FORUM AGENDA 21 LOCALE PROVINCIA DI VITERBO 19 febbraio 2009 Tavolo Tematico: LA GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo Argomento: Ora inizio lavori Facilitatori: 1530 Ora fine lavori 19 P a r t e c i p a n t i Nome Ente di appartenenza, professione D’Ambrosi Claudio Egitto Monica Fiorentini Fulvio Velo Osvaldo Perini Francesco Butteri Paolo Vacca Francesco Carozza Rosa Ialongo Enrico Del Citto Sergio De Franchi Massimo Amministrazione Provinciale Ordine Dott. Agronomi e For., Segretario Ass.ne Naz.le Italia Nostra, C. sez. Viterbo Tuscia Fly Club /Unpcm, Pres. e Vicep Comune di Bomarzo Comune di Monterosi Biologo Libero Professionista CCIAA Forestale Comune di Gallese Sociologo Libero Professionista Andamento generale lavori I lavori del tavolo tematico del Forum Locale della Provincia di Viterbo sono iniziati con una presentazione sull’attuale riorganizzazione provinciale in materia di gestione dei rifiuti dell’Assessore Tolmino Piazzai Assessore Ambiente della Provincia di Viterbo. Oltre ad evidenziare le ultime novità nella pianificazione di gestione sono state illustrate le principali innovazioni in materia di infrastrutture dedicate al compostaggio e gli interventi di coinvolgimento e di informazione presso i Comuni. Pur essendo stato già affrontato uno specifico tavolo tematico sulla gestione dei rifiuti nel corso dei primi incontri del Forum nel 2006, l’Assessore ha voluto precisare come in questi ultimi tempi l’amministrazione abbia affrontato questo aspetto ambientale, particolarmente sentito dai cittadini, fissando obiettivi e linee di programmazione. Per tale motivo, nello spirito di condivisione e partecipazione dell’Agenda 21 Locale, sono state recepite le volontà della maggioranza dei presenti alla sessione plenaria del 18 dicembre 2008 ed è stato riproposto il tema, fissando i lavori su proposte legate nello specifico alla gestione dei rifiuti. Quindi si è passati alla fase di lavoro vera e propria durante la quale i portatori di interesse presenti sono stati invitati a dividersi in due Gruppi di Lavoro. A ciascuno dei due Gruppi costituitisi (A e B) è stata consegnata una copia cartacea e una griglia in cui riportare le idee progettuali/proposte elaborate rispetto all’argomento in esame. pagina n. 2 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo Ciascun Gruppo di Lavoro, dopo una presentazione dei partecipanti, ha lavorato individuando i fattori critici della Provincia di Viterbo in riferimento al tema trattato. A seguito della fase di individuazione delle criticità, i Gruppi di Lavoro hanno proceduto alla condivisione partecipata delle stesse. Successivamente, ogni Gruppo si è soffermato su cosa potrebbe essere necessario fare, in termini di idee progettuali e di proposte operative (di seguito riportate per ciascuno dei due Gruppi), affinché le criticità individuate e condivise possano, nel tempo, essere mitigate e/o superate al fine di contribuire al perseguimento dello sviluppo sostenibile della Provincia di Viterbo. Nell’affrontare questa fase, il Gruppo di Facilitazione ha invitato i portatori di interesse a non limitarsi a formulare semplicemente l’idea progettuale ma ad individuare, di volta in volta, le azioni per realizzarla, i soggetti da coinvolgere, le economie, i tempi e gli indicatori di performance (monitoraggio) per poter misurare le prestazioni raggiunte. I lavori si sono conclusi alle 19.00 Proposte del Gruppo A I partecipanti al Gruppo A erano: Francesco Perini, Francesco Vacca, Massimo De Franchi, Monica Egitto, Claudio D’Ambrosi PROPOSTA A 1 CRITICITA’ Assenza di piccoli impianti in grado di trattare i rifiuti prodotti anche in ambito agricolo a livello territoriale. pagina n. 3 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo Favorire la costruzione di micro impianti per la produzione del biogas a livello comunale e comprensoriale. Le amministrazioni comunali potrebbero acquisire certificati verdi. I certificati verdi sono dei veri e propri titoli negoziabili sul mercato elettrico, emessi e controllati dal gestore dei servizi elettrici nazionale (GSE), aventi lo scopo di incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e attestanti la provenienza di tale energia da impianti alimentati da fonti rinnovabili quali: il sole, il vento, le risorse idriche, le risorse geotermiche, e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici. Per avere diritto alla certificazione gli impianti devono essere qualificati dal GSE come impianti alimentati da fonti rinnovabili ( IAFR), quindi gli impianti di biogas che utilizzano rifiuti organici e/o prodotti vegetali con lo scopo di produrre energia elettrica hanno diritto alla qualificazione IAFR ed al rilascio dei certificati verdi che si ottengono seguendo questa procedura: • richiedere al GSE il riconoscimento IAFR • avuto il riconoscimento si può richiedere al l’emissione dei certificati verdi per l’anno in corso • insieme alla domanda, per gli anni successivi all’entrata in produzione, deve essere presentata la dichiarazione fatta all’UTF che dimostrerà la produzione effettiva. COSA GSE Per ottenere un certificato verde bisogna produrre annualmente almeno 50.000 kwh di energia elettrica, ma per piccoli impianti basta una produzione di energia superiore ai 25.000 kwh annui per avere diritto ad un certificato verde. I certificati vengono concessi all’impianto qualificato per gli 8 anni conseguenti all’entrata in esercizio, con la possibilità di ottenere per ulteriori anni nuovi certificati previo riammodernamento o ripotenziamento dell’impianto. Attualmente si sta discutendo la possibilità dal punto di vista legislativo di aumentare a 12 anni il periodo di rilascio dei certificati verdi. La domanda di certificati è imposta dalla legge, in quanto vige l’obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale una quota parte di energia prodotta da fonti rinnovabili pari al 2.35% incrementata dello 0.35% per anno dal 2004 fino al 2006 e per i successivi trienni 2007-2009 e 20102012 l’incremento sarà uguale o superiore. COME Tale proposta inserita nel piano gestione rifiuti dovrebbe consentire la costruzione di piccoli impianti in grado di rendere autonomi i comuni e chiudere il ciclo dei rifiuti. Ciò potrebbe essere realizzato attraverso l’introduzione di linee pagina n. 4 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo CHI € TEMPI INDICATORI DI MONITORAGGIO guida che in qualche modo semplifichino gli iter autorizzativi. Per fare questo tuttavia occorre in primo luogo avviare campagne informative sull’argomento necessarie a chiarire i dubbi su questo tipo di impianti ma soprattutto a trasmettere ai cittadini informazioni chiare. Regione Provincia Il gruppo non ha specificato l’importo necessario alla realizzazione della proposta Medio lunghi Numero campagne informative. Impianti costruiti e messi in esercizio. Riduzione rifiuti Quantità di biogas recuperato; Quantità di biogas utilizzato; Numero di mezzi pubblici alimentati a biogas. PROPOSTA A 2 CRITICITA’ Inefficiente utilizzo dei rifiuti per la produzione del compost COSA Consolidare il numero degli impianto per il compostaggio sul territorio. COME Il Compost è il più antico e naturale concime ed ammendante del terreno che esista, mantiene fertile e sano il terreno e nutre le piante. Tra i rifiuti prodotti da un’unica persona circa un terzo è composto da rifiuti organici che possono essere reintrodotti nei cicli della natura. Con la raccolta differenziata dei rifiuti organici ed il loro compostaggio non produciamo solo un ottimo concime per le nostre piante ma abbiamo la possibilità di dare un contributo attivo alla salvaguardia dell’ambiente. Il Compost consente di concimare in modo ecologico senza ricorrere a concimi chimici e di produrre meno rifiuti. In generale si possono compostare quasi tutti i resti di vegetali e animali, ovvero tutto ciò che un tempo è stato vivente e che i microrganismi possono “digerire” quali: - Resti di frutta e ortaggi - Resti di cibi cotti - Fiori secchi - Filtri di the e caffè - Gusci d’uova triturati - Resti di lana, penne, capelli - Erbacce - Rasatura del prato pagina n. 5 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo - Fogliame E’ quindi necessario che in ambito territoriale ogni comune sia in grado di destinare i propri rifiuti organici alla produzione del compost. Questo è possibile non soltanto favorendo la raccolta dell’umido destinandola agli impianti del territorio ma anche incentivando i cittadini stessi che ne hanno la possibilità ad effettuare il compostaggio domestico smaltendo autonomamente gli scarti e consentendo una riduzione dei propri rifiuti da avviare a smaltimento. Per fare questo le amministrazioni comunali, dovrebbero oltre che sensibilizzare fornire gratuitamente le compostiere ai cittadini che ne fanno richiesta. Provincia di Viterbo Amministrazioni comunali Il gruppo di lavoro non ha indicato l’importo economico da € investire nella realizzazione della proposta. Brevi TEMPI Impianti progettati in relazione all’aumento della differenziazione INDICATORI DI del rifiuto da utilizzare per la produzione del compost. MONITORAGGIO Numero piccole compostiere vendute sul territorio. CHI PROPOSTA A 3 CRITICITA’ Poca responsabilizzazione dei sindaci nella gestione dei rifiuti COSA Necessità di raggiungere la popolazione in modo incisivo attraverso una maggiore responsabilizzazione del sindaco. I sindaci dovrebbero agire sulla base di opportune linee di indirizzo a livello sovracomunale su una corretta gestione dei rifiuti. I comuni più virtuosi dovranno essere premiati così come quelli più inefficienti essere penalizzati. COME Tale proposta si potrebbe concretizzare attraverso l’applicazione di una ecotassa per lo smaltimento in discarica. Il comune con una percentuale di RD superiore ad una certa percentuale verrà premiato con minor costi. Governo CHI Regione I costi per la realizzazione della presente proposta non sono € stimabili in sede di Forum. Il tempo stimato per la realizzazione della proposta è pari a 12-24 TEMPI mesi. 1) linee di indirizzo a livello sovracomunale; INDICATORI DI MONITORAGGIO 2) tonnellate di rifiuti annui in discarica pagina n. 6 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo CRITICITA’ COSA COME CHI € TEMPI La difficoltà si identifica nel costruire delle catene integrate di produzioni/trasformazioni di residui urbani ed industriali in base ad alleanze di produttori che dal semplice (un prodotto-rifiuto iniziale proposto) possano, attraverso alterazioni e/o trasformazioni parziali o complesse, ottenere un nuovo prodotto finale commercializzabile e che tengano conto dei nuovi rifiuti prodotti. [Es1. Dalla lattina della birra all’anello dell’artigiano in bigiotteria o alla produzione del telaio della bicicletta. Nuove scorie di alluminio da riciclare. Es2. Dal computer o telefonino alla riparazione del residuo o al prodotto della bigiotteria. Problema degli involucri e delle nuove scorie da riciclare. Es3. Riciclaggio dei prodotti in cuoio, dei pneumatici ed altri derivati dalla gomma e plastica del petrolio. Es4. da produzioni agricole di cucurbitacee e sughero per ottenere isolanti bio degradabili, Es5. Riparazioni di prodotti elettrodomestici e di precisione. Es6. Legno ed altri materiali (residui industriali e familiari) per la produzione di giocattoli; Es.7 Nascita d’un servizio di ricerca e design per la trasformazione dei residui]. Qualsiasi prodotto considerato come rifiuto urbano [iniziale (e/o) finale] considerato poi come obiettivo finale del cluster. Formazione giovanile o re-inserimenti lavorativi di adulti in attività artigianali. Più un appoggio finanziario per l’inizio o start up della nuova piccola (familiare) o media impresa (cooperativa, associazione, ecc.), e una modalità di monitoraggio o following tecnologico e gestionale durante i primi due anni dall’inizio con possibilità di modalità di nursery d’imprese. Soggetti nelle fasce d’età comprese tra: a. 20 e 35 anni alla ricerca d’un primo impiego stabile b. dai 55 in su, per un re-inserimento lavorativo. Iniziare un Centro di informazione e di avviamento dei clusters. Per iniziarlo, 50.000€. Il Centro si autofinanzierà poi nel tempo, come servizio, includendolo nella rete dei Centri di appoggio alla sviluppo delle piccole e medie imprese, non necessariamente cooperative, individuali, non necessariamente di donne. Il finanziamento dei clusters dovrà essere sostenuto dai fondi provinciali disponibili attualmente, e poi (ma principalmente) da una rete bancaria d’appoggio. Quindici giorni dalla accettazione della proposta per lo start up. Una valutazione si realizzerà dopo il primo anno e una seconda ed una terza ogni sei mesi, durante il secondo anno. Il progetto, come tale si chiuderà dopo due anni dall’inizio, con una restituzione partecipata per la sua valutazione. Tempo indeterminato invece di espansione del Centro, che poi potrà continuare come attività commerciale di servizi pagina n. 7 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo permanente. Riconoscimento nel bacino d’utenza provinciale. Dimensionamento della proposta. Elaborazione d’una Campagna di visibilità Lancio della Campagna di visibilità e monitoraggio degli impatti (o reazioni) manifestatisi. Creazione di strumenti multi media d’informazioni (circuiti radio, stampati, pagina web, internet, pubblicazioni varie) Dimensionamento tecnologico e finanziario di almeno 50 clusters innovativi (disegnati) nei primi tre mesi (banca dati e INDICATORI DI rinnovamento costante di questa) MONITORAGGIO Richieste trimestrali ricevute. Numero di richieste soddisfatte ogni trimestre. Linee (dunque clusters) di riciclaggio ipotizzate come immediatamente fattibili sul territorio provinciale Numero di clusters realizzati Impatto sociale mensile nella produzione di nuovi posti di lavoro Apporto produttivo nella realtà viterbese Volumi finanziari (ipotetici e/o soddisfatti) per tipologia di cluster Tempo di permanenza sul mercato Proposte del Gruppo B I partecipanti al Gruppo B erano: Segato M. Chiara, Enrico Ialongo, Rosa Carozza, Sergio Del Citto, Paolo Butteri, Fulvio Fiorentini, Osvaldo Velo. PROPOSTA B 1 CRITICITA’ Gestione Rifiuti RAEE pagina n. 8 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo COSA Necessaria una regolamentazione regionale dei RAEE affinchè vengano sottoposti alla fase di separazione dei materiali per rimuovere i componenti pericolosi dal punto di vista ambientale vengono separati e inviati a impianti di smaltimento. L’utilizzo sempre più diffuso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) ha determinato negli ultimi anni un notevole incremento nella produzione di rifiuti tecnologici. Questa tipologia di rifiuti contiene nei propri componenti, metalli pesanti e inquinanti organici potenzialmente dannosi per l’ambiente e per la salute. La normativa europea (direttive 2002/95/CE e 2002/96/CE) regolamenta il corretto smaltimento di tali rifiuti e incentiva il riutilizzo e il recupero dei vari componenti. Per ridurre al minimo i quantitativi di RAEE domestici smaltiti in discarica, il decreto impone il raggiungimento, entro il 31 dicembre 2008, di un tasso di raccolta pari a 4 kg per abitante all’anno e fissa degli obiettivi minimi di reimpiego, recupero e riciclaggio per ognuna delle 10 categorie di Aee individuate dal decreto in questione (Grandi elettrodomestici, piccoli elettrodomestici, apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni, apparecchiature di consumo e di illuminazione, strumenti elettrici ed elettronici, giocattoli, dispositivi medici, distributori automatici e strumenti di monitoraggio e controllo). Per garantire una migliore ed efficace gestione dei rifiuti tecnologici, la gestione dei RAEE provenienti dai nuclei domestici deve essere effettuata dai produttori tramite l’adesione ad uno dei tanti sistemi collettivi operanti sul territorio, le cui attività sono coordinate dal centro di coordinamento. Il produttore di Aee è tenuto a fornire al consumatore adeguate informazioni relative all’obbligo di effettuare la raccolta separata del prodotto giunto a fine vita, ai sistemi di raccolta dei RAEE esistenti nonché agli effetti potenziali sulla salute e sull’ambiente dovuti alla presenza di particolari sostanze nelle Aee. Inoltre, per ricordare al consumatore di non smaltire il rifiuto insieme ai rifiuti urbani, sull’apparecchiatura deve essere riportato in modo visibile, leggibile e indelebile, il simbolo di un contenitore su due ruote barrato. Tuttavia il problema dello smaltimento dei RAEE rimane anche per la mancanza di centri di raccolta di questa tipologia di rifiuto. I cittadini devono poter conferire gratuitamente i RAEE di provenienza domestica ai centri di raccolta comunali oppure consegnarli ai punti vendita al momento dell’acquisto, in ragione di uno contro uno, di un nuovo Aee di tipo equivalente. Al momento attuale però il ritiro dei rifiuti tecnologici da parte dei punti vendita non è ancora pagina n. 9 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo COME CHI € TEMPI INDICATORI DI MONITORAGGIO stato attivato perché si è in attesa dell’approvazione di un decreto che regolamenti le modalità di raccolta e stoccaggio presso i distributori dei RAEE ritirati e il loro successivo trasporto ai centri di raccolta. Poiché i costi di gestione dei RAEE sono totalmente a carico dei produttori, per compensare economicamente le attività di raccolta e gestione dei RAEE svolte dai comuni occorrerebbe identificare il corrispettivo da riconoscere ai comuni (o ai gestori dei centri di raccolta) a copertura dei costi sostenuti e definisce in dettaglio le attività di competenza dei centri di raccolta e dei sistemi collettivi. La proposta prevede di organizzare centri di raccolta sul territorio che possano garantire un opportuno smaltimento di questa tipologia di rifiuto. Comuni che gestiscono i centri di raccolta consorziati. I costi per la realizzazione della presente proposta sono a carico degli enti e sono relativi ai costi di organizzazione. Nel breve-medio termine. Tonnellate Rifiuti RAEE annui raccolti PROPOSTA B 2 CRITICITA’ Eccessive quantità di imballaggi di scarto COSA Riduzione e Riutilizzo degli imballaggi COME CHI € La proposta fatta dai membri del Forum presuppone una serie di eventi, campagne di sensibilizzazione. Tuttavia affinché possa essere realmente realizzata la proposta deve prevedere un impegno deciso da parte di chi la realizzerà a lavorare nella direzione dell’informazione alle aziende che nella maggior parte dei casi rappresentano i maggiori produttori di imballaggi. Per fare questo i soggetti attuatori devono coinvolgere in modo diretto le aziende del territorio e puntare su una loro continua e costante collaborazione. Amm.ne Provinciale di Viterbo; Amministrazioni Comunali; Associazioni Interessate; Cittadini; Imprenditori del settore; Ai fini della realizzazione della presente proposta I componenti del Forum non hanno stimato alcun un impegno finanziario. pagina n. 10 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo TEMPI INDICATORI DI MONITORAGGIO Il tempo stimato per la realizzazione della proposta è di 6-12 mesi Numero di campagne di informazione/formazione realizzate; Numero di campagne di sensibilizzazione realizzate; Numero di campagne di educazione realizzate nelle scuole; Quantità di materiale divulgativo prodotto; PROPOSTA B 3 CRITICITA’ Smaltimento dei rifiuti quali olii minerali e vegetali esausti, batterie esauste, materiale inerte spesso presenti nei rifiuti lasciati sul territorio come discariche a cielo aperto. COSA Realizzare e potenziare le isole ecologiche e il numero di cassonetti presso gli esercenti del territorio. COME Ai fini della realizzazione della presente proposta sarà necessario: creare convenzioni tra enti gestori e consorzi di filiera (COBAT, COOU, CONOE, ETC.), obbligatori, associazioni di categoria, provincia. CCIAA Associazioni di categoria Enti gestori Esercenti CHI Consorzi tra Comuni Comunita’ Montane Singoli comuni Consorzi Obbligatori Ai fini della realizzazione della presente proposta i membri del € Forum non indicano alcun impegno economico-finanziario. Il tempo stimato per la realizzazione della proposta è di circa TEMPI un anno. Acquisizione di dati da parte dei consorzi di filiera, assessorato INDICATORI DI MONITORAGGIO ambiente, uffici comunali, uffici ambiente pagina n. 11 Titolo Gestione dei Rifiuti Data: Luogo di Svolgimento: 19 FEBBRAIO 2008 Sala Conferenze - Viterbo Commenti generali del Gruppo di Facilitazione Fattori di successo: - Buono il livello della discussione e delle relative proposte; - Lodevole la passione e l’interesse dei partecipanti nel trattare il tema. Fattori critici: - Poca partecipazione al tavolo tematico Commenti all’andamento generale dei lavori Nel complesso il lavoro di questo incontro del Forum di Agenda 21 Locale della Provincia di Viterbo è stato proficuo. Il clima di lavoro, grazie ai rapporti interpersonali instauratisi fra i componenti dei vari gruppi, si è dimostrato sempre di alto livello. Il contributo alle proposte progettuali è stato il frutto di una discussione alla quale hanno partecipato realmente tutti i convenuti. Trattandosi del secondo incontro, inizia ad apparire evidente la familiarizzazione dei portatori di interesse con la metodologia di lavoro, il che ha comportato una riduzione dei tempi di svolgimento dell’incontro e l’ottimizzazione dei risultati. Ore 19.00 - chiusura lavori. pagina n. 12