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Anno 9 - Numero 34
Giugno 2009
D A L LA PARROCCHIA
Festivo: Feriale: SOTTO voce
ore 8,00 - ore 11,30
(invernale) ore 17,00 S. Rosario e ore 17,30 S. Messa
Sabato: ore 18,15
(estivo) ore 18,00 S. Rosario e ore 18,30 S. Messa
Sabato: ore 18,30
CONFESSIONI
Il parroco è a disposizione per le Confessioni tutti i giorni prima o dopo la S. Messa
feriale.
Ogni Domenica dopo la Santa Messa delle ore 11,30.
Per coloro che sono ammalati e hanno desiderio di confessarsi e fare la Comunione
oppure per tutti coloro che avessero necessità urgente di parlare con il parroco, è
possibile telefonando allo 0575.845491 oppure 3394985557
E-mail parrocchia: [email protected]
DAI REGISTRI DELLA PARROCCHIA
MATRIMONI:
BATTESIMI:
22 marzo
POMPILI MATTIA
16 maggio 2009
BELPERIO PASQUALE e IAVARONE SAVERIA
PRIMA COMUNIONE:
19 aprile
PALMERINI EMMA
14 giugno 2009
23 maggio 2009
MARCELLI DESIREE
DEFUNTI:
2 marzo 2009
APRILI LUIGI
9 marzo 2009
CATTANEO VANDA
nei SORESI
12 maggio 2009
MEACCI SANTA
ved. VARIGNANI
5 giugno 2009
GOTI ALFREDO
Spunti di riflessione - Attività parrocchiali - Notizie - Curiosità
della Parrocchia dei SS. Andrea e Stefano in Marciano della Chiana
PRIMA
CONFESSIONE:
15 giugno 2009
1- CALABRO’ ALESSANDRA
2- DE CONNO SOFIA
3- GARZI DILETTA
4- GIANNINI FEDERICA
5- GIANNINI SAMUELE
6- GORACCI THOMAS
7- KADARJA MARTINA
8- MINICOZZI ALESSANDRO
9- MORELLI ANDREA
10-RENZONI GIULIA
11-SCARSELLIMARTINA
12-TINTI MIREA
13-TOFANI DAVIDE NICHOLAS
1- ALBANESE LORENZO
2- BRACCIALI GIULIA
3- BRANDINI MATTEO
4- BORUTA EWA
5- BOTTITTA FEDERICA
6- BOTTITTA LORENZO
7- COPPI FILIPPO
8- FALCAI STEFANO
9- FOSSI EDOARDO
10- LA GATTA LUISA
11- LUONGO FRANCESCO
12- MARIGNANI CAMILLA
13- MIRRA CRISTIAN
14- MOLITIERNO LUIGI
15- PALERMO AURORA
16- VALENTINI ILENIA
DAL VANGELO
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MARIA, PIENA DI GRAZIA
La Scrittura non ci racconta molto della vita della Madre di Gesù.
Sappiamo però che lo Spirito Santo ha operato in lei con libertà assoluta,
manifestando nella sua persona i suoi straordinari frutti di santità.
Mitezza.
Paradossalmente la mitezza non è affatto un segno di debolezza, ma piuttosto è una prova
di vera forza. La mitezza è spesso equiparata all’umiltà, la quale ci permette di renderci conto della
nostra totale dipendenza da Dio. Questa consapevolezza ci rende miti nei nostri rapporti con gli altri.
La mitezza e l’umiltà irradiavano dal cuore di Maria che cantava il Magnificat: “Dio è potente: ha fatto
in me grandi cose” (Lc 1,49); anzi, ne caratterizzarono il comportamento in ogni momento.
Ella fu istruita in questa virtù dallo Spirito Santo e imparò bene anche da Gesù, che dichiara: “Imparate
da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29). Gesù era mite e paziente con i bambini che gli
venivano portati, con i suoi discepoli lenti a credere, con i malati nel corpo e nell’anima che lo cercavano
dappertutto! Sotto la guida dello Spirito Santo, Maria divenne forte con una forza rivestita, al tempo
stesso, di fede e di mitezza.
Nel tempo in cui Maria fu madre caratterizzò la sua semplice, forte e silenziosa presenza e procurò
speranza e coraggio alla prima comunità cristiana. In quanto Madre della Chiesa, come fu mite verso quei
discepoli che avevano abbandonato Gesù nell’ora della prova e come fu mite verso Pietro che pure aveva
rinnegato il suo Maestro... Poi, sotto la croce, sul Calvario, la Madre si unì totalmente al Figlio che pregava:
“Padre, perdona loro perché non sanno quel che fanno” (Lc23,34).
“Accanto alla croce di Gesù stava sua madre” (cfr. Gv 19,25). Maria “stava”.
Non perse i sensi per il dolore. Non esplose in un grido di ribellione e
risentimento, ma fu capace di rimanere lì, in piedi, perché era stata educata
dallo Spirito Santo. Aveva imparato che la volontà salvifica di Dio doveva
avere la precedenza anche sul suo dolore materno.
Maria praticò il dominio di sé durante tutta la vita: il faticoso viaggio fino
a Betlemme per rispettare l’ordine dei Romani del censimento, la fuga
in Egitto per scappare all’omicida Erode, la straziante ricerca del figlio
dodicenne che da tre giorni si era “smarrito” nel tempio, la paziente attesa
durante la vita pubblica... Tutti questi episodi allenarono e formarono
quell’anima mite a diventare sempre più distaccata dal proprio io, così da
poter accogliere in sé sempre più pienamente la volontà di Dio.
Con la guida amabile ma sicura di Maria, e colmati di potenza dallo Spirito
Santo, anche noi possiamo diventare “miti e umili di cuore”.
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Carissimi,
impressiona il bene, non il bello!
Un fatto concreto e visibile caratterizza la nostra
esperienza quotidiana: è la contrad-dizione tipica
della natura umana. Da una parte, ognuno di noi
sente la spinta a fare il bene e intimamente
desidera anche farlo. Ma nello stesso tempo
sente anche un altro impulso che orienta al
contrario, sulla strada dell’egoismo, della violenza,
dell’individualismo, confondendo “fare quello che
voglio” con la libertà ed “è giusto ciò che penso”
con la verità. E ciò porta talvolta ad agire contro
il bene, contro Dio e contro il prossimo.
San Paolo nella Lettera ai Romani ha espresso così
la contraddizione del nostro essere: «C’è in me il
desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo;
infatti, io non compio il bene che voglio, ma il male
che non voglio» (Rm 7,18-19). Che non si tratti
di pura teoria lo sappiamo bene, basta guardare
alla nostra esperienza e alle notizie di ingiustizie,
violenza, menzogna, sensualità ecc. che ogni giorno
affollano la nostra mente (solitamente preferite
dai media alle buone notizie che pur ci sono).
A tale riguardo papa Benedetto XVI ha commentato
che «quale conseguenza del potere del male sulle
nostre anime si è sviluppato nella storia un fiume
sporco che avvelena la geografia della storia
umana».
Molto vera questa considerazione perché ogni
azione del singolo ha le sue conseguenze positive
o negative sull’umanità! Nella storia del pensiero
umano si è tentato di spiegare il male riferendosi
a un modello secondo cui l’essere umano è
contraddittorio in quanto porta in sé sia il bene
che il male. E ciò che i cristiani chiamano “peccato
originale” sarebbe in realtà solo una mescolanza di
bene e di male... Ma una simile visione è disperata:
se è così il male è invincibile! La vocazione di
ciascuno di noi nasce dall’essere a immagine e
somiglianza di Dio, e dunque dal portare in noi il
germe del bene ed è questo che ci rende capaci e
liberi di vivere con Lui in una relazione che si fa
ascolto, dialogo, silenzio, e anche libera scelta tra
bene e male! Paolo sottolinea opportunamente le
prerogative di coloro che si affidano nella fede al
Signore Gesù: essi sono resi figli di Dio, eredi
LETTERA DEL PARROCO
del Cristo e con lui glorificati (cfr. 8,16-1 7). Noi
allora non siamo un misto di bene e di male, ma
una cosa buona, anzi molto buona e altrettanto si
può dire della vita che è un bene, un bene assai
prezioso in quanto voluto da una fonte buona che
è Dio creatore. Il male, è vero, c’è ed è un mistero
particolarmente vivo e reale, ma non viene dalla
stessa fonte, bensì dalla nostra libertà di cui
abusiamo. Paolo attraverso la sua esperienza viva
ci dà testimonianza della lotta inevitabile tipica del
cuore umano tra il desiderio del bene e la debolezza
della propria carne: «Sono uno sventurato! Chi mi
libererà da questo corpo votato alla morte?» (Rm
7,24) «Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù
Cristo nostro Signore!» (Rm 7,25). «Tutto concorre
al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8,28), le
stesse esperienze di peccato diventano occasione di
conoscenza e crescita della propria umanità ferita,
fiducia e abbandono nella forza della grazia divina.
Si tratta di camminare ogni giorno cogliendo i segni
della presenza e opera di Dio e crescere secondo il
pensiero di Dio che è pienezza di vita.
Con questa riflessione dovremmo metterci in
atteggiamento di ascolto e accoglienza delle
proposte che il Vescovo e la diocesi ci fanno in
questi tempi.
Due grandi proposte:
- la lettera-documento del Vescovo in riferimento
alla Visita Patorale del 30 novembre - 4 dicembre
2007
- e un documento sulle “aree pastorali”.
Non è sempre “bello” ricevere inviti alla conversione
personale e pastorale;
non sempre è “bello” sentirci dire che manca
qualcosa per incontrare Dio veramente;
non sempre è “bello” sentirci dire che la nostra
pastorale deve “abbandonare un po’ il campanile” per
aprirsi alle “aree”, cioè un territorio più vasto,...
ma “è cosa buona”, anche se nella fatica, divenire
cristiani nuovi in una chiesa di più largo respiro.
don Alessandro
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ANNO PAOLINO
MAMMA... LI TURCHI!?
NO! LA TURCHIA DI SAN PAOLO!!
PELLEGRINAGGIO DIOCESANO SULLE ORME DI SAN PAOLO
Ore 10.30 di lunedì 27 Aprile 2009: siamo più di 200, tutti pronti, pieni di entusiasmo e di aspettative,
per intraprendere il pellegrinaggio in Turchia, terra di S Paolo, organizzato e voluto dal nostro Vescovo
Mons. Gualtiero, in occasione dell’anno paolino.
Dopo un ottimo volo, siamo giunti a Istanbul, città cosmopolita, piena di luci, di profumi e dei colori di
miriadi di tulipani che ci hanno incantato; questa metropoli di 15.000.000 di abitanti ci ha accolto con le
sue famose moschee, dagli alti ed esili minareti che vanno a bucare il cielo, con la meravigliosa basilica
di S. Sofia che per ben 916 anni è esistita come chiesa cristiana, per 481 anni come moschea e dal 1935
adibita a museo. Con questa nuova destinazione le sue pareti sono state ripulite dalle coperture in calce,
volute dai turchi, divenuti musulmani, che proibivano le immagini sacre. Dopo tale restauro sono venuti
alla luce splendidi mosaici ed interessanti affreschi. Istanbul è anche il grandioso ed antico “bazar” con
le sue centinaia di negozi e bancarelle da far impazzire anche il più asceta dei turisti; è anche il Ponte di
Galata, la tomba del sultano Fatih Mehmeti con i suoi immensi tesori e tanti tanti altri monumenti.
Siamo arrivati ad Efeso e qui inizia il vero pellegrinaggio seguendo proprio le orme di S. Paolo. Durante
questo percorso siamo stati assistiti e aiutati spiritualmente da alcuni sacerdoti, biblisti e teologi, destinati ad ogni pulman, che ci hanno giornalmente introdotto attraverso gli scritti paolini, varie riflessioni
ed interessanti interventi, in quel mondo di 2000 anni fa. Ad Efeso Paolo visse predicando il Vangelo e
qui si possono ammirare anche le rovine dei suoi famosi monumenti, quali l’Odeon, o piccolo teatro, la
Biblioteca di Celso del 2° secolo d.C., il magnifico teatro capace di 25 mila persone che ricorda il grido
degli argentieri che scacciarono Paolo. Qui si trova anche la casa di Maria, dove la Madonna visse con
Giovanni, dopo la morte di Gesù e dove il nostro vescovo ha celebrato la S. Messa esortando tutti noi
pellegrini all’amore di Dio e per il prossimo. Siamo giunti a Pamukkale che ci accoglie con le sue bianche
cascate, create da quest’acqua ricca di calcio che si solidifica con il tempo. In queste vasche di acqua
calda abbiamo immerso le nostre estremità abbondantemente provate dall’interessante escursione nel
sito archeologico di Efeso.
Il 6° giorno è stato interamente dedicato alla visita della Capadocia: un paesaggio mistico e misterioso
insieme, incredibile e fantastico per i suoi pennacoli, torrette, ”camini delle fate”, dovute all’erosione
di questo tufo vulcanico, fatta dagli agenti atmosferici. Negli anfratti più nascosti si rifugiarono i primi
cristiani e S. Paolo indicò questi luoghi validi per la preparazione dei missionari. Qui sorsero monasteri e
chiese rupestri, se ne contato più di 400. In una di queste abbiamo partecipato alla S. Messa con uno stato
d’animo ed un’emozione che è rimasta impressa nelle nostre menti, ma soprattutto nei nostri cuori.
Arriviamo a Tarso, città natale di Paolo, dove Barnaba convince Paolo ad unirsi a lui per seguirlo ad
Antiochia e da qui inizia veramente il periodo di evangelizzazione di questo grande Santo, chiamato appunto “Apostolo delle genti”. La fine del viaggio è ad Antiochia e per noi pellegrini ha grande importanza,
dal punto di vista spirituale, la visita alla Grotta di S. Pietro. Lì si riunivano i primi cristiani e ha rappresentato, per i fondatori delle più antiche comunità cristiane, il punto di partenza e di ritorno, dopo gli
impegni missionari che avevano assunto, non solo in tutta la Turchia, ma anche nella maggior parte del
mondo antico.
Si torna a casa con il cuore e la mente arricchiti di una fede rinnovata e con un inaspettato amore per
questo grande apostolo, spesso poco conosciuto, ma invece così affascinante con un carisma straordinario
che ha dato un’importanza veramente indelebile ed indimenticabile a questo nostro pellegrinaggio.
Anna Maria Bacci Cardaioli
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ANNO PAOLINO
Rubrica - quando ero bambino
Cos’è la risurrezione ?
Oggi bambini, parleremo della prima lettera ai Corinzi» annunciò l’insegnante con un sorriso.
«Ma come» disse Stefano, «ancora?»
«Già, maestro» intervenne Paolo, «ne abbiamo parlato nella scorsa lezione... oggi ci devi spiegare
la seconda!»
«Ti sei confuso?» azzardò un altro bambino.
«No, secondo me l’ha fatto apposta per verificare se siamo stati attenti a quello che ci ha detto
la volta scorsa, vero maestro?» disse un altro ancora.
«No bambini, non mi sono confuso» spiegò l’insegnante, «e non l’ho nemmeno fatto per verificare
se avete prestato attenzione alle mie lezioni... anche se mi fa molto piacere notare che mi avete
ascoltato e vi ricordate quello che ho detto!» aggiunse fiero.
«Allora perché l’hai fatto?»
«Ho pensato di approfondire meglio una parte della prima lettera» rispose. «In alcuni capitoli si
parla di argomenti molto importanti, ad esempio della risurrezione: sapete che tra la popolazione
c’era chi pensava che fosse già avvenuta?»
«La risurrezione dai morti? Come poteva essere già avvenuta?»
«Il fatto è che alcuni erano convinti che la risurrezione fosse il momento della loro conversione!
Pensavano che riguardasse solo la parte interiore dell’uomo e non il corpo!»
«Beh, avevano le idee un po’ confuse!»
«Sì, perciò Paolo spiega loro cos’è veramente la risurrezione, e dice che allo stesso modo di come
Cristo è stato risuscitato dai morti, così accadrà anche a tutta l’umanità. Poi Paolo parla della
colletta, e suggerisce alla comunità come organizzarsi per la raccolta dei fondi. Nella lettera si
parla anche dei doni dello Spirito: Paolo spiega che devono essere usati al servizio di tutti».
«Cioè?»
«Lo Spirito ha dato a ciascuno un dono, un “qualcosa”
in cui è superiore agli altri, ad esempio c’è chi ha la
sapienza, chi invece ha il dono delle lingue, e così via...
Ma le persone che hanno un dono devono fare attenzione
a rimanere umili: non devono vantarsi di quel dono,
ma devono metterlo a servizio dei fratelli, e devono
riconoscere anche i doni degli altri, che sono altrettanto
importanti. Avete capito?»
«Sì maestro» risposero in coro gli allievi.
«Bene, allora possiamo cominciare a leggere!»
E voi piccoli lettori? Avete voglia di approfondire questi
capitoli?
Coraggio, prendete la vostra Bibbia!
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FAMIGLIE
NOTIZIARIO PARROCCHIALE
VITA DELLA COMUNITA’... IN PILLOLE!
Festa delle Famiglie
Anniversari di Matrimonio
- 15 marzo Via Crucis - giovani e non - da Monte san Savino alla croce di Pastina
- Sabato 21 marzo - “delitto sul Nilo” - teatro
- Sabato 4 aprile - ore 19,15 Via Crucis con i bambini, poi al salone cena con le famiglie.
DIVENTA CIO’ CHE SEI!
Auguri!
PARROCCHIA:
famiglia di famiglie
“AMA LA TUA PARROCCHIA”
di Papa Paolo VI (4 - continua)
Non incrociare le braccia
Buttati invece nel lavoro più antipatico
e più schivato da tutti
e non ti salti in mente di fondare
un partito di opposizione!
Se il parroco è possessivo
e non lascia fare, non farne un dramma:
la parrocchia non va
a fondo per questo.
Ci sono sempre settori dove
qualche parroco ti lascia
piena libertà di azione:
la preghiera, i poveri, i malati,
le persone sole ed emarginate.
Basterebbe fossero vivi questi settori
e la parrocchia diventerebbe viva.
La preghiera, poi, nessuno
te la condiziona e te la può togliere,
ricordati bene che, con l’umiltà
e la carità, si può dire qualunque
verità in parrocchia.
- Domenica 5 aprile: ore 17,00 Quarantore giovani; incontro giovani ore 19,00
DOMENICA 26 APRILE 2009
Nucci Maurizio e Francesca
Caciotta Piero e Edi
Chies Daniele e Nada
De Corso Diodoro e Luisella
Renzoni Francesco e Francesca
Scarselli Leonardo e Daniela
Sarri Daniele e Luigina
Tizzi Vittorio e Marzia
Consoli Dario e Loriana
Bottitta Agostino e Nunziatina
Magi Francesco e stefania
Senserini Marco e Alba
Borzacchiello Giuseppe e Maria
Benigni Mauro e Daniela
Don Alessandro Renzetti
Materazzi Bruno e Gilda
Viti Walter e Claudia
Albanese Vittorio e Giuliana
Segoni Giuliano e Anna
Redi Mario e Silvana
Palazzi Gildo e Marisa
Bandini Nazareno e Maria
Benigni Azelio e Laura
Brogi Dino e Liliana
BettiAldo e Ilde
Mencucci Tullio e Maria
Renzoni Mario e Gina
1°
10°
10°
10°
10°
10°
10°
10°
15°
15°
20°
20°
25°
30°
35°
40°
40°
45°
45°
50°
53°
54°
56°
56°
58°
61°
64°
- Cassette quaresimali euro 555,00
- Domenica 10 maggio ore 15,00 - Pellegrinaggio Giovani e Gmi al Santuario delle Vertighe
- Pellegrinaggio a Roma,
sulle orme di San Paolo - sabato 16 maggio
- Domenica 17 maggio:
inaugurazione della torre e del castello;
ore 19,30 vespro e cena con i seminaristi.
- Domenica 24 maggio, ore 18,00
incontro giovani e gmi con Don Samuele
- Sabato 30 maggio - “Una luce nella notte” - veglia di preghiera vocazionale ad Arezzo,
per giovani
- Domenica 31 maggio, ore 21,00, alle Vertighe
- chiusura mese di maggio.
Come non ricordare con affetto il Rosario alle edicole mariane della nostra parrocchia,
praticamente tutte le sere. Vergine del Santo Rosario, prega per noi!
- Domenica 14 giugno - Solennità del Corpus Domini - Messa di Prima Comunione
per 16 bambini della nostra Comunità.
-
- Lunedì 15 giugno è stato celebrato il Sacramento della Confessione - la prima Confessione
con i bambini della terza elementare.
- Sabato 20 giugno, al Salone, uno stupendo concerto della Filarmonica marcianese.
ADORAZIONE EUCARISTICA
Tutti i giovedì dalle ore 18,00 alle 18,30
Adorazione Eucaristica vocazionale.
E’ un desiderio del Vescovo,
e di tutta la nostra chiesa aretina e mondiale,
la preghiera per la vocazioni al sacerdozio,
alla vita religiosa e al matrimonio.
PASTORALE GIOVANILE
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LETTERA DEL VESCOVO
LETTERA DEL VESCOVO ALLE PARROCCHIE
Caro giovane, anche d’estate la parrocchia propone alcuni momenti di incontro, di riflessione e
di preghiera.
DUE IN PARTICOLARE:
- il
PELLEGRINAGGIO,
Homo Viator, che ci porterà a Roma, alla tomba di San Paolo.
DELLA VALDICHIANA DOPO LA VISITA PASTORALE
Carissimi sacerdoti, carissimi fratelli e sorelle,
è con gioia grande che vi invio questa lettera, dopo la Visita Pastorale che si è svolta nel 2007-2008, Non vi
ho dimenticati dinanzi al Signore. Se in ogni celebrazione eucaristica la comunità ricorda espressamente il suo
Vescovo, il Vescovo in nessun momento dimentica il popolo di Dio che gli è stato affidato; nonostante i limiti
della debolezza e della fragilità umana, cerca di spendere la propria vita perché tutti conoscano il Signore e da
veri discepoli formino una comunità di fede che splenda in unità.
So che amate la vostra parrocchia. Vorrei dirvi: amatela di più!
Dopo le stupende esperienze delle ultime due estati vissute
lungo le strade della nostra Diocesi fra paesaggi stupendi,
incontri importanti, accoglienza e essenzialità, il cammino
continua quest’anno verso ROMA sulla via Francignea.
TUTTO IL PELLEGRINAGGIO O TRE GIORNI
Ci saranno tanti che decideranno di partire il 28 luglio e vivere tutta l’esperienza di
“cammino” fino a Roma.
Ma per coloro, che a motivo del poco tempo a disposizione o per il dubbio che, i dieci
giorni, possano essere troppo impegnativi e fatiosi, viene proposto di unirsi al pellegrinaggio
gli ULTIMI TRE GIORNI - 6/7/8 agosto:
- il 6 agosto saremo a Campagnaro di Roma e raggiungeremo La Storta (km 24);
- il 7 agosto da La Storta alla Basilica di San Paolo (km 12);
- infine l’8 agosto dalla Basilica di San Paolo alla Basilica di San Pietro.
TI ASPETTIAMO! CHIEDI SPIEGAZIONI E ISCRIVITI IN PARROCCHIA.
GREST
(grande estate giovani)
Nei giorni 26-28 agosto, a Badicorte,
ci sarà il GREST per giovani giovanissimi e ragazzi.
Questa è l’altra proposta estiva offerta dalla parrocchia.
Pensaci fin da ora... a suo tempo sarai aggiornato con lettera.
Buona estate a tutti!
La parrocchia è una struttura fondamentale per la nostra tradizione e per la nostra concreta esperienza di chiesa.
Possiamo dunque ripetere a voce alta il nostro “sì” alla parrocchia, anche se avvertiamo tutti l’urgenza di una
maturazione. “La parrocchia è la figura più conosciuta della chiesa per il suo carattere di vicinanza a tutti,
di apertura verso tutti, di accoglienza per tutti “. Deve quindi diventare il luogo primario e privilegiato dell’
evangelizzazione e della crescita nella fede. Ripartendo dal primo annuncio del Vangelo, occorre recuperare
la dimensione missionaria delle nostre comunità, ponendo al centro la Parola di Dio, la Liturgia e la Carità,
riconducendo attorno a questo asse portante anche le varie forme di religiosità popolare e devozionale.
E inoltre necessario coltivare lo spirito della comunione e della responsabilità, promuovendo la presenza
dei laici, sia negli organismi rappresentativi che nell’ordinaria azione pastorale. Sentiamo tutti il bisogno di
una crescita in questo senso: c’è urgenza di passare dalla situazione di una parrocchia in cui solo alcuni sono
protagonisti e attivi ad una parrocchia che coinvolge, nella partecipazione e corresponsabilità, il maggior
numero di battezzati.
Durante la Visita ho notato l’impegno con cui nelle nostre parrocchie si svolge la catechesi dei fanciulli e dei
ragazzi e la passione dei catechisti nell’ educarli alla fede e nel prepararli ai sacramenti dell’iniziazione cristiana.
Accanto a questo lodevole servizio, occorre favorire la catechesi degli adulti ed in particolare la catechesi delle
famiglie, seguendo i programmi della diocesi e cammini uniformi tra le varie parrocchie del Vicariato. Sono gli
adulti infatti i primi destinatari del messaggio evangelico, i primi responsabili della testimonianza cristiana nella
comunità ecclesiale, nella famiglia, nella professione e nella società. C’è davvero bisogno che essi conoscano
meglio i ricchi contenuti della fede, rimasta spesso allo stadio infantile e quindi non approfondita.
Alcune proposte concrete
EVANGELIZZAZIONE
Dinanzi ad una situazione di crisi della vita cristiana, la prima e più immediata tentazione è
quella del riccio che si chiude in se stesso e drizza gli aculei in difesa. Non riusciremo mai ad
essere parrocchie missionarie se ci limitiamo a mantenere e curare i nostri confini e non abbiamo
il coraggio di una profezia e di un impegno che sa andare oltre gli argini. Annunciare il Vangelo
a tutti, dialogare, collaborare con tutti gli uomini di buona volontà, condividere“gioie e speranze,
tristezze e angosce”, è quanto oggi il Signore ci chiede.
L’evangelizzazione e la catechesi hanno, quindi, bisogno di nuovi soggetti, di nuovi metodi che
sappiano veicolare in modo proficuo il messaggio evangelico. C’è un linguaggio da rivedere e una
nuova cultura da conoscere, intesa nel suo più vasto senso di modelli di vita dei quali si deve tener conto, affinché la
parrocchia possa offrire un vero cammino di fede e una gioiosa esperienza di Dio.
A partire da queste premesse, occorre affrontare, con carità pastorale, alcune priorità.
1. Un più grande amore per la Scrittura; dalla lettura assidua e orante della Parola si approfondisce il rapporto con la
persona stessa di Gesù. La forza della Parola è appello vivo ad una costante conversione personale e invito all’annuncio
coraggioso della riconciliazione offerta dal Padre in Cristo.
LETTERA DEL VESCOVO
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2. La formazione dei catechisti per i sacramenti dell’iniziazione cristiana e la crescita degli adulti e delle famiglie.
Manca nelle nostre parrocchie una vera e propria catechesi permanente degli adulti che diventi itinerario di conferma e di
maturazione verso la pienezza della vita cristiana. La Cresima è per i più il sacramento del congedo dalla partecipazione
attiva alla vita della chiesa.
3. Nell’impegno della nuova evangelizzazione deve essere riproposta la pastorale familiare per aiutare ogni famiglia
a scoprire e a vivere la propria missione nella Chiesa e nel mondo.
4. Se la famiglia oggi è in crisi, soprattutto nella sua identità e progettualità, è ancora tuttavia vivo tra i giovani il “desiderio
di famiglia”. I nostri giovani non lasciamoli mai soli; aiutiamoli a crescere e a formarsi, con pazienza e costanza, soprattutto
nella delicata fase dell’adolescenza.
5. All’interno di una sapiente pastorale giovanile deve trovare spazio l’impegno vocazionale. Occorre creare una nuova
cultura vocazionale nei giovani, che va dalla vocazione della famiglia alle vocazioni di speciale consacrazione, con una
particolare attenzione alla chiamata al presbiterato che garantisce il futuro delle comunità cristiane.
6. Un coinvolgimento concreto ed attivo del laicato nelle nostre parrocchie passa attraverso l’istituzione del Consiglio
Pastorale e del Consiglio per gli Affari Economici. Il Consiglio Pastorale deve avere a cuore il primato
dell’evangelizzazione, mediante un progetto puntuale che mette in rapporto dinamico la Parola, la Liturgia e la Carità,
riferendo tutto questo alla situazione completa in cui vive l’uomo. La parrocchia sia sempre attenta anche alle problematiche
sociali. Invito tutte le parrocchie a costituire questi preziosi strumenti di corresponsabilità e di avvalersene sempre.
7. Per rendere più efficace l’impegno missionario e favorire un migliore coordinamento delle varie risorse esistenti in un
determinato territorio, venga favorito il dialogo fraterno tra le parrocchie vicine, attraverso una collaborazione organica,
soprattutto nel settore della pastorale giovanile, familiare, nella formazione dei catechisti e dei vari operatori.
Questa esperienza di pastorale integrata, nello stile proprio del “lavorare insieme”, tenderà a costituire gradualmente le
“Aree pastorali”, secondo il progetto che abbiamo elaborato e che potrà, in futuro, favorire sempre di più la valorizzazione
di tutti i soggetti ecclesiali che l’area è in grado di esprimere.
LITURGIA E SACRAMENTI
1. La Domenica giorno del Signore, della Chiesa e dell’uomo sta alla sorgente, al cuore e al vertice della vita
parrocchiale. Il valore che ha la Domenica per l’uomo e lo slancio missionario che da essa si genera, prendono forma
soltanto in una celebrazione dell’Eucaristia curata secondo verità e bellezza. E’ indispensabile promuovere la qualità della
celebrazione, come espressione vera dell’evento della salvezza, accogliendo le norme e i principi che aiutano a superare il
pericolo del soggettivismo. Non è la quantità delle Messe che conta, ma lo stile celebrativo. Meno Messe ma più curate,
a cominciare dalla proclamazione della Parola dall’ambone ai canti, al coinvolgimento dell’assemblea.
2. I Sacramenti.
Carissimi fratelli e sorelle, quanti problemi pastorali sono da tenere presenti! Il catechismo ai ragazzi,
la perseveranza dopo la cresima, l’accompagnamento dei giovani, la catechesi agli adulti,
l’aiuto alle giovani coppie, la formazione dei catechisti, la cura dei malati in famiglia e
nelle case di risposo, il mondo del lavoro; e inoltre la situazione socio-culturale-religiosa
dei vicariati, l’invecchiamento del clero, lo scarso numero di vocazioni. La parrocchia
ha bisogno di tutti; occorre un laicato vero, attento, sollecito. Confido che ognuno,
secondo le proprie possibilità, collaborerà generosamente con i sacerdoti, perché
le parrocchie siano vere comunità che vivono la Parola, la Liturgia e la Carità.
Segni luminosi e consolanti, in verità, non mancano nelle nostre parrocchie:
famiglie che in casa leggono il Vangelo; genitori che partecipano al catechismo
con i figli; giovani che con disponibilità ed entusiasmo animano le proprie comunità e servono i poveri; adulti che sono
in cammino, nei movimenti, per riscoprire il valore della fede e l’impegno missionario; uomini e donne che si offrono per
l’accoglienza e l’aiuto di tanti extra-comunitari; malati che pregano ogni giorno per una Chiesa più santa; anime silenziose
che spendono la vita dedicandosi all’assistenza dei più bisognosi; coppie di sposi che si mettono in cammino per scoprire
la loro vocazione e farsi testimoni visibili dell’amore di Gesù Cristo. Questi e altri segni, alcuni forse nascosti, aprono il
cuore alla fiducia e alla speranza.
Affinché, guardando Santa Maria, voi scopriate sempre meglio il disegno di amore che Dio ha su di voi e cresciate a sua
immagine, vi benedice con affetto il vostro Vescovo.
+ Gualtiero Bassetti
Arezzo 31 gennaio 2009 - Festa di San Giovanni Bosco 12
PASTORALE ESTIVA
L’AZIONE CATTOLICA
PER UN’ESTATE A PORTATA DI TUTTI
La bella stagione è alle porte e l’Azione cattolica diocesana si prepara a dare il via ai campi
estivi che accompagneranno bambini, giovani e adulti per le vacanze. Tante le occasioni di invontro
per gli aderenti e i simpatizzanti dell’associazione, per non dimenticare che anche il periodo di
ferie può essere vissuto alla luce della fede. Ecco dunque il calendario.
ACR - Azione Cattolica dei Ragazzi
Per l’Acr tutti i campi si svolgeranno nella casa di Gello di Anghiari, secondo queste modalitì:
- dal 22 al 28 giugno, campeggio per i bambini da 9 all anni;
- dal 29 giugno al 5 luglio per i ragazzi di 12 e 13 anni;
- dal 27 luglio al 2 agosto il secondo turno per i bambini da 9 a 11 anni;
- e infine dal 24 al 30 agosto, ancora per i ragazzi di 12 e 13 anni.
GIOVANISSIMI
- Per i giovanissimi che frequentano la terza media e la prima superiore, il campo verrà organizzato in tandem tra Acr e settore Giovani e si terrà, sempre a Gello, dal 3 al 9 agosto.
- I più grandi, dalla seconda alla quinta superiore, si recheranno nella diocesi di Rimini per una
settimana di campeggio in collaborazione con i giovanissimi di Pisa dal 20 al 26 luglio.
GIOVANI
Diversa la scelta dei giovani (18-30 anni), che quest’anno hanno deciso di aderire a diverse iniziative proposte dalla Pastorale giovanile e dalle parrocchie della diocesi.
- Si può scegliere di visitare l’Andalusia (dal 17 al 26agosto),
- il pellegrinaggio a Taizè (dal 12 al 19 luglio),
- di partecipare all’Homo Viator da Arezzo a Roma (dal 28 luglio all’8 agosto).
- Chi invece desiderasse andare in viaggio a Medjugorie può farlo unendosi dall’1 al 7agosto alla
parrocchia di Levane.
ADULTI
Gli adulti hanno già fissato le date per due campi,
- uno al mare dal 18 dl 25 luglio all’Argentario
- e l’altro, dall’8 al 16agosto, in montagna a Maranza.
TERZA ETA’
Infine, la terza età:
- dal 30 giugno all’11 luglio saranno a Pieve di Cadore,
- e dal 23 agosto al 2 settembre al mare in Versilia.
Le iscrizioni ai campi estivi sono già aperte.
Per le adesioni è possibile rivolgersi al Centro diocesano
di Ac in via Ricasoli, 3 ad Arezzo (telefono 0575 .22.344),
il lunedì dalle 11 alle 13, il martedì dalle 16 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 12.
Per altre informazioni, si può anche consultare il sito
www.azionecattolicaarezzo. it.
RESOCONTO E TEATRO
13
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FAMIGLIA
RESOCONTO ECONOMICO 2008
Disavanzo dicembre 2007
Offerte celebrazioni sacramenti
€
Offerte benedizioni alle famiglie
€
Accatti festivi
€
Offerte varie
€
Candele
€
Stampa cattolica
€
Contributo Bucalossi del Comune €
Contributo restauro quadro
€
Contributo annuo del Comune
€
Contributo da enti
€
Remunerazione parroco
Sacerdoti occasionali e personale laico
Spese ordinarie culto
Attività pastorali
Spese generali amministrazione
Manutenzione ordinaria
Consumi
Assicurazioni
Imposte e tasse
Fondo diocesano
Stampa cattolica
Lavori straordinari
€
In cassa al 31 dicembre 2008
1.517,28 6.401,50 6.313,98 2.738,59 5.832,99 904,42 62.300,00 3.323,76 500,00 1.725,00 €
44.641,91
Lettera (di un vescovo) agli sposi in situazione di separazione, divorzio e nuova unione
LA PAROLA DELLA CROCE
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
€
840,00
3.742,80
5.375,49
4.409,28
1.081,14
246,10
2.967,04
479,00
287,13
742,00
1.156,16
10.235,32
91.557,52 €
76.203,37
€
15.354,15
SABATO 27 GIUGNO,
al termine dell’Anno paolino,
I GIOVANI E I GIOVANISSIMI
hanno presentato lo spettacolo musicale:
PAULUS.
Lo spettacolo è ambientato a Roma, dove Paolo è prigioniero in
attesa di giudizio. Si ripercorre la vita, la chiamata e la missione
di Paolo.
Giovani e giovanissimi si sono cimentati nella recitazione, nel
canto e nella danza con passione e volontà e ne è sortito un bel
lavoro apprezzato e riuscito.
Un “bravo” ai giovani e ai giovanissimi per la partecipazione e la
costanza (dote fondamentale per riuscire a portare a compimento
ogni impresa e a forgiare il futuro della vita!).
Un “grazie” ai vari “registi” che hanno guidato la recitazione, il
canto, la danza, la coreografia, le luci...
Alla prossima... senz’altro!
A quanti, nella luce della verità, comprendono di aver avuto una precisa responsabilità, anche grave, nel
dissipare il tesoro del proprio matrimonio, vorrei fraternamente chiedere di accogliere l’appello dell’amore
misericordioso di Dio, che ci giudica con verità, ci chiama alla conversione, ci guarisce con la proposta di
una vita nuova.
Riconoscere questa propria responsabilità non vuoi dire vivere in un inutile e dannoso senso di colpa. Vuol
dire piuttosto aprire la propria vita a quella libertà e novità che il Signore ci fa sperimentare quando,
con tutto il cuore, ritorniamo a Lui.
E tutto quello che è ancora possibile fare per porre rimedio alle conseguenze negative che toccano la propria
famiglia, per cambiare la propria vita.., tutto questo deve essere fatto con coraggio e sollecitudine.
A quegli sposi, invece, che hanno maggiormente sentito come ingiustizia subita la crisi del loro matrimonio,
voglio dire che essi, in quanto cristiani, non possono dimen ticare la dolorosa ma vivificante parola della
Croce. Da quel terribile luogo di dolore, di abbandono e di ingiustizia il Signore Gesù ha svelato la grandezza
del suo amore come perdono gratuito e come offerta di sé.
Come Vescovo, ed anzitutto come cristiano, non posso dimenticare questa Parola, ma sento il bisogno di
offrirvela discretamente come una parola che, pur facendo sanguinare
il cuore e la vita, non è senza frutto, e non è senza senso.
E se anche avete da portare in ogni celebrazione eucaristica solo la vostra
fatica a capire e a perdonare, in realtà avete già un grande tesoro da
offrire, insieme a Cristo, nel memoriale della sua Croce: l’umile abbandono
della vostra povertà.
Nelle vostre dolorose pagine di vita i bambini sono spesso tra i protagonisti
innocenti ma non meno coinvolti.
E lo sono anche i figli più grandi, che vedono crollare le loro certezze
affettive nell’età delicata dell’adolescenza e spesso intravedono con più
difficoltà la realizzazione, un domani, del loro sogno di amore.
Ma la speranza non viene meno: ogni giorno vediamo attorno a noi esempi
eroici e ammirevoli di genitori che, rimasti soli, fanno crescere ed educano
i propri figli con amore, saggezza, premura e dedizione.
Ringrazio queste mamme e questi papà che danno un grande esempio a tutti noi. Li ringrazio, li ammiro e
spero proprio che le nostre comunità siano di sostegno nelle loro eventuali necessità.
Nello stesso tempo voglio raccomandare a tutti i genitori separati di non rendere la vita dei loro figli più
difficile, privandoli della presenza e della giusta stima dell’altro genitore e delle famiglie di origine. I
figli hanno bisogno, anche seguendo le recenti garanzie legislative, sia del papà sia della mamma e non di
inutili ripicche, gelosie o durezze.
Quanto fin qui ho detto per la situazione di separazione, vale a maggior ragione per chi ha fatto la scelta,
talvolta subita e quasi ineluttabile, del divorzio e la scelta del divorzio seguito da una nuova unione. E vale
anche per chi non è stato coinvolto direttamente in una vicenda di separazione o di divorzio, ma vive una
situazione di coppia con una persona separata o divorziata.
Anche pensando a queste persone vorrei farmi un’ultima domanda, che mi sta molto a cuore e che desidero
condividere con molta sincerità con voi.
(5 - continua)
VARIE
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ANCHE TU, CARA AUTO, MI PARLI DI GESU’!
La strada è piena d’insidie:
non sempre so dove mi conduce
qual è la via giusta
a quali pericoli posso andare incontro.
Qualcuno che vuole il mio bene
che si è preoccupato della mia incolumità
ha disseminato sul mio cammino
muti ma eloquenti consiglieri
preziosi ammonitori
indispensabili guide.
I SEGNALI
STRADALI
Cari indispensabili amici
i vostri gentili avvertimenti
i vostri duri richiami
i vostri preziosi consigli
li accetto
li desidero
perché voglio arrivare
incolume e felice alla meta!
Debbo essere grato
a chi ha studiato quei segnali
a chi li ha messi là come cari amici
pronti alle mie necessità
preoccupati delle mie difficoltà
premurosi alle mie curiosità.
Lungo glinsidiosi sentieri della vita
non posso fare a meno di chi mi consigli
mi guidi
mi ammonisca
mi fermi in tempo.
Se mi credessi di tutto esperto
infallibile
autosufficiente
sarei uno sciocco presuntuoso
un temerario avventuroso
un incosciente che rischia la catastrofe.
PELLEGRINAGGIO DIOCESANO
A LOURDES
22 - 28 luglio 2009
guidato da S. E. Mons. Gualtiero Bassetti
16
PASTORALE
LA PARROCCHIA DEL FUTURO
La diocesi scommette sulle aree pastorali
“Questa è una data storica per la vita della diocesi”. Il vescovo, monsignor Gualtiero Bassetti, non nasconde
la sua soddisfazione quando, di fronte al consiglio presbiterale, annuncia il progetto che delinea il futuro
della parrocchia in diocesi. E quello delle aree pastorali. Che, spiega il vescovo, «non ha nulla a che fare
con le unità pastorali in cui la parrocchia viene cancellata, ma punta a promuovere una nuova modalità di
collaborazione fra le comunità parrocchiali che mantengono la loro identità e le loro specificità».
L’ESORDIO
Il progetto è stato presentato dal vicario generale monsignor Giovacchino Dallara, da don Giovanni De
Robertis, parroco di Castiglion Fiorentino, e da don Giuliano Francioli, parroco di Capolona, ed è stato
approvato dal consiglio presbiterale al termine dell’incontro. Il cammino affonda le sue radici fra il 2003
eil 2005 quando è maturata l’idea del percorso. Nel 2005 viene presentato un primo documento e nel
2007 vengono individuate per ogni zona le possibili aree. Adesso comincia l’iter della formazione delle
aree pastorali. Alcune hanno già mosso i primi passi: sono quelle di Capolona-FalcianoMarcena-San Martino
sopr’Arno-Subbiano, di Ca’ di Cio-Puglia-Tregozzano, di Montemarciano-PennaPersignano-Piantravigne,
di Campogialli-Cicogna-Traiana, del vicariato di Castiglion Fiorentino, del Chianti e di Cortona. E invece
ai nastri di partenza l’area pastorale di Badia al Pino-CiggianoCivitella-Oliveto-Pieve al Toppo-SpoianoTegoletoTuori-Vemiana.
LE TAPPE
I tempi del progetto sono scanditi da quattro tappe. La prima è quella dell’individuazione delle parrocchie
dell’area che «per omogeneità del territorio, vicinanza, comuni esigenze pastorali, affinità culturali,
possono iniziare il cammino», si legge nel progetto. In quest’ottica i parroci maturano la convinzione che
«nel rispetto dell’identità di ogni parrocchia è possibile lavorare insieme e trovare forme concrete di
collaborazione che promuovano la crescita spirituale ed ecclesiale». La seconda tappa è quella dell’avvio
del progetto.
Vengono convocati i consigli pastorali per presentare il progetto. «Questo è un passaggio importante - si
legge nel documento - per il coinvolgimento attivo e responsabile dei laici indispensabile per
l’attuazione dell’area». Poi vanno coinvolti gli operatori pastorali. Inoltre anche le comunità religiose, i
movimenti e le associazioni sono invitate a rendersi partecipi del progetto. Il terzo momento è quello
dell’inizio del cammino comune.
I parroci e alcuni rappresentanti dei singoli consigli parrocchiali individuano le prime attività e le esperienze
da realizzare e formano un «Consiglio di area». Il Consiglio si riunisce periodicamente per la verifica.
Le prime attività da realizzare possono essere la catechesi agli adulti e i centri di ascolto, la formazione
dei catechisti e degli animatori, la preparazione al matrimonio, l’accompagnamento delle coppie di sposi,
la pastorale giovanile, le attività caritative, l’assistenza spirituale e la visita a anziani e malati, alcune
celebrazioni comuni per l’intera area e l’orario unico delle S. Messe. L’area pastorale sarà presentata
anche alle realtà socio- educative del territorio (scuole, associazioni o gruppi culturali). Quarta tappa
è quella dello sviluppo del cammino. Dopo circa un anno dalla costituzione dell’area, i parroci indicano al
vescovo il sacerdote da nominare come «moderatore» dell’area che ha la responsabilità di coordinare le
attività pastorali comuni. Infine le aree pastorali si confrontano periodicamente tra di loro.
LE CONDIZIONI
Le condizioni necessarie a promuovere in ogni parrocchia la nascita dell’area pastorale sono tre.
La prima è la maturazione di una mentalità di Chiesa attraverso momenti di preghiera, centri di ascolto
e incontri di catechesi. La seconda è il coinvolgimento del
laicato che deve avvenire con la formazione permanente, la
partecipazione alla vita comunitaria e la valorizzazione delle
varie ministerialità. La terza è l’attenzione al territorio come
luogo specifico di impegno pastorale e spazio in cui si realizza
la natura missionaria della Chiesa che «richiede alla parrocchia
di uscire fuori dal “tempio”».
CARITAS
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CARITAS E PASTORALE
- Mercatino Caritas - 1 e 3 maggio - in favore della Vita - Progetto Gemma - euro 403,00
EMERGENZA TERREMOTO IN ABRUZZO
Come rimanere insensibili al grido di dolore?
Abbiamo fatto quello che potevamo e dovevamo.
Datata 3 giugno 2009, giunge alla nostra parrocchia una lettera di ringraziamento del
“Movimento per la Vita” di Arezzo alla Caritas Parrocchiale:
“Abbiamo ricevuto la somma di euro 960,00 raccolta dal Gruppo Caritas della sua parrocchia
nell’occasione della Giornata per la Vita 2009.
Un grazie di cuore a nome dei volontari del “Centro di Aiuto alla Vita” e del “Movimento per la
Vita” per questo concreto gesto di attenzione che ci permette di condividere un pezzo di strada con una
giovane donna in difficoltà ad accogliere la nuova vita che è in lei.
Il “Centro di Aiuto alla Vita” ha destinato tale somma per garantire un sostegno economico di euro
180,00, per otto mesi, ad una giovane donna casentinese che, senza uno stabile lavoro, non accolta dal
padre del bambino, si è trovata in difficoltà al momento dell’accoglienza della nuova vita.
Il bambino nascerà nel mese corrente.
La prego di ringraziare il Gruppo Caritas anche per le altre donazioni ricevute (vestiti, lettino ed
altro).
Il Padre Buono saprà ricompensare questi gesti di attenzione e di solidarietà concreta che la Comunità di Marciano ha dimostrato a favore della Vita”.
Arezzo 3 giugno 2009
QUARESIMA DI CARITA’ 2009
La Quaresima è l’esperienza di un viaggio che ci conduce all’incontro con Cristo.
L’attuale crisi economica sta causando gravi conseguenze alle persone più deboli.
Le offerte della “quaresima di
carità” (i “salvadanai” che ogni anno
vengono ritirati dalle famiglie il mercoledì delle ceneri e riportati nella
celebrazione del Giovedì Santo) sono
destinate al centro diocesano della
Caritas e ai centri caritas parrocchiali per sostenere le famiglie in
gravi difficoltà economiche.
Ecco il contributo della nostra
comunità: euro 555,00.
Un grazie grande a nome delle
famiglie che saranno aiutate.
CONTINUA LA RACCOLTA E LA DISTRIBUZIONE DI ALIMENTARI! Grazie ancora!
2009-2010 - ANNO SACERDOTALE
Lettera del Vescovo
Carissimi,
venerdì 19 giugno è iniziato l’anno sacerdotale. Ci attende un anno di grazia.
Un anno di particolare preghiera, di riflessione, di crescita, consapevoli del valore del ministero
sacerdotale, indispensabile per il popolo di Dio.
Invito pertanto tutte le parrocchie della Diocesi, la sera di giovedì 25 giugno a cominciare l’anno
sacerdotale con una Solenne Adorazione eucaristica, pregando per tutti i nostri preti.
Ogni comunità deciderà col proprio parroco come organizzarla.
Inoltre vi saranno comunicate al più presto le iniziative che intendo proporvi, dopo aver ascoltato
il Consiglio Presbiterale nelle giornate di Cenina, il 22-23 giugno p.v.
Mi preme però sottolineare fin d’ora che l’anno sacerdotale non riguarda soltanto i presbiteri,
ma tutta la Chiesa.
È infatti interesse di tutti che i sacerdoti vivano all’altezza della loro vocazione alla santità,
condizione prima perché il ministero sacerdotale sia efficace.
Per questo desidero ardentemente che la Solenne Adorazione, che ho richiesto, si svolga nel
migliore dei modi, con ampia partecipazione.
Invito tutti, laici, membri degli Istituti di vita consacrata, soprattutto i malati, ad offrire la
loro preghiera e le loro sofferenze per la santità dei sacerdoti, perché l’urgenza prima non è
quella di avere più preti, ma di avere preti santi, pienamente innamorati del Signore e totalmente
votati alla sua causa.
Con tanto affetto e tanta riconoscenza per quello che siete e fate, vi benedico dal profondo
del cuore.
Vostro
+ Gualtiero Bassetti, Vescovo
PROGRAMMA FESTA POPOLARE
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PROGRAMMA RELIGIOSO
NELLA FESTA DEL SS. CROCIFISSO
PROGRAMMA POPOLARE
NELLA FESTA DEL SS. CROCIFISSO
ANNO 2009
VENERDI 21\08\09
ore 21 Spettocolo di apertura gruppo folcloristico
FILARMONICA LA SAMBA TORRITA SABATO 22\08\09 Ore 21 Ballo liscio
Ore 22 Gruppo ballo MANUEL DANCE
DOMENICA 23\08\09 ore 10
Artisti in piazza Profumi e sapori del passato Mostra foto storiche
Percorso per bambini con cavalli pony
Esibizioni a cavallo ore 21
Ballo liscio Orchestra MONELLI
LUNEDI 24\08\09
ore 16 Lunedi per i bambini giochi vari al prato
ore 21 I Pronipoti di.. Fanfulla - teatro ore 21
Ballo Liscio
MARTEDI 25\08\09 ore 21
Spettacolo di chiusura
ore 24 estrazione premi lotteria Spettacolo piroteccnico, fuochi dalla torre
PER TUTTA LA DURATA DELLA FESTA:
- SPAZIO GIOVANI CON MUSICA DAL VIVO
- BIRRERIA e PANINOTECA
PRO - LOCO
E’ nata la nuova Pro-Loco Marciano.
La Pro-Loco è una Associazione aperta a tutti,
con rappresentanti di tutto l’associazionismo
e le istituzioni locali.
Per informazioni rivolgersi al Sig. Angelo Bianchi.
GIOVEDI 20 AGOSTO
- Ore 21,15 Adorazione Eucaristica e Mostra
VENERDI 21 AGOSTO
- Ore 21,15 Via Crucis dalla chiesa parrocchiale al Cimitero.
SABATO 22 AGOSTO
- Ore 18,30 Santa Messa
con intenzioni comunitarie per tutti i defunti del paese.
- Ore 21,30 Processione con i Quadri Viventi
dei misteri del Rosario e biblici.
DOMENICA 23 AGOSTO
- Ore 8,00 e 11,30 Sante Messe.
- Ore 11,30 S. Messa solenne, animerà il Coro parrocchiale.
LUNEDI 24 AGOSTO
- Sante Messe ore 8,00 - 11,30 - 18,30
MARTEDI 25 AGOSTO - Sante Messe ore 8,00 - 11,30
Durante tutta la manifestazione:
- alla Chiesa del Carmine - Mostra Eucaristica,
nell’anno che il Papa ha dedicato al Sacerdozio.
- al Salone del Crocifisso: Mercatino Caritas.
E’ NATO IL “SITO PARROCCHIALE”:
un contenitore di avvenimenti, celebrazioni e vita
della comunità parrocchiale di Marciano della Chiana.
www.parrocchiamarcianodellachiana.org
Scarica

Santa Messa - Parrocchia di Marciano della Chiana