I Quaderni di Nuova Scena Antica SETTEMBRE 2011. NUMERO SPECIALE DEDICATO A RIVISTA ON LINE ARTE MUSICA PERFORMANCE WIA 2011: 40 eventi 5 Comuni 7 Concorsi 2.300 spettatori 4.000 visite on line Le ragioni di osare Ci sono progetti che nascono da un desiderio del cuore e che chiedono di essere realizzati anche se non esistono le condizioni per farli ed osare diventa molto rischioso. Qualcosa si agita e muove misteriosamente i primi passi, senza certezze né garanzie, senza sapere se incontrerà il favore di qualcuno e se potrà essere ascoltato. Questa “forza” è un mistero: ancora prima di avere un nome, un volto, una dimora e persone attorno, si comporta come se tutto il necessario, in fondo, venisse dopo, venisse come conseguenza, quasi lo spartiacque consistesse semplicemente nell’atto di assecondarla o di ignorarla. Il progetto di costruire un festival dedicato al femminile nell’arte – che non è solo l’arte al femminile, anche se da qui parte – nasce e segue questa genesi. Ci si accorge oggi, a distanza di tre anni, di non aver avuto “un’idea”, ma di aver ascoltato qualcosa che chiedeva di essere fatto, chiedeva di venire alla luce e per questo aveva bisogno di un tramite. Come associazione culturale abbiamo accettato di essere questo tramite e come parte femminile della direzione artistica del WIA festival – abbreviazione di WOMEN IN ART – comprendo oggi che il mio senso profondo di esserci risiede nell’aver assecondato questa “forza”. Accettare di produrre un festival delle arti in un territorio non avvezzo alla cultura e in un momento storico poco propenso a finanziarla è un gesto che può somigliare ad un suicidio, alla voce nel deserto, al seme che cade tra le rocce. Ma il successo dei numeri, che pure non è mancato, non mi ha “toccato” come le parole delle vincitrici dei Concorsi, come la generosità di molti collaboratori, come la professionalità di alcuni artisti. Scrivo di questo nell’editoriale del numero monografico che la rivista dedica ogni anno al festival nel mese di settembre, perché mi aiuta a tentare un bilancio diverso, accanto a quello doveroso dei numeri: che cosa rappresenta davvero questa iniziativa? Perché ha senso osare continuarla? Quali strade e quali interlocutori le sono affini? In attesa che queste riflessioni giungano a maturazione, presentiamo gli artisti e le opere vincitrici dei 7 Concorsi Italia - Premio la Vela d’Oro 2011. Alla loro interpretazione del femminile nell’arte va tutta la nostra attenzione. (Daniela Bestetti) SOMMARIO 1 WIA edizione 2011 2 Concorso Italia Arte Visiva 3 Concorso Italia Letteratura 4 Concorso Italia Teatro 5 I Quaderni nel mondo 6 Editoriale ANNO 3 N. 3 SETTEMBRE 2011 Redazione Italia Nuova Scena Antica RIVISTA TRIMESTRALE direttore responsabile SILVIO DA RU’ project & art director DANIELA BESTETTI I Quaderni di Nuova Scena Antica nascono per raccogliere gli incontri significativi avvenuti nel panorama artistico contemporaneo internazionale ARTE MUSICA PERFORMANCE I Quaderni di I Quaderni - editoriale Nuova Scena Antica 2011 Alcuni diritti riservati www.nuovascenaantica.it pag.1 III edizione dal 30 agosto al 30 settembre 2011 Direzione Artistica con il patrocinio e il contributo di e in collaborazione con WOMEN IN ART - festival del femminile nell’arte si tiene ogni anno nel mese di settembre nei Comuni del territorio del Nord Milano e propone un ricco calendario di appuntamenti con l’arte e il femminile attraverso le discipline artistiche teatro, danza, musica, letteratura, cinema, arte visiva. L’edizione 2011 del festival ha ospitato tre sezioni: Concorso Italia: presentazione al pubblico delle opere finaliste dei Concorsi nazionali; Fuori Concorso artisti e opere a confronto con il tema del femminile; Eventi Speciali occasioni d’incontro per approfondire i valori del femminile a prescindere dall’arte (sociale, psiche, imprenditoria). Abbiamo scelto di dedicare questo numero ai vincitori dei Concorsi Italia per la particolare rilevanza a livello nazionale e l’alto profilo delle Giurie. I Quaderni - WIA edizione 2011 Sito ufficiale del festival www.womeninartfestival.it Magazine ufficiale del festival www.womeninart.it pag.2 Daniela Gardinazzi “Maman à la pluie ” Concorso Italia Pittura - Premio La Vela d’Oro 2011 Opera Vincitrice: MAMAN À LA PLUIE Autrice: DANIELA GARDINAZZI Claudia Neri “Clelia” Ciò che muove tutto il mio lavoro è un sentimento di pietà, forse un pianto sommesso, un atto d’amore e un desiderio di protezione verso ciò che è umile, bello, fragile e indifeso e che viene brutalmente calpestato dall’arroganza. Uno sguardo diretto soprattutto all’uomo, ai luoghi del suo lavoro dove viene consumata una vita, alle creature che stanno ai margini di tutto, ma anche agli oggetti. Le mie opere più recenti indagano temi spirituali e religiosi. Usando i motivi geometrici di quelle coperte di lana colorata fatte dalle nostre nonne con i ferri o all’uncinetto, quelle che però adesso stanno più spesso rotte e sporche scartate e buttate sul fondo di camion da traslochi che non sui nostri letti a scaldarci, con questi motivi appunto, ho tessuto delle figure simboliche e arcaiche: case-tempio, vasi, ciotole, animali e frutti dai significati rituali. Maman à la pluie è un lavoro di una decina d’anni fa. Vi si vede un’anonima via cittadina, deserta e sotto la pioggia. Come unica presenza una buffa figura femminile, una mamma. Cammina e, per proteggere sé stessa e la carrozzina che sta spingendo, sorregge un grande ombrello che ha il colore, e forse anche la sostanza, delle sua stessa carne. Vuole essere un omaggio trasognato, fatto con stupore e leggerezza, alla donna come generatrice e custode della vita sempre, anche nell’ostilità e nella desolazione che l’uomo ha saputo crearsi intorno. (Daniela Gardinazzi) Concorso Italia Fotografia - Premio La Vela d’Oro 2011 Opera Vincitrice: CLELIA Autrice: CLAUDIA NERI Clelia è una donna che sa aspettare. E’ impossibile dire da quanto tempo si trova in questa stanza. Intorno a lei tutto sembra cedere inesorabilmente il passo allo scorrere del tempo che imprime i suoi segni indelebili su tutto ciò che la circonda. Lo specchio riflette la luce di un mondo esterno che non ci è dato neppure intravedere. Forse è una donna che vive in un altro tempo e si nutre solo di ricordi o di chimere. Oppure abita un altro spazio, uno spazio interiore che ha creato dentro di sé per dare voce alla sua anima. L’attesa è qui rappresentata come capacità di ascolto del proprio sé più profondo, come forza rigenerante, come azione interiore. Clelia è solo apparentemente immobile, in realtà ogni atomo del suo corpo è vigile e attende il momento opportuno per abbandonare la stanza, il rifugio dell’anima, e uscire allo scoperto. L’opera si richiama alla capacità delle donne di trovare in se stesse, anche nella solitudine e nelle condizioni apparentemente più insostenibili, una forza interiore che le sostiene e che fa sopravvivere la loro energia vitale e creativa finché le condizioni esterne non le permettono di emergere in tutta la sua unicità e bellezza. Oppure finché la donna stessa non trova il coraggio di uscire dal suo esilio per affermare la sua presenza anche in un mondo ostile. Clelia è un omaggio a tutte quelle donne che per lungo tempo, nell’arco di una vita o di un’intera civiltà, hanno dovuto nutrire la loro anima con la loro sola forza interiore, in una cultura che racchiudeva la loro vita di donne e di artiste all’interno di limiti imposti da altri. WIA 2011 ARTE VISIVA ZOOM ON DANIELA GARDINAZZI Residente a Como, dipinge da sempre, ma solo di recente espone il suo lavoro: collettive Animus Anima (Como 2011) e Matri-Arche (Laglio CO 2011). Diplomata in Scenografia presso Accademia di Brera a Milano (1990), matura significative esperienze professionali in qualità di scenografa e arredatrice in ambito televisivo, pubblicitario, cinematografico e teatrale. Tra le collaborazioni, scenografie per gli spettacoli del regista Lorenzo Loris con il Teatro Out-Off di Milano (2002/oggi); scenografie per conventions Kurt Salmon Associates, Beiersdorf S.p.A, Finmeccanica (2005/1996) e sit-com Love Bugs (2004); arredatrice nel film La leggenda di Al, John e Jack con Aldo, Giovanni e Giacomo (2002); allestimenti sfilate di moda Milano Collezioni per conto Studio Soncini (2002/1999); scenografa per case di produzione pubblicitarie e video musicali (2002/1992). Ha insegnato Educazione Artistica, Disegno, Storia dell’Arte e Comunicazione Visiva in scuole medie e superiori (2007/03). ZOOM ON CLAUDIA NERI Nasce a Oggiono (LC) nel 1978. Doppia Laurea in Sociologia tra le Università di Trento e Dresda. Si specializza nel settore audiovisivo e nel film documentario. A Berlino approfondisce le sue competenze relative alla produzione e al montaggio. Parallelamente coltiva il suo interesse per l’antropologia visuale e intraprende un percorso di approfondimento della fotografia. Attualmente collabora con l’Ateneo Italo-Tedesco di Trento. (Claudia Neri) I Quaderni - Concorso Italia Arte Visiva pag. 3 WIA 2011 LETTERATURA ZOOM ON ALESSIA MURONI Concorso Italia Narrativa Edita - Premio La Vela d’Oro 2011 Opera Vincitrice: LE CIRCOSTANZE DELL’AMORE Autrice: ALESSIA MURONI Sicilia, giugno 1898. Due grandi famiglie aristocratiche, i piemontesi Carmontel e i siciliani d’Almaviva, si uniscono attraverso le nozze di Federico e Sofia. Divise tra modernità e tradizione, tra consapevolezza del rango ed insofferenza delle regole, le due famiglie abbondano di personaggi dall’irriducibile individualità e dai molti segreti. Nei giorni che precedono il matrimonio Guglielmina e Angelica, future cognate, s’incontrano e si scontrano in una diversità di desideri e sogni che le porterà lontano, sperimentando un’irrefrenabile attrazione dei sensi e dell’intelletto. Nasce un rapporto appassionato, sconvolgente e formativo per entrambe, che saranno chiamate a credere prima di tutto in se stesse e nella capacità di vivere e lottare per reciproco amore. Concorso Italia Narrativa Inedita - Premio La Vela d’Oro 2011 Opera Vincitrice: CONTRA MUNDUM Autrice: ANNALISA PARDI In un ospedale del nord della Francia, nei primi anni del Novecento, si incontrano per caso Lucienne Roux, scrittrice malata di tubercolosi, e Constance Vautier, giovane contessa dai nervi fragili. Tra le due donne, diverse e complementari, nasce una intensa amicizia, sotto gli occhi del primario e degli altri pazienti del nosocomio, che si trasformerà ben presto in un amore senza freni. Lucienne e Constance dovranno imparare a loro spese che la diversità si paga; ma nessun ostacolo, né la malattia, né il mondo maschilista che le circonda, potrà inibire la forza dei loro sentimenti. Concorso Italia Poesia Edita - Premio La Vela d’Oro 2011 Opera Vincitrice: IL METRO ESTENSIBILE Autrice: IVANA TANZI La silloge raccoglie la produzione poetica dell’ultimo quinquennio: l’esperienza quotidiana del tutto comune di una donna, caratterizzata da una forte tensione emotiva ,spirituale e da un amore per la parola, portano a uno stile in cui si coniugano la sensorialità e il gusto della precisa denominazione del reale tangibile con la ricerca di un assoluto. “…Un percorso che, partendo dallo sguardo sulle cose e sulle persone della quotidianità personale e collettiva procede verso un sempre più consapevole sguardo sul mistero dell’esistenza”. (Alessandra Paganardi, recensione su Critica Letteraria) Concorso Italia Poesia Inedita - Premio La Vela d’Oro 2011 Opera Vincitrice: CONIUGAZIONE SINGOLARE, FEMMINILE Autrice: SIMONETTA SAMBIASE (METH) E' una silloge cantata in due tempi da un suono solitario e il coro del mondo che lo contiene. Le prime dieci poesie, in versi sciolti, accompagnano i pensieri e gli incontri nello specchio introspettivo di una voce singola. Nelle ultime sette poesie, sempre in versi sciolti, il corpo è aperto al mondo che l'accoglie come femminile singolare. E' la voce al femminile, quasi sempre in un vuoto di spazio da riempire, quello che maggiormente definisce Simonetta. "L'autrice trasporta la lettura in una visione allo specchio con voce soffusa e con grida spietate". (M.C. Del Torchio di Rupe Mutevole) I Quaderni - Concorso Italia Letteratura Dopo gli studi di pittura, la laurea in Lettere e il dottorato di ricerca in Storia dell’arte, si getta nel mondo del precariato intellettuale. Lavora come redattrice, copywriter, critica d’arte, e come storica dell’arte pubblica diversi saggi ed articoli. Membro della Società Italiana delle Storiche, si occupa di storia di genere e di studi LGBTQ, e pubblica regolarmente su Il Giornale d e l l ’A r t e , L e g g e r e D o n n a e XXDonne.net. Dal 2006 scrive e pubblica racconti. Le circostanze dell’amore è il suo primo romanzo (Ed. Il Dito e la Luna, 2011). Vive a Roma. ZOOM ON ANNALISA PARDI Nata a Pisa nel 1981, si laurea in Storia del teatro, dello spettacolo e delle Arti visive. Pubblica i romanzi Il mondo al rovescio (L’Autore Libri, 2004) e Il Molière immaginario (Il Filo, 2009). Tiene corsi di teatro e scrittura scenica al CinemaTeatro LUX di Pisa (1995/oggi). Attrice, regista e drammaturga nel 2003 fonda la compagnia Quieta Movere e conquista premi in spettacoli da lei scritti, diretti e interpretati (2005 La nave dei folli; 2006 Il Molière immaginario; 2007 Barbablù – Un noir a tempo di jazz; 2008 L’Arte dei pazzi; 2009 Un volo orizzontale; 2010 Un inferno verticale). Contra Mundum è il suo terzo romanzo. ZOOM ON IVANA TANZI Nata a Parma nel 1947, dal 1971 risiede a Milano dove ha esercitato la professione di insegnante. Si interessa di linguistica: nel 1983 collabora alla riedizione del Nuovo Dizionario Italiano Garzanti. Ha pubblicato le raccolte di versi Un sasso un sogno ed altro (ed. Firenze Libri, 1987); Stanze distanze (ed. Joker, 2006); Il metro estensibile (ed. Puntoacapo, 2010); Fino all’ultimo comma (ed. CFR Poiein, 2011). ZOOM ON METH SAMBIASE Studi artistici, redazione di radio locali e settimanali femminili nazionali con una tessera di giornalista pubblicista nel cassetto. Presente nelle antologie di Poesiaèrivoluzione, Aletti Editrice, Edizioni Rei, Samperi Editori, Vir-us poesia, sul web è nel Montparnasse Cafè. Per la Rei cura l'e.book Funambolaria, voci e luci all'otto marzo. Realizza Operarte, padiglione di musica, poesie, fotografia con Stefano Reggiani e il libro di fotografie e poesie Tempo inaspettato (2010). Pubblica il libro di poesie Una Clessidra Di Grazia (ed. Rupe Mutevole, 2011). Vive a Reggio Emilia. pag. 4 Carla Carucci in due momenti dello spettacolo Concorso Italia Teatro - Premio La Vela d’Oro 2011 WIA 2011 TEATRO Opera Vincitrice: RAGAZZA SERIA CONOSCEREBBE UOMO SOLO MAX 70ENNE Autrice: CARLA CARUCCI ZOOM ON CARLA CARUCCI “35enne, romantico che guarda dentro le persone, aspetta di finire tra le braccia di una donna capace di sorprenderlo. Desidero un futuro insieme. Astenersi rumene e perditempo.” Questa la speranza di Rosi: un amore per la vita. Ma lui, Raimondo, non arriverà mai ed entrerà a far parte della lunga lista degli appuntamenti al buio ai quali nessuno si è mai presentato. Rosi sprofonderà nella tristezza, ma troverà il modo di sublimarla vendicandosi sui ritagli degli annunci matrimoniali conservati per anni nella sua inseparabile borsetta. Un sorprendente finale ridarà a Rosi la speranza nella vita e nell’amore. Ma per quanto tempo? Ispirandomi a zio Buster, utilizzo le tecniche del clown teatrale e dell'object trouvèe inciampando in una comicità d'altri tempi. Sulla mia formazione posso solo dire che, dopo aver assaggiato numerosi generi e modi di far teatro con registi conosciuti e sconosciuti – Marco Martinelli, Marco Baliani, Enrique Vargas, Massimiliano Martines e ancora qualcun altro – sono caduta nel mondo del clown. I miei maestri sono Jean Mening, Ian Algie, Pierre Byland, Philip Radice e soprattutto Buster Keaton, Charlie Chaplin e i Fratelli Marx. Adesso vivo a Torino e mi guadagno il pane lavorando in strada e portando in giro i miei spettacoli. Di questo spettacolo è stato detto: “Dimenticate i Monologhi della vagina, dimenticate Giorni felici, la nuova frontiera del teatro al femminile si chiama Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70enne. Carla Carucci è riuscita nella difficile impresa di indagare la moderna condizione femminile con garbo e semplicità, parlando di solitudine e squallore senza scivolare nel patetico, facendo ridere e sorridere.” (Marco Bianchini) “Era da tempo che non si vedeva a teatro una rappresentazione così efficace dell’animo femminile. Carla Carucci riesce là dove molti hanno fallito, mostrandoci una donna moderna lontano dagli stereotipi e dai pregiudizi.” (Umberto Meco) “Se la mia opera prima fosse stata anche lontanamente assimilabile a Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70 enne avrei ottenuto il Nobel molto prima.” (Harold Tinter) “È stata dura ottenere la parte ma finalmente potrò cimentarmi con un personaggio alla mia altezza. Mi dicono che la traduzione inglese è quasi pronta.” (Nicole Kitman) “Carla Carucci l’ho creata io!” (Dio) (Carla Carucci) Nasce a Fasano (BR) nel 1974. Attualmente vive a Torino, lavorando nel teatro da strada e conducendo laboratori di teatro e clown per adulti e bambini. Si forma frequentando: Accademia dell'Antoniano di Bologna (1993), C.S.T. di Bologna (1994), Corso di Formazione Superiore per attori dell’ERT (1996/97), Scuola Internazionale dell'Attor Comico di Antonio Fava (1997). Nel 2000 inizia lo studio sul clown e le arti di strada con i clown Jean Menigault, Pierre Byland, Ian Algie e Philip Radice. Laboratori con il burattinaio Adrian Bandiralie, Nicole Rivièr, Marco Martinelli, Cesare Lievi, Giorgio Barberio Corsetti, Marco Baliani, Inghemar Lindh, Germana Giannini, Michela Lucenti, Danio Manfredini, Monica Francia, Aldo Rendina, Naira Gonzales, Lech Raczak (1996/oggi). Crea gli spettacoli Smanie di riforma moderna, In–sconcerto e Tango con il gruppo LABORATORIO 1 (1994/95); La memoria del vino. I giochi di Dioniso regia di Enrique Vargas (1999/00);.eventi di strada e percorsi fiaba con Ambaradan Teatro di Bologna (1999/02); fonda il gruppo MISBILLICO TEATRO con il quale crea lo spettacolo per bambini L’isola del vento (2002); insieme al clown Jean Pierre Tateo e alla fisarmonicista Franca Pampaloni realizza Gianni e Gianna di luce (2002); inizia a collaborare con il Teatro della Caduta di Torino (2005); crea Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70 enne (2006); La singolare guerra di Rosetta Scintillio all’anarc hia domestica… ovvero, di come una casalinga scopre di poter fare il circo! (2010). www.carlacarucci.it I Quaderni - Concorso Italia Teatro pag. 5 Ed ora la parola ai nostri portavoce dall’estero per scoprire cosa succede nel resto del mondo. nel mondo In questo numero Daniela ha scelto per noi MIREIA FARRÈS. Primera trompeta de la OBC (Orquestra Simfònica de Barcelona i Nacional de Catalunya) y profesora del ESMUC (Escola Superior de Música de Catalunya) Una mujer tan joven que ya tiene una carrera muy desarrollada y una familia con niños... A qué edad empezaste los estudios musicales? MF: Vaig començar a fer música quan tenia 8 anys i des de llavors que toco la trompeta. Cómo concilias tu vida artística con las tareas familiares? MF: Doncs, com totes les dones del món, com puc! Intento montar-m’ho per tenir les tardes lliures i així poder estar amb ells, ja que els caps de setmana normalment tinc concerts, i a partir d’aquí ho anem combinant com podem. Pel que fa a l’estudi, doncs mentre sóc amb ells puc tocar una miqueta, i sinó al vespre, quan ja estan dormint, aprofito per estudiar. No se encuentran a menudo mujeres que tocan un instrumento como el tuyo. Cual fue la reacción de tus compañeros de orquesta al verte la primera vez? MF: La veritat és que quasi bé mai no he tingut cap reacció (ni bona ni dolenta) que estigués basada en el fet que fos una noia. Per a mi és fonamental que se’m respecti per la meva feina de músic ja sigui dona o home. I per sort els meus companys de l’orquestra sempre s’han mostrat neutres en aquest aspecte, i per tant m’hi he sentit sempre molt comode. (di Daniela De Marchi) www.esmuc.cat www.obc.es In questo numero Sergio ha scelto per noi UMA VEZ NADA MAIS. A piece of theatre. Uma vez nada mais (“A one-off”) is a piece of devised theatre, directed by Hebe Alves and played by Aícha Marques and Maria Menezes. The three of them are from Salvador, Bahia state, Brazil. The soundless-movie-style performance reaches such a dexterity of movement that you may eventually be transported into the beginnings of the history of the seventh art. The characters never say a word, except when they dub both old radio and TV soaps, which ironically intertwine with the main plot. The show portrays the universe of two opposing feminine souls: a saucy and fulfilled bride-to-be and her miserable and lonely stylist, who is producing the former’s wedding dress. But a reversal alters the expectations. The show suggests that women are typically brought up to make their main emotional investment in monogamic projects and questions this social construct while humorously revealing how this meme is perpetrated throughout generations even if it usually causes more grief than joy. Recommended for the 2012 edition of WOMEN IN ART festival! Have a check at http://www.youtube.com/watch?v=zdlP6Ld-1wo (di Sergio Nunes Melo) I Quaderni nel mondo I Quaderni (ES) Daniela De Marchi Organizzando il corso per gli allievi di etnomusicologia al Conservatorio di Cagliari, il cui tema è l‘interrelazione fra musica e danza nella nostra cultura e in alcune civiltà extraeuropee, mi sono imbattuta nel libro di Curt Sachs Storia della danza (1936) e in una sua curiosa definizione delle società matriarcali, che sarebbero “introverse“, praticherebbero l‘agricoltura e danzerebbero utilizzando “movimenti stretti“. Al contrario, quelle patriarcali si identificherebbero con i popoli cacciatori, avrebbero un carattere “estroverso“ e si esprimerebbero con danze a salti e movimenti ampi. Mi chiedo se queste definizioni ataviche di attività/passività, fuori/dentro, razionale/intuitivo, creazione/ conservazione siano oggi interpretate non come giudizio di valore, ma come la ricchezza di essere “altro“ e “complementare“. Perché una danza sia più evoluta, c‘è bisogno di saltare? Tre secoli di splendide danze di corte (definite “a predominanza di movimenti stretti“) ci fanno dire: VIVA IL FEMMINILE NELL‘ARTE! (BR) Sergio Nunes Melo Anche se, per via della persistenza del patriarcato, l’uomo viene molto più f a c i l m e n t e identificato con la creazione artistica, la donna è sempre stata un oggetto ubiquo di rappresentazione. A dispetto della riprensione storica della voce femminile, temi come la gestazione, principio della fecondità e della creazione, hanno spinto l’arte fin dal paleolitico; nel medioevo la donna è il “signore” dell’uomo, che si muove per renderle onore; nella contemporaneità il femminile va lontanissimo, fino al punto di sfidare la biologia, quando la “scultura” si trasferisce al corpo maschile che desidera essere donna. Forse anche la rinuncia artificiale al “vantaggio naturale” può intendersi come estremo bisogno represso del femminile, eclatante quanto drammatico? pag. 6 Nuova Scena Antica I Quaderni di RIVISTA TRIMESTRALE ANNO 3 N. 3 SETTEMBRE 2011 IN QUESTO NUMERO Hanno collaborato: Daniela De Marchi (ES) Sergio Nunes Melo (BR) Desideriamo ringraziare: Daniela Gardinazzi e Claudia Neri Alessia Muroni, Annalisa Pardi, Ivana Tanzi e Simonetta Sambiase Carla Carucci ARTE MUSICA PERFORMANCE Il prossimo appuntamento è per dicembre 2011 con un nuovo numero de I QUADERNI Arrivederci Copyright Tutti i testi e le fotografie appartengono ai rispettivi autori. Responsabilità Ogni singolo autore è direttamente responsabile di ciò che ha pubblicato. Questa opera è stata rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commeciale - Non opere derivate 2.5 Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/dove trovi il link al testo integrale tratto dal Codice Legale. Dove non specificato, siete liberi di riprodurre, distribuire, comunicare, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare l'intero contenuto de I QUADERNI di Nuova Scena Antica o parte di esso alle seguenti condizioni: dovete attribuire chiaramente la paternità dell'opera a chi l'ha realizzata e in modo tale da non suggerire che l'autore avvalli voi o il modo in cui voi utilizzate l'opera; non potete sfruttarla per fini commerciali; non potete alterarla o trasformarla, né usarla per creare un'altra opera. Ogni volta che usate o distribuite I QUADERNI ed il suo contenuto, dovete farlo secondo i termini di questa licenza, che va comunicata con chiarezza. In ogni caso, potete concordare col titolare dei diritti utilizzi dell'opera non consentiti da questa licenza. Questa licenza lascia impregiudicati i diritti morali. I Quaderni di Nuova Scena Antica pag. 7