Ausgabe 1/2004 Winter Ausgabe 1/2004 Winter INTER Ve n t i € 2.30 DEUTSCH - ITALIENISCHE SZENE IN BAYERN Genova zu Gast in Dilligen Elezioni del Comites S.21 S.4 La repubblica di Weimar S.17 GIULIO GRAZIADEI ARREDAMENTI SARNONICO – VAL DI NON – TRENTO – ITALIA TEL.: 00390463832106 FAX: 00390463831754 [email protected] (Siamo a 30 minuti dall’uscita autostradale Bolzano sud) + SIAMO SPECIALIZZATI NELLA PROGETTAZIONE DELLE CUCINE + PROGETTO GRATUITO IN CASO DI ACQUISTO + CONSEGNA GRATUITA PER TUTTA MONACO Ausgabe 1/2004 Winter 3 VARIE INFO Elezioni del COMITES I N HA LT 4 Festival della canzone italiana inedita 27 Concerto didattico 28 ONU – Nel 2300 saremo nove miliardi 28 Caleidoscopio 29 Leserbriefe 30 TREND Handy, Italia – Germania 1:0 6 Quando fa caldo la coppia scoppia 7 La Maserati Quattroporte 8 CULTURA RELAX Tragern Mauern keine Schuld? 10 Il castello di Lari 12 Los niños de Morella 14 La nuova mostra di M.C. Picciolini 15 Standig ovation per Morricone 16 Militärdienst - Superman - Curiosità 31 APPUN TAM EN TI 32 Quiz 33 Impressum 34 DOSSIER La repubblica di Weimar 17 Titelbilder mit freundlicher Genehmigung der Comune di Genova und von Emanuele Luzzati IN COPERTINA La Piazza – deutsch-italienischer Treffpunkt auf der WIR 2004 in Dillingen 21 ONLINE Chat, una chiacchierata solo virtuale? 23 DIRITTI E DOVERI La pensione di vecchiaia in Italia 24 SALUTE Il diabete – dolcezza del sangue che fa male (2a parte) INTERVe n t i 25 Genua ist dieses Jahr europäische Kulturhauptstadt und zu Gast bei der Messe WIR 2004 in Dillingen a.d. Donau: INTERVenti ist dabei und unterstützt somit einen weiteren wichtigen Beitrag für das deutsch-italienische Freundschaftsnetz. Die Wahl des COMITES wird am 26.03.03 für die im Ausland lebenden Italiener wieder ein aktuelles Thema. Unter den Trends finden Sie u.a. die Maserati und in der Rubrik Cultura Berichte über Ereignisse der italienischen Kultur in München, wie die Ausstellung „Partners“ an dem Haus der Kunst, die Ernennung von Ennio Morricone zu Ehrensenator der Hochschule für Musik und Theater und die Vernissage der Bildmalerin Maria Cristina Picciolini. Wir laden Sie zu einem romantischen Spaziergang zum Castello di Lari in der Toskana ein. Außerdem haben wir eine neue Rubrik eingeführt: “Dossier”, welches dieses Jahr historische Themen behandelt, in dieser Ausgabe geht es um die Weimarer Republik. 4 INFO Ausgabe 1/2004 Winter Comites: si va alle urne, anzi no: all’ufficio postale Am 26. März werden zum dritten Mal in jedem Bezirk der italienischen Konsulate die COMITES gewählt. Es handelt sich um Komitees, die die Interessen der im Ausland lebenden Italiener gegenüber den italienischen Institutionen vertreten sollen. Im Bezirk Oberbayern besteht das Komitee aus 12 Mitgliedern. Il prossimo 26 marzo i COMITES (COMitati degli ITaliani all’Estero) saranno eletti in Germania per la terza volta. Che i Comites non godano ancora di molta popolarità è dovuto a vari fattori. Da una parte questi comitati dispongono di mezzi e poteri tuttora molto limitati: collabo- Si voterà per corrispondenza, ma non tutti ne sono entusiasti rare, proporre, esprimere poteri non vincolanti per nessuno, etc. Dall’altra, nel passato è spesso mancata anche la capacità o la volontà di cooperazione e proposte sensate non hanno trovato la necessaria maggioranza. È vero anche che finora il numero dei votanti è sempre stato molto esiguo e per lo più ristretto alle fasce "storiche” dell’emigrazione, troppo poco per conferire ai Comitati l’autorità rappresentativa morale per contare veramente qualcosa. Ora, però, grazie alla nuova e tanto tormentata legge, si voterà per corrispondenza e quindi si spera in una maggiore partecipazione, però... essendoci forti differenze tra l’ana- Elezioni Comites 1997 grafe consolare e gli elenchi dei Ministeri, può capitare che il numero di coloro che riceveranno effettivamente il plico elettorale sia minore di quello degli aventi diritto al voto. Alle numerose proteste da tutto il mondo finora non sono state date risposte sufficientemente rassicuranti. I plichi con le schede saranno inviati ai presunti elettori entro il 6 marzo. Chi per qualche ragione non dovesse riceverlo, deve farsi avanti entro il 15 marzo, dopodiché ... chi s’è visto, s’è visto! C’è anche chi teme che, data la ancora scarsa dimestichezza degli elettori italiani con questa modalità di voto, la prescritta segretezza e personalità del voto non sia garantita. Già duran- Elezioni Comites 2004 Liste (voti di lista) Eletti (preferenze) L’Ulivo-Sinistra Europea-ACLI (1110) Carmine Macaluso (434) Giuseppe Rende (319) Livio Martinuzzi (253) Associazioni Regionali Unite (1074) Giovanni Nazzaro (399) Pierluigi Sotgiu (320) Antonino Pullara (228) Indipendenti e Sinistra Unita (932) Mattia Marino (640) Egle Maguolo-Wenzel (323) Gianni Minelli (238) Famiglie Italiane in Baviera (593) Vincenzo Cena (280) Francesco Maggialetti (145) CTIM - Com. Tricolori Ital. nel Mondo (379) Sandro Zulian (178) Liste (percentuale donne) Primi quattro candidati e "riciclati” (*) Associazioni italiane regionali, culturali e sportive (18,8 %) Pierluigi Sotgiu (*) Paolo Annunziata Roberto Basili Tonino Cannizzaro Sandro Zulian (*) ACLI – società civile (25 %) Carmine Macaluso (*) Patrizia Mariotti Antonino Piraino Giuseppe Rende (*) Il Ponte – Centrosinistra per gli italiani (43,8 %) Claudio Cumani Tullia Di Natale Mattia Marino (*) Miranda Alberti Associazioni Regionali Unite (16,7 %) Antonio Pellegrino (*) Antonino Pullara (*) Nadia Janowschi Anna Mosca Famiglie Italiane in Baviera (20 %) Vincenzo Cena (*) Francesco Maggialetti (*) Mauro Ricci Mirella Boccher INTERVe n t i INFO Ausgabe 1/2004 Winter te la fase di raccolta delle firme per la presentazione delle liste, la carenza di regole precise aveva creato non pochi malumori ed insicurezze. Per varie ragioni, dunque, l’entusiasmo per la nuova legge incomincia a scemare. Pensando anche alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo del 13 giugno, ci si chiede se il voto per corrispondenza, come unica e non supplementare possibilità di esercitare il proprio diritto, non diventi nei fatti un ulteriore fattore di discriminazione. È rimasto deluso chi si aspettava dalla nuova legge condizioni pari, per esempio, a quelle dei nostri concittadini tedeschi che possono scegliere tra due modalità di voto. A casa ricevono "d’ufficio” solo l’avviso elettorale che possono utilizzare per votare al seggio "tradizionale” oppure per richiedere l’invio della scheda elettorale a casa e poi votare per posta. Così si evita di inviare schede elettorali a destra e a manca, magari a persone decedute o irreperibili da anni e, d’altra parte, chi è rimasto fuori dal circuito postale per qualche errore o lacuna burocratica, ha la possibilità di porvi rimedio quasi fino all’ultimo minuto. Ora manca poco più di un mese all’appuntamento elettorale. Diamo, quindi, un’occhiata alle liste. Tra i candidati che hanno buone possibilità di essere eletti troviamo molti nomi di "riciclati”, cioè facenti parte del Comitato precedente. Si ricandida anche Mattia Marino che si era dimesso nel 1999 con gli altri due Vincenzo Cena INTERVe n t i Claudio Cumani compagni di lista perché non vedevano, nell’allora composizione del Comitato, nessuna possibilità di realizzare almeno una parte del programma con cui si erano presentati agli elettori. Era subentrato Antonio Pellegrino, ora presidente uscente del Comites. Tra i capilista troviamo soltanto un volto nuovo per il Comites, Claudio Cumani. Due sono le liste che non fanno mistero dei loro orientamenti politici: "Il Ponte”, capeggiata dal segretario dei DS Claudio Cumani (ricercatore), che si presenta con la bandiera della pace e lo slogan "Centrosinistra per gli italiani”, nonché le ACLI, con capolista Carmine Macaluso (insegnante), presidente delle ACLI Baviera, che dichiarano nel loro programma di schierarsi per scelta politica con la coalizione dell’Ulivo. Altre due liste, pur senza riferimenti espliciti a schieramenti politici italiani, hanno tra i loro candidati persone abbastanza caratterizzanti: nella lista "Associazioni Italiane – Culturali – Regionali - Sportive” guidata dal commerciante Pierluigi Sotgiu, si candida Sandro Zulian, esponente locale di spicco di Alleanza Nazionale; nella lista "Associazioni Regionali Unite”, di cui è capolista il giornalista Antonio Pellegrino, al secondo posto troviamo il "vecchio camerata” Antonino Pullara ed almeno altri tre candidati provenienti dall’area di Alleanza Nazionale. Politicamente piuttosto neutrale, invece, appare la lista "Famiglie Antonio Pellegrino 5 Italiane in Baviera” con il capolista Vincenzo Cena, presidente dell’Associazione Famiglie Italiane di Augsburg. La nuova legge prescrive: "le liste elettorali sono composte in modo da garantire le pari opportunità e una efficace rappresentazione della comunità di riferimento”. In merito alla rappresentatività si può affermare che dalla rosa dei candidati di tutte le liste scaturisce uno spaccato più attuale della collettività italiana rispetto alla volta scorsa. Accanto alle figure "storiche” dell’associazionismo, infatti, troviamo un po’ di tutto: dai pensionati agli operai, dagli operatori sociali ai liberi professionisti, dagli insegnanti agli artisti, dai gastronomi ai ricercatori. Le pari opportunità tra uomini e donne, invece, sono state per lo più ignorate. La lista più aperta alle donne è "Il Ponte” (43,8 %) e fanalino di coda è la "Associazioni Regionali Unite” (16,7 %): Se non ci saranno sorprese dell’ultima ora, è questo dunque lo scenario che si presenta. Per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti invitiamo i nostri lettori a partecipare all’incontro del 6 marzo, al ristorante Bella Italia, Dachauer Str. 21 (vedi pg . 20) con candidati di tutte le liste, per interrogarli direttamente prima di assegnare il voto. emw Vedi anche pagina 26 Carmine Macaluso Pierluigi Sotgiu 6 T RE ND Ausgabe 1/2004 Winter Un italiano con un handy in tasca Ci sorpasseranno mai i nostri ospiti nella mania dei cellulari? Selbst die gesundheitsbewussten und zurückhaltenden Deutschen konnten der Versuchung nicht widerstehen, ein Handy mit sich zu tragen. Se ripensiamo alle drammatiche “cabine” telefoniche di dieci anni fa in Italia, ci viene in mente come sarebbe stato necessario, allora, avere in tasca un prezioso „telefonino“. La rete fissa, specialmente pubblica, era in condizioni miserevoli, tutto tranne che affidabile. Mentre lì occorreva addirittura un gettone, sempre ammesso che il telefono funzionasse, qui in Germania si telefonava già con una normale moneta. Non era davvero così necessario un cellulare. Gli italiani stessi, che telefonavano dappertutto in Italia, sembravano ai turisti tedeschi degli Angeber, scostanti, vanitosi. Eppoi la pericolosità delle onde prodotte degli handys (come qui si chiamano i telefonini portatili), dagli italiani sprezzantemente rimossa, dai nostri ospiti diligentemente temuta. Mentre in Italia i telefonini venivano banditi dalle chiese durante la santa Messa, a Monaco l’impresa dei mezzi pubblici municipali conduceva un’inchiesta da cui risultò che i viaggiatori si sentivano assai disturbati dall’uso di cellulari. E ne venne proibito, già allora, l’uso solo – inspiegabilmente - sulla rete tranviaria. All’interno di molti locali venne sancito il divieto di usare il telefonino. Qualcuno avrebbe voluto proibirne l’uso anche in macchina, non solo perchè causa di probabili incidenti ma perchè avrebbe potuto attivarsi improvvisamente l’airbag! In consequenza a studi condotti febbrilmente dalle società mediche ed ecologiche che volevano misurare il danno delle onde elettromagnetiche sull’uomo, si consigliò di usare solo handys con antenna estraibile, per ridurre le radiazioni della massa cerebrale del telefonante ammesso sempre che ne abbia abbastanza. Alcuni ritengono che le lobbies delle società telefoniche abbiano alterato poi tali risultati fornendo dei dati più rassicuranti. Io telefonavo sempre senza farmi vedere e mi vergognavo di dover estrarre il “coso” per la strada o sulla metropolitana per far cessare l’irritante soneria. (Un mio conoscente telefona liberamente e segretamente dal WC dell’aereo, se è proprio necessario, … riesce poi a raccontare.) Nel frattempo circa due terzi dei tedeschi nascondono un handy in tasca e molti di loro sanno bene di averli prima disprezzati. In Italia ormai quasi tutti hanno uno o talvolta addirittura più telefonini con sé, anche se là statistiche di teutonica validità non sono purtroppo disponibili. Mentre un nostro amico tedesco ci racconta, a metà tra lo schifato e il divertito, di aver visto italiani telefonare con il cellulare perfino dalla spiaggia, pensiamo con nostalgia alle nostre vacanze al mare in Italia cullati dal piacevole sussurro delle onde, del vento e delle melodie, sempre più di migliore qualità, dei cellulari. Belle giovani rispondono da sotto l’ombrellone discretamente e, come se niente fosse, si danno appuntamento per la sera. Ragazzi in costume da bagno, volenterosi e abbronzatissimi, sono impegnati a scrivere, con sana ossessione, i loro SMS a chissacchì. Ed anche il nostro amico tedesco, allora, avrà certo voluto estrarre ed attivare il suo handy sperando che suonasse anche per lui. gm INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter T R EN D Quando fa caldo la coppia scoppia Un’indagine condotta recentemente in Italia fa sospettare che l’aggressività intraconiugale sia anche in rapporto con la temperatura. Pino Mencaroni Nach dem letzten heißen Sommer wurde eine internationale statistische Auswertung veröffentlicht, die Morde in der Ehe unter die Lupe genommen hat. Die Häufigkeit dieser Delikte steht in Beziehung mit der Außentemperatur . La prossima Pasqua? A guardare i dati della recente indagine dell’Eurispes, si può solo sperare che sia all’insegna del freddo, niente temperature sopra la media. Se il barometro salisse, marito e moglie, almeno quelli italiani, potrebbero scatenarsi in una gigantesca rissa davanti alla colomba, con conseguenze talvolta letali. Se, all’interno delle mura domestiche, le temperature salgono sopra la media, la coppia scoppia. È già accaduto nella scorsa torrida estate. Da maggio ad agosto 2003, gli omicidi di coppia, anche per il troppo caldo scrive l’Eurispes - sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2002. Si è passati da 18 a 36 morti mentre i tentati omicidi sono balzati da 4 a 10. Gli uomini hanno senza dubbio il grilletto facile, non a caso preferiscono disfarsi della “dolce metà” con il revolver. Forse risentono fortemente dei miti di celluloide della loro giovinezza: si va da James Bond agli eroi degli Spaghetti-Western, per quelli radical-chic il punto di riferimento è INTERVe n t i Otello, ovviamente. In ogni caso i mariti sono nettamente in testa avendo commesso ben 30 omicidi di coppia su 36. Le donne, invece, sembrano puntare sulla qualità: solo 6 omicidi su 36, ma a cinque stelle. Per disfarsi di “Romeo”, proprio perché più romantiche, preferiscono il coltello, ma non disdegnano la bottiglia e il posacenere, insomma il sangue non manca. Ma le mogli sono anche attente alle forme, meglio se eclatanti. Al momento, per esempio è molto “trendy” eliminare il partner direttamente nel letto. L’indagine sfata il mito della donna condannata a subire e incapace di violenza, “tipico di quella iattura addormenta-coscienze rappresentata dal politically correct che ha attraversato gli anni ‘80 e ‘90”. Anche le donne picchiano e non solo in Italia, negli Stati Uniti lo fanno a spron bat- tuto. Una ricerca del Dipartimento della Giustizia ha mostrato che, nel 40% dei casi di violenza di coppia, le vittime sono gli uomini. Insomma, la parità tra sessi è a portata di mano. Ma quali sono le cause degli omicidi di coppia? È in forte calo il motivo passionale, cioè quello determinato dal tradimento del partner o dalla gelosia, crescono invece i delitti (circa il 40%) causati dalla incapacità di accettare la fine di una relazione, anche dopo tanto tempo che ci si è separati. Infine, una buona percentuale di casi (circa il 17%) è legata alla latente incompatibilità di carattere, dove le liti sono ricorrenti. Insomma se litigate spesso, per le feste evitate i posti troppo caldi. Se invece restate a casa non alzate troppo i termosifoni. 7 8 TRE ND Ausgabe 1/2004 Winter La Maserati Quattroporte Luxuslimousine made in Italy Un marchio che vanta una lunga tradizione e che ha dietro di sé una storia alquanto movimentata. Con il nuovo modello „Quattroporte“, la Maserati è riuscita a realizzare una combinazione ottimale di confort e potenza. Maserati ist als italienischer Sportwagenhersteller fast allen ein Begriff und kann auf eine sehr wechselvolle Geschichte zurückblicken Daniel Vetró Im Jahr 1914 gründeten die Brüder Carlo, Bindo, Alfieri, Ettore und Ernesto Maserati eine kleine Werkstatt im Stadtteil Pontevecchio von Bologna. Inspiriert vom Neptunbrunnen in Bologna wählten sie als Firmenzeichen den Dreizack (Tridente), der bis heute Maseratis Luxusfahrzeuge schmückt. In der Werkstatt kümmerten sich die Brüder um die Reparatur von Fahrzeugen und Motoren. Das erste Auto entstand 1926, als die Brüder, alles begabte Techniker und Motorenbauer, ihre Rennwagenfabrik eröffneten. Der Tipo 26, ein Rennwagen mit 1.500 ccm und 120 PS erzielte im gleichen Jahr auf Anhieb den Klassensieg bei der Targa Florio auf Sizilien. Es folgten viele für den Motorsport bedeutende Entwicklungen und man spezialisierte sich darauf Rennwagen an Privatfahrer zu verkaufen. Maserati wurde 1939 von der Firma Orsi gekauft und das Werk nach Modena verlegt. Es wurde begonnen, aus den Fahrzeugen für die Rennstrecke Strassenversionen abzuleiten. Ab 1958 wurde der 3500 GT in Serie produziert. Das Coupé hatte satte 230 PS und wurde vier Jahre später ebenfalls als Cabrio unter dem Namen Spider angeboten. Dem 3500 GT folgten bekannte Modelle wie Mistral, Ghibli und Indy, jedoch haperte es mit dem wirtschaftlichen Erfolg des Unternehmens. Maserati wurde 1969 von Citroën übernommen. Die Franzosen setzten einen MaseratiSechszylinder-Motor in die Limousine Citroën SM ein. Als feststand, dass für den SM kein Nachfolgemodell geplant war übernahm der Sportwagenhersteller de Tomaso die Leitung von Maserati. Der Maserati Biturbo wurde in den Achtzigern zum Garant des Firmenerfolgs. Als der Firmenchef Alejandro de Tomaso 1993 starb, erwarb der FiatKonzern Maserati. Ziel war es die Modellpalette zwischen Lancia und Ferrari zu komplettieren. Seit 1999 hält die Ferrari S.p.A. die gesamten Maserati-Anteile unter dem Dach der Fiat-Gruppe. In der Beziehung zwischen Ferrari und Maserati findet ein intensiver Austausch von Know-how in Entwicklung und Produktion statt, ohne die Identität und das Image der beiden Marken zu gefährden. Quattroporte Eine Kombination aus Komfort und Motorleistung ist Maserati mit dem neuen Quattroporte gelungen. Die Luxuslimousine wurde im September 2003 auf der Internationalen Automobilausstel-lung (IAA) in Frankfurt präsentiert. Hier feierte der „Viertürer“ seinen ersten Auftritt unter dem Applaus des hingerissenen Publikums. Maserati stellt mit diesem Modell das Comeback des Quattroporte aus dem Jahre 1963 vor. Er verkörperte vor vierzig Jahren die schnellste und stärkste Limousine seiner Klasse. Als Sportlimousine tritt der Maserati gegen seine etablierten Konkurrenten Mercedes S-Klasse, BMW 7er, Audi A8 und Jaguar XJ an. Seine elegante Linienführung verdankt der Quattroporte Frank Stephenson, Chefdesigner bei Pininfarina, der bereits für BMW den neuen Mini entworfen hat. INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter Motor Leistung Drehmoment Höchstgeschwindigkeit Beschleunigung 0-100 km/h Abmessungen L x B x H Preis V8, 4244 ccm 400 PS (294 KW) 450 Newtonmeter 275 km/h 5,2 Sekunden 5052 x 1895 x 1438 mm ca. € 95.000 Der Komfort Der neue Maserati überzeugt neben dem gelungenen Design durch seinen Innenraum. Das großzügige Interieur wirkt edel, sehr aufgeräumt und bietet allen Insassen mehr als ausreichend Beinfreiheit. Durch ein breites Ausstattungsangebot wie beispielsweise verschiedene Leder- und Holzarten kann der Wagen maßgeschneidert nach den persönlichen Vorstellungen des einzelnen Kunden angefertigt werden. Dass Maserati den automobilen Genießer anspricht zeigt sich auch im Preis. Um in den Genuss der Luxuslimousine zu kommen, müssen rund 95.000 Euro investiert werden. Die Leistung Der Quattroporte steht für Reisegenuss bei höchster Geschwindigkeit. Unter der Haube befindet sich das 4,2-Liter-V8 Aluminiumtriebwerk welches aus den Modellen Spider und Coupé bekannt ist. Der Luxusliner beschleunigt mit kraftvollen 400 PS in nur 5,2 Sekunden von Null auf Hundert. Zwei Konstruktionsmerkmale, die sonst nur bei Sportwagen Verwendung finden, sichern eine ausgewogene Gewichts-verteilung und ein optimales Handling: Der Motor ist hinter der Vorderachse angeordnet und das Getriebe hat seinen Platz an der Hinterachse, in einer Einheit mit dem Differential (TransaxleBauweise). Vom komfortablen Automatikgetriebe kann jederzeit in den manuellen Modus gewechselt werden, um über die Schaltwippen am Lenkrad ein offensichtlich sportlicheres Fahrver-halten zu erzielen. INTERVe n t i Perspektiven Maserati gibt Gas - und das auch auf dem deutschen Markt. Zu den bislang 30 Maserati-Stützpunkten sollen 20 neue hinzukommen. 300 – 400 Quattroporte-Limousinen sollen in Deutschland verkauft werden. Das Ziel für die nächsten Jahre ist es, jährlich 10.000 Autos mit dem Tridente zu verkaufen. T R EN D 9 10 C U LT U R A Ausgabe 1/2004 Winter Tragen Mauern keine Schuld? Chris Dercon, der neue Leiter des Haus der Deutschen Kunst: „Wir wollen statt der traditionellen Restaurierung einen kritischen Rückbau“ Jerzy Jurczyk Seit Mai 2003 leitet der Belgier Chris Dercon das Münchner Haus der Kunst als Nachfolger von Christoph Vitali. Wie sein Vorgänger will Chris Dercon nicht nur das Haus der Kunst als lebendiges Ausstellungszentrum führen, sondern sich auch kritisch mit der Geschichte der Mauern dieses Gebäude auseinandersetzen. 1937 eröffnete Adolf Hitler das "Haus der Deutschen Kunst" an der Münchner Prinzregentenstraße, das zum "Tempel der Kunst" avancieren sollte. In Hitlers Auftrag von Paul Ludwig Troost entworfen, verkörperte das Bauwerk die Megalomanie der nationalsozialistischen Ideologie. Nach 1945 wurde die Sprengung des Gebäudes ernsthaft in Erwägung gezogen, doch diesen Akt der Selbstbefreiung von einem verhassten Symbol des Dritten Reiches ließen die Amerikaner nicht zu. Die USArmy beschlagnahmte das Gebäude und quartierte sich hier mit ihrem Offizierscasino ein. 1948 übergab die Militärregierung das Haus dem bayerischen Staat, welcher hier vorläufig die Werke aus den ausgebombten Pinakotheken unterbrachte. Dercons Vorgänger haben Säle und Säulen verkleidet, um die NSArchitektur von Paul Ludwig Troost zu bannen. Will er das „Haus der Deutschen Kunst“ jetzt wieder in seinen Urzustand bringen? Im PresseGespräch (Kunstmagazin „art“ 11/2003) sagte Dercon: „Wir wollen statt der traditionellen Restaurierung einen kritischen Rückbau. Das Haus der Kunst war zwar ein NaziGebäude, ist aber keine NaziArchitektur. Das Haus ist eine Collage aus verschiedenen Stilen. Wir leugnen ja nicht, dass die Mauern Schuld tragen, aber diese Geschichte kann man nur mit Geschichten angehen. Das haben schon frühere Ausstellungen wie etwa Christoph Vitalis Maurizio Cattelan, „Him“ 2001 Rekonstruktion der Nazi-Schau „Entartete Kunst“ und seine Ausstellung „Kunst im Widerstand“ getan und da knüpfen wir an.“ Während der ersten Dercons Ausstellung „Utopia Station“ sind in der ehemaligen „Ehrenhalle“ verschiedene Möbel aus der Erstausstattung des „Hauses der Deutschen Kunst“ (Atelier Troost) als Zeugnisse für den konservativ-eklektizistischen Geschmack der NS-Zeit gezeigt worden. Es wurde auch die Bronzetafel (1937) mit den Namen von Großspendern ausgestellt, die zur Finanzierung des „Hauses der Deutschen Kunst“ beigetragen hatten. (Nach dem Krieg wurde sie aus der Wand der Vorhalle gerissen und im Archiv aufbewahrt.) In einer historischen Dauerausstellung, die 2005 hier geplant ist, werden diese und andere Originalobjekte zu sehen sein. Dercorn will seinen „Kritischen Rückbau“ von Architekturtheoretikern, Kunsthistorikern und Denkmalpflegern beraten lassen. Es geht nämlich nicht um Retro-Chic, sondern darum, ein Gebäude und seine Geschichte sichtbar zu machen. Dass der Applaus aus der „falschen Ecke“ nicht zu befürchten ist, zeigte die hervorragende Ausstellung INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter La storia viene documentata anche attraverso l’architettura che di regola esprime e nel contempo influenza lo spirito del tempo in cui è stata realizzata. Statue ed edifici diventano testimoni imbarazzanti quando documentano periodi bui della storia. La “Haus der Deutschen Kunst“ voleva essere - e lo è - una delle opere architettoniche più rappresentative dell’ideologia nazionalsocialista. Con i nuovi lavori di restauro il nuovo direttore Chris Dercon si propone, tra l’altro, di rendere più trasparente la struttura architettonica originaria che i suoi predecessori avevano mascherato, e in parte trasformato, forse come tentativo più di rimozione che di elaborazione di un passato vergognoso. L’elaborazione e la consapevole condanna di questo passato dovrebbero, invece, trovare incentivo ed espressione nelle mostre che lì saranno presentate e soprattutto nella programmata mostra permanente sulla storia del Museo che Hitler avrebbe voluto che diventasse il tempio dell’arte. INTERVe n t i „Partners“ von Ydessa Hendeles aus Toronto. Die Eröffnung hat zwei Tage von dem Jahrestag der „Kristallnacht“ und vor der Feierlichkeit der Grundsteinlegung für das neue Jüdische Zentrum in München stattgefunden. Auf Einladung von Chris Dercon wurde die berühmte Sammlung der kanadischen Galeristin und Kuratorin erstmals in Europa (bis 15. Februar 2004) gezeigt. Ydessa Hendeles wurde als einziges Kind jüdischer Eltern, die den Holocaust überlebten, 1948 in Deutschland geboren. Aufgewachsen ist sie in Kanada. Dort begann sie 1980, zeitgenössische Kunst auszustellen und betrieb bis 1988 „The Ydessa Gallery“. Für die Ausstellung „Partners“ im Haus der Kunst hat sie unter anderem Werke italienischer Künstler - Maurizio Cattelan, Luciano Fabro, Giulio Paolini - sowie Serien von Pressefotografien, anonymen Amateurfotografien und Alltagsgegenständen miteinander kombiniert. Für „Partners“ hat sie im Sinne eines „Kritischen Rückbaus“ des Hauses viele Um- und Einbauten der letzten Jahre entfernen lassen, die Architektur wieder freigelegt und lesbar gemacht. Sie hat damit einen Prozess intensiviert, der vom neuen Team des Hauses der Kunst begonnen wurde. „The Teddy Bear Projekt“, mit 3000 Aufnahmen des berühmtesten Kuscheltiers der Welt ist das Herzstück der Ausstellung. Die süßen Bärchen in den Händen der Kinder werden auch auf Familienfotos von uniformierten SS- und Wehrmachtsoldaten gezeigt. Der nächste Raum ist fast leer. Vor der Wand (mit dem Rücken zum Eingang) scheint ein frommer, kniender Jüngling zu beten. Es ist die berühme Skulptur des Italieners Maurizio Cattelans „Him“ („Er“). Diese jämmerliche Figur hat das grimmige, fast verängstigte Gesicht des Adolf Hitler. Diese Skulptur von Cattelan (zu seinen berühmtesten und provokativsten C U LT U R A Giulio Paolini, „Mimesi“ 1975-1976 Werken gehört auch „La Nona ora“ mit der Figur des Papstes, von einem Meteoriten getroffen) in den Mauern dieses Gebäude zu zeigen, das ist ein Meisterwerk der Kunst-Inszenierung. Ydessa Hendeles ist eine sensationelle Ausstellung gelungen. Es wundert nicht, dass die „Abendzeitung“ ihren traditionellen Preis „Stern des Jahres“ für die wichtigste Münchner Ausstellung 2003 der Schau „Partners“ verliehen hat. Aus der Begründung: „Er“ ist zurückgekehrt ins Haus der Kunst, allerdings nur aus Polyesterharz. Aber man kann sich wohl keinen besseren Ausstellungsort für Maurizio Cattelans monströsen Zwerg-Hitler in Büßerpose vorstellen.“ Empfehlung: www.hausderkunst.de 11 12 C U LT U R A Ausgabe 1/2004 Winter Il Castello di Lari Una gita nella Toscana da scoprire Miranda Alberti Ein Ausflug in die Toskana führt uns in das romantische Städtchen Lari, welches vom Massentourismus verschont geblieben ist. Inmitten grüner Hügel bildet das Castello di Lari aus dem 12. Jahrhundert den Mittelpunkt des Ortes. Se c’è ancora qualcuno che legge Leopardi, troverà nei suoi Pensieri un’interessante riflessione sull’imprudenza umana, dimostrata dal fatto che gli uomini affollano spesso città costruite in luoghi insalubri, mentre abbandonano zone dal clima soave e dall’aria pulita. Il poeta porta come esempio le splendide colline pisane che vanno spopolandosi a favore di una costa paludosa e malsana. Proprio su questo paesaggio di dolci colline pisane che sembrano dormire e sognare un passato glorioso, si erge l’antica cittadina di Lari, protetta da una doppia cinta di mura ben conservate da cui spuntano ricchi cespugli di cappero. Vi siamo giunti in un brumoso pomeriggio di ottobre per una strada che, attraverso la macchia toscana, congiunge, come perle, altri luoghi interessanti come: Pastina, Santa Luce, Casciana Alta, Casciana Terme e innumerevoli piccoli centri in cui si conservano le tracce del passato di Pisa città ghibellina e marinara decaduta in favore della guelfa Firenze. Lasciata l’automobile fuori dal borgo ci siamo incamminati seguendo l’in- INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter dicazione del centro e vi giungiamo subito superando la Porta Volterrana. Sulla strada lastricata si aprono due bar e alcuni graziosi negozietti che conservano l’antica architettura. Vecchi e giovani si intrattengono lì fuori, appoggiati alle secolari pareti o seduti su delle panche. Ci osservano: turisti da queste parti fanno ancora notizia. Cerchiamo di rintracciare fra le pietre di quelle costruzioni le tracce della sua lunga storia che comincia con un primo periodo etrusco in cui avvenne la sua fondazione fra il VI e il IV secolo a.C., seguito da un periodo romano e alto medioevale attestato dal primo documento di esistenza del Castello risalente al 732. La famiglia degli Upezzinghi di Mazzagamboli (un nome che è tutto un programma di musicalità misteriose!) ne fecero costruire la rocca dal 1230, e i fiorentini che li seguirono a partire dal 1406 l’abbellirono fino a farne una dimora residenziale. Oltre al santuario nella guida si parla di sette chiese di cui non siamo in grado, per pigrizia, di contarne che quattro. La loro architettura è per lo più in stile barocco e gli interni, piuttosto spogli, non offrono molto svago al visitatore. Molto più interessante è soffermarsi fra vicoli e piazzette assaporandone l’atmosfera irreale, sospesa nel tempo. Sulla via che circonda la rocca si apre il laboratorio di pasta artigianale della famiglia Martelli che invita i clienti a visitare il loro ambiente di lavoro e ad informarsi direttamente sulle tecniche di lavorazione impiegate. I pacchetti gialli di penne, maccheroni e spaghetti che lì acquistiamo saranno il nostro più delizioso souvenir. Quando la sera si sta già annunciando cominciamo a salire le ripide scale che portano al Castello. L’imbrunire non ci impedisce di fare il giro completo delle mura e di godere dall’alto di una suggestiva vista panoramica. „Castello inespugnabile“ scrive la INTERVe n t i guida e ce ne rendiamo conto personalmente. Niente e nessuno poteva sfuggire al controllo delle sentinelle qui appostate per un perimetro di vari chilometri. Nel cortile interno sorge una cappelletta a cui si appoggiano minuscole cellette da dove, si dice, i carcerati potevano seguire la messa. Le feritoie delle celle sono poste in modo tale che il loro sguardo non potesse scorgere nessun altro all’infuori dell’officiante. Ci sembra una norma crudele e perciò ci volgiamo a contemplare i molti stemmi che ornano la facciata dell’edificio centrale. Alcuni di questi sono opere di artisti e artigiani famosi come Andrea e Giovanni della Robbia, Benedetto e Santi Buglione. Evidentemente non si badava a spese quando si trattava di esaltare l’orgoglio familiare dei podestà qui governanti! L’interno del Castello è percorribile con l’aiuto di una guida ad intervalli di mezz’ora. Le stanze adibite per lungo tempo a Palazzo Pretorio (fino al 1962) ricordano i processi e le condanne che qui sono state emesse. Celle fredde e strumenti di tortura ci riportano il dolore che vi si è consumato: per distrarci rivolgiamo lo sguardo al panorama fantastico che si affaccia dalle finestre poste sulla parete come fossero quadri in natura. Sarà la stagione autunnale, sarà l’atmosfera che aleggia fra queste stanze, sta di fatto che ognuno di noi è come affondato in una coltre di sognante malinconia. Qui, lontani dai fasti delle grandi città d’arte, ci sentiamo raggiunti dalla nuda verità della vita delle passate generazioni. Le „morte stagioni“ come direbbe il nostro poeta. Gente normale, gente come noi, che ha consumato i suoi giorni nella gioia e nel dolore, nell’ingiustizia e nella ribellione, nei piccoli e nei grandi avvenimenti, ma che ha anche saputo tramandarci la bellezza delle loro opere e di una natura intatta. Ci domandiamo se anche noi saremo in grado di fare altrettanto con le C U LT U R A future generazioni. Questa Lari autunnale e saggia ci ha affidato un messaggio importante da conservare nel cuore e nel ricordo. Per il momento, comunque, abbiamo deciso di scacciare ogni malinconia andando al bar a riscaldarci con un bel caffè corretto alla grappa o allo stravecchio! Come arrivarci: Lari è un borgo situato circa 30 km a sud-est di Pisa. Provenendo dalla superstrada Firenze-Pisa-Livorno si esce a Pontedera-Ponsacco. Da qui basta seguire le indicazioni. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Pontedera, collegata a Lari da autobus con cadenza pressoché oraria. Siti consigliati: www.castellodilari.it www.girando.it/castellodilari www.toskanaferien.de 13 14 C U LT U R A Ausgabe 1/2004 Winter „Los niños de Morella“ La storia di un gruppo di bambini sottratti alle rappresaglie dei franchisti Alessandra Sorrentino Carmen Tè, italiana di Napoli, si è laureata con una tesi in storia del cinema e poco dopo è stata ammessa alla “Hochschule für Fernsehen und Film München”, uno di quei pochi posti in Europa che sforna professionisti nel settore cinematografico. La competizione – che in questo settore è particolarmente accesa - a Carmen non piace e non piace neppure quell’aria intellettuale, radical chic che si respira attorno al mondo del cinema. Quando si parla con lei si rimane stupiti dall’umiltà con cui ti racconta di cose che ha fatto, per esempio del suo ultimo lavoro “Los niños de Morella”. Questo documentario, presentato in anteprima europea fuori concorso al “Festival di Biarritz” nel 2003, racconta la storia vera di cinquecento bambini spagnoli che durante la guerra civile, nel luglio del 1937, furono mandati dalle proprie famiglie in Messico per essere messi in salvo dalle rappresaglie franchiste contro i difensori della Repubblica. Il Messico li accolse a testimonianza della propria fedeltà ai valori democratici e repubblicani. L’allora presidente messicano Cardenas si occupò di questi bambini, consentendo loro di condurre una vita dignitosa e mettendoli nelle condizioni di costruirsi un futuro in Messico. Una storia del genere la si può presentare in mille modi: sottolineandone, per esempio, aspetti politici, oppure parlando del Messico libertario, meraviglioso per le sue bellezze naturali, per la sua storia. Die wahre Geschichte von fünfhundert spanischen Kindern, die während des Franco-Regimes von ihren Eltern nach Mexiko geschickt wurden. Eine Geschichte über Kinder, Gefühle und zerschlagene Familienbeziehungen. Carmen la presenta semplicemente come la storia di bambini, cresciuti lontano dalle proprie famiglie, in un paese straniero, dove svilupparono un fortissimo spirito di solidarietà reciproca e di riconoscenza per il Paese d’accoglienza. Racconta la loro esperienza per quella che fu, senza pietismi, né autocompiacimenti. Attraverso le parole dei protagonisti, ormai ultra settantenni, descrive la loro infanzia e la loro adolescenza senza le famiglie, nonché i rancori e i dolori che questa lontananza procurò loro. I “niños” ricordano, ancora commuovendosene, l’incontro avvenuto dopo molti anni con le famiglie spagnole e di tutte le difficoltà che dovettero affrontare per capire la scelta fatta dai loro genitori. “Alcuni dei miei cugini rimasero in Spagna … non capii perché mia madre mi mandò … una ragione ci doveva essere, una ragione che le altre mamme non avevano … certo fu comodo ... erano troppe le bocche da sfamare”. La loro infanzia fu segnata da un senso di solitudine e di abbandono, probabilmente insanabile. “Il peggio era quando uno si ammalava … si sentiva una gran solitudine … chiamava- mo la mamma e si presentava solo una donna vestita di bianco che ci diceva: sono io la tua mamma”. Raccontano di come fu duro conquistarsi un posto nella società messicana. Tutti loro si considerano messicani. È lì che hanno costruito la propria vita. La Spagna, dove nacquero, li rifiutò, il Messico li accolse. Raccontano del legame fortissimo che si venne a creare tra loro e di come questo legame sopravvive a tutt’oggi a distanza di cinquant’anni, delle feste periodiche che organizzano per rincontrarsi e per sentirsi ancora una volta i bambini di Morella. Tutto in questo documentario parla di affetti, di legami familiari, di quei sentimenti semplici che rendono straordinaria la storia personale di ogni individuo. E quando si chiede ad uno di loro che cosa ha imparato da questa vita non comune che il destino gli ha riservato, la risposta è lapidaria: “Ad odiare ogni tipo di nazionalismo … e ad augurarmi che nessuno viva, per qualsiasi ragione, un’esperienza come la mia”. INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter C U LT U R A La nuova mostra di Maria Dalle profondità del mare e Cristina Picciolini della notte un albore verso il futuro Andrea M. Jarach Die Künstlerin aus Orbetello Toskana ist in der Kulturszene Münchens sehr präsent. Am liebsten stellt sie in ihren Werken weibliche Figuren dar: „Die Rippe, die Adam der Eva schenkte, war vermutlich seine beste“. Frau Dr. Ilma Reho wird am 15. Februar ihre neue Ausstellung im Augustinum, Neufriedenheim, Stiftbogen 74, in München, eröffnen. Nata ad Orbetello e trapiantata da 9 anni a Monaco di Baviera, Maria Cristina Picciolini si è diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, specializzandosi poi alla scuola steineriana. Oltre a coltivare la propria vocazione artistica, si dedica a divulgare le sue conoscenze di tecnica pittorica curando corsi sia in Italia che in Germania ed organizzando viaggi alla scoperta dei tesori d’arte della sua Regione. Ora presenta una mostra di 19 tele, quasi tutte acrilici di grosso formato, e 2 sculture in terracotta. Attraverso l’astrattismo ed il rigore degli equilibri geometrici, la sua pittura mira a dare volto ai sentimenti come - riprendendo proprio i titoli di alcune sue tele - la disperazione, riferita al crollo delle torri gemelle di New York, e poi la speranza che fa da contraltare, od ancora il labirinto dei pensieri. In quest’ultima tela, ad esempio, figure allacciate tra loro che raffigurano i pensieri, gravitano in una spirale ascendente che sottintende la mente umana, proprio mentre al INTERVe n t i La rabbia e l’orgoglio 2003 centro della stessa si getta una nuova figura, un nuovo pensiero. Nei colori dominano per lo più le tonalità del blu scuro negli sfondi ad echeggiare le profondità del mare e della notte, con solo qualche concessione a degli sprazzi di rosso a significare la speranza, un albore verso il futuro. Le figure sono prevalentemente in argento ed oro per farne emergere la luce, per estrarne le forme dal buio in cui sono immerse. Nei suoi quadri ricorre la figura femminile, stilizzata, quasi mai con un volto definito; raramente invece la figura maschile. Una figura plastica di una donna - parafrasando i titoli di alcuni quadri in mostra - ammaliatrice come una sirena ed al contempo pronta a dare conforto. Secondo Maria Cristina Picciolini, il gentil sesso è il più tenace e - scherza semiseria - “la costola che Adamo ha dato ad Eva doveva essere la migliore”. Quanto alla scelta di non restituire l’espressione del volto nei suoi dipinti – spiega - è il movimento della figura a dover dare il significato del quadro e non uno sguardo come in un ritratto. Cristina Piccolini non fa mistero di essersi idealmente ispirata alle figure volanti di Chagall ed alle forme sinuose delle donne di Botticelli. Lo fa tuttavia cercando una sua propria chiave interpretativa che invitiamo i lettori a valutare personalmente se efficace o meno. I prezzi dei quadri della rassegna vanno da 600 a 1.600 euro. 15 16 C U LT U R A Ausgabe 1/2004 Winter Standing ovation per Morricone Ennio Morricone nominato membro onorario del Senato accademico di Monaco Anna Zanco-Prestel Dopo l’accordo di cooperazione fortemente voluto e siglato nella primavera 2003 dall’allora suo direttore Prof. Helmschrott tra la Musik-hochschule di Monaco e il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, alla presenza dell’Assessore alla Comunicazione Anna Castellano, da tre anni infaticabile ambasciatrice di “Genova Capitale Europea della Cultura 2004”, il prestigioso Ateneo musicale monacense celebra un nuovo momento culminante nei suoi rapporti con l’Italia, nominando Membro Onorario del Senato Accademico Ennio Morricone, dagli anni ’60 figura di culto della scena musicale internazionale. A tenere la “Laudatio” nella Grande Sala dei Concerti gremita è il Prof. Enjott Schneider, noto al vasto pubblico per le sue colonne sonore di “Fratello del sonno” e “Stalingrado” nonché titolare della cattedra appena istituita di “Composizione per Cinema e TV”. Nel definire la personalità poliedrica e di per sé ricca di antinomie del 75enne compositore, Enjott Schneider ne esalta la capacità d’integrare gli aspetti piú diversificati del linguaggio musicale incarnando in tal modo, da oltre 40 anni, la figura del “crossover” che “passa in diagonale attraverso gli stili, gli idiomi e le epoche” facendosi interprete “ante litteram” dello spirito del nostro tempo. Prototipo del “compositore del futuro” e indiscusso innovatore che ha influenzato generazioni di musicisti, nonché anticipatore di “tecniche divenute attuali nell’era del sampling e del soundtransfer digitale”, Morricone ha, a suo avviso, saputo sprigionare la propria forza visionaria grazie alla rinuncia a quel “tocco elitario”, “troppo formale” e “accademico” della sua formazione, accogliendo le “spinte provenienti dal basso”. Ed è, sempre secondo Enjott Schneider, nella fattispecie quello “sguardo dal basso” dell’artista di umili origini a fare la differenza, consentendogli di conservare, pur nell’artificiosità delle sue composizioni, quanto vi è di “piccolo”, di “popolareggiante” o di “dimenticato” che, piú che la mente, tocca diritto il cuore. È tipico dei “grandi” rifuggire da quegli atteggiamenti divistici che sono orpello e maschera dei mediocri. Minuto e poco appariscente nel fisico Morricone, che da sempre cerca di sottrarsi ai riti fatui della mondanità, ha accolto invece con entusiasmo, quasi con umiltà, l’alto riconoscimento che premia non solo la parte piú nota della sua opera, bensí anche quella sperimentale e raffinatissima Standing Ovations bei dem am 18. Oktober vom Bayerischen Rundfunk und von der Hochschule für Musik und Theater in München veranstalteten Festakt zur Ernennung von Ennio Morricone zu deren Ehrensenator. Der Laudator, der Komponist Prof. Enjott Schneider, hebt das Visionäre in seinem Schaffen hervor und bezeichnet ihn als „einen der Väter der Postmoderne“. dei concerti cameristici e degli oratori dell’allievo dell’Accademia di S. Cecilia a Roma che muove i primi passi calcando le orme di Goffredo Petrassi. Ringrazia, visibilmente commosso, “per essere venuto in questo luogo dove si fabbrica la musica”, anche se non lo “soddisfa” farlo, “perché non sono un poeta delle parole, ma sono forse un poeta dei suoni… Potrei scrivere un pezzo e dedicarlo a questa scuola e forse lo farò…” INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter DOSSIER La repubblica di Weimar Fallimento di una democrazia Andrea Maria Palamidessi Nel 1930 il governo del socialdemocratico Müller, che esprimeva la volontà degli elettori tedeschi, rassegnò le dimissioni, lacerato dai conflitti tra sindacalisti e imprenditori. Il Presidente Hindenburg cercò invano con Brüning, Papen e Schleicher delle soluzioni alla cronica ingovernabilità, mentre i nazisti, che raccoglievano voti grazie al disagio causato dalla crisi economica, convincevano le classi dominanti a farsi coinvolgere nel governo del Paese. Il 30 gennaio 1933, Hindenburg nominava cancelliere Adolf Hitler, che in meno di sei mesi riuscì a trasformare quella che formalmente restava una democrazia pluripartitica in un sistema totalitario a partito unico. Una crisi radicale aveva stroncato la giovane democrazia tedesca. Ma la Repubblica era stata in pericolo anche nei suoi primi anni e le minacce erano state così violente da sfiorare la guerra civile. Perché, di fronte a questa nuova crisi, il sistema crollò invece di reagire? Ciò che accadde nel 1933 può essere attribuito a molte cause: dagli errori della classe politica, favoriti dallo sconforto creato dalla situazione economica, all’efficacia della strategia nazista; ma la responsabilità della distruzione della democrazia non può essere addossata solo ai nazisti e ai loro alleati, ma anche a tutti coloro che fino all’ultimo avrebbero potuto prendere decisioni politiche come i partiti repubblicani. La Repubblica di Weimar era già nata su basi sociali instabili, in una Germania sconfitta e che aveva affrontato una troppo rapida trasforINTERVe n t i 1918 – 1933: Anfangs hoffnungsvolle Jahre, die mit dem Scheitern einer noch unerfahrenen und unentschlossenen Demokratie endeten. Die Unfähigkeit der Regierung, in tiefster Weltwirtschaftskrise sozial tragbare Maßnahmen gegen starke und undemokratische Interessensgruppen durchzusetzen, lässt der Demagogie freien Lauf. Die konservative Bourgeoisie setzt auf die rechte Karte. Hitler beginnt, seine Ordnungsvorstellungen zu installieren. Hindenburg mazione industriale. I nuovi responsabili politici, abituati a non poter partecipare al governo, continuarono a insistere sulle ideologie invece di cercare un compromesso con gli altri partiti, determinando un anomalo contrasto tra ogni gabinetto e la sua base parlamentare. Il Parlamento non divenne il centro di formazione della volontà dello Stato, mentre si rafforzavano l’autonomizzazione e la diffidenza delle istituzioni, dall’apparato burocratico alle forze armate, fedeli quasi tutti alle loro vecchie idee antidemocratiche. La stessa Costituzione di Weimar combinava il principio della rappresentanza popolare con forti spinte plebiscitarie e questa ambiguità contribuì a portare i partiti democratici a un atteggiamento irresponsabile, visto che la soluzione a ogni crisi di governo sarebbe comunque alla fine venuta dal Presidente. L’irrigidimento ideologico dei partiti rafforzò a sua volta le già profonde fratture sociali e determinò una scarsa adesione al sistema democratico da parte della stessa base dei partiti, poco preparata a partecipare alla vita politica, e il parallelo graduale allontanamento del consenso elettorale dai partiti repubblicani. Comunque, nei primi difficili anni, minacciate da sinistra e da destra, le forze politiche e sociali avevano manifestato una disponibilità a difendere il sistema democratico che si era dimostrata sufficiente, sia pure tra notevoli difficoltà, a tenerlo in vita, facendo fronte prima ai tentativi di rivoluzione comunista, poi ai propositi di restaurazione autoritaria e alle spinte separatiste di molte 17 18 DOSSIER Ausgabe 1/2004 Winter regioni; e anche se i pesanti adempimenti imposti dal trattato di pace di Versailles e l’ostilità francese alla ripresa tedesca, culminata nell’occupazione della Ruhr nel gennaio 1923, avevano aggravato i fattori di tensione interna al nuovo Stato, non si verificò il collasso da molti temuto, e che tanti nemici esterni e interni si auguravano. Anzi, dalla fine del 1923, grazie soprattutto alla politica di Stresemann, la Germania ricominciò a godere di una relativa tranquillità sia all’interno che all’esterno, riammessa in posizione paritaria nella comunità internazionale. Tuttavia, il difficile compromesso tra lavoro e borghesia sarebbe stato capace di affrontare le emergenze solo se le regole democratiche si fossero basate su un consenso diffuso, che venne a mancare di fronte alla grande crisi economica mondiale della fine degli anni ’20. I fattori internazionali aggravarono la già instabile situazione economica tedesca, causata soprattutto dal massiccio e sconsiderato intervento pubblico, inasprendo il conflitto tra le parti sociali per la distribuzione del reddito. Così la crisi economica si spostò facilmente e rapidamente sul piano politico, innescando un inarrestabile processo di delegittimazione delle istituzioni democratiche che portò, nel giro di pochi anni, alla loro completa demolizione. In questa ennesima linea di frattura si inserì un fatto- re dirompente: il movimento nazista, forte anche di un appoggio di massa e di complicità e acquiescenza tra le classi dirigenti. Il crollo della grande coalizione guidata da Müller, fallimentare tentativo di soddisfare i diversi interessi senza risolvere i problemi alla radice, segnò la fine del compromesso tra le parti sociali su cui era nata la democrazia. I partiti continuavano a preferire le considerazioni politiche alla stabilità del governo e di fronte alla disaffezione politica delle masse cominciarono a fuggire dalle responsabilità. Mentre i tedeschi delusi si lasciavano convincere da Hitler in numero sempre maggiore, attribuendogli il 18% dei consensi nel settembre 1930 (contro il 2% del 1928), i vertici dello Stato non fecero nulla per proteggere il regime, e non solo i grandi industriali e proprietari terrieri ma anche la maggior parte del ceto medio si era convinta che l’eccessivo carico sociale sull’economia potesse essere superato solo allontanandosi dalla democrazia parlamentare, soffocando le pretese dei lavoratori, cui lo Stato aveva fatto promesse che non poteva più mantenere. Segno visibile dell’indirizzo antidemocratico nei gruppi di potere fu lo scioglimento del Parlamento deciso nel 1930 da Hindenburg e dal nuovo cancelliere Brüning, che cercò in ogni modo di sottrarre all’Assemblea l’indirizzo politico, ma, esasperando il problema delle riparazioni, perse gran parte del consenso alla sua azione di governo che con una politica restrittiva aveva aggravato, invece di risolverli, i problemi economici: l’impossibilità di venire a capo della crisi con mezzi consensuali accrebbe la radicalizzazione politica e le stesse difficoltà economiche. Papen arrivò alla definitiva rottura con il sistema parlamentare, assecondando le aspettative dei grandi interessi industriali e agrari; quello di Schleicher fu invece un tardo tentativo di riequilibrare la copertura socio-politica del governo superando l’alternativa capitalismo comunismo, che si scontrò con quelle aspettative. I partiti democratici avevano una base di consenso non sufficientemente solida, ma la maggioranza dei tedeschi non voleva rinunciare a partecipare alla vita politica. Non si poteva quindi tornare al sistema autoritario di Bismarck, mentre imporre una dittatura militare era troppo rischioso. Visto che il nazismo era l’unico movimento di destra ad aver raccolto notevole sostegno nelle masse, i vertici dello Stato ed i gruppi di interesse economici si illusero di poterlo utilizzare per la progettata involuzione conservatrice, facendolo partecipare al governo ma sotto stretto controllo: si spiega così la fatale politica delle progressive concessioni in bianco ai nazisti nel corso del 1932, soprattutto lo scioglimento del Parlamento e la revoca del divieto alle SA. Senza la Grande Depressione, quindi, l’affermazione della dittatura nazista non sarebbe probabilmente stata possibile. L’arrendevolezza o la complicità di molte forze politiche e sociali nei confronti di Hitler fu causata dal diffuso senso di insicurezza, e il sistema politico era ormai talmente debole da non riuscire a dare una risposta democratica ai problemi sul campo. La democrazia di Weimar era già entrata in crisi prima dell’attacco nazista, ma proprio per questo non INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter Müller aveva i mezzi per difendersi. Con la Costituzione del 1919 era stato creato uno strumento, che poteva essere usato per proteggere la democrazia (come aveva fatto il Presidente socialdemocratico Ebert durante la crisi del 1923) oppure, pur rispettandone le regole formali, per distruggerla, come fecero Hindenburg e la sua cerchia di fronte alla paralisi delle forze politiche democratiche che non riuscivano a esprimere una comune volontà a salvaguardia delle istituzioni. I poteri straordinari del Presidente diventarono così la normale forma di governo. La soluzione di affidare il governo a Hitler fu però in dubbio fino all’ultimo e fu attuata proprio quando i suoi successi elettorali avevano subito una battuta d’arresto, dal 37% di luglio al 32% di novembre 1932; neanche nel marzo 1933, quando le elezioni non furono più libere, la maggioranza dei tedeschi si espresse in suo favore, ma solo il 44%. La distruzione della Repubblica di Weimar non è stata inevitabile: la scarsa resistenza degli organi statali di fronte all’attacco del nazismo e i suoi successi elettorali INTERVe n t i Papen dimostrano come il crollo di un sistema politico non dipenda solo dalla forza dei suoi oppositori, ma anche e soprattutto dalla debolezza dei suoi sostenitori. La democrazia aveva basi troppo fragili nella popolazione e nei gruppi d’interesse: per questo fu possibile distruggerla con mezzi apparentemente legali. Il peso morale e materiale della sconfitta nella prima guerra mondiale, la necessità di costruire un nuovo sistema politico, le divisioni sociali, il conflitto tra capitale e lavoro, la disoccupazione, le spinte antidemocratiche nelle aristocrazie e nel ceto medio: tutto questo ha distrutto la Repubblica di Weimar. Il tentativo di eliminare la contraddizione tra modernità economica e culturale e arretratezza politica della Germania finì nella dittatura per la mancanza di una ferma volontà democratica da parte dei vertici politici e in vasti settori dell’opinione pubblica. Hitler non fu la causa, ma il beneficiario del crollo della democrazia. DOSSIER Brüning ANDREA MARIA PALAMIDESSI Nato a Roma nel 1974 si è laureato nel 1997 in Giurisprudenza presso l'Università di Roma "La Sapienza". Entrato nella carriera diplomatica nel dicembre 1999, è Console Aggiunto a Monaco di Baviera dal gennaio 2002. Nel 2003 si è laureato in Scienze Politiche presso l'Università di "Roma Tre" e si sta attualmente specializzando in Relazioni internazionali presso la stessa Università. Interessi accademici: storia delle istituzioni politiche, storia del diritto medievale e moderno, storia delle relazioni internazionali, storia medievale. 19 I T A L I E N I S C H E S E I T E N I N B A Y E R N personal computer PA G I N E I TA L I A N E I N B AV I E R A 2 0 0 4 Ferien auf dem Gutshof in Toscana personal computer liebevoll renovierte Ferienhäuser und Wohnungen im typisch toskanischen Stil, 6 km vom Meer entfernt in der herrlichen Landschaft von Val d’Elsa, zwischen Siena und Florenz, wunderschönes Landhaus, von Grund auf renoviert. 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La folta partecipazione di espositori italiani e in particolare la rappresentanza di Genova, capitale europea della cultura 2004, segnano un’importante tappa verso la creazione di una rete dell’amicizia italo-tedesca. Silvia Schmid Italienische Spezialitäten, Kostproben italienischer Theater- und Tanzkultur und vor allem jede Menge italienischen Flair werden die verschiedenen Städte wohl mit in ihrem Gepäck haben, wenn sie vom 6. bis 14. März 2004 auf der „WIR 2004“, einer Informations- und Verkaufsausstellung im bayerisch-schwäbischen Dillingen an der Donau, mit einem Stand vertreten sein werden. Die Deutsch-Italienische Gesellschaft (DIG) unter Leitung von Dott. Bruno Diazzi, auf dessen Initiative und Kontakte dieses Projekt mit dem schönen Namen „La Piazza“ zurükkgeht, sieht darin einen weiteren Meilenstein auf dem Weg zu ihrem Ziel, längerfristig ein deutsch-italienisches Freundschaftsnetz zu schaffen. Dieses soll über die Beziehungen von nur jeweils zwei Partnerstädten, wie man sie bisher kennt, hinausgehen und auf der Basis direkter zwischenmenschlicher Kontakte einen regen Austausch zwischen den beiden Ländern südlich und nördlich der Alpen fördern. Auf der „WIR 2004“, deren Name sich aus den Anfangsbuchstaben von „Wirtschaft, Information und Regionales“ ergibt, soll ein wichtiger Schritt in diese Richtung gegangen werden. Im Rahmen einer gemeinsamen Ausstellungshalle mit Anbietern von Spezialitäten aus der deutschen Küche werden bei „La Piazza“ eine „Cucina italiana“ mit Pizza und Pasta im Angebot und insbesondere eine Osteria mit angeschlossener Enoteca zu finden sein, welche ausgewählte italienische Köstlichkeiten aus verschiedenen Gegenden Italiens täglich frisch und exklusiv für die „WIR 2004“ zubereitet anbieten wird. Auch mit den für den jeweiligen Landstrich typischsten Leckereien wie Parmigiano, Aceto balsamico classico oder auch dem berühmten Pesto Genovese werden die deutschen Gaumen in dieser ganz besonderen Osteria verwöhnt werden. Eine rechtzeitige Tischreservierung für die neun Ausstellungstage ist deshalb dringend zu empfehlen. Die italienischen Gäste wollen die Besucher der „WIR“ mit allen Sinnen für ihre Heimat begeistern. Nach den Gaumenfreuden werden sich am „Stand der Region“ Städte aus verschiedenen italienischen Regionen vorstellen. So wird am ersten Wochenende Genua, welches 2004 das Prädikat einer Europäischen Kulturhauptstadt trägt, mit audiovisuellen Informationen von seiner und Liguriens Schönheit zu überzeugen wissen, an den weiteren Ausstellungstagen folgen dann die Städte Treviso, Levico Terme/ Trient und Modena, das eventuell noch weitere Ortschaften aus der Emilia Romagna sowie als besonderes kulturelles Schmankerl eine folkloristische Tanzgruppe mitbringen wird, die den Besuchern der Ausstellung den sogenannten „ballo liscio“ näher bringen möchte. Die Piazza selbst schließlich, die wie im Vorbild der meisten italienischen Städte auch in der Ausstellungshalle das Zentrum bildet, wird als Treffpunkt der Freundschaften, aber auch als Bühne zum Beispiel für eine italienische „Commedia dell’arte“- Gruppe fungieren, die bereits bei Ausstellungseröffnung die Gemüter in italienische Stimmung bringen soll. Neben dem von Diazzi und der DIG geplanten Aufbau eines Freundschaftsnetzes soll allerdings trotzdem auch die Anbahnung von Kontakten zwischen deutschen Kommunen auf der einen und italienischen auf der 21 22 IN COPERT INA Ausgabe 1/2004 Winter anderen Seite gefördert werden. Auch dies wird auf der „WIR 2004“ konkret umgesetzt werden, da hier die bereits seit einiger Zeit bestehenden Kontakte zwischen Dillingen und dem Emilia Romagna-Städtchen Bondeno weiter vertieft und schließlich auch zu einer verbindlichen Zusammenarbeit als Partnerstädte geführt werden sollen. Die Stadt Dillingen macht Bondeno und die Kontakte mit dem Ort deshalb auch zum vorherrschenden Thema ihrer Ausstellungspräsentation. Die Deutsch-Italienische Gesellschaft, die seit ihrer Gründung vor drei Jahren auf nun 270 Mitglieder angewachsen ist, bemüht sich intensiv um Kontakte zwischen den Menschen in beiden Ländern. Von der Idee eines „Freundschaftsnetzes“, von der Dott. Diazzi bereits seit einigen Jahren träumt, sollen sich nun insbesondere Vereine und anderer Organisationen auf beiden Seiten angesprochen fühlen. Den Möglichkeiten an Kontakten sind dabei keine Grenzen gesetzt: in der Vorweihnachtszeit des gerade zu Ende gegangen Jahres etwa war ein Chor aus Germering zum Advents- singen in Italien zu Besuch - so oder auf verschiedenste andere Weise kann sich die Freundschaft gestalten, wobei im Gegensatz zur konventionellen Partnerstädtebeziehung, die Diazzi mit einer Ehe vergleicht, der Kontakt eben nicht auf nur immer zwei bestimmte Kommunen beschränkt bleiben soll: „Heuer kommen Genua und Modena zu Besuch nach Dillingen, beim nächsten Mal könnten es wieder ganz andere Städte sein“, so Diazzi. Die vielfältigen Kontakte der DeutschItalienischen Gesellschaft, die bereits zahlreiche Reisen deutscher Gruppen nach Italien und andersherum organisiert hat, können dabei natürlich hilfreich sein. So versteht sie sich insbesondere als Drehscheibe für menschliche Kontakte diesseits und jenseits des Brenners. Die „WIR 2004“ ist vom 6. bis 14. März täglich von 10 bis 18 Uhr geöffnet, „La Piazza“ ist zu finden in Halle N-O der Ausstellung. Ständig aktualisierte Informationen hierzu und zur gesamten Ausstellung erhalten Sie im Internet unter www.wir2004.de Assicurazioni per cittadini italiani in Baviera Assicurazioni - malattia (condizioni speciali per lavoratori autonomi e liberi proffesionisti) - sulla vita e fondi pensioni - invalidità sul lavoro - contro gli infortuni - commerciali - beni mobili e immobili Si parla italiano e tedesco / Si riceve per appuntamento Versicherungsagentur Michael Holl (Assessor jur.) Kaiser-Ludwig-Platz 10, 80336 München (vicino Goetheplatz) Postfach 80 09 07, 81609 München Tel.: 089 / 47 09 91 41 Fax: 089 / 47 09 91 42 Mobil: 0160 / 3 67 87 02 E-Mail: [email protected] www.michael-holl.dkv.com INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter Die Lust sich kennen zu lernen. Chat: eine neue Möglichkeit mit fremden Personen in Kontakt zu treten. Es wird immer moderner sich im virtuellen „Wohnzimmer“ zu treffen. C’è chi dice che il chat sia solo una delle ultime diavolerie superflue e sostituibili inventate dai surfisti. Altri lo considerano limitante perchè impedisce gli incontri analogici, cioè quelli dal vivo. Il chat ci ricorda infatti un po’ quei rifugi da dove il radioamatore, novello adolescente, sfuggiva con un suo gioco ai rapporti sociali. E poi, …e calibra le onde stazionare dell’antenna, e cerca di decifrare una voce lontana (o proveniente dall’immediato vicinato), e fai lo spelling degli indirizzi per potersi scambiare una cartolina. La portata dei baracchini della banda CB (citizen band) era infatti assai limitata e il gergo utilizzato faceva pensare ad un linguaggio quasi da setta, comprensibile solo agli iniziati. Qualcuno di noi si ricorderà ancora con po’ di nostalgia dei pirateschi “scarponi” (amplificatori), del “caricabatteria” (pasto) o del “TVI” (interferenze provocate dai CB sulle televisioni). Erano forse quelle le prime pionieristiche e limitate chat-rooms prima ancora che si fosse mai sentita la parola “Internet”? E Internet poi cambiò tutto questo bailamme dell’etere. Essa rese possibile salotti più affidabili e sempre più differenziati. Niente più antenne ma INTERVe n t i ONLINE Chat, una chiacchierata solo virtuale? C’era una volta la banda cittadina, da soli, nella nostra specola con dei gracchianti baracchini… Poi venne il chat che ci aprì nuovi orizzonti e ci fece uscire allo scoperto spine telefoniche, niente scarpone ma il modem del pc. Ma cos’è il chat, perché è così gettonato e soprattutto come funzionano le chat-rooms? Chat significa proprio “chiacchierata”, di cui infatti richiama anche il suono (ratsch in tedesco). Di chat-rooms ce ne sono di diverso tipo: per alcune è necessaria una speciale software che ne permetta l’accesso (come il mitico “ICQ”, I-seekyou), ad altre si può accedere direttamente collegandosi con appositi siti. Per tutte le chat-rooms è però necessaria una registrazione nella quale si deve perlomeno comunicare un indirizzo e-mail valido. Poi ci si sceglie un nick name, un nomignolo, con il quale si può bussare e presentarsi nei vari salotti. La sera è bello incontrarsi in rete con i nostri amici, anche se in maniera virtuale. O forse è meglio di niente: è meglio il monitor del PC o quello della TV? In molte chat-rooms si chiacchiera piacevolmente tutti insieme, con ordine ed educazione magari con un moderatore e ognuno ha modo di esprimere democraticamente la propria opinione e di farsi conoscere. Certi preferiscono incontrarsi in un salotto “riservato” dove trovano i loro soliti amici oppure ne conoscono dei nuovi in camere ad hoc, con un tema determinato di conversazione. Al contrario dei forum o degli usenet il chat è sempre on line, dal vivo. Dopo essersi conosciuti a sufficienza digitando sulla tastiera ed aver visto possibilmente anche l’immagine del nostro o della nostra partner, si trova certe volte la voglia di conoscersi personalmente. Molti si incontrano magari a mezza strada per un “caricabatteria”, più o meno in segreto… Altri trovano nuovi amici o addirittura la loro anima gemella. Un’insospettabile signora mi ha raccontato che, ricomponendosi dopo un fugace incontro “a metà strada” lui l’abbia sorpresa dicendo: ma come, te ne vai già? Non ti va di restare ancora un po’ vicina a me? gm Sito consigliato: www.icq.com 23 24 DIRITTI E DOVERI Ferienwohnungen in schönster Hügellage bei Lari Unser Service: Kinderbetreuung, Informationen, Besichtigungen www.toskanaferien.de info@ toskanaferien.de La pensione di vecchiaia in Germania Die deutsche Altersrente kann in der Regel ab dem 65. Lebensjahr bezogen werden. Es gibt aber auch Möglichkeiten, sich früher zur Ruhe zu setzen. METZLER’S LAMPEN LADEN Italienische Designerlampen zu Top Preisen Plinganserstrasse 14, 81369 München FON + FAX 089 / 76 75 97 61 Mo – Fr 10.00 – 12.00 und 14.00 – 18.30 Sa 10.00 – 13.30 Uhr Satellitenempfangssysteme und Zubehör Landwehrstr. 20 Telefon 089 / 592440 www.satshop.de 80336 München Telefax 089 / 5503777 [email protected] Fürs Wohnen muss man zahlen. Die Frage ist, wie viel. Wir finden für Sie die intelligente Finanzplanung! Markus Miehle Senior Finanzberater Candidplatz 9 (IV), 81543 München Telefon: 089 / 6 22 33 – 530 Mobil: 0175 / 1 68 02 08 E-Mail: [email protected] Ihr unabhängiger Finanzoptimierer Franco Caporali “Sono diversi anni che lavoro in Germania - racconta un nostro connazionale – ma ora la situazione economica in questo paese non è più quella di una volta. Il numero dei disoccupati continua ad aumentare e ho l’impressione che il mio posto di lavoro non sia più così sicuro come lo era nel passato. Per questo motivo vorrei sapere se ho già adesso la possibilità di richiedere e ricevere la pensione di vecchiaia. In primo luogo è necessario sapere che in Germania sia gli uomini come anche le donne vanno tutti in pensione a 65 anni. Praticamente la pensione ordinaria di vecchiaia la ottengono su domanda tutti coloro che hanno compiuto il 65-esimo anno di età ed hanno versato come minimo 5 anni di contributi. In certe particolari condizioni esiste però ancora la possibilità di poter richiedere e di ottenere la pensione di vecchiaia prima del compimento dei 65 anni. La prestazione subirà però una riduzione per ogni mese di godimento anticipato. La pensione di vecchiaia anticipata per assicurati con lunga carriera assicurativa, può essere ottenuta da tutti coloro che hanno compiuto 63 anni ed hanno versato 35 anni di contributi. Per gli assicurati grandi invalidi (minimo 50%) la pensione di vecchiaia può essere concessa al 60esimo anno di età. Anche in questo caso vengono richiesti 35 anni di contributi. La pensione di vecchiaia per disoccupazione la ottengono invece tutti coloro che hanno compiuto i 60 anni e che alla data di decorrenza della prestazione erano disoccupati ai sensi della normativa tedesca, come minimo da 52 settimane. Inoltre, è anche necessario che la persona interessata abbia versato, durante gli ultimi 10 anni che precedono la decorrenza della pensione, otto anni di contributi obbligatori. Per questo tipo di pensione, sono però sufficienti complessivamente 15 anni di contributi. Ed infine, esiste la pensione di vecchiaia per donne che viene concessa alle assicurate che al compimento dei 60 anni, hanno versato come minimo 15 anni di contributi. 10 anni di contributi obbligatori debbono però essere stati versati dopo il compimento del 40-esimo anno di età. Nel fare il conteggio degli anni dei contributi versati, non dimenticate di prendere in considerazione anche quelli italiani, in quanto anche questi sono validi. Se avete bisogno di informazioni più dettagliate, rivolgetevi al vostro sindacato, oppure ad un patronato italiano. INTERVe n t i SALUTE Diabete – La dolcezza del sangue che fa male (2ª parte) Dott. Stephan Guggenbichler Il diabete mellito è una grave e diffusa malattia metabolica dovuta ad un deficit dell’azione insulinica. Questo ormone – l’insulina - prodotto dal pancreas, è deputato al trasporto del glucosio all’interno delle cellule di tutto il corpo. Sia nel diabete di tipo 1 o insulino dipendente che in quello di tipo 2, è necessario un monitoraggio medico regolare soprattutto per prevenire le gravi complicazioni che possono derivare da questa malattia. Mentre nel diabete di tipo 1 la causa è dovuta alla carenza di insulina in quello di tipo 2 (o non-insulino dipendente) il meccanismo fisiopatologico è diverso ed è legato alla cosiddetta “resistenza” insulinica: con ciò si intende l’incapacità delle cellule a riconoscere l’insulina tramite appositi recettori (una specie di serratura posta sulla superficie delle cellule nella quale la chiave “insulinica” possa entrare). In questi pazienti si presume proprio una diminuzione del numero di questi recettori. All’inizio della malattia del tipo 2 è la glicemia post prandiale, di dopo pranzo, ad aumentare: non deve infatti sorprendere che in questi casi vi siano allo stesso tempo alti valori di glicemia e di insulinemia. Progressivamente le riserve delle cellule pancreatiche a secernere l’ormone si esauriscono e si perviene ad una tipo carenza dell’ormone stesso anche in questo tipo di diabete. Nel diabete tipo 2 i sintomi e la malattia si sviluppano spesso in modo lento e progressivo, a volte addirittura per anni. Molto importante è la componente genetica: in effetti se entrambi i genitori risultano affetti da diabete di tipo 2, la probabilità che i figli si ammalino sale al 40%! Altri importanti fattori che favoriscono questa malattia sono l’obesità e la vita sedentaria. Si calcola che l’80% dei diabetici di tipo 2 ha un peso troppo elevato. Questo tipo di diabete si presenta sempre più frequentemente anche nei giovani e persino negli adolescenti: ciò è dovuto all’aumento del peso medio di tale fascia di popolazione nella quale è sempre più frequente trovare ragazzi obesi. Il diabete non curato espone al rischio di complicazioni croniche gravi quali la cecità (di cui è una delle cause più frequenti), l’insufficienza renale cronica e le amputazioni negli arti inferiori. Ma soprattutto è il fattore di rischio più importante per lo sviluppo di aterosclerosi e di malattie cardiovascolari gravi quali ictus cerebrale o infarto cardiaco. È stato ampiamente dimostrato che un’attenta correzione delle alterazioni della glicemia è in grado di preve- dipendenza insulinica inizio causalità 1 dipendente giovane età prob. autoimmune 2 non - dipendente inizio tardo genetica ereditaria INTERVe n t i Der Diabetes ist längst eine Volkskrankheit in Deutschland wie auch in Italien. Voraussetzung für die Bekämpfung dieser Erkrankung ist die frühzeitige Diagnose und die Vorbeugung der Komplikationen. nire o di ridurre assai significativamente l’insorgenza o l’evoluzione delle complicazioni del diabete in generale e del tipo 2 in particolare. Perciò si consiglia a tutte le persone, in particolare a tutte quelle che hanno problemi di sovrappeso o parenti diabetici, un controllo preventivo del sangue per lo meno una volta all’anno. Praxiszentrum beim Viktualienmarkt CENTRO MEDICO Medicina generale, flebologia e scleroterapia Dott. Univ. Parma Stephan Guggenbichler Dr. med. Hans Trusheim, Dr. med. Werner Kleine Frauenstr. 17, 80469 München Tel.: 089/29 99 52 Fax: 089/29 16 37 32 e-mail: [email protected] www.beinsprechstunde.de 25 Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera 26 MARZO 2004 GLI ITALIANI ALL'ESTERO VOTANO PER ELEGGERE IL COMITES Il prossimo 26 MARZO si voterà per eleggere i membri del COMITATO DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO (COMITES). COS’E’ IL COMITES? E’ un comitato eletto da tutti gli italiani residenti nella circoscrizione del Consolato Generale a Monaco per rappresentare problemi, esigenze e iniziative al Consolato (e attraverso questo al governo italiano) e a Regioni, Province e Comuni del nostro Paese e, quando possibile, anche alle Autorità tedesche. Il COMITES di Monaco è composto da 12 membri e durerà in carica cinque anni. PER CHI SI VOTA? Per varie liste di candidati, i quali chiedono la fiducia degli italiani della circoscrizione per essere eletti membri del COMITES. Per poter essere presentate ufficialmente, le liste devono prima essere firmate da almeno 200 elettori. COME SI VOTA? Gli italiani maggiorenni della circoscrizione, iscritti nelle liste elettorali, voteranno per posta, senza più dover andare al seggio. Il Consolato invierà a casa di ciascuno entro il 6 marzo p.v. il materiale per votare ed un foglio informativo per spiegare come si vota. Il cittadino (ovviamente di persona, senza affidare ad altri la sua scheda) vota e restituisce per posta all’Ufficio consolare la scheda utilizzando la busta già affrancata. La busta va rispedita il più presto possibile in modo che arrivi non oltre le ore 24 del 26 marzo. Tutti, e soprattutto coloro che non ricevono il materiale per votare, possono verificare la propria posizione anagrafica ed elettorale presso il Consolato per vedere se risultano iscritti all’AIRE ed inseriti nell’elenco degli elettori. Alcune persone, infatti, pur essendo presenti nell’anagrafe consolare, potrebbero non essere iscritte nell’elenco degli elettori del Ministero dell’Interno, che si basa sui dati dei Comuni italiani. Queste persone potranno ugualmente votare, se gli accertamenti del Consolato presso il Comune italiano di origine saranno positivi. Il Consolato farà il possibile per assicurare a tutti gli italiani il diritto di votare per eleggere i loro rappresentanti nel COMITES e per assicurare il regolare e sereno svolgimento delle votazioni. La prossima elezione dei COMITES si svolgerà in una situazione di grande valorizzazione delle comunità italiane all’estero. È stato istituito il Ministro per gli Italiani nel Mondo, sono stati rafforzati i COMITES, resta importante il ruolo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE, eletto da tutti i COMITES e dalle associazioni italiane), e soprattutto è nato il voto all’estero per posta, per l’elezione di rappresentanti degli italiani all’estero nel Parlamento italiano e per i referendum. Per le nostre comunità nel mondo si aprono nuove e grandi possibilità di affermazione: è stata ormai raggiunta la completa parità di diritti tra italiani all’estero e in Italia. INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter VA R I E Festival della canzone italiana inedita Monaco di Baviera Rocco Del Giudice Gli italiani residenti all’estero possiedono e coltivano un notevole patrimonio artistico-musicale. Non si può fare a meno di osservare gente giovane e meno giovane che si dedica alla musica, suonando uno strumento o cantando. Vi sono tantissimi gruppi musicali di ogni livello, da quelli che si dedicano alla musica per puro hobby, a quelli che fanno spettacolo, riscuotendo notevole successo. E tra questi due poli, tutti gli altri, da soli o in gruppo che vivono di musica. Da dove viene questa passione? Forse dalla nostalgia per l’Italia e per le canzoni e la musica di cui ognuno si è nutrito da piccolo. Ed ora volendo riascoltare quelle melodie, si dedica in proprio all’apprendimento di uno strumento musicale per accompagnare il suo canto. E’ solo un tentativo di spiegazione, ma vi sono mille altri motivi. Sta di fatto che all’estero, ed in particolare qui a Monaco di Baviera, molti italiani cantano e fanno musica e tra questi vi sono certamente tante qualità e talvolta talenti che non possono arrivare al grande pubblico per mancanza di una ribalta che offra l’occasione di farsi conoscere. L’idea di fondo è stata quindi quella di creare una ribalta a Monaco di Baviera, che viene definita la città più settentrionale d’Italia, sia per la presenza in essa di 22.000 italiani, sia per la diffusione tra la popolazione locale della cultura italiana, dal INTERVe n t i mangiare alla moda e alla musica. Il “Festival della canzone italiana inedita” di Monaco di Baviera dovrebbe costituire l’occasione vera per i talenti italiani di qui. L’ideale sarebbe ripetere questa iniziativa ogni anno, come avviene per il festival di Sanremo, ma ciò appartiene al futuro e quindi lo lasciamo da parte, per parlare di ciò che sta avvenendo. Nonostante molti timori iniziali, abbiamo avviato l’organizzazione del Festival, al quale hanno aderito molti cantanti, autori, musicisti, tecnici, ballerini e persone di spettacolo. Non ci aspettavamo una adesione così vasta, generosa e spontanea. Ciò ci ha spinto a proseguire con fiducia in questa sfida, superando le non poche difficoltà tecniche ed economiche che di volta in volta si sono presentate. Il merito è tutto della “Musica”. Ora ci attende un’altra sfida: Riusciremo a riempire la sala di spettatori? Io scommetto di sì e perciò ho preso in affitto una sala grande. Vorrei però non perdere la scommessa, e quindi mi appello ai lettori: Lo spettacolo ci sarà il 28 febbraio 2004 e “l’ingresso è gratuito”. Chi vuole entrare però deve essere in possesso del biglietto. Per avere il biglietto telefonare al numero 089/41 800 342 sabato 28 febbraio 2004 ore 18.00 Salesianum St.-Wolfgangs-Platz 11 (S-Bahn Rosenheimer Pl.) informazioni e prenotazioni: 089 / 69387469 089 / 41800342 organizzato da rinascita e. V. con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia Monaco di Baviera 27 28 VA RI E Ausgabe 1/2004 Winter Concerto didattico nella Impler Schule Antonio Macrì L’ufficio scuole del Consolato Italiano ha organizzato il 17.11.03 un concerto didattico per invogliare i più giovani ad ascoltare, ma anche a capire ed amare la musica classica. Dopo una breve ma esauriente introduzione del dott. del Giudice, la giovane pianista Raffaella Torchio, da Roma, ha spiegato, in un dialogo con i numerosi scolari presenti con le loro maestre, il contenuto e il significato dei brani che eseguiva. Brani di Beethoven, Schumann, e Chopin. L’esecuzione dei brani è stata seguita in perfetto silenzio e con molta attenzione; ciò significa che la pianista è stata in grado di affascinare i ragazzi presenti. È auspicabile che una manifestazione del genere venga ripetuta e che diventi un appuntamento fisso. Onu, nel 2300 saremo nove miliardi Attualmente siamo 6 miliardi e 300 milioni. Nel 2300 saremo in nove miliardi. La previsione sulla popolazione mondiale prossima ventura giunge da un rapporto delle Nazioni Unite diffuso ieri. Dove si avverte: basterebbe anche un piccolo incremento della fertilità per avere un pesantissimo effetto sulla crescita demografica globale. Lo studio Onu si fonda infatti sulla previsione che la famiglia-tipo sia quella che cresce due bambini; ma se questa media venisse alterata anche solo di un bambino ogni quattro famiglie, in eccesso o in difetto, la “forbice” della popolazione mondiale nel 2300 varierebbe da un minimo di 2,3 miliardi di persone a un massimo di 36,4 miliardi di persone. Le proiezioni precedenti, focalizzate sull’anno 2200, prevedevano una popolazione mondiale per quel periodo tra i 10 e i 12 miliardi di persone. Ma si badi: questa previsione abbassa la crescita prevista negli studi precedenti, in ossequio al dato che attesta una diminuita fertilità nei paesi in via di sviluppo. Alle Nazioni Unite sottolineano che quest’ultima è senz’altro una notizia positiva: finalmente, si dice, le politiche di controllo demografico sembrano essere arrivate a qualche risultato concreto. Si sottolinea altresì che quest’ultimo studio è, in un certo senso, una novità assolu- ta: è la prima volta che si arriva a fare ipotesi per un periodo superiore ai 150 anni. Dunque sul pianeta saremo di più; ma, limitatamente ad alcuni paesi, saremo anche sempre di meno. “Paesi del primo mondo vedranno diminuire drasticamente la loro popolazione, a meno che non cambino gli attuali livelli di fertilità”: in cima alla lista cui si riferisce questa annotazione vi sono l’Italia, la Spagna e la Russia. Crescerà invece la popolazione degli Stati Uniti, che nel 2010 dovrebbe arrivare a 315 milioni dai 295 milioni attuali. (9col) INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter VA R I E Caleidoscopio Una festa per tutti i gusti Im letzten November fand „Caleidoscopio“, das Jahresfest des Münchener Vereins rinascita e.V. statt. Dem engagierten Verein ist es wieder einmal gelungen ein kulturelles Event zu organisieren. Lo scorso 8 novembre si è tenuta a Monaco nella EineWeltHaus la festa di rinascita e.V. “Caleidoscopio”, tutta all’insegna della pace. Lo slogan era: la guerra nasce dall’ignoranza. Dopo il saluto della presidente Sandra Cartacci, è iniziato subito il denso e vario programma condotto con comunicativa maestria da Sandra Galli. I vari gruppi si sono cimentati in un’impegnativa “scaletta” davanti ad un folto pubblico di italiani e amici dell’Italia. Nella cornice dei dipinti del Gruppo Arte Monaco sul palcoscenico si sono alternati gruppi teatrali come il debuttante “I ribaltabili” ed il collaudato “Quelli che il teatro…”, ambedue applauditissimi. Miranda Alberti e la stessa Sandra Galli hanno attirato l’attenzione con performance interessanti e nel contempo divertenti. Il duo “Le note di Quarta” e il gruppo folk “core” hanno contribuito a creare un’atmosfera consona alla riuscita festa. E infine una vera sorpresa: le originali interpretazioni musicali del gruppo “Alfio e le due Sicilie”, sono riusciti a trascinare e coinvolgere nei loro ritmi un pubblico veramente entusiasta. Complimenti e ad majora! gm Rinascita e.V. è una delle associazioni culturali italo-tedesche più attive sulla piazza di Monaco. Lo scorso anno ha festeggiato i suoi 30 anni di vita associativa. Le attività spaziano da frequenti info-meeting, alla promozione di gruppi culturali di vario tipo. Fiore all’occhiello dell’associazione è “rinascita flash”, il bimestrale che da più di 10 anni è il portavoce dei fini di pubblica utilità del circolo come la tolleranza tra i popoli e l’impegno per la pace nel mondo. Das italienische Kulturmagazin www.onde.de edito da Contatto Verein e.V. bimestrale per la Missione Cattolica Italiana di Monaco Lindwurmstr. 143 80337 München Tel.: 089/74 63 06 0 29 VA RI E 30 Ausgabe 1/2004 Winter Leserbriefe Le lettere possono venir accorciate per ragioni di spazio Vi comunico che il 18 dicembre scorso il Se.R.E.S. (Segretariato Regionale per l'Emigrazione Siciliana), organo della Conferenza Episcopale Siciliana, preso atto della forte componente regionale siciliana, ha deciso di nominare Carmine Macaluso delegato a tempo indeterminato del Se.R.E.S per la Germania con il compito di rappresentare il Se.R.E.S. a tutti i livelli (istituzionali, civili ed amministrativi); di organizzare le associazioni siciliane (o di siciliani) affinché siano rappresentate a livello regionale e nazionale; di formulare pareri e proposte sull'assistenza materiale, morale, culturale e sociale in favore dei lavoratori siciliani emigrati e delle loro famiglie, nonché sulle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori nei centri di immigrazione. Carmine Macaluso Claudio Cumani Silvia Di Natale Mattia Marino Miranda Alberti Corrado Conforti Marilisa Cozza Francesco Cuomo Vincenzo D’Orta Elena Agnini Pietro Scognamiglio Luigi Ciriello Daniela Calligaro Orazio Vallone Francesca Rossi Marco Bigornia Vladimira Vodopivec Fuggita dall’Italia per saturazione, sono approdata a Monaco per caso e ci sono rimasta per scelta. Dopo una prima fase di volontario disinteresse per il “Bel Paese”, mi sono recentemente accostata alla scena italiana in terra di Baviera scoprendone i molteplici e inattesi aspetti, tra cui la vostra interessante rivista. Di INTERVenti mi ha colpito l’ampio ventaglio di temi proposti, nella scelta e nella trattazione dei quali mi pare di scorgere la precisa di volontà di fornire un’informazione variegata e un’immagine dell’Italia scevra degli stereotipi di cui è, purtroppo ancora troppo spesso, vittima. In quest’ottica spero mi sia concesso un piccolo appunto: nel numero 3 manca qualsiasi accenno alla rassegna “Cinema! Italia!”, il festival itinerante che, partito da Berlino ad ottobre, dopo aver toccato 15 città, ha fatto tappa a Siamo un gruppo di professionisti, operai, impiegati, insegnanti, ricercatori in istituti scientifici, operatori sociali, ristoratori e pensionati, impegnati per aiutare l'integrazione, la partecipazione e la crescita culturale e sociale degli italiani in Baviera. Vogliamo che il Comites: -promuova una rete fra associazioni, singoli e categorie professionali per la circolazione delle informazioni e la promozione di iniziative; -stimoli rapporti regolari fra gli italiani e le Monaco a dicembre. Al Filmmuseum sono state presentate le opere di 7 registi emblematici, dall’affermato Virzí all’esordiente Ponti,della rinascita del cinema italiano in atto da qualche anno. Ritengo che questa manifestazione, giunta alla VI edizione, avrebbe meritato un articolo o quantomeno una menzione nella rubrica degli appuntamenti, soprattutto in un numero in cui l’importanza della “settima arte” è messa in risalto dal Dottor Piazza dell’Istituto Italiano di Cultura. Rosanna Ricciardi Ringraziamo la nostra lettrice per le sue valide osservazioni e cogliamo l’occasione per ricordare che INTERVenti è lieto di pubblicare (spazio permettendo) ogni segnalazione di eventi culturali di rilievo inviataci in tempo utile. (La redazione) altre comunità, anche cooptando al suo interno - come previsto dalla legge - personalità tedesche di origine italiana; -collabori con l'Ufficio Scuola e con le associazioni impegnate nel sostegno ai ragazzi con difficoltà scolastiche; -promuova, insieme alle associazioni sportive e di anziani, occasioni di incontro, svago ed impegno ed alternative alla solitudine ed all'emarginazione (per es., i "Giochi della Gioventù"); -collabori con le istituzioni, associazioni e volontari per offrire aiuto e sostegno alle famiglie italiane che vivono in situazioni di disagio, nonché ai giovani italiani nelle carceri, tramite l'informazione, la raccolta e l'invio di libri od altro materiale; -sostenga una campagna di informazione sulla doppia cittadinanza e per contrastare la politica delle espulsioni del governo bavarese -si impegni per il miglioramento dei servizi del Consolato e per aprire l'Istituto Italiano di Cultura alle novità culturali che attraversano l'Italia ed ai gruppi impegnati localmente. INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter RELAX Militärdienst oder nicht? Folgender Brief ist in dieser Form im italienischen Verteidigungsministerium eingegangen. Sehr geehrter Herr Verteidigungsminister, erlauben Sie mir bitte die Freiheit, Ihnen respektvoll Folgendes unterbreiten und ich bitte Sie um Ihre wohlwollende Bemühung, die Angelegenheit rasch zu bearbeiten. Zur Zeit warte ich auf den Einzug zum Militär, bin 24 Jahre alt und mit einer 44-jährigen Witwe verheiratet, welche eine Tochter von 25 Jahren hat. Mein Vater hat besagte Tochter geheiratet. Somit ist mein Vater mein Schwiegersohn geworden, da er die Tochter meiner Frau geheiratet hat. Zudem ist meine Tochter meine Stiefmutter geworden, da sie ja meinen Vater geheiratet hat. Meine Frau und ich haben letzten Januar einen Sohn bekommen. Dieser ist Bruder der Frau meines Vaters, somit der Schwager meines Vaters. Außerdem ist er auch mein Onkel, da er ja der Bruder meiner Schwiegermutter ist. Mein Sohn ist also mein Onkel. Die Frau meines Vaters hat am Weihnachten einen Sohn bekommen, der zugleich mein Bruder ist, da er ja Sohn meines Vaters ist, und mein Enkel ist, weil er Sohn der Tochter meiner Frau ist. Ich bin also der Bruder meines Enkels und, da der Ehemann der Mutter einer Person ja der Vater ist, resultiert, dass ich der Vater der Tochter meiner Frau bin und Bruder ihres Sohnes. Also ich bin mein Großvater. Nach diesen Erklärungen, sehr geehrter Herr Minister, bitte ich Sie, mich von der Militärdienstpflicht zu befreien, da das Gesetzt verbietet, dass Vater, Sohn und Enkel zugleich INTERVe n t i Militärdienst leisten. Ich bin von Ihrem Verständnis, hoch verehrter Herr Minister, überzeugt, und bitte Sie, meine vorzügliche Hochhaltung zu akzeptieren. PS: In den Akten dieses Falles steht: Der besagte junge Mann wird wegen psychischer Instabilität und beunruhigenden mentalen Störungen, verstärkt durch ein gestörtes Familienklima, vom Militärdienst befreit. Superman Un uomo torna a casa alle 7 del mattino e trova la moglie sveglia che lo aspetta: Allora Superman... abbiamo fatto le ore piccole??? Il marito farfugliando: Sai amore, ieri c'era l'incontro d'affari con i Giapponesi... - E avete discusso fino alle 7 del mattino Superman? - Fammi finire amore, dopo aver concluso vittoriosamente l'affare alle 11 di sera, li abbiamo invitati a cena... - Ed è durata fino alle 7 del mattino questa cena, Superman? - No amore, abbiamo cenato per un paio d'ore ma poi, visto che erano ospiti, li abbiamo portati in un locale a farli divertire un po'... - Sì Superman... ma i locali chiudono alle 3, massimo alle 3 e mezza. Sono le 7... - Amore non mi fai mai finire, dopo abbiamo pensato di fargli fare un giro della città by night... - Fino alle 7 del mattino, Superman? - No amore, ma siamo passati dalla strada delle prostitute e alcuni volevano divertirsi. Se avessimo detto di no, avrebbero potuto cambiare idea sul contratto... - Quanto tempo sono stati con le prostitute, Superman? Tutta la notte? - No amore, dopo li abbiamo accompagnati all'aeroporto che il loro aereo partiva alle 6... - Va bene Superman ma all'aeroporto dovevate essere un'ora prima. Tra le 5 e le 7 c'è una bella differenza... - Amore dopo siamo andati al bar a fare prima colazione e poi è iniziato il traffico del mattino. Perciò ho fatto tardi. E tu perchè continui a chiamarmi Superman? - Perché solo tu e Superman indossate le mutande sopra i pantaloni... Curiosità Nel Vangelo di San Matteo si legge: "è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli". In realtà San Geronimo, che tradusse dal greco al latino il testo, interpretò la parola "kamelos" come "cammello", mentre l'esatto significato è "grossa fune utilizzata per l'attracco delle navi". Il senso della frase resta sostanzialmente lo stesso, ma acquista molta più coerenza. A parte ciò, si spiega perché gli scaricatori del porto di Genova si chiamano "CAMALLI". 31 32 A P PU NTAMEN TI Istituto Italiano di Cultura, Hermann-Schmid-Str. 8, München, www.iic-muenchen.de Fotoausstellung 19.02. – 18.03.2004 "Die Architektur: Ein Traum. L’architettura: un sogno“, Ciro Pascale, Thomas Schriefers Eröffnung: Mi.,18.02.04, 19.00 Uhr Kinoreihen im Italienischen Kulturinstitut. Hommage an Federico Fellini (1920-1993) zum 10. Todestag Alle Filme werden mit einem filmhistorischen bzw. ästhetischen Kommentar von Herrn Dr. Andrea Piazza eingeleitet. Mi., 03.03.2004, 19.00 Uhr, „Amarcord“ (1973) Mi., 17.03.2004, 19.00 Uhr „Casanova“ (1976) Mi., 31.03.2004, 19.00 Uhr, „E la nave va“ (1983) Mi., 21.04.2004, 19.00 Uhr, „Ginger e Fred“ (1985) Incontri di letteratura spontanea (Aula 22) Fr., 13.02.2004, 18.00 Uhr Fr., 12.03.2004, 18.00 Uhr Fr., 09.04.2004, 18.00 Uhr Fotoausstellungseröffnung „Italien, ein einmaliges Land“ Di., 02.03.2004, 18.00 Uhr Marmorsaal in der Bayer. Staatsbibliothek, Ludwigstr. 16, München Dauer der Ausstellung: 03.03. – 31.03.2004 Lesung Der Schauspieler Lino Capolicchio liest aus dem Roman „Il giardino dei Finzi Contini“ von Giorgio Bassani Ausgabe 1/2004 Winter Filmvorführung “Il giardino dei Finzi Contini”, Regie: V. de Sica (1970) anschließend Gespräch mit dem Schauspieler (Es wird simultan übersetzt) Di., 30.03.2004, 18.00 Uhr Hörsaal der Bayerischen Hauptstaatsarchiv, Schönfeldstr. 5, München Scarlatti in Paradise Do. 18.03.2004, 19.00 Uhr Stadttheater Kempten, Theaterstr. 4, Kempten Ausstellung Carlo Ferreri, Fabio Maria Linari, Marcello Motta, Lorenzo Pietragrande der kulturellen Vereinigung „Renzo Cortina“ Mailand stellen ihre Werke vor, anlässlich des Kunstprojektes “Arte per i tempi nuovi“ 29.01 – 13.03.2004 Künstlervereinigung Augsburg „Die Ecke“, Elias-Holl-Platz 6, Augsburg Caritas Berg am Laim, Josephsburgstr. 92. Informazioni: tel.: 089/43669614 - Tutti i mercoledì dalle 9.00 alle 15.00 Internetcafe Labora al centro della Caritas a Berg am Laim. - Il primo e il terzo martedì del mese dalle 14.30 alle 17.00: Sostegno dei cittadini italiani nella qualificazione professionale e ricerca del posto di lavoro – informazioni e consigli pratici per i cittadini italiani. - Il primo e il terzo giovedì del mese dalle 14.00 alle 17.00 Seniorengruppe s’incontrano gli anziani dell’ADAI al centro della Caritas a Berg am Laim. - “Libeccio”: incontri culturali per italiani di tutte le età. Ogni lunedì dalle 18.00 alle 20.00. Centro Sardo Su Gennargentu Il Centro, nella Fürstenrieder Str. 147, 80686 München, è aperto ogni sabato dalle ore 17 alle 22 e ogni domenica dalle ore 17 alle 21. Info: tel. 089/3543308 Gruppo Marinai d’Italia: Ogni venerdì sera, dalle 19.00 in poi, incontro presso la sede dell’associazione nella Lilienstr. 20 a Monaco. rentini nel mondo Ogni primo venerdì del mese ci si incontra per cenare insieme e fare quattro chiacchiere. Info: Ravagni, Tel. 0171-5360944 e Frau Wagner, Tel. 089-1298347 ITALCLUB - Ingolstadt - Incentivazione della frequenza dei corsi di lingua e cultura italiana tramite informazione dei genitori - Consulenze varie (pensioni ecc.) - Collaborazione nella radio locale (Radio IN) per la diffusione bisettimanale di notizie locali in italiano - Incontro mensile di tutti i soci e simpatizzanti - Pubblicazione di un “calendario” mensile bilingue con informazioni su fatti che possono interessare gli italiani della zona - “Stammtisch Italienisch” - incontro mensile di conversazione (fondamentalmente in italiano) soprattutto per giovani italiani che hanno voglia di fare quattro chiacchiere tra loro e per i numerosi tedeschi che già sanno o che imparano l’italiano. INTERVe n t i Ausgabe 1/2004 Winter Ass. di Cultura Italiana Weilheim - Italienischer Abend “Sicilia” VHS-Haus, Obere Stadt 66, Weilheim 12.03.04, 19.30 Uhr - Pasquetta all’italiana 12.04.04 italienisch-deutsche Messe 10.30 Uhr, anschliessend Picknick Haus der Begegnung, Römerstrasse, Weilheim - Italienischer Abend "Umbria" VHS-Haus, Obere Stadt 66, Weilheim 23.04.04, 19.30 Uhr Info: Orazio Mangano, Tel./Fax 0881/61809, [email protected] Associazione Italia-Germania Dia-Vortrag "Pontinische Inseln – Perlen des Tyrrenischen Meeres" VHS Landshut 13.03.04, 18.30 Uhr Incontro con candidati di tutte le liste per le elezioni del Comites Sabato 6 marzo, dalle ore 15 alle 18 Ristorante Bella Italia Dachauer Str. 21, 80335 Monaco A P P U N TA MEN T I 33 Festival della canzone italiana inedita 28.02.04, 18.00 Uhr Salesianum, St.-Wolfgangs-Platz 11, München vedi anche pag. 27 "La Piazza” auf der WIR 2004: 06.03.04 bis 14.03.04 in Dillingen siehe auch Seite 21 Aggiornamenti del calendario al nostro sito: www.interventi.net I vincitori del quiz di INTERVenti 3/2003 sono: Vito Primucci di Augsburg Gisella Lain di Kaufbeuren Pasquale D'Amelio di Monaco Ai vincitori verranno inviati i libri di cucina offerti dalla itallibri Quiz del cuoco germanese I germanesi italiani sanno quasi tutto sulla cucina tedesca I germanesi tedeschi sanno quasi tutto sulla cucina italiana È proprio vero? facciamo un test? Anzi, no, facciamo un quiz - naturalmente a premi! Rispondete alle domande sul retro ed inviate le risposte esatte a INTERVenti c/o Minelli Römerstr. 4 b, 82205 Gilching Tra tutte le risposte esatte che arriveranno alla redazione entro il 15 aprile 2004 saranno estratti tre libri gialli offerti da ITALLIBRI di Monaco INTERVe n t i 34 IMPRESSUM Ausgabe 1/2004 Winter Abbonatevi ad INTERVenti Abonnieren Sie INTERVenti Come? Wie? Comunicateci i vostri dati (nome, cognome, indirizzo) Teilen Sie uns Ihre Daten (Vorname, Name und Adresse) mit - per Tel. 089/44900335 (segr. tel. - AB) - per Fax: 089/44900336 - per eMail: [email protected] - per posta: INTERVenti * c/o Dr.Minelli * Roemerstr. 4 b * 82205 Gilching - con bonifico bancario - durch Banküberweisung Kto.: 6410708955; BLZ: 70020270; HypoVereinsbank München Impressum: INTERVenti DEUTSCH-ITALIENISCHE SZENE IN BAYERN Erscheint 4 mal im Jahr; ISSN 1611-7506 Herausgeber, verantwortlicher Redakteur und Anzeigeverantwortlicher: Dr. Gianni Minelli – Arzt, Römerstr. 4b, 82205 Gilching Redaktion: Egle M.-Wenzel (Chefredakteurin), Franco Caporali, Gianni Minelli, Alessandra Sorrentino, Daniel Vetró Mitarbeiter: Miranda Alberti, Carmela Betancourt, Francesco Frattolillo, Stefan Guggenbichler, Jurczyk Jerzy, Antonio Macrì, Pino Mencaroni, Ulrike Minelli, Andrea M. Palamidessi, Anna Zanco Prestel Layout: Mattias Schelbert Druck: Nuove Arti Grafiche "Artigianelli”; Loc. Ghiaie 166; I-38014 Gardolo (TN) Kontakt: e-mail: [email protected]; www.interventi.net Tel.: 089/44900335; Fax.: 089/44900336 Bankverbindung: Kto-Nr. 6410708955, HypoVereinsbank, BLZ 700 202 70 Preise: Einzelheft € 2,30; Jahresabonnement: € 8,00; Ausland: € 10,00 Sì, desidero abbonarmi ad INTERVenti: Ja, ich möchte INTERVenti abonnieren: Nome Vorname: ………………...................................................... Cognome Name:………………...................................................... Indirizzo Adresse:…………………………....................................... Abbonamento annuale – Jahresabonnement: € 8,00; Estero - Ausland: € 10,00 Quiz del cuoco germanese Pasta: A. Nell’acqua di cottura ci mettete? sale olio pepe B. Nella “pasta alla carbonara” ci mettete? uova prezzemolo zucchini Schweinshaxe: Nome:.................................... C. Che parte del maiale prendete? stinco coscio ascella D. Con che cosa lo innaffiate? acqua birra grappa Cognome:.............................. Indirizzo:................................ .............................................. INTERVe n t i ASSOCIAZIONE MEDICO-SCIENTIFICA ITALO-TEDESCA e.V. DEUTSCH-ITALIENISCHE VEREINIGUNG ZUR FÖRDERUNG DER MEDIZINISCH-WISSENSCHAFTLICHEN ZUSAMMENARBEIT e.V. Associazione a favore dell’ informazione medica, psicologica e sociale per gli italiani a Monaco di Baviera L’associazione medici e psicologi bilingui di Monaco è stata fondata nel 1992 con lo scopo di promuovere e facilitare l’assistenza sanitaria degli italiani. Da allora i suoi membri hanno collaborato con le autorità mettendo a disposizione un elenco di medici generici e specialisti che offrono a Monaco un servizio di assistenza medica e psicologica basata su capacità linguistiche, affinità culturali e preparazione professionale al fine di tutelare la salute degli italiani. Questa competenza viene garantita da incontri periodici di aggiornamento sia in Italia che in Germania. Wolfram Alberti Christoph Becker-Lienau Tomas Bethke Leonhard Chen Marco Conci Guido Di Mascio Reinhard Dingler Johachim Drews Mario Elicio Susanne Freislederer-Caccia Bernhard Gallenberger Stephan Guggenbichler Kurt Henze Augustin Kronester Hans Mehringer Marcella Malmusi Gianni Minelli Andrea-Carlo Pesarini Georg Pfaff Wolfgang Pürschel Serena Scarel Susanne Schwemmlein Thomas Winkler Anita Wuttge c/o Dr. S.Guggenbichler - Frauenstr. 17 - D-80469 München Tel.: +49/89/299952 - Fax: +49/89/29163732 www.amsit.net Istituto Nazionale Assistenza Sociale ITAL. BUCHHANDLUNG narrativa - saggistica - libri per bambini - dizionari grammatiche - cucina - turismo - videocassette Nordendstr. 19 * 80799 München Tel. 089 / 272 99 441 Fax 089 / 272 99 442 e-mail: [email protected] www.itallibri.de Öffnungszeiten: Montag-Freitag: 11.00 - 18.30 Samstag 11.00 - 14.00 L’INAS è un patronato sindacale. Da oltre 40 anni assiste gratuitamente lavoratori, pensionati e cittadini tutti nei confronti di enti previdenziali assicurativi italiani ed esteri per pensioni, indennità malattia, disoccupazione, assegni familiari, posizioni assicurative ed altre pratiche Orario d’ufficio: da lunedì a giovedì: dalle ore 9 alle 12 e dalle 13 alle 17 venerdì: dalle ore 8 alle 14 Schwanthalerstr. 64 * 80336 München Tel. (089) 53 23 32 * Fax (089) 54 39 245 [email protected] Öffnungszeiten: mittags 12.00 - 15.30 und abends 18.30 - 01.00 Küche 12.00 - 14.30 und abends 18.30 - 23.00 geschlossen: Samstag und Sonntag Mittag Kaulbachstr. 48, 80539 München Tel. 089 / 33 33 60 und 34 81 29 Fax. 089 / 33 11 04