionato
il capo, poi ancora due, poi ancora due, poi
a stare insieme agli altri e a godere della
ancora due…ero solo davanti al Signore
forza della comunione. C’era un prete
ma mai così in compagnia. Ora, oggi e per
e mi incuriosiva - attirava la sua vita. Mi
tutti i Suoi giorni e per tutti i miei respiri,
sono detto: “mi piacerebbe, mi ispira”, ed
in questa Chiesa di Faenza - Modigliana, in
ho avuto paura, mi sono sentito solo ma
questa terra e per chi la abita sono Prete:
è stato sufficiente il coraggio di chiedere
chi poteva pensare che con così poco si
aiuto e farmi aiutare e sono partito…libero
potesse fare tanto! Senza sconti, non senza
come mai lo ero stato, di corsa come mai
fatica ci sto perché ha senso, perché è bello,
avevo corso, con uno scavo nel cuore ad una
perché tutto è pieno, perché Egli è il mio
profondità che mai nessuno aveva raggiunto.
Signore.
Ho pregato, ho pensato, ho studiato, ho
Seminario
rettore: mons roberto Brunato
economo: don domenico Buldrini
Comunità propedeutica residenziale
responsabile: don michele morandi
direttore spirituale: mons. mario Piazza
LE IMMAGINI
in questa pagina Una foto scattata durante
un’uscita estiva del seminario in Valle aurina (Bz).
da sinistra a destra: mons. roberto Brunato, don
michele morandi, il vescovo mons. claudio stagni.
A pagina 2 la statua della madonna Bianca che
si trova in seminario.
Un prete
3
Trovare chi ti cerca
Testimonianza di un seminarista
4
Fino a sedici anni avevo le idee chiare.
Ero alla ricerca di quel gruppo musicale
Chiudevo gli occhi e vedevo il mio
che esprimesse perfettamente il mio
futuro: era bello e pieno di soddisfazioni.
essere, cercavo il film che mi dicesse
A dire il vero ogni tanto si affacciava, qua
come funzionavano il mondo e gli
e là, la domanda “…e dopo la morte?”
uomini. Nè Beatles nè Rolling Stones
E allora la traiettoria della mia vita
sono riusciti a soddisfarmi e neanche i
immaginata aveva un brusco arresto che
gruppi musicali più all’avanguardia. Tutti
sembrava togliere senso a tutto quello
i classici del cinema li ho visti e anche
che sarebbe stato prima. Comunque
le pellicole più strane, ma niente! Ho
non ci pensavo troppo, tanto mi piaceva
avuto gruppi cui mi sono appassionato
ciò che sognavo.
e ho visto bei film, ma io chiedevo di più.
Poi è svanito il sogno e ho cominciato a
Anche attraverso i tanti viaggi cercavo
cercare. Oggi posso dire che cercavo Dio
di aprire i miei orizzonti. Gradualmente
anche se la ricerca era inconsapevole,
nell’andare
lo è stata per dieci anni. Inseguivo
cominciato a scorgere non solo la
qualcosa che mi pacificasse su due cose
possibilità di vedere cose ma anche
fondamentali: cercavo me stesso e una
l’opportunità di mettermi in situazioni
visione delle cose che abbracciasse tutta
nuove per mettermi alla prova, sempre
la realtà così da potere comprendere
per conoscere un po’ di più di me e del
tutto. Ho cercato tanto nella musica
mondo. Sono andato in Portogallo, ho
e nel cinema. Ho guardato tantissimi
passato tre mesi nella bella Lisbona con
film e ho ascoltato tantissima musica,
questo intento. La mia ricerca si stava
tantissimi autori. Quante recensioni
affinando, piano piano.
mi sono letto per indirizzare i miei
Ad un certo punto, finita l’università,
“consumi”!
il
futuro
lontano
era
da
arrivato.
casa
ho
Bizzarro
personaggio questo Futuro, prima si era
inoltre, mettersi alla prova scegliendo
mostrato in modo seducente, poi mi
da sé le situazioni a tavolino. Non era
aveva abbandonato. Ora si ripresentava
qualcosa che muoveva le mie ricerche,
alla porta, esigente. Non c’era più
ma qualcuno. Ora l’ho messo a fuoco,
tempo per la ricerca intellettuale, era
ma non è ancora tempo di fermarsi,
il momento di dare una direzione alla
continua a precedermi, è il Signore
mia vita facendo delle scelte. Rimanere
Gesù!
nella città dove avevo sempre vissuto?
Mattia Gallegati
Cercare lavoro lontano da casa come gli
(seminarista, I teologia)
SEMINARISTI: UN PO’ DI NUMERI
l’iter formativo dei ragazzi in discernimento
vocazionale comincia con un percorso propedeutico
biennale vissuto a Faenza nella “comunità
propedeutica” presso il seminario Pio Xii.
in seguito i giovani continuano il loro percorso
formativo presso il seminario regionale di Bologna.
in questo anno pastorale 2011/2012 la diocesi di
Faenza-modigliana conta 3 ragazzi al seminario
regionale e 5 in Propedeutica, di cui 4 al primo
anno e 1 al secondo.
la nostra comunità propedeutica ospita anche 3
giovani della diocesi di Forlì-Bertinoro e 1 ragazzo
della diocesi di imola.
amici? Prendere su e andarmene in un
paese straniero a imparare una lingua?
Come fare a decidere? In base a cosa
decidere? Era questo il vero nodo. Non
si può scegliere da soli cosa fare nella
vita! Questa la definitiva molla che mi
ha fatto capire che era Dio che stavo
cercando e la sua volontà per quanto
LE IMMAGINI
In questa pagina le famiglie dei seminaristi
durante una cena in seminario.
In alto i propedeuti in uscita a roma nel maggio
2011.
riguardava me.
E così i primi timidi passi nella Chiesa
faentina. E nel giro di poco più di due
anni l’ingresso in seminario. Non si
trattava di trovare l’emozione giusta
che mi dicesse chi ero, né di trovare la
visione filosofica per spiegarmi la vita e
il mondo. Troppo facile ed egocentrico,
5
Quando mi ha detto che
L’ingresso in Seminario di Claudio
Caro Claudio,
Carissimo Claudio,
rispondo volentieri alla tua domanda
durante il periodo di lavoro assieme
riportando i miei pensieri in libertà.
ho sempre cercato di carpirti i segreti,
“Quella volta che Claudio mi ha detto
sapere se avevi qualche tiro, dove e
che entrava in seminario ho pensato che
con chi passavi i fine settimana, ma tu
quel ragazzo gentile e sensibile con cui
rispondevi sempre “non ho fatto niente”
lavoravo fianco a fianco tutti i giorni da
o semplicemente sorridevi per non
qualche anno aveva trovato finalmente
rispondere. Quando mi hai detto che
la sua strada. Non mi ha meravigliato la
andavi in seminario sono rimasta senza
sua scelta e l’ho considerata la naturale
parole e, credimi, non è facile; ricordo di
conseguenza di un percorso di vita già
averti chiesto “ne sei sicuro?” tu, col tuo
delineato dai suoi studi e dalle sue attività
sorriso e il tuo spiccatissimo accento
nel tempo libero, quali ad es. l’impegno
romagnolo, hai replicato “perché?”. Ma
con la Diocesi e nella parrocchia di
come perché, non mi ricordo se te l’ho
Sant’Agostino, il rapporto con i giovani
detto, forse sì, non ti mancheranno le
e l’insegnamento della religione. La sua
uscite con gli amici, i flert, le ragazze,
iniziale timidezza aveva lasciato il posto
il matrimonio, i figli? Per me è sempre
ad una simpatica e pungente ironia, che
stato un po’ difficile capire certe
ci ha consentito di lavorare insieme con
decisioni, però ti ho visto così sereno,
passione e allegria
deciso e felice che sono sicura che hai
fatto la scelta giusta e penso tu possa
Loretta Oriani,
aiutare tante persone.
Dipendente del Comune
Raffaella Mongardi, Insegnante
di Faenza – Collega
Scuola Primaria Palazzuolo sul
Senio – Collega
6
UN F ILM VOCAZIONALE
“In che modo mi è stato utile il film? Proprio per
il concetto di maternità (e quindi paternità) che
emerge: una maternità che non è semplicemente
la capacità di generare fisicamente un figlio ma
l’attitudine nel prendersi cura dell’altro, nel farsi
carico delle sue ansie e dei suoi problemi, nel
creare le condizioni perché l’altro cresca e viva.”
Con queste parole don Stefano Vecchi, parroco di
Fognano, ci invita alla visione di “Fuori dal mondo”,
film del 1997 diretto da Giuseppe Piccioni. La
pellicola, in estrema sintesi, ci mostra una suora che
va in crisi nel realizzare che non potrà mai mettere
al mondo dei figli. Il percorso umano che compirà
offre tanti spunti per una riflessione sulla vocazione.
entrava in Seminario…”
(II teologia) da diversi punti di vista…
“Che hai detto? Claudio entra in
adulti, anziani, famiglie, suore, frati...”
seminario?”
“E poi è troppo precisino”
“Ma
sicuramente
hai
capito
male.
“Un
sacerdote non deve essere
Dovrà solo finire il diploma di scienze
solo un organizzatore, deve essere
religiose... “
anche pastore, confessore, educatore,
“Me l’ha detto proprio lui. A fine
economo, parroco, cancelliere, prefetto,
Settembre si trasferisce a Bologna”
amministratore, missionario, scrittore,
“Ma no, non è possibile. Claudio non è
nunzio, vicario, maestro, assistente,
proprio adatto a fare il sacerdote”
animatore,
“E perché?”
segretario,
“Perché non sa fare a predicare!”
sportivo...”
“Non credo, e anche se fosse? Un
“Comunque è troppo alto per fare il
sacerdote non deve solo predicare,
prete...”
deve
anche
ascoltare,
canonico,
prevosto,
consigliere,
cerimoniere,
rincuorare,
consigliare... “
(dialogo immaginario ma non troppo alla
“E poi è troppo vecchio, in seminario
notizia dell’avvenuta vocazione di claudio)
bisogna entrarci da giovani, a dieci anni,
Andrea Cappelli - Amico
come i bei sacerdoti di una volta”
LE IMMAGINI
In questa pagina la cucina al lavoro!
A pagina 6
In alto claudio in passeggiata durante un’ uscita
estiva.
Al centro i seminaristi a Barbiana (Fi) durante
l’estate del 2011.
In basso Una foto scattata nella cappella del
seminario regionale di Bologna.
“Ma un sacerdote deve ascoltare la
chiamata, non programmare il piano di
studi”
“E poi non è adatto a giocare con i
ragazzi”
“Beh un sacerdote non deve solo stare
con i ragazzi, deve seguire bambini,
7
Tanto per cominciare,
Uno dei ragazzi della Comunità propedeutica
8
Propedeutica. Un nome di comprensione
ed, anzi, non avevo mai partecipato
non
po’
attivamente e coscienziosamente; poi
altisonante per una cosa in realtà molto
la conoscenza e l’avvicinamento ad
semplice: accompagnare chi ricerca
altri aspetti, come il lavoro presso la
la sua vocazione nel sacerdozio a
Casa Protetta “San Maglorio” (che
maturare la propria dimensione umana
ospita anziani, in maggioranza non
e un’adeguata riflessione al riguardo.
autosufficienti),
“Si cerca per la Chiesa un uomo”
parrocchia diversa da quella di origine,
(Don Primo Mazzolari): prima di tutto
il condividere una cena ogni quindici
un uomo, poi un prete… E proprio in
giorni con una “famiglia adottiva”…
queste parole sta tutto.
Sono state tante le novità e non è stato
Da Settembre, la Comunità Propedeutica
facile abituarsi, anzi in alcuni casi è
di Faenza si è ingrandita e, dai quattro
difficile tuttora essere partecipi in prima
dell’anno
persona delle proposte della Comunità
immediata
scorso,
e
forse
il
un
numero
dei
il
servizio
in
una
propedeuti è salito a nove, accogliendo
Propedeutica.
ragazzi non solo della Diocesi di Faenza
Un grandissimo aiuto viene soprattutto
– Modigliana, ma anche delle vicine
dal responsabile della Comunità, Don
Diocesi di Forlì – Bertinoro e di Imola,
Michele Morandi, e dal padre spirituale,
in un mix di esperienze, vissuti, età,
Don Mario Piazza, i primi nel consigliare
aspettative e motivazioni differenti.
e correggere per poter migliorare il (e
Personalmente, ho vissuto questi primi
nel) proprio cammino di comprensione
mesi in modo un po’ turbolento, colpito
della vocazione personale.
da tante nuove abitudini e cose da fare:
Una parte faticosa nella vita comunitaria
prima fra tutte la recita della Liturgia
(probabilmente non solo nell’ambito
delle Ore, alla quale non ero abituato,
del seminario, ma più generalmente) è
PROPEDEUTICA: UN TEMPO PER
INTERROGARSI
Il percorso propedeutico è un tempo offerto ai
giovani che desiderano interrogarsi in profondità
sulla loro vocazione.
Il primo anno finalizzato ad uno sviluppo e ad
una presa di coscienza della maturità umana,
è principalmente caratterizzato dall’esperienza
lavorativa presso strutture che accolgono ammalati,
anziani e ragazzi disabili.
Il secondo offre la possibilità di un discernimento
vocazionale più profondo.
Comunità, preghiera, lavoro e studio sono gli
ingredienti essenziali della vita dei ragazzi disponibili
ad ascoltare la voce del Signore.
I giovani sono seguiti da un sacerdote responsabile
della formazione che vive con loro, dal Padre
spirituale,dai tutor dei luoghi di lavoro, dalle famiglie
che affiancano ogni giovane, dai docenti e dai parroci.
la Propedeutica!
ci racconta i suoi primi mesi.
sicuramente il continuo rapporto e il
umana) e il cammino prescelto adatto a
confronto obbligato con gli altri membri,
raggiungerlo (ogni esperienza della vita
con i loro punti di vista, le critiche, le
nella Comunità Propedeutica, appunto),
correzioni; mentre è allo stesso tempo
per i quali la vita comunitaria è scandita
un punto di forza, il fatto di poter essere
e
aiutati e consigliati anche da coloro
riformulata appositamente.
continuamente
riprogrammata
e
che ogni giorno condividono tempo,
Michele Rosetti
esperienze e situazioni.
Non a caso (e questo mi ha molto
colpito),
una
cura
particolare
(propedeuta, I anno)
va
proprio ai luoghi e ai momenti di vita
comunitaria, a partire dalla cappella e
dalla Santa Messa che si celebra ogni
giorno, per poi passare ai momenti di
ricreazione e discussione, per le quali
le scelte sono totalmente affidate nelle
mani a due propedeuti, che vagliano le
proposte di ognuno e scelgono quella
LE IMMAGINI
In questa pagina Una foto scattata durante un
momento di preghiera in seminario.
A pagina 8
In alto Foto di gruppo dei propedeuti.
Al centro la camera di un ragazzo della comunità
propedeutica.
In basso riccardo e massimo, due ragazzi della
comunità propedeutica.
che sembra loro più interessante ed
attinente.
Ciò che rende particolare e speciale,
a mio avviso, il percorso propedeutico
al
seminario
è
un’eccezionale
corrispondenza tra l’obiettivo posto
(la maturità personale, prima di tutto
9
Tutto quello che vorresti
Le domande ricorrenti nella
In questi anni di seminario mi è capitato
sia il modo migliore per metterle a
diverse volte di parlare della mia
disposizione degli altri; confrontarsi con
storia. Queste sono le domande che
qualcuno che ci possa aiutare ad essere
più frequentemente mi sono sentito
obbiettivi; pregare perché il Signore ci
rivolgere:
aiuti a capire la strada che ha pensato
per ciascuno di noi, l’unica che può
cosa ti ha spinto ad entrare in seminario?
darci la vera gioia.
La prima risposta che mi viene in mente
cosa più ti preoccupava prima di entrare?
quando sento questa domanda è sempre
la stessa: perché penso che il Signore
Su tutto il giudizio degli altri. È stato
voglia questo da me! La domanda
infatti molto difficile dire della mia
successiva
spontanea:
decisione a parenti e amici. Però è stato
e come hai fatto a capirlo? Ciò che
un passaggio molto importante. Con
mi ha spinto a fare il primo passo è
molti è stata un’occasione di confronto
un insieme di tanti fattori. Dirò cosa
davvero preziosa, che mi ha riservato
secondo me bisogna tenere a mente
anche parecchie positive sorprese!
allora
sorge
per poter prendere una decisione
importante: essere sinceri con se stessi
a cosa è stato più difficile abituarsi?
e prendersi ogni tanto un po’ di tempo
10
per riflettere, perché spesso capita che
Sicuramente il non poter più vedere
il Signore cerchi di dirci qualcosa ma noi
spesso come prima i miei amici. La
siamo troppo occupati a guardare solo
vita in seminario è piuttosto scandita
a noi stessi per accorgercene; capire
e come tutto comporta alcune regole.
le proprie qualità e chiedersi quale
Per esempio non si può uscire ed
IL SEMINARIO È APERTO!
chiedere a un seminarista.
Vi invitiamo a venire in seminario per alcuni
momenti di preghiera.
Quando
dal lunedì al venerdì (dal 25 settembre 2011 al 24
giugno 2012) lodi alle ore 7.30
tutti i giovedì (dal 29 settembre 2011 al 21 giugno
2012) lectio divina alle ore 20.45
dal 2 aprile al 16 aprile 2012 le lodi e la lectio
divina verranno sospese.
tutte le domeniche alle ore 19.00 adorazione e
Vespri (dal 3 giugno al 4 settembre 2012 l’inizio è
posticipato alle ore 20.00)
Dove
seminario Vescovile Pio Xii
via degli insorti 5-6, Faenza
vita di un seminarista
entrare a piacimento. Durante gli anni di
chiudersi in se stessi: spesso capita che
università ero abituato ad organizzare
il Signore cerca di dirci qualcosa ma noi
spesso ritrovi con amici, anche all’ultimo
siamo troppo occupati a guardare solo
minuto e questo evidentemente non è
noi stessi per accorgercene, rischiando
stato più possibile. Ma devo dire però
in questo modo di lasciar scorrere la
che ora quando riusciamo a vederci c’è
nostra vita, invece che dirigerla nella
più gusto nello stare insieme. È vero
direzione giusta. Ma la direzione giusta,
che con qualcuno ci si è un po’ persi di
come dicevo, è quella che il Signore
vista, ma con molti di loro il rapporto è
pensa per noi. Non stanchiamoci mai di
diventato più profondo.
chiedere che sia Lui a guidare le nostre
scelte!
non pensi mai al fatto che devi rinunciare
a moglie e figli?
Massimo Geminiani
(seminarista, I teologia)
Devo ammettere che capita di pensarci.
Ma sono profondamente convinto di
LE IMMAGINI
In questa pagina
mattia, claudio e massimo insieme all’equipe
formativa del seminario regionale di Bologna. ne
fa parte anche don mirko santandrea (quinto da
sinistra), prete della nostra diocesi, il quale è vicerettore.
A pagina 10
In alto in primo piano i tre ragazzi della nostra
diocesi che si trovano al seminario regionale di
Bologna in una foto scattata nel refettorio.
Al centro massimo e claudio assistono il Vescovo,
mons. claudio stagni, durante un momento di
preghiera.
In basso maggio 2011: visita ai giardini Vaticani.
una cosa: se il Signore ci chiede qualcosa
lo fa unicamente per il nostro bene. È
per questo che il costante sforzo di ogni
cristiano deve essere quello di fare la
Sua volontà, come preghiamo nel Padre
nostro. Certo bisogna fidarsi di questo.
Ma d’altra parte cosa significa avere
Fede in Dio se non appunto fidarsi di
Lui? Ecco perché è così pericoloso
11
Faccia a faccia
L’esperienza del seminario in un simpatico botta e risposta
Mons. Roberto Brunato
1. Sono entrato in seminario a 20 anni compiuti, il 21
novembre 1959, e sono stato ordinato prete il 20 aprile 1969.
2. Biennio di scuola media.
3. 10 anni. Nel 1960 ho sostenuto l’esame di terza media, poi
ho fatto il ginnasio e in 2 anni il Liceo, un anno di propedeutica
e 4 anni di teologia.
4.Alle 6,30.
5. Il gioco del calcio, quando si poteva, o giochi da tavolo.
6. I libri di Claude Bruce Marshall.
7.“Il potere e la gloria”.
8.All’inizio del percorso solo per le vacanze estive; poi anche a
Natale e infine anche a Pasqua.
9. Le commedie che recitavamo a carnevale.
10. Quando qualche compagno lasciava il seminario.
11. Essere uomini capaci di rapporti umani e uomini di spirito
evangelico.
12. L’ambiente mi intimoriva e i compagni più grandi mi
davano soggezione.
13. Da un lato la paura: se avessi potuto scappare…, dall’altro
una sensazione di essere arrivato…
14. Sono felice per la ricchezza di esperienze che ho fatto
come prete coi giovani, nell’Azione Cattolica, nei campi scuola
e nelle varie esperienze sacerdotali. Il Signore è stato buono
con me…
15. Caro don Francesco, “tieni botta” sui valori che ti hanno
insegnato in Seminario e metti a frutto le tue capacità e doti
umane per incontrare le persone e far loro sperimentare che
Dio è amore…
il rettore del seminario della nostra diocesi e il giovane
cappellano di russi ci presentano le diverse esperienze dei
loro percorsi formativi.
1. A quanti anni sei entrato in seminario? In quale anno?
In quale anno sei stato ordinato?
2. Studi precedenti?
3. Quanto è durato il tuo percorso?
4. Normalmente a che ora era la sveglia?
5. In cosa consistevano le attività ricreative?
6. Una bella lettura che hai fatto negli anni di seminario
(non legata alle materie d’esame).
7. Un bel film che hai visto in seminario.
8. Ogni quanto andavi a casa mediamente?
9. Un momento della vita di seminario che ricordi col
sorriso.
10. Un avvenimento che ti ha messo paura/tristezza.
11. Cosa ti ripetevano più spesso i superiori?
12. La prima impressione quando sei entrato in
Seminario.
13. Sensazioni/pensieri il giorno (o notte) prima
dell’ordinazione.
14. Due parole che descrivono la tua vita di prete fino
ad oggi.
15. Due parole per l’altro intervistato.
mons. roberto Brunato impone
le mani sul capo di don
Francesco cavina nel giorno in
cui è diventato prete.
12
Don Francesco Cavina
1. Sono entrato in seminario a 20 anni, il venerdì 17
settembre 2004, e sono stato ordinato prete il 1° ottobre
2011.
2. Ho frequentato il Liceo Socio Psico Pedagogico “E.
Torricelli” di Faenza.
3. 7 anni: uno di propedeutica e sei di teologia.
4. La sveglia era alle 6.30 per ritrovarci in cappella alle 7,
a parte il giovedì che ci si svegliava mezz’ora più tardi, e il
sabato, mezz’ora prima!
5. C’erano le ricreazioni serali nei gruppi, in cui facevamo
vari giochi (ping pong, calcino, giochi di società, carte, ..) poi
gli appassionati facevano sport.
6.“Il Signore degli anelli” di Tolkien.
7. Ne abbiamo visti tanti, tutti i martedì sera, per tutti cito
“Gran Torino” di Clint Eastwood.
8. In propedeutica tutte le settimane, in prima e seconda
teologia una volta al mese più le vacanze; gli anni successivi
rientravo da Bologna tutti i fine settimana per fare servizio
in parrocchia, e un salto a casa ogni 15 giorni riuscivo a farlo.
9. Ricordo con gioia la settimana estiva dopo la V teologia, in
Puglia… che divertimento!
10. Mi colpì molto la morte di un nostro compagno:Alberto
Baroncini di Bologna.
11. Il Rettore, Mons. Scanabissi, diceva sempre “Siamo qui per
imparare ad imparare”. Il Padre spirituale, don Laloli, invece
parlava sempre di “missione”.
12.“Ma dove sono capitato!!??”.
13. La sera prima pensavo “Ma mi rendo conto di cosa sto
andando a fare?”.
14. Sono cappellano a Russi e mi sto trovando molto bene.
Sono contento di essere prete perché posso mettere tutte
le mie energie a disposizione delle persone che mi sono
affidate, in particolare dei ragazzi e dei giovani; è bello poter
tentare di presentare a tutti la bella notizia del Vangelo
attraverso l’amministrazione dei Sacramenti, l’annuncio della
Parola e le varie iniziative pastorali; in fondo se ci pensiamo…
è questo il compito di un prete!
15. Carissimo don Roberto, la ringrazio per quello che ha
fatto per me in questi anni di seminario e le auguro un buon
cammino insieme con i nostri seminaristi faentini.
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