A cura di fr. Giacinto D’Angelo
1. Premessa storica
Francesco, e poi i suoi frati, mediante la predicazione itinerante, suscitarono nel
popolo un desiderio di risveglio della vita cristiana e un fervore religioso tali da spingere molti a
seguirli sulla via della penitenza entrando nei conventi dei Frati o nei monasteri delle Clarisse. Non
tutti, però, erano liberi per poterlo fare e, rimanendo nel secolo, non rinunciavano a volerli seguire
in uno stile di vita analoga alla scelta dei Frati e delle Clarisse.
Nacque, così, un diffuso movimento popolare legato ai francescani, l’Ordine dei fratelli
della penitenza o Terz’Ordine di San Francesco, oggi Ordine Francescano Secolare. Terzo, in
ordine cronologico, l’OFS partecipa all’unica finalità che accomuna tutta la famiglia francescana: la
conformità a Cristo attraverso la radicale osservanza del Vangelo, sulle tracce di Francesco
d’Assisi.
Quindi, l’OFS è una realtà ecclesiale fiorita come componente essenziale della famiglia
francescana ed offre un complementare e vitale contributo per la pienezza del carisma francescano;
un carisma che suscita entusiasmo e si dilata, fuori dei conventi e dei monasteri, per prendere
dimora nelle case e nelle strutture secolari: nobili e plebei, chierici (preti, vescovi, papi) e laici,
uomini e donne, vedono in Francesco un
“singolare maestro di vita evangelica, veramente glorioso; mediante il suo
esempio, la sua Regola e il suo insegnamento, si rinnova la Chiesa di Cristo nei suoi
fedeli, uomini e donne, e trionfa la triplice milizia degli eletti.
A tutti dava una regola di vita, e indicava la via della salvezza a ciascuno secondo
la propria condizione” (1 Cel 37, FF 384-85).
La spiritualità francescana è andata arricchendosi attraverso la ricerca di perfezione dei
fratelli e sorelle della penitenza ed è passata nelle Regole che, nel tempo della sua storia, l’Ordine
Francescano Secolare ha avuto da san Francesco e dai Papi.
La strada secolare ha prodotto, nei secoli, frutti di santità e di perfezione nell’esercizio
eroico delle virtù. Ne ricordiamo solo alcuni/e: santa Elisabetta d’Ungheria, san Ferdinando III di
Castiglia, santa Rosa da Viterbo, beato Lucchese da Poggibonsi, san Ludovico IX di Francia, santa
Margherita da Cortona, san Rocco da Montpellier, santa Brigida di Svezia, san Tommaso Moro, san
Carlo Borromeo, santa Maria Francesca dalle Cinque Piaghe, san Giuseppe Benedetto Cottolengo,
san Giovannui M. Vianney, san Giuseppe Cafasso, beato Pio IX, san Giovanni Bosco, beato
Contardo Ferrini, san Pio X, san Luigi Guanella, santa Francesca Saveria Cabrini, san Luigi Orione,
beato Giovanni XXIII.
Fra i terziari famosi, nelle arti e nelle scienze, vanno ricordati: Dante, Giotto, Leonardo da
Vinci, Antonello da Messina, G. Galilei, Cervantes, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, L.
Galvani, A. Volta ecc.
2.
Norme di vita per i francescani secolari
In questo breve excursus storico si sottolineano gli aspetti essenziali delle norme di vita su
cui tanti fratelli e sorelle hanno modellato la loro vita di santità, di testimonianza cristiana e
impegno per l’evangelizzazione.
2.1 Prima Lettera ai Fedeli
Questa prima lettera per Paul Sabatier è un’anticipazione (per alcuni solo un tardivo estratto)
della seconda lettera; per K. Esser il rapporto tra le due lettere è quello che passa tra la forma
vivendi e la Regola non bollata per i frati minori.
Kajetan Esser diede alla prima redazione della Lettera ai Fedeli il sottotitolo “Esortazione
di San Francesco ai Fratelli e alle Sorelle della Penitenza”, individuandovi un primo programma di
vita evangelica per i Terziari che, nel 1221, ebbero la regola dal cardinale Ugolino da Ostia,
Memoriale propositi.
Nella nuova edizione delle Fonti Francescane il sottotitolo di Esser è stato sostituito
dall’epigrafe premessa al codice di Volterra:
Queste sono parole di vita e di salvezza,
e se qualcuno le avrà lette e messe in pratica,
troverà la vita e attingerà la salvezza dal Signore.
La lettera, poco anteriore al Memoriale propositi, è in due brevi capitoli: può essere
considerata un invito programmatico per una via di penitenza evangelica per allontanarsi da quella
della perdizione. Infatti, sintetizza la condizione felice di “quelli e quelle” che amano Dio e il
prossimo e “fanno frutti degni di penitenza” e quella infelice dei “ciechi” che “non vivono nella
penitenza”.
E’ interessane l’esordio che sottolinea l’amore a Dio e al prossimo e l’eucaristia, come
elementi fondamentali per la vita evangelica:
“Tutti coloro che amano il Signore con tutto il cuore, con tutta l’anima e la mente, con
tutta la forza e amano i loro prossimi come se stessi… ricevono il corpo e il sangue del
Signore nostro Gesù Cristo, e fanno frutti degni di penitenza” (vv. 1-2).
Altrettanto significativa, per la spiritualità francescana, è la traduzione pratica che Francesco
fa della centralità di Cristo nella propria vita:
“Oh, come sono beati e benedetti quelli e quelle, quando fanno tali cose e perseverano
in esse, perché riposerà su di essi lo Spirito del Signore, e farà presso di loro la sua
abitazione e dimora, e sono figli del Padre celeste del quale compiono le opere. E sono
sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo.
Siamo sposi, quando nello Spirito Santo l’anima si unisce al Signore nostro Gesù
Cristo. Siamo suoi fratelli quando facciamo la volontà del Padre che è nei cieli. Siamo
madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo per mezzo del divino
amore e della pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che
deve risplendere in esempio per gli altri” (vv. 5-10).
2.2. Seconda Lettera ai Fedeli
La lettera, in dodici capitoli, risale agli ultimi anni di vita di Francesco. L’ambito dei suoi
destinatari è più largo dei soli “fratelli della penitenza” della prima lettera.
La lettera è ricca di citazioni bibliche e Francesco, animato dal bisogno interiore di
annunciare a tutti le parole del Verbo del Padre e le parole dello Spirito Santo “che sono spirito e
vita“, partendo dalla contemplazione degli eventi principali della salvezza (nascita del Verbo nella
vera carne e sua offerta sacrificale sulla croce vv. 4-14) propone un preciso programma di vita
evangelica intorno
- all’amore di Dio, vv. 18-21.22-24;
all’amore concreto del prossimo, vv. 25-31.38-44.47;
alla fede nella Chiesa, vv. 33-36;
alla vita ascetica, vv. 32.45-46.
*
*
*
Con le sue due Lettere ai Fedeli Francesco intese istituire un suo Ordine della Penitenza, poi
chiamato Terz’Ordine? La questione è ancora aperta e non si è pervenuti ad una conclusione,
storicamente accertata. Tuttavia Francesco può essere considerato l’ispiratore di un ampio richiamo
penitenziale che, di certo, ebbe vasta risonanza tra i contemporanei e numerosi seguaci, nella
condizione secolare. A tale movimento, approvato dalla Chiesa, fu data una norma di vita dai frati e
dalle autorità ecclesiastiche.
Va ricordato, però, che la prima Lettera ai Fedeli fa da premessa all’attuale Regola di Paolo
VI (1978). Un significativo ripartire, nei tempi nostri, dall’esortazione di Francesco per i fratelli e le
sorelle della penitenza; un documento spirituale, se non normativo, che esprime tutta la sensibilità
evangelica di Francesco e il suo ardore di coinvolgere, nell’amore a Dio e al prossimo, quanti
incontrava sul suo cammino.
-
2.3. Memoriale propositi o Regola Antica, 1221
Memoriale propositi, o Regola Antica, del 1221, è il primo documento che regola il già
esistente movimento secolare dei Fratelli e Sorelle della penitenza, pronti a tradurre l’ideale
evangelico di Francesco nella loro vita personale, nella famiglia e nella società .
A redigerlo fu il cardinale Ugolino di Ostia, Protettore dell’Ordine e futuro Gregorio IX
(1227-41), che riassumendo le indicazioni essenziali per i penitenti offre al movimento francescano
spontaneo una base giuridica per il riconoscimento di Ordine della penitenza.
Questo primo documento legislativo e spirituale dell’OFS è stato il testo di riferimento per
le successive Regole ed ha esercitato un ruolo notevole nel radicare il carisma francescano nella vita
dei fratelli e delle sorelle della penitenza, come si può rilevare dall’incipit:
“Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, amen. Il Memoriale del
progetto di vita dei fratelli e delle sorelle della penitenza, viventi nelle proprie case,
iniziato nell’anno del Signore 1221, è questo: “ (FF, nuova edizione, 3364/1).
Il documento, in otto paragrafi, offre precise indicazioni per le scelte e i comportamenti dei
secolari francescani. I paragrafi hanno questi titoli:
- Del vestire
- Dell’astinenza
- Del digiuno
- Del modo di pregare
- Della confessione e della comunione, del dovere della restituzione, di non portare armi e
dei giuramenti
- Della messa e della riunione mensile
- Della visita ai malati e della sepoltura dei defunti
- Della correzione e delle dispense e degli officiali.
A conclusione del Memoriale propositi c’è il Rito per la benedizione delle vesti.
Per avere un’idea di quanto fosse alto l’ideale proposto e quanto esigente l’impegno per i
francescani secolari, in questa prima Regola, mi limito a due esemplificazioni:
a) La preghiera quotidiana: celebrare ogni giorno in chiesa le sette ore canoniche (mattutino,
prima, terza, sesta, nona, vespri e compieta) secondo l’uso dei chierici (modulato sulla tradizione
dell’Antico Testamento ove al pio israelita veniva chiesto di lodare il Signore sette volte al giorno).
Non andando in chiesa, o per gli illetterati, si concedeva di recitare i Pater noster.
Nella Regola bollata dei Frati Minori, infatti, per i laici erano prescritti 24 Pater noster per
mattutino, 5 per le lodi, 7 per prima - terza - sesta - nona, 12 per vespro e 7 per compieta1.
b) Non prendano contro nessuno armi da offesa, né le portino con sé (FF 3364/7): il
francescano è per la pace e per la fratellanza universale; la rinuncia alle armi, in quel periodo
burrascoso di continue lotte, era un atteggiamento profetico e doveva coerentemente attestare la
scelta di vita del francescano secolare.
2.4. Regola dei fratelli e delle sorelle della penitenza
Niccolò IV, costit. Supra montem, 1289
Niccolò IV (1288-92), fra Girolamo Masci, è il primo Papa francescano, passato alla storia
come il Papa delle missioni: inviò Giovanni da Montecorvino in Cina (1294-1328).
Con la bolla Supra montem del 18 agosto1289, il Papa riprende il Memoriale propositi, ne
rielabora la redazione e lo conferma come regola dei penitenti francescani. La Regola di Niccolò
IV, base legislativa dell’Ordine fino all’intervento di Leone XIII nel 1883, mira a conferire una
volto più spirituale e certezza giuridica alle Fraternità dei penitenti francescani moltiplicatesi
capillarmente in tutti i luoghi di presenza dei Frati.
Nei venti capitoli la Regola, conservando sostanzialmente il contenuto, amplia e dà una
organica sistemazione al Memoriale propositi. L’importanza dell’intervento papale è che,
finalmente, dai semplici interventi ispirazionali offerti in precedenza ai francescani penitenti si
perviene ad un riconoscimento ufficiale del movimento, ratificato con bolla pontificia, il cui punto
nodale è la solidità della fede fondata sulla “roccia della fede cattolica” (Supra montem): lo stile di
vita dei penitenti francescani va edificato sulla fede cattolica e sulla fedeltà incondizionata alla
madre Chiesa.
Inoltre, il Papa indica Francesco come il fondatore dei penitenti francescani:
“Perciò il glorioso confessore di Cristo san Francesco, istitutore di questo
Ordine, mostrando nel contempo con la vita e con l’esempio la via per accedere al
Signore, educò i suoi figli nella sincerità di questa fede e comandò loro di professarla, di
tenerla sempre con fermezza e di esprimerla in opere, affinché, camminando in modo
salutare per i suoi sentieri, meritassero di conseguire l’eterna beatitudine al termine del
pellegrinaggio terreno” (FF 3365).
1
Nella struttura della Liturgia delle ore, oggi, si è molto semplificato. Le ore canoniche
sono: Ufficio delle Letture (l’antico ‘mattutino’), da recitare a qualsiasi ora del giorno; Lodi
(all’alba), Ora media (una sola ora da scegliere tra: Terza, dalle 8 alle 10, Sesta, dalle 11 alle 14, e
Nona, alle 15), Vespri (al tramonto del sole) e Compieta (ultima preghiera del giorno, prima di
andare a letto).
Un principio fondamentale per la Liturgia delle Ore è l’orarietà, cioè il rispetto dell’ora
corrispondente ad ogni singola ora: non si può celebrare Lodi a mezzogiorno o Vespri a sera tardi
ecc.; quando non è possibile lodare Dio con i salmi, nell’orario congruo, allora si possono utilizzare
le indicazioni dei Pater noster.
Lo stretto legame dell’Ordine dei penitenti con san Francesco e i Frati Minori è ribadito al
cap. XVI: “Ma poiché la presente forma di vita è stata istituita dal suddetto beato Francesco,
disponiamo che i visitatori e gli istruttori vengano scelti nell’Ordine dei frati minori, quelli che i
custodi e i guardiani dello stesso Ordine riterranno di assegnare quando su ciò siano richiesti” (FF
3386).
Per circa 600 anni, è stata la Regola per il Terz’Ordine secolare. Nel corso di questo lungo
periodo vanno ricordati gli Statuti generali o Costituzioni (Innocenzo XI, 1688), che apportarono
delle aggiunte, capitolo per capitolo, per l’organizzazione del movimento francescano secolare.
2.5. Regola del Terz’Ordine Francescano
Leone XIII, costit. Misericors Dei Filius,1883
Leone XIII (1878-1903), vescovo di Perugia (1846-77) e terziario francescano dal 1872, è
un Papa che ha amato molto la famiglia francescana. I suoi lungimiranti interventi per i Frati Minori
(bolla Felicitate quidam, 1897, per l’unificazione delle varie componenti dell’Ordine) e per i
Terziari (Regola, 1883), sono indicativi di una stima e fiducia per i Frati Minori e per il movimento
francescano secolare.
Leone XIII, passato alla storia come il Papa dei lavoratori per l’enciclica sociale Rerum
novarum (1891), aveva a cuore il rinnovamento cristiano della società, disorientata dal positivismo
e materialismo del XIX secolo.
La questione romana, poi, dopo l’annessione dello stato pontificio ad opera del liberalismo
massonico, promotore dell’unificazione d’Italia e del trasferimento della capitale del Regno a
Roma, senza dimenticare le leggi eversive con la soppressione degli ordini religiosi, avevano creato
nella società italiana un clima di anticlericalismo e di emarginazione dei cristiani.
Leone XIII ebbe una grande stima del Terz’Ordine francescano secolare e conoscendo la sua
presenza capillare su tutto il territorio italiano puntò sul rinnovamento e potenziamento del
movimento francescano per un suo contributo alla riforma sociale cristiana.
Pertanto sostituì la Regola di Niccolo IV, ormai obsoleta per tempi culturalmente e
socialmente cambiati, e promulgò, con la costituzione apostolica Misericors Dei Filius del 30
maggio 1883, la nuova Regola del Terz’Ordine secolare di San Francesco.
Nella costituzione il Papa, dichiarando l’intento del documento emanato, esprime anche le
attese della Chiesa dalla rinnovata testimonianza dei laicato francescano:
“Noi, ispirando il nostro animo a tali principi nell’esercizio del sommo
pontificato, stimiamo dovere del nostro ufficio valutare la natura dei tempi com’è giusto
e considerare tutte le circostanze, perché non vi sia difficoltà che ostacoli qualcuno dalla
pratica di salutari virtù. Ed ora ci è piaciuto adeguare a questa norma il sodalizio
francescano del Terz’Ordine secolare e ponderare diligentemente se sia opportuno
adattarne la legislazione secondo i nuovi tempi.
Noi abbiamo già raccomandato caldamente alla pietà dei fedeli questa eccellente
istituzione del patriarca san Francesco nella nostra enciclica Auspicato, pubblicata il 17
settembre dello scorso anno. La pubblicammo con il desiderio e l’unico intento di
richiamare in tempo opportuno, con il nostro invito, quanti più possibile all’acquisto
della santità cristiana. Infatti, origine principale dei mali che ci sovrastano e dei pericoli
che ci minacciano è la trascuratezza dell’osservanza delle virtù cristiane…
Ora l’osservanza appunto dei precetti di Gesù Cristo mirano gli istituti di san
Francesco, poiché il santissimo loro fondatore non si propose altro che aprire ad essi
come una palestra in cui la vita cristiana venisse esercitata con maggiore diligenza.
Certamente i primi due Ordini francescani, addestrandosi alla scuola di grandi virtù,
tendono a qualcosa di più perfetto e divino. Ma questi due Ordini sono accessibili a
pochi, cioè a quelli soltanto ai quali per speciale grazia di Dio è concesso di aspirare con
fervore singolare alla santità dei consigli evangelici. Il Terz’Ordine, invece, è stato fatto
per il popolo. E quanta efficacia esso abbia nel formare costumi buoni, integri e pii,
risulta evidente dalla cosa in sé e dalla testimonianza dei tempi passati” (FF 3393-95).
La Regola di Leone XIII di quella di Niccolò IV conserva quanto vi era di attualità e
modifica o ripropone quanto, ai suoi tempi, riteneva necessario per una vita cristiana fervorosa e
impegnata. Il tutto in tre brevi capitoli
I - Accettazione, noviziato e professione
II - Della disciplina
III - Degli uffici, della visita, della Regola
completati da altri tre sulle indulgenze e i privilegi.
La Regola di Leone XIII provocò, immediatamente, un’ondata di rinnovamento in tutto il
francescanesimo secolare d’Italia e, in particolare, un maggiore impegno dei Terziari nell’ambito
sociale.
2.6. Regola dell’Ordine Francescano Secolare
di Paolo VI, costit. Seraphicus patriarca 1978
L’onda innovativa del Concilio Vaticano II, con l’invito agli Istituti di rinnovarsi e ritornare
al carisma delle origini, raggiunse anche il movimento francescano secolare, che, già nel 1966, fu
autorizzato alla revisione della Regola. Il lavoro di revisione, a livello interfrancescano, durò un
decennio e, nel 1977, si pervenne alla stesura del nuovo testo della Regola, promulgata da Paolo VI
con la lettera apostolica Seraphicus patriarca del 24 giugno 1978.
La struttura della nuova Regola è costituita da un prologo, tre capitoli (per complessivi 26
articoli: 2 in più di quella di Leone XIII) e la benedizione finale:
 Prologo: la menzionata prima Lettera ai Fedeli, di cui si è parlato a p. 15.
 Primo capitolo: 3 articoli per presentare l’OFS come un Ordine impegnato, sulle orme di
san Francesco, a vivere il Vangelo nel nostro tempo.
 Secondo capitolo: in 16 articoli indica la forma di vita per motivare comportamenti
idonei per la ricerca di conformarsi a Cristo sull’esempio di Francesco.
 Il terzo capitolo, La vita della Fraternità, organizza in 7 articoli la vita interna e di
comunione, nella regione e nella nazione, delle Fraternità .Benedizione finale.
3. La vita della Fraternità OFS a Nocera
La data di istituzione della Fraternità dell’Ordine Francescano Secolare, rione Grotti di
Nocera Superiore, presso il convento Santa Maria degli Angeli, non è conosciuta ma possiamo
presumere che sia iniziata con l’apertura del convento quando la chiesa, antica parrocchia secolare
dal titolo Santa Maria della Torre, fu ceduta nel 1589 da Mons. Sulpicio Costanzo, Vescovo di
Nocera dei Pagani, ai Frati Minori che la chiamarono Santa Maria degli Angeli; nello stesso anno
un benefattore napoletano, Antonio Manzi, donò ai Frati una casa e un orto su cui fu costruito il
convento ad un solo piano, iniziato nel 1592.
Ab immemorabili, quindi, i francescani secolari hanno sempre affiancato la vita evangelica
dei frati di Santa Maria degli Angeli e collaborato all’evangelizzazione del territorio.
Oggi la Fraternità OFS è costituita da circa cinquanta sodali, assidui agli incontri formativi;
ioltre 15 novizi, 11 aspiranti; una trentina, invece, sono i professi che per malattia o motivi vari non
frequentano.
3.1. Il Consiglio della Fraternità, in carica dal 22 gennaio 2012, è così costituito:
Ministra:
Vice Ministra:
Consiglieri:
Rosetta Petrosino
Claudia Abate
Giovanna Filosa, Michela Trotta, Maria Rosa Di Domenico
Ernestina Vicinanza e Giuseppina Petrosino,
Segretaria ed economa:
Ernestina Vicinanza
Assistente:
P. Giacinto D’Angelo
Responsabile del laboratorio: Giuseppina Petrosino
Delegate alla Formazione , insieme a P. Giacinto D’Angelo:
M. R. Di Domenico: novizi di 1° anno e professi temporanei
Michela Trotta:
novizi di 2° anno e delegata Gi.Fra.
Giovanna Filosa:
vice delegata Gi.Fra.
Angela Aitella:
Iniziandi e simpatizzanti
Altri membri cooptati del Consiglio sono: Angela Aitella (formazione), ANNA Trotta (per il
laboratorio). Responsabili di zona: Gemma Pecoraro e i coniugi Luigi e Maria Rosaria Esposito
(Nocera Inferiore), Maria Sellitti (Grotti), Giovanna Geniale (Portaromana).
Il Consiglio si riunisce una volta al mese il venerdì precedente la terza domenica del mese e
quando lo esigono circostanze particolari.
Programma formativo 2011-12
Documento CEI, Educare alla vita buona del Vangelo
Orientamenti pastorali per il decennio 2010/20
anche quelli in formazione iniziale,
alle ore 16 (o 17), la prima e terza domenica del mese sul tema: Educazione al Vangelo
e vita quotidiana, testo OFS nazionale, Assisi 2011.
Inoltre: aggiornamento sui documenti magisteriali e confronto con il contesto sociale in
continua evoluzione.
La formazione a tutta la Fraternità (compresi quanti sono in formazione iniziale) viene
offerta nei due incontri mensili e nelle varie iniziative promozionali (ritiri, ora di adorazione, lectio
divina ecc.) e la partecipazione alle varie iniziative durante i tempi liturgici: ora di adorazione
settimanale, i ritiri di avvento e di quaresima, le novene e veglie dell’Immacolata e di Pentecoste, i
transiti di San Francesco e Santa Chiara, la novena di san Francesco, il triduo per Santa Elisabetta.
Programma formativo differenziato per iniziandi, novizi e professi temporanei
Due incontri mensili, animati dall’Assistente P.
Giacinto D’Angelo e dalla delegata Angela Aitella: 2° e 4° lunedì del mese alle ore 18.30
(con l’ora solare) o 18.00 (con l’ora legale)..
Percorso formativo con questi obiettivi: discernimento vocazionale e verifica della fede;
rinnovata coscienza degli impegni battesimali; diventare adulti nella fede; educazione alla
preghiera; conoscere s. Francesco e s. Chiara.
Testi di riferimento: Youcat italiano, Youth catechism per conoscere e vivere la fede nella
Chiesa, Città Nuova, 2011; inoltre Le Fonti francescane.
Il periodo di discernimento vocazionale dura un anno. A seconda dei casi e della
preparazione di base è previsto il prolungamento a due anni il tempo di discernimento.
Il noviziato dura due anni:.
Novizi di 1° anno Un incontro mensile animato dall’Assistente P. Giacinto D’Angelo e dalla
delegata Maria Rosa Di Domenico: 4° sabato del mese alle ore 19.00.
- Maturazione della vocazione secolare; senso di appartenenza ad un Ordine; introduzione agli
scritti di San Francesco e alla spiritualità francescana.
- Storia delle Regole OFS dalla Lettera di san Francesco ai fedeli, al Memoriale propositi (1221) e
a quella di Paolo VI (1978): i contenuti della forma di vita OFS.
* Novizi di 2° anno un incontro mensile animato dall’Assistente P. Giacinto D’Angelo e dalla
delegata Michela Trotta: 2° sabato del mese alle ore 16.30.
- Biografie di san Francesco, santa Chiara e santa Elisabetta.
- Studio delle Costituzioni generali OFS
Per i professi temporanei (i primi tre anni di professione) la
formazione specifica continua con un incontro mensile, animato dall’Assistente P. Giacinto
D’Angelo e dalla delegata Maria Rosa Di Domenico: il 3° sabato del mese alle ore 17.00.
- spiritualità francescana: la via di Francesco; la preghiera e la Fraternità nelle Fonti Francescane
- spiritualità secolare: vocazione laicale, secolare e magistero della Chiesa
- spiritualità secolare-francescana: la famiglia, il lavoro, l’impegno socio-politico.
3.4. Iniziative di evangelizzazione
La nostra Fraternità è interparrocchiale (insiste tra Nocera Inferiore e Nocera Superiore con
alcuni adepti anche dei paesi vicini) sicché alcune sorelle e fratelli collaborano nelle rispettive
parrocchie (catechesi, caritas ecc.) e convengono nella Fraternità per coltivare la vita francescana.
Le iniziative attivate per le Missioni sono il laboratorio missionario (le sorelle si
riuniscono nella sede OFS a Santa Maria degli Angeli ogni martedì pomeriggio o lavorano a casa
per l’allestimento di una/due mostre all’anno), e la sagra del dolce a san Francesco.
Inoltre, alcune consorelle, personalmente, e la Fraternità con l’adesione all’adozione a
distanza, attivata dal Centro Provinciale Missionario, contribuiscono alla promozione umana e
religiosa in terre disagiate.
Analoga collaborazione nella promozione umana e religiosa è offerta per la Tanzania,
Croazia, Brasile, con la caritas diocesana, con l’ “Associazione Amici di P. Faustino Caruso”. Non
manca, ovviamente, una fraterna attenzione alle Sorelle Clarisse del territorio provinciale e della
Fondazione brasiliana.
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Fraternità - Santa Maria degli Angeli