ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA Ufficio stampa Rassegna stampa 22 marzo 2011 Responsabile :Claudio Rao (tel. 06/32.21.805 – email:[email protected]) 1 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA SOMMARIO Pag 4 CONCILIAZIONE: Perché la media-conciliazione è incostituzionale Pag 11 CONCILIAZIONE: Invito ad aderire all‘astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo Pag 12 CONCILIAZIONE: Delibera OUA - Astensione dalle udienze dal 16 al 22 marzo Pag 14 CONCILIAZIONE: Lettera aperta ai cittadini Pag 15 CONCILIAZIONE: Si conclude oggi con successo l‘astensione dalle udienze degli avvocati - comunicato stampa OUA Pag 17 CONCILIAZIONE: Alfano: italiani troppo litigiosi Meno processi con la conciliazione (il corriere della sera) Pag 18 CONCILIAZIONE: Lo sciopero degli avvocati - Il sì del Cnf (il corriere della sera) Pag 19 CONCILIAZIONE: Giustizia civile, arriva il mediatore Obbligatorio tentare la conciliazione (la repubblica) Pag 20 CONCILIAZIONE: de Tilla: ―Pasticcio spaventoso e incostituzionale‖ (il mattino) Pag 21 CONCILIAZIONE: Alfano difende i nuovi mediatori "Sarà un successo" (la stampa) Pag 22 CONCILIAZIONE: Siamo il quarto Paese più litigioso d'Europa: piano di Alfano per snellire i tribunali ingolfati (il giornale) Pag 23 CONCILIAZIONE: Alfano, con obbligo conciliazione meno liti in Tribunale (ansa) Pag 24 CONCILIAZIONE: de Tilla (OUA), con mediazione civile è il caos (ansa) Pag 25 CONCILIAZIONE: Cause civili, prima del Tribunale si dovrà tentare una mediazione (il messaggero – cronaca di Roma) Pag 26 CONCILIAZIONE: Ottomila conciliatori ai blocchi di partenza. de Tilla (Oua): è solo business che fallirà (www.mondoprofessionisti.eu) Pag 27 CONCILIAZIONE: Mediazione: si conclude oggi il primo sciopero (il denaro) Pag 28 CONCILIAZIONE: Per la mediazione avvio soft (il sole 24 ore) Pag 29 CONCILIAZIONE: Alfano: la conciliazione riduce il tasso di litigiosità (gazzetta del sud) Pag 30 CONCILIAZIONE: Manifesto Consiglio Ordine Avvocati di Palermo (il giornale di sicilia) Pag 31 CONCILIAZIONE:Manifesto Consiglio Ordine Avvocati di Mantova (gazzetta di Mantova) Pag 33 CONCILIAZIONE: Alfano: un filtro alle controversie (il sole 24 ore) Pag 35 CONCILIAZIONE: Alla riforma della stretta di mano Ora servono fondi (e un po‘ di fiducia) (il corriere della sera) Pag 36 CONCILIAZIONE: Affitti, eredità, famiglia Tutte le mosse per fare pace (il corriere della sera) Pag 37 CONCILIAZIONE: E‘ subito lite sulla conciliazione (il mattino) Pag 38 CONCILIAZIONE: Una giustizia giusta è (anche) questione di tempo di Jean Marie del Bo e Giovanni Negri (il sole 24 ore) Pag 39 CONCILIAZIONE: Il primo caso, una polizza vita (il corriere della sera) Pag 40 CONCILIAZIONE: Cause civili, scatta la conciliazione (la nazione) Pag 41 CONCILIAZIONE: Consumatori soddisfatti <<Ma l‘obbligo spesso non funziona>> (la nazione) Pag 42 CONCILIAZIONE: La conciliazione ora dà i numeri (italia oggi) Pag 44 CONCILIAZIONE: Dai legali di Bologna la consulenza gratuita (italia oggi) Pag 45 CONCILIAZIONE: Viaggio nelle città (il sole 24 ore) Pag 48 CONCILIAZIONE: Conciliazione obbligatoria, avvocati in protesta fino a martedì (il resto del carlino) Pag 49 CONCILIAZIONE: Ipotesi incostituzionalità - Camera civile in campo (il denaro) 2 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA Pag 50 CONCILIAZIONE: Controversie legali, si volta pagina: istruzioni per l‘uso di Marco Melissa – Dottore Commercialista (il denaro) Pag 51 CONCILIAZIONE: Unioncamere sorride - Numerose le richieste (italia oggi) Pag 52 CONCILIAZIONE: I commercialisti scaldano i motori. Ma Napoli registra i primi due casi (italia oggi) Pag 53 AVVOCATI: Avvocatura e democrazia, fondazione del Cnf (il denaro) Pag 54 PREVIDENZA:Casse, parte l'indagine sull'immobiliare (italia oggi) Pag 56 PRIVACY:Sarah: garante privacy a Codacons, segnalati casi a Procura (ansa) 3 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA PERCHE’ LA MEDIA-CONCILIAZIONE E’ INCOSTITUZIONALE SETTE FONDATE QUESTIONI DI INCOSTITUZIONALITÀ DEL D.LG. 28/10 SULLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA 1. Violazione degli artt. 76 e 77 Cost. La obbligatorietà della mediaconciliazione viola la Costituzione, tanto più perché collegata alla mancata previsione di necessità dell’assistenza dell’avvocato. Anzitutto va chiarito che il legislatore delegante – in conformità alla prescrizione impartita dalla Direttiva Europea – aveva stabilito che dovesse essere introdotto un meccanismo di conciliazione, ma non ne aveva affatto previsto la obbligatorietà, né aveva consentito che essa potesse essere considerata condizione dì procedibilità della domanda giudiziaria. Il d.lgs. 28/10 è, quindi, viziato per eccesso di delega, in quanto appare evidente che una condizione di procedibilità di una domanda giudiziaria, ex art. 24 Cost., può essere introdotta esclusivamente dal legislatore, e quindi il Governo avrebbe potuto farlo soltanto se ne fosse stato autorizzato dalla legge di delega. Si ha così la palese violazione degli artt. 76 e 77 Cost. per contrasto tra la legge delega e il decreto legislativo. Va, in proposito, osservato che l’art. 60 della legge 69/09 (legge delega) al terzo comma lett. a) prescrive che nell’esercizio della delega il Governo si attenga, tra gli altri, al seguente principio e criterio direttivo “ ... a) prevedere che la mediazione, finalizzata alla conciliazione, abbia per oggetto controversie su diritti disponibili, senza precludere l’accesso alla giustizia”. Orbene, in aperto contrasto con la prescrizione della legge delega, l’art. 5 del d.lgs. 28/10 configura il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale, di fatto precludendo l’immediato accesso alla giustizia. Il d.lgs. 28/10, concependo il procedimento di mediazione quale propedeutico alla domanda giudiziale, rischia di compromettere l’effettività della stessa tutela giudiziale. Non può argomentarsi, in senso contrario, che la mediazione di cui all’art. 5 del d.lgs. 28/10 non preclude l’accesso alla giustizia, poiché attivato il procedimento di mediazione e trascorsi i quattro mesi di cui all’art. 6, l’accesso alla giustizia è possibile, e la condizione di procedibilità della domanda è assolta. Ed infatti, che dopo il procedimento di mediazione la parte possa adire il giudice è circostanza del tutto evidente, e certamente non v’era bisogno che la legge ricordasse una ovvietà del genere, poiché nel nostro sistema è impensabile che, dopo una condizione di procedibilità, non si possa procedere, ovvero non si dia alla parte il diritto della tutela giurisdizionale. Pertanto, se l’art. 60 della l. 69/09 aveva stabilito che la mediazione doveva darsi “senza precludere l’accesso alla giustizia”, essa, evidentemente, non faceva riferimento alla possibilità della parte di adire il 4 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA giudice dopo la mediazione, cosa scontata e ovvia, ma faceva riferimento alla necessità che la mediazione non condizionasse il diritto di azione, e quindi non fosse costruita come condizione di procedibilità. Né può argomentarsi che il problema non sussiste per la brevità del termine di quattro mesi, cosicché la condizione di procedibilità dell’art. 5 sarebbe compensata dal termine breve fissato nell’art. 6. Ciò, infatti, non può sostenersi perché il termine breve di quattro mesi era già stato fissato dalla legge delega, e precisamente nella lettera q) dell’art. 60, la quale, al tempo stesso, però, voleva che il procedimento di mediazione si desse comunque senza “precludere l’accesso alla giustizia”. Dunque, la legge delega voleva sia che il procedimento di mediazione non durasse più di quattro mesi, sia che il procedimento di mediazione non precludesse l’accesso alla giustizia. L’argomento della brevità del termine non può quindi essere utilizzato per escludere l’eccesso di delega, poiché, al contrario, il d.lgs. 28/10, mantenendo il termine già fissato nella lettera q) dell’art. 60 della l. 69/09, non ha però rispettato la medesima disposizione di legge nella parte in cui escludeva che il procedimento potesse costituire condizione di procedibilità della domanda, ovvero fosse in grado di precludere, per tutta la sua durata, l’accesso al giudice. Nel rispetto dell’art. 60 della legge delega 69/09, l’obbligatorietà del procedimento di mediazione in tutte le ipotesi dell’art. 5 del d.lgs. 28/10 non poteva dunque darsi. L’art. 5 del d.lgs. 28/10, in contrasto con l’art. 60 della l. 69/09, è pertanto incostituzionale per violazione degli artt. 76 e 77 Cost. 2. Violazione degli artt. 24, 76 e 77 Cost. Il d.lgs. 28/10, all’art. 16 e nell’intero capo terzo intitolato “organismi di mediazione”, disattende palesemente la previsione della delega. Non vi è, infatti, traccia, di qualsivoglia criterio o parametro volto a selezionare gli organismi deputati alla mediazione in base a criteri di professionalità ed indipendenza. L’art. 16, infatti, si limita a stabilire che qualunque ente pubblico o privato che dia garanzie di serietà ed efficienza sia abilitato a costituire un organismo di mediazione. Con ciò disattendendo la previsione della delega ove circoscrive lo svolgimento dell’attività di mediazione esclusivamente in capo ad organismi professionali ed indipendenti e dunque attuando, al di là delle previsioni della stessa legge delega, una sorta di liberalizzazione nella costituzione e abilitazione degli organismi di mediazione. Entrambe le previsioni del d.lgs. 28/10, tanto l’art. 5 quanto l’art. 16, si pongono, pertanto, in aperto contrasto con le previsioni della legge delega. Quando invece, alla stregua dell’univoco orientamento della giurisprudenza costituzionale, “il potere di riempimento dai legislatore delegato, per quanto ampio possa essere, non può mai assurgere a principio o a criterio direttivo, in quanto agli antipodi di una legislazione vincolata, quale è, per definizione, la legislazione su delega” (Corte Costituzionale 12 ottobre 2007 n. 340). Nel caso della mediaconciliazione, utilizzando i parametri di controllo della conformità della norma delegata alla norma delegante univocamente indicati dalla stessa giurisprudenza costituzionale (Corte Cost. 44/2008, 71/08, 98/08, 230/10) emerge, infatti, l’incoerenza delle previsioni degli artt. 5 e 16 del 5 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA d.lgs. 28/10 con la previsione dell’art. 60 l. 69/09. Ad avviso della giurisprudenza costituzionale il contenuto della delega deve essere identificato tenendo conto del complessivo contesto normativo nel quale si inseriscono la legge delega ed i relativi principi e criteri direttivi, nonché delle finalità che la ispirano, che costituiscono non solo base e limite delle norme delegate, ma anche strumenti per l’interpretazione della loro portata. Orbene la previsione di cui all’art. 60 della l. 69/09, in aderenza agli impulsi dell’ordinamento comunitario ed in particolare alle previsioni della direttive 2008/52/CE, era orientata a garantire l’introduzione di sistemi alternativi e celeri di tutela delle posizioni giuridiche integranti “diritti disponibili” nonché la “qualità della mediazione” attraverso l’individuazione di organismi professionali ed indipendenti. Tutto ciò è ben lungi dall’essere realizzato ove si consideri la portata ed il tenore di previsioni, qual è quella dell’art. 5 del d.lgs. 28/10 volta ad appesantire il procedimento di tutela delle posizioni dei singoli, attraverso l’introduzione obbligatoria di un procedimento non alternativo e facoltativo, ma obbligatorio e propedeutico all’accesso alla giustizia; nonché quella dell’art. 16 del medesimo decreto volta ad escludere dai criteri di selezione degli organismi di mediazione qualsivoglia parametro di “professionalità” ed “indipendenza”, quali parametri invero indicati dalla legge delega. L’effetto di entrambe le previsioni è la violazione della delega e lo snaturamento della funzione che il legislatore delegante aveva attribuito al procedimento di mediazione ed agli organismi professionali ed indipendenti deputati alla mediazione. Tutto ciò in palese violazione dei principi costituzionali che sorreggono la disciplina della legislazione delegata ed ancor più, sul piano sostanziale, la violazione degli artt. 76 e 77 e del principio del diritto di difesa di cui all’art. 24 della Costituzione. 3. Violazione dell’art. 24 Cost. Si deve prendere atto che la mediazione di cui al d.lgs. 28/10 ha un costo, e lo ha anche nelle ipotesi di mediazione obbligatoria, visto che lo stesso art. 16, 40 comma del d.m. 10 ottobre 2010 n. 180 espressamente prevede che detto costo “deve essere ridotto di un terzo nelle materie di cui all’art. 5, comma 1, del d.lgs.”. Si eccepisce, al riguardo, che la mediazione può essere obbligatoria, oppure onerosa, ma non le due cose insieme, poiché se la mediazione, come nel nostro caso, è tanto obbligatoria quanto onerosa, allora è incostituzionale. Sembra evidente, infatti, che il legislatore possa prevedere la mediazione come scelta libera e cosciente della parte, e in questi casi, quindi, anche prevedere che, chi la scelga, debba pagare il servizio; oppure il legislatore può subordinare l’esercizio della funzione giurisdizionale ad un previo adempimento, se questo è razionale e funzionale ad un miglioramento del servizio giustizia, ed in questo senso, come è avvenuto con l’art. 410 c.p.c., può anche prevedere un tentativo obbligatorio di conciliazione, ma senza costi. Se viceversa il tentativo obbligatorio di conciliazione ha un costo, e questo costo non è meramente simbolico, come avviene con l’art. 16 d.m. 180/10, allora, nella sostanza, il sistema subordina l’esercizio della funzione giurisdizionale al pagamento di una somma di denaro. 6 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA Il Governo, quindi, non si è limitato ad imporre una condizione di procedibilità che non era stata consentita, ma ha anche stabilito che i relativi costi dovessero cedere (quanto meno in via di anticipazione) a carico del cittadino, il quale vedrà così gravemente ostacolato quell’accesso alla Giustizia che la Costituzione garantisce a tutti. Chi di noi, al cospetto di una vertenza di entità economica modesta, non sarà costretto a rinunziarvi, per evitare di dover anticipare, nell’ordine: la indennità dovuta al conciliatore; il compenso all’ausiliare tecnico di quest’ultimo, se necessario; il contributo unificato. E poiché il nostro sistema non può subordinare l’accesso al giudice al pagamento di una somma di denaro, la media-conciliazione è in contrasto con i nostri valori costituzionali, e in violazione dell’ art. 24 Cost. Ciò è affermato anche alla luce degli orientamenti che la Corte costituzionale ha già avuto su questi temi. Sostanzialmente, il legislatore può pretendere versamenti per la funzione giurisdizionale civile solo se questi sono riconducibili a tributi giudiziari o a cauzioni volti a garantire l’adempimento dell’obbligazione dedotta in giudizio. In tutti gli altri casi, e fin da Corte costituzionale 29 novembre 1960 n. 67, lo Stato non può pretendere versamento di somme per adempiere al suo primo e fondamentale dovere di rendere giustizia. E l’imposizione del pagamento di una somma di denaro per l’esercizio di un diritto in sede giurisdizionale, quale oggi si realizza con la media-conciliazione in forza del combinato disposto dell’art. 5 d.lgs. 28/10 e art. 16 d.m. 180/10, si pone pertanto in contrasto con tutti i parametri di costituzionalità per come già definitivi in precedenti decisioni dalla Corte costituzionale, in quanto: a) si tratta di un esborso che non può essere ricondotto né al tributo giudiziario, né alla cauzione; b) si tratta di un esborso che non può considerarsi di modestissima, e nemmeno di modesta, entità; e) si tratta di un esborso che non va allo Stato, bensì ad un organismo, che potrebbe addirittura avere natura privata; d) e si tratta infine di un esborso che nemmeno può considerarsi “razionalmente collegato alla pretesa dedotta in giudizio, allo scopo di assicurare al processo uno svolgimento meglio conforme alla sua funzione”, poiché questi esborsi, di nuovo, sono da rinvenire solo nelle cauzioni e nei tributi giudiziari, non in altre cause di pagamento, e perché un esborso che non va allo Stato ma ad un organismo, anche di natura privata, non può mai avere queste caratteristiche. 4. Violazione art. 24 Cost. (Segue) Il legislatore delegante nulla aveva detto circa la necessità di una difesa tecnica nel corso del procedimento di mediazione; tuttavia, aveva avuto cura di evitare che il suo svolgimento potesse avere ripercussioni di sorta sulla decisione di merito del processo: nella legge di delega, il rifiuto della proposta formulata dal mediatore, e poi ritenuta equa dal Giudice, poteva influire sul governo delle spese, ma non mai sull’esito della lite. Nel fare uso del potere delegatogli, invece, il Governo, all’art. 8 del decreto legislativo 28/20 10, ha introdotto la previsione secondo cui dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo 7 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA giudizio, ai sensi dell’art. 116 secondo comma del codice di procedura civile. In buona sostanza, una scelta che la parte potrà fare senza l’ausilio di un difensore – partecipare oppure no al procedimento di conciliazione – potrà condizionare in misura determinante l’esito del successivo processo; è noto, infatti, che il comportamento processuale o extraprocessuale delle parti può costituire, ai sensi dell’art. 116 c.p.c., non solo elemento di valutazione delle risultanze acquisite, ma anche unica e sufficiente prova idonea a sorreggere la decisione del giudice di merito (così, tra le tante, Cass. 20 giugno 2007 n. 14748). Ne risulta evidente la violazione del diritto di difesa di cui all’art. 24 della Costituzione, diritto che, come è noto, è la potestà effettiva della assistenza tecnica e professionale in qualsiasi fase del processo e quindi anche in quelle fasi prodromiche dal cui svolgimento è possibile desumere argomenti di prova, nonché l’eccesso di delega ex art. 76 Cost. avendo il legislatore delegato introdotto una possibilità di acquisire elementi di prova pur in assenza di difesa tecnica che il Delegante non aveva permesso mai. La mancata previsione della obbligatorietà della presenza dei difensori rileva anche sotto un diverso – e forse addirittura più pregnante – profilo. Quell’assistenza tecnica, quale che sia il valore della controversia, non è obbligatoria, ma non è neppure vietata: è facoltativa. Il che sta a significare che, chi è in grado di pagarseli, potrà farsi rappresentare da fior di avvocati, consulenti di parte esperti, professionisti di grido, e chi è povero no: dovrà arrangiarsi da solo, perché, non essendo obbligatoria la presenza di un avvocato, non sarà possibile ricorrere al patrocinio a spese dello Stato. Una anziana pensionata ultraottantenne, e munita del diploma di licenza elementare, se non sarà in grado di anticipare (oltre a quelli per il mediatore) i compensi per un avvocato, potrà trovarsi di fronte un battaglione di agguerriti specialisti, ma dovrà discutere da sola una proposta di conciliazione in una controversia avente ad oggetto (citiamo a mò di esempio) i tango-bond, o un altro sofisticato prodotto finanziario. 5. Violazione degli artt. 24, 76 e 77 Cost. Un forte contrasto del d.lgs. 28/10 con la legge delega si ha per ciò che riguarda i riflessi del diniego all’accoglimento della proposta del mediatore, sull’iter del successivo giudizio e segnatamente sulla disciplina delle spese di lite. Il fatto che alla parte vincitrice del giudizio che non abbia accettato una proposta conciliativa che sia venuta a coincidere con il contenuto della decisione giudiziaria, debbano essere accollate le spese di lite proprie e della controparte, oltre al pagamento di un importo pari al contributo unificato e alle spese di mediazione, costituisce infatti un evidente deterrente “forzato” dal ricorrere alla tutela giudiziaria ed accettare l’esito della mediazione. Ciò in quanto di fronte alla proposta del mediatore, la parte quasi sicuramente preferirà non rischiare, finendo per accettare ob torto collo la soluzione stragiudiziale segnalatagli, anche se non ne è convinta appieno ed anche se può ritenerla ingiusta, piuttosto che ricorrere alla tutela giudiziaria che avrebbe potuto offrirgli un risultato anche migliore. È questo il punto su cui si giocano ulteriori dubbi di costituzionalità per eccesso di delega con riferimento alla già riferita lett. a) dell’art. 60 della l. n. 69 del 2009, che aveva posto come preciso 8 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA criterio direttivo quello per cui l’attuazione della mediazione non dovesse in alcun caso precludere il ricorso alla tutela giudiziaria. Preclusione che invece può aversi nel caso della proposta conciliativa, che sfacciatamente dissuada psicologicamente la parte dal ricorso al giudizio al quale ha diritto e che potrebbe garantirgli anche un migliore risultato. Si noti che la parte potrà trovarsi di fronte anche a proposte che a causa di una possibile impreparazione tecnica del mediatore potranno rivelarsi erronee o squilibrate, anche inconsapevolmente, a favore di uno dei soggetti della lite. Eppure, pur nella probabile infondatezza di tali proposte, la parte di fronte allo spettro delle pesanti conseguenze sulle spese, può precludersi il ricorso a quella che è l’unica strada naturale e garantistica per la composizione delle liti, data appunto dalla tutela giurisdizionale. 6. Violazione dell’art. 3 Cost. La media-conciliazione rompe altresì il trattamento paritario nel processo tra attore e convenuto. Ciò già avviene con il d.lgs. 28/10, che prevede la condizione di procedibilità ex art. 5 per la domanda principale e non per la domanda riconvenzionale, ma oggi, più gravemente, avviene con l’art. 16 d.m. 180/10, concernente i criteri di determinazione delle indennità. Tale disposizione, infatti, divide le indennità del procedimento di mediazione tra “spese di avvio del procedimento” e “spese di mediazione”. Le “spese di avvio del procedimento” sono dovute da “ciascuna parte” ma sono versate “dall’istante al momento del deposito della domanda” (2° comma). Parimenti “le spese di mediazione indicate sono dovute in solido da ciascuna parte che ha aderito al procedimento”. Dunque, il decreto ministeriale espressamente prevede che la parte convenuta possa non aderire al procedimento. Cosicché, ai sensi dell’art. 3 Cost.: a) o si ritiene che anche l’attore possa non aderire al procedimento, e quindi possa versare la sola spesa di avvio del procedimento ai fui dell’art. 5 del d.lgs. 28/10 con contestuale dichiarazione di non voler avvalersi del servizio; b) oppure il sistema è in violazione del principio d’eguaglianza, consentendo solo alla parte convenuta di non aderire al procedimento, ma non alla parte attrice, che si vedrebbe ob torto collo obbligata al procedimento di mediazione per poter far valere in giudizio un suo diritto. L’istituto della media-conciliazione di cui all’art. 5 del d.lgs. 28/10, in combinato disposto con l’art. 16 d.m. 180/10, in questi termini, non viola così solo l’art. 24 Cost. (per essere, al tempo stesso, obbligatoria e onerosa), ma viola anche l’art. 3 Cost., perché pone su piani diversi, e tratta diversamente, la parte attrice rispetto a quella convenuta. Né, contro questo argomento, si può sostenere che la diversità di trattamento dipende dalla diversità delle pretese, perché è l’attore che vuoi adire il giudice, non il convenuto. Un rilievo del genere può esser fatto solo da chi veda nell’attore un rompiscatole da arginare e non la parte che ha subito un torto e chiede giustizia. Adire il giudice è un diritto costituzionale, e chi intende farlo non deve subire pregiudizi rispetto alle altre parti processuali, che possono essere proprio quelle che hanno causato l’insorgere della lite per una 9 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA violazione di legge. Altrimenti il sistema, oltre ad infrangere il trattamento paritario delle parti in giudizio, rischia altresì di compromettere seriamente l’elementare dovere del rispetto delle obbligazioni, con gravi ripercussioni non solo sul diritto, ma anche sull’economia. 7. Violazione degli artt. 24, 76 e 77 Cost. Un settimo aspetto di incostituzionalità attiene all’organizzazione interna degli organismi di conciliazione, anche per come definiti con l’art. 4 del d.m. 180/10. Ed infatti, nel momento in cui la procedura di mediazione è resa obbligatoria alfine di far valere in giudizio un diritto, e nel momento in cui le attività del mediatore interferiscono con l’esercizio della funzione giurisdizionale, in quanto i verbali di conciliazioni costituiscono titolo esecutivo (art. 12, d.lgs. 28/10), le proposte di conciliazione hanno conseguenze sulla liquidazione delle spese del giudizio (art. 13, d.lgs. 28/10), nonché la mancata partecipazione al procedimento di mediazione può rilevare ex art. 116, 2° comma c.p.c. (art. 8, d.lgs. 28/10), va da sé che il procedimento ha funzione pubblica, e deve pertanto rispondere ai requisiti di buon andamento e di imparzialità di cui all’art. 97 Cost., soprattutto quando l’organismo è ente pubblico. Ora, niente di questo si trova nell’art. 4 del d.m. 180/10, che usa talune espressione elastiche, e fissa blandi criteri di professionalità dei mediatori, ma niente più, senza prescrivere come doverose le condizioni minime di trasparenza, eguaglianza e imparzialità dovute all’esercizio di una funzione pubblica. In particolare il decreto ministeriale doveva prevedere criteri oggettivi circa l’assegnazione delle pratiche fra i vari mediatori dell’organismo, nonché criteri oggettivi circa il reclutamento degli aspiranti mediatori presso gli organismi costituiti da enti pubblici. Soprattutto, sotto il primo aspetto, l’assegnazione della pratica al singolo mediatore all’interno dell’organismo andava fissata con criteri oggettivi, analoghi, seppur in forma semplificata, a quelli che sussistono nei tribunali con il sistema c.d. tabellare, visto che, come detto, l’attività del mediatore interferisce con la giurisdizione. Il dm. 180/10 è rimasto viceversa silente sul punto, lasciando così la questione alla discrezionalità dell’organismo, che la regolerà in base al proprio statuto. In questo modo si potranno avere statuti che prevedranno l’assegnazione delle pratiche su designazione discrezionale del presidente, oppure di un garante, singolo o collegiale, o di altro soggetto, all’uopo istituito. L’art. 5 d.lgs. 28/10, in combinato disposto con l’art. 4 del d.m. 180/10, si pone pertanto in contrasto con l’art. 97 Cost., visto che l’assenza di un meccanismo oggettivo e predeterminato per l’assegnazione delle pratiche rischia di compromettere l’indipendenza e la terzietà del mediatore, attribuendo un potere gestionale inammissibile all’organismo. È la violazione dell’art. 97 Cost. si evidenzia come fondata ove solo si considera che l’attività del mediatore interferisce come detto con quella giurisdizionale, e quindi ha la necessità di essere esercitata alla luce di detti criteri di trasparenza, indipendenza e imparzialità. 10 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA INVITO A TUTTI GLI AVVOCATI ASTENSIONE DALLE UDIENZE DAL 16 AL 22 MARZO CONTRO LA OBBLIGATORIETA’ DELLA MEDIA-CONCILIAZIONE E LA ROTTAMAZIONE DELLA GIUSTIZIA 11 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA L' Assemblea dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana riunitasi in data 18 e 19 febbraio 2011 in Roma presso la Cassa Forense rilevato -che è in atto un progetto legislativo di sostanziale soppressione del diritto di difesa con conseguente frustrazione della tutela giudiziaria del cittadino in violazione degli artt. 24 e 111 della Costituzione; - che tale disegno favorisce i poteri forti e calpesta i diritti dei deboli e dei cittadini comuni; - che il progetto passa attraverso l'approvazione del decreto legislativo n. 28/2010 in tema di conciliazione obbligatoria con l'esclusione dell'assistenza necessaria dell'avvocato e con la illegittima limitazione del diritto del cittadino all'accesso della giustizia e attraverso il disegno di legge preannunciato dal Ministro della Giustizia in Consiglio dei Ministri, che prevede lo smaltimento del carico giudiziario civile con sentenze senza motivazione, perenzione dei processi in appello ed in Cassazione, limitazione dei diritti di difesa con inaccettabili deterrenti di natura economica e reclutamento senza selezione di 600 ausiliari; - che, in particolare, la media-conciliazione obbligatoria, confermata in vigore e in funzione per un numero spropositato di processi all'anno (quasi 500.000), limita il diritto del cittadino all'accesso alla giustizia con scelte inadeguate che impongono costi non giustificati anche per chi vuole accedere direttamente al giudizio, e comportano la possibilità di concludere il tentativo di conciliazione con una proposta del conciliatore, senza accordo delle parti, che può avere effetti pregiudizievoli per la parte vittoriosa in giudizio; -che tale obbligatorietà è viziata per eccesso di delega e per contrasto con l‘art. 24 della Costituzione; - che il Governo con la presentazione di un maxi-emendamento al "Decreto mille proroghe", votato con la fiducia, ha disatteso il parere della Commissione Giustizia del Senato che proponeva lo slittamento dell'obbligatorietà della media-conciliazione in attesa delle modifiche legislative ed ha, inoltre, contrastato ed eluso l'emendamento approvato dalle Commissioni Riunite Bilancio ed Affari Costituzionali di proroga per un anno per tutte le materie; - che il Congresso Nazionale Forense ha dato incarico all'OUA e al CNF di assumere iniziative concrete per la modifica della normativa della media-conciliazione e per la tutela del diritto di difesa; 12 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA - che la media-conciliazione obbligatoria entra in vigore il 21 marzo pv. senza che siano stati adeguatamente predisposti gli uffici di conciliazione con grave disagio per i cittadini e i difensori. Tanto rilevato Delibera lo stato di agitazione dell' Avvocatura Proclama l'astensione dalle udienze civili, penali, amministrative e tributarie e da ogni attività giudiziaria dal giorno 16 marzo 2011 al giorno 22 marzo 2011, nel rispetto della normativa di legge in materia di "autoregolamentazione" Indice una pubblica manifestazione di denuncia e di protesta per il giorno 16 marzo 2011 alle ore 10 in Roma presso il Teatro Capranica,Piazza Capranica, 101 Invita gli avvocati ed i cittadini a prendere parte a detta manifestazione Invita i Consigli degli Ordini e le Associazioni Forensi ad organizzare, insieme ai Delegati dell‘OUA, nei giorni dell‘astensione assemblee aperte ai cittadini e alla società civile per spiegarne le motivazioni Dispone trasmettersi la presente delibera al Consiglio Nazionale Forense, a tutti i Presidenti degli Ordini territoriali, alle Unioni Distrettuali degli Ordini, alle Associazioni Forensi nonchè al Presidente della Repubblica, al Ministro della Giustizia, ai Presidenti delle Camere, ai Presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato e ai Responsabili giustizia dei partiti. Roma 19 febbraio 2011 Il Segretario Avv. Fiorella Ceriotti Il Presidente Avv. Maurizio de Tilla 13 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA LETTERA APERTA AI CITTADINI MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA: LA SOLUZIONE O UNA GRANDE FREGATURA? Caro cittadino, sai che dal 21 marzo la giustizia civile verrà “svenduta” a privati e comincerà così la sua definitiva rottamazione, con un altro aumento ingiustificato di costi a tuo carico? Probabilmente non sai che dal 21 marzo 2011, prima di poter richiedere al Giudice la tutela dei tuoi diritti, sarai costretto a subire una nuova pasticciata procedura che comporterà costi e ritardi. Sai che per legge avrai l‘obbligo di rinvolgerti ad un mediatore prima di rivolgerti al giudice? Prendere o lasciare, non avrai scelta! Dovrai versare un importo variabile da 105 a 9.240 euro, in base al valore della controversia, anche se non intendi conciliare. Sai anche che il tuo mediatore potrebbe non essere ―quello sotto casa‖, perché potresti essere convocato a centinaia di chilometri di distanza, e che, pur in tua assenza, il mediatore potrà fare una proposta di conciliazione fortemente vincolante per il futuro giudizio? E SE LA CONCILIAZIONE NON RIESCE, COSA SUCCEDE? Avrai pagato inutilmente queste somme; avrai aspettato almeno 4 o 5 mesi, e, solo dopo, potrai finalmente andare davanti al Giudice in Tribunale. È questa, secondo te, la legge che dovrebbe accelerare i tempi della giustizia, ridurre i costi e portare vantaggi ai cittadini? 14 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA COMUNICATO STAMPA GIUSTIZIA, SI CONCLUDE OGGI L’ASTENSIONE DALLE UDIENZE DEGLI AVVOCATI, MA LA PROTESTA CONTINUA PRIMI RISCONTRI DALLA POLITICA: CALENDARIZZATI AL SENATO DUE DDL, BIPARTISAN (BENEDETTI VALENTINI E DELLA MONICA), CHE RECEPISCONO LE PROPOSTE DELL’OUA E PREVEDONO LA MODIFICA DELLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA Maurizio de Tilla, Oua, replica al ministro Alfano: “Il ministro dice cose inesatte. Citiamo due punti. Il primo: l’avvocatura è unita e compatta contro la media-conciliazione obbligatoria. Lo dicono i numeri e le adesioni di questi giorni. Il secondo: la richiesta di slittamento avanzata a suo tempo al ministro era finalizzata alla modifica della conciliazione e non per accettare il nuovo sistema dopo un anno così come è formulato. Basta leggere i molteplici comunicati inviati in questi mesi” Maurizio de Tilla, presidente dell‘organismo unitario di rappresentanza politica dell‘avvocatura (Oua), ha dato notizia della pronta calendarizzazione di due ddl per la modifica della media-conciliazione e colto l‘occasione per replicare alle dichiarazioni di ieri del ministro Alfano: ―Il ministro continua ad essere arrogante nei confronti degli avvocati. E a dire cose inesatte: non è vero che parte dell‘avvocatura è con lui. Anche il Consiglio Nazionale Forense è contro la mediaconciliazione. In una nota di ieri del CNF leggiamo testualmente ―che la disciplina sulla media-conciliazione, in quanto obbligatoria, è incostituzionale e che il sistema, così come concepito, non assicura un‘adeguata soluzione delle controversie‖. Quello che sostiene appunto tutta l‘avvocatura che si è astenuta dal 16 al 22 marzo e che continuerà questa battaglia nelle prossime settimane. Non solo: non è, inoltre, vero che gli avvocati hanno chiesto il rinvio ad un anno della media-conciliazione per attuarla così com‘è. Lo slittamento è stato chiesto per modificare il decreto legislativo n. 28/2010 che va, infatti, revisionato in almeno sei punti: obbligatorietà, difesa del legale, proposta unilaterale del mediatore, competenza territoriale, ricaduta sul successivo giudizio, annullamento del mandato per mancata o incompleta informativa. In questo senso sono stati predisposti e calendarizzati due ddl al Senato ( Benedetti Valentini e Della Monica) che testimoniano l‘impegno bipartisan dei partiti di maggioranza e opposizione a favore delle nostre osservazioni e che raccolgono le proposte emerse dalle proteste di questi giorni.‖ 15 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ―La realtà – conclude de Tilla - è che il Ministro vuole ignorare che l‘impianto della mediaconciliazione è, nel suo complesso, incostituzionale ( vedi di seguito) per le ragioni che il Ministro – spinto dai suoi collaboratori ministeriali – vuole ignorare. Invitiamo il Ministro – invece che recarsi dai commercialisti a promettere occasioni di lavoro – a intervenire alla prossima manifestazione pubblica promossa da OUA, Ordini e Associazioni forensi per ascoltare le istanze dagli avvocati che intende eludere scegliendosi interlocutori per lui più comodi‖. Roma, 22 marzo 2011 16 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL CORRIERE DELLA SERA Alfano: italiani troppo litigiosi Meno processi con la conciliazione ROMA — Conflitti risolti in quattro mesi invece che in nove anni di giudizio civile. E‘ questa la promessa del governo ai cittadini che da ora, per una serie di controversie dovranno obbligatoriamente rivolgersi, prima del Tribunale civile, al «risolutore di conflitti». Una figura nuova, che si aggiunge a quella del giudice di pace, alla quale sarà richiesta solo una laurea breve e un corso di formazione di 50 ore. Sarà lui a tentare di redimere conflitti che vanno dalle successioni ereditarie, al risarcimento danno per colpa medica, dalle controversie sui diritti reali.(quali usufrutto, servitù di passaggio, distanze nelle costruzioni), a quelle su contratti d‘affitto assicurativi e bancari, al risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa. Con l‘obiettivo dichiarato dal Guardasigilli Angelino Alfano, di smaltire l‘arretrato di 5,6 milioni di cause, ovvero 4.768 ogni 10 mila abitanti, che ci colloca al quarto posto della top ten della litigiosità: dopo Russia, Belgio, e Lituania. L‘auspicio è risolvere le controversie «con una stretta di mano in 120 giorni> «anziché fare la boxe su un ring di un processo». E‘ rinviata al 2011 l‘applicazione della norma alle cause di condominio e di incidenti stradali. Il primo conflitto è già esploso durissimo con l’avvocatura, in sciopero da mercoledì scorso e in mobilitazione, contro una norma ritenuta anticostituzionale. Il presidente dell’Oua (Organismo Unitario Avvocatura), Maurizio De Tilla, spiega perché: «Invece di un giudice terzo indipendente e qualificato, dovrà prima rivolgere obbligatoriamente a un mediatore senza preparazione specifica. E dovrà pagate molto di più di oggi. Ma volontaria e ben organizzata. Invece ci sono zone in cui le camere di conciliazione impostate secondo questa norma mancano: sono solo in 20 tribunali su 165. Le stanno mettendo su organismi di categoria che non saranno imparziali. C’è lo spazio per infiltrazioni mafiose e speculazioni. Questa non è una riforma è solo un business». Alfano minimizza «Gli avvocati avevano solo chiesto il rinvio di un anno> «abbiamo rinviato l‘obbligatorietà per le liti di condominio e l‘infortunistica stradale, il 60% del pacchetto iniziale>>. «Piuttosto dovrebbero cogliere la grande opportunità non è richiesto, ma nessuno impedisce al cittadino di farsi assistere da un avvocato. Alcuni l‘hanno già capito>>. Ma cosa accadrà nel concreto da oggi? Il cittadino che prima si rivolgeva al tribunale civile ora dovrà rivolgersi a una camera di conciliazione. Il ministro invita a consultare l‘elenco sul sito www.giustizia.it . Ci sono 630 organismi operativi. Non c‘è una sola provincia d‘Italia che veda scoperta la propria zona», assicura. La controparte sarà chiamata di fronte a quel mediatore. Entrambi dovranno corrispondere un‘indennità all‘organismo di conciliazione (da 105 a 9.240 euro per le cause con valore oltre i 5 mln di euro), fatto salvo il principio del gratuito patrocinio. C‘è un beneficio fiscale con credito di imposta fino a 500 euro in caso di conciliazione e di 250 euro anche in caso di mancato accordo, e un‘esenzione della tassa di registro per le controversie fino a concorrenza di un valore di 50 mila euro. Grazie alla conciliazione il ministro conta di tagliare 300 mila controversie nei prossimi 12 mesi, e altre 700 mila dal 2012, quando la mediazione civile diventerà obbligatoria anche per le liti di condominio e i danni da circolazione stradale. «Pia illusione contesta De Tilla Da qui a sei mesi ci sarà una rivoluzione. Il cittadino a cui magari l’affittuario sta distruggendo casa o il vicino ha violato i confini scoprirà che di fronte non ha un esperto che stabilisce di chi è la ragione, ma un ragazzotto che lo invita a fare pace. Andrà dal giudice. Perderà soldi e tempo. E l’arretrato risalirà». 17 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL CORRIERE DELLA SERA Lo sciopero degli avvocati Il sì del Cnf Gli avvocati restano sulle barricate nel giorno del varo della riforma della conciliazione, ma si intravede qualche crepa nello schieramento. Lo stesso De Tilla, presidente dell'Oua e leader indiscusso della protesta, prova a serrare le fila ma non rinuncia a qualche richiamo. «Il nostro sciopero, che si conclude oggi - spiega De Tilla - ha visto l'adesione del 90% dei legali, la stragrande maggioranza degli ordini e delle associazioni forensi stanno dando prova di grande compattezza». Ma malgrado un così ampio e trasversale fronte di opposizione, stona la posizione del Consiglio nazionale forense che, pur condividendo le critiche, ha considerato doveroso il rispetto della mediazione. «Con garbo e amicizia chiediamo al Cnf come si possa accettare un sistema che è innanzitutto incostituzionale - attacca De Tilla - e penalizzante nei confronti degli stessi avvocati. Che è viziato da una logica strettamente economicistica e dettato da precisi settori dell'impresa di questo paese. Dunque, come possiamo essere corresponsabili di un processo di svendita della giurisdizione e di privatizzazione della giustizia civile nonché di un attacco così duro alla professione di avvocato». E se servisse un conciliazione anche tra le diverse anime dell'avvocatura? I. Tro. 18 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA LA REPUBBLICA La legge Alfano presenta la novità, ma gli avvocati scioperano Giustizia civile, arriva il mediatore obbligatorio tentare la conciliazione ROMA - È partita ieri la "mediazione civile obbligatoria", lo strumento giuridico che, secondo il ministro della Giustizia Angelino Alfano serve a «far diminuire il numero delle cause che inondano le nostre aule giudiziarie». In pratica da ieri, per tutta una serie di contenziosi civili - (successioni ereditarie, comodato, patti di famiglia, locazioni, contratti assicurativi e richieste di risarcimenti a medici, diffamazioni a mezzo stampa e diritti reali come usufrutto e servitù di passaggio) - prima di arrivare in tribunale si dovrà tentare un accordo, anche senza la presenza di un avvocato, di fronte ad un mediatore professionale. L'intesa deve essere raggiunta entro quattro mesi e in caso di esito negativo si può ricorrere al tribunale. Secondo il ministro «il sistema organizzativo fin qui ha funzionato: sono nati 630 organismi di conciliazione in tutte le province italiane e non ce n'è una sola che vede scoperta la propria zona». L'Oua, l'Organismo unitario dell'avvocatura, però boccia la riforma, e ha indetto una settimana di astensione dalle udienze che si concluderà oggi. «La conciliazione è appena partita e già «regna la confusione e cominciano i primi disagi per i cittadini», denuncia il presidente dell'Oua Maurizio de Tilla. 19 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL MATTINO de Tilla: “Pasticcio spaventoso e incostituzionale” L’accusa in questi casi è chiara: difendete la corporazione. Ma l’avvocato Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua, Organismo unitario avvocatura, non ci sta: «Dicono che il nostro solo interesse è rendere obbligatoria l’assistenza di un avvocato. Ma il problema non è la parcella: noi l’assistenza in una conciliazione la facciamo gratis. Siamo di fronte a un pasticcio con profili di incostituzionalità. Si favoriscono gli interessi di grandi soggetti, come le banche e gli assicuratori». De Tilla sviluppa il ragionamento con degli esempi. «Immaginiamo che ci sia un’azienda immobiliare di Milano che fa causa a un inquilino di Acerra. L’inquilino è obbligato alla conciliazione ma la sede la sceglie chi intenta la causa, perché non vale il principio che conta l’oggetto della controversia. L’inquilino dovrà andare a Milano e qui si troverà di fronte un conciliatore che non ha esperienza: la sua professionalità si limita a un corso di 50 ore. La conciliazione ha dei costi anche se non va a buon fine e bisogna comunque far partire il processo». 20 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA LA STAMPA Alfano difende i nuovi mediatori "Sarà un successo" Da ieri il nuovo sistema per evitare le cause civili Gli italiani saranno pure «brava gente», come diceva il titolo di un famoso film, ma litigano parecchio. Siamo al quarto posto in Europa per numero di contenziosi, quasi 5 mila ogni 100 mila abitanti. Peggio dell'Italia fanno la Russia (che guida la classifica), il Belgio e la Lituania. Le cause pendenti sono in aumento: si è passati dai 4,6 milioni del 2007, ai 4,8 del 2008, ai 5 milioni del 2009. Il dato dello scorso anno è ulteriormente in crescita (5,6 milioni al 30 giugno). E, nonostante la produttività dei magistrati italiani sia tra le più alte d'Europa, risulta insufficiente a smaltire il lavoro. È così che si arriva ad avere cause civili che durano 845 giorni (2 anni e 4 mesi) per la sola sentenza di primo grado. Tempi che si allungano quando si passa al processo di appello (altri 1.163 giorni) e in Cassazione (1.195 giorni in più), per un totale di circa 3.203 giorni in media. Ma ora, per le parti, sarà possibile «anziché trovarsi davanti a un giudice per nove anni, chiudere la vertenza con una stretta di mano, grazie a un mediatore professionale, in 120 giorni» ha affermato ieri in una conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. È infatti entrato in vigore il decreto che rende obbligatoria la mediazione (finora facoltativa) in diversi ambiti: diritti reali, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, risarcimento danni per responsabilità, colpa medica, diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, finanziari o bancari. Mentre slitta al 2012 l'obbligatorietà della mediazione anche per liti condominiali e risarcimenti danni da incidenti stradali. I cittadini potranno comunque decidere di far ricorso al tribunale qualora non si arrivasse alla conciliazione entro i quattro mesi prefissati. La novità ha messo subito sul piede di guerra gli avvocati. «È certo che l'entrata in vigore della normativa sulla mediazione determinerà il caos nel settore della giustizia civile» sostiene Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell' avvocatura (Oua). Contro la legge 200 mila avvocati sono scesi in sciopero da mercoledì scorso fino a oggi. De Tilla denuncia inoltre il «rifiuto ancora una volta al dialogo» da parte del ministro della Giustizia. Che considera invece la mediazione «un modello che ha avuto successo in tanti altri Paesi d'Europa ed abbiamo il sostengo di categorie quali i commercialisti, Confindustria e Camere di commercio. Auspichiamo di poter raccogliere già nel primo anno dei frutti con il calo di cause che entrano in tribunale». Di tutt'altro avviso Lorenza Morello, presidente dell'Associazione Avvocati per la mediazione (Apm) che rappresenta oltre 2 mila legali favorevoli allo strumento della mediazione: «la conciliazione non è vessatoria perché non c'è squilibrio tra le parti. L'unione europea è da dieci anni che incita a seguire procedimenti stragiudiziali, mentre l'Italia è costretta a pagare multe salate a causa delle lungaggini giudiziarie». Gli organismi di conciliazione già operativi sono 630 («non c'è una sola provincia d'Italia che veda scoperta la propria zona», ha detto Alfano invitando a consultare l'elenco sul sito internet www. giustizia.it). Mentre la Morello invoca un inasprimento dei controlli sull'efficienza e serietà dei mediatori per impedire una «dequalificazione della nostra professione, un rischio che non possiamo correre». I cittadini invece forse riusciranno ad evitare il rischio (ad oggi una certezza) di aspettare dieci anni per mettere un punto alle proprie vicende giudiziarie. In mediazione stat virtus? Rosaria Talarico 21 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL GIORNALE La riforma delle conciliazioni Siamo il quarto Paese più litigioso d'Europa: piano di Alfano per snellire i tribunali ingolfati Roma. Una stretta di mano di fronte al mediatore e una vertenza civile che si chiude in quattro mesi, invece di andare avanti per 9 anni davanti al giudice. Non è un sogno, ma la prospettiva concreta che si apre agli italiani secondo il Guardasigilli Angelino Alfano. Nel giorno in cui diventa obbligatorio il tentativo di conciliazione il ministro della Giustizia presenta a Palazzo Chigi le prospettive di questa riforma che vuole mettere un freno alla litigiosità nel nostro Paese. Siamo sempre pronti, dice con un'immagine, a entrare nel ring per fare una «boxe» giudiziaria. Con 4.768 contenziosi ogni 100mila abitanti ci siamo piazzati al quarto posto in Europa, dopo Russia, Belgio e Lituania. E questo, sottolinea Alfano, pesa notevolmente sull'arretrato dei processi civili: ormai 5,6 milioni. Sono già 630 gli organismi di conciliazione operativi, soprattutto presso le Camere di commercio ma anche in istituti giuridici e altre organizzazioni. «Non c'è una sola provincia d'Italia scoperta», assicura il Guardasigilli. È la fase 2 di questo processo per ridurre il numero di cause che approdano ogni giorno in tribunale. Fino ad ieri la conciliazione era volontaria, ora sarà obbligatoria per una serie di ambiti (diritti reali, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, risarcimento danni per responsabilità colpa medica, diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, finanziari o bancari), mentre a partire dal 2012 riguarderà anche liti condominiali e risarcimenti danni da circolazione stradale e da natanti. Questa partenza a fasi è dovuta anche alla fiera opposizione degli avvocati: quelli dell'Oua (Organismo unitario dell'avvocatura) e di altri organismi forensi sono in sciopero da martedì ad oggi. Parlano di «svendita e rottamazione della giustizia civile» e prevedono caos e disagi. Avevano chiesto il rinvio di un anno dell'entrata in vigore delle nuove norme e Alfano spiega che si è deciso di spostare all'anno prossimo l'obbligatorietà per casi che rappresentano il 60 per cento delle cause. Il ministro, però, auspica che gli avvocati «si rendano conto della grande opportunità che si offre: non solo perché la mediazione darà la possibilità di deflazionare il contenzioso civile, ma anche perché nessuno impedisce al cittadino di chiamare un avvocato e farsi assistere nella conciliazione». E comunque, se entro 4 mesi l'accordo non si trova, sempre al tribunale si ricorrerà. La via della mediazione è più rapida e meno costosa. Le indennità dovute dalle parti all'organismo di conciliazione sono regolate ad hoc : da 105 a 9.240 euro per cause con valore oltre i 5 milioni di euro. Resta salvo il principio del gratuito patrocinio e c'è un beneficio fiscale con credito di imposta fino a 500 euro in caso di conciliazione e di 250 euro anche in caso di mancato accordo, oltre ad un'esenzione della tassa di registro per le controversie fino a concorrenza di un valore di 50mila euro. Insomma, il governo vuole incentivare in ogni modo questa procedura, che rappresenta uno dei cardini della riforma del processo civile. Altri passi sono stati fatti o si stanno facendo in questo settore. «Vogliamo accelerare - spiega Alfano - i processi in corso e diminuire quelli che entrano in tribunale. Abbiamo stabilito la possibilità di dimezzare i tempi tra una fase e l'altra del procedimento con la riforma del processo civile. Inoltre, abbiamo dato input allo svolgimento dei processi attraverso una grande informatizzazione e abbiamo affermato, con il cosiddetto "filtro" in Cassazione, che non tutto e non sempre deve arrivare al terzo grado di giudizio». Infine, c'è il piano di smaltimento dell'arretrato, all'esame della Commissione Giustizia del Senato. Anna Maria Greco 22 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ANSA Alfano, con obbligo conciliazione meno liti in Tribunale AL VIA NUOVE NORME; MA AVVOCATI IN SCIOPERO, COSI' E' IL CAOS (ANSA) - ROMA, 21 MAR - Italiani fumantini ma non piu' subito davanti a un giudice: se il tasso litigiosita', stimato in 4.786 cause ogni centomila abitanti, ci fa essere quarti in Europa dopo russi, belgi e lituani, d'ora innanzi per avere ragione su contratti di locazione, successioni ereditarie, contratti assicurativi o bancari, risarcimenti danni da responsabilita' medica o da diffamazione a mezzo stampa, comodati, affitti di aziende, patti di famiglia e diritti reali, la strada del Tribunale e' preclusa. A partire da oggi, prima di arrivare davanti a uno di quei giudici civili gia' oberati da 5,6 milioni di cause pendenti, e' infatti obbligatorio rivolgersi al ''risolutore di conflitti'', nuova figura istituita dalle norme della media-conciliazione battezzate dal ministro della Giustizia Angelino Alfano tra le polemiche dei 200mila avvocati aderenti all'Oua in sciopero da mercoledi' scorso fino a domani. Grazie al ''problem solving'' - non necessariamente di formazione giuridica, anche un ingegnere o un medico vanno bene purche' abbiano partecipato a unna formazione specifica di 50 ore e facciano parte di uno dei 630 organismi riconosciuti dal ministero della Giustizia - Alfano conta di tagliare di 300 mila le controversie nei prossimi 12 mesi, e di altre 700 mila dal 2012, quando la mediazione civile diventera' obbligatoria anche per le liti di condominio e i danni da circolazione stradale. Risultato: nei tribunali i flussi di ingresso delle liti dovrebbero diminuire dagli attuali 5 milioni a circa 4,2. ''Le parti - ha detto Alfano in una conferenza stampa indetta a Palazzo Chigi subito dopo il consiglio dei ministri sulla Libia - anziche' trovarsi davanti a un giudice per nove anni, possono con una stretta di mano chiudere la vertenza, grazie a un mediatore professionale, in 120 giorni''. Il Guardasigilli assicura dunque ''tempi certi'' al posto della ''boxe nel ring di un processo'' che puo' durare fino a 100 mesi. Se poi la soluzione pacifica non viene trovata entro i quattro mesi prefissati, ''i cittadini - assicura Alfano - possono sempre far ricorso al loro giudice naturale''. Ma contro la media-conciliazione gli avvocati sono sul piede di guerra da tempo: l'Oua, dopo aver contestato la mancanza di criteri selettivi per assicurare professionalita' e indipendenza degli organismi di mediazione e dopo aver impugnato le norme dinanzi al Tar del Lazio per asserita lesione del diritto di difesa, ha accusato Alfano di non aver tenuto conto di alcuna richiesta avanzata dall'avvocatura. Innanzitutto quella di introdurre l'obbligo per i cittadini che ricorrono alla conciliazione di essere assistiti da un legale di fiducia. Le nuove norme assicura Maurizio de Tilla, presidente dell'Oua - determineranno ''il caos nel settore della giustizia civile'. Motivo per cui i legali resteranno in sciopero fino a domani mettendo in conto nuove proteste da indire nell'assemblea del prossimo 25 marzo. Alfano sostiene di aver ''ascoltato la voce degli avvocati'' e di aver dato ''prova di ragionevolezza'' rinviando di un anno l'obbligo della conciliazione per quanto riguarda le liti di condominio e l'infortunistica stradale, che da sole - fa notare - ''rappresentano il 60% del pacchetto iniziale''. ''Mi auguro - aggiunge - che gli avvocati si rendano conto della grande opportunita''', non solo perche' con la mediazione dara' la possibilita' di deflazionare il contenzioso civile, ma anche perche' ''nessuno impedisce al cittadino di chiamare un avvocato e farsi assistere nella conciliazione''. Lui stesso assicura di essersi fatto assistere da un legale nel corso di una mediazione avviata qualche tempo fa, quando era ancora facoltativa. (ANSA). BAO 21-MAR-11 19:26 NNN 23 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ANSA de Tilla (OUA), con mediazione civile è il caos (ANSA) - ROMA, 21 MAR - - ''E' certo che l'entrata in vigore della normativa sulla mediaconciliazione determinera' il caos nel settore della giustizia civile''. A denunciarlo e' Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), che nel giorno dell'entrata in vigore delle norme sulla conciliazione obbligatoria parla di ''svendita'' e ''rottamazione della giustizia civile''. Contro la legge 200 mila avvocati sono scesi in sciopero da mercoledi' scorso fino a domani. De Tilla denuncia il ''rifiuto ancora una volta al dialogo'' da parte del ministro della Giustizia Alfano, mentre definisce ''positivo il bilancio del tavolo di consultazione politica''. L'Oua ha gia' incontrato numerosi parlamentari di Pdl, Lega, Udc, Pd, Fli e Idv, ''che hanno dimostrato - sostiene il presidente dell'Oua - di essere vicini alla battaglia che stiamo conducendo per il rispetto della Costituzione e per affermare la dignita' dell'avvocato e del diritto di difesa del cittadino''. L'astensione dalle udienze proseguira' fino a domani e nella prossima assemblea del 25 marzo l'Oua valutera' la possibilita' di indire altre giornate di astensione e ulteriori manifestazioni pubbliche a Roma, Milano, Napoli, Venezia e in altre citta' del Paese per sensibilizzare i cittadini. ''Continueremo la mobilitazione e promuoveremo iniziative affinche' anche in Commissione Giustizia al Senato - conclude de Tilla - venga subito approvata la modifica normativa nei sensi indicati dall'Avvocatura''. (ANSA). COM 21-MAR-11 16:15 NNN 24 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL MESSAGGERO – Cronaca di Roma NUOVE PROCEDURE. Conciliazione obbligatoria per problemi di eredità, locazioni, risarcimenti per errori medici, comodato. Il mediatore non emetterà sentenze: se dopo 120 giorni non sarà trovato l'accordo si andrà davanti al giudice Cause civili, prima del Tribunale si dovrà tentare una mediazione Presentata ieri a Roma la pratica numero uno del nuovo iter previsto dalla riforma giudiziaria Potrebbe risolversi con una stretta di mano. Così prima di andare davanti ad un giudice, si dovrà passare dal mediatore. È questa la novità che da ieri ha rivoluzionato la gestione delle cause civili del sistema giudiziario italiano. In altre parole, prima si proverà a cercare un accordo tra le parti e, solo in caso di fallimento, si finirà a discutere della vicenda in un'aula di tribunale. E ieri, all'Organismo di mediazione forense dell'Ordine degli avvocati di Roma è stata presentata la prima pratica: una richiesta di risarcimento danni. Se la mediazione dovesse funzionare la vicenda potrebbe risolversi in quattro mesi, evitando di finire nelle mani di quei giudici che rinviano i loro processi su agende e calendari che saranno stampati tra molti anni. Ma accelerare i tempi della giustizia non è l'unico scopo della mediazione obbligatoria. «L'obiettivo della riforma – ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano - è quello di ridurre il numero di cause che approdano ogni giorno in tribunale. Perciò, a fronte di 5.602.616 cause pendenti al 30 giugno 2010, vogliamo accelerare i processi in corso e diminuire quelli che entrano in tribunale». Per questo, da ieri, ogni cittadino ha la possibilità di scegliere un organismo di conciliazione a cui presentare la propria richiesta. Entra così in scena una nuova figura professionale, quella del mediatore che non avrà il compito di emettere delle sentenze, ma semplicemente quello di facilitare un'eventuale conciliazione tra le parti. Sarà un professionista, non necessariamente di formazione giuridica, che avrà una formazione specifica di 50 ore. «Sono nati 630 organismi di conciliazione in tutta Italia ha detto il ministro della Giustizia - non c'è una sola provincia d'Italia che veda scoperta la propria zona. È possibile trovare l'elenco completo consultando il sito www.giustizia.it. Se in 120 giorni non chiudono la partita - ha continuato Alfano - i cittadini hanno sempre la possibilità di andare davanti ad un giudice». Le materie per le quali è entrato in vigore il tentativo obbligatorio di conciliazione riguardano le successioni ereditarie, i patti di famiglia, locazioni, comodato, cause per risarcimenti dei danni causati da colpa medica o riguardanti la diffamazione a mezzo stampa, ma anche contratti assicurativi bancari e finanziari. Il quadro sarà completo solo tra un anno, il 20 marzo 2012, quando anche per le controversie condominiali e sulla rc auto il tentativo di conciliare diventerà obbligatorio. Intanto, mentre per gli avvocati oggi trascorrerà l'ultima giornata di astensione, l'Oua, dopo la manifestazione del 16 marzo, che ha visto oltre 2000 legali manifestare a Roma prima al Capranica e poi davanti Montecitorio, annuncia nuove forme di protesta: «Nella prossima assemblea del 25 marzo - ha detto Maurizio de Tilla, presidente dell'organismo politico di rappresentanza unitario dell'avvocatura - l'Oua esaminerà la possibilità di indire altre giornate di astensione e ulteriori manifestazioni pubbliche a Roma, Milano, Napoli, Venezia e in altre città del paese per sensibilizzare i cittadini sulle tematiche sollevate dalle rappresentanze forensi». Isabella Faggiano 25 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA WWW.MONDOPROFESSONISTI.EU Da oggi debutta la mediazione civile obbligatoria Ottomila conciliatori ai blocchi di partenza. de Tilla (Oua): è solo business che fallirà Lun. 21 - Prova del fuoco per i 160 organismi accreditati dal ministero. Tra un anno la seconda tranche su condominio e Rc auto... articoli correlati. E se il TAR del Lazio respingesse nei prossimi giorni il ricorso contro il regolamento attuativo presentato dagli Avvocati dell'Organismo Unitario Avvocatura Italiana, la conciliazione obbligatoria per le controversie civili e commerciali diventerà effettiva. Da oggi scende comunque in campo una squadra di mediatori professionisti, circa 8 mila, regolarmente iscritti agli albi e formatisi in base alle direttive delineate dal Ministero. Tale squadra sperimenterà per prima l'utilizzo obbligatorio dello strumento della risoluzione alternativa delle controversie in una serie di ambiti: dalle successioni ereditarie ai patti di famiglia fino ai contratti assicurativi bancari e finanziari. Di essa faranno parte diverse categorie professionali: dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti del lavoro, notai, ma anche agronomi, agrotecnici, ingegneri, architetti e geometri; pochi invece finora i periti industriali e i geologi. Presenti anche gli avvocati che, secondo il nostro sondaggio, hanno nel 43% deciso di conseguire l'abilitazione e di occuparsi di questa delicatissima fase della risoluzione della controversia. Torna a criticare la mediazione civile obbligatoria, Così il presidente dell'Oua, l'Organismo unitario dell'avvocatura, Maurizio De Tilla: “Una riforma – attacca - che, con la scusa di snellire il processo civile, consente che alcune 'caste' private mettano le mani sulla giustizia pubblica”. De Tilla denuncia quindi il 'business della formazione dei conciliatori. Si prevede l'afflusso sul nuovo mercato di un milione di cause l'anno, per un giro d'affari da un miliardo. I grandi gruppi economici - sottolinea il presidente Oua - punteranno a farsi le loro Camere di conciliazione nei distretti nei quali hanno sede i rispettivi centri di interesse”. De Tilla ricorda l'astensione dalle cause fino a domani e annuncia che la protesta “non finisce qui”. Nessun timore per l'ipotesi che gli Avvocati non siano più indispensabili, assicura: 'il cittadino solitamente va dall'avvocato. E scommetto che continuerà a farlo. Questa cosiddetta riforma da qui a un anno deraglierà”'. Istituzionalizzare il metodo della conciliazione non è una novità, spiega De Tilla: “esiste già un margine del 30% nell'attività degli studi legali caratterizzata di fatto dalla conciliazione preventiva fra le parti. Quanto alla mediazione come istituto, certo che in Europa per certe materie funziona, ma - conclude De Tilla - è facoltativa”. Ma se al centro si suona la tromba della rivolta, in periferia la musica è un’altra. A Trento, ad esempio, sono accreditati come organismi di conciliazione, il Consiglio dell'Ordine degli avvocati e la Camera di commercio. 26 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL DENARO Mediazione: si conclude oggi il primo sciopero Ieri primo giorno di applicazione della nuova procedura: le organizzazioni forensi annunciano altre giornate di astensione. Pende ancora il ricorso al Tar Lazio ―Prende avvio in forma ufficiale uno dei cardini della riforma del processo civile‖, così ieri il Guardasigilli, Angelino Alfano, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, presenta la mediazione civile obbligatoria, entrata ufficialmente in vigore. E oggi si conclude la prima tornata di astensioni dalle udienze indetta a partire dal 16 marzo dall’Organismo unitario dell’avvocatura (in sigla Oua) contro la nuova procedura e a cui avrebbero partecipato circa 200mila professionisti. Intanto pende ancora il ricorso dinanzi al Tar del Lazio contro il regolamento attuativo della mediazione, presentato dall’Oua. Obiettivo della riforma, secondo il Guardasigilli, è ridurre il numero di cause che approdano ogni giorno in tribunale. Perciò, a fronte di 5.602.616 cause pendenti al 30 giugno 2010, “vogliamo accelerare i processi in corso e diminuire quelli che entrano in tribu nale – rimarca il ministro della Giustizia – e la mediazione civile è il nuovo modo per risolvere le controversie e far sì che le parti provino con una stretta di mano, favorita da organismi di conciliazione autorizzati dal ministero della Giustizia, a chiudere la controversia in 120 giorni”. Di tutt’altro avviso l’avvocatura: “E’ certo che l’entrata in vigore della normativa sulla mediaconciliazione determinerà il caos nel settore della giustizia civile”, sostiene Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), che nel giorno dell’entrata in vigore delle norme sulla conciliazione obbligatoria parla di “svendita” e di “rottamazione della giustizia civile”. L’Oua denuncia il “rifiuto ancora una volta al dialogo” da parte del ministro della Giustizia Alfano, mentre definisce “positivo il bilancio del tavolo di consultazione politica”. L’Oua ha già incontrato numerosi parlamentari di Pdl, Lega, Udc, Pd, Fli e Idv, “che hanno dimostrato – sostiene il presidente dell’Oua – di essere vicini alla battaglia che stiamo conducendo”. Nella prossima assemblea di venerdì 25 marzo l’Oua valuterà la possibilità di indire altre giornate di astensione e ulteriori manifestazioni pubbliche. 27 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Per la mediazione avvio soft Partenza in sordina ma c'era da aspettarselo. Dopo che per settimane gli avvocati hanno dichiarato l'ostilità al nuovo meccanismo obbligatorio di conciliazione, il primo giorno non avrebbe potuto vedere le file agli sportelli. La scelta della Giustizia a favore dell'istituto ha resistito alle pressioni, con la sola eccezione dello slittamento di un anno dell'obbligatorietà del tentativo per le liti di condominio e di risarcimento del danno per incidenti automobilistici o di natanti. Da ieri, quindi, per una serie di materie (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) per avviare una lite giudiziaria si deve prima passare dal tentativo di conciliazione. Una scelta che, come emerge dalle prime impressioni raccolte a caldo da «Il Sole 24 Ore» in dieci città, ha anche un altro risvolto: quello di togliere animosità alla lite, superando la barriera delle carte bollate per far incontrare i litiganti. Anche vedersi in faccia, sembrano dire in più occasioni clienti e operatori, serve a smussare gli spigoli. Il quadro, comunque, è tranquillo in tutta Italia: alla Camera di commercio di Firenze, in tarda mattinata, era stata depositata una sola domanda per attivare una procedura di conciliazione; molte chiamate, invece, per il centralino impegnato a smistare le telefonate con richiesta d'informazioni. Anzi, la responsabile del servizio, Maria Tesi, condivide il rinvio per condomini e Rc auto: «Ci hanno evitato un assalto che, inevitabilmente, avrebbe ripercussioni sulla qualità del servizio». Simile la situazione sul fronte dell'altro ente accreditato nel capoluogo toscano, l'Ocf (Organismo conciliazione Firenze) dove alle 15 si registrava il deposito di due domande. Anche in un altro centro importante, Padova, la mediazione civile obbligatoria è partita senza il botto: una sola domanda depositata presso la Camera di commercio, relativa a una questione di diritto reale. «Siamo stati bombardati di telefonate – dicono all'ente – provenienti anche da fuori regione, per avere informazioni sul servizio». In arrivo a Padova anche l'organismo dell'Ordine degli avvocati: «Ci vorranno un paio di mesi», dice il presidente, Lorenzo Locatelli. Le strutture, comunque, ci sono: tra sedi centrali e distaccate, gli organismi di mediazione offrono 633 sportelli in tutta Italia. Sono escluse solo le province di Barletta-Andria-Trani, CarboniaIglesias, Chieti, Frosinone, Lodi, Medio Campidano, Olbia-Tempio, Oristano e Sondrio. La regione Piemonte ha attivato i suoi sportelli di relazioni con il pubblico un servizio di informazioni, in collaborazione con Aequitas, un organismo di conciliazione riconosciuto dal ministero. Il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Maurizio de Tilla ribadisce la contrarietrà: «È certo che l'entrata in vigore della normativa sulla media-conciliazione determinerà il caos nel settore della giustizia civile». Perplesso anche Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia: «C'è il rischio di un aumento del contenzioso in una serie di casi legati alla morosità del debitore: locazione, assicurazione e bancari. È ipotizzabile che il mondo della morosità possa avere interesse a proporre opposizione ai procedimenti monitori, trasformandoli in procedimenti di cognizione ordinaria e facendo scattare l'obbligo della mediazione, per conquistare una moratoria di un bel semestre». Saverio Fossati 28 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA GAZZETTA DEL SUD Alfano: la conciliazione riduce il tasso di litigiosità ROMA. Italiani fumantini: ma se il tasso litigiosità, stimato in 4.786 cause ogni centomila abitanti, ci fa essere quarti in Europa dopo russi, belgi e lituani, d'ora innanzi per avere ragione su contratti di locazione, successioni ereditarie, contratti assicurativi o bancari, risarcimenti danni da responsabilità medica o da diffamazione a mezzo stampa, comodati, affitti di aziende, patti di famiglia e diritti reali, la strada del Tribunale è preclusa. A partire da ieri, prima di arrivare davanti a uno di quei giudici civili già oberati da 5,6 milioni di cause pendenti, è infatti obbligatorio rivolgersi al «risolutore di conflitti», nuova figura istituita dalle norme della media-conciliazione e tenuta a battesimo dal ministro della Giustizia Angelino Alfano tra le polemiche dei 200mila avvocati aderenti all'Oua in sciopero da mercoledì scorso fino a oggi. Grazie al «problem solving» - non necessariamente di formazione giuridica, anche un ingegnere o un medico vanno bene purché abbiano partecipato a unna formazione specifica di 50 ore e facciano parte di uno dei 630 organismi riconosciuti dal ministero della Giustizia - Alfano conta di tagliare di 300 mila le controversie nei prossimi 12 mesi, e di altre 700 mila dal 2012, quando la mediazione civile diventerà obbligatoria anche per le liti di condominio e i danni da circolazione stradale. Risultato: nei tribunali i flussi di ingresso delle liti dovrebbero diminuire dagli attuali 5 milioni a circa 4,2. «Le parti - ha detto Alfano - anziché trovarsi davanti a un giudice per nove anni, possono con una stretta di mano chiudere la vertenza, grazie a un mediatore professionale, in 120 giorni». Il Guardasigilli assicura dunque «tempi certi» al posto della «boxe nel ring di un processo» che può durare fino a 100 mesi. Se poi la soluzione pacifica non viene trovata entro i quattro mesi prefissati, «i cittadini - assicura Alfano - possono sempre far ricorso al loro giudice naturale». Ma contro la media-conciliazione gli avvocati sono sul piede di guerra da tempo: l'Oua, dopo aver contestato la mancanza di criteri selettivi per assicurare professionalità e indipendenza degli organismi di mediazione e dopo aver impugnato le norme dinanzi al Tar del Lazio per asserita lesione del diritto di difesa, ha accusato Alfano di non aver tenuto conto di alcuna richiesta avanzata dall'avvocatura. 29 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL GIORNALE DI SICILIA 30 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA LA GAZZETTA DI MANTOVA CONSIGLIO DELL‘ORDINE DEGLI AVVOCATI DI MANTOVA Il 20 marzo 2011 dovrebbe entrare in vigore, nonostante la ferma opposizione dell‘Avvocatura e le serie perplessità anche della Magistratura, la legge cosiddetta della ― mediazione―. Gli avvocati, perfettamente consci del ruolo loro affidato dalla Costituzione di tutela e salvaguardia dei diritti anche dei soggetti più deboli, non sono preconcettualmente contrari all‘istituto della media conciliazione, intesa come astratto strumento deflativo del contenzioso giudiziario, consapevoli come sono di essere, per preparazione tecnica e cultura professionale, i soggetti più qualificati a prevenire e dirimere le liti, di qualsiasi natura. Sono però fermamente contrari a questa media conciliazione, così come malamente regolamentata dalla nuova normativa, oltretutto di dubbia costituzionalità, che viene falsamente spacciata come panacea per gli annosi problemi della giustizia civile del nostro paese. Tanto doverosamente premesso e chiarito, intendiamo oggi illustrare, seppure in maniera estremamente sintetica, le ragioni della nostra opposizione, evidenziando ai cittadini i principali, gravi difetti e le più macroscopiche lacune della nuova legge. Irragionevole obbligatorietà del ricorso preventivo alla media conciliazione: contrariamente alle previsioni normative degli altri paesi europei, la nuova legge prevede, irrazionalmente, l‘obbligatorietà e non la facoltatività dell‘esperimento preventivo del ricorso in media conciliazione, oltretutto per un numero enorme di materie, tra le più disparate, anche in difetto dei presupposti oggettivi e soggettivi per una conciliazione della lite. Mancata previsione dell‘obbligo dell‘assistenza tecnica del difensore: è illogico non aver previsto l‘ obbligatorietà dell‘assistenza tecnica del legale anche nella fase di media conciliazione, laddove la stessa obbligatorietà è prevista per la fase giudiziale successiva, pur relativa alla stessa materia ed alla stessa questione. E‘ chiaro il rischio, per la parte più debole non assistita dall‘avvocato nella sede conciliativa, di irrimediabile compromissione della tutela e garanzia dei propri diritti. Mancanza di rigorosi criteri di selezione dei mediatori: la legge non impone rigorosi requisiti per la selezione dei conciliatori, soggetti pure deputati a dirimere questioni attinenti a diritti e doveri di grande rilevanza, non solo economica, per i cittadini. Mancanza di norme sulla competenza per territorio: la fase di media conciliazione è affatto svincolata da vincoli di competenza territoriale. Potrà quindi essere promossa, per esempio, a Palermo anche se poi il successivo giudizio sarà invece, obbligatoriamente per legge, di competenza territoriale, per ipotesi, del Tribunale di Mantova, con chiare difficoltà difensive per la controparte convenuta che, pena il pagamento delle spese di procedura, non potrà disinteressarsi della procedura stessa. Irragionevole dilatazione dei tempi e dei costi dell‘ottenimento di giustizia: l‘imposizione dell‘obbligatorietà, invece della facoltatività, della mediazione significa, laddove non via sia effettiva volontà di conciliare, costringere le parti a sopportare inutili costi ( che possono raggiungere gli € 9.200,00 ) ed inutili ritardi (per la mediazione è previsto termine in mesi quattro, rinnovabile più volte) ed ulteriori costi nell‘accesso al Giudice. Esistenza nel vigente codice di procedura civile di istituti già finalizzati alla conciliazione delle liti: l‘art. 185 c.p.c. prevede già la possibilità per il giudice, anzi l‘obbligatorietà se richiesto da tutte le parti in causa, di fissare, in qualunque momento del processo, anche per più volte, la comparizione 31 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA personale delle parti per esperire il tentativo di conciliazione mentre l‘art. 696 bis c.p.c., in rubrica testualmente recita: ―consulenza tecnica preventiva (al giudizio di merito ovviamente) ai fini della composizione della lite.‖. L‘art. 322 c.p.c. poi prevede già la conciliazione in sede non contenziosa avanti al Giudice di Pace. Questi i principali problemi che emergono dalla semplice lettura del testo della nuova legge e che l‘Avvocatura ha denunziato e denunzia. Ciò nonostante gli Ordini degli Avvocati, consapevoli di dover comunque applicare la legge, quale che sia, ma certi di dover e poter adoperarsi per renderne l‘applicazione il più possibile aderente alla effettiva tutela dei diritti dei cittadini, stanno attivando presso i singoli tribunali propri organismi di conciliazione, organismi la cui costituzione il legislatore, per una volta attento alle reali capacità professionali degli avvocati, ha espressamente previsto e riservato agli Ordini degli avvocati, garantendone la sede presso i rispettivi Tribunale. Anche il Consiglio dell‘Ordine degli Avvocati di Mantova ha ormai di fatto completato l‘iter per l‘istituzione di proprio Organismo di Conciliazione che avrà sede presso il Tribunale di Mantova, in locali allo scopo destinati ed a nostre spese ristrutturati. Il nostro Consiglio poi, ferme tutte le riserve sopra formulate e pur auspicando un urgente, serio intervento migliorativo del legislatore, ha ritenuto altresì di adottare uno specifico regolamento che garantisce al singolo cittadino l‘accesso alla mediazione ai costi minimi previsti dalla legge e, soprattutto, l‘intervento di mediatori scelti tra gli avvocati del Foro Mantovano in base a criteri di estremo rigore per preparazione ed esperienza professionali, al fine di assicurare ancora una volta la miglior tutela dei diritti di ogni singolo cittadino. IL PRESIDENTE F.to Avv. Paolo Trombini 32 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Alfano: un filtro alle controversie Un piano complesso per restituire efficienza alla giustizia civile. E la conciliazione ne costituisce un cardine. Ma per ripartire serve un'avvocatura moderna in grado di dimostrare nei fatti di avere abbandonato il vecchio luogo comune del "causa che prende causa che rende". Il ministro della Giustizia Angelino Alfano spiega al Sole 24 Ore il senso e gli obiettivi delle misure operative da poche ore. Signor ministro, la mediazione obbligatoria si inserisce in un quadro ampio di interventi che risale almeno all'estate 2009 con l'entrata in vigore della miniriforma della procedura civile... All'anno prima, in realtà, al 2008, quando provammo ad accelerare le procedure di digitalizzazione delle notifiche. Proseguimmo nel 2009 con una serie di misure indirizzate a restituire celerità al processo, riducendo i tempi per la presentazione degli atti, sanzionando le condotte dilatorie, introducendo un filtro in Cassazione, per esempio. Ora la conciliazione rappresenta uno snodo fondamentale, ma per capirne la portata bisogna tenere presenti alcuni dati. Quali? Innanzitutto il numero delle controversie pendenti che è andato via via aumentando nel corso degli anni, con uno stock di arretrato di 5 milioni e 600mila cause a giugno 2010. Ma nel 2007 erano 4,6 milioni, con una crescita che solo negli ultimi tempi è andata diminuendo. Se non si riesce a istituire una sorta di filtro alle liti che approdano in tribunale anche la buona produttività della magistratura rischia di andare smarrita. La mediazione obbligatoria serve esattamente a questo: a tagliare, noi speriamo di almeno un terzo, i tempi del processo. In questo modo potremo rientrare a pieno titolo negli standard europei, quando oggi siamo al quarto posto per tasso di litigiosità. Però l'avvocatura ha contestato pesantemente l'intervento sostenendo che presenta evidenti profili di incostituzionalità. Distinguiamo: c'è un'avvocatura che contesta e un'altra che dimostra estrema attenzione. Parte degli enti di mediazione è costituita proprio da legali. Ma non è corretto sostenere che l'avvocato è del tutto emarginato dalla procedura di mediazione: è assolutamente naturale che un cittadino, ricevuta l'informativa dal proprio legale della possibilità di una soluzione stragiudiziale della controversia che lo vede parte, continui ad affidarsi all'assistenza del legale anche nel percorso di mediazione. Quindi gli avvocati possono stare tranquilli? All'avvocatura garantisco anche il massimo impegno per l'approvazione del nuovo ordinamento forense e che nell'ambito dei lavori parlamentari per discutere il disegno di legge sullo smaltimento dell'arretrato l'avvocatura reciterà un ruolo da protagonista. Su quest'ultimo provvedimento chiederò anche al Consiglio nazionale forense un parere ufficiale. Si sente di farsi garante della preparazione tecnico-giuridica degli enti di mediazione iscritti nel registro del ministero? Posso assicurare che saremo estremamente severi nella robusta attività ispettiva che li riguarderà. I cittadini devono potere contare su conciliatori preparati, disponibili a 33 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA seguire però non solo criteri di natura codicistica ma di bonario buon senso per arrivare a soluzioni condivise delle liti. E quanto all'asserita incostituzionalità, nessuno ha mai pensato, nè può pensare, di sottrarre un cittadino al suo giudice naturale. La via giudiziaria è sempre aperta, nella consapevolezza che questa però può durare 9 anni, con costi assolutamente incerti a differenza della conciliazione che comunque non può andare oltre i 4 mesi, per ottenere un verdetto definitivo. E sul fronte della digitalizzazione sul quale lei molto si è speso? In generale credo che gli interventi debbano essere mirati, per evitare di gettare più risorse pubbliche in una macchina che non funziona. In passato più si è speso più l'arretrato è salito e i dati sono lì a dimostrarlo. Il piano appena varato con la collaborazione del ministro della Pubbblica amministrazione, Renato Brunetta, prevede obiettivi certi, informatizzazione di notifiche e dei pagamenti delle spese di giustizia, e tempi certi per chiudere, 18 mesi. A breve arriveranno le misure per la semplificazione dei riti. Effetto crisi 5,6 mln LE CAUSE ARRETRATE I procedimenti civili arretrati al 30 giugno 2010 erano 5.602.616. Le nuove cause civili iscritte nel 2008 erano 5 milioni nel 2009. Con 4.768 liti ogni 100mila abitanti l'Italia è quarta in Europa 845 I GIORNI PER UN VERDETTO Una causa ha attualmente una prospettiva di arrivare a sentenza in Tribunale dopo 845 giorni (2 anni e 4 mesi); servono poi altri 1.163 giorni per l'appello e ulteriori 1.195 giorni per la Cassazione 34 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL CORRIERE DELLA SERA Alla riforma della stretta di mano Ora servono fondi (e un po’ di fiducia) Chiamatela, Se Volete la riforma della stretta di mano. Ma per una volta la politica si è dimostrata meno litigiosa della società civile e ha aperto la strada a una giustizia più veloce e amica dei cittadini. La riforma della conciliazione non è di quelle che scaldano i cuori, riempiono le piazze, mobilitano gli intellettuali ma è maledettamente utile ed è stata approvata in Parlamento udite udite! con voto bipartisan Per comprenderne a pieno il valore operativo basta pensare che in Italia ci sono circa 6 milioni di cause civili pendenti e quindi almeno 1 cittadino su 5 aspetta con trepidazione che i tribunali si pronuncino sull‘azione che ha mosso o di cui è stato fatto oggetto. In media questi nostri connazionali aspettano 4 anni e 7 mesi per ottenere un giudizio tra primo e secondo grado e 8 anni più 3 mesi per sapere come si è concluso un fallimento. I costi ve li lasciamo immaginare. Da ieri sarà possibile cominciare ad abbattere questa montagna di contenzioso, che avvelena la convivenza, ammazza il business e contribuisce a tenere lontani dall‘Italia gli investimenti stranieri, grazie a una soluzione conciliativa (obbligatoria) studiata da un mediatore e che potrà avere un iter massimo di quattro mesi. Basta esaminare pochi dati, dunque, e risulta evidente che per una volta il buon senso si è fatto legge e per di più a costo zero. Ma se vogliamo c‘è anche lo spazio per una riflessione politicamente più sofisticata La riforma della stretta di mano è un atto che- si muove nel solco della sussidiarietà perché devolve funzioni verso il basso, contribuisce a snellire la pubblica amministra2ione e nel contempo dà protagonismo alla ―società dimezzo‖, dalle Camere di commercio alle organizzazioni dei professionisti. Senza voler esagerare si può convenire che anche con delle piccole modifiche che dell‘ordinamento si entra nella logica di una Big Society all‘italiana, fatta di ammodernamento in alto e responsabilizzazione dal basso. Ma come si sa questi non sono tempi per apprezzare i segnali positivi, si cercano solo palingenesi. Detto della bontà delle scelte fatte dal governo non si può tacere della incredibile lentezza dei preparativi. Ai nastri di partenza ci sono meno di 200 camere di mediazione già pronte. Nel Veneto se ne contano solo nove, a Milano sette, a Firenze due e a Bologna una (i). Evidente che con numeri cosi risicati non si potrà parlare mai di una vera riforma, sarebbe come proporsi di prosciugare il mare con li classico secchiello. Anche per questo motivo saranno importanti le scelte che andranno a fare i professionisti. Le letture più maliziose sostengono che gli avvocati si oppongono strenuamente alla riforma, specie nei territori da Roma in giù, in difesa delle loro parcelle. Messi in difficoltà dai tagli di fatturato causati dalla Grande Crisi i legali avrebbero trovato la loro trincea. Speriamo che così non sia, sarebbe una scelta da miopi. Un processo di devoluzione delle competenze pubbliche dall‘alto verso il basso non può che nel medio termine rafforzare il molo di tutte le professioni, come sostiene da tempo il sociologo Gian Paolo Prandstraller. Il terziario italiano è gracile, non ha strutture competitive e più le professioni si Chiudono a riccio nella difesa di illusori privilegi più il futuro si allontana E si acuiscono le contraddizioni tra seniores e giovani. Fortunatamente ci sono categorie come i commercialisti che hanno fatto altre scelte e anche all‘interno del mondo legale non tutti hanno voluto seguire fa logica del muro contro muro. E questo, è uno di quei casi in cui la pazienza 35 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL CORRIERE DELLA SERA Affitti, eredità, famiglia Tutte le mosse per fare pace Da ieri la giustizia civile ha cambiato volto. Il tempo dirà se l‘intervento avrà restituito ai cittadini un sistema con un volto più efficiente o se il risultato sarà servito addirittura a imbruttire l‘aspetto attuale. L‘esito sarà determinato dalla velocità che l‘introduzione della mediazione civile riuscirà a imprimere alla macchina della giustizia. La sfida è impegnativa smaltite o accelerare parte dei quasi sei milioni di pratiche arretrate e riuscire a fronteggiare l‘onda delle nuove controversie. Affitti e contenziosi medici. Da ieri, dunque si ‗e passati dalla teoria alla pratica e la riforma riguarderà chiunque voglia intraprendere una controversia su temi come diritti reali (le controversie sulla proprietà), la divisione (soprattutto divisioni di beni in seguito a divorzio), successioni ereditarie, patti di famiglia, la locazione, il comodato, l‘affitto di aziende, il risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, il risarcimento del danno derivante da diffamazione, i contratti, assicurativi, bancari e finanziari. Chi oggi vuole intraprendere una controversia in merito a una di queste materie dovrà presentarsi presso uno degli organismi accreditati dal ministero della Giustizia: si tratta dì organismi privati oppure pubblici come le Camere di commercio, gli ordini professionali tipo quello dei commercialisti ma anche quello degli avvocati (il Consiglio nazionale forense, infatti, ha già formato centinaia di nuovi mediatori). Scelto uno degli organismi accreditati dal ministero, si deposita un‘istanza e si versano 40 euro più lva (si tratta dell‘anticipo sul- le spese a titolo di avvio della domanda), I una cifra che non verrà restituita neanche In caso di insuccesso dell‘operazione. Il mediatore. Depositata t‘istanza, viene nominato il mediatore che sarà libero di condurre gli i Incontri nel modo che riterrà più opportuno tenendo conto, naturalmente, della volontà delle parti e della necessità di una rapida soluzione. Dai momento del deposito dell‘istanza, infatti, il mediatore ha 15 giorni di tempo per far partire te consultazioni e poi quattro mesi per concludere il percorso. In caso di mancato accordo, il mediatore può rivolgere una sua proposta di risoluzione della lite (solo nei casi previsti dalla legge). Se anche questa proposta non viene accettata si passa all‘aula di tribunale e si inizia un percorso tradizionale e identico al passato. E bene ricordare però che del caso in cui la sentenza emessa dal giudice dovesse corrispondere alla proposta del mediatore, le spese del processo verranno addebitate alla parte che ha rifiutato la soluzione conciliativa. Assenza vincolante. Nei caso in cui una delle parti facesse mancare la presenza senza un giustificato motivo, il giudice può desumere argomenti di prova di presunta colpevolezza. Se, invece, si arriva a una felice conclusione del confronto, l‘accordo raggiunto con la collaborazione del mediatore è vincolante e,una volta omologato dal giudice, diventa titolo esecutivo per l‘espropriazione in forma specifica per l‘iscrizione di ipoteca giudiziale. Discorso a parte merita il tema delle spese. Le cifre sbandierate dagli avvocati sono notevolmente diverse da quelle fatte circolare dai mediatori. Proviamo a seguite quelle indicate da quest‘ultimi e consideriamo- le come una sorta di listino prezzi. Tutto dipende dal valore delle controversie: per quelle fino a mille euro bastano i 40 euro versati al momento dell‘stanza, quelle che hanno un valore superi a 5milioni di euro richiederanno un pagamento 6 mila euro. Ma in Italia le controversie più diffuse hanno un valore che oscilla dai io mila ai 40 mila euro: e così per un valore di 10 mila euro si pagheranno 155 euro al mediatore, per un valore di 25 mila euro si verseranno 235 euro e per un valore di 40 mila il costo sarà di 395 euro. Sulle spese di mediazione però è riconosciuto alle parti un credito d‘imposta tino a 500 euro, in caso di successo della mediazione, altrimenti 250 curo anche in caso di insuccesso. Le sedi. Adesso non rimane che assistere all‘evolversi concreto degli eventi; serviranno uomini, sedi e mezzi sufficienti per far sì che questa riforma risulti realmente efficace. L‘obiettivo non è semplice ma non bisogna dimenticare che in Italia solo la metà delle cause civili giunge a sentenza, l‘altra si risolve con l‘abbandono del danneggiato o con un accordo tra i litiganti e solo dopo molti anni di controversie (al momento sono 5,6 milioni le cause arretrate). Difficile fare peggio.Isidoro Trovato 36 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL MATTINO E’ subito lite sulla conciliazione Basta con i processi civili che durano nove anni. Adesso con la conciliazione, anzi la «mediazione civile» i conflitti si possono risolvere in quattro mesi. La rivoluzione è appena scattata; ma invece di accogliere il plauso generale sta provocando una nuova lite, con ricorsi al Tar che rischiano di moltiplicare invece che di raffreddare i contenziosi. Da questa settimana infatti per molte tipologie di cause è obbligatorio tentare la strada del «risolutore dei conflitti»; e solo se dopo quattro mesi c‘è un mancato accordo scatterà il classico processo civile. Si conta di evitare 400mila processi nel 2011 per passare al milione a partire dal prossimo anno. Ma già l‘obbligatorietà suona in qualche modo stonata: se una delle due parti non ha alcuna intenzione di conciliare, perché convinta di aver pienamente ragione, perché perdere quattro mesi e pagare il relativo obolo (da 105 a 9.240 euro) al conciliatore? E perché a scegliere la sede dove tentare la mediazione è chi intenta la causa con il rischio di obbligare a lunghe trasferte un soggetto debole (si pensi a una società immobiliare del Nord che denuncia un inquilino che abita nel Mezzogiorno)? Ma ci sono anche dubbi dal sapore corporativo: agli avvocati non piace che ci si possa recare dal conciliatore senza l‘assistenza obbligatoria di un avvocato. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è però convinto che gli aspetti positivi per i cittadini saranno prevalenti, al di là delle polemiche dei 200mila avvocati in sciopero da mercoledì scorso fino a oggi, in attesa di decidere nuove protesta venerdì. «Le parti - ha detto Alfano - anziché trovarsi davanti a un giudice per nove anni, possono con una stretta di mano chiudere la vertenza, grazie a un mediatore professionale, in 120 giorni. Se poi la soluzione pacifica non viene trovata si può sempre far ricorso al giudice naturale. Il sistema organizzativo fin qui ha funzionato: sono nati 630 organismi in tutte le province». Il tentativo della mediazione civile è obbligatorio per controversie su successioni, comodato, patti di famiglia, locazioni, contratti assicurativi e risarcimenti a medici, diffamazioni e diritti reali come usufrutto e servitù di passaggio. Scatterà invece dal prossimo anno l'obbligo del ricorso alla mediazione per le liti di condominio e l'infortunistica stradale. Ma gli avvocati contestano la mancanza di criteri per assicurare professionalità e indipendenza degli organismi di mediazione (è sufficiente la laurea breve e un corso di 50 ore) con la lesione del diritto di difesa. Alfano replica: «Nessuno impedisce al cittadino di chiamare un avvocato e farsi assistere nella conciliazione». Marco Esposito 37 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Una giustizia giusta è (anche) questione di tempo di Jean Marie del Bo e Giovanni Negri Il debutto delle nuove regole sulla conciliazione obbligatoria potrebbe essere per molti cittadini e molte imprese il primo passo per approdare a una giustizia civile in grado di rispondere con maggiore efficacia alle richieste degli utenti. I numeri sembrano accreditare queste speranze: quattro mesi per arrivare a una conciliazione fra le parti in contrasto, anziché anni di tormenti in giudizio. Se il nuovo istituto venisse preso in considerazione solo in termini di risparmio di tempo ed energie, la conciliazione obbligatoria avrebbe partita facile. Come pure se si riflettesse sulla ricaduta in termini di costi per un cittadino. Sulla carta le premesse di un possibile successo ci sono tutte. Si farebbe, però, un torto all'avvocatura e alla serietà delle polemiche di queste settimane che hanno investito le professioni e il ministero della Giustizia, se tutto fosse confinato in una prospettiva di semplice convenienza. Quando, per esempio, i legali sollevano il problema della difesa dei diritti dei cittadini nel corso di una procedura che esclude la necessità dell'assistenza legale, toccano un nervo scoperto. Facciamo un esempio: quello di una banalissima causa per il pagamento di una somma di denaro. Come può il cittadino essere a conoscenza dei termini di prescrizione del suo diritto e che garanzie ha di non uscire gabbato, se non informato adeguatamente, dalla procedura di mediazione? È anche su un caso come questo che si misurerà l'efficacia della conciliazione. Che ha bisogno di partire, rodarsi e trovare i rimedi ai problemi che potrebbero mettere a rischio diritti e garanzie. Quel che occorre evitare è utilizzare i ritocchi per stravolgere o, peggio, bloccare un esperimento che merita di percorrere il proprio cammino. La conciliazione potrebbe, invece, sorprendere se i mediatori si riveleranno figure solide non solo sul piano dell'abilità di mediazione ma anche su quello della preparazione giuridica. E quale figura più idonea allora dello stesso avvocato, ma in generale del professionista, per assicurare un consenso o un dissenso veramente informato da parte dei cittadini? Insomma, i professionisti, in partenza divisi sulla conciliazione, potrebbero diventarne protagonisti. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, spiega al Sole 24 Ore che la conciliazione rappresenta uno dei pilastri di un intervento di ampio respiro che punta anche su digitalizzazione di passaggi chiave come le notifiche e misure più incisive per intaccare l'arretrato. Su un tema tradizionalmente delicato come la giustizia e mentre ci si confronta in Parlamento e nel paese su epocali riforme costituzionali, provare da subito a individuare soluzioni per far tornare l'Italia nella normalità europea dovrebbe rappresentare per tutti non una semplice facoltà, ma un dovere. Perché alla fine il dilemma è sempre quello: una giustizia rapida è per ciò stesso una giustizia giusta? Forse no, ma una giustizia civile lunga, o troppo lunga, considerata anche la nostra Costituzione, è senza dubbio una giustizia ingiusta. 38 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL CORRIERE DELLA SERA Il primo caso, una polizza vita Telefoni intasati ieri in Adr Center, uno degli organismi accreditati alla mediazione civile da parte del ministero della Giustizia. Durante il primo giorno dall'entrata in vigore della mediazione obbligatoria sono già state depositate 24 istanze, tra lo stupore degli stessi mediatori. Si tratta infatti di una cifra che ha proiezioni molto importanti: se tutti i 179 organismi iscritti al registro del ministero avessero tenuto la stessa media sarebbero già circa 4 mila i contenziosi trasferiti dai tribunali agli organismi di mediazione (in un anno si toccherebbe quota un milione). «La prima istanza della giornata racconta Leonardo D'Urso di Adr center - è arrivata via fax alle sette di mattina da un cittadino che ha invitato alla mediazione una banca per la presunta mancata liquidazione del premio di una polizza vita. Valore dichiarato della lite 10 mila euro. L'indennità dovuta, solo se l'incontro di mediazione si terrà, è di 155 euro più Iva. Occorre sottolineare che il 70% delle istanze sono depositate tramite i legali di parte. Da sempre trattiamo soprattutto con gli avvocati e da sempre raccomandiamo la presenza sia della parte che dell'avvocato». 39 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA LA NAZIONE Cause civili, scatta la conciliazione LA GATTA da pelare della «media conciliazione obbligatoria>>, cioè la nuova normativa che ha l‘obiettivo di risolvere le liti civili in una quindicina di casi codificati senza passare per il giudice da oggi non è più solo materia di dibattito per addetti ai lavori. Affitto e comodato,eredità e patti di famiglia, contratti bancari, risarcimento danni da colpa medica, diffamazione a mezzo stampa: non sono pochi e alcuni possono assumere un interesse rilevante, gli aspetti della conflittualità quotidiana che per legge dovranno essere affrontati incrociando la strada di un «risolutore di problemi)) UN PROFESSIONISTA (non necessariamente di formazione giuridica, anche un ingegnere o un geometra sono abilitati) che, per ora, dovrà esibire una formazione specifica ottenuta attraverso un corso di 50 ore e che, in futuro, disporrà di una apposita laurea triennale. E tra un anno l‘obbligo di bussare alla sua porta scatterà anche in caso di liti condominiali e di risarcimenti danni legati alla circolazione stradale e dei natanti. Il «problem solving», recita il manuale, deve essere capace di sviluppare il dialogo tra le parti è perseguire la ricerca di una soluzione condivisa che faccia rinunciare i contendenti dall‘intraprendere il lungo percorso giudiziario che, statistiche alla mano, dura almeno 10 anni, dal primo approccio in Tribunale al verdetto definiti vo della Cassazione. Sono quasi 6 milioni le cause civili arretrate. Una montagna di carte, davanti alla quale si pongono il governo, la Confindustria e alcune associazioni dei consumatori, favorevoli a deflazionare l‘arretrato rendendo obbligatoria la nuova procedura extragiudiziale Procedura che, creando la figura del mediatore, offrirà nei prossimi mesi nuove opportunità a migliaia di professionisti «Quella a cui assisteremo sarà una vera e propria rivoluzione civile e culturale commenta l‘avvocato Marcello Marani, coordinatore delle sede bolognese di Adr Aequitas, uno dei pochi organismi privati di conciliazione già attivi su gran parte del territorio nazionale Tuttavia, nonostante la legge consenta anche a ingegneri, geometri e altre figure di diventare mediatori, noi pensiamo che sia preferibile riservare tale compito a professionisti che abbiano una specifica preparazione giuridica». UNA MANO tesa nei confronti dell‘avvocatura organizzata, che invece è fortemente contraria e considera la mediaconciliazione così concepita una lesione sostanziale del diritto di difesa garantito a tutti i cittadini. «Dovrai rivolgerti a un mediatore prima di andare dal giudice; prendere o lasciare, non avrai scelta‖, scrivono i promotori della protesta togata in una lettera aperta agli italiani, E aggiungono toccando i portafogli: «Dovrai versare un importo variabile da 105 a 9.240 euro, in base al valore della controversia, anche se non intendi conciliare». 40 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA LA NAZIONE Consumatori soddisfatti <<Ma l’obbligo spesso non funziona>> «SIAMO DECISAMENTE favorevoli alla conciliazione come alternativa alla via giudiziaria: da 15 anni stipuliamo accordi in questo senso nel settore bancario, della telefonia, dell‘energia, ora dell‘edilizia residenziale. Ma con altrettanta chiarezza constatiamo che, quando la conciliazione è stata resa obbligatoria, come accadeva nelle controversie di lavoro, il tentativo è risultato fallimentare». Paolo Landi, segretario generale dell‘Adiconsum, distingue così la materia del contendere al momento dell‘entrata in vigore della «corsia preferenziale» voluta dal! Guardasigilli Alfano. per abbattere il carico della giustizia civile. Un‘associazione che rappresenta i consumatori deve avere a cuore la qualità del nuovo interlocutore obbligato del cittadino, appunto il ‗risolutore di conflitti a bassa intensità‘ di cui si parla. Come è regolamentato questo aspetto decisivo? «Noi diciamo che da questo punto di vista non possono esistere vie dimezzo. Se la media conciliazione è una possibilità, deve essere qualificata per efficacia nei risultati. Entrano in ballo figure specializzate, dai periti ai commercialisti, ma penso anche agli stessi organizzatori dei corsi di formazione professionale per esperti, tra cui il cittadino interessato possa orientarsi. Se invece la conciliazione è obbligatoria e per giunta onerosa, si traduce in un costo aggiuntivo per il consumatore. E quando tocco questo tasto mi riferisco anche all‘ambiguità della posizione assunta dagli avvocati». Eppure l‘avvocatura, almeno attraverso sue associazioni più rappresentative, si è schierata contro il provvedimento del ministero della Giustizia. «Lo so bene. Il punto è che considero inaccettabile la rivendicazione dell‘esclusiva da parte dei legali per l‘esercizio delle finzioni di conciliatore. Sarò malizioso, ma non escluderei che, se l‘esperimento in qualche modo funzionasse, certe resistenze di principio si attenuerebbero,>. Insomma, la scommessa di ridurre il contenzioso davanti al giudice, rimane tale? «In estrema sintesi la formula mi pare: ‗Intanto partiamo, poi vedremo‘». 41 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI Il ministro della giustizia, Angelino Alfano, ha reso noti i dati: gli organismi accreditati passano da 179 a 630 La conciliazione ora dà i numeri Lavori in corso sulla mediazione civile. Dal numero degli organismi accreditati che cambia di ora in ora, alla protesta degli avvocati che non accenna a diminuire per non parlare dei ricorsi al Tar Lazio che se venissero accolti rischierebbero di bloccare il tutto. Fatto sta che il debutto dell'istituto voluto dal ministro della giustizia Angelino Alfano sta avvenendo in maniera tutt'altro che facile e sicuramente ancora in evoluzione. Ma il guardasigilli non demorde e, ieri, nel primo giorno dell'entrata in vigore del tentativo obbligatorio della mediazione prima di approdare in tribunale per risolvere le controversie civili, ha tirato fuori dal cilindro oltre 600 organismi accreditati. Un dettaglio fino a ieri mattina inedito. Visto che fino all'ora di pranzo sul sito internet del ministero della giustizia, al netto delle sedi secondarie, gli organismi registrati erano 179. Il giallo dei numeri «Sono 630 gli organismi di conciliazione accreditati e già operativi e non c'è una sola provincia d'Italia che veda scoperta la propria zona». Così ha esordito il guardasigilli ieri in occasione della conferenza stampa a palazzo Chigi invitando a consultare l'elenco sul sito internet del ministero della giustizia (www.giustizia.it). Anche se proprio sul sito, la nuova tabella (parzialmente aggiornata rispetto ai 179 enti disponibili in mattinata) è spuntata solo al termine della conferenza stampa. L'elenco degli organismi aggiornati, però, si fermava a 401 e solo fino a Potenza. Possibile dedurre, quindi, che i tecnici del ministero hanno lavorato tutta la giornata per mettere nero su bianco tutti gli enti secondari e dare sostanza all'annuncio del ministro. Non a caso solo a tardo pomeriggio, ieri, è arrivata la tabella completa. Le aspettative La stima fatta dal ministero è che andranno in conciliazione obbligatoria circa 300 mila controversie nei prime 12 mesi che diventeranno 700 mila quando entreranno in vigore le liti condominiali e il risarcimento danni da circolazione per un totale di quasi 1 milione l'anno se continuerà l'attuale trend di mediazioni volontarie. Se si raggiunge il tasso di successo registrato in altri paesi europei, fa sapere il ministero, i flussi in ingresso nei tribunali si ridurrebbero dagli attuali 5 milioni ai 4,2-4,4 consentendo a parità di produttività una significativa erosione dell'arretrato e arrivando come ipotizzato da Alfano «a pareggiare il bilancio della giustizia». Ma la riforma inciderà anche sui tempi: la riduzione, dicono ancora dal ministero, sarebbe drastica perché si andrebbe dai 4 mesi al massimo per tutte le conciliazioni positive alla riduzione fino ad un terzo dei tempi attuali della giustizia ordinaria. A conti fatti e ipotizzando un livello di successo in linea con le altre esperienze si potrebbero dimezzare le pendenze, portandole a poco più di 3 milioni in cinque anni. I dati attuali 42 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA L'obiettivo dichiarato della riforma è quello di ridurre il numero di cause che approdano ogni giorno in tribunale. Negli ultimi anni, ha precisato Alfano «si è verificata capacità smaltimento del 96%, ma quel 4% in 25 anni ha determinato quei 6 milioni di cause pendenti. Secondo i dati del ministero il trend delle cause civili nei nostri tribunali è stato sempre crescente: 4,6 milioni nel 2007, 4,8 milioni nel 2008 e 5 milioni nel 2009. Una causa di contenzioso ha attualmente una prospettiva di arrivare a sentenza in Tribunale dopo 845 giorni (2 anni e 4 mesi), tempi che però si allungano se la causa percorre la strada del secondo grado (altri 1163 giorni) e della Corte suprema (ulteriori 1195 giorni) per un totale di 3.200 giorni di media. Secondo i dati del ministero, infatti, «l'Italia è il quarto paese più litigioso d'Europa, con 4.768 contenziosi ogni 100 mila abitanti dopo Russia, Belgio e Lituania. I contrasti con l'avvocatura Il debutto della mediazione è coinciso anche con l'ultimo di sette giorni di astensione dalle udienze da parte dell'avvocatura. E mentre gli avvocati non demordono Alfano assicura di aver «ascoltato la loro voce». «Avevano chiesto il rinvio di un anno dell'entrata in vigore delle nuove norme e così è stato. Abbiamo infatti rinviato al 2012 l'obbligatorietà per quanto riguarda le liti di condominio e l'infortunistica stradale». Due campi che da soli ha precisato Alfano rappresentano il 60% del totale del contenzioso in Italia. «Penso», ha aggiunto, «che sia stata data prova di ragionevolezza. Ecco perché l'auspicio è che «gli avvocati si rendano conto della grande opportunità offerta dalla mediazione di cui loro stessi possono esserne i protagonisti, anche perché nessuno impedisce al cittadino di chiamare un avvocato e farsi assistere nella conciliazione. Da qui l'invito a tutti i cittadini a considerare come «un'opportunità questo nuovo strumento voluto dal parlamento e dal governo che favorisce una giustizia civile efficiente. Spero che con il passare dei giorni, tutti si rendano conto della grande chance che questa riforma rappresenta per i cittadini e anche per gli avvocati». Benedetta Pacelli 43 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI Le prime iniziative Dai legali di Bologna la consulenza gratuita Consulenza a cittadini e professionisti sul nuovo strumento della conciliazione obbligatoria, entrato in vigore ieri. È l'iniziativa lanciata dall'ordine degli avvocati di Bologna, che ha attivato uno sportello informativo sulla mediazione. Il servizio, gratuito, opererà tutti i giorni presso il tribunale civile, con 50 avvocati a disposizione. Si tratta di un'iniziativa volta a colmare le lacune informative che hanno accompagnato il via libera al dlgs n. 28/2010. A oggi, infatti, l'unico strumento in mano al cittadino obbligato a mediare e in cerca di un organismo di conciliazione, resta l'elenco pubblicato sul sito del ministero della giustizia e che proprio ieri è stato arricchito fino a giungere a 630 riferimenti. Un elenco che spesso, però, si rivela un vero e proprio dedalo per avere informazioni su tariffe, modalità, cosa succede in caso di esito negativo, contatti e via dicendo. Soprattutto nel caso degli organismi che fanno capo a quei consigli dell'ordine forense che non hanno ancora attivato un sito ad hoc. Mentre, dall'altro lato, camere di commercio e organismi indipendenti «guidano» il cittadino passo passo offrendogli tutte le informazioni del caso. «La consapevolezza informata di chi si rivolge a questi organismi», spiega Annalisa Atti, referente per la mediazione dell'ordine forense di Bologna, a proposito del nuovo servizio, «le importanti influenze, sul successivo processo, dell'eventuale esito negativo del procedimento di mediazione, la tenuta degli accordi eventualmente raggiunti, sono tutti importanti argomenti sui quali è opportuno che i cittadini vengano informati». «Le conseguenze di una mediazione fai da te, di una inconsapevole o non informata scelta e partecipazione al procedimento», conclude Atti, «potrebbero avere effetti davvero gravi sui diritti e sugli interessi dei cittadini coinvolti». Quanto agli altri ordini forensi, è stata inaugurata ieri, al tribunale di Pescara, la Camera di conciliazione forense dell'ordine abruzzese. A Pescara, hanno frequentato il corso già 80 mediatori e attualmente sono in atto una ventina di conciliazioni. Il presidente dell'ordine, Lucio De Benedictis, ha sottolineato che la posizione dell'avvocatura rispetto alla conciliazione non è di assoluto contrasto. «Chiediamo, però, delle modifiche in quanto ci sono alcuni aspetti negativi», ha detto. Molte richieste di informazioni stanno arrivando anche all'organismo di conciliazione di Firenze, nato dal progetto unitario di avvocati, commercialisti e notai. «Per adesso però le domande depositate in ambito di obbligatorietà sono solamente due», afferma la coordinatrice della segreteria, Leonarda Grechi, «e da questo punto di vista ci aspettavamo qualcosa in più. Conti più indicativi, però, li potremo fare solo tra una quindicina di giorni dato che venerdì scorso molti avvocati sono corsi in tribunale per notificare le istanze che rientravano nella nuova normativa». In ogni caso, l'organismo fiorentino, che conta su 20 mediatori e sta vagliando altre 150 richieste, stima in 600-700 le procedure che dovrebbero arrivare da qui a fine anno. L'ordine degli avvocati di Roma è invece sempre in prima linea nella protesta contro la nuova normativa. Domenica, infatti, ha pubblicato una delibera su un noto quotidiano capitolino, per denunciare l'indifferenza della politica alla protesta dell'avvocatura. «Contestiamo anche le complicazioni burocratiche per l'accreditamento del nostro organismo di conciliazione», afferma il presidente, Antonio Conte, «il ministro sembra infatti voler privilegiare altri enti che nulla hanno a che vedere con gli avvocati». Contro le lungaggine dell'iter di accreditamento protesta anche il presidente dell'ordine degli avvocati di Napoli, Francesco Caia. «Il nostro organismo è in fase di accreditamento», spiega, «si tratta però di un ritardo voluto perché speravamo in un rinvio dell'entrata in vigore della normativa. L'iter avrà tempi lunghi, anche 40 giorni, e in più abbiamo segnalato al ministero tutte le criticità del caso, a partire dal fatto che i locali che ci ha messo a disposizione il Tribunale sono interamente da rimettere a nuovo. Ma la nostra voce e quella di tutti gli altri ordini è rimasta inascoltata». Gabriele Ventura 44 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Viaggio nelle città Roma. Pesa il rinvio per casa e incidenti stradali. Nonostante l'entrata in vigore dell'obbligo di conciliazione, il primo giorno è trascorso tranquillo negli istituti di mediazione della Capitale. A Roma le strutture abilitate a svolgere la conciliazione sono una decina. Alla camera arbitrale di Roma (azienda speciale della Camera di Commercio) fanno sapere che «non c'è stato nessun aumento delle richieste». Spiega Edoardo Merlino, segretario generale del Cprc (Centro per la prevenzione e risoluzione dei conflitti), della Fondazione Telos dell'Ordine dei dottori commercialisti di Roma: «Non ci aspettiamo subito una grandissima mole di lavoro, a causa dello slittamento dell'obbligo di conciliazione per due materie che rappresentano una parte molto significativa nel settore della conciliazione: gli incidenti stradali e le questioni condominiali». Per questo ieri al Centro per la prevenzione e risoluzione dei conclitti dei commercialisti non c'è stata una grande affluenza. «Abbiamo però ricevuto diverse telefonate di professionisti che hanno richiesto informazioni per presentare domanda nei prossimi giorni». «Mi sono occupato di un caso di responsabilità professionale in ambito medico - racconta Marco Ceino, conciliatore presso il Cprc e dottore commercialista -. La questione si è conclusa con l'accordo in una mattinata di lavoro» . Milano. Per le liti tra vicini c'è subito interesse. Alla Camera di Commercio di Milano ieri è stato inaugurato nel salone centrale lo sportello dedicato alla conciliazione. La Camera di commercio continua a investire sulla conciliazione: ieri si sono svolti gli esami orali per i 60 aspiranti mediatori. Dieci i posti in palio, che si aggiungeranno ai 41 già attivi. Tuttavia, l'assalto di avvocati e cittadini per il debutto della conciliazione obbligatoria, non c'è stato. «Arriveranno nei prossimi mesi», assicura Nicola Giudice, responsabile del servizio conciliazione. La prima giornata in via Meravigli ha visto solo una decina di telefonate e due persone venute a chiedere informazioni. La prima si è presentata alle 11,40: «Il mio condominio - racconta - ha vinto una causa ma il legale che ci ha difesi ci ha comunque presentato la parcella di 7mila euro. Vorrei sapere se possiamo tentare una mediazione, visto che secondo noi è la parte che ha perso la causa che deve pagare le spese legali». Tuttavia, per questo tema la conciliazione è ancora facoltativa. E proprio in tema di condominio, pochi giorni fa, davanti all'avvocato Rossana Filacchione hanno trovato un accordo due persone in lite per un cancello installato nelle parti comuni. «Il lavoro - racconta Francesco Parisi dello studio - è stato duro, bisognava spiegare a una delle parti che erano anche nel suo interesse la rimozione del cancello e la ricerca di un accordo per vivere serenamente il rapporto di vicinato». Napoli. Alla ricerca di strumenti alternativi per le liti. Napoli scommette sulla conciliazione: in città sono attivi nove organismi, mentre in regione gli enti iscritti nel registro del ministero della Giustizia sono una ventina. Tuttavia, l'inizio della conciliazione obbligatoria è stato rallentato dall'adesione allo sciopero degli avvocati partenopei. Inoltre, il rinvio di un anno dell'entrata in vigore della normativa per liti relative al condominio e agli incidenti stradali toglie alla conciliazione obbligatoria gran parte delle controversie. Secondo Enzo Moretta (Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli), «circa l'80% dell'intera partita». Ciò nonostante, a Medi, l'organismo dell'Ordine dei dottori commercialisti, sarebbe già stato anticipato l'arrivo di 15 richieste di conciliazione. «La sensazione è che non si tratti di tentativi strumentali ma ci sia la 45 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA volontà di trovare uno strumento alternativo per risolvere la controversi». Tra i casi, una lite tra cugini in una complessa successione. Alla Camera di commercio di Napoli (molto attiva da anni nel settore tlc dove, nel 2010, ha trattato 2.180 conciliazioni), invece, «non sono ancora arrivate domande relative alla nuova normativa ma molte sulle due materie oggetto di rinvio: condominio e auto» fa sapere il vice presidente dell'ente camerale, Alessandro Limatola. Palermo. Sono tanti i candidati a diventare conciliatori. La Camera di commercio di Palermo è in attesa degli effetti della conciliazione obbligatoria sul lavoro di mediazione. Intanto, si fanno avanti i candidati. Spiega Vincenzo Genco, segretario generale della Camera di commercio: «negli ultimi tempi almeno due o tre professionisti al giorno hanno presentato istanza per farsi accreditare come conciliatori». L'organismo palermitano della Camera di commercio fa valere i risultati: su 300 procedure conciliative, gestite nel primo semestre dello scorso anno, la metà è andata a buon fine. «La maggior parte dei contenziosi - afferma Genco - è con aziende telefoniche». Il primo ente accreditato in provincia è stato Concilium Adr dove ieri sono state conciliate (in base al sistema facoltativo) «due dispute con banche e assicurazioni in merito a problematiche di anatocismo», afferma il presidente dell'associazione, l'avvocato Cristiano Pagano. Concilium Adr ha gestito finora circa 80 conciliazioni, il 30% con esito positivo. Anche l'università di Palermo si è dotata di un organismo di mediazione: Mediare con Unipa, presieduto dal preside di Scienze politiche, Antonello Miranda. «Associamo - sottolinea Miranda - la mediazione con la formazione potendo usufruire di elevate professionalità. Il nostro tariffario, inoltre, è tra i più bassi in assoluto». Genova. Si parte da medicina, assicurazioni e locazioni. Quattro richieste di mediazione formalizzate ieri, con procedura via web, dal Centro conciliazione liti di Genova, uno degli organismi liguri accreditati dal ministero e iscritti al registro. Le materie del debutto: «Un contenzioso per responsabilità medica, uno per locazione, due rivalse assicurative», riferisce Carlo Mario Galiberti, avvocato e mediatore nel team di sette figure - legali, commercialisti, consulenti del lavoro - che operano fra capoluogo e sede distaccata in Valfontanabuona. Operativi da luglio, lavorano in network con squadre di altre città. «Nei mesi scorsi, però, quando non c'era obbligatorietà sono stati pochissimi i casi gestiti. Molte richieste di informazioni negli ultimi giorni, specie da colleghi. Interesse alto, in particolare da parte delle assicurazioni, che giocano d'anticipo sul rischio cause per responsabilità civile, avviando mediazioni. Certamente una marea di ricorsi e citazioni è stata depositata nelle cancellerie entro venerdì, in modo da essere fuori dall'ambito di applicazione delle nuove norme".A Genova (con sedi a Milano e Londra), è attivo Pro Concilia, accreditato come organismo dal 2007, nato dopo la riforma del diritto societario unendo le forze interdisciplinari degli studi Sardano e Bazzani. «La mediazione si rivela strumento efficace nei dissidi societari endofamiliari - ragiona Stefania Sardano, civilista - per esempio quando soci fra loro parenti vogliono ricomporre una lite, senza che ai dipendenti o all'esterno risulti una causa». Torino. Telefoni bollenti nel giorno dell'esordio. Telefoni bollenti per l'esordio della conciliazione obbligatoria a Torino. «Siamo stati tempestati di chiamate fin dalla mattina - racconta Fabio D'Alessandro, presidente di Noi Conciliamo Srl, organismo attivo da un anno e mezzo molte per sapere come si diventa mediatori». Le idee, però, sono ancora un po' confuse: «C'è chi, ad esempio, ha chiesto se con la mediazione si può portare avanti una pratica di divorzio, al di là dell'accordo per la divisione del patrimonio». Una cinquantina le domande rivolte all'Aequitas Adr, fondazione che raggruppa 150 avvocati favorevoli alle nuove norme e che gestisce anche uno sportello informativo per la Regione Piemonte, una trentina sono giunte a Formamed, società che si occupa di mediazione e formazione. «Abbiamo ricevuto richieste da diversi studi legali interessati 46 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ad attivare servizi di conciliazione agevolati», afferma uno dei fondatori di Formamed, Lorenza Morello. Fare leva sugli interessi comuni è il cuore della conciliazione, come in un caso di successione concluso ieri proprio presso Formamed. «La questione riguardava la divisione di un alloggio, valore 120mila euro, tra quattro fratelli - spiega l'avvocato Daniela Bauduin -. In base all'accordo a due di loro è stato assegnato l'appartamento, agli altri due un terreno agricolo. L'intesa è stato raggiunto soprattutto grazie all'interesse a salvaguardare l'unità familiare» Bari. Professionisti ancora in attesa dei quesiti. Nemmeno una domanda di conciliazione presso l'«Organismo di mediazione e conciliazione forense» dell'Ordine degli avvocati di Bari, nel primo giorno della procedura obbligatoria. Venerdì – fanno notare dall'ufficio dell'Organismo di mediazione allestito in tribunale – c'erano state code in cancelleria per l'iscrizione a ruolo di diverse centinaia di cause. «Il nostro organismo – afferma Mariano Fiore, consigliere e segretario dell'Ordine degli avvocati di Bari – è pronto a fare la sua parte. Sono però convinto che l'introduzione della conciliazione presenti profili di incostituzionalità per la deroga di giurisdizione». Dello stesso parere Giovanni D'Innella, coordinatore del gruppo di lavoro dell'Osservatorio permanente giovani avvocati del Cnf, secondo il quale non è detto che «la mediazione possa svolgere un compito deflattivo sul numero delle cause». L'Ordine degli avvocati di Bari ha ottanta mediatori, altri 800 legali hanno presentato domanda per svolgere la formazione e ottenere il titolo. L'esordio della conciliazione obbligatoria è avvenuto senza clamori anche presso gli enti privati. «Per ora – dice Saverio Sgobba della Camera di conciliazione Avecon (Associazione verso la conciliazione) di Alberobello, nel barese - non abbiamo domande». Avecon conta su tredici mediatori, di cui otto avvocati. Bologna. Due soli incontri per valutare l'appalto. Parte a rilento la mediazione obbligatoria a Bologna. Solo tre le domande arrivate alla Camera di commercio, l'unico organismo pubblico di conciliazione attivo in città. Una sola presentata all'organismo di conciliazione privato Adr Aequitas. Mentre attendono ancora il via libera del ministero per partire le camere di conciliazione dell'Ordine degli avvocati (che nel frattempo ha aperto uno sportello informativo presso il tribunale) e della fondazione dei commercialisti. I fari sono puntati sulle mediazioni in corso che, secondo l'avvocato Mario Paolo D'Arezzo, mediatore della camera di commercio, "si concludono con un accordo di conciliazione nel 98% delle volte". Come nel caso del bolognese M.R. che, due settimane fa, si è rivolto al mediatore per risolvere una controversia con una ditta d'appalto inadempiente. L'accordo è stato raggiunto ieri in soli due incontri davanti al mediatore per un costo effettivo sostenuto dalle parti inferiore a 500 euro. «In tribunale - ha chiarito D'Arezzo - non sarebbero bastati sei anni solo per il primo grado e 5mila euro di spese». Più difficile arrivare all'accordo nei procedimenti con più parti. In tali casi è molto arduo comporre gli interessi di tutti. Per questo, ad esempio, sempre ieri è fallita la mediazione in materia di responsabilità professionale tra un'impresa e un geometra che, a sua volta, aveva coinvolto la sua compagnia assicurativa. . 47 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL RESTO DEL CARLINO Conciliazione obbligatoria, avvocati in protesta fino a martedì Mer 16 - Il 21 marzo la giustizia civile subirà, a detta del Guardasigilli, una modifica epoca1e con l'entrata in vigore della conciliazione obbligatoria che comporterà, per chiunque intenda ottenere un provvedimento giurisdizionale, l‘obbligo di ricorrere preventivamente ad un organismo di conciliazione, affinchè un mediatore tenti la conciliazione tra le parti. Sul piede di guerra gli avvocati che vedono, nel provvedimento un tentativo di ridurre il carico giudiziario attraverso un meccanismo che rende più difficoltoso e oneroso. l'accesso alla giustizia, Per questo da oggi a martedì è stata proclamata un astensione da tutte le udienze. «Agli avvocati - spiega Piero Giubelli, presidente dell'Ordine di Ferrara e dell'Unione regionale Curie forensi Emilia Romagna - non piace questa legge e non la conciliazione in sé, che è uno strumento alternativo al giudizio, utile a definire una controversia senza i tempi e i costi di un giudizio ordinario. La legge costringe di utilizzare questo strumento rendendolo non solo obbligatorio ma oneroso». Per ottenere la comparizione davanti al conciliatore «devo sopportare un costo iniziale che può andare da un minimo di 105 euro ad un massimo di 9250. La parte può scegliere di andare in conciliazione senza difensore ma l'altra può presentarsi assistita dal legale. Chi crede che otterrà l'accordo più conveniente? Dunque, chi ha il denaro sufficiente potrà pagarsi la conciliazione e illegale, chi non ha disponibilità dovrà rinunciare ai propri diritti, perché non avrà il denaro per intraprendere detta fase, per la quale non è previsto il gratuito patrocinio». 48 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL DENARO Ipotesi incostituzionalità - Camera civile in campo La Camera civile di Napoli – guidata da Andrea Pisani Massamormile – scende in campo con un‘iniziativa concreta contro la mediaconciliazione: diffonde un‘eccezione-tipo di incostituzionalità per la norma sulla mediaconciliazione, da presentare in tutti i procedimenti in cui, a partire da ieri (data di entrata in vigore della nuova procedura), diventa obbligatorio il tentativo di composizione preliminare. ―Il testo – spiega Pisani Massamormile – è già pronto ed è a disposizione dei colleghi. E‘ il frutto del lavoro delle Camere civili italiane e tiene conto delle osservazioni sviluppate in questi mesi dall‘accocatura‖. La richiesta di un modello tipo per sollecitare l‘intervento della consulta era venuta fuori nei giorni scorsi, durante un incontro fra le associazioni e l‘Ordine forense di Napoli. Pisani Massamormile ha provveduto a diffondere il testo via mail agli indirizzi dei colleghi e il documento verrà anche pubblicato sul sito web della Camera civile partenopea. ―Ai colleghi – aggiunge il presidente dei civilisti partenopei – ho anche inoltrato una lettera in cui spiego perché aderiamo alla protesta della categoria. Personalmente – aggiunge – non ho nulla contro le soluzioni che rendano più efficiente la giustizia civile, ma non si può accettare l‘attuale formulazione della normativa sulla mediazione: prevista come obbligatoria e senza ascoltare le giuste perplessità degli avvocati‖. 49 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL DENARO Controversie legali, si volta pagina: istruzioni per l’uso di Marco Melissa – Dottore commercialista Il legislatore, con la mediazione, definisce una disciplina lineare in materia di procedimenti stragiudiziali di risoluzione delle controversie di natura civile e commerciale. Il Decreto Ministeriale n. 180, il quale segue a ruota il precedente D.Lgs. 28, danno una carta d‘identità ufficiale alla Mediazione. Questa nuova procedura mostra caratteristiche utili ad evitare che molte controversie finiscano nelle aule dei tribunali o presso i giudici di pace: poco formale, tempi e costi contenuti rispetto alle altre procedure previste dalla nostra legislazione (su tutte arbitrato ed ordinario giudizio civile). POCHE FORMALITA’. L‘attivazione di questa procedura è abbastanza semplice e consta di poche formalità da esperire presso gli organismi e/o enti che devono gestire l‘intera procedura: privati cittadini, società, enti ed altri ancora dovranno (nei casi sopra citati) o potranno (laddove è ancora facoltativa la scelta) presentare domanda per esperire il tentativo presso gli organismi deputati a gestire questo tipo di procedure (Camere di Commercio, Ordini professionali, società private, organismi presso enti locali etc); a questo punto il responsabile dello stesso organismo adito deve designare un Mediatore (un soggetto imparziale che dovrà aiutare le parti a raggiungere un accordo amichevole), fissando, al contempo, un incontro tra le parti entro 15 giorni. INCONTRO DELLE PARTI. Il discorso è più complesso quando parliamo dello svolgimento pratico della procedura, cioè l‘incontro delle parti in conflitto che, nella sostanza, sono le reali protagoniste. E‘ in questa fase che entrano in gioco fattori di rilievo che possono deporre o meno in favore della buona riuscita della procedura e che vanno ricondotte all‘agire del mediatore. Durante l‘incontro, il mediatore deve mostrare doti di abile comunicatore, deve rimanere neutrale, imparziale, e deve saper mettere le parti a proprio agio, in modo tale che si possa ottenere il massimo da una situazione non replicabile, invece, durante un processo civile ordinario. Ma non si ferma qui l‘incidenza della figura del mediatore. Se le parti non riescono a trovare un accordo oppure quando c‘è intesa sul trovare comunque una soluzione alla lite, possono richiedere congiuntamente al mediatore una ―proposta‖ di risoluzione del loro conflitto. Quindi il mediatore è chiamato ad un ruolo guida per la buona riuscita del tentativo e deve far ricorso a tutta la propria conoscenzaesperienza per mettere le parti in condizioni ottimali di accordo. La proposta di conciliazione è, poi, comunicata alle parti per iscritto le quali devono far pervenire al mediatore, per iscritto ed entro sette giorni, l‘accettazione o il rifiuto della stessa proposta. DOTI PERSONALI. In mancanza di risposta nel termine, si considera proposta rifiutata. Se è raggiunto, infine, l‘accordo ―amichevole‖ ovvero se tutte le parti aderiscono alla proposta del mediatore, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal mediatore. E‘ immediato, di conseguenza, dedurre che nella Mediazione giocano un ruolo importante alcune caratteristiche che proprio il mediatore mette in campo per la piena attuazione della procedura. Ma a favore della procedura vi sono molti altri fattori che possono recitare un ruolo di traino per la diffusione della Mediazione nel nostro paese: vi sono anche alcune agevolazioni di natura fiscale che, invece, non è prevista per le altre procedure di risoluzione delle controversie presenti nel nostro ordinamento giuridico. Tutti gli atti e documenti prodotti nel corso della procedura non sono soggetti ad imposta di bollo o altro onere tributario/amministrativo; vi è l‘esenzione dall‘imposta di registro per il verbale di accordo finale entro un valore di 50.000 euro ed un credito d‘imposta per le indennità erogate a favore degli organismi che gestiscono il tentativo di mediazione. 50 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI Camere di commercio Unioncamere sorride - Numerose le richieste Unioncamere sorride: nel primo giorno dell'avvio dell'obbligatorietà del tentativo di conciliazione, numerose persone si sono recate nelle camere di commercio per chiedere informazioni sullo strumento che precede, in caso di liti, l'andata in giudizio. «Non abbiamo ancora cifre precise, se non qua e là nella penisola: una quarantina a Trento, quattro a Matera, mentre se ne contano decine nelle principali città» dichiara a ItaliaOggi Tiziana Pompei, vicesegretario generale dell'organismo, ricordando che su 105 strutture, «una settantina ha ottenuto l'iscrizione nell'apposito registro del ministero della giustizia e ve ne sono altre in attesa del via libera» di via Arenula. «La gente è molto incuriosita dalla novità di dover tentare una risoluzione extragiudiziale delle controversie, perciò ha fatto molte domande sulla procedura di ricomposizione, sui tempi, sull'intero meccanismo. Sono, però, arrivati anche i quesiti delle associazioni dei consumatori, segnale che la mediazione è ancora un tema poco conosciuto», spiega, malgrado Unioncamere si stia occupando dell'argomento fin dal 1998, poiché «riteniamo sia fondamentale dare risposte concrete alle aziende», qualora insorgano conflitti. Per il sistema camerale è il momento del redde rationem perché, prosegue Pompei, «se noi siamo convinti da anni che l'impatto dell'imposizione della conciliazione sarebbe stato considerevole, adesso ci aspettiamo che altri professionisti, magari non gli avvocati, ma ad esempio i dottori commercialisti condividano la nostra tesi, e il nostro spirito organizzativo». Finora la giustizia alternativa ha raggiunto risultati non trascurabili: a fine 2009, sul totale di 93.406 procedure (arbitrato amministrato, mediazione amministrata, conciliazione dei Corecom, negoziazione paritetica, riassegnazione dei nomi a dominio), la conciliazione, con le sue 18.958 domande, costituiva il 20,3% del totale, e altre 10 mila circa si enumeravano nel semestre iniziale del 2010 (ultimo periodo in ordine di tempo del quale si dispongono dati certi, ndr). Due anni fa, poi, è salita del 21% le percentuale di prove di risoluzione tra imprese delle camere di commercio: 4.473 richieste contro le 3.669 del 2008. E, nel complesso, negli otto anni precedenti, le istanze sono state oltre 80mila. Cifre cospicue, ma alquanto lontane dalla previsione ministeriale che Pompei rammenta: «Si è ipotizzato che, con l'entrata in vigore dell'obbligo di provare a riconciliarsi senza il ricorso al giudice, i casi sarebbero stati 600 mila. Tuttavia», incalza la rappresentante di Unioncamere, «considerando la decisione del governo di far slittare di un anno il dovere del tentativo di mediazione per le cause riguardanti i sinistri stradali e le liti condominiali, mi sembra ragionevole ridurre quella rosea previsione della metà, oltrepassando, forse, i 300 mila casi». Pompei accenna alla resistenza di una categoria, quella dei legali, al felice decollo dell'istituto. E, sollecitata ad esprimersi sull'orientamento che la categoria porterà avanti, afferma che «è innegabile che l'atteggiamento degli avvocati si rivelerà fondamentale per la buona riuscita della procedura. Sono loro, infatti, che dovranno indirizzare le parti nell'accesso allo strumento, farne conoscere le potenzialità e, di conseguenza, arrivare al risultato migliore per il cittadino». C'è il rischio che questi professionisti possano fare lo sgambetto alla media-conciliazione? «Beh, se qualcuno si presentasse in un'aula e spingesse per farsi rilasciare un verbale negativo (il documento che attesti il fallimento del processo avviato per risolvere una controversia, ndr), allora gli sforzi che tanti organismi come il nostro stanno compiendo non servirebbero a nulla», replica. Quanto, infine, alle rivelazioni del consiglio nazionale forense (si veda ItaliaOggi del 18/3/2011) sulla cinquantina di ordini degli avvocati sprovvisti di sedi per far svolgere il tentativo conciliatorio, Pompei dice la sua: «I problemi organizzativi non mancano neanche a noi, serve soltanto la volontà per trovare una soluzione». Simona D'Alessio 51 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI I commercialisti scaldano i motori. Ma Napoli registra i primi due casi Conciliazione obbligatoria sprint a Napoli. Ieri, al debutto del nuovo istituto, presso Medì, l'organismo di mediazione dell'ordine dei commercialisti nel capoluogo partenopeo sono state depositate le prime due istanze di mediazione. Una relativa a una controversia in tema di diritti reali nell'ambito di un patto di famiglia e una riguardante un caso di recupero crediti. «Ma già dalla scorsa settimana abbiamo riscontrato un forte interesse a questa nuova possibilità», spiega Vincenzo Moretta, segretario dell'Odcec Napoli e delegato alla conciliazione, «in particolare in tema di successioni, diritti reali, anatocismo, diffamazione a mezzo stampa e contratti assicurativi (esclusi quelli relativi agli autoveicoli, la cui obbligatorietà, al pari delle cause in tema di condomini, è stata rinviata di un anno dal decreto milleproroghe, ndr)». Partenza più soft, invece, in quasi tutto il resto d'Italia, dove i riscontri concreti si sono fermati prevalentemente a richieste di informazioni. Per esempio a Milano, dove, conferma Marcella Caradonna, componente della Fondazione Adr commercialisti, la camera arbitrale e di conciliazione istituita dalla Fondazione dei dottori commercialisti meneghina già da qualche tempo ha fatto da «apripista». Anche nella capitale tutto pronto all'avvio della conciliazione obbligatoria. «Lo sforzo preparatorio è stato notevole», spiega Gerardo Longobardi, presidente Odcec Roma, «attraverso il nostro ente di conciliazione e di formazione Cprc abbiamo formato circa 500 mediatori, 100 dei quali solo a Roma. Ritengo che le prime valutazioni sui risultati potranno essere fatte a fine anno. La partenza sarà inevitabilmente lenta, anche a causa del rinvio delle cause condominiali e di quelle inerenti agli incidenti stradali, ma confidiamo che questo meccanismo aiuti il paese ad uscire dalle secche di una giustizia lenta e costosa». Gli enti conciliatori attivi istituiti presso gli ordini territoriali dei commercialisti si contano al momento sulle dita di una mano, ma molti sono in attesa del placet del ministero della giustizia, dopo aver presentato domanda tramite la Fondazione Adr commercialisti, il braccio operativo del Consiglio nazionale di categoria. Nel frattempo, gli ordini non sono stati a guardare, stringendo intese con le Cciaa (anche sulla scorta del protocollo d'intesa Cndcec-Unioncamere). «Non va tralasciato che creare dal nulla una camera di conciliazione presenta dei costi», commenta Dante Carolo, presidente dell'associazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili delle Tre Venezie, «per questo, specie in un periodo di vacche magre, alcuni ordini hanno inizialmente scelto di appoggiarsi alle già collaudate strutture delle camere di commercio, mediante appositi protocolli d'intesa. Noi, dal canto nostro, abbiamo formato circa 300 colleghi e siamo pronti a contribuire a rendere più equa la giustizia civile e commerciale. Anche perché una causa vinta dopo 10 o 15 anni non può mai definirsi una vera vittoria». Formazione a tutto tondo anche al Sud, dove l'interesse verso i temi legati alla conciliazione obbligatoria è marcato. «La decisione di muoverci lungo la strada della formazione già alla fine del 2009 ha pagato», afferma Carmelo Stracuzzi, presidente Odcec Reggio Calabria, «e ci ha permesso di formare un'ottantina di colleghi, su un totale di circa 590 iscritti. Un numero rilevante, al di sopra della media nazionale, che conferma l'entusiasmo con cui è stata accolta l'iniziativa». Ma l'impegno formativo della categoria non si è esaurito. A partire da oggi, infatti, si terrà una tre-giorni (rispettivamente a Milano, Napoli e Roma) in cui la Fondazione Adr Commercialisti porterà avanti l'attività informativa nei confronti degli ordini. «Saranno occasioni utili per fornire ai colleghi indirizzi di carattere operativo omogenei», osserva Felice Ruscetta, presidente della Fondazione e consigliere Cndcec, «in cui illustreremo anche il regolamento standard, messo a punto a livello nazionale, che gli enti conciliatori potranno seguire per garantire omogeneità sul territorio». Valerio Stroppa 52 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA IL DENARO Avvocatura e democrazia, fondazione del Cnf Avvocatura e democrazia, il Consiglio nazionale forense (in sigla Cnf, organismo istituzionale presieduto da Guido Alpa) lancia una Fondazione per supportare le avvocature dei Paesi del Mediterraneo nel passaggio dalle dittature alla democrazia. L‘annuncio in occasione del VI Congresso di aggiornamento giuridico forense organizzato a Roma dal Cnf. Nell‘ambito del congresso – a cui hanno partecipato circa tremila professionisti – è stata organizzata una tavola rotonda sul ―Ruolo dei legali nella costruzione delle democrazie‖. Ospiti il presidente del Consiglio dell‘Ordine forense tunisino, Abderrazek Kilani, e l‘avvocato iraniano attivista dei diritti umani, legale di Sakineh, Mohammad Mostafei. 53 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI Intervista a Giorgio Jannone (bicamerale di controllo) Casse, parte l'indagine sull'immobiliare Conclusa l'indagine sull'impatto della crisi finanziaria sui patrimoni delle casse dei professionisti si passa all'esame del patrimonio immobiliare in mano a tutti gli istituti pensionistici pubblici e privati. La Commissione parlamentare di controllo delibererà domani pomeriggio la nuova indagine conoscitiva. Contestualmente si partirà con l'audizione del commissario straordinario e del direttore generale dell'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica (Inpdap), Paolo Crescimbeni e Massimo Pianese. In vista della nuova ricognizione ItaliaOggi ha fatto il punto sullo stato di salute delle gestioni dei professionisti con il presidente della bicamerale, Giorgio Jannone. Domanda. Presidente, da ultimo il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ha affrontato il nodo della possibile fusione fra enti dei professionisti per blindare la sostenibilità (si veda ItaliaOggi del 16/3/2011). Cosa ne pensa? Risposta. Non c'è dubbio che eventuali accorpamenti permetterebbero una razionalizzazione delle spese annuali e favorirebbero le sinergie. La fusione è, però, una strada auspicabile ma non è possibile imporla. D. A gennaio avete approvato una relazione che rappresenta uno spaccato importante sull'impatto della crisi dei mercati finanziari sui patrimoni degli enti. Nessuno, né governo né tanto meno i ministeri vigilanti (lavoro ed economia) hanno espresso alcuna considerazione in merito. Come legge questo silenzio? R. Non è così. Il ministero del lavoro Maurizio Sacconi in audizione ha preso atto dell'indagine svolta. Come Commissione stiamo cercando di lavorare in sinergia con tutte le istituzioni che hanno voce in capitolo in materia di previdenza: Corte dei conti, ministeri vigilanti, Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. Questo permette un monitoraggio più attento del comparto. D. Dalla relazione approvata a gennaio emerge chiara, secondo la commissione, l'esigenza di una nuova regolamentazione sugli investimenti. Ci sono gli estremi per la presentazione di un disegno di legge? R. Durante le audizioni abbiamo fatto un'opera di moral suasion sui titoli tossici molto importante. L'indagine è stata molto dirompente perché è andata a scandagliare i portafogli degli enti di previdenza dei professionisti. Dubito che possa succedere ancora che una cassa investa ingenti somme in prodotti finanziari strutturali. E che quindi serva una legge a tal proposito. D. Nel 2000 la Bicamerale di controllo che lei presiede oggi lanciò il primo allarme sul fiato corto delle casse con il sistema di calcolo delle pensioni di tipo retributivo. Dopo oltre 10 anni la situazione non è molto cambiata se si considera che solo i dottori commercialisti e i ragionieri sono passati al metodo di calcolo (meno generoso) di tipo contributivo. La situazione è cambiata? 54 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA R. Nel tempo ci sono stati diversi approcci politici a questo aspetto. Credo però che il passaggio al sistema contributivo per tutti sia un percorso inevitabile. E ci si arriverà. Rispetto a dieci anni fa molti iscritti oggi si interrogano sul loro futuro pensionistico e capiscono anche il rischio collasso che corrono alcune gestioni. D. Qualche nome? R. Sicuramente gli enti dei medici e dei ragionieri, seppur per motivi diversi. D. Da ultimo, l'unica riforma che riguarda la previdenza (il passaggio dal 2 al 5% del contributo integrativo) sembra non riuscire a concludere l'iter legislativo. Il ddl in questione paga un prezzo politico? Il suo primo firmatario è Antonino Lo Presti, passato dal Pdl a Futuro e Libertà... R. Personalmente non ho compreso le osservazioni formulate durante il passaggio al senato che hanno portato al rallentamento dell'iter. Non si può dimenticare che quel provvedimento è stato approvato praticamente all'unanimità alla Camera con un solo astenuto. Quindi credo che il disegno di legge sarà prima o poi approvato. Sarebbe grave se la questione fosse meramente politica. D. Su quali fronti lavorerà la Bicamerale adesso? R. Saremo impegnati con l'esame del patrimonio immobiliare degli enti pubblici e privati. Attraverso un questionario standard chiederemo a tutti come è composto il portafoglio, a quanto ammonta, quanti immobili destinati all'uso abitativo in locazione. Partiremo mercoledì con l'Inpdap. Ignazio Marino 55 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL‘AVVOCATURA ITALIANA ANSA Sarah: garante privacy a Codacons, segnalati casi a Procura L'ASSOCIAZIONE LAMENTA VIOLAZIONI NEL TRATTARE DATI PERSONE (ANSA) - BARI, 18 MAR - Sulla vicenda di Sarah Scazzi, in relazione a presunte violazioni nel trattamento dei dati personali e a violazioni di legge da parte di alcuni organi di informazione, il Garante della privacy non ha adottato alcun provvedimento, ma ha segnalato tutto alla Procura della Repubblica di Taranto. Lo riferisce il Codacons, che nell'ottobre scorso aveva inviato un esposto al Garante della privacy, Francesco Pizzetti, e al ministro della Giustizia, Angelino Alfano; da quest'ultimo l'associazione attende ancora risposta. Il Garante, riferisce in una nota il Codacons, aveva aperto una istruttoria preliminare per verificare ''la liceita' del trattamento in rapporto alla disciplina sul segreto delle indagini preliminari e al divieto di pubblicazione degli atti giudiziari (artt. 114 e 329 cod. proc. pen.), nonche' in rapporto alle garanzie poste dal Codice in materia di protezione dei dati personali''. Sul caso di Avetrana, spiega il Codacons, vennero diffuse ''le registrazioni audio degli interrogatori, gli atti delle indagini preliminari, le dichiarazioni delle persone informate dei fatti, oltre a particolari macabri e superflui ai fini del diritto di cronaca''. Il Garante della privacy ''ha approfondito la questione - e' la risposta inviata dalla stessa autorita' al Codacons - interpellando le principali emittenti televisive e ha segnalato il caso alla Procura della Repubblica competente. Quest'ultima, com'e' noto, ha disposto il sequestro 'su tutto il territorio nazionale delle copie dei documenti cartacei e i file audio e video inerenti all'omicidio di Sarah Scazzi'. Alla luce di cio'- conclude il Garante - allo stato non si ravvisano gli estremi per promuovere l'adozione di un provvedimento inibitorio da parte del Garante''. (ANSA). MP 18-MAR-11 18:54 56 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected]