GLI ATTORI DEL PIANO DI ZONA
La Regione
Definisce gli obiettivi
strategici e coordina l’attività
di monitoraggio ed indirizzo
Titolarità dell’iniziativa e del
coordinamento delle fasi di
predisposizione del PDZ nonché del
coordinamento delle attività di
realizzazione delle azioni in esso
previste
La Provincia
Partecipa alla definizione e
all’attuazione dei Piani di
zona concorrendo alla
programmazione e offrendo
un apporto sostanziale in
termini di organicità
Il Terzo
Settore
I Comuni
Gli Enti gestori
Le
Aziende
Sanitarie
Locali
Partecipa al processo di
programmazione e
progettazione degli interventi,
ai criteri di scelta gestionale,
alla definizione degli aspetti
valutativi
Titolari delle funzioni loro assegnate al
fine di garantire la tutela e lo sviluppo
delle comunità locali e definire le linee
prioritarie su cui indirizzare l’attività
programmatica degli interventi sul
territorio
Le
organizzazioni
sindacali
Partecipano al processo
di programmazione
secondo i criteri di
concertazione e
cooperazione
Partecipano in modo diretto e
attivo alla costruzione dei PDZ per
gli aspetti relativi alla tutela della
salute
Partecipazione attiva al processo
di costituzione dei PDZ
Altri soggetti
Dalla lettura delle Linee guida
regionali
I TAVOLI TEMATICI
“La programmazione partecipata dovrà essere sviluppata per
fasce d’età in coerenza con gli obiettivi strategici regionali; in
ogni ambito territoriale dovranno obbligatoriamente essere
attivati almeno i seguenti Tavoli tematici:
Minori
Adulti
Anziani.
Dalla lettura delle Linee guida regionali
LA FASE DI ATTUAZIONE E GLI STRUMENTI DI MONITORAGGIO E
VALUTAZIONE
“Con l’approvazione dell’Accordo di programma ha inizio la fase di
attuazione del Piano di zona. Ai fini del monitoraggio regionale gli Enti
Gestori dovranno far pervenire alla direzione regionale Politiche Sociali
copia del Piano di zona corredato dell’Accordo di programma sottoscritto
dai partecipanti e approvato dal relativo Presidente dell’Ente Gestore,
nonché le schede di cui ALL’ALLEGATO A alla presenti linee guida”
Ricordando che:
“Ai fini del monitoraggio in itinere l’Ufficio di Piano Regionale provvede
alla richiesta di dati con cadenza annuale sull’andamento della realizzazione dei Piani
di zona” (area Web dedicata sul sito della Regione)
Che cos’è l’analisi SWOT?
L’analisi SWOT è una delle metodologie
attualmente più diffuse per la valutazione di
progetti e/o fenomeni sociali
Originariamente nata nell’ambito delle ricerche di
marketing, è un procedimento di tipo logico che
consente di rendere sistematiche e fruibili le
informazioni raccolte circa un tema/ argomento
specifico e fornisce informazioni fondamentali per
la definizione di politiche e linee di intervento
Che cos’è l’analisi SWOT?
Il fenomeno e/o il progetto oggetto di valutazione
devono essere approfonditamente studiati al fine di
mettere in luce tutte le loro caratteristiche, strutturali
e congiunturali
Si rende dunque necessaria la piena conoscenza del
contesto all’interno del quale il fenomeno e/o il
progetto oggetto di valutazione si colloca
Che cos’è l’analisi SWOT?
Attraverso l’analisi SWOT è possibile evidenziare i
punti di forza e di debolezza al fine di far emergere
quelli che vengono ritenuti capaci di favorire o di
ostacolare/ritardare il perseguimento di determinati
obiettivi
Più nello specifico l’analisi SWOT distingue tra:
Fattori endogeni: tutte quelle variabili Fattori esogeni: tutte quelle variabili esterne al
sistema che possono condizionarlo sia
che fanno parte integrante del sistema
positivamente che negativamente per cui è
stesso, sulle quali è possibile
opportuno predisporre strutture di controllo in
intervenire per perseguire obiettivi
grado di prevenire/arginare gli eventi negativi e
prefissati
sfruttare quelli positivi
ESERCITAZIONE IN SOTTOGRUPPI
DIVISIONE IN SOTTOGRUPPI
Sottogruppo 1
Area Minori: analisi swot dell’azione “Spazio giovani”
 Sottogruppo 2
Area Adulti: analisi swot dell’azione “Centro diurno per
disabili”
 Sottogruppo 3
Area Anziani: analisi swot dell’azione “Bando per
l’erogazione di contributi economici”

ALCUNI INDIZI
Sottogruppo 1 Area Minori
Lo “Spazio giovani” è:
• un’azione in continuità da diversi anni
• si rivolge a un target prevalentemente di giovani in età 14-30 anni (per gli
eventi occasionali) e di 14-20 per le attività quotidiane , l’affluenza è di circa
1.000 utenti l’anno compresi gli eventi occasionali, con una stabilità di circa
25 - 35 presenze quotidiane
• ha una sala prove per gruppi musicali, promuove corsi di varia tipologia,
eventi e manifestazioni
• dispone di personale retribuito, i fondi di cui usufruisce provengono sia dal
Piano di zona (quota regionale L. 328/00) che da sponsorizzazioni
• La gestione dell’iniziativa è di una cooperativa sociale in convenzione
biennale con l’ambito sociale
• Altri soggetti che collaborano all’implementazione di questa azione,
attraverso accordi informali, sono: l’Ufficio di Piano, il servizio minori e
famiglie, associazioni di volontariato, associazioni giovanili
ALCUNI INDIZI
Sottogruppo 1 Area Minori
Un’indagine attraverso questionari di soddisfazione rivolti all’utenza ha messo in evidenza i
seguenti aspetti (valori di riferimento da 1=Molto insoddisfacente a 10=Molto soddisfacente) :
•
Al rapporto con gli operatori/educatori viene attribuito un punteggio medio pari a 8,8 (Min=7,
Max=10)
•
•
Alla competenza e professionalità degli operatori/educatori viene attribuito un punteggio
medio pari a 8,6 (Min=6, Max=10)
Alla varietà delle attività organizzate viene attribuito un punteggio medio pari a 7,8 (Min=5,
Max=8)
•
Alla possibilità di proporre nuove attività viene attribuito un punteggio medio pari a 6,8
(Min=5, Max=8)
•
•
Alla flessibilità degli orari dello Spazio Giovani viene attribuito un punteggio medio pari a
6,2 (Min=4, Max=7)
All’integrazione con altre iniziative esistenti viene attribuito un punteggio medio pari a 6,2
(Min=4 Max=7)
ALCUNI INDIZI
Sottogruppo 2 Area Adulti- disabili
Il “Centro diurno per disabili” è:
• un’azione in continuità da diversi anni
• gli utenti in carico sono 30, pari alla capienza del Centro
• In questo periodo non c’è lista di attesa anche se in passato si sono dovuti
attendere anche 6 mesi per nuovi ingressi
• dispone di personale retribuito, principalmente educatori professionali
• i fondi di cui usufruisce provengono prevalentemente dalla
compartecipazione ASL (il 30%), dalle spese aggiuntive dei Comuni (il 33%),
dalla quota L.162/98 (il 30%), in minima parte dal Piano di zona (quota
regionale L. 328/00), dagli enti locali e dalle quote a carico degli utenti
• È gestito da una cooperativa sociale in convenzione con l’ambito da circa sei
mesi. Il contratto scade fra due anni e mezzo
• i soggetti che collaborano all’implementazione di questa azione, attraverso
accordi informali, sono: l’Ufficio di Piano, il Comune, associazioni di
familiari, altre realtà di volontariato del territorio
ALCUNI INDIZI
•
Sottogruppo 2 Area Adulti
Un’indagine attraverso questionari di soddisfazione rivolti ai familiari dell’utenza ha messo
in evidenza i seguenti aspetti (valori di riferimento da 1=Molto insoddisfacente a 10=Molto soddisfacente) :
Alla cortesia e disponibilità degli operatori viene attribuito un punteggio medio pari a 8,8
(Min=5, Max=10)
•
•
•
•
Alla competenza e professionalità degli operatori viene attribuito un punteggio medio pari a
8,5 (Min=6, Max=9)
Alla semplicità burocratica nell’accedere al servizio viene attribuito un punteggio medio pari
a 8,1 (Min=6, Max=9)
All’aiuto per le emergenze viene attribuito un punteggio medio pari a 7,6 (Min=5, Max=9)
Ai tempi di attesa per accedere al servizio viene attribuito un punteggio medio pari a 7,2
(Min=4, Max=8)
•
Alla flessibilità degli orari del Centro viene attribuito un punteggio medio pari a 6,8 (Min=4,
Max=8)
•
Alla stabilità dell’operatore di riferimento viene attribuito un punteggio medio pari a 6,6
(Min=3, Max=8)
•
•
•
All’adeguatezza del costo del servizio (compartecipazione) viene attribuito un punteggio
medio pari a 6,5 (Min=3, Max=7)
All’integrazione con altri servizi viene attribuito un punteggio medio pari a 6,3 (Min=4, Max=7)
Alla completezza delle informazioni ricevute viene attribuito un punteggio medio pari a 6,2
(Min=3, Max=7)
ALCUNI INDIZI
Sottogruppo 3 Area Anziani
Il “Bando per l’erogazione di contributi (buoni) sociali finalizzate a
progetti individuali di sostegno” è:
• un’azione nuova
• ha visto la presentazione di 60 domande da parte di famiglie con
anziani, 16 domande da parte di famiglie con disabili
• segue l’azione personale retribuito composto da assistenti sociali
• i fondi di cui usufruisce provengono esclusivamente dal Piano di
zona (quota regionale L. 328/00)
• In 6 mesi sono stati erogati complessivamente 48 buoni da € 200
mensili ciascuno, 6 buoni da € 300 mensili ciascuno di durata
semestrale (ancora non è chiaro se rinnovabile).
ALCUNI INDIZI
Sottogruppo 3 Area Anziani
Un’indagine qualitativa attraverso interviste con gli operatori ha messo in
evidenza i seguenti aspetti:
•Flessibilità dello strumento nel venire incontro alle famiglie più bisognose
(ad esempio famiglie con anziani non auto-sufficienti con badanti)
•Soddisfazione delle famiglie nel poter usufruire di un sostegno economico
•Discrezionalità degli operatori nella lettura del bisogno delle famiglie
(assenza di una vera e propria unità di valutazione)
•Complessità dei casi a cui dare una risposta
• Difficoltà relazionale nelle risposte negative per chi non ha i requisiti
richiesti
•Mancato controllo dell’Assistente sociale sull’effettivo uso adeguato delle
risorse erogate
•Impegnativa gestione del Bando per gli operatori
AREA MINORI
Punti di forza
Punti di debolezza
Interni
Esterni
AREA ADULTI
Punti di forza
Punti di debolezza
Interni
Esterni
AREA ANZIANI
Punti di forza
Punti di debolezza
Interni
Esterni
UN ESEMPIO DI ANALISI SWOT
AREA MINORI
Punti di forza
In termini di organizzazione dell’azione
Punti di debolezza
Interni
In termini di organizzazione dell’azione
•Raggiungimento degli obiettivi prefissati
•Mancata formalizzazione dei rapporti di lavoro con gli
•Orientamento alla promozione del protagonismo giovanile operatori
•Turn-over degli educatori
•Difficoltà nell’ampliare il coinvolgimento alla fascia
adolescenziale (in particolare per la componente femminile)
•Difficoltà nel dialogo con le famiglie e sensibilizzazione
del territorio
•Tempistica e organizzazione dell’azione distante dalla
disponibilità dei genitori
In termini di organizzazione dell’azione
•Protocollo d’intesa con le scuole
Esterni
In termini di organizzazione dell’azione
•Mancanza di un coordinamento delle azioni con le
associazioni del territorio/ con gli altri servizi e progetti
educativi
•Scarsa condivisione di informazioni tra le collaborazioni
avviate
AREA ADULTI
Punti di forza
Punti di debolezza
Interni
In termini di organizzazione dell’azione
In termini di organizzazione dell’azione
• Risposta coerente con il bisogno rilevato
• Positivo rapporto numerico operatore-utente
• Attivazione di alcune figure professionali
aggiuntive
• Problemi di logistica: ambienti piccoli, strutture
inadeguate in quanto nate per altri servizi
• Negativa la tempistica dei colloqui con i familiari
• Mancanza di operatori per la gestione di alcune
attività
Esterni
In termini di organizzazione dell’azione
In termini di organizzazione dell’azione
•Conoscenza dei servizi presenti sul territorio
• Ridotte iniziative di scambio e collaborazione,
manca collegamento verso l’esterno
AREA ANZIANI
Punti di forza
In termini di organizzazione dell’azione
• Integrazione economica per le famiglie
•Quota più alta prevista in caso di famiglie con badanti
Punti di debolezza
Interni
In termini di organizzazione dell’azione
•Difficoltà a trovare uno strumento che chiarisca meglio
il bisogno
•Mancanza di verifica con le famiglie che hanno
usufruito del contributo economico
•Importo del buono
•Buono non continuativo nè programmabile
In termini di percorso del Tavolo d’Area
In termini di organizzazione dell’azione
•Pre-bando con commissione valutatrice
•Possibilità di aumentare l’entità del buono
•Continuità nel tempo
•Feedback informale positivo da parte delle famiglie
fruitrici
•Scarsa condivisione in merito ai criteri con il Tavolo
d’area
•Tempi lunghi della progettazione
Esterni
In termini di organizzazione dell’azione
•L’esigua entità economica a disposizione condiziona la
definizione dei criteri del bando
Le strategie di miglioramento individuate
Area Minori
•Individuare ulteriori strumenti di lavoro per la fascia d’età adolescenziale
•Maggior chiarezza e trasparenza in merito ai ruoli e ai rapporti tra i diversi soggetti coinvolti nella
realizzazione delle attività (ad esempio attraverso la formalizzazione di accordi)
Area Adulti
•Incentivare la promozione di attività aperte all’esterno
•Mantenere e ulteriormente consolidare la conoscenza dei servizi e degli altri soggetti che operano
nella rete
•Promuovere la formalizzazione di accordi
Area Anziani
•Eliminazione del bando
•Aumentare l’entità del buono
•Progettazione dell’azione collegata con l’intera area
•Valutazione dettagliata del bisogno al fine di individuare lo strumento più idoneo
In termini di processo ci si propone di:
•Avviare un confronto con il tavolo politico;
•Prestare attenzione al dialogo e al confronto con tutti gli attori presenti sul territorio partendo dal
lavoro sulla condivisione degli obiettivi
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In termini di organizzazione dell`azione