UN’ESPERIENZA
DI DIDATTICA LABORATORIALE
IL METODO DELLA RICERCA
E L’ACQUISIZIONE DELLE
COMPETENZE CHIAVE
FORMAZIONE DOCENTI
“FARSI IL PROPRIO SAPERE” (I-II)
Marina Bolletti, Silvia Desideri, Annamaria Matteucci
Liceo Cornaro, 10 e 16 Marzo 2011
1
Perché insegnare a fare ricerca?
Il fisico Carlo Bernardini si interroga sulle potenzialità
degli insegnamenti impartiti nella scuola
Una matematica francese ha simpaticamente dimostrato che lo studio dell’aritmetica elementare nelle scuole del suo paese
porta a separare le regole del far di conto dal contesto in cui vengono usate. In suo libro Sara Baruk, la matematica in
questione, dice di aver proposto ad alcune centinaia di studenti elementari parigini il quesito: “Una nave trasporta 32 pecore e
18 montoni, Qual è l’età del capitano?” L’80% dei bambini, che aveva appena imparato a fare le somme, avrebbe risposto “50”,
senza esitazioni. Era semmai il 20% indeciso a provare qualche sconcerto: “...il problema è stato dato dalla maestra e deve
perciò avere un senso; ma quale?”
Fui colpito da questo esperimento e proposi ad alcuni bravi maestri di ripeterlo in una scuola elementare italiana. Il campione fu
più esiguo, la risposta fu “50” per il 100% dei bambini. Ce ne fu perfino uno, il più vispo, che, interrogato, disse che “aveva
pensato che il capitano venisse da una famiglia di pastori in cui era consuetudine regalare una pecora o un montone a ogni
compleanno”.
…
Una volta un bambino di quattro anni mi disse che era sicuro che il Sole fosse più lontano delle nuvole perché “non aveva mai
visto una nuvola dietro il Sole”. Mi sembrò di avere incontrato il Galilei dei bambini. Poi però mi venne il doloroso pensiero che
il numero degli adulti in grado di formulare così una congettura induttiva è probabilmente assai esiguo. Chi e che cosa ha
menomato il loro cervello? Non potrebbe essere che il gioco dei linguaggi, il “perbenismo del parlato”, abbia in sé proprietà
tossiche, in parte paralizzanti e in parte allucinogene? Non potrebbe essere che il pensiero normativo, essendo di così facile
rappresentazione verbale, domini la didattica scolastica proprio perché è, a un tempo, rassicurante in quanto perentorio; con il
risultato che accantona il problema dei significati come se fosse secondario?
(Bernardini - De Mauro, 2003, pp. 70-71)
2
La critica principale che si può e si deve
rivolgere alla nostra scuola forse è proprio
quella di tramandare e perpetuare forme di
passività dell’insegnamento/apprendimento,
che ostacolano lo sviluppo del senso critico
nei discenti, o, peggio, li abituano a
rinunciare alla volontà di pensare, di fare
ipotesi e verificarle, perché l’autorità
informativa (la lezione dell’insegnante, il
libro di testo) è, comunque, ritenuta
sufficiente ed esaustiva.
3
Un punto di riferimento:
la maieutica nell’insegnamento di Danilo Dolci
Stavo giocando con il mio bambino di 6 anni, un gioco per insegnargli a fare
di conto, con dei dolcetti. A un certo punto gli ho chiesto: “Quanto fa 3 meno 8?”.
Ma il bambino ha continuato a giocare, senza rispondere.
Dopo 10 giorni circa, una mattina il bambino mi ha detto: “Papà, non si può
fare 3 meno 8, perché ne mancano 5” .
Racconto di Francesco Cappello, allievo di Danilo Dolci, nella trasmissione radiofonica su D.D. del 26/02/2011


L’apprendimento di un concetto a livello profondo può avvenire solo attraverso
una domanda, che il soggetto si pone, su cui riflette e indaga per il tempo che
gli è necessario, e a cui trova una confacente risposta.
Muovendo dalla distinzione fra trasmettere e comunicare e tra potere e
dominio, Dolci ha evidenziato i rischi di involuzione democratica della società
connessi al controllo sociale esercitato attraverso la diffusione capillare dei
mass-media.
4
Le abilità di utilizzo dell’informazione nella
“Dichiarazione di Alessandria” (2005)
Information Literacy lies at the core of lifelong learning.
It empowers people in all walks of life to seek, evaluate, use
and create information effectively to achieve their personal,
social, occupational and educational goals.
It is a basic human right in a digital world and promotes social
inclusion of all nations.
Lifelong learning enables individuals, communities and nations to
attain their goals and to take advantage of emerging opportunities in
the evolving global environment for shared benefit.
It assists them and their institutions to meet technological, economic
and social challenges, to redress disadvantage and to advance the
well being of all.
National Forum on Information Literacy. Adopted in Alexandria, Egypt at the
Bibliotheca Alexandrina on 9 November 2005
<http://www.ifla.org/en/publications/beacons-of-the-information-society-thealexandria-proclamation-on-information-literacy>, 2005
5
L’esperienza del Liceo Cornaro
Nell’anno scolastico 2008/2009 il Progetto di Didattica della ricerca e utilizzo
delle informazioni ha coinvolto:
- nella fase di formazione dei docenti:
la bibliotecaria, 5 docenti esperti, 18 docenti di diverse discipline;
- nella fase di realizzazione:
10 docenti, la bibliotecaria, un esperto di informatica, 7 classi seconde.
Un gruppo formato dalla bibliotecaria e da alcuni docenti “esperti” ha elaborato e
redatto la guida didattica EDUCAZIONE ALLA RICERCA E ALL’UTILIZZO
DELLE INFORMAZIONI
Nell’anno scolastico 2009/2010 ha coinvolto:
- 7 nuovi docenti nella II fase di formazione (9 ore);
- 12 docenti, la bibliotecaria, 3 classi prime; 4 classi seconde; 1 classe terza; 1
classe quarta in varie attività didattiche.
Nell’anno scolastico 2010/2011:
- tutte le classi II hanno aderito al Progetto.
6
Il percorso di Educazione alla ricerca e all’utilizzo
dell’informazione del Liceo Cornaro mira a favorire
nei giovani studenti al termine dell’istruzione
obbligatoria l’acquisizione delle competenze
chiave di cittadinanza, sulla base Regolamento
recante norme in materia di adempimento
dell’obbligo di istruzione (DM 139/2007), che
recepisce esplicitamente la raccomandazione del
Parlamento europeo e del Consiglio del 18
dicembre 2006 relativa alle competenze chiave
per l’apprendimento permanente.
(testo integrale in Appendice)
7

Il percorso consiste nella proposta di uno stile di
apprendimento inteso come processo di
ricerca da utilizzare lungo tutto l’arco della
vita.

Esso vuole offrire agli studenti la “chiave” per
imparare a recuperare, leggere criticamente e
valutare l’informazione nei diversi campi del
sapere e pertanto non si basa sulla trasmissione
passiva di contenuti disciplinari, ma sullo
sviluppo nei discenti di abilità e competenze
autonome di apprendimento.

Centrale in questo percorso è l’uso attivo e
consapevole della biblioteca scolastica e dei
moderni strumenti di comunicazione.
8
INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
DEL PROCESSO DI RICERCA
COMPETENZE CHIAVE DI
CITTADINANZA NELL’AMBITO
DELL’ISTRUZIONE OBBLIGATORIA
9
Modulo didattico: EDUCAZIONE ALLA RICERCA E ALL’UTILIZZO DELLE INFORMAZIONI
ATTIVITÀ
ATTIVITÀ PROPEDEUTICHE
ALLA RICERCA
- Dove e come cerco le informazioni?
- Strumenti di consultazione di base:
organizzazione e uso della biblioteca
(risorse, catalogo, classificazione); uso
degli strumenti della consultazione di base
(manuale, enciclopedia, dizionario …)
- Utilizzo delle informazioni sul WEB
- Criteri di valutazione delle fonti e delle
informazioni
- Tecniche per sviluppare le abilità di
prelevare le informazioni (prendere
appunti, riassumere, schedare, classificare
e citare le informazioni)
- Tecniche per sviluppare le abilità di
presentazione/comunicazione scritta/orale
delle informazioni
Metodo:
LEZIONI FRONTALI con uso della GUIDA;
ESERCITAZIONI in classe, in biblioteca e in
laboratorio di informatica
Tempi: 20 ore
COMPETENZA
DISCIPLINE
CLASSE
PROGRAMMAZIONE/
RESPONSABILITÀ
Imparare ad
imparare:
organizzare il
proprio
apprendimento
individuando,
scegliendo ed
utilizzando varie
fonti e varie
modalità di
informazione e
di formazione
(formale,
non formale ed
informale), anche in
funzione dei tempi
disponibili, delle
proprie strategie e
del proprio metodo
di studio e di lavoro
TUTTE
I
Docenti del CdC:
programmazione
di UD “trasversali”;
nomina di un
coordinatore del
Modulo;
distribuzione delle
attività
CdC:
cooperazione con il
servizio di
Biblioteca
(bibliotecaria e
suoi collaboratori)
e dei Laboratori di
informatica
10
Modulo didattico: EDUCAZIONE ALLA RICERCA E ALL’UTILIZZO DELLE INFORMAZIONI
ATTIVITÀ
LA RICERCA COME PROBLEM
SOLVING
PRESENTAZIONE DEL METODO:
Come si fa una ricerca?
Le 6 tappe della ricerca
1. Delineo il soggetto
2. Cerco fonti d’informazione
3. Seleziono i documenti
4. Prelevo le informazioni
5. Tratto l’informazione
6. Comunico l’informazione
(H. Guertin)
Metodo:
LEZIONI FRONTALI con uso della GUIDA;
Eventuale SIMULAZIONE GUIDATA del
percorso di ricerca in biblioteca, in
laboratorio di informatica, in classe
Tempi: 6+4 ore
COMPETENZA
Imparare ad
imparare
Risolvere problemi:
affrontare situazioni
problematiche
costruendo e
verificando ipotesi,
individuando le fonti e
le risorse adeguate,
raccogliendo e
valutando i dati,
proponendo soluzioni
utilizzando, secondo
il tipo di problema,
contenuti e metodi
delle diverse discipline
DISCIPLINE
CLASSE
TUTTE
II
PROGRAMMAZIONE/
RESPONSABILITÀ
Docenti CdC +
Bibliotecaria:
programmazione
delle attività
didattiche
laboratoriali
(possibilmente in
compresenza)
Docenti CdC
+Bibliotecaria:
osservazione e
monitoraggio delle
modalità di
intervento nello
sviluppo della
eventuale
simulazione
Studenti:
autovalutazione del
percorso
11
Modulo didattico: EDUCAZIONE ALLA RICERCA E ALL’UTILIZZO DELLE INFORMAZIONI
ATTIVITÀ
COMPETENZA
DISCIPLINE
CLASSE
PROGRAMMAZIONE/
RESPONSABILITÀ
IMPOSTAZIONE
DELLA RICERCA
CON IL GRUPPO
CLASSE (TAPPA 1):
Delineo il soggetto:
- individuazione
dell’argomento comune
della ricerca tramite
domande e
brainstorming di
gruppo
- analisi e discussione
delle domande
- individuazione di
parole-chiave
- distribuzione delle
domande e dei compiti
- pianificazione del
lavoro
Agire in modo autonomo e
responsabile:
sapersi inserire in modo attivo e
consapevole nella vita sociale e far
valere al suo interno i propri diritti e
bisogni riconoscendo al contempo
quelli altrui, le opportunità comuni,
i limiti, le regole, le responsabilità
TUTTE
II
Docente coordinatore +
altri + Bibliotecaria:
coordinamento del
progetto di ricerca;
composizione dei
gruppi
Metodo: INTERAZIONE
ATTIVA con il gruppo
classe; lavoro di gruppo
Tempi: 4/6 ore
Collaborare e partecipare:
interagire in gruppo, comprendendo
i diversi punti di vista, valorizzando
le proprie e le altrui capacità,
gestendo la conflittualità,
contribuendo all’apprendimento
comune ed alla realizzazione delle
attività collettive, nel riconoscimento
dei diritti fondamentali degli altri
Progettare:
elaborare e realizzare progetti
riguardanti lo sviluppo delle proprie
attività di studio e di lavoro
Docenti:
osservazione e
monitoraggio da
parte dei docenti
delle modalità
d’interazione
in gruppo
Bibliotecaria:
consulenza in biblioteca
Studenti:
organizzazione dei
gruppi
12
Modulo didattico: EDUCAZIONE ALLA RICERCA E ALL’UTILIZZO DELLE INFORMAZIONI
ATTIVITÀ
SVOLGIMENTO
RICERCA INDIVIDUALE
E/O DI GRUPPO
(TAPPE 2-6)
Applicazione del metodo di
ricerca acquisito
Uso della traccia per la
stesura dell’elaborato
Stesura della relazione
finale
Comunicazione dei risultati
ottenuti alla classe
Metodo:
Lavoro individuale e/o di gruppo
degli studenti:
- per la ricerca a casa e, in
forma laboratoriale, a scuola;
- per l’esposizione dei risultati,
utilizzo del laboratorio di
informatica per eventuale
PRESENTAZIONE
MULTIMEDIALE (testo, suono,
immagine statica e animata;
collegamenti ipertestuali)
Tempi: 10 ore
COMPETENZA
Agire in modo autonomo e
responsabile
Progettare
Individuare collegamenti e
relazioni:
… elaborando argomentazioni
coerenti, collegamenti e
relazioni tra fenomeni, eventi e
concetti diversi, anche
appartenenti a diversi ambiti
disciplinari …
Acquisire ed interpretare
l’informazione:
… valutandone l’attendibilità e
l’utilità, distinguendo fatti e
opinioni.
Comunicare:
comprendere messaggi di
genere diverso … rappresentare
eventi … mediante diversi
supporti
DISCIPLINE
CLASSE
PROGRAMMAZIONE/
RESPONSABILITÀ
DISTINTE
PER AREE
II
Docente coordinatore:
compone i gruppi;
assegna attività ricerca
su tema concordato;
fissa i tempi di
consegna
Docenti CdC +
Bibliotecaria:
osservazione in itinere
e consulenza
Studenti:
autovalutazione sul
percorso svolto
Docenti CdC +
Bibliotecaria:
valutazione del lavoro
(griglia)
Docenti/Studenti/
Genitori:
questionario
13
COSA RESTA
(O DOVREBBE RESTARE)
AGLI STUDENTI
DI QUESTA ESPERIENZA?
• L’apprendimento di un metodo rigoroso di lavoro.
• La consapevolezza che questo metodo può essere utile nelle
altre situazioni di studio e anche nella vita.
• L’approccio critico nell’uso di tutte le fonti di informazione.
• L’abitudine ad autovalutare il proprio lavoro ed a saperne
render conto ad altri (insegnanti, compagni).
• L’attitudine a considerare i risultati di un proprio lavoro in
termini di processo e non solo di contenuto (come sono arrivato
a questo risultato?).
• L’abitudine a lavorare e confrontarsi in gruppo.
14
2009/2010
ATTIVITÀ SVOLTE CON LE CLASSI











IC: percorso base - Indagine sulla sfruttamento minorile – Geografia – ore 6.
IE: percorso base; mappe concettuali; spoglio riviste – Storia e Geografia – ore 17
IF: brainstorming e spoglio riviste sulla Preistoria - Lettere - ore 28
IIB: percorso ricerca a gruppi: La pena di morte - Lettere - ore 10
IIE: percorso introduttivo; valutazione fonti e Internet; brainstorming; ricerca –
Lettere - ore 11
IIF: percorso ricerca pluridisciplinare: Il fuoco – Lettere - ore 18
IIG: percorso di ricerca a gruppi su: Sport e apartheid; Formula 1; Woodstock; Il
grande dittatore (C. Chaplin); Albert Schweitzer; Fumetti Marvel; U2 - Lettere - ore
20
IIIC: percorso ricerca pluridisciplinare: L’alimentazione – Lettere e Scienze - ore 6
IVD: percorso in biblioteca e laboratorio di informatica; ricerche individuali:
Espressioni culturali durante l’Illuminismo – Lettere e Storia - ore 9
Il lavoro di preparazione degli studenti al percorso di ricerca è stato svolto nelle classi con la
collaborazione della bibliotecaria prof.ssa Marina Bolletti.
Le ore indicate corrispondono solo a quelle svolte in orario curricolare; non sono calcolate
quelle dedicate dai docenti e dalla bibliotecaria alle correzioni e quelle impiegate dagli studenti
per l’esecuzione del lavoro di ricerca.
15
Valutazione del Progetto 2009/2010
(questionario per gli studenti coinvolti)







Il 35% degli studenti intervistati valuta il percorso
efficace e utile per il miglioramento del metodo di studio.
Più della metà degli studenti è disposta a continuare il
lavoro in futuro.
Fra le attività valutate più significative troviamo:
utilizzo critico di Internet;
utilizzo degli strumenti di consultazione e libri di testo;
svolgimento della ricerca.
La maggior parte degli studenti afferma che questa
attività didattica non ha interferito negativamente sulla
normale attività didattica.
16
CONDIZIONI
FONDAMENTALI







Formazione continua dei docenti.
Collaborazione attiva tra docenti del CdC.
Chiarezza ed esplicitazione degli obiettivi.
Addestramento progressivo degli studenti.
Ripresa delle stesse esperienze in tempi
successivi (esplicita).
Proposta di argomenti interessanti.
Disponibilità di biblioteca, laboratorio, strumenti
multimediali, ecc.
17
PUNTI CRITICI

-



Resistenze al cambiamento del metodo di insegnamento/apprendimento da
parte di docenti e studenti:
non sempre c’è consapevolezza che il metodo della ricerca dovrebbe diventare
un habitus mentale abituale, funzionale ad un apprendimento attivo in ogni area
disciplinare e situazione di studio;
è ancora dominante la visione strettamente disciplinare dell’attività scolastica;
si fa fatica a considerare il percorso come INTERNO al normale curricolo
scolastico e non come qualcosa “in più” da fare o una perdita di tempo.
Per gli studenti in particolare risulta difficile:
organizzare i tempi di lavoro;
fare sintesi del lavoro compiuto;
autovalutare le proprie abilità e competenze e condividere le proprie valutazioni.
Limiti strutturali del sistema scolastico:
mancanza di flessibilità nell’organizzazione scolastica (orari, discipline): per i
docenti è effettivamente difficile coordinarsi e collaborare tra loro;
mancanza di uno standard di valutazione e certificazione delle competenze
“trasversali” alle discipline.
Rapidissima evoluzione del mondo della comunicazione e dell’informazione
(necessità di aggiornamento continuo).
18
METTIAMOCI
ALLA PROVA
19
SIMULAZIONE
brainstorming di gruppo
 analisi e discussione delle domande
 riorganizzazione e distribuzione delle
domande
 individuazione di parole-chiave
 ricerca

20
Il brainstorming
MAFIA?
21
Le domande
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
27.
La mafia e le sue parti…
La mafia è la meno violenta delle organizzazioni criminali?
Quando nasce la mafia e perché?
Qual è la provenienza sociale dei mafiosi?
In quali luoghi si organizza meglio?
Come la mafia si infiltra nell’economia?
Che cosa distingue la mafia dalla criminalità comune?
Qual è il rapporto tra la mafia come organizzazione e il comune cittadino?
Com’è cambiata la mafia rispetto alle sue origini?
Come si diventa mafiosi?
Cosa dobbiamo aspettarci dopo la cattura di Riina e Provenzano?
Come si è evoluta la struttura mafiosa?
Quanti processi per mafia in Italia e con quali esiti?
Può un politico locale non farsi condizionare dalla mafia?
Ramificazioni della mafia al Nord?
Mafia nel mondo?
La mafia si può definire un fenomeno parastatale?
La potenza dei legami di sangue e del pentitismo
Quale utilizzo viene fatto dei beni confiscati alla mafia e tu cosa ne faresti?
Qual è il ruolo delle donne nella mafia?
Che interessi economici ha la mafia?
Andreotti ha avuto rapporti con la mafia?
Di quali affari si occupa la mafia?
Banche e mafia
Segni e simboli mafiosi
Ѐ quantificabile il fatturato della mafia?
Mafia e politica oggi in Italia
22
NOTE SUL LAVORO SVOLTO NEL BRAINSTORMING




Restringere il campo della ricerca iniziale.
Non porre più di un quesito nella stessa domanda
(per es. quando e perché).
Restringere la singola domanda, perché il bisogno
informativo non dev’essere formulato in termini
enciclopedici: importante è considerare il processo
della ricerca e non il contenuto.
Le domande devono essere mirate, “piccole”.
23
Riorganizzazione e distribuzione
delle domande
CHE COS’È LA MAFIA?
Quando nasce la mafia e perché?
Che cosa distingue la mafia dalla criminalità comune?
La mafia è la meno violenta delle organizzazioni criminali?
La mafia e le sue parti…
Come si diventa mafiosi?
Qual è la provenienza sociale dei mafiosi?
In quali luoghi si organizza meglio?
Potenza dei legami di sangue.
Qual è il ruolo delle donne nella mafia?
Come si è evoluta la struttura mafiosa ?
Com’è cambiata la mafia rispetto alle sue origini?
Segni e simboli mafiosi.

QUALE RAPPORTO TRA MAFIA E POLITICA?
Mafia e politica oggi in Italia.
Può un politico locale non farsi condizionare dalla mafia?
La mafia si può definire un fenomeno parastatale?
Andreotti ha avuto rapporti con la mafia?

LOTTA ALLA MAFIA (GIUSTIZIA)
La potenza dei legami di sangue e del pentitismo
Che utilizzo viene fatto dei beni confiscati alla mafia e tu
cosa ne faresti?
Cosa dobbiamo aspettarci dopo la cattura di Riina e
Provenzano?
Quanti processi per mafia in Italia e con quali esiti?

QUALE RAPPORTO TRA MAFIA ED ECONOMIA?
Come la mafia si infiltra nell’economia?
Che interessi economici ha la mafia?
Di quali affari si occupa la mafia?
È quantificabile il fatturato della mafia?
Banche e mafia
Ramificazioni della mafia al Nord?
Che utilizzo viene fatto dei beni confiscati alla mafia?
Sono cambiati gli ambiti di interesse economico della mafia
nel tempo?
Qual è il ruolo delle donne nella mafia
Qual è il rapporto tra la mafia come organizzazione e il
comune cittadino?
Qual è la provenienza sociale dei mafiosi?

24
Consegne per i gruppi







Ciascun gruppo si organizza al suo interno; vengono
distribuiti i compiti da svolgere e vengono individuati, in
particolare, un coordinatore e un segretario.
Sceglie una sola domanda tra quelle di un singolo
argomento individuato dopo aver riordinato e raggruppato
le domande iniziali in base ad associazioni logico-tematiche
(v. Guida p. 67).
Individua con precisione termini interni alla domanda, che
permettano di inserirla in un ambito circoscritto.
Procede al brainstorming sulla singola domanda per
specificarla nel modo più dettagliato possibile (v. Guida p.
68).
Individua le parole-chiave per la ricerca.
Individua almeno tre monografie e almeno un sito
specificatamente pertinenti per rispondere alla domanda.
Relaziona sul percorso svolto secondo le indicazioni della
traccia (v. Guida, p. 65).
25
Gruppo I
I domanda
Qual è il rapporto tra la mafia come organizzazione e
il comune cittadino?

Parole chiave
Omertà
Pizzo

II Domanda
Quale connivenza del cittadino col sistema mafioso?

…
26
Gruppo II
I domanda
Quale rapporto tra Mafia ed economia?

II domanda
Mafia al Nord?

III domanda
In Lombardia?
- Milano?
- Bergamo
- Brescia
In Veneto?
FONTI INDIVIDUATE:
<www.libera.it> Associazione Libera
Guerretta, Danilo – Zornetta, Monica, A casa nostra. Cinquant'anni di
mafia e criminalità in Veneto, Baldini & Castoldi, 2006
Ciconte, Enzo, ‘Ndrangheta padana, Rubbettino 2010
Dalla Chiesa, Nando, La convergenza. Mafia e politica nella Seconda
Repubblica, Melampo 2010
A. Caponnetto, Io non tacerò, Melampo 2010

…
27
Gruppo III
Domanda
Donne e mafia?
 Parole chiave
Pentite
Donne
Mafia
 FONTI INDIVIDUATE
Vitale, Giusy – Costanzo, Camilla, Ero cosa loro. L'amore di una

madre
può sconfiggere la mafia, Mondadori, 2009
Felicia Bartolotta Impastato, La mafia in casa mia, a cura di Anna
Puglisi e Umberto Santino, La Luna, Palermo 2003
(biografia della madre di P. Impastato rintracciata nel sito
www.peppinoimpastato.com)
Nomi delle donne di mafia (?)
…
28
Gruppo IV
Domanda
Segni e simboli mafiosi

FONTI INDIVIDUATE
Greco, G., I segni della mafia, 27 agosto 2000, in
<www.supereva.it>
Santoro, Marco – Sassatelli, Roberta, Gli angeli, la mafia e
l’analisi culturale. Una risposta, POLISπóλις, XVI, 2, agosto
2002, pp. 245-260, in
<http://www.sociol.unimi.it/docenti/sassatelli/Articoli%20pdf/
Sassatelli %20e%20Santoro%20%20Angeli%20mafia%20
analisi%20culturale.pdf>
Bianconi, Giovanni, La Bibbia del boss, “Corriere della
sera”, 20/9/2007
Sales, Isaia, I preti e i mafiosi, Dalai, 2010
<http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Sgarbi:-Oliviero-Toscani-haregistrato-il-marchio-Mafia/1568537>

…
29
APPENDICE
COMPETENZE CHIAVE
DI CITTADINANZA
(ISTRUZIONE OBBLIGATORIA)
Ministero dell’Istruzione, Regolamento recante
norme in materia di adempimento dell’obbligo di
istruzione, 2007
Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio Europeo sulle competenze chiave per
l’apprendimento permanente, 2006
30
1. IMPARARE AD IMPARARE
Organizzare il proprio apprendimento,
individuando, scegliendo ed utilizzando varie
fonti e varie modalità di informazione e di
formazione (formale, non formale ed
informale), anche in funzione dei tempi
disponibili, delle proprie strategie e del
proprio metodo di studio e di lavoro.
31
2. PROBLEM SOLVING
Affrontare situazioni problematiche
costruendo e verificando ipotesi,
individuando le fonti e le risorse adeguate,
raccogliendo e valutando i dati, proponendo
soluzioni utilizzando, secondo il tipo di
problema, contenuti e metodi delle diverse
discipline.
32
3. AGIRE IN MODO AUTONOMO
E RESPONSABILE
Sapersi inserire in modo attivo e
consapevole nella vita sociale e far valere
al suo interno i propri diritti e bisogni
riconoscendo al contempo quelli altrui, le
opportunità comuni, i limiti, le regole,
le responsabilità
33
4. COLLABORARE
E PARTECIPARE
Interagire in gruppo, comprendendo i diversi
punti di vista, valorizzando le proprie e le
altrui capacità, gestendo la conflittualità,
contribuendo all’apprendimento comune ed
alla realizzazione delle attività collettive, nel
riconoscimento dei diritti fondamentali
degli altri.
34
5. PROGETTARE
Elaborare e realizzare progetti riguardanti lo
sviluppo delle proprie attività di studio e di
lavoro, utilizzando le conoscenze apprese
per stabilire obiettivi significativi e realistici e
le relative priorità, valutando i vincoli e le
possibilità esistenti, definendo strategie di
azione e verificando i risultati raggiunti.
35
6. INDIVIDUARE
COLLEGAMENTI E RELAZIONI
Individuare e rappresentare, elaborando
argomentazioni coerenti, collegamenti e
relazioni tra fenomeni, eventi e concetti
diversi, anche appartenenti a diversi ambiti
disciplinari, e lontani nello spazio e nel
tempo, cogliendone la natura sistemica,
individuando analogie e differenze, coerenze
ed incoerenze, cause ed effetti e la loro
natura probabilistica.
36
7. ACQUISIRE ED
INTERPRETARE
L’ INFORMAZIONE
Acquisire ed interpretare criticamente
l'informazione ricevuta nei diversi ambiti ed
attraverso diversi strumenti comunicativi,
valutandone l’attendibilità e l’utilità,
distinguendo fatti e opinioni.
37
8. COMUNICARE
1) comprendere messaggi di genere diverso
(quotidiano, letterario, tecnico, scientifico)e di
complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi
diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico,
ecc.) mediante diversi supporti (cartacei, informatici
e multimediali)
2) rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti,
norme, procedure, atteggiamenti, stati d’animo,
emozioni, ecc. utilizzando linguaggi diversi (verbale,
matematico, scientifico, simbolico, ecc.) e diverse
conoscenze disciplinari, mediante diversi supporti
(cartacei, informatici e multimediali).
38
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Materiali per l`Educazione alla Ricerca