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ARCHITECTURE&DESIGN
Historical memory and contemporary art
merge to create a single language
of design through the renovation
of Imperialart Hotel. And the Merano
lifestyle gains new inspiration
Memoria storica e arte contemporanea
si fondono in un unico linguaggio
progettuale nella ristrutturazione
dell’Imperialart Hotel. E il lifestyle
di Merano trae nuova ispirazione
Text Elena Rossetto
The candid white, Liberty-style façade and the internal stairway are
the hotel’s only original features from 1899, when the building was
constructed. Now, like then, the hotel is a landmark of the South
Tyrolian city of Merano, despite the decidedly contemporary renovation by architects Harald Stuppner and Stefan Unterweger and interior design of the rooms by Merano artists Elisabeth Hölzl, Marcello
Jori and Ulrich Egger. The lounge bar overlooks both the magnolia-lined promenade leading to the internal garden and the Kurhaus
theater, another example of the city’s Liberty-style masterpieces. The
12-room, 4-story hotel was painstakingly renovated: structural consolidation, organization of the internal layout and expansion. The
contemporary architecture, art and design project was executed by
two architects, three artists, the proprietor, Alfred Strohmer, and
Fondazione Kunst Meran/o Arte.
The ground floor is entirely open to the city, which once again has access to this historical meeting place. The lounge bar with dehors provides a modern reinterpretation of the local café lifestyle, now also a
consolidated practice among the hotel’s guests. Here, a coffee may be
quickly taken standing up at the counter and service table or leisurely
enjoyed at a slower pace at one of the tables surrounded by brightlycolored TV-chair chairs and Tennis armchairs by Moroso or iconic
Tulip Chairs designed by Saarinen in the 1950s. Glass abounds in this
space: from the glass façade opening out to the tree-lined promenade
to the glass walls overlooking the garden towards the hotel entrance.
A long corridor is marked by slices of light that highlight the wallpaper inspired by the ‘50s, the period when the hotel underwent its first
structural renovation and the era evoked unexpectedly throughout
the hotel. Next to the reception area, a golden-railed stairway and an
elevator lined with posters advertizing local cultural events lead up to
the rooms, each one unique in concept and size. The four floors also
act as a veritable art gallery where three artists have given their own
personal interpretations of the lifestyle and quality of life that the
hotel continues to represent. Walls embellished with with engraved
stucco abstract crystals (Jori) alternate with iron and aluminum walls
and neon installations (Egger), and combinations of colors and materials inspired by old local buildings (Hölzl). Wood furniture, all
crafted according to the designs of local carpenters (Hobl, Hölzl and
Wiesler), intermingles with contemporary design pieces or restored
antiques (end tables, lamps, heirloom living room). We look forward
to future stays and trying out the different rooms.
PROJECT HARALD STUPPNER, STEFAN UNTERWEGER
The style
of art
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La candida facciata in stile Liberty e la scala interna sono le uniche testimonianze dell’hotel costruito nel 1899. Adesso, come allora, è uno
dei punti di riferimento della città, anche se il progetto di ristrutturazione degli architetti Harald Stuppner e Stefan Unterweger è decisamente contemporaneo, come lo è l’interior design delle camere
degli artisti meranesi Elisabeth Hölzl, Marcello Jori e Ulrich Egger.
Il lounge bar con doppio affaccio, sul viale di magnolie che conduce
sul giardino interno e al teatro Kurhaus, un altro capolavoro in stile
Liberty della città, e l’hotel di 12 camere, distribuite su quattro piani,
sono il risultato di un accurato intervento di ristrutturazione: consolidamento strutturale, organizzazione layout interno e ampliamento.
Un progetto di architettura, arte e design contemporanei, che è stato
condiviso da diversi protagonisti: due progettisti, tre artisti, il proprietario, Alfred Strohmer, e la Fondazione Kunst Meran/o Arte.
Il piano terra è tutto per la città, che si riappropria di uno dei ritrovi
storici. Il lounge bar con dehors reinterpreta in chiave contemporanea la pausa caffè del lifestyle meranese, diventata un’abitudine anche
per gli ospiti della struttura ricettiva, ma in due versioni: “fast” con
il grande bancone accoppiato al tavolo di servizio per la consumazione in piedi, “slow” con i tavolini completi di sedute TV-chair e
poltroncine Tennis di Moroso dai colori accesi o delle iconiche Tulip
Chairs disegnate da Saarinen negli anni Cinquanta. Qui il vetro è
protagonista: della facciata apribile verso il viale alberato, delle pareti
sul giardino verso la zona d’ingresso dell’hotel. Un lungo corridoio è
contrassegnato dai tagli luminosi che mettono in evidenza la sottostante carta da parati anni ’50, periodo della prima ristrutturazione
della struttura, la cui memoria storica riaffiora inaspettatamente in
diverse situazioni. Accanto alla reception, i collegamenti verticali (la
scala con ringhiera dorata e l’ascensore rivestito dalle locandine di
eventi culturali cittadini) verso le camere, tutte diverse per concept e
dimensioni. I quattro piani superiori costituiscono la vera e propria
galleria d’arte, dove i tre artisti forniscono la loro personale interpretazione dello stile e della qualità della vita testimoniate dall’albergo
non solo nel passato. Decori a stucco di cristalli astratti (Jori) si alternano a pareti di ferro o alluminio e installazioni al neon (Egger),
combinazioni di colori e materiali ispirati ad antichi edifici locali
(Hölzl). Gli elementi di arredo in legno, tutti realizzati su disegno da
falegnamerie altoatesine (Hobl, Hölzl e Wiesler), vengono mescolati
a pezzi di design contemporaneo o arredi vintage restaurati (comodini, lampadari, il salottino di famiglia). Provare le diverse camere nei
successivi soggiorni è il più piacevole degli inviti.
Opening page, the lounge bar open to the city, where colorful Tennis armchairs designed
by Tomek Rygalik for Moroso and, in the background, O-Space suspension lighting by
Luca Nichetto and Giampiero Gai for Foscarini infuse a contemporary spirit into this
historical space. Left, some of the hotel’s 12 rooms created by artists Egger, Jori and Hölzl
In apertura, il lounge bar aperto alla città dove le colorate poltroncine Tennis disegnate
da Tomek Rygalik per Moroso e, sullo sfondo, le sospensioni O-Space di Luca Nichetto
e Giampietro Gai per Foscarini donano uno spirito contemporaneo al luogo storico.
A sinistra, alcune delle 12 camere dell’hotel realizzate dagli artisti Egger, Jori e Hölzl
ARCHITECTURE&DESIGN
Lo stile
dell’arte
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Code luglio 2011 Imperialart hotel