27 OTTOBRE 2012 RELAZIONI IN PLENARIA TITOLO Intervento AUTORI ENTE DI APPARTENENZA CONVENZIONE ONU E PERSONE CON DISABILITÀ INTELLETTIVA: ANALISI DELLE CONDIZIONI DI VITA E TRATTAMENTI APPROPRIATI Giampiero Griffo Disabled Peoples' International (DPI) - membro del consiglio mondiale [email protected] Indirizzo E-mail La CRPD delle Nazioni Unite – standard internazionale diventato legge in 120 paesi - ha introdotto un nuovo approccio culturale per le persone con disabilità, basato sul rispetto dei diritti umani, di cui sono titolari anche le persone con disabilità intellettiva. Queste persone hanno bisogno di sostegni appropriati per poter vivere in società, costruendo percorsi personalizzati di vita. Al contrario di quello che è prevalente in Italia, i servizi dovrebbero essere ritagliati sulla persona, offrendo loro i supporti tecnici e sociali al conseguimento dei loro diritti. Questo comporta un modo Introduzione di accertare la condizione di disabilità, e non solo la diagnosi e la cura medica; Metodologia progetti individuali basati sull'empowerment individuale e sociale; servizi territoriali Risultati capaci di rispondere ai bisogni del singolo e della famiglia, riabilitando ed abilitando; Conclusioni strumenti e metodologie di lavoro centrati sulla persona (quali storie di vita, percorsi di progressiva acquisizione di competenze e capacità, cotruzione di relazioni sociali con il territorio di vita, valorizzazione del ruolo delle famiglie, approccio basato sulla CBR, etc.). E' necessario ricostruire un approccio praticabile al miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità intellettive, promuovendo pratiche appropiate ed innovative, una formazione precoce delle famiglie, un aggiornamento continuo degli operatori, l'inclusione in tutte le attività della comunità. R. Barbuto, M. Biggeri, G. Griffo. Life project, peer counselling and self-help group Almeno 3 riferimenti as tools to expand capability, agency and human rights in Alter. European journal Bibliografici of disability research, vol. 5, n°3, July/September 2011, pp.192-205. Testo della relazione Alves, L. Bosisio Fazzi, G. Griffo. Human Rights, Persons with Disabilities, ICF and the UN Convention on the rights of persons with disabilities, Lamezia Terme (CZ), Edizioni Comunità, 2010 La promozione della salute mentale nella disabilità intellettiva. Consenso multidisciplinare e intersocietario. A cura di Giampaolo La Malfa, Ciro Ruggerini, Alessandro Castellani, Sumire Manzotti, Sergio Moncheri, Franco Nardocci. Trento, 2010. Empowerment delle famiglie e delle persone con disabilità intellettiva La Convenzione ONU e il manuale Easy to Read Umberta Cammeo Convenzione ONU ∗ Ha lo scopo di promuovere, proteggere e garantire il pieno e uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità e promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità…..(art. 1) Convenzione ONU ∗ Si basa su principi di rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale ….la libertà di compiere le proprie scelte, l’indipendenza delle persone…, ∗ La non discriminazione ∗ La piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società ∗ Il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità, come parte della diversità umana e dell’umanità stessa ∗ L’accessibilità….(art.3) Convenzione ONU ∗ sensibilizzare la società nel suo insieme, anche a livello familiare, sulla situazione delle persone con disabilità e accrescere il rispetto per i diritti ∗ combattere gli stereotipi, i pregiudizi e le pratiche dannose concernenti le persone con disabilità, compresi quelli fondati sul sesso e l’età, in tutti gli ambiti; e la dignità delle persone con disabilità (art.8) Convenzione ONU ∗ promuovere la consapevolezza delle capacità e i contributi delle persone con disabilità ∗ incoraggiano tutti i mezzi di comunicazione a rappresentare le persone con disabilità in modo conforme agli obiettivi della presente Convenzione (art.8) ∗ …accessibilità, di libertà e sicurezza della persona, vita indipendente e inclusione nella società, mobilità personale, rispetto della vita privata di domicilio e famiglia (art. 9, 14, 19, 20, 22, 23…) Empowerment ∗ L’empowerment è un processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita (Wallerstein, 2006) Empowerment ∗ Distinguiamo un empowerment psicologico, organizzativo, sociale e di comunità ∗ Empowerment inteso come processo e come risultato ∗ Concetto orientato all’azione ∗ Specifico ∗ Interazione dinamica Progetto «Easy to Read» ∗ Costruzione di un manuale ‘Facile da leggere’ partendo dalla Convenzione ONU ∗ Coinvolgimento di tutte le strutture ANFFAS sul territorio italiano ∗ A Genova: coinvolti quattro presidi della Cooperativa Sociale Genova Integrazione a marchio ANFFAS- due centri diurni, una comunità e l’ambulatorio Progetto «Easy to Read» ∗ Operatori coinvolti: 3 educatrici, una pedagogista, un arteterapeuta e una coordinatrice provenienti dai presidi identificati ∗ Tutti operatori con esperienza di lavoro di molti anni, con buone capacità di relazione e che condividono il pensiero e la mission dell’Anffas e i principi cui si ispira la convenzione ONU. Progetto «Easy to Read» ∗ Persone con disabilità coinvolte: 8 persone. ∗ Età compresa fra i 17 e i 58 anni ∗ Due ragazzi dell’ambulatorio, 4 adulti inseriti in un presidio diurno e due adulti che vivono in comunità. ∗ Disabilità intellettive di grado medio-lieve, in alcuni casi con doppia diagnosi Progetto «Easy to Read» ∗ Presentazione della convenzione, facilitata: lettura ripetuta con supporti verbali e visivi ∗ Incontri della durata di 45 minuti ∗ Presentazione delle schede, con due incontri individuali e uno in coppia, in uno spazio opportunamente individuato per il lavoro ∗ Utilizzo della LIM- lavagna interattiva multimediale SCHEDE DI APPROFONDIMENTO Dopo la lettura della convenzione quali sono i diritti che ti sono rimasti impressi Il diritto di stare con la persona che ti piace e il diritto di andare al cinema (Giacomo 17 a) Il diritto alla dignità, all’uguaglianza,alla famiglia (Roberto 58 a) Il diritto di stare bene con gli altri, di avere uno spazio tutto per sè,di parlare ai politici ( Marzia 35 a) Viaggiare, Imparare internet,parlare al sindaco (Alessio 33 a) Il diritto di studiare,di non litigare con i compagni e di andare in chiesa e pregare (Michele 45 a) Il diritto di vivere con chi vuoi, di chiedere avere aiuto (Domenico 40 a) Il diritto di essere risarcita,di avere un amministratore di sostegno e di viaggiare in tutti i posti (Anna 47 a) Che cosa ti piacerebbe cambiare della tua situazione attuale? Quale diritto ti piacerebbe aggiungere che ti sembra non avere? Il diritto di avere la patente (Giacomo) Avere la pensione per essere autonomo Essere più sano (Roberto) Sto bene così ( Marzia) Imparare internet (Alessio) Avere più giustizia (Michele) Essere più libero.Scegliere cosa mangiare e fare di più le cose che mi piacciono (Domenico) Essere risarcita Ballare Guidare (Anna) Segna le persone che, secondo te, ti aiutano e ti rassicurano nel sostenere i tuoi diritti Mamma, papà, nonno,fratello,educatore, amico,maestro insomma “Tutti” (Giacomo) Mio fratello (Roberto Mamma ,papà, gli educatori ( Marzia) Mamma, papà, educatore e la zia (Alessio) Fratello, sorella,Educatore, Amico e Don Valentino (Michele) Mamma,sorella Educatore (Domenico) Papà (Anna) Progetto «Easy to Read» ∗ Verifica del lavoro svolto con un incontro di gruppo ∗ Raccolta del lavoro svolto in un video ∗ Il lavoro di ciascuna realtà è stato presentato nel corso di un convegno presso la sede nazionale di ANFFAS a Roma : per Genova ha partecipato il giovane Marco insieme alla pedagogista Progetto «Easy to Read» ∗ Marco ha preparato il lavoro della presentazione insieme alla pedagogista, con la quale lo ha poi presentato di fronte al pubblico Risultati ∗ Crescita emotiva e cognitiva per le persone con disabilità; maggiore capacità di autodeterminazione e migliore consapevolezza della propria disabilità e dei propri diritti, bisogni e desideri. Ma soprattutto delle proprie aspirazioni e dell’unicità di ciascuna persona con una maggiore spinta vitale nel sostenere i propri diritti con forza ∗ Inserimento di Marco in un progetto di inserimento al lavoro ∗ Crescita della famiglia di Marco rispetto al progetto di vita del figlio Risultati ∗ Per gli operatori: ∗ Maggiore consapevolezza delle risorse delle persone con disabilità, maggiore fiducia nelle possibilità di ciascuna di esse ∗ Maggiore fiducia nel confronto e nella riflessione INSIEME alle persone con disabilità, rispetto alla tendenza ad ‘un fare per loro’ o decidere per loro Risultati ∗ E sopratutto necessità di riflettere sul proprio ruolo: credenze, valori, motivazioni. ∗ Affrontare alcune tematiche che toccano le persone nel profondo, come la sessualità, il lavoro, la famiglia….mette a confronto, a nudo, la nostra vita emotiva e svela timori, pregiudizi, desideri che dobbiamo riuscire ad analizzare Risultati ∗ Confronto con le paure e le credenze della famiglia ∗ Confronto con la tensione fra il concetto di cura, inteso come protezione e tutela, e il concetto di cura inteso come percorso verso la maggiore autonomia possibile e l’accompagnamento nell’affrontare le difficoltà e le delusioni ∗ Accettare che il nostro lavoro ci riconduca inevitabilmente al rapporto con l’altro, aspetto che richiede capacità di introspezione e accoglienza Risultati ∗ È solo tramite la crescita del rapporto con la persona con disabilità e con i suoi familiari che possiamo pensare di far crescere una cultura fondata sul rispetto dell’altro, favorendo la crescita di un pensiero più maturo che possa portare gli operatori ad affrontare diversamente il ‘lavoro’ della riabilitazione. VIII Congresso SIRM Genova, 25-27 ottobre 2012 CAPABILITY, AGENCY , NARRAZIONE *Ciro Ruggerini, **Sumire Manzotti Neuropsichiatra Infantile, Psichiatra, Psicoterapeuta (SITCC) Presidente Società Italiana per lo studio del Ritardo Mentale (SIRM) Direttore Sanitario L’arcobaleno Servizi (Cooperativa Sociale, Reggio Emilia) *Neuropsichiatra Infantile;Socio Fondatore del Minamiyachimata Mental Hospital, Chiba, Giappone Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici • Chi è l’esperto (in “umanità”)? – Il ruolo della psichiatria • Il ruolo del sistema ICF oggi - Capability e ICF • L’uomo - costruttore di significati • Il costrutto di Agency nello sviluppo Tipico e Atipico • La scoperta (storica) del soggetto narrante • Tre esempi Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici • Chi è l’esperto (in “umanità”)? – Il ruolo della psichiatria • Il ruolo del sistema ICF oggi - Capability e ICF • L’uomo - costruttore di significati • Il costrutto di Agency nello sviluppo Tipico e Atipico • La scoperta (storica) del soggetto narrante • Tre esempi Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici – Il concetto di Capability – Capability e persone con DI: specificazione del concetto di sceltà e di libertà Da una parte bisogni assistenziali/ di terapia/ esistenziali Dall’altra risorse limitate (es.: “pareggo di bilancio” nelle ASP) Esigenze inconciliabili? Economia: definizione di Robbins « L'economia è la scienza che studia la condotta umana nel momento in cui, data un graduatoria di obiettivi, si devono operare delle scelte su mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi. » Bisogni illimitati Risorse scarse studia cosa si produce, come si distribuisce e perché si consuma Lionel Robbins, Essay on the Nature and Significance of Economic Science, Macmillan, London, 1945 Economia vs. Ragioneria Economia = scienza Ragioneria = tecnica aziendale Economia e Medicina si muovono sulla base di un assunto sulla natura dell’uomo … Sulla base del riconoscimento di questo assunto le due scienze possono incontrarsi … Economia e Medicina: lo sforzo congiunto (esperienze della RAND Corporation) Medici Economisti attenzione ai casi clinici e alle necessita’ non soddisfatte metodi strutturati di analisi con attenzione agli aspetti sociali il rispetto e la scoperta reciproci identificare i bisogni in termini sia medici che economici, sviluppare modelli e programmi per migliorare l’assistenza clinica mantenendo nello stesso tempo l’ottica valutativa sociale La sinergia è un importante risorsa di creatività scientifica Wells K.B. (2002). “Science discovery in clinician-economist collaboration: legacy and future challenges”. Journal of Mental Health Policy and Economics, No. 5, 89-94. L’APPROCCIO EXTRA-WELFARISTA: IL CONCETTO DI CAPABILITY DI AMARTYA SEN* 1. È un approccio normativo generale per la valutazione del benessere individuale e dell’assetto sociale e per l’individuazione di politiche sociali adeguate (n.b.: ma non è una teoria della giustizia) 2. È una critica di altri approcci di valutazione del benessere, come l’utilitarismo 3. È una formula per comparazioni interpersonali del benessere *Amartya Kumar Sen è un economista indiano Premio Nobel per l'economia nel 1998, Lamont University Professor presso la Harvard University Amartya Sen nato nel 1933 a Santiniketan (in Bengala). Docente presso: l’università di Calcutta, il Trinity College di Cambridge, la London School of Economics, a Oxford e, successivamente, all’università di Harvard. Premio Nobel per l’economia nel 1998. Alcune opere: Collective Choice and Social Welfare (1971), On Economic Inequality (1973), Commodities and Capabilities (1985), Etica ed Economia (1987), Inequality Reexamined (1992), Lo sviluppo è libertà (1999), Globalizzazione e libertà (2002). Amartya Sen Una concezione della natura umana: “Development as freedom” (Lo sviluppo è libertà) A Sen: alcuni temi Interrogarsi sulla uguaglianza significa innanzitutto interrogarsi su quali siano gli aspetti della vita umana che debbono essere resi uguali. Sen collega il valore uguaglianza al valore liberta’: quest’ultima è connessa ai concetti di “funzionamenti e capacità”. A Sen: alcuni temi Having: risorse: beni, servizi, quello che si ha Functioning: non solo quello che si ha, ma quello che si ha la possibilità di fare; “stati di essere e di fare” Capabilities: possibilità, risorse, abilità di poter scegliere tra alternative o insiemi di functioning; “le capacità rappresentano la libertà individuale di acquisire lo star bene” A Sen: alcuni temi Sen si riallaccia alla tradizione greca, inaugurata da Aristotele, dell’eudaimonìa. Eudaimonìa - non solo happiness (felicità) - ma fulfillment, che vuol dire realizzazione completa di sé, “vita fiorente” (flourishing life), ossia di una vita che fiorisce in tutte le sue potenzialità. L’eudaimonìa quale la intende Sen si contrappone direttamente al vecchio ideale della Welfare economics, che si focalizza sul benessere materiale. L’ Eudaimonia deve portare ad uno sviluppo pluralistico, per cui “esiste una pluralità di fini e di obiettivi che gli uomini possono perseguire”. A Sen: alcuni temi: sintesi a. Why equality? (perché eguaglianza?) b. Equality of what ( eguaglianza di che cosa?; redditi, ricchezze, opportunità,libertà,diritti? ) a. Perché dovremmo avere un ambizioso progetto egualitario “in presenza di una robusta dose di preesistente disuguaglianza da contrastare” b. Il grado di uguaglianza di una società dipende dal suo grado di idoneità a garantire a tutte le persone funzionamenti (functioning) dotati di buone ragioni per essere scelti (capability) Da Welfarismo a Extra-Welfarismo: Critica del welfarismo secondo Sen 1. Il benessere non è l’unica cosa che può avere valore: 2. L’utilità non rappresenta adeguatamente il benessere 3. importanza dell’agency (facoltà di agire) differenza tra agency e benessere Insufficienza del criterio di utilità Impossibilità dei confronti interpersonali di utilità Influenza delle circostanze contingenti sulla misurazione dell’utilità Risultati, libertà e diritti Vantaggio come risultato e vantaggio come libertà Importanza delle opportunità reali Capacità di svolgere determinate funzioni N.B.:Importanza della “libertà positiva” ovvero, Ciò che una persona è effettivamente in grado di fare e di essere la valutazione economica deve guardare anche alla realizzazione di un’ un’ampia gamma di capacita’ capacita’ umana fioritura”” = “fioritura Capability equita’ nella distribuzione equita’ delle ”opportunita opportunita’’ di sviluppo” sviluppo” suggerisce di guardare alle possiblita’ reali che gli individui hanno di ottenere cio’ cio’ cui essi stessi attribuisocono valore In sintesi: Risorse limitate/ Capability Filosofia della distribuzione delle risorse economiche: distribuire in modo equo le opportunità di sviluppo per favorire “stati di fare e di essere” in una “libertà positiva” Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici – Il concetto di Capability – Capability e persone con DI: specificazione del concetto di sceltà e di libertà Implications At the very least, the capability approach provides a distinct formulation of the overarching objective of disability and justice initiatives: to improve the actual lives of persons with disabilities by expanding their freedoms to do or be what they value. Cognitive Disability, Capabilities, and Justice Serene Khader, Essays in Philosophy, Vol.9, N° 1, January 2008 Criteria for Justice for the Severely Cognitively Disabled A. Respecting the dignity of persons with cognitive disabilities requires understanding them as members of an oppressed group Significato: Si definisce “oppressione” ciò che è “imposto socialmente = non è scelto” Criteria for Justice for the Severely Cognitively Disabled D. Justice for the severely cognitively disabled requires some attention to flourishing in addition to the traditional liberal emphasis on political liberty Significato: Enfasi sullo sviluppo personale (flourishing functioning) più che sulla libertà teorica di esercizio dei diritti politici Asia Pacific Disability Rehabilitation Journal 125 Vol. 16 - No. 2 - 2005 REIFYING CAPABILITY THEORY IN DISABILITY AND REHABILITATION RESEARCH Manoj Sharma Associate Professor, Health Promotion & Education University of Cincinnati ABSTRACT Use of theory helps in improving practice. Research in disability and rehabilitation can benefit by using a microeconomics theory called Capability Theory by Amartya Sen. The purpose of this brief report is to discern measurable constructs of the Capability Theory and reify these constructs for use in disability and rehabilitation research … Université de Versailles Saint-Quentin-en-Yvelines Capability and Disability: an Approach for a better Understanding of Disability Issues UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities: a Call for Action on Poverty, Lack of Access and Discrimination 19–22 May 2008 Addis Ababa, Ethiopia Slide 26 Why the Capability Approach (CA) It gives a wider view: understanding disability issues should not be restricted to the measurement of the disability prevalence It goes beyond the previous ‘models’ by looking at agency, choices, values, as well as constraints and opportunities i.e. CA provides broader insights into the issues related to disability since it proposes to look not only at what a person actually does (his/her functionings) but also at the range of possibilities from which he/she chooses that specific functionings (Sen, 1999) Slide 27 Capability: Concetti principali e implicazione per la ricerca e il sostegno allo sviluppo nell’area della disabilita' Costrutto Titoli di scambio Definizione beni o servizi che si ottengono soprattutto dalle risorse individuali piuttosto che quelli prodotti e acquisiti Applicazioni in Disabilita' e Riabilitazione identificare gli operatori che si prendono cura delle persone disabilli con independenza funzionale; identificare quali beni e servizi, che si ottengono senza produzione o vendita, sono utili per le persone con disabilita' • Exchange entitlements which means goods and services that are obtained from a person's resources or endowments rather than buying or selling • In disability and rehabilitation research this construct can be reified by identifying persons who assist the PWD with functional independence and by identifying what goods and services are useful for PWD that can be obtained without production and sale • Interventions can then be designed to foster access to these goods and services for PWD Costrutto Caratteristiche Definizione una merce o un bene non si desidera per se' ma per l’ insieme dei suoi attributi Applicazioni in Disabilita' e Riabilitazione identificare i valori dei beni o dei servizi utilizzati dalla persona con disabilita' • A commodity or good is not desired per se but is valued for a set of attributes that it provides • For example, food is valued for the taste and nutritional qualities that it provides • Likewise, for a person with mobility-related disability a walking cane is valued for the assistance it provides in movement and its comfort in use • In disability and rehabilitation research this construct can be used in identifying the values PWD place on goods and services they utilize • Educational interventions can be designed to modify perceived values of PWD. Costrutto Applicazioni in Disabilita' e Riabilitazione Definizione valutare il grado di: Capability cose che una persona e' in grado di arrivare a fare o avrebbe potuto arrivare a fare in base alle opportunita' reali di scelta salute fisica vita attesa salute mentale far parte della societa' avere amici liberta' di proseguire il percorso scolastico … liberta' di spostamento liberta' di avere un lavoro attinente alle proprie attitudini … … capacita' di perseguire obiettivi spirituali Costrutto Definizione Funziona menti un insime di "fare ed essere" oppure la varieta' di opzioni o azioni che svolgiamo nella nostra vita quotidiana per ottenere cose nella vita Applicazioni in Disabilita' e Riabilitazione valutare il grado di: svolgere attivita' dilla vita quotidiana ottenere il cibo ottenere vestiti vivere nella propria casa usare i mezzi di trasposto o guidare avere amici avere sostegno famigliare soddisfacente lavorare mantenere la famiglia … essere attivo nella propria comunita', citta', regione … Costrutto Definizione Applicazioni in Disabilita' e Riabilitazione valutare il grado di: Benessere il proprio benessere capacita' di ottenere i beni e i servizi che uno desidera sentimento di soddisfazione la salute percepita Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici • Chi è l’esperto (in “umanità”)? – Il ruolo della Psichiatria • Il ruolo del sistema ICF oggi - Capability e ICF • L’uomo - costruttore di significati • Il costrutto di Agency nello sviluppo Tipico e Atipico • La scoperta (storica) del soggetto narrante • Tre esempi Abstract This article poses the question, ‘Who is the expert?’ in relation to people with intellectual disabilities. It begins with an exploration of what it means to assert moral authority in relation to people with IDs, and makes the argument that ‘experts’ who draw moral boundaries, define conceptions of the ‘good’ and quality of life for people must consider how to occupy this position responsibly. It then considers a second form of authority – epistemic authority – and explores the moral responsibility that accompanies the practice of putting forth knowledge claims about ID. This involves acknowledging three potential problems: distancing, oppression and dehumanization. The article concludes with questions that point towards greater interdisciplinary dialogue regarding authority, responsibility and the role of the expert. II. Epistemic authority and moral responsibility … not surprisingly, the voices of persons with IDs themselves are virtually absent from philosophical discourse about them … Beyond the philosopher-expert: interdisciplinary dialogue …Finally, what modes of distancing and wilful ignorance impede efforts to extend and expand our communities, and how can we create a more inclusive space wherein persons with IDs can become truly empowered subjects rather than objects of knowledge for the many experts who define them?. Descrizione dei ruoli multeplici degli psichiatri del campo della DI (un leader clinico al medico specialista) La cura psichiatria deve essere attinente a “Buone Prassi psichiatriche” (Royal College of Psichiatry,2009) I nuovi ruoli di psichiatria nel campo di DI devono tenere conto del sistema socio sanitario in evoluzione rapida; aggiornamento sulla polica assistenziale inclusiva basata su diritto, autonomia e scelta delle persone con DI Table 2 Roles of the consultant psychiatrist working with people with learning disabilities (crosses denote proportion of time devoted to each role) Ruolo della Psichiatria e Capability A. Rimuovere/ridurre gli ostacoli al functioning ( Buone Prassi medico-psichiatriche) B. Favorire le opportunità di functioning e di scelta (Capability) ( contribuire alla Formazione del Gruppo di Lavoro e della Comunità) Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici • Chi è l’esperto (in “umanità”)? – Il ruolo della psichiatria • Il ruolo del sistema ICF oggi - Capability e ICF • L’uomo - costruttore di significati • Il costrutto di Agency nello sviluppo Tipico e Atipico • La scoperta (storica) del soggetto narrante • Tre esempi Disability Models and the Capability Approach Sophie Mitra Fordham University [email protected] Conference on Inclusive Education for Children with Disabilities Moscow, 27 September 2011 The Determinants of Capabilities and Functionings Social and Cultural Environment (law, custom, policy, regulation, representations) (affects slope of gradient) Resources and Commodities individual and collective owned and shared + Personal Capacity (human capital, drive, impairment, gender, race, ethnicity) Capability Set locally valued beings and doings Choices Actual Functionings 3 approcci – le risorse, le capability e il benessere soggettivo- alla Qualita’ della Vita … la nuova definizione di salute e il modello di funzionamento umano proposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (ICF OMS, 2001), non sono sufficienti a decifrare la complessità dinamica del funzionamento umano, particolarmente nelle condizioni di disabilità. Costituiscono i presupposti di una teoria dell’assessment che oggettivizza l’individuo nella corretta interazione tra sé ed i suoi ambienti, ma trascurano una serie di elementi essenziali per la comprensione e la spiegazione dei fenomeni che si manifestano nello spazio e nel tempo della condizione esistenziale di persona con disabilità… Fonte: L Croce, Assessment, emplotment e capabiliy nell’approccio alle persone con disabilità intellettive: il ruolo delle narrazioni. In: Ruggerini et al., Erickson, in stampa … una serie di concetti chiave non può essere esclusa dalla riflessione metodologica necessaria alla costruzione dei percorsi di cura ed educazione per le Persone con disabilità: • • • • • soddisfazione … valore … narrazione Fonte: L Croce, Assessment, emplotment e capabiliy nell’approccio alle persone con disabilità intellettive: il ruolo delle narrazioni. In: Ruggerini et al., Erickson, in stampa Cosa succede se si prescinde da alcuni di questi concetti – chiave nella formulazione del Piano Individuale di Sostegni – ? • Person-centered planning The general term emerged in 1985 and its components reflect the broader ideological framework of normalization and Inclusion The purpose of person-centered planning is to develop collaborative, goal-oriented, and individualized programs that are focused on community presence, community participation, positive relationships, respect, and competence Method Identification of Potential Articles/Studies • We restricted our literature review to all articles published on the Web of Science between 1985 and January 2009 Selection of Articles for Analysis • An overview summary of these 15 studies is presented ... 11 were quantitative and 4 were qualitative studies … Commenti: - Improvement of social networks (mean score 3.6/ 5) : … however they did not find an impact on inclusive social networks … - Choise-making (mean score 2.9/5): … • person-centered planning might be a paper exercise • planning meetings are sometimes not attended by any family member, lawyer, or the consumer • frequently participants actually do not understand their own person-centered planning process • the use of discursive strategies during person-centered planning processes did not stimulate self-determination and that parents and professionals performed some kind of paternalistic steering Abstract Person-centered planning is a well known and widely used approach to individual program planning in the field of intellectual and developmental disabilities. Its purpose is to develop collaborative supports focused on community presence, community participation, positive relationships, respect, and competence. Because there is little research on its effectiveness, our purpose here was to (a) review the current status of effectiveness research; (b) describe its effectiveness in terms of outcomes or results; and (c) discuss the effectiveness of person-centered planning in relation to evidencebased practices. Analyzed studies suggest that, overall, this planning has a positive, but moderate, impact on personal outcomes for this population. The body of evidence provided in this review is weak with regard to criteria for evidence-based research. Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici • Chi è l’esperto (in “umanità”)? – Il ruolo della psichiatria • Il ruolo del sistema ICF oggi - Capability e ICF • L’uomo - costruttore di significati • Il costrutto di Agency nello sviluppo Tipico e Atipico • La scoperta (storica) del soggetto narrante • Tre esempi HUMAN AGENCY … two different perspectives: well-being and agency... each also yields a corresponding notion of freedom. Sen defines agency freedom as ‘‘what a person is free to do and achieve in pursuit of whatever goals or values he or she regards as important.’’ The agency aspect is important ‘‘in assessing what a person can do in line with his or her conception of the good.’’ Unlike well-being, which refers to the person’s own state, agency is general; it is ‘‘not tied to any one type of aim. Agency freedom is freedom to achieve whatever the person, as a responsible agent, decides he or she should achieve. ’’ Sen argues that ‘‘Persons should enter the moral accounting by others not only as people whose well-being demands concern, but also as people whose responsible agency must be recognised.’’ …a child free of problems associated with substance use, violence, crime, unsafe sex, and so forth, is not necessarily a child who has the knowledge and skills to compete successfully in the global market place … … what is needed is a model that bring toghether … a set of processes that both protect and promote … … positive identity and agency (reflecting purposeful and resiliant interaction with the social environment) are viewed as important from an applied developmental science perspective … Fonte: Schwartz e coll.(2007): Addressing the Challenges and Opportunities for Today’s Youth: Toward an Integrative Model and its Implications for Research and Intervention. Special Issue Introduction: The Meaning and Measurement of Thriving: A View of the Issues Richard M. Lerner • Alexander von Eye • Jacqueline V. Lerner • Selva Lewin-Bizan • Edmond P. Bowers J Youth Adolescence (2010) 39:707–719 DOI 10.1007/s10964-010-9531-8 Positive Youth Development (PYD) Components: Hypothesis 1. PYD is Comprised of Five Cs (Competence, Confidence, Connection, Character, Caring) Hypothesis 2. Youth-Context Alignment Promotes PYD The “ Five’s C” of positive youth development: - Competence Confidence Connection Character Caring … these five attributes pattern onto a Positive Youth Development ( thriving) … … positively associated with youths’ contributions to society and negatively associated with their engagement in problematic behaviours … Fonte: Lerner e coll (2005): Positive youth development, participation in community youth development programs and community contributions of fifth grade adolescents: findings from the firs wave of the 4-H study of positive yoiuth development. Confidence Competence Positive view of one’s actions in domain specific areas including social, academic, cognitive and vocational. Social competence pertains to interpersonal skills ( conflict resolution). Cognitive competence pertains to cognitive abilities (decision making) … An internal sense of overall positive self-worth and selfefficacy; one’s global self regard, as opposed to domain specific beliefs … Connection Positive bonds with people and institutions that are reflected in bidirectional exchanges between the individual and peers, family, school and community in which both parties contribute to relationship … Character Respect for societal and cultural rules, possession of standard for correct behaviors, a sense of right and wrong (morality), and integrity Caring A sense of sympathy and empathy for others A developmental systems theory-based model of thriving in adolescence Lerner’s (2001) adaptation of Baltes and Baltes’s (1990) Selection, Optimization and Compensation model ( Schwartz et al., 2007) - Selection: adolescents choose those stimuli and opportunities to which they wish to respond - Optimization: adolescents allocate their resources toward specific courses of action and to refine those efforts - Compensation: adolescents redirect their efforts when they are initially thwarted Materials 130 participants were recruited, each of whom were considered as having a ‘learning disability’ by virtue of the supported accommodation in which they resided. Four forms of supported accommodation found in Northern Ireland were included in the study (McConkey 2006): Thirty-nine participants lived in registered care homes (support staff available on a 24-h basis) Shared homes, in which 30 participants lived, were similar to registered homes except that this form of housing came under supporting people arrangements in which individuals have a tenancy agreement and individual funding packages to cover support staffing, including overnight staffing Twenty-six participants lived in clustered schemes, for example, a group of properties (bungalows or flats) on the same site that is exclusively for tenants with learning disabilities (support staff was available on a 24-h basis to all these tenants) Thirty-five participants lived in dispersed schemes consisting of single properties in various neighbourhoods (for 50% of these tenants, staff support on a 24-h basis was provided; the remainder had a mean of 6-h support per day (range 3–9 h). 130 persone con DI 4 tipi di Residenza (Irlanda) Methods Individual structured interviews were conducted with each participant in their home at three time points, 9 months apart. Interviste strutturate After gathering demographic information and details of support arrangements and social activities, participants were invited to think about three things (‘goals’) they would like to try in the following 6–9 months. Si chiede di pensare tre obiettivi (goals) che vorrebbero cercare di raggiungere nei prossimi 69 mesi Their key workers were encouraged to join in the discussion. Gli operatori più significativi partecipano alla discussione Methods Type of goals set Although participants chose a wide variety of goals, for ease of reference they could be grouped into the following categories. The percentage refers to the number of people who selected that type of goal at any of the three time points from all those who selected goals (n = 123): Social activities (e.g. going out for a meal, or on holidays) 90%; Entertainment activities (e.g. cinema, bingo, watching football match) 34%; Sport/exercise activities (e.g. play football, go for walks) 29%; Increasing independence (e.g. using buses, managing money) 26%; Work or training activities (e.g. placements, attend classes) 25%; Increasing social contacts (e.g. meeting and visiting friends) 14%; Increasing contact with family (e.g. meeting and visiting) 10%. By far the most common goal was to spend more time engaged in activities with people. L’obiettivo di gran lunga più comune era di trascorrere più tempo coinvolti in attività con altre persone. Results Figure 1 shows the percentage of people within each accommodation option who at the review 9months later, reported achieving one or more of the goals they had set. These reviews took place on two occasions, that is, time 2 and time 3. = gli obiettivi scelti vengono raggiunti in percentuali comprese tra 30 e 65% = Results At each review meeting, the participants were asked to name what had helped them to attain their goals if they had been successful. Table 2 lists the most commonly given reasons based on the agreed groupings by two raters. = fattori facilitanti: staff, accessibilità, amici …= Conclusions Goal setting seems a suitable way of promoting social inclusion as it can be tailored to the needs and aspirations of individuals, although extra efforts may be needed to implement and sustain it with staff across all accommodation options. Porre mete individuali è una strada percorribile per promuovere l’inclusione; essa muove dai bisogni e dalle aspirazioni individuali. Background Relatively few attempts have been made to systematically promote the social inclusion of people with ID. This is made more difficult by a lack of precision in defining pertinent indicators of social inclusion for this population. → Studies that have sought the views of persons with an ID in the UK, identified two main aspects: their interaction with others – notably friends, family and people in their communities – their access to community facilities and participation in community activities (Emerson et al. 2005; Abbott & McConkey 2006) → The focus on person-centred planning has certainly increased the profile of social inclusion as an issue given that it is an aspiration often expressed by people with an ID! L’inclusione è una aspirazione spesso dichiarata dalle persone con DI Background Encouragingly, several studies have reported that person-centred approaches can produce greater choice, increased contact with friends and family, and more community participation (Holburn et al. 2004; Robertson et al. 2006). A key feature of person-centred working is the individual support afforded to the person in order to achieve their aspirations. A recent study that used goalsetting to promote social inclusion across various forms of accommodation options detailed the significant contribution of support staff in achieving the goals people had selected (McConkey & Collins 2009b); a determinant of a person’s social inclusion may not be so much the setting in which they are supported (as past studies have suggested) but rather the roles that support staff undertake or which they are equipped and encouraged to fulfil as part of their role. Surprising little research has been undertaken into this aspect of staff support. To date, attention has focussed mostly on the role of staff supervisors in community-based residences (Hewitt et al. 2004; Clement & Bigby 2007). Lo staff può favorire il raggiungimento degli obiettivi degli individui residenti; Lo staff potrebbe contribuire ad influenzare la scelta delle mete da parte dei residenti; Partecipants → A total of 245 staff were recruited from services providing day or residential support to persons with an ID across Northern Ireland: 40% staff were employed in residential or shared housing (i.e. with four or more residents in each house) 245 staff (Irlanda) 40% staff di Residenze 24% in supported living schemes (with up to three tenants per household but more usually one person) 36% staff were recruited from six day centres run by two Health and Social Trusts which had around 60 persons attending daily with transport provided from home to centre (provided a varied programme of social and recreational activities) 36% staff di Centri Diurni Procedure → Self-completion questionnaire was developed (based on responses from 44 volunteer staff recruited from the same services): the range of support tasks they undertook and their perceptions as to the tasks they could undertake to further the social inclusion of the people they supported 32 tasks commonly undertaken by staff These consisted of: • 16 tasks relating to social inclusion activities • 16 items describing other ‘care’ tasks they undertook. In the self-completion questionnaire staff were invited to rate each of the 32 tasks in terms of priority (high, medium, low, not apply to my job role) Questionario 32 compiti comuni per lo staff: 16 relativi a attività di inclusione sociale 16 relativi a attività di “assistenza”/“cura” Quesito: quale è la priorità (alta, media, bassa) dei singoli compiti? Numero medio di compiti ad alta priorità Inclusione Assistenza N= 5 N = 11 Gli staff attribuiscono una priorità più elevata ai compiti della assistenza, soprattutto nelle Residenze. Discussion and Conclusions Staff working in more individualised support arrangements tend to give greater priority to promoting social inclusion although this can vary widely both across and within staff teams. Nonetheless, staff gave greater priority to care tasks especially in congregated service settings. Service managers may need to give more emphasis to social inclusion tasks and provide the leadership, training and resources to facilitate support staff to re-assess their priorities.As the literature on active support training for frontline staff has demonstrated (Stancliffe et al. 2007), shared training is one means of creating coherent support strategies across all staff on the team.Yet, training per se may be insufficient unless service managers are also committed and they exerciseThe practice leadership required to inculcate new ways of working (Clement & Bigby 2007) NB: These data should not be taken as being representative of all staff working in the three type of services included in this study! I leader degli staff dovrebbero dare più enfasi alla inclusione sociale e ricevere dai managers dei Servizi training e risorse per ridefinire le proprie priorità … E’ necessario introdurre nuovi modi di lavoro – condivisione delle priorità all’intero staff …- … this is the highest form of happiness: finding meaning and purpose in life. Each individual who we work with has the right to pursue this level of happiness, just as we, without disabilities,do … Identity …human beings often struggle to define themselves rather than to be defined by others … … how do the majority of people with ID define themselves?. They are often given the definition of “mentally retarded persons” or “ special needs individual” … … the psychological aspects of PID deal with the discovery, redefinition and celebration of self. This approach focused on the rebuilding of identuty in the most positive manner possible. We assist the individual in discarding false identities imposed upon them by the social environment and redefining the self based on the combination of therapeutic work and life experiences … Positive Behavioral Planning: • • • • • Diagnosis (DM-ID) Medical Psychiatric Cognitive Communications Proactive Planning Plan Writing • Psychological Needs ( Attention, Choise, Emotional Communication, Stimulation) • Values Chart Gratitude Today I appreciate: ….. Forgiveness Values Chart Today I forgive: ….. Feeling Good About Myself What I did well today: ….. What I like about myself today: ….. What I know I’m getting better at: ….. How I made a different today: ….. My Goals for Tomorrow Are ….. Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici • Chi è l’esperto (in “umanità”)? – Il ruolo della psichiatria • Il ruolo del sistema ICF oggi - Capability e ICF • L’uomo - costruttore di significati • Il costrutto di Agency nello sviluppo Tipico e Atipico • La scoperta (storica) del soggetto narrante • Tre esempi Convegno/Meeting Medicina Narrativa e Malattie Rare Istituto Superiore della Sanità, Roma, 26 Giugno 2009 Il Convegno ha l’obiettivo di promuovere tra gli operatori sanitari la conoscenza della medicina narrativa quale strumento funzionale alla gestione dei pazienti, con particolare attenzione alle persone con malattia rara. In tale ambito, le cure mediche non sono sempre risolutive. I pazienti e i loro familiari possono avere una percezione di intenso isolamento, come intenso può essere, nei confronti delle persone con malattia rara, il senso di impotenza di medici e operatori sanitari in generale. Pertanto, emerge fortemente il bisogno di costruire una relazione significativa tra persona con malattia rara e operatori sanitari. La medicina narrativa, configurandosi come ponte tra le conoscenze cliniche del medico (e dell’operatore sanitario in generale) e il vissuto soggettivo del paziente, ha l’obiettivo di colmare tale distanza, “accompagnando” entrambi i soggetti nella gestione della malattia. Convegno/Meeting Medicina Narrativa e Malattie Rare Programma Narrative Medicine (Rita Charon) Evidence Based Medicine - Narrative Based Medicine: l’integrazione possibile (Guido Giarelli) Malattie rare e medicina narrativa (Domenica Taruscio) La medicina narrativa nella formazione dei professionisti sanitari (Giorgio Bert) Medicina narrativa e medical humanities (Lucia Narrazione, etica e medicina: il caso del cinema ( Paolo Marino Cattorini) Zannini) * Medicina narrativa e letteratura (Antonio Virzì) Medicina narrativa e counseling in medicina generale (Vincenzo Masini) Approccio narrativo e relazione di cura in pediatria (Michele Gangemi, Federica Zanetto) *… nessun operatore (sanitario o assistenziale) può prescindere da una riflessione sulla natura dell’uomo … Narrare la malattia: diritto ed epidemiologia (Gaia Marsico) La Medicina Narrativa nella pratica clinica (NBM vs Medical Humanities) Medical Humanities* Origine: fine anni ’60; - … ispirazione esplicitamente religiosa e una preoccupazione pedagogica: un piccolo gruppo di assistenti spirituali e di cappellani di campus universitari e facoltà di medicina, di diverse confessioni religiose, si sono costituiti come Committee on Medical Education and Theology. Era soprattutto preoccupati della tendenza, sempre più accentuata in medicina, a separare il fatto tecnico da quello umano, inteso in senso più ampio e comprensivo della risposta ai diversi bisogni della persona malata ( Spinsanti 2006) - … Pellegrino – medico, figura di spicco della bioetica internazionale – ha successivamente fondato nel 1968 la Society for Health and Human Values e ha visitato 80 scuole di medicina americane per in trodurre le Medical humanities nei curricula universitari *storia, letteratura, filosofia, etica, antropologia, sociologia, teologia, psicologia (Evans, 2002) … la medicina, a un certo punto della sua storia, per ritrovare l’uomo, ha scelto il modo più creativo e complesso, ossia un modo che non dà risposte certe, come il metodo scientifico-sperimentale, ma un approccio fondato sulla conoscenza dell’individuo, su ciò che “ha a che fare con l’uomo”, ossia le medical humanities (Benaglio, 1968) … La Medicina Narrativa nella pratica clinica - Levenstein e coll. – The patient-centered clinical method,Family Practice,1986 – - Necessità di riconoscere importanza alla esperienza soggettiva del paziente in un approccio olistico alla sua malattia - L’approccio patient-centered migliora gli outcomes clinici nella cura delle patologie cronico degenerative … Patient Centered Medicine - - Balint (Medico, paziente e malattia, 1957) “overall diagnosis”; focus sul setting; Engel (The need for a new medical model, a challenge for biomedicine, 1977); modello bio-psico-sociale di malattia; La Medicina Narrativa nella pratica clinica - Hunter , Doctors’ Stories. The Narrative Structure of Medical Knowlwdge, 1991 - Shapiro, The use of narrative in the Doctor – Patient encounter, 1993 - Charon, Literature and medicine: contribution to clinical practice, 1995 - Narrative Based Medicine - Harvard Medical School (Eisemberg, Good (1994), Klienman (1978)): i modelli medici nelle differenti parti del mondo sono sistemi culturali; salute, malattia e cura sono un prodotto culturale e quindi un “oggetto” socialmente costruito attraverso specifici linguaggi - Disease = malattia in senso biologico British Medical Journal, 1999; 5 articoli sulla Narrative-Based Medicine; - Illness = modo in cui il malato, la sua famiglia e la rete sociale percepiscono, definiscono, spiegano, valutano la patologia e vi reagiscono = data di nascita ufficiale della NBM - Holt (2004); indica il 2003 la data del riconoscimento della NBM negli USA; il New York Times dedica una copertina La Medicina Narrativa “Atto di nascita” della Medicina Narrativa fine anni ’90 • 1999 sezione Education and Debate del British Medical Journal: serie di 5 articoli che ripropongono l’attenzione verso una Medicina Basata sulle Narrazioni dei pazienti La Medicina Narrativa Greenhalg T. and Hurwitz B. “Why study narrative?” BMJ 1999;318;48-50 La Medicina Narrativa L’approccio narrativo consente: • affrontare in modo olistico i problemi del paziente • individuare opzioni diagnostiche e terapeutiche altrimenti non esplorate (Greenhalg T. e Hurwitz B., 1999) La Medicina Narrativa La NBM ha valenze: • Cliniche:in fase diagnostica è la forma in cui il paziente presenta la sua storia di malattia e contribuisce a creare una condizione di empatia fra medico e paziente consentendo la costruzione di significati condivisi • Terapeutiche: favorisce un approccio alla presa in carico globale, ha una funzione intrinsecamente terapeutica e può fornire indicazioni per opzioni terapeutiche addizionali Medicina Narrativa e disabilità • In alcuni paesi già da anni la Medicina Narrativa viene utilizzata nell’approccio alla disabilità • Ricostruzione delle “storie di vita” di pazienti disabili • Pratica consolidata per completare il consueto modo di acquisizione delle informazioni sul paziente Medicina Narrativa e disabilità Anche nell’approccio alla condizione di disabilità la Medicina Narrativa ha valenze: • Diagnostiche: attiva un approccio orientato alle esigenze del singolo • Programmazione/innovazione dei percorsi assistenziali: attiva una revisione del sapere acquisito alla luce delle esperienze del singolo • Educative per i famigliari e per i Professionisti: storie di vita come strumento pedagogico • Ricerca: orienta nuove ipotesi di studio Medicina Narrativa e disabilità • Consente di dare completezza alla costruzione della identità personale del disabile che spesso è affidata alla voce di altri “narratori” • Consente di conoscere la persona che è dietro alla disabilità perché introduce l’individuo in un contesto sociale e relazionale La Medicina Narrativa nella pratica clinica Raccogliere la illness experience Costrutto di “Agenda del paziente”; comprende: • Sentimenti; es.: paure e ansie che si generano dall’esperienza di malattia • Idee, interpretazioni, punti di vista sul disturbo di cui si è affetti • Aspettative e desideri riguardo a una possibile cura • Interconnessioni tra malattia e contesto familiare, sociale, culturale e lavorativo La Medicina Narrativa nella pratica clinica Medicina Narrativa: Attività nella pratica … quando noi pensiamo narrativamente, stiamo cercando di comprendere un singolo caso … … in quest’ottica narrativa la medicina davvero si trasforma in una scienza degli individui … … intendere la pratica medica come scienza di questo tipo e non solo come applicazione di protocolli diagnostici e terapeutici, significa accettare che il suo scopo non è la ricerca di verità assolute, ma lo sviluppo di una pratica clinica corretta ed efficace che si basa anche ( non solo, ovviamente ) su criteri di verosimiglianza … La Medicina Narrativa nella pratica clinica Medicina Narrativa: Attività nella pratica • Giudizio clinico = ragionamento pratico = fronetico = sapere pratico = sapere prassico • … la forma perfetta del sapere prassico non è la capacità di applicare regole date, ma va individuata in una adeguata capacità di deliberare bene, ossia di fare le scelte giuste in relazione ai vincoli e alle possibilità date da una specifica situazione in cui si trova un individuo … • - Aristotele: tre forme di conoscenza: Episteme: basata su leggi generali (EBM) Techne: basata su un saper fare Fhronesis: basata su valori • La narrazione è essenziale per il ragionamento pratico … La Medicina Narrativa nella pratica clinica Il piano terapeutico narrative-based come co-costruzione di una “storia della guarigione” possibile … nelle professioni sanitarie più a contatto con la cronicità – medicina generale, pediatri di base, infermieri, fisioterapisti – da alcuni anni si è incominciato ad agganciare il trattamento proposto al paziente alla sua storia, costruendo con lui una sorta di “storia prospettica” (Mattingly, 1991) … …se il paziente deve essere coinvolto nel processo terapeutico, sia lui che l’operatore devono condividere un’idea sul perché ha senso fare determinate cose … La Medicina Narrativa nella pratica clinica Il piano terapeutico narrative-based: therapeutic emplotment ( letteralmente: “costruzione di una trama terapeutica”) Mattingly (1991) capacità di costruire storie con il paziente – all’interno dell’attività d’impostazione di un piano di trattamento -, con la finalità di migliorare la sua adesione al trattamento Good (1994) attività interpretativa, che ha luogo nell’incontro clinico, attraverso la quale gli operatori e i pazienti creano e negoziano la struttura di una trama articolata in un tempo clinico, che colloca il piano terapeutico in una più ampia storia Medicina Narrativa e Ricerca Qualitativa Ricerca qualitativa. Definizione “ … nella ricerca qualitativa si rinuncia alla tirannia del mondo dei numeri e … ci si incammina in una area … sostanzialmente esperienziale e intuitiva …; l’intelligenza del ricercatore si sforza di rendere evidenti i significati; … la dimensione qualitativa ha una funzione di integrazione … la ricerca qualitativa non è un esercizio diretto a obiettivare ciò che è vero da ciò che è falso; è, piuttosto, un tentativo di fornire un resoconto della realtà a più voci che denotano aspetti culturali e relazionali… “ Fonte:Jones K. (2004), Mission Drift in Qualitative Research, or Moving Toward a Systematic Review of Qualittaive Studies, Moving Back to a more Systematic Narrative Review, “The Qualitative Report”, vol. 9, pp. 95-112 Ricerca qualitativa. Paradigma filosofico Assunto Ontologico: ciò che esiste è ciò che le persone percepiscono come esistente. Per questo la realtà non è sempre uguale a sè stessa ma è dinamica; cambia con il cambiare delle percezioni delle persone. La realtà è socialmente costruita. Epistemologia: la conoscenza della realtà si ottiene entrando in contatto con la soggettività in un mondo di significati (più che di fatti verificabili) costruito dagli individui. Tutta la conoscenza è socialmente costruita. Obiettivo della ricerca: cercare di comprendere le interpretazioni/percezioni degli individui Fonte: Smith N., Mitton C., Peacock S. (2009), Qualitative Methodologies in Health – Care Priority Setting Research.” Health Economics”, vol. 18, pp. 1163-1175 Ricerca qualitativa. Paradigma filosofico Ruolo dei valori percepiti: connessione ai valori; i valori individuali dovrebbero avere un impatto sui risultati della ricerca e dovrebbero essere compresi e tenuti in considerazione Concezione dei dati: i dati esprimono una percezione soggettiva che le persone hanno del loro ambiente Fonte: Smith N., Mitton C., Peacock S. (2009), Qualitative Methodologies in Health – Care Priority Setting Research.” Health Economics”, vol. 18, pp. 1163-1175 Ricerca qualitativa. Metodo Metodo tipico: interviste individuali approfondite, focus group, osservazione Risultati: la ricerca dovrebbe produrre resoconti della realtà “autentici” ( ndr: di persone reali in un mondo reale) e “ricchi” ( ndr: di implicazioni ) = La Ricerca Qualitativa è il Metodo della “Medicina Basata sulle Narrazioni” = Fonti: Smith N., Mitton C., Peacock S. (2009), Qualitative Methodologies in Health – Care Priority Setting Research.” Health Economics”, vol. 18, pp. 1163-1175 Ruggerini C., Manzotti S., Griffo G., Veglia F., Narrazioni - il valore delle esperienze individuali nei percorsi educativi e di cura per le persone con Disabilità Intellettiva- , Erickson, Trento, in stampa Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici • Chi è l’esperto (in “umanità”)? – Il ruolo della psichiatria • Il ruolo del sistema ICF oggi - Capability e ICF • L’uomo - costruttore di significati • Il costrutto di Agency nello sviluppo Tipico e Atipico • La scoperta (storica) del soggetto narrante • Tre esempi • Sintesi La valutazione e l’intervento con D.: disabilità intellettiva o disturbo generalizzato dell’apprendimento? Margherita Orsolini, Sapienza, Università, Roma, in stampa …riporto un dialogo che fa comprendere come il lavoro di supporto emotivo e di consapevolezza cognitiva sia una parte rilevante dei sostegni allo sviluppo . L’estratto verte su una decisione che D. e la sua famiglia dovevano prendere a proposito del trasferimento da un istituto professionale per il turismo ad un istituto artistico… La valutazione e l’intervento con D.: disabilità intellettiva o disturbo generalizzato dell’apprendimento? Margherita Orsolini, Sapienza, Università, Roma, in stampa Adulto(Ad.): Beh, se ricominci dal primo anno avresti due anni di più dei tuoi compagni D.: tanto non importa, tanto anche se c’ho due anni in più, gli altri sono sempre più intelligenti Ad.: che cosa? Che hai detto? ((scherzando, marcando esageratamente le espressioni del viso)) D.:che anche se c’ho due anni in più gli altri sono sempre più intelligenti Ad.:tu pensi questo? Pensi questo? D.: ((sorride)) Ad.:sono più intelligenti in tutto? D.:sì ((sorride)) La valutazione e l’intervento con D.: disabilità intellettiva o disturbo generalizzato dell’apprendimento? Margherita Orsolini, Sapienza, Università, Roma, in stampa Ad.: ((abbassa la testa e fa un lungo sospiro)) ma io vorrei sapere perché … noi lavoriamo e tu però pensi sempre queste cose negative, D. D.:non lo so ((sorride)) Ad.: ma tu spiegami una cosa, non c’è una cosa in cui ti senti intelligente? D.: quando faccio le cose da solo mi sento intelligente Ad.: ah … e come mai allora? D.: quando non so le cose non mi sento Ad:. Ah, quando non sai le cose pensi “non sono intelligente”. Invece non è che pensi “non so le cose perché le devo ancora imparare”. Non è che pensi che puoi imparare, non lo pensi mai questo, che puoi imparare? D.: non l’ho mai pensato ((sorride)) Ad.:non l’hai mai pensato? E allora qui come vieni? D.:forse … Ad.:dimmi un po’ una cosa, tu qui perché ci vieni? D.: per imparare NARRAZIONE E FORMAZIONE NELL’AREA DELLA SESSUALITÀ NELLA DISABILITÀ: L’ESPERIENZA DI UN GRUPPO Fabio Veglia, Sabrina Giorcelli e Pamela Gusmeroli (In: Ruggerini et al., Erickson, in stampa) Fasi di svolgimento del progetto di educazione all’affettività e alla sessualità rivolto a un gruppo di ragazzi con disabilità intellettiva: - percorso di formazione rivolto agli operatori; incontro di sensibilizzazione e formazione rivolto ai familiari; incontri tra gli operatori dell’équipe e il supervisore finalizzati alla condivisione degli obiettivi, dei contenuti e della metodologia del progetto di educazione affettiva e sessuale; creazione del gruppo dei ragazzi che partecipano al progetto (in accordo con i consulenti della Cooperativa e con il supervisore); incontro di presentazione del progetto rivolto alle famiglie dei ragazzi coinvolti; percorso di educazione sessuale rivolto ai ragazzi; incontri periodici di supervisione rivolti all’équipe degli operatori. NARRAZIONE E FORMAZIONE NELL’AREA DELLA SESSUALITÀ NELLA DISABILITÀ: L’ESPERIENZA DI UN GRUPPO Fabio Veglia, Sabrina Giorcelli e Pamela Gusmeroli (In: Ruggerini et al., Erickson, in stampa) … parlando di aggressività, Emma e Nicoletta dicevano ad un’altra ragazza: “Tu litighi con tutti e spesso urli, è difficile che un ragazzo possa stare con te”. Spesso, nei gruppi, i ragazzi si aspettano che siano gli educatori a fare gli interventi “educativi”, mentre quest’ultimo esempio mostra come, utilizzando un metodo diverso, i ragazzi con DI stessi possano confrontarsi e darsi rimandi e consigli importanti per loro… NARRAZIONE E FORMAZIONE NELL’AREA DELLA SESSUALITÀ NELLA DISABILITÀ: L’ESPERIENZA DI UN GRUPPO Fabio Veglia, Sabrina Giorcelli e Pamela Gusmeroli (In: Ruggerini et al., Erickson, in stampa) … all’inizio del percorso Luisa parlava di relazioni interpersonali solo in termini di amicizia, e sempre con timidezza; dopo un anno ha richiesto di affrontare in modo più diretto i temi dell’affettività e della sessualità. Durante i primi incontri, trattando il tema delle relazioni affettive affermava: “Non ho mai desiderato un ragazzo”. L’anno successivo diceva: “Mi piacerebbe avere un ragazzo che mi tenga per mano e mi porti a fare una passeggiata”… Gruppo GRD – Bologna – (Resp.: sig.ra Minelli) Io sono un ragazzo nato il 19 novembre 1988 a Bologna. Da piccolo ho frequentato sia l’asilo nido sia la scuola materna … stavo con i miei compagni e mi piaceva sentire leggere le filastrocche dei libri, giravo sul triciclo. Poi sono passato alla scuola elementare dove ho conosciuto una maestra che mi ha cambiato il carattere e mi ha fatto superare tutte le mie difficoltà di relazione, aiutata dalla dott.ssa Grazia Minelli … diventando grande ho così saputo programmare i miei tempi ,anche se ancora oggi non sempre arrivo in orario al lavoro. , devo imparare andare a letto presto, per essere riposato e capace di essere puntuale … … sono andato alla scuola di agraria perché volevo fare il contadino e qui ho trovato nuovi compagni ed amici… mi piaceva molto solo che avevo paura di qualche animale come le oche e le anatre … in questa scuola ,i miei compagni mi hanno aiutato molto a mantenere il controllo … Gruppo GRD – Bologna – (Resp.: sig.ra Minelli) Dopo la scuola ,infatti , sono andato a lavorare alla Coop e lì mi è scappato, in un momento di rabbia non controllata, di dare uno schiaffo ad un cliente e così mi sono giocato il lavoro… Ci ho riprovato con l’aiuto dell’Associazione GRD, ma non era il lavoro fatto per me. Sono rimasto a casa e l’Associazione mi ha fatto fare il segretario; durante le varie riunioni facevo il verbale , organizzavo gli incontri, registravo i soci … Oggi ho una mia postazione con un tavolo ,il telefono e il computer , sento veramente di aver trovato il lavoro che mi piace. Durante il tempo libero poi faccio l’attore in una compagnia di persone che lo fanno per hobby, che si chiama Asco… Un Venerdì e Sabato assieme ai miei amici Fabio Elena Francesca facciamo il week end di autonomia per imparare a vivere da soli. Sarebbe il sogno mio e dei miei amici! Questa è la mia storia di Marco Borsari Indice • La dimensione sovraordinata della assistenza: i principi etici • Chi è l’esperto (in “umanità”)? – Il ruolo della psichiatria • Il ruolo del sistema ICF oggi Capability e ICF • Il costrutto di Agency nello sviluppo Tipico e Atipico • La scoperta (storica) del soggetto narrante • Tre esempi • Sintesi Sintesi • L’uomo costruttore di significati • Necessità dell’ascolto nella trama di aiuti • Agency • Capability Heidegger - Essere e tempo, 1927; trad. it. 1976 -: padre della “filosofia ermeneutica”; ( “analitica esistenziale” esistenzialismo); MerleauPonty, Sartre, Ricoeur, Jaspers, Binswanger; continua la fenomenologia … …propongono di pensare come conoscenza “valida” sull’uomo quella che gli individui costruiscono a partire dalle loro esperienza vissute e, dunque, dai significati che essi colgono in determinati eventi … … La teoria ermeneutica dell’uomo non ignora il fatto che l’uomo sia un organismo biologico; dice soltanto che l’uomo come persona non può essere completamente compreso in ambito naturalistico. I caratteri che costruiscono l’uomo come persona, cioè l’ansia, la libertà e la comprensione …( Wulff et al., 1986) Infine, il mandato biologico più recente, sorprendente e misterioso nelle sue finalità ultime, spinge con forza, probabilmente soltanto gli umani, a cercare senso e significato per la loro esistenza. Soffriamo intensamente se ci sfugge il senso della vita, se non è comprensibile il significato di un incontro, se viene a mancare lo spazio di libertà per mettere nel mondo il segno del nostro modo unico e irripetibile di leggere la realtà… In presenza di malattie genetiche, congenite o acquisite sia i suggerimenti che gli strumenti per realizzarli possono patire di eventuali deficit o disregolazioni biologiche. In realtà, viene danneggiata e quindi alterata la possibilità di esprimerli e di realizzarli in modo adeguato, mentre la direzione del mandato, le sue finalità e la natura dei suggerimenti biologici molto probabilmente rimangono integre. La nostra ipotesi di fondo è che … tutte le persone umane, indipendentemente dalle loro abilità e dai loro handicap, siano in qualche modo orientate e motivate a perseguire le mete appena descritte … Fonte: F. Veglia: Narrazione: origine, funzioni e necessità. In: Ruggerini et al., Erickson, in stampa Significati, Agency, Capability La storia della assistenza alle persone con Disabilità Intellettiva insegna che essa si realizza in un territorio ampio – dove ben pochi sentieri sono obbligati - sotto il cielo di un insieme di concetti sovraordinati che la Convenzione internazional sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006) ha identificato nei: Diritti, Indipendenza, Scelta, Inclusione. Il cielo influenza le azioni di tutti. Nel nostro campo: delle persone con Disabilità Intellettiva, dei loro familiari, degli operatori coinvolti nei sostegni. Proprio come si verifica in natura in cui il cielo piovoso crea la verde Irlanda e il cielo assolato il deserto del Sudan. La persona con Disabilità Intellettiva deve tracciare, come tutti, sotto il cielo di tutti, il proprio percorso nel territorio. Nel tracciare il proprio percorso la persona con Disabilità Intellettiva e le persone che lo sostengono hanno bisogno di bussole. Le bussole sono i costrutti culturali che orientano la costruzione del percorso: Empowerment, Agency e Capability. La traccia che le persone con Disabilità Intellettiva compiono - sostenute nel loro percorso di vita sulla base di questi costrutti, sotto il cielo di cui si è detto - richiede necessariamente l’ascolto delle loro narrazioni di sé – cioè dei loro significati personali -. Grazie per l’Attenzione