ESERCITAZIONE IN SOTTOGRUPPI UN ESEMPIO DI ANALISI SWOT ESERCITAZIONE IN SOTTOGRUPPI (del 30.11, 4.12 e 10.12) Sottogruppo 1 Area Minori: analisi swot dell’azione “Spazio giovani” Sottogruppo 2 Area Adulti-disabili: analisi swot dell’azione “Centro diurno per disabili” Sottogruppo 3 Area Anziani: analisi swot dell’azione “Bando per l’erogazione di contributi economici” ALCUNI INDIZI Sottogruppo 1 Area Minori Lo “Spazio giovani” è: • un’azione in continuità da diversi anni • si rivolge a un target prevalentemente di giovani in età 14-30 anni (per gli eventi occasionali) e di 14-20 per le attività quotidiane , l’affluenza è di circa 1.000 utenti l’anno compresi gli eventi occasionali, con una stabilità di circa 25 - 35 presenze quotidiane • ha una sala prove per gruppi musicali, promuove corsi di varia tipologia, eventi e manifestazioni • dispone di personale retribuito, i fondi di cui usufruisce provengono sia dal Piano di zona (quota regionale L. 328/00) che da sponsorizzazioni • La gestione dell’iniziativa è di una cooperativa sociale in convenzione biennale con l’ambito sociale • Altri soggetti che collaborano all’implementazione di questa azione, attraverso accordi informali, sono: l’Ufficio di Piano, il servizio minori e famiglie, associazioni di volontariato, associazioni giovanili ALCUNI INDIZI Sottogruppo 1 Area Minori Un’indagine attraverso questionari di soddisfazione rivolti all’utenza ha messo in evidenza i seguenti aspetti (valori di riferimento da 1=Molto insoddisfacente a 10=Molto soddisfacente) : • Al rapporto con gli operatori/educatori viene attribuito un punteggio medio pari a 8,8 (Min=7, Max=10) • • Alla competenza e professionalità degli operatori/educatori viene attribuito un punteggio medio pari a 8,6 (Min=6, Max=10) Alla varietà delle attività organizzate viene attribuito un punteggio medio pari a 7,8 (Min=5, Max=8) • Alla possibilità di proporre nuove attività viene attribuito un punteggio medio pari a 6,8 (Min=5, Max=8) • • Alla flessibilità degli orari dello Spazio Giovani viene attribuito un punteggio medio pari a 6,2 (Min=4, Max=7) All’integrazione con altre iniziative esistenti viene attribuito un punteggio medio pari a 6,2 (Min=4 Max=7) ALCUNI INDIZI Sottogruppo 2 Area Adulti- disabili Il “Centro diurno per disabili” è: • un’azione in continuità da diversi anni • gli utenti in carico sono 30, pari alla capienza del Centro • In questo periodo non c’è lista di attesa anche se in passato si sono dovuti attendere anche 6 mesi per nuovi ingressi • dispone di personale retribuito, principalmente educatori professionali • i fondi di cui usufruisce provengono prevalentemente dalla compartecipazione ASL (il 30%), dalle spese aggiuntive dei Comuni (il 33%), dalla quota L.162/98 (il 30%), in minima parte dal Piano di zona (quota regionale L. 328/00), dagli enti locali e dalle quote a carico degli utenti • È gestito da una cooperativa sociale in convenzione con l’ambito da circa sei mesi. Il contratto scade fra due anni e mezzo • i soggetti che collaborano all’implementazione di questa azione, attraverso accordi informali, sono: l’Ufficio di Piano, il Comune, associazioni di familiari, altre realtà di volontariato del territorio ALCUNI INDIZI • Sottogruppo 2 Area Adulti-disabili Un’indagine attraverso questionari di soddisfazione rivolti ai familiari dell’utenza ha messo in evidenza i seguenti aspetti (valori di riferimento da 1=Molto insoddisfacente a 10=Molto soddisfacente) : Alla cortesia e disponibilità degli operatori viene attribuito un punteggio medio pari a 8,8 (Min=5, Max=10) • • • • Alla competenza e professionalità degli operatori viene attribuito un punteggio medio pari a 8,5 (Min=6, Max=9) Alla semplicità burocratica nell’accedere al servizio viene attribuito un punteggio medio pari a 8,1 (Min=6, Max=9) All’aiuto per le emergenze viene attribuito un punteggio medio pari a 7,6 (Min=5, Max=9) Ai tempi di attesa per accedere al servizio viene attribuito un punteggio medio pari a 7,2 (Min=4, Max=8) • Alla flessibilità degli orari del Centro viene attribuito un punteggio medio pari a 6,8 (Min=4, Max=8) • Alla stabilità dell’operatore di riferimento viene attribuito un punteggio medio pari a 6,6 (Min=3, Max=8) • • • All’adeguatezza del costo del servizio (compartecipazione) viene attribuito un punteggio medio pari a 6,5 (Min=3, Max=7) All’integrazione con altri servizi viene attribuito un punteggio medio pari a 6,3 (Min=4, Max=7) Alla completezza delle informazioni ricevute viene attribuito un punteggio medio pari a 6,2 (Min=3, Max=7) ALCUNI INDIZI Sottogruppo 3 Area Anziani Il “Bando per l’erogazione di contributi (buoni) sociali finalizzate a progetti individuali di sostegno” è: • un’azione nuova • ha visto la presentazione di 60 domande da parte di famiglie con anziani, 16 domande da parte di famiglie con disabili • segue l’azione personale retribuito composto da assistenti sociali • i fondi di cui usufruisce provengono esclusivamente dal Piano di zona (quota regionale L. 328/00) • In 6 mesi sono stati erogati complessivamente 48 buoni da € 200 mensili ciascuno, 6 buoni da € 300 mensili ciascuno di durata semestrale (ancora non è chiaro se rinnovabile). ALCUNI INDIZI Sottogruppo 3 Area Anziani Un’indagine qualitativa attraverso interviste con gli operatori ha messo in evidenza i seguenti aspetti: •Flessibilità dello strumento nel venire incontro alle famiglie più bisognose (ad esempio famiglie con anziani non auto-sufficienti con badanti) •Soddisfazione delle famiglie nel poter usufruire di un sostegno economico •Discrezionalità degli operatori nella lettura del bisogno delle famiglie (assenza di una vera e propria unità di valutazione) •Complessità dei casi a cui dare una risposta • Difficoltà relazionale nelle risposte negative per chi non ha i requisiti richiesti •Mancato controllo dell’Assistente sociale sull’effettivo uso adeguato delle risorse erogate •Impegnativa gestione del Bando per gli operatori AREA MINORI (10.12) Punti di forza Il fatto di aver costruito una bella struttura “reggia”(sala prove, corsi ecc.) Alta competenza degli operatori Punti di debolezza Interni Non avere un metodo strutturato di relazione, si coprogettazione, di monitoraggio e di valutazione Scarsa flessibilità degli orari Esterni I ragazzi si sono sentiti liberi di esprimere le loro criticità La reggia appare un po’ isolata e c’è rischio di autoreferenzialità Scarsa integrazione con altre iniziative Scarsa possibilità di proporre nuove iniziative da parte dei ragazzi (sviluppo del protagonismo) per gli scarsi legami con il territorio AREA ADULTI DISABILI (10.12) Punti di forza Punti di debolezza Interni Vincoli normativi rispetto all’esternalizzazione Scarse garanzie di continuità Scarsa integrazione con la rete e incompletezza e mancata circolazione delle informazioni Professionalità del personale Propensione alla cortesia e disponibilità Organizzazione flessibile Esterni Il meccanismo dell’esternalizzazine rafforza la tensione alla qualità I soggetti non istituzionali che concorrono all’implementazione dell’azione sono risorse potenziali e di controllo della qualità (associazioni familiari) La potenziale domanda di servizio non evasa e rischio di non riuscire a far fronte alle emergenze Risorse frammentate e incerte su cui si basa il servizio Le strategie di miglioramento (10.12) Area Minori Avviare un dialogo con i ragazzi per costruire “dal basso” nuove iniziative del centro Stabilire una prassi di rapporto più continua e strutturata fra Udp e equipe del centro Maggiore coinvolgimento dell’ente l ocale nella gestione dell’azione in sinergia con la cooperativa Facilitare le comunicazioni fra i gestori dello spazio e gli altri soggetti della rete del territorio Area Adulti Analisi di come avvengono le comunicazioni con le famiglie e prevedere un piano di miglioramento con loro Passare a contratti più lunghi (da appalto a concessione) per dare maggiore continuità ad un intervento che lo richiede Sensbilizazione del livello politico sulla frammentazione delle risorse e sulla necessità di investire nell’ampliamento di questo tipo di offerta AREA MINORI (4.12) Punti di forza Continuità del servizio – Professionalità degli operatori presenti Possibilità di inserimento limitato di casi dal servizio sociale (SOLO 4) Opportunità di avere uno spazio fisico aperto al territorio Coinvolgimento di altri soggetti esterni E’ un punto di riferimento per la comunità locale Punti di debolezza Interni Convenzione biennale = elemento di fragilità Accordi informali come elemento di fragilità Poca possibilità di proposta da parte dei giovani Poca flessibilità di orari Esterni PIANO LOCALE GIOVANI – non consente di partecipare come consorzi e pertanto limita le potenzialità di organizzazione e sviluppo Sponsorizzazioni potrebbero essere un elemento fragile AREA ADULTI (4.12) Punti di forza Punti di debolezza Interni Il cd funziona da diversi anni in continuità Funziona a pieno regime Presenza di personale qualificato Servizio che da garanzie di qualità È al limite della lista di attesa Il contratto con la cooperativa è limitato nel tempo Gli accordi informali sono elemento di fragilità Orario troppo rigido e inadatto ai tempi delle famiglie 30 presenze giornaliere sono molte! Esterni I fondi provengono da fonti diverse Incertezza dei finanziamenti Rischio che le entrate più occasionali (es. l162) calino mettendo in crisi il servizio AREA ANZIANI (4.12) Punti di forza Punti di debolezza Interni Le domande pervenute sono un sensore per i servizi in Azione nuova – manca la sperimentazione- può essere ordine alle scelte di intervento da realizzare in fragile riprogrammazione (oltre la misura in esame) Non sono definiti in modo chiaro i destinatari Qualificazione del personale Precarietà delle risorse (fondi 328 con carattere Discrezionalità capacità decisionale in autonomia degli occasionale) . operatori Scarsità e non adeguatezza delle risorse rispetto al reale Flessibilità per fornire risposte tempestive a bisogni bisogno urgenti Assenza di strumenti di controllo Fragilità dello strumento bando Difficoltà nel gestire le relazioni quando l’esito è negativo Esterni Aspetto innovativo dell’esperienza Il n. prevalente di domande di persone anziane denota un Nuova opportunità per il cittadino forte bisogno del territorio Ci sono garanzie di qualità per il cittadino e competenze Precarietà della risposta a seguito per attivare altre risorse della incertezza dei fondi Soddisfazione complessiva delle famiglie Rischio di fornire risposte inique per eccesso di discrezionalità Le strategie di miglioramento (4.12) Area Minori Formalizzazine dei legami informali Ricerca azione per sentire gli altri soggetti del territorio Miglioramento (maggiore solidità) dell’appalto Messa in campo di spazi di ascolto per promuovere la creatività dei ragazzi Area Adulti Ragionare in termini progettuali (per esempio aprire due centri diurni con gruppi più piccoli Formalizzare i legami con la rete potenziale verificare le possibilità di consolidamento dell’appalto Area Anziani Partire da una più puntuale analisi del bisogno e da criteri più chiari Dare maggiori garanzie di continuità attraverso certezza dei fondi nel tempo Prevedere un sistema di valutazione e di monitoraggio più puntuali Definire criteri più chiari e trasparenti AREA MINORI Punti di forza In termini di organizzazione dell’azione (caso reale) Punti di debolezza Interni In termini di organizzazione dell’azione •Raggiungimento degli obiettivi prefissati •Mancata formalizzazione dei rapporti di lavoro con gli •Orientamento alla promozione del protagonismo giovanile operatori •Turn-over degli educatori •Tempistica e organizzazione dell’azione distante dalla disponibilità dei genitori In termini di organizzazione dell’azione Esterni In termini di organizzazione dell’azione •Mancanza di un coordinamento delle azioni con le associazioni del territorio/ con gli altri servizi e progetti educativi •Scarsa condivisione di informazioni tra le collaborazioni avviate AREA ADULTI (caso reale) Punti di forza Punti di debolezza Interni In termini di organizzazione dell’azione In termini di organizzazione dell’azione • Risposta coerente con il bisogno rilevato • Positivo rapporto numerico operatore-utente • Attivazione di alcune figure professionali aggiuntive • Problemi di logistica: ambienti piccoli, strutture inadeguate in quanto nate per altri servizi • Negativa la tempistica dei colloqui con i familiari • Mancanza di operatori specializzati nella gestione di alcune attività Esterni In termini di organizzazione dell’azione In termini di organizzazione dell’azione •Conoscenza dei servizi presenti sul territorio • Ridotte iniziative di scambio e collaborazione, manca collegamento verso l’esterno AREA ANZIANI (caso reale) Punti di forza In termini di organizzazione dell’azione • Integrazione economica per le famiglie •Quota più alta prevista in caso di famiglie con badanti Punti di debolezza Interni In termini di organizzazione dell’azione •Difficoltà a trovare uno strumento che chiarisca meglio il bisogno •Mancanza di verifica con le famiglie che hanno usufruito del contributo economico •Importo del buono •Buono non continuativo nè programmabile In termini di percorso del Tavolo d’Area In termini di organizzazione dell’azione •Pre-bando con commissione valutatrice •Possibilità di aumentare l’entità del buono •Continuità nel tempo •Feedback informale positivo da parte delle famiglie fruitrici •Scarsa condivisione in merito ai criteri con il Tavolo d’area •Tempi lunghi della progettazione Esterni In termini di organizzazione dell’azione •L’esigua entità economica a disposizione condiziona la definizione dei criteri del bando Le strategie di miglioramento individuate (caso reale) Area Minori •Individuare ulteriori strumenti di lavoro per la fascia d’età adolescenziale •Maggior chiarezza e trasparenza in merito ai ruoli e ai rapporti tra i diversi soggetti coinvolti nella realizzazione delle attività (ad esempio attraverso la formalizzazione di accordi) Area Adulti •Incentivare la promozione di attività aperte all’esterno •Mantenere e ulteriormente consolidare la conoscenza dei servizi e degli altri soggetti che operano nella rete •Promuovere la formalizzazione di accordi Area Anziani •Eliminazione del bando •Aumentare l’entità del buono •Progettazione dell’azione collegata con l’intera area •Valutazione dettagliata del bisogno al fine di individuare lo strumento più idoneo In termini di processo ci si propone di: •Avviare un confronto con il tavolo politico; •Prestare attenzione al dialogo e al confronto con tutti gli attori presenti sul territorio partendo dal lavoro sulla condivisione degli obiettivi