Codice cliente: 20 Venerdì 23 Marzo 2012 Corriere del Mezzogiorno BA Cultura Per Mario Giovanni Garofalo Si tiene oggi e domani a Bari un convegno in memoria di Mario Giovanni Garofalo (nella foto): allievo di Gino Giugni e professore di Diritto del lavoro, fu preside della facoltà di Giurisprudenza di Bari dal 2007 fino alla morte, avvenuta il 20 giugno 2011. Il convegno, intitolato «Il contratto collettivo e la legge», si svolge nell’aula Aldo Moro della facoltà di Giurisprudenza a partire dalle ore 15.30 di oggi: presiede Bruno Veneziani, introduzione di Pietro Curzio, relazioni di Paquale Chieco e Vito Leccese. Seconda sessione domani dalle ore 9. Spettacoli&Tempo libero La passione continua... I serial Tv come oggetto di studio Un libro e un convegno a Bari di ROSSELLA TRABACE Lie to me C uriosando fra le note biografiche degli autori, scopriamo per esempio che il serial preferito di Claudia Attimonelli è Twin Peaks e che «il personaggio in cui si rispecchia» è il dark passenger di Dexter Morgan. Che le serie predilette di Marco Mancassola «restano i classici The Sopranos e Six Feet Under», mentre «il personaggio in cui si rispecchia di più è di quest’ultima serie, ed è la rossa, irrequieta Claire Fisher». Anche Angela D’Ottavio predilige la saga degli impresari funebri, sentendo «come suoi i tic, le passioni e le paure di Claire, Brenda e David». La butta sulle risate, invece, Sabino Di Chio, appassionato fruitore di Friends e dunque entusiasta estimatore di Chandler Bing. Potremmo continuare così fino a citare i dodici autori che - grazie alla cura delle citate Attimonelli e D’Ottavio - hanno contribuito alla nascita di To be continued. I destini del corpo nei serial televisivi, appena edito dalla barese Caratteri Mobili, che ne fa il numero 6 della collana «Formiche elettriche» (pp. 216, euro 15). Semiologi, sociologi, filosofi, sociolinguisti, scrittori accomunati dalla passione per i serial televisivi e dunque presi dalla smania di indagarne l’impatto sul «nostro scenario quotidiano». Una smania che evidentemente attraversa anche Patrizia Calefato, la sola che però alle lusinghe seriali di quei prodotti non ha mai ceduto e che se proprio «deve fare il nome di un personaggio cui è particolarmente affezionata, quello è Rin tin tin, eroe della sua infanzia». «Una questione generazionale», scherza, introducendo il proprio intervento alla Feltrinelli, dove una parte del Tim Roth nei panni di Cal Lightman, il principale interprete del serial ideato da Samuel Baum. A sinistra le autrici dello studio Le serie che ci legano al piccolo schermo collettivo che ha dato forma a questo libro è riunita per una presentazione pubblica, dopo una lunga mattinata spesa fra gli studenti nell’auditorium della facoltà di Scienze della comunicazione. Una giornata nel corso della quale parlare di un libro diventa occasione per parlare di nuovi media, di post-romanzo, di fascinazioni e addirittura di assuefazione, ma anche di solitudini. Quelle cui fa riferimento lo scrittore Marco Mancassola quando considera che sullo sfondo di queste consuetudini quotidiane (spesso notturne), c’è forse «una crisi di socialità, di smaterializzazione dei luoghi e dei media con cui condividere i sogni, le narrazioni. Il solitario spettatore globale trova nella serie il calore speciale del feuilleton, della storia che non lo lascerà troppo presto». Ancora di sogni si trova a parlare Claudia Attimonelli mentre descrive questa «forma di narrazione contemporanea intensa» - tutt’altro quindi che un mero sottoprodotto della cultura pop - capace «Dr. House, Md», antipatico di successo di avvincere «e di smuovere nel nostro ordinario lo straordinario» proprio attraverso il meccanismo del «sogno interrotto». Ma destinato a riprendere, come promette la frase scelta per intitolare questo volume: To be continued è una garanzia di presenza che produce effetti potenti, come dimostra il successo delle Sarah Jessica Parker, l’interprete di «Sex and the City» tante serie televisive nate per lo più negli Stati Uniti da Twin Peaks in poi, da Breaking Bad a Csi, da Desperate Housewives a Lost, da X-Files a True Blood e Lie to Me e Doctor House fino all’italianissima Boris. Una serie che racconta una serie, addentrandosi negli studi dove si muovono i personaggi che quelle so monumentale. Cinque tableaux vivants per una sorta di genealogia sul dolore condiviso, ispirata ad affreschi del Trecento e del Quattrocento (Giotto, Maso Di Stefano Giottino, Pietro Lorenzetti e Beato Angelico) e al suicidio di Kurt Cobain. Amenità «attoriali» tra sacro e profano, dove le comparse (gli studenti del liceo artistico «Vincenzo Ciardo» di Lecce), assumono un’ austera monumentalità, affidata a gesti lenti e compassati come un tempo gli attori diretti dal maestro. Stessi umori barocchi, stessi cortocircuiti tra le plastiche movenze dei convenuti e le sculture di suntuosa ridondanza decorativa degli altari che accolgono le performances, stesse estesi mistiche, stesso coinvolgimento del corpo, nell’attore come nell’artista. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ettore Scola «inaugura» la sua mostra di disegni Nei panni di Carmelo Bene sugli altari barocchi traverso la videoproiezione del regista James Kendall, è un tentativo perpetrato dal conterraneo Presicce di mettersi in contatto mediatico con Carmelo Bene, indossandone gli abiti ora custoditi nel museo. Pinocchio, Otello, Macbeth, Hamlet Suite, Hommelette for Hamlet, sono gli spettacoli per i quali vennero disegnati, in gran parte dalla famosa sartoria teatrale Piero Farani di Roma su precise indicazioni dello stesso Bene e di Gino Marotta. Luigi Presicce (Porto Cesareo 1976) che ormai si dedica preferibilmente alla performance, territorio espressivo che gli consente di saldare memorie antropologiche a colte iconografie, per l’occasione ha predisposto cinque macchine sceniche, ognuna sui un diverso altare del comples- puntate interpretano. Un meccanismo che ci fa pensare a Saga, il geniale libro pubblicato da Tonino Benacquista nel 1996. Erano quattro sceneggiatori alle prese con una serie da inventare al più basso costo possibile. Diventarono eroi nazionali. A costo zero. Bif&st Il decennale Costumi di scena in esposizione a Lecce e una performance di Luigi Presicce Sono numerose le iniziative che l’ assessorato alla cultura della Provincia di Lecce ha messo in campo all’interno del «Festival Carmelo Bene» per celebrare l’attore e autore salentino a dieci anni dalla scomparsa. Oggi alle h. 18.30 nel museo provinciale «Sigismondo Castromediano», in concomitanza con la presentazione dei costumi di scena (provenienti dall’archivio di Carmelo Bene per gentile concessione di Raffaella Baracchi e Salomè Bene), viene proiettato il video sulla performance di Luigi Presicce Atto unico sulla morte in cinque compianti organizzata dal Museo «Castromediano» a cura di Antonio Cassiano e Brizia Minerva e svolta domenica 19 marzo a lecce nel complesso di San Francesco della Scarpa. Rifruibile, fino al 30 marzo, at- «Boris», il serial sul dietro le quinte di una fiction In ultima analisi anche uno stesso «massacro» dei classici, non quelli della drammaturgia, come per Carmelo Bene, ma nel caso di Presicce, della storia dell’arte. Comunque entrambe variazioni e riletture di sagace generosità interpretativa, tentativi di fragili fusioni tra arte e vita e tra più linguaggi espressivi contemporaneamente coinvolti, intrecciati con sofisticata energia mentale. In questo ultimo lavoro, confortati anche dagli arrangiamenti musicali di Elena Ghigas e dalla scelta degli abiti operata da Antonella Cannarozzi, una delle più importanti costumiste italiane per il teatro e il cinema (nomination all’ Oscar 2011 per il film Io sono l’amore di Luca Guadagnino). Marilena Di Tursi © RIPRODUZIONE RISERVATA Ettore Scola inaugura ufficialmente questo pomeriggio alle ore 19 a Bari la mostra dei suoi cento disegni, già aperta da tempo nella Sala Murat (piazza del Ferrarese) nell’ambito della terza edizione del Bif&st, il Bari International Film Scola, presidente Festival del quale il regista è del Bif&st presidente. La kermesse prenderà poi il via il giorno dopo con l’avvio dell’intenso programma di proiezioni, incontri e lezioni che si svolgeranno tra il Petruzzelli e il Multisala Galleria fino al 31 marzo. La serata inaugurale di domani al Petruzzelli (dalle ore 20) prevede la consegna a Liliana Cavani del premio Fellini 8 1/2 per l’eccellenza cinematografica e la proiezione in anteprima italiana di Diaz. Non pulite questo sangue di Daniele Vicari.