Pubblicazione Semestrale - N. 38 - Dicembre 2010 Rivista semestrale N. 38 Direttore responsabile 2° Semestre 2010 Gabriele Tanzi Mira Tecnologia e conoscenza dei processi di generazione del vapore al servizio della salute e del benessere: i nuovi generatori di vapore pulito Spirax-Sarco, con alimentazione elettrica, ideali per applicazioni ospedaliere ed alimentari. SOMMARIO Desurriscaldatori: cenni teorici e caratteristiche generali pag. 3 Valvole di sicurezza pilotate: generalità e campi di apllicazione pag. 12 L'importanza dell'utilizzo del Vapore Pulito nei processi di sterilizzazione e umidificazione in ambito ospedaliero pag. 18 Pubblicazione tecnica edita dalla: 20834 Nova Milanese (MB) - Via per Cinisello, 18 Telefono 0362 49 17.1 - Fax: 0362 49 17 307/8 Sito Internet: www.spiraxsarco.com/it - E-mail: [email protected] Autorizzazione Tribunale di Milano N. 339 del 12-7-93 Impaginazione - VIP - Lomagna (LC) Spedizione in abbonamento E-mail 2 Desurriscaldatori - Cenni teorici e caratteristiche generali Il vapore surriscaldato Gli svantaggi del vapore surriscaldato Caratteristiche generali L’utilizzo di vapore surriscaldato ha anche un certo numero di svantaggi: Il vapore surriscaldato è vapore ad una temperatura superiore alla temperatura di saturazione relativa alla pressione a cui il vapore stesso si trova. Ciò porta ad avere calore supplementare nel vapore che quindi: • ha temperatura superiore a quella di saturazione • contiene più energia del vapore saturo • ha volume maggiore di un semplice vapore saturo. Le relazioni tra queste tre proprietà sono ben documentate e possono essere ricercate nella maggior parte dei testi relativi alle proprietà termodinamiche del vapore. 300 Vapore surriscaldato Temperatura °C 250 aturo l vapor s Linea de 200 150 Acqua 100 50 0 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 Pressione bar g Il vapore surriscaldato viene principalmente utilizzato negli impianti di produzione di energia come fluido motore per le turbine. Una variante gas del ciclo Rankine dimostrerà che, per le turbine, il vapore surriscaldato è più efficiente termicamente del vapore saturo. I vantaggi del vapore surriscaldato Surriscaldare il vapore presenta i seguenti ulteriori vantaggi importanti: • L’utilizzo di vapore umido all’interno di una turbina si potrebbe tradurre in goccioline d’acqua con conseguente erosione delle palette della turbina, così come un maggiore attrito. • È possibile dimensionare le tubazione considerando una velocità superiore. Ciò significa che possono essere utilizzate tubature di distribuzione più piccole (a condizione che la caduta di pressione non sia eccessiva). • Avere vapore surriscaldato negli impianti che lavorano in continuo, significa nessuna formazione di condensa nelle tubature; quindi è richiesto il drenaggio delle condense solo durante la fase di avviamento. • Sebbene il vapore surriscaldato contenga una grande quantità di energia termica, questa energia è di tre forme: entalpia dell’acqua, entalpia di evaporazione (calore latente) e entalpia di surriscaldamento. La maggior parte dell’energia è entalpia di evaporazione, e l’energia del surriscaldamento rappresenta una piccola parte. • Il coefficiente di trasferimento del calore, quando si utilizza vapore surriscaldato come mezzo di riscaldamento, è basso, variabile e difficile da quantificare con precisione. Ciò rende difficile un accurato dimensionamento e un controllo delle apparecchiature di scambio termico , porta inoltre a dimensionare uno scambiatore di calore più grande e più costoso. Una volta che il vapore surriscaldato viene raffreddato a temperatura di saturazione, il coefficiente di scambio aumenta notevolmente, e la temperatura alla quale il vapore condensa di nuovo è costante. Questo garantisce un accurato dimensionamento e controllo delle apparecchiature di scambio termico. La presenza di elevati coefficienti di scambio termico relativa a vapore saturo porta a scambiatori di calore più piccoli e meno costosi rispetto a quelli che utilizzano il vapore surriscaldato. • Se alimentati con vapore surriscaldato, alcuni processi (ad esempio, colonne di distillazione) risultano essere meno efficienti. • Le alte temperature del vapore surriscaldato richiedono spesso un rating più alto delle componenti meccaniche dell'impianto, quindi l’attrezzatura è più costosa. • La temperatura più elevata del vapore surriscaldato può danneggiare le apparecchiature più delicate. Questi svantaggi indicano chiaramente che il vapore surriscaldato in genere non è desiderabile per applicazioni di processo termico. Tuttavia esistono siti dove il vapore surriscaldato viene generato per la produzione di energia; ha quindi senso economico desurriscaldare parte di questo vapore in alcuni punti del ciclo di produzione di energia e utilizzarlo per applicazioni di processo. Negli impianti che hanno vapore surriscaldato disponibile per l’uso di processo conviene distribuire il vapore surriscaldato in punti remoti dell’impianto, in quanto il vapore rimane secco. Questo diventa importante se ci sono lunghi tratti di tubazione tra il punto di generazione e il punto di utilizzo. Il desurriscaldamento Il desurriscaldamento è il processo mediante il quale o il vapore surriscaldato viene riportato al suo stato saturo o ne viene ridotto il surriscaldamento. Per ripristinare lo stato di saturazione, la maggior parte dei desurriscaldatori produce vapore con una temperature di uscita vicina alla saturazione (in genere un minimo di +3°C sopra la temperatura di saturazione). 3 Fondamentalmente esistono due principali tipologie di desurriscaldatori: • Contatto indiretto - Il mezzo utilizzato per raffreddare e il vapore surriscaldato non entra in contatto diretto. Può essere impiegato, come fluido di raffreddamento, un liquido refrigerante o un gas, per esempio, l’aria circostante. Esempi di questo tipo di desurriscaldatore sono scambiatori di calore a fascio tubiero. Qui il vapore surriscaldato alimenta un lato dello scambiatore di calore e un mezzo di raffreddamento alimenta l’altro lato. Appena il vapore surriscaldato passa attraverso lo scambiatore di calore, il calore viene ceduto dal vapore e trasmesso al fluido di raffreddamento. La temperatura del vapore desurriscaldato può essere controllata sia dalla pressione di ingresso del vapore surriscaldato sia dalla portata del fluido di raffreddamento. Il controllo del flusso di vapore surriscaldato non è normalmente di facile gestione e la maggior parte dei sistemi regolano la portata del fluido di raffreddamento. Utilizzando l’equazione riportata qui sotto,che si basa sul principio di conservazione dell’energia, è possibile determinare facilmente e rapidamente la portata necessaria di acqua di raffreddamento: entalpia in ingresso entalpia in uscita al processo = dal processo mw hw + mss hs = mss hd + mw hd mss hs - mss hd = mw hd - mw hw mss (hs - hd) = mw (hd - hw) La portata d’acqua è: mw = mss * (hs - hd) / (hd - hw) dove mw = portata massica di acqua di raffreddamento [kg/h] mss = portata di massa di vapore surriscaldato [kg/h] hs = entalpia a condizione di surriscaldamento [kJ/kg] h d = entalpia a condizione desurriscaldato [kJ/kg] hw = entalpia di acqua di raffreddamento all’ entrata [kJ/kg] Regolatore Desurriscaldatori Acqua di raffreddamento Vapore surriscaldato Valvola di controllo Valvola di non ritorno Vapore desurriscaldato Desurriscaldatore • Contatto diretto - Il mezzo utilizzato per il raffreddamento e ll vapore surriscaldato entrano in contatto diretto. Nella maggior parte dei casi, il fluido di raffreddamento è lo stesso fluido da desurriscaldare, ma allo stato liquido. Per esempio, nel caso di desurriscaldatori vapore, viene utilizzata acqua. Una tipica stazione di desurriscaldamento a contatto diretto è mostrato nella figura riportata qui sopra. Quando il desurriscaldatore è in funzione, una quantità controllata di acqua si aggiunge al vapore surriscaldato, attraverso un miscelatore all’interno del desurriscaldatore. Appena l’acqua di raffreddamento entra nel desurriscaldatore evapora, assorbendo calore dal vapore surriscaldato. Di conseguenza la temperatura del vapore si riduce. Il controllo della quantità di acqua da aggiungere si ottiene di solito tramite la misurazione della temperatura del vapore a valle del desurriscaldatore. La temperatura impostata del vapore desurriscaldato è normalmente di 3°C sopra quella di saturazione. Pertanto, in tale regime, la pressione di ingresso del vapore surriscaldato deve essere mantenuta costante. Come si calcola la portata dell'acqua di desurriscaldamento La quantità di acqua da aggiungere deve essere sufficiente per portare il vapore alla temperatura desiderata; troppo poca acqua e il vapore non verrà stato sufficientemente raffreddato, troppa acqua e verrà prodotto vapore saturo umido che richiederà la presenza di un separatore e di scaricatori di condensa. 4 La tipologia più semplice di desurriscaldatore è una sezione di tubo non coibentato, dove il calore viene disperso nell’ambiente. Tuttavia, a parte l’ovvio rischio di danni al personale e lo spreco di energia, questo approccio non permette di compensare variazioni delle condizioni ambientali, della temperatura del vapore o della portata di vapore. Esistono diverse tipologie di desurriscaldatori e si raccomanda di tenere in considerazione le seguenti proprietà quando si dimensiona e si sceglie una stazione di desurriscaldamento adatta ad una determinata applicazione: • Turndown - il ‘Turndown’ è il rapporto tra la massima portata e la minima portata ammessa dal desurriscaldatore. Turndown = Massima Portata / Minima Portata È un parametro molto importante, perché ogni variazione legata alla pressione in ingresso, alla temperatura o alla portata causerà una variazione della richiesta di liquido di raffreddamento. In generale è possibile specificare i due valori di turndown per un desurriscaldatore: Turndown lato vapore - Rappresenta il range di portata di vapore che il dispositivo può effettivamente desurriscaldare. Turndown lato acqua - Rappresenta il range di portata di acqua che il dispositivo può effettivamente utilizzare. Anche se questo incide direttamente sul turndown di vapore, il rapporto dipende dalla temperatura del vapore surriscaldato, dall’acqua di raffreddamento e dal vapore desurriscaldato. Se il turndown richiesto non può essere raggiunto utilizzando un solo desurriscaldatore, possono essere installati due desurriscaldatori in parallelo regolati in split-range. Va notato che il desurriscaldatore stesso è solo una parte di una stazione di desurriscaldamento, che comprende anche il sistema di controllo necessario per il corretto funzionamento. • Pressione dell’acqua a disposizione - potrebbe essere necessaria una pompa. • Pressioni e temperature di esercizio. • La lunghezza di assorbimento - nel caso di desurriscaldatori in linea, la distanza percorsa dal vapore prima che il desurriscaldamento sia completo è un elemento molto importante. • La precisione richiesta della temperatura finale. • Portata di vapore e acqua. • Grado di surriscaldamento prima, e la quantità di vapore desurriscaldato necessaria dopo il processo. Di seguito sono descritte le più comuni tipologie di desurriscaldatore disponibili sul mercato, i loro limiti e le applicazioni tipiche. Desurriscaldatori a contatto indiretto a fascio tubiero Questo tipo di de surriscaldatori è costituito da uno scambiatore di calore tipo shell e tube, con vapore surriscaldato da un lato e il fluido di raffreddamento dall’altro. Valvola di sicurezza Sensori di pressione e temperatura Vapore surriscaldato Testata flottante Livello normale dell'acqua Scaricatore galleggiante come "troppo pieno" Acqua di raffreddamento a pressione e temperatura di saturazione Vapor saturo Sistema di controllo livello dell'acqua Alimentazione acqua di raffreddamento (con pompa quando la pressione non è sufficiente) Drenaggio Scaricatore galleggiante Il mantello del primo scambiatore di calore (che contiene l’acqua di raffreddamento) è fissato a entrambe le estremità sul lato di entrata; mentre sul lato di uscita è fissato nella sola parte inferiore e aperto in alto. La testa mobile permette di pareggiare la pressione nelle due sezioni del mantello. Il fluido di raffreddamento è acqua a temperatura e pressione di saturazione. Il vapore surriscaldato entra nel primo e poi nel secondo fascio di tubi e cede calore all’acqua; un parte di acqua evapora per l’ aggiunta di energia. L’acqua di raffreddamento evaporata passa attraverso la testa mobile e si accumula nel lato di uscita del mantello. Passa poi attraverso il lato aperto del mantello dove si miscela con il vapore desurriscaldato. Vantaggi 1.Il turndown è limitato solamente dal turndown degli apparecchi di coltrollo installati. 2.È in grado di produrre vapore desurriscaldato entro 5°C della temperatura di saturazione. 3.Alte temperature e pressioni di esercizio, in genere circa 60 bar e 450 °C. 4.Tempi di risposta veloci. Svantaggi 1.Sono molto ingombranti e sono stati ampiamente superati dato che ora esistono una serie di tipologie di dispositivi in linea. 2.Costo. 3.L’efficienza dello scambio termico di questo tipo di desurriscaldatore è un elemento piuttosto critico. L’accumulo di aria o di film sulla superficie di scambio termico può agire come una barriera contro lo scambio di calore. Applicazioni 1. Tutte le applicazioni dove avvengono ampie variazioni di carico. 5 Desurriscaldatori a contatto diretto a bagno d’acqua Questa è la tipologia più semplice di desurriscaldatore a contatto diretto. Il vapore surriscaldato viene iniettato in una vasca contente acqua. Questo calore aggiuntivo produce vapore saturo dall’evaporazione dal pelo libero dell’acqua. Un regolatore di pressione mantiene costante la pressione nel serbatoio, e quindi la temperatura e la pressione del vapore saturo nella tubazione a valle. Dato che il vapore surriscaldato ha più energia rispetto al vapore saturo per unità di massa, evaporerà più vapore saturo di quello che entra effettivamente nel desurriscaldatore. Di conseguenza, il livello dell’acqua scende e si deve prevedere di ripristinare continuamente il volume d'acqua contenuto nel serbatoio. Questo di solito richiede una pompa simile a quelle di alimentazione della caldaia, in quanto l’acqua deve essere pompata contro la pressione del serbatoio. Una valvola di non ritorno sull’alimentazione del vapore surriscaldato è necessaria per evitare che l’acqua del serbatoio risalga la linea del vapore surriscaldato. Vapor saturo Unità controllo pressione Sensore di pressione Presa vapore Valvola di sicurezza Spazio asciugatura vapore Manometro Valvola di non ritorno Valvola di controllo della pressione Scaricatore galleggiante come "troppo pieno" Bacino d'acqua Sistema di controllo del livello Alimentazione acqua di raffreddamento con pompa d'alimentazione Drenaggio Alimentazione acqua di raffreddamento con pompa d'alimentazione, quando l'acqua d'alimentazione è sottopressione Vantaggi 1. Semplice. 2. Il vapore viene prodotto a temperatura di saturazione. 3. Può produrre vapore con una frazione secca di 0,98%. 4. Il turndown è limitato solamente dal turndown degli apparecchi di coltrollo installati. Svantaggi 1. Ingombranti 2. Poco pratico per le alte temperature Applicazioni 1. Tutte quelle applicazioni dove avvengono ampie variazioni di portata. 2.Quando è ammessa l'assenza di surriscaldamento residuo. 6 Desurriscaldatori ad iniezione d'acqua Questo tipo di desurriscaldatore copre la stragrande maggioranza delle applicazioni in cui è richiesto un desurriscaldamento. In desurriscaldatori a iniezione d’acqua, il vapore surriscaldato viene fatto passare attraverso una tubazione munita di uno o più ugelli. Questi iniettano acqua di raffreddamento nel vapore surriscaldato, che trasforma l’acqua in vapore riducendo la quantità di surriscaldato. L’acqua di raffreddamento può essere iniettata nel vapore surriscaldato in diversi modi, di conseguenza, ci sono diversi tipi di desurriscaldatori a iniezione d’acqua. I fattori che influenzano la scelta della tipologia di desurriscaldatori ad area variabile sono: Tenendo presente che C e g sono costanti, l’equazione mostra che solo due fattori possono essere manipolati per alterare la portata dell’acqua di raffreddamento (qV): - Variare la caduta di pressione attraverso l’orifizio (quindi l’ugello), h. Si esprime quindi la portata in funzione della perdita di carico: V∝ √h Questo significa che se, ad esempio, la portata aumenta di un fattore di 5, la pressione disponibile deve aumentare di un fattore di 5² = 25. L’effetto di questa relazione ostacola gravemente il turndown. • Dimensione delle particelle - Più piccola è la dimensione delle particelle d’acqua, maggiore è il rapporto tra la superficie e la massa e maggiore è il tasso di trasferimento di calore. Poiché l’acqua viene iniettata direttamente nel flusso di vapore surriscaldato, minore è la dimensione delle particelle, minore è la distanza necessaria affinchè lo scambio termico avvenga. Oltre alla portata dell’acqua di raffreddamento, ci sono due altre considerazioni importanti per determinare la necessaria pressione di acqua di raffreddamento: L’acqua viene suddivisa in piccole particelle utilizzando un dispositivo meccanico (ugello a orificio fisso o variabile) o ugelli di atomizzazione. 2. Più grande è la perdita di pressione attraverso l’ugello, migliore è la nebulizzazione dell’acqua di raffreddamento. • Turbolenza - Quando il fluido entra all’interno della tubazione il flusso diventa più turbolento, le singole particelle d’acqua stazionano più a lungo nel desurriscaldatore, permettendo un maggiore trasferimento di calore. Inoltre la turbolenza favorisce la miscelazione tra l’acqua di raffreddamento e il vapore surriscaldato. L’aumento della turbolenza permette il completamento del desurriscaldamento in una distanza minore. - Variare l’area del orifizio, A. Si esprime quindi la portata in funzione dell’area dell’ugello: Si può creare turbolenza in un uno dei seguenti modi: - Caduta di pressione attraverso l’ugello - sottoporre l’acqua di raffreddamento ad una maggiore caduta di pressione, ne aumenta la sua velocità e induce una maggiore turbolenza. 1.La pressione dell’acqua di raffreddamento deve essere superiore alla pressione di vapore surriscaldato al punto di iniezione. V∝A Questo rapporto lineare significa, per esempio, che se la portata aumenta di un fattore di 5, la superficie disponibile deve aumentare a sua volta di un fattore pari a 5. Questo variazione può semplicemente essere realizzata da un orifizio ad area variabile (figura riportata sotto) oppure modificando il numero dei fori attraverso cui passa il fluido di raffreddamento. Flusso acqua raffreddamento Movimento testata della valvola - Velocità - Aumentando la velocità complessiva della miscela di acqua e vapore, la turbolenza aumenta. L’aumento della velocità si ottiene di solito mediante la creazione di una restrizione nel percorso di vapore, che genera ulteriori turbolenze e vortici. • Portata acqua di raffreddamento - la quantità di acqua di raffreddamento che può essere aggiunta al vapore surriscaldato è influenzata da una serie di fattori, che sono legati dall’equazione: qV = C A √2 g h Sede dove: qv = portata volumetrica di acqua di raffreddamento [m³/s] C = Coefficiente di scarico dell’ugello A = Area dell’ugello [m²] g = Costante gravitazionale [9,81 m/s ²] h = Perdite di carico dell’orifizio Bocchello circolare Testata valvola 7 Spray Type Venturi Caratteristiche generali Caratteristiche generali Il desurriscaldatore Spray Type è una semplice iniezione di acqua di raffreddamento nella linea di vapore, dove il punto di iniezione è spostato leggermente al di sopra dell’asse della condotta. L’acqua di raffreddamento viene iniettata nel flusso di vapore attraverso uno o più ugelli di atomizzazione. Acqua di raffreddamento Manicotto termico Il desurriscaldatore tipo Venturi impiega una restrizione nella condotta del vapore surriscaldato per creare una regione di alta velocità e turbolenza dove viene iniettata l’acqua di raffreddamento. Questo aiuta a stabilire uno stretto contatto tra il vapore e l’acqua di raffreddamento, migliorando l’efficienza del processo di desurriscaldamento. Acqua di raffreddamento Flusso di vapore surriscaldato Vapore surriscaldato L’iniezione assiale dell’acqua di raffreddamento migliora la miscelazione di acqua e il vapore surriscaldato per due ragioni: 1.L’acqua viene iniettata lungo l’asse della tubazione, quindi sarà distribuita più uniformemente nel flusso di vapore surriscaldato. 2.La tubazione di mandata dell’acqua di raffreddamento che viene inserita nella condotta agisce come un ostacolo e crea vortici portando ad avere turbolenza aggiuntiva al punto di iniezione dell’acqua. Camicia Diffusore Bocchello Diffusore interno interno principale Il processo di desurriscaldamento si svolge in due fasi distinte: • La prima fase del desurriscaldamento avviene nel diffusore interno. Una parte del vapore è accelerata nel beccuccio interno e la velocità è usato per atomizzare l’acqua in arrivo. L’acqua di raffreddamento viene iniettata nel diffusore attraverso una serie di piccoli spruzzi, che contribuiscono ulteriormente a nebulizzare l’acqua. • Nella seconda fase di desurriscaldamento, esce dal diffusore interno un sorta di nebbia satura che raggiunge il diffusore principale dove si mescola con il resto del vapore. Flusso Tubazione verticale di mandata Vantaggi 1. Semplice funzionamento. 2. Nessuna parte in movimento. 3. Vantaggioso economicamente sull’intera gamma di diametri. 4. Minima perdita di carico. Svantaggi 1. Turndown basso, in genere un massimo di 3:1 sia sul vapore che sull’ acqua di raffreddamento. 2.La temperatura del vapore desurriscaldato è normalmente oltre 10°C superiore alla temperatura di saturazione. 3. La lunghezza di assorbimento è piuttosto elevata. 4. Possono danneggiare la tubazione interna. Questo può essere superato con l’uso di un manicotto termico. Applicazioni 1.Applicazioni dove la portata di vapore, la temperatura del vapore e la temperatura del liquido di raffreddamento siano costanti; tutto ciò significa una richiesta piuttosto costante di acqua di raffreddamento. 8 Il diffusore principale crea una restrizione per vapore restante andando ad aumentare così la sua velocità in questa zona. Quindi, c’è una zona di turbolenza in cui avviene la seconda fase del desurriscaldamento. Questo meccanismo riduce al minimo il contatto dell’acqua di raffreddamento con la tubazione, combinando la massima efficacia di desurriscaldamento con la minima usura del tubo. Il turndown tipico del lato vapore è 4:1 ma varia a seconda delle condizioni reali. Nelle applicazioni in cui vi è una stazione di riduzione pressione a monte del desurriscaldatore, il turndown di vapore disponibile può arrivare a più di 5:1. Il turndown tipico del lato acqua è 20:1 a seconda delle condizioni reali e di solito è soddisfacente per la maggior parte delle applicazioni impiantistiche. Per turndown superiori a 20:1, aumenta la necessità di inserire una pompa. I desurriscaldatori tipo Venturi possono essere installati sia in orizzontale che in verticale con direzione del flusso di vapore verso l’alto. Quando viene installato in posizione verticale, si verifica una migliore miscelazione che può portare ad avere un turndown oltre 5:1. Il problema principale di questo installazione è avere lo spazio sufficiente per installare in verticale il desurriscaldatore. Vantaggi 1.Turndown vapore fino a 5:1 e turndowns acqua oltre 20:1. 2.Semplice principio di funzionamento (anche se più complesso rispetto allo Spray Type). 3.Nessuna parte in movimento. 4.Accurato controllo della temperatura del vapore desurriscaldato, normalmente entro 3°C dalla temperatura di saturazione. 5.Adatto per il funzionamento sia in condizioni di vapore costante che variabile. 6.Minore usura nelle tubazioni a valle rispetto a un desurriscaldatore tipo Spray, perchè l’acqua di raffreddamento si presenta come una nebbia piuttosto che come un getto. Svantaggi 1.Elevate perdite di carico. 2.La lunghezza di assorbimento è più lunga rispetto al tipo Steam Atomising; è quindi richiesto più spazio per l’installazione. 3.Una minima portata di acqua di raffreddamento è sempre richiesta. Applicazioni • Nella seconda fase di desurriscaldamento, esce dal diffusore interno un sorta di nebbia satura che si mescola con il resto del vapore della linea principale. L’evaporazione avviene nella tubazione immediatamente a valle del desurriscaldatore, dove le goccioline d’acqua rimangono sospese e poco a poco evaporano. L’utilizzo di vapore per atomizzare l’acqua di raffreddamento produce particelle di acqua finemente nebulizzata, che garantisce un efficace trasferimento di calore e successiva evaporazione. Questa tipologia di desurriscaldatori consente di avere un turndown lato vapore piuttosto elevato, fino a un rapporto 50:1. Si deve tuttavia far notare che con un turndown superiore a 20:1, la velocità dell’ acqua nella tubazione potrebbe essere troppo bassa. In questo caso bisogna prevedere l’inserimento di un sistema di drenaggio e di riciclo. Se non può essere installato un sistema di recupero, il turndown dovrà essere ridotto. La configurazione tipica di un desurriscaldatore tipo Steam Atomising è illustrata nella figura riportata qui di seguito: 1.Adatto alla maggior parte delle principali applicazioni impiantistiche, eccetto dove è richiesto un elevato turndown sulla portata di vapore. 5 Steam Atomizing Alimentazione aria Caratteristiche generali I desurriscaldatori di tipo Steam Atomising impiegano vapore ausiliario ad alta pressione per atomizzare l’acqua di raffreddamento in entrata. Vapore di atomizzazione Acqua di raffreddamento 9 7,5 m Rastrematore max 7" Flusso vapore surriscaldato 6 7 8 1 2 2m 3m Flusso vapore desurriscaldato Ciclo di ricircolo dell'acqua di raffreddamento Ciclo del vapore di atomizzazione Valvola di non ritorno 4 Bocchello interno 3 Valvola di controllo Acqua di ad azione modulante raffreddamento 1. Desurriscaldatore 2. Valvola di controllo del flusso di vapore 3. Valvola di controllo dell'acqua di raffreddamento 4. Valvola on/off automatica per controllo vapore 5. Unità di controllo pressione Flusso vapore surriscaldato 6. Unità di controllo temperatura 7. Sensore di temperatura 8. Sensore di pressione 9. Filtro/regolatore dell'aria Vantaggi Tenute Diffusore interno Il processo di desurriscaldamento avviene in due fasi: • La prima fase avviene nel diffusore, dove è atomizzata l’acqua di raffreddamento per la velocità elevata del vapore di atomizzazione. La pressione del vapore ausiliario deve essere almeno 1,5 volte la pressione di ingresso del desurriscaldatore. La portata di vapore di atomizzazione è normalmente tra il 2% e il 5% del flusso di vapore della linea principale. L’impiego di vapore a di atomizzazione permette di introdurre acqua di raffreddamento a pressioni più basse. In generale, l’unico requisito è che la pressione dell’acqua sia superiore a quella del vapore surriscaldato. 1.Buon turndown - il turndown di vapore può arrivare fino a 50:1, ma il funzionamento e il controllo è più efficace con un turndown massimo di 20:1. 2.Molto compatto - lunghezza di assorbimento breve rispetto alle altre tipologie. 3.La caduta di pressione è trascurabile. 4.Può essere utilizzata acqua di desurriscaldamento fredda, dato che il vapore di atomizzazione la preriscalda. 5.Temperatura di saturazione - in genere 6°C sopra la saturazione. Svantaggi 1.È necessario vapore ausiliario ad alta pressione. 2.Il materiale extra richiesto e le tubature supplementari sono relativamente costose. Applicazioni 1.Adatto per applicazioni in cui le portate di vapore variano molto, ad esempio in stazioni combinate di riduzione pressione e desurriscaldamento. 9 Area variabile Caratteristiche generali I desurriscaldatori ad area variabile vengono progettati per ottenere la migliore atomizzazione possibile dell’acqua con una alta rangeability. Molte applicazioni infatti richiedono turndown superiori rispetto a quanto si può ottenere con desurriscaldatori ad area fissa. È possibile avere un grande varietà di ugelli (quantità e dimensioni) da combinare in modo da poter ottenere un accurato controllo della temperatura del vapore ad ogni condizione operativa. Questo avviene grazie alla presenza di un attuatore a diaframma , di solito completo di posizionatore, che permette il controllo della quantità d’acqua richiesta dal processo di desurriscaldamento senza che sia necessaria la presenza di una valvola di regolazione. Il desurriscaldatore ad area variabile riceve in ingresso l’acqua di desurriscaldamento attraverso una flangia posizionata sul corpo principale; tale acqua è incanalato per raggiungere la parte opposta del tubo dove è presente la testa con gli ugelli necessari. Nella parte inferiore del corpo, il pistone controlla il flusso di acqua che attraverso gli ugelli raggiunge il flusso di vapore da desurriscaldare. Quando questo pistone è in posizione di chiusura, l’acqua non può raggiungere gli ugelli. Quando il pistone viene spinto verso il basso dall’attuatore ( che segue gli input ricevuti dal regolatore di temperatura) , la differente apertura degli ugelli modifica la portata di acqua in relazione della caratteristica di regolazione richiesta. Vantaggi 1.Il turndown è molto elevato e può raggiungere 100:1. 2.Temperatura di vapore desurriscaldato - in genere 2,5 °C sopra la saturazione. 3.Lunghezza di assorbimento molto breve 4.La pressione dell’acqua di raffreddamento deve essere superiore di soli 0,4 bar alla pressione del vapore surriscaldato. 5.Velocità del vapore surriscaldato può essere molto bassa. Svantaggi 1. Perdita di carico attraverso il desurriscaldatore. 2. Il desurriscaldatore deve essere installato verticalmente. Applicazioni 1.Adatto ad applicazioni dove la portata di vapore varia molto e una perdita di carico relativamente alta non è critica. 2.Nei casi in cui la velocità del vapore è molto bassa. L'offerta Spirax Sarco La competenza specifica dei nostri tecnici e la familiarità con tutti gli aspetti di un impianto vapore ci consente di identificare la miglior soluzione ad ogni necessità di desurriscaldamento del vapore. 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Luca Tremolada [email protected] 10 Rapporto turndown vapore Temperatura minima oltre TS (°C) Pressione minima acqua di raffreddamento* (bar) Velocità a minima portata (m/s) Fascio tubiero In relazione alla valvola di controllo 5 - A bagno d'acqua In relazione alla valvola di controllo 0 Spray type (ugelli multipli radiali) 3:1 Spray type (ugello di iniezione assiale) Modello Dimensioni tubazioni (mm) Min Max - - - - - - - 10 1 6 20 600 3:1 10 0,5 6 50 1200 Spray type (ugelli multipli assiali) 8:1 8 4 6 150 1500 Spray type (ugelli multipli assiali a molla) 9:1 8 15,5 9 150 600 Venturi 5:1 3 1 6 50 1270 Steam atomizing 50:1 6 Maggiore della pressione del vapore 1,5 100 1500 fino a 100:1 2,5 0,4 3 80 800 Area variabile * Tipica pressione minima dell'acqua di raffreddameto al di sopra della pressione del vapore surriscaldato 11 Valvole di sicurezza pilotate Generalità e campi di applicazioni Le valvole di sicurezza più largamente diffuse negli impianti industriali sono quelle azionate a molla. Fondamentalmente si differenziano per gli standard di progettazione e calcolo (DIN, ASME, API): in applicazioni petrolchimiche, e di chimica di base lo standard API è quello più largamente diffuso. Col continuo evolversi della tecnologia e per via di applicazioni sempre più impegnative, talvolta le valvole di sicurezza tradizionali (a molla) non sono in grado di soddisfare le crescenti richieste in termini di affidabilità, tenuta, performance. Dal momento che il limite più grosso delle attuali valvole di sicurezza è dato, in molti casi, proprio dal principio di funzionamento e cioè dall’azionamento meccanico a molla, sono state sviluppate una serie di valvole che non fossero più soggette a tali limitazioni. Si tratta delle valvole di sicurezza pilotate, una serie di valvole che assicurano la tenuta sede otturatore, non con l’ausilio di una molla di contrasto, ma utilizzando la pressione stessa del fluido di processo. Questo nuovo tipo di valvola, costruito secondo gli standard API, è quindi priva della parte superiore (cappello) dove normalmente alloggia la molla, ma è dotata di un dispositivo supplementare (il pilota) che, controllando opportunamente il flusso del fluido di processo all’interno dl corpo valvola, provoca l’apertura dell’otturatore (con conseguente fase di scarico) o la chiusura dello stesso. Una caratteristica fondamentale di queste valvole è che la pressione di taratura non è influenzata dalla contropressione statica, ciò significa che non sono necessari dispositivi o artifici di nessun genere per compensare contropressioni statiche (costanti o variabili) allo scarico. Una valvola pilotata può funzionare con contropressioni statiche fino al 70 % della pressione di taratura, mentre una valvola di sicurezza a molla può arrivare fino ad un massimo del 35% - 50%. Ciò è dovuto essenzialmente alla geometria interna della valvola: nelle valvole a molla l’otturatore è soggetto all’effetto della contropressione che si va a sommare alla forza esercitata dalla molla di taratura. Per eliminare l’effetto della contropressione statica nelle valvole di sicurezza tradizionali si possono adottare due differenti sistemi: Se andiamo invece ad esaminare la geometria interna di una valvola di sicurezza pilotata ci rendiamo subito contro che la superficie dell’otturatore non è soggetta all’eventuale contropressione presente nella linea di scarico ma solo alla pressione esercitata dal pilota tramite il fluido di processo. Ciò significa che eventuali contropressioni statiche non possono in alcun modo disturbare l’apertura della valvola. Esistono fondamentalmente due tipologie diverse di valvole pilotate: • il soffietto di bilanciamento • tarare la valvola ad una pressione pari alla differenza fra il set e la contropressione statica. L’impiego del soffietto di bilanciamento (in acciaio inox) permette di compensare contropressioni pari al 35% della pressione di taratura per valvole di sicurezza normali e pari al 50% per valvole API. Il soffietto di bilanciamento permette di compensare contropressioni statiche sia costanti che variabili nel tempo. La seconda opzione sopra elencata permette invece solo il bilanciamento di una contropressione statica costante nel tempo. Nel caso poi in cui la pressione di lavoro e quella di set fossero troppo vicine, anche le minime fluttuazioni presenti in qualsiasi impianto potrebbero compromettere il corretto funzionamento della valvola. 12 • valvole ad azione on off (pop action) • valvole ad azione modulante (modulate action). Le valvole on off sono progettate in modo garantire un’apertura rapida e totale dell’otturatore in caso di raggiungimento della pressione di taratura. Queste valvole possono essere utilizzate solo con gas. Le valvole ad azione modulante operano in modo da scaricare la quantità di fluido necessaria per riportare la pressione di lavoro al di sotto della soglia di pericolo. L’azione di queste valvole non è quindi istantanea ma graduale: l’otturatore non si spalanca completamente al raggiungimento della pressione di taratura ma apre gradualmente in proporzione alla sovrappressione registrata in quel momento. Le valvole ad azione modulante sono utilizzate anche in tutti quei casi in cui il fluido di processo non deve essere scaricato in atmosfera. Prima di analizzare nel dettaglio le due tipologie di valvole pilotate osserviamo il loro principio di funzionamento. Principio di Funzionamento La tenuta delle valvole pilotate, come abbiamo già avuto modo di dire in precedenza è affidata all’effetto della pressione del fluido di processo. Per ottenere quest’effetto è necessario l’utilizzo di uno strumento chiamato valvola pilota (più comunemente pilota). La pressione di sistema viene trasmessa tramite il tubicino di presa pressione dalla connessione di ingresso al pilota e dal pilota alla camera superiore della valvola. In questa camera il fluido andrà ad esercitare la sua pressione sulla superficie superiore dell’otturatore. Dal momento che la superficie superiore dell’otturatore esposta alla pressione è più grande della superficie inferiore, la tenuta sede otturatore viene automaticamente garantita. Grazie a questo fatto, non solo la tenuta è garantita, ma la forza che tiene premuto l’otturatore sulla sede aumenta all’aumentare della pressione del fluido di processo. Le valvole pilotate possono garantire la tenuta dell’otturatore fino ad una pressione in linea pari al 97% della pressione di taratura della valvola stessa. Al raggiungimento della pressione di taratura il pilota interviene. Come conseguenza di quest’intervento la pressione di sistema non viene più trasmessa alla camera superiore della valvola di sicurezza e contemporaneamente la camera superiore viene anche sfiatata. L’abbassamento di pressione all’interno della camera provoca una riduzione della forza che assicura la tenuta dell’otturatore con un conseguente innalzamento dello stesso. Le modalità di apertura della valvola dipenderanno dal tipo di pilota installato. L’apertura potrà quindi essere immediata (con solo l’1% di sovrappressione) nel caso di pilota on off o graduale nel caso di pilota modulante. Al raggiungimento della pressione di richiusura il pilota interverrà nuovamente chiudendo lo sfiato della camera superiore e portando nuovamente nella camera superiore la pressione del sistema. Passiamo ora ad esaminare le due tipologie di valvole più nel dettaglio. La differenza fra la valvola on off e la valvola ad azione modulante sta tutta nel pilota, il corpo valvola è sempre lo stesso. Sostituendo quindi il pilota, si può cambiare la natura della valvola. Grazie alla robusta costruzione dei due tipi di pilota ed al ridotto sviluppo dei tubicini di collegamento entrambi i tipi di valvola dimostrano una particolare resistenza alle vibrazioni e quindi una particolare predisposizione ad impieghi dove siano presenti forti sollecitazioni. Entrambi i piloti sono ricavati da pieno (in acciaio inox) e sono realizzati in maniera tale da consentire una facile sostituzione della molla di taratura dovendo solo rimuovere il cappello del pilota senza smontare altre parti funzionali della valvola. La costruzione da pieno rende anche possibile la realizzazione del pilota in materiali diversi dall’acciaio inox in tempi molto brevi. Valvole ad Azione on off (pop action) Ciclo di funzionamento Le tre immagini sotto riportate descrivono nel dettaglio il funzionamento del pilota on off. In condizioni normali di funzionamento il pilota porta la pressione di sistema, tramite il tubicino di presa pressione, all’interno della camera superiore della valvola. Dal momento che, come già detto in precedenza, la superficie superiore dell’otturatore è maggiore della superficie inferiore la risultante delle forze agenti sull’otturatore è tale da garantire la tenuta della valvola Quando viene raggiunta la pressione di taratura il pilota chiude la via che porta la pressione alla camera superiore della valvola e contemporaneamente sfiata la camera stessa. In questo modo la pressione della camera superiore cala rapidamente e quando la pressione del sistema raggiunge un valore pari alla pressione di taratura + 1%, l’otturatore apre istantaneamente. 13 Nel momento in cui il pilota sfiata la pressione contenuta all’interno della camera superiore, scarica il volume di gas contenuto in essa all’esterno, nell’ambiente circostante. Questo modo di operare rende questo tipo di valvola inadatta a tutte quelle applicazione in cui non sia possibile scaricare il fluido di processo in atmosfera. Al raggiungimento della pressione di richiusura, il pilota interviene, chiudendo lo sfiato all’atmosfera e ripristinando la pressione all’interno della camera superiore. Quest’azione provoca la repentina richiusura della valvola stessa. Spinta 4 3 Spirax Sarco Italia completa la propria gamma di prodotti con le nuove Valvole di sicurezza pilotate LESER Nel corso dell’anno 2010 LESER, partner di Spirax Sarco Italia da oltre 20 anni e di cui Spirax Sarco è distributore esclusivo per l’Italia, ha rilasciato una nuova famiglia di valvole di sicurezza con la quale va a completare ulteriormente la sua già vasta gamma di prodotti. La famiglia in oggetto è quella delle valvole pilotate ad azione sia modulante che on-off. Prima di analizzare i vari impieghi in cui queste nuove valvole eccellono, esaminiamo le caratteristiche che le permettono di essere la scelta privilegiata rispetto alle valvole tradizionali a molla. Principali caratteristiche I modelli attualmente resi disponibili da LESER sono: 1 2 Pressione impostata • Modello 811 (on off) • Modello 821 (ad azione modulante) Pressione Il diagramma sopra riportato descrive graficamente il funzionamento on/off di questa famiglia di valvole. Valvole ad Azione Modulante (Modulate Action) Ciclo di funzionamento Il funzionamento del pilota modulante è molto simile a quello del pilota on off. Differisce fondamentalmente in soli due punti: • appena prima che la pressione di set sia raggiunta • subito dopo il raggiungimento della pressione di set. In condizioni di funzionamento normale il pilota manda nella camera superiore la pressione del sistema assicurando la perfetta tenuta dell’otturatore. Appena prima del raggiungimento della pressione di set il pilota chiude la via che porta la pressione di sistema nella camera superiore della valvola, ma non sfiata ancora la camera superiore, mantenendola così in pressione. Questa pressione costante al di sopra dell’otturatore è la condizione presente nella valvola un attimo prima del raggiungimento del set. Al raggiungimento della pressione di taratura il pilota comincia a sfiatare la camera pilota, dando luogo all’apertura della valvola. Il pilota modulante però non sfiata completamente la camera superiore ma soltanto quanto basta per far raggiungere all’otturatore il livello di apertura necessario per ridurre la pressione di sistema. Fintantoché la pressione di sistema è compresa tra il 93% (pressione di richiusura) ed il 110% (pressione di completa apertura) il pilota continuerà a controllare la corsa dell’otturatore in modo da scaricare solo la quantità necessaria di fluido. Quando la pressione di sistema raggiunge il valore di richiusura, il pilota torna nella condizione iniziale, cioè chiude lo sfiato della camera superiore e riporta in essa la pressione di sistema provocando al chiusura della valvola. Le principali caratteristiche comuni ad entrambi i modelli sono: • progettazione secondo API • diametri nominali: da 1" x 2" a 8" x 10" • tarature: da 2,5 bar g a 102 bar g • rating flange: da ANSI150 x ANSI150 (rating ingresso x rating uscita) a ANSI600xANSI150 • valvola pilota costruita interamente in acciaio inox e ricavata da pieno. Le valvole 811 sono omologate per l’impiego con aria e gas secondo ASME sezione VIII, DIN EN ISO 4126, AD 2000-Merkblatt. Le valvole 821 sono invece omologate l’impiego con aria, gas e liquidi secondo ASME sezione VIII, DIN EN ISO 4126, AD 2000-Merkblatt, mentre per vapore le omologazioni attualmente disponibili sono solo DIN EN ISO 4126, AD 2000-Merkblatt (ASME sezione VIII è in via di ottenimento). Orifici standard e a passaggio pieno Per ogni diametro nominale è disponibile tutta la serie di orifici previsti dagli standard API. In aggiunta agli orifici standard, per ogni diametro è disponibile un orificio extra anche nel caso in cui la sua dimensione vada oltre il massimo previsto da API. Orificio standard Spinta 4 3 Spurgo 1 14 93% 2 98% 100% Pressione impostata Solo valvola di sicurezza a molla LESER - solo per comparazione Valvola di sicurezza con funzionamento a pilota serie 820 110% Pressione Orificio extra (passaggio pieno) DN 25 x 50 40 x 50 40 x 80 50 x 80 80 x 100 100 x 150 150 x 200 200 x 250 Dim. 1"x2" 1½"x2" 1½"x3" 2"x3" 3"x4" 4"x6" 6"x8" 8"x10" G H J J K L Orificio API std. D E F Secondo API 526 Orificio Extra D E F G G G H H J Le valvole dotate di orifici extra o a passaggio pieno sono in accordo alle API 526 eccetto che per la dimensione dell’orificio. L’evidente vantaggio di disporre di un orificio a passaggio pieno è che a parità di diametro nominale la portata di scarico sarà superiore. In pratica, a parità di portata di scarico posso adottare una valvola di taglia inferiore. Gli orifici la cui lettera è seguita da un “+” posseggono una capacità di scarico superiore almeno del 25% rispetto alla capacità di scarico dell’orificio standard. K+ L M N P N+ Q R P+ T R+ T+ Applicazioni con acido solfidrico (sour service) La maggior parte dei componenti a contatto col fluido sono già utilizzabili in caso di sour service. L’unico particolare che deve essere sostituito è la molla di taratura del pilota on off, che per quest’applicazione deve essere realizzata in Inconel. Questa infatti viene a contatto con il fluido di processo. Accessori disponibili Per le valvole pilotate sono disponibili una serie di accessori che rendono più versatile la valvola stessa. Nella figura sottostante sono rappresentati i più comuni accessori fornibili a corredo di una valvola pilotata. Dispositivo manuale apertura valvola Dispositivo per prevenire il controflusso Presa di pressione remota Filtro Pilota Connessione per collaudo in campo Connessione per collaudo in campo Questa connessione serve per poter testare il corretto settaggio della valvola di sicurezza senza dover fermare l’impianto o aumentare la pressione dell’impianto fino al valore di set. Generalmente può essere utilizzata una bombola di azoto, con pressione opportunamente ridotta. Lo schema sotto riportato mostra l’equipaggiamento di cui deve disporre il cliente al fine di poter testare la valvola di sicurezza mediante l’uso dell’attacco per il collaudo in campo. Manometro Regolatore azoto Valvola della bombola d'azoto Nel caso sia richiesta la verifica della pressione di taratura della valvola, disponendo di questo connettore, si può collegare alla valvola stessa una fonte esterna che fornisca la pressione necessaria a raggiungere il set della valvola. Valvola d'intercettazione Attacco presa della valvola per test/collaudo Valvola di sfiato Bombola d'azoto 15 Filtro Pilota Dispositivo per prevenire il controflusso Questo dispositivo si rende necessario quando esiste la possibilità che il fluido di processo non sia completamente privo di impurità. Eventuali particelle solide potrebbero bloccare i ristretti passaggi dei tubi di collegamento. Il filtro, con grado di filtrazione di 25 µm, è utilizzabile sia per fluidi gassosi che liquidi. Questo filtro assicura una protezione migliore del filtro standard incorporato nella tubazione di presa pressione della valvola. Una delle prime principali caratteristiche di queste valvole è che la pressione di taratura non è influenzata dalla contropressione. In pratica la valvola è in grado di aprire qualsiasi sia il valore della contropressione. Questa è una caratteristica di gran pregio ma può, in alcuni casi specifici, creare problemi. Supponiamo che la pressione di sistema stia raggiungendo il valore di taratura della valvola pilotata e che per un qualsiasi motivo la contropressione statica nella tubazione di scarico salga oltre il valore della pressione di taratura. Dal momento che la valvola pilotata è in grado di aprire qualsiasi sia la contropressione, aprirà anche in queste condizioni. Dispositivo manuale apertura valvola Mediante questo dispositivo è possibile forzare l’apertura della valvola senza dover agire sul pilota o sull’impianto. Quest’opzione viene utilizzata solitamente quando il tipo di fluido è tale da tendere, nel tempo, a ostruire l’otturatore. Il movimento dell’otturatore viene provocato mediante l’apertura della valvola posta sopra in coperchio che scarica la pressione presente nella camera superiore. Questo dispositivo non può essere utilizzato per testare la taratura della valvola. Presa di pressione remota Ciò che avverrà però non è lo scarico a valle del fluido in eccesso ma un controflusso di fluido a pressione superiore aumentando ancora di più la condizione di pericolo. Per questo motivo tutte le valvole di sicurezza pilotate LESER sono dotate come standard di un "Dispositivo per prevenire il contro flusso" che in caso di contropressioni troppo elevate, impedisce l’apertura della valvola. In valvole di sicurezza tradizionali (a molla) questo fenomeno non può accadere in quanto l’otturatore sarebbe soggetto ad una pressione pari alla somma del precarico della molla e della contropressione statica (superiore alla pressione dell’impianto) e quindi non aprirebbe mai. Possibili applicazioni In via del tutto generale possiamo dire che le valvole pilotate trovano il loro miglior impiego in tutti quei servizi dove si verifichino le seguenti condizioni: Applicazioni con elevate contropressioni Come già sottolineato in precedenza le valvole pilotate possono essere utilizzate in applicazioni dove le contropressioni arrivino fino a 70% della pressione di taratura, mentre le valvole di sicurezza convenzionali possono arrivare fino al 35% - 50%. Va comunque ricordato che il valore massimo di contropressione sostenibile dalla valvola pilotata è limitato dal rating della flangia in uscita. Applicazioni nelle quali la taratura non debba essere influenzata dalla contropressione Nel caso in cui la valvola di sicurezza debba essere posizionata lontano dal processo, durante la fase di scarico, nella tubazione d’ingresso della valvola potrebbero generarsi delle perdite di carico eccessive che potrebbero indurre fenomeni di chattering con conseguente danneggiamento della valvola ed eccessivo scarico di fluido. Posizionando invece il tubicino di presa pressione non vicino alla valvola ma vicino al processo, viene trasferita al pilota la pressione effettiva dell’impianto e non quella falsata dalla presenza delle perdite di carico. 16 Grazie ai criteri con cui sono costruite queste valvole, la taratura della stessa non è condizionata dalla contropressione. Applicazioni con perdite di carico in ingresso superiori al 3% Con l’ausilio della presa di pressione remota si può svincolare la valvola di sicurezza dal perdite di carico troppo elevate nella tubazione d’ingresso evitando problemi di chattering ed instabilità allo scarico. Applicazioni in cui sia richiesta un’elevata tenuta sede / otturatore Come abbiamo già avuto modo di evidenziare in precedenza, grazie alla geometria delle valvole pilotate, all’aumentare della pressione di sistema aumenta la forza che assicura la tenuta della valvola. Tutte queste caratteristiche rendono queste valvole idonee ad applicazioni quali: • Protezione di compressori su linee di trasporto gas: grazie al loro rating e alla loro resistenza alle vibrazioni possono assicurare una tenuta perfetta anche in condizioni d’impiego molto severe. • Oleodotti: le valvole installate in oleodotti si trovano a dover scaricare in circuiti con forti contropressioni. Le valvole pilotate sono ottime in quanto lavorano senza problemi anche in presenza di forti contropressioni. • Piattaforme Offshore: sulle piattaforme esistono fondamentalmente due esigenze: - elevata tenuta in modo da evitare perdite indesiderate, ingombro e peso ridotto - le valvole di sicurezza pilotate offrono una elevata tenuta ed ingombri e pesi inferiori non solo rispetto a valvole tradizionali ma anche a valvole pilotate della concorrenza. • A protezione di pompe: possono essere tranquillamente usate a protezione di circuiti con pompe volumetriche in quanto il loro funzionamento non è condizionato dalla contropressione del circuito in cui vanno a scaricare. Principali caratteristiche e benefici Di seguito una tabella riepilogativa che mostra le principali caratteristiche di queste valvole in relazione ai benefici per l’utente finale e per l’installatore e manutentore. Benefici per installatore/manutentore Caratteristica Benefici per l’utente Tubi di collegamento tra pilota e valvola principale integrati nel coperchio valvola. - Ridotto rischio di danneggiamento tubi. - Maggiore resistenza alle vibrazioni. - No rischio di congelamento. Meno tubi di collegamento per una più semplice rimozione del coperchio valvola. Dispositivo prevenzione contro flusso standard integrato nel corpo del pilota. - Minore rischio di danneggiamento del dispositivo (essendo integrato nel corpo valvola). - No extra costi in caso d’ordine. Lavorazioni addizionali per collegamento del dispositivo non necessarie. Golfari di ancoraggio integrati nella fusione. - Compensazione delle forze di reazione in caso di alte pressioni. - Più semplice movimentazione durante l’installazione. Valvola pilota costruita totalmente in acciaio inox. Minor rischio di corrosione e quindi maggior affidabilità del dispositivo. Tutti i tubicini di collegamento a contatto col fluido ed il pilota sono realizzati in acciaio inox e nichelati. Maggior resistenza alla corrosione. Maggior capacità di scarico a Minor dimensione della valvola. Minor ingombro. 20% di ingombro in meno rispetto a valvole di altri concorrenti. Minor ingombro. Minor ingombro. Possibile trasformare una valvola on off in valvola modulante con il solo cambiamento del pilota, senza modificare i tubicini di collegamenti. Facile conversione dopo l’installazione. Minor numero di ricambi richiesto. Facile conversione da on-off a modulante. ORIFICI EXTRA parità di diametro. Per adeguamento a sour service è sufficiente cambiare la molla del pilota. Altri Roberto Iori [email protected] 17 L’importanza dell’utilizzo del vapore pulito nei processi di sterilizzazione e umidificazione in ambito ospedaliero Il Nuovo Ospedale Sant’Anna di Como, una storia di successo La continua ricerca di perfezionamento ci ha spinti ad occuparci del progetto del nuovo ospedale Sant’Anna di Como inaugurato nello scorso mese di ottobre. Abbiamo avuto il piacere di operare con successo con due partner, la Soc. Atecom di Nibionno (LC) in qualità di fornitore delle apparecchiature e coordinatore del progetto e la Soc. Samp di Concorezzo (MI) specialista del settore e costruttore delle unità di precisione per il trattamento dell'aria delle sale operatorie. Premessa Il Nuovo Ospedale Sant'Anna è una realtà "più grande del Louvre". La superficie del terreno è di circa 22 ettari, equivalente allo spazio occupato da oltre trenta campi di calcio regolamentari. Mentre la superficie lorda occupata dai pavimenti è di 76.220 metri quadrati, superiore a quella espositiva del Museo del Louvre di Parigi, che è di 60 mila metri quadri. In queste superfici trovano spazio: • 650 posti letto destinati a degenza ordinaria, day hospital e day surgery, rianimazione, dialisi e terapie intensive • 18 sale operatorie destinate alle diverse specialità, oltre 4 sale destinate a chirurgia endovascolare • 7.700 m2 destinati a laboratori diagnostici, radiologici tradizionale e ad alta tecnologia (TAC e RMN), attività di medicina nucleare e radioterapia con acceleratori lineari. Tutti i locali sono serviti dall’impianto di climatizzazione centralizzato, con portate e controllo temperatura e umidità adeguati alle caratteristiche di utilizzo di gruppi omologhi di locali. Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei fluidi e delle fonti energetiche, l’ospedale può essere definito più che "ecologico". è infatti dotato di due distinte reti di approvvigionamento idrico: una di acqua potabile ed una di acqua greggia di lago, fornita all’acquedotto industriale, per alimentare i diversi usi. Inoltre, vasche di raccolta delle acque di prima pioggia consentono di impedire lo sversamento nei corsi d’acqua delle sostanze inquinanti che possono contaminare i piazzali e le aree esterne pavimentate. Un moderno sistema di co-generazione, alimentato a metano o, in caso di emergenza, a gasolio, garantisce una parziale autonomia nella produzione dell’energia elettrica, del calore e dell’acqua refrigerata. L’ospedale è inserito in un contesto naturale ricco di aree verdi, delle quali è previsto l’incremento con la piantumazione di idonee essenze a basso tasso allergologico, soprattutto in prossimità dell’edificio dove sono previsti 18 prati senza graminacee e diverse varietà di acero. L’arredo verde delle corti interne ai corpi di fabbrica, ideate per incrementare l’esposizione all’aria e alla luce naturale del maggior numero di locali, è costituito da specie tappezzanti sempre verdi sulle aiuole e da una o più specie arbustive o alberelli decorativi per fogliame o fioritura. Le attività che interessano direttamente il nostro specifico ambito sono situate sul piano di copertura, sia la centrale con gli impianti termomeccanici sia le centrali di trattamento dell’aria. Architettura del progetto Sono stati inseriti 2 sistemi preassemblati per la produzione di vapore pulito con caratteristiche e certificazione per il settore ospedaliero tipo CSM-K da 4.000 kg/h cadauno ad una pressione di 3,5 barg. Risultano provvisti degli apparati necessari per una corretta analisi e controllo dell’acqua e del vapore pulito prodotto. Al fine di raggiungere idonei valori e parametri per l’acqua di alimento abbiamo alimentato i 2 generatori tipo CSM-K mediante un adeguato sistema anch’esso preassemblato per il trattamento termico e degasazione tipo AP&D da 5.000 litri ad una temperatura di 90°C. Anche questo sistema è provvisto degli apparati necessari per una corretta fornitura dell'acqua senza dover ricorrere a inibitori della corrosione (alcalinizzanti e deossigenanti) proibiti per l’applicazione sensibile ospedaliera. Il vapore pulito generato viene distribuito attraverso dedicato sistema di distribuzione con caratteristiche di pendenze, drenabilità ed eliminazione dei gas incondensabili richieste per l’impiego ed è così accompagnato alle numerose Centrali di trattamento dell'aria. Ricordiamo infatti che il vapore pulito è la modalità di umidificazione richiesta dalle più recenti normative e linee guida internazionali, ed è riconosciuto come metodo sicuro ed efficace nella prevenzione della contaminazione da legionella. La qualità e le proprietà del vapore pulito che consentono il suo completo ed intimo assorbimento nel flusso dell’aria sono assicurate dai collaudati ed efficienti sistemi di umidificazione tipo Sl completi di separatori di condensa, lance preriscaldate e relativi scaricatori di condensa con selezionate valvole di tipo proporzionale. A partire dall’ambiente nel quale è trattata l'acqua di alimentazione, per passare al successivo sistema di generazione e per giungere attraverso le reti di distribuzione al sistema di umidificazione, il vapore pulito lambisce esclusivamente materiali in acciaio inossidabile di tipo austenitico della serie 300. Nella realtà ospedaliera considerata non è previsto che il vapore pulito raggiunga anche la consueta seconda utenza sensibile, la Centrale di sterilizzazione, in quanto tutte le Autoclavi presenti con capacità di 10 unità cadauna sono alimentate esclusivamente dall'energia elettrica quale fonte per la produzione del vapore necessario per la sterilizzazione dello strumentario chirurgico. Sistema degasazione dell’acqua d’alimento tipo AP&D Sistemi generazione vapore pulito tipo CSM-K Le unità di precisione per il trattamento dell'aria delle sale operatorie e degli altri ambienti che necessitano delle condizioni più restringenti, trattano importanti volumi d’aria quantificati tra 800.000 e 1.000.000 di m3/h in totale. Le singole unità, con portate d’aria nominali da 2.000 a 8.200 m3/h, risultano progettate e certificate in modo specifico per applicazioni critiche come quelle ospedaliere. Sono equipaggiate dei dispositivi per il controllo dei parametri ambientali richiesti in sala operatoria, quali ricambio aria, controllo temperatura e umidità, filtrazione primaria e controllo pressione. Altre peculiarità sono l'assenza di sporgenze all'interno dell'unità, assenza di zone di ristagno d'acqua, sia con macchina ferma che in funzione, e bacinelle di raccolta della condensa realizzate interamente in acciaio inox AISI 316 inclinate sul fondo per scarico centrale convogliato all’esterno, il tutto adatto per eseguire la completa sanificazione. Workshop: presentazione della storia di successo In concomitanza dell'inaugurazione della nuova realtà ospedaliera lombarda abbiamo deciso di presentare adeguatamente il progetto sviluppato così da sensibilizzare i maggiori utenti su quest'argomento critico, in collaborazione con la Commissione Impianti dell'Ordine degli Ingegneri delle province di Lecco e Como. L'invito è stato esteso a Studi di consulenza e progettazione e a numerose Aziende Ospedaliere anche delle regioni limitrofe. Mostriamo alcune fotografie che meglio raccontano il successo d’interesse e partecipazione riscontrato nel meeting tenuto in un Centro alberghiero nella zona di Nibionno (LC) che è terminato con una cena di lavoro. Si ringraziano per la preziosa collaborazione la Soc. Atecom s.r.l. la Soc. Samp Soluzioni Aeromeccaniche S.p.A. e non ultima l’Azienda Ospedaliera Ospedale Sant’Anna. Maggiori dettagli sulle apparecchiature descritte possono essere desunte dai relativi doc tecnici scaricabili dal nostro sito internet: CSM-K rif. G0.080; AP&D rif. G0.075 e Sistemi umidificazione rif. SB-P795-05. Per qualsiasi necessità, i nostri tecnici specialisti sono disponibili per un sopralluogo gratuito presso il vostro impianto, per potervi proporre la migliore soluzione impiantistica per generazione, controllo e distribuzione del vapore pulito. Massimo Gonti [email protected] 19 Nuova serie di scambiatori a tubi di calore Per recupero termico da fumi Spirax-Sarco S.r.l. Via per Cinisello, 18 - 20834 Nova Milanese (MB) Tel.: 0362 49 17.1 - Fax: 0362 49 17 307 Sito Internet: www.spiraxsarco.com/it