Il Sole 24 ORE S.p.A. – Sede operativa - via Carlo Pisacane 1, ang. SS Sempione - 20016 Pero (Milano) - Rivista mensile, una copia € 5,00 In caso di mancato recapito inviare al cmp di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi Automazione Industriale SPECIALE Scada/Hmi n. 216 anno 24 Ottobre 2013 216 Ottobre 2013 Industriale Speciale Scada/Hmi Automazione applicata Aerospace In copertina Phoenix Contact moduli per ogni rete e ambiente www.automazioneindustriale.com Automazione COMPONENTI, SISTEMI E SOFTWARE PER L’AUTOMAZIONE Fermarsi può costare caro. Non fermarti. Scegli la strada della sicurezza dinamica. PMC Protego DS: Motion Sicuro Attraverso la propria esperienza nel settore della automazione, Pilz ha realizzato una scheda elettronica per controlli di movimentazione sicura: PMC Protego S. Integrabile con estrema facilità nei servo-azionamenti della serie PMC Protego D, è in grado di garantire una serie di importanti funzioni di sicurezza funzionale: “Safe Torque Off (STO)”, per interrompere l’alimentazione in modo sicuro direttamente dal servo-azionamento e Safe Operating Stop (SOS), per controllare in sicurezza la posizione di arresto raggiunta. Sono disponibili altre sei funzioni per consentire agli operatori di intervenire in tutta sicurezza, anche con ripari aperti. Rispetto ad altre soluzioni esistenti sul mercato, il PMC Protego DS (versione con scheda integrata) non richiede l’impiego di un doppio encoder o encoder di sicurezza per garantire le sue funzionalità, con il vantaggio di una sua implementazione anche in macchine esistenti senza bisogno di complicati interventi meccanici. PMC Protego DS consente di ottenere miglioramenti certi, sia in funzionalità, sia in efficienza dei macchinari. 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LabVIEW, National Instruments, NI e ni.com sono marchi registrati di National Instruments. Altri prodotti e nomi aziendali citati sono marchi commerciali delle rispettive aziende. 13201 Il software di progettazione ne di sistemi NI LabVIEW fornisce ce una flessibilità senza pari grazie alla programmazione ne FPGA, semplifica il riutilizzo zo del codice e ti aiuta a programmare come pensi – graficamente. La vitamina C fa bene. Soluzioni integrate Mitsubishi Electric per il packaging. 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In questo modo salvaguardiamo il vostro budget e, nel contempo, le indispensabili e preziose risorse energetiche del nostro pianeta. Mitsubishi Electric Europe B.V. - Filiale per l’Italia - www.mitsubishi-automation.it Editoriale Reagire con velocità ai cambiamenti Chi sviluppa software, sistemi di controllo e visualizzazione vuole pacchetti Hmi e Scada che abilitino un più significativo interfacciamento con gli altri sistemi informativi e di automazione esistenti, Erp inclusi, per una maggiore efficienza nella gestione di processi e ricette e nella tracciabilità della produzione. Allo stesso tempo dà per scontato che le applicazioni siano web-based, per un accesso agli impianti anche da iPhone, iPad o altri dispositivi mobili: è ormai appurato che tablet e cloud per Hmi possano migliorare la raccolta dei dati di impianto, ridurre i costi IT e massimizzare l’operatività dei dipendenti. Mentre i fornitori si misurano con queste esigenze - emerse anche nello Speciale del mese dedicato a Scada/Hmi - magari attraverso nuove acquisizioni, come nel caso della recentissima operazione Invensys-InduSoft, fa capolino dal mondo informatico quell’approccio Byod (Bring-your-own-device) che potrebbe avere ricadute future anche sui contesti di fabbrica automatizzata. La possibilità di adottare dispositivi mobili privati sul luogo di lavoro, smartphone ma anche tablet e laptop, da tempo fa discutere manager IT e Cio. Gartner stima che entro il 2016 il 38% delle aziende medio-grandi (tra i 500 milioni e i 5 miliardi di dollari di fatturato) sospenderà la fornitura di dispositivi informatici ai dipendenti, imponendo di fatto l’uso dei loro device personali. Se dai reparti IT questo modello si estendesse alla supervisione della produzione, quali criticità in termini di security e interoperabilità tra device potrebbe aggiungere alle già note questioni di comunicazione tra campo e business IT? Quali nuove tecniche di virtualizzazione per la protezione di dati sensibili dovranno mettere a punto i fornitori, per permettere a un operatore di dialogare con il plc dallo smartphone privato?! Tra possibilismo e valutazioni di assoluta inapplicabilità del modello Byod espressi da diverse aziende, anche manifatturiere, si conferma un’esigenza di fondo: reagire in modo veloce e flessibile ai cambiamenti. Valeria Villani Ottobre 2013 - Automazione Industriale ■ 005 Sommario Ottobre 2013 Energia e ambiente Tecnicamente Produzione 026 Come cambia la produzione elettrica Reti 062 di Massimiliano Cassinelli La parola ai professionisti La ridondanza secondo Iec 62439-3 di Ralf Kaptur Mobile device 066 Supply Chain Manager Soluzioni Byod, gadget o strumenti di lavoro? di David Kleidermacher supply chain dei vaccini 030 La di Valeria De Domenico Processo 070 Smart city L’automazione per l’efficienza del processo di Nunzio Bonavita Telecontrollo e telecontrollo 034 Automazione per le public utility Software Erp di Marco Vecchio 074 di Massimiliano Luce Crescere con equilibrio Phoenix Contact presenta la famiglia Axioline: sistemi di I/O per soluzioni Industrial Ethernet, disponibili in versione IP20 da quadro elettrico (Axioline F) e IP65/67 da campo (Axioline E). Security 076 di Andrea Colombo Prodotti Editoriale con velocità 005 Reagire ai cambiamenti di Valeria Villani In dettaglio Speciale Scada/Hmi Visti dal campo 010 Automazione per veicoli di qualità Quando lo switch è messo a fuoco è sempre 036 Scada/Hmi, primavera plc che parla IT 078 Un di Livio Giumelli News 079 a cura di Massimiliano Luce Rassegna di Massimiliano Luce di Valeria De Domenico Applicazioni Prima fila In copertina Ethernet a tutto 014 Axioline, campo 038 di Andrea Colombo Il lato dolce della tecnologia sceglie i pannelli Abb 040 Tecnoliva di Andrea Colombo di Valeria Villani Attualità Mercato 018 DesignSpark Mechanical un ponte tra elettronica e meccanica di Valeria Villani prospettive 020 Le del manifatturiero italiano di Massimiliano Cassinelli dell’efficienza 042 Ildi vento Andrea Colombo di sicurezza 044 Piani di Andrea Colombo Prodotti 046 Rassegna a cura di Massimiliano Luce Applicazioni Alimentare Telecontrollo senza regole 022 Tecnologia di Massimiliano Cassinelli R&D Grace la produzione 024 Con si auto-adatta di Alice Alinari 006 ■ Automazione Industriale - Ottobre 2013 automatizzata fa buon 056 Botte vino di Roberta Tosi Infrastrutture Scada che genera neve 058 Lo di Laura Rubini Automazione applicata Aerospace alla velocità della luce 080 Progetti di Carolina Mirò decolla 082 Ilseprogramma la soluzione è mirata di Giorgia Andrei avanzate 084 Tecnologie per spiccare il volo a cura di Giorgia Andrei UNIDRIVE M Azionamenti per Manufacturing Automation 6OB (BNNB 4FUUF GVO[JPOBMJUh EFEJDBUF *OGJOJUF TPMV[JPOJ Ethernet Onboard UNIDRIVE M offre sette modelli di convertitori progettati per ogni livello di automazione del Manufacturing. La nuova, straordinaria gamma di convertitori AC e Servoazionamenti, è progettata con funzionalità specifiche per rispondere pienamente ad ogni esigenza applicativa, in una gamma di potenze da 0,25 kW a 1,2 MW. UNIDRIVE M: scegli ciò che ti serve Per maggiori informazioni sulla gamma Unidrive M visita www.UnidriveM.com The Emerson logo is a trademark and service mark of Emerson Electric Co. © 2012 SCARICA QUI la App “Discover Unidrive M” (disponibile nell’App Store, in Android e online) Per saperne di più Aziende citate anno 24 - numero 216 - Ottobre 2013 www.automazioneindustriale.com Abb _______________________041, 072 Iveco _________________________ 012 Anie Automazione _______________ 035 Loccioni ______________________ 025 Ansys ________________________ 086 Messe Frankfurt_________________ 035 Asem ________________________ 046 Mitsubishi Electric _______________ 047 Banca d’Italia___________________ 023 National Instruments _____________ 055 Belden _______________________ 064 Novartis ______________________ 032 B&R Automazione Industriale _______ 055 Omron________________________ 049 Came Group ___________________ 075 Panasonic Electric Works _______048, 078 Check Point Software Technologies ___ 077 Phoenix Contact _________________ 016 Clpa Europe ___________________ 057 Progea _______________________ 046 Contradata ____________________ 079 RS Components _________________ 019 Copa-Data _____________________ 043 Saia Burgess Controls Italia ________ 046 DIRETTORE EDITORIALE BUSINESS MEDIA: Mattia Losi Dassault Systèmes ______________ 083 Sap __________________________ 075 Efa Automazione ________________ 045 Schneider Electric _______________ 050 Esa Elettronica __________________ 050 ServiTecno ____________________ 039 PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A. SEDE LEGALE: Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano PRESIDENTE: Benito Benedini AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu Framos _______________________ 079 Siemens ___________________028, 047 Gefran ________________________ 055 Siemens Plm Software ____________ 081 Green Hills Sofware ______________ 068 Telecontrollo 2013 _______________ 035 Invensys ______________________ 050 Vipa Italia _____________________ 047 DIRETTORE RESPONSABILE: Pierantonio Palerma CAPOREDAZIONE CENTRALE BUSINESS MEDIA: Claudio Bonomi, Patrick Fontana REDAZIONE: Valeria Villani (Responsabile di Redazione), Virna Bottarelli, Massimiliano Luce UFFICIO GRAFICO: Elisabetta Delfini (coordinatore), Elisabetta Buda, Patrizia Cavallotti, Elena Fusari, Laura Itolli, Silvia Lazzaretti, Luciano Martegani, Cristina Negri, Diego Poletti, Luca Rovelli, Walter Tinelli SEGRETERIA DI REDAZIONE BUSINESS MEDIA: Anna Alberti, Donatella Cavallo, Rita Galimberti, Laura Marinoni Marabelli, Paola Melis, Elena Palazzolo, Katia Simeone, Caterina Zanni [email protected] COLLABORATORI: Alice Alinari, Giorgia Andrei, Nunzio Bonavita, Massimiliano Cassinelli, Andrea Colombo, Valeria De Domenico, Livio Giumelli, Ralf Kaptur, David Kleidermacher, Carolina Mirò, Laura Rubini, Roberta Tosi, Marco Vecchio SEDE OPERATIVA: Via Carlo Pisacane, 1 - 20016 PERO (MI) - Tel. 02/3022.1 UFFICIO TRAFFICO E PUBBLICITÀ: Tel. +39 02 30226060 STAMPA: FAENZA INDUSTRIE GRAFICHE S.r.l. Via Vittime Civili di Guerra, 35 - 48018 Faenza (RA) Inserzionisti Abb __________________________ 013 Panasonic Electric Works_ 051/052/053/054 Angelo Baldrighi ________________ 019 Phoenix Contact ________________ I COP. Beckhoff Automation ___________ IV COP. Pilz _________________________II COP. Bosch Rexroth __________________ 009 Progea _______________________ 061 CLPA _________________________ 035 Repcom ______________________ 017 Cognex _______________________ 041 RS Components _______________ III COP. Control Techniques_______________ 007 Schneider Electric _______________ 023 EPLAN Software & Service _________ 049 Servitecno _____________________ 073 HMS Industrial Networks __________ 033 Sinta _________________________ 029 Keller ________________________ 069 SPS/IPC/DRIVES 2013 ____________ 011 Mitsubishi Electric _______________ 004 SPS/IPC/DRIVES 2014 ____________ 065 National Instruments _____________ 003 Zuken ________________________ 077 008 ■ Automazione Industriale - Ottobre 2013 Prezzo di una copia 5,00 euro Registrazione Tribunale di Milano n.186 del 14-03-2005 ROC n. 6553 del 10/12/2001 Informativa ex D. Lgs 196/3 (tutela della privacy) Il Sole 24 ORE S.p.A., Titolare del trattamento, tratta, con modalità connesse ai fini, i Suoi dati personali, liberamente conferiti al momento della sottoscrizione dell’abbonamento od acquisiti da elenchi contenenti dati personali relativi allo svolgimento di attività economiche ed equiparate per i quali si applica l’art. 24, comma 1, lett. d del D.Lgs n. 196/03, per inviarLe la rivista in abbonamento od in omaggio. Potrà esercitare i diritti dell’ art. 7 del D.Lgs n. 196/03 (accesso, cancellazione, correzione, ecc.) rivolgendosi al Responsabile del trattamento, che è il Direttore Generale dell’Area Professionale, presso Il Sole 24 ORE S.p.A., l’Ufficio Diffusione c/o la sede di via Carlo Pisacane 1 - 20016 Pero (Mi) Gli articoli e le fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Tutti i diritti sono riservati; nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa in nessun modo o forma, sia essa elettronica, elettrostatica, fotocopia ciclostile, senza il permesso scritto dall’editore. L’elenco completo ed aggiornato di tutti i Responsabili del trattamento è disponibile presso l’Ufficio Privacy, Via Monte Rosa 91, 20149 Milano. I Suoi dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli ordini, al marketing, al servizio clienti e all’amministrazione e potranno essere comunicati alle società di Gruppo 24 ORE per il perseguimento delle medesime finalità della raccolta, a società esterne per la spedizione della Rivista e per l’invio di nostro materiale promozionale. Annuncio ai sensi dell’art 2 comma 2 del “Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio della attività giornalistica “La società Il Sole 24 ORE S.p.A., editore della rivista Automazione Industriale rende noto al pubblico che esistono banche dati ad uso redazionale nelle quali sono raccolti dati personali. Il luogo dove è possibile esercitare i diritti previsti dal D.Lg 196/3 è l’ufficio del responsabile del trattamento dei dati personali, presso il coordinamento delle segreterie redazionali (fax 02 39646095)” Serie NCT-PK Serie ICS-D1 Efficienza energetica ottimale, igiene impeccabile Serie CL03 Perfetto Serie MH1 Un’elevata qualità dei prodotti e prezzi competitivi rappresentano un obiettivo sfidante che richiede soluzioni di automazione sicure, ultra hygienic ed efficienti. La nostra gamma di prodotti pneumatici, basata su principi restrittivi di progettazione in ambiente hygienic e l’utilizzo di corretti materiali ad alta resistenza agli agenti aggressivi, consentono l’impiego in diverse aree sensibili, anche a contatto con gli alimenti. La progettazione ottimale delle macchine e il posizionamento ravvicinato dei componenti garantiscono un’efficienza energetica più elevata. Semplice e pulito! Bosch Rexroth Pneumatics Srl [email protected] www.rexrothpneumatics.com Visti dal campo Automazione Iveco Iveco, nata nel 1975 dall’unione di cinque aziende italiane, francesi e tedesche, è oggi un’azienda per veicoli di qualità leader a livello internazionale nello sviluppo, nella produzione, nella A Brescia uno degli stabilimenti del colosso Iveco, esempio vendita e nell’assistenza di una vasta gamma di veicoli industriali, di tecnologie al servizio della qualità e della sicurezza leggeri, medi e pesanti. L’azienda produce mezzi speciali di Valeria De Domenico destinati alla difesa, alla protezione civile e a missioni specifiche come l’antincendio e, con il marchio Iveco Bus, veicoli per il trasporto persone. Su tutti i prodotti Iveco sono integrate le più moderne tecnologie motoristiche e una gamma completa di motori Diesel e alimentazioni alternative, come il metano (Cng), i biocombustibili, le tecnologie ibride e la propulsione elettrica. 010 L’ azienda che andiamo a incontrare questo mese è uno di quei nomi che, come si suol dire, non richiede presentazioni. Siamo infatti a Brescia, dove sorge uno dei molti stabilimenti distribuiti in 11 Paesi tra l’Europa e il resto del mondo, in cui Iveco produce i suoi veicoli commerciali e industriali leggeri, medi e pesanti. Alcuni di questi stabilimenti, Brescia, Madrid e Suzzara, che vantano il più alto numero di veicoli prodotti, hanno subito e stanno subendo aggiornamenti significativi per quanto riguarda l’automazione dei processi. Lo stabilimento che visitiamo oggi è operativo dal 1906, quando Roberto Züst vi insediò la casa automobilistica Züst. In seguito l’OM rilevò la casa automobilistica Züst che, a sua volta, fu acquisita dal Gruppo Fiat nel 1968. Ci troviamo esattamente a Brescia, all’interno di un’ampia area industriale di oltre 670mila m2, in cui oggi sono impiegati oltre 2.300 dipendenti, per la produzione dell’Eurocargo, veicolo della gamma media Iveco. A farci da guida è Stefano Monaco, responsabile Qualità Emea e Linea di Prodotto Trucks Iveco. “L’attività all’interno dei nostri stabilimenti ha un filo conduttore che è il metodo Wcm (World Class Manufacturing), un sistema che non riguarda solo la qualità, ma tutte le aree in cui gli stabilimenti operano, un insieme di metodologie volte al miglioramento di tutte le Automazione Industriale - Ottobre 2013 prestazioni: sicurezza, qualità, ambiente, logistica, costi. Ne fa parte anche un decalogo gestionale: dieci ‘pilastri manageriali’ cui chi lavora in Iveco è chiamato a ispirarsi e che delineano lo stile aziendale. Lo stabilimento di Brescia nel quale ci troviamo ha prodotto nello scorso anno 13.500 unità di Eurocargo, veicoli di gamma media, caratterizzati da un altissimo numero di varianti: cabina diversa, passo diverso, motore 4 e 6 cilindri di potenza diversa, cambio di tipo diverso, allestimenti diversi. Il numero di possibili combinazioni teoriche per l’Eurocargo è 11mila. Nel 2012 di queste 11mila combinazioni ne sono state prodotte 5.300, di cui il 28% è stato realizzato in esemplare unico”. La flessibilità dovrà quindi avere un grande peso qui... Esattamente. Questo stabilimento era organizzato su due linee di assemblaggio. Tra il 2008 e il 2009 è stato convertito: ora abbiamo una linea unica, che ottimizza i tempi e gli spazi e garantisce una standardizzazione della produzione, ma richiede l’adozione di procedure di lavorazione articolate per garantire la flessibilità. Gli operatori devono infatti essere in grado di processare nella stessa stazione componenti uguali, simili o anche molto diversi fra loro, secondo procedure differenti. È fondamentale in questo caso l’applicazione delle linee guida del Wcm, in base alle quali sono state definite le corrette modalità operative e di Visti dal campo gestione delle postazioni di lavoro; sono stati altresì inseriti dei Quality Gates, postazioni distribuite lungo la linea, gestite da operatori che, servendosi di check list, verificano passo dopo passo le fasi di produzione. Il processo di produzione di qualunque veicolo industriale inizia con lo stampaggio delle lamiere e dei particolari di telaio. Per il plant di Brescia questa serie di operazioni viene realizzata interamente da fornitori esterni, che alimentano il processo produttivo dello stabilimento. Il processo prosegue con le due aree di preparazione del telaio e della cabina. A differenza delle vetture costituite da parti di lamiera saldate tra loro, il telaio dei veicoli industriali è composto da due longheroni principali e una serie Stefano Monaco, responsabile Qualità Emea e Linea di Prodotto Trucks Iveco di travi, su cui si assembla la cabina, formata da lamiere in acciaio saldate fra loro. Questa fase viene realizzata su una linea di lastratura dove le operazioni sono svolte o da operatori che utilizzano delle pinze di saldatura Tecnologie per l’automazione industriale Sistemi e componenti Fiera settoriale internazionale e congresso Norimberga, Germania, 26 – 28 novembre 2013 Answers for automation Scopri la fiera dell’automazione industriale leader in Europa con: • 1.450 espositori • tutti i principali player del settore • prodotti e soluzioni innovazioni e tendenze • in fiera so gratuito per l’acces ts ke Registrati ps/tic ago.com/s www.mes Per ulteriori informazioni: +49 711 61946-828 o [email protected] manuali (36), oppure da robot (in tutto 101, forniti da Comau Robotica) che saldano fra loro vari sottogruppi della cabina. Questi robot seguono dei programmi di saldatura automatici che cambiano in base alla tipologia di cabina da produrre e sono dotati di controlli automatici che garantiscono la corretta esecuzione di tutte le operazioni. Il processo produttivo continua con la verniciatura, che prevede due fasi. La prima, la cataforesi ad alto spessore, consiste nell’immersione della cabina in un bagno elettrolitico che serve a proteggere il metallo da agenti esterni. La seconda fase è costituita dall’applicazione dello smalto che avviene in una linea completamente automatizzata con sette robot, di cui Visti dal campo due manipolatori per l’apertura della porta e cinque di verniciatura. A questo punto è prevista tutta la fase di montaggio e finitura che si svolge in uno stabile adiacente. Qui una linea meccanizzata fa avanzare telaio e cabina da un’isola di assemblaggio all’altra: a ogni stazione un team di operai procede al corretto montaggio dei vari componenti interni ed esterni. Se la verniciatura, come la lastratura, è un processo generalmente automatizzato, l’assemblaggio è prevalentemente manuale. Gli operatori si servono di tool evoluti, ma gestiscono le varie operazioni manualmente. I componenti da assemblare su ogni singolo veicolo vengono preventivamente preparati e portati a lato linea da carrelli mobili, al 95% elettrici, sia di tipo guidato sia di tipo completamente automatico (Agv). Quali sono gli strumenti tecnologicamente più rilevanti che supportano la corretta esecuzione del lavoro in fabbrica e pertanto il risultato qualitativo? Per assicurare il corretto accoppiamento tra le varie parti in lamiera, e pertanto la finizione estetica del veicolo, sono utilizzati i nostri ‘Laser gun’. Si tratta di attrezzature portatili, simili a rilevatori di codice a barre, adottate nelle stazioni di assemblaggio. Il Laser gun è stato sviluppato e si basa su un principio di misurazione ottica: l’operatore punta il rilevatore laser sulla struttura che ha davanti, dove si presenta un gioco di accoppiamento tra lamiere. Il lettore laser misura il gioco e, dopo averlo paragonato ai parametri di riferimento, genera un segnale di ‘ok’ o ‘ko’ per la cabina in oggetto. Un’altra importante novità, che 012 Automazione Industriale - Ottobre 2013 Iveco ha sperimentato tra i primi al mondo, è l’innovativo sistema per controllare lo stato di carica delle batterie. Alle batterie viene applicato un chip che monitora lo stato di carica, registra i dati e li comunica al sistema di controllo, rendendoli sempre disponibili, dal momento in cui le batterie lasciano il sito produttivo del fornitore, durante tutti gli step di processo, all’interno dello stabilimento e successivamente anche sui piazzali di stoccaggio e presso i dealer. I dati vengono trasmessi via wireless e anche la rete di officine e concessionari è dotata di strumenti di lettura portatili. Questo sistema assicura che le batterie raggiungano in perfetto stato i clienti finali, al momento della consegna del veicolo. Quando pensiamo ai veicoli commerciali, che devono garantire all’acquirente performance e affidabilità, viene subito in mente la parola Qualità. Come già detto, all’interno della metodologia World Class Manufacturing si trovano le linee guida, per garantire anche la qualità della produzione. Abbiamo visto insieme il sistema dei Quality Gates applicato alle linee di assemblaggio. Tornando indietro, al reparto verniciatura, possiamo soffermare la nostra attenzione su una serie di touch panel installati a bordo macchina: sono le interfacce di un sistema di visual management, recentemente introdotto in questa parte dell’impianto, denominato VisualQualiy, fornito da Trim. Tramite questi touch panel gli operatori seguono una checklist guidata, con un programma appositamente sviluppato. Per tutte le verifiche positive viene dato un ok, mentre per eventuali anomalie di verniciatura il sistema è in grado di tracciare l’intervento di riparazione necessario e la riverifica della corretta esecuzione dello stesso. Data la tipologia di produzione meccanica e, spesso, di stazza imponente, quali tecnologie supportano la salvaguardia della sicurezza del vostro personale? Iveco dedica grande attenzione alla formazione e alla cultura della sicurezza e gli impianti vengono continuamente aggiornati proprio allo scopo di migliorare l’ergonomia del posto di lavoro. Le linee di produzione sono state ingegnerizzate in modo che gli oggetti da processare si presentino all’operatore nella posizione più comoda, quindi ruotano o si sollevano in funzione della posizione dell’operaio. Al contrario, in alcuni altri tratti di linea sono state implementate postazioni ergonomiche con seduta, che si muovono seguendo l’oggetto da processare. Controllo totale a portata di mano? Sicuramente. Le soluzioni integrate di processo ABB riuniscono nella piattaforma 800xA il controllo di processo, i sistemi di sicurezza, le telecomunicazioni, la distribuzione e gestione di potenza e i treni elettrici per le stazioni di compressione e pompaggio, riducendo la necessità di personale specializzato sugli impianti. ABB è uno dei più grandi produttori di sistemi e prodotti elettrici e di automazione; l’alta efficienza della gamma di prodotti forniti soddisfa tutti gli standard dell’industria di processo. L’elevata affidabilità e le prestazioni delle nostre soluzioni migliorano la produttività attraverso ridotta manutenzione, basso consumo di energia, minori fermo macchina e un migliore asset management. www.abb.it/controlsystems ABB S.p.A. Process Automation Division LBU Control Technologies Tel. 02 2414.1 Email: [email protected] Prima fila In copertina Axioline, Ethernet a tutto campo Tre i sostantivi scelti da Roberto Falaschi per sintetizzare l’essenza della nuova famiglia di I/O Axioline: velocità, robustezza, semplicità di Valeria Villani L’ automazione ha le sue basi nei singoli moduli, elementi spesso poco discussi ma di notevole rilevanza nelle reti, come testimoniano i nuovi moduli di I/O Axioline di Phoenix Contact. “La nuova frontiera dell’automazione industriale è identificata per lo più nei software per la gestione intelligente della produzione e per lo scambio dati continuo e in tempo reale tra il campo e il mondo office”, dice Roberto Falaschi, Market Segments & Marketing Manager di Phoenix Contact. “Se, però, non si acquisiscono i segnali dal campo nel modo più sicuro, funzionale e adeguato, qualunque architettura di automazione o suite software può rivelarsi debole e inefficace. Crediamo, dunque, che sia necessario assicurare l’invio di informazioni affidabili e continue dal campo e, per questo, all’interno della nostra offerta dedichiamo da sempre uno spazio importante allo sviluppo di componentistica che possa contribuire a mantenere un flusso di informazioni efficace e costante sugli impianti dei nostri clienti, in ogni rete e in ogni ambiente. Uno degli sviluppi 014 Roberto Falaschi, Market Segments & Marketing Manager di Phoenix Contact più recenti in questo senso è proprio la nostra famiglia di sistemi di I/O remotati Axioline”. Ideata nel centro R&D tedesco di Phoenix Contact, la famiglia Axioline è stata lanciata dapprima nella sua versione IP20 da quadro elettrico denominata Axioline F, ed è stata successivamente ampliata, nel 2013, con la nuova gamma in versione da campo ‘Axioline E’, quest’ultima presentata ufficialmente con 60 nuovi moduli IP65/67 in occasione dell’Hannover Messe 2013. Automazione Industriale - Ottobre 2013 La gamma Axioline F di moduli I/O in IP20 Per ogni rete, per ogni ambiente Axioline segna un vero e proprio cambio di passo nella definizione della strategia di Phoenix Contact per i moduli I/O. La società, infatti, con questa nuova famiglia punta a estendere il proprio supporto di rete oltre Profinet, anche ad altri protocolli Ethernet. “Axioline nasce come sistema di I/O di riferimento per tutte le soluzioni industriali basate su Industrial Ethernet: può essere integrato non solo in reti Profinet, ma anche EtherCat, Sercos III, Ethernet/ IP, Modbus e, infine, anche Profibus, anche se quest’ultimo non è Ethernetbased”, spiega Falaschi. “Intendiamo confermare il nostro ruolo di fornitori di tecnologia I/O, posizionandoci ai vertici in termini di compatibilità con i diversi protocolli Ethernet-based e seguendo una mission che può essere riassunta nel concetto: trasformiamo qualsiasi segnale in dato per ogni rete, per ogni ambiente”. La ridefinizione della strategia per gli I/O di Phoenix Contact nasce essenzialmente dalla In copertina Prima fila presa di coscienza di quanto sia poco opportuno, oggi, continuare a sposare uno standard unico su tecnologie aperte come Industrial Ethernet. “Di fatto, anche se alcuni studi di mercato rilevano attualmente una maggiore diffusione di nodi Profinet e ModBus e stimano una crescita costante di questi protocolli per i prossimi tre-cinque anni, riteniamo sia poco strategico continuare a sostenere, come proprietario, uno standard specifico in uno scenario tecnologico e di mercato così aperto come quello attuale e soprattutto per tecnologie come Ethernet”, aggiunge Falaschi. “Preferiamo mettere a disposizione degli utenti un’ampia famiglia di sistemi di I/O che siano integrabili con reti industriali basate sui diversi protocolli Ethernet, in modo da lasciarli liberi di scegliere in base alla loro storia, alle esigenze, alle esperienze precedenti, e fornire poi il supporto e le competenze più adeguate per affiancarli e sostenerli in questa scelta. Ethernet si conferma la tecnologia attualmente più diffusa e continuerà a crescere la migrazione delle applicazioni industriali verso questo protocollo e noi intendiamo essere un punto di riferimento con la più ampia proposta sul mercato”. La gamma Axioline E di moduli I/O in IP65/67 La tecnologia Speedcon di Phoenix Contact semplifica il collegamento dei moduli I/O Axioline Rapidi, robusti, semplici Sono tre i sostantivi scelti da Roberto Falaschi per sintetizzare l’essenza tecnica della nuova serie E standalone della famiglia Axioline. “La nuova gamma Axioline E nasce dalla nostra ambizione di ridefinire gli standard tecnici industriali dei sistemi di I/O in termini di velocità, robustezza e semplicità”. Per quanto riguarda la velocità, il trasferimento dati dei moduli I/O Axioline E da/verso gli accoppiatori di rete avviene con un tempo di ciclo pari a 2 microsecondi per l’accoppiatore, cui va sommato 1 microsecondo per ogni modulo di I/O aggiunto. “Fondamentale nel raggiungimento di questi valori prestazionali è il sistema di sincronizzazione tra l’accoppiatore e lo scambio dati sull’anello principale di collegamento tra controllore superiore e vari accoppiatori di rete”, dettaglia Falaschi. “Questo sincronismo ottimizzato permette di garantire un ciclo di lettura/scrittura di tutti gli I/O e una rielaborazione estremamente rapida delle informazioni provenienti dal campo”. In quanto a robustezza, Falaschi segnala invece la disponibilità dei moduli Axioline E con due involucri, in plastica e in metallo, che permettono una “robustezza dei Ottobre 2013 - Automazione Industriale 015 Prima fila In copertina Controllo logico in versione Axio moduli a più livelli”: resistenza agli shock meccanici (in base a EN 600682-xx), alle temperature estreme (range di funzionamento compreso tra -25 e +60 °C) e agli eventuali disturbi Emc. “Da sottolineare è l’immunità ai disturbi elettromagnetici e la capacità dei moduli di mantenere basse radioemissioni”, aggiunge Falaschi. “Un aspetto, questo, che rende i moduli I/O molto più stabili e, di conseguenza, assicura una maggiore disponibilità e stabilità degli impianti nei quali sono installati”. A conferire semplicità ai moduli Axioline E, infine, sono il montaggio e l’alimentazione. “La famiglia Axioline è caratterizzata dalla ‘Push-in technology’ di Phoenix Contact, che la rende facile da installare e utilizzare, consegnando agli utilizzatori benefici in termini di ottimizzazione dei tempi di cablaggio e riduzione dei downtime di macchina”, evidenzia a questo proposito il Marketing Segments & Marketing Manager di Phoenix Contact. Per gli Axioline F in IP20 Phoenix Contact mette infatti a disposizione morsetti estraibili passivi con connessione del tipo a molla All’interno dell’offerta Phoenix Contact, accanto alla famiglia di sistemi di I/O remotati Axioline sono stati recentemente introdotti i controllori Axiocontrol, disponibili nelle due versioni 1.050 e 3.050. La connessione dei plc verso gli I/O è consentita sia tramite il bus locale Axioline F sia tramite le connessioni Profinet e ModbusTcp, grazie a porte RJ45 integrate. Per operazioni di configurazione, monitoraggio e diagnostica, oltra all’interfaccia Ethernet, è possibile utilizzare l’interfaccia integrata La nuova gamma di plc Axiocontrol può essere abbinata ai moduli I/O della famiglia Axioline Micro Usb di tipo B. I plc Axiocontrol sono provvisti di memoria Flash integrata e integrano un web server per applicazioni di supervisione e un file system per operazioni di datalogging. Tramite Function Block, gli Axiocontrol possono interfacciarsi direttamente a database MS-Sql o MySql e inviare e-mail. I controllori integrano anche un mini Ups che, in caso di mancanza d’alimentazione, fornisce al plc l’energia necessaria per lanciare una routine di servizio e completare le operazioni in esecuzione. Push-in sui moduli, codifica a colori dei punti di connessione sui morsetti e del modulo nel suo complesso, presenza di Led diagnostici e di punti di prova in corrispondenza di ogni singolo punto di connessione, mentre la gamma Axioline E in IP65/67 è dotata di connettori M12 femmina con tecnologia Speedcon che permette di realizzare il collegamento con una rotazione di mezzo giro dei connettori maschi Speedcon. Per l’alimentazione dei moduli si utilizzano connettori M12 con codifica T con 12 A disponibili per l’alimentazione di logica e ingressi e 12 A per l’alimentazione di uscite. “Il ‘progetto Axio’ si completa poi con la nuova gamma di plc Axiocontrol, impiegabili in sinergia con Axioline per creare una soluzione altamente robusta e performante, in grado di acquisire dati in modo prestazionale e migliorare di conseguenza l’efficacia dell’intera catena di automazione”, conclude Falaschi. Per informazioni Phoenix Contact www.phoenixcontact.it 016 Automazione Industriale - Ottobre 2013 Attualità Mercato DesignSpark Mechanical un ponte tra elettronica e meccanica Dalla metà dello scorso settembre è disponibile il nuovo tool software per la progettazione 3D lanciato da RS Components, scaricabile gratuitamente dal web di Valeria Villani P er la presentazione ufficiale è stata scelta la città di Budapest, quasi a voler ribadire l’importanza strategica che, con oltre 11mila clienti attivi, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e, più in generale, i Paesi europei emergenti stanno assumendo nel business del distributore a catalogo e su web RS Components. Sotto i riflettori, lo scorso settembre, il nuovo software DesignSpark Mechanical per la progettazione 3D, basato su tecnologia Direct Modeling. Sviluppato da RS Components e Allied Electronics, marchi del gruppo Electrocomponents plc, in collaborazione con la società SpaceClaim Corporation, il nuovo tool software estende le funzionalità della piattaforma e-commerce di RS e permette ai progettisti di 018 Keith Reville, Global Marketing Director di Electrocomponents plc Automazione Industriale - Ottobre 2013 lavorare sui modelli 3D dei loro prodotti, eseguendo modifiche, tagli, viste interne e assemblaggio componenti, prima di procedere all’eventuale estrazione delle distinte base (Bom-Bill of materials) dei modelli, selezionando e acquistando poi direttamente i componenti che interessano nel catalogo RS. “Il tool è pensato soprattutto per i progettisti meno esperti”, ha commentato Keith Reville, Global Marketing Director di Electrocomponents plc, “e rientra in quella filosofia di business che caratterizza ogni nostra attività e che possiamo riassumere nell’espressione ‘e-commerce with human touch’ (transazioni commerciali on-line dal tocco umano, ndr)”. Durante la presentazione Martin Keenan, Head of Applications Strategy di RS Components, ha invece sottolineato l’importanza del link diretto tra DesignSpark Mechanical e il catalogo RS, “link che permette di eseguire selezioni e acquisti veloci, oltre a dare la possibilità di visualizzare rapidamente quotazioni delle Bom”. Il software tiene infatti traccia delle distinte base e consente di avere una quotazione immediata da parte di RS Components o Allied Electronics, con il dettaglio dei costi dei prodotti in tutto il processo di progettazione. “DesignSpark Mechanical può essere messo in comunicazione diretta con altri software di progettazione pcb, incluso il nostro software DesignSpark Pcb: i progettisti possono importare file di layout pcb in formato Idf, ad esempio dalla libreria di DesignSpark Pcb, in modo da confrontare e assemblare in 3D case meccanici e circuiti elettronici prima dell’acquisto. Con il nostro tool, i progettisti elettronici e industriali possono creare modelli solidi e geometrie senza Mercato Attualità ricorrere alla complessità tipica degli strumenti cad”, ha aggiunto Keenan. Le funzioni principali di modellazione 3D eseguibili con il software sono essenzialmente quattro: pull (trascina), move (sposta), fill (riempi), combine (unisci). Le funzioni ‘trascina’ e ‘sposta’, in particolare, permettono di lavorare sulla modifica di facce e spigoli. Nel software sono disponibili anche suggerimenti per realizzare geometrie con pareti sottili speculari, concentriche, tonde e smussate. DesignSpark Mechanical mette a disposizione una libreria on-line di 38mila modelli dal catalogo RS Components-Allied. RS e Allied Martin Keenan, Head of Applications Strategy di RS Components hanno collaborato anche con TraceParts, l’azienda che si occupa di contenuti 3D, per consentire l’accesso a milioni di modelli direttamente dal portale cad tracepartsonline.net nel formato di DesignSpark Mechanical. I progetti creati con DesignSpark Mechanical possono utilizzare anche i componenti 3D dalla libreria ModelSource di RS Components e Allied Electronics. Tra i formati compatibili con il software sono inclusi, per l’importazione, Step, Pbj e Skp, per l’esportazione, Dxf (Autocad), Obj, Stl, 3D-pdf, Xaml, jpg, png. I modelli in formato Stl possono essere esportati anche verso stampanti 3D. Il software è disponibile gratuitamente, in 11 lingue, sul sito Designspark.com dallo scorso 16 settembre. Per informazioni RS Components http://it.rs-online.com Attualità Mercato Le prospettive del manifatturiero italiano Gli indicatori consuntivi del 2012, come rilevato dalla Banca d’Italia, sono negativi. Ma uno studio Promedia-Intesa Sanpaolo lascia spazio all’ottimismo di Massimiliano Cassinelli Q ual è lo stato di salute delle imprese italiane? La risposta, in questi mesi, potrebbe apparire scontata. Ma, al di là del facile pessimismo, è interessante leggere l’Indagine sulle Imprese Industriali e dei Servizi, diffusa lo scorso luglio dalla Banca d’Italia, che delinea un quadro molto dettagliato dei risultati ottenuti nel 2012 dalle imprese industriali e dei servizi con oltre 20 addetti. Occupazione ancora in calo Quasi scontato il risultato relativo all’occupazione, che registra un continuo calo soprattutto nell’industria, con una contrazione dell’1,2%, mentre la perdita di posti di lavoro nei servizi si è attestata intorno a un -0,4%. Risultati negativi, cui si aggiungono le aspettative di un futuro incerto. Al punto che gli imprenditori, nel comparto industriale, prevedono un ulteriore calo dell’1,7% in termini di occupazione reale. A ribadire questi risultati negativi contribuisce 020 il fatto che, dopo due anni, è tornato a crescere il numero di ore di Cassa integrazione guadagni per le imprese industriali con oltre 50 addetti: dal 4,7% delle ore lavorate nel 2011 al 5,3% nel 2012. Allo stesso tempo è ovviamente in calo il fatturato che, in termini reali, è diminuito del 2,6% nell’industria e del 4% nei servizi. Anche le aspettative sono pessimistiche, benché il calo delle vendite sia previsto solo nell’ordine dello 0,5%, con prospettive migliori per le aziende orientate all’esportazione. Del resto, nel quinquennio 20072012, le imprese manifatturiere italiane hanno aumentato la quota di fatturato esportato, passata dal 30,4 al 42,3%. La percentuale, però, deve essere valuta con attenzione, perché l’incremento è particolarmente significativo per le realtà con oltre 200 addetti, mentre la variazione percentuale è decisamente più limitata tra le pmi. Risultati negativi arrivano anche dai bilanci societari, al punto che, rispetto al 2011, è diminuita la quota di imprese capaci di chiudere Automazione Industriale - Ottobre 2013 l’anno in utile: dal 57,5 al 55,3%, mentre ben il 29,9% ha registrato una perdita di esercizio (era stato il 24,7% nel 2011, ndr). La situazione è ulteriormente aggravata dagli investimenti fissi lordi, in calo per il secondo anno consecutivo. La contrazione del 2012, infatti, è stata del 8,7%, ben più pesante rispetto al -2,6% del 2011. Un ulteriore indicatore negativo, nella manifattura, è il calo dell’accumulazione, anche se questo indice risulta attenuato nelle aziende di dimensioni maggiori e in quelle con una spiccata propensione all’export. Mercato Attualità Investimenti in affanno Se i consuntivi sono tutt’altro che positivi, anche le indicazioni per l’immediato futuro lasciano poco spazio all’ottimismo. Il sondaggio della Banca d’Italia, condotto la scorsa primavera, rivela infatti un’ulteriore contrazione degli investimenti, anche se in termini meno drastici rispetto all’esercizio precedente. In questo ambito è interessante sottolineare come, nelle aziende manifatturiere, la diminuzione di oltre l’11% degli investimenti sia più accentuata rispetto a quella registrata nell’industria totale e nel comparto dei servizi. Una caduta che, però, dovrebbe essere meno drammatica nel corso del 2013, con previsione che si attestano a un meno 2,6%. Un dato comunque negativo, soprattutto perché riferito a un anno particolarmente difficile come il 2012. Solo le imprese manifatturiere con almeno 500 addetti hanno, in media, attese positive di crescita degli Dopo un anno negativo, il manifatturiero italiano potrebbe ripartire investimenti (5,8%). Dallo studio emerge anche una notevole differenza, a livello geografico, tra le aziende italiane. Le imprese del Nord Ovest, infatti, hanno realizzato la minor contrazione degli investimenti nel 2012 (‘solo’ -7,7%) e sono le uniche a programmare un modesto incremento nel 2013 (+1%). L’aumento programmato degli investimenti nel Sud e Isole (12,4%), invece, deriva essenzialmente da grandi piani di espansione di un limitato numero di imprese del Centro Nord con insediamenti produttivi nel Meridione. Per il resto, ed è significativo che questo dato venga fornito proprio dalla Banca d’Italia, il sistema bancario non sta ancora sostenendo il rilancio dell’economia. La quota di imprese che segnala rifiuti totali o parziali di richieste di nuovi prestiti bancari nel corso del 2012 è infatti in lieve aumento rispetto all’anno precedente (12,4% rispetto all’11,7). È invece positivo il fatto che diminuiscano le imprese che lamentano l’inasprirsi delle condizioni di indebitamento (29,1% contro 35,2% del 2011). Eppur si muove... Se il report della Banca d’Italia fotografa un settore industriale e manifatturiero in difficoltà, note positive arrivano invece dall’Analisi dei Sistemi Industriali” di PromediaIntesa Sanpaolo. Nel primo trimestre del 2013, infatti, l’Italia ha guadagnato quote di mercato in più della metà dei suoi sbocchi commerciali. Un miglioramento della competitività internazionale che consente un’attenuazione nella caduta del fatturato dell’industria manifatturiera. Nei primi cinque mesi dell’anno, infatti, la situazione congiunturale permane critica, con un fatturato complessivo in flessione del 4,5% tendenziale, mentre rimangono in positivo solo i dati dei settori alimentare e bevande e farmaceutico. Il ritmo di contrazione dell’attività produttiva sembra comunque in attenuazione e il dato dei primi cinque mesi appare in miglioramento proprio per alcuni settori particolarmente in difficoltà lo scorso anno, come elettronica ed elettrodomestici. È inoltre positivo il fatto che, nei primi mesi del 2013, il sistema produttivo abbia confermato la capacità di esportare a ritmi più sostenuti rispetto ai concorrenti europei, in particolare Francia e Germania, le cui flessioni delle vendite sono superiori al 3%, in controtendenza rispetto al +1,3% sperimentato dal manifatturiero italiano. Il miglioramento competitivo è evidente anche nel mercato statunitense, dove le imprese italiane potrebbero beneficiare degli esiti positivi dei negoziati per la liberalizzazione degli scambi e degli investimenti nell’ambito del Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip). L’omogeneizzazione regolamentare tra le due sponde dell’Atlantico rappresenterà un significativo vantaggio per le pmi italiane, sulle quali gravano i costi fissi determinati da alcune barriere non tariffarie, e che registrano spesso un elevato grado di integrazione con le aziende americane. Per informazioni Banca d’Italia www.bancaditalia.it Ottobre 2013 - Automazione Industriale 021 Attualità Telecontrollo Tecnologia senza regole Il ‘Decreto del Fare’ consente a chiunque di realizzare reti di telecontrollo, senza alcuna regola e certificazione di Massimiliano Cassinelli N el dicembre del 2010, con l’emanazione del D.Lgs. 198/2010, venne ribadito l’obbligo di affidare la realizzazione delle reti di telecomunicazione ad aziende in possesso di una specifica autorizzazione ministeriale. Un Decreto che riprendeva quanto già espresso in una Legge del 1991 e definito nel Decreto Legge dell’anno successivo. In pratica veniva stabilito che “gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di manutenzione delle apparecchiature terminali che realizzano l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad imprese abilitate”. L’attenzione alla qualità delle infrastrutture fisiche, comprese quelle per il telecontrollo, rappresentava, apparentemente, la presa di coscienza politica del fatto che sulle reti transitano, oltre alle informazioni appetibili per i servizi di spionaggio, anche dati e comandi industriali vitali. Attraverso la rete, infatti, possono essere compiute azioni terroristiche e, per tale ragione, è necessario assumere tutte le dovute precauzioni. Le violazioni 022 L’art. 10 del Decreto del Fare rende ‘libera’ la realizzazione di reti connesse a infrastrutture pubbliche Automazione Industriale - Ottobre 2013 avvengono a livelli della pila Iso/Osi superiori rispetto a quello fisico dell’infrastruttura, ma è pur vero che le carenze strutturali si ripercuotono immancabilmente sino al livello applicativo. Quella che appariva una buona intuizione dei nostri politici, nel breve tempo ha però ribadito la scarsa competenza e l’indifferenza nei confronti delle problematiche aziendali. Infatti, in attesa del Decreto attuativo (annunciato entro il dicembre del 2011), sino alla scorsa estate per ottenere l’autorizzazione ministeriale era necessario rispettare un Decreto Legge del 1992, che imponeva anche una serie di dotazioni tecnologiche completamente inutili. Di fronte al rischio di incorrere in sanzioni che potevano arrivare sino a 150mila euro, però, numerose aziende hanno scelto di operare nel rispetto della Legge, acquistando le dotazioni richieste e assumendo le necessarie figure professionali. Spese inutili Investimenti inutili, perché l’art. 10 del Decreto del Fare ha cancellato tutto, creando di fatto un vuoto normativo. La realizzazione delle reti di telecomunicazione connesse alle reti pubbliche, infatti, è esplicitamente esclusa del DM 37/08 e, in mancanza di una normativa specifica, è oggi completamente libera. Questo significa che chiunque, senza autorizzazione, competenza specifica o obbligo documentale può creare un’infrastruttura di telecomunicazione, e quindi di telecontrollo, senza che il cliente, se non stabilito all’atto della sottoscrizione del contratto, possa chiedere documenti progettuali o di conformità. Ridurre la burocrazia rappresenta, indubbiamente, un vantaggio per il mondo industriale, ma operare senza regole rischia di creare l’effetto opposto. Con l’ulteriore incognita che, qualora si ripetano incidenti a causa di infrastrutture inadeguate, sia varata, in tutta fretta, l’ennesima legge irrazionale. Ottenete l'accesso a informazioni trasparenti, dalla gestione dei processi produttivi all'impresa Software Hardware Reti e comunicazione VijeoTM Citect and Vijeo Historian forniscono in tempo reale le informazioni richieste, mentre un software di configurazione dedicato consente di ridurre i tempi di progettazione e manutenzione. 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Make the most of your energy di progettazione, operativi e di manutenzione. SM Visitate il sito Web www.SEreply.com Codice chiave 31568p ©2013 Schneider Electric. All Rights Reserved. All trademarks are owned by Schneider Electric Industries SAS or its affiliated companies. www.schneider-electric.com s 998-3626_IT Attualità R&D Con Grace la produzione si auto-adatta Gruppo Loccioni tra i partecipanti del progetto di ricerca europeo ‘Grace’ iniziato tre anni fa e terminato lo scorso giugno. Sei partner internazionali coinvolti, un finanziamento di 2,6 milioni di euro e un obiettivo comune: migliorare l’efficienza dei processi produttivi per aprire le porte a fabbriche intelligenti e flessibili di Alice Alinari I partner del progetto Grace durante il meeting di chiusura lo scorso giugno a Napoli 024 G race, che sta per ‘InteGration of pRocess and quAlity Control using multi-agEnt technology’ (integrazione di controllo processo e qualità con l’impiego di tecnologia multi-agente), è un progetto di ricerca cofinanziato nel Settimo Programma Quadro dalla Commissione Europea sul tema Automazione Industriale - Ottobre 2013 ‘Nanoscienze, Nanotecnologie, Materiali e nuove Tecnologie di Produzione’, con un contributo di 2,6 milioni di euro. In tre anni, dal luglio 2010 al giugno 2013, il progetto ha coinvolto sei partner europei, Università Politecnica delle Marche, Istituto Politécnico de Bragança (Portogallo), Centro di Ricerca Sintef (Norvegia), Gruppo Loccioni, Whirlpool Europe Italia e Siemens AG, impegnati a integrare controlli di processo e qualità in linea di produzione attraverso l’implementazione di quello che è stato definito un ‘Sistema MultiAgente (Mas) collaborativo’ che opera a tutti gli stadi del processo produttivo. Grace ha dimostrato che la fabbrica ‘intelligente’ può esistere e che la sua ‘intelligenza’ consiste proprio nella possibilità di implementare meccanismi di auto-adattamento e self-learning sia nei processi sia nei controlli di qualità in linea di produzione. “In pratica, si ottiene un sistema produttivo capace di autoadattarsi e auto-ottimizzarsi in tempo reale, in funzione delle informazioni che raccoglie lungo la linea”, spiega Cristina Cristalli del team di Ricerca e Innovazione Loccioni, responsabile tecnicoscientifico del progetto Grace. Un sistema di questo tipo R&D Attualità Il triennio di Grace in cifre presuppone un’automazione a livello di fabbrica che riesca a integrare il controllo di processo con il controllo di qualità, migliorando la qualità del prodotto finito, l’efficienza del processo stesso e le strategie decisionali di un’azienda. Il sistema Mas opera ai diversi livelli di una linea di produzione, acquisendo dati dalle stazioni di quality control, dalle unità di controllo di processo e dalle applicazioni di trend analysis. “La portata innovativa del progetto non è stata solo nel teorizzare e creare un prototipo del sistema Mas, ma di averlo integrato in una linea di produzione reale di lavabiancheria, ottenendo risultati concreti sul miglioramento delle prestazioni che si possono ottenere con un sistema che si auto-adatta”, continua Cristalli. Alla cerimonia di chiusura dello scorso giugno a Napoli, infatti, sono stati illustrati i risultati dell’impatto avuto dall’installazione sperimentale del sistema Grace Mas nelle linee di produzione di lavabiancheria della fabbrica Whirlpool di Napoli. Tra i dati più significativi, è emerso che la possibilità di rilevare in anticipo eventuali difetti e limitare i controlli funzionali solo ad alcuni prodotti può portare a una riduzione dei tempi di test funzionali del 20%, mentre la percentuale di prodotti non conformi potrebbe scendere dell’1,5%. L’impatto del sistema Grace si è avuto anche sulle singole lavabiancheria: la maggiore conformità alle Ecco alcune cifre che possono dare un’idea dell’efficacia del progetto Grace nel triennio 2010-2013: • • • • • 29 deliverable (deliverable pubbliche e sommari delle deliverables confidenziali) disponibili on-line; 28 articoli presentati a conferenze internazionali nel settore dei controlli, dell’automazione industriale, dell’informatica industriale e dell’intelligent manufacturing system; 16 articoli pubblicati su riviste scientifiche, di settore e generaliste; 9 exploitable result, ovvero soluzioni scientifiche e/o tecnologiche che i partner possono sfruttare per attività commerciali o di ricerca dopo la fine del progetto; 7 stage internazionali e 17 tesi, di cui 7 di laurea, 7 di laurea magistrale e 3 di dottorato. specifiche di progettazione può portare ad una riduzione del 3% del consumo di acqua di ogni apparecchio. Nella fabbrica Whirlpool il sistema Mas ha agito come backbone per l’integrazione di controllo processo (logica) e controllo qualità (visione), conferendo al processo produttivo intelligenza e funzioni adattative. Mas è stato in grado di interfacciarsi con apparecchiature Particolare di un modulo intelligente che supervisiona il processo produttivo esistenti e con infrastrutture di rete e IT standard presenti nell’ambiente produttivo: durante la validazione in linea, il sistema Mas ha permesso l’esecuzione contemporanea di 1.500 agenti, dimostrando l’effettiva scalabilità. “Grace ha rappresentato una tappa importante per Loccioni”, commenta Cristalli, “che da sempre affianca le imprese nella risoluzione di problematiche specifiche relative a qualità, efficienza e sostenibilità di prodotti, processi ed edifici. Abbiamo collaborato con partner internazionali condividendo competenze, partnership e tecnologie: il risultato si è concretizzato in un sistema modulare e altamente replicabile. Di fatto, Mas è un sistema maturo e pronto per essere esteso ai diversi settori dell’industria manifatturiera”. Per informazioni Gruppo Loccioni www.loccioni.com http://grace-project.org Ottobre 2013 - Automazione Industriale 025 Energia e ambiente Produzione Nell’ultimo decennio le grandi centrali di produzione energetica non hanno subito significativi interventi di ammodernamento Come cambia la produzione elettrica A fronte di un progressivo calo dei consumi energetici, i gestori delle centrali sono chiamati ad aumentare efficienza e affidabilità di Massimiliano Cassinelli L’ energia elettrica rappresenta un’esigenza e una sfida che, in Italia, è stata spesso affrontata senza un’adeguata politica di sviluppo. Al punto che, prima dell’ultimo Piano Energetico nazionale, varato all’inizio di quest’anno, il nostro Paese faceva riferimento a un documento del 026 Automazione Industriale - Ottobre 2013 lontano 1987, quando le tecnologie e le esigenze erano decisamente diverse rispetto alle attuali. Alla luce di questa situazione, oggi circa 20mila MW sono prodotti in Italia da 2.729 impianti idroelettrici, 320 dei quali con potenze superiori a 10 MW. Pur essendo un Paese ricco di montagne e corsi d’acqua, però, la produzione energetica nazionale rimane legata soprattutto al termoelettrico che, con 3.469 impianti, fornisce circa 80mila MW. A questi si aggiungono 34 impianti geotermici, per un totale e di circa 772 MW e 807 impianti eolici, che generano quasi 7mila MW. La produzione nazionale è poi completata dalle ‘nuove’ fonti energetiche rinnovabili, con quasi 350mila impianti fotovoltaici, in grado di fornire 13mila MW, e oltre 1.200 impianti a biomassa, che generano 3mila MW. Produzione Energia e ambiente Un patrimonio da rinnovare Al di là degli aspetti numerici ed escludendo gli impianti basati sulle energie rinnovabili, necessariamente di nuova costruzione, è interessante sottolineare come le centrali produttive nazionali siano decisamente datate. I 320 impianti idroelettrici in grado di generare oltre 10 MW, così come i 250 impianti termici con potenza superiore a 50 MW, risalgono infatti a oltre dieci anni fa e non hanno subito significati interventi di rinnovamento nell’ultimo decennio. Una situazione che, come intuibile, impedisce di sfruttare le più recenti tecnologie di controllo e, quindi, ha un impatto negativo sull’efficienza produttiva. A questo si aggiunge il fatto che, nell’ultimo decennio, è profondamente cambiato lo scenario della generazione elettrica. In particolare, nel 2008, l’Allegato 15 del Codice di Rete ha dettato le nuove regole di partecipazione alla regolazione frequenza-potenza. Il documento, tra l’altro, ha definito la regolazione primaria gestita dai regolatori di velocità delle macchine (riserva primaria, grado di statismo). A questo si è aggiunta la definizione della regolazione secondaria gestita dal regolatore di rete (Ilf, Stimolazione solo idroelettrica), così come la regolazione terziaria richiesta da Terna (Msd, Mercato servizi di dispacciamento, e Odd, Ordini dispacciamento). Il tutto reso ancor più complesso dal rapido incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili. Tutte situazioni che portano a un nuovo concetto di gestione delle centrali, come ha spiegato lo scorso luglio Dimitri Guastamacchia, Sales Manager di Siemens Energy, nel corso dell’evento ‘Ottimizza le performance e aumenta la profittabilità della tua centrale’ organizzato dalla multinazionale tedesca a Milano. Si tratta, quindi, di nuovo scenario normativo e produttivo, che ha Gli 807 impianti eolici attivi in Italia rimesso in discussione l’assetto del sistema elettrico, condizionato da nuove filosofie di gestione della generazione elettrica e dall’impatto della crisi economica sui consumi. Al punto che, nel 2008, l’aumento dei consumi elettrici si è fermato, registrando poi un brusco crollo nel 2009, con un -5,7%. La crescita è ripresa nel biennio successivo, mentre lo scorso anno si è chiuso con un -2,8%, confermato da un -3,5% del primo semestre 2013. generano quasi 7mila MW I produttori di energia devono affrontare nuove sfide per massimizzare l’efficienza Pronti a nuove sfide Si tratta di numeri e prospettive che inducono un diverso assetto produttivo e che, ovviamente, influenzano la costruzione di nuove centrali, creando una crescente competitività tra i produttori di energia. Anche in considerazione del fatto che nell’ultimo decennio, complice una maggior attenzione agli aspetti ambientali, è cambiato anche il mix di produzione energetica, così come le centrali di grandi dimensioni non sono più gestite a Base Load e il loro profilo di produzione è sempre più fluttuante. Tutto questo impone a chi gestisce nuovi impianti, oppure quelli esistenti di far crescere la loro efficienza, per essere sempre più competitivi. Allo stesso tempo, però, il mercato esige flessibilità, disponibilità e affidabilità. Con l’ulteriore complicazione legata alla necessità di integrare le centrali in un sistema di Smart Generation e garantire costi di manutenzione ridotti a fronte di una disponibilità praticamente assoluta. Si tratta di sfide alle quali, come ha spiegato Guastamacchia, Siemens risponde con soluzioni dedicate a ottimizzare proprio le prestazioni Ottobre 2013 - Automazione Industriale 027 Energia e ambiente Produzione La nuova strategia energetica Il documento Strategia Energetica nazionale, varato all’inizio del 2013 e chiamato a dettare le linee guida nella produzione e distribuzione di energia nel nostro Paese, si basa sui seguenti punti: • maggiore esplicitazione delle strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050), in coerenza con la Roadmap di decarbonizzazione europea, e delle scelte di fondo per Ricerca e Sviluppo; • • quantificazione dei costi e benefici economici della strategia per il Sistema, in particolare per i settori elettrico e gas; più precisa definizione delle Infrastrutture Strategiche gas, con particolare riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggio e di rigassificazione, con garanzia di copertura costi in tariffa, necessari per • • • garantire l’allineamento strutturale dei prezzi gas a quelli UE e a fare fronte alle accresciute esigenze di sicurezza delle forniture (in uno scenario geopolitico sempre più complesso); più precisa descrizione delle misure di accompagnamento alla cosiddetta grid parity delle rinnovabili elettriche (segnatamente del fotovoltaico), una volta terminato il sistema incentivante attuale; migliore definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell’efficienza energetica (ad esempio, certificati bianchi, PA, standard obbligatori, certificazione); più chiara definizione dei possibili miglioramenti della governance del settore. di impianto. Tecnologie, testate in tutto il mondo, in grado di integrarsi in un sistema di Smart Generation per gestire, in modo eterogeneo, mix di fonti convenzionali e rinnovabili, programmando la produzione del parco di generazione per massimizzare la stabilità e il profitto. In particolare, proprio l’impiego di soluzioni innovative di automazione permette di bilanciare la volatilità delle fonti rinnovabili utilizzando, in modo efficace, fonti non convenzionali e sistemi di storage. Le stesse soluzioni, inoltre, consentono di diminuire i fuori servizio non programmati, implementando efficaci strumenti di diagnostica predittiva. Soluzioni che permettono di pianificare gli interventi di manutenzione per massimizzare l’efficienza senza impattare sull’attività ordinaria, con la possibilità di ottimizzare anche la gestione delle parti 028 Automazione Industriale - Ottobre 2013 di scorta, senza trascurare la necessità di rispondere a un mercato che impone forniture continuamente variabili e che è chiamato a confrontarsi con sfide sconosciute in passato, come i pericoli della cybersecurity. Del resto, come ha ribadito lo stesso Guastamacchia, “oltre a migliorare le prestazioni, l’aggiornamento dell’impianto può contribuire a ridurre le emissioni e soddisfare i requisiti del codice di rete influenzando notevolmente la capacità produttiva”. La soluzione è Sppa A fronte di simili sfide, Siemens ha arricchito la propria famiglia di prodotti dedicati all’automazione degli impianti di produzione di energia elettrica Siemens Power & Process Automation (Sppa). Si tratta di soluzioni che, rispondendo ai più recenti requisiti richiesti alle centrali, sono state sviluppate appositamente per i sistemi di controllo, ottimizzazione di processo e diagnostica. In particolare, all’interno dell’offerta, spicca il nuovo Distributed Control System Sppa-T3000, un sistema di controllo di quarta generazione che aumenta la profittabilità, l’affidabilità e la facilità di utilizzo, integrandosi perfettamente nello scenario IT. A questo si aggiunge il Sistema di Ottimizzazione di Processo Sppa-P3000 che, basato su un software che aumenta la flessibilità, la disponibilità e l’efficacia, riducendo le emissioni, garantisce un aumento dei profitti tramite l’ottimizzazione dei processi negli impianti. Infine, la Suite di Diagnostica Sppa-D3000 offre soluzioni di diagnostica intelligenti, rivoluzionando le tradizionali strategie di service e di manutenzione. Questa articolata famiglia di soluzioni firmata Siemens Power & Process Automation rappresenta un’ulteriore conferma dell’attenzione all’ambiente dimostrata da Siemens. Il portofolio di soluzioni ambientali della multinazionale tedesca, del resto, è tra i più ampi e significativi al mondo. Stime recenti portano infatti a valutare in 33 miliardi di euro l’installato di Siemens in questo ambito, con prodotti e soluzioni che danno un contributo diretto e quantificabile alla protezione di clima e ambiente. Solo nel 2012, infatti, i prodotti e le soluzioni del portfolio ambientale hanno permesso ai clienti di abbattere circa 330 milioni di tonnellate di CO2, una cifra equivalente alle emissioni generate da Berlino, Delhi, Hong Kong, Istanbul, Londra, New York, Singapore e Tokyo. Per informazioni Siemens www.siemens.it La parola ai professionisti Supply Chain Manager La supply chain dei vaccini Gestire fornitura e distribuzione in un’azienda che produce vaccini: Dario Cogo racconta la sua esperienza con Novartis di Valeria De Domenico S e la catena di fornitura e distribuzione rappresenta uno snodo strategico per qualsiasi azienda, essa assume aspetti peculiari e rilevanza primaria all’interno del settore farmaceutico. Il prodotto farmaceutico richiede, infatti, una cura scrupolosa nella gestione dei processi di stoccaggio e distribuzione, poiché soggetto a deperibilità e potenzialmente nocivo per la salute del paziente. Ancora più delicata la situazione in una particolare branca del farmaceutico, l’industria dei vaccini. In Italia esiste una sola azienda biotecnologica che copre l’intera filiera produttiva dei vaccini, Novartis Vaccines and Diagnostics, che ricerca, sviluppa e produce vaccini contro l’influenza e il meningococco, vaccini pediatrici, per adulti e per viaggiatori. Si tratta di una divisione del gruppo elvetico Novartis, con sede e due stabilimenti produttivi in Toscana, specializzata tra l’altro nella progettazione e nell’offerta personalizzata di soluzioni diagnostiche innovative per le trasfusioni. 030 Dario Cogo, responsabile Supply Chain di Novartis Vaccines A Rosia, con la collaborazione di Simco, Novartis ha avviato un progetto di riorganizzazione della logistica interna del sito Automazione Industriale - Ottobre 2013 Responsabile della Supply Chain per Novartis Vaccines è Dario Cogo. Quarantun anni, originario di Verona, Cogo è approdato in Novartis dopo una lunga esperienza nel settore farmaceutico. Dopo due anni come consulente informatico, a partire dal 2000 ha lavorato per GlaxoSmithKline (Gsk) con ruoli di crescente responsabilità nell’ambito della supply chain. Inizialmente ha ricoperto il ruolo di Pianificatore della Produzione presso lo stabilimento di Verona, specializzato nella produzione di cefalosporine orali e iniettabili. Quindi si è trasferito a Parma, dove si producono liquidi e liofilizzati iniettabili, lavorando prima come Responsabile della Pianificazione e poi di Logistica e Packaging Operations. Infine, nel 2010 è Supply Chain Manager La parola ai professionisti entrato nella Divisione Vaccini come direttore della Logistica dei siti di Rixensart e Wavre in Belgio, cambiando ogni volta ruolo e prospettiva, assumendo nuove responsabilità e acquisendo nuove competenze. “Decidere di accettare incarichi diversi, per di più all’estero, è stata una scelta strategica che si è rivelata per me preziosissima. Nel nostro lavoro, l’esperienza che si può acquisire sul campo, mettendosi alla prova su vari fronti, è insostituibile. Nel mio caso, è stato importante avere una famiglia ‘flessibile’, disposta a seguirmi agilmente. D’altronde questo tipo di esperienze possono essere preziose anche per i figli”, dice Cogo. Ingegner Cogo, dal 2012 lei è responsabile della Supply Chain presso gli stabilimenti Novartis di Siena e Rosia: da quante persone è formato il suo gruppo e in cosa consiste il vostro lavoro? La squadra è composta da circa 90 persone. Sessanta si occupano della movimentazione, ovvero delle attività di magazzino e distribuzione, mentre 30 della programmazione della produzione, degli acquisti di materiali e della gestione degli artwork (tutto quello che deve essere stampato sul foglio illustrativo, sugli astucci e sulle etichette del prodotto confezionato per la vendita). Il nostro lavoro consiste nel predisporre tutto affinché l’ordine del cliente sia correttamente evaso nei tempi e nella quantità richiesta. Nella pratica ciò si traduce nel preparare piani di produzione sia per lotti commerciali sia clinici, che ogni reparto utilizza per organizzare le proprie attività, guidando le tempistiche di rilascio dei lotti nelle varie fasi di produzione. Inoltre, ci occupiamo dell’acquisto delle materie prime e dell’interazione con le altre aziende del network Novartis. Questo lavoro è supportato da Sap, che copre quasi la totalità dei nostri processi. Utilizziamo Excel per tutto quello che non si può fare con Sap. Il controllo di qualità viene gestito da un sistema dedicato, chiamato Lims. Per la logistica di magazzino abbiamo Sap che dialoga con Optilog, il sistema informatico che gestisce le attività del magazzino automatizzato. Per la logistica di magazzino si utilizza Sap che dialoga con Optilog, il sistema informatico che gestisce le attività del magazzino automatizzato Nei nostri processi produttivi la prima criticità è la temperatura. Qualsiasi materiale d’acquisto, semilavorato o finito ha un’anagrafica che indica la temperatura di conservazione. Questo dato è uno dei parametri critici che guida la movimentazione e lo stoccaggio. I vaccini nello specifico devono rimanere tra i 2 e gli 8 °C. Ogni composto ha dati di stabilità precisi che indicano per quanto tempo esso può mantenersi inalterato a temperatura ambiente. Nella movimentazione bisogna tenere presente questi dati, perché la temperatura di 2-8 °C può essere mantenuta solo nelle aree di stoccaggio, quando il prodotto staziona. D’altronde gli operatori devono rispettare precisi limiti di tempo entro cui agire all’interno delle celle frigo, al fine di tutelare la propria salute. È al vaglio un progetto sul quale Novartis intende investire per sviluppare un sistema di monitoraggio della temperatura totalmente automatizzato lungo tutta la catena interna. Il trasferimento dei nostri vaccini ai clienti avviene su ruote o per via aerea. Per quest’ultima modalità ci serviamo di speciali contenitori attivi (Unicooler, Envirotainer), che garantiscono il mantenimento della temperatura a 2-8 °C grazie a batterie. In cosa è consistito il recente intervento realizzato presso i vostri stabilimenti di Rosia, con il Quali sono le criticità principali supporto di Simco? di un’attività come la vostra, A Rosia, con la collaborazione di Simco, Novartis ha avviato un progetto di riorganizzazione della logistica interna del sito, mirato alla che ha a che fare con materiale estremamente delicato e deperibile? Ottobre 2013 - Automazione Industriale 031 La parola ai professionisti Supply Chain Manager razionalizzazione e automazione dei magazzini al servizio dello stabilimento. In buona sostanza abbiamo trasformato il nostro magazzino da manuale in automatico. Obiettivo principale era la definizione della migliore soluzione complessiva sia per il sistema di stoccaggio a temperatura ambiente (15-25 °C), destinato ad accogliere le materie prime e i materiali di confezionamento, sia per il sistema di handling deputato alla sua integrazione con i vari reparti utenti (produzione, confezionamento). Soluzione da realizzarsi coerentemente con le indicazioni delle norme Gmp, tenendo conto delle possibili espansioni future e in un contesto che non contemplava l’interruzione delle attività operative durante la fase di cantiere. Per definire quali dovessero essere le specifiche dello stabilimento, innanzitutto è stata fatta una valutazione dei processi e dei flussi. Dopo avere valutato diverse alternative tecnologiche, si è scelta una soluzione che comprendeva un magazzino automatico autoportante per pallet servito da trasloelevatori in doppia profondità con il relativo In una fabbrica di vaccini, qualsiasi materiale ha una temperatura di conservazione in base alla quale vengono programmati la movimentazione e lo stoccaggio convogliamento di testata. La struttura è stata pensata per gestire unità di carico delle dimensioni di 800x1.200x1.200/1.700 mm e un peso massimo di 750 kg. Il magazzino, disposto su una superficie di circa 1.700 m², ha un’altezza di 22 m e si sviluppa su 11 livelli e tre corridoi di stoccaggio. I trasloelevatori in doppia profondità garantiscono una potenzialità di 25-30 cicli combinati/ora per macchina. La testata, realizzata con rulliere motorizzate e convogliatori a catene, prevede due punti di ingresso e due stazioni di uscita dei pallet. La gestione dell’impianto è Novartis Vaccines and Diagnostics ricerca, sviluppa e produce vaccini contro l’influenza e il meningococco, vaccini pediatrici, per adulti e per viaggiatori 032 Automazione Industriale - Ottobre 2013 affidata a un sistema di controllo e di coordinamento che si interfaccia a monte con Sap e a valle con il campo attraverso plc. Il progetto è stato gestito da un team multidisciplinare Novartis Vaccines supportato da società esterne con expertise nelle diverse discipline. Foster Wheeler ci ha supportato per il project e construction management, la costruzione degli edifici e gli impianti di condizionamento, Simco per la progettazione della logistica d’impianto. Siemens ha realizzato l’impianto di movimentazione automatica e ne ha sviluppato la logica di controllo. Accenture per l’integrazione con l’Erp del sito. Ctp e Pqe nelle convalide dei nuovi sistemi. La nuova area di stoccaggio a 15-25 °C dispone di 7.750 posti, mentre quella a 2-8 °C ne ha 3.280. Il tutto è servito da un sistema di movimentazione totalmente automatico basato su tre Agv, che vanno a prendere i pallet all’uscita del magazzino e ne gestiscono gli spostamenti in base agli input dettati dal sistema Optilog. Processore di Rete Anybus NP40 ƚŚĞƌŶĞƚŝŶĚƵƐƚƌŝĂůĞZĞĂůͲƟŵĞĐŽŶ͞njĞƌŽͲĚĞůĂLJ͊͟ 2013 EUROPEAN INDUSTRIAL COMMUNICATION PROCESSORS NEW PRODUCT INNOVATION AWARD HMS INDUSTRIAL NETWORKS ͻ /ůŶƵŵĞƌŽƵŶŽŶĞůůĂĐŽŵƵŶŝĐĂnjŝŽŶĞŝŶĚƵƐƚƌŝĂůĞ͘ ͻ WŝƶĚŝϮŵŝůŝŽŶŝĚŝĚŝƐƉŽƐŝƟǀŝĂůŝǀĞůůŽŵŽŶĚŝĂůĞƵƐĂŶŽůĞƐŽůƵnjŝŽŶŝĚŝ,D^ƉĞƌĐŽůůĞŐĂƌƐŝĂůůĞƌĞƟŝŶĚƵƐƚƌŝĂůŝ͘ ͻ EŽŵŝŶĂƚĂ͞njŝĞŶĚĂƐǀĞĚĞƐĞĚĞůů͛ĂŶŶŽƉĞƌů͛džƉŽƌƚ͘͟ ͻ YƵŽƚĂƚĂŝŶďŽƌƐĂĂůůĂKDyEŽƌĚŝĐdžĐŚĂŶŐĞĚŝ^ƚŽĐĐŽůŵĂ͘ www.hms-networks.com Smart city Telecontrollo Automazione e telecontrollo per le public utility Il prossimo novembre a Bologna si parla di progetti e tecnologie per la supervisione e la regolazione delle reti di pubblica utilità di Marco Vecchio L a 13ma edizione del Forum Telecontrollo è in programma il 6 e 7 novembre 2013 a Palazzo Re Enzo di Bologna con il titolo ‘Competitività e Sostenibilità: progetti e tecnologie al servizio delle reti di Pubblica Utilità’. La mostraconvegno si preannuncia fin da ora ricca di nuovi spunti. Il Forum, infatti, costituisce un’occasione ormai consolidata per stendere un bilancio su quanto realizzato nel comparto, coinvolgendo addetti del settore utility. La manifestazione è organizzata da Anie Automazione e dal proprio gruppo di lavoro 034 Automazione Industriale - Ottobre 2013 ‘Telecontrollo, Supervisione e Automazione delle Reti’. Il partner organizzativo quest’anno è Messe Frankfurt, con il quale è già in essere da tempo una consolidata collaborazione per la fiera Sps Italia di Parma. Che cos’è esattamente il telecontrollo? Si potrebbe definire come la funzione di monitoraggio e di regolazione realizzata tramite un insieme geograficamente distribuito di apparati che consente agli operatori di essere informati a distanza sullo stato delle apparecchiature facenti parte di un impianto complesso e di operare modificandone gli stati. Un sistema di telecontrollo è quindi una soluzione che integra apparati e strumenti diversi spesso sviluppati appositamente per il particolare processo che si vuole supervisionare. L’esigenza di avere un sempre maggiore controllo su una quantità crescente di informazioni è il volano verso reti e città sempre più ‘smart’: si capisce allora quanto sia importante e attuale oggi la tecnologia del telecontrollo. Proprio su questi argomenti si focalizzano i momenti principali di incontro previsti a Bologna. In particolare, è in via di definizione l’elenco dei relatori della tavola rotonda ‘Confronto tra industria e territorio: la ricerca di un modello di business sostenibile per l’evoluzione verso la smart community’, in programma nel pomeriggio del 7 novembre. La smart community è di fatto un movimento tecnologico, culturale e sociale che sta portando a profonde innovazioni nel modo di pensare, organizzare e gestire le città e le reti del prossimo futuro. I protagonisti della tavola rotonda sono proprio i fautori di questo cambiamento: industria e territorio (imprese di gestione delle reti e amministratori locali, pubblico e privato) devono oggi collaborare sempre più attivamente per progettare e concretizzare modelli di business che consentano lo La rete aperta d’automazione leader in l‘Asia Nuovi mercati con una innovativa rete di comunicazione L’ultima edizione di Forum Telecontrollo 2011, a Torino sviluppo ‘sostenibile’ della smart community sia dal punto di vista socio-ambientale - con servizi a valore aggiunto per i cittadini, nel rispetto della tutela e valorizzazione delle risorse ambientali - sia economico, con ritorni adeguati per coloro che investono in progetti sempre più intelligenti. L’industria è pronta alla sfida, mossa anche dall’esigenza di sviluppare un mercato che, ad oggi, non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. Le imprese ritengono che vi siano le condizioni per partire in alcune aree più virtuose (l’Emilia Romagna è un ottimo esempio in tal senso) per poi espandere a macchia di leopardo le soluzioni migliori. Gli amministratori locali sono chiaramente interessati a queste tematiche, ma hanno bisogno di un maggiore supporto tecnologico per valutare meglio in quale direzione investire. I gestori delle reti o utility, infine, sono una componente fondamentale della filiera. Le competenze che si trovano sono spesso di alto livello, così com’è genetica la propensione a migliorare il proprio standard di servizio. Per ciò che concerne le sessioni convegnistiche dell’evento, le memorie presentate sono circa 70 e gran parte degli abstract degli interventi sono già consultabili sul sito del Forum. La proposta di quest’anno è molto variegata, spaziando dai temi classici affrontati in questo evento - le soluzioni per reti elettriche e idriche, per intenderci - fino a soluzioni innovative, genericamente etichettate come Ict, che riguardano le modalità di raccolta e gestione dei dati della rete di supervisione e controllo, grazie alle nuove possibilità offerte da Internet, permettendo al gestore di ottenere risultati migliori anche in termini di efficienza energetica e gestionale degli impianti. Per informazioni Telecontrollo 2013 www.forumtelecontrollo.it Grazie alla leadership sul mercato asiatico, CC-Link offre un alto potenziale di opportunità per il vostro business. Avete sicuramente già integrato tante tecnologie di rete aperta nei vostri sistemi di automazione. Adesso è giunto il momento di guardare in avanti e di puntare alla conquista del mercato asiatico. Ma come si fa ad accedere a questo mercato? CC-Link è una delle tecnologie principali leader nelle reti d’automazione in Asia. L’implementazione della connettività CC-Link può sicuramente contribuire ad un aumento considerevole delle vendite in mercati importanti quali. la Cina. Il nostro progamma „Una porta aperta per la Cina” include una vasta serie di interventi di sviluppo e marketing in grado di assicurarvi ulteriori quote di mercato. Interessati? Scriveteci all’indirizzo [email protected], o visitateci su cc-link-g2c.com Speciale Scada/Hmi Scada/Hmi, è sempre primavera Sostenibilità, virtualizzazione, cybersecurity, integrazioni e convergenze, accesso da remoto via smartphone e tablet: il settore delle soluzioni Scada/Hmi vive una continua primavera. Grazie al proliferare di temi e novità si conferma sempre più fondamentale per la competitività delle aziende di Massimiliano Luce 036 Automazione Industriale - Ottobre 2013 Scada/Hmi Speciale P er un’azienda ci sono molti modi per portare avanti il proprio business in modo competitivo. L’adozione dei sistemi Scada e Hmi è uno di questi. Anzi, si può anche affermare che essi rappresentano certamente una delle risorse tecnologiche attualmente più importanti a disposizione delle aziende. Soprattutto, ciò risulta particolarmente vero per quelle realtà impegnate a consolidare la propria posizione sui mercati internazionali, con la conseguente necessità di affrontare sfide sempre più insidiose legate, ad esempio, alla gestione dei processi di produzione, di logistica e di gestione delle informazioni trasversali a più siti o sedi. Non si dimentichi, tuttavia, che la necessità di rispondere in tempo reale ai mutamenti del mercato attuale, ormai globalizzato, spinge qualsiasi azienda a doversi misurare con una domanda di produzione incredibilmente veloce e vivace. In breve, si può dire che l’esigenza di effettuare calcoli in tempo reale per le analisi degli impianti, al fine di giovarsi di una completa supervisione della produzione, così come la necessità di potere introdurre in qualsiasi momento delle modifiche migliorative ai processi, accomuna tutte le aziende produttrici impegnate a conquistare quel vantaggio competitivo necessario per staccare la concorrenza. In pratica, le tecnologie Scada/ Hmi, oggi, si rivelano sempre più importanti nella crescita del business aziendale, non soltanto perché permettono di gestire la produzione, ma soprattutto in quanto sono in grado di guidarla. Anche utilizzando, per accedere al proprio sistema di controllo, dispositivi portatili quali smartphone e tablet (ad esempio iPhone, iPad, sistemi Android). Non stupisce, perciò, che a livello globale il mercato dei software e dei servizi Scada/Hmi stia vivendo un periodo positivo di crescita e sia per di più sollecitato verso nuove evoluzioni. Particolarmente sentita risulta, infatti, l’esigenza di una convergenza su un’unica piattaforma di software e servizi che coinvolgano in un colpo solo aspetti industrial, building ed energy automation. Al tempo stesso, è sempre più forte il desiderio di integrare le soluzioni software Scada/Hmi con gli strumenti Emi (Enterprise Manufacturing Intelligence). Infine, aggiungiamo un’ulteriore nota su un tema sempre più sentito in un’era di austerità come quella che stiamo vivendo e che porta acqua al mulino delle soluzioni Scada/Hmi e la loro capacità di gestire in modo razionale gli impianti: stiamo facendo riferimento alla questione della sostenibilità, la cui applicazione consente alle aziende di ridurre in maniera importante i costi generali relativi alle materie prime. Sempre in termini di vantaggi economici e di razionalizzazione, temi forti che coinvolgono sempre più anche il settore delle soluzioni Scada/Hmi, sono la virtualizzazione e la possibilità di sfruttare le ultime tecnologie di cybersecurity. Ne vedremo ancora delle belle. Ottobre 2013 - Automazione Industriale 037 Speciale Applicazioni Il lato dolce della tecnologia Irca ha scelto le soluzioni Scada/Hmi di GE Intelligent Platforms per una maggiore produttività ed efficienza. Significativa, nel progetto, la collaborazione con ServiTecno di Andrea Colombo I rca è un’azienda familiare che sin dal 1919 si dedica alla fabbricazione di prodotti alimentari: una gamma particolarmente ampia di articoli destinati alla panificazione e alla pasticceria. Nel corso degli anni l’impegno per l’adeguamento e l’ampliamento degli impianti produttivi è stato costante e attualmente i tre stabilimenti di Gallarate e di Vergiate occupano una superficie di oltre 50.000 m2. Irca, inoltre, ha raggiunto importanti risultati esportando all’estero in più di 50 Paesi. La primaria preoccupazione è sempre stata perciò quella di offrire un prodotto di elevata qualità insieme a un sistema logistico accurato ed esclusivo. Negli anni Novanta, i responsabili tecnici dell’azienda hanno sentito la necessità di introdurre soluzioni di automazione nelle linee di produzione del cioccolato, fino ad allora gestite manualmente e indipendentemente a bordo macchina. Prima di introdurre il sistema di 038 Irca è un’azienda famigliare che produce prodotti alimentari da quasi cento anni Automazione Industriale - Ottobre 2013 automazione, non vi era alcun coordinamento e integrazione tra le fasi del processo che venivano gestite automaticamente e indipendentemente dagli operatori, causando tempi di inattività tra le diverse fasi, con un conseguente calo di resa della produttività. In fase di analisi, i campioni venivano presi manualmente e analizzati; i risultati ottenuti erano scritti su fogli e portati dal laboratorio. Anche le ricette per la realizzazione delle diverse qualità del cioccolato erano gestite manualmente: gli operatori indicavano i dosaggi con possibilità di errori umani. Dal cioccolato… Consapevole dell’importanza di adottare soluzioni Hmi/Scada per ovviare alle debolezze di una gestione manuale, nei primi anni Novanta il team di responsabili tecnici dell’azienda si è rivolto a ServiTecno, distributore italiano dei prodotti software della famiglia Proficy per l’automazione, il controllo e la business intelligence. Sono stati quindi implementati i primi iFix32, inizialmente solo in fase di dosaggio; l’automazione completa della linea di produzione del cioccolato, che include anche le fasi di concaggio e messa nei serbatoi, è avvenuta nel giro di due anni. I numerosi benefici ottenuti hanno spinto l’azienda a investire in continui aggiornamenti fino ad arrivare all’ultima versione del software. Proficy iFix di GE Intelligent Platforms, infatti, offre capacità di visualizzazione dei processi e di acquisizione dei dati, nonché di analisi, supervisione e controllo. Dispone di un robusto motore Scada e di numerosi strumenti di connettività, di un’architettura aperta e di modalità di collegamento in rete altamente scalabili e distribuite. iFix può essere utilizzato sia per applicazioni semplici, come l’inserimento manuale e la convalida dei dati tipici delle funzioni Hmi, sia per applicazioni Applicazioni Speciale Scada molto complesse, come funzionalità batch, filtrazione e gestione distribuita degli allarmi. Con l’impiego e il continuo aggiornamento di questa soluzione, Irca ha potuto ottenere una maggiore produttività grazie all’integrazione delle diverse fasi e alla conseguente riduzione dei tempi di inattività, e una migliore qualità di produzione, dovuta a un controllo automatizzato dei vari dosaggi, scoprendo anche eventuali non conformità che prima erano più lunghe da rilevare. “L’apertura di iFix con altri ambienti ci ha consentito di interfacciarlo con il nostro sistema Erp per gestire la ricette, ottenere la tracciabilità della produzione, verificare la qualità dei prodotti e controllare le varie fasi di carico e scarico delle materie prime nel magazzino”, ha commentato Matteo Di Terlizzi, responsabile sviluppo software. … alle creme e farciture Il successo ottenuto nelle linee di produzione del cioccolato ha spinto ad ampliare l’automazione in tutti gli impianti produttivi dell’azienda che includono creme, farciture alla frutta, prodotti alle mandorle, prodotti alla nocciola, gelatine, preparati per panificazione e pasticceria. Successivamente a Proficy iFix, si è scelto di avvalersi in tutte le linee di produzione anche di Proficy Historian di GE Intelligent Platforms, l’estensione della piattaforma Proficy per supportare tutte le nuove applicazioni di Plant Intelligence in grado di offrire vantaggi, tra cui funzioni integrate di raccolta dati, maggiore velocità, maggiore compressione dei dati stessi, solide risorse di ridondanza, sicurezza dei dati ottimizzata e tempi di valutazione più rapidi. Grazie a Proficy Historian è oggi possibile raccogliere Irca ha adottato le prime soluzioni di automazione negli anni Novanta, rivolgendosi fin da subito a ServiTecno informazioni dettagliate in tutti e tre gli stabilimenti, che vengono archiviate su un server centrale. C’è quindi un repository unico dove mettere i dati che possono essere esportati in file excell ed analizzati a diversi livelli aziendali. Le informazioni raccolte consentono di verificare i tempi di downtime in un processo e di apportare eventuali modifiche. “L’introduzione del software e il suo utilizzo combinato con Proficy iFix ha apportato numerosi miglioramenti in termini di produttività e prestazioni”, afferma Di Terlizzi. “Historian offre un vantaggio competitivo reale grazie alla possibilità di disporre di processi decisionali migliori e più rapidi, maggiore produttività e riduzione dei costi”. Sempre negli ultimi anni, l’azienda ha scelto di installare Idus IS, un sistema per la gestione informatica delle informazioni e della documentazione relativa agli asset di impianto, integrato con un completo sistema informativo di gestione della manutenzione. Il prodotto è distribuito in Italia da ServiTecno. Idus IS consente, infatti, di soddisfare tutte le esigenze del reparto manutenzione, ed è estremamente facile da utilizzare. Inoltre, le informazioni nel sistema servono anche come base e supporto per prendere decisioni strategiche. Per informazioni ServiTecno www.servitecno.it Ottobre 2013 - Automazione Industriale 039 Speciale Applicazioni Tecnoliva sceglie i pannelli Abb Nel settore food & beverage, adottare le più avanzate tecnologie Hmi consente di aprire a nuovi business di Andrea Colombo* T ecnoliva ha scelto di innovare i propri macchinari utilizzando i prodotti Abb per l’automazione. Utilizzando i pannelli operatore CP600 touchscreen di Abb come interfaccia uomo-macchina, in collaborazione con l’istituto tecnico industriale Marco Polo di Assisi, Tecnoliva ha avviato il proprio business legato al revamping di macchinari operanti nel settore food & beverage per la produzione di olio extravergine di oliva ad alta qualità. Il valore aggiunto che le soluzioni per l’automazione di Abb hanno offerto consiste nella totale integrazione con i sistemi già preesistenti sulla macchina e nella riduzione di tempi e costi di progettazione e messa in servizio. L’ambiente di sviluppo, il quale unisce la progettazione per i controllori e per i pannelli operatore, grazie alla sua intuitività e alle numerose librerie presenti, ha permesso all’azienda di dedicare la maggior parte del tempo alla cura dei dettagli dell’applicazione. I pannelli operatore CP600, grazie alla tecnologia Javascript integrata all’interno dell’ambiente Panel Builder, hanno consentito di attuare una gestione intelligente della personalizzazione delle pagine grafiche. 040 Con i pannelli CP600 di Abb, Tecnoliva ha avviato il proprio business legato al revamping di macchinari nel settore food & beverage Automazione Industriale - Ottobre 2013 Pannelli Ethernet-based I protocolli di comunicazione su base Ethernet integrati nei pannelli operatore CP600 consentono una connessione senza alcun conflitto all’interno di una qualsiasi rete Internet interna o esterna all’azienda. La presenza di uno switch Ethernet integrato sul retro dei pannelli permette di creare reti complesse e contenere i costi di realizzazione di tale struttura. Attraverso un’architettura di questo tipo l’operatore è in grado di monitorare la macchina da remoto in modalità asincrona, disponendo di un sistema di telecontrollo già presente nella soluzione utilizzata. Questo ha permesso ai tecnici dell’azienda Tecnoliva di limitare notevolmente i costi di diagnostica e intervento sulle macchine installate. La possibilità di gestire reti di controllori abilitando una singola impostazione dei pannelli operatore nel software Panel Builder ha permesso di ottimizzare i costi di sviluppo sui singoli macchinari e il tempo di reingegnerizzazione delle macchine in fase di revamping. Oltre alla visualizzazione degli andamenti dinamici di variabili, è stato utilizzato anche il widget relativo alla tabulazione automatica degli allarmi che si generano in presenza di sovratemperature o altri fenomeni di particolare attenzione per la produzione. Anche in questo caso è resa possibile la visualizzazione di allarmi attivi in tempo reale sulla macchina e dello storico allarmi in un arco di tempo determinato. Tecnoliva ha utilizzato anche il widget dedicato alla gestione delle ricette, contenuto nelle librerie Panel Builder, per realizzare set di dati, i quali sono aggiornati direttamente da pannello operatore dal cliente finale, a seconda delle specifiche delle funzionalità richieste per la macchina utilizzata. Il nuovo software sviluppato e installato sui pannelli operatore CP600 utilizzando l’ambiente Panel Builder è strutturato in diverse sezioni che permettono all’operatore di interagire con la macchina controllata. La pagina principale del progetto riporta sullo schermo un sinottico interattivo della macchina per la produzione di olio Applicazioni Speciale extravergine di oliva, in cui sono monitorate le temperature registrate dai vari sensori presenti. Questo è un aspetto determinante in questa tipologia di applicazioni, in quanto la bontà del prodotto deriva da un perfetto controllo del riscaldamento del medesimo nelle varie fasi di lavorazione. Tecnoliva dà all’operatore la possibilità di impostare tempi di ciclo lavorazione e set point di temperatura nelle principali Gestione in tempo reale Tecnoliva ha implementato inoltre la possibilità di impostare, attraverso pagine pop-up, i tempi di ciclo lavorazione e i set point di temperatura nelle principali sezioni della macchina. L’operatore può inserire la propria commessa di lavorazione specificando il cliente finale cui sarà destinato il prodotto finito, la quantità e la tipologia di materia prima utilizzata, sezioni della codificandola tramite un codice univoco per partita. Il tutto è gestito in real-time sulla macchina garantendo sempre una visualizzazione e controllo costante dei parametri critici. Le caratteristiche hardware dei pannelli CP600 hanno permesso di implementare un sistema di datalogging del set di dati caricato su ogni macchina, dei valori visualizzati macchina nei trend e di parametri storici e del record storico di allarmi generati. Tutti i dati sono resi disponibili all’interno della rete Intranet su base Ethernet del cliente finale, il quale ha la possibilità di effettuare analisi statistiche e stampare le informazioni direttamente dalla sala di controllo remota. Il processo di salvataggio dati è stato ridondato inoltre su memoria di massa Usb esterna, su memoria Flash interna al pannello e su scheda di memoria di tipo SD nell’apposito slot dedicato. *Si ringrazia Michele Rossi, Product Manager Abb Plc & Hmi, per la documentazione fornita. Per informazioni Abb www.abb.it Speciale Applicazioni Il vento Sulle colline che sovrastano il mare nella località croata dell’efficienza di Crno Brdo, sette aerogeneratori catturano le brezze provenienti dal mare e le trasformano in energia pulita Le tecnologie verdi sono sempre più diffuse e facili da gestire. Merito, anche, delle soluzioni Scada/Hmi, sempre più importanti per costruire un mondo più pulito e al tempo stesso più efficiente di Andrea Colombo A Crno Brdo, in Croazia, è stato realizzato un parco eolico consistente di sette aerogeneratori. Quando ricevette la commessa per la realizzazione dell’impianto di Crno Brdo, il Gruppo Leitwind disponeva già di esperienza internazionale, avendo installato impianti analoghi in Europa, Asia e America del Nord. Poiché Leitwind installa parchi eolici in diversi paesi del mondo, le esigenze da soddisfare sono di regola molto eterogenee. L’impresa si mise dunque alla ricerca di un produttore di sistemi Scada che avesse esperienza nel settore delle sottostazioni. 042 Automazione Industriale - Ottobre 2013 Con Copa-Data e il suo software Zenon, Leitwind è riuscita a soddisfare le più diverse direttive in modo efficiente e con limitato dispendio di tempo e risorse. Il parco eolico in Croazia è stato realizzato da Robert Strauss, ingegnere di sviluppo di sistemi di controllo presso Leitwind. “Il progetto in Croazia riguarda un parco con sette aerogeneratori LTW77 con una potenza nominale di 1,5 MW e una potenza installata di 10,5 MW”, ha spiegato Strauss. “La gestione dell’impianto è stata realizzata con un Simatic S7-300. Per l’automazione di livello superiore è stato utilizzato un dispositivo Beckhoff CX1020. Abbiamo deciso di usare Zenon per svolgere i compiti di visualizzazione”. Di decisiva importanza per la realizzazione del processo era soprattutto la messa a punto di un’interfaccia conforme alla norma Iec 61850 o 61400-25. Considerato che i tempi a disposizione per la realizzazione del progetto erano stretti, l’implementazione doveva essere portata a termine velocemente. Per esigenze di visualizzazione e manutenzione, il sistema di controllo doveva essere accessibile anche da remoto. Applicazioni Speciale La comunicazione è quello che conta I sistemi di management di parchi eolici di Leitwind uniscono diversi aerogeneratori. Così il gestore dell’impianto, ad esempio, può avviare o arrestare tutti i dispositivi contemporaneamente, oppure disattivarne o avviarne in parallelo solamente una parte premendo semplicemente un bottone. Un altro importante compito è quello di mettere a disposizione degli operatori i dati attuali della produzione e della disponibilità dell’impianto. Non bisogna poi dimenticare le mansioni di regolazione delle prestazioni (numero dei giri), nonché della potenza reattiva. I dati devono essere a disposizione sia nell’impianto sia in remoto. In tal modo, il gestore della rete, soprattutto nel caso di grandi parchi eolici, può intervenire per regolarne il funzionamento e, ad esempio, ridurre le prestazioni in caso d’instabilità della rete, oppure fare in modo che venga generata della potenza reattiva. Il sistema di management del parco eolico deve poter comunicare con diversi protocolli di comunicazione in uso nel settore energy, soprattutto con Iec 61850, DNP3 e, in futuro, anche Iec 61400-25. Spesso la decisione di quale protocollo usare in concreto viene presa molto tardi, così come quelle relative alla connessione con una centrale di gestione sovraordinata o l’allacciamento alla rete di distribuzione di energia. “Una delle ragioni più importanti per cui ci siamo decisi per Zenon di CopaData erano l’esperienza e il know-how di questa società nel settore delle sottostazioni”, ha proseguito Strauss. “Abbiamo potuto sempre attingere a questo patrimonio di conoscenze, il che ha risparmiato a noi la fatica di scendere nel dettaglio di ogni protocollo”. Con Zenon, Leitwind ha avuto la possibilità di attingere al repertorio di protocolli di comunicazione già implementati nel software, potendoli usare a piacimento, sostituendoli o integrandoli. Proprio per questo non è stato un problema soddisfare il desiderio del cliente che voleva che il parco eolico fosse gestito tramite Iec 61850, anche se lo stesso cliente non ha fornito i relativi dati in tempo. Leitwind non ha fatto altro che passare senza problemi a una connessione tramite un protocollo Modbus. Leitwind ha scelto il software Zenon di Copo-Data per il parco eolico di Crno Brdo Progettazione flessibile La possibilità offerta da Zenon di integrare velocemente delle varianti nei progetti e di reagire prontamente al mutare delle condizioni e delle richieste ha facilitato sensibilmente il lavoro di progettazione. Così come la struttura modulare del sistema Scada. Leitwind ha acquistato la licenza solamente per quelle parti del software che sono poi state effettivamente utilizzate. Per realizzare il così importante accesso remoto, ad esempio, è stata implementata una versione dello Zenon Webserver Standard ridotta nel numero delle funzioni, ma sufficiente per svolgere i compiti di osservazione cui era destinata. Grazie a questa soluzione è possibile accedere con un qualsiasi web browser al parco eolico ed esaminare i dati. Se un giorno si rendesse necessario dotare il sistema anche di possibilità di gestione remota, non si dovrebbe fare altro che estendere il modulo implementando lo Zenon Webserver Pro, senza dover intervenire in alcun modo sul progetto. “La nostra decisione a favore di Copa-Data è motivata da tre considerazioni fondamentali”, ha concluso Paul Thaler, responsabile del settore software presso Leitwind. “In primo luogo, il know-how della ditta salisburghese nel campo dei protocolli in uso nel settore energetico. In secondo luogo, il fatto che i nostri controller collaborano molto bene con i driver di CopaData. In terzo luogo, il fatto che con Zenon non si deve programmare molto, ma più che altro configurare, il che permette di lavorare velocemente e riducendo al minimo la possibilità di commettere errori. Con Zenon, insomma, si è in grado di approntare in breve tempo una soluzione di alta qualità e di reagire in modo flessibile e veloce a cambiamenti contingenti. Quest’ultimo è un fattore di particolare importanza soprattutto in quei progetti in cui le richieste e le esigenze dei clienti non sono definite in modo preciso fino a poco prima della messa in opera del sistema”. Per informazioni Copa-Data www.copadata.com Ottobre 2013 - Automazione Industriale 043 Speciale Applicazioni Piani di sicurezza Più affidabilità, capacità di controllo e maggiori livelli di sicurezza. È quanto sanno garantire le soluzioni Scada nate per l’industria e applicate in seguito anche al settore della building automation di Andrea Colombo N ata ad Alba più di venti anni fa, Progecta è oggi un system integrator che sviluppa e realizza sistemi di automazione industriale e controllo di processo nella forma ‘chiavi in mano’ in molteplici ambiti industriali, principalmente nel settore alimentare, ma anche beverage, pet food, molitorio, vetro, tessile, farmaceutico, vernici, packaging. Inoltre, Progecta sviluppa sistemi di automazione per grandi edifici a uso pubblico e privato; ed è proprio l’ambito della building automation a offrire all’azienda piemontese le più interessanti possibilità di crescita. “Sviluppiamo applicazioni e sistemi basati non su prodotti dedicati ma su prodotti commerciali derivati dall’automazione, quindi plc e Scada commerciali”, ha spiegato Enrico Greco, responsabile dello Sviluppo Commerciale di Progecta, entrando nel dettaglio delle attività Progecta si è avvalsa di CitectScada Facilities, pacchetto progettato per il settore della building automation 044 Automazione Industriale - Ottobre 2013 riferite alla building automation. Tra questi, uno tra i maggiormente impiegati è il software di supervisione dell’azienda australiana Citect, CitectScada, distribuito in Italia da Efa Automazione. Progecta è forte di una solida esperienza sia sul suolo nazionale sia su quello internazionale con una valida competenza all’estero, soprattutto in Europa dell’Est: Bulgaria, Serbia e Albania, per citare alcuni dei Paesi in cui l’azienda è attiva. “Da 12 anni siamo attivi in Bulgaria”, ha continuato Greco. “Da due anni abbiamo anche una nostra controllata con sede a Sofia, Progecta.Bg. “La building automation per il terziario è un dominio dalle svariate possibilità e problematiche: ci sono i palazzi e gli uffici, certo, ma ci sono anche i centri commerciali, i villaggi turistici, gli hotel, i musei e poi, ancora, i palazzetti dello sport e gli stadi. Ogni edificio presenta variabili ed esigenze specifiche”. Nato per l’industria, ottimo per il terziario Progecta si è occupata della progettazione dei sistemi di supervisione e controllo di un palazzo di uffici ubicato nel centro di Sofia, capitale della Bulgaria: l’Interpred World Trade Center. Si tratta di un edificio di 35.000 m2, composto di otto piani fuori terra e cinque interrati a uso parcheggio, realizzato grazie allo spirito imprenditoriale di alcuni investitori italiani. “Eravamo già a conoscenza delle Applicazioni Speciale variabili e delle complessità riferite alla realizzazione di un progetto di questo tipo, dal momento che ci eravamo poco tempo prima occupati di un progetto relativo alla nuova palazzina uffici della sede centrale e un centro commerciale ‘La Grand’A’ per il gruppo Dimar, nota azienda della provincia di Cuneo operante da molti anni nel Nord-Ovest nella grande distribuzione”, ha spiegato Greco. “Si trattava però della prima volta che utilizzavamo CitectScada in un’applicazione di questo tipo, era sempre stato usato in applicazioni industriali”. Progecta ha utilizzato CitectScada Facilities, il pacchetto specificamente indicato per la gestione e supervisione di sistemi legati all’automazione degli edifici. “L’applicazione consiste in due postazioni di supervisione ridondate tra loro che dialogano in rete con 23 plc, e gestiscono tutti gli impianti Hvac, gli impianti elettrici e rilevano i dati dei sistemi anti-intrusione e anti-incendio; solo il Tvcc e il controllo accessi non vengono controllati dal Citect. Gli I/O collegati sono circa 2.300, 4.096 gli I/O delle due stazioni”. La scelta del CitectScada per l’Interpred Wtc è venuta naturalmente: le performance e caratteristiche del software erano già note a Progecta, che aveva potuto apprezzarne le qualità in applicazioni in ambito industriale; la disponibilità del pacchetto Facilities ha contribuito a confermare la direzione della scelta: poter accedere a una serie di driver specifici per la building automation, supportati da uno Scada competitivo, ha convinto Progecta ad adottarlo per questa sua importante applicazione. L’Interpred World Trade Center ha sede nel cuore di Sofia, capitale della Bulgaria È la prima volta che Più Facilities di così! “Non ci sono stati problemi di sorta sull’installazione, pur trattandosi per noi di una nuova esperienza. Il vero punto di svolta, che per noi di Progecta rappresenta il valore aggiunto di CitectScada, sta proprio la possibilità di accedere con il pacchetto Facilities a tutti i driver necessari al completamento del sistema di supervisione dell’edificio. Un pacchetto completo che semplifica il lavoro del system integrator”. CitectScada è stato impiegato da Progecta anche nel settore delle energie rinnovabili, per la supervisione dei dati di alcune centrali idroelettriche. Quello delle rinnovabili è un mercato dall’andamento positivo, non eccessivamente intaccato dalle conseguenze della crisi economica e aiutato dalla presenza (anche se oggi ridotta) di incentivi governativi. In ogni caso, Progecta intende proseguire con l’utilizzo di CitectScada per le future applicazioni in ambito buiding automation: “Il prodotto è valido e i vantaggi concreti. Dopo l’esperienza di Sofia prevediamo di proporlo anche in successivi progetti di building automation”, ha concluso Greco. Progecta utilizza CitectScada per il terziario Per informazioni Efa Automazione www.efa.it Ottobre 2013 - Automazione Industriale 045 Speciale Prodotti a cura di Massimiliano Luce Tecnologia da Premium Giunta alla versione 4, la piattaforma software Premium Hmi arricchisce l’offerta di Asem per lo sviluppo dell’interfaccia uomo-macchina. Accompagnata da un’app mobile per l’interazione con i progetti Hmi su dispositivi iOS e Android, Premium Hmi4 fa della trasversalità il suo punto di forza: l’utente è in grado di impiegare lo stesso progetto indifferentemente su Hmi basati su piattaforme Arm o X86 e con Runtime Win CE o Win 32/64, senza alcun bisogno di modifiche o cambio di impostazioni nel tool di sviluppo Premium Hmi Studio. Premium Hmi4 introduce un nuovo motore di rendering grafico che supporta le ultime tecnologie di visualizzazione Microsoft Xaml che consentono di realizzare interfacce Hmi tecnologicamente avanzate tipiche dei dispositivi mobile di ultima generazione. Premium Hmi4 dispone di numerose funzionalità che lo rendono paragonabile a uno Scada. Asem ha inoltre sviluppato interamente in casa Premium Hmi Mobile, scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play. Premium Hmi Mobile utilizza una connessione Wi-Fi alla rete locale dell’Hmi del macchinario e/o dell’impianto e abilita l’accesso e l’interazione con i progetti Premium Hmi in modo indipendente rispetto all’operatore di macchina, permettendo la continua supervisione di impianti di grandi dimensioni o di linee. Per informazioni Asem www.asem.it Il futuro è qui Cinque pollici di qualità Ci sono novità in arrivo da casa Saia Burgess. La società ha reso disponibile il nuovo WebPanel Saia Micro-Browser PCD7. D450Wtpf da 5”, con display touch screen Tft di alta qualità, con risoluzione 800x480 pixel (Wvga) e retroilluminazione a Led. Grazie alla risoluzione, il pannello può visualizzare sofisticate pagine web con immagini e grafiche nitide. Permette anche la portabilità e la compatibilità di progetti Vga (640x480 pixel) esistenti, senza alcun adattamento dell’applicazione utente. Il pannello Saia MicroBrowser da 5” può sostituire i convenzionali pannelli di testo semigrafici. Le interfacce utente sono realizzate con l’applicativo Saia Web Editor, che permette di ridurre i tempi di sviluppo e di realizzazione delle pagine web. Le dimensioni del nuovo pannello Saia Micro-Browser da 5” (166,2x122,2 mm) lo rendono ideale per piccole sottostazioni di distribuzione, per applicazioni di controllo di camera, così come per macchine operatrici industriali e per tutte le installazioni dove siano disponibili spazi limitati. Per informazioni Saia Burgess Controls Italia www.saia-pcd.it www.saia-controls.it 046 Automazione Industriale - Ottobre 2013 Progea presenta una nuova tecnologia, Automation Platform. Next, frutto dell’intenso lavoro degli ultimi cinque anni, costruita per creare una nuova generazione di software per l’automazione industriale, di cui il punto principale è Movicon.Next. La tecnologia sviluppata costituisce una piattaforma aperta e scalabile, basata su .Net e sul concetto di moduli plug in, attraverso la quale i professionisti dell’automazione possono disporre di una soluzione modulare e aperta quale piattaforma per supervisione, Hmi, Historian, Mes e analisi industriale. Il framework .Net è interamente sviluppato da Progea e concepito per l’uso industriale, con un concetto modulare che si basa su apertura ed efficienza. La soluzione proposta comprende una suite di moduli funzionali che si innestano secondo la tecnologia plug in nella piattaforma, lasciando spazio all’integrazione di moduli di terze parti. L’information model della piattaforma (client/ server) è basato su Opc UA, tecnologia di comunicazione che favorisce apertura, efficienza e sicurezza dei dati. Il modulo I/O Server inoltre consente la comunicazione con tutti i dispositivi d’automazione del mercato. Per informazioni Progea www.progea.com Prodotti Speciale Simatic WinCC, controllo senza restrizioni Vipa Italia propone i touch ecoPanel 604LC e 607 LC, una gamma di pannelli operatore touchscreen che uniscono le potenzialità di Movicon Hmi, con un’interfaccia semplificata e intuitiva. Si tratta di un prodotto con case in speciale materiale plastico IP65, interfacce di comunicazione Ethernet, seriali (RS232/485/422), Usb, Mpi/DP. La memoria di 128 MB consente l’utilizzo degli ecoPanel in applicazioni in cui la cpu può essere della serie di plc S100/200, una Speed7 di Vipa o un altro plc di mercato. Movicon è un ambiente di sviluppo per progetti la cui piattaforma di destinazione va da Windows CE fino a Windows 7 e permette l’utilizzo di variabili illimitate, con la possibilità di importare automaticamente le variabili dal plc grazie alle preinstallate librerie di driver per i plc Vipa. Simatic WinCC, soluzione Scada principale di Siemens Industry, offre la possibilità di remotizzare applicazioni web su dispositivi mobili sfruttando i servizi Remote Desktop di Microsoft. Un qualsiasi dispositivo dotato di protocollo (o applicazione) Rdp client può monitorare e controllare l’impianto al pari della supervisione locale, senza restrizioni di funzionalità di prodotto, ma con eventuali restrizioni di autorizzazioni di utente. Per chi desidera una soluzione diversa, magari non legata a Microsoft, è possibile anche utilizzare la piattaforma WinCC OA (Open Architecture) che, come dice il nome stesso, è installabile anche su sistemi operativi diversi quali Unix, Ubuntu e Sun Solaris. Questa supporta nativamente l’opzione Ultralight Client per i dispositivi mobili. Le soluzioni proposte non si basano su protocolli di comunicazione proprietari, perché il mercato chiede apertura nelle comunicazioni tra sistemi multivendor ed è quindi indispensabile rafforzare la sicurezza con diversi sistemi, quali la crittografia Ssl e le connessioni sicure Https. Per informazioni Vipa Italia www.vipaitalia.it Per informazioni Siemens Industry www.swe.siemens.com Intuitivi ed Ethernet-based Hmi screen vincenti Mario Frigerio e Isis sono le aziende che si sono aggiudicate il Premio Best Hmi Screen Competition 2013 di Mitsubishi Electric Europe. Isis è stata premiata per lo sviluppo di un sistema completo per il controllo di un impianto di produzione food&beverage in Giappone, creato utilizzando un’interfaccia Hmi (Isis Usos Hmi) capace di limitare gli errori, focalizzandosi solo sulle operazioni realmente importanti. L’interfaccia Hmi è gestita da 14 pannelli operatore Got 1000 di Mitsubishi Electric. L’interfaccia è caratterizzata da immagini chiare e informazioni dettagliate presenti sulle etichette. L’Hmi permette a Isis una più semplice navigazione tra le schermate, grazie all’utilizzo di immagini realistiche e di colori primari che aiutano a distinguere immediatamente le diverse segnalazioni. Mario Frigerio ha realizzato a sua volta, in collaborazione con Mitsubishi Electric, una linea di produzione a basso rilassamento per l’industria del filo di acciaio. Per questa applicazione Mario Frigerio ha installato diversi prodotti Mitsubishi Electric, tra cui pannelli GT16, plc Q Series (con cpu Q06Udeh e CC-Link I/O remoto), inverter FR-A740 per soffianti e inverter FR-D740 per pompaggio. Il GT16 installato nella linea di produzione ha vinto il Premio Best Hmi Screen Competition 2013 di Mitsubishi Electric Europe grazie a un sistema molto efficiente per visualizzare la temperatura dell’acqua (completa di grafico di trend), al semplice controllo delle soffianti, all’efficace gestione del sistema di pompaggio e agli allarmi termici molto completi. Per informazioni Mitsubishi Electric www.mitsubishielectric.it Ottobre 2013 - Automazione Industriale 047 Speciale Prodotti di design. L’oggetto diagramma può visualizzare fino a cinque trend relativi ai valori misurati e memorizzati nel plc, i valori misurati e i trend possono essere memorizzati in formato Csv. Per una gestione sicura d’accesso, le pagine web nel browser possono essere protette da password per evitare Per il telecontrollo e il telemonitoraggio... Panasonic Electric Works Italia offre una gamma di prodotti completa per le soluzioni di telecontrollo e telemonitoraggio. La realizzazione di stazioni remote, sia per quanto concerne la comunicazione sia per quanto riguarda l’automazione vera e propria, può essere sviluppata utilizzando tutti i plc Panasonic, usufruendo di prodotti standard. Nelle soluzioni di telecontrollo e telemonitoraggio, grazie alla funzionalità WebServer, è possibile accedere al modulo FP WebServer presente nella stazione remota da un pc standard o da uno smartphone (iPad, iPhone) su rete mondiale, per visualizzazione, monitoraggio e comando in modo economico utilizzando comuni i browser. Per facilitare la pubblicazione delle iterazioni distribuite, è stato introdotto l’FP Web Designer, un editor per creare siti web e visualizzare i dati elaborati e raccolti dal modulo FP Web-Server. Con un Editor Wysiwyg (‘quello che vedi è quello che hai’) non è necessaria alcuna specifica conoscenza di programmazione dei linguaggi Html, Php, JavaScript o Java. Specifiche librerie (grafiche) a oggetti aiutano gli utenti nel loro lavoro ... e per ambienti esterni e gravosi Si rafforza la proposta Panasonic di soluzioni Hmi Tough per ambienti outdoor con l’introduzione del nuovo GT03. Due sono i modelli disponibili con case silver da 3,5” e display Tft con backlight Led, uno nella versione a 4.096 colori, l’altro in quella monocromatica a 16 tonalità di grigio. Come per il GT32 Tough, si contraddistinguono per la capacità di operare in ambienti con temperature da -20 a +60 °C e umidità relativa dal 10% al 90%. Il frontale ha grado di protezione IP67 e ha uno strato protettivo contro l’invecchiamento dall’esposizione ai raggi UV. GT03 è ideale anche negli ambienti più gravosi. 048 Automazione Industriale - Ottobre 2013 modifiche e accessi non autorizzati. Nella recente release dell’FP Web Designer 6.10 sono disponibili nuove funzionalità applicative che rendono lo strumento ancora più intuitivo e flessibile per gli utenti: il supporto di strumenti Wizard per creazione automatica della pagine, procedura di accesso tramite Login, multilingua, personalizzazione degli oggetti e il supporto grafica vettoriale .svg e formato immagini .png sono tra le novità introdotte. Nella proposta di una soluzione completa, lo Scada installato nella stazione centrale è concepito per soddisfare con semplicità le esigenze tecniche ed economiche nello sviluppo di soluzioni Scada/ Hmi, ove sono disponibili tutte le caratteristiche e funzionalità per affrontare ogni genere di applicazione di telecontrollo con diverse architetture e protocolli di comunicazione. Sono inoltre realizzabili le classiche funzioni di registrazione dati e pagine di trend atte a visualizzare e rappresentare i dati acquisiti e salvati su database Odbc per tenere traccia delle situazioni regresse, gestendo in maniera nativa il timestamp associato al dato. Per informazioni Panasonic Electric Works www.panasonic-electric-works.it Prodotti Speciale Serie NB, versatile e compatta La nuova serie NB dei terminali operatore Omron per applicazioni Hmi è disponibile in più taglie da 3,5 a 10 pollici. In abbinamento, è disponibile, gratuito e scaricabile dal sito web Omron, il software NB-Designer per la creazione delle applicazioni. L’intera famiglia di prodotti è dotata di Lcd Tft retroilluminati a Led con oltre 65mila colori, caratterizzati da un buon angolo di visibilità e da una luminosità ottimale. Con una memoria di grandi dimensioni, l’applicazione Hmi può contenere numerose immagini e animazioni. Sono supportati tutti i tipi di file grafici più comuni quali jpg, gif, png. La nuova serie NB è disponibile in modalità verticale o orizzontale, prevede connessione a dispositivi Omron e non, ad esempio plc o inverter, include connettività seriale, Usb o Ethernet e connessione stampante PictBridge. Per informazioni Omron www.omron-industrial.it Un passo avanti alla concorrenza Il tempo è prezioso. La Piattaforma EPLAN ti permette di sviluppare prodotti di qualità in modo più efficiente, e ti dà una marcia in più rispetto alla concorrenza. La soluzione interdisciplinare per la progettazione, ingegnerizzazione e produzione accelera il processo di sviluppo, ed è già utilizzata in 50 paesi e in 17 lingue in tutto il mondo. Allora, quando pensi di provare anche tu l’effetto-e? www.eplan.it Vieni a trovarci a SAVE Verona (29-30 Ottobre) – Centro Congressi Veronafiere Speciale Prodotti Dalla parte dei piccoli Schneider Electric ha annunciato Magelis Scu, una gamma di controller Hmi dedicata alla gestione di piccoli macchinari e processi industriali semplici. Questi controller sono caratterizzati da un design integrato e consentono di risparmiare fino al 15% dei costi di installazione e di proprietà. I controller Magelis Scu dispongono di un display a elevata chiarezza, con schermo Tft a 65mila colori, in due diverse taglie da 3,5” o 5,7”; è presente un ingresso I/O digitale comprendente Hsc, Pto/Pwm, un ingresso I/O analogico e vi sono anche ingressi dedicati alla temperatura. Con i controller Magelis Scu si risparmia anche lo spazio che normalmente è riservato al plc: si tratta quindi della soluzione ideale per applicazioni in spazi particolarmente limitati. L’app mobile Vijeo Design’Air, già disponibile per sistemi IoS e Android, sarà a breve resa compatibile anche con la gamma Scu: in tal modo si potrà monitorare l’applicazione avendo a disposizione tutte le funzionalità in remoto anche su tablet o smartphone. La visualizzazione remota si ottiene anche con Webgate, tramite un pc con browser Internet. Per informazioni Schneider Electric www.schneider-electric.it 050 Accesso sicuro e web-based InTouch Access Anywhere è l’ultima soluzione targata Wonderware-Invensys che permette di accedere ai dati d’impianto da remoto e in qualsiasi momento, riducendo i tempi decisionali e i costi di manutenzione. Attraverso un browser web, infatti, è sempre possibile collegarsi in modo sicuro ad altre applicazioni InTouch, utilizzando qualsiasi dispositivo, inclusi Microsoft Surface, iPad, iPhone, Android e altri tablet. Il software è compatibile con tutti i sistemi operativi più diffusi, da Macintosh a Linux, oltre che pc e laptop Microsoft Windows. La soluzione, funzionale per ridurre i costi di manutenzione, è particolarmente semplice da implementare, gestire e manutenere, dal momento che non è necessario installare alcun software sui dispositivi mobili. Il software InTouch Access Anywhere estende le funzionalità delle soluzioni Invensys nell’ambito mobile e web-based: l’accesso sicuro e totale alle informazioni d’impianto in tempo reale, senza compremetterne la funzionalità, consente al personale d’impianto di minimizzare i costi, migliorare l’efficienza operative e guidare l’ottimizzazione del business in tempo reale. Il software, oltre ad altre importanti novità in ambito Hmi/Scada, sarà presentato nel corso di una serie di eventi ‘Hmi & Tech Roadshow’ che Wonderware Italia organizzerà a ottobre a Milano, Bologna e Padova. Per informazioni Invensys http://iom.invensys.com/IT/pages/home.aspx Nuove gesture di controllo Esaware di Esa Elettronica è la nuova generazione di Hmi e Ipc che assicura il pieno comando dell’applicazione, grazie alla tecnologia SoftPlc integrata e a dispositivi I/O, che danno vita a una soluzione di automazione completa per una perfetta unione tra controllo e comando dell’applicazione. Grazie all’interfaccia EtherCat integrata, è possibile comandare o controllare qualsiasi tipo di dispositivo che adotta questo standard. A livello di supervisione viene introdotto un nuovo concetto di interazione tra uomo e macchina grazie allo Scada Crew. Il supporto alle funzionalità gesture per applicazioni multitouch, la teleassistenza da remoto con la soluzione Everyware senza la necessità di hardware aggiuntivo, la gestione delle applicazioni attraverso app multipiattaforma sono le altre funzioni di Esaware che consentono a chiunque di gestire ciò che desidera in ogni momento. Per informazioni Esa Elettronica www.esaware.com Automazione Industriale - Ottobre 2013 Prodotti Speciale Tre novità in un colpo solo Hmi, software e plc in un’unica piattaforma Rispondono al nome di GCube le nuove piattaforme di automazione integrate in arrivo da casa Gefran, che integrano Hmi, plc e software. Sono quattro le versioni disponibili: GCube Modula e GCube Advanced per la gestione di isole di automazione evolute che richiedono elevati standard a livello di prestazioni. A queste si aggiungono le ultime nate GCube Compact per macchine medio-piccole e GCube Fit per rispondere a necessità di tipo custom. In termini di scalabilità le soluzioni GCube offrono display da 3,5”, 6,5”, 7”, 10”, 12,1” e 15” nelle versioni sia orizzontali sia verticali. Le prestazioni sono garantite dai processori Arm e x86 core di differenti frequenze e da unità di massa di diverse capacità. Tutti i sistemi GCube sono real-time e assicurano un controllo ottimale del processo. Per informazioni Gefran www.gefran.com B&R offre la tecnologia multitouch con il pannello Automation Panel nelle dimensioni da 7” a 24” Full HD, montato su un braccio di supporto rotante e con connessioni Dvi, Sdl e Sdl3; quest’ultima consente di collegare il pannello al pc industriale fino a una distanza di 100 m con un singolo cavo Ethernet standard. Tale tecnologia garantisce un significativo miglioramento in termini di usabilità, semplificando il funzionamento del sistema e allo stesso tempo aumentando il livello di sicurezza. Infatti, la sicurezza operativa può essere migliorata anche implementando alcune procedure che sfruttano i meccanismi multitouch. Un esempio è il blocco di un’azione nell’attesa che un ulteriore pulsante venga premuto simultaneamente con l’altra mano, a una distanza tale da non poter raggiungere entrambi i punti con una mano sola. Anche se questo non sostituisce ancora i dispositivi di controllo ‘presenza uomo’, le operazioni multitouch utilizzate in questo modo possono impedire l’attivazione involontaria di operazioni critiche. La serie di pannelli industriali LabView Hmi offre tre differenti piattaforme hardware che consentono la distribuzione dell’interfaccia operatore per un’ampia gamma di piattaforme di prodotti NI. Fpt-1015 è un monitor touchscreen a schermo piatto da 15 pollici per tutti i controller embedded Pxi e per NI Compact Vision System. NI Tpc-22215 è un computer touch panel con Windows Embedded da 15 pollici programmato con LabView Touch Panel per creare un terminale remoto per i controller real-time privi di monitor come CompactRio. NI Ppc-2115 è un panel pc con processore Intel Celeron M da 1 GHz, con Windows XP, funziona con un’ampia gamma di dispositivi I/O National Instruments e si connette con Ethernet a tutti i Pac NI. I computer touch panel di NI offrono prestazioni avanzate e includono un processore Intel Atom da utilizzare per lo sviluppo di applicazioni Hmi in ambienti industriali ostili, con intervalli di temperatura da -20 a +60 ºC. Questi touch panel sono dotati di memoria Ddr2 Sdram 1 GB, offrono supporto per sistema operativo Windows Embedded e permettono di creare interfacce affidabili e flessibili; inoltre, è possibile utilizzarli in combinazione con altri hardware NI, come ad esempio CompactRio, Pxi, Daq e con dispositivi di visione per applicazioni di controllo industriale. Per informazioni B&R Automazione Industriale www.br-automation.com Per informazioni National Instruments www.ni.com/labview/touch-panel/i L’era del multitouch Ottobre 2013 - Automazione Industriale 055 Applicazioni Alimentare Botte automatizzata fa buon vino CC-Link è stato scelto da un produttore di vino ucraino per far fronte a nuove esigenze di comunicazione e automazione legate a una forte espansione dei consumi interni e una maggiore apertura all’export di Roberta Tosi I nvestimenti costanti in tecnologie di automazione e comunicazione hanno permesso alla Cantina Shabo, nella regione di Odessa, la creazione di un ciclo di produzione continuo: dalla coltivazione della vite attraverso la conservazione e l’invecchiamento fino all’imbottigliamento, oltre alla distillazione per i superalcolici e la miscelazione per i vermut. Attualmente la vineria è in grado di lavorare 20mila tonnellate d’uva per stagione, producendo fino a 45 milioni di bottiglie di vino e 25 milioni di bottiglie di brandy con 056 il metodo dell’imbottigliamento a freddo. Tutte le fasi della produzione di vino Shabo sono focalizzate sulla salvaguardia del sapore, del colore e dell’aroma dell’uva nel vino. La vendemmia è manuale per consentire una selezione orientata alla qualità migliore. Le uve vengono quindi sottoposte ai diversi processi per la produzione del vino: maturazione, miscelazione e imbottigliamento. I viticoltori di Shabo sono tuttavia sempre più orientati verso tecnologie di automazione all’avanguardia che possano Automazione Industriale - Ottobre 2013 La Cantina Shabo ha garantire che la loro crescente produzione sia efficiente ma anche focalizzata sulla qualità. Un esempio recente di questo orientamento è l’installazione, nell’ottobre del 2011, di un nuovo sistema high-tech mirato a mantenere gli ambienti di produzione e di maturazione a temperature pre-impostate e a misurare il livello del vino nelle botti. Il sistema controlla anche le attività di pompaggio delle stazioni di refrigerazione e la temperatura del refrigerante. Ciò consente di automatizzare un’attività precedentemente di tipo manuale, che richiedeva molto tempo e notevole concentrazione per garantire registrazioni accurate e analisi approfondite. È stata colta inoltre l’opportunità di integrare diversi processi che erano già individualmente automatizzati in un solo sistema unificato. installato un sistema d’automazione per mantenere gli ambienti di produzione e maturazione a temperature pre-impostate e per misurare il livello del vino nelle botti Scada e plc parlano in CC-Link Per la trasmissione dati e le comunicazioni all’interno del sistema è stata scelta la tecnologia CC-Link. L’architettura del sistema è basata su un pc di supervisione, dotato di monitor e pannelli operatore ridondanti che eseguono un programma Scada, ed è caratterizzata da un sistema di comando per la gestione della produzione basato su cinque plc Alimentare Applicazioni che comunicano tramite due reti CC-Link. I plc raccolgono ed elaborano i dati provenienti dai sensori utilizzati in produzione, che rilevano temperatura, umidità, livelli delle botti e impostazioni delle valvole. In totale, l’impianto CC-Link comprende 256 input analogici e 152 output digitali. Uno dei vantaggi più importanti di CC-Link riscontrato dai responsabili della Cantina riguarda il fatto che, se una sezione del sistema viene portata off-line, i segnali digitali sono automaticamente re-instradati su La Cantina Shabo, nella regione di Odessa, combina tecnologia allo stato dell’arte con la delicata arte della produzione di vino di qualità cablaggi alternativi in modo che il controllo generale non vada mai perduto. Analogamente, per espandere il sistema è necessario collegare nuovi dispositivi o sottosistemi al cablaggio esistente; il routing dei segnali è ottimizzato istantaneamente e automaticamente e le comunicazioni non sono interrotte. La Cantina ha già in programma di aumentare il numero di botti dotate di sensori di monitoraggio e stazioni di pompaggio automatiche, al crescere della produzione per soddisfare la domanda in aumento. Il sistema di automazione è basato su un pc di supervisione dotato di monitor e pannelli operatore ridondanti e su cinque plc che comunicano tramite due reti CC-Link In totale, l’impianto in CC-Link Il mercato enologico è di fatto assai promettente per i produttori ucraini, grazie alla continua crescita dei volumi di consumo: attualmente il mercato ucraino produce 17,6 milioni di decalitri di vino, equivalenti a 800 milioni di dollari statunitensi. Gli analisti ritengono che per i prossimi anni la crescita annuale del consumo di vino sarà del 17,5% circa. comprende 256 input analogici e 152 output digitali Per informazioni Clpa Europe www.clpa-europe.com Ottobre 2013 - Automazione Industriale 057 Applicazioni Infrastrutture Lo Scada che genera neve Nel comprensorio sciistico di St. Moritz è stato rinnovato l’intero sistema di gestione dell’innevamento artificiale, unendo il controllo dei versanti Ovest e Nord, con la tecnologia Movicon di Progea di Laura Rubini* I l consorzio St. Moritz Engdain Mountains gestisce una vasta area di piste da sci, comprensivi di ristoranti, impianti a fune e sistemi di innevamento, nel comprensorio di St. Moritz, nella valle dell’Engadina, in Svizzera, una delle località turistiche più conosciute al mondo, situata a 1.856 m s.l.m. Nell’ottobre 2012 il consorzio ha avuto la necessità di ammodernare e unificare gli impianti di innevamento dell’intero comprensorio, costituito dal versante Ovest e dal versante Nord. Il versante Ovest dispone 058 Automazione Industriale - Ottobre 2013 di impianti realizzati nei primi anni Novanta dal produttore di generatori di neve Demac (ora diventato Demaclenko, azienda parte del Gruppo Leitner) che prevedono un insieme di circa 250 pozzetti interrati per l’innevamento artificiale con annesse sei stazioni di pompaggio per la fornitura di acqua da quota 1.800 m s.l.m a quota 2.900 m s.l.m. La potenza complessiva installata è di 7 MW. Il versante Nord dell’impianto è stato realizzato sempre negli anni Novanta dall’azienda Sufag con circa 200 pozzetti e tre stazioni di pompaggio per una potenza complessiva installata di 4 MW. Il progetto di unificazione voluto dal consorzio mirava a ottimizzare la gestione degli impianti, creando un unico sistema di monitoraggio e controllo, migliorando l’efficienza operativa e, di conseguenza, ottimizzare e ridurre i consumi di energia e di acqua. La gestione del progetto di unificazione è stata affidata dal consorzio alla società svizzera Frey di Stans, la quale a sua volta si è avvalsa della collaborazione della società Ela di Laion (Bolzano). Per l’architettura del sistema sono Infrastrutture Applicazioni state scelte le tecnologie Scada Movicon 11.3 e Saia per i plc sul territorio. Nella scelta, determinante è stata la modularità di Movicon, in quanto occorreva ripartire la progettazione unificando i sistemi dei due versanti, per i quali il progetto del versante Nord era assegnato a Frey, mentre il versante Ovest a Ela. È stato quindi possibile impostare un’architettura di progetti ‘padre-figlio’, dove il progetto ‘padre’ dispone delle risorse dei progetti ‘figlio’, che possono avere vita propria e indipendente. In questo modo, il progetto Movicon di Frey per il versante Nord e il progetto Movicon di Ela per il versante Ovest sono stati unificati in un progetto ‘padre’ che ne dispone come se fosse un progetto unico, pur mantenendo team di sviluppo separati e indipendenza dei progetti. L’architettura prevede quindi una stazione server, non presidiata, collocata a valle, in località St. Moritz-Signal. La stazione è collegata in rete su fibra ottica alle stazioni client e a una parte dei plc dislocati sul territorio. Le altre due stazioni di supervisione sono collocate nelle postazioni a monte, presidiate dal personale, alle stazioni di Corviglia, Celerina, Trutz e Signal Stazione a monte. Al sistema di supervisione centralizzato sono collegate le reti di plc Saia, dove vi sono 13 stazioni principali connesse su rete Ethernet a fibra ottica e una serie di stazioni secondarie connesse su sotto reti in RS485 tramite la tecnologia Gateway Master tra i plc Saia. Il supervisore Movicon utilizza l’I/O driver nativo per Saia, definito Multiport e in grado di connettere qualsiasi dispositivo Saia, con tutti i protocolli disponibili, incluso l’S-Bus. I generatori di neve sono macchine complesse che richiedono tecnologia e competenza. Sono tutti collegati in rete nel sistema d’automazione Controllo dei generatori artificiali Movicon gestisce complessivamente 4.500 variabili, organizzate in strutture di dati per consentire la parametrizzazione del sistema, facilitando la gestione dei dati nel plc e la relativa organizzazione di essi nel supervisore. Dalle varie stazioni del comprensorio è possibile accedere ai vari progetti modulari, suddivisi in Versante Nord e Versante Ovest del comprensorio. Il sistema Movicon permette di gestire le stazioni di pompaggio tramite interfacce con sinottici a schema e parametrizzate, in modo da velocizzare la progettazione nelle funzioni ripetitive e ridurre drasticamente la possibilità di errori. Le pompe di ogni stazione sono controllate singolarmente, attraverso l’impostazione dei comandi manuali e automatici e la definizione dei parametri funzionali, che vengono registrati su appositi database per la tracciabilità e la sicurezza. Appositi algoritmi consentono l’ottimizzazione dei consumi, riscontrabili poi nei report di funzionamento statistico. L’innevamento artificiale avviene in modo completamente automatico, tramite il sistema di gestione dei generatori di neve, definiti anche ‘cannoni’. Le mappe del comprensorio sono gestite sui sinottici del supervisore per la localizzazione e la configurazione dei 150 generatori presenti, che possono essere fisicamente smontati e posizionati a piacere. Il supervisore utilizza un sistema di parametrizzazione, messo a punto da Ela, che consente di leggere la configurazione dal campo e visualizzare sulle mappe la presenza e gli stati di ogni singolo generatore sul territorio. Dalle mappe di layout del territorio è quindi possibile visualizzare la posizione e lo stato dei generatori, e da qui Una delle stazioni di arrivo a monte del comprensorio di St. Moritz-Celerina Ottobre 2013 - Automazione Industriale 059 Applicazioni Infrastrutture consuntivare i consumi parziali o totali, filtrandoli per periodo o per altro criterio di selezione. Anche le stazioni di pompaggio gestiscono, con i medesimi criteri, la registrazione dei dati di processo e l’andamento dei valori di misura quali i livelli di acqua, le pressioni di entrata e uscita, i valori di flusso ecc. eseguire l’analisi dei dettagli di ogni singola macchina. La pagina di dettaglio (parametrizzata) contiene le informazioni riguardanti i processi della macchina (avvio, allarmi, spegnimento, produzione ecc.), i valori di misura rilevati (temperatura aria, corona, acqua, umidità aria, pressione acqua, velocità e direzione vento ecc.). Qualsiasi generatore può essere fisicamente posizionato e connesso in qualunque punto del comprensorio, senza modificare i programmi. Il supervisore aggiorna la propria configurazione e punta agli indirizzi specifici, anche se presenti fisicamente in plc diversi, grazie alla riconfigurazione automatica ‘a caldo’ del driver. Ogni singolo generatore di neve registra tutte le informazioni di processo su appositi database relazionali, basati su Sql Server, utilizzando gli strumenti datalogger, nativi di Movicon. Vengono registrati, ad esempio, i valori di misura di temperatura aria e bulbo umido, umidità aria e efficienza. Anche tutti i consumi sono storicizzati, quali le ore di servizio divise per fasce di temperatura, consumo acqua e consumo energia. In questo modo è quindi possibile 060 Una delle postazioni di controllo del sistema di supervisione Movicon di St. Moritz-Engadin Gestione allarmi, utenti e client Il sistema di supervisione acquisisce gli allarmi dei progetti modulari ‘figli’ e ne centralizza la gestione per redistribuire sulle varie postazioni la visibilità dell’intera diagnostica, sia come eventi attivi che come eventi registrati. Il sistema gestisce nel complesso 3.800 allarmi, suddivisi per aree e per priorità a seconda della loro gravità. Grazie al sistema diagnostico e alle funzionalità di Movicon, gli operatori sono in grado di gestire sempre ogni circostanza, reagendo secondo le informazioni visualizzate Nelle varie stazioni dell’impianto gli operatori dal sistema. La gestione degli allarmi consente tempi rapidi di intervento per il personale di servizio, che è in grado di avere il dominio dell’intero impianto, per quanto esteso, da qualunque postazione dell’intero complesso. Movicon inoltre gestisce la notifica degli eventi tramite sms, e-mail o sintesi vocale. Il sistema di supervisione gestisce tutti gli utenti dei progetti modulari ‘figli’ e quelli del progetto ‘padre’, centralizzandone la gestione. Le caratteristiche di Movicon, infatti, consentono ai vari progetti, modulari o in architettura client/server, di avere sempre una gestione e un’anagrafica utenti sincronizzata, anche per ogni eventuale utente inserito dal cliente durante il funzionamento run-time. Il sistema definisce sette livelli di utenza (sui 1.024 definibili da Movicon) e un livello di amministrazione, per consentire in modo differenziato, a seconda delle responsabilità, l’accesso ai comandi dell’intero impianto. Il sistema di supervisione permette, nell’architettura del sistema, la gestione di diverse stazioni client utilizzando la funzione Terminal Server di Windows, qualora la stazione client sia all’interno della rete locale Lan dell’intero comprensorio. Il sistema è predisposto, anche se al momento non utilizzato, per garantire l’accesso via web agli operatori, ovunque si trovino, grazie alla funzionalità Web Client di Movicon, che consente di accedere all’impianto anche tramite iPhone, iPad o dispositivi mobili, oltre che da qualunque browser. utilizzano pc di supervisione nei quali, attraverso la mappatura del comprensorio, gestiscono completamente ogni funzionalità del sistema Automazione Industriale - Ottobre 2013 *Si ringraziano Helmut Lardschneider e Alfi Piazza di Ela. La nuova generazione della tecnologia SCADA/HMI L’innovazione è nel DNA di Progea™, l’azienda italiana che opera da oltre vent’anni nelle tecnologie software di supervisione e controllo. Movicon.NExT™ è la nuova generazione tecnologica di Movicon™, la piattaforma Scada/HMI da sempre punto di riferimento del settore. Il nuovo prodotto si affianca alla tecnologia esistente per offrire sul mercato dell’ automazione le tecnologie software che si stanno affermando, ed offrire così una soluzione a prova di futuro. Piattaforma 64 bit basata su WPF Framework .NET con tecnologia Plug-in Information Model basato su OPC UA Grafica 2D e 3D accelerata, basata su XAML Supporto Multitouch e Kinect Nuove librerie grafiche di eccezionale qualità Report Designer .NET integrato Linguaggio VB.NET integrato I/O Drivers nativi inclusi e gratuiti SQL Server e provider DB con supporto Cloud DB Web Client su HTML5 e Silverlight- APP per Win8RT Sicurezza e performances incrementate. Provate la differenza. Preparatevi al futuro. 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Quando è richiesto il più veloce tempo possibile di commutazione in caso di assenza di rete, è meglio scegliere un metodo di ridondanza di livello 2, ma persino protocolli assistiti da hardware dedicato come FastMrp raggiungono i loro limiti tecnologici a tempi di commutazione al di sotto dei 20 ms. Per raggiungere velocità maggiori, una trasmissione ridondante 062 dovrebbe essere inviata prima che sia individuato un errore. In altre parole, ogni singolo pacchetto dovrebbe essere mandato da A a B due volte, attraverso percorsi differenti. Questo è precisamente l’approccio del nuovo gruppo di protocolli definito nel 2012 nell’ambito dello standard Iec 62439-3. Lo standard Iec definisce due possibili topologie e due protocolli leggermente differenti, Prp e Hsr. Il protocollo di ridondanza parallela (Prp) utilizza qualunque coppia di infrastrutture Ethernet parallele. Nel dispositivo denominato RedBox (Redundancy Box), tutti i pacchetti in uscita vengono Automazione Industriale - Ottobre 2013 Fig. 1. La funzione della RedBox nel Prp (Protocollo di ridondanza parallela) duplicati e spediti, con gli stessi indirizzi di origine e destinazione, attraverso due porte fisiche (un pacchetto per ciascuna porta). Dal lato ricevente, è richiesta una seconda RedBox per assicurare che soltanto il primo pacchetto in arrivo sia inoltrato, mentre il secondo viene cancellato. Per facilitare questo, ogni pacchetto Prp contiene un segmento di Prp di 6 Byte, con la corrispondente sequenza di numeri tra i dati unici e la checksum. La funzione RedBox può, a richiesta, essere collocata in un componente di infrastruttura dedicato o implementato direttamente in ognuno dei dispositivi connessi. Un importante vantaggio di questo metodo è il fatto che, all’interno delle due reti di trasferimento, i pacchetti Prp possono essere trattati come un qualunque altro pacchetto standard. Di conseguenza, nelle infrastrutture Ethernet standard non c’è più bisogno di switch dedicati per supportare o interpretare il Prp. La seconda alternativa è il protocollo Hsr (High-availability Reti Tecnicamente tempo e dei rischi aggiuntivi legati allo sviluppo di hardware e software specifici, può utilizzare un modulo switch incorporato, come l’EES25 di Hirschmann. Seamless Redundancy), sviluppato appositamente per strutture ad anello, che si differenzia dal protocollo Prp per il fatto che l’informazione aggiuntiva prende la forma di un tag Hsr inserito direttamente dopo l’indirizzo sorgente e quello di destinazione. In questo caso, l’anello assume il ruolo delle due reti, con una trasmissione che procede in senso orario e l’altra in senso opposto. Ne consegue che tutti i dispositivi connessi a un anello Hsr devono poter supportare il protocollo Hsr. I dispositivi non in grado di farlo devono essere connessi attraverso una RedBox esterna. Fig. 2. Prp o Hsr? I produttori di apparecchiature di automazione hanno a disposizione una serie di possibilità per progettare prodotti dotati di Prp e/o Hsr. La soluzione più rapida e facile è quella di utilizzare una RedBox esterna, come quelle fornite da Hirschmann con gli switch della gamma Rspx. Questa soluzione potrebbe rivelarsi nel lungo termine l’alternativa più Test Rappresentazione grafica di una giornata di prove (24 ore) economica. Se una soluzione esterna non è tra le opzioni, è possibile sviluppare un prodotto con il protocollo di ridondanza integrato nel driver del dispositivo. Per contenere i costi di sviluppo, è una buona idea utilizzare uno degli stack di protocolli già disponibili sul mercato. Tuttavia, soprattutto per l’Hsr, è essenziale tenere conto dei requisiti prestazionali dell’implementazione. Di solito, sarà richiesto un supporto hardware sotto forma di un Fpga separato. Chiunque sia preoccupato dello sforzo, del Trasmissione dati con funzioni di safety In pratica, ogni sforzo di implementazione deve essere messo a confronto con i benefici che ne derivano. Questo è il caso, in particolare, di applicazioni temporalmente critiche, che richiedono, tra l’altro, un’elevata disponibilità. Una particolare applicazione è la trasmissione di dati con requisiti di sicurezza, attraverso Wireless Lan (Wlan). È stata utilizzata una serie di scenari di prova per determinare l’idoneità dell’apparecchiatura a questo impiego, sia in laboratorio, sia nella pratica reale. Il primo passo è stato quello di esaminare, in condizioni di laboratorio, il comportamento di una ‘black-channel architecture’ in combinazione con un protocollo di sicurezza. Questo tipo di protocollo, concepito specificamente TABELLA 1. CONFRONTO DEI DISTACCHI PRECAUZIONALI DI UN CANALE WLAN E ATTRAVERSO LINK PRP RIDONDANTE I II III IV WLan Canale n. A (802.11a) 36 B (802.11a) 108 A (802.11a) 36 B (802.11a) 108 A (802.11n) 36 B (802.11n) 108 A (802.11n) 36 B (802.11n) 108 Durata ciclo 30 ms 15 ms 15 ms 20 ms # Transizioni fail-safe 40 44 12.899 16.774 13.079 22.792 10.659 9.502 0 7 2 1 Tasso di errore h [1/h] 0,238 0,262 79,8 99,9 77,9 135,7 63,4 56,6 Ottobre 2013 - Automazione Industriale 0 0,041 0,011 0,006 063 Tecnicamente Reti TABELLA 2. SAFETY HEARTBEAT, CONFRONTO DI TEMPI ANDATA-RITORNO Connessione SafetyNet p Tempo andata-ritorno Shb* Min [ms] Max [ms] Ø [ms] Jitter in heartbeat response Deviazione* Min [%] Max [%] m [%] Wlan A 1,50 247,28 3,49 -7,04 101,42 2,00 Wlan B 1,51 247,62 3,47 -31,72 100,35 1,18 Prp 1,61 20,32 2,83 -6,52 6,82 0,17 802.3 0,50 19,13 1,79 -6,46 6,42 0,14 *Ciclo di 30 ms, periodo di osservazione di 20 ore per comunicazione cablata, è particolarmente sensibile a jitter ed errori di trasmissione e, in caso di dubbio, provvede a disconnettere una macchina collegata (fail-safe). Questa funzione può essere ottimizzata, usando il Prp per fornire canali ridondanti a livello pacchetto. Come indicano i risultati delle prove nella Tabella 1, il sistema Prp ha prodotto un numero significativamente inferiore di reazioni fail-safe rispetto al caso di singolo canale. In una settimana, questa prova ha rilevato pochissimi distacchi o addirittura nessuno, in base al ciclo di controllo selezionato. In confronto, con l’utilizzo di un solo canale, possono verificarsi fino a un centinaio di distacchi all’ora. Un quadro analogo emerge dall’analisi dei tempi di risposta del sistema (Tabella 2): per il canale Wlan, le massime deviazioni dalla media superano il 100%, mentre attraverso il percorso Prp restano sotto il 7%. Questo dato è assolutamente nella gamma di valori di una comparabile connessione Ethernet cablata. Per confermare questi risultati positivi in condizioni reali, sono stati condotti test realistici all’aperto. Un collegamento radio di 80 m in un’area di prova macchine possedeva tutte quelle caratteristiche che fanno sudare 064 Automazione Industriale - Ottobre 2013 freddo i tecnici di reti Wlan: una Wlan aziendale parallela, dipendenti con telefoni cellulari e probabilmente kit Bluetooth nelle loro auto, con l’aggiunta di sistemi controllo macchine via Bluetooth funzionanti al massimo della loro potenza di trasmissione. Ad aumentare la confusione, nelle immediate vicinanze erano in attività gru mobili radiocomandate che impedivano la propagazione diretta delle onde radio e causavano forti riflessioni del segnale. A differenza dei test di laboratorio, queste prove, protratte per un’intera settimana, non hanno soltanto utilizzato due canali differenti, ma due bande di frequenza completamente diverse: 2,4 GHz e 5 GHz (Ieee 802.11n). L’idea di fondo era, in pratica, che la connessione non dovesse essere influenzata soltanto da servizi wireless con standard in concorrenza tra loro, ma anche da massicce quantità di interferenze sulla banda. Inoltre, era da attendersi ulteriore diversità per effetto delle riflessioni. L’applicazione utilizzata per le prove in questo caso è stata una richiesta ciclica di eco-Icmp. In ciascun caso, i tempi di risposta del ping sono stati misurati attraverso link radio individuali e la connessione Prp combinata. Il primo aspetto riscontrabile è stato che, nonostante le condizioni estremamente sfavorevoli, i singoli collegamenti a banda larga 802.11n funzionavano incredibilmente bene. Si può comunque notare che singoli pacchetti, in entrambe le bande di frequenza, vanno persi o ritardati di oltre 50 ms. Un controller di sicurezza, come quelli utilizzati nei test di laboratorio, avrebbe sicuramente risposto interrompendo permanentemente il collegamento. Al contrario, le diverse connessioni Prp non evidenziano alcuna perdita di pacchetti. Un fatto ancora più importante sono i tempi di ping estremamente costanti. Con un ritardo medio massimo di 2 ms per il traffico di rete bidirezionale dovuto al meccanismo Icmp, il ritardo maggiore è stato ben inferiore a 10 ms. È dunque possibile, utilizzando uno switching di ridondanza Prp/ Hsr trasparente e istantaneo, gestire in rete anche processi cronologicamente critici ad alta disponibilità, persino in sottoreti parzialmente disturbate e specialmente via Wlan. Questo apre nuove possibilità applicative per Industrial Ethernet, come nel caso di controller con esigenze di sicurezza. La necessaria implementazione dei protocolli Iec 62439-3 in appositi terminali può essere semplificata e significativamente accelerata con l’impiego di opportuni moduli switch incorporati. *Product Manager Industrial Networking di Hirschmann Automation Per informazioni Belden www.belden.com Tecnicamente Mobile device Soluzioni Byod gadget o strumenti di lavoro? L’utilizzo di dispositivi mobili personali porta nuovi rischi e opportunità nel controllo e nell’automazione industriale di David Kleidermacher* I l mondo delle imprese sta evolvendo verso tecnologie senza fili, spinto da una forza lavoro distribuita, dalla necessità di rimanere sempre connessi e dall’estremo potenziale di produttività offerto dagli attuali dispositivi palmari. Tuttavia, diversamente dai pc che sono tradizionalmente posseduti e gestiti dal reparto servizi informatici aziendali, i dispositivi palmari sono intrinsecamente ‘privati’: li impieghiamo per guardare film, sfogliare fotografie, comunicare con parenti e amici e per giocare. Le aziende non possono però tollerare l’uso incontrollato di questi dispositivi personali per elaborare informazioni sensibili e per connettersi alle reti aziendali e industriali. L’inesorabile avvicinamento del mondo informatico professionale a sistemi consumer richiede soluzioni cosiddette Byod (Bring Your Own Device), in base alle quali un dipendente può utilizzare lo stesso dispositivo palmare sia in ambito privato sia aziendale, soddisfacendo l’adeguato livello di sicurezza, fruibilità e costo in entrambi i 066 Ambienti a livello di applicazione Automazione Industriale - Ottobre 2013 contesti. Quello dei sistemi di controllo e dell’automazione industriale è un esempio eccellente della necessità di dispositivi che possano rappresentare un compromesso tra i gadget progettati per il generico mercato consumer e gli strumenti portatili specificamente progettati per il lavoro. I lavoratori utilizzano i dispositivi mobili per il monitoraggio del magazzino, per comunicare con i colleghi e con i responsabili, per eseguire ricerche di informazioni rilevanti nei database aziendali, per commissionare e controllare da remoto i sistemi di controllo industriali e altri apparati computerizzati. Un ottimo esempio dell’uso crescente di dispositivi portatili in ambito industriale è l’applicazione Android Opto aPac, creata da Opto 22, produttore di controllori, interfacce di I/O e relay a stato solido per applicazioni di automazione e controllo industriale. Ingegneri e tecnici dell’automazione utilizzano aPac per monitorare e controllare l’hardware Opto installato per mezzo di terminali portatili senza fili. L’app può essere impiegata per la ricerca dei guasti, per la risposta agli allarmi e per configurare il sistema. Al lavoro con lo smartphone L’approccio tradizionale adottato per dotare i dipendenti di dispositivi portatili era incentrato sulle esigenze dell’azienda: l’azienda acquistava per gli impiegati dei dispositivi ‘approvati’ dalla divisione informatica, come i Blackberry, e ne pagava gli abbonamenti mensili. Il risultato era un dispositivo che l’impiegato non apprezzava, ma che costituiva un costo di possesso per l’azienda paragonabile a quello di un pc nuovo. Per molte società ciò rappresenta sostanzialmente un raddoppio del costo informatico per ogni dipendente. Non sarebbe forse meglio permettere ai dipendenti di utilizzare sul posto di lavoro i propri smartphone o tablet? Mobile device Tecnicamente L’approccio basato sulle esigenze del dipendente sembra risolvere alcuni problemi importanti: il dipendente sarebbe libero di usare i gadget più moderni e l’azienda non dovrebbe accollarsi l’acquisto del dispositivo, ma solo il rimborso dell’abbonamento ai servizi pertinenti. Sebbene l’azienda possa richiedere l’installazione di soluzioni per la gestione del dispositivo portatile per governare i costi di manutenzione del dispositivo, con i normali sistemi operativi palmari si tratta in definitiva di una battaglia persa. Questi infatti non forniscono l’isolamento necessario per evitare che applicazioni, reti e dati personali e industriali interferiscano tra loro. I dipendenti non si fidano della privacy delle loro informazioni e la società non si sente a proprio agio sia per la responsabilità associata a questo rischio di violazione della privacy personale, sia per l’inviolabilità dei propri dati e reti interne. Personalità multiple Una risposta sempre più diffusa a questo problema è il concetto di ‘personalità multiple’: un singolo dispositivo palmare viene diviso in ambienti virtuali separati, uno per le informazioni e le applicazioni personali dell’utente e un altro per l’attività lavorativa gestita dall’azienda. Esempi commerciali di questa tecnologia comprendono il Toggle di AT&T e Horizon di VMware. Il concetto di personalità è facile da comprendere, utilizzare e gestire. Quello che questi prodotti hanno in comune è che sfruttano la capacità nativa di Android di gestire gli ambienti (sandbox). Appare immediato comprendere che il sistema operativo stesso, in questo Ipervisore di tipo 2 caso Android, rappresenta la zona di maggiore vulnerabilità, una zona che si è dimostrata molto fertile di falle. Sebbene Android e il suo sottostante kernel Linux siano sviluppati secondo gli standard di sviluppo del software open source di qualità, la mancanza di una progettazione specifica ad alta sicurezza e la dipendenza da un’architettura monolitica producono un flusso continuo di gravi falle che vengono ben pubblicizzate. Questi bachi sono regolarmente utilizzati per prendere il controllo di smartphone e i tablet. Queste falle consentono al malware proveniente dalla personalità privata di forzare o disabilitare le protezioni a livello di applicazione nei prodotti sopra citati. Ogni anno circa un centinaio di falle nel kernel Android viene scoperto e pubblicato nel database nazionale statunitense di vulnerabilità Cert. Sicuramente centinaia di falle sconosciute esistono tuttora e molte di più si aggiungeranno alla lista, a causa dell’immensa produzione seriale di codice: migliaia di modifiche vengono eseguite ogni giorno da parte di migliaia di autori in tutto il mondo. Dato che il programma aPac di Opto 22 comunica senza fili con i controllori industriali installati, viene spontaneo chiedersi come vengano protette queste comunicazioni rispetto alle vulnerabilità e al loro sfruttamento? Anche se viene impiegato un protocollo di sicurezza come Ssl per autenticare il dispositivo mobile e per criptare i dati sensibili trasmessi dal controllore al dispositivo, cosa succede una volta che i dati sono salvati nel palmare? E quale assicurazione può avere il proprietario dell’impianto che uno smartphone Android, che insieme alle app rischia di scaricare facilmente del software malevolo, non infetterà il sistema di controllo? Infatti, sebbene il virus Stuxnet fu diffuso da memorie Usb infette, una connessione senza fili rappresenta un bersaglio ancora più attrattivo per gli hacker. La tecnologia delle personalità multiple deve assicurare che il mondo esterno non metta a rischio l’ambiente industriale. Infatti, un tecnico Opto 22 ha bisogno di una personalità dedicata esclusivamente alla gestione dell’apparato e alla connessione alla rete industriale. La tecnologia degli ambienti deve attuare una politica nella quale un firewall protegga l’ambiente industriale da qualsiasi altra connessione che non sia un tunnel sicuro di protezione della rete industriale. Analizziamo i principali tipi di architetture a personalità multiple dal punto di vista dell’obiettivo di fornire un isolamento migliore tra il dominio privato del dipendente e il dominio industriale. Contenitori Linux possiede il concetto di contenitori (container), chiamati Lxc. I contenitori non sono una forma di virtualizzazione della piattaforma, piuttosto realizzano quella che viene chiamata ‘virtualizzazione del sistema operativo’, fornendo ambienti di esecuzione con accesso limitato a un sottoinsieme del file system e, a Ottobre 2013 - Automazione Industriale 067 Tecnicamente Mobile device di tipo 2 non è grado di garantire un isolamento completo. Guasti o falle nella sicurezza del generico sistema operativo primario impattano sulle funzioni critiche eseguite nella macchina virtuale. Inoltre, si è verificato che anche le applicazioni basate su ipervisori di tipo 2 sviluppate in ambito aziendale contengono falle che travalicano i confini dell’ambiente. volte, a risorse separate di scheduling della cpu. I contenitori possono dare l’illusione di personalità multiple, eseguendo, ad esempio, due istanze di Android o di altri ambienti software. Chiaramente questo approccio può essere usato per mettere in pratica il concetto di duplice personalità. Tuttavia, entrambe le personalità dipendono dalla sicurezza di un singolo sistema operativo mobile sottostante. Ipervisori di tipo 2 Gli ipervisori (hypervisor) di tipo 2 sono simili ai contenitori, nel senso che il secondo ambiente viene eseguito come un’applicazione al di sopra del sistema operativo primario. Comunque, invece che ospitare solo un file system privato e le relative applicazioni, la personalità secondaria è un sistema operativo ospite completo ed eseguito all’interno di una macchina virtuale creata dall’applicazione ipervisore. L’ipervisore utilizza il sistema operativo per gestire l’I/O e altre funzioni di gestione delle risorse. I prodotti mobili basati su ipervisori di tipo 2, come Horizon di VMware, sono utilizzati per fornire una personalità industriale al di sopra di un ambiente primario privato del dipendente. Tuttavia, anche il modello Protezione dei dati utilizzando un ipervisore di tipo 1 068 Automazione Industriale - Ottobre 2013 Ipervisori di tipo 1 Gli ipervisori di tipo 1 offrono completezza di funzioni ed esecuzione contemporanea di una personalità secondaria. Dato che l’ipervisore è eseguito a bassissimo livello, l’isolamento tra personalità non può essere violato attraverso i punti deboli del sistema operativo mobile. Di conseguenza, l’ipervisore di tipo 1 rappresenta un approccio promettente sia dal punto di vista della funzionalità sia della sicurezza. Tuttavia permane la minaccia della vulnerabilità anche per questo ipervisore e non tutti gli ipervisori di tipo 1 sono progettati per garantire elevati livelli di sicurezza. Una variante particolare dell’ipervisore di tipo 1 è basata su microkernel ed è progettata precisamente per soddisfare i requisiti di elevata sicurezza. Infatti, i microkernel offrono un’architettura migliore in termini di sicurezza rispetto a sistemi operativi multiuso come Linux e Android. In un ipervisore di tipo 1 con microkernel, la virtualizzazione del sistema è implementata come un servizio sul microkernel. Così, in aggiunta alle macchine virtuali isolate, il microkernel offre un’interfaccia su standard open per applicazioni critiche leggere, che non posso essere accessibili a un generico processo ospite. Ad esempio, l’autenticazione dell’utente e la cifratura dei dati possono essere forniti da applicazioni microkernel, impenetrabili attraverso falle in qualsiasi personalità. Le buone proprietà di isolamento di alcuni microkernel di sicurezza possono anche offrire protezione contro sofisticati attacchi segreti e veicolati inconsapevolmente dai programmi. Inoltre, il microkernel può anche gestire dei sistemi di sicurezza hardware, come le smart card con microcontrollori integrati in memorie microSD o Sim card, che offrono protezione contro l’attacco fisico ai dati sensibili come le chiavi crittografiche. Un esempio di questi microkernel è il multivisore Integrity di Green Hills Sofware. Il microkernel del multivisore è molto diffuso nell’elettronica aziendale ed embedded e nei dispositivi crittografici certificati da Nsa ed è l’unica tecnologia software con certificazione Common Criteria Eal6+/High Robustness (il livello di sicurezza richiesto per proteggere dati da attacchi molto sofisticati). L’approccio Byod con duplice personalità basato su una tecnologia di virtualizzazione sicura rappresenta una strategia per assicurare ai dispositivi mobili una migliore protezione dei dati e un maggiore isolamento tra il mondo esterno e le reti industriali. Vi è infatti troppa vulnerabilità per evitare che vi sia contaminazione tra gli ambienti di un generico sistema operativo. Una moderna soluzione Byod coniuga la potenza multimediale degli attuali dispositivi mobili e le infrastrutture di fruizione delle applicazioni con la capacità di gestire e controllare da remoto i sistemi critici installati sul campo, con la certezza che l’ambiente industriale rimarrà protetto. *Cto, Green Hills Software Per informazioni Green Hills Sofware www.ghs.com Per applicazioni di sicurezza in zone a rischio di esplosione per polveri e gas Manometri Digitali Manometri digitali a sicurezza intrinseca Trasmettitori di Pressione Trasmettitori di pressione a sicurezza DQWLGHÁDJUDQWH Trasmettitori di pressione a sicurezza intrinseca per applicazioni industriali www.keller-druck.com Tecnicamente Processo L’automazione per l’efficienza del processo L’applicazione delle nuove tecnologie può incidere in modo significativo sulla riduzione dei consumi energetici di Nunzio Bonavita* “L’ efficienza energetica nei processi industriali nasce da un’attenta e metodica attenzione ai dati di processo, alla loro misurazione e al loro trattamento”: questa potrebbe essere la trasposizione attualizzata di un famoso principio (“Solo quando puoi misurare ed esprimere in numeri quello di cui stai parlando, puoi ritenere di avere una qualche conoscenza sull’argomento…”) che William Thompson, più conosciuto come Lord of Kelvin, enunciava nel 1883. Il concetto di efficienza energetica è ormai familiare anche ai non addetti ai lavori. Esso può essere espresso, in modo estremamente sintetico, come il rapporto tra beni o servizi prodotti ed energia consumata. Il miglioramento di un simile parametro si traduce o in un aumento della produzione a parità di energia impiegata o in una riduzione delle risorse necessarie per conseguire lo stesso livello produttivo. Concetti semplici, per identificare un'esigenza sempre più sentita nell'industria di processo e, in 070 I responsabili di impianto sono chiamati a ottimizzare la competitività e massimizzare l’utile della propria installazione Automazione Industriale - Ottobre 2013 particolare, nei settori energivori, dove una differenza di efficienza di pochi punti percentuali si traduce in risparmi economici pari a migliaia di euro. Un ulteriore parametro, impiegato in alcune valutazioni, è dato dall'Intensità Energetica calcolata come Unità di Energia per unità di Pil. Un valore che fornisce un'indicazione del prezzo (e del costo) necessario per convertire l’energia in Pil. Questo comporta, in pratica, che al crescere dell’Intensità Energetica, cresce il costo necessario per far aumentare il Pil. Chi può risparmiare In particolare, come intuibile, l’industria di processo presenta alti valori sia in termini di consumo che di Intensità Energetica. Il settore, quindi, è particolarmente attento a qualsiasi politica di massimizzazione dell’efficienza energetica. In Italia, dove l'energia ha un costo decisamente più elevato della media, l’aggregato dei settori petrolchimici, cartario, siderurgico e dei metalli non ferrosi assorbe consumi per un totale di 17,5 MTep, 8,6 dei quali sono riconducibili a consumi di idrocarburi, ovvero gas e petrolio. Alla luce di questa situazione un possibile approccio ideale potrebbe essere rappresentato da una “politica di sostituzione” in cui nuovi impianti, progettati sulla base di avanzati concetti di efficienza energetica vadano a sostituire le unità esistenti realizzate con tecnologie obsolete e non ‘energy sensitive’. I numerosi vincoli (economici, strutturali, logistici) che caratterizzano la realtà italiana e dei Paesi più industrializzati, però, non consentono il ricorso a nuovi insediamenti, lasciando come uniche strade realmente percorribili l’adeguamento impiantistico dell’esistente mediante una serie di attenti ‘plant retrofitting’ (introduzione di componenti ad alta efficienza, modifiche del flusso produttivo incrementando Processo Tecnicamente l’integrazione termica delle varie aree...), o l’ottimizzazione della gestione delle unità operative per sfruttare le ‘best practice’ attraverso l’utilizzo di adeguate tecnologie per il controllo e il monitoraggio del processo (ottimizzazione, controllo avanzato - Apc). L'automazione di processo In questa graduale ricerca dell'efficienza energetica, l'attenzione si è spesso soffermata solo sui componenti e i sistemi elettrici, suscettibili di notevoli miglioramenti grazie agli impressionanti progressi tecnologici soprattutto in motori e azionamenti. Negli ultimi tempi, però, si sta progressivamente affermando un approccio sistemico all’efficientamento energetico che include e focalizza le unità e i componenti termici. In questo nuovo scenario, proprio l’automazione assume un ruolo da protagonista, perché permette di implementare la sequenza ottimale delle azioni volte a guidare la produzione verso alti livelli di efficienza energetica. Si tratta di un ambito ancora parzialmente inesplorato e caratterizzato da enormi potenzialità. Basti pensare, come rivela la ricerca ‘Intermediate Energy Infobook 2011’, che nei processi di raffinazione, il 43% dei costi è imputabile proprio ai consumi energetici. A fronte di una simile situazione, il 52% dei responsabili di impianto ammettono di monitorare solo periodicamente i propri costi, mentre il 15% non effettua alcun monitoraggio e il 6% non è nemmeno in grado di fornire indicazioni precise sull'attività svolta in questo ambito. Le eccellenze, Il 52% dei responsabili di impianto ammette di monitorare solo periodicamente i propri costi energetici da questo punto di vista, sono rappresentate solo dal 27% delle realtà, che hanno implementato sistemi e tecnologie per disporre di un monitoraggio in tempo reale, che consente di intervenire tempestivamente a fronte di scostamenti o trend negativi. Ancor più insoddisfacente, per molti versi, quanto emerge dall'Energy Management Survey 2010 di Arc Advisory Group, che ha rivelato come il 47% delle aziende di settore non possieda nemmeno strumenti per confrontare i dati rilevati con valori di benchmark, che potrebbero “accendere” l'attenzione su scostamenti particolarmente significativi. I responsabili di impianto, sempre più chiamati ad ottimizzare la competitività e a massimizzare l'utile della propria installazione, stanno quindi confrontandosi con una sfida spesso caratterizzata da una conoscenza non adeguata dei meccanismi e delle operazioni che dovrebbero ottimizzare. Facciamo ordine Tale situazione appare peraltro paradossale, quando si considerino i cospicui investimenti in Information Technology effettuati dall’industria di processo negli ultimi 20 anni, con dispositivi e sistemi dedicati a raccogliere, processare e immagazzinare un enorme numero di dati e parametri, tipicamente provenienti da svariate e complesse configurazioni di strumenti e macchinari. Si è di fronte, quindi, a una straordinaria abbondanza di dati, che troppo raramente vengono convertiti in poche, chiare e tempestive indicazioni necessarie agli operatori per quantificare in tempo reale le reali prestazioni energetiche dell’impianto e operare gli aggiustamenti necessari. Le moderne tecnologie di automazione di processo possono dare il massimo contributo proprio nel colmare questo gap paradossale articolandosi su quattro pilastri fondamentali: accuratezza delle misure, ottimizzazione del processo, pianificazione e programmazione delle attività e massimizzazione della disponibilità di impianto. Un simile risultato, però, non può essere ottenuto in modo immediato, soprattutto in considerazione della complessità dell'ambiente operativo dell'industria di processo. Nel tempo, infatti, si sono spesso sovrapposte tecnologie profondamente diverse, che hanno portato alla proliferazione, negli impianti, di una molteplicità di standard e protocolli di comunicazione che spesso ricordano la Babele di biblica memoria. Da qui la necessità di una tecnologia di base, che permetta agli operatori di disporre in tempo reale di tutti i necessari parametri operativi, indipendentemente dal singolo strumento, standard, sistema operativo o quant’altro, Ottobre 2013 - Automazione Industriale 071 Tecnicamente Processo Disporre di un'infrastruttura adeguata è tuttavia condizione necessaria ma non sufficiente per raggiungere l'obiettivo di un'elevata efficienza energetica. Al contrario, deve essere accoppiata a un’adeguata competenza ingegneristica e implementativa. Solo il ricorso a professional esperti e preparati può permettere di progettare l’intervento incidendo sulle aree realmente di spreco e, massimizzando così i risultati ottenibili, con vantaggi in termini economici (soprattutto per quanto riguarda il Roi) e ambientali. Processo sotto controllo Partendo dalla raccolta dei dati, l'impiego di software e sistemi di controllo avanzato rappresenta soluzioni caratterizzate da un costo relativamente contenuto, ma con vantaggi immediati in termini di efficienza per gli impianti che utilizzano l'energia in modo continuo e intensivo. Le proposte del mercato vanno dal controllo di regolazione avanzato al monitoraggio e tuning del loop di controllo, passando attraverso specifiche analisi dei disturbi e del monitoraggio di processo. I risparmi in termini di efficienza, resi possibili da migliori controllori e performance di impianto a livello globale, sono indicativamente compresi tra il 4 e il 10%. Passando a un livello di controllo più sofisticato, le tecnologie di automazione permettono di ridurre la quantità di incertezze sia nell’esecuzione che nella performance di un processo. In questo ambito l'innovazione comporta l'impiego di cosiddetti soft sensor, routine software in grado di inferire - grazie 072 L’industria di processo presenta alti valori sia in termini di consumo sia di Intensità Energetica Automazione Industriale - Ottobre 2013 a sofisticati modelli matematici parametri difficilmente misurabili in linea dai valori di variabili di processo a essi correlati. La costruzione e la validazione di tali modelli rappresentano un ottimo esempio di utilizzo dei valori storici di impianto raccolti per stimare i parametri e le variabili di processo. A questo si aggiunge la possibilità di un controllo statistico, che utilizza modelli di stima e valutazione sviluppati per diminuire le perdite. Ma i valori più significativi, con risparmi che in alcun casi sono arrivati sino al 15%, possono essere raggiunti sfruttando tecniche di controllo di processo avanzato, dove le informazioni e i dati di processo vengono sfruttati non solo per monitorare ma anche e soprattutto per ottimizzare la catena di azioni regolatorie e di controllo sulla base di ambiziose e sofisticate strategie implementative. L’ultimo livello della piramide è costituito infine dall’impiego delle conoscenze dettagliate sull’operatività di impianto per la pianificazione delle strategie operative. Infatti i sistemi per la gestione dell’informazione consentono l’acquisizione, la visualizzazione e lo storage in real-time di parametri quali costi e consumi energetici, ma anche qualità di materiale e prodotto finale ottenibile, sprechi e ritardi. Un patrimonio di dati trasformato in informazioni dai sistemi di elaborazione intelligente, che permettono di compiere scelte sempre più consapevoli e obiettive, arrivando persino a simulare l'effetto di specifiche azioni correttive. Azioni che, tra l'altro, risultano particolarmente efficaci, dal punto di vista energetico, con l'impiego dei Power Management Systems, in grado di controllare e monitorare i sistemi elettrici volti ad assicurare potenza ai carichi critici, arrivando ad interrompere l’alimentazione ai carichi non prioritari per evitare il superamento di specifici valori limite. Al tempo stesso simili strumenti sono in grado di ottimizzare una rete elettrica in termini di generazione, distribuzione e fornitura di energia elettrica tenendo in considerazione il suo costo variabile. L'efficienza energetica, quindi, non può essere ottenuta semplicemente dotandosi di buone soluzioni tecnologiche, ma deve prevedere un'attività di consulenza, valutazione e servizi continui. Anche per tale ragione, scegliendo un fornitore di automazione, è necessario valutare la completezza dell'offerta e dei supporti tecnici messi a disposizione dei clienti. *Business Development Manager for Measurement Products di Abb Italia Per informazioni Abb www.abb.it IL FUTURO IN BUONE ACQUE Distributor Intelligent Platforms Prodotti e Servizi per il Telecontrollo www.servitecno.it - www.telecontrollo.biz Presenti a: È attivo il nostro nuovo Servitecno Web Store www.servitecnowebstore.it Software Erp Crescere con equilibrio Molte aziende manifatturiere che oggi vivono una fase di sviluppo internazionale crescono per linee esterne, acquisizioni e investimenti. Per tutte loro diviene strategico adottare piattaforme applicative capaci di assicurare livelli di omogeneità tra i diversi strumenti operativi di Massimiliano Luce C ame Group è una società italiana attiva nel nostro Paese e nel mondo nella costruzione di cancelli automatici, sistemi di automazione per ingressi residenziali, ingressi industriali, parcheggi e controllo accessi, oltre che per sistemi di home & building automation. L’azienda è stata fondata nel 1972 dall’attuale presidente Paolo Menuzzo, ha sede in provincia di Treviso, ha più di mille dipendenti e il 70% del fatturato proveniente da vendite all’estero (in tutto il mondo ha 20 filiali e più di 400 distributori esclusivi). Il compito della nuova generazione è di proseguire sul percorso di sviluppo internazionale e di diversificazione avviato negli anni scorsi, verso la conquista di nuovi mercati e l’ampliamento della gamma di soluzioni offerte. Il modello produttivo di Came Cancelli Automatici (origine delle attività del gruppo) si basa su un concetto di 074 fabbrica estesa, che trova uno dei suoi elementi caratteristici nella figura dei terzisti. Came affida a questi collaboratori esterni il 95% della sua produzione. L’innovazione come progetto Il progetto di implementazione Sap in Came Group è partito all’inizio del 2009 sul perimetro di Came Cancelli e ha riguardato tutti i principali processi aziendali: area amministrativa, area controllo di gestione, gestione materiali, acquisti e magazzini, pianificazione e produzione, gestione vendite e distribuzione, gestione della qualità. Il progetto ha inoltre incluso l’interfacciamento con alcuni sistemi legacy: flussi Edi, magazzino fisico, simulazione carico capacitivo fornitori esterni, paghe, tesoreria. Il piano di progetto ha previsto le cinque fasi tipiche della metodologia Accelerated Sap (Asap), su un Automazione Industriale - Ottobre 2013 orizzonte temporale complessivo di 12 mesi. Il sistema è stato successivamente esteso alle filiali estere di minori dimensioni, privilegiando quelle con minori complessità o in fase di start-up, in modo da facilitare l’acquisizione del modello da parte dei nuovi utenti locali, sedimentare massa critica e diffondere il modello operativo anche sui paesi più lontani (ad esempio, Golfo o Americhe). L’attuale fase di roll-out sta completando l’estensione del sistema sulle filiali di tipo commerciale. Un beneficio dietro l’altro Il nuovo sistema informativo di Came Group si basa su un unico piano dei conti di gruppo, di natura civilistico/fiscale e gestionale. Il nuovo modello di controllo è attivo Paolo Menuzzo, presidente e fondatore di Came Erp Software Pmi, come gestire la complessità? su tutte le società che sono entrate nel perimetro di implementazione e si articola sia su dimensioni di gruppo, sia su dimensioni mutuate dalle prassi locali, coerenti alle strutture di mercato dei diversi paesi in cui Came opera. Sono inoltre stati creati nuovi oggetti di controllo, come le divisioni, per le quali alla delega al management deve corrispondere anche un modello di controllo coerente, basato su conti economici di divisione (ad esempio, Business Unit motori Tubolari). Un input per l’ulteriore miglioramento del modello di controllo di gruppo deriverà dall’estensione del nuovo sistema sulle società francesi. Il perimetro societario francese ha dimensioni di complessità proprie e avrà necessità di un modello di P&L articolato e multidimensionale, che potrà costituire lo scheletro logico su cui innestare ulteriori dimensioni di controllo per tutto il gruppo. Il modello di controllo abilitato dal nuovo sistema sta contribuendo alla creazione di figure manageriali, dirigenti dal profilo internazionale che condividono una cultura identitaria e un sistema di valori omogeneo. Nella selezione dei profili manageriali la proprietà ha scelto di considerare come condizione preferenziale la conoscenza di SAP, anche per promuovere attività di rotazione delle competenze fra le varie aziende del gruppo. La presenza di figure manageriali con ampia conoscenza del gruppo, delle sue dinamiche e dei suoi processi è una condizione necessaria per supportare la crescita internazionale e l’integrazione di società acquisite. Anche su questo ultimo aspetto Oggi le pmi si muovono in un contesto di complessità nuovo, legato sia alle esigenze internazionali sia alle difficolta del mercato nazionale. Crescere, però, per le aziende significa gestire nuove dimensioni di complessità. Che fare, allora? Ebbene, gli elementi chiave in grado di aiutare le pmi a gestire questi processi sono il valore dei sistemi operativi e della struttura manageriale. È quanto rivela una ricerca dal titolo ‘Dimensioni di complessità aziendale e valore dei sistemi informativi’, realizzata la proprietà di Came riconosce un valore fondamentale al nuovo sistema informativo, in grado di agevolare l’inserimento di nuove società nel perimetro di controllo, per esempio sfruttando la capienza delle anagrafiche di prodotto, come nel caso dell’acquisizione di Bpt, azienda con prodotti e codici molto diversi da quelli trattati da Came Cancelli. La versatilità del nuovo sistema consente anche di avviare con facilità partnership che prevedano la vendita dei prodotti Came associata alla vendita di prodotti terzi, come accaduto in Spagna, dove l’azienda veneta ha stretto un accordo con un produttore di tessuti per la commercializzazione di soluzioni integrate. La letterale ‘esplosione’ delle anagrafiche è un aspetto su cui un’azienda con la strategia di crescita di Came deve fare i conti quotidianamente. L’evoluzione della filiera Sul nuovo sistema sono stati portati anche i modelli di logistica e produzione di Came, inclusa la gestione dei terzisti e del magazzino automatico. Su questi aspetti è stata da Sda Bocconi in collaborazione con Sap Italia su un campione di aziende fra i 50 e i 500 milioni di euro di fatturato. Andare all’estero per produrre e vendere sui mercati locali è possibile se si dispone della strumentazione necessaria a controllare l’operato delle nuove realtà. Per questo è fondamentale per le aziende adottare piattaforme applicative e strumenti che abilitino trasformazioni anche radicali nei modelli di produzione, distribuzione e commerciali. eliminata gran parte delle transazioni di tipo manuale, con un beneficio associato alla maggior disponibilità di informazioni lungo tutta la filiera produttiva. L’integrazione dei processi di gestione fisica dei magazzini - basati su tecnologia in radiofrequenza - con i processi gestionali basati su Sap consente di avere maggiore visibilità sui flussi di materiali, anche presso i terzisti, ai quali è stato dato accesso in modalità mobile (terminali portatili) ad alcune funzionalità del sistema Came. Il nuovo sistema sta supportando Came anche nell’evoluzione del proprio modello commerciale, che sta andando verso un rapporto sempre più diretto con i grossisti di materiale elettrico per i materiali ad alta rotazione, mentre è in atto l’utilizzo del modulo di Crm per la gestione delle opportunità derivanti da grandi progetti. Per informazioni Came Group www.camegroup.com Sap www.sap.com Ottobre 2013 - Automazione Industriale 075 Software Security Quando lo switch è messo a fuoco In ambito manifatturiero, oggi è vitale autenticare con precisione le risorse condivise in rete e avere il pieno controllo di tutte le risorse, interne ed esterne, connesse di Andrea Colombo V isottica Industrie, nata nel 1947 per soddisfare le esigenze del settore dell’ottica specializzandosi nella meccanica di precisione, dispone di tecnologie in grado di produrre microcomponenti per molteplici settori. Con il parco macchine a disposizione, Visottica è in grado di realizzare microcomponenti speciali con dimensioni minime di ingombro di 0,6 mm, con filettature metriche o speciali, con tolleranze centesimali, il tutto soddisfacendo una caratteristica che accomuna indistintamente ogni settore, dall’automotive al medicale, dallo sport all’elettronica: uno dei punti di forza dell’azienda è quello di garantire un’elevata personalizzazione dei prodotti in un mercato sempre più just-in-time. Attualmente, Visottica impiega circa 150 persone in Italia, con due stabilimenti a Susegana, in provincia di Treviso, e ha avviato a fine 2010 una joint-venture con il gruppo Mazzucchelli che ha consentito un processo di integrazione commerciale e industriale in Asia. 076 Sicurezza che ci vede chiaro Con un centro stella in Italia e gli impianti produttivi in Cina collegati via Mpls, Visottica dispone di una ventina di server virtualizzati, un centinaio di postazioni computer, differenti stazioni grafiche, timbratori, stampanti e altre componenti hardware di età e natura eterogenea, tutte sotto il comune denominatore della sicurezza Check Point. “La nostra infrastruttura di sicurezza ha probabilmente molto in comune Automazione Industriale - Ottobre 2013 Mauro Dall’Antonia, responsabile IT di Visottica con quelle di numerose aziende manifatturiere come la nostra”, racconta Mauro Dall’Antonia, responsabile IT di Visottica. Per la propria sicurezza, l’azienda ha optato per appliance hardware di tipo open, su cui sono state implementate le Software Blade Check Point, allo scopo di garantire la sicurezza perimetrale e una gestione costante ed efficace del traffico in entrata e in uscita. “L’obiettivo principale era mettere in sicurezza l’infrastruttura aziendale da possibili pericoli provenienti dall’esterno, cosa che le soluzioni Check Point ci consentono di fare rispondendo perfettamente alle nostre esigenze”. La collaborazione con Check Point si è sviluppata nel tempo, di pari passo con le esigenze in continua evoluzione dell’azienda. In questo senso, si è rivelata di particolare utilità la grande modularità offerta dalla Software Blade Architecture, che permette di implementare di volta in volta nuovi moduli di sicurezza in base alle necessità puntuali dell’azienda. L’implementazione è stata effettuata da Archimedia, realtà specializzata della system integration e partner tecnologico di Visottica. “Tra i principali vantaggi ottenuti grazie alle soluzioni Check Point, sicuramente vi sono sicurezza completa e controllo”, conferma Dall’Antonia. Le soluzioni Check Point offrono piena visibilità sugli switch, sul lavoro della rete e sullo stato del traffico aziendale. Grazie a una gestione centralizzata, il responsabile IT di Visottica può assegnare task e MACHINERY Garantiamo qualità e maggiore produttività - Organizzata su tre siti produttivi, Visottica conta più di mille macchine, 40 brevetti attivi, 15mila codici gestiti, più di un miliardo di pezzi prodotti annualmente autorizzazioni in base a determinati standard e policy di sicurezza, e risalire in maniera tempestiva e puntuale alle cause del problema. Visibilità e traffico ottimizzati Dalla sala Ced dell’azienda, tutto è facilmente gestibile e configurabile per avere piena visibilità di chi sta facendo cosa, in qualsiasi momento: installato in modalità bridge tra i router e l’infrastruttura interna, il firewall filtra tutti i dati in ingresso e uscita, in modo da garantire massima visibilità sul traffico. In questo modo, è possibile intervenire lato front-end in maniera puntuale, monitorare gli accessi e bloccare il traffico non autorizzato. In questo modo, la sicurezza viene garantita a tutto tondo, dai singoli switch ai pc personali, fino ai differenti dispositivi mobili: “Per un’azienda come la nostra, dove spesso accade che consulenti esterni necessitino di collegarsi all’access point o di connettersi alla nostra rete tramite dispositivi mobili, computer laptop e palmari, è fondamentale per garantire la sicurezza della rete avere coscienza di quanto accade”. In particolare, le Software Blade dedicate a Ips e Identity Awareness consentono a Visottica di avere visibilità completa su tutto ciò che avviene in rete, in modo da poter intervenire tempestivamente e in maniera mirata in caso di accessi o azioni non autorizzate. “Grazie alle soluzioni Check Point abbiamo controllo totale e visibilità completa sullo stato della sicurezza e su eventuali intrusioni non autorizzate”, continua Dall’Antonia. Si tratta di una sicurezza a tutto tondo, che va a coprire le minacce provenienti dall’interno e dall’esterno. Grazie alla software blade Smart Event, il responsabile IT è informato in tempo reale su cosa accade e sugli eventi da varie sorgenti, visibili non solo a livello di ID ma di singolo utente. Tutto questo consente di avere un controllo puntuale e complessivo dell’intera infrastruttura dal punto di vista della sicurezza. Ulteriore punto di forza della soluzione implementata è la sua grande semplicità di gestione e aggiornamento. Una volta configurata una Blade, l’impostazione viene replicata in automatico su tutte le macchine interessate in un sistema clusterizzato, consentendo allo staff IT di liberarsi dall’operatività ricorrente per dedicarsi a compiti a più alto valore aggiunto. “Si tratta della soluzione ideale per aziende come la nostra, dove lo staff IT è numericamente ridotto, ma viene chiamato a supportare il business nel modo più efficace possibile”, spiega ancora Dall’Antonia. Una soluzione completa per la progettazione di impianti & sistemi Progettazione elettrotecnica ŶCablaggio di sistemi elettrotecnici ŶProgettazione Harness ŶIdraulica & Pneumatica Una protezione che guarda al futuro Visottica è ora in grado di modernizzare e centralizzare la propria infrastruttura di sicurezza sposando la 3D Security Check Point con l’obiettivo di dismettere man mano le applicazioni obsolete ed eterogenee sotto una filosofia di sicurezza comune e flessibile. Il traffico dell’azienda è ottimizzato e la grande flessibilità e modularità delle Software Blade consentono di ampliare o aggiungere moduli di protezione specifici, personalizzando la sicurezza per adattarsi alle proprie specifiche esigenze. Per informazioni Check Point Software Technologies www.checkpoint.com ŶInterfaccia Intuitiva, Windows® based ŶLa soluzione completa per la progettazione E-CAD ŶStruttura ad oggetti, non richiede alcun transferimento dati tra i diversi moduli ŶFacile integrazione con sistemi ERP, PLM ed altri www.zuken.com/e3 Prodotti In dettaglio Un plc che parla IT Con l’FP7 Panasonic lancia FP7, il plc compatto in grado di rispondere alle moderne esigenze di automazione Panasonic fa suo il concetto di IT Web Automation: il plc è dotato di Livio Giumelli di una porta Ethernet standard a P er presentare un prodotto innovativo, Panasonic ha scelto una tecnologia a sua volta innovativa. I primi clienti a vedere il nuovo plc FP7, infatti, lo hanno scoperto attraverso la ‘realtà aumentata’, che permette di mostrare i prodotti in formato tridimensionale. Oltre l’apparenza, però, è soprattutto la sostanza a caratterizzare una soluzione che si contraddistingue per quelle che i responsabili dell’azienda definiscono le ‘sette meraviglie’. Il primo aspetto sul quale hanno investito i progettisti della casa giapponese è puramente esteriore e consiste in un design particolarmente compatto, in quanto integra tutte le funzionalità e le performance di un plc compatto in 90 mm di altezza, consentendo così di ridurre sensibilmente lo spazio occupato. Una simile peculiarità, però, non trascura l’importanza dell’integrazione totale nell’IT Web Automation, che si concretizza nella dotazione di una porta Ethernet standard a bordo cpu, per consentire la connettività alla rete. Peculiarità indispensabile 078 per la programmazione e il monitoraggio da remoto, così come per il trasferimento dei file di log. Il tutto completato da performance di 196 kpassi e 256 kword e da un processore in grado di operare a 11 ns/passo. L’apertura del sistema di automazione industriale nei confronti della rete, pur offrendo indubbi vantaggi in termini di efficienza, espone però ai rischi tipici degli ambienti IT. Rischi che l’FP7 previene integrando funzionalità di ripristino a un programma di backup in caso di presenza di errori irreversibili, così come è possibile scaricare sul plc un programma residente in una Sdhc Card. Qualsiasi operazione Automazione Industriale - Ottobre 2013 bordo cpu di modifica dei programmi, inoltre, viene tracciata e archiviata. In tal modo, anche a distanza di tempo, è possibile risalire all’autore di uno specifico intervento. Una funzionalità, quest’ultima, particolarmente apprezzata in ambito industriale, dove è sempre più necessario proteggere i propri segreti e, in particolare, i software di gestione e controllo. Anche per questa ragione FP7 permette il download di programmi crittografati, salvaguardando la proprietà intellettuale del software e della macchina. Uno specifico programma, infatti, può funzionare correttamente solamente se si dispone della sua chiave di decriptazione, prevenendo così i rischi di duplicazione di un progetto. In una soluzione tanto innovativa non poteva mancare un’attenzione al motion control. L’FP7 è infatti in grado di svolgere dalla misura di posizione al controllo sincronizzato di più assi, funzioni avanzate di camma elettronica e gearing, che si rivelano fondamentali per applicazioni come il taglio al volo, oltre a consentire movimenti rapidi e precisi, con interpolazione lineare, circolare e spirale. Per informazioni Panasonic www.panasonic-electric-works.it News Prodotti a cura di Massimiliano Luce Una migliore visione del futuro Sempre più ampia e in grado di soddisfare più esigenze di visione l’offerta Framos, che può oggi contare sulla nuova gamma di prodotti Datalogic per applicazioni di visione industriale, composta da sensori di visione, smartcamera standalone e sistemi multicamera basati su Impact Software. I sensori Data VS1 e Data VS2 offrono affidabili controlli di presenza/assenza, verifica colore o la possibilità di eseguire più controlli sullo stesso oggetto con un unico sensore, semplificando così l’architettura del sistema in processi ad alte velocità produttive. Le SmartCamera Serie A e serie T sono invece telecamere compatte, con intelligenza a bordo che integrano algoritmi di visione complessi per creare sistemi di controllo personalizzati. Questi prodotti consentono una semplice integrazione a livello hardware pur mantenendo la completezza di analisi di un sistema di visione basato su pc. I sistemi multicamera Vision Processors MX, infine, rappresentano un modulo potente e versatile per affrontare un’applicazione di visione. Capaci di supportare più processi di analisi contemporaneamente, permettendo la gestione asincrona di molteplici stazioni di controllo senza limiti sulla complessità degli algoritmi da eseguire, i sistemi Vision Processors MX consentono, attraverso il Software Impact, di acquisire immagini da telecamere matriciali con interfaccia GigE, con risoluzioni da Vga sino a 5 Megapixel o anche superiori, o gestire l’acquisizione di telecamere lineari per applicazioni di web-inspection o che richiedono risoluzioni molto spinte. Con Impact Software, grazie ai suoi 120 tool di ispezione e 50 controlli grafici, gli utenti possono sviluppare applicazioni di visione artificiale e creare interfacce grafiche in modo rapido e intuitivo. Altrettanto veloce è perciò lo sviluppo dell’intera architettura del controllo di visione, a differenza di quanto avviene con i più complessi ambienti Sdk. Per informazioni Framos www.framos.it Il tocco che mancava Contradata presenta Ppc-5152 di Iei Technology, un touchscreen panel pc fanless basato su processore Dual Core Intel Atom D525. Ppc-5152 è un pannello da 15” con risoluzione 1.024x768 e luminosità a 400 candele. Grazie al processore Intel Atom D525 Dual Core, le prestazioni crescono rispetto alla serie Atom N270 ed è anche possibile utilizzare memorie di tipo Ddr3. Ppc-5152 integra a bordo una doppia connessione Gigabit Ethernet di tipo Combo Sfp. Le porte Ethernet possono, quindi, essere utilizzate alternativamente per connessioni sia in rame sia in fibra ottica. Realizzato con chassis in alluminio con cornice piatta, questo panel pc garantisce un elevato livello di espandibilità grazie a due slot d’espansione di tipo Pci o Pci Express e a due slot interni Mini Pci Express. Ppc-5152 è dotato di due porte Usb 2.0 e due porte Usb 3.0. Sono previste soluzioni personalizzate in base alle varie esigenze. Per informazioni Contradata www.contradata.it Ottobre 2013 - Automazione Industriale 079 Automazione applicata Aerospace Progetti alla velocità della luce Gli ingegneri dello Space Dynamics Laboratory dell’Università dello Utah, una realtà di fama internazionale nel settore aerospaziale, adottano Solid Edge di Siemens Plm Software e grazie alla Synchronous L’ Università dello Utah (Utah State University – Usu), negli Stati Uniti, è riconosciuta a livello nazionale e internazionale per l’eccellenza dei suoi corsi e la sua attività di ricerca. A essa fa capo il Laboratorio di Dinamica dello Spazio (Space Dynamics Laboratory - Sdl), ente di ricerca no-profit che applica ricerca di base a problematiche tecnologiche in ambito scientifico, militare, industriale e accademico. Il Laboratorio, presso il quale lavorano oltre 450 persone, tra scienziati, ingegneri e altri professionisti, è specializzato in sistemi di sensori elettro-ottici, calibrazione, gestione del calore, sistemi di riconoscimento e piccole tecnologie satellitari. Tra i suoi clienti figurano il Dipartimento di Difesa americano e la Nasa. Technology anche i progetti più complessi vanno in orbita senza problemi fonte: Space Dynamics Laboratory di Carolina Mirò 080 Automazione Industriale - Ottobre 2013 Aerospace Automazione applicata Per dare un’idea della mole di lavoro che impegna l’ente, con sede centrale a Logan (Utah), basti pensare che negli ultimi cinquant’anni esso ha progettato, realizzato e calibrato più di mille sensori per oltre 400 missioni. Da anni il Laboratorio e l’Università stessa adottano il software Solid Edge di Siemens Plm Software: in Università lo strumento è usato per formare gli studenti in ingegneria, mentre il Laboratorio lo utilizza per realizzare progetti. Concentrarsi su ciò che conta John Devitry, Cad Administrator presso il Laboratorio e professore aggiunto in ingegneria meccanica e aerospaziale presso l’Usu, sostiene che Solid Edge aiuti i suoi studenti ad apprendere molto più velocemente. “Abbiamo adottato Solid Edge con la Synchronous Technology (ST) per la fase di design concettuale”, dice. “La sua semplicità d’uso è sorprendente, se si pensa che una buona parte dei miei studenti non ha mai usato strumenti Cad; gli allievi non hanno basi e, quindi, pregiudizi, sui processi di progettazione complessa e con la Synchronous Technology il modo in cui essi pensano naturalmente al progetto è identico al modo di operare del software”. Prima di adottare Solid Edge, molto del tempo del professore era impiegato per insegnare a usare l’interfaccia Cad. “Ora possiamo soffermarci di più su temi chiave dell’ingegneria, come il motion e l’analisi”, prosegue Devitry. “Ci focalizziamo quindi su concetti di engineering e non più sul processo di progettazione in sé”. Un supporto insostituibile per progetti complessi La Synchronous Technology è l’elemento chiave che fa di Solid Edge uno strumento cad insostituibile per gli utenti del Laboratorio. Continua Devitry: “Con la ST è molto facile manipolare e modificare i modelli solidi usando il timone; questa funzionalità consente di ruotare una superficie senza necessità di inserire riferimenti geometrici o di eliminare delle parti”. Per diversi allievi di Devitry, inoltre, la ST consente di lavorare sul progetto anche senza avere conoscenze di come opera il sistema cad: ciò implica un importante risparmio di tempo, perché non occorre imparare una grande quantità di comandi. Non solo: con la ST è inferiore, rispetto ad altri cad, il numero di passaggi e schizzi necessari per realizzare parti complesse. Per informazioni Siemens Plm Software www.siemens.it/plm Space Dynamics Laboratory www.sdl.usu.edu Ottobre 2013 - Automazione Industriale 081 Automazione applicata Aerospace Il programma decolla se la soluzione è mirata Dassault Systèmes ha lanciato la scorsa estate Co-Design to Target, la soluzione dedicata al settore Aerospace & Defense. L’obiettivo è offrire agli utenti una nuova esperienza che faciliti la gestione e l’esecuzione dello sviluppo di programmi aerospaziali di Giorgia Andrei L e complessità del settore aerospaziale sono note. Un’ennesima constatazione in questo senso l’ha fatta recentemente anche Dassault Systèmes, che ha lanciato una nuova soluzione di progettazione o, meglio, come dovremmo dire in stile Dassault Systèmes, una ‘nuova esperienza’, dedicata proprio all’industria aerospaziale e della difesa. La soluzione si chiama Co-Design to Target e promette di risolvere le problematiche che affliggono i produttori del settore Aerospace & Defense, ossia le difficoltà nel rispettare il budget, le tempistiche e le specifiche concordate con il cliente a causa della crescente Con la soluzione Co-Design to Target e la piattaforma 3DExperience gli attori coinvolti nel progetto possono individuare le criticità prima che si trasformino in problemi 082 Automazione Industriale - Ottobre 2013 complessità dei sistemi, dell’eccessiva aggressività dei piani di sviluppo e dell’integrazione di nuove tecnologie non ancora pienamente mature. A ciò, si aggiungano poi i rallentamenti dovuti a flussi di lavoro sconnessi, con soluzioni isolate e differenti all’interno dello stesso ecosistema, e il susseguirsi di modifiche impreviste. Co-Design to Target rientra nella piattaforma 3DExperience di Dassault Systèmes. Un nuovo approccio alla progettazione Co-Design to Target introduce un approccio diverso per garantire il rispetto delle tempistiche, del budget e degli obiettivi di un programma e lo fa mettendo a disposizione dell’utente diverse funzionalità: la visualizzazione in tempo reale dello stato del programma e delle prestazioni del progetto di un aereo e i flussi integrati di valore ingegneristico. La visualizzazione in tempo reale dello stato del programma consente di collegare tutti gli elementi dei processi di esecuzione del programma stesso e di tracciare i progressi rispetto a tutti i criteri chiave, tra cui costi, tempistiche, carico di lavoro, prestazioni, rischi e opportunità. Visualizzare in tempo reale il progetto di un aereo dal punto di vista delle prestazioni, invece, serve a cambiare radicalmente il modo in cui è sviluppato Aerospace Automazione applicata Co-Design to Target di Dassault Systèmes promette di risolvere le problematiche che affliggono i produttori del settore Aerospace in tempo reale per deliberare velocemente definizioni dettagliate di sistemi e componenti. I benefici dell’approccio integrato si estendono anche all’installazione dei sistemi e degli equipaggiamenti che, grazie a modelli 3D dettagliati, è più rapida. La stessa fase di produzione dei velivoli è perfezionata dalle continue verifiche e validazioni eseguite attraverso il progetto e con il Functional Digital Mock-Up. Non solo: si possono eseguire simulazioni multidisciplinari per raggiungere determinati target di prestazioni così come controlli di qualità continui. & Defense un velivolo. I progettisti e gli architetti hanno la possibilità di progettare non solo con bozzetti digitali (Digital Mock-Up, Dmu), ma anche attraverso il nuovo Functional Mock-Up (Fmu), che incorpora il ‘comportamento’ di un progetto. Si ottiene così una definizione del programma più completa e realistica per coordinare requisiti, sistemi e strutture, in modo che tutti gli ingegneri possano lavorare in armonia. Diverso è il discorso sui flussi di valore ingegneristico integrati, dalla progettazione alla simulazione, dalla pianificazione della fabbricazione dei componenti alle attività di programmazione delle risorse. In tal caso l’obiettivo di Co-Design to Target è progettare componenti e sottosistemi per soddisfare le specifiche più rapidamente ed evitare conseguenze problematiche che potrebbero avere un impatto notevole sui costi e sulle tempistiche del programma. “Con la soluzione Co-Design to Target e la piattaforma 3DExperience gli attori coinvolti nel progetto sono aggiornati costantemente sullo status del programma e possono individuare le criticità prima che si trasformino in problemi”, dicono in Dassault Systèmes. Allo stesso modo, è possibile avere una visione istantanea dei Kpi (Key Performance Indicator) e monitorare così l’andamento del processo in corso, gestendo eventuali cambiamenti. L’integrazione prende il volo Il termine che meglio descrive la soluzione di Dassault Systèmes (presentata anche in occasione dell’ultima edizione di Maks, il Salone internazionale dell’aviazione e dello spazio, tenutosi a Zhukovsky, in Russia, dal 27 agosto al 1 settembre, ndr) è integrazione: in Co-Design to Target convergono, infatti, diversi processi, dalla gestione dei contratti alla progettazione dei sistemi, dal management dei dati a quello della configurazione. L’idea di base è ridurre la complessità di processi di sviluppo prodotto ai quali, in alcune fasi, concorrono anche migliaia di persone. Con Co-Design to Target, i team lavorano insieme e collaborano Un impegno oltre la progettazione “Negli ultimi trent’anni abbiamo svolto un ruolo cruciale con le nostre tecnologie di progettazione 3D per trasformare il modo in cui gli aerei sono progettati; ora, con la nostra piattaforma 3DExperience, vogliamo cambiare il modo in cui i nuovi programmi sono realizzati”, commenta Monica Menghini, Executive Vice President Industry and Marketing di Dassault Systèmes. L’obiettivo di ‘Co-Design to Target’ è, infatti, fornire un’esperienza in grado di garantire nuovi livelli di produttività nell’ingegneria e il controllo necessario nella fase di esecuzione per realizzare programmi in linea con quanto promesso. “Una delle sfide più grandi del settore aerospaziale e difesa è la necessità di realizzare i programmi così come concordato con i clienti; le aziende hanno tutto l’interesse ad assicurarsi che le tempistiche, il budget e le specifiche dei propri programmi siano rispettati”, dice ancora Menghini. Per informazioni Dassault Systèmes www.3ds.com Ottobre 2013 - Automazione Industriale 083 Automazione applicata Aerospace Tecnologie avanzate per spiccare il volo La chiave per migliorare sempre più l’accuratezza dei modelli e delle simulazioni applicabili all’industria aerospaziale è nello sviluppo di soluzioni tecnologiche accurate, robuste e scalabili. Parola di Ansys a cura di Giorgia Andrei D iminuzione dei consumi di carburante, riduzione dell’impatto ambientale, abbattimento dei costi di produzione e accelerazione della corsa allo spazio: le tendenze che interessano l’industria aerospaziale implicano sfide tecnologiche di grande portata, dalle tecniche avanzate di de-icing e anti-icing dei motori, a processi di progettazione sempre più efficienti. Ansys, con il suo impegno nell’innovazione tecnologica e la sua competenza sul tema, testimoniata anche dalla sua partecipazione all’Aerospace Science Meeting 2013, dà il suo contributo al settore proponendo strumenti di simulazione sempre più accurata. Diminuire i consumi La riduzione dei consumi richiede ben più di un’ottimizzazione dell’aerodinamica e una riduzione dei pesi. Tutti i sistemi di bordo devono essere ottimizzati in modo da ridurre la loro richiesta 084 Automazione Industriale - Ottobre 2013 di energia: questo significa lavorare sul singolo componente e sul sistema, gestire il consumo dell’elettronica di bordo e lavorare sul software di controllo. In tale ottica è fondamentale, ad esempio, l’ottimizzazione di sistemi come l’anti-icing (sistema volto a prevenire la formazione di ghiaccio con un dispendio costante di energia) e il de-icing (sistema che controlla la formazione di ghiaccio intervenendo in modo intermittente). “Molti sistemi di protezione dal ghiaccio si sono evoluti utilizzando tecnologie termiche, meccaniche o chimiche che includono parti pneumatiche, riscaldamento continuo o intermittente, vibrazioni”, spiega Federico Montanari, Lead Technical Services Engineer di Ansys, autore del paper ‘Reducing Fuel Burn through More Efficient Designs of De-icing and Anti-icing Systems’. “Il focus ora è quello di sviluppare tecniche che richiedono meno energia e una delle aree di maggior interesse per i costruttori di velivoli è riuscire ad analizzare le non banali relazioni tra l’energia spesa dalle diverse tecniche, l’effetto sull’aeromobile e il conseguente consumo di carburante, identificando modi per risparmiare energia senza intaccare la sicurezza assoluta del volo”. Gli strumenti Ansys, grazie alla facilità di collegare più fenomeni fisici tra loro, offrono una chiara visione di quello che accade e ne permettono uno studio più semplice. Dice ancora Montanari: “Il modello euleriano di film a parete, wall film model, in Ansys Fluent, offre la possibilità di modellare diversi fenomeni fisici associati alla formazione di ghiaccio come liquid droplet collection, film transport, particle splashing/particle stripping/particle separation, film heat transfer e il cambio di fase (evaporazione, condensazione, fusione e solidificazione); combinando questo modello con tecniche di mesh morphing (con il modulo Rbf Morph, sviluppato da Marco Biancolini dell’Università di Tor Vergata), si ha la possibilità di simulare differenti aspetti e diverse condizioni di icing (rime ice, glaze ice, run-back…) in aggiunta alla tradizionale analisi delle diverse efficienze”. Aerospace Automazione applicata Al risparmio energetico concorre in modo importante l’ottimizzazione delle prestazioni del motore. In tale ambito la simulazione numerica è impiegata da tempo e, negli anni più recenti, grazie ai nuovi modelli matematici implementati nei software Ansys, si sono ottenuti buoni risultati. Ne parla ancora Montanari: “I motori dei velivoli hanno diversi stadi, ognuno dei quali contiene diverse palette e ottenere una simulazione instazionaria complessiva a un costo ragionevole non è semplice; una soluzione efficace è il metodo Tbr (Transient Blade Row), che consente all’utente di ottenere una soluzione fullwheel transient utilizzando uno (o pochissimi) passaggi per fila di palette”. Con il metodo proposto, Ansys sostiene che il costo computazionale del calcolo è inferiore di un ordine di grandezza rispetto alla soluzione standard. Ridurre l’impatto ambientale Oltre alle soluzioni che puntano a ridurre il rumore generato dal motore, ci sono diverse ricerche che indagano l’inquinamento acustico dovuto ad altre parti del velivolo. Konstantine Kourbatski, Lead Technical Services Engineer di Ansys, nel paper ‘Landing Gear Noise - Scale-Resolving Simulations’, spiega che “il carrello è una delle maggiori fonti di rumore del velivolo durante le operazioni di decollo e atterraggio” e che “l’accuratezza della previsione del rumore è direttamente connessa all’accuratezza dei modelli di turbolenza utilizzati e allo spettro di soluzione che offrono”. Kourbatski riporta poi l’esempio della simulazione del flusso attraverso un carrello di atterraggio a quattro ruote e del calcolo del rumore generato, spiegando che sono stati usati due approcci diversi ai modelli di turbolenza: il Delayed detached eddy simulation e lo Scale-adaptive simulation. La radiazione del I trend attuali dell’industria aerospaziale implicano sfide rumore in campo lontano è stata calcolata usando il modello Ffowcs Williams and Hawkings (FW-H) ed è stato impiegato il solutore incomprimibile segregato pressurebased disponibile in Ansys Fluent, che utilizza meno memoria e meno cpu di altri modelli density-based o pressure-based comunemente impiegati per queste analisi. “Le superfici di risposta ottenute in differenti condizioni di volo hanno dimostrato un eccellente accordo con i dati sperimentali nel campo della bassa frequenza”, dice Kourbatski, il cui team ha lavorato poi per trasformare il tutto in una best practice, migliorando il meshing e aggiungendo un modello per l’analisi di dettaglio nel campo delle alte frequenze. tecnologiche di grande portata Innovare la prossima generazione di velivoli Un aereo supersonico deve essere in grado di operare in un ampio spettro di altitudini e velocità, che naturalmente includono il decollo e l’atterraggio a velocità subsoniche, la crociera subsonica, la salita e la crociera supersonica. Una delle tecnologie che garantiscono questa flessibilità è il motore a ciclo variabile, che prevede un ugello a geometria variabile e un sistema di combustione che gli consentono di operare come un turbofan o un turbogetto (o una combinazione ibrida dei due) a seconda del tipo di missione che deve compiere. La prototipazione e il test di ugelli supersonici che coprono un ampio raggio di geometrie diverse, con l’obiettivo di ottimizzare l’inviluppo operativo del velivolo, sono costosi e richiedono tempi lunghissimi. Ottobre 2013 - Automazione Industriale 085 Automazione applicata Aerospace Secondo Ansys, la simulazione numerica rappresenta la soluzione ideale per eseguire queste analisi. Manish Kumar, Senior Technology Specialist di Ansys, ha simulato insieme al suo team le diverse possibili configurazioni di un ugello in regime supersonico con diversi rapporti di pressione (da 2,5 a 7), confrontando i risultati con i dati sperimentali. “Abbiamo usato sia i solutori pressure-based sia quelli density-based di Ansys Fluent per lo studio di validazione, e abbiamo verificato com’è possibile aumentare l’accuratezza raffinando la mesh solo localmente”. I risultati della simulazione sono stati molto fedeli a quelli ottenuti sperimentalmente e lo studio ha dimostrato come un processo di simulazione ottimizzato può essere usato per Ansys dà il suo contributo al settore aerospaziale proponendo strumenti di simulazione sempre più accurata studiare l’intero inviluppo del flusso alla variazione delle geometrie dell’ugello. Una nuova era spaziale Stiamo entrando in una nuova era per i viaggi spaziali: vettori privati si affiancano o sostituiscono quelli nazionali, nuove nazioni emergenti costruiscono lanciatori, le telecomunicazioni planetarie richiedono nuove tecnologie. Angela Lestari, Technical Services Engineer di Ansys, ha guidato un team che ha portato al paper “Massively Separated Flow over a Model of the Apollo Command Module.” Un’accurata previsione dei flussi supersonici esterni è il desiderio di tutti gli ingegneri impegnati nella progettazione di un sistema di rientro in atmosfera e di una nave da trasporto orbitale. Il problema dello studio di questi flussi è che sono resi complicati dalla presenza di discontinuità dovuta alle onde d’urto che possono influenzare pesantemente i carichi termici e strutturali sul velivolo e il sul suo sistema di controllo, e dalla presenza di ampie zone di flusso separato nella scia della capsula spaziale. Gli analisti devono prevedere accuratamente la posizione delle onde d’urto e i flussi instazionari nella scia della capsula. L’aerodinamica delle capsule Apollo è stata studiata così in dettaglio che oggi siamo in possesso di una mole di dati completa in ogni tipo di regime di volo, subsonico e supersonico. Per questo è stata presa come riferimento per verificare la validità delle simulazioni effettuate con Ansys Fluent. “Abbiamo voluto dimostrare come lo strumento può essere impiegato proficuamente nell’analisi di un problema tridimensionale, valutando il flusso intorno alla capsula Apollo a differenti angoli di attacco, in volo subsonico, supersonico, regime stazionario e transitorio”, dice Lestari. “Durante lo studio sono state valutate diverse mesh, in modo da ottenere anche delle best practice da suggerire ai clienti; i risultati sono stati perfettamente in linea con i dati provenienti dalle missioni reali e dalle validazioni in galleria del vento, dimostrando ancora una volta la bontà e l’affidabilità della simulazione numerica”. Per informazioni Ansys www.ansys.com 086 Automazione Industriale - Ottobre 2013 IL DONO DELL'INNOVAZIONE DESIGNSPARK MECHANICAL Noi di RS Components vogliamo aiutare i progettisti a creare prodotti rivoluzionari. +LSUVZ[YVPTWLNUVULPJVUMYVU[PKLSSPUUV]HaPVULLKLSWYVNYLZZVILULÄJPHUV[\[[PPWYVNL[[PZ[P grazie a strumenti di progettazione di livello mondiale. +LZPNU:WHYR4LJOHUPJHSu\UWV[LU[LZVM[^HYLWLYSHTVKLSSHaPVUL+MHJPSLKHPTWHYHYLLPU[\P[P]V KH\[PSPaaHYLJVUPSX\HSLWV[YHPKHYL]P[HHU\V]LPKLLHUJVYHWP]LSVJLTLU[LKPWYPTH SCARICA GRATUITAMENTE DESIGNSPARK MECHANICAL Scopri l'innovazione 3D all'indirizzo www.designspark.com/mechanical DEVELOPED BY