FACOLTA’ DI ECONOMIA CdLM in Marketing Bari a.a. 2011/2012 Corso di COMPETITIVE ANALYSIS LEZIONE 9: Competere nei mercati internazionali Ing. Renato Giacobbo Scavo [email protected] COMPETERE NEI MERCATI INTERNAZIONALI (1/2) La globalizzazione dell’economia mondiale procede a ritmi sempre più rapidi e le imprese che operano in settori globalizzati subiscono pressioni per l’elaborazione di strategie che le rendano competitive anche nei mercati internazionali In particolare l’impresa che vuole diventare globale deve ragionare su 4 aspetti strategici: Offerta standardizzata vs Offerta differenziata Strategia competitiva standardizzata vs Strategia competitiva differenziata Localizzazione vantaggiosa della produzione Allocazione di risorse e competenze tra i vari mercati COMPETERE NEI MERCATI INTERNAZIONALI (2/2) In particolare l’impresa che vuole divenire globale non può non considerare alcune questioni rilevanti dal punto di vista strategico: Variabili culturali e demografiche: le diverse preferenze degli acquirenti nei differenti mercati costituiscono una spinta alla customizzazione locale dell’offerta, che comporta però un aumento dei costi di produzione e distribuzione rispetto all’offerta di una soluzione unica e standardizzata in tutti i mercati (trade-off) Localizzazione della produzione: la scelta di localizzare la produzione in determinati paesi può generare vantaggi legati al basso costo della manodopera, a norme meno restrittive, alla presenza di risorse naturali, ecc.. Oscillazioni del tasso di cambio: la convenienza della localizzazione della produzione in determinati paesi è influenzata dalla variabilità dei rispettivi tassi di cambio. Infatti un’impresa esportatrice gode di maggior competitività quando la valuta del paese in cui ha localizzato la produzione è debole Politica dei governi locali: in alcuni paesi le istituzioni locali possono incentivare l’ingresso di imprese straniere per attirare capitali nel paese o disincentivarlo per proteggere i produttori locali DRIVER DELLA GLOBALIZZAZIONE Vi sono quattro ragioni principali per cui un’impresa locale potrebbe decidere di competere nei mercati internazionali: Accedere a nuovi mercati di sbocco: genera un aumento dei profitti ed è un’opportunità importante soprattutto se il mercato domestico è maturo Ridurre i costi: comporta un aumento dei volumi di vendita e consente di conseguire vantaggi di costo legati a vari fattori (economie di scala, effetti della curva di esperienza, manodopera a basso costo, sovvenzioni statali…) Trarre ulteriori vantaggi dalle competenze chiave: ad esempio Wal-Mart sta sfruttando la sua eccellente abilità nel discount per espandersi in Cina e America latina Ripartire i rischi: la salute dell’impresa globale non dipende esclusivamente dall’andamento del mercato interno TRE POSSIBILI APPROCCI STRATEGICI Esistono tre opzioni strategiche per affrontare le differenze nelle condizioni di mercato e nelle preferenze tra i vari paesi PENSA LOCALE, AGISCI LOCALE Per ogni paese viene strutturata una strategia ed un’offerta dedicata, in virtù delle significative differenze in termini di gusti, tradizioni e condizioni di mercato PENSA GLOBALE, AGISCI GLOBALE Approccio invariato per tutti i paesi, salvo adeguamenti del tutto marginali, dovuto alla sostanziale uniformità di condizioni e preferenze del mercato PENSA GLOBALE, AGISCI LOCALE Stesso tema competitivo di base (es: leadership di costo) con la possibilità per i manager locali di modificare alcune caratteristiche dell’offerta POSSIBILI MODALITÀ DI INGRESSO NEI MERCATI ESTERI (OLTRE L’INSEDIAMENTO) ESPORTAZIONE Produrre nel mercato locale ed esportare negli altri paesi Metodo poco rischioso e oneroso adatto per sondare il terreno (es: imprese italiane, cinesi e coreane) CONCESSIONE DI LICENZE Royalties da imprese estere per l’utilizzo di tecnologie proprietarie o diritti di produzione Utile quando l’impresa ha un prezioso know-how tecnico ma non ha le capacità/risorse interne per l’ingresso nei mercati esteri Pagamento di fee dal franchisee al franchisor Utile per imprese di servizi o di vendita al dettaglio per espandersi senza sostenere ingenti investimenti FRANCHISING Rischio: perdere il controllo del know-how Problema: controllo qualità dei franchisee esteri e autorizzazione ai franchisee di modificare l’offerta ALLEANZE CON PARTNER STRANIERI Partnership o Joint Venture con imprese già operanti nel mercato estero di interesse Accordi spesso necessari per ottenere l’approvazione del Governo locale ed aggirare barriere all’entrata del mercato, oltre che sfruttare sinergie che generano vantaggio competitivo RISCHI DELLA GLOBALIZZAZIONE La globalizzazione porta con sé alcune complicazioni: Aumento dei costi e della complessità di gestione e coordinamento Possibile penalizzazione del mercato locale (riduzione dell’efficienza e adozione di strategie subottimali) parzialmente sacrificato a beneficio di altri mercati Scarso tempismo: esiste un momento giusto in cui aggredire un nuovo mercato. Se l’impresa fa il suo ingresso troppo presto può bruciarsi Eccessiva standardizzazione nei prodotti e nelle strategie con conseguente perdita di flessibilità 7 FALSI MITI DELLA GLOBALIZZAZIONE Subramanian Rangan (2000) individua sette convinzioni da abbandonare prima di decidere di competere a livello globale 1. «Qualsiasi impresa con denaro da investire può competere a livello globale» 2. «Divenire globali è più complesso se si offre un servizio anziché un prodotto» 3. «La distanza ed i confini nazionali non contano più» 4. «La globalizzazione interessa principalmente i PVS» 5. «Bisogna produrre dove il costo della manodopera è più basso» 6. «La globalizzazione è un fenomeno destinato a consolidarsi» 7. «I governi non contano più» 1. QUALSIASI IMPRESA CON DENARO DA INVESTIRE PUÒ COMPETERE A LIVELLO GLOBALE Non necessariamente si riesce a riprodurre il successo conseguito nel mercato domestico in altri mercati. Questa capacità non dipende soltanto dalla possibilità di investire, ma anche da: Capacità di dominare innanzitutto il mercato domestico Abilità nel gestire le differenze culturali e nel comprendere le diverse esigenze dei consumatori Capacità di contenere lo svantaggio iniziale (fisiologico) rispetto agli operatori locali Disponibilità di asset intangibili che consentano di essere competitivi all’estero: tecnologia avanzata (Canon), value proposition molto appealing (Ikea), forte brand image (Coca Cola)… 2. DIVENIRE GLOBALI È PIÙ COMPLESSO SE SI OFFRE UN SERVIZIO ANZICHÉ UN PRODOTTO Le imprese di servizi sono soggette agli stessi rischi che interessano le imprese manifatturiere e devono porsi gli stesi interrogativi prima di lanciarsi nella competizione globale: La domanda estera è sufficientemente ampia e stabile? La customer experience è replicabile, dal punto di vista tecnico e commerciale, in mercati diversi da quello domestico? Si possiedono gli intangible assets necessari per l’espansione? 3. LA DISTANZA ED I CONFINI NAZIONALI NON CONTANO PIÙ I mercati nazionali sono molto diversi tra loro per: Storia e cultura (es: Europa vs USA vs Giappone) Politiche regolamentari (liberalismo vs nazionalismo) Pressione competitiva interna (aggressività dei competitor locali) È opportuno espandersi inizialmente su base regionale in paesi vicini geograficamente o simili per cultura e gusti del consumatore, per ridurre i rischi legati alla globalizzazione 4. LA GLOBALIZZAZIONE INTERESSA PRINCIPALMENTE I PVS Non bisogna confondere globalizzazione e delocalizzazione. La globalizzazione è ancora un fenomeno concentrato nei paesi ricchi 5. BISOGNA PRODURRE DOVE IL COSTO DELLA MANODOPERA È PIÙ BASSO Il costo della manodopera non è l’unica variabile da considerare. Vi sono altri fattori che incidono sul costo unitario di produzione: Costo dei materiali Costi logistici Oscillazioni del tasso di cambio Inoltre spesso a bassi salari corrisponde una bassa produttività e/o qualità In quest’ottica conviene localizzare la produzione nei paesi della Triade (EuropaUSA-Giappone) per proteggersi dalle variazioni del tasso di cambio, o comunque in paesi geograficamente vicini, per minimizzare i costi logistici e di trasporto 6. LA GLOBALIZZAZIONE È UN FENOMENO DESTINATO A CONSOLIDARSI Non è consigliabile attendersi che la globalizzazione aumenti ai tassi registrati finora. Il principale driver che ha consentito il recente sviluppo di questo fenomeno è stato il liberalismo diffuso Fattori quali guerre e disoccupazione costituiscono fattori che potrebbero provocare un’inversione di tendenza nella politica economica dei mercati nazionali 7. I GOVERNI NON CONTANO PIÙ La popolazione tende ad identificarsi nella comunità locale e nazionale di cui fa parte. I governi locali assumono grande rilevanza, in qualità di istituzioni preposte a far valere gli interessi e i bisogni di tale comunità. Sono perciò gli interessi dell’impresa a doversi allineare a quelli della comunità del paese in cui decide di espandersi ed il rapporto con le istituzioni locali diviene prioritario DETERMINAZIONE DELL’ ATTRATTIVITÀ DEI DIVERSI PAESI Assieme alla scelta della modalità di ingresso assume rilevanza la selezione dei Paesi in cui espandersi. Le risorse a disposizione in genere sono limitate e non si possono perseguire più strade simultaneamente Pertanto prima di affacciarsi in un nuovo mercato è necessario stimare la competitive position attesa dell’impresa nei vari scenari Fasi per la selezione dei Paesi target: 1. Pre-screening: effettuare una scrematura molto selettiva sulla base del buon senso, dell’esperienza e dell’intuizione del management 2. Raccolta dati: macroeconomici e sociodemografici. Sono informazioni non connesse al business specifico, ma consentono di restringere ulteriormente il campo 3. Analisi di una ristretta lista di candidati: scegliere le variabili di interesse per il business ed attribuirgli un peso e standardizzare le unità di misura in modo da rendere le valutazioni comparabili DETERMINAZIONE DELL’ ATTRATTIVITÀ DEI DIVERSI PAESI | CASO Ipotizzate di essere un imprenditore italiano che produce e vende pellicce sintetiche ad un target di giovani donne alla moda con reddito medio-alto. Volete espandervi in un nuovo mercato (uno solo per cominciare) e dovete scegliere il Paese più adatto Ipotizzate che dal pre-screening abbiate ristretto il campo a 5 paesi 1. Quali variabili sono rilevanti per il nostro business? Quale importanza attribuireste in percentuale a ciascuna variabile? 2. Come standardizzereste i dati? 3. Come determinereste un Indice di attrattività media che tenga conto delle variabili d’interesse e del loro peso? 4. Quale Paese scegliereste e perchè? 1. QUALI VARIABILI E QUALE IMPORTANZA? variabili unità di misura peso delle variabili Brasile Slovacchia Giappone Germania Turchia 1. QUALI VARIABILI E QUALE IMPORTANZA? | SOLUZIONE Reddito pro capite Giovani donne Popolazione Temperatura media unità di misura K€ % Mln C° peso delle variabili 40% 25% 15% 20% Brasile 5 25% 170 25 Slovacchia 4 22% 5 5 Giappone 30 13% 120 10 Germania 22 18% 80 8 Turchia 3 15% 70 15 variabili 2. COME STANDARDIZZERESTE I DATI? Reddito pro capite Giovani donne Popolazione Temperatura media unità di misura K€ % Mln C° peso delle variabili 40% 25% 15% 20% Brasile 5 25% 170 25 Slovacchia 4 22% 5 5 Giappone 30 13% 120 10 Germania 22 18% 80 8 Turchia 3 15% 70 15 variabili 2. COME STANDARDIZZERESTE I DATI? | SOLUZIONE (1/2) Reddito pro capite Giovani donne unità di misura K€ % peso delle variabili 40% variabili Popolazione Temperatura media* Mln C° 25% 15% 20% Standardizzazione sul range: Brasile 5 Valore del Paese (30) – Valore minimo variabile (3) Range 25% 170 variabile (27) 25 Slovacchia 4 22% 5 5 Giappone 30 13% 120 10 Germania 22 18% 80 8 Turchia 3 15% 70 15 Max 30 25% 170 25 Min 3 13% 5 5 Range 27 12% 165 20 * La temperatura è una variabile inversamente correlata con l’attrattività perciò si calcola il complemento a 1 della formula illustrata % 2. COME STANDARDIZZERESTE I DATI? | SOLUZIONE (2/2) Reddito pro capite Giovani donne Popolazione Temperatura media unità di misura K€ % Mln C° peso delle variabili 40% 25% 15% 20% Brasile 7 100 100 0 Slovacchia 4 75 0 100 Giappone 100 0 70 75 Germania 70 42 45 85 Turchia 0 17 39 50 Max 30 25% 170 25 Min 3 13% 5 5 Range 27 12% 165 20 variabili 2. COME DETERMINERESTE UN INDICE DI ATTRATTIVITÀ MEDIA? Reddito pro capite Giovani donne Popolazione Temperatura media 40% 25% 15% 20% Brasile 7 100 100 0 Slovacchia 4 75 0 100 Giappone 100 0 70 75 Germania 70 42 45 85 Turchia 0 17 39 50 variabili peso delle variabili Indice di attrattività media 2. COME DETERMINERESTE UN INDICE DI ATTRATTIVITÀ MEDIA? | SOLUZIONE variabili peso delle variabili Reddito pro capite Giovani donne Popolazione Temperatura media 40% 25% 15% 20% Indice di attrattività media 3° Brasile 7 100 100 0 43 4° Slovacchia 4 75 0 100 40 1° Giappone 100 0 70 75 65 2° Germania 70 42 45 85 62 5° Turchia 0 17 39 50 20 Media Ponderata: (7 x 40%) + (100 x 25%) + (100 x 15%) + (0 x 20%) = 43 2. QUALE PAESE SCEGLIERESTE E PERCHÉ? variabili peso delle variabili Reddito pro capite Giovani donne Popolazione Temperatura media 40% 25% 15% 20% Indice di attrattività media 3° Brasile 7 100 100 0 43 4° Slovacchia 4 75 0 100 40 1° Giappone 100 0 70 75 65 2° Germania 70 42 45 85 62 5° Turchia 0 17 39 50 20 L’analisi quantitativa restituisce una graduatoria dei Paesi che sembrerebbe suggerire di espandersi in Giappone A questo punto interviene una valutazione di tipo qualitativo che porta il management ad optare per il Paese al 2° posto, la Germania, perché indubbiamente più vicino per cultura e distanza al Paese d’origine (Italia) e quindi meno rischioso FACOLTA’ DI ECONOMIA CdLM in Marketing Bari a.a. 2011/2012 Corso di COMPETITIVE ANALYSIS LEZIONE 10: Introduzione al projectwork Ing. Renato Giacobbo Scavo [email protected] PROJECTWORK | IN COSA CONSISTE Il projectwork consiste nello sviluppo di un Business Plan per una delle aziende suggerite dal docente L’output finale del consiste obbligatoriamente in una presentazione in powerpoint di 10 – 15 slide Ciascun team avrà a disposizione 15 minuti (max) per la presentazione del proprio progetto in aula Tutti i membri del team dovranno prendere parte attivamente allo sviluppo e all’esposizione del progetto Il projectwork andranno inviati via e-mail tassativamente entro la mattinata del 03 giugno 2011 a [email protected] e, in copia conoscenza, a [email protected] L’esposizione avrà luogo in aula il 06 giugno 2011 PROJECTWORK | COME PROCEDERE Il projectwork può seguire una logica libera ma i contenuti devono rispondere alle domande indicate dal docente Ogni scelta e affermazione va adeguatamente motivata e devono essere indicate le fonti utilizzate (bibliografia/sitografia a valle del ppt) Devono essere effettuate considerazioni di tipo qualitativo e quantitativo e utilizzati gli strumenti più coerenti col caso, tra quelli presentati durante il corso È possibile inserire approfondimenti in allegato, ma la presentazione deve ritenersi completa ed esaustiva nelle 15 slide massime consentite PROJECTWORK |CASO DA AFFRONTARE Immaginate di essere assunti oggi come Amministratore delegato di una delle società nella lista proposta (cfr slide 5) e di avere a disposizione i dati resi pubblici dall’azienda stessa nel corso degli anni Il vostro primo compito consiste nell’analizzare la situazione attuale dell’azienda ed identificare l’opportunità strategica più importante per la vostra impresa L’output da presentare al Consiglio di Amministrazione consiste in un business plan che illustri l’analisi AS-IS e lo sviluppo strategico considerando un orizzonte temporale di 5 anni