SEMINARIO PIO XII - FAENZA agli amici del seminario 12 febbraio 2012 Giornata DIOCESANA del Seminario La Giornata del Seminario “Seminario non significa solo muri” “Un’ altra giornata?!” seminaristi bisogna pregare e bisogna “Mò basta!” chiedere incessantemente il dono di Di “Giornate” ce ne sono tante: per vocazioni sacerdotali. la Pace, per l’Università Cattolica, dove si formano i nostri pastori dei per i Lebbrosi, per le Comunicazioni quali c’è bisogno e lo sappiamo tutti. sociali… servono a ricordarci tematiche, La giornata scelta è la domenica dopo situazioni e priorità che altrimenti l’11 febbraio, per la chiesa Universale è dimenticheremmo velocemente. la B.V. di Lourdes ma per il Seminario è Nella nostra Diocesi mancava proprio la festa della “Bianca” che i nostri preti questa: la “Giornata del Seminario”. conoscono bene, la Madonna patrona A dire il vero esisteva. La prima fu del nostro Seminario sin dal 1871-72. indetta il 25 Dicembre del 1956 poi è Il fascicoletto che avete tra le mani, andata scomparendo quando i nostri curato dai seminaristi si chiama “La seminaristi più Rete”: un foglio di collegamento ideato il loro iter formativo a Faenza ma a e avviato nel Settembre del 1954 per far Bologna al Seminario Regionale. Ma conoscere il Seminario e per tenere i il Seminario non è solamente muri. contatti con gli amici ed ex allievi. Buona Il Seminario è: ”giovani disponibili ad lettura e…venite a trovarci con i vostri accogliere la chiamata del Signore a giovani, con i vostri gruppi. non frequentavano E’ la comunità dare tutta la loro vita come pastori nella Chiesa”. Nonostante tempi di “magra” non siamo mai arrivati a zero, il Seminario di Faenza ha sempre avuto qualcuno. Il Seminario va ricordato, del Seminario bisogna parlare, per i 2 La comunità del Seminario Vocazione SEMINARIO: GLI EDUCATORI Sono nato dall’amore di un uomo e di una condiviso, ho riso tanto, e anche un po’ donna ed è stato splendido, crescendo, pianto, sono caduto e mi ha rialzato, ho scoprire le meraviglie del mondo, la neve il peccato e mi ha perdonato, mi sono fatto mare e la nebbia… e l’affetto di cui sono tante domande e mi ha risposto con la Sua capaci gli esseri umani. Sono andato a scuola presenza. L’ho cercato, il Signore, da tante e ho capito con il tempo che era decisivo parti e ho imparato a trovarlo dov’era… conoscere per aprire la mente e il cuore ad me l’aveva già detto, ma mi sembrava poco accogliere quel che c’era scritto nel grande serio che potesse trovarsi “solo” nella libro della vita. Poi ho avuto paura della Parola, “solo” nei Sacramenti, “solo” nella morte quando è entrata in casa la prima Chiesa. Finalmente ho iniziato ad amare il volta e anche della cattiveria umana e ho Dio fatto uomo e finalmente è fiorito tutto! iniziato a sperare. Sono andato al catechismo Mi è piaciuto anche decidere di dire di sì alla in parrocchia e mi hanno presentato Gesù, Chiesa che mi diceva: “Guarda che il Signore non avevo capito e apprezzato molto, ma ti vuole!”… E tutto è avvenuto in un istante era stato messo un seme. Ho conosciuto quando le prime due mani mi hanno sfiorato una comunità e mi sono appassionato il capo, poi ancora due, poi ancora due, poi a stare insieme agli altri e a godere della ancora due…ero solo davanti al Signore forza della comunione. C’era un prete ma mai così in compagnia. Ora, oggi e per e mi incuriosiva - attirava la sua vita. Mi tutti i Suoi giorni e per tutti i miei respiri, sono detto: “mi piacerebbe, mi ispira”, ed in questa Chiesa di Faenza - Modigliana, in ho avuto paura, mi sono sentito solo ma questa terra e per chi la abita sono Prete: è stato sufficiente il coraggio di chiedere chi poteva pensare che con così poco si aiuto e farmi aiutare e sono partito…libero potesse fare tanto! Senza sconti, non senza come mai lo ero stato, di corsa come mai fatica ci sto perché ha senso, perché è bello, avevo corso, con uno scavo nel cuore ad una perché tutto è pieno, perché Egli è il mio profondità che mai nessuno aveva raggiunto. Signore. Ho pregato, ho pensato, ho studiato, ho Seminario rettore: mons roberto Brunato economo: don domenico Buldrini Comunità propedeutica residenziale responsabile: don michele morandi direttore spirituale: mons. mario Piazza LE IMMAGINI in questa pagina Una foto scattata durante un’uscita estiva del seminario in Valle aurina (Bz). da sinistra a destra: mons. roberto Brunato, don michele morandi, il vescovo mons. claudio stagni. A pagina 2 la statua della madonna Bianca che si trova in seminario. Un prete 3 Trovare chi ti cerca Testimonianza di un seminarista 4 Fino a sedici anni avevo le idee chiare. Ero alla ricerca di quel gruppo musicale Chiudevo gli occhi e vedevo il mio che esprimesse perfettamente il mio futuro: era bello e pieno di soddisfazioni. essere, cercavo il film che mi dicesse A dire il vero ogni tanto si affacciava, qua come funzionavano il mondo e gli e là, la domanda “…e dopo la morte?” uomini. Nè Beatles nè Rolling Stones E allora la traiettoria della mia vita sono riusciti a soddisfarmi e neanche i immaginata aveva un brusco arresto che gruppi musicali più all’avanguardia. Tutti sembrava togliere senso a tutto quello i classici del cinema li ho visti e anche che sarebbe stato prima. Comunque le pellicole più strane, ma niente! Ho non ci pensavo troppo, tanto mi piaceva avuto gruppi cui mi sono appassionato ciò che sognavo. e ho visto bei film, ma io chiedevo di più. Poi è svanito il sogno e ho cominciato a Anche attraverso i tanti viaggi cercavo cercare. Oggi posso dire che cercavo Dio di aprire i miei orizzonti. Gradualmente anche se la ricerca era inconsapevole, nell’andare lo è stata per dieci anni. Inseguivo cominciato a scorgere non solo la qualcosa che mi pacificasse su due cose possibilità di vedere cose ma anche fondamentali: cercavo me stesso e una l’opportunità di mettermi in situazioni visione delle cose che abbracciasse tutta nuove per mettermi alla prova, sempre la realtà così da potere comprendere per conoscere un po’ di più di me e del tutto. Ho cercato tanto nella musica mondo. Sono andato in Portogallo, ho e nel cinema. Ho guardato tantissimi passato tre mesi nella bella Lisbona con film e ho ascoltato tantissima musica, questo intento. La mia ricerca si stava tantissimi autori. Quante recensioni affinando, piano piano. mi sono letto per indirizzare i miei Ad un certo punto, finita l’università, “consumi”! il futuro lontano era da arrivato. casa ho Bizzarro personaggio questo Futuro, prima si era inoltre, mettersi alla prova scegliendo mostrato in modo seducente, poi mi da sé le situazioni a tavolino. Non era aveva abbandonato. Ora si ripresentava qualcosa che muoveva le mie ricerche, alla porta, esigente. Non c’era più ma qualcuno. Ora l’ho messo a fuoco, tempo per la ricerca intellettuale, era ma non è ancora tempo di fermarsi, il momento di dare una direzione alla continua a precedermi, è il Signore mia vita facendo delle scelte. Rimanere Gesù! nella città dove avevo sempre vissuto? Mattia Gallegati Cercare lavoro lontano da casa come gli (seminarista, I teologia) SEMINARISTI: UN PO’ DI NUMERI l’iter formativo dei ragazzi in discernimento vocazionale comincia con un percorso propedeutico biennale vissuto a Faenza nella “comunità propedeutica” presso il seminario Pio Xii. in seguito i giovani continuano il loro percorso formativo presso il seminario regionale di Bologna. in questo anno pastorale 2011/2012 la diocesi di Faenza-modigliana conta 3 ragazzi al seminario regionale e 5 in Propedeutica, di cui 4 al primo anno e 1 al secondo. la nostra comunità propedeutica ospita anche 3 giovani della diocesi di Forlì-Bertinoro e 1 ragazzo della diocesi di imola. amici? Prendere su e andarmene in un paese straniero a imparare una lingua? Come fare a decidere? In base a cosa decidere? Era questo il vero nodo. Non si può scegliere da soli cosa fare nella vita! Questa la definitiva molla che mi ha fatto capire che era Dio che stavo cercando e la sua volontà per quanto LE IMMAGINI In questa pagina le famiglie dei seminaristi durante una cena in seminario. In alto i propedeuti in uscita a roma nel maggio 2011. riguardava me. E così i primi timidi passi nella Chiesa faentina. E nel giro di poco più di due anni l’ingresso in seminario. Non si trattava di trovare l’emozione giusta che mi dicesse chi ero, né di trovare la visione filosofica per spiegarmi la vita e il mondo. Troppo facile ed egocentrico, 5 Quando mi ha detto che L’ingresso in Seminario di Claudio Caro Claudio, Carissimo Claudio, rispondo volentieri alla tua domanda durante il periodo di lavoro assieme riportando i miei pensieri in libertà. ho sempre cercato di carpirti i segreti, “Quella volta che Claudio mi ha detto sapere se avevi qualche tiro, dove e che entrava in seminario ho pensato che con chi passavi i fine settimana, ma tu quel ragazzo gentile e sensibile con cui rispondevi sempre “non ho fatto niente” lavoravo fianco a fianco tutti i giorni da o semplicemente sorridevi per non qualche anno aveva trovato finalmente rispondere. Quando mi hai detto che la sua strada. Non mi ha meravigliato la andavi in seminario sono rimasta senza sua scelta e l’ho considerata la naturale parole e, credimi, non è facile; ricordo di conseguenza di un percorso di vita già averti chiesto “ne sei sicuro?” tu, col tuo delineato dai suoi studi e dalle sue attività sorriso e il tuo spiccatissimo accento nel tempo libero, quali ad es. l’impegno romagnolo, hai replicato “perché?”. Ma con la Diocesi e nella parrocchia di come perché, non mi ricordo se te l’ho Sant’Agostino, il rapporto con i giovani detto, forse sì, non ti mancheranno le e l’insegnamento della religione. La sua uscite con gli amici, i flert, le ragazze, iniziale timidezza aveva lasciato il posto il matrimonio, i figli? Per me è sempre ad una simpatica e pungente ironia, che stato un po’ difficile capire certe ci ha consentito di lavorare insieme con decisioni, però ti ho visto così sereno, passione e allegria deciso e felice che sono sicura che hai fatto la scelta giusta e penso tu possa Loretta Oriani, aiutare tante persone. Dipendente del Comune Raffaella Mongardi, Insegnante di Faenza – Collega Scuola Primaria Palazzuolo sul Senio – Collega 6 UN F ILM VOCAZIONALE “In che modo mi è stato utile il film? Proprio per il concetto di maternità (e quindi paternità) che emerge: una maternità che non è semplicemente la capacità di generare fisicamente un figlio ma l’attitudine nel prendersi cura dell’altro, nel farsi carico delle sue ansie e dei suoi problemi, nel creare le condizioni perché l’altro cresca e viva.” Con queste parole don Stefano Vecchi, parroco di Fognano, ci invita alla visione di “Fuori dal mondo”, film del 1997 diretto da Giuseppe Piccioni. La pellicola, in estrema sintesi, ci mostra una suora che va in crisi nel realizzare che non potrà mai mettere al mondo dei figli. Il percorso umano che compirà offre tanti spunti per una riflessione sulla vocazione. entrava in Seminario…” (II teologia) da diversi punti di vista… “Che hai detto? Claudio entra in adulti, anziani, famiglie, suore, frati...” seminario?” “E poi è troppo precisino” “Ma sicuramente hai capito male. “Un sacerdote non deve essere Dovrà solo finire il diploma di scienze solo un organizzatore, deve essere religiose... “ anche pastore, confessore, educatore, “Me l’ha detto proprio lui. A fine economo, parroco, cancelliere, prefetto, Settembre si trasferisce a Bologna” amministratore, missionario, scrittore, “Ma no, non è possibile. Claudio non è nunzio, vicario, maestro, assistente, proprio adatto a fare il sacerdote” animatore, “E perché?” segretario, “Perché non sa fare a predicare!” sportivo...” “Non credo, e anche se fosse? Un “Comunque è troppo alto per fare il sacerdote non deve solo predicare, prete...” deve anche ascoltare, canonico, prevosto, consigliere, cerimoniere, rincuorare, consigliare... “ (dialogo immaginario ma non troppo alla “E poi è troppo vecchio, in seminario notizia dell’avvenuta vocazione di claudio) bisogna entrarci da giovani, a dieci anni, Andrea Cappelli - Amico come i bei sacerdoti di una volta” LE IMMAGINI In questa pagina la cucina al lavoro! A pagina 6 In alto claudio in passeggiata durante un’ uscita estiva. Al centro i seminaristi a Barbiana (Fi) durante l’estate del 2011. In basso Una foto scattata nella cappella del seminario regionale di Bologna. “Ma un sacerdote deve ascoltare la chiamata, non programmare il piano di studi” “E poi non è adatto a giocare con i ragazzi” “Beh un sacerdote non deve solo stare con i ragazzi, deve seguire bambini, 7 Tanto per cominciare, Uno dei ragazzi della Comunità propedeutica 8 Propedeutica. Un nome di comprensione ed, anzi, non avevo mai partecipato non po’ attivamente e coscienziosamente; poi altisonante per una cosa in realtà molto la conoscenza e l’avvicinamento ad semplice: accompagnare chi ricerca altri aspetti, come il lavoro presso la la sua vocazione nel sacerdozio a Casa Protetta “San Maglorio” (che maturare la propria dimensione umana ospita anziani, in maggioranza non e un’adeguata riflessione al riguardo. autosufficienti), “Si cerca per la Chiesa un uomo” parrocchia diversa da quella di origine, (Don Primo Mazzolari): prima di tutto il condividere una cena ogni quindici un uomo, poi un prete… E proprio in giorni con una “famiglia adottiva”… queste parole sta tutto. Sono state tante le novità e non è stato Da Settembre, la Comunità Propedeutica facile abituarsi, anzi in alcuni casi è di Faenza si è ingrandita e, dai quattro difficile tuttora essere partecipi in prima dell’anno persona delle proposte della Comunità immediata scorso, e forse il un numero dei il servizio in una propedeuti è salito a nove, accogliendo Propedeutica. ragazzi non solo della Diocesi di Faenza Un grandissimo aiuto viene soprattutto – Modigliana, ma anche delle vicine dal responsabile della Comunità, Don Diocesi di Forlì – Bertinoro e di Imola, Michele Morandi, e dal padre spirituale, in un mix di esperienze, vissuti, età, Don Mario Piazza, i primi nel consigliare aspettative e motivazioni differenti. e correggere per poter migliorare il (e Personalmente, ho vissuto questi primi nel) proprio cammino di comprensione mesi in modo un po’ turbolento, colpito della vocazione personale. da tante nuove abitudini e cose da fare: Una parte faticosa nella vita comunitaria prima fra tutte la recita della Liturgia (probabilmente non solo nell’ambito delle Ore, alla quale non ero abituato, del seminario, ma più generalmente) è PROPEDEUTICA: UN TEMPO PER INTERROGARSI Il percorso propedeutico è un tempo offerto ai giovani che desiderano interrogarsi in profondità sulla loro vocazione. Il primo anno finalizzato ad uno sviluppo e ad una presa di coscienza della maturità umana, è principalmente caratterizzato dall’esperienza lavorativa presso strutture che accolgono ammalati, anziani e ragazzi disabili. Il secondo offre la possibilità di un discernimento vocazionale più profondo. Comunità, preghiera, lavoro e studio sono gli ingredienti essenziali della vita dei ragazzi disponibili ad ascoltare la voce del Signore. I giovani sono seguiti da un sacerdote responsabile della formazione che vive con loro, dal Padre spirituale,dai tutor dei luoghi di lavoro, dalle famiglie che affiancano ogni giovane, dai docenti e dai parroci. la Propedeutica! ci racconta i suoi primi mesi. sicuramente il continuo rapporto e il umana) e il cammino prescelto adatto a confronto obbligato con gli altri membri, raggiungerlo (ogni esperienza della vita con i loro punti di vista, le critiche, le nella Comunità Propedeutica, appunto), correzioni; mentre è allo stesso tempo per i quali la vita comunitaria è scandita un punto di forza, il fatto di poter essere e aiutati e consigliati anche da coloro riformulata appositamente. continuamente riprogrammata e che ogni giorno condividono tempo, Michele Rosetti esperienze e situazioni. Non a caso (e questo mi ha molto colpito), una cura particolare (propedeuta, I anno) va proprio ai luoghi e ai momenti di vita comunitaria, a partire dalla cappella e dalla Santa Messa che si celebra ogni giorno, per poi passare ai momenti di ricreazione e discussione, per le quali le scelte sono totalmente affidate nelle mani a due propedeuti, che vagliano le proposte di ognuno e scelgono quella LE IMMAGINI In questa pagina Una foto scattata durante un momento di preghiera in seminario. A pagina 8 In alto Foto di gruppo dei propedeuti. Al centro la camera di un ragazzo della comunità propedeutica. In basso riccardo e massimo, due ragazzi della comunità propedeutica. che sembra loro più interessante ed attinente. Ciò che rende particolare e speciale, a mio avviso, il percorso propedeutico al seminario è un’eccezionale corrispondenza tra l’obiettivo posto (la maturità personale, prima di tutto 9 Tutto quello che vorresti Le domande ricorrenti nella In questi anni di seminario mi è capitato sia il modo migliore per metterle a diverse volte di parlare della mia disposizione degli altri; confrontarsi con storia. Queste sono le domande che qualcuno che ci possa aiutare ad essere più frequentemente mi sono sentito obbiettivi; pregare perché il Signore ci rivolgere: aiuti a capire la strada che ha pensato per ciascuno di noi, l’unica che può cosa ti ha spinto ad entrare in seminario? darci la vera gioia. La prima risposta che mi viene in mente cosa più ti preoccupava prima di entrare? quando sento questa domanda è sempre la stessa: perché penso che il Signore Su tutto il giudizio degli altri. È stato voglia questo da me! La domanda infatti molto difficile dire della mia successiva spontanea: decisione a parenti e amici. Però è stato e come hai fatto a capirlo? Ciò che un passaggio molto importante. Con mi ha spinto a fare il primo passo è molti è stata un’occasione di confronto un insieme di tanti fattori. Dirò cosa davvero preziosa, che mi ha riservato secondo me bisogna tenere a mente anche parecchie positive sorprese! allora sorge per poter prendere una decisione importante: essere sinceri con se stessi a cosa è stato più difficile abituarsi? e prendersi ogni tanto un po’ di tempo 10 per riflettere, perché spesso capita che Sicuramente il non poter più vedere il Signore cerchi di dirci qualcosa ma noi spesso come prima i miei amici. La siamo troppo occupati a guardare solo vita in seminario è piuttosto scandita a noi stessi per accorgercene; capire e come tutto comporta alcune regole. le proprie qualità e chiedersi quale Per esempio non si può uscire ed IL SEMINARIO È APERTO! chiedere a un seminarista. Vi invitiamo a venire in seminario per alcuni momenti di preghiera. Quando dal lunedì al venerdì (dal 25 settembre 2011 al 24 giugno 2012) lodi alle ore 7.30 tutti i giovedì (dal 29 settembre 2011 al 21 giugno 2012) lectio divina alle ore 20.45 dal 2 aprile al 16 aprile 2012 le lodi e la lectio divina verranno sospese. tutte le domeniche alle ore 19.00 adorazione e Vespri (dal 3 giugno al 4 settembre 2012 linizio è posticipato alle ore 20.00) Dove seminario Vescovile Pio Xii via degli insorti 5-6, Faenza vita di un seminarista entrare a piacimento. Durante gli anni di chiudersi in se stessi: spesso capita che università ero abituato ad organizzare il Signore cerca di dirci qualcosa ma noi spesso ritrovi con amici, anche all’ultimo siamo troppo occupati a guardare solo minuto e questo evidentemente non è noi stessi per accorgercene, rischiando stato più possibile. Ma devo dire però in questo modo di lasciar scorrere la che ora quando riusciamo a vederci c’è nostra vita, invece che dirigerla nella più gusto nello stare insieme. È vero direzione giusta. Ma la direzione giusta, che con qualcuno ci si è un po’ persi di come dicevo, è quella che il Signore vista, ma con molti di loro il rapporto è pensa per noi. Non stanchiamoci mai di diventato più profondo. chiedere che sia Lui a guidare le nostre scelte! non pensi mai al fatto che devi rinunciare a moglie e figli? Massimo Geminiani (seminarista, I teologia) Devo ammettere che capita di pensarci. Ma sono profondamente convinto di LE IMMAGINI In questa pagina mattia, claudio e massimo insieme all’equipe formativa del seminario regionale di Bologna. ne fa parte anche don mirko santandrea (quinto da sinistra), prete della nostra diocesi, il quale è vicerettore. A pagina 10 In alto in primo piano i tre ragazzi della nostra diocesi che si trovano al seminario regionale di Bologna in una foto scattata nel refettorio. Al centro massimo e claudio assistono il Vescovo, mons. claudio stagni, durante un momento di preghiera. In basso maggio 2011: visita ai giardini Vaticani. una cosa: se il Signore ci chiede qualcosa lo fa unicamente per il nostro bene. È per questo che il costante sforzo di ogni cristiano deve essere quello di fare la Sua volontà, come preghiamo nel Padre nostro. Certo bisogna fidarsi di questo. Ma d’altra parte cosa significa avere Fede in Dio se non appunto fidarsi di Lui? Ecco perché è così pericoloso 11 Faccia a faccia L’esperienza del seminario in un simpatico botta e risposta Mons. Roberto Brunato 1. Sono entrato in seminario a 20 anni compiuti, il 21 novembre 1959, e sono stato ordinato prete il 20 aprile 1969. 2. Biennio di scuola media. 3. 10 anni. Nel 1960 ho sostenuto l’esame di terza media, poi ho fatto il ginnasio e in 2 anni il Liceo, un anno di propedeutica e 4 anni di teologia. 4.Alle 6,30. 5. Il gioco del calcio, quando si poteva, o giochi da tavolo. 6. I libri di Claude Bruce Marshall. 7.“Il potere e la gloria”. 8.All’inizio del percorso solo per le vacanze estive; poi anche a Natale e infine anche a Pasqua. 9. Le commedie che recitavamo a carnevale. 10. Quando qualche compagno lasciava il seminario. 11. Essere uomini capaci di rapporti umani e uomini di spirito evangelico. 12. L’ambiente mi intimoriva e i compagni più grandi mi davano soggezione. 13. Da un lato la paura: se avessi potuto scappare…, dall’altro una sensazione di essere arrivato… 14. Sono felice per la ricchezza di esperienze che ho fatto come prete coi giovani, nell’Azione Cattolica, nei campi scuola e nelle varie esperienze sacerdotali. Il Signore è stato buono con me… 15. Caro don Francesco, “tieni botta” sui valori che ti hanno insegnato in Seminario e metti a frutto le tue capacità e doti umane per incontrare le persone e far loro sperimentare che Dio è amore… il rettore del seminario della nostra diocesi e il giovane cappellano di russi ci presentano le diverse esperienze dei loro percorsi formativi. 1. A quanti anni sei entrato in seminario? In quale anno? In quale anno sei stato ordinato? 2. Studi precedenti? 3. Quanto è durato il tuo percorso? 4. Normalmente a che ora era la sveglia? 5. In cosa consistevano le attività ricreative? 6. Una bella lettura che hai fatto negli anni di seminario (non legata alle materie d’esame). 7. Un bel film che hai visto in seminario. 8. Ogni quanto andavi a casa mediamente? 9. Un momento della vita di seminario che ricordi col sorriso. 10. Un avvenimento che ti ha messo paura/tristezza. 11. Cosa ti ripetevano più spesso i superiori? 12. La prima impressione quando sei entrato in Seminario. 13. Sensazioni/pensieri il giorno (o notte) prima dell’ordinazione. 14. Due parole che descrivono la tua vita di prete fino ad oggi. 15. Due parole per l’altro intervistato. mons. roberto Brunato impone le mani sul capo di don Francesco cavina nel giorno in cui è diventato prete. 12 Don Francesco Cavina 1. Sono entrato in seminario a 20 anni, il venerdì 17 settembre 2004, e sono stato ordinato prete il 1° ottobre 2011. 2. Ho frequentato il Liceo Socio Psico Pedagogico “E. Torricelli” di Faenza. 3. 7 anni: uno di propedeutica e sei di teologia. 4. La sveglia era alle 6.30 per ritrovarci in cappella alle 7, a parte il giovedì che ci si svegliava mezz’ora più tardi, e il sabato, mezz’ora prima! 5. C’erano le ricreazioni serali nei gruppi, in cui facevamo vari giochi (ping pong, calcino, giochi di società, carte, ..) poi gli appassionati facevano sport. 6.“Il Signore degli anelli” di Tolkien. 7. Ne abbiamo visti tanti, tutti i martedì sera, per tutti cito “Gran Torino” di Clint Eastwood. 8. In propedeutica tutte le settimane, in prima e seconda teologia una volta al mese più le vacanze; gli anni successivi rientravo da Bologna tutti i fine settimana per fare servizio in parrocchia, e un salto a casa ogni 15 giorni riuscivo a farlo. 9. Ricordo con gioia la settimana estiva dopo la V teologia, in Puglia… che divertimento! 10. Mi colpì molto la morte di un nostro compagno:Alberto Baroncini di Bologna. 11. Il Rettore, Mons. Scanabissi, diceva sempre “Siamo qui per imparare ad imparare”. Il Padre spirituale, don Laloli, invece parlava sempre di “missione”. 12.“Ma dove sono capitato!!??”. 13. La sera prima pensavo “Ma mi rendo conto di cosa sto andando a fare?”. 14. Sono cappellano a Russi e mi sto trovando molto bene. Sono contento di essere prete perché posso mettere tutte le mie energie a disposizione delle persone che mi sono affidate, in particolare dei ragazzi e dei giovani; è bello poter tentare di presentare a tutti la bella notizia del Vangelo attraverso l’amministrazione dei Sacramenti, l’annuncio della Parola e le varie iniziative pastorali; in fondo se ci pensiamo… è questo il compito di un prete! 15. Carissimo don Roberto, la ringrazio per quello che ha fatto per me in questi anni di seminario e le auguro un buon cammino insieme con i nostri seminaristi faentini.