Eleganza inVilla
Gli abiti femminili del '900 al Museo della Tappezzeria
1 Giugno - 31 Luglio 2013
Villa Spada Bologna
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Gli abiti femminili del '900 al Museo della Tappezzeria
1 Giugno - 31 Luglio 2013
Premessa
Villa Spada Bologna
Con vivo piacere presentiamo al Pubblico e alla Città la
mostra Eleganza in Villa voluta in collaborazione con i Musei
Civici d'Arte Antica del Comune di Bologna al fine di
proporre al pubblico un'offerta culturale più ricca ed
integrata tra più istituti culturali cittadini.
Negli ultimi anni il Museo ha ricevuto numerose donazioni,
tessili, abiti e accessori, telai e macchinari... Il nostro
impegno principale dal 2011 in avanti è stato cercare di
riordinare una collezione che seppur ben strutturata
tipologicamente, non ha saputo rinnovarsi esponendo tutte le
opere della propria collezione per ragioni di spazio ed
organizzazione e quindi ha mantenuto "nascosti" grandi
tesori.
Quest'anno ci è stato possibile esporre a marzo alcuni inediti
ricami Aemilia Ars, riallestire le teche di Guido Fiorini e ora
selezionare, studiare e allestire questa mostra di abiti del XX
secolo della nostra collezione.
Un sentito ringraziamento va alle persone che nel tempo
hanno donato al Museo queste opere rendendo possibile
questa mostra e, come sempre, a tutti coloro che ogni giorno
supportano il Museo della Tappezzeria che tra tre anni si
appresta a compiere 50 anni dalla fondazione e 70 anni
dall'inizio della raccolta.
Il Presidente
Arch. Francesco Zironi
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Crediti
Organizzatore
Museo della Tappezzeria "Vittorio Zironi"
Curatrice
Dott.ssa Francesca Ghiggini
Storica dell'Arte
Consulenza stilistica
Dott.ssa Masha Tagliabue
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Introduzione
storica alla mostra
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L’esposizione prevede un insieme di 17 modelli che
permettono di seguire visivamente l’evoluzione delle linee
sartoriali e del coocetto di eleganza femminile lungo un arco
temporale che si svolge dall’inizio del Novecento fino agli
anni Sessanta.
Gli abiti, provenienti da generose donazioni di privati, che
hanno così voluto assicurare a preziose testimonianze della
loro storia familiare o della loro vita sociale e privata una
corretta conservazione, sono stati scelti secondo un criterio di
esemplarietà: ogni reperto in mostra costituisce infatti un
campione significativo - per taglio, manifattura o influenza all'interno della sequenza cronologica.
Dove possibile, si è cercato di ricostruire un outfit completo,
con l’uso di accessori, borse da viaggio, borsette, sac à main
ma anche cinture, cappelli e scarpe, in modo da amplificare
l’effetto complessivo dell’abbigliamento ma soprattutto
sottolineare l'altissimo livello qualitativo dell'artigianato
italiano e della varietà delle maestranze specializzate modiste, pellettieri, calzolai - che sono da sempre parte
imprescindibile del settore moda.
Un tailleur da viaggio dell’inizio del Novecento apre
l’allestimento: questo periodo storico, la cosiddetta Belle
Époque, che inizia alla fine dell’Ottocento, appare
caratterizzato da un perfetto equilibrio tra congiuntura
economica favorevole, stabilità politica, miglioramento delle
condizioni generali di vita e soprattutto eccezionali scoperte
scientifiche e tecnologiche quali, ad esempio, la diffusione
dell’automobile e dell’aeroplano. E’ quindi un’epoca quasi
magica per sviluppo e benessere: tutte le grandi capitali
europee furono coinvolte in questa euforia culturale ed
economica che portò, fino al 1915, anno di inizio della Prima
Guerra Mondiale, alla nascita in rapida successione di nuovi
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eventi mondani e di nuove occasioni di incontri sociali: i café
chantant, le villeggiature al mare, le gite in automobile e i voli
in aeroplano.
Lo splendore della Belle Époque si riflette soprattutto nel
costume femminile che interpreta questo momento magico
con il lancio di nuove e differenti tendenze di moda, elaborate
a Parigi ed accolte immediatamente in tutta Europa. Il nuovo
ruolo delle donne, che hanno una maggiore partecipazione
alla vita culturale e sociale, porta alla diffusione di modelli
pratici ma estremamente eleganti, quali i completi tailleur;
ideati dal sarto inglese Redfern già da più di un decennio,
sono sempre composti da una giacca di taglio maschile (n.
inv. 2743) e da una gonna di linea dritta (n. inv. 3601)
leggermente più corta della norma, circostanza che impone
l’uso di stivaletti alti alla caviglia o almeno di scarpe con
tomaia a mascherina, che sale a coprire il collo del piede (n.
inv. 3492). Confezionati sempre con materiali robusti e
comodi quali panno di lana, piloro, tela di lino e velluto di
cotone, questi completi vengono resi estremamente eleganti
dalla perfezione del taglio sartoriale, dalle rifiniture minuziose
e dall’uso di applicazioni, sempre realizzate in materiali
diversi e contrastanti. Le borsette da signora che
accompagnavano questi completi erano di piccole
dimensioni, solitamente a sacchetto in seta (n. inv. 3532)
oppure in pellame con catenella (n. inv. 2764) o pochette a
maniglia come l’esemplare esposto in pelle di foca (n. inv.
3525), modello nel quale la forma squadrata e severa
dell’esterno contrasta con la fodera interna, realizzata con un
delicato gros di seta avorio. La moda di indossare un
indumento di derivazione maschile, e' pero' contemporanea a
capi di abbigliamento di estrema eleganza: le due bluse
esposte (nn. inv. 2701, 2707) mostrano al meglio le
caratteristiche di raffinatezza e perizia sartoriale delle grandi
sartorie italiane del primo Novecento. I materiali impiegati,
diversi per peso e per colore, appaiono scelti per esprimere
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un gioco calibratissimo di trasparenze e di alternanza di
cromatismi e sfumature che ricercano sempre un effetto
trompe l’oeil e appaiono arricchiti con applicazioni di ricami,
realizzati con perline di vetro, jais, seta e filati metallici. Uno
dei modelli mostra nella totale mancanza di stecche interne,
un eco delle novità lanciate a Parigi da Paul Poiret che, nel
1907 con la collezione Joséphine, ispirata alla prima moglie di
Napoleone Bonaparte, fu uno dei principali promotori della
liberazione del corpo
femminile dalla costrizione del
corsetto. A queste straordinarie creazioni venivano abbinati
accessori altrettanto preziosi quali borsette a mano realizzate
in lastra e maglia d’argento (nn. inv. 3364, 3365).
La moda femminile europea degli anni Venti mostra bene il
profondo cambiamento e l’evoluzione della società,
trasformata in modo irreversibile dal trauma della Prima
Guerra Mondiale. Le curve naturali del corpo femminile sono
annullate a favore di un look androgino à la garconne, con i
contorni sempre più lineari; questo effetto appare amplificato
dalle acconciature, che prevedono esclusivamente capelli
corti, adatti per indossare berretti senza tesa ma più spesso la
cloche, il copricapo simbolo del periodo, che copre la fronte e
la nuca (nn. inv. 3585, 3586).
L'abito più tipico è la robe – chemise, una tunica con una
struttura sartoriale estremamente sobria e verticale, declinata
in innumerevoli varianti ma che presenta sempre la linea
della vita abbassata sui fianchi. Queste creazioni di moda
sono sempre realizzate con tessuti leggerissimi e preziosi,
spesso crêpe e chiffon di seta in colori insoliti e stravaganti,
come il color prugna del modello esposto, e arricchite dalle
preziose decorazioni ricamate, la cui disposizione appare
opportunamente calibrata in modo da dare al leggerissimo
tessuto un perfetto à plomb (n. inv. 2852). Le tendenze
lanciate dalle sofisticate Maisons parigine sono ancora la
fonte d'ispirazione principale delle sartorie italiane, che
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accolgono le nuove mode praticamente in tempo reale: il
modello blu notte (n. inv. 3662), con la superficie
movimentata dalla lavorazione a giorno, ottenuta con l’uso del
filato di seta a crochet, mostra nella decorazione a fiocco della
scollatura un preciso richiamo alla celebre maglia in lana nera
con fiocco bianco trompe l’oeil, che segnò il debutto della
couturière Elsa Schiaparelli nel mondo della moda parigina
(1927).
L’orlo delle gonne sale verso il polpaccio, mettendo così in
evidenza le scarpe, che diventano sempre più ricercate,
spesso confezionate con tessuti preziosi e arricchite di strass
(n. inv. 3508). Il modello più diffuso è il charleston, con tacco
medio alto e cinturino alla caviglia (n. inv. 3493), derivato
dalla calzatura indossata per questo tipo di ballo, lanciato in
America proprio negli anni Venti e subito diventato
popolarissimo anche in Europa. Questo modello pratico ed
elegante resterà praticamente invariato per almeno due
decenni (cfr. nn. inv. 3449, 3493).
Le difficili condizioni economiche dell’inizio degli anni
Trenta, portarono ad una completa rivoluzione nelle linee
dell’abbigliamento femminile, che segue ancora da vicino le
differenti tendenze elaborate dalle grandi sartorie francesi.
La silhouette dritta ed astratta lascia il campo ad una forma
più avvolgente e fluente, con la linea della vita posta
nuovamente al punto naturale. Spesso si nota l’uso del taglio
sbieco, lanciato dalla stilista francese Madeleine Vionnet già
nella seconda metà del decennio precedente e che prevedeva
l’uso del tessuto non nel consueto dritto filo ma in diagonale.
Questa tecnica sartoriale caratterizza la linea di un abito da
giorno in crêpe azzurra rifinito da una mantellina (n. inv.
3438), che rimanda invece ad una tendenza lanciata ancora da
Elsa Schiaparelli nel 1932, che ideò questo accessorio per
enfatizzare la linea delle spalle e, di conseguenza, slanciare ed
assottigliare la figura. Sono però i due abiti da sera in
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esposizione che permettono di comprendere al meglio la
femminilità e la raffinatezza più sofisticata che caratterizzano
questo decennio: un abito bianco e lungo (n. inv. 3663) nel
quale il tessuto tagliato in sbieco, una pesante crêpe, crea un
modello scivolato che accarezza le curve del corpo, scendendo
poi morbidamente verso l’orlo, ed un abito in merletto nero,
doppiato con un sottabito di raso rosa (n. inv. 3353), ancora
realizzato con questa tecnica. Quest’ultimo nacque come
abito da sposa e venne realizzato da un’importante sartoria
milanese per le nozze di Angela Battaini con Eraldo Ghini,
celebrate il 15 ottobre 1930; coerentemente con la
destinazione d’uso, il merletto era in origine bianco e venne
poi fatto tingere dalla signora per trasformare il modello in
abito da sera. La donazione ha eccezionalmente compreso
anche il corredo degli accessori realizzati per quella
occasione: calze di seta rosa, con le sottocalze di lana dello
stesso colore e scarpe décolletée ancora in raso rosa (n. inv.
3513), realizzate su misura da uno straordinario artigiano di
via Montenapoleone a Milano. Queste ultime appaiono in
linea con le più aggiornate tendenze delle calzature
dell’epoca, nella quale sono largamente documentati questi
modelli con tacco alto e di linea scollata, così da mostrare il
collo del piede e aumentare visivamente lo slancio verticale
degli abiti, ai quali erano perfettamente accordati grazie
all’uso frequente del medesimo tessuto.
Un riferimento ai modelli ideati da Gabrielle Chanel e ai sobri
abitini con colletto bianco, da lei creati su ispirazione delle
modeste divise allora indossate delle commesse degli eleganti
negozi parigini, appare invece evidente nel delizioso abito da
pomeriggio in velluto di seta blu e gros di seta avorio, ancora
realizzato da una pregiata sartoria milanese per Angela
Battaini Ghini (n. inv. 3354).
Gli anni Trenta comportano un cambiamento anche nella
modisteria: dopo tanto tempo la fronte e la nuca vengono
scoperte: la moda impone cappelli o berretti con tese strette,
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spesso decorate da applicazioni (n. inv. 3587), ma soprattutto
piccole, elegantissime toques che verso la metà del decennio
diventano veri e propri gioielli, realizzate con materiali
ricercati e di diversa natura, ma sempre accordati nei colori
(nn. inv. 3550, 3443); si possono considerare come monili
anche le piccole e preziose pochette da sera o da cerimonia in
tessuto ricamato, che mostrano interni di straordinaria
raffinatezza (n. inv. 3516) mentre i modelli da giorno di questo
decennio prevedono l’uso di pellami rari, quali il coccodrillo,
spesso abbinato a elementi in bakelite colorata (n. inv. 3524).
Gli eventi bellici e la difficile situazione economica del
Dopoguerra spiegano la totale mancanza nella collezione del
Museo della Tappezzeria “Vittorio Zironi” di abiti e accessori
attribuibili agli anni Quaranta del XX secolo. La quasi totale
mancanza di materie prime, la chiusura di molte sartorie e di
botteghe artigiane, l’impossibilità di affrontare un
investimento economico per beni ritenuti superflui,
portarono la popolazione di tutta Europa ad un continuo
riuso di indumenti ed accessori, fino alla completa
consunzione.
La rinascita della moda partì ancora dalla Francia: nel 1947
Christian Dior lancia la rivoluzionaria linea New Look, con il
corpetto attillato e gonna amplissima a cupola, ispirata al
romanticismo e agli anni d’oro del Secondo Impero francese,
tendenza che influenzerà la moda femminile europea per la
prima metà degli anni Cinquanta. In Italia, nonostante
l’intuizione di Gian Battista Giorgini, che nel febbraio del
1951 organizzò a Firenze la prima sfilata di Alta Moda italiana,
e la presenza di sartorie di alto livello di specializzazione
presenti nelle maggiori città, le linee dei modelli risultano
fortemente dipendenti dalle creazioni francesi. Gli abiti da
sera esposti che risalgono a questo decennio, realizzati dalla
sartoria bolognese Maria Venturi per la signora Leda Morelli,
sono perfetti esempi di questa derivazione (nn. inv. 2558,
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2561). L’eleganza del periodo è ancora mostrata
dall’attenzione rivolta agli accessori, indispensabili per
comporre un perfetto outfit: l’abito in merletto nero, con
l’ampiezza della gonna esaltata da più strati di tulle, appare
infatti completato dalle décolletée realizzate con lo stesso
tessuto delle corolle applicate sul vestito (n.inv. 2559) e
confezionate su misura da un’artigiano di Bologna.
Il recupero di linee di moda del passato caratterizza anche la
moda femminile del periodo compreso tra la fine degli anni
Cinquanta e l’inizio del decennio successivo; si notano infatti
spesso abiti rifiniti da un bolero oppure, come nell’esemplare
esposto, da una mantellina (n. inv. 2556), un revival della linea
lanciata da Elsa Schiaparelli nella moda femminile dal 1932
(cfr. n. inv. 3438). Si allineano a questa tendenza anche gli
accessori: la modisteria, che prevede il recupero di cloche e
toque (nn. inv. 3549, 3552), e le linee delle borsette da
cerimonia (n. inv. 3523).
I modelli da sera degli anni Sessanta mostrano ancora un
preciso riferimento alle ultime tendenze francesi: il richiamo
alla collezione “Space Age”, presentata da André Courrèges
nel 1964, è evidente nelle linee geometriche del modello da
sera realizzato in semplice jersey di lana nero, illuminato dalla
decorazione a ricamo (n. inv. 2580).
Ma il riferimento stilistico di questo decennio e' l'Inghilterra:
le sartorie italiane di Alta Moda dovettero assecondare le
richieste di una clientela giovane, che richiedeva abiti in linea
con le tendenze innovative, espresse con materiali e colori
inediti, lanciati dalla Swinging London. La moda delle
ragazze degli anni Sessanta è pienamente espressa dall'abito
da sposa in raso bianco (n. inv. 3032) ricamato lungo la parte
centrale anteriore con perline di diverso calibro e gocce in
plastica bianca, materiale e impiegato anche nel modello da
sera in tela di lino arancio, tonalità perfettamente in linea con
i colori psichedelici amati in questo periodo (n. inv. 2645). In
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questo caso, la decorazione a ricamo sottolinea la scollatura
carré ma soprattutto l'audace spacco laterale, che rimanda
alle linee corte della minigonna, il must del momento.
Dott.ssa Francesca Ghiggini
Bibliografia di riferimento
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AA.VV., Roma Capitale 1870 - 1911. I piaceri e i giorni: la moda,
Marsilio, Venezia 1983.
Tirelli e M.C.Poma, La Donazione Tirelli: La vita nel costume, il
costume nella vita, (a cura di), Mondadori, Milano 1986.
Giorgetti, Manuale di Storia del Costume e della Moda , Cantini,
Firenze 1992.
Peri, Per raffinare i sensi. La collezione Caponi. Ricami, merletti,
abiti e accessori dal XVII al XIX secolo, (a cura di), Maria Cristina
de Montemajor Editore, Firenze 1995.
Peri, Il fascino dell’apparenza. Centocinquant’anni di moda nella
raccolta Pino Cordella, (a cura di), Maria Cristina de Montemajor
Editore, Firenze 1998.
Aschengreen Piacenti, Il Museo Stibbert di Firenze. Abiti europei,
Polistampa, Firenze 2003
AA. VV., The Kyoto Costume Institute. La Moda. Storia dal XVIII
al XX secolo, Taschen Editore, Colonia 2005
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Catalogo della mostra
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Completo tailleur
Giacca femminile con allacciatura a doppio petto con revers in
velluto Sartoria fiorentina (etichetta D.E. Carena/ Firenze); XX
secolo (1910 ca.).
Lunghezza totale cm 50; spalle cm 38; maniche cm 60; vita cm 75.
Panno di lana nera; velluto di cotone nero. Sei bottoni circolari in
madreperla (uno mancante).
Fodera in saia di seta nera cerata.
N. inv.: 2743
Donazione Famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna, 1997.
Camicetta in tulle bianco
Sartoria italiana (Firenze); XX secolo (1905 ca.).
Lunghezza anteriore cm 55; lunghezza posteriore cm 42 ; spalle cm
29; maniche cm 52; vita cm 57 ; altezza colletto cm 5,5. Tulle di
cotone bianco ricamato in filato di cotone dello stesso colore.
Fodera: tela di cotone bianco.
N. inv.: 2699.
Donazione famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna, 1997.
Gonna in velluto
Sartoria italiana (Milano); XX secolo (1910 ca.) Lunghezza totale cm
111; vita cm 61.
Velluto di cotone blu notte; guarnizioni in spighetta di seta nera
intrecciata.
Cinque bottoni circolari rivestiti di gros di seta nera.
N. inv.: 3601.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Scarpe femminili
Manifattura milanese; inizio XX secolo.
Lunghezza cm 21,5, altezza cm 12,5, tacco cm 5.
Capretto nero e bianco; cuoio naturale. Tomaia in capretto nero con
mascherina che sale verso il collo del piede, lobata e impunturata in
filato nero con un disegno a petali simmetrici rispetto ad un asse
verticale; tacco a rocchetto “Luigi XV” ricoperto di capretto nero.
Fodera in capretto bianco, sottopiede in cuoio naturale.
N. inv. 3492
Proveniente dal corredo di Ersilia Lonati Battaini.
Donazione famiglia Ghini, Bologna, 2012.
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Blusa azzurra
Sartoria toscana (Firenze?); XX secolo (1910 circa).
Lunghezza anteriore cm 42,5; lunghezza posteriore cm 36 ; spalle
cm 34; maniche cm 59; altezza colletto cm 11; vita cm 63.
Chiffon di seta azzurra; tulle di cotone azzurro ricamato in seta
policroma e argento filato dorato; nastri in velluto di seta blu notte;
tulle di seta bianco. Fodera: organza di seta avorio.
N. inv. : 2707.
Donazione Famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna 1997.
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Blusa in tulle verde acqua
Sartoria toscana (Firenze?); XX secolo (1905 - 1908 ca.).
Lunghezza anteriore cm 42, lunghezza posteriore cm 40; spalle cm
34; maniche esterne cm 32, maniche interne cm 36 ; altezza colletto
cm 11; vita cm 57,5.
Tulle di seta azzurro ricamato in filato di seta dello stesso colore,
sfumato in due tonalità; merletto bianco meccanico foderato in tulle
di seta avorio; organza di seta bianca.
Applicazione di elementi in bakelite nera.
Fodera: taffetas di seta avorio.
N. inv.: 2701.
Donazione Famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna, 1997.
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Abito femminile intero (robe - chemise) color prugna ricamato
Sartoria italiana (Bologna?); XX secolo (1920 - 1921).
Lunghezza anteriore cm 121; lunghezza posteriore cm 122; spalle
cm 40; maniche cm 55.
Crépe di seta color prugna; ricami con cannette e perline di vetro
trasparente, fermate con filato di seta ecrù.
N. inv. 2852.
Donazione Signora Carla Bonini Franchi, Bologna, 1998.
Scarpe femminili modello charleston
Manifattura milanese; 1925 circa.
Lunghezza cm 21, altezza cm 11, tacco cm 5.
Teletta d'argento operata in argento filato; capretto bianco; metallo
argentato.
Tomaia in teletta d'argento operata in argento filato con bordo
decorato da una teoria di strass incastonati a giorno. Punta sfilata e
cinturino alla caviglia fermato da un bottone concavo in metallo
argentato. Tacco ricoperto dello stesso tessuto operato.
Fodera e sottopiede in capretto bianco.
N. inv. 3508.
Proveniente dal corredo di Angela Battaini Ghini.
Donazione famiglia Ghini, Bologna, 2012
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Abito femminile intero (robe - chemise) color blu notte ricamato
Sartoria italiana; XX secolo (post 1927).
Lunghezza cm 139; spalle cm 36; maniche cm 67.
Crépe di seta color blu notte con entredeux in filato di seta dello
stesso colore lavorato a crochet; fettuccia in gros di seta blu
ribattuto; ricami con perline di vetro bianco e perle ellittiche
sfaccettate in bakelite blu.
N. inv. 3662.
Donazione Cavalier Vittorio Zironi, Bologna, 1992.
Scarpe femminili modello charleston
Manifattura milanese; 1925.
Lunghezza cm 22,5, altezza cm 10, tacco cm 4.
Vitello nero; capretto nero e naturale.
Tomaia in vitello nero, punta rotonda e cinturino alla caviglia con
bottone; tacco ricoperto in capretto nero.
Fodera e sottopiede in capretto naturale.
N. inv. 3493
Proveniente dal corredo di Ersilia Lonati Battaini.
Donazione famiglia Ghini, Bologna, 2012
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Abito femminile in merletto nero
Sartoria milanese; 1930.
Lunghezza totale cm 140; spalle cm 34; maniche cm 57; vita cm 78.
Merletto meccanico tipo valencienne di colore nero, ribattuto per
realizzare il piccolo
colletto stondato a camicia e per i polsini.
Sottabito in raso di seta rosa.
Fodera delle maniche in raso di seta nero.
N.inv.: 3353.
Provenienza: originariamente realizzato in merletto bianco, venne
indossato da Angela
Battaini il giorno delle nozze con Eraldo Ghini (15 ottobre 1930)
Donazione famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Scarpe décolletée
Manifattura milanese (etichetta Chieli/ via Monte Napoleone 45
Milano); 1930.
Lunghezza cm 18, altezza cm 14, tacco cm 7.
Raso di seta rosa; camoscio naturale; tela di cotone bianca.
Tomaia in raso di seta rosa con punta sfilata e mascherina che sale
verso il collo del piede; tacco ricoperto nello stesso materiale,
fodera in tela bianca e camoscio naturale, sottopiede in capretto
naturale.
N. inv. 3513.
Le calzature vennero realizzate per Angela Battaini che le indossò il
giorno delle nozze con Eraldo Ghini (15 ottobre 1930).
Donazione famiglia Ghini, Bologna, 2012.
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Abito femminile bianco
Sartoria italiana; XX secolo (1930 ca.).
Lunghezza totale cm 140; spalle cm 36; maniche cm52,5; vita cm 60.
Crépe di seta bianco panna.
Fodera in raso di seta beige; organza inamidata e pieghettata sotto
all'increspatura delle spalle.
Una corolla in organza inamidata con foglie in velluto di cotone
avorio è applicata alla base della scollatura.
Stato di conservazione: buono.
N. inv.: 3663.
Donazione Cavalier Vittorio Zironi, Bologna, 1992.
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Abito femminile da gran sera
Sartoria bolognese (Maria Venturi, Bologna); 1950 ca.
Lunghezza cm 137, vita cm 62.
Merletto meccanico tipo valencienne di colore nero; tulle di cotone
bianco avorio inamidato.
Due corolle floreali realizzate in raso di seta color fucsia sono
applicate sul lato sinistro della gonna.
Fodera in taffetas di seta beige e bemberg avorio.
N. inv. 2558.
Donazione Signora Leda Morelli, Bologna, 1995.
Scarpe décolletée
Manifattura bolognese
(etichetta R. Pierantoni/ via S. Margherita/ Bologna); 1950.
Lunghezza cm 21, altezza cm 12, tacco cm 5,5.
Raso di seta rosa fucsia; capretto bianco.
Tomaia in raso di seta rosa fucsia con punta allungata e fibbia
decorativa realizzata nello stesso materiale, annodato a fiocco; lo
stesso materiale e' impiegato anche per ricoprire il tacco. Fodera e
sottopiede in capretto bianco.
N. inv. 2559.
Donazione Signora Leda Morelli, Bologna, 1995.
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Abito da sposa
Sartoria romana; 1963.
Lunghezza cm 122; spalle cm 41; vita cm 69.
Raso di seta bianco; ricami con cannucce e perline di plastica
bianca in diverse dimensioni, fermate con filato dello stesso colore
Fodera: bemberg bianco.
N. inv. 3032.
Donazione Signora Giovanna Leonetti, Bologna, 2001.
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Abito femminile in lino arancio ricamato
Sartoria italiana; 1965.
Lunghezza totale cm 99, spalle cm 38.
Tela di lino arancio; ricamo con cannucce dorate, gocce e perline di
plastica bianca in due dimensioni, fermate con filati in tinta.
Fodera in bemberg arancio.
N. inv. 2645.
Donazione Signora Camilla Rossi Barattini, Bologna, 1997.
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Eleganza inVilla
Gli abiti femminili del '900 al Museo della Tappezzeria
1 Giugno - 31 Luglio 2013
Abito femminile da pomeriggio
Sartoria milanese; XX secolo (1937 ca.).
Lunghezza totale cm 111 ; spalle cm 36,5; maniche cm 59; vita cm
62; mantellina cm 37 x 131.
Crépe di seta azzurro; merletto meccanico di colore bianco; raso di
seta crema ribattuto per il piccolo colletto stondato a camicia.
Fodera: raso di seta crema.
N. inv.: 3438.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2010
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Abito da cocktail
Sartoria bolognese (Maria Venturi, Bologna); 1959 ca.
Lunghezza cm 110, spalle cm 46, vita 71.
Crépe georgette di colore nero; merletto tipo valenciennes dello
stesso colore.
Fodera: crépe de chine nera e bemberg nero.
N. inv. 2556.
Donazione Signora Leda Morelli, Bologna, 1995.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Abito da cocktail
Sartoria italiana; XX secolo (1964).
Lunghezza totale cm 103; spalle cm 43; maniche cm 48.
Jersey di lana nero; ricami con paillettes e perline nere e bordeaux e
pietre vitree colorate (verdi e rosse), fermate con filato in tinta.
Fodera: crépe de chine nera e bemberg nero.
N. inv.: 2580.
Donazione Signora Romoli Chiari Adani, Bologna, 1995.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Giacca femminile
Sartoria italiana (Firenze); XX secolo (1907 ca.).
Lunghezza totale cm 86 ; spalle cm 38; maniche cm 59; vita cm 75.
Panno di lana nero; velluto di cotone nero; cordonetto in seta nera.
Ricamo per applicazione di spighetta di seta nera intrecciata.
Sei bottoni circolari rivestiti in cordonetto di seta nera.
Fodera: saia di seta bianca, saia di cotone nera, tela di cotone
cerata.
N. inv.: 2745.
Donazione famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna 1997.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Abito femminile da pomeriggio
Sartoria milanese; XX secolo (1935 - 37 ca.).
Lunghezza totale cm 103 ; spalle cm 40; maniche cm 57; vita cm 72.
Velluto di seta blu scuro; gros di seta di colore bianco, ribattuto per
realizzare il piccolo colletto stondato a camicia.
Fodera in crepe di seta rosa chiaro e in raso di seta blu scuro.
Sei bottoncini in plastica avorio non funzionali.
N. inv.: 3354.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2010
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Abito femminile da gran sera
Sartoria bolognese (Maria Venturi, Bologna); 1950 ca.
Lunghezza cm 110, spalle cm 46, vita 71.
Merletto tipo valenciennes grigio perla; nastri in velluto di cotone
dello stesso colore.
Sottabito in tulle di cotone grigio perla su fodera di tela di cotone
grigio chiaro infustata.
Fodera in bemberg grigio.
N. inv. 2561.
Donazione Signora Leda Morelli, Bologna, 1995.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Cloche in feltro
Modisteria milanese; 1920.
Cm 17 (calotta), cm 24 (tesa).
Feltro marrone e tessuto sintetico dello stesso colore.
Cloche in feltro marrone con calotta ampia ripresa in una piega
sopramessa sul lato sinistro, così da dare al modello un andamento
asimmetrico. Guarnizione posteriore della calotta con una
decorazione realizzata con piume naturali alle quali è sovrapposto
un triangolo realizzato in feltro marrone.
Stringicapo in tessuto sintetico di colore marrone.
N. inv. 3586.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Sac à main con iniziali M.C.
Manifattura milanese; 1890.
Cm 17 x 27.
Raso di seta di colore nero ricamato in seta policroma; anelli
metallici. Modello a sacchetto in un pezzo con chiusura a tiri.
Fodera in raso di seta di colore nero.
N. inv. 3531.
Proveniente dal corredo di Maria Cisari.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Cloche in raso nero
Modisteria milanese
(etichetta Succ. Martelli/ via Orefici 17 Milano); 1920.
Cm 21,5.
Sottile treccia di paglia nera; raso di seta dello stesso colore; legno
intagliato, dipinto e dorato; tela di cotone nera.
Cloche in raso nero con calotta e tesa alzata sul lato sinistro.
Guarnizione con due fasce di sottile treccia di paglia nera,
asimmetriche e fintamente sovrapposte sul lato posteriore, che si
dipartono sul retro del modello; una di queste è fittiziamente fissata
da uno spillone con una decorazione che simula il metallo dipinto e
dorato.
Fodera e stringicapo in tela di cotone nera.
N. inv. 3585.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Pochette a maniglia
Manifattura milanese; 1910.
Cm 13,5 x 18.
Pelle di foca; bakelite nera.
Modello a busta con soffietto e chiusura a scatto in metallo
argentato e bakelite nera.
Fodera: gròs di seta avorio.
N. inv. 3525.
Proveniente dal corredo di Elvira Lonati Battaini.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Borsetta da cerimonia
Manifattura italiana; 1955.
Cm 19 x 21,5.
Pelle di vitello di colore nero; metallo dorato.
Modello ad andamento rettangolare a soffietto con un manico e
chiusura con ghiera rivestita in vitello nero, fermata a scatto con
pomello in metallo dorato.
Fodera in vitello naturale.
Accessori: portamonete e specchio molato.
N. inv. 3523.
Proveniente dal corredo di Angela Battaini Ghini; venne acquistata
in occasione della celebrazione delle nozze d'argento con Eraldo
Ghini (15 ottobre 1955).
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Toque grigio chiaro con veletta.
Modisteria bolognese; 1965.
Cm 20.
Lino grigio chiaro, tessuto sintetico bianco e veletta fantasia grigio
perla. Grande toque in lino grigio chiaro con fodera in tessuto
sintetico bianco, applicata a mano. Guarnizione con veletta circolare
di fantasia color grigio perla drappeggiata lungo l'intero contorno.
N. inv. 3552.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Borsetta in tessuto
Manifattura milanese; 1925.
Cm 18 x 32.
Tessuto sintetico nocciola chiaro ad effetto suede naturale; bakelite
colorata ad effetto tartaruga.
Borsetta rettangolare piatta con un manico; corpo ad effetto
increspato fissato a mano alla chiusura in bakelite, con fermo a
ribalta nello stesso materiale.
Fodera in raso di seta stampata a motivi floreali.
N. inv. 3526.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Borsetta da viaggio o da passeggio
Manifattura milanese; 1925.
Cm 10 x 21.
Cuoio marrone; metallo argentato.
Borsetta rettangolare con soffietto e chiusura metallica argentata
con bottone a pressione. Manico realizzato con striscioline di cuoio
intrecciate a formare un cordone.
N. inv. 3404.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2010.
Cappello con corolle su stelo
Modisteria milanese; 1930 circa.
Cm 15 (calotta), cm 26 (tesa).
Paglia nera, gròs di cotone nero, tessuto sintetico nero.
Cappello con calotta drappeggiata e tesa in sottile treccia di paglia
nera. Guarnizione sulla fascia di un nastro in gros nero;
applicazione sul lato sinistro che simula due corolle con grande
bottone centrale bianco screziato in nero e larghi petali neri poste
su uno stelo, realizzate rispettivamente in lana, velluto di cotone e
fettuccia di cotone su filo di ferro.
Calotta foderata in tessuto sintetico di colore nero.
N. inv. 3587.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Pochette
Manifattura milanese; 1930.
Cm 15 x 23.
Pelle di coccodrillo; metallo dorato; bakelite colorata.
Modello a busta rettangolare con soffietto chiusa a ribalta mediante
foro e fermo in bakelite quadrata, girevole.
Fodera in camoscio naturale.
N. inv. 3524.
Proveniente dal corredo di Elvira Lonati Battaini.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna.
Borsetta da pomeriggio e sera in seta nera
Manifattura milanese; 1905.
Cm 15,5 x 19.
Raso di seta nera; bakelite nera.
Modello a sacchetto con chiusura e pomello a pressione in bakelite
nera. Manico in raso
di seta nera ribattuto fissato alla chiusura da due anellini.
N. inv. 3532.
Proveniente dal corredo di Elvira Lonati Battaini.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Borsetta da cerimonia
Manifattura italiana; 1965.
Cm 20 x 21,5.
Pelle di vitello di colore nero; metallo dorato.
Modello ad andamento rettangolare a soffietto con un manico e
chiusura con ghiera rivestita in vitello nero, fermata a scatto con
pomello in metallo dorato.
Fodera in vitello naturale.
Accessori: portamonete e specchio molato.
N. inv. 3523.
Proveniente dal corredo di Angela Battaini Ghini.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Toque nera
Modisteria milanese; 1934.
Cm 20.
Raso nero, paglia sintetica nera, tulle sintetico di colore nero.
Toque in raso nero con inserto centrale a giorno, creato dalla
lavorazione a tela rada della paglia sintetica, che crea due metà
identiche e simmetriche, raccordate nella parte posteriore da una
decorazione a fiocco piatto.
Fodera: tela di cotone nera.
N. inv. 3443.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna
Due bouquets di fiori artificiali su stelo
Modisteria milanese; 1920.
Cm 15.
Organza di seta sfumata in diverse tonalità di rosa, viola e lilla;
fettuccia di cotone verde su anima di fil di ferro.
N. Inv. 3705c.
Donazione Ersilia Ghini, Bologna, 2013.
Fibbie e applicazioni per abito
Manifattura milanese; 1920
Metallo dorato e smaltato, madreperla incisa, strass.
N. Inv. 3394.
Donazione Ersilia Ghini, Bologna, 2010.
Ventaglio pieghevole
Manifattura italiana (Toscana?); primo decennio del XX secolo.
Altezza totale cm 22,5.
Organza di seta avorio dipinta; avorio intagliato, inciso e dorato;
paillettes argentate; merletto chantilly bianco avorio.
N. inv. 2746.
Donazione Famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna, 1997.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Borsetta a mano in argento
Manifattura milanese; 1910 ca.
Cm 20 x 20.
Lastra d’argento stampata e maglia d’argento.
Modello a sacchetto con chiusura a scatto con pomellini. La parte
inferiore del corpo è decorata da un motivo in maglia d’argento a
frange. Un manico a catenella è fissato alla chiusura da due anelli.
Un punzone 800 e un secondo punzone illeggibile sono impressi
nella parte superiore della chiusura.
N. inv. 3365.
Di proprietà di Elvira Lonati Battaini, venne poi ereditata dalla
figlia Angela Battaini Ghini.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, maggio 2013.
Borsetta da passeggio.
Manifattura toscana (Firenze?); 1915 circa.
Cm 7 x 15.
Camoscio marrone chiaro; metallo dorato e smalti rossi e blu.
Borsetta rettangolare con soffietto e chiusura a scatto in metallo
dorato con pomellini. Un manico a catenella realizzato con lo stesso
materiale. Nel recto, a sinistra, appare il monogramma della
proprietaria.
N. inv. 2764.
Proveniente dal corredo di Amalia Nizzi Nuti.
Donazione Famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna, 1997.
Due bouquets di fiori artificiali di colore grigio
Modisteria milanese; 1920.
Cm 12.
Raso di seta grigio; fettuccia di cotone dello stesso colore su anima
di fil di ferro.
N. Inv. 3705 c.
Donazione Ersilia Ghini, Bologna, 2013.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Borsetta a mano in argento
Manifattura milanese; 1910 ca.
Cm 11 x 10.
Lastra d’argento stampata e maglia d’argento.
Modello a sacchetto con chiusura a scatto con pomellini.
Un manico a catenella è fissato alla chiusura da due anelli.
Manca un pomellino della chiusura.
Due punzoni 800 sono impressi nella parte superiore della chiusura
dove, nel recto, appare inciso il diminutivo “Lina”.
N. inv. 3364.
Di proprietà di Elvira Lonati Battaini, venne poi ereditata dalla
figlia Angela Battaini Ghini.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, maggio 2013.
Pochette ricamata
Manifattura milanese; 1930.
Cm 12,5 x 17.
Filati metallici (oro e argento filato) e seta policroma (azzurro
polvere e rosa antico) a ricamo nelle tecniche del punto lanciato,
stuoia e posato; tessuto di fondo in tela di lino bianca.
Modello a forma rettangolare con soffietto, chiusa a ribalta e fermata
da un bottone a pressione.
Fodera in gròs di seta avorio con due taschine e uno specchietto
con cornice in camoscio bianco.
N. inv. 3516.
La pochette faceva parte degli accessori indossati da Angela Battaini
il giorno delle nozze con Eraldo Ghini (15 ottobre 1930).
Donazione Famiglia Ghini, Bologna, 2012.
Cintura
Manifattura italiana; 1920.
Cm 50.
Tessuto elasticizzato color giallo senape e opera in seta policroma e
argento filato. Fibbia in metallo inciso, bulinato e dorato e pietra
sintetica gialla sfaccettata.
N. inv. 2761.
Donazione Famiglia Brunori Nizzi Nuti, Bologna, 1997.
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Applicazione per acconciatura: rosa su stelo fogliato
Modisteria bolognese; 1960.
Organza di seta rosa e verde; fettuccia di cotone verde chiaro su
anima di fil di ferro.
N. inv. 3707b.
Proveniente dal corredo di Ersilia Ghini.
Donazione Ersilia Ghini, Bologna.
Applicazione per acconciatura: due peonie
Modisteria bolognese; 1960.
Organza di seta in diverse tonalità di rosa e verde; fettuccia di
cotone verde su anima di fil di ferro.
N. inv. 3707a.
Proveniente dal corredo di Ersilia Ghini.
Donazione Ersilia Ghini, Bologna.
Acconciatura per cerimonia con veletta
Modisteria bolognese; 1960.
Organza di seta rosa inamidata e dipinta in tonalità sfumate di
azzurro scuro; veletta
fantasia azzurro scuro.
N. inv. 3707c.
Proveniente dal corredo di Ersilia Ghini.
Donazione Ersilia Ghini, Bologna.
Toque nera
Modisteria milanese; 1935.
Cm 22.
Paglia di colore nero e gròs di cotone dello stesso colore; metallo
argentato. Toque di sottili trecce di paglia nera con calotta rialzata
sul lato sinistro. Guarnizione sul lato destro realizzata con un nastro
in gròs nero pieghettato e modellato a semicerchio, fittiziamente
fermato da uno spillone in metallo argentato con testa di paglia
nera.
Fodera in tulle di cotone di colore nero inamidato.
N. inv. 3550.
Donazione Famiglia Ghini, Bologna.
Villa Spada Bologna
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1 Giugno - 31 Luglio 2013
Scheda
informativa
Sede
Museo della Tappezzeria
"Vittorio Zironi"
Villa Spada
Via di Casaglia 3, Bologna
Villa Spada Bologna
Visite in gruppo
Prenotazione visite guidate
Museo+Mostra via mail a:
[email protected]
Periodo
1 Giugno - 31 Luglio 2013
Scuole
Attività, visite guidate e laboratori
Informazioni e prenotazioni
[email protected]
Informazioni per il pubblico
t. +39 0516145512
email: [email protected]
www.museotappezzeria.it
Bookshop - shop
Villa Spada - piano terra
Orario mostra e museo
martedì-domenica 9:00 - 13:00
chiuso lunedì
la biglietteria chiude alle 12:30
Ingresso mostra e museo
Intero € 5
Ridotto € 3
Gratuito ragazzi under 15
Aperture straordinarie
6 Giugno, 11 Luglio, 8 Agosto
Ore 21, con visita guidata
Ingresso € 8
necessaria prenotazione
via mail a:
[email protected]
Parcheggio
Ingresso da via di Casaglia 3
riservato ai visitatori del Museo
Taxi
Su chiamata
Porta Saragozza: 051332306
Radiotaxi: 051372727
Bus
Dal centro linee:
20, Navetta D
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Catalogo della mostra "Eleganza in Villa