I Quaderni di
Nuova Scena Antica
SETTEMBRE 2011. NUMERO SPECIALE DEDICATO A
RIVISTA
ON LINE
ARTE
MUSICA
PERFORMANCE
WIA 2011: 40 eventi 5 Comuni 7 Concorsi 2.300 spettatori 4.000 visite on line
Le ragioni di osare
Ci sono progetti che nascono da un
desiderio del cuore e che chiedono di
essere realizzati anche se non esistono le
condizioni per farli ed osare diventa molto
rischioso. Qualcosa si agita e muove
misteriosamente i primi passi, senza
certezze né garanzie, senza sapere se
incontrerà il favore di qualcuno e se potrà
essere ascoltato. Questa “forza” è un
mistero: ancora prima di avere un nome,
un volto, una dimora e persone attorno, si
comporta come se tutto il necessario, in
fondo, venisse dopo, venisse come
conseguenza, quasi lo spartiacque
consistesse semplicemente nell’atto di
assecondarla o di ignorarla.
Il progetto di costruire un festival
dedicato al femminile nell’arte – che non
è solo l’arte al femminile, anche se da qui
parte – nasce e segue questa genesi. Ci si
accorge oggi, a distanza di tre anni, di
non aver avuto “un’idea”, ma di aver
ascoltato qualcosa che chiedeva di
essere fatto, chiedeva di venire alla luce e
per questo aveva bisogno di un tramite.
Come associazione culturale abbiamo
accettato di essere questo tramite e
come parte femminile della direzione
artistica del WIA festival – abbreviazione di
WOMEN IN ART – comprendo oggi che il
mio senso profondo di esserci risiede
nell’aver assecondato questa “forza”.
Accettare di produrre un festival delle
arti in un territorio non avvezzo alla cultura
e in un momento storico poco propenso a
finanziarla è un gesto che può somigliare
ad un suicidio, alla voce nel deserto, al
seme che cade tra le rocce. Ma il
successo dei numeri, che pure non è
mancato, non mi ha “toccato” come le
parole delle vincitrici dei Concorsi, come
la generosità di molti collaboratori, come
la professionalità di alcuni artisti.
Scrivo di questo nell’editoriale del
numero monografico che la rivista dedica
ogni anno al festival nel mese di
settembre, perché mi aiuta a tentare un
bilancio diverso, accanto a quello
doveroso dei numeri: che cosa
rappresenta davvero questa iniziativa?
Perché ha senso osare continuarla? Quali
strade e quali interlocutori le sono affini?
In attesa che queste riflessioni
giungano a maturazione, presentiamo gli
artisti e le opere vincitrici dei 7 Concorsi
Italia - Premio la Vela d’Oro 2011. Alla
loro interpretazione del femminile
nell’arte va tutta la nostra attenzione.
(Daniela Bestetti)
SOMMARIO
1
WIA edizione 2011
2
Concorso Italia Arte Visiva 3
Concorso Italia Letteratura 4
Concorso Italia Teatro
5
I Quaderni nel mondo
6
Editoriale
ANNO 3 N. 3 SETTEMBRE 2011
Redazione Italia
Nuova Scena Antica
RIVISTA TRIMESTRALE
direttore responsabile SILVIO DA RU’
project & art director DANIELA BESTETTI
I Quaderni di Nuova Scena Antica
nascono per raccogliere gli incontri
significativi avvenuti nel panorama
artistico contemporaneo internazionale
ARTE
MUSICA
PERFORMANCE
I Quaderni di
I Quaderni - editoriale
Nuova Scena Antica 2011
Alcuni diritti riservati
www.nuovascenaantica.it
pag.1
III edizione dal 30 agosto al 30 settembre 2011
Direzione Artistica
con il patrocinio e il contributo di
e in collaborazione con
WOMEN IN ART - festival del femminile nell’arte si tiene ogni anno nel mese di settembre
nei Comuni del territorio del Nord Milano e propone un ricco calendario di appuntamenti
con l’arte e il femminile attraverso le discipline artistiche teatro, danza, musica,
letteratura, cinema, arte visiva. L’edizione 2011 del festival ha ospitato tre sezioni:
Concorso Italia: presentazione al pubblico delle opere finaliste dei Concorsi nazionali;
Fuori Concorso artisti e opere a confronto con il tema del femminile;
Eventi Speciali occasioni d’incontro per approfondire i valori del femminile a prescindere
dall’arte (sociale, psiche, imprenditoria).
Abbiamo scelto di dedicare questo numero ai vincitori dei Concorsi Italia per la
particolare rilevanza a livello nazionale e l’alto profilo delle Giurie.
I Quaderni - WIA edizione 2011
Sito ufficiale del festival
www.womeninartfestival.it
Magazine ufficiale del festival
www.womeninart.it
pag.2
Daniela Gardinazzi “Maman à la pluie ”
Concorso Italia Pittura - Premio La Vela d’Oro 2011
Opera Vincitrice: MAMAN À LA PLUIE
Autrice: DANIELA GARDINAZZI
Claudia Neri “Clelia”
Ciò che muove tutto il mio lavoro è un sentimento di pietà, forse un pianto sommesso, un
atto d’amore e un desiderio di protezione verso ciò che è umile, bello, fragile e indifeso e
che viene brutalmente calpestato dall’arroganza.
Uno sguardo diretto soprattutto all’uomo, ai luoghi del suo lavoro dove viene consumata
una vita, alle creature che stanno ai margini di tutto, ma anche agli oggetti.
Le mie opere più recenti indagano temi spirituali e religiosi.
Usando i motivi geometrici di quelle coperte di lana colorata fatte dalle nostre nonne
con i ferri o all’uncinetto, quelle che però adesso stanno più spesso rotte e sporche
scartate e buttate sul fondo di camion da traslochi che non sui nostri letti a scaldarci, con
questi motivi appunto, ho tessuto delle figure simboliche e arcaiche: case-tempio, vasi,
ciotole, animali e frutti dai significati rituali.
Maman à la pluie è un lavoro di una decina d’anni fa.
Vi si vede un’anonima via cittadina, deserta e sotto la pioggia. Come unica presenza
una buffa figura femminile, una mamma. Cammina e, per proteggere sé stessa e la
carrozzina che sta spingendo, sorregge un grande ombrello che ha il colore, e forse
anche la sostanza, delle sua stessa carne.
Vuole essere un omaggio trasognato, fatto con stupore e leggerezza, alla donna come
generatrice e custode della vita sempre, anche nell’ostilità e nella desolazione che
l’uomo ha saputo crearsi intorno.
(Daniela Gardinazzi)
Concorso Italia Fotografia - Premio La Vela d’Oro 2011
Opera Vincitrice: CLELIA
Autrice: CLAUDIA NERI
Clelia è una donna che sa aspettare. E’ impossibile dire da quanto tempo si trova in
questa stanza. Intorno a lei tutto sembra cedere inesorabilmente il passo allo scorrere del
tempo che imprime i suoi segni indelebili su tutto ciò che la circonda. Lo specchio riflette
la luce di un mondo esterno che non ci è dato neppure intravedere.
Forse è una donna che vive in un altro tempo e si nutre solo di ricordi o di chimere.
Oppure abita un altro spazio, uno spazio interiore che ha creato dentro di sé per dare
voce alla sua anima. L’attesa è qui rappresentata come capacità di ascolto del proprio
sé più profondo, come forza rigenerante, come azione interiore.
Clelia è solo apparentemente immobile, in realtà ogni atomo del suo corpo è vigile e
attende il momento opportuno per abbandonare la stanza, il rifugio dell’anima, e uscire
allo scoperto.
L’opera si richiama alla capacità delle donne di trovare in se stesse, anche nella
solitudine e nelle condizioni apparentemente più insostenibili, una forza interiore che le
sostiene e che fa sopravvivere la loro energia vitale e creativa finché le condizioni
esterne non le permettono di emergere in tutta la sua unicità e bellezza. Oppure finché la
donna stessa non trova il coraggio di uscire dal suo esilio per affermare la sua presenza
anche in un mondo ostile.
Clelia è un omaggio a tutte quelle donne che per lungo tempo, nell’arco di una vita o di
un’intera civiltà, hanno dovuto nutrire la loro anima con la loro sola forza interiore, in una
cultura che racchiudeva la loro vita di donne e di artiste all’interno di limiti imposti da altri.
WIA 2011 ARTE VISIVA
ZOOM ON DANIELA GARDINAZZI
Residente a Como, dipinge da sempre,
ma solo di recente espone il suo lavoro:
collettive Animus Anima (Como 2011) e
Matri-Arche (Laglio CO 2011).
Diplomata in Scenografia presso
Accademia di Brera a Milano (1990),
matura significative esperienze
professionali in qualità di scenografa e
arredatrice in ambito televisivo,
pubblicitario, cinematografico e teatrale.
Tra le collaborazioni, scenografie per gli
spettacoli del regista Lorenzo Loris con il
Teatro Out-Off di Milano (2002/oggi);
scenografie per conventions Kurt
Salmon Associates, Beiersdorf S.p.A,
Finmeccanica (2005/1996) e sit-com
Love Bugs (2004); arredatrice nel film La
leggenda di Al, John e Jack con Aldo,
Giovanni e Giacomo (2002);
allestimenti sfilate di moda Milano
Collezioni per conto Studio Soncini
(2002/1999); scenografa per case di
produzione pubblicitarie e video
musicali (2002/1992). Ha insegnato
Educazione Artistica, Disegno, Storia
dell’Arte e Comunicazione Visiva in
scuole medie e superiori (2007/03).
ZOOM ON CLAUDIA NERI
Nasce a Oggiono (LC) nel 1978.
Doppia Laurea in Sociologia tra le
Università di Trento e Dresda. Si
specializza nel settore audiovisivo e nel
film documentario. A Berlino
approfondisce le sue competenze
relative alla produzione e al montaggio.
Parallelamente coltiva il suo interesse
per l’antropologia visuale e intraprende
un percorso di approfondimento della
fotografia. Attualmente collabora con
l’Ateneo Italo-Tedesco di Trento.
(Claudia Neri)
I Quaderni - Concorso Italia Arte Visiva
pag. 3
WIA 2011 LETTERATURA
ZOOM ON ALESSIA MURONI
Concorso Italia Narrativa Edita - Premio La Vela d’Oro 2011
Opera Vincitrice: LE CIRCOSTANZE DELL’AMORE
Autrice: ALESSIA MURONI
Sicilia, giugno 1898. Due grandi famiglie aristocratiche, i piemontesi Carmontel e i siciliani
d’Almaviva, si uniscono attraverso le nozze di Federico e Sofia. Divise tra modernità e
tradizione, tra consapevolezza del rango ed insofferenza delle regole, le due famiglie
abbondano di personaggi dall’irriducibile individualità e dai molti segreti. Nei giorni che
precedono il matrimonio Guglielmina e Angelica, future cognate, s’incontrano e si
scontrano in una diversità di desideri e sogni che le porterà lontano, sperimentando
un’irrefrenabile attrazione dei sensi e dell’intelletto. Nasce un rapporto appassionato,
sconvolgente e formativo per entrambe, che saranno chiamate a credere prima di tutto
in se stesse e nella capacità di vivere e lottare per reciproco amore.
Concorso Italia Narrativa Inedita - Premio La Vela d’Oro 2011
Opera Vincitrice: CONTRA MUNDUM
Autrice: ANNALISA PARDI
In un ospedale del nord della Francia, nei primi anni del Novecento, si incontrano per
caso Lucienne Roux, scrittrice malata di tubercolosi, e Constance Vautier, giovane
contessa dai nervi fragili. Tra le due donne, diverse e complementari, nasce una intensa
amicizia, sotto gli occhi del primario e degli altri pazienti del nosocomio, che si
trasformerà ben presto in un amore senza freni. Lucienne e Constance dovranno
imparare a loro spese che la diversità si paga; ma nessun ostacolo, né la malattia, né il
mondo maschilista che le circonda, potrà inibire la forza dei loro sentimenti.
Concorso Italia Poesia Edita - Premio La Vela d’Oro 2011
Opera Vincitrice: IL METRO ESTENSIBILE
Autrice: IVANA TANZI
La silloge raccoglie la produzione poetica dell’ultimo quinquennio: l’esperienza
quotidiana del tutto comune di una donna, caratterizzata da una forte tensione
emotiva ,spirituale e da un amore per la parola, portano a uno stile in cui si coniugano la
sensorialità e il gusto della precisa denominazione del reale tangibile con la ricerca di un
assoluto. “…Un percorso che, partendo dallo sguardo sulle cose e sulle persone della
quotidianità personale e collettiva procede verso un sempre più consapevole sguardo
sul mistero dell’esistenza”. (Alessandra Paganardi, recensione su Critica Letteraria)
Concorso Italia Poesia Inedita - Premio La Vela d’Oro 2011
Opera Vincitrice: CONIUGAZIONE SINGOLARE, FEMMINILE
Autrice: SIMONETTA SAMBIASE (METH)
E' una silloge cantata in due tempi da un suono solitario e il coro del mondo che lo
contiene. Le prime dieci poesie, in versi sciolti, accompagnano i pensieri e gli incontri
nello specchio introspettivo di una voce singola. Nelle ultime sette poesie, sempre in versi
sciolti, il corpo è aperto al mondo che l'accoglie come femminile singolare.
E' la voce al femminile, quasi sempre in un vuoto di spazio da riempire, quello che
maggiormente definisce Simonetta. "L'autrice trasporta la lettura in una visione allo
specchio con voce soffusa e con grida spietate". (M.C. Del Torchio di Rupe Mutevole)
I Quaderni - Concorso Italia Letteratura
Dopo gli studi di pittura, la laurea in
Lettere e il dottorato di ricerca in Storia
dell’arte, si getta nel mondo del
precariato intellettuale. Lavora come
redattrice, copywriter, critica d’arte, e
come storica dell’arte pubblica diversi
saggi ed articoli. Membro della Società
Italiana delle Storiche, si occupa di
storia di genere e di studi LGBTQ, e
pubblica regolarmente su Il Giornale
d e l l ’A r t e , L e g g e r e D o n n a e
XXDonne.net. Dal 2006 scrive e
pubblica racconti. Le circostanze
dell’amore è il suo primo romanzo (Ed.
Il Dito e la Luna, 2011). Vive a Roma.
ZOOM ON ANNALISA PARDI
Nata a Pisa nel 1981, si laurea in
Storia del teatro, dello spettacolo e
delle Arti visive. Pubblica i romanzi Il
mondo al rovescio (L’Autore Libri,
2004) e Il Molière immaginario (Il Filo,
2009). Tiene corsi di teatro e scrittura
scenica al CinemaTeatro LUX di Pisa
(1995/oggi). Attrice, regista e
drammaturga nel 2003 fonda la
compagnia Quieta Movere e conquista
premi in spettacoli da lei scritti, diretti e
interpretati (2005 La nave dei folli;
2006 Il Molière immaginario; 2007
Barbablù – Un noir a tempo di jazz;
2008 L’Arte dei pazzi; 2009 Un volo
orizzontale; 2010 Un inferno verticale).
Contra Mundum è il suo terzo romanzo.
ZOOM ON IVANA TANZI
Nata a Parma nel 1947, dal 1971
risiede a Milano dove ha esercitato la
professione di insegnante. Si interessa di
linguistica: nel 1983 collabora alla
riedizione del Nuovo Dizionario Italiano
Garzanti. Ha pubblicato le raccolte di
versi Un sasso un sogno ed altro (ed.
Firenze Libri, 1987); Stanze distanze
(ed. Joker, 2006); Il metro estensibile
(ed. Puntoacapo, 2010); Fino all’ultimo
comma (ed. CFR Poiein, 2011).
ZOOM ON METH SAMBIASE
Studi artistici, redazione di radio locali
e settimanali femminili nazionali con
una tessera di giornalista pubblicista
nel cassetto. Presente nelle antologie di
Poesiaèrivoluzione, Aletti Editrice,
Edizioni Rei, Samperi Editori, Vir-us
poesia, sul web è nel Montparnasse
Cafè. Per la Rei cura l'e.book
Funambolaria, voci e luci all'otto marzo.
Realizza Operarte, padiglione di
musica, poesie, fotografia con Stefano
Reggiani e il libro di fotografie e poesie
Tempo inaspettato (2010). Pubblica il
libro di poesie Una Clessidra Di Grazia
(ed. Rupe Mutevole, 2011). Vive a
Reggio Emilia.
pag. 4
Carla Carucci in due momenti dello spettacolo
Concorso Italia Teatro - Premio La Vela d’Oro 2011
WIA 2011 TEATRO
Opera Vincitrice:
RAGAZZA SERIA CONOSCEREBBE UOMO SOLO MAX 70ENNE
Autrice: CARLA CARUCCI
ZOOM ON CARLA CARUCCI
“35enne, romantico che guarda dentro le persone, aspetta di finire tra le braccia di una
donna capace di sorprenderlo. Desidero un futuro insieme. Astenersi rumene e
perditempo.”
Questa la speranza di Rosi: un amore per la vita. Ma lui, Raimondo, non arriverà mai ed
entrerà a far parte della lunga lista degli appuntamenti al buio ai quali nessuno si è mai
presentato. Rosi sprofonderà nella tristezza, ma troverà il modo di sublimarla vendicandosi
sui ritagli degli annunci matrimoniali conservati per anni nella sua inseparabile borsetta.
Un sorprendente finale ridarà a Rosi la speranza nella vita e nell’amore.
Ma per quanto tempo?
Ispirandomi a zio Buster, utilizzo le tecniche del clown teatrale e dell'object trouvèe
inciampando in una comicità d'altri tempi. Sulla mia formazione posso solo dire che,
dopo aver assaggiato numerosi generi e modi di far teatro con registi conosciuti e
sconosciuti – Marco Martinelli, Marco Baliani, Enrique Vargas, Massimiliano Martines e
ancora qualcun altro – sono caduta nel mondo del clown. I miei maestri sono Jean
Mening, Ian Algie, Pierre Byland, Philip Radice e soprattutto Buster Keaton, Charlie
Chaplin e i Fratelli Marx. Adesso vivo a Torino e mi guadagno il pane lavorando in strada
e portando in giro i miei spettacoli.
Di questo spettacolo è stato detto:
“Dimenticate i Monologhi della vagina, dimenticate Giorni felici, la nuova frontiera del
teatro al femminile si chiama Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70enne. Carla
Carucci è riuscita nella difficile impresa di indagare la moderna condizione femminile
con garbo e semplicità, parlando di solitudine e squallore senza scivolare nel patetico,
facendo ridere e sorridere.”
(Marco Bianchini)
“Era da tempo che non si vedeva a teatro una rappresentazione così efficace
dell’animo femminile. Carla Carucci riesce là dove molti hanno fallito, mostrandoci una
donna moderna lontano dagli stereotipi e dai pregiudizi.”
(Umberto Meco)
“Se la mia opera prima fosse stata anche lontanamente assimilabile a Ragazza seria
conoscerebbe uomo solo max 70 enne avrei ottenuto il Nobel molto prima.”
(Harold Tinter)
“È stata dura ottenere la parte ma finalmente potrò cimentarmi con un personaggio alla
mia altezza. Mi dicono che la traduzione inglese è quasi pronta.”
(Nicole Kitman)
“Carla Carucci l’ho creata io!”
(Dio)
(Carla Carucci)
Nasce a Fasano (BR) nel 1974.
Attualmente vive a Torino, lavorando
nel teatro da strada e conducendo
laboratori di teatro e clown per adulti
e bambini. Si forma frequentando:
Accademia dell'Antoniano di Bologna
(1993), C.S.T. di Bologna (1994),
Corso di Formazione Superiore per
attori dell’ERT (1996/97), Scuola
Internazionale dell'Attor Comico di
Antonio Fava (1997). Nel 2000 inizia
lo studio sul clown e le arti di strada
con i clown Jean Menigault, Pierre
Byland, Ian Algie e Philip Radice.
Laboratori con il burattinaio Adrian
Bandiralie, Nicole Rivièr, Marco
Martinelli, Cesare Lievi, Giorgio
Barberio Corsetti, Marco Baliani,
Inghemar Lindh, Germana Giannini,
Michela Lucenti, Danio Manfredini,
Monica Francia, Aldo Rendina, Naira
Gonzales, Lech Raczak (1996/oggi).
Crea gli spettacoli Smanie di riforma
moderna, In–sconcerto e Tango con il
gruppo LABORATORIO 1 (1994/95);
La memoria del vino. I giochi di
Dioniso regia di Enrique Vargas
(1999/00);.eventi di strada e percorsi
fiaba con Ambaradan Teatro di
Bologna (1999/02); fonda il gruppo
MISBILLICO TEATRO con il quale
crea lo spettacolo per bambini L’isola
del vento (2002); insieme al clown
Jean Pierre Tateo e alla fisarmonicista
Franca Pampaloni realizza Gianni e
Gianna di luce (2002); inizia a
collaborare con il Teatro della Caduta
di Torino (2005); crea Ragazza seria
conoscerebbe uomo solo max 70 enne
(2006); La singolare guerra di
Rosetta Scintillio all’anarc hia
domestica… ovvero, di come una
casalinga scopre di poter fare il circo!
(2010).
www.carlacarucci.it
I Quaderni - Concorso Italia Teatro
pag. 5
Ed ora la parola ai nostri portavoce dall’estero
per scoprire cosa succede nel resto del mondo.
nel mondo
In questo numero Daniela ha scelto per noi
MIREIA FARRÈS. Primera trompeta de la OBC (Orquestra Simfònica
de Barcelona i Nacional de Catalunya) y profesora del ESMUC
(Escola Superior de Música de Catalunya)
Una mujer tan joven que ya tiene una carrera muy desarrollada y una
familia con niños... A qué edad empezaste los estudios musicales?
MF: Vaig començar a fer música
quan tenia 8 anys i des de llavors
que toco la trompeta.
Cómo concilias tu vida artística
con las tareas familiares?
MF: Doncs, com totes les dones
del món, com puc! Intento
montar-m’ho per tenir les tardes
lliures i així poder estar amb ells, ja
que els caps de setmana
normalment tinc concerts, i a
partir d’aquí ho anem combinant
com podem. Pel que fa a l’estudi,
doncs mentre sóc amb ells puc
tocar una miqueta, i sinó al
vespre, quan ja estan dormint,
aprofito per estudiar.
No se encuentran a menudo
mujeres que tocan un instrumento
como el tuyo. Cual fue la
reacción de tus compañeros de
orquesta al verte la primera vez?
MF: La veritat és que quasi bé mai
no he tingut cap reacció (ni bona
ni dolenta) que estigués basada
en el fet que fos una noia. Per a
mi és fonamental que se’m
respecti per la meva feina de
músic ja sigui dona o home. I per
sort els meus companys de
l’orquestra sempre s’han mostrat neutres en aquest aspecte, i per tant m’hi he sentit
sempre molt comode.
(di Daniela De Marchi)
www.esmuc.cat
www.obc.es
In questo numero Sergio ha scelto per noi
UMA VEZ NADA MAIS. A piece of theatre.
Uma vez nada mais (“A one-off”) is a piece of devised theatre,
directed by Hebe Alves and played by Aícha Marques and Maria
Menezes. The three of them are from Salvador, Bahia state, Brazil. The
soundless-movie-style performance reaches such a dexterity of
movement that you may eventually be transported into the beginnings of the history of
the seventh art. The characters never say a word, except when they dub both old radio
and TV soaps, which ironically intertwine with the main plot. The show portrays the
universe of two opposing feminine souls: a saucy and fulfilled bride-to-be and her
miserable and lonely stylist, who is producing the former’s wedding dress. But a reversal
alters the expectations. The show suggests that women are typically brought up to make
their main emotional investment in monogamic projects and questions this social
construct while humorously revealing how this meme is perpetrated throughout
generations even if it usually causes more grief than joy.
Recommended for the 2012 edition of WOMEN IN ART festival!
Have a check at http://www.youtube.com/watch?v=zdlP6Ld-1wo
(di Sergio Nunes Melo)
I Quaderni nel mondo
I Quaderni
(ES) Daniela De Marchi
Organizzando il
corso per gli allievi di
etnomusicologia al
Conservatorio di
Cagliari, il cui tema è
l‘interrelazione fra
musica e danza
nella nostra cultura e
in alcune civiltà extraeuropee, mi
sono imbattuta nel libro di Curt Sachs
Storia della danza (1936) e in una sua
curiosa definizione delle società
matriarcali, che sarebbero
“introverse“, praticherebbero
l‘agricoltura e danzerebbero
utilizzando “movimenti stretti“. Al
contrario, quelle patriarcali si
identificherebbero con i popoli
cacciatori, avrebbero un carattere
“estroverso“ e si esprimerebbero con
danze a salti e movimenti ampi. Mi
chiedo se queste definizioni ataviche
di attività/passività, fuori/dentro,
razionale/intuitivo, creazione/
conservazione siano oggi interpretate
non come giudizio di valore, ma
come la ricchezza di essere “altro“ e
“complementare“. Perché una
danza sia più evoluta, c‘è bisogno di
saltare? Tre secoli di splendide danze
di corte (definite “a predominanza di
movimenti stretti“) ci fanno dire: VIVA
IL FEMMINILE NELL‘ARTE!
(BR) Sergio Nunes Melo
Anche se, per via
della persistenza del
patriarcato, l’uomo
viene molto più
f a c i l m e n t e
identificato con la
creazione artistica, la
donna è sempre stata un oggetto
ubiquo di rappresentazione. A
dispetto della riprensione storica della
voce femminile, temi come la
gestazione, principio della fecondità
e della creazione, hanno spinto l’arte
fin dal paleolitico; nel medioevo la
donna è il “signore” dell’uomo, che si
muove per renderle onore; nella
contemporaneità il femminile va
lontanissimo, fino al punto di sfidare la
biologia, quando la “scultura” si
trasferisce al corpo maschile che
desidera essere donna. Forse anche
la rinuncia artificiale al “vantaggio
naturale” può intendersi come
estremo bisogno represso del
femminile, eclatante quanto
drammatico?
pag. 6
Nuova Scena Antica
I Quaderni di
RIVISTA TRIMESTRALE
ANNO 3 N. 3 SETTEMBRE 2011
IN QUESTO NUMERO
Hanno collaborato:
Daniela De Marchi (ES)
Sergio Nunes Melo (BR)
Desideriamo ringraziare:
Daniela Gardinazzi e Claudia Neri
Alessia Muroni, Annalisa Pardi, Ivana Tanzi e Simonetta Sambiase
Carla Carucci
ARTE
MUSICA
PERFORMANCE
Il prossimo appuntamento è per dicembre 2011
con un nuovo numero de I QUADERNI
Arrivederci
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I Quaderni di Nuova Scena Antica
pag. 7
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QUADERNI 3_3 - Nuova Scena Antica