1 GESTIONE DEI RIFIUTI Progetto definitivo per una gestione integrata dei rifiuti Ap p r o f o n d i m e n t i p r o g e t t u a l i a c u r a d i : Capitolo 1, 2 e 4: Studio Associato Wastelab Capitolo 3: Studio Associato Intertecno Il Comune di Pesaro, in accordo con l’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo (Colbordolo, Monteciccardo, Montelabbate, Sant’Angelo in Lizzola, Tavullia) ed in quanto capofila della “convenzione per la gestione in forma associata dello Sportello Unico per le attività produttive”, ha realizzato il progetto “Gestione Ambientale Integrata del Distretto Industriale ed Artigianale pesarese”. Il progetto, presentato nell’ambito del Programma Regionale Azioni Innovative PRAI 2005/2006, è stato finanziato con il contributo della Regione Marche (DDPF n. 57/APP del 28.06.2007). 2 INDICE Capitolo 4 Premessa 54 Le Linee Guida per le APEA della Regione Marche 55 Analisi per argomenti del gestore unico nel settore rifiuti 57 Lo studio, per meglio comprendere i passi principali è stato articolato in quattro capitoli principali: capitolo n.1: analisi del contesto e produzione dei rifiuti capitolo n.2: progettazione dei servizi di raccolta, compresa gestione delle stazioni ecologiche capitolo n.3: progettazione definitiva della stazione ecologica in località Montecchio di Sant’Angelo in Lizzola (allegati a parte) capitolo n.4: indicazioni in merito alla gestione unica per il settore rifiuti Capitolo 1 Premessa Caratterizzazione del distretto industriale La produzione dei rifiuti nel distretto industriale La produzione di rifiuti nel servizio collettivo Osservazioni in merito ai criteri di assimilazione Analisi delle produzioni specifiche 4 7 10 15 17 18 Capitolo 2 Contenuti della relazione 19 Impostazione ed obiettivi del progetto 20 Quadro normativo 22 Descrizione del territorio servito 24 Dimensionamento e organizzazione del servizio 26 Istituzione tariffa puntuale 36 Quadro economico complessivo 37 Cronoprogramma 38 Capitolo 3 Introduzione Caratteristiche territoriali e dati di progetto Progetto tecnico Progetto di monitoraggio dell’intervento Gestione della stazione ecologica Tempistica del progetto Quadro economico Allegati di progetto 39 41 43 49 50 51 52 53 3 1 Premessa Il settore rifiuti risulta essere uno dei settori più delicati per trovare soluzioni sostenibili in qualunque contesto ed in particolare nelle aree industriali ed artigianali, in quanto intervengono diversi elementi e soggetti, che allo stato attuale hanno già con fatica trovato un delicato equilibrio. Tuttavia, da una parte, le esigenze ambientali del territorio, esplicitate da sempre più ambiziosi obiettivi normativi impongono una riqualificazione dei servizi, dall’altra il carattere delle attività presenti nelle aree industriali consiglia una maggiore indipendenza dai circuiti classici del sistema rifiuti, ovvero da quelli dei rifiuti domestici od urbani. In questo contesto si pone il principale obiettivo di questo studio, ovvero lo sviluppo di un progetto di servizi di raccolta con modalità domiciliare integrato alla realizzazione e gestione di stazioni ecologiche, con riferimento al criterio ecologico “riduzione della produzione dei rifiuti”. Allo scopo, infatti, l’analisi del territorio e precedenti studi effettuati in altre aree industriali del distretto pescarese (Chiusa di Ginestreto), hanno evidenziato che le azioni per affrontare con decisione il problema rifiuti devono mirare verso una maggiore responsabilizzazione dei comportamenti delle aziende e questa si può ottenere solo attraverso sistema che evitino i conferimenti in contenitori “anonimi”, quindi privilegiando sistemi di raccolta domiciliari e sviluppo di stazioni di conferimenti presidiate (stazioni ecologiche). La struttura del presente lavoro quindi riparte da alcune considerazioni sviluppate nello studio del progetto Chiusa di Ginestreto, per poi ricercare un numero maggiore di informazioni presso le aziende del territorio e da queste proporre soluzioni cantierabili per “rivoluzionare” l’attuale sistema di raccolta, tenendo comunque presente che l’attuale gestore, Marche Multiservizi, ha già iniziato attività coerenti con gli obiettivi del presente progetto, avendo avviato sperimentazioni di domiciliarizzazione in alcune aree del territorio in particolare Montecchio e Osteria Nuova. Di seguito si riportano le criticità, obiettivi ed azioni previste nello studio di Chiusa di Ginestreto e adattate per l’intero distretto industriale, anche in conseguenza delle analisi che verranno poi descritte negli elaborati di progetto. Criticità Di seguito si sintetizzano le criticità che sono emerse per il sistema di gestione dei rifiuti nel lavoro presentato per l’area industriale di Chiusa di Ginestreto e riproposte per l’intero distretto industriale di Pesaro. Criticità Descrizione Sistema di raccolta L’attuale sistema di raccolta dei rifiuti è di tipo stradale per i rifiuti non riciclabili e riciclabili secchi con cassonetti da 2400-3200 litri e mezzi tipo monoperatore. In alcune aree sono state avviate sperimentazioni di domiciliarizzazione del servizio. La raccol- ta stradale riduce l’efficacia degli obiettivi di raccolta differenziata soprattutto per le piccole aziende, non riesce a limitare i conferimenti non corretti (rifiuti non assimilabili) e non responsabilizza le utenze sull’uso del servizio. Livelli di raccolta differenziata Pur non avendo dati a disposizione, richiamando quanto indicato per la criticità “sistema di raccolta”, la presenza di contenitori stradali riduce lo stimolo delle aziende di medie-piccole dimensioni a differenziare tutte le merceologie di rifiuto, ma solo quelle principali, diminuendo così i livelli potenziali dell’area. Criteri di assimilazione La situazione normativa e l’evoluzione delle strategie territoriali di raccolta rifiuti porteranno ad una sostanziale modifica dei criteri di assimilazione limitando le quantità che possono essere conferite nel circuito dei rifiuti urbani. Le aziende che oggi utilizzano il servizio di raccolta municipale, quindi, dovranno ridurre i conferimenti nel circuito degli urbani, presumibilmente di quasi il 90% dell’attuale produzione. Assenza di sistemi di responsabilizzazione delle a- Come già evidenziato per il sistema di raccolta, le ziende aziende oggi conferiscono i propri rifiuti in cassonetti anonimi senza controllo rendendo vana qualunque ipotesi di individuazione di atteggiamenti più o meno virtuosi. Qualità dei dati disponibili Le analisi tecniche sono state elaborate utilizzando i censimenti rilevati nel territorio da quasi il 30% delle aziende, tuttavia non risulta possibile individuare caratteristiche precise di produzione specifica per tipologia di attività. Numero di aziende insediate Il numero di aziende nel distretto indsutriale è pari a 816 unità (non tutte censite). Ai fini di un servizio di raccolta rifiuti, anche se domiciliare, considerando che per ogni merceologia di rifiuto non tutte vengono servite, il numero non è sufficiente a determinare l’economia di scala sufficiente, soprattutto a fini di un gestore dei rifiuti dedicato alla sola area industriale. 5 Obiettivi ed azioni Date le dimensioni dell’area e sulla base delle criticità descritte, nella tabella seguente si descrivono gli obiettivi prevedibili per l’area industriale. Criticità Obiettivi Azioni 1. Promuovere la riduzione della pro- 1. Realizzazione di tre stazioni ecoloduzione di rifiuti assimilati agli urbani giche presidiate con funzione di “deposito temporaneo collettivo” controlLivelli di raccolta differen2. Promuovere la riduzione della noci- lato dei rifiuti industriali. ziata vità del rifiuto Sistema di raccolta Criteri di assimilazione 2. Attivazione di servizi di raccolta 3. Ottimizzare il recupero dei rifiuti con domiciliare particolare riferimento a quelli assimilabili agli urbani 3. Verifica dei regolamenti di assimilazione dei rifiuti Assenza di sistemi di re- Promuovere la responsabilizzazione Applicazione di sistemi di contabilizzazione ed incentivo ai servizi di racsponsabilizzazione delle delle aziende colta domiciliare del rifiuto residuo aziende Qualità dei dati disponibili Gestione degli aspetti amministrativi e Gestione del sistema rifiuti dell’area di contabilità da parte di un unico da parte di un unico soggetto che possa ovviare alle difficoltà di tipo soggetto amministrativo e di contabilità dei rifiuti delle piccole-medie aziende Numero di aziende inse- Integrazione dei servizi domestici ed Prevedere servizi integrabili tra aree diate industriali industriali e servizi ai cittadini Sistema di indicatori Al fine di monitorare gli obiettivi indicati, nella seguente tabella viene proposto un sistema di indicatori di riferimento. Tema Carattere generale Servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti assimilabili agli urbani Stazione ecologica Indicatore produzione totale e per merceologia aziende con servizio di raccolta domiciliare secco residuo aziende con istituzione sistema tariffario puntuale e contabilizzazione svuotamenti numero cassonetti stradali per indifferenziato Aggiornamento criteri di assimilazione realizzazione report annuali stazioni realizzate numero aziende che conferiscono frazioni raccolte per stazione ecologica quantità raccolte per merceologia realizzazione report annuali 6 Caratterizzazione del distretto industriale In questo documento si riportano i dati che caratterizzano le aree industriali di progetto appartenenti al distretto industriale pesarese. Il distretto industriale pesarese comprende le aree cinque aree industriali indicate nella seguente tabella e l’area industriale Chiusa di Ginestreto che è già stata sviluppata in uno specifico progetto. Aree produttive Colbordolo Montecchio Osteria Nuova Talacchio Selva grossa San Germano Montelabbate Comune interessato Pesaro Sant'Angelo in Lizzola X Tavullia X X X X Per la caratterizzazione di ogni area, l’Università di Urbino ha svolto un’indagine diretta presso gli ambiti produttivi, attraverso la somministrazione e assistenza alla compilazione di un questionario per recupero informazioni aziendali circa i temi di approfondimento dello studio complessivo ed in particolare per il sistema rifiuti. Nel settore rifiuti, il questionario riportava informazioni relative a: Sezione anagrafica: • Denominazione • Codice • Indirizzo • Referente • Superficie, distinta per tipologia d’uso (uffici, magazzino, produzione, scoperto, altro) • Addetti (questo ricavato da dati Camera di Commercio) Sezione rifiuti: • Smaltimento rifiuti in cassonetti stradali (indicazione tipologia e quantità) • Produzione rifiuti per ogni tipologia indicante: • codice • quantità • produzione massima e minima • periodo di produzione massima e minima • disponibilità di stoccaggio • caratteristiche stoccaggio • stoccaggio massimo • soggetto gestore servizio I dati ricavati hanno quindi permesso di ricavare analisi sulla produzione rifiuti per codice CER per ogni tipologia aziendale distinta per codice ATECO, verificando la distribuzione dei flussi tra cassonetti stradali e cassonetti propri per ogni merceologia di rifiuto, il rapporto tra rifiuti speciali, assimilabili ed assimilati, la produzione specifica per addetto o per mq di superficie aziendale. Tali indicatori sono poi stati confrontati tra le diverse aree industriali e sviluppati complessivamente in relazione al servizio previsto. Nella seguente tabella si riassumono l’analisi delle risposte qualitative fornite dalle aziende per ogni area industriale e raffrontate con i dati a disposizione relativi al precedente studio per l’area di Chiusa di Gine- 7 streto. Montecchio Osteria Nuova San Germano Selva Grossa Talacchio Chiusa di Ginestreto Aziende Totali 168 218 35 81 160 154 Aziende Censite 117 158 32 74 99 - Area Questionari 56 75 18 35 34 27 Dichiarazione rifiuti 55 74 18 31 34 23 % questionari su censite 48% 47% 56% 47% 34% % dichiarazione rifiuti su questionari 98% 99% 100% 89% 100% * non avendo il dato “Aziende censite” si è fatto riferimento al dato “Aziende totali” Area 18%* 85% Totale Totale con Chiusa di Ginestreto Aziende Totali 662 816 Aziende Censite 480 - Questionari 218 245 Dichiarazione rifiuti 212 235 % questionari su censite 45% - % dichiarazione rifiuti su questionari 97% 96% La differenza tra ditte totali e ditte censite è dovuta al fatto che alcune hanno chiuso la propria attività ma non è stata aggiornata la pratica, mentre altre non sono state trovate dal compilatore (forse anche per un’errata indicazione nell’indirizzo). Il numero di questionari compilati da parte delle aziende “trovate” è importante (quasi il 50%), che permette di considerare statisticamente attendibili le valutazione che saranno svolte di seguito. Anche la dichiarazione di produzione rifiuti è elevata (l’analisi si riferisce a una qualunque dichiarazione in merito da parte delle aziende anche se irrisoria); in questo caso tuttavia, eccetto forse le aree destinate a solo magazzino senza presenza costante di addetti, ci si aspetterebbe che tutte le aziende in area industriale dovrebbero dichiarare una benché minima produzione di rifiuti. Una ulteriore analisi qualitativa delle risposte ha verificato quale tipo di materiale le diverse aziende dichiarano di produrre e quante di queste indicano anche una quantità associata alla dichiarazione. Montecchio Dich. Osteria Nuova San Germano Selva Grossa Quan. Dich. Quan. Dich. Dich. Quan. Talacchio Quan. Dich. Quan. Cass. stradali, di cui: 16 Misto 13 6 19 10 3 1 2 1 3 0 Carta 4 2 10 3 5 3 7 5 4 2 Cartone 2 2 0 0 3 2 8 7 0 0 Plastica 1 1 1 1 2 1 8 7 0 0 Vetro Cass. propri, di cui: 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 Cartone 21 10 21 13 10 9 12 10 13 11 24 9 16 7 Carta 7 1 3 0 5 4 10 8 2 2 Vetro 6 6 3 3 2 2 4 4 0 0 Plastica 15 4 16 14 7 7 12 9 10 10 8 FOU 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Legno 14 13 23 22 4 4 12 11 11 11 Imballaggi misti 18 17 29 29 4 4 6 6 12 12 Indifferenziato 15 1 17 2 0 0 0 0 0 0 Metalli ferrosi Metalli non ferrosi 10 9 13 12 3 3 5 5 10 10 3 3 2 2 1 1 1 1 1 1 Altro 13 16 3 4 9 “Dich.” sta per dichiarazione di produrre quel tipo di rifiuto, mentre “Quan.” indica che l’azienda ha stimato anche la relativa produzione La stessa analisi confrontando i totali e lo studio per Chiusa di Ginestreto è riportato nella seguente tabella, tenendo conto che per Chiusa non si hanno dati relativi al conferimento in cassonetti stradali e non si è distinto tra dichiarazione qualitativa e quantitativa. Totale Dich. Cass. stradali, di cui: 72 Misto 40 Chiusa di Ginestreto Quan. Dich. Quan. Totale con Chiusa Dich. Quan. 72 18 40 18 Carta 30 15 30 15 Cartone 13 11 13 11 Plastica 12 10 12 10 Vetro 1 1 1 1 Cartone 77 53 13 13 90 66 Carta 27 15 9 9 36 24 Cass. propri, di cui: Vetro 15 15 4 4 19 19 Plastica 60 44 9 9 69 53 FOU 1 0 1 1 2 1 Legno 64 61 10 10 74 71 Imballaggi misti 69 68 8 8 77 76 Indifferenziato 32 3 32 3 Metalli ferrosi 41 39 41 39 Metalli non ferrosi 8 8 8 8 Altro 45 1 46 Le tabelle evidenziano come alcune tipologie di rifiuto che rappresentano le principali produzioni dell’azienda presentano quasi sempre una stima della quantità prodotta, mentre altri rifiuti, che possono essere considerati “meno controllabili”, quali quelli destinati ai cassonetti stradali o rifiuti da uffici come carta ed indifferenziato, hanno una bassa percentuale di dichiarazioni quantitative. Considerando il totale esclusa l’area di Chiusa di Ginestreto, si osserva come su 212 dichiarazioni, ben 77 aziende dichiarano di produrre cartone, 69 imballaggi misti, 64 legno e 60 plastica. Inoltre ben 72 dichiarano di conferire alcune quantità nei cassonetti stradali con prevalenza di materiali misti o cartacei. 9 La produzione dei rifiuti nel distretto industriale Come si è descritto nel precedente paragrafo oltre il 95% delle aziende che hanno compilato i questionari ha dichiarato di produrre rifiuti e di queste, una buona parte, ha indicato le quantità annue. L’analisi dei dati dichiarati ha permesso di quantificare la produzione dei rifiuti delle aziende che hanno compilato i questionari e che viene riportata nella seguente tabella (espressi in tonnellate), distinta per le cinque aree industriali (in questa fase non viene fatto riferimento allo studio dell’area di Chiusa di Ginestreto) e complessivamente. Cassonetti di cui: Montecchio Osteria Nuova San Germano Selva Grossa Talacchio Totale 3,17 1,97 0,53 0,49 0,15 0,03 6,12 2,96 2,68 0,00 0,48 0,00 0,79 0,20 0,36 0,22 0,01 0,00 9,56 0,50 1,61 5,33 2,12 0,00 0,17 0,00 0,17 0,00 0,00 0,00 19,81 5,63 5,35 6,04 2,76 0,03 5.080,47 320,83 0,14 1.322,45 202,42 0,00 2.826,77 211,44 0,50 84,35 36,21 75,37 5.083,64 2.137,54 67,24 0,00 328,40 73,26 0,00 1.036,68 251,94 3,05 257,05 1,49 118,44 2.143,66 1.485,82 19,97 4,89 962,24 7,96 0,00 308,43 145,90 0,00 20,15 0,10 16,18 1.486,61 690,66 26,60 4,85 7,15 194,38 0,00 213,69 118,68 0,00 46,08 0,30 38,54 700,22 1.629,24 189,53 0,50 0,00 24,17 0,00 1.219,02 108,43 0,00 62,47 0,80 24,32 1.629,41 11.023,73 624,17 10,38 2.620,23 502,19 0,00 5.604,59 836,37 3,55 470,09 38,90 272,85 11.043,53 stradali, Misto Carta Cartone Plastica Vetro Cassonetti propri, di cui: Cartone Carta Vetro Plastica FOU Legno Imballaggi misti Indifferenziato Metalli ferrosi Metalli non ferrosi Altro Totale Per determinare la produzione delle aziende che non hanno risposto al questionario e quindi stimare la produzione complessiva dei rifiuti, sono state calcolate le produzioni medie per le principali categorie di attività produttiva (secondo i codici ATECO) per ogni tipologia di rifiuto, e sono stati applicati tali valori alle altre aziende presenti nell’area di cui non si conosco i dati. Nelle seguenti tabelle sono indicati i valori medi per tipologia di azienda e per merceologia di rifiuto espressi in kg/azienda*anno. 10 Codice Att. Stradale Carta e cartone Vetro Plastica Legno 20 25 26 28 29 31 36 50 51 76 0 3 199 25 167 43 0 25 438 4.333 1.596 44 563 2.122 2.027 35 118 0 0 261.128 0 0 0 90 71 0 125 32.227 150 118 221 42 1.176 262 5 39.111 23.400 27.199 1 0 2.750 37.052 35 9 Imballaggi misti 687 5.710 22.069 684 1.329 327 5.517 347 141 74 593 507 0 169 3.440 Altro 132 11.239 27 5.189 354 * 4 23.402 1.920 3.448 5.340 108 1.580 225 5.795 Metalli non ferrosi 0 0 120 76 136 17 438 0 0 40.441 89.072 314.185 4.569 7.613 6.032 47.923 975 6.096 0 107 0 6.470 13 126 0 53.866 Indiff Metalli ferrosi 0 0 0 0 0 500 0 0 5 1.654 2.122 Totale * tale dato è stato calcolato eliminando un dato anomalo di un’azienda e quindi considerando la media solo delle altre. Da tale analisi è interessante verificare le produzioni specifiche per tipologia aziendale. Nelle seguenti tabelle, per ogni tipologia di rifiuto espresso in kg/azienda*anno, si riporta la classifica della produzione media delle categorie aziendali. Codice Att. Stradale Codice Att. Carta e cartone Codice Att. Vetro Codice Att. Plastica 74 28 31 20 36 29 51 26 25 593 199 167 76 43 25 25 3 0 25 31 36 26 29 74 20 51 28 4.333 2.122 2.027 1.596 563 507 438 118 44 26 36 50 20 25 28 29 31 51 261.128 90 71 0 0 0 0 0 0 25 36 50 29 74 26 20 28 31 32.227 1.176 262 221 169 150 125 118 42 50 0 50 35 74 0 51 5 Codice Att. Legno Codice Att. Imballaggi misti Codice Att. Metalli ferrosi Codice Att. Metalli non ferrosi 20 36 26 25 74 31 50 51 28 39.111 37.052 27.199 23.400 3.440 2.750 35 9 1 26 25 36 74 29 20 28 50 31 22.069 5.710 5.517 1.654 1.329 687 684 347 327 25 51 29 28 26 36 50 31 74 23.402 5.795 5.340 3.448 1.920 1.580 225 108 107 36 29 26 28 31 20 25 50 51 438 136 120 76 17 0 0 0 0 29 0 51 141 20 4 74 0 11 I dati evidenziano come la produzione di vetro appartenga alla sola categoria 26, mentre la produzione di legno si distribuisce in quattro categorie aziendali, in particolare la 20, la 36, la 26 e la 25. Plastica ed imballaggi misti sono caratteristici rispettivamente delle categorie 25 e 26. Così come la categoria 25 è la maggior produttrice di rifiuti ferrosi. Dato il basso significato non sono stati riportate le analisi per rifiuti indifferenziati, frazione organica e altre tipologie di rifiuto non assimilabili. Meno rilevanti le differenze per conferimenti stradali, rifiuti non ferrosi e rifiuti cellulosici. Nell’ultima tabella si riporta la graduatoria per produzione media complessiva, espressa in kg/azienda*anno, ove si evidenzia l’elevata produzione della categoria 26, dovuta principalmente alla produzione di rifiuti vetrosi. Dalle produzioni medie sopra indicate si è potuta stimare la produzione complessiva di rifiuti in tutto il distretto industriale (esclusa l’area di Chiusa di Ginestreto) e riportata nella seguente tabella (produzione in tonnellate/annue). Codice Att. TOTALE 26 25 36 20 29 74 51 31 28 314.185 89.072 47.923 40.441 7.613 6.470 6.096 6.032 4.569 50 975 Cassonetti stradali, di cui: Misto Carta Cartone Plastica Vetro Cassonetti propri, di cui: Cartone Carta Vetro Plastica FOU Legno Imballaggi misti Indifferenziato Metalli ferrosi Metalli non ferrosi Altro Totale Montecchio Osteria Nuova San Germano Selva Grossa Talacchio Totale 10,32 6,41 1,72 1,59 0,49 0,10 15,51 7,50 6,79 0,00 1,22 0,00 1,81 0,45 0,82 0,51 0,02 0,00 14,07 0,74 2,37 7,85 3,11 0,00 9,33 0,00 9,33 0,00 0,00 0,00 51,03 15,10 21,04 9,95 4,84 0,10 7.858,05 723,21 0,32 1.847,70 483,67 0,00 3.898,08 471,44 0,91 269,21 46,94 116,58 7.868,37 6.154,34 655,45 0,00 1.115,96 381,16 0,00 2.615,02 618,44 3,63 406,03 17,63 341,01 6.169,84 2.430,79 57,68 14,12 1.484,75 59,21 0,00 500,51 217,86 0,04 68,51 1,64 26,47 2.432,60 1.880,07 198,79 36,25 269,41 319,22 0,00 535,61 226,30 0,73 140,38 3,95 109,03 1.894,14 6.309,65 696,71 1,84 789,21 330,96 0,00 3.518,90 566,92 0,46 284,90 25,57 94,19 6.318,99 24.632,90 2.331,84 52,52 5.507,03 1.574,21 0,00 11.068,11 2.100,96 5,77 1.169,04 95,72 687,29 24.683,93 12 Nella seguente tabella, si considerano le produzioni anche dell’area industriale di Chiusa di Ginestreto (applicando lo stesso metodo usato per le aree di progetto) e quindi si stimano le produzioni di rifiuti (espresse in ton/anno) di tutto il distretto industriale di Pesaro. Cassonetti di cui: Chiusa di Ginestreto Totale con Chiusa 10,60 3,01 2,86 3,23 1,47 0,02 61,63 18,11 23,90 13,19 6,32 0,11 9.323,60 893,01 109,46 2.534,50 468,95 18,50 3.613,88 1.362,29 2,59 301,22 19,20 0,00 9.334,20 33.956,50 3.224,86 161,99 8.041,53 2.043,16 18,50 14.681,99 3.463,25 8,36 1.470,25 114,93 687,29 34.018,13 stradali, Misto Carta Cartone Plastica Vetro Cassonetti propri, di cui: Cartone Carta Vetro Plastica FOU Legno Imballaggi misti Indifferenziato Metalli ferrosi Metalli non ferrosi Altro Totale La produzione di rifiuti dichiarate dalle aziende portano ad una stima totale di circa 35.000 tonn/anno la cui quasi totalità corrisponde a rifiuti speciali assimilabili agli urbani, mentre solo 1.000 tonnellate circa si riferiscono a rifiuti non assimilabili. Tale valore non corrisponde a realtà, probabilmente perché le aziende, durante l’indagine, hanno indicato solo le tipologie di rifiuti “più semplici” e meno impattanti. Altro dato significativo è il basso valore di rifiuti conferiti nel sistema stradale (meno dell’1%); anche se alcune aree (Osteria Nuova e Montecchio) presentano un sistema misto di tipo domiciliare e stradale, ed infatti il numero di dichiarazioni è basso rispetto alle altre aree, le quantità che indica l’attuale gestore Marche Multiservizi spa di raccolta nei cassonetti stradali è superiore alle 400-500 tonnellate annue, contro le 60 stimate dalle dichiarazioni delle aziende. Tale aspetto è conseguenza sia della non perfetta conoscenza da parte degli stessi produttori di quanti rifiuti vengono inviati al sistema stradale, ma anche che spesso vengono conferiti rifiuti non propriamente appartenenti a tale sistema (il servizio di raccolta stradale è notoriamente meno controllabile da parte del gestore) e le aziende tendono a sottostimare tale uso o a dichiarare meno rispetto alla realtà. L’analisi merceologica della produzione di rifiuti evidenzia le caratteristiche del distretto industriale del mobile, con la quota principale di rifiuti legnosi (oltre 14.000 ton/anno corrispondenti ad oltre il 40% della produzione complessiva); a seguire un’elevata produzione di vetro (oltre 8.000 ton/anno corrispondenti ad quasi il 25% della produzione complessiva) e quindi tipologia di rifiuto più classiche, come nell’ordine imballaggi misti, cartoni, plastica e metalli ferrosi. L’analisi per singola area produttiva mostra una distribuzione simile a quella complessiva per le aree di Montecchio, Osteria Nuova, Talacchio e Chiusa di Ginestreto. Nell’area di Selva Grossa le produzioni di equilibrano maggiormente con leggere prevalenza di rifiuti legnosi, seguiti da plastica, vetro, cartone e imballaggi misti allo stesso livello. Infine per l’area di San Germano si osserva una spiccata produzione di vetro (oltre il 60%) seguito da rifiuti legnosi (circa il 20%). 13 E’ interessante osservare la produzione media per azienda stimata nelle diverse aree industriali e riportata nella seguente tabella. Area industriale Produzione media (ton/azienda*anno) Montecchio OsteriaNuova San Germano Selva Grossa Talacchio Chiusa di Ginestreto Totale 59,6 35,7 78,5 25,6 41,9 60,6 47,6 14 La produzione di rifiuti nel servizio collettivo Per un corretto dimensionamento dei servizi alle aziende è opportuno conoscere la produzione di rifiuti che effettivamente necessitano di un servizio collettivo, in quanto la maggior parte della produzione di rifiuti risulta essere già organizzata con sistemi di contenimento di grandi dimensioni (scarrabili, benne, ecc.) che necessitano di servizi specifici e quindi non potranno mai conferire nel sistema collettivo, sia questo di tipo domiciliare, stradale o presso stazioni ecologiche. Per determinare la quantità di rifiuti che necessita di un servizio collettivo, durante l’indagine è stata richiesta alle aziende, per ogni tipologia di rifiuto, se in possesso di un sistema di stoccaggio mediante contenitori di grandi dimensioni. In alcuni casi si è osservato che ad una elevata produzione di rifiuto non è corrisposta, per quanto indispensabile, una risposta positiva alla presenza di uno stoccaggio interno all’azienda. Per quanto ciò risulti essere, molto probabilmente, un palese errore, a favore di sicurezza, nelle analisi che seguono non si considerato tale rifiuto come destinato a sistema collettivo. Nella seguente tabella si riporta la produzione di rifiuti riferita al solo sistema collettivo, espressa in tonnellate annue. Montecchio Osteria Nuova San Germano Selva Grossa Talacchio Totale Cassonetti stradali, di cui: 10,32 15,51 1,81 14,07 9,33 51,03 Misto 6,41 7,50 0,45 0,74 0,00 15,10 Carta 1,72 6,79 0,82 2,37 9,33 21,04 Cartone 1,59 0,00 0,51 7,85 0,00 9,95 Plastica 0,49 1,22 0,02 3,11 0,00 4,84 Vetro 0,10 0,00 0,00 0,00 0,00 0,10 Cassonetti propri, di cui: 1.526,92 2.063,67 1.301,79 893,74 2.094,07 7.880,19 Cartone 635,78 591,80 43,25 151,49 602,24 2.024,57 Carta 0,31 0,00 0,39 34,25 1,75 36,69 Vetro 196,62 292,50 1.154,92 * 104,05 294,17 2.042,27 Plastica 117,87 104,87 42,96 233,20 134,10 633,01 FOU 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 Legno 185,58 542,68 16,12 50,41 441,98 1.236,77 Imballaggi misti 174,86 379,35 18,73 159,58 371,15 1.103,67 Indifferenziato 0,91 3,63 0,04 0,73 0,46 5,77 Metalli ferrosi 98,62 66,29 15,58 86,50 130,99 397,99 Metalli non ferrosi 45,36 17,20 1,52 3,59 25,03 92,70 Altro 71,01 65,34 8,28 69,93 92,19 306,75 Totale 1.537,24 2.079,17 1.303,60 907,81 2.103,40 7.931,22 * il dato evidenzia il presumibile errore di un’azienda nella risposta alla presenza di un sistema di stoccaggio interno Nella seguente tabella si riportano i dati complessivi considerando anche l’area di Chiusa di Ginestreto. 15 Cassonetti di cui: Chiusa di Ginestreto Totale con Chiusa 10,60 3,01 2,86 3,23 1,47 0,02 61,63 18,11 23,90 13,19 6,32 0,11 2.184,67 389,35 59,80 870,23 174,74 0,00 272,22 278,70 2,59 118,01 19,02 0,00 2.195,26 10.064,86 2.413,92 96,50 2.912,50 807,74 0,00 1.509,00 1.382,37 8,36 516,00 111,72 306,75 10.126,49 stradali, Misto Carta Cartone Plastica Vetro Cassonetti propri, di cui: Cartone Carta Vetro Plastica FOU Legno Imballaggi misti Indifferenziato Metalli ferrosi Metalli non ferrosi Altro Totale Riportando nella seguente tabella la stima della produzione media per azienda, espressa in ton/azienda*anno, si osserva come i valori tendono ad uniformarsi tra le diverse aree industriali. Area industriale Produzione media (ton/azienda*anno) Montecchio 11,7 OsteriaNuova 12,0 San Germano 42,1 * Selva Grossa 12,3 Talacchio 13,9 Chiusa di Ginestreto 14,3 Totale 14,2 * se si elimina l’errore sopra descritto, il dato risulta essere intorno al valore di 11 ton/azienda*anno, e quindi perfettamente coerente con quello delle altre aree industriali La produzione complessiva di rifiuti riferita al solo sistema collettivo risulta per l’intero distretto industriale di circa 10.000 tonnellate annue, ovvero meno di un terzo della produzione complessiva. Tra i rifiuti prodotti, tuttavia esistono importanti differenze; da una parte i rifiuti conferiti nel sistema stradale appartengono totalmente al sistema collettivo, mentre solo l’11% dei rifiuti legnosi non presenta un sistema di stoccaggio interno all’azienda, così come il 37% dei rifiuti di vetro (anche se eliminando alcuni evidenti errori nelle risposte scenderebbe al 16%). La distribuzione dei rifiuti rimanenti al sistema collettivo, conseguentemente si modifica sostanzialmente. I rifiuti legnosi scendono al 15% dei rifiuti prodotti, così come gli imballaggi misti, mentre sia cartone che vetro si mantengono intorno al 25%. Di fatto nel sistema collettivo la distribuzione merceologica si uniforma maggiormente rispetto alla produzione complessiva. 16 Osservazioni in merito ai criteri di assimilazione Le produzioni di rifiuti appartenenti al sistema collettivo, oggi sono, in gran parte, raccolte all’interno del circuito dei rifiuti urbani e quindi dovrebbero rispettare i requisiti dei regolamenti comunali in merito ai criteri di assimilazione. Per meglio analizzare il problema si rammenta che i criteri citati nei Comuni di appartenenza delle aree industriali, gestite da Marche Multiservizi srl, determinano tali criteri considerando una produzione annua di 10 kg/mq di superficie appartenente ad uffici e/o magazzini, con esclusione delle aree di produzione. Fermo restando che la norma attuale sembra invitare (secondo un’interpretazione cautelativa) a non conteggiare più le superfici relative alle aree magazzino, per comprendere l’eventuale esistenza del problema è necessario determinare le superfici delle aree industriali. Dal censimento sono state ricavate e riportate in tabella le superfici distinguendo tra uffici, magazzini ed aree di produzione. Uffici ed affini Magazzini Produzione Totale Montecchio 5.072 38.348 47.784 91.204 Osteria Nuova 6.131 29.209 61.346 96.686 San Germano 2.411 11.565 13.234 27.210 Selva Grossa 5.092 26.562 45.528 77.182 Talacchio 2.314 13.453 34.920 50.687 Totale 21.020 119.137 202.812 342.969 Se si divide la produzione stimata nel precedente paragrafo con le superfici indicate in tabella si ricava la produzione media per unità di superficie e riportata nella seguente tabella. Uffici ed affini Magazzini Produzione Totale Montecchio 303 40 32 17 Osteria Nuova 339 71 34 22 San Germano 541 113 99 48 Selva Grossa 178 34 20 12 Talacchio 909 156 60 41 Totale 377 67 39 23 E’ evidente come le produzioni stimate, pur tenendo conto di tutte le superfici dichiarate dalle aziende, quindi anche l’area di produzione, non rispettino i criteri oggi previsti dai regolamenti comunali, con evidenti criticità nelle aree di San Germano e Talacchio. 17 Analisi delle produzioni specifiche Per una migliore analisi delle produzioni dichiarate dalle aziende sono stati calcolati alcuni indici di produzione riferiti all’unità di superficie aziendale o per addetto. I valori per unità di superficie sono ricavati a mq di superficie dedicata ad uffici per i rifiuti conferiti nei cassonetti stradali e per mq di superficie complessiva (uffici, magazzini ed aree produzione) per le altre tipologie di rifiuto. I valori per addetto sono calcolati per ogni tipologia di rifiuto dividendo per il numero di addetti complessivi (dipendenti e titolari). Tale analisi permette poi di confrontare i dati del territorio con altri disponibili in letteratura. Nella seguente tabella si riporta una sintesi dei valori medi espressi in ton/mq*anno per le principali categorie aziendali e per alcune tipologie di rifiuto. Rifiuto \ Cod. ISTAT Cartone e carta Vetro Plastica Legno Imballaggi misti Metalli ferrosi 20 0,03 25 0,001 0,001 0,159 0,006 0,006 0,008 0,002 0,047 26 0,001 0,125 0,054 0,006 28 0,001 36 0,002 50 0,001 0,001 0,031 0,007 0,007 0,002 0,009 0,026 0,003 0,002 51 0,001 0,001 0,029 74 0,008 0,011 0,008 Nella seguente tabella si riporta una sintesi dei valori medi espressi in ton/add*anno per le principali categorie aziendali e per alcune tipologie di rifiuto. Rifiuto \ Cod. ISTAT Cartone e carta Vetro Plastica Legno Imballaggi misti Metalli ferrosi 20 2,13 25 0,07 0,84 23,95 0,53 0,20 0,02 0,27 5,91 26 0,06 6,92 1,11 0,84 28 0,06 36 0,52 50 0,07 0,31 12,31 0,70 1,70 0,34 1,03 4,09 0,67 0,46 51 0,13 0,21 4,69 74 0,31 0,93 0,90 I valori per addetto sopra indicati si possono confrontare con quelli riportati dalla Camera di Commercio di Milano ed utilizzati negli studi per l’Area industriale di Chiusa di Ginestreto. Rifiuto \ Cod. ISTAT Cartone e carta Vetro Plastica Legno Imballaggi misti Metalli ferrosi 20 25 0,25 26 28 36 0,06 50 0,28 51 0,27 1,43 0,02 0,14 0,54 0,23 74 1,15 2,04 1,19 0,10 0,20 0,64 0,35 0,33 2,67 0,01 I valori calcolati per unità di superficie o per addetto evidenziano notevoli differenze, soprattutto se esaminate le dichiarazioni tra singole aziende. Anche il confronto con dati di letteratura mostra come alcune categorie industriali presentino produzioni non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente differenti. Risulta quindi indispensabile, per ogni valutazione relativa al tema rifiuti fare riferimento per quanto possibile alle dichiarazioni delle singole aziende. 18 2 Contenuti della relazione a. b. c. d. e. f. g. h. i. j. k. l. Descrizione del territorio servito (riferimento capitolo n.1) Individuazione del territorio coinvolto dalla riorganizzazione dello stesso (riferimento capitolo n.1) Descrizione tecnica delle integrazioni da apportare all'organizzazione dei servizi di raccolta già in atto sul territorio servito, al fine di conformare i servizi esistenti ai nuovi criteri progettuali; Elenco delle frazioni di rifiuto raccolte in modo differenziato; Numero e tipologia delle utenze servite (riferimento capitolo n.1) Descrizione delle modalità di raccolta delle varie frazioni di rifiuto raccolte in modo differenziato e della frazione residuale indifferenziata; Dati progettuali relativi all'organizzazione del servizio di raccolta per ciascuna frazione di rifiuto, compresa la descrizione dei circuiti di raccolta, dei tempi previsti e dell’efficienza degli operatori; Elenco dei mezzi di raccolta e trasporto, contenitori ed attrezzature utilizzate per ciascuna frazione di rifiuto differenziata e non; Stima dei quantitativi annui in peso, per ciascuna frazione di rifiuto differenziato e non, presumibilmente intercettabili dalle nuove raccolte con i sistemi previsti del progetto Quadro economico dettagliato delle spese di gestione distinte per ogni singola frazione raccolta; Destinazione delle varie frazioni di rifiuto raccolte in modo differenziato e non. Individuazione tempistica con riferimento all’attivazione del servizio. 19 Impostazione ed obiettivi del progetto Nel territorio del distretto industriale pesarese, si prevede di realizzare una gestione efficace, efficiente ed economica della raccolta e del trasporto dei rifiuti prodotti dalle attività industriali con particolare riferimento a quelli assimilati ai rifiuti urbani. Tale intenzione deve tradursi in un assetto organizzativo capace di sfruttare le economie generate da una gestione integrata dei rifiuti, • utilizzando mezzi e attrezzature (contenitori) standardizzati e adatti al tipo di servizio effettuato • ottimizzando i tempi di trasporto • sensibilizzando le utenze ad una raccolta differenziata quantitativamente e qualitativamente superiore alla situazione attuale. Il presente progetto, si prefigge il raggiungimento di elevati standard di intercettazione di materiali recuperabili dai rifiuti e il loro miglioramento attraverso le azioni sopra menzionate. Impostazione del progetto Considerando gli obiettivi sopra riportati, si è dato al progetto la seguente struttura logica: 1. Quadro normativo di riferimento 2. Analisi delle utenze e dimensionamento territoriale 3. Analisi dei flussi di rifiuto 4. Schede operative di Servizio: Logistica dei turni di lavoro e stagionalità per servizio (Piano Operativo di Servizio) • Personale utilizzato • Mezzi utilizzati • Forniture annuali e pluriennali 5. Smaltimento e recupero 6. Riepilogo dei servizi e quadro economico Il progetto è localizzato in un’area estesa comprendete sei aree industriali appartenenti al distretto industriale di Pesaro e comuni limitrofi in cui sono ubicate oltre 800 aziende. I servizi previsti sono: 1. Raccolta domiciliare e trasporto della frazione umida; 2. Raccolta domiciliare e trasporto rifiuti solidi urbani frazione secca residua; 3. Raccolta domiciliare e trasporto dei rifiuti differenziati (carta, cartone, vetro, plastica); 4. gestione di tre stazioni ecologiche 5. Smaltimento dei rifiuti raccolti. L’obiettivo previsto è il raggiungimento del 83% di Raccolta Differenziata. Fattori critici e opportunità per il servizio di raccolta integrata Il futuro servizio di raccolta, basato sulla domiciliarizzazione e sul conferimento presso stazioni ecologiche, rappresenta un notevole cambiamento rispetto al passato tanto per le utenze che per gli operatori della raccolta. I fattori cruciali per una buona riuscita del progetto ruotano, di conseguenza, attorno ad un’attività di comunicazione efficace e ad una organizzazione del servizio puntuale, ma con punti di flessibilità che permettano l’aggiustamento in corso di alcune soluzioni logistiche e organizzative sulla base delle esigenze dell’utenza e dell’amministrazione, dato peculiare dei sistemi di gestione integrata domiciliare dei rifiuti. Il risultato atteso, a fronte delle criticità individuate, rappresenta un’importante innovazione per il territorio dal punto di vista dell’efficienza e dell’economicità del servizio. Contemporaneamente non va sottovalutato l’aspetto culturale del cambiamento introdotto visto il senso di responsabilità individuale e condivisa creato nell’utenza; obiettivi questi, misurabili con l’aumento della raccolte differenziata non raggiungibile attraverso i classici sistemi di raccolta stradale. 20 Aspetti territoriali Per quanto riguarda la struttura territoriale e urbanistica i sopralluoghi effettuati e i dati relativi alla struttura delle utenze hanno rivelato una condizione adatta all’avvio del servizio nell’area. Avvio e mantenimento del servizio Particolare attenzione dovrà essere prestata nella fase di avvio del servizio e nelle attività preparatorie, vale a dire nel ritiro dei contenitori, e nella distribuzione dei kit alle utenze. A tal proposito si è data rilevanza nell’impostazione del progetto alla comunicazione con le utenze e alla disponibilità degli operatori nel raccogliere le indicazioni dell’utenza. In merito al rapporto con l’utenza, l’attivazione di un numero verde permetterà la fornitura di risposte e soluzioni per singoli casi riducendo la creazione di conflitti, specialmente nella fase di avviamento del servizio. D’altra parte l’iniziale disorientamento dell’utenza, se opportunamente recepito e fronteggiato, viene gradualmente superato una volta che il sistema sia entrato a regime. Precedenti esperienze dimostrano come il periodo di “aggiustamento” possa avere una durata mensile durante la quale gli operatori a contatto con le utenze dovranno fornire informazioni e trasmettere ai responsabili del servizio le necessità riscontrate. Formazione e Motivazione Quanto detto rivela una ulteriore necessità: la formazione e la motivazione degli operatori. A tal proposito si deve prevedere un corso dedicato all’approfondimento delle modalità di raccolta e del funzionamento complessivo del sistema. In tale sede dovranno essere specificate le procedure interne, il ruolo svolto dagli operatori nella comunicazione con l’utenza e nel flusso delle informazioni che transitano da questo al caposquadra, al responsabile di servizio, all’amministrazione. Gli operatori attualmente impiegati potranno garantire un elevato livello di efficienza solo se opportunamente motivati attraverso incontri periodici e solo se consapevoli dell’importanza del nuovo servizio di raccolta per il territorio e del suo significato in termini di protezione ambientale. Vantaggi attesi I vantaggi attesi sono di tipo economico, ambientale, pubblico-amministrativo e culturale. Obiettivi per il territorio • Riduzione del rifiuto conferito in discarica con conseguente riduzione dei costi di conferimento; considerati i costanti incrementi nel costo di conferimento in discarica il nuovo sistema di gestione integrata può essere visto come un investimento per il futuro • Maggiore efficienza del servizio e degli operatori tramite un sistema di qualità aziendale ampiamente testato • Possibilità di passaggio da tassa a tariffa puntuale tramite predisposizione di un sistema di contabilizzazione nei contenitori e del sistema informativo per la copertura totale del servizio • Crescita occupazionale • Incremento dell’attendibilità e della quantità di informazioni gestite relativamente al servizio di igiene urbana e alla produzione di rifiuti • Concretezza e visibilità dell’azione amministrativa in tema di servizi ambientali Obiettivi ambientali e culturali • Crescita del rifiuto recuperato e vantaggi ambientali correlati • Migliore qualità delle frazioni di rifiuto destinate a recupero • Responsabilizzazione individuale e educazione al rispetto dell’ambiente Vantaggi per l’utente • Sistematicità del servizio e puntualità nei confronti dell’utente • Alta efficacia in zone ricche di attività industriali ed artigianali • Contatto diretto con gli operatori e il gestore tramite numero verde, stazione ecologica 21 Quadro normativo Normativa Comunitaria L’indirizzo della normativa comunitaria tende ad accrescere la responsabilizzazione del produttore di rifiuti sulla base del principio “chi inquina paga”. Ciò riguarda anche il singolo cittadino che viene responsabilizzato attraverso la tariffa individuale e sistemi di incentivazione alla riduzione. In questo quadro si inseriscono anche i sistemi di raccolta domiciliare che accrescono la responsabilità singola dell’utente. L’impostazione data dal legislatore tende al rispetto dei quattro principi fondanti la regolazione del “sistema rifiuti”; principi ripresi dal “decreto Ronchi” e dal seguente Il D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche: a. il riutilizzo, il reimpiego ed il riciclaggio; b. le altre forme di recupero per ottenere materia prima secondaria dai rifiuti; c. l'adozione di misure economiche e la previsione di condizioni di appalto che prescrivano l'impiego dei materiali recuperati dai rifiuti al fine di favorire il mercato di tali materiali; d. l'utilizzazione dei rifiuti come mezzo per produrre energia. Le azioni messe in atto dagli enti locali e dalle amministrazioni con potere legislativo dovranno quindi essere indirizzate all’obiettivo specifico di smaltire solo i rifiuti che non possono essere in altro modo recuperati. Il più recente atto di programmazione emanato dall’Unione Europea è il “VI Programma d’Azione Ambientale UE 2000-2010” sottoscritto nell’anno 2001. A tal proposito gli obiettivi del VI Programma tendono a garantire “una migliore efficienza delle risorse e una migliore gestione delle risorse e dei rifiuti ai fini del passaggio a modelli di produzione e consumo più sostenibili, dissociando pertanto l’impiego delle risorse e la produzione dei rifiuti dal tasso di crescita economica, e cercando di garantire che il consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili non superi la capacità di carico dell’ambiente”. In materia di rifiuti vengono stabilite a livello Europeo i seguenti obiettivi: • Riduzione della corrispondenza diretta tra crescita economica e produzione di rifiuti; • Riduzione della pericolosità dei rifiuti; • Promozione del riciclaggio, imperniato attorno a flussi prioritari di rifiuti, come gli imballaggi, i veicoli fuori uso ed altri, che sono stati oggetto, in seguito, di specifiche direttive comunitarie; • Riduzione al minimo necessario del ricorso allo smaltimento (cfr. direttiva discariche); • Trattamento dei rifiuti il più vicino possibile al luogo di produzione, al fine di ridurne gli impatti sulle matrici ambientali. Per il perseguimento degli obiettivi sopra riportati l’Unione Europea decide di emanare una serie di direttive volte a regolare la gestione del ciclo dei rifiuti. La normativa comunitaria in materia di rifiuti è costituita essenzialmente dalla DIR 75/442/CEE modificata dalla DIR 91/156/CEE sui rifiuti in generale; dalla DIR 91/689 modificata dalla DIR 94/31 sui rifiuti pericolosi e dalla DIR 94/62 sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio. Esse sostanzialmente impongono agli stati membri di adottare misure per la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti, promuovendo lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie pulite, e provvedendo al loro recupero; tutto ciò in modo tale da garantire un elevato grado di protezione dell’ambiente e della salute pubblica. In questo contesto lo smaltimento in discarica deve essere solo l’ultimo anello di una catena di gestione integrata dei rifiuti che privilegi la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero energetico. E’ in fase di approvazione una Direttiva sul trattamento biologico dei rifiuti biodegradabili che insieme Direttive 99/31/CE in materia di discariche compone il riferimento normativo europeo sul trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Si aggiungono a queste, infine, due Direttive che regolano il flusso dei rifiuti costituito dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche (2002/95/CE e 2002/96/CE) prevedendo la responsabilità del produttore nello smaltimento e opportuni sistemi di raccolta organizzati tramite la collaborazione di enti locali, rivenditori, imprese produttrici, utilizzatori finali. 22 Normativa nazionale In Italia la normativa di recepimento delle direttive europee è imperniata intorno al D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche in seguito all’abrogazione del D.lgs 22/1997. In tema di rifiuti speciali assimilabili agli urbani ed assimilati si evidenzia un passaggio normativo riportato nel decreto n.4 del 2008 che sottolinea la necessità di ridurre le quantità di rifiuti a carattere industriale, artigianale e commerciale da conferire nel circuito dei rifiuti urbani: a) Al comma 2, la lettera e), è sostituita dalla seguente: «e) La determinazione dei criteri qualitativi e qualiquantitativi per l'assimilazione, ai fini della raccolta e dello smaltimento, dei rifiuti speciali e dei rifiuti urbani. Ai rifiuti assimilati, entro un anno, si applica esclusivamente una tariffazione per le quantità conferite al servizio di gestione dei rifiuti urbani. La tariffazione per le quantità conferite che deve includere, nel rispetto del principio della copertura integrale dei costi del servizio prestato, una parte fissa ed una variabile e una quota dei costi dello spazzamento stradale, è determinata dall'amministrazione comunale tenendo conto anche della natura dei rifiuti, del tipo, delle dimensioni economiche e operative delle attività che li producono. A tale tariffazione si applica una riduzione, fissata dall'amministrazione comunale, in proporzione alle quantità dei rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero tramite soggetto diverso dal gestore dei rifiuti urbani. Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico; allo stesso modo, non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle strutture di vendita con superficie due volte superiore ai limiti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 114 del 1998. Per gli imballaggi secondari e terziari per i quali risulti documentato il non conferimento al servizio di gestione dei rifiuti urbani e l'avvio a recupero e riciclo diretto tramite soggetti autorizzati, non si applica la predetta tariffazione. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti, entro novanta giorni, i criteri per l’assimilabilità ai rifiuti urbani.»; b) al comma 2 è aggiunta, in fine, la seguente lettera: «s-bis) l’individuazione e la disciplina, nel rispetto delle norme comunitarie ed anche in deroga alle disposizioni della parte quarta del presente decreto, di semplificazioni con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare da adottarsi entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente disciplina in materia di adempimenti amministrativi per la raccolta e il trasporto di specifiche tipologie di rifiuti destinati al recupero e conferiti direttamente dagli utenti finali dei beni che originano i rifiuti ai produttori, ai distributori, a coloro che svolgono attività di istallazione e manutenzione presso le utenze domestiche dei beni stessi o ad impianti autorizzati alle operazioni di recupero di cui alle voci R2, R3, R4, R5, R6 e R9 dell'Allegato C alla parte quarta del presente decreto.” 23 Descrizione del territorio servito Il territorio dell’area industriale di Pesaro è descritto in altri elaborati tecnici ai quali si rimanda. Ai fini della presente relazione si evidenzia che il distretto è suddiviso in sei aree industriali, di cui una (Chiusa di Ginestreto), trattata in un precedente progetto, è stata inserita a completamento dell’analisi tecnico economica che segue. Analisi dell’utenza e relative produzioni rifiuti Anche per tale analisi si rimanda al documento specifico. Nella seguente tabella si riassumono le attività presenti nel distretto e la relativa codificazione ISTAT. Codice ISTAT Montecchio Osteria Nuova San Germano Selva Grossa Talacchio Chiusa di Ginestreto Totali 20 6 19 2 3 6 12 48 21 2 1 4 1 8 22 4 1 1 24 1 1 1 25 3 4 2 3 26 6 6 4 2 1 1 28 11 14 2 29 4 10 1 27 31 2 8 1 4 2 5 19 3 11 32 2 4 11 12 4 54 2 1 6 9 32 2 2 1 1 7 35 1 1 4 36 46 56 10 12 2 73 54 251 45 4 3 1 2 5 6 21 50 7 3 3 3 3 19 51 11 5 52 7 6 15 44 1 3 2 4 10 2 2 3 1 2 55 60 1 2 2 2 2 15 4 63 70 7 6 15 1 5 10 46 74 2 3 3 1 5 14 Altro 21 27 3 7 8 6 72 TOTALE 132 173 31 74 151 154 715 Il numero complessivo di aziende non riportano con il dato indicato in altre analisi in quanto non per tutte le utenze si hanno informazioni relative al codice ISTAT. Il dato comunque riporta oltre un terzo delle aziende appartenenti alla categoria 36, uniforme in tutte le aree industriali eccetto Selva Grossa (meno del 20%) e Talacchio (quasi il 50%). Le categorie più importanti dopo la 36, sono la 20, la 28, la 51 e la 70. 24 Analisi del territorio e consegna dei kit Rilievo delle utenze nel territorio Durante l’avvio dei servizi di raccolta domiciliare riveste un ruolo strategico la comunicazione diretta che avviene durante la consegna dei kit. Questa verrà anticipata da un rilievo del territorio (oltre quello già svolto ai fini del presente studio) relativo alle utenze per verificare la correttezza delle informazioni stimate, soprattutto per valutare le problematiche relative a specifiche utenze nell’individuazione della localizzazione dei contenitori di raccolta. Tale rilievo è strutturato nelle seguenti fasi: • Acquisizione da parte del Comune dei database anagrafe e tariffa per verifica dimensionamento preliminare (ove possibile si utilizzeranno anche elenchi delle utenze quali settore idrico, energia, ecc.) • Analisi progetto tecnico, che prevede di rivedere le dotazioni di contenitori, la loro collocazione ed i relativi circuiti di svuotamento, verificando anche eventuali evasori; • Verifica delle utenze non domestiche attraverso dati della Camera di Commercio e predisposizione delle schede di consegna; • Verifiche puntuali sul territorio, contatto telefonico di utenze produttive, fissando appuntamenti per verificare il posizionamento sul posto; in genere occorre considerare un margine di errore dello stradario derivante da utenze non domestiche che hanno cessato l’attività, altre che l’hanno intrapresa, ma non sono ancora registrate in Comune, ecc.; in tale ambito rientrano anche le utenze che richiedono un sopralluogo specifico per esigenze particolari (difficoltà nello stabilire il margine tra assimilato e non, quantità di materiale prodotto, ecc.). Per ottimizzare i tempi di tale fase si prevede di organizzare incontri preliminari di settore, per gruppi omogenei di interesse (rappresentanti associazioni, ecc.). Consegne dei kit per servizi di raccolta Sulla base delle risultanze dell’analisi del territorio sopra esposta si procederà alla predisposizione dei kit per la raccolta domiciliare consistenti indicativamente nelle seguenti attrezzature: • contenitore per residuo secco (a tutte le utenze) • contenitore per frazione organica (alle utenze previste) • contenitore per carta (alle utenze previste) • contenitore per vetro (alle utenze previste) • contenitore per plastica (alle utenze previste) Di concerto con i soggetti responsabili della campagna di comunicazione si provvederà alla consegna dei kit sopra preparati. In caso di assenza dell’utente, viene rilasciato un talloncino di avviso per il ritiro del kit presso una o più sedi concordate con l’amministrazione comunale od il gestore. 25 Dimensionamento e organizzazione del servizio Si procederà ora con una descrizione tecnica dell’organizzazione dei nuovi servizi di raccolta nell’area industriale. Modalità organizzative delle raccolte differenziate Sulla base della gerarchia dei principi di gestione dei rifiuti stabilita a livello europeo e condivisa in successione ai livelli nazionale, regionale e provinciale, al primo posto vi è la prevenzione, ossia la riduzione dei rifiuti. Si può sin d’ora affermare che la posizione di “fine ciclo” che spetta ai servizi di raccolta dei rifiuti, con Aziende che operano su scala locale, in un sistema di distribuzione dei beni definito su logiche e meccanismi di ben altra dimensione, non consente l’ottenimento di risultati decisivi, anche se tutta una serie di azioni possono effettivamente essere attivate, comunque con ricadute apprezzabili (l’autocompostaggio, ad esempio). Pertanto l’azione d’intervento dei soggetti gestori, in termini di definizione e applicazione di una politica sempre più ecocompatibile della raccolta dei rifiuti, risiede nel secondo principio, ossia la massimizzazione del riciclaggio. E’ riconosciuto che questo obiettivo non può essere perseguito se non attraverso la separazione a monte dei flussi di raccolta, ossia attraverso la raccolta differenziata (RD). La classificazione delle modalità di RD può essere effettuata secondo vari profili. In base alle modalità di fornitura dei rifiuti agli addetti al servizio di raccolta si distinguono sistemi “a ritiro”, da sistemi a “consegna”. I primi sono tipici delle raccolte “porta a porta” o “domiciliari”, nei quali gli addetti passano a ritirare, stabile per stabile, i rifiuti differenziati, a volte entrando direttamente nelle pertinenze (androni, cortili), a volte semplicemente ritirandoli a bordo strada (eventualmente con l’operazione di svuotamento di contenitori rigidi). Altro sistema “a ritiro” è quello che prevede il passaggio sulla base di un calendario prestabilito, previo accordo con l’utente o semplicemente dopo una sua comunicazione. Tale modalità è detta “per appuntamento”. Il sistema “a consegna” più diffuso è quelle delle cosiddette “raccolte stradali”: gli utenti depositano i propri rifiuti in appositi contenitori posizionati permanentemente a bordo strada o comunque su suolo pubblico. I contenitori vengono poi periodicamente svuotati dagli addetti al servizio. La raccolta viene effettuata con compattatori a carico posteriore o compattatori monoperatore a carico laterale. In quest’ultimo caso i cassonetti assumono normalmente notevole volumetria (da 1,7 fino a 3,2 mc). Una variante della raccolte stradali è costituita dalle raccolte di prossimità, che prevedono la collocazione sul territorio di contenitori di minore dimensione (ad es. bidoni carrellati), con una maggiore densità rispetto alla classica raccolta stradale. Altra modalità è quella che prevede la consegna dei rifiuti, a cura dell’utente, in particolari punti, sorvegliati e presidiati, denominati centri di raccolta o anche ecocentri, stazioni (o piattaforma) di conferimento, rifiuterie, riciclerie, ecc. Le modalità che consentono un’interfaccia tra utenti ed incaricati del servizio, specie se questi ultimi sono sufficientemente formati e motivati, offrono migliori garanzie di risultato, sia per il ruolo di “filtro” verso conferimenti impropri, sia per l’azione informativa e di sensibilizzazione che gli operatori “front line” possono effettuare. Pertanto tale presenza diventa un elemento non secondario di classificazione delle modalità di RD. Le raccolte domiciliari, quando ben organizzate ed effettuate, sono le più efficaci, grazie alla loro capillarità, alla possibilità di responsabilizzare l’utente, all’interazione positiva che si può venire a creare tra utenza ed operatori, alla possibilità di applicare sistemi tariffari puntuali. Essendo attività ad elevata intensità di manodopera (labour intensive) sono evidentemente caratterizzate da maggiori costi unitari, rispetto agli 26 abitanti serviti. Le raccolte stradali sono abbastanza economiche, ma sono caratterizzate da basse prestazioni ambientali, poiché permettono di intercettare in modo differenziato solo i rifiuti provenienti dalla fascia di utenza maggiormente attenta e sensibile. Inoltre non consentono di erogare servizi personalizzati, spesso necessari per le utenze non domestiche. Le raccolte per appuntamento hanno ambiti di elezione abbastanza circoscritti, quali il ritiro dei rifiuti ingombranti e dei beni durevoli, dei rifiuti verdi, o di quantitativi importanti di altri rifiuti riciclabili, presso grandi utenze. I centri di raccolta svolgono un ruolo importante per la raccolta di alcuni rifiuti dei quali gli utenti devono disfarsi in tempi brevi (rifiuti ingombranti, inerti, rifiuti verdi ecc.), di rifiuti per i quali non sono previste destinazioni alternative (es. accordo con i commercianti per gli imballaggi in alcune realtà in cui non è possibile effettuare raccolte maggiormente intensive), o di rifiuti per i quali la consegna presso di esse è incentivata mediante sconti tariffari, fornitura di gadget, concorsi a premi. Tali strutture, se ben “animate”, possono svolgere un ruolo rilevante nella sensibilizzazione della popolazione locale. La tabella seguente riassume le varie tipologie di RD, individuandone gli elementi ed i parametri organizzativi, i punti di forza e quelli di debolezza. Modalità Vantaggi Svantaggi possibilità di ottenere ottimi risultati costi abbastanza elevati, in fundi intercettazione differenziata zione della intensità di manodopossibilità di integrare i servizi di pera raccolta, alleggerendo in modo sooccupazione di spazi interni ai stanziale quella del rifiuto indifferencondomini, nel caso di raccolte ziato, che assume carattere residuacon contenitori rigidi le (“secco non riciclabile”), ottenendisagi per gli utenti legati alla nedo un migliore controllo sui flussi ed cessità di esporre i contenitori una forte riduzione dei conferimenti all’esterno in occasione dei pasimpropri di rifiuti speciali saggi (quando ciò è previsto) con l’integrazione dei servizi, per disagi per gli utenti che abitano in l’effetto combinato dell’aumento delcondomini, per la necessità di tela RD e dell’eventuale riduzione dei nere nell’alloggio (sul balcone) i RU totali, si ha una drastica riduziorifiuti, nel caso di raccolte a sacDomiciliare (porta a ne dei rifiuti indifferenziati da smaltichi. porta) re molto efficace in aree ad alta intensità terziaria e commerciale possibile anche in centri storici a viabilità ridotta migliore qualità dei materiali raccolti notevole comodità di conferimento per l’utenza, con migliore “personalizzazione” dei servizi possibilità di effettuare informazione permanente maggiore visibilità del servizio necessità di ridurre al massimo le “non conformità di servizio” risultati quali-quantitativi limitati discreta economicità del servizio ingombro della sede stradale di raccolta e quindi intralcio alla viabilità punti di accumulo di altri rifiuti Stradale occupazione stradale permanente e disagio estetico (soprattutto per i frequenti conferimenti a lato dei contenitori) non generalizzabile funzionale per particolari tipi di rifiuPer appuntamento to, originati in quantità apprezzabile 27 Stazione ecologica da ogni singola utenza grande flessibilità d’uso potenziale forte impatto positivo sulla popolazione costi di investimento necessariamente elevati rischio di conferimenti impropri fuori orario all’esterno della recinzione Metodologia di progettazione Sono indicati in questo paragrafo i principali procedimenti logici e di calcolo utilizzati in fase progettuale. Utenze: Il numero delle utenze è stimato per eccesso in 816 unità. Il sistema di raccolta domiciliare è dimensionato sul 100% delle utenze. La classificazione delle utenze non domestiche è stata ottenuta dal censimento effettuato e tale dato permette il calcolo delle forniture necessarie al servizio e quello degli svuotamenti per turno di lavoro. Gli svuotamenti per turno di lavoro, nel caso della raccolta domiciliare porta a porta dipendono dal numero di utenze che effettivamente necessitano delle frequenze di progetto. Si è stimata, perciò, una percentuale di esposizione per ogni merceologia del rifiuto. Dimensionamento del servizio Il calcolo dei tempi di lavoro per servizio è ottenuto sulla base dei seguenti parametri: 1. il numero degli svuotamenti necessari considerando la percentuale di esposizione 2. la capacità di svuotamento per turno di lavoro 3. i tempi di svuotamento per tipologia di contenitore e mezzo (monoperatore, cassonetti > 660 lt, bidoni carrellati, contenitori piccoli, sacchi) 4. gli spostamenti previsti sul territorio sulla base della struttura urbanistica e delle destinazioni del rifiuto. I tempi di lavoro sono quindi suddivisi per area ad alta densità e incrementi stagionali tenendo presente che un turno di lavoro può comprendere la raccolta di diverse tipologie di contenitori e che per merceologie con numero di contenitori esiguo, il servizio dovrà essere ottimizzato con quello delle utenze domestiche. Nel distretto industriale, in base alle distanze delle aree industriali sono stati previste tre stazioni ecologiche. Il dettaglio dei carichi di lavoro per servizio è definito nei paragrafi seguenti. Saranno presentate, di seguito, delle schede riassuntive del progetto organizzate in diverse sezioni: • Analisi quantitativa: obiettivi e flusso di rifiuti • Modalità di raccolta: caratteristiche del servizio • Piano dei servizi: frequenze di raccolta per servizio • Personale e mezzi: dimensionamento dei turni di lavoro per personale utilizzato e mezzi Nell’ultimo paragrafo “Stazioni ecologiche” sono descritti i servizi e le risorse relativa ai centri presidiati. Piano dei Servizi I servizi di raccolta domiciliare riguardano tutte le diverse frazioni di rifiuto, recuperabili e non, comprese nell’elenco descrittivo che segue: Definizione Descrizione del rifiuto Secco Residuo Frazione residuale della raccolta differenziata destinata allo smaltimento. 28 Definizione Descrizione del rifiuto Organico Frazione organica putrescibile, principalmente scarti alimentari da mense. Carta Frazione cellulosica dei rifiuti da uffici. Cartone Frazione cellulosica dei rifiuti, principalmente imballi primari e secondari in cartone. Plastica Frazione plastica dei rifiuti. Vetro Frazione vetrosa, principalmente bottiglie e barattolame. Nella seguente tabella si mostrano i servizi attualmente attivati a confronto con quelli previsti dal progetto. SERVIZI ATTUALI PROGETTO Raccolta indifferenziati con cassonetti SI' NO Raccolta indifferenziati porta a porta SI' SI' Raccolta frazione organica porta a porta NO SI' Raccolta carta stradale SI' NO Raccolta carta porta a porta NO SI' Raccolta plastica stradale SI' NO Raccolta plastica porta a porta NO SI' Raccolta vetro stradale SI' NO Raccolta vetro porta a porta NO SI' Raccolta tramite Stazioni ecologiche NO SI' Come si osserva, attualmente sono già stati attivati, a livello sperimentale, nelle aree industriali di Montecchio e Osteria Nuova servizi di raccolta domiciliare presso le aree industriali/artigianali. Il numero di aziende che infatti dichiarano di utilizzare cassonetti stradali in tali aree è percentualmente inferiore a quello indicato nelle altre aree industriali. La raccolta di rifiuti ingombranti, scarti verdi e RAEE prodotti dalle attività industriali (uffici) è prevista attraverso i centri presidiati (stazioni ecologiche). La tabella seguente mostra il numero di utenze per ciascuna categoria che riceveranno un determinato 29 servizio di raccolta domiciliare. Montecchio Osteria Nuova San Germano Selva Grossa Talacchio Chiusa di Ginestreto Secco residuo 168 218 35 81 160 154 816 Carta 19 22 13 33 19 20 126 FOU 1 0 0 0 0 0 1 Plastica 2 2 3 12 0 4 23 Vetro 2 0 0 0 0 0 2 Totale Per il secco residuo, prudenzialmente, sono state considerate tutte le attività da documentazione anagrafica, anche se non confermate nei rilievi. Obiettivi del progetto In questo contesto, il progetto proposto prevede il raggiungimento di un obiettivo di Raccolta differenziata dell’83% raggiungibile con il nuovo sistema a regime, cioè dopo 3 - 4 mesi dall’avvio dei servizi. Per determinare tale risultato gli obiettivi di recupero per singola frazione di rifiuto sono stati calcolati come descritti nella tabella seguente. OBIETTIVI INTERCETTAZIONE RIFIUTI DIFFERENZIATI PROGETTO Frazione di Rifiuto FOU domiciliare Carta domiciliare Cartone domiciliare Plastica domiciliare Vetro domiciliare Cartone stazione ecologica Plastica stazione ecologica Vetro stazione ecologica Legno stazione ecologica Metalli ferrosi stazione ecologica Metalli non ferrosi stazione ecologica Imballaggi misti stazione ecologica Altro stazione ecologica Indifferenziato domiciliare TOTALE analisi merceologica 1,19 0,13 0,06 0,00 23,84 7,98 28,76 14,90 5,10 1,10 13,65 3,03 0,26 100,00 produzione rifiuti (Kg/anno) 120.398,69 13.187,63 6.316,54 113,69 2.413.920,14 807.742,14 2.912.499,35 1.508.996,63 516.003,86 111.718,71 1.382.370,96 306.748,39 26.469,06 10.126.485,79 Obiettivo % di intercettazione 90 90 90 90 90 100 100 100 100 100 100 82,92% RD (Kg/a) 108.358,82 11.868,86 5.684,88 102,32 2.413.920,14 807.742,14 2.912.499,35 1.508.996,63 516.003,86 111.718,71 8.396.895,73 Residuo (Kg/a) 12.039,87 1.318,76 631,65 11,37 1.382.370,96 306.748,39 26.469,06 1.729.590,06 Come si può facilmente notare, le stazioni ecologiche hanno un ruolo determinante sia come intercettazione che come obiettivi della raccolta rifiuti del territorio. Dimensionamento e organizzazione del servizio Il dimensionamento del servizio per ogni singola frazione di rifiuto si basa sul calcolo degli svuotamenti effettuati per turno di lavoro, e, conseguentemente, sui tempi di raccolta e svuotamento per tipo di contenitore o sacco. Nella tabella seguente si indica il numero di svuotamenti previsti per tipologia di contenitore all’interno di un turno di lavoro giornaliero. Tali valori sono rappresentativi dell’efficienza degli operatori. I tempi complessivi per lo svolgimento del servizio dipendono dall’esposizione attesa dei contenitori stessi. Il carico temporale degli operatori è poi con sfrontato con il carico di lavoro espresso in tonn/turno od in mc/turno. 30 Tipologia di contenitore cassonetti 2400 lt. - monoperatore cassonetti 660-1700 lt. – car. posteriore bidoni carrellati 120-360 lt. mastelli 25-60 lt. sacchi Svuotamenti per turno di lavoro 100 100 150 300 500 Nel prosieguo del paragrafo saranno dettagliati per ciascun servizio le previsioni circa il sistema di raccolta, ovvero il dimensionamento delle attrezzature, le frequenze, i turni di lavoro necessari allo svolgimento del servizio, mezzi, personale, ore di impegno per intervento e annuali. Secco Residuo Organico Carta e Cartone Plastica Vetro Frequenze di raccolta servizio domiciliare Bassa stagione 1 volta a sett. 2 volte a sett. 1 volta a sett. 1 volta a sett. 1 volta a sett. Alta stagione 1 volta a sett. 3 volte a sett. 1 volta a sett. 1 volta a sett. 1 volta a sett. Densità (kg/mc) 80 Riempimento (%) 80% 500 120 20 70% 80% 80% 240 360 2.400 0% 59% 14% 200 Dimensionamento dei contenitori 80% 240 3% Secco Residuo Organico Carta e Cartone Plastica Vetro Contenitore Esposizione (lt) media (%) 240 25% Esposizione progetto (%) 60% insieme domestico 80% 80% insieme domestico Ai fini organizzativi della raccolta della frazione secca residua il territorio è stato suddiviso in n. 6 circuiti domiciliari, come indicato nella tabella seguente (per gli altri servizi il circuito è unico, oppure integrato con le utenze domestiche). ZONA Area industriale 1 2 3 Area industriale Talacchio Area industriale Montecchio Area industriale Osteria Nuova Area industriale Osteria Nuova e Chiusa Ginestreto Area industriale Chiusa Ginestreto Area industriale San Germano e Selva Grossa 4 5 6 Circuiti di raccolta domiciliare FREQ. 1 gg/sett. SR-1 SR-2 SR-3 31 Numero contenitori 160 168 125 SR-4 122 SR-5 125 SR-6 116 Inquadramento Secco Residuo Organico Carta Cartone Plastica Vetro Riepilogo personale 4° livello 2° livello 4° livello 4° livello 2° livello 4° livello 2° livello 4° livello 3° livello Tipo di mezzo Portata Secco Compattatore 2 assi Residuo Organico Costipatore Carta Compattatore 2 assi Cartone Compattatore 2 assi Plastica Monoperatore Vetro Vasca o costipatore Riepilogo mezzi Inquadram. Personale Bassa Stagione Interv. a setN° timana 1 6 1 6 1 parziale 1 1 1 1 1 1 1 1 1 parziale 1 parziale Bassa Stagione 19.785 3° livello 2° livello 26 10.144 Incremento Alta Stagione Int. settiN° mezzi mana ore/anno 1.902 1.902 58 317 317 317 317 78 26 ore/anno totali N° mezzi Int. settimana 18 mc 1 6 - - 1.902 7 mc 18 mc 18 mc 26 mc 5 o 7 mc 1 1 1 1 1 parziale 1 1 parziale parziale - parziale - 58 317 317 78 26 Personale ore/anno 4° livello Incremento Alta Stagione Interv. a setN° timana parziale - Mezzi Tipo di mezzo Compattatore 2 assi Monoperatore Costipatore Vasca o Costipatore Portata ore/anno 18 mc 2.536 26 mc 7 mc 5-7 mc 78 52 26 Riepilogo risorse Servizi complementari Raccolta scarti verdi La raccolta degli scarti verdi potrà avvenire presso le stazioni ecologiche oppure su richiesta dell’utente tramite numero verde. Raccolta Ingombranti La raccolta dei beni ingombranti potrà avvenire presso le stazioni ecologiche oppure su richiesta dell’utente tramite numero verde. Gestione stazioni ecologiche Nel territorio del distretto industriale non sono tutt’oggi presenti centri presidiati per la raccolta di grandi quantitativi di rifiuti conferiti direttamente dalle aziende. In una prima fase di pianificazione si è fatto riferimento al seguente criterio: ai fini di una maggiore parteci- 32 pazione da parte delle utenze si considera come distanza adeguata un raggio massimo di circa 3-4 km dal sito della stazione ecologica. Secondo tale criterio, in tutto il distretto si dovrebbero realizzare non meno di 3 stazioni ecologiche ubicate come indicato nella seguente tabella. Area Industriale Montecchio Osteria Nuova San Germano Selva grossa Talacchio Chiusa di Ginestreto Stazione prevista X X X In base a quelle indicate più comode per l’utente Totale 3 Per il progetto definitivo della stazione indicata per l’area industriale di Montecchio e Osteria Nuova si rimanda all’elaborato tecnico n.3. Le stazioni ecologiche sono indispensabile supporto del sistema di raccolta domiciliare, in quanto permette alle utenze, in particolare quelle industriali/artigianali, di conferire direttamente in determinati giorni della settimana, rispettando gli orari d’apertura definiti, rifiuti prodotti in elevate quantità, materiale ingombrante o non raccolto a domicilio. Per la gestione delle tre stazioni ecologiche a servizio del distretto si prevede l’impiego di otto autocarri gru con un operatore di 4° livello per oltre 2.000 interventi annui e di quattro operatori di 2° livello per apertura giornaliera dei centri. Di seguito sono dettagliate le risorse del servizio, mezzi, personale, ore di impegno annuali. Inquadramento Trasporti Custodia Riepilogo personale 4° livello 2° livello Personale Int. settimana 6 6 ore/anno N° 3 3 ore/anno N° 3 RIsorse Int. settimana 6 Tipo di mezzo Trasporti Riepilogo mezzi Inquadram. 4° livello 2° livello Riepilogo risorse Autocarro grù Personale ore/anno 5.706 5.706 5.706 5.706 5.706 Mezzi Tipo di mezzo Autocarro grù Portata - ore/anno 5.706 Gestione Le stazioni ecologiche verranno gestite con personale qualificato inserito in accordo con la committenza del servizio. Si prevede l’inserimento di almeno un addetto per 36 ore settimanali per ogni stazione ecologica. Il personale operante avrà principalmente mansioni di controllo per evitare conferimenti erronei ma soprattutto abusivi e gestire le iniziative promozionali in atto; nei periodi di minore affluenza si dedicheranno alle operazioni di smontaggio elettrodomestici, trasferimento interno di ingombranti e di ordinaria manutenzione dell’area. 33 Il personale pertanto sarà in grado di manovrare un carrello elevatore od una pala gommata. Orari di apertura È importante che la stazione ecologica abbia orari d’apertura stabiliti in modo tale da favorire la massima fruibilità. La stazione ecologica a servizio delle aree industriali di Montecchio e Osteria Nuova è progettata a servizio sia delle utenze domestiche del territorio sia delle aree industriali, pertanto gli orari dovranno prevedere accessi differenti da parte delle due tipologie di utenza. Dovrà essere prevista una chiusura infrasettimanale al pubblico che consente la manutenzione e comunque attività interne e di accogliere eventuali visite (scolaresche, rappresentanti di altre Amministrazioni Pubbliche, gruppi vari). Costi di gestione Nel piano economico sono compresi i seguenti costi di gestione: costi del personale per apertura stazione ecologica (compreso vestiario); costi di trasporto e movimentazione degli scarrabili da svuotare fino a piattaforma CONAI o recuperatore/smaltitore; costi di ammortamento relativi delle attrezzature fisse, per la raccolta dei materiali e delle attrezzature mobili per lo svuotamento e il trasporto dei contenitori; sono invece escluse le spese di realizzazione (locali, recinzione, pavimentazione ecc.), le opere tecnologiche (impianto elettrico e di illuminazione, idrico, fognario, ecc.) e le spese tecniche; costi di esercizio comprensivi di manutenzione (mezzi, attrezzature fisse e mobili), consumo carburanti e lubrificanti, assicurazioni e tasse, spese generali. Trasporto e smaltimento dei rifiuti raccolti I rifiuti raccolti in maniera indifferenziata (frazione secca residua e indifferenziato), gli ingombranti non recuperabili, saranno avviati agli impianti di smaltimento previsti nella pianificazione provinciale/regionale. La frazione umida e gli scarti verdi saranno conferiti presso l’impianto di compostaggio. Gli altri materiali recuperabili, riciclabili o che richiedano forme di smaltimento particolari saranno invece trasportati alle rispettive reti di recupero o trattamento, ovvero la piattaforma CONAI di territorio. Piano Operativo di Servizio Di seguito si riporta la scheda che sintetizza il Piano Operativo di Servizio (POS) relativo alle raccolte domiciliari (periodo annuale esclusa estate) ed alle stazioni ecologiche. LUNEDI' autisti SERVIZIO 4A MARTEDI' operator 3A 2A autisti 4A MERCOLEDI' operator 3A 2A autisti 4A GIOVEDI' operator 3A 2A autisti 4A VENERDI' operator 3A 2A autisti 4A SABATO operato 3A 2A autisti 4A 3A operato 2A SECCO RESIDUO 1,0 - 1,0 1,0 - 1,0 1,0 - 1,0 1,0 - 1,0 1,0 - 1,0 1,0 - 1,0 FRAZIONE ORGANICA 0,1 - - - - - - - - - - - 0,1 - - - - - VETRO - - - - 0,1 - - - - - - - - - - - - - CARTA - - - - - - - - - 1,0 - 1,0 - - - - - - CARTONE - - - - - - - - - - - - - - - 1,0 - 1,0 PLASTICA - - - 0,3 - - - - - - - - - - - - - - 3,0 - 3,0 3,0 - 3,0 3,0 - 3,0 3,0 - 3,0 3,0 - 3,0 3,0 - 3,0 4,1 - 4,0 4,3 0,1 4,0 4,0 - 4,0 5,0 - 5,0 4,1 - 4,0 5,0 - STAZIONI ECOLOGICHE totale 8,1 8,4 34 8,0 10,0 8,1 5,0 10,0 Riepilogo attrezzature ATTREZZATURA Numero CASSONETTO 2400 lt hdpe 23 BIDONE 360 LT 126 BIDONE 240 LT 840 CASSONE 25 MC 20 CASSONE 15 MC 5 CASSONE 25-30 MC PORTE A LIBRO 5 PRESS-CONTAINER 10 ECO CONTAINER 1 MC 9 CISTERNA OLI DA 500 LT 6 ROLL-CONTAINER 25 35 Istituzione tariffa puntuale Il sistema previsto in questo progetto come modello di tariffazione puntuale utilizza, per implementare il sistema di rilevazione dei conferimenti, i chip transponder per i contenitori della frazione secca residua in N. 816 pezzi. Il sistema prevede l’identificazione dei contenitori forniti di transponder del tipo passivo a sola lettura inizializzati con codice univoco a 10 cifre, tramite antenne posizionate sulla rastrelliera di aggancio dei cassonetti. All’avvicinamento dell’antenna fino ad una distanza compresa fra i 10/20 cm, il transponder trasmette con frequenza di 125Khz il proprio codice di identificazione. Il sistema centrale tramite decodificatori e convertitori riceve e visualizza il dato di riconoscimento. Il software accumula i dati relativi al codice primario per trasmissione a terra. La trasmissione avviene portando l’unità palmare di bordo su calamaio di scarico dati posizionato su postazione fissa. Di tali impianti se ne prevede n. 1. Questo sistema, in atto presso varie realtà con varie modalità (per esempio il Comune di Gonzaga (MN), Consorzio Priula Treviso – Azienda Consorzio Mirese, Comune di Rive d’Arcano (UD) – Comprensorio Bassa Valsugana, Consorzio TV1, Provincia di Bolzano, Consorzio Soraris nel Bassanese (VI) ecc.) si propone la quantificazione volumetrica e per induzione la pesatura del rifiuto con l’identificazione dei contenitori e la tariffazione puntuale del servizio. Il numero di abitanti coinvolti in Italia è superiore al milione di abitanti ed in atto da ormai parecchi anni nelle esperienze più avanzate. Agli utenti vengono forniti contenitori con chip transponder passivo a sola lettura, le cui caratteristiche sono già descritte in relazione, che vengono identificati e letti da antenne collocate sui mezzi. L’eventuale pesatura può essere effettuata da celle di carico collocate tra telaio e controtelaio (pesatura a bordo) o sul voltabidoni, anche se i limitati pesi in gioco, il rischio di imprecisioni di lettura, l’allungamento dei tempi di raccolta, rendono di fatto la pesatura di bidoni domestici sconsigliabile (ma ovviamente la pesatura puntuale può essere sempre fatta per i cassonetti dedicati alle aziende). I transponder, alloggiati in apposite nicchie vicino alla bocca dei contenitori, vengono letti dall’antenna. Si registra l’ora e il giorno dello scarico, eventualmente la pesata per differenza tra lordo e tara. I giri di raccolta vengono effettuati e questi dati vengono scaricati su di una RAM card o su di una memory card. L’utente segnala lo svuotamento del contenitore ponendolo sul ciglio della strada durante il giorno di raccolta prestabilito. Le esperienze fatte in questo ambito permettono di individuare i singoli contenitori assegnati alle utenze e di quantificare i rifiuti prodotti con una contestuale diminuzione dei contenitori esposti (e delle prese) dato che l’utenza tende a esporre i bidoni solo quando sono pieni. 36 Quadro economico complessivo Nel presente paragrafo si riporta l’analisi economica dei costi di gestione di ciascun servizio di raccolta distinta per macrovoce di costo. Nelle tabelle seguenti si riportano i costi complessivi dei singoli servizi. TOTALE COSTI DIRETTI SERVIZIO AVVIAMENTO APPALTO RACCOLTA SECCO RESIDUO RACCOLTA ORGANICO RACCOLTA VETRO RACCOLTA CARTA RACCOLTA CARTONE RACCOLTA PLASTICA GESTIONE STAZIONI ECOLOGICHE IRAP+IRES 508,46 4.948,37 79,91 33,90 824,73 824,73 107,50 14.845,11 22.172,70 10.894,74 131.839,92 1.942,45 807,69 18.955,79 21.821,19 6.093,18 433.522,90 625.877,86 totali COSTI INDIRETTI DI CANTIERE 1.720,61 20.821,57 306,77 127,56 2.993,70 3.446,24 962,30 68.466,58 98.845,34 COSTO TOTALE DEI SERVIZI 13.123,82 157.609,87 2.329,13 969,15 22.774,21 26.092,15 7.162,97 516.834,59 746.895,90 I costi diretti sono esplicitati in personale, mezzi e forniture come indicato nella seguente tabella. COSTO PERSONALE SERVIZIO AVVIAMENTO APPALTO RACCOLTA SECCO RESIDUO RACCOLTA ORGANICO RACCOLTA VETRO RACCOLTA CARTA RACCOLTA CARTONE RACCOLTA PLASTICA GESTIONE STAZIONI ECOLOGICHE totali AMMORTAMENTO MEZZI 8.995,29 87.543,02 1.413,76 599,66 14.590,50 14.590,50 1.901,79 262.629,07 392.263,60 CONSUMI MEZZI 868,54 15.543,66 257,43 87,82 1.403,62 2.590,61 1.794,14 54.592,36 77.138,17 1.030,91 23.640,44 265,87 109,42 1.449,66 3.940,07 465,25 67.428,07 98.329,69 AMMORTAMENTO ATTREZZATURE e CONTENITORI FORNITURE ANNUALI 5.112,80 5,40 10,80 1.512,00 700,00 1.932,00 48.873,40 58.146,40 - I costi complessivi, tenendo conto di spese generali, smaltimenti e ricavi da recupero materiali sono di seguito indicati. SERVIZIO CONTRIBUTI CONAI SMALTIMENTI AVVIAMENTO APPALTO RACCOLTA SECCO RESIDUO RACCOLTA ORGANICO RACCOLTA VETRO RACCOLTA CARTA RACCOLTA CARTONE RACCOLTA PLASTICA GESTIONE STAZIONI ECOLOGICHE totali 142.284,17 259.003,96 401.288,13 37 - 3,16 1.969,96 215,78 179.566,82 181.755,72 SPESE GENERALI 1.950,20 23.599,82 347,71 144,58 3.393,15 3.906,07 1.090,70 77.602,16 112.034,38 OFFERTA SERVIZI 15.074,02 323.493,86 2.676,84 1.110,57 24.197,40 29.782,45 8.253,68 673.873,88 1.078.462,69 Cronoprogramma Nella successiva tabella si descrive l’analisi dei tempi di realizzazione di massima degli interventi di progetto. Mese Settimana Approvazione Acquisto forniture Formazione personale Indagine del territorio Progettazione grafica Stampa materiali Imbustamento Spedizione Affissioni Incontri pubblici Preparazione kit Consegna kit Avvio servizi Mese 1 Mese 2 Mese 3 Mese 4 Mese 5 Mese 6 Mese 7 1 2 3 4 1 2 3 4 1 2 3 4 1 2 3 4 1 2 3 4 1 2 3 4 1 2 3 4 38 3 Introduzione I servizi di raccolta differenziata previsti per la gestione dei rifiuti speciali prodotti nell’area industriale di Montecchio e Osteria Nuova individuano tre diversi ordini di rapporto con l’utente: raccolta domiciliare raccolta mediante contenitori stradali ed isole ecologiche conferimento presso strutture presidiate (piattaforma o stazione ecologica) I primi due, raccolte domiciliari e stradali si avvalgono di contenitori non presidiati a servizio di una o più utenze, mentre il terzo ordine è una vera e propria struttura presidiata dedicata al conferimento da parte delle utenze di rifiuti da destinare al recupero. Il terzo livello di raccolta differenziata, le strutture presidiate, spesso definite con terminologie diverse a seconda dei contesti regionali (piattaforma, stazione, isola o centro ecologico, eco/centro; oppure, con più preciso riferimento alle funzioni, centro di raccolta comunale o zonale e infine di ATO), sono strutture pensate e realizzate in funzione del cittadino-utente, che può accedervi secondo ben determinate modalità, fungendo da centro di servizio per la manutenzione territoriale, funzionale nelle dimensioni e nelle modalità di realizzazione del territorio che devono servire. Territorio oggetto di intervento e localizzazione area Il territorio oggetto del presente progetto è rappresentato dalle aree industriali di Montecchio (Comune di Sant’Angelo in Lizzola) e Osteria Nuova (Comune di Montelabbate). Considerata la baricentricità dell’area rispetto anche ai nuclei residenziali, si prevede di utilizzare la stazione anche a servizio delle utenze domestiche residenti nella frazioni circostanti. L’area è ubicata in comune di Sant’Angelo in Zizzola, nei pressi del confine comunale con Montelabbate, tra via Marche e Via Toscana, in corrispondenza di Via Liguria. Caratteristiche di massima delle stazioni ecologiche La stazione ecologica è un’area attrezzata (recintata, impermeabilizzata, illuminata e controllata negli orari di apertura al pubblico), destinata allo stoccaggio e all’eventuale seconda separazione dei materiali. L’utente deve recarsi al centro di raccolta con mezzi propri e conferire i materiali precedentemente separati. Presso la stazione ecologica sono disponibili contenitori capienti (fino a 30 mc), al fine di poter conferire materiali di diverse tipologie in elevate quantità o in grandi dimensioni, quale ad esempio quello proveniente da imballi particolari. Pertanto la disponibilità di tali strutture aiuta i Comuni ed il gestore nell’organizzazione delle raccolte differenziate e nel massimizzare i risultati in quanto permette di raggiungere i seguenti obiettivi: raccogliere gli scarti e alcune frazioni di rifiuti in maniera separata fino a raggiungere dei quantitativi che ottimizzino i costi di trasporto verso gli impianti di smaltimento e/o di trattamento (trasferenza tra circuito di raccolta ed impianto di recupero); 39 realizzare un luogo di conferimento “ordinato e pulito” dove le singole utenze possono conferire direttamente i loro rifiuti. Si tratterà quindi di una struttura al servizio delle utenze, sia domestiche che industriali e artigianali, la cui funzione primaria è di favorire la separazione delle tipologie di rifiuti da avviare a circuiti di valorizzazione e smaltimento separati. Utilità ulteriore di queste strutture consiste poi nel poter essere di appoggio per altre modalità di raccolta (tipo sistemi satellite), svolgendo una funzione di centro di stoccaggio temporaneo, con eventuale presenza di trattamenti di selezione secondo le diverse qualità di rifiuto o di riduzione volumetrica. Sulla base delle quantità previste, la stazione ecologica di progetto prevede le possibilità riportate nella seguente tabella. Tipologie di conferimenti conferimento diretto delle utenze dei rifiuti differenziati conferimento dei RUP da parte dei cittadini conferimento RSA differenziati da attività produttive trasferenza delle Raccolte differenziate stoccaggi temporanei La realizzazione di tali strutture rappresenta quindi: un elemento di supporto allo sviluppo delle raccolte differenziate, anche grazie alla possibilità di stoccaggio di scarti raccolti attraverso i normali circuiti (cioè conferiti dal servizio stesso di igiene urbana e non); un miglioramento complessivo del sistema di gestione dei rifiuti in economia, attraverso la riorganizzazione delle “aree tecniche” di stoccaggio del materiale differenziato e comunque in previsione delle aree intermedie di stoccaggio delle raccolte domiciliari da attivare nel territorio; un valore aggiunto in termini di contenuto informativo in quanto permettono di educare, chiedendo agli utenti di assumere un comportamento consapevole, ecologicamente corretto, non elusivo verso un problema di protezione dell’ambiente e comunicare, potendo conoscere cosa e quanto vi entra e vi esce. 40 Caratteristiche territoriali e dati di progetto Il progetto è definito sulla base di un’attenta valutazione delle caratteristiche socioeconomiche del contesto territoriale, secondo una metodologia ben definita; in particolare sono stati presi in considerazione (quando disponibili) i seguenti elementi: • dimensione e tipologia del territorio (estensione del territorio, aspetti geomorfologici, sistema viario, livello di antropizzazione); • attività produttive (localizzazione, quantità e qualità delle attività agricole, industriali e commerciali); • produzione dei rifiuti (comprese variazioni stagionali); • qualità e quantità dei diversi flussi delle varie utenze; • situazione attuale e progettuale della raccolta e dello smaltimento (modalità di conferimento, tipologia dei contenitori, mezzi impiegati, raccolta differenziata, ecc.); • esigenze degli effettivi utilizzatori (tipologie, qualità e quantità dei materiali da recuperare). Partecipazione delle attività industriali e artigianali Il territorio in oggetto del presente progetto è rappresentato dalle citate aree industriali di Montecchio e Osteria Nuova. Il numero di aziende servite risulta pari a 386 unità. A queste si potranno aggiungere quelle dell’area di Chiusa di Ginestreto che ritengono comoda la distanza e l’ubicazione del centro. Quantità conferite presso la stazione ecologica Per stimare le potenzialità della stazione ecologica si è fatto riferimento alle indagini svolte nel territorio e richiamate nel capitolo n.1, al quale si rimanda per approfondimenti. In tabella si riassumono le quantità destinate a stazioni ecologiche nel distretto industriale pescarese in base a tali analisi. Montecchio Osteria Nuova San Selva Germano Grossa Talacchio Chiusa di Ginestreto Totale Cartone 636 592 43 151 602 389 2.414 Vetro 197 293 1.155 104 294 870 2.912 Plastica 118 105 43 233 134 175 808 Legno 186 543 16 50 442 272 1.509 Imballaggi misti 175 379 19 160 371 279 1.382 Metalli ferrosi 99 66 16 87 131 118 516 Metalli non ferrosi 45 17 2 4 25 19 112 Altro 71 65 8 70 92 0 307 1.526 2.060 1.301 859 2.092 2.122 9.960 Totale (ton/a) Per stimare le potenzialità della stazione ecologica, sulla base di numerose esperienze in altri territori con caratteristiche simili a quelli oggetto di intervento, si è proceduto come segue: • per ogni merceologia si sommano le quantità determinate per le aree industriali di pertinenza; si ricorda che di seguito le elaborazioni si riferiscono unicamente alla produzione di rifiuti industriali e non tengono conto dell’utilizzo dell’area da parte della utenze domestiche • per ogni categoria, si stima il peso specifico del materiale (eventualmente dopo pressatura) e quindi il volume annuo conferito • sull’ipotesi di frequenze di svuotamento dei contenitori nell’area per ogni tipologia di materiale da 41 parte dei recuperatori o del consorzio, sono state dimensionate le strutture di contenimento idonee ad ogni tipo di materiale, o viceversa, individuate le capienze dei contenitori si stima il numero di svuotamenti annui Nella seguente tabella si riportano le ipotesi quantitative ed i parametri di dimensionamento della struttura presidiata. Alcune tipologie di materiali sono computate solo qualitativamente in quanto la produzione risulta occasionale e molto ridotta. Pertanto, visto anche l’utilizzo domestico della stazione ecologica, se ne prevede il conferimento anche da parte delle utenze industriali ed artigianali, senza tuttavia stimarne i quantitativi. STAZIONE ECOLOGICA DI MONTECCHIO Codice CER 150101 150102 150103 150104 150106 150107 200101 200123*, 200135* e 200136 200201 200307 Materiale Quantità (tonn/anno) Imballaggi in carta e cartone Imballaggi in plastica Imballaggi in legno Imballaggi in metallo Imballaggi in materiali misti Imballaggi in vetro Rifiuti di carta e cartone RAEE Sfalci e potature Ingombranti Altro 42 1.228 223 728 227 554 489 136 Peso specifico (kg/mc) Sfuso Compattato / triturato 30 30 120 300 30 250 200 160 150 150 100 150 150 150 Progetto tecnico Dimensionamento funzionale della stazione ecologica All’interno delle stazioni ecologiche è previsto il conferimento di materiali appartenenti essenzialmente a due gruppi secondo le seguenti finalità: 1. materiali già separati costituenti dei rifiuti che hanno valore di mercato e/o energetico, la cui raccolta è finalizzata al riciclaggio 2. materiali che hanno un elevato carico inquinante e sono pericolosi per l’ambiente, la cui raccolta, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente è finalizzata alla separazione degli inquinanti in essi contenuti (in particolare per i RUP provenienti da utenze domestiche). Di seguito si riportano alcune considerazioni di massima per il dimensionamento funzionale delle strutture relative alle principali merceologie. Carta e cartoni La stazione potrà fungere sia da conferimento diretto da parte delle aziende sia da trasferenza dei circuiti di raccolta cartoni nel territorio. La raccolta della carta da parte delle utenze nella stazione ecologica è considerata come integrativa alla raccolta differenziata domiciliare e quindi si ipotizza un conferimento prevalentemente di cartoni. Il conferimento prevede in caso di necessità la separazione fra carta (quotidiani, riviste, tabulati, ecc.) e cartone, prevalentemente ondulato; in tal modo si consente una valorizzazione migliore delle frazioni conferite e si determinano i quantitativi per le differenti frazioni rimborsabili secondo il recente accordo ANCI-CONAI. Fra il materiale non devono essere presenti confezioni in materiale accoppiato (es. tetrapak) in quanto vi sono problemi tecnici per separazione dei materiali che le compongono. Date le quantità si prevedono due press-container da 20 mc per la raccolta del cartone ed un container per la raccolta della carta. Vetro La stazione potrà fungere sia da conferimento diretto da parte delle aziende sia da trasferenza dei circuiti di raccolta del vetro nel territorio. Date le quantità si prevede un container da 30 mc per la raccolta del vetro. Plastica Anche per la plastica la stazione potrà fungere sia da conferimento diretto da parte delle aziende sia da trasferenza dei circuiti di raccolta. In caso di necessità si potrà integrare con idoneo cassonetto da 2.400 litri da posizionare vicino alla guardiana per contenitori conferiti da parte dei cittadini. Nel caso delle plastiche vanno distinti e raccolte in maniera separata: • plastica da attività produttive • teli e sacchi in Polietilene (PE) • cassette, provenienti dal settore del commercio e dai mercati Se ritenuto necessario, teli e sacchi in polietilene, film e cassette in plastica possono essere conferiti da parte di utenze commerciali o produttive (agricoltori, commercianti) e sono raccolti in maniera separata. Date le quantità per la plastica da attività produttive si prevede un press-container da 20 mc per la raccolta della plastica ed uno da 20 mc per gli imballaggi misti. Ingombranti e beni durevoli Presso la stazione ecologica è prevista una prima separazione tra i diversi oggetti conferiti (frigoriferi, mobili in legno, strumenti elettronici e ingombranti in ferro), attraverso la predisposizione di più container scarrabili. Nella stazione tali materiali sono separati in 5 container da 30 mc, di cui uno per materiali legnosi una per metalli ferrosi e non, uno per ingombranti vari e due per RAEE pericolosi e non. 43 Verde Il conferimento di tali rifiuti presso le stazioni ecologiche costituisce una modalità di raccolta di limitata comodità, in modo da indurre l’autocompostaggio di questa frazione presso gli stessi orti/giardini privati, in cui il “rifiuto” viene prodotto; questa strategia permette, sul medio periodo di limitare il quantitativo di rifiuti da gestire. Nella stazione si prevede un container da 30 mc per la separazione della frazione verde. Rifiuti urbani pericolosi Per tali rifiuti (R.U.P.) si intendono: pile accumulatori al piombo farmaci contenitori per sostanze tossiche, infiammabili (simboli T e/o F) Tale raccolta è complementare a quella realizzata attraverso i contenitori posizionati presso le farmacie (per i farmaci) ed i rivenditori di elettrodomestici (pile) e permette di smaltire separatamente tali materiali, dannosi per l’ambiente. I R.U.P. sono raccolti in un’area coperta, adiacente alla guardiana con raccolta delle acque nere. Tali rifiuti non saranno conferiti solo dalle utenze industriali ed artigianali. Oli vegetali e minerali La raccolta andrà effettuata in contenitori stagni, separati ed entrambi i materiali andranno avviati allo smaltimento attraverso i rispettivi consorzi di filiera. La produzione e la raccolta di oli vegetali interessa, soprattutto, le attività ristorative ed alberghiere. Si prevede la raccolta degli oli vegetali in contenitori stagni a norma presso l’area RUP. Tali rifiuti non saranno conferiti solo dalle utenze industriali ed artigianali. Altro Nella stazione si prevede inoltre altri container da 30 mc come polmone o per altre tipologie di materiali che dovessero risultare necessari in fase di gestione, quali ad esempio: • materiali inerti • pneumatici fuori uso • polistirolo • teli agricoli (vedi plastiche) Riepilogo strutture Nella seguente tabella si riassumono le attrezzature di contenimento previste. STAZIONE ECOLOGICA DI MONTECCHIO Codice CER 150101 150102 150103 150104 150106 150107 200101 200123*, 200135* e 200136 200201 200307 Materiale Imballaggi in carta e cartone Imballaggi in plastica Imballaggi in legno Imballaggi in metallo Imballaggi in materiali misti Imballaggi in vetro Rifiuti di carta e cartone RAEE Sfalci e potature Ingombranti Altro Numero Frequenza Volume necessario mezzi /anno svuotamento (mc) (gg.) 364 2 44,8 52 7 28,5 182 2 33,3 24 15 31,2 182 2 20,2 73 5 26,8 52 7 26,1 Strutture previste n.2 PressContainer 22 mc n.1 PressContainer 22 mc n.1 Container 30 mc n.1 Container 30 mc n.1 PressContainer 22 mc n.1 Container 30 mc n.1 Container 30 mc n.2 Container 30 mc n.1 Container 30 mc n.1 Container 30 mc n.1 Container 30 mc Nelle planimetrie sono riportati due container in più rispetto a quanti previsti dalla progettazione come riserva. 44 Progetto di sistemazione delle aree L’area a disposizione presenta una superficie di circa 6.060 mq ed è strutturata come indicato nell’allegata planimetria di progetto. La stazione ecologica è distinta in due aree a diverse quote, in modo da facilitare lo smaltimento dall’alto per la utenza private. È previsto inoltre un sistema di pesatura dei mezzi in ingresso/uscita dalla stazione ecologica mediante pesa a ponte posizionata nei pressi degli uffici ed un sistema di pesatura per le utenze private nella parte alta, mediante utilizzo di carrelli per facilitare l’azione di pesatura. È previsto infine l’utilizzo di un sistema informatizzato multimediale per la gestione delle stazioni ecologiche destinate alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi che consente: • l’identificazione dell’utente, • la pesatura certificata dei materiali conferiti, • la memorizzazione dei dati relativi a tali operazioni in termini di data, ora, utente, • valutazione e memorizzazione dei pesi e della tipologia di ogni materiale conferito, nonché la trasmissione dati alla stazione centrale di elaborazione. In sintesi la realizzazione della stazione ecologica prevede le seguenti fasi operative e strutture: • riprofilatura morfologica dell’area; • realizzazione di un ambito rialzato costituito da: • rampa di accesso • ripiano a quota +1,50 dal piazzale sottostante • area pesa ed area carrelli • rampa di uscita (discesa); • realizzazione di opere di contenimento perimetrali alla rampa ed al piazzale rialzato, consistenti in due muri di sostegno in conglomerato cementizio ad RcK 300, dimensioni 73,00 x 7,00; • la pavimentazione è realizzate in calcestruzzo con spessore 15 cm rinforzato con armatura con rete elettrosaldata Φ 6 mm con maglie di 15 x 15 cm; • si prevede la sistemazione a verde delle aree al contorno, mediante alberatura ad alto fusto lungo la recinzione e recupero dell’area ove è presente un fosso; • realizzazione della recinzione (altezza 2 metri) lungo tutto il perimetro dell’area con cordolo in cemento e realizzazione di tre ingressi/uscite con cancelli scorrevoli ad apertura automatica (lunghezza 6 metri) per l’ingresso ed uscita degli utenti privati e degli automezzi pesanti; • realizzazione delle opere di regimazione idraulica esterne con fossi di guardia (pendenza prevista ca. 2%); • predisposizione della rete fognaria delle acque nere dai servizi della guardiana, comprensiva di pozzetti di raccordo, tubazione in PVC Φ 160-250, fossa imhoff e convogliamento alla fognatura comunale; le acque di percolazione dell’area RUP saranno invece convogliate in una cisterna stagna da svuotare periodicamente; • realizzazione della rete fognaria delle acque interne all’area, comprensiva di caditoie, pozzetti di raccordo, tubazione in PVC Φ 160, convogliamento in vasca di contenimento acque prima pioggia e sfioratore nel fosso per quelle in eccesso; • realizzazione della rete idrica acquedottistica costituita da condotte e serbatoio di emergenza da 32,5 mc posta in alto e collegata all’area guardiana per servizi con tubazione in PEAD PN20 DN Φ 63; • impianto di illuminazione con cinque pali luce (conformi alle norme UNI-EN 40) con lampade al sodio da 400 W, posti all’ingresso, nell’area guardiana, nell’area scarrabili ai due livelli, nell’ambito sopraelevato, sotto al tettoia, è prevista l’utilizzo di faretti da 250 Kw. L’impianto è completo di allacci, tubazioni per il passaggio dei cavi, pozzetti, blocchi di fondazione per i pali; • realizzazione di guardiana mediante struttura prefabbricata con tamponatura pareti, porte e finestre, gronda, dimensioni (5.50m x 2.40m x 2.40m), comprese le fondazioni e la copertura ed il servizio igienico; • adiacente alla guardiana si prevede l’ubicazione dell’area di stoccaggio RUP protetta da tettoia e con 45 • vasca di contenimento di sicurezza; realizzazione di struttura metallica pensilina, dimensioni 63.70m x 8.00 m, altezza di gronda 3.54 m, per la protezione dei container scarrabili; la pensilina sarà realizzata con struttura metallica ad elementi verticali, travi portanti orizzontali, pannelli di copertura tipo sandwich ed opere di fondazione costituite da plinti collegati tra loro da platea armata collaborante. Opera di contenimento area rialzata L’intervento prevede la costruzione di un opera muro di contenimento metri oltre al raccordo fino al piazzale inferiore lungo la strada. Le caratteristiche geometriche risultano come segue: Platea di fondazione Anima Superiore Muro Anima Inferiore Muro Totale Base Fondazione Altezza Fondazione Altezza Muro Inclinazione Terreno a Monte in c.a. che presenta un fronte di 73 (ml) = 7,00 (cm) = 30 (cm) = 30 (cm) = 700 (cm) = 30 (cm) = 150 (°) = 0 Opere stradali e pavimentazione area Il progetto prevede di strutturare l’area in due ripiani a 1,50 m di differente quota altimetrica. Le pavimentazioni dell’area sono realizzate in calcestruzzo con spessore 15 cm rinforzato con armatura con rete elettrosaldata Φ 6 mm con maglie di 15 x 15 cm. Si prevede su tutto il piazzale l’esecuzione del livellamento, ove necessario, mediante riempimento dei cavi con materiali aridi e fondazione stradale in misto granulometrico (altezza 15-20 cm). Entrambi i piazzali presentano una leggera pendenza per la raccolta delle acque di pioggia. Rete fognaria Sulla base delle diverse strutture della stazione ecologica la rete fognaria di progetto è articolata come segue: 1. rete di raccolta delle acque nere dei servizi e dell’area RUP; 2. rete di raccolta delle acque meteoriche. 1. Rete acque nere dei servizi e dell’area RUP La rete fognaria delle acque nere dai servizi della guardiana è realizzata con tubazione in PVC Φ 160, convogliata a vasca Imhoff (capacità 2 mc) per il pretrattamento delle acque mediante sedimentazione e successiva scarico nella fogna mista comunale. Le acque di percolazione dell’area RUP sono invece convogliate in una cisterna stagna da svuotare periodicamente. 2. Rete di raccolta acque meteoriche A causa del movimento mezzi, che possono trascinare sostanze nel piazzale, si prevede la raccolta delle acque di prima pioggia ed il convogliamento delle stesse nella vasca di raccolta a valle della stazione ecologica nelle immediate vicinanze del cancello di ingresso. Le superfici interessate sono molto limitate, pertanto sono utilizzate condotte da 250 mm, ampiamente sufficiente. Il sistema di raccolta delle acque di pioggia è indicato in planimetria. Rete idrica Per l’eventuale lavaggio di mezzi o personale e per l’area servizi si prevede la realizzazione di una rete 46 idrica, come indicato nella planimetria di progetto con condotte in PEAD, PN20, diametro Φ 63 mm. La risorsa idrica è l’acquedotto comunale, integrata con serbatoio idrico di emergenza. Le condotte sono realizzate secondo le migliori tecnologie dell’ingegneria idraulica. In prossimità dell’area container, della tettoia per i mezzi e presso l’area servizi, come indicato negli allegati cartografici, è previsto un punto idrico (un rubinetto a saracinesca) con attacco da 2 pollici. È prevista la posa di una cisterna idrica ausiliaria da utilizzare in caso di mancanza di erogazione idrica. Rete elettrica e di illuminazione pubblica L’ubicazione delle reti elettriche e di illuminazione pubblica sono riportate negli specifici allegati cartografici. La linea elettrica alimenta i press container (380 V AC), i quadri elettrici (220 V AC), ed il sistema di controllo (personal computer con periferiche come stampante, monitor, modem). In ogni fase il cavo elettrico arriva in una cassetta con indice di protezione IP 65. All’interno della cassetta, il cavo termina in una presa con interruttore di blocco e portafusibile, IP 55 (CEI EN 60529), da 32 A 3P+N+Terra. Nel luogo di ubicazione del PC dedicato al controllo dell’impianto (ufficio) si prevedono quattro prese universali alimentate da 220 V AC. I cavi passanti sono previsti in PVC con i seguenti diametri: • rete elettrica: Φ 100 - 160 • illuminazione pubblica: Φ 100 I pozzetti sono posizionati ad ogni variazione di traiettoria e comunque a non più di 25-30 di distanza uno dall’altro. Modalità operative In seguito vengono evidenziati gli aspetti principali della posa in opera delle tubazioni di PVC per fognature, polietilene per acquedotto e PVC flessibile per ENEL, illuminazione pubblica. Trincea stretta Il progetto prevede, per le condizioni locali, la messa in opera in trincea stretta, che risulta la migliore sistemazione nella quale collocare un tubo di PEAD/PVC, in quanto viene alleggerito del carico sovrastante, riuscendo a trasmettere parte di esso al terreno circostante in funzione della deformazione per schiacciamento alla quale il manufatto è sottoposto. Fondo della trincea Dovrà essere costituito da sabbione riportato, in modo da costituire un supporto continuo alla tubazione. Nello scavo dovranno essere previste opportune nicchie per l’alloggiamento dei giunti, in modo che anche questi siano opportunamente supportati. In questa operazione si dovrà controllare la pendenza della tubazione. Letto di posa Il letto di posa non deve essere costituito prima della completa stabilizzazione del fondo della trincea. Il materiale da utilizzare per il letto di posa e successivamente per il rinfianco è costituito da ghiaia o da pietrisco con diametro massimo di 20 mm. Il materiale impiegato deve essere accuratamente compattato in modo da ottenere l’indice Proctor idoneo. L’altezza minima del letto di posa è 0.10 m. Posa del tubo Prima di procedere alla loro posa in opera, i tubi devono essere controllati uno ad uno per scoprire eventuali difetti. Le code, i bicchieri, le guarnizioni devono essere integre. I tubi ed i raccordi devono essere sistemati sul letto di posa in modo da avere un contatto continuo con il 47 letto stesso. Le nicchie precedentemente scavate per l’alloggiamento dei bicchieri devono, se necessario, essere accuratamente riempite, in modo da eliminare eventualmente spazi vuoti sotto i bicchieri stessi. Riempimento Il riempimento della trincea ed in generale dello scavo è l’operazione fondamentale della posa in opera. Infatti, trattandosi di tubazioni di PEAD/PVC e quindi flessibili, l’uniformità del terreno circostante è fondamentale per la corretta realizzazione di una struttura portante, in quanto il terreno, deformato dalla tubazione, reagisce in modo da contribuire a sopportare il carico imposto. Il materiale già usato per la costituzione del letto dovrà essere sistemato attorno al tubo e costipato a mano per formare strati successivi di 20-30 cm fino alla mezzeria del tubo, avendo la massima cura nel verificare che non rimangano zone vuote sotto al tubo e che il rinfianco tra tubo e parete dello scavo sia continuo e compatto. Il secondo strato di rinfianco dovrà essere eseguito fino alla generatrice superiore del tubo. La sua compattazione dovrà essere eseguita sempre con la massima attenzione. Il terzo strato giungerà ad una quota superiore per 15 cm a quella della generatrice più alta del tubo. La compattazione avverrà solo lateralmente al tubo, mai sulla sua verticale. L’ulteriore riempimento, dovrà essere effettuato stabilizzato e soprastante a seconda della pavimentazione prevista dal progetto. Il riempimento dovrà essere eseguito per strati successivi di spessore pari a 30 cm che devono essere compattati ed eventualmente bagnati per lo spessore di un metro (misurato dalla generatrice superiore del tubo). 48 Progetto di monitoraggio dell’intervento Sia per una migliore funzionalità della struttura sia per monitorare i risultati dell’intervento il progetto prevede l’installazione di un sistema di pesatura dei mezzi in ingresso/uscita dalla stazione ecologica mediante pesa a ponte posizionata sopra la pavimentazione e l’attivazione di un sistema informatizzato multimediale per la gestione di stazioni ecologiche destinate alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani che consente l’identificazione dell’utente, la pesatura certificata dei materiali conferiti, la memorizzazione dei dati relativi a tali operazioni in termini di data, ora, utente, pesi e tipologia di ciascun materiale, nonché la trasmissione dati alla stazione centrale di elaborazione. Il sistema informatico comprende: • Personal computer • Monitor touch screen a colori • Lettore di badge magnetico • Stampante • Gruppo di continuità (UPS) L’emissione di badge magnetici permette il monitoraggio informatizzato degli utenti (sia cittadini che attività produttive) che utilizzano la stazione per il conferimento dei propri rifiuti. All’uopo si prevede anche una bilancia di minore portata, fino a 300 Kg direttamente interfacciata al sistema informatizzato. Ogni utente che accede all’isola ecologica viene identificato dal sistema informatizzato sulla base dei dati anagrafici già in memoria o mediante l’utilizzo di una tessera magnetica (badge). Dopo l’identificazione, l’utente può pesare la frazione di rifiuto selezionandone preventivamente la tipologia sullo schermo del computer, e, successivamente, conferirla negli appositi contenitori contrassegnati. Anche la pesa a ponte è prevista collegata al sistema informatizzato in modo da monitorare i flussi dei rifiuti differenziati dai singoli circuiti di raccolta confrontando risultati per ogni singolo comune aderente all’iniziativa. Si potranno prevedere infine esperienze di sensibilizzazione ed incentivazione dell’utilizzo dei centri di raccolta per incentivare il conferimento dei materiali riciclabili premiando gli utenti più sensibili e diligenti, soprattutto attraverso i badge magnetici che possono, tradurre le quantità raccolte dal singolo utente, in una riduzione sulla tassa/tariffa, o anche nell’assegnazione di “bonus” da utilizzare per l’acquisto di sacchetti per la raccolta dell’umido, o ancora la consegna di “premi” inerenti la gestione corretta dei RU (p.es. schiaccia - bottiglie, composter, quaderni e materiali in carta riciclata). 49 Gestione della stazione ecologica La stazione ecologica verrà gestita dal gestore del servizio rifiuti con personale qualificato come descritto nel capitolo n. 2 al quale si rimanda per approfondimenti. Si prevede l’inserimento di un addetto per 36 ore settimanali, assistito parzialmente da un altro addetto nei periodi di maggior flusso. Il personale operante avrà principalmente mansioni di controllo per evitare conferimenti erronei ma soprattutto abusivi e gestire le iniziative promozionali in atto; nei periodi di minore affluenza si dedicheranno alle operazioni di smontaggio elettrodomestici, trasferimento interno di ingombranti e di ordinaria manutenzione dell’area. Il personale pertanto sarà in grado di manovrare un carrello elevatore (“muletto”). 50 Tempistica del progetto Nella successiva tabella si descrive l’analisi dei tempi di realizzazione di massima degli interventi di progetto a partire dalla data di aggiudicazione. L’avvio dei lavori può essere effettuato entro 150 giorni dall’eventuale aggiudicazione del progetto. La stazione ecologica verrà conclusa entro 12 mesi dall’aggiudicazione. mesi Azioni giorni Progetto esecutivo Autorizzazioni Espletamento gara lavori Avvio lavori Realizzazione opera 1 10 20 2 30 10 20 3 30 10 51 20 4 30 10 20 5 30 10 20 6 30 7 8 9 10 11 12 Quadro economico Il quadro economico è riportato nell’allegato computo metrico. Importi in € (Euro) Somme a disposizione LAVORI e FORNITURE Lavori a base d’asta 451.943,54 Fornitura a base d’asta 134.200,00 TOTALE Spese tecniche (progettazione, DL, geologia, contabilità, collaudo e sicurezza-494, spese accessorie) 586.143,54 TOTALE COMPLESSIVO 45.000,00 IVA su lavori e forniture.(20%) IVA spese tecniche (20%) VARIE ed IMPREVISTI 117.228,71 9.000,00 42.627,75 TOTALE 213.856,46 586.143,54 800.000,00 Per quanto sopra precisato, l’importo complessivo dei lavori ammonta a Euro 800.000,00. Il presente progetto, completo di tutti gli elaborati, è stato redatto in conformità alla normativa vigente. 52 Allegati di progetto 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) Inquadramento geografico Corografia generale Corografia geologica Inquadramento IGM Inquadramento geologico Inquadramento catastale Inquadramento geografico Inquadramento da fotoaerea Planimetrie 3.0) Planimetria catastale 3.1) Planimetria progetto 3.2) Rete fognaria 3.3) Rete idrica 3.4) Impianti elettrico ed illuminazione Sezioni di progetto Vincolistica 5.1) Vincolistica 5.2) Vincolistica Particolari di progetto 6.1) Particolari costruttivi 6.2) Particolari costruttivi: prefabbricato, ambito scarrabili 6.3) Particolari rete fognaria 6.4) Particolari rete idrica ed illuminazione Computo metrico estimativo Elenco prezzi unitari 53 1: 250.000 1: 250.000 1: 25.000 1: 25.000 1: 2.000 1: 10.000 1: 500 1: 500 1: 500 1: 500 1: 500 1: 200 1: 5.000 1: 10.000 4 Premessa La raccolta dei rifiuti prodotti nelle aree industriali si articola oggi in due sistemi ben distinti: (1) il circuito di raccolta dei rifiuti urbani per tutti quei rifiuti speciali assimilati agli urbani in base al regolamento comunale e (2) il circuito di raccolta dei rifiuti speciali per tutti i rifiuti non appartenenti alla classe precedente organizzato da ogni singola azienda in base alle proprie esigenze. La raccolta dei rifiuti speciali, viste le informazioni raccolte dalle aziende, non permette considerazioni particolari nell’ottica di un’ottimizzazione delle performance economiche ed ambientali (produzioni eterogenee e limitate ad alcune aziende, raccolte già organizzate a livello singolo senza necessità di sistemi collettivi), se non un eventuale “effetto condominio” da parte del gestore unico nella trattativa economica con recuperatori e smaltitori. Il sistema di raccolta dei rifiuti assimilati, invece, è più complesso e deve tener separati i due obiettivi principali dello studio, ovvero quello ambientale e quello economico. In sintesi si anticipano alcuni aspetti che verranno di seguito analizzati nel dettaglio: dal punto di vista ambientale, sia il sistema domiciliare che la presenza di stazioni ecologiche possono permettere di raggiungere performance decisamente maggiori in termini di raccolta differenziata, recupero di materiali e riduzione degli smaltimenti; dal punto di vista economico, le quantità previste secondo le dichiarazioni delle aziende per i servizi domiciliari non sono tali da portare ad una riduzione dei costi complessivi, fermo restando i vantaggi (non quantificabili) aggiunti alla collettività (e non alle aziende) di evitare smaltimenti nel circuito pubblico di rifiuti pericolosi, grazie ad un sistema che permette un maggior controllo nel conferimento. La presenza inoltre delle stazioni ecologiche, da una parte permette, soprattutto alle piccole aziende, di avere un luogo di riferimento per il conferimento di rifiuti recuperabili prodotti, dall’altra necessita la presenza di personale per il presidio, attualmente non previsto; a livello organizzativo, attualmente il servizio è svolto nell’ambito dei circuiti di raccolta dei rifiuti urbani, e quindi in privativa ai comuni che lo hanno affidato all’attuale gestore Marche Multiservizi. Anche con l’introduzione del gestore unico è fortemente consigliabile il mantenimento del servizio in capo all’attuale gestore Marche Multiservizi, considerando peraltro che, a parte il presidio delle stazioni ecologiche, solo il servizio di raccolta domiciliare del secco residuo e della carta può essere realizzato considerando esclusivamente le aziende industriali/artigianali (gli altri servizi di raccolta domiciliare necessitano, nell’organizzazione dei circuiti, di un’integrazione tra utenze industriali ed utenze domestiche). 54 Le Linee Guida per le APEA della Regione Marche Le linee guida per le aree produttive ecologicamente attrezzate redatto dalla Regione Marche indicano nel modello “composto” quello più adatto per la caratterizzazione del tessuto produttivo locale; tale modello prevede i seguenti obiettivi ed azioni: - agevolare le piccole e medie imprese a raggiungere un miglioramento delle proprie performances ambientali, attraverso la dotazione di infrastrutture e di servizi comuni di qualità elevata che non sarebbero in grado di possedere e gestire singolarmente; - consentire il controllo e la riduzione degli impatti cumulativi, generati dall’insieme delle piccole e medie imprese; - consentire alle autorità competenti un più agevole controllo degli impatti ambientali; - facilitare dal punto di vista tecnico ed economico la certificazione ambientale delle singole imprese, attraverso la gestione ambientale dell’area produttiva; - agevolare od esonerare le imprese nell’ottenimento delle autorizzazioni ambientali sia in sede di rilascio che di rinnovo; - semplificare le procedure di costituzione ed insediamento delle imprese nell’area produttiva; - applicare i principi di precauzione, prevenzione e riduzione dell’inquinamento; - coinvolgere le imprese nel processo di miglioramento continuo delle prestazioni ambientali dell’area produttiva ed in un percorso di responsabilità ambientale. Per far ciò le Linee Guida suggeriscono che le APEA debbano essere dotate di determinate forme di gestione, infrastrutture, sistemi tecnologici e servizi comuni nonché devono rispondere a precisi requisiti urbanistici, territoriali, edilizi ed ambientali di qualità, che vengono successivamente indicati e descritti. Ovviamente, per raggiungere una gestione ambientale integrata dell’area ed ottenere le citate autorizzazioni uniche, è necessario che il gestore sia in possesso, non solo dei requisiti legali, ma anche delle capacità tecniche che garantiscano un’efficace conduzione delle infrastrutture presenti. Questo ultimo aspetto è notoriamente uno dei principali ostacoli, vista la difficoltà di confluire, in un unico soggetto gestore, le molteplici professionalità richieste per la gestione di tutte le infrastrutture e servizi ambientali presenti nell’area. Il modello quindi prevede la necessità che più soggetti possano stabilire dei rapporti (accordi, convenzioni o altre forme giuridicamente valide) per giungere ad una gestione unitaria comune delle infrastrutture e dei servizi ed alle autorizzazioni ad essa connesse. In particolare, si sottolinea, il gestore, se non possiede le capacità tecniche o giuridiche per la gestione diretta delle infrastrutture e per ottenere le relative autorizzazioni, può servirsi di soggetti conduttori degli impianti, attraverso la stipula di convenzioni. Tali convenzioni devono contenere i requisiti ambientali, che le infrastrutture devono possedere, nonché il Programma Ambientale dell’area. In questo modo vi è quindi un gestore delle infrastrutture, che ne stabilisce le modalità di funzionamento e che ha la titolarità delle autorizzazioni, ed un conduttore che ha le capacità tecniche per fornire il servizio, uniti dagli stessi obiettivi di sostenibilità ambientale. Nello stesso tempo il gestore deve stabilire accordi con le imprese insediate, sulla base di un regolamento ambientale che definisca le modalità di utilizzo dei servizi e delle infrastrutture comuni da parte delle imprese stesse. Le aziende insediate sono, in questo modo, esonerate dal richiedere autorizzazioni ambientali per l’uso dei sistemi collettivi presenti, ma sono tenute ad utilizzare questi ultimi nell’ambito delle prescrizioni stabilite dal regolamento ambientale dell’area produttiva. Il ruolo che tende ad assumere il Gestore Unico, quindi, è quello di un soggetto proprietario delle infrastrutture ed attraverso questo decisore delle politiche che la gestione delle stesse strutture e le aziende che ne usufruiscono devono rispettare. In particolare, per il settore della gestione dei rifiuti le Linee Guida riportano le possibili infrastrutture e/o servizi collettivi ad esso connessi ed i relativi obiettivi prestazionali. Nella seguente scheda si sintetizzano le indicazioni delle Linee Guida e si confrontano con le azioni sviluppate attraverso il progetto PRAI. 55 Attività Obiettivo Descrizione Linee Guida APEA Marche Ridurre la produzione dei rifiuti nell’APEA, massimizzando il ricorso a pratiche alternative allo smaltimento Infrastrutture necessarie per una gestione integrata ed in sicurezza dei rifiuti a livello di area quali piattaforme di conferimento intermedie, depositi temporanei collettivi, aree di stoccaggio o aree di selezione dei rifiuti, realizzate in funzione della tipologia di rifiuto conferito e del loro grado di pericolosità e tarate sui fabbisogni delle imprese insediate - Attuazione di un servizio di raccolta differenziata collettivo (anche porta a porta) - Progettazione ed attuazione di possibili azioni di ecologia industriale (“borsa dei rifiuti”) - Concertazione con l’Ente locale competente per stabilire una tariffa modulata in funzione delle prestazioni raggiunte di raccolta differenziata o di riciclo/riutilizzo dei rifiuti - Definizione di un MUD collettivo per area produttiva e/o gestione di una contabilità dei rifiuti organizzata per area produttiva - Individuazione di un elenco di soggetti trasportatori/smaltitori convenzionati Azioni di progetto Forte sviluppo di servizi di raccolta differenziata con riduzione dei rifiuti destinati allo smaltimento Realizzazione di tre stazioni ecoInfrastrutture comuni logiche presidiate a servizio delle aziende industriali ed artigianali delle sei aree industriali, che permettano alle aziende di conferire direttamente elevate quantità di rifiuto prevalentemente recuperabile evitandone lo stoccaggio nelle proprie pertinenze private - Attivazione di un servizio di racServizi collettivi colta domiciliare per le principali frazioni di rifiuti prodotti dalle aziende - Possibilità di rimodulazione della tariffa alle aziende attraverso incentivi economici per chi produce meno rifiuti destinati a smaltimento - Possibilità di una gestione centralizzata dei documenti amministrativi (es. MUD) semplificando le procedure autorizzative per chi utilizza le stazioni ecologiche - Determinazione di tariffe uniche vantaggiose per materiali recuperabili assimilabili che non rientrino nei criteri di assimilazione comunale Autorizzazione unica Possibilità di un’autorizzazione unica, an- Stesura di un regolamento di igieche attraverso la stipula di una convenzio- ne ambientale per la gestione dei ne tra il gestore e la società di servizi o rifiuti in area industriale l’ente autorizzato e l’elaborazione di un regolamento ambientale per l’utilizzo delle infrastrutture da parte delle imprese Monitoraggio delle pre- Monitoraggio periodico delle quantità dei Individuazione di un set di indicastazioni rifiuti, conferiti dalle aziende nell’area di tori che faciliti il monitoraggio deldeposito temporaneo collettivo, e distinti le azioni previste dal programma per codice. Il monitoraggio può essere affi- ambientale. Si rimanda alla sedato alla società che raccoglie e smaltisce zione specifica sugli indicatori di o ricicla o recupera i rifiuti, conferiti progetto. nell’area di deposito, alla quale può essere richiesta l’emissione di un report periodico sui risultati conseguiti 56 Analisi per argomenti del gestore unico nel settore rifiuti Gli argomenti individuati nelle Linee guida APEA della Regione Marche sono di seguito sviluppati nei dettagli in relazione al progetto svolto per la gestione del settore rifiuti Proprietà delle infrastrutture da parte del gestore unico Come indicato anche nelle Linee Guida APEA della Regione Marche, il gestore unico potrebbe diventare il proprietario delle stazioni ecologiche previste dal progetto e concederne la gestione al soggetto competente territoriale (in questo caso Marche Multiservizi spa), con la possibilità inoltre di fare propria la parte gestionale relativa al presidio, ovvero l’operatore o gli operatori che assistono le aziende conferitrici negli orari di apertura della stazione, così come in molti contesti, la stazione è di proprietà dell’ente comunale, il quale cura il presidio con propri addetti, mentre l’azienda gestore dei servizi di occupa delle fasi di trasporto e svuotamento degli scarrabili o della trasferenza dei mezzi di raccolta domiciliare. In questo caso, eventuali finanziamenti per la realizzazione delle opere civili o l’acquisto delle attrezzature meccaniche sarebbero pertinenza del gestore stesso, che avvierebbe apposite convenzioni con il soggetto gestore per la gestione (in parte od intera) della struttura. In tal modo, il gestore unico d’area potrebbe imporre criteri di incentivazione verso le aziende che mostrano comportamenti in linea con gli obiettività previsti dal programma ambientale. Aspetti ambientali Il progetto prevede l’avvio di servizi di raccolta domiciliari in sostituzione di quelli esistenti stradali, che notoriamente hanno performance in termini di raccolta differenziata decisamente inferiori. A completamento si prevede l’ottimizzazione del sistema di raccolta mediante sviluppo di tre stazioni ecologiche per il conferimento diretto da parte delle utenze di tipologie di rifiuto già separate alla fonte di elevate dimensioni (in peso e/o in volume). Nella seguente tabella si riportano le performance previste dal progetto. Quantità (ton/anno) RD Residuo Totale RD (%) Rifiuto sistema domiciliare 126 26 152 82,6% Rifiuto stazioni ecologiche 8.271 1.689 9.960 83,0% Rifiuto totale aziende 8.397 1.716 10.112 83,0% Sia la raccolta domiciliare che le stazioni ecologiche permetteranno un obiettivo di raccolta differenziata elevato (superiore all’80%), anche se, come evidenziato nella relazione principale, il contributo del sistema domiciliare è pressoché trascurabile rispetto alla produzione complessiva di rifiuti. Aspetti economici L’analisi economica risulta complessa, per cui è importante mantenere distinte le due parti principali del progetto: il servizio domiciliare e le stazioni ecologiche. In premessa si deve sottolineare che non si hanno a disposizione gli costi attuali del servizio, e, comunque, non ci sono informazioni sui dati che hanno permesso, nei singoli Comuni, di distribuire il costo della tariffa tra utenze domestiche e non, per cui, come spesso accade, è presumibile che i costi tariffati alle aziende non rappresentino il vero valore del servizio svolto dall’attuale gestore Marche Multiservizi spa alle stesse. 57 Servizio domiciliare In genere, in un contesto di questo tipo, i costi previsti dal servizio domiciliare non sono tali da portare ad una riduzione dei costi complessivi. Si deve considerare, in merito, che le quantità che verranno raccolte nel servizio domiciliare saranno sicuramente inferiori a quelle oggi raccolte con il servizio stradale, in quanto tale servizio permette conferimenti da parte delle aziende di rifiuti che (1) non dovrebbero andare nel circuito dei rifiuti urbani e (2) se possono andare vengono conferite con disponibilità volumetriche maggiori (e quindi in quantità maggiori) rispetto ad un servizio domiciliare. La maggior capacità di controllo da parte del gestore in un servizio domiciliare sicuramente permetterà una riduzione dei conferimenti nel sistema collettivo. In effetti a fronte di quantità di progetto inferiori a 200 ton/anno, da Marche Multiservizi spa si è avuta indicazione che attualmente le quantità conferite dalle aziende nei cassonetti stradali sono circa il triplo. L’attuale servizio stradale per la raccolta dei diversi rifiuti necessita probabilmente di una squadra con monoperatore tutti i giorni, accompagnata una tantum da una squadra per la pulizia delle isole; il servizio di progetto prevede almeno due squadre con mezzi più leggeri, per cui presenta un costo di circa 50-60 mila Euro/anno in più rispetto al servizio attuale (compresi costi cantiere e generali), mentre dall’altra, stimando i rifiuti dal smaltire sottratti al circuito, permette un vantaggio economico di circa 15-20 mila Euro/anno. Il servizio di raccolta domiciliare, peraltro già previsto nella programmazione di Marche Multiservizi spa, se da una parte ha l’evidente vantaggio di responsabilizzare le utenze artigianali ed industriali, spostando il problema smaltimento o recupero verso le stazioni ecologiche e comunque con maggiore responsabilità del produttore, dall’altra non porta a vantaggi economici, se non addirittura potenziali incrementi fino al 23% dei costi complessivi. Stazioni ecologiche Il cuore del sistema economico del progetto sono le stazioni ecologiche, sia per le quantità di rifiuti che intercettano rispetto alla produzione complessiva e, quindi, per l’elevata incidenza nei costi previsti dal piano economico di progetto, sia perché hanno un ruolo chiave nelle strategie di intercettazione del rifiuto recuperabile. La presenza delle stazioni ecologiche, se da una parte permette, soprattutto alle piccole aziende, di avere un luogo di riferimento per il conferimento di rifiuti recuperabili prodotti, dall’altra necessita la presenza di personale per il presidio. Nella seguente tabella si sintetizzano i costi gestionali di progetto per le tre stazioni ecologiche previste distinguendo tra ammortamenti attrezzature (escluse le opere civili), costi per il presidio, costi per i trasporti e costi di smaltimento/recupero. Costo gestione annua Quota ammortamenti Quota custodia Quota trasporti Quota smaltimenti/recupero Totale € € € € € 64.795,31 173.513,69 356.127,75 217.674,23 812.110,98 Quota 8,0% 21,4% 43,9% 26,8% 100,0% I costi di ammortamento delle attrezzature (che incidono per circa l’8% dei costi complessivi) possono rientrare nei costi finanziabili e quindi nei vantaggi del soggetto gestore unico in caso di proprietario delle strutture. La quota custodia è un’altra voce che potrebbe essere gestita dal soggetto gestore unico ed incide per oltre il 20% dei costi complessivi. Le voci trasporti e smaltimenti o recuperi, invece sono costi che anche in caso di gestore unico d’area sarebbe opportuno attraverso apposita convenzione lasciare all’attuale gestore dei servizi, Marche Multiservizi spa. Per analizzare un confronto con lo stato attuale, si deve considerare che le aziende, oggi, producono circa le stesse quantità di rifiuti, per cui quello che avverrebbe con la realizzazione delle stazioni ecologiche è lo 58 spostamento della quota trasporti ed ammortamenti presso le nuove strutture e non più all’interno del sistema stradale o presso le aziende stesse, e l’aumento dell’obiettivo di raccolta differenziata con riduzione della quota smaltimento/recupero. La quota custodia, invece, risulterebbe un nuovo costo rispetto ai servizi attuali, rappresentativo di una voce indispensabile per garantire elevati obiettivi di raccolta differenziata. Tuttavia è facile verificare che, se l’obiettivo di raccolta differenziata di progetto (superiore all’80%) fosse circa il doppio rispetto all’obiettivo raggiunto con i servizi attuali, si avrebbero oltre 200 mila Euro/anno di risparmi nella voce smaltimenti/recuperi, a fronte di soli 170 mila Euro/anno in più di costi per custodia delle stazioni ecologiche. In sintesi, dal punto di vista della gestione “economica” del distretto industriale nel settore rifiuti, le stazioni ecologiche aprono alcune potenzialità importanti nei confronti del gestore unico. Dal punto di vista economico, le stesse stazioni ecologiche, avendo l’obiettivo di intercettare gran parte dei rifiuti prodotti migliorandone anche la qualità, possono permettere un recupero economico rispetto ai maggiori costi dei servizi, recupero tale da garantire almeno il pareggio nel confronto tra stato attuale e stato di progetto. Aspetti gestionali Gli aspetti gestionali si riferiscono unicamente alla possibilità a livello organizzativo e di cantiere da parte di un soggetto nel gestire i servizi di raccolta previsti dal progetto. L’attuale servizio di raccolta mediante cassonetti stradali, svolto da Marche Multiservizi spa, è strutturato considerando come un tutt’uno le aree industriali e le aree residenziali, in modo tale che il circuito sia sempre ottimizzato nei tempi di lavoro delle squadre di raccolta. Allo stesso modo devono essere verificati i circuiti previsti dal progetto, per cui, laddove sono presenti un numero sufficiente di contenitori, il circuito potrebbe essere considerato indipendente per la sola area industriale (senza considerare gli svantaggi derivanti dalla copertura delle distanze tra le diverse aree industriali), mentre negli altri sarebbe indispensabile mantenere indistinti i circuiti di raccolta delle aree industriali con quelli delle aree residenziali. Nella seguente tabella si riporta il numero di utenze, per ciascuna area industriale, a cui si prevede un determinato servizio di raccolta domiciliare. Montecchio Osteria Nuova San Germano Selva Grossa Talacchio Chiusa di Ginestreto Totale Secco residuo 168 218 35 81 160 154 816 Carta 19 22 13 33 19 20 126 Frazione umida 1 0 0 0 0 0 1 Plastica 2 2 3 12 0 4 23 Vetro 2 0 0 0 0 0 2 Considerando che un circuito medio prevede lo svuotamento di circa 100-150 bidoni carrellati a turno, è evidente come solo la raccolta del secco residuo può essere considerata indipendente rispetto all’integrazione con aree urbane. La raccolta della carta potrebbe avere un circuito unico per aree industriali, anche se ciò comporterebbe notevoli svantaggi nella copertura delle distanze. I circuiti delle altre frazioni di rifiuto (plastica, vetro e frazione organica) potrebbero essere realizzati solo integrando la raccolta presso le utenze industriali con circuiti delle aree urbane. Il servizio di raccolta domiciliare presso le aree industriali, in sintesi, deve necessariamente essere delegato ad un soggetto competente nei servizi di raccolta (come l’attuale Marche Multiservizi spa) e non è consigliabile che venga operativamente gestito dal gestore unico d’area. Per la gestione delle stazioni ecologiche, invece, si riprende quanto già ampiamente riportato nel paragrafo relativo agli aspetti economici, per cui, il gestore unico ha la possibilità, oltre che essere proprietario delle strutture, anche di gestire in proprio la custodia di tali stazioni, così come oggi già avviene da parte di 59 altri enti comunali proprietari di strutture presidiate. Semplificazione autorizzative In merito alla semplificazione delle procedure autorizzative, l’attuale decreto dell’8 aprile 2008, “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato”, semplifica finalmente le procedure autorizzative per la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati conferiti presso le stazioni ecologiche e quindi la gestione delle stesse, di fatto attraverso la sola approvazione da parte del Comune territorialmente competente. Attraverso il gestore unico, un passo importante per la gestione del settore rifiuti nelle aree industriali potrebbe essere quella di estendere la stessa semplificazione per le stazioni ecologiche alle quali sono conferiti rifiuti industriali (eventualmente con criteri di assimilabilità per qualità e non per quantità ai rifiuti urbani) o che il gestore utilizzi come trasferenza per le raccolte domiciliari presso aree industriali. Tale semplificazione permetterebbe di accelerare i tempi di realizzazione delle stesse, ma soprattutto di semplificare la fase di controllo, attualmente vincolata alla produzione di rifiuti da parte delle attività in relazione ai criteri di assimilazione comunali. In effetti, le stazioni ecologiche ad uso industriale, possono oggi avvalersi del citato decreto fintanto che le quantità rispettino i criteri di assimilazione previsti dai singoli Comuni. Non appena tali quantità superano il valore limite, l’azienda non può più conferire tali rifiuti presso la stazione, oppure bisogna avviare uno specifico percorso autorizzativo. Tale aspetto, obbliga, fin da subito, il soggetto gestore della stazione ad un complicato controllo sui singoli conferimenti presso la struttura. L’estensione, invece, dei criteri del decreto alle stazioni ecologiche dedicate alle aziende industriali, anche in via sperimentale, garantirebbe una forte partecipazione delle aziende al servizio. 60