Ausgabe 1/2004
Winter
Ausgabe 1/2004 Winter
INTER Ve n t i
€ 2.30
DEUTSCH - ITALIENISCHE SZENE IN BAYERN
Genova zu Gast in Dilligen
Elezioni del Comites
S.21
S.4
La repubblica di Weimar
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Ausgabe 1/2004 Winter
3
VARIE
INFO
Elezioni del COMITES
I N HA LT
4
Festival della canzone italiana inedita
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Concerto didattico
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ONU – Nel 2300 saremo nove miliardi
28
Caleidoscopio
29
Leserbriefe
30
TREND
Handy, Italia – Germania 1:0
6
Quando fa caldo la coppia scoppia
7
La Maserati Quattroporte
8
CULTURA
RELAX
Tragern Mauern keine Schuld?
10
Il castello di Lari
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Los niños de Morella
14
La nuova mostra di M.C. Picciolini
15
Standig ovation per Morricone
16
Militärdienst - Superman - Curiosità
31
APPUN TAM EN TI
32
Quiz
33
Impressum
34
DOSSIER
La repubblica di Weimar
17
Titelbilder mit freundlicher Genehmigung der Comune di
Genova und von Emanuele Luzzati
IN COPERTINA
La Piazza – deutsch-italienischer
Treffpunkt auf der WIR 2004 in Dillingen
21
ONLINE
Chat, una chiacchierata solo virtuale?
23
DIRITTI E DOVERI
La pensione di vecchiaia in Italia
24
SALUTE
Il diabete – dolcezza del sangue
che fa male (2a parte)
INTERVe n t i
25
Genua ist dieses Jahr europäische Kulturhauptstadt und zu
Gast bei der Messe WIR 2004 in Dillingen a.d. Donau:
INTERVenti ist dabei und unterstützt somit einen weiteren
wichtigen Beitrag für das deutsch-italienische
Freundschaftsnetz.
Die Wahl des COMITES wird am 26.03.03 für die im
Ausland lebenden Italiener wieder ein aktuelles Thema.
Unter den Trends finden Sie u.a. die Maserati und in der
Rubrik Cultura Berichte über Ereignisse der italienischen
Kultur in München, wie die Ausstellung „Partners“ an dem
Haus der Kunst, die Ernennung von Ennio Morricone zu
Ehrensenator der Hochschule für Musik und Theater und
die Vernissage der Bildmalerin Maria Cristina Picciolini.
Wir laden Sie zu einem romantischen Spaziergang zum
Castello di Lari in der Toskana ein. Außerdem haben wir
eine neue Rubrik eingeführt: “Dossier”, welches dieses Jahr
historische Themen behandelt, in dieser Ausgabe geht es
um die Weimarer Republik.
4
INFO
Ausgabe 1/2004 Winter
Comites: si va alle urne,
anzi no: all’ufficio postale
Am 26. März werden zum dritten
Mal in jedem Bezirk der italienischen Konsulate die COMITES
gewählt. Es handelt sich um
Komitees, die die Interessen der
im Ausland lebenden Italiener
gegenüber den italienischen
Institutionen vertreten sollen. Im
Bezirk Oberbayern besteht das
Komitee aus 12 Mitgliedern.
Il prossimo 26 marzo i COMITES
(COMitati degli ITaliani all’Estero)
saranno eletti in Germania per la
terza volta. Che i Comites non godano ancora di molta popolarità è
dovuto a vari fattori. Da una parte
questi comitati dispongono di mezzi e
poteri tuttora molto limitati: collabo-
Si voterà per corrispondenza,
ma non tutti ne sono entusiasti
rare, proporre, esprimere poteri non
vincolanti per nessuno, etc. Dall’altra,
nel passato è spesso mancata anche
la capacità o la volontà di cooperazione e proposte sensate non hanno
trovato la necessaria maggioranza. È
vero anche che finora il numero dei
votanti è sempre stato molto esiguo e
per lo più ristretto alle fasce "storiche” dell’emigrazione, troppo poco
per conferire ai Comitati l’autorità
rappresentativa morale per contare
veramente qualcosa.
Ora, però, grazie alla nuova e tanto
tormentata legge, si voterà per corrispondenza e quindi si spera in una
maggiore partecipazione, però...
essendoci forti differenze tra l’ana-
Elezioni Comites 1997
grafe consolare e gli elenchi dei
Ministeri, può capitare che il numero
di coloro che riceveranno effettivamente il plico elettorale sia minore di
quello degli aventi diritto al voto. Alle
numerose proteste da tutto il mondo
finora non sono state date risposte
sufficientemente rassicuranti. I plichi
con le schede saranno inviati ai presunti elettori entro il 6 marzo. Chi per
qualche ragione non dovesse riceverlo, deve farsi avanti entro il 15 marzo,
dopodiché ... chi s’è visto, s’è visto!
C’è anche chi teme che, data la ancora scarsa dimestichezza degli elettori
italiani con questa modalità di voto,
la prescritta segretezza e personalità
del voto non sia garantita. Già duran-
Elezioni Comites 2004
Liste (voti di lista)
Eletti (preferenze)
L’Ulivo-Sinistra Europea-ACLI (1110)
Carmine Macaluso (434)
Giuseppe Rende (319)
Livio Martinuzzi (253)
Associazioni Regionali Unite (1074)
Giovanni Nazzaro (399)
Pierluigi Sotgiu (320)
Antonino Pullara (228)
Indipendenti e Sinistra Unita (932)
Mattia Marino (640)
Egle Maguolo-Wenzel (323)
Gianni Minelli (238)
Famiglie Italiane in Baviera (593)
Vincenzo Cena (280)
Francesco Maggialetti (145)
CTIM - Com. Tricolori Ital.
nel Mondo (379)
Sandro Zulian (178)
Liste (percentuale donne)
Primi quattro candidati
e "riciclati” (*)
Associazioni italiane regionali,
culturali e sportive
(18,8 %)
Pierluigi Sotgiu (*)
Paolo Annunziata
Roberto Basili
Tonino Cannizzaro
Sandro Zulian (*)
ACLI – società civile
(25 %)
Carmine Macaluso (*)
Patrizia Mariotti
Antonino Piraino
Giuseppe Rende (*)
Il Ponte – Centrosinistra
per gli italiani (43,8 %)
Claudio Cumani
Tullia Di Natale
Mattia Marino (*)
Miranda Alberti
Associazioni Regionali Unite
(16,7 %)
Antonio Pellegrino (*)
Antonino Pullara (*)
Nadia Janowschi
Anna Mosca
Famiglie Italiane in Baviera (20 %)
Vincenzo Cena (*)
Francesco Maggialetti (*)
Mauro Ricci
Mirella Boccher
INTERVe n t i
INFO
Ausgabe 1/2004 Winter
te la fase di raccolta delle firme per la
presentazione delle liste, la carenza di
regole precise aveva creato non pochi
malumori ed insicurezze. Per varie
ragioni, dunque, l’entusiasmo per la
nuova legge incomincia a scemare.
Pensando anche alle prossime elezioni per il Parlamento Europeo del 13
giugno, ci si chiede se il voto per corrispondenza, come unica e non supplementare possibilità di esercitare il
proprio diritto, non diventi nei fatti
un ulteriore fattore di discriminazione. È rimasto deluso chi si aspettava
dalla nuova legge condizioni pari, per
esempio, a quelle dei nostri concittadini tedeschi che possono scegliere
tra due modalità di voto. A casa ricevono "d’ufficio” solo l’avviso elettorale che possono utilizzare per votare al
seggio "tradizionale” oppure per
richiedere l’invio della scheda elettorale a casa e poi votare per posta.
Così si evita di inviare schede elettorali a destra e a manca, magari a persone decedute o irreperibili da anni e,
d’altra parte, chi è rimasto fuori dal
circuito postale per qualche errore o
lacuna burocratica, ha la possibilità
di porvi rimedio quasi fino all’ultimo
minuto.
Ora manca poco più di un mese all’appuntamento elettorale. Diamo,
quindi, un’occhiata alle liste. Tra i
candidati che hanno buone possibilità di essere eletti troviamo molti
nomi di "riciclati”, cioè facenti parte
del Comitato precedente. Si ricandida
anche Mattia Marino che si era
dimesso nel 1999 con gli altri due
Vincenzo Cena
INTERVe n t i
Claudio Cumani
compagni di lista perché non vedevano, nell’allora composizione del
Comitato, nessuna possibilità di realizzare almeno una parte del programma con cui si erano presentati
agli elettori. Era subentrato Antonio
Pellegrino, ora presidente uscente del
Comites. Tra i capilista troviamo soltanto un volto nuovo per il Comites,
Claudio Cumani.
Due sono le liste che non fanno
mistero dei loro orientamenti politici: "Il Ponte”, capeggiata dal segretario dei DS Claudio Cumani (ricercatore), che si presenta con la bandiera
della pace e lo slogan "Centrosinistra
per gli italiani”, nonché le ACLI, con
capolista Carmine Macaluso (insegnante), presidente delle ACLI
Baviera, che dichiarano nel loro programma di schierarsi per scelta politica con la coalizione dell’Ulivo. Altre
due liste, pur senza riferimenti espliciti a schieramenti politici italiani,
hanno tra i loro candidati persone
abbastanza caratterizzanti: nella lista
"Associazioni Italiane – Culturali –
Regionali - Sportive” guidata dal
commerciante Pierluigi Sotgiu, si
candida Sandro Zulian, esponente
locale di spicco di Alleanza
Nazionale; nella lista "Associazioni
Regionali Unite”, di cui è capolista il
giornalista Antonio Pellegrino, al
secondo posto troviamo il "vecchio
camerata” Antonino Pullara ed almeno altri tre candidati provenienti dall’area di Alleanza Nazionale.
Politicamente piuttosto neutrale,
invece, appare la lista "Famiglie
Antonio Pellegrino
5
Italiane in Baviera” con il capolista
Vincenzo Cena, presidente dell’Associazione Famiglie Italiane di
Augsburg.
La nuova legge prescrive: "le liste
elettorali sono composte in modo da
garantire le pari opportunità e una
efficace rappresentazione della
comunità di riferimento”. In merito
alla rappresentatività si può affermare che dalla rosa dei candidati di
tutte le liste scaturisce uno spaccato
più attuale della collettività italiana
rispetto alla volta scorsa. Accanto alle
figure "storiche” dell’associazionismo,
infatti, troviamo un po’ di tutto: dai
pensionati agli operai, dagli operatori
sociali ai liberi professionisti, dagli
insegnanti agli artisti, dai gastronomi
ai ricercatori. Le pari opportunità tra
uomini e donne, invece, sono state
per lo più ignorate. La lista più aperta alle donne è "Il Ponte” (43,8 %) e
fanalino di coda è la "Associazioni
Regionali Unite” (16,7 %):
Se non ci saranno sorprese dell’ultima
ora, è questo dunque lo scenario che
si presenta. Per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti invitiamo i
nostri lettori a partecipare all’incontro del 6 marzo, al ristorante Bella
Italia, Dachauer Str. 21 (vedi pg . 20)
con candidati di tutte le liste, per
interrogarli direttamente prima di
assegnare il voto.
emw
Vedi anche pagina 26
Carmine Macaluso
Pierluigi Sotgiu
6
T RE ND
Ausgabe 1/2004 Winter
Un italiano con un
handy in tasca
Ci sorpasseranno mai i nostri ospiti nella mania dei cellulari?
Selbst die gesundheitsbewussten und zurückhaltenden
Deutschen konnten der
Versuchung nicht widerstehen,
ein Handy mit sich zu tragen.
Se ripensiamo alle drammatiche
“cabine” telefoniche di dieci anni fa
in Italia, ci viene in mente come
sarebbe stato necessario, allora, avere
in tasca un prezioso „telefonino“. La
rete fissa, specialmente pubblica, era
in condizioni miserevoli, tutto tranne
che affidabile. Mentre lì occorreva
addirittura un gettone, sempre
ammesso che il telefono funzionasse,
qui in Germania si telefonava già con
una normale moneta. Non era davvero così necessario un cellulare. Gli
italiani stessi, che telefonavano dappertutto in Italia, sembravano ai
turisti tedeschi degli Angeber, scostanti, vanitosi.
Eppoi la pericolosità delle onde prodotte degli handys (come qui si chiamano i telefonini portatili), dagli italiani sprezzantemente rimossa, dai
nostri ospiti diligentemente temuta.
Mentre in Italia i telefonini venivano
banditi dalle chiese durante la santa
Messa, a Monaco l’impresa dei mezzi
pubblici municipali conduceva un’inchiesta da cui risultò che i viaggiatori si sentivano assai disturbati dall’uso di cellulari. E ne venne proibito, già
allora, l’uso solo – inspiegabilmente -
sulla rete tranviaria. All’interno di
molti locali venne sancito il divieto di
usare il telefonino. Qualcuno avrebbe
voluto proibirne l’uso anche in macchina, non solo perchè causa di probabili incidenti ma perchè avrebbe
potuto attivarsi improvvisamente
l’airbag! In consequenza a studi condotti febbrilmente dalle società
mediche ed ecologiche che volevano
misurare il danno delle onde elettromagnetiche sull’uomo, si consigliò di
usare solo handys con antenna estraibile, per ridurre le radiazioni della
massa cerebrale del telefonante ammesso sempre che ne abbia
abbastanza. Alcuni ritengono che le
lobbies delle società telefoniche
abbiano alterato poi tali risultati fornendo dei dati più rassicuranti.
Io telefonavo sempre senza farmi
vedere e mi vergognavo di dover
estrarre il “coso” per la strada o sulla
metropolitana per far cessare l’irritante soneria. (Un mio conoscente
telefona liberamente e segretamente
dal WC dell’aereo, se è proprio necessario, … riesce poi a raccontare.)
Nel frattempo circa due terzi dei
tedeschi nascondono un handy in
tasca e molti di loro sanno bene di
averli prima disprezzati. In Italia
ormai quasi tutti hanno uno o talvolta addirittura più telefonini con sé,
anche se là statistiche di teutonica
validità non sono purtroppo disponibili.
Mentre un nostro amico tedesco ci
racconta, a metà tra lo schifato e il
divertito, di aver visto italiani telefonare con il cellulare perfino dalla
spiaggia, pensiamo con nostalgia alle
nostre vacanze al mare in Italia cullati dal piacevole sussurro delle onde,
del vento e delle melodie, sempre più
di migliore qualità, dei cellulari. Belle
giovani rispondono da sotto l’ombrellone discretamente e, come se niente
fosse, si danno appuntamento per la
sera. Ragazzi in costume da bagno,
volenterosi e abbronzatissimi, sono
impegnati a scrivere, con sana ossessione, i loro SMS a chissacchì. Ed
anche il nostro amico tedesco, allora,
avrà certo voluto estrarre ed attivare
il suo handy sperando che suonasse
anche per lui.
gm
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
T R EN D
Quando fa caldo la coppia scoppia
Un’indagine condotta recentemente in Italia fa sospettare
che l’aggressività intraconiugale sia anche in rapporto con
la temperatura.
Pino Mencaroni
Nach dem letzten heißen
Sommer wurde eine internationale statistische Auswertung
veröffentlicht, die Morde in der
Ehe unter die Lupe genommen
hat. Die Häufigkeit dieser Delikte
steht in Beziehung mit der
Außentemperatur .
La prossima Pasqua? A guardare i dati
della recente indagine dell’Eurispes, si
può solo sperare che sia all’insegna
del freddo, niente temperature sopra
la media. Se il barometro salisse,
marito e moglie, almeno quelli italiani, potrebbero scatenarsi in una
gigantesca rissa davanti alla colomba, con conseguenze talvolta letali.
Se, all’interno delle mura domestiche,
le temperature salgono sopra la
media, la coppia scoppia. È già accaduto nella scorsa torrida estate. Da
maggio ad agosto 2003, gli omicidi di
coppia, anche per il troppo caldo scrive l’Eurispes - sono raddoppiati
rispetto allo stesso periodo del 2002.
Si è passati da 18 a 36 morti mentre
i tentati omicidi sono balzati da 4
a 10.
Gli uomini hanno senza dubbio il grilletto facile, non a caso preferiscono
disfarsi della “dolce metà” con il
revolver. Forse risentono fortemente
dei miti di celluloide della loro giovinezza: si va da James Bond agli eroi
degli Spaghetti-Western, per quelli
radical-chic il punto di riferimento è
INTERVe n t i
Otello, ovviamente. In ogni caso i
mariti sono nettamente in testa
avendo commesso ben 30 omicidi di
coppia su 36.
Le donne, invece, sembrano puntare
sulla qualità: solo 6 omicidi su 36, ma
a cinque stelle. Per disfarsi di
“Romeo”, proprio perché più romantiche, preferiscono il coltello, ma non
disdegnano la bottiglia e il posacenere, insomma il sangue non manca. Ma
le mogli sono anche attente alle
forme, meglio se eclatanti. Al
momento, per esempio è molto “trendy” eliminare il partner direttamente
nel letto.
L’indagine sfata il mito della donna
condannata a subire e incapace di
violenza, “tipico di quella iattura
addormenta-coscienze rappresentata
dal politically correct che ha attraversato gli anni ‘80 e ‘90”. Anche le
donne picchiano e non solo in Italia,
negli Stati Uniti lo fanno a spron bat-
tuto. Una ricerca del Dipartimento
della Giustizia ha mostrato che, nel
40% dei casi di violenza di coppia, le
vittime sono gli uomini.
Insomma, la parità tra sessi è a portata di mano.
Ma quali sono le cause degli omicidi
di coppia? È in forte calo il motivo
passionale, cioè quello determinato
dal tradimento del partner o dalla
gelosia, crescono invece i delitti (circa
il 40%) causati dalla incapacità di
accettare la fine di una relazione,
anche dopo tanto tempo che ci si è
separati. Infine, una buona percentuale di casi (circa il 17%) è legata alla
latente incompatibilità di carattere,
dove le liti sono ricorrenti. Insomma
se litigate spesso, per le feste evitate
i posti troppo caldi. Se invece restate
a casa non alzate troppo i termosifoni.
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TRE ND
Ausgabe 1/2004 Winter
La Maserati Quattroporte
Luxuslimousine made in Italy
Un marchio che vanta una lunga
tradizione e che ha dietro di sé
una storia alquanto movimentata. Con il nuovo modello
„Quattroporte“, la Maserati è
riuscita a realizzare una combinazione ottimale di confort e
potenza.
Maserati ist als italienischer Sportwagenhersteller fast
allen ein Begriff und kann auf eine sehr wechselvolle
Geschichte zurückblicken
Daniel Vetró
Im Jahr 1914 gründeten die Brüder
Carlo, Bindo, Alfieri, Ettore und
Ernesto Maserati eine kleine
Werkstatt im Stadtteil Pontevecchio
von Bologna. Inspiriert vom
Neptunbrunnen in Bologna wählten
sie als Firmenzeichen den Dreizack
(Tridente), der bis heute Maseratis
Luxusfahrzeuge schmückt. In der
Werkstatt kümmerten sich die Brüder
um die Reparatur von Fahrzeugen
und Motoren.
Das erste Auto entstand 1926, als die
Brüder, alles begabte Techniker und
Motorenbauer, ihre Rennwagenfabrik
eröffneten. Der Tipo 26, ein
Rennwagen mit 1.500 ccm und 120
PS erzielte im gleichen Jahr auf
Anhieb den Klassensieg bei der Targa
Florio auf Sizilien. Es folgten viele für
den Motorsport bedeutende Entwicklungen und man spezialisierte
sich darauf Rennwagen an Privatfahrer zu verkaufen.
Maserati wurde 1939 von der Firma
Orsi gekauft und das Werk nach
Modena verlegt. Es wurde begonnen,
aus den Fahrzeugen für die
Rennstrecke Strassenversionen abzuleiten. Ab 1958 wurde der 3500 GT in
Serie produziert. Das Coupé hatte
satte 230 PS und wurde vier Jahre
später ebenfalls als Cabrio unter dem
Namen Spider angeboten.
Dem 3500 GT folgten bekannte
Modelle wie Mistral, Ghibli und Indy,
jedoch haperte es mit dem wirtschaftlichen
Erfolg
des
Unternehmens. Maserati wurde 1969
von Citroën übernommen. Die
Franzosen setzten einen MaseratiSechszylinder-Motor in die Limousine
Citroën SM ein. Als feststand, dass für
den SM kein Nachfolgemodell
geplant war übernahm der Sportwagenhersteller de Tomaso die
Leitung von Maserati. Der Maserati
Biturbo wurde in den Achtzigern zum
Garant des Firmenerfolgs.
Als der Firmenchef Alejandro de
Tomaso 1993 starb, erwarb der FiatKonzern Maserati. Ziel war es die
Modellpalette zwischen Lancia und
Ferrari zu komplettieren. Seit 1999
hält die Ferrari S.p.A. die gesamten
Maserati-Anteile unter dem Dach der
Fiat-Gruppe. In der Beziehung zwischen Ferrari und Maserati findet ein
intensiver Austausch von Know-how
in Entwicklung und Produktion statt,
ohne die Identität und das Image der
beiden Marken zu gefährden.
Quattroporte
Eine Kombination aus Komfort und
Motorleistung ist Maserati mit dem
neuen Quattroporte gelungen.
Die Luxuslimousine wurde im
September 2003 auf der Internationalen Automobilausstel-lung (IAA) in
Frankfurt präsentiert. Hier feierte der
„Viertürer“ seinen ersten Auftritt
unter dem Applaus des hingerissenen
Publikums.
Maserati stellt mit diesem Modell das
Comeback des Quattroporte aus dem
Jahre 1963 vor. Er verkörperte vor
vierzig Jahren die schnellste und
stärkste Limousine seiner Klasse.
Als Sportlimousine tritt der Maserati
gegen seine etablierten Konkurrenten
Mercedes S-Klasse, BMW 7er, Audi
A8 und Jaguar XJ an.
Seine elegante Linienführung verdankt der Quattroporte Frank
Stephenson,
Chefdesigner
bei
Pininfarina, der bereits für BMW den
neuen Mini entworfen hat.
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
Motor
Leistung
Drehmoment
Höchstgeschwindigkeit
Beschleunigung 0-100 km/h
Abmessungen L x B x H
Preis
V8, 4244 ccm
400 PS (294 KW)
450 Newtonmeter
275 km/h
5,2 Sekunden
5052 x 1895 x 1438 mm
ca. € 95.000
Der Komfort
Der neue Maserati überzeugt neben
dem gelungenen Design durch seinen
Innenraum. Das großzügige Interieur
wirkt edel, sehr aufgeräumt und bietet allen Insassen mehr als ausreichend Beinfreiheit. Durch ein breites
Ausstattungsangebot wie beispielsweise verschiedene Leder- und
Holzarten kann der Wagen maßgeschneidert nach den persönlichen
Vorstellungen des einzelnen Kunden
angefertigt werden.
Dass Maserati den automobilen
Genießer anspricht zeigt sich auch im
Preis. Um in den Genuss der
Luxuslimousine zu kommen, müssen
rund 95.000 Euro investiert werden.
Die Leistung
Der
Quattroporte
steht
für
Reisegenuss bei höchster Geschwindigkeit. Unter der Haube befindet sich
das 4,2-Liter-V8 Aluminiumtriebwerk
welches aus den Modellen Spider und
Coupé bekannt ist. Der Luxusliner
beschleunigt mit kraftvollen 400 PS
in nur 5,2 Sekunden von Null auf
Hundert.
Zwei Konstruktionsmerkmale, die
sonst nur bei Sportwagen Verwendung finden, sichern eine ausgewogene Gewichts-verteilung und ein
optimales Handling: Der Motor ist
hinter der Vorderachse angeordnet
und das Getriebe hat seinen Platz an
der Hinterachse, in einer Einheit mit
dem
Differential
(TransaxleBauweise).
Vom
komfortablen
Automatikgetriebe kann jederzeit in
den manuellen Modus gewechselt
werden, um über die Schaltwippen
am Lenkrad ein offensichtlich sportlicheres Fahrver-halten zu erzielen.
INTERVe n t i
Perspektiven
Maserati gibt Gas - und das auch auf
dem deutschen Markt. Zu den bislang
30 Maserati-Stützpunkten sollen 20
neue hinzukommen. 300 – 400
Quattroporte-Limousinen sollen in
Deutschland verkauft werden. Das
Ziel für die nächsten Jahre ist es,
jährlich 10.000 Autos mit dem
Tridente zu verkaufen.
T R EN D
9
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C U LT U R A
Ausgabe 1/2004 Winter
Tragen Mauern keine Schuld?
Chris Dercon, der neue Leiter des Haus der Deutschen Kunst:
„Wir wollen statt der traditionellen Restaurierung einen kritischen Rückbau“
Jerzy Jurczyk
Seit Mai 2003 leitet der Belgier Chris
Dercon das Münchner Haus der Kunst
als Nachfolger von Christoph Vitali.
Wie sein Vorgänger will Chris Dercon
nicht nur das Haus der Kunst als
lebendiges Ausstellungszentrum führen, sondern sich auch kritisch mit
der Geschichte der Mauern dieses
Gebäude auseinandersetzen.
1937 eröffnete Adolf Hitler das "Haus
der Deutschen Kunst" an der
Münchner Prinzregentenstraße, das
zum "Tempel der Kunst" avancieren
sollte. In Hitlers Auftrag von Paul
Ludwig Troost entworfen, verkörperte
das Bauwerk die Megalomanie der
nationalsozialistischen Ideologie.
Nach 1945 wurde die Sprengung des
Gebäudes ernsthaft in Erwägung
gezogen, doch diesen Akt der
Selbstbefreiung von einem verhassten Symbol des Dritten Reiches ließen die Amerikaner nicht zu. Die USArmy beschlagnahmte das Gebäude
und quartierte sich hier mit ihrem
Offizierscasino ein. 1948 übergab die
Militärregierung das Haus dem bayerischen Staat, welcher hier vorläufig
die Werke aus den ausgebombten
Pinakotheken unterbrachte.
Dercons Vorgänger haben Säle und
Säulen verkleidet, um die NSArchitektur von Paul Ludwig Troost zu
bannen. Will er das „Haus der
Deutschen Kunst“ jetzt wieder in seinen Urzustand bringen? Im PresseGespräch (Kunstmagazin „art“
11/2003) sagte Dercon: „Wir wollen
statt der traditionellen Restaurierung
einen kritischen Rückbau. Das Haus
der Kunst war zwar ein NaziGebäude, ist aber keine NaziArchitektur. Das Haus ist eine Collage
aus verschiedenen Stilen. Wir leugnen
ja nicht, dass die Mauern Schuld tragen, aber diese Geschichte kann man
nur mit Geschichten angehen. Das
haben schon frühere Ausstellungen
wie
etwa
Christoph
Vitalis
Maurizio Cattelan, „Him“ 2001
Rekonstruktion der Nazi-Schau
„Entartete Kunst“ und seine
Ausstellung „Kunst im Widerstand“
getan und da knüpfen wir an.“
Während der ersten Dercons
Ausstellung „Utopia Station“ sind in
der ehemaligen „Ehrenhalle“ verschiedene
Möbel
aus
der
Erstausstattung des „Hauses der
Deutschen Kunst“ (Atelier Troost) als
Zeugnisse für den konservativ-eklektizistischen Geschmack der NS-Zeit
gezeigt worden. Es wurde auch die
Bronzetafel (1937) mit den Namen
von Großspendern ausgestellt, die zur
Finanzierung des „Hauses der
Deutschen Kunst“ beigetragen hatten. (Nach dem Krieg wurde sie aus
der Wand der Vorhalle gerissen und
im Archiv aufbewahrt.) In einer historischen Dauerausstellung, die 2005
hier geplant ist, werden diese und
andere Originalobjekte zu sehen sein.
Dercorn will seinen „Kritischen
Rückbau“ von Architekturtheoretikern, Kunsthistorikern und Denkmalpflegern beraten lassen. Es geht nämlich nicht um Retro-Chic, sondern
darum, ein Gebäude und seine
Geschichte sichtbar zu machen.
Dass der Applaus aus der „falschen
Ecke“ nicht zu befürchten ist, zeigte
die hervorragende Ausstellung
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
La storia viene documentata
anche attraverso l’architettura
che di regola esprime e nel contempo influenza lo spirito del
tempo in cui è stata realizzata.
Statue ed edifici diventano testimoni imbarazzanti quando
documentano periodi bui della
storia.
La “Haus der Deutschen Kunst“
voleva essere - e lo è - una delle
opere architettoniche più rappresentative dell’ideologia
nazionalsocialista.
Con i nuovi lavori di restauro il
nuovo direttore Chris Dercon si
propone, tra l’altro, di rendere
più trasparente la struttura
architettonica originaria che i
suoi predecessori avevano
mascherato, e in parte trasformato, forse come tentativo più
di rimozione che di elaborazione
di un passato vergognoso.
L’elaborazione e la consapevole
condanna di questo passato
dovrebbero, invece, trovare
incentivo ed espressione nelle
mostre che lì saranno presentate
e soprattutto nella programmata
mostra permanente sulla storia
del Museo che Hitler avrebbe
voluto che diventasse il tempio
dell’arte.
INTERVe n t i
„Partners“ von Ydessa Hendeles aus
Toronto. Die Eröffnung hat zwei Tage
von dem Jahrestag der „Kristallnacht“
und vor der Feierlichkeit der
Grundsteinlegung für das neue
Jüdische Zentrum in München stattgefunden. Auf Einladung von Chris
Dercon wurde die berühmte
Sammlung der kanadischen Galeristin
und Kuratorin erstmals in Europa (bis
15. Februar 2004) gezeigt.
Ydessa Hendeles wurde als einziges
Kind jüdischer Eltern, die den
Holocaust überlebten, 1948 in
Deutschland geboren. Aufgewachsen
ist sie in Kanada. Dort begann sie
1980, zeitgenössische Kunst auszustellen und betrieb bis 1988 „The
Ydessa Gallery“. Für die Ausstellung
„Partners“ im Haus der Kunst hat sie
unter anderem Werke italienischer
Künstler - Maurizio Cattelan, Luciano
Fabro, Giulio Paolini - sowie Serien
von Pressefotografien, anonymen
Amateurfotografien und Alltagsgegenständen miteinander kombiniert.
Für „Partners“ hat sie im Sinne eines
„Kritischen Rückbaus“ des Hauses
viele Um- und Einbauten der letzten
Jahre
entfernen
lassen,
die
Architektur wieder freigelegt und lesbar gemacht. Sie hat damit einen
Prozess intensiviert, der vom neuen
Team des Hauses der Kunst begonnen
wurde.
„The Teddy Bear Projekt“, mit 3000
Aufnahmen
des
berühmtesten
Kuscheltiers der Welt ist das
Herzstück der Ausstellung. Die süßen
Bärchen in den Händen der Kinder
werden auch auf Familienfotos von
uniformierten SS- und Wehrmachtsoldaten gezeigt. Der nächste Raum
ist fast leer. Vor der Wand (mit dem
Rücken zum Eingang) scheint ein
frommer, kniender Jüngling zu beten.
Es ist die berühme Skulptur des
Italieners Maurizio Cattelans „Him“
(„Er“). Diese jämmerliche Figur hat
das grimmige, fast verängstigte
Gesicht des Adolf Hitler. Diese
Skulptur von Cattelan (zu seinen
berühmtesten und provokativsten
C U LT U R A
Giulio Paolini, „Mimesi“ 1975-1976
Werken gehört auch „La Nona ora“
mit der Figur des Papstes, von einem
Meteoriten getroffen) in den Mauern
dieses Gebäude zu zeigen, das ist ein
Meisterwerk der Kunst-Inszenierung.
Ydessa Hendeles ist eine sensationelle Ausstellung gelungen. Es wundert
nicht, dass die „Abendzeitung“ ihren
traditionellen Preis „Stern des Jahres“
für die wichtigste Münchner
Ausstellung 2003 der Schau
„Partners“ verliehen hat. Aus der
Begründung: „Er“ ist zurückgekehrt
ins Haus der Kunst, allerdings nur aus
Polyesterharz. Aber man kann sich
wohl keinen besseren Ausstellungsort
für Maurizio Cattelans monströsen
Zwerg-Hitler in Büßerpose vorstellen.“
Empfehlung: www.hausderkunst.de
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C U LT U R A
Ausgabe 1/2004 Winter
Il Castello di Lari
Una gita nella Toscana da scoprire
Miranda Alberti
Ein Ausflug in die Toskana führt
uns in das romantische
Städtchen Lari, welches vom
Massentourismus verschont
geblieben ist. Inmitten grüner
Hügel bildet das Castello di Lari
aus dem 12. Jahrhundert den
Mittelpunkt des Ortes.
Se c’è ancora qualcuno che legge
Leopardi, troverà nei suoi Pensieri
un’interessante riflessione sull’imprudenza umana, dimostrata dal fatto
che gli uomini affollano spesso città
costruite in luoghi insalubri, mentre
abbandonano zone dal clima soave e
dall’aria pulita. Il poeta porta come
esempio le splendide colline pisane
che vanno spopolandosi a favore di
una costa paludosa e malsana.
Proprio su questo paesaggio di dolci
colline pisane che sembrano dormire
e sognare un passato glorioso, si erge
l’antica cittadina di Lari, protetta da
una doppia cinta di mura ben conservate da cui spuntano ricchi cespugli
di cappero.
Vi siamo giunti in un brumoso pomeriggio di ottobre per una strada che,
attraverso la macchia toscana, congiunge, come perle, altri luoghi interessanti come: Pastina, Santa Luce,
Casciana Alta, Casciana Terme e
innumerevoli piccoli centri in cui si
conservano le tracce del passato di
Pisa città ghibellina e marinara decaduta in favore della guelfa Firenze.
Lasciata l’automobile fuori dal borgo
ci siamo incamminati seguendo l’in-
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
dicazione del centro e vi giungiamo
subito superando la Porta Volterrana.
Sulla strada lastricata si aprono due
bar e alcuni graziosi negozietti che
conservano l’antica architettura.
Vecchi e giovani si intrattengono lì
fuori, appoggiati alle secolari pareti o
seduti su delle panche. Ci osservano:
turisti da queste parti fanno ancora
notizia.
Cerchiamo di rintracciare fra le pietre
di quelle costruzioni le tracce della
sua lunga storia che comincia con un
primo periodo etrusco in cui avvenne
la sua fondazione fra il VI e il IV secolo a.C., seguito da un periodo romano
e alto medioevale attestato dal primo
documento di esistenza del Castello
risalente al 732. La famiglia degli
Upezzinghi di Mazzagamboli (un
nome che è tutto un programma di
musicalità misteriose!) ne fecero costruire la rocca dal 1230, e i fiorentini che li seguirono a partire dal 1406
l’abbellirono fino a farne una dimora
residenziale. Oltre al santuario nella
guida si parla di sette chiese di cui
non siamo in grado, per pigrizia, di
contarne che quattro. La loro architettura è per lo più in stile barocco e
gli interni, piuttosto spogli, non
offrono molto svago al visitatore.
Molto più interessante è soffermarsi
fra vicoli e piazzette assaporandone
l’atmosfera irreale, sospesa nel
tempo.
Sulla via che circonda la rocca si apre
il laboratorio di pasta artigianale
della famiglia Martelli che invita i
clienti a visitare il loro ambiente di
lavoro e ad informarsi direttamente
sulle tecniche di lavorazione impiegate. I pacchetti gialli di penne, maccheroni e spaghetti che lì acquistiamo saranno il nostro più delizioso
souvenir.
Quando la sera si sta già annunciando cominciamo a salire le ripide scale
che portano al Castello. L’imbrunire
non ci impedisce di fare il giro completo delle mura e di godere dall’alto
di una suggestiva vista panoramica.
„Castello inespugnabile“ scrive la
INTERVe n t i
guida e ce ne rendiamo conto personalmente. Niente e nessuno poteva
sfuggire al controllo delle sentinelle
qui appostate per un perimetro di vari
chilometri.
Nel cortile interno sorge una cappelletta a cui si appoggiano minuscole
cellette da dove, si dice, i carcerati
potevano seguire la messa. Le feritoie
delle celle sono poste in modo tale
che il loro sguardo non potesse scorgere nessun altro all’infuori dell’officiante. Ci sembra una norma crudele
e perciò ci volgiamo a contemplare i
molti stemmi che ornano la facciata
dell’edificio centrale. Alcuni di questi
sono opere di artisti e artigiani famosi come Andrea e Giovanni della
Robbia, Benedetto e Santi Buglione.
Evidentemente non si badava a spese
quando si trattava di esaltare l’orgoglio familiare dei podestà qui governanti!
L’interno del Castello è percorribile
con l’aiuto di una guida ad intervalli
di mezz’ora. Le stanze adibite per
lungo tempo a Palazzo Pretorio (fino
al 1962) ricordano i processi e le condanne che qui sono state emesse.
Celle fredde e strumenti di tortura ci
riportano il dolore che vi si è consumato: per distrarci rivolgiamo lo
sguardo al panorama fantastico che
si affaccia dalle finestre poste sulla
parete come fossero quadri in natura.
Sarà la stagione autunnale, sarà l’atmosfera che aleggia fra queste stanze, sta di fatto che ognuno di noi è
come affondato in una coltre di
sognante malinconia. Qui, lontani dai
fasti delle grandi città d’arte, ci sentiamo raggiunti dalla nuda verità
della vita delle passate generazioni.
Le „morte stagioni“ come direbbe il
nostro poeta. Gente normale, gente
come noi, che ha consumato i suoi
giorni nella gioia e nel dolore, nell’ingiustizia e nella ribellione, nei piccoli
e nei grandi avvenimenti, ma che ha
anche saputo tramandarci la bellezza
delle loro opere e di una natura intatta. Ci domandiamo se anche noi saremo in grado di fare altrettanto con le
C U LT U R A
future generazioni.
Questa Lari autunnale e saggia ci ha
affidato un messaggio importante da
conservare nel cuore e nel ricordo.
Per il momento, comunque, abbiamo
deciso di scacciare ogni malinconia
andando al bar a riscaldarci con un
bel caffè corretto alla grappa o allo
stravecchio!
Come arrivarci: Lari è un borgo situato
circa 30 km a sud-est di Pisa.
Provenendo
dalla
superstrada
Firenze-Pisa-Livorno si esce a
Pontedera-Ponsacco. Da qui basta
seguire le indicazioni. La stazione ferroviaria più vicina è quella di
Pontedera, collegata a Lari da autobus
con cadenza pressoché oraria.
Siti consigliati:
www.castellodilari.it
www.girando.it/castellodilari
www.toskanaferien.de
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C U LT U R A
Ausgabe 1/2004 Winter
„Los niños de Morella“
La storia di un gruppo di bambini sottratti
alle rappresaglie dei franchisti
Alessandra Sorrentino
Carmen Tè, italiana di Napoli, si è
laureata con una tesi in storia del
cinema e poco dopo è stata ammessa
alla “Hochschule für Fernsehen und
Film München”, uno di quei pochi
posti in Europa che sforna professionisti nel settore cinematografico.
La competizione – che in questo settore è particolarmente accesa - a
Carmen non piace e non piace neppure quell’aria intellettuale, radical chic
che si respira attorno al mondo del
cinema. Quando si parla con lei si
rimane stupiti dall’umiltà con cui ti
racconta di cose che ha fatto, per
esempio del suo ultimo lavoro “Los
niños de Morella”.
Questo documentario, presentato in
anteprima europea fuori concorso al
“Festival di Biarritz” nel 2003, racconta la storia vera di cinquecento
bambini spagnoli che durante la
guerra civile, nel luglio del 1937,
furono mandati dalle proprie famiglie
in Messico per essere messi in salvo
dalle rappresaglie franchiste contro i
difensori della Repubblica.
Il Messico li accolse a testimonianza
della propria fedeltà ai valori democratici e repubblicani. L’allora presidente messicano Cardenas si occupò
di questi bambini, consentendo loro
di condurre una vita dignitosa e mettendoli nelle condizioni di costruirsi
un futuro in Messico.
Una storia del genere la si può presentare in mille modi: sottolineandone, per esempio, aspetti politici,
oppure parlando del Messico libertario, meraviglioso per le sue bellezze
naturali, per la sua storia.
Die wahre Geschichte von fünfhundert spanischen Kindern, die
während des Franco-Regimes
von ihren Eltern nach Mexiko
geschickt wurden. Eine
Geschichte über Kinder, Gefühle
und zerschlagene Familienbeziehungen.
Carmen la presenta semplicemente
come la storia di bambini, cresciuti
lontano dalle proprie famiglie, in un
paese straniero, dove svilupparono un
fortissimo spirito di solidarietà reciproca e di riconoscenza per il Paese
d’accoglienza. Racconta la loro esperienza per quella che fu, senza pietismi,
né
autocompiacimenti.
Attraverso le parole dei protagonisti,
ormai ultra settantenni, descrive la
loro infanzia e la loro adolescenza
senza le famiglie, nonché i rancori e i
dolori che questa lontananza procurò
loro.
I “niños” ricordano, ancora commuovendosene, l’incontro avvenuto dopo
molti anni con le famiglie spagnole e
di tutte le difficoltà che dovettero
affrontare per capire la scelta fatta
dai loro genitori. “Alcuni dei miei
cugini rimasero in Spagna … non capii
perché mia madre mi mandò … una
ragione ci doveva essere, una ragione
che le altre mamme non avevano …
certo fu comodo ... erano troppe le
bocche da sfamare”.
La loro infanzia fu segnata da un
senso di solitudine e di abbandono,
probabilmente insanabile. “Il peggio
era quando uno si ammalava … si sentiva una gran solitudine … chiamava-
mo la mamma e si presentava solo
una donna vestita di bianco che ci
diceva: sono io la tua mamma”.
Raccontano di come fu duro conquistarsi un posto nella società messicana. Tutti loro si considerano messicani. È lì che hanno costruito la propria
vita. La Spagna, dove nacquero, li rifiutò, il Messico li accolse.
Raccontano del legame fortissimo
che si venne a creare tra loro e di
come questo legame sopravvive a
tutt’oggi a distanza di cinquant’anni,
delle feste periodiche che organizzano per rincontrarsi e per sentirsi
ancora una volta i bambini di
Morella.
Tutto in questo documentario parla di
affetti, di legami familiari, di quei
sentimenti semplici che rendono
straordinaria la storia personale di
ogni individuo. E quando si chiede ad
uno di loro che cosa ha imparato da
questa vita non comune che il destino gli ha riservato, la risposta è lapidaria: “Ad odiare ogni tipo di nazionalismo … e ad augurarmi che nessuno
viva, per qualsiasi ragione, un’esperienza come la mia”.
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
C U LT U R A
La nuova mostra di Maria
Dalle profondità del mare e
Cristina Picciolini
della notte un albore verso
il futuro
Andrea M. Jarach
Die Künstlerin aus Orbetello Toskana ist in der Kulturszene
Münchens sehr präsent. Am liebsten stellt sie in ihren Werken
weibliche Figuren dar:
„Die Rippe, die Adam der Eva
schenkte, war vermutlich seine
beste“. Frau Dr. Ilma Reho wird
am 15. Februar ihre neue
Ausstellung im Augustinum,
Neufriedenheim, Stiftbogen 74,
in München, eröffnen.
Nata ad Orbetello e trapiantata da 9
anni a Monaco di Baviera, Maria
Cristina Picciolini si è diplomata
all’Accademia delle Belle Arti di
Firenze, specializzandosi poi alla
scuola steineriana. Oltre a coltivare la
propria vocazione artistica, si dedica
a divulgare le sue conoscenze di tecnica pittorica curando corsi sia in
Italia che in Germania ed organizzando viaggi alla scoperta dei tesori d’arte della sua Regione. Ora presenta
una mostra di 19 tele, quasi tutte
acrilici di grosso formato, e 2 sculture in terracotta.
Attraverso l’astrattismo ed il rigore
degli equilibri geometrici, la sua pittura mira a dare volto ai sentimenti
come - riprendendo proprio i titoli di
alcune sue tele - la disperazione,
riferita al crollo delle torri gemelle di
New York, e poi la speranza che fa da
contraltare, od ancora il labirinto dei
pensieri. In quest’ultima tela, ad
esempio, figure allacciate tra loro che
raffigurano i pensieri, gravitano in
una spirale ascendente che sottintende la mente umana, proprio mentre al
INTERVe n t i
La rabbia e l’orgoglio 2003
centro della stessa si getta una nuova
figura, un nuovo pensiero. Nei colori
dominano per lo più le tonalità del
blu scuro negli sfondi ad echeggiare
le profondità del mare e della notte,
con solo qualche concessione a degli
sprazzi di rosso a significare la speranza, un albore verso il futuro. Le
figure sono prevalentemente in
argento ed oro per farne emergere la
luce, per estrarne le forme dal buio in
cui sono immerse.
Nei suoi quadri ricorre la figura femminile, stilizzata, quasi mai con un
volto definito; raramente invece la
figura maschile. Una figura plastica di
una donna - parafrasando i titoli di
alcuni quadri in mostra - ammaliatrice come una sirena ed al contempo
pronta a dare conforto. Secondo
Maria Cristina Picciolini, il gentil
sesso è il più tenace e - scherza semiseria - “la costola che Adamo ha dato
ad Eva doveva essere la migliore”.
Quanto alla scelta di non restituire
l’espressione del volto nei suoi dipinti – spiega - è il movimento della
figura a dover dare il significato del
quadro e non uno sguardo come in
un ritratto.
Cristina Piccolini non fa mistero di
essersi idealmente ispirata alle figure
volanti di Chagall ed alle forme sinuose delle donne di Botticelli. Lo fa
tuttavia cercando una sua propria
chiave interpretativa che invitiamo i
lettori a valutare personalmente se
efficace o meno. I prezzi dei quadri
della rassegna vanno da 600 a 1.600
euro.
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C U LT U R A
Ausgabe 1/2004 Winter
Standing ovation per Morricone
Ennio Morricone nominato membro onorario del Senato
accademico di Monaco
Anna Zanco-Prestel
Dopo l’accordo di cooperazione fortemente voluto e siglato nella primavera 2003 dall’allora suo direttore
Prof. Helmschrott tra la Musik-hochschule di Monaco e il Conservatorio
Niccolò Paganini di Genova, alla presenza dell’Assessore alla Comunicazione Anna Castellano, da tre anni
infaticabile ambasciatrice di “Genova
Capitale Europea della Cultura 2004”,
il prestigioso Ateneo musicale monacense celebra un nuovo momento
culminante nei suoi rapporti con
l’Italia, nominando Membro Onorario
del Senato Accademico Ennio
Morricone, dagli anni ’60 figura di
culto della scena musicale internazionale.
A tenere la “Laudatio” nella Grande
Sala dei Concerti gremita è il Prof.
Enjott Schneider, noto al vasto pubblico per le sue colonne sonore di
“Fratello del sonno” e “Stalingrado”
nonché titolare della cattedra appena
istituita di “Composizione per Cinema
e TV”.
Nel definire la personalità poliedrica
e di per sé ricca di antinomie del
75enne
compositore,
Enjott
Schneider ne esalta la capacità d’integrare gli aspetti piú diversificati del
linguaggio musicale incarnando in tal
modo, da oltre 40 anni, la figura del
“crossover” che “passa in diagonale
attraverso gli stili, gli idiomi e le epoche” facendosi interprete “ante litteram” dello spirito del nostro tempo.
Prototipo del “compositore del futuro” e indiscusso innovatore che ha
influenzato generazioni di musicisti,
nonché anticipatore di “tecniche
divenute attuali nell’era del sampling
e del soundtransfer digitale”,
Morricone ha, a suo avviso, saputo
sprigionare la propria forza visionaria
grazie alla rinuncia a quel “tocco elitario”, “troppo formale” e “accademico” della sua formazione, accogliendo
le “spinte provenienti dal basso”. Ed è,
sempre secondo Enjott Schneider,
nella fattispecie quello “sguardo dal
basso” dell’artista di umili origini a
fare la differenza, consentendogli di
conservare, pur nell’artificiosità delle
sue composizioni, quanto vi è di “piccolo”, di “popolareggiante” o di
“dimenticato” che, piú che la mente,
tocca diritto il cuore.
È tipico dei “grandi” rifuggire da quegli atteggiamenti divistici che sono
orpello e maschera dei mediocri.
Minuto e poco appariscente nel fisico
Morricone, che da sempre cerca di
sottrarsi ai riti fatui della mondanità,
ha accolto invece con entusiasmo,
quasi con umiltà, l’alto riconoscimento che premia non solo la parte piú
nota della sua opera, bensí anche
quella sperimentale e raffinatissima
Standing Ovations bei dem am
18. Oktober vom Bayerischen
Rundfunk und von der
Hochschule für Musik und
Theater in München veranstalteten Festakt zur Ernennung von
Ennio Morricone zu deren
Ehrensenator. Der Laudator, der
Komponist Prof. Enjott
Schneider, hebt das Visionäre in
seinem Schaffen hervor und
bezeichnet ihn als „einen der
Väter der Postmoderne“.
dei concerti cameristici e degli oratori dell’allievo dell’Accademia di S.
Cecilia a Roma che muove i primi
passi calcando le orme di Goffredo
Petrassi. Ringrazia, visibilmente commosso, “per essere venuto in questo
luogo dove si fabbrica la musica”,
anche se non lo “soddisfa” farlo, “perché non sono un poeta delle parole,
ma sono forse un poeta dei suoni…
Potrei scrivere un pezzo e dedicarlo a
questa scuola e forse lo farò…”
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
DOSSIER
La repubblica di Weimar
Fallimento di una democrazia
Andrea Maria Palamidessi
Nel 1930 il governo del socialdemocratico Müller, che esprimeva la
volontà degli elettori tedeschi, rassegnò le dimissioni, lacerato dai conflitti tra sindacalisti e imprenditori. Il
Presidente Hindenburg cercò invano
con Brüning, Papen e Schleicher delle
soluzioni alla cronica ingovernabilità,
mentre i nazisti, che raccoglievano
voti grazie al disagio causato dalla
crisi economica, convincevano le
classi dominanti a farsi coinvolgere
nel governo del Paese. Il 30 gennaio
1933, Hindenburg nominava cancelliere Adolf Hitler, che in meno di sei
mesi riuscì a trasformare quella che
formalmente restava una democrazia
pluripartitica in un sistema totalitario
a partito unico.
Una crisi radicale aveva stroncato la
giovane democrazia tedesca. Ma la
Repubblica era stata in pericolo
anche nei suoi primi anni e le minacce erano state così violente da sfiorare la guerra civile. Perché, di fronte a
questa nuova crisi, il sistema crollò
invece di reagire?
Ciò che accadde nel 1933 può essere
attribuito a molte cause: dagli errori
della classe politica, favoriti dallo
sconforto creato dalla situazione
economica, all’efficacia della strategia nazista; ma la responsabilità della
distruzione della democrazia non può
essere addossata solo ai nazisti e ai
loro alleati, ma anche a tutti coloro
che fino all’ultimo avrebbero potuto
prendere decisioni politiche come i
partiti repubblicani.
La Repubblica di Weimar era già nata
su basi sociali instabili, in una
Germania sconfitta e che aveva
affrontato una troppo rapida trasforINTERVe n t i
1918 – 1933: Anfangs hoffnungsvolle Jahre, die mit dem
Scheitern einer noch unerfahrenen und unentschlossenen
Demokratie endeten. Die
Unfähigkeit der Regierung, in
tiefster Weltwirtschaftskrise
sozial tragbare Maßnahmen
gegen starke und undemokratische Interessensgruppen durchzusetzen, lässt der Demagogie
freien Lauf. Die konservative
Bourgeoisie setzt auf die rechte
Karte. Hitler beginnt, seine
Ordnungsvorstellungen zu
installieren.
Hindenburg
mazione industriale. I nuovi responsabili politici, abituati a non poter
partecipare al governo, continuarono
a insistere sulle ideologie invece di
cercare un compromesso con gli altri
partiti, determinando un anomalo
contrasto tra ogni gabinetto e la sua
base parlamentare. Il Parlamento non
divenne il centro di formazione della
volontà dello Stato, mentre si rafforzavano l’autonomizzazione e la diffidenza delle istituzioni, dall’apparato
burocratico alle forze armate, fedeli
quasi tutti alle loro vecchie idee antidemocratiche. La stessa Costituzione
di Weimar combinava il principio
della rappresentanza popolare con
forti spinte plebiscitarie e questa
ambiguità contribuì a portare i partiti democratici a un atteggiamento
irresponsabile, visto che la soluzione
a ogni crisi di governo sarebbe
comunque alla fine venuta dal
Presidente. L’irrigidimento ideologico
dei partiti rafforzò a sua volta le già
profonde fratture sociali e determinò
una scarsa adesione al sistema democratico da parte della stessa base dei
partiti, poco preparata a partecipare
alla vita politica, e il parallelo graduale allontanamento del consenso
elettorale dai partiti repubblicani.
Comunque, nei primi difficili anni,
minacciate da sinistra e da destra, le
forze politiche e sociali avevano
manifestato una disponibilità a
difendere il sistema democratico che
si era dimostrata sufficiente, sia pure
tra notevoli difficoltà, a tenerlo in
vita, facendo fronte prima ai tentativi di rivoluzione comunista, poi ai
propositi di restaurazione autoritaria
e alle spinte separatiste di molte
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DOSSIER
Ausgabe 1/2004 Winter
regioni; e anche se i pesanti adempimenti imposti dal trattato di pace di
Versailles e l’ostilità francese alla
ripresa tedesca, culminata nell’occupazione della Ruhr nel gennaio 1923,
avevano aggravato i fattori di tensione interna al nuovo Stato, non si verificò il collasso da molti temuto, e che
tanti nemici esterni e interni si auguravano. Anzi, dalla fine del 1923, grazie soprattutto alla politica di
Stresemann, la Germania ricominciò
a godere di una relativa tranquillità
sia all’interno che all’esterno, riammessa in posizione paritaria nella
comunità internazionale.
Tuttavia, il difficile compromesso tra
lavoro e borghesia sarebbe stato
capace di affrontare le emergenze
solo se le regole democratiche si fossero basate su un consenso diffuso,
che venne a mancare di fronte alla
grande crisi economica mondiale
della fine degli anni ’20. I fattori
internazionali aggravarono la già
instabile situazione economica tedesca, causata soprattutto dal massiccio e sconsiderato intervento pubblico, inasprendo il conflitto tra le parti
sociali per la distribuzione del reddito. Così la crisi economica si spostò
facilmente e rapidamente sul piano
politico, innescando un inarrestabile
processo di delegittimazione delle
istituzioni democratiche che portò,
nel giro di pochi anni, alla loro completa demolizione. In questa ennesima linea di frattura si inserì un fatto-
re dirompente: il movimento nazista,
forte anche di un appoggio di massa
e di complicità e acquiescenza tra le
classi dirigenti.
Il crollo della grande coalizione guidata da Müller, fallimentare tentativo
di soddisfare i diversi interessi senza
risolvere i problemi alla radice, segnò
la fine del compromesso tra le parti
sociali su cui era nata la democrazia.
I partiti continuavano a preferire le
considerazioni politiche alla stabilità
del governo e di fronte alla disaffezione politica delle masse cominciarono a fuggire dalle responsabilità.
Mentre i tedeschi delusi si lasciavano
convincere da Hitler in numero sempre maggiore, attribuendogli il 18%
dei consensi nel settembre 1930
(contro il 2% del 1928), i vertici dello
Stato non fecero nulla per proteggere
il regime, e non solo i grandi industriali e proprietari terrieri ma anche
la maggior parte del ceto medio si era
convinta che l’eccessivo carico sociale sull’economia potesse essere
superato solo allontanandosi dalla
democrazia parlamentare, soffocando
le pretese dei lavoratori, cui lo Stato
aveva fatto promesse che non poteva
più mantenere.
Segno visibile dell’indirizzo antidemocratico nei gruppi di potere fu lo
scioglimento del Parlamento deciso
nel 1930 da Hindenburg e dal nuovo
cancelliere Brüning, che cercò in ogni
modo di sottrarre all’Assemblea l’indirizzo politico, ma, esasperando il
problema delle riparazioni, perse gran
parte del consenso alla sua azione di
governo che con una politica restrittiva aveva aggravato, invece di risolverli, i problemi economici: l’impossibilità di venire a capo della crisi con
mezzi consensuali accrebbe la radicalizzazione politica e le stesse difficoltà economiche. Papen arrivò alla definitiva rottura con il sistema parlamentare, assecondando le aspettative
dei grandi interessi industriali e agrari; quello di Schleicher fu invece un
tardo tentativo di riequilibrare la
copertura socio-politica del governo
superando l’alternativa capitalismo comunismo, che si scontrò con quelle
aspettative.
I partiti democratici avevano una
base di consenso non sufficientemente solida, ma la maggioranza dei
tedeschi non voleva rinunciare a partecipare alla vita politica. Non si
poteva quindi tornare al sistema
autoritario di Bismarck, mentre
imporre una dittatura militare era
troppo rischioso. Visto che il nazismo
era l’unico movimento di destra ad
aver raccolto notevole sostegno nelle
masse, i vertici dello Stato ed i gruppi di interesse economici si illusero di
poterlo utilizzare per la progettata
involuzione conservatrice, facendolo
partecipare al governo ma sotto
stretto controllo: si spiega così la
fatale politica delle progressive concessioni in bianco ai nazisti nel corso
del 1932, soprattutto lo scioglimento
del Parlamento e la revoca del divieto
alle SA.
Senza la Grande Depressione, quindi,
l’affermazione della dittatura nazista
non sarebbe probabilmente stata
possibile. L’arrendevolezza o la complicità di molte forze politiche e sociali nei confronti di Hitler fu causata
dal diffuso senso di insicurezza, e il
sistema politico era ormai talmente
debole da non riuscire a dare una risposta democratica ai problemi sul
campo. La democrazia di Weimar era
già entrata in crisi prima dell’attacco
nazista, ma proprio per questo non
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
Müller
aveva i mezzi per difendersi.
Con la Costituzione del 1919 era
stato creato uno strumento, che
poteva essere usato per proteggere la
democrazia (come aveva fatto il
Presidente socialdemocratico Ebert
durante la crisi del 1923) oppure, pur
rispettandone le regole formali, per
distruggerla, come fecero Hindenburg
e la sua cerchia di fronte alla paralisi
delle forze politiche democratiche
che non riuscivano a esprimere una
comune volontà a salvaguardia delle
istituzioni. I poteri straordinari del
Presidente diventarono così la normale forma di governo.
La soluzione di affidare il governo a
Hitler fu però in dubbio fino all’ultimo e fu attuata proprio quando i suoi
successi elettorali avevano subito una
battuta d’arresto, dal 37% di luglio al
32% di novembre 1932; neanche nel
marzo 1933, quando le elezioni non
furono più libere, la maggioranza dei
tedeschi si espresse in suo favore, ma
solo il 44%. La distruzione della
Repubblica di Weimar non è stata
inevitabile: la scarsa resistenza degli
organi statali di fronte all’attacco del
nazismo e i suoi successi elettorali
INTERVe n t i
Papen
dimostrano come il crollo di un sistema politico non dipenda solo dalla
forza dei suoi oppositori, ma anche e
soprattutto dalla debolezza dei suoi
sostenitori. La democrazia aveva basi
troppo fragili nella popolazione e nei
gruppi d’interesse: per questo fu possibile distruggerla con mezzi apparentemente legali.
Il peso morale e materiale della sconfitta nella prima guerra mondiale, la
necessità di costruire un nuovo sistema politico, le divisioni sociali, il conflitto tra capitale e lavoro, la disoccupazione, le spinte antidemocratiche
nelle aristocrazie e nel ceto medio:
tutto questo ha distrutto la
Repubblica di Weimar. Il tentativo di
eliminare la contraddizione tra
modernità economica e culturale e
arretratezza politica della Germania
finì nella dittatura per la mancanza di
una ferma volontà democratica da
parte dei vertici politici e in vasti settori dell’opinione pubblica. Hitler non
fu la causa, ma il beneficiario del
crollo della democrazia.
DOSSIER
Brüning
ANDREA MARIA PALAMIDESSI
Nato a Roma nel 1974 si è laureato nel
1997 in Giurisprudenza presso
l'Università di Roma "La Sapienza".
Entrato nella carriera diplomatica nel
dicembre 1999, è Console Aggiunto a
Monaco di Baviera dal gennaio 2002.
Nel 2003 si è laureato in Scienze
Politiche presso l'Università di "Roma
Tre" e si sta attualmente specializzando in Relazioni internazionali presso la
stessa Università. Interessi accademici: storia delle istituzioni politiche,
storia del diritto medievale e moderno,
storia delle relazioni internazionali,
storia medievale.
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PA G I N E I TA L I A N E I N B AV I E R A 2 0 0 4
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Ausgabe 1/2004 Winter
IN COPERT INA
La Piazza – deutsch-italienischer
Treffpunkt auf der „WIR 2004“
Weiterer Meilenstein auf dem Weg zum
deutsch-italienischen Freundschaftsnetz
Presso Dillingen a.d. Donau si terrà dal 6 al 14 marzo la fiera WIR
2004. La folta partecipazione di espositori italiani e in particolare la
rappresentanza di Genova, capitale europea della cultura 2004, segnano un’importante tappa verso la creazione di una rete dell’amicizia
italo-tedesca.
Silvia Schmid
Italienische Spezialitäten, Kostproben
italienischer Theater- und Tanzkultur
und vor allem jede Menge italienischen Flair werden die verschiedenen
Städte wohl mit in ihrem Gepäck
haben, wenn sie vom 6. bis 14. März
2004 auf der „WIR 2004“, einer
Informations- und Verkaufsausstellung im bayerisch-schwäbischen
Dillingen an der Donau, mit einem
Stand vertreten sein werden.
Die Deutsch-Italienische Gesellschaft
(DIG) unter Leitung von Dott. Bruno
Diazzi, auf dessen Initiative und
Kontakte dieses Projekt mit dem
schönen Namen „La Piazza“ zurükkgeht, sieht darin einen weiteren
Meilenstein auf dem Weg zu ihrem
Ziel, längerfristig ein deutsch-italienisches Freundschaftsnetz zu schaffen. Dieses soll über die Beziehungen
von nur jeweils zwei Partnerstädten,
wie man sie bisher kennt, hinausgehen und auf der Basis direkter
zwischenmenschlicher
Kontakte
einen regen Austausch zwischen den
beiden Ländern südlich und nördlich
der Alpen fördern.
Auf der „WIR 2004“, deren Name sich
aus den Anfangsbuchstaben von
„Wirtschaft, Information und Regionales“ ergibt, soll ein wichtiger
Schritt in diese Richtung gegangen
werden. Im Rahmen einer gemeinsamen Ausstellungshalle mit Anbietern
von Spezialitäten aus der deutschen
Küche werden bei „La Piazza“ eine
„Cucina italiana“ mit Pizza und Pasta
im Angebot und insbesondere eine
Osteria mit angeschlossener Enoteca
zu finden sein, welche ausgewählte
italienische Köstlichkeiten aus verschiedenen Gegenden Italiens täglich
frisch und exklusiv für die „WIR
2004“ zubereitet anbieten wird. Auch
mit den für den jeweiligen Landstrich
typischsten Leckereien wie Parmigiano, Aceto balsamico classico oder
auch dem berühmten Pesto Genovese
werden die deutschen Gaumen in
dieser ganz besonderen Osteria verwöhnt werden. Eine rechtzeitige
Tischreservierung für die neun
Ausstellungstage ist deshalb dringend
zu empfehlen. Die italienischen Gäste
wollen die Besucher der „WIR“ mit
allen Sinnen für ihre Heimat begeistern.
Nach den Gaumenfreuden werden
sich am „Stand der Region“ Städte
aus verschiedenen italienischen
Regionen vorstellen. So wird am
ersten Wochenende Genua, welches
2004 das Prädikat einer Europäischen
Kulturhauptstadt trägt, mit audiovisuellen Informationen von seiner und
Liguriens Schönheit zu überzeugen
wissen, an den weiteren Ausstellungstagen folgen dann die Städte
Treviso, Levico Terme/ Trient und
Modena, das eventuell noch weitere
Ortschaften aus der Emilia Romagna
sowie als besonderes kulturelles
Schmankerl eine folkloristische Tanzgruppe mitbringen wird, die den
Besuchern der Ausstellung den sogenannten „ballo liscio“ näher bringen
möchte. Die Piazza selbst schließlich,
die wie im Vorbild der meisten italienischen Städte auch in der Ausstellungshalle das Zentrum bildet, wird
als Treffpunkt der Freundschaften,
aber auch als Bühne zum Beispiel für
eine italienische „Commedia dell’arte“- Gruppe fungieren, die bereits bei
Ausstellungseröffnung die Gemüter
in italienische Stimmung bringen soll.
Neben dem von Diazzi und der DIG
geplanten Aufbau eines Freundschaftsnetzes soll allerdings trotzdem
auch die Anbahnung von Kontakten
zwischen deutschen Kommunen auf
der einen und italienischen auf der
21
22
IN COPERT INA
Ausgabe 1/2004 Winter
anderen Seite gefördert werden. Auch
dies wird auf der „WIR 2004“ konkret
umgesetzt werden, da hier die bereits
seit einiger Zeit bestehenden
Kontakte zwischen Dillingen und dem
Emilia Romagna-Städtchen Bondeno
weiter vertieft und schließlich auch
zu einer verbindlichen Zusammenarbeit als Partnerstädte geführt werden sollen. Die Stadt Dillingen macht
Bondeno und die Kontakte mit dem
Ort deshalb auch zum vorherrschenden Thema ihrer Ausstellungspräsentation.
Die Deutsch-Italienische Gesellschaft,
die seit ihrer Gründung vor drei
Jahren auf nun 270 Mitglieder angewachsen ist, bemüht sich intensiv um
Kontakte zwischen den Menschen in
beiden Ländern. Von der Idee eines
„Freundschaftsnetzes“, von der Dott.
Diazzi bereits seit einigen Jahren
träumt, sollen sich nun insbesondere
Vereine und anderer Organisationen
auf beiden Seiten angesprochen fühlen. Den Möglichkeiten an Kontakten
sind dabei keine Grenzen gesetzt: in
der Vorweihnachtszeit des gerade zu
Ende gegangen Jahres etwa war ein
Chor aus Germering zum Advents-
singen in Italien zu Besuch - so oder
auf verschiedenste andere Weise
kann sich die Freundschaft gestalten,
wobei im Gegensatz zur konventionellen Partnerstädtebeziehung, die
Diazzi mit einer Ehe vergleicht, der
Kontakt eben nicht auf nur immer
zwei
bestimmte
Kommunen
beschränkt bleiben soll: „Heuer kommen Genua und Modena zu Besuch
nach Dillingen, beim nächsten Mal
könnten es wieder ganz andere
Städte sein“, so Diazzi. Die vielfältigen
Kontakte
der
DeutschItalienischen Gesellschaft, die bereits
zahlreiche Reisen deutscher Gruppen
nach Italien und andersherum organisiert hat, können dabei natürlich
hilfreich sein. So versteht sie sich insbesondere als Drehscheibe für
menschliche Kontakte diesseits und
jenseits des Brenners.
Die „WIR 2004“ ist vom 6. bis 14.
März täglich von 10 bis 18 Uhr geöffnet, „La Piazza“ ist zu finden in Halle
N-O der Ausstellung. Ständig aktualisierte Informationen hierzu und zur
gesamten Ausstellung erhalten Sie im
Internet unter www.wir2004.de
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INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
Die Lust sich kennen zu lernen.
Chat: eine neue Möglichkeit mit
fremden Personen in Kontakt zu
treten. Es wird immer moderner
sich im virtuellen „Wohnzimmer“
zu treffen.
C’è chi dice che il chat sia solo una
delle ultime diavolerie superflue e
sostituibili inventate dai surfisti. Altri
lo considerano limitante perchè
impedisce gli incontri analogici, cioè
quelli dal vivo.
Il chat ci ricorda infatti un po’ quei
rifugi da dove il radioamatore, novello adolescente, sfuggiva con un suo
gioco ai rapporti sociali. E poi, …e
calibra le onde stazionare dell’antenna, e cerca di decifrare una voce lontana (o proveniente dall’immediato
vicinato), e fai lo spelling degli indirizzi per potersi scambiare una cartolina. La portata dei baracchini della
banda CB (citizen band) era infatti
assai limitata e il gergo utilizzato
faceva pensare ad un linguaggio
quasi da setta, comprensibile solo agli
iniziati. Qualcuno di noi si ricorderà
ancora con po’ di nostalgia dei pirateschi “scarponi” (amplificatori), del
“caricabatteria” (pasto) o del “TVI”
(interferenze provocate dai CB sulle
televisioni).
Erano forse quelle le prime pionieristiche e limitate chat-rooms prima
ancora che si fosse mai sentita la
parola “Internet”?
E Internet poi cambiò tutto questo
bailamme dell’etere. Essa rese possibile salotti più affidabili e sempre più
differenziati. Niente più antenne ma
INTERVe n t i
ONLINE
Chat,
una chiacchierata
solo virtuale?
C’era una volta la banda cittadina, da soli, nella nostra
specola con dei gracchianti baracchini… Poi venne il chat
che ci aprì nuovi orizzonti e ci fece uscire allo scoperto
spine telefoniche, niente scarpone ma
il modem del pc.
Ma cos’è il chat, perché è così gettonato e soprattutto come funzionano
le chat-rooms?
Chat significa proprio “chiacchierata”, di cui infatti richiama anche il
suono (ratsch in tedesco).
Di chat-rooms ce ne sono di diverso
tipo: per alcune è necessaria una speciale software che ne permetta l’accesso (come il mitico “ICQ”, I-seekyou), ad altre si può accedere direttamente collegandosi con appositi siti.
Per tutte le chat-rooms è però necessaria una registrazione nella quale si
deve perlomeno comunicare un indirizzo e-mail valido. Poi ci si sceglie un
nick name, un nomignolo, con il quale
si può bussare e presentarsi nei vari
salotti. La sera è bello incontrarsi in
rete con i nostri amici, anche se in
maniera virtuale. O forse è meglio di
niente: è meglio il monitor del PC o
quello della TV?
In molte chat-rooms si chiacchiera
piacevolmente tutti insieme, con
ordine ed educazione magari con un
moderatore e ognuno ha modo di
esprimere democraticamente la propria opinione e di farsi conoscere.
Certi preferiscono incontrarsi in un
salotto “riservato” dove trovano i loro
soliti amici oppure ne conoscono dei
nuovi in camere ad hoc, con un tema
determinato di conversazione. Al
contrario dei forum o degli usenet il
chat è sempre on line, dal vivo.
Dopo essersi conosciuti a sufficienza
digitando sulla tastiera ed aver visto
possibilmente anche l’immagine del
nostro o della nostra partner, si trova
certe volte la voglia di conoscersi
personalmente. Molti si incontrano
magari a mezza strada per un “caricabatteria”, più o meno in segreto…
Altri trovano nuovi amici o addirittura la loro anima gemella.
Un’insospettabile signora mi ha raccontato che, ricomponendosi dopo un
fugace incontro “a metà strada” lui
l’abbia sorpresa dicendo: ma come, te
ne vai già? Non ti va di restare ancora un po’ vicina a me?
gm
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“Sono diversi anni che lavoro in
Germania - racconta un nostro connazionale – ma ora la situazione economica in questo paese non è più
quella di una volta. Il numero dei
disoccupati continua ad aumentare e
ho l’impressione che il mio posto di
lavoro non sia più così sicuro come lo
era nel passato. Per questo motivo
vorrei sapere se ho già adesso la possibilità di richiedere e ricevere la pensione di vecchiaia.
In primo luogo è necessario sapere
che in Germania sia gli uomini come
anche le donne vanno tutti in pensione a 65 anni. Praticamente la pensione ordinaria di vecchiaia la ottengono su domanda tutti coloro che
hanno compiuto il 65-esimo anno di
età ed hanno versato come minimo 5
anni di contributi. In certe particolari
condizioni esiste però ancora la possibilità di poter richiedere e di ottenere la pensione di vecchiaia prima
del compimento dei 65 anni. La prestazione subirà però una riduzione
per ogni mese di godimento anticipato.
La pensione di vecchiaia anticipata
per assicurati con lunga carriera
assicurativa, può essere ottenuta da
tutti coloro che hanno compiuto 63
anni ed hanno versato 35 anni di
contributi.
Per gli assicurati grandi invalidi
(minimo 50%) la pensione di vecchiaia può essere concessa al 60esimo
anno di età. Anche in questo caso
vengono richiesti 35 anni di contributi.
La pensione di vecchiaia per disoccupazione la ottengono invece tutti
coloro che hanno compiuto i 60 anni
e che alla data di decorrenza della
prestazione erano disoccupati ai sensi
della normativa tedesca, come minimo da 52 settimane. Inoltre, è anche
necessario che la persona interessata
abbia versato, durante gli ultimi 10
anni che precedono la decorrenza
della pensione, otto anni di contributi obbligatori. Per questo tipo di pensione, sono però sufficienti complessivamente 15 anni di contributi.
Ed infine, esiste la pensione di vecchiaia per donne che viene concessa
alle assicurate che al compimento dei
60 anni, hanno versato come minimo
15 anni di contributi. 10 anni di contributi obbligatori debbono però
essere stati versati dopo il compimento del 40-esimo anno di età. Nel
fare il conteggio degli anni dei contributi versati, non dimenticate di
prendere in considerazione anche
quelli italiani, in quanto anche questi
sono validi. Se avete bisogno di informazioni più dettagliate, rivolgetevi al
vostro sindacato, oppure ad un patronato italiano.
INTERVe n t i
SALUTE
Diabete – La dolcezza del sangue
che fa male (2ª parte)
Dott. Stephan Guggenbichler
Il diabete mellito è una grave e diffusa malattia metabolica dovuta ad un
deficit dell’azione insulinica. Questo
ormone – l’insulina - prodotto dal
pancreas, è deputato al trasporto del
glucosio all’interno delle cellule di
tutto il corpo. Sia nel diabete di tipo
1 o insulino dipendente che in quello
di tipo 2, è necessario un monitoraggio medico regolare soprattutto per
prevenire le gravi complicazioni che
possono derivare da questa malattia.
Mentre nel diabete di tipo 1 la causa
è dovuta alla carenza di insulina in
quello di tipo 2 (o non-insulino
dipendente) il meccanismo fisiopatologico è diverso ed è legato alla
cosiddetta “resistenza” insulinica:
con ciò si intende l’incapacità delle
cellule a riconoscere l’insulina tramite appositi recettori (una specie di
serratura posta sulla superficie delle
cellule nella quale la chiave “insulinica” possa entrare). In questi pazienti si presume proprio una diminuzione del numero di questi recettori.
All’inizio della malattia del tipo 2 è la
glicemia post prandiale, di dopo
pranzo, ad aumentare: non deve
infatti sorprendere che in questi casi
vi siano allo stesso tempo alti valori
di glicemia e di insulinemia.
Progressivamente le riserve delle cellule pancreatiche a secernere l’ormone si esauriscono e si perviene ad una
tipo
carenza dell’ormone stesso anche in
questo tipo di diabete.
Nel diabete tipo 2 i sintomi e la
malattia si sviluppano spesso in modo
lento e progressivo, a volte addirittura per anni. Molto importante è la
componente genetica: in effetti se
entrambi i genitori risultano affetti
da diabete di tipo 2, la probabilità che
i figli si ammalino sale al 40%!
Altri importanti fattori che favoriscono questa malattia sono l’obesità e la
vita sedentaria. Si calcola che l’80%
dei diabetici di tipo 2 ha un peso
troppo elevato.
Questo tipo di diabete si presenta
sempre più frequentemente anche nei
giovani e persino negli adolescenti:
ciò è dovuto all’aumento del peso
medio di tale fascia di popolazione
nella quale è sempre più frequente
trovare ragazzi obesi.
Il diabete non curato espone al
rischio di complicazioni croniche
gravi quali la cecità (di cui è una delle
cause più frequenti), l’insufficienza
renale cronica e le amputazioni negli
arti inferiori. Ma soprattutto è il fattore di rischio più importante per lo
sviluppo di aterosclerosi e di malattie
cardiovascolari gravi quali ictus cerebrale o infarto cardiaco.
È stato ampiamente dimostrato che
un’attenta correzione delle alterazioni della glicemia è in grado di preve-
dipendenza insulinica
inizio
causalità
1
dipendente
giovane età
prob. autoimmune
2
non - dipendente
inizio tardo
genetica ereditaria
INTERVe n t i
Der Diabetes ist längst eine
Volkskrankheit in Deutschland
wie auch in Italien.
Voraussetzung für die Bekämpfung dieser Erkrankung ist die
frühzeitige Diagnose und die
Vorbeugung der Komplikationen.
nire o di ridurre assai significativamente l’insorgenza o l’evoluzione
delle complicazioni del diabete in
generale e del tipo 2 in particolare.
Perciò si consiglia a tutte le persone,
in particolare a tutte quelle che
hanno problemi di sovrappeso o
parenti diabetici, un controllo preventivo del sangue per lo meno una
volta all’anno.
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Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera
26 MARZO 2004
GLI ITALIANI ALL'ESTERO VOTANO PER ELEGGERE IL COMITES
Il prossimo 26 MARZO si voterà per eleggere i membri del COMITATO DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO (COMITES).
COS’E’ IL COMITES?
E’ un comitato eletto da tutti gli italiani residenti nella circoscrizione del Consolato Generale a Monaco per
rappresentare problemi, esigenze e iniziative al Consolato (e attraverso questo al governo italiano) e a Regioni,
Province e Comuni del nostro Paese e, quando possibile, anche alle Autorità tedesche.
Il COMITES di Monaco è composto da 12 membri e durerà in carica cinque anni.
PER CHI SI VOTA?
Per varie liste di candidati, i quali chiedono la fiducia degli italiani della circoscrizione
per essere eletti membri del COMITES. Per poter essere presentate ufficialmente,
le liste devono prima essere firmate da almeno 200 elettori.
COME SI VOTA?
Gli italiani maggiorenni della circoscrizione, iscritti nelle liste elettorali, voteranno per posta, senza più dover
andare al seggio. Il Consolato invierà a casa di ciascuno entro il 6 marzo p.v. il materiale per votare ed un
foglio informativo per spiegare come si vota. Il cittadino (ovviamente di persona, senza affidare ad altri la
sua scheda) vota e restituisce per posta all’Ufficio consolare la scheda utilizzando la busta già affrancata. La
busta va rispedita il più presto possibile in modo che arrivi non oltre le ore 24 del 26 marzo.
Tutti, e soprattutto coloro che non ricevono il materiale per votare, possono verificare la propria posizione anagrafica ed elettorale presso il Consolato per vedere se risultano iscritti all’AIRE ed inseriti nell’elenco degli elettori. Alcune persone, infatti, pur essendo presenti nell’anagrafe consolare, potrebbero non essere iscritte nell’elenco degli elettori del Ministero dell’Interno, che si basa sui dati dei Comuni italiani. Queste persone
potranno ugualmente votare, se gli accertamenti del Consolato presso il Comune italiano di origine
saranno positivi. Il Consolato farà il possibile per assicurare a tutti gli italiani il diritto di votare per eleggere i
loro rappresentanti nel COMITES e per assicurare il regolare e sereno svolgimento delle votazioni.
La prossima elezione dei COMITES si svolgerà in una situazione di grande valorizzazione delle comunità
italiane all’estero. È stato istituito il Ministro per gli Italiani nel Mondo, sono stati rafforzati i COMITES,
resta importante il ruolo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE, eletto da tutti i COMITES e
dalle associazioni italiane), e soprattutto è nato il voto all’estero per posta, per l’elezione di rappresentanti
degli italiani all’estero nel Parlamento italiano e per i referendum. Per le nostre comunità nel mondo si
aprono nuove e grandi possibilità di affermazione: è stata ormai raggiunta la completa parità di diritti tra
italiani all’estero e in Italia.
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
VA R I E
Festival della canzone italiana inedita
Monaco di Baviera
Rocco Del Giudice
Gli italiani residenti all’estero possiedono e coltivano un notevole patrimonio artistico-musicale. Non si può
fare a meno di osservare gente giovane e meno giovane che si dedica alla
musica, suonando uno strumento o
cantando. Vi sono tantissimi gruppi
musicali di ogni livello, da quelli che
si dedicano alla musica per puro
hobby, a quelli che fanno spettacolo,
riscuotendo notevole successo. E tra
questi due poli, tutti gli altri, da soli o
in gruppo che vivono di musica.
Da dove viene questa passione? Forse
dalla nostalgia per l’Italia e per le
canzoni e la musica di cui ognuno si
è nutrito da piccolo. Ed ora volendo
riascoltare quelle melodie, si dedica
in proprio all’apprendimento di uno
strumento musicale per accompagnare il suo canto. E’ solo un tentativo di spiegazione, ma vi sono mille
altri motivi. Sta di fatto che all’estero,
ed in particolare qui a Monaco di
Baviera, molti italiani cantano e
fanno musica e tra questi vi sono certamente tante qualità e talvolta
talenti che non possono arrivare al
grande pubblico per mancanza di una
ribalta che offra l’occasione di farsi
conoscere.
L’idea di fondo è stata quindi quella
di creare una ribalta a Monaco di
Baviera, che viene definita la città più
settentrionale d’Italia, sia per la presenza in essa di 22.000 italiani, sia
per la diffusione tra la popolazione
locale della cultura italiana, dal
INTERVe n t i
mangiare alla moda e alla musica.
Il “Festival della canzone italiana
inedita” di Monaco di Baviera dovrebbe costituire l’occasione vera per
i talenti italiani di qui. L’ideale sarebbe ripetere questa iniziativa ogni
anno, come avviene per il festival di
Sanremo, ma ciò appartiene al futuro
e quindi lo lasciamo da parte, per
parlare di ciò che sta avvenendo.
Nonostante molti timori iniziali, abbiamo avviato l’organizzazione del
Festival, al quale hanno aderito molti
cantanti, autori, musicisti, tecnici,
ballerini e persone di spettacolo. Non
ci aspettavamo una adesione così
vasta, generosa e spontanea. Ciò ci ha
spinto a proseguire con fiducia in
questa sfida, superando le non poche
difficoltà tecniche ed economiche
che di volta in volta si sono presentate. Il merito è tutto della “Musica”.
Ora ci attende un’altra sfida:
Riusciremo a riempire la sala di
spettatori? Io scommetto di sì e perciò ho preso in affitto una sala grande. Vorrei però non perdere la scommessa, e quindi mi appello ai lettori:
Lo spettacolo ci sarà il 28 febbraio
2004 e “l’ingresso è gratuito”. Chi
vuole entrare però deve essere in possesso del biglietto.
Per avere il biglietto telefonare al
numero 089/41 800 342
sabato
28 febbraio 2004
ore 18.00
Salesianum
St.-Wolfgangs-Platz 11
(S-Bahn Rosenheimer Pl.)
informazioni
e prenotazioni:
089 / 69387469
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organizzato da
rinascita e. V.
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Consolato Generale d’Italia
Monaco di Baviera
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VA RI E
Ausgabe 1/2004 Winter
Concerto didattico nella Impler Schule
Antonio Macrì
L’ufficio scuole del Consolato Italiano
ha organizzato il 17.11.03 un concerto didattico per invogliare i più giovani ad ascoltare, ma anche a capire ed
amare la musica classica.
Dopo una breve ma esauriente introduzione del dott. del Giudice, la giovane pianista Raffaella Torchio, da
Roma, ha spiegato, in un dialogo con
i numerosi scolari presenti con le loro
maestre, il contenuto e il significato
dei brani che eseguiva. Brani di
Beethoven, Schumann, e Chopin.
L’esecuzione dei brani è stata seguita
in perfetto silenzio e con molta
attenzione; ciò significa che la pianista è stata in grado di affascinare i
ragazzi presenti.
È auspicabile che una manifestazione
del genere venga ripetuta e che
diventi un appuntamento fisso.
Onu, nel 2300 saremo nove miliardi
Attualmente siamo 6 miliardi e 300
milioni. Nel 2300 saremo in nove
miliardi. La previsione sulla popolazione mondiale prossima ventura
giunge da un rapporto delle Nazioni
Unite diffuso ieri. Dove si avverte:
basterebbe anche un piccolo incremento della fertilità per avere un pesantissimo effetto sulla crescita
demografica globale.
Lo studio Onu si fonda infatti sulla
previsione che la famiglia-tipo sia
quella che cresce due bambini; ma se
questa media venisse alterata anche
solo di un bambino ogni quattro
famiglie, in eccesso o in difetto, la
“forbice” della popolazione mondiale
nel 2300 varierebbe da un minimo di
2,3 miliardi di persone a un massimo
di 36,4 miliardi di persone. Le proiezioni precedenti, focalizzate sull’anno
2200, prevedevano una popolazione
mondiale per quel periodo tra i 10 e i
12 miliardi di persone. Ma si badi:
questa previsione abbassa la crescita
prevista negli studi precedenti, in
ossequio al dato che attesta una
diminuita fertilità nei paesi in via di
sviluppo. Alle Nazioni Unite sottolineano che quest’ultima è senz’altro
una notizia positiva: finalmente, si
dice, le politiche di controllo demografico sembrano essere arrivate a
qualche risultato concreto. Si sottolinea altresì che quest’ultimo studio è,
in un certo senso, una novità assolu-
ta: è la prima volta che si arriva a fare
ipotesi per un periodo superiore ai
150 anni.
Dunque sul pianeta saremo di più;
ma, limitatamente ad alcuni paesi,
saremo anche sempre di meno. “Paesi
del primo mondo vedranno diminuire
drasticamente la loro popolazione, a
meno che non cambino gli attuali
livelli di fertilità”: in cima alla lista
cui si riferisce questa annotazione vi
sono l’Italia, la Spagna e la Russia.
Crescerà invece la popolazione degli
Stati Uniti, che nel 2010 dovrebbe
arrivare a 315 milioni dai 295 milioni
attuali. (9col)
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
VA R I E
Caleidoscopio
Una festa per tutti i gusti
Im letzten November fand
„Caleidoscopio“, das Jahresfest des
Münchener Vereins rinascita e.V. statt.
Dem engagierten Verein ist es wieder einmal gelungen ein kulturelles Event zu
organisieren.
Lo scorso 8 novembre si è tenuta a Monaco nella
EineWeltHaus la festa di rinascita e.V.
“Caleidoscopio”, tutta all’insegna della pace. Lo
slogan era: la guerra nasce dall’ignoranza.
Dopo il saluto della presidente Sandra Cartacci,
è iniziato subito il denso e vario programma
condotto con comunicativa maestria da Sandra
Galli. I vari gruppi si sono cimentati in un’impegnativa “scaletta” davanti ad un folto pubblico di italiani e amici dell’Italia. Nella cornice dei
dipinti del Gruppo Arte Monaco sul palcoscenico
si sono alternati gruppi teatrali come il debuttante “I ribaltabili” ed il collaudato “Quelli che il
teatro…”, ambedue applauditissimi. Miranda
Alberti e la stessa Sandra Galli hanno attirato
l’attenzione con performance interessanti e nel
contempo divertenti. Il duo “Le note di Quarta” e
il gruppo folk “core” hanno contribuito a creare
un’atmosfera consona alla riuscita festa. E infine una vera sorpresa: le originali interpretazioni
musicali del gruppo “Alfio e le due Sicilie”, sono
riusciti a trascinare e coinvolgere nei loro ritmi
un pubblico veramente entusiasta.
Complimenti e ad majora!
gm
Rinascita e.V. è una delle associazioni culturali
italo-tedesche più attive sulla piazza di Monaco.
Lo scorso anno ha festeggiato i suoi 30 anni di
vita associativa. Le attività spaziano da frequenti info-meeting, alla promozione di gruppi culturali di vario tipo. Fiore all’occhiello dell’associazione è “rinascita flash”, il bimestrale che da più
di 10 anni è il portavoce dei fini di pubblica utilità del circolo come la tolleranza tra i popoli e
l’impegno per la pace nel mondo.
Das italienische
Kulturmagazin
www.onde.de
edito da Contatto Verein e.V.
bimestrale per la
Missione Cattolica Italiana di
Monaco
Lindwurmstr. 143
80337 München
Tel.: 089/74 63 06 0
29
VA RI E
30
Ausgabe 1/2004 Winter
Leserbriefe
Le lettere possono venir accorciate per ragioni di spazio
Vi comunico che il 18 dicembre scorso il
Se.R.E.S. (Segretariato Regionale per
l'Emigrazione Siciliana), organo della
Conferenza Episcopale Siciliana, preso atto
della forte componente regionale siciliana,
ha deciso di nominare Carmine Macaluso
delegato a tempo indeterminato del
Se.R.E.S per la Germania con il compito di
rappresentare il Se.R.E.S. a tutti i livelli (istituzionali, civili ed amministrativi); di organizzare le associazioni siciliane (o di siciliani) affinché siano rappresentate a livello
regionale e nazionale; di formulare pareri e
proposte sull'assistenza materiale, morale,
culturale e sociale in favore dei lavoratori
siciliani emigrati e delle loro famiglie, nonché sulle condizioni di lavoro e di vita dei
lavoratori nei centri di immigrazione.
Carmine Macaluso
Claudio Cumani
Silvia Di Natale
Mattia Marino
Miranda Alberti
Corrado Conforti
Marilisa Cozza
Francesco Cuomo
Vincenzo D’Orta
Elena Agnini
Pietro Scognamiglio
Luigi Ciriello
Daniela Calligaro
Orazio Vallone
Francesca Rossi
Marco Bigornia
Vladimira Vodopivec
Fuggita dall’Italia per saturazione, sono
approdata a Monaco per caso e ci sono
rimasta per scelta. Dopo una prima fase di
volontario disinteresse per il “Bel Paese”, mi
sono recentemente accostata alla scena
italiana in terra di Baviera scoprendone i
molteplici e inattesi aspetti, tra cui la vostra
interessante rivista.
Di INTERVenti mi ha colpito l’ampio ventaglio di temi proposti, nella scelta e nella
trattazione dei quali mi pare di scorgere la
precisa di volontà di fornire un’informazione variegata e un’immagine dell’Italia scevra degli stereotipi di cui è, purtroppo ancora troppo spesso, vittima. In quest’ottica
spero mi sia concesso un piccolo appunto:
nel numero 3 manca qualsiasi accenno alla
rassegna “Cinema! Italia!”, il festival itinerante che, partito da Berlino ad ottobre,
dopo aver toccato 15 città, ha fatto tappa a
Siamo un gruppo di professionisti, operai,
impiegati, insegnanti, ricercatori in istituti
scientifici, operatori sociali, ristoratori e
pensionati, impegnati per aiutare l'integrazione, la partecipazione e la crescita culturale e sociale degli italiani in Baviera.
Vogliamo che il Comites:
-promuova una rete fra associazioni, singoli e categorie professionali per la circolazione delle informazioni e la promozione di
iniziative;
-stimoli rapporti regolari fra gli italiani e le
Monaco a dicembre. Al Filmmuseum sono
state presentate le opere di 7 registi emblematici, dall’affermato Virzí all’esordiente
Ponti,della rinascita del cinema italiano in
atto da qualche anno. Ritengo che questa
manifestazione, giunta alla VI edizione,
avrebbe meritato un articolo o quantomeno
una menzione nella rubrica degli appuntamenti, soprattutto in un numero in cui l’importanza della “settima arte” è messa in
risalto dal Dottor Piazza dell’Istituto
Italiano di Cultura.
Rosanna Ricciardi
Ringraziamo la nostra lettrice per le sue
valide osservazioni e cogliamo l’occasione
per ricordare che INTERVenti è lieto di pubblicare (spazio permettendo) ogni segnalazione di eventi culturali di rilievo inviataci in
tempo utile.
(La redazione)
altre comunità, anche cooptando al suo
interno - come previsto dalla legge - personalità tedesche di origine italiana;
-collabori con l'Ufficio Scuola e con le associazioni impegnate nel sostegno ai ragazzi
con difficoltà scolastiche;
-promuova, insieme alle associazioni sportive e di anziani, occasioni di incontro, svago
ed impegno ed alternative alla solitudine ed
all'emarginazione (per es., i "Giochi della
Gioventù");
-collabori con le istituzioni, associazioni e
volontari per offrire aiuto e sostegno alle
famiglie italiane che vivono in situazioni di
disagio, nonché ai giovani italiani nelle carceri, tramite l'informazione, la raccolta e
l'invio di libri od altro materiale;
-sostenga una campagna di informazione
sulla doppia cittadinanza e per contrastare
la politica delle espulsioni del governo
bavarese
-si impegni per il miglioramento dei servizi
del Consolato e per aprire l'Istituto Italiano
di Cultura alle novità culturali che attraversano l'Italia ed ai gruppi impegnati localmente.
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
RELAX
Militärdienst oder nicht?
Folgender Brief ist in dieser Form im italienischen Verteidigungsministerium eingegangen.
Sehr geehrter Herr Verteidigungsminister,
erlauben Sie mir bitte die Freiheit,
Ihnen respektvoll Folgendes unterbreiten und ich bitte Sie um Ihre
wohlwollende
Bemühung,
die
Angelegenheit rasch zu bearbeiten.
Zur Zeit warte ich auf den Einzug
zum Militär, bin 24 Jahre alt und mit
einer 44-jährigen Witwe verheiratet,
welche eine Tochter von 25 Jahren
hat. Mein Vater hat besagte Tochter
geheiratet. Somit ist mein Vater mein
Schwiegersohn geworden, da er die
Tochter meiner Frau geheiratet hat.
Zudem ist meine Tochter meine
Stiefmutter geworden, da sie ja meinen Vater geheiratet hat. Meine Frau
und ich haben letzten Januar einen
Sohn bekommen. Dieser ist Bruder
der Frau meines Vaters, somit der
Schwager meines Vaters. Außerdem
ist er auch mein Onkel, da er ja der
Bruder meiner Schwiegermutter ist.
Mein Sohn ist also mein Onkel.
Die Frau meines Vaters hat am
Weihnachten einen Sohn bekommen,
der zugleich mein Bruder ist, da er ja
Sohn meines Vaters ist, und mein
Enkel ist, weil er Sohn der Tochter
meiner Frau ist.
Ich bin also der Bruder meines Enkels
und, da der Ehemann der Mutter
einer Person ja der Vater ist, resultiert, dass ich der Vater der Tochter
meiner Frau bin und Bruder ihres
Sohnes.
Also ich bin mein Großvater.
Nach diesen Erklärungen, sehr geehrter Herr Minister, bitte ich Sie, mich
von der Militärdienstpflicht zu
befreien, da das Gesetzt verbietet,
dass Vater, Sohn und Enkel zugleich
INTERVe n t i
Militärdienst leisten.
Ich bin von Ihrem Verständnis, hoch
verehrter Herr Minister, überzeugt,
und bitte Sie, meine vorzügliche
Hochhaltung zu akzeptieren.
PS: In den Akten dieses Falles steht: Der besagte junge Mann wird wegen
psychischer Instabilität und beunruhigenden mentalen Störungen, verstärkt
durch
ein
gestörtes
Familienklima, vom Militärdienst
befreit.
Superman
Un uomo torna a casa alle 7 del mattino e trova la moglie sveglia che lo
aspetta:
Allora Superman... abbiamo fatto le
ore piccole???
Il marito farfugliando: Sai amore, ieri
c'era l'incontro d'affari con i
Giapponesi...
- E avete discusso fino alle 7 del mattino Superman?
- Fammi finire amore, dopo aver concluso vittoriosamente l'affare alle 11
di sera, li abbiamo invitati a cena...
- Ed è durata fino alle 7 del mattino
questa cena, Superman?
- No amore, abbiamo cenato per un
paio d'ore ma poi, visto che erano
ospiti, li abbiamo portati in un locale a
farli divertire un po'...
- Sì Superman... ma i locali chiudono
alle 3, massimo alle 3 e mezza. Sono le
7...
- Amore non mi fai mai finire, dopo
abbiamo pensato di fargli fare un giro
della città by night...
- Fino alle 7 del mattino, Superman?
- No amore, ma siamo passati dalla
strada delle prostitute e alcuni volevano divertirsi. Se avessimo detto di
no, avrebbero potuto cambiare idea
sul contratto...
- Quanto tempo sono stati con le prostitute, Superman? Tutta la notte?
- No amore, dopo li abbiamo accompagnati all'aeroporto che il loro aereo
partiva alle 6...
- Va bene Superman ma all'aeroporto
dovevate essere un'ora prima. Tra le 5
e le 7 c'è una bella differenza...
- Amore dopo siamo andati al bar a
fare prima colazione e poi è iniziato il
traffico del mattino. Perciò ho fatto
tardi. E tu perchè continui a chiamarmi Superman?
- Perché solo tu e Superman indossate
le mutande sopra i pantaloni...
Curiosità
Nel Vangelo di San Matteo si legge:
"è più facile che un cammello passi
dalla cruna di un ago, che un ricco
entri nel regno dei Cieli". In realtà
San Geronimo, che tradusse dal greco
al latino il testo, interpretò la parola
"kamelos" come "cammello", mentre
l'esatto significato è "grossa fune utilizzata per l'attracco delle navi". Il
senso della frase resta sostanzialmente lo stesso, ma acquista molta
più coerenza. A parte ciò, si spiega
perché gli scaricatori del porto di
Genova si chiamano "CAMALLI".
31
32 A P PU NTAMEN TI
Istituto Italiano di Cultura,
Hermann-Schmid-Str. 8, München,
www.iic-muenchen.de
Fotoausstellung 19.02. – 18.03.2004
"Die Architektur: Ein Traum.
L’architettura: un sogno“, Ciro
Pascale, Thomas Schriefers
Eröffnung: Mi.,18.02.04, 19.00 Uhr
Kinoreihen im Italienischen
Kulturinstitut.
Hommage an Federico Fellini
(1920-1993) zum 10. Todestag
Alle Filme werden mit einem filmhistorischen bzw. ästhetischen
Kommentar von Herrn Dr. Andrea
Piazza eingeleitet.
Mi., 03.03.2004, 19.00 Uhr,
„Amarcord“ (1973)
Mi., 17.03.2004, 19.00 Uhr
„Casanova“ (1976)
Mi., 31.03.2004, 19.00 Uhr,
„E la nave va“ (1983)
Mi., 21.04.2004, 19.00 Uhr,
„Ginger e Fred“ (1985)
Incontri di letteratura spontanea
(Aula 22)
Fr., 13.02.2004, 18.00 Uhr
Fr., 12.03.2004, 18.00 Uhr
Fr., 09.04.2004, 18.00 Uhr
Fotoausstellungseröffnung
„Italien, ein einmaliges Land“
Di., 02.03.2004, 18.00 Uhr
Marmorsaal in der Bayer.
Staatsbibliothek, Ludwigstr. 16,
München
Dauer der Ausstellung:
03.03. – 31.03.2004
Lesung
Der Schauspieler Lino Capolicchio
liest aus dem Roman
„Il giardino dei Finzi Contini“
von Giorgio Bassani
Ausgabe 1/2004 Winter
Filmvorführung
“Il giardino dei Finzi Contini”,
Regie: V. de Sica (1970)
anschließend Gespräch mit dem
Schauspieler
(Es wird simultan übersetzt)
Di., 30.03.2004, 18.00 Uhr
Hörsaal der Bayerischen
Hauptstaatsarchiv, Schönfeldstr. 5,
München
Scarlatti in Paradise
Do. 18.03.2004, 19.00 Uhr
Stadttheater Kempten,
Theaterstr. 4, Kempten
Ausstellung
Carlo Ferreri, Fabio Maria Linari,
Marcello Motta, Lorenzo
Pietragrande der kulturellen
Vereinigung „Renzo Cortina“ Mailand
stellen ihre Werke vor, anlässlich des
Kunstprojektes “Arte per i tempi
nuovi“
29.01 – 13.03.2004
Künstlervereinigung Augsburg „Die
Ecke“, Elias-Holl-Platz 6, Augsburg
Caritas
Berg am Laim, Josephsburgstr. 92.
Informazioni: tel.: 089/43669614
- Tutti i mercoledì dalle 9.00 alle
15.00 Internetcafe Labora al centro
della Caritas a Berg am Laim.
- Il primo e il terzo martedì del mese
dalle 14.30 alle 17.00: Sostegno dei
cittadini italiani nella qualificazione professionale e ricerca del posto
di lavoro – informazioni e consigli
pratici per i cittadini italiani.
- Il primo e il terzo giovedì del mese
dalle 14.00 alle 17.00
Seniorengruppe s’incontrano gli
anziani dell’ADAI al centro della
Caritas a Berg am Laim.
- “Libeccio”: incontri culturali per
italiani di tutte le età. Ogni lunedì
dalle 18.00 alle 20.00.
Centro Sardo Su Gennargentu
Il Centro, nella Fürstenrieder Str.
147, 80686 München, è aperto ogni
sabato dalle ore 17 alle 22 e ogni
domenica dalle ore 17 alle 21. Info:
tel. 089/3543308
Gruppo Marinai d’Italia:
Ogni venerdì sera, dalle 19.00 in poi,
incontro presso la sede dell’associazione nella Lilienstr. 20 a Monaco.
rentini nel mondo
Ogni primo venerdì del mese ci si
incontra per cenare insieme e fare
quattro chiacchiere.
Info: Ravagni, Tel. 0171-5360944
e Frau Wagner, Tel. 089-1298347
ITALCLUB - Ingolstadt
- Incentivazione della frequenza dei
corsi di lingua e cultura italiana tramite informazione dei genitori
- Consulenze varie (pensioni ecc.)
- Collaborazione nella radio locale
(Radio IN) per la diffusione bisettimanale di notizie locali in italiano
- Incontro mensile di tutti i soci e
simpatizzanti
- Pubblicazione di un “calendario”
mensile bilingue con informazioni su
fatti che possono interessare gli italiani della zona
- “Stammtisch Italienisch” - incontro
mensile di conversazione (fondamentalmente in italiano) soprattutto
per giovani italiani che hanno voglia
di fare quattro chiacchiere tra loro e
per i numerosi tedeschi che già
sanno o che imparano l’italiano.
INTERVe n t i
Ausgabe 1/2004 Winter
Ass. di Cultura Italiana Weilheim
- Italienischer Abend “Sicilia”
VHS-Haus, Obere Stadt 66, Weilheim
12.03.04, 19.30 Uhr
- Pasquetta all’italiana
12.04.04 italienisch-deutsche Messe
10.30 Uhr, anschliessend Picknick
Haus der Begegnung, Römerstrasse,
Weilheim
- Italienischer Abend "Umbria"
VHS-Haus, Obere Stadt 66, Weilheim
23.04.04, 19.30 Uhr
Info: Orazio Mangano,
Tel./Fax 0881/61809,
[email protected]
Associazione Italia-Germania
Dia-Vortrag "Pontinische Inseln –
Perlen des Tyrrenischen Meeres"
VHS Landshut
13.03.04, 18.30 Uhr
Incontro con candidati di tutte le
liste per le elezioni del Comites
Sabato 6 marzo, dalle ore 15 alle 18
Ristorante Bella Italia
Dachauer Str. 21, 80335 Monaco
A P P U N TA MEN T I 33
Festival della canzone italiana
inedita
28.02.04, 18.00 Uhr
Salesianum, St.-Wolfgangs-Platz 11,
München
vedi anche pag. 27
"La Piazza” auf der WIR 2004:
06.03.04 bis 14.03.04 in Dillingen
siehe auch Seite 21
Aggiornamenti del calendario al nostro sito: www.interventi.net
I vincitori del quiz di INTERVenti 3/2003 sono:
Vito Primucci di Augsburg
Gisella Lain di Kaufbeuren
Pasquale D'Amelio di Monaco
Ai vincitori verranno inviati i libri di cucina offerti dalla itallibri
Quiz del cuoco germanese
I germanesi italiani sanno quasi tutto sulla cucina tedesca
I germanesi tedeschi sanno quasi tutto sulla cucina italiana
È proprio vero? facciamo un test?
Anzi, no, facciamo un quiz - naturalmente a premi!
Rispondete alle domande sul retro ed inviate le risposte esatte a
INTERVenti c/o Minelli
Römerstr. 4 b, 82205 Gilching
Tra tutte le risposte esatte che arriveranno alla redazione
entro il 15 aprile 2004
saranno estratti tre libri gialli offerti da ITALLIBRI di Monaco
INTERVe n t i
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IMPRESSUM
Ausgabe 1/2004 Winter
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- per posta: INTERVenti * c/o Dr.Minelli * Roemerstr. 4 b *
82205 Gilching
- con bonifico bancario - durch Banküberweisung
Kto.: 6410708955; BLZ: 70020270; HypoVereinsbank
München
Impressum:
INTERVenti DEUTSCH-ITALIENISCHE SZENE IN BAYERN
Erscheint 4 mal im Jahr; ISSN 1611-7506
Herausgeber, verantwortlicher Redakteur und
Anzeigeverantwortlicher:
Dr. Gianni Minelli – Arzt, Römerstr. 4b, 82205 Gilching
Redaktion:
Egle M.-Wenzel (Chefredakteurin), Franco Caporali,
Gianni Minelli, Alessandra Sorrentino, Daniel Vetró
Mitarbeiter:
Miranda Alberti, Carmela Betancourt, Francesco
Frattolillo, Stefan Guggenbichler, Jurczyk Jerzy, Antonio
Macrì, Pino Mencaroni, Ulrike Minelli, Andrea M.
Palamidessi, Anna Zanco Prestel
Layout: Mattias Schelbert
Druck: Nuove Arti Grafiche "Artigianelli”;
Loc. Ghiaie 166; I-38014 Gardolo (TN)
Kontakt:
e-mail: [email protected]; www.interventi.net
Tel.: 089/44900335; Fax.: 089/44900336
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Ausland: € 10,00
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€ 8,00; Estero - Ausland: € 10,00
Quiz del cuoco germanese
Pasta:
A. Nell’acqua di cottura ci
mettete?
sale
olio
pepe
B. Nella “pasta alla carbonara” ci mettete?
uova
prezzemolo
zucchini
Schweinshaxe:
Nome:....................................
C. Che parte del maiale prendete?
stinco
coscio
ascella
D. Con che cosa lo innaffiate?
acqua
birra
grappa
Cognome:..............................
Indirizzo:................................
..............................................
INTERVe n t i
ASSOCIAZIONE MEDICO-SCIENTIFICA ITALO-TEDESCA e.V.
DEUTSCH-ITALIENISCHE VEREINIGUNG ZUR FÖRDERUNG
DER MEDIZINISCH-WISSENSCHAFTLICHEN ZUSAMMENARBEIT e.V.
Associazione a favore dell’ informazione medica, psicologica e sociale
per gli italiani a Monaco di Baviera
L’associazione medici e psicologi bilingui di Monaco è stata fondata nel 1992 con lo scopo di promuovere e
facilitare l’assistenza sanitaria degli italiani. Da allora i suoi membri hanno collaborato con le autorità mettendo
a disposizione un elenco di medici generici e specialisti che offrono a Monaco un servizio di assistenza medica e
psicologica basata su capacità linguistiche, affinità culturali e preparazione professionale al fine di tutelare la
salute degli italiani. Questa competenza viene garantita da incontri periodici di aggiornamento sia in Italia che in
Germania.
Wolfram Alberti
Christoph Becker-Lienau
Tomas Bethke
Leonhard Chen
Marco Conci
Guido Di Mascio
Reinhard Dingler
Johachim Drews
Mario Elicio
Susanne Freislederer-Caccia
Bernhard Gallenberger
Stephan Guggenbichler
Kurt Henze
Augustin Kronester
Hans Mehringer
Marcella Malmusi
Gianni Minelli
Andrea-Carlo Pesarini
Georg Pfaff
Wolfgang Pürschel
Serena Scarel
Susanne Schwemmlein
Thomas Winkler
Anita Wuttge
c/o Dr. S.Guggenbichler - Frauenstr. 17 - D-80469 München
Tel.: +49/89/299952 - Fax: +49/89/29163732
www.amsit.net
Istituto Nazionale Assistenza Sociale
ITAL. BUCHHANDLUNG
narrativa - saggistica - libri per bambini - dizionari
grammatiche - cucina - turismo - videocassette
Nordendstr. 19 * 80799 München
Tel. 089 / 272 99 441
Fax 089 / 272 99 442
e-mail: [email protected]
www.itallibri.de
Öffnungszeiten: Montag-Freitag: 11.00 - 18.30
Samstag 11.00 - 14.00
L’INAS è un patronato sindacale. Da oltre 40
anni assiste gratuitamente lavoratori, pensionati
e cittadini tutti nei confronti di enti previdenziali
assicurativi italiani ed esteri per pensioni,
indennità malattia, disoccupazione, assegni
familiari, posizioni assicurative ed altre pratiche
Orario d’ufficio:
da lunedì a giovedì: dalle ore 9 alle 12 e dalle
13 alle 17
venerdì: dalle ore 8 alle 14
Schwanthalerstr. 64 * 80336 München
Tel. (089) 53 23 32 * Fax (089) 54 39 245
[email protected]
Öffnungszeiten:
mittags 12.00 - 15.30 und abends 18.30 - 01.00
Küche 12.00 - 14.30 und abends 18.30 - 23.00
geschlossen: Samstag und Sonntag Mittag
Kaulbachstr. 48, 80539 München
Tel. 089 / 33 33 60 und 34 81 29
Fax. 089 / 33 11 04
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Genova zu Gast in Dilligen S.21 Elezioni del Comites