LA NORMA UNI CTI 10200:2013 (2015!?): CRITERI GENERALI
DI RIPARTIZIONE
DELLE SPESE DI RISCALDAMENTO
E PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA.
della provincia di Cuneo
SALA INCONTRI HOTEL HOLIDAY INN EXPRESS
Via Savigliano 116 – 12062 Cherasco - Cuneo
SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO
ORGANIZZATO DA:
Associazione Nazionale degli Amministratori Condominiali ed Immobiliari (ANACI) della Provincia di Cuneo.
Associazione Periti Industriali Cuneo (APIC)
Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Provincia di Cuneo
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cuneo
Con il Patrocinio della Provincia di Cuneo, della FIOPA (Commissione Energia ed Impianti) e della Federazione
dei Collegi dei Periti Industriali del Piemonte
ORE 9.30 – 18.00
22 Settembre 2015
Relatore: Ing. Claudio Antonio LUCCHESI
1
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PREMESSA
La norma UNI 10200:2013 (2015 ?!?!) è una norma «difficile?»
Il GL ha scelto di inserire la metodologia di calcolo adattabile alla maggior parte degli impianti,
con notevole aumento del numero di pagine.
Per i casi non coperti (per esempio post-riscaldamento aria primaria) l’importante è rispettare i
principi fondamentali.
2
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PRINCIPI FONDAMENTALI
LEGGE 10/91, art. 26, comma 5:
"....per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento in
base al consumo effettivamente registrato ..."
3
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PRINCIPI FONDAMENTALI
D.P.R. 02.04.2009 n. 59, art. 4, comma 11:
"Le apparecchiature installate ai sensi del comma 10 devono assicurare
un errore di misura, nelle condizioni di utilizzo, inferiore a più o meno il
5%, con riferimento alle norme UNI in vigore. Anche per le modalità di
contabilizzazione si fa riferimento alle vigenti norme e linee guida UNI"
La disposizione riguarda solo la contabilizzazione diretta.
4
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PRINCIPI FONDAMENTALI
D.Lgs. 102/2014 - Art. 9 - comma 5 - lettera d)
...omissis... l’importo complessivo deve essere suddiviso in
relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai
costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto
previsto dalla norma tecnica UNI 10200 e successivi aggiornamenti.
...omissis...
L’applicazione della norma UNI CTI 10200:2013 diventa quindi
obbligatoria, non sono consentiti metodi alternativi.
5
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PRINCIPI FONDAMENTALI
Norma UNI 10200 - punto 11 - paragrafo 4:
"I risultati della ripartizione delle spese, se ottenuti con dispositivi
che non sono in grado di misurare l'energia effettivamente
assorbita, ma forniscono un certo numero di unità di ripartizione o
scatti (contabilizzazione indiretta), non devono differire in modo
significativo da quelli che potrebbero essere ottenuti con contatori
di calore (contabilizzazione diretta)"
6
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PRINCIPI FONDAMENTALI
PRINCIPIO GENERALE DI RIPARTIZIONE
€
kWh
€
kWh
GAS
En. el
€
QVOL
€/kWh
U.R.
kWh
€
Si determina
il costo
dell’energia
utile
all’uscita del
generatore
7
QU,tot
22/09/2015
QINV
kWh
mill.
Il prelievo involontario
(energia corrispondente alle
perdite della rete di
distribuzione)
va ripartito
in base ad una
proporzione fissa
(a millesimi)
Modulo contabilizzazione
il prelievo
volontario,
cioè l’energia
erogata dai
corpi
scaldanti
deve essere
conteggiata
a consumo
PRINCIPI FONDAMENTALI
CONSUMO VOLONTARIO E CONSUMO INVOLONTARIO
ACQUISTO
COMBUSTIBILE ED
ENERGIA ELETTRICA
RENDIMENTO
GENERAZIONE
Il consumo volontario si ripartisce in base ai
consumi registrati dalle apparecchiature,
mentre il consumo involontario si ripartisce in
base alla potenziale capacità di consumare,
rappresentata dal fabbisogno delle diverse
unità immobiliari.
COSTO ENERGIA UTILE
PRELIEVO
VOLONTARIO
CONTATORI
8
22/09/2015
MANUTENZIONE E
GESTIONE
MANUTENZIONE
STRAORDINARIA
PRELIEVO
INVOLONTARIO
MILLESIMI DI RISCALDAMENTO
MILLESIMI DI ACQUA CALDA
SANITARIA
Modulo contabilizzazione
MILLESIMI DI
PROPRIETÀ
PARTICOLARITÀ
CONSUMO VOLONTARIO E CONSUMO INVOLONTARIO
Molte cause di contenzioso, spesso attribuite alla posizione
dell’alloggio, sono invece la conseguenza di errori di valorizzazione
dei corpi scaldanti.

Non fidarsi dei vecchi cataloghi (non sono un patrimonio di
conoscenza).

Non fidarsi dei dati storici non documentati.
 Attenzione ai corpi scaldanti per i quali non è applicabile il metodo
dimensionale.

9
Privilegiare, ove possibile, il metodo dimensionale.
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
LA POTENZA DEL RADIATORE
Il progetto dell’impianto di
contabilizzazione deve
contenere un elenco con la
«potenza nominale» di
ciascun corpo scaldante
La potenza si determina in
base al tipo ed alle
dimensioni oppure dai dati
di prova quando
disponibili
10
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
CONOSCIAMO I CORPI SCALDANTI
Un corpo scaldante a
convezione naturale emette
una quantità di calore
proporzionale alla differenza
(Δt) fra la sua temperatura
media (tm) e la temperatura
dell'ambiente che lo circonda
(ta):
ɸ = f (k ·Δt1,3)
11
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
CONOSCIAMO I CORPI SCALDANTI
L'emissione termica dei corpi scaldanti a
convezione naturale è ben rappresentata
da una retta su diagramma logaritmico.
La potenza nominale è quella emessa dal
corpo scaldante in corrispondenza del Δt
di riferimento indicato dalla relativa norma
di prova.
La norma di prova utilizzata in Italia è la
UNI 6514-69, ora sostituita dalla UNI EN
442-2004
1,3
 Δt 
Φ  ΦnUNI6514-69   
 60 
12
22/09/2015
1,3
 Δt 
Φ  ΦnUNIEN 442   
 50 
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
CONOSCIAMO I CORPI SCALDANTI
La potenza da utilizzare per l'accoppiamento corpo scaldante
/ripartitore è quella riferita ad un Δt di 60 °C
Ove si disponga di un dato di prova certo e certificato EN 442 la
norma prescrive il suo utilizzo, previa trasformazione della sua
potenza nominale (riferita a Δt = 50 °C) nella potenza termica
riferita a Δt = 60 °C
1,3
 60 
Φ60  ΦnUNIEN442   
 50 
In mancanza di un dato certo (caso frequente), meglio ricorrere al
metodo dimensionale, previsto dalla norma UNI 10200, valido però
solo per corpi scaldanti compresi nella tabella fornita dalla norma.
13
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
CONOSCIAMO I CORPI SCALDANTI
I corpi scaldanti emettono calore per convenzione naturale (Cv) e per
radiazione (Cr) in proporzione diversa e dipendente dalla loro forma:
Cv 85%
Cv 50%
Cr 50%
Cr 15%
Un radiatore molto compatto trasmette una maggiore quantità di calore
convettivo, rispetto ad un radiatore meno compatto.
14
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
CONOSCIAMO I CORPI SCALDANTI
Con il metodo dimensionale la potenza termica del corpo scaldante
(60) è data dalla seguente formula:
  314  S   C V  (W)
h
S = 2hl + 2lp + 2ph
(m2)
V=h·l·p
(m3)
l
p
15
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
CONOSCIAMO I CORPI SCALDANTI
Valori di C per diversi corpi
scaldanti (validi per spessore
dei mozzi compreso fra 50 e 60
mm).
16
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
CONOSCIAMO I CORPI SCALDANTI
Alla potenza termica del corpo scaldante va aggiunta la potenza
termica (sempre a Δt = 60 °C) delle tubazioni di adduzione
alimentate insieme al corpo scaldante.
17
Esempio 1
Esempio 2
Impianti a colonna
Impianti a collettori
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PARTICOLARITÀ
CONOSCIAMO I CORPI SCALDANTI
Le mensole o i copricaloriferi, di vario tipo, limitano in varia misura l'emissione
termica dei corpi scaldanti, come rilevato sperimentalmente:
Riduzione dell'emissione:
0,4%
0,7%
0÷5%
0÷5%
20÷30%
Poiché il ripartitore a due sensori si trova in condizioni simili a quelle del
radiatore, dovrebbe fornire indicazioni comunque abbastanza corrette. Si
consiglia in ogni caso, per maggiore sicurezza, di evitare, ove possibile,
l'installazione dei ripartitori all'interno di nicchie o copricaloriferi.
18
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PRINCIPIO DEL CONTACALORIE DIRETTO
ESEMPIO
All’arrivo di 1 i pulso
Volu e = 1 litro ≈ 1 kg
DT = 54 – 51 = 3 °C
Energia =
1 kg x 3 °C x 1 kcal/kg·°C =
3 kcal = 3,48 Wh
Problemi:
Precisione nel DT
Precisione nel volume
19
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
Struttura tipica di un
impianto centralizzato a
zone con
contabilizzazione
Si predispone una
derivazione per ogni zona.
Su ogni derivazione vanno
installati:
•Una valvola per poter
comandare l’accensione
della zona (ad esempio, da
cronotermostato)
•Un contacalorie per
misurare il calore prelevato
Sono possibili numerose
varianti nella scelta del
collegamento della zona (a
2 o 3 vie) e nel
collegamento interno alla
zona.
20
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
IL RIPARTITORE
Si usa quando non è possibile la misura diretta
•in tutti gli impianti a colonne montanti
•In impianti a zone «difficili»
– dove non si riesce ad installare
il contacalorie
– dove i circuiti non corrispondono (più)
alle unità immobiliari
Occorre dirgli «quanto grande» è
il radiatore sul quale sono montati,
altrimenti le UR visualizzate non
sono correlate al consumo
Questo parametro (potenza nominale del radiatore)
deve essere inserito nel ripartitore quando viene installato
21
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
RIPARTITORI SUI SINGOLI CORPI SCALDANTI
Principio di misura:
• La potenza erogata da un radiatore dipende da
– Dimensioni del radiatore  parametro iniziale
– Temperatura del radiatore  misura
– Temperatura ambiente
 20 °C o misura
• Si rileva la potenza ad intervalli fissi e si
accu ula l’e ergia calcolata dura te
l’i tervallo
• No for isce l’e ergia erogata a delle
u ità di ripartizio e ?
22
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
Potenza radiatore in funzione della temperatura media dell'acqua
1600
Potenza emessa [W]
1400
1200
1000
800
62 °C
600
400
200
0
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Temperatura media dell'acqua [°C]
SE IL SENSORE DI TEMPERATURA È POSIZIONATO
ALL’ALTEZZA CORRETTA, LA TEMPERATURA DEL
RADIATORE PERMETTE DI RISALIRE ALLA
POTENZA
EROGATA IN QUEL MOMENTO
23
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
SENSORE TEMPERATURA
MEDIA E TRASMISSIONE
DATI
Struttura tipica
di un impianto a
colonne
montanti dotato
di
contabilizzazion
e con sensori
sui singoli
radiatori
(“ripartitori”).
La lettura si
effettua con un
PC passando
sull’impianto
oppure via GSM
24
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
COME SI FA LA RIPARTIZIONE DEL COSTO DEL COMBUSTIBILE
1. Determinare le spese totali C
2. Deter i are l’energia utile totale Q
3. Calcolare il costo unitario
dell’e ergia utile C/Q
4. Ripartire l’e ergia utile totale
fra consumi volontari ed involontari
5. Ripartire l’e ergia utile volo taria
(letture contatori individuali)
6. Ripartire l’e ergia utile i volo taria
(millesimi di riscaldamento)
25
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
€
kWh
€/kWh
kWh
kWh€
kWh€
CHE COSA SI RIPARTISCE?
… si ripartisce il costo
del calore utile
all’uscita del
ge eratore …
Tutte le dispersioni del
generatore vanno ad
aumentare il costo
dell’e ergia utile.
26
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CON IL CONTACALORIE
Se viene installato un contacalorie è sufficiente leggere il valore sul
display
Fare u
odello per la lettura dei dati i ce trale ter ica…
27
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
SENZA CONTACALORIE
“e o c’è co tacalorie si pre do o le
fatture del gas e si leggono le quantità
in metri cubi e si moltiplicano per
- potere calorifico gas
- rendimento caldaia
Nel progetto devo trovare
- potere calorifico gas PCI
- e rendimento caldaia η
Qu = G x PCI x η =
= 513 m³ x 9,45 kWh/m³ x 0,85
= 4120,7 kWh
28
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CHE COSA SI RIPARTISCE
QU;tot  Qin  ηgen;ms
QU,tot
QU,cli
QU,acs
Qin
Se c’è anche acqua calda sanitaria è caldamente raccomandato aggiungere un
contacalorie anche sul primario dello scambiatore del produttore di acqua calda
sanitaria per determinare la quota di energia utile per riscaldamento e per acqua
calda sanitaria.
OTTIMO: 2 CONTACALORIE PER MISURARE QU;cli e QU;acs
29
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
VOLONTARIO / INVOLONTARIO ?
IMPIANTO A ZONE
CON CONTACALORIE
Q1
Calore prelevato
volontariamente
dai singoli utenti
(Q1 + Q2 + …+ Qn)
a seguito di loro
decisione deve
essere ripartito a
consumo.
Q2
Il resto (Qgen,out – ΣQi)
calore disperso dalla
rete e/o prelevato
involontariamente
deve essere ripartito
a millesimi.
Q3
Qgen,out
30
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
VOLONTARIO / INVOLONTARIO ?
I consumi
involontari per
acqua calda
sanitaria sono
spesso molto
importanti
I consumi volontari sono
misurabili con un contalitri
Volontario
Volontario
ENERGIA
UTILE
Volontario
La norma equipara il contatore divisionale dell’unità
immobiliare (contalitri) ad un contatore di calore diretto
31
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
VOLONTARIO / INVOLONTARIO ?
Consumi
volontari
Consumi
involontari
Rete a colonne
montanti.
Il prelievo involontario non
può essere misurato di
anno in anno.
Deve quindi essere definito
un procedimento di calcolo
Qgen,out
32
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
Consumi volontari
Consumi
involontari
Calcolo dei consumi
involontari secondo
Norma UNI 10200
Metodo dettagliato:
calcolo analitico delle reti
di distribuzione
Metodo semplificato:
frazione tabellata
dell’energia utile
Qgen,out
33
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
VOLONTARIO / INVOLONTARIO ?
Q1
Q2
Q3
Qgen,out
Qgen,out
SOLUZIONE OTTIMA: MISURA ANNO PER ANNO
DEI CONSUMI VOLONTARI ED INVOLONTARI
RIPIEGO: PROCEDIMENTO DI CALCOLO PREDEFINITO
34
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
RIASSUMENDO
SPESA TOTALE:
Spesa energetica (acquisto vettori energetici) + Spesa gestionale
oppure
Spesa per prelievo volontario + spesa per pot. term. impegnata
Il servizio DEVE essere GARANTITO anche in ASSENZA DI CONSUMO!
Spesa per potenza termica impegnata = spesa gestionale + valorizzazione della
perdita di rete.
Spesa gestionale = costi di manutenzione e conduzione M + servizio di contabilizzazione C;
Valorizzazione della perdita di rete = perdita di rete Pcli x c
35
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
DEFINIZIONI
La perdita di rete Pcli,
comprende
sia
una
componente di perdita
NON recuperata che una
componente recuperata.
RECUPERATA
NON
recuperata
Il costo unitario c [€/kWh] si
determina a CONSUNTIVO
alla fine della stagione
termica…
«I morti si contano alla
fine della battaglia…».
36
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
PRINCIPI
Singola utenza
In caso di distribuzione
orizzontale o «a zona» ed in
presenza di contabilizzazione
diretta, l’i dividuazio e della
perdita di rete è «semplice» in
quanto si procede per
differenza tra il consumo
globale immesso in rete e la
somma degli assorbimenti
delle singole utenze.
Più frequente negli impianti
recenti (post D.Lgs. 192/2005);
37
22/09/2015
Singola utenza
Singola utenza
Contacalorie
in uscita
Modulo contabilizzazione
PRINCIPI
In caso di distribuzione
verticale o «a colonne
montanti»
l’i dividuazio e
della perdita di rete è
«complicata» in quanto siamo
impossibilitati dalla normativa
a «misurare» e bisogna
calcolare analiticamente la
perdita di rete con tutte le
difficoltà del caso.
Più frequente negli impianti
meno recenti (ante D.Lgs.
192/2005);
38
22/09/2015
Ripartitori di calore
Ripartitori di calore
Ripartitori di calore
Modulo contabilizzazione
DIFFICOLTÀ DEL METODO ANALITICO… DENTRO O FUORI ?!?
Recupero
≈ 95%
krl,i ≈ 0,05
39
22/09/2015
Recupero
≈ 5%
krl,i ≈ 0,95
Modulo contabilizzazione
krl ,i
Ue

 krh
Ui  Ue
METODO SEMPLIFICATO
Per tener conto delle difficoltà riscontrate con l’approccio analitico, la
norma
UNI
10200:2013
introduce
un
metodo
cosiddetto
«SEMPLIFICATO»…
CRITERIO GUIDA UNI 10200:2013.
Si individua la perdita di rete con il cosiddetto «metodo semplificato» (punto
11.8.3.1 della norma):
- si individua tramite la
tabella Prospetto 10 il valore
del coefficiente kinv in
funzione
della
tipologia
dell’i pia to;
40
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
METODO SEMPLIFICATO
- si individua la perdita di rete [kWh] Pcli moltiplicando il valore dell’e ergia
termica utile immessa in rete U per il coefficiente kinv sopra individuato;
N.B. La norma attuale, per un refuso, correla il Kinv al fabbisogno ideale di
energia utile dell’edificio Qh,id,cli (ciò è in contrasto con le modalità con cui sono
stati ricavati i valori tabulati).
- si ottiene la valorizzazione della perdita di rete moltiplicando tale valore per il
costo unitario c [€/kWh]calcolato a fine stagione;
Valorizzazione perdita di rete = Pcli x c = [kWh] x [€/kWh] = € ;
- la componente di spesa involontaria si ricava sommando la componente
gestionale (M + C) [€] con la valorizzazione della perdita di rete (Pcli x c) [€];
- la componente di spesa volontaria si ricava per differenza dalla spesa totale
sottraendo la componente involontaria sopra determinata;
41
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITERIO DI RIPARTO
- la componente di spesa volontaria verrà suddivisa in base alle letture dei
dispositivi di contabilizzazione installati;
- la componente di spesa per prelievo involontario o «PER POTENZA TERMICA
IMPEGNATA» si ripartisce in base alla tipologia di impianto realizzato:
a) NON SONO stati installati dispositivi di termoregolazione (es. valvole
termostatiche): la capacità massima di prelievo dalla rete (IMPEGNO) coincide
con la potenza termica installata in ciascuna unità immobiliare, quindi la
componente di spesa viene ripartita in base alla frazione di potenza termica
installata f;
b) SONO stati installati dispositivi di termoregolazione (es. valvole
termostatiche): la capacità massima di prelievo dalla rete (IMPEGNO), per
ciascuna unità immobiliare coincide con il fabbisogno di energia utile Qh,cli;
Nasce quindi la necessità di AGGIORNARE LE TABELLE MILLESIMALI DI
RISCALDAMENTO soprattutto per le considerazioni giuridiche illustrate nelle
precedenti relazioni.
42
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITERIO DI RIPARTO
La NUOVA tabella millesimale di
riscaldamento (in base al dettame
normativo art. 26, c. 5 della Legge 9
gennaio 1991, n. 10) è frutto di un
CALCOLO TERMOTECNICO con le
seguenti considerazioni:
a) una tabella millesimale esprime una
relazione di proporzionalità tra ciascuna
unità immobiliare e l’edificio cui le unità
appartengono.
b) nel nostro caso (servizio di
riscaldamento) questa relazione interviene
tra il fabbisogno dell’u ità immobiliare e
quello dell’i tero edificio;
c) Il fabbisogno dell’edificio viene
individuato NON tenendo conto degli
interventi (anche migliorativi) eseguiti su
parti private e serve a stabilire le relazioni
sopra citate .
43
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
ASPETTI FORMALI (terminologia e simboli)
La terminologia ed i simboli devono essere allineati alle specifiche
tecniche UNI/TS 11300 (ciò è importante al fine di agevolare il
calcolo ed il reperimento dei dati necessari).
44
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
MILLESIMI DI FABBISOGNO
•Uso dei fabbisogni ideali (QX,nd), al netto delle perdite (al fine di
semplificare il calcolo).
•Calcolo secondo la modalità di valutazione A2 (dati climatici, utenza
e conduzione dell’impianto standard).
•Fabbisogni riferiti all’edificio non considerando interventi avvenuti
su parti private.
45
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
CONSUMO INVOLONTARIO
Se si adottano i valori tabulati, il coefficiente kinv deve essere
applicato all’energia erogata dalla caldaia (misurata da un contatore
di calore o determinata attraverso il consumo di combustibile ed il
rendimento di generazione). La norma, per un refuso, la attribuisce
invece al fabbisogno ideale dell’involucro (ciò è in contrasto con le
modalità con cui sono stati ricavati i valori tabulati).
46
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
CONSUMO VOLONTARIO E CONSUMO INVOLONTARIO
La spesa a carico di ogni utente è
costituita dalla somma di:
1.
quota di spesa per
consumo,
costituita
dal
corrispettivo
del
calore
volontariamente consu-mato per
riscaldamento (Cv) e ACS;
2.
quota di spesa per
potenza impegnata, costituita dalla
quota parte della spesa gestionale
G e dal corrispettivo del consumo
involontario Ci = (Cinr + Cir).
47
22/09/2015
Cinr
Cinr
Cir
Cir
Cv
Cv
Cir
Cir
Cv
Cv
Qp
Modulo contabilizzazione
Cinr
Cinr
CRITICITÀ
PREREGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA DI MANDATA
Per il corretto funzionamento del
sistema di regolazione e contabilizzazione la temperatura di mandata deve
essere opportunamente preregolata ad
una temperatura del fluido termovettore
superiore (indicativamente di 10/15 °C)
a quella necessaria per ottenere nei
locali la temperatura di 20 °C, in funzione del grado di sbilanciamento
dell’impianto che si intende correggere.
Temperature troppo elevate comporterebbero errori nell’attribuzione del consumo
involontario.
48
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
PREREGOLAZIONE DELLA TEMPERATURA DI MANDATA
Eventuali opere importanti di isolamento termico degli impianti richiedono
il ricalcolo della preregolazione della temperatura di mandata.
49
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
TUBAZIONI A VISTA
Alcuni vecchi edifici sono stati dotati, in un
secondo tempo, di impianti di riscaldamento a
gravità (tubi grossi a vista nei locali, in quantità
e potenza diverse nei vari alloggi e nei vari
piani). In questo caso la potenza emessa da
questi tubi va calcolata.
2
La UNI/TS 11300-2 consente di calcolare la
temperatura media stagionale dei tubi e
l'energia stagionale erogata.
Questa energia, fornita dall'impianto ai vari
alloggi in misura determinabile, andrebbe
sommata al prelievo volontario.
50
22/09/2015
1
1 Potenza da sommare a quella del radiatore.
2 Energia stagionale da calcolare e sommare al
consumo volontario.
Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
TUBAZIONI A VISTA
•Le emissioni delle tubazioni, calcolate in modo analitico secondo
UNI 10200 - Appendice A, determinano una componente di spesa
aggiuntiva per le unità immobiliari che ne sono provviste.
•Il consumo involontario deve essere calcolato al netto delle
emissioni suddette (altrimenti sarebbero conteggiate due volte).
•Tutte queste considerazioni TECNICHE devono però conciliarsi
con le opportune CONSIDERAZIONI GIURIDICHE che spesso
risultano prevalenti e inderogabili (esempio SERVITU’).
51
22/09/2015
Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
IMPIANTO MONOTUBO
L’anello, se sempre alimentato, va computato a parte con criteri simili
a quelli dei tubi a vista.
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Modulo contabilizzazione
CRITICITÀ
PROSPETTO PREVISIONALE
•Deve fornire una previsione indicativa dei consumi e delle relative
spese in condizioni convenzionali.
•Nel caso i consumi differiscano dalle previsioni, può essere un utile
riferimento per individuare e incentivare comportamenti virtuosi.
•Calcolo secondo la modalità di valutazione A3 (dati climatici ed
utenza standard, conduzione dell’impianto reale).
•Deve essere riferito all’edificio attuale, dopo eventuali interventi di
risparmio energetico.
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Modulo contabilizzazione
CONCLUSIONI
In attesa che il gruppo di lavoro si pronunci sulle questioni
sopra segnalate, riteniamo che gli operatori del settore che
devono utilizzare la norma possano già applicare, se li
condividono, i concetti esposti.
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Modulo contabilizzazione
Grazie per la vostra attenzione
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